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Zelota

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Gli zeloti (in ebraico: ‫קנאים‬, Ḳanna'im) erano un gruppo politico-


religioso giudaico apparso all'inizio del I secolo, partigiani accaniti
dell'indipendenza politica del regno di Giudea, nonché difensori
dell'ortodossia e dell'integralismo ebraico dell'epoca. Considerati dai
romani alla stregua di terroristi e criminali comuni, si ribellavano
con le armi alla presenza romana nell'antica Palestina.

Svolsero un ruolo importante nella grande rivolta del 66-70, la


maggior parte di essi perirono durante la presa di Gerusalemme da
parte di Tito Flavio Vespasiano (70).

Indice
Etimologia
Storia Statua dello zelota Simone il
Cananeo situata sul tetto della
Stile
cattedrale di Helsinki
Le fonti
Zeloti tra gli apostoli di Gesù
Altri zeloti
Utilizzo moderno del termine
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni

Etimologia
Il termine zelota, in ebraico kanai (‫)קנאי‬, indica una persona dotata di uno zelo comportamentale nei
confronti di Yahweh.

Il termine latino deriva dalla traduzione di kanai[1] con il greco ζηλωτής (zelotes), che significa "emulatore",
"ammiratore" o anche "seguace"[2][3].
La parola greca ζηλωτής è attestato come aggettivo e non come nome proprio di persona o di comunità, al
più riferito a non precisate orde di Ebrei faziosi e patrioti, senza però fornire estremi né di testi né di autori
greci[4].

In tutta la Bibbia, la parola Zelota compare soltanto due volte[5], in riferimento all'apostolo Simone il
Cananeo (in greco Σίμων ὁ Καναναῖος, Mt 10:4, e Mc 3:18), "detto lo Zelota" (καὶ Σίμωνα τὸν καλούμενον
Ζηλωτὴν, Lc 6:15, e Atti 1:13)[6], mentre nel testo sono nominati altri apostoli, non evidenziando in questo
l'appartenenza ad alcuna setta.
Nella onomastica greca, l'articolo indica la parte del nome proprio di persona che segue il nome vero e
proprio dato alla nascita dai genitori, come il nome proprio del padre o del luogo di dimora; invece il verbo
καλειv ha il significato principale di chiamare, e i due secondari di invitare o denominare, nominare,
soprannominare, dare un nome a qualcuno.

Storia
Nel I secolo lo zelotismo va impadronendosi gradualmente delle masse, urbane e ancor più di campagna, le
porta al fanatismo e le conduce alla violenza dei predoni e dei sicarii, che porteranno alla catastrofe finale
della prima guerra giudaica.

La caduta di Gerusalemme tuttavia non segnò la sconfitta dello zelotismo; gli ultimi zeloti infatti, a capo dei
quali c'era Eleazaro di Simone, si rifugiarono, in un estremo tentativo di resistenza, nella fortezza di Masada,
a sud del deserto di Giuda, vicino al Mar Morto. Quando si videro perduti, tutti i 960 zeloti si diedero la
morte.

Stile
Gli Zeloti difendevano ferocemente i precetti della Legge mosaica, così come anche lo stile di vita ebraico
ed il nazionalismo israelita. In particolare gli Zeloti erano molto interessati nel difendere la Giudea dal
dominio dei Romani, che venivano considerati idolatri e quindi nemici dell'ebraismo. Spesso venivano
chiamati anche Sicarii, dal momento che andavano in giro con i pugnali (sicæ) nascosti sotto la cappa e che
venivano utilizzati dagli Zeloti per ferire o persino uccidere chiunque fosse colto a compiere sacrilegi, atti
offensivi o anche omissioni nei confronti della fede giudaica[7].

Le fonti
Fonti sull'origine del movimento zelota sono le testimonianze convergenti di Giuseppe Flavio e
dell'evangelista Luca.

