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MPARARE A SCRIVERE CON LA 'GRAMMATICA DELLA FANTASIA' DI GIANNI RODARIdi Mattia Savia

Matilde Sciarrino
ABSTRACT
possibile una Grammatica della Fantasia? Linsolito accostamento della parola grammatica con fantasia
pu sembrare un ossimoro. Eppure, lomonimo testo di Gianni Rodari, che ha ispirato queste riflessioni e a
cui qui si fa continuo riferimento, non una gabbia per la creativit, ma un percorso tra i sentieri
dellimmaginario pensato per guidare bambini italiani alla produzione di testi originali e anche sfacciatamente
insensati. La Grammatica della Fantasia, dallesplicito sottotitolo Introduzione allarte di inventare storie,
un resoconto delle attivit di scrittura creativa ideate e realizzate dallautore nelle scuole elementari attorno
al 1970, discusse ed elaborate nei corsi di formazione da lui tenuti in quegli anni a docenti delle scuole di
Reggio Emilia, tutte proposte operative frutto di una fervida immaginazione e di una grande cultura. Qui si
tratta dellutilizzo di questo testo, punto di riferimento in Italia e allestero per tutti coloro che si occupano di
educazione alla lettura e alla scrittura per bambini, in un corso di scrittura in lingua italiana rivolto a studenti
universitari stranieri. Le attivit e gli esercizi che seguono sono il risultato delle personali elaborazioni del
docente, che li ha proposti nel corso di scrittura delluniversit del Saarland (Saarbrcken, Germania) nel
semestre invernale 2012-2013.

Se avessimo una Fantastica, come una Logica,


sarebbe scoperta larte di inventare
Novalis, Frammenti, 1772-1801

INTRODUZIONE

In ambito didattico ci si confronta di continuo con il problema della creazione di presupposti autentici alluso
della lingua straniera, circostanza oltremodo difficile da realizzare allestero dove contesto, mittente e
destinatario (a parte leventuale docente madrelingua) non sono autentici. Una possibile soluzione sarebbe
quella di forzare ulteriormente la mano e iniziare, per cos dire, dalla fine. Cio, partendo da ci che dal
punto di vista glottodidattico pi complesso e passare poi al pi semplice. In altre parole, iniziare con il
proporre lutilizzo della funzione poetico-immaginativa e, ma solo parzialmente, quella metalinguistica della
lingua, per passare in seguito alla dimensione pi funzionale, intesa in senso ampio, nellaccezione originaria
del termine (Balboni, 1994: 42):

La funzione poetico-immaginativa si realizza quando litaliano usato per produrre particolari effetti ritmici,
suggestioni musicali, associazioni metaforiche, ecc. agendo, quindi soprattutto sulla forma del messaggio
(significante) o per creare situazioni e mondi immaginari.

In termini di obiettivi didattici, gli allievi devono apprendere a comprendere storie, racconti, poesie, ecc.
secondo le regole dei generi narrativi della nostra letteratura.

Si tratta di far lavorare gli studenti con e sulle parole, con e sulla grammatica in modo ludico per
comprendere meglio la lingua, definirla o ridefinirla e, in ogni caso e non da ultimo, per abituarsi ad usarla,
oralmente e per iscritto. Agire sulla forma e creare situazioni fantastiche, per riprendere le parole di Balboni.
Lattenzione verso la scelta di vocaboli e la costruzione formale delle frasi realizza quella funzione poetica
che tipica, oltre che dei testi poetici e letterari in genere, anche del linguaggio della pubblicit e di quello
infantile.

I bambini sono da sempre i pi grandi poeti perch utilizzano forme e contenuti in maniera creativa,
originale, complice anche lincompleta e ancora in fieri acquisizione linguistica. Cos, per tentativi ed errori,
usano la lingua con unampia fantasia e altrettanta libert, senza alcuna paura di sbagliare o di essere
giudicati. Secondo il pedagogista scozzese Ken Robinson, la creativit accompagnata dallassenza della
paura dellerrore la chiave dellapprendimento nei bambini (1).
Ci pu valere anche per i non pi piccoli ed essere applicato in contesti di insegnamento di una lingua
straniera.Daltronde, il docente di LS/L2 si trova gi su questa strada quando, facendo riferimento alla teoria
delle Intelligenze Multiple di Howard Gardner (2005) e alla tesi del pensiero laterale dello psicologo Edward
De Bono (1996), applica il pluralismo metodologico con ladozione creativa di diverse prospettive. La
creativit come elemento caratterizzante un corso di lingua pu diventare, pertanto, la chiave di volta di un
percorso di apprendimento in cui, emulando lapproccio dei bambini verso la lingua materna, si favorisce
lapprendimento linguistico anche da parte di studenti stranieri in contesto accademico. (2)

1. SCRIVERE GIOCANDO

Lidea centrale su cui si basa lintero corso qui descritto quella di stimolare luso delle parole in lingua
straniera, liberando la fantasia, pescando nelle risorse individuali con la gioia offerta dal giocare con i
significanti e i significati. Fonemi, grafemi, singole parole come giocatoli per bambini, in mano a studenti di
lingua, possono liberare da quei freni inibitori che costituiscono spesso un ostacolo alla produzione, a quella
scritta in particolare. Le maglie della rete del corretto e del sensato in questo contesto si fanno pi larghe e
regole e messaggi non sono pi redini che imbrigliano parole.

