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MATRIARCATO COME ASSENZA DI GERARCHIA


civilta femminili / ginocrazie
di marisa distefano
La parola matriarcato ha sempre provocato infinite diatribe e polemiche. Noi qui non
ce ne occuperemo. Dovremmo invece compiere lo sforzo di immaginare la parola
matriarcato non come una sorta di patriarcato femminile, ma piuttosto come un
termine indicante societ ginocratiche o civilt femminili in cui il potere non si
manifestasse nelle forme strutturate e rigidamente gerarchizzate proprie delle societ
patriarcali, ma sotto forma di riti che celebravano il culto della Grande Madre (Madre
Terra, madre Cielo/ Luna/ Notte, ecc.)
LArchetipo della Grande Madre
Lanalisi degli archetipi, la descrizione del loro farsi visibili attraverso i riti ed i miti
dellumanit compito della psicologia analitica. Chi non abbia esperito direttamente,
attraverso la propria psico-analisi, la realt archetipica, trover assai difficile la
comprensione teorica e pratica degli archetipi, questi potenti signori che, alimentando il
flusso straripante dellinconscio collettivo, sotterraneamente governano la nostra vita.
La psicoanalisi, quando parla di immagine primordiale o di archetipo della Grande
Madre,non si riferisce a una entit concretamente esistente nello spazio e nel tempo,
ma ad una immagine interiore che agisce nella psiche umana. Questo fenomeno psichico
ha la sua espressione simbolica nelle raffigurazioni della Grande Dea Femminile nellarte
e nei miti di tutto il mondo.
Lemergere di tale archetipo e la sua attivit possono essere osservati nel corso di tutta
la storia umana: nei riti, nei miti e nei simboli dellumanit primitiva, cos come nei
sogni nelle fantasie e nelle raffigurazioni creative di persone sane e malate del nostro
tempo (come risulta evidente in tanti disegni e dipinti di schizofrenici).
La divinit maschile ( Dio) che attualmente domina in tutte le grandi religioni
monoteiste e patriarcali solo una trasformazione recente ( 3000 a.C.) del culto della
Dea che ha caratterizzato la civilt matriarcale/ femminile durante un ben pi lungo
periodo documentato dal 30.000 a.C. fino a circa il 1500 a.C.
La Dea preistorica, nei suoi diversi aspetti, esprime una cultura omogenea, pacifica,
creativa e di grande sintonia con la natura. In questa lunghissima civilt della Vulva
non c quasi traccia di figure maschili: le decine di migliaia di ritrovamenti archeologici
effettuati in tutto il mondo sono prevalentemente simboli e statuine femminili ed
animali. Del resto, anche le moderne ricerche biologiche sul genoma umano hanno
dimostrato che il DNA femminile (cromosoma X) risale ad oltre 143.000 anni fa, ed
quindi di quasi centomila anni pi antico di quello maschile (cromosoma Y), comparso
sul nostro pianeta circa 59.000 anni fa. Oggi, riteniamo certo che il patriarcato schema
pressoch universale della societ umana si fonda su due scoperte essenziali
dellantichit: la successione piuttosto recente dellagricoltura maschile (con laratro) a
quella femminile (con la marra) e, pi tardi, la sconvolgente scoperta del ruolo maschile
nel processo della fecondazione. La degradazione dellantica sovrana ha inizio con la
scoperta della paternit. Prima di questa certezza biologica, n il possesso delle
tecniche agricole, n, poi, quello della terra, portarono alla caduta totale del potere e
della venerazione del sesso femminile, considerato sacro.

