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UNIVERSITA DI

FACOLTA'

ACCADEMICO

TEMPO

TESTO
DEL

LETTERE

~I

ANNO

PALERMO

FILOSOFIA

I97I-I972

IDEA

REGISTRATO
CORSO

DI

TENUTO
PROF. NUNZIO

DALLE

LEZIONI

FILOSOFIA

MORALE

DAL
INCARDONA

A cura di: L.Lo Gioco, A.Musco,

R.Savatteri,A.Tulum ello

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C A P I T O L O

I0

QUESTIONI ORIGINARIE
~.

- Giudizio e pre-3iudizio.
Tempo e idea si iscrivono in un discorso 'pi

~lobale

che B.?-

?unto il discorso sul tempo secondo eone iniziato l'anno scorso e


eone in se3uito continuer a svolgersi anche se il

se~ito

che mi

interessa per quest'anno condensB.bile nel rapporto che deve indirizzare il tem;>o all'idea; un rapporto che deve indirizzare il tempo
all'idea per comprendere il tempo nello stesso snso nel qusle comprendere il

tem~o

(in maniera 11iolto

potr, se riuscir, significare,


~enerica,

con~rendere

l'idea

intese, non assunta, corie il Ii1odo, la IHe-

tafora filosofico. speclhlativa attraverso la quale lecito occuparsi


del tempo in senso filosofico). Il fatto che filosoficamente si possa pensare il tempo dipende da un fatto fondamentale che investe l'esistenza dell'esistente; c' un fatto fondanentale che noi possiamo
in un certo senso intendere coruoda1,1ente per ora, e comodruuente vuol
dire che ne possiamo discutere, come un punto di partenza non gi
come situazione ma come punto di partenza del discorso come un rnodo
attraverso il quale il discorso deve cercare s stesso; un cercare
s stesso da parte del discorso che per significa la fatica radica.le di fondarsi come discorso, non gi di cercare un topos proprio
del discorso che consista appunto nel luogo privilegiato del discorso filosofico nei cui confronti esistere si1nifica subire una sorta
di carenza per un verso o' di privile1io per l'altro per cui appunto
esistere in rapporto al cercare il discorso si3nifica qualche cosa
che deve essere risolto o magnificato perch il discorso abbia senso
e. sue. volta. Esistere invece potremmo cominciare col dire che nella

E-sistenzia.lit dell'esistenza cio in ci che l'esistenza in qualche ri1odo in rodo da toccare tutti

~li

esistenti, per cui possiamo

p&rlare di esistenzialit per questo motivo, allora dico: ls. esistenzielit dell'esistente

~u

essere un n10do attraverso il quale il di-

scorso pu in qualche rna.niera cercare il suo punto di partenza perch

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il discorso nei confronti dell'esistenza, il discorso che interessato in questo caso al tempo, nei confront:i delL'P-sistenza come se
fosse il discorso che in partenza necessitato dell'esistenza stessa;
come se fosse il discorso che in line& di

P.rir:iciP.~o,.in

senso tem-

porale, che in modo iniziele, interessato ad una necessit che


una necessit che implica 1 1 esistenza dell.' esistente corr,e tale.
L'esistente esiste e per il fatto stesso di esistere pare che
sia una necess.it ineludibile nei cui confronti il discorso deve bene
o male fare i conti; e questo pu significare il fatto che l.' esistenza in questi termini come se fosse una sorta di pregiudizio nei confronti del discorso che in qualunque modo lo accetta o lo pensa o lo
rifiuta" o lo; nesa; pregiudizio: conte se l 'esis.tenzl:. fosse un giudizio anticipato nei confronti .di ci che poi il giudizio con.e tale
nei ;confronti dello stesso

pre-~iudizio;

quando diciamo che il discor-

so filosofico accetta o nega l'esistenza, in linea metodica eenero.le,


non che questo significa un discorso di differenza o di contrasto
per cui se il discorso

sce~li

l'esistenza: o se il discorso rifiuta

l'esistenza, perci abbiamo due discorsi diversi o contrastanti o contraddittori; il.discorso che accetta o rifiuta l'esistenza , nello
stesso womento nel quale accetta o rifiuta ltesistenza, un discorso
vincolato al giudizio che esso consurna come discorso nei confronti
del

(I);~: per ci accettata o rifiutate, 1 1 osistenza nel fatto

necessario di se stesse

con~

se fosse un

1iud~zio nnticip~to

nei

confronti di quello che forrnalr.iente are debba essere, come disc:orso,


l'unico giudizio di cui si possa parlare e dal cui punto di viste evidentemente possimno

tornar~

al giuizio anticipato. Se seguissi subi-

to questa linea di problcrni chiaro che il discorso tili condurrebbe


in una secie di avventura subito teoretica, rerch tra 3iudizio e
5iudizio, tra giudizio corue e.nticipazione dcl 3iudizio e 1iudizio come criterio di questa anticipazione noi dovrcnrrJo riuscire in qunlche
nie.nier.,., a -comprendere il criterio della anticipazione; cio: che significe.to he. che, dal punto di vista del 3iudizio come tele., sia possibile che il pre1iudizio sie. necesse.rio e necessitante; che senso
ha che dal punto di vista d(!d giudizio

c01.~e

tnle sie. pozsibilc che

il giudizio cnticipc.to sin invece necesse.rio e necessitE,ntc.


(I) pregiudizio che l'esistenza sul discorso,
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, - 2 . L'ebolizione dell'idea.
Se dovessi ri111anere fen10 a questo nodo iniziale di probleraii
dovrei condurre il discorso in linea assolutamente e rigidmnente teoretica e del tempo non pcrleremmo pi;J. Non solo, se potessi, de un
punto di vist& teoretico, bloccare nell'ambito rigido ri1oroso e in
qualche modo escustivo di questo notJ.e iniziale, io potrei dire: come se noi non avessimo mai pensato l'idea; sto fecendo un'e.ffermazione

~rave

e pesante perch coriie se stessi dicendo: per quanto abbia-

mo studiato di discorso filosofico tutto classicaniCnte im;>ostato e


dire:i irrigidito nell'idea secondo l'idea, come se tutto questo
discorso filosofico attraversato, riattraversato, ricompreso r11i conducesse alla abolizione teoretica dell'idea dalla cui necessit poi
sarebbe possibile il discorso che sto in qualche maniera accennando.
Il legrune sta in questo: se io potessi intendere il discorso in questi termini come discorso inizialmente cos interessato a s stesso,
potrei fere questo soltanto se l'idea &vesse

ric~vuto

quel suo per-

corso teoretico di s stessa che riattraversandola la abolirebbe teoreticaruente; abolire teoreticamente. 1 1 idea significa capire colile sia
possibile che il giudizio, non
so,

n~ corr~

~i corr~

criterio intrinseco al discor-

possibilit di una necessit che sono io come esistenza

che anticipo il giudizio, come se questo giudizio fosse stato compreso nella sua validit teoretica. Viceversa noi esistiamo esattamente perch non abbiamo bisogno di questo; la esistenzialit dell'csistenzl nel suo nucleo pF1 fecondo e anche

pi~

difficile e pi radi-

cale sta proprio qui: nel fatto che io esisto esattamente perch il
mio esistere non avere bisogno di tutti i percorsi che abdaliscono
l'idea teoreticamente perch come se il mio esistere fosse in
e ?er s il conceotreto

n~scosto

riceve nel momento nel quale io

di tutte le abolizioni che l'idea


~sisto.

Un parallelo teologico pu chiarire questo punto; se pensiarno


che c' un momento nel quale, classicar1-iente parlando e in linea teolo~ica teologicar~ente

pensando, noi sappiamo che il Figlio esiste

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soltanto come Verbo e nell'Esistere di s stesso cor.ic Vc:;rbo, come


Logos tutte. l'e.sistcnza assoluta che Egli nei. confronti dc;t Padre;.
'

'

'

....

...........

,..

quendo poi noi dobbiamo pense.rc che Cluesto, il Verbo che assolutamente esiste nel Padre non solo percq ci. che il Padre pensa raa perch il pensare del Padre. . !il Padre stesso che pensa, .teologicailcnte
pe.rlando,

c.~~ando

poi que,sto Egli

s~tesso,

il Figlio, si incar,na, in-

carnandosi- esiste.: esiste: secondo come noi esistiamo. Quando si incarna le, .difficolt pi. immediata ohe. l 'uor.10 vive nei confronti

d~l-:

l 'cssere,:incarnatc' ~ifficolt di, ..intendere in Colui che .,si incarnato il suo essere Logos; visibilmente. le. difficolt di vedere
quello che. &ppunto non puoi vedere; cio ci che non posso vedere;
dove vedera significa ci che .non :)osso contemplare, theoro nel senso prc5nantc greco,
questo

sog~etto

perch~

colc se la dirucnsionc esistenziale di

che il Figlio dell'uomo, mi ili1pedisse di cogliere

nella esistenza incarnata il Logos e noi siruno cbitunti filosofica1<1ente a intendere ch n sua volte. il Logos le sede propriu delle idee;
il Iogos l'mnbiente specifico intrinseco di ci.che siamo stati ll.bitue.ti a pensare, a chimnarc idea per dire: ci che di tutto quello
che conosciairio e pensiamo ci interesse. come il punto di inizio <li tutto ci che conosciamo e pcnsiorno, come l'essenza

ori~inaria

ch vale

solte.nto in Guanto ori3inaric: e non. soltanto perch essenza {il discorso che non ha capito. Kant).

. 3. - Un rapporto e la uni vocazione dci rapporti.


r ; .

~ori

d,.i ljtci:E.fo_p:
il. nostro esistere non hP.: .lo .stesso problE:.,.

ma \lisibile dcl -Figlio dcll 'uonio; per il nostro esistere indubbinmcnte nel suc),cssere c,ucllo che questa esistenzio.lit_ dcll'.esiste,rc,
l' inH1edia.to abolire tutti i ?ercorsi che poi dovrebbero riondurre ,
l'esister c. cap~re l'idea; 1 'e$istere do questo pun.t() -di vista co111e

zo fosse 1' abolizione di tutti i percorsi che debbo fc.re per otte-

nere che ,))Unto l 'i_dca ven3a .coniprcse per essere.


sere

riattrc.ve:rs~te.

ricomp.r.l~sa~

f.>Cr es-

fino a Clucl punto nel quc.lc il discorso il di-

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scorso che parte di nuovo pcrch il suo partir0 di nuovo sono io stesso come esistenza che esiste. Che significa una esistenza che esistendo parte di nuovo? Pertc di nuovo come esistenza nella ttisura in cui
il suo esistere un

s~.pcrc

che non deve aver bisogno di abolire i

percorsi dell'idea nel senso che. questi percorsi sono gi aboliti nel1' atto stesso che potrern1o chiemarc l'atto esistenziale che mi fa esi-

stere; uindi in t}ucsti termini esistere in fondo sembra inizialmente


unn necessit che per

un~

necessit che nei confronti di una pos-

sibilit. E per l'esistere da questo punto di vista. sembra gi une:


necessit non

'~i,

pcrch une necessit per s stessa m...:. perch

una nE'ccssit che si dinensiona come ta.le in onfronto. a ci che il


discorso

~u

essere

con~

discorso possibile, il discorso che deve riu-

scire a farmi cairc se posao ebolire l'idea; ma in rapporto a questo


il i.1io esistere come se fosse in partenza un dire di no alla necessit di abolire l'idea nel senso che se una neces.sit c ~ che io capisco sono io stesso; se c' une necessit che come necessit mi interc.ss~

e dcl cui punto di

vist~

il discorso pu esser un discorso tol-

lerc.bilc, questa necessit sono io stesr:Jo come esistente. Ma le necessit che io sono come esistente, che vuol dire? Il fetta bruto appunto di esistere? Non cvr8bbe senso; la incontestabilit del mio essere
in carne e ossa quello ch0 03nuno ? Non avrebbe senso; non avrebbe
senso non nei confronti delln eventUG<le filosofia,

n~

dell'esistente

stesso; non cvrcbbc senso nei confronti del senso della mia necessit;
cio se fossi

ncccss~rio

per il fatto di esistere, cou-ra se dovessi

riconoscere che il fr.,tto di esistere la irnpossibilit del mio atto


di esistenza.; ?erch identificherei l'atto dell'esistenza. con l'esistenz~

"

che io sono di fatto (che il discorso da cui bene o 11U1le par-

tono 3li esistenzialismi di c.:uclunque tipo; da quello agostiniano classico e quello kicrkc3c.nr(lir:.no,

heide31~eriano

contemporaneo: come esi-

stenzic.lismo in fondo he.nno cor;ie bnse di pertenza questa confusione


tr-:.

f~tto

csistenzicle e f].tto di esistenza). Se dovessi1110 intendere

il discorso in uesti tenuini noi non


in un

disco~so

attravcsso il

t~uale

~vremmo

bisogno di imbarcarci

intendere il rapporto tra tempo e

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lh::lcc.; un raiJporto tre tempo e iden che un rEti"porto pericoloso pcrch non un ra?porto univoco un rapporto er:uivoco in quo.nto dcl

in

tcrr,po e dell'idea io come esistente c.. modo rnio e

cE:rte misure che

non sono le stesse sempre, pr.rtecipo; per cui come se il rapporto


inizi~l~

tempo-idea dovesse essere une sorta di principio

di fugc o

di esplosione di rapporti attraverso i culi la esplosione di rapporti mi chiarisce che del


ori~in~ric

tern~o

e <lnll'idea io esistente sono la sede

di ucsti rapporti i quP..li per i..i interesse.no soltanto

;>crch, cttrcverso la nioltiplicll.zione dei rapporti,, dovrei identificare il rapporto come tele nelle. misure. in cui il repporto come tale
interesse il tempo e l' idee: in t:uella misure per l: quA.le pu sembrare allore. che se il ra?porto interesse. il tempo

l'idcc l'interesse

cl tempo e ell' idea co111e se dovesse sernprc r:vere ineludibile rnr. irrisolvibile il problema di i:11c.ntenerc presente l'esistente a s stesso
se sembra, per ora, che non posso
non

c~pisco

interess~niii

di questo rnpporto se

in linea iniziclc che interessarmi di questo rap?orto si-

gnificc; inse5uire l 'esploaionc dci

rc.p~:>orti

sottintesi che sono i

rc.pporti che le~&no 1 1esistente al tempo s rnn anche ~dl' idea, all' idee crto mc non per esaurire questo perch mi riii1balzeno poi sul terii-

po e nel tempo come esistente, per cui de. questo 3ioco di rin1bl'.lzo
che l'esistente in certo rnodo subisce di st stcGso frn il tempo e
l'idea, 1el tempo e.ll'idec,, dell'ideo.. nel tem?o e di nuovo c. s stesso e dr;. s stesso di nuovo, e.ttravcrso il tempo, nncorn all' idee,
con1e se l'esistente dicesse: mc io in questo -,,ioco di rimbc.lzo dove
sono? Chi sono? Che cosl'. sono? f'Jlche se riuscir n s!perc che cosn
..

l~

id.entit vere. che interesse il rapporto soltanto e: nei limiti in

cui intercssa.rsi c.l rD..;?porto si1nifica la univocit, la univocazione


di tutti i rlpporti nel rnpporto tra il tempo e l'idec.

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4. - La filosofie delle domande.


Qucndo siamo stati abituati a pensare in un certo modo, il

pensare in un C(.:rto-modo non significava comincia.re cs il discorso?


La filosofia coruincia ?erch la filosofie cominciando balbett.a queste
,grandi domande: che cosa sono io, che ci sto a fare .al ruondo, d,a dove
ve_ngo?~-Se invece Jji iniziare il discorso a qucst;a i11c:miera avessi det-

to: la filosofia stata un modo iniziale che bene o ruale attraverso


tutti i vari n;omcnti attraverso i quali storicament.e si determinata,
ad ogni 111odo complessivea!lentc si esprime

ini~ialmcmte ~uesta.maniera:

che cose sono io? ecc. que$to .s.ccomune tutti e tutti i discorsi e seiubre che tutti se_??ie.Iuo tutto questo. Tutta la difficolt del discorso
filosofico sta proprio nel fntto che tutto ci che riusciamo a pensare non un proble11m di essere ancgrafato a questa manieri'!: stato
pensatoprima, qur.ilche cosl mai pensato; questo significa. ridurre
la filosofi<l ella nnagrafe d"lle questioni e delle sue morti. Se voglicri.o stnre a fare l 'epit.::.ffio della filosofia possiamo, fare l 'anagrc.fe rnortuc.ri.::i dello filosofia e nllorc'.i diciamo francaruentc che .la
filosofie., ci che noi faccicmo come filosofia, si esaurisce nel corupito poco simp.::.tico di certi anime.li che hanno il compito di. rivoltolare' i rifiuti; rifiuti qui nel senso migliore del termine_, per. cui

e un certo n.omento :i.1 pensiero sarebbe c.d un cert,9 punto. una enorme
i;>nlla che endie.mo sempre

j:>H1

solidific:;ando perch. siamo in dueceetloia

e poi in trecento a pensarci sopra e dentro e da _questo nascrebbe


quello che chiami-mno filosofie cio sqprattutto-.un ~uodo coruodo di pi-
glia.rei in giro reciprocamente. E un prenderci in giro reciproccrnente
in fondo

si~nifica

questo: non avendo il coraggio di dire.: che in fon-

do non pensiruno nie::nte, allora stiar110 a fare la co111niedia delle parti


che vestia11.o P.snuno per conto suo; non che guesto offende la filosofia e questo lo he

insr~noto

Giacomo Leopardi che dc: buon poeta une

cose. lo sapeva: che ci vuole tanta di quella filosofie. r)er negcre la


filosofia che basterebbe solo questo per farci ca?ire che allora l'impresll di negare la: filosofia ver;unente una impresa che pu risultare

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disper.~ta;

e per il poeta enche e dirci radicalmente disperante; m<:i

per noi, non filosofi, me povC:ri uomini che esistiamo e che esistendo
forse bene o mele il probler11n di iritP.ndcr 11 .senso autentico d~-1 nostro esistere dobbia.mo averlo come problema, per noi questo modo di
.s~oce.re

tra di noi in filosofia. un 111odo che non , che non ha scn-

se specule.tivo; non c' bisogno di scrivere un trattato per dire che


il

~n

senso di questo senso non ha nessun senso esistenziale perch

un tradinento della autenticit dell'esistenza in quanto noi tutti


sul pie.no dei discorsi che
che interesse.no

sernbr~no

in~diate:rc1ente*

i concreti discorsi, cio quc:.lli

visibilmente l 'csistcnza nei suoi in-

teressi concreti, su questo piano siamo tutti persone che esistonm

e, un certo livello.

. 5.- - Giudizio e enticip[l_zione.


Sembrc. inso1mnc che sic inizinlmente facile mettersi d'accordo
in

c~uesti

termini: che cose. sono io? poich appunto questo lo ritro-

veretumo in 03ni discorso filosofico classicamente e storicruaente gi


determinato; tutti contenti dunque e poi staremmo a cercare le piccole differenze delle risposte; viceversc se queste domnnde nnscono dn
un sE:nso dell'esistenza che l'esistente sente necessitante nei confronti di s stesso soltanto perch questa necessit lo impegna nei
confronti di una ?Ossibilit che 3li sfugge, allor& chiedersi che cos~

sono io o chi sono io non ha lo stesso suono di poco fa perch si-

gnifice chiedere qualche cosa che io sono gi

con~ un~

necessit che

necessitc s stesse; e che necessitando se stesse lescia che la possibilit sfu15ge, cio le.scie. che il discorso filosofico
&vvolto tutto in s stesso

co~e

riman~c

come

qualche cose nei cui confronti io

esistente riruen:JO radicclmente libero per cui siamo tutti uoruini r:.utcnticiriellc stesse rnisurn nelln quale sie.ruo capaci di uno perfettr:
ironia nei confronti delle filosofie che riusciamo a fnre, cnchc delle filosofi<? pi sublimi.

~~a

perch? soltanto perch siaro tutti uo-

mini e come. uomini e.bbierno interesse elle cose che interE:ssano la vi-

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te? O viceversa ?Crch la libert di cui pcrlavo poc'anzi questa


necessit necessitante s stessa che lascia le possibilit non pre3iudicatI dello stesso pregiudizio che io sono nei confronti di queste possibilit? per cui io rimango quentc. necessit neccssite.ntc che
interessa rr.e esistente nella stessa misura nella quale non debbo interessarmi di capire per s stessa la ll.nticipazione del giudizio che
io sono fino a quel limite nel quale io posso fare tutti i giudizi
di carattere esistenziale che faccio; perch appunto questa anticipazionE dcl giudizio di cui sono capace non qualch cosa che mi nasce
del privilegio filosC?fico mn que.lche cose. che io in qu.?.lche raodo
subisco de.lla necessit esistenziale secondo la quale ho bisogno di
~iudic&re

soltanto perch anticipo sempre radico.lraente, fondarnente.1-

IHente i giudizi fino o. quel punto per cui potremmo dire: in fondo il
criterio esistenziale dcl giudizio corrisponde alla necessit dell'anticipo di tutti i giudizi che io sono come esistente, per un motivo semplice: perch a qualunque livello il soggetto di ualunquc giudizio sono sempre io; sic esistenziale, sie scientifico, sie filosofico, sia storico, il soggetto di tutti i giudizi sono io come esistente e non 3i perch di questo ho fatto una filosofia. E potrei
dire addiritture: perche di questo il r11io stesso espriri1errui csistenzio.le che mi rende re.1ione; se intendiamo il fatto che noi come culture. occidente.le sicrno lc3ati ad un modo grarurna.ticale di intendere
il so33ctto secondo il quale noi possiamo intendere che il sog3etto
ven~El.

declinato nei confronti

dc~li

o;netti che vengono deterrnincti

in rapporto el soggetto, senza che mai il sog3etto perda le identit


assoluta di s stesso in linea puramente

~raruraaticnle

e formale.

. 5. - EsistEmza e lin1uag~io.

E' il discorso che investe l

'erec~

del

lin1uag~io

nella c;,uale

;:w.re che si& E'.ssim.1.atico ,ct{e ci rit'rovim.10 tutti iuauediata.rnente corr,e


csistEmti non ::>erch tutti perliarno rna perchii tutti intendiamo che
qualunque cosa pensiemo il nostro p(;ns:.re (,ualunc;.ue cosa pur sem;_Jre

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10

Gualcose che: esprimiruno COhiE

lin~ggio,

non solo, oggi flddiritture.

come un certo senso s1Jecifico dcl linguaggio che non rui interesse pi');
E'd un discorso discrirnincnte, ':uesto; in uesto senso: un ebreo e
quindi une civilt che potremmo chiruimre in qualche modo oriente.le,
quindi non cl'.ssica, per conserve.re la identit del

so~getto,

grcrnmP.-

ticalli1ente penscva e rendeva il soggetto inalienabile per cui declinava le sue detcrn1inazioni me. non mai il _soggetto, perch? Perch declinare il soggetto pu significare ln paura di perdere. l'identit
del soggetto pEr cui se in ebrc.ico dovete dir<:: la casa dcl pl'.dre ci
che cambie non il padre

Iil

la casa; il ;iadre rintane selqJre so33etto

e ci che cambia una sue. dcterrnine.zione di possesso che ppunto nel1 'o-sgetto canie se dovesse n1agnificare questa fissit essoluta dcl
soggetto, una fissit che evidentemente tradisce una preoccupazione
tutte.. esistenziale di non perdere l'identico, non di non perdere l'identit

r1~e

P identico perch chinro che l'ebreo che parln cosi non

hc il probl~rne. delln identit del soggetto e ha il probicma de11 identico; il soggetto a questn m.sniera l'identico dentro il c.;unlc l'idE:ntit non problerne e perci cllora dicendo la casa dcl padrE dico in
mnniera d& non declinare il padre, il soggetto e lascio ser;1pre il sog~etto

intatto. M.entre noi cultura classica o occidentale decliniamo

allegrBnente il soggetto e se intendiamo

parl~re

di un possesso del

so3getto come in questo esempio, ln cnse dcl pcdre, nel senso lo.tino,
domus f c de soggetto di une detenainazione che poi non gi la dctermin.c..:.zione della casn. r.ll ci che veramente determina questo soggetto
che la case. grcri1I1.1<-s.ticalmente; cd come se in latino dicendo cosl,
come se stessimo dicrndo: noi possie1no declinnr' il soggetto perch
la declinczione

d~l

soggetto non ?erde di vista la difficolt di in-

tenderne la identit; ma questo significa che noi dobbiamo essere conSll.pcvoli, dobbie.:i:10 CE.pire" tuttn la difficolt di questo discorso ?Cr
cui decline;re il soggetto nello stesso r.t0mento nel quale declinare
il sog~etto df've riuscire cd essere rnantnere la .ridcclincbilit dcl1' identico come se fosse

~rar.aul'.ticalrnente

3i in nuce il grosso

problema filosofico di capire l'identit seconda la intrinsecit del-

Mauritius_in_libris

11

le. identit e s stesse; H1n


problen.a,
le

filosofic~m1cntE

declin~zione

vo~lio

dire: ci che forrhalmcnte non

diventa probleme. perche esistcnzialraente

dcl so3getto cio vivere, esistere al livello vitc.lc

e uindi, a kJ<::.rtirc da questo livello, csister'e secondo tutti i livelli delle csistenzialit eutcnticc, quindi esistenzialmente declinE.re:
il soggetto significa le obbli3azione del soggetto che decline s
stesso all'identico indeclinabile che esso deve rit.icnere. Cio: la
obbligazione o quell'identico indeclinabile dcl quale esso, sosgetto
conio declinazione di s stesso non deve fare probleliin, deve riuscire

o. non

fnr~

problc1.,c; e non perch grrurn.uaticalii1cnte sono reso tranquil-

lo del fctto che perci posso declinare il soggetto pcrche il soggetto riu,c.nc sempre

so.~getto

dc.to che poi bene o

ti'e

il vero so3getto

delle. determinazione in osni detenuinc.zione dcl so.ggetto anche 3reli1I1Cticalmente pur sempre il soggetto. La case. del ;>c::drc significr:.
pur sem?re, nei confronti di questo determinato che il pe.drc, il
che vero determinante non ln case

i11c

proprio il dcterminnto; se

il 3rarJ1&ctico stesse e perdere il suo tempo o i suoi studi a ce.pire


il nesso o il vincolo o la sincronia o la diecronie che

le~a

o che

dividendo unisce il dcterruinato e il determinnrite, cio se stesse c.


romt">crsi la testa per cnpirc come fa il padre essendo il deterr11inato
ecl es.sere conie tale il detcrrainante, riuscirebbe retore perch il

~1,r:z

z_r. di Ver'V'! i111pnzzito proprio per l1Uesto motivo; non gi da ;1ramn.ctico;

1110.

d:. uowo tradito dalle. sue. grammatica; cio da uoiuo tradito

dr.11.::. retorice che non riusc


che faceva perch

pcrl~vn

P.

flrc, e fu bene, rna dalla grm.ruc.tic&

e unndo

parl~ndo

ticalriientc i.n1rVwe r. quelle maniera.

f;~zzar

in linea corretta grarnraeche dicev<:,: Ii"ia tutto

questo n.io tnlt!lente che i.o sono tutto questo che io ho; tutte le
dEterrilinazioni di cui sono capace sono io stesso: e ci mor sopra.

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12

7. - Identico - Identit - Problema.


:Lc.zzer non un ccso tento eccezione.le;

t;~azzar

bene o

mr~lc

sinn,o tutti noi nel senso che se non stiamo attenti, noi risebiarao di
rimanere tr.::diti proprio dal lin3uaggio che usiamo perch chi stn c.d
e.vvcrtirci che nel vincolo appunto che lega detencdnato e deterrai.nente, questo vincolo che io graiinne.ticalmente consumo, consur11ato il qunle perci p.::rlo, chi mi ste ad avvertire che questo consumo del vincolo non deve essere un consuiuo c.nche del soggetto vincolato n questo
vincolo? Chi mi .-::-.:verte di czusto? Le dcterminnzi.oni di cui sono cape.ce? Questo discorso che vale n livello globale, complesso; la roba di cui possiamo parlare in tenriini. letter2ri e forrrrali tutto ci
che io sono come esistente; quella robfl che in t;_azzar ere. conte se
fosse visibi.ln,ente tutta le. estensione delle sue esistenze;

L~azznr

r.::1gion-lvn n quelle maniere: io sono cocstcso n tutto ci che ho; e


d~l

suo punto di vista cvevn rngione: se io sono, e il mi.o essere

il mio coestendcrmi. con tutte le cose che ho, le sua logica coerente: io debbo

~ortere

con me tutto ci che io sono. Ed

corr~

se potcs-

si1i,o parlnrc di unn sorta di inferno rovescinto; cio non i.nfr:rnAle


il di.scorso del persone.ggio come
~ende

nordiche

d~

ere. infernale nelle se..ghe e nelle leg-

cui poi statn

is~)irata

la stesso. favole. ver.5hiane..,

dove e;;>;:mnto 1 1 infernnle in quell0 fr.wole nordiche stava nella diraensionc di un ~)crsonl',Ksio che npparivn chi.ara1~1ente a dire e.ll 'uo1.10: rne
tu cnricn te stesso di tutte le ose che hci perch ti
in

L:~.zz~r

~p~arten~ono;

questo non accndc perch era come se fosse stato tradito

dall.:, sua. grm!lfittica. come c..ccnde n noi. Se noi stic:.mo cttenti per un
etti.mo a pensare che tutto ci che il nostro avere, le deter1.1inezioni di cui siamo cape.ci, in fondo ridotto nel discorso che interessa
!'esistenze csistenziclnientc p:.rlcndo, corrisponde esattamente a tutto ci che io sono corne esistenze. e se corris;::>onde e tutto ci che io
sono come esistenze., in questa corris;?ondcnza io esistenzinlrnente esigo di non doverrr.i intEressnre ei vincoli eh<:: legnno o uniscono l' id(mtico ell'identit: io sono suell'identico nel suale l'identit non

Mauritius_in_libris

13

deve diventere problcraa.

".P.

questo discorso vale csistenzie.lmentc e

cio coerentemente e logicar;iente, se.condo quella che una grer11111atica visibile, perch ce le scen.biarr.o tutti quando pcrliex.10, che corrisponde a.1 una

grc.mructic~

invisibile che

~oi

in fondo le sintassi

ontica dell'uomo che esiste (}Uando GUEsto corrisponde e quest'altro,


quDndo e queste grariaaetica visibile corrisponde questa sintassi ontic.s dell'esistente che ogni uomo , in queste corris;;>ondenzc il mio
essere e esistente il mio pretendere di non fare il discorso; logicementE':

pe:rch~

se dentro queste corrispondenza inserisco il discorso,

il discorso stc c.d avvertirmi che fl deteru.in.:ito corrisponde al deter1iinante me questa corrispondenze dc chi dccisn.? E c;,uando comincio
il discorso in questi termini, il ?rimo risultato que.l ? E' come se
ci trovassi1ao

~i

ts.glieti, divisi in questa corrispondenzl. e f.::..ccia-

1..0 i_)resto a n.cttere le cose a posto: dn queste. parte stanno i dctcrwinr;.;ti; dl'. qucst' el tra il determinante; e chi li mette c..ssierr1e di
nuovo? Pere cos che la filosofia debba risolversi nell'essere uesta
sorta di benefnttric della povcrn umanit, che pietosamente si cariCll

il compito di ricucire assicrne le cose che sembra che rlebbcno stc,-

re invece divise.

8 ... Il possibile delle necessit necessitante.

La necessit di coraprendere che cose nvvertri il soggetto esistente quando e se l'esistente vincoleto ud une sorta di dissidio
interno n s stesso in quanto :;>er un verso si ritrova dctern1incto e
per l' c.ltro verso deter1uincntc, si ritrova tale da questo punto di
vista, da questa grm.imc.ticn che edoperio.mo per parlare che un li1odo
per corii?rendere che il sogectto come tele esercita,

E'.

livello esisten-

ziclc, une forze <li s stesso ta.lP- per cui pu subire di essere dcclin":to ettr.;.verso tutte le d0ten1,inazioni che Jli sono proprie: in quanto non che

si~no

le dcterr1iinazioni che lo dctermincno,

1ua

sono le

dctcrri,inczioni che egli df'_terrnine. in ounnto sono ci e.ttraverso cui


il soggetto esercita ln forza dcl suo possesso verso le cose. Da un

Mauritius_in_libris

punto di vista classico, in liner.:. forme.le cio nella misura, nel senso, nel lir..ite nel c.;u.:,le parlare non pu nvere cor.1c probl0mc di intendere s stesso

Ii1C.

solo il ;?roblcrnc di espriraere, di esercite.re s-6

stesso, in (:ueste. r..isurl'.. e in cuesto senso forc1e.lraente intendendo il


discorso, COiite se la grc.rnmaticc:, tk:ll 'uorno fosse talmente sicura
. delL'l impossibilit dcl tre.dimento

ontolo:~ico

dell'uomo e del suo esi-

stere dl'. ?Otere intendere che il soggetto pu rirncnere indcclinato


-nelle. sue. stesse. declina.bilit: il soggetto rin1ane quelle. necessit
necessitante s stesso che he. per di fronte une ?OSsibilit nei cui
rischi~

confronti le sua stessa necessit

di non potersi capire per

s exd.e. sola se: non si capisce in relazione a questo possibile di s


stesso. Il fctto che il soggetto

ri11ian~e.

indr:clinato nelle sue '.inde-

clinabilit, sta a significare il fe.tto che il soggetto forrnulrucnte


come se fosse esso stesso corne tale quella certezzn di s stesso
che consiste in questo: il soggetto talmente forte del suo essere
soggetto dc ?Otere essere indcclinato, dunque necessit necessitante,
in relazione

quel

~ossibile

(di s, necessit nccessitente o indc-

clinato) che il suo contrario, cio il suo essere dcclinebile; perch~

noi nppunto fon11clrnntc sil'.mo c.bituati c. pensarP. nel senso che

siemo nbitueti e ?arLe.re e questo modo; ore parlare in un modo o in


un eltro modo non che si3nifica il risultato dl uno scelte e cli un
cnpriccio; parlare in un fliodo o parlare in un altro r11odo sul piRno
.;:mche elcmentarriiente urue.no, outenticaraente urneno, . significa che il
modo nel uc.le

~nrlo

corrisponde e qUllcosa dcl mio parL:.re che deter-

1dne. intrinsccaiLentc e:. s il

1~1odo

c:ppunto in cui il mio parlare si

cs;?ri1ue ;>iuttosto che esprimersi in un altro Ii.lodo ancora.


Allora se noi formclI,Cnte parliamo in un certo n.odo per cui tranquillemente dcclinie.rno noi stessi e per declinando noi stessi, forri;.o.ln.cnt0 sempre, siamo sicuri che non r>erdinmo noi stessi per cui fe.rc div(.ntnre il soggetto corn?ler.iento di determinazione non

siJnific.~:

che il COiiLplcn,ento mi rictcn1ine in rncniera tale" che io divento 1 1 appendice dcl so::;getto che non sono pi'.:1 io: la verit che quando il
sog~etto .

diventerr. coliiplernento di deten.iii:inzione, cio quando il

Mauritius_in_libris

15

sog3etto e ritrovcrsi dGtcr111inc.to, nel s_oggetto nei cui confronti ci


ritrovc dcterrdnnto, il soggetto l'io. l 'uoh10 presente' in r.:anicre,
.[:ncor.:. ?L) forte di quc:;,nto non si.;: presente ucllo che ir:t:acdic.tcrucnte
il soggetto stesso a fnrc dl':
se delc oc.jre
condo

~uesti

si~ificc

;?roposiz~one_

e s stesso. Dire le. ca-

che il padre determinato in questo_ scl)so e se-

ter1Hini, cio il padre che fa de.

confronti di un

so~gctto

o~gctto

che non il padre Iila le, case grariTneticc.1-

mente, dcten.iineto in r:uanto una sorta di


s~

detcrmi.nnto nei

so,~getto

reduplicantc

stesso nelln liiisura in cui il suo reduplice.rc s il suo nc..scon-

dcre s;- tanto,, vero che la casa del padre significe. che il possessore delle. cc.se prO_)rio 1uello che viene determinato rispetto elle::.

cui Bllorc. il soggetto formeh.1c;nte, il soggetto nelln su&

ccsa; per

csistcnziclit,
sog~etto

te di

c.ttuos~

non .'.lttuc..le, cio irnraedintru.1ente attucle, il

esistenzialmente ivcnt2

-~uesta

s~

stesso, rischi<:. di rimanere for

sue cc:pi::cit di deter1;iinazione che lo tocc.n in r11cnicrc.

iiuraedic.tc. e ;::>erci c.ssoluta e c..ssolutn solo perch ir.1,'1edie.ta, cio


essolutc solo ?erch il possibile del

sog~ctto

stesso nasce in relc-

zione cd un& necessit necessitente il soggetto stesso; in quento il


possibile del

so~~etto

stesso sarebbe c,:uelln sue declinabilit che

tt':lc soltcnto se tele in rapporto el fatto che il


pur sem::>re indcclinato:

sog~etto

so~3ctto ri111~ne

esso sem?re vero e autentico di tut-

ti i soggetti nE;i C!UC.li si determina.

E'. une. qu12stione fondc.rnentalc perch le questione d' c.vvio al le questioni che vo3lio fare; e quello che cve

css~rc

chiaro que-

sto: il ricorso cl lin'.jUn31)io non un ricorso, cio non si tratta


di 3usto SCiilE:ntico. Il lin1Uaggio 'fa.l ;_)unto di vista rosistenzil'.lc
dcl so35etto, il I.1on Jo che ;>ossic1110 intendere ;:>i"l

i1~a:1iedic.tarnente

pi). fG..cilri.cnte come il proprio dc 1 sogectto; ;>erch il


c'.l.r:-.1 ;>unto d.i viste, csistcnzi;:,lc c:kl so1getto 5 ci che
piutt~rncmtc

e:

lin:~uaggio,
cs~)rir.1e

il sog3etto. e quindi in questo senso se dicit.rrlio

con-

linc~u.;,"lg~io

intenL~mo dire soltcnto il Iitondo che esprime lo stesso so::nctto; IG

quc.ndo dicendo
IiiC

lin,~arnio

in ucsti termini dicimao il raon<lo che cspri-

lo stesso soggetto, che cosa stiamo dicendo? Il IHOndo che csprihe

Mauritius_in_libris

1>

lo stesso sog5ctto non c.lt!ro che un rnodo che il soggetto di reduplic.::rc s stesso; cio il
ruodo c.str',tto che il

lin~uaggio

so,33et~o

da questo punto di vistn il

possiede per s e di s per dire di nuo-

vo s stesso; il iiiio parlcro il mio dirmi di nuovo astre.ttan1ente:


astrettamente
lc immagine

pcrch(~

~lobale,

il mio perle.re di me pretenderebbe di dare C!Uelcomplessa, esaustive. di rne stesso nelle.. (_iuale

dovrei o~ni volte, per qU:c.nt:e volte pcrlo, ritrovanni tutto intero.
~e

noi sie.mo uomini, clclilcnte.ncrtte parlando e a livello norn1ale per-

ch pretendiamo di dire ?erole

t~.utcntichc ~

non di spendere parole

casunli, 1 1 .:-:.utentico delle ).'arole che spondiai110, secondo l'uomo, in


che cose consiste? Nel fctto che ogni mia parola quel r.1ondo nel
c:uale io

sog~etto

sono sempre di nuovo ogni volta tutto intero: ecco

1' autentico della iJarolc. dell 'uoio. Per auesto cutentico che cos
d~l

iJUnto di vista esistenziale? E' une.. reduplicezione dcl sog1etto;

ecco il mo~nento di frizione esistenziale di unn questione che non


questione perch le. csistenzialit di ueste. questione ste esatte.mente nel fatto che .e.l punto di vist'.. esistenziale io non ne faccio
c;ucstione pcrch pcrlo; in uanto se dovessi fa.me questione non parlerei, cio se dovessi porre in questione il mondo che io sono oorne
ll'l paroll1. che io dico, cnie le pnrolc che io stesso sono, e questa
menicre; se dovessi

~orre

in suestione questo, porre in questione

t:ucsto .s.:!.rcbbe ;>er primf'. e ulti111a cosa non 'pnrlare, che , tre pc.rentesi, ucllo che si potrebbe chialliare le crisi di tutta l'arte conternporane.::. proprio a. ucstc. rncnicra.; perch tutte 1' erte conterii:poro.nee, dico l' l'..rte nel senso pi' esteso dunque le poesia, percht! qunndo
l'~rte

conternpor;::nea hc: perduto il sc:;;nso dell.:;.interczzc delle figu-

ra .ell 'uolilo che deve cs;>ri1ucrc, chiaro che dovendo :)orrc in c:uestionc il mo.Jo nuovo di dire ci che hc perduto, avendo perduto pro:?rio ci che dovrebbe fc.nni dire qualunque moJo cnche nuovo di dire
l'uomo, indubbi.r.t1cntc deve ridursi al silenzio; e qui silenzio vuol
dire tutti gli espcririnti che l'arte contemporenec invente per sostenere il sil2nzio, cio per are un senso al silenzio :,:>erch diversamente se il silenzio fosse vuoto anche di questo, che senso avrebbe
il silenzio? Nessun senso se non appunto questo di cercare il soste-

Mauritius_in_libris

17

s~

gno di

stesso.

Dc.l i?Unto di viste c'l.cl discorso chE. ci interessa, lu. csistcnzil'.lit della questione corris:.;.>ontlc elle. inl.ucstioncbilit ,folle questione; pE:rch.2: l, csiatenzialit di 1._.uestc. questione stc. a. si3nificerc
soltanto che io sono uot.io nelle rnisurr-! in cui il mio essere u01uo
coruo se fosse l<! conde..nn4 ella pRroln; le. condenne metafisica al logos
vol~te

e se

'-~ucsta

~lt~esto

delle condnnnn metafisica al logos, il testo di

condann.s, . proprio Gorgin; une condc.nno. metafisica al 103os

secondo l. quale il logos il ?i) potente dei sovrani di cui 1 1 uomo


pu,_disporrc, che ?Oi. : l 'uor.io stesso. E noi se pur un attimo fossi1.io
~no

c.,)lCi di noi stessi e :Jcrci, perch r.1eno ce.;n1ci di noi stessi,

se riusciasimo per Liucsto a dire: r.ie. coMe proprio Gorgic che parlando
dcl 103os co1.1c il potente s.ovrtmo

cG~ac,e

di opere divine a.ddiritturn,

opere che somi3lic.no e.llG cose che fe. l'asaoluto, rnc se proprio Gor~i.s.

il riistruttore delle.

p~role. ?Crch~

colui che nelle. filosofie

clr.ssica stcto cc,)nce di ?Cnse.rc.: to on rncttendoJli dentro il <1c,


cio il !!2!!' stato capecc di ?cnsarc dell'essente soltanto il !!2!!
dGll 'essente st2sso, to r1te on, cornc si ?U cor,prcnderc e .giustificc.rc
che lt. condanne uete.fisice. c.l logos debbc significcrc, cor.ie 3or3ianamGntc .significa, dovere stnrc c. morire e e pensare nelle. ccpacit di
re.~~crc

sempre intntto lo scc..rto continucrncnte di.:.lcttico dcl .!!Q!!

dcll 'ente e del non ente . ".;orgieneracnte stiamo dicendo: non-ente e


non einai- essere; :pu essere

:~i

una essenza 1 1 essere cor.ic i?Oi. co1.1in-

ci ad essere, rac nel discorso 3orgiano il non


~cr

i1~ipc~nato

contro e

l'ente cio contro e ?Cr ci che per ci stesso, per il fatto

stesso di Esaere 2_2!!, ente dovrebbe non potere essere ilipegnebile:


nf'i confronti dGl non; e invece tutto il discorso 3or3i.::mo il discorso che pcrsu.::.de: e.d una condanne rnctefisicc r:tl logos che non I\ci:inchc
"

:,JOi C8.iJc.cc di tento.re s stC;sso


la

tcnt~zione

pcrch~

lll tentazione tfln assoluto,

di tutte l;; tontc.zioni possibili ?er cui poi noi

?OV~ri

u01 .. ini qu.::n.o fccci2.r.10 3li uorc.ini cosiddetti 3or3L;mi o i lettori cosiddetti 3or:5i.::mi, sia.io coloro che esercite.no non le. tentnzionG r..&
di ~~uellc. tentaflzionc, le tentazioni di cui possiruno csocrc ca.peci,

Mauritius_in_libris

18

che sono sempre quelle piccole, che sono quelle r11inilnc: non le tcntczioni al livello dcll'.Q.!! e dcl

lii.C

on, dell'ente e dcl non ente, ma le

tentazioni c.l livello dlla tc.zzc, di ceff si o no, della dictP. s o


delle. dictt:. no. Ecc le tentazioni che

n~scono

d,'.ll f'.tto che sie.:ILlo in-

Cll.)\Ci dclLs. tente.zione in es soluto; vo3lio dire: se riuscicrao ll.d

(;S-

sere ince.?c.ci di noi stessi e questo livello, cllora noi .siamo vcrorHcnte condannati c. non capire Gor3ie e e dirgli male.mente e sulle falsc.ri3E',

~nchc

c.ristotclice poi interrotta da He3el, che un sofista

e non un sa?ichtc; e noi sere:r1irHo sapienti perch non sofisti? E S8.!)icnti di che? Del f.stto che pre:ten:aaruo che, se siamo condanna.ti foetcfisiccmente c.l logos, Jobbictllo da ucsti::. condanne:: mctnfisica al logos
cnvare il bene r:; non subire il .1.-1le: e.vere:: il L1e1lio e non viverne il
pe--r1io e soltr:mto il pe3gio; cevarne il pacglio perch il mc3lio che
ci interessa ceree.re di 1~~etterc e.ssiemc il fatto eh<::: se io sono condcnnc..to al logos, il logos al tiUalc sono condnnncto deve serviniii; il
lo~os

~ual

c..l

sono conde.nnato ci che debbo ridurre alle opere ser-

vili delle regione. E il discorso dci nostri Jiorni, 1 1 arc~isiiiO inutile, an<icronistico del trc:3ico contcrilporO.rteo, <li.. vari Lacc..n, Fouceult
COfiipll3ni O fratelli. l::C. quando il discorso in LiUCSti ten11ini, il

discorso in questo term.ini non offende le filosofia o non un discor-

so .:.ntifilosofico; un discorso che non capisce 1 1 uofoo, cio un


discorso che non capiscE": Ln inc;uestione.bilit delle questioni che a
livello csistenzi&le io non posao fare pcrchi al livello csistenzinle
se faccio uestione del i:uonrlo che io sono come parole, io fnccio questione; del possibile che io sono in rclezionc alla necessit nccessitent8 lo stesso esistente.
L.~

necessit ne::cessit:::nte che io sono co11ic esistenzil!lit di mc

stesso, une necessit ncccssitnnte nelle. 1.1isura ncll.=. quelc rai con-

di

duce al possibile r.:e, non

~i

necessit neccssitlntc in qu3.ilto il

eseuriscc in s stessa me. neces::3it necessitante in

c~uento

il suo es-

sere attive, necessitante, il suo essere cttiva perche un condurre

qu~llo

che io sono co1ue c;.ueste necessit necessitante verso ci

che di' I1iE. io posso Essere come le. parola nelle qule :i.o ,,~i vivo c011ie

Mauritius_in_libris

19

cog3etto C;utenticaracntc esistente; :->er come r;uella :;>c.roln riel la c:unlc io vivo nelle 111isur<! e nel limite nel quale il possibile di rac che

. sono cori<c paro 1 ~, non c:.e:vc


,
io
csssrc n-;,
sono co111c necessit ncce:ssi.tc.ntc;

cui

[.>Cr

ch0 pwrc irnmciic.terncntc. contrc.drktto

.'
;?Fl

n'!. meno di
. }ue 11 o c h e i o

~uesto

pcrch~

possibile n ci

il ?OSsibilr; del contra-

rio del ;_")ossibilc; il possibile cU una im?ossibilit che sono io.


Esistenzic.bnentc
io sono 1n stesse irnpossi0ilit del possibile
..
.
trcttc.nto csistenzir.lt,.cntc io non
t C:cl
lazione:

~Jossibilc
&

~Jotrci

essere le.

stoss~

IU:.

cl-

impossibili-

se non fossi tgle in qut.nto tale dal possibile in re-

.q.nlchc cose. che non il possibile COLlC' tale: in quanto

te.le il f:>OSsibile in rclc..zionc a ci che io sono come necessit ncccssitcnte rna come necessit neccssitc.nte verso il possibile di L.iUcsta
stesse. necessit. necessitante che quando chiude il cerchio lo chiude
a t;.uesta rinniere,: io sono 1::: stessa impossibilit del possibile. Questi discorsi hcnno un unico senso se un senso

vo~liano

avere o pensa-

no di c.vcrE: in .;uc:nto vogliono e.vere come senso il senso dcll 'uor.10


per ora e il senso .-::ell 'uoi;,o pon per c.cccde:i,1ia; mtC!:iflltdifiicolt
dcl discorso tutte. le.. d.ifficolt di un senso dcll 'uor1o che vcrcn.cntc per s difficile: de vivere e perci difficile da.esprimere ;,:>erch6 f.ifficilE:: de ?Orte.re fuori <li s.

. 9. -

Il di~lcttico e l di~lettica.

C::ucndo le.

cultur~

contemporanea fc i discorsi che fCJ., (:uesti

discorsi non sono antifilosofici


no contro l

'uo1~10 ~x~rcl1,.;;

L~ ~~e3ne.nzc

perch le

~erch

non toccano ln- filosofin, so-

essere contro l 'uorno si3nifica non intenderne

dcdlc questioni csistcnzib.li che l 'uo110 scnzc filosofia;

-~ucstioni

csistenzinli che l 'omo senza filosofia sono le

c;ucstioni che inter;ss,::.no ln suo. E::Sistenzc. in


esistenzi&lit di <ucstc

~ucstioni

~:ucllc.

misura in cui la

non ru diventare esistcnzic.lit;o,

pitioiegtcqment9Rctin dirci, nuturalflle:ntc ;>erche qul'.ndo l 'csistcnzialit delle

'~ucstioni

lcll 'uor.;o, diventa esistenziulisi;10, non che

tradite. la filosofie.,

trc~dito

l 'uorno, ;_:>crch tradito l'uomo nil

Mauritius_in_libris

20

suo, r.1or11ento clmncntarc in quanto l 'u01110 ridotto c.11 'csistenziclismo


delle sue ucstioni l 'uor.10 che perde: la crocifissione delle sue
ucstioni, ch2 perde le CC.j_Jacit che le sue c.;uestioni .s.utcntiche esistenzic.li hanno cli
drmm;~c.tico,

crocifi~3crlo

cio di tonacnte.rlo, di renderlo

di farlo cai,)irc co;11c quel dialettico che l 'uoruo in c;uan-

to esistente scnzc di.-::le:tticc. L'uor,10 in que:nto esistente cor.1c il c1iaL2ttico che , senza dic.lctticc e non pu pretendere ell.-. dialettica; dico pretendere e rc.gion vedute: non pu e.rabire e:.llc. c!ie.lcttica
perch il 1i.oraento in cui crnbiscc elle dL::lctticc. il dorncnto in cui
il

di~lcttico

che l'uomo ncccssa.riruncntG la sr11cntite.. dcll 'antici-

?O dei giudizi che l 'uo1ao cor11c csistLnzc. in uanto per potere cc.pi-

re la iir..lettice .e:l suo essere

dL~lcttico,

ll! priraa condizione che

l 'uol110 csist8nzicll.;entc:: s1.icntiscc. il suo essere dic.lettico; e cio dctcnrrini dcl dic.lcttico che ceco tutto il Cl.11:;1ino &llc spalle di
.~ucsto

diclcttico cho lo conducr: c.l

princi~Jio

dcl ir..lcttico

COiite

ln

dic.lctticc fon:ic.tc. e fonc:L.ntc il dialettico. Dopo di che noi siar.n


c.bitue.ti e. porre

~ubito

le 3ran questione: e coriic riti riconosco nel

die.lcttico, nell 'coscnzc, nell'astratto che n.:rncc della dinlctticc?


Chi mi fa riconoscere, cio chi mi <l il connotato vero cutentico di
mc stesso? in ,_:ucl die::lGttico che io vado e che io
~

3i pcrche io penso e vedo il dinlettico

i11.s.

~Jcnso
~

Jerchi non
I.

perch esiste le dialctti-

cc: ?erch altri, nl posto rd.J, hc. ;,x.nsato d:cl mio essere dialettico
tutto ci che lo fe essere cluc::llo che io sono, il dialettico che io
sono e sto e fcr C{Ut!Stionc (\i ci che le. dialetticr::. e di ci che ln
dielE:tticQ csoeno, come ca?acit di fcnd vivere o di fcnai

'~1orirc

nel :liclc.t;:tico che io sono. Ed facile cornc scivolare su una buccia.


di be,nan2, nelle.. r11isur:. in cui lE. dialctticc viene ridotte ad una bueci.:. di

be.n~na )Cr

l 'um;io, e scivolando su una buccia di bcncnc cccor-

3e;rsi che se io scivolo si ,,:>crch6 cerarnino e se CD.rnmino si perch_:


ho i piedi e se ho i piedi si perch: li uao secondo ci che i picca
sono, che;; sono quelli che sono :;x;rch(!
con i

~Jicdi

~ono

f.::.tti ;:>cr farr.1i ce.1;Jh1inarc

e non con le. teste. e scmbr'J :::crnplicc f;1rc un 3iochctto dc

nulle., 1;;.ctterc sottoso?rt: l 'uo1;10, e rir.cttcrlo in ?iedi e se dovcsni1110

Mauritius_in_libris

21

rilc51crc le. sborie. dell 'uor.10 'le que::sto processo, dovremno Jire la verit: non che io

cru1.1~.ino

nelle. storia con i piedi, la verit che

mi dc:bbo convincere., e ci vo3liono Ii1olti tre.ttcti di r.1etefisicu. per


convinccsrlii di 'tucsto, che le ic.lcttico soltc.nto une. buccia di ban~ne

e se l: cliclctticc. coltc.nto una buccic di be.nena che fatice.

dc~bbo

fc.rc

~x.r

rili1etterr;.i in picca e per non scivolc.rci sopra? Ho fat-

to tante fe.tic2, tcntc:. storie d.& Cc.rlo

r.Br::r in poi per CC?ire che non


1

debbo scivol.:.re su una buccia di bll.nena uE:.le scrcbbe la cosiddetta


dialettica cosiddette he3cliane in ci eh.a Carlo Marx ne he potuto
caiJirc a modo suo.

. 10. - La impossibilit dcl

~oGsibilc.

Il discorso un r:.ltro; il discorso non lo. die.letticn

1.i.c

il dialettico che io sono cocc uor.:o in ::ucsti tennini per cui 11 posallr.~

sibile di rne stcss r;1i lc3a


per

ucst~

necessit necessitante che io sono;

necessit ncccssitcntc che io sono ha senso nel rapporto

col ?Ossibilc

c~i .~uGste,

necessit nccc:ssito..ntc; c.llora

~Jossiorao

dire

esistcnzic.ll11entc: io csistcnzic,lr.icntc sono la stessa impossibilit


del posoibilc. Questo cuivclo e dire che io non posso, se sono, non
essere; non posso non csccrc oe sono; se esisto non posso non esistere:

~ La

che si3nifica Y.!.2 a L:uesto punto? Niente; non solo e

che senso ha dire: se io sono non posao non c;sserc: nessuno; se non
il senso che noi

vo~licrao

invente.re.. perch l'invenzione di C;iucsto sen-

so consiste nclln filosofiQ che fcccio; e suendo la filosaiia che faccio la faccio :-. c:;uccto

i1;os~o,

l 'unice filosofi.::. di questa filosofie

le. filosofia nc3c.tc ..a.l buon senso secondo il quale non c' bisogno
~i s~x:culcrc
~)cr

su questo

)Crch~:S

ce.:;;.iirc ciucsto; cr.pirc

non e' biso3no di spcculc.re su (iUCsto

"-~:ucsto

non cc.pire, essere capito; cr:pi-

re c:uc;sto non ci che pu) c3scrc


c:ucsto; cr.:>irc ;;:ucsto non
capito, cio cnr,>ir{;

1.~uc.sto

!,)U
<":;

.:~ffidc.to

alle attivit dcl :pensare

essere Cl!.pirc: cc.pire questo essere:.:


ci?:> che dentro tutto ,uel capire di mc

che io sono in cue;nto io stesso sono il )"1io essermi cniJito; per cui

Mauritius_in_libris

22

tutto l' nttivo che io sono cornc capirE: consiste nelle impossibilit
ji distinguerlo ,'J.l riflessivo che io sono come l 'eszcn.1i capito,
conte cuell 1essermi ca''"iito
che corris":>onde
scm""'rc
/:"
...
t"
~

r.1fl.

i.iio 'J)C:.ssato non


&.

.:il i"io pr2scntc. Ei sono cc1.iprc cc.pito e ?erci il 1io ce1.->irc questo
esso stesso ci che,: cmim.iicrno il vivere per cui 1 1esistere: il tenere essielllc questa sintassi, c:uest'ordine delle proposizioni che i.ii
servonq. t>Cr penserc al livello csistcnziclc; esistere si3nific.s. detcrIiiincre uellc. sintc.ssi, .Aucll 'ordine

necess~rio

delle proposizioni

.:cY"""

che rili servono per :xmscrc c.l livello esistenziclc ocrche: al livello
pcns~rc

esistenzicle

significa ca?irc che tutto il pcnsnre di cui so-

no cc;:n:ce tutto il pe:.csato che io sono cJ.e:l mio essere il capire scm(~uel

?re mc stesso e cio dcl taio csscrG


,

'

presente che io sono sa.iprc

cofoc presente e me stesso. i.nchc l}Ucsto non avrebbe bizo3no di essere


es;rrcsso se non dovesse essere colto nelle sua verit; la sua verit
'-itial' ? Le sue verit ':ui che signific<=:.? Il senso di queste .questione,
cio ci che ui divide dc r.ie; il r,iio cc.pire e questa r.1enicrn ir.ipl ice.
seraprc il fi!io cc..? ire me;

il senso di <Uc sto capire mc ci che

111::.

chionicmo con pnroL:::. 9 ?esente, aulica.,


interessati 21 fatto che sia vero,
Il senso di

c~ucsto c~?i..rc:

J.lcsto otcsso

~ucllo

~;

~ucnto

rcr cui non silllilo tento

all'uso di ucsta porola.

non avrebbe ncscun senso se non fosse di

che :;:>ossicrn.o chicI.i.Crc il vero di c_;ucsto stesso;

ci che io posso G;_)cncrc contro te che ui stci cscoltcndo se per cc::.so tu che Ii1i stai ascoltando

~cnsi

che l'unico tu che esista nei miei

onfronti nei sole -tu e. non vcro1 perch ?U essere che il tu pi

..

vero che;: esiste noi Ii1ici confronti comincij ld essere io; perch il
vero che l1ii serve per L::: spendi te. 0.cl vero contro 1 1e.ltro cio il tu,
non sei tu come :Ju sc1.;brE:.rc, rnc. sono io co ;ic pu non scr11brcre anzi
co1ac non deve scrnhr ~re

?Crch:'~

, pere i non scrabr A. e non epparc:. Per

cui il tu V(.;ro che r;ii intcrcss2 sono. io; D.llorc.. il vero di '.1uesto ca)ire l 'uo1.-.o ci che <livide l 1uorno dc.ll 1uo1.:o i_)Crch':.; uQ.ndo dicic:::.rno
che '=ucato dun<uc r.-;ro, il vero di
1;,i CiviJc de. mc stesso; :Je::rch mi

-~ucsto

ricsc~

posstbilit .:::lel ?Ossibile: e se vero

dire il vero in quc.nto

(1.ifficilc vivere come ln i1.1-

.~ucsto,

il vero cli ..,ucsto

n~:m

stc. nel fatto che dun::uc di1 .ostrcto che io in '-:.u.:.nto capirmi n quel-

Mauritius_in_libris

23

le menierc. cho abbiamo ccrcc.to di cc.pire, sono qu1:l cc.pinai che dunque' :x~rci vero e che perci Gnscndo vero C!UClche cosl'; di cui posso convincere voi r1Kmtre invece soltc.nto
rics~o

~ualche

c. convinccrL r.tc; i:)Crch questo non riuscin.1i


comr~

3nific2 tcmcruclo Je;venti sew:.)rc

cosa

~i

cui non

o. convincere si-

;_JesentLrncnte drc.r;r1atica.raentc

vero c;_u2sto, per cui <:iJp1.mto il vero dcl senso del r.iio ccpirmi, cio
il vero dC:.l senso del cn:)ire l 'uorno che l 'uorno stesso , ci che
st,"'.: contro l 'uorn.o

~Jcrch

che il suo possibile


E se c' verit in

un divil'.lere l 'uo:-::o dc.11 'uomo: un

lc~eto

-~ucsto,

dir~l!

nlL: i1.r::>ossibilit dcl possibile stesso.

ln verit in questo cc.so il cercare di

ca;_::>ire che coca legc l 'ir;lpOSGibilit e il possibile in cu0l raodo

).)Gr

cui proprio pcrch4 legeti o sono stati divisi una volta o debbono tor
ne.re .i visi un' cl tre

voltl~.

E cllorc il vero esistenzic.lmcntc rischia

di rimcncre solo un raii:o della rngionc; un mito nel senso proprio, non
nel senso dc;ll<..:

deritizz~zioni:

o.vcmdo le. demitizzazione demitizzc.to

tutti i :'.niti, hc. posto in essere sucll 'unico mito che non si potr
i~1ai

pi dmitizzr:.rc, cio la stesse,. dcmitizzczionc; avendo noi consa.-

crc.to tutto' al dei,;itizzc.rc 1 certo possio.mo dcrnitizznrc tutto ma non


;:JOtrE:mo ."1e.i ?') dcr.iitizze.rc lo. dernitizzc.zionc stesse e questo il
mito vero dci nostri
~crch

.~iorni,

un mito esistenziale non intellettucle

21 livello intcllcttuelc 1 filosofico non si pu far questione

n di miti n.i di non i;,iti (baste le33crc Omero non

Ari~totclc

per ce.-

pire il mito).
Il vero esistenzialrncnte mi si propone come il mito della ragione, come la ragione r11isteriosa nelle sua origine in quanto tutto il
capire di cui sono capace consiste e corrisponde a tutta la verit di
cui sono incapace csistcnzialmente; tutta l,e capacit del r11io ca?ire
tutta r:>roporzionatc:i. e rerc:V> pare

~i

sp11oporzionatn per questo stes-

so, e tutto il yero di cui non capace; in qunnto il vero i cui non
ce?ece non il vero che sta nell 1 empirco knntiano, non il vero
knntiano, non il noumeno, perch il noumeno prima di essere stato
d& Ka.nt dOJiletizzc.to
trette.nto

scol~sticaraente

dogrnatic~iicnte

cosll in s, ci che:: per

in quell> che tutti seppilm10 nl

cio scolasticerncntc, essere ln cosiddette.


Plr.ton~

oi3nifico.va pensabile, ci che posso

Mauritius_in_libris

24

pE.:nsnre. 1'.iB. perci sto Jiccndo, non il mito dclln r.::gionc come t;;tJ:clL--_
forz[! dEll'. ragione che rimcnc nour.:cnicc. cio che i?Osso pensare~ (neanche i?latonico il discorso e Ilieno che pl.:.tonicn)

ori~ine.ria.

nel limite J(;lla. incapacit dcllll sue. forza


:1ito delL':i regione

('.-~sistonzil"11oontc

penecre di cui sono cc.pace per cui tutto il


cor.~

?assnto

in (;:uanto il

nasce dal capirmi cseustivo che


con~

io sono; tutto il ca?ire che io sono, che hn

ce corris?onde

co;;ie ci che penso

fon.

pnsaato tutto il

pensar~

di cui aono capa-

tutto il pensare che io sono stcto e

che non posso continuare cd essere perch il mio E.ssere ora non il
rdo :?ansare rne. il raio capirmi, e il uio co.pirmi pu essere tale solt.:.nto se ha. questo p.:-,ssnto che .;:;_)punto il ;:>cnsarE, ma quel

pensar~

che come pnssato non il :xmsar!O: che io sono un pensare che altri

stato contro _()cr e nei r1iiei confronti di

liie

eone esistente.

Quando .il cupirmi che io sono il capind in

~ucsti

ten11ini,

. ~:vidcnternentc la rr:gione corn.e Ii.l.ito significa. il 1:1.istero delle forze


di cui ln ragione pu essere cpace iJerche io in tutto il

c~_i:>ire

che

sono csc;urisco tutto il capire che posso essere, csistcnzic.ln1ente parlo.i:ido; tutto il cepire che io sono corrisponde non solo a tutto il capire che posso essere ios
t~le,

t:1l

c. tutto il co.r>ire che pu

cssore,coi:K~

tutto il capire; per cui l'esistenza che io sono diventa l'oriz-

zonte delle regione; o cc l'csisti;::;nzn che io sono diventa l'orizzonte


delle ragionG, l'orizzonte nel suo senso pro?rio, cio il limite della regione, tutte: la filosofin hn fine nel vedere se la. rngionc steve
dentro o stcva fuori il limite. Possierno fare tutte. la storin dcl pensiero (tutte tre,nne c.lcune che non sono eccezioni

r~c.

sono le

rc~ole

autc-ntichc dcl pcnse.rc) e quindi tutta Ls. cronaca dE:lla cultura filosoficc

l~

possiru;10 fc.rc a c;uestr. rnnnicrc: cllincc..ndo i cultori d0lln.

regione nel lir11ite e i cultori delle. ragione f-.ori dc 1 limite; coloro


che penscno ln ragione dentro il limit(? e coloro che pensano la ragione oltre il limite. E q_uestet cnttivc storia del pensiero prch qucst:o non

l~

.storia.. r.fol pensiero;

ste storie.. non roccont.::-, il

~Jcnsiero

l~

storie. dcll'es'isteriz&

cio~

onchc perch'.! il _?ensic::ro non put';

csGere rnccontato n de. t.:arcel n.:! dl'. Scrtrc; quindi non storie. del
:---,nsicro pcrch;'.! il pensiero non

pu~

que-

E:sscrc raccontato soltento ;;>er

Mauritius_in_libris

25

.1ucsto rne. pcrche storie. dll 'csistenz{'.. in qu[!.pto 112 ragione posta _in
c:uc;:sta t".lternc.tive _una r::.gionc che

~i

per ci stesso scnzn s

stcss2; e cllorn: n,i inJiffcrcnte che la ragione sia nel lirn.itc, rni
nltrctt.:::nto indifferente che l.a re.gione siu. fuori, oltre il lirnitc
perch in tutti e due i. cc.si la,., rngionc dentro e lcJ. rc..~ione fuori
lll ragione chE; senz.:>._ le. rc.gionc in qutmto 1.'.:'.. regione che viene
.

fette. ncscerc de.llc sua copc.cit o dl:!.llc. sue. inca?acit di e.vere o non
cverc rclczionc {;'.l li1dtc e

quel limite che sono io

COiiiC:

esistenza,

princi,)io ds:'ll 1 ~rizzonte stesso che sono io coae c.sistcnzic..lit.

11. - L'esistere come non-pensare:.

Il gioco _pericoloso ,Jro?rio ?er -iUCsto IilOtivo; il li1dte


di cui sto ;rn.rlen::.1o le csistcnzic.lit che nc.scc corue ?roiczione o
concrezione'.

dcll<:~

stess2 esistenze. dcll 'esistente; cio l'esistente

cl1c si pensa, pensund.oDi


un lil.1itc che t:.nto

~Ji'',_

i_Jcns~:~ ~-li

r; il suo csscre li11,itc esaustivo;

deve essere lir.1ite que.nto pi coruprensivo;

tutti csistcnziclr.temtc tendi.::l.o nllc cose


ve. Se csistcnzic.lracnte dovendo

~iocc.rc

.~rnndi

sia buone, sic catti-

un 1ioco di c,;ucsto genere non

;xnsie.1iio che il limite di cui sici.io cc:?rtci non dcbbn essere un

li~1itc

esr.ustivo, il r.iassirno _di tutti i li1.iiti cio io stesso e io stesso


)Crch~

a_;>?unto quel ccpirri:i che 1.;i toccc. non ?U cc.pire s stesso, se

non m::lV:. n1isur<!'. in cui il suo pcnsc.rc il suo 1x:ssato: esistere si0-nificn non pcnsnrc; uso il non nelle. r..cc-zionc
re

si~nifico.

non :Knscrc in <ucsto SPnso:

~or3i.-::.no;

esister(~

cio esiste-

si1nificc.. Je ccpc.-

cit di tenere nss_ic111c il pensare nl non dcl pensare che sono io stesso mc non come non nssoluto,

i .. ,~

corHc non collcgcto e guc.lchc cose:. che

lo s2.lv!J. cio lo in1hiottc che lo nasconde, che il

yc:ns[~rc.

Alloro

il non-:x:nsc:.rc che io sono co,.1c .::sistcnte tutto ci che, io ho ;>ensr.i.to; tutto il iuio c::>aure stc.to

~Jcnscto

tanto vero che

le ce;rcc..re di .:ucGto discorso unc.. rr.gionc ~ se per ce.so


:lir eh(: Dio che tLti

lv~

Sec'

si vuo-

t~ologicfl.

si

pcnoato e i?':!rci foi ho. crco.to; se non . teo-

logie,':'. le ncturc che 111i hr voluto e 1x.xci l'1i hc pensnto e mi hc

Mauritius_in_libris

fatto ncsccrc e co1:a. . .

si vo1lia tutto il nio esistere questo non-

pensare r>. queste r.umic.ra rcdicc.lc, ori.3inaria per cui tutto il non-pt.;nsare. che io sono mi toccc: ontologicarnente perch senza questo io non
s~rci.

Dunque il tniO StCSSO esistere non gi 'che 1I1i obbliga . non


pensare foa che mi obbli3c. a non dimenticare che io sono questo, rai ob
bli3n n non dimenticc.rc il nio passe..to e il mio passato il fntto
che altri mi he pcnsnto; rne c.llora in questi terrnini e in questo senso il mio esistere come questo non-pensare condanne al non-pensare,

come se ontolo3iccrncntc io fossi determinato e non-pensare; tutti i


pensieri che pensie.rno csistenzialrnente sono i pensieri che pensialilo
in rcL::i.zione n questo nostro non-pcnserc continuo che l'esistere,
cio l 'csscre dc. questo

pcss~to

che non debbo dir.1cnticare. E' allora

come se dicessimo: positivo che io non pensi e perci rischic. di rimanere iJOSitivo che io, non

pe~sendo,

iJCr questo l'unico modo che mi

rimane di cercare in qualche modo di pcnscrc ancora di dichiarare


lo regione

. 12. -

co~~

mito assoluto della stessa esistenze.

Attuosit e totnlit dell*atto.


L'esistere co;.nc impossibilit dcl possibile, il mio essere

esistente in quanto il laio essere esistente

si~nifica

o essere la

impossibilit del ?OSsibile, tale in rapporto alla necessit neccssite.ntc nei confronti dcl possibile di s; il punto dirci ancora tcme.tico di questo discorso

~roprio

quosto: l'esistenza

con~

capecit

di tenere assic111c s stessn in confronto a ci che dell'esistenza pu


essere il suo possibild,

'-~ucl

?Ossi bile per chG trova relazione non

gi nel suo essere atto cio il possibile rnn nel suo essere 1 1 imt1ossibilit di s perch ln impossibilit del possibile per un verso ci
che non pu essere l'etto dcl possibile co11<e impossibilit e per l 'e;ltro verso ci che sc11brn s11i.entirc .:incor! di pi i l possibile perch
lo ne$a; dunque il possibile non ne3ato

d~ll'atto

di s stesso, mc

negato e. ci che non nc11i:acno l'atto dcl possibile come impossibi-

Mauritius_in_libris

27

lit le quc.lc::. co1;ic ci che non 1 1 n.tto dcl ;?Ossi bile::,


t, ;_Jcr ci stesso scn,brC'. anche

nc~arc

ir:. iI&ipossibili-

il pesebbilc. Per questo non

riuscit"J110 n renderci conto dcl fc.tto ~hc il nostro esistere si,3ntfi'

chi, e.nzi si'3. 0u(::sta ii.1possibilit del ;?OssibilG che dl'.l punto di viste. c.sistenzinle richic:lercbbc di essere intese non in
bilit dcl possibile
lit

~kl

Ia.

i..~uanto

ilipossi-

in liue..nto l' ifopossibilc non 3i la irii~Jossibi

possibile. L'csistenzinlit

dcll'esistcnz.:~

nc 11 1 ar.tbito del
0

quale pu intcrQssermi CO'Jc; ci che io sono in qu'.nto esistente richiede di s soltBnto 1 1 ntto cnzi dirci richiede di s soltanto l'atto
ncllL1. misura in cui soltcnto l'c.tto significa tutt l'atto in atto;
p(.;r cui le totelit .cll'r.i.tto corrisponde anche e quelle che possiru. ..o
chicrncre (1uclle.

~ttuosit

dcll 'atto cio il viversi dell 'ntto, l 'eser-

citarsi come !l.tto, p0.r cui 12. totalit dcll 'e.tto richiede
la

su.~,

ca

s quel-

attuosit tutte lc3cte. a s stcssn iJOr cui l' attuosit lcg.::tc..

c,11 'c.tto non pu 111ai essere distinto dc.11 '~tto cm.1c totclit, in questi tannini, l'esistenzn stessa

co~uc

l 1 Lsistente che io sono, perche

l' csistcnz[' 1ui intercssD. sempre e soltanto in quanto l 'esistenze.


lc~ct~

ell'esistentc che io sono non in quanto l'esistenza che io

contemplo o che io penso, come tutto ci che posso anche :_:>rospettc.r1.1i


comQ n.iscorso i.1a sempre come c;ue 1 discorso che sono io co,;lC il mio
C"l?irmi c. uoste. ral'..nicra dato che e questa Ti<lnicrll. tutti i ;:iodi di
ucsta mP,nicra sono pur sciiiprc io unicamente e totallientc.
Allorc. a qucsto punto di viste, secondo 18. totalit ..cll' ntto
che richic!.c cos. trngicar.1cntc lc3atc. a
dentro qucstn totalit ci?J

eh~

s~

la sue. stesse ettuosit_,

io posoo essere cor11e atto che si ce.pi-

sce:, non pu i,1c;i essere uno nstrczionc o una astrc.ttczzc; cio io posso .:mchc dichie.rr:n.1i

.o pcnsarrai inpossibilit dcl possibile,

rci csistcnzi.::.h;cnte foe3lio se ln

i1.~pos:;ibilit d~l

11;.::

capi-

possibile signi-

fic,:-.ssc invece 1 1 impossibile che io sono, non nella ili1possibilit .:kl


iJO!rnibilc che io sono; ?Cr cui csistcnzic.liacntc la i1.ipossibilit del
possitilc come se risultessc
l 'esistenze

c01,i~Jrendcrcbbc

ontolo3icru~1cntc

inco~'1prcnsibilc

?Crch:

tc.nto, c.vrcbbc in s te.nto proprio ci che::

i;;i risultc incor.;;,:>rensibilc a non potere dire che <".:_)punto ci che r.1i

Mauritius_in_libris

28

risult2. incomprensibile cio non tenibile dentro di s, ci che l'esistenzc pu

cddirittur~

.ire

(;;Sscr~-

la ir.ipossibilit del possibile.

Invece l '0.sistenze. ccpircbbc questo se potesse dire: io ste::sso come


esistente sono l'irnpossibilc dcl possibile; non del possibile quo.lchc
cosa

eh~

non , che n,i risultl incomprensibile perch astratta pc;;rch6

un'e:ssenza, per es., la irn?ossibilit, mc. perch quella E!sscnza


leg~tc

qu~lchc

cose che ?Cr ci stesso

~i

il suo contrario; il

possibile; e il possibile significa dal punto di vista csistcnzL!lle,


che io non posso perle.re della possibilit; il :'ossibilc significa
dal punto di vfstl'l esistenziale, che proprio dal punto di vista esistenziale non posso pcnscrc le possibilit.
Cio: le possibilit non una cnte3oric
cate3oria filosofica

t~le

filosofie~

se sucstn

dal punto di viste esistenziale pcrche

esistenzialrnente il possibile, la possibilit se qu&lchc cosa ,


tutto ci che io sono co1.1c il possibile che io sono perch legato non
>3i elle. possibilit, rna proprio c..llo. impossibilit di ci stesso che
io sapevo come possibile: come esistenti non siamo possibili;e per
il fatto che come esistenti non siamo possibili non significa il contrario, che dunque siamo impossibili; perch ecco il 3ioco categorizzante in senso improprio perch l'improprio, la non propriet dcl gioco filosofico, in questo caso nasce dal fatto che nesce <lalla esistcnzializzazione della categoria filosofica.
. 13. - L'identit e il soggetto coL1c supposizione.

