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Tanzio Da Varallo (1575-1633)

Tanzio da Varallo, nato nel 1575 ad Alagna Valsesia, è un pittore influenzato dal Caravaggio e dalla tradizione manierista, attivo in diverse località italiane, tra cui Roma e Napoli. La sua formazione artistica e il suo stile sono caratterizzati da un'attenzione particolare alla luce e all'espressività, con opere significative al Sacro Monte di Varallo e in altre chiese. Il contesto storico in cui opera include eventi come il Concilio di Trento e le guerre religiose, che influenzano la sua produzione artistica e la vita religiosa della regione.

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Tanzio Da Varallo (1575-1633)

Tanzio da Varallo, nato nel 1575 ad Alagna Valsesia, è un pittore influenzato dal Caravaggio e dalla tradizione manierista, attivo in diverse località italiane, tra cui Roma e Napoli. La sua formazione artistica e il suo stile sono caratterizzati da un'attenzione particolare alla luce e all'espressività, con opere significative al Sacro Monte di Varallo e in altre chiese. Il contesto storico in cui opera include eventi come il Concilio di Trento e le guerre religiose, che influenzano la sua produzione artistica e la vita religiosa della regione.

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TANZIO DA VARALLO:

il Caravaggio delle Alpi

(1575, Alagna Valsesia – 1633, Varallo)

0
0. CONTESTO STORICO-GEOGRAFICO

Avvenimenti in quest’arco cronologico


• 1563 concilio di Trento (persecuzione streghe e Giordano
Bruno al rogo)
• guerre religiose: 7 ottobre 1571 battaglia di Lepanto
Venezia VS impero ottomano (1572-73 allegoria della
battaglia di Lepanto, Veronese: santi tra cui Jacopo, Giustina
patrona di Padova, Marco patrono di Venezia sulla battaglia
di Lepanto)
• 1575 di San Carlo-1630 di Federico Borromeo e Manzoni 2
ondate di peste (San Rocco, Morazzone chiesa di
Borgomanero) che generano povertà, disagio e crisi

Luoghi
1. Valsesia
2. Roma (del Caravaggio)
3. Napoli (grande capitale europea del Seicento)
4. Abruzzo (tra le valli)
5. Val d’Ossola (pendici del Monte Rosa)
6. Novara (città di Milano, oggi del Piemonte)
7. Milano
8. Como?
9-10. 1627 Vienna & Venezia? ✔
TESTIMONIATE DA 1701 museo novarese, Lazzaro Agostino Cotta
o 2 grandi artisti che passarono da Novara: Tanzio & Gaudenzio Ferrari (non si conobbero)
o Tanzio nato ad Alagna (borgo con il quale si chiude la Valsesia, ai piedi del Monterosa, e che confina con
un cantone svizzero)
o formazione a Roma e successivo ritorno in patria
o pittura figlia di un’educazione manierista (disegna sulla tela, poi procede a dipingere) e solo
successivamente influenzata da Caravaggio
o Tanzio era solito lavorare con lentezza, ma era preciso (ottimo disegno, espressività vivace, anatomia
corretta, coloritura buona)
o attivo a Milano (chiesa di sant’Angelo -mai trovate-, di santa Maria della pace, sant’Antonio la cui volta
è stata dipinta dai Carloni genovesi) e Varallo (3 cappelle del sacro monte: la presentazione a Pilato,
Cristo davanti ad Erode,
Pilato si lava le mani)
o attivo a Napoli con opere di figura e prospettiva (lavori architettonici non trovati), nell’Apulia
(=Abruzzo), a Venezia, a Vienna nel 1627 (unico dato cronologico preciso riportato, c’è sicuramente un
legame tra i d’Enrico e l’Europa), san Protaso in Vogogna, nella parrocchia di Acellio, in san Gaudenzio
di Novara all’altare dell’angelo custode, ritratto di Paolo Gallarato nella chiesa di san Marco a Novara,
nel convento di Varallo dove muore (convento francescano di Varallo? dove muore a quasi 70 anni, cosa
che sposterebbe la sua data di nascita)
o il pittore Busca, ripetendo l’elogio dello Scaramuccia, usava dire che se Tanzio fosse stato a Roma nella
sua età virile avrebbe potuto gareggiare con i più grandi artisti della città
o Paragone tra Tanzio e Paolo Veronese
o di Tanzio scrivono Torre, sant’Agostino (guide di Milano che parlano delle sue opere milanesi) Fassola,
Torotti (testi sull’attività di Tanzio al Sacro Monte di Varallo) con alcuni errori

1
Indicazioni geografiche
• pianura fertile
• moltitudine di fiumi, laghi e montagne
• confini delle diocesi (Valsesia in provincia di Vercelli, ma decisioni
prese dal vescovo di Novara) ≠ confini delle regioni

Sondrio

Como
Lecco

o
Var

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Monza e

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Brianza

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Milano
Lo Crem
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va

📍Valsesia
• fiume Sesia
• monte Rosa che chiude la valla (non ci sono valichi o
trafori)
• vegetazione ricca che caratterizza il paesaggio che influenza
Tanzio da Varallo
• insediamenti a fondo valle vicino alle rive dei fiumi +
alpeggi in quota dei Valsesiani che in realtà sono una
popolazione proveniente dalla Svizzera (Valser= pastori che
parlano il tschu e vivono in case con tetti in pietra)
• alta percentuale di artisti provenienti da qui e opere d’arte
qui situate (Sacro Monte di Varallo= cantiere del 500-600
che richiama artisti anche da altri contesti e genera una
domanda di opere d’arte) + moltitudine di luoghi di culto
(forte religiosità dovuta alla percezione di vicinanza al
divino, tanto che vi furono anche dei culti pagani e poi una grande diffusione del cristianesimo) tra cui
santuari (dove vengono concesse le indulgenze e portati gli ex voto come testimonianza del fatto che
la preghiera fatta è stata esaudita), oratori, cappelle, edicole viarie1

1
sono stati creati dal Comitato Alpino Italiano dei sentieri dell’arte

2
Val
Val Mastallone
Sermenza

Val
Dobbia
Val
Grande

Chiesa di san Lorenzo all’Alpe Seccio (alpeggio Alpe Seccio, val Sermenza)= chiesa con soffitto ribassato
(freddo) e navata unica con ingresso in facciata e ingresso laterale di cui restano:
affreschi esterni san Cristoforo✔( cappella Ovetari, Padova, Mantegna) + ruota della Fortuna
o 500, casa di Cesare Scaglia a Varallo affreschi profani con musa della commedia Talia, commediografo
greco Aristofane, iconografia della ruota della fortuna (voluti dalla famiglia Chiarino)

affreschi interni 1446, Giovanni Andrea in stile tardogotico:


o teoria di santi affiancati e separati da cornici rosse e bianche (non disposti secondo un ordine preciso): san
Marco (protettore di campi, raccolto, bestiame) + san Lazzaro (con le piaghe)
o arco trionfale con annunciazione e mandorla con Dio che invia la colomba + san Giovanni Battista (con
pelle di
cammello e agnello) & san Gregorio Magno
o catino san Lorenzo con relativi episodi del rifiuto di concedere all’imperatore
romano i beni della Chiesa e il martirio della graticola
o catino absidale con maiestas domini accompagnato da simboli degli evangelisti (che insieme danno vita al
tetramorfo)
o altare con paliotto dipinto direttamente sulla chiesa con Cristo in pietà nel sepolcro di fronte ad un tessuto
con
bordo dorato
o ultima cena (mutilata quando è stata aggiunta la cappella laterale) con resa rozza della prospettiva e
alimenti
precisi con apparecchiatura precisa (sull’arco alpino si mangiavano spesso i gamberi di fiume) e riporto dei
nomi degli apostoli
o santa Caterina, Sant’Anna Metterza

3
Chiesa di Sant’Anna a Verzimo
cappella “del buon Port” con affresco di madonna con bambino e 2 santi
(ricostruita nel 1605 con i soldi degli emigrati provenienti da Roma, in quanto
vi è un’iscrizione che li ricorda come benefattori)
+ cappelletta viaria “che porta bene” con madonna con bambino accompagnata
da 2 santi
o tetto di piode
o base 500esca, ridipinture successive
o ghirlande di frutti
o madonna che si rifà alle icone mariane di Roma (come se emigrati portassero
un ricordo di essa) e ispirata alla madonna bizantina di santa Maria del
popolo a Roma
o credenza che la madonna fosse dipinta da San Luca, non dalla mano umana degli artisti

cappella della Santa Casa della madonna di Loreto a Roccapietra


in generale santa Casa della madonna di Loreto2
lunetta: 1525 adorazione dei magi + adorazione del bambino, Ferrari
interni: ciclo sulle storie di Gioacchino ed Anna, famiglia Cavallazzi?
o iscrizioni in caratteri gotici che raccontano la loro storia
o traslazione della casa di Loreto grazie agli angeli
o Anna riceve la comunicazione della sua gravidanza da un angelo
o abbraccio tra i coniugi anziani davanti alle porte di Gerusalemme
o nascita di Maria
o lavaggio di Maria con la rappresentazione di una donna che controlla
l’acqua mentre Anna riceve un brodo per mangiare


visite dei vescovi di Novara:
1. 1590 visita del vescovo Cesare Specciano
2. Carlo Bascapè
3. 1617 Ferdinando Taverna
4. 1628 Giovanni Pietro Volpi
5. 1657 Giulio Maria Odescali

1538, Arona -1584, Milano cardinale Carlo Borromeo


in origine Borromeo= feudatari, Carlo nipote di papa Pio IV
prima uomo colto con una giovinezza mondana ricca di privilegi
poi cardinale giovane dalla forte fede che abbraccia lo spirito della Controriforma
1563 partecipante al concilio di Trento che tenta di unire una chiesa ai tempi divisa tra cattolici e protestanti
1564-84 arcivescovo di Milano che si impegna nelle visite pastorali sul dorso di un mulo in tutta la diocesi
(anche nelle realtà più sperdute, infatti si reca 3 volte a Varallo)

2
1604-05 santa Maria di Loreto, Annibale Carracci (sant’Onofrio al Gianicolo)

4
1602 beato
1610 santo (tutti i quadri dove è raffigurato sono post 1610)
Carlo Borromeo, Ficino (pinacoteca ambrosiana)
1602 veglia di Carlo Borromeo, fratelli Fiammenghini (duomo di Milano) in cui è rappresentato mentre si
aggira con una lanterna nelle zone della montagna tra le piante dove ci sono gli edifici (richiamo al
sacromonte di Varallo?)
1616 San Carlo comunica i malati di peste/comunione, Tanzio da Varallo

5
1. BIOGRAFIA TRECCANI 3
1575-80, Alagna Valsesia ⭐ Antonio d’Enrico figlio di Giovanni il Vecchioin una famiglia valser (tedesco
antico) di artisti (ha 8 fratelli, ma 2 sono importanti):
1. Giovanni: architetto e scultore che dal 1586 opera al Sacro Monte di Varallo (probabilmente
l’apprendistato di T avviene sotto la sua direzione)
2. Melchiorre: scultore che realizza molte sculture del Sacro Monte di Varallo (soprattutto nelle cappelle in
cui interviene anche Gaudenzio Ferrari)

