Tanzio Da Varallo (1575-1633)
Tanzio Da Varallo (1575-1633)
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0. CONTESTO STORICO-GEOGRAFICO
Luoghi
1. Valsesia
2. Roma (del Caravaggio)
3. Napoli (grande capitale europea del Seicento)
4. Abruzzo (tra le valli)
5. Val d’Ossola (pendici del Monte Rosa)
6. Novara (città di Milano, oggi del Piemonte)
7. Milano
8. Como?
9-10. 1627 Vienna & Venezia? ✔
TESTIMONIATE DA 1701 museo novarese, Lazzaro Agostino Cotta
o 2 grandi artisti che passarono da Novara: Tanzio & Gaudenzio Ferrari (non si conobbero)
o Tanzio nato ad Alagna (borgo con il quale si chiude la Valsesia, ai piedi del Monterosa, e che confina con
un cantone svizzero)
o formazione a Roma e successivo ritorno in patria
o pittura figlia di un’educazione manierista (disegna sulla tela, poi procede a dipingere) e solo
successivamente influenzata da Caravaggio
o Tanzio era solito lavorare con lentezza, ma era preciso (ottimo disegno, espressività vivace, anatomia
corretta, coloritura buona)
o attivo a Milano (chiesa di sant’Angelo -mai trovate-, di santa Maria della pace, sant’Antonio la cui volta
è stata dipinta dai Carloni genovesi) e Varallo (3 cappelle del sacro monte: la presentazione a Pilato,
Cristo davanti ad Erode,
Pilato si lava le mani)
o attivo a Napoli con opere di figura e prospettiva (lavori architettonici non trovati), nell’Apulia
(=Abruzzo), a Venezia, a Vienna nel 1627 (unico dato cronologico preciso riportato, c’è sicuramente un
legame tra i d’Enrico e l’Europa), san Protaso in Vogogna, nella parrocchia di Acellio, in san Gaudenzio
di Novara all’altare dell’angelo custode, ritratto di Paolo Gallarato nella chiesa di san Marco a Novara,
nel convento di Varallo dove muore (convento francescano di Varallo? dove muore a quasi 70 anni, cosa
che sposterebbe la sua data di nascita)
o il pittore Busca, ripetendo l’elogio dello Scaramuccia, usava dire che se Tanzio fosse stato a Roma nella
sua età virile avrebbe potuto gareggiare con i più grandi artisti della città
o Paragone tra Tanzio e Paolo Veronese
o di Tanzio scrivono Torre, sant’Agostino (guide di Milano che parlano delle sue opere milanesi) Fassola,
Torotti (testi sull’attività di Tanzio al Sacro Monte di Varallo) con alcuni errori
1
Indicazioni geografiche
• pianura fertile
• moltitudine di fiumi, laghi e montagne
• confini delle diocesi (Valsesia in provincia di Vercelli, ma decisioni
prese dal vescovo di Novara) ≠ confini delle regioni
Sondrio
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📍Valsesia
• fiume Sesia
• monte Rosa che chiude la valla (non ci sono valichi o
trafori)
• vegetazione ricca che caratterizza il paesaggio che influenza
Tanzio da Varallo
• insediamenti a fondo valle vicino alle rive dei fiumi +
alpeggi in quota dei Valsesiani che in realtà sono una
popolazione proveniente dalla Svizzera (Valser= pastori che
parlano il tschu e vivono in case con tetti in pietra)
• alta percentuale di artisti provenienti da qui e opere d’arte
qui situate (Sacro Monte di Varallo= cantiere del 500-600
che richiama artisti anche da altri contesti e genera una
domanda di opere d’arte) + moltitudine di luoghi di culto
(forte religiosità dovuta alla percezione di vicinanza al
divino, tanto che vi furono anche dei culti pagani e poi una grande diffusione del cristianesimo) tra cui
santuari (dove vengono concesse le indulgenze e portati gli ex voto come testimonianza del fatto che
la preghiera fatta è stata esaudita), oratori, cappelle, edicole viarie1
1
sono stati creati dal Comitato Alpino Italiano dei sentieri dell’arte
2
Val
Val Mastallone
Sermenza
Val
Dobbia
Val
Grande
Chiesa di san Lorenzo all’Alpe Seccio (alpeggio Alpe Seccio, val Sermenza)= chiesa con soffitto ribassato
(freddo) e navata unica con ingresso in facciata e ingresso laterale di cui restano:
affreschi esterni san Cristoforo✔( cappella Ovetari, Padova, Mantegna) + ruota della Fortuna
o 500, casa di Cesare Scaglia a Varallo affreschi profani con musa della commedia Talia, commediografo
greco Aristofane, iconografia della ruota della fortuna (voluti dalla famiglia Chiarino)
3
Chiesa di Sant’Anna a Verzimo
cappella “del buon Port” con affresco di madonna con bambino e 2 santi
(ricostruita nel 1605 con i soldi degli emigrati provenienti da Roma, in quanto
vi è un’iscrizione che li ricorda come benefattori)
+ cappelletta viaria “che porta bene” con madonna con bambino accompagnata
da 2 santi
o tetto di piode
o base 500esca, ridipinture successive
o ghirlande di frutti
o madonna che si rifà alle icone mariane di Roma (come se emigrati portassero
un ricordo di essa) e ispirata alla madonna bizantina di santa Maria del
popolo a Roma
o credenza che la madonna fosse dipinta da San Luca, non dalla mano umana degli artisti
✔
visite dei vescovi di Novara:
1. 1590 visita del vescovo Cesare Specciano
2. Carlo Bascapè
3. 1617 Ferdinando Taverna
4. 1628 Giovanni Pietro Volpi
5. 1657 Giulio Maria Odescali
2
1604-05 santa Maria di Loreto, Annibale Carracci (sant’Onofrio al Gianicolo)
4
1602 beato
1610 santo (tutti i quadri dove è raffigurato sono post 1610)
Carlo Borromeo, Ficino (pinacoteca ambrosiana)
1602 veglia di Carlo Borromeo, fratelli Fiammenghini (duomo di Milano) in cui è rappresentato mentre si
aggira con una lanterna nelle zone della montagna tra le piante dove ci sono gli edifici (richiamo al
sacromonte di Varallo?)
1616 San Carlo comunica i malati di peste/comunione, Tanzio da Varallo
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1. BIOGRAFIA TRECCANI 3
1575-80, Alagna Valsesia ⭐ Antonio d’Enrico figlio di Giovanni il Vecchioin una famiglia valser (tedesco
antico) di artisti (ha 8 fratelli, ma 2 sono importanti):
1. Giovanni: architetto e scultore che dal 1586 opera al Sacro Monte di Varallo (probabilmente
l’apprendistato di T avviene sotto la sua direzione)
2. Melchiorre: scultore che realizza molte sculture del Sacro Monte di Varallo (soprattutto nelle cappelle in
cui interviene anche Gaudenzio Ferrari)
1600 soggiorno a Roma in occasione del Giubileo (con Melchiorre) = visione delle opere di Caravaggio,
Reni, Domenichino, Carracci da cui eredita l’attenzione alla luce + collaborazione con Baglione permette un
avvicinamento a Caravaggio?