Se

esistcnzi~lizzo

schematizzo in

qu~sti

le ccte8orie filosofiche, chiaro che

termini: se riesco a ce.pire che io in t:uc.nto

esistente non sono ?Ossil>ile, cor11c se auto111cticenente dicessi che


dunque se non sono ;:>ossibilc vuol dire che sono L1j,:>Ossibile; e che senso &vrcbbe non gi il cepirc autor.iaticcr.icntc uesto, raa il collegsre
questo

~ssiernc;

il 1::io non essere possibile si3nifice. il mio essere

impossibile? La s1acntitn sta nel ftto che io sono, stc. nel fc.tto :.kl
mio esistere; ma nllore. il mio esistere non n ?OSsibilc n irHpossi-

Mauritius_in_libris

29

~)ossicr.:io

bile e c:un.: uc che cos'? N


Jun,~uc

che cos'?

)Crch~

:lire ncrnr;1nno e r:ucsto rnc.nicrt.1:

dobbic.rno Jirc

r::.e:~lio:

rc d.un'-luc chi ? e stiw. .o .:::.dopercndo un

;~ioco

tita

cl lor a il ;1io u sistc-

pericoloso perche stirc-

1w ccrcr-.n-J.o ::li ~cclim:re; il verbo, non. gi dli coniu4e.rlo, stimi:o cer-

c.o,n:::".o di c.::.pir.:: clw

.3rcu: 1aticr.!lracnte conil,.qe.ndo i verbi, il no-

.:~ucnjo

stro coniu5c.rc un sottintcm::rc scra)rc il so33ctto dopo, ;>cr cui


possim.10 non dire il so:mctto uc.. il non dire il soggetto
il sog3etto che

c.~uel

dire

il verbo, cd quel coniu:3arc il verbo che

coniu;~c,r{~

:Jerci:, essendo il Jirc il S03,:jetto cmac non dire il


cn tutto ci che io sono co:ie coniugazione dci verbi

::;og~etto,
dunl~ue

si)nifi-

cori.e tut-

te le opere che fcccio, se sono nbitucto c. :pcnsl':.re c. queste. rn<.:nicrc..,


a ucsto punto biso1nn dire:;;:
sog~ctto

dcl verbo, il

dun.:~ue

che ste.

il sot,mctto della coniugazione

sera~)rc

in un certo punto e fc.r(; dc. uni-

t che idcritificc. tutto prcsu;_)poncndo di er;:;rQ ._,7i idcntifice.to


stE:s3o,

t~ucst,.-.

unit c.J un certo punto

risul~e.

non coniu1e.bilc :;->crch6

lcc sue. coniu3c.zionc consente le. sue: dcclinc.zionc::: coniu-:;crc i verbi


si~nifica

declinare il

so~qGtto

r.;a

coniu~anJo

i verbi. Cio: il so-;-

1ctto come tr:1ite di identificazione di tutto che corrisponde ella


necessit li non cc.pire ?Cr s le identit che idcntificr.: tutto; e
cllorr:t in tutto ci che fc,ccio ho

biso~no

di sentire le. r,lic. prcsenzu.,

c.nzi in tutto ci che fnccio suppon30 che lr. identit dcl soggetto sin,
nin tolritontc le. suppon_so che tuttn lD. identit dcl so11otto tuttl'. la

SU'.,)posizionc di cui sono CP,pcce per ?Oterc C?!Junto pcnscrc non gi il


so1~etto m~,

e.ttr<'.vcrso il so3gctto supposto, pcnsc.rc tutto ci che

posso penserc in rclnzionc c.lle supposizione dcl so,:nctto. Sto c;>iJcn11


ncconnc..ndo u.

Carte~ sio,

cio c.llc.

su~J~)05izionc

che fe. de. fondamento

:~

tutto il discorso c<:.rtcaiano dcllr, iJcntific[i.zionc dcll 'er:;o; non intcrcSSl::.

c.l

~'

che sir: l 'e 30 co

co3ito che hr; biso5no \li C.'\) ire il nesso

.18

int8rcssc, soltc.nto crqirc che (.:.uc.ndo il problcn1r. di cc._:>irc

Gppunto l' Ll;:;nti t r. que: sto

i odo,

1' identit o. (}UC sto E:odo viene cm!l-

:Jrc sc: nei lir.:ti in cui il suo co11prc..ndcrsi non il suo essere c0Iliprcs0; il suo co1,Qrcm:l.::rc

s~

non il suo e e sere cor,iprcso, cio il suo

riflettersi esi3c di non potere ivcntaro uei pc.ssivo ;;>c.rch il so33ct-

Mauritius_in_libris

30

to non pu essere

rn'~i

passivo, conjcnncto cll 'c.ttivit

1;1.2

condannG-

to e.11' Gttivit ai.3nifica che il so13etto che si cor.:iprcnde non deve


potere da questo ricavare un suo essere compreso perch 1 1 essere cmaprcso del so33ctto se non sta col co:.;iprcndersi Jcl so'3gctto stesso in
ccrt0 modo, finisce per essere le mc.tcria opinc.bilc di tutti i so33ctti diversi dal soggetto che possono

il~ipcdronirsi

del sog3etto. E se dc: queste reazione a. Cltenc si

dell 'e:sscre co1upreso


sc~tena

l'esplosio-

ne dei so1getti, c.llora il so83ctto finisce. per capire che il suo stesso co1i?rendersi unG illusione bcni3ne o i;u:ili3f1a, capace di bene o
ca.pace .i racle, ?Ositivn o nc::}:ltivn, non hn itport.::i.nzc; perch che
questo r:::.bbia come

correL::~to

il ?D.radiso o 1 1 inferno non ha i11iportanze:

ci che interessa fondcE1Cmt.::i.lr.1entc che c. queste condizioni il


to il

~>unto

so.~3ct

C.:i pcrtenzc. delle. esplosione dei so3getti che finiscono

per risultcrc stranieri cl. sog3etto, cio al soggetto

co~1tc

identit

cupa.ce di idcntificcre.
Esistenziclmente f.>er t..:ucsto gioco non D.vvicnc,
t di es!?losione _a
-~ett'? i~temJe:

c~tena

--~ucsta

possibili-

non .::JVienc pc::rch csistenzialr.1cnte il so3-

c,he il suo_ co1Jprendcrsi non ievc potGrc fare questione

dcl compi:cndcroi st:csoo; ecco perch dicevo: e sistcnzi~_lmcnte allora


-

il possibile che il soggetto , non tnlc in rapporto all 1 inpossibile mc t.s.lc in r&?porto nlle. i1.ipossibilit
stesso.

i11a

hilt.

non dcll' impossibile

del possibile: il soggetto ci che tiene insicre due ter-

mini che in fondo csistenzie.lri1entc servono al so33etto nello Misure.


in cui lo tcn.gono chiuso dentro s stesso e io esistenzil'.llmentc sono
lD. stcssn ii.1possibilit r.:lcl possibile. Esistenziali.ientc essere questo
$i3nifice

~vere

chiuso in un circolo

~ssoluto

tutto ci che rai sta el-

le spc,lle: e tutto ci che l<ii stc. di fronte, con una diffcrenzn: che
ci che mi stc.::. -'J.llc s;_):.lle tutto blocc2to e ci che r.1i stc di fronte pu essere tutto vcrificE,bilc e cio tutto ci che mi st.:: elle spalle tutto il pnss'.:'.to; tutto ci che mi sta di fronte

tutto il

futuro ;ac. tutto il futuro lr:3c.to a quel presente che io sono come
capacit d.-..:1 p&sslto, n r:ucl presente che io sono couc rnerJQric cssolut.a di mc stesso; per come (:uc l la meuorie. di r.c stesso che non deve
mc.i torne.re presente:; c.

s~

stcss<.1 o ncrmncno

Mauritius_in_libris

~)rcscntc

a f.le stesso; deve

31

sem~rc

rime.nere iJrcsrmtc

s stesse. e basta.

Le. mm1:oric hc. une presenze che ve.le ncll: Iilelloria stessl:
~Kr

te.le,
sto

Coi:it0.

necessit csistcnzic.lc; csistcnzic.lHiCntc. ho biso1no Ji que-

perch.~

senzd questo alle mie S?c.llt; 2vrei continuar.:cnte: processi

di rinvio sempre ell'infinito e io non sl'.rci wei nuto; io non esistercd se io esistendo .ovcssi e.vcrG continucj.icnte il problemc di tutto
ci che elle uic

s~c.lle

costituizcc lr?, C.G)C.Cit di tutto il rinvio che

io posso fare: r.llc; raie sp.::.llc, il rinvio che posso fc-.re <1.llc mie

esisten2~.

le om.i;_Jliccmcntc il risucchio mete.fisico lella mie stesse


Le~

sp~l

se llt ri.1io. esistcnzo. fosse dcnna.ta G.l risucclhcho r.1ctc.fisico di s stcs-

a alle ape.llc di s, io dovrei coerentQrncntc rifiutere di vivere; pr~r

cui le:

l~;cri1oric.

Ji cui sto p:J.rlmclo il

~)cnsarc

coiac

p~ssc.to

dell. 'esi-

stente, ;.x.;r cui Lq rac::moric do. c:ucsto )Unto di vistn 1.1i serve nelle. rdsurJ. in cui

le.~

r11e:r.1oric. tutto ci'J

tento ;irescnz.:;. .::

s~

eh(~

essa in c;:ua.nto sempre e sol-

stesse; e ("Uc.ndo io co x:: [';Sistcnzc. invccu cerco

la n,ia. pros0nzu. dentro (:ucllc. l)rcocnzc., c.lloru. cominciano i 3uai csistcnzi:.lr:ie:ntc: il suicidio non

ucllo che; io coupio .1opo,

piaco di non riuscire e:. sto.rr, c. 4ucsto ,:;ioco; il suicidio


nel raorncnt6 stesso in cui io (lcbbo G'.cccttcxc 'li
.i

1:10

ri~:>ortc,n.,i

~crch
~i

ca-

nato

elle spc.llc

stesso; perch c.ndc.re, dirci cost e rir.1Cttcrc in gioco le fissi-

t ::!i :_:.ucst.:. n:.-::moric. che

r~1i

C.;>.Jnrticnc ne.:lla rnisurr. in cui rni cpp.:::.rtic-

ne: tutte conge.li"tn in s stesso. per s stesse e di s6 stesse, r..ndc.rc


a rimettere in 3ioco ci che in \;.ucstc; mcr.1oria tutto fisso, si3nificc. 3iocc.rrni non 3i l 'esistenze mc il princi;;..,io stesso dcll 'csistC;nzr..:
si3nific2. rifiutr:.:.re di essere ncto e non soltento riflhutarc di vivere
(rifiutc.rc di vivere ?U si3nificarc !JOi uccidersi e non sL~nificr. nie;nte ::. c:u<::;sto livello)

1ac.

rifiuterc di essere nD.to e cio, catc..pultarc

il 111.io e:ssc:rc nc.to in un ncrnc('..;re r.ncorc.. che dnto che non ;;>u e.vere fu-

turo e deto che: non r.iu() c.vGrc ncs.nche r:>e..ssc.to finisce "x~r essere solt.smto L::"".. nicntificczionc di s8 stesso. Non che nssurdo il volere
ne.se.ere e.hcore; cscurdo che il volere n::-:.sccrc cncorc. coinvolg,::. il
~rinci}io
b~nc.

rJe.l c:uL'.lc bene o 111.:llu sono n2to; e i'l principio dal c:uelc

o r.1c.lc sono nato si1nificc solo questo: ci che il ;_Jrincipio

Mauritius_in_libris

32

come ci nel (:uc.le il mio nc.cccrc si1nific& il mio sapere l' e.ppiettirncnto ncccsscrio che io sono :1.t.l
questo

e.~1?iettin1cnto

~)rincipio

solt.::nto il mio

contro il principio e dn

;_Jrolun~an;ii

in avanti, cio il

i..1io vivere ?Cr cui il 111io vivere non che soltnnto invecchiare:. e
non che il uio invccchiQrc in senso fisiologico che; il pi evidente perci pe:.rc che sir. fccilri1entc visibile perch ad un certo punto
ci sono vari12 cose che ci fenno cc.pire: che non sierno pi giovani coroo
prime. e ';ucsto stancc.racntc
re~

sc1~1brc..

che per un vc.rso mentre ci fe.. anda-

e:.vanti ci ricordc. che stic:ino an:fondo inictro;

~crch~

se fosse solo

ucst.o, ,1ucsto non e.vrcblx discorso, cnzi richiederebbe di non lvcre


discorso.

EsistcnzL::.lmcntc il
ticcrucntc, profonJcr.1cntc

c::u.2.'.~~ro

si:~nificG

visibile in

--~ucsti

tcr1ini cuten-

che io in tanto riesco a. vivere in

qullnto e;:>punto il iaio vivere devo tirc:rc fuori rJall' c.ppiattirncnto che
io sono sto.to Jnl ;_Jrinci)io contro il principio, tirare fuori dc questo la. fissit .lcl ?rincipio che non clcv8 iJi"''.1 intcressanid e dc queste
fissit del ?rincipio

C~?irc

nerch e come e oc io riesco nd essere

invece dinauico cio attivo; pr;r cui l'esistenza strc.nruacnte sem?re


ori3inalc senzn ess<:rc rani et.::tr_ ori3ino..rin per s; anzi essendo state non ori3inD.ria. ;?Cr s in pc.rtcnza. e per de questo essendo perci
cr.;)e.cit c0ntinu...-:'. di ori'?;inalit. Originclit vhc vuol dire? Vuol dire

~uell

'csserc

ettivo in

--~ucsto

dcl rnio vivere,

~ttivo,

essere attivo non vuol dire fare cose; essere

scnoo csistcnzi.::lc si3nifica capire le. profondit


~~ucsto

l'attivo

~lcll

'uomo al livello esistenziale;

CU?irc lr. :)rofondit r::!.cl vivere vnlc 11.l livello ur.-iano, a

qualum:~ue

ti-

?O di '""liscorso Ulllcno; il bc.rbonc che vive sotto un ponte della Senna


sfilc.ccir.:. le. su.?. esistenza cos1. corc si'.mo abituati

r.~

vedere, non

un essere inutile:. irn:;utcntico o il 3rand 'uomo che fa tanto rumore per


fc.r vedere che

;~rnn::k

(; che cr.istc anche lui; ognuno .::. rnodo suo se-

condo s stesso hc. il problcr.c di cl'..ttur.::irc <-:uesto suo essere attivo,


Lmtcntico che

l~, ~)rOfondit

.-fol

SUO

stesso Vivere; oen'limo di noi

Mauritius_in_libris

33

cccon1o cit: che fc.ccLrr,o, secondo ci. che


si::J~10

oi.::1;10

e cor11() sic.mo. Il

.Co:ii!C

csistcnzL:liilcntc non diocorso ,?crJuto, un discorso intrincc-

co; non _::>ocoo L:::scic:.rc.~uori d.&llc: )Orta il i.iodo delle cose che f.::.ccio
~x~rch::!

il iao(lo

::~elle

cose che f.::.ccio i.ii

<-~ppa.rticnc

intrinsccD.liiE.ntc c.l

livello lcl r.:ii.o essere cttivo c.utcntico. Allorn c. .:;uesto ;JUnto di vistr: le.. :Jrofon:.!it ,dcll 'csiGtenzc., cio il rnio essere. a.ttivo, attivi. sc;nso :) i''.J. r<:L.1cc
. -'I. ..
1 e, :_:>oss1...
i..;:.
. i o in
. quc.nt a in
.. 1.n. 1 e, pcrcu..e
.. senza ??::' i ncip
to il suo ncsccr, nn.scc .allc. crisi .::ssolutc che nello stesso tcnipo
~:J.er'.)

una rottur:.: che ne.sc:


'-~uanto

conie rotture. che ceu1ine como rottura in

-;iuclizio. E' une. rottura. perch? Crisi in 'Senso nssoluto :)cr~:u.:.lc

ch8? Pcrch;; nel i110::1cnto ncJ

si vede corc rottura queste crioi,

e le rotture. si3nific!l. che tr il rrinci;>io contro il c~uelc il :I.tio esi-

stere si.
:~)Cr

.~ucot.o

rc cd

et~J;_Jia.ttito

e i_l IHio csi,stcrG: che l\>:>ia.ttito, c.0111il1.ic,

stesso, non esiste relczione; tre. c_:ucsto

:asor~

e_' il vu.oto c..sGoluto. Per non

e~

il ni-0 co1.1incin-

un vuoto che si fc dr:

s, nZ: un vuoto che. debbo ccpirc -pcrch c' steto

(~unlcuno

che

sta-

to cf.l:_)C.Ce dr.:l vuoto :C..f>i)Un'to cli .. tir,e.rrai fuori ex nihilo, a qua,lunuc li. vc;llo _:-:

c~e: clu&lum~uc

2unto

i'.~i

viste:.; un vuoto cho nc..scc dcllu.-mi.a

cai.Jecit di co1ll.inciarc; c.io tutto il vuoto s'l,11 quale l'esistere co1.iincL::. cprriapondc ci tut:tc. ls. i,dcntit, ~..,otrcrLJ:.,10 dire, csistcnziD..l dcl

rtullr.:. e clcl niente c:cllc. cui iJcntificc.zionc io csistenziah1E.:ntc non

ho ncss-u:n .n".oblc1;1_q, .e c,nzi :le.lle.. cui identifice.zio11c io csiste.nz:br:lraentc ho pc.ur[1. perch.:5 ,non debbo sepcrc in che senso e fino e che punto
io 9osso capire che il nulle. non - il niente e il niente. a sue. voltQ
non il nuililc.

r~G

cucstc. identit
lcsolu,tc. fr<?. il ruill.c. e il niente
.

. sucllo che: ccistcnzialracmtc io fE.ccio n&sccre J?Crchci L-.;; faccio ,m:sr,c.:-

rc

c01;.c: ~:ucst.o

vuoto .csllr'. r_c:lc.zionc t;.l )rinci?iO dnl

lr. uicurc. in cui )Cr

ec:;c~c

d2l

,:>rinci~)io

-~uc.lc

sono ncl-

oi ~ificc che io debbo

~ri

lc subire:. di. e.vere il princil)io np:)ir:ttito tutto in s stesso in maniere. eh~ ~ de; CiUf~sto ;?roprio che io posso n;:;sccrc e nnsccndo

Lii

ritrovo

;_)cr :;ucsto scnzc. princi,.:>io; e ritrovandoui acmzc. rincipio, perci tutto il iaio nc,S(;rc sciaprc si3nificc. dovere avere: . sciaprc il r:>roble:1.e. Ji
cor;iinciere.

Mauritius_in_libris

. 15. -

Inizialit e ?rinci2io.
Io non comincio csistcnziclracntc ,:uando sono ne.to; anzi 'iuc..n-

do sono nc,to r.ii h.snno .,,e; ssi in tcst:1 che fc:i.n;;i nesccrc cvcrc fl'.tto
l& lllie. anegrc.fE dcl ?rincipio: I.ii h<'.'..nno tolto, 1<1i hanno scariccto je,l
?CSO mete.fisico

torne.re invece c. cnpirc come il principio r.-ii appt:r-

.~i

tcngc.; e tutti sappiar.10 che il ?rincipio pur(' che non ci appcrtenge.

E per malgrado questo e proprio c.ttraverso questo, cominciar(; ad esistere

sit~nifice

con1inciare :;>erche tutto il mio essere senza princi-

pio che mi d il problc1110 (cl co1aincic.rc; per cui csistcnzialmentc non


1Jotr

i.in.i cc.;?irc il princi;.:>io nelln

stess~

misura nella quc.le il prin-

cipio che non debbo capire tutto ci che li d la possibilit di comincinrc, cio tutto ci che mi d le possibilit dell'inizio che
nii lli:>pc.rticne. Allora il princi)io non rili appartiene csistcnzi.::i.lrente,
e il non

~;:>;>artcncrrui

dcl principio csistcnziahiente, l 'csserc io

;;>adrone dell'inizio; un discorso che non nemmeno ontologico, ser11I1.e.i un r.iodo di coraincia.ra, di fare ontolo3ia. Intendo dire questo:
tutte. le libert che io coM:: esistente sono nei confronti dcl principio dal u1lc dipendo, corris?onde o tutta la libert che l'inizio che
rii! appnrtienc, non ho nei confronti dcl principio; quindi: tutta la
libert dcl principio che io cor.1e esistenza sono nei confronti el
principio dal
l'inizio

qu~le

pure <lipendo, corrisponde a tutta ln libert che

dell'~sisterc

Possiamo

c.:

nei confronti del principio.

questo punto chicrire pcrche diccve.mo la impossibili-

t dcl possibile; il i10ssibilc nell 'esisterc questa pri1acri6t originale .Jcll 'esistenze come .-,ossesso ontico ::ell' inizio; mc il possibile non vale per s; cio t;ucstn C<\')C.Cit onticc dell'inizio, queste
padronanza onticc.
raio stesso

c~rll'

cm:iinci.::~rc

inizio che mi epparticne come esistente il

cd esistere ccl io non r.ic ne

n.ccor:~crci

perch

non il mio esistere come tele che rni fo intendere:: suesto inizio dcl
niio esistere; perch il possibile di cui stiCI&-i.0 parlando non il ;?Ossi bile in confronto cl possibile ne il possibile concretato dalle.
;>ossibilit, il possibile che mi interesso nelln misure in cui liii
ncsce trn le rncni S<J.pcndo che quando tr8.. le M:mi i.ii nasce il possibile,
tra le meni liii nasce io stesso; cio sono io stesso che co11i'2 se fossi n questo ?Unto c01c inizio dcll 1csistcnzn, il mio di
il proprio esistenziale, il

pi~)

iJrofondo.

Mauritius_in_libris

i1C

stesso:

35

. 1 ) .- L ''obblip,c.ziom:;: elle non identificazione.


Questo ?roprio csistcrrziclc non vnlc: per s, non tnlc ;_:>cr
s, tale in rc"lr.:zionc a que.lchc altro che la il.i?OSsibilit; che
non le. irr.possibilit

COiiC:

te.le anche

~~uesta,

rna -lr; ihipossibilit

che in t:.:nto in r;ucnto strc;ttamcntc, stranamente colle3ata, danne. t~

E;l ?Ossibilc, c::nzL

(~_ctcr1ainctc.

c. l possibile; per cui quando dico:


',

esistere le impossibilit dcl _?ossi bile, possiar.io clirc ancora r11c3lio:


l 'csistcnz::-. le dctcrrninc,zione r.folln il1!possibilit da;!possil>ile; ellorr l 'esistenzn

COil!C

se fosse una sorta di dnnnczionc inizicle, in-

coctc. SCiii;>rc incontG, i.<c.i tutte espresse, della impossibilit


qunnio 'la impossibilit

r~.cterr11innto

cl possibile e conie se la im-

:_)OSsibilit fosse dcterr.iinct: n non essere cssn


uc:mto le

it~possibilit

~erch-8

c~uella

che essa ; in

richiP-de:rebbe, dovendo essere etenninatc, di

essere dctermim:.tu. cll' imoossibile


non al ryossibile , <' invece in tanto

io esisto . in l;ucnto il niio esistere il dctcnaincre l.s irnpossibi lit


c.l possibile; la i1i;posoibilit e cio l.2 identit dcl nulla e dcl niente che non :Jcbbo identifico.re. Esistenziallilentc pc.rlcmdo: tutto la
csistenzit.lit:iniziale nel suo nucleo ori3inario consiste in queste
obbli3e.zionc elle non identificc..zione, siamo obbligati csistenzi!l.lrucnte all'inizio

non idcntificnrc perch soltanto dl questa obbli1l'.-

zionc chE:: ricavim110 il possibile chf:\ mi intcresssa e che io sono; e


il possibile che I'lai interesse u che io sono, proprio questo essere
le3eto n ucste. impossibilit per cui il mio esistere risulta uro stranissir.io pesL'.ntissirno drt:i1.M1tico <lic.lettico trascinanai se1.1pre dietro
la
~)re

obl>li~azionc

n non

idcntificc~re:

Jictro il nulV. coltic niente ecl

csistenzie.lrnentc lti trascino sc111csistcnzi~lliiente

non l_)otr Iil<:.i dir-

ne: niente mc il non dirne niente non snr per un cscluJerlo me. , snr
c;ucll' nvcrlo serarc incluso che ocrchci si esclude
si include

scI~prc

?C1~io

scIJ~)re

tutto,perci

di priua e me3lio rii prir.ia. E allorn csistcn-

zilllruentc c:uesto trcscinarrni :lietro il nulln cofoe niente sta

f'..

signi-

ficcrc che,: il Vu.oto che 1.1i st.:;, elle spnllc un vuoto che non potr
iuni e.bolir0 perch non :>otr n:o.i abolire una obbligazione radiccl e

Mauritius_in_libris

che le obbli5azionc e.lla non idcntificczionc delle identit.


Esistenzialmentc si trc.tt,-;. verci11cntc delln. obbli3czionc c.113 non
identificazione c1.cl1E: ickntit come tale perch se e ' e:sistenzialrncntc il nulle. cornc niente, le identit dcl nulle e dcl niente ste a si~nificc.rc

chE: nnche dcl punto Ji vista csistenziele, se di una iden-

tit debbo essere c<1;>P-ce id.c;;ntit chE nasce, che si detennine dul
nulle conie niente e non dcll 1 iJentico che io sono. Que.ndo i sofisti
battevuno o frust&vano ln logicn socraticc, perch una frusta quelle dei sofisti., sapiente e sottile, secondo questa questione: la determinazione detcn1iinnta pu condurre: alla deterr1dnazione come tale?
Per i. sofisti no; o.llora non evr raai la dcterr.iino.zione; il dcterrnint':to cor1C:

t~lc,

cor.-ic t,:::le un dctcrmineto che non mi pu condurre e.lln

deterfainazionc.
la nicrnori

Do~~o

t~ssolutr.

le cose tutto l

Socrntc 1 1 eidos platonico essere capecc. <li quelche corrisponde all' e.vere visto, e tutto il sl1perc

'.~.vere

visto; nllora: 1 1 identico ci che debbo ca-

ve.re lell'idcntit o l'identit ci che debbo capire dall'identico?


Debbo errivare :.:J..l,'psacnza l'identit d:!, ci che dall'essenza a cui
r&Li fc arriw:re? O

viccvcrs.~?

E si pu dare :metafisi.ca cr:41>.:f,.ristica cd

empirismo r11e:te.fisico indifferentemente; perch evidentemente, poste,


cos:t l ucstionc, il ,_:iscorso senza principio; e il discorso senz~

?rincipio

?crch~

il discorso saputaraente senze

principio~.

prch

il discorso che sa?utamcrltc senza principio quella proiezione dcl~


la csistenzinlit nell'esistere la quale sta l e ferc dc custodia
furbe e.11 1 ~vvcntura filosofica per avvertirla di non mettersi nel rischio dcl :_Jrincipio, :liverserncnte non comincer mai c. filosofnrc;. e
allor8 meglio
rl'. come io

ecccttc.rc~

csistcnz,~_

cH re.rtirc senza rincipio alla stessa mnnic-

c..ccetto di coninciarc proprio senza principio.

C' une. differenze:. fonJei,cnte.lc: che io esisto esatta.mente per questo,


cio tutto il co'.aincL"lrc eh( io esistendo sono n questo mJo, tutto
il mio esistere sano e.utcntico

~'.)ieno

profondo di s, tale proprio

rerch obbli;:;nto 12'1 essere senza ;>rincipio; mentre se ln filosofie.


cnch'cssc <.Jucsto, unn catticc scini::11iottaturc. dell'esistenza, e.
qualunsue livello,

divcnt~ un~

sinossi esistenziale. E' qui il

Mauritius_in_libris

punto~

37

~rin

cio li f2.r12 s. chf lu filosofia sic. i.11a.l.1rado il suo essere scnzc


ci~)io

?Crch'~

[JrO~)rio

cnzi vorr( i dire


0

r'.lcvc riuscire

r:c~

}Crch senza

9rinci~)io;

cio proj:>rio

ccscrc <ucllo che , cio riuscire e vivere

'c.nch' ess. filosofin senza ?rinci_:Jio, '.Jcrch le. filosofil"" non pu i11e:ttersi in Ceun:,ino c.lle

s~x.11(:

Ji s e c.n:le.rc

?esce.re il suo rinCij!iO.

Se f2ccicrno filosofie secondo il c'iscorso esistcnzic.lc non che noi

non fc.ccicr.10 filosofie, r.1c. noi rinuncir.'.1110 ad esistere i>crch rcduplichimno l 'esistenze. in. ~jua.nto lG. filosofie. che fccciar.10 cost une. sinossi nei confronti delle. stcsac. esistenze.; e di

~ucste.

sinossi l 'csi-

stenzn non he niente l fare, enzi dirci eh.: l'esistenza non ha biso3no Jcllc sinossi da questo :)unto c!i viste; cnche se poi invece ncll 'esistenzn io co1;1c uo1Ho ho bi so ~no di cr:.;>ire il Jiscorso sinottico.

17. - Il Jnrcdosso csistenzilc.


il.1~)ossibilit

Esistenzic.lri1ente le.

c:uestc. identit dcl nulln

e del niente. che ::>cr s nc~c.nchc esse interesse. rna interessa nel limite nel qunlc 1 1 identit ::lcl nulla e dcl nie:ntc obbligando alla non
iclntificc.zione: __ ~li ..,ucsta identit, :Jr:ioictta questa impossibilit verso il iJOSsibilc.. e

c~.cntro ~ucste;

proiezione io nasco, cio io comincio


c.J esistere e co1.-iincic.ndo .:.J esistere io invonto 1 1inizio di r.1c, cio
io trovo,

perch~

l'ho fotto nc.sccrc, il cornincie:.rc; il

sce in ()\lC.nto corrisponde

,~llo

cornin~ie.rc

na-

stesso punto di inizio del ncsce:re

stesso; 'kl ne.scerc: qui vuol dire; Jcll 'esistere in senso proprio cio
dcll 1csisterc alle. ?rofondit
re e che non cs::;cnclo

ori:"~inarin

ori1inr-~ric.-:

che ori1inc.ria non

;:>U.

?Crci diventa corae punto cli inizio

posseduto, ori3inc.lc, Esistcnziah1cnte sono paradossale i)crchci


zialrncntc non posso college.re 1'ori3inalc nll 'origine.rio,

1' ori3in.:.lc r1.i cui cono


no capace couic

cr..~~)flCC

ori.~inr.rio;

esse-

csist~n

~nzi

tutto

ce,ttc,.rnentc tutto ci di cui non so-

?Crch-'.: ln ori8incrict tutta in3lobe.te

in r.;ucllo che st2. c:.llc S()r..llc

~a

une identit che sono

obbli~r:to

a non

idcntificc.rc (l'originario). Allora non che l'esistenza pernJossu.lc ?Crchi la rc.3ion.' non 12

~)U

co1aprcnderc, si comincia coa c.

chi~

rirc il ?rob1'.;1.-ic. vero, le. ~'rofonJit d.cl ;,Jroblcma; il :_>cradosso csi-

Mauritius_in_libris

38

stenziale non le ;,>ctoloisie della re.1ionc perch la


esistere el livello 9ctolo3ico

ncll'csistenz~

re.;~ione

non pu

e secondo l'esistenza e

scconrlo ciS. che 1 'uomo ; anche )erch: [). lc.3gcrc sul S(;rio Kicrice3aard
bisogne clmcno cci.'?irc che vcreracntc tutti i dizcorsi kicrkc3aardiani

e sostegno dcll'csistcnzl contro le. ragione, sono fatti pur sciaprc


della ra..3ionc; e questo non pc.radossc.le, anzi direi questo

:~eornc.: ..

trico; ?Crch se io sono rnzionclc, mi hanno abituato e pensare che i l


mio 'essere razionale ;>cr lo 1.11e;no non , non Jico che sia il contrario,
J.1&

per lo 11cno non il mio essere estetico (estetico in senso grcgo).

Certo

SC:

clcssicaraentc eccetto di conincio.rc


dc~li

.303ia :!elle .ivisioni


a fnrc l'.

gc.m~tc.;tria c~i

c'l

pensare da 'questa pcda..

clecnti ontici dell'uomo, f.nccio presto

..;ucstc questioni, a riirc che il razionale non

l'estetico; ucste. 3cor.ictric. kantiana, il geometrico della ragione dcl

~)rofcssort::?

evidcnt~mente

Em.Jcnuclc Kcnt; perch certo Kant cc.piva bene che

lo. sfere. cll'cstctico rni blocca tutto e tD.nto che come

sfera dell'estetico non la sfcrn del


il r!!zionele in quella
in raezzo quel

~"Jovcro

Iiunicr~;

raziona!~;

e viceversa; allora

l'estetico in qucll'cltrc. manierll e

intelletto kcntinamentc pensato che in fondo

non si sa bene che cose sin nelle sue capacit originaria di s stcsGo~

Perch tutto <lucsto?

Perch~

dc. un punto di vista esistenziale non

siertio capaci di tenere fede all'esistenza; cio del punto di viste csi ..
stenzialc rifiutiCJ..10 di vivere il pare.dosso esistenziale secondo s
stesso, e lo dobbi~.-.o ;1agnificnre secondo 1a ragione; ecco perch dico gli E:sistcnzic.lisr11i sono intcll6ttualisrni, dci peggiori che ci siano perch sono tutti i :iiscorsi che la ragione fc. per nia3nificcre l'esistenz~

la quclc se un senso ~ro?rio ha, quello di essere, se

mnsnifica per s stccsc (;; se non nu13nifica, :;>cr s stessa a.ncora.;


indippndntcmcntc cnzi in::liffcrcnterlcntc nei confronti dci discorsi
che fllnno il coinizio sull 'csistenzc sie. ;_Jositivo sia negativo; e inr.iffercnter,~entc pcrch1~

l 'esistenze il non ca?irc originariamente

le Jiffercmz.s pcrch'i non :Ju0 Ca)irc 1.:: iJcntit dcl nulla e dcl niente e non pu cc.irc 12

iffcrLnz~

non viene ccpit2 per s 8tcssa

ncQnchc do?o; e se ln differenza

~ll'csistcnzQ

non serve in qucnto essa

;,:>ro?rio seumic.i il vivere le iffcrenzc, lo spczzcre continuei?Cntc

Mauritius_in_libris

39

le differenze ?Cr fe.rne i 11ioucnti di unit cttravcrso i '-iuc.li cfobbo


?Ur scm?re continue.re c.d esistere:: e c. viver0 questo esistere secnndo
s stesso. E dunque in llUCGti tcnnini L.1 stesse: esistenza diw.ntr; pc.<.'.<jo3ir.~

nel senso riii1liorc dcl termine; dbrcntc.

c~.uclzione,

lezio nc

pcdr.:.303ica nei confronti clcllc. ri:qionc; ?<::.rch(; le. stesse. C!sistcnzc.


e.ci avvertire: il discorso

filo~ofico,

se ?Otr essere fc.tto dovr cs-

surc fc.tto secondo s stesso se l'csiste:nza esistente, se ualche

cosa. cuc.lchc cose r>crch c:ucllo


chE.: socondo s stcssn e: secondo
le~

intrinsecit '.lei

r~p:,orti

che l.s. lc;gano e.. s stesse:.:..

Mauritius_in_libris

....

40

C AP I T OL O

II

ESISTENZA E DETERHIN.AZIONE

. 1. -

L'Esistere e l'infinitezza dell'essere-finito.

Le questioni fino ad ore 1.1ossc sono questioni che in -un cer-

to senso pot.rebbero cnchc essere dichicrete non questioni, non .questio.nl:.bili perch pi che questioni sono rnorn0nti che l'esistenza vorrebbe
capire .nella r11isurc in cui il ca?ire questi rnorncnti coincide con l 'e:sistenzn come cc.pire s; e cos il discorso si va indirizzando verso
une sorta. di termine del discorso stesso che rischin di blocccrc il
discorso. A queste condizion0 ii discorso indirizzato verso un termine (nel senso rosr1,ini~no) cio verso un suo andarC' verso ci che
~li

ap 1Jartienc COI;1e sbocco di s; v:crso Urt termine di

s che

?U

esse-

re svolto per quanto si voglia e fino o. quanto si pu, ma chE in fondo i.JOi

necessitato e dcstinc.to

finire co1ae discors9; e suesto

potrebbe cnchc significare il discorso che noi possimno fnrc una volta ;.Jer tutte Uiolto scrnpliccraente in rnnniera tale da potere anche ricnvarE. la necessit di non f.nrc un discorso, perch questo finire dcl
discorso, in fondo cor11e s0 rendesse c.stratto il fatto che l 'csistcnzo, ?Otrcnimo dire, per definizione, finita; non interessa n perch,
ne cou1e, n dn che: ma se111bra che per il fatto stesso di essere esistenza, l'esistenza finitn; ?er cui il discorso che ad un certo
;>unto Jestinnto n finire, come se fosse l'unico modo che l'esistenza ha di rendere astratto ci che l 'esistenze. COiC il concreto che
esso. come tale; per cui l 'es.istcnza nel suo essere finito; come
se fosse destinata a rendere infinito il suo essere finito, nelle misura nelle quale rendere infinito il suo essere finito
rc discorsi . Questo .
r,>e;r un

ruo~ivo

che

~rave ~Jer

ri~uarn.'2.

~ignifici2

un 1uotivo ontologico non

fn-

~sistcnzialc,

l'ontologia non l'esistenza stessa ca.1e

tnlc; il motivo per cui questo discorso pu divento.re grave in quanto


tigucrdc l 'ontologie. significa questo: rua alloro. ucndo l

Mauritius_in_libris

'ontolo~ia.,

41

classic2 o non, struttura il suo discorso in quanto lo impianta sul


terna dcl finito e d.;.:l terna dcl finito ricavn tutti i discorsi che perci sono ontolo5ici, lle:i:;ch sono i discorsi che siru1io cape.ci di fare
in quc.nto sono i Jiscorsi che pensano il finito, se l'ontologic nnscc
cos e ;>rctcn: __di csscrc., di essere, Of>purc pretende di non ssere
pi;J. di questo me neanche ri1eno di questo, l'ontolo.3ia, dal punto di
vistn dc.l

c;uc~le

dichi~rc.tc

stiru10

ccrce..nc~.o

di capire l'esistenza, come se fosse

impense.bile; r>eggio, come se esistenzialmente fosse di-

chic.rata ille3ittima. J)n questo punto cii vista l'esistcnzialit del1' e:sistcnzo. come se stesse ad avvertinai che

me:todic~miente

addirit-

turD l'ontologia non ;,lU nCTscerc coruc discorso, perch il discorso


che pu ne.scere su
zc

com~

quest~

base il rendere infinito ci che 1 *esisten

il finito che l'esistenza secondo s

stcss~

e per s stes-

se: per cui se il discorso serve e rendere infinito l'essere finito,


evidentemente il discorso come se cgissc a cuneo d'ntro l'esistenza in r11enierc. te.le che pensare da. pertc dell'esistenza, e nbbinmo gi
chiarito che sisnificc in verit propriamente

non-pens~rc,

per cui

pensare a,pe.rte dell'esistenza in rapporto e questa pausl che possiamo co,5lierc frC. il n2!! e il pensnre (quella po.usa fra il
~

sono io che csisto),se da

~uesto

nQ!! e

il pen-

punto di vista se?piruno che quc-

st,-=. p.:.usa fondDJent<:.le perch il Iliio esistere e se da questo punto di vista pense.rc nllore si111ifice il cuneo tre l'essere finito dcl1 '(.:Sistcnza e l 'esistenze, corue se fe.re discorso, pcnsnre, signifi-

cessc fcre slittare in nvanti l'essere finito in maniera che l'infinito che mi intcrcssLl sie un percorso che io debbo fnre per raggiungere
il

i~.io

stesso essere finito.

Su linen assolutcrncntc esistenziale, l'essere finito mi appartiene t<:llrnentc che non posso farne discorso; dn molte ?t:rti rni si pu
ribattere: l'csscrE:: finito come esistenze n:on mi nppartiene n questa
mcniera:

liu

c. me )e.re di

dal punto di viste. dal quale sto conducendo il discorso


;::>otcr(.~,

in linen rnetodice.. e quindi criticn, sostenere che

in rcclt l'essere finito coincide con l'sistere nel senso che

l'~si-

sterc hc talmente in s l 'csscre finito che ?Otrerur.10 Jire cos: ner..iHcno si cccor5e esistendo di essere. finito se non nell.:: i.iisurn nelle

Mauritius_in_libris

42

quale, l'essere. finito.-::ssdndo, in fondo viene occultat.o dll tutto ci


o.ttrcvcrso il quc.lc 'io mi nccor10 di cssr,;rc finito. Questo' c.ltro .Ji0

scorso; cio il discorso dei litaiti pu essere il discorso ettrc.vcrso


il

qu~lP

fcccio (!Uesta opGrc.zione stranissime.. di rnedinziof;le tre l'esi-

stenza e !'esistenze. per cui dfll punto di vista dci limiti, dunque non
.j.c:.l, punto cli vistn clcll 'esistenzn,

rnD..

dnl punto di visto delle. cose

ohe non posso vnlicr:re, ullorc. dal punto di vista delle cose che 111i
tre.scendono, dF.. questo punto di vista torno a mc esistente e rngiono
cos: dunque se ci sono cose che non posso supernrc vuol dir' che io
sono finito; cio io ho un complesso di lifoiti che mi chiudono,

lii('.

questo perch io mi pongo del :_:>unto di vista. dci limiti, non solo;.
1fin

questo significc nnche il fLtto che ho fstto lun3hi discorsi per

cc,tturare le cose che posso. chiamare limiti e questo allora che viene
ritJropo$tO in senso ?ro;>rio e intrinseco sta
che di t:utti i: limiti che posso

~vere

l signifi~are

sol.tanto

o che posso essere, l'unico li-

mite; che Illi interessa, se mi interessa, a livello esistenziale ci


che io sono corne; limite non ci che ho come limite

Iilll

ci che addirit-

tura ! 'esistenza corac esistenze esse. stessa come li11dte nei confronti di s.
t-~c

tornian10 el punto: quendo abbinrao questo, il limite che l 'esi,..

stcnza., lo stesso orizzonte che l'esistenza

dichi~ra

come quel li-

rnite nei cui confronti l'esistenza a rnc.novrcrc il s e il no, la


tro.sccndcnzn

,1' immnnenza, le regione dentro e le ragione fuori, ln

regione in e ln ragione cd. E nllora da questo punto di vista il discor.so si sposte. di nuovo perche da questo punto di vista l'esistenza
bcll.:irucntc .e cocrcnteuiente fc. presto n dire: dunq:uc semmai nttrcverso
questo lili1itc esaustivo. il r.iio esistere un dichiEtrnrc nd.ticc la rf.'.gione e quando c.l limito sil'.rno a questo

~unto

! 'esistenza bcllmucnte

e coerentemente continua nd esistere ma continua ad esistere vuol dire continua nd cssrc quello che secondo s stessa: ma c:.llorn continua. ad e:sscre

l~cssero

finito senza che l'essere finito sia qualche

cosa dcl qudc . esse es,istcnza. si possa rendere c.onto indipcndente1aente


dal .suo esistere; per cui tutto 1 1 esistere dell '.csistenze coincide

Mauritius_in_libris

43

con tutto l'essere finito de:ll' sistcrc che non coincide con

'i' esisten-

ze, perche l'csistenzu..vicevcrsn la t'ra.iettoria dinamica di questa


coincidenze. dc;ll 'esse:rc esistente e dell'essere finito; cio <lell 'esistere che ha in s l'essere finito; anzi potremmo dire cosl: dell 'csistcr(' che il verbo che coniu-;e tnln1cntc il suo esser<?. finito che queste Coniusaziorie e. n certo i)Unto riceve il SUO soggetto fondruuentilc
che le stessa esistenza; e se i 'esistenzn pu farE: da soggetto

EL

que-

sto suo verbo, coniu1arc; questo verbo significa esistere sempre pi


.)rofondaruente indip~ndentemente del verbo che coniuga. In questi: tennini, l'essere finito ~??artine talmente all'csistcnzo perch coincide
con l'esistere, e.il non potere essere distinto dail'esistere. L'avere
coscienze <li .:~ucsto non signi:fice distin~erc, si3nifica ttto un discorso attraverso il quele riesce n capire ln stessl coscienza e che
l'E'sistnzn sin cbscicnzn o a\itocoscinza incluso nell'esistere; e
la inclusione dell'essere coscienze o autocoscienza
3nifica che l'bsf.stetc J:)Cr

S C

da

nell'esistere~

si-

non he. striuncriti percnpire que-

ste inclusione: l'esistere rimane da questo punto di vista eutenticc.rnentc e fondc.I1tcntalri1cnte idiota nei confronti delln inclusione che esso
della coscienze necesse.rin nll'uomo; tdiote. e cio senza strwnenti:

l'esistenza

da

s e :_:>er 5.3 cutenticamcntc idiota. DEll punto di vista

esistenzit1lc riuscire c.d esistere secondo qucst idiozia fondruncntale


signific veramente essere .ferme.mente radi.cati nell 'csistere stesso;
perch se io come esistenze son senza strwnenti nei confronti' dt ci
chE; inclu:!o, chi:c.ro che dlventn difficile ritisclrc a esistere in
If,e.nicr~
'..

da non rovinflrc r:ie stesso com capacit 'di continuare senprc

tenere incluso ucllo che r.ii interessa, che mi fa essere uomo e qunn-

to ?are; ;;>crche _pc.re che r11i facic. essere uomo l'essere cosciente. E
questi sono Jiscorsi che hll.nno risvolti irnmcditi; se noi stiamo attenti al senso dcll 'esistenza e queste maniera, ci rcndiarilO conto delle
molte cose che sembrano invece senza chiarezza c;uando accadono; per
cui per es. ~d -~cr-to-~Ju~o-- s.i- C.l)pisce per.ch. 1~.i.gnor..anza.,: .1 1._i_gnore.nZlt

nel suo scns0 lturnlc,. - scr1lprc.. ?rE:suntnosa, i)_crch l.' ign.or?nze

de.

questo ?Unto :Ji viste il rifiuto jc;ll 1 essere idiota;

rifiuto jell'csscre

idiot~

Ul~

. qu~l

che U?punto rifiutondo di essere senzn stru-

Mauritius_in_libris

44

menti non si preoccupe di {;.Cl}Uisirc 3li strUI11enti; e l'ignorante


seIH?re presuntuoso; cio l' i3norc.ntc non colui che non sa e neanche
colui che se. di non sc.pex:-e, ignorante chi pre swne di sapere; e in
fonJo il do3nic .li questo prozjrio Sacre.te: perch~ 1a presunzione

11:Rg....

~iorc proprio il_~d.Iscorso' drtjuel sapere di non se.pere che '?e-rci - -

?Oi nsswaeva c~i sr.cre il ]li. saputo di tutti i saperi, non il t>i,)
sl'..9iente
ma il oi
SC.iJUto; il pil saputo nel senso socratico-ple.tonico.
..
..'
.
.
Perci, ,:~.ico, l' i-Jiota, in questo senso, come colui che non hc
.

gli strumenti, coincide: con l'esistente. E perci l'mgnoranza vcrn


e)?Unto

quest~:

i..~uclla

presunzione de3li strumenti che non essenc!o

fondatr'., su queste base indubbicmente assur11e di e.vere 3i 3li strWienti se.nzc. ;_)rcoccupersf di conquistare -sli strumenti. L'esistenza, dc.
questo ,)unto di viste, si ritrova trndita sulla sua bnse fondcraentr.lc
:per cui l' ignorcntc in s.unsti tc:nuini non una offeso elle culture
,un'offesc'. e.ll'uorno; perch V: culture. o la filosofia

lo che nono indipet:\dEntementc dei

~uasti

~nchc

riman~ono

quel-

dci beni eh(' noi pos-

sicri:o assw.icrc o conquistare sempre nC'.i confronti c1.i noi stessi. In


sucsti termini l 'esscrc finito C.p;_Jcrtienc' talmente all 'esisterc chC::
l'esistere per essere: esistenze.
he
. .

biso~o

di temere incluso d0ntro


'

'

di s quello. che ;>oi un discorso astrotto dichiara per Ps. essere le.
coscic~za;

ore queste inclusione_ fondamentale perche questa inclu-

sione si1nifica 2p?unto essere.senza strwncnti se non avenno


rtlnti che

~ono

~li

stru-

propri di questa inclusione ma gli stn.u1ienti che sono

l)r01.Jri in questa inclusione Jc.to che queste inclusione t<:.le al livello csist::mzic,le, sono stn.uu(mti che come tali sono tutti totnlizzni

'

ti con le inclusione

stcss.~

e che ue.ndo a;_:>e.iono distinti dallt in-

clusione diventano l'esclusione di 4ucstn inclusione.

L'csistenz~ 3

un certo pu~to i::;f..cscc cr1 ~str.c.rre dn s 1.m ~uo.sto c.strnrre cle s si3nificr~
1;1c..

escludere ci che include non come contenuto cll' inclusione,

escludere l'inclusione stesse, in qucnto l'includere r.d un certo

punto
nito

ncccss~ri.'.lmcntc

ncl_ruonK~n~o

si ritrova tutto escluso; infatti l'essere fi-

nel lunlc ci che il discorso allontrm1 dall'csi-

_stonZ; coinci.dc con le. inclusione.:.: che

,~ivcnta

l 'esistenze. e l 'esistenze. qualche cosn che pu

Mauritius_in_libris

esclusione; ?Cr cui fra


f~:.rc

st che 1 'essere

45

finito si. distin3uc, dc.11 1 csist~rc solo perci pu essere discorso i;>crch~

si~nificc.

l 'cssere discorso

.tutta .1a inclusione che si csclud(;':

la totr:li t delle inclusione ch, sutoescludc s; al lor e. in questi tc.;rllLini il discorso coincide con l' aytocslusione della stesse inclusione;
non perch interessato ad escludere

<=:~.?>

che la inclusione include,

ni.ll. perch interessQto ad escludere fondruentalmentc 1 1 inclusiona


stess~,

u~nto

in

pere che soltnnto cosl le stessa inclusione acquisti

coscienze di se: te.le che soltanto


sappifl s; rnn questo

s~perc

s che

cq~t

le. stesse inclusione si

cos~

si3flificn?

Si~nifica

rendere nstrctto il concreto esistenziale, e renderlo

sap~ia,

soltcnto

~stratto

signi-

ficc renderlo discorso, non renderlo astratto perch diventa discorso


(rcr cui se diventa discorso si fn ?resto a dire che astratto perch
il pe,rlare non

1~1ai

ceuu.1inc.rc).

Il discorso comincia. quando lc. inclusione di cui ho bisogno e che


io sono come eiistcntc, divcntL'. cssn stessa tutta totalmente esclusione; e.llora 1 1 esserr; finito che coincide con l'esistere mi si viene e
~'rospettu.rc

.avanti co1&ic qualche cosn che si distingue dal mio stesso

esistere e l 'csistenzc. che nasce

scfo~rc

su questo discorso ambiguo

dell'esistere e dell'essere finito, a questo punto rimci.nc quello che


e.bbi:.m10 gi visto in mi:.nicra pF1 re.Jicclc e pb originaria, quc;ndo
diCCV'.UIO che 1 t esistere corris~)ondc alla stessa impossibilit dcl possibile ?Crch8 l'esistere

si3nific~

l'obbli30 a non identificare une

identit fondamentale o ori1inaric: che le. identit del m.1110 e dcl


niente. Scmbrc che e cuesto '.JUnto il discorso si veda concludendo "lcrr

ch a questo ?Unto i.Jare che il discorso abbia esaurito la sue traiettorie.

;x~rch.:i

sic.;.:10

:n~.rtiti

ogi3ine.rio, sie.rno arriveti

dc. un rnol:lcnto che ?Ossill.mo cnchc chiar.mrc.


~J

un IL1omento che possiamo nnche chii'!.rnare

conclusivo e si Ilotrcbbc dire: co:1C si fo. e continuare? Perch dall 'obbli30 Ji non idcntificcxt. 1' Lkntit nasce L:. possibilit di finire
t1.

r:;ucst:1 m<':'.nicra; Je. questo obbli.~o nrisc

~i~

fc.ccic

un

obbli~o

~11

uri

scconda-obblico che non

alle sp3llc _dcll'csistenzn, un

'csistcmzc e . c:.llorn si

)U

obbli~o

che ste in

cnpirc che esistcnzinlrncnte l' c..vc-

rE; obbli3c.zioni ori:1in3.ric non si3nifica soltP..nto nvcrG una obbli3azionc che io ?Osso rclc:3r.rc elle mie Sf:H!llc ?er cui queste. obbli3azionc

Mauritius_in_libris

45

rcle3r::tc. Elle mie S;,K.llc in fondo mi riguc.rdn qunndo sono nato

non

IiiC.

'
cvntinuc. r:, riguer.nnii perch il mio n1sccre, il r.iio cssre
ncto, il

mio continue.re e vivere, il r;1io esistere significr. r.llontnnarc scrllprc


'
di )i') 1 1esistenze 0.c. questo suo stre.nissirno :)rincipio per cui bene
che tutto il iaio mc.le csistenzio.lc non che un mele oscuro 'un
r11c.lc chir.,rissino che il r.,io bene: bene che tutto il

.,,~le

csisten-

zielc sic un rnnlc chir:~rissirno che COli1e chic.rissir.i.10 costituisce il bene dci..;. uiia csistenzn, perch il bene .ella r11l; esistenza corris2on-

dc cid une. min lontananze dal principio dc. cui sono senza principio.
:1ir.1c..ne: bene quello che ;m sembrare imrrn.::dictruncntc un rnele, i l rinmcrc lc:~ato .:cd un.:. obbligc.zione che mi interesse. soltanto perch r11i stc,
c.llc SlJCllc e ;,x:rch

c~i

rnc cetturn soltanto le. rnin ori3inc e dunuE

mi 18.scic; ?Cr cui mi lascia nuJo e vergine sulle. terra del mio (Sscc~cl

re e

mio non essere in

rncniC'~re. t,~lc

che si dice: in fondo vivo le

mio. ._k;iczionc, rnL'. cododa qucst:1 dciczion0


s~n:.llc

pcrch(~

mi scarica elle

tutto ci d<:. cui bene o mele sono stato tirc'.to fuori per essere

cie:ttl.Gto e questa menicrc.. Al lor e::: scmbrr, che n queste.. rnnnicrc. l' csi-

st~;rc sernbri u~ mcgnifico modo di cnncellnre dalla raia anagrnfc tutto

ci chG sto. alc spclle di t:uest.<:. anagrc.fe e invece, !Jl-v~ e el

po-

sto di liuesto, il mio essere che cosn se non vivere il fntto che
qull& obbligc.zionC: che mi stn ~llc; Sp&llE: I.ii si ripercuote SCii>rc
dirn:.nzi neccssnriruiicntc ?Cr 1a. min esistenza? Per cui il Dio vero problcmn csistcnzL:.le di rirnc::nerc e1JpGso
bli:3.:::.zionc
30

hc.

;_.~nencic~to

9..

queste. cc.pncit che le. ob-

i catnpulto.rc.: s stesse clo::->o di

Htc

perche sol se riumn-

a queste.. O?erazionc ct:t:!?Ultrmte 1 1obbli:~.:i.zionc, pr:rc


divers~rnentc

che: io continui e: vivere perch


tutto ci che; .:.cculc

nclV~ vit,~

.obbiruuo dire che cllorr.

dcll 'uomo r:cc.:.dc soprc: 1<.1 sue. teste:.

C8rto c.nche cos., iJCr cui quumio ;>cr es. il elio che "odio lo
lo odio 1..Jerch6 ,.,,T'"'Unt:>
un
l.r'

dis~rc.zic..to
--

wO

ncll.:1 rnisur'. in cui esse.re

dis3rc.zinti si.3nific:a il ritrovc.rsi e3li stesso cnta;>Ultc..to sulle tcs to. dcli 'uo1~10. in mnni.c.r'. te:lc che l 1uo1110 non CC?iscn da dove vcnv:i. n
che r<:.~JJ.JOrto Ci sin tre l 1UOI'.l0
chi

r;

.iUCStO ogeetto 11isteriOSO eh;

chiss come 3li Ct'.tc.pultnno dc.venti per cui

::kHo.nti indisponente,

r~.obbimno

S(~

chiss

lo vede seraprc

cnpirc che il dio che a.mo o il dio che

Mauritius_in_libris

47

odio che lo stesso, non ha senso


uoruo riesco a dichi{'.rl'.rE: le:
t;.uest.::
i.J"~r

o;_J~rc.zionc

rlii~

~x~r

s; hn senso perch io corne

non rcc1Jonsc.bilit nei confronti di

cc,tc?ult.::ntc gli

o.~3(.;tti

che liii stanno elle si>alle

cui se il discorso questo, in fondo Kant potevc. fare r:. i::eno di

scrivere le. critic'. delle-: rngion


a 3uc.rdc.re fino c.

eh~

~ura ~erch

bastavl che si chinr.:ssc

punto l'uomo riesca r:, non vivere esistendo per

cn;>irc '.pl_)unto che il nour.ieno, le. cosa in s a l_i.UCstn maniere, non


un discorso che hc fntto le culture filosofica,
v~;

un~

trcgedia che vi

l'esistenza. quando l 'esistenz.::. non al livello autentico di s.

Sto dicendo

~-cl

dio ch< mao c.ll stessn llll'.'.nierc. di cotte ho detto dcl

~1er

dio che odio;

cui t'.tao.rc dio o ne3cre io a c:uestn mnnicra

ficn lo stesso in qu&nto

ci~

si~ni

che il11?ortc. da questo punto di vista

soltcnto il fntto che se io ho un ?roblcmc esistenziale

questo pun-

to quello di starf; :tten.:o e non rimanere sganciato dn '1-UCsta trciettoria che cata;_Jultc l 'obbli:sc,zione che mi stn elle spalle cou1c unr.'.
obbli~c.zion~

che li.i stn di front'; e per ttuesto non cnisco perch

~Joi

mi obblighino le cose che mi. st<:nno rU fronte: ;>erch non le cn::Jisco;


perch6 io non vedo mc, non ho colto il tio esistc;rc nella trniettoria
che dcll 'ori~inc hc. cc::J.tapultcto 1 1 obbligazione alla fine.
Se

sti~ao

attenti al nostro stesso esistere, e se stando attenti

al nostro stesso esistere,; riuscic.1;.lO e non fare filosofie, e pu schibrc.re parc.oss:le; se stie.mo nttcnti al nostro stesso esistere e se
l'~ttenzione

all'esistere

si~nificn

:1.alln rc,gione, e rJ.um:ue e non


n questo punto

si~nificc.

f~rc

cP;Jirc ln

?ersuaderci n non farci tentare


filosofia, il non fnrc filosofia
c~ifficolt

dei discorsi che debbo

fe..rc in~,i;>cndcntem(::;nto de.i discorsi che pos:::;o fnrc corne filosofia per
cc.pire che le filosofie. non ; unc1 sorte. di mnnia dcl 101os anche mernvigliosn, se si vuole, une. 111eraviglic di tutte le cose

perch~

nJ un

certo punto le. iJOE:sia dcl tutto _)Crcvc. che fosse tiiognificc. per questo
uotivo: il logos coi.ic
)C.rlc.nc~o

c;_ucst~

divinr: cAp<'."'.cit dell'uomo di parlare e

.i fare filosofir.. Possic.rno .:mchc ca.pire che siamo cnpaci di

tc.nti iscorsi i unli cm ..c cliscorsi hc:mno tutti le. loro c.utcnticit
senzc che questo

si~ifichi

che l'nutenticit dci discorsi significhi

la filosoficit Jci discorsi; :>er cui cos come non ha senso dire che

Mauritius_in_libris

48

tutti

.~li

uornini in qur.nto uor.1ini sono filosofi non ha nernr.1.Cno senso

dire il contrn.rio

~)erch'!

tutti 1li uo111ini in quanto uol1ini sono sc1.1-

r>liccr.1ente uomini. . Pro?rio perch urati.nci:.1ente. difficile che l


cc.pisc<". s stesso come uoro,
come uomo con tutte le
11

~~0rci

spie;~a.zioni

'uo1.10

nasconde lo. difficolt dcl cr:pirsi


culichc che 1 'uomo stnto indotto

de.re !'1.t',llc. sue stesse. culture'. nei confronti di s stesso: . uer cui
.

certo _risultl pi:.t r.,gr.;ivolc ch0 io riE.:sca. a.

fc:~re

una magnifica filosofie.

dell 'u01uo. perch in fondo dliquesto punto di vista le f;i.losofie del1 'uomo nascomfono 1 'uorno, cio nc.scondono il fatto che 1 'uomo non riesce e.

cc.~)ir.si

co;-:ie tale ;>crch

~c,rc

che 1 'unico modo .i capirsi di cui

1 'uOiiiO dispone sir.: sol tento quello filosofico; rcr cui se filosofico capire, se non filosofico non si se che cosa sia. QuE;sto pu
~.Jnrtc

seiubrarc e in

c.nche un i<1o<lo di non potere procedere esisten-

zi:.ln.entc; 1)crch r:. questo punto noi potremmo dire, ma nllore, perch
uesti discorsi? Un :)crch8 intrinseco, sostr.mzinlE.; non solo

percbe~,

mr.. per'chi? &.chi servono questi discorsi? non solo: se questo rl.iscorso in t?..nto si

~)U

fc.re in qunnto :>nrc chE. sin destinato c. concluder-

si tragiclrncntc, un discorso che riesce a vivere soltnnto dcllD necessit di finire; tutta. le vita del discorso che })Osso esistenzialmente
viver.e corris?omk ;::, tutta ln necessit che il discorso di finire
?erche il liOmcnto nel quale- il discorso questo fanni c1.1pire 1 essere
finito

~cr

s, quel

f~rrni c~pire

l'essere finito distinto dnll'csse-

re per cui esistere continua ad esistere evidcnte1ilente

r.ia

continuan<lo

ad esistere ;>u e.nche diventnre n sua volta qucst' e.ltro discorso: dunque l 'csscrt; finito se finisce il discorso va bene, iaa se finisce mc
non vn bene;

perch<~

il raio esser<? finito deve potere essere tale dc


~d

potere essere tenuto Sf:mprc in vita. Siamo

un punto nodale: l'csse-

rll finito che liii interessa. csistenzial1 ..ente 1 'essere finito eh(; dcve rirnc.ner<. scfll.)rc 1 'osscrc finito 8ttrav<0:rso il quo.le io continuo n
vivc;rc; non
essere

~)U

~inito

essere 1 'essere finito in c.ssoluto; deve essere un

rE:lctivo, non interessa e chi e o che cosa, 1<1e comunque

sia, un essere finitci hc nel suo stesso essere tele e.li1;;cnta il suo
.:ss('re finito;

-.Jcrcheslo .. albncntnndo. _i_l


.
.

suo.
essere finito attravcr. .
.

so questo esisto, ~crch~ se 1 'essere finito non si alimcr:!.l significcli


solt:.nto che il mio esistere finisce.
Mauritius_in_libris

49

E si .)otrcbbo cncora dire: a questo punto il discorso che rende


infinito l'css0rc finito divcnte: un discorso dernonicco nel senso j;licno delle. )'..rola cio calunnintore; diventa un discorso che ct:dunni;>.
l'esistere perch gli f2 intravvedere unn infinit chf:! l'esistere non
potr r.ic.i rc.g3iun3ere anche se pere che queste. infinit come infinitezz~

sic. ;>ro?rio il

cm.a~iino

proprio :Jcll.'esistl:re in quanto il discor-

so n questo punto quel rendere infinito l'essere finito proprio che


l'esistere in Ili<:niera to.le che l'esistere infinite.mente vivo. il suo
essere finito;

Iila

il vivere infinitamente: l'essere finito Jc. parte

ckll 1 esistere couic discorso, significa e.vere di fronte sempre l 'esscre


finito; ed chiaro che l'(sistere n questo punto ha
te le rc,gioni
sere termine
scrn~Jrc

~)cr

~:,t":l

103icm~1ente

tut-

dire: u<:: che csGcre finito mai questo, tele da essuo contrnrio cio cofoc fc ad essere l'essere-finito

in vite, in rn?porto e.rl un infinito che il modo dc 11 'esserc-fi-

nito rari non l 'cs::;r;re finito stesso; cr cui l 'esserc-finito infinite.mente mi viene pros?ettnto seraprc dinnanzi e questo infirtitamcnte del1 'csscre finito tiene l 'csscre finito serare come fisso. Allora l 'csistere

questo ;_Junto dice in quecnto esiste: io sono P:roprio il tenere

dentro 111c stesso il

~:1odo

infinito clell 'esserc finito in maniera che

cluesto modo infinito ell 'esscrc finito non appaia. diverso d<1ll 'csscrc
finito;. tutte le modnlit dell'essere finito dal punto ji vista dell'essere finito co10 tnlc, non possono essere escluse della inclusione fondan1entalc della mo:.lalit co11ie tale che l'esistere come esistere non pu

E:SSt0 re

escluso; ;:>erch se escluso, appunto ln esclusione

Ji queste.: inclusione ;:>rovocr'. questo 3UC.io; l)Cr questo 3UBio csistcnzil:.h1cnte rn.i

a;>~)c.rticnc iJCrch~

l'unico ':aodo i vivere la fondrunentali-

t Jclla inclusione di tutte le modalit che io sono come esistere


~ro~rio

il riuscire e svolgere dall'essere finito andando

ritroso

le. s tessr.. i.nfinitczzt: dcll' essere-finito. Esseretfinito infinitcrnentc


mi consente di svol.1cre

c..~uesto

11;odo fondementnlc in maniera che lo

svolgimento di t:ucsto rnodo fondmilentalr: corne se csistenzialmcntc


rovcsci.:.:ssc tutto il discorso fatto finorc: non vero che. io parto
soltnnto dal ?rincipio, vero che io parto anche dallo. fine; lo sto
licendo in senso assoluto, esistenzialrnentc p.s.rlando. Se di una veri-

Mauritius_in_libris

so

;,)F~

t e

che di une. verit, se cU un voro, sono cc.pace csistcnzinh1cn-

tc, ;i.l vero i cui $Ono C<:)CCc questo: non vero che il 111io p.'lrtirc

solo E:l ;Jrinci2io, il ri.io D'.rtirc c.nche

rl~lll'.

fine; ed ovidentefilen-

te riuscire n vivere questo esistenzial1r.entc non soltanto ..il problcr.:l.

ji

c<:~)irc

tutto ci che fuori di

se:copr~o

stenzP.

(~ucsto

non cos; per cui l'csi-

s stesse, nel r;,ondo che le O??lrticnc vercraentc in

uesti termini ori1inalit assolute ?erch attorno nll'csistGnzc tutto


il r,;on:lo che r.pparticne c,11 'esistenza dice di no all 1 esistenza in quanto tutto ci che l'esistere costruisce ;_Jer vivere, quindi il mondo,
l'esistere lo costruisce non secondo s stesso cio non secondo l'esistere che 1 1 Gsisterc ,

ii.a

secondo une. geometria dei

c;.uclLs ch: ; per cui sono arrivato


non

che

co~JinciE.

~crci

pcre e

ll

ra~porti

che

pensll.re che se qUll.lcosa comincia

d:llc. fine me. del princi?io; e siamo o.bitueti a sc-

ci ritcnirnno cppunto scpicnti che se una cosa arriva non

che c.rriv.c:. c.l ;,Jrinci;.)io, c::rrivc. c.llc fine; non solo. E sic.mo abituc.ti a vivere

~Jsicolo ~ic<J11cntc

pro~Jrio

mento,

certe evventurc o certi rischi dcl senti-

.::. queste. scassa maniere, cio alle. maniera di un treno

che iJOsto in IJllrtenzc. delle ctazione x deve ceree.re di vivere r.1olto


nella r,,isur.:-. in cui errive. il ;,JF1 tc.rcli :_:>0ssibile; per cui i nostri
vic.33i, quelli ?Sicolo1ici non sono quelli esistenziali, set1lbre.no belli :_Jcrch rd tengono scn;_Jrc in
vo il

1..omcnto

via.T~io

in qucnto il

delle fine, della morte. Pcrch

~:tomento

Jcll' arri-

?Sicolo~ica.1entc?

Cer-

te: -7:::-JVenturc del senti111ento che si ?Ossono spiegare soltanto psicologicci1K:ntc, i)Crch;..; t:j)punto dcl I.iondo che noi cos truinfiio inseriamo unn
sortn di

.::.nD.lo:~ic

c'.el lliondo stesso

con ci che noi ?Sicolo3icCJ.1ente. siCiiiO nei confrnti


~1crche

ci risulta fncilc CaiJirc che L?. vitn di un

sentimento sc1abrc. 1..-.3at.:-_ al suo

;_:>rinci~io

fine, e cos il scntime;nto tutte.


tcnto

~>sicolo3ico;

il

1,,0.fo

le:~

e scrnbrc. dannate. alle su

sue Morte. Non discorso sol-

)le tonico (li intendere 1 1 ori3inc delle fi-

losofie un modo che posso chie101:.re UliLCno :-.:. queste. mnnicra psicolo.1icc. e non

csistcnzL~lc ~er

c:u0sto motivo; Plctonc c.ap che biso3nc..vc

fxe in rnoG.o che ci-:'> che: vo3lio sic. qu.:..lchc cosn ch8 nello stesso

1cnto nel i.luc.lc vicnC'

rc.3~iunto

tutto, vi(me

r.23~iunto

fo0-

in un rnodo i.Jcr

cui re.33iunto tutto continur. r. farmi "olere c:.ucllo che voglio o quello

Mauritius_in_libris

51

che volevo; ?erch se ci che vo1lio lo i.Josse-s30 in un certo rnodo nC';l


quc,le si e scurisce ci che vo3lio,

~Ju

sembrare che l 'esc.urirsi (1.i ci

che vo3lio 0Sc.uriscll in s tutto il volere;

sr il volere di cui sto

'C

pn.rV.mcto .il pcnscrc l' iden, che la filosofia. nel suo senso pi
~ene.riccmcnt0. cli. lss~co, 1 1idea. c1.evc essere tele dc i)Otere in qualch8
me.nicrn fnrr.i un cmnntc scI.ti)rc insoddisfatto dell 1033ctto ch0. ?Ossic1

,.

do, deve essere un ;:>ossesso che in

1.,ju~lche

maniera non sia un ossesso.

All;: . stessa. mnnif:rA cornc noi i.JOVeri uo111ini SC}piamo che quando le co~)icn&mente,

se che pos,scdiemo, le tJOSscdiefoo

sernbre. che la ?ienezzc..

dcl ?OSsc.sso stesso induce alla sue rnorte, e il tema dell.:: morte de.
questo :1unto rli. vista. )t'.rc lc:,1Qto :--.1 tcr.1n della vita; e tutta le. vite
che mi interesse consiste nel
nicrc~

che sic. il

~JF!

~ir:g3io

che debbo ceree.re di fnrc in Illa-

lun30 i_Jossibilc ?crch il r1101i1Cnto in cui arrivo

io ;:,ruoio.
Questa ?Sicolo3ic delle c!ucstioni dcll 1uomo, non soltanto r;ucsto, clcssiccr11entc stato un rnodo J.i fc..rc nascere le filosofi.<!, e:.ppunto, ):)latonicc,rnentc;
re. ?Cr cui ucsto

~cr

~Josscsso

cui debbo IJOSscderc l'idea in quelle manienon csnurisce. il possE::rlcre stesso; invece

esistenzi.s.lrncnte l'esistere vive l'obbli3ezion0 alle spcllc che. coincide con 1 1obbli.'.1ezionc di fronte P-11' esistere ?crch, ecco le par~
dosselit 1cll 1esistenza stesse, in rcclt eiistcr si3nifica sapere
che il :pnrtirc d&l l_)rinci~>io 'si3nific[:. anche ortire dalla fine; e.llorc. le:. inclusione c. c:ucsto ?Unto verm1Cntc 1t1assiccia, perch la fine
che mi sta dinanzi ci d'.'. cui io pcrto non ci in cui io finisco;
mn Jeto che ci
re

c~i

nuovo verso il

cui io

~rto

;,1rinci~)io;

come fine, ci che mi fa ?roccdc-

12d ci che fncendorai procedere di

nuovo verso il ?rinci;:Jio, mi fc :procedere contro il principio: l. :)icnczzn 0.cll 1esistenze'.': pu c::nchc corris)onclcre: alla messa in questione
dcl princi;Jio rkll 'esistenze.; in c;uento csistcnzial1cntc a.ttin1crc la
fin~

si3nificc r.ttin-;.:xc tutte. le. lcp,ittiuit esistenziale di contr.-.d-

dirc cl ?rinci;)iQ; :)ro:Jrio

~-,crch~

d.-;.lla fine verso il

;>rinci~1io

posso

e.ndc.rc soltrmto se de.llc fine verso il ?rincipio il mio torne.re -:11


:)rinci~)ip un r1i_o essere! contro il

~Jrincipio.

to si3nifice questo: <ucstc. ca)act.ct.t di

~vere

Mauritius_in_libris

Mc~

llllorc essere-fini-

quel ten11inc proprio

52

d.'11 cuc.lc esistere: si::,nificc. le:. cc:;)ecit di csGcrc contro il ?rincit;


o' ci.o
-

L)l.

1-

c..,,~c.:t;:,
',''-'
.L
~=-

t.

:.i torne.re verso il princi?io in

(iUan~o

torne.re

vcrno il :1rinci,_)io si3nif:icc. cssc-"rc contro il :)rinci;:>io. Tutto qUc>sto


si ,)U --:in con unr-: forr11Ulc. r.h(: stc.tc. l:, :forrm.tl<! che si espresse.
subito

(:;ur.n.:~o 110 . .etto

in1~Jossi:)ilit

1:::

cio: 1 1 esiste-- queste CiJ.).Cit de_lla fin<: che

~)OSsibilc

re c0r.c: ii.iJOSsibilit dc:l

~ossi bile;

,.k, 1

mi f,::. essere contro il ;Jrincipio; .-.:. :.:1esso :)otrc1m.10 dire: mc3lio: non
....

solv ;.Jerch5 il coi.1inci::.rc


r~:

che- io

il

l~iio

~ono corris~;~n

le c. tutt:o il ,:>rincii_)io che non ho, n tutto

(sscrc .r:-.1 )rincipio scrn::c. il )rinci;;)io, non solo .per t:rucsto;

-.,crchL coL,inci.-.r,: :. . '. ',,u, ;.te.


fin-:

ci~

,,...

riuscire

(. ~

.-~

c11c non un le to,


S?,:m~:c

.::-;,r;x:rticnc te.h.cnte chr; tutto il co111incia-

lui

1.:: 1 ~~ 1v1..x:~

1~1c.nicr,~,

ni3nific1 riuscire ed andare c..11:.:.

-cvr.re:. in s un tcr.:ninc. di s che nessuno mi d,


c~ur::.lclw

un tcr1.!inc c!i s:: che


<~llo

c:uc.:sto costituts(x il t:orn'.'.".rc

'J.PP~::.rtienc:,

cosL che mi
m~ss~no

quindi corri-

rni d e eh"-, proprio

~x'-r

stesso princi;;do che non ho per cui

torncn c.l :Jrinci;:-iio si 1nificc:: ncccsnt',ricrae.ntc, essere contro il

~rin

<:i,)_io. A queste:: )Unto cserc ::;i3nific-':'. (:;ssere !.ktc:rminati in senso ve.

rO.fo?Ilt<~ riEvlutivo in , UL~HtO qu;;;sto C:SSCre ric-tcn;;innto .che

non

l~:

lo SOnmI

stesoa :ctcn..inr:.zionc; e non le stesse.. detcrridm:.zionc pcr-

ch:;, _si :Ju dir:.:; subito fr.:ciL1cnto, ai ce.pisce 'iUQSto. se


_terrinc.to che corris:Jondc.:
c.. un non
C:;;Sserc l 'eoserf;

. .. 7..
.
.~

tc~rminczione,

uo~.1i'tli .x~rch(:

certo noi aie.I.10

siciuo

l'r~soere

c~.ctcnuin.:::.to

SG~uti

r:c-

le. <.1c-

e doppb sen-

so,_ cd Esse:re se:,_.>uti che; si3nifica ;; r:ucsto 1Junto? Si3nifice qucstl'.


proti..:str: rnc. cht.: biso3no
1,;irn:to non si 1nificc
f.:-x~

<!