LARCHETIPO DELLA GRANDE MADRE


In questo percorso dalla sovranit alla caduta del Femminile lo studio delle tecniche e
dei miti ci fa da guida:Ishtar e Cibele, Demetra e Cerere, Afrodite, Venere e Freya
non sono che delle personificazioni tarde delle antiche dee della terra la cui fecondit
produceva la fertilit dei campi.Il sesso di queste divinit rivela che, in origine,
lagricoltura e la donna erano strettamente legate. Quando lagricoltura divent
loccupazione principale dellumanit, le dee della vegetazione regnarono senza
concorrenti. La maggior parte dei primi dei appartengono al sesso femminile; la
promozione di divinit maschili allo stesso rango fu senza dubbio il riflesso, fra le
divinit, della vittoria del patriarcato. (Will Durant Storia della Civilt: lOriente
Mondadori ed.).Abbiamo, dunque, una ricchissima teogonia femminile con cui
confrontarci; chi negli anni 80 parlava di miseria femminile mettendo laccento
sullassenza di un mondo simbolico di riferimento per le donne, rispetto al mondo
maschile, ricco dei simboli che nei secoli-si costruito, certo dimenticava di guardare a
quel mondo di miti, simboli ed archetipi che tuttora fecondano linconscio collettivo e
vivono dentro ognuna di noi.
Vediamone alcuni pi significativi:
Io canter la Terra, Madre universale dalle solide basi Antenata venerabile che nutre
sul suolo. Tutto ci che esiste E a Te che spetta dare ai mortali la Vita e
riprendergliela(inno omerico)
La Madre dei Canti, la madre di tutto il nostro seme, in principio ci gener.
Essa la madre di ogni razza umana
E la madre dei tuoni, dei fiumi, degli alberi, di ogni sorta di cose.
E la madre dei canti e delle danze, dei frutti e dei fratelli maggiori.
Essa la madre degli animali, lunica, quella della Via Lattea.
E la madre delle piogge, lunica che abbiamo.
Lei sola la madre delle cose, lei sola!(canto degli Indios Kagaba, Colombia)

LA LUNA
Artemide; Astarte; Ishtar; Iside; Ecate; Cibele; Demetra;
In principio la Luna era fusa col Sole, costituiva col sole una sinarchia, la Barca
Solare. Spiritualmente la Luna era uguale al Sole; i due principii si opponevano come
due poli del tutto equivalenti
Ma sopraggiunge la grande catastrofe cosmica, la Luna si scinde dal Sole,(.e Dio
separ la luce dalle tenebree pose i luminari maggiori in cielo. )
e si definisce nel suo isolato dominio notturno dando inizio all Involuzione Cosmica,
prima fase della Caduta
Lanalogia si ripercuote sullUomo Cosmico, dove il Maschile-Sole si scinde dal
Femminile-Luna, in un fronteggiarsi di Luce-Tenebra, Giorno-Notte, opposto e
complementare. E il drammatico evento della scissione dellindividuo unitario,
dellUno originario: dal primo Adamo fu tolta e distinta la prima Eva, il maschile si
stacca dal femminile.
MITO DI ISHTAR Babilonia
Ishtar, dea lunare, regnava tutto lanno e la sua azione rendeva fertile la terra.
Essa aveva un assoluto potere sulle cose viventi.Tammuz, suo figlio, personificava tutta
la vegetazione terrestre. Al momento della pubert,Tammuz diventa il virile amante
della madre lunare che si abbandona al profondo amplesso notturno. Tuttavia, proprio
Ishtar, col passare degli anni, condanna a morte Tammuz e cos, al volgere del solstizio
estivo, Tammuz muore. La madre lunare prende il lutto per un mese, profondendosi
in lamenti e digiuni. Finch non intraprende con le sue donne- il viaggio verso gli
inferi, nel regno del Non-Ritorno, per liberare il figlio
(mistero edipico, regressione autodistruttiva, trionfo della nostalgia. Labbraccio
fra Luna e figlio nel buio notturno/ viaggio a ritroso nelle acque amniotiche,
Calore del corpo materno, sogno fusionale,perenne infanzia)
Ishtar passa attraverso gli Inferi e, man mano, viene privata dei suoi gioielli
e, con essi, perde totalmente le forze; e mentre essa agli inferi, sulla terra si abbatte
la disperazione:
animali e uomini non possono pi moltiplicarsi n desiderano pi lamore.
Solo col ritorno di Ishtar sulla Terra, la fertilit ritorna, rigogliosa
( R. Sicuteri: Astrologia e Mito- Astrolabio)

MITO DI DEMETRA E PERSEFONE


Persefone viene tenuta riparata dalla madre in una caverna difesa da due serpi.
Ha tre sorelle: Psiche, Atena e Artemide ed il giorno in cui le sue tre sorelle raccolgono
con lei il rosso papavero per festeggiare le sue prime mestruazioni, Ade, il dio degli
Inferi, la rapisce e la porta sottoterra, provocando la grande ira di Demetra:
Ebbene, se questo devessere il naturale destino delle fanciulle,
che perisca tutta lumanit! Che non vi siano pi raccolti, n semi,n frumento,
se questa bambina non mi viene restituita!

