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POP ART A TORINO

!?B O E T T I !?G I L A R D I !?MO N D I NO !?


POP ART A TORINO POP ART A TORINO

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POP ART A TORINO

NE S PO L O !? P I S T O L E T TO
di FRANCESCO POLI

POP ART A TORINO

Pop Art a Torino !?

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Collana Quaderni del Museo
Citt di

Museo Arte Contemporanea Acri

M A C A

Acri

Regione Calabria Cultura

@macaacri

MACA Museo Arte Contemporanea Acri Silvio Vigliaturo, direttore artistico Boris Brollo, curatore esterno

Curatore della mostra Francesco Poli Organizzazione e coordinamento Oesum Led Icima DeArte progetti e servizi per larte Coordinamento generale Barbara Gamba Allestimento mostra a cura di Massimo Garofalo e Valerio Vigliaturo in collaborazione con: Giuseppe Tunnera e Gianfranco DeLuca Crediti fotografici Luca Bottello Rapporti con gli organi di informazione Federico Bria, Ufficio Stampa BCC Mediocrati Francesco Kostner, portavoce del Rettore Universit della Calabria Andrea Rodi, responsabile Ufficio Stampa MACA

Collaboratori Antonella Algieri Ermanno Benna Claudio Bottello Pierangelo Cauda Franco Gaccione Andrea Rodi Antonio Tancredi Claudio Zucca Giulia Zucca Zucca Grafica - Pessione, Torino

Pop Art a Torino !?


di Francesco Poli
Per la disponibilit delle Opere e gentile collaborazione, si ringraziano gli Artisti ed i loro rappresentanti: Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Michelangelo Pistoletto; le Collezioni Private e Gallerie dArte di Torino e Finale Ligure.

Oesum led icima - edizione 2012

Evento inserito nel Piano Regionale per LArte Contemporanea in Calabria. Linea di intervento 5.2.2.4 del PO FESR 2007/2013 - Azioni per lo sviluppo dellArte Contemporanea in Calabria

MACA Museo Arte Contemporanea Acri Palazzo Sanseverino Falcone, Acri (CS) 8 dicembre 2012 - 10 febbraio 2013

In questi primi sei anni di attivit, il MACA ha portato avanti una personalissima linea di lavoro incentrata sulla riscoperta e la celebrazione di artisti del Novecento che, per un motivo o per laltro, non vengono comunemente ricordati nella schiera dei nomi pi popolari, anche se la qualit dei loro lavori e le intenzioni teoriche da cui nascevano non avevano nulla da invidiare a chi di fama ne aveva guadagnata fin troppa. Questa ricerca costante tra le righe della storia dellarte ha portato ad Acri delle mostre uniche, delle primizie che hanno spesso aiutato a far rifiorire linteresse della critica e degli addetti ai lavori verso i vari soggetti di volta in volta in esposizione. Questa volta per, ci troviamo di fronte a una situazione diversa, almeno in apparenza. Alighiero Boetti stato di recente protagonista di unimportante retrospettiva alla Tate Modern di Londra ed riconosciuto a livello internazionale tra gli artisti pi influenti del secolo scorso. Non pi tardi un anno fa, Piero Gilardi esponeva i suoi lavori al Castello di Rivoli e al Van Abbemuseum di Eindhoven, in Olanda. Aldo Mondino reduce da due ampie mostre a Pietrasanta e al MACA stesso. Ugo Nespolo ha da poco esposto i suoi lavori poversiti alla GAM di Torino ed stato nominato Direttore del Museo del Cinema della stessa citt. Michelangelo Pistoletto, infine, il protagonista di un numero svariato di mostre, da Venezia a Firenze. Non siamo certamente di fronte a degli sconosciuti o a dei nomi riconoscibili da pochi eletti. Questi cinque artisti hanno fatto la storia dellarte italiana della seconda met del Novecento, ma, come spesso accade con la storia dellarte, la critica li riconduce unilateralmente a un unico movimento, quello dellArte Povera, sorvolando su di una vasta e importante parte della loro produzione. Anche in questo caso, quindi, ci troviamo di fronte a una mostra di riscoperta, attraverso la quale leminente critico e storico dellarte Francesco Poli, curatore della rassegna, intende gettare uno sguardo inedito su cinque artisti frettolosamente codificati come poversiti, ma che, in realt, sono estremamente affini alla corrente della Pop Art. I nomi sono noti a tutti, ma questa mostra svela al pubblico una loro attitudine marcata, ma spesso dimenticata, a ricordarci il valore infinito della ricerca che, a volte, deve avere il coraggio andare a scontrarsi con le verit codificate dei libri di storia. I nostri ringraziamenti vanno al curatore della mostra, Francesco Poli, allassociazione De Arte, che ha collaborato alla sua realizzazione, e allo staff del MACA.

