Sei sulla pagina 1di 44

A. XLIV - n. 2 - marzo-aprile 2010 - - Sped. A.P. - D.L. 24/12/2003, n. 353, conv. in L. 27/02/2004 n. 46 - Firenze Aut. n. 1800/1967.

DOMENICANI
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2
45
DOMENICANI Anno XLIV - marzo-aprile 2010 - n. 2
bimestrale d’informazione La lunga serie degli Ange-
della Provincia Romana li raffigurata dal B. Angelico

A. XLIV - n. 2 - marzo-aprile 2010 - - Sped. A.P. - D.L. 24/12/2003, n. 353, conv. in L. 27/02/2004 n. 46 - Firenze Aut. n. 1800/1967.
di S.Caterina da Siena è meravigliosa! Presenti nu-
merosi e bellissimi nelle varie
Anno XLIV – n. 2 rappresentazioni degli eventi
sommario

della salvezza, operata da Cri-


marzo – aprile 2010
sto, Essi ne sono anche parte-
cipi e attivi collaboratori.
45

c/c postale n. 41482894 Particolarmente nelle sce-


int. Convento S. Domenico

domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2


ne paradisiache, in familiare
Padri Domenicani esultanza con gli uomini, pre-
09127 Cagliari – Italia DOMENICANI annunciano la comune citta-
dinanza nel Regno di Dio.
Autorizzazione del
Tribunale di Firenze del
4 gennaio 1967 - n. 1800

Direttore
P. Eugenio Zabatta o.p.
Responsabile SOMMARIO
P. Fausto Sbaffoni o.p.
47 Editoriale.
Direzione e Redazione: La Redazione.
piazza S. Domenico, n. 5
09127 CAGLIARI Spiritualità.
Tel. 070 65 42 98 48 Per una testimonianza più fedele.
cell. 339 18 22 685 P. Eugenio Zabatta op.
e.mail 52 La sacra Sindone: leggiamola con il bea-
zabatta.eugenio@tiscali.it to Angelico.
P. Eugenio Zabatta op.
CON APPROVAZIONE 58 Voi siete tutti fratelli (4° parte)
ECCLES. E DELL’ORDINE
P. Carlos A.Costa, MO.
Sped. Abb. Postale
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

D.L. 24/12/2003, n. 353, Storia domenicana.


conv. in L. 27/02/2004 n. 46 66 Ricordo di P. Mariano Cordovani op…
prof. Giulio Alfano.
copertina: FIRENZE. 72 Compito del laico domenicano …
Museo San Marco.
prof. Dr. Horst Seidl.
Beato Angelico:
Angelo Musicante.
Notizie.
75 Notizie varie, passato e futuro;
77 Le Suore domenicane della Toscana;
Comunità e Fraternite; Capitolo Genera-
le Suore del SS. Sacramento.

86 Pubblicazioni. •••
editoriale
editoriale
Al vaglio della propria identità, Do- nizzata e per le vocazioni sacerdotali e
menicani sa di non corrispondere a religiose, maschili e femminili.
pieno, nonostante la sua buona volon- Raduni, convegni, o semplicemente
tà, a quanto è nell’attesa dei suoi gen- giornate di spiritualità promosse tra le
tili lettori. Cosciente dei propri limiti e nostre associazioni e nei nostri ambienti,
delle proprie possibilità, pensa tuttavia con la presenza e il contributo di tutti,
di essere da questi cortesemente atteso. sono le notizie che Domenicani “spi-
Nella sua “ingenuità” non ha dubbio, gola” volentieri per poi diffonderle con
comunque, della propria utilità. stima. In questo “gesto” la nostra piccola
In effetti Domenicani è ancora lon- rivista serve da invito all’emulazione per
tano dal suggerire progetti o attività che le buone iniziative; da incoraggiamento
siano di contributo alla nostra missione, per coloro che si trovano in difficoltà;
tuttavia nel suo sforzo sa di ben assolve- serve da lode per la buona riuscita di
re all’impegno di dare a tutti le notizie alcuni e per la collaborazione, genero- 47
e le più essenziali informazioni della samente offerta, di altri.
grande Famiglia domenicana e, più di-
rettamente, delle comunità della nostra Nella scelta dei vari articoli questo
Provincia; e sa pure di favorire l’unione numero di Domenicani ha tenuto con-
fraterna, tanto necessaria ai fini di una to di quanto stiamo dicendo e del par-
più fruttuosa collaborazione, anche tra ticolare momento storico che, a livello
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

i rami della Famiglia. ecclesiale e religioso, stiamo vivendo:


anno sacerdotale, preparazione al giu-
Questa collaborazione, in sinergia, bileo dell’Ordine, ostensione della sacra
si sperimenta sempre più confortevole Sindone …
e l’informazione reciproca delle attivi- L’articolo sulla predicazione, l’ul-
tà svolte è indispensabile se vogliamo tima parte della lettera del Maestro, il
sviluppare quelle potenzialità ancor vi- tentativo di lettura “domenicana“ della
ve tra noi. Pensiamo utilissimi non solo Sindone e inoltre il ricordo della forte
gli incontri tra i superiori per gli utili spiritualità domenicana di P. Cordovani,
accordi sulla formazione dei novizi e assieme alle molteplici notizie, sembra-
degli studenti, ma anche le intese con i no poter soddisfare le giuste aspettative
vari rami – suore e laicato – per le atti- dei nostri gentili lettori.
vità pastorali, per la predicazione orga- La Redazione. •••
In preparazione al
Giubileo del 2016 PER UNA
«Guai a me, se non predicassi il Van-
gelo! (I Cor 9,16).

anno 2010
“E come lo annunzieranno
senza essere prima inviati?
LA MISSIONE DELLA «Vivere con il dovuto fervore perché
PREDICAZIONE il volto della Chiesa rifulga davanti ai
fratelli da noi separati e davanti al mon-
Così, seguendo l’esempio di Do- do intero, e sia affrettata la crescita del
menico, e facendo nostro il grido di regno di Dio» (De Oec., 4).
San Paolo, noi lo adottiamo come
filo conduttore per tutta la durata di La dichiarazione del Concilio Vati-
questi anni di pellegrinaggio fino alla cano II, sulle relazioni con le religioni
celebrazione del Giubileo del 2016. non-cristiane, “Nostra Aetate“, era de-
(…). stinata ad aprire e a portare un decisivo
Le parole di San Paolo sono, come mutamento nei rapporti tra cristiani e
ha detto Benedetto XVI nel suo mes- non-cristiani e nei metodi di diffusione
saggio di apertura del Sinodo (2008), del Vangelo, con conseguenze positive
“un grido che per ogni cristiano di- incalcolabili non solo sul piano religioso
venta un insistente invito a mettersi ma anche su quello sociale e politico.
48 al servizio di Cristo”. Vi leggiamo: «Nel nostro tempo in
Anche noi prendiamo a cuore cui il genere umano si unifica di giorno
queste parole, riconoscendo in esse in giorno più strettamente e cresce l’in-
il Vangelo stesso che ha sollecitato la terdipendenza tra i vari popoli, la Chie-
missione della predicazione del no- sa esamina con maggiore attenzione la
stro Santo Padre Domenico; portando natura dei suoi rapporti con le religioni
con se dappertutto nei suoi viaggi il non-cristiane»1.
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

Vangelo di S. Matteo e le lettere di S. Oggi si va sempre più scoprendo la


Paolo, Domenico è diventato vera- dimensione sociale dell’uomo e perciò
mente “predicatore della grazia”. anche il messaggio evangelico viene
(…). Fratelli e sorelle, camminiamo trasmesso non più su scala individuale,
insieme in questo pellegrinaggio della ma su scala sociale, collettiva.
fede, come famiglia, incoraggiandoci È indubbio che la trasmissione del
a vicenda nel cammino. messaggio evangelico ha assunto an-
Ci aiuti lo Spirito Santo a cammi- che una forma nuova e fu Paolo VI
nare nella speranza, e san Domenico che la definì, per primo, con la parola:
ci benedica e ci consigli per essere “dialogo”2.
fedeli alla meravigliosa eredità che ci Il papa Paolo VI promuoveva «il la-
ha lasciato». voro del dialogo» con i non-cristiani
(Maestro dell’Ordine, Avvento, 2008) «creando, nel 1964, il Segretariato per
A TESTIMONIANZA
PIÙ FEDELE

dialogo
i non-cristiani, attualmente denomina- perfetta e definitiva con cui Egli, Dio,
to “Pontificio Consiglio per il dialogo vuole essere conosciuto, amato e servi-
interreligioso»3. Nell’enciclica “Eccle- to… è l’unica, la vera religione»8.
siam suam”4 scriveva: «Noi non ci rifiu- La Chiesa, nei documenti del Con-
tiamo di riconoscere con rispetto i valori cilio e in quelli che sono seguiti sull’ar-
spirituali e morali di tante confessioni re- gomento, ribadisce l’unicità assoluta del
ligiose non-cristiane… Su comuni ideali, Cristianesimo9.
il dialogo da parte nostra è possibile». Rinunciando alla sua supremazia e
Altri segni di apertura furono allo- trascendenza, anche se questa va ben
ra esplicitati dal documento “Dignita- intesa, il Cristianesimo sa che rinunce-
tis Humanae”, sulla libertà religiosa, e rebbe alla sua natura di religione rive-
in “Nostra Aetate” venivano nominate lata e quindi unica: rinuncerebbe a se
come grandi religioni di Oriente: In- stesso! Per la validità di una religione –
duismo, Buddismo, Musulmanesimo, possiamo considerare – non basta essere
Ebraismo5. sinceri con se stessi perché la sincerità è
possibile anche a chi vive nell’errore; né 49
Tuttavia, nello stesso tempo, il cristia- è sufficiente collegarsi con un qualun-
nesimo non ha mai rinunciato alla sua que concetto di divinità: quante nozioni
posizione unica tra le religioni a motivo contrastanti su Dio ci sono al mondo!
della sua natura di “Religione rivelata da Unico criterio di validità per una
Dio stesso” che può vantare. È veramen- religione è, invece, la rivelazione da
te prezioso il testo dell’Ecclesiam Suam parte di Dio.
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

che ci avverte che riconoscere i valori Il cristianesimo può vantare questa


spirituali delle altre “religioni” non signi- rivelazione di Dio? Se sì, dovrà avere,
fica condividere le varie espressioni reli- anche sul piano storico – dicevamo –
giose come se tutte si equivalessero6. Le dei segni di perfezione definitiva. Infat-
religioni sono sul piano naturale; sono la ti, solo la religione che si presenta con
semplice risposta che l’uomo dà, o rie- l’unica forma perfetta e piena della vi-
sce a dare, all’appello che Dio ha mes- ta religiosa può essere la religione che
so nel cuore di ogni creatura: in esse, si trascende tutte le culture e include tutti
direbbe, è “l’uomo in cerca Dio”7. gli elementi positivi e validi delle varie
Il cristianesimo, invece, è la religio- religioni, purificati dai vari errori che
ne in cui è “Dio che cerca l’uomo”. Il sono la causa per cui una religione si
cristianesimo è la religione rivelata da oppone all’altra10.
Dio; «è la forma scevra di ogni errore, Il cristianesimo, e più specificamente
il cattolicesimo, dice di godere di quella confronto inizia con il dialogo interre-
perfezione! ligioso!
Il Concilio Vat. II, nel documento su Dietro l’impulso della Chiesa catto-
“Il Ristabilimento dell’Unità”(Ecumeni- lica, accompagnato da gesti concreti di
smo) ci assicura: «Vero è che la Chiesa apertura e di fratellanza, ormai il “Dia-
cattolica è in possesso di tutta la verità logo tra le Religioni” è sceso in strada…
rivelata da Dio e di tutti i mezzi della conosciamo questi gesti di avvicinamen-
grazia» anche se «i suoi membri non se to, di perdono, più propri e caratteristici
dialogo

ne servono per vivere con tutto il dovu- nella cattolicità.


to fervore, per cui il volto della Chiesa Il dialogo – notiamo – richiede la
meno rifulge davanti ai fratelli da noi conoscenza reciproca: non nasconde
separati…»11. divergenze di pensiero, è sincerità, mai
E allora? Così dicendo, in pratica, il costituisce uno scontro, è fiducia; e
cristianesimo non ha abrogato la legit- neppure è rinuncia ad ogni costo della
timità di ogni altra religione? È ancora propria posizione: ascoltandosi vicen-
possibile un dialogo? devolmente si possono trovare elementi
E. Schillebeeckx risponde: «Non si comuni.
può negare che dalla comparsa di Cristo, È qui che si inserisce prezioso il la-
il cristianesimo sia la religione assoluta, voro di chi, fornendo in ordinata se-
la quale, in quanto tale, ha abrogato la quenza “le notizie” fondamentali delle
legittimità di ogni altra religione. Dal altre religioni, e maggiormente della
punto di vista teologico, la via ordinaria propria, assicura la conoscenza neces-
per accedere alla salvezza, è il cristia- saria, di base, per un dialogo costrutti-
nesimo nella Chiesa (…). La Chiesa non
può agire come se fosse una religione
50 tra le altre (…).
D’altra parte il cristianesimo è pure
una religione storica: religione assoluta,
ma apparsa nel mondo in un momento
determinato della storia umana. Ciò si-
gnifica che la legittimità concreta delle
religioni non-cristiane non cessa che al
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

momento di un confronto storico e un


confronto vero con la religione cristia-
na (…)»12.
Un confronto storico, un confron-
to vero, è dunque necessario e questo