«In Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo, quella dei così detti sicari
(Ekariots), che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. Era
specialmente in occasione delle feste che essi si mescolavano alla folla, nascondevano
sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questo colpivano i loro avversari. Poi, quando questi
cadevano, gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano
così bene da essere creduti e quindi non riconoscibili»

(Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica Libro II:254 - 13, 3)

Robert Eisenman[8] ha posto l'attenzione sulla presenza in alcuni riferimenti contemporanei del Talmud della
parola zeloti, usata come sinonimo di kanna'im, ma non esattamente come un gruppo, piuttosto come preti
vendicativi del Tempio.
Sempre nel Talmud gli zeloti vengono criticati, accusati di non seguire i capi religiosi e sono anche chiamati
Biryonim (‫)בריונים‬, che significa "maleducati", "selvaggi" o "ruffiani" e sono condannati per la loro
aggressività, per la loro riluttanza ai compromessi per salvare i superstiti della Gerusalemme assediata e per
il loro militarismo cieco contro il parere dei rabbini in cerca di trattati di pace. Essi sono ulteriormente
accusati di aver contribuito alla distruzione di Gerusalemme e del secondo Tempio e di aver garantito per la
Giudea le punizioni e i tributi imposti da Roma. Secondo il Talmud babilonese (Gittin: 56b) i Biryonim
hanno distrutto il valore decennale di cibo e legna da ardere nella Gerusalemme assediata al fine di
costringere gli ebrei a combattere i Romani per disperazione. Questo evento ha portato direttamente alla
fuga di Jochanan Ben Zakkai fuori da Gerusalemme, dove ha incontrato Tito Flavio Vespasiano, un incontro
a cui risale la fondazione dell'accademia di Yavneh, la quale ha prodotto la Mishnah, garantendo la
sopravvivenza dell'ebraismo rabbinico.

Gli Zeloti hanno sostenuto la violenza contro i Romani, i loro collaboratori ebrei ed i Sadducei per aver
razziato i loro provvigionamenti e le altre attività della causa zelota. La testimonianza dello storico ebreo
sulla dottrina degli zeloti è interessante:

«Giuda il Galileo introdusse una quarta setta i cui membri sono in tutto d'accordo con i
Farisei, eccetto un invincibile amore per la libertà che fa loro accettare solo Dio come
signore e padrone. Essi disprezzano i diversi tipi di morte e i supplizi dei loro parenti e
non chiamano nessun uomo signore.»

(Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, XVIII, 23))

È facile desumere da qui che lo zelotismo non è che un fariseismo estremo, che coinvolge il piano politico
assieme a quello religioso per il fatto di non obbedire ad altri che a Dio. I termini che indicano i combattenti
messianisti (chrestianoi in greco) sono:

in ebraico: Qanana (Cananei) e Bariona,


in greco: Zelotes e Lestes,
in latino: Sicarii, Latrones e Galilaei (Sicari, Ladroni e Galilei).

Zeloti tra gli apostoli di Gesù


I passi biblici di Lc 6:15; At 1:13 potrebbero far intendere un coinvolgimento politico. In realtà la parola
zelota può essere tradotto anche "zelante" (manca fonte). Più articolata la questione circa il possibile
coinvolgimento degli altri apostoli:

Giuda detto Iscariota, nel caso fosse vera l'equivalenza tra Iscariota e Sicario (vedi "Etimologia
di Giuda Iscariota" alla voce Giuda Iscariota)
Simone detto Pietro nel caso fosse correttamente attributo il soprannome di Bariona (vedi
"Pietro era uno zelota?" alla voce San Pietro)
Simone il Cananeo chiamato sempre Simone lo Zelota nel Vangelo di Luca, per distinguerlo da
Simone Pietro (vedi la voce Simone il Cananeo). Secondo il Flos sanctorum lo storico gesuita
Pedro de Ribadeneyra (1527-1611), biografo di sant'Ignazio, «Simone fu chiamato Cananeo,
per la qual cagione San Luca lo chiamò in lingua greca Zelote; perché Cana in ebraico, è lo
stesso che zelo in Greco»[9][10];
Interpretando un passo del vangelo di Luca nel quale Giacomo di Zebedeo e suo fratello
Giovanni chiedono a Gesù il permesso di incendiare un villaggio di samaritani dal quale il
Cristo e i suoi seguaci erano stati respinti, lasciando intendere fosse quella la norma di
comportamento (atteggiamento che si discosta dalla visione odierna di Cristo e i suoi Apostoli,
più vicina invece all'idea che ancora è rimasta per gli Zeloti e gli Esseni e la parola sicario ad
essi associata e tuttora in uso). Ma il testo (Luca 9, 51-56) riporta invece una minaccia di
maledizione da parte dei due apostoli "vuoi che diciamo che scenda fuoco dal cielo?", il che è
una punizione divina e non un "incendio" doloso.
Negli Atti degli Apostoli, il fariseo Gamaliele, accomuna la situazione degli apostoli appena
arrestati alla storia di due capi zeloti, Giuda il Galileo e Teuda:

« Ma essi, udendo queste cose fremevano d'ira, e si proponevano di ucciderli. Ma un fariseo, di nome
Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel sinedrio, comandò che gli
apostoli venissero un momento allontanati. Poi disse loro: «Uomini d'Israele, badate bene a quello che state
per fare circa questi uomini. Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si
raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono
dispersi e ridotti a nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro
della gente; anch'egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi. E ora vi dico: tenetevi
lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà
distrutta; ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro
Dio». » (Atti 5,33-39)

Secondo gli studi di Eisemann sembrerebbe, ma non è certo, che l'elemento zelota nell'originale gruppo di
apostoli sia stato mascherato e sovrascritto per dar modo alla Chiesa cristiana di Paolo di Tarso di assimilarsi
all'elemento romano e di far proseliti tra i gentili. Universalmente riconosciuto come zelota da ambienti
ecclesiastici e accademici è Simone il Cananeo.

Altri zeloti
Barabba era probabilmente uno zelota che fu liberato da Pilato che, a sua volta, condannò Gesù alla
crocifissione.

Utilizzo moderno del termine


Ad oggi la parola zelota non viene utilizzata solo per indicare gli adepti dell'omonima setta ebraica ma
anche per indicare una persona fanatica o esageratamente diligente nelle proprie azioni[11].

Note
1. ^ Georges-Badellino-Calonghi, 1989, non riporta nessuna parola con la radice can- se non la
città turca di Canae e la gens romana Caninia. Il latino zelus vuol dire tutt'altro, in senso
negativo: emulazione, gelosia, rivalità e invidia, e nulla ha a che vedere dol greco nonostante
la somiglianza fonetica
2. ^ Zelota su Online Etymology Dictionary (http://www.etymonline.com/index.php?search=zealot
&searchmode=none)
3. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ζηλωτής, in A Greek-English Lexicon, 1940.
4. ^ Lorenzo Rocci, Vocabolario greco-italiano, 1993
5. ^ Ricerca testuale (http://www.laparola.net/ricerca.php/)
6. ^ Biblehub, Lc 15:6 testo greco, su biblehub.com.
7. ^ Zeloti su Jewish Encyclopedia.com (http://www.jewishencyclopedia.com/articles/15185-zealo
ts)
8. ^ Robert Eisenman, James the Brother of Jesus: The Key to Unlocking the Secrets of Early
Christianity and the Dead Sea Scrolls, Viking Penguin, 1997.
9. ^ Giuliano Zoroddu, I Santi Apostoli Simone e Giuda distruttori d’idoli, su Radio Spada. URL
consultato l'11 gennaio 2020 (archiviato l'11 gennaio 2020).
10. ^ Pedro de Ribadeneyra, ... del Flos Sanctorum degli ultimi sei mesi dell'anno. Parte seconda,
1629. URL consultato l'11 gennaio 2020 (archiviato l'11 gennaio 2020).
11. ^ Zelo: significato e definizione - Dizionari - La Repubblica (http://dizionari.repubblica.it/Italiano/
Z/zelo.php)

Bibliografia
Richard A. Horsley, con John S. Hanson, Banditi, profeti e messia: movimenti popolari al
tempo di Gesù, Paideia, Brescia, 1995

Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Zelota
Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/?uselang=it) contiene immagini
o altri file su Zelota (https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Zealots_(Judea)?usel
ang=it)

Collegamenti esterni

Zelota, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.


(EN) Zelota, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
Thesaurus BNCF 27508 (https://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=27508) · LCCN
Controllo di autorità
(EN) sh85149691 (http://id.loc.gov/authorities/subjects/sh85149691)

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