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A. XLV - n. 3 - maggio - giugno 2011 - Sped. A.P. - D.L. 24/12/2003, n.353, conv. in L. 27/02/2004 n.46 - Firenze Aut. n.

1800/1967

DOMENICANI

PREDICAZIONE

provinciali europei in convegno a La Sainte Baume (p. 110).

un dialogo sempre pi necessario (p. 95).

EVENTI

DOMENICANI
bimestrale dinformazione della Provincia Romana di S.Caterina da Siena Anno XLV n. 3 maggio - giugno 2011 c/c postale n. 41482894 int. Convento S. Domenico Padri Domenicani 09127 Cagliari Italia Autorizzazione del Tribunale di Firenze del 4 gennaio 1967 - n. 1800 Direttore P. Eugenio Zabatta o.p. Responsabile P. Fausto Sbaffoni o.p. Direzione e Redazione: piazza S. Domenico, n. 5 09127 CAGLIARI

A. XLV - maggio - giugno 2011 - n. 3


La basilica San Domenico di Bologna il centro affettivo di tutto lOrdine dei Predicatori. Qui, nellinterno di una bellissima arca marmorea venerato il corpo di San Domenico, il Fondatore. Niccol dellArca, Michelangelo, A. Lombardi e J. B. Boulard vi hanno lavorato. Larchitetto Carlo F. Dotti ha conferito alla chiesa laspetto attuale (1728-1732).

sommario

91 Editoriale.

P. E. Zabatta op.

92 Verso il giubileo dellOrdine. La Redazione. 95 Un dialogo sempre pi necessario. P. Eugenio Zabatta op. 102 Il vero Monoteismo. P. Tito Centi op. 108 Mons. Vittorio F. Melano (restauro). P. E. Z. 110 Convegno dei Provinciali Europei. P. Daniele Cara op. 115 Giornata Domenicana. A. Maria Cavigli. 117 Feste nazionali per S. Caterina. P. Michele Corvelli op. 119 Giornata di Fraternit Sr Elisa op. 121 Fraternite domenicane a Convegno. Alessandra Talmone. 124 La FLD di Cagliari. Notizie. 125 Dalla Missione in Guatemala. Fr M. Puppini op. e Francisco y Rita. 129 In Memoria: P. Tito Centi op e Sr Rosaria Muzioli op. P. Angelo Urru op. 131 Pubblicazioni domenicane.

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e.mail zabatta.eugenio@tiscali.it
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CON APPROVAZIONE ECCLES. E DELLORDINE

Tel. 070 65 42 98 cell. 339 18 22 685

Sped. Abb. Postale D.L. 24/12/2003, n.353, conv. in L. 27/02/2004 n.46 copertina: BOLOGNA, labside della Basilica S. Domenico (sec. XVIII).

editoriale

A Lahore (Pakistan), il 28 novembre u.s., stato inaugurato il Peace Center (Centro della Pace) dei Domenicani. Era presente, insieme a numerosi cristiani, islamici, ind e fedeli Bahai, tra i frati domenicani, anche il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pont. Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e Maulana Abdul Khabir Azad, Imam della moschea Badshahi. Il cardinale ha ricordato che i fedeli affrontano tre sfide. Il loro primo dovere lautoconsapevolezza. Noi dobbiamo accettare noi stessi, chi siamo e quello in cui crediamo. La seconda [sfida] che la nostra identit personale esiste solo nelle relazioni personali con gli altri. Dobbiamo comprendere le differenze specifiche, per avere un arricchimento. Laltra persona mio fratello o sorella. La terza sfida la nostra intenzione. I credenti non rinunciano alla fede, ma noi dobbiamo poter proclamare la nostra fede con libert. Noi non dobbiamo imporre la nostra fede agli altri, ma proporla agli altri. Per questo evento, definito storico non solo per la nobile causa che promuove, ma anche per il luogo dove viene aperto il Centro, si aggiunga il messaggio di felicitazioni che ha inviato il Padre Bruno Cador, Generale dei Domenicani, esprimendo la sua gioia per il nuovo Peace Center e sottolineando come limportanza del dialogo interreligioso sia stata affermata in tutti i nostri recenti Capitoli Generali (nel 1986 ad Avila e nel 2007 a Bogot)

e ripetendo come sia prioritario per il nostro Ordine questo dialogo, specie con lIslam. La nostra attenzione particolarmente attratta a tutto questo, sia perch il dialogo interreligioso un lavoro voluto da Dio e un elemento integrante la missione evangelizzatrice della Chiesa (e con esso si lavora per la giusta causa della libert religiosa), ma anche per i profondi motivi affettivi, legati alla storia dei primi confratelli domenicani arrivati in Pakistan dallItalia nel 1931. Ancora oggi, insieme ai confratelli pakistani, vi lavorano alcuni tra i primi pionieri. Per noi Domenicani, il dialogo come eredit ricevuta fin dalle origini dellOrdine. Dedichiamo il presente numero di Domenicani, a questi confratelli, anche laici, che lavorano in un Paese che ha il 96% di musulmani e solo il 2% di cristiani e per cos nobili valori religiosi e umanitari anche a rischio della vita, come sappiamo dai fatti recenti: a Kushpur, villaggio cristiano fondato dai Domenicani, nacque Shahbaz Bhatti, vero martire. Ricordiamo pure i confratelli che operano in Peten-Guatemala. Al tempo stesso, presentando ai nostri gentili lettori queste notizie, anche in risposta ad alcuni che ce le hanno chieste, pensiamo di far cosa gradita. Auguriamo altres, ormai prossimi allestate, un periodo di meritato riposo, per il recupero di nuovo vigore. P. Eugenio Zabatta op.

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ROMA. S. Giovanni Laterano. Tomba di Innocenzo III. Si deve a Leone XIII lerezione di questo monumento, in cui sono raccolte le ceneri del grande Papa che oralmente aveva gi approvato lOrdine. Nella lunetta: Cristo Redentore tra i santi Domenico e Francesco. Il monumento stato scolpito dal cav. Luchetti.

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La memoria del passato anima il nostro oggi e ci orienta a discernere il futuro In comunione con lo spirito e le intenzioni di San Domenico
(CGMA, n. 224)

Proseguiamo il nostro cammino verso la celebrazione dellottavo centenario della conferma dellOrdine dei Predicatori, che sar nel 2016 p.v. Cammino che diventa pellegrinaggio per lo spirito che lo accompagna: ringraziare il Signore per gli abbondanti doni di grazia che ci ha concesso in questi otto secoli e per invocare una nuova effusione del suo Spirito su di noi per renderci sempre pi risoluti a seguire lesempio di San Domenico e a vivere in conformit con il suo spirito apostolico. Cammino-pellegrinaggio che questanno, 2011, illuminato da questo tema: Tutti li sentiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio (At. 2,11): Predicazione e Cultura/ Predicazione comunitaria.

Con lo sguardo volto al passato riportiamo due pagine gi pubblicate nel settimo centenario dellOrdine che ci sembrano sempre attuali e tanto pi preziose (cf. Il settimo Centenario dallApprovazione Apostolica dellOrdine, Firenze 1916).

Verso il giubileo dellOrdine


(1216-2016)
Entrando in San Giovanni Laterano, a Roma, a destra di chi guarda labside, si erge il bel monumento sepolcrale del papa Innocenzo III, voluto da Leone XIII e scolpito dal Cav. Luchetti. Al di sopra dellurna, nel bassorilievo del sottarco c il Redentore tra San Domenico e San Francesco. Innocenzo III, infatti, fu il primo ad approvare, oralmente, gli Ordini nascenti dei due Santi, ma Egli mor il 16 luglio 1216, mentre San Domenico si accingeva al suo secondo viaggio a Roma, per ottenere la conferma dellOrdine che pot avere dal suo successore. Successore di Innocenzo III fu il cardinale Conti dellantica stirpe dei Savelli, che eletto il 18 luglio del 1216 prese il nome di Onorio III. Il nuovo Papa ebbe il merito di conoscere subito ed apprezzare il grande proposito di San Domenico, di intuire la portata della grandiosa opera da lui iniziata: ebbe da Dio lume per presagirne le future grandezze e per questo ne sostenne gli inizi. Onorio III eman il 22 dicembre 1216 due bolle: una la conferma canonica della nuova istituzione, la seconda ne il presagio (segue testo). Una terza bolla, quella del 25 gennaio 1217, porta il nome che egli impose alla nuova famiglia religiosa: quello cio di Frati Predicatori (pg. 94). In questa bolla, veramente bella, che riportiamo per intero, il Papa Onorio III mette davanti ai nuovi Predicatori del Vangelo, senza illusioni, le tribolazioni della vita presente e il martirio per la fede che incontreranno, ma insieme, anche la grandezza del premio celeste che li attende.

Il presagio
Onorio vescovo, servo dei servi di Dio, al diletto figlio frate Domenico, priore di San Romano di Tolosa, e ai suoi frati che professano o professeranno la vita regolare, salute e Apostolica Benedizione. Noi, considerando che i frati del tuo Ordine saranno i difensori della Fede e vera luce del mondo, confermiamo il tuo Ordine con tutti gli edifizi e le possessioni presenti e future, e prendiamo sotto la nostra protezione lOrdine stesso, i suoi beni e i suoi diritti. Dato in Roma presso Santa Sabina, il giorno XI delle calende di Gennaio (22 dicembre), lanno primo del nostro pontificato. >>>

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Limposizione del Nome


Onorio vescovo, servo dei servi di Dio, ai diletti figli il priore e i Frati Predicatori di San Romano (la chiesa) nelle parti di Tolosa, salute e Apostolica Benedizione. Rendiamo grazie al supremo legislatore dogni bene per la divina grazia che vi ha concessa, nella quale voi state fermi e resterete, come speriamo, fino alla fine; poich accesi internamente dalla fiamma della carit, mandate esternamente il buon odore della vostra fama, a diletto delle menti sane e ristoro delle inferme; alle quali voi, come medici desiderosi della loro salute, porgendo frutti di spirito perch non restino sterili, date fecondit con la vostra eloquenza gettando in esse il seme della parola di Dio. Erogando cos come servi fedeli i talenti a voi affidati, per riportarli raddoppiati al Signore, armati dello scudo della fede e dellelmo della salute, senza timore di coloro che possono uccidere il corpo adoperate con magnanimo coraggio contro i nemici della fede la divina parola, penetrante pi duna spada a doppio taglio, avendo in odio in questo mondo le anime vostre per poterle custodire nella vita eterna. Ma siccome non la pugna, ma il fine che corona, e di tutte le virt che corrono nello stadio la sola perseveranza quella che conquista il palio destinato, noi preghiamo la carit vostra, e attentamente vi esortiamo, comandandovi con questi scritti Apostolici e ordinandovi, in remissione dei vostri peccati, di impegnarvi a predicare la parola di Dio, sempre pi confortati dalla divi-

na grazia, insistendo opportunamente e inopportunamente, e lodevolmente adempiendo lufficio dellEvangelista. E se per questo voi avrete a patire tribolazioni, non solo le sopportiate con equo animo, ma ve ne gloriate con lApostolo, godendo in mezzo di esse per essere stati fatti degni di patire per il nome di Ges Cristo, perch questa leggera e momentanea tribolazione procura a noi un immenso peso di gloria, a cui non sono proporzionati i patimenti del tempo presente. E anche noi, intendendo di aiutarvi coi nostri favori, come figli prediletti, vi preghiamo di offrire per noi al Signore il tributo delle vostre labbra per poter ottenere coi vostri suffragi, ci che forse non possiamo coi nostri meriti. Dato in Laterano il giorno settimo innanzi le calende di febbraio (26 gennaio 1217), nellanno primo del nostro Pontificato. (a cura della redazione)

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S. DOMENICO. Statua in S. Pietro (1706), scol. P. Le-Gros.

