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Gaudenzio Ferrari
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Gaudenzio Ferrari (Valduggia, fra il 1475 e il 1480 Milano, 31 gennaio 1546)


stato un pittore e scultore italiano.
Scrisse di lui Giorgio Vasari:
Fu coetaneo di costui Gaudenzio Milanese pittore eccellentissimo, pratico et
espedito, che a fresco fece per Milano molte opere, e particularmente frati della
Passione un Cenacolo bellissimo, che per la morte sua rimase imperfetto. Lavor
ancora ad olio eccellentemente, e di suo sono assai opere a Vercelli et a Veralla
molto stimate da chi le possiede.
(Vite de' pi eccellenti pittori, scultori e architetti, 1568)
Indice [nascondi]
1 Biografia
1.1 Gli esordi e l'impegno valsesiano
1.2 Il Sacro Monte di Varallo e la Madonna di Loreto a Roccapietra
1.3 A Vercelli e in Lombardia
2 Opere
2.1 Ultimo decennio del XV secolo
2.2 Primo decennio XVI secolo
2.3 Secondo decennio del XVI secolo
2.4 Terzo decennio del XVI secolo
2.5 Quarto decennio del XVI secolo
2.6 Quinto decennio del XVI secolo
3 Note
4 Bibliografia
5 Voci correlate
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni

Biografia

Statua a Gaudenzio Ferrari al Sacro


Monte di Varallo

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Gli esordi e l'impegno valsesiano [modifica wikitesto]


Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Varallo).
Le poche notizie sull'apprendistato del giovane artista, destinato a diventare uno dei
massimi esponenti dell'arte italiana del XVI secolo, lo collocano in quella Milano in cui,
al termine del Quattrocento, si avverte con forza l'influenza di Leonardo, di Bramante,
ma anche dei pi anziani Vincenzo Foppa e Bernardino Zenale.
Giovan Paolo Lomazzo lo vuole - cosa che la critica tende oggi a confermare - allievo
di Stefano Scotto, artista impegnato in quegli anni nella Fabbrica del Duomo
milanese; ma nelle sue opere oltre all'influsso leonardesco, che fu preminente, si
trovano anche suggestioni provenienti da Perugino e da Raffaello e motivi derivati da
Drer e dagli artisti nordici della scuola danubiana, conosciuti attraverso le incisioni. Il
giovane Gaudenzio si dimostra dunque in grado di assimilare ed integrare le diverse
lezioni.
da ipotizzare, tuttavia, che un altro e pi fertile apprendistato si realizzi nella "sua"
Varallo, tra le pareti della chiesa di Santa Maria delle Grazie e la nascente impresa voluta dal padre francescano Bernardino Caimi - di edificazione del Sacro Monte di
Varallo in guisa di "Nuova Gerusalemme", progetto al quale Ferrari legher poi
indissolubilmente il suo nome.