«La Chiesa cattolica è in possesso di tutta


la verità rivelata da Dio e di tutti i mezzi della
grazia» anche se «i suoi membri non se ne
servono per vivere con tutto il dovuto fervo-
re, per cui il volto della Chiesa meno rifulge
davanti ai fratelli da noi separati…»11.
A lato: Chiesa di Montodine (CR).
vo. Convinto poi che «la Chiesa non ha te” della nostra fede e, liberati da even-
guardato mai le altre religioni come una tuale torpore, riaccendere in noi «il do-
minaccia per la propria esistenza, ma vuto fervore, per cui il volto della Chiesa
sono per essa una sfida positiva»13, egli rifulga davanti al mondo intero»15.
apre una via propizia per la riscoperta p. eugenio zabatta op.
dei preziosi valori del cristianesimo. È
la vicendevole conoscenza che libera
dai pregiudizi sull’altro… 1
CONC.VAT II, Nostra Aetate (28 ottobre

dialogo
Chi non conosce le altre religioni - 1965), n. 1.
giustamente si dice - non può conoscere
2
PAOLO VI, Enc. Ecclesiam Suam (6
agosto 1964), n. 38.
adeguatamente neppure la propria! Alla 3
CONGR. PER L’EVANGELIZZAZIONE,
luce di questo principio, infatti, anche Dialogo e Annuncio, n. 2.
se da un lato siamo avvertiti di essere at- 4
PAOLO VI, Enc. Ecclesiam Suam, n. 60;
tenti ai falsi miraggi che la fede di coloro Cf. Redemptoris Missio, n. 55.
che, immigrati nelle nostre contrade, ci 5
Nostra Aetate, nn. 2 e 3.
offrono e poco si adattano allo stile di 6
PAOLO VI, Enc. Ecclesiam Suam, 60.
vita dettato dalla nostra fede, dall’altro 7
GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris
siamo richiamati alla responsabilità di Missio (7.12.1990), n. 55. «Quanto c’è di
far conoscere la nostra fede: «guai a me vero e di santo nelle altre tradizioni religiose
se non evangelizzassi»14. sono “riflessi di quella verità che illumina
tutti gli uomini” (Ivi, 55).
Il confronto storico, che il dialogo 8
PAOLO VI, Enc. Ecclesiam Suam, n.
comporta, non può che farci apprezzare 60. Cf CONC.VAT II, Lumen Gentium, 1; Cf
maggiormente la “ricchezza trascenden- Commis. Theol. Internazionale, Il Cristiane-
simo e le religioni, n. 67.
9
Tra questi documenti, si ricordi: “Dialo-
go e Annuncio”, a 25 anni da “Nostra aetate” 51
e “Dominus Jesus” (6 agosto 2000).
10
Ecclesiam Suam, n. 110. Il Cristiane-
simo adattandosi alle varie culture non è
esaurito da nessuna di esse: oggi si parla
di “assolutezza inclusiva” e non di “asso-
lutezza esclusiva” dei valori positivi delle
altre religioni.
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

11
CONC. VAT II, De Oecumenismo, n. 4.
Più avanti si dice: «Le divisioni dei cristiani
impediscono che la Chiesa stessa attui la
pienezza della cattolicità a lei propria in
quei figli, che le sono bensì uniti con il
battesimo, ma sono disgiunti dalla piena
comunione con lei» (ivi).
12
SCHILLEBEECKH E., Chiesa missiona-
ria e religioni, in La Chiesa e le religioni non
cristiane, EDI (1966) p. 82.
13
GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris
Missio (7.12.1990), n. 51.
14
San PAOLO, I Cor. 9,16.
15
De Oecumenismo, n. 4. •••
IL VOLTO DIVINO

Il volto di Gesù nella Sindone con-


serva le tracce di eccessi di furore
contro di lui. Varie tumefazioni ap-
paiono evidenti: una sotto l’occhio
destro, un’altra – più estesa – su tutta
la guancia destra, che si estende fino
al labbro e al mento. Anche il naso ha
una deformazione: si tratta di un colpo
di bastone che ha contuso e distorto
il setto nasale.
Il volto è ciò che di più nobile si
manifesta nell’uomo: è il riverbero
della ricchezza interiore.
Un oltraggio al volto assume il si-
gnificato dell’offesa più grave.
Gesù si è sottoposto anche a questa
umiliazione: «Non ho nascosto il mio
volto a coloro che mi schernivano e
mi percuotevano» (Is 50,6).

Rimanendo per quaranta ore nel


sepolcro, Gesù volle mostrare che
52 era veramente morto. Si sa infatti che,
morto l’individuo, alcune cellule con- «Passio Christi, Passio
tinuano ancora la loro attività; ma in Hominis»: il dolore di Dio,
capo a quaranta ore tutto è fermo. scuola di fraternità.
Morto sì, ma non in preda allo sfa- Il motto dell’ostensione
celo. «Non permetterai che il tuo San- 2010 è «Passio Christi, Passio
to veda la corruzione” (At 2,27). Hominis» (Passione di Cristo,
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

Il volto della Sindone infatti è quel- passione dell’uomo).


lo di Chi è morto per entrare nella Vi- Si intende in questo
ta. Sopra quel volto, sulla croce, stava modo sottolineare il forte
la scritta ad indicare che Chi moriva collegamento esistente tra
era un Re: “Gesù Nazareno Re dei l’immagine della Sindone,
Giudei”. impressionante testimonianza
Il buon ladrone, crocifisso accanto della Passione del Signore, e
a Lui, ebbe l’intuito di comprendere, le molteplici sofferenze degli
attraverso quel volto dolorante, la ma- uomini e delle donne di oggi,
està regale: «Ricordati di me, quando perché trovino un sicuro
sarai nel tuo Regno… Oggi sarai con riferimento di fede che rinvia
Me, in Paradiso». E così il dolore di- alla misericordia di Dio e al
venne felicità senza fine. servizio verso i fratelli.
“Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Gv. 19,37).

LA SACRA SINDONE:
leggiamola con il beato Angelico

eventi
La Sindone? Un lenzuolo, un telo “vestita” da molti “teli” diversi: si co-
lungo m. 4,42 e largo m. 1,13. Che si- mincia con i mantelli che la gente stende
gnificato può avere la sua ostensione? ai piedi di Gesù che entra trionfalmente
Non abbiamo certezza che si tratti in Gerusalemme (Gv. 12,12), si passa ai
davvero del lenzuolo che servì a rico- tappeti del Cenacolo (Mc. 14,15), per
prire Gesù deposto dalla Croce, ma la arrivare al mantello che i soldati di Pila-
Sindone di Torino è, comunque, una “re- to Gli mettono addosso per schernirlo e
liquia” impressionante. E la veneriamo alla tunica, tutta di un pezzo, che tirano
non perché da oltre un secolo è stata a sorte (Gv 19,23). E ancora, il velo del
sottoposta a studi attenti con avanzati Tempio che si scinde, al momento della
mezzi scientifici, ma semplicemente sua morte (Mc 15,38 ).
perché – è troppo vero – aiuta a com- Infine, nel racconto del Sepolcro 53
prendere meglio la storia narrata dai vuoto troviamo il sacro lino che ha
Vangeli. È come uno “specchio” della coperto il volto di Gesù, le bende e la
Passione del Signore. Sindone (Gv 20,7). Ci si domanda: per-
Del resto le Scritture si avvalgono ché la descrizione di tanti particolari
molto del “linguaggio” dei colori come nei Vangeli e come mai tanta insistenza
delle “stoffe” per accompagnarci alla sulle stoffe? Non si tratta certo di un ca-
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

comprensione delle realtà soprannatu- so che la Sindone – come si può capire


rali (cf. Ap., 19,8). dalla sua vicenda storica – sia arrivata
Forse non ci sarà nessun collega- fino a noi e come, in essa, tutto corri-
mento tra la Sindone candida comprata sponde perfettamente a quanto raccon-
da Giuseppe d’Arimatea (Mc 15,46; Lc tato dai Vangeli.
23,53) e le bianche vesti degli eletti di
cui parla l’Apocalisse (7,9ss), oppure A questa considerazione si aggiun-
con il lenzuolo di cui era ricoperto il ge lo stupore della Chiesa, come quel-
giovinetto Marco e che lasciò nelle mani la degli studiosi, sulla natura stessa del
di coloro che lo volevano catturare, con lenzuolo e dell’immagine che risulta in
Gesù, nell’Orto degli Ulivi (Mc. 14,50- negativo: esclude ogni colore pittorico e
52). Tuttavia basta solo riferirsi alla Pa- rimane incognita la sua composizione.
squa perché possiamo rivederla come Due milioni sono stati calcolati i vi-
eventi

54
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

B. ANGELICO, la lamentazione (38x 46). Immagine centrale della predella del retablo
di S. Marco, ora nella Pinacoteca di Monaco.
Il cruciforme corpo di Cristo, sostenuto da Nicodemo, Maria e Giovanni, il discepolo
diletto, è poi avvolto nella lunga Sindone che, sull’erba fiorita del giardino, diventa un
perfetto rettangolo di stoffa bianca evocante la tovaglia della mensa eucaristica.
sitatori che si sono prenotati per veder- cro, mentre “il lenzuolo“ che “lo ridona
la esposta nel Duomo di Torino dal 10 vivo” è come partecipe della stessa luce
aprile al 23 maggio. Visita che non potrà del Risorto.
durare oltre i tre minuti, per dare modo Nelle meravigliose opere d’arte,
a tutti di vederla. Un fatto che non la- nell’intento di “significare“ il passaggio
scia indifferenti, specie se, fermandosi dalla morte alla vita, emergono due ele-
in preghiera, ci si misura interiormente menti narrativi principali. Il primo pre-
dinanzi ad essa. senta il Risorto in piedi, con lo scettro
Il messaggio della Sindone è richia- regale o la bandiera in mano, mentre la

eventi
mo alla sofferenza affrontata da Gesù Sindone, che lo aveva avvolto, è metà
per la nostra salvezza. «L’ostensione del- dentro il sepolcro e metà sistemata fuo-
la Sindone – secondo le parole del Papa ri di esso. La scena è tale che lascia già
(2 giugno 2008) – sarà occasione quan- pensare, scomparso il Cristo, che reste-
to mai propizia per contemplare quel rà proprio la Sindone, emergente dal
misterioso volto, che silenziosamente sepolcro vuoto, a dare, alle donne e a
parla al cuore degli uomini, invitandoli Pietro, testimonianza della resurrezione
a riconoscervi il volto di Dio». avvenuta.
Un appuntamento spirituale e reli- La Sindone, il lungo telo utilizzato
gioso, dunque, che non ha nulla a che per la sepoltura del Salvatore, appare
fare con il turismo e il commercio. Chi soprattutto nelle raffigurazioni della Sua
“va a vedere” la Sindone, più comune- deposizione e del successivo compian-
mente, confessa di avere ricevuto tanta to sul cadavere. Allora la stoffa bianca,
pace dalla contemplazione di quella sulla quale è steso il corpo rigido di Ge-
immagine. sù, viene presentata come veneranda
Il motto che accompagna questa reliquia del sacrificio della Croce: reso
prima ostensione del terzo millennio è più evidente dalla rappresentazione del 55
«Passio Christi, passio hominis», scelto Golgotha, lungo del sacrificio, che viene
dall’arcivescovo di Torino, Severino Po- aggiunta nell’opera.
letto, per sottolineare come «la Passione È questo il secondo elemento a cui
di Cristo riassume in sé tutte le sofferen- ci riporta la Sindone. Normalmente
ze degli uomini». l’opera iconografica, nel suo insieme –
La Sindone è una risposta al mistero crocifissione, deposizione, resurrezione
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

del dolore che assume, qui, chiaramen- – serviva da sfondo per l’Eucaristia che
te, senso redentivo e la sua immagine è veniva celebrata davanti a queste raffigu-
«specchio del Vangelo». razioni del sacrificio fisico del Salvatore
e il telo bianco steso sotto il Corpo del
Tuttavia, più che una reliquia di soffe- Cristo, nella tavola, era pertanto visto
renza e di mortalità, la Sindone è segno appena sopra l’altare, a sua volta rico-
della vita che trionfa sulla morte: la tom- perto di un analogo tessuto bianco, la
ba vuota, le bende deposte, il sudario tovaglia su cui il sacerdote celebrante
abbandonato. pone il “Corpo sacramentale del Signo-
E come vita che vince sulla morte – re”: l’Ostia consacrata.
dopo il meraviglioso duello – la Sindone Nella simbologia liturgica medievale
è stata “visualizzata” nell’arte di tutti i – ricordiamo – l’altare era considerato
tempi, dove Cristo “esplode” dal sepol- simbolo del sepolcro.
«La stessa mistica allusione all’alta- sere ripresentato – qui e ora – sull’altare
re eucaristico è presente in una piccola eucaristico.
tavola del Beato Angelico - vedi l’im- È questa una perfetta lettura teologica
magine riportata a pagina dieci - dove i dell’evento salvifico da parte dell’Ange-
temi di compianto e sepoltura, sovrap- lico che con la sua opera invita anche
ponendosi e fondendosi, suggeriscono noi a “leggere” allo stesso modo. Una
un’adorante “comunione spirituale“ che lettura, amiamo pensare, del tutto dome-
è anche un addio. Il cruciforme corpo di nicana che non ci deve mancare.
Cristo, sostenuto da Nicodemo, Maria e Lo strumento di unificazione, in que-
eventi

