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Circolo Didattico di VINCI SCUOLA PRIMARIA SIBILLA ALERAMO Spicchio Sovigliana Anno Scolastico 2008/2009 CLASSI V Laboratorio di Lingua

a Italiana

SULLA GRAMMATICA
COERENZA E COESIONE

Insegnanti : Terreni Lucia Massaini Emanuela Vezzosi Marta

LA COERENZA E LA COESIONE NEL PERCORSO DAI PICCOLI MISTERI QUOTIDIANI AL GIALLO

Durante i cinque anni di Scuola Primaria abbiamo curato molto laspetto della riflessione linguistica, procedendo sempre dallosservazione grammaticale diretta del testo, orale e scritto, per assicurarne una interpretazione consapevole e precisa. Il testo infatti si presta in maniera eccellente per riflettere sulla grammatica, perch in esso la lingua trova unorganizzazione ampia e naturale, legata al contesto e soprattutto al senso. Studiare a priori singole parole o frasi porta ad un approccio grammaticale spesso sterile e noioso. In quinta abbiamo ancora pi focalizzato lattenzione, e dunque linsegnamento, sui fenomeni linguistici che rendono coerente nel significato e coeso nella forma il testo e questa pratica ci ha consentito di programmare un percorso su tutti gli aspetti (morfologici, sintattici, semantici) che permettono di acquisire competenze linguistiche orali e scritte durature. La grammatica da noi proposta non stata classificatoria, avulsa dalluso della lingua ma ha condotto i ragazzi a ricercare fatti linguistici significativi e rilevanti nelluso; ci servito per imparare a produrre e a capire bene ci che viene comunicato per scritto o a voce. Abbiamo condotto ogni alunno a riflettere sui procedimenti messi in moto per apprendere e usare efficacemente la lingua italiana (metacognizione). Sui concetti di coerenza e coesione siamo ritornate molto spesso, a pi riprese e su pi testi, perch la ricorsivit poliprospettica si senza dubbio riconfermata una risorsa didattica per lo sviluppo cognitivo del bambino, pi adatta di qualunque esaustiva spiegazione che spesso finisce nel dimenticatoio o addirittura pu presentarsi in un momento ancora precoce per lalunno che non ne potr far tesoro. Abbiamo adottato un metodo di lavoro che ha privilegiato la discussione collettiva sia del problema iniziale che dei risultati, e loperativit a piccoli gruppi o a coppia per impadronirsi di nuove abilit e conoscenze poi trasformate in competenze nel lavoro individuale.

Litinerario sul giallo ci ha offerto numerosi spunti per affrontare il tema grammaticale annuale, per cui abbiamo potuto lavorare sia su testi fatti di parole (orali e scritti), sia su quelli costituiti anche da immagini. Relativamente alla coerenza abbiamo cercato di sviluppare tutti gli elementi che danno continuit di senso ai temi trattati nel testo. Sul piano della coesione abbiamo stimolato la riflessione su tutti quegli elementi della superficie del testo che ne collegano tra di loro le varie parti.

