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6/8/2014 Guido Reni - Wikipedia

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Guido Reni, Autoritratto (1602/3
circa), Roma, Galleria di Palazzo
Barberini
San Pietro, Collezione privata, Cesena
Guido Reni
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Guido Reni (Bologna, 4 novembre 1575 Bologna, 18 agosto
1642) fu un pittore e incisore italiano, fra i maggiori del Seicento.
Indice
1 Biografia
1.1 A Roma
1.2 A Bologna
1.3 Gli ultimi anni
2 Fortuna critica
3 Opere
4 Note
5 Bibliografia
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni
Biografia
Nasce a Bologna, nell'attuale Palazzo Ariosti di via San Felice 3, da
Daniele, musicista e maestro della Cappella di San Petronio, e da
Ginevra Pozzi; battezzato il 7 novembre nella chiesa di San Pietro.
Un'erronea tradizione che risale alla fine del Settecento lo fa nascere a
Calvenzano (Vergato), nell'Appennino bolognese.
Nel 1584, a dire dello storico Carlo Cesare Malvasia, che conobbe
in vita il pittore, abbandona gli studi di musica, a cui era stato avviato
dal padre, per entrare nell'avviata bottega bolognese del pittore
fiammingo Denijs Calvaert, amico del padre, che lo impegna a tenerlo
con s per dieci anni. Ha per compagni di apprendistato pittori
destinati a grande successo come Francesco Albani e il Domenichino;
studia Raffaello, del quale copia pi volte l'Estasi di Santa Cecilia, e
le incisioni del Drer.
Morto il padre il 7 gennaio 1594, Guido lascia la bottega del Calvaert
per aderire all'Accademia degli Incamminati, scuola di pittura fondata
dai Carracci nel 1582 col nome di Accademia dei Desiderosi (il nome
fu cambiato nel 1590).
Qui mostra il suo talento tanto che il Malvasia riferisce l'improbabile
aneddoto del suggerimento dato da Annibale a Ludovico Carracci, di non gl'insegnar tanto a costui, che un
giorno ne sapr pi di tutti noi. Non vedi tu come non mai contento, egli cerca cose nuove? Raccordati,
Lodovico, che costui un giorno ti vuol far sospirare.
Cont rollo di aut orit VIAF: 49288294 (ht t p://viaf.org/viaf/49288294) LCCN: n80021717 (ht t p://id.loc.gov/aut horit ies/names/n80021717)
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Sansone vittorioso (1611), Pinacoteca
Nazionale, Bologna
Nel 1598 gi pittore indipendente e dipinge lIncoronazione della Vergine e quattro santi, oggi nella
Pinacoteca di Bologna, per la chiesa di San Bernardo, e vince la gara, in concorso con Ludovico
Carracci, per la decorazione della facciata del Palazzo del Reggimento, l'attuale palazzo municipale
di Bologna: gli affreschi, commissionati per onorare la visita di papa Clemente VIII e rappresentanti
figure allegoriche, si erano gi cancellati nell'Ottocento. Sono contemporanee le tele della Madonna
col Bambino, san Domenico e i Misteri del Rosario della Basilica di San Luca, la Resurrezione di
San Domenico e lAssunzione della Vergine della parrocchiale di Pieve di Cento. Il 5 dicembre 1599 fa parte
del Consiglio della Congregazione dei pittori di Bologna.
A Roma
Forse gi nel 1600 ma certamente nel 1601 a Roma, dove l'11
ottobre viene pagato dal cardinale Sfrondato per il suo Martirio di
santa Cecilia della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere: per lo
stesso committente e la stessa chiesa esegue anche l'Incoronazione
dei santi Cecilia e Valeriano e, copia del noto dipinto di Raffaello,
la Santa Cecilia con quattro santi, ora conservata nella chiesa di
San Luigi dei Francesi. A marzo del 1602 a Bologna per assistere ai
funerali di Agostino Carracci.