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Alla luce degli Atti del CG (Roma 2010): una riflessione sullimpegno del dialogo interreligioso.

divenuto sempre pi necessario in questi ultimi anni.

Un sottotitolo del V capitolo degli Atti del CG di Roma (2010) , tra gli altri sottotitoli, quello che noi poniamo a titolo principale di questa riflessione che uniamo a commento del testo degli Atti, riportato qui per intero. Il quinto capitolo di questi Atti intitolato Il ministero della Parola e il tema trattato dal dialogo interreligioso solo unaspetto, anche se ci pare interessi ogni forma di predicazione, tuttavia, ponendoci in sintonia con il sentire dei Padri del Capitolo, anche noi diamo unimportanza particolare al dialogo perch ci sembra rientri nella stessa spiritualit domenicana. Il testo, anche se breve, sufficiente per capire qual il sentire dellOrdine o lorientamento che segue e lindirizzo che d ai suoi giovani in formazione Alle trepide raccomandazioni seguono anche le gratulationes, i complimenti per il cammino gi fatto, per le istituzioni o per i frati che non hanno risparmiato fatiche per portare avanti e per sostenere questo dialogo.

Dagli Atti del Capitolo Generale di Roma (2010)


161. Limportanza del dialogo interreligioso stata affermata da tutti gli ultimi Capitoli generali (ACG 1986 Avila, n. 22 e ACG 2007 Bogot, n. 82). Nuovi elementi nel contesto odierno rendono il nostro impegno nel dialogo interreligioso ancor pi importante di prima: essi sono la crescita della violenza commessa in nome della religione che tocca i cristiani in molti Paesi e lattivismo indebito di alcuni gruppi evangelicali. 162. Raccomandiamo che i formatori educhino i frati nella formazione iniziale e successiva per dare loro almeno una conoscenza di base delle altre religioni e per promuovere riflessioni sulla teologia delle religioni nelle nostre facolt domenicane e centri di studio. Le risorse dei nostri centri specializzati dovrebbero essere usate per questo scopo. >>>

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UN DIALOGO

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163. Ci congratuliamo per il considerevole lavoro che molti frati individualmente e istituti specializzati dellOrdine stanno conducendo nellambito del dialogo con le culture e con le religioni, specialmente con lIslam, divenuto (il dialogo) sempre pi necessario negli ultimi anni. 164. Raccomandiamo alle Provincie di sostenere i seguenti Istituti dal punto di vista finanziario e con risorse umane: IDEO (Istituto domenicano per gli studi orientali, Cairo), Comunit di Istanbul (Turchia), Centro per la Pace (Lahore, Pakistan), CRID (Centro di Ricerche e dialogo interreligioso, Pontianak, Indonesia), Cattedra delle tre Re-

ligioni (Valencia, Spagna), Istituto San Tommaso (Avila, Spagna). 165. Esortiamo i Soci per la vita apostolica e per la vita intellettuale a continuare ad organizzare le Journes Romaines Dominicaines dove frati e suore impegnati nel dialogo interreligioso con lIslam e altre grandi religioni hanno loccasione dincontrarsi ogni quattro anni. Chiediamo loro anche in questi incontri di informare i partecipanti sulla situazione dei luoghi dove sono richieste risorse umane e materiali come la Islamic Studies Lybrary presso lIstituto Domenicano di Ibadan (Nigeria).

un nostro commento agli Atti del Capitolo Generale di Roma (2010) nn. 161-165
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DOMENICANI PER IL DIALOGO


In Turchia la Comunit cristiana cattolici, ortodossi, protestanti essendo unassoluta minoranza riceve attacchi sempre pi frequenti. Lostilit verso il Cristianesimo via via cresciuta e alimentata dalla stampa di frange estremiste. Dai quattro milioni di fine Ottocento che rappresentava il 20% della popolazione i cristiani si sono ridotti a solo circa centomila. In Istanbul, ad esempio, dove, prima della seconda guerra mondiale, erano cinquantamila, oggi i cristiani sono meno di tremila. Non migliore situazione, per i cristiani, in Pakistan, dove operano i Domenicani della Vice-provincia IbnMaryam fondata dai nostri missionari italiani ivi presenti dal 1931 e dove, da una cinquantina danni lavora meravigliosamente il P. Aldino Amato op. La recente uccisione del ministro (cattolico) Shahbaz Bhatti, sembra sottolineare limpossibilit di contrastare il fondamentalismo religioso collegato ad interessi diffusi e potenti. Il Pakistan, paese nato nel 1947 per dare una patria ai musulmani che temevano di diventare cittadini di seconda classe, dopo il dominio britannico, mostra oggi un volto ostile, persecutorio verso le fedi minoritarie. I cristiani si sentono assediati e an-

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Confratelli domenicani pakistani di Kushpur, impegnati nel portare aiuti durante le disastrose alluvioni dellanno scorso.

che chi crede nel dialogo interreligioso ora teme. Lafferma il P. James Channan, pakistano, superiore della Viceprovincia dei Domenicani e membro della Commissione per il dialogo religioso con i musulmani (IDI, III, 2011). I Paesi nei quali si registrano abusi e violenze contro chi professa la fede sono almeno una sessantina. Rimane vero, purtroppo, quanto indica il grande titolo in Avvenire (25.11.2010): Nel mondo cinquanta milioni di cristiani vittime di persecuzioni. Il rapporto pubblicato della ACS (aiuto chiesa che soffre) e vi si afferma pure che le discriminazioni per motivi religiosi colpiscono il 70% della popolazione mondiale. Ci nonostante c chi crede nella possibilit di collaborazione con

lIslam, soprattutto a Istanbul, dove le chiese cristiane sono pi numerose. Qui vi operano, con altri, i religiosi Conventuali di Saint Antoine e i nostri confratelli domenicani della Provincia San Domenico in Italia, presso il convento di Galata. E molto significativo e incoraggiante per noi lapertura del Centro per la pace dei Domenicani, a Lahore in Pakistan, il 28 novembre 2011. Questo Peace Center spiega ad Asia-News il P. Channan che ha studiato a Roma (1982-85) presso il Pontificio Istituto per studi islamici e lingua araba era un sogno per i Frati domenicani in Pakistan, arrivati nella zona dallItalia nel 1931. In occasione dellapertura del centro, il Maestro dellOrdine, Bruno Cador, ha inviato un messaggio di felicitazioni, esprimendo la sua gioia per il nuovo Peace Center e sottolinean-

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LAHORE (Pakistan). Le persecuzioni dei cristiani in Pakistan ha raggiunto livelli allarmanti, con nuovi tentativi da parte di un gruppo di religiosi musulmani radicali che vogliono che La Bibbia venga bandita (LOss. Romano, 6-7 giugno, 2011 p. 6). VENEZIA, (). In questa rivoluzione in atto quale sar il futuro delle minoranze cristiane? (Ivi, p. 6). Lahore, la capitale del Punjab che stato a lungo un focolaio dellIslam radicale ed proprio la zona dove hanno lavorato e lavorano i nostri confratelli. Di Kushpur del Punjab era Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico assassinato nel marzo scorso. Tuttavia la Chiesa Cattolica, confidando in Cristo, promuove con interesse le iniziative culturali e teologiche (= Teologia dellinculturazione) perch consolidano la positiva partecipazione alla vita sociale europea, caratterizzata da un contesto pluralista aperto al dialogo interreligioso e interculturale. quanto si afferma nel secondo incontro dei delegati delle Conferenze episcopali per i rapporti con i musulmani in Europa, svoltosi a Torino dal 31 maggio al 2 giugno 2011. (Cf LOss. Rom. 6-7 giugno, 2011 p. 6).

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Anche il Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa, in un recente documento (frutto di un convegno a Pietroburgo) ribadisce che la discriminazione religiosa potr essere sconfitta solo attraverso lallargamento di un dialogo che coinvolge gli Stati, le Organizzazioni internazionali, le varie confessioni e i rappresentanti della societ civile (Ivi).

PAKISTAN. Il mausoleo di Al Jinnah a Lahore

do come limportanza del dialogo interreligioso sia stata affermata per tutti i nostri recenti Capitoli Generali (Avila 1886, Bogot 2001) e ripetendo come sia prioritario per il nostro Ordine questo dialogo, specie con lIslam. Levento, definito storico proprio dallimam islamico, Maulana Abdul, presente alla cerimonia di apertura del centro, d nuova speranza per far pensare possibili le prospettive a cui ci aprono i nostri Capitoli e lo stesso Concilio Ecumenico. I numerosi documenti del Concilio, soprattutto, incoraggiano il dialogo, ma non minore linsistenza, a favorire il dialogo con i lontani, da parte dei nostri Capitoli generali e provinciali. Evidenziando il comando del Signore: Predicate il Vangelo ad ogni creatura, sia la Costituzione dogmatica Lumen Gentium, sia il decreto Ad Gentes, del Concilio Vaticano II, ripresentano il carattere, la natura essenzialmente missionaria della Chiesa di Cristo. Ma soprattutto la dichiarazione Nostra Aetate era destinata a favorire lincremento dei rapporti tra cristiani e non-cristiani e a migliorare i metodi di diffusione del Vangelo: La Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura dei suoi rapporti con le religioni non cristiane (n. 1). Paolo VI, che per primo introdusse la parola Dialogo, nellenciclica Ecclesiam Suam (1965), scriveva: Noi non ci rifiutiamo di riconoscere con rispetto i valori spirituali e morali di tante confessioni religiose non cristiane su comuni ideali, un dialogo da parte nostra possibile (n. 60). La Chiesa accoglie la cultura e riconosce gli elementi di salvezza presenti nelle altre religioni. Essa, la Chiesa, non ha guardato mai le altre religio-

ni come una minaccia per la propria esistenza, ma sono per lei una sfida positiva (Redemptoris Missio, n. 51). Affermazione che non abolisce il principio fermo che solo Cristo Salvatore e la Chiesa suo strumento di salvezza, perch ci che di buono c nelle altre religioni donato da Cristo-Verbo per mezzo dello Spirito, quale preparazione e avvio alla verit intera. Il Cristianesimo sa di essere la forma scevra di ogni errore, perfetta e definitiva con cui Egli, Dio, vuole essere conosciuto, amato e servito lunica vera religione1 perch rivelata da Dio. Per la validit di una religione, infatti, non basta essere sinceri con se stessi perch questa sincerit possibile anche a chi vive nellerrore; n sufficiente collegarsi con un qualunque concetto di divinit: quante nozioni erronee e opposte su Dio! Unico criterio di validit di una Religione la rivelazione di Dio! Solo questa rivelazione fa di una Religione la forma perfetta e piena della vita religiosa, che trascende tutte le culture e include gli elementi validi delle varie religioni; elementi non distrutti ma purificati dai vari errori che sono la causa dellopposizione tra di loro. Evidentemente per la propria confessione di fede nella divinit del Cristo, suo fondatore, il Cristianesimo si presenta come lunica e vera Religione e Cristo il solo nome in cui sperare salvezza (At. 4,12). Confessione che esclude, naturalmente, qualunque altro Mediatore: il Signore Ges unico e universale Salvatore2. Ci affermando, in pratica, il Cristianesimo non ha abrogato la legittimit di ogni altra religione? Si pu parlare ancora di Dialogo tra le religioni?

