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La cultura Gli spettacoli A richiesta con Repubblica + l’Espresso Bariccoateatro “DaProust aKateMoss”
La cultura
Gli spettacoli
A richiesta con Repubblica + l’Espresso
Bariccoateatro
“DaProust
aKateMoss”
Per“Capirel’economia”
esce il dvd su Adam Smith
TrionfaSpielberg
ma nelle nomination
la sorpresa è “Amour”
RAFFAELLA
SILVIA
DE SANTIS
BIZIO
sorpresa è “Amour” RAFFAELLA SILVIA DE SANTIS BIZIO 1 2 www.repubblica.it Fondatore Eugenio Scalfari Direttore
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1 2

www.repubblica.it

Fondatore Eugenio Scalfari Direttore Ezio Mauro
Fondatore Eugenio Scalfari
Direttore Ezio Mauro
Fondatore Eugenio Scalfari Direttore Ezio Mauro ven 11 gen 2013 Anno 38 - Numero 9 1,50
Fondatore Eugenio Scalfari Direttore Ezio Mauro ven 11 gen 2013 Anno 38 - Numero 9 1,50

ven 11 gen 2013

Anno 38 - Numero 9

1,50 in Italia

venerdì 11 gennaio 2013

SEDE: 00147 ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO 2004 - ROMA. CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ: A. MANZONI & C. MILANO - VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/574941. PREZZI DI VENDITA: PROV. VE CON LA NUOVA DI VENEZIA E MESTRE 1,20; (CON IL VEN E D 1,50). AUSTRIA, BELGIO, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, IRLANDA, LUSSEMBURGO, MALTA, MONACO P., OLANDA, PORTOGALLO, SLOVENIA, SPAGNA 2,00; CANADA $1; CROAZIA KN 15; REGNO UNITO LST 1,80; REPUBBLICA CECA CZK 64; SLOVACCHIA SKK 80/2,66; SVIZZERA FR 3,00; UNGHERIA FT 495; U.S.A $ 1,50

Il segretariopd: niente Imufinoa 500euro. Il premier attacca i sindacati: sonoundannoper il paese. L’Agcom: troppospazioal Professore intv

Bersani: Monti nonandràal Colle

Berlusconi, duelloconSantoro: l’Italiaancorainmanoai comunisti disumani

Chiestorinvioagiudizioconbossecarabinieri

I pmsuStato-mafia

“ProcessateMancino

ManninoeDell’Utri”

pmsuStato-mafia “ProcessateMancino ManninoeDell’Utri” L’arresto di Totò Riina La storia Undicipersonaggi in

L’arresto di Totò Riina

La storia

Undicipersonaggi in cerca di verità

ATTILIO BOLZONI

U N SENATORE. Un penti- to. Due ex ministri. Un si- cario. Un medico mafio-

so. Tre ufficiali dei carabinieri. Il

capo dei capi di Cosa Nostra. L’e- rede di un sindaco malandrino.

Tutti insieme, alla sbarra. Per la primavoltaunoaccantoall’altro, eccoipersonaggidellatrattativa. Chi sono e da dove vengono. Il più nascosto. Generale di Corpo d’Armata, comandante

deirepartispecialideicarabinie-

ri al tempo della cattura di Totò Riina, Antonino Subranni era considerato uno dei migliori in- vestigatori siciliani (suo il primo rapporto sui Corleonesi del

1977).

SEGUE A PAGINA 15 PALAZZOLO A PAGINA 14

del 1977). SEGUE A PAGINA 15 PALAZZOLO A PAGINA 14 Santoro con Berlusconi ieri sera in

Santoro con Berlusconi ieri sera in tv

SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 11

L’analisi

Tantorumorepernulla

CURZIO MALTESE

G LI amici tienteli stretti, ma i nemici ancora più stretti, consigliava il Padrino. Berlusconi e San- toro erano destinati a incontrarsi di nuovo. Sono

due uomini di televisione, quindi il loro conflitto era

fondatosulleleggidellospettacoloenonsupresuntiva-

lori. Sono entrambi narcisi sfrenati, di conseguenza sfrenatamente vittimisti.

SEGUE A PAGINA 33

Il retroscena

D’Alema, tentazione da ministro

GOFFREDO DE MARCHIS

«N ONhofattopromesseanessuno»,giuraBer-

sani. Ai collaboratori ha solo indicato i crite-

ri con cui sceglierà la sua squadra: «Compe-

tenza,rinnovamento,aperturacivica.Dobbiamostupi-

re ancora, se vinciamo. Come abbiamo fatto con le pri- marie e le parlamentarie». Ma per il governo non rinun- cerà al «presidio d’esperienza» più volte annunciato.

SEGUE A PAGINA 7

Spread sotto quota 260, bene l’asta dei Bot. Appello di Obama a Cameron: Londra non deve lasciare la Ue

Draghi: la ripresa solo alla fine del 2013

ADDIOALL’AUSTERITY

FEDERICO RAMPINI

NEW YORK

I L DOPO austerity sta cominciando. Dai vertici del- l’Unione europea arrivano segnali, ancora discreti mainequivocabili, di uncambiamentodi rotta. Nes-

sunovuole prendere attoinmodobrutale che le terapie

finquiapplicatenell’eurozonaeranopropriosbagliate.

SEGUE A PAGINA 13

ROMA — Il presidente della Bce Mario Draghi prevede una ri-

presa dell’economia mondiale «ma alla fine del 2013». E per

questoinvitaacontinuarecolri-

sanamento. Lo spread scende sotto quota 260, va bene l’asta dei Bot. Il presidente americano esorta la Gran Bretagna a «non lasciare la Ue».

