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A. XLV - n. 5 - novembre-dicembre 2010 - Sped. A.P. - D.L. 24/12/2003, n.353, conv. in L. 27/02/2004 n.46 - Firenze Aut. n.

1800/1967

Le Costituzioni o Consuetudines (p. 11).


SPIRITUALITÀ
Verso l’VIII Centenario dell’Ordine (p. 5)
EVENTI
DOMENICANI
1

domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1


DOMENICANI A. XLV - gennaio febbraio 2011 - n. 1
bimestrale d’informazione
della Provincia Romana Il prete Pietro di Illiria, tra

A.XLIV - n. 5 - novembre-dicembre 2010 - Sped. A.P. - D.L. 24/12/2003, n.353, conv. in L. 27/02/2004 n.46 - Firenze Aut. n.1800/1967
il 422 e il 432, costruì una
di S.Caterina da Siena
prima chiesa sulla casa della
matrona romana Sabina, poi
Anno XLV – n. 1 DOMENICANI
sommario

divenuta santa. L’interno ha


novembre-dicembre 2011 avuto vari restauri. Il campa-
nile attuale risale al X secolo.
c/c postale n. 41482894 1
Nel 1219 la chiesa fu affida-
int. Convento S. Domenico ta da papa Onorio III a san
Padri Domenicani

domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1


Domenico e al suo Ordine di
09127 Cagliari – Italia EVENTI
frati predicatori, e da allora è
Verso l’VIII Centenario dell’Ordine (p. 5)

SPIRITUALITA’
stata la sede del Maestro ge-
Autorizzazione del nerale dell’Ordine. •••
Le Costituzioni o Consuetudines (p. 11).

Tribunale di Firenze del


4 gennaio 1967 - n. 1800 3 Editoriale
la Redazione.
Direttore
P. Eugenio Zabatta o.p.
Spiritualità domenicana
Responsabile
P. Fausto Sbaffoni o.p. 5 Verso gli 800 anni dell’Ordine.
P. Eugenio Zabatta op.
Direzione e Redazione: 11 Le Costituzioni o Consuetudines
piazza S. Domenico, n. 5 a cura di P. E. Z. op.
09127 CAGLIARI 16 “Metodologia” in S. Tommaso d’Aquino.
P. Eugenio Zabatta op.
2 Tel. 070 65 42 98
cell. 339 18 22 685 Notizie varie
e.mail 22 Pistoia, Giornate di Formazione Permanente
zabatta.eugenio@tiscali.it fr Gian Matteo Serra op.
Napoli, Un’iniziativa per la Famiglia;
CON APPROVAZIONE
Roma, Giornata della Gioventù OP.
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

ECCLES. E DELL’ORDINE
Bibbiena (AR), Conferenze mensili.
Sped. Abb. Postale
D.L. 24/12/2003, n.353, 26 Faenza (RA), Processo di beatificazione di
conv. in L. 27/02/2004 n.46 P. Domenico Galluzzi.
Cerignola (FG), la Positio: riconosciute le
copertina: virtù del SdD Don Palladino.
roma - Basilica di S. Sabina.
30 Roma, La professione di Sr Maria Perez.
Sedilo (OR) commemora Sr Puxeddu.
32 Popoli (PE) , Conferenza su P. Lepidi op.
Emilia Lattanzio.
38 In memoria: P. Carderi op; Sr A. Marlazzi.
Prof. Giovanni Di Giannatale.
42 Pubblicazioni. •••
editoriale

Il filo conduttore dell’ultimo Capito- 3. si corrisponda alle esigenze aposto-

editoriale
lo generale dell’Ordine (Roma, 2010) è liche locali».
stato il “ministero della predicazione: È questo “lo sforzo” che al presente
riscoprire il carisma dell’essere predi- ci viene richiesto e pur tenendo conto
catori”. È alla luce di questo carisma, ci delle “risorse umane disponibili… con-
hanno avvertito i padri capitolari, che tinuare ad attingere con costanza le no-
si è voluto vagliare i vari settori delle stre forze alla grazia del Vangelo».
“responsabilità” dell’Ordine e si sono
prese decisioni, fatte ordinazioni, dati È in questa stessa prospettiva, pen-
orientamenti. La predicazione, nostro siamo di poter dire, che si è mosso an-
impegno specifico nel mondo, ha gui- che il nostro ultimo Capitolo Provin-
dato i lavori del Capitolo. ciale (Montecompatri 2009), con una
particolare attenzione alle vocazioni e
Lo sottolinea, con vivo slancio, il al coinvolgimento delle forze di tutti i
nuovo Maestro dell’Ordine, fr Bruno rami dell’Ordine presenti nel territorio
Cadoré, nella lettera di promulgazione della Provincia. In ordine alla Predi-
degli Atti dei quali ci offre una sinte- cazione, anche allora, non è mancato
si. «Il ministero della predicazione – “l’invito pressante” alle “cooperazioni
afferma – costituisce l’essenziale per più ampie”, “allo sviluppo della col-
ciascuno e per l’insieme delle Comuni- laborazione e ad un più efficace coor-
tà… essa costituisce il cuore, il suppor- dinamento” (ACP, 2009 pp. 7-8). Ne- 3
to e il dinamismo delle diverse dimen- gli Atti, il Provinciale fr Daniele Cara,
sioni della nostra vita… anima il cuore chiedeva “un impegno più generoso ed
della nostra vita». È alla predicazione, evangelico nelle nostre attività aposto-
“a mostrare questa Parola” – continua liche ed intellettuali (p. 3).
il Maestro – che “dobbiamo consacrare
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tutta la nostra vita”; predicazione che Cogliendo questi messaggi e riferen-


nello stesso tempo «ci invita ad avere a doci al particolare compito che, come
cuore la costruzione di Comunità che Redazione di “Domenicani”, ci è stato
siano focolari viventi di fraternità, di affidato, anche nel presente fascicolo,
studio e di preghiera, luoghi di rinvi- con gli articoli e le notizie di famiglia
gorimento nella fede e nella speranza che presentiamo ai nostri gentili lettori,
e di proposta di ospitalità e di dialogo desideriamo contribuire a tener vivo il
per il mondo». tema dell’anno che ci prepara al giu-
Il Maestro suggerisce di dotarsi di bileo del 2016 e fare eco positiva agli
mezzi e di adeguare strutture perché: inviti dei capitolari col «prendere par-
«1. le nostre Comunità siano allo stesso te nell’incessante opera di “fondazione
tempo case di predicazione e di studio; dell’Ordine”» (ACG, Roma 2010, Let-
2. i frati possano ovunque realizzare la tera di promulg.).
predicazione con gioia e libertà; infine Per la redazione, P. E. Zabatta op.
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spiritualità
MUOVENDOCI VERSO
GLI 800 ANNI DELL’ORDINE
con gratitudine a Dio
5
e con rinnovato amore iniziale
Sin dall’Avvento del 2005 l’Ordine «L’arancio fiorisce ancora» è stato
domenicano sta preparandosi a cele- il titolo scelto per quella bella mono-
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brare l’VIII centenario del suo inizio grafia, edita nel 2006 dalle consorelle
che avverrà nel 2016. contemplative domenicane in occasio-
Il tema generale che accompagna il ne del loro centenario di fondazione a
nostro cammino è: “Guai a noi se Prouille in Francia, da parte di S. Dome-
non predichiamo il Vangelo!” (I Cor. nico, e voluta, per usare la loro espres-
9,16). Queste parole dell’Apostolo, sione, “per ricordare la nostra nascita
che sono al cuore della nostra vo- avvenuta 800 anni fa” (Intr. p. 3).
cazione domenicana, sono luce che Nel libro suddetto, le monache il-
guidano i nostri passi. Si aggiunge il lustrano il loro ruolo specifico nella
tema di ogni anno, che per il 2011 è Famiglia domenicana parlando della
questo: “Tutti li sentiamo annunzia- “precedenza teologica che la contem-
re nelle nostre lingue le grandi ope- plazione occupa nella nostra vita e mis-
re di Dio” (At. 2,11): Predicazione e sione” e della “fecondità del loro silen-
Cultura / Predicazione Comunitaria. zio”. Doveroso accogliere l’invito che
fanno a “partecipare alla gioia della lo-
ro totale consacrazione” (p. 5).

Riprendiamo adesso quell’immagi-


ne dell’arancio! Nessuno allora fece
difficoltà ad interpretarla, ma, comun-
spiritualità

que, viene spiegata a pagina 57 del li-


bro, con mistiche interpretazioni che
condividiamo. «Si racconta – vi leggia-
mo – che S. Domenico abbia piantato
con le sue mani un arancio nel chiostro
di Santa Sabina1… icona della Famiglia
(monache, frati, suore laici) che si è svi-
luppata intorno a S. Domenico e che
anche oggi vive sulla scia della sua san-
tità» (p. 57).
Sì! «È facile ravvisare in quell’albero
un’immagine della Famiglia domenica-
na, molteplice nei suoi rami, spuntati
da un unico tronco o insieme o in suc-
cessive stagioni storiche segnate dalla
Provvidenza, con permanente fioritura
dell’ansia evangelica ed apostolica che
bruciò nel cuore di S. Domenico e che
I santi,
continua ad ardere nel cuore dei suoi
6 immagine di Cristo. figli, eredi della sua forma di vita e di
missione»2. Così pure già scriveva nel-
La Chiesa della terra non pos- la sua relazione al Simposio di Napoli
siede nessun ritratto di Cristo; ma (1982) il P. Abate che allora, a S. Sabi-
se, lungo i secoli, le avvenisse di na, ci viveva. Quel Simposio era croce-
desiderare, con desiderio incon- via e gli Atti che furono pubblicati sono
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tenibile e sacro, di contempla- ancora, per molti aspetti, attuali.


re l’icona, la più fedele, del suo
Salvatore, ella sa bene come do- Un’immagine “istruttiva”, certo,
vrà fare. Le basterà di sovrappor- quella dell’albero, qual è l’arancio, che
re, il più fedelmente possibile, i è stato sempre caro ai domenicani che
volti dei suoi innumerevoli santi, l’hanno religiosamente custodito come
perché sia certa che l’immagine dono del Fondatore.
che risulterà, dalla composizione Un’immagine del resto comune,
sul cliché, sarà l’approssimazione l’albero, per indicare una famiglia, un
meno imperfetta del vero volto di casato. Essa ricorre anche nell’esor-
Gesù Cristo. dio della prima riflessione del Con-
(A. M. Besnard, op). cilio Vaticano II sulla Vita religiosa in
ROMA. S.Maria sopra Minerva. Cappella- genere, dove questa è paragonata, ap-
Grazioli. IL Salvatore (Perugino?). punto, a «un albero germogliato da un
seme sparso da Dio e ramificatosi in vita consacrata dei membri di un Istitu-
modo mirabile e vario nel campo del to religioso con la professione di voto
Signore»3. pubblico di osservare i consigli evange-
Per inciso possiamo considerare che lici e la vita fraterna in comunione. In
dallo stesso magistero conciliare si de- tal senso la nozione di vita religiosa non
duce che “il seme” da cui germina l’al- è applicabile ai laici chiamati a vivere la

spiritualità
bero della vita religiosa in genere – do- loro partecipazione ai tria munera Chri-
no divino dei consigli evangelici – sotto sti nel mezzo delle realtà temporali. Per
l’impulso dello Spirito Santo produce tale ragione è necessario promuove-
poi diverse forme di vita spirituale con re e accompagnare la formazione del
altrettante famiglie religiose, ciascuna laicato domenicano sulla base di una
delle quali, oltre ad avere una forma solida ecclesiologia e della teologia del
evangelica di vita propria, riceve dallo laicato»6.
stesso Spirito una funzione particolare, È vero! Tuttavia la diversa identità di
specifica, che emana dalla prima, con ogni ramo non impedisce che anche
la quale collabora alla missione della i laici delle fraternite siano parte inte-
Chiesa4. grante per formare ed essere una sola
In analogia all’albero della vita re- famiglia. «I laici incorporati all’Ordine
ligiosa che si ramifica nelle varie fami- partecipano al carisma di S. Domenico
glie religiose, anche il nostro arancio, secondo l’unità fraterna nell’unica mis-
quale icona dell’unità di tutto l’Ordi- sione della predicazione della Parola di
ne, con i suoi rami indica coloro che lo Dio (ACG 2001 Providence, n. 416).
compongono – monache, frati, suore, Allo stesso tempo, questa unità si rea-
laici – tutti «in comunione con lo spiri- lizza in forme distinte di vita domeni-
to e le intenzioni di S. Domenico»5. cana. Ciò si traduce in forme giuridiche
diverse (Cost. fondamentale, § IX)7». 7
A questo punto è bene ricordare Gelosi, infatti, di questa unità, tra i
un’Ordinazione dell’ultimo Capitolo vari “rami” per formare un’unica Fami-
Generale che per la sua chiarezza ci è glia, i responsabili del governo dell’Or-
di grande aiuto per capire il ruolo dei dine – come i Capitoli – hanno sempre
vari componenti l’Ordine o la Famiglia avuto a cuore di raccomandare, oltre
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domenicana e le relazioni che vigono la vita di preghiera anche la vita comu-


tra di loro. nitaria dei religiosi, con le varie osser-
«L’Ordine dei predicatori è costituito vanze che l’assicurano8.
da coloro che, per la professione (per Dalle origini, l’Ordine ha visto nella
coloro che seguono i consigli evange- Comunità – domus praedicationis – la
lici, le monache e i frati) o per l’impe- presenza del carisma ricevuto da Dio,
gno verso il Maestro dell’Ordine (per i e nell’unità e regolare vita comunitaria
membri delle fraternite laiche e sacer- l’efficacia della predicazione. La vita
dotali che s’impegnano a un modo di comunitaria con le sue osservanze, so-
vita evangelico adatto alla loro condi- stanzialmente contemplativa, è la “fon-
zione) sono integrati all’Ordine» (ACG te” da cui sgorga l’acqua della predica-
2001 Providence, n. 418). Per elemi- zione, il suo carisma. Comunità e Pre-
nare alcune ambiguità ricordiamo che dicazione, per noi, sono così unite che
la nozione di “vita religiosa” designa la si “valorizzano” a vicenda, tanto che la
8
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1 spiritualità

