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nuoova serie - anno XXVIII - n. 3 - settembre - dicembre 2012 - piazza san domenico, n.

5 - 09127 cagliari

Il Bollettino del R.P. - A. XXVIII - settembre - dicembre 2012

IL ROSARIO PERPETUO

LASSOCIAZIONE DEL ROSARIO PERPETUO


Supplemento a

Anno XXVIII settembre - dicembre n. 3 - a. 2012 quadrimestrale di collegamento dei gruppi dellAss. Rosario Perpetuo Regina del Santo Rosario venerata in s. Domenico di Cagliari (statua in legno - sec. xv).

autoriz. Tribunale di Firenze del 4 Gennaio 1967 - n. 1800

DOMENICANI

Nuova serie - Anno XXVIII settembre - dicembre n. 3 - 2012 c /c postale n. 15 38 10 98 intestato a: Bollettino del Rosario Perpetuo - Convento S. Domenico - 09127 Cagliari Direzione & Redazione: P. Eugenio Zabatta o.p. piazza San Domenico, n. 5 09127 CAGLIARI

3 Il saluto del Direttore alle zelatrici. P. Eugenio Zabatta 6 La nostra preghiera per gli altri. il padre direttore 9 Il mio Rosario. A. Angelico. 10 LAve Maria (seconda parte) (NN).

Sommario

Tel. 055-2656453
Cell. 339 18 22 685

e.mail: zabatta.eugenio@tiscali.it sito: www.rosarioperpetuo.net Con approvazione Ecclesiastica e dellOrdine Domenicano.

18 Lo spirito della nostra Associazione. P.E.Z. 20 Con la recita del Rosario. Papa Benedetto XVI. 23 Anno della fede. 25 Dalle creature al Creatore. N.N. 27 Nella Casa del Padre. 31 Le nuove iscritte al Rosario. La redazione. 32 Il Rosario Vivente. 35 Misteri gloriosi. La beata Imelda. 36 Noi crediamo in un Dio solo.
Copertina: GAROFALO (1517-1518). Madonna con Bimbo (part.). Londra, National Gallery.

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Il saluto del Padre Direttore

del Rosario Perpetuo,


A dare autorit e forza al saluto che voglio farvi, mi avvalgo delle parole del Santo Padre Benedetto XVI che in alcune esortazioni ci invita a far propria, cio a far sempre pi nostra la pia pratica del Rosario. Mi sembrano adattarsi bene al momento atteso dellinizio del mese di Ottobre tradizionalmente dedicato alla Madonna del Rosario. Nel messaggio ai giovani di Olanda, in occasione della prima giornata nazionale dei giovani cattolici, il Papa scriveva (21 nov. 2005): Vi invito a cercare ogni giorno il Signore, che non desidera altro se non che siate realmente felici. Intrattenete con Lui una relazione intensa e costante nella preghiera (). Se non sapete come pregare, chiedete che sia Lui stesso ad insegnarvelo e domandate alla sua celeste Madre di pregare con voi e per voi. La recita del Rosario pu aiutarvi ad imparare larte della preghiera con la semplicit e la profondit di Maria. Nellomelia, dopo la recita del rosario, nel Santuario dellAparecida (12 maggio 2007) in Brasile: Come gli

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elatrici

Apostoli insieme a Maria salirono alla stanza superiore e l uniti dallo stesso sentimento, si dedicavano assiduamente alla preghiera (At 1,13), cos anche noi oggi (in questo mese). Oggi Lei che guida la nostra meditazione; Lei che ci insegna a pregare. con grande speranza che mi rivolgo a voi tutti che partecipate al santo Rosario. proprio questa scena del Cenacolo che, ogni volta che facciamo insieme lOra di Guardia, vogliamo rinnovare: tutti in preghiera intorno a Maria, come gli apostoli, mentre lo Spirito Santo, datore di vita, illumini, riscaldi, conforti i nostri cuori, orientandoli sempre, per lintercessione di Maria, al bene delle nostre persone e dei nostri cari. Quando si recita il Rosario si rivivono i momenti importanti e significativi della storia della salvezza; si ripercorrono le varie tappe della missione di Cristo. Con Maria si orienta il nostro cuore al mistero di Ges. Si mette Cristo al centro della nostra vita, del nostro tempo, delle nostre citt, mediante la contemplazione e la meditazione dei suoi santi misteri di gioia, di luce, di dolore e di gloria. Cristo stesso, per lintercessione del-

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la Regina del Rosario, ci aiuti ad accogliere in noi la grazia che promana da questi misteri, affinch, a partire dalle relazioni quotidiane, attraverso di noi, quella grazia, possa irrigare la societ e purificarla da tante forze negative aprendola alla novit di Dio. Il Rosario, quando pregato in modo autentico, non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e riconciliazione. Contiene in s la potenza risanatrice del Nome santissimo di Ges, invocato con fede e con amore al centro di ogni Ave Maria Benedetto il frutto del Tuo seno, Ges (3 maggio 08). Ritorna ottobre con il suo particolare fascino. Finite le vacanze, ciascuno riprende il proprio posto di lavoro per una nuova stagione di bene, sempre fiduciosi nellaiuto di Colei che cooper in modo tutto speciale allopera del Salvatore, per il nostro bene eterno.

Chi dice ottobre, dice anzitutto Rosario, dice preghiera. Ne fanno prova le molte encicliche dei Papi su quella preghiera mariana, tanto diffusa tra il popolo cristiano e tanto cara anche a loro stessi: il Rosario. La Marialis Cultus di Paolo VI, ad esempio, invita ad una ripresa vigorosa e pi consapevole della recita del S. Rosario, che il compendio di tutto quanto il Vangelo ed ha una connaturale efficacia nel promuovere la vita cristiana e limpegno apostolico. bene quindi dare un giusto rilievo alla celebrazione ecclesiale della festa mariana del 7 ottobre, istituita da San Pio V nellanniversario della vittoria navale riportata dai cristiani a Lepanto e attribuita allaiuto della Madonna, invocata con la recita del Rosario (1571). Maestra di vita spirituale per i cristiani, Maria ravviva nel nostro animo di pellegrini indaffarati la gioiosa e costante sollecitudine per la preghiera. >

SVILUPPO DELLASSOCIAZIONE
del Rosario Perpetuo in Italia
Dal mese di gennaio 2012 ho inviato a tutte le zelatrici la rivista Il Rosario. Questo gesto mio e della Direzione dellAssociazione ordinato alla fusione del Centro sardo con quello nazionale che ha sede a Firenze. Potremmo adottare questa rivista anche per i gruppi della Sardegna al posto del presente Bollettino? Naturalmente la rivista avr delle pagine che riportano notizie dei gruppi, nuove iscrizioni, nomi dei defunti, come finora ha fatto questo bollettino. Gradirei sapere il parere delle zelatrici e soprattutto il numero degli esemplari che desiderano ricevere. Tenere conto che la rivista sar bimestrale (sei volte lanno) a cui bisogna aggiungere i due supplementi (il lungo foglio dei misteri del Rosario). Laumento delle stampe naturalmente comporter una spesa maggiore che sar indicata. (P. Eugenio, direttore). 4
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Liturgicamente il mese di ottobre si apre con la memoria di S. Teresa di Ges Bambino, che oggi onoriamo anche come Dottore della Chiesa. Mor il 30 settembre 1897, offrendo la vita per la salvezza delle anime e il rinnovamento della Chiesa. Devotissima della Madonna, Teresina avrebbe voluto essere sacerdote per potere predicare sulla Madre del Signore. Segue, il giorno 15, il ricordo dellaltra Santa Teresa. Aveva 12 anni quando le mor la mamma. Racconta: Appena compresi la gran perdita subita, mi portai tutta afflitta ai piedi di una statua della Madonna e la supplicai con molte lacrime, a volermi fare da madre. Ella mi fece tutta sua. Il 18 ottobre festeggiamo, poi, levangelista Luca, il pittore della Madonna. Lui che ci offre il primo ritratto spirituale di Maria: Colei che ha creduto Colei che portava tutto nel suo cuore, meditandolo. >

I primi cristiani seppero far riferimento a Maria per difendere la propria fede. A noi del XXI secolo, per una nuova primavera dello Spirito, San Luca, che festeggiamo il 18 ottobre, ci sprona a pregare con Maria, Madre di Ges, che, come abbiamo detto, conservava tutto nel suo cuore meditandolo. Ricordiamo, infine, come la Provvidenza divina, allinizio del mese di ottobre, il giorno 2, mette ai nostri fianchi i Santi Angeli custodi perch ci proteggano, ci istruiscano e ci guidino. Che cosa dobbiamo temere con protettori cos grandi? (s. Bernardo). Quando Cristoforo Colombo, il 12 ottobre 1492, scopr il nuovo mondo, veleggiava sulla nave ammiraglia, chiamata Santa Maria. Con Maria, stella del nostro mare, continuiamo fiduciosamente il cammino che ci attende. La Madonna compensi la vostra fede ed esaudisca le vostre preghiere. P. Eugenio Zabatta op

Per la comodit dei nostri gentili lettori e particolarmente per le zelatrici e le iscritte allAssociazione del Rosario Perpetuo, riportiamo qui di seguito tutte le indicazioni per collegarsi in vario modo con la Direzione:

IMMAGINE CAMPANILE S. M. NOVELLA

ASSOCIAZIONE DEL ROSARIO PERPETUO Piazza Santa Maria Novella, 18 - 50123 FIRENZE Telefoni: S. M. Novella 055 23 96 034 - 055 26 56 453 Via Cittadella (uffici dellAssociazione) 055 35 56 80 Cellulare Direzione: 339 18 22 685 - Numero Fax: 055 53 08 370 Conto Corrente Postale: 30 45 01 intestato a: Rosario perpetuo - Firenze Sito Web dellAssociazione: http://www.rosarioperpetuo.net Scrivere sempre lindirizzo completo e preciso, a stampatello, in modo particolare se si tratta dei nomi dei nuovi iscritti. Grazie.

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MORETTO, Pentecoste (1525), olio su tela. Brescia, Pinacoteca Tosio-Martinengo

TERZO MISTERO GLORIOSO. LA PENTECOSTE.