Giovanni, il discepolo diletto, è poi av- sto caso è la Sindone, che tuttavia, come
volto nella lunga Sindone che, sull’erba possiamo ammirare anche in altre opere
fiorita del giardino, diventa un perfetto d’arte, è “utilizzata“ per aiutare a legge-
rettangolo di stoffa bianca evocante la re tutti gli episodi della vita del Cristo,
tovaglia della mensa eucaristica. secondo la riflessione dei Santi Padri –
Pure in questo caso l’opera era infatti si direbbe – orientati alla crocifissione,
parte di una pala d’altare – il pannello all’ora del Cristo. Esempio meraviglioso
centrale della predella – e anche qui la di questo è “la Croce di Pasquale I“, Pa-
tovaglia bianca sulla mensa era visibile
pochi centimetri sotto la Sindone raffi-
gurata e della stessa forma.
Quest’immagine era al centro della
predella della celebre pala angelicana
per la chiesa fiorentina di San Marco,
oggi conservata nell’attiguo convento
domenicano divenuto museo.
56 Leggendo dall’alto verso il basso si
capiva quindi che Cristo era prima nato,
poi morto e successivamente sepolto;
l’elevazione dell’Ostia dalla tovaglia-
sindone, al momento della consacra-
zione avrebbe sottolineato che Egli era
anche, infine, risorto. E la stoffa bianca A sinistra: La Sindone in
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

della Sindone raffigurata nella predella un acquerello di


– sotto la tavola grande e sopra l’altare – G. B. Della Rovere
diventava anche allusione al “velo della dei primi del 1600.
carne“ avuto dalla madre – il velo con
cui Gesù Cristo nascose la sua divinità La Sindone è un tessuto
e s’immolò» (T. Verdon, L’Oss. Romano, di lino di mt. 4,36 x 1,10,
10/1/’10, p.5). irregolare nel filato, simile
Il collegamento tra la Passione del a quelli di antiche sepol-
ture. Reca impressa come
Salvatore sulla Croce e la sua presenza
in uno specchio la doppia
reale sull’altare eucaristico viene così figura dorsale e frontale di
richiamato plasticamente dalla Sindo- un Uomo martoriato. Non
ne. Lo stesso sacrificio, compiutosi una c’è traccia di vernici, né di
volta per tutte sul Calvario viene ad es- colori, né di strinamento.
pa, conservata nella Biblioteca Vatica-
na, dove la scena dell’annunciazione,
la visitazione, la natività, l’adorazione
dei Magi, la presentazione al Tempio,
la fuga in Egitto e il battesimo di Gesù
convergono verso la crocifissione reden-
tiva e la Sindone ne è come il legame
che li unifica.
Tuttavia l’interpretazione piena, nel

eventi
senso spirituale, dell’evento morte e re-
surrezione – testimoniato dalla Sindone
– si avrà solo quando la stessa Sindone,
trovandosi sull’altare eucaristico, ci “ri-
dona“ Cristo vivo, vera carne per la no-
Un Volto spledido
stra Vita e per quella del mondo. come il sole
(p. eugenio zabatta op.). «E apparve trasfigurato davanti a
loro; il suo volto brillò come il sole»
(Mt 17,2). La scena evangelica della
trasfigurazione di Cristo, nella qua-
le i tre apostoli Pietro, Giacomo e
Giovanni appaiono come rapiti dalla
bellezza del Redentore, può essere
assunta ad icona della contemplazio-
ne cristiana.
Fissare gli occhi sul volto di Cristo, 57
riconoscerne il mistero nel cammino
ordinario e doloroso della sua uma-
nità, fino a coglierne il fulgore divino
definitivamente manifestato nel Risor-
to glorificato alla destra del Padre, è il
compito di ogni discepolo di Cristo; è
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

quindi anche compito nostro.


Contemplando questo Volto ci
apriamo ad accogliere il mistero della
vita trinitaria, per sperimentare sempre
nuovamente l’amore del Padre e gode-
re della gioia dello Spirito Santo.
Si realizza così anche per noi la pa-
rola di san Paolo: «Riflettendo come in
uno specchio la gloria del Signore, ve-
niamo trasformati in quella medesima
immagine, di gloria in gloria, secondo
l’azione dello Spirito del Signore”. (cf.
2 Cor 3,18) (RVM., 9). •••
È la quarta parte della lettera che,
con cordialità, il Maestro dell’Ordine
ha inviato a tutti i membri della famiglia
domenicana. Volentieri le abbiamo dedi-
cato alcune pagine della nostra rivista1.
Per il testo intero della lettera, vedere
internet: http://curia.op.org/
eventi

58
Roma, 8 Agosto 2009
Solennità
del Nostro Santo Padre Domenico.
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

Miei cari fratelli, collaboratori di Dio


nel vangelo di Cristo (cf. 1Ts 3,2).

Prima di concludere il mandato, che


mi avete affidato, vorrei riflettere su un
aspetto centrale della nostra vocazione:
siamo frati, siamo fratelli.
Indirizzando questa lettera special-
mente ai frati, sono sicuro che anche le
mie sorelle contemplative, le religiose
ed i laici della Famiglia Domenicana
leggeranno queste pagine applicandole
alla propria vita e missione (…).
LETTERA AI FRATI DELL’ORDINE DEI PREDICATORI

“Voi siete tutti fratelli”

spiritualità
(Mt 23,8b)
IV parte

III. I SOGNI DI DIO spezzato della Parola! Ogni volta è sem-


(La nostra vocazione) pre più evidente e profetica l’intuizione
di quelli che, come San Domenico de
Da tutte le parti andavano in Egitto a Guzmán, non hanno dubitato di dare la
comprare cereali da Giuseppe, perché la loro vita consumandola e logorandosi
fame devastava tutta la terra. Nella sua per gli altri, per “la predicazione e la
terra natale, colpita dalla siccità e dalla salvezza delle anime” (cf. 2Cor 12,15;
fame, Giacobbe ammonisce i suoi figli: LCO 1 § II). Dio ama la vita e vuole che
“Perché state a guardarvi l’un l’altro?” abbiamo vita e vita in abbondanza (Gv
(Gen 42,1). Egli ha sentito dire che in 10,10). Nel triduo pasquale facciamo
Egitto vendevano cereali… per questo memoria della passione, morte e resur-
afferma con fermezza: “Andate laggiù rezione di Gesù. Si tratta di qualcosa di 59
a comprarne per noi, perché viviamo e completamente nuovo. A volte sembria-
non moriamo” (Gen 42,2). Conoscen- mo solo dei portavoce delle resurrezioni
do Giacobbe, possiamo intuire da dove della piccola figlia di Giairo, del primo-
viene a Giuseppe il suo senso pratico. genito della vedova di Naim o dell’ami-
Suo padre è sempre stato molto prati- co Lazzaro di Betania (che ritornarono
co (molte volte si è perfino permesso a vivere “esattamente la stessa vita del
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

di organizzare dei tranelli pur di spun- tempo precedente”, “la vita di prima”,
tarla… sebbene in questo Giuseppe sia per morire però nuovamente!). Sognia-
diverso). mo con tempi che sono già passati e
pretendiamo che tutto sia “nuovamen-
Possiamo ridurre la nostra vocazione te” come lo era allora, perché il tempo
di “essere frati” o “fratelli” a una questio- passato è sempre stato migliore… Come
ne di pura “sopravvivenza”? Dio vuole quando avevamo 40 anni o come tutto
la vita, non chiede solamente che noi era negli anni ‘40! (Per altri saranno i
“sopravviviamo”. Riflettiamo su queste ‘50, i ‘60, i ‘70, gli ‘80…). ¡?’’’
cose immaginando la nostra presenza, Senza timore di sbagliarmi, direi che
la nostra missione, la predicazione ed l’insulto più terribile che la narrazione
i destinatari della nostra predicazione, della Passione di Gesù ci presenta non
tutti quelli che sperano da noi il pane consiste tanto nelle burla, negli sputac-
chi, nei pugni o la flagellazione, la coro- anche con il rispetto della giustizia di-
nazione di spine, la condanna alla croci- stributiva (proporzionale).
fissione… l’insulto che riassume davvero
il dramma della croce e dell’umanità lo Certamente, è l’amore misericor-
ritroviamo in una frase breve e taglien- dioso la radice o la ragione teologica,
te, antica e moderna “Salva te stesso!”. l’anima che dà vita, ravviva ed attiva la
spiritualità

Le autorità religiose, i soldati, i passanti finalità ultima e soprannaturale della


e i curiosi, il malfattore al suo fianco… nostra vocazione. Questo amore per-
tutti lo sfidano in una o in un’altra forma feziona e supera la giustizia, la fonda e
con queste parole. È come dire: “rego- la suppone2.
lati come puoi”, “datti da fare, sta a te”, San Paolo ci insegna che la giustizia
“quello è un tuo problema, non il mio”, di Dio si manifesta nella giustificazione
“veditela tu, sono affari tuoi”… di colui che crede in Gesù (Rm 3,25-
26). Questa rivelazione della giustizia
Giuseppe aveva pieni poteri sul pae­ divina che ci rende giusti (giustifican-
se e distribuiva razioni di cibo. Giuseppe te), non solo ci porta ad una visione più
è un uomo giusto. Sappiamo che oltre piena delle relazioni tra la giustizia e la
la giustizia “commutativa” esiste la giu- misericordia di Dio3, bensì esige da noi
stizia che è propria di colui al quale si è un nuovo stile di vita fraterna (cf. 1Cor
dato una certa autorità e la chiamiamo 13,4-7; Gc 2,13).
“distributiva”. In effetti, chi ha autorità La carità va più in là della giustizia,
non pretende di dare a tutti o di esigere senza mai andare contro la giustizia, la
da tutti quelli che ha sotto la sua cura, quale inclina a dare all’altro quello che
nella stessa maniera: divide o distribui- è “suo”, quello che gli spetta in virtù
sce, esige o chiede, in maniera “propor- del suo essere e del suo operare. Non
60 zionale” e non puramente “aritmetica” posso “dare” all’altro del mio se in pri-
(1=1), secondo gli obblighi o le neces- mo luogo non gli ho dato quello che gli
sità dell’“altro”. spetta secondo giustizia. La carità esige
Abbiamo sperimentato in famiglia la la giustizia, e la supera e la completa se-
giustizia distributiva quando qualcuno guendo la logica della donazione e del
distribuisce i piatti del cibo ai commen- perdono4.
sali secondo le necessità o i gusti di cia-
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

scuno, senza che per questo possa esse- Giuseppe è l’amministratore, un


re tacciato di ingiustizia. Così il priore o buon amministratore. Ora è arrivato,
il sindaco dona e chiede a ciascun frate finalmente, ad avere “tutto sotto con-
quello che gli spetta (il suo) usando una trollo”. Gli sembra, quindi, tutto “ok”.
misura di giustizia proporzionale (a cia- Ecco però che i suoi fratelli giungono in
scuno, secondo le sue capacità, difficol- Egitto! Senza conoscere l’identità di chi
tà, necessità, ecc.). Questo non significa li riceve, essi si prostrano davanti a lui
far preferenze di persona (la parabola con la faccia per terra. Giuseppe invece,
dei talenti ritorna ad essere eloquente a che li ha riconosciuti, li tratta come se
questo proposito). La vita comunitaria, fossero estranei… (Conosciamo i detta-
la vita fraterna in comune, lo sappiamo, gli, per questo non mi soffermo).
non si costruisce solamente in base alla La prima frase che nella Bibbia l’uo-
giustizia commutativa (aritmetica), ma mo (maschio) pronuncia dinanzi alla
donna che Dio gli ha dato è: “Questa somiglianti: nella nostra vita prima di
volta è osso dalle mie ossa, carne dal- entrare nell’Ordine e nella nostra vita
la mia carne” (Gen 2,23). Sono parole religiosa, nella comunità e nel ministe-
molto orientali, della buona tradizione ro della predicazione, lo apprendiamo
ebraica. Immagini fisiche o materiali dalla storia e dalla nostra storia, dalla
– ossa e carne – che si usano per de- vita quotidiana dei nostri conventi, del-

spiritualità
scrivere realtà più profonde, spiritua- le province e da quella del nostro Ordi-
li: la complementarietà, l’“aiuto che ne. È una constatazione quotidiana che
gli corrisponda”. Scopriamo in queste tocca i più svariati aspetti della nostra
parole, nei contesti differenti e a volte vita: il fisico e il biologico, ma anche
somiglianti, una profonda analogia. Per lo psicologico e il sociologico, il morale
questo possiamo applicarle alla frater- e lo spirituale. Quello che non si assume
nità. Giuseppe sta di fronte ai suoi fra- non si sana.
telli, loro sono carne della sua carne, Nel momento in cui il “sognatore”
sangue del suo sangue, “schegge dello ha preferito dimenticare… la doman-
stesso bastone” diremmo in castigliano da di Dio a Caino ritornò ad esigere da
latinoamericano. Giuseppe una nuova risposta: “Dove
Quando Giuseppe pensava di voltare stanno i tuoi fratelli?”. Quella ricerca
definitivamente pagina riguardo al suo della sua giovinezza – prologo di una
passato (che aveva voluto controllare tappa dolorosa della sua vita – ritorna
come controllava i beni che ammini- ad apparire con rinnovato aspetto dram-
strava), si imbatte faccia a faccia con matico: “Sono in cerca dei miei fratelli.
i suoi fratelli, con la sua storia, con la Indicami dove si trovano…”. La rispo-
propria vita. A volte, anche noi lo desi- sta della Provvidenza divina – che mai
dereremmo fare, però poi non saremmo l’ha abbandonato e che mai ha abban-
più uomini se non in apparenza, come donato i suoi – sconvolge il suo cuore: 61
dei moncherini, spogli di umanità. Da “Stanno lì, di fronte a te! Al tuo fianco!”.
qui, l’importanza biblica del “ricordo” Qualcosa di simile ci succede quando
o della “memoria”. ci guardiamo attorno e riconosciamo
chi sono i nostri fratelli! Questi sono i
“Allora Giuseppe si ricordò dei sogni miei fratelli! (e non quello o quelli che
che aveva avuto a loro riguardo… (Gen mi immagino). Non possiamo preten-
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

