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Lo studio degli aspetti formali di una scrittura si pone in una prospettiva sincronica

o diacronica?
Gli aspetti formali di una scrittura vengono studiati in una prospettiva sincronica.
Si tratta di uno studio formale, in cui vengono considerate le forme e le strutture
grafiche, indagando i modi, i tempi, le circostanze della scrittura.
Nell’analisi formale di una scrittura quali aspetti vanno considerati?
- la morfologia delle lettere, cioè la loro forma
- il modulo delle lettere, cioè le dimensioni
- il ductus della lettera, cioè numero, successione e direzione dei tratti che
costituiscono ogni singola lettera
- il peso della lettera: una scrittura pesante è caratterizzata da una forte differenza
di tratti
- l’angolo di scrittura o “angolo dei grassi” è l’angolo formato dal tratto di maggiore
spessore e il rigo di scrittura
- il supporto: scrivere su un supporto morbido come papiro, carta o pergamena
comporta una tecnica molto diversa rispetto alle incisioni epigrafiche su pietra o alla
scrittura su cera.
Datazione topica e datazione cronica: cosa sai dire in merito a ciò?
La datazione topica indica il luogo e la datazione cronica la data in cui è stato redatto
un documento.
Cosa si intende per scrittura libraria e scrittura documentaria.
La scrittura libraria è eseguita con penna temperata larga e viene utilizzata in campo
librario, per scrivere libri. Le scritture librarie sono generalmente canonizzate, cioè si
ispirano a un canone, un modello, che cercano di riprodurre nel modo più preciso
possibile.
La scrittura documentaria è generalmente corsiva e viene utilizzata in ambito
documentario, con una penna a punto fine, per redigere documenti. Le scritture
corsive possono venire canonizzate ma è un processo artificioso.
Analisi diacronica e sincronica della scrittura
L’analisi diacronica ripercorre la storia della scrittura lungo l’arco temporale dei
secoli, studiando le caratteristiche e gli ambiti di diffusione dei tipi di scrittura.
L’analisi sincronica analizza un dato tipo di scrittura in un preciso momento e ne
analizza le forme e le struttura grafiche.
Cosa è una scrittura corsiva?
La scrittura corsiva è una scrittura vergata con velocità, possibilmente senza staccare
lo strumento dal supporto, con una penna con punta fine che consente di eseguire i
tratti in modo legato.