L’albero domenicano con S. Domenico e S. Caterina.


stessa vita comunitaria è predicazione ni, come altrettanti frutti di quello stesso
(ACG 2010 Roma 62 § 3). seme, di quell’unico tronco, l’immagine
A questo proposito cito brevi espres- dei santi e delle sante dell’Ordine»9.
sioni spigolate negli Atti, al cap. III, an- S. Domenico, il fondatore, viene
che per invogliare a leggerli per intero: rassomigliato ad un prisma di cristallo
«L’oggi esige ancora una predicazione purissimo che accoglie in sé un raggio

spiritualità
profetica, sostenuta da una vita comu- della luce divina e lo rifrange, per amo-
nitaria coerente». «Con l’intento di re- re di Dio e delle anime, scomponendo-
cuperare il senso genuino delle nostre lo in un’iride meravigliosa di colori: i
comunità, come vere domus praedi- santi con le loro caratteristiche virtù.
cationis… rivedere metodi, contenuti Si passa quindi ad elencare alcuni
ed effetti della predicazione della vita santi domenicani: un elenco breve che
comunitaria… per renderla più creativa farà piacere conoscere!
e credibile nel mondo attuale». «… la «Tommaso d’Aquino: scienza delle
via comunitaria come nutrimento della cose divine, giunta alle vette più alte
predicazione (64)… la vita comune è che mai mente umana raggiunse, per-
un elemento essenziale e irrinunciabile ché nutrita in animo verginale e santo,
del nostro carisma di predicazione (65) perché attinta nell’orazione.
… recuperare il senso e la necessità Pietro da Verona: l’amore ardente e
della vita comune… la gioia di vivere in la testimonianza intrepida delle verità
comunità (66)». forti fino al martirio.
Infine un’Esortazione (80), dei padri Ludovico Bertrando: l’eroismo infa-
capitolari, ci ricorda i mezzi a cui ricor- ticabile del missionario, la santità che
rere: «… l’organizzazione della nostra sa generare ed educare santi.
vita religiosa e apostolica passa attraver- Raimondo di Pennafort: umiltà più
so la convocazione regolare dei capitoli profonda in mezzo agli onori, il misti- 9
e dei consigli» (LCO, 7 § II e 312). co seppellimento della volontà umana
nella volontà di Dio, l’amore geloso
Una graziosissima immagine sim- della povertà.
bolica che è stata pubblicata a ricordo Giovanni di Colonia: l’attaccamen-
del settimo centenario del nostro Or- to al Vicario di Cristo e l’ardentissima
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dine (1916) è proprio l’albero. In un amorosa fede nell’Eucaristia, che vin-


opuscoletto edito per l’occasione, leg- cono i tormenti e conducono gioiosa-
giamo: «È l’albero domenicano. Ai lati mente al martirio.
S. Domenico e S. Caterina; Egli, il Pa- Vincenzo Ferreri: la potenza della
dre, colui che concepì il grande ideale parola che seduce e trascina le anime,
e sparse nel giardino della Chiesa il se- glorificata da Dio con la potenza tau-
me da cui il celeste agricoltore voleva maturgica.
far nascere quest’albero fertile: l’Ordine Pio V: l’amore inflessibile per la giu-
dei Predicatori; Caterina, la più perfet- stizia, lo zelo indomito nel difendere la
ta, forse, certo la più significativa e più Chiesa e la Verità.
meravigliosa incarnazione dell’ideale Giacinto Odrowaz: il suo amore
domenicano. Fra loro due s’innalza l’al- verso l’Eucarestia e la sua tenera devo-
bero (proprio l’arancio). Fra lo svolgersi zione alla Madonna sono fonte della
armonioso dei rami in dodici medaglio- sua instancabile attività apostolica.
Antonino Pierozzi: la prudenza vera i santi dell’Ordine, che ci accompagna-
e la sapienza illuminata dalla giustizia no all’evento storico dell’ottavo cente-
e dalla carità. nario, vogliano ottenerci quelle virtù
Agnese da Montepulciano: la letizia necessarie alla vitalità e allo sviluppo
stupenda della familiarità con la Ver- dell’arancio domenicano: il conosci-
gine, con gli angeli e con i santi; nel mento di sé, legato a quello di Dio; la
spiritualità

mondo eterno goduto come in antici- vera umiltà, la pazienza e l’affetto della
pato possesso fin da questo esilio. carità. A questi “fiori profumati di virtù”
Rosa da Lima: l’anima umile e im- seguono, come frutto, la lode di Dio e
macolata che eroicamente si ravvolge il dono, a noi, della “Vita durabile“.
di auterità espiatrici.
Caterina de’ Ricci: l’amore di Gesù
Crocifisso che assorbe e sublima tutte 1. S. Sabina, Roma è il convento del
le energie dello spirito»10. Maestro dell’Ordine. L’Arancio o i suoi
polloni rinnovati dal primo tronco, si può
Ma queste sono soltanto tra le gem- ancora vedere.
me più fulgide; di quante altre si gloria 2. P. A. Abate, La partecipazione della
la famiglia domenicana! Come alle set- FD allo spirito, al carisma, alla missione
te luci colorate dello spettro solare si dell’Ordine dei Predicatori, in Atti del Sim-
posio Nazionale della FD (30 ott. 1982).
aggiungono infinite altre luci che l’oc-
3. Conc.Vat. II, Lumen Gentium, 43.
chio umano non scorge. Anche se me- 4. Le nuove famiglie religiose che in
no conosciute, esse sono tutte preziose tutti i periodi storici si formano sono segno
agli occhi di Dio. e dono dell’inesauribile premura e azione
Nell’elenco, non appare Sant’Alber- dello Spirito Santo a favore delle anime, per-
to Magno, che oggi veneriamo santo, ché rispondono alle nuove istanze spirituali
10 dottore della chiesa e patrono dei cul- sopraggiunte nella Chiesa e nel mondo.
tori delle scienze naturali, perché nel 5. Capitolo Gen. di Madonna dell’Arco
1916 (settimo centenario) era venerato (1974), n. 224.
ancora come beato. Pio XI lo dichiarò 6. ACG 2010 Roma, n. 232.
7. Ivi, 232.
santo nel 1931) e Pio XII patrono nel
8. Tra le osservanze viene ricordato da-
1941. In questo secolo altri numerosi
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

gli Atti del 2010 (nn. 81 e 82) il silenzio, la


domenicani sono stati beatificati e ca- clausura, l’abito, le opere di penitenza e…
nonizzati: l’ultimo S. Francesco Coll y la mensa comune. Anche per il laicato le ri-
Guitart (2010). unioni periodiche richieste devono risulta-
Ci piace terminare questa “visita” re quali espressione di “vita comunitaria”,
nella famiglia domenicana, “la navi- per cui non devono mai essere disertate (cf.
cella di Domenico, tutta larga, tutta Regola delle Fld, n. 15 e Dir. n. 18).
gioconda, tutta odorifera; un dilezio- 9. Per il settimo Centenario dell’appro-
so giardino”, con le parole della nostra vazione dell’Ordine domenicano, dicem-
bre MCCXVI – MCMXVI, in “Il Rosario –
santa senese, S. Caterina che ci ripor-
Memorie Domenicane (anno33), Firenze
ta, anche lei, all’immagine suggestiva (Tip. Domenicana) p. 23ss.
dell’albero: «… l’anima è un albero fat- 10. Ivi, p. 26-27.
to per amore, e proprio per questo non 11. S. CATERINA, Dialogo della Divi-
può vivere d’altro che di amore»11. na Provvidenza, a cura di A. Raschini (ed.
S. Caterina, con S. Domenico e tutti ESD), n. 10, p.50.
Le Costituzioni sono strumento di discernimento che aiuta a incarnare nel presente,
in modo efficace, il dono dello spirito (il carisma) ricevuto attraverso il fondatore.

spiritualità
LE COSTITUZIONI
“CONSUETUDINES”
genesi, interpretazione e osservanza

Tutti uniti, “cor unum et anima Si propone la presente riflessione


una”, alla scuola di S. Domenico alla luce di un numero degli Atti del
per vivere meglio secondo la sua Capitolo Generale celebrato a Roma
regola, o le costituzioni e secon- (2010). In quel testo, tra l’altro, i capi-
do il suo spirito. tolari ci dicono il loro pensiero sulla
Incrementare, illustrare, servire relazione tra: “la professione, le costi-
la vita domenicana, dove ci tro- tuzioni e la nostra vita” (n. 58).
viamo, con la parola, gli scritti, Un testo breve, ma molto interes- 11
le opere. sante che, insieme all’ordinazione che
Crescere nell’unione e nella troviamo, sempre negli Atti, riguardo
collaborazione; umili e generosi al processo di riorganizzazione delle
nel compiere la missione affidata strutture di governo dell’Ordine “al fi-
alla famiglia domenicana. ne di promuovere la missione apostoli-
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

ca e una regolare osservanza dei frati”


(n. 201), hanno suggerito la presente
La molteplicità delle tensioni, riflessione e commento.
alle quali la vita religiosa apo- Questi testi degli Atti li troviamo,
stolica è sottoposta e che il mon- del resto, in piena conformità con
do moderno costringe ad affron- quanto, (a proposito del ruolo che le
tare, rendono ancora più attuali Costituzioni svolgono in una Famiglia
e preziose le Costituzioni delle religiosa) leggiamo in Vita consacrata
“Famiglie religiose” (Ordini, (n. 37) di Giovanni Paolo II. Testi che
Congregazioni, Laicati), purché non dobbiamo lasciar cadere! Oltre
siano viste, lette e considerate in all’importante funzione integrativa
un’ottica rinnovata. che le Costituzioni attuano a favore
dell’unità delle varie entità di un Ordi-
• • • ne religioso, Vita consacrata elencava,
quale frutto, anche la promozione alla vi e scultoree, quanto più importanti e
“fedeltà crea­tiva” e l’aiuto ad affronta- indispensabili, nel loro contenuto, per
re in modo costruttivo le tensioni alle ritrovare quei criteri destinati «a favo-
quali, soprattutto oggi, la vita religiosa rire la piena realizzazione della nostra
apostolica è sottoposta. vita e della nostra missione nelle diver-
se regioni in cui è presente l’Ordine e
spiritualità

In parallelo a Vita consacrata, anche soprattutto a favorire la collaborazione


il testo degli Atti del Capitolo di Roma tra le diverse entità dell’Ordine e della
(n. 58) insiste sulle funzioni svolte pure Famiglia domenicana» .
dalle nostre Costituzioni. Infatti, dopo Un’altra espressione che nel testo in
l’annunzio iniziale e solenne: «Il libro esame non può passare inosservata, è
delle Costituzioni rappresenta il miglior così formulata: «Il libro delle Costitu-
progetto di vita domenicana», l’autore zioni esprime con chiarezza la nostra
del testo lega giustamente alle Costitu- vocazione e la nostra missione come
zioni «la coerenza con la nostra profes- predicatori della verità, della grazia e
sione» e «la fedeltà alla nostra missione della misericordia, seguendo le orme
di predicatori». In altre parole, il libro di S. Domenico». In verità è nelle Co-
delle Costituzioni «manifesta il cuore stituzioni – possiamo concludere – che
della vita e della missione domenicane riscopriamo la nostra identità e i mezzi
e riflette le mediazioni di questa vita e per realizzarla per cui le stesse Costi-
di questa missione». tuzioni sono indispensabili ed è la loro
Affermazioni tanto meravigliose migliore osservanza che può assicurarci
quanto vere! Espressioni tanto più bre- la ripresa e il successo della missione.
Le Costituzioni considerate in-
sieme alla professione religiosa
12 – parola pubblica e solenne che
abbiamo pronunziato davanti alla
Chiesa e al mondo – si ergono a
garantire la serietà della nostra vita
e la genuina bontà del nostro im-
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

VENEZIA. SS. Giovanni e Paolo.


