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Anno XLIII - n. 2 - marzo - aprile 2009 - sped. A.P. comma 20/C - art 2 - Legge 662/96 - Cagliari.

Consacrati anche noi.


LAICI
fede e promozione umana.
PREDICAZIONE
DOMENICANI
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2
45
DOMENICANI A. XLIII - marzo-aprile - 2009 - n. 2
bimestrale d’informazione Sacra conversazione con
della Provincia Romana i Santi: Pietro Martire, Giro-
di S.Caterina da Siena lamo, Domenico, Vincenzo
Ferrer, Maddalena, Cateri-

Anno XLIII - n. 2 - marzo - aprile 2009 - sped. A.P. comma 20/C - art 2 - Legge 662/96 - Cagliari.
Anno XLIII – n. 2 na. Il piccolo volto aggra-
sommario

marzo - aprile 2009 ziato della Vergine che in-


treccia le sue membra con
c/c postale n. 41482894 45 quelle del figlio in atto di
dolce intimità e le pieghe
int. Convento S. Domenico
DOMENICANI del vestito di santa Cateri-

domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2


Padri Domenicani
na, non possono pensarsi
09127 Cagliari – Italia PREDICAZIONE
fede e promozione umana. senza Fr Paolino di Pistoia
LAICI
Consacrati anche noi.
(1488-1550) e, tramite lui,
Autorizzazione del Fra Bartolomeo della Porta.
Tribunale di Firenze del
4 gennaio 1967 - n. 1800
Sommario
Direttore 46 Editoriale.
P. Eugenio Zabatta o.p.
p. eugenio zabatta op.
Responsabile
P. Fausto Sbaffoni o.p. 48 la fede che preferisco.
Tore Scoepi.
Direzione e Redazione: 50 Verso il giubileo della fondazione.
piazza S. Domenico, n. 5 P. Carlos A. Costa op.
09127 CAGLIARI 52 Lettera dalla Congregazione dei Religiosi
Card. F. Rodé.
46 Tel. 070 65 42 98 54 Evangelizzazione e promozione umana.
cell. 339 18 22 685 p. eugenio zabatta op.
e.mail 59 La verità è aprirsi a Dio.
zabatta.eugenio@tiscali.it M. Martinelli.
62 Consacrati anche noi laici.
CON APPROVAZIONE
Tore Scoepi.
ECCLES. E DELL’ORDINE
67 P. Gaspare della Croce, domenicano.
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

SPED. A. P. Comma 20c NN.


Art. 2 – Legge 662/96 - CA 69 Due uomini esemplari.
P. M. Raimondo Sorgia op.
cop.: LIZZANO (PT), Chiesa di S. 72 Pellegrinaggi e Canonizzazioni.
M. Assunta, Fr PAOLINO 74 Notizie: Capitolo provinciale; La forma-
Madonna e Santi, a, 1525 (part).
zione permanente; Congresso espaces; In-
contro della FD toscana (Sr Nicoletta Sot-
tana op.); Commemorazione di P. Thierry
Haenny; Fld Sedilo (M. Pasqua Sardara);
La FD romana (Sr Paola Montisci op.).
84 In memoria di P. Fabio Giardini.
P. Carlo Longo op.
86 Nuove Pubblicazioni. •••
editoriale

Alcune volte, come questa, le pagi- è in cammino verso l’anno giubilare di

editoriale
ne della nostra rivista diventano poche fondazione, con il richiamo alla nostra
rispetto a quanto vorremmo pubblica- consacrazione e al carisma della pre-
re, pur mantenendoci strettamente fe- dicazione; alla Chiesa che, avendo ce-
deli alla finalità che “Domenicani” si lebrato recentemente il Sinodo dei ve-
propone. scovi proprio su “La Parola di Dio nel-
Finalità che, come vale la pena ri- la vita e nella missione della Chiesa”,
cordare, consiste nel farsi portavoce contribuisce ulteriormente a stimolare
dei principali avvenimenti e problemi la nostra sensibilità domenicana.
di tutti i rami della Famiglia Domeni-
cana; nell’essere strumento atto a coin- Le pur scarne notizie che seguono,
volgere gli stessi rami in un comune su raduni e convegni già fatti o in pro-
apostolato; nel ricordarci e farci sentire gramma; notizie di iniziative e pub-
di “essere famiglia”. blicazioni varie, esprimono concordi,
anche se si tratta di “piccole cose”, la
Anche il movimento particolare, in chiara volontà di pieno impegno da
preparazione al prossimo Capitolo Pro- parte di tutti accompagnato dal reale
vinciale elettivo, che ci coinvolge tutti, desiderio di condivisione nelle attività
contribuisce, con la spinta a valutazioni intraprese, e così impegnative.
e a nuove progettazioni, ad accrescere Impegno e desiderio che, mentre ci
la necessità di “dire di più” e di avere portano ad una più piena coesione in- 47
semplicemente “più spazio”. terna di famiglia, segno di vigore saluta-
re, ci aprono, all’esterno, anche ad una
In questo numero, comunque, in testimonianza evangelica più schietta e
continuità agli articoli dei precedenti fruttuosa “perché appaia chiaramente
fascicoli, già offerti sul carisma della che le nostre opere sono state fatte in
predicazione e sulla vita comunitaria, Dio” (Gv 3,21).
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si propone, alla luce della “Evangelii


Nuntiandi”, l’ulteriore chiarimento fat- “Sull’esempio di s. Domenico, che
to sul rapporto predicazione e promo- fu pieno di sollecitudine per la salvez-
zione umana. A quale livello, poi, quel za di tutti gli uomini e di tutti i popoli,
rapporto va inteso, per una più efficace sappiano i frati che sono inviati a tutti
evangelizzazione, siano esplicative le gli uomini, di ogni categoria e nazio-
pagine che seguono su S. Caterina. nalità, credenti e non credenti, e spe-
cialmente ai poveri, affinché volgano il
La particolare attenzione che vie- loro animo a evangelizzare e a impian-
ne data, in questo numero, alla nostra tare la Chiesa fra le genti, e a illuminare
Provincia, per lo speciale periodo che e confermare nella fede il popolo cri-
vive, non distoglie da quella data al- stiano (LCO, 98).
l’Ordine e alla Chiesa. All’Ordine, che p. eugenio zabatta op. •••
nella pasqua di risurrezione nella pasqua di risurrezione nella pasqua di risurrezione
asterisco

LA FEDE CHE PREFERISCO


È LA SPERANZA

In realtà fede e speranza pur essen- bocca di un uomo: “Io e il Padre siamo
do due virtù distinte per il loro oggetto una cosa sola” (Gv).
( verità – felicità) e per il loro soggetto È da questa “parola” che nasce la
(intelligenza – volontà), si intrecciano fede: noi crediamo a Gesù perché è
però talmente che è difficile, nell’espe- Dio.
rienza vissuta, tracciare tra loro dei Nello stesso tempo, e come conse-
confini precisi. guenza, la Risurrezione fonda la nostra
48 Anche il Papa Benedetto XVI, in Spe speranza, perché illumina la nostra
Salvi (n. 2) dice: “Speranza, di fatto, è morte.
una parola centrale della fede biblica, In un’antica simpatica vignetta, un
al punto che in diversi passi le parole angioletto chiede ad un altro: “L’Estre-
“fede” e “speranza” sembrano inter- ma Unzione è per la fine?”. “No! – ri-
scambiabili. sponde l’altro - È per l’inizio”.
Così la Lettera agli Ebrei lega stretta-
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mente alla “pienezza della fede (10,22) Oggi, forse, tra le verità che il mate-
la “immutabile professione della spe- rialismo è riuscito più ad oscurare sono
ranza (10,23)…”. la spiritualità e l’immortalità dell’uomo
(e i Testimoni di Geova ne fanno un lo-
Nella Resurrezione di Gesù, tutte e ro dogma!). Su che cosa si fonda allo-
due queste virtù - fede e speranza - tro- ra la speranza, se l’uomo è fatto per la
vano una profonda verifica. morte?
Gesù risorgendo conferma insieme Gesù, risorgendo, illumina il desti-
la fede e la speranza: la fede, perché no dell’uomo: la morte non è la distru-
la Risurrezione – profetizzata prima e zione dell’uomo; è solo una violenta
poi realizzata – è la firma di garanzia, divisione delle sue componenti: ani-
messa da Dio, alla più “scandalosa” ma-corpo.
affermazione che possa risuonare sulla Risorgere, perciò, non significa “ri-
tuale. Essa “il terzo giorno” – per opera
della divinità – ricompose l’unità con il
corpo che era stata spezzata dalla vio-
lenza della morte in croce.

Iniziò così la nuova vita “eterna” per


l’umanità di Gesù, resa gloriosa dalla

asterisco
Risurrezione.
Per questo Gesù divenne “primizia”
anticipando il nostro stesso meraviglio-
so destino.
Era stato Gesù stesso a promettere
nell’Ultima Cena: “Vado a prepararvi
un posto, affinché dove sono Io siate
anche voi” (Lc. 22,29).
Quanto è avvenuto nel Capo, av-
verrà anche in ogni membro del Corpo
mistico.

La Risurrezione della carne an-


che per noi non sarà nuova creazione
– perché l’anima non muore – ma sarà
Resurrezione (G.A. Bazzi). ricomposizione dell’unità della nostra
persona.
creare dal nulla” l’uomo distrutto, ma L’orrore per la morte deriva da que-
ricomporre l’unità spezzata. Unità che sta separazione violenta delle due 49
rimane come esigenza profonda nel- componenti essenziali della persona
l’anima divisa, separata dal corpo. umana.
Alla domanda: “Come nell’uomo Sarebbe potuto venire il dubbio:
l’anima e il corpo formano un’unità?”, “Una volta dissoltosi nella corruzione
il Compendio del Catechismo del- il corpo, potrà essere vinta questa se-
la Chiesa cattolica, al n. 69 risponde: parazione? Potrebbe dirsi ugualmente
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“La persona umana è un essere insie- completa la nostra natura senza il cor-
me corporeo e spirituale. Nell’uomo lo po per l’eternità?
spirito e la materia formano un’unica Gesù risorgendo ha dissolto l’atroce
natura. Questa unità è così profonda dubbio, anticipando in Sé la nostra Ri-
che, grazie al principio spirituale che surrezione.
è l’anima, il corpo, che è materiale, E, se non bastasse, ha voluto aggiun-
diventa un corpo umano e vivente, e gervi la riprova: ciò che è avvenuto in
partecipa alla dignità di immagine di Gesù è già avvenuto anche in Maria,
Dio”. (Cf. GS, 14). che è una creatura umana come noi.

L’anima di Gesù, che “scende agli Fede e speranza, due virtù che si il-
inferi”, non era stata distrutta dalla luminano nella Risurrezione.
morte, perché l’anima umana è spiri- Tore Scoepi. •••
L’Ottavo Centenario
dell’Ordine
dei Predicatori
Nel secondo dei nove anni che
sono stati consacrati al rinnova-
mento della vita e della nostra
missione di predicatori.

Tema del 2009:

“In principio era il Verbo”:


San Domenico,
Predicatore della Grazia.