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Cosa è la minuscola carolina?
La minuscola carolina è una minuscola libraria dell’età di Carlo Magno che si impose
in tutto il Sacro Romano Impero e che, fatta risorgere in età umanistica, venne
trasmessa alla stampa e ancora oggi si trova nei nostri libri e nei computer. Divenne
una scrittura totale, cioè l’unica scrittura praticata in tutti i territori dell’Impero e
dell’Europa (tranne il Sud Italia in cui rimaneva la Beneventana) sia in ambito librario
che documentario, dal IX al XII secolo.
Definizione di scrittura minuscola e maiuscola.
La scrittura maiuscola è una scrittura compresa entro un sistema bilineare, in cui tutte
le lettere sono tutte comprese tra il rigo di base ed un’ideale linea parallela ad esso.
La scrittura minuscola è una scrittura compresa entro un sistema quadrilineare, in cui
le lettere presentano un corpo compreso tra una linea di base e un’ideale linea
parallela ad esso e aste sopra e sotto il rigo, comprese tra due ulteriori linee ideali
parallele, una sopra e una sotto il rigo di base.
Cos’è la pecia?
Con la nascita dello Studium vi fu un’impennata nella richiesta di libri. Erano
necessarie molte copie di libri, a basso costo e che contenessero testi lunghi. Il testo
veniva approvato dal Collegio dei Professori e depositato presso delle botteghe di
riferimenti (Stationarii), dove si poteva prendere in prestito per trarne delle copie.
L’exemplar non veniva dato interamente ma a pezzi. Da qui nacque la Pecia, ossia
“pezza”, cioè dei fascicoli sciolti e numerati che rappresentavano un’unità di misura
nel processo di produzione e anche nel prezzo. Venivano affittati dagli stationarii ai
copisti di professione o agli studenti.
Quale scrittura può essere definita l’archetipo grafico insuperato e perché.
La minuscola carolina perché si impose anche in ambito documentario determinando
una egemonia grafica assoluta.
Le litterae textuales
La scrittura testuale si afferma in nord Europa nei primi decenni del XII secolo e in
Italia negli ultimi decenni. Sostituisce la carolina e si impone anche sulla beneventana
nel Sud Italia. Dal XIII secolo vi sarà unitarietà grafica totale in campo librario con le
litterae textuales, ossia la scrittura gotica, che indica un sistema all’interno del quale
sono presenti diverse realizzazioni, che appartengono al medesimo tipo di scrittura
perché rispettano le 6 regole (7 in Italia) della testuale, ma le realizzano in maniera
diversa.
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Tradizione corsiva e tradizione libraria: intersezioni e divorzi.
La scrittura latina in età romana nasce già bipartita. Da un lato abbiamo la tradizione
libraria, cioè la scrittura dei libri o dei monumenti, in cui le lettere sono tracciate
secondo un modello canonizzato e stilizzato e sono ripetute sempre uguali a se stesse.
Dall’altro abbiamo la tradizione corsiva della scrittura “usuale” e documentaria, in cui
sono frequenti legature, semplificazioni e dissimilazioni di tratti, che portano
all’alterazione della morfologia delle lettere. Questo è l’ambito in cui la scrittura è più
viva e si origina il cambio grafico. Il Medioevo erediterà questa biforcazione grafica e
la adatterà alla nuova realtà storica.
Tipi e funzioni delle abbreviazioni
Nell’antichità le abbreviazioni utilizzate erano per sigla, cioè l’iniziale della parola, o
per troncamento, cioè vengono scritte solo le prime lettere. Nella tarda età imperiale
accanto ai troncamenti semplici compaiono i troncamenti sillabici e il sistema
tachigrafico, ossia una scrittura non alfabetica che comprende segni speciali. Alcuni
segni si diffondono nella scrittura comune come compendi speciali: 7 per et, Ɔ per
cum, P e Q con aspota taglia da un tratto obliquo per pro e quod. Nell’altro Medioevo,
con il crollo dell’alfabetizzazione e il declino della scrittura, si riduce molto il ricorso
alle abbreviazioni. In ambito librario un titulus orizzontale dopo vocale indica la nasale
finale, mentre un titulus verticale dopo T indica l’uscita verbale -tur o nominale -tus.
Vengono poi introdotti in ambito sia librario che documentario i Nomina Sacra, cioè
abbreviazioni che indicano divinità cristiane, che possono essere abbreviate per
contrazione o per letterina soprascritta.
Cosa è la pergamena? Quando e dove fu usata?
La pergamena è il supporto del codice manoscritto a partire dalla sua prima comparsa
fino alla fine del Medioevo. Il nome “pergamena” compare per la prima volta
nell’Editto sui prezzi di Diocleziano e deriva dalla volontà del re di Pergamo, Eumene
II, di trovare un supporto librario diverso dal papiro, di cui l’Egitto aveva il monopolio.
Si tratta di un supporto tratto dalla pelle animale, e in particolare dalle specie ovina,
suina e bovina. Presenta un lato pelo, in cui sono visibili le tracce dei follicoli piliferi,
ha un colore più scuro, è liscio e leggermente concavo, e un lato carne, più elastica,
convessa, di colore chiaro e vellutata. Nell’area mediterranea (Spagna e Italia) viene
usata prevalentemente ovina, mentre in Europa continentale prevalgono le specie
bovine e talvolta suine.
Che cosa significa archeologia del manoscritto?

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Per archeologia del manoscritto si intende la codicologia. In una prospettiva
archeologica viene condotta un’osservazione dettagliata, grazie ai moderni strumenti
e alle tecnologie più avanzate, degli aspetti fisici dei manoscritti, a cominciare dal
supporto.
Cos’è un fascicolo?
Il codice è un libro formato da fogli piegati in due (bifogli) e riuniti in uno o più fascicoli
cuciti mediante un filo lungo la linea di piegatura. Per questo l’unità di base del codice
è il bifoglio.
Cosa sono i richiami?
A partire dal secolo XI si diffonde e poi si impone l’uso del richiamo: sul margine
inferiore del verso dell’ultimo foglio del fascicolo viene trascritta la parola iniziale del
fascicolo successivo. Tale sistema garantisce l’integrità del testo.
Differenza tra rigatura a secco / rigatura a colore.
La rigatura a secco è tipica dei secoli più antichi: solo dalla fine del sec. XI verrà
sostituita dalla rigatura a colore. Comporta un’incisione che lascia sul lato in cui è
impressa un solco, e un rilievo sul verso, può essere impressa su più fogli per volta e
in questo senso è economica.
La rigatura a colore comporta l’esecuzione su ogni pagina e viene eseguita tramite
una mina di piombo oppure ad inchiostro, riga per riga con una penna oppure con i
pectines, piccoli rastrelli che consentono di tracciare più di una riga per volta.
Che cos’è uno scriptorium?
All’interno delle grandi istituzioni religiose viene organizzato un ambiente in cui i
monaci sono istruiti al lavoro di copiatura, sotto il controllo del magister scriptorii. Il
termine Scriptorium indica tanto il luogo fisico quanto l’istituzione, il centro della
produzione manoscritta nell’Alto Medioevo, in cui spesso si sviluppano un tipo di
scrittura e uno stile grafico, uniti ad uno stile decorativo e di confezione materiale,
che consentono di riconoscere tutti i prodotti di quel centro scrittorio.
Cosa si intende per rubrica?
Le rubriche sono i titoli o le sezioni iniziali in rosso e vengono eseguite dal rubricatore.
Spesso il copista era anche un rubricatore.
Aprendo un codice medievale vedo davanti a me?