Leandro da Bassano. Il papa Onorio
III approva l’Ordine dei Frati predi-
catori (23 dicembre 1216).
pegno di studio e di predicazione so- delle nostre Costituzioni. Un discorso
stenuti dalla preghiera. che interessa non solo i frati e le mona-
che, ma anche gli appartenenti al laica-
Il libro delle Costituzioni «non è to domenicano: uomini e donne.
uno strumento estraneo alla nostra vi- Una prima notizia, che anche oggi
ta» ci assicurano i Padri del Capitolo impressiona, ci avverte che nelle “Pri-

spiritualità
Generale. L’affermazione, a prima vi- me Costituzioni” fu introdotto «tutto
sta generica e comune, in effetti ci può ciò che di austero, di bello, di prudente
sorprendere, ma in concreto è proprio (i primi frati) trovarono nelle Costitu-
vero quanto viene detto perché le Co- zioni dei Premostratensi» .
stituzioni, poste a regola e misura delle Questa indicazione non la riferiamo
nostre decisioni e progetti, coinvolgo- per mettere in rilievo quanto fervore
no, caratterizzano e permeano tutta la animasse la prima Comunità dei fra-
nostra esistenza. ti, attorno a S. Domenico, e neanche
Si vorrebbe essere capaci, a que- per avviare ad un discorso sulla genesi
sto punto, di dire in breve come mai storica delle Costituzioni. Per l’aspetto
i padri capitolari danno tutta questa storico ci si può facilmente servire de-
importanza alle Costituzioni e trovare gli studi ben condotti, ad esempio, di
l’elemento che le rende tanto preziose P. H. Vicaire e di P. Lippini . Ciò che
e determinanti al punto che non pos- vorrei qui evidenziare è, invece, non
siamo non osservarle se vogliamo che solo l’importanza di primo piano che
la nostra vita religiosa si realizzi piena- viene riconosciuta, fin dagli inizi, al-
mente e non fallisca e la nostra missio- le Costituzioni per realizzare l’ideale
ne si compia. evangelico di contemplazione e di pre-
Nel testo degli Atti, a cui ci siamo ri- dicazione, che Domenico e i suoi com-
feriti, le Costituzioni sono giustamente pagni si proponevano, ma soprattutto 13
presentate come “uno strumento”, ma per meglio renderci conto della fun-
poi viene spiegato che sono strumento zione specifica che gli Ordini, come il
indispensabile e tale che, se non osser- nostro, hanno dato e danno alle Costi-
vate integralmente, vita e missione fal- tuzioni, rispetto alle Congregazioni che
liscono e non vi è pienezza. dal ‘400 in poi sono state fondate.
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

Le Costituzioni meritano un’atten- Una precisazione doverosa si deve


zione e una stima totale da parte di ora fare per comprendere il forte ri-
tutti i rami della Famiglia domenicana. chiamo che anche l’ultimo Capitolo dà
Ogni ramo, certo, per la parte che gli all’osservanza delle Costituzioni, mes-
compete nella famiglia, deve cercare di se in così netta unione con la nostra vi-
contribuire alla realizzazione integrale ta e qualificandole “il miglior progetto
del carisma di S. Domenico, perché di vita domenicana”.
integrante è la presenza di ogni ramo Negli “Istituti di Vita Consacrata” si
nella nostra famiglia. fa un uso molto disparato del termine:
“Costituzioni”. Anche il linguaggio del
A questo punto il discorso diventa Magistero della Chiesa non sembra es-
del tutto domenicano e può contribui- sere univoco, persino all’interno di uno
re molto alla nostra spiritualità riflette- stesso documento. Generalmente, tut-
re un po’ sulla “storia” e sulla “natura” tavia, per Costituzioni si intende quel
complesso di norme che disciplinano cioè con la mediazione di un atten-
la vita personale e comunitaria degli to discernimento spirituale che colga
appartenenti ad un Istituto. Ciò che ca- nell’esperienza il carisma dell’Istituto.
ratterizza tale documento (le Costitu-
zioni) è il fatto che esprime l’essenziale Ci sembra proprio questo il caso
dell’Istituto a modo di testo base dal delle Costituzioni o Consuetudines do-
spiritualità

quale partire per applicare la Regola e menicane!


per vivere, senza tradirlo, il carisma del L’esperienza da cui nascono le no-
Fondatore dello stesso Istituto. stre Costituzioni aiuta meglio a cogliere
Senza volere approfondire l’argo- la natura, il significato profondo e con-
mento, data la natura della nostra ri- seguentemente a capire come le stesse
flessione, delle nostre Costituzioni ci Costituzioni devono essere usate.
interessa mettere in evidenza solamen- Il testo degli Atti del Capitolo Gene-
te che esse sono frutto di esperienza di rale di Roma (n. 58), a cui abbiamo fat-
vita e non fatte a tavolino, per l’abilità to riferimento, indicando il libro delle
riflessiva di una mente organizzatrice Costituzioni come «uno strumento non
che precisa in modo sistematico (anche estraneo alla nostra vita» ci fa capire
se questa non viene del tutto esclusa) che non è sufficiente una pur fedele
ciò che assicuri la vita dell’Istituto. esecuzione, ma ci è utile saper coglie-
S. Domenico con i primi frati, che re, vivo, nelle Costituzioni, il carisma
adottarono elementi delle Consuetudi- della predicazione voluto da S. Dome-
ni di più stretta osservanza dei Premo- nico e da noi abbracciato.
stratensi, redigono le loro Costituzioni Proprio in ordine alla realizzazione
a partire da ciò che era stato già frutto
di esperienza di intensa vita religiosa e
14 comunitaria.
Di quelle Consuetudini, essi scel-
gono ciò che meglio assicurasse la
realizzazione del loro nuovo carisma,
ma nello stesso tempo, e sta qui la loro
intelligenza, prendono ciò che è stato
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

sperimentato come valido perché già


fruttuosamente vissuto.
In effetti, a differenza di Costituzio-
ni fatte a tavolino, che avranno un’im-
postazione prevalentemente legalista e
razionalista, quale codice con norme
fissate una volta per tutte, le Costituzio-
ni dettate dall’esperienza, dalle diverse
situazioni già vissute, si presentano,
per il vaglio già fatto, con un’imposta-
zione decisamente più storica ed esi-
stenziale.
Un’ esperienza che include natural-
mente una lettura sapienziale dei fatti,
di questo carisma sono valido strumen-
to le Costituzioni. Queste, infatti, non
sono la verbalizzazione della Volontà
di Dio da attuare hic et nunc, ma sono
l’espressione dell’identità e del carisma
proprio dell’Ordine, voluto da Dio co-

spiritualità
me strumento, mezzo, criterio perché
l’Ordine e ogni singolo membro possa
trovare la forma concreta dell’operare
secondo lo Spirito, in modo che la Vo-
lontà di Dio sia compiuta.
Le Costituzioni – essendo «il miglior
LE COSTITUZIONI
progetto di vita domenicana» - sono
scritte per essere vissute: non sono Le Costituzioni non solo presuppon-
semplici enunciati da capire come se gono un discernimento del Fondatore
fossero una raccolta di buoni consigli dell’Istituto, che va conosciuto, ma lo
spirituali. esigono anche dopo: sono criteri di vita
Esse hanno una vera forza obbli- che devono aiutare a realizzare il cari-
gante – nel giusto mezzo tra carisma e sma dello stesso Fondatore.
legge – che ci assicura “la fedeltà alla Le Costituzioni sono nel giusto mez-
nostra missione di predicatori” (n. 58). zo tra il piano carismatico-spirituale e
quello giuridico-istituzionale: pertanto,
p. eugenio zabatta. non sono soltanto un libro di dottrine
da apprendere teoricamente su temi
inerenti alla vita consacrata – per esem-
pio l’obbedienza, la povertà, il gover-
no, la comunità, la formazione, ecc. -,
15
né una semplice raccolta di buoni con-
sigli spirituali, né un codice legislativo
o una raccolta di leggi e di norme da
applicare rigorosamente e direttamente
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

alla realtà, ma piuttosto vogliono susci-


tare, orientare e guidare un’esperienza
spirituale, quella della vita stessa della
Congregazione o Ordine o del singolo
membro. Sono progetto e strumento di
vita.
Le Costituzioni svolgono, inoltre,
una importante funzione unitiva e inte-
grativa di tutta la famiglia religiosa, tra
le varie comunità e dei singoli membri
tra di loro; funzione integrativa tra vi-
ta comunitaria e apostolato o missione
che si attua in attività varie.
(cf Civ. Cattolica, 3635 (2001) p. 458.
spiritualità

16
Arezzo. S. Domenico.
San Tommaso.
Affresco di Spinello aretino.
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

“penso che S. Tommaso è nato a Roccasecca (FR), tra il 1225 e


il 1227. Il padre fu Landolfo de Aquino, di origine longo-
il compito barda. La madre Teodora di Chieti. Da piccolo è alunno
principale nella dei Benedettini di Montecassino. Adolescente frequenta
mia vita sia l’università di Napoli dove conosce ed entra tra i Domeni-
cani. È alunno di S. Alberto a Colonia. Diventato Magister
quello di insegna a Parigi, Roma, Viterbo, Orvieto, Napoli. ha scritto
esprimere Dio in molte opere tra cui la Summa Theologiae, il Contra Genti-
les, Commenti alla S. Scrittura e ad autori vari.
ogni mio pensiero A 49 anni (7 marzo 1274) muore a Fossanova mentre
ed in ogni mio era in viaggio verso Lione per il Concilio.
sentimento. Canonizzato da Giovanni XXII (18.07.1323), da Pio V
fu dichiarato Dottore della Chiesa (11.04.1567). Leone XIII
(Contra Gentes, L. 1, c. 3). lo proclamò patrono delle Scuole cattoliche (07.03.1880).
TRA MEDITAZIONE E STORIA

Studio e Insegnamento.

spiritualità
L’attualità della metodologia di

S. TOMMASO d’AQUINO

Anche quest’anno, a san Domenico


di Cagliari, c’è stata la S. Messa presie-
duta dall’arcivescovo, concelebrata dal
preside e alcuni docenti della facoltà
teologica e assistita da numerosi semi-
naristi. Una celebrazione annuale, per
la festa di san Tommaso patrono degli
studenti, ormai divenuta tradizionale e
sempre attesa. Qualcosa di simile, con
conferenze e tridui di preghiera, avvie- 17
ne anche altrove, ma si aggiungono al-
tre importanti coincidenze che ci por-
«Il gigantesco sforzo intellet- tano a parlare, ai nostri gentili lettori, di
tuale di S. Tommaso d’Aquino san Tommaso.
fu stimolato, sostenuto, orien- Proprio in questi giorni è stato pub-
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

tato da un cuore ricolmo di blicato, per le edizioni vaticane, il vo-


amore per Dio e per lume: “S. Tommaso e l’Islam” ordinato
il prossimo». al dialogo interreligioso1 e ugualmente,
La celebrazione annuale è in questi giorni che abbiamo avuto la
della festa del patrono delle notizia della beatificazione di Giovan-
scuole cattoliche; ni Paolo II2.
la recente pubblicazione del Il libro è in riferimento specifico
volume “S. Tommaso e l’Islam” all’opera “Contra Gentes” del santo
dalle edizioni vaticane; dottore, dove suggerisce le regole e il
l’annuncio della beatificazione modello, sempre validi, che devono
di Papa Giovanni Paolo II, accompagnare il fervore del dialogo in-
motivano la nostra riflessione: terreligioso sulla verità di Dio. Anche la
un particolare riferimento al notizia della prossima beatificazione di
dialogo interreligioso. Giovanni Paolo II, già alunno dell’An-
gelicum, che nel suo lungo magistero La terza dote, infine, che indusse
più volte si è riferito a san Tommaso3, ci Leone XIII a proporre l’Aquinate come
dà motivo di ricordarne l’insegnamento modello di ottimi studi a professori e
nel nuovo contesto attuale. Papa da soli ad alunni è la sincera e totale adesione
alcuni mesi, egli intervenne con mol- da lui sempre conservata, nei confronti
to calore in occasione del centenario del magistero della Chiesa, al cui giu-
spiritualità

dell’enciclica Aeterni Patris di Leone dizio egli sottomise tutte le sue opere,
XIII4 aderendo pienamente al proposito durante la vita e in punto di morte.
stesso dell’enciclica. Chi non ricorda la commovente
professione che egli volle pronunciare
Ricordando questo documento, egli nella cella del convento di Fossanova,
spiegava che «lo scopo primario al in ginocchio davanti all’Eucaristia, pri-
quale mirò il grande Pontefice, Leone ma di riceverla come viatico per la vita
XIII, compiendo quel passo di storica eterna?».
importanza, fu di riprendere e di svi- Queste doti, congiunta con la gran-
luppare l’insegnamento sui rapporti tra de acutezza speculativa e l’impegno di
fede e ragione così com’era stato pro- studio, hanno dato i loro frutti: la dot-
posto dal Concilio Vaticano I». trina di Tommaso «ha incontrato nel
Erano tempi in cui si lanciavano corso dei secoli il favore preferenziale
«violenti attacchi da parte dei nemici non solo dei ‘dotti’, ma anche del su-
della fede cattolica e della retta ragio- premo magistero della Chiesa».
ne»; e Leone XIII, con affermazione L’apologia del pensiero tomista fatta
solenne e impegnativa, propose come dalla “Aeterni Patris” fu dunque giusta
modello la figura e il pensiero di Tom- e saggia, tanto che lo stesso concilio
maso d’Aquino. Vaticano II «raccomanda lo studio e
18 l’insegnamento del patrimonio peren-
Secondo Giovanni Paolo II, tre gran- ne della filosofia, del quale una parte
di doti fanno di Tommaso non solo un insigne è costituita dal pensiero del
grande filosofo, ma l’esempio del vero dottore angelico».
studioso cristiano5.
«La prima dote – ha detto – è indub- Quali i motivi profondi, dottrinali,
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

