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Lezioni 12,13/10/16

La FILOLOGIA è critica del testo,cura formale,


Sorge in in Grecia in età ellenistica,grazie al progresso della scuola e della scienza
che si ebbe nel IV secolo.
Nascono infatti istituti accademici con proprie biblioteche,tra cui il “Museo di
Alessandria”(III secolo),con il suo bibliotecario Eratostene-il primo definito
filologos-,di cui però non abbiamo scritti(lo conosciamo attraverso Svetonio).La
comunità viene fondata da Tolomeo Filadelfo nel 280 a.C,creando una biblioteca
contenente dai 200.000 ai 490.000 volumi.
Sarà Callimaco a compilare una guida bibliografica a tutti i rami della letteratura
greca,ciò porta ad un grande progresso nella filologia e nei metodi critici.
I primi bibliotecari alessandrini erano anche letterati e nel loro “tempio delle Muse”
si occuparono della normalizzazione dei testi,tradussero testi provenienti dall'Attica
in alfabeto ionico e venne adoperato il sistema degli accenti.
A Roma la filologia arriva con i grammatici,nel II secolo a.C.
Così come in Grecia,anche a Roma,la filologia si forma a seguito della nascita di una
letteratura nazionale e quindi l'esigenza di conservarla.

• Il TESTO è l'elemento immateriale,il TESTIMONE è materiale.Il testo e il


testimone seguono il piano sincronico.In diacronia vi sono invece la
copia(apografo) e il suo originale(antigrafo),dove l'originale viene prima della
copia;l'originale è ancora diverso dall'autografo,cioè il testo scritto dall'autore
e non copiato.
-MATERIALE SCRITTORIO :
1)In antichità veniva usata la terracotta,la si poteva incidere con uno stilo che
graffiava la superficie con il calamo per l'inchiostro.Si scriveva anche sul
legno,spalmando la superficie di cera,permettendo lo sgraffio e la cancellatura.
Oltre alla cera si usava anche la pece sulle tavolette,in questo materiale abbiamo
infatti le “Orationes” di Cicerone.
2)A Temperi,in una tomba vengono ritrovati frammenti consistenti di papiro,che
veniva preparato tagliando sottili strisce di midollo fibroso di una canna che cresceva
spontaneamente nel delta del Nilo,ma poi prodotto anche in Siria e vicino a
Babilionia.Un altro luogo di conservazione notevole è la villa dei Pisoni chiamata
anche “villa dei Papiri” ad Ercolano,i cui papiri però sono stati esposti a fortissime
temperature.La pianta quindi veniva tagliata e le foglie venivano sovrapposte ad
angolo retto formando la plagula=il foglio,poi incollati tra loro per formare il
rotolo,con una colonna di testo scritta ad inchiostro di solito lunga tra i 25 e i 45
caratteri.
Nonostante fosse la materia più usata anche per tutto il Medioevo(con l'unica
differenza che erano scritti in minuscola),questo materiale fu più volte sostituito da
pelli animali e dal cuoio,subendo inoltre le oscillazioni dovute alla guerra o da altre
condizioni.
2)A Pergamo,per risolvere il problema del divieto di esportazione del papiro imposto
dal governo egiziano,si ricercò un'alternativa accettabile ad esso.Nacque così la
PERGAMENA(vellum), un materiale scrittorio ricavato dalla pelle di vitello o di
cavallo.La sua diffusione avviene in età ellenistica ma prende in età tardo antica e
cristiana.La pergamena presuppone una relativa disponibilità economica.Può essere
riutilizzata attraverso l'eliminazione fisica dell'inchiostro,ciò dà luogo ai palinsesti.
3)La CARTA si diffuse quando gli arabi a Samarcanda impararono dai cinesi a
fabbricarla,intorno al IX secolo.Si impone nel basso medioevo e diventerà di dominio
italiano (Fabriano-1276).Dal 1300 diviene il materiale scrittorio più usato per la
rapidità e l'economicità.
La polpa del composto vegetale veniva stesa sui telai ed essiccata.I telai erano
metallici ed avevano già la forma del foglio,in questa fase veniva ricavata la
filigranache rimaneva impressa sul foglio.I marchi cambiavano in continuazione
permettendo una datazione cronologica.

FORMA SCRITTORIA:
1)In età ellenistica la forma è il ROTOLO di papiro (volumen) contenuto nella capsa.
Si scriveva su un solo lato,il recto,su una serie di colonne parallele al lato lungo.Il
rotolo di papiro si arrotolava attorno all'umbilicus,un bastoncino,con un altro
bastoncino si apriva.Di solito il volumen aveva un cartellino ,il titulus,dove c'era il
nome dell'autore o dell'opera.Usato fino al II sec. d.C per tutti i testi letterari.
2)Contemporaneamente al materiale scrittorio della pergamena nasce una nuova
forma:il CODEX.Il primo a menzionarlo è Marziale,anche se non venne usato per la
letteratura pagana fino al II sec d.C.Si afferma definitivamente nel IV sec. d.C.
Il codice rappresenta una notevole innovazione,essendo molto più pratico da
consultare e meno costoso da produrre.
Costruito con la rilegatura di più fascicoli con ago e filo,costituiti da più fogli.Le
pagine erano numerate non con la nostra attuale numerazione ma: 1 recto-
1verso,2recto-2verso;il numero dei fogli era determinato dai bifogli,costruendo il
ternione,il quaternione(4 bifogli che corrispondono a 8 fogli).
Con il codex nacquero i corpora:accorpamenti di opere di autori di versi ma di
argomento affine,anche accorpamenti di più opere di uno stesso autore.
Tuttavia il passaggio dal volumen al codex fu la prima grande strozzatura che i classici
dovettero affrontare,inevitabilmente questo portò ad una perdita di molti di essi e la
trasposizione di quelli che invece erano canonizzati.