42,9). Li trattò quindi con durezza e li dere che cambino per accettarli come
mise alla prova. Nonostante ciò, nel ri- saranno e poi amarli.
conoscerli come propri fratelli, Giusep- Quando Dio chiese a Caino di suo
pe cominciò – malgrado il dolore pro- fratello, egli – evitando di dire la verità
vocato dalla loro presenza – a risanare – si nascose dietro una sua domanda:
la sua storia. “Sono forse io il custode di mio fratel-
Siamo soliti ricordare la famosa fra- lo?”. In Cristo e per la vocazione con cui
se di San Gregorio Nanzianzeno (329- ci ha chiamato, non possiamo ripetere
391): “Quello che non è stato assunto, questa battuta. Perché, in realtà, non
non è stato curato” (non è stato sanato, siamo “custodi dei nostri fratelli”; non
redento, salvato). Abbiamo imparato ad siamo niente più, ma niente meno, che
applicare questa verità teologica anche, fratelli dei nostri fratelli!
in modo analogo, in ambiti diversi e Vi sono molte cose da riconciliare
nella famiglia di Giacobbe e di Giusep- Dopo, i suoi fratelli si misero a conver-
pe. Occorre tempo ed attesa per farlo. sare con lui.” (Gen 45,3-4.15).
Nella Genesi vediamo come sia neces- Le lacrime sembrano definitivamen-
sario procedere per tappe. Non è possi- te purificare lo sguardo del suo cuore.
bile imporre un ritmo “imprenditoriale” Attraverso questo tsunami affettivo, es-
alla storia, al voler rimarginare le ferite sendo ormai passati 15 anni da quel
spiritualità

personali e comunitarie. Queste si gua- terribile episodio quando fu venduto dai


riscono solamente mediante un ritmo suoi fratelli, Giuseppe è capace di sco-
eminentemente contemplativo. Di fatto prire ora il senso di tutta la sua vita e di
conosciamo la continuazione della sto- tutto quello che ha passato… Ha dovuto
ria di Giuseppe e i suoi fratelli: il ritorno percorrere un lungo e tortuoso cammino
di questi a Canaan; il secondo viaggio in per purificare, ricostruire e riconciliare
Egitto con Beniamino; il nuovo incontro la sua storia fraterna.
con Giuseppe; l’ultima prova di Giusep- Le sue parole illuminano: “Ma ora
pe ai suoi fratelli; l’intervento di Giuda non vi rattristate e non vi crucciate per
in favore di Beniamino, ecc. avermi venduto quaggiù, perché Dio mi
ha mandato qui prima di voi per con-
Andiamo alla conclusione. Giuseppe servarvi in vita (…) per assicurare a voi
non ha potuto contenere la sua emozio- la sopravvivenza nella terra e per farvi
ne e dice ai suoi: “«Io sono Giuseppe! vivere per una grande liberazione. Dun-
(…)» (…) «Avvicinatevi a me!». Si avvi- que non siete stati voi a mandarmi qui,
cinarono e disse loro: «Io sono Giusep- ma Dio” (Gen 45,5-8). Questa reazione
pe, il vostro fratello, quello che voi ave- non è semplicemente frutto di emozioni
te venduto sulla via verso l’Egitto. (…)» passeggere. Tempo dopo, avendo visto
(…) Poi baciò tutti i suoi fratelli e pianse. che il loro padre Giacobbe era morto, i
62
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

PISTOIA. Convento S. Domenico - Sala dei Convegni.


fratelli di Giuseppe si dissero: “«Chissà tutti noi? I “sogni” di Dio per ognuno
se Giuseppe non ci tratterà da nemici e di noi sono la nostra vocazione. Sono
non ci renderà tutto il male che noi gli i nostri fratelli a ricordarcelo. Quando
abbiamo fatto?» (…) si gettarono a ter- Dio ci rivela i suoi sogni (come lo farà
ra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi con Giuseppe – promesso sposo a Ma-
schiavi!». Ma Giuseppe rispose loro: ria – quando il falegname decise di ri-

spiritualità
«Non temete. Tengo io forse il posto di pudiarla in segreto) ci fa conoscere un
Dio? Se voi avete tramato il male contro cammino vocazionale che supera tutto
di me, Dio ha pensato di farlo servire a quello che avevamo potuto desiderare
un bene, per compiere quello che oggi si o pensare, per noi e per gli altri, e tutto
avvera: far vivere un popolo numeroso. quello che gli altri potevano sognare per
Dunque non temete, io provvederò al noi… (cf. Is 55,8).
sostentamento di voi e per i vostri bam- La storia di Giuseppe termina – po-
bini». Così li consolò parlando al loro teva in altro modo? – con un ultimo
cuore” (Gen 50,15.18-21). “sogno” (inteso ora come “rivelazio-
Giuseppe, il sognatore, ebbe delle ne”). “Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io
difficoltà con i suoi fratelli quando volle sto per morire, ma Dio verrà certo a
fare conoscere i propri sogni. Ciò segnò visitarvi e vi farà uscire da questa terra,
la sua vita. La stessa vita però, poco per verso la terra che egli ha promesso con
volta, lo aiutò a riconoscere e a scoprire giuramento ad Abramo, a Isacco e a
che anche gli altri hanno i loro sogni. Giacobbe»” (Gen 50,24). È il preludio
Partendo da questa esperienza, iniziò ad della storia vocazionale di un popolo,
ascoltare i sogni degli altri ed ha voluto non più solo della famiglia di Giacobbe,
anche – in nome di Dio – interpretarli. che avrà il suo culmine nella missione
Non poteva mai immaginare però che del Figlio prediletto che, cercando an-
aprendosi a questa possibilità (sentire che Lui i suoi fratelli, sarà venduto per 63
come proprie le necessità degli altri, alcune monete e diventerà principio di
ascoltare pazientemente gli altri e fare vita nuova attraverso la sua morte e la
spazio agli altri nel proprio cuore) Dio sua resurrezione.
stesso gli avrebbe concesso di conosce- Le nostre vite e la vita delle nostre
re i propri sogni – sogni di salvezza e di comunità locali, provinciali e quella di
liberazione! – per lui, per i suoi fratelli, tutto l’Ordine, pure loro hanno bisogno
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

per il suo popolo. di un cammino di riconciliazione. Non


si tratta di suscitare, con una magia, un
Se i nostri sogni manifestano i no- finale felice. La riconciliazione richie-
stri progetti, le illusioni, gli ideali,… de di “mettersi al posto dell’altro” (cf.
ascoltare i sogni degli altri può aprirci Gen 44,33).
il cuore ai progetti, alle illusioni, agli Questo è ciò che i fratelli apprendo-
ideali ed alle aspettative degli altri… no attraverso una pedagogia tutt’altro
I sogni di Dio per ognuno di noi e per che facile. Per questo è bene imparare
tutti i fratelli segnano però il significato a leggere la propria storia, quelle delle
più profondo della nostra vita, della no- fraternità (comunità) e scoprire il modo
stra vocazione! Forse che la vocazione con cui la Provvidenza ha operato ed
personale non è l’espressione concreta opera in noi, con pazienza, umiltà e
dei sogni che Dio ha per ognuno e per perseveranza. (segue a p. 64).
Ogni uomo è mio fratello. tante incomprensioni, gelosie ed invidie,
ha aperto l’orizzonte della rivelazione a
Giuseppe è il prototipo dell’uomo qualcosa di molto più grande che una
giusto, del prudente, del saggio. Un ve- semplice pace “domestica”. La fraternità
ro fratello. Abbiamo già accennato alla è un dono che convoca ad una missione
giustizia. La prudenza è la virtù della universale: essi formeranno un popolo,
spiritualità

ragione pratica che mette in relazione il popolo eletto.


i principi dell’operare morale con la
realtà quale si presenta qui ed ora. La Queste pagine della Genesi ci aiuta-
sapienza principalmente consiste nel no a rinnovare il nostro impegno evan-
distinguere tra i vari aspetti quello che gelico: la fraternità costruita attraverso
è principale, necessario e quello che è parole di grazia e verità, ascolto e mi-
accessorio e secondario. Tra il sostan- sericordia. Sappiamo per esperienza
ziale e l’accidentale. che le nostre parole possono ferire o
Abbiamo letto la vita e la missione di distruggere i fratelli. Però possono an-
Giuseppe in un modo nuovo. Egli non che destare quanto di più nobile c’è in
ha voluto centrare su di sé tutta la sua noi, suscitando infinite possibilità di vi-
storia. Da questa prospettiva potremo ta! Come quelle che Giuseppe ha detto
comprendere la profezia di Isaia: “«Non ai suoi fratelli che consolò parlando al
ricordate più le cose passate, non pensa- loro cuore (Gen 50,21b).
te più alle cose antiche! Ecco, io faccio La storia di Giuseppe ci insegna che
una cosa nuova, proprio ora germoglia, Dio non è sordo a quello che diciamo.
non ve ne accorgete?»” (43, 18-19a) … Giuseppe ha appreso anche ad ascolta-
perché “«Ecco, io faccio nuove tutte le re, persino in situazioni difficili, come è
cose»” (Ap 21,5). la prigione. Conosciamo la intima rela-
64 Questa storia di fraternità, di gioie e zione tra “ascoltare” (audire) e “obbedi-
speranze intrecciate con dolore ed an- re” (obœdire). Il Signore ha seminato nei
gustia, ci aiuta a comprendere alla lu- nostri cuori la capacità di ascoltare.
ce del Vangelo che significhi la Pasqua,
morte e resurrezione. Non si tratta di Quanti drammi umani, familiari o
tornare alle cose di prima, di ritornare comunitari sorgono a cominciare dalla
a vivere come prima, come per un ma- mancanza di ascolto! Perciò sogliamo ri-
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

gico incanto. Tutti hanno maturato di unirci in comunità per ascoltare insieme
ritornare per incontrarsi con Giacobbe la voce di Dio (preghiera comunitaria)
(il padre), hanno appreso, in un senso ed ascoltarla attraverso le voci dei fratelli
molto concreto e attraverso non poche (riunioni e capitoli comunitari). Anche
sofferenze, ad amare. La vita di ognuno comunitariamente siamo chiamati ad
stava legata misteriosamente a quella ascoltare chi condivide la nostra missio-
degli altri (tutti hanno ricevuto la vita ne ed i suoi stessi destinatari (missione
dallo stesso padre). Attraverso le vicissi- comunitaria).
tudini della vita hanno scoperto l’amore Giuseppe, nel vedere i suoi fratelli af-
del padre che li ha resi fratelli. Non c’è famati in Egitto, comprende finalmente
fraternità senza filiazione. che il disegno di Dio ha trasformato in
L’incontro dei fratelli, con Giusep- bene quel male che loro avevano pen-
pe, attorno a suo padre Giacobbe, dopo sato di fargli. Aprendo Giuseppe il suo
cuore ai sogni degli altri, Dio gli ha da- ci per mezzo del Figlio che cosa sia la
to di conoscere i propri sogni. I sogni carità fraterna”6.
di Dio per lui, per i suoi fratelli, per il
suo popolo. Per questo, ad immagine di Questa “perla” preziosa, la nostra
Dio, anche Giuseppe è misericordioso fraternità domenicana, è grido che rag-
e perdona. giunge tutta la terra, linguaggio che ar-

spiritualità
riva fino ai confini del mondo (cf. Sal 19
Come fratelli predicatori, ricono- (18),5). Che risplenda come la nostra
sciamo anche in San Domenico queste migliore lode, benedizione e predica-
stesse viscere di misericordia e compas- zione, perché ogni uomo è mio fratello7
sione. Penso che le più belle parole nei e noi siamo stati chiamati a predicare a
confronti del Nostro Padre siano quelle tutti i popoli, a consolarli, parlando al
del beato Giordano di Sassonia quan- loro cuore.
do scrive nel Libellus: “Accoglieva tutti
nell’immensa carità del suo cuore e poi- Ai fratelli pace e carità con fede da
ché amava tutti da tutti era amato”5. parte di Dio Padre e del Signore Gesù
Leggiamo nelle nostre Costituzioni: Cristo (Ef 6,23).
“Affinché ogni convento costituisca una
comunità fraterna, i frati si accettino a Nel Nostro Santo Padre Domenico
vicenda e vivano insieme come membra Fra Carlos A. Azpiroz Costa O.P. Ma-
di uno stesso corpo, diversi certamente estro dell’Ordine
per indole e per incarichi, ma uguali nel
vincolo della carità e della professione”
(LCO 4 § I).
Perciò i frati, unanimi tra di loro per 1. Cf “Domenicani”: n. 4/2009, pp.
l’obbedienza, affratellati in un amore 141ss; n. 5/2009, pp. 184ss; n. 1/2010, 65
più elevato per la disciplina della casti- pp. 16ss.
tà e dipendendo più strettamente gli uni 2. Cf. Summa Theologiæ I, q. 21,
dagli altri per la povertà, in questa ma- aa. 3-4.
niera cercheremo di edificare per prima 3. Cf. San Tommaso d’Aquino, Scrip-
cosa nei nostri conventi la Chiesa di Dio tum super libros Sententiarum, I, d. 43,
che, mediante la nostra vita e missione, q. 2, a. 2 ad 4.
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

dobbiamo diffondere in tutto il mondo 4. Cf. Benedicto XVI, Caritas in Ve-


(cf. LCO 3 § II). ritate, n 6.
Potremo conseguire qualche volta 5. Cf. B. Jordanus, Libellus de princi-
questa fraternità per noi stessi? La nostra piis Ordinis Prædicatorum n. 107 [Ed. H.
società sempre più globalizzata forse ci C. Scheeben, MOPH (1925) t. 16].
fa più vicini, ma non necessariamente 6. Benedetto XVI, Caritas in Verita-
più fratelli. In effetti, “la ragione, da sola, te, n. 19.
è in grado di cogliere l’uguaglianza tra 7. Paolo VI, Messaggio per la Gior-
gli uomini e di stabilire una convivenza nata Mondiale della Pace 1971 (14 Di-
civica tra loro, ma non riesce a fondare cembre 1970).
la fraternità. Questa ha origine da una
vocazione trascendente di Dio Padre, Prot. 50/09/675 -
che ci ha amati per primo, insegnando- Lettere all’Ordine – MO. •••
PADRE MAR
NEL SESS