BONANNI E POLIDORI ALLE PAGINE 12 E 13

I curdi accusano gli 007 di Ankara UcciseaParigi con un colpo allanuca tremilitantiPkk ALLE PAGINE

I curdi accusano gli 007 di Ankara

UcciseaParigi con un colpo allanuca tremilitantiPkk

ALLE PAGINE 16 E 17

R2

R2 Il mito dellaragazza (troppo) perfetta dal nostro inviato ANGELO AQUARO NEW YORK S ALVATE le

Il mito dellaragazza (troppo) perfetta

R2 Il mito dellaragazza (troppo) perfetta dal nostro inviato ANGELO AQUARO NEW YORK S ALVATE le

dal nostro inviato

ANGELO AQUARO

NEW YORK

S ALVATE le nostre ragazze

dal mito della ragazza per-

fetta.Salvateledallascuola

dove sono sempre al primo po-

sto, salvatele dall’ufficio dove

sonosempreinprimafila,salva-

tele dallo sport dove sono sem- pre meno distanti dai record dei maschi. Il mito della ragazza perfetta sta rovinando la nostra meglio gioventù: al femminile. Da New York a Roma, da Parigi a Palermo è la stessa identica foto che si ripete. Ma non fidatevi dei sorrisi smaglianti solo all’appa- renza: sotto, nascondono lacri- me di struggente depressione. Sì, a prima vista sembrerebbe davvero il ritratto del successo. Negli Usa le ragazze vanno così bene a scuola che la rivista Atlantic ha lanciato l’allarme al- l’incontrario: «Il gap tra i sessi nelle conquiste accademiche ormai è realtà: e rischia di mi- nacciare milioni di ragazzi ame- ricani». Esagerato? Non temete:

è una preoccupazione corretta anche sessualmente, firmata cioè da una signora, Christina Hoff Sommers, esperta dell’A- merican Enterprise Institute.

ALLE PAGINE 35, 36 E 37 CON UN COMMENTO DI MICHELA MARZANO

L’inchiesta

Tutti gli interrogatori di Bari. Finta rissa incampoper coprire la combine

La squadra del calcio truccato “Così ci spartivamo il bottino”

GIULIANO FOSCHINI MARCO MENSURATI

È QUASI l’ora di pranzo del 6 settembrescorsoquando,nel palazzo di giustizia di Bari, il

testimone Antonio Conte, messo alle strette dalle domande dei pm, conduce la sua linea difensiva all’e- strema conseguenza.

SEGUE A PAGINA 22 CON UN ARTICOLO DI TONACCI

Oggi il sì del Consigliodei ministri un’orasuquattrodedicataall’attivitàfisica

Nasceil liceosportivo centoscuole perglistudenti-atleti

SALVO INTRAVAIA A PAGINA 21

perglistudenti-atleti SALVO INTRAVAIA A PAGINA 21 R2 L’Università di Torino nega il cranio di un brigante

R2

perglistudenti-atleti SALVO INTRAVAIA A PAGINA 21 R2 L’Università di Torino nega il cranio di un brigante

L’Università di Torino nega il cranio di un brigante al suo paese d’origine

Se tra Lombroso e la Calabria scoppia la battaglia del teschio

MAURIZIO CROSETTI

G IÀ lo chiamano il giallo del cra- nio conteso e non è una storia gotica, semmai una querelle le-

gale tra un museo e una comunità ur-

bana con possibili letture sottotraccia:

la solita, datatissima disputa Sud con- tro Nord, una vaga appendice di razzi-

smo,unrigurgitoneo-borbonicoeilso-

spetto che qualcuno ci voglia marciare.

SEGUE A PAGINA 38

La Cassazione gela sentenza di Milano

110condannearischioannullamento

La stampante sbaglia icapidella’ndrangheta a un passo dalla libertà

DAVIDE CARLUCCI A PAGINA 20

laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 2 VERSO LE ELEZIONI
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laRepubbl

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VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

2

VERSO LE ELEZIONI

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Lo scontro

11 GENNAIO 2013 ■ 2 VERSO LE ELEZIONI Lo scontro Lo showdi Berlusconi da Santoro

Lo showdi Berlusconi da Santoro “L’Italianonègovernabile èancorainmanoai comunisti”

“Bisogna votare Pd o Pdl, Monti è una testa dura”

CARMELO LOPAPA

ROMA — Su il sipario con l’inno del ’94 «e Forza Italia che siamo tantissimi». E sarà l’unica paren- tesi amica. Poi le due ore e passa nell’arena di Santoro e Travaglio saranno una corrida, per Silvio Berlusconi. Con sigla da torero si apre del resto Servizio Pubblico. Ma il «toro» non va via indignato, neanche fa la mossa, stavolta. E non era scontato. Teso, nervoso, un appena intimorito dall’uno controtutti,giustoall’inizio.Poiil Cavaliere ribatte colpo sul colpo, ritrova la verve, contrattacca. È lo show più atteso di questa campa- gna elettorale. Michele Santoro spara il video della conferenza stampa del no- vembre 2011 quando da premier ancora in carica Berlusconi rac- contava dei ristoranti pieni, dei

voli esauriti e degli italiani in va-

canza.«Lasituazioneeracomple- Sonoanchenonnoperlasettima-

e quindi anche sordo sarà l'età.