in origine literae testimoniales de probitate artificum qui intendut peregrinare, propetore della Valsesia
permesso per Tanzio e il fratello Melchiorre per partire a Roma in quanto essi sono “iuvenes bonae vocis,
conditionis et fame” che vogliono intraprendere il viaggio per “gratia honestis laboribus et arte sua
querendi victus et visitandi limina sanctarum eccleriarum urbis Romae pro consequendis indulgentis”
1607 lettera del vescovo di Novara che attesta il rientro di Melchiorre a Varallo MENTRE papa Clemente
VIII aveva finanziato imprese decorative in occasione del giubileo:
Þ affresco del transetto di San Giovanni in Laterano, Baglione con impostazione scenica-di costume dei
fratelli D’Enrico
Þ influenza della rivelazione, Rubens (santa Maria in Vallicella, Roma) su Tanzio che vede nell’opera la
fusione tra pittura italiana e formazione nordica
Þ battaglia di Sennacherib, Tanzio (cappella dell’angelo custode, Novara) richiama alla resurrezione,
Baglione (chiesa del Gesù, Roma)
1604-104 soggiorno a Napoli5 con alloggio alla santa Maria della Carità (dove dormivano gli
artisti)
Þ 4 frammenti di una Pentecoste6 usati da un restauratore per allargare 3 tele seicentesche nella
sala capitolare di santa Restituta a Napoli (Previtali ne riconosce solo 3, ora museo di
Capodimonte) e riscoperte nel 1969
✔influenza caravaggesca (autunno 1606-primavera 1607 soggiorno napoletano di
✔
Caravaggio) + ✔Immacolata Concezione, Battistello (chiesa di santa Maria della Stella)
Þ 1607 pitture. nella chiesa di San Francesco a Capodimonte7 ( pagamento da parte di
Giovanni Stefano della Monica)✔ nel momento in cui era in vendita la madonna del rosario di
Caravaggio (poi acquistato da Vincenzo I Gonzaga)
Þ 1610 ritratto di gentildonna ( pagamento da parte di una signora napoletana)
3
documentato dal 1594, si crede nato intorno al 1580 e morto dopo il 28/09/1632 e prima del 23/07/1633 (quando sua moglie viene
detta vedova)
4
anche prima, ma queste sono date sicure, Tanzio nel 1610 afferma di essere a Napoli da 9 anni quindi magari è giunto qui subito
dopo il giubileo
5
1701 biografia di Antonio d’Enrico, Cotta descrizione di Napoli come una grande città, la più popolosa d’Italia con un ampio porto
e il Vesuvio che, grazie al suo esonero dal fiscalismo regio, vede molti giungere qui dalle campagne
6
con santi Francesco e Liborio, san Giuda Taddeo e 2 donatori
7
chiesa soppresso su cui viene costruito il palazzo di Capodimonte e dove si trovava un’ancona dell’Immacolata Concezione,
Ippolito Borghese
6
• 14 aprile 1608 testimone del matrimonio celebrato a Napoli tra tedesco Elias Bene e napoletana Vittoria
Borgia
• 1609
a Varallo Melchiorre è testimone per l’incarico del Morazzone per affreschi della cappella 33 (Melchiorre
realizza la policromia delle statue)
a Napoli pagamento dell’architetto Fontana8 per un quadro raffigurate Caino e Abele ad opera di Tanzio
• 1610 Tanzio desidera sposare una vedova napoletana, Apollonia Aversano9, ma necessita di un processo
affinché sia verificato che la donna é libera (per evitare la bigamia) →processo in Santa Maria della
carità ove Tanzio dichiara di essere nato ad Alagna nel 1585 circa e di essersi formato sotto il fratello
Melchiorre
8
l’architetto Fontana é un appassionato di Caravaggio che commissiona un totale di 3 opere a Tanzio
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A Napoli dichiarazione di Apollonia Aversano: dice di avere circa 30 anni; si è sposata a Napoli il napoletano Egidio Bonetti “quale stava per
scrivano del scrittorio in palazzo, et poi fu fatto capitano del battaglione”: da lui ha avuto un figlio, Francesco Bonetti. Da circa sette anni Egidio ha
lasciato Napoli ed è andato “por secretario in Fiandra de don Alessandro delli Monti” (è Alessandro del Monte, marchese d’Acaja, nipote di Giulio
III); Egidio è morto da 3 anni “et morse in Madrid in uno hospedale delli Italiani dove lla era andato a pretendere da sua maestà per lo servitio
prestito”. Lei sa che lui è morto da circa due anni e mezzo. Ora è vedova e si vuole maritare con “Antonio d’Henrico de Alagna”.
10
forse attivo a Vienna in questi anni?
7
1629-30 rientro a Varallo durante la peste (anni in cui Tanzio e la moglie Maria de Perello restano in
paese) = progetti religiosi sulla fede e la spiritualità borromea
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LA FAMA
• diaspora in quanto molte sue opere sono state vendute nel 900 in America, grazie anche alla rivalutazione
del caravaggismo
• seguaci che hanno ripreso le sue invenzioni e il suo stile (1631 olio su tela san Rocco, Tanzio da Varallo –
affresco a Riva Valdobbia san Rocco = gioco delle mani, bastone e posizione del cappello, colore del
mantello)
• mostre in Abruzzo, Napoli e altre periferie
1) 1922 mostra con 2 opere di Tanzio + opere di Caravaggio
2) 1955, Torino POI estate 1960, Varallo mostra su Tanzio, Giovanni Testori nel momento in
cui la pinacoteca conosce il massimo splendore grazie all’ingegnere Rolandi (un ingegnere
proveniente da Varallo ma residente a Milano vede la mostra e decide di stanziare denaro per
valorizzare la bellezza di Varallo)
3) 1973, palazzo reale di Milano il Seicento lombardo
4) 2014-15, palazzo Zevallos a Napoli
• studi di Longhi e Bologna con messa a fuoco dell’attività di Tanzio nell’Italia meridionale
prima recupero opere destinate all’Abruzzo (a partire da un’attribuzione di Previtali)
poi scoperta opere napoletane
infine definizione del corpus di disegni con uno stile grafico peculiare
per ora indicazione documentaria sul Tanzio scultore scoperta da Perrone non ancora messa a
sistema
• pubblicazioni
1) 1922, Firenze rassegna sul Seicento
2) 1951, Milano Caravaggio
3) 1955, Ivrea e Torino manieristi lombardi e piemontesi
4) 1959, Palazzo Madama a Torino monografico su Tanzio da Varallo, Testori
9
2. CATALOGO DELLE OPERE
1605-10 martirio di San Lorenzo (collezione privata di Roma del ministro democristiano Bosco)
Zeri lo attribuisce a Carracciolo
Longhi lo attribuisce a Tanzio
✔parallelismo con martirio di san Lorenzo, Antonio Campi (san Celso, Milano)
1605-10 adorazione dei pastori (collezione privata)
1605-08 san Giovanni Battista (collezione privata francese)
o santo rappresentato con croce in mano e agnello al suo fianco
o rapporto per gioco delle gambe e panneggio con san Matteo e l’angelo, Caravaggio (prima versione della