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Aprendo un codice medievale vedo davanti a me?
Nel codice medievale troviamo una o più carte iniziali, che appartengono alla coperta
o alla legatura del volume e possono essere antiche, settecentesche o moderne. A
volte una mano posteriore può aver apposto il nome dell’autore o il titolo o il nome
del possessore. Nel corpo del codice possiamo trovare la rubrica iniziale che indica
titolo e opera, introdotti dalla formula “Incipit liber…”. Se l’opera non inizia con
queste indicazioni, si possono trovare al termine, dove può esservi anche la
sottoscrizione del copista.
Cosa è una filigrana.
La filigrana è un disegno, ottenuto con un filo metallico legato alle vergelle in
posizione laterale, nella forma. È stato introdotto nel 1282 a Fabriano e funge da
marchio di fabbrica. Le filigrane sono sempre una coppia perché gli operai lavoravano
con due forme gemelle.
Quando e dove si usa la rigatura a secco e quando e dove quella a colore?
La rigatura a secco è tipica dei secoli più antichi, solo dalla fine dell’XI secolo verrà
sostituita dalla rigatura a colore. In epoca umanistica verrà fatta risorgere la rigatura
a secco.
Cosa significa descrizione esterna del manoscritto?
La descrizione esterna è relativa agli aspetti materiali, codicologici. L descrizione
esterna comprende:
- Segnatura
- Data
- Materia
- Numero delle carte
- Fascicolazione
- Presenza di richiami
- Numerazione dei fascicoli
- In un manoscritto membranaceo viene indicato l’inizio del fascicolo, in uno
cartaceo il formato
- Dimensioni in mm
- Indicazioni relative allo specchio scrittorio
- Numero di righe
- Rigatura a secco o a colore
- Scrittura
- Decorazione
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- Notazione neumatica (dei neumi, ossia segni indicanti la musica)
- Legatura

Cosa si intende per descrizione interna ed esterna di un manoscritto.

La descrizione esterna è relativa agli aspetti materiali, codicologici. La descrizione


interna è relativa al contenuto del manoscritto e indica il testo o i testi conservati nel
manoscritto.
Elementi significativi per la storia del manoscritto.
Di grande interesse per la storia della tradizione manoscritta sono le alterazioni, le
mutilazioni e le fusioni, che si possono individuare trascrivendo le sezioni iniziali e
finali di ogni testo e confrontandole con i repertori per capire se si tratta di opere
diverse o di articolazioni interne ad un unico testo.

Explicit, colophon sottoscrizione.


L’explicit è la sezione finale del testo, che contiene spesso invocazioni e preghiere.
Il colophon può indicare:
- il nome del copista, allor si parlerà di sottoscrizione. La sottoscrizione ci dice
anche se il copista è un religioso o un laico: nel primo caso sono frequenti
formule di preghiera o invocazione, nel secondo caso solitamente vengono
offerte informazioni più complete.
- Luogo di produzione
- Tempo di produzione
- Committente
- Formule di carattere diverso.

Cosa significa archivistica del manoscritto?


L’archivistica del manoscritto si occupa del libro come elemento di un insieme
storicamente definito., oggetto di un’indagine di tipo archivistico.

Perché catalogare i manoscritti datati? - Il Progetto di Catalogazione dei manoscritti


datati.
Durante il Colloquio internazionale di paleografia che si tenne a Parigi nel 1953, si
stabilì un progetto di catalogazione dei manoscritti datati. Gli studiosi delle principali
nazioni avrebbero compilato cataloghi dei manoscritti medievali che presentino un
riferimento esplicito alla loro data o origine. Vennero realizzati dei cataloghi illustrati

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che avevano una finalità comparativa: fornire esempi di confronto per datare e
localizzare i manoscritti.

Cataloghi di manoscritti nel web.


