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Michelangelo Buonarroti

CAPRESE 06/03/1475 - ROMA 18/02/1564 | PITTORE / SCULTORE / ARCHITETTO

Ritratto di Michelangelo Buonarroti, Jacopino del Conte, 1535 ca.


"La Pietà"
Ammirata, venerata, vandalizzata: la Pietà vaticana è il primo capolavoro di Michelangelo
Unica opera firmata, realizzata quando l'artista aveva 22 anni

Scheda dell’opera

Titolo: Pietà
Autore: Michelangelo Buonarroti
Commissione: Pietà marmorea per la
Chiesa di Santa Petronilla per il
Cardinale Jean de Bilhères-Lagraulas
Dimensioni: 174 cm x 195 cm x 69 cm
Ubicazione ultima: Città del Vaticano,
Basilica di San Pietro dal 1517 - La
collocazione attuale, nella prima
cappella a destra della navata della
basilica, risale al 1749
Tecnica: Scultura Marmorea su di un
blocco unico di marmo di Carrara
Datazione: 1497-1499
Stato di conservazione: Buono
I soggetti sono fortemente idealizzati: non si avverte violenza, dolore,
tragedia, ma solo una perfezione divina. Cristo ha un bellissimo corpo, Maria
sembra essere giovanissima (anche se alla morte di Cristo avrebbe dovuto
essere prossima ai 50 anni). Questo perché i loro corpi sono incorruttibili
perché privi di peccato.
Il marmo della Pietà è talmente
splendente che si diffuse la voce che
Michelangelo avesse dedicato alla
lucidatura un tempo equivalente a quello
impiegato per scolpirla.

Il viso non rivela segni della passione.

Sulle mani di Gesù


sono perfettamente
visibili i segni della
crocifissione.
La perfezione dell’opera è
estrema: il dettaglio della
carne tra il braccio e il
costato riesce a
rappresentare il peso di
Cristo che si oppone alla
presa di Maria per non far
scivolare il corpo.

Per rispetto, Maria non lo


sostiene a contatto con la
pelle, ma c'è un drappo di
stoffa tra la sua mano
destra e il costato di Gesù.

L'altra mano è aperta come


in un gesto di offerta, ad
indicare come il figlio si sia
sacrificato per il mondo.
La pietà non narra il dolore della
madre, non mostra lo strazio del
corpo martoriato di Cristo: l’una e
l’altro, la vita e la morte, riuniti
insieme, raggiungendo la
“perfezione” divina.

Si spiega così la forma piramidale


che, dalla larghezza della base
salendo a spirale, conduce al vertice,
quindi all’unità, nella testa della
Vergine.

Lo spessore relativamente piccolo,


rispetto alla larghezza e all’altezza,
significa che lo spettatore è costretto
a percepire il gruppo statuario come
un rilievo addossato a un piano
ideale di fondo. Il punto di vista di
Michelangelo, è sempre, perciò, uno
solo: quello frontale.
Guardando il gruppo di profilo si può
notare quanto limitato sia lo
spessore del blocco rispetto alla
larghezza.

Ciò presuppone uno spazio poco


profondo rafforzando l’ipotesi che la
scultura fosse stata ideata per una
nicchia.
Le pieghe sovrabbondanti
della veste, hanno lo scopo
di far risaltare
maggiormente, per
contrasto, la bellezza del
corpo levigato seminudo di
Gesù, e di dare un senso
avvolgente a tutta la
composizione.
Curiosità

Il Cristo ha un
incisivo in più: il
"dente del
peccato", e
simboleggerebbe
l'assunzione di
tutti i peccati del
mondo compiuta
da Cristo
MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT 
Lo fece il fiorentino Michelangelo Buonarroti

Una firma singolare

Michelangelo firmò l’opera


con il suo nome,
specificando la sua origine
fiorentina sulla fascia sopra il
petto della Vergine, un
elemento mai ripetuto nelle
altre sue sculture. .
Vasari riporta un aneddoto
molto elaborato per
giustificarne la presenza,
raccontando come alcuni
visitatori della cappella
avevano attribuito la Pietà a
uno scultore lombardo e che
di conseguenza Michelangelo
aveva voluto aggiungere la
propria firma.
La scultura è conservata oggi all’interno della Basilica di San Pietro, subito a
destra dell’ingresso principale.

È protetta da un vetro di sicurezza da quando, nel 1972, Laszlo Toth saltò sulla
balaustra della cappella brandendo un martello e danneggiando seriamente la
Madonna.
Michelangelo scolpirà altre Pietà nella sua lunga carriera, tutte molto
diverse da quella in San Pietro:
-la Pietà di Palestrina (dubbia attribuzione a Michelangelo),1555
-la Pietà Bandini, del 1557, dove appare la figura di Nicodemo (nella quale
si pensa che volle inserirvi il proprio autoritratto)
-la Pietà Rondanini, scolpita dal 1561 fino alla morte dell’artista nel 1564
“DAVID"
Largamente considerato un capolavoro della scultura mondiale, è uno degli emblemi del Rinascimento,
nonché simbolo di Firenze e dell'Italia all'estero, realizzato quando l'artista aveva 26 anni
Scheda dell’opera

Titolo: David
Autore: Michelangelo Buonarroti
Commissione: Dai consoli dell'Arte
della Lana e dagli Operai del Duomo
di Firenze
Dimensioni: Altezza tot. 5,17 m
Basamento 1,07 m Statua 4,10 m
Ubicazione ultima: Firenze,
Galleria dell’Accademia, nella
Tribuna della Galleria, trasferita per
motivi conservativi nel 1872
Provenienza: Piazza della
Signoria, ingresso di Palazzo
Vecchio
Tecnica: Scultura Marmorea su di
un blocco unico di marmo di Carrara
Datazione: 1501-1504
Stato di conservazione: Buono
La statua è ispirata allo scontro
biblico tra il guerriero Golia e il
giovane pastore David.