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Scriveva Ed. Schillebeeckx: Non si pu negare che dalla comparsa di Cristo, il Cristianesimo la Religione assoluta, la quale, in quanto tale, ha abrogato la legittimit di ogni altra religione. Dal punto di vista teologico, la via ordinaria per accedere alla salvezza il Cristianesimo nella Chiesa. (). La Chiesa non pu agire come se fosse una religione tra le altre (). Daltra parte il Cristianesimo una Religione storica: la Religione assoluta, ma apparsa nel mondo in un momento determinato della storia. Ci significa che la legittimit concreta delle religioni noncristiane non cessa che al momento di un confronto storico e un confronto vero con la Religione Cristiana ()3.

Un confronto storico, vero e dunque necessario, che non pu avvenire se non in atmosfera di dialogo. Dialogo che non nasconde divergenze di pensiero, che mai costituisce uno scontro, ma sincerit e fiducia reciproca. Dialogo che non rinuncia sconsiderata della propria posizione di fede, ma che richiede conoscenza reciproca e verace che solo il dialogo pu assicurare. Solitamente si dice che chi non conosce le altre religioni non pu conoscere adeguatamente neppure la propria. Di fatto avvenuto che gli Ebrei hanno compreso a pieno la trascendenza del loro Dio, Jahw, solo confrontandosi con le religioni degli altri

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Donne presso il celebre Taj Mahal di Agra (India).

P. Eugenio Zabatta op.


1. PAOLO VI, Enc. Ecclesiam Suam (1964), n. 60. 2. Cf particolarmente la dichiarazione Dominus Jesus della Congr. della Dottrina della Fede (6.8.2000) Roma. 3. SCHILLEBEECKX, Chiesa Missionaria e Religioni, in La Chiesa e le Religioni noncristiane, EDI (1966), p. 82. 4. S. TOMMASO, Quodl., IV, q. 9, a. 3; CG, L 1, c. 2.

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(Cananei, Egiziani, Assiro-Babilonesi, Persiani); il Cristianesimo ha acquistato consapevolezza dellOpera di Ges solo confrontandosi con lebraismo, con il paganesimo, con il manicheismo () e con le grandi religioni quali lIslam, il Buddismo, lo Shintoismo (). La conoscenza delle religioni una via buona per capire meglio chi siamo noi e gli altri: e avere un punto comune di dialogo4. in questo senso, penso che, negli Atti dellultimo Capitolo Generale (Roma, 2010, n. 162), fatta la raccomandazione per gli studenti in formazione: dar loro una conoscenza di base delle altre religioni e della teologia che le riguarda. Negli Atti del nostro Capitolo Provinciale, celebrato a Montecompatri nel luglio 2009, non ci risulta un richiamo specifico al tema, ma ci sembra di poter allargare al dialogo interreligioso quanto, in essi, viene augurato per la collaborazione interprovinciale. Affermano: Le nostre Provincie e le nostre Comunit sono tutte chiamate ad essere dei nodi di una vasta rete, da cui possono dipanarsi tenui fili, ma non per questo di debole efficacia (p. 8): fili di conoscenza reciproca, premessa al dialogo, in ogni settore.

Centri Domenicani di studi e di assistenza per il dialogo con lIslam


I primi domenicani, nella zona del Punjab (Pakistan), sono arrivati dallItalia nel 1931. I Domenicani promuovono in tutto il mondo il dialogo tra religioni e culture, specie tra islamici e cristiani. I centri missionari di Bibbiena (AR), di Palermo, del Cairo, di Istambul sono indicativi. Inoltre tutti gli ultimi Capitoli Generali dellOrdine, tenuti a Citt del Messico, Providence, Bogot e Roma, e i Capitoli Provinciali hanno sottolineato limportanza e lurgenza del dialogo interreligioso. I Domenicani in Pakistan - per i passati 50 anni - si sono dedicati allapostolato e questo ha portato molti frutti. Il Peace Center prosegue P. James Channan, autore del libro Il dialogo cristianoislamico in Pakistan, che per circa 20 anni stato Segretario esecutivo della Commissione Nazionale Cristiano-Islamica permetter loro un maggior impegno, per promuovere questa opera fondamentale, a ogni livello. In un Paese che ha il 96% di musulmani e solo il 2% di cristiani, il dialogo interreligioso un fattorechiave per i missionari domenicani. Oggi, quando il futuro sembra davvero oscuro, e la gente si sente priva di aiuto, noi come cristiani pakistani e domenicani svolgiamo un ruolo importante, il compito di portare speranza alla nostra gente. (03 dicembre 2010). /IDI, marzo 2011)

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La TRINITA, miniatura del XV secolo da il Livre des laudes et devotions, Archivio di Stato (Torino).

Ora questa Chiesa Cattolica che sopravvissuta vittoriosamente in mezzo a tante difficolt e persecuzioni, persiste nel dichiarare con fermezza che essa crede in un unico Dio che nella sua trascendente unit abbraccia Tre Persone uguali e distinte: Padre, Figlio e Spirito Santo. Infatti il suo (della Chiesa) Maestro e Fondatore, Ges Cristo, ha affermato: Io e il Padre siamo una cosa sola (Gv. 10,30); ed ha comandato in modo perentorio: Andate in tutto il mondo, ammaestrate ogni creatura, battezzandola nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (). Io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo (Mt. 28.18s).

UNA PRECISAZIONE DOVEROSA

IL VERO MONOTEISMO
Non si pu ammettere come autentico monoteismo quella dottrina religiosa che respinge qualsiasi elemento importante della Rivelazione di Dio. A spiegazione, proponiamo il seguente articolo che il P. Tito Centi, che recentemente ci ha lasciati (vedi p. 129), scrisse alcuni anni fa per la nostra rivista Domenicani.

Da qualche decennio, nella pretesa fiduciosa di evitare ogni tipo di sincretismo religioso, si propagato nella cultura occidentale, non esclusa quella cattolica, luso di parlare a ruota libera di tre tipi di religioni monoteiste emanate dalla stirpe di Abramo: monoteismo cristiano, monoteismo ebraico e monoteismo islamico. Ma a pensarci bene dobbiamo riconoscere che, pur escludendo qualsiasi forma di sincretismo, inevitabile che lunicit del termine provochi in molti disagio e confusione. Ora in materia tanto delicata, la confusione pu giovare soltanto ad alimentare lindifferenza religiosa e a manomettere la vera teologia. Perci crediamo opportuno ricordar quanto insegna in proposito il pi grande dei teologi, cio S. Tommaso dAquino: Come si soggetti a Dio quanto alla volont mediante lamore, cos siamo a Lui soggetti quanto allintelletto mediante la fede. Ci per non avviene con il credere a qualsiasi cosa falsa; poich Dio, che somma verit, non pu proporre alluomo niente di falso; quindi chi crede qualcosa di falso in materia di religione non crede in Dio Infatti chi sbaglia circa un

elemento essenziale di una data realt, realmente non ha la conoscenza di quella realt, ma nelle realt semplici qualunque errore esclude la conoscenza di esse. Ora Dio semplice al massimo. Dunque chi ammette un errore sulla divinit non conosce Dio1. un infedele. Ebbene, la religione cristiana, in cui si pienamente attuata la rivelazione di Dio, non pu ammettere come autentico monoteismo quelle dottrine religiose che respingono qualsiasi elemento importante di tale rivelazione. Ma lunit di Dio, che fondamentale nella fede, espressa nella rivelazione come trinit delle Persone Divine, secondo i testi inoppugnabili della Sacra Scrittura. Dio infatti si rivelato come realt che trascende allinfinito la nostra ragione umana. Perci soltanto una concezione astratta della divinit, ripudiando la rivelazione soprannaturale, pu parlare coerentemente di pi religioni monoteistiche. Ma quando dalla elaborazione razionale e filosofica si passa a parlare di religione e di fede, le cose cambiano. Poich le religioni stori-

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che e positive non si limitano ad offrire alladorazione dei fedeli la divinit in astratto, ma intendono affondare le proprie radici ben oltre la razionalit delluomo, ossia nel mistero della trascendenza divina, presupponendo una rivelazione. I teologi hanno ragioni da vendere nel sostenere la possibilit della rivelazione soprannaturale; poich lessere trascendente, causa prima e universale delluniverso non oggetto adeguato dellintelligenza umana: oltre i nostri limiti, tutto in Dio profondo mistero per noi. Ecco perch la sua rivelazione storica non si pu escludere come vorrebbe il deismo. Ora la religione cristiana, che sorta in unepoca storica, non solo proclama di essere fondata sulla rivelazione divina, ma anche di avere Dio stesso come suo fondatore, nella Persona di Ges di Nazareth, vero Dio e vero Uomo. Il quale ha dato prove inoppugnabili della propria divinit, durante

la sua esistenza terrena, con il compimento di opere del tutto superiori alla nostra natura umana fino al punto di risuscitare i morti. E ci avvenne non tra gente incolta, bens tra contemporanei civilizzati ai quali offr persino le prove della sua risurrezione personale, nei giorni successivi alla sua sepoltura. Ora questa Chiesa cattolica che sopravvissuta vittoriosamente in mezzo a tante difficolt e persecuzioni, persiste nel dichiarare con fermezza che essa crede in un unico Dio che nella sua trascendente unit abbraccia Tre Persone uguali e distinte: Padre, Figlio e Spirito Santo. Infatti il suo (della Chiesa) Maestro e Fondatore ha affermato: Io e il Padre siamo una cosa sola (Gv. 10,30); ha comandato in modo perentorio: Andate in tutto il mondo, ammaestrate ogni creatura, battezzandola nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Mt. 28,18s). Perci il solo, lunico Dio che si ri-

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GUATEMALA- Peten. Alcuni confratelli e consorelle a servizio dellevangelizzazione. Il missionario colui che annuncia la rivelazione del piano di Dio che vuole tutti salvi

vela nella religione cristiana il Dio che si propone in questo mistero arcano della Trinit delle Persone (uguali e distinte); ed il medesimo Dio che nella religione ebraica si era rivelato come Creatore e Provvidenza della storia del popolo eletto. Quando nel secolo VII dellera cristiana si vide sorgere in Arabia la nuova religione di Maometto, molti popoli avevano abbracciato il cristianesimo nonostante le continue persecuzioni. Anzi, data la fragilit umana, anche nellinterno della cristianit non erano mancati scismi e lacerazioni. Con i mezzi pacifici, ossia senza mai adottare metodi violenti, i cristiani dopo tre secoli di persecuzione avevano conquistato le leve di comando nellImpero romano, che allora lentamente volgeva al tramonto. Superando tante ostilit nel secolo VII la religione cristiana costituiva un centro di aggregazione persino oltre le frontiere che un tempo erano state raggiunte dalle legioni di Roma. Ma nel secolo settimo la pace era minacciata ormai pi dalle lacerazioni interne della cristianit che dalle continue orde barbariche. Maometto (570-632) mostra di conoscere le suddette lacerazioni; ne prende atto con rammarico quasi scandalizzato (vedi Corano, sura II, vv. 67ss; X, 159 ss; VI, 159). Lascia capire per la sua ammirazione per la forza espansiva della giovane religione cosmopolita, che avanzava allora dovunque, distruggendo il paganesimo e lidolatria. Il monoteismo appariva allora la carta vincente nel grave fermento che agitava lumanit, per la coerenza e il prestigio dottrinale delle chiese cristiane. Sembra per che Maometto facesse le pi ampie riserve circa leffettiva

possibilit di attuare le regole morali, e di piegare ai suoi dogmi impenetrabili e sublimi le trib arabe che egli voleva unificare e sottomettere. Troppe erano allora, come abbiamo gi detto, le dispute tra le chiese, soprattutto tra le chiese dei monofisiti e quelle dei cattolici ortodossi, che si agitavano tra lEgitto, il Corno dAfrica e la penisola arabica. Perci sembra logico pensare che ci abbia influito sulla scelta maomettana di un pi facile e razionalizzato monoteismo, cio verso il deismo. Tale atteggiamento era connesso con il tentativo di ridurre il Istruire qualcuno per condurlo Cristo ad un semalla fede plice personaggio il compito di umano, dotato di ogni predicatore affascinanti carie anche di smi, a cominciare ogni credente. dal suo miracoloso concepimento nel seno del- (S.Th. III, 71, 4 ad 3). la Vergine Maria (vedi Corano, sura XIX, vv. 16s). Dalle medesime circostanze storiche nasce il sospetto che il profeta dellIslam abbia avvertito sul terreno pratico la fragilit di una religione troppo spirituale e misterica priva di poteri civili e giuridici. Infatti nellimpero bizantino il cristianesimo era soggetto a continue tensioni tra gli esponenti del dominio politico e la gerarchia ecclesiastica. Tali tensioni per assicurano certamente al meglio (nelle alte sfere del clero ecclesiastico) indipendenza di giudizio e coerenza dottrinale. Proprio per questo il Signore Ges era stato esplicito e perentorio: Date a Cesare quel che di Cesare; e a Dio quel che di Dio (Lc 20,25). Ma a Costantinopoli in quei primi