SCRITTURA:
Vi sono modelli differenti usati e rispettati dai copisti fino ad un certo punto.
La tipizzazione permette di datare la scrittura sulla base dello stile grafico usato.
La datazione può essere più o meno precisa.
Inoltre l'individuazione di un modello grafico preciso permette anche la
localizzazione di quel manoscritto o frammento di esso.
Il copista -x- viene identificato e si crea una sorta di storia della tradizione.
Ad Atene,nel V secolo,c'è un'alta alfabetizzazione,la scrittura si diffonde tra le
classi cittadine agiate ma anche tra i meno abbienti.
Tra il IV e V secolo c'è però una resistenza da parte dei grandi autori alla diffusione
della scrittura.
Tendenzialmente il tipo di scrittura usata era MAIUSCOLA,le cui lettere possono
essere inserite in quadrati di linee parallele.
Per quanto riguarda i codici e i manoscritti greci venivano scritti in onciale o
maiuscola biblica ← il tipo di scrittura più diffuso che emerse nel IV secolo e rimase
fino al tardo medioevo-IX secolo,una bella scrittura arrotondata.
In epoca romana le principali scritture usate erano la capitale quadrata,la capitale
rustica,la onciale e la semionciale che nacquero quando le forme corsive di scritture
quotidiane furono raffinate e rese regolari per i libri.
[La “Biblioteca apostolica vaticana” è il luogo di conservazione della maggior parte
dei testi antichi (100.000 manoscritti ca.),opera iniziata dal Papa dal Medioevo.]

• Tradizione della Bibbia:


In età ellenistica si presenta in ebraico e viene tradotta in greco nell'ambiente della
biblioteca alessandrina.
I testimoni più antichi dell'Antico Testamento conservati sono del X secolo:
uno di Aleppo e l'altro di S.Pietroburgo.
La prima stampa è avvenuta nel 1525 a Venezia,in ebraico.La Bibbia in lingua ebraica
segue una tradizione diretta attraverso i frammenti antichi,durante il Medioevo e la
stampa.
Per quanto riguarda la tradizione indiretta facciamo riferimento alla traduzione
dall'ebraico al greco,frammenti di testi biblici tramandati all'interno di un altro testo.
La prima traduzione della Bibbia in greco è quella dei “70” o la “70”:si dice che a
Paro si fosse riunito un gruppo di esperti che tradussero l'Antico Testamento (70 o i
giorni impiegati o il numero degli studiosi).Tuttavia alcuni di questi libri non sono
stati tradotti dall'ebraico ma scritti direttamente in greco (libri 2-4 Maccabei,Libro
della Sapienza..), per questi si parla di tradizione diretta.Questa edizione ha una
disposizione diversa rispetto alla nostra.
Vi sono altri testimoni importanti : quello Sinaitico,l'Alessandrino della British Library
di Londra,un palinsesto del V secolo.
Il testimone che risulta più importante è il
-Vaticano greco 1209* testimone più antico e più completo,250 manoscritti in
maiuscola e oltre 2000 in minuscola.
Nel XX secolo vengono ritrovati a Qumran alcuni incunaboli che sembravano
ricordare la versione dei 70 e non il testo ebraico.
Origene rappresentò un'eccezione al rifiuto della Chiesa cristiana nei confronti della
letteratura pagana,perché fece studiare ai suoi allievi molti testi classici.Inoltre si
occupò critica testuale e proprio al Vecchio Testamento adattò il sistema dei segni
marginali usato dai critici alessandrini:
Il segno più importante era l'obelos=una lineetta posta al margine sulla sinistra di un
verso.Poi c'era la diple “>” che indicava un passo notevole per lingua e per
contenuto,l'asteriskos “*” che indicava un verso ripetuto erroneamente in un altro
luogo. “asteriskos+obelos”=versi interpolati da un altro.
L'antisigma segnava punti nei quali l'ordine delle righe era stato disturbato.
Origene scrive gli “Exaplà” nel III sec e presenta il testo su colonne parallele,sei
per la precisione:una traduzione in ebraico in lettere greche,una traduzione letterale
fatta da lui,tre altre traduzioni greche (di Aquila,Simmaco,i 70 e Teodozione) e
l'originale ebraico.A noi è giunta solo la versione a 5 colonne,senza l'originale
ebraico.
Il Nuovo Testamento viene scritto in greco tra il I e il V secolo d.C.In latino invece le
traduzioni sono state fatte nel V sec. d.C, di ciò però abbiamo solo frammenti e
tradizione indiretta.
S. Girolamo alla fine del IV sec. d.C si occupa della Bibbia,ricorrendo al testo
ebraico ,realizza una traduzione complessa ed affidabile in latino;dando vita alla “
Vulgata”, la versione ufficiale per tutto il Medioevo e fino agli inizi del XX
secolo,stampata per la prima volta da Guttemberg.
Lorenzo Valla si ricorda per la sua capacità di individuare gli errori della
tradizione,dimostrò infatti la falsità della “Donazione di Costantino”, documento
redatto nell'VIII-IX secolo,basandosi su elementi storici e linguistici.
La sua opera più famosa sono le “Elegantiae”,argomenti di stile,uso e grammatica
latina;scrisse “Emendationes sex librorum Titi Livi” ma soprattutto osò emendare la
stessa Vulgata (anche qui titolo “Emendationes”),basandosi sullo studio
dell'originale greco e sui più antichi testi patristici e le loro citazioni.
Le postille e correzioni di Valla furono stampate da Erasmo da Rotterdam nel
1505.Erasmo si inserì in una polemica complessa,poiché il clero non vedeva di buon
occhio le Emendationes perché trattavano il testo sacro come un qualsiasi testo
letterario.Il sodalizio con la casa editrice di Froben a Basilea,permise ad Erasmo
l'edizione a stampa della Bibbia latina con la traduzione greca a fronte nel 1516.
Inizialmente consultò quattro manoscritti del Nuovo Testamento con il testo in
greco,dei quali uno è il codice di inglese di Leicester.A Basilea Erasmo aveva a
disposizione cinque manoscritti ed escluse quasi del tutto il Vaticano 1209,perché
alla base della sue edizione c'è il principio che i testi vadano studiati in lingua
originale piuttosto che in traduzioni.Inoltre tradusse egli stesso delle parti mancanti
dell'Apocalisse in greco,prendendo come riferimento la Vulgata di S.Girolamo.
Richard Bentley è un figura di notevole importanza per la critica testuale,che
operò tra il '600 e il '700;si occupò di molti testi oscuri e di Terenzio,Orazio e Manilio.
Egli era competente anche in teologia,ipotizzò una redazione critica del Nuovo
Testamento greco.Tuttavia usò tradizioni latine e orientali e le citazioni,perciò anche
tradizioni indirette,servendosi di molteplici scolii.Bentley riuscì a risalire al Concilio di
Nicea come termine più lontano per i manoscritti.