cappella Contarelli, distrutto quando Berlino cade sotto l’armata rossa)
o opera che arriva prima a Napoli rispetto a quello di Caravaggio (secondo Bellori) INFATTI Tanzio a Napoli
non fatica a trovare lavoro in quanto tutti riconoscono il suo talento
sant’Agata
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1611-13 Madonna con bambino, san Francesco d’Assisi e
donatore (chiesa di san Giovanni Evangelista a
Colledimezzo-Chieti, ora nel deposito dell’arcidiocesi di
Chieti-Vasto)
✔madonna del rosario, Caravaggio
1611-14 san Francesco riceve le stimmate (collezione
Koelliker)
1612-14 San Francesco in preghiera sul Verna (collezione
donata alla pinacoteca di Varallo) paesaggio nordico
Ritratto di Ferrante Imperato (orto botanico di Pisa) copia di un quadro napoletano di Tanzio perduto e
inizialmente realizzato per la collezione privata di Ferrante Imperato
1615 ritratto di gentiluomo con la spada (collezione privata di Milano)
1616 ritratto di gentildonna e gentiluomo
ritratto di gentiluomo
1617 sant’Antonio da Padova (pinacoteca di Varallo) criptoritratto di adolescente in vesti di sant’Antonio
1625 ritratto di Giovanni Tavelli da Tossignano seduto tra 2 angeli (Lione, ora donato da un Ravelli a
Varallo)
o scritta sottostante coeva all’opera ma poi ridipinta nel 700 in occasione della beatificazione del Tavelli che
vescovo di Ferrara vissuto sotto Eugenio IV (XV secolo)
o ritratto di ricostruzione realizzato da Tanzio da Varallo perché la famiglia valsesina Ravelli desiderava
appropriarsi del cognome Tavelli per analogia fonica e fare del vescovo un proprio mitico antenato
11
1616 David con la testa di Golia (pinacoteca di Varallo) influenze
caravaggesche
1634-36 David (pinacoteca di Varallo) fortemente caravaggesco
(“una volta guardato, non si dimentica più”, Testori)
o potenze della luce che taglia diagonalmente l’opera
o tonalismo muscolare
o pulizia del tratto
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1625 Giacobbe e Rachele (galleria sabauda a Torino)
❗dettaglio dell’uomo sullo sfondo nella copertina dei Promessi Sposi, 1965 INFATTI riconducibile a Tanzio
perché questi sono gli anni della peste narrata dallo stesso Manzoni
1623-27 Madonna con il bambino adorata dai santi Domenico e Francesco (chiesa di San Cassiano e
Ippolito di Lummellogno, Novara)
1625-27 la visitazione (chiesa di San Brizio, Vagna) presente alla mostra del 1973
o commissionato dalla confraternita del Santo Rosario della chiesa di Vagna
o visitazione con san Zaccaria e san Giuseppe
1627-28 battaglia di Sennacherib (basilica di san Gaudenzio, Novara) commissinato da Ottavio Nazari
evento del 2 libro, Bibbia: il re assiro Sennacherib cinge d’assedio Gerusalemme poiché vuole distruggerla,
ma Ezechia invoca l’intervento divino in difesa della città e si palesa l’angelo vendicatore (cade e precipita
secondo il modello caravaggesco)
o anatomia di rivolta (a cui si ispira Gericault) con resa impetuosa del movimento
o modelli: giudizio universale, Morazzone + conversione di Saulo, Taddeo Zuccari
San Pietro e San Marco
1628 adorazione dei pastori con san Carlo Borromeo e san Francesco (museo dell’arte antica di Torino)
1629 san Giovanni Battista nel deserto (Tulsa) corredato da disegno a matita rossa, dovrebbe essersi
ritirato nel deserto ma qui è rappresentato tra la vegetazione che richiama la Valsesia
prima attribuito a Dosso Dossi
poi attribuito a Velazquez
oggi attribuito a Tanzio
o iconografia da san Giovanni caravaggeschi con fisicità potente COME NEL San Giovanni Battista
(collezione Matthiesen)
o studio della luce
13
o paesaggio alpestre
1630 Cristo crocefisso (Gerenzano) trovato in una chiesa che nell’800 fungeva da deposito dei quadri di
Brera
1630 Santi che adorano la trinità (fontagneto d’Agogna, Novara)
Elisabetta morente consegna la prole agli angeli la santa anziana fugge con il figlio in un luogo desolato e gli
angeli la soccorrono prendendosi cura del neonato prima che lei muoia
San Benedetto tra i rovi (Milano, collezionista di Busto Arsizio, Cerruti lo pone nel castello di Rivoli poi
donato) Benedetto si getta nudo tra i rovi per sfuggire alla tentazione carnale in un’ambientazione che
ricorda la Valsesia
Gloria Celeste (san Gaudenzio, Novara) affresco su volta sotto la pala con Tobiolo e l’angelo (anche se in
generale Tanzio affresca tutta la cappella)
1631 san Rocco (voluto dagli abitanti di Camasco che non vennero toccati dalla peste, ora pinacoteca di
Varallo) =unica data riportata all’interno dell’opera
1628-3111 Madonna con bambino tra san Carlo e san Francesco (pinacoteca di Varallo) con una copia
acquistata dal Louvre nel 2003
o Madonna con bambino che regge la rosa canina, San Francesco con l’estigmate che mostra la croce e san
Carlo Borromeo
o accenno di vegetazione dietro l’esedra lapidea
1632 San Girolamo penitente (Kansas city)
o naturalismo caravaggesco filtrato dall’esperienza napoletana
o riferimento ai leonardeschi
fuga in Egitto (Huston)
11
quadro post 1610, anno in cui il Borromeo viene fatto santo, e post 1628 perché la visita pastorale di tale anno non lo annovera tra
le opere presenti
14
TANZIO DA VARALLO
SEICENTO
Dai capolavori del pittore di Alagna a dipinti e sculture che raccontano
Tanzio da Varallo e il primo seicento 2 AUDIOGUIDA | TARIFFE | ORARI E PRENOTAZIONI | Tel: 0163.51424 - inf
Dai capolavori del pittore di Alagna a dipinti e sculture che raccontano il clima culturale coevo
A Varallo: La gra
1 affresco strappato da una casa di Varallo con madonna in trono La grande sala che oggi ospita le opere di Tanzio da Varallo, tra i
massi
massimi artisti del Seicento italiano, è uno spazio che trasuda di storia:
tra san Francesco e san Carlo Borromeo qui trovavano posto la Scuola di Disegno e a seguire la Pinacoteca delle
origini.
3 pale: San Rocco, madonna con bambino tra san Carlo e san qui da tempi lunghi, prima come modelli per lo studio dal vero degli
allievi, poi come capolavori finalmente accessibili a tutti. Tra questi, le
Francesco due tele con Davide e Golia, indimenticabili per chiunque le abbia viste.
2 David e Golia Al centro della stanza, uno spazio più intimo accoglie le opere di Tanzio,
circondate da una selezione di dipinti e sculture che raccontano il clima origin
2 ritratti: Tavelli, Antonio da Padova culturale coevo, dentro e fuori la Valsesia.
