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NOI, TIKOPIA

PREFAZIONE

È una ricerca scientifica basata sull'esperienza reale di una cultura. Il metodo funzionale è il
migliore per approcciarsi allo studio della parentela, anche perché quello biografico non è
l'unico. La parentela è un processo, non solo un prodotto, e avviene in un ambito materiale e in
un determinato tipo di organizzazione sociale. Il prodotto dev'essere osservato
indipendentemente dal processo. La situazione iniziale di parentela è: un padre, una madre, i
loro figli.

L'antropologia culturale è una scienza sociale, e dato il vastissimo raggio dei fatti culturali
studiati, è lo studio comparativo per eccellenza della società. Antropologo: il primo ad elaborare
metodi di indagine sociologica diretta: vedi lo studio sul campo di gruppi umani esotici.

INTRODUZIONE
I Tikopia sono una popolazione senza troppo interesse per la tecnologia e le arti decorative, ma
hanno un sistema complesso di attività religiose e sociali a cui attribuiscono grande importanza.
Già Morgan aveva dimostrato come il sistema di parentela degli Indiani fosse legato alla loro
organizzazione politica.

CAPITOLO 1: NELLA POLINESIA PRIMITIVA


Aspetto: uomini mezzi nudi, coi fianchi fasciati di stoffa di corteccia e grandi ventagli fissati alla
cintura sul dorso con anelli di tartaruga o rotoli di foglie ai lobi delle orecchie e a naso. barbuti,
coi capelli lunghi e sciolti sulle spalle.
( le annotazioni del primo giorno sono sicuramente sbagliate, perché lo studioso è spaventato
dalla vastità del suo compito e della sua non conoscenza della lingua.

La base della ricerca antropologica --> deve contenere una descrizione del metodo con il
quale si sono ottenute le informazioni. È quindi opportuno chiarire: il rapporto del ricercatore
con le altre persone della stessa cultura, se si trova in condizione di isolamento o a contatto
quotidiano; il mezzo linguistico di comunicazione con i nativi; il tramite economico e sociale; la
natura del resoconto, quindi se si hanno dei testimoni o sono cose sentite dire; se ciò che si
racconta fa parte della prassi corrente oppure è caduto in disuso; la gamma di casi su cui ci si è
basati per le generalizzazioni.
Tikopia : estremità orientale del Protettorato britannico delle Isole Salomone. 1200 abitanti.
Governata da capi locali, ha un codice di etichetta e una precisa organizzazione sociale e
l'aspetto cerimoniale della loro vita è molto particolare..
Parte dei Tikopia sono apparentemente cristiani, la nave della Missione fa scalo sull'isola una
volta all'anno circa. Sull'isola c'è un insegnante indigeno della comunità melanesiana di Motlav(
è sposato con una donna Tikopia e segue lo stesso modo di vivere degli altri abitanti dell'isola).
Cerca di combattere la libertà sessuali dei giovani, costringendo al matrimonio i peccatori e
vietando l'ingresso in chiesa a quelli che partecipano alle festività pagane. Intrepretai dettami
del Cristianesimo in maniera indigena. Tikopia battezzati: circa metà della popolazione, però le
loro antiche divinità sono solo nascoste( il vecchio capo per esempio: segue ancora il rito del
kava, offerta agli dèi e agli antenati in cambio di fertilità e salute per la terra). I pagani
costituiscono il distretto di Ravenga, e ci sono 3 capi; il più importante è Ariki Kafika. Firth stette
a Tikopia dal luglio 1928 al luglio 1929. Usò solo la lingua indigena, non usò denaro perché per i
Tikopia non ha alcun valore. Il compenso doveva essere in oggetti desiderati da loro, non per il
valore nominale. Faceva doni a coloro che gli fornivano delle informazioni, e i doni migliori
andavano ai capi ovviamente. Il suo arrivo sull'isola suscitò dei sospetti, infatti i capi avevano
dato ordine che non gli venisse rivelato nulla sulle divinità e sulle attività rituali. Si stabilì a
Matautu e per mesi visse nella diffidenza e nel controllo più totale. L'antropologo dipende dalla
confidenza del suo materiale umano. Vahihaloa: il suo domestico personale, un ragazzo
polinesiano che era in grado di adeguarsi alla lingua e alla cultura dei Tikopia. morto di
tubercolosi. la conformità agli usi dei Tikopia è un adattamento naturale. È sbagliato affermare
di essere stati accettati dagli indigeni come uno di loro, perché la loro è solo cortesia; non si può
sapere cosa davvero loro pensano.
La popolazione di Tikopia --> inizialmente li vedeva come esseri dalla faccia larga e un aspetto
mongoloide, con zigomi prominenti e occhi leggermente a mandorla. Dopo un po' non ne era più
certo, perché non aveva più in mente l'elemento di contrasto. Altezza media: 176cm, o forse
poco meno. Le donne erano di corporatura robusta e mediamente 5 cm più basse rispetto agli
uomini. Tutti avevano un portamento particolarmente eretto, che si accorda alla loro dignità e
alle loro naturali buone maniere( le donne con l'avanzare del tempo tendono ad incurvire per i
pesanti carichi che trasportano quotidianamente). Il pesce è l'unico alimento a fornire loro le
proteine animali. I Tikopia non hanno alcun odore particolare, però sanno dell'esistenza
dell'odore d'uomo; distinguono però l'odore dei vari gruppi regionali. Mani belle e modellate,
molto abili nel legare le cose. Grande forza fisica e uno degli elementi più interessanti dei loro
caratteri fisici è la testa appiattita nella parte posteriore dei bambini piccoli. Non praticavano
alcuna deformazione artificiale del cranio se non il lisciamento da parte della mamma subito
dopo la nascita. Negli uomini la testa è nascosta dalla capigliatura, ma comunque la loro nuca è
poco prominente; nella maggior parte dei casi è piatta. Capelli ondulati e calvizie molto rara;
peli sul corpo poco abbondanti; molto comuni i pidocchi. Molta varietà nel colore della pelle ; ci
sono anche dei casi di albinismo, considerato un carattere ereditario( hanno vita breve e non
son visti bene dagli altri). Sono molto sensibili alle scottature solari nonostante la loro
carnagione scura. Il loro livello d'intelligenza è abbastanza alto, limitatamente alle loro
esperienze.

Il fascino del mondo esterno --> i Tikopia sono molto fieri dell'abbondanza di cibo e di
tradizioni della loro isola. Hanno però la smania di conoscere e visitare altre isole, per trarre
profitto poi al loro ritorno. Loro sono veramente isolati dal resto del mondo, non riescono a
concepire una grande estensione di terra. Molte loro storie riguardano l'avvistamento di grandi
navi e il tentativo di raggiungerle; i capi dell'isola avevano proibito ai bianchi di portare gli
indigeni oltre il confine della terra degli uomini dalla pelle scura. Erano molto interessati ai
racconti dei posti visitati da Firth.

Le risorse naturali dell'isola --> forma approssimativamente ellittica, la costa è curva e


protetta dall'oceano da un banco corallino a nord. La zona del frangente non offre alcun riparo
per le canoe. La pesca dipende dalla copertura della marea della striscia di scogliera, ed è perciò
molto variabile. Gran parte della pesca viene fatta con la canoa fuori del banco corallino. Costa:
spiagge di sabbia bianca, rocce madreporiche qua e là lungo la costa settentrionale. Alberi: i
tipici sono i toa e il fetau. I Tikopia riconoscono 150 tipi diversi di alberi, piante e arbusti; tutti
gli alberi e le piante vengono usate dai Tikopia. Estremità settentrionale: estremamente
rocciosa: si trovano delle grotte, usate come dimore temporanee. Sud: nella bassa distesa verso
la costa, ci sono i giardini di Rakisu e i frutteti di Rotoaia. lago: Te Roto/ Te Vai; vasta distesa
salmastra circondata da vegetazione fitta e da colline scabre. Stormi di anatre grigie e splendidi
cormorani. Nella baia interna si arriva ad Uta, dove si trovano i templi più sacri. In alto, la cima
del monte si è allargata in un vasto pianoro oblungo, terminante nel contrafforte squadrato di
Tumuaki, dall'orlo del quale si gode uno splendido panorama di tutta Ravenga. La distesa
d'acqua nel cratere è un lago e non una laguna. Solitamente è ostruito di melma, le acque in
eccesso rifluiscono nel mare. La vegetazione di questa fascia di costa è rada e costituita in gran
parte da alcuni pandani, qualche cocco e da arbusti straziati dalle intemperie. Il pesce più
importante è il kiokio, dalla carne rosea e bello come un salmone. La parte più bassa del lago si
trova all'estremità meridionale. Non si usa bere l'acqua del lago perché troppo torbida; sono
soliti farsi il bagno in quelle acque. A nord del lago si trova il picco di Reani, il punto più elevato
dell'isola. L'orientamento dei Tikopia tende sempre verso il marea; la distanza percorsa viene
valutata in base alla porzione dell'isola ancora visibile sull'orizzonte: ci sono 5 punti principali
nella scala. Il picco è considerato il luogo dove si fermano gli dèi appena scendono. Le
coltivazioni di taro si spingono quasi fino alla sommità del picco. La principale via di
comunicazione dell'isola è lungo le spiagge di Faea e Ravenga; ci sono sentieri considerati vie
pubbliche, che però non sono più larghi di mezzo metro. Clima: la temperatura oscilla tra i 27 e
29 gradi e raramente supera i 32 gradi. Il principale carattere è la marcata differenza stagionale
tra il periodo degli alisei e quello dei monsoni.

CAPITOLO SECONDO: ADATTAMENTO ALLA CIVILTA'

I Tikopia hanno scelto gli elementi più rispondenti alle loro necessità e li hanno adattati alle loro
forme sociali. Finora il processo è stato di inculturazione, perché hanno plasmato ciò che hanno
ricevuto invece che loro stessi. Prima o poi, la primitività dell'isola verrà meno.

Elementi culturali esterni --> l'attuale popolazione di Tikopia sarebbe il risultato di una
mescolanza di vari ceppi; anche la sua cultura è un prodotto misto. 1606: Quiros fu il primo
europeo a fare visita all'isola. I visitatori successivi furono principalmente balenieri e mercanti
di schiavi. 1857: la Missione melanesiana fa la prima visita all'isola. Da questi stranieri vennero
introdotti diversi oggetti nuovi ( i gatti/ codelunghe vennero introdotti perché ci fu
un'invasione di topi e i Tikopia non sapevano come sconfiggerli). Anche il banano, la manioca e
la papaia vennero introdotte dagli stranieri. Introduzioni tecnologiche: le frecce, l'esca di piuma
attaccata all'amo da bonito e il motodo di fare tetti di frasche. Adottarono questi nuovi oggetti
per la loro volontà di acquisire vantaggi economici o un'ascesa personale. I Tikopia considerano
gli stranieri degli irresponsabili nei confronti dell'isola: portano malattie, influenzano in modo
le risorse economiche. Anche la fotografia era considerata pericolosa, perché alcune persone
erano morte.

Lo stato attuale della cultura Tikopia --> I Tikopia vogliono i beni materiali dei bianchi, ma
non vogliono essere controllati da loro. Preferiscono l'attrezzatura da pesca indigena a quella
europea. Quasi non ci sono forniture di medicamenti sull'isola, perché nessuno li porta e perché
non c'è nessuno che sappia somministrarli. Il loro desiderio di strumenti è la loro vera parte
vulnerabile; sono indifesi di fronte a chiunque porti loro arnesi da barattare. La loro struttura
sociale è rimasta immutata e la forma di governo non è influenzata dall'appartenenza all'Impero
britannico. Un certo numero di oggetti sono descritti incorporando l'approssimazione più vicina
al vocabolo europeo nell'ordinaria costruzione della frase nella lingua Tikopia/ utilizzo di
vocaboli e frasi Tikopia per descrivere i nuovi oggetti entrati nell'orbita di questa popolazione.
La lingua non venne divulgata a tutti indiscriminatamente, veniva conservata gelosamente.
L'assorbimento in campo religioso dei Tikopia è piuttosto irrilevante, a parte i massici
cambiamenti prodotti dal cristianesimo in un solo distretto. Anche ai semplici racconti vengono
fatte delle aggiunte in risposta a nuovi elementi nell'ambiente materiale.
I Tikopia e il mercato di manodopera indigena --> i nativi di Tikopia non sono disponibili sul
mercato della manodopera; per volere del governo, sono anche esenti dall'essere reclutati.
L'isola è priva di malattie, e quando qualcuno fa un viaggio è sicuro di prendersi una qualche
malattia perché non hanno alcuna immunizzazione. Dopo essere partiti dall'isola, i Tikopia
soffrono di acuta depressione nostalgica e sono molto più vulnerabili dal punto di vista fisico
oltre che psicologico. Anche la Missione melanesiana segue la stessa filosofia di non allontanare
gli abitanti dalla loro isola.

Effetti dell'influenza missionaria --> Missione: unica forza ad apportare dei cambiamenti a
Tikopia negli ultimi anni. Ha fornito a Tikopia grandi quantità di merci europee. La sua presenza
ha anche promosso l'uso di indumenti indigeni tra i bambini. Inoltre tutti i cristiani sono tenuti
ad assistere ad alcuni dei quotidiani servizi religiosi del mattino e della sera; in certi periodi
dell'anno è proibito danzare. Il rapporto sessuale prima del matrimonio è vietato e in casi di
gravidanza i due giovani vengono costretti al matrimonio. La poliginia è proibita ai cristiani, e
con la conversione molti lasciarono le seconde mogli. Hanno abbandonato le cerimonie più
importanti, però la credenza negli antichi dèi continua ad esistere. Gli effetti dell'attività della
Missione sono stati particolarmente presenti in campo politico: gli uomini si sono divisi in
fazioni, è sorta gelosia tra i capi e i rettori della Missione, e confusione e disagio si sono generati
tra la popolazione. Dicono che dopo l'arrivo della Missione siano diminuiti molto le risse, il furto
e l'adulterio. Un effetto del cristianesimo è stato quello di accentuare l'opposizione tra il
distretto di Faea e Ravenga, tra il capo di Tafua e i suoi pari, e in certi casi di operare una
scissione in gruppi ove prima non ce n'era alcuna. Quando Ariki Tafua annunciò la sua
conversione al cristianesimo, tutto il distretto di Faea seguì il suo esempio; da allora i raccolti
sono andati meglio e la prosperità economica è più stabile... al contrario, i pagani sostengono
che la terra ha sofferto molto dopo la conversione, che ha portato solo cose negative. I Tikopia
pensano che l'atteggiamento della Missione rispecchi del tutto il pensiero dei bianchi in
generale e del governo europeo. I Tikopia pagani sono molto fiduciosi nelle loro divinità e
risentono di essere etichettati come il "distretto nero" o "satana" e di sentirsi dire che andranno
in un luogo di fuoco dopo la loro morte. Sono felici quando un bianco afferma che le loro azioni
non sono peccaminose.

CAPITOLO 3: LA VITA DEL VILLAGGIO

Ciascun gruppo di capanne può essere considerato un villaggio, perché è considerato dagli
indigeni come un'entità distinta, separata dagli agglomerati vicini. Questa separazione locale è
collegata a differenze di raggruppamento parentale.

Lavoro quotidiano e attività ricreative --> il villaggio si sveglia presto, poco dopo l'alba; gli
uomini solitamente si lavano più completamente delle donne. La pesca o il lavoro nei frutteti
impiega tutti gli uomini e qualche donna.; le altre restano casa a badare ai bambini o a svolgere
altri compiti. A mezzogiorno non c'è quasi nessuno nel villaggio. Quando il sole comincia a
declinare dallo zenit, il villaggio comincia ad animarsi; la preparazione e la consumazione del
pasto è il momento più importante della giornata. Due elementi tipici della vita primitiva: il
legame tra l'uomo e il cibo e il modo in cui la preparazione del cibo diventa l'acme del lavoro
quotidiano. La conquista del pasto stesso è la realizzazione del proprio lavoro. Appena tornano
al villaggio, accendono i fuochi e cominciano a raschiare il taro, a grattugiare le noci di cocco e
ad affettare i frutti dell'albero del pane. I forni non sono in comune, ogni famiglia ne ha uno;
dopo che ogni famiglia ha finito di mangiare, ci si dedica ad azioni secondarie oppure si
chiacchiera. Verso sera ci si incontra sulla spiaggia; se c'è luna e il vento è favorevole, le canoe
vengono spinte in mare e comincia la pesca notturna al pesce-volante. Se la luna è alta e piena, le
canoe non possono partire e si organizzano danze; le persone sposate non prendono parte alle
danze, lasciano più spazio ai giovani. I Tikopia amano molto raccontare storie e infatti è uno dei
loro tratti caratteristici.

Costituzione del villaggio --> senso di unità derivante dalla residenza entro un confine comune;
conservazione dell'individualità del villaggio da parte del villaggio come un'unità. Bisogna
sempre tener conto dei legami sociali sui quali è regolato un villaggio. Il problema del rapporto
tra il sistema di parentela della popolazione di Tikopia e la loro organizzazione locale può essere
affrontato da due lati: dando un'indicazione dei rapporti di parentela della popolazione secondo
la sua distribuzione in gruppi residenziali OPPURE dando la distribuzione spaziale dei membri
dei vari gruppi parentali maggiori. L'effettiva distribuzione di una popolazione in termini di
residenza e parentela, è un fattore importante nel funzionamento delle sue istituzioni; nelle
descrizioni antropologiche i suoi effetti sono dati per scontati senza alcuna indagine, o di fatto
ignorati.
MATAUTU: unità residenziale più importante di Faea. I suoi confini sono costituiti da un lato dal
mare e dall'altro lato dal fossato del tirassegno e dalla parete di alberi che segna l'inizio dei
frutteti. L'estremità settentrionale è interessante per diverse ragioni: vi scorre il vai, un
abbondante torrentello che sgorga dalla collina; in questa zona risiede Ariki Tafua, il capo. Ogni
abitazione ha accanto o nei pressi una cucina e nelle vicinanze un riparo per le canoe. A Tikopia
il terreno sul quale sorgono le case d'abitazione è proprietà ereditaria di un gruppo familiare;
alcune abitazioni sono separate da un sentiero ben marcato oppure da uno schermo di arbusti,
ma non molti hanno confini del genere. Ogni piccolo gruppo ha il proprio accesso alla spiaggia.
Un villaggio è un aggregato di unità minori, ciascuna delle quali difende il diritto alla porzione di
terreno, pur cooperando con le altre nelle operazioni più importanti. Il villaggio è diviso in
abitati di base clanica e a questa ripartizione è correlata la responsabilità dell'uso dei terreni e il
diritto di decisione su ogni nuovo stanziamento. Il fattore della parentela è un elemento coesivo
poiché i legami familiari tra i vari proprietari di solito contribuiscono a tenerli uniti. Presenta un
esempio di commissione di molteplici affiliazioni parentali e residenziali. Ci sono 3 clan, e
ognuno ha i propri interessi, però riconoscono la supremazia del capo residente e agendo come
un'unità economica e sociale.
Schieramento parentale e locale --> nel villaggio Tikopia operano diversi tipi di forze: quella
dell'associazione locale( solidarietà di villaggio negli affari quotidiani), quella del vincolo di
discendenza( comprendere i legami stabiliti dall'appartenenza ad un gruppo familiare, dalla
casa e terreno e dagli obblighi dovuti al capo del clan) e quella dei generali vincoli di parentela(
risultanti da antichi o recenti matrimoni). Kafika: il suo clan è quello distribuito più
uniformemente; il suo capo vive in un altro distretto, a alla sua morte tutto tornerà alla
normalità e il successore abiterà nel proprio distretto. Il contatto tra gruppi locali è generato e
conservato dall'esistenza dei vincoli di parentela; è difficile valutare la forza dei vincoli di
parentela e di quello stabiliti dalla vicinanza.