Luigi Maiorano Vice Sindaco facente funzioni


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Anna Vigliaturo Assessore alla cultura della citt di Acri

POP ART E DINTORNI A TORINO


Una Pop Art (Arte Popolare) italiana effettiva non esiste come corrente o movimento artistico nazionale, mentre quella americana, che vincer nel 1964 la Biennale di Venezia con Robert Rauschenberg, era strutturata sia come teoria che come mercato, grazie anche al gallerista Leo Castelli. Vi sar invece una risposta europea organizzata nel Nouveau Realisme diretto e coordinato da Pierre Restany a cui far testo, fra gli italiani, il bravo Mimmo Rotella. Per il resto della penisola, come ben dice Francesco Poli, vi un fiorire di personalit artistiche che operano influenzate da queste due grandi direttrici internazionali. A Roma: Ceroli, Tano Festa, Angeli, Schifano, Gnoli. A Bologna: Concetto Pozzati. A Napoli: Lucio Del Pezzo. Cos, a memoria! Torino fa caso a s per la qualit dellambiente in cui operano questi cinque artisti qui invitati. Torino negli anni Sessanta quando larte non era ancora povera(*) ha un humus artistico di levatura: vi operano architetti di rilievo come Carlo Mollino e Paolo Soleri che a Vietri lascer (unico progetto italiano) la fabbrica di ceramiche Solimene ed emigrer negli Stati Uniti; galleristi come la Cristian Stein, Luciano Pistoi e Gian Enzo Sperone. Assieme ai qui presenti: Gilardi, Pistoletto, Mondino, Nespolo e Boetti, vi si trovano ad operare in quegli anni Sessanta, sempre a Torino, i Mario Merz, Carol Rama, Pinot Gallizio (il re degli zingari). Vi si agitano, in quel di Alba fra le colline, i fantasmi della quarta internazionale della Bauhaus Immaginista (MIBI), appunto con il Pinot Gallizio, Asger Jorn il vichingo, Constant Nieuwenhuys, lolandese Karel Appel ed Enrico Baj, altro autore pop surrealista. Luigi Carluccio, critico, che arriver anni pi tardi alla guida della Biennale di Venezia, l che vigila. Da questo quadro emerge una Torino centrale per larte italiana, e non solo, oggi sappiamo che, come molte correnti di pensiero, lArte non si pu confinare dentro un destino preciso fatto di categorie, in quanto essa si dirama in propaggini che si spostano da un riferimento allaltro, per cui troveremo gli stessi autori in seguito a formare un altro raggruppamento artistico, molto torinese per adepti, ma con a testa un giovane critico genovese, Germano Celant , che ipotecher larte degli anni Settanta lanciando un grande movimento come quello dellArte Povera dove, sempre a Torino, nel Dicembre del 1968, si terr la seconda mostra di lancio nazionale. E questa, come si suol dire, tutta unaltra storia. Boris Brollo Curatore esterno del MACA 8_9

(*): Quando larte non era ancora povera il titolo di una mostra tenutasi a Torino alla Galleria Del Ponte nel 2008.

Quando mi stata presentata lidea di questa mostra, non nego di essermi trovato spiazzato e confuso. Passi per Piero Gilardi, Aldo Mondino e Ugo Nespolo artisti talmente poliedrici da essere difficilmente incasellabili , ma come si pu affermare che Alighiero Boetti e Michelangelo Pistoletto sono degli artisti Pop? Proprio loro che sono i nomi pi celebri, nonch gli iniziatori del movimento dellArte Povera, cos rigoroso e scarno, spesso fatto di opere quasi nude, spoglie di qualsiasi orpello formale e cromatico e cos lontane, dunque, dalla sensibilit della Pop Art. Come artista, ho passato la mia intera carriera a Torino, citt in cui anche questi cinque nomi sono nati, quantomeno artisticamente, e sono assurti alla ribalta del palcoscenico internazionale proprio grazie a quello che stato lultimo grande gruppo artistico della storia dellarte italiana quantomeno lultimo che abbia veramente contato qualcosa a livello internazionale : lArte Povera, appunto. Alighiero Boetti e Michelangelo Pistoletto, come accennato poco sopra, sono stati addirittura tra gli iniziatori del movimento e i loro nomi, ancora oggi, vengono immediatamente ricondotti ad esso. Gilardi, Mondino e Nespolo hanno frequentato per breve tempo i poveristi, ma, anchessi, tra la fine degli anni 60 e linizio del decennio successivo, facevano parte di quel mondo. Nelle biografie di ciascuno di essi non manca mai un riferimento allArte Povera, ma non se ne trova alcuno alla Pop Art. Proprio per questo motivo lidea del Prof. Francesco Poli incredibilmente coraggiosa. Lui, che uno dei critici e storici dellarte pi noti in Italia, e non solo, ha deciso di sottolineare una mancanza importante nella storia dellarte e ha le prove per farlo nelle quaranta opere esposte al MACA. I variopinti arazzi di Boetti, le repliche in gomma piuma dei tappeti-natura di Gilardi, la pittura eclettica di Mondino a cui il MACA ha gi dedicato unampia retrospettiva nel 2010 , gli acrilici su legno di Nespolo, cos immediatamente comunicativi da sembrare fatti apposta per la pubblicit, e le tirature seriali di Pistoletto sono tutti intimamente Pop, seppur non nellaccezione spettacolare warholiana a cui siamo abituati. una Pop Art pi meditata, concettuale, che risente delle influenze dellarte europea e che si innesta sullesperienza dellArte Povera. Questa mostra, infatti, non intende cancellare questi cinque nomi dal novero dei poveristi. Si tratta di una mostra di ricerca, tesa a gettare uno sguardo nuovo su degli artisti che sono parte del patrimonio comune, dei giganti dellarte italiana del Novecento ed per questo che si lega perfettamente al percorso espositivo del MACA ; una mostra che intende implementare ci che la storia dellarte ha codificato, ricordandoci che un artista subisce sempre pi di uninfluenza e che il suo percorso non mai cos lineare da permettere una riduzione cos netta a ununica categoria. Il Prof. Poli ha inteso porre Boetti, Gilardi, Mondino, Nespolo e Pistoletto sotto una lente dingrandimento, per restituirne degli artisti ancor pi interessanti, perch capaci di metabolizzare delle suggestioni apparentemente incompatibili tra di loro. Osservando le opere in mostra, allora, viene da domandarsi come sia stato possibile non accorgersi prima di quanto questi artisti siano sempre stati Pop. Silvio Vigliaturo

