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SPECIALE

Acquisire la scrittura
Paolo Nitti
Università degli Studi
dell’Insubria

con il Metodo Meneghello


Giovanni Meneghello (1927-2015) è stato un maestro elementare veronese
attivo nella ricerca di modalità efficaci per l’alfabetizzazione dei bambini.
Ha collaborato attivamente con le università di Padova e di Verona
e ha scritto Si parla per sillabe, si scrive per lettere (2011)
e alcuni volumi sull’apprendimento della lettoscrittura, pubblicati postumi.

Il Metodo Meneghello considera la lingua scritta altri sono maggiormente cauti, considerando che
una rappresentazione visiva del parlato, ricer- tuttora esistono scritture ideografiche o sillabiche
cando la corrispondenza immediata fra oralità e all’interno di civiltà progredite.
scrittura. Secondo Meneghello, l’alfabetizzando dovrebbe
L’elemento di tramite fra la lingua parlata e lo essere guidato dall’alfabetizzatore all’interno di
scritto, secondo Meneghello, è la sillaba, definita un processo di scoperta che ripercorra le tappe
unità globale, perno dell’acquisizione delle com- evolutive della scrittura, concentrando nella silla-
petenze di lettoscrittura. ba la pregnanza semantica.
La lingua scritta, secondo i principali studi di lin- Le premesse teoriche del Metodo Meneghello sono
guistica storica, si sarebbe sviluppata a partire da volte alla creazione di un inventario pratico di
un processo di simbolizzazione ideogrammatica, strumenti operativi; di attività per la promozione
per giungere alla rappresentazione dapprima sil- delle competenze di lettoscrittura.
labica e, successivamente, alfabetica; dal simbolo Il Metodo è fortemente innovativo in quanto pro-
di un concetto, si è passati al simbolo di un suono. muove l’acquisizione della lettoscrittura median-
Il processo di ricerca volto a delineare il profilo te attività ludiche volte alla stimolazione neuro-
dell’evoluzione della scrittura non è scevro di cri- cognitiva, rovesciando molti elementi della didat-
ticità; alcuni linguisti intravedono nell’evoluzione tica tradizionale e riconoscendo in primo luogo la
della scrittura qualche forma di progresso, mentre preminenza dell’oralità sulla scrittura.

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L’insegnante che adotta il Metodo Meneghello non pur rimanendo privi di salienza semantica. L’ope-
rinuncia a imparare dai propri studenti; in base razione di scomposizione delle parole, secondo
agli alunni, alle loro attitudini, adotta le tattiche Meneghello, è astratta e innaturale, e possibile
più adatte, sempre in un’ottica legata alla ludodi- solo a partire dai cinque-sette anni, a seguito di
dattica e alla ludolinguistica; apprendere dovreb- apprendistato specifico.
be essere un’operazione divertente, cooperativa e Meneghello dimostra che la maniera per riprodur-
priva di fattori ansiogeni e stressanti. re la naturalità dell’acquisizione del parlato con-
I fondamenti teorici del Metodo Meneghello sono siste proprio nel lavoro sulle fonosillabe e non sui
simili a quelli individuati da Emilia Ferreiro, vici- suoni scomposti, a differenza degli approcci per
ni all’approccio globale della lettoscrittura, ma si l’alfabetizzazione di natura fonetica: sul piano di-
rilevano numerosi parallelismi con i processi di dattico, la scrittura dovrebbe in prima istanza ri-
democratizzazione della scrittura proposti nelle calcare il parlato, e successivamente identificarsi
ricerche di Paulo Freire. come codice a sé.
Meneghello è attento alla globalità dei significati e
interpreta la scrittura come sviluppo fondamenta- Non è un mistero per i linguisti il fatto che, mentre
le della persona. la scrittura assorbe molti elementi del parlato e si
Rispetto all’analisi della scrittura – e della lingua evolve contestualmente ad esso, non è vero il con-
– Meneghello osserva che le parole sono composte trario; sono pochi gli elementi della scrittura che si
da: inseriscono nell’oralità1.
• fonosillabe (nessi sillabici, per esempio, CO-CA- La nostra società favorisce in misura significativa
CU); l’avvicinamento alla scrittura a partire dalla nasci-
• suoni letterali (consonanti e vocali, per esempio, ta sul piano delle conoscenze e non delle compe-
C-O-A-U). tenze: i bambini sono esposti alle grafie acquisen-
Le fonosillabe sono suoni completi, facilmente in- do conoscenza dei processi di lettoscrittura e sono
tuibili e individuabili come sillabe globali anche portati a ragionare per ipotesi, domandandosi che
dai parlanti meno allenati alla riflessione sulla cosa rappresenti il sistema di comunicazione uti-
lingua. lizzato dai più grandi. L’insegnamento diretto dei
I suoni letterali sono interpretati come meri costi- segni alfabetici allontanerebbe ancora di più il
tuenti e possono essere scomposti e individuati, profilo delle competenze rispetto al piano pura-