50
Quando, per la prima volta, Dome-
nico di Caleruega attraversò la Lingua-
ROMA, S. Sabina. doca nel 1203, egli ricevette come una
S. Domenico in preghiera. ferita profonda nel cuore: a migliaia le
anime erano distolte dalla limpida Veri-
tà del Vangelo.
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Domenico comprese che, dall’ora in


poi, tutta la sua vita doveva essere con-
San Domenico è nato a Calerue- sacrata alla predicazione, per la difesa
ga in Spagna nel 1172 da Felice di e per la diffusione della Verità piena.
Guzman e da Giovanna D’Aza, ed è
morto a Bologna il 6 agosto 1221. L’Ordine dei Frati Predicatori, nato
Fu canonizzato a Rieti, da Papa la notte in cui san Domenico, ancora
Gregorio IX, il 3 luglio1234. semplice canonico d’Osma, convertì a
Umile ministro della predicazione, Tolosa il suo oste che era eretico, si af-
fermò presto e si slanciò alla conquista
prese l’ufficio del Verbo.
del mondo. •••
Dal Messaggio del Maestro dell’Ordine.

celebrazioni
VERSO IL GIUBILEO DELLA
FONDAZIONE

“… È importante che ogni credente di pellegrinaggio fino alla celebrazione


ed ogni comunità entri in una crescen- del Giubileo del 2016.
te intimità con la Parola di Dio. Nutrirsi Per fare questo, riconosciamo, co-
della Parola di Dio è per la Chiesa il pri- me ha detto il Papa nel suo messaggio
mo e fondamentale dovere” (Benedetto di apertura del Sinodo, “un grido che
XVI al Sinodo dei vescovi, 2008). per ogni cristiano diventa un insistente
Di conseguenza, nel nostro pelle- invito a mettersi al servizio di Cristo”.
grinaggio giubilare domenicano che Anche noi prendiamo a cuore que-
ha avuto inizio con la celebrazione ste parole, riconoscendo in esse il Van-
dell’800.mo anniversario della fonda- gelo stesso che ha sollecitato la missio-
zione della comunità di Prouilhe, l’in- ne della predicazione del nostro san-
tera famiglia domenicana è invitata a to Padre Domenico; portando con sé
concentrarsi sul tema: “In principio era dappertutto nei suoi viaggi il Vangelo
il Verbo: Domenico, predicatore della di san Matteo e le lettere di san Paolo, 51
Grazia”. Con questo tema, ci impe- Domenico è diventato veramente “pre-
gniamo a sederci accanto a Domenico dicatore della grazia”.
ai piedi di Cristo e, con lui, a “nutrirci Ogni volta che cantiamo “O Lu-
della Parola di Dio”. men…”, noi invochiamo Domenico
È questa eredità di Grazia che noi con questo titolo: Praedicator Gratiae,
tutti condividiamo: frati, claustrali, suo- perché è lui, il predicatore, il discepolo
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re di vita attiva, laici, giovani e vecchi, della Parola, che promette di cammi-
ricchi e poveri. nare accanto a noi e di rigenerare in
E sappiamo che, una volta alimen- noi l’abbondanza gratuita del Verbo,
tati dalla Parola, si dovrà accogliere che era certamente presente quando
l’altra grande sfida che dovette affron- i primi semi della Santa predicazione
tare san Paolo, e che si trova in qualche furono seminati nel terreno fertile del
maniera riassunto nel suo grido aposto- sud Europa.
lico: “Guai a me, se non predicassi il Possa Domenico riunirci e radunar-
Vangelo!” (1 Cor. 9,16). ci come famiglia intorno alla Parola e
Così seguendo l’esempio di Dome- donarci un cuore contemplativo, obbe-
nico, e facendo nostro il grido di san diente, determinato a rispondere con
Paolo, noi lo adottiamo come filo con- libertà alle sfide attuali del Vangelo.
duttore per tutta la durata di questi anni (…). Fratelli e sorelle, camminiamo
insieme in questo pellegrinaggio della Lettera del prefetto della
fede, come famiglia, incoraggiandoci a Congregazione per gli Istituti
vicenda nel cammino. Ci aiuti lo Spiri-
to Santo a camminare nella speranza, e
di Vita Consacrata
san Domenico ci benedica e ci consigli al Padre Maestro dell’Ordine.
celebrazioni

per essere fedeli alla meravigliosa ere-


dità che ci ha lasciato.
Vostro fratello in san Domenico,
predicatore della grazia. Città del Vaticano, 24 febbraio 2009.
Fr Carlos Azpiroz Costa, MO

Reverendo Padre,
••• ••• •••

Riportiamo i singoli temi previsti nei


prossimi anni prima del giubileo: abbiamo ricevuto la relazione sulla
situazione dell’Ordine, preparata per il
2010 –“E come lo annunzieranno sen- Capitolo Generale dei definitori (Cra-
za essere prima inviati?(Rom 10,15): covia, 28 luglio – 17 agosto 2004), e
La missione della Predicazione. quella preparata per il Capitolo Gene-
2011 – “Abbiamo intenzione di an- rale dei priori provinciali (Bogotà, 18
nunziare nella nostra lingua le meravi- luglio – 8 agosto 2007) e le statistiche
glie di Dio” (At 2,11): Predicazione e dell’Ordine.
Cultura. Predicazione comunitaria. Abbiamo letto con vivo interesse
2012 – “Va’ dai miei fratelli e dì loro tutta la ricca documentazione, e ci sia-
(Gv 20,17): I domenicani e la predica- mo soffermati, in particolare, sulla se-
52 zione. conda relazione, la più recente, quella
2013 – “Avvenga di me quello che hai che maggiormente manifesta la visione
detto” (Lc 1,38): Maria: contemplazio- del suo Istituto. Ella ha inteso presen-
ne e predicazione della Parola. tare “le gioie e le speranze, le tristezze
2014 –“Io effonderò il mio spirito so- e le angosce della Vita e della Missione
pra ogni persona; i vostri figli e le vo- dell’Ordine dei Predicatori”. Nella vita
stre figlie profeteranno, i vostri giovani di un Istituto, come nella vita di ogni
avranno visioni e i vostri anziani faran-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

uomo, vi sono momenti di luce come


no sogni”(Gl 3,1-5; At 2,17): Laici Do- di oscurità, ma l’esperienza gioiosa del
menicani e Predicazione. Cristo Risorto illumina.
2015 – “Se rimarrete fedeli alla mia Come pochi Istituti Religiosi, l’Or-
parola, sarete davvero miei discepoli; dine dei Predicatori – alla vigilia della
conoscerete la verità e la verità vi fa- celebrazione degli 800 anni della con-
rà liberi” (Gv 8,31-32); “Cristo ci ha ferma dell’Ordine 1216-2016 – “non
liberati perché restassimo liberi” (Gal ha solo una gloriosa storia da ricordare
5,1): Domenico: Governo, Spiritualità e da raccontare, ma una grande storia
e Libertà. da costruire! Guardate al futuro, nel
2016 – “Guai a me se non predicas- quale lo Spirito vi proietta per fare con
si il Vangelo (1 Cor 9,16): L’Ordine dei voi ancora cose grandi” (VC 110).
predicatori Ieri, Oggi e Domani. Siamo certi che questa celebrazione
darà un impulso ancora maggiore alla segni dei tempi” (VC 81). Memori del
vitalità dell’Istituto e all’impegno nella Padre San Domenico, che o parlava con
vita e nella missione della Chiesa. Dio o parlava di Dio, i Frati Predicatori
Ella giustamente insiste sul valore devono essere persone amorosamente

celebrazioni
della missione (nn. 12-69): la vostra dedite al Signore e al suo Vangelo. La
vocazione è la missione, siete comu- nuova evangelizzazione sarà così effi-
nità per la missione. Mentre gran par- cace nella misura in cui “saprà procla-
te dell’umanità non conosce ancora il mare dai tetti quanto ha prima vissuto
nome di Cristo e rimane necessaria ed nell’intimità con il Signore” (ib).
urgente la missio ad gentes, la Chiesa Seguiamo con attenzione e affetto
avverte nel contempo la medesima ur- il vostro cammino e facciamo voti che
genza della nuova evangelizzazione tutta la Famiglia Domenicana, prenden-
per un mondo che sembra aver perduto do nuovo impulso e slancio dalla ce-
il senso del sacro e rischia di perdersi lebrazione dei suoi 800 anni di storia
nelle nebbie della secolarizzazione. e di santità, sappia incamminarsi nei
Per farlo, è necessario che l’Ordine percorsi di autentica sequela Christi e
dei Predicatori “si lasci continuamente di rinnovato impegno carismatico. In-
interpellare dalla Parola rivelata e dai vochiamo su di voi tutti i doni dello
Spirito di Dio, che rafforzino
la fede e illuminino la ragione,
perché la predicazione diventi
la comunicazione della realtà
contemplata: lo splendore del
Cristo Risorto che comunica a
tutti gli uomini pace e salvez-
za. 53
Vi accompagniamo con la
nostra preghiera nella novena
di anni, che si concluderà nel
2016, al compimento degli 800
anni della conferma dell’Ordi-
ne da parte di Papa Onorio III.
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Rimanendo in unione di
preghiera, profitto volentieri
dell’occasione per porgere a
Lei e a tutti i Religiosi cordia-
li saluti, che accompagno con
una speciale benedizione.
Franc card. Rodé, CM, pre-
fetto.
(da IDI, aprile 2009 p. 96).

ROMA. Basilica di S. Sabina.


(int, sec. v).
Cristo Risorto si mostra a Tommaso.

54
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Andate…!

Il segno dell’unità tra cristiani è via e strumento di evangelizzazione.


L’appello, che si legge in Evangelii Nuntiandi, all’unità dei cristiani, le
cui divisioni e liti impoveriscono l’evangelizzazione e scandalizzano gli
uomini, è accorato e ci deve far riflettere.
Da questo appello anche noi domenicani dobbiamo sentirci inco-
raggiati a unificare le forze e organizzarci per una predicazione dottri-
nale – in conformità al nostro carisma – con l’intervento dei vari rami,
con i loro propri ruoli: frati, monache, suore, laici delle fraternite.
Riunire le nostre forze per eseguire il mandato di Cristo.

predicazione
EVANGELIZZAZIONE
E PROMOZIONE UMANA
l’evangelizzazione non si identifica con la
promozione umana, ma non la esclude.

L’evangelizzazione non si esaurisce L’evangelizzazione è compito pe-


nella predicazione o nell’insegnamen- renne della Chiesa che si identifica con
to di una dottrina. Essa deve raggiunge- la sua missione, ma essendo un compi-
re la vita”1. to che svolge in epoche diverse tra loro,
Cosa contenga e come va intesa con esigenze diverse, e in Continenti
questa affermazione lo si può capi- con necessità e sensibilità differenti,
re rileggendo l’Esortazione apostolica essa, la Chiesa, come nota la Evangelii
Evangelii Nuntiandi di Paolo VI che la Nuntiandi, ha un compito senza fine. 55
riporta. Di fronte all’immutabile messaggio
Altri documenti hanno esplicita- del Signore, la Chiesa ha, infatti, un
mente dato continuità all’insegnamen- compito ininterrotto di ricerca di un
to ivi contenuto, come l’Enciclica “Re- linguaggio che sia comprensibile agli
demptoris Missio” (1990) di Giovanni stessi destinatari del messaggio rivela-
Paolo II e, più vicino a noi, la “Nota to, per poterlo trasmettere loro.
dottrinale su alcuni aspetti dell’Evange-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

lizzazione” della Congregazione per la Ci è gradito notare come l’Ordine


dottrina della fede (3.XII.2007). domenicano, il cui carisma della pre-
Questi documenti ne hanno attua- dicazione s’identifica con il motivo
lizzato i contenuti di fronte alle nuove della sua istituzione nella Chiesa, a
situazioni che l’evangelizzazione ha sua volta, ha provato un “assillo” per la
dovuto affrontare nei decenni succes- predicazione, parallelo a quello della
sivi. Chiesa.
Anche l’ultimo Sinodo dei vescovi Forse, in quest’anno dedicato al-
(5-26 ottobre 2008) incentrato sul te- l’Apostolo delle Genti, si è partico-
ma: “La Parola di Dio nella vita e nella larmente sentito in seno all’Ordine il
missione della Chiesa” ne ha come pro- “guai a me se non evangelizzassi” (1
seguito il discorso. Cor 9,16). >
È interessante notare come negli Atti Dominicaines (12.II.2004); la promo-
dell’ultimo Capitolo generale, a Bogotà zione di Giustizia e Pace, ambito pro-
(2007), sia emergente un movimento prio della predicazione domenicana; il
di ricerca di coordinamento di forze, nuovo spazio dato al Volontariato do-
predicazione

con il richiamo ad una maggiore unità menicano; l’insistenza sul Movimento


di azione tra i vari rami, ordinato alla giovanile domenicano e altro.
predicazione. Il tutto ordinato ad una inter-colla-
Movimento già iniziato in modo borazione che può assicurare la vita e
chiaro nel Capitolo di Bologna (1998) la missione dell’Ordine3.
con il documento “Liberi per la mis-
sione” e poi proseguito a Providence Il Papa Paolo VI collocava l’Esorta-
(2001) e a Cracovia (2004)2. zione Evangelii Nuntiandi nella scia del
Facilmente, proprio per questa par- Concilio Vaticano II, della cui chiusura
ticolare attenzione alla predicazione ricorreva il decimo anniversario e il cui
e Vita apostolica, da parte di tutta la scopo era di “rendere la Chiesa del XX
Famiglia domenicana, nel Capitolo di secolo sempre più idonea ad annuncia-
Bogotà (2007) si è evidenziato che il re il Vangelo all’umanità del XX secolo”
carisma della predicazione comporta (EN, 2).
la condivisione, all’atto, tra i vari rami: Il documento, non subito compreso,
frati, suore e laici domenicani. doveva manifestarsi come uno dei più
Ci sembra di poter affermare che vivi e più duraturi nel tempo del ponti-
proprio a questo maggiore impulso per ficato di Paolo VI: un documento attua-
la predicazione si deve le rinate: Com- le anche oggi.
missione Internazionale per il Dialogo Esso compone il dibattito, irrisolto
interreligioso e le Journées Romaines nel Sinodo dei vescovi del 1974, in ter-
56
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Trittichetto di Duccio di Buoninsegna.