Crocifissione, affresco, 1513, parete


della chiesa di S. Maria delle Grazie,
Varallo

Quali che fossero i primi artisti che operarono a Varallo (si ipotizzata, quantomeno,
l'eco della scuola spanzottiana), l'esordio artistico di Gaudenzio avviene a cavallo tra
il nuovo ed il vecchio secolo; le prove artistiche di tale periodo (citiamo la tavola della
Crocefissione e le figure degli angeli negli affreschi staccati conservati alla pinacoteca civica di Varallo) lasciano gi
intendere quella poetica piena di interiore umanit con la quale l'artista valsesiano costantemente interpreter l'arte sacra[1].
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Tra le opere del primo decennio del XVI secolo, quando ormai Gaudenzio pu vantare il titolo di magister, vanno menzionati
gli affreschi della Cappella di Santa Margherita (1507) nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Varallo ed il Polittico di
Sant'Anna (1508), realizzato per l'omonima chiesa in Vercelli (ora smembrato e diviso tra la Sabauda di Torino[2] e la National
Gallery di Londra) nel quale riconoscibile il debito artistico verso il Bramantino.
Nella stessa decade ha inizio la collaborazione di Gaudenzio ai lavori del Sacro
Monte: sue sono le splendide statue lignee nella cappella dell'Annunciazione e in
quella di Ges che sale la scala del Pretorio (figure di Cristo e del "Manigoldo")
Poco prima della realizzazione di tali opere si colloca il viaggio, forse effettuato
assieme ad Eusebio Ferrari (alcuni ipotizzano assieme al Bramantino), attraverso le
capitali dell'arte rinascimentale italiana, sino a Roma, dove si concentrano gli artisti
pi rinomati. Da tale viaggio di studio deriva, in particolare, l'attenzione del Ferrari
verso la poetica del Perugino
Nel decennio successivo si colloca la realizzazione del grande ciclo di affreschi con le
Storie della Vita e Passione di Cristo realizzate sul tramezzo della chiesa di S. Maria
delle Grazie a Varallo. In un'opera cos impegnativa, Ferrari si vale delle lezioni
apprese nel suo apprendistato milanese (le architetture del Bramante, i paesaggi
rocciosi di Leonardo da Vinci, ecc.) e nel suo viaggio romano; ma tutt'altro che
immemore - forse per impulso diretto di quei committenti francescani ai quali rimarr
sempre legato - dell'opera analoga realizzata sulla parete di San Bernardino in Ivrea
da Giovanni Martino Spanzotti.

Angelo annunciante, legno


policromo, rivestito in tessuto, ca. 1510,
Sacro Monte di Varallo, Cappella II

Questo non solo per la scelta di valersi della stessa partizione compositiva, con scene
quasi identiche (anche prendendo a prestito l'idea dei "notturni"), ma soprattutto per
quella semplicit narrativa e per quell'afflato di religiosit popolare che troviamo soprattutto nella Crocifissione e nelle scene
che la precedono.
Bisogna tuttavia, oltre a ricercare i debiti culturali, sottolineate quegli elementi di originalit interpretativa che il pittore di
Valduggia va maturando: uno per tutti, l'uso esteso - ripreso dall'arte gotica - della pastiglia per gli aggetti di elmi, corazze ed
aureole, che lascia intendere quel progetto di fusione tra pittura e scultura che si realizzer compiutamente negli altri lavori
sopra la parete rocciosa di Varallo.

Il Sacro Monte di Varallo e la Madonna di Loreto a Roccapietra [modifica wikitesto]


Per approfondire, vedi Sacro Monte di Varallo e Cappella della Madonna di Loreto (Roccapietra).
Il Sacro Monte di Varallo - il "gran teatro montano" secondo la felice espressione del
saggio di Giovanni Testori che fortemente ha contribuito a "restituire" all'opera di
Ferrari la dignit di uno dei punti alti dell'arte rinascimentale - permeato dal genio di
Gaudenzio che qui sfrutta, combinandole creativamente, le sue capacit di scultore,
di pittore e finanche - secondo la testimonianza del Lomazzo - di architetto che sa
adattare l'edificazione delle cappelle alla poesia del paesaggio montano. Grazie alla
sintesi tra scultura e pittura le cappelle della "Nuova Gerusalemme" assumono il
senso di una rappresentazione teatrale, con gli attori principali, plasticati in terracotta
policroma, posti in primo piano, ed una serie di astanti che si affacciano dalle pareti
affrescate, come nella figurazione di una "laude medievale" che coinvolge un intero
paese.

