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29/7/2014 Gino Severini - Wikipedia

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Gino Severini
Gino Severini
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Gino Severini (Cortona, 7 aprile 1883 Parigi, 26 febbraio 1966) stato un
pittore italiano.
Indice
1 Biografia
2 Il futurismo
3 Dal cubofuturismo al classicismo
4 Il secondo dopoguerra e il ritorno al futurismo
5 Larchivio Severini-Franchina
6 Onorificenze
7 Opere
7.1 Pittoriche
7.2 Mosaici
7.3 Scritti
8 Gino Severini nei musei
8.1 Musei in Italia
8.1.1 Lazio
8.1.2 Lombardia
8.1.3 Piemonte
8.1.4 Toscana
8.1.5 Umbria
8.1.6 Veneto
8.2 Musei all'estero
9 Note
10 Bibliografia
11 Altri progetti
12 Collegamenti esterni
Biografia
Nato a Cortona, giunse diciottenne a Roma.
Qui Giacomo Balla lo avvi alla pittura divisionista che approfond a Parigi a partire dal 1906 (Primavera a
Montmartre, 1909).
Fu tra i firmatari nel 1910 del Manifesto del futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti.
A Parigi fu a contatto con Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris e Guillaume Apollinaire, e partecip al
nascere e allo svilupparsi del cubismo
[1]
.
Nel 1913 spos Jeanne, la figlia del poeta Paul Fort, da cui nasceranno tre figli: Gina (1915), Romana (1937) e
Jaques (1927-1933) morto prematuro.
[2]
Fra l'ottobre 1917 e l'agosto 1918 pubblic una serie di articoli dal titolo La Peinture d'avant-garde nella
rivista De Stijl.
Cont rollo di aut orit VIAF: 54163042 (ht t p://viaf.org/viaf/54163042) LCCN: n79129023 (ht t p://id.loc.gov/aut horit ies/names/n79129023)
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Gino Severini Il gatto nero (1911) National
Gallery of Canada
Gino Severini Il treno (1915)
Theo van Doesburg ha definito lo stile di Severini psychisch kubisme (in italiano: cubismo psichico).
Il futurismo
Trasferitosi a Parigi nel 1906 per studiare la pittura d'oltralpe
degli impressionisti e dei post-impressionisti, Severini conosce
molti dei maggiori esponenti delle avanguardie artistiche della
capitale francese, tra cui Paul Signac, Georges Braque, Juan
Gris, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso e i poeti Guillaume
Apollinaire, Paul Fort e Max Jacob.
Nonostante questa permanenza a Parigi, non interrompe i suoi
contatti con l'Italia. Infatti, dopo aver aderito al movimento
Futurista su invito di Filippo Tommaso Marinetti, uno dei
firmatari nel 1910 del manifesto della pittura futurista insieme a
Balla, Boccioni, Carr e Russolo.
Nel 1912 sollecita Umberto Boccioni e Carlo Carr a
raggiungerlo a Parigi dove, organizza la prima mostra dei
futuristi presso la Galleria Bernheim-Jeune. In seguito partecipa
alle successive esposizioni futuriste in Europa e negli Stati Uniti.
Nel 1913 a Londra, presso la Marlborough Gallery, allestita
la sua prima mostra personale che successivamente viene
presentata alla galleria Der Sturm di Berlino.
Durante questo periodo parigino, Severini svolge un importante
ruolo di collegamento fra gli ambienti artistici francesi ed italiani,
in particolar modo tra sensibilit cubiste e futuriste.
Frequentatore di cabaret, Severini rappresent in modo molto
efficace e originale quel mondo notturno di luci e danze in
capolavori come La danza del pan pan al Monico (1911),
Geroglifico dinamico del bal tabarin e Ballerina in blu
(1912), giungendo a una visione caleidoscopica in cui spazio e tempo, presente e passato, insieme e particolare
si fondono in una festa di luci e colori.
Dal cubofuturismo al classicismo
Dal 1921, in cui pubblica il trattato "Du cubisme au classicisme" (Dal cubismo al Classicismo), Severini passa da
un'estetica "cubofuturista" ad una pittura che si pu definire "neoclassica" con influenze metafisiche,
dimostrandosi buon termometro di un sentire diffuso in tutta Europa dopo il grande trauma del primo conflitto
mondiale.