Il domenicano Padre Mariano Cor- Il 5 aprile è ricorso il sessantesimo


dovani, nato a Serravalle di Arezzo del ritorno alla casa del Padre del dome-
(1883), Maestro del Sacro Palazzo nicano P. Mariano Cordovani, al fonte
apostolico, è il teologo che, negli anni battesimale chiamato Felice. Fu Maestro
in cui l’Italia è condizionata dalle con- del Sacro palazzo Apostolico e primo
quiste imperiali, offre nella sua opera Teologo della Segreteria di Stato, come
più significativa (tre grossi volumi: Il veniva definita allora la carica attuale di
Rivelatore, Il Salvatore, Il Santificato- Teologo della Casa Pontificia.
re) un apporto essenziale per supera- Il suo impegno per la Chiesa e per
66 re nella società e nella stessa Chiesa il nostro Ordine è attualissimo, sia per
la convinzione di una guerra giusta: lo spessore spirituale, che per l’intensa
la guerra è sempre “un’inutile strage“, attività apostolica, ma anche sociale, in
“la guerra non è più la soluzione di un periodo di grave crisi e relativismo
un problema, ma la complicazione di esasperato.
tutti i problemi”. Nato il 26 febbraio 1883 a Serraval-
P. Cordovani, la cui lungimiranza le del Casentino in provincia di Arezzo,
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

emerge a sessant’anni dalla morte entrò nell’Ordine appena sedicenne, per


avvenuta il 5 aprile 1950, è il teolo- una vocazione coltivata dall’infanzia,
go della difesa della dignità creatura- quando con la madre era solito recarsi
le dell’uomo di fronte al dilagare del in visita al Santuario della Madonna del
comunismo, nazismo e fascismo e – Sasso, limitrofo al suo piccolo paese.
insieme – della riaffermazione della Quei luoghi hanno mantenuto il loro
dottrina del diritto naturale. fascino ancora oggi, quel fascino asceti-
co che attrasse il piccolo Felice ed offro-
Siamo grati al prof. Giulio Alfano, no al moderno visitatore il vero spirito
docente di etica politica all’Universi- della grande spiritualità domenicana.
tà del Laterano e presidente emerito Fra qualche settimana, in maggio, si
delle FLd, dell’articolo che riportiamo svolgerà a Camaldoli, presso l’eremo, un
qui di seguito: convegno che riunirà tutti coloro che si
RICORDO DI
RIANO CORDOVANI op

celebrazioni
SANTESIMO DELLA MORTE

Prof. GIULIO ALFANO

richiamano al vissuto dei cattolici de- nissimo si trovò di fronte al nascente


mocratici, per riflettere, in un convegno fascismo, di cui indicò subito la matrice
di due giorni, sull’attuale situazione so- paganeggiante con coraggio e determi-
ciale, nell’ambito di un progetto che si nazione, tanto da sfuggire per miracolo
chiama “Progetto Camaldoli 2010”. ad un’aggressione dei fascisti nel 1926
Ebbene pochi forse sanno che quan- all’Università di Macerata, perché ven-
do, nell’estate del 1943, le maglie del ne scambiato per lui il povero P. Enrico
regime fascista morente lasciavano Ibertis, che si prese sonore manganellate
intravedere la tragedia dello sfascio dei seguaci di Mussolini.
dell’Italia, fu proprio il Padre Mariano Cordovani fu anche uno splendido 67
Cordovani, con l’allora mons. Montini, intellettuale, professore di Dogmatica
futuro Papa Paolo VI, a indicare ai gio- alla nascente Università Cattolica del
vani della FUCI, dell’Azione Cattolica e Sacro Cuore di Milano, dove restò per
della nascente Democrazia Cristiana la tutti gli anni venti, per diventare poi Ma-
serenità di quel luogo per raccogliersi in gnifico Rettore della Pontificia Univer-
una vera agorà culturale foriera dei de- sità S. Tommaso, “Angelicum”, e Priore
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

stini di sviluppo sociopolitico che l’Italia Provinciale della Provincia Romana; fu


avrebbe vissuto. anche il primo religioso ad essere no-
Da quell’incontro sarebbe nato il fa- minato Libero Docente di Filosofia del
moso Codice di Camaldoli e quei gio- Diritto presso l’università degli studi di
vani che si chiamavano Paolo Emilio Firenze dal ministro Solmi nel 1933,
Taviani, Aldo Moro, Giorgio La Pira, per poi ricoprire la prestigiosa carica di
trovarono in P. Mariano la voce della Maestro del Sacro Palazzo Apostolico,
Chiesa missionaria che li avrebbe guida- per iniziativa di SS. Pio XI.
ti nell’edificazione dell’Italia democra- Ma se la carica di Maestro è in qual-
tica, uscita dalle macerie della seconda che modo storicamente appartenente
guerra mondiale. all’Ordine domenicano, quella di Te-
L’impegno di P. Cordovani tuttavia ologo della Segreteria di Stato, fu una
veniva da lontano, da quando giova- assoluta novità riservata proprio al Pa-
dre Mariano; già Pio XI aveva pensato ritorno nel seno della Chiesa di Romolo
di creare per lui una qualche carica che Murri (1870/1944) che nel 1909 era sta-
gli riconoscesse quello spessore e quel to scomunicato a seguito della dolorosa
prestigio che si era conquistato con i vicenda della partecipazione alle elezio-
suoi studi assolutamente illuminanti ni del sacerdote marchigiano, fondatore
celebrazioni

per il Magistero, soprattutto per i suoi prima della Democrazia Cristiana e poi
interventi a seguito della tragica guer- della Lega Democratica Nazionale, no-
ra civile spagnola, quando confortò il nostante Papa S. Pio X lo avesse implo-
Pontefice nella stesura della enciclica rato di non farlo con l’esortazione “Pieni
“Divini Redemptoris” sui crimini com- l’animo” e il predecessore Leone XIII,
piuti dai repubblicani e dai comunisti a già nel 1901, avesse precisato i confini
danno di innocenti religiosi, ma fu poi dell’esperienza politica dei cattolici con
SS. Pio XII che lo nominò Teologo della l’enciclica “Graves de Communi”.
Casa Pontificia, nel 1942, avendone ben Murri, ormai vecchio e malato si era
chiare le indiscutibili qualità. Si tratta- rivolto al Papa Pio XII che per non su-
va di una carica unica nella storia del- scitare tensioni (tanto vivo ancora era
la Chiesa, che lo collocava certo in un l’episodio) lo aveva raccomandato al
ambito di indubbio prestigio, ma anche Padre Cordovani. Questi ne curò il ri-
di profonde responsabilità, proprio negli entro nella Comunità cristiana con di-
anni difficili della guerra. screzione e carità grandi in modo che
In quel periodo ebbe anche l’incarico potesse rendere l’anima a Dio, come
dal Sommo Pontefice Pio XII di curare il infatti avvenne, nell’anno 1944, proprio

68

Serravalle è posta a
800 metri di altitudine
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

sopra lo sprone dell’Al-


pe di Serra, fra Camal-
doli e Badia Prataglia.
È rinomata stazione
climatica e da qui si go-
de un immenso panora-
ma di gran parte della
vallata del Casentino.
Agli inizi del secolo
scorso fu costruita la
chiesa (vedi foto a lato):
in pietra concia con li-
nee architettoniche di
stile romanico.
mentre Alcide De Gasperi (1881/1954)
si accingeva a riorganizzare i cattolici
nella nuova Democrazia Cristiana.
Di questo partito P. Cordovani fu in

celebrazioni
un certo senso il “confessore”, vicino
com’era all’allora Sostituto alla Segrete-
ria di Stato mons. Montini (1896/1978)
ed aiutò molti esponenti di quel partito
nel non facile percorso di accreditamen-
to vaticano.
Cordovani aveva vissuto la doloro-
sa esperienza della diaspora politica
dei cattolici dopo l’ascesa al potere del
fascismo, tanto che nel 1926 era stato
sequestrato un fascicolo della rivista fio-
rentina “Cronache Sociali” (di Grandi e
Cappugi) proprio perché P. Mariano vi Il Codice di Camaldoli
aveva pubblicato un articolo giudicato (18-24 luglio 1943).
“caldo” intitolato: “Il Concetto di Stato”
in piena opposizione al nascente stato «Fra qualche settimana, in maggio, si
etico fascista che non aveva niente fuo- svolgerà a Camaldoli, presso l’eremo, un
ri, niente contro, ma, cosa più grave, convegno che riunirà tutti coloro che si
>>> richiamano al vissuto dei cattolici demo-
cratici, per riflettere, in un Convegno di
due giorni, sull’attuale situazione sociale,
nell’ambito di un progetto che si chiama 69
“Progetto Camaldoli 2010”.
Ebbene pochi sanno che quando
nell’estate del 1943, quando le maglie
del regime fascista morente lasciavano in-
travedere la tragedia dello sfascio dell’Ita-
Sopra a destra, il frontespizio del lia, fu proprio P. Cordovani, con l’allora
“Codice di Camaldoli”. Principi dell’Or- mons. Montini, futuro Papa Paolo VI, a
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

dinamento Sociale, a cura di un gruppo indicare ai giovani della FUCI, dell’Azio-


di studiosi Amici di Camaldoli, luogo della ne Cattolica e della nascente Democra-
prima riunione: 18-24 luglio 1943. zia Cristiana la serenità di quel luogo per
raccogliersi in una vera agorà culturale
Il volume di 156 pagine raccoglie, in foriera dei destini di sviluppo sociopoli-
brevi enunciati, i principi essenziali del tico che l’Italia avrebbe vissuto.
pensiero sociale cattolico, desunti dai Da quell’incontro sarebbe nato il fa-
documenti del Magistero della Chiesa. moso Codice di Camaldoli e quei giovani
che si chiamavano Paolo Emilio Taviani,
Pubblicazioni dell’ I. C. A. S. Aldo Moro, Giorgio La Pira, trovarono in
PER LA COMUNITÀ CRISTIANA, P. Mariano la voce della Chiesa missiona-
Principi dell’Ordinamento Sociale, a ria che li avrebbe guidati nell’edificazione
cura di un gruppo di studiosi amici di Ca- dell’Italia democratica, uscita dalle mace-
maldoli. Ed. Studium - Roma (1945). rie della seconda guerra mondiale».
niente sopra di sé perché si identificava Serva di Dio, nello sviluppo dell’Istituto
hegelianamente con Dio. che oggi è la Libera Università “Maria
Gli anni ’30 segnarono la rinascita SS. Assunta” dell’Unione di S. Caterina,
della formazione dei cattolici, nel si- dette da Pio XI “Missionarie della Scuo-
lenzio cui li aveva costretti il fascismo, la”. Cordovani fu amico sincero, soprat-
celebrazioni

ma anche nel fervore di convegni, rifles- tutto delle sorelle Gina e Bice Tincani e
sioni e conferenze a cui P. Cordovani della prof.ssa Giuliana Cavallini, futura
partecipò sempre con entusiasmo e in direttrice del Centro Nazionale di Studi
quegli anni conobbe il prof. Luigi Ged- Cateriniani.
da (1902/2000) pioniere della presenza Dopo la guerra P. Mariano si dedicò,
dei cattolici sul terreno della formazione dalla prestigiosa posizione di teologo
culturale e presidente prima della GIAC della Segreteria di Stato e di Maestro del
e poi dell’Azione Cattolica. Con Gedda Sacro Palazzo Apostolico, alla formazio-
condivise l’insegnamento al Magistero ne culturale e religiosa della classe poli-
“Maria SS. Assunta” dove l’illustre ge- tica cattolica, ma anche al radicamento
netista volle insegnare Igiene, proprio dei valori della mediazione politica,
in contrasto con le allora imperanti leg- come elemento proprio del tomismo,
gi razziali e il domenicano coadiuvò la attualizzando il pensiero dell’Aquinate
Madre Luigia Tincani (1889/1976) oggi anche nel suo ultimo libro, “Spunti di

PELLEGRINAGGIO ITALIANO
DEL ROSARIO A
70

LOURDES
dal 4 al 10 luglio 2010
Guidato dai Padri Domenicani
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

si terrà il 42° pellegrinaggio nazionale annuale,


in treno speciale, con cuccette.
In partenza da Napoli, si dà possibilità di prendere il treno
nelle stazioni di Roma-Ostiense, Pisa, Genova.