Nel primo itinerario abbiamo curato molto il testo scritto attraverso lefficace pratica della scrittura e ri-scrittura, partendo dalle annotazioni su fatti recepiti come misteriosi osservati dagli alunni e riportati nel taccuino giallo; abbiamo proposto incipit significativi; sezioni iniziali o finali di una storia da completare in modo coerente e coeso (A1 A2 A3 A4). Lo sforzo degli alunni, supportati nelle fasi pi complesse dalle insegnanti o dai compagni tutor del gruppo stato quello di individuare nel racconto proposto, il tema, il tempo, il luogo, i personaggi e le loro caratteristiche e inserirvisi con unoperazione di creazione o manipolazione che rispettasse limpianto originale. Il lavoro sulle annotazioni gialle sviluppate fino a divenire testi autonomi, merita un ulteriore approfondimento: lannotazione iniziale stata letta e ampliata da chi laveva compiuta; se preferita dalla classe, stata integrata dal gruppo con descrizioni, ulteriori narrazioni, arricchimenti stilistici con frasi aggiustate e reintrodotte facenti parte dello scrigno letterario di ciascun bambino (un quadernino che si intitola Questo avrei voluto scriverlo io!). Il lavoro ha prodotto grandi frutti sullapplicazione di coerenza e coesione perch immaginabile che tanti debbano essere gli aggiustamenti necessari per connettere i pezzi prodotti in un unico racconto completo. Ci non pu certo derivare dalla sola giustapposizione degli elementi prodotti. Ogni integrazione comporta la revisione di quanto fatto e talora prospetta nuovi avanzamenti o brusche frenate. In questo modo si lavora bene sulla connessione di significato, sulla collocazione in un dato ordine e sugli accordi di forma (A5). Sia nel primo che nel secondo itinerario abbiamo dunque proposto tanti testi di appoggio lavorando su ascolto e lettura.
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La lettura espressiva dellinsegnante del giallo umoristico Il fantasma di Canterville di O. Wilde, oltre a divertire la scolaresca ha dato lopportunit di lavorare sulluso delle parole legame necessarie per dare continuit di senso nellavvicinamento delle frasi e per avviare la pratica della subordinazione che risulta spesso abbandonata dai ragazzi tendenti a elencare una serie di considerazioni espresse mettendo quindi tutto il pensiero su uno stesso piano, mentre sappiamo che lo sviluppo di un testo e la sua intenzionalit dipendono anche dalla sua costruzione . La descrizione del fantasma o di luoghi avvolti in strane atmosfere ha insegnato ai bambini luso dellaggettivazione; i ragazzi hanno compiuto lavori di manipolazione testuale variando lo scopo di scrittura (un personaggio cattivo mutato in buono o viceversa; una situazione rosea che improvvisamente si fa enigmatica e pericolosa). Le scelte morfologiche diventavano allora chiare e necessarie allo scopo comunicativo che si intendeva perseguire: aggettivi, avverbi e verbi sono stati praticati molto cos come sinonimi e antonimi (A6). Si approfondito il concetto che la scelta dei termini serve a comunicare anche gli stati danimo di chi scrive o a provocare emozioni in chi legge, inoltre guida questultimo a inferire le caratteristiche implicite di un personaggio o di una situazione. Ogni testo infatti si basa su un equilibrio tra implicito e esplicito; alcune informazioni vengono date, altre possono essere nascoste, ma ricostruibili analizzando il brano tenendo presente la situazione comunicativa . Ci siamo divertiti a indovinare di quale oggetto si parlava in un testo dato o inventato dai ragazzi indagando come Sherlock Holmes(A7). Il secondo itinerario ha introdotto tante letture, perci ci siamo soffermati su questa riflessione: quando ascoltiamo o leggiamo ci costruiamo delle attese rispetto a quello che il testo ci dir, magari ipotizzando su come proseguir. quale libro di biblioteca sceglier? Vediamo un po il titolo la copertina ora apro a caso e assaggio una pagina questo no questo s . Queste operazioni sono compiute pi o meno consapevolmente da adulti e bambini e testimoniano il meccanismo dellanticipazione. Sulle proposte di letture abbiamo allora giocato sulle previsioni riguardo al genere o al contenuto di un racconto o di un libro a partire dalla copertina o dal titolo, poi proponendo un breve estratto del testo. Ogni volta abbiamo invitato gli alunni a non
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tirare a indovinare, ma a calarsi nei panni di perfetti detectives alla ricerca di ogni possibile traccia che li inducesse a compiere ragionamenti coerenti (A8). Abbiamo lavorato sullordine delle informazioni, ribadendo e facendo osservare nei numerosi testi di appoggio offerti che non esiste un solo ordine espositivo corretto, ma pi di uno e che ciascuno implica punti di vista diversi o scopi differenti (A9). Dopo aver praticato tante letture gialle, ne abbiamo negoziato la grammatica testuale che prevede degli ingredienti di base e degli accorgimenti stilistici:

situazione iniziale; mistero da risolvere; indagine; prove; cattura del colpevole; soluzione del caso;

- personaggi: detective, vittima, colpevole; - luoghi misteriosi; - tempo di narrazione: fabula, intreccio; - strategie di suspance; - ritmo di narrazione.