Si tratta, sostanzialmente, di produrre lingua sulla base di un gioco di associazioni che scorre parallelamente
sullasse della selezione e su quello della combinazione. (Rodari, 1997:18)

Nel lavoro del poeta, dice Jakobson, l asse della selezione si proietta sullasse della combinazione: pu
essere un suono (una rima) a evocare un significato, unanalogia verbale a suscitare una metafora.

In questo modo lo studente si appropria delle parole della lingua, giocando con il loro aspetto esteriore e con
quello interiore, linvolucro ed il contenuto, in modo accettabile e non, sensato e non, ma, in ogni caso,
utilizzandole pi volte fino a farle completamente proprie.

Allobiezione di chi teme che si possa ostacolare piuttosto che favorire lapprendimento accurato della lingua
straniera, si pu rispondere facendo proprio il punto di vista degli studiosi sostenitori del metodo naturale
(Krashen S.D., Terrell T.D., 1983). Krashen convinto che i presupposti fondamentali per lacquisizione
linguistica sono la continua esposizione alla lingua e un basso filtro affettivo. (Krashen, 2002:37, con
traduzione propria).
the "good language learner" is an acquirer, who first of all is able to obtain sufficient intake in the second
language, and second, has a low affective filter to enable him to utilize this input for language acquisition.
The good language learner may or may not be a conscious learner.

il bravo studente di una lingua straniera in primo luogo lapprendente che in grado di ottenere un
sufficiente livello di ricezione della lingua straniera e che ha, in secondo luogo, un basso filtro affettivo che gli
permetta di utilizzare questo input per acquisire la lingua. Il bravo studente di una lingua straniera pu
essere un apprendente consapevole o meno.

Come per i bambini che imparano la lingua materna, chi vuole imparare a parlare e soprattutto a scrivere in
una lingua straniera, deve, soprattutto nella fase iniziale, essere semplicemente stimolato a farlo con la pi
ampia fiducia possibile. Il resto, laccuratezza linguistica e la coerenza testuale, seguir in una fase
successiva. Dunque, si fa proprio il motto di Rodari Tutti gli usi della parola a tutti e la sua tecnica
dellutilizzo delle parole come sassi che, gettati a caso nella mente, producono reazioni superficiali e
profonde, nella mente e nello spirito, e, per chi usa una lingua non materna, in quel vocabolario gi acquisito
e in quello che si ha voglia e necessit di imparare (Rodari, 1997:11).

Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo
nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il
galleggiante del pescatore.

Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati
in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondit, in
tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove
agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano
dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno di sabbia. Innumerevoli eventi,
micro-eventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad aver tempo e voglia si potrebbero
registrare tutti, senza omissioni.

Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondit,
provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e
ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa lesperienza e la memoria, la fantasia e linconscio
e che complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi si
inserisce continuamente, per accettare o respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.

Un valore aggiunto dato dalla possibilit di imparare divertendosi, con gioia e spirito di collaborazione. E
ci pu realizzarsi anche da adulti e in un contesto accademico. In fondo, basta solo raccogliere linvito dello
scrittore ad utilizzare il suo materiale in altre situazioni allo scopo di produrre storie con lunico limite che
limmaginazione pu trovare.
2. IL CONTESTO
Nel progetto qui illustrato si inteso applicare le idee del maestro di Omegna per il corso di scrittura
(Textredaktion) rivolto agli studenti di lingua italiana frequentanti il secondo anno della Facolt di
Romanistica dellUniversit del Saarland (Saarbrcken, Germania). Obiettivo del corso lo sviluppo
dellabilit di ricezione e produzione scritta attraverso la lettura, lanalisi, la rielaborazione e lelaborazione
creativa di una ampia gamma di testi di tipo informativo, descrittivo, regolativo, argomentativo, letterario
(narrativo e poetico). Ispirati da Rodari, dunque, ci si presi la libert di proporre agli studenti, allinizio del
corso, di investire sulla fantasia e sulla creativit. Abituati ad una rigida impostazione scolastica ed
accademica, essi sono apparsi inizialmente scettici, ma poi, spinti dallentusiasmo del docente, o forse solo
convinti dal suo ruolo, non hanno ritenuto opportuno declinare linvito.
Inizialmente ai dodici corsisti (livello B1-B2 QCER) stato proposto un questionario con domande aperte
sulle loro abitudini di scrittura (Quando e perch scrivete in tedesco e in italiano?), sulla loro personale
definizione di scrittura creativa (Cos per voi la scrittura creativa? Cercate di fornirne una definizione) e su
eventuali esperienze pregresse in merito, sia in lingua madre sia, eventualmente, in altre lingue straniere.
Dalle risposte si evince che gli studenti scrivono abbastanza poco, in lingua madre quasi esclusivamente per
motivi privati (messaggi di posta elettronica, SMS) e in italiano solo nei corsi che lo richiedono, per lo pi
esercizi di grammatica. Quasi tutti preferiscono la tastiera alla penna; scrivere lettere informali, definite ormai
classiche , per una studentessa, un mestiere da artigiani.
Un testo creativo , per la maggior parte degli studenti, qualcosa di artistico, fittizio e pretenzioso, difficile
da produrre in lingua madre e, a maggior ragione, in una lingua straniera. Se per uno studente, la scrittura
creativa unaespressione immediata di idee e sentimenti, un altro, invece, esprime dubbi sulla possibilit
concreta di imparare a scrivere in modo creativo e non funzionale, in quanto saper scrivere un dono di
natura. Dopo aver discusso le risposte con gli studenti, sono state chiaramente esplicitate le finalit del
corso anche allo scopo di eliminare le perplessit evidenziate e fornire unadeguata motivazione.