VATICANO GRECO 1209 (slide 1 e 2).


Il codex in pergamena è databile IV sec. d.C,localizzato in Egitto e la tipizzazione della
scrittura è in maiuscola biblica in scriptio continua.
La struttura delle pagine tende ad essere quasi quadrata con un formato per cui il
testo è disposto su 3 colonne parallele (diverso dalla forma su due colonne più
diffusa).La numerazione è per paginazione e non per fogliazione.
Gli accenti e gli spiriti sono stati aggiunti molto dopo,lo si vede dall'inchiostro che
risulta diverso,inoltre un'altra particolarità è che gli accenti sul dittongo si trovano
sul primo elemento.
Già questi elementi evidenziano un continuo intervento sui manoscritti,la pratica
diffusa era quella di ricontrollare l'antigrafo,modifiche che avvenivano in ambienti
avanzati. es. 4a riga,Ia colonna = aggiunta di una “E” sottoscritta.
C'è una impaginazione primitiva con i numeri dei capitoli segnati con le lettere
accanto allo specchio di scrittura(corpo del testo).
→ In fondo al margine sinistro c'è una scrittura sempre in maiuscolo,disposta a
forma di triangolo(disposizione che è solo un vezzo grafico,non ha alcun significato).
%

il “K “ variato iniziale è un segno diffusissimo,abbreviazione per kai.


% posto fuori, in alto al triangolo equivale al nostro asterisco e mette in relazione
testo e margine.
Quindi tutto questo elemento è un' INTEGRAZIONE fatta o dal correttore o dal
copista stesso.Viene aggiunta una parte del testo mancante.L'errore qui nasce dalla
presenza duplice di AΓIA ,il copista ha commesso il frequentissimo salto da uguale a
uguale,cominciando a copiare dalla prima occorrenza e poi scorrendo,senza copiare
il testo interpolato,direttamente a ciò che c'era dopo la seconda occorrenza.
-IX riga,III colonna = dopo “ta marturiou” c'è un segno di richiamo % e a margine del
testo c'è una “x” con sotto una freccia verso l'alto,in fondo alla pahina troviamo una
freccia verso il basso ,molto fuori dal corpo del testo.
Questa volta l'aggiunta al testo è disposta su linee parallele ed non ad imbuto,anche
se anche qui siamo difronte ad un' integrazione riguardante sempre un salto da
uguale a uguale,però ad essere omessa è una porzione di testo molto grande.
Lezione 3-11-16
slide 3 e 4

Nel IX sec si afferma la scrittura MINUSCOLA per i manoscritti letterari.


[Quando parliamo di minuscola e maiuscola facciamo riferimento ai moduli delle
lettere,quando parliamo di corsivo o di posato facciamo diferimento alla modalità di
scrittura]
Esempio di ciò è il
VATICANO GRECO 1/0213 -Dialoghi di Platone
E' un codice scritto da un copista esperto su pergamena,in minuscola greca,in
corsivo.Il corsivo prevede che il calamo non si stacchi dal foglio e le lettere sono
caratterizzate dal legamento,cioè dalla fusione delle lettere tra loro.

Il copista aveva un rigatura per avere un modello dove scrivere,fatta o incidendo la


pergamena o con una sorta di matita,anche in base al sistema di rigatura si può
individuare il luogo del manoscritto.

Anche qui il margine del foglio è ampliamente utilizzato.


-I° scolio → subito a destra con un inchiostro più scuro,con una differente
scrittura,un misto tra maiuscola e minuscola.Qui c'è un utilizzo di abbreviazioni:

Qui non si pone un segno di richiamo nel corpo del testo,per non confonderlo con un
inserimento,essendo questa una correzione.Viene quindi presentato un altro
testimone,infatti l'abbreviazione “Pri” sta per → tou patriarcu= dal libro del
patriarca.

-II° scolio → è diverso,più lungo e con un inchiostro ancora differente da tutti gli
altri.In scrittura maiuscoletta.Non ha né segni né una parola che riconduca al
testo.Siamo difronte ad una NOTAZIONE ESPLICATIVA del contenuto del testo.
Infatti il manoscritto in questione sembra essere appartenuto ad Areta,arcivescovo di
Cesarea,uomo di Chiesa che però mostra interesse vivo per l'erudizione,noto per
scrivere ai margini dei testi commenti di suo pugno,tratti da buone fonti e quindi
preziosi.

-III°scolio →

-V° scolio →

Qui il copista-correttore ha corretto “mia” con “miaia” direttamente sul


testo,sovrascrivendo la “a” ed aggiungendo la “I”.Quindi sul margine scrive la forma
originaria prima del suo intervento sul testo.

Il corpus delle opere platoniche si compone di 34 dialoghi divisi in 9 tetralogie,13


lettere e L'Apologia di Socrate.Tuttavia alcuni di questi manoscritti non appartengono
a Platone.Ci sono circa 150 testi e qualche frammento papiraceo,i manoscritti più
antichi sono databili IX-X sec. d.C,anch'essi già divisi in tetralogie.
Il primo libro verosimilmente era originariamente in due libri perché della 8a e la 9a
tetralogia fanno parte “La repubblica” (in 10 libri )e “Le leggi “(12 libri).
I testimoni di Platone sono :
-Il Parigino greco 1807 (II volume)
-Vaticano greco 1,siglato con la lettera o (tetralogie 7-9 da Areta)
-Bodeyard library of Oxford-Clarke39 (tetralogie 1-7) con la sottoscrizione di
Giovanni il Calligrafo per Areta del 1895.

Durante la rinascenza bizantina (IX-Xsec.) viene ripresa la letteratura antica,con la


traslitterazione da maiuscola a minuscola.Questa traslitterazione comportò
errori,soprattutto leggendo male lettere che in onciale erano simili tra loro e quindi
facilmente confondibili.Tendenzialmente si accetta il presupposto che una sola copia
in minuscola sia stata tratta da un antigrafo in onciale,poi eliminato e il codex in
minuscola diviene padre di tutti i successivi.
I copisti effettuano una sottoscrizione,inserendo elementi paratestuali sotto al
testo,spesso identificandosi apportando la data(spesso utile ai riconoscimenti anche
se alcuni copisti ricopiavano la data precedente).
Fozio è il patriarca di Costantinopoli per eccellenza,prima di sedere al patriarcato
tuttavia sembra aber diretto una sorta di circolo letterario privato.
Scrisse inoltre la prima recensione della storia:la “Bibliotheca”,un insieme di testi
commentati sia pagani che cristiani.
L'ambiente permetteva una buona accessibilità dei libri,il patriarca leggeva i romanzi
greci,scrittori eretici e anticristiani ma non i poeti e si occupò di rendere più
accessibili alcuni passi difficili della Bibbia. Con Fozio comincia una tradizione di studi
classici pressoché ininterrotta.