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secoli cristiani (IV-VI) il potere civile troppe volte aveva tentato dimporsi con la forza in campo religioso. Perci nel suo programma il profeta-conquistatore escluse la figura del sacerdote. LIslam quindi nacque come religione laicale; ma forse pi esatto dire che prosper come cesaropapismo istituzionale; poich tutto diventa sacro quando tutto profano2. A parte questo retroterra psicologico che certamente lislamismo non disposto a riconoscere, rimane il fatto che oggettivamente il Dio del Corano non quello adorato dai cristiani; ossia non quel Dio che si rivelato nella sua impenetrabile trascendenza, avvolto nel mistero della sua Vita trinitaria, e manifestatosi personalissimo nella storia della salvezza e nella predicazione e nella passione di Cristo. Il biblico Dio nascosto, le cui vie non sono le nostre vie, aveva preparato da molti secoli la Sua rivelazione, a cominciare dallepoca dei Patriarchi, cercando nella stirpe di Abramo un suo

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popolo particolare, e parlando attraverso i profeti del popolo eletto. Maometto cerca di legittimare il suo profetismo presentandosi come discendente di Abramo e persino come vate predetto da Cristo medesimo (cf Corano, sure II e LXI); mettendo cos, nellimbarazzo quegli incauti discepoli che osassero cercare una verifica nelle antiche Scritture. Non si capisce, infatti, come i cristiani avrebbero potuto manipolare i Vangeli dopo sette secoli; quando larcheologia pi spregiudicata fornisce testi autentici dei secoli IV e V, in perfetta consonanza con il testo critico degli studiosi moderni. Rimane comunque che la teologia islamica non pu presentarsi neppure come uneresia di quella cristiana, o di quella ebraica. Soprattutto perch il suo monoteismo, come abbiamo dimostrato, un deismo razionalistico, che esclude i dogmi della rivelazione divina. Lunica teologia positiva che lislamismo ammette quella materializzata nel Corano; il quale con opportuni ritocchi accoglie ben volentieri un culto arcaico (con localizzazione, riti e pellegrinaggi), in cui facile riscontrare pratiche religiose che sanno di sincretismo rispetto al paganesimo arabo del secolo VI (cf. sura II, vv. 124-152).
P. Tito S. Centi op. 1. S. TOMMASO dAQUINO, Contra Gentiles, L. III, c. 118. 2. Parlare come molti fanno sul modello cristiano di clero islamico una maniera sbrigativa per indicare nella cultura occidentale i responsabili del culto, ossia della preghiera pubblica. Non ci sono sacerdoti. Esattamente come adesso avviene nelle sinagoghe ebraiche, dopo la distruzione del Tempio. I rabbini infatti sono dottori della Legge, ma non sono sacerdoti).

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Samarcanda. Piazza registan.

ISTITUZIONI CULTURALI DOMENICANE

n campo internazionale le principali istituzioni culturali domenicane sono: la Pontificia Universit Angelicum con lIstituto Storico di Roma (Italia); lAlbertinum, accoglie i docenti domenicani dellUniversit Catholique di Fribourg (Svizzera); lcole biblique et archologique di Gerusalemme (Israele); la Universidad Santo Toms di Bogot (Colombia); la University of Santo Thomas di Manila (Filippine); la Catholic University di Adiss-Abeba (Etiopia); la Dominican University of California di San Rafael (California, Usa); la Dominican University di River Forest (Illinois, Usa); lInstitut dEtudes Orientales del Cairo (Egitto); la Commissio Leonina (Collge des Editeurs des uvres de Saint Thomas dAquin) di Parigi (Francia); lAssociazione Espaces (Spiritualits, cultures et socit en Europe) di Bruxelles (Belgio). In Italia, i Domenicani assicurano linsegnamento presso lo Studium filo-

sofico-teologico domenicano di Bologna e lIstituto di Teologia Ecumenica San Nicola di Bari, come pure in alcune facolt teologiche (Bologna, Bari, Napoli, Palermo) e universit statali. Inoltre, svolgono attivit teologicopastorali e socio-culturali presso il Centro Ecumenico P. Salvatore Manna di Bari-Atene; il Centro Studi Nicolaiani di Bari; il Centro Studi per il Dialogo con lIslam di Palermo; il Centro Studi di Religiosit Popolare di Madonna dellArco (Napoli); il Centro di Spiritualit San Domenico di Bologna; il Centro Espaces di Pistoia. Diverse le riviste redatte da questi centri: Nicolaus - Studi Storici e Nicolaus - Rivista di Teologia Ecumencia (Bari); Sacra Doctrina (Bologna); Ascetica e Mistica e Memorie Domenicane (Firenze-Pistoia); Temi di Predicazione e Sapienza (Napoli). Da alcuni anni, i Domenicani dEuropa hanno costituito la Societas Editorum Domenicanorum, di cui sono membri due societ domenicane italiane: lEditrice Studio Domenicano (Esd - Bologna) e lEditrice Domenicana Italiana (Edi - Napoli).

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istituzioni op
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EVENTI E PERSONAGGI DOMENICANI

Mons. VITTORIO F. MELANO


1783-1813
Nacque a Cuneo, il 28 settembre 1733, dalla famiglia dei conti Melano di Portula, tra la Valsessera ed il Triverese, nei pressi di Biella, un piccolo feudo acquistato il 7 marzo 1722 dallo zio Antonio Melano, figlio di Apollonio, archiatra di Cristina di Savoia. Ancora giovanetto entr tra i Domenicani, nel Convento di Chieri (TO). Divenuto sacerdote fu priore l a Chieri e poi ad Alessandria. Richiesto intanto a Cagliari come professore di teologia, nella regia universit, vi insegn per sette anni. Fatto priore a Torino, fu presto eletto vescovo, il 1 giugno 1778, da Pio VI che lo stimava molto e per richiesta del Re Vittorio Amedeo III. Importante fu il ruolo svolto dal Melano in quel periodo storico cos delicato, tra tensioni interne ed esterne. Prudente e accorto nel governare fu stimato capo morale del Popolo sardo che seppe unire come un sol uomo per respingere gli invasori francesi: vittoria che ebbe vasta risonanza in tutta Europa. Promosse listruzione religiosa e la cultura della popolazione e distribu molto dei suoi beni ai poveri. Si premur, infatti, di restaurare i luoghi di culto, S. Giacomo e S. Anna; ma sinteress pure per listituzione, presso lUniversit di Cagliari, di una cattedra di Agricoltura e per la costruzione di un ospedale, delle scuole, ponti e altro, sempre a favore della popolazione. Particolare successo ebbe pure la sua opera durante i moti antipiemontesi (1794-1795), e la missione di paciere presso il Re, a Torino, che egli svolse con la mediazione di Pio VI. In riconoscimento dei suoi meriti, il Melano venne decorato, da Casa Savoia, del gran cordone dellOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Svolta la sua opera a Torino, il vescovo Melano tent di ritornare nella sua diocesi calaritana, ma la sua precaria salute e altri motivi lo convinsero a chiedere ed ottenne di essere trasferito alla diocesi di Novara, dove conserv il titolo di arcivescovo e visse fino al 1813. Erano gli anni delle invasioni napoleoniche, durante le quali lo stesso Pio VI sub la deportazione. Nota lo storico G. Ravizza: Melano fu riconosciuto da tutti uomo dottissimo e di consumata prudenza, di specchiata umilt, di modi affabili, duna soavit speciale nel tratto, per cui era da tutti riverito ed amato (in La Novara sacra del Vescovo Carlo Bescap, Novara 1878, p. 439). Uguale stima aveva gi espresso di lui lo storico L. Cherchi: La sua vita fu segnata dallo zelo e dal servizio di fedelt alla Chiesa e alla legittima autorit. Il suo stile di vita: signorilit, affabilit e un modo distinto di saper comporre le cose. A questo lo aiutava anche la sua valida dottrina (I vescovi di Cagliari (314-1983). Note storiche e pastorali, Cagliari, 1983, p. 187ss). (p. eugenio zabatta op).

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CAGLIARI. Chiesa S. Domenico. Larcivescovo Vittorio Filippo Maria Melano, domenicano. (1733. 1813). La preziosa tela dipinta da Francesco Massa nel 1782 e recentemente restaurata e presentata al pubblico il 25 maggio 2011 in S. Domenico.

Nel programma di recupero del patrimonio artistico di Villanova-Cagliari, dopo la tela di S. Tommaso stata restaurata quella del Ritratto dellArcivescovo Vittorio Filippo Maria Melano, di cui nella pagina accanto diamo un breve profilo della sua vita. Siamo grati al Lions Club Cagliari Villanova che ha finanziato lopera e alla Sopraintendenza ai Beni A.P.S.A.E. di Cagliari e Oristano che lha curata. La preziosa tela stata dipinta da Francesco Massa e rappresenta Vittorio Filippo Maria Melano, domenicano, Arcivescovo di Cagliari (1779-1796) e Primate di Sardegna e Corsica e poi Arc. di Novara (1797-1813).

A restauro avvenuto, la tela stata presentata al pubblico nella biblioteca dei Domenicani di Cagliari. Alla presentazione sono intervenuti: la dott. Giosi Moccia Soudant, presidente della Lions Club; il dott. Giorgio Del Rio, presidente della VI Circoscrizione Lions; il priore P. Maurizio Carosi, che ha accolto e salutato i numerosi convenuti; P. Eugenio Zabatta, che ha informato su LArcivescovo Melano e il suo tempo; la dott. Patricia Olivo, della Sopraintendenza, su Melano e lArte nellIsola, tra i sec. XVIII e XIX; infine, le restauratrici, Annarita Pisu e Simonetta Bilardi, su le fasi del recupero della tela.