1600 soggiorno a Roma in occasione del Giubileo (con Melchiorre) = visione delle opere di Caravaggio,
Reni, Domenichino, Carracci da cui eredita l’attenzione alla luce + collaborazione con Baglione permette un
avvicinamento a Caravaggio?
in origine literae testimoniales de probitate artificum qui intendut peregrinare, propetore della Valsesia
permesso per Tanzio e il fratello Melchiorre per partire a Roma in quanto essi sono “iuvenes bonae vocis,
conditionis et fame” che vogliono intraprendere il viaggio per “gratia honestis laboribus et arte sua
querendi victus et visitandi limina sanctarum eccleriarum urbis Romae pro consequendis indulgentis”
1607 lettera del vescovo di Novara che attesta il rientro di Melchiorre a Varallo MENTRE papa Clemente
VIII aveva finanziato imprese decorative in occasione del giubileo:
Þ affresco del transetto di San Giovanni in Laterano, Baglione con impostazione scenica-di costume dei
fratelli D’Enrico
Þ influenza della rivelazione, Rubens (santa Maria in Vallicella, Roma) su Tanzio che vede nell’opera la
fusione tra pittura italiana e formazione nordica
Þ battaglia di Sennacherib, Tanzio (cappella dell’angelo custode, Novara) richiama alla resurrezione,
Baglione (chiesa del Gesù, Roma)

1604-104 soggiorno a Napoli5 con alloggio alla santa Maria della Carità (dove dormivano gli
artisti)
Þ 4 frammenti di una Pentecoste6 usati da un restauratore per allargare 3 tele seicentesche nella
sala capitolare di santa Restituta a Napoli (Previtali ne riconosce solo 3, ora museo di
Capodimonte) e riscoperte nel 1969
✔influenza caravaggesca (autunno 1606-primavera 1607 soggiorno napoletano di

Caravaggio) + ✔Immacolata Concezione, Battistello (chiesa di santa Maria della Stella)
Þ 1607 pitture. nella chiesa di San Francesco a Capodimonte7 ( pagamento da parte di
Giovanni Stefano della Monica)✔ nel momento in cui era in vendita la madonna del rosario di
Caravaggio (poi acquistato da Vincenzo I Gonzaga)
Þ 1610 ritratto di gentildonna ( pagamento da parte di una signora napoletana)

3
documentato dal 1594, si crede nato intorno al 1580 e morto dopo il 28/09/1632 e prima del 23/07/1633 (quando sua moglie viene
detta vedova)
4
anche prima, ma queste sono date sicure, Tanzio nel 1610 afferma di essere a Napoli da 9 anni quindi magari è giunto qui subito
dopo il giubileo
5
1701 biografia di Antonio d’Enrico, Cotta descrizione di Napoli come una grande città, la più popolosa d’Italia con un ampio porto
e il Vesuvio che, grazie al suo esonero dal fiscalismo regio, vede molti giungere qui dalle campagne
6
con santi Francesco e Liborio, san Giuda Taddeo e 2 donatori
7
chiesa soppresso su cui viene costruito il palazzo di Capodimonte e dove si trovava un’ancona dell’Immacolata Concezione,
Ippolito Borghese

6
• 14 aprile 1608 testimone del matrimonio celebrato a Napoli tra tedesco Elias Bene e napoletana Vittoria
Borgia
• 1609
a Varallo Melchiorre è testimone per l’incarico del Morazzone per affreschi della cappella 33 (Melchiorre
realizza la policromia delle statue)
a Napoli pagamento dell’architetto Fontana8 per un quadro raffigurate Caino e Abele ad opera di Tanzio
• 1610 Tanzio desidera sposare una vedova napoletana, Apollonia Aversano9, ma necessita di un processo
affinché sia verificato che la donna é libera (per evitare la bigamia) →processo in Santa Maria della
carità ove Tanzio dichiara di essere nato ad Alagna nel 1585 circa e di essersi formato sotto il fratello
Melchiorre

1610-15 soggiorno in Abruzzo


Þ pala della circoncisione
Þ pala dell’incendio sedato (x mercante di lana Tommaso d’Amata, collegiata di Pescocostanzo,
Aquila) MA contemporanea agli affreschi del sacromonte di Varallo QUINDI inviata da Tanzio,
situato a Varallo, fino a Pescocostanzo (colonia lombarda in Abruzzo)

1616 anno di rientro a Varallo? = opere descritte dalle visite pastorali


Þ San Carlo tra gli appestati (collegiata di Domodossola)
Þ affreschi 27° cappella del Sacro Monte di Varallo
✔appunto del cardinale Taverna in visita pastorale al Sacro Monte di Varallo testimonianza della
visione della cappella della Prima presentazione di Cristo a Pilato quasi completata (Tanzio
realizza gli affreschi, il fratello Giovanni le statue) e della cappella di Pilato che si lava le mani
(ancora non affrescata ma con statue realizzate)
Þ 1617 (visita Taverna) – 1626 (visita Volpi) Madonna del rosario (parrocchia di Santa Cristina,
Borgomanero)
Þ 1616-1627 Visitazione (parrocchia di Vagna)
Þ -1628 (visita Volpi) Processione del sacro chiodo (San Lorenzo a Cellio)
Þ corpus grafico con serie di copie provenienti dalla sua bottega
1. originale di Berlino-disegno della pinacoteca di Varallo
2. disegno preparatorio con pentimenti per cappella XXXIV del Sacromonte
3. disegni degli affreschi terminati per cappella XXVIII (Pierpont Morgan Library di NY)
4. disegni degli affreschi terminati per cappella XXVII (gallerie dell’accademia di Venezia)

19 febbraio 162710 soggiorno a Novara


✔contratto tra Tanzio e Ottavio Nazzari per la decorazione della cappella dell’angelo custode
(San Gaudenzio, Novara) terminata nel 1629 in quanto vi è data con firma nella parte interna del pilastro di
destra

8
l’architetto Fontana é un appassionato di Caravaggio che commissiona un totale di 3 opere a Tanzio
9
A Napoli dichiarazione di Apollonia Aversano: dice di avere circa 30 anni; si è sposata a Napoli il napoletano Egidio Bonetti “quale stava per
scrivano del scrittorio in palazzo, et poi fu fatto capitano del battaglione”: da lui ha avuto un figlio, Francesco Bonetti. Da circa sette anni Egidio ha
lasciato Napoli ed è andato “por secretario in Fiandra de don Alessandro delli Monti” (è Alessandro del Monte, marchese d’Acaja, nipote di Giulio
III); Egidio è morto da 3 anni “et morse in Madrid in uno hospedale delli Italiani dove lla era andato a pretendere da sua maestà per lo servitio
prestito”. Lei sa che lui è morto da circa due anni e mezzo. Ora è vedova e si vuole maritare con “Antonio d’Henrico de Alagna”.
10
forse attivo a Vienna in questi anni?

7
1629-30 rientro a Varallo durante la peste (anni in cui Tanzio e la moglie Maria de Perello restano in
paese) = progetti religiosi sulla fede e la spiritualità borromea

1630- attivo nella provincia di Vercelli, Varese e Milano


opere lombarde
Þ crocefisso tra Barnaba, Ambrogio e donatori (chiesa della vittoria a
Parabiago, ora ospedale Antonini di Limbiate)
Þ 1628- pala di Ognissanti (parrocchia di Fontaneto a Novara, ora pinacoteca
di Varallo)
Þ 1631 San Rocco (parrocchia di Camasco, ora pinacoteca di Varallo)
Þ 1632- affreschi per la cappella di San Francesco della famiglia Gibellini
(Borgosesia) MA 1633 lavori terminati dal fratello Melchiorre perché
Tanzio è morto
opere milanesi
Þ chiesa di Sant’Angelo (via Moscova) MA seppur Cotta dia info, non si è trovato nulla di suo
Þ Cristo in gloria tra angeli (cappella dx, Sant’Antonio dei Teatini)
Þ volta del coro (Santa Maria della pace degli zoccolanti) adorazione dei pastori, annunciazione, Cristo in
glora tra gli angeli
esterno affresco del timpano con Madonna in trono tra santi, Simone Peterzano
interno volta a botte del coro con affreschi, Tanzio da Varallo
centro angeli cantano il Gloria (tema del notturno con trasformazione del buio in luce e angelo che
discende)
sx annunciazione
dx adorazione dei pastori

8
LA FAMA
• diaspora in quanto molte sue opere sono state vendute nel 900 in America, grazie anche alla rivalutazione
del caravaggismo
• seguaci che hanno ripreso le sue invenzioni e il suo stile (1631 olio su tela san Rocco, Tanzio da Varallo –
affresco a Riva Valdobbia san Rocco = gioco delle mani, bastone e posizione del cappello, colore del
mantello)
• mostre in Abruzzo, Napoli e altre periferie
1) 1922 mostra con 2 opere di Tanzio + opere di Caravaggio
2) 1955, Torino POI estate 1960, Varallo mostra su Tanzio, Giovanni Testori nel momento in
cui la pinacoteca conosce il massimo splendore grazie all’ingegnere Rolandi (un ingegnere
proveniente da Varallo ma residente a Milano vede la mostra e decide di stanziare denaro per
valorizzare la bellezza di Varallo)
3) 1973, palazzo reale di Milano il Seicento lombardo
4) 2014-15, palazzo Zevallos a Napoli
• studi di Longhi e Bologna con messa a fuoco dell’attività di Tanzio nell’Italia meridionale
prima recupero opere destinate all’Abruzzo (a partire da un’attribuzione di Previtali)
poi scoperta opere napoletane
infine definizione del corpus di disegni con uno stile grafico peculiare
per ora indicazione documentaria sul Tanzio scultore scoperta da Perrone non ancora messa a
sistema
• pubblicazioni
1) 1922, Firenze rassegna sul Seicento
2) 1951, Milano Caravaggio
3) 1955, Ivrea e Torino manieristi lombardi e piemontesi
4) 1959, Palazzo Madama a Torino monografico su Tanzio da Varallo, Testori

9
2. CATALOGO DELLE OPERE
1605-10 martirio di San Lorenzo (collezione privata di Roma del ministro democristiano Bosco)
Zeri lo attribuisce a Carracciolo
Longhi lo attribuisce a Tanzio
✔parallelismo con martirio di san Lorenzo, Antonio Campi (san Celso, Milano)
1605-10 adorazione dei pastori (collezione privata)
1605-08 san Giovanni Battista (collezione privata francese)
o santo rappresentato con croce in mano e agnello al suo fianco
o rapporto per gioco delle gambe e panneggio con san Matteo e l’angelo, Caravaggio (prima versione della
cappella Contarelli, distrutto quando Berlino cade sotto l’armata rossa)
o opera che arriva prima a Napoli rispetto a quello di Caravaggio (secondo Bellori) INFATTI Tanzio a Napoli
non fatica a trovare lavoro in quanto tutti riconoscono il suo talento
sant’Agata

1608-10 Frammenti di una pentecoste (in deposito dalla basilica di santa


Restituta
a Napoli, ora museo di Capodimonte) scoperto da Previtali che si rende conto
che nella sala Capitolare di Santa Restituta per il restauro di alcune tele sono
stati usati dei frammenti dell’opera di Tanzio usati come riempitivi
o prova della veridicità della testimonianza di Cotta: soggiorno di Tanzio a
Napoli è reale e qui cerca di sposare una vedova
o rappresentazione di apostoli e altri santi (San Francesco, san Giuda Matteo,
san Nicola da Bari con le palle/san Liborio con le pietre renali) + ritratti=
Pentecoste con santi e committenti
1610-11 Presentazione di Gesù al tempio/Pala circoncisione (chiesa di San
Remigio)
prima opera del 1530 attribuita ad Antonio Solari “lo zingaro” MA è presente
san Carlo Borromeo che è stato canonizzato nel 1610
poi opera più antica di Tanzio attribuita grazie a Ferdinando Bologna in quanto è la
più fortemente caravaggesca
infine, radiografia: sotto la manica di San Carlo Borromeo ci sono un ritratto di uomo+
2 volti femminili di cui uno velato= committenti d’Avalos?
o aveva 3 ritratti al di sotto, poi rimossi
o in una chiesa con affreschi che richiamavano alle pitture di Simone Martini nella basilica minore di Assisi