menta problemi di acustica. «C’è un’acustica strana. Sono vecchio

LA STRETTA DI MANO Silvio Berlusconi ieri negli studi di “Servizio pubblico” su La7. Al
LA STRETTA DI MANO
Silvio Berlusconi
ieri negli studi di
“Servizio pubblico”
su La7.
Al
centro
la
stretta di mano
con il conduttore
Michele Santoro
Berlusconi ha
anche stretto la
mano a Marco
Travaglio prima della
trasmissione.
A
sinistra il
Cavaliere saluta
il
pubblico presente
nello studio televisivo

Riproposta la frase del 2011 sugli aerei e i ristoranti pieni “Confermo, la crisi non c’era ancora”

eliminerebbe». Berlusconi sorri- de.Rispolveracomeognigiornoil

sermone sull’architrave costitu- zionale da riformare, torna ad at- taccare la sinistra erede dei «co- munisti: la più disumana e crimi- nale ideologia». Poi lo scivolone peggiore, sull’ex capo dello Stato defunto, Scalfaro: «Anche lui era assolutamente di sinistra ed era il peggiore» sbotta il Cavaliere. Santoro: «Ma lei non è riuscito a fare le riforme quando aveva

una maggioranza straordinaria, come potrà farle ora che avrà un piccolo consenso elettorale? «Non è cosi, lei ha fatto l’univer-

sità o le scuole serali» chiede Ber- lusconi. «Io la mia laurea ce l’ho»

tagliacortoilgiornalista.Maètut-

to in punta di fioretto. Alle 22.15 l’atteso intervento di Marco Tra- vaglio che incalza sul processo Ruby e sul presunto complotto internazionale sulla nascita go- verno Monti. Inizia col «libro pa-

L’ex direttore del Tg4

tro. «Io conosco il Paese, non so-

no stato seduto dietro la scrivania

diun’Università.Montièstatodi-

sastroso, hanno sfilato due men- silità alle famiglie». Poi alza la vo- ce: «Questo paese è ingovernabi- le. Se gli italiani non capiranno che bisogna dare a un solo partito

il voto e dargli la maggioranza per

poter cambiare la costituzione». Santoro lo interrompe: «Lei vor- rebbeivotituttiperlei,anzi,fosse per lei anche sto’ Parlamento lo

per lei anche sto’ Parlamento lo Fede in Senato Emilio Fede e la moglie Diana De

Fede in Senato

Emilio Fede e la moglie Diana De Feo (nella foto) sarebbero entrambi candidati nelle liste del Pdl al Senato. Diana De Feo è una senatrice uscente del Pdl. L’ex direttore del Tg4 a novembre aveva presentato un proprio movimento dal nome “Vogliamo vivere”

ga con le 42 donne al suo libro pa-

ga».Berlusconiprovaainterrom-

pere: «Non ho mai pagato una donna». Travaglio prosegue. Lui

Travaglio lo incalza sul processo Ruby “42 donne a libro paga”. “Non ne ho mai pagata una”

prende appunti. Alla fine sbotta:

«Accuse infondate e diffamato- rie». Lo show incalza. Tremonti candidato premier della Lega?

«Nonlosaràmai,candidaturaho-

noris causa e la Lega ha una per- centuale bassa». E poi. «Ho biso-

gno di soldi, a mia moglie devo 200 milioni di vecchie lire al gior- no» scherza l’ospite. Riecco il vi- deo della Merkel che in un vertice

UeloattendeinpiedimentreBer-

lusconi parla al telefono. Mo- menti di tensione pochi, Santoro lo calma. E lui: «Arrabbiato io? Mi sto divertendo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

tamente diversa, non si era scate- nata la crisi finanziaria dell’ulti-

moanno»sischermiscelui.«Que-

sta crisi non è colpa del governo chehopresiedutomadelgoverno dei tecnici». Video di aziende in

crisi e lavoratori sul lastrico a Lu- mezzane. Ma lei affiderebbe le sue aziende a un manager che ha gestitoottodegliultimidiecianni e ha più di settant’anni? Gli chie-

na volta». E Santoro: «Si sforzi di

deabruciapeloadaperturailcon- seguireillabiale».Berlusconiten-

duttore. «Se si chiamasse Silvio Berlusconi, sicuramente sì». I professori? «Hanno determinato questa situazione di crisi e dicia- mocelo chiaro si erano tutti mon-

tati la testa». L’Imu? Il premier «è

stataunatestadura,tenutainpie-

di dalla sinistra». Punto e a capo. Negli studi sulla Tiburtina l’ex premier si presenta col portavoce Paolo Bonaiuti e, a sorpresa, con Massimo Boldi, che poi siede tra gli spettatori, in platea si scorge pure Isabella Ferrari. Dopo pochi minuti dall’inizio il Cavaliere la-

terventicontroMontieilsuocen-

ta e in parte riesce a virare gli in-

Stipendi sfilati Ogni famiglia si è vistasfilaredue mensilitàpergli aumenti che ci sono stati. O si

Stipendi sfilati

Ogni famiglia si è vistasfilaredue mensilitàpergli

aumenti che ci sono stati. O si cambia

o si va al disastro

Crisi e colpe

Il mio governo non

ha colpa della crisi, quella internazionale èstatacuratamale daiprofessori

No a Tremonti

Tremontinonpuò essere il mio premier. La Lega ha pochi voti, questacandidatura èsolohonoriscausa

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laRepubbl

ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

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PER SAPERNE DI PIÙ www.serviziopubblico.it www.pdl.it

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SAPERNE DI PIÙ www.serviziopubblico.it www.pdl.it ■ 3 FOTO : AFP Le curiosità LA CORRIDA La trasmissione

FOTO:AFP

Le curiositàPIÙ www.serviziopubblico.it www.pdl.it ■ 3 FOTO : AFP LA CORRIDA La trasmissione di Servizio pubblico di

www.pdl.it ■ 3 FOTO : AFP Le curiosità LA CORRIDA La trasmissione di Servizio pubblico di