LONDRA, National Gallery,
mini di annessione della promozione
umana, come oggetto secondario, al-
l’evangelizzazione, come oggetto pri-
mario.

predicazione
In altre parole, di fronte a coloro che
ritenevano che “l’azione per la giustizia
e la partecipazione alla trasformazione
del mondo sono da ritenere chiaramen-
te come la ragione costitutiva dell’evan-
gelizzazione, cioè della missione della
Chiesa per la Redenzione del genere
umano e la liberazione da ogni stato
di oppressione”4, Paolo VI, in Evangelii
Nuntiandi, rispondeva con “un duplice
rifiuto: il rifiuto a ‘ridurre’ l’evangeliz-
zazione alla promozione umana; e il
rifiuto a escludere la promozione uma-
na dall’evangelizzazione”5.
Egli affermava l’appartenenza della
promozione umana all’evangelizzazio-
ne, ma distingueva le due realtà senza A noi, a cui incombe il dovere del-
separarle. Purtroppo il suo insegna- la predicazione, non può sfuggire che,
mento non sembra che sia stato del tut- così riflettendo, il problema affrontato
to recepito. Non sono pochi a nutrire, va finalmente al di là del metodo di
anche ai nostri giorni, grande interesse evangelizzazione, al di là di un suo ag-
per la Chiesa, in quanto dispensatrice giornamento che tiene conto di cam- 57
di servizi sociali e assistenziali, o come biamenti culturali e sociali del nostro
difensore dei valori etici, ma riducono tempo, ma tocca lo stesso contenuto
la sua missione ad un progetto sempli- dell’evangelizzazione.
cemente temporale e limitano la sua Ed è sulla base di queste conside-
attività a iniziative di ordine politico o razioni che anche noi domenicani, per
sociale. essere al passo, dobbiamo domandarci
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

“La Chiesa collega, ma non identi- quali metodi occorre seguire nel pro-
fica giammai liberazione umana e sal- clamare il Vangelo perché la sua poten-
vezza in Gesù Cristo” (EN, 35). za raggiunga l’effetto.
Il punto di partenza di una teologia
dell’evangelizzazione non può essere Certamente la prima forma di an-
il contrasto ricorrente tra dottrina e vita nuncio è quello fatto con la testimo-
(o esperienza), ma solo il fatto del man- nianza, fattore importante in ogni tem-
dato di Cristo. po, ma soprattutto nel nostro, in cui
La Chiesa reputa importante e ur- siamo sommersi dalle parole e dalle
gente edificare strutture più umane e immagini.
più giuste, ma sa che le migliori struttu- E proprio Paolo VI, in EN, ci ripete
re diventano presto inumane se il cuore una delle sue frasi più famose: “L’uomo
dell’uomo non viene risanato6. contemporaneo ascolta più volentieri i
testimoni che i maestri (…) o se ascolta Chi è stato evangelizzato, a sua vol-
i maestri lo fa perché sono dei testimo- ta evangelizza, ed è impensabile che
ni”7.E con la testimonianza, tutti già di questo non avvenga: come la Chiesa, è
fatto evangelizzano. missionario ogni credente.
predicazione

Rimane necessario, però, che la te- Tra le disposizioni interiori degli


stimonianza sia accompagnata da un evangelizzatori ci si attende viva fede
annunzio chiaro ed esplicito. nella verità che annunciano.
Testimonianza, ma anche con la Gli “insofferenti” nel confronti della
predicazione, come già ricordava San religione, che in realtà paradossalmen-
Paolo8, tenendo presente, però, che te cercano Dio e ne sentono dolorosa-
l’uomo d’oggi è saturo di parole e vive mente il bisogno, vedendo il modo di
già nell’epoca dell’immagine. vivere degli evangelizzatori, compren-
Tuttavia la parola resterà sempre at- dono in qualche nodo chi Dio è.
tuale e la via più comune, accessibile e Ai credenti, con l’evangelizzazione,
naturale di comunicazione: ma quante che non attenta alla coscienza altrui,
forme, dettate dallo zelo, la stessa pa- ma fa omaggio alla loro libertà, tocca
rola può assumere! aiutare gli altri a saper guardare con fi-
Passando in rassegna i vari modi di ducia il futuro.
predicazione, la EN indica: la cateche- L’inno alla gioia, che deve accom-
si, i mass media, il dialogo da persona pagnare l’evangelizzatore e che chiude
a persona e vi si trova anche un invito il documento EN, ci assicura che pos-
ad essere uniti nell’annuncio. siamo conservarla, quella gioia, anche
L’evangelizzazione, infatti, è sempre quando si semina nelle lacrime, perché
atto della Chiesa e non è mai un gesto è gioia che proviene da Cristo.
individuale o isolato anche quando è
58 compiuto in luogo remoto da un pre- p. eugenio zabatta op.
dicatore.
Il segno dell’unità tra cristiani è via
e strumento di evangelizzazione. L’ap-
pello, che si legge in EN, all’unità dei
cristiani, le cui divisioni e liti impoveri- 1. Esortazione apostolica Evangelii nun-
tiandi (EN) dell’8 dicembre 1975, n. 47. È
scono l’evangelizzazione e scandaliz-
uno dei documenti più significativi e più
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

zano gli uomini, è accorato e ci deve validi del pontificato di Paolo VI.
far riflettere. 2. Cf. ACG 1998 Bologna, Ap. V.
Da questo appello anche noi dome- 3. Cf. IDI, 453, giugno 2007.
nicani dobbiamo sentirci incoraggiati a 4. Sinodo dei vescovi del 1971.
unificare le forze e organizzarci per una 5. PAOLO VI, L’evangelizzazione. Discor-
predicazione dottrinale – in conformità si e interventi, Brescia – Roma Ist. Paolo VI
al nostro carisma – con l’intervento dei – Studium, 1955, in pref. di G. Colombo.
vari rami, con i loro propri ruoli. 6. Cf per tutto il dibattito G. CAPRILE, Il
Non camminiamo mai da soli, nep- Sinodo dei vescovi 1974. Terza Assemblea
Generale, Roma, La Civiltà Catt., 1975.
pure nell’evangelizzazione, che è sem-
7. EN, n. 41 - PAOLO VI, Discorso ai
pre compito e gesto di tutta la Chiesa, membri del “Consilium de Laicis”, 2 ott.
anche se, ripeto, agiamo apparente- 1974, in AAS 66 (1974) 568.
mente nella solitudine. 8. Cf Rom, 10,14.17. •••
Donna di dialogo, insegna agli uomini di oggi come dialogare con Dio e
con i fratelli di ogni stato di vita.

LA VERITÀ È APRIRSI A DIO

spiritualità
Santa Caterina da Siena

FARE LA VERITÀ

L’aspetto che più immediatamente


emerge per chi si avvicina alla spiritua-
lità di Santa Caterina è il primato della
verità.
Dal suo pensiero si deduce che l’in-
telletto è la più nobile facoltà umana.
Siamo stati creati per conoscere
Dio prima di tutto e, in Lui, ogni verità 59
e poi per trarre da questa conoscen-
za la forza di amarlo, la possibilità di
servirlo. “L’umana fame” è il desiderio
di possesso spirituale e questo è cono-
scenza.
Non c’è sofferenza più grande del
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

desiderio insoddisfatto di conoscere.


Non c’è gioia più grande del possesso
della verità.

Dio è la “prima, dolce Verità” che


con la sua luce attira l’anima a Sé co-
me la forza magnetica attira l’ago della
bussola.
In forza della conoscenza, noi che
nasciamo poveri diventiamo continua-
mente più ricchi e possediamo in noi
SIENA: Palazzo pubblico, S. Caterina tutto; in qualche modo, pur nei nostri
del Vecchietta (1428-1480). limiti, possediamo anche Dio.
L’anima che cerca la verità come il e donare la luce”, come faceva il suo
povero che ha fame, quando la trova la fondatore, Domenico.
tiene ben stretta, in quanto la riconosce Un’intensa vita spirituale, nella luce
come cosa vera e le dice il suo sì. del primato della verità, aiuterà l’uomo
Questa accettazione volenterosa d’oggi ad individuare gli angoli tene-
è l’amore. Di verità in verità, l’anima brosi dell’esistenza per illuminarli del-
spiritualità

giunge alla fonte del vero, alla “prima la luce vera.


dolce Verità”. Con la forza della fede Essere domenicano vorrà dire, for-
arriva al possesso soprannaturale di se, nella maggior parte delle situazioni
Dio per cui Dio abita nell’anima e que- odierne, andare controcorrente.
sta pregusta le gioie del Paradiso. Santa Caterina fece proprio questo,
La volontà che ha detto il suo sì alla in un mondo non diversamente corrot-
Verità divina, la vuole totalmente nella to dal nostro. E sappiamo con quanta
propria vita e in quella degli altri: fa la efficacia, con quali risultati.
verità. Di qui nascono le scelte mora- Il modo cateriniano di rapportarsi a
li, i progetti di vita, gli impegni per il Dio e ai fratelli è il metodo dialogico,
bene. che tanto spazio ha assunto nel pensie-
Santa Caterina entra così nel cuore ro odierno, ecclesiastico e laico.
del carisma domenicano, sulla scia di Quanto questo sia vero lo dimostra-
san Domenico che “prese l’officio del no le sue molte opere.
Verbo e nel mondo pareva un aposto- Anzitutto “Il Dialogo”, in cui lo
lo, con tanta verità e lume seminava la stesso titolo dice tale atteggiamento. In
parola, levando le tenebre e donando esso santa Caterina è in ascolto della
la luce”. Parola del Padre, come seduta ai piedi
Non ci fu incarnazione più perfet- del Maestro, al modo di Maria Mad-
60 ta di vita domenicana di quella che ci
presenta santa Caterina. ROMA, Via della Conciliazione.
Basilica S. Pietro e Monumento a S. Caterina da Sie

LA CARITÀ DELLA VERITÀ, NEL


NOSTRO OGGI.
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Non c’è chi non veda l’attualità di


questo aspetto – amore alla verità - del-
la spiritualità cateriniana e la neces-
sità di affermarlo oggi. Siamo, infatti,
in un’età di offuscamento accentuato
della verità, di affievolimento di valori,
nel tempo del “nì”, che sta tra il sì e il
no, equidistante, il tempo delle mezze
verità, meglio delle ambiguità… degli
errori non combattuti.
Il domenicano in questo contesto
storico ha una funzione importantis-
sima da svolgere: “levare le tenebre
dalena, e talora interviene con ardenti
preghiere, quasi riconoscente risposta
Santa Caterina
a quanto le viene rivelato. “Madre e maestra”.
Ci sono poi “Le Orazioni”. Dopo
aver ascoltato gli insegnamenti che il “Madre e maestra” è la Chiesa! Lo è

spiritualità
Padre Eterno stesso le ha impartito, fa Maria, “Sede della Sapienza”. Da noi
di essi motivo di lode, gloria, ringrazia- domenicani è invocata “madre e mae-
mento. Paolo VI, nell’enciclica “Eccle- stra” anche santa Caterina da Siena,
siam suam” dice: “La religione è di na- dal momento che la Chiesa dal 1970
tura sua un rapporto tra Dio e l’uomo. l’ha dichiarata Dottore della Chiesa, a
La preghiera esprime a forma di dialo- motivo del suo alto insegnamento di fe-
go tale rapporto”. de, e nel 2000 anche Patrona d’Europa,
Con la mente illuminata da Dio, con per la sua opera di pacificatrice.
il cuore riscaldato da un amore ardente, Precedentemente il titolo per Cateri-
Caterina si rivolge ai fratelli di ieri e di na era solo quello di “mamma”, come
oggi con le “Lettere” che testimoniano appunto spontaneamente, con affetto,
i mirabili eventi della fede, i “magnalia l’avevano chiamata, lei poco più che
Dei”, per indurli a mettersi anche loro ventenne, i componenti della sua “Bella
con fervore in un deciso cammino di Brigata”, cioè giovani e anziani, uomini
bene sulle tracce di Gesù “via, verità e donne, religiosi e laici, professionisti e
e vita”. gente comune che erano da lei guidati
Donna di dialogo, insegna agli uo- nella vita spirituale.
mini di oggi come dialogare con Dio e Ora noi possiamo invocarla: “ma-
con i fratelli, in qualsiasi stato di vita. dre, maestra e patrona”, ma “madre”
(M. Martinelli). rimane più facile e più familiare.
Santa Caterina, in certo senso, assol- 61
ve nella Famiglia Domenicana, la figura
a Siena (Messina).
di una madre, che non può mancare
in una bella famiglia: con il suo esem-
pio trascina e sprona all’apostolato del-
la predicazione, proprio del carisma
domenicano. Con le parole e con gli
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

scritti, oltre che con la vita breve ma in-


tensissima, ella “predica” a papi e car-
dinali, a capi di Stato e a nemici della
Chiesa, senza timore.
È interessante e significativo il de-
siderio di pregare Caterina, usando al
femminile le stesse parole che usiamo
per il santo Padre Domenico. Abbiamo
un chiaro esempio di questo nel volume
del “Dialogo della divina Provvidenza”
custodito nella biblioteca Trivulziana
presso il castello di Milano. “Prega per
noi, beata Madre Caterina!”. •••
LE NOSTRE FRATERNITE L

Quali sono gli “elementi” particolari


che possano “attirare” un laico cristiano
spiritualità

ad entrare in una Fraternita domenicana?