Nomi dei villaggi --> i nomi sono strettamente legati ad altri aspetti dell'organizzazione sociale.
Il termine generale che i Tikopia attribuiscono è potu. I Tikopia hanno una particolare volontà
nell'evitare l'uso dei nomi propri dei loro gruppi residenziali.
Fedeltà al distretto --> Tikopia è divisa in due distretti, il ci confine corre lungo l'asse maggiore
dell'isola e segue la curva delle colline lungo il lago. I distretti sono chiamati fasi. Ravenga( è
molto più ampio e comprende anche i distretti di Tai, Uta e Namo) è il distretto orientale e Faea
quello occidentale. La loro principale caratteristica sociale è la rivalità, ma rappresentano
divisioni esclusivamente locali e non parentali. La forza coesiva dei membri è nella loro
residenza comune. Nelle riunioni dei due distretti principali le persone si guardano con molta
diffidenza e si siedono in disparte nel luogo d'incontro. Gli abitanti di un distretto sono molto
curiosi per quanto riguarda la vita degli abitanti dell'altro distretto; è molto comune la calunnia.
La gente di Faea è ufficialmente cristiana, mentre quella di Ravenga è rimasta pagana. Sono
soliti confrontarsi sulla pesca del pesce-volante e ciascun distretto si vanta della propria
generosità facendo subdoli commenti sugli altri. La loro rivalità trova espressione formale in
campo sportivo. Ci sono anche dei periodi durante i quali c'è una tregua, feasinga. Il fattore
determinante della loro rivalità non è la componente economica. Spesso è difficile distinguere
l'antagonismo dei clan da quello dei distretti; la rivalità di distretto si verifica soprattutto tra
Tafua e Taumako, poiché i vincoli di coesione clanica tendono ad accentuarla.

Disposizione della casa indigena --> tetto basso a due falde, di frasche di sago sbiadite dal sole
che arriva a 40 cm da suolo circa; le pareti sono fatte dello stesso materiale. Le porte sono alte
solo da potervi passare carponi( si è trovata questa soluzione per resistere ai venti che
spazzavano via tutto). L'interno è poco luminoso e il materiale è annerito dal fumo, mentre i pali
di sostegno sono lucidi per la frizione di innumerevoli schiene nude. Lo spazio interno del
pavimento è diviso in tre sezioni, prive di confini precisi; l'area centrale è accessibile a tutti i
membri del gruppo domestico, è un'area neutrale per ogni attività. Nel lato opposto ci sono
focolari domestici, accanto alla parete, dove siedono le donne e i bambini. È usanza degli
indigeni seppellire i propri morti entro l'abitazione o sotto lo spiovente del tetto; per i viventi
non vi è alcun disagio e l'usanza non è così antigienica come potrebbe sembrare. La presenza di
quei corpi conferisce sacralità a quella parte della casa: la presenza dei morti è del tutto
naturale. Le abitazioni Tikopia non hanno un orientamento rigidamente prefissato, però quasi
tutti seguono lo stesso schema generale. La tettoia della canoa si trova di fronte e sembra una
continuazione della zona dei morti. Gli uomini entrano da un varco posto all'estremità della
casa, presso il quale passa il sentiero principale. Gli uomini siedono sul pavimento a gambe
incrociate, mentre le donne siedono a gambe distese. Le donne non possono appoggiarsi alla
trave, è permesso solo agli uomini. L'interno della casa è piuttosto spoglio, un paio di travi
attraversano la casa per la sua larghezza: fungono da mensole e vi sono riposti i beni più
preziosi della casa. La maggior parte delle azoni si devono poter svolgere per terra.

I nomi delle case storia a dispense --> le case a Tikopia hanno dei nomi che sono in diretto
rapporto con l'organizzazione sociale nativa, e corrispondono all'area in cui sorgono. Ogni nome
rappresenta una situazione sociale di tipo particolare. I Tikopia mostrano uno spirito assai
liberale nella loro nomenclatura personale: quelli che visitano territori stranieri, al ritorno
assegnano nomi stranieri a loro stessi e alle loro abitazioni. Molti nomi si rifanno ai nomi delle
città europee: MELBOURNE --> MELIPANI. Quando le persone si sposano viene dato loro un
nome di casa e tutti, tranne i genitori, i fratelli e le sorelle, li chiameranno con il loro nuovo
nome. La regola di portare lo stesso nome della propria residenza non si applica a tutti i casi. La
regola generale è la coincidenza tra nome di casa e nome da sposato; le eccezioni devono essere
motivate da una ragione specifica: se due fratelli si sposano e restano a vivere nella stessa casa,
uno dei due deve cambiare nome/ perché non si hanno figli( spesso il cambiamento ha dei
buoni risultati). Dare nomi permanenti alle sedi familiari ha fornito ai Tikopia un valido
meccanismo per la conservazione della continuità sociale ≠ società europea, dove è il nome di
famiglia che resta costante. L'usanza di non menzionare il nome personale di un antenato è
un'evitazione deliberata, a causa del suo valore rituale.
Principi di raggruppamento locale --> il gruppo domestico è un piccolo gruppo compatto che
cela i propri segreti anche ai vicini; il villaggio ha un'unità solidale espressa nella cooperazione
economica e sociale che può essere subito riconosciuta. Il distretto ha la sua sfera di solidarietà
e mostra sospetto nei confronti dei membri degli altri distretti; però altri legami si intrecciano a
questi, sono i legami di parentela. Il generale sistema di culto delle divinità claniche rende
necessaria una complessa cooperazione tra i capi e tutti i loro sudditi, a prescindere da dove
vivano. Un altro problema è rappresentato dalla presenza di due strati sociali: i capi e le persone
comuni; sono complicati anche i sistemi di scambio che coinvolgono l'intera comunità,
vincolando strettamente persone di villaggi differenti e i due lati dell'isola. La fedeltà al proprio
gruppo locale è un dato di fatto, non dev'essere concretizzato in un'ingiunzione. Ci sono degli
eventi che necessitano la cooperazione di tutti i distretti e tutti i clan, imponendo una parvenza
di amicizia. Ci sono anche i fattori coesivi dell'attività quotidiana, l'uso della stessa lingua
comune e la partecipazione ad una cultura comune: tutti questi fattori determinano i Tikopia.
CAPITOLO 4: GRUPPO DOMESTICO E FAMIGLIA

Il ritmo della loro vita quotidiana varia a seconda della stagione, della natura del tempo e delle
circostanze personali dei suoi membri al momento, però certi eventi chiave si possono
verificare abitualmente.
Risveglio e lavoro --> la donna dorme ai piedi del marito, nei pressi di lei dormono 4 ragazzi in
fila: tutti dormono con la testa orientata verso il capo. Il capo va a bagnarsi nel lago, mentre una
delle ragazzine aiuta la nonna ad arrotolare le coperte e le stuoie, che andranno poi nello spazio
libero nell'oscurità dell'estremità della casa. Il capo torna e si siede a gambe incrociate sotto lo
spiovente nella parte della casa a lui destinata. Torna anche il figlio che se n'era andato dopo il
padre, che gli chiede se abbia visto qualche nave arrivare; la risposta è negativa e in quel
momento il figlio va a prendere dal forno il cibo che era stato messo lì la sera prima, apposta
per la cerimonia del mattino dopo. Dopo la cerimonia del primo mattino, il padre dice ai figli di
andare a raccogliere qualche frutto e poi dà loro istruzioni per quanto riguarda i compiti da
svolgere durante la mattinata. Successivamente tutti si allontanano per svolgere i compiti a loro
assegnati e si rivedono solo nel pomeriggio per la preparazione e la consumazione del pasto:
spesso la casa rimane deserta per tutta la mattinata. Il gruppo domestico non coincide per forza
con il gruppo economico, perciò i gruppi possono essere anche misti, dato che si attinge ai
legami di parentela. Gli anziani lavorano fino in età avanzata. Le piante di curcuma crescono sui
fianchi della montagna e sono poi estratte dai loro piccoli ripiani con un bastone da scavo;
alcune vengono messe in dei cesti intrecciati sul posto e portate a casa, mentre altre vengono
piantate nuovamente per assicurare un raccolto l'anno successivo. Il ritmo del lavoro è lento e
non c'è una rigida suddivisione del lavoro. Il dormire e il mangiare costituiscono le attività
focali della vita quotidiana dei Tikopia.
Attorno al forno --> a Tikopia quasi tutte le abitazioni hanno nei pressi un forno usato
soprattutto per cucinare; la cottura del cibo tende ad essere lasciata alle donne ma comunque
certi compiti sono riservati ai maschi. Forno Tikopia: del classico tipo polinesiano, buca
profonda nel terreno in cui il cibo è cotto ponendolo su pietre calde e coprendolo di foglie. Nel
caso in cui non riescano ad ottenere il fuoco, lo producono loro stessi con il metodo per frizione:
legno appuntito sfregato energicamente su un altro pezzo di legno finché la frizione accende la
polvere prodotta. Ci vuole circa un minuto per produrre la fiamma. I vari tipi di pudding
rappresentano il cibo più apprezzato. Con lunghi bastoni gli addetti alla sorveglianza del forno
spingono le pietre verso le pareti della fossa e le dispongono sul fondo, estraendo con delle
pinze gli eventuali pezzi di carbone. I Tikopia non aggiungono acqua per facilitare l'emissione di
vapore, il cibo è cotto nella propria umidità e in quella prodotta dallo strato di foglie verdi che lo
proteggono dalle pietre. Gli indigeni non hanno alcun strumento meccanico per controllare la
cottura del cibo; in generale non hanno alcun strumento per registrare il passare del tempo in
generale: si servono della luna, delle stelle e del sole per coordinarsi e per parlare della loro
posizione. Le attività sono regolate dalle loro necessità. La mancanza di coincidenza tra gli stadi
del forno nei distretti è uno dei punti di divergenza che accentuano l'individualità dei due. I
Tikopia sono un popolo estremamente pulito e tendono a fare il bagno in ogni momento,
soprattutto prima dei pasti. Il cibo viene messo in forno verso mezzogiorno e viene tolto dopo
circa due ore; dopo essere stato scoperto, viene messo sulle foglie. Il cibo è quasi freddo quando
viene servito. La natura e la qualità del piatto sono indicative del timbro del rapporto; i
commenti fatti dai riceventi in merito alla composizione e alla qualità rivelano l'importanza
della cucina nei rapporti sociali.

Approccio allo studio della parentela --> parentela: quel sistema di relazioni tra individui di
una società legato al riconoscimento della connessione biologica per nascita e procreazione da
un canto e , dall'altro, di un'unione sociale legalizzata che implica rapporti sessuali tra due
individui. Il matrimonio e la procreazione dei figli sono i due tipici anelli della catena della
parentela. L'approccio residenziale ci conduce all'identificazione dei legami di parentela, dei
modi in cui questi legami trovano espressione nella proprietà , e dell'esistenza di ampie unità
parentali in cui essi vengono ad inserirsi; questo approccio offre la via più semplice alla
comprensione iniziale della parentela. Approccio alimentare: ciò che mangiano conduce
all'esame della reciprocità economica tra marito e moglie, dei metodi di cooperazione generale
nel lavoro, dei sistemi di proprietà terriera, delle offerte rituali agli antenati e agli dèi per la
fertilità. Approccio che passa attraverso la cultura materiale, quindi attraverso l'analisi degli
oggetti concreti che questa popolazione possiede ed usa. Approccio linguistico: considerazione
di come queste persone si chiamano tra di loro, il loro sistema do nomi propri e di termini di
parentela; conduce all'esame del comportamento appropriato a ciascun termine. È stato usato
molto spesso nello studio della parentela. Approccio biografico: concentra l'attenzione sullo
studio della parentela avendo per punto focale il bambino, e poi l'individuo in crescita. Come
risultato di quest'indagine otteniamo una serie di proiezioni della situazione della parentela
nella società in esame. L'aggregazione spaziale dei Tikopia nelle case e nei villaggi è
strettamente connessa alle loro affiliazioni parentali. Non si può pretendere che i genitori e i
figli agiscano allo stesso modo in ogni situazione e non può essere ignorata la presenza dei
parenti nelle vicinanze immediate. Esistono 3 problemi: determinare la struttura normale della
famiglia Tikopia, analizzare le funzioni e mostrare come la struttura familiare emerga nella vita
sociale della comunità, come sia correlata con altre istituzioni sociali. I dati devono mostrare
due cose: i rapporti di parentela tra tutte le persone componenti i gruppi domestici scelti come
esempi e la situazione residenziale di persone strettamente collegate per parentela a ciascun
gruppo domestico descritto.

Membri di gruppi domestici campione --> Taramoa: gruppo domestico familiare multiplo;
vivono due famiglie nella stessa casa e costituiscono un piccolo gruppo strettamente unico, si
assistono reciprocamente. I legami di parentela tra persone territorialmente distanti sono più
vincolanti rispetto a quelli tra vicini di casa con una parentela più distante. Notoa: gruppo
domestico allargato, proprio come Raroakau. Rangifuri: gruppo domestico ristretto, perché non
vi risiedono tutti i membri della parentela. Questi 4 esempi sono tipici della popolazione di
Tikopia. I 4 gruppi mostrano la cristallizzazione della famiglia elementare nell'abitazione
ordinaria Tikopia.
Variazione del gruppo domestico: un problema nella struttura della parentela -->
nonostante il parziale isolamento della famiglia elementare nella vita del gruppo domestico, ci
sono degli esempi di parenti con cui i membri sono in contatto immediato. Posizione dei figli in
queste case: hanno età differenti e perciò diversi gradi di dipendenza dai loro genitori. Ci sono
due forme di comportamento verso i parenti: formale e non formale. Formale- quello che si
esprime in una formula esplicita. Informale- gli atti non obbligatori che hanno luogo più o meno
spontaneamente tra le persone; è quello da prendere più in considerazione, perché
comportamenti informali = sentimento. La struttura di un sistema di parentela implica anche la
norma degli elementi informali, non prescritti; si deve distinguere tra elementi del
comportamento di parentela che persistono da una generazione all'altra, che forniscono i fattori
di continuità nelle istituzioni sociali, e quelli che non hanno siffatta persistenza. Struttura della
parentela: serie di elementi del comportamento individuale che hanno una continuità nella vita
sociale, che si ripetono sempre nell'esistenza della stessa persona e attraverso le generazioni. I
rapporti personali nella parentela tendono ad esprimersi entro una cornice preesistente. La
parentela è sempre una serie di rapporti tra individui, e da una somma di comportamenti
individuali si vede qual è la pratica comune, e qual è l'interpretazione personale di questa.
Sembrerebbe che l'intimità instauratasi con i parenti che vivono sotto lo stesso tetto sia uguale a
quella nei confronti dei parenti che non vivono sotto lo stesso tetto.

Marito e moglie nella famiglia --> un elemento fondamentale è il carattere comune che essi
mostrano ovunque ci siano individui ancora immaturi: parziale separazione della famiglia
elementare o individuale. Ci sono diverse situazioni in cui la posizione della famiglia emerge
come separata: separazione spaziale del pavimento della casa se ci sono più famiglie a viverci;
quando si fa visita ad altri gruppi domestici, il nucleo si muove insieme; se due fratelli sposati
vivono insieme, uno dei due cambia cognome. I termini per i genitori e i figli sono usati anche
per altre persone, fuori o dentro al gruppo che siano. Il padre ha un ruolo specifico nella vita del
figlio: scambi di cibo nell'interesse del figlio, dev'essere emotivamente interessato al suo
benessere e deve avere un buon rapporto con la famiglia della moglie. L'integrazione nelle
attività di marito e moglie in parte è determinata dal codice sociale e in parte consegue
logicamente dal carattere generale della loro unione. La poliginia è abbastanza rara, perché quei
matrimoni sono meno stabili degli altri; le seconde mogli e i loro figli sono considerati come
entità familiari distinte. Molto raramente le donne tradiscono i mariti, perché per loro il
matrimonio è molto importante e perché sarebbero punite dal marito o dai suoi fratelli. Per gli
uomini invece è diverso, perché loro non vengono visti così male: l'unico problema è costituito
dalla gelosia della moglie, che potrebbe anche picchiarlo. In genere i rapporti tra coniugi a
Tikopia sono amichevoli, non si scambiano manifestazioni d'affetto in pubblico, non si chiamano mai
per nome perché usano il nome di casa. Ciascun coniuge dà ordini nella sua sfera, e l'altro è libero di
ignorarli o criticarli. L'uomo è superiore perché la casa nella quale vivono appartiene alla sua
famiglia, però lei può sempre minacciare di tornare a casa dai suoi. La teoria della santità della
donna non viene, essa in dubbio da nessuno. Una stretta collaborazione tra i coniugi è
indispensabile; un uomo sposato non può mai accettare il cibo che gli viene offerto, perché gli altri
potrebbero considerarlo un gesto egoista da parte sua. Marito e moglie sono strettamente associati
nell'educazione dei figli.

CAPITOLO 5: LE RELAZIONI PERSONALI NELLA CERCHIA FAMILIARE

La famiglia è il più piccolo gruppo sociale Tikopia; i legami e i doveri non sono e non hanno bisogno
di essere formulati.

La cura dei bambini --> dopo le cerimonie iniziali, il neonato viene affidato alle cure della mamma;
non viene avvolto nelle fasce, ma viene adagiato su un piano di corteccia. Il bimbo dorme su un
giaciglio di panno di corteccia piegato in molti strati, disposto al centro del pavimento. La mamma
può chiedere a una sorella nubile del marito o a una sua sorella di prendersi cura di suo figlio; molte
volte il marito si innamora della cognata e possono anche avere delle relazioni. Più il bambino cresce
e più possibilità ci sono di chiedere al marito di prendersi cura del figlio; però deve almeno essere in
grado di spostarsi carponi. I parenti sono molto importanti nella cura dei piccoli, però spesso la
residenza costituisce un problema. I bambini non restano mai da soli (alcuni sono anche andati verso
il lago, dove sono poi affogati). Il periodo educativo dell'infanzia e quello dell'adolescenza non sono
demarcati nettamente da quello del lavoro; i maschi e le femmine vengono avviati verso diversi tipi
di lavoro e questa differenza comincia ad essere accentuata dopo il primo anno d'età. Appena
crescono un po', se ne vanno in giro in piccole bande autonome. I bambini vanno in giro nudi, quindi
il sesso è abbastanza chiaro a tutti. Le bambine non possono entrare nei luoghi sacri e ai bambini
vengono spiegate cose piuttosto serie, però in modo semplice: però non usano un linguaggio da
bambini.