Vediamo qui la prima scissione fra il Femminile-terra-vita:Demetra ed il Femminileterra-tomba :Persefone ed anche il primo conflitto fra una societ ginocratica, ad
agricoltura femminile ed il nascente patriarcato.
..Ma il dio Sole, maschio e patriarcale, sembra giustificare il rapimento:
.Perch lamentarsi del destino naturale delle giovani di abbandonare la casa della
madre, perdere la verginit e fare figli? Ma Demetra irremovibile: Persefone rester
sterile e cos i campi e tutta la terra (non stato ancora scoperto il processo della
paternit).
Alla fine il compromesso e laccordo:
Persefone trascorrer sei mesi sulla terra con la madre e sei mesi con Ade.
(significato immediato: la vegetazione sotterranea per circa sei mesi dellanno e
visibile gli altri sei). Ma anche: lUomo e la Donna concludono un contratto che suddivide
la gestione della terra sostentatrice, come il sole e la luna/Demetra, dividono il tempo
in due e regneranno insieme sulle prime civilt urbane, agricole e pastorali: lesordio
del semi-patriarcato. Il destino di Persefone pesa, poi, anche sulla sorte che le sue
sorelle scelgono per s:
Psiche decide di subire la legge solare, amer Amore, ma si vedr imposte le stesse
tenebre che Ade ha imposto a Persefone.
Atena si vota al celibato, rinasce dal cervello di Zeus (=invidia del parto) e diventa
unadonna superiore, intellettuale e sovrana, incaricata di importanti missioni sociali
come la coltura dellulivo e losservanza dei patti: Atena la donna emancipata, il
tipo di donna-alibi che fa onore alla societ patriarcale e da essa accortamente
destinata a rimanere minoranza.
Artemide , al contrario, una sovversiva ed una solitaria; diversamente dalla sorella,
sfugge gli onori della citt e nasconde nei boschi la sua libert da amazzone: portando
come diadema un quarto di luna(-che non pi la sfera del mondo posata sulla fronte
di Iside, incoronata di frumento-) corre a caccia nei boschi alla testa delle sue ninfe ed
in Tracia diventa Cotitola patrona dei maschi omosessuali.Lei stessa, lesbica, ama la
ninfa Callisto, fonda popolazioni di Amazzoni che le renderanno omaggio dalle foreste
celtiche fino alle rive del fiume scita e lei, la donna che non ha marito, porta alle
donne gli insegnamenti dellostetricia, della pratica medicinale con le piante
e la conoscenza dei veleni vegetali di cui si ricorda Medea
(F. DEaubonne, Le Donne prima del Patriarcato- Felina ed.)