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15
3. SACROMONTE DI VARALLO12
IDEA TOPOMIMETICA
l’idea topomimetica del sacromonte nasce con Bernardino Caimi= milanese del 400 che ha
inventato il Sacro Monte (statua in terracotta, Giovanni d’Enrico)
in origine frate del convento francescano di Sant’Angelo13 (odierno corso Como, Milano) dove
viene toccato dalla figura di san Bernardino da Siena
poi padre guardiano a Lodi
1478 viaggio in Palestina per organizzare la gestione dei luoghi santi
1490 viaggio al monastero di Santa Maria del monte sopra Varese
1492 viaggio a Santa Chiara
1486- ⭐idea di costruire il sacromonte
mezzi:
-approvazione di papa Innocenzo VIII (bolla papale in cui autorizza preventivamente
Caimi ad accettare donazioni per i lavori da parte degli abitanti della Valsesia)
-finanziamento di Emiliano Scarognino14 INFATTI iscrizione sulla cappella del santo
Sepolcro: “il magnifico signore Emiliano Scarognino fece fare questo sepolcro il 7 ottobre
1491 assieme all’edificio contiguo. Il frate Bernardino Caimi di Milano, dell’ordine dei
minori osservanti, ha escogitato i luoghi sacri di questo monte affinché, colui che non può
fare pellegrinaggio, veda qui Gerusalemme”
concept:
luogo che richiami al paesaggio della Palestina= altopiano sopra Varallo dove i pastori andavano a portare gli
armenti (si convince che il luogo sia giusto perché scavando trova una pietra che sembra assomigliare al
sepolcro di Gesù a Gerusalemme)
prima intento topomimetico (ossia di ricostruire, sulla base di disegni della Palestina portati dal Caimi,
Nazaret, Betlemme, Gerusalemme con il monte Sion-Golgota-valle di Giosafat)
500 intento narrativo>topomimetico (ossia di rivivere la storia di Cristo)
✔progetto di inserire figure a grandezza naturale per impressionare ed emozionare lo spettatore: affreschi
della morte della Vergine, Scotti + angeli, Gaudenzio Ferrari+ sculture della pietra dell’unzione, Donati
12
raggiungibile tramite mulattiera, strada, funivia
a valle paese con incontro dei fiumi Sesia e Mastallone + chiesa di Santa Maria delle Grazie (dove dovrebbe essere sepolto Caimi)
a metà strada 1737 madonna del cuore (culto nato quando Pio⭐ VII, prigioniero in Francia in età napoleonica, ritorna e sceglie
maggio come il mese della madonna) legato alla famiglia Alberganti (committente di Tanzio)
1514 guida a stampa sui misteri sopra al monte di Varalle= fama
13
ricostruzione mura spagnole del Ferrante Gonzaga per cui alcune chiese vengono demolite e ricostruite
→ chiesa di Sant’Angelo portata nella nuova sant’Angelo in corso Porta Nuova
14
Emiliano (finanziatore del sacromonte di Caimi)
Marco (segretario del marchese del Monferrato)
Francesca (moglie di Giacomo d’Adda, ultima della dinastia che va poi ad estinguersi)
16
14 aprile 1493 opere terminate:
1. convento
2. 4 cappelle
3. romitorio del Santo Sepolcro
=ufficiale introduzione del Caimi in questi luoghi che gli venivano donati dalla
comunità di Varallo
settembre 1494 lettera del Caimi a Ludovico Sforza in cui lo prega di accogliere benevolmente il
luogotenente del podestà della Valsesia che lo avrebbe informati dei danni inflitti alla popolazione locale da
parte dei sudditi del ducato di Savoia
14 aprile 1495 lettera dei valsesiani a Ludovico Sforza in cui gli chiedevano di intervenire presso il Sanson
(ministro generale dell’ordine religioso) affinché il Caimi non venisse trasferito in un’altra provincia MA
Sanson inviò Caimi come commissario in Bosnia e Croazia per metter pace tra i padri di quei paesi e qui
egli stabilì che i capitoli dei frati bosniaci e di quelli croati venissero celebrati separatamente (ritorna a
Varallo in tarda età dove muore in fama di santità, pur non divenendo mai santo)
palazzo di Pilato +
piazza dei tribunali
chiesa
albergo
oblati
morte della Vergine
15
architetto perugino di palazzo Marino a Milano (attuale sede del comune, di cui realizza la facciata) e della chiesa di san Barnaba
a Milano e di santa Maria dei Miracoli a san Celso, documentato tra 1512-1572 poiché chiamato da Francesca Scarognino per un
progetto di riordinamento urbanistico
17
SUPERAMENTO DELL’INTENTO TOPOMIMETICO A FAVORE DI QUELLO NARRATIVO
con Gaudenzio Ferrari
📍santa Maria delle grazie16, Varallo
1495 affreschi della cappella della Madonna delle Grazie, Scotto (bottega milanese presso cui si forma GF)
pareti natività, sposalizio, adorazione
sottoarco con profeti in oculi prospettici con nomi
700 volta + parete di fondo
1507 cappella di santa Margherita della famiglia Scarognini= I intervento in santa Maria delle grazie di GF
(firma nel pennacchio)
pareti affreschi presentazione al tempio + Maria e Giuseppe + Gesù nel tempio
volta monogramma di san Bernardino inserito in decorazione a grottesche con inserimento di tondisantasulle
Margherita
storie della Vergine
sottoarco con profeti
decorazione originaria polittico. Scarognino, maestro di Crea (Francesco Spanzotti?) con Marco Scarognino
che viene presentato alla Vergine da san Francesco affiancato da san Giovanni Battista
700 parete di fondo
151317 tramezzo18 con aiuto di collaboratori (Sperindio Cagnoli + Fermo Stella)
parte più alta stile arcaico
parte più bassa evoluzione dello stile
• ✔tramezzo nella chiesa di San Martino a Ivrea, Spanzotti + ✔Bramantino & Leonardo
• parti aggettanti in pastiglia o ferro = secondo Testori è una prova generale della commistione del
sacromonte
sommità Isaia “ci sarà una Vergine che concepirà un figlio”
scene
-Cristo davanti ad Erode con baldacchino a cerchi concentrici
-arazzo dietro ai soldati che catturano Cristo
-preghiera di Cristo davanti alla croce (scena rara) con rappresentazione della leggenda apocrifa della donna
rom che, con il suo bambino, rubò un chiodo destinato a Cristo (infatti i suoi piedi sono inchiodati assieme)
-riproduzione non fedelissima del Laocoonte nella lunetta del giudizio di Pilato → Ferrari soggiorna a Roma
prima della scoperta della statua, ma gli giunge notizia
peducci san Francesco e san Bernardino
✔
16
chiesa francescana costruita dal 1480 sul modulo bernardiniano ( Bernardino da Siena) divisa in parte destinata al clero e parte
destinata ai fedeli
17
entro il 1513 (data nel tondo)
18
san Berardino celebre per le sue prediche, dette dal pulpito, portate in giro per tutto il mondo e molto apprezzate per
l’immediatezza del linguaggio da lui impiegato. Egli elabora l’idea del tramezzo affrescato affinché questo sia un affiancamento alle
sue parole e una dimostrazione visiva per il popolo tutto.
18
pinacoteca di Varallo
1497-1500 Crocifissione = dipinto più antico di GF nato per far parte di un corpo più grande di cui doveva
essere la cimasa
o ✔crocifissione di Budapest, Scotti
o gesto del Giovanni ✔gesto di san Giacomo nel cenacolo, Leonardo
1500-05 2 lacerti di teste maschili (San Sebastiano e fustigatore?)