' di lir tento :Jcr diro che essere dcter-

l'~ ~ktcrrninazione?

Ln

filosofi~

che riuscic.li.u c.

le. filosofi_ ch2 .1roprio cu :uczti punti, sorriclen.o, ci esirac

(lt::.l -.x.:n:.;c:rc; e ci
rcntE.1iicnt<:.

csii.1~c :~rl

..,cn::;c'.",rc pDrch questo vele al livello coc-

b~:nc.lmcntc urn:no.

te Ufiicno si 1nificc:

-.w:.

r.:~.>;_:mnto cof~r0ntemcntc e

?Crch

inoor.nn.~. se c~ieo.

e' :1i dirL: _che 1..1uccto non

si~nificn

uo tui:ti; ncm solo, OiJ::.:.urc

;xq~io:

banalmen-

essere ,~.~tcn,1ineto che hiso~no

lr...:. dcterr.1in.'.zionc? Lo CO"'Jl_)rcndic-

significc: che sono stcto_ cre:c.to

t(;rt"P. (~0i Lh:i rr.;_):~)orti_ )Sicologici ! E fi<-:r csistenzialmente 1 'e:s1:wr~


c!.et;-~rr"inc.to,

c.

~.ucat.:-:

Me.nicre.,

si:~ific.e..

che esistcnzislmente io sono

Mauritius_in_libris

53

la esclucionG delle. Jetcrrninazionc; le.. deterrninczionc non i.ii cm ..i.1ctc:


.esistenzic.lr.ientc c.nchc se csistenzinlrnente scnzc, le. 'lctcn.d.nczionc
cktcn1inr.~to

il mio essere -.cterriiinato non snrcbbe per cui l'essere


che io sono. non ;1u cs::;crc,
minato che io

~'

~.

E l.\,'11 punto di vist.: dell 'cssere deter-

non che 1U essere

Ii&W.

che

~.

lu dctcr1ainnzionc

DU essere.
Allorc, l' ir;.:;>ossibilit lcl i1ossibile: 1 1 ir11possibilit l 'es nere determinato :lal cui. ')Unto di vista il possibile ri.1uer-:a le determinazione; e per esistcnziclt.cnte questo ?Ossibilc scnzn il senso
di s perch tutto il suo senso sono io in que.nto tutto ci che cl.ella
dctenainazione

~Josso cn~)irc

co1:ac scn::;o ;>roprio delln 0.ctun11inazionc,

quel senso im?ro;>rio delic, f;tcn.iinnzionc stesse. che io sono co r,iC


essere determinato; senso irnpro)rio :Jerch io sono 1 1 essere c!ctcrrninato in o..:uento io sono 1"1 esclusione delle detcr1.in'.zionc, nella miaura
in cui ;,:>cr queste c::;clusionc il senso intpropl:io della stessf1. de:terminl'.zionc.

, 2.. - L'iupossibilit ?Ossibilc e il non essere delle dctcnainczione:.


Dunque l'csisti;;:rc coincidendo con l'essere l'essere finito, in
realt sta e fare dc base olle stesse esistenze nei cui confronti l'essere determinato uQlche cosa che riguarda dirottmacntc l'esistenzc.
3i ;>otrebbc in fondo anche cnserc cos: l'esistenza essere ctcnainato, ?Cr che l 'csistenz2 sia essere cktcrr.d.nc.to significa non ?Cr
l 'esistenze. r;ic
lo tr l

~)er

'csistcnz~

ci che clcll 'esistenze dobbi<:;.1,,0

foC

~)orrc

~1ore

in dubbio non

il suo cs:::;crc r:ctcr1Jin).to in u.c.nto l 'csictcnzc cor.ic

essere .etcn.1in.:.to in rce.lt non pu fe.rc dD so3gctto


confronti

co111c vinco-

e l'essere cascrc-dcte:rr.,inc:to dc. )E.rtc cll 'esistcn-

z.:., cr:;,Jirc questo vincolo co1c ci che finioce: per


l'esistenza

CC? ire

&

ci nei cui

dcbbe. es cere so33ctto. L' e:aistenza come essere dcte:r1 ..i-

nc.to nello stesso tcr;.:Jo

so;:r:~ctto

dovere essere so33ctto dcll 'csscrc


tC11.:>o l'csistcnzc

so~nctto

del suo essere dctcnainnto scnzc.


i:1.ctcnain~to;

'-:uindi nello stc::rno

clul suo stesso essere dctcnaino.to, nello

stesso teri;po non deve essere so:33ctto dcll 'essere detcn11inato.

Mauritius_in_libris

54

In che senso? PE.r un vcroo l'esistenza non sllrcbbe


essere Gctcrr.1inct0, in ,:_;ucllc r.1isura secondo

L~

Ge

non fosGe:

quale: capir0. questo,

cio cc.pire . l'essere .clctcn1.inato si:iificu pur sempre . tenere

~)re sente

l 'es3crc: diviso' l '\')Ss:rc diviso che inerisce s.11 'esistere (le.l cui
fUnto cli viste. l 'esistenze. non ci che viene esaurito dcll 1,int:rcnzc
dell'essere-finito 11ll'2sistcrc stesso. Quindi l'essere determinato
che: intercss.::. l..'esistenza.:{Isi ritrova lhn 1increnzu all'esistere che
l'essere :.ivi so, ?er l 'css.crc diviso che inerisce o.11 1 esistere nei
confronti

Jcll 1 csistcnz~

COLE

che non csc;urit. c'.c.11' incrcnzn

se costituisse l'esistenza

coli~

ci

.~cll

'essere finito 311 'esistere stcs-.


so. Questo
i1.1:,;>ortantc
per un .raotivo cssenzielc: 1 1csistcnzn nelle
.
.
'

sue. definizione (per ore. diciamo in maniere molto gcncri~c. e .imrppri~)

libera inizinhKmtc (1nll 1inerenze. .cll 1essere-finito all'esistere


stesso .?rOIJrio ;:JCrch~~ 1 1esistenze cornc Libert dall 1inerenza <:ell 'essere-finito all 'e si sten::.: si3nifica 1 1esistenza. non es2uritc. dD. questa
incrc:nzc.; dum.:uc c' un'inerenza fondo.rncnte..lc perch vcrnme~te: il
fon:1o dcll 'coistcnzQ che ri3uc.rdl1 1 1esistere e 1 1essere c!iviso, rnc
c~ucs.t'

incJ?cnzc totc.lizzatc. ;?roicttc.ta. noi confronti rl.cll 1csistcnzD.


costitU;iscc ;::>ro:Jrio 1 1esistenza in rnodo tale ch8 costituire l' csiste;n-

za signific.:
'li

1..tr.

c~c.

ucsto

~>unto

cli vista le. esistenzn corne libert non

dc., libert dr,lL:-. stesse. inerenze. dcll' essere finito cll 'esiste,;-

re.
L' esistcnzo.
co1;ic
'
.
.

libcrt~

dall'inerenza
significa in re.alt. uno
.
.

inizie.10 definizione .cll 'C'Sistcnzc, che significll librt dcll 1esistenza

~cll' csscnz.::

ma non lip"'rt ckll 1esistenze dall 1essenza per tuotibi

cs~cnz,io.li Glr.1

?" r raotivi di increnzn. intrinseca alla esistenza in quanto 1 1csistenzn cofoc libert d<:,11 1essenze costituita tale dalla inc-

renzc, dcll 'essere finito Gll 'csister0.


L'incrcnzc~

cll'csacrc finito all'esistere in rCialt l'occul-

trnaento di tuttL: le

~~scnz(:

:)ossibili .tJer cui tutte le essenze ossi-

bili de.11 'csscr~-finito e.11'0sisterc sono l ';unica essenza

im?ossibilf~

cor..c ESSE:nzc in l;;UC.nto tc:.1<' che perci costituisce, 1 1 esistenza cowe


'
,
1
libert dc.11 .SSECnzc.; per cui noi ~otrer;11no dire: in r'alt def~nirr
l 'r.sistcnz2 significn il fntto che 1 1esistenza si trovn definita delle.

(I) un modo di dovere comprendere che l'esistere nell'esistenza


Mauritius_in_libris

55

sue libert, da l:uellr. libert costitutivr; che libert dc.11 'css( nzc.
Questu. libf rt costitutive. coue libert .c.11 'essenza non si.1nifica
;_Jer questo motivo libert dalla filosofie o contro le. filosofia o comunquc si

cio non un discorso intellettualistico rOVc:'SCin-

vo,~lic:,

to per cui la ;_.Jolcrnicn o.ntif ilosof icc. si potrebbE: capire in questi


tE?r1.,ini anche esistenziali.

'

L& libert si ritrovc. costituita dc. un fatto astratto che costituito 'ial suo dire di no a ci che la deiiniscc, perch se l'esistenza si trovasse dcfinitn dal suo dire di no e ci che la definisce,
l 'csistenz,1 si ritroverebbe definite dc:lla filos0fia co111e ci n cui
l 'esistcnzc1
filosofi~,

n.ic~

~unnto

no in

ln filosofie ur

nnch(.. per l 'csist<:!nzc. che dice no


s~m~rc

~llu

e soltcnto il definire tutto ci

che entrc in'rap?orto con le filosofie stessa; e da uesto punto di


viste. non si C&i.Jir mai Ja che cose. il rnp1..:>0rto tra la filosofi.s. eh
definisce e tutto ci che ln filosofia definisce, cio da che cosa nasce le

lc~ittirnit

ro~orto p~rch

del rc.pporto come inercnzn dcl ra.aJtJOrto stesso r.,l

k)Cr un verso rJD.re che le filosofia sia debitrice esse::

a ci che r.lcfiniscE,

IiC

per l 'e.ltro verso

~r..rc

che ci che viene defi-

nito sin esso invece dcbitort: in assoluto 1".lla filosofia: senza il suo
essere definito la filosofia non sarebbe il definire, senzn il passivo non avremmo l'attivo e viccvcrse.
Il discorso esistcnzielc non in questi ter111ini; cio non ni
,.

termini di une poh;r1:icl: cssenziu.listicv. o no9, i.ictafisica o non, ontolo3icn o, non; il discorso csistcnzinlc nei tcr1~1ini rndicnli di un
fatto costitutivo

eh~

le

stcss~

libert me non le libert dcll'csi-

stenZ: mn l 'c:,sistenza. co1;1c libert e l 'csistenzn come libc.rt Jall 'cssenzc perch proprio il suo esser(. libert dall'sscnzc. costituisce
l 'esistenze in ra;,)orto a quelln 'inerenza fonJarncntale
l'essere finito e

l'~sisterc

eh~

ri6uc.rda.

st~sso.

Qindi noi potrc11mo continu&.rc in questi tcnaini: la prili1n

ul-

tiIG'. libert che intcrcss: l 'esistenze. )Ur seraprc e soltc.nto l 'csistcnz.:. come t::l(, 1..fl.

l'~sistcnzn

cowc tc:lc non riuscirebbe n

ess~rc

l.o. esistenze. cmue tale cio non riuscirebbe c. essere le libert co11ic

Mauritius_in_libris

prili,r.

ultirnri se non foss(- t&lc:; in c1uc.nto non risoltr,

Jell~

inerenza

nella quc.lc l'essere-finito si risolvo nell'esistere. L'esistenza cor;,e


t[:le in Ciue'sti tcn<Lini. rli _libert ;>riiiln ccl ulth,.s., non sarebbe tn.lc
non fosse tale in

r~porto

c. ci che non la risolve; il. rapporto

SC'

ci

che non la riGolvc, it;,?lica che ci che non le. risolve nc.sce co1ae inerenza .i risoluzioni che si, esauriscono mdl' ambito di queste inerenze.
?Otr(:1i.lI~iO

Allora

dire ch8 l'esistenza nell'interno di s il possesso

ontico di tutto il ?rocesso Jelle risoluzioni fino e tal punto che


l 'un:i..ce essenza che ! 'esistenze pu ce.pire . l' essenze della risoluzione tutte risolta-nell'inerenza fondn.rnentalc; l'ess<.;;nza della risoluzione tutte. inerente r~l rci)~Jorto fra essere-finito ed esistere perch~

l 'unice esscn.z~. che a qucs.ta maniere fa. l 'e:;>istcnza libera dall 'essenze stesse ra[;. liberc, in quel r,1odo in cui l'essere libera e l'essere
c,,~Jiritttura

librt .signific-o libert de e non libert di cio liber'"'

t iall 'csscnza; nic libert dall 'c::ssenzll vuole pur sCI1i?re dirE' un certo

ti~o

<li rapporto a ci nei cui confronti si liberi.

/\.liora 'in ucsti tcrrini l 'csistcnz.'.1 pu essere intesn come il


~)OGSCSSO

ontico dc:;l :_)rOCCSSQ c1i tutte le risoluzioni che sono consm

te nella inerenza totnlizzantc delle. risoluzione come tale sf2 stessa;


c.llore. csistcrr: ne.11 'csistenzn significa
stere dnll 'csistenzc:.

c01.1E:

vivert:~.

questa. inerenza 'wc esi-

il vivere (,i.UCStt'. inerenza pur scrnprc une

fondCllilentalit che non riguc,rda l'esistere come tale

Iill

ri.~arda l '<-:si_.

stcnZ:, ci fonclmncnt,~lc ~Kr l'esistenza; se fondarnentclc.: pr 1 1 csi- .st..:mza il f.cttto che l 'm>icti;;rc controlli l 'asscre-finit; non esclude
il :fr.t:t6 che 1 1 e sistcnz.:::.; essendo l'essere-finito controllato d~ll 'esistere, non :-lc,bbr1 r. sun. voltr, essere essere-dctcn.J.ne.to nei cui confronti l'esistenza 'si ri't?rovn c. dovere essere per un verso il soggetto e
?Cr 1 1.nltro verso .::. non Jovcre essere il so,3gctto o, meglio, per un
vcre-6 il so3gctto rn<. ~Jcr l 'nltro verso non deve essere il sog3ctto.
Pcrch.;! ;.Jer un verso il co~~ctto dell'essere dcten1inato? Perch l 'essere so33c tt0 (:cll 'essere. (letcr1.1inc.to ri3U<'lrda l'esistenza totnlizzentc l' inerenze,_ rk:ll '(" sscrc-finito cll' esistere; uini ;>0trcrnruo dire
cos~:

eia che l 'csscre dctenliinu.to , costituisce 11 contenuto csscn-

zic,lc di un ntto inizic.lc che: l 'csistcnzn come essere soggetto ma

Mauritius_in_libris

57

conte ess(rc

so1~ctto

dell'essere dctermin.::to che le ri'7,Ucrc1.o in :?roprio

e :_JotrQrnrfio lire; chi: dunque l 'csistenzn il

so3~ctto

dcl sog::;ctto,
un dOl)?io so':metto in qucnto l 'c,sscrc deter1iiinato riguc.r.o 1 1csis tenzc in ?roprio e

SE

l 'esistenze 11 sog1etto dcl suo essete dctcn11inn-

to che le ri1ur.rde, in proprio cio chu


'lll'esist~nzl:,,

c~ctcn'linato

intrinsecmncntc.:

l'csscrc so53ctto di questa intrinsecit deterr.1inato

significherebbe; Qsserc so.3gc.;tto del sog10tto. In altri termini pi


schematici, si3nifichcrebbe; essere
sere so1gctto coruc
~ettivit

dcl

so~~c

sog~ctto

so_~getto

senza oggetto perch l' es-

tto che senza 033etto significa tutta le. sog-

che fc rlc 03gotto al sog3ctto stesso. E allora

noi potrcr.u:,o fe.rc un discorso facile c. questo unto e '._")otremrao dire


che 1 i essere .etcrr.:inc.to ?.11 'esistenze in quc.nto 1 1 esistenza costituisce il soggetto di .:.iucsto, la soggettivit stessa di questo essere
so3gctto e sembrerebbe un discorso e questo ;_:>unto trcgicamcptc necessario pcrche st:mbrcrEbbc il discorso.

~rdvnto

dnlln stessa csistenziali-

t degli uolilini i c;.uc.li pc.re che vivano, csistcrtdo, la cosiddc.:tte ineggatt:..vabilit dcll 'csistenza: .)t>trcria110 05gcttivcrc tutto tranne 1 'I;.!si. stcnza ?crch l 'cstst.:::nza se1ilbrercbbc non 03gcttivabilc in quanto l 'csistenzn hon ;>otrE:bbc costituir8 1'03gE:.ttd o uri oggetto nei confronti
ji u~leiasi sog1etto pcrch noi non nvrernmo dall'esistenza e per la

esistenza le catc3oric necesse.rie per ycnsarc l'esistenza come oggetto


in uc.nto, conzunqu8 si ;_Jcnsi e comunque si viva l 'esistcnza, :x:nst:.rc
e vivere l 'csistenzc

si~nificei.

cio mcntencrlc sc11rprc

pur scrapre r11antcnerln come esistenza

so3~ctto ~rit;icrio

COElP

di tutto ci che conic

e:sistenzic.lit Jell '-csistcnzr: riproi)onc scm;,)re l 1csistenzD. e la ripro~)Onc

sempre cor.ic csistcnzn che esistendo viene chiuse. da ci che essa

come sistcnzc..- cor1i;_Jrendc cio Jefiniscc; ma le esistenza che definisce


se stesse il nostro essere sin--;oli, ha Jctto qunlcuno, l'esistenze.
eh:: si definisce

co_r!~S)Ondc

l';ll 1essere sin5olo di

o~i

esistente co-

sl definito dall'csistcnze definita.


Se noi

.~te.

questo

~)unto

di vista dovessimo continu.erc il discorso

dovremmo dire ch il discorso nel momento nel quale continun ritorna


su

s~

stesso :)rch6 il discorso solte.nto il mio cssc;;re le sin,:p lari-

t rJi rnc come sin3olo, r.:.llorc che senso ll.VTcbbc ?arlare di sog5ctto
senza o con 1'033ctto ?ro?rio?
Mauritius_in_libris

58

Il discorso non che non sic in questi termini; io errivo a dire che

il discorso in C!uesti tcrrnini n , n non : non '.)Cr dire che non


sie. jiscorso n :Kr

t~ire

in questi terrilini noi

il contrario, mu. ?Cr dire sct.1;;>liccI1Lcntc che

~ossic.rno

inventare tutti i discorsi

~Jossibili.

E ds ue;sto punto di vista ho l'individuo classico, perch in fondo


il singolo le. cc.te3oric. che .. dividc 1 1indivisibile, ciucll 'essere
diviso dcl suo stesso essere indiviso perch ncll 1cssenzc, stessa dcl
singolo sta il fatto che il singolo in tanto quello che

in (1u.anto

indiviso e con-. indiviso indivisibile per nel momento in cui l'in-

Jiviso indivisibile ?Cnscto cornc tele cio come indiviso indivisibile come se fosse div:iso ;,xr. tutti noi in quanto non baste essere sin~oli ~)er

essere

;,JCns~ti

cor;ic singoli in quanto per essere singoli, e

ce.pire questo, bastn il .fctto che ci scontriamo tra di noi me scontrarci

tr~

di noi

si3nific~

verificare il peso opposto dci vari sin3oli

che non diviono mci se stessi ncr1r11eno qu.:.ndo si scontrano n quando


~'

incontr.-;.no: ci ?ossono essere tutti :i. mille n1odi di unirsi e di non

unirsi 'Jci sin.~oli che ri?rO~)n~ono pi. pcsnntemcnte di .:?rime il fetta che il singolo l'indiviso indivisibile tanto pi rimnncndo tele
t:uanto ;)E1 J.)are che tutta le sua vite si!.l n continuo dividere questo
suo essere diviso. Questo discorso si ?crcepiscc subito in uui.nira
ir..:.i1.C:li.:.tc: ciaare e oJicrc <.. ucsto livello significc in fondo tutto
ucsto, con il fctto trc3ico che l'crncr e l'odierc non seranno
vercrncntc teli ?Crch
scrn?rc

?i~)

ri?rO~Jorrnnno

in

o~ni

rnomento

c~uesto

~~i

indiviso

indiviso., tento :)Fl indiviso que.nto ;:>F1 ho pcnsc.to cio hn

vissuto il suo csi:;crc Jiviso. Viceversa nel momento nel qunl noi :li

1.:'ucsto
essere indiviso .'.JOssim.io ':Jcnsarc il suo essere diviso 11 mo
mento tcorticcmcntc scnze senso delle divisione di un pane im,1tilc
?Crch crn.:10 se noi S?czz2ssi1.io noi stessi a quclc fine? Per alilaentc.rc il nostro essere ;!ivisi? No, ?Crch riutnnic.mo sin3oli co1te :_Jri111c
.:U fine di ct::_1irc cor,1c fe.cciru10 n. circolcrc tra di noi in maniere che
il circol:..:.re tr.::. di noi sin c.:uosto anGcre: in giro :!i tutti
visi che non dividono r.:iei se stessi

1i1c,

~li

indi-

lasciando che ognuno rirnen3a

inJ.iviso scm;>rc ;_)i indiviso, riescono invece e dividere il loro cndc.rc in 3iro come c;,ucsti indivisi assoluti? E che

Mauritius_in_libris

biso;~no

c' di pcn-

59

se.re per vbrcrc cucsto? Bnstn vivere.: e- livello uri:inoo por cnpirc liUcsto
i;.c:. ~x~r

o i;,.:::')iio ;_Jcr vivere qussto;

s questo non :si3nificn niente.

Ecco :.Jcrchl sto :Jiccndo: in r&lt il fctto che 1 'csistcnzD. si


ritrovi c,:j essere so3gctto i quGste. tumiera non si311ifica essere

so:~-

3cttoiduc volte nel senso che 1 'essere .ctcnuinc.to non le. sog:5c;ttivit '.:11 l~Ucsto

es-sere 'ri?-11ctto

in quc.nto 1 tessere eterminnto nel rno-

/11ento nel. qu&lc . ti.le nei confronti de;l suo so:r~c-tto che ; 1 t esi~tqi;l
zn stc.

tl

('ire ;:-..-11...lc-si&tGR-ZLl. che tutto il suo essere


................

so~3ctto

.fote:t;-

-":":'!...,..~

S0'~3ctto

l;;fn!',to o.l suo C!Sscrc

di ci che 1 'esistenza coruc essere


so~mctto

dctcnnini!to e se l 'csiste:nz,-:,
cs:;e:rc ctenr1incto, iL suo

e~:;serc

nei confronti dcl'.. suo stesso

so53Gtto a quc-sto punto il suo

essere non pi o soltc.nto 1' ir.1possibilit del possibile uie 1' impossibilit oossibilc in (:uc.nto '1 'essere so:mctto rispetto all'essere dctermim::to Si~nifica fare S!ltarc tr0. 1 t iri;_:>ossibilit
un cc.ne.le contr:::.tto di dcten11inllzionC:: che
modo di vincer<::.:, di

su~Kro.rc,

~1otcve

il possibile

rirnnncre ancore un

di risolvr,re: 1' L..ti.JOSsibilit <le 1 possi-

bile in rn.nnicrC. ta.lc dc potere c'liviclerc il possibile dc.11' i11i_)ossibilit.. t.:C il momento nel ,uc:i.le 1 'esistenze come sog3etto dcl suo essere .ctertainc.to fa sc:.ltc:rc il ::lcl, cio fc soltcre il ccnclc delle. determinazioni e vincolc. il possibile ellr:-, i1;,possibilit, vincolendo.
il

~)dssibilc

c.11' iraposs.ibilit vincolc se stesse co1.1C sog3ctto .: es-

sere esse stesse. 1 1 iri1~Jossibilit


Perch .1' ir.:~Josoibilit
so:T~ctto

~Jossibilc.

~)ossil>ilc

c. questo punto? Perch 1' essere;

:!cl suo stesso (.:ssc;;rc cleten11innto in reclt si 1nifica che

1 'essere .ctcna~n~to ~~~-confronti dcl so stesso soir~etto app"".re do;>?io, non

2.?;_)erc\1fiivcor~cco

pio, ncd confronti


sere

(~.e:tcrr,1innto

'~k:l

sog-:i;c tto

r~ulmdc

cli non

~1r0_rio

une. cl'o;.:i:>iczze;

cmbito csistenzL:.':.h:, non solo


~:crebbe

1' h1I'ossibilit ::>ossibilc: appere dop-

'.~.ovcrc-::

1' c:sistcnzl'..

~)r~

dcll 'essere determinc.to, l 'es-

~actc.fisicn

:Krch~

1 1 ooistenza come so31ctto iJrctcn-

e.vere (li frunte c. s


tcnJ8

c~ucsto,

cio che sto. fuori dc.llo


une~ dop~Jiczzc ti1C.

essendo il sog3etto

}iczzn, in yrit il suo )rcte;nd0rc. di non !.Vcrc

c;~L

r~.i

pcrch!j
questa.

::_~o;J

fronte unn .O?;Jicz-

zt.: si3nificc. il suo voler(.. s<: soltr.mto corno uni c.ssoluto.


Dice.rno uchlo: l'csistenzr.

c01a

so:ne:tts> nego, nei lili)iti in .cui

Mauritius_in_libris

;o

pu nc3ero, la doppiezze. cho lo c.ptJe.rticnc

~Jcrch

cmc se l 'esisten-

ze C!l~)issc soltanto, non lr; dopi?iczza me.' l'essere do;?~Jic, cio come

se l'esistenza rctenJcssc, non volcnc:o le dop:tczzc. dell'essere dctcrti.inat.o (vcdreIJlo orc.J,_n che senso doppiezza dell'essere determinato),
l'esistenza dicendo no

ci C cui no non ?U dire, perch non nean-

t1

che il ce.so di dire no o sl ?r' il fe.tto che essendo esse so3ectto dcl
l!UO,

stesso essere rl.eterrcdnato ~crci si ritrova nd essere so1gettO

delle do~)~iezza ractl:fisicn, diccnc1o no a c;ucst,".1 do;>piczza meto.f:i.sicn

,cor1ie ,se l'esistenza fosse esse stessa soggetto dO??io, i.Jer cui dire
di no e.lle '.iO?piczzu l'c.ver detto di s ell'esserc doppio. Infatti
l 'e'sistenza si ritrova, in un pessnto r.1olto rc1i.i0to per un verso mc.
molto prossi1.0 :,-.>cr l'altro, verso il suo essere: dop::>io perch 1 1 ,esistcnzc. ritrova nell'essere dop~;io il cane.le di raIJportc e gucll' inerenze

nella guclc le risoluzioni vengono bitte riso-lte. in mcnicro. che gucst' incrcnzc non risolva l'csistcnzn. Cio nel rapporto essere finitoesistcrc fino all 'csistenzn questo tai d l 'esistenze come quel fatto
costitutiyo. fon:111U1entnle che per, da questo punto di vista, si3nifice
c.llora dentro sci stesse l 'c::rnerc do?;.:>io, l'essere doppio ?Crch l 'csi. stenza l'esistere nel ::;cnso che

l'csistenza.co~

tale non ha senso.

Nel senso mol.t0 bc.rutlc si :iircbbe subito: non interesse definire l 'esistenze. nelle sue. cate:~oric. in quc.nto la 'catc5ori<::. (kll 1 esistenza
pur sempre ci che se;rvc per capire dcll'csistcnzo l'esistere e se
l

'csistenz~

non cl".piscc l'esistere non

cc.se~

una filosofie o

muor(~

un

:1cnsicro filosofico, no, non' vive l'uoute; se l'esistenza. non ca.piscc,


cio non tiene :lentro di s l 1ctdsterc, c.;ucsto non tenere dentro di
s l 'csistcre

si~ifica

non essere cotnc

~sistenza

anche se potrebbe

c:sscre de (jUesto )Unt'-> :ii viste. -.,,rclir1o un eventuale pensru.1cnto di -iuesto ti?O e queste i1w.nicrn.: forse i_)u esscr che l'unico .u10do che l' essere hl di cs::;erc essere sia il non essere dell'esistenza fino nll'csistc-rc., Dico ,')otrebbc c.:sscre;: se un'ipotesi mctafisicc. posso f.:.re dc.11 'csiste:hzc. uesta;
mi J la

~si

r;.c.

queste ipotesi-mcte.fisicc.

~nnnnzi

tutto non

dell'essere ;;cr un verso me per l'altro mi d l'antitesi

, O l' e.nti~tc-si dcll 'cs.istcnza perch t:uest i?otesi non s'olo non Iiti c'l.

Mauritius_in_libris

l'essere in racnicrc. te.le r\-:. :)otcrE: r:irc che dunque l'essere ,, rna
i~)otizzc.nc!o

dirittur1'!,,

che. l 'csscre sic, testir.1onL'l che l 'Gsistenzc.

non )Crch5 tutte l'i-;>0tcsi

dell'esser~

n questo punto sc.rebbc lo

stesso che il non-essere dell'csistcnzc. corne tesi nei confronti dell'esistere cio nei confronti di se stess2.
Ecco

.1nrch~ .~lico

che biso3nc ceree.re .i cn?irc rn::i suoi tcn11ini

il fatto che l 'csistcnza interessate a ncv1rc l'. Jop?iczzo. d.cll 1csserc ckterr11incto;
rc do~Jpio in

~)crch

(~ucnto

il suo vero interesse occulto il suo t:s:::;c-

il suo ecscrc o;?:)iO le a;,:>pcrticnc: in pro?rio

perch l 'csistnzc. )(:r un verso hn rr.;.>porto o.11 'essere finito ~aa per
1 1cltro v0rso ! 'esistenze. come .:::vere rapporto cll 'esscrc finito non
significe

l'csistcnz~ ~suntcte

treiikilO coree.re di

dell'essere deterrnineto. Cio noi po-

rl:giom~rt; ~)cr

un atti1..o in c:ucsti tcn11ini: quc.ndo

e.bbieiHo _detto ;:;.s9erc finito fqr.eie _-:per molti di nqi

-~re scon.ta~o

che

uesto dovesse significc..rc cisser df cI!!}in.:.to e -~l~q~~ negli stesi; i


tcniiini in cui ci cff&nnic.ir.10 e ce.pire 1 1essere finito nc3li stessi
terr.1ini dobbiruno ,:::_ffenn8.rci ['. capire 1 1essere dctcnninc.to.
cos~.

Posso anche 'imitcttcrc che sic-'


?rio tutto l'essere finito
re sia

_a

tui

~>osso

11m

talri~cntc

cos che pro-

essere ca;_:>c..cc

si~

co;J esiste-

,.:;ucsto 8Sistcre: che sono io esistenze, proprio questo 1;1i


d. le necessit 0.i CC}irc 1 1essere~ dcterr11inato che non dovrei ce~Jirc
COI;lC

:.;ioo?rio ur questo r.iotivo. Voglio dire questo: pu scmbre.rc che l'essere finito stesso che interesse. l'esistere e che nel suo rb.;_:>porto

e..11 '.csistcrc solo ?Cr :ucsto interesse l 'esistenze., non obblighi a


cnpir l 'css':.rc

dctcrr~1incto_ )Crch~

diviso significc. cGs.:rc

eppunto stato detto che esser(;

r~ctc;n.<incto ~cr

cui se noi riusciCLto ca:;>irc

vercl11cnte l'essere finito non L:.bbicuo il ?roblerne. di Cai)irc

l'css~rc

dctcnilinato. Le io dico che c..llore. ?roprio per questo l'esse.re detcrr11ine.to vcreiuente rni rii.iene fuori, qui il ?Unto esistenziale, e non
un 3ioco di ~:>e.rolc. Pro?rio p-cr t:ucsto:.l'~.$.S,C:!'Q. ~c~~errainato mirirur.nc fuori e c. questo

~unto

questo diventa un ?Unto essenziale non

soltento in lince. ',idc.tticc,

Hill ~)cr

ca.pire .:;_ttrav'crso questo un

1.io~Jcn

to fondcraentc:.lc dcl lisc'orso co~1e ..liscorso esistenziale che corrisponde e queste. _?rccisc.zionc: foncr.1cntc.le: l. 'essere detcrrninato non '!iene

Mauritius_in_libris

52

c!'.ssunto

teme. pcrch,:! e' 3i tutto un ir.t:>innto IJr..ro.fil_qsofico o

COliiC

filosofico che lo

~Jrcscnti::

cora2 teme. che devo svol3erc; anzi pro?rio

il contre.rio: tutto ci che V: filosofie. ste.tn per convincermi che


ncll' csGerc finito t cenere cl..::-tcnnine.to tui:tu detenni.nato corK! cssf2re finito, lese i.::; fuori rlc.11 'essere finito proprio l'essere dctendncto e ?ro}rio :?Cr l'ecistcnz<:: che c.llora rirnanc esse. a. fare .a unica
custodie c.11 'csscrc .ctcrrnin&t0 che
~etto

che

~'.>U

?U

e.vere rapporto llll 'unico so1""

fare dc, S0,3,3Ctto all 1CSSCr(; dctcn.;inato ?roprio perch

l'essere finito '.:ucl1' incrcnzr: cll' esistere che bloccc in s, ris9lvcndolc, tutte le risoluzioni. Ed chiaro che se noi dovessiL10 dire
quol ' il ti;o,Jo cttrcvcrso il uc.lc. si capisce che l 1csserc finito inerente

~ll'csistcrc

tutto, Gi3nific&, secondo

tjucst'incr~nza,

il risol-

vere tutte le risoluzioni in i.1rmic:rc. che non rili1cnc nessuna ulteriore


risoluzione dc fare )crch8 tutte sono risolte nel processo delle risoluzioni che l'incrcnzc c:cll'csscrc finito c.ll'esistcrc ?er cui qucst'inercnzc. cs_scndo

re.~),::iorto

tre, l'esistere e l'essere finito rai d

co711C so33ctto suo interno il finire (1 i tutte le risoluzioni, cio tutte le risoluzioni finiscono m:l ?rincipio che qucst' incrcnzr. cor:ie
principio tcriiitit:
risoluzioni

~fono

~-i

03ni risoluzione !:J05sibilc e nllora tutte le

.. le. necessit di non .:vcrc. risoluzioni ulteriori nei

confronti di -1ucllo che e:sc .. ; sono e c;ucsto snre:mmo noi come esistere
Iila

i)roprio il nostro CSGC;r-.::;

Corno

esistere noi,

CCCO

il ~>Unto della

questione, .:iue;sto stcrcbbc ,c-. ci3nificc.rc che l 'csse:re questo l 'esistc-.


re non l'csioturc uc.. l'csistcnzr~; cio: l'essere uesto l'(;sistcrc vuol clirc l 'c:rncrc 1 1ccistcrc il cot":T,_)lcsso delle risoluzioni tutte
risolte dcritro

<.~ucst'

in1r(;nz<:;, che '.JCr

su,~

necessit mi le.scia fuori

le:. necessit .cll 'csiste:rc coiiic un essere ('tJCsto


che non 1 'csistcrc
:.
stesso. l.llore. <:..:ucsto
stenze:. rlell 'esintcrc, se:

~Jro)rio
\~U;::ctn

fuori clcll' e:sistcrc

fC

<...IUCSto l 'esi-

1 1 esistenza dcll 'esistere l 'esscr

questo l 'csistorc costituisce.: l 1csistcnzc cori.C so3gctto di un essere


che
Il

ncc~ssc.rL.r1cntc

3r~vc ~.c;::ll.:.

essere dcten.1ineto.

ucstionc che l 'csscre determinato a questa manie-

re Gen2:-. c:tcn.iinezione; essere senze detcn11inazionc


si ritrovc

c~d

si,3nific~

che

essere ucsto n. )C.rtirc de.11 1 esistenza nelle gualc le.

Mauritius_in_libris

53

0ctcn11inezi0nc non . L'css:;rc

~ktcrminc.to

dcll'csistcnz.c ncscc c.. ?ar-

tirc -1 cll 'csiste:nzn, secondo ;_)Cr il processo che .';lbbi&rno visto finorc.,
ncllr: c;uo.lc le cktcn;,inc.zionc non ; cio: (:Sscrc dcten.1innto lo
stesso che il non

~sscrc

.ella .ctcrrninnzionc ncl!'csistcnzc.; dunque

le detcrr.,inlzionc se non , non .


dove. Il suo non essere tele

!!S!!' esistenza,

nf:l~

non non non si sn

'csi.stcnza ma allora il suo non

osEwre che : tele ncll 1 esistenza fc. s che 1 1 esistenze si!:. il sog3ctto
:lcll 1 essere ckten1inct0

pcrch~

l 'unicn detenllinczionc che; 1 1 esistenza

?'l es;,Jri11ie:rc e .ucsta condizione. ,'.:.i??unto l 1csserc dcten.d,.nato,

~JCr

cui l 'Qsistcnzc. ;?rctcnlcrcbbc che tutte le C:ctcnainazioni fossero lo


stesso che l'csscrc dctcruinato che 1.:: ri3uarde. in ;_Jroprio cio l..'csistcnzc~

.'Jrctcnd.crcbbc

l 'onnicollnrcnsivit non di se stcss.:::


.

If,

di tutte

le dct2ni1inc..zioni sccon-':o l'essere dcterr.1inD.to.


In .i::ltri te:rmini: noi

ciru~10

e;sictcnzc

~0rche

non co1aprcndim,10

la: detcr1:ine.zionc se non in :ucsti tcnai.ni cio sa non in


secondo i quo.li L':'. .-l<;:tcn.inazionc

che~

\~uci

tcrr.1ini

posso COI11i)rcndcrc cor.10 esistenze.

.:ucl rnio essere dc tcnninato che nescc dcl fc.".tto che ncll 'esistenze:
le, Jctcn..int".zione: non ,

~Jcr

cui il non essere stesso

~:!8llll

dctcr111i-

nc.zionc che costituisce.: l'essere dctcnaineto :aa non l'essere dctcn11im~to

Jolla detc;n.1it;ie.zione me 1 1 essere 0.ctcrrilinnto di ci nel quale

_i1c.

,.:!ctcrminazionc non ; csistcnzialrnr:ntc ?Cr questo motivo non posaic.r10


comprendere l 'e;s3oluto non perch le..

nostrr.~

ragione, limite.te. a,l li-

_,1itc delle rc3ionc stesse., sccon::fo il quclc si possono ccpirc_ soltcnto


le cos che hcnno confor1.1it cl suo lil'Jitc. Quc.ndo noi cnschim..-io ocl
trucco inte:lrle;ttuo.1.istico secondo il t~ur.:lc le. regione limite.te. al suo
lililite; ::>crci> non o11~)rcnc1.e 1 12.ssoluto, non c01.;prendcrc 1.' c.ssoluto si3nificc. ammettere che 1 1cssoluto non confon11c ai .1;.1ici lii:iiti e viccvcrsc c:wmcttcrc che tutti i liuiti di cui sono fornito 1i:i stenno cos3.
b.:.;nc da dnr1.1i il

1;~odo ~~i

non

~K.nsc.rc

alle cocc. scomo:.-1c e mi fnnno pcn-

s.:;,rc invC..'.cc elle cose COii.ode ,Jorchi 10 c:_;,sc comoc!c sono le cose conformi; de questo
essere

~x:ssivi

~unto

;li v!sta. non vero che solo .3li c.nir;,e,li oon0

eo13!3e:tti r.i Lcccanis1,1i condizionati, noi lo sic.i.Lo uol-

to -)iJ intclli3cntulilcntc e fooltv )i<) cliccstrosei.ncntc ?OrchS noi nim.10


COI1~Qri.:i.s.t:i,

_c:crchi.:.:qo ,:i. vivere in Iiic.nicra che il conforrais1,10 cio

Mauritius_in_libris

54

c~UC;llo

che ncll' nnimclc rneccnnisu10 dovuto

,~

cause esterne;, in noi

c.utocducnzionc, confon.1is1i10 pie:no, e..ssoluto, 1actafisico ;>crch io

sono fornito di !.ir.1iti ;;cx cui tutto ci che ste dentro ucsti limiti
v~

bcnt e qu0llo che stc fuori non ve bene. tilora l'assoluto

non lo

?Osso ;?ensare i.Jerch 1' c.sooluto in un cc.:rto t.10do por cui la regione

che io ho non ;,:;u essere ci che pcnse l'assoluto in quant:o l'. rcqionG
non fornita. dc3li ctrJiiicnti o delle chie.vi per arirc la porte. clicl~ ucl~

tro

l'Qssoluto vive le sue vite.

Non ;>u esserci

-~ualche

cosa che nel suo essere, si~ tu1I.~nt0 re-

lative. tutte, c. se; stesse. dn arr11i

(}l

questo essere: essa rclutivc solo

a se stesse. 11: rcl.:lzionc

ll~

;_)cnoo rclc.tivn a se

ci

~~

r.1c che

stcss~.

Non

essere c,u.'.'.lchc cos:.:: che t.::lmcntc tutte. relc.tiva c. se stesse.

JU

dn dermi conio c.iucsto c.:sscrc tutto. relative. a se stessa da se stesse

h-: rcl:.lzionc:: fino e. rnc ::-1allE'. ';uelc io le. :xmso.

Questo vuol
~)H'.,

:~irt;

un discor:::;o
.

. ..

,.

.. .,,..

;3ros~o

in una

sc::~c

che unn sede

...

strcttcJ'lcntc t8orcticr\ x:r e r:c fntc.rcssn un' altre. questione.

Pur c:ualc r11otivo (;Sistcnzi.s.lr.1cntc non comprendo l' cssoluto? Non perch
io s~no relctivo e l ';.~soluto l'assoluto; tloppo banllle, tro~Ji.Jo
.
Shl.
rm-.
bnrn.:.le ;)(:::r l 'l'..saoluto non ;;>cr noi. Per e . W~<fi'b--1 1 essere cli;;>cndcnz~
Schleirmacher
da ( Gcmtit&1cnto rcli3ioso) e stc un p nlla fonte di tanti diecorsi ;><:rD.tclo3ici u toolo3ici contcriii)Orenc.:i perch ln Ji_?endenza significa
un anonir.10 rcL:.tivo n.:;i confronti .;-li un' monil.ia c.ssolutc, l 'csGcrc
rclijioso come

r~.iiJcn.Jcnzc. ~k.,.

il senso .k:l Iiistero, dcl s&cro, dcl

numinoso a queste. rnnnie:rr.:.; c_ucstc le via 1)i<: como1JE:. ~cr dir.:: di non
cc.pire niente n di r,1(: n:~ di Dio 111a <ucsto bano.le per l' l:.ssoluto,
non solo bo:.nclc y r l 't..wsuluto 1.u.:. dcfon:;o.ntt; 1 'esistenza pcrche
! 'esistenze; :xr ncc.:;snit sua non ca;.::iiscc le
,-,u~.lc

nella i;iisurc. nelL'l


to che non la
l 'esistenze..,

lL (ctcrrainc.zi.:mc

~,.cter1.1in.::::zion0 tC

dun.~u.:.

dcterrHinazi~nc
(~ucsto

le ':lcteru1inc.zione che non nel-

~',clL:.: :~e:te:r1.1inazionc

che, csccn:lo l 'es cere dctcnaina.to

?rcsu~?~)on0

ncll 'ccscro

ci

.)U

essere un 0sscrc

c~ct0n11inato

Mauritius_in_libris

dctermin~to

che ci sia c:ualcose. che

non l'essere c!ct;rri:in,".!to, ue. ci che ctcrmine. 1


dum~uc

dctcrrnin~

il non essere dclL:. dctorminazione ncll' indcten.d-

n;:t0 ni il non ccsr.re:

zionc e

essere

se non

r~unquc

la dctcnllinc-

che esaurisce in

55

s tuttl". lc1. dctcrminc.:'.zionc per cui


~)i1

tcntc tento

c~uanto ?i~'?.
tU:tt~::

il suo essere; potente

la dcitcndnc,ziono

:)0-

le: sue irn;?otenzo., per0

ch il

SUO

esscro :_JOtcntc l 'es cere ::'.cten,,inc.to,

CSS crc

dctcrrdne.to

di cui la dctcn;linD..zionc cc.pt:.cc tr:h.cntc dc. fcrc sl. che l

'cssE~rc

detcniinc:to non si caiscc sc,nza lD. detc.r1dnc.zionc;. l1a questo pro luce
c.nch.:. il 1uaio ucte.fisico,

~rosso

verru;icnte:, secondo il -.:ue.lc tutt0

l '0sserc ctc:rr.dnato. che.: 0311i essere detcn;;inc.to , e scurisce


,

ve. in se le c.1ctcn.1ine.zionc d. cui e non si capirebbe ll:

risol-

e;

detcrrninE~-

zionc oc non pcrtissir.10 lc.11 'essere c:ctcrminato ?erch nessuno di noi


t)crcc~)iSCL:
Ilt'.'.

L: dcte:r1.:irn:zionc, i.ic: tutti vivicrno l'essere determinato;

tutti noi che vivirJ..;o l'co:::;crc ctcrr:.inr:.to :>rctenGimao, vivendo

l 'csscrc :ictcrrdnato,

.~}i

sa

stesse. non corac ktcr1aina.zionc

che esercito.

ril'.

S'-!

ivc.;rc 1.:: cktcn..inazionc che esercita se stcs1,:c,

cor.ic ci che

esse. fl.ivcntc., :Jivc.nt.:: nel suo esercite.re se stcsoa: la dctcn..-.inc.zionc


che '-scrcite. se stesse c1.ivcntc:. l 'csscrc dcten.iin.::to. Farcrino presto c.
dire di E:sscrf; une :Jctcn11inezionc in
'.)U "Jrodurrc in

.I

Ji f.::rc un Lo:;,

che c;ucstll determinazione

stesse. .. l 1csGcrc .t:terminato .Allora ho biSO(!tlO

cr.;

..

-~uello

1,1c.

"

il Lo!: non 1 1 esocrc dctcn.1innto nel qun.lc le

dctcrminc.zicnc che sono io viene . tu'ttc. risolte., e:sl:>rcss.s., Cotiif>rcsc.,


con3eL:::.tc., .,_)cr cui se diciarac; t':ichcl<;.n:1elo e

dicierno l1os diciarno

le. stesse. cos&? Per cui ;Jcr noi storicruacntc f'lichelangclo per s non
~)i)

interesse
tutte~

c:.nzi, e

le. fc..ticc. di

(~ucsto

lc~1e:re:

.::ccadc )Cr i
)OC ti

~Joeti

in IiiCnicro e:semiJlarc,

consiste nelle faticc. di rcctp cre:.r-

nc.: V~ bio'5r.;:.fic (bio3rc:fie.. nel sr.nso

forte) :;erch tutta la bio-

)Fl

1rcfi<.::. che interesse. ~~ci ~)octi 1::-, i.iortc dcl poete. nelle sue O?Crc,
in

~~u.::.nto

vive.: e

solo i.10rcn(o nelle sue

c~ur..sto::.

~csto

o~Jcrc

vive

(~

3UBi cht non

ci csii.1c .-~.c,llc. necessita c~.i vivere Leo;.J.?..rdi come fratello

.~:ie: stcr;s...:i r,:!.


~

~)octc

i.c.nicrr'. c01 ..c.. ',Joctc;?

;:'.elle 1ic rdscrin bio1rc.fichc:? Pcrch:j

LcoryarJi

il

L:~

bio3r.:.fie cc l'ho nnch'io Ji

su ~~.ucsto )ic.".no che pooso intrecciare il r.:.::>porto con

:x:r ::.:scE:)io vcnir.r.10 ['_

vitD. che ci fanno

s~Jc.urirc:

1.ir:.

cc.~>cre

c.lcuni ::>articoleri de:ll.n sua

con!C, l'Infinito -iUCsto? .Alloru co-

rdnciEno i -:u<?.{ ~:>crhf:: ci u:;i1;1im110 ?.nchc dal se;_Jcrc queste piccole nor

tizie

bio~r.:.fichc

nor.1c se non e' intcrcssc:.ssc.:ro. QuC;llc i.Jiccolc notieic

Mauritius_in_libris

.
bio3re.fichc.. non

sQJlQ __

i~UE:StO

-~

\1 \ '

solo 6.ffc:ri suoi mc. sono cffari nostri in GUcsti

termini ontici: noi vivicuo le:.


f2cilc; C'..).JirE

....... . :,. (

c~etcn1inazionc <'-

1iSC01'.'CO nei confronti dcl

<:luestn
mnniere..cd
.:.
iJO(~ta

perch il iJOC:ta

in fondo riii l il r;;o:.lo Ji lc33crc; c::.ucsta sorte .i disastroso viluppo


cli nodi che 1 1 coict(m8:::

c~.cll 'uo1,,o

, in quc.nto il poeta richiede di

riman(.;rc s1.31:19rc c;ucllo che esso nellE cose che hfl scritto iuc;di.unte
tutte le coac che' . stc.to nella. vite che ha vissuto e dobbiamo stare
~

l!ttcnti noi

rendere

~;rc;zius(_~

2ncho le.

noie~,

\~uclln

be.nalc, delle.

vitn di un ;>octc, :)cr CD{>irc )Oi che la sue O;?crc 3rD.nc non ;:>crch

~Ji 1J

_jre.ni::e

r~.i

1..lu8llr:, noif'.

~)(~rchi:.!

SE; noi dovcssir.:i.o capire le opere.

di un I)001;_f. )crch _lt l 1uor.;o vcrc.nent<:. 3randc, poi i)er, nelle cose comuni,

ri11.;nr~

i)ic-::olo, invece!, <uc.no fuori de queste cose e

prendo lo. pcnnr. e L::. bruni.lisce: corno une. specie di spade. rnctafisicl'.
su tutto il li'Jondo', n.llorc vcre.i-nentc grcndc, CD.iJirc ma come e ovc?
Nelle. rctoricc. c:.cll 'csiotcnza che il ;_Joeto stesso c. non volere perchi se il ;.:>octc. c;:u,lcoGc.. rn'inscgnn, i.L'insegna eppunto a non rctorizzare :1roryrio 1 1 csictc~nze>.
...

sK~ratc.mcntc

r. :c,

la

-:>crch'~

.i.

s~)crcnzc.

se ,.,ualcosc. fa soffrire il poeta di.!lo

::c::ll 'coistcnza.

oltre i::ucsto, il cliocorso

~ ~Ji

cderncntare: oltre questo il

discorso inerente csistc:nzialrocntc a noi; sierno incatcnl.ti e over


c.::~)irc

che non

?os.~o

cc.:)irc le. determinazione se non attravoroo, l' c.s-

se:rc (:1.ctc.;r1iinatb chG ~cr c-~ucllo che ?Crch6 la determinazione non


ncll 1c::;i13tcnzc. Dun.:::uc c' un non essere della determinazione ncl-

11 esistenze. a cucsto costituisce il Dunto di avvio dcl discorso vcr-

Mauritius_in_libris

)7

3. - L'identit dcl nullu. e dcl niente e 1 1E:ssere dell'essere ncl11E:sistcnza.

Il soggetto
c~l
~e,

COlilC

rlo?~Jio

essere

;,:>roprio st<.:sso t.sscrc

do?~>io,

che in re1pporto e. s stesso,

he una dopiezz""' che il soggetto nc-

l'essere dopL>io co1uc so3gctto dal ;:mnto di vista del soggetto

dell' (;SscrE: dctenuinnto, non d0l soggetto cor.ie tale; l'essere doi:.it>io
dcl soggetto si,snificc. una dopi)iczza ncd cui confronti il so3getto
cmue dO?i:JiO ?ercib

ne~azione

del soggetto significa la

delle.

do?~iczze

do~J?iezzn

per cui l 'esst-re do;>?io

ne6ata; questo corris?ondc al fet-

to che nel so5gctto, in c1uanto il so,3gctto di cui stismo r:>arlando


l 'csistcnza, nel so:53ctto che l 'csistcnza, l& dctcninc.zionc non
e tanto non nel so33ctto 11.:: rictcrniin.:i.zione che questo l'csistcnzn
co1ue essere dcten11inato. /lor."J. l'esistenz& co1uc so3gctto nei confronti, potren.I"iiO dire, di s stcssB., cofiic essere dctenuinato, l 'csistE:nze. che co1i1e so-sgetto essere doLJpio nella stessa misure nelln quale
_t>er una parte la dctert1inazionc non ncll 'esistenza, e: la dctcn11inczionc non essendo nell'esistenza questo significa che l'esistenza
essere cleterminatu; e i.Jl.:r l'altra l'es:::>erc dc:ten11inato che proprio
Jcll' Esistenze. i)Orci fa s che nell'esistenza la detenuinezionc non
si&. Sc:condo c.:uesta sorte <li

~(;ornetrie.

c1c1li clementi che stanno con-

ponendo il discorso, cvidE:nte1.,cnte ella determinazione

che non nel

soggEtto, che non ndllc. E:Sistenza e che costituisce perci l'esistenza come so3getto e all'essere determinato che ?roprio dell'esistenz.:: nella quclc le. dctcr1.1in.s.zione non , corrisponde l 'csscre doppio
co111c soggetto de. una ?C.rtc e ln

Jo:>~Jiczze.

1 'altra; rua une. corris;>onclenza che

~)U

dE 11' essere dGterminato dv.1essere e..ssunto. e che u es-

sere ce.pite o com?rcsr: soltanto ncll 'essere compre. so del

so.~gc;tto

co-

u1e tale: non un rc,)~)orto che ~Ju essere coru~)rcso per s, non una

corris;_Jondcnza che

)U

essere cornprc.s6:.

~cr

s; una corris.tJOndenza

che com::>rcsa. nell 'csscre COI!Qrcso, nell 'c:.:sser0 cor.1preso per cui le.
}ro;;>0rzionc

com~)resc.

il contenuto di une sua forr1u1 (stiamo schc111n-

tizzc.ndo) di una sua forra.e, c!iciruuo di un suo modo fonaalc, di uns.


sua idee che l'essere cowprcso e che non l'csscrE' compreso corri-

Mauritius_in_libris

s;>ondcntc irurnedictmucnte al contenuto dcll' cssrrC' cornprcso stesso,

i;m

l'essere cor.h)rC;SO dcl so3getto stc_sso; cio .il soggetto, il sog3ctto seru?rc- nelle. 111isurr. o ,nei lirniti in cui il s3getto, l 1c~sscrc
~orn~rc;s0
~

che

Jc,l soggetto Un coup-reso, il ,ci che, essendo questo, non

cm1~rcnde

ci che cor11preOO,? cio non chG com?rende il contc:nu.,.

to ?rOi.)rio che costituito


za

;n

c;uesto

3nif:f:c~
stenza.-~

al.

i~104;J ~)er

.Jall~esscre so~getto

do. i)artc dell 'esisten!"'

cui essere soggetto da. parte dell 1 csistenz'2 si-

lfi ('!eterruinazione che nort essen.o ncll 'esistenza perci 1 1 esiessere 'ktcni.in,to coriie

so~gc::tto.

L'csscrE'

do}~)iO

coflic

a~)r>artenenza

so~ee:tto

dcll 'essere determinato

ci che 1 'essere corrprc-

so dcl. soggetto con?rcnde: non Co'.:ic l'essere doppio qel so3gctto uu1
com.e le.

cio;>~Jic.zzc

che sta di fronte all'essere dopgio del soggetto;

;,:Jcr cui l 'csscre op,Jio dcl

so~gctto

nel suo essere tale, questo es-

sere comprE;so,el soggetto stesso, nei cui confronti la doi)piezzu. come

'

tale non ;?U essere, cnchc se esse c'; esso.. c' perch l'essere deterr11inato cio 1 1 esistenze corue essere detcrruinato.

A questo ?Unto si pu .dire: l'esistenza come soggetto in questi


term~ni,

_so3getto in (:uc,nto essEre

do~pio,

in quanto essere do?pio

;_Jerch ;>er un verso il suo essere soggetto il suo avere in .s ln dcterminczionc che non nell 1 esistenza, e.vere in s la dcterr.1inazione che non ncll' e sisten~c stessa, cio in questo particolare; tipo
,d_i

~soggett9:

m!nlzionc;

quest~:

all~J;"a

.nvere. il non essere, ncll 'E::sistenza, della deter-

questo non essere della determinazione nella esisten-

za, de. ?erte. rlcl so1getto, dcll 1 esistenza, un essere doppio con)e so3getto,perch ._ un l'..VL:rc il non essere, nell'esistenza, della dcten11inazionc, per: un verso; per l'cltro: essere
si.~ifica c~J;>unto

so~getto

a questa maniern_

E.sscre con.e (!O?pio, csscrc come dopio

~erchE!

l'ave-

re, in quanto l'avere qui ~ignifice. avere in s il non essere stesso


delle etenninezionc nella

~sistenza,

tale in

qu~nto

uesto avere c' un essere chp l'essere dctenainato;

di fronte a
C'

non un esscrf':

dctcrmincto che sic t[!.l,c rer s rac. l '0ssere dctcn11inato stesso dell.::.
esistenza.
_Per l'essere dcterrnineto della esistenza quando viene visto
dall '.esistenze e. ?artirc delle. esistenza verso l'essere dctcnninato

Mauritius_in_libris

non viene visto co1'lc l 'cssere dcterrliinato ma vi(;nc visto eone essere
cfotGr'I.ineto, l ' ( sistcnza come essere detcn1&in.::ito. Nel rnorncnto nC;l quale iL dH;corso

riconiinci~

non ?i. dall 'esistenze ma de ci ih cui l' -

csj,.stcnza t::.rriiine, il termine ?ro;.:>rio dcll 1 esistenza non _pi1J. ..essere


d~terminato l 'csst;r(' cicten1inA.to; ~hc vuol dire 1 i,e>sscrc dttcrrni-

nnto?
natu;

scconrJc., inutile dctcnainnzionc di ci che

una

?Crch~ !X~r ~oterc

~i

Jctcrmi-

ricm11?rondcrc ci che 1 1 esistenza compt"cncle e

ici nel qu.18 l'esistenza.. . esso. stesse l'essere compreso, per dovere
1 ricfot~;>renderc
'

. dctcn11ine.to ;'

questo, i~ ,r.icoru~Jrendcre non pu partire da un essere


.
~">.?.rtc

dc:dl ~ css-r dctcnaine.to

cio~

re.suppone che il di-

'scorso sia stato fetto de un dctcrr;iino.to tell1icnte deterr1iinato "de

pot~

re . essere tale nei confronti rlcl suo essere dcte-rminato;, sarebbe couc
.

'

dire: da ;>0terc essere un dctenhinato talLJE:ntc tale de potere essere


tal in confronto t11 ncutrq delle determinazione, perch l'essere determinato, da questo

~Junto

di viste,

co1~ie

essere deten11inat:o, il

neutro dell.::.. dctcn.1inazionc nello stesso senso nel quale questo neutro
significa che il so.1gctto doio. In quEsto per un verso l 'c_sistcn-

za scm;rre questo determinato de.l

~ui ~unto

di vista la determinazio-

ne si dcterruina cfoterr.-1inctamentG ?er cui non posso capire la dcterndnazionc se 'non cotiiC l'esistenza che come essere dctenninato ;_Jcr.
i)rin&& Ji questo stesso, le. dcterrilinc..zionc coae l'essere detcrr11inato
dell'esistenza stessa per un verso,

mll

;_Jer l'altro, dovendo ritornare

ell'csistcnza, questa necessit dell'essere tleterminnto di

ess~rc

ta-

le dcten11inatlmcntc, si ri;_)roponc cm.ic necessit dello stesso essere


de:tcrmina.to li essere te.le inetcrr.iinatamcnte; per cui appunto a pn.rtirc de.ll'esistcnzc, l'essere detcrmine.to essere eterrriinato; e a
:.>nrtirc dall'essere clcterliiineto, c:sscrc dctcrruinato cio un dcterminatO dctenilinatlcrnc:ntc tale nei cui confronti dall 1 esistenza in
?Oi lo stesso es S(~rc dc terruinc.truucntc t~.le inde.terrainatarnente t'elc.
L' esistenz.a. e. ucsto i.JUnto non ccmiscc,,

~)crch

il suo essere dopio

come soggetto ~)ro;_Jrio questo non CEJ.;?irc e qrn:sto non capire significa un discorso fondruacntnlc che cou10. C'Sistenza non _possibile fare
ed il seguente: 1 1 essere
indcterr11inatarncntc e

t~uesto

(~cterrnihcto

se

ta~c

non pu essere tale

il punto; deve essere tale deten11inate-

Mauritius_in_libris

70

mente; mc. il .ovcrc. essere dctcrt.iine.tamente dcll 'csscrc etenninnto


si ;nifica il ra;>)orto intrinsec -tr.s. d0tcnilinazione cd csscr, (_le terminato ?er cui il detcnine.tar.icntc
ZD. ~ur~

delle

~cll

'essere

.ct~r1ilinato.

la ;_Jrcsen-

c. s stessa; Iila l'esistenza (;Sistenz.s.

-.'.~(;terminazione

esatte.iuente perch2 non )Otr mci avere neanche il ;:>roblema o l'ipotesi


1cllc ,t>rcscnze. pure. de:lla dcter1.iinazionc a s stesse. Il rao:i:;icnto nel
c,uelc l 'sistenze.

?U

a.vere il :_Jroblcrnc. o pu ?Orrc l'ipotesi dclll

"'
;::>rcsenza
lJure delle ,Jctcrri.inezionc a s stessa, come se fosse 1 'esi-

stenza capace di rinunzie.re c.ll'csistere e allora come se l'ccsistcnza (;Sscndo, non fossC;: (:ucndo sappiamo che proprio dell 'esistenze.,
essendo, di non essere e, non

csscnc~.o,

~)er

di essere. Cio:

1 'esisten-

ze non che cori1c se usscndo non fosse e non essendo fosse, ?Crch
se l'csistE:rtza ;?Otcssc rinunzierc al suo essere, diciarno cos, che non

, e al' suo non essere che , e:Jpunto questa rinuncia significherebbe


ln ce,Jacit Jcll'csistcnzn di nrrive.rc.: ad una modalit nssoluta Jel
non sscr che non essendo e dell'essere che essc.:ndo non , dal cui
punto J( viste il discorso dovrebbe non .ricorainciare, nascere addirittura ~Jerch jo':'rcbbc essere ca.?nce, il jiscorso, di conquistare attraverso il r~iodo, c:ttra.v~rso qucsta riiodalit assoluta, la assolutezza
che fa assoluta. t;ucsto. rodalit assoluta. E' .come Se.' dovcssi1uo dire
che il problcilll. raul to ?i-'t Jrnve de. questo ;:>unto di vista perchlt
mE:mo 3reve, ~i tollnr,:;bilc che in fondo l 'c;sisterc dcll 'esistenza

sia apunto t;ucsto essere che non e questo non essere che ; ?Crch
ricordiamo che l'esistenza rinanc

scra~.Jrc

obbligata a non idcntificcrc

la identit dcl nulL: e dcl ni('ntc. E il non identificare

\~ucsta

iden-

tit l'unico 1o.-lo cli essere dcll 'essere ncll' csistcnz.:; ciucstc obbl:i.3nzionc a _non hk:ntificarc queste. identit, non la identit ruu gucsta identit,
de.l l)unto di vista .ell 'esistenza, l'unico modo di es,
sere cll'csscrc ncll'csistcnzc; COr~ispondP allora al fatto che !'esistenze nel suo c:sscre
non e nel suo non essere , che il discorso
.
'

un

~Joco

pi".

~siste:nzic.lri.cntc con~)licato

di _..1uanto invece non risulti

ontoL)3icamcnte, ontolo.3icm,1cntc sccon(10 le. linea classico del discorso onto1'031"cv9_::crcil::rtdo


.

.5rCsU\D}lruao--ar ri\isCirc~ :. i)~nsare ve~ernente


.

stcnza quando sil.rao riusciti a

~JensL.rc

l '-csi-

'

ln contin3cnza. L'esistenza

Mauritius_in_libris

71

si.~nifica

conti~cntia

fon:la.mcnteli;1cmte

mumli soprattutto nel senso che:

1 'c,sist~mzc c:ue.}..bro. cose che in tnnto s{ capisce in 1.:u.nto si ca.)i-

scc ral potere essere e dal ,?Otcre; non essere (1.i ci che ; ma tanto
~:>u

ci chE.

essere e ?U non essere che in realt il i,JOtere essere:

o il )Otc:re non.essere:, da sucsto ?Unto Ji vistn, ontolo5icarnente al-

1' esistenzr-. non interess2 effltto ccl evidente dc.to che il .Jrirno e
l 'ultirno atto .i

'.~ucsto

;_)oterc c;sscrc e

ca

quc.sto ?Otcre rion essere

il fatto che io sono; " se io sono, niente Iui interessa

n~

davanti n

c.ll S?C.llc trc.nnc il 1.1io esserci.


Il '.Jiscorso invccC' :)urtro:)?O un )OCo ?i co1aplicato perche ll..i:J;_:>unto l'esistenza non pu

~vere

n il f>roblcma n ?Orre mai 1' ii_:>Otesi

dell'eventuale r.ioJo di essere che essendo non (: che non essendo ;


C.&'punto

~Jerch

il suo stesso essere ucsto essere che non ; e questo

non essere che ; :xrch ap:Junto l'unico raodo di essere dell 'esserc
nell'esistenza s_ucst2 obbli3azionc alle. necessit di non idc:ntificnre 1 t i:k:ntit lcl nulle e clcl niente; ;,Jer cui sarebbe come dire: la
identit del nulle e del niente tutto l'essere che interessa quell'unico rnodo Ji essere 0.cll 'essere ncll 'esistenza che l 'esistcnz~
obbli3E;.t.n e. non idcntificl!re; :1cr cui di fronte n tutto l'essere che
di fronte cll'Gsistcnzc. l'identit di nulle. e di niente, nei confronti

~Jro;_Jrio

k:ll csist,nzc essere perch l'unico modo di essere dcl-

1 'essere ncll' csistcnz.n (.Ucllo obbli3azione e non identificcrc; ?Cr

cui .uando e se t:ucllo l 'czscre, il suo corrisi,'>ettivo il non essere mn non il non essere
il discorso

~xrch

r~cll'csscrc,

c. c::u:::nto

?~re

?Crch anzi dovretillao invertire

il non cssC'rc dcll' essere sarebbe:

l'essere ac1.irittur.s. co11i. iJcntit di nulla e niente da: parte dcll'C'sistcnzc 0vL:kmtcmente; e viccvcrsn l'essere che interessa l 'csistenzo,
c;u.::ndo e
stenza,

~e

int~rcssc.

m:~sto.

l'esistenza, si rivela cll 'esistenza per ].. 'esi-

essere come non essere; ma non cornc non essere appunto

Jr:ll 'cssere:, pcrch8 l'essere che interessa l'esistenza questo essere


che ha alle

SUC:

S?allc il vincolo idcntitario trail nulla

il niente.

L'essere deve 'Jr ima fD.rc i conti col nulla e col niente nella identit dcl nulla e del niente; l'essere che deve fare questi conti l'essere che non vr:. all 'csistcnzn;

l~ucsto

fc'.lrc 1 conti dell'essere con ln

Mauritius_in_libris

12

identit dcl nulle e dcl niente sijnifica libere.re? il ....__


non iclcntificeto Jnll~ obbli3ezionc; cio-si3nifice. im?c.dronirsi della potenze J.ella
Lkntificazionc;
non

(~uc.lchc

to in cui l
scli;:Jrc c,l

mf'. h-1~x~c:ronirsi

di tiUestc. potenzn, di c.;,uesta dunai-uis,

cose. ch0 pu q):>cxtcncrc c,11 'esistenza pcrch0 il mCili"-.!n-

'esisi:cnz~

1.1x:icnto

fosse ca;_:>llCC di

quc~to

corrispondE";rebbc

nel. (;:uelc l 'csistenzc. dovrebbe rinunciar(;

sn. Invece 1 1.esistcnzc.. ;_.>er eosct'e, rne. ?Gr

(~Sscrc

ccr~~c

s6 stcs-

secondo ci che esso

, l'esistenza. che t.::.lc in rcr.>:(OJ:"tO all 1 esistere, ba il iJroblm.u:.


enonac ira)ro?oniLil:-:: :1cl suo essere o?;>io co1c sogsctto che di froni.io-~o

te . li s. h_s un
cps8rc

~c.llo_

inc.:ctcn . i~ato
e:::;~..;rc

13!=..SG_ao

.~j..

essere e un 1..iodo indetcn.-1inr.to Ji

che; 1 1 essere;; dctcn;1inc.t0.; dcl cui ?Unto


:lctcn.,in~zione

di
viste:<
.. lE, :Jrcs.cnz.s.
)urr, (ielL'.:
. . ...
...
......... - ....... - - . . ..
. .. ---- -- .

..

c.lle
dctcr1 .. inazionc
.
. .
.

non ne:r.irncno 'ensr..bilc; anzi 1ovrm.1no csistenzialtilC:ntc riuscire a


confesse.re:

che~

non

sc~:;:JiD.i.-io c~ovc

trovi~.10

le

~Jarolc

"

?Cr potere cci_)ri-

mcrc ci ch0 non ;:>ossici:ao )Cnst.rc; perch ci che esistcnzic.ltilentc non

;~cnscbilc

ci clK csistcnzi.:::lI.cntc sti<.:r.10 dicendo in ucsti ten.1i-

ni: le i:Jrcscnza ,Jurc. dello.


0

:foten~1inc.zionc

a s stesse. non iJCnsabilc

non possibile c:r..l unto di vistn cll' esistenza; e per qucstlo di-

re chc questo .Jirc in

'~ucsto.

rnr.micra qu&lchc cosa che non :>cnso che

non debbo pensare che non _Josso _xnscrc, Jovc trova l(; ,Jerole iJcr dir-

si? Potrcrnrno .Jirc:

u8sto dire trovc lc. p;:rolc per Jirsi in uc.nto

..c1

Jirsi' in c;ucsti tcrr. . ini zi1nifica esistere;

~c::rch~

l'esistere appunto

che cosa ? Qucll: incnmzG- dcll 'e sacre finito all 1esistcrc stesso.
nellll. quale tutte le risoluzioni

risolt~

Idi cknno 1 1 0.Sistenzn com:'

steto della libert nei confronti dcll '"'.;sscnzo. dal cui ;>unto di vistn
il diGcorso si

~)u-1

f crc in r.,r.:.nicr_ te.le:: che 1 1 essere sog3ctto come es-

sere Jo,);;)io ai.;nificc. 1 1 csscr.:c

c~O)i'io

che non d.-:;vG essere t.:::.lc: :)crch se le.


z~.

nei confronti di una Go:);?iczza.


dop~Jiczzn

tslc corae doppicz-

essere
il sog3ctto non casere c10nio: e vicevcrs.:::. il sonctto
..,.>
.

;fo~J,)io

esc.ttru.1cntc: )crch:~ la c1.0i)dlczzc, co1~1c te.le non do;>piezza mc.


dO?)iczzc nel r. io essere ::~oJ:>io; )Cr cui 1 1EoSscrc dO??io <la :)erte
dcll 1 csiztcnzc. che )rf::SUiilc

'~.i

)Oterr.; d(:tcnninlrc la do;>;>iezza; e in-

vece ~e. c~O))iez,zc, non dc.terrainc,bilr dcll' cssorc doiJiJiO :>erch 1 'essere;. clo;,J:)io tc.lc

cmii;~

so:s ~c.-tto nei confronti dell 1 Qsserc cfotcr1,d.na.to.

Mauritius_in_libris

73

Ed ?rO)rio l'essere cktcrr1in:::.:.t~chc fc. essere queste. do?(Jiezzc che

. non , L1erch.:: .:q;_Junto coriic essere, cl.-etcrr:.inato o come l'esser(;: deten.1i~)cr

nato,

~ctcnain,-::t'!Iaentc,

un verso te.le

indctcn.:ine.t.:-..ri<entc);
sere c'.cterrdnllto,

f~llora

~uc:sto

per l' o.ltro verso tele

't(;;rr~1inc.tcrncntc

qucs.to essere:

c~.cterrninc.taI:1cntc

essere

tale Jc.::11 'es-

dcten.1inc.to dcl 1 1 c:a-

serc

(~Etcrriiine. to,

c:ucsto essere: indetcn11inctG.J..icntc dctcndnato dell 'es-

ser::

ctctcn~iinato,

llUcsta. .ltl

do:J~)i6zza

nc1c.tc nell'essere

clo~Jio

dcl

sog.~etto; Iiln (1ue:st2 clo~1)iezzc. ncqc]:a ncll 'esserc dop;_Jio .Jel soggetto

non nc,1a l 'e o sere ctcnninc.to; nege. che 1 1 essere dctcrrllinato sic tale
c011iC

do~))iczze:

fuori Jc.11 'csscrc

do~);_)io .

Cio: (mesto il fatto esi-

s'tcnziclc che 1 'esistenza cot:i.c so.11ctto .Ju so;)'.)Ortcre .i essere dv2;,io e. tensione infinite me. non pu tollcr.3.re di essere do;)?io nei confronti o di fronte 2.lln 0.oppiczza cornc t.::ilc.

E' como se tutte le cose che si

~)assono

dividere esistenziail.rncn-

te, che ;>ossono Jividcre un um.zo in s stesso, l'esistenza n(.:ll'esistcnza, come se tutt2 le cose che ci ;>ossono dividere essendo scm;irc
le cosCo: che sono

tc~li

Jcl fatto che io le vivo non dnl fatto che csoc

vivono, casendo sctn)re: t&.li a queste condizioni, il loro essere teli,


:per cui se sono te.li in ,1uc,nto io le: vivo e non in qulnto esse
vono o in :uento esse vivono
questa rnanicr,

~)ossono

~)cr COiliC

~ui

vi-

sono, liUcste cose che dico a

ividcrci soltonto se fanno di noi '-1uell 'esscrc

iviso che non vc:-lc mai s Gtcsso couc essere diviso; rlic si illude
chc l'essere diviso non csiGt<J.
me ..:_.uC;dl'esscrc diviso che

~>crch

~-Jcr

sono tJrO?rio io ad esistere: co-

fn l'unit di tutte le cose che:, mi

Jividono; e questo corris:1ondc nlla be.nc.lissima cosa che diciar.10 quando dicic.rno: noi p0ssi<:n1iO f::::.rc tutti 3li atti rJOlteplici e;: indefiniti
delle.
1;.o.

nostr<~

scu~)re

vit.:;. e noi rirac,nimao

noi stessi, non gli stessi

noi stessi. Quc.ndo dicie.r;10 questo fcccinmo finte. di ca;:>irc che co-

s' questo noi stessi che ri1ac.nc

scrH~Jre

s stesso? Siamo capaci di es-

sere tali in quei r.1illc i.iodi ?Cr cui diccvo..no i

~rcci

il me.le lo

Sl'J-

)iamo forc in infiniti r;iodi? Le cbbia110 Sl'.?Uto do)?O 1 1 esperienza cristiane; che
re in
r:i.&

c~uc3li

)Urtrop~;o

~)C:1~io

cli

infiniti hi\.xli ;.x:r cui

~)rirna

anche il bene lo sniJpirucio fa-

su~J?i&i10

fa.re tanto male il bene

riuscire a fare tcn'to bene il l,J.!.le che alla fine l'unica cosa che

Mauritius_in_libris

74

?are che debbc

rii.~c.ncrc

..

calvo che uno faccic. e scm:,?rc. ll stesse.. dobbic.-

i..o )Otcrln e.vere per :;uc.rc:nrci allo. s;_:>ccchio e fc.rc finta. rli riconoscere il nostro conoscersi. E bene o liialc tutts le cose che facciru.10 ri-

-:::hc rin.e.ne scr.1.;;rc ln stesse. r.:.ttrc.ve:rso h.; mille cose che quin:li non
riescono c. dividGrci? 'Oll lliscorso deve: essere fc.tto fino in fondo in
qu0sti tcnaini: :Jcrfcttr.mcntc inutile che: noi fcccif:JiiO ricorso c.llc
scie.nzc :;_Jcr farci dire che cosa questa cose che rimcne scrapre identice.; e non che inutil(; )crch ci sic biso3no cli :::!i1t1ostra.rlo;
inutile iJCr il
l

s011&~licc

fatto che i.)ro;;>rio il ricorso elle scienze sta

significerc che ad un c<.,rto i)Unto o le sociologia o le ;>sicologi2 o

le filosofia., la filosofie verrebbe ridotta a c.:uesto livello di c!iscorso fra i discorsi che 1;osso fcrc, di scienza fra le

scicnz~

che ?Osso

fere o non fc.rc o l 'cticr., o la r..orelc o la tcolo1ia o 1 1 economia, comunue sic. e.cl un certo ;?Unto io debbo sta.re attento a convincermi che fra c:ucste vcric scienze che ho a
~x:r

dis~Josizione

co1.ie risroste

ccpir12_ chi sono ettr2vc::rso le 1.1illc cose che r.ii fcnno essere: tale

scm~)rc,

lo stesso sc19rc ir_lenticcrilente e me stcssJ, chi rni d la busvere~

.sola :)er dire che le.

ris:-;osta r;uellc freudic.nc o .)iuttosto c.d-

.irittur[', quella indiane. e cos. vie. o quella. kantiana, ln ris,)osta


del grande precettore che steto Kant e non pi che ucsto, e cos
vie,; chi' r11i convince che debbo far1;1i rispondere rkllc. ;_)Sicolo3ie; 1)iuttosto che rlclllcticc.. kantiana? o delle. socioloJio.. piuttosto che dnlL.
)Sicolc:r~ia?

soc:io~11ctric.

o dll.llo.