biamente quella di aver professato un per i quali l’insegnamento di san Tom-


pieno ossequio della mente e del cuore maso merita studio ed accettazione
alla divina Rivelazione; ossequio rinno- convinta da parte della gioventù dei
vato sul letto della morte, nell’abbazia nostri tempi?
di Fossanova, il 7 marzo 1274. Quanto Anzitutto il suo spirito di apertura e
sarebbe proficuo che anche oggi tutti i di universalismo, “caratteristiche che è
filosofi e teologi cattolici imitassero il difficile trovare in molte correnti del
suo sublime esempio!». pensiero contemporaneo. Si tratta di
«La seconda dote è il grande rispetto apertura all’insieme della realtà in tutte
da lui professato per il mondo visibile, le sue parti e dimensioni, così come è
quale opera, e quindi vestigia e imma- richiesto dall’intelligenza in nome del-
gine di Dio creatore. A torto quindi si è la verità obiettiva ed integrale, concer-
osato tacciare san Tommaso di natura- nente la realtà. Apertura questa, che è
lismo e di empirismo. anche una significativa nota distintiva
LA SOMMA TEOLOGICA
di San Tommaso.
Dopo la morte di Urbano IV, di origine francese

spiritualità
(1264), «maestro fr Tommaso era tornato a Roma
e, nel convento di S. Sabina, dove era ancora
vivo il ricordo di S. Domenico, concepì l’idea di
scrivere un nuovo grande manuale di teologia,
da sostituire alle Sentenze di Pietro Lombardo.
(…).
L’opera allora iniziata sarebbe stata l’impegno più assor-
bente di fr Tommaso e di fr Reginaldo: rispettivamente architetto e mano-
valanza per la costruzione di un edificio gigantesco, in cui sarebbero state
imbastite 612 questioni con 2669 articoli, per la soluzione di oltre diecimila
difficoltà ed obiezioni».
«La Summa Theologiae rimane la più grande opera teologica del cristia-
nesimo, tradotta in tutte le principali lingue moderne, compreso il cinese e il
giapponese; mentre già nel Medioevo era stata tradotta in greco, in arabo, in
armeno» (P. Tito Centi op., Nel segno del Sole, San Tommaso d’Aquino, ed S. Sisto
(1982) Roma pp. 38-39 e 40). •••

della fede cristiana, della quale la cat- cumenti autentici di tutta la tradizione
tolicità è contrassegno specifico. patristica (cioè i Padri della Chiesa), sia
Ma ciò che rende san Tommaso an- latina, sia greca. In molti settori della 19
cora importante, e che fa di lui una lu- sua teologia (per esempio per quanto
ce-guida per noi oggi, è precisamente riguarda la Grazia e i Sacramenti) egli
quello che lui ha fatto nella teologia al ha fatto una sintesi tra la tradizione la-
suo tempo. E mi spiego. tina agostiniana e la tradizione greca
Oggi, da molti si dice che san Tom- orientale.
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

maso ha lavorato con modelli di pen- Dall’altra parte, egli stava in ascolto
siero e di esperienza che a noi appa- di tutto quello che “il mondo”, i filoso-
iono superati, perché, nel frattempo, il fi, potevano dire a riguardo dell’uomo,
pensiero e la cultura non si sono certo della condizione umana. Era avido di
fermati. conoscere i grandi filosofi greci, i filo-
«Ma ciò che non cessa di coinvol- sofi arabi, i filosofi ebrei, medievali, ec-
gerci nella teologia di san Tommaso – cetera».
scriveva E. Schillebeeckx - è il suo me- Insomma, al suo tempo, la sua te-
todo e l’approccio squisitamente tomi- ologia era una teologia fondata sulla
sta a tutti i problemi teologici. Bibbia e sulla grande tradizione cri-
Da una parte, un’apertura univer- stiana, e, insieme aperta a tutto ciò che
sale alla tradizione cristiana; è questo l’uomo, in quanto uomo, poteva di-
il motivo per cui san Tommaso voleva re sulla realtà e sull’uomo che vi vive
consultare direttamente i testi e i do- dentro. In altre parole, alla prospettiva
religiosa, teologica e teologale che po- poraneamente, utilizzare l’apporto del-
tremmo chiamare verticale, egli assu- le scienze umane moderne.
me anche una prospettiva orizzontale Definirsi “tomista” e trascurare i
per cui Tommaso vede non solo la re- frutti dei metodi scientifici odierni in
lazione tra l’uomo e Dio, ma anche tra teologia e i frutti della psicologia, della
l’uomo e le cose, partendo dal valore sociologia e delle scienze critiche, sa-
spiritualità

delle cose in sé stesse e nella propria rebbe una contraddizione in termini: si-
autonomia, prima di riferirle a Dio. gnificherebbe ripetere ciò che san Tom-
maso ha detto, senza fare ciò che san
«Questi metodi e questo approccio Tommaso ha fatto. Dobbiamo ascolta-
– continua Schillebeeckx – rendono re la Parola di Dio nella Bibbia e nella
san Tommaso ancora attuale; in tal sen- Chiesa di tutti i tempi, pur continuan-
so noi dobbiamo fare ciò che ha fatto do ad ascoltare il mondo, anche se con
san Tommaso, ma nella nostra epoca. l’atteggiamento critico di chi non vuole
La nostra è un’epoca che gode di una “accordarsi” al mondo»6.
tradizione cristiana più lunga di quella In questo senso, san Tommaso resta
che san Tommaso aveva a disposizio- una guida esemplare, una luce per noi
ne; inoltre possiede metodi scientifici tutti, uno dei maestri più grandi.
più raffinati e collaudati; un’epoca che Oltre il ricco contenuto tomistico
conosce una tradizione filosofica pluri- c’è non meno prezioso il suo metodo
forme e ha a disposizione scienze uma- che di quel contenuto è garanzia e fon-
ne e tecniche scientifiche nuove… damento. Chi ascolta la realtà naturale
Seguendo la sua traccia, san Tom- e religiosa alla maniera di san Tomma-
maso ci invita a fare nel nostro tempo so, potrà dire cose importanti, che sono
ciò che lui ha fatto nel suo: scrutare, da più forti della moda effimera di studiare
20 fedele completo, tutte le risorse delle e di insegnare.
grandi tradizioni cristiane e, contem- In ricorrenza del VII centenario del-

Il Dottore Angelico modello del dialogo


domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

L’11 gennaio 2011 a Roma, presso la “Libreria


Internazionale Paolo VI” è stato presentato il libro:
“S. Tommaso e l’Islam”, Città del Vaticano, Libreria
ed. Vaticana, 2010 p.p. 79). Il volume è il primo
dei “Quaderni Aquinati”, nuova collana edita dal-
la Vaticana e contiene gli Atti del Convegno svolto
ad Aquino il 7.III.2009. I presentatori del libro sono
stati: il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pont.
Cons. per il dialogo interreligioso e l’arcivescovo
Jean Louis Bruguès, segr. Della Congr. Per l’educazione cattolica.
Nella lectio magistralis di Joseph Ellul, pubblicata nel libro, si raccomanda
di notare: «la sua (di Tommaso) curiosità intellettuale e il suo vedere i sapienti
ebrei e musulmani come compagni di viaggio nel lungo cammino verso la
verità»: (L’Oss. Rom., 10-11 gennaio 2011, p.4).
la sua morte a Fossanova (Fr) nel 1974, di san Domenico parla ancora ai no-
cinque anni prima del I centenario stri spiriti, come quella di un maestro
dell’Aeterni Patris di cui abbiamo rife- vivente, di cui ci è prezioso ascoltare
rito, in ogni dove, a livello nazionale e l’insegnamento, per un suo contenuto
internazionale, furono tenute celebra- tuttora valido e attuale” .
zioni in onore di san Tommaso. Inau- (a cura di p. eugenio zabatta).

spiritualità
gurate in Campidoglio il 7 marzo 1974
le celebrazioni si conclusero a Bogo-
tà con il Congresso Panamericano nel
1975. Iniziative culturali, per un collo- 1. Tommaso d’Aquino e l’Islam, Città
quio con san Tommaso, a Biblos in Li- del Vaticano, 2010, pp.79. Il volume, il
bano, furono promosse dall’UNESCO. primo della collana “Quaderni Aquinati”,
In Italia il Congresso internazionale contiene gli Atti del convegno svolto ad
(Roma-Napoli); in Unione Sovietica la Aquino (FR) il 7 marzo 2009.
traduzione in russo della Contra Genti- 2. L’Osservatore Romano, sabato 15
gennaio 2011, pp. 1 e 8. La cerimonia di
les; in Vaticano la mostra di incunaboli
beatificazione, presieduta dal Papa Bene-
e manoscritti di san Tommaso… detto XVI, suo immediato successore, av-
L’allora Papa Paolo VI, in quella cir- verrà il 1 maggio in S. Pietro-Roma, proprio
costanza, indirizzò al Maestro dell’Or- il giorno dedicato alla Divina Misericordia,
dine una lettera che è un vero monu- istituito dal papa polacco.
mento di grata testimonianza che la 3. Soprattutto in: Redemptor Hominis,
Chiesa rende all’incomparabile Mae- Fides et ratio che Giovanni Paolo II si rifà
stro. Vi si parla del contesto socio-cul- all’insegnamento di San Tommaso che “ec-
turale del tempo di san Tommaso, ma celle per il suo realismo e la sua obiettività:
soprattutto dei valori permanenti della è la filosofia dell’essere e non dell’apparen-
dottrina e del suo metodo; dell’esem- za”. Benedetto XVI parlando di San Tom-
maso affermava: “Il mio venerato Predeces- 21
pio per la nostra età.
sore, il Papa Giovanni Paolo II, nella sua
«Il ritorno di san Tommaso – segna- Enciclica Fides et ratio ha ricordato che san
lava Paolo VI –, in modo certo inaspet- Tommaso «è sempre stato proposto dalla
tato ma formidabile, convalida la saggia Chiesa come maestro di pensiero e model-
indicazione che il supremo magistero
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1
lo del retto modo di fare teologia»” (n. 43).
ha dato di lui come guida autorevole e In Avvenire 3 giugno 2010 a pagina 22.
insostituibile degli studi filosofici e te- 4. L’Aeterni Patris è la terza lettera en-
ologici. Per molti segni appare, ancora ciclica di papa Leone XIII, promulgata il 4
una volta, quale vivo interesse susciti il agosto 1879. Con questa vuole rilanciare
suo pensiero anche nel nostro tempo». la filosofia tomista reputata come la più
L’insegnamento di S. Tommaso che adeguata per la riforma di una società in
via di secolarizzazione, e la più congeniale
fa ritorno, meglio il suo metodo di
al messaggio cristiano.
proposta della verità soprannaturale,
5. Giovanni Paolo II ricordava i cento
a motivo del suo realismo e della sua anni della celebre enciclica di Leone XIII,
obiettività, diventa punto di incontro Aeterni Patris, nella sede dell’Angelicum di
anche con correnti filosofiche e reli- Roma (1979).
giose radicalmente opposte al pensiero 6. Edward Schillebeeckx, intervista ri-
cristiano. portata in Famiglia Cristiana, marzo 1974,
“La voce dell’incomparabile figlio p. 56. • • •
NOTIZIE VARIE

PISTOIA. INCONTRO DI FORMAZIONE PERMANENTE

Anche quest’anno si è svolto nel suo tempo» e che «andrebbe riscoperta


convento san Domenico di Pistoia il per la sua pungente attualità».
tradizionale incontro, a livello provin-
ciale, ordinato alla formazione perma- Gli approcci delle due intervenen-
nente. ti sono stati diversi e complementari.
Dal 28 al 30 dicembre, a farla da Quello della prof.ssa Bartolomei Ro-
padrona è stata Santa Caterina da Sie- magnoli ha accentuato la contestua-
22 na, patrona della Provincia. lizzazione storica di Caterina, in parti-
«Santa Caterina, una storia contem-
poranea», questo il filo conduttore affi-
dato ad Alessandra Bartolomei Roma-
gnoli, docente alla Pontificia Università
Gregoriana e sr Elena Ascoli, entrambe
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

studiose del pensiero della santa.