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storia domenicana
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CONVEGNO DEI PROVINCIALI EUROPEI


a La Sainte Baume, in Provenza
26-30 aprile 2011

Del Convegno riportiamo volentieri la cronaca che ci ha offerto, insieme ad altre utili notizie che interessano tutte le nostre Comunit, il Priore Provinciale, P. Daniele Cara. CONVEGNO IEOP 2011 Lannuale convegno dei Provinciali europei si tenuto a La Sainte Baume, localit in Provenza ad una cinquantina di Km da Marsiglia. un Convento formale, solo da pochissimo tempo ed appartiene alla Provincia di Tolosa. Ad una quindicina di Km, verso Marsiglia, si trovano il grandioso Convento di San Maximin (oggi albergo) e la Basilica dedicata a S. Maria Maddalena. Nellattuale Convento, sede dellincontro, dove nel passato ci ha vissuto ed stato sepolto il P. D. Lacordaire, c un complesso di accoglienza per i pellegrini che, a circa 40-45 minuti di cammino, possono raggiungere la grotta dove avrebbe vissuto in penitenza la Maddalena. Il luogo meta secolare di pellegrinaggi che oggi raccoglie credenti e devoti, ecologisti, ricercatori di silenzio e di pace e fedeli di altre religioni: la presenza dei frati domenicani si giustifica con lintenzione di creare un dialogo con questa varia umanit.

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Portale della Basilica dedicata a Santa Maria Maddalena. domenicani - maggio - giugno 2011 - n. 3

I Padri Provinciali Europei in visita al grande convento di St. Maximin.

Gioved 28 aprile: tenendo conto degli Atti dellultimo Capitolo Generale (Roma 2010) stato trattato il tema delle vocazioni e della promozione vocazionale rispettivamente da fr Anto Gavric (provinciale della Croazia), fr Pat Lucey (Irlanda) e fr Krzysztof Poplwaski (Polonia). Sono membri di tre Province che pur essen-

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Mercoled 27 aprile: il tema della giornata stato incentrato sulla preparazione al giubileo dellOrdine (a 800 anni dallapprovazione) che sar celebrato nel 2016. Ha tenuto una relazione fr Agostino LAFFAY, priore del Convento di Tolosa e storico dellOrdine. Egli ha annunciato le iniziative delle Province della Francia: tra cui preparare, per il giubileo, un volume con le fonti degli inizi dellOrdine (gli scritti di S. Domenico, la fondazione, la canonizzazione, le legendae, alcuni sermoni ed altro). seguita la conferenza di fr Gilbert JEANNIN, direttore dello studio televisivo cattolico LJDS (Le jour du Seigneur) che partendo dalle sue esperienze personali ha trattato dellevangelizzazione e della qualit della nostra presenza in essa, nella societ attuale. Nel pomeriggio si sono tenuti riunioni sul tema, per gruppi linguistici. In preparazione al giubileo 2016 sono stati suggerite iniziative per tutto lOrdine e per le singole Province.

Venerd 29 aprile: ha parlato il Maestro dellOrdine, fr Bruno Cador, che era arrivato nel pomeriggio precedente. In breve ci ha comunicato queste notizie-riflessioni: A Il Maestro ha dedicato due mesi, dopo lelezione, nel Convento di S. Sabina, allAssemblea Generale con i diversi Soci, per una conoscenza pi approfondita dellOrdine. In quel periodo non ha mancato di visitare tutte le entit dellOrdine presenti a Roma. B Intende portare avanti entro il 1216 la priorit dellOrdine voluta dal Capitolo Generale di Roma quanto alla ristrutturazione giuridica in Province e Vicariati provinciali. Questo progetto sar realizzato con la collaborazione di tutti gli interessati

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Marted 26 aprile: stato il giorno degli arrivi dalle diverse parti dEuropa. I pi hanno viaggiato in aereo, altri pochi sono potuti arrivare in treno: tutti hanno trovato lauto, con frati o laici alla guida, che li hanno accompagnati al luogo del convegno.

do socialmente e culturalmente differenti hanno investito molto: in termini di personale umano, di mezzi di comunicazione, sulla pastorale giovanile. Stanno avendo dei buoni risultati. Ho colto la possibilit di trarre frutto dalla conoscenza di queste esperienze anche per la nostra Provincia e sar mio dovere relazionare su questo punto nella prossima assemblea di Provincia e alla Dieta che avremo durante questa estate. Nel pomeriggio di questo giorno abbiamo fatto visita ad un monastero domenicano, situato in una zona di campagna, non molto lontano dalla nostra sede. L ci siamo trattenuti fraternamente con le monache ed abbiamo celebrato insieme il Vespro. Dopo siamo stati a visitare la Basilica di S. Maria Maddalena, in stile gotico del XIII secolo e il grande Convento annesso di San Maximin, ora trasformato in albergo. Nel ristorante dellalbergo ci stata offerta una sontuosa cena.

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e tenendo conto delle specificit e delle difficolt in cui attualmente versano alcuni vicariati generali. C Riguardo allo studio si domandato quali modalit possiamo trovare perch la ricerca teologica abbia la sua sorgente dagli stimoli che vengono dai frati che vivono situazioni apostoliche socio-culturali significative, come avvenne tra i domenicani che andarono nella nuova America e i loro confratelli dello Studio di Salamanca. Quanto ad alcune istituzioni di studio che dipendono dal Maestro dellOrdine importante che ci sia unautovalutazione per conoscerne gli aspetti positivi e le debolezze. Gi nel mese di maggio ci sar una riunione dei responsabili di queste istituzioni con il Maestro e i suoi collaboratori. D Quanto alla missione si detto positivamente impressionato dalla variet dellimpegno di molti frati nella vita della Chiesa e della societ. Alcuni di loro vivono per situazioni difficili e sono esposti ad un certo isolamento

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per la loro opera. Dobbiamo creare dei ponti di aiuto tra noi e loro. Ha potuto notare un atteggiamento un po rassegnato in alcuni ambienti curiali romani quanto alla presenza della Chiesa in Europa. LOrdine per il suo DNA si deve inserire nella Nuova Evangelizzazione e portare un messaggio di speranza attraverso il servizio della predicazione. Alcune altre indicazioni sono venute dalle risposte alle domande che sono state poste al P. Maestro: - Le nostre Comunit non possono servire a produrre sacramenti attraverso singoli sacerdoti, ma la vita comunitaria in se stessa che deve essere una predicazione. - Occorre favorire una maggiore comunicazione e comunione non solo tra le persone, ma anche tra le diverse entit dellOrdine. - necessario essere disponibili a capire e a ricevere ci che i giovani portano a noi della nuova cultura.

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In PROVENZA: La Sainte Baume, I Padri Provinciali a Convegno.

Sabato 30 aprile: in mattinata si lavorato affrontando tematiche questioni di carattere

Quanto alle notizie legate pi direttamente alla nostra Provincia comuni-

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- Durante la formazione teniamo abitualmente i giovani troppo legati ai nostri ambienti. Sarebbe meglio essere pi fluidi e inviarli in luoghi differenti per la loro formazione religiosa e intellettuale - Bisogna tenere aperto un dialogo con i cattolici non praticanti e con le persone che vivono fuori dalla fede. - Il Maestro, inoltre, ha comunicato di aver istituito un Comitato della Solidariet, presieduto da fr. Dominic Izzo ex-provinciale della Provincia di S. Giuseppe negli Stati Uniti; che sar istituito un Comitato per la Famiglia Domenicana e che sta per nominare un Promotore per la Comunicazione Sociale. (Penso che queste notizie le potremo attingere da IDI che si pu leggere nel sito ufficiale dellOrdine, dato che il cartaceo non viene pi spedito).

eminentemente pratico tra cui: Il prossimo Convegno IEOP del 2012 sar tenuto a Lisbona da marted 10 aprile a domenica 14. Sar organizzato dalla Provincia del Portogallo che celebrer anche in questo modo il 50 anniversario della sua rinascita. Il Capitolo Generale dei Definitori del 2013 si terr a Dubrovnik dal 22 luglio all8 agosto. stato eletto il Nuovo Ufficio direttivo di IEOP nelle persone di fr Paul VESCO, provinciale di Francia, di fr Javier CARBALLO, provinciale di Spagna e di fr Cristopher HOLZER, Germania del Sud e Austria. Due membri della Curia saranno nominati dal Maestro dellOrdine e tra loro cinque sar scelto il presidente. Con la Santa Messa ed il pranzo si chiuso lincontro IEOP 2011.

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a La Sainte Baume, sede dellincontro dei Provinciali domenicani europei.

co che nel Consiglio di Provincia del 28 marzo u.s. stato deciso che gioved 30 giugno si terr una assemblea di Provincia in preparazione al Consiglio Straordinario (Dieta) che avr luogo venerd 1 luglio. Alcune modalit riguardanti la giornata dellassemblea saranno discusse in Consiglio di Provincia e comunicate a tutte le Comunit. Questa notizia la comunico solo ora perch ho dovuto chiedere una dispensa al Maestro dellOrdine in quanto la data della Dieta cade prima che siano passati due anni completi dalla conferma del provinciale nel 2009 Personalmente sto continuando la Visita Canonica alle Comunit secondo il calendario che vi ho inviato a suo tempo. Ci mi d la possibilit di conoscere meglio le nostre realt con il bene che si fa, le potenzialit che ci sono e le fragilit. Qualche iniziativa sto

maturando in vista dellassemblea di Provincia e sarete informati. Sul fronte dei malati la situazione stabile nellinfermeria di S. Domenico di Fiesole mentre circa dieci giorni fa stato ricoverato fr Marco Giammarino, della Comunit di Pistoia. Dopo una settimana di degenza con le specifiche analisi di laboratorio nellospedale di S. Marcello Pistoiese stato dimesso, ma gi in questa settimana sar sottoposto ad un intervento chirurgico a Careggi (Firenze). Lo vogliamo ricordare nella nostra preghiera perch ricuperi presto la piena salute. A ciascuno invio un fraterno saluto invocando la protezione della Vergine Maria su di voi e le vostre Comunit in questo mese a Lei dedicato. fr. Daniele Cara op priore provinciale.

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ORDINAZIONE PRESBITERALE Il Priore Provinciale della Provincia Romana di SC insieme ai genitori e familiari di

fra Manolo Maria Puppini o.p.