?Sicologie? Il

_piuttosto che dalla sociolo3i& e cl_alla

cosL~cletto ~strnttisr1io,.

da questo i)Unto di vis_ te.,. str,,

m::llc scienze S}CCir..lri1cntc nelle scienze cosidJctte csnttc: o cosiddette urne.ne,.

~Jro;>rio )Crch~

clinico,-chc ci

si~no

umane per dipiostrc.rc

veramente sintomatico, sintoti;ntic0 in senso

scienze le ucli henno tanto


~?~Junto

livello

csistcnzi~lc

~osso

fc.rc og3i i_)Cr CC?irc l'uolilo; rnc

il discorso un poco ;_)i'l

discorso che stiraao fe.ccnc.lo anzi


<::liscorso :fo. questo

~)unto ~:i

.Ji Jiroi

che 9cr un verso sono scienze e per 1 'o.1-

tro sono l'unic ur.il\..Csil.-:.o che


Q

biso~no

)Otrc1~no

co1~9licc.to

cd il

,lirc che non ncm 1~no il

vista cio non che >:ucsto sin il :Jiscor-

so o discorso in senso filosofico estratto; il discorso che ccr.. c

Mauritius_in_libris

75

esistenza in qullche Leniurr.: dobbia1.o riuscire e fare ne.lln. misurr. in


cui fEire questo :li scorso cotae esistenze significa avere 1 'esistenza
corno so13ctt0 Jel suo stesso ccistcre.
11~,::

ecco il unto :J.elln c;ucstionc: rlivcntn pesante e qui::nto

~:Ji')

storicamente l 'uo1110 vive tento ?i il f&re storia significa accresc8rc questo )Cso, ivcntn ~cs~nte h~ il so33etto Jell'esistere cane ~si
stenze

l2

queste. maniere sin questo essere "lO??io nei cui confronti 1.s

do:)!.Jiczza non ?U esGe:rc.

c~.oxdczzl

in quanto 1 'c:sscrc do-ppio ci che

deve includere non le cose che mi fanno doppio

ma

ci che fa

do~)pio

la i:lo)iezzc.; non so se:; riuscimiio {',. ce;_:>irc .che questa forse 1 'ambizione inctnfisico. della stcssr. esistenza che ci da.nnc. dentro a vivere
me.le cio e. vivere vcr:focmte rischicn.:1,o sempre 1 'esistenze stessa;
f>Crch.~

c~ucsto

d:',

punto di vistn v.:);.JUnto cori.e se noi vivcssi1110 qUE::stD.

necessit cssoluts. che noi stessi sil'..rao come esistenza quando l 'csiotcre di cui sLs.11!0 il

so:~~~ctto

cor.ic csistenzo 1 'esistere condc:innato o

annnto & questo essere

do)~io

nia non

doiJ~,iczzc

~)U

?U

tollcrc.rc la

ecccttarc che 1 'e:sserc

che

~u

tollerare tutte le cose.

fuori d2ll'csscro

sic. tl'..lc da une clopl)iczzu che sie


essere cohrcsa cou1e tJ.lc perch 1 1~sscre

~;u

cmu?reso cot!1e tc:lc lolle::

.lO)~'ie;zzc

si3nifica il giudizio della

ze. sulle esistenze.; l 'csncrc cor.iprcso delle


c~clla

cio non

..--~.o~Y,)io

tele i.Jer s,f e c!1e -~>cr s

nei confron'=i

do?~)io;

cto~ric

esistcnzn

si,~nific2

r~.Oj.Jpiezza

d..?~)~icz

corllc doppiczzn

1 'essere contro l'esistenza

pcrch;Z; significD. 1 'e:sistc;nzr.: 3iudic.:.tc.: le. dop;Jiczzn diventa un criterio o il criterio eoosoluto che '}iu<lico.ndo l'esistenza fe st che de
gucsto ;')unto
stcs:.e

perch~

~a

viste. 1 '~:,sistcnze non riuscirebbe mai lld e.sserc s

non serobbc:: il so:,3ctto del suo esistere

tta.

so33c;:to C:i un 3iudizio ni cui confronti !'esistenze.. non


sog3c~tto;

<: l:'.'.

in c;uento 1 'essere: so:r3ctto di un giudizio,

queste conizioni,

re dc.to dc.

)<:.rt~

si~nificc,

cssPrc so33ctto per

ckl 3iuc1.izio che iai

~iudicc:

E.

sarebbe il
~u

essere

questa ruanicrn

~rezia

co1.1C esse-

Ii1E1 il giudi'zio che giuJi-

cc.. l 'esistenze com;;.; 12. c.1o:_:>)ic2z2 che 8 tale crnae

Jop~)iczza,

giudicc.ndo

1 1 esistenzn ~' qucstu mc.nicrc nello e tesso r.1orncnto in cui d l'essere

dato che

s~rchbc:

1 'esistenza, nello stesso raonento contre.c l '.cssc.rc

d':to; nel litorncnto in cui ,_l,1. l 'ca3crc dato intende che 1' essere ck:to
non tele: come csscrG d.c.to n'! tQlc come l'essere clnto
suo essere dato

l.1c.

O?~)unto

nel

te.le in un discorso di rinvio che ad un certo


Mauritius_in_libris

75

mofocnto giustl'1ncntc.: e n2ccssG'.rici.:1cnte 1.ii11Kmtica. ci cui 1 1 csscro

to

c,~) ..:JUnto l~:'.to.

stc.tto

(~<.:.

E cueoto siJTI,ific<: di nuov9_ .. c.1'olJ.r1: l 'Gsistcn-

z.:. ru.o. E:bolirlc. non 3i ne 11' inizio o '.l }rinciiJio, abolirle, in s8 s tc..:..ssa cio llbolirl.s co1Hc ci0 che

~ssa

in ci che essa ; u'csscrc che

Sia chi<::.1'.'.0 e. questo :)unto :Jerch 1 1 Gsistenze


,~uanto

in

SOgf~i.::tto

COlil.C

ch. ta1

csse;re c1ol?)io ri,fiutn il criterio, il giu:Jizio in quanto il


do~)iezza

rifiut;o JC;:l giu:.Jizio corrisponde el rif-iuto della.

li.s: il ri-

fiut;o delle do?Qiczzc c011.c rifiuto dcl giudizio, l' ar11bizionc 1.ietEfisi-

il

-~ifiuto

.J0l giuJizi0 si3nifics. il rifiuto dell'essere giudicato r>Gr

cui de. questo rifiuto dovrebbe na.accrc inveco il fatto che o.3ni 3iudi. zio 3iudizio

eh~

sol,te.nto e:sistcnzil.l(; e: che. se non esistenziale

non : ed evidq.ntmacnt:c giudizio csistcnzi.:::.le in qucnto il so.5gctto


cli questo 3iudizio essere

cfo~)pj.o,

qucll 'cssere

do~Jpio

nel quclc

le do;>piezza , n.r.: nel qucle: la clo?piczzc. essendo perci ln do?piezza


non . Pcrch8 )Cr un verso le.. do:>?iczza in qu&nto rni fe. essere
~:>io,

ma

)Gr

1' Glt-ro verso

c~ucsto

'-~o~)

fenr1i doptJiO dc:ll Jo:;>piczza nqn

l'essere della Jo::):>iczzc :.>erch:! l'essere del mio essere dop:)io, 1.1a.
non_ pcrch 0~ io

contern~) lo

r10',J?iczz& co;!lc l'essere:


do?~Jiozzc,

uestn

le. dopi) i e zza. run ?erch io ho in rnc la: s te s sn


do~)'._) io

che: sono; e sono l'essere rloiJpio come

che tutto ris0lta nel n1io essere dop;>io.i.

.. Questo pu chiarire

;_Jcrch.:~

ln J..:teniiinezione cornc te.le non pu

essere. probleit.S. csi$tcnziclc .in quc.nto, assunta in tcnaini :esistenziali~

.la clctcr1iiinnzionc co:1e tnlc dovrebbe essere

t di fo.nc,arc ,il
to nell 'C$sere

ra~))Orto

r:~c:tcr1 ..inn_to;

stcssE'~,-

,Jrcscntc a s

alla ca?eci-

che csac stesse. gi conic. stetd de::l rapor-

rc un i_)roblcz11c. c:.sistcnzicle
non

condot~s.

, la ctcnilinc.zionc corrL: te.le non pu cos(.:?Crch~

nE.l suo essere d\:.terminazionc che:

csiatcnziel1uentc parlanJo, si3nifice ch

1 1 esistenze in tento il so'.:'..,.etto '..:lell 'cc sere determinato in lmanto


~-~

. so3.1ctto dell'essere ckteni1inl'..to che

ri~c.rdn

1 esistenzc.,.

l 'esscrc dctenaincto che. ri.3uar.a l 'cszcrc >ctcrrninato che


::>cr ci

~)U

.~:ella

Iii8ntc tui int<:;rcssc.


~ell

~~)punto

e.vero. il :)roblcu.'.:: i nascere &llc. dctcn.iinc.zione rt L'esse-

re dctcrmineto se fosse tnlc in ra?porto e s :x:?r ci


il _?roblcma

non 1lcl-"

pptrcbbc~

avere

clctcniLinc.:donc; n:::i. L'essere dctcnnin.nto csis:tcnzi.:il0

intcrcasn s stesso in

'essere c.:terr.lincto il fctto che- esso


Mauritius_in_libris

c~uanto

1 1 1ptcrcssc

a?~ni.rticnc

:,ll 'csistenza,

77

~)c.rte;

cio e:sscrc detcniinato :..le.

dE:ll' esistenza, l'esistenza CC1<1c


essere ctcrniine.to. Dovrc1:no dire: 1 1esistenze co1:1c essere detcn,dncta e ho sc1.<.)re '.letto 1 1esistenze co1.1e essere; cktcn11ina.to; il :Jctcn.1i-

a~nartie;nc
,,

nato cll' esistenze.

si

<~11

'esistenza rna non ettraverso l 'esi-

stenza, attr:vcrso 1 1essere; alloJ:'.e ci che cklla dctcn.1inazionc cvarticne in ;?rO;?rio ell 'esistenze ci che: della detcn.inazione non e. ..):;>c.rticnc in ;?ro.Jrio .s.11 'Gsistcnza; in

~uanto

?ro~rio all'esistcnz~

zionc appartiene tn

ci che delle. Jetcrt11ina-

il determinato che

~cr

E.iJpartiene in ?roprio o.11 'esistcnza ;>crch le C.?;?artienc ir.roprier;1ente perch il clctenaincto c.ttrovcrso l 1cGscrc non attrnvcrso l 'csistcnza; attraverso l'essere vuol Jirc non 3i la necessit i cst:Jrirnersi
che abbiamo anche )C:rch

~)otrc11u10

cnchc ragioncre cost: vc.diarao se' riu-

sciamo a dire divcrscracnte, e come? non usando la ~n1rola essere: e


come fecciar110 c. non ,usa.re la parole essere? e se il :;iroblcrna questo
allora 1 1essere vere.mente trc:~ico; cio: se il ;>roblct.a lo inco1.:Hincio e irn-,_,iantcrc e queste uanicrn allorn trcgcdic. r.1ctc.fisica di

~ar

tenzn e di conclusione; se la filosofie consistesse nello sforzo di


riuscire a crlcrc facendo e raeno della ~orola essere, la filosofie
sarebbe il trr;.3ico contcrn)orenco che le cultura contc111poranee; i ..a.
della cultura

conte1,,~)orenec

come

contc.:rapor~mca

la filosofia non ha che

fare; pi:oi)rio in quanto contcrn:)orcnce, 1 1 csscr contern?oraneo della


'~ucsto.

culturn significa, so

un

se~)Crc,

se.:x~rc

e.a non dovere avere

ra:)porto alle filosofie.; inf&tti se lc1giar110 cultura contcra?orenea


secondo il senso strcttui.itntc ?rofondo dcl contemporaneo che le cultu-

re. di s stessa, cvidentm.1cntc dobbieMo


coerente che in

c~uczti

in questi tcn1tini

ca~)irc

che 103ico, 3iusto,

tcn,1ini filosofio non ce ne sic

~>crch

appunto

non clcvc esserci o le. culture conteraporll.nea de que-

sto ;_Junto di viste coerente, lfia un discorso dentro s stessa scnzE:..


sllpcrlo che: un Jiscorso 101ico e sbn3li.::: quc.nclo non SC.J:)cnJo questo
discorso che faj fe tutti i discorsi che crede: (U fen11i imvarnrc c.

111c-

morir: o di fermi ?Orte.re in 3iro m.:l uondo della culture. contemporanea


o della storia dci nostri 1iorn:f,. o :.!elle e.ttUllit dci suoi ?roblcmi;
~erch

cere

?Oi certo da ucsto ?Unto di viste

r~.al
,

fatto che c:uc.nto


L

0i~1
..J.

Jrenc~o ')ictrc
"

.a.

cnricanJornele sulle S?allc tento


essere uomo clto i

Oi~gi

f~ccio ~resto

)Fl

e farmi convin-

disselciando le strale e

oono uorao colto di 03gi, ;>c.rch

c. queste con:Jizioni significn a:Jpunto che


Mauritius_in_libris

/U

non ;?Osso ferc

c~ltro

che <.;ucsto; e se t1ue.sto solo riesco a fare l 1unico


t

rion '"chc.lc pietre sono

probler.1e, che rd :1cvcrstr::i:r0

J.~,3nc c~i

::ic rar:.

se io ho cc,Jito di .::vere. .... talrncn.te


ridotto
il. tutto
e t.:::lmente esteso
.
.
. ' .
! .
~

il poco, cio il miniiii~ dc. ~on c.verc ficc:~ch- ~Ji il problema di capire se .!.\.J:;JUnto non sia il cc.so di vedere oc io sono o non degqo ..d~~l~
..

oietrc che '"Orto


""Jci-r
cui dc cuesto
:Jurit
li vist. io non ho mai menato
l:"
...
...

i.

scandelo

dc-~li

tire~r

o,x.:rc.i che :o?retcnc!ono di essere opcrni andando e

furi 31.i studtmt.i dc.llc aouole: ~ c3li 8tudunti che


prct01:1dono
di. ca-)
.
.
~

scrb' s:tUdnti rindcnJo

2.

ri~w.rc.rc. .fO;'.jn2.turE. ! Il conto . torn.c~ ' :?Grfct;tanK::n.


'

te; ;:x~rfcttcmcnte 103ico che si viva


......

iJ.

questa maniera o che si viv.c.

,.~

ql.iesto; :..pcrfcttci-:-icntc lo~ico nc;llc. rnisurE> in cui si cnJ;JiSce il senso


.... - ...

di ucsto vivere 1..:ucsto; che s(, quczto poi vi~le cc;_)ito a.llorq_ facio
presto n cc.;>irc che que.n.o ;mrto le pietre mi illudo di
sulle. strncln che rd fa portcre le pietre, }erch le
stc 'iJietre cer.irninc_no oono

~)rO)rio

cari1pincr~

.strac~c.

su cui

io

\.rue-

io; e non mi cccorgo di. essere un..:.

'

strt1.cla che non s<:-. .a che cosn condotta e.. camminare; perch cvil?ntcspi~

1.ient n questo ?Unto non be.sta.no nez.:t.1eno pF1 i nostri piedi per
gc.re il fatto che ca.-ai;inio.tw; e e; f'Ucsto

~)unto

CC)isco i,')crch

Lo.r~::

q,nc

volta erl! t-'.:crx ore invece siD. ncomnrxismo; perch non bnstnno ;>Hl ;L
;liedi ;_)cr fcr c.:.:-.pi.1;'.'c c0L2 r.tc.i cmr.r;iinc ln
ore. non !Jf.ls teno

?i'.~l

~torie;

bcstnvnno allora mc

e_l ncor.inr:;dm.1u.

Dunque: l 'esistenze c0m(; csscrG doppio essere


so33ctto; .ma il sof..nctto co1:1c essere

do~T;::iio

do~J?iO

in

qufi~to

significo. c..p:?unto une

::>iezze.. che non d.cvc. csocrc ,;z)iczzc. e i,)Cr una

do?~')iczza

qo~1~

che nm ..<leve

essere do;>?i;.:.zzc;, :?ro;,;,rio. :;K;rch8 non deve essere, perci ; :Jerci


vuol dire: quelle dop:,?iezzl'. eh~~ in quelchc r.l!lnicra in ,uanto dcl-

1' cs:l.stcnzc

l'essere c.ktcnaincto ru.:: ~'esistenza essere detcn.1inato.

Ecco le dop;_)ie2z,-::

tnt'.l

c:llorc l 'csscre c~o)pio Jell 'csistcnzn cumc sog.~ct

to si3nificn che nei confronti rlcllc_ ~O:,:>piCZZl\ l 'es;i.stenzll Si rccitn


a qucstr,, rac.nicrc.: Jcll 'esistenza l 'e;sscrc dctorr.1ineto; cio dcll 'csistcnzc dctcru:irt.s.t21.icntc l'c:sscrc r'.ctcn.:inato; r.1c, clall'csistcnzc assere..
(~,e tcrr.iinc.to

cio c..

riiim::.tcracntc te.le

Ic.

~-Jcxtirc

:..!c. ,ucc to o tesse, (:uu;to st1,,;sso non

indctcrrnine_tarnentc tale.

Mauritius_in_libris

r~.ctcr

79

C AP I T OL O

III

L'IDENTICO E LA DIFFERENZA

. 1. - L'essere determinato come essere determinato.


Il discorso fermo all'essere doppio dell'esistenza come so:=;getto nei confronti della doppiezza che non ; e si venuto delineando un discorso di questo genere: dall'esistenza l'essere determinato
dell'esistenza come essere determinato; nel senso che l'essere determinato ed essere determinato pu sembrare che non abbiano differenza
e in verit non hanno se non quella differenza che stata in parte
adombrata in quel modo in cui tutta la differenza in verit non era
differenza ma. era solo il modo attraverso il qu&le pu essere ipotizzata la differenza stessa. Da uesto punto di vista non possiamo dire
che l'essere detennincto nei confronti di s stesso abbia o sia differenza, ma bisogna dire che dell'esistenza, come punto di vj.sta, la differenza tra l'essere detenninato e l'essere determinato stesso una
sorta di toglimento di ci che proprio dell'essere detenainato che
quello di essere proprio l'essere determinato: un togliere l'essere

determinato che lascia l'essere determinato senza s stesso per cui


il senza s stesso dell'essere determinato proprio l'esistenza.
L'essere detenuinato senza s l'esistenza

ne~li

stessi termini in

cui l'esistenzo lo stesso punto di vista dal quale possibile, se


possibile su questo piano di discorso, parlare di differenza; ma
parlare di dif ferenzc in fondo significa parlare di quella differenza
che sol-tanto l'essere senza s stesso dell'essere determinato e cio:
l'essere senzn s stesso dell'essere determinato come l'essere determinato che senza la detenninezione come tele. Dunque l'essere senza
s stesso dell'essere determineto che corrisponde ell'esistenza 1 dal
pui punto di vistn, anzi che costituisce il punto di vista dal quale
l'essere determinato in fondo questa sede paradossale di una differenza che non , da questo punto di viste si pu dire che in questi
termini la stessa esistenzo finisce per essere un modo di non dovere

Mauritius_in_libris

30

cc?irc le differenza, poich la differenza che si ?U capire a questo


punto solt&nto il to~liere dell'essere determine.to nell'essere dcterruineto 1 1 eventuale identit dell'essere determine.to con s stesso:
tutto questo lo stesso che dire che si pu pensare !'essere determincto come essere determincto; cio: si pu pensare che l'essere detennineto sia talmente privo di s stesso da essere essere deterruine..to: mo si pu cnche pensc.rc che essere deterrninato sia talmente 1 1 cssere privo- dell'essere determinato dc. essere l'essere deteni&ino.to,
reciproco e allora si potrebbe ancora continunre continuando o cerccndo di conti nuore
tico

~questo

CJ

pensare in questi termini: in fondo. se c' un iden-

punto, l'identico c. questo punto l'identico senza

identit perch l'identico a uesto

~Junto

essere detenninnto. L'identico, non

l'ide~tit,

1 1 essere detenJ1ineto come

a questo punto l'es-

sere dcterr11ineto come essere deten11incto; quindi 1iull 'essere scnzc.


s stesso che corrisponde nll 1 identico;

allora la corrispondenze.

I..:1

dell'essere senzc s stesso cll'identico, si~nifico che la differenze


non , che non c' perch non ; non che le differenze non c' fra
l'essere determinato e l'essei:e determinato perch non , la diffcrcnznnon c' perch l'identico che essa produce

si~nificc

proprio che

12 differenza arriva talmente ud essere dinamicruncnte la dif ferenzc


dc. essere differenz2 a questn condizione: dell'identico che l'essere determincto come essere determinato; dal cui punto di viste si dovrebbe dire: dunque 1 1 identico non ar1iracttc differenza; e tento 1 1 identico non cnanette

diffcr~nza

che tutte la differenza che pu essere

il suo arrivere .r.d essere identico.


11c':l ln differenze. che pu essere soltnnto nei termini in cui tut-

to il suo essere il suo arrivcre all'identico, evidentemente tuttll. lei differenze che non

COiite

differenza ed soltD.nto come il suo

arrivcre u.d essere il so notcre csaere fino ed cssE:rc l'identico;


fino Fd nsscre l'identico scbn si3nificn fino c. ci che le to~lic mn.
si~nificc

fino e ci che costituiscc il terruinc di dogmgtizzazione

del ?Unto di ?artenzc. evcntunlc dr:.l cui punto di vista :.Jossibilc


che le differenza ven3c.. pensc.tc. secondo s stessa; 11u.: c1ucndo questo
punto di viste inizic.lc, dcl cui punto di

vist~

Mauritius_in_libris

possibile che lr1

81

differenza ven1a pensata secondo s stesse., si mette in moto, il suo


rnettGrsi in moto cio il suo procedere il suo trcscinare con s le
differenze fino u renderla ci che ten11ina non in s stesse. mc. nell' identico ?crch tutto il processo cttraverso il qunle la differenza produce, dicieruo cost, s stessa

si~nificn

tutto il processo nel qunl.c il

;.Jrodufre lo::. differenza come differcnzn il produrre l'identico che


l'E.ssere detenflinato coriie essere determinato nel quale l'irmi:t&ncnzn
questo stato della differenza che non c' non perch non . A questo
punto iroruenenzo significa questo stato delln diffcrenzu che nel l' identico n queste. me.nicrc.; se dc questo punto di vistl tenninc.lc ritornia1110

nl punto di viste da cui si ;_:>arte, cio da cui il discorso comincia,

che l 'esistenze stesse.. come punto di vistc. 1 non gi su s stessa mo


sul suo andare procedendo verso l'identico che poi , potremmo dire,
la sue stesse identit, verso l'identico che costituirebbe, e che dico,
per orn, non costituisce, che potrebbe costituire quello che potre:mrno
chiQITI.CrE; la stessa identit dcll 'esistenza come l'essere dctcrrineto
che essere dctermincto; per cui dico il discorso che da GUCStO punto
di viste termine.le ritorna el punto di vista da cui nasce ed l'esistenza conic punto di viste non gi su s stessa ma su

q~sto

cedere verso il suo tenHine, e questo punto questo discorso

suo propotreb~

chierire il fatto che ln differenze come stato non interessa la dif fercnzc, perch le differenza pu essere interessatn e s stessa nel suo
E.tto.cio in ci che la fe. essere differenze.. non in ci che la fa terrnincrc come differenza. perch il tcnnincre della diffcrenzn cio 1 'essere delle: differenze. in ci nel uale le. differenza differenza, significc in realt 1 1id(.mtico nel que.le l'essere dritcrr11innto come essere
detcnf~ncto

e non l'essere dctenninato ?Cr un verso ed essere deter-

min.'.to per l'altro; ne

l~

SOIIU"Ck'"l dell'uno e dell'altro, n l'unit

dell'uno e dcll'nltro n l'cssre come divenire dell'uno e dell'altro;


ne il principio dinru11iCO dcll 1unit che CS5endo questa forzn dinamiC.S

perci sembrerebbe essere il divenire non come divenire che diviene,

mc cor.ie divenire che il princi;>io di s steGso: c.ddiritturci come di-

venire non 1i o soltanto che il principio di s stesso ma che s


stesso corno

~iusto

principio- di S che chicmicmo divenire o

chicrn Werdcn.
Mauritius_in_libris

cl1t-;

Hegel

82

Non in questi termini,

111.:::.

termini ancora esistenziali,

in termini pF1 discstroi::i .'Clnche se in

pi~

discstrosi ?brch l' idE>ntico r:. que-

stn maniera non ;_)otr mni essere intcrcssnto ella differenza conic Jif":"
fercnzt'l; ?Crch-2 l'identico a c1uesta rnenierc interessa 1 1 esistenze!. ne3li stessi tcn,1ini in cui l 'csistenzn in rec..lt cozHe se volesse sa.J.)Cre in che rncnicro. l'essere dQterminato irn;_)lichi quella differcnzn
fre s e s nelle quale le differenze frc s e s significo identicamC!ntc che:: l'essere dctermincto rnn c.nchc c.ltrettcnto identicc.mente
che questo essere detcrminc.to lo in maniern diversa dc.11 'esserc dcterrnincto chE: come Jire: 1 1 essere dcterminc,to nel suo concetto non
possibile come s stesso perch ner.tIJrc possibile non 3i come l ' cltro do s, wn come: s che :ltro nei confronti di s pE:rch non
posso pcnsc.re l'essere determincto come tale se non come essere determinato in quanto non posso pensare escurito nell'essere determinato
lo stesso essE:re: dcterr.1innto; 1 1 essere determinato cio non il terliin(;; es soluto di ci de. cui 1 1 essere

deterr.1irn~to

c.rrivc. c.d essere

quello che ; un termine che st:mpre un termine possibile nei confronti dell'essere dctcr111inato: 1 1 impossibilit dcl ;_Jossibile o 1 1 impossibilit sempre possibile. E uindi l'essere

dctennin~to

come s

stesso sempre possibile in quei tennini in cui il suo essere senprc


possibile il suo essere essere dctenninnto; cio: l 'csscre dcterr.iinc.to tende talmente neutra lv. determinazione che non solo questa
se:nzc. s stGssa, non solo rende le dcten1innzione senza s stcssn, mn
ed.iritturc imprigione. ln determinazione nel suo essere neutro che
corrisponde, dcll 'essere deten1iinato, nl suo stesso e:sscrc essere detcrrninr.to: un modo di COi.incir:.rc n CD.?irc che trn l'essere determinato e l'essere cletennin:'.to le. tnutologin non possibile perch3 trr.
l'uno e l'nltro l&

dctormin~zionc

non come det8rminezionc ma come

qualche cosa uttrnverso le. f.::uale l'essere detcn11incto riesce c. caprendcrc eddiritturc. l'indetcnaine.to. Cio: l'essere dcteniline.to co~ne

tnl0 non pu spie 5E,r0 1 1 ind0tennine.to come t.nle; per cui non ,

come sinmo cbitut:ti c. pcnsc.rc cla.ssicru'i1l:nto e in qualche modo nnche


trr.:.sccndentalmentc, non che quando c.bbiruao detto esse-re dctenain.:.:to
.:-,bbi2mo detto le deten11inc.tczze:. ri3orosa di ci che stato condotto

Mauritius_in_libris

e c;_ucste detcrtaim:tczzl!

d~ll

'indeterrain<?-tO ori3inario; per cui dcto

che dnto 1 ~ indeterrninc.to ori3ine.rio, :?Crci tutto ci che dctcn.ii..

~-

neto corris-,onde alln determinazione che ate. a. fc.re .a o-:>erczionc tre,

..

scendont~lc

per un vc:rso oppure

trcscendGntel~

.1

trc.~ccndentist.ica

per l

'altr~;

q lc.3lio:

per un verso e s-iruao ncll' mabito classico, o trasccnV.~ltro.

dentalisticp; ?Cr

verso,(: sir.mo l)ell 'mnbito hcgelic.no, nel si-

!X~r

stcli.c. di uc.sto stesso


sccndentclisticc~~ntc

cui per un verso trasccnckntc.lruentc o tre.-

le deterrninczionc equivcrrcbbe alle mcdiezionc

in c.ssoluto che sta o. fare dL: tremite frc. un iridcterrninato ori13inorio


e un.dctcrminc.to fino.le. Allora si cc.pircbbc benissimo, dc.questo pun. to di viste., il fc..tto che tutto ci che dC!terrnine.to dctcrt:ainnto
non solo

~x~rch

ln dctC1.,1tinczione detcrr,inei, ma perch ln deteni.n;:.-

zionc dcterrilinc. e. pc.rtirc dc. ci che non deterriinc.to che cppunto


un indeterminc.to o l'indcterraincto originL:rio; e d.questo punto di
vistEJ. le due tesi fcmda.rnentali che sono quelle clr:ssiche tonF:aasianc
(t01rn,12sic.ne pc::r evitc.rc <li confondere S. Tornrnaso con il tomismo) o he32lianc,

quindi in fondo il discorso nristotelico tommcsic.no o il

discorso rosraininno-he3elic.no, non sono :.lue tesi contrc.)?postc; in

rer:.lt sono due tesi .che hc.nno un certo 1)Unto di viste inizinlc che
lo stesso perch il presupposto fondcmentclc questo; tutto ci che

dctermin~zione

deve

necesac.ricn~nte

corrispondere, sul

pi~no

S?ecu-

lc.tivo, c,lln stessr_ forzn delle. mc.ie.zione ln quclc:: come rnedi<::zionc


non pu o;,iercxc se non

oper~

trn tcrrnini ettrc.vcrso i qu1:1li le mc<lin-

ziopc per un verso include il suo potere, L:-:. Junrunis, l.:.;.. su."J. forze di
opers.rc come rnc:ic.zionf..;, per un verso, mn per l' D.ltro , escluse da.i
termini nei cuc.li esse. onern pc:.rch6 ess<: deve essere scm:-\rc
di o. i:.) dei
r
.&..

...

...

tcrt11ini che use. Quindi ;>E;r un verso le, mE::dinzione cor.1c'. dunnmis, com.e
pot:n.za delle. ragione, che csocndo intesa o trascendentalmente o trascende:ntnlistic:cr;1entc,, come u0stn OIJcrnzione dineruicc. che la stessa
dcterr11inazione in ntto, intende s stesse in

~.:ucsto

queste. raanicre; dic..letticc:: che rmtrernmo chinrirc


vc~rso

lir,iite o secondo

~ucsto modo: per un

esse. include i termini che edopcrn, r<l.s ,per 1 1 altre. necessc.riQ-

rncnte si esclude: dc.i tcn11ini che c.dopcrc..; cio, per. un verso sta c. fare dc medio trll. i

ter1~;:j.ni

che medie. e (:uindi include. i tcrraini,

Mauritius_in_libris

tw:l

per

1 1 .':ltro t:uesto includere i termini che lt.!. mcdiczione i.1cdin esclude la


mediazione dc:::.i tcrrilini che essi:. medie, perch la mediazione stessa
non

pub~esscrc

e nuc. volta uno dci tcrlilini 1.iedic.ti dnllc.. stessa medic-

zione. Questo ?rcsupponc che sin ori.3inr..rio un in1eter1.inc.to che pu


essere condotto Gl clcteniiinc.to; pr cui rlc. questo punto di vista le..
linee, Jcl discorGo corae lince. speculativa pu essere speculc.tive (lo
sto dicendo in linee storio3rcfica, critica non teoretica). Gto cercr. ndo di

interl~rctc.re
~

:.:uella che potrmr.10 chiruae..re

un~

ist<'.lnza

forrl~-

'menta.le dcl ;?ensicro co1ilc ~)ensicro spcculc.tivo che dobbicrn vedre in


che terruini serve al discorso corJe discorso esistcnzia1e; dc.l cui punto di viste

cvrei11L10

c.ccuisito un )Unto di c..rrivo che il seguente:

1 1 essere dcterraincto hc. rnp;_:>orto c. s stesso come (' sccre deterrninato


e~

soltc.nto dnll 1 incontro dell 1 essere .etcnaino.to che: si scontr!l

con s stesso co1i1c errncrc d(ten11ineto, che pu nn.scere il possibile


cmac in:ictenHinato;

c.~.umrl.K:

stia.-i0 dicendo che 1 1 essere detcr1<1innto

c01.1e c:.cae;rc deten11inc.to non ?re suppone 1 1 indctcnainc.to, cnistcnzicl~Jc,rlcmdo;

mentc:

e se; non

~Jresuppone

1 1 indctcrr.1innto, stinrno ancore di-

cendo che, dc. questo punto di viste., la dcterriinazionc, dc.l punto di


vista dcll 1 essere dctcn;iinc.to che essere dctcrr.iincto, senza s
. .:

stesse

?Crch~

scnzc 1 1 ori3inc di s stesse come l'indeterminato ns-

soluto da cui le. dcterr.1inc.zione per un verso dovrebbe ccvarc fuori


l

'~pera.zionc

che le. fc. essere

v'erso c:nchc il r!intericle di


nnrc uuc.lche

cose~

c.~uclla

c~uesta

non ci che

che , tii.edio.zionc, mn per 1 1 cltro

operazione: se non c' dl dctcrrai-

~ossia.io

chio.mare la detcn11innzionc

in ntto.
Esistenzielmcnte il discorso finore in questi termini mn spc:culr:tivmE:ntc il discorso non in ucsti tcnaini; spcculntivornente:
nel senso '..1.c!l rl",):;JOrto non 1i c. discorsi diciamo cost culturali dcl.le. filosofie. (;:>~r es.: il r:~iscorso lrnntic.no o cc.rtczL'.mo) me in re?;:)orto c.l discorso ;;>i propricmcntc teoretico delle filosofie. corc filosofir, che sono

e~'?unto

:,->cr un verso 1 1 l".l11bito

cristotclico-touua~ain

no e per 1 1 c.ltro.vcrao 1 1 .:::rabito ros111iniano-hc3eliano; ebbene proprio


dcl punto di viste; di liUcati due vcrs::mti teoretici del discorso che
potrc.ri1r~10

chim;1nrc in linee. storicc rcf1.icc.ll1Cntc speculotivo, il <liscor-

Mauritius_in_libris

85

so filocofico si presente, nei confronti d2l discorso esistcnzicle,


cor::c une. sortr. di smentite. :\i (.ucllo che il discorso esistGnzialc hc
r.:ccuisito fino e. c:uesto
SiC.1110 stc.ti c.bituati

C.

~>unto ~)crch

speculetivci11cntc noi in fondo

[.>Cmsc.rc che in tanto le. dctertllinlZionc , in

quc.nto il suo esser(; potenze dinoruicn o 11iediazione nnscc dlll suo ?Otcrc essere t:ucll 1 includere i t8n;dni. delle.;; suu operazione che costituisce l'escludersi <lui tcn.iini c:i
;.~ucstc:

me termine di
t~rminc..zione

l'escludere s so-

opcrczionc. Per cui questo si1nific<.: che le. dc-

come te.le non

~)U

spcculet:iv~.mcntc

minazione,

~~ucstc. O~)cr.nzione:

c::rnere concepite.., se concc;_Jirc L:i deter-

'.)t:'.rL:mdo, non si311ifica in realt avere

ser.lpre concepito \_:unlchc cos.:l che l 'unicc cose. che interessa per le
raedie.zionc stesse: pens.:,re si3nificc scmpro e.vere pensato, sia. trcscendcntc::lmcntc, lincw.

"

aristotclico-to1.:irn~sio.nc.,

sic trc.scendentalistica-

mentc, linea ros1.iinirmo-hc3clienc. Che si 1nifice pense.rc si3nifica


c:vcre scraprc i)cnsc.to? l'cns.e.re significo. pcnsc.rc nelle. r.1isurc in cui
il pcnsc.rc lc3nto c.11 1 indctcn~iincto; nclln 111:1.sura. in cui .le. detcrrnine.zionc come etto lcgc.tc

ci che le fc.. case.re operazione di mcdic.-

zionc tre l'indctcninc.to e l'csGcre ckter111inato; frc ci che 1 1 indetcrmineto

ori3incr~o

e ci che il dctcrr.1inc.to fitu1lc come punto

di arrivo dcll' indeterminato

ori::~innrio ..

Irifo.tti per Rosmini il prin-

ci?io delle:: mente, raente per Rosraini si,3nificc pensiero o pensare, il


principio

CO'

te ci che costituisce l'inizio delln mente, che costitui-

sce le rnentc cor.lC 111cntc, l'idea dell'essere o l'essere ideale; l'idea


dell'essere o l'essere idee.le per Rosrnini 1 1 indctermineto, virt\lllle,
possibile; per Hegcl il principio,
;:,1c.

in

c.nnlo:~i&.

pi~

?Cricoloscmcntc che

~cr

Rosmini

con Uosri'iini, il Wr.rdcn, m.'.2 il Wcrden sta in un li11Li.-

te rischiosissimo di unit

tr~

due indetermin.::ti fondamentali che sono

lo steaso indeterminato che in fondo crunbiu. nelln misura in cui il suo


ccrabiarc significn prendere il posto dell'eltro, l'essere e il

null~.

E quindi, dc gucsto punto di visti:., sic p8r Rosr11ini slhE. per Hcgcl ci
che le. dctGri:.,inc..zionc
mente;lc, in

s~s

cou~

riC:dic.zione fondmncnt::;.le ncll 1 etto fonda-

stesse, ci che in fondo pu essere quello che poi,

1..1uclun(:ue cose. sic, non interesso::

1.1c. cor1illnC!UC

_ci che in tento in

unnto il riconoscere l'indeterminato c..ll'originc; per cui noi IJOtrcr.imo dire: in linea speculctiv:, cio une.. necessit assoluta de 1 diMauritius_in_libris

scorso filosofico il (~uclc discorso filosofico possibile soltll.nto


se (lUestn nccGssit
lince~

vcrcmcnt~

cstrc.ttc. o lo spcculc.tivo

nc.ccsait; c.llora lo speculc.tivo in


.::str:~ttl'1ncnte

pensato secondo s stes-

so, non pcns8rc chG Dio ~sistc o ponsnrc che Dio non esiste, duJo~trc
rc che 1 1cc::;cre t n n, O??Ure: .imostrc.rc che l'unico essere che
ncll~

l'cozcntc

totclit O??Urc il Dcsein o

qunlsivo~lic;

non

quGsto ii' ;>unto; lo spccule.tivo un CJ.ltro di~corso: lo speculativo


c:ll' inizio e couc inizio c:ucsto pr,csup:.Jonc il suo vincolo c.11 'imetermincto in quc.nto cit;

clfr~

. spcculc.tivo in fondo uel rendere di-

nrni1ico il vincolo irm:11obile che 1 1indctenai.nato come so33tto;


. e si
.

c.ncort:. dire: in rcclt le: determinazione il rendere visibiJotrcbbc


..
le il c.:incrnismo im;_)licito ncll 1indctcr11iineto e da questo punto di. vista uncoru pere che tutto il discorso speculativo, in linee filosofie~
nstr~ttc, si possa per un verso 0locccrc e per 1 1cltro verso tutto
iJcntificcxc nella. necessit di riconoscere une necessit fondaii\Cntale
cl-w fe. dc. custodie. i;ietlfisica nllo. possibilit csplicctivc. succcsGivc.

che il pcnscre cornc pcnsnre spcculGtivo; in L~u.::into il penso.re oo me


}Cnsc.re S;?cculc.tivo il condurre 1 1 indctcrrJinc.to all 1esserc determinato cd svidentGrn<?.ntc essere sicuri che ln differenze tre l 1uno e l' cltro cio tre. 1 1indctcrrninc.to e l'essere deteni1inoto, sia une. diffcren-

:u. che vcriuncntc une. differenze., cio il :,>ensare che la differenze.


fr.:i 1 1indc:tcrfoinc.to e l'csoe:rc dctennina.to tale e tcntc. dn ci:;scrc

differenze;. po.r es. rosr11inianai1cnte 1 1indctcndnnto,


l'L.k:G dell'essere : l 1indetcrrninc.to nelle. stesse, rnisura, nC".llo stesso

diffcrnzn

conk

senso in cui i'l suo essere ind.e:tcrr.;inc.to si 1nifica il suo non nsserc
dt;tcnninc:-,to~

'

, E. sd 'coufncii.ssinio invece col pcns,".'.rc: r11c. 1 1indcterrn.innto 'C., sua


volte: non' r>u essere

unn

forruc di dctcrr,iinnzion specifica oecondo la

c:uale lr: dctcr1i1inc.zionc tnil:.: ?cr cui il suo ioodo di esncre pu essere tele f'.nchc'

c01.;e-

indetcrrninc.to? L' indcterr,~in.:::to implico'.:'. quclln spc-

cificr,zione i s st6s.so che tnle in

r.~r>:porto

a ci che non l' in-

detcrrninc.to, cio che tele in ra)porto c.l determinato; r.ie allorc.


frn 1 1indctcrruinc.to e' il dctcndnc.to ci che interessa non " o l'uno
o 1 1F.ltro, .n, l'uno e l'c.ltro, il r&pporto; ci che controlL-:i. il

Mauritius_in_libris

processo ,ii rc:.;_J:_)orto fre.. i due proprio un re;::>:>orto nttrnvcrso il


c.::~:)irc

lc }OZso

un-

che l' inJctcr1.1inc.to quello che in (}lanto in rc.p-

I'Orto cl .Jcte:rminc.to e viccvcrsc.. l 1M:i c.llorc. in

rc~lt

l 'indctcrwinnto

e il dctcrr.1im:to non hanno mc.i unr. dctcrr.iinczionc in s o

pc~

s, mn

sono sern;irc un essere fuori dc.llG detcrr.iinczionc; uello che intut


c~uclc ~iccvc:

Hcgcl il

non possiciao fe:rrac.rc 1 1 essere e il nulle. in quel

mm;iento nel y_uale l 'e o sere e il nulle< trc.l)asso.no l'uno nell'altro, le.
EcweRUn1, il rnovi1.J.Cnto c.ttrc.verso il t;.ue.le l 'esscre possn nel nulle e
il nulle. torne ncll 'essere (; 1 1 ess0.rc torn<J. cncorc nel nulla, -1uesto
movimento dell'ess0re verso il nulle e dcl nulle verso l'essere un
11~ovimcnto

:11n

che

C~)unto

tcll.<cntc infinito dc.. essere non 3i incffcbile:,

inesprimibile, non ;?U essere svolto fuori di s:; che quello che
~Jcnsc.vc.

Plc,tonc in certo rnoJo non

~;ucl tc1~:10

nosccrc e il morire

mc pt:rcc?ivc.. quando pensava frc. il

pro:;rio dcl ternpo che c3li chicI.1c.v.c;.

l'cxifncs, l'essere 1;1or.icnto, che un movimento nel c;uale il te1.po


non nS: il tcm::;o che :>roprio dcl nnsccrc n il tcr.ipo che proprio
dcl morire. Questo si3nificc. che cnchc .:-.d aramctterc il discorso in
quei tcn11ini che: sono tcnnini spcculntivi in lince storicc.., le.. verit

che; in

~.ucsti

termini il discorso hc. une necessit fondamcntc.le che

le: SC!jUcntc: sic 1 1 indctcrr.1innto, sia l'essere detcrmirr.nto hanno


ucllc.. fon,i:: che 1 1 essere fuori d.::.lL'.! dcteni1inazione di ambedue, in
l:uc::nto il dctcrr.1inc.to non lo posco pcnca.rc se non in rcpporto lll 'indcterruincto e in c,;ucnto l'in.Jcten;1incto t&ii serve se non in rapporto
e.ll'cssere c!etcn.1inc.to; cio: l'indctcrminato'non indetcnliinnto rcr
detcrrnin~to

s; il
pcnsc.to

~er

non dctcn.:in2.to dn s, l'indctennincto scr11pre

il dctcri..innto; il Jctcn;1inc,to sempre pensato all' indc;-

terruineto. Allorc. pcnsnrc l'uno o pensc.rc l'altro si3nificu. il -oensnr(~ucllc.

li cu:.1bcduc fuori de.

z:,xcificc.rli e rJividcrli e
file: scm)rc ins icn.c

ia,

<lctQrLiinczionc che dovrebbe, diciar110 cost,


dun'-i_ur~

in rcclt il pensc.rli sempre insic-

sc1.qrc ins icrnc in que 1 modo in cui 1 'es sere in-

sic111c si3nificc.. l'essere clivisi.


Il Jiscorco csistenziclc rc.3ion& di pF1 o HK?.glio, nei confronti
del discorsu s,;>cculc:tivo
te cor,19rendi2r.10 di
~

1)i~1

&.

.'.1

questo

~)unto

di -...1ucstioni: coistcnziclm:m-

l 'csscrc corn')reno di \.uanto spccule.tivemcnte


...

...

non zia. ;_::>ossibile, ?erch8 zrxcul2tivrn.11cntc non possirano cm.i!Jrcndcrc

Mauritius_in_libris

il conqr:mdere corite csccrc cora:_::ircso e c.bbiei.io bisogno che il co1iiprcndGrr:

sh~.

il co;..r_:rrcnd.crc e l 'r.;s:;crc coi.1prcso sic 1 1 essere cor.ipreso;

mentre invece, viccvcrsc., csistcnzicll&LCnte !_)Ossi.::.mo COii1prcndere che


l'.p~Junto ~Jroprio

il COlf(JrcnJsrc: siu

l'essere cm.iIJrcso: l'essere dc::ter-

r.iinato tc:lc in c;.uanto essere c1ctcrminc.to, in quanto perde, potrcrn10

dire., s stczso cornc s stesso, l 'cssere dctenidnc.to, per torn.:lrc

c_.J cas(;re: n3 stc,zso come; s stesso; i?erch dell'essere detcrr11inato c..d


il discorso s01;1pre continuo e inesc.uribilc; l 'es-

detcr1~in.:::to

essere

ri~ro?onc

sere C:ctcndncto in fondo


min~,to.

sempre s stesso come essere dctcr-

/4 questo ~Junto cul ?ic.no csistenzic.lc, l 'unicc. necessit che

esistenziclmcntc ce:Jisco il possibile, csiatcnzic.lmentc il i.1io cotHsa~x~rc,

prendere si3nifica.

e.vere il oaporc, possedere il sopore dcl

possibile cmc necessit; :;>cr cui scpcre, da queoto punto di


stenzicle,

si~nif:i..c2

vi~te

c::;si-

scperc c,ppunto in c;uesti termini secondo i ':;u.a.li

ncccosc.rio il :JOSGibilc. Il ::>ossil>ilc une. necessit potrcrn::.-ao dire


c:ssolutc, cidiritturc,

drcsticcmc~ntc:

scmzc re lezioni perch l 'e:ssere

deteniiinc:to cort1c.. essere detcrrni.nc.to cscurisce in s, tenendole tutte


in vitn, tutte le relazioni, tutti i riferir1;enti fino nd essere 1D
st2to '..ssoluto di r2J.Jporto nel c;,unlc relazioni e riferiracnti, cscuriti,
si3nif icano in fondo un tenere in vite un essere
to .Ji

rc.~JJ:Jorto

nliL~ntnti

dnllo

st~

nel qur.,lc le rclc.zioni e i riferi1;1Cnti non sono, mc non

sono perch cp?unto sono tenuti in vitn come queste esnustionc continue che il possibile come necessit. E potrcl'l'ilo obiettare: ollora
il discorso csistcnziclc
Jiscorso csistenzic..lc

~:.iE1

pi~!

cor.1;>licnto di quello spcculc.tivo; il

oscuro :li

spccul.ntivo i,)i'.) chicro; o :Jer lo


Cc.rtesio in ?Oi, che

~ossc33a

~:ucllo

r~10no

speculctivo perch quello

quello spcculE:tivo :;:>ere, Jc.

tl.lrncntc le dimensione della

chi~rczzn

D. essere chiero cmchc <uc.ndo le. sue. chic.rezzo significe l'enclisi del-

le

su~

oscurit

(Hc~cl c.::

cnchc Rosrnini); e si potrebbe nncora ng3iun-

3erc: se il discorso csistcnzic.le oscuro in (lUcsti termini, il discorso speculctivo in tcrrdni


buio c.ssoluto, perch se
tivo, il

c~iscorso

r.:.Jic,~li

~~ui

che cose. pu essere? Pu

~sGcrc

il

c' un buio rclctivo il discorso specula-

teoretico in senso 9urrune:nte teoretico, divcntc vc-

ra.icnte un Jiscorso

il.11Joscibilc;

11.C.

lovremr:io clirc rmcorc rncJlio: in

Mauritius_in_libris

89

realt non interesse che il discorso esistenziale sie

pi~ difficil~

non in rc.pporto cl discorso spcculctivo; interesse caire se il discorso s:;>cculc.tivo hc quc..lchc cosa et:. offrire c.l discorso csistcnzi.::le c.
questo punto. Il motivo scrnplicc: il riferimento e. Rosr.'tini o c. Hcgcl
o ad /.ristotclc non un rifcriracnto cc:auale,
un discorso

iii~licc.

un discorso

cht~

osistcnzic.lwcntc biso.'.1nc ~:iotcre fare senza essere

clK:

tr.:-.diti dellr.: fonte Si_JecuLs.tivc

c~c

cui il discorso sta ncsccndo. In

rcclt csistenzic.lrnentc si cc..;_->iscc di pi q'dlcndo si ca?iscc di meno:


csistcnzi2lu.cntc lemisurll della differenze. non le. possesso,esistcnzinlmcntc non

~osso

fcro differenza tre il oi1 e il r11Cno. Esistenzicl-

t;cnte se voglicmo intendere un discorso delle qualit dell 'uorno dobbiamo -riconoscere che

~1roprio

esistcnzielticntc non dobbic.rno possedere L:i

misure della unlit, se le qualit c:uc.lit; per cui da questo


di-vista se

r;~_cier;io ei

cc.pire_ che nop esistono n

.~rc.ndi

~:>Unto

uomini n

piccoli uomini r.m solttmto, se ci sono, uomini m1tentii, se usto


esistcnzialmentc lo capisco, cor.ie discorso csistenzic.lc questo vuol
dire;: che il 1io CC..?ire

c~i ?i1~,

corrisponde

e:..

quel capire di meno .che

r.bolisce il pi.J. e il meno; cio: c' un CC.f.>ire che fondcmcntcle ed

il ca'."Jire che r..i ?U interesse.re, fuori dcl ;.::ualc tutto il ccpire:


.

che o che non non mi interesse pi; mc c.llorc dico: esistenzielmentc rischicmo di rc3ionc?.r mc3lio
rnente:, di essere

cvvilupl~ati

;_)rO~)rio

{}UCndo rischimno, esistcnzinl-

da _ucstc. sorta di dinlotticc senza dio-

l:;ttica che esclude il pF1 1iJn rC??Orto .s.l meno e il meno in rcpporto
.::.1 ~Ji~! ?Qrchi csistenzic:lrucntc 1 'essere dctcrmin<J.to mi interssn cor.ic

essere dctcrr11inc..to e tele dr.:11 'esistenze. come punto di vistn rispetto


~

questo che 1' identico dcl cui ;_)Unto di vista la dct0.n11inazione

scnzc. 06 stcsnc..
E c.llorc.: in fondo esistcnzic.b.:cntc questo si3nific2 la. necessit dcl possibile;

B.'.',

chE: si:3nificc. '.)ossibilc a quczto punto? Possibile

e questo iJUnto pu si3nificP..re solt-.nto il riuscire a condurre l 'csncre r:lctcrrninnto'-i: cuell'essere dctcr1.1inc.to di s cttrc.verso il l~ucl.e;
l.:i. differenze tre. 1 1 essere: dctcn1.im:to e 1 1 essere deterriinuto sic il
suo stesso

e~scrc

dctcn.1innto; il :>0ssibilc corrisponde r:ll' identico

che 1 1 essere clctcn,4inc.to come essere c1.ctcrr.iincto; il che si311if ic~

Mauritius_in_libris

90

includere in <uc::>to l'indetorL1im:to, ci che non dctcrrainc.to, pcrch


~Jroprio

ci che non detcnnincto

le. identit clE:ll 'essere detcn.1inc.-

to co1.;c. essere c.ktc;nuin.:.to; quello che 1 1 indetcn11innto

Q.

<jl\lCsto pun-

to tutto il IJOSsibile che _?crchQ r'.cll identico r;_ucstc. idcntit


che non : L;ucstc. identit
stesse. e dunque

;)Crchc'.~

qucstc.. dctcrr.1inazionc senzc G'-5

ucs.tc. icl.:::ntit che non ; tento


(~uosto

che non , Jc coGarc,

stesso,
c~cl

tico. Io sono cor:.c esistenze.

~uestc

r;uest~

identit

identit che non , l'iden-

cui punto di viste-, io sono il rnio cc-

pirc 1 'essere dcten11inr..to cor.ic essere deterraineto, cio l 'esistenzc. n


~:>unto coincic:~c

questo

con il scpcrc, con 1 avere il Gl;.i)Ore, con il sc-

:>erc dirci fisiolo3iccr.1cnte per il fr:.tto stesso di essere in vite co1ac


Uomini

:::ii-'2 O

ftCnO cutcntici, il sapere: 1 1 essere determincto come esse'-~ vcrk~re

re dcterr.1inato, il riuscire

nelle ncutrificczionc dcll 'essere

d(;terriLinc.to che un cc sere Cl.ctennine.to come essere determinato, queste presenze delle.. dctcrr,1inczion0 elle dcten11inc. zionc che non possibile

~JCrch&
...

...

l'unico :Jossibilc e

stcnzc ed e l'unico

~:>ossibile

qucst~

necessit che sono io come csi-

che rni interessa, ucstc. necessit.

Ne lo. rc.gione di tutto questo in che cocc. sta? Dentro ucsto cli-

scorco

~u

ncsccrc

un~

obiezione fonclcincntnlc che la seguente: se

tutto ;__ucsto vero, vero talr1.entc ne3li stessi. termini in cui vero che non pu

~vere

discorso; cio se l'unica necessit, se queste

necessit del possibile sono io come csistcnz.:i., il mio vivc::re queste'.


e;sistenz<'.. il mio stcsao cc.pire questo e il mio ca.pire l!Uesto il
mio sn?ere secondo il
sc~ore

~ual'

si~nificcto

c.nccstrolc dcl

sc?crc~

l'avere il

c:i c1ucsto, cio(;: il se.pere <li che se.le fette l 'csistenzn;

il sc:le dell 'ccistcnzn? Queste. necessit che sono io; l' csistcn-

Z:. COl.lC

CjUCStC.

nccc~sit

si ?Otrebbc dire: se

che il :_JOSSibile

~ucsto

che SOilO io;

nllorn

vero t.'.'l.lrnentc vero cht: il Jiscorso non

vero; se <JUesto : vero, il

cr~.:pirc

c011ie fc. a divcntcre discorso? Hon

ato dicendo: se \'Ucsto vero ~..uosto incffcbilc, non pu evcrc perolE,, non se ne ;;>U ;_J.<:rlc. rc, lo tociru:Jo tutti co11ic une specie di segreto
che tutti sr..:Jpir1no :Jc che nessuno riesce e, .ire per cui ucstc cose.
che sc..pj_Jic..mo, n.z come: co3rcto, si3nificn solo che non dobbicmo dirl<.1
:;_)er in verit non c.bbic.rao

biso~no

li dirla ;;>crch le seppie.Mo tnluen-

Mauritius_in_libris

91

te tul:ti essendo tutti oue:sto co1ac esistenze. che vive s

s~ess. dl'.

non

ll.vcre biso::no di dirle. Hon ; <ucsto il )Unto; il punto un c.ltro;


qucato se.pere che l'esistcnzc. in rC;?)Orto
~to

c~l

discorso nel llU<.:le; que-

si;:>erc fa. dc. contenuto, che cose ? qualche coso. di diverso :lc:l

dif.rcorso'?

C' s

<)it.lche" cosc. di diverso di:l discorso il discorso dc

che cooc. ri1,cte le: sue

nutorit~

l~

si.w :ori3ine? cd -cor:ie

~e

stscimo

dicendo: se l'esistenza questo sc;:Jcrc, :uesto sapere dove trovc.. il


suo e!:l?rinero s? perch il' cuo cs:>rirncre s, si1nificc il suo porre
s1 fuori :U s 5; (le ~hc cos<::: nc.scc, dallo stesso punto di. vist'i: dhc
1

l 'csistcnzn in confronto c.
C;

s~

stesse,, c;uelln che possic.i1O chicr.mrc

questo punto le c::,,ositio della esistenze., lr: 6?osizionc dcll' esi-

stenze; dc. che cose. 1 1 csistc..nzc. esr:ionc s0 stesse? pone s fuori di s

e il

~orrc

s8 fuori

:..a

:;i.~nificn.

discorso;

(~Uindi

sticrno e.rrivcndo

e.d une. strette di ,Jiscorso che C.');')Unto .)e.re


e (.JU.
esto ::mnto
irrisolvia;
"
-

.l,

bile perch per un verso tutte lr. esposizione di cui l 'csistcnzc. dcv;
essere ca.pece tutt2.

i' esistenze.

"

che , e che queste necessit dcl

possibile ch sono :i.o come esistenze;


re, deve porre fuori c.1-i s non
sere, l 'csistcnzc.

:x~r

e(~

i.1.r:

c:ucstc. CS?osizionc, per esse-

stesse rnn proprio ci che le::. fn es-

cui come se ci cond.nnnc..ssir:io nel une, o.lternc.ti-

-vn: o ri111cn30 con il discorso scnzc l 'esistcnzri o rirJcn30 con l 'e.sistcnzr: senzr. il Jiscorso. ns cc le. ;_)otrem:.110 cnvcrc con il fc.tto che
poi direr1no: .c. si trcttc Ji ::accorso csistenzic.l(;: pro:_Jrio il discorso csistenzicle che rrivQ G

~uestn

strettoia per cui per un ver-

so ;_:>ere che l 'esiatcnzc .ebbe ri1ao.ncrc tutto ci che


stesco esclude che si: il discorso in
~

s~

sua volte incluie che 1 1 esistenze,


st.::rrna secondo

c.'.;

-~ucoti

c~cbbc

(3SS!'.

, i:1n <-:ucsto

tcrr.1ini mc;. qucoto stesso

essere .:.1ucstc e}:positio di

stcss..

Mauritius_in_libris

92

2. - L'astrattezza COLE qualit dell'esistent.


L'esistenza, nel u1ori1cnto nel q\k"'.1..lc possibile che si concepi-

sca un discorso del

~unto

di vista dell'esistcnzc, essa stessa una

sorte di necessita che occlooc1-1 discorso, nel senso secondo il quale


l 1csistcnzn se ~u:arrivarc nl discorso, pu: arri'vnre al discorso nel
limite nel qunl; il discorso ir:1plice. le expositio stesse. delle esistenze.; cio 1 1esistenza che nei confronti di unn necessit che io stcs.so discorso c01r1e tale, non

pi~

cor11e discorso esistenziale, che l'esi-

stenza che corrisponde al suo stesso capire s stessa, ma


corr~

ti dcl discorso

n~i

distinto dc questo caire s stessa,

confron-

co1;~

se

fosse, nei confronti di une. necessit che i)Otreu,rno chiamare purl'. o. questo punto. La difficolt cos questa.: in rc;;clt, in questo 1tt0do, il
discorso non continue. o non pu continuare, in questo modo l'esistcnzc
come se avesse risolto il suo vivere talmente secondo il suo esiste-

re de. non Everc biso3no del discorso; dc non .e.vere biso5no dcl discorso coliie discorso dctermincto indipendcntcri1entc; dcl fatto che la determinazione come te.le non pu essere quella ;_)Urczzc. dclLs. presenza delle
determinazione a s stesse in quunto se esse , ln determinczionc cori1c
tnle, non nell'esistenza e non essendo nell'esistenza e da questo
punto di vistn, appunto, l'esistenza uell 1essere dctcni1incto che in
tento si rivol3e c.l suo essere detenninnto in quanto essere <lctcmdnato significn condurre alle neutralizzazione cttraverso l'essere dcterrdnczionc delle detcriinnzionc:.; rendere neutrn la

detern1innzion~'

nel

limite nel c.~unle questo sisnific~ che il ricevere lF, dcton11innzione,


dc. pc.rte dell'esistenza, che significa l'essere determinato, si3nifica
cllo stesso

r~iodo,

nello stesso tempo, mmtrllizzarc questo ricevere

l 1 8sserc determincto corae essere detennineto. A questo ?Unto il discorso ?.:1re


ci~to

t;:.lr~i.ente

concluso da potere sembrare che non sic nennchc comin-

11erch .::. ucsto ?Unto, potrer::rno dire, il discorso - soltanto lc

verifica degli enti che sono le dcterrainazioni in etto di tutta le neutralit della detcrrliine.zionc determinata come essere dctenilinato; in
. ' ~

c:.ltri tcrrr.ini: co1.1c se


corrispondesse

'-l.

D. t:~ucsto

i)Unto tutto ci che ;>ossia.mo pcnsnre

tutto ci che sicrao coi.i.e esistenti; iJcr a questo

iJUnto ci che siaro come esistenti non ?Ossicdc il suo essere csistcnMauritius_in_libris

93

te ?erch~ 1 1 csistm.te

come tr.16 n --questo punto 1 1 esistente senza pro-

blcrnc., senza le ?Ossibilit di _ _?ropor~c s stesso perch senze. problcmn sono io come l'io che vive il suo essere esistente: il gunle essere esistente non ?U essere condizionato delln possibilit che l'essere esistente ven1c reso pro2osizionclc nei confronti di s stcs'so;
cio: io non posso proJ.Jorre a mc di essere c.;uello che sono, perch sono quollo che sono. Il discor.so clemc-ntare in questi tert.lini: il nostro esse:rc cme esistenti si3nificc. indu:t>bicu1ente il nostro essere il
con3lobcmento in etto di quello che possiru110 chiamare l 1esistenzn per
un verso e l'esistere i?Cr l' l'!.ltro secondo il quale parallc.:lislllo le. conl~

vcrgenzo. non un problcrc in qua.nto

convcr.;senzc. sono io e _sono io

cornc esistente. Sure:bbc come dire: io cono l'ente di un essere che pu


essere ?ensnto nel ?Crr:llclo rnc che non

~:m

essere penscto fuori dll

pnralle<bo; quinr.li io sono cnte1Kin quanto il t11io esse>re ente risultc essere il punto di convcr3cnzc. di due lince le qucli possono essere cnSl.tc in quanto il pensc;re le due lince si,1nifica pensarle co11ie due linee
che nel loro essere ?Cnsc.te non si incontrcno me.i nel senso che qucndo
io penso l'csistonzc. ?Cnsnrc l'esistcnz& non si:;nifica pensare l'esistere e pcnsnro l'esistere non si311ific2 ;>cnsarc l'esistenzei.. Dc:-; questo
punto di visto potrer.uno dire che il penscrc l'esistere non il penserc
l'esistenza.; non solo

i.12

in ucsti termini, pcg3io

da questo punto di viste,


to 1li clementi,

~li

p~rc

~ncora:

il ?Cnsc.rc,

che dcbbn essere il dovere penserc appun-

stoichin tn non gli stoichia. gi aristotelici o

?OSt-cristotclici (t ntos),

~li

clementi di ci che ; perch se ab-

birano ci che in ci che , gli elementi sono quelli che possono essere dcterminnti nelle. iaisura in cui io
qu~lc

~)osseggo

il mezzo nttravcrso il

mi rnctto in rc.pporto con 3li clementi che possono essere detenili-

nnti in ci che (infntti nristoteliccrncnte, nell'essere possesso nppunto il theorin t n n).


Invece esistcnzic.lrnentc il pcnsnrc mi fc.cnpire che io ;;>enso tc.1mentc 3li clementi c..llo stc.to puro che pensare 3li clementi ollo stnto
puro si3nificn pcnsc.rc gli
in quc.nto

cp~Junto

cler.K~nti

scrn:[>rc parc.lleli e mni convcr3cnti

l'csistcnzn :>Cr un verso e l'esistere per l'altro non

sono 10 stesso; in '-1uc.nto l'.bbie.J.,,o chia.rito che 1 1 esistere appunto quel-

Mauritius_in_libris

94

l'identico che non rni conduce nmi all'identit come tale ma , cucll
'...
identico c.ttrs.verso il quale l'identico scnze l'identit; n l'icntit di t.:uesto identico pu essere l'esistenza pcrch8 chiaro che
trcmn~

;!O-

dire n questo punto, se fosse cos, che se l'esistenza l'iden-

tit di quell'identico che l'esistere, abbiamo ripetuto il solito


discorso astrattistico, non astratto, secondo il c.:uale pensirui10 del1 'esistere, come ente concreto, l'esistenza come ente astratto e saremo nel discorsctto delle questioncelle.esistenzialistiche ;>er un
verso ed essenzialistiche per l'altro; che anche un modo cornodo ji
cnvarscle. non gi per fnre filosofia

lt1D.

per capir! l'esistenzc.. Vice-

versa il pensare, del punto di vista esistenziale, tutto irnpe3f1eto:


e cbbicrJo 3i detto che lo cddiritturn nell'essere il non che ha
spazio vuoto nei confronti del

pensar~

stesso, per cui il vuoto del

rapporto che le30. il pensare el !!Q!1 per cui a;;>punto dal punto di viste,
esistenziale il ?Cnsarc esistenzicle il non
cl pcnscrc,

d~

vuoton~nte

repportato

questo punto di vista, questo !!Q!1 cos rapportato al

pcnsnrc si risolve in quel penscrc che mi epp.,,.rtiene in proprio nella


misure in cui il penserc che mi appcrtienc per un verso mi fa viag3iare su une pcre.llcla del binario
via3gi~rc
t~lc

?i~

ci

per l' e.ltro verso continua a fnrrlii

sull'altra parellela dello stesso binario; ina il binario

per cui a?punto le due ?arallele all'infinito non si incontrano


perch io non posso pensare, cio non posso ridurre le due pcral-

lclc a quel punto di conver3cnzc nel quale 1esisterc sic. stato l'esistenza e l'esistenza torni ad essere l'esistere: in quanto se riuscissi e penscre questo, il pensare questo sarebbe un dovere tornar0 elle
spalle di questo stesso; se riesco e pensare l'esistere in rcpporto
all'esistenzc in uelln mcnicrc ?er cui il rapporto dell'esistere all'esistenza
uno

senz~

l~

conver3enzc dell'uno ncll'cltro e dell'altro nell'-

per che queste

convcr~onza

sie n l'uno

n~

l'oltro, ellora

c.vrci tutte la possibilit .Ji pro::,:>0rrc mc stesso alle s;>olle di r.ic


stesso. Noi csistenzie.lmcntE.: non

vogli~:mo

103icamcnte avere problcrd

in questo senso perch c;vitlcntemente esistcnzic.hcntc non ?Ossiamo


come sic.
ce.Dire
"

~cnsnbilc
s:'

e :Jossibile: che in tento io ?ossa e.vere pro.il.

....

...

blcmi, che in tanto io possc avere lo possibilit di mettere me ste:sso

Mauritius_in_libris

95

inn~nzi,

pro~orrc,

c. mc stesso ,se

qu(~sto

so tcili.Jo 1 1 essere stc.to posto ::>r'tian

porro

TiiC

stesso nello stes-

'-:ue~to mio essere propos~o:tin

dl.

quel rnoJo nel quc.lc il i:1io essere stnto posto non il mio essere ;_Jroposto nf il 111io essere ;:iroyosto stnto il mio essere stc.to posto priconver~cnzc

me; nnche: se pcnsc.ndo le:.


c' un punto nel

.:~uclc

l'uno

dci due debbo dire appunto che

l' cl tro incontre.ndosi si unificano e

unificandosi fcnno che l'ente sin

ct~ll'essere?

fcnno che l'essere sin

dell'essere? fanno che l'essere sic prime. del suo.esscr: dc s stesso


e

f~nno

nncorc.

che~

l'essere essendo pri1.m dcl suo essere da s stesso,

dunc;.ue lo stesso nulle; sic; c. sua volte :;>rima dcl!-' essere che ' prime,
di s stesso, cio dcl suo essere dc s stesso? e fncen,lo che il nulle sie te.le debbono nel null~ stnre ~ ce?irc e ved~re come mai sie
possibile che 1 1essere. sic:. tc.lrncnte ,Jrescnte dopo,~ da essere stato
seuore iJrcscntc ;Jri112? Tc.nto da dovere e potere soltcnto pensare
il nulle. une belle e

rn.nli~nc

cht~

f.::rttc.sia delle. regione: mnana: bella

perch serve ell 'os tcticc. dsl discorso, serve i"crch cos il discorso
diventc su'r;ostivo; non

solo duro, conccttuele, spinoso, crfoctico,

incomprensibile; co11iprcnckmdo

~x:r

bcllcmcntc che il discorso i,nco1a-

IJrensibilc er cui sc::.reuano fc.:licissitui di riuscire talmente n capire


un discorso fino a ccpirlo cornc incomrrensibile da poterci dichi.:.-,rcrc
soddisfatti se

cc.~issil10 c~ucsto

:.:lr.icno; non solo questo, mc lnchc {:Ste-

tic.GilE!nte possibile in '-_iucsti tcrfoini e "{Uindi bello: un 1 esteticc del


discorso che cttrcNc::rso il nulle. si 1acgnificn; rnei. nncore nnchc mc.li.Jno, cnp!cc dcl 111c.le, ]Gncr.'.:toro ck:l 1.mlc che sc.rebbc in questo caso
il

~onerare

il nulle. co111e ciuestc, specie cli serpentello che s1uscin

trn le 11;nni dell 'cs::.crc:


ulmdo

C.)p~rc

qullndo comodo che epi>lic., s;>ariscc

2~ltrcttanto

col.iodo che Si:>arisca.. Pe:r cui comodo che a un


crto f>Unto per spic.,scr111i 1 1es sere in tJ.ssoluto uso un nullD. coriic
1 1cx nihilo che mi ri;uardl'., oppure viccvcrse lo uso come l 'cx nihilo
che non solo rd ri.3u.::.r:l'. rnc.. mi risolvo.
Esistcnziclrncntc invece le due lince rirncn3ono sempre
senze, convergenza in

c~ue.nto

:?~rnllclc

la convcr,1cnzc dell 1esistcre e cll 'esi-

stcnza, se , l'esistente; m'. l'esistente corne uest<! convor1enzl

tele

scnz~

dover cssc;rc il probleILL.

~li

questo: conver1cnzc, in quanto

Mauritius_in_libris

...

9'5

il momento nel quelc l'esistente pone di essere il problema di

~cstc

convergenza, la convergenze non pi tale. L'esistere in rapporto all 1esistenza secondo

q\K'~sto

punto di convergenza che l'esistente, non

l'esistere che in rapporto all'esistenza conver3c nell'esistente,

perch l'esistere in rapporto ell'csistenza continua ad essere divergente cio parallelo nll 'esistenzl i,n quantq_ .P.cr capire il ca?irc che
l'esistenza debbo sempre riferire l'esistcnze., all'esistere: mc. il
riferire l'esistenze cll'esistere non eltro dell'esistere dell'esistenzc, lo stesso esistere dell'esistenza fino a tal punto per cui
appunto dico: non possic.rno in realt eliminare le linee parallele enche se sembra che il nostro essere esistenti sia la risoluzione senzc
problemc del probleme della convergenza dell'esistenza e dell'esistere
In nltri termini: non possiamo fare

ontolo~ic.

dell'esistente questo

non significa che dunque non posso fere il discorso ontologico sull'esistente ?erch l'unico discorso ontologico che si pu fare quello
che si pu fare sull'ente; per cui dc un punto di viste, non esistenzialistico, si potrebbe diro: se ontologio c', c' ontologia dell'essere non dell'esistente; cltrettonto

con~

dal punto di viste contrario,

esistenzialistico, si potrebbe dire: se ontologie c', c' ontologia


dell'esistente non ontolo3ic

dell'esser~.

Ed chiaro che le due ?Osi-

zioni come se sceir11biassero i termini per dire: quando sono onto 101in
dell'essere, intendo essere, c.ttravcrso questo, discorso oull'esistcnte; quando sono ontologia dell'esistente intendo essere, attrevcrso
questo, discoroo sull '(.'ssentc. Dire che non possibile ontolo3io. dcl1 'csistente, invece dire c:ucsto ri3oroscinente: il pensare che ;_:>ossibile csistenzic.lmentc, il penso.re che condennato 1.l p.::.ro.llel o
dell'esistere: e dcll'esistenze, un perallelo inamovibile in que:.nto si
risolve somtcnto nel fatto che in tanto l'esistere possmbile in unnto esso stesso il suo riferirsi ell'esistcnzc e in tanto
pu avere

re~porto

l'csistcnz~

all'esistere in quanto cppunto ha rcp)orto all'esi-

stere del punto di viste che l'csistcnzn stessa su s stesse e sul


suo essere

rif~ritn ~ll'csistere.