La riflessione che riportiamo dà una sua

CONSACRATI A

IDI, il Bollettino di “Informazioni


Domenicane Internazionali” pubblica-
va 25 anni fa, in occasione del Con-
gresso Nazionale dei Laici, a Bologna
(6-9 sett. 1984), un numero speciale
sul Laicato Domenicano, che prepara-
va al Congresso Internazionale dell’an-
no dopo (1985).
62 Bologna era una tappa al Congres-
so internazionale, molto importante in
quegli anni perché dava la definizio-
ne del volto più autentico del Laicato
Domenicano, scaturita dal consenso
raggiunto su alcuni punti fondamenta-
li della Regola delle Fraternite Laiche
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Domenicane (Fld).

Preferiamo prendere dagli “Appunti”


pubblicati a quel Convegno di Bologna
per quanto, a distanza di 25 anni, vo-
gliamo ricordare, non solo per valutare
il cammino da allora fatto nella novità
dettata dal Concilio, che spingeva al
ritorno alle fonti originarie, ma anche
per ricordare quanto allora, a nostro
LOURDES. Via Crucis. avviso, fu sapientemente affermato e
Crocifisso in pietra con i misteri merita di essere ogni tanto richiamato
del S. Rosario anche dietro. alla memoria e non dimenticato.
E LAICHE DOMENICANE Il laico, per essere domenicano,
deve e vuole sentirsi un “consacrato”,
perciò fa “professione”.
I consigli evangelici possono viversi
risposta. La pubblicazione del nuovo a diversi livelli, a secondo della diversi-
Direttorio (01.XI.2008) delle Fraterni- tà degli stati di vita (religioso o laicale).

spiritualità
te Laiche Domenicane ha riproposto al Gesù li ha proposti come “segni effica-
vivo questa “antica” domanda. ci del Regno”.
Del resto i consigli evangelici non
servono a “risanare” le tre “concupi-
scenze” che provocano l’abuso dei

ANCHE NOI beni materiali, l’abuso della sessualità,


l’abuso della libertà?
Se è così, davvero ne hanno bisogno
solo i frati e le suore, o ne hanno biso-
gno tutti?
Certo sarà diverso il “modo” di vive-
In particolare ci riferiamo allo studio re i consigli evangelici ed è interessante
dell’ex-Maestro dell’Ordine, P. Vincen- la formulazione di questo “modo per i
zo De Couenongle e alla proposta del- laici” nell’esposizione dei delegati de-
le quattro Provincie degli Stati Uniti. gli Stati Uniti che riportiamo alla lettera
L’Ordine domenicano è un micro- con questo sottotitolo: “I consigli evan-
cosmo della Chiesa totale. Si parte da gelici li viviamo da laici”.
questo concetto. Come la Chiesa an-
che l’Ordine ingloba sacerdoti, religio- a. “L’obbedienza è ascolto della Pa-
si e laici, uomini e donne. Le Fraternite rola di Dio nella nostra vita. “Beati co- 63
laicali perciò non sono affatto un ac- loro che ascoltano la Parola di Dio e la
cessorio estetico, ma un elemento del- mettono in pratica” (Lc. 2,28).
la struttura architettonica dell’Ordine Perciò noi laici ascoltiamo la Parola
(P. Chenu). di Dio nella Scrittura, negli avvenimen-
Le FLD sono “dentro”, non un’ap- ti ordinari della nostra vita e nelle deci-
pendice esterna del microcosmo. sioni della Chiesa e dell’Ordine.
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Di conseguenza le FLD devono vi- b. Noi laici pratichiamo la castità


vere con gli altri rami dell’Ordine: nell’ambiente di lavoro della nostra
1. la stessa spiritualità. vita. L’unione matrimoniale riflette
2. Lo stesso impegno apostolico. l’amore di Cristo alla sua Chiesa. La vi-
ta celibe riflette la dedizione di Cristo
1. La stessa spiritualità. al Padre.
La spiritualità per un domenicano è Lo sposato e il celibe riconoscono
caratterizzata dalla “consacrazione a ugualmente che la castità cristiana è un
Dio attraverso i consigli evangelici: po- elemento integrante della persona, che
vertà, castità, obbedienza”. Senza que- noi mettiamo al servizio di Dio.
sta consacrazione non ha senso essere c. Ispirati dalla chiamata del Signo-
in un Ordine e San Domenico volle i re e invitati a “cercare prima di tutto il
suoi figli “consacrati” a Dio. Regno di Dio” (Mt. 6,33) e per la ori-
ginaria povertà apostolica dell’Ordine, Che senso avrebbe, del resto, essere
intendiamo vivere la povertà con sem- in un Ordine religioso se non si par-
plicità e generosità”. tecipasse a questa “consacrazione”? Si
È sciocco timore, in parte oggi dis- sarebbe piuttosto dei simpatizzanti sul
sipato, quello di alcuni frati che, sicco- piano dell’azione apostolica domeni-
me nelle FLD si parla di voti, di regola cana e non su quello dell’essere dome-
spiritualità

e si conservano termini più caratteristi- nicani. Ma si può agire senza essere?


ci dei frati, quali confratello, consiglio Si può “condividere la medesima vo-
e altro1, pensano di formare e avere cazione e lo stesso ideale di vita”, con
dei “mezzi frati o delle mezze suore”. i confratelli frati, tanto per citare un
Mezzi frati e mezze suore sarebbero, numero del Direttorio delle Fld, senza
purtroppo, coloro che, frati o suore, vi- partecipare alla loro medesima consa-
vessero nel compromesso, con un pie- crazione? (Art. 22,IV).
de in convento e l’altro nel mondo, non
i laici che: restano tali anche vivendo i 2. Lo stesso impegno apostolico.
consigli evangelici o facendo una par- Non c’è bisogno di insistere molto su
ticolare consacrazione di vita che essi questo secondo elemento, certamente
stessi rivendicano, come è avvenuto, non contestato, ma raccomandato. Es-
per riferirci a quel periodo, al Capitolo so è così bello e ha una tale forza di
delle Fld, a Bologna, nel 1983. attrazione su tanti cuori generosi che
possiamo vedervi la discriminante che
1.
L’attenzione a cambiare i termini che orienta la loro scelta per l’Ordine.
indicano i vari incarichi nelle Fld è ancora Portare la Parola di Dio, che sola li-
vivo: nel nuovo Direttorio, ad es., il termine bera e salva l’uomo, fu l’ansia dei primi
“priore” è mutato in “presidente”. laici, entusiasti dei primi “frati predica-
64
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

sopra. Rappresentanze delle FLD di Siena, Arezzo e Pratovecchio.


pag. 65 - POPOLI. La priora con alcune consorelle.
tori”; e resta l’ansia dei giovani
del nostro tempo.
Giustamente, perciò, il Pa-
dre Vicaire nota che i Laici
domenicani non sono membri
di un movimento di pietà pu-

spiritualità
ramente spirituale, di un’asso-
ciazione di preghiera e basta.

La vocazione domenicana è
essenzialmente apostolica. Fin
dagli inizi dell’Ordine “non si
parla più di opere di carità, di
ospitalità, di opere di misericor-
dia temporali. Si parla di opere
di misericordia spirituale anche
per i Laici – la Carità della Ve-
rità – che li fa entrare così nella
definizione apostolica dell’Or-
dine dei Predicatori”.
È significativo notare come,
ad esempio, nei numeri 11 e 12
della Regola delle Fld si legga:
“Scopo della formazione dome-
nicana è preparare… ad annun-
ciare la parola di Dio”; “Ogni 65
domenicano deve rendersi ca-
pace di predicare la parola di Dio”. e la preghiera per i defunti sono tradi-
zionali nell’Ordine” e perciò – come a
Questo “essere”, questo “operare” dire – sono anche nostri.
da domenicani dovranno essere soste-
nuti nei Laici dagli stessi mezzi essen- Ci sia gradito ricordare anche quan-
to il Papa Giovanni Paolo II disse allo-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

ziali ai quali, per sostenersi a loro volta,


ricorrono coloro che appartengono agli ra, rivolgendosi ai Laici: “Ovunque voi
altri rami della famiglia domenicana: vivete, come cattolici credenti confer-
frati, monache e suore. mati nel Battesimo e nella Cresima, lì
Infatti – continua il testo dei confra- siete gli autentici messaggeri della fe-
telli delle Provincia USA – “noi seguia- de, con il compito di liberare gli uomi-
mo l’esempio di san Domenico, che ni per mezzo della verità”. Parole che,
era uomo di preghiera. Per noi, come certo, valgono per tutti i laici cristiani,
per lui, la preghiera è insieme liturgica ma specificamente sono volte a quelli
e privata. Nella orazione liturgica pri- della Famiglia domenicana, i quali si
vilegiamo l’Eucaristia e la liturgia delle riferiscono alla “verità” come al loro
Ore. La preghiera liturgica, a sua volta, carisma e impegno di professione.
alimenta la contemplazione. Il Rosario Tore Scoepi. •••
“Noi predichiamo
Cristo crocifisso,
scandalo per i Giu-
dei, stoltezza per i
pagani; ma per co-
loro che sono chia-
mati, sia Giudei che
Greci, predichiamo
Cristo potenza di
Dio e sapienza di
Dio.

(ICor. 1, 23-24).

66 L’Osservatore Romano,
22 marzo 2008, p.5.

La Cina, una repubblica sostanzial- ne il tempo migliore per l’evangeliz-


domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

mente atea e indifferente verso qualsia- zazione.


si anelito morale e religioso delle perso- Benedetto XVI, scrivendo ai Catto-
ne. lici cinesi (30 giugno 2007) affermava
Nonostante tante difficoltà, i cat- che la quasi totalità dei cattolici “pa-
tolici cinesi restano saldi nella fede e triottici” (sotto il controllo delle autori-
devoti al culto di Maria e alla pratica tà civili) sono ormai in comunione con
del Rosario. Importante il Santuario di la Santa Sede che può contare su una
“Nostra Signora della Cina” a Sheshan novantina di vescovi. Secondo l’An-
a 35 Km da Shanghai. nuario pontificio la Cina è suddivisa in
Il lavoro dei sacerdoti locali e mis- 20 provincie ecclesiastiche con 150 tra
sionari, presenti soprattutto nelle re- diocesi, prefetture e arcidiocesi, uffi-
gioni di Hong Kong e Macao, incontra cialmente vacanti salvo quelle di Hong
molte difficoltà, tuttavia questo rima- Kong e Macao.  •••
PRIMO MISSIONARIO IN CINA