Cristo che sale al Pretorio; legno


policromo, ca 1510, Sacro Monte di
Varallo, Cappella XXXII

Le cappelle sicuramente ed interamente realizzate da Ferrari sono quella della


Crocifissione (1520-1526) e quella del Adorazione dei Magi (1526-1528); suoi interventi sono presenti anche in quelle della
Nativit, dell'Adorazione dei Pastori e della Presentazione al Tempio. Quando Gaudenzio nel 1529, dopo quasi un trentennio
di collaborazione, abbandona il Sacro Monte, il suo lascito si impone come linea direttrice per gli artisti di area piemontese e
lombarda che, nei secoli successivi, si affaticheranno sulle nuove cappelle.
Le opere che adornano le cappelle del Sacro Monte, un tempo (ancor recente) ritenute espressione di "arte popolaresca",
sono oggi "uno dei vertici dell'arte italiana del Cinquecento".
Sulla grandiosa cappella della Crocifissione (la "Sistina delle montagne") cos ha
scritto Giovanni Testori:

Nativit, 1515, Cappella della


Madonna di Loreto (Roccapietra)

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Le cose; le figure; i visi; i bambini giocondi e bellissimi; i signorotti opimi; i cani; i


cavalli; i cavalieri; le madri; le ragazze; i giovani; gli stendardi; le carni tenere, rosa;
quelle tese e gonfie per troppa, vitale maturit; le barbe bianche; le capigliature cos
celesti, cos "paradiso", da sembrar aureole... E tutto dato come nell'amplitudine d'un
respiro che differenzia e accomuna. Cuori che battono; apprensioni; paure; ingorde
alterigie; menti appannate dal troppo avere; spaventi; orrori; presagi; improvvise
tristezze; malinconie. E quel riflettersi, in tutti, dell'agonia di chi muore e dello strazio
di chi assiste. [...] Gli anni d'un paese; le antichit d'una valle; tempi e tempi di storia
umana e dunque di sofferenza e di gioia, di letizia e di dolore.
(G. Testori, Elogio dell'arte novarese, 1962)
Negli anni di impegno al Sacro Monte di Varallo Ferrari riesce anche a rispondere alle richieste di altri importanti committenti,
come testimoniano i polittici della Collegiata di Arona (1511) e di San Gaudenzio a Novara (1514-21).
Risalgono a questi stessi anni anche gli affreschi ed i lavori in terracotta eseguiti presso la suggestiva Madonna di Loreto
(Roccapietra), a Roccapietra, un piccolo centro nei pressi di Varallo.

A Vercelli e in Lombardia [modifica wikitesto]


Per approfondire, vedi Chiesa di San Cristoforo (Vercelli) e Santuario della Beata Vergine dei Miracoli (Saronno).
Dopo l'abbandono dei lavori sul "super parietem", il Gaudenzio scultore cede, per
cos dire, il passo al Gaudenzio pittore, che riesce tuttavia a conservare ad un livello
alto la sua capacit espressiva, incentrata su un forte senso dell'impianto scenico e
su una esuberante vena immaginativa, come ben testimoniano i due cicli simmetrici di
affreschi con le Storie della Vergine e le Storie della Maddalena realizzati (1532-34) in
San Cristoforo a Vercelli, che Jacob Burckhardt riteneva essere forse le sue pitture
pi importanti.
In effetti i due cicli di affreschi presentano momenti di grande suggestione. Citiamo ad
esempio il riquadro con il Battesimo dei principi di Marsiglia a proposito del quale
stato osservato:
Ci che elegge l'affresco a poesia la raffinatezza del colore ritmato su toni di
grigi, in un'ampia gamma di vibrazioni madreperlacee. Acque, rocce, edifici e costa
sono avvolti da un'atmosfera densa d'umori che tutto attutisce e svapora.
Evidentemente la prospettiva aerea leonardesca, senza escludere riferimenti al
Perugino, sono stati oggetto di studio per essere recepiti, interpretati e proposti. I
personaggi in primo piano sono di rara statuariet, disposti in una sequenza di tre
gruppi [...]
(Mauro Guilla, Gaudenzio Ferrari in San Cristoforo, APT Vercelli, 1996)