Educazione e parentela --> i punti cardinali dell'educazione sono: la sua continuità, il suo essere
attività espletata dal parentado, il suo carattere pratico e il suo carattere non punitivo. È richiesta la
sottomissione alle autorità, però raramente c'è bisogno della forza coercitiva per ottenerla. A Tikopia
l'educazione non è vista come prefigurata preparazione alla vita sociale, ma è praticamente una
parte vitale di essa, incentrata sulla partecipazione del bimbo a tutte le attività comuni fin dalla sua
più piccola età. L'osservazione riceve un'impressione immediata dall'assenza totale di ogni forma di
educazione istituzionalizzata. l'educazione include tutti quei processi che servono ad includere nel
modo più adeguato l'individuo nel suo ambiente sociale.

Le sfere specifiche nell'educazione di un bambino sono: istruzioni sui modi e le regole di


comportamento morale della società, addestramento nelle arti e mestieri e trasmissione delle
conoscenze della cultura tradizionale e delle formule rituali. Il fattore della parentela è
continuamente sottolineato nell'istruzione indigena. La disciplina per quanto riguarda l'obbedienza
al padre è un dovere morale. L'addestramento di un ragazzo si deve spesso all'interesse che ha per
lui uno dei fratelli della madre ( o anche del nonno, che gli trasmette i saperi tradizionali). Sono
principalmente le ragazze ad occuparsi dell'addestramento dei più piccoli. Già da piccolo il bambino
va nei campi con i genitori; inizialmente si limita a giocare, ma col tempo comincia a dare loro una
mano. Per esempio, sono responsabili delle piccole commissioni. Qualche volta i giovani fanno fatica
a stare alle condizioni dei più grandi e spesso c'è bisogno di ricorrere alle minacce e alla costrizione
fisica. I primi anni è la mamma ad occuparsi dell'igiene del figlio, ma dopo un po' ci si aspetta che si
aggiusti da solo. Esprimersi dei bambini: devono evitare espressioni sgarbate e indecorose e non
devono gridare ai passanti, ad estranei e alla gente in genere.

Punizioni e obbedienza --> la riprovazione sociale è più temuta della punizione fisica. La punizione
viene attuata subito e non c'è il problema della tortura psicologica come in Europa. Solo il gesto di
picchiare è considerato una cosa seria. Il suicidio in mare è l'ultima risorsa alla quale ricorre un
giovane per evitare il castigo o per liberarsi dell'onta. Colpetto sulla testa/ pizzicotto sulla guancia:
punizioni più usate. Sia gli estranei che i genitori possono trattare i bambini allo stesso modo.
L'adeguamento alla volontà di una persona grande dev'essere visto come una concessione da
ricevere.

La realtà dell'affetto dei genitori --> i Tikopia sono come gli europei e come tutti gli altri popoli. Il
concetto di distruzione degli organi corporei è usato a Tikopia come metafora per acute emozioni di
affettuoso accanimento.

Favoritismo in famiglia --> i Tikopia provano più affetto nei confronti dei più piccoli e nei confronti
delle ragazze. l'interesse di un padre per una figlia è simile a quello per una decorazione di se stesso;
solo lui può sgridarla o eventualmente punirla. I genitori tendono a nutrire una maggiore
propensione per i figli del sesso opposto: ma non si parla di incesto!! Tutti vogliono una famiglia
mista, dato che ognuno svolge compiti diversi: ci sono compiti tipicamente femminili e tipicamente
maschili.

Sentimento filiale --> il sentimento dei figli nei confronti dei genitori non è proprio reciproco: il bene
che i figli hanno per i genitori è alquanto superiore rispetto a quello che i genitori vogliono ai figli; è
più una manifestazione del desiderio di un rapporto protettivo e di sentimenti amichevoli. Durante
l'infanzia i sentimenti sono decisamente più forti, ma col tempo tendono ad affievolirsi.

Doveri e tabù tra genitori e figli --> le cose dei primi anni rappresentano l'aspetto più personale nei
rapporti di parentela. Ogni società si preoccupa soprattutto delle caratteristiche esterne delle
relazioni.l'esecuzione concreta del dovere è necessaria se non si vuole incorrere nella condanna
della società. La società impone diverse regole, come il fatto che il fatto che il padre debba fornire il
cibo e il riparo e che debba proteggere la sua famiglia. La donna deve assicurarsi che i figli siano
puliti, a nutrirli e tenere a bada le indiscrezioni infantili. Nel caso in cui il marito morisse, la donna
potrebbe risposarsi però non potrebbe portare con lei i figli, che resterebbero con i genitori del
marito defunto; non potrebbe nemmeno visitarli. Le seconde nozze sono molto rare per le donne e
si verificano solo in casi di assenza di prole. È impensabile che qualcuno possa anche solo pensare di
alzare le mani sul padre: per rimediare, il figlio si dovrebbe togliere la vita. Nella politica familiare, il
figlio maggiore ha più diritto di parla degli altri figli. I figli spesso lasciano la casa paterna dopo
essersi sposati, perché solitamente le case sono piuttosto piccole; il minore, che spesso è l'ultimo a
sposarsi, è quello che rimane a vivere nella casa paterna. Alla morte del padre, i beni vanno ai figli e
ai vari pagamenti rituali; la figlia e il figlio maggiore ottengono la stessa somma di denaro. Sia il
nome della mamma che del padre sono tapu; dopo la loro morte non più però. I figli non toccano
nemmeno i capelli dei genitori e non possono stare in piedi mentre loro sono seduti; il tapu si
estende anche agli oggetti del padre. Non si possono nemmeno pronunciare cattive parole davanti al
padre. Obblighi dei figli: procurare cibo quando loro saranno vecchi, lamentare in modo adeguato la
loro morte, avere il necessario per il proprio funerale.

Libertà fra fratelli --> il figlio maggiore è riconosciuto come capo da parte degli altri fratelli; la
coesione familiare è molto forte e in casi di lite, si ritrova subito l'equilibrio. Può succedere che i
desideri dei fratelli minori vengano ignorati da quelli maggiori. Quando qualcuno ritorna da un
viaggio, deve avere la vela spiegata se tutto va bene e nessuno è morto. Tra fratelli c'è una grande
libertà di conversazione e possono raccontarsi barzellette oscene. Lo scherzo volgare può essere il
modo migliore di superare la tensione di una situazione tesa.

Familiarità tra fratello e sorella --> è comune sentire una sorella chiamare sciocco il fratello o
viceversa. La relazione tra fratello e sorella è diversa da quella tra sorelle o fratelli; si dovrebbero
evitare le battute con riferimenti osceni in presenza della sorella se si è in un gruppo misto di amici.
Un fratello è ritenuto il tutore della moralità di sua sorella e deve trovare una soluzione nel caso in
cui lei restasse incinta: per il resto, egli si terrà lontano dalla vita sentimentale di lei. In caso di
incesto, entrambi andrebbero in mare per suicidarsi. C'è più libertà tra un uomo e sua sorella che
non tra parenti classificatori: sono nati dalla stessa madre, non potrebbero avere cattivi pensieri. Se
una ragazza nubile resta incinta e non va a vivere con il suo amante, saranno i fratelli di lei a
prendere provvedimenti contro l'amante; la ragazza comunque non viene cacciata di casa e resta a
vivere là con suo figlio.

CAPITOLO 6: I PARENTI DEL PADRE E DELLA MADRE


L'intera isola è un solo grande gruppo di parenti. Metodo sincronico: si parte da un individuo e si
delinea la parentela da lui o da lei riconosciuta come tale. Metodo diacronico: dedica più attenzione
al processo attraverso cui si forma quel riconoscimento.

Genitori classificatori --> la parentela Tikopia è riconosciuta come classificatoria. L'obbedienza non
è un obbligo strettamente codificato, il dovere di portare rispetto al padre rende impossibile
qualsiasi genere di opposizione attiva. L'intensità del comportamento tende a variare con la
prossimità della relazione. Le differenze nel comportamento informale aumentano in proporzione
alla distanza del rapporto di parentela, molto di più di quelle che riguardano il comportamento
formale. Il sistema di parentela deve coordinare teoria e pratica.

Il figlio aderente --> il comportamento di un figlio cambia a causa di alcuni meccanismi, come
l'influenza esercitata dagli adulti su di lui. Secondo gli indigeni la familiarità genera attaccamento
affettuoso. Nell'ambito del gruppo sociale ci sono forze sociali in opposizione tra di loro: il desiderio
che il bimbo prova per i genitori e la barriera artificiale che viene innalzata dagli altri membri
maschili della famiglia. L'altro meccanismo è rappresentato dal costume in base al quale qualche
membro del gruppo parentale preleva un bimbo dai genitori biologici e se lo porta via( ci sono stati
18 casi); il parente che lo preleva non è mai troppo lontano. Quando un uomo perde un figlio,
accade spesso che in casa loro venga a vivere il figlio di un parente prossimo. Spesso sono le coppie
senza figli che si procurano così un figlio; non viene considerato inferiore rispetto ai figli naturali
della coppia. Il figlio non appartiene solo ai suoi genitori, ma al gruppo. Il bimbo può essere
allontanato in tenera età dalla casa dei suoi e annesso a un'altra; venendo a mancare ciò, il suo
interesse viene attratto da altri membri della sua cerchia familiare che si guadagneranno i suoi affetti
nascenti. C'è anche un motivo sociale: evitare che una famiglia abbia tutto il potere e perché ci sia
uniformità di azione. Anche il più vasto gruppo sociale dev'essere sostenuto, non è autosufficiente.
l'affetto dei genitori è importante, ma non deve dominare la vita sociale.

La bontà dei nonni --> la residenza patrilocale è più comune, perciò i nonni materni vedono di meno
i nipoti rispetto a quanto vorrebbero; i nonni materni però fanno molte visite ai nipoti. Non vi sono
mai dei legami troppo esclusivi tra figli e genitori, perciò non ci sono nemmeno tante discussioni tra i
genitori e i nonni.

Il carattere sacro della sorella del padre --> sono come delle seconde madri; i bambini più piccoli
tendono a vedere la sorella del padre come una persona che si occupa delle faccende di casa, e
quando essa si sposa l'opinione che loro hanno di lei cambia. La sorella del padre è tapu e non la si
può offendere in alcun modo; può fungere da depositaria del sapere tradizionale. Questa
considerazione per la zia del padre è molto diffusa in Polinesia occidentale.

Funzione protettiva della famiglia materna --> la famiglia materna è tanto importante quanto
quella paterna. È la famiglia materna ad occuparsi della sepoltura. La casa della famiglia materna
diventa un rifugio per i piccoli . Nipote e zio materno: il loro rapporto è contrassegnato da una
libertà generalmente accettata, sia nei contatti fisici che nel modo di parlare e dall'uso reciproco dei
nomi personali e degli scherzi piccanti. A seconda del grado di consanguineità, tendono a giocare un
ruolo più o meno importante nella vita del nipote. Lo zio insegna molte cose al nipote, ad esempio a
lavorare. Ogni ragazzo di Tikopia deve sottostare all'operazione di sovrincisione prima di raggiungere
la virilità; tutto ciò segue diverse operazioni. I loro servigi sono ricambiati con doni in cibo, in oggetti
o in natura. Il gruppo materno offre protezione e aiuto pratico individuale nei più gravi problemi
della vita; il gruppo paterno offre l'aiuto pratico ed economico ai problemi. Se lo zio e il nipote sono
insieme e il nipote sta per morire, automaticamente anche lo zio si toglie la vita: il loro rapporto si
basa sulla reciproca fiducia. È praticamente impossibile separare la discussione di un gruppo di
vincoli parentali da quella di un altro gruppo dello stesso sistema di parentela.

Restrizioni tra cugini incrociati --> esiste una differenza nel trattare i figli della propria zia paterna e
quelli dello zio materno rispetto al modo di trattare i membri della propria famiglia, cioè i figli dello
zio paterno e della zia materna. Atteggiamento libero da restrizioni verso i cugini paralleli o diretti;
atteggiamento restrittivo verso i cugini incrociati. I figli di una zia paterna vanno sempre rispettati. Vi
sono meno limitazioni nei confronti dei figli dello zio materno, perché il rapporto con lui è più
stretto. Fra cugini il nome non è tapu; le relazioni domestiche sono di tipo amichevole.il matrimonio
tra cugini incrociati viene messo sullo stesso piano del matrimonio tra cugini paralleli.: le relazioni di
linea maschile e femminile hanno la stessa importanza. I caratteri speciali della elazione tra cugini
incrociati vengono abbandonati dopo la prima generazione, e si ha un ritorno al comune modello
fratello- sorella.

Vincoli parentali specifici della donna --> il rispetto verso la sorella del padre continua a sussistere
anche nei confronti dei suoi figli; si ha paura della possibile maledizione della zia, che secondo gli
indigeni è efficace in virtù della dimestichezza con gli dèi e antenati di famiglia. Si pensa che le donne
siano pericolose solo dopo la loro morte, perché solo in quel momento entrano in contatto con gli
spiriti. Il rispetto che questa donna ha dalla sua famiglia può essere usato anche contro la sua stessa
famiglia o contro il marito. L'importanza di riconoscere i figli delle donne sposate fuori della famiglia
è una realtà che dà significato a gran parte dell'attività istituzionale. Gli elementi vitali di una società
sono quelle forze che la mantengono attiva, che riuniscono i gruppi e li tengono insieme e che
consentono il funzionamento delle istituzioni di gruppi di relazioni umane. La funzione di simili
gruppi di obbligazioni è quella di imporre ai membri della discendenza maschile un comportamento
di assistenza e protezione nei confronti dei figli delle donne della loro stirpe. Attraverso la
perseveranza sociale si verifica una conversione di un sentimento potenzialmente negativo in uno
positivo. Esiste una reciprocità tra lo zio materno e il figlio della sorella come ne esiste una tra il
padre e il figlio, ma a conti fatti è sempre il figlio della sorella che ne guadagna qualcosa; ognuno
ricava aiuto da due fonti e allo stesso tempo torna a distribuirlo in altre due relazioni. In un certo
senso c'è una totale identificazione tra lo zio materno e il figlio della sorella.

L'insieme dei parenti --> essi sono concepiti come un corpo unico, esistente attraverso un relazione
comune con il singolo individuo; sono però diversi dai gruppi di discendenza patrilineari. Attraverso
le donne viene conferito quel peso al legame parentale che viene ignorato nella comune
trasmissione del diritto di appartenenza. I legami vanno anche oltre la prima generazione
ascendente. I contatti puramente economici ad ogni stadio del lavoro potevano essere influenzati
dallo status parentale dei vari gruppi fra di loro; come la divisione del lavoro, la discussione sulla
divisione prodotto, il contributo di provviste di cibo durante il lavoro e la divisione del cibo stesso
durante i pasti erano tutti condizionati dall'esistenza di tabù parentali. l'azione reciproca tra
economia e parentela comporta dunque alcune limitazioni sulle attività cooperative, sebbene in se
stessa serva a rafforzare entrambi i fattori.

Metafore per la parentela -> il termine afu viene usato in riferimento al particolare legame fra un
individuo e i parenti di sua madre, però l'uso non in questo senso non è esclusivo. Afu: natività
sociale e non fisiologica. Rafunga: indica i discendenti nelle generazioni successive.

CAPITOLO 7: IL LINGUAGGIO DELLA PARENTELA

È possibile descrivere gli individui con una modificazione e qualificazione dei termini, o con
l'aggiunta di altri termini per dei parenti specifici.
Il buon senso delle categorie primitive --> in una società piccola, dove ogni individuo conosce bene
l'altro, è più comodo lasciare che i termini parentali abbiano un referente multiplo, e di fare in
questo ambito ulteriori distinzioni personali, che avere un termine specifico per ogni individuo che
abbia una connotazione sociale. Il problema della traduzione consiste nel trovare l'equivalente più
adatto a rendere questo numero infinito di connotazioni; i dizionari che attribuiscono ad una parola
un solo significato, senza tener conto delle diverse connotazioni, sono senz'altro sbagliati. In ogni
situazione del discorso, un equivalente speciale può essere più esatto di quello di base, mentre è del
tutto irrilevante il numero delle parole impiegate. I termini parentali si riferiscono ad una relazione,
ma possono anche servire a denotare un individuo; dove ogni termine ha un significato multiplo, è
utile che venga specificato il contesto nel quale lo si sta usando.

Aspetti strutturali della terminologia parentale Tikopia --> parentela: meccanismo sociale per
organizzare le situazioni esistenti fra persone e non solo una riaffermazione dei fatti della
procreazione. Morgan attirò l'attenzione su due elementi fondamentali nell'uso delle parentele: la
specificazione dei parenti come individui e il loro raggrupparsi. La specificazione terminologica dei
singoli parenti, il meccanismo linguistico attraverso il quale si precisa tale specificazione e i tipi di
parenti che vengono raggruppati e distinti presentano una grande varietà in diverse società. Lo
studioso deve essere in grado di vedere le sue terminologie parentali come parte ben definita nel
dinamismo delle relazioni di parentela, per decidere fino a che punto è possibile correlare la
distinzione e la combinazione dei parenti ad altri fenomeni sociologici. sembra che la cosa migliore
sia di prendere un gruppo di società appartenenti allo stessi tipo generale di cultura, come ha fatto
Radcliff-Brown in Australia. è conveniente distinguere tra generazioni e gradi di parentela.
Generazione- classificazione biologica, basata sulla nascita. Gradi di parentela- di ordine sociologico
e si basa sulla gerarchia genealogica. La configurazione generale dei Tikopia è piuttosto semplice,
sebbene il vocabolario sia ricco. Loro distinguono con termini diversi 14 tipi principali di parenti,
omettendo una quantità di termini chiaramente derivativi e di indirizzo.

