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Forme e funzioni del libro manoscritto lezione del

07/03/2016

Il corso verter su un misto di nozioni appartenenti alle discipline della


paleografia e della codicologia.
Elemento comune alle due discipline la scrittura; per scrittura s'intende
un sistema atto a fissare un linguaggio al fine di conservarlo e per scopi
comunicativi.
Di qui in poi verr utilizzato il termine codice come sinonimo di libro
manoscritto.
La paleografia analizza la scrittura prodotta su vari supporti in una finestra
temporale che si estende dal VII secolo sino alla diffusione del libro a stampa;
essa si occupa della storia della scrittura a mano e delle epigrafi nelle loro
differenti fasi di evoluzione. Quanto alle materie scrittorie analizzate dalla
paleografia possiamo annoverare pietra, marmo, pergamena, papiro, tavolette
cerate, muro, ecc. e gli esiti variano in base al modo in cui la scrittura viene
redatta su tali supporti ed i materiali impiegati.
I tipi di scrittura analizzati dalla paleografia sono molteplici (carolina, gotica,
onciale, beneventana, ecc...) e variano in base al luogo e al periodo in cui
vennero impiegate. La paleografia analizza, inoltre, i processi di produzione
delle testimonianze scritte, nonch le condizioni storiche e sociali che ne
hanno determinato la produzione; cionondimeno, verr esaminata la storia
dei prodotti paleografici: libri, iscrizioni, documenti pubblici e privati. In
questa sede verr trattata la paleografia su base dell'alfabeto latino.
Per quanto concerne l'ambito di studio della codicologia ci occuperemo
dello studio del libro manoscritto.
indispensabile anzitutto palesare le differenze che intercorrono tra il libro
manoscritto ed il libro a stampa:
Libro a stampa:
ha titolo, autore, editore e prezzo in coperta;
ha titolo, autore ed editore in costa;
ha un indice;
ha la bibliografia;
ha pagine numerate;
le copie sono identiche tra loro.
Libro manoscritto:
non ha titolo, autore, editore e prezzo in coperta (queste informazioni
possono talvolta essere presenti nel colofne);
non ha titolo, autore ed editore in costa;
non ha un indice;
non ha la bibliografia;
ogni manoscritto un unicum.
Di un libro a stampa, inoltre, talvolta possibile trovare una ristampa
anastatica ovvero una ristampa che non ha subto alcuna mutazione,
nemmeno grafica, risultando una copia perfetta dell'edizione precedente -.
Le sguardie, detti anche fogli di guardia, sono pagine poste tra la copertina
ed il manoscritto a protezione di quest'ultimo. Risulta necessario chiarire la
differenza tra origine e provenienza del manoscritto:
Origine: luogo in cui il manoscritto stato redatto ed ha visto la sua forma
finale, completa.
Provenienza: ultimo luogo di conservazione di un manoscritto.

Aplografia: salto dallo stesso allo stesso, omissione per distrazione di una
porzione di testo compresa tra due espressioni identiche tra loro.

Da un animale si ricavano all'incirca uno o due fogli di pergamena.


Ogni manoscritto ha una forma precisa in base alla sua destinazione d'uso; ne
distinguiamo tre tipologie.
1. Libri di studio ad uso degli studiosi nelle
abbazie: privi di immagini e decorazioni,
assolvevano ad un uso prettamente pratico e
pertanto potevano essere quaderni disligati
(ovvero fascicoli privi di coperta e rilegatura). I
libri dei monaci cistercensi erano molto
semplici, privi di orpelli, e al massimo
presentavano delle note richiamate tra una
linea e l'altra.
2. Libri universitari ad uso degli studenti universitari: ad inizio anno
accademico il collegio dei docenti si riuniva
per stabilire quale testo adottare, che
costituiva la copia exempla manes che veniva
copiata mediante il sistema della pecia; tale
sistema coinvolgeva nell'atto di copiatura
chiunque sapesse scrivere ed avesse bisogno
di guadagnare del denaro come donne,
militari, studenti, ecc... Il testo universitario
era di grande formato, rettangolare, la
scrittura era disposta su due colonne centrali
collocate sulla parte alta del foglio e
presentava ampissimi margini capaci
d'accogliere l'apparato di note del professore
nonch dello studente stesso. Il testo era
redatto in modo da facilitare
l'apprendimento, non pi in scriptio continua, bens con le parole ben
distanziate tra loro e con segni particolari.
3. Libri di apparato, ad uso delle istituzioni religiose: si tratta di
manoscritti di grande formato e pregevole fattura, ben ornati e miniati,

con copertine lavorate e spesso preziose; venivano riposti chiusi sul


pulpito e portati aperti dal sacerdote lungo la navata centrale; avevano
funzione principalmente rituale e simbolica.