P O P A RT A T O R I NO !?
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Francesco Poli

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Francesco Poli (Torino 1949) professore di Storia dellarte contemporanea allAccademia di Brera a Milano. charg de Cours all Universit Paris 8., Parigi. Insegna Arte e comunicazione a Scienze della comunicazione, Facolt di Lettere e Filosofia, Torino. Ha curato numerose mostre in spazi pubblici e privati. Collabora con riviste specializzate e con continuit con il quotidiano La Stampa.

Produzione artistica e mercato, Einaudi 1975 Larte bella, Feltrinelli 1979 (with L. Caramel) La Metafisica, Laterza 1989 (II edition 2004) Giulio Paolini, Lindau 1990 Dizionario di arte contemporanea (con M.Corgnati), Feltrinelli 1994 Minimalismo, Arte Povera, Arte Concettuale, Laterza 1995 (VIII edition 2009) Catalogo generale delle opere di Felice Casorati. I dipinti, (con G.Bertolino), 2 vol., Allemandi 1996 (II edizione in 3 volumi Le sculture e laggiornamento dipinti, 2004) Il sistema dellarte contemporanea, Laterza 1999 (IX edizione. 2008) Gian Enzo Sperone. Torino, Roma, New York, 2 volumi, Hopeful Monster 2000 Dizionario dellarte del Novecento (con M. Corgnati), Bruno Mondadori 2001 (pocket book 2009) Arte Contemporanea. Le ricerche internazionali dagli anni Cinquanta ad oggi, Electa, Milano 2003, IV ed. 2008 La scultura del Novecento, Laterza 2006 Arte Moderna. Dal postimpressionismo allinformale, Electa, Milano 2007 Felice Casorati, Art & Dossier, Ed. Giunti, Firenze 2007 Arte contemporanea, Arnoldo Mondatori Editore, Milano 2007 Larte del Novecento in Piemonte, Regione Piemonte, Priuli e Verlucca ed., Torino 2008 Gli anni Cinquanta, Arte Contemporanea, Electa (per LEspresso ), Milano 2008 Standing sculpture (con R.Fuchs e J. Gachnang), Castello di Rivoli 1988 Il colore del lavoro (con C.Gianferrari), Mole Antonelliana, Torino; Palazzo Reale, Milano; Palazzo Gotico Piacenza, 1990 Pinot Gallizio nellEuropa dei dissimmetrici, Promotrice delle Belle Arti, Torino 1992-3 Sezione Persone (F.Mauri, E.Isgr), Padiglione italiano, XLV Biennale di Venezia, 1993 Felice Casorati, Palazzo Bricherasio, Torino 1996 Curatore della XIII Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma 1999 Da Warhol al 2000. Gian Enzo Sperone 35 anni di mostre tra Europa e America, Palazzo Cavour, Torino 2000 Naif? Da Rousseau a Ligabue, Palazzo Bricherasio, Torino 2002 Andr Derain. La forma classica, Centro St.Benin Aosta, e Permanente Milano, 2003 Lestetica della macchina. Da Balla al futurismo torinese (con altri), Palazzo Cavour, Torino 2005 Chronos. Il tempo nellarte dallet barocca a oggi (cum alii), Ex-Filatoio Caraglio 2005 Curatore della XIII Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, 2008 In-Finitum (with A.Vervoordt, D.Ferretti, G.D.Romanelli), Palazzo Fortuny, Venezia 2009 Alberto Burri, Palazzo Clemente Fondazione Menegaz, Borgo medioevale di Castelbasso, 2009 Di isola in isola I linguaggi delle seconde avanguardie - Palazzo Ducale Genova marzo - aprile 2010. Tempi precari, Fondazione Merz novembre 2010. Arte giovane, Torino - maggio 2011 Gran Torino, Frost Art Museum Miami (USA) - novembre 2011 Luigi Spazzapan, Castello Mirandolo - Pinerolo (TO) - ottobre 2012 Jessica Carroll, Fonderie Limone Torino - novembre 2012

Pop Art a Torino?