Il punto nel quale siamo cncorn fermi e bloccati a questo pi.mto


quclto: chie.ro che il discorso non oerch il discorso i discor-

Mauritius_in_libris

97

Gi che noi ?OSsierao fare o vieggiando sull'esistenza o vin33iendo sull'esistere; voglio dir~: o dcll 1esistcmzc. vivendo il flusso dincrnico
o del flusso dinernico comprcndC;:nclo ci che dentro il flusso dineraico
ri1ac.nc acrnpre qualche cose. di irn1i1obile e che 1 1esistenza; per cui se
vi['_Ggicmo per un VGrso sempre su un binagio e per 1 1 altro verso sempre
sull'Lltro

bin~rio,

il discorso non : perch il non essere del discor-

so tutti i discorsi che si

~ossono

~ucn~o

fnrc in

i discorsi che si

possono fare sono il r.ioltiplicarc continuo.mente 1 1 csistenzn nell 1esistere e il raolti?liccro queste stesse molti?licnzionc che 1 1esistenzc" nell'esistere, d[d ;,)unto di viste dell'esistere che torna all'esi-

stenzc. Allora non solo io molti:>lico me mi trovo anche rnoltiplicato;


non solo io plurelizzo ma rni trovo plurclizzato in quanto lid trovo plur~lizz~to

che

eh~

dcl fntto

il raio )lurnlizzare

sua volta si pluralizzo:

in un certo senso o. quello che chinniirnno il vivere ric-

corris~Jonde

co di tutto ci che vive, che ha une sue valenza

csistcnzi~le G

non

rh1an(; coperto, occulto, r;1itico nel fatto che tutto la ricchezza esi'stenziclc del vivere corrisponde n tutto ci che nel blocco psicologico dell 1inconscio. A un certo punto non si cc.;_Jiscc che cosa
sta

si~

Cjue-

p~.sticcio

che l 1uomo tnlmente pasticciato da essere per colui


che si lcroontc continuCJmente della vita perch e 1 una raoscc che gli

ln mosce. che 3li d fe..stidio

d fcstidio; per
tinue.mente davnnti
fastidio per cui

.~li

l'uomo stesso che con-

s si tiene come qucstn stessn mosca che 3li d


torne comodissimo che ci sin una raoscn che

(:ic. fnstidio IJCrch ln otcssr.. rnoscn che egli

~llevn

:~li

nelle sue stesse

viscere e.ncestr.?.li, edil.)iche collunque si voglio.; e c. questo punto visccrcle, discorso per discorso, le cose migliore sarebbe casere tc.lrncnte o scrie.rucnte rnc.lcti da. non sepcrlo nmwJcno e perci de essere beati:
e: inv8ce

si~mo

tclmentc :.;>oco seriamente rn.::.lcti de. essere i maestri del-

le nostrn mc.L-:.ttic.; non solo i mc.estri, mn i Iilcdici ai 'lucsta ra~lattic


e ,3iustcrnentc SC:??ie.1.10 che il 3ucdc3no che cbbidmo co.lC medici di
nliment.nre continuemcnte le. malnttin per non rirr.ancrc senza r;1estiere;
solta.nto che l'essere 1.:eici e ,:uesto :_Junto si3nifia essere uo111ini cd
essere uomini in C!UCSti tennini oi 3nificc rirna.nere senza il 111esticre
fonc:e:mcnt.'."'.lc di s! E allora il gioco continua come ptrcte capire

Mauritius_in_libris

98

secondo un bluff secondo il quele certo c.nd<'.lzzo di scienze unu:mc vi1c


e vive bene

parch~

uelle fanno il loro gioco; il 3\Ulio che ci ccscn

l'uomo dentro t1uesto gioco non solo,

rilll.

non si contesta nessuna filo-

sofie dentro uesto 3ioco, non si contesto nessuna rnctcfisica; perch


filosofia o metafisica sono e hanno problemi che si re3olnno per loro
conto e secondo il loro punto di vist.'.l non gi secondo lEl capacit di
costruire il CCLl"ilino e.ttraverso il uale dall'uomo ello mosca questa
povere filosofia riesce zoppic.!'.ndo ad crrempicarsi su
per Qrrivare anch'esse

nll~

~;uesto

C'lamino

mosca ed essere anch'essa disturbata d2l-

ln li"iosce.
Tutto questo lliscorso che pu sembrc.re non so se ironico o rn n
so se cltro, o non soltanto invece discorso che nasce dn une

~ictes

di ci che sta ironizzcmdo, tutto questo discorso serve in tendini


csiotcnzili non gi filosofici, perch in termini esistcnzinli il 1iscorso molto ?i complicato e raolto pi. e molto

f)Hl

drarnmctico di

quanto non sia quello del Tobia che noi siarno e quella numiera.
Esistcnziclr,icnte il ?ensarc questa moltiplicazione dei discorsi

ettr~verso

i quoli il discorso non ; e ettreverso i qucli il di-

scorso non essendo, per questo dicevo: dunque il rnornento nel quclc
l'esistenza pone s

st~ssc

fuori i s stessa corris?ondc, se

;~ossi

bilc cl momento nel \..juclc il discorso , perch l 1esscre dcl discorso


se , un

tir~r

f111ori l'esistenza dall'esistere e 1'9sistere dnll'csi-

stcnze.. Ec se il discorso in questi termini e se, essendo in queoti


tcrr.iini, lcgc.to

~:mr

Seti."Jt)re anch'esso olle due pcrcllele, ceco il

punto che pu cliventare tregico della sucstionc: l'esistente dov'?


non l'csictcntc cos'? o clhi , r.-:c dov'; cio: questa 3orta di gco3refic rnetafisicn dcll 'uor;io, cttraverso la que.le ccrchirui10, cli :ucstc
3co3rcfie, le su2 storie. interne, le storia dcl repporto
re e l' esistenze., e.ttrcvcrso
luo10 t:>roprio non

~:ucllo

:~ucs te

tr~

l'esiste-

geo:;rnfic dcll 'uomo, il topos, il

irn:;Jro;>rio dcll 'esistente dov'? esiste? Non

cc le. ?ossiruno cc.ve.re dicendo: il luogo proprio dcll'e;sistente mll'uor110, anzi l 'uorao il

luo~o

;?roprio dell '_esistcntc finito; l 'e ose-

re uomini si3nificc. c.ppunto essere esistenti secondo li'l detcrrninezione finita dell'essere

csistcnt~:

quccto il vivere le dctenninczionc

Mauritius_in_libris

99

chi~risco

finite non l'essere esistente. Non so so

queste che non

une differenza, cp?unto perch non una differenze, perci l'una


c 1 1 ~ltrc.; tutto il 111io penso.re l'esistente come esistente corrisponde c. tutto il mio viver 1 1 esistente

con~

.esistente ?er cui l 'um.10,

da questo punto ':li viste., non pu nemmeno pensare l'esistenzD. ;;>erch


l'csistenzc che

pens~

tutte con3lobetc e risucchiate nell'esistente

che l'uomo ; e: de questo punto di visto. l'esiotentc che l'uomo non


pu mci essere l 'univcrs!lizzarc il suo essGre l 'esistentc che l 'uo1Ho
e clunue non ?U essere

l'csist:enz~

che posso pcnsere in rcp)orto

a mc come esistente: il mio essere esistente un rendere irnnossibilc


l' esistcnzn cort1c tale; r;JE. l'impossibilit dcll 1 esistcnzn come tale
tuttn le. ?OScibilit, che io ho r::vuto, Ji essere io

l~

cfotcnninczionc

finite., esistente dcll 'csscrc corac esistenze; non solo: e l'essere cor.1e esistenze; nel iu0111onto nel quale errivc.

l.1.

r.1c co111e deten11inc.zionc fi-

lhitc che riii ri3Ucr;, in pro;::>rio, non rni c.rrivl2 corno esistenza r.1n corac
esistere: cio rai arrivc come processo dincraico che
to che io sono in etto;

~1otrer.i:JO

si~nifica

il f.nt-

dire: sono nell'etto dell'etto,

~li.::.

questo essere ncll 'D.tto dcll 1 etto essere scm;_:>rc ncll 1 etto cll 'etto
che corac se continulmente si cate.pulta.sse dentro di s ;_Jer cui vivere n questa 1ncniere. per ce.pirrni eGistente significherebbe essere un
poco il clo't,m elle. rnenicre di Rounult, non il clmm del circo equestre,
mc

~uello

Roucult

rcli,3ioso di Roueult: come se fossi un clO'wn tr<:!3ico clll:

perch~

il mio vivere corrisponde alle capriole continue.che io

faccio di rnc stcsno su mc stesso e dentro rne stesso: un modo buffo di


essere perch un rnodo buffo di essere continucrnente e questo modo
:x:r
cui il mio cssGn.; in fondo semnre
oucsto
fe.re le
CA.1Jriole
dentro
..
..
.
a.
di me, serii;,)rc \:ucsto esistere legato c.11 'esistenza che non pu cnpirc l'esistenza cornc te.le se non cttrevcrso il suo essere l'esistente
che c:bolisce 1 1 esistenze, come tale.
Continue.re in
3iscorso, se

"~uesti

ovessir.~o

tcn.1ini si3nifica non potere dctorrninc,rc il

detcrr.innre o

IJC

il ?robleme fosse di cont inu.s..-

ro, il :,:>roblcr.1c. di continue.re stcto 3i chiuso in partenze pf2rclri


in liUcsti termini discorso non c'; in o.:uc.nto in uc.sti termini i l discorso che non , tutti i discorsi di 1ucllc due pe.rallcle; e le ;luc

Mauritius_in_libris

100

pcrcllclc non ?Ossono nvcrc ?robleraa di conver3cnze pcrch il problemc. di

convcr~cnzn

stcto c.bolito dall 'csserc io, l 1csistcnte, cane

punto di convergenze. Sin.mo in un vic.olo, cieco e perch:! nel ce:.so sce.nde.lizza.rci di '.1uesto? Il vicolo cosa corrisponde cl non potere avere
discorso? nel non potere essere dcl discorso come tnle? o il vicolo
cieco corris?ondc

~ll'csistentc

stesso co1ae tclG? cio l'esistente ri-

schic di rimanere il vicolo cieco dell'essere come essere per cui tutta ln ..,ienezzc.
dcl suo esistere
corrisnondc
a tutta le cecit dcll'cs..
.
.
sere, corrisponde e tutto quell'essere cieco dell'essere che n un certo punto ha. limite nell'esistente stesso come esistere riferito elle
esistenza e con1c csistenzll che non pu sterc per s come csistenzo;
Si Jotrcbbe nllorc dire, o cercere di dire, che il vicolo chiuso oprc
forse

un'~pcrtura;

me l'ocrturc non pu essere ?roblemc ull'csscrc

i,)Crch pu ser.brcrc che c. questo punto 1 'esistente, cot.1C la i.1ctc.forn


del chiudersi di tutte le dimengioni che fcnno esocre l'esistente esistente c,bbia D.)?crturc nella 1.isurn in cui le e:Jcrture che hn sono appunto l'essere; cventuc.lmontc l'essere o dc.vanti o nlle spalle o attorno i)er cui i.:i sono trovc.to nudo nella terre della mia esistenze.. che
mi ci.p;ic.rtienc in .)roprio e in IJrirnc. persone e cerco o dinonzi c. me o
alle t1ic

s~x1llc

o attorno n mc ci che pu nrricchire c1ucstc. nudit

ell'csistcntc; dove arricchire la nudit dell'esistente significc


speccarc l'esistente, cprirlo e nprirlo e che cose.? c. ci che gli ste
llttorno? n ci che

~li

stc. dovc.nti o elle spnllo? E anche se potessimo

procedere e questo uodo; che cosa vincol.::. i dintorni clell 1esistente,


lr:. fine dell' 0.Sistentc, 1' inizio clell '.esistente
i vincoli? Non: dove ate le 103ica, ln

st~nno

~11

esistente? dove

3rc.r~aatic~

l~

sintas;,~i\

si attraverso le uli ci renicrao conto che in verit i c.ssc.ggi

o meno sc3rcti ci sono (si ?U panse.re: che nel discorso che vado facendo, c' dentro il ;!1crchin3e;3no che Sf>Unte:. allo. fine per cui i
st~3gi

?C.S-

ec3rcti ci sono). Il problcmc. non c:ucsto; :1U esaere che si<:.

questo, ed

~re.ve

che u essere che sia questo e .tento che pu i-

vcntcrc une: cose. straordine.ric. quella che io chil'Ll.o le fisiolo3in del


iccorso filozofico scconjo le. quc.lc noi clovrernno riuscire non gi
~x~nscro

le cose che

i_)Cn~iruno

c.

mn n possedere il criterio di ci che

pcnsiCLio, le CQpccit dcl 3iudizio di ci che


Mauritius_in_libris

~ensiQLlO

in quelle 1uo-

101

nicra intrinsccc e s stescc.


Le difficolt dcl cliccorso in questi tcrr.1ini nei confronti dcl-

11 csistenzc. in rc~Jporto c.ll'csistere, secondo 'lucsta convcrgcnzn che


non :,?crch sono io co1"1c esistente, le difficolt di una necessit
tutte. cffidctc.

c.11~

sua !_Jurczzc: il discorso come se in confronto

e.11'0.sistcntc, ryunto di convergenza che non problcrnn nei confrmti


delle pnro.llcle che in fondo

lo~ami

ln

convcr3enz~

necessari'mcnte,

quindi md confronti dcll 'csistenzn e dcll 1csisterc, questo discorso


cor.10 ncceosit purr. unr. difficolt che pu scmbrc.re insorrnontnbilc
pcrchs il

~odo

re, fe vivere

attrnverso il unlc l'esistenza, ettravcrso l'esiste-

~ll'csiatente

il suo essere in una sorta di vicolo chiu-

so nel uclc il discorso dell'esistente cll'esistcnte e

cl~ll~csisten

tc c.ncor.. oll 1esistente e questo non discorso. Se un diacorso


sibilc, c. '.zucoto

~Junto,

~Jos

cor.ic se clovosae essere i)ossibile nei termini

di unr\ purezza delle neccsait dcl discorso c011ie tnlc che dovrebbe
riuscire a rimnncre tele nei confronti dell'esistente che sm;rprc
l 'e sis tentc che torne,

1~

s e che dci s s' allontrmc. dn s e che; dn que-

sto allonte:.nc.rsi de s tornl'. iJUr seml:ire e: s. Cio: corno e da che co-

se il ,:liscorso diventJ. problcrnc? esistcnzialr,xmtc


quelle. che

~1otremrno

dt~

che cosa ncscc

chiarnnre una S)Or3cnzn, nel senso classico delle_

p2.rola, ;irobleua, unc..

spor~cnzc.

che non n.f: l'esistente n l'esiste-

re dell 'csistcnzc.? che ?Cr in qunlche t:i<Y.lo come se fosse qualoo se


che nasce c'.nll 1 esistE:ntc in :-~uc;l r,10do )Cr cui questa spor3cnzn ci
f.l.l quale 1 1esistenze. si cc;~grappa per cc.pire non il suo cc.pire s pcrch'.! il suo capire s il suo esistere ma per cc.pire un diverso cc_pi-

re questo? E cio per

ct::~')irc

ta ucllc h9urit, c.

tutte~

un

ca~>ire

tutto puro in confronto c. tut-

quelle Gor3icit, n quella forze pulsnntc

dcll 1 indctermincto tutto chiuso ncll 1 essere clctcrt:1in.:::to come essere


de:tcnninc-.to, che in confronto r. 11uc::sto riQSCc. e .ermi un C[;;?ire diverso dn c;.ucl c<-:pire che sono io come il CC.iJirrni che sono.
SiCTllO abi tue.ti f ilosof iccra.cnt(?. e: C.<:)ire o c. se.pere che il discorso urn::. nttivit di

chi~rificnzione

e le: tcme.tice. cle.ssicn ci.i c1ucstc

r_1ucstioni ln ternaticc. clc.ssicc. dcl raporto fre. coscienze e autocoscienze.: non posso essere cosciente i me se l'essere cosciente di

Mauritius_in_libris

102

c~i i.10; IJ.O

tlie non si0nific[: le coscienze. dell 1 essere cosciente

il pro..

blcmc. non <ucsto, perch! aiJpunto so il problc1un fosse qesto, l' es ..


sere .. cosciente delle. coscienze storiccmcntc stcto tematizzato in rilOdo t,'.llc che csistcmzie.11.ientc in realt une do;1f.:ie.tizzazione. Infatti
il co.)ito elle mcniern cartesiana si3nifice.. lo certezzr. .cl dubbio:
c:i tutto ;>osso dubitcrc" trnnne dcl fc.tto Ji c!ubitarc; duni.iUC tutto
in dubbio tranne lo stesso Jubbio; ;..iuesto une petizione di principio
o un dare

~)(~r di1~1ostrcto

ci che debbo diI.1ostrarc, un dcre per dirao-

strcto il rodo essere un 0.nS

go~itcns

che dovrebbe,

diu~Strando

s stes-

so, dilaostrcrc di potere .imostrare tutto. Esistenzic.lmcnte questo essere

clcll'~ns

co-;itc..ns che io oono, non mi serve come iJtlnto di pe.rten-

zc. perch esistE::nzic.lrncmte se il punto di partenze questo non c'


probleul; oc io sono tc.lrnente ens co;3itc.ns ck essere ens co3itons c.ttrlwerso le forze. clcl dubbio su r.:ie stesso, ho pensato tutto; in.fatti
1' inne:.tisrao delle idee in Ccrtesio un innctismo tre.5ico, fc..tele, cio,
predcstincto: ncccsaorio che cr:rtcsiD.ncr.icntc le idee siaio innate;
rion 3i perch non ~)OSGO pcnse.re se non ho le idee innate, me perch
il mio

~Jensnrc

talmente 1..iuesta forze.. del dubbio a questa maniera

per cui queste. forze. clcl c:ubbi0 o un c.ve:r pensato tutto o non . M...~
non che questo non ud Gerve in filosofin; non mi serve i)Cr 1 'esistenzn ;>crch6 questo non

I>U

essere nssunto come il IJrincipio dcl raio esi-

stere; in nltri ten11ini, sc,rebbc come dire: il se.pere: di pensare. !'esistenze non
dimostro il
stGnzc non
s:..:.~)erc

~u

essere 9er s steoso il

sn~Jere
pu~

Jrinci~io

nttrovcrso il quale

di :xmsr.rc 1 'esistenze; il sapere di pensare l 'esi-

essere il principio c,ttrcvcrso il quo.le dimostro il

di ;_)cnsc.rc 1 'esistenze.;

_)Crch'~

IJrO;_)rio il sepcrc di pensare

l 'csistenzt:-" cmile se fosec il rcm(!cre oscuro il raio


non 3i

pcrch~

ess~re

esistente;

non riesco e vivere bene e vivo sempre mc.le e ncrar,x;no

perch6 vivendo cc1ii:;;re mele, l'unico bene che posso capire dcl mio vivere

:?U

ecscrc solo t:uesto: di viver.e: SClii.Jre IL1nle;

r.-il'. ~er

un motivo

:)i inerente: ~::ierch6 mi trovo il :_:lrinci~?io ck~l sapere il penserc l 'esi-

stcnz.'.'" corne c::uelchc cosc..

c~i

c3.1_?;iunto c.. rne.

Risulta verclilente cotiiOdo che io non debba prcoccupnrmi da che cose. provenge il fntto che io ho in tcscc., e 1.::. tascu. pu essere enche

Mauritius_in_libris

103

un cervello vuoto o enche un cervello pieno di tutte le idee che 033i


corrono in 3iro sui ,3iornali o e.nchc sui libri, il principio ~,ttrcvcr
so il quc.le in rec.lt tutto il i.1io :x~nac;rc 1 1csistcmzc ~ c;ucsta maniera si3nifica l'essere esentato dcl penscre il principio: erch6 la vita comodo. non com;istc solo nel volere une leurcn, o il divorzio o il
r.-,e.tritu.onio rnn, cttrc.vcrso tutto (:uesto, lr. vitn che i;<i interesse. stc..
r:>ro1rio cui: disobbli::.e..nd J".llD.

..

..

ccomo~it

Ji rycnscre il )rincivio
a;

"'

perch il princi)iO rlifficilc non soltw.nto c. livello spccuL").tivo,


difficile

~rorrio

n livello esistenzir.le laddove ser11brn talmente fc,-

cilc da essere st11to fatto per sempre, e: ;?Gr sel':._)rc su 1;:iisurn delle.
mi.2 3rcnjczzc c:ti uoi.io;

~)erch~

su

raisurr~

clcllc t.1io. . .;rcn.;.:.:zzc. di uao

si3nific.::i. che in ;.,,iuestc, ,grcn:l::::zzc. e' 3i tutta ln :;iccolezzc. di cui


sono tento cc.pace d csscrE: serni:.;rc ;_-,ronto c. nascondere questa piccolezzn nelle.

i.ii~

st0sc2 3rc.ndozzc..

,Si tratta di sapere qual il posto dell'esistente in rapporto all'esistere e all esistenza;' non possiamo chiedere che cosa sia per un

1110-

tivo metodico senerale secondo il quale noi non saprernmo che senso
potrebbe avere il chiedersi che cosa qualcosa; ma vedremo qual
il motivo i)ei:' cui difficile capire questo per cui non possiamo risolvere il problema ponendo come proble1ua qU.Csto che pu sembrare il probiema classico o il modo classico di qualunque problema filosofico:
che cosa l'esistente? Il discorso invece un ?OCO pi) radicale perch addirittura si tratte di sapere o di capirE; uale sia il ?Osto
dell'esistente nel confronto all'esistenza e all'esistere, e cio in
confronto

una sorta di rapporto fro. l 'c;sscre determinato come ~

re determincto e lo stesso essere deterrnine.to come l'essere determi~:

dal cui punto di vista l'unico punto di

vist~

possibile l'esi-

stenzc essa stessa corne punto di vistl'. sull'essere determinato come


'

essere determinato. Questo significn che se il punto di vista questo, dall'essere deterillinato nll' essere detenllinato come essere dctcrininato, da essere determinato come essere determinato fino all 1essere
detenninato, problema non ci pu essere perch il proble10.e, se fosse
possibile, sarebbe l'uscire fuori di s di ci che non nemmeno den
tro di s perch ci che dovrebbe uscire fuori dovrebbe essere o po-

Mauritius_in_libris

104

trebbe essere soltanto le. dcterminczione.come tale: la quale determirtazione, come tale, se , in quanto non
esnttamente l'esistenza co:rie punto di

ha senso questo

~apyorto

~in

ci nel quale non : che

vist~ d~l

ui punto di vista

paradossale tra l'essere determinato e 9

stesso. Il repporto tra l'essere detenninato e s stesso significa in


realt che ;I.' essere detenninato ha rapporto a s stesso senza s stesso perch il rnpporto dell'essere determinato e s stesso il rapportp dell'essere rleteTI1iinato come essere determinato a: s stesso che in
questo senso essere dctenuinato: il s stesso dell'essere determinato essere determinato, il s stesso di essere detenninato l'essere
determincto; in questo senso t.:uesto rnpporto, nel momento nel quale ,
senze s stesso nel senso.che potre1mno dire addirittura senza rap-

porto, proprio perch l'essere senza rapporto significa, dal punto di


vista chE: l'esistenzr: corne punto di vista su questo stesso rapporto,
che non possibile n pensabile la purezza della presenze.della deter'""
minc.zione e-s stessn.
Non n possibile n pensabile le determinnzionc come tale dal
punto di vi.stn dell' es:scre. dctenuinato che hc rcpporto a s stesso co:nc essere deteTiilirtato il cui punto di vis tn , 1 'esistenza stessa:; in
GUesti tennini, allora, 1 'esistente

signi~ica

soltanto la qualit dcl

posto che occu;:>w.; ecco perch chiedersi dov' il topos dll'esistente


significa chiedersi GU<ll il luo~o dll'csistente: chiedere il luogo
dell 'enistente chiedere identicnmentc <:uale sill. c;uesto luo50. Cio:
1 'esistente non pu ar11111ettere di non dovere avere un luogo che non sia

il suo essere esistente, per cui si potrcbbt: dire che la domanda retorica e certo tnlnEnte retoricc che perci l'unica domanda interna
di queste dornnndc non

le~

sun espr(;_ssione

ll'1

ci che in questa do-.

niandl dobbiruno intendere: chiedere il ;_:>osto dell'esistente significa


chiedere qua.le sia questo posto nelle. rnisurn in cui chi'ederc quale sia
questo ?OGto si5nifice intendere che nllorc l'esistente, do questo
punto di vist., evidentemente non si identifica n.J all'esistenza n
l

all'esistere 2nche se possibile comprendere che l'esistere e !'esistenze. sono cii) nttr:'.verso, mcdie..nte i quali, ! 'esistente :. e per
ci mediante i qunli l'esistente in quel modo per cui l'essere del-

Mauritius_in_libris

.;1.05

l'esistente.significc. che per un verso l'esistere e iJCr l'altro l'<=sistenzc. sfuggono all'esistente. E vorrei che fosse chiaro questo: non
~-

che sfu3gono perch 1 1 esistere non si esaurisce nell'esistente o

~)cr~

cl} l'esistenzc non risolve in s l*esistente; sfuggono perch l'esistente in tanto ?U essere pensato, se

puesserepens~to,

in quanto

il suo essere pensato non significa il suo essere pensto co1ue esistente

IfiO

significa il suo essere pensato corac il ?Unto di cnver3enze del-

le due linee parallele che lo costituiscono. Abbiamo cos il paradosso


esisterlziclc
che ..consiste nel fatto ontico secondo il quale gli elcmc::n.
'

'

ti .che. c.ostituiscono
1 1.csistcnte
sono ci che in rult. 1., es.i.sten te
.
"
.

COiil

tblc non j_)OSSiedc secondo s, in quento :~li clementi. che ..GOStitui-

SCOnO l'esistente sono secondo s stessi: l'esistere per un verso,


1 1 E:sistenzc per l'c.ltro e questo essere dell'uno e dell'altro .non

l'esistente perch semmai questo essere dell'uno e dell'altro signifi-

ca irJv;ece l'esistente diviso e suindi

~'esistente

.ch non .

Une. pri1ac:: conclusione mi pere imr.>orta.nte _in questi .t.er:m.ini: d0l


punto li vistn dEll 'esistere e dell 'esistcnze, l'esistente non ; r11c.
il punto di vista dal C:\l:le
lo stE'.sso

e-sist~nte;

possibile che guesto punto di viste. sir:

allorc peggio cncorn: dal punto di viste. che

l'esistente stesso corne punto di vista che dell'esistere e dall'csi


stenza, l'esistente stesso non . E perci peg0io ancoro, rndicclizznndo ln difficolt :iti liuesto punto; e questo stesso inutile perch dire

es~stente

dire questo: nel senso che dire esistente significc dire

il non essere dell'essere perch dire esistente pu sembrare o, pu


essere ste.to, e.vere detto che tutto l 'cssere viene condotto e: qutl non
essere 'di s che l'esistente co11ie esistente. Si cc.pisce

forse si

potrebbe ca.pir<:: 1ue3lio dc questo punto di vista perch ci che stn nlle s~),e.llc:: di ucsto discorso esistenziale non l'essere come tale,

r.1'.

lc.. identit del nulle.e del niente; r>crch r'Cr arrivare e..ll'csistente
il ?roblem<?. , . e c;.uindi non pF1 problemn, in questi termini divcntr:
situazione, le. questione di fare non essere l'essere in t!UG.nto l'esistente in rcclt

cor~

se fosse la nssolutizznzione di tutte le

d~ter

rnina.ziont possibili nelle. necessit di quell'unicc determinc.tczzc che


l 'csistentc nelle. misura in cui queste determinatezza si;=Y,nificL c.ddiri tturc. &VE;rc condotto l'essere a non essere; per d:ihi il mo;,1cnto nc. l
Mauritius_in_libris

10)

quc.le l'essere viene condotto al noRcssere, non 11 momento nel qunlc l 'esserc, attraverso il suo c2sscrc condotto.. al , non essere, ritorna
..

e.d essere il problman di s stesso

co~;1e

essere~

l 'cssere del;non

Il

momento nel quele l'essere viene condotto al non essere,_non il problema nel quale questo stesso problcm4 ritornq. rnc.lruuente perch pare
-

che ritorni in questi teriuini: dunque


essere, per potere pensc.re il non

.t,

s_e_~e~sere
~:. -

f":'~sere

viene condotto al non

dello stess9 non essere dovre-

mo <lire che il non essere . co1ne. non csserE:; che 1 ar~omcnto classico
che

?~re inquestion~bile

incontestabile

in qualche modo enche argo-

.mento ercaicc.mcnte gor3inno secondo il que.le ?er potere_ p-enscre che il


non

esser~~

per ?Otere

sic il non essere, debbo pur _sempre


pcns~re

~sere ~'essere

e invece

che l 'c:ssere non sie. debbo esistere:. ma l'esistere

e;bolire il dovere penscre che l'essere non sio; qui il punto drcrnIMtico. delle questione perch il dovere pensare questo

siE~nifica

il

dovere abolire il Jovere pensare che l'essere non sia.


Il rno1:1ento nel quale l'esistenzl:.., ett,raverso _l'esistere, ,arriva
fino e me e si stento coincide con il mmnento nel

q~ale

tutto ci che

. penso tutto ci eh<;;. ho pensato t"'.lI&lente che tutta le tnemorill che: mi


rimnne' la. memoria che -ri1J.ene solo presente e. s stesse: il pensare
con tutte le - sue filosofie rin.E.ne ln custodia del p~nsi.ero che nei confronti dll 'esistente costituisce n passato
dall'esistente e

~empre

;:1et.nfis~co

sempre libero

strc.nranente libernnte l'esistente- ed per que-

sto motivo che possinmo dire, cor.IC' si_ dice volgcrmente, che siamo tutti filosofi

senz~

che questo scb3nifi_chi c;:he ogni filosofo che tutti

sic.mo sic une. filosofia che tutti fc.ccieJ.ao. Non solo: si3nificn il non
~vere

il problf?:mn esistenzinle o il compito tuncno di essere maestri o

cultori di filosofie. per vivere: nessuno impc.rn

a_viver~

studiando i

trattati di filosofit'., mli questo non vuol dire che ossend,9 cos., dunque i trettnti di filosofia non servono. Qui il .piccol~ punto della
.
' uestione, perch~, clcto eppunto che non necesse.rio st\,ldiare le metafisiche o 10 non 111etc.fisiche, pcrchci vivimao lo stesso, dunque per que

sto le. filosofin non serve; potremmo irc pE1 rcdicalinentc: la filosofia tanto non serve che non che non serve a me me non serve neanche
n s stessa se tu.tto ci che dlla filosofia ?OSSO cc.pire come esistente quelle. mcrHoria che ?rcsente a s stessa come la memoria di s
Mauritius_in_libris

107

stessn. E quindi potremmo dire in questi te:n.iini: se torna in vita Socrcte la civuta non che gliele, di.:u110 noi, mc se l' dct.e: lui

pc'rch~

Socrnte he vere.mente ir!\)ortunato la sente; cio il Socrnte socrntico,

non il Socrate che ryoi stnto detto classico da.lla comodit s;:,ccuL?.tive. di penso.re in un certo r.1odo, rnn il Socrate vivente secondo la sun
stessn filosofie. ere il Socrnte che veramente non cc.pive. 1 1 esistente
perche era il Socra.tG che si ponevc.. o.l qucdrivio delle fcccende Ulite.ne
e ch e quel quadrivio pretendcvc <li essere nssunto in ~roprio attrcverso il discorso che c3li

f~cevc

col"i'IC discorso innervato nell'esisten-

zn degli eltri che lo c.scoltnvano. Allorn, dc. questo punto di viste.,


non che Socrate stato ucciso dagli wltri, Socrate si ucciso n:;l
rr.01oc-rtto in cui ha ridotto ll'. filosofie. n questo, nel momento nel c:uale
ha f)reteso o hc ridotto il filosofnrc a. c;;.uesto rnest:lere del discorso
che dovvn trov~re la competibilit nssolutc con l'esistenza degli
uomini.
I.o stesso tipo di filosofia corne filosofia socrnticc in realt
lo cicute che le'.! filosofie. si d nel mmacnto nel qunle: si iJOnc in questi termini, perch nppunto in tnnto io posso essere colto nel vivo
dcll'esistcnzn (che significn il discorso che si pone nei crocevic dGlla vita degli uomini) in qunnto questo co3liere il vivo dell'esistenza
significe quella n~moria che vale ncll~ misure in cui presente solo
a s stessa e nella misurn in cui non interferisce nell'esistenza dell'esistente; ~erch se interferisce nell'esistenza dell'esistente non
?i:) ?rescnte a s stesstt: ceco

L~

cicute., il suo veleno corrosivo

proprio questo o nllorn: il problcrnc. sta nel f".r storie delle filosofie. in questi termini: si trntte di fcre SOiJportr.re <2ll 1uomo
secoli di storin in
socratico, cio

l~

mcnicr~

lun.~hi

che nttrcvcrso i lunghi secoli, il veleno

filosofin, riesce. c.d essere digerito dagli uomini

scnzc che ;:>crci 3li uomini muoiono come

r.~or

Socr~tc,

in maniere che

non morendo .3li uomini perci non muore ncnnchc la filosofia.. E se


USCiCillO delle mctcfor.s. si Cl'.piscc che beste. unn p,iornatc SOlD. dell 'uomo pij, cornurie per mendare all 1arie. ucsto
re queste i:5icne storice. dcll 1uomo
~llorc

perch~

~)ro3rrunmc,

per fare rovina-

cvidcntmJentc il discorso

stn nel fntto che in rcclt -;uc..ndo non r;zuore l'uomo o. questa

Mauritius_in_libris

108

nicniere, e questa m.s.nierc. non rnorre:".:lbe neanche la filosofia: rnc il non


::.~

morire dcll 'uomo

queste menicrc ha biso1no di una culture. di c;ucsto

non morire che non corrisponde e,lle. vite dell 1uomo '?Crch intanto l 'uomo continua e vivere diversc.r.1ente da come non mure nclie. filosofie.
~

ch8 riuscirebbe

fare attraverso questa sua lurtge sccoL::re ebitudine

cl su stesso veleno che nel suo corpo storico'se.rbbe la stessn filo~i

sofia. E

capisce pcrch6, in questi termini, il vivere dell'uomo

diventato il mo::lCnto polemico contro c_i'uel 'non morire che perci cpparc
divc~sq d.nl vivere: per cui noi oggi, in nillniere. nssurdamente filoso-

fice, ?erch l'unica filos,ofia che ci rime.ne oggi, siemo talmente


condizion2ti dn questo modo dl .i?Cnsare la vita dell'uomo e il pensiero
di

1.~ucstc

vite, da potere pensare che ci sia guerra tre questo vivere

dell'uomo che ouello che e uuel suo diverso non 1aorirc che non
riusci2Ilo n vedere come riesce. cd essere esso stesso:idcntico c.l vivere dcll 'omo .E f!!ccirano presto n dire che allora quando pnrUi.amo del-

1 'uoino cosiddetto in s, dell 'umo in quanto tele, dcll 'uomo nel suo
concetto~

questo a?particnc

quel non morire che essendo diverso dal

vivere i)Crci c.st:rntto; Iilentre quell'c.ltro perci rime.ne concreto:


dove dovren~10 stare a ce.Dire dove sta lri decisione del diverso che renr

.::

.&

dc concreto il concreto, estrntto 1 1 astrc.tto e dunque morto l'uno e


vivo l'altro e fecciru110 presto c. ft.tre tutte le filosofie delle. cosiddette.. pre.ssi. Per cui il problema
interess~nte
dirittur.r~

storiogr~fico,

a questo punto, . molto

che ?Otrebbe. essere perseguito come filone di ricerca, ad-

si viene c. pro?orre in questi termini: tutti i pr.-:i.ssisrni lTlo-

derni e contemporanei sono fi_3li dcl socrc.tismo perch a;>punto tutti


i .;:>ras.sismi nnscono in realt dc Plctonc in qucnto n;>punto Ple.tone o
Socrl:te' si5nifice a questo punto questa. imposizione del discorso m~i
confronti dell'esistente attraverso il quGle chi morto prima, e fu
Socrc.tc, vretcse, morendo, ::!i non dovere morire dopo.
Siemo c.bitucti e pensare, inson11nc, eh il vivere esistenziale riceve.. le. diversit di s stesso de quel suo non morire che per non
identico "- s stesso, perci diverso; e ?erci pnrc che le filosofin
si .risolve, si
~Jotrer."110

cpeurisc~

n~sc2

nel ccrcar di tessere questo diverso;

dire: nel ceree.re .lr: identit di --:uesto diverso (c.nchc \..:uesto

non e cc.so iJroblcrna nel senso platonico della relc.zionc fra le idee);
Mauritius_in_libris

...

109

l'idee dcl diverso non lili propone l'idc;n dell'identico dcl diverso
c011t: diverso? E baste. sultr.mto chE: aprimuo la maglie di questo problem& :>er non occu?arci pF1 di ci dal qunlc questo problemc scaturisce,
?Crch8 in un pri1:10 temi.')o in tu.nto rni interessa il diverso irt que.nto
il diverso su;>?one i tcrii.ini nei cui confronti il diverso nasce come
diverso; e per il rno1aento nel qua.le il diverso nc.sce com.e diverso abbc.ndonc, i termini per i "iuc.li stc.to chiru11nto in vite, e, abbandonando i terrnini per i queli stato chiamato, in vite. il diverso diventa
1 1 es?losione

di tutte 1E fughe ottr.:1ver.so le quali non so pi 1 1 idea


0

co1hc tolc, evidentefli.cnt, per necessit; ?cr cui se leggiamo Platone


non che le teorie platoniche dell'idec sono ogni volte riproposte
nttre.vcrso i ve.ri nuclei ternctici dci dialoghi ?le.tonici,

Ili~

dic interna n qusto ti;>o di filosofie qunndo questo tipo di

trngefil~sofia

oppunto si propone, pro;>onendosi come quel non 111orire che, perci,


diverso del vivere, ?erci si propone sull& lincn del diverso non

~i

come il diverso che tnle, fr.:-. il non r11orirc e il vive.re,, me. come il
diverso che tc.le in s stesso tc.lrnente per s stesso che ci che mi
ri1.1c:ne non

il 1.1orirc n il ' vivere

liiC

le fuga del diverso. Ed

chicro che ln fugn del diverso siamo noi; fre il non morire e il vivere il diverso che fugge sicmo noi che esistiamo: io esistente, sei tu
esistente, sei ancora tu esistente e cosl vie; tutti diversi in quel
diverso che non riesco a c&pire perch non lo debbo capire perch se
cnpisco il diverso, il diverso come tale, io non esisto e io non esisto vuol dire io non sono l'esistente che pu stnre in questa maniera
cos IJ<?rl'..dossolmente equilibrc.ta tre. il non morire e il vivere.
Pcrch~

l'esistente sie,

~ddiritturc

stcto vossibile che sia

l'essere condotto cl non CSS(;re fino c.. quel ;?Unto e.ttrnvcrso il quale
l'essere condotto [.l non essere non ri.)ropone pH1 l'essere; in quanto
l'esser(. condotto <:.l non essere non ri::>roponc l'essere perche pro_l)one
l'esistenza attroverso l'esistere non potendo ;>erci ?roporre l'csistcntE.; il non roporrc; l'esistente significc. che l'esistente non pu essere

~)roblcr,m

e non hc. ;wrci ;>cr questo uiotivo nessuna sporgenzo..,

;>crci non ?roblemn, nessun ap;;>iglio c.l quc.le e.ttacccrsi per pcnscr<2.
Questo ?Ositivo perche ne3n che il pensare sia un appiglio cio un

Mauritius_in_libris

. 110

chio:io cl

c~uc"::.le

debbo nppend('re tutto avendo le. presunzione di .:i.vere

s.::;mto o. che cosr;. stc npp0so il chiodo; che la s1.1cntite csistenzinlc 0.el discorso di Giovcnni Gentile o del discorso attuclistico c01uc
esito fine.le di tutti gli intellettuelismi:plntonici, rerch, appunto,
il chiodo cl qucle l'-??endo tutto 1 'eidos ;ma 1 'eidos, che il chiodo,
a sue. voltn n. che cosa sta appeso? Se l'esistente non proble111a vuol
dire che l'esistente perci non pu essere il principio di nessun problema non essendo esso stesso problerne; e se 1.'esi$te.nte, non essendo
;?roblcrne.9 perci non'd il ?ermesso a s stesso di porre nltri problemi,. (}Ucsto significc che 1 'esistente per s stesso mi avverte che il
pensnre non i:1u esser, .. dc.l. punto di vista esistenziale, un problema
perch se il pensnrc ?roblerno, dal punto di vista esistenziale, il
suo .ossere problema il suo essere une. sporgenzn necessar;i.a.__ il suo
essere qunlcosl! di cui io ho.bisogno come esistente per appendere c.
quostoqualche cose 11 liiio essere esistente. In altri termini: se la
filosofin chiclilatn a spiegare il sensu dell'esistenza, la filosofia
questo chiodo metnfisico che nnsce, stranamente, dalla stessa esisten1

ze, chE,. deve, S;?ie.'5Elr, perch il chiodo al qunle 1 'esistenze deve ap-

pendcr il suo essere l'esistente che io sono; e basterebbe poco per


capire che; se io sono appso a qualche cosa io sono appeso a rne stes:so: io stesso sostengo me stesso. Il mio essere esistente, perci,
l'impossibilit possibile e che adesso si pu capire: perch in tanto
sono esistentG in quc.nto appunto sono. esistente a questa racnicrn, at ..
tre.verso questo iripossibilmcnte che perci necessaria.mente ma non
un irupossibilnte;nte che necessariamente in rap?orto

te.le in ra;_:>porto

.~

s stesso,

me; cio clucsto impossibile e dunque questa

une. nccssit che rigunrdc. 111e; ma nllorn tornimno el punto: quel il


;?osto dell'esistente? e potrcmrno dire 111e ~lio; quel il po&to che 1 'esistente ? Il che

si5nific~

di s stesso, ;_Jcrci :?roprio


sere

~n

che lo stesso esistente, essendo il luogo


pcrch~

.'il luo:10 di s stesso, deve es-

domande perci reto!'ica, della _sue quaiit; e cio. d,i un.a, de-

tcrrninc.zi_onc _'e questo vunto possibile 111algrqdo lo detenninn_zione nel ..


le. ?Urt:zzc delle

~)rcsenzc E'.

s stessa, non

poss~bile

pcrche -essl

quello che in:que.nto non nell'esistenza. L'esistente ritiene di

Mauritius_in_libris

111

cc.pire che l 'esser8 dcterraincto come essere determinato sic condotto


,~lln

determinazione; e si riproduce in ,ltri tcnaini il discorso: l 'e-

sistente rni hc. fatto cavire che l'essere ;;>u essere condotto cl non
essere e l '.esscre cpndotto al non essere, pro;;>rio perch l'essere
condotto cl non essere, nel non essere finisce come essere, non ricornin~ia

conie l'essere dcl .non

sere, compete cll 'es.sere:,

E~sser~,

q~esto

in qunnto se ve.rru11ente il non es-

colilpctcre

df~l

non essere

~11 'essere

rende infinito .il finire dcll 'essere nel non essere; e se verrunente
l'es.serc non , iL non essere rigucrdn tutto l'essere; iua il non essere che riJUe.rda tutto l'essere l'unico modo attraverso il: .quale se .
l'csistcre:;, pe,rci io sono esistente in quella raisura in cui l'esistere nti

bcst~ cor.~e

esistere e non necessario come essere e in quel-

le. maniera secondo lt1

qu~lE;

il mio esistere steto detto essere ma

non pu tornare ad essere detto essere.


Se dic .:> io sono intendo. dire io esisto w1 e.llorn se
1

dic~

io E:<Sisto,

statodetto, dc qualcuno, che io sono mn stato detto e non posso


continua.re a dire perci ci che .stato detto. Questo

sul piano

esistenziclc e soltanto esistenziale., fondamentele; dall'esistente ho


ll'. possibilit di cc~irc che e.rrivo nlla dcte.rminazione dall *essere
det-Brminc.to come essere determinato, dell'esistente, proprio dnll'esistentc perchc..! proprio l 'esistcnte il .punto di llrrivo attraverso il
qucle si capisce ci, che stll dietro, in q1.,ianto ci che sta dietro
l 'cssere che pu essere condott;o nl non e.ssere e che, essendo .condotto
al non essere, non ricorninciE'. come essere perche l'essere condotto nl
non essere se comincic.., conincic nel senso nel quale il cqti.Jinciare dcl1 'essere condotto .al non essere l 'csistere fino n mc che sono l 'esistente che sono. E ?Cr, n nrtire di nuovo dn questo, dall'esistente
che sono, il 111io essere l'esistente che sono, dunque l'esistente oorne
tele, sta c. significnre che l'essere come essere dctenitim+to nell 'csistente

..JU

essere condotto ella detcrr,tinnzione: l'essere

com~

essere

dctermincto c.ttrcvcrso l'esistente diventc, il 2rincipio della dcterri1inezione;,: :l'essere cmnc essere dctcrmine.to e:.ttre.verso l'esistente fa
nasccrcdintinzi c.ll'csistentc le dctcrminnzione; ci che era quella
imt>ossibilit che veniva intese. cos: : l,.a dcterraiinazione la cui purezza

Mauritius_in_libris

112

di prsE'nzc non pu essere purezze, di ;_)rcscnza c. s stcssu. dcl punt0


di

vist~

dell'esistcnzG corae punto di vistn che attraverso l'esistere

mi conduce c.11 'esistente. In .::.ltri tenuini:

l~

dctrminozione che

un luogo es.tratto, non iiai_)licc. une. 103ica. di competenzn gcometricn con


le astrazioni nel cui ?inno pu muoversi, in uanto la detc:rrinc.zione
che un

luo~o

nstratto, prc che irnplichi e questo puntO unn 103ica

di rnpiJorto che sembra

sraentitc~

comE 103icn, dal fatto stesso che ln

determinazione viene condotte. nd essere qualche cosa dal fntto che


l'esistente l'esistente; e l'esistente come esistente pare che sic.
lo stesso cohcreto dell 'esist.erc C. dcll 'csistenzn~ tr.c verm1tente concreto ! 'esistente c. questo ?Unto? E che significa: vermnente concreto l'esistente n questo punto? Leslsterc dell'esistente implica il
rep~lorto all 1 csistenzD. o. non? Imp-lica evidentemente il rc~)porto cll 'e,

sistenzn; r11a se l'esistere dcll 'esistente implica il raprorto al! 'esistenze, l'esistere, nttrnverso l'esistente, torne nll'esistenzn e !'esistenze. dell'esistente irnplica. quel rapiJOrto nll'esistente nttrt2vcrso
il quale si deve .CC?irc che nell'esistente l'esistenza si hloccn fino
a non potere intendere l'esistere? O, viceversa, attrnv0rso l'esistente l'esistenza torna all'esistere? per cui cepisco il rapporto tra il
verbo e il sostantivo e debbo capire che il soggetto di questo rap?orto l'esistente come ci attrnverso il qucle il verbo e il sostantivo
hanno

re?~orto

per cui nell'esistente ci che qualche cose, l'esi-

stenza e ci che di questo qU\lche

cos~

ci-che verrunente, l'esse-

re di questo qualche cose., 1 1 esistere~. E 1 1 esistere cos'? perch


se chiedo l'esistente cos', il cos' dell'esistente yer un verso
l'esistenza e per 1 1 c::.ltro, dcl suo cos', il suo li1odo di essere che
l'esistente; e nlloru il verbo per un verso e il sostantivo per l'c.ltro,
quindi il nome per n verso e il verbo per l'eltro fanno s che il rep?Orto che li tiene insicrac non essendo n l'uno n l' o.ltro n l'uno
pi-J 1' cltro,. perci non

~Ju

essere chiesto coriie il che cosn iJCr s

stesso tJerch qUt:mdo chir_;do che cos' l'esistente, abbiamo sempre saputo che chiedere questo signific<'l definire l'esistenza. Si potrebbe dire che ci che ?enso dell'esistente l'esistenza, l'astrntto non il
concreto perch il concreto l'esistente; ma che differcnzn c' fr;:.

Mauritius_in_libris

- . '113

questo tipo di

logie~

della definizione dell'esistente e il tipo di

logicn.. della. dEfinizi0ne dell'ente:? D'altra ;>arte mentre i_'.ler ca?ire


l'esistenza <lcbbo fare un

lun~o

discorso di rc..pk>orto tre. l'essenzl co-

me essenze fino all'essEnza che essenze rispetto all'esistenza, per


capire

l'essenz~

besta l'essere; questo un punto fondamentale del

discorso storico e classico nnche; cio: rnentre dal punto di vista dcl1 'essere il discorso che CC?iSCC l'ente parte dnl
senzc: dell'ente

si.~nificn

presu~posto

Che l'cs-

essere come tale,, dnl punto di vista dll 1 esi-

stente il discorso non lo stesso; k)erch dnl punto di vista dell'esistente l'csscnzn non significa l'esistenzn corne tale-mn significa del1' esistf:nza o nell'esistenza l 'cssc-nza che viene condotta fino nll 1 csistenzn senzn che 1 1 csscnzn dell'esistenza si identifichi con l'cisse.nzn
.come tnle; cnzi le differenze. stcl;"ebbe ;>ro;>rio nel fatto che il mio
essere esistente la differenza trn l'essenzn e l'esistenza

rt~ntre

se

dovessi .ire o potessi dire,: il mio essere 1 'ente, allora non potrei
pi. dire: ln differenze tra l 'essenze e 1 'essere perch se pos'so dire

~.i

me: il mio essC'rc.. l'eptc, c.llorc dovrei dire: il mio essere l'en-

te ln identit di essenzo. e di essere, dunque l'esistenza in assoluto. Problerne che stato reso superficiale heila stessa logico classica in questi tcni1ini: la differenza tra l'o.ssoluto

l'ente firiit"O,

dunque 1 'esistente, sta proprio qui lhE: lejdove essenza ed esistenza


coincidono, in un altro luogo che l'esistente, essenza cd esistenza
non:coincidono; per cui l'essere esistente sighifica differenza mc non
dn s cnche se di s; me rlan da s.
Questo riferimento non 3i per l'uso storico dcl riferimento
stesso 1un per l'uso esistenziale di quel discorso secondo il quale se
noi dobbimuo ce.?irt: l'esistente, cnpirc 1 'esistente in realt significa capire che l'esistente esso il concreto nei confronti del suo'esserc nstrlltto che l'esistere e l'esistenza; o viceversa l'esistente
comincin c. J?rofilarsi esso corrie il luo'5o astratto, esso l'esistente,
dell'esistere e dell'csistenzo?

prop~io

l'esistente? in quanto l'esi-

stente nnsce dcll 'essenza che ckve fnre un lun10 percorso di c.vvlcinf.1.mento ell'esistcnzc senza che questo

si~ifichi

che l'essenza come

essenza coincida con l'esistenza. E per questo non coincidere de:ll'c-

Mauritius_in_libris

114

sistcnza con l 'essenze. he. un suo identico che sono io 8Sistentc: 1 1 esistente l'identico dcll'csscnzn e dell'esistenzn che 2er s non
coincidono,

Lll'l.

in ci nel qu&le denno luogo, non coincidendo, coinci-

.s!2!:!2; il coincidere dcll 'essenza e dcll 1esistenza nell 'Esistente costituisce l'esistente cone luogo delln astrattezza: il luogo dell'esistente dunguc le astrcttezzo ?erch il coincidere dell'essenza e delle
esistenze tele soltcnto nell'esistente n ?atto che questo coincidere significhi lo stato delle

~strezione:

per cui in questi termini

l'esistenza astratte dalla non coincidenza dell'essenza e dell'csistenzc che il suo concreto; il concreto dell'esistente il non coincidere dell'essenza e dell'esistenza, il concreto dell'esistente
l'esistere in quanto l'esistente si3nifica tutto il processo che conduce l'essenza ell'esistenze in maniere. che non coincida l'essenza
nell'esistenza; nic quando ucsto non coincidere dell'una e dell'altra
conduce l'essenza all'esistenzn, io esisto; ma quando io esisto il ruio
esistere il mio essere esistente, r11a il mio essere esistf:nte un
rendere astratto quel crunrnino che rni ha fatto nascere e che il mio
concreto; ed un renderlo astratto, perch un fare identico qunlche
cosn che non che non sia identit

Ii1ll.

non

coinci~cnza,

non iden-

tico: il rendere identico non ci che non identit ma un rendere


identico ci che non identico, un sscreidcntico di gel non identico che l'essenza e l'esistenza. A uesto punto l'essere identico
a

~uesta

maniera significa essere estratto; allora la quelit dell'esi-

stnte l'nstrattezze e il suo luogo questa qualit. Cio: la qualit Jell'esistente l'estrnttezza e il suo luogo questn qualit,
non l'astrazione; l'nstrnttezzc cio lo stato di tutte le cstrczioni possibili; non 1i non l'estrazione,

11u:i

lo stato di tutte

le c.strnzioni ?OSsibili ;Jrimn, dopo e attorno all'esistente. Allora:


lp qualit dell'esistente questa astrattezza e queste nstrnttczzn
il suo luo30; in

re~lt

questo non un modo di essere della deter-

minazione?

Mauritius_in_libris

115
-,

....

. :; .

. .,
'

"I

. 3. ---Essenza ed esistenza..

La

dell'esistente l'astrattezza e questa quali~


qt.lesta una. prir.a conclusione. l5a in rapporto a uesto,

~ualit

il suo luogo 1

non si potrebbe dire che questo stesso sia un modQ di essere della
detenninazione? Se l'esistente quella Cl\lalit di s stesso che
la stessa astrattezzs, come se potessinK)dire: in realt il proble
"'- della detenninazione non sussiste; la determinazione come se, d~
uesto punto di vista, fosse tolta de.ll'eventuale problema della deten,iine.zione stessa in questo senso: le determinazione talmente
c_iuello che , da ?Otere essere tutta non

~i

in uello che essa ,

secondo s,a stessa me. in c:uello che essa secondo un certo modo di
essere:, non la detendnnzione come ci che :;::m essere secondo s stessa. un le. determinazione come ci che secondo un certo i:nodo di. esse
re nel (;uale essa tutta. Quindi: se riusci.;lrno a intendere che' il
:liscorso esistenziale oer ora si
~

fare in questi termini secondo

c_:uc.li si pu parlare di astrattezza (e non solo di astrattezza. in

senso indeterminato ma determinato, specifico perch l'astrattezza


dell.s. quale si parla l'esistente), se possiar.10

~)arlere

esistenzial-

1,,ente cli astrettezza in senso specifico fino e te],. pnto che_ ia i:;pecificzzione dell'astrattezza.costituisce il luo30 stesso dell'esistente, filosoficamente non e' pF1 luogo per il problema delle deteru1ina_?ione; non c' pi il modo di c.rrive.re ed un eventuale problema della
detert"iiinazione coli-ie tale. f.:ia filosoficemente che si3nifica? Speculc,tiva.mente, teoreticamente o critica.mente? Finora il discorso che stiarno tentando di fare un discorso che si svolge secondo une linea
ccistenziale di discorso, secondo la quale il discorso non interessnto e s stesso ma alla linea esistenziale attraverso l~ quale il
Jiscorso si viene fc.cendo e facendosi in uel modo per cui i temi che
toccc non sono temi del discorso come tale rna sono temi che nel discorco riproducono o ripropon3ono pur sempre la esistenzialit del discorso: sono temi che io non del tutto paradossl.lrnente definisco non-filosofici, non e.filosofici ma non-filosofici cio sua.si una sorta di ne~ativo

possibile dell'eventuale positivo necessario che dovrebbe esse-

re o riuscir a non essere la stessa filosofia come tale. Allora: da


Mauritius_in_libris

115

qu<!i?to punto di vista :rer quale motivo noi dobbiamo ad un certo punto
interesserei del proble1:.m in questi terndni: la deterndnazione che
non possibile com.e probleme; nel senso nel quale il non potere essere
problema della determinazione un 111odo di interesso.re questo discorso
ud un eventuale modo filosofico di s stesso.
La qualit dell'esistente l'astrattezza e questa qualit costituisce

~l

luogo dell'esistente;. in rc.pporto

<l

questo te1aa conclusivo

il problema il seguente: ma ellora questo stesso non pu essere inteso couie un modo di essere della -detenllinazione? Per cui e.ttraverso
un discorso esistenzi.s.le che !)resunie di non essere filosofico :fX>SSibile che

l~_detenninazione

filosoficrunente ven3c condotta a non avere

il problema di s stessa; esistenzie.lr,iente dovrebbe essere chicro che


la determinazione come problema non sussiste perch esistenzielrnente
della 4eterminezione ci che interessa non la deterrJinazione 111a
l'essere determinato; (:uindi la detenuinazione per s o secondo s
stessa sul pimio esistenziale non ha. n problema n pone problemc.
perch il womento nel quale la determinazione sul piano esistenzi&le
o pone problemi il 1i10mento nel quale il piano esistenziale viene

scavalcato alle spalle, ed come se l'esistente fosse distratto da


s stesso; distratto da s stesso fino a quel punto in cui la distrazione dell'esistente da s stesso dovrebbe costituire il diverso assoluto dell'esistente nel senso classico r!el discorso dell'essere c01;.e
discorso ontologico: l'essere come tale sarebbe o il diverso assoluto dell'esistente; e per

~uando

nii interesso dell'essere in questi

tennini non mi interesso dell'esistente nei tennini nei lfUali l 'csistente . Dunsue esistenzialrnente, non esistenzialisticamente, la dter111ina.zione non costituisce problema; il peradosso della questione
sta nel

f~tto

che proprio c:uesto significa che filosoficamente (filo-

soficamente, cio dicie1no per adesco,, per <lare un corrispettivo irn1.iediato, non esistenzie.lmente) pu casere che la deterrainazione anche
non esistenzialrnentc non sia. nemmeno in ..:iucsto caso problema; cio:
che sul piano esistenziale le deteni1inazione non sia problema te.1mente vero che c:uesto stesso pie.no esistenziale d il piano non csistenzia.le nel quale la determinazione non sar mai pi. problema;
Mauritius_in_libris

.LJ. /

c;uindi mentre sul piano esistenziale che la determinazione non sia pro...
blema pu essere abbestanza chiaro o ovvio o comprensibile, non

~1-

trcttanto comprensibile che, d.c. i...uezto stesso :,:>iano, scatti il fatto


che anche filosoficamente non sia problema. Filosof icaruente significa
in

c~uesto

ca.so che il non essere probleme delle detennine.zione, nascenell'astruttczza~

GO in rapporto

non all'estrazione, in rapporto a ci

6he lo stato di tutte le astrazioni ?Ossibili ~rima dopo e attprno


ell'esistente (dato che dall'astrattezza che nesce la domanda: u1a
questo ste;sso non :'u esaerc un 111odo delle determinazione?) pu essere (!Ueotione in questi termini: quando noi pensiamo o riteniamo di potere pensare in

~::ue::;ti

termini stis.mo cercando di dire che nel modo

di essere della detcn11inazionE, che pu ne.scere dalla astrattezza, che


la qualit dell'esistente, la detenainaziona coulC problema non pu
sussistere perch il cuo rnodo di essere tutto ci che la dcterminszione indipendentemente del fatto che sia o non secondo s stessa,
perch secondo

l~

astrcttezz& che l'esistente; per cui se secon-

do, cio in r.;,pporto alla. astrattezza che l'esistente, chiaro che

corae ce 1 'esistente costituisse il )rincipio unico necesse.rio llsso


luto di tutte le astrazioni che si possono fc.re. r1!& anche cosl tutte
le astrazioni che si ?OSsono fare sono le astrazioni che s partire dallc!esistente oi poosono fare in qut:.nto il principio la astrattezza,
cio lo stato delle astrazioni; e s.llore. se per <J.vcrc le astrazioni
o 1 i a.'strazionc debbo partire dallo stato della astrazione stessa il
discorso divcnt& asaurdo o

?U

sembrc:rc assurdo in termini 103ici per-

ch per potere parlare o per potcrG pensnrc l'astrazione secondo s


stessa dovrei pensarla prima dello stato delle. astrazione stessa; per
potere pensare l'antrazione secondo l'antrazione dovrei poterla pens8re ?rima della

catr~ttezz&

che

dell~

estrazione lo stato ci-0 che

cklla astrazione lo steto deterrnins.to.


Se lo stato dcteniiinato il princi:Jio dal quale soltanto posso

cave.re di c_:ucsto ctesso, potre1iL10 dire cos:<;_, ci che lo fa


iscorso rirnene ".'.ssurdo

~Jcrch

~sserc,

il

cmitc se <licefrnimo: doto il figlio

dal fi;3lio f.::iccio nascere il ;?adrc; date le. l!strattezza l'astrattezza


costituisce il

~')rincipio

l'~strattezza:

l'astrattczzc costituisce il princi)io di ci che fa

di clil chG le, fe. essere e.strc.ttezza.

Mauritius_in_libris

J..10

essere !'a.strettezza il principio dcll'a.strs.zione; posso concepire

forrnaln~ntc l'astr~ttezze

nei tenaini in cui l'astrattezza bene o

mele d&ll'&strQzione o secondo l'Gstrezione; il che siJTlifica che


posso o

de~bo

concepire 1 1 astrczione secondo s stessa indipendente-

mente dagli otati della &str&zione stessa; dn dal punto di viste esistenziale non posso nem.Jeno av.ere il problema della r.:strc..zione come
tale non

~i

perch la ra3ionc si'a potente o impotente, ci che non


1n2 ~crch

cc.it il Kant,

1 1 cf:listente il

c~uale

per le. qu.'.'l.lit ontica

'fondcincntale che lo costituisce e che il suo stesoo luo30, la asttrattezza, esso stesso diventa il princl?io

dell~

dctenaine.zione; per cui

se eoistenzialmcnte una dcterrain-'.lzionc posso capire, esiatcnzialr,.ente


posso capire soltc.nto le determinazioni che nascono de ci che essa
fa nescerc: esistenzialmente non posso capire i pedri secondo s stessi, ma !)Osso capire ipadri seconlo i figli. La questione non concett~le,.

ni

e:

esistenziale, cio interessata allo stato delle astrazio-

dunque sembra unu astr&ttezza: ma interessata in l'anicra fon-

arnente.le alla

estrett~zza;

perch l' ~strattczza costituisce la ue.li-

t che costituisce l'esistente e nasce dal rapporto tra esistenza cd


esistere; da un certo tipo di rapporto, 3i analizzato, mediante il
quale l'esistente per ci nasce come esistente, anzi perci ; ua. ncrci , vuol dire perci come esistente non perci e bcsta; ?Crci
in quento il auo essere il suo essere esistente. Allore: da cuocto

punto di vista che l& deteni1inc..zione non sia probleme., non un probleina che riguardc o che r.icttc in c1uest:l.onc le. ra.3ione nei suoi lir,dti
o nei suoi principi;

lil6.

una questione che riguarda la stessa. .:.strat-

tezza fondamentcle dell'esistente; fino a ueatc

tcsi.clr~stica:

l'esi-

stente cor,e te.le . astratto; non concreto in c;.uanto il suo concreto


consiste in une. opera.zione che
repporto

fr~

to.~lie

il r&pporto o un certo tipo di

escenz: ed coiDi:enza cio in quells. operczione che to3lic

il non coincidre dell'essenza con l'esistenza. Il non coincidere dell'essenza con l'eoistenza costituisce il concreto dall'esistente me
l 'esistcnte lJerch.5 to3lic (:ueoto concreto:

~llora

il toqliioonto del

concreto in <uesti terlliini fa l'eEJistente esistente e dunque lo fa


astratto; per questo non

possic.r.-~o

essere I_)resenti alla nostra origine,

non siamo mc.i presenti el li:ouento nel qu?.le siamo ?Osti in essere

~Jcr

ch ls nostre presenze in realt consiste nel nascere astratti, cio


Mauritius_in_libris

. -

119

nell 1 essere' cori.e nc~acito. originerio., c.ctr~tti a quc:stD. maniere;.; per;;h

a.str~.tti

c.. questa m.:micra significc. questo tenere c.ssicrne due e lc-

I1enti che non possono coincidere e sono l'essenza e l'esistenza: 111e.


in me cbistente coincidono e

~ar

queste coincidenza mi costituisce

1 'eaist:entc che sono e ruc:;to esistente che sono in oueste coinciden~

za determinate.. mi costituisce astrattezza, questo esistente che sono.


Da questo punto di vist~ globalu~nte assunto a questo ?unto,

"Jotremrr.o dire corne cerca.vruno di dire?: dum"'ue la detenilinazione

'

essere, in rai?r>orto a. c:ucsta tematicc,,

..

c~ucl

DU
j;

certo modo di essere delle.

stess& determinazione che, in rapporto all'esistente elimina ogni problezaa. della rleterraine.zione; lo elimina filosoficamente in c:ua.nto esistenzia.lmentc non ho biso3no di elirnincrc niente perch non c' nee.nche il :problema di elil11inarc la dcterininazione, r>et'chP. esistenzialmentc le detcrminc.zionc arriva a me in quella impossibilit o impensabi-

lit della deterrJin&zione che il non

~otcre

essere presente della

purezza della presenze della detenainazione a s stcss&: de cui

n~sce

l'essere dcter111inc.to come essere dcterr1rl.nuto. Esistenzic.lmente im'._Jensebilc la ?Urezze della prcoenza della dctcnainazione
;?Crch esistenzia.lmente lu

deterriiine~zionc

s stessG,

come tale non mi serve, non

signific.::;. niente. E' come se, da questo punto di vista, le. astrattezza
che mi costituisce come esistente avesse risolto per sern::>re lo. deterliinazione co11ie problema; ;>er con una aggiunta: questo pu accadere
filosoficruncnte; cio pu essere che allorc anch filosoficamente ro n
ci si.e. luogo al problema, dc.l punto di viste esistenziale sempre;:,

ri~

in modo diverso da quel modo di essere che l'esistente- secondo 1 1 . eoistcnte. Dal punto di vista ecistcnzic.le,

insornrn~,

non :Josaier!lo fa. -

rG nessuna. filosofie.. L'esis-tcnte e c,;uesta maniero una. sorte di c.bolizionc aosolut& di tutte le filosofie poasibilf; esistenzialrnente
non

~)ossiamo

fc.re neosun& filosofia, non dal punto di vista della fi-

looofic., sui le: c;,uestione, ma'dnl ounto di vista. dell'esistente;


pGr cui se per lVVenturc. si

~s::mme

il ?Unto di vista dcll 1 esistente

contro 1.::.: filosofi<.:, ai f.s. un discorso che sfonda. porte aperte:


viceversa csistenzia.liiente se so

(~ualche

perch~:

cosa, so che non ho biso3ro

e non )OGso fare nessuna filosofie.; perch le dctcnninazione, nella

rurezza dell& presenza L s stesse esistenziclmente irrpossibile ed


.
ile.
e' impensao
Mauritius_in_libris

120

Allora j_::><arch filosoficamente la determinazione pu non essere


pi'J. :_Jroblci.ia dcl punto di vista esistenziale? Questo spculativrunente
da che cose naDce? Vero che il piano esistenziale del discorso canporta uesta tcmaticE., per. vero .

e.nch~.

che questo piano csistenzial

di .discorso presuppone che ci sic. una filosofia o che ci siano delle:


filosofie;
~9.-~&fice.
~'11?.

?~r

cui ad un certo rnornento il ricorso a c:uclchc r.>a3ine fi-

in senso stretto, pu c:rnerc che sia une. specie di strategcrn-

che E:p?erP- e.llc. fine del discorco per fcr c<:.pirc che cd 0311i r110do,

bene o 1,1elc, tinche qucGto, un discorso che cerca di .-:33anciarc questo discorso alle. filosofie o a.llc filosofie;. Vero . che esistcn.zic.1r;:cnte noi si.s.-no sempre distretti dn.i diocorsi che
discors~

zialit del

si costituisce in

~uesti

f~cciruno;

la esisten'-~ue

tenjfini o s:Linificc.

sto; tutti i .discorsi che fc.ccic.mo sul pieno esistcnzic.le'sono fondamentalmente discorsi distr.:.tti perch sono un modo di cscoltre c.ltri
discorsi; corue se il discorso esistenziale andasse a.ccurmilando temi
e problemi che poi lo stesso procedere dcl discorso esistenziele si
prcoccu?a di

c..llont~ncrc;

e quindi come se il discorso

esistcnzi~le

stesso fosse condannato ad una specie di futicn di di Sisifo per cui


tutto ci che fc nascere s.nche tutto ci che :_:>oi ne3c.; tutto ci
che affen11t., tutto ci che nega. Infatti, dal punto di viGtl esisten-
zicle, le. detcrriiinazione non problema e ::>er tutti i discorsi fctti
~)roprio

finora se hanno un tem&, hanno cornc teme.


f,K!r.

Ls. dcterminu.zionc,

diriiostrare che h: determinazione non pu ess0rc un tema; allora

esistcnzic.lmcntc noi potrernuo cominciare e capire che il discorso cosid.:-letto asictcnzinlc consiste in tutti r:uci discorsi c..ttra.verso i
quali l 'csistentc e.ncoltc. altri discorsi non f&ccndo per i discorsi
che ascolta. Per cui da questo ~)unto c::i vist.". il filosofica.mente
vucllo che
~

potreliil~iO
~

chiruaarE: lo c,x,culc.tivo
-

:~recente
~

ncll' esistente:

unn sorte di irruzione indebita che l'esistente subisce non


n d& dove viene, n perch costretto
D' cl tre

;::i~:.rtc

sc~cndo

subire qucstu irruzione.

1 'uorno ente pensante anche coue discorso esisten-

ziale, il l)ensc.re c1.cll 1uorno non un pensare che viene peso privilc-;iato .cl fctto che si csprirnc in tcrr.1ini tcormtici o ri1cta.fisici ::Jiuttosto c.hc in tcnini bs.nali; il '._)ansare dell 'uor.10, dc questo punto ::i
0

viste., : univoco in tutte le forme equivoche nelle quali si csr>rimc


cd scnprc l'uomo chG punse. Si fanno 1ucsti discorsi per intcndcrG
Mauritius_in_libris

punto ricorrendo alle. tesi dcll' -

t~uccto

che non possiamo ca.vs.rcela e

ente, ?Cnsantc che l 1uomo , perch C1Uando 2bbiarno dtto che l'uomo
ente pensante come se e.vcssimo detto che un bipede un bipede! ~Lu
esistenzialit del discorso in rcQlt si3nificn che il discorso csistenzi&le qucndo,
si che esso non

i discorsi che fu, ascmlta altri discor-

~ttrcvcrso

f~; rae

allorc lo

n~cculativo

che

cos~?

Dal ?unto di

vista esistenziale non :_)OGso chiedere che eone: l'esistente, esistenzialmente non ?OSSO chiedere l'essenza dell'esistente; se esistcnzialmcnte ho ccpito che l'esistente il termine nel quale l'essenza viene condotta c..11 'coistenz.::, se

csistcnziL~lrncntc

ho capito che l 'esisten-

te ln fine o il fine nel c:,u.;;lc 1 1csscnzu corae tale viene condotta


all'esistcnta; e l'essenza condott~ Llll 1csiotenzn, ai3nificsndo e costituendo l'esistente perci l'esistente non pu chiedersi che cosa
sia l'esistente stesoo, cio non pu chiedere !'essenze di s pcrch~
chiedere l'csscnz~ di c si1nifichcrebbc prendersi e riportarsi indie
tro; c.llorc dc. CLUGsto punto di visto.
precluso perch siamo abituati

o~ni

Q pcns~rc

discorso sembra concluso e


che se non possiamo fare fi-

losofia chiedendoci che cosn quc.lche cosa, che filosofia dobbiarao


fure Gllora? Se le filosofie non consiste nel chiedersi che cose
l 'uor:x:>, che cose le. vite., che cooa il destino cnchc perch ?roprio csistenzielrncnte non 2onso chiGd2n1i il che cosa delle cose, in
c.uc.nto 2sistcnziE.lmentc non Dosso fc.rc: dmaandc. ;Jerch l'esistente che

sono, 1 ubolizione dcllr_


1

dor.1&nr:l2~

sull'esistente che sono e se faccio

domande. di qualche cosa, le. dorac.nd.::::. di uelchc cose in questo ce.so


corricponclc all~ scissione dei processi; se io csistenzialmente posso
porre domnndc, la domanda non consiste nel s::",?crc che.: cooa sono, ma
nel dividere ci da cui sono; non il dividere da rnc perch io riluan30
sempre ucllo che sono; (:ucndo ho nc3cto che 11 principio sia Dio o
le cocict o quando ho ne3ato che mio p&dre sia !ilio pcdrc, non che
per c:ucsto cerco di essere c:uello che sono; non che divido

iile

da. ci

a quclche cose che lo


fa essere quello che mi f.'::. cssc::rc; er cui ap;mnto '1uend.o e se l 'esistente pone: dom~mde, il porre do1a.:.~ndc .e. )arte clcll 'esistente si3nifica rompere l'coscnza, dividere 1 1 cnsenzc. e 1 1cs1ctcnz&, contc~plare
da cui sono;

~ivido

ci

d~

cui sono in

r~?porto

il non coincidere ckll 1 esocnza o C:ell 'caistcnzc... Fc c:ucndo ho


plcto ucsto ho fatto

filosofi~? ~crch

coot:c~.1-

)Oi ?Cr torn&rc all'unit,

l 1unit a cui torno Gono sempre io: l 1e:cistcntc cornc quclls. astr&ttcz-

Mauritius_in_libris

122

ze

nell~

qw:;.lc

l'esaenz~

1 'esistente, e come

e l'esistcnzi

esistcnt~

ce di s stesso, al posto di

eh~

per z non coincidono ncl-

invece coincidono, in veco, cio in ves~

stesse, l'esistenza s .l'essenzc al po-

sto di s stesse nell'esiatente coincidono. Se dobbic.rno cpprofondirc


la questione in questi termini, dobbic.rno arrivare e riconoscere che
l'esistente ci nel qucle l'essenza e_ l 'csistcnza sono fuori posto;
perch se l'esistente pone
Chiarire che il SUO

~orre

~ucstioni

le sucetioni che ?One sono un

suestioni SiJDificc dividere ci che in

rcpporto a s stesso in certo modo dc..l cui mo(fo di re.pporto nasce l' esistente. Allora se pon30 questioni le
esistente riguardano il
mi fanno esistente;

hiC

coincid~re

~ueationi

non ri3Uardano

&1C

dell'essenza e dell'esistenza che

quando ri3tU!rdc.no c.:uesto coincidere ho scoper.~i sa~'.>uto,

to quello che sapevo gi pritc.; sapevo, c1evo

era stD.to

gi detto, .ecco i discorsi che l'esistente e.scolte non facendoli, era


stato gi detto che l'esscnzc e l'esistenza in

~uanto

tali non coin-

cidono, perch l'essenza l'esscnz& e l'csistcnzc l'csistenz&


.Non per questo, rnn perch anche forr.12.lmentc pare anche abba.stc.n-

zc 1 ovviamente chiaro il

f~tto

che

za come tale; e c' c_:ualcuno che su

l'cssenz~
~ucsto

come t2lc non l'esisten-

ha costruito tutto il cl.-

stello critico per riiri10stre.rc che; l 'esistenze essendo una dctcn.1inazione che si

~3giunge,

idea e delle

met~fisicc;

do che

croll~

dunque crolle. tutto il c:l.elo platonico dell'e io posso essere anche

d'~ccordo

me chiaren-

addosao e PlDtone non gi eddosso &lla filosofia; ed

un discorso che riGUcrda crpunto Platone mc.estro <li

K~nt

K~nt

sco-

laretto abbastanze, de:3110 d.i Plc.tonc e .cl pletpnisrno filosofico.


Quando abbier.10 sc.puto questo, ebbiCI110 pcnsc.to uc"lchc cosa dal
cui punto di vista posso tornare n fare un discorso aull'csistcnte?
Evidentemente no perch da ucsto punto di viste il discorso sull'enistentc tutto il discorso esistenziale che r11i conduce e queste conclusioni; se app.,ofondiruno ucste ::;uestioni, anche dal punto di vista
esistenzinle, il discorso cornc discorco vermacntc rischic. di essere
aasurdo; per cui non .::t.ssurde l' csistenz11 come

fa~cile

rc.ccontc.re.