L’argomento è stato scelto in occa-


sione del quarantesimo anniversario
della proclamazione di Santa Caterina
da Siena a Dottore della Chiesa e a Pa-
trona d’Europa.
Il P. Alessandro Salucci, promotore
provinciale della formazione perma-
nente, nella presentazione del tema
dell’incontro, definiva Caterina da Siena
come «santa… rivestita di un possente
spirito profetico… che seppe veicolare
ai bisogni della Chiesa e del mondo del
colare il suo ruolo che si colloca bene
nella corrente mistica della sua epoca,
ma che conserva lineamenti di assolu-
ta unicità. Caterina è una mistica trini-
taria, passata per la purificazione, la
kenosi, del suo corpo, per raggiungere
uno stadio di ambiguità che deve esse-
re modellato, trasfigurato al fine di po-

notizie
ter essere strumento co-redentore col
Redentore Gesù Cristo. Caterina è stata
inoltre ispiratrice di tutta una corrente
di “piccole “ (nel senso geografico) mi-
stiche che al suo seguito saranno a loro
volta profetiche nell’ambito del luogo
in cui esse vivono, proprio come Cate-
rina lo è stata per la Chiesa universale.
Sr Elena Ascoli ci ha fatto invece gu- de chiarificatrici, e quindi di arrivare
stare la voce di Caterina, invitandoci a ad un dibattito che verteva soprattutto
non stancarci di scoprirla, di leggerla sulle possibilità di attualizzazione del
ad alta voce, perché Caterina parlava… pensiero di Caterina: cosa ci dice Cate-
dettava! Abbiamo gustato una Caterina rina oggi, e come dire Caterina oggi!
messa in parallelo con vari filosofi, e in L’ultimo giorno lo si è dedicato ad
particolare con Jean Paul Sartre. una presentazione degli “Atti“ dell’ulti-
mo Capitolo generale elettivo di Roma
I frati presenti, una ventina, hanno da parte del nostro priore provinciale,
avuto il tempo di porre anche doman- fr. Daniele Cara, e del suo socio fr Al- 23
do Tarquini, seguito da una discussione
aperta.

Non sono mancati i momenti ricrea­


tivi, compresa una ricca tombolata di
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

fine anno, con premi utili e tecnologi-


ci! La fine dell’anno 2010 si avvicina-
va, ma prima di partire è stato già fis-
sato l’appuntamento per la formazione
permanente del prossimo anno, e sarà
nello stesso periodo!
Da parte di chi ha partecipato, un
grazie a chi ha organizzato le giornate
e alla Comunità di Pistoia che fraterna-
mente ci ha ospitato.
Fr. Gian Matteo, O.P.

c/o Couvent ST. Hyacinthe, cp. 224


rue du botzet 8 - CH-1705 Fribourg
NAPOLI. S. DOMENICO MAGGIORE
Un iniziativa per la famiglia e per la vita.

Riprendendo il tema, “la Chiesa per chi non può pregare, si è voluto os-
nel cuore”, trattato dalla conferenza servare che i primi due misteri si riferi-
episcopale campana riunita a Pompei, scono proprio a coloro che non sono in
alcuni giorni prima, il “Gruppo Laico grado di parlare. È il caso dei concepiti
notizie

Interdiocesano del Sabato Sera” di che desiderano affermare il loro diritto


Sant’Anastasia (NA) guidato dal do- alla vita e che in base al Rosario diven-
menicano P. Giacinto Cataldo, ha tano i destinatari delle preghiere.
organizzato un incontro di preghiera, Lo spunto di riflessione ha offerto
martedì 20 aprile 2010, nella cappel- l’occasione per un ulteriore approfon-
la del Crocifisso della basilica di san dimento che ha preso in considerazio-
Domenico Maggiore di Napoli. ne il grembo della donna nella sua al-
Tema dell’incontro, è stato: «Non tissima dignità progettuale.
basta avere la Chiesa sulle labbra Il nascituro, pur restando nel grem-
occorre averla nel cuore». bo materno, è già da ritenersi il “me-
Le riflessioni che hanno accom- diatore“ della famiglia, colui in funzio-
pagnato la preghiera dei numerosi ne del quale la coppia programma tutte
partecipanti, sono state dedicate ai le scelte per il futuro.
diritti della vita plenaria e ai diritti ci- Nell’occasione è stata raccolta an-
vili ed ecclesiali della vita nascente che una toccante testimonianza di co-
Pensando di contribuire all’inten- me il Padre Misericordioso possa dona-
24 to proposto dalla Conferenza Episco- re la salvezza anche nel grembo della
pale Campana a Pompei, l’iniziativa è madre sancendo il primato della vita
stata aperta a tutti. anche nella sua fase embrionale.
Preghiera e meditazioni sono sta- •••
te accompagnate anche da domande
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

e interventi vari, riguardanti l’identità


battesimale del cristiano, la fedeltà alla
Chiesa e all’uomo.
Preghiera privilegiata è stata il Rosa-
rio di Maria con le “Litanie dell’Ordine
dei Frati Predicatori“; preghiera soste-
nuta dall’intenzione particolare: “Lo
sviluppo plenario e la tutela dei diritti
umani dei nascituri di ogni popolo e
nazione”. Sì! Non basta avere la Chiesa
sulle labbra. Occorre averla tra le brac-
cia e nel cuore.
A proposito del Rosario, strumento
che ci consente di accogliere e pregare
II GIORNATA NAZIONALE DELLA GIOVENTù DOMENICANA
ROMA 30 APRILE/1 MAGGIO 2011
STEP by STEP:
in cammino con S. Caterina e Giovanni Paolo II

I responsabili, della Pastorale domenicana giovanile, si sono riuniti a Roma,


sabato 22 gennaio 2011, ed hanno deciso questa data per l’incontro. Era stato

notizie
ipotizzato di farlo a Siena (stessa data), e presentare la figura di S. Caterina nel
suo rapporto con la Chiesa. La notizia della Beatificazione di Giovanni Paolo II, a
Roma, proprio per quelle data, ha suggerito la nuova proposta.

Il programma:
- SABATO 30 APRILE: Ore 15,30 visita ai luoghi domenicani: da S. Sabina a S.
Maria sopra la Minerva (vespro e cena) verso S. Pietro.
- DOMENICA 1 MAGGIO: in piazza S. Pietro per la Beatificazione.

Nella riflessione del pomeriggio ci aiuteranno p. Christian Steiner op e


sr Elena Zanardi op (suora Domenicana S. Maria del Rosario – Iolo).
Per la Commissione, sr Barbara Faretra op. • • •

BASILICA SANTUARIO SANTA MARIA DEL SASSO


BIBBIENA ( AR )

Incontri mensili su visione cristiana della vita e del mondo 25

S. Maria del Sasso è stato sempre Questo il programma:


luogo di preghiera, di arte e cultura.
I Padri domenicani, custodi del San- Giovedì 20 Gennaio - ore 21.00:
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

tuario del Sasso, per andare incontro On Avv. Carlo Casini;


all’esigenze d’informazione e formazio- Giovedì 10 Febbraio - ore 21.00:
ne religiosa sulle principali questioni di Dott. Magdi Cristiano Allam
fede, oggi in discussione e che rischia- Giovedì 31 Marzo - ore 21.00:
no di oscurare o eliminare la consape- Don Bruno Fasani
volezza dei principi e dei valori del Van- Sabato 16 Aprile - ore 21.00:
gelo e della Rivelazione, hanno ritenuto S.E.Mons. Flavio Roberto Carraro.
importante mettere a disposizione oc-
casioni d’incontro, di istruzione e di te- Nel mese di maggio e giugno, altri
stimonianza con autorevoli personalità eventi, sempre a carattere culturale e
del momento, su tematiche più urgenti anche spettacolare, completeranno le
e attuali. attività annuali.
I padri invitano a partecipare nume-
rosi alle conferenze. I Padri domenicani del Santuario.
FAENZA. MONASTERO ARA CRUCIS
Sabato 30 ottobre: Apertura del processo diocesano
per la beatificazione di P. Domenico Galluzzi, op.

P. Domenico – ha affermato il vescovo


P. Domenico Giovanni Galluzzi op

di Faenza – fu di «inserire le monache


dell’Ara Crucis nella missione aposto-
notizie

lica della santificazione dei presbiteri,


seguendo l’esempio di S. Domenico
che aveva unito le prime sorelle do-
menicane al sostegno della missione
evangelizzatrice dei frati predicatori»2.
Con gradimento anche noi notiamo
come l’apertura di questo processo ar-
rivi a proposito in occasione della an-
cora recente chiusura dell’Anno sacer-
dotale, voluto dal Papa Benedetto XVI
per richiamare l’attenzione di tutto il
popolo cristiano sulla santificazione
Volentieri, anche da queste pagine, dei presbiteri.
esprimiamo la nostra sincera partecipa- «Un cammino di preghiera e di of-
zione alla gioia delle nostre consorelle ferta della vita per la riparazione sacer-
domenicane di clausura del monastero dotale. Questo pensiero viene riportato
26 Ara Crucis di Faenza. con forza dal Papa Benedetto XVI ai
Esse sono giustamente liete e grate nostri giorni, con l’invito a pregare e
al Signore per l’apertura del processo fare penitenza per riparare i peccati dei
diocesano per la beatificazione del lo- presbiteri» (Ivi) e più ancora – aggiun-
ro fondatore, P. Domenico Galluzzi, giamo - per la loro santificazione. Sì!
domenicano1. Per la loro santificazione! Quest’ultimo
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

Siamo loro vicini con la preghiera aspetto, “la santificazione di se stessi


perché è tutto l’Ordine che è lieto di per santificare gli altri” ci sembra il ve-
vedere riconosciuta la santità dei suoi ro messaggio, in positivo, del P. Dome-
figli che, con la grazia del Signore, in nico. Messaggio o carisma che egli ha
molteplici forme, realizzano a pieno il voluto consegnare alla Comunità delle
carisma e il proposito di S. Domenico, monache da lui fondate.
che unisce tutti. P. Domenico ha dato inizio, profe-
ticamente, a quanto nel nostro tempo
Quale lo scopo specifico della fon- diventa più urgente fare: pregare e san-
dazione del monastero di clausura da tificarsi per la santità della gerarchia
parte di P. Domenico? della Chiesa – vescovi, sacerdoti e dia-
La fondazione del monastero risale coni - che Cristo ha voluto per assicu-
all’8 settembre 1955, festa della Nativi- rare quella unità per la quale il mondo
tà della Vergine Maria e il progetto del crederà nella sua opera redentrice.
P. Domenico Galluzzi
LA VITA.
Padre Domenico Giovanni Galluzzi
nacque il 15 gennaio 1906 da Dome-
nica Bacchiani e Giuseppe Galluzzi.
Nel 1928 entrò tra i frati domenica-
ni di Bergamo. Nel ’36 venne ordinato

notizie
sacerdote e subito fu scelto come sot-
tomaestro degli studenti e dal 1941-44
maestro dei novizi.
Tra il 1944-45 si ammalò grave-
mente a motivo delle fatiche e degli
Una Comunità di preghiera
strapazzi subiti durante la guerra. Nel
1946, ancora a Bologna, fu riconferma- «Io prego per loro»
to maestro dei novizi.
Nel ’48 passò a Faenza e dal 1951- Come rendere visibile, e con qua-
55 si dedicò nella fondazione del Mo- li segni concreti, la fecondità della
nastero Ara Crucis. Da qui si irradiò vita apostolica delle consorelle do-
sempre più la sua opera e offrì il suo menicane di Ara Crucis?
servizio assolvendo a delicati incarichi Esse stesse ci hanno pensato pre-
di fiducia anche nella Diocesi. Per 44 sentandosi semplicemente come
anni egli è stato a Faenza espressione “granello di senape”, nascosto in
concreta della bontà di Dio, accoglien- terra: in analogia alla loro vita clau-
strale di nascondimento.
do per la direzione spirituale sacerdoti, 27
religiosi e religiose. Ma un granello di senape, il più
Morì 13 gennaio 1992 mentre la piccolo dei semi, può diventare un
comunità dell’Ara Crucis celebrava la albero. Pure le consorelle sanno di
Liturgia dei Vespri. Dopo la sua morte, poter disporre di una forza straordi-
sono state realizzate molte opere reli- naria che è la preghiera a cui dedi-
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

giose e laicali che mentre assicurano cano, in modo specifico, la loro vita.
E proprio alla preghiera invitano tut-
un prezioso servizio ai fedeli, ricorda-
ti gli amici proponendo l’iniziativa
no il carisma e la grande forza spiritua-
chiamata:
le di P. Domenico Galluzzi. •••
«Io prego per loro»
per formare una reale comunità
di preghiera a favore dei Sacerdoti e
1. È l’atto del processo canonico col della loro opera apostolica: predica-
quale si approvano i titoli, per un Servo zione del Vangelo e amministrazio-
di Dio morto in fama si santità, per essere
ne dei Sacramenti.
onorato con culto pubblico  e poi conse-
guire il titolo di beato. Per coloro che vogliono aderire
2. Omelia di Mons. Claudio Stagni, ve- lasciamo l’indirizzo del monastero:
scovo di Faenza, per l’apertura del proces- via degli Insorti, 27 - 48018 Faenza
so (30.X.2010). (RA). tel: 0546/21399 • • •
Figura esemplare di parroco diocesano
e di terziario domenicano