Principali termini di riferimento --> tupuna= nonno, tamana= padre, nana= madre, tuatina= zio
materno, tama= figlio, makopuna= nipote maschio. I consanguinei del primo grado parentela
ascendente sono terminologicamente raggruppati in 4 tipi. La parentela affine, quando è diretta,
viene indicata con l'aggiunta di un termine qualificante, fongovai. Nella separazione del grippo
familiare è molto importante la separazione del gruppo familiare della madre da quello del padre; lo
schieramento sociale espresso dalle due relazioni è importante per il raggruppamento dei parenti e
l'ordinamento della vita sociale, soprattutto nei suoi aspetti cerimoniali. Per i consanguinei del
proprio gruppo parentale, vi sono due termini fondamentali, capaci di qualche modificazione. Essi
fanno soprattutto distinzione fra fratelli dello stesso sesso e del sesso opposto. un'ulteriore
distinzione viene fatta tra i figli di fratelli o di sorella, da una parte, e quelli di un fratello e di una
sorella. Esiste quindi un sistema inerente a quello della parentela, per la conversione continua di
certe relazioni restrittive in altre libere. La sicurezza sociale di un individuo dipende dal suo disporre
di gruppi di tuatina, mana e nana, che assumono ruoli diversi nelle cerimonie con le quali egli entra
nella vita, passa attraverso i suoi stadi e se ne disparte in maniera adeguata; a Tikopia nessuno è
lasciato senza parenti, le relazioni vengono preservate e i loro contorni sono ben stagliati in
conformità con i bisogni sociali e rituali. I termini per la moglie e il marito sono di applicazione
individuale e specifica, e sono gli unici ad essere così. Gli affini del proprio grado parentale sono
divisi in due classi, secondo che siano dello stesso sesso dell'interessato o del sesso opposto. Un
parente di sesso opposto è conosciuto col nome di taina ed è interessane notare che si tratta dello
stesso termine usato per un consanguineo dello stesso grado parentale, e dello stesso sesso
dell'interessato. Taina: impiegato come termine neutro e poiché i figli di un qualunque taina, a
differenza di quelli di un kave, si trovano nella stessa categoria generale di modelli di
comportamento formale dei figli propri e di quelli del proprio fratello, l'integrità logica del sistema è
salva. Tama: grado più basso dopo il termine taina; include entrambi i sessi, ma è usato per
descrivere individui di sesso maschile come equivalente di figlio. Il contesto è sufficiene a far capire il
significato. Iramatu: termine usato dal fratello per parlare dei figli di sua sorella. Tama: termine
usato dalla sorella sia per i suoi figli che quelli del fratello; c'è però una differenza nel
comportamento. I coniugi dei figli vengono designati come fongona, termine connesso con fongovai,
anche se l'ultimo non è usato da solo ma in aggiunta ai comuni termini parentali. Per le persone che
si trovano due gradi più in basso rispetto al proprio, si applica un solo termine. Nel sistema Tikopia
sono riconosciuti 10 gradi principali di consanguinei, ciascuna comprendente un insieme di parenti
vicini e lontani, con un termine specifico e un definito insieme di comportamenti, senza, cercare di
identificare la prossimità di un tale parente o di fondere insieme le singole relazioni interessate. Per i
parenti acquisiti col matrimonio, vi sono 4 categorie.

Elaborazioni dello schema strutturale --> il sistema ha sviluppato delle forme che servono a
modificare la sua fondamentale semplicità, rendendola un mezzo più elaborato per l'espressione dei
rapporti sociali e facilitando un più libero uso delle categorie linguistiche nella vita quotidiana.

Legamenti nei termini di parentela --> ponendo tau davanti a un termine di parentela, si fa intuire
l'esistenza di un altro termine, o termini, e si conferisce al concetto un significato reciproco duale o
più vasto. Le frasi che costituiscono una comoda parte dell'idioma comune, vengono intrecciate nel
tessuto della lingua estendendo il loro significato con comuni procedimenti. C'è però un'eccezione
per il legamento di simili espressioni che riguardano il caso di germani dello stesso sesso; si
introduce un termine nuovo e ci si riferisce a fratelli e sorelle, ma può anche riferirsi a fratellastri e
sorellastre. La particella tau si usa con simile significato anche al di fuori della terminologia
parentale. Nella comune conversazione i nomi personali non vengono usati molto, ma si utilizzano
molto di più i termini relativi a connessioni di parentela o espressioni analoghe, come gli
accoppiamenti numerici. L'osservanza della regola di evitazione dei nomi dei parenti acquisiti col
matrimonio viene resa più semplicemente dall'impiego di un simile meccanismo.

Appellativi --> ci sono specifici termini di indirizzo per i parenti, oltre ai rispettivi termini di
riferimento. A Tikopia l'uso del nome personale indica la superiorità di chi parla oppure un libero
comportamento tra le due persone in questione; quando l'uso del nome personale è vietato, si
usano speciali termini di indirizzo. Pu: indica l'età, oppure la dignità ancestrale; usato anche per i
capi deceduti, nonostante la loro posizione nell'albero genealogico. Tutti gli dèi sono collocati ad
almeno due posizioni più in alto rispetto al parlante, l che prova la loro anzianità. Fra fratelli e sorelle
esistono gli stessi termini di indirizzo e di riferimento; le donne non hanno un uso equivalente e si
chiamano molto spesso con i loro nomi personali. Gli affini di sesso opposto si rivolgono l'un l'altro
l'appellativo di taina quando non usano il nome della famiglia. Per quelli dello stesso sesso esistono
speciali termini di indirizzo.

Il significato dei termini di parentela --> è necessario esaminare come viene effettuata la
differenziazione dei parenti. Ci sono diversi indici, che sono molto numerosi: quello della precisione
oculare, quando quindi il parlante guarda il suo ricevente, l'indice manuale, quello tonale e quello
verbale. I primi tre sono usati soprattutto dai bambini piccoli, per conferire precisione alle loro
espressioni di parentela. Spesso gli indigeni mostravano incertezza, confondendo il riferimento
quando le circostanze non erano chiare. Un modo per specificare un certo parente è quello di
ampliare il riferimento a lui aggiungendo il suo nome personale; oppure aggiungendo il nome di
famiglia.
Prossimità di parentela --> ci sono dei termini che possono essere aggiunti a quelli parentali che,
senza specificare la precisa posizione genealogica, collocano il parente nella categoria di congiunto
vicino o lontano. È interessante la tendenza a esprimere la categoria sociologica della parentela in
termini di categoria spaziale; la correlazione non è tuttavia così chiaramente definita, perché padri e
figli distanti possono trovarsi a vivere nello stesso villaggio.

Genealogia IV --> Le distinzioni sociali espresse da questi termini sono di massima importanza per i
Tikopia . Il matrimonio con la sorella vera è aborrito. Alla morte, ci si aspetta che i veri figli
trascorrano il lutto in un lungo periodo di isolamento con una rigida osservanza di tabù alimentari. In
una famiglia con molto figli, il maggiore di sesso maschile è considerato come il rappresentante e a
lui si danno i doni o se ne fanno in nome suo. La distinzione tra parenti della stessa classe nominale
sulla base della prossimità del legame genealogico è quindi molto chiara a Tikopia. La correlazione
tra terminologia e parentela funzionale non è totale: la nomenclatura parentale deve essere
completata da altri accorgimenti affinché la situazione sia chiara.

Adattamento alla parentela --> è importante riconoscere i limiti entro i quali sono riconosciuti i
legami in una società in cui la parentela si svolge bilateralmente. l'istruzione genealogica delle
migliori famiglie della Polinesia garantisce un ampio raggio di parentela effettiva, a paragone di
molte società della Melanesia. La residenza può garantire l'ammissione automatica in un gruppo di
affiliazione, oppure la non-residenza tende a tagliare fuori la gente dalle loro affiliazioni parentali. A
Tikopia ci sonno solo parenti alla lontana, non ci sono estranei. Se ci sono parecchie linee dalle quali
una persona può scegliere il suo legame per un'altra, la base della scelta consiste in un relazione di
età e di rango, accoppiata con l'interesse personale. La terminologia di un sistema classificatorio
della parentela è l'ancella delle relazioni sociali che essa ritrae. I Tikopia ammettono l'incoerenza
verbale dei matrimoni fra fratello e sorella, fra figlio e figlia, e ridacchiano quando si pone davanti a
loro la questione.

Stato rappresentativo nella parentela Tikopia --> fenomeno sociologico molto frequente a Tikopia.
Certe parentele e certe configurazioni sono basilari per la struttura sociale e ad esse è subordinata la
posizione delle singole persone. Uno degli elementi principali della struttura sociale Tikopia è
costituita dal legame tra una persona e la famiglia di sua madre, focalizzato sulla relazione fra il figlio
della sorella e lo zio materno. Non avere lo zio materno sarebbe come non avere i genitori, se la
società non colmasse il vuoto. Quando tutti gli zii materni saranno morti, saranno i loro figli a
prendere il loro posto. A Tikopia la parentela è il bastone d'appoggio sia per la vita che per la morte.
Uno stato di mancanza di parentela è segno di vergogna. Lo stato sociale si misura in occasione dei
funerali soprattutto in termini materiali, dalla quantità dei doni ricevuti. La presenza nelle cerimonie
è obbligatoria per il più prossimo zio materno vivente. La relazione personale viene subordinata per
certi scopi sociali.

Il termine di parentela come simbolo --> un termine di parentela funziona spesso come un pezzo di
comprensione verbale, un simbolo di un insieme di ide e di atteggiamenti e una guida verso una
norma di comportamento. A Tikopia è l'adozione di un diverso termine di parentela a introdurre per
prima il mutamento. I Tikopia sono coscienti del significato della loro terminologia di parentela e non
hanno problemi a usare certi termini un senso comico o in situazioni assurde.

Il linguaggio parentale dei bambini --> a Tikopia il bambino non entra nella vita con un insieme già
pronto di nomi e di atteggiamenti parentali; devono essergli insegnati e questo non comporta per lui
alcuna difficoltà. All'inizio distingue le persone, ma non i gradi di parentela. Il termine più familiare è
quello che viene pronunciato per primo. I genitori capiscono gli errori del bambino e ogni tanto
cercano anche di correggerli, ampliando quindi il vocabolario del bambino. Parallelamente allo
sviluppo del vocabolario, si sviluppa un aumento della differenziazione verbale fra persone che
prima erano chiamate con lo stesso nome. Il primo significato attribuito dal bambino al suo discorso
con i parenti è di tipo individuale, basato sulle relazioni personali con coloro che lo circondano. In
qualche modo tutti i membri della famiglia aiutano il piccolo a imparare a parlare adeguatamente.
Insieme a un'accresciuta possibilità di valutazione delle persone e del loro grado, si sviluppa una
crescente definizione e circoscrizione dei termini per i genitori a certe persone dell'ambito familiare
e un'attribuzione di nuovi termini agli individui così esclusi. Lo sviluppo linguistico del bambino non è
equivalente al suo sviluppo percettivo. I termini parentali sono oggetto di acquisizione graduale e i
bambini hanno bisogno di venire addestrati nel loro uso e di crescere con essi.

CAPITOLO 8: COOPERAZIONI E RESTRIZIONI NELLE RELAZIONI DEL MATRIMONIO

Le relazioni di affinità possono essere esaminate sullo sfondo della posizione dei figli nati dal
matrimonio.

I figli come legami fra parenti affini --> gli stessi indigeni affermano che i cognati dovrebbero
andare d'accordo per il bene dei figli. Il padre è incapace di espletare le pratiche necessarie
in occasione della cerimonia di iniziazione o di sepoltura del proprio figlio. Solitamente tutti i
cognati vanno d'accordo, altrimenti costituirebbero una nota di disturbo per la società. Anche
quando il legame non è immediato, un cognato è tenuto a prestare aiuto un casi di necessità.
Cuochi dopo il matrimonio --> è il marito che deve assistere i parenti della moglie quando
preparano9999 il cibo per qualche cerimonia. Devono andare là con un fascio di legna e un mazzo di
noci di cocco. Si dice che il loro compito sia sgradevole: provvedono a preparare tutto, e quando le
persone sono arrivate, loro continuano a cucinare e fare i loro doveri. Gli indigeni pensano che anche
gli dèi siano obbligati a questo tipo di servigi.

Libertà e restrizione nella parentela --> i Tikopia dividono i loro parenti in due categorie di grande
importanza nella regolamentazione della vita sociale: buone e cattive relazioni. Relazioni buone:
libertà, appartengono i rapporti fra fratelli, fra lo zio materno e il figlio della sorella, e fino ad un
certo punto fra nonno e nipote. Cattive relazioni: restrizione, rapporti tra genitori e figli, fra la zia
paterna e i figli di suo fratello e soprattutto tra parenti affini. Quando vogliono offendere qualcuno,
sono soliti chiamare le persone per nome. L'applicazione dei termini di parentela affine vale per
tutto il raggio della parentela cui è possibile risalire; per necessità è possibile che una persona debba
adoperare termini più strettamente descrittivi. L' evitazione del nome è completa tra parenti affini di
diverso grado di parentela. Fongona: termine per indicare la nuora e il genero, usato solo dalle
persone anziane. A tikopia non viene chiesto il permesso al padre per poter sposare sua figlia: spesso
gli viene sottratta segretamente e contro la sua volontà. Inizialmente usano termini formali e
conversazioni convenzionali per abituarsi alla nuova situazione; lo fanno fino al superamento della
tensione iniziale e il rapitore non viene riconosciuto come parente. Di notte il rapitore farà finta di
andarsene, ma sarà invitato insistentemente a rimanere: accetterò l'invito. In molte lingue esiste una
differenza di cortesia fra e forme singolari e plurali dei pronomi personali. Anche a Tikopia esiste una
forma duale, di solito usata in situazioni che implicano due persone, ma viene usata dai parenti affini
nel rivolgersi l'un l'altro singolarmente. Questa forma potrebbe essere chiamata "diale di cortesia".
C'è un principio che spiega l'ignoto attraverso il noto, l'estraneo con il familiare, e che spiega una
parentela più remota in termini di una prossima. È vietato prendere un oggetto passando al di sopra
della testa di un affine, oppure passare immediatamente davanti a quest'ultimo mentre sta seduto. I
Tikopia insegnano ai figli certe regole di comportamento di uso generale, affinchè il ragazzo non
debba commettere errori in presenza di quella categoria di persone, in compagnia della quale
l'infrazione della norma causerebbe vergogna. L'esposizione del corpo in presenza di un affine è
ritenuta non dignitosa, perciò ai bambini viene insegnato da quando sono piccoli a non scoprirsi
troppo apertamente i genitali e i glutei.

Oscenità e parentela --> tausua: imprecazione scherzosa, considerata appropriata tra persone che si
trovano nella parentela di "fratello". Una funzione sociologica generale dell'oscenità risiede nella
sollecitazione dell'interesse sessuale tra le persone interessate. Le obbligazioni vigenti fra parenti
affini prevedono l'astensione di simili espressioni. L'osservanza delle regole nel modo di parlare è più
rigida che in altri casi, perché comporta una scelta consapevole dell'argomento e una modifica dei
modi espressivi. Nel parlare comune, si evitano i termini che indicano l'atto sessuale e i vari dettagli
di anatomia genitale. Fra i parenti affini è tapu anche lo scherzo osceno, come lo è il partecipare a
due ben noti tipi di giochi di società, la narrazione di racconti osceni e le gare canore di canti osceni
durante le danze. Le allusioni incestuose sono rare e usate solo per insulti gravi; la maggioranza delle
imprecazioni è proibita agli affini. Qualche volta i parenti affini si lanciano astute frecciatine senza
trasgredire affatto i dettami delle buone maniere. I Tikopia distinguono, per ciò che riguarda gli
scherzi, fra i diversi tipi fi parenti affini, sulla base della prossimità di relazione. Non solo le persone
sposate devono osservare obbligazioni verso gli affini; quelle non sposate sono attirate verso
analoghi doveri per mezzo dei loro fratelli e sorelle.

Aspetti generali dell'" evitazione" --> le regole hanno una base sociale e non sessuale in senso
stretto; esse limitano le libertà dei rapporti sociali e non servono a impedire quelli sessuali, come si
era soliti interpretare in passato il fenomeno di queste "evitazioni". Il peso maggiore del tapu è tra
genero e suocero, dato che i loro contatti nella vita economica e sociale sono molto più costanti e
intimi di quelli intercorrono tra genero e suocera o tra suocero e nuora. Tre elementi principali:
l'evitazione di familiarità nel parlare, nel gesto e nel contatto corporeo; l'evitazione de allusione
sessuale, nelle parole e nei fatti; l'evitazione di manifestare l'ira, a parole e con i fatti. Le proibizioni
hanno la funzione di creare e delimitare dei canali per il mantenimento di relazioni amichevoli fra le
parti connesse con il matrimonio. Prevenire la tensione è culturalmente valido sotto almeno due
aspetti: per l'efficienza della vita sociale nel suo insieme e per il bene dei figli del matrimonio. Per
quanto riguarda i figli, l'obbligo di relazioni amichevoli fra i loro genitori e gli affini di questi significa
per loro un maggiore possibilità di sicurezza nel mantenimento di una serie funzionante di legami,
sia con i parenti della madre che con quelli del padre.

Il problema dell'incesto --> risulta difficile considerarlo con il distacco necessario ad una visione
obiettiva. L'incesto consiste in relazioni sessuali che hanno luogo tra parenti, dove il legame
esistente è tale che ogni rapporto sessuale viene proibito dalla legge. Ciò che viene considerato
incesto dagli indigeni di una certa comunità può non esserlo altrove. L'abitudine di definire
incestuose le relazioni sessuali tra sorella e fratello e di descrivere in termini di infrazione del
principio de esogamia le relazioni fra cugini lontani significa trasferire le norme della nostra società
alle nostre indagini scientifiche. Quando aumenta il grado di prossimità parentale nell'ambito della
sfera dell'incesto, il verificarsi di un'infrazione alla regola provoca una reazione crescente.

Reazione all'incesto a Tikopia --> a Tikopia non esistono regole sul matrimonio fra parenti. Esiste
una proibizione all'unione fra parenti prossimi, il che potrebbe essere visto come una regola contro
l'incesto. La situazione di incesto differisce molto da una società all'altra e i predetti fattori vi
incidono in diversa misura. Talvolta, la proibizione si estende al gruppo di parentela del genitore da
cui non si trae la propria linea di discendenza: comunità diverse hanno diversi atteggiamenti
rispetto all'infrazione di questa regola. I Tikopia provano disgusto e orrore all'idea dell'incesto. Non
esiste una9999 regola precisa che proibisca i rapporti tra figli e genitori, in quanto questo tipo di
relazioni è coperto dalla proibizione generale che riguarda i parenti stretti. È improbabile che non
esistano casi di relazione incestuose fra madre e figlio, ma la difficoltà di documentazione rende
impossibile accertarne la frequenza.

Il sogno dell'incesto --> i sogni di rapporti sessuali con la madre sembrano abbastanza comuni; non si
attribuisce alcun colpa all'autore dei sogni, in quanto i suoi desideri lascivi non sono prodotti dalla
sua volontà, ma provocati dagli spiriti, o almeno nell'ambito della sfera spirituale. . Il sogno
dell'incesto viene dunque separato arbitrariamente dagli indigeni da ciò che noi considereremmo
come sua realtà sociologica nella vita da svegli, date le loro convinzioni sui diversi poteri posseduti
dagli spiriti.

Il matrimonio entro il grado parentale proibito --> i Tikopia hanno la tendenza a negare che
possano verificarsi relazioni incestuose fra fratello e sorella. Non sembra che abbiano luogo delle
relazioni sessuali e la forza inibitoria del costume sembra efficace. A Tikopia, il divieto di rapporti
sessuali e, a più forte ragione di matrimonio, fra parenti prossimi viene applicato fino ai cugini di
primo grado, mentre i figli di costoro sono liberi di agire come credono. Esiste poi un certo numero
di casi di matrimonio contratto nell'ambito generalmente vietato, cioè, quello dei vari generi di
cugini di primo grado: questi matrimoni vengono considerati con un certo disgusto dalla gente. Il
matrimonio fra persone meno strettamente collegate, come i cugini di secondo grado, viene
considerato con maggiore equanimità. Un principio generale della sociologia Tikopia è quello che
afferma che sposare un parente prossimo è male. Il vero incesto a Tikopia consisterebbe solo nel
rapporto sessuale fra genitore e figlio e fra fratello e sorella.