Viaggia da Bologna a Roma e di qui a Loreto, per trattare delle
eventuali decorazioni della Santa Casa che verranno per affidate al
Pomarancio; a Loreto, comunque, vede gli affreschi di Melozzo, le cui
opere aveva probabilmente gi conosciuto a Roma e, di passaggio, a
Forl. Delle soluzioni melozziane terr conto nei suoi lavori: si pensi
alla prospettiva degli affreschi del Duomo di Ravenna. In questo
periodo dipinse Il Cristo in Piet adorato dai santi Vittore e
Corona, da Santa Tecla e San Diego d'Alcal, ora conservato nella
Cappella della Sacra Spina del Duomo di Osimo (1601 circa) e la
Trinit con la Madonna di Loreto (1604) per la Chiesa della Trinit
o del Sacramento della stessa cittadina marchigiana. Entrambe queste opere furono richieste dal cardinale
Antonio Maria Galli, un creato di Sisto V, maggiormente noto in ambito storico artistico per le sue commissioni
al pittore Cristoforo Roncalli, il Pomarancio. Nel 1605 completa La crocefissione di san Pietro, per la chiesa
romana di San Paolo alle Tre Fontane, ma ora nella Pinacoteca Vaticana, commissionatagli dal cardinale Pietro
Aldobrandini. Per il Malvasia sarebbe stato il Cavalier d'Arpino a suggerire l'emulazione del soggetto, derivato
dalla tela caravaggesca della basilica di Santa Maria del Popolo, allo scopo di danneggiare il Caravaggio nei
favori dei committenti. Ne riproduce in parte i contrasti di luce ma vi toglie il dramma: la sua crocefissione la
rappresentazione di un tranquillo lavoro di artigiani, che rovesciano un santo rassegnato sulla croce e lo legano e
l'inchiodano con gesti lenti e metodici.
la sua ricerca del bello ideale, ricavato dal classicismo raffaellesco nella mediazione dei Carracci che sfiora
soltanto la visione naturalistica di Caravaggio ma se ne allontana per la necessit di ammantarla di "decoro"; di
questa esperienza, nel primo decennio del secolo, sono parte il Davide con la testa di Golia del Louvre, il
Martirio di santa Caterina per la chiesa di Sant'Alessandro a Conscente, ora al Museo diocesano di Albenga
in Liguria, La preghiera nell'orto di Sens e L'incoronazione della Vergine di Londra.
La sua fama cos consolidata che nel 1608 papa Paolo V gli affida la decorazione di due sale dei Palazzi
Vaticani, la Sala delle Nozze Aldobrandine e la Sala delle Dame, e il cardinale Borgherini gli affreschi di San
Gregorio al Celio, il Martirio di sant'Andrea e l'Eterno in gloria; l'anno dopo inizia la decorazione della
cappella dell'Annunciata nel palazzo del Quirinale, avvalendosi anche di aiuti importanti come quelli di Francesco
Albani e di Giovanni Lanfranco.
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Strage degli innocenti (1611),
Pinacoteca Nazionale, Bologna
Ritratto della madre (1615-1620),
Pinacoteca nazionale (Bologna),
Bologna
Il 25 settembre 1609 riceve il primo acconto per gli affreschi della cappella Paolina in Santa Maria Maggiore
che interrompe alla fine del 1610, sembra per contrasti con l'amministrazione papale. Torna a Bologna dopo il
1614, anno in cui termina l'Aurora per il casino Rospigliosi (a Roma). Importanti dipinti quali La strage degli
innocenti, il Sansone vittorioso sono eseguiti ancora a Roma ed inviati a Bologna.
Se il Sansone un gigante effeminato che si ristora dopo il massacro e
i morti sembrano dormire placidamente nella serenit albeggiante di
una vasta pianura, nell'altra Strage rappresentata in atto con sei
donne, due piccoli morti e due assassini, la tragedia congelata nella
misura e nella simmetria della composizione raffaellesca.
Torna a Roma nel 1612, per terminare nell'aprile gli affreschi di Santa
Maria Maggiore; il cardinale Scipione Borghese gli commissiona, per
il suo Casino nel parco del suo, ora Palazzo Pallavicini Rospigliosi,
l'affresco dell'Aurora, terminato nell'agosto 1614. Il grandioso
affresco ebbe grande fortuna fino al Neoclassicismo: il carro di
Apollo, circondato dalle figure delle Ore preceduto dall'Aurora
mentre sopra i quattro cavalli vola Phosphoros, l'astro del mattino,
con una torcia accesa; in basso a destra rappresentato un paesaggio
marino.
Dopo un breve soggiorno a Napoli, a Bologna dove inizia ad
affrescare l'abside della cappella di San Domenico, nell'omonima
basilica; ancora a Roma nel primi del 1614, torna definitivamente a
Bologna nell'ottobre 1614.