3. OBIETTIVI, DURATA, ORGANIZZAZIONE E CONTENUTI

E se provassimo a scrivere in italiano staccando le fila della ragione e accendendo limmaginazione? Questo
viene proposto agli studenti con il fine di promuovere la redazione di testi di tipo immaginativo-fantastico
sulla base di input pi o meno complessi con un buon controllo dellorganizzazione del testo, soprattutto in
riferimento alla sua coesione e coerenza.

Lintero corso consta di 15 incontri (compresa la verifica finale) della durata di 90 minuti ciascuno e dalla
cadenza settimanale. Le attivit si basano sulle tecniche proposte da Rodari nella sua Grammatica della
fantasia. In alcuni casi essi sono ripresi in modo fedele, in altri con opportuni adattamenti e aggiunte da
parte del docente.

Nel corso di ciascun incontro gli studenti scrivono, singolarmente o a coppie, dei testi sulla base di un input
rappresentato da brani, letti ed analizzati precedentemente per favorire la loro completa comprensione
nonch per assicurarsene. Come attivit di rinforzo vengono sempre proposti ulteriori esercizi da svolgere a
casa. Questi i criteri di valutazione dei testi:

originalit (6 punti);

correttezza morfo-sintattica (3 punti);


ortografia (1 punto).

Come attivit collaterale viene proposta la lettura autonoma del testo Le favole al telefono di Rodari e di
alcune favole dei fratelli Grimm, che gli studenti conoscono nelloriginale tedesco. Riprendere in mano
queste favole fa sempre piacere, anche perch si possono scoprire (Propp docet) dettagli, aspetti e
messaggi che i lettori pi piccoli non sono in grado di cogliere. Il controllo di questa attivit non viene
effettuato perch il clima e la modalit di lavoro non lo richiedono, ma chi rifiuta delle vitamine per il
cervello? Fra laltro, i testi del famoso scrittore per linfanzia sono una fonte ricchissima di idee, parole, spunti
da cui poter liberamente attingere. Per non parlare, poi, del piacere che la lettura dei suoi racconti offre
anche ai lettori pi disincantati.

Rodari, citando Montale, afferma che la parola singola agisce (Rodari, 1997:20). E dalla singola parola
parte questo percorso per procedere, poi, allaccostamento di gruppi di parole. Vengono proposte due
parole, accostate non certo sulla base del significato (che Fantastica sarebbe, altrimenti?), ma, cos, come
detta limmaginazione e allora, ecco infinite possibilit per creare binomi fantastici il cui scopo pu, anzi,
deve essere quello di creare un effetto di straniamento, come se le due parole accostate si chiedessero a
vicenda: E tu, che ci fai qui, vicino a me? Naturalmente limmaginazione degli studenti che ne deve fornire
la risposta (Rodari, 1997:21-22).

Occorre una certa distanza tra le due parole, occorre che luna sia sufficientemente estranea allaltra,
e il loro accostamento discretamente insolito, perch limmaginazione sia costretta a mettersi in moto
per istituire tra loro una parentela, per costruire un insieme (fantastico) in cui i due elementi estranei
possano convivere. []

Nel binomio fantastico le parole non sono prese nel loro significato quotidiano, ma liberate dalle
catene verbali di cui fanno parte quotidianamente. Esse sono estraniate, spaesate, gettate luna
contro laltra in un cielo mai visto prima. Allora si trovano nelle condizioni per generare una storia.

Prendiamo pure, a questo punto, le parole cane e armadio. Il procedimento pi semplice per
creare tra loro un rapporto quello di collegarle con una preposizione articolata. Otteniamo cos
diverse figure:

il cane con larmadio


larmadio del cane
il cane sullarmadio, eccetera.

Ognuna di queste figure ci offre lo schema di una situazione fantastica.

1. Un cane passa per la strada con un armadio sulla groppa. la sua cuccia, cosa ci volete fare. Se la
porta dietro, come fa la chiocciola con il suo guscio. Il seguito ad libitum.
La storia non si fa con i se recita un famoso proverbio, che, per, se si stravolge, fornisce tanto materiale
alla nostra immaginazione e, dunque, porte aperte ai se. Non una, ma tante storie, con una sola condizione
(una deroga, una volta tanto!): che si svolgano, si siano svolte o si svolgeranno in Italia.

Anche la letteratura per immagini, che appartiene tanto alluniverso infantile quanto al mondo degli adulti,
offre innumerevoli spunti didattici. Il fumetto, le storie fatte di vignette, disegni e nuvolette, si prestano a
questo tipo di attivit. Gli studenti devono far parlare i personaggi, scrivere dentro le nuvolette o mettere in
ordine le singole vignette e creare sequenze originali, oltre che testi. Le scelte non sono mai casuali: da un
lato Dylan Dog, litaliano indagatore inglese molto popolare oggi in Italia, dallaltro, Max e Moritz, due
monelli protagonisti di avventure in versi letti da generazioni di tedeschi. Due generi completamente diversi,
un horror moderno e un classico fumetto tedesco che, fra laltro, crea uno strano effetto in quanto i due
piccoli tedeschi parlano italiano. E, ancora una volta, molteplici sono le possibilit di creare situazioni e di
scriverne, che quello che pi conta in questo contesto.