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ne annunciano con gioia la

per limposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S. Ecc. Rev.ma Mons. Gualtiero Bassetti Arcivescovo Metropolita di Perugia - Citt della Pieve Sabato 10 settembre 2011 alle ore 18.00 nella Basilica di San Domenico
P.za Giordano Bruno (Corso Cavour) 06121 PERUGIA

ORDINAZIONE PRESBITERALE

Fra Manolo presieder per la prima volta la santa Messa il giorno seguente, XXIV domenica del Tempo ordinario, alle ore 11.30 nella stessa basilica

Santuario di S. Maria del Sasso di Bibbiena

Giornata Domenicana
Domenica, 8 maggio 2011
Allincontro sono intervenute le Fraternite di Bibbiena, Pratovecchio, Arezzo, Montepulciano e alcuni laici di Firenze. Alle ore 10 arriviamo nel piazzale antistante il Santuario e ci accolgono le campane che suonano a festa, annunciando a tutti che il giorno del Signore e che Lui ci aspetta alla sua Mensa. Veniamo accolti da P. Giuseppe Serrotti, dalle consorelle di Bibbiena, da P. Daniele Cara, Priore Provinciale e dal nostro Assistente P. Alberto Vigan. Si crea subito un bel clima di famiglia, che vede incarnato come bello che i fratelli stiano insieme. Dopo i saluti, tutti in chiesa per partecipare alla S. Messa che presediuta dal Provinciale e concelebrata da P. Alberto e da P. Giuseppe. Il coro del Santuario anima la liturgia con il canto. Nellomelia P. Daniele commenta le letture del giorno e ricorda ai laici domenicani quale limpegno che abbiamo nella Chiesa. Va sempre bene che qualcuno ci ricordi quale la nostra vocazione domenicana. Dopo la celebrazione, ci ritroviamo nella sala delle riunioni. P. Alberto, nostro Assistente tiene una conferenza su Maria e il Rosario......un veloce excursus sulla storia e sulle tradizioni, ma

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infine ci richiama alla recita del Santo Rosario e alla meditazione dei misteri, attraverso la Parola di Dio, che deve essere cibo della nostra vita spirituale. Alle ore 13 partecipiamo allagape fraterna, preparata dalle sorelle di Bibbiena e da alcuni amici e collaboratori del Santuario; un vero e proprio pranzo, per un giorno di festa e anche da questo traspare la meravigliosa e gioiosa accoglienza che ci stata riservata; essere seduti alla stessa mensa offre sempre la possibilit di parlare tra noi, di aprire il proprio animo e di raccontare le varie esperienze che vivono le fraternite nelle proprie realt e cresce anche la conoscenza tra noi. Il pranzo terminato, e come tante lucertole in cerca di sole che le riscaldi, usciamo in cortile per la foto di gruppo: quanta pazienza, perch tutti siano a posto! Per concludere questa breve, ma intensa giornata, recita del Santo Rosario in chiesa e nel coro cantiamo, con le monache, i Vespri del giorno.

Momento intenso di preghiera! A Maria, Madonna del Buio, abbiamo affidato le nostre fraternite, le nostre comunit e le nostre famiglie! tempo di salutarci ormai e di tornare alle nostre case! Grazie P. Giuseppe e P. Giovanni per averci regalato anche questanno la possibilit di ritrovarci insieme, per vivere, anche se pur brevemente, la fraternit che ci unisce e ci fa sentire Famiglia! Grazie alla Fraternita di Bibbiena per laccoglienza gioiosa che ci ha riservato e grazie ad ognuno perch con la sua presenza ha reso possibile questo incontro. Grazie, infine, a P. Daniele e a P. Alberto perch con le loro meditazioni ci hanno fatto crescere nella conoscenza del nostro Ordine e hanno rinfrescato i fondamenti del nostro essere Domenicani.
Annamaria Cavigli Presidente della Fraternita di Pratovecchio.

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BIBBIENA (AR). Il P. Provinciale con alcuni Laici domenicani.

SIENA: il Card. Paolo Sardi presiede alle celebrazioni.

FESTE NAZIONALI A SIENA

IN ONORE DI SANTA CATERINA


Domenica 8 maggio, con le feste nazionali presiedute dal Card. Paolo Sardi, protettore del Sovrano Ordine di Malta, sono terminati i solenni festeggiamenti per il 550 anniversario della canonizzazione da parte di Pio II, il 29 giugno 1461, della nostra santa Caterina. Per tali motivi le feste hanno avuto un aspetto particolare: sabato 30 aprile, con una solenne processione, la reliquia della sacra testa stata traslata in Cattedrale per il solenne ottavario annuale della domenica in Albis. Sorretto dai paggi dellOca e del Drago, contrade legate a Caterina, il pesante e artistico reliquiario contenente la sacra testa, tra le bandiere delle stesse contrade, i Padri domenicani, le Suore, i Laici domenicani, i Caterinati, le Confraternite

SIENA. Chiesa di S. Domenico (1226-1265)

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laicali, qualche prete e una folla tripudiante, ha attraversato le vie della citt sino al Duomo. Intronizzata la sacra testa sullaltare maggiore addobbato a festa, per una settimana i Padri domenicani si sono alternati a celebrare quotidianamente la santa messa con omelia sulla santa senese. Lotto maggio solenne pontificale presieduto dal succitato Cardinale che, nel pomeriggio, dalla famosa Piazza del Campo, ha benedetto con la reliquia del dito lItalia e l Europa. Santa Caterina stata proclamata da Pio XII Patrona dItalia, da Paolo VI Dottore della chiesa e dal Beato Giovanni Paolo II compatrona dEuropa. Una certa risonanza hanno avuto

questi avvenimenti sulla stampa e sulle televisioni locali. Luned 9 nel pomeriggio la sacra testa stata riportata nella nostra basilica di San Domenico e ricollocata al suo posto abituale e cio nella magnifica cappella affrescata da Antonio Bazzi con scene della intensa vita della fanciulla di Fontebranda. E di nuovo ricominciato il pellegrinaggio di devoti e turisti per venerare linsigne reliquia della santa. Caterina che si sentita dire: ... tu pensa a Me ed Io penser a te... ci aiuti a privilegiare sempre il rapporto con Dio e ad essere fedeli servitori della Chiesa e del Papa.
P. Michele Agostino Corvelli o.p.

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SIENA. Festa nazionale di S. Caterina.

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SIENA. San Domenico. Celebrazione e processione in onore di S. Caterina, patrona dEuropa e dottore della Chiesa.

Tradizionale Giornata di

Pasquetta

FIESOLE. Convento di San Domenico.

GIORNATA DI FRATERNIT
delle suore domenicane in toscana
giunto il giorno fissato per lincontro delle Suore Domenicane presenti in Toscana che, questanno, si tiene nel Convento di S. Domenico di Fiesole (FI). il luned dopo Pasqua e noi della comunit di Livorno siamo numerose: un bel gruppo. Ben sistemato nel verde della collina fiesolana, il Convento ci accoglie aprendo le sue stanze dalle larghe mura e dai soffitti alti a crociera. Troviamo nel chiostro il p. Provinciale, fr. Daniele Cara, le suore di Iolo e dellUnione San Tommaso, qualche terziario e terziaria. subito famiglia, si sente e si vede il godimento dellincontro. In una sala, dove campeggia un affresco del Beato Angelico, una giornalista dellAssociazione dei Caterinati ci aspetta per illustrare il lavoro svolto da S. Caterina e dalla Chiesa a favore dellUnit dItalia. Nel quattordicesimo secolo, quando lItalia era ancora divisa in piccoli stati, Caterina nelle sue lettere indirizzate ai governanti di allora parla di Italia, di cittadini italiani, come se lItalia fosse gi una realt unita. Cos sentiva, profetizzando, il proprio Paese. Ricorre questanno il 150 anniversario dellUnit dItalia; sono stati celebrati gli ultimi fautori di questo evento, invece quelli lontani nel tempo sono stati dimenticati. Il papa Pio IX, in visita alla citt di Siena e ai luoghi di Caterina, esord dicendo: Ha fatto tanto bene allItalia e alla Chiesa da meritare il titolo di Patrona dItalia, aggiungiamo noi. Forse molti non sanno quanto la santa senese abbia lavorato in diversi campi e strati della societ del suo tem-

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po per favorire lunione non solo della Chiesa ma anche dellItalia. Come sempre costatiamo che il presente che noi celebriamo affonda le sue radici nel passato, nellimpegno e nella santit di persone lungimiranti e illuminate. mezzogiorno e tutti ci troviamo nella chiesa parrocchiale a celebrare lEucaristia. Centralit e importanza del Mistero Pasquale. Ognuno prende posto nei banchi per partecipare al banchetto dello Spirito. Si mangia e si beve lAgnello Pasquale, che si offre da s per nutrire la fame e la sete di vita di ognuno di noi. A Messa finita, entriamo in refettorio per lagape fraterna frugale e semplice, accompagnata da canti e musica improvvisati da un bel gruppo di giovani consorelle vispe e allegre.

Nel pomeriggio p. Luciano Cinelli racconta la storia del convento di Fiesole, riportandoci indietro nel tempo, descrivendo personaggi e situazioni. Illumina, da storico, anni sepolti nella non conoscenza, di cui sono note solo le vestigia. Molto interessante la descrizione del contesto storico per comprendere levoluzione della vita e della presenza dellOrdine in questo luogo. Ormai la giornata volge al termine. Dopo il canto del Vespro, ognuna torna nel proprio gruppo per il rientro in Comunit, contenta e soddisfatta per la bella giornata vissuta in compagnia e per aver approfondito la conoscenza dellantica famiglia religiosa a cui appartiene.
Sr Elisa da Livorno Suore Domenicane di S. Caterina da Siena

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FIESOLE (FI). San Domenico. Chiesa e panorama.

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FRATERNITE LAICHE A CONVEGNO

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NON SI PU AMARE SE NON SI CONOSCE


stato il tema del convegno annuale dei laici domenicani a Chianciano e a Montepulciano
Pi di settanta partecipanti allincontro provinciale dei Laici Domenicani a Chianciano e Montepulciano! Per tutti unesperienza positiva. Riportiamo la cronaca della consorella di Roma Alessandra Talmone. Nei giorni 1-3 aprile si svolto presso lHotel Posta di Chianciano Un Incontro di formazione dei Laici di San Domenico della Provincia Romana di Santa Caterina da Siena. I partecipanti, di ben quindici Fraternite della Provincia, sono arrivati per tempo al luogo dincontro. La serata, in albergo, trascorsa piacevolmente fra i saluti delle consorelle e dei confratelli, lieti di incontrarsi e poter scambiare ricordi, impressioni e raccontarsi le difficolt dei problemi comuni a tutti. Presenti anche alcuni Padri assistenti. Lindomani il programma iniziato con la recita delle lodi, guidate dal P. Promotore Alberto Vigan, cui sono seguiti i saluti del Presidente Provinciale, Pier Giorgio Imbrighi, che tra laltro ha ricordato il prossimo Convegno Nazionale delle Fraternite di tutta Italia (17 19 giugno), a Bologna, che dovr vederci numerosi e attenti. Inoltre, dopo aver sollecitato i responsabili delle FLD ad attenersi alle nostre Regole e agli Statuti, si vivamente complimentato per laffluenza numerosa al Convegno, dato che si temeva che lo sciopero delle ferrovie statali avesse potuto nuocere allIncontro in corso. intervenuto, subito dopo, il P. Provinciale Daniele G. Cara che, salutati con affetto i presenti, ha ricordato che tutti hanno bisogno di una formazione continua, inclusi i Padri, i quali devono sapersi tenere costantemente aggiornati. Le famiglie ha continuato - spesso non hanno una formazione adeguata, ma anche la stessa formazione, lasciata da sola, senza lannuncio e la predicazione, rimane incompleta. Lannuncio importante sia per i laici, sia per i Padri stessi. Gli incontri sono perci caratterizzati da momenti formativi e dalla preghiera: i due aspetti devono coesistere. La nostra fede sillumina nei rapporti con il mondo nel quale viviamo. Tale concetto, ha pure sottolineato, stato espresso chiaramente nel Capitolo Generale di Bogot, in cui siamo stati esortati ad amare il mondo secondo lesempio di San Domenico.