LA CORRIDA

La trasmissione di Servizio pubblico di ieri sera che ospitava Berlusconi è iniziata con la canzone “Granada” che evocava una corrida spagnola

la canzone “Granada” che evocava una corrida spagnola GLI OSPITI Fra il pubblico che assisteva ieri
la canzone “Granada” che evocava una corrida spagnola GLI OSPITI Fra il pubblico che assisteva ieri

GLI OSPITI

Fra il pubblico che assisteva ieri sera a Servizio pubblico c’erano anche Massimo Boldi, Isabella Ferrari e Antonio Padellaro

anche Massimo Boldi, Isabella Ferrari e Antonio Padellaro LA MERKEL Durante la trasmissione di ieri sera

LA MERKEL

Durante la trasmissione di ieri sera Santoro ha mandato in onda il filmato del vertice Nato in cui la Merkel attende Berlusconi che telefona

Il personaggio

EilCavalieresfuggeallacorrida

“Davoisolofalsità,nonsietemaigenerosi”

Unastrettadi manoconil conduttoreescriveunaletteraaTravaglio

FRANCESCO BEI

ROMA — «CHIST’ è ‘o paese dove

‘e pparole so’ doci o so’ amare, ma

so’ sempre parole d’amore». Sa- ranno pure state «parole d’amore» quelle di Santoro. E così, formal- mente, la promessa iniziale del giornalista di non voler fare una corrida, perché «gli italiani non hannopiùbisognodi untoreroche

deve ammazzare il toro al posto lo-

ro»,èstatarispettata.Cosìforsede-

ludendoimolticheavevanorinun-

ciato alla serata di “Masterchef” per gustarsi la battaglia televisiva dell’anno. Ma se non è stata con la spada del torero, Santoro ha usato contro Berlusconi un’arma molto

ni e non si trova un posto sugli ae- rei». Il Berlusconi del 2013 è in dif- ficoltà, serra la mascella: «Confer- mo parola per parola quello che

Responsabilità del

mio governo nella crisi? Nessuna». Parolestanche.Mancailguizzodel

combattente, anche perché sta- volta Santoro non lo stuzzica, non

gli consente di inalberarsi, non c’è

alcun«Santorosicontenga».Esuo-

na posticcio l’attacco gridato con- tro «il comunismo, l’opera più cri- minale della storia». Il giornalista, anzi, è accoglien- te, fin da subito avvolgente. Come un boa. «Servizio Pubblico è per tutti, anche per Berlusconi», an- nuncia aprendo la trasmissione. E

erapresentatofinoraintuttiisalot- anche il primo filmato è tutt’altro

ti televisivi, dal poveroGiletti e dal-

tecnicamente irresponsabile dello stato comatoso del paese. Come si

ne e mondo del sostegno a Monti,

delCavaliered’opposizione,vergi-

cente: Berlusconi stesso. Toglien- dogli lamascherafinale, strappan- do l’ultimo travestimento, quello

piùletale,piùsottile.Eallafinevin-

la crisi era un’invenzione dei gior-

Le citazioni
Le citazioni
DISASTROSO “Monti è una testa dura da convincere; è tenuto su dalla sinistra; è lui

DISASTROSO

“Monti è una testa dura da convincere; è tenuto su dalla sinistra; è lui il principale responsabile della crisi delle famiglie”

CONTRARIO

“Maroni ha scelto Tremonti perché vuole lui come ministro dell’Economia, non me. Non potrà mai essere premier”

SCALFARO “Era di sinistra, ed era il peggiore”: così Berlusconi sull’ex presidente della Repubblica Oscar
SCALFARO “Era di sinistra, ed era il peggiore”: così Berlusconi sull’ex presidente della Repubblica Oscar

SCALFARO

“Era di sinistra, ed era il peggiore”: così Berlusconi sull’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro

«Quando lei critica l’austerità —

nali,vistoche«iristorantisonopie- chiosa Santoro — qui sfonda una

porta aperta. Noi eravamotra i po- chi a lanciare l’allarme per l’ecces- sodi austeritàmentrevoi approva- vate questi provvedimenti». Il Ca- valiere prova a svicolare. Si è pre- parato una battuta sulla crisi che è

come«l’acquaaltaaVenezia»,pro-

dotto di più fattori, «la luna, lo Sci-

ebbi a dire

rocco, la pressione atmosferica». Santoro gli ruba il finale: «E Monti alloraèildiluviouniversalementre lei è come Noè, che si appresta a tornare al governo con tutti gli ani- mali». Sembra un minuetto, ma si capisce che c’è una regia. Incalza infatti Luisella Costamagna sem- pre sullo stesso punto: «Molte del- le misure prese da Monti non sono

che ostile. Un reportage sulla crisi delle aziende nel Nord, dove vari elettori (molti berlusconiani) se la prendono soprattutto con Monti, «che non ha risolto un cazzo», con il quale «si sta peggio di prima», e così via. Un servizio «impeccabi-

le», si lascia sfuggire il Cavaliere. Ma non capisce in tempo che è so- lo la prima spira che si stringe.