10
1611-13 Madonna con bambino, san Francesco d’Assisi e
donatore (chiesa di san Giovanni Evangelista a
Colledimezzo-Chieti, ora nel deposito dell’arcidiocesi di
Chieti-Vasto)
✔madonna del rosario, Caravaggio
1611-14 san Francesco riceve le stimmate (collezione
Koelliker)
1612-14 San Francesco in preghiera sul Verna (collezione
donata alla pinacoteca di Varallo) paesaggio nordico

Ritratto di Ferrante Imperato (orto botanico di Pisa) copia di un quadro napoletano di Tanzio perduto e
inizialmente realizzato per la collezione privata di Ferrante Imperato
1615 ritratto di gentiluomo con la spada (collezione privata di Milano)
1616 ritratto di gentildonna e gentiluomo
ritratto di gentiluomo
1617 sant’Antonio da Padova (pinacoteca di Varallo) criptoritratto di adolescente in vesti di sant’Antonio
1625 ritratto di Giovanni Tavelli da Tossignano seduto tra 2 angeli (Lione, ora donato da un Ravelli a
Varallo)
o scritta sottostante coeva all’opera ma poi ridipinta nel 700 in occasione della beatificazione del Tavelli che
vescovo di Ferrara vissuto sotto Eugenio IV (XV secolo)
o ritratto di ricostruzione realizzato da Tanzio da Varallo perché la famiglia valsesina Ravelli desiderava
appropriarsi del cognome Tavelli per analogia fonica e fare del vescovo un proprio mitico antenato

1614 Madonna dell’incendio sedato (collegiata di Pescocostanzo) attribuita grazie a Longhi


1/3 opere abruzzesi di Tanzio, commissionata dal barone Tommaso d’Amata (possidente di
Pescocostanzo dedito al commercio di lana, forse incontra Tanzio a Napoli?)
in origine destinata alla chiesa francescana di Gesù e Maria di Costantinopoli che narra della
Vergine che disse ad una vecchia di costruire un tempio dove avrebbe trovato un dipinto sul
muro e così tale culto si diffonde
ma esecuzione lunga che impedisce la messa in loco dell’opera nel sito prescelto
infine su altare interno alla basilica di santa Maria del Colle
✔ madonna di Costantinopoli con modello napoletano (viene chiesto anche a Caravaggio di
realizzare una madonna di Costantinopoli per la chiesa di Polignano a Mare, ma non è chiaro
se la realizzi o meno)
o Madonna con angeli musicanti e santi (Bernardino, Francesco, Chiara, Caterina da
Alessandria, Margherita verso cui l’Abruzzo ha particolare devozione)
o ritratto della donatrice e moglie di Tommaso d’Amata ✔ friggitrice, Velazquez
o dettaglio dell’angelo che versa l’acqua su un incendio cittadino di Costantinnopoli, appiccato
dai Turchi nel tentativo di invasione del VIII secolo, che si spegna grazie all’apparizione della
Vergine

11
1616 David con la testa di Golia (pinacoteca di Varallo) influenze
caravaggesche
1634-36 David (pinacoteca di Varallo) fortemente caravaggesco
(“una volta guardato, non si dimentica più”, Testori)
o potenze della luce che taglia diagonalmente l’opera
o tonalismo muscolare
o pulizia del tratto

1616 San Carlo comunica i malati di peste/comunione (duomo di


Domodossola)
san Carlo Borromeo, durante l’epidemia del 1576, officia la comunione per gli appestati fuori
dalle mura di Milano (2 pesti vissute da Tanzio:1576 e 1630)
sfondo tetro e funereo
in alto, dx incontro dei contagiati con Carlo
in basso, sx farfalla ad ali spiegate sul basamento di marmo=citazionismo fiammingo che
segna l’ora della morte
centro santo con volto grigio tendente al bianco, simbolo della santità che aleggia su di lui
o attenzione alla realtà e ai particolari
o resa realistica dei membri della confraternita del santissimo sacramento della collegiata di
Domodossola (committente del quadro)
o dettagli vesti, oggetti e ambiente
o luce caravveggesca
❗Agosti Tanzio, Longhi maestro della farfalla, altri Maino

1616 san Sebastiano curato da 2 angeli/sant’Irene (Washington)


prima creduto di Rubens
poi attribuito a Tanzio
mostra 1922 esposto MA dibattito se la persona a sx sia sant’Irene/angelo

1620 affreschi in santa Maria della Pace (Milano)


1. annunciazione ai pastori
2. adorazione dei pastori
3. gloria degli angeli

1625 processione del santo chiodo (chiesa di Cellio, Vercelli)


o San Carlo Borromeo regge la croce profilata d’oro contemplando in estasi il santo chiodo=riferimento della
processione tenutasi durante la peste
o comparsa di San Lorenzo (titolare chiesa di Cellio) e Giovanni Battista
o valenza mistica e penitenziale della rappresentazione

12
1625 Giacobbe e Rachele (galleria sabauda a Torino)
❗dettaglio dell’uomo sullo sfondo nella copertina dei Promessi Sposi, 1965 INFATTI riconducibile a Tanzio
perché questi sono gli anni della peste narrata dallo stesso Manzoni

1627 martirio dei francescani a Nagasaki (Brera)


o nel 1597 i francescani crocifissi a Nagasaki e beatificati da papa Urbano VIII nel 1627
o ispirazione dall’incisione del testo vita e imprese dei martiri del Giappone, Marcello di Ribadeneira
o tradizione lombarda + influssi caravaggeschi

1623-27 Madonna con il bambino adorata dai santi Domenico e Francesco (chiesa di San Cassiano e
Ippolito di Lummellogno, Novara)
1625-27 la visitazione (chiesa di San Brizio, Vagna) presente alla mostra del 1973
o commissionato dalla confraternita del Santo Rosario della chiesa di Vagna
o visitazione con san Zaccaria e san Giuseppe
1627-28 battaglia di Sennacherib (basilica di san Gaudenzio, Novara) commissinato da Ottavio Nazari
evento del 2 libro, Bibbia: il re assiro Sennacherib cinge d’assedio Gerusalemme poiché vuole distruggerla,
ma Ezechia invoca l’intervento divino in difesa della città e si palesa l’angelo vendicatore (cade e precipita
secondo il modello caravaggesco)
o anatomia di rivolta (a cui si ispira Gericault) con resa impetuosa del movimento
o modelli: giudizio universale, Morazzone + conversione di Saulo, Taddeo Zuccari
San Pietro e San Marco

1628 adorazione dei pastori con san Carlo Borromeo e san Francesco (museo dell’arte antica di Torino)
1629 san Giovanni Battista nel deserto (Tulsa) corredato da disegno a matita rossa, dovrebbe essersi
ritirato nel deserto ma qui è rappresentato tra la vegetazione che richiama la Valsesia
prima attribuito a Dosso Dossi
poi attribuito a Velazquez
oggi attribuito a Tanzio
o iconografia da san Giovanni caravaggeschi con fisicità potente COME NEL San Giovanni Battista
(collezione Matthiesen)
o studio della luce

13
o paesaggio alpestre
1630 Cristo crocefisso (Gerenzano) trovato in una chiesa che nell’800 fungeva da deposito dei quadri di
Brera
1630 Santi che adorano la trinità (fontagneto d’Agogna, Novara)

Elisabetta morente consegna la prole agli angeli la santa anziana fugge con il figlio in un luogo desolato e gli
angeli la soccorrono prendendosi cura del neonato prima che lei muoia
San Benedetto tra i rovi (Milano, collezionista di Busto Arsizio, Cerruti lo pone nel castello di Rivoli poi
donato) Benedetto si getta nudo tra i rovi per sfuggire alla tentazione carnale in un’ambientazione che
ricorda la Valsesia
Gloria Celeste (san Gaudenzio, Novara) affresco su volta sotto la pala con Tobiolo e l’angelo (anche se in
generale Tanzio affresca tutta la cappella)

1631 san Rocco (voluto dagli abitanti di Camasco che non vennero toccati dalla peste, ora pinacoteca di
Varallo) =unica data riportata all’interno dell’opera
1628-3111 Madonna con bambino tra san Carlo e san Francesco (pinacoteca di Varallo) con una copia
acquistata dal Louvre nel 2003
o Madonna con bambino che regge la rosa canina, San Francesco con l’estigmate che mostra la croce e san
Carlo Borromeo
o accenno di vegetazione dietro l’esedra lapidea
1632 San Girolamo penitente (Kansas city)
o naturalismo caravaggesco filtrato dall’esperienza napoletana
o riferimento ai leonardeschi
fuga in Egitto (Huston)

11
quadro post 1610, anno in cui il Borromeo viene fatto santo, e post 1628 perché la visita pastorale di tale anno non lo annovera tra
le opere presenti

14
TANZIO DA VARALLO
SEICENTO
Dai capolavori del pittore di Alagna a dipinti e sculture che raccontano
   Tanzio da Varallo e il primo seicento 2 AUDIOGUIDA | TARIFFE | ORARI E PRENOTAZIONI | Tel: 0163.51424 - inf

Tanzio da Varallo e il primo seicento 1


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TANZIO DA VARALLO E IL PRIMO


SEICENTO Home > Tanzio da Varallo e il primo Seicento

Dai capolavori del pittore di Alagna a dipinti e sculture che raccontano il clima culturale coevo

A Varallo: La gra
1 affresco strappato da una casa di Varallo con madonna in trono La grande sala che oggi ospita le opere di Tanzio da Varallo, tra i

massi
massimi artisti del Seicento italiano, è uno spazio che trasuda di storia:

tra san Francesco e san Carlo Borromeo qui trovavano posto la Scuola di Disegno e a seguire la Pinacoteca delle
origini.

1 bozzetto1 monocromo con 2 angeli che incoronano la Vergine


qui tro
Tra i dipinti del pittore di Alagna nelle collezioni varallesi, alcuni abitano

3 pale: San Rocco, madonna con bambino tra san Carlo e san qui da tempi lunghi, prima come modelli per lo studio dal vero degli
allievi, poi come capolavori finalmente accessibili a tutti. Tra questi, le

Francesco due tele con Davide e Golia, indimenticabili per chiunque le abbia viste.

2 David e Golia Al centro della stanza, uno spazio più intimo accoglie le opere di Tanzio,
circondate da una selezione di dipinti e sculture che raccontano il clima origin
2 ritratti: Tavelli, Antonio da Padova culturale coevo, dentro e fuori la Valsesia.