L'italian pop l'arte della "dolce vita", del "boom economico", di quel momento cruciale nell'evoluzione della societ e del costume italiano degli anni Sessanta. Anche gli artisti torinesi sono influenzati dalle tendenze d'oltreoceano, ma le metabolizzano e le trasfigurano in chiave pi "colta" tra istanze ideologico-politiche e umorismo caustico. Lo testimoniano le 25 opere circa dei cinque artisti torinesi in esposizione, provenienti da importanti gallerie e collezioni private italiane e straniere. E' evidente come l'invenzione figurativa degli artisti ruoti intorno al cosiddetto "mondo nuovo", sfoggiando un repertorio di immagini legate ai rotocalchi, al cinema, ai manifesti pubblicitari, alla televisione, al mondo dei mass-media insomma. Anche se ognuno tende a personalizzare questo rapporto. Protagonisti sono: Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo e Michelangelo Pistoletto, artisti tra i pi noti dell'arte italiana della seconda met del secolo, le cui figure sono divenute, a loro volta, icone del mondo artistico contemporaneo, con gli sviluppi successivi delle loro ricerche. La Pop Art opera in una realt in cui loggetto assume un valore autonomo e comunica in un proprio linguaggio artistico. Gli artisti del Pop americano rinunciavano al segno umano e pittorico per presentare impersonalmente limmagine dei mass media della pubblicit. Loggetto diventa indipendente, cercando cos di imporre senza alcuna mediazione il suo essere. La Pop art europea prende le distanze da quella statunitense rifiutando alcuni elementi fondamentali per questultima, attraverso una visione pi critica della realt della societ dei consumi. Gli arazzetti, immagini variopinte con varie lettere incasellate (talvolta delle vere e proprie poesie condensate in un solo enunciato), riconducono ad Alighiero Boetti anche le persone che ignorano qualsiasi altra opera della sua complessa produzione ludico - concettuale . Questi lavori si configurano come dei ricami di lettere policrome, che nella maggior parte dei casi sono governati dallequivalenza del numero di lettere e i riquadri da occupare; le proposizioni, che si identificano con il titolo dellopera, possono essere di tipo tautologico cinquepercinqueventicinque, Venticinqueperventicinqueseicentoventicinque oppure dei veri e propri concentrati poetici di pensiero. Il Gilardi dei tappeti natura certamente un artista Pop: come nota Renato Barilli egli fedelissimo allaura e canonico precetto (del Pop italiano) consistente nel riportare le cose tali e quali, con puntuale ricalco, contando sullinevitabile effetto di estraniamento consistente nel ricostruirle con materiali artificiali e con colori violenti. Pur avendo lambiguit del vero e lapparenza del trompe loeil esse si scoprono per quello che sono: semplici oggetti che mettono orgogliosamente a nudo la loro identit tecnologica. Ma le differenze e le varianti che egli vi inserisce sono significative: in antitesi alla Pop statunitense, rifiuta la manipolazione delloggetto fine a se stesso e privo di identit semantiche. Senza ridurre loggetto a pura presenza, a mera idea, come un lavoro di ricreazione, mantenendo il concetto di lavoro artistico come atto relazionale inserito in un contesto globale. Mondino uno degli artisti italiani pi eclettici, il cui percorso artistico si muove dalla pop art al linguaggio poverista degli esordi alle molteplici sperimentazioni di tecniche e materiali. Dal 1960 sono aperte citazioni di pittori come Dine, con riferimenti al mondo pop, alla segnaletica stradale e alluniverso infantile. Nel 1969 comincia ad utilizzare scritte, parole e a sperimentare materiali inusuali come lo zucchero e il cioccolato. Nespolo ha una radice "pop" che ha mantenuto immune da aridita' concettuali; ha una vena surreale con cui ha fiancheggiato, e fiancheggia, la Patafisica; tutti riferimenti gi puntualizzati e che, peraltro, l'artista non solo non sconfessa, ma riconosce come fondamentali. Tuttavia egli svolazza, come uno spirito folletto, sin dagli Anni 60, quando era appena ventenne. Stavolta entriamo in uno spazio coloratissimo, popolato di oggetti nei materiali pi diversi, soprattutto quelli che si prestano ai suoi incantevoli puzzle. Pistoletto dice: Larte crea immagine. Anche se non vuole essere rappresentativa. I mezzi dinformazione e di diffusione producono inesorabilmente la trasformazione dellopera in immagine, qualsiasi essa sia. Questo fenomeno conduce implicitamente ed automaticamente ad una doppia risultanza: la mitizzazione del prodotto artistico, da una parte e la consumazione dello stesso prodotto, dallaltra. II media moderno perpetua il mito dellarte quanto ne determina il superamento. Attraverso le opere di questi artisti (a cui si potrebbero aggiungere altri esponenti torinesi) emerge in modo significativo un aspetto particolare, ma non meno importante della Pop Art italiana. Francesco Poli