Lezioni 10,16 /11/16


Slide 5-8.
Come per il greco,anche la SCRITTURA LATINA ha testimonianze antiche.
-La CAPITALE EPIGRAFICA maiuscola, è solenne ed ha il suo massimo sviluppo in età
augustea.

-La capitale CORSIVA,sempre maiuscola,chiamata anche CORSIVA ROMANA ANTICA


è tipica dei papiri e degli atti ufficiali,ha la sua maggiore stabilità nella Roma
repubblicana.
es1.Oratio Claudii,I sec.d.C (slide 5,framm 3)
-CA di causam
-P di potitori
-EX,e AT di expediat
-Prima della parola “procedant” c'è una correzione: il vecchio “inter” è stato
barrato e corretto in “pro”.
-Nella parola “agentibus” la “B” ha la pancia a sinistra invece che a destra.
-P.C =abbreviazione per patres conscripcti.
es2.Graffio di Pompei avvenuto prima del 79 d.C.

-Nel I° secolo il mercato di libri era organizzato in botteghe artigiane con molti
schiavi,dipendenti usati come copisti.Nel II secolo cominciano a nascere biblioteche
private.Così nasce un nuovo tipo di scrittura libraria maiuscola:
La CAPITALE RUSTICA ,con lettere fatte dal calamo su superficie morbida,con un
contrasto tra tratti sottili e tratti grossi,i tratti paralleli sono sottili,quelli
perpendicolari grossi.
es1.”Virgilio Vaticano” /vaticano latino 3225.
Datato IV/V sec d.C.
Notiamo:
aggiunta di R in “FERO” sovrascritta.
ADQ=abbr. Per ADQUE (quasi mai scritto per intero).

Es2.Papiro documentario conservato a Firenze nella “Biblioteca Medicea


Laurenziana”-inventario dei beni,ossirinco.

-La scrittura ONCIALE viene usata per i testi sacri,anche per quelli letterari in
realtà,ha una forma prevalentemente tondeggiante.
Es1.Livio,lat.15 a Vienna,metà del secolo V.
La caratteristica principale della onciale è la D che somiglia ad una A.
Essendo anche questa scrittura continua,può generare dubbi ed errori.
Notiamo: Quisq =abbreviazione di Quisque.

Es2. “Vaticano latino 5757”


E' un palinsesto,raschiato in maniera invasiva la cui scriptio inferior è a due
colonne,in onciale antica [il cui tratto distintivo è la “e” a semicerchio].La datazione è
avvenuta su base paleografica.Siamo difronte all'unico testimone del “De
repubblica” di Cicerone,scritto in provincia di Piacenza,nel monastero medioevale di
Bobbio(fondato nel 614).
La scoperta di questo palinsesto,come di altri, è da attribuire ad Angelo
Mai,bibliotecario prima dell'Ambrosiana e poi della Vaticana;fu il primo ad usare
reagenti che aiutavano nell'identificazione della scriptio inferior dei palinsesti.
Nel 1822 pubblica l'editio princeps del “De repubblica”,trovato da lui stesso nel
1819.Abbiamo il primo e il secondo libro per intero dei sei libri del trattato
ciceroniano.
-In alto ad ogni pagina c'è un indizio fortissimo,vediamo il titolo scritto abbreviato
“de rep”
Per quanto riguarda il corpus ciceroniano disponiamo anche di una tradizione
indiretta delle citazioni di Macrobio .
La scriptio superior riguarda invece un testo meno importante in onciale tarda(VII-
VIII sec,il cui tratto caratteristico è la L),un “commento dei salmi” di S.Agostino.

Es.”Basilicanus D182”-Hilarius de trinitate (precedente al 509-510)


Questo frammento è in SEMIONCIALE,una scrittura minuscola che non deriva
geneticamente dalla onciale.Questo tipo di scrittura viene usata per i testi letterari e
ha i seguenti tratti particolari:
-la a è graficamente aperta,i segmenti che la compongono non si incontrano.
-”aeterna” =forme ancora dittongate
-il tratto più tipico è la g che ha la parte superiore piatta, nessun occhiello e una
curva discendente (è abbastanza somigliante al numero 5)
-dm^= abbreviazione per “deum”
-ihm Xpm =ihesum xristum dove la X e la p sono la chi e la ro greche.
-la s si confone con la nostra r
-dr^ xp= deus christus → abbreviazione per contrazione,cioè dove compaiono solo le
consonanti.
[Altra abbreviazione può essere per troncamento]

• In età medioevale abbiamo una differenziazione delle scritture per area e la


maggior parte della letteratura latina viene conservata e trasmessa nelle
biblioteche e negli SCRIPTORIA monastici.
Monasteri importanti in questo senso: quello di Vivario-fondato da Cassiodoro
poco dopo il 540 in Calabria,quello di Montecassino,fondato da S.Benedetto
da Norcia,circa nel 529,un monastero che permetteva influenze liberali.
Quindi negli scriptoria si comincia ad avere una stilizzazione,cioè l'utilizzo di un ostile
specifico di scrittura.Questo ha permesso su base paleografica di individuare date e
luoghi di provenienza di molti manoscritti.Il PARTICOLARISMO GRAFICO è
strettamente legato all'affermazione della scrittura MINUSCOLA CAROLINA,questa
scrittura chiara in onore di Carlo Magno si diffonde tra il IX e il XII secolo ed è tipica
della diffisuone dei testi classici,tuttavia è diversa dalle scritture librarie formatesi
dall'evoluzione dell'antica corsiva romana, e poi specializzate per area:in Spagna la
visigotica,in Francia la merovingica,in Inghilterra l'insulare e in Italia la beneventana.