Tra i d
qui da
allievi,
due te

Al cen
circon
cultur
PALAZZO DEI MUSEI PINACOTECA DI VARALLO E MUSEO CALDERINI
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15
3. SACROMONTE DI VARALLO12

IDEA TOPOMIMETICA
l’idea topomimetica del sacromonte nasce con Bernardino Caimi= milanese del 400 che ha
inventato il Sacro Monte (statua in terracotta, Giovanni d’Enrico)
in origine frate del convento francescano di Sant’Angelo13 (odierno corso Como, Milano) dove
viene toccato dalla figura di san Bernardino da Siena
poi padre guardiano a Lodi
1478 viaggio in Palestina per organizzare la gestione dei luoghi santi
1490 viaggio al monastero di Santa Maria del monte sopra Varese
1492 viaggio a Santa Chiara
1486- ⭐idea di costruire il sacromonte
mezzi:
-approvazione di papa Innocenzo VIII (bolla papale in cui autorizza preventivamente
Caimi ad accettare donazioni per i lavori da parte degli abitanti della Valsesia)
-finanziamento di Emiliano Scarognino14 INFATTI iscrizione sulla cappella del santo
Sepolcro: “il magnifico signore Emiliano Scarognino fece fare questo sepolcro il 7 ottobre
1491 assieme all’edificio contiguo. Il frate Bernardino Caimi di Milano, dell’ordine dei
minori osservanti, ha escogitato i luoghi sacri di questo monte affinché, colui che non può
fare pellegrinaggio, veda qui Gerusalemme”
concept:
luogo che richiami al paesaggio della Palestina= altopiano sopra Varallo dove i pastori andavano a portare gli
armenti (si convince che il luogo sia giusto perché scavando trova una pietra che sembra assomigliare al
sepolcro di Gesù a Gerusalemme)
prima intento topomimetico (ossia di ricostruire, sulla base di disegni della Palestina portati dal Caimi,
Nazaret, Betlemme, Gerusalemme con il monte Sion-Golgota-valle di Giosafat)
500 intento narrativo>topomimetico (ossia di rivivere la storia di Cristo)
✔progetto di inserire figure a grandezza naturale per impressionare ed emozionare lo spettatore: affreschi
della morte della Vergine, Scotti + angeli, Gaudenzio Ferrari+ sculture della pietra dell’unzione, Donati

12
raggiungibile tramite mulattiera, strada, funivia
a valle paese con incontro dei fiumi Sesia e Mastallone + chiesa di Santa Maria delle Grazie (dove dovrebbe essere sepolto Caimi)
a metà strada 1737 madonna del cuore (culto nato quando Pio⭐ VII, prigioniero in Francia in età napoleonica, ritorna e sceglie
maggio come il mese della madonna) legato alla famiglia Alberganti (committente di Tanzio)
1514 guida a stampa sui misteri sopra al monte di Varalle= fama
13
ricostruzione mura spagnole del Ferrante Gonzaga per cui alcune chiese vengono demolite e ricostruite
→ chiesa di Sant’Angelo portata nella nuova sant’Angelo in corso Porta Nuova
14
Emiliano (finanziatore del sacromonte di Caimi)
Marco (segretario del marchese del Monferrato)
Francesca (moglie di Giacomo d’Adda, ultima della dinastia che va poi ad estinguersi)

16
14 aprile 1493 opere terminate:
1. convento
2. 4 cappelle
3. romitorio del Santo Sepolcro
=ufficiale introduzione del Caimi in questi luoghi che gli venivano donati dalla
comunità di Varallo

settembre 1494 lettera del Caimi a Ludovico Sforza in cui lo prega di accogliere benevolmente il
luogotenente del podestà della Valsesia che lo avrebbe informati dei danni inflitti alla popolazione locale da
parte dei sudditi del ducato di Savoia
14 aprile 1495 lettera dei valsesiani a Ludovico Sforza in cui gli chiedevano di intervenire presso il Sanson
(ministro generale dell’ordine religioso) affinché il Caimi non venisse trasferito in un’altra provincia MA
Sanson inviò Caimi come commissario in Bosnia e Croazia per metter pace tra i padri di quei paesi e qui
egli stabilì che i capitoli dei frati bosniaci e di quelli croati venissero celebrati separatamente (ritorna a
Varallo in tarda età dove muore in fama di santità, pur non divenendo mai santo)

1565-69 progetto spettacolare di riordinamento urbanistico, Galeazzo Alessi15


o porta monumentale (progetto di fontane e panche, scritta “questa nuova Gerusalemme, riferisce la vita e le
somme fatiche e le gesta del Redentore”)
o percorso della vita di Cristo
o inferno, purgatorio, paradiso
o cappella di Cesare Maggi (generale napoletano di Carlo V che, su ammonizione divina, sceglie di non
attaccare Varallo)
MA si realizza poco poiché, con l’avvento della controriforma, questi progetti lontani dalla povertà
evangelica
disturbano Carlo Borromeo

Betlemme e Nazareth bosco di castagni=vallone dell’inferno


(volevano rappresentare dannati con
trasfigurazione pavimento di vetro per far vedere le pene
sul monte Tabor dell’inferno sotto ai propri piedi)

palazzo di Pilato +
piazza dei tribunali

chiesa
albergo
oblati
morte della Vergine

15
architetto perugino di palazzo Marino a Milano (attuale sede del comune, di cui realizza la facciata) e della chiesa di san Barnaba
a Milano e di santa Maria dei Miracoli a san Celso, documentato tra 1512-1572 poiché chiamato da Francesca Scarognino per un
progetto di riordinamento urbanistico

17
SUPERAMENTO DELL’INTENTO TOPOMIMETICO A FAVORE DI QUELLO NARRATIVO
con Gaudenzio Ferrari
📍santa Maria delle grazie16, Varallo
1495 affreschi della cappella della Madonna delle Grazie, Scotto (bottega milanese presso cui si forma GF)
pareti natività, sposalizio, adorazione
sottoarco con profeti in oculi prospettici con nomi
700 volta + parete di fondo
1507 cappella di santa Margherita della famiglia Scarognini= I intervento in santa Maria delle grazie di GF
(firma nel pennacchio)
pareti affreschi presentazione al tempio + Maria e Giuseppe + Gesù nel tempio
volta monogramma di san Bernardino inserito in decorazione a grottesche con inserimento di tondisantasulle
Margherita
storie della Vergine
sottoarco con profeti
decorazione originaria polittico. Scarognino, maestro di Crea (Francesco Spanzotti?) con Marco Scarognino
che viene presentato alla Vergine da san Francesco affiancato da san Giovanni Battista
700 parete di fondo
151317 tramezzo18 con aiuto di collaboratori (Sperindio Cagnoli + Fermo Stella)
parte più alta stile arcaico
parte più bassa evoluzione dello stile
• ✔tramezzo nella chiesa di San Martino a Ivrea, Spanzotti + ✔Bramantino & Leonardo
• parti aggettanti in pastiglia o ferro = secondo Testori è una prova generale della commistione del
sacromonte
sommità Isaia “ci sarà una Vergine che concepirà un figlio”
scene
-Cristo davanti ad Erode con baldacchino a cerchi concentrici
-arazzo dietro ai soldati che catturano Cristo
-preghiera di Cristo davanti alla croce (scena rara) con rappresentazione della leggenda apocrifa della donna
rom che, con il suo bambino, rubò un chiodo destinato a Cristo (infatti i suoi piedi sono inchiodati assieme)
-riproduzione non fedelissima del Laocoonte nella lunetta del giudizio di Pilato → Ferrari soggiorna a Roma
prima della scoperta della statua, ma gli giunge notizia
peducci san Francesco e san Bernardino


16
chiesa francescana costruita dal 1480 sul modulo bernardiniano ( Bernardino da Siena) divisa in parte destinata al clero e parte
destinata ai fedeli
17
entro il 1513 (data nel tondo)
18
san Berardino celebre per le sue prediche, dette dal pulpito, portate in giro per tutto il mondo e molto apprezzate per
l’immediatezza del linguaggio da lui impiegato. Egli elabora l’idea del tramezzo affrescato affinché questo sia un affiancamento alle
sue parole e una dimostrazione visiva per il popolo tutto.

18
pinacoteca di Varallo
1497-1500 Crocifissione = dipinto più antico di GF nato per far parte di un corpo più grande di cui doveva
essere la cimasa
o ✔crocifissione di Budapest, Scotti
o gesto del Giovanni ✔gesto di san Giacomo nel cenacolo, Leonardo
1500-05 2 lacerti di teste maschili (San Sebastiano e fustigatore?)
1517 stigmate di san Francesco (cappella in cui il Caimi celebrava messa, ora pinacoteca di Varallo)
o ✔Bramantino & Bernardino Luini
o attenzione al paesaggio
1517 angelo da annunciazione (Sacromonte, ora pinacoteca di Varallo)
o fortuna enorme di questo soggetto
o invenzione gaudenziana ma realizzazione compiuta dal maestro con gli allievi

📍sacromonte di Varallo
prima del 20 agosto 1521 cappella 38 della crocifissione (sacromonte di Varallo)
o resa definitiva della tridimensionalità
o accordo tra pittura e scultura
o passione per gli animali
o estrema popolarità nonostante i soggetti siano rappresentati in abiti cinquecenteschi
o aspetto panoramico delle pareti ricurve che avvolgono la scena e creano un’illusione
1537 abbandono della valle e vendita della casa
1539 arrivo a Milano dove la sua qualità deflette a causa dell’ambiente competitivo che non si
addice al suo carattere mite (pala per le monache francescane di Santa Chiara)

19
1530- artisti tra cui suoi ex collaboratori che continuano la campagna artistica a Varallo, seppur non con =
qualità:
1. Fermo Stella da Caravaggio
Cristo abbandonato, Madonna e Giovanni evangelista piangenti (chiesa di santa Maria delle Grazie, Varallo)
2. Bernardino Lanino
prima affreschi nella chiesa di Sannazzaro, Milano
1539- attività in Valsesia dove lavora anche al Sacromonte
o 1539 pala del sacromonte
o 1560 affresco della Pentecoste

3. Teseo Cavallazzi (dipinse nelle case dove si trovava l’affresco di Aristofane)


4. madonna con bambino tra san Giovanni e san Rocco + Vergine annunciata e Dio Padre, [Link]
Scolari

5. Giovanni Giacomo Testa attivo tra 1582-1604 a Varallo


Madonna del rosario (depositi della pinacoteca di Varallo)
o iconografia già presente nel medioevo e che ha successo dopo la battaglia di Lepanto in quanto si
credeva che le preghiere verso la Madonna avessero permesso la vittoria cristiana sui turchi
o santi domenicani
o 15 misteri

6. Aurelio Luini (1530-93) figlio di Bernardino e pittore manierista di Milano che affresca la chiesa di
san Maurizio a Milano
15. miracolo del paralitico
prima risanamento del paralitico (ritrovato nei depositi, a Londra esisteva un disegno di
quest’opera)= abbozzo dell’affresco che verrà realizzato anni dopo a Varallo
poi 1621-22 affreschi di il Rocca + sculture di Giovanni d’Enrico

7. Ottavio Semino19 artista genovese che lavora alla certosa di Pavia e giunge a Varallo,
avendo un rapporto privilegiato con la famiglia d’Adda
1567 1. Adamo ed Eva affresco di Adamo ed Eva
1603 affreschi di Domenico Alfano
800 intervento di Burlazzi: affreschi cappella 1 + Egitto in cappella 10

8. Domenico Alfano pittore manierista perugino, documentato a Varallo


dal 1593 con il nome di “pictor Sacri Montis” e ha un rapporto
privilegiato con il vescovo di Novara, seppur muoia in totale miseria
1594-1603 1. Adamo ed Eva affresco di Adamo ed Eva
MA 800 intervento di Burlazzi
1595 11. strage degli innocenti statua di Erode
1599 13. tentazioni di Gesù Cristo20 affresco sulle tentazioni di Cristo

19
santuario di San Celso con statua venerata della Madonna coperta dal quadro di Madonna con bambino, Peterzano
(allievo di Tiziano a Venezia che, una volta a Milano, realizza 2 grandi teleri in san Barbara e lunetta esterna di Santa Maria della
pace, e poi realizza questa madonna) INFATTI dipinto di Giacomo e Francesco d’Adda che venerano questa Madonna
❗ciclo di affreschi di Ferrari, Luini, lunetta Peterzano, opera Tanzio, opera Ottavio Semino
20
cappella che nasce sulle basi della precedente chiesa nera e che viene “riutilizzata” con aggiunta di grate che separino spettatore
dalla scena, per cui si vedono le opere da punti di vista diversi ma mai con una prospettiva completa

20
❗fine 500 ripresa dei lavori al sacromonte con il vescovo Carlo Bascapè che desidera pittori che si
rifacciano nelle loro opere alla lezione di GF (coerenza stilistica>stile individuale)

SGUARDO PANORAMICO ALLE 44 CAPPELLE

statue (realizzate prima) = azione principale


affreschi (realizzati dopo) = commenti dell’azione con reazione / episodi accessori