Il catalogo on-line permette di superare l’empasse di una scelta tra catalogazione
sommaria, di dervazione anglosassone, e catalogazione esaustiva di derivazione
tedesca. Il catalogo informatico è un’opera in progress, cioè una pubblicazione in
continuo aggiornamento, quindi è una fonte che va consultata a più riprese. In
Inghilterra i principali cataloghi sono quelli della Bodelain Library e della British
Library. In Germania il principale database è il Manuscripta.mediaevalia, in Svizzera il
progetto e-codices, in Francia la Bibliotheque nationale offre nella sua biblioteca
digitale alcune digitalizzazioni di manoscritti. Negli Stati Uniti il Digital Scriptorium è
un database di descrizioni e immagini nato nel 1996 da un consorzio di biblioteche.
Anche la Biblioteca Apostolica Vaticana offre la possibilità di ricerca online le immagini
del proprio patrimonio.
In Italia la Biblioteca Malatestiana di Cesena offre il suo patrimonio online.

Cos’è un catalogo di manoscritti?


Il catalogo raccoglie le descrizioni catalografiche dei manoscritti, cioè la
rappresentazione mentale di oggetti fisici, ottenuta mediante la descrizione di tali
oggetti nelle varie parti. È il risultato di una attività di ricerca.

Cosa si intende per manoscritto composito?


Si intende un codice composto da due o più unità codicologiche, cioè entro la
medesima legatura può trovarsi più di un manoscritto.

Chi è il committente di un manoscritto?


Colui che lo commissiona e ne paga le spese.

Rogatus scripsi: cosa significa?


È una formula usata come sottoscrizione dal rogatario, cioè colui che ha scritto il
documento.

Cos’è un documento pubblico?


Documento pubblico e documento privato
Il documento pubblico è emanato da una autorità pubblica (imperatore, re, pontefice)
che si avvale per redazione e spedizione di una struttura articolata, cioè la cancelleria.
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Il documento privato è espressione di una persona (fisica o morale) privata, che ne
affida la redazione a professionisti (giudici, notai).
Chi è il rogatario di un documento?
È lo scrittore del documento.
Cosa si intende per subscriptiones
Funzione delle subscriptiones nei documenti medievali
Sono le sottoscrizioni delle parti, dei testimoni e del rogatario che appongono la
propria firma sul documento. Solo la sottoscrizione del rogatario, detta completio, è
indispensabile ed indica che egli ha eseguito tutte le fasi per rendere il documento
valido.
Cosa si intende con publica fides?
Indica che un documento redatto dal notaio ha pieno valore e autenticità per il fatto
che sia stato il notaio a redigerlo.
Cos’è la cancelleria?
È un ufficio organizzato di una istituzione in cui si svolgono tutte le pratiche inerenti
l’emanazione di documenti di pubblica utilità.
Cos’è il signum notarile
Un simbolo personale e individuale del notaio ma anche un simbolo di categoria.
Scritture documentarie nel Medioevo: alcuni esempi
Nell’età del particolarismo grafico si diffondono scritture nazionali usate in ambito
documentario, come la minuscola insulare, la visigotica, la beneventana, la corsiva
merovingica. La minuscola carolina è stata utilizzata anche in ambito documentario
fra IX e XII secolo.
Cosa si intende con critica dei falsi
In diplomatica consiste nel determinare l’autenticità dei documenti ed individuare
quindi i falsi.
In cosa consiste l’edizione critica di un documento
L’edizione critica comprende la trascrizione del testo, un esame della tradizione del
documento (recensio) e confronto con altri superstiti (collazione), l’emendatio, cioè
l’intervento correttivo dell’editore. Seguono l’apparato critico e il commento.
Definizione di documento in diplomatica
La testimonianza scritta di un fatto di natura giuridica, compilata con l’osservanza di
determinate forme, destinata a conferirle fede e darle forza di prova.
Caratteri intrinseci ed estrinseci del documento
Caratteri estrinseci: materia, scrittura, segni speciali, sigilli, note di cancelleria.
Caratteri intrinseci (sono relativi al contenuto): il tenore, le 3 sezioni protocollo, testo
ed escatollo
Cos’è un registro notarile e quando si diffonde il suo uso?
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Nel tardo Medioevo il notaio, prima di redigere la pergamena con il dettato integrale
del documento, ne scrive in forma abbreviata gli elementi essenziali in un proprio
registro.
Cosa è il regesto
È un breve riassunto del contenuto del documento, che non omette alcun dato
essenziale.
Cosa sono le notizie dorsali
Un appunto vergato dal rogatario in una veloce corsiva sul dorso della pergamena da
usare per confezionare il documento.