Es1. “Bibbia di Alcuino”-Biblioteca Kantonàl C1 [slide 9]


Alcuino,vescovo di York,fece parte della scuola palatina di Carlo Magno,la corte con
lui divenne centro di fruttuosi scambi fra poeti e studiosi di tutta Europa,la
caratteristica principale era il bisogno di libri,motivo per cui gran parte della
letteratura latina è giunta a noi.
Alcuino sembrerebbe essere stato il committente di questo manoscritto,anche se
non si può escludere che sia stato copiato da un manoscritto precedente.
Il manoscritto è solenne,di lusso perchè la “I” iniziale maiuscola copre 10-15 righe
ed è riccamente decorata.
-”INCIPIT LIB GENESEOS” = Titolo in capitale epigrafica,una scrittura non in uso nel
periodo del manoscritto,per questo parliamo di IMITAZIONE.
LIB= abbreviazione per troncamento
Il testo iniziale del prinicpio della Genesi è in maiuscola onciale,anche questa
scrittura riccamente superata,il suo utilizzo serve solo ad implementare l'efficacia
simbolica.
-D^S= deus ,abbreviato per contrazione.
-CAELU^=caelum,abbreviazione frequentissima per troncamento di nasale.
-TERRA=terram,abbreviazione frequentissima per troncamento di nasale.
-SPS=Spiritus
-E^= est
Le parole sono in scriptio continua con una “.” che le divide.
-q: =que enclitico
-erant=ha N e T unite tra loro.
Il copro del testo che segue è in minuscola carolina,caratterizzato per questo
da un'alto grado di leggibilità,le cui caratteristiche fondamentali sono:
-Γ=S
-C come quella onciale
In mezzo alle righe in carolina,si trovano righe in onciale con al margine i numeri del
capitolo (anche nell'intercolumnio).Quindi ogni inizio paragrafo è segnalato
dall'onciale.Infatti notiamo all'inizio del paragrafo III,la D in onciale e la G tipica.(vedi
sopra)

Es2.Parigi Biblioteque National Lat.12219 Foglio 1 recto.(slide 10)


Questo manoscritto è di livello inferiore rispetto alla Bibbia di Alcuino,è un testimone
con una carolina meno accurata.E' il testimone di un manoscritto di S.Agostino
scritto tra il 1025 e il 1030.
Anche qui però vediamo la D iniziale della parola “debitor” riccamente decorata.
Il testo ha abbreviazioni tipiche:
-vehemor?=vehemus=vehementius,con abbreviazione di vocale e nasale.
-ee=Esse
-é=Est
Talvolta le abbreviazioni possono assomigliarsi graficamente tra loro :
-q con stanghetta sull'asta verticale =qui
-q con trattino alto=quae
-qd con stanghetta sull'asta della d =quod
-orationib=orationibus
-vris=vestris
-rcir=scis=sanctis
-omps=omnipotens
gram=gratiam
In alto al margine c'è una nota di possesso databile tra 500 e 600:
“Ex libris monasteri parte S.Germani aPratis” = proveniente dai libri del monastero di
S.Germano Duprais.

Es3.Medioevale latino 3868/56r e 83 v [slide 11 e 12]


Nel foglio 1 verso “P.TERENTI AERI” (dove P. è la abbreviazione di Publi e il nome
dell'autore è espresso col genitivo “Terenti” ) scritto in capitale rustica,anche qui un
riuso,un'imitazione,un recupero antiquario di una scrittura ormai desueta.
-COMOEDIAE n°VI =dittonghi conservati OE-AE
-FELICITER CALLIOPIO=dove la A è un lambda greco senza la base orizzontale.
Nel foglio 2 recto c'è una miniatura dove viene raffigurato l'autore,qui con vesti
antiche,tipicedel II sec. a.C.In generale tutto il manoscritto è pieno di miniature di
personaggi in maschera.[E' possibile che il copista e il miniatore fossero in contatto,e
che quindi i testimoni successivi abbiano copiato quelle miniature.]
Il nome Calliopio compare spesso,si è pensato fosse qualcuno che avesse curato la
trascrizione,la diffusione editoriale del testo di Terenzio,un'edizione curata in età
tardo antica.
Terenzio è diventato autore scolastico,usato dalla tarda età repubblicana come
esempio di stile e di studio di latino. I suoi 800 testi conservati lo pongono al
secondo posto dopo Virgilio per importanza e diffusione.
La conservazione delle sue opere è avvenuta grazie a:
1.La Recensio Calliopiana (799 testi) che sembra essere una semplificazione,usata
per esigenze scolastiche,una revisione fatta da Calliopio o da chi per lui.
Il testo è scritto in prosa,non in versi,in rosso ci sono le sigle dei personaggi che
parlano,non si va a capo dopo ogni singola battuta.
-viene spiegata la parola palestra “AB SUA PALESTRA EXIT FORAS”=in interlinea è
anticipata dalla “id est”=cioè (palestra=lite).
-viene segnato il vocativo con la lunga.
-ducas me=se ducas ← glossa esplicativa del glossatore.
Quindi in interlinea vengono presentate osservazioni banalmente grammaticali
-quid amas=uxor(la moglie) → quid amas domi est =uxor domi est
-S.I = scilicet+id est
-il punto interrogativo è in orizzontale
-uti=quo modo
Al margine troviamo un'integrazione sanata,fatta dallo stesso copista,riguardante il
comunissimo errore del salto da uguale a uguale.
2.Il Manoscritto bembino (1 testo) databile IV-V secolo,in capitale rustica.(da cui
derivano i 799 della recensio).
Questo secondo manoscritto è pieno di scolii,tra cui anche commenti riguardanti la
discussione relativa al modello menandreo.Per questo il manoscritto diviene anche
unico testimone indiretto di frammenti menandrei altrimenti perduti.
Il manoscritto ha una struttura ordinata:
tabula → indice
explicit → indica la fine dell'opera e l'inizio della successiva → incipit /in capitale
rustica.
Didascalia → indicazioni varie sulla prima dell'opera,l'esecuzione della
musica,elementi tecnici. (dettagliata ne “L'eautontimoroumenos”)
argumentum → che illustra la trama della commedia,un riassunto in prosa non
scritto da Terenzio,con caratteri in rosso e in nero.
Prologus → accompagnato dalla miniatura dell'attore che lo impersonifica,in
minuscola carolina.
Segue un disegno dei personaggi coinvolti e il loro nome in capitale rustica
es.Senex,servus Syrus..
La miniatura viene collocata dove c'è un cambio di scena,con la didascalia che spiega
cosa accade.