La sanzione sovrannaturale --> simili unioni portano già in sé la loro stesa rovina: il loro mara.
Mara= insuccesso, cattiva fortuna, sfortuna. La sterilità attribuita ad un'unione incestuosa non
consiste nella mancanza di figli, ma nella scarsa salute di questi ultimi o nella loro morte, oppure,
come le periodiche crisi di follia attribuite al predetto incesto fra madre i figlio. Quando questi
fratelli e sorelle hanno generato dei bambini, questi continuano a morire. I figli di un fratello e una
sorella non sono buoni, sono malaticci e deboli. I genitori della coppia colpevole vengono stimolati
all'azione dall'insistenza dei loro pari, in un regno dove si trovano più liberi di responsabilità e non
esposti ai rimproveri dei loro figli. Perfino le obiezioni della famiglia sembrano scavalcabili, perché
presto o tardi la coppia incestuosa dovrà pagare la sua inosservanza.

La base sociologica del divieto di incesto --> il matrimonio rappresenta la conversione di una
consanguineità remota in una parentela affine ma prossima. Il matrimonio contratto fra parenti
vicini, non riesce ad ottenere questa armonia. Il marito si trova ad avere come cognati degli uomini
che prima erano parte dei suoi consanguinei più prossimi. Nelle nuove condizioni non gli è più
permesso scherzare con loro, né di usare i loro nomi personali e trattarli liberamente. Quando si
verifica un matrimonio in una stretta cerchia parentale, la persona immediatamente interessata è la
sola a cambiare i suoi vincoli verso i parenti della moglie, mentre i suoi fratelli restano come prima.
un matrimonio fra parenti molto prossimi fa sì che questi due gruppi si sovrappongano dal punto di
vista de figlio. Ai fratelli della moglie viene lasciata la scelta di adottare o meno una relazione di
affinità con i parenti della moglie, ma il marito non ha possibilità di una tale scelta. In tutti i casi di
matrimonio fra parenti stretti, i Tikopia hanno l'abitudine di omettere lo scambio di cibi e di valori; la
gente sostiene che è bene che queste cose vadano fuori a favore di un altro gruppo, ma non restino
in circolazione nell'ambito familiare. Il funzionamento della regola contro l'incesto tende davvero ad
evitare la creazione di relazioni incompatibili tra di loro, lo spaccamento per tutta la vita dei rapporti
fra parenti prossimi e la riduzione ad un solo gruppo di parenti, laddove prima ne interessava due,
della cooperazione nel matrimonio e nella cura istituzionale dei figli. La maggior parte delle
spiegazioni date sulla regola dell'incesto hanno avuto la tendenza a stabilire una correlazione con la
funzione dell'evitazione dei rapporti sessuali internamente alla famiglia. La cosa più importante è
un'unione sociale permanente e non la sola temporanea relazione sessuale; quest'ultima è
contemplata nel divieto perché, nella vita normale, fa parte di quella unione e conduce alla
formazione di un'associazione permanente. I Tikopia non costituiscono una comunità esogama, ma
il punto di vista qui presentato sembra potersi applicare anche ad un tale caso. La regola
dell'esogamia tende alla semplificazione sociale; essa proibisce di dividere col matrimonio persone i
cui interessi siano già legati in altri modi. Sebbene i Tikopia non siano esogami, c'è l'opinione che non
considera come appropriato il matrimonio all'interno del clan; lo sostennero due uomini di
Taumako. Secondo lui l'esogamia era un'antica usanza. Le posizioni in favore dell'esogamia
sembrano un'estensione del sentimento contrario all'unione fra parenti stretti e un riconoscimento
dei vantaggi derivanti dall'applicazione al matrimonio del principio generale secondo cui lo scambio
economico dovrebbe avere la più ampia sfera di operazione possibile. C'è da dimostrare che la
situazione dell'incesto varia a seconda della struttura sociale di ogni singola comunità, che essa ha
poco a che fare con il divieto di relazioni sessuali come tali, e che la vera correlazione va trovata nel
mantenimento delle forme istituzionali della società nel suo insieme e dell'interesse specifico dei
gruppi in particolare. Nell'antico Egitto della XII dinastia il matrimonio fra padre e figlia non era raro,
e lo si faceva per conservare la proprietà. la causa dell'incesto va ricercata nelle ragioni sociali, non in
altri fattori psicologici. Il problema del colore assume una connotazione diversa per ogni comunità: la
situazione si definisce sulla base di fattori economici e sociali sovrapposti all'individuazione del
colore della pelle. Una variazione nello stato economico o politico può cambiare interamente il
carattere del giudizio espresso su individui della stessa razza. La differenza nel colore della pelle è un
fatto neutrale, sia dal punto di vista etico, come quello della differenza nel colore degli occhi o dei
capelli. Una differenza di interessi sociali può portare a distinzioni difficili da evitare; anche le regole
contro l'incesto hanno una matrice sociale.

CAPITOLO NONO: CASA E CLAN

Gruppi patrilineari e matrilineari --> la scelta nella trasmissione dei privilegi sociali è semplificata
dall'adesione all'uno o all'altro lato della famiglia. Definire una comunità matrilineare o patrilineare
significa solo il criterio di status sociale più formale e basilare, l'appartenenza ad un gruppo
parentale, è determinato secondo la linea maschile o femminile. Le società polinesiane
appartengono all'ordine patrilineare: a Tikopia anche. Ogni paito ha un nome proprio, e il suo capo è
in teoria il discendente maschio seniore di questo antenato, anche se le circostanze possono aver
introdotto un rappresentante più giovane per il momento. La posizione di un individuo quale
membro di un paito è uno dei fattori più cruciali del suo status sociale. Da esso, tramite il padre,
riceve protezione dagli altri componenti del gruppo nei suoi anni giovanili; il diritto ai prodotti della
terra e in seguito una partecipazione diretta al possesso di terre e di altri beni; una sede domestica e
un nome associato quando si sposa; assistenza economica e rituale nelle debite situazioni, e privilegi
nell'uso di formule religiose e nell'invocazione delle principali divinità ancestrali. Paito= casa, edificio
in cui vivono delle persone. La successione avviene esclusivamente in linea maschile. La casa può
estinguersi, non può essere continuata lungo il ramo femminile. L'eredità è patrilineare, ma ci sono
dei provvedimenti in favore delle femmine nella famiglia.

Costituzione della "casa" a Tikopia --> dal punto di vista storico ci sono tre tipi di paito: quelli
discendenti da una casa di capi-clan, quelli discendenti da immigrati a Tikopia e sposatisi con gente
locale, e quelli discendenti da singoli individui locali che per qualche ragione hanno potuto dare
inizio ad una discendenza. La sepoltura delle alme d'ascia nei frutteti ebbe l'effetto di rendere la
terra amara; se nelle generazioni successive qualcuno avesse cercato di prendere dei frutti dai loro
alberi, la presenza degli oggetti sacri avrebbe reso il gusto dei frutti amaro, nel senso che li avrebbe
fatti ammalare. Nel corso del tempo, certi paito hanno cominciato a possedere una personalità
propria: ai loro membri è stata attribuita una serie di caratteri specifici, acquisiti lungo generazioni di
attività o abitudini particolari. I membri della casa di Taumako sono considerati uomini di forte
personalità; gli attuali membri di questa casa sono considerati i tutori della pace nell'isola, ed
esercitano una grande autorità personale, cui non c'è riscontro nella struttura sociale. Un nuovo
gruppo di parentela non si costituisce attraverso un decreto o un accordo pubblico, né il
raggiungimento di una certa consistenza numerica qualifica automaticamente un gruppo di persone
come una casa. Nelle spiegazioni dei nativi vengono sottolineati come punti cardinali le cause della
separazione dell'antenato originario dai suoi confratelli, e l'attribuzione ad esso di terre o di privilegi
rituali da parte del capo; la crescita numerica e l'attribuzione di un nome comune sono considerate
incidentali. Una volta che un gruppo è riconosciuto come paito, conserva tale individualità finché
non resta a rappresentarlo qualche suo membro. Con la morte dell'ultimo membro, la casa cessa di
esistere. La formazione e la perpetuazione di questi gruppi parentali sono associate all'esercizio di
specifiche funzioni sociali da cui dipendono -> rapporti esclusivi con certe terre e gli edifici che vi
sorgono, specializzazione nel rituale, separazione nelle questioni spirituali. In teoria la successione
nel paito avviene per seniorità, ma la norma è soggetta ad essere abrogata dalle circostanze, e i
discendenti del ramo più antico possono essere lasciati da parte. L'attuale Ariki Kafika assunse la
sovranità in circostanze analoghe dopo un intervallo di due regni. In ambedue i casi i loro padri si
persero in mare quando erano ancora bambini, incapaci perciò di assumere la responsabilità della
carica. Ma se una linea ha ricoperto la carica per parecchie generazioni, allora un ramo più antico
cessa di essere considerato il più appropriato per la successione, salvo in circostanze molto
particolari. In alcuni casi la successione va quasi indifferentemente da un ramo all'altro. È
l'immediatezza dell'occasione a determinare fino a che punto i rami di una casa si devono riunire
assieme e se devono essere presenti tutte le famiglie elementari costitutive. La presenza di un intero
clan in un'occasione cerimoniale può essere considerata come un'estensione del principio di
parentela. il paito non è un'unità residenziale; i suoi membri possono essere distribuiti in vari
villaggi. Il nome di casa dell'antenato spesso costituisce il nome per il suo gruppo di discendenti, e la
sua residenza originale spesso funge da tempio per le funzioni rituali in onore degli antenati e degli
dèi. La casa non si preoccupa di partecipare collettivamente alle questioni economiche ordinarie; i
suoi rami agiscono come unità distinte. Paito= gruppo parentale formato da un processo di
ramificazione; a volte è difficile tracciare una linea netta tra le singole unità. Per alcune cose un ramo
si considera indipendente dal ceppo originario, per altre i due si uniscono. La parentela di paito si
svolge in un'altra direzione a causa dei contatti con la vicina isola di Anuta, a settanta miglia. Ogni
casa importante di Tikopia ha il suo particolare punto d'appoggio ad Anuta; questi ospiti sono
chiamati tauranga. Quando un uomo si reca da un'isoal all'altra, di solito sta con i suoi tauranga.

Rango, ricchezza e parentela --> i paito a Tikopia sono differenziati da un sistema di rango fondato
principalmente su obblighi e privilegi rituali tradizionali associati alle credenze degli dèi nativi. Si
riconoscono tre classi sociali: in primo luogo le famiglie principali e secondariamente le famiglie
comuni; le famiglie comuni sono a loro volta divise tra quelle che hanno a capo un anziano rituale e
quelle i cui capi non hanno privilegi rituali degni di nota. Dal punto di vista della posizione sociale
ordinaria non ci sono grandi differenze tra le famiglie comuni e quelle principali. La discriminazione
esiste soprattutto nella sfera dell'autorità. In genere i membri di una casa principale si comportano
più superbamente delle persone comuni. Quasi tutte le famiglie hanno un medium spiritistico. A
Tikopia la distinzione di classe tra le case non si basa sull'abbondanza di beni, e tuttavia la
distribuzione della ricchezza ha un certo rapporto con essa. I Tikopia hanno un grande rispetto per
chi possiede beni materiali, e tendono ad accordargli privilegi superiori di norma a quelli spettantigli
per rango. La ricchezza principale dei Tikopia consiste nella terra, e uno dei principali oggetti di
considerazione è il cocco. La differenza di condizione personale di individui o gruppi che non
rientrano esplicitamente nella struttura formale di una comunità può ciò nonostante influenzarne le
istituzioni sociali, e finire perfino con l'essere assorbita nelle organizzazioni strutturali. La ricchezza di
un gruppo di parentela è a disposizione del suo capo, ma la singola parte di essa di cui ciascun
membro può usufruire dipende naturalmente dalla consistenza numerica del gruppo stesso. Durante
le carestie prende forma un tipo di tensione dovuta alla particolare frattura sociale esistente tra i
capi e la gente comune. Sono quelli relativamente ricchi che esercitano la pressione e i
relativamente poveri che oppongono resistenza con qualche rimostranza. I membri del paito sono
imparentati da vincoli di discendenza da un antenato comune; ha un preciso status sociale correlato
al rango del suo capo, che dipende a sua volta dalle sue funzioni rituali.

Una forma anomala del clan --> il più ampio gruppo dei tikopia è quello chiamato kainanga, che
come parola non ha alcun significato . Il kainanga è un aggregato di paito; l'appartenenza segue la
linea paterna. La donna entra nel gruppo domestico del marito, collabora con lui in tutti isuoi scambi
rituali come pure nelle faccende di ordinaria amministrazione. Tuttavia conserva ancora tutti i vecchi
privilegi nella casa di suo padre, vi ritorna per dare una mani in occasioni importanti, e un tempo di
crisi è soccorsa dai membri del clan paterno e da quello del fratello della madre. È quindi legata d
ambedue i clan, con diversi e specifici doveri e diritti. Grazie agli antichi scambi matrimoniali, adesso
molti clan sono imparentati tra di loro. Il clan Tikopia non è esogamico; i matrimoni all'interno dello
stesso clan sono molto frequenti, infatti uno degli attuali capi si è sposato con una moglie presa dal
suo gruppo. Un'unione tra cugini di primo grado di clan diversi non è visto di buon occhio, mentre è
approvata quella tra membri dello stesso clan imparentati alla lontana. Questi scambi matrimoniali
sono avvenuti per intere generazioni. Le funzioni del clan sono soprattutto politiche e religiose, e in
questa sfera il loro numero, quattro, si presta ad un'organizzazione simmetrica, come negli scambi
economici tra coppie di clan. Ci sono anche alcuni nuclei costituiti da membri di uno stessi clan; il
risultato può essere un duplice vincolo: un uomo assiste il capo del villaggio e del distretto in cui vive
nelle questioni economiche e sociali ordinarie, e periodicamente si reca con un cesto di cibo a
presentare i suoi omaggi al suo capo clanico, o partecipa agli avvenimenti rituali più importanti.
L'unità di clan è notevole: i suoi membri sono legati dagli obblighi nei confronti del loro capo; hanno
tradizioni comuni e un dio che porta il nome clanico ed è associato a determinati oggetti. Nella sfera
economica il clan non possiede nulla, ma i beni delle case che lo compongono vanno tutti sotto il suo
nome, come nel caso delle canoe sacre e delle terre. L'esistenza di una forte individualità clanica ha
dato origine a meccanismi per tenere uniti i clan; questi meccanismi sono principalmente di tipo
rituale.

Raggruppamento di parentela. Propaggine e clan --> un sistema di raggruppamento si esprime in


concreti rapporti sociali. Ogni gruppo di parentela ha la sua organizzazione economica. Il gruppo
partecipa compatto ad eventi sociali, quali matrimoni, nascite, iniziazioni o morti, e in queste
occasioni i vincoli di parentela si possono cristallizzare dalla sostanza amorfa della vita quotidiana.
Anche le cerimonie religiose servono per tenere unito il gruppo. L'elemento economico fornisce in
parte la ragion d'essere del gruppo parentale, ma la cooperazione economica non è il fattore
essenziale. L'elemento fondamentale è il riconoscimento da parte del gruppo di costituire un'unità
basata su vincoli genealogici, veri o presunti. I gruppi parentali hanno a che fare con due principali
sfere d'interesse: le situazioni personali e la promozione della continuità degli interessi del gruppo.
La propagazione della cultura, la trasmissione della tradizione e delle conoscenze da una
generazione a quella successiva, è fondamentale per l'esistenza di una società, ed è quanto l'unità
parentale attua più di qualsiasi altro gruppo sociale. La nascita o la morte di una persona crea o
dissolve un intero aggregato. La distinzione di sfere d'interesse è importante per il principio di
formazione di gruppo. La trasmissione della proprietà e dei privilegi si effettua meglio attraverso
un'unica linea. L'indagine empirica mostra che in questo ambito la virtù della limitazione è praticata
dalla maggioranza delle società umane, deliberatamente o meno. L'elemento di comune accordo
che sembra essere più importante è stato l'uso del termine "clan" per quel tipo di gruppo parentale
la cui appartenenza è esclusiva; l'esogamia offre l'abituale ma non l'invariabile fattore di
delimitazione. Il termine "lignaggio" normalmente si riferisce ad una singola linea di antenati. La
metafora dell'albero è usata da alcune popolazioni native per descrivere la propria organizzazione
sociale. Questo termine suggerisce subito il processo di ramificazione mediante il quale questi gruppi
raggiungono un'individualità propria e tuttavia continuano a conservare un rapporto con il ceppo
originario. Il termine "casa" è usato per descrivere l'unità parentale tikopia paito perché è la
traduzione letterale del termine nativo. La costituzione del gruppo parentale è associata alle
credenze native nella procreazione, che in genere sono in parte scienza elementare e in parte dogmi
religiosi. La terminologia della parentela si diffonde da un clan o casa a un altro, e così fanno anche
altri vincoli sociali. In ogni generazione per ciascun individuo si raggiunge una completa bilateralità,
poiché le case di suo padre e di sua madre sono unite attorno a lui. Certe istituzioni sono attuate
meglio da una serie di gruppi, o dall'altra, se sono di fondamentale importanza per l'individuo per sé,
o lo riguardano soprattutto come un meccanismo di continuità culturale; come per esempio i riti
funerari nel primo caso, o l'eredità nel secondo.

CAPITOLO DECIMO: PRINCIPI DI PROPRIETA' FONDIARIA

La terra è la maggior fonte di ricchezza a tikopia. Uno dei correlativi del potere dei capi è la loro
relativamente maggiore disponibilità di risorse alimentari, resa manifesta dal loro maggiore
possesso di terra. Il desiderio di terra è una potenziale causa di conflitto, che ha anche portato al
fratricidio.

Il sostrato sociale del possesso della terra --> il possesso di terra non rappresenta un elemento di
discriminazione nella struttura sociale. Nel matrimonio la rispettiva ricchezza delle parti non viene
considerata un fattore determinante dal futuro coniuge o dai suoi parenti. Un tempo i matrimoni tra
capi e coniugi erano proibiti per motivi di discendenza, non per ragioni economiche. Il grande
rispetto per il suolo è dovuto in parte alla credenza che gli antenati vigilino ancora su di esso. La
fertilità dei rapporti dipende dal comportamento dei discendenti. Le coltivazioni devono essere
regolarmente acquistate dagli antenati, infatti in ogni stagione ha luogo una cerimonia: ricoprire con
stuoie nuove il pavimento delle case sacre, con cui l'uomo offre la debita ricompensa ai suoi
antenati. Tutta l'isola è sottoposta ad un intenso uso economico: anche quella che sembra una
cozzaglia di alberi e arbusti è utile dal punto di vista alimentare o per le sue arti materiali. La terra
ordinaria è distinta nella terminologia nativa in vari tipi: si va dalle aree miste di foresta a quelle per i
raccolti sacri. Un proprietà a tikopia può: appartenere ad un certo clan, al capo di questo clan, ad
una delle case che lo compongono o ad un singolo membro; ogni affermazione è giusta, però
dipende dal punto di vista di chi fa la domanda e dell'informatore.