STORIA DI NEITH, LA CREATRICE - Egitto


Neith (=Nut), la Notte, la dea uraniana, la dea-cielo, madre di tutti gli dei, rappresenta
in tutto il suo splendore la Madre Originaria, quella che:
..Dava vita agli dei ed agli uomini, ella eraquella che allinizio delluniverso
aveva fatto uscire Aton dal Nulla, colei che era quando nientaltro esisteva
ed aveva creato ci che esiste dopo essere nata ella stessa.
Nella sua forma primitiva, Neith ricorda quella Montagna-Madre il cui culto era onorato a
Creta ed ispir loracolo di Dodona e che fa dire ad illustri studiosi che siamo in
presenza di un culto che tende al monoteismo e che d il primo posto ad una religione
femminile.
Cosa che, fra laltro, smentisce il pregiudizio secondo cui il monoteismo compare con il
patriarcato semita degli Ebrei.
Neith, nella sua forma notturna, considerata, fin dalla IV dinastia, ora madre ora
figlia di R poich la notte succede al giorno ed il giorno alla notte.
E lei il potere sovrano che dirige ogni forma di vita e di morte. Eterna, la creatrice
di s stessa personificante fin dai tempi pi remoti il principio femminile creatore
della sua propria esistenza; la prima e pi antica forma di monoteismo, Iside (che a
Neith, a volte, identificata) non che il volto umano di questa onnipotenza, come
Cristo lincarnazione di Dio-Padre.
poi la metamorfosiNeith passa dallo stato di Volta Celeste a quello di Vacca Sacra:
N, il Nulla, prega Neith di prendere R sulle sue spalle per soccorrere la sua estrema
vecchiaia. Neith rispose: E come, N, padre mio?
Ma obbed docilmente. Si trasform in vacca e pose la maest di R sulla sua schiena.
E dopo questo contratto di alleanza, che lo riconcili con gli uomini superstiti,
il grande R ritorn verso la Vacca Celeste per salire sulla sua groppa.
Allora Neith si alz sulle quattro zampe e si inarc come una volta, ma il troppo peso la
pieg e domand di essere sorretta. R, a questo punto, disse: S, figlio mio, mettiti
sotto mia figlia Neith per sorreggerla affinch possa portarmi. Mantienila sulla tua
testa e sii il suo pastore! S obbed e Neith fu rassicurata. Essa rappresenta la volta
celeste e luniverso ebbe finalmente il cielo da dove R, il dio onnipotente, si occup di
organizzare quel nuovo mondo che, dalla groppa della vacca, scopriva smisuratamente
ingrandito. Stabil la propria residenza in due luoghi, il Campo delle Erbe prima ed il
Campo del Riposo poi
(Marguerite Divin, Racconti e leggende dellantico Egitto,ed. S.A.I.E ).
Niente pu simboleggiare pi chiaramente il passaggio dallantica ginocrazia al
patriarcato, dal vecchio monoteismo di principio femminile al culto maschile.
Coloro che adesso decidono e comandano sono il Padre e il Figlio. Il Nulla, padre di tutte
le cose, colui che era prima che vi fosse niente, d ordini a Neith, la Notte, che <
docile > li esegue e quando si piega sotto il peso del dio solare Figlio-Padre, il figlio di
lui che la sostiene e diventa il suo pastore.
Da cosmo celeste diventata animale, animale sacro, certo, ma sottomesso al pantheon
degli dei maschi! Nel Testo delle Piramidi, R ha deposto nel corpo di Nut il seme che
doveva germogliare in lei. E il Faraone si chiama toro del Cielo perch

lincarnazione del maschio dominatore, della virilit, della forza. Dunque, si tratta
proprio di un patriarcato.
STORIA DI ISIDE
Inizialmente Iside non era una dea ma solo la serva del pi grande dei Faraoni,
R, luomo-dio. Ogni mattina, R saliva sulla barca solare che, a mezzogiorno, lo
portava ad unaltra imbarcazione che, a sua volta, al crepuscolo lo portava alla Regione
degli Inferi. Lungo la strada si vedeva sbarrare il cammino da Apopi, il grande serpente
che provoca le eclissi di sole e allora bisognava battere le mani, dire le preghiere e
suonare una musica assordante come per spaventare i coccodrilli del Nilo. E Apopi,
ferito dai raggi del dio dorato, si coricava di nuovo in fondo agli abissi. Questo avveniva
quando R abitava ancora sulla terra ed era sottoposto alle leggi dellinvecchiamento,
come ogni forma vivente.
E quando giunse al declino, carico del peso degli anni, Iside, che aspettava la sua ora, si
alz nellombra. Con la saliva che colava dalla bocca del vecchio dio, impast un po di
terra a immagine della Serpe Sacra, lanim con il suo soffio e recit la formula magica
che d la vita. Quindi, le fece mordere R al tallone.
Qualche tempo dopo, venne a guarirlo con tutta la sua scienza di dottoressa sapiente.
Ma per riuscirci bisognava, secondo le alte leggi della Conoscenza, pronunciare il nome
del malato. E R, che porta tanti nomi, in realt ne ha uno solo, onnipotente e segreto,
che contiene lessenza stessa del suo Essere.
Saperlo e dirlo equivale a possedere il suo potere (non pronunciare il nome di Dio
invano!.) R, vinto, lo rivel a Iside che gli diede, s, la salute ma divenne, con questo
stratagemma, dea ed onnipotente
In questo mito si ritrovano parecchie eredit che, dallEgitto, passeranno al Mosaismo
giudaico: la perfidia femminile, la serpe sua complice ed il segreto sacro del nome
divino che non deve essere pronunciato.
Il dato significativo che emerge, a questo punto, sembra questo: il patriarcato nascente
cerca di screditare il Diritto delle Madri, cio il vecchio potere di Neith e della grande
dea agraria Iside. In seguito, linvenzione della marra e dellaratro saranno una
prerogativa di Osiride,che lascia alla Moglie-Sorella il solo dominio delle erbe
medicinali.* Lidentificazione di Apopi con Pitone, il serpente matriarcale, e di R con
lApollo asiatico, il dio della vendetta che vince Apopi senza poterla distruggere, pure
fuori dubbio. Quando, poi, R diventa definitivamente dio, lascia la terra e stabilisce la
sua residenza, contemporaneamente, in due domini, gli stessi che rappresentano i due
poli della ginocrazia: il Campo delle Erbe( fertilit ) e il Campo del Riposo (morte ) .!
Sebbene il suo pantheon sia andato rapidamente maschilizzandosi, il culto della DeaMadre rimasto, pi a lungo che in qualsiasi altra cultura, il perno della civilt egiziana
ed il suo fascino si protrae per tutto il periodo del semi-patriarcato, esercitando una
interazione continua con la struttura economica e sociale di origine agraria dellEgitto.
,Iside, in particolare, godette di una straordinaria devozione: essa pu essere assimilata
a tutte le dee egiziane, come chiaro dallappellativo di dea dagli innumerevoli
nomi. E la personalit di Iside che viene onorata e celebrata a preferenza delle
divinit maschili, in Egitto ed in tutti i paesi che subiscono linfluenza culturale egiziana,
sino a Roma.
.La vittoria senza precedenti del culto isiaco sullopposizione ufficiale e il suo
persistere nei primi tre secoli dellera cristiana, testimoniano la profonda e sincera
emozione religiosa che tale devozione suscitava nei fedeli.