21
8. CIRCONCISIONE
1. 1567 ADAMO ED EVA
Vergine e bambino, Gaudenzio
progetto Alessi
Ferrari
affreschi 1603 Adamo ed Eva, Alfano
interventi 800 Burlazzi

2. 1570 ANNUNCIAZIONE (complesso


di Nazareth)
9. 2 SOGNO DI GIUSEPPE
progetto Alessi
Vergine e bambino, Gaudenzio
statue angelo protende braccio
Ferrari
porgendo un giglio alla Vergine che è in
piedi con le mani giunte al petto,
Gaudenzio Ferrari
pareti 5 profeti dell’antico testamento
che hanno predetto la nascita di Cristo
10. FUGA IN EGITTO
progetto Alessi
3. post 1572 VISITAZIONE affreschi e statue ignoti
in origine 2 statue di Maria ed
Elisabetta (disperse)
oggi 6 statue in terracotta policroma: 2 11. 1586 STRAGE DEGLI
cugine, mariti Giuseppe e Zaccaria,
INNOCENTI
genitori di Maria
finanziamenti Carlo Emanuele I di
pareti affreschi con semicolonne e
Savoia (visita 1584)
decorazioni a tappezzerie che
progetto Enrico, Giacomo, Giovanni
convergono nel trigramma d’Enrico
bernardiniano statue Valsolda e Prestinari
pareti Fiamminghino
4. 1 SOGNO DI GIUSEPPE
statue 600 angelo, Giuseppe
addormentato, Maria che cuce (in cui si
possono identificare le donne della
Valsesia che si occupavano di cucire in
quanto donne di casa), Giovanni 12. 1580 BATTESIMO DI
d’Enrico CRISTO
pareti finta tappezzeria progetto Alessi
statue ignoti
5. ADORAZIONE DEI MAGI, pareti Bossi
Gaudenzio Ferrari
statue a tutto tondo magi con scudieri e
cavalli 13. 1501- TENTAZIONI
pareti corteo dipinto con cavalieri, in origine cappella per Gesù al
personaggi orientali, cavalli, soldati, Calvario
paggi e scudieri, gente comune guidata Alessi aggiunge le tentazioni
dalla cometa che li conduce verso un Bascapè ordina di lasciare solo le
paesaggio alpestre tentazioni
statue ignoti
6. NATIVITA’,✔ Gaudenzio Ferrari pareti Melchiorre d’Enrico
spazio sotterraneo, fiancheggiato da 2

rampe, ( basilica inferiore di
Betlemme) dove Maria ( madonna del 14. 1570 SAMARITANA AL
polittico di Arona) e Giuseppe POZZO
contemplano il bambino alla presenza progetto Alessi
di una lastra✔di marmo con la stella
scolpita ad indicare il luogo di nascita
di Cristo ( stella argentea in 15. 1578 GUARIGIONE DEL
Terrasanta) PARALITICO
interventi scultura del bambino rubata e progetto Alessi
sostituita con una lignea dell’900 statue 1620 Giovanni d’Enrico
pareti il Rocca
7. ADORAZIONE DEI PASTORI
sculture, Gaudenzio Ferrari (panneggi
monumentali=riflessione su
Bramantino?)
pastori e angeli, Giovanni d’Enrico 22
16. MIRACOLO DEL FIGLIO 22. GESU’ SVEGLIA GLI
DELLA VEDOVA DI NAIM APOSTOLI
progetto Alessi statue Giovanni d’Enrico
pareti Testa policromia Melchiorre
d’Enrico

17. 1572- TRASFIGURAZIONE 23. 1618 CATTURA


progetto Alessi (palazzo di Pilato)
statue Giovanni d’Enrico

18. 1580 RESURREZIONE DI


LAZZARO 24. 1650 GESU’ AL
progetto Alessi TRIBUNALE DI ANNA
(piazza dei tribunali progetta
da Giovanni d’Enrico ultima
cappella edificata)

19. 1580 INGRESSO IN


GERUSALEMME (città Santa)
progetto Alessi 25. GESU’ DAVANTI AL
statue Badarello TRIBUNALE DI CAIFA
pareti Testa + interventi (piazza dei tribunali)
progetto Alessi
statue Giovanni d’Enrico
pareti Martinolio

20. ULTIMA CENA (dopo porta


Aurea)
statue 16 antiche in legno rivestito
di tele gessate e dipinte, Donati 26. PENTIMENTO DI
PIETRO (cappella più
piccola)
statua Giovanni d’Enrico

21. ORAZIONE NELL’ORTO


statue 1604 Giovanni d’Enrico
pareti 700

23
27. GESU’ PER LA PRIMA 33. ECCE HOMO
VOLTA DAVANTI A PILATO progetto Giovanni d’Enrico
(piazza dei tribunali) pannelli della loggia Ravelli
volere Bascapè statue Giovanni d’Enrico
progetto Ravelli + Giovanni policromia Melchiorre
d’Enrico d’Enrico
statue Giovanni d’Enrico
policromia Melchiorre d’Enrico
affreschi Tanzio d’Enrico

34. 1620 PILATO SI LAVA


28. 1650 GESU’ AL LE MANI
TRIBUNALE DI ERODE pareti Tanzio d’Enrico
(piazza dei tribunali)
progetto Ravelli + Giovanni
d’Enrico
statue Giovanni d’Enrico
policromia Melchiorre d’Enrico
pareti 1630 Tanzio d’Enrico 35. CONDANNA A MORTE
DI GESU’ (palazzo di Pilato)
statue Giovanni d’Enrico
pareti Morazzone
29. GESU’ PER LA SECONDA
VOLTA DAVANTI A PILATO
(piazza dei tribunali)
statue 1640 Giovanni d’Enrico

36. SALITA AL CALVARIO


(monte Calvario)
statue Giovanni d’Enrico
(vescovo Bascapè ordina di
realizzare le statue simili a
30. FLAGELLAZIONE quelle della crocifissione di
in origine nel palazzo di Pilato Gaudenzio Ferrari)
1605 trasferita qui per volere del policromia de Wespen
vescovo Bascapè pareti 1616 Morazzone

37. GESU’ INCHIODATO


ALLA CROCE (monte
Calvario)
31. 1600 INCORONAZIONE statue Giovanni d’Enrico
DI SPINE
statue Giovanni d’Enrico
affreschi Ortensio Crespi
38. 1521 CROCIFISSIONE,
Gaudenzio Ferrari
in origine cappella dedicata a
questo tema
1521 rinnovamento della
cappella ad opera di Gaudenzio
Ferrari
32. GESU’ CONDOTTO AL - monogramma “gaudentius”
PRETORIO (scala Santa) sullo scudo con leone rampante
statue 3 di legno (da cappelel - GF a rilievo sulla campanella
precedenti) + 4 in terracotta, di cera dorata che decora le
Giovanni d’Enrico briglie del cavallo bianco

24
39. DEPOSIZIONE (monte Calvario)
statue Giovanni d’Enrico
affreschi Ceranino

40. PIETA’
in origine cappella della salita al Calvario
poi rifunzionalizzata
statue 1640 Giovanni d’Enrico
affreschi 1514 Gaudenzio Ferrari

41. DEPOSIZIONE DI GESU’ NELLA


SINDONE
in origine gruppo della pietra dell’unzione, Donati
poi statue 800

42. ALTARE DI SAN FRANCESCO


1491 creato a spese di Scarognini
poi 1 luogo dove officiò Caimi
affreschi Gaudenzio Ferrari (perduti)
altare San Francesco riceve le stigmate, Gaudenzio
Ferrari (pinacoteca di Varallo)

43. SANTO SEPOLCRO= riproduzione fedele del


vero luogo in terra Santa, eretto grazie a
Scarognino, con due celle contigue
1 nicchia con statua lignea della Maddalena,
Gaudenzio Ferrari
2 statua lignea di Cristo morto, Gaudenzio Ferrari
(forse era nella cappella 38 prima)

44. FONTANA DELLA RESURREZIONE=


voluta da Caimi con acqua che scorre da 5 aperture
della vasca centrale come invito alla purificazione
corporea (dopo di quella spirituale avvenuta nella
salita tra le cappelle)

BASILICA
in origine chiesa di Maria Assunta voluta da Caimi
(ora si trova nell’albergo “casa del pellegrino”
1614 lavori per basilica più ampi a
1642 scurolo dell’assunzione con statua della
Vergine dormiente, Gaudenzio Ferrari
600-700 lavori tardo barocco-rococò

25
RUOLO DELLA FAMIGLIA D’ENRICO NEL CANTIERE DEL SACROMONTE DI VARALLO
1586 11. STRAGE DEGLI INNOCENTI21 pagata con i soldi del duca di Savoia Carlo Emanuele I (che si
era recato a Varallo nel 1583 con la moglie Caterina Micaela, figlia di Filippo II di Spagna22
documento 15 giugno 1586 “i fabbricieri del sacromonte Francesco e Giuseppe Draghetti stipulano una
convenzione con i capitolati d’appalto, con i fratelli Enrico, Giovanni e Giacomo d’Enrico, abitanti a
Varallo, figli del fu magistro Giovanni d’Enrico del Riale d’Alagna, per la costruzione della cappella della
strage degli innocenti. I fratelli d’Enrico per contratto devono eseguire per la cappella intitolata “li
innocentini” le seguenti opere:
[Link] la cappella, come previsto nei disegni, di cui resta copia ad ambe le parti.
la cappella misura in pianta braccia 6,54X10,70m e in alzato 8,33m. Al piano della pavimentazione alla
summita della crocera nell’atrio della cappella l’altezza massima deve essere di 5,94m. La cappella presenta
una porta sul fronte principale e due uscite sui fronti laterali da realizzarsi “della politezza et forma che si
contiene nelli disegni”; 4 finestre nel “corpo di dentro”, un occhio sopra la porta del fronte principale e una
lanterna di bella forma.
2. costruire le fondazioni benissimo, mura buonissime e di condecente larghezza calcestre da cimma in fondo
e riempire il piede di detta chiesa fino al piede (pavimentazione).
3. dalla pavimentazione devono essere costruiti, a partire dall’altezza della vetrata interna, 2 piani, ciascuno
alto
1m. Ciascun piano deve avere dei gradini d’accesso in pietra rizza. Dal secondo piano deve essere costruita
una scalinata per il trono di re Erode di pietre rizze o di muro calcestro, realizzata secondo che sarà dato il
modello.
4. realizzare tutti gli ornamenti e politezze che in detto disegno contengono: le basi dei pilatri esterni devono
essere lavorate secondo progetto in pietra viva, la restante in muro calcestro.
5. le pietre rizze e vive e tutte le altre necessarie a dar compimento alla sudetta fabrica sono a carico dei
fratelli d’Enrico, mentre i fabbricieri devono fornire loro tutta la calcina, sabbia, boscame, prede e altra
materia necessaria.
I fratelli sono tenuti a terminare la cappella entro il maggio 1587.
Per il lavoro essi vengono pagati doble 100 di Milano (moneta di Milano sotto gli spagnoli, donate dal duca
di Savoia) così distribuite: doble 25 al principio di detta opera, 25 appena terminato il piano di calpestio, 25
quando sarà alla volta decimma di detta cappella, 25 terminati i lavori.”
o costruzione della cappella ad opera di Enrico (nello stesso anno costruisce la porta di Strada a Vercelli, nel
ducato di Savoia), Giovanni, Giacomo d’Enrico che sono impegnati in un’opera architettonica, non artistica
di statue e affreschi
o in tale anno il loro padre, Giovanni il vecchio d’Enrico del riale di Alagna, che di lavoro faceva il fabbro
ferraio, è già morto → Tanzio è già nato, ma non è attivo nel cantiere in quanto piccolo organo
o presenza di un disegno di progettazione (cosa non presente per le altre cappelle, ma vi è il disegno della
parete con i soldati che ammazzano i bambini conservata al British Museum + disegno di Erode al
Metropolitan)
o ultima cappella in cui Cristo appare come un infante (cappella 12 del battesimo di Cristo adulto nel
Giordano) tra circa 90 statue con costumi contemporanei