4. ESERCIZI

Qui di seguito sono descritti gli esercizi nellordine cronologico in cui vengono proposti.

4.1 PRIMO GIOCO CON LE PAROLE

Per iniziare, alcune semplici, curiose frasi in cui ci si imbattuti per caso navigando nella rete. Esse
sembrano ispirate da Rodari nel loro solleticare la fantasia e far capire quanto superficiale possa essere
lattenzione nella lettura.

10 fatti su di te:

1) Stai leggendo.
2) Ti stai rendendo conto che ci stupido.
4) Non hai notato che ho saltato il punto 3.
5) Lo stai verificando.
6) Stai sorridendo.
7) Stai leggendo anche se stupido.
9) Non hai notato che ho saltato anche il punto 8.
10) Lo stai verificando di nuovo e ti fa sorridere lidea di essere stato ancora ingannato.
11) Non hai notato che i punti avrebbero dovuti essere solo 10 ;)

4.2 ACROSTICI
Giocate con il vostro nome, usando aggettivi e/o frasi che vi descrivono.

Es. Matilde
Mi attivo tanto in libere discussioni entusiasmanti

Motivata attiva tenace impaziente libera decisa entusiasta

4.3 DALLA PAROLA ALLA STORIA 1

Iniziando a lavorare su un singolo vocabolo, in questo caso gli studenti hanno scelto la parola mare, si
procede a spirale con associazioni e richiami. La scelta di un campo semantico limitato semplifica la
redazione finale di un testo a cui le varie attivit hanno preparato.

4.3.1.

Associate la parola data ad altre sulla base del significato e del significante:

Mare, sole, cielo, barca, nave.

Mare, male, mai, mano, matte, massi

4.3.2.

Giocate con la parola data cercando di descriverla, non solo in modo oggettivo.

Mare
massa dacqua ricca in estate (descrizione oggettiva)
mi avvicino riva eterna (descrizione libera)

Isola
isolata su ogni lato da acqua(descrizione oggettiva)
insieme, soli, lasciati (descrizione libera)
4.3.3.

Scrivete un breve testo di dieci righe utilizzando le parole da voi individuate negli esercizi precedenti.
Esempio: Una storia di mare, in mare, senza il mare, per il mare, sul mare.

4.4 DALLA PAROLA ALLA STORIA 2

Ancora una volta, si procede da singole parole conosciute (parole amate, studiate, usate) per costruire
storie. Il processo di scrittura passa dal giocare con le parole isolate alla loro organizzazione in una trama
strutturata; la fatica dello scrivere viene alleviata dal gioco creativo e collaborativo.

4.4.1.

La parola italiana

che mi piace di pi: _______________


che ho imparato per prima: _______________
pi italiana di tutte: _______________
pi usata nella mia lingua: _______________

4.4.2.

(Lavoro di coppia)

Inserite le parole da voi scelte nellesercizio precedente e scrivete quattro mini-dialoghi con il vostro
partner.

4.5 BINOMI FANTASTICI.

Secondo Gianni Rodari, c vita solo dove c lotta. (Rodari, 1997:20). Sulla scorta degli esempi proposti dal
maestro (cfr. par. 3), gli studenti accostano due parole estraniate tramite una preposizione e poi ci
ricamano su una storia fantastica.
Scrivete una parola su cui incentrare una storia. Poi lavorate insieme al/la collega che siede vicino a
voi: mettete insieme le due parole scelte e iniziate a scriverne altre ad esse correlate. Infine, producete
un testo di almeno 10 righe da consegnare al docente allo scadere del tempo stabilito. Non dimenticate
di dare un titolo alla storia.

Segue uno dei testi realizzati dagli studenti:

il cavolo con i capelli


il cavolo dei capelli
il cavolo sui capelli

Il cavolo con i capelli. Un giorno un contadino, dopo aver tagliato i capelli al figlio, li butt
nellorto. Da quel momento ai cavoli spuntarono i capelli, che crescevano lunghi, forti e folti. Ce
nerano di tanti tipi: chiari, scuri, ricci, ondulati e lisci. Pi il contadino innaffiava i cavoli, pi i
capelli crescevano rigogliosi. Il contadino decise di tagliarli e di venderli in citt, ai parrucchieri e
ai barbieri, che ne facevano parrucche per i loro clienti calvi e con problemi di caduta. La gente
in citt aveva capelli bellissimi e in giro non si vedevano pi teste pelate; il contadino divenne
ricco e trasform il suo orto in museo, visitato ogni anno da migliaia di persone.

A turno, leggete le vostre storie a voce alta.

Preparatevi a rispondere alle eventuali domande e richieste di spiegazioni da parte dei colleghi e/o del
docente.

4.6 LE STORIE CON I SE.

Gli studenti amano ipotizzare scenari inediti con cui sorprendere i lettori. E i se che scardinano le verit
logiche stravolgono i fatti storici offrono tante possibili storie incredibili, ulteriori possibilit fantastiche.