Il culto aveva come scopo di domare la carne per ottenere delle percezioni spirituali pi
chiare. Questa idea era talvolta poco apprezzata dai mariti che temevano lavvicinarsi
dei puri dies,i giorni in cui le loro mogli, per prepararsi ai riti di Iside, andavano a
dormire sole su casti letti
La personalit di Iside aveva una diffusione universale in tutti i centri importanti del
vasto impero romano e, soprattutto le donne, trovavano in questa giovane e graziosa
regina e madre un oggetto di devozione mistica che soddisfaceva i loro bisogni religiosi
pi di ogni altra figura sacra.
(E.O.James: Le culte de la desse-Mre, Payot Ed. )
Ora, i bisogni religiosi potevano anche essere una formula di comodo: le donne ormai
sconfitte dellera patriarcale si impossessavano di ci che era rimasto del culto della
Dea-Madre per poter esercitare, anche se periodicamente ed in modo effimero, la libera
gestione del proprio corpo e, in parte, della natalit, che una volta erano loro dominio
assoluto. Le due storie di Iside e di Demetra concordano, concludendosi entrambi con la
trasmissione dei poteri agrari, messaggio molto pi chiaro nel mito greco che in quello
egiziano: gli uomini si impadroniscono della fertilit-fecondit.
Il patriarcato nasce con la scoperta del mistero della procreazione: Iside,infatti, con il
suo potere divino riuscita a riunire tutti i resti dello sfortunato corpo di Osiride, tranne
uno, il fallo. La sua potenza, dunque, fallisce nel mettere al mondo, da sola, un
maschio.
Come mai, allora, in Egitto, i diritti delle donne vengono rispettati fino ad unepoca
tarda, la loro libert sessuale quasi assoluta, la loro possibilit di fare carriera quasi
unica fra le societ dellantichit? Diodoro Siculo sostiene che il contratto del
matrimonio egiziano esige lobbedienza del marito alla moglie. I beni si trasmettevano
per discendenza femminile ed anche in epoca tarda il marito cedeva alla moglie, per
contratto di matrimonio, tutti i suoi beni ed i redditi futuri. Lo scriba Satni, di Menfi, si
vede rispondere dalla bella che ha chiesto in sposa: Io non sono una schiava!
Fai firmare ai tuoi figli un contratto secondo cui non possano avanzare pretese sui miei
beni!Uno dei documenti pi antichi in proposito il testamento di una certa Neb-sent
che lascia la sua terra ai figli, risalente alla III dinastia.
IL SEMIPATRIARCATO LA CADUTA
Le donne egiziane si servivano senza ipocrisia non solo della loro libert sessuale, ma
anche della potenza economica data loro dalla legislazione. Liniziativa amorosa era una
loro prerogativa come si riscontra in tante lettere e poesie damore indirizzate ad
uomini e firmate da donne. E lei a offrire il matrimonio:
O mio bellamico, desidero diventare tua moglie e la padrona dei tuoi beni!
(Briffault: The Mothers)
Come tra gli Ionii e i Cretesi, la donna egiziana circola libera, senza accompagnatori, e
mostra il suo corpo nudo; come tra gli Etruschi, partecipa ai banchetti e alle danze e
gode di libert sessuale; come fra i Celti sceglie il marito; come tra i Cretesi, si dedica
ad ogni sorta di attivit lucrativa e conserva spesso una funzione sacra in tutto ci che
riguarda i funerali e i riti di fertilit e onora due grandi dee: Neith e Iside, che
rappresentano aspetti diversi e complementari della Grande Dea, la sua doppia
proiezione nei cieli. La giurisdizione la favorisce sino ad unepoca avanzata.