21
900 direttore del sacromonte Contini decide di sostituire grate con cancellate (+visione, -autenticità) nella cappella 11 e 37
22
molto devoto a San Carlo Borromeo in quanto egli, non ancora santo, era stato in grado di difendere la sua diocesi dalla peste e,
soprattutto, nutriva interesse verso le reliquie del duca (sacra sindone) che spesso andava a vedere di persona in pellegrinaggio

26
1591 termine dei lavori → decorazione pittorica23 ai fiammenghini Giovanni Battista
della Rovere e suo fratello Giovanni Mauro
• pareti strage degli innocenti
• volta con storie precedenti alla strage degli innocenti (nascita di Gesù, magi verso
Betlemme, adorazione dei magi, magi riferiscono della nascita ad Erode, fuga in
Egitto, sepoltura di Erode)
1593 il vescovo Bascapè desidera aggiungere soggetti → statue di Michelangelo
Prestinari
• registro espressivo accentuato (con rappresentazione dei Fiammenghini)
• resa della brutalità della carneficina (signore che infilza un bambino, culla rovesciato,
bambino a testa in giù) alla presenza di re Erode sul trono (cane accoccolato ai piedi
del trono e 2 paggi che tengono aperta la tenda a fianco della quale vi sono dei ritratti
di soldati realizzati dai Fiammenghini)
• barba e capelli veri
• abiti di stoffa
• antologia dei giocattoli dell’infanzia di fine 500
• 1595 policromia delle statue affidata a Domenico Alfano

MELCHIORRE
prima credenza nell’esistenza di un Melchiorre il vecchio (zio) e di un Melchiorre il giovane (nipote)
poi sdoppiamento del soggetto ingiustificato, in quanto vi era una sola famiglia d’Enrico i cui componenti
tendevano però a firmarsi in modo diverso

1594 “Melchiorre Enrico Graber, pittore di Alagna, provincia di Milano, riceve dal conteo bernardo di
Ortenburg, nipote del cancelliere imperiale gabriele, uno stemma in compenso dei lavori svolti per lui e per
la casa d’Austria. Lo stemma è esteso anche ai suoi fratelli: Enrico, Ulrico (coincide ad Alagna con il nome
di Giovanni), Jacopo, Pietro e Antonio Enrico Graber”
o documento che attesta l’attività in Alsazia di uno dei d’Enrico24 che lavora per un uomo vicino alla casa
degli Asburgo d’Austria25 il quale concede uno stemma (stemma con figura allegorica vestita di giallo e
nero e che tiene un compasso e una squadra con la frase “ein Zirkhel und ein Wickelhakhen”)
o I menzione di Tanzio

chiesa di San Michele Arcangelo a riva Valdobbia (Alagna)


corpo fondamenta del 300, ampliamento del 700
facciata 159726 giudizio universale27, Melchiorre d’Enrico
o elementi tridimensionali
o costruzione sviluppata attraverso un montaggio di immagini già esistenti (giudizio universale di
Michelangelo, stampe praghesi28)
tetto ligneo a spioventi
portale scritta: nel 1326 Riva Valdobbia si era separata da Scopa (dove si crea una nuova parrocchia)
targhe ai lati del portale
“Melchior de Enricis de Alanea pinxit anno 1597”= paternità degli affreschi
“Ioannes Avondi29 temporum iniurias reparavit anno 1810”= restauro di essi (ulteriore restauro del 1940)

23
900 ridipintura delle pareti e delle volte
24
pittore e fratello maggiore di Tanzio che lavora nel castello poi distrutto di Morimont in Alsazia, 1570? -1642?
25
Committente appassionato di arte italiana tanto da aver studiato all’università di Pavia e da aver fatto commissionare una medaglia realizzata da Giovanni da Cavino in cui si presenta
come un giovane militare appassionato all’antichità classica
26
data che riguarda solo il giudizio universale, mentre san Cristoforo è realizzato in un momento successivo (più tardi vi è stato un restauro della parte inferiore)
27
❗presenza di giudizi finali sulle facciate delle chiese valsesiane
di solito in controfacciata
in Valsesia 1566 santi Andrea e Gaudenzio a Zuccaro
28
anni di vitalità artistica nell’impero austriaco sotto Rodolfo II d’Asburgo e ove l’arte, diffusa tramite incisioni e stampe, è figlia del manierismo di Parmigianino (eleganza femminea)
e Michelangelo (cultura muscolare) e le opere si dimostrano forti ma eleganti e dal carattere profano, ma sontuoso e frutto di sperimentazioni operate da un gran numero di artisti
milanesi e fiorentine che emigrano verso Praga (si fanno inghiottire dall’impero dove vi sono più occasioni)
29
Giovanni Avondo (1763, Balmuccia-1829,Varallo) pittore e collezionista di disegni (grazie a lui abbiamo un gran numero di disegni degli artisti di queste zone, tra cui Tanzio, e non
solo)

27
Caino e Abele + Arione + strage degli innocenti, giudizio universale,
Jan Harmensz Muller da Cornelis van Haarlem Michelangelo

1560 san Cristoforo della pace,


Sadeler da Bassano (Venezia)
drago sbrana uno dei
compagni di Cadmo, Goltizus
da Cornelis van Haarlem

san Paolo, Goltzius

25 aprile 1597 “Pietro del fu Giovanni lapicida, insieme al fratello Giovanni lo scultore, riceve parte della
dote della moglie, Lucrezia Cavallazzi, figlia del fu Teseo (morto)”
o Cavallazzi=artisti della casa con affreschi di Aristofane30 (interesse per la cultura classica tanto che uno
dei membri della famiglia si chiama Teseo) appartenenti ad una famiglia benestante
o Uno dei fratelli di Tanzio sposa una Cavallazzi, figlia di Teseo (colui che nel 1575 restaura il san
Francesco, Gaudenzio Ferrari) a sua volta figlio di Filippo
o 1573 portici della chiesa della madonna di Loreto, Simone e Teseo Cavallazzi (dove vi è la lunetta di
Gaudenzio Ferrari) con citazionismi michelangioleschi da stampe di Paradin

1598 Giovanni d’Enrico vive insieme al fratello Melchiorre in un terreno a Varallo. Il 7 settembre ad Alagna
avviene il battesimo di Caterina, figlia di Giovanni d’Enrico
o trasferimento da Alagna a Varallo
o continuo contatto con il paese di origine

11 febbraio 1600 lasciapassare dal propretore della Valsesia Fulvio Visconti per i due pittori
Melchiorre e Tanzio, originari di Alagna ma residenti a Varallo, che devono raggiungere Roma in
occasione del giubileo
o fratelli definiti “iunvenes bonae vocis, conditionis et fame”
o sicuramente Tanzio parte e raggiunge la bottega del cavalier d’Arpino, ma
Melchiorre non parte o comunque il suo soggiorno romano è irrilevante

1602 soggiorno di Melchiorre a Basilea dove egli è cartografo


o cartografia= una delle attività di cui si occupavano i pittori (1500 mappa di
Venezia, Jacopo de Barbari + mappa di Imola, Leonardo da Vinci + mappa di
Cremona, Antonio Campi + 1580 sala delle carte geografiche in Vaticano)
o contatto con l’estero
o 1615 documento che riporta un pagamento a Melchiorre per la realizzazione della mappa di tutta la
Valsesia

30
1608 san Pantaleone (alpeggio di riva Valdobbia) santo medico e martire affiancato da committente membro della famiglia di notai
Chiarino che avevano commissionato gli affreschi con Aristofane

28
INTANTO GIOVANNI
1601 contratto con la comunità di Roccapietra per la sistemazione del coro della chiesa di san Martino
con la = pianta della chiesa di san Gaudenzio, Varallo con:
• altare maggiore nel coro
• 2 altari laterali
• muratura solida
• materiali che gli vengono forniti assieme a vitto e alloggio
affreschi esterni matrice gaudenziana
coro 2 nicchie con altari laterali
interni
o vergine del Rocca
o ciborio ligneo del 600 al cui interno vi sono dipinti di Lanino
1628 visita del vescovo Volpi “le 4 statue, quali sostentano il
santuario e le 2 che sono ai lati dell’antina, tutte nude dall’omiblico
in su, et che più tosto rasembrano donne che Angeli, per quali paiano
fatte et però indecenti, subito con mezzo di perito si vestano e coprano
detta nudità con pittura o altro conforme all’arte, cì che non rendano
più la detta indecenza”
o vetrate tedesche
o crocifisso ligneo
o dipinto del battesimo di Cristo, opera giovanile di Tanzio?
o 1617 balaustra marmorea
o 1619 portico
o 1630 ampliamento della sacrestia (assieme a Bartolomeo Ravello)

estate, 1604 soggiorno di Federico Zuccari in Monferrato dove


visita e descrive il Sacromonte di Crea
• +40 cappelle
• ≠ finanziatori
• culmine nella cappella del paradiso con l’assunzione della
madonna costituita da statue dei fratelli Wespin31 + Giovanni
d’Enrico

1607- 33. ECCE HOMO


statue Giovanni d’Enrico
policromia Melchiorre
affreschi Morazzone
o 1611
retro del mantello di Cristo con scritta in tedesco “Melchiorre, nel
1611, ha dipinto le sculture fatte dal fratello Giovanni” (intanto
Tanzio è a Napoli dove cerca di sposare una vedova)
retro del cappello di un astante con firma di “Melchiorre Graber32”
elmo del soldato dallo stile nordico con firma “Melchiorre” = unica
statua completamente realizzata da Melchiorre
o Cristo, affacciato dalla balconata, viene presentato al popolo da
Pilato che esclama “ecce homo!”

31
Jean Wespin “il tabacchetti” lavora alla cappella 36 calvario (affreschi prima del Gandino poi sostituito da Morazzone che dipinge
anche 33 e 35) a Varallo prima di giungere qui
32
Graber=riale
Riale= ruscello che segna confine tra Alagna e Riva e che, nel 1509, diventa il torrente Otro
famiglia d’Enrico Graber= famiglia dei d’Enrico che abitano nel riale entro il ruscello/torrente

29
1608-12 22. APOSTOLI DORMIENTI
sculture Giovanni (sopravviste)
affreschi Melchiorre (distrutti e sostituiti da affreschi del
1850, ma ricordati da una litografia di Michele Cusa)
o contratto “parimente et similmente come sopra il suddetto
maestro melchior de Henrico ha convenuto et promesso alli
sudetti fabriceri et a tutta la congregatione di far o depinger
nel suddetto termine d’un anno la cappella delli 3 discepoli
dormienti all’orto… se la cappella non è di gusto, verrà
imbiancata e Melchiorre pittore non pagato”

1612 pala di san Pantaleone (per un membro della famiglia Draghetti, ora
collezione privata)
❗modello gaudenziano che è alla base anche della pala di Ghemme
✔madonna con bambino, Gaudenzio Ferrari (Brera)
✔santo vescovo nel polittico di san Gaudenzio, Gaudenzio Ferrari

1613 annunciazione (chiesa di san Carlo a Varallo, ora pinacoteca di


Varallo)
❗modello gaudenziano
✔Madonna, Gaudenzio Ferrari (santa Maria delle Grazie, Varallo)
✔Madonna, Gaudenzio Ferrari (Loreto)
✔Madonna, Gaudenzio Ferrari (Novara)
o scena di notturno ✔centro Europa
o libro che la Madonna stava leggendo con passi su Isaia in tedesco che traduce la seguente in
latino che riporta la firma:“Melchiorre d’Enrico di Alagna pittore la fece 1613”
o 2 angeli più tardi configurati accanto all’annunciazione per completarla