Battesimo dei principi di Marsiglia,


ante 1533, Chiesa di San Cristoforo,
Vercelli

Nella chiesa di San Cristoforo, prima degli affreschi, Ferrari aveva gi realizzato la
maestosa ancona posta sull'altar maggiore, La Madonna degli aranci destinata a diventare per anni un essenziale punto di
riferimento per tutta la produzione pittorica vercellese.
La capacit figurativa dimostrata nel popolare di presenze angeliche la cappella della Crocifissione gli torna utile, con un di
pi di estro inventivo, nella vertiginosa raffigurazione degli angeli musicanti ne Il Paradiso che accoglie l'Assunta (nota anche
come Concerto degli Angeli) realizzato per la cupola del Santuario della Madonna dei Miracoli in Saronno (1534-36).
La rappresentazione Paradiso realizzata da Gaudenzio affollata da uno stupefacente turbine di angeli coloratissimi che si
dispongono su quattro cerchi concentrici: in quello pi in alto posto uno stuolo di angioletti ignudi e pieni di luce che
volgono lo sguardo in alto verso il Padre al centro della cupola; al di sotto vi la raffigurazione del concerto vero e proprio,
con gli angeli cantori che leggono assieme libri corali e cartigli, ed angeli intenti a far musica: essi compongono la pi
variegata orchestra di strumenti a corde ed a fiato che mai sia stata dipinta.
Si possono contare ben cinquantasei diversi strumenti musicali, i pi riconoscibili
come strumenti in uso in quei tempi ed altri usciti dalla fantasia dell'artista:
I pellegrini che entravano nel Santuario di Saronno dovevano camminare nella
penombra, con occhi timorosi e incerti, e, una volta arrivati sotto la cupola, quasi per
un atto di devozione, levarli al cielo. Ed era l'esplosione del colore, forme figure e
oggetti, un frullo d'ali e d'aria mai visto, il concerto degli angeli festanti per l'arrivo
della Vergine Maria Assunta (che poi significava l'arrivo d'ogni uomo, una volta
rimessi i peccati, e attraversato il nero della morte) in Paradiso.
(Sandro Boccardi, Un concerto nel cielo di Saronno, in AA.VV., "Il concerto degli Angeli, Gaudenzio
Ferrari e la cupola del Santuario di Saronno", A. Pizzi editore, Milano, 1990)
Nel 1539 il Ferrari si trasferisce definitivamente a Milano dove rester sino alla morte:
la sua reputazione di artista era ormai consolidata, tale da fruttargli un ampio numero
di commesse. Gaudenzio seppe assecondare i committenti adeguandosi ai gusti che

Concerto degli Angeli, affresco,

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andavano affermandosi nella capitale lombarda.

1534-36; Santuario della Madonna dei


Miracoli, Saronno

Sulla sua fama acquisita a Milano vi da osservare che, se il Vasari nelle Vite dedica
a Gaudenzio Ferrari le poche - seppur alquanto elogiative - parole riportate in
epigrafe, Lomazzo nella sua Idea del tempio della pittura, (1590) considera Gaudenzio uno dei grandi della pittura, uno di
quelli che egli battezza i "Sette Governatori dell'Arte".[3]
Tra le opere milanesi si possono citare gli affreschi della Cappella della Sacra Corona in Santa Maria delle Grazie
(1540-1542), la pala di San Gerolamo in San Giorgio al Palazzo, la pala di S. Maria di Piazza a Busto Arsizio.