Supremazia del capo --> l'Ariki è il capo del clan, il rappresentante presso gli dèi, il mediatore per la
sua gente in merito alla fertilità dei raccolti; al suo controllo sulle forze sovrannaturali a favore della
sua gente dovrebbe corrispondere il controllo sulle loro risorse materiali. Egli non rappresenta
l'autorità suprema solo nelle questioni economiche: un uomo no può vivere senza terre o senza un
capo. Ognuno dei quattro capi ha sotto il proprio controllo una delle principali sostanze alimentari.
L'Ariki Tafua aveva molte noci di cocco e il problema era di sapere dove trovarne per i consueti doni
di contraccambio. Solitamente il capo non interferisce nelle nella condotta dei membri del suo clan;
esprime il suo disappunto brontolando in privato, e ciò agisce da freno su un eccessivo disprezzo
della sua autorità e dei suoi desideri. È molto vantaggioso per l'ordine sociale che i capi siano
considerati un unico gruppo; l'invocazione del principio di parentela riveste l'unità di classe della
finzione di una più fondamentale validità sociale. Ariki Tafua: sembra che abbia detto che il clan
avrebbe dovuto consistere solo dei suoi figli e delle loro famiglie, e che avesse cercato di ottenere
ciò ricorrendo alla magia nera, di cui lo si sapeva maestro. Si diceva che alcuno suoi parenti prossimi
erano morti in conseguenza di ciò, e anche molti altri membri del suo clan. Il suo metodo consisteva
nel porre una maledizione in vare zone della foresta, così che la gente che vi si recava era colpita da
malattie. Alcuni morirono, altri lasciarono i loro frutteti al capo. Era chiaramente impossibile
verificare la fondatezza di queste affermazioni facendo delle domande dirette al diretto interessato.
L'affermazione che le terre del clan potrebbe essere ribaltata, perché senza un seguito il capo non
potrebbe lavorarle. La posizione di entrambe le parti è definita da un sistema di diritti e doveri,
perfettamente armonizzati e ampiamente diffusi nelle varie istituzioni sociali. Di norma ogni frutteto
è posseduto dai membri di una casa e questi sono gli unii individui che vi lavorano.

Distribuzione della terra tra gli individui --> ogni frutteto ha un suo nome, o della casa che lo
possiede, o quello di uno dei suoi componenti secondari, e questo nome solitamente è portato
anche dall'edificio che sorge presso la riva del lago ed è il tempio del gruppo parentale.
L'occupazione e l'uso di ogni frutteto da parte di un gruppo di parentela è l'espressione concreta,
visibile di una complessa storia e mitologia. " si reca" = esprime l'accesso al frutteto, la
rivendicazione del diritto di accesso e di utilizzazione del prodotto ( =/= possiede). Il principio
generale dell'economia tikopia consiste nel fatto che si dovrebbe fare attenzione a consumare i
cocchi freschi, poiché si fa miglior uso della noce lasciandola maturare e trasformando in crema la
sua polpa. I frutteti di una famiglia possono essere tranquillamente disseminati su tutta l'isola, ma si
tende a metterli in relazione con la residenza.

Diritti fondiari nell'ambito della "casa" --> il principio principale è quello di dividere il terreno di
ciascun frutteto o di distribuire i vari frutteti tra i figli alla morte del padre. La divisione della
proprietà collettiva di una "casa" è un fatto di facilitazione sociale e non un mezzo per accrescere il
potere produttivo. Il principale fattore implicato è il desiderio di ovviare alla divergenza degli
interessi personali; più grande è il gruppo in questione, maggiore è la possibilità di contrasto tra i
suoi membri.

La donna e la terra --> le donne hanno una partecipazione nelle terre del loro padre e questa loro
partecipazione la trasmettono ai loro figli, ma l'eredità non va oltre: la morte della madre cancella
ogni diritto, perché il possesso della terra segue la linea maschile. L'assegnazione viene fatta al
momento del suo matrimonio , e non è determinata in anticipo. Dopo il matrimonio la donna non
prende più cibo dalle altre terre di suo padre e dei suoi fratelli e questi a loro volta non si recano più
nell'appezzamento assegnatole. Solitamente il marito usufruisce della terra della moglie senza
alcuna formalità, e quando si valuta la ricchezza del gruppo domestico si tiene conto dei frutteti di
entrambi. Il frutteto della donna è alienato dalla famiglia paterna solo per la durata della sua vita:
alla sua morte tornerà nuovamente alla sua famiglia. Finché non si sposano, i figli usano la terra della
madre: dopo prendono cibo solo dal frutteto del padre o da quello del coniuge. Se però un uomo è
davvero povero, non inviterà la figlia ad usare alcuna terra della famiglia. Le dispute per la
restituzione dei frutteti non sono rare, poiché la norma non è assoluta e alla morte di sua madre un
uomo può desiderare di tenere per sé il frutteto, soprattutto se la donna non ha stretti parenti
maschi viventi. A Tikopia una donna sposata è oggetto di grande rispetto. L'utilizzazione tende a
conferire un diritto legale nei casi di proprietà controversa. Se una disputa tra due case di un clan
minaccia di diventare seria, il capo può intervenire e cacciare entrambe le parti dal terreno in
questione, annunciando la sua intenzione di prenderne possesso egli stesso.
Proprietà condizionata dall'uso del suolo --> i vecchi alberi da stoffa di corteccia possono sono
tagliati secondo le necessità; se uno dei fratelli dovesse piantarne di nuovi, allora questi non si
potrebbero prendere senza prima avvisare chi li ha piantati. In certe sfere, la differenziazione tra
proprietà permanente e uso arbitrario è molto ampio: un preciso legame di tipo particolare e
duraturo tra specifiche aree del terreno e persone o gruppi di persone; ampi diritti di utilizzazione
temporanea del prodotto del suolo da parte di qualsiasi altra persona senza chiederne il permesso;
riconoscimento verbale del particolare legame da parte dell'utente dopo, accompagnato spesso da
un dono materiale. Se si coglie una piccola quantità di noci non si dà alcuna ricompensa al
proprietario, perché ce n'è in abbondanza e fruttificano continuamente. Il solo obbligo da parte di
quello che prende è quello di avvisare il proprietario --> per gli altri alimenti però è considerato
furto: noci di cocco secche, banane, taro, igname e pulaka. Chiunque voglia piantare nel terreno di
un altro, è libero di farlo: bisogna solo fargli un dono in cambio dell'uso del suolo. Se un uomo
desidera tenere per sé la sua terra, allora mette una fronda di cocco su un bastone in segno di tapu:
nessuno interferirà. Tra capi invece non si usa far cerimonie. Un certo riconoscimento per l'uso di
terreno coltivabile di solito è reso in forma di un cesto di taro crudo e cotto. Non si tralascia mai di
fare questo dono nel caso in cui un uomo faccia uso di un pezzo di terra controllato direttamente da
un capo, del proprio o di un altro clan. Di solito una persona ha contemporaneamente quattro o più
appezzamenti coltivati a taro ne può avere fino a una decina. Uno dei attori più importanti che
governano la scelta di un luogo da coltivare è lo stato del sottobosco che vi cresce, ed è questo più di
ogni altra cosa che di tanto in tanto fa ricorrere le persone alla terra altrui, invece di limitarsi alla
propria. L'effettivo funzionamento dei principi dell'interesse individuale e di gruppo nella terra è
governato dal codice di evitazione dell'eccesso. Una persona che tentasse di tenere sempre per sé la
sua terra, o sfruttasse sistematicamente la migliore terra altrui, a poco a poco incorrerebbe nel
disonore e questo ostacolerebbe le sue attività in altri campi, in cui la cooperazione sarebbe
essenziale. La diversità d'usanza tra la libertà d'accesso alla terra da giardini e le restrizioni nel caso
dei frutteti, potrebbe essere messa in relazione con la diversa natura del raccolto. Se questo è
relativamente temporaneo, restando nel terreno una sola stagione, il proprietario del suolo non è
danneggiato seriamente dall'essere privato del suo uso. Il lago è considerato di proprietà collettiva
dei quattro capi: è l'acqua dei capi. L'Ariki Kafika, essendo il seniore di loro, ne detiene il diritto
principale, e si lamentò amaramente del fatto che una volta un uomo bianco di una nave europea vi
era andato a caccia di anatre senza aver prima ottenuto il suo permesso, e che nessuno degli uccelli
uccisi gli era stato donato in riconoscimento della sua sovranità. Di norma, dopo una serie di retate,
il pescatore porta un dono al capo. Trapasso della terra, può avvenire per due ragioni: il dono di un
capo o di un altro uomo di rango, o la conquista violenta. Proprietà: diritti primari e più permanenti
di utilizzazione contrapposti a diritti secondari e meno permanenti. Il sistema di proprietà fondiaria
in questa comunità non può essere facilmente classificato do ordine comunista, nonostante la
tendenza ad un'ampia equazione di diritti d'uso e di necessità personali. Il differenziamento delle
proprietà familiari in base ad un diritto ancestrale, l'esercizio del diritto di limitazione mediante il
tapu senza bisogno di provare la necessità, il dono di riconoscimento per l'uso di terra da giardini, il
biasimo del furto di prodotti da parte degli individui – tutti questi elementi sono in contrasto con un
comunismo sia realistico sia ideale.

CAPITOLO UNDICESIMO: "UN PROBLEMA DEMOGRAFICO ATTUALE"

La conservazione di un adeguato rapporto tra quantità di terra e popolazione è stato per molto per
le generazioni passate un problema molto importante per la loro economia; negli ultimi anni è
andato perso l'equilibrio che avevano trovato, per colpa degli europei. Si pensa che prima molti
maschi venissero castrati dopo la nascita, fatto che potrebbe spiegare la loro altezza e la loro indole
pacifica.
Alcune statistiche a Tikopia --> nel 1929 la popolazione ammontava a 1281 persone. L'età
socialmente riproduttiva per ambedue i sessi è stata considerata dai 18 ai 40 anni. I maschi
socialmente riproduttivi rappresentano più del 36% della popolazione maschile totale, mentre le
femmine il 42%. Il numero dei Tikopia non sembra in declino, ma forse addirittura in aumento. Il
numero di figli viventi per famiglia è di circa 3.5; la fertilità è buona e ci sono pochissime coppie
sterili. Il numero di adulti di età socialmente riproduttiva era pari per entrambi i sessi, e il numero
dei maschi giovani e adolescenti era decisamente superiore a quello delle coetanee. La proporzione
inferiore dei maschi adulti potrebbe essere dovuta a un pesante tasso di mortalità a causa delle
perdite in mare.

Fattori di mobilità --> la tendenza della popolazione ad aumentare è dovuta in primo luogo
all'assenza di fattori di morbilità molto pronunciati. Non c'è malaria e sembra che ci siano
pochissime malattie endemiche. Sull'isola ci sono moltissime zanzare, ma non sono infette. Le
ulcerazioni sono comuni; recedono facilmente con una cura a base tintura di iodio. Il loro standard di
pulizia è molto alto: fanno il bagno parecchie volte al giorno, specie di prima mattina, dopo il lavoro
di preparazione del forno e di sera. Non lavano quasi mai solo le mani, ma tutto il corpo. Le loro
misure igieniche non sono altrettanto buone quanto la pulizia personale. Solitamente effettuano le
loro funzioni naturali sulla spiaggia aperta, per lo più di mattina e di sera. Durante la manifattura
della curcumina tutte le persone sono obbligate a defecare direttamente in mare. A causa della
masticazione del betel si sputa in continuazione, e di solito lo si fa o alla base della parete di frasche
della casa, o sotto una stuoia da pavimento, il cui bordo viene appositamente sollevato. Ogni tanto si
verificano delle epidemie, portate dalle navi straniere: così sono stati introdotti il morbillo,
l'influenza ed altre malattie che di solito infuriano con estrema violenza. I Tikopia pensano che la
colpa sia dovuta alla malvagità di coloro che governano la nave, perché ignorano patogenesi
microbica. La conservazione della salute di questa popolazione è dovuta in gran parte alla rarità degli
scali di navi provenienti dal mondo esterno. Secondo gli indigeni in passato la causa più comune di
morte era il decadimento funzionale della vecchiaia.

Meccanismi di controllo demografico --> fino a pochi anni fa la popolazione si trovava in uno stato di
equilibrio con le sue possibilità alimentari. Sembra che di tanto in tanto una carestia abbia operato
da freno naturale. Il rapporto della popolazione con le risorse naturali non è espresso in termini
puramente individuali, ma in termini di equilibrio familiare. La divisione della terra è su una base di
casa, e gli uomini più anziani, i capi responsabili della casa, esercitano uno stretto controllo sul
numero dei parenti e discendenti che si spartiranno la terra. A tale scopo sono disponibili vari
meccanismi:

• Celibato: i maschi più giovani di una famiglia, specie se è una famiglia povera di terre, sono
tenuti a rimanere scapoli. A questi uomini non si nega una soddisfazione extraconiugale, ma
dalla loro attività sessuale raramente nascono dei figli.
• Prevenzione del concepimento: gratificazione sessuale senza dar luogo al concepimento col
metodo del coitus interruptus
• Aborto: è praticato alle volte dalle ragazze nubili che non vogliono dare alla luce un figlio. I
tipi di controllo demografico più radicale comprendono l'infanticidio, i viaggi in mare e la
guerra.
• Infanticidio: gli si capovolge la faccia al momento della nascita e lo si lascia soffocare; quello
delle femmine non è più comune di quello dei maschi. La sua incidenza varia da una famiglia
all'altra, e in alcune si preferisce una preponderanza di figlie femmine. È comune che un
padrone non tenga conto del consiglio della levatrice o di altre persone e che lasci vivere il
figlio per pietà o per affetto.
• Viaggi in mare: intraprendere viaggi in mare tende a ridurre parecchio il numero, poiché
moltissimi di essi muoiono in mare.
• Guerra: la separazione può essere possibile su un piano verticale o orizzontale.

Il contatto con gli europei causa di un problema unico --> a causa del contatto con gli europei questi
freni non sono più tanto operativi quanto lo erano una volta. La paura dell'Autorità governativa vieta
l'aperta espulsione di una parte considerevole della popolazione e si può prevedere che il governo
proibirà presto l'emigrazione dei giovani in canoa, come si è già fatto per altre parti della Polinesia. Il
celibato viene virtualmente scoraggiato. Anche l'aborto e l'infanticidio sono disapprovati dalla
Missione, anche se ambedue continuano ad essere praticati segretamente, anche da persone in
stretto contatto con la chiesa. La momentanea espansione delle risorse così indotta sembra ora
essere cessata, e la coltivazione intensiva non può superare certi limiti; c'è anche stata la tendenza a
piantare di più nei boschi, con la conseguenza che la riserva di viveri che questi offrivano in tempo di
siccità è andata diminuendo. Tra gli indigeni più responsabili c'è un vero e proprio timore per
l'adeguatezza delle disponibilità alimentari. Migrazione: potrebbe essere una soluzione per
qualcuno, ma il trasferimento di una parte della popolazione in un'altra isola comporterebbe
l'assoggettarli al rischio di nuove malattie. Oltre alla decimazione della popolazione, lo shock di quelli
rimasti in patria sarebbe enorme perché sono una società così legata da vincoli economici, religiosi e
parentali. Una più ampia educazione sessuale e la concessione di un abbondante rifornimento di
contraccettivi in parte risponderebbe al caso, ma è inattuabile solo per motivi economici, anche se i
nativi potrebbero adattarsi alla meccanica dell'operazione e gli europei all'idea della sua
introduzione. L'interesse commerciale di Tikopia è trascurabile: la sua popolazione non interferisce
nella vita di quelle delle altre isole del territorio. Sono soddisfatti delle proprie istituzioni,
relativamente privi di malattie, pacifici, ospitali e osservanti delle leggi, con un sistema religioso che
non fa alcuna violenza ai nostri concetti fondamentali.

A Tikopia i bambini potrebbero continuare ad essere soffocati per preservare l'equilibri economico, e
perché la società possa conservare la sua equilibrata esistenza.

Dal punto di vista metodologico non è la storia della vita di un singolo individuo ad essere descritta,
ma sono conglobati e generalizzati aspetti del comportamento di un certo numero di individui. Il fine
è quello di mostrare in che modo la società si prenda cura dei suoi membri. Quando per l'individuo
defunto viene il momento di essere gettato nell'immondezzaio sociale, la serie di riti che
accompagna quest'atto finale è più complessa che in qualsiasi altro momento della sua vita attiva.

Alcune esperienze dell'infanzia -> quando i bambini raggiungono una certa statura e hanno
imparato a correre in maniera indipendente, gli vengono forati il setto nasale e i lobi delle orecchie;
a farlo è la madre o un altro membro della famiglia e non vengono celebrate cerimonie particolari.
Nei fori vengono tenuti dei rotoli di foglie finché le fogli non si rimarginano; poi, nelle feste più
importanti, vi vengono inseriti anelli di tartaruga o rotoli di foglie più grandi. Gli indumenti vengono
indossati per la prima volta molto tempo dopo, quando ai bambini viene dato un sottile pezzo di
stoffa di corteccia larga abbastanza da coprire i fianchi. La pesca in canoa al lume di torcia è una
delle prime esperienze più importanti; ciò accade quando lui ha circa 10 anni ed è considerato un
novizio. Alla sera il ragazzi va a casa di uno dei fratelli della madre, che lo andrà a pitturare con la
curcumina. Riceve anche dei doni, che poi vengono portati a casa dei suoi genitori e ricambiati il
giorno stesso. I dettagli del primo viaggio vengono stabiliti in anticipo e un membro dell'equipaggio,
che spesso è un familiare, si assume la responsabilità del novizio. Il gruppo della famiglia offre a
ciascun membro dell'equipaggio una canoa un cesto di cibo coperto da un pezzo di stoffa di
corteccia. Se la famiglia non possiede una canoa propria, il ragazzino dovrà chiedere ospitalità
altrove, e tutto l'equipaggio riceverà un maro ( cesto di cibo ricoperto da un pezzo di stoffa di
corteccia). Anche le ragazzine possono prendere talvolta parte a queste spedizioni e quando escono
in mare per la prima volta si segue la stessa procedura cerimoniale.