Riconosciute le virtù eroiche di


Don ANTONIO PALLADINO
notizie

«Un sacerdote pugliese, don Anto- tà religiosa consacrata al Cuore Eucari-


nio Palladino, il cui nome appare nella stico di Gesù. Lo confidò inizialmente
lista dei nuovi venerabili, di cui il Papa a cinque ragazze che con il parere fa-
ha ufficialmente riconosciuto le virtù vorevole del vescovo cominciarono a
eroiche e ha autorizzato la pubblica- vivere comunitariamente. A loro se ne
zione del decreto. aggiunsero, via via, altre, ma nel 1926
Nato a Cerignola (Foggia) l’11 no- moriva don Palladino.
vembre 1881 e ordinato sacerdote il 6 Fu Ripalta Vasciaveo, una delle pri-
gennaio 1905 ad Ascoli Satriano (FG), me ragazze che, l’anno successivo,
nel 1909 fu nominato primo parroco di coronò quel progetto e con l’approva-
San Domenico in Cerignola. Nel 1917 zione del vescovo nacque la nuova Fa-
divenne terziario domenicano e prima miglia religiosa che fece la professione
formò una Fraternita domenicana, per dei voti (1927) . Al fondatore seguiva
28 poi avviare, nel 1923, la fondazione la fondatrice della Congregazione che
della Congregazione delle Domenica- prendeva il nome di Domenicane del
ne del Santissimo Sacramento. Santissimo Sacramento di Cerignola,
Promotore di molteplici opere pa- con il quale, oltre al nome della loca-
storali e sociali si ammalò alla fine del lità di origine, veniva evidenziata la
1924 e si spense a Cerignola il 15 mag- spiritualità domenicana e il profondo
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

gio 1926» (Avvenire, 15 12.2011). amore al Sacramento dell’Eucaristia di


Era entrato nel seminario di Ascoli don Antonio Palladino.
Satriano ad 11 anni, e, iniziati gli stu-
di della scuola media fino alla teologia «Il ministero parrocchiale, la sua
che coronò con la laurea presso l’Apol- opera di “fondatore” e la sua inten-
linare di Roma, maturò una particolare sa azione sociale – ha scritto l’attuale
affezione a S. Tommaso che unì a quel- vescovo di Cerignola, Mons. Marcello
la di San Domenico, una volta parroco Semeraro -, benché ambiti alquanto di-
della chiesa a questi dedicata. versi fra loro, essi s’intersecano quasi
In effetti, divenuto egli stesso terzia- a formare un’unità e si illuminano re-
rio domenicano nel 1917, promosse la ciprocamente». Don Antonio era sem-
formazione del laicato domenicano, pre in attività per fondare associazioni,
maschile e femminile. In seguito con- fraternità o gruppi in modo da formare
cepì il progetto di fondare una comuni- i fedeli alla fede cattolica e aiutarli a
che egli ha saputo stabilire tra “l’impe-
gno ascetico-spirituale e l’impegno pa-
storale e socio-caritativo”, ha detto uno
dei consultori della positio.
In effetti è proprio questo che le te-
stimonianze dei parrocchiani afferma-
no: tutte le iniziative pastorali di don
Antonio sono dovute alla sua fede in-
crollabile e sono state sempre alimen-

notizie
tate da un grande spirito di preghiera.
Pensiamo alle sue lunghe ore di pre-
ghiera dinanzi al tabernacolo, anche di
notte; pensiamo ai tempi afflitti da gra-
vi disagi socio-economici e al luogo,
migliorare le loro condizioni sociali ed molto disastrato, in cui viveva!
economiche. I frutti furono molti e per Don Palladino ebbe grande fidu-
tutti i ceti: operai e professionisti. cia nella Provvidenza divina e in essa
È quanto ritroviamo nella positio su- confidava nel moltiplicare, coraggiosa-
per virtutibus di don Palladino formata mente, le sue iniziative per i poveri ai
da due grossi volumi: l’informatio e il quali, con l’aiuto concreto comunicava
Summarium, sufficiente documenta- la stessa fiducia. Si applica bene a don
zione richiesta sulla sua vita – da ra- Palladino quanto S. Gregorio diceva
gazzo fino alla sua letale malattia – per dei buoni sacerdoti: «Egli fu un uomo
procedere per la beatificazione. totalmente proteso verso Dio e total-
Grati della sua opera, un’enorme mente disteso verso i fratelli».
folla partecipò ai suoi funerali affer- Auguriamo alle nostre consorelle 29
mandone la santità di vita. domenicane e alla diocesi di Cerigno-
Questo “servo di Dio” fu sempre so- la di vedere presto elevato agli onori
stenuto da una fede solida e profonda dell’altare il loro padre e pastore.
e ciò che lo ha caratterizzato è l’unità Il cronista. domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

ROMA. Castelgandolfo. Suore Domenicane del SS.mo Sacramento. (vecchia foto).


ROMA. Monastero S. Maria del Rosario.

PROFESSIONE DI
SR MARIA PIA PEREZ
notizie

dalla omelia di S. Ecc. Mons. Louis Brugues

Il 3 ottobre 2010, con la prima pro- conoscerlo già adesso come Lui si co-
fessione, Sr Maria Pia si unisce alle con- nosce, di elevarlo fino alla sua propria
sorelle claustrali della Comunità del Ro- conoscenza.
sario a Monte Mario di Roma. La fede precede l’amore. Non si può
Alla cerimonia della professione, dire che si ama qualcuno se non lo si
nelle mani della M. Priora Sr Angelica, conosce. Vivere la fede alla sua radice.
presiede S. Ecc.za Mons. Louis Brugues, Vivere la fede nella sua più grande ra-
domenicano della Provincia di Tolosa. dicalità. Vivere la fede in una intimità
Riportiamo alcuni brani della sua bella unica con Colui che ci introduce, via
omelia. via, nella Sua vita, “a passo di cono-
scenza e di amore”, diceva S. Tommaso
«… Nel breve brano del profeta d’Aquino. (…)
30 Abacuc, che abbiamo appena ascolta-
to, c’è una piccola frase che dà senso a La stessa frase del profeta Abacuc
questa celebrazione e al passo che sta può essere tradotta legittimamente con
compiendo la nostra consorella Sr M. una variazione significativa. Non solo
Pia: “Il giusto vivrà per la sua fede”. può leggersi: “il giusto vivrà per la sua
Perché entrare in un monastero? Per fede”, ma anche: “il giusto vivrà per la
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

vivere la fede, la fede cristiana. sua fedeltà“. Il dono di Dio richiede


Mi si farà presente, senza dubbio, una libera risposta dell’uomo, e questa
che è possibile vivere questa fede in tut- risposta non può che essere una pro-
te le condizioni: nel matrimonio, nella messa di fedeltà.
vita professionale, politica, nel servizio Tra qualche minuto Sr M. Pia dirà
al prossimo… . È vero! Ogni battezza- (con la formula della professione) di
to deve vivere la fede là dove si trova. volersi impegnare nella fedeltà verso
Ma in un monastero o in un convento, Dio attraverso le diverse mediazioni
il domenicano, fratello o sorella, non umane, voglio dire attraverso i diversi
si accontenta di vivere la sua fede; egli gradini dell’obbedienza.
vuole, come il giusto evoca dal profeta, Nella scelta di pronunciare soltanto
vivere della fede in modo esclusivo, di il voto di ubbidienza, il nostro Ordine
quella fede che viene direttamente da ha voluto mettere l’accento sulla pro-
Dio, per quella grazia che Dio gli fa di messa della fedeltà. Peraltro, è la parola
nell’alleanza che suggella
il suo sacrificio, la fedeltà
divina e la fedeltà umana
coincidono ormai in modo
totale.
Dio aveva già donato
all’uomo un consenso as-
soluto! La fedeltà diventa,
così, il sigillo di tutta la vi-

notizie
ta cristiana. Colui che ha
ricevuto il battesimo è en-
trato nella fedeltà di Cristo:
egli non è più nella fedel-
tà per le sue proprie forze,
ma lo è per la forza stessa
di Dio (…).
(da l’omelia di
Mons. Brugues op.)
•••

che apparirà con più forza nell’ultima Sr Maria Pia


domanda che, tra poco, la priora farà a
ci parla della sua vocazione
Sr M. Pia: fedele nella professione dei
consigli evangelici. alla vita di clausura.
In un’epoca in cui i cambiamenti 31
sono così frequenti e le promesse così «Nel 2005, chiesi di fare esperien-
fragili, è ben ragionevole impegnarsi in za in monastero, era novembre, in quei
una fedeltà che dovrebbe durare, a par- giorni la comunità si preparava a fare
tire dalla professione solenne, verso la gli esercizi spirituali annuali. Mi ricor-
quale è ordinata la professione di oggi, do che il Padre predicatore illustrò mol-
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

tutta la vita? to bene la spiritualità domenicana e la


La fedeltà che è in questione non è vita di San Domenico: mi impressiona-
anzitutto la nostra, ma quella di Dio. rono tanto le sue veglie, il suo pianto,
Dio è una roccia di fedeltà: “Egli man- la sua umile forte e fiduciosa preghiera
tiene la sua alleanza e il suo amore al Padre per la salvezza di tutta l’uma-
per mille generazioni con coloro che nità, lo zelo, l’amore appassionato per
lo amano e osservano i suoi comanda- Dio, per la sacra scrittura letta e riletta,
menti” (Dt 7,9). Il Cristo è stato chia- meditata, vissuta in tutte le sue espres-
mato: “il Testimone fedele”, perché egli sioni. “Ecco - mi dissi - la strada da
ha pronunciato le parole stesse della prendere, ecco i sentimenti da acquisi-
fedeltà. Ha realizzato le aspirazioni di re: lo zelo per la gloria di Dio, e l’ansia
tutti i secoli ed ha dato corpo all’atte- per la salvezza delle anime… Questa è
sa dei patriarchi, dei profeti e del suo la mia via!”.
antenato Davide. Nella sua persona e Ora che sono entrata tocca a me,
con la forza di Dio e di Maria, corri- Già da quando ho messo piede in
spondere e vivere generosamente la monastero (che ho conosciuto cercan-
sua chiamata. do lavoro) nel mio cuore mi sono dona-
È arrivato il giorno della mia consa- ta a Dio, desidero conoscerlo profon-
crazione al Signore. È un passo molto damente, e riempirmi del suo Amore,
importante che mi supera totalmente, della sua Parola e dei suoi sentimenti,
che non avrei mai potuto fare da sola, insomma fare Comunione con Lui e
da me, se Dio non mi avesse tirata a soddisfare la mia volontà di pregare per
se. Che avvenimento grande! Non mi la salvezza di tutto il mondo: cosa che
notizie

rendo conto ancora che cosa Dio vuole sento molto urgente e assolutamente
fare di me, cosa mi vuole comunicare e necessaria…
farmi partecipe.
Sono felice! Come dice bene Ringrazio la Madre Priora e la co-
nell’omelia sua Eccellenza il Vescovo munità che mi hanno accolto e ringra-
Jean Louis Brugùes che ha fatto durante zio tantissimo Dio per avermi fatto en-
la celebrazione della mia professione: trare nell’Ordine dei Predicatori: Lui ci
faccio dono di tutta me stessa a Dio si- conosce e sa dove portarci.
cura della Sua Fedeltà e del Suo Amo- Mi affido a voi tutti, pregate per me
re. Lui mi ha chiamata e sono certa che perché, con l’intercessione della Ma-
porterà a termine l’opera che ha inizia- donna, del nostro Padre S. Domenico
to, e io in tutti i modi cercherò di rin- e di tutti i Santi possa perseverare con
novare il mio “sì” gioioso ogni giorno gioia e zelo fino alla fine».
della mia vita. (dalla relaz. di Sr M. Pia Perez O.P.).