Nel XI secolo,contemporaneamente alla minuscola carolina, si inizia a diffondere


nell'Europa del Nord, la SCRITTURA GOTICA: una scrittura minuscola angolosa e
spessa,usata nell'ambiente universitario dai laici.
La gotica ha diverse varianti,può essere anche considerata una degenerazione della
carolina.

ES1.Tommaso d'Aquino,Biblioteque Royale di Bruxelles,XIII secolo.


Abbiamo una datazione precisa “a.D 1286” in sottoscrizione alla nota di
possesso,quindi conosciamo anche il committente e sappiamo che il libro è stato
commissionato a Parigi.
Questo manoscritto riguarda dei commenti sul IV libro delle sentenze di Pietro
Lombardo,relativo alla disputa se sia opportuno ottenere soddisfazioni dalla
punizioni.
Notiamo:
-scrittura angolata,dove anche le “o” sono esagoni.
Questa gotica in particolare è la litera parisiensis (di Parigi)
-la m è fatta con più tratti sempre angolati
→ I° riga :
-m con una o sovrascritta =abbreviazione per “Modo”
-ipi=ipsius,abbreviazione per contrazione
-z=abbreviazione per la congiunzione “e” .E' un'eredità delle “note tironiane”->
sistema di segni e abbreviazioni usate al tempo di Cicerone.
-i con un trattino sovrascritto =ideo
-la eta con un trattino sovrascritto = non [da distinguere con eta^=nam]
-hE=habet
-rom=ro+m=rationi
-satfcois=satisfactionis
-E=s+3 abbreviazione per sed
→II°riga:
-vindicatis=vindicationis
-tm con trattino sopra la m=tantum [da distinguere con tn=tamen]
Notiamo il segno grafico di inizio paragrafo tipico della gotica.
-la A maiuscola risulta aperta.
-A d.p con m sovrascritto= ad primum
-una g con una stanghetta e una o sovrascritta =segno grafico dell'abbreviazione per
ergo
-dd=dicendum
-q con un uncino=quod
-q con una stanghetta e un segno sopra=quamvis
-oid=omnino
-q con stangheta e m sovrascritta=quantum
-a+i sovrasctitta e d =aliquid
-s.=Scilicet
-patient+s sovrascritto=patientur
-ho con stanghetta sopra=homo
-ntate=necessitate
-vtute=virtute
-un con stangh.sovr.=unde
-mi+e sovr.+to=meritoria
-ee=Esse
-A d.B=ad secundum
-gg=Gregorius
-p con stanghetta=per
-ipatiam=impatientiam
-gmia=communia
-or con la linea della r tagliata=orum (desinenza gen.plurale)

• Erroneamente la gotica veniva intesa “littera moderna” e la carolina “littera


antiqua”,secondo una falsificazione storica durante il periodo del ritorno al
classico (umanesimo) viene ripresa la carolina.
Petrarca ha avuto un ruolo fondamentale nel recupero della cultura classica.Egli
contribuì anche concretamente al recupero dei manoscritti antichi:la biblioteca
petrarchesca di Arquà,nonostante una dispersione nel corso del tempo,ha un
cospicuo numero di manoscritti.
Fu una fortuna per P. che nel XIV secolo la curia romana fosse ad Avignone,dove le
biblioteche erano a portata di mano e quando arrivò lì si occupò di riunire Livio (oggi
British Library Harleyano) che comprendeva i libri I-X e XXI-XL,lo copiò di sua mano
aggiungendovi la terza decade,una copia della quarta e della prima.
Petrarca inoltre possedeva il “Virgilio Ambrosiano” ,il cui modello si compone del
testo virgiliano scritto da un copista in gotica, un commento di Servio che lo
incornicia e delle note di mano di Petrarca.
L'intera pagina del frontespizio è miniata dal pittore Simone Martini,artista di grande
rilievo.Egli raffigura Virgilio sotto un faggio con un codex tra le mani che guarda verso
il cielo trovando l'ispirazione,sul fondo la personificazione di “Bucoliche” e
“Georgiche”,accanto a Virgilio c'è Enea.Viene rappresentato anche Servio che leva un
velo a Virgilio.
Completano il frontespizio due cartigli in esametro con rima scritti da Petrarca:
1. “YTALA Pelaros tellus alis alma poetis =Italia nutrice di poeti!
s3 tivi grecos dedit hic attingere metas” = ma questo ti concesse di attingere
alle mete dei greci
2. “Serbius altiloqui redenges archana moronis= Servio scoprendo gli arcani del
profondo morone
ut pateant ducibus pastoribus atque coloris” =pechè siano chiaro ao
condottieri,pastori e contadini.
[E' presente una nota scritta da Petrarca dove dichiara che questo manoscritto era
stato rubato alla sua famiglia nel 1326 e poi ritrovato ad Avignone nel 1338]
Appena dopo la fine del secondo libro delle Georgiche,ci sono quattro esametri
nell'incipit di un carme tetrastico di Ovidio,che racchiude il contenuto delle
Georgiche e quindi funge da argumentum.Anche l'Eneide è preceduta da poesie
ritenute falsamente di Ovidio,in realtà medioevali.
Subito dopo il carmen Ovidiano c'è un “2” in arabo,poi “Georgicorus” ,poi
incipit 3 con la cancellazione dell'errore che riportava scritto “secundus”.
Il testo di Servio è collegato al corpus virgiliano con segni di richiamo:lettere
dell'alfabeto latino sia nelle interlinee di Virgiglio sia sul testo di Servio.
Chiaramente non è la mano di Servio a scrivere i commenti,ma quella di un
copista.Tuttavia le sue citazioni virgiliane costituiscono una tradizione indiretta.
Servio però tende a copiare Virgilio abbreviandolo.
Sono presenti anche note di Petrarca,stavolta di sua mano.
-”aut inlaudati: non videtur idoneam ad exprimendam sceleratissimi hominis
detestationem” → considerazione di una scelta lessicale.
[Petrarca non conosceva il greco,come era prassi di molti intellettuali medioevali.
Anche i copisti non lo padroneggiavano e così se trovavano una parola greca che non
conoscevano scrivevano “graecum”.]
Il modello di Petrarca è stato accolto a Firenze,dove alcuni intellettuali seguono la
sua eredità e quella di Boccaccio:
Coluccio Salutati apportò un contributo valido agli studi classici recuperando la
carolina e lavorando quindi soprattutto sull'elemento grafico. Collezionò moltissimi
manoscritti,più di 100 volumi nella sua biblioteca,tra cui le Tragedie senecane,una
copia delle “Ad Familiares” di Cicerone e le Epistole ad Attico.
Poggio Bracciolini fu importante per la sua abilità nel riportare alla luce testi perduti.
Compì diversi viaggi e collazionò anche lui moltissimi manoscritti,tra cui la nostra
unica testimonianza della “Cena Trimalchionis” del Satyiricon di Petronio.
E' a Bracciolini che si deve l'invenzione della nuova scrittura intorno al 400 a
Firenze:la MINUSCOLA UMANISTICA,un ritorno deliberato della più antica forma
della minuscola carolina.Niccoli si occupa della forma corsiva.