La preghiera e i sacrifici per i peccatori, che la Regina del Rosario ha chiesto ai ragazzi di Fatima, ci fa capire che dobbiamo recitare il Rosario non solo per noi stessi, ma deve costituire una premurosa invocazione per la salvezza degli altri nostri fratelli in Cristo.

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LA NOSTRA PREGHIERA PER GLI ALTRI


Il gesto di umilt, di chi chiede agli altri di pregare per s, lodevole; sia concreto e fattivo pure il gesto fraterno e di squisita carit offerto da chi promette di pregare per coloro che glielo chiedono. La nostra Associazione, chiedendoci il contributo di unora di preghiera mensile (Ora di Guardia) ci fa esercitare in questa carit vicendevole di preghiera gli uni per gli altri.

Ci hanno scritto: Chiedo preghiere, in questo mese di maggio, per me, mio marito e i miei figli; chiedo di ricordarci alla cara Mamma celeste. Partecipiamo una nostra riflessione e un consiglio a proposito di preghiera! La richiesta di preghiere a favore di qualche familiare, soprattutto per figli e non solo per la loro salute fisica, veramente costante. Diciamo che la richiesta si equivale al numero delle lettere. Tale richieste se da un lato non possono che riempirci di gioia, dallaltro ci presentano il vasto orizzonte delle sofferenze del nostro prossimo e pi ancora ci richiamano la nostra responsabilit e limpegno di fare seriamente quelle preghiere richieste e promesse. Ci fermiamo a considerare questultimo aspetto che forse anche il pi trascurato, ma merita unattenzione particolare a motivo delle conseguenze che si riflettono nella persona che accoglie la richiesta di coloro che si trovano nel bisogno e promette di pregare. Promettiamo facilmente, ma non ricordiamo di mantenere la promessa.

edificante latteggiamento di chi, nellevidenza della propria condizione precaria, si raccomanda con umilt, fiducia e confidenza a qualcun altro perch preghi Dio, faccia da mediatore, interceda perch venga sollevato dal proprio male e abbia quanto gli necessita. Lumile atteggiamento di chi chiede, e lo fa con fiducia, gratificante; chi compie questo gesto di domanda trova gi sollievo e possiamo aggiungere che ha gi preparato la risposta di Dio a suo favore, perch Dio ama gli umili e i fiduciosi. Quando siamo incapaci di provvedere a noi stessi e di conseguenza ci raccomandiamo agli altri perch preghino per noi, facciamo concretamente professione di vera umilt. Latteggiamento esterno di supplica assicura che anche quello interiore del cuore, che il Signore vede (Ap. 2,23) nellumilt e perci pone la persona nella sicurezza di essere accolto dal Signore. Ma quanto maggiormente si richiede che sia impegnato lanimo di chi si fa carico della situazione di afflizio-

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ne del prossimo e promette la sua preghiera. Prega per me! la richiesta e ne abbiamo considerato la bont. Si! Prego per te! la risposta generosa e a volte possiamo far caso che (forse per umilt o perch pi cosciente dellimpegno promesso) qualcuno, richiesto di pregare, dice: S! Unisco la mia preghiera alla tua. E, tuttavia, comunque stanno le cose, se diciamo di voChiedere di pre- ler pregare, non gare? quanto fac- da sottovalutare ciamo in ogni Ave n limpegno che Maria. Lo chiediamo ci assumiamo e alla Madre di Dio! n la grandezza Preghiamo per il modellatto di carit mento che stiamo vivendo e per quello che offriamo! Il nostro fradella nostra morte. tello ha legato, con la sua richiesta, alla nostra preghiera la sua condizione, forse drammatica; si affidato, si rimesso a noi. Se gli abbiamo dato fiducia con il nostro s,

non possiamo venir meno, non possiamo dimenticarci di pregare per lui. Nella scala dei valori, quello della preghiera al primo posto e perci se io ho promesso di pregare, ho promesso lazione pi preziosa a vantaggio di chi me lha chiesta. Dico pi preziosa perch non sbagliamo a considerare che tutto stato legato alla preghiera. Se questa venisse a mancare, il mio fratello non potr ottenere quanto ormai egli aveva affidato alla mia cura. Ma se tutto questo vero, che cio tutto collegato principalmente alla preghiera, allora quali meravigliose conseguenze il Signore ha voluto unire alla preghiera che ci chiede di fare gli uni per gli altri, Lui che ci chiede di amarci gli uni gli altri (1 Gv. 3,11). Quando la preghiera c e si fa per gli altri, allora diventa il pi grande atto di carit. Questo vero sia considerando che pregare per un altro un atto di altruismo e damore, perch voglio,

La nostra Associazione del Rosario insiste sulla utilit della preghiera vicendevole

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chiedo il suo bene; sia considerando il valore dellatto in se stesso, dato che pregare lazione pi nobile e perfetta che la persona possa compiere. Non a caso vogliamo insistere sulla bont del gesto di chi prega per gli altri. La nostra Associazione del Rosario Perpetuo, mettendoci in questa prospettiva della preghiera vicendevole, gli uni per gli altri, attira continuamente innumerevoli persone a iscriversi ad essa per poter compiere questo gesto di amore: pregare per gli altri, ma nello stesso tempo per ricevere lo stesso gesto. Infatti gli altri, che hanno goduto della sua preghiera, ricambiano lo stesso gesto di preghiera, facendo la propria Ora di Guardia. Da considerare, poi, che il gesto di carit, di amore, che si compie pregando per gli altri nellAssociazione, viene maggiormente nobilitato a motivo che, questa preghiera vicendevole, come ufficializzata in forza delliscrizione e

viene fatta per amore della Madonna, Regina del Rosario, e a gloria di Dio. In altre parole, il nostro intento di aiutare gli altri, proprio perch sia pi concreto ed efficiente, ci spinge a coinvolgere nella nostra piccola preghiera la Madonna stessa. Sar lei, la sua mediazione materna, ad elevarla e renderla gradita al Signore. Ci pare, cos facendo, che possiamo pi facilmente non solo capire meglio la nostra professione di fede nella comunione dei santi, ma viverla in uno degli aspetti pi belli: avvantaggiarci, davanti a Dio, gli uni gli altri, intercedendo Maria. questo il vero spirito della nostra Associazione del Rosario Perpetuo che si premura con la carit della preghiera vicendevole, di procurare, attraverso il Rosario, una lode perpetua alla Madre di Dio: lode che riflette su tutti i suoi benefici raggi. (P Eugenio Zabatta op).

IL MIO ROSARIO

(A. Angelico)

Il Rosario mi aiuta a meditare il mistero dellamore di Dio per luomo. Mi guida nella riflessione sulle vicende del Figlio di Dio che per realizzare la nostra salvezza si fa Figlio di Maria, scegliendola cos come collaboratrice della salvezza dellumanit. Amo soffermarmi sulla singolare collaborazione che Maria ha offerto al Padre perch Suo Figlio operasse la Redenzione dellumanit. Madre di Ges, diventata anche Madre di ogni uomo che suo Figlio ha redento. , quindi, anche Madre mia. A mia madre, io non mi stanco mai di dirle: Mamma ti voglio tanto bene; mamma ti amo tanto; lo sai quanto ti amo?. E Lei, mia madre, non si stanca di sentirselo dire; non sinfastidisce di sentirselo ripetere. Ma, rivolgendomi amabilmente il suo sguardo, mi risponde sorridendo: Lo so, lo so bene che mi vuoi bene, che mi ami. E mi fa tanto piacere. Anchio ti voglio bene; anchio ti amo, bambino mio. Questo il mio Rosario. Per questo lo dico con fede, con amore e con gioia, sapendo di rivolgermi a Colei che per volont di Ges mi ha adottato per figlio.
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PIENA PAGINA
coronazione di Maria

B. ANGELICO, Lincoronazione della Beata Vergine e Santi (1440-1). Cella 9, San Marco, Firenze.

La Vergine Santa ci garantisce per ladesso una presenza materna dolce e insostituibile. Ma mentre ci sostiene nel presente, ci dispone con serenit al futuro e allora suprema. Ci prepara alla morte, insegnandoci a vivere.

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Segue la meditazione sulle singole parole della seconda parte dellAve Maria. Rimandiamo al precedente bollettino per la prima parte. A noi che recitiamo continuamente questa preghiera, soprattutto con il Rosario, conviene comprenderne sempre pi la meravigliosa ricchezza e recitarla con pi devozione e goderne maggiori frutti.

(meditiamo sulle parole della seconda parte)

L Ave Maria
Santa Maria

La prima parte della nostra preghiera si aperta col nome di Maria e si chiusa con quello di Ges. Il primo nome, Maria, motivo di fiducia e speranza per tutti noi; il secondo nome, Ges, lunico nome nel quale possiamo ottenere la salvezza. Rispetto alla prima, la seconda parte di questa preghiera, a noi tanto cara, molto pi recente. Fu S. Pio V, Papa domenicano (15041572), che raccogliendo i vari elementi presenti nelle diverse consuetudini secolari dei fedeli, fiss le forme della supplica nei termini che oggi usiamo e la introdusse per primo, come antifona, nellufficio delle Ore (1568). Mentre nella prima parte ci hanno guidato nella lode alla Vergine Maria, lAngelo Gabriele e S. Elisabetta, in questa seconda parte la Chiesa che ci guida a invocare la mediazione materna della Madre di Dio. Cerchiamo di capire qualcosa delle verit che lAve Maria ci presenta, in modo da godere, nella contemplazione, della sua forza spirituale.