Sotto Dario, la sorella maggiore ancora la tutrice legale in caso di morte dei genitori:
quello che Will Durant definisce un matriarcato attenuato;*
*esemplare la storia di Amten, vissuta ne 3000 circa a.C. che , approssimativamente,
il periodo in cui si instaur il patriarcato nel mondo antico. Figlia di scriba, poi scriba
essa stessa e redattrice di ministero, percorse tutte le tappe della carriera, diventando
governatore di provincia, poi nomarca e mor onorata come generale e comandante
delle Porte di Occidente.
Lobiezione pi frequente che faraoni e sacerdoti, cio il potere supremo, siano
uomini. Ma lEgitto non si pu definire una ginocrazia. La Dea una figura dominante
in Siria, in Mesopotamia, in Anatolia e nel bacino Egeo, ma non in Egitto.
Il suo diritto, fino ai Tolomei, incontestabilmente matriarcale a tutti i livelli,
tranne quello, pi alto di tutti, del regno che, per la precisione, viene collocato fuori
dal sociale in quanto appartenente al sacro ( a parte il regno eccezionale di una
Faraona, Hatshepsut,della XVIII dinastia ). Il mito di Osiride, subito associato al culto
solare, porta direttamente al Faraone inteso come incarnazione umana di Horus, figlio
postumo del sole e della fertilit. Di conseguenza, il re doveva la sua divinit e il suo
statuto agli dei che incarnava e che erano tutti maschi (E.O.James ).
Il Faraone, dunque, rappresenta lordine invertito del suo tempo e del suo spazio, e
questordine tanto femminista quanto quello giudaico-cristiano sar misogino e
ginofobo!
UNECCEZIONE: HATSHEPSUT
Hatshepsut, che il padre chiam sul trono accanto a s, regn dal 1501 al 1479 a.C.
Riusc a regnare facendosi redigere una biografia agiografica che la proclamava figlia di
Amon-R, il quale si sarebbe presentato a sua madre in una nuvola di luce e di
profumo per annunciarle lincarnazione per suo intervento- di una fanciulla che
doveva far risplendere il prestigio di Ammone sulla terra.
Ci voleva questo intervento diretto del dio nel processo della procreazione per rendere
la principessa uguale ai suoi predecessori reali. Neanche la condivisione del trono con il
Faraone-padre poteva sostituire questo diritto divino da cui proveniva quella monarchia
che faceva di ogni sovrano un figlio di Horus ipso facto, senza bisogno che luce e
profumo accompagnassero una tale Annunciazione. Occorreva lintervento del
soprannaturale per rimuovere lostacolo del suo sesso di donna nel regno pi femminista
della terra!
Che Hatshepsut sia stata uno dei pi grandi nomi della regalit egiziana, che in ventidue
anni di regno abbia riparato i danni inflitti al suo popolo dai re Hyksos, che abbia saputo
conquistare i mercati delle Indie e dellEstremo Oriente, aprendo cos la via delle spezie
e delle perle ai suoi successori sono fatti noti e comprovati storicamente.
Hatshepsut poi- fu la pi grande, ma non la sola a regnare in Egitto: ricordiamo
Amenardis (sacerdotessa e principessa), Shepenapt III e la figlia di questa, Nitokris.
E anche interessante sottolineare che, dalla XVIII dinastia in poi, lappellativo di sposa
di Dio viene dato alle regine tebane che diventano sacerdotesse supreme di Amon-R,
mentre le principesse reali assumono una dignit superiore a quella rivestita da tutte le
altre in precedenza.