Tema del pellegrinaggio:


CON BERNARDETTA FARE IL SEGNO DI CROCE

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a:


P. Eugenio Zabatta – p.za san Domenico, n. 5 – 09127 Cagliari.
e.mail: zabatta.eugenio@tiscali.it - fax n. 070 6852 403
Sociologia” dove riprendeva e commen-
tava il Quinto Libro del “Politicorum” e
il Primo del “De Regimine Principum”,
anche a difesa della proprietà non solo

celebrazioni
come potere, ma anche come servizio
per l’esercizio della funzione sociale e
coadiuvando Papa Pio XII nei documenti
anche sociali e Luigi Gedda nella forma-
zione della Società Operaia che il pro-
fessore aveva fondato a Roma nel 1942
avendo come esempio il Getsemani.
Non da meno fu la collaborazione
con mons. Giovanni Battista Montini,
che, non a caso, volle imprimere la pro-
pria prefazione alla faconda biografia
che su P. Cordovani scrisse negli anni P. MARIANO CORDOVANI o.p.
cinquanta un altro grande figlio di San Breviario spirituale secondo L’Imi-
Domenico, il P. Raimondo Spiazzi. tazione di Cristo, ed. Studium, Roma,
Il ricordo di P. Mariano non dev’esse- 1952 (pp. 344).
re consegnato solo all’indulgenza della
memoria affettiva di chi lo ha conosciuto L’Imitazione di Cristo era, per il Padre
o, come me, ne ha studiato il pensiero e Mariano, specialmente negli ultimi anni
ne porta con orgoglio il nome religioso di vita, il suo libro preferito. Le diverse
nel Terz’Ordine, ma deve, soprattutto edizioni possedute da lui sono piene di
in un periodo non facile che il mondo sottolineature, di annotazioni, di referenze
cattolico sta vivendo, rappresentare un e riscontri. Ne gustava e cercava di farne 71
esempio e uno stimolo, per proseguire gustare la verità e la bellezza, la profon-
sulla via del riconoscimento della pro- da sapienza cristiana. La morte lo sorprese
con l’Imitazione sul tavolo.
pria identità, oggi un po’ dimenticata,
Nella prefazione della pubblicazio-
ricordando soprattutto ai giovani che ne che preparò delle sue note è scritto:
in momenti non meno difficili uomini «Questo libro dovrebbe intitolarsi così:
come Mariano Cordovani “spesero” il Ore di raccoglimento in Dio con l’autore
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

loro abito e la loro fede a servizio della dell’Imitazione di Cristo, perché veramen-
verità, della promozione dell’uomo e te è questo anonimo e grande mistico che
della formazione della società secondo i parla e dirige, mentre io non ci metto che
fondamenti dell’etica cristiana e tomista, un certo ordinamento interno alle sue ri-
senza cerimonie, senza cercare visibilità flessioni, con qualche commento piuttosto
inutili, ma agendo sul cuore degli uomi- libero… Senza far torto a nessuno, sembra
che, dopo la Sacra Scrittura, questo sia il
ni con serenità di spirito e fermezza di
libro più bello di spiritualità».
convinzioni. Il P. Cordovani continua l’elogio de
l’Imitazione e, infine, dedica il suo scritto,
Prof. GIULIO ALFANO che intitola “Breviario Spirituale“, ai giova-
Presidente Emerito Consiglio Nazionale ni sacerdoti i quali “impareranno da que-
delle fraternite Laiche Domenicane sto libro che la loro vera e unica gloria è di
d’Italia e Malta. ••• essere degni sacerdoti“. • • •
Riportiamo volentieri le seguenti annotazioni del Prof. Dr. Horst Seidl, della Fra-
ternita di Roma e prof. della Pont. Univ. del Laterano, anche perché il tema della
conferenza, e quanto egli annota, è in sintonia con il tema del 2010 in preparazio-
ne al Giubileo dell’Ordine (2016).
Il professore era presente al Convegno insieme al presidente delle Fld, Piergior-
gio Imbrighi e ad una nutrita rappresentanza dei laici della nostra Provincia.

In margine all’8° Convegno Nazionale delle Fld


celebrato il 21 giugno 2009 a Pacognano (NA).

COMPITO DEL
LAICO-DOMENICANO
NEL MONDO OGGI
Come partecipante del Convegno viene allontanata con la fede nel Cristo
ho approfittato molto della conferenza risorto.
72 della collega Dott.ssa Giuliana Martirani La seconda parte tematizza “le at-
sul tema: “Guai a noi se non predicassi- tese e i bisogni di speranza nel mondo
mo il vangelo, per rendere ragione della contemporaneo”, la quale deve venire
speranza che è in noi (1 Pt 3, 15)” che nutrita continuamente per collaborare
ha messo in rilievo molto bene il com- con Dio nel suo progetto di salvezza del
pito di noi laici domenicani di confor- mondo attraverso il suo Figlio. Come la
mare la nostra vita e quella dei nostri causa della disperazione è la divisione
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

vicini alla vita di Cristo, anzi “di con- fra gli uomini, così la causa della spe-
creare con Dio un mondo nuovo”. Dal ranza è l’aiuto dai vicini: familiari, co-
manoscritto, rilasciatomi gentilmente, niugi, padrini ed altri. Il conflitto gene-
riprendo alcuni punti che mi stimolano razionale tra i genitori e il figlio chiede
ad aggiungere annotazioni dalla parte da lui di “tagliare il cordone ombelicale
della mia disciplina di filosofia. culturale-psicologico per acquisire una
La conferenza si è svolta in tre parti. sua personalità”.
La prima intitolata: “Dalla conversione Un grande ruolo per la vita umana
alla predicazione” ci ricorda che prima gioca il tempo che a seconda dell’uso
di andare agli altri dobbiamo comincia- che ne facciamo diventa o un “tempo
re da noi stessi, confessarci peccatori e kronos” o un “tempo kairós”. Come nel-
superare la debolezza dell’anima, che la mitologia greca Krónos era uno degli
proviene dall’angoscia della morte e dèi originali che divorò i suoi figli, così
anche a noi capita che il tempo, quan- esteriorizzata e sommersa nelle cose
do l’abusiamo per troppe cose materiali, del mondo, alienandosi da se stessa.
di essere divorati dal tempo, cosicché La morte che vuole condurre l’anima
la vita non può adempiersi pienamen- davanti a se stessa, diventa una cosa
te. Quando però l’usiamo saggiamente positiva, anzi desiderata, perché libera
per le poche cose morali necessarie, il l’anima dal corpo a una nuova forma di
tempo ci offre l’uno o altro kairós, cioè vita. Se però l’anima è alienata da sé al-
il momento opportuno, cosicché la vita lora sente paura di incontrare il nulla. Al

laicato
arrivi alla sua pienezza. contrario, dovrebbe incontrare se stessa
La terza parte che ha come tema e inoltre, nella prospettiva religiosa, il
“Testimoniare la giustizia e la pace del suo Dio Creatore e Padre.
Risorto in un mondo ingiusto e in guer- 2. I classici della tradizione già antica
ra”, esorta alle virtù di umiltà, di sobrie- e medievale, dalla quale attinge anche
tà e di parsimonia economica, fondate l’autrice, ci mostrano una grande fami-
sull’amore del prossimo e di Dio, per liarità interna dell’anima, presente a se
superare i conflitti mondiali e per arri- stessa, il che è frutto non solo di forma-
vare a più giustizia e pace. zione intellettuale ma anche di buona
A queste considerazioni, fin ora ri- educazione psichica, che si basano on-
ferite, che sono molto preziose sotto gli tologicamente sull’identità dell’essere
aspetti religiosi cristiani, vorrei aggiun- uomo ossia persona.
gere alcune riflessioni filosofiche: La generazione giovanile oggi deve
1. Riguardo alla paura della morte, certamente trovare, nell’educazione, la
questa si spiega, sotto l’aspetto religio- strada di maturazione, e cioè ciascuno
so, certamente con l’allontanamento verso la sua individuale personalità, ma
dell’anima da Dio; visto filosoficamen- sulla base comune dell’essere uomo os-
te, si spiega già con l’allontanamento sia persona. Compito dell’educazione è 73
dell’anima da se stessa, quando vive anche di condurre il giovane all’interio-

domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

ROMA, Domus Pacis. Un gruppo di laici domenicani a convegno (vecchia foto).


rità, all’autocoscienza della sua anima
e di acquisire una familiarità con essa,
per evitare quell’esteriorizzazione da
cui egli è minacciato con tutti i piaceri
e divertimenti della civilizzazione oc-
cidentale, attraverso una raffinata tec-
nologia di giochi, che cambia la vita
in continui movimenti, in un flusso di
immagini infinite.
laicato

3. Se ai movimenti corrisponde il
tempo, allora all’essere corrisponde
l’adesso (lat. nunc). Se le azioni sono
movimenti — con inizio, stadi intermedi
e fine —, la vita è diversa da ogni azione,
non è neanche la somma di tutte le azio-
ni, bensì l’atto dell’essere uomo, in ogni
adesso qualche perfezione in se stessa,
che si mantiene come soggetto stabile
di tutte le azioni che si susseguono nel- — come la giustizia, la temperanza, la
la successione dei tempi. Per il kairós, fortezza —, in parte teoriche, come la
il momento opportuno, è caratteristico sapienza metafisica e la contemplazio-
che il nostro intelletto — trovandosi nel ne religiosa, dedicate alla realtà divina,
flusso del tempo — prende più intensa- che hanno la priorità alle attività prati-
mente coscienza del suo essere umano che, perché realizzano la forma più alta
e intuisce nel molteplice agire ciò che della vita umana, nella contemplazione
74 è importante per la vita buona. Nel ca- attiva dell’intelletto, attivata dalla real-
so contrario, si disperde in tante attività tà divina, che è in massimo grado vita.
(nell’attivismo di mille azioni) e diventa Perciò già per l’antichità e il medioevo
divorato dal tempo krónos. la metafisica come sapienza contempla-
4. Nel campo filosofico, visto stori- tiva era anche felicità e perfezione del-
camente, solo la metafisica tradizionale la vita umana, insieme alle altre attività
si riferisce all’essere delle cose, incluso contemplative dell’uomo.
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

l’uomo, come fondamento stabile per La metafisica non è in opposizione


tutti i movimenti, processi, sviluppi, alla dinamica della vita ma la completa
mentre le filosofie contemporanee si in certo modo. Infatti, il dinamico (de-
concentrano a questi ultimi, a nome del rivato dal termine aristotelico dýnamis,
progresso dinamico del “mondo della che significa la possibilità reale della
vita” umana e respingono l’ontologia e cosa di passare all’atto) tende all’attua-
la metafisica della tradizione come ste- lità e alla perfezione delle cose, inclu-
rile, rigida, ostacolando il progresso di- so l’uomo, nel loro essere, del quale la
namico e il dinamismo della vita. Tutta- metafisica si occupa. Essa è molto esi-
via, a torto. Come abbiamo menzionato, stenziale per l’uomo, il che è sfuggito ai
la vita umana è l’alto grado dell’essere moderni critici.
uomo, che viene qualificata dalle virtù
acquisite. Queste sono in parte pratiche Prof. Dr. Horst Seidl.
NOTIZIE VARIE
passato e futuro

Giornata della gioventù do- X Incontro Mondiale MGD

notizie
menicana italiana.
Al X Incontro Mondiale del Movi-
I Consigli USMID e CPDIM hanno mento Giovanile Domenicano dell’an-
ritenuto di far proseguire il “progetto“ no scorso (3-9 agosto) in Portogallo a
di coordinamento, a livello nazionale, Fatima, seguirà l’anno prossimo, a Ma-
tra frati e suore operanti nel settore della drid, in Spagna, la Giornata Mondiale
Pastorale giovanile. della Gioventù (15-21 agosto 2011) per
Il fine di questo intento consiste nel la quale, per quanto riguarda il nostro
“proporre percorsi comuni ai giovani Ordine, è stato creato un Equipe di coor-
domenicani (18-35 anni) con alcune dinamento per promuovere diversi spazi
iniziative. Tra queste iniziative un ap- di incontro e di attività domenicana nel
puntamento annuale: La Giornata della centro città.
Gioventù Domenicana. L’incontro mondiale giovanile dome-
La Prima Giornata della GDI sarà a nicano riunì oltre 150 giovani di tutti i
Torino, 14-16 maggio, in Pellegrinaggio Continenti e il tema che li accompagnò
alla Santa Sindone. Il Beato Pier Gior- era: «Cercando e predicando con lo stile
gio Frassati, laico domenicano, giovane di San Domenico»; la Giornata mondia- 75
predicatore, sarà “la figura di santità do- le prevede circa due milioni di giovani,
menicana” di esempio da seguire e di che Madrid si prepara ad accogliere.
intercessore da invocare. La nostra equipe nel voler “condi-
Per informazioni far riferimento al si- videre la grazia della missione”, ini-
to: www.gioventudomenicana,ning.com zierà dal primo luglio ad accogliere
e all’e.mail: barbara.faretra@alice.it le iscrizioni di partecipazione. Servirsi
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

dell’indirizzo: jmjmadrid@dominicos.
org e visitare il sito: www.jmj2011ma-
Il Veb dei laici Domenicani drid.com
sulla Predicazione. Un’eccellente opportunità per cono-
scersi e per stringere legami di Famiglia:
Secondo quando è stato deciso in unità di intenti opereremo con frutti
all’Assemblea Europea delle Fraternite più abbondanti.
Laiche Domenicane, in Slovacchia nel “Questo incontro - ha scritto Marga-
maggio 2008, è stato allestito il nuovo rita Cortés op - per noi che lo abbiamo
sito veb per condividere esperienze di vissuto - ha rappresentato un segno dei
predicazione: tempi, grazie al quale le nostre realtà si
http: // laicatuspraedicans.org. e lai- coniugano in un solo grido: speranza“
catuspraedicans@gmail.com (IDI, n. 478, p. 7).
Incontri dei Provinciali d’Ita- IN PROVINCIA
lia e Malta.
Cambiamenti di residenza e nuovi
Il 23 gennaio 2010, a San Domenico incarichi di confratelli, da parte del
di Chieri (TO) i nostri Superiori Provin- Padre Provinciale, P. Daniele Cara, e
ciali si sono riuniti per analizzare e ap- del suo Consiglio:
provare il regolamento per gli studenti
e la “ratio formationis”. Approva l’elezione priorale di fr
Essi hanno pure trattato della revisio- Daniele Ols nel Convento di S. Maria
notizie

ne della traduzione italiana del Messale sopra Minerva (02/09/2009).


domenicano e della costituzione di una
commissione per la predicazione attra- Con il voto consultivo del Con-
verso l’arte. siglio di Provincia, istituisce priore
Per queste ed altre realtà, tra cui la del Convento S. Domenico di Peru-
convenzione per il Noviziato interpro- gia, fra Maurizio Pantoli (02 febbraio
vinciale, i Superiori Provinciali si sono 2010).
riuniti nel Convento della Minerva di
Roma il 20 marzo u.s. Il 24 febbraio assegna al Convento
“S. Maria sopra Minerva” fr Angelo Di
Marco, appartenente al Convento di
S. Domenico di Siena.