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BoettiGilardiMondi noNespoloPistoletto

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(1940-1994) - o Alighiero e Boetti come si firma a partire dal 1973 - nasce a Torino dove esordisce nellambito dellArte Povera a gennaio del 1967. Nel 1972 si trasferisce a Roma, citt in cui scopre il piacere della luce e dei colori lontani dallausterit torinese. Gi lanno precedente ha scoperto lAfghanistan e avviato il lavoro artistico che affida alle ricamatrici afghane, tra cui le Mappe, planisferi colorati che egli riproporr lungo gli anni come registro dei mutamenti politici del mondo. Artista concettuale, versatile e caleidoscopico, produce una grande variet di tipologie di opere e per alcune delega lesecuzione manuale ad altri, ma sempre secondo regole del gioco ben precise e principi come quello della necessit e del caso per citare Jacques Monod premio Nobel per la Fisica 1971. Nascono cos i monocromi a biro (blu, neri, rossi, verdi) in cui la campitura tratteggiata su carta mette in scena il linguaggio; ugualmente tutte le opere ricamate su stoffa, non solo le Mappe del mondo ma anche certe composizioni di lettere, sempre quadrate e multicolore (sul modello Ordine e disordine); infine i Tutto, fitti puzzle in cui si ritrova davvero tutto: figure da rotocalchi, oggetti da scrivania, sagome di animali Altre tipologie di opere di Boetti sono invece di mano esclusivamente sua. Sono ad esempio i Lavori postali, giocati sulla permutazione matematica dei francobolli, sullaleatoria avventura del viaggio postale e (a partire dagli anni 80) sulla segreta bellezza dei fogli inviati nelle buste. Oppure nei primi anni 70, i tanti esercizi a matita su carta quadrettata, basati su ritmi musicali o matematici. Infine negli anni 80 e 90 le composizioni colorate e di tecnica mista su carta in cui scorrono schiere di animali, memori della decorazione etrusca o pompeiana. Il tempo, il suo scorrere affascinante e ineluttabile, forse il tema unificante nella pluralit tipologica e iconografica di Boetti. Tra le ultime opere alcune sono monumentali, come i 50 arazzi con testi in italiano e persiano (esposti a Parigi nella mostra Les Magiciens de la terre, 1989), oppure i 50 khilim esposti al Magasin di Grenoble a dicembre 1993 nellultima mostra inaugurata alla presenza dellartista allora gi molto malato Alighiero Boetti ha esposto nelle mostre pi prestigiose e emblematiche della sua generazione, da When attitudes become form (1969 ) a Contemporanea (Roma, 1973), da Identit italienne (Parigi, 1981) a The italian metamorphosis 1943-1968 (Guggenheim Museum New York, 1994). E stato sei volte presente alla Biennale di Venezia, con sala personale premiata nelledizione del 1990 e un omaggio postumo nel 2001. La sua opera nonch le sue scelte in quanto artista hanno fortemente influenzato la generazione successiva e molti giovani del nuovo millennio, in Italia e nel mondo.

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Alighiero

Boetti

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Rane 1986 tecnica mista su cartoncino cm.70x100

A come Alighiero B come Boetti 1988 ricamo su tela cm. 24x20

Mistico romantico 1993 ricamo su tela cm. 17x18

Incontri e scontri ricamo su tela cm. 18x18

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Sentieri di pensieri ricamo su tela cm. 41x39,5

Normale e anormale ricamo su tela cm. 18x18

Dare tempo al tempo ricamo su tela cm. 18x19

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Tra il cielo e la terra ricamo su tela cm. 28x26

Cinque per cinque venticinque ricamo su tela cm. 20,5x22

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Da uno a dieci tecnica mista su carta anni 80