1614 madonna con bambino tra i santi Fabiano, Defendente e Pietro (oratorio di
Folecchio, parrocchiale di Rossa)
✔pala, Lanino (Borgosesia)

1616 Melchiorre dora un’ancona lignea di Bartolomeo Ravelli (distrutta dalla valanga, doveva
assomigliare a questa)

1617 27. PRESENTAZIONE DI GESÙ A PILATO


7 gennaio 1619 documento di pagamento di Melchiorre per il saldo delle statue
o testimonianza del fatto che Melchiorre esegue anche sculture di angeli oltre a dipingerle nella cappella 7
adorazione dei pastori
o intervento anche nella realizzazione dei capelli di Gesù

30
1619 23. ARRESTO DI CRISTO dove Melchiorre si firma con una
scrittura che simula i caratteri ebraici
o segni dell’influenza data dal ritorno di Tanzio da Roma
o innovazioni moderne del repertorio gaudenziano
o angeli reggono una targa con 2 episodi: uno dal libro dei re, l’altro dal
libro dei giudici
o scena dell’arresto ✔zoccolatura monocroma di Alessandro Magno che
mette Iliade ed Odissea nella tomba di Achille, stanza della segnatura di
Raffaello
o inserimento di una lucerna metallica tridimensionale
o riuso di statue antiche (come nella cappella 1 Afamo ed Eva)

1630 processione votiva al sacromonte (per il parroco Poletto)


o processione sovrastata dall’apparizione di Gesù (rappresentato quasi come Zeus) con
intercessione della Madonna
o uso di lampade, fanali, immagini sacre nelle mani di coloro che compiono la processione
o anime degli appestati deceduti assurgono al cielo

dopo 29 ottobre 1633 Melchiorre completa i lavori incompiuti del deceduto fratello Tanzio (firma
sull’arco di accesso)
interventi nella cappella Gibellini con le storie di san Francesco e soprattutto in:
[Link] con il santo che si lancia nel roseto per sfuggire alla lussuria
sx Tanzio
diavolo con le corna Melchiorre
2. lunetta della concordia degli ordini con san Francesco e san Domenico stretti l’uno all’altro
affresco pittore che aveva chiesto una licenza per lavorare nella diocesi di Novara e quindi all’interno della
cappella (Melchiorre?)
1624-98 statue di San Carlo (si era in parte affermata l’idea di voler creare un sacromonte basato sulla sua
storia)
+ interventi nella cappella della cattura, dei 3 discepoli dormienti, dell’orazione nell’orto
+ dipinge e scolpisce per il cardinale Federico Borromeo e per il relativo nipote Giulio Cesare? (così viene
riportato in un documento)

1640 ⚰Melchiorre

31
ATTIVITA’ DI TANZIO AL SACROMONTE
❗per molto si è pensato avesse realizzato anche la 29 (Gesù al tribunale di Pilato) MA errore di attribuzione
da parte di Brizio individuato da Francesco Gianoli

1615-17 27. PRESENTAZIONE DI GESÙ A PILATO


statue Giovanni
figure che sovrastano Pilato Melchiorre
affreschi Tanzio
in alto soluzione di tradizione romana di angeli con drappi raffiguranti scene
del precorrimento biblico dell’episodio veterotestamentario della cappella
parete sx impiccagione-suicidio di Giuda (vestito in giallo)
fondo rappresentazione del trattato di Sebastiano Serlio sui fondali teatrali (in
particolar modo quello rappresentato è un fondale tipico della tragedia)

1617-30 (1620) 34. PILATO CHE SI LAVA LE MANI


1617 16 statue in terracotta policrome Giovanni
1628-30 affreschi Tanzio:
1. distruzione della città di Gerusalemme
2. Barabba liberato dal carcere
3. sogno di Claudia (moglie di Pilato)
4. angeli che reggono il cartiglio “il suo sangue sopra di voi e sopra i vostri figli.
Nel fossato ti circonderanno i tuoi nemici”
- uso marmo finto (impasto di gesso+colori+colla, inventato in val Sermenza
ma spopola dall’Africa settentrionale a Vienna)

1619 28. GESÙ DAVANTI AD ERODE


disegni e statue Giovanni (forniti nel 1627)
affreschi Tanzio

32
IL GRANDE TEATRO MONTANO, GIOVANNI TESTORI

Giovanni Testori (1923, Novate Milanese – 1993, Milano) “un critico emozionale”
• amore sin dall’età giovanile per la letteratura, arte, poesia
• 1951, palazzo reale di Milano “Caravaggio e i caravaggeschi” contatto con Longhi
• 1953, palazzo reale di Milano “I pittore della realtà in Lombardia” (collab.
Longhi+Cipriani)
• pubblicazioni per la rivista Paragone

1965, Feltrinelli il gran teatro montano= n°130 della collana “i fatti e le idee: saggi e biografie”
• ruolo delle arti figurative non centrale MA quest’opera esce in parallelo al palinsesto valsesiano,
all’insegna del pescedoro con disegni della pinacoteca di Varallo e delle collezioni private
• arrivo in casa editrice di Alvar Gonzalez-Palacio (su suggerimento di Longhi, è uno studioso di arte
fiorentina tra 300-400)
• titolo del libro fa riferimento al gran teatro del mundo di Pedro Calderon de la Barca / al gran teatro della
vita di San Carlo Borromeo secondo le parole del predicatore Biffi
• dedica ai genitori dopo lo scandalo che aveva resa pubblica l’omosessualità di Testori (una copia del
volume è stata posta nella bara del padre di Testori)
in origine monografia di Gaudenzio Ferrari ricostruito a partire dal Sacro Monte di Varallo
in realtà raccolta di saggi (3 già editi + 2 composti per l’occasione)

Edizione 1965 Edizione 2015


Copertina con pastori della cappella VII del Copertina con crocefisso
Sacromonte di Varallo (ma oggi sappiamo che sono
stati realizzati da Giovanni d’Enrico, non da
Gaudenzio Ferrari)
80 tavole B/W disposte secondo montaggio Sezione “Materiali” con didascalie che riportano le
d’autore 80 tavole originarie + attribuzioni formulate da
Testori
Correzioni di refuso, omogenizzazione dell’uso del
corsivo, precisazioni della bibliografia
Serie di scritti di Testori dedicati a Gaudenzio
Ferrari

33
1. GAUDENZIO E IL SACROMONTE
(1956, pubblicato nel catalogo della mostra di Gaudenzio Ferrari a Vercelli)
Gaudenzio Ferrari (1475/77 =anno del Sodoma, Valduccia di Vercelli-1546, Milano) ignorato per:
1. ubicazione delle sue opere che sono collocate lontane dai luoghi d’arte inclusi nei più gettonati tour
2. errore di mettere ogni artista a confronto con gli uomini d’oro del 500
prima apprendistato a Milano presso lo Scotto + influenze di Spanzotti (sintesi
piemontese del duo lombardo Bramante-Foppa), Macrino (azione arcaica),
Sodoma
1493 padre Caimi prende il possesso del Sacro Monte di Varallo (ora solo luogo
di ritiro, poi di preghiera e pellegrinaggio quindi non è sua la paternità del
Sacro Monte come lo conosciamo oggi) che ai tempi consta di un monastero,
chiesa di santa Maria delle grazie, eremitorio del santo Sepolcro DI CUI RESTA
SOLO 1499 cappella del sepolcro di Maria in cui lavora il giovane
Gaudenzio (unica cappella rimasta del 1°nucleo)
1500 viaggio a Roma

1507 cappella di santa Margherita (Varallo)

1508 polittico di Sant’Anna (Vercelli)


1511 polittico di Arona (Arona)

1513 scene della vita e passione di Cristo (parete divisoria del


santuario di Maria delle Grazie, Varallo)
o dimensione popolare
o ricchezza di spirito, azioni e passioni neogotiche
(✔Spanzotti-Jacquerio)
o disposizione arcaica delle scene
o pathos crescente

1514 Polittico di Gaudenzio (chiesa di san Gaudenzio, Novara)


parte superiore (da sx a dx) arcangelo Gabriele, Natività,
Vergine annunciata
parte inferiore (da sx a dx) san Pietro e san Giovanni
Battista, madonna con bambino tra santi Ambrogio e
Gaudenzio, san Paolo e sant’Eusebio
predelle 10 riquadri di mattone e bacca con: Ambrogio,
Gregorio Magno, Gerolamo, Agostino + episodi della vita
di san Gaudenzio
o contrasto pace degli scomparti – tono convulso delle
predelle
o dimostrazione anti leonardesca di un paesaggio stupendo
reso solo dalla linea umida della campagna e personaggi
caratterizzati da una bellezza semplice (no stalagmiti e volti
di giovani ambigui)

34
1513-28 sculture e pitture al Sacro Monte di Varallo
• unione tra scultura che rende la scultura-pittura che compartecipa per ricreare i luoghi della Passione di
Gerusalemme con resa drammatica e pienezza formale = creazione di un teatro in figura dove lo
svolgimento dell’azione drammatica vive dello scambio continuo tra il suo moto dinamico interno (scultura
che esprime l’azione vera e propria -pittura che compartecipa ad essa) e la sua esterna possibilità di far
avvenire i singoli atti di cui si compone
• rappresentazione del popolo della valle
• i sentimenti del cuore governano la forma (≠Perugino ove la forma governa i sentimenti del cuore, molti
dicono che abbiamo gareggiato)
1513
2. ANNUNCIAZIONE statue dell’angelo annunciante + vergine annunciata
6. NATIVITA’ ove realizza le sculture
7. ADORAZIONE DEI PASTORI spazio architettonico organizzato per una resa dei personaggi allo stesso
livello dello spettatore e per richiamare alla grotta in cui nacque Cristo
8. CIRCONCISIONE statue della Vergine e bambino
9. 2 SOGNO DI GIUSEPPE statue della vergine col figlio
1517-20 40. PIETA’ affreschi (non nel 1506 come si credeva)
1526 38. CROCIFISSIONE adunanza di popolo in cui le preferenze di ceto permangono ma si è tutti uniti
dall’amore per la vita
1526-28 6. ADORAZIONE DEI MAGI

Sepolcro, Ascensione, Assunzione secondo la trama comune del “post tenebras lucem”
Natività-Crocifissione= inizio e fine del dramma dove è possibile percepire il Gaudenzio architetto

35
2. GAUDENZIO ALLE PORTE DI VARALLO
(1960, “Gaudenzio alle porte di Varallo” x scoperta del restauro della madonna di Loreto a Roccapietra)
santuario della madonna di Loreto (Roccapietra-Varallo) Gaudenzio architetto poco trattato MA citato
nell’idea del tempio della pittura, Lomazzo
• idea architettonica derivata da Bramante ma anti-architettonica in quanto non rispetta le regole e crea
illusioni (Gaudenzio si incanta nell’abside di san Satiro dove l’architettura è finta ed è dunque più pittura
che mai)
• formazione manierista per cui realizza disegni
• chiaroscuro di sentimenti poiché scioglie disegno in figura, figura in carne, carne in sentimento, sentimento
in aria
1513-15 interno: statua della Vergine, annunciazione dipinta, angeli reggigloria
1517 esterno: lunetta della natività