qualcosa in più
Paulo Freire (1921-1997) è stato un pedagogista bra-
siliano e un teorico dell’alfabetizzazione. Ha collabora-
to con le università di Recife, Harvard e Cambridge e ha
collaborato in Brasile e in Svizzera all’interno di movi-
menti politici e nelle istituzioni deputate all’istruzione
di adulti e bambini. Ha vinto il Premio UNESCO per
l’educazione alla pace nel 1986 e ha scritto La peda-
gogia degli oppressi (2002) e L’educazione come pratica
della libertà (1973). Secondo lo studioso, l’alfabetizza-
zione è una pratica di democratizzazione sociale, per-
ché consentirebbe agli individui di divenire cittadini
del mondo.

1
Si pensi ai neologismi e ai prestiti, in primo luogo filtrati
nel parlato e solo successivamente nello scritto, e a strut-
ture come “tra parentesi” o “mettere i puntini sulle i” dello
scritto, filtrati nel parlato

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mente conoscitivo, perché ci si aspetterebbe che il mini fonosillabici; Meneghello suddivide le sillabe
bambino conoscesse i suoni spontaneamente, pri- in base alla salienza del gruppo fonologico di rife-
ma degli interventi formativi, e fosse in grado di rimento2: alcune sillabe – definite globali – attive-
associarli ai grafemi, forme grafiche della parola. rebbero una maggiore fluidità cerebrale per il rico-
La consapevolezza dell’inventario fonologico non noscimento e costituirebbero nuclei spontanei di
dovrebbe essere data per scontata, riservando alla acquisizione, mentre le altre – sintetiche – sareb-
scuola il ruolo di depositaria della tecnica scritto- bero date dalla somma successiva dei suoni let-
ria, ma l’insegnamento della lettoscrittura si do- terali scomposti (approcci tradizionali). Le sillabe
vrebbe agganciare all’oralità partendo proprio da globali non sono colte mediante la scomposizione,
quest’ultima e favorendo una visione esplorativa mentre le sintetiche sono riconosciute attraverso
e dinamica da parte dei bambini. una divisione in suoni o lettere3.
L’ipotesi comune che questi ultimi mettono in atto Lo studioso non rinuncia ai tradizionali approcci
per sviluppare autonomamente un proprio avvi- alfabetici di scomposizione per quanto concerne
cinamento alla lettoscrittura è di interpretare i le sillabe globali, ma li critica fortemente per il la-
segni grafici come sillabe; essi non riuscirebbero voro sulle sillabe sintetiche. La sillaba globale, una
spontaneamente a superare la falsa premessa e a volta individuata e sfruttata per le potenzialità
passare a uno stadio successivo di interpretazione acquisizionali, può essere scomposta per succes-
alfabetica. sive elaborazioni, ma non si dovrebbe partire dalla
Secondo Meneghello, nel momento in cui la scuola scomposizione e dai suoni letterali rendendo arti-
non recepisce le istanze teoriche proprie dei bam- ficiosa – sintetica – una potenziale sillaba globale.
bini e le loro ipotesi – peraltro naturalmente lecite Iniziare le pratiche di alfabetizzazione mediante
– rischia di provocare ansie, frustrazioni e di ag- la scomposizione di sillabe globali porta le stesse
giungere ostacoli laddove non se ne incontrereb- a divenire sintetiche, prive di contenuti e l’alfabe-
bero. Quando il bambino arriva a scuola, desidera tizzando dovrà compiere un lavoro faticosamente
imparare a scrivere, mettere in atto ciò che sa, ed raddoppiato per riunire i suoni sillabici – che inu-
è un buon modo di avvicinarlo alla lettoscrittura tilmente avrebbe scomposto – nelle parole, riem-
partire proprio da questa matrice pregressa, cari- piendo così il vuoto di significato.
ca da un lato di affettività e dall’altro di processi L’approccio alfabetico tradizionale rischierebbe
logici e di inferenze. così di allungare i tempi di apprendimento4 e di
Gli alfabetizzandi che incominciano a praticare la appesantire le criticità dei bambini con disturbi
scrittura tendono a rappresentare le parole in ter- specifici dell’apprendimento.

2
A prova di quanto sostenuto, Meneghello cita gli studi di
Lurija, Cattel, Neisser e Stoper (Meneghello, 2011, p. 58)
3
Esempio di sillabazione globale: CA-SA, sintetica: C-A-S-
A>CA-SA
4
Meneghello utilizza il termine “imparamento” - acquisizio-
ne di competenze (Meneghello, 2011, p. 35)

Bibliografia
• G. Cardona, Storia universale della scrittura,
Mondadori
• E. Ferreiro, Alfabetizzazione. Teoria e pratica,
Cortina
• G. Meneghello, C. Girelli, Sillabe globali
per leggere e scrivere, Editrice La Scuola
• G. Meneghello, Si parla per sillabe, si scrive
per lettere, Eurotipo

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