1517 stigmate di san Francesco (cappella in cui il Caimi celebrava messa, ora pinacoteca di Varallo)
o ✔Bramantino & Bernardino Luini
o attenzione al paesaggio
1517 angelo da annunciazione (Sacromonte, ora pinacoteca di Varallo)
o fortuna enorme di questo soggetto
o invenzione gaudenziana ma realizzazione compiuta dal maestro con gli allievi
📍sacromonte di Varallo
prima del 20 agosto 1521 cappella 38 della crocifissione (sacromonte di Varallo)
o resa definitiva della tridimensionalità
o accordo tra pittura e scultura
o passione per gli animali
o estrema popolarità nonostante i soggetti siano rappresentati in abiti cinquecenteschi
o aspetto panoramico delle pareti ricurve che avvolgono la scena e creano un’illusione
1537 abbandono della valle e vendita della casa
1539 arrivo a Milano dove la sua qualità deflette a causa dell’ambiente competitivo che non si
addice al suo carattere mite (pala per le monache francescane di Santa Chiara)
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1530- artisti tra cui suoi ex collaboratori che continuano la campagna artistica a Varallo, seppur non con =
qualità:
1. Fermo Stella da Caravaggio
Cristo abbandonato, Madonna e Giovanni evangelista piangenti (chiesa di santa Maria delle Grazie, Varallo)
2. Bernardino Lanino
prima affreschi nella chiesa di Sannazzaro, Milano
1539- attività in Valsesia dove lavora anche al Sacromonte
o 1539 pala del sacromonte
o 1560 affresco della Pentecoste
6. Aurelio Luini (1530-93) figlio di Bernardino e pittore manierista di Milano che affresca la chiesa di
san Maurizio a Milano
15. miracolo del paralitico
prima risanamento del paralitico (ritrovato nei depositi, a Londra esisteva un disegno di
quest’opera)= abbozzo dell’affresco che verrà realizzato anni dopo a Varallo
poi 1621-22 affreschi di il Rocca + sculture di Giovanni d’Enrico
7. Ottavio Semino19 artista genovese che lavora alla certosa di Pavia e giunge a Varallo,
avendo un rapporto privilegiato con la famiglia d’Adda
1567 1. Adamo ed Eva affresco di Adamo ed Eva
1603 affreschi di Domenico Alfano
800 intervento di Burlazzi: affreschi cappella 1 + Egitto in cappella 10
19
santuario di San Celso con statua venerata della Madonna coperta dal quadro di Madonna con bambino, Peterzano
(allievo di Tiziano a Venezia che, una volta a Milano, realizza 2 grandi teleri in san Barbara e lunetta esterna di Santa Maria della
pace, e poi realizza questa madonna) INFATTI dipinto di Giacomo e Francesco d’Adda che venerano questa Madonna
❗ciclo di affreschi di Ferrari, Luini, lunetta Peterzano, opera Tanzio, opera Ottavio Semino
20
cappella che nasce sulle basi della precedente chiesa nera e che viene “riutilizzata” con aggiunta di grate che separino spettatore
dalla scena, per cui si vedono le opere da punti di vista diversi ma mai con una prospettiva completa
20
❗fine 500 ripresa dei lavori al sacromonte con il vescovo Carlo Bascapè che desidera pittori che si
rifacciano nelle loro opere alla lezione di GF (coerenza stilistica>stile individuale)
21
8. CIRCONCISIONE
1. 1567 ADAMO ED EVA
Vergine e bambino, Gaudenzio
progetto Alessi
Ferrari
affreschi 1603 Adamo ed Eva, Alfano
interventi 800 Burlazzi
23
27. GESU’ PER LA PRIMA 33. ECCE HOMO
VOLTA DAVANTI A PILATO progetto Giovanni d’Enrico
(piazza dei tribunali) pannelli della loggia Ravelli
volere Bascapè statue Giovanni d’Enrico
progetto Ravelli + Giovanni policromia Melchiorre
d’Enrico d’Enrico
statue Giovanni d’Enrico
policromia Melchiorre d’Enrico
affreschi Tanzio d’Enrico
24
39. DEPOSIZIONE (monte Calvario)
statue Giovanni d’Enrico
affreschi Ceranino
40. PIETA’
in origine cappella della salita al Calvario
poi rifunzionalizzata
statue 1640 Giovanni d’Enrico
affreschi 1514 Gaudenzio Ferrari
BASILICA
in origine chiesa di Maria Assunta voluta da Caimi
(ora si trova nell’albergo “casa del pellegrino”
1614 lavori per basilica più ampi a
1642 scurolo dell’assunzione con statua della
Vergine dormiente, Gaudenzio Ferrari
600-700 lavori tardo barocco-rococò
25
RUOLO DELLA FAMIGLIA D’ENRICO NEL CANTIERE DEL SACROMONTE DI VARALLO
1586 11. STRAGE DEGLI INNOCENTI21 pagata con i soldi del duca di Savoia Carlo Emanuele I (che si
era recato a Varallo nel 1583 con la moglie Caterina Micaela, figlia di Filippo II di Spagna22
documento 15 giugno 1586 “i fabbricieri del sacromonte Francesco e Giuseppe Draghetti stipulano una
convenzione con i capitolati d’appalto, con i fratelli Enrico, Giovanni e Giacomo d’Enrico, abitanti a
Varallo, figli del fu magistro Giovanni d’Enrico del Riale d’Alagna, per la costruzione della cappella della
strage degli innocenti. I fratelli d’Enrico per contratto devono eseguire per la cappella intitolata “li
innocentini” le seguenti opere:
[Link] la cappella, come previsto nei disegni, di cui resta copia ad ambe le parti.
la cappella misura in pianta braccia 6,54X10,70m e in alzato 8,33m. Al piano della pavimentazione alla
summita della crocera nell’atrio della cappella l’altezza massima deve essere di 5,94m. La cappella presenta
una porta sul fronte principale e due uscite sui fronti laterali da realizzarsi “della politezza et forma che si
contiene nelli disegni”; 4 finestre nel “corpo di dentro”, un occhio sopra la porta del fronte principale e una
lanterna di bella forma.
2. costruire le fondazioni benissimo, mura buonissime e di condecente larghezza calcestre da cimma in fondo
e riempire il piede di detta chiesa fino al piede (pavimentazione).
3. dalla pavimentazione devono essere costruiti, a partire dall’altezza della vetrata interna, 2 piani, ciascuno
alto
1m. Ciascun piano deve avere dei gradini d’accesso in pietra rizza. Dal secondo piano deve essere costruita
una scalinata per il trono di re Erode di pietre rizze o di muro calcestro, realizzata secondo che sarà dato il
modello.
4. realizzare tutti gli ornamenti e politezze che in detto disegno contengono: le basi dei pilatri esterni devono
essere lavorate secondo progetto in pietra viva, la restante in muro calcestro.
5. le pietre rizze e vive e tutte le altre necessarie a dar compimento alla sudetta fabrica sono a carico dei
fratelli d’Enrico, mentre i fabbricieri devono fornire loro tutta la calcina, sabbia, boscame, prede e altra
materia necessaria.
I fratelli sono tenuti a terminare la cappella entro il maggio 1587.