32
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

ROMA.
Monastero S. Maria
del Rosario.
Professione di
Sr M. Pia Perez op.
SEDILO (OR).
La Fraternita domenicana commemora

Sr M. Gabriella Puxeddu op
A Sedilo, nella parrocchia San Gio- dell’adolescenza nel paese di origine».

notizie
vanni Battista, la locale Fraternita ha Ma neppure la Fraternita e gli abitanti di
voluto commemorare Sr Maria Gabriel- Sedilo si sono dimenticati di lei perché
la Puxeddu, suora domenicana, nel pri- l’hanno sempre aiutata nelle sue opere
mo anniversario della sua morte, con la missionarie e ora si augurano che que-
celebrazione di una S. Messa. ste “continuino e crescano” ancora.
Sr Gabriella è nata a Sedilo, prov. di Un ricordo dunque e un meritato ri-
Oristano, nel 1906, ma è morta, all’età conoscimento per Sr Gabriella, conso-
di 93 anni, in Città del Guatemala, il rella e concittadina, perché non è stata
3 agosto del 2009 ed è ivi sepolta, nel una missionaria comune, ma veramen-
cimitero Villa di Guadalupe. te straordinaria.
È stato scritto nel biglietto-ricordo, Sr Gabriella è un giusto vanto per la
che per questo anniversario le conso- Fraternita domenicana e di grande ono-
relle laiche hanno preparato: «In tanti re per il paese dove è nata.
anni di missione, Sr Gabriella, non ha Durante la celebrazione della S.
mai dimenticato la Sardegna, Sedilo e Messa, il Parroco di Sedilo, don Ago-
la lingua sarda con le poesie e canti stino Carboni, ha ricordato qualcuna
33

domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1


delle sue opere e a quale livello le ha anniversario, oltre ai compaesani era-
condotte. Solo le scuole per i ragazzi no presenti conoscenti e familiari dei
e le case per anziani che ha aperto, paesi vicini, invitati dalla nipote, Si-
nei suoi lunghi anni di missione, sono gnora Lauranna e naturalmente c’erano
molte. «Si è fatta vicina a tutti coloro anche le domenicane di S. Sisto resi-
che avevano bisogno: con la sua cari- denti a Sassari. Pur essendo sepolta in
tà e con la sua cultura». Le sono grate Guatemala, abbiamo voluto coronare
anche le Suore della Congregazione di questo anniversario di Sr Gabriella an-
San Sisto, a cui apparteneva, non fos- dando processionalmente al cimitero,
notizie

se altro che per le numerose vocazioni presso la cappella di famiglia, dove è


alla vita religiosa che ha attirato con il stata esposta una sua fotografia. Riposi
suo esempio. nella pace.
Suor Gabriella aveva ricevuto una Nella Missione aperta da Sr Ga-
medaglia d’oro di riconoscimento da briella, nella capitale del Guatemala,
parte del Presidente del Guatemala, operano attualmente alcune suore che
Alvaro Arzù, che la stimava molto e la oltre alla catechesi offrono assistenza e
riteneva sua consigliera. Alla cerimonia insegnamento a piccoli e grandi. Una
era presente anche il nostro Presidente, di loro, Sr Diana, insegna nel Colegio
Giorgio Napolitano, che le conferì la S. Martin, dove operano i nostri confra-
stella della solidarietà italiana e il titolo telli: P. Ottavio Sassu e P. Giorgio Pitza-
di “Cavaliere della Repubblica Italia- lis. Tra le due opere c’è, naturalmente,
na”. aiuto e collaborazione reciproca.
Alla celebrazione della S. Messa di (notizia ricevuta dalla Fld di Sedilo)

34
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

GUATEMALA. Dolores: Colegio S. Martin. Con alcuni alunni e professori del collegio
sono presenti il vescovo, Mons. Mario Bernardo Fiandri, P. Ottavio e P. Giorgio.
Popoli commemora un illustre concittadino

P. ALBERTO LEPIDI op
grande teologo domenicano e religioso esemplare

notizie
Grazie all’iniziativa di don Panfilo,
nostro parroco e assistente della Fld, e
grazie alle notizie comunicateci dalla
pronipote del P. Lepidi, abbiamo potu-
to conoscere un insigne padre domeni-
cano, nostro concittadino, che ora sen-
tiamo più vicino e più nostro.
Nel pomeriggio del 23 dicembre
2010, ci siamo riuniti presso “l’Uni-
versità della terza età” di Popoli per la
conferenza in memoria dell’illustre do-
menicano che nel lontano 20 febbraio
1838 ebbe i natali nella nostra città.
La pronipote di P. Lepidi, presente
per l’occasione, prima della conferen- 35
za ha tracciato a grandi linee la vita
dello zio e del loro casato.
Abbiamo quindi ascoltato con at-
tenzione e vivo interesse la conferenza, domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

dettata da don Panfilo, che con la sua


parola lineare, ma che arriva al cuore,
ha illustrato la figura del P. Lepidi met-
tendo in evidenza le sue rare capaci-
tà intellettuali e le sue virtù morali che
hanno suscitato in noi stima e ammira-
zione. Fu filosofo neotomista, teologo
e maestro aperto ai problemi sociali e
nel contempo religioso esemplare. Le
cariche di prestigio da lui ricoperte;
l’insegnamento teologico e giuridico
da lui assolto in vari importanti Studi mi gli studenti che accorsero alle sue
e Università; il movimento rinnovato- memorabili lezioni.
re della filosofia cristiana che lo vide Nel 1885 il Maestro dell’Ordine,
protagonista, sono stati i temi toccati Giuseppe La Rocca, che lo aveva co-
dall’applaudito conferenziere. nosciuto a Lovanio lo chiamò a Roma
al Collegio-Università S. Tommaso che
Breve profilo di vita. allora aveva sede alla Minerva.
Padre Alberto Lepidi, entrò nell’Or- Per il suo insegnamento, ormai mol-
dine domenicano quando aveva solo to apprezzato, il numero degli studen-
notizie

17 anni ed iniziò il noviziato nel con- ti aumentò a tal punto che l’aula delle
vento di S. Sabina a Roma. Si chiamava sue lezioni divenne insufficiente: con
Alfonso, ma rivestendo l’abito bianco- gli studenti c’erano anche vescovi e
nero volle chiamarsi Alberto. professori a sentirlo.
A 18 anni si trasferì a Viterbo nel Nel 1897 Papa Leone XIII, che lo sti-
convento S. Maria della Quercia dove mava molto, lo volle Maestro dei Sacri
intraprese gli studi di filosofia e teolo- Palazzi Apostolici (Teologo del Papa),
gia laureandosi a 22 anni. prestigioso incarico che mantenne per
Diventato sacerdote fu mandato 28 anni durante il pontificato di Leone
a Lovanio, in Belgio, ad insegnare e XIII, Pio X, Benedetto XV e Pio XI.
si distinse talmente che presto diven- Morì il 31 luglio 1925 all’età di 87
ne “reggente” degli studi. Sempre co- anni e 69 di professione religiosa.
me reggente fu chiamato a Flavigny in Le sue spoglie riposano al Verano di
Francia dal 1868 al 1873. Roma, nella cripta dei Padri Predicatori
Ritornato in Belgio furono moltissi- (domenicani). (E. Lattanzio).

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domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

POPOLI. Sala Conferenze. Don Panfilo e la nipote di P. Lepidi tengono la relazione.


POPOLI (PE).
Chiesa S. Domenico.
Un gruppo di Laiche
domenicane

notizie
La Fld popolese festeggia ria dell’Ordine. Il rosario con il quale
la B. Vergine del Rosario esprimiamo alla Vergine Santissima il
nostro affetto, è la nostra nota peculia-
re e forma della nostra predicazione, in 37
Ottobre, un mese per noi speciale! quanto dalla contemplazione dei mi-
E lo è sia perché riprendiamo le nostre steri della Vita di Cristo scaturisce an-
attività e sia perché lo iniziamo con il che la parola.
triduo e la festa della Madonna del Ro- Anche noi dobbiamo dare il nostro
sario che ci sta tanto a cuore.
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1
piccolo contributo affinché non si spen-
Abbiamo pregato per l’unità della ga mai l’amore per questa devozione e
Chiesa, per l’unione nelle famiglie e che torni ad essere la preghiera della
perché tutti riscoprano la bellezza e famiglia.
la preziosità del Rosario. La festa del La festa, che ha visto la presenza
Rosario istituita da S. Pio V, dopo la massiccia di tutta la comunità di Popoli
vittoria a Lepanto sui musulmani che si è conclusa con la supplica alla Ma-
minacciavano l’Europa intera, ci ripor- donna e con il suggestivo omaggio flo-
ta ai problemi attuali del dialogo inter- reale. A Lei affidiamo lo sviluppo della
religioso. fraternita che in questa festività ha de-
Siamo sempre molto liete di ren- ciso di fare due adunanze al mese nel
dere onore a Maria che è per noi mo- desiderio di alimentare di più anche la
dello di ogni virtù. A Lei che è Madre nostra vita spirituale.
della Chiesa e che come domenicane
invochiamo anche patrona e vestia- Emilia Lattanzio, segretaria. •••
COLORO CHE CI HANNO PRECEDUTO NELLA PACE DEL SIGNORE

IN MEMORIA

P. BENEDETTO M.
CARDERI o.p.
Morlupo (Rm) 23 febbraio 1914
Fiesole (Fi) 6 dicembre 2010.

Il 6 dicembre 2010 si è spento il tra gli altri, ebbe come professore di te-
Padre Benedetto M. Carderi, domeni- ologia dogmatica R. Garrigou-Lagran-
cano, storico insigne, benemerito per ge, autorevole esponente del tomismo,
i tanti qualificati studi sul passato ec- conseguendo la licenza con ottimi voti
clesiastico e civile della nostra città di nel 1939.
Teramo e della nostra provincia. Esercitò il suo ministero nei seguen-
38 In segno di gratitudine e riconosci- ti conventi: Pistoia (1929-1934; 1939-
mento del lavoro svolto, gli fu conferita 1942;1991-1999); poi a Roma-Minerva
la cittadinanza onoraria nel 1999 dal (1934-1939; 1970-1980); Roma–Santa
sindaco A. Sperandio, per iniziativa e Maria Maggiore (1955-1956); a Luc-
su proposta dell’Associazione culturale ca (1942-1945; 1953-1955); a Teramo
«Teramo nostra». (1945-1953; 1956-1970; 1980-1991);
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

Nato a Morlupo il 23/02/1914 e Fiesole (dal 1999 fino alla morte).


battezzato con il nome di Giovanni In ciascuno dei predetti conventi
Battista, dopo gli studi elementari, nel svolse l’ufficio di bibliotecario; fu prio-
1929, entrò nell’Ordine dei Domenica- re nei Conventi di Lucca e di Teramo,
ni, compiendo il noviziato tra il 1929 e ed archivista della Provincia Romana
il 1930 nel Convento di Pistoia, dove dal 1970 al 1980. Fu anche “lettore” di
emise la professione semplice dei voti Filosofia e di Storia ecclesiastica e civile
il 10/10/1930. nello Studio Generale di Pistoia per tre
Dopo gli studi medio-classici e teo- anni scolastici, dal 1939 al 1942.
logici fu ordinato sacerdote l’8/11/1936 Nel 1945 fu destinato nel convento
nella chiesa missionaria vincenziana di di S. Domenico di Teramo, che era stato
Roma. Successivamente, dal Superiore riaperto nel 1939, diventandone Priore
provinciale, fu inviato nella Pontificia nel 1949. La sua presenza nella nostra
Università “Angelicum” di Roma, dove, città, più o meno costante per circa un
cinquantennio fino al 1991, essendo di indizi e congetture, senza nessuna
stato trasferito per brevi periodi in altri prova. Trattamento non dissimile era
conventi (come quello di Lucca negli stato riservato ad altri presuli delle pro-
anni ’50 e di S. Maria sopra Minerva vince napoletane (eccetto il mons. V.
negli anni ’70), coincide con il periodo D’Alfonso di Penne, che, pilotato dal

in memoria
più intenso e significativo della sua at- suo potente vicario, mons. L. Dionisi,
tività di religioso e di studioso. di orientamento liberale, plaudeva al
Si adoperò per potenziare la «cat- nuovo governo, contando puntualmen-
tedra cateriniana», fondata nel 1947, te il Te Deum, per le principali ricor-
con la collaborazione dei PP. Ignazio renze nazionali indette dal Re).
Olivetto e Gerardo Cappelluti (un altro La tesi enunciata dal P. Carderi su-
illustre religioso, che fu solido punto di scitò qualche reazione di dissenso tra
riferimento, per dottrina ed umanità, di gli storici locali, ma non fu mai né di-
molti liceali teramani negli anni ’60); scussa né verificata con uno studio se-
poi per il restauro del convento di San rio delle fonti. E pertanto la sua inter-
Domenico, commissionando, tra l’al- pretazione è destinata a campeggiare,
tro, la pala di S. Domenico al pittore fino a quando qualcuno avrà il tempo e
Giovanni Melarangelo; per la costitu- la pazienza di riesaminare i documen-
zione di una ricca biblioteca, che dotò ti d’archivio, esplorando anche quel-
di tutte le opere di S. Tommaso non- li dell’Archivio Segreto Vaticano, dai
ché dei maggiori autori della Patristi- quali forse potranno venire dati utili
ca Occidentale (patrimonio acquisito per intendere se e in che misura il Mi-
da qualche anno dalla Biblioteca pro- lella fu coinvolto nei moti reazionari in
vinciale di Teramo, insieme con altri atto nella nostra provincia, che aveva-
preziosi documenti di archivio); per la no l’epicentro tra Ripattoni, Mosciano
formazione della Fraternita laicale do- S. Angelo e Giulianova (dove una parte 39
menicana (il cosiddetto Terz’ordine), di considerevole, in accordo col Vesco-
cui fu assistente spirituale. vo, avrebbero avuto anche i Passionisti
L’attività storica, svolta senza sot- dell’Annunziata).
trarre tempo agli impegni ministeria- A questo studio, si aggiunsero i
li e sacerdotali, che nel Quaderno di seguenti: La Provincia domenicana
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