Accompagniamo il nome di Maria con lattributo di Santa. Il valore di questa parola merita di essere approfondito. Lo aggiungiamo al nome per attirare a noi la benevolenza di Colei che invochiamo, ma conoscerne il significato aumenta la nostra devozione! Santo , nella Bibbia, uno dei tanti attributi di Dio; un altro nome per dire Dio. Lo ricorda la stessa etimologia: sanctus participio passato del verbo sancire, e significa essere separato, distinto. Dio Santo Colui che trascende luomo e il mondo; che abita una luce inaccessibile ed distinto dalluomo. Pi che una qualit morale, il termine santo indica lessenza di Dio e la sua autorit: Dio totalmente diverso, superiore, distinto... anche se presente e non distaccato dalle cose. Lui solo Santo! Il Signore, che il solo Santo, pu tuttavia partecipare, e di fatto partecipa, la sua santit. Noi vediamo infatti che sono detti santi: il popolo di

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Israele, i Profeti, gli Apostoli, Giovanni Battista; santa la Chiesa e santi tutti i Cristiani, partecipi della vita e della missione di Cristo. Sante sono dette sia le persone che le cose che assumono una funzione divina: i ministri del culto, il tempio, laltare, il sacrificio, Gerusalemme, Sion. Le cose in s sono profane, ma siccome entrano in relazione con Dio che santo e servono il Santo, partecipano di questa santit. Ma, soprattutto, la santit si ha quando si imita la santit di Dio. NellAntico Testamento, Dio dice di essere santi, perch Lui santo; e nel Nuovo: questa la volont di Dio: la vostra santificazione; siate voi dunque perfetti come perfetto il Padre vostro che nei cieli. Ges, il Santo di Dio in mezzo a noi, costituisce il modello di tutte le virt, e limitarlo il modo pi vero per raggiungere quella perfezione che ci consente di essere uomini maturi e integrali.

Alla base di questa imitazione di Dio di cui Ges il modello supremo c un dono fondamentale, che eleva la sostanza stessa dellanima rendendola partecipe della santissima natura divina. Questo dono si chiama molto significativamente grazia santificante. Essa ricevuta nel battesimo e rende lanima splendente e luminosa: per questo simboleggiata dalla veste candida che viene indossata. Ora, questa grazia santificante che noi riceviamo nel battesimo stata ricevuta con sovrabbondanza dalla Vergine Maria al momento della sua Immacolata Concezione. Per questo Ella chiamata dallAngelo: Piena di grazia. La sua anima dunque ha avuto sin dal primo istante una bellezza e uno splendore abbaglianti. La grazia santificante, oltre a trasformare la sostanza dellanima fa s che essa diventi tempio dello Spirito Santo. Quindi Maria santa anche perch lo

CORREGGIO, Madonna di S. Sebastiano (1524 c.) olio su tavola. Dresda, Gemldegalerie.

Maria la Theotkos, Madre di Dio, perch lunico Figlio eterno di Dio che si fa uomo da lei e per mezzo di lei.

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Spirito Santo abita in lei e lha assunta come strumento e luogo della sua attivit divina. Ella santa quindi non tanto e solo per la conquista di una eminente santit personale, ma perch porta in s lo Spirito Santo. Attraverso lei, lo Spirito realizza per cos dire una dimensione storica; e Maria diviene, in un certo senso, la proiezione nel tempo dellattivit specifica dello Spirito: infatti la sua santit che in lei vive e opera. santa anche perch assunta a servizio del disegno santo di Dio di salvare lumanit attraverso lincarnazione del suo Figlio. Lei stata scelta e messa a parte per diventare la Madre del Salvatore. E come tale non poteva essere contaminata dal peccato comune a tutti gli uomini. Nella sua vita Maria ha esercitato tutte le virt proprie di una donna e di una cristiana. Madre di Dio Maria genera una Persona che Dio dalleternit. Ges non Dio per il fatto che stato generato da Maria (sarebbe un assurdo pensare a Maria come madre della natura divina!). Maria Madre di Dio perch nelle sue viscere e dalle sue viscere comunica al Verbo di Dio (cio alla seconda Persona della Trinit) una natura umana simile alla sua. Come nella generazione umana ordinaria la donna genera una persona e non una natura, cos Maria genera la Persona del Verbo, il quale, conservando la natura divina, diviene suo vero Figlio pur avendo preso da Lei solo la natura umana. Ununica Persona divina nella natura divina come nella natura umana che le unisce. Maria quindi Theotkos, Madre di Dio, per-

ch lunico Figlio eterno di Dio che si fa uomo da lei e per mezzo di lei. La maternit riguarda la Persona e in Ges lunica Persona divina, anche se le nature sono due. Lespressione Theotkos, madre di Dio, applicata a Maria Santissima, fa s che Ella possa venire chiamata vincitrice di tutte le eresie. Infatti le eresie, cio gli errori che riguardano il mistero dellincarnazione del Verbo (= la Persona divina che prende la nostra carne, cio la nostra natura umana), si possono ricondurre alla negazione o della vera divinit di Ges, o della sua vera umanit, o dellunione della divinit con lumanit nellunica Persona divina del Verbo. Ora, dicendo che Maria madre di Dio noi riconosciamo: 1) che Ges veramente Dio; 2) che veramente uomo (altrimenti Maria non sarebbe sua madre); 3) che in Lui c la sola Persona divina (altrimenti Maria sarebbe madre della persona umana di Ges, e quindi non pi Madre di Dio). In breve, Ges vero Dio e vero uomo: - dicendo che Maria Madre di Dio, noi affermiamo la divinit di Ges; - dicendo che Madre di Dio, noi affermiamo la umanit di Ges. Nessuna creatura umana stata pensata, progettata, assunta, elevata a cos alta dignit. Lo dice il Conc. Vaticano Il con incisive parole: redenta in modo sublime in vista dei meriti del Figlio suo, e a Lui unita da uno stretto e indissolubile vincolo, Maria insignita del sommo ufficio e della eccelsa dignit di Madre del Figlio di Dio, e perci prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo. Per questo dono di grazia eccezionale, precede di gran lunga tutte le creature celesti e terrestri.

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Ovviamente, per questa altissima dignit Dio lha adeguatamente preparata arricchendola di tutti i doni consoni a tanto ufficio. Dio volle che laccettazione della predestinata Madre precedesse lIncarnazione, perch, come una donna aveva contribuito a dare la morte, cos una donna contribuisse a dare la vita. Ci vale in modo straordinario per la Madre di Ges, la quale ha dato al mondo la Vita stessa che tutto rinnova. Noi siamo debitori a lei della vita nuova portata da Cristo; lei che con il suo s ha contribuito al disegno della redenzione, quello cio di costituire Ges Cristo come lunico Mediatore e Salvatore di tutti gli uomini. Prega per noi peccatori Coscienti della sua posizione di privilegio in relazione a Dio, e prendendo fiducia e ardimento, ecco allora linvocazione: prega! Maria, prega, fa qualcosa per noi! D una parola in nostro favore! Intercedi presso Dio! Intercedere significa intervenire a vantaggio di qualcuno; mediare, fare dei passi a suo vantaggio; strappare una graza. Maria pu intercedere, vuole intercedere, perch dalla parte di Dio e dalla parte nostra. stata definita: lonnipotenza che intercede, lonnipotenza supplice. Solo Dio onnipotente, ma la potenza di Maria consiste nellottenere da Dio ci che bene per quei figli bisognosi che Dio stesso le ha affidato. Quando ci affidiamo a lei, la nostra causa, anche se disperata, in buone mani. Ci rivolgiamo a lei consapevoli del nostro stato di poveri peccatori. Non abbiamo titoli e meriti da riven-

dicare, se non quelli di essere iscritti nella lista dei poveri. questa la condizione che ci d garanzia di essere esauditi: riconoscere che siamo bisognosi di tutto, e che nulla siamo senza laiuto del suo divin Figlio e senza quella intercessione che Ella pu caldeggiare con materno amore. Prima ancora di chiedere una grazia, poniamoci fiduciosi davanti a lei, rifugio dei peccatori e madre della divina Graza. Poniamo la nostra posizione personale nelle sue mani, e, con le nostre frequenti invocazioni, chiediamole di condurci per quelle strade che lei conosce come sicure e orientate al nostro vero bene! Approfittiamo della sua bont, della sua premura materna. Adesso Prega per noi, adesso... Ladesso dell Ave Maria richiama loggi del Padre nostro: dacci oggi il nostro pane quotidiano. La nostra fragile vita ha bisogno di quel nutrimento essenziale che il pane. Ma proprio perch la vita umana allinsegna della fragilit e della precariet, ha bisogno di essere coperta e assicurata in ogni momento, e quindi adesso. Troppo spesso viviamo con lo sguardo rivolto al passato, o proiettato verso il futuro... e cos perdiamo gli appuntamenti decisivi, quelli delloggi. Viviamo di ricordi, di rimpianti, di nostalgie... Oppure di sogni vaghi o di attese illusorie. In tal modo non sappiamo afferrare ladesso, il momento favorevole, il messaggio di oggi, la grazia di oggi. Ma luomo maturo e illuminato non distratto nei confronti del presente: lo

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A. DEL SARTO Assunzione Passerini (part.) (1526 c.). Olio su tavola. Firenze, Galleria Palatina.

Quando ci affidiamo a lei, la nostra causa, anche se disperata, in buone mani. Ci rivolgiamo a lei consapevoli del nostro stato di peccatori.

alimenta con la memoria del passato e con lattesa del futuro, ma lo vive intensamente, responsabilmente, nella certezza che proprio il presente ci che conta, e che... questo presente non torner mai pi. Non esistono solo le rare grandi occasioni della vita; esistono invece le minuscole, modeste, normali, occasioni quotidiane... E sono tutte preziose, tutte importanti; tutte da vivere e da sfruttare con intensit gelosa: momento per momento, e quindi adesso! In questo prezioso attimo presente imploriamo laiuto di Maria: una presenza quindi costante, abituale, lungo il filo dei giorni feriali, nellambito del quotidiano. Non solo nei momenti di emergenza, quando le cose si mettono male e siamo nella disperazione, perch lintervento della Madre non pu essere sporadico, occasionale, frammentario. Una presenza familiare, che ce la rende presente nella gioia e nel dolore,

nei momenti nei quali vivere facile e in quelli nei quali il cammino si fa arduo e oscuro. Pregando adesso e per ladesso, noi chiediamo a Maria di non abituarci alla vita, ma di scoprirla ogni giorno per quello che realmente : uno splendido dono che si riceve e che si deve rendere al Signore, fruttificato. La vita miracolo, sorpresa. un evento sempre nuovo, sorprendente, inaudito. un prodigio unico e irripetibile. Il giorno che spunta oggi non qualcosa di scontato, di banale... dal momento che c stato quello di ieri. La vita creazione, invenzione dell Amore. Ogni giorno la prima volta. Non ce naccorgiamo? Non esistono giorni ordinari: ogni giorno straordinario, insolito, mai visto, ed carico di novit e imprevedibilit a non finire. Maria, aiutaci a celebrare la vita con stupore e riconoscenza, ogni giorno e in ogni istante.