Presso la sua bottega opera Bernardino Lanino, che negli anni successivi sar, con maggiori intonazioni manieristiche, il pi
fedele interprete del maestro.
Negli ultimi anni della sua carriera, Gaudenzio ha poi come principale collaboratore il
novarese Giovanni Battista Della Cerva, noto anche per essere stato maestro di
Giovan Paolo Lomazzo.
Il periodo milanese - in un contesto politico che vede il dominio spagnolo e il suo
pomposo cerimoniale, rimanendo comunque la citt un polo di attrazione artististica,
grazie anche alle rigogliose attivit manifatturiere e commerciali - , come si
accennato, pervaso da una volont di aggiornamento stilistico verso forme pi
spettacolari e magniloquenti derivate dalla coeva pittura manieristica: come nella
Crocifissione della Galleria Sabauda di Torino, con la composizione affolata di figure
e episodi ricchi di pathos, oppure nel Martirio di Santa Caterina[4] (1539-1540),
proveniente dalla chiesa di Sant'Angelo ed oggi alla Pinacoteca di Brera, dove la
composizione concepita teatralmente, con i torturatori a fungere da "personaggiquinte" ai lati della santa, ritratta in un atteggiamento di ostentata impassibilit.
Il Ferrari nelle ultime opere coniuga con maggiore equilibrio i nuovi motivi manieristici
con la tradizione naturalistica lombarda: ne un esempio la pala dell'Ultima Cena,
Storie di Gioacchino ed Anna,
realizzata per la chiesa milanese di Santa Maria della Passione (pala in cui
affresco staccato e riportato su tela,
1544-45, Brera, Milano
Gaudenzio, recuperando memorie nordiche e forte di una raggiunta autonomia
stilistica, non ha remore nel discostarsi dall'imperante modello del Cenacolo di
Leonardo); ma ne soprattutto esempio - per la facilit espressiva del racconto - quello che il suo ultimo importante lavoro
a fresco (tecnica pittorica che si rivela ancora una volta particolarmente congeniale alla poetica di Gaudenzio): le Storie di
Gioacchino ed Anna (1544-45)[5] realizzate in "Santa Maria della Pace"', ed ora - strappate e riportate su tela - conservate
nella Pinacoteca di Brera.
Gli affreschi di Santa Maria della Pace furono gi lodati dal Lomazzo che ne seppe cogliere la freschezza del racconto[6].
Testori ha sottolineato la influenza che tali affreschi hanno avuto rispetto alla peculiare connotazione che ebbe il manierismo
tra Piemonte e Lombardia.

Opere

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Ultimo decennio del XV secolo [modifica wikitesto]


Crocifissione, tempera e olio su tavola, 131 x 178 cm, 1498, Pinacoteca Civica, Varallo; [2]
Affreschi staccati provenienti dalla cappella della Dormitio Virginis al Sacro Monte (Assunzione della Vergine, Angeli),
1493-95, Pinacoteca Civica, Varallo;
Crocifisso ligneo (attribuzione), legno dipinto e dorato, 1496-97 circa, Chiesa parrocchiale, Zuccaro frazione di Valduggia
Madonna dormiente, (attribuzione), legno scolpito e dipinto, 1498 circa, scurolo delle basilica dell'Assunta, Sacro Monte di
Varallo

Primo decennio XVI secolo [modifica wikitesto]


Deposizione, tempera su carta incollata su tela e riportata su tavola, cm. 57x68, 1502-1503, Museo Borgogna, Vercelli
[3]
Tavole con Adorazione dei Pastori e Adorazione dei Magi, predelle di polittico smembrato, circa 1507, Museo Civico
d'Arte Antica di Torino;
Polittico di Sant'Anna, 1508, diviso tra
quattro tavole con Gioacchino cacciato dal tempio [4] ; Madonna col Bambino, Sant'Anna ed i confratelli donatori;
L'incontro di Gioacchino e Sant'Anna alla porta Aurea conservate alla Galleria Sabauda, Torino
due tavole con Angelo annunciante [5] ; Vergine annunciata [6] alla National Gallery, Londra
Affreschi della Cappella di Santa Margherita (Presentazione di Ges al Tempio Disputa con i dottori), 1507, Santa Maria
delle Grazie, Varallo
Statue lignee Sacro Monte di Varallo:
statue dell'Angelo annunziante e Vergine annunziata nella Cappella II, Annunciazione, 1505 ca;
statue di Ges e del manigoldo nella Cappella XXXII, Ges sale la scala del Pretorio, 1505-10