Per il lavoro essi vengono pagati doble 100 di Milano (moneta di Milano sotto gli spagnoli, donate dal duca
di Savoia) così distribuite: doble 25 al principio di detta opera, 25 appena terminato il piano di calpestio, 25
quando sarà alla volta decimma di detta cappella, 25 terminati i lavori.”
o costruzione della cappella ad opera di Enrico (nello stesso anno costruisce la porta di Strada a Vercelli, nel
ducato di Savoia), Giovanni, Giacomo d’Enrico che sono impegnati in un’opera architettonica, non artistica
di statue e affreschi
o in tale anno il loro padre, Giovanni il vecchio d’Enrico del riale di Alagna, che di lavoro faceva il fabbro
ferraio, è già morto → Tanzio è già nato, ma non è attivo nel cantiere in quanto piccolo organo
o presenza di un disegno di progettazione (cosa non presente per le altre cappelle, ma vi è il disegno della
parete con i soldati che ammazzano i bambini conservata al British Museum + disegno di Erode al
Metropolitan)
o ultima cappella in cui Cristo appare come un infante (cappella 12 del battesimo di Cristo adulto nel
Giordano) tra circa 90 statue con costumi contemporanei
21
900 direttore del sacromonte Contini decide di sostituire grate con cancellate (+visione, -autenticità) nella cappella 11 e 37
22
molto devoto a San Carlo Borromeo in quanto egli, non ancora santo, era stato in grado di difendere la sua diocesi dalla peste e,
soprattutto, nutriva interesse verso le reliquie del duca (sacra sindone) che spesso andava a vedere di persona in pellegrinaggio
26
1591 termine dei lavori → decorazione pittorica23 ai fiammenghini Giovanni Battista
della Rovere e suo fratello Giovanni Mauro
• pareti strage degli innocenti
• volta con storie precedenti alla strage degli innocenti (nascita di Gesù, magi verso
Betlemme, adorazione dei magi, magi riferiscono della nascita ad Erode, fuga in
Egitto, sepoltura di Erode)
1593 il vescovo Bascapè desidera aggiungere soggetti → statue di Michelangelo
Prestinari
• registro espressivo accentuato (con rappresentazione dei Fiammenghini)
• resa della brutalità della carneficina (signore che infilza un bambino, culla rovesciato,
bambino a testa in giù) alla presenza di re Erode sul trono (cane accoccolato ai piedi
del trono e 2 paggi che tengono aperta la tenda a fianco della quale vi sono dei ritratti
di soldati realizzati dai Fiammenghini)
• barba e capelli veri
• abiti di stoffa
• antologia dei giocattoli dell’infanzia di fine 500
• 1595 policromia delle statue affidata a Domenico Alfano
MELCHIORRE
prima credenza nell’esistenza di un Melchiorre il vecchio (zio) e di un Melchiorre il giovane (nipote)
poi sdoppiamento del soggetto ingiustificato, in quanto vi era una sola famiglia d’Enrico i cui componenti
tendevano però a firmarsi in modo diverso
1594 “Melchiorre Enrico Graber, pittore di Alagna, provincia di Milano, riceve dal conteo bernardo di
Ortenburg, nipote del cancelliere imperiale gabriele, uno stemma in compenso dei lavori svolti per lui e per
la casa d’Austria. Lo stemma è esteso anche ai suoi fratelli: Enrico, Ulrico (coincide ad Alagna con il nome
di Giovanni), Jacopo, Pietro e Antonio Enrico Graber”
o documento che attesta l’attività in Alsazia di uno dei d’Enrico24 che lavora per un uomo vicino alla casa
degli Asburgo d’Austria25 il quale concede uno stemma (stemma con figura allegorica vestita di giallo e
nero e che tiene un compasso e una squadra con la frase “ein Zirkhel und ein Wickelhakhen”)
o I menzione di Tanzio
23
900 ridipintura delle pareti e delle volte
24
pittore e fratello maggiore di Tanzio che lavora nel castello poi distrutto di Morimont in Alsazia, 1570? -1642?
25
Committente appassionato di arte italiana tanto da aver studiato all’università di Pavia e da aver fatto commissionare una medaglia realizzata da Giovanni da Cavino in cui si presenta
come un giovane militare appassionato all’antichità classica
26
data che riguarda solo il giudizio universale, mentre san Cristoforo è realizzato in un momento successivo (più tardi vi è stato un restauro della parte inferiore)
27
❗presenza di giudizi finali sulle facciate delle chiese valsesiane
di solito in controfacciata
in Valsesia 1566 santi Andrea e Gaudenzio a Zuccaro
28
anni di vitalità artistica nell’impero austriaco sotto Rodolfo II d’Asburgo e ove l’arte, diffusa tramite incisioni e stampe, è figlia del manierismo di Parmigianino (eleganza femminea)
e Michelangelo (cultura muscolare) e le opere si dimostrano forti ma eleganti e dal carattere profano, ma sontuoso e frutto di sperimentazioni operate da un gran numero di artisti
milanesi e fiorentine che emigrano verso Praga (si fanno inghiottire dall’impero dove vi sono più occasioni)
29
Giovanni Avondo (1763, Balmuccia-1829,Varallo) pittore e collezionista di disegni (grazie a lui abbiamo un gran numero di disegni degli artisti di queste zone, tra cui Tanzio, e non
solo)
27
Caino e Abele + Arione + strage degli innocenti, giudizio universale,
Jan Harmensz Muller da Cornelis van Haarlem Michelangelo
25 aprile 1597 “Pietro del fu Giovanni lapicida, insieme al fratello Giovanni lo scultore, riceve parte della
dote della moglie, Lucrezia Cavallazzi, figlia del fu Teseo (morto)”
o Cavallazzi=artisti della casa con affreschi di Aristofane30 (interesse per la cultura classica tanto che uno
dei membri della famiglia si chiama Teseo) appartenenti ad una famiglia benestante
o Uno dei fratelli di Tanzio sposa una Cavallazzi, figlia di Teseo (colui che nel 1575 restaura il san
Francesco, Gaudenzio Ferrari) a sua volta figlio di Filippo
o 1573 portici della chiesa della madonna di Loreto, Simone e Teseo Cavallazzi (dove vi è la lunetta di
Gaudenzio Ferrari) con citazionismi michelangioleschi da stampe di Paradin
1598 Giovanni d’Enrico vive insieme al fratello Melchiorre in un terreno a Varallo. Il 7 settembre ad Alagna
avviene il battesimo di Caterina, figlia di Giovanni d’Enrico
o trasferimento da Alagna a Varallo
o continuo contatto con il paese di origine
11 febbraio 1600 lasciapassare dal propretore della Valsesia Fulvio Visconti per i due pittori
Melchiorre e Tanzio, originari di Alagna ma residenti a Varallo, che devono raggiungere Roma in
occasione del giubileo
o fratelli definiti “iunvenes bonae vocis, conditionis et fame”
o sicuramente Tanzio parte e raggiunge la bottega del cavalier d’Arpino, ma
Melchiorre non parte o comunque il suo soggiorno romano è irrilevante
30
1608 san Pantaleone (alpeggio di riva Valdobbia) santo medico e martire affiancato da committente membro della famiglia di notai
Chiarino che avevano commissionato gli affreschi con Aristofane
28
INTANTO GIOVANNI
1601 contratto con la comunità di Roccapietra per la sistemazione del coro della chiesa di san Martino
con la = pianta della chiesa di san Gaudenzio, Varallo con:
• altare maggiore nel coro
• 2 altari laterali
• muratura solida
• materiali che gli vengono forniti assieme a vitto e alloggio
affreschi esterni matrice gaudenziana
coro 2 nicchie con altari laterali
interni
o vergine del Rocca
o ciborio ligneo del 600 al cui interno vi sono dipinti di Lanino
1628 visita del vescovo Volpi “le 4 statue, quali sostentano il
santuario e le 2 che sono ai lati dell’antina, tutte nude dall’omiblico
in su, et che più tosto rasembrano donne che Angeli, per quali paiano
fatte et però indecenti, subito con mezzo di perito si vestano e coprano
detta nudità con pittura o altro conforme all’arte, cì che non rendano
più la detta indecenza”
o vetrate tedesche
o crocifisso ligneo
o dipinto del battesimo di Cristo, opera giovanile di Tanzio?