A Bologna
Qui esegue opere che saranno prototipo di numerose tele
seicentesche come, per la chiesa di Santa Maria della Piet, la pala
detta Piet dei Mendicanti, il Crocifisso ora nella Pinacoteca
bolognese e l'Assunzione della Vergine di Genova.
Il 20 giugno 1617 chiamato a Mantova per eseguire decorazioni nel
Palazzo Ducale ma rifiuta a causa delle "infermit mortali" che gli
provocherebbe la pittura a fresco; in compenso, esegue per il duca
quattro tele con le Fatiche di Ercole - Ercole sul rogo, Ercole e
Archeloo, Ercole e l'idra e Nesso rapisce Deianira - ora al Louvre.
Nel maggio 1622 a Napoli, per affrescare la cappella del Tesoro di
San Gennaro nel Duomo ma non raggiunge l'accordo economico e
riparte per Roma, dopo aver dipinto tre tele per la chiesa di San
Filippo Neri. Se le presunte, oscure manovre ordite contro di lui dai
pittori napoletani non hanno riscontro documentario, una lettera del
20 agosto del conte Barbazzi al duca di Mantova attesta l'"estremo
bisogno" di denaro del pittore, "larghissimo dissipatore".
La tela napoletana dell'Atalanta e Ippomene figurava nel Seicento
nelle collezioni dei Gonzaga a Mantova. Rappresenta il mito della gara fra Ippomene e l'invincibile Atalanta, che
perder la corsa - e la propria verginit - per fermarsi a raccogliere le mele d'oro lasciate cadere da Ippomene
durante la corsa. "Nudi da Erebo, fantasmi di un imbrunire perpetuo, Atalanta e Ippomene sono colpiti da una
luce spettrale: evocati, richiamati dal nulla....le carni s'imbevono di una luce astratta, lunare. Una diagonale di
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Nesso rapisce Deianira (1621), Museo
del Louvre, Parigi
Davide con la testa di Golia (1605),
Galleria degli Uffizi, Firenze
rossori, in quel pallore livido, d'incarnati pi rosei, un soffio appena
vitale attraversa le mani dei due adolescenti, scalando dal volto del
giovane fino alla mano della fanciulla che interrompe la corsa e si
distrae a raccogliere il pomo gettato dal rivale: un gesto - lapsus, che
nel suo curvo ritmo di danza scopre una nudit di membra molli,
lievemente deteriorate...Atalanta assorta in un'ermetica indifferenza,
Ippomene che si ritrae spaventato dalla magia fascinatrice del pomo,
divergono in un rapporto di fraterna, incomunicabile solitudine..."
(Cesare Garboli).
Nel 1625 firma e data a Roma il Ritratto del cardinale Roberto
Ubaldini, ora in una collezione privata inglese e la grande pala
barocca della Trinit per la chiesa dei Pellegrini, dipinta, secondo il
Malvasia, in soli ventisette giorni e terminata in settembre.
A questo periodo (1627) appartiene anche la celeberrima tela della
Immacolata Concezione oggi conservata nella Chiesa di San Biagio
di Forl.
Ritorna ancora a Roma nel 1627 per eseguire gli affreschi,
commissionatigli dal cardinale Barberini, delle Storie di Attila in San
Pietro; impone che nessuno "n anco i cardinali" - salga sulle
impalcature durante i lavori e tuttavia non mette mano all'opera
ripartendo bruscamente per Bologna, a causa, s' detto, oltre che
dell'ostilit di alcuni cardinali, anche della gelosia del Gessi, suo ex
allievo.
Durante questa permanenza a Roma riceve la commissione del Ratto
d'Elena dall'ambasciatore spagnolo col quale non viene per
raggiunto l'accordo sul compenso e viene allora venduto in Francia a
Monsieur de la Vrillire: una fredda e decorativa scena da
melodramma cortigiano, diversamente dal Ritratto del cardinale
Bernardino Spada, conservato nell'omonima Galleria romana,
donato dal pittore all'amico cardinale, legato pontificio a Bologna. Lo
Spada viene rappresentato con evidente simpatia e una resa vibrante
di colori che ne esalta l'aspetto aristocratico e intelligente in un
contesto di compostezza e decoro.
Superata la tremenda peste del 1630, il Senato bolognese gli
commissiona la pala votiva della Madonna col Bambino e santi,
criticata dai contemporanei per l'avvicinarsi del Reni alla sua seconda
maniera, ove schiarisce le tonalit, intridendole di argento, come si
nota anche nella delicata Annunciazione di Ascoli Piceno.