La bottega di scrittura ha avviato la necessaria formazione degli allievi che si sono cimentati nel praticare modalit osservate con esempi letterari fino a creare autonomamente parti di un giallo o iniziare a stendere un lavoro completo (A10).

Nel terzo itinerario la lettura del racconto Il furto della Gioconda di Vannucci, avendo un taglio giornalistico ha fatto scaturire la riflessione che quando si narra un evento non obbligatorio usare lordine cronologico dei fatti (fabula), ma si possono usare strategie diverse con laiuto di parole legame (connettivi) che mettano in guardia il lettore e gli permettano comunque di comprendere la vicenda (intreccio con anticipazione e feedback) . Questo itinerario prevedeva uno stretto raccordo con larte. Il mistero del quadro ha inghiottito in tele inquietanti i ragazzi osservatori che poi hanno dovuto inventare un giallo o una parte di esso ricavando dallosservazione la descrizione del luogo e del personaggio e applicando le caratteristiche di genere studiate (A11).
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Ci siamo dedicati a studiare Leonardo, le sue opere e soprattutto a sollevare i molti misteri relativi al genio vinciano. Abbiamo offerto testi di appoggio narrativi, informativi e umoristici (Il furto della Gioconda) , articoli di giornale, selezioni da pubblicazioni, video registrati da interessanti documentari.

Lo stretto legame tra italiano e storia proseguito nel quarto itinerario: il materiale poi servito anche per un ulteriore approfondimento linguistico: impostare il discorso sullargomentazione e sugli elementi linguistici che la caratterizzano. Abbiamo cos lavorato sullutilizzo di verbi appropriati ad esprimere accordo e disaccordo, di connettivi logici o temporali adatti a sostenere le motivazioni approdando poi alla produzione di un testo argomentativo (A12). Il ricorso allimmaginario ha permesso lincontro tra gli alunni e i personaggi di Leonardo e la Gioconda cui sono state fatte delle interviste. Laccordo era quello di dare risposte coerenti sia dal punto di vista linguistico che concettuale, riferendosi a ci che avevamo studiato in merito (A13 A13a). Largomentazione stata affrontata anche nel giallo storico riguardante Isabella de Medici, la cui vicenda stata studiata attraverso i documenti scritti e sopralluogo alla Villa Medicea di Cerreto Guidi (A14). La coerenza di un testo data anche dalla correttezza delle relazioni esistenti tra concetti, temi e significati. Durante ogni itinerario abbiamo sollecitato luso delle capacit logiche dei ragazzi attraverso varie proposte di lavoro. Abbiamo proposto testi composti in realt da due brani diversi, ma riconoscibili se individuati il contenuto e lo stile . Ancora, testi gialli privi di finale o con finale a scelta, ma non tutti accettabili perch incoerenti con la parte nota . Abbiamo proposto sezioni di storie da completare. La coerenza di registro stata pi volte affrontata. Riportiamo linteressante esperienza offerta da testi di appoggio tratti dal libro di Camilleri La scomparsa di Pat. La proposta di lavoro stata alta, tuttavia i ragazzi hanno risposto pienamente allinput dimostrando come un lavoro un lavoro portato avanti con motivazione e sistematicit consenta di elevarsi sopra la media.
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Siamo intervenuti sul testo proponendolo incoerente riguardo allo stile e chiedendo di notare ci che non sembrava accettabile e come avrebbe dovuto essere trascritto. Il contenuto del verbale di segnalazione della scomparsa del personaggio, in chiaro registro burocratico, doveva essere analizzato nel significato poi trascritto come se la vicenda fosse stata denunciata dalla moglie di Pat al poliziotto e infine come se questultimo familiarmente lavesse raccontata alla moglie (A15). La coesione testuale della flessione nominale e la funzione degli articoli determinativi e indeterminativi, era gi stata affrontata negli anni precedenti, ma abbiamo cercato di richiamarla alla mente degli alunni per scoprirne la funzionalit allinterno di un testo ; cos come stato approfondito il meccanismo di richiamo di un oggetto, concetto o situazione attraverso pronomi, sinonimi, frasi.