1. Se Garibaldi fosse sbarcato a Napoli?


2. Se nel referendum del 2 giugno 1946 la maggioranza degli italiani avesse scelto la Monarchia?
3. Se un giorno, lentamente, una delle venti regioni dItalia affondasse?
4. Se gli italiani, improvvisamente, smettessero di parlare italiano?
5. Se una mattina svegliandosi, gli italiani scoprissero che il Mar Mediterraneo scomparso?
6. Se il clima in tutta la penisola italiana diventasse freddo, umido e piovoso?
7. Se gli extraterrestri sbarcano minacciosi sulla terra e gli uomini non si spaventassero?
8. Se lo zucchero sparisse dalla terra?
9. Se gli italiani improvvisamente si ritrovassero con solo lire in tasca?
10. Se..(Se, a coppie, riuscite ad elaborare una vostra ipotesi originale, guadagnerete un
punto in pi)

4.7 STORIE IMPOSTE.

Gioco a zig-zag (liberamente tratto da Huter , Schauf 2001)

Gli studenti, a coppie, ricevono un mazzo di carte ognuna delle quali contiene una serie (da 8 a10) di parole
appartenenti allo stesso campo semantico (parenti, animali selvatici, articoli da cartoleria, ecc.) o dalle
medesime caratteristiche morfologiche o grafiche (aggettivi, nomi che iniziano con la lettera N, verbi che
iniziano con la lettera V, ecc.), un tabellone con un percorso a zig-zag, una clessidra e due pedine. A turno,
uno studente prende una carta dal mazzo e ne rivela largomento allaltro che deve elencare tutte le parole
che conosce riguardo allargomento in questione. Per ogni parola elencata contenuta nella carta si ottiene un
punto e si procede con il segnalino per altrettanti posti nel tabellone. Vince lo studente che arriva prima al
traguardo. Il gioco, oltre a rendere la lezione pi divertente e stimolante, un utile strumento per ripassare,
rinforzare e ampliare il lessico e anche per stimolarne la produzione orale in previsione di un utilizzo scritto.

4.8 IPOTESI FANTASTICHE

Variante formale dei binomi fantastici, questa attivit prevede laffiancamento di due nomi, di un nome e un
verbo, di un soggetto e un predicato, di un soggetto e un attributo o di due aggettivi fantastici. Lo scopo
quello, come sempre, di produrre testi immaginari e sorprendenti. In questo caso, lattivit viene svolta in
forma collettiva, cosicch tutti gli studenti vengono coinvolti attivamente anche tramite lutilizzo della Lavagna
Interattiva Multimediale.

Ecco alcuni esempi (i primi due sono di Gianni Rodari, gli altri della scrivente):

nome ed un verbo: la citt, vola

soggetto e predicato: Milano, circondata dal mare

soggetto e attributo: il veterinario, esperto in informatica

due aggettivi: alto, debole

E possiamo concludere con le parole di Rodari, assicurandoci pure la rima (Rodari, 1997:18):

Non dubito che possano esistere altre forme di ipotesi fantastiche. Per i fini di questo libretto, possono
bastare quelle che ho detto
4.9 IL PAESE DOVE

Per incoraggiare gli apprendenti ad osare con le parole, ad esplorarne le diverse possibilit di utilizzo e a
farlo con piacere vengono proposte delle tecniche ludiche. Gli studenti, come i bambini con la plastilina,
modellano le parole a loro piacimento e, deformandole, le fanno proprie (Rodari, 1997:33).

Un modo di rendere produttive, in senso fantastico, le parole, quello di deformarle. Lo fanno i bambini,
per gioco: un gioco che ha un contenuto molto serio, perch li aiuta a esplorare le possibilit delle parole,
a dominarle, forzandole a declinazioni inedite; stimola la loro libert di parlanti, con diritto alla loro
personale parole (grazie, signor Saussure); incoraggio in loro lanticonformismo.

4.9.1 GIOCO DEI SUFFISSI (tratto da Huter , Schauf 2001)


Gli studenti, suddivisi a coppie, ricevono un mazzo di carte, ognuna delle quali riporta singoli suffissi (-ia,
-ezza, it, -mento, -zione, -enza) e un tabellone in cui sono elencati una serie di sostantivi mancanti dei
suffissi (gelos-, trist-, capac-, parla-, rea-, part-). Scopo del gioco quello di formare il maggior numero di
sostantivi nel minor tempo possibile. Questa attivit, in cui gli studenti incontrano sostantivi a loro gi noti e
devono tentare di capire il significato di quelli nuovi, promuove la riflessione sulla formazione delle parole e
sullindividuazione dei loro significati, offrendo, altres, la possibilit di ampliare il lessico in maniera
divertente. Gli studenti provano a inferire significati e si esercitano a capire e produrre parole nuove
manipolandone le parti (prefissi e suffissi).

4.9.2. IL PAESE DOVE

la descrizione di un paese, italiano ovviamente, dove alcune parole sono precedute da un prefisso o
seguite da un suffisso che ne modifica il significato in modo originale e, va da s, imprevedibile. Questa
attivit si presta ad essere svolta in piccoli gruppi, ognuno dei quali decide lambito lessicale che vuole
considerare (famiglia, animali, sentimenti, festivit). Il gruppo (4-5 studenti) scrive i neologismi e la relativa
spiegazione, sulla falsariga di quella, autentica, del vocabolario monolingue, che gli studenti,
precedentemente avvertiti, hanno portato a lezione. Segue una presentazione seriosa dei neologismi da
parte di ogni singolo gruppo. Come corollario viene richiesta la produzione di una storia, da redigere
individualmente, basata su una o pi parole. Esempi dei neologismi creati dagli studenti:

(Famiglia)
Maxipadre: uomo che ha generato pi di quattro figli.