Gli ultimi anni
Prima del 1635 esegue su seta, per conto del cardinale Sant'Onofrio, fratello del papa Urbano VIII, il San
Michele arcangelo. Celebrato come esempio di bellezza ideale, il Reni, in una lettera, scrisse di aver voluto
avere "pennello angelico o forme di Paradiso per formare l'Arcangelo o vederlo in Cielo; ma io non ho potuto
salir tant'alto ed invano l'ho cercato in terra. Sicch ho riguardato in quella forma che nell'idea mi sono stabilita".
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San Sebastiano, 1640-1642, Bologna,
Pinacoteca Nazionale
San Michele arcangelo (1635), chiesa
di Santa Maria della Concezione, Roma
Fanno parte della produzione ultima le Adorazioni dei pastori di Napoli e di Londra, i San Sebastiano di
Londra e di Bologna, la Flagellazione di Cristo di Bologna, Il suicidio di Cleopatra e La fanciulla con
corona, entrambe nella Pinacoteca Capitolina e per ultimo il San Pietro piangente in collezione privata: Alex
Cavallucci e il Prof.Andrea Emiliani lo collocano in questi ultimi anni di vita del maestro, tutte opere che il
Malvasia defin incompiute: eseguite a pennellate veloci e sommarie, secondo un'intenzione stilistica che la critica,
dal Novecento, riconosce invece una consapevole scelta estetica del
Reni. Per il suo biografo, a causa dei debiti, il pittore fu costretto negli
ultimi anni "a lavorare mezze figure e teste alla prima, e senza il letto
sotto; a finire inconsideratamente le storie e le tavole pi riguardevoli;
a prender denaro a cambio da tutti; a non ricusare ogni imprestito da
gli amici; a vendere, vil mercenario, l'opra sua e le giornate a un tanto
l'ora".
Sembra certo che soffrisse di depressione:"...comincio a non piacere
pi nemmeno a me stesso", scrive, e alla morte confessa di pensare
"conoscendo essere vissuto assai, anzi troppo, dando fastidio a tanti
altri, forzati a star bassi finch'io vivo".
Il 6 agosto 1642 "colto da febbri" che lo portano alla morte il 18
agosto. Il corpo viene esposto vestito da cappuccino e sepolto nella
cappella del Rosario della basilica di San Domenico, per volont del
senatore bolognese Saulo Guidotti, legato al pittore da profonda
amicizia. Accanto a lui giacciono le spoglie di Elisabetta Sirani, figlia di
Giovanni Andrea Sirani, suo allievo prediletto.
Fortuna critica
la sostanziale ambiguit
della sua poetica ad aver
fatto oscillare
l'apprezzamento della sua opera nel tempo: fu esaltato dai
contemporanei per l'armonia raggiunta nel coniugare il classicismo
raffaellesco alle esigenze di verit poste da Caravaggio - esigenze
naturalistiche del resto gi sentite dal Reni fin dal tempo della sua
frequentazione dei Carracci - e depurate dagli eccessi in nome del
decoro e della ricerca del bello ideale.
"Di tutti gli allievi dei Carracci stato il pi felice e ancor oggi si trova
un'infinit di persone che prediligono le sue opere al punto da
preferire la delicatezza e la grazia che manifestano alla grandezza e
alle forti espressioni di altre" (Des Avaux, 1666) e il Mariette, nel
1741, scrive che "la nobilt e la grazia che Guido ha soffuso sui volti, i
suoi bei drappeggi, uniti alla ricchezza delle composizioni, ne hanno
fatto un pittore dei pi gradevoli. Ma non si deve credere che sia
giunto a questo senza essersi sottoposto a un intenso lavoro. Lo si
vede soprattutto nei disegni preparatori di grandi dimensioni: ogni
particolare reso con assoluta precisione. Attraverso di essi si rivela
un uomo che consulta continuamente la natura e che non fa alcun
assegnamento sul suo dono felice di abbellirla".
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Il suicidio di Cleopatra (ca 1625-
1626), Bildergalerie, Potsdam
Apprezzate nel Settecento anche le opere dell'ultima maniera dalle forme che si dissolvono nella luce,
nell'Ottocento, a parte la stroncatura di John Ruskin, nel 1844, ("la religione deve essere ed sempre stata il
fondamento e lo spirito informatore di ogni vera arte. Mi assale una collera disperata quando sento che Eastlake
compera dei Guido per la National Gallery"), intorno al Reni si fa silenzio quando non vi il disprezzo per certe
espressioni della sua pittura devozionale.