ELLEKAPPA

ELLEKAPPA

altro che la realizzazione pratica di decisioni di Berlusconi. Lei ora vuoleabolirel’Imu, maperchénon ha cercato di bloccarla in Parla- mento?«. Berlusconi non sa che di- re. Piagnucola: «Ma non è facile convincere una testa dura come Monti,nonhannovolutoaccettare modifiche. È facile fare la parte che

fate voi stando in tv!. I professori al governo si erano montati la testa, erano sordi a ogni intervento». Santoro lo stuzzica ma sempre senza affondare: «Questo è un di-

eh! An-

diamo». Qualchescambioscoppiettante traiduemattatoric’ècomunque,a onor del vero. «Santoro, lei è anda- toallaseralioall’Università?».«Stia tranquillo: io ho studiato tutto quanto mentre lei ancora giocava con le figurine». «Io mi vanto del mio successo imprenditoriale che ha contribuito al mantenimento dello Stato con 9 miliardi di impo- ste pagate dalle mie aziende». «Sì certo, daquandolei èandatoinpo- litica le sue aziende vanno sempre sù, sù». «Santoro, siamodalei osia- mo a Zelig? Perché mi sto diven- tendo». «Travaglio, intervieni tu,

scorso da politicante

eh!

Non c’è il guizzo del combattente, a parte l’attacco gridato e posticcio al comunismo

la bistrattata Gruber fino a Bruno Vespa. E invece no. Berlusconi vs Berlusconi. Quello che nel 2011, come gli ri-

corda Giulia Innocenzi, «conti-

nuava a dire che la crisi non c’era».

E allora via col filmato della confe-

renza stampa di Cannes 2011, quando il Cavaliere assicurava che

fallo divertire un po’». Tutto da copione comunque. Come il solito repertorio dell’invi-

dia sociale: «Voi - dice a Santoro e Travaglio per giustificarsi dei soldi alla Matera - non riuscite mai a es- sere generosi congli amici». Di giu- stizia, e anche questo è segno dei tempi, si parlaperlaprimavoltaal- le dieci e cinque minuti. Dopo un’ora di crisi, Imu, Merkel, Monti.

ToccaaMarcoTravagliofarrivede-

re il Berlusconi more solito. E allora

tornano le Olgettine, «alcune con

fidanzato malavitoso». Si sente an- corapronunciareil nomedi Rubye

di

BarbaraMatera, «acui Berlusco-

ni

ha bonificato 95 mila euro, poi la

“letteronza” è stata eletta al Parla-

Di giustizia

si parla solo dopo

le

22, dopo un’ora

di

crisi, Imu,

Merkel e Monti

mento europeo e da allora la pa-

ghiamo noi 20 mila euro al mese».

E«chefinefarebberoObamaeHol-

lande se si venisse a sapere che pa- gano 42 ragazze?». Ma persino Tra-

vaglio si piega alla regia della sera- tae, scartandoall’improvvisodalla giustizia e le procure, inchioda il Cavaliere sulla decina di dichiara- zioni di esaltazione di Mario Mon-

ti.«Tutteposterioriall’approvazio-

ne dell’Imu», precisa il giornalista.

Al qualeBerlusconi, mentreletele-

camere erano ancora spente, ave-

va persino stretto la mano. La «let-

tera a Marco Travaglio», che il Ca- valiere si è portato appresso, è l’u- nico fuoco d’artificio della serata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

laRepubbl

ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

4

VERSO LE ELEZIONI

@

PER SAPERNE DI PIÙ www.agenda-monti.it www.sceltacivica.it

11 GENNAIO 2013 ■ 4 VERSO LE ELEZIONI @ PER SAPERNE DI PIÙ www.agenda-monti.it www.sceltacivica.it
PER SAPERNE DI PIÙ www.agenda-monti.it www.sceltacivica.it I centristi “Senzadi noi
PER SAPERNE DI PIÙ www.agenda-monti.it www.sceltacivica.it I centristi “Senzadi noi
PER SAPERNE DI PIÙ www.agenda-monti.it www.sceltacivica.it I centristi “Senzadi noi

I centristi

DI PIÙ www.agenda-monti.it www.sceltacivica.it I centristi “Senzadi noi Paesecondannatoall’arretratezza” Monti

“Senzadi noi Paesecondannatoall’arretratezza”

Monti attacca i sindacati: sono un danno. Ma con gli alleati è caos sulle liste

ANNALISA CUZZOCREA

ROMA — Enrico Bondi è rimasto

a rivedere le liste, nome per no-

me, fino a tarda sera. «Mica con- trolla solo quelli in posizione

eleggibile,vagiùfinoalquarante-

simo», raccontano nel quartier

generale di Scelta civica. Ufficial- mente, è questa la ragione del ri- tardo con cui saranno presentati

gli elenchi. Doveva accadere ieri,

l’appuntamento è rinviato a que-

sta mattina alle 11. Ma c’è di più,

una tensione interna che questa volta non riguarderebbe i partiti,

con i cattolici di Riccardi e Olive-

ro da una parte, e i montezemo-

lianidiItaliaFuturadall’altra.En-

trambi gli schieramenti hanno problemi con i territori, con le persone che finora si sono mobi-

litateperilmanifestoVersolaTer-

za Repubblica e che - circoscri-

zione dopo circoscrizione - si ve- dono scavalcate, per i motivi più

diversi, da ex pd, pdl, renziani, o

da altra e concorrenziale “società

civile”. Alcuni si dimettono, altri

minacciano di interrompere la raccolta firme. Nell’attesa che il quadro si componga, Mario Monti è volato

a Milano a battezzare quello che

chiama il suo “tridente”: i capili- sta al Senato Gabriele Albertini, Mario Mauro e Pietro Ichino. Del primo dice che è stato «un ottimo sindaco», e benedice la sua corsa contro il leghista Maroni in Lom-

bardia. Il che, insieme alle parole

di sfida lanciate da Albertini al

Carroccio, potrebbe in parte ras-

Militanti di Italia Futura e cattolici scavalcati nelle liste. “Fermiamo la raccolta firme”

sicurare il Pd: per ora la candida-

tura al Pirellone resta, il professo-

re non sta togliendo le castagne

dal fuoco al Pdl. Di Mario Mauro

loda la «schiena dritta» tenuta nel suopartitodaeuroparlamentare.