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Sacro Monte di Varallo,

Sacro Monte di Varallo,

cappella II, Angelo

cappella XXXII, statue di Ges

annunciante

e del manigoldo

Secondo decennio del XVI secolo [modifica wikitesto]


Polittico della Collegiata di Santa Maria ad Arona, 1511
Tramezzo affrescato con le Storie della Vita e Passione di Cristo, 1513, Santa Maria delle Grazie, Varallo
Polittico di San Gaudenzio, Madonna con Bambino e Santi, Nativit, Annunciazione, 1516, Basilica di San Gaudenzio,
Novara
Ultima cena, (eseguito in collab. con Sperindio Cagnola), olio e tempera su tavola, 1514-21, 250 X 150 cm, Duomo di
Novara
Decorazioni della cappella della Madonna di Loreto, 1515 circa, Varallo, Fraz. Roccapietra
Annunciazione, tavola, 1512-13 circa, 88 x 86 cm [7] , Gemldegalerie, Berlino
Adorazione del Bambino, tavola, 101,3 x 68,2 cm, [8] , Stdel Museum, Francoforte
San Francesco riceve le stigmate, olio su tavola, 187.8 x 153.5, Pinacoteca Civica, Varallo; [9]
Statue in terracotta del Sacro Monte di Varallo:
Cappella VI, Nativit, 1515 ca.;
Cappella VII, Adorazione dei pastori, 1513-15;
Cappella VIII, Presentazione al Tempio (anche gli affreschi delle cappella sono di G. Ferrari), 1515-16

Polittico della Collegiata di

Tramezzo affrescato con le

Scene del tramezzo

Scene del tramezzo

Arona, particolare del pannello

Storie della Vita e Passione

affrescato , Santa Maria delle

affrescato , Santa Maria delle

centrale

di Cristo, Santa Maria delle

Grazie, Varallo

Grazie, Varallo

Grazie, Varallo

Polittico di San Gaudenzio,

Adorazione del Bambino,

Sacro Monte di Varallo,

Sacro Monte di Varallo,

Basilica di San Gaudenzio,

cappella della Madonna di

cappella VI, San Giuseppe

cappella VI, Maria presenta

Novara

Loreto, Roccapietra, fraz. di

(particolare)

Ges al sacerdote

Varallo

Terzo decennio del XVI secolo [modifica wikitesto]


Adorazione del Bambino con un donatore, olio su tavola, 148.6 x 111.8 cm, 1520-25 circa, Ringling Museum of Art,
Florida [10] ;
Policromia e doratura dell'ancona del Santuario dell'Assunta e di S. Lorenzo a Morbegno (SO) eseguite in collaborazione
con Fermo Stella, 1520 - 1526 [11] (nella chiesa conservata anche una tela a tempera con la Nascita della Vergine,
attribuita a G. Ferrari, ritenuta essere l'unica anta di chiusura superstite dell'ancona);
Madonna con il Bambino e i Santi Pietro martire, Domenico, Caterina da Siena e Marta, olio su tavola, 95 x120,4 cm,
1520 circa, Museo Poldi Pezzoli, Milano;[12] ;
Polittico di San Gaudenzio, Madonna col Bambino, Piet e Santi, Collegiata di San Gaudenzio, Varallo
Polittico di Romagnano Sesia, 1520 circa, ora smembrato tra:
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le tre tavole con Madonna col Bambino e santi, San Rocco, San Sebastiano nella collezione Borromeo a Isola Bella;
la tavola con Angeli che adorano l'ostensorio al Szpmvszeti Mzeum a Budapest [13] ;
due tavole con San Silano e San Giovanni Battista in collezioni private;
Piet, tavola, 118 x 92 cm, 1527-29, [14] Szpmvszeti Mzeum, Budapest
Tavole gi facenti parte di una stessa ancona:
Madonna con Bambino (ora alla Pinacoteca di Brera);
San Giovanni Battista e San Pietro e donatore (ora alla Galleria Sabauda);
Santa Caterina di Alessandria e Santa Apollonia, olio su tavola, 88,5 x 61,3 cm, 1530 circa, Museo Civico d'Arte Antica,
Torino [15] ;
Santa Cecilia e donatore, Santa Margherita, due tavole, rispettivamente 121 x 52 and 120 x 49 cm, [16] Museo Pukin
delle belle arti, Mosca;
Matrimonio mistico di Santa Caterina, pala d'altare, [17] 1527 circa, Duomo di Novara
Lo sposalizio della Vergine, tavola, 1520-30, Duomo di Como;
L'Adorazione del Bambino con San Giuseppe e un cardinale, tavola, 152830 circa, Ringling Museum of Art, Sarasota,
Florida
Statue in terracotta e affreschi del Sacro Monte di Varallo:
Cappella V, Adorazione dei Magi, 1525-28;
Cappella XXXVIII Crocifissione, 1520-23 (la statua lignea del Cristo, sempre di G. Ferrari, del 1510 ca.);