Nel 1923 esce l'importante articolo di Hermann Voss sugli anni romani dell'attivit del Reni, in cui lo studioso
tedesco individua l'attenzione del bolognese alla pittura moderna di Annibale Carracci e dello stesso Caravaggio
ma con un approccio da conservatore che "paralizza" la monumentalit dell'uno e il naturalismo dell'altro, tanto
da suscitare l'entusiasmo di un Cavalier d'Arpino. "L'irresistibile incanto del Reni era ed riposto nel sensuale
fascino della sua cantilena in una sua tipica e inimitabile dolcezza musicale....il modo con cui lascia cadere una
veste frusciante, con cui, grazie ad una semplicissima curva compositiva, fa risuonare e vibrare l'intera
figurazione, ha qualcosa di sonnambulesco". Non vi sono nel Reni nuovi pensieri e originalit compositive ma un
semplice confrontarsi con la tradizione: la forza del pittore sta "nell'alto senso della bellezza e in quella musicalit
del sentire che nobilitano ogni linea, ogni movenza...."
Per il Longhi, nel Reni acutissimo il desiderio "di una bellezza antica ma che racchiuda un'anima cristiana...
spesso, da vero pittore e poeta, escogita gamme paradisiache... angeli soffiati in rosa e biondo... un anelito a
estasiarsi, dove il corpo non che un ricordo mormorato, un'impronta; un movente quasi buddistico, che bene
s'accorda con l'esperienza tentata da Guido di dipinger sulla seta, a somiglianza, appunto, degli orientali".
Una grande mostra a Bologna nel 1954 accentu l'interesse critico
per l'artista: per il Ragghianti, "il vero Reni ci si presenta come un
artista rimasto, oltre ogni dottrina e bravura di prove, trepidamente
adolescente, in un crepuscolo di esperienze che, come nella pubert,
avvolge il senso nella fantasia e gli d quell'accensione fascinosa che
dilata la realt...".
Per Cesare Gnudi, la poetica classicista fu dominante nel Reni, ed
egli, pur identificando il suo ideale di bellezza con le immagini della
mitologia classica, dovette mediare tale ideale con la realt storica,
politica e religiosa, cui aderiva, della Controriforma, e "fra il suo ideale
di bellezza e il suo sentimento religioso gi assestato in una quieta e
accomodante piet, egli non sent forse mai un vero contrasto". Non
vero che il vero Reni si troverebbe nell'evocazione di soggetti
mitologici e un falso Reni si esprimerebbe nella convenzionalit dei
suoi soggetti religiosi; se mondo classico e mondo religioso non
contrastano fra di loro, tuttavia nemmeno si identificano e il Reni non
sent mai di dover scegliere: "La scelta non avvenne perch egli
sentiva nell'uno e nell'altro mondo qualche parte vitale di s. Non
avvenne mai la rinuncia all'uno in nome dell'altro. Il dualismo rest cos fino all'ultimo, continuamente composto e
continuamente affiorante".
Negli ultimi anni "alla levitazione della forma materica far seguito progressivo un disfacimento delle ultime
vestigia naturali; la pittura andr sempre pi a decomporsi come una crisalide, lasciando emergere la struttura
scarna e tuttavia persuasiva del progetto grafico sottostante. L'accelerazione cos evidente da far risuonare
sotto le volte dello studio posto quasi in piazza Maggiore quel non finito che il Manierismo aveva portato al
livello della metafora (l'impossibile a dire, a esprimere) che al contrario Guido intendeva come la sublime
sprezzatura poetica dell'esprimibile toccato e colto nella pienezza dell'idea, del suo mondano travestimento..."
(Emiliani).