P. Gaspare della Croce


domenicano

storia
Chi è stato il primo missionario in i Gesuiti dicono che il Padre Matteo e
Cina? La ricerca potrebbe essere inter- Padre Michele furono i primi: “intendo-
pretata come una forma di campanili- no dire i primi della loro Società, non
smo tra Ordini religiosi, che rivendica- degli altri Ordini religiosi”.
no un primato; ma può essere anche
segno d’amore non solo per il proprio Quale documento decisivo, per so-
Istituto, ma anche per l’Evangelizzazio- stenere la tesi domenicana, si cita lo
ne e per il Paese evangelizzato. storico Cardoso, il quale assicura di
Non intendiamo presentare uno stu- aver consultato a suo tempo una rela-
dio storico, ma solo “divulgare” le no- zione autentica – “su quel che ha visto
tizie contenute nella famosa collazio- e fatto in Cina” – dello stesso P. Ga-
ne di “Année Dominicaine”, secondo spard della Croce, stampata postuma
la quale, appunto, il primo missionario ad Evora, in Portogallo, e dedicata al
della Cina - dopo Tommaso Apostolo - re don Sebastiano, nel 1570 e cioè già 67
fu il venerabile P. Gaspard de la Croix, quattordici anni prima che i Gesuiti en-
morto nel 1569. trassero in Cina.
Nel fare tale rivendicazione Année Essere i primi ad aver annunziato il
stessa esclude i “concorrenti” e ne dà Vangelo ad una così grande nazione è
varie motivazioni. certo motivo di santa fierezza per un
San Francesco Saverio, infatti, morì Ordine, che conferma così la sua fedel-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

nel 1552 nell’isola di Sancian, in vista tà al comando di Gesù: “Andate, por-


della Cina, ma senza potervi mettere tate il Vangelo ad ogni creatura, fino ai
piede “come toccò a Mosè per la Terra confini del mondo”.
promessa”. La Cina è tornata oggi in primo pia-
Anche il famoso P. Matteo Ricci e il no nell’ansia di evangelizzazione della
P. Michele Ruggeri, gesuiti, “tentarono Chiesa dopo gli anni bui della persecu-
generosamente di seguire il disegno” zione, che il nuovo corso sembra voler
del Saverio; ma questo fu realizzato so- progressivamente allentare.
lo nel 1584. Si deve essere contenti che altri va-
Ventotto anni prima vi era già entra- dano, ma sarebbe triste se l’Ordine,
to e vi aveva annunziato il Vangelo il che è stato il primo, non partecipasse
Padre Gaspare della Croce. a questa meravigliosa nuova avventura
Année cerca anche il motivo per cui cristiana. >
Chi era allora il P. Gaspare della La sua salute però ne risentì grave-
Croce? mente; così fu costretto a ritornare in
Portogallo, a Lisbona. Là si dedicò “al-
Era nato in Portogallo, ad Evora, do- la contemplazione e agli esercizi della
ve aveva compiuto gli studi. vita interiore”. Ma la carità lo spinse ad
Era entrato nell’Ordine domenicano uscire di nuovo dalla pace del Conven-
ad Azeitao e in breve aveva fatto così to. Era scoppiata una tremenda peste.
felici progressi nella virtù e nella pre- Egli “lasciò allora l’occupazione di Ma-
dicazione che fu scelto per essere del ria per abbracciare quella di Marta”.
numero di quattordici religiosi, che Confessò, diede il Viatico e l’Olio
storia

passarono nelle Indie orientali come degli infermi, assistette e seppellì mi-
missionari. gliaia di appestati. Tutti erano ammirati
Arrivato a Goa, fu inviato a predi- della sua piena dedizione. Il re voleva
care e a fondare un Convento in Cam- proporlo come vescovo.
bogia. Dio, però, gli propose “una ricom-
I prìncipi locali ostacolarono vio- pensa più gloriosa”: permise cioè che
lentemente quella missione; ma i quat- fosse contagiato dalla peste, che egli
tordici domenicani non si lasciarono aveva molto prima profetizzata; ma
scoraggiare e penetrarono nelle foreste, aveva allora anche aggiunto: “Io ne sa-
convertendo molti. rò l’ultima vittima”.
Fu allora che, spinti dallo zelo, Anche per questo si rallegrava mo-
concepirono un “disegno tanto ardito rendo: era lui l’ultima vittima. Infatti
quanto difficile”: portare il Vangelo nel con la sua morte anche la peste cessò
grande impero della Cina. subito.
La carità ha i suoi martiri come la fe-
68 In questo tentativo il P. Gaspard si de. Per lui Gesù aveva preferito il “mar-
espose più volte a gravi pericoli. Una tirio della carità”.
volta che, entrato in un tempio, aveva Il suo corpo fu portato al suo Con-
parlato del vero Dio e di Gesù, fu tale vento di Azeitao, in Portogallo, con
la reazione dei presenti che stavano per straordinaria solennità e diversi autori
massacrarlo; ma egli riuscì a calmarli ne narrano la vita. NN.
con la sua ardente parola.
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Ma il demonio, che prevedeva du-


re sconfitte, - nota lo storico – riuscì a
scatenare contro di lui e dei confratel-
li una dura persecuzione da parte dei
funzionari dello Stato, ai quali pareva
umiliante che stranieri, venuti da lonta-
no, avessero qualcosa da “insegnare al
più civile popolo del mondo”, sovver-
tendone le idee religiose e sociali.

Banditi dalla Cina, il Padre Gaspard


si fermò ad Ormus, dove molte conver-
sioni lo consolarono dell’espulsione.
IMPARANDO DALLA STORIA.

DUE UOMINI ESEMPLARI


da “LE MIE PRIGIONI”

storia
Il lettore ricorderà che, con un cer- parte delle virtù di Silvio provenivano
to stupore, scoprimmo una “Vita di da un ininterrotto esempio di carità
S.Vincenzo Ferrer” scritta in versi dal- evangelica verso il prossimo (“e il pros-
l’insospettabile commediografo Gol- simo non era il solo cristiano ma ogni
doni, mentre il Carducci esaltò in una uomo, e soprattutto ogni infelice”) della
delle sue opere la figura del nostro Sa- mamma. “Ecco a quale scuola l’anima
vonarola. di Silvio poté formarsi; e l’animo di lui
Oggi, avendo ripreso in mano il me- quando parla di sua madre è un inno
moriale di Silvio Pellico, “Le mie pri- incarnato e vivente di adorazione verso
gioni”, restiamo affascinati dalla perso- Dio nelle sue creature”.
nalità cristiana dello stesso Pellico e da Dopo un’infanzia  in cui passò da
quella di Piero Maroncelli. un’infermità all’altra, ecco proseguire 69
Non si tratta di gente elencata nel gli studi a Torino dove suo padre era
calendario cattolico, eppure la vita e le stato chiamato a fungere da segretario
opere di entrambi si ispirano non solo del marchese Caprara di Bologna.
a una bontà naturale ma agli insegna- Arrestato il 13 ottobre del 1820, fu
menti del Vangelo. condotto al commissariato di polizia
In breve, vi sono descritte le vicen- e gli vennero tolti i libri della ricca bi-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

de che portarono Silvio Pellico a pati- blioteca, lasciandogli solo la “Bibbia”


re quasi vent’anni di carcere duro, dai e la “Divina Commedia”.
famigerati “Piombi” di Venezia, alla I secondini lo risvegliavano intorno
prigione detta di  “Santa Margherita” di alla mezzanotte, per le periodiche vi-
Milano, e a quella ricavata dalla fortez- site di controllo. Egli riempiva le gior-
za dello Spielberg, presso la cittadina nate con assidue letture. Ecco lo stesso
di Brno in Moravia. Pellico: “Un giorno avendo letto che
Aderendo agli ideali della nascente bisogna pregare incessantemente e che
Carboneria (che nulla aveva a che fare il vero pregare non è borbottare molte
con la Massoneria moderna), fu arre- parole a guisa dei pagani, ma adorar
stato verso la fine del 1820. Dio con semplicità facendo sempre in
Nell’introduzione biografica prepa- tutto il suo santo volere, mi proposi di
rata dal Maroncelli, leggiamo che gran cominciare davvero quest’incessante
preghiera: cioè di non permettermi più Diedi ancora retta a un bel ragno che
neppure un pensiero che non fosse ani- tappezzava una delle mie pareti. Lo ci-
mato dal desiderio di conformarmi ai bai con moscerini, e quegli mi divenne
decreti di Dio”. amico sino a venirmi presso il letto e
Basterebbe il proposito di pregare fin sulla mano, a prendere le prede dal-
vivendo e di vivere pregando per appar- le mie dita”.
tenere “ad honorem” alla grande Fami- Con l’arrivo dell’estate veneziana
glia ideata da Domenico di Guzmàn, però si presentarono le zanzare “in tale
che si riassume nel “contemplari et moltitudine che, per quanto io m’agi-
contemplata aliis tradere”. tassi, ne era coperto il letto, il tavolino,
storia

Fece amicizia con il figlioletto di la sedia, il suolo, le pareti, la volta, tut-


uno dei secondini, un fanciullo sordo- to n’era coperto, e l’ambiente ne conte-
muto, che si sedeva davanti alla fine- neva infinite, sempre andanti e venien-
stra della sua cella e faceva colazione ti attraverso la finestra, e facevano un
con qualche pezzo di pane che Silvio ronzio infernale”.
gli gettava. Il ragazzetto faceva salti di Le punture di quegli animali sono
gioia “esprimendo la sua gratitudine dolorose, e quando se ne riceve da
col sorriso de’ suoi begli occhi”. mattina a sera e da sera a mattina, […]
E prosegue lo scrittore: “Una vol- “si soffre veramente assai e di corpo
ta un secondino permise al fanciullo e di spirito”. Però pensava che il loro
d’entrare nella mia prigione: questi, fastidio lo avrebbe potuto preparare a
appena entrato, corse ad abbracciarmi supplizi e patimenti maggiori che po-
le gambe emettendo un grido di gioia. tevan sempre provenire dagli uomini.
Lo presi tra le braccia, ed è indicibile il E allora, sempre appellandosi alla pro-
trasporto con cui mi colmava di carez- pria formazione spirituale, Egli diceva
70 ze. Quanto amore in quella cara ani- a sé stesso: “Soffri, indegno! Se gli uo-
metta! Non ho mai saputo il suo nome. mini e le zanzare ti uccidessero anche
Egli stesso non sapeva d’averne uno. per solo furore e senza un vero diritto,
Era sempre lieto e non l’ho mai veduto riconoscili come strumenti della giusti-
piangere, se non una volta che fu battu- zia divina, e taci!”.
to, non so perché, dal carceriere”. Tra le altre pene, una volta che ven-
Poi il Pellico fu cambiato di cella, ed ne trasferito allo Spielberg, lo privaro-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

egli non poté più conversare col mutoli- no degli occhiali e dei pochi libri da
no. “Durante il tragitto, egli mi vide, mi cui traeva conforto.
corse incontro e io, sudicetto com’era, Gli tolsero perfino una forchettina di
lo baciai e ribaciai con tenerezza, e mi legno, il che lo costrinse a cibarsi diret-
staccai da lui  - debbo dirlo? -  con gli tamente con le dita. Ma, pur soffrendo
occhi grondanti di lacrime!”. ancor più di prima, si consolava con
Sfogliando “Le mie prigioni” sco- pensieri come questi che trascriviamo:
priamo il suo amore per gli animali “Dio è l’autore del tutto, tutto è in Lui e
(“vedendo alcune formiche che veni- nulla fuori di Lui. Da Lui procede tutto.
vano sulla mia finestra, le cibai abbon- Umanità, individuo, creato sono mani-
dantemente; quelle andarono a chia- festazione di Lui, immagine di Lui. […]
mare un esercito di compagne, e pre- Dio è Bene, è Vero, è Poesia”.
sto la finestra fu piena di simili animali. Nella sua ammirevole sincerità, il
Pellico confessa pure d’aver talvolta egli l’offerse al vecchio chirurgo, di-
pensato al suicidio. “Ma il suicidio mi cendogli: “Non ho altro da presentarle
sarebbe sembrato un piacere sciocco, a testimonianza della mia gratitudine”.
una inutilità. La fune, il laccio, il pen- Quegli prese la rosa e pianse.
dere mi cagionarono sempre un ribrez- Solo dopo due ore, portato in tutta
zo invincibile”. E la sua fede radicatis- fretta dalla città, arrivò del ghiaccio,
sima ebbe di nuovo il sopravvento. che fu deposto presso il taglio da cui
era stato reciso l’arto.
    Ma c’è nelle “Mie prigioni” una pa- Quali grandi anime, queste che pri-
gina ancor più indimenticabile, e ri- meggiano ne “Le mie prigioni”! Acco-

storia
guarda l’altro protagonista, Piero Ma- munati da numerosi tormenti, anelava-
roncelli. no alla pace, sempre confidando nella
Un tumore che aveva al ginocchio bontà di Dio e aspirando di ritrovarsi
sinistro peggiorò tanto che si dovette per sempre  - come si esprime Silvio
procedere all’amputazione della gam- Pellico -  “in un luogo dove tutte le ire
ba. Senza alcuna anestesia, “il malato degli uomini cessano”, là dove “alla
fu fatto sedere sulla sponda del letto, e fine venissero accolti un giorno, final-
al di sopra del ginocchio fu stretto un mente placati, anche coloro che non ci
legaccio, segno del giro che doveva fa- avevano amato”.
re il coltello.
Il vecchio chirurgo tagliò, tutto in- In conclusione, questo libro di mo-
torno, la profondità d’un dito. […] Il desta mole è da raccomandare a tutti
sangue fluiva a torrenti dalle arterie, perché lo leggano. Ricchissimo di con-
ma queste vennero tosto legate con un siderazioni morali e spirituali, dalle sue
filo di seta. Per ultimo si segò l’osso. pagine si effonde “un grande amore
Maroncelli non emise un grido. per la giustizia, una grande tolleranza, 71
Quando vide che gli portavan via la una grande fiducia nella virtù umana e
gamba amputata, le diede un’occhiata negli aiuti della Provvidenza, un sen-
di compassione, poi, voltosi al chirurgo timento vivissimo del bello in tutte le
operatore, gli disse: ‘Ella m’ha liberato arti, una fantasia ricca di poesia, tutte
da un nemico, e non ho modo di re- le più amabili doti di  mente e di cuo-
munerarla’. re”, che inutilmente cercheremo, forse,
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

V’era, in un bicchiere sopra la fi- in tanti altri volumi.


nestra, una rosa. “Ti prego di portarmi
quella rosa”, mi disse. Gliela portai. Ed P. Raimondo Marco Sorgia op.