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Per non renderlo banale, inutile e triste. Per non disperderlo, per non svuotarlo, per non sciuparlo. Per ricuperare il senso della gratuit e della lode, per ritrovare la freschezza del canto, per gustare la felicit di donarla con amore e per amore. Aiutaci. Adesso. Nellora della nostra morte Lora della morte lora pi temuta e il pi possibile allontanata. Ma unora che inesorabilmente verr... e per tutti. Siamo sicuri che, nella successione degli adesso, verr un adesso che segner la fine, e, con essa, la partenza da questo mondo. A questa realt costantemente ci richiama lAve Maria, anche se la recitiamo distrattamente e quasi scivolando sulla parola che non vorremmo mai pronunciare: la morte.

NellAve Maria quellora suprema si chiama proprio morte, senza camuffamenti ed eufemismi. Si chiama col suo termine immediato e vero, perch, data la persona a cui ci rivolgiamo, non serve a nulla nascondere la realt di un evento che il pi decisivo. Nulla ci angoscia pi del pensiero della morte. Essa si presenta come una realt assurda e scandalosa, da evitare accuratamente, da non far entrare nei discorsi abituali fra persone normali. Ci fa paura anche se abbiamo fede. Cristo, morendo, ha distrutto la nostra morte, e, risorgendo, ha ridato a noi la vita. Col suo mistero di morte e di resurrezione, ha trasformato la morte in amore di vita immortale. Ce lo dice la fede: e per questo sappiamo che morire non finire, ma entrare in quella vita vera, per la quale siamo nati. Tentiamo di persuaderci che la mor-

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te, sul piano fisico, un evento biologico normale, e, sul piano cristiano, il momento pi prezioso che d senso e coronamento alla nostra esistenza. Anche Ges, sulla Croce, accolse la morte con terrore gridando al Padre tutta la sua angoscia. Che cosa possiamo fare? Possiamo continuare cos ad allontanare, a minimizzare, a sottovalutare levento pi importante e decisivo della nostra esistenza? Evidentemente no! Meglio accettare la realt delle cose: accettare fin dora, per allora, quello che accadr, e, fin dora prepararlo con responsabilit ed equilibrio. E proprio... con laiuto di Maria. Con Maria, la vita illumina la morte e la morte illumina la vita. Maria, invocata con fiducia, rende tutto pi semplice, pi comprensibile, pi accettabile, pi sereno. Essa ci garantisce per ladesso una presenza materna dolce e insostituibile. Ma mentre ci sostiene nel presente, ci dispone con serenit al futuro e a quellora suprema. Ci prepara alla morte, insegnandoci a vivere. La morte illumina la vita, e la vita prepara la morte, perch essa, come diceva P. Kolbe, non si improvvisa, ma si merita con tutta la vita. Il pensiero della morte richiama lurgenza di non sciupare nulla di quello che la vita offre nel suo scorrere quotidiano e di sfruttare per il meglio ogni

attimo che via via essa ci dona nel suo rapido dispiegarsi. Vita e morte cos mirabilmente si intrecciano in unarmonia che dona responsabilit, impegno e serenit. LAve Maria, unendo nella preghiera 1 adesso e 1 ora della morte il ricordo e lo stimolo migliore a realizzare questa armonia salutare. Allappuntamento con la morte, tutti ci lasceranno, ma non Maria. Ad aprire quella porta sar lei e soltanto lei. Nel momento nel quale avverr il nostro personale incontro col suo Figlio, Giudice e Salvatore, sar lei a parlare per noi, come madre, come amica, come avvocata potente. Entreremo nella vita eterna con laiuto e la protezione della mamma. Anzi: in sua compagnia! Sar lei a prenderci per mano, a facilitarci il passaggio, a parlare con noi. Non ci ricaccer, non ci abbandoner, perch a lei Ges ha detto: ecco tuo figlio!. Di una cosa siamo sicuri: che non ci deluder, se noi lavremo invocata, se noi lavremo chiamata e pregata recitando ogni giorno, in vita, la preghiera dei figli: lAve Maria. Amen LAve Maria, come tutte le preghiere termina con la parola Amen. questa unacclamazione ebraica intraducibile che, dalla Bibbia, fin dai primi tempi, pass nella Liturgia cristiana. Proviene dalla radice man, ed esprime: sicurezza e verit. Per questo, Dio chiamato lAmen, e Ges detto lAmen perch il testimone della verit. Amen anche il termine col quale esprimiamo lassenso a ci che altri fanno o dicono a nome di tutti, specie in un contesto liturgico. Amen: cos .

A p. 16: UnOra di Guardia a S. Maria Novella di Firenze (2012). Di una cosa siamo sicuri: la Madonna non ci deluder se noi lavremo invocata, se noi lavremo chiamata e pregata recitando ogni giorno, e molte volte, la preghiera dei figli: lAve Maria.

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PENETRARE NELLO SPIRITO DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE DEL ROSARIO


Urge la preghiera del Rosario fu, dieci anni fa, il grido appassionato, poi ripetuto da vescovi e predicatori, del Papa Giovanni Paolo II, allinizio del nuovo millennio (1 ottobre 2002). Ne segu una mobilitazione generale di preghiera con il Santo Rosario. Lobiettivo che suggeriva allora il Santo Padre, fu quello di ottenere dal Signore il dono della pace per il mondo e lunit della famiglia. Pace e unit, in quel periodo, particolarmente contrastate: ricordiamo labbattimento delle torri gemelle (11 settembre 2001). Pace e unit familiare, alle quali la recita del Rosario, per sua natura, dispone gli animi e ce le fa ottenere, come veniva ribadito nella lettera apostolica sul Rosario (RVM, n. 40). Cos stimolati, fummo allora incoraggiati a prendere in mano la corona con pi fede e a vivere maggiormente secondo lo spirito dellAssociazione del Rosario Perpetuo che affida le grandi finalit da raggiungere, proprio alla recita del Rosario. Da ricordare, inoltre, che gi precedentemente, durante lAnno Santo (2 aprile 2000) il Papa durante ludienza generale, a cui partecipavano quel giorno numerosissimi iscritti, parlando proprio di noi ci aveva rassicurati della seria validit della nostra Associazione a cui abbiamo aderito, come a garantirci il frutto spirituale che ce ne deriva, una volta che cerchiamo di fare la nostra parte. Impegnandoci come meglio possiamo, infatti, noi penetriamo nello spirito della nostra Associazione, riscopriamo i mezzi e le finalit che ci propone e ci assicuriamo i frutti che attendiamo per la nostra adesione ad essa. Pi usiamo i mezzi suggeriti, pi meditiamo le finalit da raggiungere e pi le nostre attese saranno soddisfatte. LAssociazione da parte sua, dopo averci fatto riscoprire la necessit della preghiera, ci invita a fare un gesto damore, schietto e generoso, verso la Madonna, impegnandoci a fare lOra di Guardia mensile, sicura di suggerirci un mezzo infallibile di lode alla Vergine Santa e di santificazione della nostra vita personale. Se la lode alla Regina del Rosario costituisce il nostro traguardo, il mezzo per arrivarci lOra di Guardia, cio la recita del Rosario in cui mettiamo in evidenza la cooperazione, del tutto singolare, di Maria con lopera di salvezza operata da Cristo, suo Figlio. Ma a questo punto, come non desiderare che la lode a Maria sia continuata anche nel tempo, e sia perpetua? Il Rosario il mezzo giusto, indica-

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ti gli altri iscritti, ad elevare con il Rosario la lode alla nostra Madre e Regina. La nostra ora di Rosario deve costituire un gesto damore schietto e sincero verso la Madonna: gesto al quale non ci obblighiamo sotto pena di peccato, qualora ne fossimo impediti, ma non per questo meno generoso. Chi di noi, del resto, una volta compresa lefficacia del Rosario e la feconda preziosit di questa unione spirituale di persone, vorr rinunciare alla propria ora? Penso: Io prego unora sola al mese per tutti gli altri iscritti, mentre in tutte le altre ore, molte migliaia di persone pregano anche per me! Chi vorr rinunciare ad uno scambio cos vantaggioso, oppure non corrispondere a tanto bene che ci viene offerto? Il problema personale piuttosto, che dobbiamo sapere affrontare, questo: come recitare bene il Rosario. Non ci manchi lo slancio, il fervore, la devozione. Facciamo in modo che queste caratteristiche le abbia sempre il nostro Rosario, la nostra ora di preghiera. Certo! Non facile meditare, contemplare i misteri del Rosario! Sforziamoci! Non possiamo rinunciarvi! proprio la contemplazione lanima del Rosario. Priva di questa, sarebbe un corpo senzanima. Con la contemplazione sono certi e abbondanti i frutti di grazia, anche i miracoli. Facciamo in modo che la nostra iscrizione fatta allAssociazione non rimanga sterile, ma si arricchisca sempre pi di fiducia, di zelo e di amore per la Madonna. Con S. Domenico e S. Caterina ai piedi di Maria: ci benedica tutti con il suo Figlio divino! (P. Eugenio Zabatta op).

toci pi volte dalla stessa Santa Vergine, per attuare il nostro desiderio, per dare spazio al nostro cuore di figli verso la Madre di tutti. cos che nata lAssociazione del Rosario Perpetuo! Infatti non potendo personalmente lodare, giorno e notte, la Madonna, qualcuno ha pensato di associare tante persone in modo tale che la recita fosse continua e perpetua. Come? Affidando a ciascuna di esse unora precisa in un determinato giorno del mese. In tante persone diventa facile e anche limpegno di ciascuna non gravoso perch si tratta di cooperare alliniziativa con unora sola di preghiera, con il Rosario, una volta al mese. Questora di preghiera labbiamo chiamata: Ora di Guardia pensando a quellOra di preghiera desiderata e chiesta da Ges ai suoi Apostoli prediletti, nellOrto degli ulivi, allinizio della Sua Passione cruenta. Cos organizzati, ognuno nella propria ora e in qualche ora siamo in molte migliaia a fare lOra di Guardia una volta al mese, assicuriamo che 24 ore su 24 ci siano alcuni, a nome di tut-

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MEDITAZIONE DI BENEDETTO XVI