Nasce a Torino nel 1942. Nel 1963, realizza la sua prima mostra personale "Macchine per il futuro". Due anni pi tardi realizza le prime opere in poliuretano espanso ed espone a Parigi, Bruxelles, Colonia, Amburgo, Amsterdam e New York. A partire dal 1968 interrompe la produzione di opere per partecipare all'elaborazione tecnica delle nuove tendenze artistiche della fine degli anni '60: Arte Povera, Land Art, Antiform Art. Collabora alla realizzazione delle due prime rassegne internazionali delle nuove tendenze allo Stedelijk Museum di Amsterdam e alla Kunsthalle di Berna. Nel 1969, comincia una lunga esperienza transculturale diretta all'analisi teorica e alla pratica della congiunzione "Arte Vita". Come militante politico e animatore della cultura giovanile conduce svariate esperienze di creativit collettiva nelle periferie urbane e "mondiali": Nicaragua, Riserve Indiane negli USA e Africa. Nel 1981 riprende l'attivit nel mondo artistico, esponendo in gallerie delle installazioni accompagnate da workshops creativi con il pubblico. A partire dal 1985 inizia una ricerca artistica con le nuove tecnologie attraverso l'elaborazione del Progetto "IXIANA" che, presentato al Parc de la Villette di Parigi, prefigura un parco tecnologico nel quale il grande pubblico poteva sperimentare in senso artistico le tecnologie digitali. Nel corso degli ultimi anni ha sviluppato una serie di installazioni interattive multimediali con una intensa attivit internazionale. Insieme a Claude Faure e Piotr Kowalski, ha costituito l'associazione internazionale "Ars Technica". In qualit di responsabile della sezione italiana di Ars Technica promuove a Torino le mostre internazionali "Arslab. Metodi ed Emozioni" (1992), "Arslab. I Sensi del Virtuale" (1995), Arslab. I labirinti del corpo in gioco (1999) e numerosi convegni di studio sull'arte dei nuovi media.

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Piero

Gilardi

Pervinche
30_31 1994 poliuretano espanso cm. 50x50

All'indomani della Burrasca


poliuretano espanso cm. 150x150

Spiaggia a ponente
32_33 poliuretano espanso cm. 50x50

Gazza sulla neve


poliuretano espanso cm. 70x70

Ai piedi delle Falaises


34_35 poliuretano espanso cm. 100x100

Spiaggia con rizoma


poliuretano espanso cm. 100x100

Mele e pere Nellorto


36_37 poliuretano espanso cm. 30x30 1993 poliuretano espanso cm. 50x50

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nato a Torino nel 1938. Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta latelier di William Heyter, l'Ecole du Louvre e frequenta il corso di mosaico dell'Accademia di Belle Arti con Severini e Licata. A Parigi ha contatti con importanti artisti: Tancredi Parmeggiani, Alain Jouffroy, Err, Jean-Jacques Lebel; incontra anche artisti affermati come Sebastian Matta, esponente del surrealismo, e Wilfredo Lam. grazie a Tancredi che, nel 1960 riesce a esporre per la prima volta , alla Galerie Bellechasse, con quadri di evidente influenza surrealista. Rientrato in Italia, inizia la sua attivit espositiva alla Galleria L'Immagine di Torino (1961) e alla Galleria Alfa di Venezia (1962). L'incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, risulta fondamentale per la sua carriera artistica, con un sodalizio tuttora esistente. Importanti personali vengono presentate anche presso la Galleria Stein di Torino, lo Studio Marconi di Milano, la Galleria La Salita di Roma, la Galleria Paludetto di Torino. Tra le principali mostre si ricordano le due partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1993, le personali al Museum fr Moderne Kunst - Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), al Museo Ebraico di Bologna (1995), alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Trento (2000). Mondino lavora a Parigi dalla fine del 1973 a tutto il 1980; questo impegno si concretizza nella partecipazione alla Biennale di Venezia del 1976. Affascinato dalla cultura orientale, presenta nel 1990 da Sperone Westwater a New York una serie che "ritrae" trentasei sultani tutti vissuti tra il 1200 e il 1920. Seguono, tra le altre, la mostra alla Fondazione Mudima di Milano, a Chicago, Ginevra, Parigi, Vienna, Londra. Dell'ambito orientalista fa anche parte la realizzazione di tappeti sovrapposti in composizioni a parete, con colori vivaci e realizzati su eraclite, un materiale industriale utilizzato nell'edilizia. Nel 1993, alla Biennale di Venezia curata da Achille Bonito Oliva, in una sala personale presenta una serie di quadri di grandi dimensioni che rappresentano i dervisci nell'atto di danzare; in quell'occasione, autentici dervisci hanno danzato davanti al pubblico. Nel 2000 compie il suo primo viaggio in India e realizza una mostra dal titolo Flovers alla Birla Academy di Calcutta. A cavallo tra il 2000 e il 2001 Santo Ficara presenta a Firenze una prima retrospettiva di Mondino. Nel 2001 la galleria di Norimberga Linding in Paludetto allestisce una piccola, ma significativa, mostra di suoi lavori. Tra tutti, da ricordare Danaublau, un quadro di 6 metri composto da 2000 cioccolatini. Una severa forma di polmonite lo costringe a due ricoveri in ospedale, ciononostante riesce a preparare la mostra alla Galleria Carlina di Torino, dove vengono esposte per la prima volta delle sculture in vetro, realizzate a Murano. Nel novembre 2003 ha luogo a Ravenna (Loggetta lombardesca) la mostra antologica Aldologica nella quale si rivedono per la prima volta insieme i lavori degli ultimi quarant'anni. Aldo Mondino muore a Torino nel 2005. Nel 2007 il Museo di Arte Moderna di Bologna allestisce presso la sua sede di Villa delle Rose la prima antologica dedicata all'artista dopo la sua scomparsa. La mostra si intitola "Mondo Mondino".