Il blocco di marmo era stato


precedentemente sbozzato da
Agostino di Duccio e da Antonio
Rossellino ma entrambi gli artisti
abbandonarono la scultura giudicando il
marmo troppo fragile.

Il marmo infine presentava una grande


quantità di venature dette taròli che
Michelangelo provvide a stuccare e
ricoprire con malta di calce restituendo
alla superficie la sua levigatezza.

La figura nuda del David si erge su un


basamento marmoreo di forma
irregolare.
Il David rappresenta la forza
morale, piena di “virtus” e mostra
calma e sicurezza di sé.

Fu subito riconosciuto come simbolo


delle virtù eroiche.

David è nudo, come una statua


classica.

Composizione classica:
è possibile osservare il chiasmo
(detto anche “ponderazione”)
esattamente come nel Doriforo di
Policleto.
La figura del David era già presente nell’iconografia della Firenze
rinascimentale.

I due precedenti più illustri sono quelli di Donatello e del Verrocchio.


Michelangelo coglie David nel
momento che precede la
lotta con Golia.
Sono evidenti nelle membra e
nelle vene a fior di pelle la
tensione e la concentrazione
che precedono l'azione.
La mano destra sproporzionata e
i muscoli delle gambe sono
espedienti per sottolineare la
tensione fisica che corrisponde a
quella psicologica.
Il braccio sinistro è piegato verso la spalla,
sulla quale il David poggia la fionda e
corrisponde alla gamba destra in tensione,
sorretta dal puntello (piccolo tronco), sulla
quale esso poggia l'intero peso del corpo.

Il braccio destro è rilassato nonostante la


tensione della mano che regge il sasso.

La gamba sinistra, rilassata, sporge


leggermente verso l'esterno, poggiando il
piede sul limite estremo del basamento; il
tallone è sollevato ad indicare che si sta
preparando al movimento.

La testa è volta verso sinistra e il viso


mostra un'espressione corrucciata a
sottolineare la tensione che precede la
battaglia.

Michelangelo ci mostra un eroe pensoso.


Nella realizzazione degli occhi Michelangelo perfezionò
la tecnica di perforare le pupille affinché potessero
evitare la luce e creare un gioco di ombre che rende
gli occhi molto più penetranti.
L'eroe biblico che aveva combattuto per la libertà venne
eletto dai fiorentini, simbolo della nuova repubblica,
come emblema dei più alti valori civici della società
rinascimentale.

Invece di essere collocata in uno dei contrafforti esterni


posti nella zona absidale della cattedrale di Santa Maria
del Fiore, sua destinazione originaria, la statua fu
sistemata nel cuore della città, in Piazza dei Priori,
ovvero Piazza della Signoria, proprio davanti a Palazzo
Vecchio, sede del governo.

Piazza della Signoria Firenze - Giuseppe Zocchi (1711-1767)


Danneggiamenti e Restauri

Nel 1504 durante tragitto verso il sagrato di Palazzo Vecchio, un gruppo di


giovani, fedeli alla fazione filo-medicea, aggredì la statua prendendola a
sassate.

Nel 1872 viste le condizioni precarie di conservazione fu deciso il


trasferimento nella Galleria dell'Accademia di Firenze dove si trova tuttora.

Nel 1991 un folle danneggiò la


statua con un martello, rompendo
l'alluce del piede sinistro prima di
venire fermato.

L'ultimo intervento di restauro risale


al 2003.

I punti critici del David


foto Consiglio nazionale delle ricerche Igg-Cnr di Firenze
Firenze, 1504 circa. Michelangelo è sul punto di
La storia del ultimare il suo capolavoro.
Prima che l’opera venisse esposta al pubblico si
naso del David racconta che il gonfaloniere della Repubblica
Piero Soderini decise di far visita all’artista per
controllare l’andamento dei lavori.
Poiché anche protettore delle arti, Soderini non riuscì
a trattenere un’osservazione critica rivolta al
capolavoro di Michelangelo: un po’ per vanità, un po’
per arroganza, disse che il naso del David gli
sembrava troppo grande e che se lo scultore lo
avesse ridotto un po’ l’opera sarebbe certamente
divenuta ancora più bella.
Nonostante il suo leggendario caratteraccio,
Michelangelo scelse la via della diplomazia ma prima
di salire sulla scala, nel raccogliere lo scalpello,
nascose in mano anche una manciata di frammenti e
polvere di marmo. Raggiunta la testa dell’opera,
avvicinò le mani al naso e cominciò a far finta di
scalpellarlo, facendo cadere a terra i pezzettini
di marmo precedentemente raccolti.
Una volta ultimato il finto intervento, si rivolse
nuovamente a Soderini, chiedendogli se adesso il
naso avesse o meno delle dimensioni accettabili. Il
gonfaloniere, caduto nell’inganno, affermò che,
grazie alla sua acuta osservazione, l’opera aveva
finalmente raggiunto la perfezione sperata.

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