CON LA RECITA DEL S. ROSARIO la pratica della carit e linvocazione per la pace
I santi hanno attinto forza proprio dalla recita devota e costante del S. Rosario. Siamo invitati non solo a praticare questa preghiera popolare e accessibile a tutti, ma a diventarne apostoli: cultori e propagatori. Ma per essere apostoli del Rosario, occorre fare esperienza in prima persona della bellezza e della profondit di questa pratica, semplice ed accessibile a tutti. Il richiamo alla dimensione apostolica del Rosario ci porta a perseguire due finalit come nostro impegno pastorale: la pratica della carit e la preghiera per la pace nel mondo.
Prima di entrare in Santuario per recitare insieme a voi il santo Rosario, ho sostato brevemente dinanzi allurna del beato Bartolo Longo, e pregando mi sono chiesto: Questo grande apostolo di Maria, da dove ha tratto lenergia e la costanza necessarie per portare a compimento unopera cos imponente, nota ormai in tutto il mondo? Non proprio dal Rosario, da lui accolto come un vero dono del cuore della Madonna?. S, stato veramente cos! Lo testimonia lesperienza dei santi: questa popolare preghiera mariana un mezzo spirituale prezioso per crescere nellintimit con Ges, e per imparare, alla scuola della Vergine Santa, a compiere sempre la divina volont. E contemplazione dei misteri di Cristo in spirituale unione con Maria, come sottolineava il servo di Dio Paolo VI nellEsortazione apostolica Marialis Cultus (n. 46), e come, poi, il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II ha ampiamente illustrato nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, che oggi idealmente riconsegno alla Comunit pompeiana e a ciascuno di voi. Voi che vivete ed operate qui a Pompei, specialmente voi, cari sacerdoti, religiose, religiosi e laici impegnati in questa singolare porzione di Chiesa, siete tutti chiamati a fare vostro il carisma del beato Bartolo Longo e a diventare, nella misura e nei modi che Dio concede a ciascuno, autentici apostoli del Rosario. Ma per essere apostoli del Rosario, occorre fare esperienza in prima persona della bellezza e della profondit

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di questa preghiera, semplice ed accessibile a tutti. necessario anzitutto lasciarsi condurre per mano dalla Vergine Maria a contemplare il volto di Cristo: volto gioioso, luminoso, doloroso e glorioso. Chi, come Maria e insieme con Lei, custodisce e medita assiduamente i misteri di Ges, assimila sempre pi i suoi sentimenti e si conforma a Lui. Mi piace, a riguardo, citare una bella considerazione del B. Bartolo Longo: Come due amici egli scrive praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, cos noi, conversando familiarmente con Ges e la Vergine, nel meditare i Miste-

ri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, (per quanto ne sia capace la nostra bassezza), possiamo diventare, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto (I Quindici Sabati del Santissimo Rosario, 27a ed., Pompei, 1916, p. 27: cit. in Rosarium Virginis Mariae, 15). Il Rosario scuola di contemplazione e di silenzio. A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realt, questa cadenzata ripetizione dellAve Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta. Analogamente a quanto avviene per i Salmi quando si prega la Liturgia delle Ore, il silenzio affiora attraverso le parole e le frasi, non come un vuoto, ma come una presenza di senso ultimo che trascende le parole stesse e insieme con esse parla al cuore. Cos, recitando le Ave Maria occorre fare attenzione a che le nostre voci non coprano quella di Dio, il quale parla sempre attraverso il silenzio, come il sussurro di una brezza leggera (1 Re 19,12). >

Papa Benedetto XVI in preghiera con il Rosario dinanzi a una immagine di Maria, Madre di Dio.

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Quanto importante allora curare questo silenzio pieno di Dio sia nella recita personale che in quella comunitaria! Anche quando viene pregato, come oggi, da grandi assemblee e come ogni giorno fate in questo Santuario, necessario che si percepisca il Rosario come preghiera contemplativa, e questo non pu avvenire se manca un clima di silenzio interiore. Vorrei aggiungere unaltra riflessione, relativa alla Parola di Dio nel Rosario, particolarmente opportuna in questo periodo in cui si sta svolgendo in Vaticano il Sinodo dei Vescovi sul tema: La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. Se la contemplazione cristiana non pu prescindere dalla Parola di Dio, anche il Rosario, per essere preghiera contemplativa, deve sempre emergere dal silenzio del cuore come risposta alla Parola, sul modello della preghiera di Maria. A ben vedere, il Rosario tutto intessuto di elementi tratti dalla Scrittura. C innanzitutto lenunciazione del mistero, fatta preferibilmente, come oggi, con parole tratte dalla Bibbia. Segue il Padre nostro: nellimprimere alla preghiera lorientamento verticale, apre lanimo di chi recita il Rosario al giusto atteggiamento filiale, secondo linvito del Signore: Quando pregate dite: Padre... (Lc 11,2). La prima parte dellAve Maria, tratta anchessa dal Vangelo, ci fa ogni volta riascoltare le parole con cui Dio si rivolto alla Vergine mediante lAngelo, e quelle di benedizione della cugina Elisabetta. La seconda parte dellAve Maria ri-

suona come la riposta dei figli che, rivolgendosi supplici alla Madre, non fanno altro che esprimere la propria adesione al disegno salvifico, rivelato da Dio. Cos il pensiero di chi prega resta sempre ancorato alla Scrittura e ai misteri che in essa vengono presentati. Infine, mi piace richiamare la dimensione apostolica del Rosario, una dimensione che il beato Bartolo Longo ha vissuto intensamente traendone ispirazione per intraprendere in questa terra tante opere di carit e di promozione umana e sociale. Inoltre, egli volle questo Santuario aperto al mondo intero, quale centro di irradiazione della preghiera del Rosario e luogo di intercessione per la pace tra i popoli. Cari amici, entrambe queste finalit: lapostolato della carit e la preghiera per la pace, desidero confermare e affidare nuovamente al vostro impegno spirituale e pastorale. Sullesempio e con il sostegno del venerato Fondatore, non stancatevi di lavorare con passione in questa parte della vigna del Signore che la Madonna ha mostrato di prediligere. Cari fratelli e sorelle, giunto il momento di congedarmi da voi e da questo bel Santuario. Vi ringrazio per la calorosa accoglienza e soprattutto per le vostre preghiere. Ringrazio lArcivescovo Prelato e Delegato Pontificio, i suoi collaboratori e coloro che hanno lavorato per preparare al meglio la mia visita. Devo lasciarvi, ma il mio cuore rimane vicino a questa terra e a questa comunit. Vi affido tutti alla Beata Vergine del Santo Rosario, e a ciascuno imparto di cuore lApostolica Benedizione. (Pp. Benedetto XVI).

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LAnno della Fede era gi stato annunciato, nel 2011, da Papa Benedetto XVI con questo motivo: Proprio per dare impulso alla missione della Chiesa di condurre gli uomini fuori dal deserto, ho deciso di indire un Anno della Fede. Lanno inizier l11 ottobre 2012, in occasione del 50esimo anniversario dellapertura del Concilio Vaticano II, e terminer il 24 novembre 2013, giorno della Solennit di Cristo Re dellUniverso.

ANNO DELLA FEDE


Nellanno della fede il Papa, Benedetto XVI, ci invita a pregare la Madonna. Nella lettera Porta fidei (11 ottobre 2011) esclama: Affidiamo alla Madre di Dio, proclamata beata perch ha creduto (Lc 1,45), questo tempo di grazia. Il Papa presenta, poi, la Madonna come lesempio pi genuino di credente, con queste espressioni: Per fede Maria accolse la parola dellAngelo e credette allannuncio che sarebbe divenuta Madre di Dio nellobbedienza della sua dedizione (cfr Lc 1,38). Visitando Elisabetta innalz il suo canto di lode allAltissimo per le meraviglie che compiva in quanti si affidano a Lui (cfr Lc 1,46-55). Con gioia e trepidazione diede alla luce il suo unico Figlio, mantenendo intatta la verginit (cfr Lc 2,67). Confidando in Giuseppe suo sposo, port Ges in Egitto per salvarlo dalla persecuzione di Erode (cfr Mt 2,13-15). Con la stessa fede segu il Signore nella sua predicazione e rimase con Lui fin sul Golgota (cfr Gv 19,25-27). Con fede Maria assapor i frutti della risurrezione di Ges e, custodendo ogni ricordo nel suo cuore (cfr Lc 2,19.51), lo trasmise ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo per ricevere lo Spirito Santo (cfr At 1,14; 2,1-4). Appartenendo ad unAssociazione Rosariana, dobbiamo sentirci particolarmente coinvolti in questo anno della fede e sapere elevare con fervore la nostra preghiera. La fede non solo la porta (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio, ma anche la porta che permette lingresso nella sua Chiesa. Attraversare quella porta aggiunge il Papa - comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita. Per questo cammino difficile, ci viene spontaneo ricorrere alla nostra guida sicura che Maria, tanto pi che si tratta di entrare nella Chiesa, che come ha ricordato Benedetto XVI nelludienza generale (LOss. Romano, 15 marzo), non pu esserci Chiesa senza Maria: Non si pu parlare di Chiesa se non presente Maria, Madre del Signore. Parlando della presenza orante della Vergine nella vita terrena di Ges e nei momenti in cui iniziano i primi passi della Chiesa, il Pontefice ha fatto notare come le tappe di questo cammino dalla casa di Nazareth a quella di Gerusalemme, passando attraverso le-

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sperienza della Croce sono segnate dalla capacit di mantenere un perseverante clima di raccoglimento, per meditare ogni avvenimento nel silenzio del suo cuore, davanti a Dio. In particolare nellesperienza del Cenacolo Maria condivide con gli Undici il dono dello Spirito Santo. Se non c Chiesa senza Pentecoste ha osservato il Papa non c neanche Pentecoste senza la Madre di Ges, perch lei ha vissuto in modo unico ci che la Chiesa sperimenta ogni giorno sotto lazione dello Spirito Santo. Questo legame, sottolineato in modo particolare dal Concilio Vaticano II, attesta che il posto privilegiato di Maria la Chiesa. Venerarla vuol dire, dunque, imparare da Lei a essere comunit che prega: non soltanto nelle situazioni di difficolt o di bisogno, ma sempre in modo unanime, perseverante, fedele, con un cuore solo e unanima sola. Affidiamo a lei linvito del Papa ogni fase di passaggio della nostra esistenza personale ed ecclesiale non ultima quella del nostro transito finale. Maria ci indica come solo con un legame costante intimo, pieno di amore con suo Figlio possiamo uscire da noi stessi per raggiungere i confini del mondo e annunciare ovunque il Signore. Ci rimanga sempre cara questa scena che ci presenta, nel Cenacolo, gli Apostoli in preghiera con Maria per attendere con lei il dono dello Spirito Santo, senza il quale non si pu essere testimoni. Maria, che ha gi ricevuto lo Spirito per generare il Verbo incarnato, condivide con tutta la Chiesa lattesa dello stesso dono, perch nel cuore di ogni credente sia formato Cristo (cf. Galati 4,19).