Di

Ichino, le battaglie che lo han-

no

anche messo in pericolo. At-

tacca la Cgil. Parla di «organizza-

zioni politico-sociali che finisco-

no per non fare l’interesse dei la-

voratori che vogliono tutelare».

LOMBARDIA Mario Monti insieme a Gabriele Albertini candidato governatore in Lombardia
LOMBARDIA
Mario Monti insieme a
Gabriele Albertini
candidato governatore
in Lombardia

FOTO:FOTOGRAMMA

candidato governatore in Lombardia FOTO:FOTOGRAMMA Fini “TotaroinPuglia scelto da Italia Futura” ROMA —

Fini

“TotaroinPuglia scelto da Italia Futura”

Fini “TotaroinPuglia scelto da Italia Futura” ROMA — Gianfranco Fi- ni, contestato dai suoi in

ROMA — Gianfranco Fi- ni, contestato dai suoi in Pugliaperavercandidato l’imprenditore in affari con la sua compagna, re- plica su Facebook: «È fal- so che il signor Totaro sia socio dell’avvocato Eli- sabetta Tulliani. Non ho avuto alcun ruolo nella sua candidatura, propo- sta da Italia Futura. E lo di- mostra che il candidato di Fli nel cappello di lista in Puglia è l’onorevole Ru- ben». Anche la Tulliani (in foto) smentisce di essere socia di Totaro: «La Mafrat è unicamente licenziataria del marchio Dandyl’en come di altri ben più prestigiosi marchi». Totaro invece si limita a confermare di «avere ac- cettato la proposta di Italia Futura: sarò capolista al Senato nella lista per Monti».

Futura: sarò capolista al Senato nella lista per Monti». I candidati DE GIORGI Il direttore di
Futura: sarò capolista al Senato nella lista per Monti». I candidati DE GIORGI Il direttore di
Futura: sarò capolista al Senato nella lista per Monti». I candidati DE GIORGI Il direttore di

I candidati

capolista al Senato nella lista per Monti». I candidati DE GIORGI Il direttore di Gay.it Alessio

DE GIORGI

Il direttore di

Gay.it Alessio De Giorgi ha deciso

Dice che i politici passati con lui hanno scelto «il futuro, piuttosto che il passato». Racconta di aver rifiutato l’apparentamento con una lista Formigoni in Lombar- dia, ma il diretto interessato smentisce di averlo mai offerto.

di

correre con

Il professore spiega di voler far

la

lista Monti

passare la società civile «dal mu-

gugno alla costruzione». E che te- nere fuori i partiti, «pezzetti sele- zionati della politica», sarebbe stato «elitario». Garantisce che non avrebbe montato tutto que- stoperfaredaagodellabilanciaal Senato: «Non vogliamo essere né terzi né incomodi, ma contribui-

di re a cambiare la politica italiana».

Confartigianato Altrimenti, «L’Italia sarà abba-

stanzacondannataadarretratez-

Giorgio Guerrini

Con Monti si candida anche l’ex presidente

GUERRINI

Con Monti si candida anche l’ex presidente GUERRINI za, mancanza di competitività, a essere una società

za, mancanza di competitività, a essere una società vecchia». Infi- ne, una mossa da politico naviga- to: «I sondaggi ci danno al 10 per

da politico naviga- to: «I sondaggi ci danno al 10 per CAZZOLA In campo cento? Ne

CAZZOLA

In

campo

cento? Ne ho visti altri che ci dan-

in

Emilia con

no al 20, e cresceremo».

Monti anche

Nel frattempo, chi compone e

l’ex pdl Giuliano

scompone le liste vede entrare

Cazzola

nomi nuovi: il generale Domeni- coRossi, il presidente di Scienza e Vita Lucio Romano. Dall’Api, do- po Linza Lanzillotta, arriva la se-

natriceEmanuelaBaio.IlpdAles- dietroipdlFrancoFrattinieAlfre-

sandro Maran - escluso dalle liste del suo partito - è il nuovo capoli- sta al Senato in Friuli. Si tirano in-

doMantovano.Dicedinonvoler-

lo terzo in Emilia Romagna Giu- liano Cazzola, dove il primo della lista è il presidente di Confcoope- rative Luigi Marino. «Monti è sempre andato in giro a fare il no-

me mio e di Ichino: lui lo ha mes- so terzo in Lombardia e primo in Toscana, a me ha dato un posto a rischio», si sfoga l’ex sindacalista. Che però ammette: «A parte Fa-Luigi Marino. «Monti è sempre andato in giro a fare il no- ne più sapere, dopo

ne più sapere, dopo essere stato estromesso, Santo Versace. È so-

BONSAI

SEBASTIANO MESSINA

COME RIVERA E MAZZOLA

I eri Sky ha annunciato un nuovo programma che sarà dedicato alle elezioni di febbraio. Lo con- durrà Ilaria D’Amico e si chiamerà “Lo spoglio”