3. ELOGIO DELL’ARTE NOVARESE


(1961, pubblicato nel volume edito dalla banca popolare di Novara per il 90esimo anniversario dalla
sua fondazione)
la cultura artistica novarese è da sempre caratterizzata dal patetismo popolaresco e dalla teatralità marcata
1. vetrate del duomo di Milano, Niccolò da Varallo
2. Pietà lignea (chiesa di Casalbeltrame, oggi museo di Novara) bellezza arcana ma potente con 8 statue
PARALLELISMI IN Valsesia ove coevi vi sono:
-San Pietro, Boccioleto
-Madonna della rosa (chiesa di Cavaglia, oggi museo di Cavaglia)
-1499 crocifisso, Ferrari (ritrovato da Testori nella cappella del cimitero di Campertogno, ora museo di
Varallo)
-Cappelle del Sacro Monte di Varallo, Ferrari
INFATTI
critica d’arte focalizzata su opere per dimostrare la formazione culturale di Gaudenzio e non la poesia
Brizio riferimento all’altare di Morbegno (rapporto di GF con scultura di Amadeo e Solari) e altare di
Ardenno (rapporti GF con incisioni di Durer)
Testori sculture del sacromonte che abbondano di poesia + riferimenti antichi della tradizione romanico-
gotica (crocifisso della parrocchiale d’Alagna e di Boccioleto, Cristo ligneo del cimitero di Campertogno)

prima plagiatori di Gaudenzio nel novarese:


1. Bernardino Lanino (1512-78)
affresco nella cappella di San Giuseppe (Novara, ora frammenti nella sacrestia del duomo)
2. Fermo Stella da Caravaggio (1490-1562) sculture che risentono del tono patetico di Gaudenzio

36
poi nuova generazione di manieristi
1. Cerano (1573-1632)
1602-10 storie di san Carlo definite da Restori come “catastrofi innografiche” (pietà pre-manzoniana)
1598 progetto del san Carlone di Arona
2. il Morazzone (1573-1626)
1502
cappella 36, Sacro Monte di Varallo (assieme al Tabacchetti) massa di persone e cavalli ma mancata resa
patetica
1617 cappella 11, Sacro Monte di Orta allegoria della primavera + storie francescane
1620 cappella della Buona morte nel buio pesto di una notte e nel buio allarmante di una tomba
3. Mazzucchelli
cappella 33, Sacro Monte di Varallo esito drammatico convincente
1620 lunette della cappella della buona morte (san Gaudenzio a Novara)
4. Dionigi Busssola
7 cappelle del sacro monte di Orta TRA CUI 1676 cappella 20: canonizzazione di san Francesco
5. Giuseppe Antonio Pianca
1745 martirio di Sant’Eufemia (Novara) = opera simbolo della fine dell’arte teatrale novarese

MA SOPRATTUTTO
Fratelli d’Enrico
1. Giovanni
• resa materica di carne distorta e dannata
• mancanza del dolore e della memoria d’amore
1586 sculture al Sacro Monte di Varallo
altare della chiesa di Alagna (attribuito alla famiglia d’Enrico)
2. Antonio detto “Tanzio”
• fusione di pittura e scultura
• ✔influenza del fratello Giovanni + Caravaggio + controriforma
cappella 28
cappella 34

37
[Link] E PACE SULLA CAPPELLA DELLA PIETA’ (1964 inedito)
✔40. PIETA’ =cappella della discordia dove si fondono pittura e scultura
Testori sostiene la paternità attribuibile a Tanzio affermato che: i critici si siano troppo affidati ai documenti
di archivio < alla materia
Griseri …ad un Sodoma giovane
Brizzio …lettura differente rispetto a quella di Testori
⁇ Gaudenzio agli albori del 500 / Sodoma tra 1508-1513
problemi:
• cambiamento del nome: da spogliazione a pietà
• giro del racconto illogico in quanto la parete più piccola della cappella ha subito una
decurtazione/spostamento (angolo con il corteo dei ploranti-parete dei soldati che
giocano a dadi)
• 1514, Milano (conservato a Siviglia) trattato dei capitoli della passione sul monte di
Varallo: Poi te ne parte e vai dov’è spogliato El to Iesù gran doglia di mirare:
quanto da questi falsi è dispregiato e’ non ti so con mei versi narrare. La Matre ha
pianto con Iovanni a lato, vedendo il figlio nudo dispogliare con una corda in collo
da ribelo, come un latron menato il sacro Agnelo.
-Madre citata è scomparsa: ½ ploranti dipinte / statua
-Cristo spostato nella cappella 32 ma, se fosse riportato nella cappella 40, si noterebbe che
il suo sguardo è verso dx dove, secondo Testori, vi era la Vergine
-se Sodoma realizza la cappella, la statua del Cristo è sicuramente di Gaudenzio

[Link] VECCHIE E NUOVE SULLA “CROCE” (1964)


38. CROCIFISSIONE
❗problemi:
• paternità
Testori tutte le statue sono di Ferrari (1° a fotografarle dal retro per dimostrare la
capacità tecnica del Gaudenzio scultore di enucleare spade,lance,aste,pance dei
cavalli,legni delel croci)
Mallè di Ferrari: pie donne, Giovanni e astanti di sx
di Ferrari+allievi: 3 ladroni, capitano a cavallo, soldati che giocano a dadi (fisicità
ingombrante della parte plasticata che si stacca dalla parete affrescata diventando
corpo)
Briszio personaggi scolpiti in legno e rivestiti di terracotta di Gaudenzio, anche se poi
sostiene che tutta la cappella sia di Gaudenzio “salvo qualche rimaneggiamento”
• Cristo preesistente arcaico a cui Ferrari modifica la testa per rendere il pathos e con ai
piedi una scritta “fatta nel 1552 e restaurata nel 1851” (probabili date dei 2 restauri, ma non è ancora
chiaro)
- Crocifisso di Campertogno
- Crocifisso della parrocchiale di Roccapietra (Testori ne assegna la paternità a Ferrari, pensando che il
crocifisso provenga proprio dalla cappella 38 dove ora vi è quello arcaico
ritoccato da Gaudenzio, ma sul fondo della croce si legge “fatta nel 1552, restaurata nel 1851”)
• inserimento di parti metalliche e muscoli (=santa Maria delle grazie) che qui diventano quasi scultura =
qualità plastica + complessa funzione emozionale di uno spirito popolaresco
• retro delle sculture coinvolto nella scena (poi ripreso dai d’Enrico e dal Tabacchetti che lo rendono però
estraneo al fatto plastico) che ora sono disposte frontalmente (poi con i d’Enrico si disporranno in tutto lo
spazio)

38
2018 VARALLO-VERCELLI-NOVARA GAUDENZIO MEMORIAL

INTORNO A GAUDENZIO
1956, museo Borgogna di Vercelli mostra su Gaudenzio Ferrari
1982 Gaudenzio Ferrari e la sua scuola. I cartoni cinquecenteschi dell’Accademia Albertina
2018, Varallo-Vercelli e Novara Gaudenzio Memorial
• curatela di Agosti, Stoppa, soprintendente del Piemonte Romano
• allestimento di Simonetti, Pavani, Castagneri
• fotografie di Bellucca e Dealberto
• grigio venato d’azzurro (Varallo), grigio con ombre di verde (risaie di Vercelli), viola (Novara)
• assenza opere comasche di Gaudenzio (seppur richieste in prestito, ma non concesse)

opere attribuite a GF:


Dio Padre (controfacciata della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, Saronno)
4/15 Misteri del rosario (parrocchiale di Borghetto Lodigiano)
autoritratto e ritratto di Vittoria Colonna in quanto GF è in contatto con il governatore di Milano Alfonso
d’Avalos il quale era legato alla giovane nobildonna da lui considerato come sua madre “spirituale”
1627, Milano 2 ritratti di Laura e Petrarca
1675 autoritratto (raccolta di Leopoldo de Medici) indicato, insieme al Peruzzi, come seguace della scuola di
Raffaello e Michelangelo

opere perdute di GF:


ritratto di pellegrino di Modena (raccolta Davenport Bromley dispersa a Londra)
ratto di Proserpina
immagini profane come invidia e uno degli scherzi
storie della Vergine (duomo di Milano, ma oggi giunte tramite simili)
2 tavolette con angeli adoranti del polittico della natività (san Gaudenzio, Novara)
1890 donate da Giuseppe Morbio al museo civico di Novara
1974 rubato dal museo

scoperte dopo 2018:


1530-34 frammento di 3 angioletti danzanti della predella matrimonio mistico di Santa Caterina (pala del
duomo di Novara) fino a metà del 900 in Cile, mentre gli altri pezzi si trovano a Bergamo
compianto su Cristo morto (Budapest) copia seicentesca dell’originale di GF
ritratto di Emanuele Filiberto di Savoia (castello di Rivoli) ma è improbabile, nonostante il Savoia va a
Varallo

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opere dal sapore gaudenziano:
retro dell’ancona marmorea sull’altare maggiore, allievo Pessina (sant’Eustorgio)
1540 andata al calvario, anonimo gaudenziano anche se Testori lo attribuisce a GF (santuario della pietà,
Cannobbio)
Madonna con il bambino tra san Domenico e santa Caterina da Siena, Cerano (Brera) eco dell’affresco di GF
a san Lazzaro delle domenicane
Fuga in Egitto, Lanino + maestro di g.m.f. disegni al Louvre tratti da un modello gaudenziano
Santa Caterina d’Alessandria, Ottaviano Cane influenzato dall’arte di GF nella sua fase tarda
pala della madonna con il bambino tra santa Caterina d’Alessandria e la Beata Panacea, pittore gaudenziano
(parrocchia di Ghemme)
o Maria dalla madonna con il bambino (Brera)
o santa Caterina dalla santa Caterina (palazzo madama)
o Beata da una delle 2 figure femminili dell’unico scomparto mancante del polittico di Vercelli
1564 affresco di Vergine annunciata (chiesa di Madonna della Riva, Cervarolo) ripreso da angelo
annunciante e vergine annunciata (chiesa vecchia del sacromonte di Varallo)

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pala degli aranci (San Cristoforo a Vercelli) con numerose copie soprattutto dei 2
angeli musicanti in primo piano
2 angelo parte della pala degli aranci con Pietro, Paolo, 2 donne, Maria e 2 vescovi
inginocchiati (foglio a penna e acquerello marrone di Berlino) che doveva essere di
una pala perduta di collocazione casalese
identico nella pala di Sebastiano Novelli della chiesa di san Pietro a Bosco Marengo

NEL CLAN DI TANZIO


Melchiorre d’Enrico33
1596-97 giudizio universale (facciata della parrocchiale di Riva Valdobbia)
1609
statue 22. discepoli dormienti
statue 33. ecce homo
1612 pala di san Pantaleone (Varallo, ora collezione privata)
o Madonna con bambino tra san Pantaleone con un donatore, santa Caterina d’Alessandria e santa Marta
o citazionismo dalla madonna con bambino, Gaudenzio Ferrari (Brera)
1613 annunciazione (chiesa di san Carlo, ora pinacoteca di Varallo)
o citazionismo dal polittico di Avogadro, Gaudenzio Ferrari (Collobiano di Vercelli)
1614 Madonna con il bambino tra i santi Fabiano, Defendente e Pietro (oratorio di Fecchio, ora parrocchiale
di Rossa)
1617 27. presentazione di Cristo a Pilato assieme a Tanzio
1617 affreschi 23. cattura di Cristo
1624 quadrone con natività di nostro signore (cappella di santa Marta, Varallo)
1633 decorazione cappella di patronato Gibellino (parrocchiale di Borgosesia) già iniziata da Tanzio

1640 Melchiorre vende un suo mulino al pittore Giovanni Antonio Rocca cresciuto
vicino al clan e all’arte di Tanzio
annunciazione (Varallo Sesia)
incoronazione della Vergine alla presenta dei santi Marco, Pantaleone, Marta e
Giovanni Evangelista (Cervarolo)
Vergine immacolata tra San Rocco e santa Marta e Dio padre (Cervarolo)

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pala di san Gregorio tra san Nicola da Bari e san Pantalone, Melchiorre? (paternità dubbia) + 1621 affreschi (perduti) nell’oratorio
di santa Maria a Crevola (Varallo)

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