E ci avviene in un periodo che va dal 1545 al 1310 a.C., cio molto dopo la dominazione
degli Hyksos (1800 1600 a.C. ) che con la loro influenza fallocratica degradano la
posizione delle donne e accelerano levoluzione del semi-patriarcato verso quel
patriarcato assoluto portato dai conquistatori greci e dai Tolomei.
Tutto avviene come se le possibilit delle donne di accedere al trono ed allaltare
costituissero un vaso comunicante con la posizione civile ed economica delle donne
comuni. A partire dal regno di Hatshepsut, lEgitto perde, poco alla volta, il suo
carattere cos originale di semi-patriarcato (o di matriarcato attenuato ) per
somigliare sempre pi alle altre culture storiche dei maschi, in cui le donne sono
assoggettate alla legge del Padre ma vi sfuggono se appartengono alllite delle famiglie
reali e della Chiesa.
Ora, che cosa ha prodotto la doppia evoluzione-regressione dellEgiziana relativamente
al trono ed alla cittadinanza?
La prima societ egiziana predinastica totalmente agraria e integrata con
lallevamento; lirrigazione primitiva, ma gi una societ relativamente prospera,
grazie alle piene del Nilo e le comunit sono ad impostazione ginocratica (come
dimostrano le tante immagini della Grande Dea, la ceramica, lassenza di santuari ed
anche le strutture giuridiche e sociali nellEgitto delle dinastie).
Mentre nelle varie societ compaiono innovazioni che mettono in forse gli assetti fra i
sessi (le necropoli, le strade, la metallurgia, ecc.), pace e isolamento protessero in
modo eccezionale le strutture culturali femminili egiziane; mentre nelle altre civilt
antiche la comparsa delle classi sociali e la necessit della guerra finiscono per
comprometterle pi o meno rapidamente.
Qui, al contrario, le classi sociali pur dentro ad un sistema di caste- godono di una
specie di democrazia di base che tiene ad una ripartizione abbastanza equa di questa
prosperit. Per fronteggiare, poi, il pericolo politico di una rivalit interna fra le Due
Terre, vi era, come fattore essenziale di unit, lesistenza di un sovrano unico,
detentore di due corone (=Iside con le due serpi sul capo).
Intanto eventi fondamentali (laffermarsi dellaratro, il progressivo dominio sul Nilo e la
scoperta della paternit) guideranno il passaggio ad un semi-patriarcato prima e ad un
pieno patriarcato poi, segnato emblematicamente dallinnovazione delleretico Faraone
Akhenaton che instaur un monoteismo maschile: il culto solare di Aton.
La testimonianza forse pi significativa di questo passaggio dalla ginocrazia al
patriarcato la troviamo ne LE EUMENIDI.
Nelle Eumenidi di Eschilo i due principi del diritto materno e del diritto paterno
sono rappresentati dalle Erinni e da Apollo/Atena.
Oreste uccide la madre per vendicare il padre. Ora, chi vale di pi il padre o la madre?
Atena istituisce il tribunale: le Erinni sostengono laccusa contro il matricida,
Apollo ne assume la difesa, i concittadini di Oreste sono chiamati a decidere.
Le Erinni parteggiano per Clitennestra e si appellano al diritto materno,
Apollo difende Agamennone e sostiene il diritto paterno:
ERINNI: Fu lui, lindovino, che ti guid ad uccidere tua madre?
ORESTE: ..La vergogna di due colpe ella aveva sopra di s.
Come? chiarisci bene ai giudici questo. Uccidendo il marito, uccise mio padre.
Ma tu vivi, e lei si liber della colpa morendo. E perch lei, quando ancora era viva, tu
non la perseguitasti? Non era dello stesso suo sangue luomo che uccise. E sono io dello
stesso sangue di mia madre? E come ti nutr ella, sciagurato, dentro il suo ventre?
Tu rinneghi il dolce sangue della madre?