Sacro Monte di Varallo,

Sacro Monte di Varallo,

cappella V, Gaspare, il re

cappella V, Uno dei magi

magio moro

(particolare)

Quarto decennio del XVI secolo [modifica wikitesto]


Dipinti nella chiesa di S. Cristoforo a Vercelli: pala della Madonna degli aranci e affreschi con le Storie della Maddalena e
le Storie della Vergine, 1529-34;
Affreschi raffiguranti Il Paradiso che accoglie l'Assunta (Concerto degli Angeli), 1534-36, Santuario della Madonna dei
Miracoli, Saronno;
Polittico della collegiata di San Pietro a Gattinara, 1534 circa (il polittico smembrato conservato per la pi parte al
Museo Borgogna di Vercelli; alcune tavole della predella sono conservate alla Pinacoteca civica di Varallo [18] );
Madonna col Bambino, olio su tavola, 165 x 79 cm, 1536-37, Accademia Carrara, Bergamo;
Martirio di Santa Caterina, olio su tavola, 334 x 210 cm, Brera, Milano; [19] ;
Crocifissione, tempera su tavola, 172x174 cm, 1534 circa, Sabauda, Torino;
Battesimo di Cristo, tavola, 157 x 114 cm, 1534 circa, Cattedrale Sant'Evasio (sacrestia), Casale Monferrato;
Salita al Calvario, tavola, cm 266,3 x 180,4, 1538 circa, santuario della Piet, Cannobio [20]
S. Antonio fra i santi Ambrogio e Gerolamo e predella con Cristo e i dodici Apostoli, parrocchiale di S. Andrea,
Maggianico, fraz. di Lecco [21] ; (altre parti del polittico sono conservate alla National Gallery di Londra [22] [23] );
Affreschi con Storie della Passione, cappella Sauli, Santa Maria delle Grazie, Milano;

Pala della Madonna degli

Storie della Vergine,

Storie della Vergine, nativit

aranci, San Cristoforo,

adorazione dei pastori, San

di Maria, San Cristoforo,

Storie della Vergine,


adorazione dei Magi

Vercelli

Cristoforo, Vercelli

Vercelli

(particolare), San Cristoforo,


Vercelli

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Storie della Maddalena,

Concerto degli Angeli

battesimo dei principi di

(particolare), Santuario della

Marsiglia, San Cristoforo,

Madonna dei Miracoli, Saronno

Vercelli

Quinto decennio del XVI secolo [modifica wikitesto]