La prima relazione, che seguita, stata del Delegato regionale della Sardegna, Dott. Gianni Pinna, che ha parlato della Visione beatifica come apoteosi della conoscenza. Lapoteosi da intendersi come deificazione della coscienza/intelligenza, ed possibile. La sua tesi partita dalle premesse filosofiche della fede. Un ampio dibattito ha fatto seguito alla relazione. Il secondo intervento Non si pu amare se non si conosce stato guidato dal Prof. Giulio Alfano, docente della Pontificia Universit Lateranense in Etica e Filosofia, gi Presidente Nazionale delle FLD dItalia e Malta. La citazione agostiniana, nel tema, intende lamore non come virt ma come libert; ma senza le virt non si vive nella libert n nellamore. Al termine della mattinata seguita la Santa Messa concelebrata dai nostri Padri. Nel pomeriggio lincontro ripreso con la relazione del Prof. Horst

Seidl, professore di Etica e Filosofia alla Pontificia Universit Lateranense e componente del Consiglio Provinciale dei Laici di San Domenico. Il tema stato: Esame etico sui comportamenti problematici attuali: una interessante relazione sui temi attuali particolarmente dibattuti, come evoluzionismo, creazione, aborto, eutanasia e altri, contro le tesi dei cosiddetti Laicisti. Compito dei laici domenicani ha detto il relatore - quello di attingere dalla nostra tradizione tomistico-aristotelica (la grande filosofia del passato realista: parte dalla res, dalla constatazione della realt) per saper intervenire e mediare alle critiche laiciste. Non dobbiamo lasciare che intervengano solo il Papa e i Vescovi. In serata, poi, la Dott. Luciana Tremiti, della Fraternita di Montepulciano, ha presentato una interessante serie di santini e immagini multimediali sulle

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Alcuni flash del Convegno di Chianciano Terme scattate allinterno del Tempio di San Biagio durante le Lodi domenicali il 3 aprile 2011.

Le Fraternite Domenicane al Convegno di Chianciano e Montepulciano

Mons. Rodolfo Cetoloni, Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il Provinciale P. Daniele, e i PP. Alberto, Graziano e il Presidente dei laici Piergiorgio.

illustri Sante regionali toscane Caterina da Siena e Agnese da Montepulciano: una preziosa collezione frutto di una appassionata ricerca e studio. Durante la domenica, 3 aprile, i partecipanti al convegno si sono recati a Montepulciano: nella monumentale Chiesa di San Biagio, splendido esempio di architettura rinascimentale opera di Antonio da Sangallo il vecchio, il Vescovo Diocesano, Mons. Rodolfo Cetoloni, ci ha accolti con piacere per la recita delle lodi mattutine, da lui guidate con alcune riflessioni. Quindi il gruppo dei convenuti ha raggiunto la Basilica di S. Agnese. Durante la visita sono stati ricordati S. Agnese e il Papa Benedetto XIII, domenicano, che la canonizz nel 1700, e abbiamo partecipato con devozione alla Santa Messa, celebrata dal Padre Provinciale, Daniele Cara. Dopo pranzo a Chianciano, che ha chiuso i lavori dellincontro, sono stati ringraziati, per lorganizzazione e la cura dimostrata nello svolgersi delle

manifestazioni, il Presidente Pier Giorgio Imbrighi ed il Padre Alberto Vigan, promotore dei laici della Provincia, nonch il Segretario del Consiglio Provinciale delle FLD, Francesco Spada e il tesoriere Guido Costa, da anni attivissimi nel Consiglio. Devo ritenere che lesperienza stata assolutamente positiva e in particolar modo per Padre Graziano Lezziero che ha ritrovato i suoi antichi parrocchiani, ai quali si sente sempre legato. Il tempo, poi, ci ha donato tre splendide giornate: i luoghi visitati sono un autentico paradiso terrestre che, nel ricordo dei grandi Santi che ivi hanno vissuto e sostato compreso San Francesco, hanno creato la cornice ideale e la predisposizione interiore per affrontare le tematiche di approfondimento care al nostro Ordine Domenicano. Alessandra Talmone della Fraternita di Santa Maria del Rosario in Roma.

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CAGLIARI. Chiesa di San Domenico.


Nuove professioni in fraternita.
Il 6 maggio nella Cripta della Chiesa di San Domenico di Cagliari la presidente della Fraternita domenicana, Marisa Vassena, ha accolto le professioni di alcune consorelle e confratelli alla presenza della Famiglia Domenicana - frati, suore, laici ed alcune associazioni. In assenza del padre Assistente, P. A. Fazzini, nella missione del Guatemala, il P. Priore Provinciale ha delegato, quale Assistente per la cerimonia, il P. Maurizio Carosi, priore della Comunita calaritana. Hanno fatto la professione temporanea i signori: Stefano Galletta, Sonia Cannas, Pier Luigi Amat ed Elena Floris. Hanno emesso la professione perpetua, nella stessa Fraternita i signori: Enrico Piras e Mariangela Ambu. A tutti i professi un cordiale augurio di perseveranza nella propria vocazione e di apostolato secondo lo spirito di San Domenico. La Santa Messa, concelebrata dai padri della Comunit, era animata dal coro San Domenico in onore di S. Caterina, la cui festa era stata trasferita a motivo dellottava di Pasqua. Erano presenti le Associazioni delle Crocerossine, dellOftal e della Pasfa, che vedono in S. Caterina la loro Patrona. Al termine, tutti sono intervenuti al fraterno rinfresco, assieme ai parenti e amici dei festeggiati, nel bel salone adiacente allartistico chiostro di stile catalano. (il Cronista).

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CAGLIARI. S. Domenico. I laici domenicani che hanno emesso la professione.

DALLA MISSIONE IN GUATEMALA


ce ne parlano il nostro studente domenicano, Manolo Puppini, e due collaboratori laici che ogni anno trascorrono alcuni mesi nella missione di Dolores-Peten con i nostri padri domenicani.

Unesperienza missionaria possibile a tutti


La prima volta che sono andato in Guatemala stato per caso. Il desiderio di vedere con i miei occhi come sarebbero stati utilizzati i contributi raccolti nel corso di una marcia di solidariet mi ha portato cos lontano. Ringrazio Dio per avermi dato questa opportunit. Questo accadeva nel febbraio 2007. Da allora e fino al 2011, per cinque anni, anno dopo anno, ho continuato ad andare in Guatemala, consapevole di quanto avrei trovato e di quanto ancora trover nei prossimi anni. A partire dal 2008 anche mia moglie Rita ha voluto condividere con me questa esperienza di vita, che annualmente riportiamo in un diario a puntate che, grazie al nostro manager P. Alberto, un frate domenicano, su internet a disposizione delle tantissime persone che per il momento si accontentano di leggerci, ma che, noi speriamo, possano presto condividere questa esperienza. Ogni anno, con Rita, quando iniziamo i preparativi per andare a Dolores, nel Petn, una regione del nord Guatemala grande una volta e mezza la Sardegna, veniamo assaliti dalla curiosit di sapere quali novit troveremo rispetto allanno precedente. Purtroppo per il Guatemala non ci sono fatti nuovi che portino a pensare che il Governo, rinsavendo, possa dare una sterzata decisiva al proprio operato creando nella popolazione aspettative di vita migliori. In quella nazione la povert una caratteristica ricorrente. Secondo alcune stime, il 20% della popolazione proprietaria della ricchezza di tutto il paese. Oltre 7 milioni di persone vivono con uno stipendio mensile inferiore ai nostri 40 euro. La disponibilit meno di 2 euro al giorno. Mi capitato di vedere con i miei occhi, mentre in una tienda (negozio) facevo la spesa per la nostra comunit, delle donne guatemalteche che compravano un pomodoro e due patate. Successivamente ho saputo che quello, insieme a brodo di fagioli e tortillas, era il pranzo per pi di 2 persone. Nessun commento in proposito. Ancora, nelle campagne lindigenza superiore di 3 volte a quella delle citt. Insieme alla povert conseguenza logica la denutrizione che colpisce i bambini. In Guatemala il Servizio Sanitario non garantisce una copertura adeguata alla popolazione. Alcune malattie, che in altri paesi normali sono state debellate, in Guatemala continua-

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no a mietere vittime. I bambini, a causa della carenza nutrizionale, muoiono per colpa di malattie facilmente prevedibili come disidratazione, diarrea e bronchiti. Migliaia di bambini in Guatemala muoiono prima di aver compiuto il primo anno di vita. Gli adulti non vivono condizioni migliori: molti sono diabetici e non sanno di esserlo perch non hanno gli strumenti per controllare la glicemia del sangue, ma non hanno neanche la possibilit di controllare lalimentazione visto che i loro pasti sono quasi esclusivamente a base di fagioli e mais. Abbiamo visto delle persone con la cancrena alle gambe in uno stadio molto avanzato che davano la colpa, della loro situazione, alle punture degli insetti. Unaltra delle maggiori cause che contribuiscono ad incrementare lo stato di povert lanalfabetismo. In Guatemala oltre il 40% della popolazione analfabeta. Il lavoro minorile, lo sfruttamento di bambini e bambine fra i 7

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e i 14 anni, che lavorano in certi casi anche oltre 40 ore settimanali, luogo comune. I bambini, lavorano per contribuire allincremento delleconomia familiare e per questo non vengono mandati a scuola o vi vengono mandati in modo irregolare. Potrei continuare a parlare a lungo, potrei dire della violenza che, a causa dellestrema povert e dellincremento del narcotraffico, continua a creare drammi umani, quasi con il beneplacito di chi amministra la Nazione. Le nostre motivazioni per il viaggio in Guatemala? Nulla di speciale: siamo solo convinti che la nostra presenza possa fare del bene a qualcuno. Prima di tutto a noi, poi ai nostri frati domenicani, P. Giorgio e P. Ottavio, ai quali portiamo una ventata di sardit, visto che provengono entrambi dalla Sardegna, e lavorano laggi da oltre 12 anni. Poi al Vescovo del Petn, Mons. Mario Fiandri, nativo di Arborea (Or), a Gigi,

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GUATEMALA. Peten-Dolores. Il vescovo, Mons. Mario Fiandri, e P. Ottavio.

GUATEMALA. Peten-Dolores. La chiesa parrocchiale.

il fratello di P. Ottavio, che ha scelto di vivere laggi, lasciandosi alle spalle il consumismo occidentale. Queste persone ci hanno aiutato ad integrarci in questo paese, a voler bene a questa gente, a conoscerne le necessit, a valutare le priorit, a farci desiderare ogni anno di essere pi vicini con la nostra presenza alla loro vita. E a dimenticarci, qualche volta, di avere in patria i nostri parenti che ci aspettano. La collaborazione con le Suore, sia Domenicane che Vincenziane, ci fa costatare la cruda realt di ogni giorno e limpegno quotidiano per valorizzare le donne ed i bambini, per dare loro un barlume di fiducia in se stessi affinch possano cominciare un cammino di autostima e cambiare la qualit della loro vita. Noi non andiamo per portare innovazioni sostanziali alla loro vita, cerchiamo solo con la nostra presenza di dare fiducia alle persone, di essere di conforto nei momenti difficili, di dare un sorriso, che per loro tanto, perch

in questo modo si sentano considerati e partecipi dei cambiamenti in positivo della loro esistenza. Questanno poi abbiamo fatto una esperienza nuova e bellissima: al nostro arrivo a Dolores la gente timidamente ha bussato alla nostra porta per darci il benvenuto; quasi ogni sera, dopo la S. Messa, venuta a tenerci compagnia; nei villaggi siamo stati accolti come vecchi amici compartendo il loro cibo; alla nostra partenza in parecchi sono venuti a salutarci con le lacrime agli occhi augurandosi di rivederci lanno prossimo in Guatemala Primero Dios/ a Dio piacendo. Non sappiamo se abbiamo seminato qualcosa in queste persone; certo che abbiamo seminato nei nostri cuori e vorremmo aver seminato anche nelle persone che avranno lopportunit di leggere queste poche righe. Comunque se avessimo toccato anche il pi piccolo angolo della vostra disponibilit a conoscere, potrete trovare nel sito internet www.predica-