(Animali)
Gattimento: mammifero carnivoro domestico, con corpo agilissimo e flessuoso, provvisto di un
mento simile a quello di un uomo, ma molto pi grosso.
(Sentimenti)
Amoria: sentimento di grande affetto unito ad una gelosia esagerata che pu trasformarsi in
malattia

(Festivit)
Natalizione: lezione sul Natale tenuta in tutte le chiese del mondo durante il periodo
dellAvvento a cui sono obbligati a partecipare tutti i battezzati.

Una variante di questa attivit quella che prevede la giustificazione o, meglio, la spiegazione fantastica, di
errori ortografici. Un ottimo modo per sminuire limpatto negativo delle correzioni e anche, perch no?, di
ridere dei propri errori(Rodari, 1997:37).

Un libbro con due b sar soltanto un libro pi pesante degli altri?, o un libro sbagliato, o un libro
specialissimo? Una rivoltela con una sola l sparer pallottole, piumini o violette? Tra laltro, ridere
dei propri errori gi un modo di distaccarsene. La parola giusta esiste solo in opposizione alla
parola sbagliata.

Per una studentessa, gli errorri sono errori molto gravi, mentre gli erori sono solo imprecisioni, per unaltra,
invece, si ha la febre se la temperatura non supera i 38 gradi.

4.10 UNA NOTIZIAFANTASTICA!

I programmi dei corsi di scrittura prevedono, in genere, la lettura e la redazione di articoli di giornale, per
questo corso, che vuole sperimentare nuove possibilit, si pensato di farlo alla maniera di Rodari, con la
fantastica.

Di solito, dopo aver familiarizzato con il genere con la lettura di alcuni articoli, gli studenti sono pronti a
redigerne uno rispettando la regola delle cosiddette "5 W"(Who? "chi", What? "cosa", When? "quando",
Where? "dove" e Why ?"perch") e prestando attenzione al rapporto tra causa ed effetto. In questo corso
fantastico, invece, vengono proposti articoli da leggere, da segmentare e poi da ricostruire, ma
miscelandoli. Un modo per farlo lavorare a coppie, mettendo insieme due diversi articoli per farne uno solo.
E il risultato una notizia fantastica. Qui di seguito un esempio di fusione di due pezzi.

(http://www.repubblica.it/economia/2012/12/10/news/confermato_sciopero_benzinai-48470136/ e
http://www.viveremeglio.org/0_futuro/2_parte/bambini_telefonino.htm)
Allarme babytelefonini: scioperano i benzinai

L'et in cui i giovani iniziano a possedere e ad usare cellulari continua ad abbassarsi. Il boom dei baby-
telefonini non solo italiano, ma europeo.
Eppure viene confermato lo sciopero dei benzinai: due giorni di stop a partire dalle ore 19 di domani sera
fino alle ore 7 del 14 dicembre.

I sindacati, al termine dell'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, hanno dichiarato che il governo
non riuscito a trovare una via d'uscita per evitare lo sciopero".

Nonostante ci, nuovi studi indicano che le radiazioni dei telefonini sono un serio pericolo per la salute di
tutti, soprattutto dei minori. Il problema riguarda il rinnovo dei contratti scaduti, la crisi dei consumi e la
riduzione del numero delle stazioni di rifornimento.

Fino allet di 20 anni lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso non sono ancora conclusi e, inoltre, le
radiazioni entrano pi in profondit in teste pi piccole. Inoltre, i cellularizzati precoci hanno anche molte pi
probabilit di sviluppare tumori benigni che causano sordit.

Potremmo assistere a una crisi di salute pubblica sotto forma di epidemia di tumori maligni al cervello. E il
rischio che la protesta si estenda: le associazioni dei benzinai hanno gi proclamato lagitazione. Il
Parlamento europeo ha chiesto ai Ministri europei di limitare l'esposizione alle radiazioni dei telefoni mobili e
cordless e dei Wi-Fi, ma il Garante degli Scioperi ha ricordato che i servizi minimi devono essere garantiti,
cio si dovr mantenere in servizio almeno il 50 per cento delle stazioni di rifornimento di benzina.

4.11 STORIE STRAPPATE, RAMMENDATE, CUCITE, ECC.

Dopo la lettura e comprensione del brano che segue, agli studenti viene chiesto di riscriverlo sostituendo le
parti sottolineate a piacere.

James Sveck ha 18 anni, vive a New York e non ha nessuna voglia di essere raggiunto. Dal
cellulare, che butta in un bidone artistico, e dagli adulti che lo vorrebbero consumatore di oggetti e
affetti. Figlio di genitori separatie fratello minore di una sorella invaghitasi di un professore di teoria
del linguaggio, James rifugge il mondo e comunica soltanto con Nanette, nonna di buon senso e di
buon cuore, e Mir, un cagnetto nero che si crede umano. Per ingannare il tempo, e nella speranza
di trovare unalternativa alluniversit (Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi
piacciono granch), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attivit
preferite la lettura e la solitudine , ma per sua fortuna gli agenti immobiliari, per sbaglio, gli
rivelano alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Il ragazzo incalzato da entrambi i
genitori che e lo vogliono cool e realizzato. Gallerista con tre matrimoni falliti alle spalle, la
madre, Peter Pan incallito col vizio della chirurgia estetica, il padre, i genitori di James corrono ai
ripari e lo invitano a incontrare una life coach che gli indichi la via per il successo
(sociale). Comprensiva e dolce la sua terapista capir la sua grande sensibilit, esortandolo a vivere
secondo le regole del suo cuore. Un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso
nome, propone a John, il gestore della galleria, che ne un utente accanito, un appuntamento al
buio...
(adattato da http://www.mymovies.it/film/2011/somedaythispainwillbeusefultoyou/)

In questa attivit vengono strappate alcune informazioni e poi la storia viene riscritta con altri pezzi.
Un ulteriore esempio di scrittura guidata costituita dal creare storie del tutto nuove utilizzando solo degli
input, come quelli che seguono, suggeriti dagli stessi studenti. Le storie, cos, diventano originali prodotti
condivisi.