o 1617 balaustra marmorea
o 1619 portico
o 1630 ampliamento della sacrestia (assieme a Bartolomeo Ravello)
31
Jean Wespin “il tabacchetti” lavora alla cappella 36 calvario (affreschi prima del Gandino poi sostituito da Morazzone che dipinge
anche 33 e 35) a Varallo prima di giungere qui
32
Graber=riale
Riale= ruscello che segna confine tra Alagna e Riva e che, nel 1509, diventa il torrente Otro
famiglia d’Enrico Graber= famiglia dei d’Enrico che abitano nel riale entro il ruscello/torrente
29
1608-12 22. APOSTOLI DORMIENTI
sculture Giovanni (sopravviste)
affreschi Melchiorre (distrutti e sostituiti da affreschi del
1850, ma ricordati da una litografia di Michele Cusa)
o contratto “parimente et similmente come sopra il suddetto
maestro melchior de Henrico ha convenuto et promesso alli
sudetti fabriceri et a tutta la congregatione di far o depinger
nel suddetto termine d’un anno la cappella delli 3 discepoli
dormienti all’orto… se la cappella non è di gusto, verrà
imbiancata e Melchiorre pittore non pagato”
1612 pala di san Pantaleone (per un membro della famiglia Draghetti, ora
collezione privata)
❗modello gaudenziano che è alla base anche della pala di Ghemme
✔madonna con bambino, Gaudenzio Ferrari (Brera)
✔santo vescovo nel polittico di san Gaudenzio, Gaudenzio Ferrari
1614 madonna con bambino tra i santi Fabiano, Defendente e Pietro (oratorio di
Folecchio, parrocchiale di Rossa)
✔pala, Lanino (Borgosesia)
1616 Melchiorre dora un’ancona lignea di Bartolomeo Ravelli (distrutta dalla valanga, doveva
assomigliare a questa)
30
1619 23. ARRESTO DI CRISTO dove Melchiorre si firma con una
scrittura che simula i caratteri ebraici
o segni dell’influenza data dal ritorno di Tanzio da Roma
o innovazioni moderne del repertorio gaudenziano
o angeli reggono una targa con 2 episodi: uno dal libro dei re, l’altro dal
libro dei giudici
o scena dell’arresto ✔zoccolatura monocroma di Alessandro Magno che
mette Iliade ed Odissea nella tomba di Achille, stanza della segnatura di
Raffaello
o inserimento di una lucerna metallica tridimensionale
o riuso di statue antiche (come nella cappella 1 Afamo ed Eva)
dopo 29 ottobre 1633 Melchiorre completa i lavori incompiuti del deceduto fratello Tanzio (firma
sull’arco di accesso)
interventi nella cappella Gibellini con le storie di san Francesco e soprattutto in:
[Link] con il santo che si lancia nel roseto per sfuggire alla lussuria
sx Tanzio
diavolo con le corna Melchiorre
2. lunetta della concordia degli ordini con san Francesco e san Domenico stretti l’uno all’altro
affresco pittore che aveva chiesto una licenza per lavorare nella diocesi di Novara e quindi all’interno della
cappella (Melchiorre?)
1624-98 statue di San Carlo (si era in parte affermata l’idea di voler creare un sacromonte basato sulla sua
storia)
+ interventi nella cappella della cattura, dei 3 discepoli dormienti, dell’orazione nell’orto
+ dipinge e scolpisce per il cardinale Federico Borromeo e per il relativo nipote Giulio Cesare? (così viene
riportato in un documento)
1640 ⚰Melchiorre
31
ATTIVITA’ DI TANZIO AL SACROMONTE
❗per molto si è pensato avesse realizzato anche la 29 (Gesù al tribunale di Pilato) MA errore di attribuzione
da parte di Brizio individuato da Francesco Gianoli
32
IL GRANDE TEATRO MONTANO, GIOVANNI TESTORI
Giovanni Testori (1923, Novate Milanese – 1993, Milano) “un critico emozionale”
• amore sin dall’età giovanile per la letteratura, arte, poesia
• 1951, palazzo reale di Milano “Caravaggio e i caravaggeschi” contatto con Longhi
• 1953, palazzo reale di Milano “I pittore della realtà in Lombardia” (collab.
Longhi+Cipriani)
• pubblicazioni per la rivista Paragone
1965, Feltrinelli il gran teatro montano= n°130 della collana “i fatti e le idee: saggi e biografie”
• ruolo delle arti figurative non centrale MA quest’opera esce in parallelo al palinsesto valsesiano,
all’insegna del pescedoro con disegni della pinacoteca di Varallo e delle collezioni private
• arrivo in casa editrice di Alvar Gonzalez-Palacio (su suggerimento di Longhi, è uno studioso di arte
fiorentina tra 300-400)
• titolo del libro fa riferimento al gran teatro del mundo di Pedro Calderon de la Barca / al gran teatro della
vita di San Carlo Borromeo secondo le parole del predicatore Biffi
• dedica ai genitori dopo lo scandalo che aveva resa pubblica l’omosessualità di Testori (una copia del
volume è stata posta nella bara del padre di Testori)
in origine monografia di Gaudenzio Ferrari ricostruito a partire dal Sacro Monte di Varallo
in realtà raccolta di saggi (3 già editi + 2 composti per l’occasione)
33
1. GAUDENZIO E IL SACROMONTE
(1956, pubblicato nel catalogo della mostra di Gaudenzio Ferrari a Vercelli)
Gaudenzio Ferrari (1475/77 =anno del Sodoma, Valduccia di Vercelli-1546, Milano) ignorato per:
1. ubicazione delle sue opere che sono collocate lontane dai luoghi d’arte inclusi nei più gettonati tour
2. errore di mettere ogni artista a confronto con gli uomini d’oro del 500
prima apprendistato a Milano presso lo Scotto + influenze di Spanzotti (sintesi
piemontese del duo lombardo Bramante-Foppa), Macrino (azione arcaica),
Sodoma
1493 padre Caimi prende il possesso del Sacro Monte di Varallo (ora solo luogo
di ritiro, poi di preghiera e pellegrinaggio quindi non è sua la paternità del
Sacro Monte come lo conosciamo oggi) che ai tempi consta di un monastero,
chiesa di santa Maria delle grazie, eremitorio del santo Sepolcro DI CUI RESTA
SOLO 1499 cappella del sepolcro di Maria in cui lavora il giovane
Gaudenzio (unica cappella rimasta del 1°nucleo)
1500 viaggio a Roma
34
1513-28 sculture e pitture al Sacro Monte di Varallo
• unione tra scultura che rende la scultura-pittura che compartecipa per ricreare i luoghi della Passione di
Gerusalemme con resa drammatica e pienezza formale = creazione di un teatro in figura dove lo
svolgimento dell’azione drammatica vive dello scambio continuo tra il suo moto dinamico interno (scultura
che esprime l’azione vera e propria -pittura che compartecipa ad essa) e la sua esterna possibilità di far
avvenire i singoli atti di cui si compone
• rappresentazione del popolo della valle
• i sentimenti del cuore governano la forma (≠Perugino ove la forma governa i sentimenti del cuore, molti
dicono che abbiamo gareggiato)
1513
2. ANNUNCIAZIONE statue dell’angelo annunciante + vergine annunciata
6. NATIVITA’ ove realizza le sculture
7. ADORAZIONE DEI PASTORI spazio architettonico organizzato per una resa dei personaggi allo stesso
livello dello spettatore e per richiamare alla grotta in cui nacque Cristo
8. CIRCONCISIONE statue della Vergine e bambino