Il 25 marzo nomina Superiore del-


la Casa “S. Maria del Sasso” di Bib-
biena (AR), fr Giovanni Serrotti.
76
Il P. Provinciale con il suo Consi-
glio ha nominato fr. Antonio Cocolic-
chio, dal 1° aprile c.a., quale nuovo
Superiore della Comunità di San Mar-
co di Firenze ed è stato presentato
anche come parroco all’arcivescovo
di Firenze.

Mercoledì 21 aprile presso il Di-


partimento di Studi sul Medioevo e
Rinascimento della Facoltà di Lettere
e Filosofia dell’Università di Firenze,
fr Luciano Cinelli ha discusso la tesi
di Master in Archivistica, Bibliote-
conomia e Codicologia dal titolo:
“L’Archivio dell’Opera di Santa Maria
Novella. Inventario (Secc. XV-XVIII).
ROMA, p.za della Minerva: L’esito della discussione è stato di
obelisco con elefante (di Ercole Ferrata). 110/110 e lode. • • •
giornata di fraternità, di preghiera e di riflessione.

Le Suore Domenicane
della Toscana

notizie
nel lunedì di Pasqua
S. Domenico di Fiesole 5 aprile 2010

Ormai è diventato un punto fermo! manderà un e-mail a quanti gliene fa-


Il lunedì di Pasquetta il Padre Provincia- ranno richiesta. Mi limito a sottolineare
le, P. Daniele Cara o.p., invita le Suore qualche aspetto su cui è bene riflettere
Domenicane della Toscana in uno dei perchè ci interpella in modo speciale.
conventi della Provincia - quest’anno
nel Convento di Fiesole-FI - per trascor- “Tutti i fedeli formano un sacerdozio
rere insieme una giornata di fraternità, santo e regale. Non vi è dunque nessun
di preghiera e di riflessione. membro che non abbia parte nella mis- 77
All’incontro di lunedì, 5 aprile 2010, sione di tutto il corpo, ma ciascuno di
eravamo presenti una sessantina di Suo- essi deve santificare Gesù nel suo cuo-
re e alcuni Padri domenicani. re e rendere testimonianza a Gesù con
È stato un bell’incontro da tanti punti spirito di profezia” (cfr. Presbyterorum
di vista. È sempre bello incontrarsi, con- Ordinis n.2).
dividere quanto ci sta maggiormente a La fisionomia dell’Ordine scaturisce
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

cuore, pregare insieme. Inoltre un nu- dalla sua missione e dalla comunione
meroso gruppo di Suore giovani della fraterna: non si tratta di una struttura
comunità di Iolo hanno animato la li- giuridico-organizzativa, ma di qualcosa
turgia e rallegrato la giornata con canti che nasce in funzione di una missione
e danze… evangelica di predicazione; una forma
Interessante e impegnativo l’argo- di vita evangelica finalizzata alla pre-
mento della relazione tenuta da Padre dicazione.
Alberto Simoni o.p.: La Famiglia Dome- Gli uomini e le donne che hanno ri-
nicana ripensa se stessa nell’anno sa- sposto liberamente al dono dello Spirito
cerdotale. Il tema è stato sviluppato in condividono la responsabilità per la vita
modo profondo e coinvolgente. della comunità nella missione. Attraver-
Non intendo sintetizzare la conferen- so la professione del voto di obbedien-
za tanto più che gentilmente P. Alberto za, impegnano se stessi a scoprire e ad
notizie

incarnare la volontà salvifica di Dio in sopra e a pag. 35:


quanto membri di una comunità stori- Istantanee dell’incontro a Fiesole.
ca specifica.
Nasce e si sviluppa una spiritualità
che si potrebbe definire “evangelico-
sacerdotale”, che si traduce in deside-
78 rio e passione per la salvezza di tutti,
in compassione viva per ogni uomo, in
predicazione come annuncio della Pa-
Interessante e impegnativo
rola di Dio in tutte le sue forme: aspet- l’argomento della relazione
ti che caratterizzarono la personalità tenuta da P. Alberto Simoni op:
e la vita di Domenico, assetato della “La Famiglia Domenicana
salvezza delle anime, posseduto dalla ripensa se stessa
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

compassione per i peccatori per i quali nell’anno sacerdotale“.


instancabile era la sua intercessione; egli
sempre pronto a “parlare con Dio o di La fisionomia dell’Ordine
Dio” al suo prossimo. scaturisce dalla sua missione e
dalla comunione fraterna:
Il sacerdozio comune coinvolge tutti
non si tratta di una struttura
e comporta la necessità di operare in-
sieme. La classica espressione che de-
giuridico-organizzativa,
finisce la spiritualità domenicana nella ma di qualcosa che nasce in
sua interezza: “contemplata aliis trade- funzione di una missione
re” – azione che scaturisce dalla con- evangelica di predicazione;
templazione – non va intesa tanto come una forma di vita evangelica
dimensione personale, ma piuttosto co- finalizzata alla predicazione.
munitaria, anche perché la vita comuni- adatti alle nuove circostanze cercando
taria domenicana è elemento essenziale, di conoscere e di esaminare ciò che vi è
da cui scaturisce la missione. di buono e di utile nelle aspirazioni degli
Leggiamo nella Costituzione Fonda- uomini e di inserirlo nell’immutabile ar-
mentale: “Questo regime comunitario monia degli elementi fondamentali della
è molto adatto allo sviluppo dell’Ordi- propria vita” (CF. n. 8).
ne e ad una sua frequente revisione....
Questa continua revisione è indispensa- Un grazie fraterno e cordiale a P.
bile non solo per uno spirito di perenne Daniele Cara che sempre ha a cuore

notizie
conversione cristiana, ma anche per la la vitalità della Famiglia Domenicana
vocazione propria dell’Ordine che esige e l’ha dimostrato anche sottolineando
da esso una presenza nel mondo adatta la ricchezza di contenuto e l’efficacia
ad ogni generazione” (CF. n. 7) delle provocazioni scaturite dalla ricca
“Lo scopo fondamentale dell’Ordine relazione di P. Alberto Simoni.
e il genere di vita che ne deriva conser- Siamo grati alla comunità di Fiesole
vano la loro importanza in qualunque - Frati e collaboratori - per l’accoglien-
periodo della Chiesa. Però la loro inter- za fraterna fatta di attenzione e dispo-
pretazione e valutazione, come ci in- nibilità per tutti. Questo ha supplito
segna la nostra tradizione, acquistano anche alla mancanza di un bel sole in
una estrema importanza nei periodi di un panorama che, però, resta sempre
più profondi mutamenti e di più acce- incantevole.
lerata evoluzione. In questi casi bisogna Sr Armida Fresia, op.
che l’Ordine si rinnovi con coraggio e si Prato, 16 apr. 2010

79

domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2


PERUGIA - CITTÀ DI CASTELLO.
Convegno delle Fraternite Laiche Domenicane.

Il Consiglio Provinciale dei Laici Do- Città di Castello, di nobile aspetto,


menicani, che coordina e anima la vita è nella bellissima Val Tiberina: sono
di tutte le Fraternite della Provincia, ha d’impronta trecentesca il Palazzo del
notizie

promosso un incontro a Perugia e a Città Podestà, il Palazzo Comunale e il Duo-


di Castello, dal 7-9 maggio 2010. mo. Dopo il centro cittadino si arriva a
Visti i buoni risultati di partecipazio- San Domenico, di costruzione gotica
ne e di gradimento da parte dei nostri del 1424, con un bel chiostro, per par-
confratelli e consorelle agli incontri tecipare al triduo e alla Messa in onore
degli anni passati, siamo incoraggiati a della beata Margherita della Metola,
moltiplicare queste giornate. terziaria domenicana.
A Perugia, che domina bellissima Le riunioni del convegno e l’alloggio
arroccata sui suoi colli, in programma sono tenuti all’Hotel Sacro Cuore, vera
la visita a uno dei più grandiosi palazzi oasi di pace nel verde, un ambiente
pubblici d’Italia, il Palazzo dei Priori, dai tranquillo e accogliente con un’ampia
bei portali e trifore, con la sala dei Notari vista sul tipico paesaggio umbro.
e la pittura umbra dal ‘200 al ‘700, coi
suoi massimi esponenti. (dal foglio d’invito).

80
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

CITTA di CASTELLO (PG), Chiostro San Domenico (sec. XIV).


PISTOIA. SAN DOMENICO.
Arte, Spiritualità e Storia nel Convento.
Ciclo di Conferenze – da Febbraio a Giugno 2010
Le conferenze si tengono nella saletta Marie-Dominique Chenu,
piazza san Domenico 1, ore 17.00

notizie
sabato 27 febbraio Giovanni Bargnoni. Musicista, cul-
INTRODUZIONE: UN CONVENTO tore di Storia della musica - Pistoia
NELLA CITTÀ
fr. Alessandro Cortesi op – Priore sabato 22 maggio
del convento MAESTRANZE BIZANTINE E TO-
SCANE PER LA DECORAZIONE DEL
IL BEATO GIOVANNI E LA BIBLIO- PORTICO DI SANTA MARIA MADDA-
TECA DEL CONVENTO LENA
Elettra Giaconi. Ricercatrice - Cen- Antonio Palesati. Storico dell’arte
tro Espaces ‘G. La Pira’ – Pistoia – Biblioteca Nazionale Centrale di Fi-
renze
sabato 6 marzo
LA DISPERSIONE DEL PATRIMONIO sabato 29 maggio
DI SAN DOMENICO AL MOMENT0 GLI AFFRESCHI CHE SONO CON-
DELLA SOPPRESSIONE RICCIANA SERVATI NELL’ANTICO REFETTORIO
Alberto Coco. Ricercatore - Centro Nicoletta Lepri. Storica dell’arte –
Espaces ‘G. La Pira’ – Pistoia Università di Firenze 81

sabato 20 marzo sabato 5 giugno


LA BOTTEGA DEI VACCA’ E I MAR- “AQUA E FOCHO”. SPAZI DOME-
MI DELLA CAPPELLA CELLESI STICI E ACQUE DELL’UTILE NEL CON-
Francesco Freddolini. Cultore del- VENTO
la materia per la cattedra di Storia Maria Camilla Pagnini. Architetto,
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

dell’Arte Moderna – Università di Pisa Dottore di ricerca – Pistoia

sabato 10 aprile ______________________


LE STORIE DELLA MADDALENA NE-
GLI AFFRESCHI DEL PORTICO VISITE AL CONVENTO
Giulia Coco. Ricercatrice - Gabinet- I frati domenicani sono lieti di invi-
to Scientifico Letterario G.P. Vieusseux tare alla visita del convento.
- Firenze Il convento sarà aperto per visite ac-
compagnate alla Chiesa, ai Chiostri e ai
sabato 15 maggio locali d’interesse storico-artistico nelle
“IL GRANDE INTRUSO”. L’ORGA- seguenti date: sabato 13 marzo; sabato
NO DELLA CHIESA DI SAN DOMENI- 27 marzo; sabato 17 aprile; sabato 24
CO E LA MUSICA SACRA aprile e infine sabato 08 maggio • • •
ROMA. CASALOTTI. N.S. di Lourdes.
XIII Capitolo Generale Elettivo
delle Suore Domenicane del SS. Sacramento
Roma - Casa Generalizia: dal 27/12/2009 al 06/01/2010

Il 13mo Capitolo Generale elettivo gregazione, ma, in effetti, era stato lui
notizie

delle Suore Domenicane del SS. Sacra- ad avere la prima ispirazione divina di
mento, si è svolto dal 27 dicembre 2009 fondazione.
al 06 gennaio 2010 nell’Istituto “S. Ma- Don Antonio era stato il direttore e
ria di Lourdes“, in Via di Selva Candida, formatore spirituale sia di Sr Tarcisia,
a Casalotti-Roma. sia delle altre suore che formarono il
Le Capitolari, una ventina, hanno gruppo iniziale che diede poi avvio al-
rieletto la Madre Gusmana Staiano per la Congregazione. Pensiamo si debba al
un secondo sessennio alla guida della Palladino, inoltre, anche il riferimento
Congregazione, fondata il 19 ottobre specifico, di questa Famiglia religiosa,
1927 a Cerignola (FG) da Madre Tarci- al carisma eucaristico, nell’adorazione
sia Vasciaveo. prolungata, e alla particolare attenzione
Tuttavia, la stessa M. Tarcisia, fon- al Papa. Anche l’affiliazione all’Ordine
datrice, indicava Mons. Don Antonio dei Predicatori la dobbiamo a lui, essen-
Palladino come “il venerato Padre Fon- do egli stesso appartenente al Laicato
datore”. Egli era morto l’anno prece- domenicano.
dente all’inizio ufficiale di questa Con- Madre Tarcisia Vasciaveo, ebbe co-
82
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

ROMA - Casalotti, via di Selva Candida, 30.