Silvio Pellico, è stato detto, “è l’uomo di un solo libro, Le mie prigioni, nel
quale, attraverso la narrazione commovente per sincerità e candore, appare il
suo grande cuore di cristiano che, tra le sofferenze più atroci, trova in se stesso
la forza di rassegnarsi e di perdonare” (G. A. Pellegrinetti, Le Pleiadi”).
Silvio Pellico nacque a Saluzzo nel 1789. Nel 1809 si stabilì a Milano come
segretario del conte Porro Lampertenghi. Nel 1820 fu arrestato dal governo
austriaco, processato e condannato a morte: dopo 8 anni allo Spielberg fu gra-
ziato. Morì a Torino nel 1854.
FOTO

DI

Monte delle Beatitudini

Terra Santa
computer Santuario di Lourdes

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Il PELLEGRINAGGIO DEL ROSARIO A


domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

LOURDES
guidato dai Frati Domenicani Italiani - dal 5 all’ 11 di luglio
ha come tema
“ IL CAMMINO DI BERNARDETTA”
Coloro che desiderano partecipare si rivolgano al più presto al nostro indirizzo.
La quota: € 610 più viaggio aereo fino a Roma. Si prosegue poi in treno con cuccetta.
Per informazioni dettagliate e iscrizioni:
E.mail: zabatta.eugenio@tiscali.it - Centro del Rosario dei Padri Domenicani,
piazza S. Domenico, 5 - 09127 Cagliari. •••
PROPOSTA PER UN VIAGGIO IN

TERRASANTA

pellegrinaggi
17 - 25 agosto 2009
La Comunità dei Padri Domenicani di Cagliari organizza
il PELLEGRINAGGIO ai luoghi della nostra Salvezza.

Contemplare la pianura di Esdrelon dalla cima del Tabor; sperimentare il fa-


scino del lago di Gesù, lo splendore di Gerusalemme al tramonto; passare la not-
te nell’Orto degli Ulivi; toccare con le nostre mani il luogo dove Gesù è morto
ed è risorto, è quanto faremo.
Un viaggio che va preparato accuratamente. Questa preparazione comincerà
in maggio nella biblioteca del nostro Convento. Per la vostra adesione rivolgete-
vi a: Convento San Domenico, 5 - 09127 Cagliari - tel. 070/654298.
Oppure: alberto fazzini <albfazz@gmail.com>.
Con la preparazione potete decidere di venire e allora darete un anticipo di €
500,00 da versare alla ERAPOLIS TRAVEL, viale Marconi, 81, scala C - Ca-
gliari - Supplemento camera singola: € 300,00 - Costo del viaggio intero da
Cagliari a Cagliari € 1.635.
Vi aspettiamo per questa condivisione: La Comunità dei Domenicani. 73

••• ••• •••

CANONIZZAZIONI domenicane
Il 6 dicembre 2008 il Papa, Benedetto XVI, ricevendo l’arcivescovo Angelo
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato la


promulgazione dei decreti relativi a sei nuovi santi: due spagnoli, due italiani, un
polacco e una francese, vissuti tra il 1800 e il 1900.
Di questi, due sono della nostra Famiglia domenicana: il beato Francesco
Coll Guitar, sacerdote spagnolo nato a Gombrèn nel 1812 e fondatore della
Congregazione delle Suore Domenicane dell’Annunciazione della B.V. Maria,
che promosse il rinnovamento della vita religiosa secondo una radicale fedeltà
al Vangelo e poi la beata Maria della Croce Jugan, francese nata nel 1792 a
Cancale: domestica in un castello, fondò la Congregazione delle Piccole Suore
dei Poveri (1856), dedicate all’aiuto degli anziani poveri.
La data fissata per la canonizzazione di questi due nostri beati è domenica
11 ottobre 2009. Intanto il 9 marzo si è aperto il processo di canonizzazione di
Assunta Viscardi (1890-1947) terziaria domenicana. •••
N O
provincia T
romana I caterina
di santa Z I E
da siena

VERSO IL
CAPITOLO PROVINCIALE
6 luglio 2009
Casa san Silvestro a Montecompatri-Roma.

In vista del prossimo Capitolo pro- Nel frattempo sono stati resi noti i
vinciale, nel precedente fascicolo, ab- nominativi degli eletti dei delegati al
biamo già portato a conoscenza: Capitolo da parte dei membri dei tre
1. la lettera del Padre Provinciale collegi: fr Alfredo Scarciglia (Siena), fr
con la quale invitava tutti ad “aprirsi Eugenio Zabatta (Cagliari), fr Francesco
alla fiducia e alla speranza” per le po- D’Amore (Perugia).
tenzialità concrete che abbiamo a di- A norma del n.39 §III dello Statuto
74 sposizione… restano da eleggere tre religiosi a suf-
2. e la lettera di Convocazione del fragio generale entro il dieci di maggio
Capitolo con chiarimenti, avvertenze p.v.
e utili raccomandazioni, in data 2 feb- La raccomandazione che giusta-
braio 2009, festa della Presentazione mente ci viene ripetuta dal P. Provin-
del Signore. ciale in questa seconda comunica-
zione, è quella della preghiera, con il
riferimento all’intercessione di S. Cate-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Oltre l’indicazione dei membri del-


le tre Commissioni preparatorie, che a rina: “si facciano preghiere per il buon
questo momento hanno già inviato le andamento del Capitolo”. Raccoman-
loro relazioni, in quella lettera veniva- dazione già estesa ai Monasteri e alle
no annunciate: Fraternite dei laici.
a. la presenza al Capitolo di una
monaca di clausura, due suore e due Il Capitolo inizia la sera del 6 luglio
laici delle Fraternite Laiche; prossimo, a Montecompatri (Roma) in
b. la decisione, da parte del Provin- via san Silvestro, 72.
ciale e del suo Consiglio, di fare l’As- La segreteria di Provincia provvede-
semblea generale, il 27 maggio a S. rà a far pervenire ai singoli partecipanti
Maria Novella di Firenze, con l’auspi- al Capitolo, le relazioni previste e i do-
cio che siano molti i partecipanti. cumenti necessari. •••
come mezzo al fine lo studio assiduo

LA FORMAZIONE PERMANENTE
nella famiglia domenicana: perché?

notizie
Ogni Fraternita, come ogni Conven- ne, per predicare bene, bisogna prima
to di frati o di suore, come ogni mo- “studiare”.
nastero, dev’essere “una Comunità che
studia, che prega, che evangelizza”. Ogni Fraternita, come ogni Conven-
È interessante notare che nel proces- to, dev’essere quindi “Comunità che
so di canonizzazione di san Domeni- studia”.
co, due suoi frati (fra Paolo di Venezia In realtà lo è sempre stata. Le adu-
e fra Rodolfo di Faenza) abbiano testi- nanze mensili delle Fl o conventuali,
moniato che il Fondatore voleva i suoi per buona parte, sono uno “studio” del-
sempre intenti allo studio, alla preghie- la Verità divina. Oggi, però, le esigenze
ra parlando con Dio o alla predicazio- di questo studio sono ben più profon-
ne parlando di Dio”. de sia per il livello generalizzato della
cultura più elevato, sia per la perdita di
Si potrebbe osservare: “Non era più tanti valori cristiani, che ha svuotato la
giusto dire prima: “alla preghiera” e poi visione cristiana della vita.
“allo studio”? Ecco perché tutti – frati, suore, laici 75
Certamente i due testimoni erano – per fedeltà al nostro carisma, siamo
convinti che Domenico stimava di più richiamati con più insistenza allo stu-
la preghiera che lo studio come valori dio, che ci porti ad una preghiera e ad
in sé. La preghiera, infatti, è al vertice un apostolato più intensi.
del nostro rapporto con Dio.
Ma proprio per rendere più valide Sprone ed esempio per questo con-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

ed efficaci la preghiera e la predicazio- tinuo impegno – da sviluppare poi nel-


ne Domenico volle – come mezzo al le sedi locali – sono certamente gli in-
fine – lo studio. Per questo è al primo contri, che nella nostra Provincia sono
posto. stati sempre curati riunendo insieme
Forse è questa l’intuizione più speci- frati suore e laici a san Domenico di
fica di san Domenico che egli trasmise Pistoia, per “studiare insieme”.
ai suoi e che è di urgente attualità. Anche l’invito al prossimo Convegno
Quello che infatti riscopre con insi- di settembre, il cui intenso programma
stenza la Chiesa anche oggi è la priori- riportiamo nella pagina appresso, pos-
tà dell’evangelizzazione o rievangeliz- siamo vederlo sotto questo aspetto di
zazione per rendere efficace la stessa studio o formazione permanente.
preghiera liturgica: la Messa, i Sacra-
menti, l’Ufficio divino. Per pregare be- La redazione. •••
Certamente il Congresso Espaces organizzato a Pistoia, nel prossimo settem-
bre, fa parte di quella Formazione Permanente che tutti sapientemente dobbiamo
saper fare. Volentieri riportiamo, per coloro che sono interessati a partecipare, il
programma e relatori:

promosso da Espaces Europa


e organizzato a cura del Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’
notizie

Congresso Espaces settembre 2009


- Sede: Pistoia - Convento san Domenico
da lunedì 14 settembre 2009 sera
a venerdì 18 settembre 2009 mattina.
Tema: I colori di Dio: tra rappresentazione e silenzio.
Percorsi dell’immagine artistica, spiritualità e comunicazione
della fede oggi.

IL PROGRAMMA lazione di Magnolia Scudieri, direttrice


del Museo di san Marco (FR).
76 Serata: visita a santa Maria Novella.
Martedì 15 settembre 2009
Mattina: “L’immagine di Dio nella Giovedì 17 settembre
storia: memoria e presente” - François Arte, evangelizzazione, religioni.
Boespflug op (FR) Mattina: Immagini e comunicazione
“Narrare visibilmente Dio invisibile: della fede oggi – esperienze.
per una spiritualità della bellezza nel Gruppi di studio con interventi intro-
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

XXI secolo” - Crispino Valenziano. duttivi dei coordinatori:


Pomeriggio: Visita guidata alla villa di - Michel van Aerde (fr) - Alessandro
Celle (arte ambientale contemporanea) Cortesi (it) - Antoine Lion (en) - Therèse
Boillat (fr)
Mercoledì 16 settembre - Jaroslaw Glodek (en) - Vincenzo
Arte e teologia tra passato e presente Caprara (it).
- Firenze. Pomeriggio: Tavola rotonda: Tra
Mattino, a Firenze, Cenacolo di immagini e silenzio: arte e religioni in
sant’Apollonia. Relazione di Cristina dialogo. Eliana Princi (Venezia) percorsi
Acidini, soprintendente ai Beni culturali del contemporaneo; Claudio Monge
(EN) - discussione (Istanbul)  immagine e tradizione isla-
Pomeriggio, a san Marco: beato mica; Stefano Bindi (Pistoia) una lettura
Angelico, bellezza e predicazione. Re- dal punto di vista ebraico. >
visita al battistero di Firenze (mons. CONVENTO SAN DOMENICO
Timothy Verdon (EN). - PISTOIA -

 Venerdì 18 settembre, Mattina: SABATI DI PRIMAVERA


Tra rappresentabilità e non rappre- ARTE E SPIRITUALITÀ
sentabilità di Dio - Ulrich Engel op (EN). APRILE - GIUGNO 2009
Artisti contemporanei ed esperienza di
fede: incontro possibile? - Alain Arnould
Il convento sarà aperto per
op (EN); Immagine e comunicazione

notizie
in un mondo globalizzato: tra icone e visite accompagnate alla Chiesa,
idoli - Gabriel Nissim op (FR). - Con- ai Chiostri e ad alcuni locali
clusioni. interni nei pomeriggi del sabato
da aprile a giugno
Iscrizioni
18 e 25 APRILE
Per iscriversi al Congresso è sufficien-
te inviare una e-mail all’indirizzo info@ 2 - 9 - 16 - 23 - 30 MAGGIO
domenicanipistoia.it 4 e 11 GIUGNO

Per informazioni: I frati domenicani di Pistoia sono lieti


Segreteria Centro Espaces ‘Giorgio di invitare alla visita del convento.
La Pira’ - Pistoia Il ritrovo è davanti alla Chiesa in p.zza
0039.0573.50.93.82 (martedì e gio- san Domenico alle ore 16. La visita
vedì pomeriggio) durerà circa un’ora e mezza
0039.0573.30.77.70 Per informazioni:
e-mail: info@domenicanipistoia.it tel. ore 9-12: 0573-28158 77

Pistoia.
San Domenico.
Chiostro Grande.
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2
INCONTRO DELLA FAMIGLIA DOMENICANA TOSCANA