I principali eventi, previsti per lanno della fede, sono:


- La solenne apertura in piazza san Pietro. Vi sar una Messa concelebrata da tutti i padri sinodali e dai presidenti delle conferenze episcopali del mondo. - Domenica 21 ottobre ci sar la canonizzazione di 6 martiri. - Il 25 gennaio 2013: la tradizionale celebrazione ecumenica nella basilica di San Paolo fuori le Mura che avr un carattere ecumenico pi solenne. - Sabato 2 febbraio stata fissata la messa per i religiosi di tutto il mondo e il 24 marzo, domenica delle Palme, sar come sempre dedicata ai giovani che si preparano alla Giornata Mondiale della Giovent. - Il 28 aprile, il Papa cresimer un piccolo gruppo di giovani. Il 5 maggio sar dedicata alle Confraternite e il 18 maggio a tutti i movimenti, antichi e nuovi, con il pellegrinaggio alla Tomba di Pietro. - La festa del Corpus Domini, domenica 2 giugno, ci sar una solenne adorazione eucaristica in contemporanea in tutto il mondo. Nella cattedrale di ogni diocesi e in ogni chiesa alla stessa ora si realizzer il silenzio della contemplazione a testimonianza della fede che contempla il mistero del Dio vivo e presente in mezzo a noi con il suo Corpo e il suo Sangue. - Domenica 16 giugno sar dedicata alla difesa della vita umana e della dignit della persona. - Domenica 7 luglio arriveranno a Roma tutti i seminaristi, le novizie, i novizi mentre dal 23 al 28 luglio fissata la Giornata Mondiale della Giovent a Rio de Janeiro. - Il 29 settembre sar dedicato ai catechisti e il 13 ottobre a tutte le realt mariane. - Infine domenica 24 novembre sar celebrata la giornata conclusiva.

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NellAnno della Fede

DALLE CREATURE AL CREATORE


Ogni oggetto possiede una bellezza divina; ogni oggetto veramente una finestra attraverso la quale noi stessi possiamo immergerci nellinfinito (Carlyle). La bellezza di una creatura non altro che una somiglianza della Bellezza divina, partecipata alle cose (S. Tommaso dAquino). Quanto pi penetro nel senso della natura, tanto pi profondamente rispetto il Creatore (Buffon).
Credere dire s a Dio, alle sue proposte; affidarsi a lui, come dice San Paolo: Io so a chi mi sono affidato. Credere ancora fondare su Dio la propria esistenza, in conformit a quanto diceva Isaia: Se non stabilite la vostra esistenza in Dio, non avrete unesistenza solida. Credere , infatti, possedere unesistenza solida. Le grandi azioni e i sacrifici eroici sembra siano possibili solo se accompagnati dalla fede in Dio. Le grandi conquiste, come la stessa nostra salvezza, sono legate alla fede: chi creder sar salvo. Prima di operare il miracolo, Ges ha chiesto sempre la fede. E quanti esempi di fede possiamo cogliere attorno a noi! Spigoliamone qualcuno! S. Giovanni Bosco, grande amico dei giovani, nelle asperit della vita, che non mancarono neanche a lui, suggeriva questa immagine: Sii con Dio come luccello che sente tremare il ramo su cui poggia e continua a cantare, sapendo di avere le ali. Le fede, s, ci fa crescere le ali! Su uno squallido muro di unorribile prigione nazista un giovane, in procinto di essere gettato nel forno crematorio, scrisse: Credo nel sole anche quando sono immerso nelle tenebre; credo nellamore anche quando intorno a me furoreggia lodio; credo in Dio anche quando egli fa silenzio. Si racconta di Dostojevskji, scrittore russo, che prima di morire raccomand ai figli: Abbiate incondizionata fiducia in Dio e non disperate mai del suo perdono. Io vi amo molto, ma il mio amore nulla in confronto allamore immenso di Dio per gli uomini, sue creature. Lo stesso scrittore afferm: Se Dio non c, tutto lecito. La nostra generazione sta sperimentando sulla carne viva questa amara verit. Senza Dio si scambia lardore dei sensi per amore, il saper guadagnare denaro per intelligenza, le radioline a transistor per civilt e la violenza per progresso. >

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A buon diritto siamo preoccupati per la rottura dellequilibrio ecologico, cio dellambiente in cui viviamo, ma dobbiamo credere che ancora pi necessario lequilibrio morale. Poveri noi se si rompesse lequilibrio tra bene e male: lumanit cadrebbe nel nulla o nella barbarie raffinata. Dio ci ha amati fondando nel Sangue del suo Figlio Ges lalleanza eterna con noi: in Lui risiede tutta la nostra speranza. Nel capitolo decimo del Vangelo di Matteo si dice che Dio conta persino i capelli del nostro capo, cosa che non fa neppure la pi tenera delle madri per il pi bello dei suoi bimbi. Giuseppe Mazzini ha scritto: Chi nega Dio di fronte a una notte stellata, davanti alla sepoltura dei suoi cari, davanti al martirio, grandemente infelice o grandemente colpevole. Diderot, che non eccelleva certo per spirito religioso, ha confessato: Locchio e lala di farfalla bastano per an-

nientare un ateo. Un personaggio di Pirandello dice: Ci che c di umano in noi il meno; in noi c Dio. Papa Giovanni XXIII con la sua candida dolcezza ci esorta cos: Se stiamo vicino al Signore, il nostro volto prender il colore del suo. F. Mauriac fa capire che solo la fede nella misericordia di Dio ci salva dal disgusto di noi e dal disprezzo per gli altri. Dio ha, per cos dire, due braccia distese: uno abbastanza forte da circondarci con la giustizia, laltro abbastanza soave da abbracciarci con la grazia. La Sacra Scrittura ci conforta cos: Se il nostro cuore ci condanna, Dio pi grande del nostro cuore. Alla fine di questa vita, chi ha fede in Dio pu accogliere con il sorriso sul volto sorella morte, ripetendo con il salmista: Per me il mio bene starmene vicino a Dio e riporre in lui ogni speranza. Il mio cuore pronto, o Signore, pronto ad ogni tuo cenno. (NN.).

NOTIZIE UTILI SULLASSOCIAZIONE

Uno dei vantaggi delliscrizione allAssociazione, oltre alla preghiera vicendevole, la partecipazione alle Messe Perpetue. Ogni giorno dellanno, in S. Maria Novella, viene celebrata una S. Messa di suffragio per tutti coloro che sono appartenuti alla grande Famiglia del Rosario Perpetuo. Normalmente le zelatrici, che comunicano i nomi dei defunti del proprio gruppo, aggiungono una piccola offerta per i suffragi e altre usano rinnovarla nel tempo. Le ringraziamo mentre invitiamo tutte a fare lo stesso. Inutile dire che ugualmente avviene quando c la comunicazione di nuove iscrizioni. Ogni membro contribuisce cos al mantenimento e sviluppo dellAssociazione: stampe, corrispondenza, personale impegnato e mezzi di comunicazione richiedono molto. Attualmente anche la nostra Associazione ha il sito internet per farsi conoscere e diffondere la devozione al Rosario: bello, visitatelo! Sito web del Rosario: www.rosarioperpetuo.net 26
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NELLA CASA DEL PADRE

Irgoli: Floris Grazia Rosa; Meana Sardo: Demuru Francesca Sebastiana, Puxeddu Giuseppina; Monti: Seddaiu Murrai M. Antonia; Nurachi: Lucia Lasiu; Nurallao: Murgia Antonio; Nurri: Caria Annetta, Atzeni Adalgisa, Marcialis Antonietta; Ortacesus: Aresu Maria; Samatzai: Fois Giannetta, Putzolu Maria, Vacca Antonietta e Pibiri Giuseppina, Medda Antonina; Sassari (Cuore Immacolato): Ledda Margherita, Casu Vincenzina; Segariu: Casu Rachele, Collu Giovanna, Collu Wlachiria; Selegas: Lai Disma, Lalloti Licia, Mascia Battistina; Sennori: Cossu Antonietta; Settimo S. Pietro: Musiu Delia; Siddi: Murtas Giulia; Sindia: Delrio Giuseppina, Lardo Vincenzina; Sinnai: Pisano Adelina; Siurgus Donigala: Uzeri Laurina; Sorgono: Cocco Manuelina, Mulas Maria, Poddu Maria; Sorso: Sini Michelina; Tertenia: Piroddi Silvia in Vargiolu, Piroddi Rosina, Putzolu Maria; Tonara: Deiana Antonietta, Piras Nina Villaspeciosa: Orru Mariolina, Vitalia Boi (8/04/1947 - 27/02/2012.

LAURINA UTZERI
di Siurgus Donigala Abbasanta: Pala Gesuina; Aidomaggiore: Atzeni Maura, Marras Maria, Pala Assunta, Miola Maria; Albagiara: Mura Maria Pia; Anela: Fiore Cosima Atzara: Cossu Lucia, Manca Demurtas Maria; Baratili S. Pietro: Enna Annuccia, Cardias Immacolata; Birori: Pes Francesca; Bortigali: Porcu Peppina; Bottidda: Secchi Annalisa; Cagliari: Erb Concetta; Cuglieri: Farina Luisa; Gavoi: Curreli Caterina; Fonni: Urrai Anna in Mureddu; 1906 23 febbraio 2012 105 anni! Tutta la vita spesa per la famiglia e per il prossimo. vissuta sempre nel nome del Signore che ha sempre pregato. Ha fatto parte dellAssociazione del Rosario Perpetuo per oltre 50 anni nel gruppo della Parrocchia di S. Teodoro. I figli la ricordano come mamma esemplare, secondo la parola di Ges. Tutti la ricordano con viva simpatia. (La figlia Giuseppina e la zel. A. Perseu).