Aspetti dell'iniziazione primitiva --> riti di iniziazione= vari tipi di cerimonie che sanciscono
l'ammissione in una società segreta e che facilitano o sottolineano il passaggio di una persona da
uno status sociale all'altro, come dall'adolescenza alla maturità. Le prime possono essere
denominate riti di iniziazione specifica, le seconde riti d'iniziazione generale. I riti d'iniziazione
specifica hanno l'intento pratico di salvaguardare i privilegi del gruppo interessato e preparano il
novizio all'inserimento nel gruppo quale membro responsabile che ne rifletterà il carattere e i fini.
L'esclusione dei non iniziati, le pratiche volte a terrorizzare il novizio, le ordalie cui è sottoposto, la
rivelazione di segreti, l'investitura con particolari insegne, hanno un fine molto preciso. Non è così
ovvio invece il ruolo dei riti d'iniziazione generale; non si inizia ad una sezione particolare della
società, ma alla sua vita sociale nella sua interezza. Essi fanno parte della generale preparazione
formale di una persona al pieno esercizio delle sue normali responsabilità quali membro della
società cui appartiene. Non si può mettere in dubbio l'esistenza di una certa correlazione tra alcuni
aspetti delle iniziazioni e gli obblighi che competono ad una persona quale membro maturo di una
società. Diversi aspetti dell'iniziazione non consentono che venga considerata una semplice risposta
culturale alla necessità di preparare ad un dato ruolo nella vita sociale della comunità. Questa
necessità è universale, mentre i riti non lo sono. Essi hanno una distribuzione capricciosa e sono
praticati da una tribù e non da un'altra. Non è facile collegare alcuni elementi dell'iniziazione ad uno
schema di bisogni culturali fondamentali. Essi non trovano una precisa giustificazione quale
contributo all'efficienza sociale dell'individuo in fase di maturazione. Un adeguato studio sociologico
dei riti d'iniziazione generale deve essere disposto ad analizzare più attentamente il vero ruolo che
questi riti svolgono nella vita sociale delle varie comunità in cui esistono; deve anche essere pronto
ad esaminare la reazione che le cerimonie iniziatiche provocano nell'individuo che ne è il punto
focale, distinguendola dalla loro funzione fondamentale per la società nella sua interezza. Per la
società la crisi nella vita dell'individuo può dar luogo a riti iniziatici; per l'individuo l'essere sottoposto
ai riti d'iniziazione può provocare la crisi, o almeno farla giungere al culmine. È stato messo in
evidenza come i riti accentuino il valore sociale dell'individuo per la sua comunità, come ne facilitino
il passaggio dalla giovinezza alla vita adulta, fortificandolo in un momento di modificazione
fisiologica, psicologica e sociale, come ritualizzino e circondino di un'atmosfera sacramentale questo
periodo di stress. Essi servono anche a fini pratici più immediati, per esempio esercitando
un'influenza educativa o talvolta assicurando un adeguato rifornimento alimentare alla comunità
che li pratica. Le spiegazioni teoriche dell'osservatore dovrebbero essere distinte dal resoconto
dell'avvenimento in sé e per sé, e si dovrebbero mettere in evidenza gli elementi considerati vitali
dalla popolazione stessa.

Iniziazione= operazione analoga alla circoncisione; viene praticata sui giovani maschi, pochi alla
volta, ed è accompagnata dalla distribuzione di enormi quantità di cibo e di doni, regolata in base al
rapporto di parentela con gli iniziati. Il nome specifico della cerimonia è rau tangata per i maschi e
rau fafine nel caso delle ragazze. L'idea degli indigeni è di mostrare con mezzi concreti compassione
per una persona che ha subito una ferita, e il forno viene perciò ad essere un simbolo del danno
sociale e del tentativo di riparare ad esso.

L'operazione di sovrincisione a Tikopia --> consiste in un'incisione longitudinale sulla superficie


superiore della parte anteriore del prepuzio, e perciò non è una circoncisione. L'operazione viene
eseguita da un uomo notoriamente esperto.
Un bastoncino denominato afa viene tagliato alla lunghezza di circa 13 centimetri, di sezione
trasversale ellittica e col diametro maggiore di circa un centimetro e mezzo. Questo è conficcato
sulla punta del pene al di sotto del prepuzio, dopo di che la pelle viene tirata per renderla più sottile
possibile sul legno e stirata su ambedue i lati. L'esperto fa poi un'incisione dalla base del prepuzio
verso la punta, badando ad andar dritto perché se deviasse da un lato e tagliasse male, rischierebbe
di recidere la vena. Il taglio è eseguito su un lungo tratto del pene, per 5 cm, e a questo punto si fa
leva fortemente con un bastoncino, mentre si esercita una notevole pressione con le dita per tener
spinta in giù la pelle su ambedue i lati. Dopo essere stato eseguito il taglio, viene divaricato con le
unghie e la pelle viene ripiegata all'indietro in due lembi. Una striscia di stoffa di corteccia lunga 70
cm e larga 1,5 cm viene avvolta attorno al prepuzio e al pene stesso, affinché i labbri della ferita
rimangano separati. Ai ragazzi che non sono stati ancora incisi è proibito mangiare alcuni molluschi
come certe bivalve, le lumache marine e i nisiore. La loro carne è cartilaginosa e si pensa che
rendano duro il prepuzio al momento dell'operazione. L'operazione non viene progettata come una
prova per saggiare la loro forza d'animo, o per abituarli a sopportare il dolore. Per i Tikopia il fine
primario è la modificazione dell'organo sessuale, e questi altri aspetti sono decisamente minimizzati
per quanto è possibile. Le donne tikopia non sono sottoposte ad alcuna operazione iniziatica; a
Tikopia ebbe luogo un'operazione forse di clitoridectomia, su due donne che morirono: così smise la
pratica di incidere le femmine.

Origine e sanzioni della cerimonia --> quando si deve iniziare un ragazzino di rango, di solito si
segue una procedura speciale per scacciare la paura dal lui mediante l'invocazione dell'assistenza
spirituale: si versa dell'olio nella mano e tenendola tesa chiama il suo spirito protettore, lo spirito del
suo padre principale. Poi strofina il suo palmo pieno d'olio sul petto del bambino, all'altezza del
diaframma, e secondo gli indigeni questa zona si riempie di coraggio spirituale e il timore scompare.
L'origine di quest'operazione sembra avere origini nel clan dei Tafua, e che egli stesso avesse subito
l'operazione. Non si sa se l'abbia fatto da solo o se abbia invocatogli dèi. In passato quando si
sovrincideva un ragazzo di rango del clan della divinità di Tafua, si soleva fare alla divinità un'offerta
cerimoniale. Verso la fine della cerimonia si sceglieva una stuoia, si preparava del cibo e poi il tutto
veniva portato nel tempio di Tafua. Poi la stuoia era appesa nella casa sacra e lasciata lì fino ad
un'altra cerimonia di sovrincisione, per essere quindi sostituita. La continuità del dono doveva essere
conservata: i doveva sempre essere un'offerta del genere per attestare alla divinità l'interesse per
questo suo rito. Secondo gli indigeni, le cerimonie d'iniziazione riproducono un modello fornito nel
lontano passato da un'entità sovrannaturale che è ancora così fiera della sua creazione da
ricompensare i suoi perpetuatori. Per gli iniziati non c'è alcuna istruzione di carattere mitologico; il
solo simbolo formalizzato della connessione col mito è la stuoia appesa nel tempio. Tra i maschi
iniziati e quelli non iniziati c'è una netta differenza sociale: i secondi non possono partecipare a certe
riunioni formali e si trovano a disagio in quelle informali. Per esempio non si può impedire ad un
ragazzo iniziato di partecipare ad una danza per la quale sarebbe troppo giovane, mentre lo si può
vietare ad uno non iniziato. Per i nativi la ragione fondamentale del loro conformarsi alla usanza è il
ruma, la cattiva fama che la sua omissione comporta. Tutti i maschi adulti dell'isola sono stati
sovrincisi, tranne l'insegnante motlav della Missione: egli è oggetto di commenti maliziosi durante al
sua assenza.

L'iniziazione in rapporto alla pubertà e all'economia --> la cerimonia non è eseguita in un momento
determinato della vita di un ragazzo. Si pensa che debba aver luogo prima della pubertà, e la
maggioranza dei giovani sono incisi qualche anno prima di questo momento. L'operazione di solito
viene effettuata tra i 9 e i 14 anni. L'accento viene posto principalmente sul passaggio da uno status
sociale all'altro: NON E' UN RITO DI PUBERTA' MA UN RITO DI MATURITA'. La mancanza di
correlazione tra la cerimonia iniziatica e la pubertà viene accentuata anche dal fatto di essere
eseguita molto di rado sulle bambine.

È fondamentale l'aspetto economico dei procedimenti; l'operazione in sé dura un paio di minuti,


mentre l'offerta di cibo e di oggetti di valore che l'accompagnano può durare anche 5 giorni e la
preparazione addirittura molti mesi di lavoro. La maggior parte della procedura iniziatica consiste
nell'accumulo di enormi quantità di cibo e nella loro dissipazione, nell'offerta e nello scambio di un
grande numero di stuoie di pandano, pezze di stoffa di corteccia e rotoli di corda. Il fattore
economico in un certo senso è il cardine della cerimonia, poiché determina quando la si terrà a la
sua durata, mentre fornisce un simbolo concreto di partecipazione a coloro che vi intervengono. Gli
scambi economici si basano quasi interamente sulle relazioni di parentela e che qui in realtà si trova
una delle componenti primarie della faccenda. Solitamente solo i parenti e i vicini presenziano ad
un'iniziazione tikopia. L'iniziato viene affidato ai parenti di sua madre, ma suo padre e altri parenti
del lato paterno hanno dei doveri nei confronti dei figli delle donne della propria casa, poiché sono
loro stessi a distribuire beni.

Raccolta di cibo e altri preparativi --> per economia, vengono incisi contemporaneamente più
ragazzini, tra i quali si andrà a creare un legame duraturo. Secondo il conto degli indigeni la
cerimonia in sé dura 3 giorni, più un paio di giorni per i preparativi. La cerimonia per i figli degli
uomini di rango durare anche 8 giorni.

La persona più importante durante a cerimonia è il fratello della madre del ragazzino; nel caso in cui
ce ne fossero più di uno, quello più anziano avrà la priorità. Nei giorni precedenti la cerimonia il
ragazzino che deve essere oggetto di essa è invitato più volte dai parenti per recarsi nella loro
abitazione. Qui viene pitturato sul diverse parti del corpo con il pigmento vermiglio di curcumina e
olio di cocco. Nel mentre gli si fa indossare una nuova cintura di stoffa di corteccia. Il tutto ha lo
scopo di far additare il giovane all'attenzione pubblica.

Anga= termine attribuito a tutte le cataste di cibo, siano esse per l'iniziazione, il matrimonio o la
festa di un capo. Vari parenti collaborano offrendo sostanziosi contributi, anche se in qualità di
parenti materni dell'iniziato in seguito saranno proprio loro a ricevere cibo e doni da suo padre.
Poiché il padre dell'iniziando deve affrontare dei pesanti obblighi, i suoi cognati hanno il dovere di
assisterlo.

Il giorno dell'operazione --> il giorno dopo la raccolta del cibo ha luogo l'operazione fisica che è la
base di tutta la faccenda. Non vengono cantati canti funebri. Le canzoni sono inframmezzate da
acute grida prolungate. I presenti si lamentano a gruppi. Quando la lamentazione di un gruppo ha
termine i suoi membri ritornano quasi di colpo alla calma: ciò rafforza la sensazione che l'aspetto
formale del cordoglio sia molto più forte di quello emozionale. Quando il cibo è pronto l'iniziando
viene invitato a mangiare, poi i fratelli di sua madre lo conducono al luogo dell'operazione. Assieme
a lui si prende un cesto di cibo per i fai matua. Le sorelle del padre vengono considerate padri
classificatori e fanno parte dei fai matua.

Altri tuatina si tengono pronti a intervenire nel caso in cui l'operatore fosse incapace; se un uomo
non è abile finirà col tagliarsi le dita e ferirà il ragazzo. Di solito i ragazzi non mostrano segno di
sofferenza e debolezza: non è bene che il ragazzo gridi durane l'operazione, perché farebbe adirare il
padre e vergognare i fai matua. Durante l'operazione le donne siedono a testa bassa, senza guardare
la scena, ma piangendo in silenzio. Appena l'operazione è terminata e la ferita è stata bendata, si fa
alzare il ragazzino, gli si toglie ancora una volta la cintura che indossa e si sostituisce con una nuova.
Questo cambio di indumenti così frequente ha lo scopo di permettere alle sue parenti di dimostrare
il loro affetto per l'iniziato mettendosi attorno al collo quelli che tolgono; inoltre ha anche luogo uno
scambio di stoffa di corteccia su larga scala. Le corde che legano i rotoli sono diverse tra di loro. Ciò
permette al padre del ragazzo, per le cui mani passa l'oggetto, di riconoscere la provenienza di
ciascun rotolo e di ricambiare esattamente il dono. La corda e le pagaie sono le uniche cose
ricambiate. A volte un uomo può rifiutarsi di uscire dalla casa per non accrescere il debito del padre.
Dopo aver mangiato qualcosa, l'iniziato è condotto nei boschi o al mare dal tuatina che ha eseguito
l'operazione e qui viene istruito su come aver cura della sua ferita.

Distribuzione dei beni --> l'omaggio di stuoie e stoffe di corteccia è l'evento più importante del
giorno. Ogni famiglia che partecipa alla cerimonia porta il suo dono. Le stuoie sono donate a nome
delle donne e l'annuncio è fatto con solennità e a voce alta. Può succedere che una stuoia non sia
ben rifinita, perché la sua tessitura richiede parecchi mesi e altre necessità possono aver esaurito le
scorte della famiglia. Quando le donazioni sono terminate si conta il numero delle stuoie. Segue poi
la consegna e l'esposizione delle coperte di stoffa di corteccia: queste sono donate per mano degli
uomini. Da ogni famiglia presente alla cerimonia dovrebbero essere fatti ed annunciati dei doni. Nel
caso di un uomo di rango, le offerte effettuate in un'occasione pubblica hanno in parte la funzione di
conservare la sua posizione.

"Il grande forno" --> la notte i ragazzi dormono sul loro insolito letto con un gruppo di parenti distesi
ai loro piedi. Di prima mattina escono per fare toletta, tornano e si distendono di nuovo sotto le
coperte; restano addormentati o svegli, mentre fuori si procede a preparare il forno. Le persone non
possono stare sedute in silenzio, perché ciò è male: la mancanza di socievolezza è uno dei peccati
cardinali della società tikopia. Gli iniziati vengono svegliati per prendere parte al pasto. In questo
giorno vengono fatti 3 forni.

Il grosso del cibo del giorno è contenuto nell'umu lasi, il " grande forno": questo forno non resta
coperto a lungo, perché il cibo contenuto al suo interno viene distribuito come dono a tutti i
partecipanti, che lo portano a casa e lo rimettono a cuocere. L'umu afiafi è l'ultimo forno ed è
l'ultimo cibo del giorno. L'usanza vuole che il dono sia portato al capo da un uomo di un clan diverso
dal suo. La gente ordinaria nella casa è servita verso le 14 circa. Un paio d'ore dopo viene distribuita
una seconda infornata, proveniente dal grande forno

Il giorno dei doni --> il giorno conclusivo della cerimonia iniziatica, si fanno alzare presto i ragazzi e
si impacchettano i doni che formavano il loro giaciglio. I doni offerti ai cuochi per ricambiare i loro
servizi consistono ciascuno di una stuoia di pandano, di solito non della migliore qualità, di una
coperta di stoffa di corteccia, e di qualche altro articolo di minor valore.

Ci sono 4 tipi di maro da prendere in considerazione:

1. I maro degli esperti


2. I maro dei tapaku; sono i doni offerti agli uomini che hanno sorretto i giovani nelle loro
braccia
3. I maro dei fratelli reali della madre
4. I maro dei lontani parenti nello status di fratelli classificatori della madre

La base di ogni maro è una stuoia di pandano, che viene presa dalla catasta offerta due giorni prima
e senza tener conto di chi può essere stato il donatore originario: le stuoie migliori sono scelte per i
maro principali. Quando buona parte dei maro è prona, si procede ad un conteggio per sapere quali
sono finiti e quali sono ancora da fare. Essi sono costituiti con un processo di assistenza reciproca
ma, senza tener conto di quante persone hanno contribuito a formare ogni singolo fagotto; ciascuno
è offerto al destinatario in nome di una singola persona, cui sarà poi ricambiato il dono.
Faite= termine tecnico usato per indicare la preparazione di una maro, cioè per fare un fagotto con
in fondo una stuoia, sopra una mezza dozzina di pezze di stoffa di corteccia piegate con precisione
l'una sull'altra, e in cima a tutto un'ultima pezza spesso di qualità migliore o tinta con la curcumina. Il
maro è ricambiato direttamente al donatore. I più importanti vengono donati ai tuatina prossimi e
ogni maro è accompagnato da un cesto di cibo. Il dono di ricambio per una maro sembrerebbe
essere lasciato alla discrezione del ricevente. Il dono di ricambio non è obbligatorio, ma sta alla
discrezione delle persone interessate.

Indipendentemente dal maro, la corda è portata da vari membri del gruppo dei fai tuatina, e non è
donata da individui specifici ma è consegnata al padre dell'iniziato, che a sua volta passa tutto quello
che riceve all'operatore principale, che lo distribuisce come crede opportuno. I Tikopia preferiscono
che la massa dello scambio passi per quanto possibile tra persone di villaggi diversi, o meglio ancora,
di distretti diversi. La risoluzione di dividere i parenti illustra l'importanza riservata nei modelli
culturali tikopia alla simmetria negli scambi operati in tali occasioni. Uno degli effetti principali di un
sistema di scambio di doni è quello di offrire un mezzo concreto di collegamento sociale.

Il giorno della donazione i giovani iniziati, pitturato di curcumina e con in mano lance come fossero
dei bastoni, iniziano il loro giro di visite ai tuatina, preceduti dalle proprie stuoie per dormire; non si
segue un preciso ordine di precedenza nel fare gli inviti.

L'aspetto economico di queste visite è molto importante: ogni tuatina prepara del cibo a casa sua e
lo dona ai genitori dei ragazzi; è il fakoatea, che a tempo debito sarà contraccambiato. I genitori a
loro volta fanno un altro dono di cibo al tuatina; è il fakatavanga, che sarà anch'esso ricambiato.
Questo duplice scambio attualmente si fa solo a Ravenga. Gli spostamenti dei ragazzi vanno avanti
per circa due mesi, perciò lo sforzo economico del gruppo domestico è notevole; la reciprocità nella
preparazione del cibo rappresenta la costanza dell'obbligo e non la perdita economica. Il giro di
visite fatto dai ragazzi alle case dei fratelli delle madri ha come manifesto quello di rendere omaggio
ai giovani e ai loro genitori, e di evidenziare i vincoli di parentela; però il tutto deve anche servire per
allargare i suoi orizzonti sociali. Essi entrano in intimo contatto con alcuni parenti con cui prima
avevano avuto solo rapporti superficiali; questo giro è come se rappresentasse il loro ingresso in
società. Tama kura= ragazzino/a che effettua questo giro.

Funzioni fondamentali del rituale iniziatico --> l'operazione eseguita è la parte principale della
cerimonia. Essa potrebbe essere considerata un'ordalia, come se avesse lo scopo principale di
mettere alla prova il coraggio dell'iniziato. In realtà il suo vero significato è quello di conferire un
segno distintivo concreto e visibile all'individuo sottoposto a questo rito. L'operazione ha anche lo
scopo di qualificare il ragazzo come sessualmente maturo, e di marcare l'organo principalmente
interessato al mutamento, la sovrincisione a Tikopia continua ad essere eseguita in quella precisa
maniera perché il modello sociale lo richiede e usa il ridicolo come sua sanzione. Ogni istituzione
tende a creare e a perpetuare il proprio schema di valori, imponendo al conformità ad essi in forza
della sua fondamentale efficacia nella cultura nella sua interezza.