Il lunedì dell’Angelo
sulle colline di S. Domenico di Fiesole
notizie

Il 13 aprile alle ore 9,00 la collina gnore ci ha chiamate a proclamare il


di S. Domenico di Fiesole, avvolta nel suo Vangelo, potenza e giustizia di Dio
silenzio proprio del lunedì di Pasqua, si e alla Sua iniziativa deve corrispondere
è animata e popolata di un folto grup- la nostra fede in Gesù Cristo, il Messia,
po di Suore Domenicane provenienti il Crocifisso e Risorto.
da tutte le comunità di Toscana. Il Pro- Il Vangelo, con il suo annuncio di
vinciale Padre Daniele Cara da qualche salvezza, rivela l’azione salvifica di
anno ci convoca per un incontro frater- Dio nei confronti dell’uomo, il quale
no, occasione per ritrovarsi e rivedersi, viene messo a contatto con essa e da
appuntamento ormai da tutte noi atte- essa viene interpellato e invitato ad ac-
so. cettarla personalmente mediante la fe-
Nella riflessione della giornata ci ha de. L’annuncio della salvezza instaura
guidate Sr. M. Amelia Grilli, domenica- una relazione di reciprocità che coin-
na di S. Caterina da Siena. Come San volge totalmente Dio e l’uomo il quale,
Paolo, ci ha ricordato Sr. Amelia, il Si- a sua volta, accettando il messaggio di
78
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

FIESOLE (FI) - Partecipanti all’incontro di famiglia domenicana toscana.


notizie
FIESOLE (fi). - 13. IV 2009.
L’incontro delle consorelle di varie
Congregazioni Domenicane.

salvezza, è messo in grado di parteci- rare, ci ha coinvolte e fatto esclamare


pare e di possedere il dono della vita “Gesù è veramente Risorto!” Non pos-
di Dio. Fede è accettare valido e vero siamo nascondere questa gioia, siamo
per me, così come sono, quell’inegua- chiamate a portare ovunque il Vangelo
gliabile e fecondissimo atto personale di Cristo.
e storico di Gesù, Figlio di Dio che mi
ha amato e ha dato se stesso per me. È Le Suore Domenicane di Jolo hanno 79
accogliere Dio Padre in Cristo che me- guidato e animato la liturgia del gior-
diante lo Spirito ci libera e ci giustifica. no facendoci gustare il tono solenne e
E Dio giustifica, cioè ci riammette alla gioioso del clima pasquale mentre la
comunione con sé togliendo l’uomo presenza di Padre Angelo Belloni e di
dalla colpa e restituendo a ciascuno Padre Alberto Viganò ci ha accompa-
la propria autenticità. La giustizia di gnato tutto il giorno con una squisita
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Dio di cui parla Paolo è misericordia, accoglienza e con le belle spiegazioni


grazia, salvezza, fedeltà, è rinascita. delle opere del Beato Angelico e della
La grazia trasforma ciò che tocca, ci fa “grande” storia del convento di S. Do-
risorgere, una risurrezione dalla morte menico di Fiesole.
alla vita che viene qualificata da Pao- Dopo la pausa del pranzo, riunite
lo come un passaggio dall’età minorile in assemblea abbiamo eletta una no-
all’età adulta cioè come il pieno con- stra rappresentante che parteciperà al-
seguimento della condizione di figli, di la fase iniziale del prossimo capitolo
figli adottivi. provinciale della Provincia Romana di
L’annuncio della Pasqua appena vis- Santa Caterina. Subito dopo P. Alberto
suto nelle celebrazioni liturgiche e la in qualità di responsabile della Fami-
bellezza e profondità della dottrina di glia domenicana, ha concluso la gior-
Paolo, che Sr. Amelia ci ha fatto assapo- nata richiamandoci al valore della fe-
de. La conoscenza porta all’amore, ci BIBBIENA (AR).
ha detto il padre, e come domenicane SANTA MARIA DEL SASSO.
siamo impegnate a cercare la luce per
conoscere la verità, siamo chiamate ad
accrescere la nostra fede. La fede è tut- L’affettuosa
tavia “notte oscura” anche se è la sola
virtù che ci aiuta a cogliere le profon-
commemorazione
dità della Verità. Senza paura abbando- di P. Thierry Haenni
niamoci all’Amore.
notizie

Aver trascorso una giornata nel con-


vento di S. Domenico di Fiesole è stato Sabato 21 febbraio, a Santa Maria
bello, abbiamo gustato e vissuto la fra- del Sasso di Bibbiena, si è tenuta una
ternità propriamente domenicana che mezza giornata di riflessione e di pre-
ci lega e goduto la festa e la gioia del ghiera per il Padre Thierry Haenni, nel
lunedì dell’Angelo. La storia del con- quarto anniversario della sua morte.
vento, le sue preziose opere d’arte, la Questo incontro presso il Conven-
presenza dei frati malati e anziani ci to-Santuario è divenuto ormai un ap-
hanno permesso di incontrare il Signo- puntamento annuale irrinunciabile per
re e di celebrare il mistero pasquale tutti gli amici di Bibbiena, del Casen-
nella consapevolezza che anche nelle tino, di Roma e di Perugia che hanno
situazioni più difficili Dio è presente avuto l’opportunità di averlo conosciu-
attraverso i suoi figli e le sue figlie. to e di averne apprezzato le alte quali-
Grazie, a Padre Daniele, grazie a tà umane e religiose, frutto, per lui, di
tutti e a tutte per i tanti stimoli di ri- un lungo e non facile cammino che lo
flessione, grazie per la bella fraternità, aveva portato, giovane protestante di
80 grazie soprattutto al Signore per averci origine svizzera, attraverso preziosi in-
volute “domenicane”. contri con personalità di grande fede e
Sr. Nicoletta Sottana di altissima cultura, alla fede cattolica,
prima, ed alla consacrazione religiosa
nell’Ordine domenicano, poi.
Sono soprattutto gli amici e disce-
poli di Perugia che continuano con
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

particolare premura ed affetto ad ani-


mare questi appuntamenti ormai tradi-
zionali. Così, sabato pomeriggio, nella
cartolina splendida sala Cordovani, accompa-
particolare gnato da immagini e filmati gelosa-
mente conservati dagli amici perugini
e che hanno fatto ripercorrere momenti
significativi della vita e dell’attività di
Padre Thierry���������������������������
����������������������������������
, il fratello laico domeni-
cano della fraternita di S. Maria del
Sasso, Mario Rivi, ha ricordato con ac-
cenni a tratti commossi il grande amico
e la preziosa guida spirituale. >
Davanti ad un folto pubblico - la Padre Gabriele Sinaldi e - sulla emit-
pur ampia sala Cordovani era presso- tente Telesandomenico - dello stesso P.
ché completa – Mario Rivi ha messo Thierry. Senza parlare del P. Mongillo
in risalto i tratti personali di una figura nelle sue purtroppo rare apparizioni su
fortemente umana e insieme di alto e Rai e Mediaset.
nobile livello culturale soprattutto nel Inevitabile il dispiacere che dall’uni-
legame mai affievolito con le più alte ca emittente televisiva domenicana si
autorità della cultura prima filosofico - sia definitivamente allontanata proprio
teologica di S. Tommaso e poi di quella la cofondatrice Provincia Romana dei

notizie
a lui contemporanea e da lui profon- domenicani.
damente assorbita dell’umanesimo in- La giornata si è conclusa con la
tegrale di Maritain. solenne concelebrazione eucaristica
Una serie molto interessante di fil- presieduta dal P. Alberto Viganò, pro-
mati relativi a programmi televisivi di motore del laicato domenicano, appo-
P. Thierry, diffusi dalla emittente televi- sitamente venuto da Perugia. Lo stesso
siva “Umbria TV”, ha concluso la pri- P. Viganò ha tenuto l’omelia durante la
ma parte della serata. Questo ultimo quale ha potuto mettere in particolare
momento ancora una volta ci ha dato rilievo la devozione ed il grande zelo
l’occasione di constatare quanto bel- di P. Thierry per la Madonna.
la ed efficace - anche se così rara e La santa Messa, partecipata da una
poco valorizzata – sarebbe la presenza grande folla di fedeli, è risultata parti-
domenicana nei mass-media: come è colarmente dignitosa e solenne per il
successo con il P. Thierry, anche con le prezioso servizio liturgico e musicale
altre presenze in radio-tv. del coro di S. Maria del Sasso, diretto
Si sono avuti efficacissimi e straor- dallo stesso Rettore del Santuario, il P.
dinari riscontri: basti ricordare, in par- Giuseppe Serrotti. 81
ticolare, i vari P. Reginaldo Santilli, il P. Giovanni Serrotti op. •••

domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

P. Thierry Haenni, domenicano.


SEDILO (SS). ROMA. Angelicum.
Fraternita Laica Domenicana. LA FAMIGLIA DOMENICANA
Nuove Vestizioni. A CONVEGNO.

Nella parrocchia di S. Giovanni Bat- Domenica 15 marzo u.s., la Fami-


tista, della diocesi di Alghero, a Sedi- glia Domenicana, presente a Roma, si
lo, la fraternita guidata dalla priora Pa- è riunita presso l’Angelicum per vivere
squalina Salaris ha accolto ben cinque insieme una giornata di preghiera, stu-
notizie

novizie: M. Giuseppa Chessa (sr Simo- dio, riflessione, condivisione e proget-


na Francesca), Antonietta Manca (sr M. tazione.
Pietruccia), Raffaela Pilitta (sr Giusep- L’incontro anche quest’anno è stato
pina), Domenica Pes, (sr Francesca), promosso da sr. Laetitia Youchtchenko
Giovannina Piccone (sr M. Raffaela). e sr. ���������������������������������
Paola Montisci. La tematica scel-
Il parroco e Assistente della Fld, don ta è stata chiaramente paolina: “Guai
Agostino Carboni, su incarico del Pro- a me se non annunzio il Vangelo”
motore, P. Alberto Viganò, ha dato lo (1Cor.9,12), con una sottolineatura tut-
Scapolare e la Regola alle novizie, tra ta domenicana riguardo alla predica-
la commozione e l’entusiasmo di tanti zione della Parola.
parrocchiani presenti che dopo la ce- Come luogo d’incontro abbiamo
rimonia hanno partecipato, nel salone scelto l’Angelicum perché è particolar-
della parrocchia, anche ad un incontro mente significativo per l’Ordine, dato
con rinfresco. l’impegno nello studio che vi si per-
Il presidente provinciale, Pier Gior- segue, ma anche perché, ubicato nel
gio Imbrighi, ha formulato tanti auguri centro, è più facilmente raggiungibile.
Il gruppo dei convenuti era forma-
82 e complimenti a tutta la Fraternita.
to da una cinquantina di persone in
M. Pasqua Sardara, v. priora.
• • • prevalenza Laici domenicani, alcuni
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

SEDILO. Fraternita domenicana nel giorno dell’accoglienza.


ROMA. - Pont. Univ. Angelicum.
Partecipanti all’incontro.
Sotto le organizzatrici:
sr. Letizia, sr. Paola.

notizie
Tutti insieme per predicare…”
Guai a me
se non predicassi il Vangelo!”
(I Cor. 9,16).

ex-alunni dell’Angelicum, delle suore come famiglia domenicana, non pos-


e anche una rappresentanza di laici siamo non rispondere che con una col-
associati alle suore domenicane di S. laborazione effettiva fatta di stima, di
Caterina da Siena. affetto vicendevole e con il mettere in
La riflessione sulle lettere di s. Pao- comune i diversi doni ricevuti.
lo è stata guidata, durante tutta la mat- Tra le proposte pratiche, infatti, si
tinata da padre Josè Viejo. Nel pome- è evidenziata soprattutto la necessità
riggio, per l’approfondimento perso- di aumentare gli incontri di famiglia e
nale, abbiamo formato cinque gruppi i progetti per lavorare insieme. Con la 83
di studio che hanno lavorato con una complementarietà dei ruoli si possono
griglia. Ogni gruppo aveva il compito ottenere maggiori frutti.
di individuare le nuove frontiere nelle Si è notato poi l’utilità di “evan-
quali la Famiglia Domenicana è chia- gelizzare” maggiormente nelle par-
mata ad essere presente e a predicare rocchie, nei luoghi in cui si vive e di
il Vangelo. cercare di adeguarsi ai nuovi linguaggi
Nell’assemblea conclusiva ogni dei giovani utilizzando le tecnologie
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

gruppo (nel quale era stato scelto un moderne quali internet.