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PEPPINA MANCA
di Atzara 27 maggio 1925 13 dicembre 2011 Serenamente e in silenzio come ha vissuto, si spenta la nostra sorella Peppina. stata Zelatrice del gruppo dellAssociazione del Rosario di Atzara per oltre cinquantanni. Sentendosi affievolire le forze, lei stessa, qualche anno fa, pass lincarico allattuale zelatrice: Grazia Muggianu. Ringraziamo il Signore, autore e dispensatore dogni bene, che ci chiama ad essere pietre vive per il suo Regno. (La sorella Angela Manca).

ANTONINA MEDDA
di Samatzai 27 gennaio1923 25gennaio 2012 Iscritta da giovanissima allAssociazione del Rosario Perpetuo, stata sempre devota della Madonna del Rosario e ha contribuito generosamente alle necessit dellAssociazione. stata madre esemplare di quattro figli. Sostenuta dalla preghiera e confortata dallaffetto dei suoi cari, figli e nipoti, ha trascorso in casa gli ultimi anni della sua vita. Siamo certi che, accanto al Signore in Paradiso, prega per tutti. (la zel. Maria Bonaria Pibiri).

MARIA PUTZOLU
di Samatzai 15 maggio 1930 5 marzo 2012 Nel lontano 1946, quando a Samatzai fu fondata lAssociazione da P. Giovanni Sorbi, Maria venne invitata a farne parte dalla prima zelatrice, Donna Eufrasia Diana, sua madrina di battesimo. stata fedele ed esemplare sempre. Negli ultimi 13 anni ha sofferto molto per il morbo di Parkinson. Sofferenza che ha saputo accettare con cristiana rassegnazione, coraggio e tanta fede. Un ricordo nella preghiera che lei avr pi per noi. (La zel. Maria Bonaria Pibiri).

ANNUCCIA ENNA
di Baratili S. Pietro 1925 12 marzo 2012 A 87 anni, nonostante la lunga sofferenza ha accettato con pazienza e fede la sua malattia. E, per tanti anni nellAssociazione del Rosario Perpetuo, ha dimostrato sempre grande amore verso la Madonna. stata consorella della Cappella del S. Rosario e priorissa per due anni. deceduta il 12 marzo, lasciando grande vuoto tra i suoi sette figli. Le socie del Rosario la ricordano con stima e affetto. (La zel. Stefanina Zoccheddu).

ANDREANA SANNA di Anela (nata il 04/07/1920 e morta il 06/10 /2010). Ricordiamo, a due anni dalla morte, la nostra cara socia Andreana che stata iscritta tanti anni al Rosario Perpetuo. Ora sono le sue figlie che siscrivono allAssociazione, seguendo lesempio della mamma: le accogliamo volentieri. (La zel. M. Grazia Bellai).
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ANTONIETTA COSSU
di Sennori 29 settembre 1930 26 marzo 2012 Sei stata nostra guida e gioia quotidiana. Cos la ricordano i suoi otto figli, i nipoti e i pronipoti. La sua vita stata di sacrificio sia per portare avanti la famiglia anche da sola, sia per il lungo tempo trascorso negli ospedali. Riceveva Ges Eucarestia ogni primo venerd del mese e con grande amore pregava la Madonna. Tutte le socie la ricordano con affetto.

MARIA ARESU
di Ortacesus 18 luglio 1928 24 aprile 2012 Amante della pace, ha vissuto con fede e nella semplicit cristiana, confidando nellaiuto di Dio e della Madonna. Di vero esempio a figli e nipoti. Tutte le socie dellAssociazione la ricordano con affetto nella preghiera. (La zel. Caterina Sedda).

GIULIA MURTAS
di Siddi 27 gennaio 1919 12 febbraio 2012 Umile e fedele socia del Rosario Perpetuo, donna di fede e di preghiera stata ben voluta da tutti. Mamma semplice, ma forte e generosa, era sostenuta dal suo amore verso il Signore e la Madonna: figli e nipoti e tutti gli associati la ricordano con affetto. (La zel. Angela Castangia).

(La zel. Angela Mannu).

LETIZIA PORCEDDU
di Ortacesus 11 marzo 1936 4 gennaio 2012 Dopo breve malattia la nostra cara e amata Letizia tornata alla casa del Padre. La Vergine Santissima, nella sua grande misericordia interceda per la sua anima benedetta presso il Signore. Con lei raccomandiamo anche noi alle preghiere degli iscritti al Rosario perpetuo.

ANNALISA SECCHI
di Bottida 16 settembre 1974 10 dicembre 2011 Figlia amatissima della socia Obino Giovanna, sposa e madre esemplare, mancata dopo lunghe sofferenze offerte alla Madre celeste della quale era devotissima. (la zel. Andreina Squintu).

(La zel. Caterina Serra Piseddu)

TERESINA SIDERI
di Ussaramanna 10 novembre 1934 8 marzo 2009

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BARBARA SANNA
di Villaspeciosa 10 marzo 1945 31 ottobre 2011

VITALIA BOI
di Villaspeciosa 8 aprile 1947 27 febbraio 2012

Donne silenziose, ma piene damore per la famiglia e per il prossimo. Sollecite nelle attivit parrocchiali e molto devote della Madonna del Rosario. Anche se sofferenti sono rimaste fedeli allimpegno di preghiera. Le ricordiamo con sentimenti di stima e di affetto. Preghiamo per loro e le altre nostre defunte sicure che, dal Cielo, intercederanno per noi presso il Signore e la dolcissima Vergine. (Zel. Noemia e Carlo Sanna).

RACHELE CASU
di Segariu 20 gennaio 1928 31 luglio 2011 Socia del Rosario perpetuo e molto devota della Madonna si prodigava volentieri in servizi utili al decoro della chiesa. Lassociazione ricorda anche Collu Giovanna (28/12/1925-3/11/2011). (La zel. Rosetta Sanna Murru).

MARIUCCIA CANCEDDA
di Ussaramanna 7 maggio 1939 3 novembre 2007 Ebbe da Dio il grande dono di una famiglia. Chiamata dalla terrena alla Celeste Patria, serenamente si addorment nel Signore, lasciando il pi caro ricordo della sua bont e rettitudine in quanti la conobbero. (La zel. Jona Podda).

TONINA CURRELI
di Fonni n. 1963 9 marzo 2012 A soli 48 anni e in breve tempo lascia attoniti e afflitti tutto il gruppo del Rosario, ma soprattutto la madre novantaseienne, il marito e la figlia diciannovenne, studentessa. Siamo loro vicini con la preghiera, laffetto, la stima. (La zel. Isabella Loddo).

VINCENZINA CASU
di Sassari 13 luglio 1925 26 maggio 2012 Iscritta allAssociazione del Rosario dal 2006 ci ha lasciato per il Paradiso ad un mese dal suo 87 compleanno. Ce lo comunica il figlio Antonello che lha amorevolmente assistita. Tutta lAssociazione la ricorda con affetto nella preghiera.

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ASSOCIAZIONE DEL ROSARIO PERPETUO

LE NUOVE ISCRITTE

un saluto fraterno di benvenute a tutte le nuove socie nella nostra grande famiglia del Rosario Perpetuo. In questo Anno della Fede, voluto dal Santo Padre, la loro adesione ci giunge particolarmente preziosa perch vengono ad assicurare e a far crescere la nostra preghiera di lode alla Vergine Santissima perch interceda per tutti presso Dio.
Albagiara: Mura Demetrina, Pusceddu Franca; Aidomaggiore: Atzori Pasqualina, Atzori Rosaria, Miola Vittoria, Deligia Angela, Deligia Carmela, Colleo Bonacata; Anela: Nurra Tora, Bullitta Rosalia, Bullitta Elena, Bullitta Anna; Baressa: Casula Patrizia; Bessude: Spina Don Salvatorico. Birori: Demartis Silvana, Marceddu Stefania; Bortigali: Viola Manuelina; Carboni Eleonora, Contini Tetta, Uda Rita; Buddus: Soro Teresina, Burcei: Lobina Daniela, Codonesu Martina, Perra Simonetta, Piccioni Lorella, Serra Michela, Zuncheddu Luciana; Cuglieri: Oro Francesca, Fara Mariangela, Meloni Maria; Domusnovas: Saiu Isabella (La nuova Zelatrice); Dualchi: Meloni Sonia; Iglesias: Atzeri Dolores; Nurallao: Atzeni Rossella; Nurri: Argiolas Paola, Lai Antonella, Cera Anna, Atzeni Maria Adele, Loi Francesco; Perdaxius: Manca Antonella, Santus Marisa, Melis Marina; Selegas: Deiana Efisia, Pisano Pierina, Porru Enrico, Porru Ludovica, Secci Tilde. Sennori: Basciu Franca, Deledda Rosanna, Fara Nicolina, Marras Giuliana, Piana Giovanna, Nieddu Antonietta, Bianchi Maria, Serra Gavina, Conti Francesca, Chessa Francesca Maria, Trogu Marisa; Settimo S. Pietro: Deiana Diana; Sindia: Delrio M. Andreana, Oggianu Piera Maria, Pitzolu M. Grazia, Mura Teresa, Delrio Lucia, Del Rio Nina; Sinnai: Cocco Dina, Lai Costanza, Sollai Vincenza, Murgia Teresina; Sorso: Nieddu Anna Maria; Tertenia: Pisu Cristina (vice-zelatrice), Vellini Marzia, Covoni M. Rita; Villasor: Montis Maria Rosarioa, Inticu Maria Teresa, Corda Caterina; Villaspeciosa: Deidda Mirella, Serreli Giovannina, Pes Sisinnio, Collu Teresina. RINGRAZIAMENTO. La zelatrice e le socie dellAssociazione di Bortigali gentilmente ringraziano la iscritta signora Pasqualina Cappai che per tanti anni stata disponibile e sollecita per distribuire i bollettini del Rosario. Ringraziamento che va anche alle quattro brave capogruppo, alla vice-zelatrice del gruppo (oltre settanta). Ringraziamento che volentieri estendiamo a coloro che si prodigano per aiutare le loro zelatrici.