Non si può negare il valore educativo di queste cerimonie nelle società primitive, se per educazione
si intende il processo di inserimento di un individuo nella comunità in cui deve vivere, inducendolo
ad accettare la sua disciplina e le sue norme di comportamento. A Tikopia, dove l'istruzione formale
è del tutto assente, il rituale iniziatico ha una grande importanza per ogni ragazzo nel modellare il
suo rapporto con le altre persone della comunità, contribuendo perciò a prepararlo alla vita futura. Il
raggiungimento del suo nuovo status gli è imposto in una forma di omaggio che, per quanto
imperfetta ed esagerata, è ciò nonostante molto efficace e drammatica. La connessione è con i
parenti, quelli più vicini; è opportuno che sia in buoni rapporti con questi parenti, perché in futuro
egli dipenderà da loro per tutta la vita.

L'iniziazione fissa un momento sulla via della maturità, facendo entrare la persona in un rapporto
formale ed esplicito con la sua parentela, ponendola di fronte ad alcuni dei suoi fondamentali vincoli
sociali, e anche riconfermando questi vincoli e rendendo manifesto il suo status in previsione dei
giorni in cui dovrà adottarli sul serio.

CAPITOLO TREDICESIMO: " IL MATRIMONIO PER RATTO"

Per la donna il matrimonio è considerato una forma di emancipazione, in quanto le consente di


esercitare la sua autorità in una sfera tutta propria. Il cambiamento del matrimonio non appare
troppo grande per l'uomo, ma in realtà esso non è meno profondo che per la donna. Prima di
sposarsi poteva ottenere dei prestiti dai suoi fratelli; inoltre è libero di andarsene in giro e a passare
le notti a giocare coi giovani o con le ragazze. Adesso si deve limitare: gli è vietato andarsene alla
spiaggia con gli altri giovani e deve procurarsi o fabbricarsi da sé gli arnesi da lavoro. Tikopia
ammettono l'esistenza di un diverso atteggiamento al riguardo da parte dei due sessi: le ragazze
desiderano il matrimonio, mentre i ragazzi cercano di evitarlo.

La decisione di sposarsi --> le fasi iniziali del matrimonio dipendono dai due modi in cui può aver
luogo l'unione: dall'associazione di due innamorati, o dal ratto della donna senza accordi precedenti.
Una delle motivazioni più importanti nella decisione di prendere moglie può essere per l'uomo la
quantità di cibo disponibile nei frutteti: due si accoppiano in proporzione all'abbondanza del cibo.
Quando le nozze sembrano essere il risultato di una coercizione, la ragione va di solito ricercata nella
gravidanza della donna, anche se capita spesso che lei si finga incinta per riuscire a procurarsi un
marito.

Il matrimonio con la fuga è oggi la formula più comune. Quando l'uomo ha preso la decisione, afferra
la donna per il polso e la conduce a casa sua ( matrimonio per ratto). Le vecchie istituzioni
consideravano il matrimonio per ratto come un'istituzione caratteristica dell'uomo primitivo di uno
stato sociale del passato. L'usanza tuttora esistente tra molte popolazioni indigene di fingere un
ratto della sposa, dove la violenza della colluttazione è più fittizia che reale, era ritenuta una
sopravvivenza di quel precedente stadio sociale.

Crawley: traccia una distinzione fra matrimonio per ratto propriamente detto, ratto formale e ratto a
fini matrimoniali. Del primo dà una descrizione che lo presenta come un affare fra tribù ostili,
puntualizzando come non si tratti di un vero e proprio matrimonio, ma di un modo di procacciarsi
una moglie. Esso costituisce un'evenienza sporadica. Nel ratto per connubio, il futuro marito deve
inseguire la moglie e vincerne la resistenza, a volte spalleggiato dai suoi parenti e contrastato da
quelli di lei e a volte no. Nel ratto formale, la colluttazione per la sposa avviene fra le due interessate
ma è in gran parte fittizia e la vittoria è assicurata alla parte dello sposo dopo un'esibizione di forza
da entrambe le parti. Il ratto formale rappresenta l'aspetto cerimoniale e idealizzato, mentre il ratto
coniugale rappresenta quello pratico, non- cerimoniale dell'istituzione. Entrambi sono l'espressione
naturale di normali sentimenti umani. La donna è una parte molto interessata all'unione e sono solo
i suoi parenti a esprimere giudizi contrari e possibili obiezioni. La residenza patrilocale della coppia
sposata significa, per la famiglia della sposa, una perdita dei servigi normalmente espletati dalla
figlia; questa mancanza viene fortemente percepita dalla famiglia dai suoi genitori, in particolare dal
padre. Il risultato logico è che i genitori della ragazza siano all'oscuro delle relazioni della figlia e che
lo rimangano fino al suo rapimento. Ne sentono parlare per la prima volta il mattino dopo il
rapimento, quando sull'isola si diffonde la notizia di un nuovo matrimonio. La paura dell'ira paterna
può essere un fattore d'ostacolo per il matrimonio. La fuga deve avvenire per forza di notte; è
possibile che la famiglia di lui sappia delle loro intenzioni: sarebbe anche opportuno dato che è in
mezzo a loro che la sposa dovrà vivere e lavorare. Se un uomo dovesse portare a casa una donna
senza prima averli informati, i genitori faranno in modo di accettare il fatto compiuto come meglio
possono, dato che altrimenti alla coppia non resterebbe altra scelta che il suicidio. Il fatto di
trasferirsi a casa dell'amante trasforma la donna da amante in moglie.

La scelta del giovane può non concordare con quella degli anziani una volta che egli andrà a
comunicarla: egli segue un suo desiderio, mentre gli anziani sono mossi da considerazioni più
pratiche. Ci sono tre ragioni che possono condurre al ratto della sposa:

1. L'attrazione per una donna che rifiuti le proposte del suo innamorato
2. Il desiderio della famiglia di forzare l decisione del giovane che si rifiuta di prendere moglie
3. La volontà dei genitori di prevenire il figlio nella sua scelta per assicurargli una compagna più
adeguata.

Il ratto della sposa --> la pratica di rapire una donna con l'aiuto di un gruppo e di condurla bendata
allo sposo è caratteristica soprattutto delle famiglie dei capi: non si tratta di violenza fisica, ma di
autorità. Quando il ratto avviene nel modo dovuto, il gruppo degli uomini si avvia verso la casa della
sposa e se si tratta delle famiglie di due capi, essi si siedono per conversare, mentre i rispettivi gruppi
lottano tra di loro. Quando la donna è stata rapita senza preavviso e mentre si trovava fuori di casa, i
suoi parenti si riuniscono in gruppo e seguono i rapitori nella loro destinazione, dove ha luogo una
sorta di battaglia: alcuni uomini siedono all'interno, trattenendo la ragazza, mentre altri difendono la
casa dal di fuori. In queste occasioni le persone possono riportare ferite gravi. La donna spesso
ignora quale sarà la sua destinazione e la prospettiva di un marito con il quale non ha avuto alcuna
relazione precedente deve riuscirle sconvolgente. In molti casi la sposa viene imposta al marito di
sorpresa. Le donne della famiglia dello sposo dimostrano la loro accettazione spalmandole il capo
con della curcuma. Il gesto di accettare formalmente la donna, dopo il suo ingresso nella nuova
dimora, è forse legato all'atteggiamento di rispetto comune a Tikopia verso la donna sposata.

Il dono riparatore --> nelle prime ore del mattino successivo al rapimento, i parenti del marito
portano un dono alla famiglia della sposa. Se la donna viene rapita prima di mezzogiorno, il dono
viene recato nel pomeriggio stesso. Poiché l'offerta è diretta al ceppo a cui la ragazza appartiene, vi è
sempre la tendenza a mandarlo al rappresentante più anziano. Il dono intende compensare la
famiglia della ragazza per averla privata della figlia ed esso viene offerto, sia nel caso della fuga, che
in quello di una sottrazione più violenta. A consegnare il regalo si reca un gruppo di 10/20 persone,
composto di uomini e donne sposate, ma no di ragazze, perché si dice che verrebbero prese e
trattenute dall'altra famiglia.

Il "forno dell'unione" --> non c'è cerimonia senza l'allestimento di un forno, che insieme al fatto di
spalmare la curcuma, rappresenta la proclamazione dell'unione. La verginità della sposa è molto
importante.

La festa --> uno dei momenti più importanti del matrimonio è l'anga, cioè l'enorme ammasso di cibo
accumulato dalla famiglia dello sposo e usato sia per i doni che per i pasti; le sue funzioni sono simili
a quelle dell'anga per l'iniziazione dei ragazzi. Le famiglie di rango seguono sempre l'usanza di
accumulare questa massa di cibo, mentre quelle comuni possono regolarsi secondo i casi. Le famiglie
comuni possono rimandare la celebrazione dell'anga a qualche tempo dopo il matrimonio, in modo
da poter accumulare una certa quantità di provviste. Uomini e donne avevano compiti diversi da
svolgere: le donne si occupavano di raschiare il taro e gli uomini lo grattugiavano e trinciavano
pulaka e frutti dell'albero del pane, mentre tutti i collaboratori di dividevano in due gruppi. Come
per l'iniziazione, si fa una distinzione tra i cuochi intervenuti in qualità di mariti di figlie della famiglia
in questione, e quelli intervenuti poiché le loro rispettive mogli sono tama tapu della famiglia stessa.
Questo allargamento della categoria dei cuochi fino ai mariti delle nipoti della linea femminile deve
essere posto in correlazione con la quantità di forza lavoro necessaria in simili feste.

Il "forno del risveglio" è il primo della giornata, quello che viene adibito alla preparazione del cibo
per i lavoranti. Il secondo forno è " il forno grande" le cui vivande vengono interamente portate alla
famiglia della sposa. Il terso forno è " il forno delle stuoie", che viene allestito di sera, dopo l'arrivo
dei doni dalla casa della sposa, alla cui famiglia sono recate le vivande da parte di parenti dello
sposo. Un dono prelevato dal cibo del forno di mezzogiorno viene destinato al capo del clan della
sposa.

Il compenso in cambio della sposa --> oltre al trasferimento di grandi quantità di vivande,
avvengono altri scambi di generi diversi; questi doni vengono denominati "il pagamento della
sposa". Questa serie di doni alla famiglia della donna rappresenta solo l'equivalente formale alla
perdita dei suoi servigi; poiché la ragazza va a vivere con i parenti del marito, i doni simboleggiano
un rimborso per la famiglia e il fatto che si tratta di uno scambio formale, piuttosto che concreto, è
provato dall'entità del dono che verrà a sua volta ricambiato e che ripagherà lo sforzo compiuto
dalla famiglia del marito. Si manda un don al capo perché la donna appartiene al suo clan ed ha
contribuito alla sua prosperità. L'organizzazione per la distribuzione di beni segue più o meno il
modello seguito per la cerimonia di iniziazione. Il tutto viene eseguito in modo che non vi siano
sbagli e che tutti sappiano a chi sono destinati i doni. Il numero delle persone a cui distribuire i doni
varia a seconda della ricchezza e del giudizio della famiglia dello sposo. La scelta di una persona per
mandarle dei doni come parente costituisce sia un indice del suo valore in pubblico che un
incremento di questo. I karoa sono inviati nel tardo pomeriggio con pacchi di vivande provenienti
dall'anga. L'ora della partenza dipenderà da quella in cui sono arrivati i cuochi al mattino e anche
dall'efficienza del gruppo incaricato delle operazioni. I parenti della sposa contraccambiano i doni
nello stesso giorno in cui li ricevono dalla gente dello sposo. Dalla casa dei genitori della ragazza e da
quella dello zio materno più stretto provengono due grandi stuoie, una per ciascuna famiglia. Gli
indigeni affermano che la fuga inaspettata della ragazza determina un vero stato di tensione fra una
famiglia e l'altra. L'anga non viene contraccambiata direttamente; essa non si restituisce. Vi è poi un
altro piccolo quantitativo supplementare, preparato dalla famiglia della sposa e dato in regalo a
quella dello sposo.

Ulteriori doni e scambi --> nel giorno in cui viene portata via la donna, o il giorno successivo se la
distanza è notevole, le sorelle dello sposo portano dei fogli e fasce di corteccia. I primi servono da
gonne per la sposa e le seconde da perizoma per il marito. Il dono viene chiamato faktara, cioè
disfare o cambiare gli abiti: sono quindi gli indumenti. Si tratta di una benevola disposizione delle
donne verso la nuova sposa e verso il loro fratello. I pezzi di panno di corteccia sono i doni di varie
donne della famiglia della sposa per le sorelle dello sposo. Fanonga= consiste in vivande preparate a
casa dello sposo e poi portate in quella dei genitori della sposa. Oggi esso non ha più luogo in un
giorno distinto dagli altri e consiste in un dono alimentare prelevato dalla scorta principale dell'anga.
Esso comporta uno o due cesti molti grandi, è estremamente pesante e viene trasportato dalla
sposa, con l'aiuto di altre donne, rappresentando spesso un sacrificio notevole per le loro forze. Il
dono di contraccambio viene preparato il giorno successivo.

Moglie e marito dopo le nozze --> se una ragazza viene portata ad un uomo senza che abbiano
avuto precedenti rapporti, ma no risulta vergine al momento della consumazione del matrimonio, il
marito può inscenare una protesta formale. Se poi la ragazza non è vergine per aver avuto rapporti
col marito prima del matrimonio, non si parla della faccenda.

Cerimonia che si svolge quando si deve scopre il forno dell'unione: quando il cibo è cucinato, la
sposa viene condotta per mano, da una donna della famiglia di suo marito, a togliere la copertura
del forno. Il rito rappresenta un'iniziazione formale alla vita economica della nuova casa: la cura del
forno occupa una parte importante nelle attività domestiche di una moglie e l'esservi condotta dalle
donne della casa del marito è un impegno convenzionale della cooperazione che dovrà poi esistere
in mezzo a loro.

La prima vista della donna in casa dei suoi genitori ha luogo con il fanonga. Lei entra e piange i vari
membri della sua famiglia, poi passa la notte con loro e il girono dopo ritorna dal marito recando il
tanga. Durante il soggiorno con i suoi parenti, riceve istruzioni circa il corretto modo di comportarsi
con la famiglia del marito. Dopo un intervallo di circa 10gironila famiglia del marito prepara un cesto
di vivande e lo regala a quella della sposa; il cibo viene tenuto nella casa della donna e consumato
solo dalla sua famiglia e dai suoi parenti più stretti; questo dono si chiama kete. Insieme al secondo
kete arriva anche la sposa; prima di mangiare suo padre invita anche il genero, dando così un
riconoscimento ufficiale della sua esistenza. Quando l'uomo arriva, si avvicina carponi a ciascun
membro importante della famiglia, premendo il naso sulle loro ginocchia e ricevendone in cambio il
saluto. Essi non esprimono alcun segno di collera o di indelicatezza. Sebbene non consacrata da una
formula religiosa, l'unione di una coppia ha a Tikopia sanzioni religiose; è un'impresa necessaria per
perpetuare il rapporto economico e sociale fra il gruppo dei parenti dell'uomo e il più ampio gruppo
parentale della moglie, cieè del suo clan. Un paio di giorni dopo il regalo dell'ultimo kete e il
soggiorno della coppia presso la famiglia della sposa, i familiari del marito allestiscono un forno e
portano all'altra famiglia un cesto di cibo che serve come dono preparatorio al ritorno a casa della
giovane coppia. Il dono dev'essere ricambiato dalla famiglia della donna e moglie e marito ripartono
con questo dono. Casi di residenza intermedi fra le forme patrilocali e matrilocali si determinano
quando l'uomo va a vivere per qualche tempo con la famiglia di sua moglie.

Forme abbreviate di scambi per il matrimonio --> in certi casi la lista completa degli scambi
cerimoniali non viene coperta:

1. Per la relativa povertà dei gruppi interessati, tuttavia, esso riguarda più la quantità delle
merci scambiate che il numero stesso degli scambi
2. Stretta parentela delle parti o uno scambio di merci effettuate in occasione di un precedente
matrimonio.

Le cerimonie nuziali non implicano un cieco adeguarsi alle tradizioni precedenti; esse hanno lo scopo
primario di sancire l'unione di due persone, ma nella loro forma normale implicano anche l'unione di
due gruppi, e la donna viene in teoria trasferita per loro mezzo dallo stato nubile

Poliginia, adulterio e divorzio --> la poliginia gode del favore dei Tikopia, sebbene l'influenza
cristiana n abbia diminuita l'incidenza. I dati genealogici ci dimostrano come quasi ogni di rango
avesse più di una moglie. Prima di convertirsi al cattolicesimo, l'attuale Ariki Tafua aveva due mogli e
su indicazione dell'istruttore della Missione rinunciò alla seconda. In un matrimonio poliginico, ogni
moglie mantiene il nome della sua famiglia, indipendentemente dal fatto se abiti in una casa
separata o meno. Una delle mogli, di solito la prima, porta il nome del marito e, ne caso in cui ci
fosse una questione di rango, occupa il posto più importante. Le mogli poliginiche godono di solito di
eguale status. Una leggera differenziazione di rango si nota soprattutto nelle occasioni rituali, dove
la prima moglie è incaricata di eseguire certe particolari cerimonie. In questi casi, le seconde mogli
sono tenute in disparte.

La poliandria non esiste a Tikopia e l'adulterio della moglie viene visto come una cosa molto grave. È
convenzione generale che una donna sposata sia sacra, e che quindi no commetta adulterio. I casi di
adulterio risultano abbastanza rari, mentre le restrizioni imposte sulla fedeltà matrimoniale
contrastano con la libertà sessuale precedente il matrimonio. Può avvenire che un uomo commetta
adulterio con una donna che non sia stata sua amante in precedenza, e può accadere nella casa di
lei. Se il marito lo scopre, fa mostra di voler almeno uccidere o ferire la coppia adultera e se i due
uomini si incontrano lungo il sentiero, si verifica molto probabilmente una zuffa.

A Tikopia non esiste un effettivo divorzio, ma può avvenire una separazione, in base alla quale la
donna ritorna dalla sua famiglia: può accadere in caso di sterilità, di incompatibilità odi adulterio.
Non esiste una cerimonia formale di divorzio, né un atteggiamento moralistico della comunità verso
il nuovo matrimonio.

Può capitare che una sposa sia strappata dalla casa di suo padre e dei suoi parenti, senza che ciò
impedisca il successivo scambio di doni di compensazione. Quando una donna è stata rapita da un
gruppo, i suoi parenti pareggiano il conto con un successivo ratto di una sposa per un loro figlio dalla
famiglia dei precedenti rapitori la sottrazione della sposa deve essere messa in correlazione con altre
istituzioni sociali, come la residenza patrilocale, che implica la sua collaborazione futura con il
gruppo del marito. Se il ratto viene effettuato contro una comunità nemica, non sarebbe necessario
alcun meccanismo di accomodamento; ma siccome avviene in una piccola comunità c'è bisogno di
ristabilire l'equilibrio sociale.

• In Polinesia la discendenza ad un dato gruppo parentale non è riconosciuta ovunque in


termini di consanguineità unilaterale. Il vincolo di sangue costituisce il materiale plastico su
cui operare le condizioni di residenza e lavoro per produrre quel tipo di forma sociale. Certe
popolazioni polinesiane dimostrano maggiore plasticità e altre minore.