Polittico dell'Assunzione, tavole, 1541, chiesa di Santa Maria di Piazza, Busto Arsizio;
Ultima Cena, tavola, 1541-1542, Santa Maria della Passione, Milano (in collaborazione con Giovanni Battista della Cerva)
Adorazione dei Magi e Storie di Gioacchino e Anna, 1541-43, affreschi gi in Santa Maria della Pace, staccati e
trasportati su tela, Brera, Milano;
Battesimo di Ges, tavola, circa 1543, Santa Maria presso San Celso, Milano;
Consegna delle chiavi a San Pietro, tavola [24] , Gemldegalerie, Berlino;
Pala di San Girolamo, 1545, chiesa di San Giorgio al Palazzo, Milano, (in collaborazione con Giovanni Battista della
Cerva?);
Deposizione dalla croce, santi e angeli, circa 1545, Basilica di Sant'Ambrogio, Milano, (in collaborazione con Giovanni
Battista della Cerva)

Note
1.
2.
3.
4.
5.
6.

Storie di Gioacchino e Anna,

Pala di San Girolamo, San

pinacoteca di Brera, Milano

Giorgio al Palazzo, Milano

[modifica wikitesto]

^ E. Villata, Gaudenzio Ferrari. Gli anni di apprendistato, in E. Villata, S. Baiocco, op. cit. in bibliografia
^ Bildindex
^ Gli altri sono: Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Polidoro da Caravaggio, Andrea Mantegna, Tiziano
^ Brerabeniculturali
^ [1] Brerabeniculturali.it
^ "non tacer - afferma Lomazzo - la viva e tutta svegliata cappella che egli fece [...] nella chiesa della Pace a Milano ove si
veggono istoriette [...] per i moti convenienti cos meravigliose ed eccellenti che paiono ravvivare e rallegrare chiunque le vede",
Trattato dell'arte de la pittura di Gio. Paolo Lomazzo milanese pittore, 1584

Bibliografia

[modifica wikitesto]

Gaudenzio Bordiga, Notizie intorno alle opere di Gaudenzio Ferrari pittore e plasticatore, Giovanni Pirotta, Milano 1821.
Anna Maria Brizio, Studi su Gaudenzio Ferrari,in L'Arte, XXIX, 1926, 158-178; Eadem, La pittura in Piemonte dall'et
romanica al Cinquecento, Torino 1942; Eadem, L'arte di Gaudenzio, in Mostra di Gaudenzio Ferrari, catalogo della
mostra, Milano 1956, 3-20.
Giovanni Testori, schede, in Gaudenzio Ferrari, catalogo della mostra di Vercelli, Milano, 1956.
Giovanni Testori, Elogio dell'arte novarese, De Agostini, Novara, 1962.
Giovanni Romano, Gaudenzio Ferrari e la sua scuola. I cartoni cinquecenteschi dell'Accademia Albertina, catalogo della
mostra, Torino, 1982.
AA.VV., Il concerto degli Angeli, Gaudenzio Ferrari e la cupola del Santuario di Saronno, A. Pizzi editore, Milano, 1990.
Giovanni Testori, Il gran teatro montano (1965) riproposto in Giovanni Testori, La realt della pittura: Scritti di storia e
critica d'arte dal Quattrocento al Settecento (a cura di Pietro Cesare Marani), Milano, 1995.
Filippo Maria Ferro, Una via lombarda alla "maniera", in Il cinquecento lombardo. Da Leonardo a Caravaggio, catalogo
della mostra, Skira, Milano, 2000.
Edoardo Villata, Simone Baiocco, Gaudenzio Ferrari, Gerolamo Giovenone: un avvio e un percorso, Allemandi, 2004.
Simone Baiocco, Paola Manchinu, Arte in Piemonte, il Rinascimento, Priuli Verlucca Editori, Ivrea, 2004.

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Voci correlate

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Rinascimento bergamasco e bresciano


Sacro Monte di Varallo
Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Varallo)
Pinacoteca civica di Varallo
Chiesa di San Cristoforo (Vercelli)
Cappella della Madonna di Loreto (Roccapietra)
Santuario della Beata Vergine dei Miracoli (Saronno)

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Dizionario biografico Treccani


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Categorie: Pittori italiani del XVI secolo Scultori italiani del XVI secolo Morti nel 1546 Morti il 31 gennaio
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