Famiglia, pubblicato nel 1977, consi- d’Abruzzo detta Provincia di S. Cate-


derò prioritari, ha avuto come oggetto rina da Siena (1969), in cui sono rico-
prevalente di indagine le origini e gli struiti i limiti geografico-giuridici delle
sviluppi dei Domenicani a Teramo e in province religiose, con particolare ri-
Abruzzo in genere. guardo a Teramo; La soppressione dei
Tra questi studi spicca Dal carcere Domenicani nell’Abruzzo Teramano.
alla commenda. Mons. M. Milella Do- Saggio storico con appendici (1964), in
menicano, Vescovo di Teramo (1962), cui esamina accuratamente la soppres-
che, sulla base di documenti dell’Ar- sione stabilita dalle leggi napoleoniche
chivio di stato e vescovile, dimostra dei vari conventi domenicani abruz-
che il Milella fu ingiustamente accu- zesi, soffermandosi dettagliatamente su
sato di cospirare contro il governo na- quello di Teramo; I Domenicani nella
zionale per il ripristino del regime bor- Diocesi di Penne (1976), che ricostru-
bonico, essendo perseguito sulla base isce la presenza dei frati predicatori a
Penne dalle origini (alto Medioevo) al- Tre vescovi in mezzo secolo (P. Tacco-
la soppressione francese. Tra le esplo- ne, M. Milella, F. Trotta), relazione pre-
razioni archivistiche si ricordano Testi- sentata nel Convegno sull’Abruzzo e il
monianze domenicane (1970), desun- teramano nella seconda metà dell’800
te dai protocolli notarili dell’Archivio (1980), in cui illustra con ricca docu-
in memoria

di Stato di Teramo, assai utili per l’ana- mentazione e perspicua scrittura la


lisi degli aspetti civili, tradizionali e re- figura e l’operato dei presuli che do-
ligiosi della nostra provincia; Carrellata minarono la scena del II Ottocento a
notarile (1973), che rintraccia i riferi- Teramo, tornando sulla “questione Mi-
menti alla vita domenicana sempre ne- lella” per rimarcare ancora una volta
gli atti notarili conservati nel predetto l’estraneità del vescovo ai moti filo-
Archivio; infine il Cartulario Aprutino borbonici e mostrarne la saggezza e la
Domenicano, pubblicato tra il 1988 lungimiranza sotto il profilo dottrinale
e il 1993, in 6 voll., di grande rigore e pastorale.
e precisione, dotato di un imponente Si tralasciano gli articoli che il P.
corpus storico-critico, che ne fa un mo- Carderi pubblicò in riviste e giornali
numentum aëre perennius. locali, e le comunicazioni presentate
Tra gli altri studi di storia ecclesia- in alcuni convegni storici. Anche questi
stica, segnaliamo la Testimonianza sa- contributi, pur limitati nell’estensione,
cerdotale aprutina nel settennio della sono di notevole pregio, per l’accura-
Restaurazione (1815-1822), pubblicata tezza dell’analisi, la ricchezza delle
negli atti del Convegno sul II centenario fonti, la profondità argomentativa, e
della nascita di N. Palma (la quale con- infine per il garbo espressivo, che con-
tiene tre relazioni, tra cui, fondamen- sente di leggere agevolmente ogni suo
tali, Clero e Carboneria nel Teramano lavoro.
40 e Le missioni nella Diocesi di Teramo); Prof. Giovanni Di Giannatale. •••
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

P. Benedetto Carderi, nel 1945 fu mandato


a S. Domenico di Teramo, che era stato ria-
perto nel 1939. La sua presenza nella città è
durata circa un cinquantennio fino al 1991.
Gli fu conferita la cittadinanza onoraria nel
1999 dal sindaco A. Sperandio, per iniziati-
va e su proposta dell’Associazione cultura-
le «Teramo nostra». Foto di Teramo (a sini-
stra) e di S. Domenico di Fiesole (sopra).
annuncia l’abbraccio allo Sposo Celeste
di

consorella claustrale, si risveglia in noi


il dovere di ringraziare, con la defun-
Sr. Mariata,Annunziata anche tutta la sua opComunità per la
testimonianza, per la fedeltà e il loro
sabato 29 gennaio servizio. 2011 alle h.2,00

in memoria
Nella consorella che ci precede,
nel regno di Dio, trova fruttuoso com-
pimento
La sua mano sulla mano della novizia il servizio di carità che, nel-
ci assicura la sua preghiera dal Cielo
lo èspirito
dove ora la sua intercessione delle nostre Costituzioni, ha
ancora più potente
svolto a vantaggio dei confratelli dedi-
Sr M. Annunziata ti all’apostolato della predicazione e
Nata a Scandicci (Fi) il 09/07/1919
dell’insegnamento.
Marlazzi
ha vestito l’abito dell’Ordine Domenicano
op il 31 maggio 1943,Infatti «Le monache dell’Ordine,
ha emesso la Prima Professione il 20 novembre 1944
e la Professione solenne 20per novembrevolontà1947 di S. Domenico, con la lo-
domenicana di clausura ro vita religiosa contemplativa, mentre
danno la testimonianza della preghie-
Comunicheremo appena possibile il giorno delle Esequie,
Nata a Scandicci (Fi)chiediamo
intanto per la sua anima ra,
il 09/07/1919. del silenzio
la preghiera e della penitenza, si de-
di suffragio
Morta a Querceto (Fi) 29/01/2011 GRAZIE dicano totalmente alla comunione con
sr. M. Pia e sorelle Dio, dalla quale la vita apostolica dei
frati e quella degli altri ceti della Fami-
Le consorelle contemplative, sr Ago- glia domenicana, ricevono nutrimen-
stina e sr Alessandra, nel monastero di to» (LCO, 142).
Querceto a Sesto Fiorentino, ci comu-
Monastero Domenicane LaArezzo
- Pratovecchio, storia di un monastero, di una co-
nicano la notizia dell’«abbraccio allo munità, di una claustrale! Rimane mi-
Sposo Celeste» di Sr Maria Annunziata steriosa e affascinante la loro attrazio-
Marlazzi op., sabato 29 gennaio 2011 ne! Non è forse un mistero di speranza 41
alle h. 2,00. quello che ci lascia ogni claustrale che
Nata a Scandicci (Fi) il 09/07/1919 nel silenzio e nella fede – in silentio et
ha vestito l’abito dell’Ordine Domeni- in spe – ha testimoniato la fedeltà al
cano il 31 maggio 1943; ha emesso la programma del fondatore: essere predi-
Professione semplice il 20 novembre catrice nella preghiera e nell’esempio
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

1944 e la Professione solenne il 20 no- di vita? RIP. •••


vembre 1947.
Esse chiedono, insieme alle altre lo-
ro consorelle di Pratovecchio, di unirsi
alla preghiera di suffragio per l’anima
benedetta di Sr Annunziata.
Da alcuni anni, la consorella defun-
ta - assistita con grande affetto e cari-
tà dalle due consorelle - soffriva nella
impossibilità di muoversi, ma tutto sop-
portando con gioiosa rassegnazione e
pazienza esemplari.
Ogni volta che ci raggiunge la no-
tizia del ritorno al Padre di una nostra
PUBBLICAZIONI
alcune riviste delle Congregazioni domenicane.

Queste ultime due pagine di “Do- VOCE FRATERNA, anno IV, via Dru-
menicani” le abbiamo riservate quasi so, 2 – 00184 Roma.
sempre per l’informazione delle recenti Congregazione delle Suore Dome-
stampe di spiritualità domenicana che nicane Missionarie di San Sisto.
ci sono pervenute in redazione. Som- Redaz. Sr Rosa Lo Proto.
mate, via via, non sono state poche: e-mail: sansisto@hotmail.it
alcune di alto pregio, altre riguardan-
ti più l’informazione. Alcuni dei nostri
lettori, sappiamo, si sono potuti servire PICCOLE LUCI, anno XXI, piaz-
dell’indicazione data per procurarsi i za Landino, 25 – 52015 Pratovecchio
libri desiderati. (AR). Domenicane di clausura di Prato-
Non abbiamo mancato di indicare vecchio. Redaz. Sr Mirella Soro.
anche periodici e riviste domenicane e-mail:
di formazione, di natura molto simili info@monasterodomenicane.org
a “Domenicani”, delle altre Provincie
domenicane italiane.
In questo numero aggiungiamo la L’ARBORE DELLA CARITÀ, anno
presentazione di alcune riviste, sempre LXI, via Appia Antica, 226 – 00178 Ro-
42 al livello informativo, pubblicate dalle ma. Unione S. Caterina da Siena delle
Congregazioni femminili domenicane. Missionarie della Scuola.
Il motivo che ci muove a farlo non è e-mail: arbore2001@virgilio.it
una semplice curiosità, né solo un ge-
sto di fraterno interessamento, essendo
loro della stessa Famiglia, ma soprat- BOLLETTINO, anno XXXIX, via Cit-
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

tutto lo facciamo alla luce della mu- tadella, 28 – 50144 Firenze.


tua collaborazione che ci viene giusta- Suore Domenicane Unione S. Tom-
mente raccomandata e, quindi, per la maso d’Aquino. Redaz. Sr Barbara Fa-
necessaria conoscenza che dobbiamo retra.
avere gli uni degli altri. e-mail:
Le riviste, pur essendo piccole cittadella domenicana@alice.it
espressioni delle singole famiglie reli-
giose, sono molto preziose: diventano
una delle vie percorribili di collabo- ALLEZ, ALLEZ PETITES, anno IV,
razione, specialmente nei settori della Congregazione delle Suore Dome-
predicazione e della pastorale in ge- nicane di Santa Caterina da Siena.
nere. La “rivista” rivela spesso, per sua Redaz. Sr Barbara Bonfante
natura, “l’atmosfera” che circola e il e-mail:
“tono” delle comunità. srbarbara@iscuore.albaweb.it
pubblicazioni
VOCE
FRATERNA

R. LUFRANI op., La Verità vi ren-


derà liberi, quando la scienza è cu-
PICCOLE
stode della fede, ed. Rocchi (2010)
LUCI
Cagliari.
Il volumetto di 80 pagine, rac-
coglie tre interessanti conferen-
ze dettate dall’autore riguardanti
Qumran, l’Egitto faraonico, la Via
dell’Esodo.
P. Riccardo è professore di to-
L’ARBORE pografia di Gerusalemme all’Ècole
DELLA Biblique ed esperto in archeologia.
CARITÀ Nel testo, oltre alle particolari no-
tizie di storia e luoghi biblici che
aprono nuovi orizzonti alla com- 43
prensione del testo sacro, con entu-
siasmo giovanile, egli ci “racconta”
anche le esperienze personali di vi-
ta e di studio, e diventa “contagio- domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1
so” perché il desiderio di visitare i
BOLLETTINO luoghi santi diventa forte.
È importante che gli argomenti
proposti, che per loro natura susci-
tano interesse – leggiamo nell’intro-
duzione – siano suffragati da studi
seri, altrimenti si corrompe il testo
sacro e la sua interpretazione. Una
lettura piacevole e insieme istrutti-
ALLEZ, ALLEZ va che raccomandiamo.
PETITES
Per le ordinazioni rivolgersi a:
Alberto Fazzini, Convento San Do-
menico, 5 - 09127 Cagliari. •••
Il fine del nostro studio
Il fine dello studio domenicano
è la predicazione. La «casa di studi» è la
arancio di «casa di predicazione».
S. Sabina L’uomo evangelico (vir evangelicus) che era
vedi cartolina Domenico aveva chiaro fin dal principio il pro-
posito e la finalità dello studio, per sé e per i
suoi frati: la predicazione.
E l’ambito dello studio non aveva per lui
limiti. Domenico ascoltava e scrutava con
ROMA - Basilica S. Sabina:
fede la Parola di Dio, era attento agli orien-
l’arancio di S. Domenico. tamenti della Chiesa, prestava particolare at-
tenzione alle culture nascenti del suo tempo.
In relazione a questi tre ascolti, lo studio
ci conferisce l’intelligenza della Scrittura,
rafforza la contemplazione che ci trasforma
in amici di Dio e risveglia la nostra
preoccupazione per tutte le quaestiones
disputatae sulla giustizia, la pace, i diritti
umani, la sofferenza dei poveri, degli esclusi
e delle vittime, che ci interpellano.
Allo stesso tempo lo studio e la ricerca della
verità si trasformano in un esercizio
di misericordia e di compassione.
44 San Domenico e i primi frati studiarono
per entrare in contatto con gli eretici e
per discutere e dialogare con loro sulla base
degli strumenti filosofici del loro tempo.
Lo studio continua ad essere necessario
oggi nell’Ordine non solo per l’insegnamento
domenicani - gennaio - febbraio 2011 - n. 1

ma anche e soprattutto
per il ministero della evangelizzazione,
per il dialogo con la cultura.
(atti CG Roma 2010, n, 54).

“DOMENICANI” n. 1 / 2011
gennaio - febbraio 2011
PROVINCIA ROMANA DI S. CATERINA DA SIENA
piazza S. Domenico, n. 5 - 09127 Cagliari
Tel. 070-65 42 98 - cell. 339 18 22 685
fax 070-662837 - ccp. 41 48 28 94
e.mail: zabatta.eugenio@tiscali.it

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