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zione.it i diari che dal 2004 al 2011 i missionari laici tra i quali anche noi abbiamo scritto a testimonianza delle esperienze fatte. Grazie, poi, alla creazione della onlus P.A.S.S.I. per il mondo! Notizie di questa si possono trovare nel medesimo sito internet. Alla onlus ci si pu iscrivere: stiamo cercando di coinvolgere tanti amici affinch si possano realizzare dei sogni e concretizzare degli obiettivi che sicuramente saranno di vantaggio per la giovent di quel paese: una scuola professionale. Noi, Francisco e Rita, fino ad ora ci siamo ritenuti fortunati dellesperienza fatta e ci auguriamo di tutto cuore, se la salute e la situazione economica ci assiste, di poter continuare nel nostro percorso che fino ad ora ci ha regalato tantissimo bene, serenit e soddisfazioni. Francisco y Rita

La mia esperienza in Guatemala


Sono un domenicano, ancora diacono, e lo scorso aprile sono stato a Dolores, nel Petn, distante circa 400 Km da Citt del Guatemala. I primi giorni in Guatemala sono stati piuttosto duri ma piacevoli. Ci che mi impressionava di pi era la numerosit dei bambini che, ogni volta che arrivavamo in una aldea, ci veniva incontro. Ho potuto aiutare i padri nel ministero: ho avuto la gioia di poter battezzare. Ricorder particolarmente i riti della Settimana Santa, il triduo e la veglia di Pasqua nella chiesa di Nuestra Seora de los Dolores. Consideravo come le chiese sono in genere piccole, con il pavimento in terra battuta, dotate di semplici panche di legno e tetti ricoperti da lamiere; anche laltare un semplice tavolo di legno. Ma anche le loro abitazioni sono poverissime: ununico spazio con tetto di foglie di palma di guano. Ugualmente, per dormire, si servono di letti senza materasso o di amche. Ringrazio per lopportunit che, nonostante il da fare, mi stata data di fare alcune escursioni nei siti archeologici di Ixcn e Tikal, ricchi di steli, acropoli, templi, piazze e strade dellantica civilt maya, e una visita alla cittadina di Flores, sul lago Petn Itz. Ringrazio di cuore il priore provinciale, padre Daniele, e tutti i padri della missione per laccoglienza e disponibilit. Sento che questa visita in missione, a pochi mesi di distanza dalla mia Ordinazione presbiterale, stata un vero dono del Signore. S! Unesperienza missionaria che mi porta fortemente ad una maggiore collaborazione e solidariet con i poveri. Fra Manolo M. Puppini op

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GUATEMALA. Peten-Dolores. Fr Manolo amministra un battesimo.

IN MEMORIA

TITO SANTE CENTI


Segni 1915 - Fiesole 2011 domenicano

Il nome del P. Tito legato soprattutto al nome di San Tommaso, del quale

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Il giorno 18 maggio, alle ore 21.07, si spento il P. Tito (Sante) Centi nel Convento di San Domenico di Fiesole, culla di tanti uomini santi, tra i quali S. Antonino e il B. Angelico. Era nato il 30 ottobre 1915 a Segni. Entrato nellOrdine un anno dopo il fratello Timoteo, aveva emesso la professione religiosa il 6 ottobre 1933 e il 16 giugno 1940 era stato ordinato sacerdote. Nello stesso convento fiesolano aveva trascorso quasi tutto il tempo della sua formazione religiosa, ad eccezione degli studi complementari per la laurea in teologia, conseguita nellAteneo internazionale Angelicum di Roma, e vivr quasi tutta la sua lunga vita. A Fiesole attese allo studio, allinsegnamento, allapostolato, incluso quello parrocchiale; da qui partiva per attendere alla predicazione itinerante, e qui rientrava per ritemprarsi spiritualmente in una fedele osservanza della vita regolare e puntuale partecipazione alla preghiera comunitaria e personale.

fu assiduo studioso e ardente cultore. Gran parte della sua vita la trascorse impegnato nella traduzione delle opere del dottore angelico. Ha tradotto in lingua italiana la Summa Contra Gentes, alcuni opuscoli e alcune Questiones Disputatae. Ma il suo lavoro pi importante fu la traduzione della Summa Theologiae, di cui egli fu direttore, traduttore e commentatore principale. Allinizio di questo lavoro, nel 1948, egli fu segretario, ma, dopo qualche volume, la collaborazione di vari autori venne meno ed il lavoro fu sospeso per vari anni. Nel 1963 fu costituita una commissione di tre religiosi dellOrdine, di cui il P. Tito fu presidente e fu stipulato un accordo tra la Provincia di San Marco e leditore Salani, con limpegno di consegnare 4 volumi annui. Dopo soli tre anni uno dei tre della Commissione fu trasferito in altro convento, ma il lavoro and avanti stando alle scadenze fissate. Nonostante che i collaboratori esterni non stessero sempre agli impegni presi, il P. Tito suppl pi di una volta nel fare le traduzioni e redigere i commenti della Somma. merito suo se nei primi anni 70 si poteva avere

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Padre

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lopera completa che risulta composta, con lintroduzione, di 35 volumi. Particolarmente in riferimento a questo lavoro, il 31 ottobre 2003, P. Centi riceveva meritatamente dal Maestro dellOrdine, fr Carlos Azpiroz Costa, la nomina di Maestro in Sacra Teologia. La pergamena di nomina, ricordo, fu letta dallallora Priore Provinciale, P. Giovanni Monti, nel Convento di S. Marco a Firenze e coram il Consiglio Allargato di Provincia, riunito per la Dieta, tenne, con vivacit di esposizione, la sua lectio, proprio sulla Somma di S. Tommaso. Anche dopo gli anni settanta, il Padre ha continuato a scrivere e a pubblicare, si pu dire, fino alla bella et di novantanni. Ricordo, in particolare, una graziosa biografia di San Tommaso, intitolata Nel segno del Sole (Roma, 1982), che espressione della sua devozione al santo e in cui si rivela un religioso innamorato del suo grande Confratello, che ha cercato di imitare nel pi autentico spirito di San Domenico: amore allo studio assiduo, fedelt alla preghiera comunitaria, zelo per la salvezza delle anime e grande amore allOrdine. P. Tito, infatti, stato sempre mosso da zelo apostolico. Anche se qualche volta pu essere apparso un po angoloso nei suoi atteggiamenti, aveva un cuore tenero e sensibile, come potrebbero testimoniare le tante persone da lui spiritualmente dirette e, per primi, i numerosi giovani domenicani che si sono avvicendati per tanti anni nel noviziato provinciale e inter-provinciale di Fiesole. Con lui si spegne, ma non del tutto, una luminosa luce della gloriosa, ma ormai estinta, Provincia di San Marco e, in particolare del convento fiesolano. >>>

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Nella mattina di venerd 20 maggio si tenuta la Santa Messa esequiale, presieduta dal priore provinciale, fr. Daniele Cara, e ha visto la presenza di confratelli di diverse comunit, dei nipoti venuti da Segni e di persone amiche che lavevano conosciuto nel suo ministero sacerdotale. La sua salma stata tumulata nellattiguo cimitero di S. Domenico, nella zona riservata ai confratelli che lavevano preceduto nellincontro col Padre celeste. (P. Angelo Urru, op).

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Dal Monastero di PRATOVECCHIO (AR).
S. Maria della Neve e San Domenico Ci uniamo al cordoglio e alla preghiera delle Monache domenicane, a suffragio della consorella che andata alla Casa del Padre. La comunit claustrale annuncia laccoglienza nelle braccia della Divina Misericordia di: sabato 30 Aprile 2011 alle h.19,40 Le sue ultime parole: Mi devo alzare, devo andare alla Messa di Beatificazione di Giovanni Paolo II. Nata a Chiavazza (BI) il 20/10/1924 ha vestito labito dellOrdine Domenicano il 7/10/1946 ha emesso la Prima Professione il 2/2/1948 e la Professione solenne 2/2/1951 Le Esequie, sono state celebrate luned 2 maggio. Chiediamo per la sua anima una preghiera di suffragio. GRAZIE ! sr M. Pia, priora e Consorelle

Sr Maria Rosaria Muzioli op

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Particolarmente per coloro che vengono a far parte delle nostre Fraternite Laicali indichiamo la pubblicazione, con i relativi dati, di due Riviste curate dalla Provincia Romana di S. Caterina da Siena, offrendo loccasione a chi volesse abbonarsi: MEMORIE DOMENICANE. una rivista a carattere storico e dinteresse allelaborazione critica della fede in relazione a culture e societ. Ccp. 52504545 intestato a: Prohemio editoriale srl - Via G.B. Vico, 11 - 50136 Firenze. Migrazioni, incontro con laltro, Identit, alterit, accoglienza, a cura di Alessandro Cortesi e Sebastiano Nerozzi, pp. 328. Firenze, ed. Nerbini 2011 ( 20). Dopo la pubblicazione del volume Migrazioni, segno dei tempi in cui il tema delle migrazioni era studiato attraverso la lente delleconomia, dei diritti umani e delle politiche sociali, il centro Espaces Giorgio La Pira di Pistoia propone in questo volume una serie di contributi che guardano alle migrazioni come provocazione a ripensare il rapporto con laltro nelle nostre societ. La domanda si sposta dal piano delle analisi sociologiche ed economiche al livello della cultura che innerva atteggiamenti di sospetto, di rifiuto o, per contro, di accoglienza e di ospitalit nei confronti dellaltro (). Il volume raccoglie contributi che intersecano diverse competenze ed ambiti di riflessione: da quello filosofico a quello biblico e teologico, a quello interreligioso, a quello filosofico-politico. I percorsi proposti intendono essere un contributo per interpretare le migrazioni oggi quale opportunit per la costruzione di una societ aperta, capace di accogliere lo straniero e di valorizzare le diversit come arricchimento dellidentit di ciascuno. Per richieste rivolgersi a: Centro Espaces, piazza san Domenico 1 - 51100 Pistoia tel 0573. 509382 / oppure e-mail: info@domenicanipistoia.it

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RIVISTA DI ASCETICA E MISTICA. la pi antica rivista italiana dedicata ai problemi e alla storia della spiritualit. Esce in fasc. trimestrali di oltre 100 pp. Ccp. 26167502 intestato a: Rivista di Ascetic a e Mistica - Via Cavour, 56 - 50129 Firenze.

pubblicazioni
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PUBBLICAZIONI
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Al Santo Spirito
In un vaso di fragile argilla noi uomini portiamo il Santissimo, ma Tu, Spirito Santo, quando abiti in un uomo abiti in qualcosa dinfinitamente inferiore: Tu, Spirito di Santit, abiti fra limpurit; Tu Spirito di Sapienza, abiti fra la stoltezza; Tu, Spirito di Verit, abiti fra linganno! Oh, abita in me sempre! E Tu che non cerchi gli agi di unabitazione confortevole perch certo la cercheresti invano; Tu che crei e rigeneri e Ti fai Tu stesso la tua dimora, oh, abita in me per sempre! Perch un giorno Tu finisca col compiacerti di questa dimora che ti sei preparato Tu stesso in mezzo alle nefandezze, alle cattiverie e agli inganni del mio cuore.
Sren Kierkegaard

DOMENICANI n. 3 / 2011
PROVINCIA ROMANA DI S. CATERINA DA SIENA

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piazza S. Domenico, n. 5 - 09127 Cagliari Tel. 070-65 42 98 - cell. 339 18 22 685 fax 070-662837 - ccp. 41 48 28 94 e.mail: zabatta.eugenio@tiscali.it