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Il martirio di sant'Andrea (1608), affresco, chiesa di San Gregorio al
Celio, Roma
Atalanta e Ippomene, (ca 1625) Museo di Capodimonte, Napoli
L'Aurora (1614), affresco, Palazzo Rospiglosi-Pallavicini, Roma
Opere
Agrigento, Cattedrale di San
Gerlando, Madonna col
Bambino
Albenga, Museo Diocesano,
Martirio di Santa Caterina, ca
1608
Alnwich Castle, collezione
privata, Crocefissione, ca 1630
Amsterdam, Rijkmuseum, Maria
Maddalena, ca 1627
Amsterdam, Rijkmuseum, Uomo
di dolori, 1630
Ascoli Piceno, Pinacoteca
comunale, Annunciazione, ca
1632
Auckland, City Art Gallery,
Susanna e i vecchioni, ca 1620
Avigliana (TO), Santuario
Madonna dei Laghi, San
Maurizio riceve la palma del
martirio, ca 1615
Baltimora, Walters Art Museum,
La Maddalena penitente, 1635
Birmingham, Art Gallery,
Ritratto di donna, 1638 - 1639
Bologna, basilica di San
Domenico, La Resurrezione, ca
1600
Bologna, Palazzo Zani-Rossi, La
caduta di Fetonte, affresco, ca
1598
Bologna, Pinacoteca nazionale,
Incoronazione della Vergine e
quattro santi, ca 1596
Bologna, Basilica di San Luca,
Madonna col Bambino, san
Domenico e i Misteri del
Rosario, ca 1598
Bologna, basilica di San
Domenico, La gloria di san
Domenico, 1613
Bologna, Pinacoteca Nazionale,
Arianna, 1638 - 1640
Bologna, Pinacoteca Nazionale,
Crocefissione, 1616
Bologna, Pinacoteca Nazionale, Ecce Homo, ca 1639
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Bologna, Pinacoteca Nazionale, Il beato Andrea Corsini, 1639
Bologna, Pinacoteca Nazionale, La flagellazione di Cristo, ca 1641
Bologna, Pinacoteca Nazionale, La Madonna col Bambino che appare a san Francesco, 1640 - 1642
Bologna, Pinacoteca Nazionale, Pala del voto, 1632
Bologna, Pinacoteca Nazionale, Piet dei Mendicanti, 1615
Bologna, Pinacoteca Nazionale, Ritratto della madre, 1612 - 1625
Bologna, Pinacoteca Nazionale, Ritratto di una vecchia donna, 1611 - 1612
Bologna, Pinacoteca Nazionale, San Francesco confortato da un angelo musicante, 1606 - 1607
Bologna, Pinacoteca Nazionale, San Sebastiano, 1639 - 1640
Bologna, Pinacoteca Nazionale, Sansone vittorioso, 1612
Bologna, Pinacoteca Nazionale, Sibilla, 1635 - 1636
Bologna, Pinacoteca Nazionale, Strage degli innocenti, 1612
Castelfranco Emilia, Chiesa di Santa Maria Assunta (Castelfranco Emilia), Assunzione di Maria (Reni)
Castelfranco Emilia, Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, B.V. Maria Assunta in cielo, 1627
Chicago, Art Institute, Salom con la testa di Giovanni il Battista, 1639 - 1640
Chrysler, Museum of Art, L'incontro di Davide ed Abigail, 1615 - 1620
Citt del Vaticano, Pinacoteca, Crocefissione di san Pietro, ca 1604
Citt del Vaticano, Pinacoteca Vaticana, Madonna col Bambino e i santi Tommaso e Gerolamo,
1635
Citt del Vaticano, Pinacoteca, La Fortuna fermata dall'Amore, 1623
Citt del Vaticano, Affreschi delle Sale delle Nozze Aldobrandine e delle Dame, 1608
Citt del Vaticano, Pinacoteca Vaticana, San Matteo e l'angelo, 1635 - 1640
Cleveland (Ohio), Museum of Art, Adorazione dei Magi, ca 1640
Detroit, Institute of Art, L'angelo appare a san Gerolamo, ca 1638
Detroit, Institute of Art, Testa di Cristo coronato di spine, 1630
Dresda, Gemaeldegalerie, Madonna col Bambino in trono e santi, 1621
Dresda, Gemaldegalerie, Bacco che beve, ca 1623
Dresda, Gemaldegalerie, Venere e Cupido, ca 1639
Firenze, Galleria degli Uffizi, Davide con la testa di Golia, 1605
Firenze, Galleria degli Uffizi, Madonna col Bambino tra le sante Lucia e Maddalena, 1622 - 1623
Firenze, Galleria Corsini, Sant'Andrea Corsini in estasi, ca 1633
Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Giovane Bacco, 1615 - 1620
Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, La Carit, ca 1620
[Foggia], Chiesa di Santa Maria della Misericordia, Ecce Homo
Forl, Chiesa di San Biagio, Immacolata Concezione, 1627
Genova, Palazzo Rosso, San Sebastiano
[1]
Genova, Chiesa del Ges, Assunzione della Vergine, 1617
Greenville, Bob Jones University, I quattro evangelisti, quattro tele, ca 1630
Houston, Museum of Fine Arts, San Giacomo il Maggiore, 1636 - 1639
Houston, Museum of Fine Arts, San Giuseppe e Ges Bambino, 1638 - 1640
Lione, Museo di Belle Arti, Assunzione della Vergine, 1637
Londra, Dulwich Picture Gallery, San Giovanni Battista nel deserto, ca 1636 - 1637
Londra, National Gallery, Il ratto di Europa, 1639 - 1640
Londra, National Gallery, Incoronazione della Vergine, ca 1608
Londra, National Gallery, San Gerolamo, 1624 - 1625 c.