(non illudetevi: il titolo indica solo il conteggio dei voti, non un minaccioso proponimento sexy). Aspettiamo di vedere i “confronti a due”, e soprat- tutto di sapere chi si siederà sulla poltrona “Pdl-Le- ga” nei probabili e auspicabili faccia-a-faccia tra candidati premier. Contro Bersani (o contro Monti) vedremoapparireAngelinoAlfano,comegarantisce Berlusconi, o Giulio Tremonti, come sostiene Maro- ni? Scenderanno in campo un tempo per uno, come RiveraeMazzola?Oppurefaranno aturno,comePa- to e Robinho? Siamo tutti curiosi di saperlo. Fermo restando che il match dell’anno sarebbe proprio quello tra loro due: i quarti di finale delle politiche.

quello tra loro due: i quarti di finale delle politiche. L’ex pd Maran capolista in Friuli

L’ex pd Maran capolista in Friuli E tra le new entry c’è anche Emanuela Baio

bio Gava, mi sa che dei montiani pdl sono rimasto solo io». Anche Gava retrocede in Veneto, per far posto a Gianpiero Dalla Zuanna, professore di Sociologia vicino a Sant’Egidio. A sorpresa entra Alessio De Giorgi, pd, renziano, direttore di Gay.it, che assicura:

«Le lacune del programma di Monti sui diritti civili sono com- pensate dal mio nome».

© RIPRODUZIONE RISERVATAMonti sui diritti civili sono com- pensate dal mio nome». L’ex Pdl Antonione si sfoga: ho

sono com- pensate dal mio nome». © RIPRODUZIONE RISERVATA L’ex Pdl Antonione si sfoga: ho contribuito

L’ex Pdl Antonione si sfoga: ho contribuito a far nascere il governo del Professore. Frattini, Mantovano e Mauro che titoli hanno?

“Silura me e candida chi ha difeso Silvio. È un ingrato”

me e candida chi ha difeso Silvio. È un ingrato” CONCETTO VECCHIO «L A POLITICA ha

CONCETTO VECCHIO

«L A POLITICA ha una memo-

ria labile, non c’è ricono-

scenza

La sento travagliato, onorevole An-

tonione.

«

in

giro ci sono ancora degli inge- nui, come me, che pensano che contino gli ideali». Monti ha quasi chiusolelisteeleinon

contino gli ideali». Monti ha quasi chiusolelisteeleinon ci sarà. Sospira. Ride. S’attendeva più riconoscenza?

ci sarà.

Sospira. Ride. S’attendeva più riconoscenza? «Mi aspettavo qualcosa di più, ho contribuito in maniera determinante a far nascere Monti». Poi cosa è successo? «Cosa vuole, non sono come gli altri

Poi cosa è successo? «Cosa vuole, non sono come gli altri che sono rimasti nel Pdl

che sono rimasti nel Pdl fino all’ultimo giorno e poi si sono accucciati al sicuro con quello che fino a ieri chiamavano l’usurpatore!». Mario Mauro? «Eh Mantovano?

«Oh Frattini? «I nomi li sappiam tutti, su, stanno ogni giorno sui giornali Si sono sistemati? «Sono stati capaci di trattare per il propriotornaconto,braviloro etutta- via che delusione per chi li ha scelti Si riferisce a Monti? «A lui, al suo staff. Hanno scelto con criteri molto discutibili. Che meriti hanno avuto queste persone? Fino al- l’ultimo hanno difeso Berlusconi e poi hanno difeso se stessi. È un giudizio

Berlusconi e poi hanno difeso se stessi. È un giudizio Roberto Antonione ‘‘ Lo chiamavano l’usurpatore,

Roberto Antonione

‘‘

difeso se stessi. È un giudizio Roberto Antonione ‘‘ Lo chiamavano l’usurpatore, ora si sono accucciati

Lo chiamavano l’usurpatore, ora si sono accucciati al riparo dellasualista

,,ora si sono accucciati al riparo dellasualista personale, per carità». Per carità.

personale, per carità». Per carità. «Hannosceltogliamicidegliamici,e si propongono come il nuovo Non se la prenda. E’ stato governa-

tore, sottosegretario, parlamentare. «E una professione ce l’ho, vivo lo

ingenuo, ma non stupi-

do, ecco, so come va il mondo. Però Perché non s’è fatto aiutare, da Ca- sini, da Fini? «Nonsonoiscrittoailoropartiti,epoi non sono il tipo da chiedere È vero che per Montezemolo lei è da rottamare? «Mi aveva cercato, pensi! Poi hanno deciso che non vogliono chi ha avuto un passato politico, come se per rifor- mare la sanità si cacciassero tutti i me- dici. Una regola cretina». Gliel’ha detto?

stesso

sono

«Gli ho scritto una lettera, tempo fa, ma non mi ha mai risposto, nemmeno l’educazione di rispondere». Ve ne andaste in cinque dal Pdl, stu- fi di Berlusconi: Antonione, Destro, Sardelli, Pittelli, Gava «Leggo che solo Gava sarà candidato al Senato». Lui ce l’ha fatta! «Già. Non so chi l’abbia sostenuto:

ha trovato una strada, di sistemazione

essere un esempio po-

personale

sitivo». Adesso per chi voterà? «Bella domanda. Vedo che le idee li-

beral-democratiche si stanno diffon- dendo anche nel centrosinistra Uno dei pionieri di Forza Italia che vota a sinistra? «Non escludo niente, zero

Può

Uno dei pionieri di Forza Italia che vota a sinistra? «Non escludo niente, zero Può ».

».