Es.”Vaticano latino 1740”


Manoscritto di Boezio appartenuto a Agnolo Manetti,rappresentato dallo stemma
araldico.La cornice del che circonda il testo è decorata,la pagina è elegante e di alta
fattura.
Ritornano anche qui le forme dittongate curate anche graficamente es.ae

La minuscola umanistica diviene un modello per la stampa,tanto che a Subbiago,a


Venezia,a Milano e a Roma presso le stamperie la min umanistica diviene il modello
grafico dei quadratino di piombo usati per stampare.
Le EDITIONES PRINCIPES,cioè le prime edizioni a stampa,vengono trattate ancora
come manoscritti,con presenza della Manicula,dell'incipiti (con tutti gli errori
connessi).Questo passaggio implica una ulteriore canonizzazione.

TRE INNOVAZIONI FONDAMENTALI :


1.Passaggio dal rotolo al codice
2.Passaggio dalla maiuscola alla minuscola
3.Passaggio dai manoscritti alla stampa.
Lezioni 7,14,15/12/16
Capitolo 6-”Copisti e filologi”
Il compito del filologo e della critica testuale è quello di seguire a ritroso i fili della
trasmissione cercando di restituire i testi alla loro forma primitiva-originaria,la più
esatta possibile.
Poiché non ci sono autografi degli autori classici,le nostre conoscenze dipendono dai
codici che hanno subito danni,errori e quindi la ricerca dell'originale implica un
procedimento lungo e difficile.
Già gli autori antichi erano consapevoli del RISCHIO DI ERRORE nel momento della
riscrittura del testo,già i poeti alessandrini si ponevano questi problemi di ordine
filologico ,seguiti poi da Girolamo per la sua Vulgata.

• La prima fase della critica è la RECENSIO→il cui scopo è ricostruire la più


antica forma recuperabile del testo attraverso i manoscritti
sopravvissuti,recuperando i testimoni che tramandano quel testo.
A meno che la tradizione scritta non dipenda da un codex unicus-un unico
testimone-come nel caso del “De republica” di Cicerone o della versione a stampa
dell'opera di Livio (Va decade),è necessario:
-definire le relazioni reciproche tra i codici esistenti
-eliminare quelli che derivano da un unico codice
-usare le relazioni accertate tra quelli che rimspesso angono → realizzando uno
stemma*,per ricostruire il manoscritto o i manoscritti perduti.
Si prende in considerazione anche la tradizione indiretta,come per esempio i
commenti brevi del Somnum Scipionis di Macrobio.
Bisogna ricordare che l'eta di un manoscritto non è un elemento sufficiente per
scegliere il testo originale.Di fondamentale importanza risulta il numero delle
copiature,se è minore è più probabile che il testo sia meno corrotto.
• Dopo che il testo è stato restituito al suo stato più primitivo,si decide se è
autentico o no,questa fase prende il nome di examinatio, se non lo è il
compito del critico è quello dell'emendatio o dell'isolamento della corruttela.
Questa seconda fase in generale prende il nome di EMENDATIO.

Con la stampa e la editio princeps, gli stampatori fissavano spesso solo una
trascrizione di un manoscritto più recente.
Il primo passo verso una critica testuale più scientifica fu il rigetto della vulgata come
base di discussione e la ripresa dei codici,es. Bentley con l'edizione del Nuovo
Testamento basata esclusivamente sugli antichi codici e sulla Vulgata latina.
Nasce così l'esigenza di porre i codici alla base di ogni testo critico:molti filologi così
contribuirono ad elaborare la teoria stemmatica della recensione,formulata nelle
sue linee essenziali entro la metà dell'Ottocento ed è associata al nome di Karl
Lachmann.Il modello è quello genealogico,l'individuazione di un'origine,di un ceppo
originario,di quello che anticipatamente Scaligero aveva individuato come
archetipo(1577).Anche Bengel si accorse che i codici nel Nuovo Testamento si
potevano classificare su basi genealogiche,parlò a tal proposito di tabula
genealogica.Ma fu Lachmann nel 1830,preparando la sua edizione del Nuovo
Testamento,ad enunciare in modo più preciso le regole esposte da Bengel per la
scelta delle varianti.Il primo stemma codicum viene disegnato l'anno successivo da
Zumpt per un testo classico.
L'esposizione classica della teoria stemmatica è quella di Paul Maas(che nella prima
edizione della Oxford classical Dictionary inserisce la voce “critica del
testo”),applicabile solo se la tradizione è chiusa.

I punti essenziali sono:


a)costruzione di uno stemma,prendendo in considerazione gli errori significativi che
il copista commette in maniera indipendente si dividono in
→ congiuntivi =connettono due manoscritti con un terzo.
→ separativi = mostrano che un manoscritto è indipendente da un altro.[il salto da
uguale a uguale deve essere considerato separativo perchè molto facile da
commettere e quindi non dimostra una effettiva parentela tra i testimoni]
Non tutti gli errori possono essere considerati separativi,perchè sarebbero potuti
essere presenti in A e il copista di B potrebbe essersi accorto dell'errore ed
eliminarlo.Gli errori separativi non sono correggibili perchè B non può sanare con le
su conoscenze l'errore di A.

Quindi ci sono varie possibilità:


1)
antigrafo A

apografo B
Il testimone ha tutti gli errori del proprio antigrafo più almeno uno suo.
Allora B è discendente da A.

2)Se,come visto sopra, B dipende da A ,allora B

Per es.1 e 2 :
A possiede almeno un errore in più di B e B ha almeno un errore in più di A,sono
errori singolari testimoniati da quel solo testimone.