moderatore della discussione e una se-
gretaria) ha poi condiviso la riflessione San Domenico e santa Caterina ri-
fatta dai suoi membri. sveglino in noi la passione per Dio e
Cosa è emerso. Innanzitutto la co- per l’uomo e le parole di san Paolo ci
scienza sempre più chiara che il com- spingano a impegnarci nella missione.
pito di predicare, proprio dell’Ordine, “Annunciare il Vangelo per me è una
appartiene in eguale misura a laici necessità che mi si impone, un incarico
suore e frati. Anche se con ruoli propri che mi è stato dato. Guai a me se non
questo compito va svolto da tutti insie- predicassi il Vangelo”! Diventi realtà
me come Famiglia. La “comunione” è per tutti noi!
una delle sfide più grandi alla quale, Sr Paola Montisci op. •••
In memoria

P. Fabio Giardini o.p.


(1929 - 2009)

Nel pomeriggio dell’otto febbraio Dall’anno accademico 1956/57


2009, domenica, a Firenze ha rag- diede inizio ai suoi corsi all’Angeli-
giunto la luce eterna fr Fabio Giardini, cum, subito dopo dichiarato pontificia
domenicano noto in tutti gli ambienti, università San Tommaso, e mantenne
ecclesiastici e non, e stimato per le sue questo impegno per cinquant’anni: un
doti umane e per la carica di spirito cri- record! Insegnò teologia morale e teo-
stiano che sapeva trasmettere. logia spirituale, fu decano della facoltà
Era nato a Forte dei Marmi, in Versi- di teologia dal 1977 al 1980, preside
lia, il 7 agosto 1929, e aveva frequen- dell’Istituto di spiritualità dal 1970 al
tato le scuole elementari e medie nel 1976 e dal 1993 al 1999 e vice rettore
paese natale e il primo anno di liceo a dell’università dal 1985 al 1993. Con
Viareggio. tono suadente, denso, tranquillo sape-
Sedicenne indossò l’abito domeni- va trasmettere dottrina e umanità. Ed
84 cano nel Convento di S. Marco a Firen- era stimato ed invitato anche all’ester-
ze e trascorse l’anno di noviziato nel no e non si sottraeva a nessun impegno
convento napoletano di Barra, emet- in cui potesse comunicare da buon do-
tendo la professione religiosa il 30 no- menicano i suoi valori: convegni, ritiri
vembre 1946. spirituali, conferenze, cicli di lezione,
Dopo alcuni anni di studio trascor- animazione di gruppi, come il vicino
si nella sua provincia di S. Marco, nel gruppo giovanile di San Bernardino, di-
1950 fu inviato per le sue spiccate qua- retto da don Roberto Amendolagine.
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

lità a studiare a Roma, all’Angelicum, Conosceva e parlava bene diverse


dove avrebbe trascorso quasi tutto il lingue e durante l’estate non disdegna-
resto della sua vita. Infatti vi frequen- va di andare a sostituire il parroco di
tò i corsi di filosofia e teologia e il 26 un villaggio svizzero. Inoltre andò “in
ottobre 1955 vi conseguì il dottorato giro in tutto il mondo a dare lezioni di
in teologia, discutendo in latino la te- teologia ai giovani sacerdoti sparsi nel
si “Dal bene trascendentale all’amore globo terraqueo”, nelle Filippine, ne-
come ritorno a Dio in San Tommaso gli Stati Uniti, in Corea, dove si recò a
d’Aquino”. valutare la situazione locale nella pro-
Contemporaneamente aveva ricevu- spettiva di fondarvi un convento dome-
to tutti gli ordini sacri ed era stato ordi- nicano. Negli anni ’70, recandosi dalla
nato prete il 21 febbraio 1954. Danimarca alla Svezia per un Congres-
so “fece naufragio su una nave. Un’av- necessario che fosse trascorso un cer-
ventura tremenda in mezzo all’oceano. to lasso di tempo dalla loro stesura. Al
Si salvò per miracolo, com’era giusto che ribatté: “Non ho scritto nulla di
che fosse detto”. scandaloso e non ho mai parlato male
I suoi interessi culturali avevano co- di nessuno!”. Li sigillai, senza nean-

in memoria
me oggetto tutti gli aspetti del rapporto che sfogliarli, in una grande scatola e
degli uomini con il trascendente, dal- li depositai nell’archivio. A suo tempo
la spiritualità dei padri del deserto alla leggendoli ed eventualmente pubbli-
preghiera, dall’escatologia alla morale candoli si potrà conoscere appieno la
politica, dall’affettività e la morale ses- sua grande anima, la ben temprata per-
suale alla direzione spirituale. Per i suoi sonalità di chi non aveva mai parlato
meriti scientifici nel 1987 fu nominato male di nessuno.
maestro in teologia. Per questo “era un grande. Per an-
Pubblicò molte opere, libri e artico- ni ho sperato che lo facessero papa.
li, soprattutto in italiano e in inglese, E avevo ragione… Negli ultimi tempi,
ultima delle quali un’arricchente rifles- stanco, non era più lui. Aveva perso la
sione sulla morte e l’aldilà: Il desiderio vernice luminosa e serena che l’ave-
del paradiso nella vita cristiana, Roma va sempre contraddistinto. Credo che
2003. Lasciò anche molti scritti inediti, sia morto contento di morire. Riposerà
soprattutto una voluminosa pila di qua- certamente in pace”. È quanto ha scrit-
derni costituenti il suo diario. Quando to nel suo diario in linea un suo ami-
me li consegnò, prima di lasciare l’An- co, conterraneo e coetaneo giornalista,
gelicum nell’estate del 2007 per trasfe- Giorgio Giannelli, comunicando ai
rirsi in Toscana, mi disse: “Fanne quello versiliesi la sua scomparsa. Dal diario
che vuoi”. Io gli feci notare che perché di questi abbiamo anche tratto quanto
scritti personali potessero essere messi riportato nel testo tra virgolette. 85
a disposizione di lettori e studiosi era Fr Carlo Longo op.

Qual è la condizione dei nostri cari defunti?


domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

La Chiesa, nel documento conciliare “Lumen Gentium” (n. 49) risponde


così: dei discepoli di Cristo Signore “alcuni sono pellegrini sulla terra, altri,
passati di questa vita, stanno purificandosi, e altri godono della gloria con-
templando “chiaramente Dio uno e trino, qual’è”; tutti però, sebbene in gra-
do e modo diverso, comunichiamo nella stessa carità di Dio e del prossimo
e cantiamo al nostro Dio lo stesso inno di gloria. Tutti, infatti, quelli che sono
di Cristo, avendo lo Spirito Santo, formano una sola Chiesa e sono tra loro
uniti in Lui”.
I nostri cari defunti “non cessano di intercedere per noi presso il Padre” …
così anche noi coltiviamo “con grande pietà la memoria dei defunti, poiché
santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti e offrire per loro anche
dei suffragi” soprattutto con la celebrazione della S. Messa. • • •
della famiglia domenicana
NUOVE PUBBLICAZIONI

A. CORTESI, E.GIACONI, Arte e sto- AV., “Prospettive domenicane per l’Eu-


ria nel convento San Domenico di Pi- ropa”, n. 5, a cura del Centro Espaces
stoia, ed. Nerbini (FI), 2008 (pp. 192). “Giorgio La Pira”, Pistoia.
La pubblicazione riguarda la storia
del complesso conventuale (chiesa, È uscito il numero 5 della rivista
chiostri e orto-giardino) e il patrimonio “Prospettive domenicane per l’Europa”
artistico ivi presente (pitture, affreschi, numero annuale della rivista che rac-
oggetti d’arte e paramenti liturgici). coglie vari contributi di domenicani
“I frati Predicatori hanno sempre in- impegnati nel progetto “Espaces”.
tessuto con la società pistoiese (…) una Anche quest’anno nei centri del
pluralità di attività e di iniziative”. progetto Espaces (Bruxelles, Strasbur-
Questo primo studio ne ha inteso go, Berlino, Varsavia, Valencia, Pistoia,
“dare testimonianza, con le ricerche ef- Istanbul)  è stata condotta una riflessio-
fettuate e i documenti prodotti, di una ne in vista delle prossime elezioni eu-
parte pur minima ma assai significativa ropee che si terranno all’inizio di giu-
86 della storia del convento S. Domenico”, gno 2009.
mirando a portare ad una conoscenza Vari contributi compongono que-
“più completa di quella attuale dell’in- sto numero, dedicato all’Europa in co-
tero complesso conventuale” (intr.). struzione, espressione di diverse voci
Per ordinazioni del volume: e diversi contesti: sono considerati gli
tel. 0573-28158, aspetti di difficoltà e le contraddizioni
oppure: info@domenicanipistoia.it, del presente ma accanto ad essi la ri-
levanza del progetto europeo - sempre
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

‘in costruzione’ - per una convivenza


dei popoli nella democrazia, nel rispet-
to dei diritti umani e nella pace, in par-
ticolare oggi nella situazione della crisi
economica globale. 
La rivista è pubblicata contempora-
neamente in quattro versioni: italiano,
tedesco, inglese e francese.
Si tratta di un importante frutto di
collaborazione intellettuale tra i do-
menicani in Europa, è un esempio di
tentativo di lettura teologica dei segni
del nostro tempo e può essere un utile
strumento per l’aggiornamento, per la
formazione permanente e per il dibatti-

pubblicazioni
to sia nelle comunità sia nei vari luoghi
di apostolato.
Alessandro Cortesi op. 

Chi desidera ricevere una o più copie


può scrivere un e-mail con la richiesta
all’indirizzo: info@domenicanipistoia.it
euro 8 comprese spese di spedizione. “Caterina da Siena a Roma”, Nuovo
quaderno a cura del Centro Internazio-
nale Studi Cateriniani di Roma.
Il 630° anniversario dell’arrivo di
Caterina a Roma (1378-2008) è stato
l’argomento dei Mercoledì cateriniani
2008 che ogni anno il Centro di Studi
cateriniani organizza. Il quaderno, n.
15, riporta gli interventi dei relatori di
grande prestigio.
Centro Studi Cateriniani, p.za Santa
Chiara, n. 14 - 00186 Roma.
A. SCARCIGLIA, Il profumo del nar-
do, poesie di Pasqua, ed. Feria, Comu-
nità di San Leolino (FI), 2008, pp. 80.
È l’esposizione di un itinerario di
87
spiritualizzazione della parola che rag-
giunge il suo punto culminante in un
silenzio, estatico e al contempo molto
concreto, che è la musica di Dio quale
si afferma nel mistero della Settimana
santa.
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

Convento Padri Domenicani, via


Camporegio, 2 - 53100 Siena. F. SBAFFONI, Trappole e gabbie,
Racconti stellari, Ed. Nerbini (FI) 2008,
pp. 152. “… la lettura del testo fu la mia
sola occupazione, al di fuori degli orari
scolastici. Trovai i racconti deliziosi e
scritti in uno stile godibile. Ero avvin-
to da quelle storie, da quelle situazio-
ni così distanti dalle nostre, così poco
probabili da noi sul nostro vecchio, ma
adorabile pianeta!
Convento S. Marco, via Cavour, 56 -
50129 Firenze. fausto.sbaffoni@alice.it
Verso il Giubileo della fondazione
dell’Ordine dei Predicatori.

… In primo luogo, celebriamo e rendiamo


grazie per il recente Sinodo sulla Parola di
Dio, il cui svolgimento ha avuto luogo in un
altro contesto di grazia e di verità: l’anno
paolino, dedicato al grande apostolo delle
Genti, san Paolo.
Questi due eventi, poi, coincidono con il
proseguimento del nostro pellegrinaggio
giubilare domenicano, che culminerà nel 2016
S. Caterina da Siena con le celebrazioni dell’ottavo centenario
della conferma dell’Ordine da parte del Papa
Onorio III.
Anche per Domenico la Parola di Dio era
presente “all’inizio” del miracolo che ha dato
alla luce l’Ordine dei Predicatori. Tutta la sua
vita, vissuta in intima unione con la Parola, ci
invita ad un ascolto contemplativo profondo
della Parola e ad un impegno coraggioso per
predicarla al modo d’oggi.
Nel Dialogo della nostra sorella Caterina
da Siena, si legge: “Domenico apparve al
mondo soprattutto come un apostolo, tanto
88 erano potenti la verità e la luminosità con
cui seminò la mia parola, dissipò le tenebre e
diffuse la luce” (n. 158).
Questa Parola, il Verbo fatto carne, che
brucia nel cuore di Domenico, era la stessa
che ha predicato con zelo così ardente,
infiammando il mondo con l’amore e la tenera
domenicani - marzo-aprile 2009 - n. 2

misericordia di Cristo”.
(dal Messaggio del MO, fr Carlos Azpiroz Costa).

“DOMENICANI” n. 2 / 09
marzo-aprile 2009
PROVINCIA ROMANA DI S. CATERINA DA SIENA
piazza S. Domenico, n. 5 - 09127 Cagliari
Tel. 070-65 42 98 - cell. 339 18 22 685
fax 070-662837 - ccp. 41 48 28 94
e.mail: zabatta.eugenio@tiscali.it