Se queste cose le debbo rcccontc.rc, evidentemente ho biso3no di costrui-

re un terna nobile; non posso ruccontc.rc 23li uoi.1ini che sono nssurdi
Mauritius_in_libris

123

gli uomini, debbo racconturc che assurda la loro vita perch da questo poi

ric~vcrern:mo

1 'uomo in qucnto la

la cc.?acit patolo3ica. di vivere lll tragedie deltragedi~

dell'uomo in questi tenaini si risolve

nel f2tto che l'uomo s&rebbe une specie di essere beeto e felice, strananlente beato e felice perch nnsce da una infelicit assolute che
a?punto l'esistenza come assurdo. Perci; dico, quando debbo raccontcre queste cose il racconto di uestc cose r;1i condanna c. rendere magni:fico il
fcre l

tcro~

di queste cose, a renderlo beni3f10 perch il bene che

'esistcnz~

~u

assurda tutte. le:. vita che debbo continuare .::. goder-

mi come uomo esistente, pinnr;endo continuamente sul fatto. che malgrado,


l~

vita che continuo e godermi, l'esistenza continua ad essere assur-

da e so;::>ra poi:;oo farci foagnifichc !_')c.ginc di poe:siu e retorice cltissiQuendo raccntiamo sic.1ao abilituti c.l bluff e !JOssiar..:lO anche stn-

r11c.

re

~:l

gioco, ma qucndo pensiamo non possiruao bluffare; quando pensi.:.mo

vuol dire: sono sempre in presenze 2llc esscnzielizzezione della


stionC? e c,llor.s. quendo perisiz.mo non

~Josso

qu~

dare per essurda 1 1 esisten

za c. questo punto perch, molto pi drarmi.aticamente, assurdo il discorso o rischia. di rircaancrc il discorso che si attorciglia a queste.
maniera attorno a s

ztesso~

Dcl punto di vista esistenzio.le che ltcsistcntc sia questo luogo che l'astrattezza, sta a si311ificare che dal punto di vista dell'esistente posso anche filosoficcraente a questo punto pensare che
non Dotr~
mc.i 0F1
essere oroble111e..,
me. allora
.
~
~
..
le. dctcnninezione non , e non ~ significe. non posso, ceco il punto,

dunoue
lG.
~

deterr.:;.i.n~::?
to onc

chiedere che cosa l'e;siGtente; se posso dimontrc..re filosoficamente,


cio se ?osso

~enc2re

in menir& ?Ura rispetto nll'esistente che ln

determinazione non problcrn.:1, ;?Osso dimostrnre che non debbo

chi~dere

che cosa l'esistente; e dunqu(; oi pu dir.10strarc che non possibile


une filosofin che si.s. une. filosofie che nc.sca sulla ba.se delle dorna.ndc
fondcrnent.::.li. Se riunciamo e C.!:!:,?irc

t"~ucsto,

le. conclusione non che

viviar110 J.c3lio o pc3gio, p<:nsiarno di pi:'\ avendo penscto prima di i.-1Cno,


la conclusione che non ?OSsimno fcrc 2ilooofia sulle base delle cbrncndc, l& filooofic non nQsce perch una ricerca

o perch

; una do-

QCndc; la filosofia nasce se UcSCe, O SC riuscir a nascere, SCCOnro


( 0 )

non sar; perch se non questione, la determinazione


Mauritius_in_libris

.-

124 .-

tutto un discorso che dovrebbe riguardara in

mani~ra

radicale la stes-

se.. filosofia co11.ic tale; ma non perch la filosofi& come te.le sia

~i

in un suo cielo plutonico tutta racchiusL, ben. nascost8, che attende

il suo vate che risolva e sveli il mistero. Se fosse tele la questione,


(!Uesto discorso esistcnzinlc rischierebbe di essere H:t retorico degli
~sistenzinlis1ni

che le filosofie contemporanee fcnno sull'esistenza;

e ::. questo punto rimne es6c'nziele il rifri

mento testtl<llc di Aristo

tole ch 'interes-s non per -s ma perch, t:.ttraverso questo riferimento,


noi dovrcr.ano ccrcer8 di int'rdere subito che' in -1icnt. el tutto speculativo e per motivi che potremmo dire del tutto puri cio disintercss~ti,

non nossibilo

chiedersi il che cosa dell'sistcnza. ~.:a il

riferili!Cnto r:ristotelico non :ru essere nssunto in maniera estrinseca


~questo

tipo di diocorso, .e dobbiraao

assuu~rlo

secondQ una sortQ di

necessit; il discorso esistenziale u questo punto dovrebbe condurre


l'esistente ad un punto di necessit che non una necessit che nasce
dall'esistente e che serve ell'ccistente, rill una. necessit pura che
vc.l3a pr :; stessa; allora se leg3i&110 la. t:btcfisica di /-u-istotcle,
E:

non gi se.condo lo schema di queste questioni,

rista

pi~

ul.l

da un punto di

inerente allo stesso tosto cristotelico, noi.possicmo ren-

derci conto di questo: Aristotele nel Libro III usa

sem~re

il termine

c.m:nko, necesse.rio, in rapporto el fctto che dopo il 1 Libro la


schmze che !~istotcle intende di dovere costruira, deve affronta.rE

le cporif.:: 1 le difficolt; e.llora nc:cessario secondo Aristotele, che


in

rc~norto
all~
.. J.

scienza che si ceree siano esaminate alcune dif f icol-

t fondm.1cnta.li, e nasce cos il libro delle c.porie, io un Libro

che costituisce discorso che ripropone tutte le questioni fondcracntuU. delle. Ltetefisic&. <::~ristotclicu come difficolt cio co1Je probl&rni.

Oro questo discorso, ?Cr cltro verso, pu essere cost inteso: necesscrio, una necessit secondo la quule nccessurio pcrlnrc delle
eporie in rapporto sllc scienza: quindi in relazione 3ll'epistme che
k...ristotele cerca meccsscrio che lu

stess~

scienze che si vuole co-

struire affronti le nporie; non intcressn qui stare a capire se le


c.poric che l'cpistme uffrontc. sono le aporie che no.scono dalla stes~a

scienza; il problema un ultro: dn che cose. questo ananke? Per co-

Mauritius_in_libris

125

rnodit di discorso? Non si pu dire che ci sin un discorso che univoccrncnte si vede sciogliendo cr cui ed un certo punto ip?arc chi&risaimi che Aristotele c,ll' inizio c.ffronti le ni)oric sulla base delle necessit; c' un

rao;:n~nto

del discorso sulle aporie m:.1 999b che u me pare

csem:;:>lare e che costituir il testo che terremo ;>rcsente !)Cr fo.rc c.va.nzc.re il discorso: annkc inai ti t '1hi';nmcnon; le. trcduzionc lc.tinc.
nbbcstanz& accettabile: necesse est aliguid esse suod facturn est;
e cio: necessario che sia. c;ualcosc. 1 ci che diviene; questa frese
non hu un signific:..:to proprio; questo discorso vele in (1UQnto non
pi fctto contestuclmcntc; se lo fccciamo contestualizzlndo la questione gi risolte..
AssW-i1iii10 questa tesi in rapporto al discorso che stiruno facendo; possibile che d[l punto di vista dcll 1csistcnte la determinnzionc filosoficc.m.ente non sie pH1 problema e non lo sia ::>cr sempre; e allora cerchiamo di cc:.pire perch il discorso csistcnzi.:oilc, _essendo il
discorso che, fs.ccmlo i discorsi che fa, .::.scolte i discorsi che non
f.::., cor.1e se un discorso che csistenzialtnentc non faccimno eia quosto:
annlce inai ti t;: 1hi:1Ilmenon; coitie se esistcnzic1lmentb f2.ccndo i
discorsi sull 'cssere detenidncto come essere dctermins.to ascoltassimo
1 1 c.nnlce inai ti t 0hi0nmenon scnzc. per che il_ discorso esistenziale sin questo discorso. Dc uesto punto di vista, lc3gcre alcuni fil osofi esistenzialrncnte sir;iificc. questo. capacit che 1 1 csi~tcmza deve
riuscire t.IJ. essere di <:;.scolte.re i discorsi che .sse. non fu fnccndo i
discorsi che essa esistenzinlmcntc deve fare; per cui in questo caso
il cosi<lr'.ctto 111c..cstro dcl cosrnolo3ismo, pro?rio Aristotele rischi.ci. di
essere o di ri111c.nere il uc.cstro segreto dell 'esistcntc, il demone interiore cdl 'esistente. E
ucsto

~:mnto

~uesto

demone interiore dell'esistente a

1' cnnkc, un demone interiore del discorso esistenziale

che dice: il, discorso esiatenziolc non fc il discorso vero che il


discorso dcll 1annke ~crch attrnverso i discorsi che fa che sono i
discorsi sull 1 cssc~rc detcn11in!.!to come essere determinato, esso continue:. c.d ascolt&:rc i 0.iscorsi che non fa; per cui vero che 1 1esistm ~
te non

f~

il discorso dell'ennkc ma altrettanto vero che l'esisten-

te hs il dovere di riconoscere e di

s~pcre

Mauritius_in_libris

che il discorso che non f n

pro?rio il discorso che esso ascoltc; per cui lo S;?vculc.tivo che


pozao capire csistcmzialrnente lo speculativo che csiotenziG:.lmentc

)Osso c,-:.pire in r:ur.nto cp;)unto il discorso che io non faccio. l.deoso


possiCiilO ca;:>ir0

pe:rch~

l 'csictcmte: non fc. filosofia; n sia-110 filoso-

fi .?crch6 sit.:LtO uol!lini o vicevcrse; rac non fc. f.ilosofio.., vuol dire;
non fG filosofir1 nel senso nel cua.le il auo non fare filosofi<i il
~

fcre dci discorsi che poi sono ascoltare il discorso che non fa: far8
~

quei discorsi che stanno

si3nificarc l'ascolto dcl discorso che l'~)urtc

esistente non fa. D' c.ltru

l 'esis.tentc che

lc;:r~c

filosofil: hc. un

modo di 3iuotificere (lUesto suo lc33erc filosofie:.? Vorrei radicalizzare il discorso in . .~ucsti terr.tini: del ryunto di viste. dell 'esistenze.
4

c.ttraverso il qu.sle si

pervi~nc

.11 'esistente, ad un certo iao:i.11ento il

discorso pro?rio coiile discorso bloccc.to nelle,

estr~ttezzc.

che l& qua-

lit dell 'esistcntc, un discorso che COiiie discorso csistenzie:lc si


ra.ddoppic. non in

c~uanto

esistcnzic.le rna. in

~;:uento

discorso, si rD.ddop-

?ic nel senso i une.. proposizione; cristotclica; :?er cui, da questo


~:mnto

di vistE., ::>otrcbbc essere che tutto (2ue.nto stc,to detto finorc..

un r.;odo

Cittrc~vcrso

il '-uc.lc si tcnt,:: f.::ticosamente o non di '.rriva-

rc a le3gerc Aristotele. E invece c' une. necessit di (!Ucste. letture::


d~llc contcstu~lit dell~

aristotelica, che non n2sce

che ci intcress2 nei confronti delle mctufisica

?roposizionc

cristotclic~;

l~

pro-

posizione che ci interf:ssc. COI.iincic. con 1 1 c.nnke: annkc ine..i ti;


per in verit tutto il libro comincia con l 'annk(.:: c.nhnkc prs tn
epizetumnen epistmen: necessario in rclc::zionc alla ocicnza che
ce:rchic.rllo escrninc.rc le e.:?orie. Dc che cose.
non direi r.ristotclice,

i1iC

~;ue:stc.:

necessit,

.:~tl0sso

ncccsr.dt te:lo in rclc.zionc alle.. scicnzr:;

che cc:rchic.mo? Questo cerchic;I1io pu avere colI.c so3.1ctto tutti noi; io


le :me:re:i in maniere: un iJOCO ';:)Vi i)re3mmte anchE; se pi,) rnc.li3nc per nltro verso: necessario in relazione al compimento assoluto che ccrchi.:,r.10, intendendo appunto per Qpistrt1e '-:ucsto.. nccessi t di co1,1~Jirnento come compimento a.sooluto, e '-,uindi in
in rs.pporto c.

c~ucllo

che

quindi le. scienza come

~Joi

(~ucsto

ocnso :x:rcib scienzr.:.,

nel Libro IV l '1:.:podiosj aristotelic<:"J. e

~uestc"

ca}ccit

c~incmicc.

o non c,.cd coriipimatitlo

in r2.pporto elll'.. ,;.:;iodissi stesse. dello. scienze. c:'.'.D. c.nche a tenere fcr-

Mauritius_in_libris

127

mo il testo tett8re..le e.ristotelico, scienza dire il sapere nel suo


significe,to pi. cl,to, nel suo cora:_:>imm:bilo e..ssoluto; quindi necesse.rio
in relazionG alle scienza che cerchi21ao; da che cose queste necessit?
Anche e.ristote:licaruentc potrermao pcnse.rc che le.. necessit :li cui si
stc~ i.~e.rla.ndo

o che 1-.ristotele ceree. c'.i risolvere, una

ncsce dalla relazion

~11~

rn~ccsoit

che:;

scienze? Perch relutivQ!ilentc e ci che

cerchie.mo come concetto di scienza ch c' la necessit di oso.minare


(~Uindi

le aporie;

necensc.rio in relezionc a ci che deve to3licre

le c;;:>orie, di e semina.re le .porie Allorl: le c.porie da c,;ue sto punto


i vista <la che coe ncscono? Dalle scienza che Aristotele
alL:~

possono nc.sccre perch nascono proprio in relazione

cere~

non

scienza.; se

il fine del: discorso di concludersi a:;>oditticcraentc in: maniera dc


concludere come discorso nelln e: come tictafisicc, mo.

rncdiE~ntc

e attrc-

verso non tc.nto la risoluzione delle c.poric (:urnto ::>iuttosto ';ttrt?:.vcrso la CCi.p&cit di esprimere le
Gtl.

C.~)Orie,

ullorc. il problcm.D. ShC int0rco-

l'ori~inc cll'c.porin; 1 1 ,~l)orcticit come tale do. che cosa n.sscc?


Qucndo dicim.10 scienze diciGilO le c.s.?acit di a.vere ;_Jrcscntc le

necessit

~)ura

della <.:...J_;oria, perch in relazione nlle. scic:nza che Ari-

stotele ceree, in rcLs.zione c;

~ucstc;

scienza nascono le cporic; dun(:ue

come se 1Jotescimo -~Jcnsc.r0 clK! in fondo Aristotele stia, cercando di


dire che nella misure. nella vu.s.lc le c:Joric non n.:~scono dcll.:::. scienze.,
.

n8lla stesse misura per n<iscono per 11iczzo della acicnzc )Crchf:.: in
relazione alla zc.icnzc. che ci sono le aporie:.

Al~orE.l.

s1Joculc.t~V:?,.

o ::uc:llo che si pu chicraarc in c:uc:.lchc 1ne.nierc. lo,

cosa. consiste? Potrcfo:lO dire oer ore: lo

..

lo spccuL::tivo

snccul~:tivo
.

in c1-1e

consiste nell'

cap['.cit di tenere le necessit co1ae ncccc.sit ;;iure.; di 1L.cc.ntcncrc l 'o.nnk0 .come 2nankc tutta pure; :?Otrcrm110 c..nclK: dire: lo socculativo
consiste nelle.

stesse~

purczz.:.:. della. necessit come tD.lc; durn.iuc lo


speculc..tivo consiste nelle. ccpccit di tenere cor;Ddlutc.. dentro di ss
l' c:.nankc, le necessit perch c::ucstn c01.;piutczzc. clc.::llc. ncccasit,

per cui le necessit tutte. :mr2; cio tutt.:: libere dei suoi ra.:;:>::orti, rnc. libera dci suoi ra:;:>:)orti in

c~ucl

modo per cui l& libert dai

suoi n:;.?porti si3nifica libert dtii rc.:.norti per liiezzo dci rc.i.Jporti.
Per quezto la necessit tutte. pure. nel sonso secondo il c:u<::lc Gi

Mauritius_in_libris

~JU

128

pensare che tutta pure significa tutte libere dci suoi repporti, per
le filosofia che cerca le scienze di s6 stesGa, come se

~rospettas

se alle stessa filosofia uno sorta di compiutezze. cscuiple.rc nei cui


confronti la filosofia deve prendere ?Osizionc; una sorte. di compiutezze esemplare perch non possic.mo pcnsc:::.rc che il discorso dell 'enanke
aia un discorso c.ccidentcle e caom.:le. Viceversa c' un discorso secondo il qual ci potrebbe pensare che la ncceooit pura, nell'ambito del
discorso

COIIE

t&lc, uru:; ncccsoit che ai

present~

come cseUJPlare

nei confronti del discorso che ceree la scienza di s; quando leggiamo


eristoteliccmentc che necessario in relazione ella scienza che cerchiamo, e la scienza che cerchiruno la
gi come scienza delle

scienz~, un

si311ificu le vere sci2nzc o

mct~fisicc

potretIW.IO dire non

uendo SC.!,)!Jicmo che per "\Tistotcla

l'unic~

scicnz& o le scienza in quanto ta-

le come se dicessimo le. raetcfiaic.:. che deve essere capace di essere


lo scienze di s stessa; un

sa~cre

che ha lQ capacit e la possibilit

di strumentare i suoi repporti elle cl1usc e ci principi; per cui il


s.pere vero come GG.?ere eh.o vero ;?crch il sapere attraverso le
cause dunuc perch il sc?crc il
to sapere

~~

~rincipio,

diciatita per adesso, fat-

questo suo essere superc il ?rinci?io, dove per in qual-

che u1anicrc. avere in s il rnoclo di relc.zionc.rsi nl principio; e per


il principio coiue og3etto dcl sapere per un verso ci che fa che i 1
scpere sic vero, cio snpcre e per 1'2ltro come se fosse sottoposto
a ci che 11 sopcre deve potere csoerc come ca;?ucit di essere sapere
scienz~

il principio. Il discorso vero quQl ? Risolvere nella

e quin-

di ncll'epodissi del 'IV Libro le a?orio, O?purc questo peso dcll'


cncnke? Cio c:.:uesto peso dell.o. necessit come necessit pura come compiutezzn tutte racchiusa in s stcssG? L 1 ananke necoss&rio in relczionc all& scienza che cerchimuo; annkc inci ti t 3hiR11menon:
necessario che sia ('}Uelcosa ci che
anche necesscrio che sia

~uulcoca,

*ienc; non solo; ed necessl!rio lrn.

diviem~

ki m::

~::m 't

3h.r,netei, ma

ci, da cui ci che diviene dit),

ton to sche.ton cgpncton, cd

necessario ancora che di tutto cuecto ci oiG un termine ultimo e

ingenerato. In una proposizione ebicr;10 tutto il inondo

Mauritius_in_libris

cl;;issic~nte

129

:mete.fisico o tefac.tic.:.mcmtc
ci che diviene e ci

::";.e.

s~)ecuL:.tivo:

necessario che sia. quc.lcosa

sto di sia. un tcrniine ultimo ed in3cncr&to.


c.li~~uid

ve: necesse est

'~uc

cui diviene erl necesse.rio che di tutto

te

traduzic.ne latine. ser-

c.:ssc c;uod factwn est: nccessa.rio che si:.1

,;uclche coca ci che diviene: quod fe.ctum est ci che ste.to crecto,
ci che non
ultir.rwa

d2;

s; ed et ex quo fit e ci

in~enitum.

1~e

cui crccto et horum


'agh~neton

Il le.tino c:ui l.Jl)Orte.ntc ?erch l

si

chicrir proprio e per iaezzo dell' ingcnituru.


Per e.desso l:scic.rno il discorso fcni10 c.lln sinossi dci due punti
di

~)c.rtenz.:.;

csrchim~10

dun<-;.uc: necesse.rio che in relnzionc elle. scicnz"--. che

il discorso affronti o cscrnini le a.:_Jorie e une clclle: c.poric

fondcnentcli

~uest2

necessit secondo le. unlc ci chG diviene sia

qu[.lcosc; non solo ci che diviene, rr.2 Qnchc ci .u cui ci che diviene diviene; e non colo ci dc< cui ci che d.ivienc diviene, rn<.: e..nchc
di tutti questi necesse.rio un termine ultirno e in-3cncrato. Questa.
c.rn::.nkc

rr.p~;rcscnt2

lo S:?eculctivo co1;;0 te.le, cio le

~1ronunzin

dcll '-

.:.nanl~c

come se: rC..)'.')rcsentc.sse


.cl discorso in senso filosofico tco .. retico, c..riatotcliciJ.r,10ntc inteso, il suo essere n discorso c01.-ic discorso filosofico; pcrch.6 il filosofo di c,;ucstc prorocizioni non sto.
ncll' inci ti come potrebbe scmbrc.rc. Le filosofie in questo cc.so oo nsiste nel dovere

sc~x:re

che coE;a ci che diviene; e non che le

c:ucstione: sic. c:ucste. ;'.>erch

c~nche

e.riototelicc.rncntc il problemc. non

di s.'.2perc che cosD. ci che diviene ma i,_l

che neccss<::.rio che ci che _li.vicne


mo chiederci a :::uccto

~>unto:

p~oblci.<Ul

i c\i convincersi

aL~ ~uc:lcsa; per


. ----s:..- --~

cui se dovessi-

1 te.pori:~ fondament2.le in questo cc.zo in

che coso. consiste? Cio che cosr. difficolt in c1uesto

c~so?

Il co111-

o:1renJere cornc sic.. :Jensc.bilc che ci che diviene dcbbc. essere sottopocto cllu necessit Gi essere pcnseto come ~ualchc cose che si~; ~crch
~x.re

invece;

c~1c

il fc.tto stesso cho ci che diviene si<: a.ppunt.o ci

che diviene, .:.bbi.:::. cli1tiincto in

~>crtcmzc..

lo. necessit di ;?Cnsaro che

ncccs;J:rio psnsc.rc che ci che diviene sic

si coraplica

[)Cr

(~u:lcozc,.

La

c~ucstionc

ruotivi interni llc. difficolt stesse; ;:.>erch

~)otrcm

mo ri;_:irodurre il discorso in (!ucsti tcnaini: ,_; non sapere che si tra.t-

Mauritius_in_libris

130

ta di un discorso fetto da Aristotele e e-lasciare uestc proposizione


senze riferimenti, secondo ln u.?.le dovremmo dire: necessario che
sic

c~u.2lcbet1

ci che diviene, dovremr110 chiederci c:u.s.l il senso vero

di quosta proposizione; dovremmo.sforzarci di. cornprcnd,crc il senso


;_Jro~osizionc.

elcmentcre di (!Uestc:

E cio? Sin un pie.no

(a

rapporto

cor.runc nl discorso, non di rap'.?o:rto che. potrc-bbc ocrabrerc gi prc3illdiceto dal fatto che sticiilo cercando di pcnscrc e .. di ?Cr;l.e:.re filosoficcrnentc, me ccrcc,ndo di

co1~rprcndcre

queste propooizione in un suo sen-

so che potreLlI110 chiruiiarc un suo senso lettcrl:ll!1ente


hc

clement~rr;entc p~rlnndo?

Ui~no,

che senso

E' ncceoserio che sic qunlcosc ci che di-

viene. Debbo riconooccre che trcdurre srve poco perch non ?OSsicr.10
conservare nella tr8duzione il Gcnso ?ro;:>rio dcl discoroo fatto secondo i suoi tcndni; dc:. questo punto di vista dovrem,10 dire che la filosofi~

vere.mente

intr~ducibile

nel senso secondo il quale si deve

cc.Dire 'che leo-".l'crc filosofie. non sirynificc


le..,.'"'erc
,J
UJ
...nc..rolc

U.J

concetti e le33erc concetti non ci311ificc. potere

1mJ.

distin~re

lc,,.t")'cre
O.:>
le pmo -

le dci concetti mc si3nificc intendere i concetti secondo le parole


che sono inerenti ~l concetto conic tale. Ci che diviene, cio ci
che accade, neccsscrio che sic quelcosc ci che accade? Ma da un
punto di viGt.c. clcnicntc.rc che si3nificc. :)ropriamcntc questa pro?osi
zione? lm.che un uomo noco )rovvcduto di strUincnti non dico razionnli
~

i.

me cultureli,

ca~)iscc

che se otiarno dicendo ci che diviene stiamo

elll1Cttcndo o dbbiano c.rianesao che ci che diviene E.ppunto ;_:ierch diviene in ue.lch.c modo hc. dentro il suo otcsso essere ci che diviene-.
Di-Jerscrnentc cosi'. se.rcbbe l'accedere di -.:ucllo che e.ccc.dc? Accade qualcosc. di quclchc cosa che

(~ucllo

che diviene; o c;tato di qualche

cose, che cii) che sta.to; mc'.l allorc. che senso h.: sostenere che
necesse.rio che sia flUc.lcosc; cFJ che diviene.
Scil discorao non si intende nel suo senso proprio, il diacorso senze. senso; se lc33imao elci.1cnt2.rmcntc il rischio che corri.::..t.10
di

le:r~cre

il non

s~nso

dP-1 discorso ?Crch dc. uornini nnrcr.c-10 costret-

ti c. riconoscc;rc che non dovendo c011ipliC<;.U:"G o lc.scin.re tutto sernplice,


clovre1.r:.:.o dire CIJ)Unto che bD.s te. dire t <;hi;1nr11enon per non dire nieml'I.

Mauritius_in_libris

131

te cltro e por non chiedersi niente G.ltro. E filosoficc,iuentc? Filosoficamente comincic

~llorc

col ci3nificcrc il

cerc~rc

il senso dcl di-

scorso e il senso dcl discorso in che consiste? Aristotele sto escludcndo la ?OSsibilit i chiedere che cose. sia ci che ; cio

st~

esclu-

dendo in radice le possibilit di chiedere che cosa si2 quclcose che

; perch stn raCl.icr..lizzo.ndo talmente la difficolt dcl ?Cnsarc e cl


discor5o dc intendere corac unn necessit da risolvere secondo 1 1 npori~
che l.::;.

ncccs~;it

presente., dc. intendere come una necessit che ci

che diviene sie (:ualcosc: una necessit che pocso CD.!)irc soltanto
nel liruite del diacorao e che non ;>osso ce.pire nel limite dcl ci> che
diviene.

Dun,~uc

illm pcrchl il

il

problcrn.~

;:~hi:;nmenon

vero non consiste nel sapere t .1hi1flrnc-

i:;i il ouo essere o.:..puto, c.ppunto 9crch

ci eh.e .iviene; rnn di ci che l'essere sc.;_Juto il scpere l'essere


saputo non l'essere sc.puto, t ;-shi1nr.icmon, l'crch6 l'essere sa!'uto
tr~scinc

l'evvcnirc, l'ecccGcre che

continucincnte con s e in s

s stesso. Iil senso dclln contin3cnzn non tanto o soltcnto il senso


delle cose niobili c:uc..nto

~Jiuttosto

il scmoo, nelle cose rt40bili, di u


~uele

questo essere un divenire continuo 2ttrcverso il

l'essere scputo

come te.le non pu mai ferme.re s stesso: seuore un essere saputo.


Mc come D.rriv. l'essere sa.outo a.l s8.ocrc? i:Ion e sapere s, ma cl so.oc~

su.~Juto

re l 1csscre

~-

stesso, pcrch6 c.ppunto l 'eascre sa::>uto scnzE il

so.g3etto cli s6 stesso; t 1hi111mcnon significa

~Jrofondc.mentc

calmente che ci che iviene, diviene esc.ttnrncntc

~Jerch

o radi-

il auo un

co3,~etto

essere scnzl so3ectto, ?ro:)rio il suo atcsr>o csGcre il

dcl

suo essere divenir~~; o c.:uinJi l'essere so3~ctto dcl divenire, nel scmso e.hche

pC~

purcr11ente c.ritt:otclico, si;3tlifia quello. necessit dcl

sog3ctto eh.e non il so3gctto dcl divenire. J..J.lora necessario che


ci che essendo
soggetto,

c.bbic~

soc;;~ctto

come

dcl divenire perci senza

il so3'3ctto proprio; rnE. il

so.,o-etto 7'roorio
in ('urnto
,,,""
C>t.~

som~etto

A:

'.:..

non-~ctto
o.JJ

so~gc.tto

proprio non il

dcl
div0nirc,
so,., 0 etto ::>ro-orio

1
....
-.;,e~

in c~ucnto so.:;3etto dcl scpcrc; cio .in clucnto co~3:3ctto pro~Jrio dcll 'inai ti in c;.unnto

so:~3etto

che pu pcnsc..rc l'inci ti, l'essere

cosc, di che cosa? Di ci che tnlmcnte

q~lcosc

dc

c~scre

cosa >.ll 1ori3ine e rlc. non !_)Oterc scpere di essere steto

Mauritius_in_libris

1...~uc.l

stcto qusl-

'-~ue.lcosc.

elle.

132

origine, dc non ?Otere essere il sapere questo. Ea allora le filosofia,


da questo punto di vista, non si,3nifica divisione dell'esistente? La
filosofia divide l'csictente

d~ll'esistenZl;

ncccsscriamente la filo-

sofie, ecco l'ene.nkc, la filosofia essa stessa uosta a.nc.nke.nssolu"."


te. nei confronti dcll 'esiotente per lo qucle l'esistente si sente,

uando e se filosofi, come esistente perch filosofa cou1e esistente


diviso

dcll'c~istenzc,

cio diviso della sue essenze;

perch~

il

q~l

che cosa, l'inci ti dcl 1hxnrnenon deve ?Oter essere proprio del 5hi~nnx;non.

Il discorso aristotelico nnchc il discorso che soetienc lo ma


teria prime ingenerata; quin::li potrc1.z;,J0 cnche dire: in fondo stinmo
ccrccndo di pensare che l'inai ti proprio il ualcho
rthi;mmmnnn sin

~p;,:>unto

cos~

pro?rio dcl

ori3ineriemcnte la mnterit.i. cor.""<c in3oner,atn

come eterne; vero che questo <.:d l.ristotcle serve per affermare che.
se ingenerata

l~

rocteric cd eterne, e mu33iore ragione, lo snr le

fonna l 'idos; ma sono questioni successive. Ll. questionb che interessa

c-~ue s te:

1 1 in2.i ti serve in '1ue.nto serve come sog3c tto proprio

del 1hi0nn1enon; ma da.l punto di viste: filosofico, il punto di, vista


filosofico consiste nel comprendere questo quando faccio filosofie:
dal punto di viste dcll' esistente, perch dovremmo dire in questo cc.so
l'es~stcntc
COI'JC

dcl qunlc ho ?Crleto finorc aristotclicarJcntc si presenta

to .ihignmcnon, cio come t:ucl neutro nel quc.le tutti gli esisten-

ti oono; e per in questo neutro

fondeL~ntcle

fare filosofie si3nifi-

ca non gi chiedere l'inai ti, n1a sapere la necessit dcll'inai ti.


Allora non possiciao, proJ.Jrio dal punto Ji vista dell 'csiotentc, fare
filosofia ponendo dornc.nde. E non possiruno, proprio dal punto di vista.
dell'esistente e oroCJrio in uisurn dcl discorso filosofico caoacc di
6

questo, chiedere che cose. l'esistente. Si :_-:>u ce.pire meglio non solo
lJerch la filosofie non si pu f e.re con le dome.ne.le 1 non solo perch
l 'esistcnte non pu chiedere di s stesso che cooa. esco , mc. errivc.ti
cd un momento nel quz.lc semhrc che lo. filosofie. poosa essere chirulctc
in

cc~usc. ~)crch

le::. filosofia delle cporie, la filosofie che scmbr.:l

condc.nnatc. c.l problema in assoluto, proprio da C!Uesto punto cli viste.,

Mauritius_in_libris

133

12 filocofic che ~ cond~nn~tc ~llc ~?orie diviicndo l'esistente Qll'cc:.:~irc

esistcnz.'.:! i11i f',


cose

l'csiotcnz~

inci ti in

pro~)rio

che:

::_Jcr qucGto non debbo chiedere che

per le necessit

ra~J;Jorto

n t

~ssolutc

~";hi;iz.~cnon.

che la necessit dell-

In (;:ucoti tcraini ::iotrcr.uo dire

che l'esistente le.. cui '-:uC:.lit l 'cstrc.ttczz.:., dal ?Unto di visto..


delle filosofia a c:ucstc; r.1cnicrc.,

se fosse l'unico principio

COliiC

e.ttraverso il su.s.lc :)osso CD.i;'Jirc che il concreto non l'esistere r.i.s.

il ;?cns.:.rc; ci che concreto il pensare :_Jerch il pensare come


concreto e ::,:uesto )Unto si3nific2 che soltanto attrc.vcroo il :>cnsa.rc,
l'e.mmkc, lD. ;:>ronunci-::: dcll'2nc.nkc, mi serve, solo co2t per ndcaso,
solt~nto ettr~vcrso

~osso

il pensare

l'esistente il suo casere concreto;


concreto sie l'inci ti cio il

pens2re
Ii8.

~29cre

dcll~

cstrcttczzc che

non in quc.nto il suo ccserc


quelc l'eoscnzc dell'csictcn-

te, ma in ;_;u2nto il suo csocre concreto se , l'essere c::rnicuc dcll'inci ti e del

Pjhi~{;raenon;

ncccsaerio, pi" propricucntc, che il

divenire cic. in t.:-,lc rc.'J:.Jorto


con ci cbe esso che ci che esso
....
si d.istin3uc. clo. ci che ccc.o diviene; dumiuc non poosic.i:to )Cnsarc i l
divenire secondo il '.::livcnire mc non possicrno neanche pcns:1rc il divenire secondo l 'ecrnerc evidentemente; r.tc. dobbici;_;;o ponsc.re il divenire
secondo 1 1 csocrc che Dro")rio dcl divenire e c:tJCatc. rac..nicrc.: un eosc4

re il . .-~uc.lc, rimc.ncndo l 'c;sscrc che , ~nche ci che 2ttrc.verco l 'esocrc che coso , fc.. s. che ctl divenuto, che ci che diviene, divcn'jll..
L' cncnkc CIUi si3nificc:. c.lloro. ncccsoit delle. re lezione; c.llorc
l

'~nc.n:::c

ll!Oi

inizic.lc, necesse.rie in relD.zionc

c~llc.

scienza che cerchia-

qucndo 1 1 c.nc:ngc secondo le, c2uclc noi poesie.mo chiederci: rnh 1-'1

rclc,zione
Z~i)onderc

~'~llc-.

scienza d, che cose. n<J.scc? Lctterc..lr.1entc )Otreti:i.10 ri-

subito: ne.ccc .cl fntto che il I Libro e il cosiddetto II Li-

bro hcnno ?roposto il problcmn in i.ia.nie:ru te.le chQ essendo il proble-

r.n

c.~ucllo

cli ceree.re le vor<:. ocicnzc., si f:c

c'l.Jb~st.s.nza

11rcsoo .':". dire:

che in relazione .::llc. scicnzE':. che ccrchinr,10 , lcttcrclr.Cnte ;:>nrlcndo; mc. n-ocGul.::tivci,Kmtc ccrcc.ndo di :x::ncc.re o critic.2!acnte
di rc.3ionure cos<..:. dobbiar.io

~)on~crc?

ccrcc..n~lo

Le. rcls.zionc .:J.11.:-. scienze che ccr-

chi).Ino le. rclc.zione e.ttrc:.vcrao L:: 1.:uc.lc il pensiero si irnbctte nelle aporie che si trovcno fuori dcl pensiero o ln relczionc ell2 scicnMauritius_in_libris

13!~

z.s: siP.nifica le cc;x:cit delle


~

,~norie?

!'cr cui tutt.:. L.;. costruzione

e;>o<litticc., in Cc;rr.1ini lettere.li delle;. r.-;ctcfisicc e.ristotclicc, o della mete.fisica come scicnZl cristotelicamente intcoc, una costruzione
che si presta r,i c.l debito hcgolic.no

~erch

come se proprio per que-

sto motivo iniziale :i.cl III Libro Aristotele stesso nvcssc c.nticipato
Hegel senza .:.vorc pensc::.to come Hcgcl, se queste. r.w.nicre lqBcndo, ro i
possicrno in fondo dire che

~roprio

aristotcliccrimnte la relazione el-

le scienze che ccrchiarao sta e GiBUificnre la

ccpecit~

delle scienze

di produrre (:ucllc epori fonda:-1cntc.li dc.l cui )Unto di viotc, coul.C

se la scienza fosse 3i in quclche iileniera 18 caucit di essere il


.~./<

suo cerco s stesse, non la copccit di essere il cuo trovare s ctescc mc le cc.pc.cit
di '1rodurre
il modo c::ttrc.vcroo il ouclc cc:::iu. si co~

struiscc. Dc ucsto i_)Unto di viste., ccrtcr.1cnto il discorso, sul pimo


storio3rc.fico, si fe S!Jinoso perch, in rncnicrc dcl tutto
corrente,

sa9~Jicmo

".lello che ,

l'1le.

tutti che 2ristotcliccr.1cntc ;_Jensando il

norm~le

.X~nsare

le. strui.-;cntc. zionc dci r.1odi c.ttr11verso i ':_'Uali il pcn-

scre pcn:K, arich'eosc. quelle che , cio l'Orgc.non l'Organon, e


lr. I-:Ctc.fisicc le Nctafisico; le, 103icn le. lo.3icc e la r.ietc,fisicc
la metcfisica. E non e' una

met.sfisic~

delle.

lo~ic<='.,

una Wis.::>enschaft

der Logik1 unu sciGnzn nel senso hcgclic.no, une scienza

c:1p~cc

di es-

sere il dincr.1ismo di s stesse, le. rD..dicnlit .cl suo snpcre coi.le

SE.-

pere che fonde le 103ica; e dovrc1in:10 c. sctturc Hcecl o c..spettcrc di


sentirci dire corne spesno si sente dire .::lbbastc.nze. trunquillcr,1cntc:
doj_)o che Arietotele ha distinto sc1.1prc metodo filooofico e coctru.zione della ocienz.'.:1, Hegel hn invece rncoso r..ssicti1e lo.:;icc. e t:.etEfiaic.
e hl i<lcntif ic,:,to la 103ic.:-.. e ln raetcfisicc. e rih.2rrerJLlO sern:1rc con
quel :_>roble1.d.no che io 03ni t:<:.mto chic.mo in cc.use. e che consiste in
questo: e non ci niomo rnci cccorti, ncrra:icno Heeel e l..ristotole, cl1e
cc c'

r~uo.lchc

cona che

mctt~

c.ssicmc 103ic.'.:l. e mctafisicc o se c'

un' cltro cosa che tiene senerate


lo.,.ic<..-:
e r11et.z.fisicc dovrctillOO Cl'JuottcA
.J
re che cp?unto il terzo escluso

si~

anche un terzo escluso ed incluso

come una scienza mist:Griosissirna che non si se. bene che cose aia; n8
metcfisice n filosofin perch il nistcro del

cc~crc

divioc le. 103i-

cc e la ractc.fisicl o il mistero .el se.pere ir:'.cntificc.tc la

Mauritius_in_libris

103ic~

135

l~

octcficicc. O il discorco div0rso? E diverso in

tici c.:i:istotclici secondo i cuc.li noi ''>OnsiuE10


...
~

s'i::otelicc.mentc le. st(:ssc


che ?ensnrc la scienzc.
qu~lc

ca~K'.cit

si~nifica

:i.i '.:Jcnso.rc

cci:~ire
s:'

tcrr~ini ~ooro

che nro;:;rio a.riil"

,Il;

le scienze.. in modo tw.lc

pcnscrla in ucllG rclczione ncllc.

;_Jcna.:::.rc '-~UC:st.s rclczione signif:icc dovere csar11ina.ro le c.porict

si.nnific<: SD.i)crsi chiE:d.cre se le a.1Joria c)r.)artenoono


o non in proryrio
u
.; .
""

:i;

..L 4

...

elle scienze che ccrchic;.,10: cio se le; dfifficolt a.ppcrtcn3ano in ;,Jro;_)rio o non

nll~

riccrcc delle scienze.; o

che le C.?oric sic.no trovc::.tc

d~llr.:.

vice~Tcrsn

dobbiamo amriletterc

scienze che ceree s8 stessa e che

dunque non se si ate c.ncorn ccrce.n.o. Dobbit:no invece DI1UJcttcrc che


la scienze. che r.ncorl. non hu trovc.to s6 stescc.

:x~r CC.?O.Co

di troYa-

rc o di fcrc nascere o di inventare le difficolt che le impediscono


di trov.::.rc c stesse.;

dovrcr:u.~10

inso1.iri1c ridurre il discorso e.cl une. cor-

ta di discorso o.nlllitici hc.ntic.no ante litterilm perch si trcttn di


riprodurre son:zc.. .::.vorlo 1:1.s.i )rodotto prii:11c, il coaiidctto criticismo
l:.:mti[:no in ( ucnti tcni1ini: le. rr..,3ionc vere. re3ionc perch propone
1

dn s ntccsc. t:. o stccsc. le 'Jir;tro


sulle <.mo.li
'Joi incicJ;1por
e cc.dr.\~
.
...
..
per ci non 6.ovcndo

f~rc

met.:.f isicc. o non riuscendo

fare ruetcfisicc..

Se c.lleg3crimao il testo c.rictotc:lico in <ucsti tcrr.1ini, io allorc :::

r.u.-:-.

volta sono disposto 2i o.llc33crirlo ta.lr.tentc da dire che queoto

tcGto o.ristotclico, reso


essere~

kantic.no

perch~

lc,3~cro,

he3clinno non certe.mente, mc pu

[',=Jpunto si.1nifichcrcbbe questo: in relazione

alla Dcicnz.:. che ccrchic.r.10 dobbi<.:i:ao csmaint.irc le aporie ma perch? E


K.:..nt hn detto (:uc.lcoc.s. di divm:eo su un pio.no lettere.le qunndo hc detto: in rclnzionc r.llc. nccc::;sit di risolvere il problcmn delle ractnfisicc. come scienze.. dob!Jicr,10 cercc:rc i lh1iti
si trc.tti di un
tcmil:mo

lc33cr~

::>lc.~io

storico

tristotolc

~x.icoc.to

dobbi~~10

delle~

ragione? Non so se

inosscrvc.to mc. secondo

i.10

se:

Uili.1cttcrc il plc.3io 3-cnticno; Kant

ha letto l:ristotcl:; cd riuacito c. tre:.rJut.:::.rlo tc:-.lmcntc che non ha


ncccocto e.i m..10i ctucUosi che il discorsctto criticistico cr.::
qucotc.

r:.~x:!rtu:.c..

non oor.2:;_Jlicie.tic.::. dcl III Libro dclL:.

invece:~

1-'.~t.sfisicc.

l'.ri-

stotclicc.; nccoccc.Tio il: rclc.zionc r. lL.:: scienze" che ccrchio.r.10 cs..::rnirn:.re le

c..~)oric,

r.ocoo::c:rio :8cr risolvere il problcmn delle

racl:c~fi::i

cc. come scienze. porre il ._.,robl.-:mc dci liuiti delle ragione; dove lL:aiti

Mauritius_in_libris

135

st~

per ll:,oric. e dove metafisica c011ie ccienza ste appunto per la mete.-

fisica. che ccrchi2t"110 coi:.x; ocienzD...- oerch f..ristotcle C!Uc.ndo ota dicnndo delle
:~10

ocienz~

che ccrchc.itao, ota dicendo delle.. scienze che ccrchia-

cor.:ic mctcfisica. cio come l'unica.

scien~

che intereosi le filo::;ofia.

Non cddebito e Kcnt nessun plngio perch leggo hegelianamcnte


Aristotele

~ltrirr~nti

sorci disposto cd addebitare e Kcnt questo pl&-

gio nristotelico. Leggere hc5elinncJaent2 Aristotele si'3flifica, dover


cc1_)ire che quando il ploblcr.i.c. qticstl"'. necessit della difficolt in
relazione alla

scienz~

come se Aristotele, non comprendendo il senso

speculs.tivo di c.:uestc. posizione, c:::.vessc nnticipato in

t~ualche

modo

Hcgel perch stc dicendo che proprio per la r8lazionc ella scienza sono cc.;>ccc di ce.pire le o.porie e quindi 1 origine delle aporie in filosofin sta nelle relezionc cl se.pere:

l'ori~ine

delle .::.porie in filoso-

fia sto nelle. relrtzionc dclln filosofia alla filosofia. AnuLletto che
poi proprio il fatto di ?Otcre iacttcre in fila le cporie come Aristotele fn, in qualche modo prc3iudica la aperture dcl discorso, lo pregiudica cio lo rende critico perch fa ccpire che, in realt, questa
12pertura anche oristotcliccracntc un ;1iudizio che le Ctporic stl!nno
anticipando su s stesse. Cio: in rapporto alla scienza dal quale
ncsccrebbero le aporie pur sempre ci che tiene le scienza come giudizio in qualche modo gi anticip~to sulle aporie in quanto le diffi
colt che le

ricerc~ dell~

scienze sta facendo nnsccre, sono le diffi-

colt destinate ad essere risolte proprio dalle scienze che le stc


f~cendo

nascere. Allorc

con~

se il gioco fosse tale de poter essere

riprodotto in questi termini; in fondo A.ristotc;.le sta adombrando le


scienzn perch in qu.:::.lcho modo

sEl

che cose ; e proprio perch in qu.:.::.1-

chc modo se. che cosa , perci dc.l snpere questo, stn dctermincndo
le difficolt che potrebbero essere un modo di non sapere proprio qu::;sto. E questo torna che
per un

~10tivo

c~ebbo

bloccn.rc qui; mc lo definisco soltento

di correttezza metodica; l'affcrmczione, che pu stu?i-

rc, secondo la uclc possiruno lcg:3ere Ari5totc:le hc3elic.namcntc una


c.ffcrmuzionc appunto di nutocriticn int2rn.::, cio une affcrmc.zionc
che s<::. i limiti di s stesse. nel senso nel quale poi E}ucsti liuiti
sono i limiti attrcverso i qucli possibile il discorso dci limiti

Mauritius_in_libris

137

dcl rc..?porto c,d Aristotele ed a Hegc1. Queste sono affcrriJi:!zioni che


vcl:3ono nelle. misure nc:llc. quale il discorso interesseto &d una lince di discorso; me. c;e lc3giaao ,Aristotele in c:.;uestn maniere. secondo
le. quale le. c:,crtura delle e.?orie dc:l III Libro,
scorso secondo il unle le
per cui necessit :pura

n~cessit

si~ificc

si~nifica.

c-1uesto di-.

v0ra cssolutc necessit

che tutto ci che posso cnpiro

pur~
COhie

rUfficolt ?Osso cepirle co1;;c difficolt perch difficolt che nasce


dello stesso cupire le. difficolt, in che tcrraini <.!ueoto discorso

IJU

essere discorso puro? In che termini questo discorso pu essere un discoroo che non distrs.tto de. condizionamenti che siano te.li l.1.ttorno
.s.l discorso stesso? Qunndo dicevo che in fondo cor;1c
tenesse presente!, c:dombrc.nciolc.., le scicnz&

d.:~l

fccev ncsccrc le difficolt nttrcverso le

~ucli

proprio il s.s.i_)ere la scienza,

'~uc.ndo

S(:

AristotclG

cui s.::.per2 la scicnzE.


pu essere smentito

dicevo questo, cor1.1e se stessi

ri~)roducendo uru::.. situc.zionc .s.strc.tt2 che )rOi)rio la c.strcttezz.2 del-

1' esistente in Ciuanto L: qw:lit dcll 'esistente secondo la quale abbL~


~::uo::;tn (~uc.lit

rno pensc.to di snperc che

1 1 c.strcttezzo, tipicn e pro-

prie dell'esistente, non consiste proprio nel fe.tto che queste. o.strattezza cio che l'esistente, nel luogo che 3li proprio, l'astrattczz.:. i:.:io che l'esistente, nel luoeo che 3li proprio, l'cstrc.ttczzc.,
significa un ed.ombr.:rrc l'esistenza e l'esistere per necessit propria
dell'esistente? Per cui

l~

difficolt

pi~

vere dell'esistente uclle

di essere ridotto esso, esistente, all'csistcnzc come sue propria cssenzr. e le possibilit che 1 1 esistente sente :,:>i"! ?rO?ria non

altro~

te.rito cuclla
di non dovere essere esso >!esistente riJ.otto e. ci .e cui
.

per se dovcxeawere come


l

'ooistcnt~

1 1 esistente

esist~mtc,
che-~

o cio l'esistenza? Perch se

, ln sue. cssenzf1.. in 1ualunquc rodo ?cn-

scta conccpitl. e dctcrr:iinc.ta l 1asistcnzc; ma 1 1 eE:istentc co11ic c.strc.ttezzc.. non un se.pare, e.don,brend.oL::., l'csiste:nzn nell'esistere:? E' un
volere,

nw~cndolc.,

ln filosofie come l'unicc.

nc.c~scit

che cssn

~u

concc?irc de:llc. divisione frc. l'esistente e 1 1 esistenze; per cui l'..


filosofie

toro~

concrete, e ui il ?aradooso,

~er

cui

1'0sist~ntc

vuole le filosofi'..". coriic sul. sc.lvczza. perch le filosofia che vuole


quel concreto c::ttravcrso il cuc.lc l'esistente viene riiuntcnuto diviso
Mauritius_in_libris

138

dell 'csiotcnze in uanto la filosofie., se liU.:.lcosc. nei confronti


dell'esistente e enche ~ ?crtirc de de s s stessa filosofie, dovreb-

be poter essere il c!irc <kl 1hign1;iCnon 1 1 inai ti, il dire di ci che


diviene, ci che esso come una

ncc~ssit

.2Ssolutc. :Ma dove stc la

necessit essolut.:..? L 1 .i:mcnkc aristotelicc. a questo punto significa ne1 1 cstr~ttezza,

cessit, ?Cr

del concreto non della concretezza, ?Crch

1 1 astrettezza in c~ucsto cP.so e in questo IOL1Cnto pr:_:>rio t ~hi.)n~


.

,.

rllenon. Cio: 1 1 e.strettezze. propri_o ci che diviene in qu.::nt il ci


che diviene rende neutro il suo essere qUl.lche

cos~

suo esecro il suo essere ci che diviene; e in

c~ucsto

indipendente dcl
neutro tutti gli

esistenti che sono, essendo non sono perch non che per essere eGistenti perci din.ostr.:.to che sono ci hc sono come individuo o colilc
singolo ne.per essere csi~tcnti dirnostr&t:o che sono ci che sono perch_: sono ci c~1c sono dall~ divisione :-lc.11' essenza che: 1 1 esistenza
per cui- l

~csistcnzE

non mi chic.rificc. se non cmJ.c quel neutro di

1.:1C:

stesso che il dire di me il raio csscr0 esistente. E allora:, i'l tassi


ino delle determinazioni che {~;uo.lcuno pensava. dovere riconosc6rc .cornc,
ci che si ng3iun3c dell'esterno e dal mondo dci fenomeni,
-

ch pu

,~:s$e]:'e

,, _.

proprio_pe-r~

--

colto soltanto nel mondo de:i fenomeni, t -zhi011rrlenon,,


'

- perci non n il rnpssimo delle detcrr.1in.:.zioni nG une dcten1incziohc perch 1 1 f'.strlittczza stesse i ci che ci che diviene., di c-i
che il fcnor.i.eno perch ?roprio il fcnorneno in quanto tale a questo
punto reelmente radicc.lrnente non concreto non pu essere concreto e
ne.::.nchc_ &atr.;itto, le. c.strattczz.D., lo stc.to di tutte le estrazioni possibili, dietro davanti e cttorno e s.
A <zesto punto dobbic:.mo chiederci: wc. allora perci non debbo
chiedere che cosa l'esistente e per questo qucndo faccio filosofia
b~sc

su queste bcac, fare filosofie su questa


snris.mcntc dovevw

vol~re

il concreto di

~ucsta

losofia. se com.e in uesto cnso n in questi


11 esistentc dall'csscnze che lo

f~

esaere

in fondo si3flificc ncccsostrattczza; se la fitcn~rl.ni,

~uello

divisione dcl-

che , per essere pro-

prio perch qucotc. divisione, perci ! 'unico 1.1odo che 1 1 e.strettezze. di e.v0re il suo concreto mc di e.vere il suo concreto in quc,nto il
suo concreto ri111an3c schlprc Jiviso cio in quanto il concreto proprio
Mauritius_in_libris

della astrattezze

sir~

139

un concreto proprio in

creto proprio in uanto intrinseco


esistente che cosa

:JU
l

~ll'csistcnte.

?ens~rn

c:ivioo non un con-

filosofie, dell'-

pcnsr.,rc? .:::.nzi non possiarr10 neanche dire proprie.-

e: ire

mente che cosa. ryu rensc.rc; clobbimilo


f ilosof ir:. deve

;.:~uu.nto

che cose deve :_:>ensc.rc; e le.

dell'esistente non ~i per merito cll'ooistonc~pacit

te o per dc.Lcrito dell'esistente, :::>cr

dell8. filosofia o per

inccpccit delle filosofia, le filosofiD. tenut<.;. e.11' c.nenkc in rcl.nzionc c. ci hc ci::is.:.:. stesse. in rl'{)porto e s& stcsn.:J. dcl cui ;:>unto
di viste
che

n~scono

sctiibr~

le difficolt

~ttrcv~rso

le

su~li

poi l difficolt

le. iJc.33iorc, le. :?i. tnaccc,ttcbilc e enchc l.;;. pF:o. insupcrcbi-

le proprio il 0hi')Tlr.:icnon, 1:.;crch8 pro?rio il vedere ci che diviene


:Jl1rc., che oic. l'unico i;:,orlo

.~ttrnvcrco

il '-:uc.lc 1 1 esistente non vede

l'inai ti. In altri tcr1dni: ::>roprio l'essere uomini il

~.iodo

rni3lio-

rc ?C:r non s.:.perc l'uofilo; c:uindi l'essere u01i1ini cio l'oss0rc questi
enti dcteni1inc.ti il 1,iodo rni3liorc per non sa;::>crc l 'u01.1.0 non per non
sc.:x:rc di csocrc o per non sa.pere cho cose. cic l 'uorno, tac. .x:r non s<:.-pcrc l 1um.o;

~Jroprio

le. dctcr1uinc.zionc nel rne.ssimo dcl suo stcto

occlusione di s6

qucll~

stesse~

;>cr
cui
..

le~

r1~ssi1110

dctcn11inczionc nel

i i s6 coincide: con le. ne3c.zion8 di s; c:.llorc. il mio essere t 1bi 111-

rnenon, il r1.io essere csistonte, suesto rodo di c.nnullc.rc in io.e tutto


ci> che rai fu essere mc. perci non

~:>oc so

chiedere .:.llorc. che cose. ro no

pcrch.& sono tc;lr,ientc dc non essere.; !)Crch il mio essere t


ci cho diviene, che cocc.

~hi~n111enon,

non 1 1 es cere: che non ? mn non se non

S('

l'essere che non divico dal suo easerc esccrc e dal suo non essere
m&

l 'c:sscrc che non il c:unle:,. dicic1ao

o fct.:.lmcnte o

nccccsu.ric.i:icntc~

cos~_ ~-,cr

ore., rnistcriosru.i..:mtc

continul':l11C.:ntc unito

~)rO~Jrio

c.. ci

che caso non e perci ncccssaril!IT1cntc diviao dc ci che lo fa csoe:rc;

.t)erch

se l 1csistcnte dovcs!:o

cc~;)ire

cii) che lo f<::. essere ck s stcaso,

dovrebbe cn::irc che cllorl! vercmente niente , non solo ua che vcrc:.Iaentc il

nulll~

. E c:-,uesto si311ificc. chC; baste. lcg3erc le virgole cli Ari-

stotele, non dico i franL.!1enti di Gor3LJ. per intero, per rendere iiapensnbili tutti gli ecistenticlisr..i;

bc:::.nt~

intcn:.krc il 1hL;nmcnon cri-

stotclico i_)Cr dovere intendere che i)erci l 'coistenzialisr.10 irnpcrw'.bilc perch so fosse pcnse.bilc l ' L.szurd.o c. cui d luo30 1' :.ssurdo
Mauritius_in_libris

140

che )Oi gli csiotcnzie.lisud sono costretti a sr>nccic.re come l 'unicc.


filosofi~

che si pu fcrc: cio chG

~9punto

il nullG ,

IJD.

non il nul-

le. dcl nulle che sc,rcbe: 3rosac.. i.L1prcsc:.. speculativa (che poi il discorso in C!U.-"1lchc modo hc3elie.no: il nulle.

COI&le

il null.. del nulle.),

il nulle. dell 'esistenze.; cio il nulla di iuc e non il nulle. di tac co me ci0 che oono,

11k?.

il nulle. di rne come ci che sono

che abbicxao tutti senzc in realt cvcrlo nessuno


il nullu

riguard~

cor~ie

fJerch~

quel nome

in rea.lt ne::

l'esistenz2, noi siano questi esistenti talmente

neutri che tutto il nostro vivere soltanto un vizio di cui dobbiru.o


ver103f1crci, une

disgr~zic inutilrr~ntc

assolute.

Mauritius_in_libris

141

CAPITOLO

L'ANANKE E LA PRIVL'"2IONE

. 1. -

diolettic~.

Dialcttizzczione e

Il concreto che possimno individuere necessario, non possibile, quello che potrer1a.i10 chiaracre l'unico i.:odo che lL filosofia hc
di essere ?re sente all'esistente; (;uindi d& questo t)Unto di viste. potrmill".10 dire: l 'nico modo che le filosofie. h.:: di e o sere presente cll' esistente il concreto stesso che ri,3Uarda
te, ci che l'esistente
come

L:~

cou~

l'~strcttezz~

dell'esisten-

&strQttczzu, cio ci che l'esistente

su& stcss.::. qualit fondauentc.lc. I'<tc. in che senso si pu par-

lare di concr<?.to nei confronti di ci che 1 1 csict;::nte conie la sua


stess.:: qU!llit.

fondc.rn~ntalc?

Il concrP-to dcl c.;.uclc sticmo parlando

il concreto che non stc nascendo per s,


ch un concreto,

potre1~no

lJ~

sta ncsccndo soltento per-

dire, critico, un concreto anticipato

dcl giudizio che tutto Aristotele ?roprio sull!csistente; d\.lllquc


cw.:mdo e se necessc-..rio intendere il senso dcll' annkc einai ti t
~

ghp,no11ienon, la necessit di intendere l' annke inc.i ti che ri3Uarda


tb :-hiWlnienon une. n0ccssit che in fondo stu

, si~ific!lre

che que-

sto concreto prcgiudizicle all'astrottczza pcrch3 questo concreto


filosofia soltcnto nel limite nel quale qui filosofiQ significa possibilit e capccit di c.ntici:;_:>c.re tutti i 3iudizi nei confronti dcll'csistGnte e dun(;.ue soltanto ncll'_ 1,1isura nella qucle filosofia significa
pregiudizio, dn questo punto di vista e

dun~uc

solo 'cr questo criti-

cit e: non criticimno, solo perch filosofig de ucoto ?Unto di viste,


significa la snticipczionc di tutti i giunizi possibili nei confronti
dell'esistente. Unc. c.nticipazione _.Jer di 3idizi possibili che si
presente all 1 csistcntc come necessit: annkc inai ti; ora l'inni
ti t -:;hi.<:lmenon non avrebbe senso se non ricevesse il senso che deve avere, non il senso che h.c,, il sen::w che deve riuscire ad <lvere,
se non ricevesse questo senso pro,rio dall 1 cnc::.nkc cio ::;>roprio do.l
fatto che ne.i confront:i c:kll 'esistente filosofie., oi3nificundo questr.-.

Mauritius_in_libris

142

pre3iudizie.lit possibile, si3Ilificc. che la

IJregiudizi~lit

eh:: l<J. filosofill nei confronti dell'esistente si presenta

posaibile:;
c0111C

ne-

cessit assoluta, e cio come la purezze di tutte, la necessit che


l'esistente non ;m pre:3iudicare, o

chf~

l'esistente non pu considern-

re mci criticamente perch ci che di critico ;.::>ossibilc in c;:uesti


tennini tutto il critico che il filosofico in

qu~nto ?rc~iudiziele

nc::.i confronti dell 1csistcntc, in C_'.U<J..nt_o Jmt:icipazione di tutti i 3iudizi ?Ossibili nei confronti dell'asistentc. E ?er

qucst~ prc~iudi

zialit nei confronti dell'esistente si presenta come necessit assoluta, necessit cssoluta che si3Ilificc una necessit incondizionate,
une. necessit che nei confronti di ci che fa nc:sccre come se dovcsse riuscire c.d avere il problema di capire dc che cose. nE:scc come necessit;. proprio

~Jerch

in rap!Jorto all'esistente C'.Uesta neccsGit

nE":llo stesso tempo che necessit 1)urc assoluta, nello stesso tcn;.po
in

qu~nto pre~iudizi~lit

o anticipczione di tutti i

~iudizi

possi-

bili, il contenere in s le possibilit eltrettanto pura; proprio


nei confronti dcll 'csistGnte c::uestn noccssit p(>.rci si preoente pure
r1!&

perci non pu essere resa critice dc.11 'csistentc; e non potcndo

essere reso criticn dc::.:11 'esistentc dG questo punto di vistll, c:;ucsta.


necessit rimane: tah1ente pure. che la suo. purezza sta. e siqnificarc
lG possibilit di tutto il .discors> filosofico c0111e co.pacit di csserp
capacit di fere nascere l. purezza. di gustn necessit; tacntre nei
confronti

dcll'esistsntc~,

queste necessit tuttl

l~

necessit di fcrc nascere la purezza di

in~lobc;.t'.

ncll 1c.n.:.:nke nel mo;l1cnto stesso nel

'-Iunle 1 1 cnanlw si3nifice. l'unico modo che l

'csistcnt~..:

ha di capire

il critico cor.-;c. tnle; ?Crch ci che critico come tale, dal punto
di vistn dcll 'esistentc, ;:>U essc,rG soltanto ci che c_;>punto prc3iudiziale, ci che anticipp i

~iudizi

nei confronti proprio dell 'c;sistcn-

te; e infatti nristoteliccr.icntc ?Ossicino c1:-.pirc che cos2 significhi


e che cose, si& l<:. c;.uc::stione di scpcre la necessit che deve
l 1inai ti

8.

1hi~nrncnon;

le~arc

criticc.i.mcntc dcmtro suesto e in l!UCStO

il problcmc non lo stcsco, perch criticamente in u12sto il

~Jroblc

ua un c.ltro cd il problcmc. secondo il C!UC.lc legare 1 1 inai ti e


t 1hir;nrncnon h.:. un senso solo se quccto lcgcre afficfa. Ls. sue:. dcter-

Mauritius_in_libris

143

i11inazionc possibile c.11 1 antici?O dcl giudizio che esso nei confronti
di ci che deve legcre: perh da un punto di viste diverso se questo,
t ghignmcnon corsie tnlc 3i legato all 'inai ti e l' i nei ti co111c
(

tl!le in GUlllhe modo gi


pi~

udni

lcg~to

anch'esso a t

~hi-:tn:rLJ.cnon

(in ter-

letterali: necessario che ci che diviene sie qunlcose),

la necessit dell'essere qualcosa da purte di ci che diviene non pu


essere estrapolata dal fctto che ci che diviene per il fatto stesso
di essere ci che diviene, qualcosa; alla stessa

~ucllo

che qunlcosc, per il fatto stesso di essere


steto

tallr~nte

u1~nicra

come ci

che , pu essere

il suo divenire da essere stcto tutto il divenire che

pu essere stato; per cui tutto il divenire che pu essere stato


tutto l'essere che c:ucllo che . E cllora: se ?Otessiwo riuJcirc a
isol.;:re i due eler11enti delle ;,:>roposizione, l 'inci ti e t

~hi7,11li1enon,

la necessit dcl legarae non evrebbe senso: necessario che sia qualcosc ci che diviene.
E' da ,lrecisc.re serapre che cuesto discorso ve.le nei termini in

cui non pi contestUc'.J.lc e.l luogo specifico dcl discorso delle aporie dcl Libro III; in realt se pcnsimno che tutto il discorso delle
e.poric del libro III si ricollcgu elle 2pcrturo. delle aporie, l'ancnke
pi pura non l'cnanke che vale nei confronti dell'inai ti, cio
non l'anc.nke che vele nei confronti degli stoikia 1 dc3li elementi;
l'ennnkc che vale nel confronto del

sorm~rio

de3li stoikic cio

l'episteme perch l'episteme a cui Aristotele vuole arrivare il sorum~rio

sistematico, l 'apodissi, il

cornpiri~nto

assoluto di tutti 3li

clementi che l'aporia. va scio1liemdo proprio dalla sistcmetionc critiCl'.

organica .cl sistema, dcl sornnu.:rio or3c..nico dcl sistcrn.1. P.ttrc.verso

il quale gli clementi si com?on1ono togliendo lE. C.?oric. ))a questo


;_:>unto di viste che aristotelico, e proprio perch aristotelico,
il discorso hn un suono spcculctivo critico e filosofico ber cui interesse. un discorso sul te1:1po e sull' idee che un discorso che c.ttre..verso l'esistente cerca di essere- discorso che si costruito e non
stcto d2to

stesso

~)unto

con~

di

discorso suliempo e

vist~

sull'ide~.

Allorc: da questo

dell'esistente, l'esistente non pu rendere cri-

tico ci che gli si presenta. come anankc

~)erch

Mauritius_in_libris

l 'nnen!<c fondc.mentcl(;

in fondo l 'ane;.nke che in tcr1ilini lctte;ro.lmcnte c.ristote:lici nasce


lascicndo il 2roblcLlc a tutte ln

filosofi~

?Crch la necessit dcll'-

insi ti in confronto a t ?.hi1n~enon l'anQnkc che nasce dcll'ananke


fondnncntclc chG la ncccsoit delle aporie che nasco in rapporto
c::ll 'cpisterile che ccrchi,r.io, alle: scienze.. che

biso~a

costruire; e il

:Jrobl21.1.:.: viene 12scie,to sosocso :ristotclicarnE;nte oerch O.D!>unto oro-

""

Il.

:.,rio l'ano.lisi delle c:Joric sto. e signific.2re: che in tcnnini lettcrc.1rncntc e.ristotclici come cc L\.ristot(dc e.vcssc anticipato tutta la
forzn probler11c.tice, criticc, pregiudizic.lc dell& filosofia come capo.cit di anticipt:re i 3iudizi solo in rc:p:)orto cll 1 esistente, mci in
rapporto e s; per cui in r.:::pporto e s. lt'. f ilosof ic. non potr mai
Gssere criticc per uanto criticc ricscn cd ccacrc in

r~~porto

all'-

esistente. Per lo st2sso zaotivo l 1csistente non j?U e.vere i l ;,JroblcLic


di rendere critico il discorso filosofico pcrch6 il disorso filosofico che critico ne.l i1omc;nto nel _uclc critico :Jcr ci stesso discorso filosofico rivolto .11 1 esistente; cllorc. potr:::;r,;mo dire e c:ucsto
:)unto, in termini lettGrc.lr;icntc aristotelici: 1.:: criticit

d~l

discor-

so filosofico unt, di1;1ostrazione: delle esistenza dcll 'esistentc; proprio :x:rch questn dirostrc.zionc si.'1flifice il concreto di quelle ostrcttezzc. che coatituiscc lL. c:unlit stess[: .cll 'csistcntc ...Ulor& ccrccrc di intendere 12
intendere l&

~~:ucstionc

. in tennini lettere.li non rm si311ific.s.rc

qu~s-tion"' c.~)punto

in c;ucsta. rn.Gniers: necessario che

si&. quc.lche cose. ci che diviene, r1uanto piuttosto necessario ca:_:>irc che: le necessit dcll 'csscrc .:.iuc.lchc cose. dn parte di ci che diviene st:-:.

Gi3Ilificw.n~

le noccssit di un le3m,i.e tra ci che qu2l-

che cos.:. e ci cb.0 diviene che; di viene


cui il concreto in '-lUcsto

c~co

~ro:Jrio

1 'uno e 1 1c.ltro: per

il ri;.:;.ntcncre diviso l 'inai ti dc.

t :Jhi0nmcmon. Que:sto non si3nificr. il conternpLs.ro, nel senso plc.to nico, t

i:;hic~nr.ienon

c.d inr:.i ti in un o.ltro luo;];O, idcntificc.ndo pcr-

cE> 1 1 inei nel :::iocto dell'eidoo c.~ .1hi)Ilmcnon riel mondo dei fenomeni;

iar.

intendere ci:10 il broblm.L&. delle unit cli ci che mentcnu-

to :!iviso un LJroblcmE:. cho in tcnilini csistcnzi2li non che non ci


}U

risolvere, non ci

~)U

nclilracmo porre

~)cr

in tanto sono caistcntc in cucmto l'unicc

cui csistenziclr1ientc io

filosofi~

Mauritius_in_libris

che posso fare

145

il capire

~"1

necessit di ruentcnenJi diviso dall essenza che mi fa

~uello

essere

che sono e per questo

st ;_:>otrcni:to dire in tcnllini

~i~\

~osso

pcnsnre ltcsistenze. Ma co-

propri e rndic.::.li: e ?Cr questo non

pensc.re l'esietente cvidcntcmcntc, mc non gi perch l'esisten-

}OGso

iIJpcns~bile

te sia

mc perch& l'esistente in9ensato e il suo essere

i1.ipcnsc.to coincide proprio con il

GUO

essere concreto, il suo essere

impensato coincide o si idcntifice con il ouo 2c:mscrc l' astrattezze.


dell'esistenza o con il ncnsa.re l'esistente co11ie cuellc c:uc.lit fon..
darnentelc di s stesso che il luo110 nel qua.le l'esistente , cio
proprio l'cstrattczzc e perci ?roprio l'astrattezza si311ificc lo stato di tutte le

~strazioni

possibili dalle

astrcttez~a

raa perci anche

il blocco della filosofie in tutto ci che l'unico luo'1o concreto


dello stesso esistente in questi tennini.
L~

filosofie come fc

questo punto e de questo punto di

vist~

n.d arrivare olle a.str&zioni? In tennini di discorso eutcnticc.mcnte


csistcnzic.li: la filosofia non :_->u pF1 c.rrive..re alle estrazioni e non
pu pit'! arrivare elle astrazioni proprio

i~~dinnte

il rischio di tutte

10 astrazioni possibili che sono io cor'.1C esistente proprio i'.)cr la qunlit che rni compete, che mi inerisce. in quanto la qualit che mi inerisce anticamente proprio la nstrcttezzc, che,
sto

~unto,

l'unico proprio di rnc cio l'unica

potren~o

~ia

dire e que-

Jroprict, ci

che unicenientc possier:io chiamare proprio dell'esistente;

i-.ui

alln stes-

sa mcnierc anche quell'unico pro:>rio dell'esistente che consente


all'esistente di essere il punto .i

fu0~

di tutto ci che gli pu fa.-

re ?crdcre l'unico proprio dell'esistente che

l'~str2ttczz~

per cui

tutte le astrazioni possibili sono le possibilit che l'ecistcnte !!2!!

!g,

e.i&

.. di pcrd1::re il proprio di s6. E' cor.ic

gie. per un attimo,

r~gionare

SG

~)otcssiICio,

per aIU.lo-

::... c:ucste mc.niere.: pecca.re o fare il t:iElc

sul pir..no dcll 'esistente sionificc. condurre l 'e.strettezza. ull 'cstrczione; peccc:.rc o fc.ro il rn.2lc si111ificu, <la
ncnc.re il concreto

T1c.;

'~ucsto

punto di viste.,

ne3a.re il concreto Si'.JUificc:. divent;.rc discreto,

cio se:;n'.rc..rsi, 1ividore, dividersi fino o.. quel punto nel c:tmlc il
dividersi verrunentc un essere diviso in assoluto e cllorc tutto il
w;::.lc ch8 fe.ccio non tutte le cose che mi pese.no perch in tern1i11i

Mauritius_in_libris

14G ..

di rnorc.lit csistenzic..lc c..utcnticc., il ma.le che fnccio non tidsuro.to


dal peso delle cose che sono t.icle, mc:: da quell'unica qualit dcl mc.le
che ~ le sue gu<:mti.t. cio il

GUO

essere quella astrazione di cui l '

esistente capo.cc in uanto non pi ccipc..ce di ri111.!nere a.stra.ttczza.


Ancora: in rce.lt c' un bene nascosto di questo male che csistcnzic.1mente noi possic.mo fc.ro: .in realt .questo mele che focciarolo in qUc'llche
roodo hn un. sue.. benip;n:i,t ;:>aradossale, origine.ria perch come se
e.ttrc.verso i l 'Wale che fa.cciruno cercnssimodl fare l'unica filosofia
che possicr.10 fare c. partire della astratt,czza che io .sono corac

csiste~

te; cio 1 1 unicc. filosofie. c..d un ce;:rto punto che posso fare, iunico
consumo de.lle nstrnzioni che r.1i pennesso sul piano nel quc.le il mio
essere l'esistente che sono si3nifica c.:_uestu qualit ontica dell 1astrnt
tczzc, tutto il male che il uclc che non 3i perch nega Dio o
uccidG l 'uor110 nei mille modi in cui si pu uccidere un

UOl0 9

con une.

:;>crolo. o con una rivoltelle, rna perch, c.ttrnvcrso questo, il mc.le


consiste :nel r2ndcrc. l 'ori~ine dcl male in gualchc maniera ,;benigna,
come qualcost'. che produce il bene e poi per- lo scc.rico cor.ac ibalc !
Perch? Perch(: l 1unico bene possibile che mi rimane sul piano dcl nlio
essere esistente coric pensiero di

1110,

questo unico Ii.lodo i consurna-

re le astrazioni che sono il dividere le estrazioni possibili dalle.


cstrc.ttezze che io sono;
peccare, cio

~uesto

nllorc questo il mc'.lle,

~ucsto

si30ificn

si3nificc ?erdere il concreto; perch perdere il

concreto, da uesto punto di viste., significa nc3are di dovere rimanere rc.d-icclmenta,


nel

qu~lc

drar1u~1aticamente,

spcventosamentc uniti nel momento

eascre uniti significa rirn.cnere divisi; perch essere uniti

nel mo,.10nto nel uale

si.~nifice.

rime.nere diviGi, significa. l 1esistcn-

tc nei cui confronti 12 sue essenze sempre une ?rovc perch noi a:>nfronti clell 1 r;sistcnte 1 1 osscnzn che gli proprie, stc a. significnre
ci che continuemcnte lo divide da s, dcll'cssenzC1..: perch l'esistente non pu essere ci nel sue.le si risolve la. stesse essenzl dell'esistente. E ;_:>cr c2ucsto r:;i3nifica

~)ur

sempre che il non risolversi dcl-

1' esistenza ncll 'esistcnte si311ificn l'unico . t;iodo che l'esistente ha


cd di rirn.cncro unito e ci che lo divide dn ci che lo f essere
esistente. E questo che pu sembrare filocofia o astrazione, discor

Mauritius_in_libris

147 -

so appena uwmo; cio ln controprova pensatcJ detta, di quello cbc


in realt sicmo coi."".1 uomdlni auen:lo
il nostro essere umnini deve sii:mi
u
fica.re essere UOJj'lini al livello di autenticit esistenziale; perch
al livello dell 'au~c~ticit
lo dcl )Cnsiero cos detto

esistenziel_~,
~strutto

l 'cssenza non . 1h.n 3iocattoc~piscc

che non

ln vita, ma 1 1 cs-

scnz.:i. proprio quell! prova che r.11i c"ocifigge come esistente cttr.:-.vcrso lo. forze del pensiero che costituisce qocsta croce. E ccrti.1f11cnte, da questo punto di vista., assai difficile accetta.re poi nel suo
senso pi ryroorio la croce vere.: ocrch6 de cuesto :>unto di viste le.
..

..

,A

croce vern,.cio il senso religios.o del rc:;>porto con l 1 esscrc-?u.divcntl:.re,

o~'Jincbile,

probler.natico, conteste.bile, proprio perch pc.re

che per un verso 1 1csictente gi

m~.:;nifico

in que.nto una croce bene

o.rimle ce 1 1 he per conto suo e ce l'ha proprio perch.ci che lo prova 1.:.

s~

essenze.; dunque co11'le se in un certo senso, 1 1 essere ,"J.teo

fosse in qualche maniere im;:->licito ncllc. stesse. radice dell 1csistente.