Londra, National Gallery, Santa Maria Maddalena, 1634 - 1635
Londra, National Gallery, Adorazione dei pastori, ca 1640
Londra, National Gallery, Cristo abbraccia Giovanni Battista, ca 1640
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Londra, National Gallery, Rinnegamento di Pietro, 1615 - 1616
Los Angeles, County Museum of Art, Ritratto del cardinale Roberto Ubaldino, 1627
Los Angeles, Jean Paul Getty Museum, Giuseppe e la moglie di Putifarre, ca 1630
Los Angeles, Jean Paul Getty Museum, Madonna col Bambino, 1640 - 1642
Los Angeles, Los Angeles County Museum of Art, Bacco e Arianna, 1619 - 1620
Madrid, Museo Nacional del Prado, Atalanta e Ippomene, 1619-1620
Manchester, City Art Gallery, Santa Caterina, ca 1638
Milano, Museo diocesano, San Giuseppe e il Bambino, ca 1642
Milano, Pinacoteca Ambrosiana, La Maddalena penitente, ca 1641
Milano, Pinacoteca di Brera, I SS Pietro e Paolo, 1605
Modena, Galleria Estense, Crocifisso, 1639
Modena, Galleria Estense, San Rocco in carcere, 1617
Mosca, Museo Pukin delle belle arti, Giuseppe e la moglie di Putifarre, ca 1631
Napoli, Certosa di San Martino, Adorazione dei pastori, ca 1640
Napoli, Museo di Capodimonte, Atalanta e Ippomene, 1625
Oregon, Portland Art Museum, Davide decapita Golia, 1606 - 1607
Parigi, Louvre, Le fatiche di Ercole, quattro tele, 1617 - 1621:
Ercole sul rogo, 1617 - 1619
Ercole e Archeloo, 1617 - 1621
Ercole e l'idra, 1617 - 1621
Nesso rapisce Deianira, 1617 - 1621
Parigi, Louvre, Annunciazione, ca 1629
Parigi, Louvre, Cristo rimette le chiavi a San Pietro, 1624 - 1626
Parigi, Louvre, Ecce Homo, 1639 - 1640
Parigi, Louvre, Il ratto di Elena, 1631
Parigi, Louvre, La purificazione della Vergine, ca 1637
Parigi, Louvre, L'unione del Disegno e del Colore, 1620 - 1625
Parigi, Louvre, Madonna col Bambino e san Giovanni Battista, ca 1606
Parigi, Louvre, San Francesco in meditazione, 1630 - 1631
Parigi, Louvre, San Sebastiano, ca 1620
Parma, Pinacoteca Giuseppe Stuard, Donna con colombe, ca 1640
Pasadena, Norton Simon Museum of Art, Santa Cecilia, 1606
Perpignan, Muse Rigaud, La consegna delle chiavi, 1622
Pieve di Cento, Parrocchiale, Assunzione della Vergine, 1599
Potsdam, Sanssouci, La morte di Cleopatra, 1625 - 1630
Raleigh, North Carolina Museum of Art, Madonna col Bambino, 1628 - 1630
Ravenna, Cattedrale, La caduta della manna, 1614 - 1615
Rennes, Museo di Belle Arti, Porcia, moglie di Bruto si d la morte
Roma, chiesa di Santa Cecilia, Incoronazione dei SS. Cecilia e Valeriano, 1600
Roma, Basilica di Santa Maria Maggiore, affreschi, 1611 - 1612
Roma, chiesa della Santa Trinit dei Pellegrini, La Trinit, 1625
Roma, Chiesa della SS. Trinit dei Pellegrini, L'Eterno in gloria, 1612
Roma, chiesa di San Lorenzo in Lucina, Il Crocefisso, ca 1640
Roma, chiesa di San Luigi dei Francesi, Santa Cecilia e quattro santi, 1600
Roma, Chiesa di Santa Maria Immacolata, San Michele arcangelo, 1635
Roma, Galleria Borghese, Mos con le tavole della legge, 1600 - 1610
Roma, Galleria nazionale di arte antica, Amorino Dormiente, 1627
Roma, Galleria Spada, Ritratto del cardinale Bernardino Spada, 1631
Roma, Quirinale, affreschi, 1609 - 1611
6/8/2014 Guido Reni - Wikipedia
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Guido_Reni&printable=yes 10/11
Roma, Pinacoteca Capitolina, Il suicidio di Lucrezia, ca 1641
Roma, Collezione M (Collezione privata), Ges Bambino addormentato sulla Croce, Olio su tela
Roma, Collezione M (Collezione privata), San Francesco che adora il Crocefisso, olio su tela, 1632
ca.