Questa evoluzione classicista, rientra pienamente in quella tendenza, al suo interno molto variegata (che va da
Picasso, a Derain, a De Chirico), che viene definita "ritorno all'ordine", o in francese rappel l'ordre (richiamo
all'ordine), propensione analoga a quel ritorno al mestiere, introdotta da un famoso articolo di Giorgio De
Chirico pubblicato nel 1919 nella rivista Valori plastici.
Dal 1924 al 1934, anche a seguito di una crisi religiosa, si dedica quasi esclusivamente all'arte sacra in grandi
affreschi e mosaici, in particolare per le chiese svizzere di Semsales e La Roche.
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Nel 1923 presente alla Biennale romana e in seguito partecipa a due mostre del movimento artistico
Novecento a Milano (1926 e '29) e una a Ginevra (1929). Nel 1930 selezionato per la Biennale di Venezia.
Si trasferisce a Roma, dove partecipa alla Quadriennale nel 1931 e nel 1935, anno in cui vince il Gran premio
per la pittura, presentando un'intera sala a lui dedicata.
Torna a Parigi, dove realizza una grande decorazione per l'Esposizione Universale, e in seguito alterna soggiorni
tra la Francia e Roma.
Il secondo dopoguerra e il ritorno al futurismo
Nel secondo dopoguerra ritorna ai soggetti del suo periodo futurista, riscrivendo in chiave di decorativismo
astratto alcune delle proprie opere futuriste.
Nel 1949-1950, Severini aderisce al progetto dell'importante collezione Verzocchi, sul tema del lavoro,
inviando, oltre ad un autoritratto, l'opera "Simboli del lavoro". La collezione Verzocchi attualmente conservata
presso la Pinacoteca Civica di Forl.
Si trasferisce definitivamente a Parigi, dove avr una cattedra di mosaico con Riccardo Licata come assistente.
Il 26 febbraio 1966 muore nella sua casa al n. 11 di rue Schoelcher. Il 15 aprile dello stesso anno le sue spoglie
vengono traslate a Cortona, sua citt natale.
Larchivio Severini-Franchina
L'artista aveva condiviso lo studio romano con il genero, lo scultore Nino Franchina, marito della figlia Gina, in
Via Margutta. Dopo la morte di Franchina (1987) lo spazio diventato sede dellarchivio Severini-Franchina.
Raccoglie documenti, fotografie originali e numerosi oggetti personali custoditi dagli eredi che hanno cercato di
preservare il pi possibile lo stato originale del luogo. Larchivio, nelle persone delle storiche dellarte
Alessandra Franchina e Valentina Raimondo, si occupa da anni dello studio e della promozione dellopera dei
due artisti.
Onorificenze
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
[3]
Opere
Pittoriche
Bois di Boulogne (1907)
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Primavera a Montmartre (1909)
La danza del pan pan al Monico (1911)
Geroglifico dinamico del bal tabarin (1912), New York, Museum of Modern Art
Tango Argentino (1912)
Ballerina blu (1912), Peggy Guggenheim Collection, Venezia (http://www.guggenheim-
venice.it/inglese/collections/artisti/dettagli/opere_dett.php?id_art=136&id_opera=405)
Ballerina a Pigalle (1912)
La chahuteuse (1912)
Nord-Sud (1912-13), GAM di Torino (http://www.gamtorino.it/it/opera.php?id=201)
Natura morta col giornale Lacerba, (1913), Saint-Etienne, Musee Municipal d'Art et d'Industrie
Paesaggio urbano con luci artificiali (1913)
Le restaurant a Montmartre (1913)
Primavera a Montmartre (1913)
Forme in espansione (1914 ca.)
Il paradiso terrestre (1914 ca.)