Aldo

Mondino

Acquerello classico
40_41 Anni 60 olio, acquerello, china su tavola cm. 180x140

Ortensia e Juan
1975 olio su tela cm. 180x140

Giamaica - Omaggio a Bob Marley


1983 olio su tela cm. 164x80

La barca che affonda


1980/81 acrilico su tela cm. 145x115

Oskar Venise
1983 olio su tela cm. 160x100

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Bulli
44_45 1993 olio su linoleum e ceramica cm. 90x120

Il cuore del Monferrato


2000 cioccolatini su tavola cm. 60x40

Gibson cacciatore di orchidee


46_47 2003 olio su linoleum cm. 140x120

Derwishi
vacrilico su linoleum con cioccolatini cm. 40x40

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Nasce a Mosso nel 1941. Diplomato allAccademia Albertina di Belle Arti di Torino, laureato in Lettere Moderne, vive e lavora a Torino. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi, seguendo poi una propria strada artistica personalissima. Negli Anni Settanta Nespolo si esprime anche attraverso il cinema: in particolare quello sperimentale, dartista. Ai suoi film hanno dedicato ampie rassegne istituzioni culturali come il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Philadelphia Museum of Modern Art, la Filmoteka Polska di Varsavia, la Galleria Civica dArte Moderna di Ferrara. Una personale alla Promotrice delle Belle Arti di Torino a cura della Regione Piemonte. Una mostra itinerante in America Latina: Buenos Aires (Museo Nacional de Bellas Artes), Cordoba (Centro de Arte Contemporaneo de Cordoba, Chateau Carreras), Mendoza (Museo Municipal de Arte Moderno de Mendoza) e Montevideo (Museo Nacional de Artes Visuales). Nel '98 inizia la collaborazione con la storica vetreria d'arte Barovier & Toso di Murano per la quale Nespolo crea una serie di opere da esporre a Palazzo Ducale di Venezia. Una personale a Fukui per "Italia in Giappone 2001". 2002: Nespolo viene nominato consulente e coordinatore delle comunicazioni artistiche nelle stazioni della costruenda Metropolitana di Torino. Intenso il programma per il 2003: lAlitalia inaugura la sede di New York con una personale di Nespolo; una mostra itinerante nei Paesi dellEst: dalla Galleria dArte Moderna di Mosca, allAccademia di Belle Arti di San Pietroburgo a Minsk (Museo Nazionale dArte Moderna), poi in Lettonia (Riga, Galleria dArte Moderna). Una mostra personale allIstituto Italiano di Cultura di Parigi. Due personali per il Festival del Cinema di Locarno: presso la sede del Festival ed alla Galleria dArte Moderna. Una personale al Museo Nazionale Cinese di Pechino. Inizia il 2004 con due importanti mostre personali: a Vilnius, Lituania, al Ciurlionis National Museum of Art ed a Canton, Cina, al Guang Dong Museum of Art di Guangzhou. Una personale a Palazzo Doria, Loano, ed una al Moscow Museum of Modern Art, quindi al Museo dellAccademia di San Pietroburgo. 2005: una personale al Poldi Pezzoli di Milano, poi lideazione filmata di Dentro e Fuori/un ritratto di Angelo Pezzana per il Museo Nazionale del Cinema di Torino; lillustrazione di Mille e una Notte in edizione pregiata; una personale al Museo del Mare di Genova. Lideazione artistica di Progetto Italiana, filmato prodotto da Cinecitt, testimonial Giancarlo Giannini. 2006: immagini video e vetrofanie di Nespolo per la Metropolitana di Torino, due mostre personali in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 (Galleria Carlina e Centro Arte La Tesoriera). Alla Basilica di San Francesco ad Assisi la cerimonia di Natale vede un volo di bianche colombe ideate da Nespolo come simbolo di pace. Per il 53 Festival Puccini 2007 realizza scenografie e costumi di Madama Butterfly. Superglance per il Museo del Cinema di Torino: cortometraggio in collaborazione con il poeta Edoardo Sanguineti. La personale My way al Palazzo Mostre e Congressi di Alba in contemporanea alla Rassegna Internazionale del Tartufo. 2008: a New York la personale Points of view (Galleria Walter Wickiser Inc.). Su invito della Direzione di Palazzo Grassi a Venezia partecipa con due opere alla mostra Italics: Arte Italiana fra tradizione e rivoluzione, 1968-2008 organizzata in collaborazione con il Museo di Arte Contemporanea di Chicago. La 48a Mostra della Ceramica di Castellamonte inaugura il Monumento alla Stufa opera permanente di Nespolo. Vetrate ed arredi scultura per la nuova Parrocchia di Maria Vergine di Borgaro Torinese. 2009: Mostra Antologica Nespolo, ritorno a casa presso il Museo del Territorio Biellese, Biella. Novantiqua (2009 2010). Il Museo Nazionale del Bargello di Firenze dedica la sua 1 Mostra dArte Contemporanea a Ugo Nespolo con questa personale di 40 opere. 2010: La Campari festeggia i suoi 150 anni di attivit con larte di Ugo Nespolo alla Stazione Centrale di Milano. Il Comune di Pontedera affida allartista il Cantiere Nespolo, progetto di interventi effimeri ed opere permanenti in loco. Mostra personale a Villa Bertelli di Forte dei Marmi. Il Numero dOro (Utet De Agostini), libro dartista realizzato da Nespolo in 425 esemplari. 2011: La bella intolerancia Museo Nacional de Bellas Artes de La Habana, Cuba. Nespolo Films & Visions 1967-2010 (DVD+Libro) presentazione presso il MAXXI di Roma. Personale di opere dagli Anni 60 ad oggi, nelle sale storiche di Palazzo Mathis. Dal 21 Ottobre Nespolo il nuovo Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Per il periodo Natalizio Nespolo ha creato Illuminando Pompei, una scenografia di luci decorative che contribuisce a rafforzare limmagine della Citt regina della cultura. 2012: ha interpretato per Campari la nuova insegna del Camparino, lo storico caff della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, aperto nel 1915 da Davide Campari. Elogio del Bello, personale che la Fondazione Banca del Monte di Lucca promuove ed ospita nelle sale di Palazzo San Martino. Museum Nasional di Jakarta. Art Centre Bahrain National Museum, mostra personale di dipinti e ricami, sotto il Patronato del Ministero alla Cultura del Bahrain. Mostra Ugo Nespolo. Il Numero dOro Ed. Utet, Museo Lev Tolstoy Jasnaja Poljana, Russia.