9. 2 SOGNO DI GIUSEPPE statue della vergine col figlio
1517-20 40. PIETA’ affreschi (non nel 1506 come si credeva)
1526 38. CROCIFISSIONE adunanza di popolo in cui le preferenze di ceto permangono ma si è tutti uniti
dall’amore per la vita
1526-28 6. ADORAZIONE DEI MAGI
Sepolcro, Ascensione, Assunzione secondo la trama comune del “post tenebras lucem”
Natività-Crocifissione= inizio e fine del dramma dove è possibile percepire il Gaudenzio architetto
35
2. GAUDENZIO ALLE PORTE DI VARALLO
(1960, “Gaudenzio alle porte di Varallo” x scoperta del restauro della madonna di Loreto a Roccapietra)
santuario della madonna di Loreto (Roccapietra-Varallo) Gaudenzio architetto poco trattato MA citato
nell’idea del tempio della pittura, Lomazzo
• idea architettonica derivata da Bramante ma anti-architettonica in quanto non rispetta le regole e crea
illusioni (Gaudenzio si incanta nell’abside di san Satiro dove l’architettura è finta ed è dunque più pittura
che mai)
• formazione manierista per cui realizza disegni
• chiaroscuro di sentimenti poiché scioglie disegno in figura, figura in carne, carne in sentimento, sentimento
in aria
1513-15 interno: statua della Vergine, annunciazione dipinta, angeli reggigloria
1517 esterno: lunetta della natività
36
poi nuova generazione di manieristi
1. Cerano (1573-1632)
1602-10 storie di san Carlo definite da Restori come “catastrofi innografiche” (pietà pre-manzoniana)
1598 progetto del san Carlone di Arona
2. il Morazzone (1573-1626)
1502
cappella 36, Sacro Monte di Varallo (assieme al Tabacchetti) massa di persone e cavalli ma mancata resa
patetica
1617 cappella 11, Sacro Monte di Orta allegoria della primavera + storie francescane
1620 cappella della Buona morte nel buio pesto di una notte e nel buio allarmante di una tomba
3. Mazzucchelli
cappella 33, Sacro Monte di Varallo esito drammatico convincente
1620 lunette della cappella della buona morte (san Gaudenzio a Novara)
4. Dionigi Busssola
7 cappelle del sacro monte di Orta TRA CUI 1676 cappella 20: canonizzazione di san Francesco
5. Giuseppe Antonio Pianca
1745 martirio di Sant’Eufemia (Novara) = opera simbolo della fine dell’arte teatrale novarese
MA SOPRATTUTTO
Fratelli d’Enrico
1. Giovanni
• resa materica di carne distorta e dannata
• mancanza del dolore e della memoria d’amore
1586 sculture al Sacro Monte di Varallo
altare della chiesa di Alagna (attribuito alla famiglia d’Enrico)
2. Antonio detto “Tanzio”
• fusione di pittura e scultura
• ✔influenza del fratello Giovanni + Caravaggio + controriforma
cappella 28
cappella 34
37
[Link] E PACE SULLA CAPPELLA DELLA PIETA’ (1964 inedito)
✔40. PIETA’ =cappella della discordia dove si fondono pittura e scultura
Testori sostiene la paternità attribuibile a Tanzio affermato che: i critici si siano troppo affidati ai documenti
di archivio < alla materia
Griseri …ad un Sodoma giovane
Brizzio …lettura differente rispetto a quella di Testori
⁇ Gaudenzio agli albori del 500 / Sodoma tra 1508-1513
problemi:
• cambiamento del nome: da spogliazione a pietà
• giro del racconto illogico in quanto la parete più piccola della cappella ha subito una
decurtazione/spostamento (angolo con il corteo dei ploranti-parete dei soldati che
giocano a dadi)
• 1514, Milano (conservato a Siviglia) trattato dei capitoli della passione sul monte di
Varallo: Poi te ne parte e vai dov’è spogliato El to Iesù gran doglia di mirare:
quanto da questi falsi è dispregiato e’ non ti so con mei versi narrare. La Matre ha
pianto con Iovanni a lato, vedendo il figlio nudo dispogliare con una corda in collo
da ribelo, come un latron menato il sacro Agnelo.
-Madre citata è scomparsa: ½ ploranti dipinte / statua
-Cristo spostato nella cappella 32 ma, se fosse riportato nella cappella 40, si noterebbe che
il suo sguardo è verso dx dove, secondo Testori, vi era la Vergine
-se Sodoma realizza la cappella, la statua del Cristo è sicuramente di Gaudenzio
38
2018 VARALLO-VERCELLI-NOVARA GAUDENZIO MEMORIAL
INTORNO A GAUDENZIO
1956, museo Borgogna di Vercelli mostra su Gaudenzio Ferrari
1982 Gaudenzio Ferrari e la sua scuola. I cartoni cinquecenteschi dell’Accademia Albertina
2018, Varallo-Vercelli e Novara Gaudenzio Memorial
• curatela di Agosti, Stoppa, soprintendente del Piemonte Romano
• allestimento di Simonetti, Pavani, Castagneri
• fotografie di Bellucca e Dealberto
• grigio venato d’azzurro (Varallo), grigio con ombre di verde (risaie di Vercelli), viola (Novara)
• assenza opere comasche di Gaudenzio (seppur richieste in prestito, ma non concesse)
39
opere dal sapore gaudenziano:
retro dell’ancona marmorea sull’altare maggiore, allievo Pessina (sant’Eustorgio)
1540 andata al calvario, anonimo gaudenziano anche se Testori lo attribuisce a GF (santuario della pietà,
Cannobbio)
Madonna con il bambino tra san Domenico e santa Caterina da Siena, Cerano (Brera) eco dell’affresco di GF
a san Lazzaro delle domenicane
Fuga in Egitto, Lanino + maestro di g.m.f. disegni al Louvre tratti da un modello gaudenziano
Santa Caterina d’Alessandria, Ottaviano Cane influenzato dall’arte di GF nella sua fase tarda
pala della madonna con il bambino tra santa Caterina d’Alessandria e la Beata Panacea, pittore gaudenziano
(parrocchia di Ghemme)
o Maria dalla madonna con il bambino (Brera)
o santa Caterina dalla santa Caterina (palazzo madama)
o Beata da una delle 2 figure femminili dell’unico scomparto mancante del polittico di Vercelli
1564 affresco di Vergine annunciata (chiesa di Madonna della Riva, Cervarolo) ripreso da angelo
annunciante e vergine annunciata (chiesa vecchia del sacromonte di Varallo)
40
pala degli aranci (San Cristoforo a Vercelli) con numerose copie soprattutto dei 2
angeli musicanti in primo piano
2 angelo parte della pala degli aranci con Pietro, Paolo, 2 donne, Maria e 2 vescovi
inginocchiati (foglio a penna e acquerello marrone di Berlino) che doveva essere di
una pala perduta di collocazione casalese
identico nella pala di Sebastiano Novelli della chiesa di san Pietro a Bosco Marengo
1640 Melchiorre vende un suo mulino al pittore Giovanni Antonio Rocca cresciuto
vicino al clan e all’arte di Tanzio
annunciazione (Varallo Sesia)
incoronazione della Vergine alla presenta dei santi Marco, Pantaleone, Marta e
Giovanni Evangelista (Cervarolo)
Vergine immacolata tra San Rocco e santa Marta e Dio padre (Cervarolo)
33
pala di san Gregorio tra san Nicola da Bari e san Pantalone, Melchiorre? (paternità dubbia) + 1621 affreschi (perduti) nell’oratorio
di santa Maria a Crevola (Varallo)
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