Chi?
un pescatore povero e una vecchietta
un giornalista disoccupato e un gattino malato
uno studente fuori corso e una guardia forestale

Dove?
in un paesino vicino al lago
in una grande citt
in montagna

Che cosa?
si tuffa nel lago
ha un incidente
cade in un burrone

Quando?
Una sera d inverno
la vigilia di Natale
un pomeriggio destate

Perch?
??????

(rielaborazione personale dallUnit 18 del testo di Cini, 1998)

4.12 STORIE STRAVOLTE!

Favole e fiabe si prestano ad essere proficuamente utilizzate nei corsi di scrittura creativa per la ricchezza di
possibilit offerte, sia dal punto di vista puramente morfo-sintattico (abbondanza di avverbi e aggettivi,
variet di tempi verbali) sia sotto laspetto lessicale ed, infine, anche quello contenutistico.

Per iniziare a lavorare con le favole, agli studenti viene chiesto di mettere in ordine le sequenze di una favola
e di crearne il finale (Cfr. Cini, 1998).
In Germania risulta pi facile accogliere la proposta di Rodari di utilizzare le storie dei teutonici fratelli Grimm
per stravolgerle proponendo quello che lautore chiama premeditato ed organico rovesciamento
fiabesco (Rodari, 1997:60).

Per rovesciamento possiamo ottenere, anzich una parodia della fiaba, la situazione di partenza di
un racconto libero di svilupparsi autonomamente in altre direzioni.

Qui di seguito alcune sue proposte e, poi, due idee originali degli studenti:

1. Cappuccetto Rosso cattiva e il lupo buono;


2. Cenerentola una poco di buono che fa disperare la paziente matrigna e ruba il fidanzato alle pie
sorellastre;
3. Biancaneve incontra nel bosco, dov pi fitto e nero, non gi sette nanetti, ma sette giganti: sar la
loro mascotte nelle loro imprese banditesche;
4. Hnsel e Gretel nella foresta non trovano una "casa di marzapane", ma un edificio molto strano,
fatto di;
5. I Musicanti di Brema decidono di cacciare i loro padroni dalla fattoria per dedicarsi liberamente al
loro gruppo rock.

4.13 LE STORIE DOPO

Perch non chiedersi cosa succede dopo ai personaggi delle storie? Ai protagonisti e agli antagonisti? Cosa
successo, per esempio, alla principessa convolata a nozze con lamato principe? Visse davvero una vita
felice? O a Cappuccetto Rosso da adolescente? Ebbe anche lei crisi, litigi con la mamma e con la nonnina?
E alle sorellastre di Cenerentola? Oppure, se vogliamo essere pi realistici, cosa succede al ladro dopo
larresto, al presidente appena dimessosi, al vecchietto investito da un pirata della strada, ai calciatori tornati
a casa dopo la finale persa ai rigori? Quante code potrebbero avere i finali conosciuti, se non si spegnessero
i riflettori e si abbassasse il sipario? (Rodari, 1997:62)

Anche a fiaba finita, c sempre la possibilit di un dopo. I personaggi sono pronti ad agire,
conosciamo il loro comportamento, sappiamo in che rapporti stanno tra loro. La semplice introduzione di
un elemento nuovo rimette in moto lintero meccanismo, come ben sanno tutti quelli che hanno scritto o
immaginato continuazioni a Pinocchio.

Allora, perch non scriverli questi seguiti? Attenzione, per, quello che Rodari propone non un andare a
casaccio nei sentieri dellimmaginazione, ma un serio lavoro di ricerca di regole, di una sintassi della fantasia
e di questo gli studenti devono essere consapevoli di modo da non sottovalutare la loro stessa attivit. Si
devono cercare gli schemi astratti da utilizzare in modo proficuo avendo cura, come avverte il maestro, di
non abbandonarsi a quella che lui chiama forza dinerzia dellimmaginazione, ma di seguire una sintassi
della fantasticheria.

Es. Presentate una storia o un articolo di giornale, riportandone la fonte, e poi scrivete il proseguo
degli avvenimenti, sottolinearndone cause ed effetti.

4.14 STORIE A RICALCO

Lindividuazione dello schema di una fiaba o di una qualsiasi altra storia permette di plasmarne uninfinit di
altre, sicuri di lavorare su una base di riferimento. La creazione di una trama si presta ad unattivit collettiva
in classe, mentre la redazione della storia vera e propria pu anche essere svolta individualmente.

Es. Scrivete una storia sulla base della trama seguente (Rodari, 1997:67).

A vive in casa di B stando con B in un rapporto diverso da C e D che pure convivono. Mentre b, C e D si
recano a E, dove si svolge un avvenimento F, a rimane sola (o solo, non importa il sesso). Per grazie
allintervento di G anche A pu recarsi a E, dove produce un effetto straordinario su H. Eccetera.