Ugo

Nespolo

Vola vola
1980 acrilici su legno (in tre parti) cm. 140x185

1986435096
50_51 1974 legno intarsiato e acrilici cm. 120x80

Fantasmi romantici
1983 legno intarsiato e acrilici cm. 80x120

Insonnia
1988 legno intarsiato e acrilici cm. 35x50

Grey window
52_53 1984 acrilici su legno ritagliato cm. 120x80

Cannibalismo
1988 legno intarsiato e acrilici cm. 50x70

Conto verticale
2009 legno e nitro cm. 132x92

Conto orizzontale
54_55 2009 legno e nitro cm. 92x132

Mario 25-10-41
legno intarsiato e acrilici cm. 35x50

56_57

Nasce a Biella nel 1933. Inizia a esporre nel 1955 e nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria Galatea di Torino. La sua prima produzione pittorica caratterizzata da una ricerca sullautoritratto. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei Quadri specchianti, che includono direttamente nellopera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono inoltre la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con questi lavori Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare, gi nel corso degli anni Sessanta, mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. I Quadri specchianti costituiranno la base della sua successiva produzione artistica e riflessione teorica. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dellArte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto animatore e protagonista. A partire dal 1967 realizza, fuori dai tradizionali spazi espositivi, azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella collaborazione creativa che Pistoletto svilupper nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre pi ampi della societ. Tra il 1975 e il 1976 realizza Torino un ciclo di dodici mostre consecutive nella stessa galleria di Torino, Le Stanze, il primo di una serie di complessi lavori articolati nellarco di un anno, chiamati continenti di tempo, come Anno Bianco (1989) e Tartaruga Felice (1992). Nel 1978 tiene una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua futura ricerca e produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e Larte assume la religione. Allinizio degli anni Ottanta realizza una serie di sculture in poliuretano rigido, tradotte in marmo per la mostra personale del 1984 al Forte di Belvedere di Firenze. Dal 1985 al 1989 crea la serie di volumi scuri denominata Arte dello squallore. Nel corso degli anni Novanta, con Progetto Arte e con la creazione a Biella di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e dellUniversit delle Idee, mette larte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale al fine di ispirare e produrre una trasformazione responsabile della societ. Nel 2003 insignito del Leone dOro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l'Universit di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l'artista annuncia quella che costituisce la fase pi recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d'arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo. Direttore Artistico di Evento 2011 a Bordeaux. invitato a tenere una mostra personale al Museo del Louvre a Parigi nel 2013.

Michelangelo

Pistoletto

Pappagallo blu
1971 serigraphy on stainless steel cm. 100x70

Gabbietta
58_59 1962-74 serigraphy on stainless steel cm. 100x70

Coniglio appeso
1973 serigraphy on stainless steel cm. 100x70

Specchio da toeletta
60_61 1975 serigraphy on stainless steel cm. 100x70

Uovo
1987 serigraphy on stainless steel cm. 50x40

Venere con la pipa


62_63 1972 serigraphy on stainless steel cm. 125x150