Mare=Ballerina (1914)
Lancieri italiani al galoppo (1915)
Treno Blindato (1915), New York, Collezione R.S Zeisler
Ritratto di Paul Forte (1915)
La Modista (1915)
La Danseuse (1915)
Maternit, olio su tela, (1916), Cortona, Museo dell'Accademia etrusca
Il Tunnel (1917)
I due Pierrot (1922)
Ritratto di Gina Severini (1934)
Arlequin Portrait de Nino Franchina (1936)
Mosaici
Le arti, 1933, V Triennale di Milano
I dieci comandamenti, Palazzo di Giustizia, Milano
Storia dei servizi delle Poste e dei Telegrafi, Palazzo delle Poste, Alessandria
(http://www.architetturadelmoderno.it/scheda_nodo.php?id=169)
Scritti
Gino Severini, Du cubisme au classicisme J. Povolozky & Co., Parigi, 1921 (Edizione italiana: Gino
Severini, Dal cubismo al classicismo, Milano, Abscondita, 2001. ISBN 9788884163134)
Gino Severini, Ragionamenti sulle Arti Figurative, Hoepli, Milano, 1936
Gino Severini, Arte indipendente, arte borghese, arte sociale, Danesi, Roma, 1944
Gino Severini, Tutta la vita di un pittore, (2 volumi) Garzanti, Milano, 1946 (Ripubblicato da Feltrinelli
nel 1983 e da Abscondita nel 2008, col titolo La vita di un pittore)
Gino Severini Tmoignages - 50 ans de rflexion, Art Moderne, Roma, 1963
Gino Severini, Tempo de "L'effort moderne" La vita di un pittore (autobiografia) a cura di Piero
Pacini Edizioni Vallecchi Firenze 1968
Gino Severini nei musei
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Musei in Italia
Lazio
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma
Lombardia
Casa museo Boschi-Di Stefano di Milano
Piemonte
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino
Galleria civica d'arte moderna e contemporanea GAM di Torino
Toscana
Museo dell'Accademia etrusca di Cortona (AR)
Umbria
CAOS Museo d'arte moderna e contemporanea "Aurelio de Felice" di Terni
Veneto
Museo darte moderna Rimoldi di Cortina d'Ampezzo (BL)
Peggy Guggenheim Collection di Venezia
Musei all'estero
Musee Municipal d'Art et d'Industrie di Saint-Etienne (Francia)
Museum of Modern Art di New York (USA)
Note
1. ^ che teorizz in Dal cubismo al classicismo. Estetica del compasso e del numero, del 1921, mentre i suoi amici
pittori rivivranno nell'autobiografia Tutta la vita di un pittore, del 1946
2. ^ http://www.archivi.beniculturali.it/SATN/media/2/Severin-MART-CAF.pdf
3. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=263763
Bibliografia
Piero Pacini, Gino Severini. Disegni e Incisioni scelti e annotati da Piero Pacini, La Nuova Italia,
Firenze. 1977
G. Mascherpa, Gino Severini, RAS 1983
Maurizio Scudiero, La Cartolina - Futurismo, Edizioni La Cartolina, Roma, 1985
Furio Arrasich, Catalogo degli illustratori di Cartoline Italiane, Edizioni La Cartolina, Roma, 1990
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Enrica Amelotti / Maria Luisa Caffarelli / Mario Mantelli / Silvana Serra, Quel mosaico in piazza - Gino
Severini al Palazzo delle Poste di Alessandria, Edizioni Amnesia / WR Ediprint, Alessandria, 1990
Tony Frisina, Appello per salvare il mosaico futurista su La Stampa del 30 novembre 1997, pagina di
Alessandria, Alessandria, 1997
Alessandro Masi, Tonino Sicoli, "Zang Sud Sud: Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini e il
Futurismo meridionale", Edimond, 2009
Giorgio Longo, Monumenti. Appello di Tony Frisina - Si sfalda il mosaico delle Poste - "Presto i
lavori di ripristino" - L'opera realizzata da Gino Severini. Servirebbe un impianto luce, su "La
Stampa" - Alessandria e provincia, p. 56, La Stampa, 18 febbraio 2007
Altri progetti
Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/Pagina_principale?uselang=it) contiene
immagini o altri file su Gino Severini
(https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Gino_Severini?uselang=it)
Collegamenti esterni
Gino Severini, frammenti di vita parigina (http://www.elapsus.it/home1/index.php/arte/artisti/536-gino-
severini-frammenti-di-vita-parigina)
Portale Biografie Portale Pittura
Categorie: Pittori italiani del XX secolo Nati nel 1883 Morti nel 1966 Nati il 7 aprile
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