L 1 Gsocrc uteo come 1 1 csscre privo di Dio, che non s.i3nifica negc. rc

Dio; significa letterc.lrnentc 1 'essere privo di Dio proprio perch pare che 1 1 essorc privo di Dio ci311ifichi
che ricsee

.l

tutt~

le forze del pensiero

costituire tutta le. forze. le.ice dcl foio essere uomo. Pe:r-

ci possiclllO fare discorsi laici e perci?J <lobbi<:!IllO sempre fare discorsi laici, per ucsto motivo; e per c:uesto 1ootivo tutti i contro-.iscorsi, sic. CJU.clli che L!i voglionch im;..:>orre Dio accondo Dio, sia quelli
che mi vogliono negcre Dio sem:)re secondo Dio, sono discorsi cleric<.:l:t;
.::lL~.

stesse mc.niera se per un verso ci fossero

verso ci fossero unticcttolici di

~uel

cc~tt:olici

~Jcr

l' c.ltro

tipo buono per quel tipo di

cettolici 1 u&li volessero imporre e,ppunto a C'uesto discorso di

r~.o

vcro essere con Dio secondo Dio o contro Dio occondo Dio per ir.1ooizionc, 3li unici a rimcncre in contose screbbcro loro perch c:ppunto
frctelli di unn rissa che li rig"Jcrde in pririW. persone e

~uesto

discor-

so ritac.rrebbc, come rimane, del tutto indenne e non contesta.bile c:lc::


questo punto di vista. Dico cuesto discorso per dire noltcnto
il discorso secondo il quale a questo J?Unto perci possiCllo
Ji discorso lc.ico, 7crchj dc

c~uesto

c~uc::ito:

~:>D.. rL2rc

punto di vista csistcnzic.le, di-

scorso lc.ico non.significe. discorso che

ne~a

Mauritius_in_libris

nient(!, n contro ni;; e

140
J ..

c.

f.:.1orc,

faC.

si'.3flificc, discoroo

Cl112:

'~utcnti

riesce c. prove.re tutt"e; l

cit csistcnzic.lc dcll 'udrno m.qli stessi termini in 'lii quGstl'. i)rova

8 ;::f f idc.tc. c.l 9cnsicro; ;;>roprio

~r:rch(:

attra.v~r

il pensiero il l-ilOdo

so il cua.lc l'esistente sente le. prova dello~ sun essenza; e c:ucste

prov.::::. non une prove. che si coc.uriscc con i discorsi e con le ascesi
e con i cliscoroi dcd 3r2Ji di porfczionc o di imperfezione, che poi

urn.: :sicrfezionc rovcocic.t:l.; un discorso che non si esaurisce


perch
c01;JC:

ri3Uc:~rdc

pi~

viv~re

il nostro modo di esistere; e cio il nostro

coistcnt:i.
E per, cnche, attraverso questot questo discorso perch cos

profondern8ntn rc.dic2to ncll 1t~.mbito di un discorso che ?Cr un verso


ri1Ur.:.rd2 l'esistcnzc dell'esistente mc. per l'o.ltrodc. questo cerca di
.)rouuoversi di c.bilitnrsi nllc. capc.cit di

p~rlc.rc

in senso filosofico

?erch cppunto il senso filosofico possbbile e questo punto sto nell'~ncnkc

che core~ se rccchiudcssc tutt~ le filosofia possibile in tr-

mini esiotenzio.li, AJ:.istotelc, o 10.utenticit non teoretica ma criticc. di L\ristotclc;

~)crch

se foss'.:; tutta 1!

filosofio:.~

c. uesto punto l' cnc..nkc aristotelica come

che ri1;u.ne conglobata in s stesse. nei

confronti di ucllo che io sono co1.1c ci che debbo sta.re assierae :l11 inai ti che mi ri1Uardc. in quello che io sono

cot~iC

t ghignrnonon.

Il z:.io coocr..:.: quc.lche:; cose che diviene pu e:vc.;;re un senso in

r~pporto

c.l i-.:iio essere 'iunlche cosa, non sol tento quo.lche cose che diviene; r.1c
l!llo stesso h1odo il 1.1io essere u<:'.lche cosa non pu essere qualche cosa soltanto in rc.:y_;.orto e:. (.,;ucllo che itesoo9 ma cue.lchc cose soltcn.. L

to in

ra~J:)orto

'"'

""'

e -.,;ucllo che io sono come t

rncntc n.:.mtro che pcrcV'1 sono lc1ato

3hi~nenon,

neutro, ta.1-

tutte le avventure possibili;

e, )C:rci, tutte le evvcnturc posGibili oignifica tutte le flblosofii::


che posso pcnsnre cli fc,rc facendo il rnnlc. d un certo punto, da questo -:>unto di viste, le c.strc.zioni che consur:;o c quella. m.c.nicra, sono,
ho detto, il [,1clc ;:x;r
vero il

(;uc.l(~

c~uesto

raotivo; ?Crch Sono O.;>punto im

llOdO

attra-

debbo capire che fcre il r.ie.lc non significr1 fe.re questo

o c,:ucst'c.ltro, me. si3nific<.! consunmrc, indurre, pcrsua.dere l'nstrc..ttezec. .::11 'cstr2-zionc;


fica in

~ucoto

dc.:c~,urrc

ccso, da

l '<::o trazione dc:.11 'e.strnttezzc; e che si:3ni-

~u~sto

punto di viste, fcrc il pv.:le, pccccrc?

Mauritius_in_libris

149

Significa

distr~rre

il concreto dc s stesso, distrarre il concreto

da ci che in uesto ceso il concreto perch in questo caso il concreto l'unico modo c.ttrcverso il quc.lc l 'esistcnte rimane diviso
dc. ci G cui unito,.o.ll'esscnzc.: il concreto Guesto. Concreto nel
suo senso pi flroprio quel mio essere un unico modo dcllesscrc che
nello stesso terJpo l 1inai ti e t Rhignmenon, ;::>erch significu un
aw11entcrc

G~.t:tregcndor.1i,

uncndorai e. qunlcosc; questo il concreto,

crescere c..ssicri1e. Cio: io dovrei riuscire cd essere (1ua.lcosa che cresce casiemc n. ci dc: cui sono diviso; questo il mio essere concreto;
il mio c:sscre corrisponde c. queste. necessit che dovrebbe riuscire c.d
es cere i)ropric di n&e, e non proprin di mc, secondo le. quelc io dd;bo
riuscire cd c.tuncmtarc mc stesso essendo unito e ci de. cui sono diviso;
l!lt:

ucsto concreto quc.lchc cose. che mi si

cotile lo speculativo, e cio come un

~c>resentc.

dinc.t~1isr.-io

come unc.nkc, cio

che non riesco e

cc.pir:~

perch un dincmismo chiuso, in qU!nto l 1unico dinc.raisrao che CC.;?isco


il mov4:1Cnto che io sono come t .11hi0nn1cnon, l'unico rn.oviLlcnto ch8
Cl1{>isco il l1io vivere dentro di mc, il r.iio essere esistente. Allora
~)U

Sernbra.re che l'unico rnodo di c..ccresccrc il r1do vivere sia quello

di spingerlo o.vanti fc.condolo appunto G.ndcrc eventi; e se dovcssil.io


chiadGrci che
vita,

n~

la snicntita di sucsto non sta nelle filosofie contro la

stc nella vite. stcssl".., mi pare che il discorso rimcrrcbbc tal-

mente ovvio che non dovrebbe r,1eritc:re di essere fatto;


s""'ppiru.10 benissimo qu:.mto

tr.:v~ico

p~rch

tutti

sia vivere cercendo continu.".llncntc o

gustando continuarnontc le vite corne une. sferz, su s stessn, come m


1t1odo che la vite di frustare s stesse:. )erch quc.nto pL vivo e perci tento pF1. pensando di i.'.ccrescere r.ie stesso perch quanto pi vivo,
tento pi) il mio vivere un consun.ic.re s atcsso.
Vivere

L~

vite secondo questo suo tra1ico interiore, da (:;uesto

punto di vista, dovrernr.io CC;?ire subito che non rncritcrcbbc ln vite di


essere vissutr:. se fosse queste lw. sue ?rovc, se le suo. '_)rovc. dovesse
consistere in c:ucsto eccrcsccrsi che il dinernismo che le. consumc.;
r>erch se tutt&

wt.

vitD. stesse

t~ui,

il suicidio snrcbbc univ2rsalc

perch ncsauno di noi cccettcrcbbc di vivere e queste. conizionc, cio


di cffidnrc il senso dcl suo vivere. o.

questo~

Mauritius_in_libris

.:::1

~aventnro

vecchi;

150

vorrc1Ul'i0 tutti veramente tzilllE!ncre; sem?re &dolesccnti, se fosse qucst.:;,


lc.:. vite., sc.:xmdo tutti c:'lc non rlc1no dcll 'uorao di

rir.~cnere c.dolcsc~m

ti, perch esecra w.:lolesccnti si3nificc soltnnto cs,scre degni di osse;-

re brucic:ti

CC?lllC

..

offerte.; LiUcsto si3nificc. e..rfolco e de ci c.dolcsco


~x~r

il verbo inco.::tivo

cui -.:dolosccntc, ck ucstn


incoctivit .dr;ll 1'
.

offerte possibile, significc, crescendo, ('}Uesto continue.re

&(l es~scre

une. offtt?ta che si brucic.. E l 'c.dolcsccnzc vcrc.r.ientc oucsto e .;r-.


..

ci

~tl:tc

romentica. Ne e ?Crte questo, che serve per ca!Jirc che de

un punto di vist& csistenzicle il fare f

ilosof~c
.

--

appunto non si3nificc

inseguire fantasmi teoretici clLs. rnaniern secondo le. quale va in

~iro

il discorso teoretico, secondo lo ucle il discorso teoretico talprop~io

mente intcres3.:-,to a s stesso che non c2pisce le. vita,

dal

?Unto di vista dcl discorso teoretico interessato soltanto e s stesso


che le: vite pu cssf:rc c.ondottc: a). momento in cui. capisco s stessa.
Non il discorso teoretico che pu e.vere il problm...:.:. di
vite, perch

~ucno

.cap~rc

lr:.

il discorso teoretico ha ccpito la mie vita non

h2 risolto niencc r1.E":i foiei problenu, o dci ;?roblemi che sono i proble-

1..ai della. rni: vite; il discorso teoretico dc. questo punto di vista
un modo

pc;;dc.go~ico

non ?Erch

~ucsto

di intendere ucste cose,

111c.

non p(;r r:ccc.dcmia,

serve al discorso teoretico per fcrlo andere

av~nti;

(tento che potrei dirvi, e potreste nnchc rirn;>roveren.llo, che il discorso teoretico non ve. per nicmte e.venti, posso

.addirit~uro

dire che

non comincia nc1i11ucno; nlmeno pe:r ore. e dal uio punto di vista). Non

cor;iincia !'.>crch
il discorso
teoretico co1Itc se fosse Dor odcsso in...
.
..

chiodato ::, l:;ucst:: cnankc. che e.ristotclicamcmtc racchiude e


s tutte la filosofie che dnl punto di vista

csistcnzi~.le

so t0mpo nel su~lc ?OSsibilc, nnche nc.cesscria;

in~loba

in

nello stes-

dunque questo

discorso ciel ncccsserio 'Jossibilc." clcl 11Jossibilc necessario chiuso in


~

se~

stesso, perci costituisce lo S)CCulctivo; e

~llora

fO

intcncrc rnc.3lio: nankc inc.i ti t 1hir;nmenon; wc. non soltcnto

?Crci possi2-

t 1hi0n1ucnon, anche ci dc. cui ght7jnetai, anche ci d.'. cui

divicn~'

ci che :Jivicne:. Allorc. dl'. not11rc che come se il teoretico dcll 1.:i.nankc non fosse un discorso ?ro:)rio, r11a fosse (:uc.l discorso improprio
che

lo slittlrc dc:ll 1 .-:nnnkc., in me..nierc. tele che lo slitte.re dcll 1Mauritius_in_libris

15:1:

.onc.nkc sighificc. non solo che 1 1 inci ti d.cvc ri31Jcrdurc t: 1hi1n111C".:non


ml! u.nchc

m~

t2, anche cit) dc cui

vicme ci che diviene, ma c..nch2

1hl;~nctai;

ma non solo ci da. cui rJi-

etddirittur~

l 'ultiliio tcnninc

in:~r.m.:r2,

to di tutti questo e cllorc. il discorso si chiude. E dunc:ue: il teoretico, ci che spcculntivo di. questo discorso, il procec!c:rc iu9ro~rio

dcl discorso stesso; perch lo spcculctivo <li questo discorso

co11ic se fosse la insinuc.zionc dcll 'ina.t:t ti, in t .1hign1...enon,ncll ' -

cx -:h~nctci e in t schL1ton. a.ghneton, nc11 ultimo in3cncrato. E


cio: l'ine.i ti scnze. l'ailankc non potrebbe trovarsi coinvoilto o insinu1J.to in ci che: diviene, ncll'ori3ine di ci che divir,nc, e nell'ultimo in:scnc;rato termine di tutto uosto; per cui il dovere essere
dcll'inai ti corrisponde tn senso proprio cl procedere ii.Qroprio dcl
discorso.
Mc il doverE: :::ssere cli ci che , il dovere essere cll 'inc.i ti,
il dovere essere del uc..lche cosa che , oe unlchc cose. , couic fc. e
dover essere? e se , 3i;

111c

il dovere essere: dell 'in~i ti, dove;

stc.? Non ncll'inei ti: ecco il senso speculativo .cl discorso; l'inc:.i
ti ha une. necessit di essere che non necessit di essere in s:S stcsoo

It;,::

necessit di E:sscrc in t ghir;nmcnon, ncll 'ori3inc di t Jhi-

r:;nomcnon,c nell'ultimo tcrr;,inc in3encreto di tutto questo. t:,;...,, cos L'.::


c~ucstion:.:

si dic.lcttizza. s':nza dialettica; e

~ossirui.lo

dire che Gristo-

tcliccrnente le ::lialc.,ttizzazionc avviene scnzc dinlcttic.::;; scnzc dic.let-

. .

tico. in c_.uesti tcruini: sto ryrononendo questo: il f.:.tto che l 'int:i ti


sta a

signific~rc

un dovere essere dello otcsso inai ti, non si1nifi-

cc. che l'inai ti cio l'essere qualche cose ha il dovere .i essere in


rc-:pi:>orto a. s, ha il bverc di 8sscrc in rapporto a t (ehi1!1rncnon,
c:ll 'ori3inc, e c. t schc.ton a1hncton. Dc che cosa questo rn.pporto?
Ecco lc1 Jinlcttizze..zionc senza di2lttica; cd io penso che si debba
c1.L::.lettizzt:rc

&

'iucstc.. 1C.nierc. cp;>unto senza diP..lettica e Dcnza dillct-

tic1..: ;:>crch8 l'essere scnze.

diu.lctticc~

rc.pprcscnt11to dnll 'esistente

;_:>cr il uD.lc queste questioni v..::lgono. Cio: chi pro;Jono le parte dcl1 'esserc senza dialettica l'esistente; il mio essere esistente corris;>onJc al mio fcre, nl raio tenere la ;_:n1rtc dcll 'esscre scnzn di1:letticn; ;_x;r cui non .Jonso cor11c esistente cccctte.re che 1 'esistcnzl, che

Mauritius_in_libris

152

1~1i

ri3U.:::rdc. r. quelle rncnicrn e:.ttrc:vcrso 1 1 esistere, ven3c dialcttiz2e-

tc.. L::-; ,.:ucsto discorso c.ppunto secondo il quclc 1 1 esistente stesso

che re.:1!)rcs.
:ntl"" le. rycrtc dcll 'es cere senzc. dic.lcttictl nei confronti
..
J.cllc: di.::lcttizze.zione delle:: questioni che lo ri5ucrdano, questo discorso non SiJ.entito dc.llc. filosofie., sr11cntito dall 'esist.-:.ntc. Non

scrvG & niente che ci

si~

un rnecstro di dialettica dell'esistenza;

all2. stessa. e1o..nicre:. cornc non serve a niente che ci sic. un pcdc.3030
consola.tor(~

dell 'esistenze.. L'esistenza- rc.?prescmtll la pe.rtc dcll 'es-

sere scnzc <lic.lcttica in un discorso che cvviluQoato delle dielcttiz4

zc.zione delle

~Jc.rti

dcl discorso stesso; allora in che senso si pu

::>crlc:;.rc dcll 'esistente che

raiJ~)rescntc.

le: parte dcll 'essere senza dL:-

lcttict.1 in un discorso che un discorso che dialcttizzo. i suoi cler1;enti? Il discorso

G.iclcttizz~

i suoi clementi nel senso di elerncnti co-

otitutivi dcl discorso stesso nelle. raisuru n0lla uale, du questo punto di vists. di discorso, l'csietcntc cp;:>unto il rn?prcscntc.rc lw. parte dcll'cssGre scnz& dielettica. In che senso l'esistente rappresenta
le :?Crtc dcll 1 usscrc senza. dio.lettic1? Il discorso non pu, secondo
lr:: ie.lcttizzazione degli elementi che esso subisce dl s stesso, com-

vrcndcr.-; che ci .ebbe. essere; unn dic..lettic<=., proprio perch la dinlctticc. che
L~

~1ut)

cssPrci, r.l.:.l ?Unto di vista dcl discorso nel quc.lc si d

di.::..lcttieaazionc de3li 0lcmcnti che lo costituiscono, questa dialct-

tizzczionc le prove delle dialettica o sarebbe la prova stesso dello


di~lcttice;

e quindi come se il discorso verificasse o implicasse

una dic.lctticc talmente csercitatf:'. per cui l'esercizio della dia.letticc. corrisponde :lln dinlctticc in etto; e allora

dio.lettizza.~'88li

oh:Ilicnti eh cor.Ipongono il discorso significc. il discorso co1.:1e il non


:>otcrc c01,!rcndcrc le dic..lettica rnodicntc- L"J. quclc 12 stessa. dic.lcttieeazionc si d o accade. E qui

dielcttizz~zionc

sta a si30ificarc lo

slittr..i:iGnto dcll 'inc.i ti littra.vcrso t 1hignfocnop fino a t schaton


<:~~hnoton:

queste. ~ le diD.lettiezc.zionc di cui sto ?Crlando, l 'esscr-.:

un elci:ilcnto nttrc:vcrso il quc.le D.luni clementi si trovano in c;.uo.lchc


mcnicrc. con3lobc,ti, in3lobati, posti e.ssicmc per cui qucstn diulettizzczionc: che fc;. slitte.re 1 1 inci ti quello che dicevamo il concreto
nelle. misur<::i in cui concreto significe. auiuente.rc ci che c.umentato

Mauritius_in_libris

153

per c:..:nrcgezionc. Il concreto e lt: dic.lcttizzazionc col!lC se fossero


il me<lcsh.1.0, c.:)punto :perchG il concreto stc. e
c11(;

si~nifico.re

una unit

si trovc in r sserc lJerch6 il su0 essere unit un a:wncntare pon~n

do e.ssicr.1c, cio pro)oncndo la c:ggrc3uzioni fra i vari clementi; e o.1lorc.: t ,5hignmcnon cx . :1hi.1tlctci ki t:-)ton t sch.:::.ton aghneton.
Einni ti ci che tiene a:rnic.:mo ci che diviene, ci de. cui diviene
ci clK diviene, fino c.llc.
a0hncton deve csacrc

necr~ssit

dcl fatto che anche t schaton

sua volta lcgeto all'inai ti; deve pur essere

uclcosc ci che diviene, ci da cui diviene ci che diviene, e di


tutti questi, l'ultimo termine in3cnerato: tcn1dnc nclln t.iisurc o secondo l& condizione per l.c. quei.le esso, in quanto ten.1ine, tcn.inc non
pu essere
il finire

pcrch~;

ci nel ualc; 1 1 inni ti finisce, ci nhl qualQ

dcll'in~i

ti si1nificc il

~ro?orrc

ci nel

qu~le

1 1 inei

ti finisce c011e non finito, cio co1D.c ci che essendo tenaine perci
non tenjiinc in l::m::nto

<::~)l)Unto

t .schc.t:on

a~hnc::ton;

dun:.~;uc

un te:r-

1ain(; ultimo nt:llc. Iid.sur.-:: o scconcto le. condizione ?er le sue.li essere
ultir.iO non pu si3nificarc essere ultimo se non in questo sensol cio
non pu

si31hi~icr.rc

essere ultimo secondo une. serie delle cose che

stanno o che lJrcccdono l'essere ultiI,10, in quanto l'essere ultimo, c.


queste condizioni, si3nificn in verit cssGre pri:10 o essere ultimo
si.5nificc: 9i.J. f>ropricracntc essere prim1; cio esncre prbno in quanto
essere pril.e. Ci chE:

[~11

'ultimo in realt ci che prima delle

cose, clc3li cleIH(;nti c.ttrcvcrso i quali colgo ci che ultimo; che


colitE: dire: chi; l'ultimo per s non pu essere colto; l'infinito ?Cr
s non ;_;u essere colto e :_:>osso co3licre l'ultimo nelle

r~.isura

in cui

co1lierc l 'ultii.iO si1nifica. e.rrivc.re e.11 'ultimo cttruverso le cose

c,ttrc..vcrso le cuc.le l 'ultifao ultil.10. E ocr cttraverso le c.uuli l 'ultimo ultimo si:111ificc le cose che ,c.ttr.s:verso le quc.li l 'ultirno
ultimo, sono ci che dipendono clall 'ultimo; le cose <.!ttrc.verso le quc.li l 'ulti1ao ultimo nono lo stesso dir:>cnclcrc dall 'ultilHo; nel!lliteno

uotrm!1r110
dire sono le cose che dLJCmdono Jall 'ultimo iaa sono lo stes
so <lii.lendere dall'ultimo pe:r cui o'3licrc l'ultimo, l'schcton si3nificc. sr:pE:r co3licrc il dipendere .2all 'schaton. In
sch~ton

rtialcttico

s~nzc

~ues'l:i

termini l' -

dicle:ttica; i2lettico perch ci che


Mauritius_in_libris

154

ultimo un essere
scrn?re

neccss~rimacnto

ncc(~ssnricJnentc

senso dia.lcttico;

r~12

sempre in rGlazione, un essere

collc3cto, posto ussicille a, e dunque in fl.ucsto

dinlettico senzc. diclettica, in quanto il suo

essere posto in relazione non di:.:>ende de.ll'ultimo

com~

se di:Jcndcssc:. d.nll'ultil!lo cofoc tale, l'ultimo corac tale

tale; perch
s~rcbbe

sempre

primo de:_:>prir11e, e rnQi ultimo cio riroorrcbbc sc1a,rc r::.l principio senza
poter essere, <l.::: c:ucsto punto 1i viste., il principio: scrcbbc sempre
c.l principio nel principio.
l'lr.- ~)crch l'essere c..l princitJio pu essere nel principio fgori

dc.l princi?io? Proprio perch l'ultimo diventa dialettico a. questo.


rn.anicrc.

scnzc~

di.s.letticc, )rOI)rio perch l 'ultiHio in repporto c. ci

nei cui confronti l'ultimo ultirno, non nesce 1c. un.:. dialettica che
fondcmfo s stecsc. riesce c. co3licrc l'ultimo nc;l suo essere ..-:.1 princi;_:do il .Jrinci)iO nc:.l princi)io; che sc.rcbbc c1ovcrc e.vere poi il problcr.1c non

,~i

.i dedurre le cetcgorio formalmente o

lc~clmcmtc

come

si illude.ve Ke:.nt, ran. :-lE?.clurre le c&tc3oric: alla maniere. hc3clinna. seconjo l<. qu2le le. d.c;cluzion8 delle

c~.te,goric

si3nifice. le. deduzione:: dal

lJrincipio, non gi delle categorie. La deduzione delle catc3oric non


si3nificc. la jcduzione dci i.1oi attraverso i quali predico l'essere,
rnu si3nificc le stessa deduzione Gll'esserc o se significa la deduzione dell'essere la deduzione c1.cll'c;sscrc, ella. mc.niera delle diulctticc che deve ceree.re di cogliere s stessa in quc.nto deduzione dell'essere, pu0 rischicrc <li finir2 per inchiodare l'essere nell'essere
cui hc3elir..ncmcmtc
~)otcrc

cm~.c

~Gr

se noi non potE':ssifao, proprio he,3clic.ncrnente,

intendere il Werdcn, l 'csscrc

~~rincipio,

il divenire,

s'~

non

nellu r.-1isur.::. e secondo le. condizione dcl Wcrden: cio il Wcrclcn rimarrebbe allora le. tei.utolosie

pi~

irabc.ttibilc che ai si<:. mai pensata in

filosofia )Crch5 le tnutolo3ia che nasce

dE~llo

scontro con la teu-

tologie clcssica 3cll 1 csscrc nell'essere. Dc questo ?Unto di viste,


lc3gendo hristotclc ;_Jotrer,11.10 rtiro

he~cliancr,1entc

non 3i i_)cr fletter-

lo a s0nsi he3eli[mi l:u2.nto :.>iuttosto per cercare di intendere in quc.le

l~1isura

lu':nere Aristotele si ;nifico. c.nticipcre Hcgcl, ;::. questn.

rn.:~

nicre. 0.i lettur&. secondo la quale 1 1 inni ti 1 1 elemento il cui sli ttc. rncnto provoca c.ucstc. dialcttizzazionc o.ttraverso la quale la dialct-

Mauritius_in_libris

155

tica viene poste. in non 1Jroblcr.u~ :?crch D..~):.:.mnto tuttei rllpprcscntata


Jc.11 1esistente, dunc.~uc co1.ic s0 potessillo c!irc e.riatotclicc.r.K:mtc:
non

~Ju

esserci probler.11J. cklh:. dL-:.lr;ttic.'..". in questo r110:1cnto, nel

1110-

mcnto c.ristotclico dcl L)cns.icro; nel uor.iento in cui, possiamo dire, il


mo~nto

dcl ?CBBicro un

mo~.iE.:nto

c:.ristotclico se sililO cli fronte a1

un momento s,:;ccuL:.tivo vermacntc tn.lc. Allore nel 1,1omcnto cristotclico


non pu dcrsi il problema dcll~ niclctticn ~crchf; questo
problcmc. esaurito rJc.11 1cscc.:rc determinato dell'esistenza come tale,
<lcl

~cnsiero

che repprescnta la pa_rtc dcll 'essere scnzc. dialetticc.. Non si pu, aristotelic~1entc, ~Jorrc

il :?roblcm.::: delle:

di.~lctticc

perch ad essere

senza :lialetticc. 1 1ristotclicc.E1cntc,. l 1csistcntc nei cui confronti


dc~li

avviene la clic,.h:;ttizz12zionc
confronti il discorso

c:~ucstc

clementi dcl discorso, cio nei cui

d.Lslcttizze.zionc; ::-k3li stessi clcL.cnti


.L~:lcttizzezionc

che lo costituiocono: tc.nto ::unctc

che il discorso

sc.rebbc in fondo, dc. ciucsto )Unto (U viste., 12 ccpJ.cit J.i icfinirc

il ti dcll 1in.s.i il che coGc.


s~

(~c.11

csc0.rc; neccsoc:rio che sia cmnlco-

ci che r:1.ivicnc, ci che e.ccc.dc;, ci che contin3.cntc, ci che ne.-

scc, ci che e non ,

I11<:~

.'.:lnchc ncccasario eh.e siD. cur.:.lcb.c cosl1

ci 'Je: cui ci che

Non solo,

ri:odo lopio :'.i essere. t:.bbin senso

~x~r

r1'.D.

non porchE1 :..:ucsto

a6 cuc.nto il senso che questo

r.iodo di essere, t '"',hi '.',n1acnon 1 l 'ori~ine: di ci che diviene,. c:uindi


1 1essere cor11e e:sscre: che jivicnc 1 1ori1inc clcll 1essere c01<ie essere
~)crch6

che diviene, non cbc hc.nno scnao


chinro qual 1 1 inai ti

il senso finelc

dc~ll'uno

<~cl .~liccorso:

un ultimo t8rri!inc, ulth10

il senso dcl

ra)~::;.orto

e dell'c.ltro(Itl ocnso che essi h.::.rmo

2i tutto L:ucsto

<:.)~Junto L

Al lor e, il senso Jcl r&:>porto

nd un corto punto pu essere

n~ccss.::.:rio

che. sii:..

in3cncr.s.to: sch.ston e E:"1;hncton.

,:~,c.to ~)rO)rio :::?.c~ll 1sch.::.ton

20hncton;

che lc3r::. ci che diviene sll 1ori3inc cli s<: stes-

so dc..to non c'.c,l fo.tto che ci che c1.ivicn(; oic. :::u":-.lcos& O)pure elle
1 1ori3ine :a ci~i che diviene sic, c.ltrc,tt.-:.nto c::uc.lchc cose:, '~u:::.nto :_"Jiut1

tosto dcl fctto che 1 'uno e 1' c,ltro sono lc13c.ti e collc,30.ti al se:nsJ
che ricevono per i&te.zzo .,lc..:11 'sch:ton 2;;}1ncton; uc. il s<.:aso che ricL:vono ;_-.>er n.tez:::o dcll ' cc~:.:-. ton C.)hneton un senso :Jotru:a:no
3uo, che h2 due ponti

~x.rcrl"~

L,i~)licc

:~lire

m.ibi-

che c,ttrc.vcrao il senso che; ricc-

(I )quanto piuttosto perch attraverso ~'einai ti dell'uno e delJ


Mauritius_in_libris

156

vono, ci che

biso~nc.

cc.:;:lire in :fondo che cVJ che pere o ultimo,

ulti1.10 non ; cio ci che col30 alle. fine ci che tiene asoicmc tutto ci c.:.ttrc.vcrso il C!Ut:.le
~nificc.

riuscire

t.

pcrvcn~o

cm.Qorre il

alle. fine.:. Pervenire c.llc. fine si-

cci~uino

nttrc,vcrso il <:,Ullc ri(;Gco .: : .

;?c.;rvcnirE: clL:, fine; mc cllorc quc::.>to il prolrna.c. spcculctivo vero:


le. fine costruisce, clctcr1;iin<.::., costituisce ci cttro.vcrso il qu:lc cs-

oo. viene colte.? O

vic~vcrsc,

1.:: fine <? costituita., ,ietcnaina.tc. de. ci

c.ttra.vcroo il "":u.s.lc cose.. viene colte.? t 0hi;;nr11enon :;.y m:. )


tc.n che dctcrni.nr.:no, costituiscono t schaton

c~hncton?

;;hr~nc

O t scha-

ton c,:1hne;ton eh(.; costituisce si.;. l 'un:t si"- 1 1 c.ltro? O il ter1'1inc ultir.-:o di (.:ucsti clementi che corn?on3ono il discorso dic.lcttizzcto c. c:u:;o tu r.1r.:nicrc.? Quc::;to tcro. ..inc ultil.:o i:Jerch(, prh.e. di ci nttrc.vcrso
il uclc esso viene colto coi.!C ultiuo; perci ci che <J.lle. fine P-,
cvidcntC)r11cnto, cJovremuo cc.;_:>irc, ci che coctituiocc ci
(ruc.le viene colto. E se

cos~.

:?otrcrn.-10

dire~

<:.ttraw~rso

il

che il discorso vcrm.ion-

tc;: c.ssurclo; perch,: ci che stc. nllc fine ;ione in r::sscrc ci che -,cr-

ch6 sic.

~)osai bile

co3licrc cib

eh~

c..lL~

fine, non ci che

~;

r.ic

rc il acnoo Jcl divenire non il divcnirr,, cio il senso vero di


5hi3n1!1cnon non nc:rnnieno il lcgo.ruc c.11 1 mi: t1 r~h:.;;nctni,
ci che :livicnc

a~)~)unto

le cose che oono chicrc

&

c.llo-

1:2

ci cl.:: cui

, non questo le;:;c.rne. Sarebbe cofu dire cl"te;


nell~

loro ori3inc Jer ci stesso non

c.._-:. che si.:mo (:uc.lchc cos<'.1 in qunnto oono

c~ucl

si~nifi

qualche cosa c.ttrevcrso

il c:uc.lc cbvc cncor<;. essere chic.rito che ci che elle fine

~ttre::ver-

oo ci che dc. ci che 2.;?;mnto le fa essere, ci che ste s.ncora 1:::iri


1
m.:i.. E ellor2. .Jovre1.no poter dire cos: 1 schaton E2"jhncton suscitc. i
fc.ntas111i c.ttrnvcrso i cucli ci che invece vcrcrJentc ,: :?Ur em1?r:-_
e soltc.nto l 'schc.ton .:.;hncton. Per qucoto, dal punto Ji vist.:i ,:cll 1csistE:ntu, che.: l 'c.;;sistcntc rc.pprcoenti 1.:::.

p~rte

,:c:ll 1 cssnrc scnzc ca.::.-

le:ttic:=.'. ai3nificc, e questo punto, lfi salvezze: dcll:-:-, .~li.:.ldtt'icc, L:.:. rioervc.

ciellc~

diclctticc.. Proprio vcrch la dic,lctticc. non :;>u costitui-

re; ~)roblcrnc. c. c:uczto livello c.ttrcverso ci che le.. ro.:??rcscnta ncll&

su;;;. rnc.ncc.nzc., il

;:x~rn:;o.rc;

cor,ie

:-::scurisce tutto ci chC::. esso

~xmscrc

)U

S;:JCCulc.tivo in questi tcni!ini

dire ::folle o contro le. dL:i.lcttic::., <:.

f<'.vore o contro le. dic.lctticc '._")Crch6 tutto ci che il pcnot::rc corJc pen-

Mauritius_in_libris

157

~~.:.vorc

sere spcculc.tivo dice contro o a


che pone 1.:.

di2lct:tic,~.

fuori c:.::::.l ber se. .......,lio in i...1uc.nto le. Jiclettic.:. riCiU~.lchc

mene cuc.lchc cose che se in


COl;C rncncD..ntc; (;_uc;sto
?licc

delle dic.lctticE: tutt ci

~)U

s;.>cculctivo~Kmte

coo.:.i, in chi le. rc.:)1Jrcscntc

si~ificcrc

e.nello

che

~)U

risultcrc piJ.

ser.1-

e:.ssurncrc l 'coistcntc non solo corac portavoce


~)cr

'.:Gllc. mence.nz1:: nocesse.rie.:

1 1 esistente mo.
c~ic.lettice.

soluto dcl potere cose:;rc cklL:::

J)c,

~nchc

con;c principio c.s-

(~ucsto ~>unto

.ji vist:_

chic1ro che :Jossiado c.nchc rc.3ioncrr;. scui)licisticcracntc e c:!U.Cstc. wGnic~


re: dunc1uc se Ls. dic.lcttice:. car ~>ossibilc, sar possibile soltc:.nto
~

pcrtirc dl.11 1 esistente dc.to eh:; 1 'esistente hc. co1.ic ruolo, uso uuolo
~Jcrte r..~c.

nel senso ;:JrO;?rio, come

rccitt:'.rc, quGllo ap;mnto di rc.)prcscn-

t.s.rc l 'esscre ncnzc. d.ialcttict:.; rc.p;?re:scnta un.:i parte .:.ttt:cvcrso li.:.


'-:uclc quello eh(;; , i,.c.ncc., quello che esso

rc~J_Jprcsentc.,

non , le. clic.-

letticc non . E ::>otrerino 123gcrc une. ris?osta nc3c.tivCl n (!uesto diocorso pt'o;?rio nttrcvcrso I'ircn::kllo; 1c:rch fl Pirc.ndcllo che drcr.ir.12tizz.2
~ucsto

discorso il PironGello.chc esclude in 9artenza

~in

radice

che si poi:rnc. fc.re filosofie. di --:ucato e biso3na fare invece:. trgcclil.


di questo: l 'osistcntc che.: ic.pprcs(::ntc. ln
lctticc., :;m

c~sserc

~)arte

dell 'csscre scnzc. 0ia-

nnche: tc:lmcntc forte, in quc::;ta mance.nze, dc nc.sce-

re come prote.3onists. :lcllc. dic.lctticu esso si:csso; e allorc pirandcllie:.na:1ente siamo 1olto :)iJ. t1:'c.3ici di suanto non sic. )OSsibile vivere vivendo i ?r:rsona33i ::}i Pirc.ndcllo ~Jerch6: ::>irandclliunainentc se vi\mn.~o
questi pcrsone33i riu3cic.r.io c. ~:icnsarli, il ::ienscrli -igniflcc. il :?Cnseme le trc.3c,:L..

~::;ura,

e.ssolut~:

'~ove

trc.3edi.2 1>urc., assolut;_-:

si~i

fic. c;.uestn forzEj. dcll' oistcntc che fe. nesccre 1.::. prcsenzo. dall 'c"sscnzc, o :che vive lr,: c.sscnzc. coli<.: prcscnzn assoluta. In .:.,ucsto senso ..:ovrc1i:!rno rJirc che Pir{;:ndcllo unLi. cnori;.le lezione di filosofia cor.ic cl
solito fette. dc.i i:iocti

rJ

dun~uc

re che invece le. filocofi2. non

non fc.ttc, non necesse.rio; pu ec;c.'e:lc~::ne:n:-lo

i ?Oeti, e (:uindi non lc:33cndo

s6 stcac. si ib".;;a.rchi nelle. c:vvcnturc di forn::arc la dialetticc:


tire d.s.ll'csistcntc; e in
che fcccL::.mo; fiaiolo.3il".

c~uesto
c01i1c

cc.so pure.

fisiolo3i~

'-~

p.::r-

il discorso

discorso che rir,mne condc.nne..to

e:.~

une.re

i termini dcl ._1.iocorso chG ccso :x;r destino, cio per necessit 3i
'.:)r0dctcrrninc.tc. nei confronti

~cl

:1iscorso :perch se il discorso tE:.le

Mauritius_in_libris

158

)Cr cui l

'cs~stcntc rC.f)I)r..:;s~ntc.

le.

}~rtc

--lcll' essere: senza qio.letticc::.,

tutte le filosofie, c11e )Osso fc.rc n.::.scc:rc c. ;>artirc dall'esistente ;icr


1.:..: clic.l(.;tticc,, c. fcvore clcllE. L::lctticc. la f;i.losofie.. dello. presenze
e clclln essenze; il discorso 0rri1ci 103oro 033i .Jellc. mc.ncanza... e .lellc. non

i.:c.n~c.nzc.,

cio un discorso che clivcntc. e rLWlnc trn3ic.

Dun:,:ue non che c.bbicrao scoperto lo.

prcsenz;:.~

della cssc;;:nza; lD.

prcscnzL cfolln essenza hc. scopcr.to il discorso o ha sco:>erto chi iisposto non 1i

rc.;_J;_Jrc;sentc:rc lc'.2 parte che 3li corn?etcn cio le parte

.'.:l

ell 'c.sserc senzc:.

c~i.s.lett;icc.

co1;i;:>ete cio il discorso, e

r.~

m11:

rc.pprcsentare le.:: tJartc che non

~,11 esserc

:~li

discorso come esistente e in

urmto csistc:ntc. In terr.dni invece aristotelici:, il concreto attrllvcrso il quc.lc cc9isco ::'..i.)i)Unto queste sorte. di

c.gr~re~c.zione

che cresce,

ci u.ttr:::;vcrso il uc.lc l' ag3rcgczionc che Grcscc 1:1i blocc.::!. nell '~~il':)Dto

schcton .'J.t;hncton; e a.
dole,, la

trc.c~uzione

::iunto chiaro ?erch h0 useto, citc.n

lGtina., :_Jcrch6 il le.tino q,ui forse serve

;_Ji~

dcl

3rcco o rcic3lio lo chicriscc in ~1ucsto senso; il lc.tin~ tr6.duce t schcton C.)hncton con ultil.n.u.; inr;cnitui:.1 e pe;r

c.~ucnto

rigucrda l'schaton,
ultil,\llil chir.:.ro e'l - c'..cl tutto connesso; cr qunnto riguardc 1 1a:;hncton,

inr~E~nituia

sch~ton

und. questione di spostcmento che biso3nc. es.:.111inc.re:

l,)hncton si3nificc. l'ultimo in3cnereto o l'ultimo non gcne-

rc.to; quindi necesse.rio che: sic


si~ ~uclchc

c~uclche

cose ci

eh~

diviene e 'che

cose ci dc cui diviene ci che diviene, ed necessario

che di tutto ciuesto ci sic un tonnine ultir.10 non 3cncrlto, cio

!:!!!!-

mum in1enitUia 2 c.ghnuton. Non gcncrc.to si3nificc. che di tutto cll che

~cncrL:to

necr.ouc.rio chr.:: ci siC:. un tcn;iinc che viene colto e i.:ic:1rti-

rG dc cib che

:;cn;:-:rl"~to

3cnerc.to ncceosc.rio

cl1e;

non d2 s stesso; c}.um.:uc di tutto ci che


ci si& un tcn11inc che c.pi_)unto sic termine

cU ci che 8 3cncrc.t0. Aristotc:licc.ruente come se stessitO ra3ionm-

.o e

c~u':sta

rnc.niere.: l 'csistcntc; deve v.ivcrc le, sua

esistenz~

secondo

l 'csistcrc che 10 Dro9rio fino e. uuc:l ounto in cui ..ri'mrc' l 'csistcn...

. 1

.i.

:.::.:: scconr.:o. 1 'csiotExe si3nific.s:

<~rrive.re

cd un tcnidnc di (:ucsto che:

non_ ri3ue.rdc. ci eh.:. o..rrivr.. nel tcrrdnc cio l'esistente, rllll. ri jUGr,lc
il termine come tele; per cui l'esistente hc
r::: eh(; il suo

~sistere

l~

necessit di intende-

un t:.rrivarc all 1ultir,,o ten11inc, non solo JclMauritius_in_libris

159

l'esistente uc. di tutto ci che secondo il modo di essere proprio


dcl 1hignmenon e dcll 'ori3in~ che 3li compete. E
che in relazione nlle
sto,

G.

ca~ccit

<~uiruli:

di tutto ci
qur~

Gi ?Otcre pervenire, attrevcrso

un ten.1ine ultimo; il teruin(;: ultin.o, ci che c.ristotclice.r.C:nt:e

~)ossic..mo

chicrjie..re schc,ton, ci nhl Cluc.lc t :1hi;1nmenon finisce;


c~i

:.)er cui .ci che .1hi;nr,1cnon :Jerci, dc. questo ?Unto

vista, oo n-

tin3cntc in quanto il suo essere un essere che perci diviene e che


?C:r, pe'r

c.~ucsto'

cose ;>erch

ch8

.:.~ivicne,picr

~.iversl:rncntc

ci he 1.:: necessit Ji essere c1uc.lche

scrchbc un divenire senzc s6 stesso:

non

1,11_:

solo sarebbe un divenire s0nzn s6 nte;sso, dunque perci non solo devo
in~i

essere

ti come. t a;hi;;;nr11cnon,

i~1Et

deve essere in ucsto <,;ucll' -

im.-:i ti che; ri.'}U2.r::l2. .::nchc ci .J.c::: cui esso :J.:.:riv&. A questo unto ~)o
trcbbc ser,1brcrc che le: questione dcbx.:.: usscrc chiuse: io

csioto~

che dcl Qio essere essere csiste;ntc ci sic 12 ncccasit,

ccss~rio

n-

&~

)Unto chicr.:;., consc.pcvole;, dcll' csse:rG '-:unlchc cose.: il mio cssurc csistent<;! si3nificu. quc.lche cosa, cio si.'.;nifico. essere qui:J.lche cose. Il
che sc.rebbc co1.ie; Jiru: non beste:. esistere, debbo cmche se.pere.: non 3i
fa.t~o

di usistere ;:>erchs questo lo so :Jcr il


bo

s~cre

sono

iii<.:

stesso che esisto,

che qualche cosn ci chG io sono; non debbo sn?cre ci che

dcbbo:Jrncc)erc che ci che lo sono cualchc cosa.. Ecco Dcrch6


co~1incic..ndo

non possibile intendere e fnrc filosofie.

che cose. sono io o che cose. quc.lcunc!UC cosJ. sic..


non

,J.cb-

li;ll

~Jossibilc

col chiuJcrc

o.~,3ctto

di ?roblc1ac.;

per necessit di sillcbnrio filosofico, c::ic1h!rno pure

cl.i ,3rCililranticc. filoaoficc., per il motivo scEiplicc (i un 1:1odo di ;_)e.rL.;rc in filosofie:. non -;i di ?Cnsc::rc 1i in
moc~o L,n11cclic.to

filosofie~,

ruo. &lmeno per un

di intcndcrcl frt', di noi juc.ndo :xirlic.mo o :1rcsurai<1~10

di ;,iLrL:.r:: di filosofie. Lr.. nc;cessit te.le per cui debbo


ci che io sono corac t

~hia;nhienon,

c.:.~Jirc

che

non ci che sono coi.10 cic':> chi.;; co-

no, ;_JerchG come t 1hi)tlrnenon

(~uc.lcbsc.

deve ssscrc; non solo; rna rJ.cvc

c..sser(~

sono,

-~ucsto

stesso

qu~lcosn

':ruc.lche cose. ci che l'ori3i-

ne .-:1 tutto :ucato.


Poste: in c;.u1;sti tcrIini, le. i:.:ucstionc

~)2rc

tc;lrncntc chic.re:. cll'.

coocrc c..dcliritturc. csc,urientc, c:::.nzi ese.uctivn; :-1cbbo cc.:x:rc che qualche cose.. ci che io sono come ci che t ;hic;n11tenon

Mauritius_in_libris

COiiiC

ci che ;

160

debbo sc.::iere che ncce:ssc.rio che D.nchc ';uc.lchc cosa ci do. cui dcriVi:.:

9uesto stesso, cbbimno sc-puto tutto, cio possiamo chiudere le que-

stione ?Crch la ucstion8,


ni, si .:.::sr.urit&
~)crc ~u~;sto,

C(~

~u~ndo h~ ~osto

s otcssa in c;ucsti termi-

hc.. csc.uritc tutte le sue questioni.

:::!!

?cr il s..-:-

)8r sf: non rJ senso n6 cll'uno ncS c.11 1 cltro; e pure chic.-

ro questo dc: une. consi.Jcrcziom:: olcr.:ont.-::rc i questo 3cnorc: per uele;:


motivo il problei;.:..:;. c;.ucsti:.: noccssit nttrc.vcrso la c:uclc scmbrc che
q~lchc

l'essere

cose si rcduplichi perch non solo io sono ci che Go-

no in unnto t ;)hif';nr,,enon, uc. di

<}U\~sto

debbo s.r:.pcre il :;.ualchc cose..

Il quclche cose, ri3Uardc quello che sono come t 7,hi;mmcnon, c::ucllo


che io sono 3i cornc t .)b.i;:;nmE.;non, allore io sono Cjualcos8. cm.lE: ci
che diviene rJa ciJbo ossc:rc o r)osso essere c.ncorc quclchc c.ltro cos&
cor;ic ci che i)Cr s atcsoc. cohG ci0 che
c:ualc ci che c1.ivicnc
-

c~;J'.)Unto
.Il. ...

c~.ucllc.

coDa uttrc.vcrso la.

aUllcb.c cosa: e )otrc114no


dire r.. cucsto
.s.

punto: durn-::uc si tr<.:.ttc. di intendere che in rcc.lt ci che sono cor.lc


.ivcn~o

ci che

non bcotG ;,K:r o otceso, t SU11.!)cooks, contin1cn-

tc, il contin3cnt2 nel senso aristotelico rn<licalc come ci che he. biso3no ncccssEricr.1ente

d"~l

r.::)porto c.11 1 inai tl, ci che hc. bisoano

ne:ccssc.ricrnente dcl repporto 2.11' csscrE:: quclchc cose di ci che , non

.:11 'essere come te.le rnc. c.11 'essere c2uc.lche coa di ci che . E se cl0vcasi.i;o chiederci r:. questo
c~hncton

~Junto:

oc invece di arri vere all 'schc.ton

co11Jc .:!obbicr;io fc.re, noi ci fcrr.l.ssimo in maniera tcorcticc,

cssolutc pure e

quest~

questione poste tri2dic.:ua0ntc e questo

u~o:

t 3hi3n11tenon, ci che esso in c;uanto t 17ahi;:;n1nenon, l'essere qunlchc cosa di ci che in ;:,;ue.nto t

~hi,')nmenon,

io potrei chiedere

quando e se c.rrivic:rfio e t n n 1 cio cll 1c:Gserc in <-:uanto essere,


l'esser:! in ~UC3:nto essere, di <-:ucsti tre ri.101iicnti, '_::uc..lc ri'3llrdcr? Se
?Otccsimo per un cttirno solo fr:.r(. -::-ucstn questione, isolandola dD.l contGsto che ci intcrccsc., e che non
;10

cncfo.rc verso o.ltri discorsi,

ino per intL!rr.3.crc ll


l i un

forze~

ol.i0nto e..ristotclico

i ..

lico ckl

~:>cns~re

l:i:::.

~)ossic.mo

che ;:>oscicr.10
fare

n.Jc.culo.tiv'..
c~cl

fa.:rc np)unto perch dovreli1-

c~i

~olo ~Jcr

un ettiquesto r,10: 1c:.nto eristotclico,

pcnacrc che non un i.;:o;..1onto .:.:.ristote:-

che ri1Ucrdc, noi che siru:,10 obbligati c. fl'.rlo

.: ncccss['..rio por un corso, mc

ri~c.rda

il moraento

r::.~cl

i_)Cnsa.rc

co11te

~:...e:n

se.rc S?eculctivo perch non potrcnin.10 pence.re senza uc.sto, c.llorc.: di


Mauritius_in_libris

151

<:uost:i tre clm.ienti, 1 'ccscrc in ::}U<:.n.to c_sscrc c!1c cose ri:-;uc.rdc.? Qucle , di questi tre elcraenti, l 1clel1cnto che potrebbe cesc;;.rc

a5~c.ncic~

to e, t n n? E' -ororyrio
dci trG un cle"L&cnto che .)cr s stesso csclu....
de 03ni :;uestione in ...~uc.nto dci tre G il seconJo, non l'inai ti;
1

non nccnchc t 1hi,)nr.icnon, . ci che ~ l 'esscre corac t 1hi1n1i.1Cno~


e che per questo t ghi1flracnon ci che carne t p;hi 1nm~mon; r.ic.
per questo questo t

~hi!)Il1.iCnon

in :usnto essere ?Cr cui


n~

t~ui

sta.to 3i fa:tto tale cbll 1ccscrc

o. c:ucsto punto non potr Bni fc..rc Ciue::::tio-

dell'essere in uanto cs$cre; per cui l'essere

~~rci ~ensato G

queste. m.snic.ru., se: 8 in quc.nto esse-re, deve 8Sscre; )nCsEJ.to secondo uno.
c.ssolut<1 i.JUrczza di ,.::_iocorso filosofico, perci in <uanto;
r~uesto ~)unto

qucll' im.;uc.nto L.:1 cui forze. com;istct cla


pro~)ulsivn

nc.scondcre le. forza


quclc questa for.:::c.

~)rO~)ulsiv(.

t ;;hi;mi:acnon t:J.lmcntc

t.ll1

dcll' essere fino c. t

::>ercQc~;

ji vista, nel
:~hi;:;nmenon

nel

divcntc. ci che t "hi1Tlliinon come

clovcr C;Sscr.c pencc.to ncccsscric.rncntc c011:8

qu.:..lche coc.che dcvccsccre pnnscto.


Sto dicendo unQ

cresi~

aristotclicc forse; dunque: le forza dcl;

l'essere non stn nell 1 cGscro rycrch se le. forze dcll'case:re stesse nel1 1essere ucstc. forze. rovinerebbe ontolo3ic~.1s:~~c 1 1 essere; S8 12 for'

.i::.

ze dcll 'essere stesse ncll 'essere l'essere non sarebbe 1.i.::.i un roblc1it6.
~ucstionc

filosofico, non riuscirebbe mci & divcntcrc

filosofica e non

scrobDc raei r).65siblit di discorso .. Tanto non possibilit di discorso, che discorso
ti t

.'1

~hi71mcnon 1

c1cll 'inni ti,

i:11c

gucsto iunto concreto <li questione: annkc in.::.i

c.

c~ucsto

:Junto 1 1 Gsserc chG pc.re rappresentato

in verit esso tutto nc.acosto nel fe.tto chG t

t;hignracnon ci;;) che

ghi'{nc,1cnon, &.lC:. proprio ?Cr (.:ucsto


debbo )Cnsc.rc neccsserim:1entc 1 1inai ti di ci che coILiC: t 1hi,c;rorncnon

proprio ;.Jer

COl,!C

c~uc sto;

cio~,

dc bbo . Dcnserc vuo 1 Jirc: proprio ;::>er

questo nc.scc ci che chil'..laio.rno allorc. c. <:_uesto ?Unto, per un nttiiao


solo, il 11cns.::rc ;>crch ci che chic.i.1ic:i:O il

'.)enoar~

t, queste u.nnkG che n c:ucsto )unto i.ii scmbrG.

c:;ucstc necessi-

t~lmcntc

chic.ri8sil.1c.-

chie.rissimamcnt~

rncntc 2ure Jc rirn.:::.n8rc c..nch.:: c.ltre,;ttc.nto

oscure, :)cr-

cb tutte le. sue, chic:.rezzc. corrisponde c.11.:. sue.. stcss.'"l. oacurit

:.x~r

ch6 l 1oocurit etc. nel f~1tto che; :ucstc c.nu.nkc nc.scc sul nnscon":lir..~nto
dcll' essere in c,:uc..nto cc ocre e c~uin'..li culle. ii~i~Jre1iuc.licc.bilit clcll' . 1..~uc..n1..o
~
'- essere .::.1..
-'-tr.s.verso
.._,
"
1
c::occrc in
1.0 :~;.:.l.;-;nor.icnon.
Mauritius_in_libris
o

'

152

rcr ucst:o motivo t schcton a:;hneton, l. necessit di un termino ultiuo non 3encr.:.to, ei'1nificc: che s_ucsta necessit deve essere

un modo

l.ttrc.v~rso

r...~uclc

il

.;_>:.nsarc dovr si3nific.::irc une. conquizta


.

c1cll t Gcscrc, ctcrI:!inE:.re; o ri,ctcruinr.rc il :_Jrocc . .Urnonto c.Ctrc..vcrso


il

~uc.lo

il. pence.re,

e:~

partire ck. t schc.ton c-.r;llneton, c.. p::..rtin::

cirJ chr. utt:ir,10 dcvu essere le.


spLllc di

~~ ~x;;rch5

CG}cCit

di condurre l 'ultir11d alle

solo il )anse.re che :._:>u eGscrc

c~.ucsto.

papacit,

in r,:uc.nto solo '::.ttr.:::vcrso 1 1enankc e.osolute, pur<:. :-. questo punto c!_ivent::.

lo:~ico

o riuu-.nc

lo~ico

)U

essere diri10strato cornc lo.3ico che dun-

(:uc 1 'ultirao, ci che l 1ultirno,

~vc

essere ca.tturr;to, ;_)osccduto in

rllo.jo tJ:l.c da essere; condotto in un )OCto che non il 1>oeto llttua.lc


vic.3~

che hc. rnr. stc.t:o il ;:>osto nel qu.::12 ere quc.ndo hc. cor.dncicto il
gio che lo ho. concJoi:to

o:~

essere ultilit0. E il villg.1io che lo conduce

cd essere ultimo il fc.tto che csoGrc ultiro a (iUCstc condizioni si-.


311ifict1. assere ultil.Jo come

e.r~~1neton,

essere ultir110 coue inJenito,

dice il latino, in ncnier& Jrofondn, cio8 ~cnito in s, 1enito in;


all.:i stesse. mcnierc. carne l'ingenuo libero, l'in3enuo vero: l'a.1hc?nGton ci che: ..,cnito in s6 ::.llora l 'ultili10 o_,ub essere ultiiilO soltcn-,
!

'

to se, in. qucnto c;hncton 1 c.1hncton I>Crch .r.::i)unto gcncreto in

s stesso. Il tr::rminc nel (1uc.lc ci che 3encra.to e ci che h.:. ori3inc .e. quclche csc che:: qualche coso. che lo 3cncra, il tcn1inc di questi due e lomenti a7punl:o 1 1csccr0 u~timo CO..JC c.;;hneton, l'essere
scheton come cr;hncton, cio l 'csscrc ultiuo
ci che

~Jrirac. si~ificn

cot1X;;

ci che pril.ic li:::::


,-~io.

lo sccrto, c.nchc. r:ucsto diei.lettico scnze.

lcttica, dcl tempo ncd confronti c".cll' ccistcntc; lo scarto dul tcr.r110

ol il tc.;r.no reso intc::rupor<"l.le,

scn~c.

tc1,1po porch6 il Il01.icnto nel 1ua.-

le l' e osere ultiL!O ci3nificc. essere )ril.:..::


~)or.::lc,

mc~uc

scrcbbc raor.x:;nto

t~r;,-

essere prim.s. non 0Gs'-!rc T)rir.10. L' ~'jsserc ultimo ci che .:>os-

oo co3licrc

attr~~vcrso

une serie o.ttrcvcrso le. '-:u...'1lc

~Josso

cnchc ccpi-

rc chE: l 'ultir.:.o c1cll,:t serie bene o r.ic,le le0.::.to ;llu serie. E allorl:'.
se io ho novi::, e.rri vo c.l lcc ii:.o e oc do?O il
te il 1.-lecirao . l ulti1J.o;
ncton lcciwo in

t~uc.nto

:..10.

ck~c iu10

non e 1

~)i~J.

nicn-

se .,;uesto dccifoo dcci1ao in u.<:.nto

sta.to zero, cio 1.:.:. culle. ;].cll 1uno; il 10,

c. ~1olcrc gioc.r.rc non co se.. tro;_,po :.:1 ~)arole i di concetti, ?Crci l

1-

uno . lo zero, pro:_)'rio un e.cc idcntc venuto fuori 11cr caso o non t.::'.nMauritius_in_libris

133

~Jolcra

to tJCr cc.oo. Mc. c..

si3nificc.rc ;_Jro:Jrio '-:ucsto,

ciu~~sto

tipo di

rc.gionc.1.1cnto, cE' che: ! ultir.,o c. c:ueste:. condizione vero che in quc.nj~

to ultir.10 ci cl1G fc. le:. finG di une. serie,

-:I

I~K."'i""J.n

perch }rima. cli tutto ci che fe casere, non

~li

fine cicllc, serie


tutto ci che Jel-

1' essere i.Jrir,-;a dell 'ul tiri.o. T 1hi-:;nrJrncnon hc" una. cu3 ori3inc che
tutte une: oritjinc cont8stue.lc n t ;hi:mr1icnon: t 1hio;rn)r.;:.mon e:;: '
pc.re:~miati

td1qnctci; e questi :!uc elcucnti sono

dc.11 'csscre

)~K..ri

ri-

spotto elle. ncc<;;ssit dcll 'inci ti: dunc:uc deve essere (!UC.lcosc non
ci cho diviene soltE:.nto, mc. anche ci c!c. cui ci che diviene. AlloO'~ni

ri: nelle. serie idcc.L.:. di cui stic.1710 pcrlc.ndo, 03ni DDDIBlltl9


non cho riceve l'ori3inc dcl icci che

)Ossibil~

uno

riportcrc ella

zero; riceve, hc quell.:;. oti-;ino che c.::;punto c:uclV. ori3ine che interesse. l'uno co1;1c uno, il
1hi?inmenon
cose~ ~nchc

t~lc

in

c~UC!

cor..ie due, il tre cor.1c tre, cio 03ni t

rc~);_Jorto

nl fc.tto che ncc,;sc.'.lric.racnto quclche

l'uno come tu.le

m2

l'uno ci cttrc.vcrso il c:u.slc stc.nno c..sr:;ic1>1c.l'-

inni ti clcll uno e l 'inc.i ti dcll 1 ori;~in0


sell uno e

cos~.

11.'.E'. &lJ~)unto

~'

cl<:~.

cui derive. 1 1 csse:rc uno

.cl tre fino c.l '-.:1ieci.


tutto

cuc.sto r...ii J.2rcbbc


cl loro

~~uE.lcoon

ci de. cui c.;sco clcriva; por cui non solt<.nto

une~

(~m::sto

non c.vrc::bbc csnso }Crch6 c.:_Jpunto tutto


~hi;;nrncnon

serie inckfinitc; di tl

c.11.:: loro ori3inc secondo t qhi m1ucnon

tutti

e::~

lc.~.:1ti

'..')hlgnct:ai

lor;&ti c.11 'ino.i ti clw non c..vrcbLc pi interruzione:. L.:. necessit


chiucrc il

~liscorso

cio c'...:ll 'ulti1:10


in

~.:.2

'~.ul';.nto l~hnc;:ton

, coa._, lo. ncccoait


non cor.lC ulti1::0 in

~~uc~nto

1..acci dicifiO cod.,


ultiuo

co1;1c ultii.t0

:.:i2.

cio come cucll 'ultiiO che poosibilc co.3licrc

c.l princi:Jio cio prilac..:


t01~1:_-:io

c:~cl

(~ucsta rc.p~)reoontc.

lo sc.s.rto 1.1c'i:,":?.finico C:cl

c..ttrc.verso il quale 1 1 e:ssorc ultir.io come a0hneton

~i3nificG

le:

stesse. intcmporalit r.icl tc1apo, lo zero che 11d serve non per lo zero
rnr
'Jcr 1 'uno~.,. i 1 tetill)O
zero.., r.luncuc
~)ur
r--" L

ro cori.e ci che (;sscn.o il te:rJ:::;o zero .. aercih scmzn tcfo)o ..


-

scnzc~

l'uno,

tc1t1po in quc.nto
~)crcb6

~Joi

.,

...

l.

i..lC

l'essere

ce.tupultcbilc verso il dicci non verso

varco l'uno il

:~"..ls,

tutto l'uno sccon::'.o se stesso :

il tre ccc.,

t~lc

tm1r~;o

)icno;

secondo il ::iuo kcirs, direbbe:

Aristotele ,,.. cio ccconc:o le. OT')Ortunit nofi: di circost.;::nza


~

~)crcll.S

-z;icc. dcl t:m:r._)o che: :r,li cmii:x;tc; ccl il tGlJ:)O


Mauritius_in_libris

d.tG

1!!E

ontolo-

i.1isurr... 1 1 essere mo

~10.nie.;rc..

dcll 'uno r..llc.. cl:csst':.

1' <-::e cere due per il


eh~;

E1izuro.

c;.u,~sto

~ue;;

sccordo le. c2ualc il tor.ipo che i.J.3urc.


tr(~

o l 'e o sere tre dc.:l

c.uucntnre per

ccc.; o. il tm:. o

c.g3rc~3uzionc, cc~.

il tcr1QO che Liisura

11 f:c.tto che; 1 'esistente concreto nclL.:. r.isurc. in cui il suo vivere


&utcntico, vero

faOrJcnto nel qu.:.lc tutto il tcm)O c_hc r.1i r.iisurc., uinimo e c' un

r.:10-

rncnto nel uclc tutto il tci:ip che r;ii uisura t11cssirno; 1.ic il rac.ssirJJ
dcl ta.;:JO che ui uicura il mor:icnto nel c:uc..lc dcl massirJO dcl tempo
~ttin10

lo zero, cio il

~)rinci;_)io:

l 1ultirno non no3e il ter.1po c.ttrc-

vcrso il qus.le 1 1 psictcntc micur.::. l:; ouc, CO.)D.cit di .:i.rrivc"rc all 'ultimo :li e(; ne. l 'ultiuo ri:JrO!JOnc il principio; cd csictcn::iclrncntc !lon

cho a.bbirnno bico.1no vcraracntc dcll 1ultiL10 clls.


cnccrc

rx~ns8,to

e.n~3rcfico.

de un punto :!i vista.

Ii~anicrc.

in cui pu

Dcr,rrcr;10 1110rire per cc.-

pire finnlnx:ntc tutto l=uc:sto, non vero; ciobbic.rno riuscire e morire


)ritJe cli r;1orirc '.-Jcr ce.;_Jire tutto ucsto e ccrtru..:icntc :ierci L::. Vite.

s ...Jiritu::lc & c::ucsto essere continuCL1cntc dir::.lettico


C:['.to une. Jic.lctticD. e ):;r le.
~)erch:

le~

c~uc:lc

nccsuno

e~

cui nessuno h.-::

~lU ~'cncc.re

una ialcttice

vite spirituc..lc, ;icrci(; i:.:uE.:sto suo essere onticr.rnente

C.:.ic;.lcttico ;roprio perch non hc biso3no di ncsoun .zrande, n6 J?iCcolo


filooofo i)Crch L")Oirnc css8ro

di~lcttico

ep~Junto

?U ci:;scrc queste. cc:x.cit di cntici)D.rc

il vivere

i l r.10rirc corno

cli viete. oi
s&~)erc

c.~\U~cte

SC..)Crc

S~)iritualc

j?Crch

cc..pc.tctt di co3liere il lill1.Ssi1:;0 <lo.l '?ui punto

lo zero significc. dovere ricor!1incfc.rc, significc.

vcrcracntc vivere intcnoificc.ndo tutte le lctitudini dcll 1 esi-

atcnz!l. e non
talracntc

r.~orcno

in~inito

:Jlarc }crclt 8 l
ci illudicmo
re o.::.r

::;~)irituc.lc

il vivere

di fronte c.11' orizzonte che pu sci.1brnrc sca)rc

de. esac;rc l 1unica coo.e. che

'unicc~

coca che

rila~rr !el.~?re

(a :)otcrc n.n..vi3c.rc: in un m.:-:.rc

sc~i1;,:>rc

v~l3:J.

sci:.r~Jrc:

le. pone di contc::i1i""


s~cssc:

aperto

come quc.no
~)crch

il me-

.:-,:Jcrto nelle. nisurc.. in cui non_ s..ttinger 1.1c.i l 'ultilr.o

orizzonte, )C::rcht c.0bic:::.L<O ?C.Ur:: )Oi .i nttin3crlo l 1ultir.10 orizzonte


')crch pu d.c.roi chG )Oi oin \;ucllo che ,3iu<licc. tutto il nosi:ro nc..vi3nrc e cl lor c. r.:1olto i:;iL',,

co11;0' ~o

nc.vi3c.rc scrn)rc, ccrcenr1o cli cverc

sCl;!pre l 1ultilt.o orizzonte scu.;,Jrc co1~ic ult:il.10, ;)otrcra.,io dire i.1c..i co1.K.!
ultiI.10 che .:.nchc 1 1a.0{1neton
c~1c ')Osco .)osncderc <:;. \'.Ucstc. rnmlicrn.
d
o
t

..

<lo

Mauritius_in_libris

Hcl sonso di un discorso che c.nchc un dizcorso che ir.lpegna l 'uomo sul pie.no dcllr: sue. vit.'.'.'.. spirituc.l (dove vita. spirituale vuol
::lire ccnccit dcl concreto, non sto :x:.rl.ndo di vite. soirituc.lc ::>cr
~

c2irc le, vit.:i degli c.nacorcti del r.1ondo e dcll2. societ o dcl non-r.1onclo
e clL:.:. non-cocict: ucstc sono questioni clcriceli e clcriccli in

sen~

so c.ssoluto) e ivo vit~ S?irituclc nel senso delle cc.?acit di ucsto


concreto: cio riuscirG e vivere capcci Ji ucstc concretezza, e allorn

~Jc,

questo punto <li viste. le. vita spirituc. le c011ie c1ucot:o assero dic,-

lcttico ;,)crci r,1isurn il suo kc..irs cd r:iisuro.to Ja.l suo kcirs perch
l'o??Ortunit dcl
c~.:~

tera~o

che mi compete une

op~ortunit

che non ri,3Ucr~Joi

le. circostanze., non ri3Uc.rdc. i i:1odi attraverso i (;iUCli

bmc o iac.le o in modo tnlmcntc rac.gnifico il nio

s~Jcndere

spen-:b

male o in uo-

o tclmetlt!e non 1.i.gnifico, r.aali3110 il mio s7endere bene per cui cd un


certo :::>unto non capisco :,>i-:) niente di che coso sia il bene. o il raclc,
rinuncio e tutto e faccio il cosi<.ldctto lcibcrtino; mc in cui invece
che mi uisura. per cui, o.ll2. fine dcl discorso, la fine dcl discorso
pu escare 0311i E10L.t.Cnto c1ell 1 csistcnzn perch
Zl

o~i

momento dell'esistcn-

non 3i che sic tele ;:>crch chiunque non se. qunnto teri!po lo nttcn-

tlc; le verit che ci che non

sap~iauo

sul serio, perch dobbie.ino

sc.percclo fc.re noi, qtU.:.lc tempo ci cspcttL che non


fn.tto che cp;;>unto

~luceto

tcr~o

c:uc.lc

I~i

divcroo U.c.l

tutto un essere schiavo pocse:r:1u-

to .O. r:.oi pcrch~ ci che poosic:.mo ridurre nel u1Cssiiuo perch ridurre
nel Iuc.ssirno oignificc. ri:>ortc..rc c:llo zero, necesse.rio come zero pcrcb.t
ci dhigcui kJOsoo ;.>c.rtirc. In

<~ucoti

termini ;1cr questo possi3Iil0 c.llo-

r. intendere il senso pi). profondo doll 'l~;;hncton, c!ell' inr;cnitUL1 non


nel senso di in1ll2to; ncce.osc.rio che cli tutto c;ucsto ci sic un tcnJinc ultimo e non inne.te gxgi dcten.tlncto, r.ic. ultir.10 e 3cnera.to deniro
cli s nelle. uisura in cui l'essere generato dentro di 08. si3nifice:.
priinrzionc clcll'coserc 3encrato; ?Cr cui l'n3hton che ?U essere
ton l 'c..o:hneton e
dcll'oosorc

c~ucsto

~cncrato;

sch~

modo: ci che carne ultimo le privazione

non ci che nc3c l'essere 3encrato ?erch t

schcton c.?;hncton serve pro::>rio per ci che generato pcr.t <;hi:1Ilr:enon; dunque non pu essere ci che nc3c.

l'c~scrc

ecnero.to, u.e ci

che co;2c ultit.JO, in tanto ::Jriiac c:.)punto come ultirno in quanto il cuo
css(!rG

)rirn~.

il suo ccscre la

ci clK: )ri1K'c01..;,e ulti1 o


.

~rivczione

.)r:tr~8

dcll 'csserc

z~mcrato

per cui

cor1ic ulti1i0 in c..,ucnto l::<. ca::ic.ci.

t di ecscrc priv&zionc dell'essere gcncrcto.


Mauritius_in_libris

1s.:;

. 2. - Euivocit dcll 'c0hncton. Il non cot1ie priv.::i.zionc e le. differcnzo conle discrezione ontica,
Nei confronti clcll' c.nc.nkc :;urc, csist:e un' cl tra ana.nke impura;
l'nnankc ?Ura l'cncnko zecondo le uc.lc

biso~~ ~rrivarc

oll 1 ultimo

tenninc che in 1.~uanto ulti1.10 non 3cncrc.to, 1 1 .::.ncnk pura ci e.ttrcvcrso il 'lucle 1 'esistente se riesco riesce in quclchc modo a pe;nsare
che sic. pocsibilc pcnoc.re; per l'esistente che riesce in que..lche modo
u uenscrc che sic possibile vense.re si trova
4

.A

':JOi

..

c.lla fine di cueoto


-

periplo dci suoi stessi c;lct:ienti costitutivi, di fronte e.cl une. ane.nke,
a.cl une. necessit che co1.ie se rif)roponosse le nccesoit dc.llc quclc

il

~1scoroo

;:::icrtito
rycr non 9i\
cm!lc 11:ccccoit

.a.
...

t secondo s stcss.,

rac~

come

nece~;sit

~-,urc

o come ncccssi-

..

secondo 1' altro o come necoG-

sit secondo il diverco ?crch le necessit di intendere 1 1 cghneton


non gi in

~:uello

che esso , l'in3cncrcto,

bcse, nel fon,o di s ctesso che

Dc che cose

l~

l~

lii.E:.

nel fondar.icnto, nelle.

privazione dell'essere gencrc.to.

necessit di lc33cre 1'&3hcneton in questi termini? Da

che cosa le ncccsoit <li intendere la necessit pura fino alle necessit inipur.:i., dc che cose. le ncccscit di inseguire o di

pcrsq~uire

il

Cc.tllf,iino attrc.verso il (1uclc il processo attraverso il qua.le una ncceosit ?Urc come qucllQ iniziclc dcl discorso
~rriva

a~oretico

(annke inni ti)

alle fine dcl discorso riproponendo s stessa come non s stco-

sc. perch necessit che non pF:i. neccsiit puro. rac necessit ir.1pura.~
Questo i)erch 1 1 aetteneton se non inteso nel fondo di s, non inteso secondo s stesso, ?Crch l'ingenerato inteso secondo s stesso
come se fosse il punto di partenza della plurulizza.zionc dcll'ananke
e quindi

corr~

se, arrivato il discorso alle necessit di comprendere

e di possedere l 1ultir.io termine, r,1a ultimo in quanto in3cnerato, il


discorso che arriva a questo se non riesce a bloccare il tenainc come
ultimo mn in quanto in3enerato si condanne, attraverso il termine che
possiede, a inseguire tutte le fu3he che pluralizza.no il termine che
possiede. E il discorso; e queste condizioni, non sarC'.bbe mai stato
fatto: invee(} stato fc.tto e si fa. Dunque il discorso c. sua volta.

bloccato in questa ;>ossibilit;

11ic.

perch l' in3cnerato se non in-

Mauritius_in_libris

teso nel fondo o cornc il fondo di s stesso finisce >cr essere un 1_)rincipio che plurlilizzn la necessit?
rar11ente

inge~E'?reto;

Dobbiru~io

ve~

cn;?ire che si3nifichi

perch se trc.ducic:rilo, se )cnsia.10 1r..:-.,:shcncton, co-

sa ensicrao?. La possibilit di

distin~ucre: ncll 1 C:~;:si-lcn::ton un certo

aghcneton e un certo altro c.ghcneton; se :x::nsio ..0 1' .c1gb.cncton

COi1K.:

agheneton in qU<lnto te.le, dobbicmo considerare lr.. :,_Jossibilit, che;


anche poi inerente e.1 lin.suc33io che usiarao L-::. necessit e le. :.)oss:tbilit di distinguere nell' c3hcncton un c..13hcncton o un c..ltro .::.ghcneton
corapletrunente, ossolutcrilentc differenti cl::::.l cui ?Unto di
comprende come 1'1.13hene ton di cui s til'.rno :1cs ll:ndo

1 1 cgheneton secono l' aghcncton me 1 '<:.~hcmcton cor;1c t

anche nei confronti di s st8sso. Qucndo

!2n

1~~3ic.r,io

non si

il-:.vccc non sol o

G io.

t~

que l'ultimo ma. non solo l 'ultir.:-10 nei confronti di

vist.:.~

scl'!f:.!:2~'

dun-

1hL7,nrncnon

IiL

t _schcton c.1hfl;,s:_-

o ultiruum ingenitum, l 'csserc ultimo dcll' c:3b.::meton non te.le sol-

tanto in rapporto a t 1hignr,1cnon e: c. ox ;1h}-1nctrd, mc.. anche in rc..;:>porto a s stesso; per cui se c3henuton ult:h:-10 in
questi stessi tennini l

'c~hcneton

-..;u~~sti

tcnui.ni, in

il t.:.:rr.1inc: di s stesso e dun,:tuE:o

per essere il termine di s stesso deve essere univoco


dell'aghoneton il suo fondo, non l'a3hcneton

2crch~

voco dell' egheneton il discorso poi successivo che

:~i

1.1c.

la univocit

dE:l foil'.lo uni-

;uDrrlt'...:. 1 'c.3hctl. ton

implice. la. divisione di questo fondo nE.:llc Bcnic:r."r.: secondo 12 uclc


possiamo ellorn dire: ma in3merato che cosa verc:rner.tc? lJon gcncr'-to

e quando bbiamo detto non genl-::rato non sticr.10 dicendo ci ::hu dicL:1no,
se intendiamo dire non 3encrato in un nltro senso nncorc:; cio: non
gcnerlto significc. ci che , ;:)urch non ;cnernto o ci che non
perch non 3cncre.to? Ingeniturn p(;rci ivcnta un

~iscorso

:,)Fl costrut-

tivo, in Un morOC;nto filologico in qurmto mi d il vers;:> del di.scorso


non in qWlnto risolva. ln question0; 1' in.1eni turn prezioso ;;crch6 ci
pu fe.r ricordare che viene da gigno; mc. .z.!'1no nelle suc.. forr.12 <::.ttivc..
significe. 3en.!rc!l.to; lo stesso :?,i,?,no nello. sua fon;;<:. passiva

si:~nificE:.

il contrario di 3cncrarc, si,3nifica nc.scc:rc,, Dum:iuo il le.tino che non


nveva il tempo di fe.rc filosofie., come se non
sofia perch la filosofi.::. se Hi.
la mentalit greco., le

parente!~

consufo,~v1.:-.

fetta i:i.:.i filo"'

tutto. nei si3nificnti che:

3rocn 3li svevo.

tifi.cati che una sola pcrola come queste.,

,':vcss~

fil~

Mauritius_in_libris

co~sc:1nc..ti
signific~

cos ctrc.-

tuttr: um.

filosofia perch come se noi dovessimo capire che dtmquc debbo


l~o

stesso verbo

~er

u~o.re

dire qualcosc e Qnchc il suo contreTio. Lo stesso

verbo che nel contrcrio di s subisce quella flessione che si chiaraa


3rmmr~ticalmente

le forma passive di s stesso me pur sempre lo

stes~

so verbo; il quale a.l pP.ssivo non che c.sstunc 1 1 essere come. copula mn
come principio in
non dc

~e,

~uanto

io se sono nato ho detto che sono certamente

perci nato; e se invece sono colui che f& nascere

stesso verbo

nell~

forma

.~ttivn

so~o

lo

di s stesso secondo la qua.le la fornia

attiva si;31lifica che di quello frc t:ucl passivo che il nascere e


quell'attivo che il 3enerere c' una strana paradossale parentela
della quale il verbo che usie.mo per f:rc i discorsi che dobbiamo ccpire fra di noi non pu rendere conto, perch l'espressione di questa
parentela, ma non pu essere mc.i il principio di partenza. dcl discorso
che deve affondare i suoi rovi in uestc ?&rcntcla

~arsdossale.