3) archetipo perduto a(alfa)

A B e altri possibili testimoni perduti


Potrebbero anche discendere da un altro testimone.
Se A e B hanno una serie di errori comuni (congiuntivi) ad a,sono stati copiati da a.
Anche qui A e B avranno errori propri e differenti l'uno dall'altro.A e B discendono
quindi separatamente da a.
Per quanto riguarda gli errori di a,questi si sono manifestati in copiatura da un solo
copista e trasmessi ai testimoni discendenti.

Casi in cui abbiamo tre testimoni:


1) A
B C
Quindi A non è perduto,per capire che è l'antigrafo e che B e C sono le due copie
fatte da due copisti differenti:
-tutti gli errori di A sono presenti in B e C
-mancano gli errori singolari di A perché sono stati copiati da B e C
-ci sono gli errori singolari di B e di C.

2) A
β → copia intermedia perduta
B C
Il testimone perduto ha copiato A aggiungendo i propri errori presenti in B e C e non
in A.
B e C hanno aggiunto i propri errori.

Casi con i testimoni perduti:


α α α α
A β β B B C ABC
B C A C AB
Nei primi tre casi abbiamo la presenza di errori congiuntivi in due dei tre testimoni.
Il quarto caso invece vede la discendenza dei tre testimoni da un unico perduto.

b)applicazione dello stemma


W= archetipo derivato da α e β in accordo,se in disaccordo sono questi gli archetipi.
α =manoscritto subarchetipo perduto derivato o dall'accordo di x,y,z o dall'accordo
di x e y in disaccordo con z o dall'accordo di x e z in disaccordo con y o da y e z in
accordo in disaccordo con x o da uno di questi manoscritti in accordo con β
X,Y,Z= codici superstiti discesi da α
E=frammento contenente solo una parte di testo
β=manoscritto subarchetipo perduto prodotto o dall'accordo di A,C e D o
dall'accordo di A e C contro B o di A e D contro C o dall'accordo di A o di γ con α.
B=deriva da A ma è più corrotto e quindi è eliminabile.
Γ = manoscritto perduto derivato da C in accordo con D o da C o D in accordo con un
testimone estraneo( A o α).
C e D= codici superstiti discesi da γ
-Dopo aver ricostruito le lezioni dei due subarchetipi (α e β ), non occorre più
considerare le lezioni peculiari dei singoli testimoni (ABCDXYZ)

[L'archetipo è diverso dall'originale → il primo è il modello progressivo ed evolutivo


della trasmissione dei testi, il secondo è la forma ultima voluta dall'autore.]

• Tuttavia è divenuto sempre più chiaro che la tradizione non segue una linea di
trasmissione verticale,bensì c'è stata una contaminazione o trasmissione
orizzontale di errori,poiché i lettori non copiavano il testo da un unico
esemplare,ma ne confrontavano diversi. Infatti si possono vedere varianti
riportate tra le righe o nei margini.
Questo è quello che succede con Plauto,Terenzio e Virgilio.
Inoltre bisogna spesso negare l'esistenza di un unico archetipo databile alla fine del
mondo antico o all'inizio del Medioevo,è più probabile che la tradizione fosse
aperta,è cioè bisogna credere nell'esistenza di più fonti per la copiatura.
Un altro problema che mette in difficoltà la teoria stemmatica, è la possibilità della
correzione da parte dell'autore stesso del testo originale dopo la pubblicazione.

• La TRADIZIONE INDIRETTA fa riferimento ai passi di uno scrittore citati da un


altro;spesso questi passi conservano la lezione corretta quando tutti gli altri
codici dell'autore sono in errore.
Una fonte importante in questo senso è il lessico “Suda”,una combinazione di un
dizionario e di un'enciclopedia elementare compilata nel tardo periodo
bizantino.Tuttavia anche le citazioni sono soggette ad errori perché spesso si
facevano a memoria.

• Quando il critico si trova a dover scegliere tra due lezioni ugualmente


accettabili valgono due massime:
1)“utrum in alterum abiturum erat” → per cui il desiderio di semplificare e la
trascrizione disattenta abbiano dato impulso ad alcuni tipi di alterazioni.
2) “difficilior lectio potior” →la lezione più difficile ha più probabilità di essere
quella esatta.

• Tuttavia vi sono corruttele di diverso tipo:


A) Errori prodotti dalle caratteristiche di scritture antiche o medioevali
-scriptio continua dei manoscritti
-somiglianza di alcune lettere in una scrittura es.in capitale IP.ILT,EF,PT,PF...
in onciale ILT,FPR,CEOGU...
-scioglimento sbagliato delle abbreviazioni es. i simboli pe “pro”,prae”,”per” simili tra
loro possono essere fraintesi,così come altri. (vedi testi)
-I numerali espressi con lettere vengono tramandati in maniera scorretta
-confusione di due parole di simile ortografia senza che la causa siano le singole
lettere
B)Errori derivati da cambiamenti di ortografia e pronuncia
-monottongamento nel tardo latino di ae>e
-b pronunciata come fricativa e confusa con v.
-iotacismo per il greco

C)Errori derivati dalle omissioni
-di qualche lettera → aplografia
-saut du meme au meme ,quando lo scriba trova la stessa parola due volte in uno
spazio e mentre copia,inizia dalla prima ma poi riprende a copiare dal punto
successivo alla seconda volta in cui compare saltando tutto ciò che è interpolato.
-di un'intera riga di testo
D)Errori di aggiunta
-ripetizione di alcune lettere o sillabe → dittografia
-di una glossa
-di frasi esplicative non strettamente richieste dal senso
-di un testo prima scritto in margine
E)Errori derivati dalle trasposizioni
-di lettere es. leti invece di teli
- in poesia i versi copiati in ordine sbagliato
-in tutti i testi le parole sono soggette ad oscillare
F)Errori provocati dal contesto
-parole assimilate a quelle vicine
G)Errori derivati dal pensiero cristiano
H)Errori derivati dal copista che decide di emendare passi che ritiene difficili

L'edizione critica di un testo mette in luce questo processo di trasmissione e di


tradizione.
→ Si arriva alla CRITICA DEL TESTO con tre passaggi:
1)recensio =racolta e analisi dei testimoni.
2)examinatio =esame del testo tradito dai testimoni
3)emendazione = correzione di errori
Si arriva così all'EDIZIONE CRITICA