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IL ROSARIO VIVENTE
il movimento di preghiera tra ragazzi e ragazze
In numerosi luoghi stanno riformandosi i gruppi del Rosario Vivente. I promotori per la formazione di questi gruppetti di ragazzi, di quindici o venti, sono alcuni adulti appartenenti al Rosario Perpetuo oppure dei catechisti che lodevolmente, come migliore dono che offrono ai loro ragazzi, insegnano loro a meditare sui misteri della nostra fede. Questo bollettino dedica sempre alcune pagine al Rosario Vivente, alla sua finalit e storia. In questo numero la redazione offre alcune riflessioni sui misteri della gloria che possono essere utili anche agli adulti. Recitando le Ave Maria, con la corona del Rosario tra le mani, dobbiamo saper riportare la nostra attenzione al messaggio che il mistero, che stiamo contemplando, ci dona. Un rinnovato invito a tutte le nostre care zelatrici e zelatori a formare il gruppo di ragazzi del Rosario Vivente. uniniziativa che richiede tempo e pazienza, ma non darsi per vinti prima di iniziare! Anche la Santa Vergine, il pi delle volte, proprio ai ragazzi che ha affidato i suoi messaggi materni per il bene di tutta lumanit. Potete chiedere ulteriori informazioni e il materiale occorrente al centro di S. Maria Novella di Firenze.

voi intrecciate in onore della nostra Regina una delle pi belle corone, quando pensate ai Misteri della gioia, della luce, del dolore e della gloria del Rosario: le Ave Maria, che uniamo alle buone azioni, sono infatti come belle rose bianche, gialle, rosse e celesti. Intrecciamo subito una corona di queste rose: i Misteri gloriosi.

Cari ragazzi e ragazze,

Meditazione sui

Misteri Gloriosi
Primo mistero dal Vangelo: Io sono la via , la verit e la vita. Frutto del mistero: Una virt sempre pi salda della fede. Ges risorto! Alleluia! Con la sua stessa forza egli ritornato a vivere. E gli apostoli hanno toccato il suo corpo, e hanno visto Ges mangiare e bere, come noi, che siamo ben vivi, mangiamo e beviamo. E Ges per sempre vivente! in cielo, ma anche realmente presente e vivente nei tabernacoli delle nostre chiese. Come ha detto agli apostoli, il suo Corpo diventa nostro nutrimento sotto le apparenze della piccola ostia

Ges ritorna alla vita

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bianca, perch anche noi diventiamo viventi, perch anche noi viviamo come lui, quali figli di Dio. questo Ges risorto, vincitore dei suoi nemici, sempre felice della gioia del cielo, che noi adoriamo nel Tabernacolo. Professiamogli la nostra gioia e il nostro amore ogni volta che passiamo davanti ad una chiesa. Anche tu per prepararti bene alla comunione della domenica e per ringraziare durante la giornata Ges che si fa nostro cibo, va a fare una visita in chiesa: Ges nel tabernacolo rimane tutto solo per amore nostro.

Ges non da solo in Cielo. Tutta la grande famiglia dei figli del Buon Dio si trova riunita con lui. Tutti ci attendono e vedono gli sforzi che facciamo per restare nella via che porta al Cielo. Se essi sono attualmente con Ges perch sono stati fedeli agli esempi del loro Maestro e hanno perseverato nel fare il bene. Anche tu cerca di mantenere i tuoi buoni propositi: recitare le preghiere il mattino e la sera, tenere pulita e ordinata la tua stanza, alzarti senza pigrizia e obbedire prontamente. Facendo le buone azioni vogliamo bene a Ges.

Secondo mistero. dal Vangelo: L sia il vostro cuore dov il vostro tesoro. Frutto del mistero: Speranza sempre pi viva di ottenere il Paradiso. Non siamo fatti per la terra. Dopo essere stato quaranta giorni con i suoi discepoli, Ges risorto ritorna da suo Padre. Egli non vuole che ci attacchiamo ai beni di questa terra, anche se ci difficile farlo. Prima di lasciare i suoi disse: Vado a prepararvi un posto.

Ges sale al cielo.

Terzo Mistero. Lo Spirito Santo sugli Apostoli. dal Vangelo: Furono tutti pieni di Spirito Santo. Frutto del Mistero: Crescere nellamore di Dio e del prossimo. Gli apostoli avevano paura. Ges era salito in Cielo ed essi erano rimasti solo intorno alla Vergine Maria. Avevano paura dei Giudei e si erano rinchiusi nel Cenacolo nellattesa dello Spirito Santo promesso dal Signore. Essi pregavano concordi e con fede. >>>

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Venendo su di loro, lo Spirito Santo, Spirito della Verit e dellAmore, li trasform completamente: la sera stessa, San Pietro predic il Vangelo di Ges e convert tremila uomini. Nessuno di loro ebbe paura quando i capi giudei volevano far loro rinnegare il Cristo. Tutti diedero la vita per Ges e predicando che Ges era risorto non si lasciavano intimidire. Anche tu non cercare pretesti per non obbedire e non dare la colpa ad altri quando sbagli e sei rimproverato. giusto dire sempre la verit, mai le bugie e anche quando giochi, con i tuoi amici, non imbrogliare.

di suo Figlio anticipandone la gloria. Il corpo di Maria, come la sua anima, non stato mai toccato dal peccato e non aspetta perci, per godere la felicit del Cielo, il giorno del Giudizio e della Resurrezione universale. La Vergine Maria ha sempre sofferto e pregato per i poveri peccatori, stando vicinissima alla Croce di Ges, merita quindi di risorgere e trovarsi in Cielo con la totalit del suo essere, corpo e anima, come Suo Figlio. Le dato questo privilegio a motivo della sua grande purezza. Anche tu cerca sempre solo ci che buono e non agire mai di nascosto. Evita inoltre di parlare di cose cattive con i tuoi amici e non guardare mai illustrazioni indecenti.

TERZO MISTERO QUARTO MISTERO

Quarto Mistero. La Beata Vergine portata in Cielo. dal Vangelo: Grandi cose ha fatto in me lOnnipotente. Frutto del mistero: filiale venerazione e grande amore verso la Madonna. La Vergine Maria va in Cielo trasportata dagli angeli, felici di accogliere in Paradiso la loro Regina. Il suo corpo non pi nella tomba. Il buon Dio fa uneccezione per la Madre

Quinto Mistero. Lincoronazione della Madonna. dal Vangelo: Tutte le generazioni mi chiameranno beata. Frutto del mistero: non scoraggiarsi nelle difficolt; perseverare nel bene. La Beata Vergine Maria coronata da suo Figlio. Ges che stato sempre

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un figlio affettuoso ed ha piacere di estendere la sovranit della sua Mamma su tutta la creazione, sugli angeli, i santi e su tutta la terra. Ella siede, quale regina gloriosa, al Suo fianco. Regina del mondo, la Vergine Maria estende la sua premura materna verso tutti. Senza distinzione di razza o di condizione, siamo tutti suoi sudditi, tutti suoi figli. Ma la vera gioia di una mamma vedere in casa tutti i suoi figli e nessuno fuori. Ella pensa a tutti coloro che vivono lontani da lei e ci chiede di aiutarla con la preghiera! Anche tu ricordati spesso che hai una Mamma in Cielo. Recita bene ogni giorno il mistero del Rosario: le tue dieci Ave Maria. E prova a parlare della Madonna con i tuoi compagni, spiegando loro i misteri del Rosario che ancora non conoscono.

La Beata IMELDA
La fede e lamore, verso Ges presente nellEucarestia, in questa santa fanciulla furono talmente grandi che oggi, per volere di S. Pio X, la invochiamo patrona dei ragazzi che fanno la prima comunione.

QUINTO MISTERO DOLOROSO

Si termina la contemplazione dei misteri recitando la Salve Regina e le Litanie lauretane. Si raccomanda di aggiungere un Padre Nostro, unAve e il Gloria, secondo le intenzioni del Papa, per le indulgenze.

Nacque a Bologna verso il 1320. Ancora bambina stava con le monache domenicane di S. Maria di Valdipietra. A quel tempo la prima Comunione si faceva tardi e a tredici anni ancora non aveva potuto ricevere Ges. Ma lei lo desiderava tanto e lo pregava di affrettare il giorno per poterlo ricevere. Ma il 12 maggio 1333, vigilia dellAscensione, una particola dellEucarestia, elevandosi, rimase sospesa e radiosa sulla sua testa. Il sacerdote che stava celebrando la S. Messa, comprese e le si avvicin e prendendo quellostia, le fece la prima e lultima comunione. Fu infatti tale la sua gioia che in unestasi damore, Ges la port subito con S in Paradiso. Le reliquie di questa ragazza eucaristica si venerano nella chiesa di San Sigismondo, ove furono trasferite al tempo delle soppressioni napoleoniche. Leone XII, il 20 dicembre 1826 ne approv il culto pubblico.

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Noi crediamo in un solo Dio...


Noi crediamo in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, Creatore delle cose visibili, come questo mondo ove trascorre la nostra vita fuggevole, delle cose invisibili quali sono i puri spiriti, chiamati altres angeli, e Creatore in ciascun uomo dellanima spirituale e immortale. ().
Sede nazionale Associazione Rosario Perpetuo p.za S. Maria Novella, 18 50123 Firenze

Noi crediamo che Maria la Madre, rimasta sempre Vergine, del Verbo Incarnato, nostro Dio e Salvatore Ges Cristo, e che, a motivo di questa singolare elezione, essa, in considerazione dei meriti di suo Figlio, stata redenta in modo pi eminente, preservata da ogni macchia del peccato originale e colmata del dono della grazia pi che tutte le altre creature. Associata ai misteri della Incarnazione e della Redenzione con un vincolo stretto e indissolubile, la Vergine Santissima, lImmacolata, al termine della sua vita terrena stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste e configurata a suo Figlio risorto, anticipando la sorte futura di tutti i giusti; e noi crediamo che la Madre Santissima di Dio, nuova Eva, Madre della Chiesa, continua in cielo il suo ufficio materno riguardo ai membri di Cristo, cooperando alla nascita e allo sviluppo della vita divina nelle anime dei redenti.
Dal Credo del popolo di Dio, pronunciato da Paolo VI, davanti alla Basilica di San Pietro, il 30 giugno dellanno 1968. BOLLETTINO DEL ROSARIO PERPETUO settembre-dicembre 2012 - n. 3 Ccp. n. 304501 intestato a: Rosario Perpetuo - FI

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