Se dobbiamo intendere l'aghcneton secondo s stegso, secondo s


stesso l'nghencton equivoco &lln stessa maniera come anche l'ingcnitun1

in qunlche

m~niern

risultn

e~uivoco

?crch8 vuol dire ci che ge-

nerato dentro di s, ma dove l'essere 3enernto dentro di s significc


che il i110mcnto nel quclc io sono le. forran

~)w.ssivD.

corrisponde al mio

tenere dentro di me la mio. stessll forma nttivn al modo formale per ora
secondo il quale si pu capire che lo stesso verbo che nel fondo di
s quella attivit di s che poi si

os~rirnc ne~ando

s stessa perch

la sue attivit generando quella, di essere il nascere; e allora da


questo punto di visto t
timo

vcran~nte

e~hncton

in quanto ultimo non pu essere ul-

se non ultir110 vere.mente, rll.dicalmente soprattutto nei

confronti di s stesso; per cui essere ultimo de parte dell'nghcneton


significc il non dovere essere aghcneton co1.ie c.gheneton ma l'essere
egheneton

con~

ci che dclln privazione dell'essere generato l'essere

ultimo di questo ; per cui l'essere ultimo delln priv::,zionc dell'essere 3cncrato ci che nasconde il fondo di s stesso cd l'nghencton.
In questi termini dunC!UC

l'a~honcton

significa, ln privazione dell'-

essere ,soner!lto perch ?ro?rio in questi tenuini qunndo cbbimno detto


aghcneton dire a3hcncton si311ifica dire nel fono dcll'a3hcncton una
operazione che )U scmbrnre duplice mo che univoca perch significa
le. privazione, cio il rendere 111nncn.ntc unn mnncenza che per in qu::into
Mauritius_in_libris

159

i:i.o.nco.nza e.ttiva perch la mancanza attiva 1 'csserc generato; il


u~ncare

a a s6 stesso l'essere generato de chi mi pone in essere,

G', chi mi fa nc.scere. Il momento nel GUale io comincio corrisponde al

foomcnto nel quclc io ma.neo o rae stesso perch qualche. altro mi genera
?Cr cui, gencr&ndomi 1 il moracnto iniziclc che mi ri3lJerda originaria
foi;..mtc questo IruJ.nc<lre a me stesso che per attivo perch mi fa essere, mi pone in essere; essGre

si~ificc.

soltanto qui essere nel sen-

so dell 'aghencton; non, r11i crea, mi genera cio 111i pone in une dcter
winzionc e mi pone in quelln det~rminazionc attraverso la qu<:llc quello che: io sono, t ghi1nroonon 1 ha bisogno:. di capirsi in rapporto al
l~&nanke

?Ura fino

all 1 an~nke

impura dal cui punto di viste il discor-

so concludendosi si conclude a questa. maniera: l 'o.3heneton ulti1io


ooprcttutto nei confronti di 06 stesso perch non debbo ripartire dal1 'cehencton per continuare il discorso, perch cllore non solo questo

tori:.iinc non sarebbe l'ultimo mn non sc.rebbc il termine in3encrato. E


non solo non sarebbe il termine in3enerato mc non sarebbe, non essendo
il tcn11ine ingenerato, l 'ultir,10 termine che riguarda l' e.ncnkc pura
che .evc arrivere a diventare una c.nunkc impuro dove l 'ananke impura
.censiste nel fatto che ci che crccpisco, l'e3heneton, non veramente ci che debbo vedere di ci che vedo, perch nell'aghencton debbo
:xmse.re la privczione dell'essere generato: e quindi l'a1heneton mi

serve soltanto nella misura nella cruale il suo essere consiste nel
suo fondo; il suo essere consiste nella sua bas, non nel suo fonda111cnto, rnn in ci che ne trattiene tutto la. pluralizzazione equivoca
~cr

cui noi possimno dire: ma allora aghencton significa non generato

in senso assoluto e non generato in senso relativo; stando attenti a


cc;,Jire che non 3enercto in senso assoluto relativo cl non 3cnerato
in senso relativo che a sua volte pi assoluto dl non 3enereto in
senso cssoluto. Infatti il non 3encrato in senso assoluto il non essere 0.i che cosa? Non dell'essere; dobbiamo dire il non essere nean

che ;mro corac non essere in qU'.lnto tnlc, mn il non essere di ci che
u.1possibilc pensare diversar.1cnte; ullorn questo potrebbe sembrcre e,

dc.

'~:ucsto

?unto di viste, il non Jcnerc.to in senso assoluto; e po-

trebbe sembrare (:ucl non 3enerato in senso c.ssoluto dcl cui ?Unto di
vist.:::. potremmo condnciare il discorso per dire: finailrr."3nte abbiarno
Mauritius_in_libris

170

co-

colpito il centro di un possibile discorso creczionistico. E non

s. invece;, iJerch stiamo dicendo, come Aristotele dice, generare e non


Dtim.io dicendo eroe.re perch: non possill.ll10 dire creare n6 potrcra.no ll'lai
dirlo dal punto di viste. .i un discorso che parte dall'ano.nke che ha.
biso3no clell 1.inai ti fino c.11 'inai ti che deve slittare fino cl tcrr,dne: ultimo corne agheneton che non problema di ctisis, di ctisis come creazione c::.ssoluta rna ;>roblcma di uno.. creazione relativa che
&)punto un 3enerata.
Ora appunto questo cghenoton visto nel suo senso assoluto potrebbe essere t:uel non 3cncra.to che significa. il. non essere in que.nto ap:~n~nto

iL,iJOSsil>ilc nd essere pensato come non 3cmercto, che assolu-

to rispetto cl non 3CnerQto relativo; il non generato relativo il


non generato in rcl.szione a ci che io sono; il non 3cnerato, in senEO

relativo, si ?Otrcbbc dire sono io cotae ci che sono perch sono

ste.to crccto, perch sono stato fatto nascere; allora questo L1io essere ncto, che il mio, cppunto, essere qualche cosa per cui posso dire che non sono nghcncton,

in;-~cncrato

rna soao .::i.ppunto gE:ncra.to, questo

uio (;Sscre: ne.to quando devo ceree.re di capire che si3nifica il non
;3cncrato pu ce..Jirc il non Gcnerc.to in senso assoluto? O deve ca.pire
il non 3encrcto in senso
ner~to?

rel~tivo?

Cio rclativaraente a ci che ge-

{)p)ure l'aghcneton di cui stiamo parlando l'aghcneton in

senso assoluto, cio quel non essere secondo il quale non potremmo
n:c.nche pensare
~~morato

puro

uc~sto

::x~rch

non essere; perch non possi;;;ino pensare il non

il non 3cnnrato che penso lo penso sempre in

r~

lazionc cl 3cncrato, ncccascriilllentc per lo stesso concetto ontico,


cio che non hn biso3110 di filosofie, di 3onerato. E per non questo
che r.1i serve per C.!l?ire 1 1aghcncton di cui stiruno parlando, ~)crch

1 1 aghcneton cli cui sticrao parlando i)Cr un verso <.Iucsto non generato
3.ssoluto,

r1ui.

per.l'altro

~nchc

il non 3cncra.to relativo, cio ci che

non generato, m.::-. non gencreto relativamente c. t rthignmcnon; infatcosn che in qualche modo a sua volta nasce

ti ten1.inc ultimo o

l~ualchc

de ci che hc fatto

n~accre;

fr~

ci che l'c3hcncton fc

e certaraente c' diversit di ncscitu

n~sccrc

u il fctto che l'cgheneton nnsca

::c, ci che esso hc. fl:tto nascere. E cnchc questo deve css!re chiaro

)crch sto cercendo .i dire questo: non potrei avere il probletila neanMauritius_in_libris

171

che di pn.rlc.rc c-lcll 'c3hcncton se non e.vessi la necessit cl.i ov0rci parlcto di t :7.hi<;nmcnon, di ci che diviene, che nel suo essere secondo
co1.ic ,

~:rcsuppon;.:;

cli essere stato generato; perch

ci~

che diviene

ststo 3i detto ,1cncre.to; e c;_uando stc.to 3i detto generato, ceco

per cui appunto essendo stato detto 3cncre..to, perci il suo essere
ghi)Il1.icnon il

~;rcsup?orrc

a~bia

che C:U.:J.lcuno o qUllcosa

detto di

. ----

t Rhir,nr.:cnon 1 'essere 3cncr.s.to, qur..mclo questo arriva a t


llP,hncton, in c,:ualche

Ji&

scb.ll~

.c:nicra fa nascere 1 'aghcncton perch l a.gheoe.il

ton serve crch6 sucll'csscrc stato detto sic ancora dctt9 a partire
da t ?J1i0nrnenon,
Quindi se noi lcsci2Ino il cliscol'.'so tro. l'a3hcneton e l'e3heneton
non possie.r.10 fare d.iscoroo, perch il discorso fra. l'aghcneton e l'aghcncton perde il rc.;_:>)orto trl". l' c~3hencton e 1 'agbeneton; perch dal ?un..
to di

vist~

di

ci~

che diviene, o alloro degli enti

~cncrati,

da que-

sto punto di vist2, cc?irc l'c3henaton come cghencton non possibile


se non dovendo c.::::..-Jirc che 1' .:;.~hcncton corne

a~heneton

per s stesso

equivoco: e si3nificc o ci che non mai nato o ci che nato

~W.

chi d vc.lorc :_-,r:)rio all 'c.lfc rbditivu? Che cose. decide 11 senso delle. :;>rivczionc? E' q:ui il ;_)unto; c.llorn non 3i per rispondere u questo
problcrac.,

EL"'.

soltanto ;:>cr intendere che sighifichi o.gheneton dobbie.mo

irc ncccssa.riaJct1te che r:3hcncton qucll 'anankc b.:9ura, dobbiamo ncccssc.ric 1Cntc sostcne:rc che e..3hcmcton significo propriamente privazione clcll 1 essere

:~cne:r.:.to

ovvero quelle. me.nco.nza attiva che nel fondo di

s stc;ssc ri3'llc.rd t ;hi.;nl'Llcnon; nllorc _qunndo abbio.r110 capito che


G3heneton

si3nificc~

privczione dell'essere 3encrato e qusndo, avendo

capito questo, il ?roblcrnc consiste nel capire nncora da che cosa


vi L::: privr.;zionc, il
cc.~:>irc

~)roblcdD.

dori~

si sposta tutto, Non pi probleiita di

cornc 1 1 inc.i ti slitti fino c. quel terri!ine ulti1.o0 attraverso i l

<:ualc riusci211to c. dire che 1 'c.nc.nke iniziale si conclude ncll' anankc


fine.le e si conclude: come qucll'e.nanke pura che. nelle. sua conclusione
iiapura, e iti?ura

)Crch~ corris~)ondc

alle necessit di. intendere 1 1 -

aghencton nel fondo i 56 stesso e dunque di non tenere conto


neton cor:.c l<:;hcncton

l~~(~

dell'a~hc

di tenere conto dell 'c3hcncton come il fondo

che sostiene 1' .:-~~h( ncton;

tcncnr~.o ~re sente

che non :_:>ossiaiiO per ste.re

c. 3,~;_:~uirc l. traicttori.::. di c.:ucsto fondo che sostiene l' agheneton mc.


Mauritius_in_libris

172

dobbieL10 st<:.rc fcrnd cl fc.tto, proj_.)rio ontico, che aghcneton

dc-vc~

nc-

cessarirunento significara il suo essere sostenuto dal suo fondo: il


suo essere sostenuto dul suo fondo che tcutolo0ico, certo; mc lu tcutolor3ia di questo discorso non

tcutoli~isti.10,

ma significa in fondo

..i,:-'e3hcneton ripete la sue: origine, non gi ;,:>rch ne fc.ccie. un 1 c.ltr.:_:


9ri:~inc

ma i)erch l.:1 plure.lizzc.: ripete ln sua

soltanto ,.,erch mol!J:-

pli6& 1 _originc. Dc questo punto di vist:ri_:_-'dunquc l 'nghoncton non ul.timo se non nella e c-or11c privc.zione dell'essere gcnarcto; perch :Jroprio cichc rni

l'c.3hcneton cor.ic qucst&. forza propulsive: di ripetere l'ori3;ne, di moltiplic~.rc l'origine lcsciando che 1 1ori3ino si<..-:
sempre s stessa e

:x~r no;~c.nr:o

che sic sempre z,} stesse. perch

G:)._JUn-

to moltiplicc.ndola ell 1indefinito. In questi tenaini ellora ci eh,; interesse il discorso il cc.pire le ?rivc.zione dcll 1esscre 3enerato _co
me necessit dell' a3hcneton per; le

~)riva.zione

riJuerda propriaincnte l 'in3cncrcto e ri.3U<J.rdc l

dell 1essere 3cncrf.'.to


'in~encrc.to

in tutte,

possibile dc.:11 'csscro gc.:ncrc.to perchr~ il fc.tto cl-w le i.Jrivc.zione cll 1esscro gcne:rc.to riguc.rdi 1 1aghe:neton :;ignifiCE poi, .:: vc..rlQ

~)luralit

tirc: de questo, l& possibilit

dcr~li

esseri come esseri 'jcncrEti, :,?ro-

;>rio perch essendo 1 'a3hcncton ci che privato clcll' essere 3cmcr&to,


ettravcrso questo essere ?rivcto che poi l'a~heneton fn essere in

qualche maniera ci che invece 3enerato; me in qusl senso? Pcrch{; se


r

siamo ancora al discorso che dobbiamo

lnscic~rc

che sia. quello che ,

cio onticamcntE:, seppiruo che sie.mo nrrivc.ti u t schuton c..1hncto11


in quanto il problerJe ore di cc.pire l 'anc::nkc ell 'inui ti in rap;:)ort:o
a t 1higllrocnon e e c::c ghgneto.i. E dunquc con1e dire: ci che.; (.livienc ,steto gi chierito che necesse.rio che sia qualcosa, rna che
sia qul:.lche cose. anche G stato chiarito che necessario che si& cib
da cui diviene ci che divicn8; e dunque tre. t ghir1menon cd cx :J.
;~h.~nE:taf,

cio tre ci che diviene e ci che ci dc cui diviene ci

che diviene, il discorso dell'origine


eluso

~erch

st~to

gi fatto e quindi

con~

appunto l'inci ti, l'essere unlcose, ri3UardLl non solo

t 1hi311mcnon r.1a anche l 'cx

~1 1h~ete.i,

ancho ci dn cui ci 1'.J ci.1c

diviene. 1J.lora in che senso si 9u ?arlare di t schaton &3hncton


cofae questo discorso oc:conC:o il quulc le

priv~:zione

Mauritius_in_libris

dcll 'ccscrc 3cnc-

173

rato cori.C se fosse il fondo. stesso non pi\) o soltanto clell 'cgheneton
trlc'.l

addiritturc. d.Gll 1 ori:3inc? .t..ristotelicc.mentc chiarissimo questo:

necessario chG sia qllQlcosa ci che diviene e ci dc cui

divicn~

ci

che diviene; e abbil1lilo chic.rito, ed itiiportante che sia tenuto seiap


presente questo punto, che questo vuol dire il ?res1JiJporrc che t Jhi<
gn1.10non ci che secondo come l'essere che diviene e che l' ~
RhLmetc.f ci che secondo l'essoro ci da cui diviene: ci che diviene E (lunque abbiauo chic.rito che l 1ine..i ti non si;3Dificc. il SC\)erc che cose t

~hi:mr.Kmon

e il aapcrc che cos2. l' ori3ine di SQ

o,hi;mri:icnon in t!U.S.nto l'uno e 1 1 c.ltro in s, per quello che sono, hanno il loro ch0 cosE'.; 1.lf: c:ucl chG cose dcll 'uno e dell' nltro, secondo
l 1uno e secondo 1 1.~lt-;-o, che ho. il ?roblcrn..-: di essere chiarito corno
qualche cos.s. e non

~i

couc.;; il nulle o il non essere ma come qualche

cose.. Dobbia110 insornrne ceree.re di cc;_Jirc non .~i che cose. t ~hi::;n
r.-1cnon o che cose:. 1 1ori3ine di t :1hL:;nwenon, ma dobbic.mo cercare di
ca:_:lirc sa.pendo chet 1h1':;nmenon u12llo che , e snpcndochc 1 1 ori3inc quello che , in che rannicrc possibile dovere pensare che ci
sic la necessit di un
Se sti<!l-no fenai

e~

in~i

ti nei confronti di questo.

t 1hi.1tlrnenon e all 1cx .

rn.E:. potrebbe risultcre r..ssurclo

perch<~

r~h;:;netai,

il problc-

non Jobbiru:no lcreerc in une certa

maniere. che pu anche esscrG un fraintendimento testuale:: necessurio


che esiotc t .)hi:;nrncnon ed nccGssC:.rio che esista ci d.;. cui t
1hi:mmenon; non c:ucato il senso dcl diocorso che .i:'..ristotelc ste.. facendo; quindi inai ti non si3nific.:. esistenza, ina l'essere qualche
cosa tli ci che c011ie t ghi111r11cnon e .i ci che come origine di
t ghi-=nroonon: fU.'..l.lchc cose. cvidentmacntc che deve essere in ualche
maniere identico per l'uno e ?Cr l 'el tro in c;uento t ghiqn1t1cnon ha
una origine che evidentemente deve essere coLntibile con ci che diVi8ne, deve essere in relaziono con ci che diviene. Allora: cmne mai,
c che cosa. la necessit di faro un discorso dcl .3cnere? Perch baste-

rebbe dire t ghignmcnon ed bc.ot&to ad Eltaclito, o boastcrebbe dire


1 1 ex '.). 3h,1nctD,i

e~.

best;ito a Pnrmcnide per essere tranquilli sul


fatto che cppunto il divenire secondo ci che il divenir~ e 1 1cs-

sere Gccondo ci che l'essere . E ryerch cucstionarc ancore? E -,)er~

ch questionar8 fuori dcl divenire; e fuori dell'essere? Intendendo che


Mauritius_in_libris

G:.

174

le:g30 elle. raenicra iJC.naenidea., l'essere di cui perlo l'essere del-

l'essere e se lc3go

ull~

maniera creclitca l'essere di cui ?arlo l'-

C;sserc dcl divenire; e perch uscire fuori dc questi due termini dcl
::.iccorso )Cr intcnd8rc une terza questione che non n;;; l'una. n l '21trc n l'une pE1 l' cl tra. n tutto e due a..ssieme? Perch6 ll discorso
'~J}.(iritturc.

<.~l

c.rriva

discorso fine.le: cd necessario che esista, che

e:'.. cil::. di tutti quccti tcrnrl.ni t sch::ton a1hneton, un tc:rminc che


cL. ultir.io e ingenerato; dum:uc non solo necessario che sic qualche

cose:. ci che , in manier:..:;. apcculativc.mentc


')ri,.-: ~

~i.

condensata e ?i. pro-

non solo necessario che si& qualcosa ci che diviene, non ro lo

i.1c.ccssc.rio che oio. cuulcos2


ci che :, ma necesse.rio di tutto que:A
:::t'.Jl' :~i quc;sto stesso, un termine ultiroo e ingcnerc.to. f..llora le vere..

cuustionc non l'inai ti mc l'a.ghcneton; }Crch 1 1 .s.ghcneton secondo


c:

ctc~rno

incomprensibile o r1C3lio c..ncorc: l 'a7.hencton secondo s 3


1

stcc20 8 senza senso. Il non 3encr&to non he il censo di s stesso pcr-

cbi :tl senso clcl non Generato u csocrc il contrario dcl non 3cncrato
:::;t::.sso;

in <.}uanto posso pensare il non 3cncruto cm.e in3cnitUlii 1 cio

3cncrato in s8, e

IJOSSO

:)cnsa.rc il non generato come quel non 3enc,;rc.to

ihcri-;ion ctc.to rn..:::i o non ancore. e che perci


Gt'J::.;

P.ocso ?Cnsarc Dio

~.;--:;.1tro

ci.un i':.

co~11c

?U

non 3cncrc.to, come quel

essere e perci
~cnerato

c.ssoluto

s6 ste:soo per cui il 3cnerato che 3cnereto dentro s otcsoo


C:)~)unto

3cncrc.to; :_Jcrch non stato fc.tto nc.scere; mc. al lor e il

:-.on 3cnsr.:.to l' ccccndcrc tutta une. rnoltiplicnzionc di questione cll(;


L,i :Cr.nno :)(::rdcrc il discorso ?Crch quando dell'assoluto sto dicendo

t.:3L-:.:noton c. quostc maniero. cose. sto dicendo? Sto sr11entcndo ::ucllo che
C:.ico :x~rch8 caco: colui o ci che 'lcncrGto in s stesso, in quanto

::,cncr2to non , perch :3cncrcto in orS stesso; mc. in qUc"J.nto 3cncrato


in c:i stesso , ;_)crch il auo essere generato in o stesso si3f1ifica
1~scc2rc cla

s stesoo e se l'eghcncton rimane ncll'aghcneton io non

bu il :uOdo di uscire; fuori dall 1 cghcncton perch poi debbo invece con~inc&rc

e dire: Q3hcneton non significo soltanto questo,

~~

ci che non , i_.>er cui se dello stesso Dio dico o:.ghcncton


intc:n,.lcrc cli J.irc <mcllo che
~

iid

~oooo

.::nchc

dice l 'ctco d,.,_ strc;x;.zzo, cio l' ctco

.ootri Jiorni secondo il cJUL:.lc Dio non


~ur1

si0nifice

bcstn,?crch e.3hcno-

in ouanto nessuno si messo d' c..ccordo .ryer f,'J.rc n<:sccre Dio


Mauritius_in_libris

e;

.un-

175

que &tebe Dio cghencton. Cos lo stesso Dio che pu 8Sscrc a;Jheneton
in un senso, lo stesso Dio ?U coGcre nghencton in un cltro senso: non
1cn~rato

in un senso ?U si3nificnrc 11 non 3Gnerato nel suo senso con-

trario; mc cllora nel senso dcl discorso che intercssc..to cl discorso


e non 3i

~ll'esistcnza

dccli esistenti, perch l'esistenza dc3li esi-

stenti non dipende 1cl discorso, tutto ci che io

~cnso

di Dio non fa-

rn n6 che Dio esiste n che Dio non esista; ma questo non privila:;;io
che il pensiero um.:mo .:.ccordc. e. Dio; tutto ci che io

p~noo

di mc ron

fc.r n che io esista n che io non esiste. Potrcriit.lo ridurre lo.


ne fino c.

c~ucsto

:Unto:

111C

c.llorc. il pensiero che si311ificc.?

une: fctice. inutile e sprGCCtC

)Gr

9i~)

non fc.rnc pi. e non si spio3c. i:;crch il uorncnto nel qunle


c~c

Nient~,

CUi C.~)punto 03gi f~ro filosofie. Ei-

.'31lificn pr.o;>rio niente tento vero che non ne f<..:cciamo

opinione c1iffusissi1JC

t~estio

o 11icglio

s~oric<::ucn~e

le filosofin non serve nermneno ?i. ai suoi

trastulli mete.fisici, coincido.. con il

mo~.ncnto

storico nel ciuc.lc le cule

dell fe,colt di filosofie sono c.ffolL::tc di uor.1ini e donne che oorn


c~noiosi

zc

di fc.re: filosofie pcrch<G pere che non si possc

:Ji~J. fc:-~rc

pi~

vivere son-

filooofia

3c rirno.nicrao bloccati nell'c.3hcneton dc. questo plinto di viste il


discorso non dovrebbe ncmracno assere comincic.to,
so cm..incia,

dc~

che cosa comincic.? Per cui,

fill

c.llorc. se il cliscor-

ccrt~mcnte,

lu privazione

dcll 1 essere 3nncrato rai servo per COli!)rcndorc che 1 1 o.3hcncton implica
uno stato dello. ciffercnzc o l *aghcncton irQlicn ll: c!iffe:renza nel suo
stato cio nc:llc:.

sue~

c!cterr.rl.nctczzc. e, dobl>icmo dire, nella sua etcr-

mine.tczze inscnseta; in une. dctcni1inctczzc che non pu nvcre nessun senso in s perch6 l'&gheneton si3nificc lo stato clln differenza in qua.n*o
tlell'a3hcncton l'a3henaton stesso l& differcnz~ di tutto ci che 1 'cehencton c:.ttr2vcrso le quclc 1 essendo le differenza steto della differenze. e dunque detcnaina.tezzo. inscnaC:.tG., attraverso h: quale l' e3hencton non rni fc pc!nscrc j?Crch non solo 1 1 Q.3hcncton pluralizza, la
moltiolicczionc indefinite dcl fondo di s stesso me, in questl! rnoltiplico.zionc, ci0 che non liii fa:

~Jen.sc.rc,

ci che diventa. il ;)rinci:_:>io

cl non ?Cnsara; ?Crch~ ci che divcntc il blocccre ncll 1 c3hcncto~,


nelle.. :)riv'.zionc il non c011le tc.lG: la nrivc.zionc dcll' assere Bcncrcto
non rni fu 2enscrc il non che posso ?cnsare nel -:;enarc.to. L'e.3hencton
Mauritius_in_libris

175

non vuolb dire non. 3cnera.to perch si311ifico... e vuol dire non :3cncrc.to
cor.JC ingenerato, non come non genereto, e cbbo ca?irc che pu
fice..re o ci che

l'uno

sia

ne~to

si~

o ci che non nato essendo scr19ro lo st0.ooo

sia l'eltro e benbinndo cllo stesso modo sia l'uno sia l'c.1-

tro perch ?Osso cnchc dire che Dio ucsto di cui eto pcrlcndo; alle
stessa r.umier.:. in cui ;_:>osso, usando lo stesso torrainc di cui ho uscto
per ::lire Dio,

~)nrlc.rc

di mc uo::.10 e cio pro:)rio ::li ci. che: non Dio,

che non l'assoluto, dovcno poi intendere

che,~llc

conclusione del

discorso, il discorso dcl i11io :.1odo di essere o dcl rnodo di essere dcl1' assoluto non si.:;nificn niente come s:_Josta.r;icnto ,:Jcll 'esistenza i.JCrch8

io continuer s essere C1Uello che sono e Dio continue c essere cucllo che . Lic. allor:.: perch il discorso? PcrchP. :-,cnsarc:? Ecco il
blcmc. csistenzi'.lc

~l

~Jro

pcnoarc; ,crcb.6 vuol dire: ;)cr che coon pensare?

Il tcn.1inc Gel pcnscra, ci nel quclc termine. il ;?Cns:::re che cosi:: ?


Da

~uesto

csiotcn::dclu~cnte

?Unto di vista dovrei.ai10 diro che

il )Cnsc.re

non pu cc.pire il perch di s stesso esiotcnzic.lmc::ntc, ;1c;:rch6


.esistenzieb.x:mtQ il 7cns&re non oiGUificc pens<::re, in
conoscere ci che sono, conoscere ci che; le

1.11..<:".

(.~uc.nto

l2~Jpm

to

si~~nifice.

ori3inc, conoscere

ci che Dio, conoscere ci che il mondo perch (:uest:o conoscere?


~cnsare

A ?erte il fctto che il conoscere non il

(il conoscere

l'esercizio in atto del penscrc stesso c01;c t2lc; e il


SC

fosse dcll 1cscrcizio rJi

EH.~ StCSGO

il

~JrinCi)iO

~cns~rc

cane

che deve d.:.rc rc3io-

nc a s stesso di doversi esercite.re) ebbene ~)erch debbo esercite.re


il

~ensare

fino e conoscere? Perch cbbiarao un cervello? E

eocrcitcrlo soltnnto

n~lle

di QSercitcrc il

~J.i

vivere Ls.

1.~r~

corn8 :.Jc.i e,ccc.dc che si i)OS s.o. c.n-

~Jcnserc

in rc..:J)Orto e, :)roblcl<i di questo

croncca :)u J.Vcrc una sue rc3ionc,


~)once.re:

non

cose che ci fcnno comodo coh1c f<A.cciarno 033i

normc.lrnente? Esercite.re il ?Cnsl:.rc sccon:io cuosto u;oJ.o

cora

~crch8

~cncrcZ

Il :_Jroblcmc. ri.Iac.nc: come fc.cciarno a. ca.pire che il txmsare si i:fove esercitare fino a tal punto du csercitcrsi

n~i

confronti

dell'c3h~

neton che cost plurivoco, ha tente voci tutte dello stesso verso,
tutte per un vcroo identiche e tutte
so non identiche, per cui dobbiai10
fino a questo P,unto si30ificc.

~cr

cc~)ire

lo stesso verso e

~er

un ver-

che esercitorc il pcns.::rc

c.ddiritturc._csiti~enzialrnentc

Mauritius_in_libris

chiederci,

177

Llll

pcrch6 ocnsiamo? Perchu ;Jensc.rc? PCr che cose

si:~nificc?

penscrc in fondo che

~>i:;nificn

--...u--------

~cnsarc?

E il per che

che 1 1 '.l.3hcneton esisten-

ziclmcntc d il modo di c.:.:Jir(:: che csistenziclrnente il non non lo pos-

so ce.:._Jirc se non come iJrivazionc, non come ne3azionc; ci che del non
posso C:.pire csistenzic.lmentc ci che il non diventa nell'uso che

esso subisce ncd confronti di ci che 1enerato; 4)erch nei confronti


~

di ci che 3enerato il non dcl 3cnereto non il

ma le.

~Jrivczio

ne c1ell 1 esscrc gencrG.to che sarebbe come dire: esistenzielfiJente non


re3giamo al

secono s stGsso e cbbia.rno biS0;3ll0 1 dovendo essere

in qualche modo jcl non, dalle


f~

pietose di ci che

nc~uzione,

nnsccrG c

che le nc3czionc

n~scondcrc

si~

cost

essa stesse di essere ne

3uzione ?Cr diventare ?rivczionc. Cosl ci che csistenzinlmente mi interessa nelle

mie~

origine deve ;?Otercc: essere tale da essere qucctc

privczione nelle quale il non, occulto,


nc ci nella oualc il
rirooniamo fermi ella

no~',

n~scosto:

anzi la ?rivczio-

non c_orne non. l''.:n se esistcnzialmente

privazione~

dell 'csscre 1cnerato, vero che per-

ci esistirn,10; esistiar,10 :._)crch __sistcnzio.llacnte il nostro esistere


un rimc::nere fermi all.2 privazione dell'essere .3encrato; cio l'es-

sere 5enerato il quele, :Jriveto di s stesso,

p~r

questo, uellc OJcrczionc che fc ncsccrc il

]ener~to. Esistonzi~lmen

questo stesso, in

te vero che debbo rime.nere ferino l;.11 'a3hencton e ncll 1 aghcneton, c.11~

privazione dell 1essere generato, r.1a csistcnziclmente debbo ferc di

questo mio riril..'.nere fermo le rcogione della mie esistenza: il ner,etivo


o
dell 'csistenza rirru.:me cos 1.iistcro. Tutto ci che ncll 'esistenza ne30.tivit, non essere cor:ie essere c.ssoluto, I.te.le,

~JGCCllto,

r1iancc.nzn,

csidcrio, sul ?iano dcl cclcidoscoio che l'osistc.nzc quendo vive


1'~

sue 3iornc..tc, su questo pieno, c. partire: dnllc.. necessarie. prive.zio-

nc dell'essere 0encrcto,
ne; m8. il non ei1crc

l'csistcnz~

l~ ra.;~ionc

non

h~

ln

r~3ionc

della privazio-

dcllr. ;_)riv.::.zione si3nifica pur

seLi~rc

che ! 'esistenze., nttrD.verso le. privazione, non ricevere il !!E!! rnc. del
non riceve tutto l'esercizio del non che ln n23ctivit, cio che
tutto ci che stato il ?roblew.'.:l. clcl
si

?U

risolverc

bler.m.? Se

~)erch

ne~D.tivo

dell 1esistenzo che non

e;sistcnzichicntc come lo iripostis1JO questo ?ro-

csistcnzic~lm<..;nte

questo non ncrar.eno

~)roblcma

tc.nto che ci

hanno messo sem?rc in teste., e non clc, )Ochi 3iorni mc. dc molti secoli,
Mauritius_in_libris

178

che il

1~1.:.le

nella . s~_oria c' e il fatto che ci siu. significa il fc::..tto

che non posso sapere perch e de che cose e i)crch c'.


L 1 Elgheneton va dunque inteso nel fondo di s stesso; il.non Jc?rivazio~c

ncrato co111c ingenerato ve inteso come la

to; questa necessit di intendere 1 1 aghcncton come

dcll 'cso12rc
~'rivazionc

'~cncrc:.-

dcll ~es

sere ::;enerato n questo unto ri3Ucrdu lo stesso egheneton pcrch".:


1 1 ~nankc impura nei confronti delle. ;nirczze. dcll' anankc

(~elle.

quc.lc

nc.scc il discorso, o tLi.c3lio che tutto il discorso che possibile fr:.rc in rcpporto all 'inai ti che interesse. per CC.?irc in
ro. to 1hir;n1i1Cnon e 1 1 ex

1) ~h~ctai

c.:~ualchc Iit'..nic-

di t :)hi)tlL1cnon. Se intendiD,,o

che n3hcneton dcbbn cssorc inteso in c;.uesto rn.odo secondo il 1.:uc.lc lr.
;irivc..zionc dcll 'essere _scnercto ri3\}Crda propriD.mcntc 1' .:..::;hcncton, iac.
non gi l' l:Jheneton secondo s stesso
di s sta:?so,

d~

1~1e

l' ~1heneton secondo il fonclo

uc::st<? punto di vista <lobbie.mo intendere cllorc. ;:ii"''

:Jro.)ria.raente
che lu '"lrivc..zione
clell 'essere .Jrrcncra.to ri "Jro"Jonc
le. cuc..
"'

&;

stionc dcl rnpporto trn 1 1 n.ghcmcton e cib che nnsce cl.c.11' c.3hcncton; e
cio: 1 1 in&i ti rigua.rdn t ;shi!;nrnenon e 1 1 e::.:i:
riiisura nelle quale c:uesto non si3nificc

sa:x~rc

~~ ~ht<;netai.

in c:ucllr'

che cosn sia l'uno

che cose, sic 1 1 .!lltro; perch il che cose. dcll 1uno e dcll t altro s<::condo l'essere dell'uno e

dell'~ltro;

to, c. ucsta rimnic.r.s. secondo


fin

cosl l'inai ti qllllndo viene cssun-

1 1 .s.n~nkc

pure c.ttre.vcrso le. quale slitt.:;

far nc:cccrc 1 1 c.gheneton con;c sho.ton; lo stesso irn::i ti co1.,c


se fosse .un modo cli rendere probicmatico pro;>rio 1 1e:;:shcneton nel fonc.0
<-"

dcl discorso che lo colpisce corJC la privnzione dcll essere gcncrr:-:to.,.


E c.lloro.: c' un re..zJorto diretto tra l*o:~hcncton e ci che dc:.ll'c:i. ~:1c
ncton? C un rapporto irmicdiato ncll' in3cnere.to co1~1c non 3cncr<.""'..to c:K
l'ultimo teninc? Ultimo c.nchc

ris~>etto

c. s stesso, lo. cui ultili1it

ni,3nificc. o 12 dctcnainntezzn .cl ternpo come tm;rpo ori3inc.rio )Crchf:


l' ""3h0neton in tento ultimo non solo in

,~ur..nto

ulti1110 in confronto

e t i;hi1nmcnon e c.11' ori3inc di t :-r.hi1fl111cnon, non solo ultil..o in


confronto

e~

s stesso e

dun(~Ue

in questo senso priv:.zionc dcll' essere

3encrcto, liii~~ (!Uesto suo essere ultirno si3nificc. l'essere ;,)rir.1t''. cio
coL~c

se 1 ~ c.3hcncton non nvcssc il }OGsc:sso del 11iodo attravc:rso il

,~ui.:,

lc )roclucc, dctenainE': tutto ci che nc:ccondc il ?roce:sso c::ttrc..vcrc,:::i il


:;uc.lc l'cghene:ton dell'essere )rim::: d.ivcnte.. ci che
Mauritius_in_libris

ulti1~.o;

~x.:r

cui

- 179

in qucoti tannini ci che in quanto diviene, t ,;hi'.1flrnenon, finisce


per essere ci che diviene in
occul~o,

rendere

~unnto

il suo divenire un

n~scondere,

il processo pi. si.1f1ific<:itivo dcll 1 essere come dive-

nire stesoo, che scrcbbc il 9rocesso attraverso il quclc l'essere Jrimc., lo stare in un certo :)osto, che il ter11po ori3inario, l 1csscrc
primr... da questo passe attrc.verso ci che ;_)roducc fino ed
che ulti1'io, non ci che
corris?onde o uella

do~.,o .Allora

esscrE.~

ci

in r;uesti teniini 1 1oghcncton

di .s stesso secondo le quale questa ultirait si3nificc, cs;,Jrirne 1 1essere pri1Jt;l; 1 1essere ultimo conduce, detenninc fuori di s6 1 1es sere prime, r.1a 1 1es sere ultimo che dc teniline.
ulti~it

fllori di s dcll 1 essere pri1JJ.a, 1 1essere ulti11t0 in qualche me.niern problem~tico pcrchci 1 1essere :-:>rime. non si13nificu ;::>er 1 1esquesto

CD sere

sere ultiria0 l'essere primo. Non stiamo ;?ll.rlando dl

~Jrirao

essere che

cpme primo essere l'essere che per questo viene identificcto, essun--

to, :>cnsc.to, creduto come l'essere ultimo; l'essere: ultimo si311ifica


lo st'.l.rc in un certo modo il cui essere proprio questo 1i essere ultin10. f..llorc.: l 1csscrc ultimo non hc un essere ;>er s, se non quel

r.10-

do suo cli essere che non un ossere perch l'essere ultimo signific.:::.
quest& ultimit il cui essere pro?rio 1 1css<::;rc cornc <=.3hcneton; e se
dovessimo dire, in senso r>i. pro?rio, che cosa l'essere ulti1110 dovremmo dire indifferentemente tutto l'essere e tutto il non essere: dell'essere tutto il non essere, del non essere tutto l'essere in quanto
essere ultimo; c'9?Unto cor11c se 1 1essere ultin10, a queste mcniera,
fosso ooltanto il L10do di essere di ci che col.le essere soltcnto ngheneton, cio in3oncrcto; e si direbbe dunr;_ue un modo di essere che hc.
come essere un ulteriore lodo di essere, un modo di essere, questo Ji
essere ultirao, il cui essere costituisce un.:. ultcriorit dcl modo di
essere che c. sue. volte. costituisce 1 1csserG che tiene cssieme l'essere

ul~imo

fosse

e 1 1ultirno modo di essere ultimo. P7rci 1 1.:lghcton, se non

blocc~to

nel fondo di s stesso, ne.llc. o come privazione dcll 1essere generato, 1 1c3hcncton, d&l ~unto Ji viste csistcnziGle, scrcbbc il f)Unto di fu~n di tutte le de;torminntezzc nttraverso le ue.li 1 1e.3hcneton r:>fu];gc e. s6 stesso; tanto che, cl12 questo ?unto di vista,
3i chiaro que.m'.o si clice cho a0hcncton u essere non nnto e ncto:
ci

eh~

non

encor~

e ci che

d~:

nel senso secondo il uclc se

Mauritius_in_libris

160

diciamo bon 1enGreto dobbi.:m10 chi&rirc che significhi dire o pcns2rc


non 3cnercto o dovrcrn.10
esser~

ccL~crc

che in;3cncrc.to si111ificc. un modo

il cui osscre costituito dc

e.a

~n

non essere gcncreto.


e
Il non essere;; ,3cncrcto non che/un (:sscrc 1 un rnodo di essere:;

i.te.

allora il non csscr0 3cncrato eh.e co111C tele: si prof il<. co111c ultimo,

in

rc~lt;

nelle stcase ultcriorit di , non ?U essere ultcriorit

di s in rC.;_l}orto a s stesso, mc ultcriorit di se; in rc{)porto


.:i.ltro dn s&!,

e.e! un altro dc.

le cli essere che l 1esscrc

c~

s6 che pur scr.iprc uel suo liiOdo inizio.-

~)rima.

Lo stare

;_Jriti1~

questo raodo di cs-

cere inizicle c.ttrcvcrso il quale ci che non ivcnt2 questo r.;oclo


Gi essere c:ttre.vcrso il uele; t 1hi:-;n1non , l'm:: -:J. .)hr>nctai
anch 1 Gsso, e ci che finisce cr essere il tcn11ine ultimo e

in~cncrE:to

di questi termini finisce )cr essere un termine che meno cli ci clL

come

:~hi1nmcnon

e di ci che come ori3inc.: di t? 1hi.1111ilenon. Quc-

s to un discorso vicino alle concretezze esistenziale )Grch

qu~ndo

dicimi10 che 1 1 essere in (:uc.nto .'.!strutto non interesso., anche se arru..lC:tticr.10 eh.:: sic o che possc

esser~ ~)cnsoto,

intondic.mo dire, in

~Ualun

~uesto

quc menicrc, che, ci che dell'essere non ci interessa

suo

essere meno ris,?etto e ucllo che io sono scm?rG ?i. di questo meno,
non

?i~

dell'essere; e io mi eccontonto di essere tutto

q~llo

che so-

no caoendo soltanto il ~)i~ dei r.icno: un pi) ris:x~tto c.l meno, non un
pi-:t ris~")ctto nli *unit o ello zero es soluto, i1ic un pi risp8tto al meno. E* il meno l'essere che nC;ll.:i. sua cstra.ttczza i?er ci stesso costituisc~

tutto quel rncno di essere che sono io invece coitic il ?i cli

questo I"!.lGno; e se debbo

pcns~rc

uc,lchc cose. e dovendo :;,x:nsare quclchc;

cosn, debbo pcn:;a.rc; in mc.nicrc che il 1.-.io :x.:nsnrc


r.~3lio

c~bbi.'.:~

un senso, vr.lc

:)ensarc il pi di questo i,K3no, che rinoorrcrc quC.!sto meno ncl-

11 cvcmtua.lc sccrico dcl suo essere r1ieno di s6 stesso

:x~r cttin~erc~,

non si se se riusccno o non, il pi cssoluto, cio l'essere in quanto


to.le:. Questo discorso vuole chicrire che 1 1 a.3honeton cnche nel t11oi::i.ento
n0l

q~le,

come

~er odcs~o ~ncor~

cccnde 1 viene

c~tturnto

nel fondo

li s~, :.>er cui il fondo dell 1 c.3hcneton ln l")rivc.zionc c!cll 1 essere ~c

ncrc"to, coatituiscc c.llorc. proprio cor:;c tcn1ine ultiiao, un<Sl sorta di


?roblerJll. di rlpl,)orto che non si ?U intendere nelle, misure. in cui i l
Mauritius_in_libris

r.'2~)~~orto

181 -

si d i-.m nelle. misure. in cui il rcp?orto deve essere: invece

c0rcc.to; il rapl)orto che si d, :!al punto i viste. dcll 'c;3hcncton,


il

ra~:)orto

che scmbre subito f.:::.cile, ovvio e incontestnb1lc ed il

rcq;.')orto frc: ci che in:3cncrato e ci che 1cncrato;

~)cr

cui qucrrlo

&bbio.:.rno
detto in3encr.:.to
finorc
e fino c. questo momento, cornc so uvcs.
.
.
.
simo ?r0supposto dt&c l'in3cn0rc.to pon scrvc ?Or s, mc. serve cor.1c termine ultitr.o che stanto )rime stc. iJrir.m ::ierch dn questo che poi ricootruisco ci che co1e casere 3cncrc.to. Allorc. se dovcssi1.o stare fcrcli~corso

r11i al

si detcnainc le.
so

a~~honeton

dcll 'cghcncton cor.-ic discorso dcll r c~hcncton, non solo


.fa.igc~

<.!i cui ebbic.r"10

come s stesso, .non

per o non ocrve, in

c~utmto,

~1c.rlc.to i.i&

j,JU

ecce.dc anche che lo stes-

essere inteso perch l' .n.3hcnct0n

se: servo, serve: in qurmto il ouo essere

3cnerc.to. stc..soo serve e cc~)irc c::ucsto casere in.3ncroto 1 co1t1C ~)rinci~Jio,


cm:1e inizio, come uri3inc di ci che 3onere.to.
f. '~ucsto punto le situazione si coq>licc. evidentemente ;_JerchrS sic.110

fermi e.l fctto tcstuclc del 999b .cl Libro III rlclle. Lctr..fisicc di

!.ristotlc secondo il ciualc il discorso serebbc r.:.olto 'Jii. seEDlicc111cn~

te c. quosta ralmierc,: . c.nnkc inc.i ti t ghir;nn4enon


necesse.rio che sic c~uclcosa ci che diviene e ci dc. cui diviene ci
che diviene,

nc.cesscr.io di tutti

~-:ucsti

tcri:iini un ultirao tcrrninc

in3cnercto. Cost sembra che l' l:;3hencton debba essere cai)ito sol tento

;::>cr CD.f.>irc in che r.-1c.nicra sic esso, c.l princiriio, un L1odo di derc ori3inc

l1.

s~

ci che u.:.lcosc perch ci che se:condo


~)crch6

to 1hi;1nmcmon. e ci che c::ue.lcose.. cnch' esso

ci che diviene. Mc. c.ncorc: ;>erch.8 )_)Gns.:..rc? Dire:


fic;:; chiedersi

~Jcrch6

l 'agheneton non baste.

~Jer

stesso come

ci dc. cui

;x~rcb.6

:~

pens.:;.rc? si::;ni-

intendere in che i;!c1tlc-

rc t ghi.111mcnon, ci che diviene, e l 'ori3inc di ci elle 6ivicnc,


non solo sono ..~ua.lcosc.,

i;.

sono ucl quclchc cose. che legato

che t 1hi1nmcnon, e a ci che l' ori::;inc


l 'ultirno

COh1C

ori3inc di tutto

resse ncd confronto clcll' :::.nankc

~uesto.
~)ure

~ )Oi

Il perch

ll

ci

ancor<: r:. ci che


c~i c~ucsto

ha. inte-

che intcrc;ssc. 1 1 &nc.nkc hmro. che

l'esistente cc.)iscc; il :?crch st.::. nel fc.tto che l'e.3hcn<;:ton come t::lc,
per s6 stesso, il,f)licc.nd.o

~~ucsto rc.,;>~;orto

.;: ci che gcncrcto, so.r.1br.

3i tcllacnto clcciso nel suo modo cli csGcrc dc. essere perci confin.o.to

Mauritius_in_libris

102

in un ?Unto nei cui confronti non c' discorso ?Ossibilc, dato che l'
e.3hcncton in f:IUC.nto in1enercto chic.roche serve.solo perch debbo
f:nic,,c..rrai il
.L

'

cncrc..to e le. cucstionc


oucatc
di
...
. scrnliceh1cnte
..
"
~

che se csiatono tenti enti c:1.ctcrr.<inllti i

<~'!JE.li,

sc:x~re
....

in quanto tD.li 1 sono

;3cnr.rr.ti, esister E.l princi;?io di tutto ':ue:sto quD..lche cosa che, perch c.l principio, :)erci non 3encrato c.. sue.. yolte. Divcrsemcmte
dovre111mo fc.rc quel discorso di rc8resso c.11' infinito che Aristotele no3c che si :_Jossa f&rc )roprio ?C:r il iscvrso come struttura logica. e
fonacle nello stesso discorso, nelle misure.. in cui se debbo ccvirc i)Crch6 il

princi~io

ofu3ge e s stesso elle spcllc di s st8sso, tanto

va~

le che io chiuda il discorso filosofico :>erch non lo coraincio nemmeno.


Discorso, questo, eh<::, in

tcn~iini

ontici, non possibile perch in

ter1.1ini ontici il fatto che tutte le cose esiotc.no

a?~Junto

come ci

che sono le cose che divon3ono, mi danno le capacit di intendere che


.~l ?Unto~~,

iniziclo c' SW:lCOSC che debbo chiP.IuCr8 a3hcneton in r&p-

?Orto c. ci che il

.J(~ncr.src;

per cui un' opcr.:.zionc molto set:{>licc c.

c;:ucsto punto st::: o consisterebbe nel fa::.tto che e.vendo in mc.no tutto
ci che cliviene, tutto ci che diviene in qucnto 3enernto, allora
poss8dcndo tutto ci che
rato, le privczione, cio

~ 3cner~to b~stc
b~stn

penscro, di ci che 3enc

a33iun3crc un'alfc

priv~tivc,

?Cr in-

tendere che :Cinali.cntc ho pcm;;eto, posoesso ci che ,'}en,er.:i.to nGl mo7Jcnto iniziale nel t:ue.lc si 3encrc o viene 3enerato. Cost ohe basterebbe ridurre tutto ci che concreto nei tcn,1ini e.strutti (non concreto in quel senso secondo il quale il concreto proprio invece, dc
questo [>Unto di Viste, il )Otcr

:i,)CllSt'~re

l 'esistcnEC corne Ci che un

atnncntare p<::r c~3rc3e.2ionc), il concrE:to bc:.nale, empirico potrcr.imo


c'.iru e.filosofico che

corris:)onc.:~
.!.

DrO'.)rio
..

)f.

c~lLs

1nro;.:;,ria,
su.::! csDrossionc ir.y
.L

)crch il concreto e.filosofico consiste nel fatto che ci che concrcto cornc

c~uesto

ci che

G..tlrl1(.mt&rsi per

soli(~O

e~nrc3c.ziono

rJi C:i.Ji:>crc solido; c.llora

concreto; l 'esscre concreto come solido, a quest2,

rac.nicrc., 8 il solidific"':rsi del :;_Jrocesso attraverso il quale il suo


assero un essere ,concreto in '-iUanto un C!sscrc che aumentc.

c 1~

st0.s-

so Jcr unit successi...re... Evidcnterncnto


:>i
.
. cou10do che si intenda il
concreto couc ci che si vedo. ;.)iuttosto che il concreto cor1iC ci che
si ?Cnsc; 0 )i: co1:1odo chE: si intcnJc, che il
Mauritius_in_libris

concr~to

sie ci che si

pensa.;

:,:iF1-

183

cor.10do che si intend1 che il concreto sic:. ci che si veda

cl procesGo secondo il quclc ci che chicmo concreto in reclt l'aui;~ntarc

per c33rc3ezionc o ?er unificczione, ]iuttosto che intendere

che di tutto questo n?punto ci che vedo l'unico concreto, perch


il solido. Dc qut:;sto :)unto di vist.:: il concreto che pooscdir-:ino i&iarte0.iGtcrncntc, C.l:J:>unto il solido o le. solidificazione di questi ;>roccssi
interni al concreto stesso e dc. c1ucsto :)unto di viste il discorso sembra cost fD.cilc o cos ovvio o

cos~.

se,;m1-,licc dq. :_:>otcrc essere ridotto

.: : . questa 'J_Uestione: tutto ci che. esiste, concreto

tae.nicrc,

~Jcr

cui

;,x~r

unitcrio, iniziclc bnsta

eh~

io privi il 3cncrato di s stesso;

tutto ci che 3cncreto


ci~io

c.u~ate.

pcn:3&rc di tutto questo il i,)rin-

e }rivato il 3cnernto di s stesso mi rime.ne il non 3encrc.to: nelle.


in cui 1cbbo intendere che

raisur~

~riv~zionc

qui ni3nifichi nc3czionc;

o viceverc2 nclln misure in cui debbo intendere che

~rivazione

qui si-

gnificn concto delle differenze, delle discrezione r.1cglio ancoro., cio


tent~tivo

ilcl ciiscornirnc.mto. Per cui ncll '.~:ml>ito de:l concreto a.l ue.lo

i')OSso essere contla9nE..to cmpiriccI1Kmte, il r;1io unico pcnsc.rc a.l quelc

risulto condcnnl'.to (:ucsto tcnta.tivo dcl disccrnh.icnto, questa


scrczionc ontice che osscg30 per

n~turc

fil-

secondo lQ qunlc c.llorc riesco

c. dividere ci he invece non diviso .')crch riesco e dividere 1 1 esse-

re gencrcto c1.::l suo non essere 3cncre.to. E cio: divido l 'eascre 3ene:rcto da ci cho sta ell'inizio dcll 9csocre 3cnereto corile ci che il
?rivere l'essere generato stesso di SG stesso, l'eghcncton; e
cr.~:>isco

sic

allor~

:;_Jcrch.6 1 1 a3heneton, dc. r:ucsto punto di viste., nel fondo di

~uesto.

privazione; dcll 'essere

la <ffif fcrc:nz&

.:~

~cncre.to

5,},

che corrisondc non 3i nl-

o.lla Jiscrczionc onticc. dc3li ele1acnti nei \.:uc,li la.

iffcrcnzc. tutta ne.scosta. Ulorc: c' differenza. fra l'essere 3cncrato e 1 1 113he:nc,;ton? O c' unn differnzc. che, viste.. secondo s stessn,
e nel rC.??Orto fra l.1 essere generato e il non essere ,3encrato, non
une cliffercnzc.? O
Perch.~?

risce?
ner~to,

le

u~3lio

non une cliffc;rcnzc. nel senso che non diffe-

8e noi )roponiarno il confronto tra l ' ingcner.sto e il 3e-

diffcr~nza

le otessa differenze che c' tra il generato

e 1 1 in3cnc.rato.
In cltri ten;.rl.ni: che c<jhencton sia t sch.s.ton, significc. quel-

Mauritius_in_libris

184

- .

~)rir,ic;

la ultiluit JE;ll '.::ghcne:ton che si3flificr: otcrc

ollorc. dc. c1ucsto

punto :2i viste. che l 1ultiuo aie.. il :,;)rirao si.:;;nificn che nel rc::;.>porto fra
l'inzoncr2to e l'essere gcncrcto, e vicevcrsc. nel ra??Orto frc il ~e
ncrc.to e l' in3cncrc.to, corac se il cc.mbi&1cnto o L: divcrcit fosse
soltento c1 i :)ros:Jcttive:.: mi
ue:sto )Unto <li

viste~

r~ictto

da un ?Unto di vista divcroo e n

c:ivcroo dico che il :;cncrc.to, oc sono nel 3cncra-

to, Jiffcriscc dc.ll'inzcncrcto; se invece, da un altro punto di vist2,


dir elle: 1 1in3encrc.to, se sono ncll 'in3cnercto :liffcriscc dcl ;~cneru
9

to. E::. questo differire dell'uno ::cll' c..ltro e scll' .-:~ltro dc.11 'uno u
un differire diverso dcl differire che l'uno 8 noi confronti .!ell' tl. tro
e viccvcrcQ che 1 12ltro nei confronti dell'uno? O lo stccso differir-::? Cio: il jiffcrire differisce c.. c::uccto punto? Certc..rnente do.l punto ,}i viste. coistcnzia.lc, perch: l' c.,13hcneton non :;>u essere inteso secondo s stesso se non e. patto di essere inteso secondo s stesso contro c stesso:

'.'JU

cbbo decidere

3i~

si3nificcrc aie. ci che non , sia. cir) che ; u non


in che senso 1 1Qghcncton oiu a~hcneton; se sto cl.-

11 .::3heneton secondo s6 aturno, l' c.3heneton :Ju casqrc il non essere


che non ,"J.nCorc.,
to

.)rinu-~

di

o(:

o:J~Jurc

c;.ucll 1 essere che tc.h1cntc da non essere sta-

stesso '.")Cr cui il non essere dcll 1essere in 4ucsti


tcr.

111ini dentro l'essere stesso. In

1..~ucsti

tcn.1ini dircuio: 1 1 c.3hcncton,

visl:o in c:ucsti tcn;iini, (kntro s6 atcGso une differenze. i s6 stesoo con s6 stesso che differisce, tc.ltK.:mtc iffcriscc che ci che Gli
esistenti sono, e. pc.rtire dc.il *c:.ehcncton, sono 3li csist.::;nti le cui
di.:ffcrcnz.:. c.iffc:riccc

contin'l.U'.I1K~ntc.

o le. cui c.liffcrcnz.:. uno. c.Uffc-

renzc. che continus.::1cntc rGnJc divcrGa le. differenze. stcss& nei termini
secondo i c!ucli eaiotcnzi=.lr..icntc ll', differenze.. tre :;li esistenti lo
ot~sce.

differenza che:: :)&sso. tra ccci in Irlodo tale per che V:

~tesse.

nel rc.)porto tr<:< 2li coiotenti, 1.,e non le otccsn nel rapporto fra c

e a stessa;

)Crch~ uost~

ifforcnzc

t~lL~ntc

~i

s6, che }Crci io oono io, e tu sai tu; non


G.ivic~uo
bli(;

e tu cc:i un

~ltro

differente esse,

n~

~L .

r;crch io sono un in-

inr.liviuo i non sicrao .:ivcrsi tre. cli noi .:icr-

!.bbit:rno n01:d dtvcrsi: ;>crch

:fo.

r:u.cato ?unto

c~.i

vista il nostro

essere c1ivcrsi nP..Gcondc il nootro non esecra diversi.


L'c.oscrc u1.:i.o, sul pie.no csictcnzialc,

unw

sorte~

di

rofo)?ica~:,o

c.ncl1c 103ico o l.ilCtc.fiaico ?erch6. non riuocirerno llCi c.. capire., co1:::ic e.eMauritius_in_libris

185

cede che ucsto essere diverso ?Cr cui 03ni individuo 0:3Ili individuo
secondo s stesoo, suppone per che questo essere diverso ncsconc~t2 c.p~)unto

ci ?Cr cui diversi non siamo; !.1e.lgrado l 'csscrc diversi che noi

sic.i~o

corJC individui in rapporto

fr~

di noi sie un essere diverso che

non ri3Ucrdc l'io nei confronti dsll'cltro e viceversa raa rigucrdc cddiritturl'.. l 1csoe:rc diverso co1<10

t.:::.l~.

Per ;.:ucsto il rCi.Jj?Orto frc. ::;li

uor.1ini un ro.p)orto Jifficilc perch 1 1 ::i.'lorc e 1 1 odio h&nno cowc car,1b~tta3lic

?0 i
stc~rnc

su

in <?,uu.nto

~tcssD.

se

il to311erc
~uesta

~ucstc

differenza che dif fcrisce ?Cr s

iffcrcnzc che differisco ;>Gr s stessa. scoondo

ci eh.o in reclt disturbc.. il r,::YJorto esistenziale .s.nchc

pro~rio

<-1ucllo e:.ttruvcrao il qw.:.lo 0311i individuo perci inivi-

Sul ')L::no c.Distcnzialc


...

c~csto
~

discoroo non si ;u risolvere rycrch


...

non ru::scc Dul ?iano csistonzi2lc; oul

pi~no

.i.

esistcnzicle noi riferiamo

ucsto nostro Liodo di essere diversi c. qucst.::. ma.nicr: per cui il diver:":~ivc:rso

so vero il diverso

c~ucsto

Jn s stccso; in

vwro c.ltro di mc stesso aono io, in quanto .i

ltl:C

sunso l'altro il

il raio essere altro

q_uestc C.:i~ersit divercc. dc. s stesse, .::.ttra.vcroo le. quale lie:. senso
che io sic. io nei confronti c".i mc e
ca~nci

cos~-

:)cr cic..scuno.

Gi~l.O

tcluentc

di e:sercitLrc r'ucste nostru otcnza unanc clcl diverso che: attra-

verso ucstc. nostra

ca~x:cit

di ?Otm'lzc. risultiraao dis;3raziati metafi-

sici perch c..lla. fine risultil'.IUO ii.ipotenti in rcclt;

ill~)otcnti

:_")(::rch

c.bbicr.10 :)tmrc. del diverso cavcrso secondo 06 stesso. Essere uouini e


que:sto

~:mnto

vuol Jirc le )C.urc clol diverso diverso nei confronti i

n; e: da Cc.ino e Abele il discorso dol rc.pporto Abclc-Ccino contimw.

to raffinnndosi; cio noi

~dccoo

sil'.i.no

ca~~ci,

avendo

ca~ito

che il

diverso vero sucsto diverso diverso zncondo s6 stesso e per s stes


co, sic.mo

cc.~K~ci

di non

uccid~rc

:::>i:'\ cor.lC ucciC:c Cc.iono,

sc.~)piCL10

cicre mc3lio cio abbia.rao ncquisito tutta lQ capncit in quc.lcho


sctc.nicc di on.pere fare il mc.le ?Or cui il i.iclc lo
bene do. ;;otcro fc.re D.ndc..re: in 3iro che il 1111.':lc

bcn8, cos cotJe il bnc che faccie.rno

eh~

coc~. rnnl~,

sc.p~ic.rno

ucwo~o

ft:.rc cosl.

f11ccic.rno cos lxmc


bene! o 1.:io.lc, bene

c.obh'csso.
Sono (;ucstioni,

c.~ucstc,

inerenti alh, nostrD. incarnazione csistcm-

zic.. lc, c.l nostro csaerc uor:ini, )rO~Jrio' perch su ucsto i-:iiuno cli discorso esistenziale il diverso '3 (:uesto clivrso aeconc1o s6 stesso 11 cliMauritius_in_libris

185

verso in rc)porto e. s6 stesso; nia d.::l !Junto di visto. dcll 'a.nnk$ inc.i
ti, 1 1 c:e;hc:ncton in qU.?.nto to..lc hc une. differenze. che non differisce
in c::ucnto li:! ''-.ifforcnzu che c', cio lo. discrezione, il discerniI.;cnto
dcll 'esscrc 3cncrc.to e: Jcl non essere gcncr.s.to, un discerni1.;1Cnto che
d co1.<o pari

le~ ~~iffe:rcnze
l'~ltro

tr& l'uno e

to il moGo

tre. l'uno e l'altro in

c:.u~mto ll~

differenza

cio tre l'essere genorcto e il non csacrc gcncre-

~ttrcvcrao

il

~~"le

~esse

il non essere gcnereto

all'es-

sere 2encrc..to. E dunque le differenze tre l'essere gcncrc.to e il non


e sscrc 3encra.to e la dif :fcrcnz~ tre. il non essere
~)crch

3enero.to, sc1,9rc lc.. stesse:


proprim11ente:
'~)~~unto

ch0

discrc~ionc;

)Ft

cio ; cliffcrenzc dn c::ucsto :.>unto di vist.;.:

~:iffe:renzc..

contc.nJo le; morte e.li

e 1 'cs~;cre

differenze che clobbia110 Jire

non c!iffcriscc :x:rch6 d

tcraini che ;ione in

3cncr.::~to

I>.ir~omctto

Un

l~

dif fcrcnzc sempre

fl.ntrolo~o

~)ctri

tra i

de.;11 1 800 clo;:>o Cristo r.c.c ..

pone le-, ncocita e la morte sotto il sc-

3no di une. con3iunzionc di eventi, che congiunti avovcno duto luogo


alle~

ne:.scit& di tli:.or;1ctto e ;:uin:li poi c.11.:.:. sun morte.; e si intitola.v.:i-

no usti ?Unti, iffcrcnzc e uno certe Differenza 7 o


-

sa

raccontevn

che le con3iut1:zionc, le unione di duo eventi ncgctivi rnessi assicriJ.c


per un verso c.veva.no clnto le. nc.scitc.. di Maoruetto e per c.ltro do;_Jo 1 lt:
con::;iunzionc c!i

~ltri

due eventi nc3e;tivi cvcvnno dato le. morte di Mc.o

1iletto. L' 1'lstrolo30 intende dire che le. con3iunzionc di due segni ife.
<~vento

vorcvoli ?Or SG stessi, nella loro unit dc.vr:. no invece come


vorevole :)ositivo le rw.. scitc.. 1 ptit per lo stesso

c~c.vc

fa-

co11ic evento con-

clusivo le. L1orte: ; e dunque due eventi intos.1 co110 differenti per s
stessi nel
st~.

i~v .. :ento

in cui oi uniscono clirainc:.no o risolvono in s8 que:-

diff<:;rcnze, clcndo luo30 per a un diverso senza senso di s; per

chi; lr.. nc.scit._ cm.!.C nr..scit.::

c~ovut[~

c.llc, con.31unzione di due differenze

che si 2r.;cludcrobbero e: viccndn e che invece unifica.te danno un evento


~1oc.itivo,
S(~

dcrino cm.1c risultcto un diverso che non c..vrcbbc senso per

stesso. Inf1tti c.strolo3ice1i1cntG 1' evento dclln

to un evento rniatcrioao

~x~rch

non si

a~Jic3~.

nascite~

di

~1lJ.ouict

in s8 Gtcsso e sccorr-lo

s ctcoao e si G)ic:3r.. aolo c. :,.:ic..rtirc d2l t...1istcro di une. congiunzione


di diff2rc:nzc! che d&nno co1.:1.C risult.::;.to un evento positivo il 1.;uc.lc
)Y'O)rio cr c::ucsto

risultcrablx~

so perch ocnza censo

t.~i

i7crso da ci ds. cui nasce,

s6 ctcsso;

e; cos~

Mauritius_in_libris

11ic

diver-

le. morte, In questo acnso

107

~otrcua-.;o

encho ire cl!c il noatro rJOdo

celcol~rc

le

con~iunzionc

esistere il tentativo di

delle differenze che ci ri;rJcrcno;

un.:!. sorte: di 0conori1iE.1 nel cuo senso


differenze cho 11d e;cl.-vono

c~i

~'erch6

?i~'.t

~nc~c

r1ictc,_fieico, i cc.lcolo c!olll':!

si2no ('Ucllc cliffcrcnzc che, condotte

c. unit frc.. di loro, Jic.no luogo e:. un diverso ch8 sic un diverso che
t~n3c

contto di mo, non solo

~.1

Enor.:ctto; in i.-.odo tc.lc che in questo scn-

oo uc.ndo poi csistcnzic.lriJC:ntc io colgo il diverso secondo s stesso,


il diverso secondo s stesso, quello che: i.ii fc aure, cor.1C se ;;>o te osi
3iustificerc le paura 8l diverso

s~condo

st~sso

?Crch ni suoi cons~n

fronti anch'io sono un diverso senza senso e se io sono un diverso


za senso, il :iiverso che diverso secondo s
necE:ss~riarnentc:;

stc~rno

coi.te so fosse

q_ue.lchc cose. che debbo cercare di .:.llont.:.nnrc dc me: stcs-

oo ;_Jro?rio l"'crch coraE: se. ccrcc.ssi di s;>ic3c.rr.d in qua.le r.1c.nicrc. le


differenze si possono con3iun3ere, ?Ossono e.vere unit; perch le differenze, se h'.nno unit, si3nific2 soltanto che le c'.iffcrcnzc fra
ro non sono differenze e se le differenze h2.nno unit

10-

Lici l 1unit

COI1C

delle differenze f.:::.. st che lG differenze. penil2.njano? Col

c~i

rc.cconto dcl-

1' 2strolOJO noi co1.prendic.1110 che le differenze rir.1c.n3ono non in s.s uc.
fuori di s e sono io: un plc.tonisuo rovcscilto, )Crch laddove ;_->latoniccr.1ente direr.ano: le differenze riiucn;;ono corae differenze che fanno identico scr1f1.,re il diverso, in c1unnto l'identico del diverso pur scz;rc
il fc.tto che 03ni idea quella che secondo s stossn rnc unchc scconc~o

questo essere secondo s stsse.


~)er.

. ogni r:.ltra. idct:. che

~sto

diverso platoniccb
s'? E' un

cliv~rso

)Ur

sm1pro diversa d1.ll' a.ltr.:::. dc.:

ic~cntice.mcntc

diverso

diversa secondo s otcss2., il

i~JerurE".nico;

e il divQrso umano co-

suburn.nico ycrch"'! sarebbe pur oc1uprc questo diverso

che qullchc cosa soltanto ;_)crch6

cc~J.'.lCe

di cspri1i;crsi d:!lle diffc-

renzf.: che fJOi esso finisce )er ncgcrc; ::>cr cui se; stiauo e.l rcccontlo
d.ell' astrologo,
ho Q.ltro LJ.Odo

~~ovrc4it~iO

~)cr

dire che 1 1 c.strolo~o cmodo perch6 so non

spic3arc

COi:1lC

(~.c~llt"!

differenze venga fuori il diverso,

c.lr1lC:no 1 'cstrolo3ie servir IJCr uci::to, deto che filosofiG., poesia, lcttcra.turG,

rclL~ion0,

non mi servono perch non potr 1aai cc.;_Jirl: cor.C le

differenze riesce.no ;_: non e;sscrc le differenze c!lc sono nel


che

~on3ono.

Mauritius_in_libris

rQ~">~>orto

186

InfD.tti, .nl

~,Junto

di vista dcll 1 a3heneton, la .i:ffercnz.:. tre


3enc~&to.,

l 1Gsscre 3encrcto e il non essere:

?Ur

ser~.)re

quelle diffe

renzn che rirae.nn sempre cliffcrenzfi nel rc..?porto chG :;onc tre il non eo~uesto ~unto

cltro sembra intcnGerc che a

nel

r~??Orto

le differenze

risolt.:.; cio: l'csscrG 3enercto in qunnto tale, dnl non essere 1m1erc.to non un to,3liere le.

d.iffcrcnz~

tre. 1 1 esser(: generato e il non esse

re eenernto? E viceversa il non 3enerato, ci du cui il 3cnerato, non


un rl1antenerc scrrire inc.li:crntE: e inalterabile <..:ucsta differenza che
l'essere gcnerc.to deve togliere? E ?Cr ancore.: Gc vo.~lio capire lLl differenze. tra l 1uno e 1 1c.ltro debbo CC;?irc che (~.uestu differenze sem?re
identica, ln stesso.; une. c11fferenzu. che non differisce perch un.'.:

~if

fcrenzc.. che lega 61 non essere gener&to .:::.ll 1esscrc 3enerc.to, :x;;r cui
nello stesso mor~:ie:nto n(;;l qucle il non 3enercto differisce da.l generato,
nello stesso moracnto questo differire non differisce esso e non differendo es::; fa sJ. che il differire c~cll 'uno de.11 1altro sia un essere
~)er

.s.ssicrae dell'uno con 1 1 c.ltro:


suru in cui mi trascino dietro

cui io sono essere 3cnera.to nelle. mi

l'esser~

al non essere gcnercto e )er

il non essere generato non rni ri3'Jlrclc. ;_Jur fa.ccnclomi essere essere 3cnc:rato; e l 'c::sscrc generato non pu risolvere in s il non esscr8 3Emcrc. to l)Ur essendo c:ue1il 'esistere che quanto pi' tanto pi allontana
s stesso cfa ci do. c.ui .
Il proble111c. e

c~ucsto

.)Unto qunl ? Dc..l punto di vista osistenzia-

le ;>roblcr.ic. non c :1crch il discorso si troncc imn1cdiatamente e c.ssolutru.ientc in qunnto esistenzia.ll.1ente l 1unica differenze. che ce.piaco

le. differenza che w.:nunto differisce nei confronti di s stesse: il di~

verso diverso c1c. s stesso Non che qucGto cic cost son.1vlicc; teorizzic. rno questo, Platone, Lucdiatc, elementare, le. conclunionc: teorizzare il diverso corr.ie diverso dc. s stesso si;311ificn cc.ire che l 'idE;ntico dcl diverso consiste m:ll 1csscrc diverso dn s st(:sso; se vo3lio
St:.)cre cos' il ,livorso

c~cbbo

dire che il diverso diverso secondo s:

stC:!sso e dunque divGrso in quc.nto diverso nei


l 1cs3crc diverso dcl

r~iverso

~Jrojri

confronti;

iu&

ncd -,ro)ri confronti costituisce il suo


L

J.

csc2rc identico: cio l'identico Gel ivcrso il diverso e lo teorizzo.


E

q~sto

esistcnzialr;;ontr:: sorvc, )Crch esistcnzi&lrncnte non ?Osso :;,ve-

re l'identit conic

~)robloue.,

identico, che l'iJentit

cos~.

ho

sc~Juto

Mauritius_in_libris

:.~.c:ll 1 identico

tutte. l'identit de:ll'-

tutto l'identico dcl di,.rcrso

iverso secondo s stesso. Esistcnzi.21Inente

dunqw.~

non debbo scriverci,

ni lJGnso.rc ncssune filosofi<:. e non ;_:>osso fare dell'identit n principio, n6 probler:x. csistonzie.lt.tentc e r,,nchc

s~Jccule:.tivamcntc

nelle misu-

ro. in cui speculctivcmcntc si}nifica l'utilizzo dcll'anankc ?UrG. uristotclicc. Spe:cul&tiv.:.mcntc :Jroprio il dovere ccpire 1 1 ori3inc di qucst:.r.
identit dell'identico conduce a.l contrerio di ucctc. identit dell'idenall~

tico, perch conduce

l~

necessit di intendere che invece

za non differisce cio le. 1.1if fcrenza d sc1lprc il pari tre i


della

differenz~.

E allorc

tre. i termini delle

o~ccul~tivrunentc

Jiff~renza,

se

l~

differen-

termini
~cri

differenza d il

che differenze iac.i questa? Infctl:i

in que:sto senso dobbimno dire che questa differcnzn che non differisce

semplicemente le. discrezione ontica, di cui sono fornito ncll<..-:. miv.


ori3inc

esist~nziclc:

ori%inerin.rJcnte io sono un

re discreto ull'ori3inc che

~u

~iscreto,

il lirl.o esse-

cnche essere usato, ma il disc111?to on-

tico non l'uso storico dcl discreto che tocca tutti 3li uoLlini. Desta
vivere per essere questa indiscrezione vivente dcl nostro essere discrc
to, ori3im:rio; il discreto
e:sscrc delle.
mini tra i
mi trovo

diff~rcnzr:

e questo punto questo uiodo di

che non differisce :Jcrch wcttc in pnri i ter-

differenze nui cui confronti io coiilC esistente

qu~li pon~

dis~rrr.c:.to

ori:~int:.rio

non solo perch

COL1C

esistente

~osscr:~go

il diverso
1~.:.:

diverso secondo s stesso di s stesso :)cr s stesso, r11a perch,

que-

sto punto di viste., il Liio essere clisarrnato co100 c.;sistGnte si,Jilific<.:


che non ?Osso,

J~l

lai.o casera csistontc, torncrc al discreto origin&rio

che liii fn essere esistente nei cui confronti dovrei ?Ot0rc usere l'arfilll

iilicil:ialc

sono fornito

delle~

livisionc contro le. c!ivisionc. lA.

ori3in~riruncnte

qu~lle

discrczion~

di cui

divisione che per ractte in

?~ri

i tannini che ;J.ividc: il non essere 3cncrato e l'essere 3cnerato; n se


io potessi, dnl mio essere esistente, tornare e questa divisione ori3in;:;.ria il mio torm:.rc e queste. divisione ori1ine.ri.:. sarebbe il dovere
dividere:, S?e.cce.rc c::ucst.::.:. divisione origine.rie: rendere differente vcra,ento le differenza .:.ssolutruncntc 1 e sarebbe c011.c dovere:, in c.:uc.:sto
scnao e in f'Uccto rwdo 1 cssorc cc.:x.ci dc;;l non corro ')rincioio (}cllr.
~

gezione; ma

J;

Gc

..

..

rr~-

fossirao a c,:ucsto punto c21x1ci dcl !l2,!! 1 de.11 1 esistente:

--

che sicr110 1 del non cofoc ,Jrinci...,io


della
"'
.,.;

~1ucsto

':1C.i ne.ti co1;.c e;sistcnti c::nch(;; se

nc.~c.zionc
.._

noi foroc non sa.re11i:::10

5t1.;sso )Oi coctituiscc il i..;o.o

esistenziale di cc)ire che se un Jroblcmn spoculr.tivo in senso radice.~

lo si dc..r o si d )ronrio il vroblcrnc. di intendere il non cmiie ')rin"

..

&.

Ci?io Jcllc. nc3c.zionc.


Mauritius_in_libris

INDICE

CAPITOLO I
QUESTIONI ORIGINARIE

pag. 1

C A P I T O L O II
ESISTENZA E DETERMINAZIONE

" 40

C A P I T O L O III
L'IDENTICO E LA DIFFERENZA

" 79

CAPITOLO IV
L'ANANKE E LA PRIVAZIONE

" 141

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