Nel centro storico di Megara, un paesino sulle colline di Itelitt in una grande villa Bernardo vive con Amelia,
anche se i due sono divorziati da molti anni e da qualche tempo Amelia esce con Calogero, il quale, per,
vive da solo in una piccola casa fuori dal paese, proprio in cima alla collina, in mezzo al bosco e sulla strada
che porta a Elicaretta. Egli vive isolato da tutti, con lunica compagnia del suo cane Domitilla, un pastore
tedesco ormai vecchio, ma sempre pronto a tenere lontani ladri ed intrusi. Un caldo pomeriggio di fine
giugno Bernardo, che sa tutto della relazione fra la sua ex moglie e Calogero, mentre si reca a Elicaretta
dove intende comprare un nuovo frigorifero, resta in panne con la sua auto di grossa cilindrata proprio nei
pressi della casa di Calogero, il quale lo vede e decide di aiutarlo, dato che di auto se ne intende molto.
Nonostante gli sforzi, comunque, non riesce a far ripartire lauto di Bernardo. Cos, si offre di accompagnarlo
a Elicaretta con la sua vecchia Fiat 500, portando con s anche Domitilla. Alle porte di Elicaretta, Calogero e
Bernardo decidono di fare una sosta e di bere qualcosa allosteria Da Pino, dove, complice la fresca birra e
lallegra compagnia, i due si fermano a lungo e di birre ne bevono pi di una. Intanto, Genoveffa, una
vecchia amica di Amelia, va a trovarla a casa di Bernardo. Le due amiche non si vedono pi dai tempi del
liceo e decidono di andare a prendere un caff fuori citt. Ed cos che, mentre percorrono la strada per
Elicaretta, Amelia vede lauto di Calogero parcheggiata davanti allosteria Da Pino e chiede a Genoveffa di
fermarsi. Le signore, appena entrano nel locale, vedono i due uomini ubriachi che intrattengono un gruppo di
turisti di passaggio. Non appena Genoveffa vede Bernardo si accorge che lui non altro che il suo primo
amore, il suo compagno di banco delle elementari ed cos che la vecchia passione ritorna
improvvisamente.
5. CONCLUSIONI
La realizzazione di questo corso stato il tentativo di dare una risposta positiva alla domanda iniziale se
fosse possibile una Grammatica della Fantasia. Le attivit proposte hanno anche risolto il problema delluso
autentico della lingua per la rilevanza della forma del messaggio sul suo contenuto e i suoi scopi.

Poich il docente deve essere sempre pronto a giustificare le proprie scelte e a verificarne lefficacia e lo
studente, soprattutto a livello accademico, deve essere coinvolto e reso corresponsabile per comprendere le
mete a cui lo si vuole guidare e gli strumenti e i mezzi utilizzati per tale scopo, a conclusione del percorso
stato proposto un breve questionario valutativo. In sintonia con le attivit sperimentate e il nuovo approccio
adottato, gli studenti sono stati lasciati liberi nella scelta della forma con cui esprimere la loro valutazione,
ovviamente in modo anonimo. Qui di seguito alcune delle osservazioni, positive e negative, degli studenti:

Alcuni esercizi mi sono sembrati infantili


Avrei preferito scrivere pi articoli giornalistici
Credevo che ci saremmo concentrati di pi sulla scrittura accademica.
Alcuni esercizi, anche se molto strani, sono stati molto stimolanti
Stranamente i temi e le attivit che allinizio sembravano noiosi, via via diventavano interessanti e
divertenti
Sono stato costretto a pensare in italiano per scrivere e ho arricchito il mio vocabolario
Mi sono sentita libera di usare tutta la mia fantasia e ho scritto molti testi

Anche gli studenti inizialmente perplessi e scettici fino alla fine di fronte ad attivit per loro infantili hanno
partecipato in modo attivo al corso e hanno prodotto parole e storie; gli altri, senza porsi tanti problemi,
hanno notevolmente migliorato la loro capacit di scrivere, anche solo dal punto di vista di approccio alla
scrittura. Si constatato che negli studenti, spinti forse da qualcosa come una forza dinerzia
dellimmaginazione (Rodari, 1997:63) si abbassata quella forma di difesa personale da situazioni
ansiogene che Stephen D. Krashen chiama filtro affettivo ed aumentata quella motivazione legata al
piacere (Balboni, 1994:78); entrambi questi due ultimi elementi rimandano ad una didattica che pone al suo
centro lapprendente, creatore consapevole del suo stesso apprendere. Sulla scorta degli insegnamenti di
Rodari sarebbe opportuno dare pi spazio allimmaginazione anche nellinsegnamento delle lingue straniere
in ambito accademico e sfruttarne tutte le potenzialit che essa possiede, sia a livello cognitivo sia dal punto
di vista emotivo. Lauspicio, dunque, che essa non abbia pi il ruolo di parente povera, ma diventi
protagonista della prassi didattica.

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(1) http://www.ted.com/talks/ken_robinson_says_schools_kill_creativity.html

(2)Cfr. Pezzola 2012

http://www.itals.it/modules.php?op=modload&name=ezcms&file=index&menu=79&page_id=723
(3) Cfr. Lunati 2008
http://www.itals.it/modules.php?op=modload&name=ezcms&file=index&menu=79&page_id=430