Fotografie del Capitolo generale 2010.
notizie
munque il ruolo decisivo per la Vita del- inserito nel plurisecolare albero di San
la nuova Congregazione e fu necessaria Domenico“.
tutta la sua santità per sostenere i primi La riscoperta e la valorizzazione
passi della famiglia religiosa che nasce- dell’opera di Don Antonio Palladino
va in momenti storici davvero difficili. contribuirà, anche con la sua Beatifica-
“… Dimentica di sé, semplice, povera, zione – il cui processo è ormai avviato
tollerante, paziente, compassionevole, da tempo - a dare nuova linfa vitale alla
dolce… la sua forza nel governare era Chiesa e alla realtà civile nella quale le 83
la bontà”, leggiamo in un libro che par- case della Congregazione sono presenti,
la della Congregazione e che ne sugge- sia in Italia che all’estero.
riamo la lettura. È intitolato: “Per te con
amicizia”. Madre Gusmana Staiano op. è stata
Le suore domenicane del SS. Sacra- riconfermata per un secondo sessennio
mento considerano ormai del tutto chia- e insieme alle Consigliere: Sr Teresina
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

ro e naturale considerare Don Palladino Macchiarulo, Sr Nicoletta Cafagno, Sr


e Madre Tarcisia entrambi quali loro cari Cristina Maglie, Sr Dorotea Musio, e
Fondatori. l’economa Sr Domenica Mercorella,
guiderà la Congregazione delle Suore
Il Capitolo è stato diretto dal P. An- Domenicane del SS. Sacramento nella
tonio Cocolicchio op., già priore del piena fedeltà al carisma proprio.
Convento domenicano della Minerva a Il nuovo governo di questa famiglia
Roma. Al termine dei lavori, le Capito- religiosa è pienamente convinto che la
lari hanno confermato come assistente buona riuscita del futuro sta nell’affidarsi
della Congregazione lo stesso padre completamente allo Spirito Santo, fonte
proprio allo scopo di poter meglio pro- di ogni novità e a incrementare l’adora-
seguire nello “stile” di vita domenicano, zione eucaristica, seguendo le orme dei
riconoscendosi di essere “nuovo ramo fondatori. • • • 
EMPOLI (FI). S. Chiara
Attività in Fraternita

La Fraternita domenicana di Empoli sul Vangelo e cerchiamo di conoscere


sta riacquistando vitalità ed entusiasmo! la vita dei nostri santi domenicani.
Questi, dopo decenni di fecondo impe- Per quanto concerne le attività cari-
notizie

gno caritativo e spirituale, erano andati tative, il gruppo da tre anni sostiene con
calando; ora, grazie alla ventata di fede proprie offerte, l’attività missionaria dei
gioiosa e creativa del nostro assistente, nostri padri domenicani in Guatemala
P. Angelo Belloni, e grazie alla dedi- dove, tra il maggio e giugno 2009, si
zione di Sr Anna Maria, domenicana è recata anche una nostra consorella
dell’Unione S. Tommaso, il gruppo cre- come volontaria insegnante ed è ritor-
sce nell’amore verso l’Ordine. nata entusiasta.
Gli incontri mensili sono vissuti con Oltre a questo, ormai da due anni, le
intensità di preghiera e con arricchimen- Laiche domenicane di Empoli, assieme
to spirituale: facciamo delle riflessioni al P. Belloni, accompagnano spiritual-
mente un gruppo di giovani con letture
bibliche mensili presso la casa di una
consorella, a Fibbiana-Montelupo (FI).
Con la grazia di Dio e la buona volontà,
speriamo che la Fraternita diventi più
numerosa e abbia buoni e numerosi
84 frutti spirituali.
Ad agosto del 2009, d’accordo con il
parroco di Fibbiana, don Locastro, ab-
biamo celebrato il triduo e la festa di S.
Domenico e celebreremo anche il triduo
e la festa di S. Caterina da Siena.
Infine, in vista dell’ottavo centena-
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

rio dell’approvazione dell’Ordine, nel


2016, abbiamo iniziato “la Peregrinatio
di S. Domenico” presso le famiglie
delle terziarie che invitano conoscenti
e vicini di casa per qualche momento
di preghiera comunitaria davanti alla
statua di S. Domenico, che ha iniziato
il “cammino” partendo da Fiesole.
Abbiamo distribuito il testo del di-
scorso del Papa Benedetto XVI su S.
Domenico, pubblicato sull’Osservatore
La sig.ra Antonietta Lamorte Romano (04/02/2010).
della Fld di Empoli. (Antonietta Lamorte, Ld).
notizie
CAGLIARI - San Domenico.
Notizie del Laicato Domenicano

L’anno sociale si avvia alla conclusio- la nostra attenzione a S. Tommaso 85


ne con alcuni cambiamenti imprevisti: d’Aquino. «Fiduciosi nelle possibilità
il nostro assistente, P. Alberto Fazzini, è della “ragione umana”, nella piena fe-
partito per il Guatemala, destinazione deltà all’immutabile “depositum fidei”,
Dolores, in aiuto ai Padri missionari. occorre attingere sempre alla ricchezza
Uno dei padri è bisognoso di un periodo della Tradizione, nella costante ricerca
di riposo e P. Alberto, per la generosità della “verità delle cose”» ci ha ricordato
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

che lo contraddistingue, ben volentieri è il Papa (Avvenire, 29/01/09, p. 4).


andato a dare una valida mano d’aiuto. Intanto, per la festa di S. Caterina,
Per nostra fortuna, a Cagliari, abbiamo abbiamo avuto le “vestizioni” di quattro
il Convento domenicano e i padri non ci novizi ed è stata festa nei nostri cuori.
faranno mancare la guida spirituale. Festa solo spirituale, diciamo, perché
In ottemperanza al nostro program- abbiamo deciso di destinare alla mis-
ma, nelle ultime riunioni ci siamo sof- sione del Guatemala quel che avremmo
fermati su alcuni aspetti dell’attività di speso per il rinfresco.
S. Caterina da Siena, in contesto storico A giugno concluderemo le attività
e familiare, leggendo alcuni brani delle con una giornata di ritiro spirituale,
sue lettere dedicate a “Monna Lapa”, la come avevamo già preventivato.
sua cara mamma. (Marisa Vassena,
Nella prossima riunione volgeremo presidente della fld).
P
UBBLICAZIONI

pervenute in redazione

parte di giovani generose e gioiose di


consacrarsi al Signore per il bene della
Chiesa e del mondo. Le monache con
intima soddisfazione offrono il presente
lavoro quale contributo alle celebrazio-
ni, sempre in atto, degli 800 anni del
nostro Ordine.
•••
P. A. BELLONI (a cura di), 100 pagine
di Caterina da Siena, fuoco è l’amore di
Sr PETRA GIORDANO, Lettere dalla Dio in noi, Città Nuova, Firenze 2008,
Clausura, Bibbiena (2010), pp. 256. La pp. 110.
presente pubblicazione segue a quella Il contenuto del volumetto è costitui-
intitolata “Attratta da Cristo Divina bel- to da brani scelti dalle opere di S. Cateri-
86 lezza”, di circa tre anni fa. Era il diario na (Il Dialogo, le Lettere, le Orazioni).
di Sr Petra Giordano, monaca di S. Maria Da questo insieme dottrinale si co-
del Sasso di Bibbiena. glie l’abbozzo di un cammino spirituale
Il nuovo libro riguarda le sue lettere scandito da tappe distinte, in cui le te-
che si è riuscito a raccogliere e le belle matiche trattate – la salvezza, la cono-
testimonianze di coloro che l’hanno co- scenza, le virtù, la misericordia, la pre-
nosciuta. Il volume, anche questo curato ghiera, la croce, la comunità – aiutano
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

da P. E. Zabatta, era stato più volte solle- a crescere nell’amore a Cristo Crocifisso,
citato e atteso da numerose persone. unica via e ponte di salvezza. •••
Le monache del Sasso, affezionate
consorelle, costatata la grande acco-
glienza data al diario, sono liete di far
conoscere maggiormente la spirituale
vitalità che ha accompagnato Sr Petra
durante i lunghi anni vissuti in clausura
e l’esempio di virtù che ha lasciato.
Il genere di vita, quello claustrale,
da lei vissuto in pienezza, contribuisca
– dicono le consorelle - alla crescita di
stima della nostra vita, soprattutto da
spiega la fecondità di tanto bene umil-
mente fatto e il disegno misterioso di
Dio nella sua anima. Questo sereno
traspare e vibra come luce diamantina
dai frammenti del suo diario raccolti e
commentati in questo volumetto di cui
ne consigliamo la lettura. •••

pubblicazioni
A. LAMORTE, Passo Passo con Maria,
Rosario poetico, Nerbini, Firenze 2010,
pp.170. La pubblicazione si presenta
quale contributo al rinnovamento della
preghiera del S. Rosario e intende valo-
rizzare il linguaggio poetico e profetico
dei Salmi biblici per la meditazione sui
singoli 20 misteri che lo compongono.
Questo sussidio è corredato anche AA. VV., Strumento e cantore nella
da originali contributi di meditazione su sinfonia di Dio, Domenico Galluzzi do-
altri episodi della vita di Gesù: ciò sot- menicano, Ara Crucis, Faenza (2008). Il
tolinea che il Rosario è vero compendio fascicolo di 70 pagine è una sintesi della
del Vangelo. vita e della missione del P. Galluzzi, ac-
••• compagnata da testimonianze che ma-
P. B. DI COLA, op., Profilo spirituale nifestano le sue particolari virtù.
di Giuseppina Grassi (1893-1959), Opu- Nato a Cattolica di Rimini (1906), 87
scola, Firenze 2010, pp. 138. Domenico vestì l’abito domenicano a
Giuseppina Grassi, laica domenica- Bergamo (1930) e divenne sacerdote
na, nata il 5-11-1893, entrò giovanissi- nel 1936. Fin dal 1943 concepì e poi
ma nell’insegnamento a Calenzano, a realizzò l’opera Ara Crucis, un Mona-
Cavarzano, per moltissimi anni, poi a stero di Claustrali impegnate nell’ado-
Bagnolo di Montemurlo. Sfollata duran- razione eucaristica per la santificazione
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

te la guerra a Casale di Prato, dove ebbe dei sacerdoti, a Faenza. In questo anno
il comando a Jolo per quel periodo, inse- dedicato al sacerdozio torna esemplare
gnò a Prato negli anni immediatamente l’attenzione ai sacerdoti. (Ara Crucis, via
successivi alla liberazione. degli Insorti, 27 – Faenza (RA).
… Nel 1915 aveva fatto la professio-
ne nel Laicato domenicano. Divenne
priora della fraternita nel 1936 e man-
tenne questo ufficio con altissimo sen-
so di dovere, fino alla morte avvenuta
il 17 -2-1959 in una clinica di Careggi
di Firenze».
Questa vita, all’apparenza così co-
mune ed ordinaria, ha un segreto che • • •
Molto amati Sacerdoti

In quest’Anno Sacerdotale ricevete il nostro


saluto fraterno accompagnato dalla nostra pre-
ghiera per la vostra santificazione e le vostre
intenzioni… Vi inviamo le nostre più sincere feli-
citazioni per questo Dono ineffabile dell’Ordine
Sacerdotale con il quale lo stesso Signore Gesù
vi ha arricchito per il bene dell’umanità…Ringra-
ziamo infinitamente Dio per Voi, per le vostre
vite dedicate al servizio, alla cura pastorale delle
persone, per ascoltare, consigliare, animare,
orientare, e, più per perdonare i peccati, cele-
brare e distribuire ogni giorno il Corpo e il San-
gue del Signore (…).
Con tutto rispetto, tenete sempre presente
la vostra dignità tanto eccelsa di poter Celebra-
re l’Eucaristia come la prima, l’unica e l’ulti-
ma convertendo il pane e il vino nel Corpo e nel
Sangue Santissimi di Cristo, nemmeno gli angeli
hanno un privilegio tanto grande! Voi siete Cristo!
Che ogni giorno la possiate celebrare con fedel-
tà, non smettete di celebrarla, è il primo e prin-
cipale compito del vostro Ministero, non smet-
tete di celebrare i Sacramenti perché ci private
88 della Grazia che Dio ci chiede di donare a molti
per mezzo di VOI. Che niente vi separi dall’amore
di Cristo... come dice l’Apostolo. In una parola,
fate quello che il Maestro con tutto l’amore del
suo Cuore vi ordinò quella sera del Giovedì Santo:
«Fate questo in memoria di Me».
… La Santissima Vergine Madre del Sommo ed
domenicani - marzo - aprile 2010 - n. 2

Eterno Sacerdote accorrerà per prima in vostro


aiuto … Voi siete gli UNTI del Signore e Lui vi
ama come le pupille dei suoi occhi.
le Monache di Sant’Agnese. Bogotá, Colombia.

“DOMENICANI” n. 2 / 10
marzo - aprile 2010
PROVINCIA ROMANA DI S. CATERINA DA SIENA
piazza S. Domenico, n. 5 - 09127 Cagliari
Tel. 070-65 42 98 - cell. 339 18 22 685
fax 070-662837 - ccp. 41 48 28 94
e.mail: zabatta.eugenio@tiscali.it