Roma, Collezione M (Collezione privata), San Pietro penitente, Olio su tela
Roma, Fondazione Sorgente Group, La Vergine in preghiera, Olio su tela. 50 x 40 cm, 1627 ca.
Roma, Galleria Nazionale di Arte Antica, Santa Maria Maddalena, 1633
Roma, Pinacoteca Capitolina, Fanciulla con corona, ca 1641
San Pietroburgo, Ermitage, La costruzione dell'arca di No, 1608
San Pietroburgo, Hermitage, Educazione della Vergine, 1640 - 1642
San Pietroburgo, Hermitage, I Padri della Chiesa discutono sul dogma dell'Immacolata Concezione,
ca 1625
San Pietroburgo, Hermitage, San Giuseppe con Ges Bambino, ca 1635
San Pietroburgo, Hermitage, San Pietro penitente, 1635 c.
Sassocorvaro, Pinacoteca della Rocca Ubaldinesca, Testa di Cristo coronato da Spine (copia da
Guido Reni)
Siena, chiesa di San Martino, La circoncisione, ca 1637
Tolosa, Muse des Augustins, Apollo scortica Marsia, ca 1634
Tolosa, Muse des Augustins, Cristo porta la croce, ca 1620
Torino, Galleria Sabauda, Apollo che scortica Marsia
Torino, Galleria Sabauda, Lucrezia
Torino, Galleria Sabauda, San Gerolamo
Torino, Galleria Sabauda, San Giovanni Battista
Toronto, Art Gallery of Ontario, Cristo coronato di spine, ca 1622 - 1623
Vienna, Kunsthistorisches Museum, San Gerolamo, ca 1635
Vienna, Kunsthistorisches Museum, Battesimo di Cristo, 1623
Windsor, Royal Collection, Cleopatra col serpente, ca 1630
Collezione privata, Arianna, frammento delle Nozze di Bacco e Arianna, 1641
Ubicazione ignota, gi Parigi, Galleria Canesso, Ritratto del cardinale Giacomo Sannesio
Note
1. ^ Sala 4 (http://www.museidigenova.it/spip.php?article39) Museidigenova.it
Bibliografia
Hermann Voss, Guido Renis rmische Jahre, in "Der Spiegel", 1923
Roberto Longhi, Momenti della pittura bolognese, 1935
Carlo Ludovico Ragghianti, Guido Reni rievocato, in SeleArte, 1954
Cesare Gnudi, Guido Reni, 1955
Gian Carlo Cavalli, Guido Reni, Firenze, Vallecchi, 1955
Maestri della pittura del Seicento emiliano catalogo della mostra a cura di Giulio Cesare Cavalli,
Francesco Arcangeli, Andrea Emiliani, Maurizio Calvesi e Carlo Volpe 1959
Edi Baccheschi, L'opera completa di Guido Reni, Milano, 1971
Andrea Emiliani, Guido Reni, Giunti, Firenze, 1988, ISBN 88-09-76076-X
Guido Reni 1575 1642, Catalogo della mostra Bologna, 5 settembre - 10 novembre 1988,
Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1988
Stephen Pepper, Guido Reni: l'opera completa, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1988
6/8/2014 Guido Reni - Wikipedia
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Guido_Reni&printable=yes 11/11
Gerard - Julien Salvy, Reni, Electa, Milano, 2001, ISBN 88-435-7705-0
Altri progetti
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uselang=it)
Collegamenti esterni
RaiEdu A tu per tu con l'opera d'arte (1975-1976) - Federico Zeri e Guido Reni, un programma di
Franco Simongini (http://www.arte.rai.it/articoli/federico-zeri-e-guido-reni/13929/default.aspx)
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