Le Erinni non hanno punito il delitto di Clitennestra: risulta evidente che esse ignorano il
diritto del padre e del marito. Esse conoscono solo il diritto della madre, il diritto del
sangue materno, e avanzano le loro pretese sul matricida in forza dellantico diritto e
dellantico costume. Apollo, invece, ha imposto a Oreste il matricidio per vendicare il
padre, perch questa la volont di Zeus, ed anche ora lo difende dalle Erinni,
contrapponendo il diritto paterno al diritto materno ed affermando la preminenza del
primo:
.Non la madre la generatrice del figlio, bens la nutrice del feto in lei seminato.
Generatore chi getta il seme..la madre ospite che accoglie e custodisce
ilgermoglio. Padre uno pu essere anche senza madre. Qui stesso ne testimone la
figlia di Zeus Olimpio (Atena ) che non fu allevata nel buio di un grembo materno;
tale rampollo quale nessuna dea avrebbe potuto generare!
Le Erinni protestano:
..Tu hai distrutto gli antichi ordinamenti del mondo, ingannando col vino le vecchie
dee
Ma saranno sconfitte: i giudici votano, i voti sono pari ma Atena interviene:
Io voto in favore di Oreste. Madre che mi abbia generato io non lho.
Il mio cuore, esclusi i legami nuziali, tutto per luomo.
Io sono solamente del padre. Il destino di una donna omicida
del proprio sposo non mimporta: lo sposo m importa custode del focolare domestico.
La vittoria sar di Oreste, anche se uguale il numero dei voti
Oreste viene assolto dal tribunale. E questo il nuovo diritto dei nuovi dei.
Apollo viene celebrato come distruttore delle antiche Moire, distruttore delle antiche
divinit.
Fremendo per lira, la schiera divina delle figlie senza prole della Notte vuole rifugiarsi
nelle profondit della terra, isterilire i campi ed i frutti del corpo, ma Atena riesce a
guadagnarle alla sua causa ed a riconciliarle con il nuovo diritto:
..E tu, dalla gloriosa tua sede, presso la dimora di Eretteo, vedrai processioni di
uomini, processioni di donne, venirti ad offrire onori e doni quanti da altre genti non
potrai mai avere.
A questo punto, finiscono con laccettare di avere la propria sede e di svolgere la loro
funzione accanto a Pallade; esse, le dee primigenie, trasformate in potenze propiziatrici
della pace e della tranquillit e custodi dei legami familiari, dora in poi amate e
venerate dalle fanciulle, prepareranno loro le gioie del matrimonio.
Una schiera di fanciulle e anziane madri riconducono le riconquistate patrone del paese
nel loro regno, gi nellAde. Moira e Zeus cooperano lietamente alle fortune del popolo
ateniese. Si conclude cos la lotta fra il diritto materno ed il nuovo diritto paterno;
lantico costume viene eliminato e un nuovo principio ne prende il posto. Il legame
privilegiato fra il figlio e la madre viene spezzato Gea e Crono / Rea e Giove, ma anche
con la figlia:da Demetra e Persefone si passa a Zeus e Atena- e luomo si colloca accanto
alla donna in posizione giuridicamente superiore.

E ancora:
La collina di Ares, che viene designata, per sempre, da Atena come il luogo dove
sieder il tribunale per i delitti di sangue e dove, con Clitennestra, soccombe lantico
Diritto Femminile, la stessa localit dove gi le Amazzoni posero il loro
accampamento quando combatterono contro Teseo e la sua citt.
Le Amazzoni rappresentavano la pi perfetta realizzazione del diritto femminile; Teseo,
invece, fonda il suo nuovo Stato sul principio opposto.
E con la lotta fra i due principi e la vittoria di Teseo sulle Amazzoni che ha inizio la
storia di Atene, la storia della civilt occidentale la nostra storia
Il materiale liberamente tratto da
- Roberto Sicuteri: Astrologia e Mito - Ed. Astrolabio
- Eric Neumann: La Grande Madre - Ed. Astrolabio
- Franoise DEaubonne: Le Donne Prima del Patriarcato Ed. Felina
- Johann Jakob Bachofen: Il Potere Femminile Ed. Il Saggiatore-Studio
- Luisella Veroli: Prima di Eva Viaggio alle Origini dellEros Ass. cult. Melusine