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laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 6 VERSO LE ELEZIONI
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 6 VERSO LE ELEZIONI
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 6 VERSO LE ELEZIONI

laRepubbl

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VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

6

VERSO LE ELEZIONI

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laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 6 VERSO LE ELEZIONI
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 6 VERSO LE ELEZIONI

Il centrosinistra

GENNAIO 2013 ■ 6 VERSO LE ELEZIONI Il centrosinistra Bersani: “Monti nonandràal Quirinale

Bersani: “Monti nonandràal Quirinale

cancelleremol’Imufinoa500euro”

Edifendei sindacati: nonsonounintralcio, daMariogiudizi dall’alto

ROMA—Certo,il“nemico”rima-

ne Berlusconi. Ma anche con

Monti Pier Luigi Bersani non scherza. Lo esclude dalla corsa al Quirinale e lo avverte (insieme con Casini) su quella per Palazzo

Eleriforme,stavoltalabacchetta-

ta è sulle mani di Montezemolo,

Chigi:«AllapresidenzadelConsi- sono state fatte dal governo Prodi

glio deve andare il primo partito. Lo dico per l’Italia, non per me. E non mi piace chi vuole azzoppare la vittoria di qualcuno per essere determinante. Quindi nel caso non abbia la maggioranza al Se- nato c’è un presidente della Re- pubblica che guiderà il traffico e quindi parto da lì e avrò respon-

sabilità come l’ho già garantita in passatonell’ultimoanno».Cisarà allora un sostegno per Monti al Colle? «Prendo atto della risposta

chehadatoilpremieraquestado-
manda.Hadetto:“Èmenoproba-

bile”». Lo è anche per il segretario

del Pd. A Porta a porta, il candidato premier del centrosinistra non rompe con il centro, ma il clima, dopoilcasoLombardia,continua

a essere poco sereno. Per Bersani

è l’occasione di presentare anche

ilprogrammadelPdedellasuaal-

leanza.Acominciaredaltemapiù caldo, quello delle tasse. «Voglio

eliminarel’Imuperchistapagan-

dofinoa400-500euro»,annuncia

il segretario democratico. Il getti-

to mancante sarà coperto con una tassa superiore sugli immo- bili «fino a 1 milione e mezzo ca- tastale che significa a mercato 3 milioni». Bersani stamoltoatten- to a tirare fuori dal suo vocabola- rio la parola patrimoniale, tanto più che dopo che Monti ha co- minciato a immaginare tagli al- l’Irpef e rimodulazione dell’Imu. «Non ho mai parlato di patrimo- niale. Ho parlato di un riequili- brio nella distribuzione della ric-

non tiene conto dell’enorme

qualcuno possa dire meglio dei sindacati quale sia l’interesse dei lavoratori. Le organizzazioni non sono un intralcio per le riforme».

AGENDA JENGA
AGENDA JENGA

“Giocare a Jenga, togliendo tessere per sbilanciare la costruzione, potrebbe essere fatale”: il sito Pd prende di mira il rischio che nel dopo-elezioni

tutto Vendola dice sempre e ripe-

techeiohovintoleprimarie.Que-

sto è fondamentale». Intanto si è chiuso lo scontro

con i socialisti sulle liste. C’è l’ac- cordo confermato da Riccardo Nencini. La coalizione insomma

è fatta, senza strappi. E a Antonio

Ingroiachechiedeunacollabora-

zione, il segretario del Pd rispon- de: «Faccia il candidato». Ma am-

metteedèunaltrosegnaleaMon-

ti: «Il nostro elettorato si sente un po’ ammaccato dopo la scelta del premier di fare politica. Per que- sto capisco che oggi sia più favo- revole a un’alleanza con Ingroia che con il centro». Ma la sua posi- zione non cambia: l’incontro con

i moderati è necessario.

(g.d.m.)

del 2006. In particolare dal mini- strodelloSviluppo,ossiaBersani. «Se i suoi treni viaggiano è merito nostro, delle nostre liberalizza- zioni». Nichi Vendola è l’incogni- ta sul futuro, lo spauracchio che ricorda l’Unione e che spaventa anche le Cancellerie internazio- nali. Ma Bersani ricorda chi co- manda nell’alleanza: «Chi ha vin- to le primarie. Sono piuttosto si- curo che Vendola non mi tradirà. Echiciguardaconocchialivecchi

cambiamentochec’èstato:oltre- Monti possa determinare instabilità

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possa determinare instabilità © RIPRODUZIONE RISERVATA Il pm a Repubblica Tv Ingroia: “Nel Pd il nodo

Il pm a Repubblica Tv

Ingroia: “Nel Pd il nodo impresentabili”. Ma apre a Zingaretti

“Nel Pd il nodo impresentabili”. Ma apre a Zingaretti Antonio Ingroia ROMA — «Anche se Bersani
“Nel Pd il nodo impresentabili”. Ma apre a Zingaretti Antonio Ingroia ROMA — «Anche se Bersani

Antonio Ingroia

ROMA — «Anche se Bersani non ha risposto alla mia richiesta di confronto, la por- ta resta aperta»; Antonio Ingroia non si rassegna. Intervenuto ieri al videoforum di Repubblica Tv, il leader di “Rivoluzione civile” resta convinto che un dialogo tra il suo neonato movimento e il Pd sia ancora possibile anche perché, parlando ad esempio delle amministrative, ammette: «È ipotizzabile un nostro sostegno a Zin- garetti nel Lazio; è persona seria e affidabile». L’ex magistrato, intervistato dal vi- cedirettore Massimo Giannini, non risparmia però critiche al potenziale alleato: «Il Pd — afferma — ha il grosso problema degli impresentabili; perché nella formazio- ne delle liste, oltre a premiare il merito, non si può dire a qualcun altro “togliti di mez- zo”?». Ingroia non le manda a dire neanche a Grillo: «Si limita a recepire ed orga- nizzare l’indignazione sociale senza proporre un candidato premier; non vuole go- vernare». E di fronte all’accusa di aver scelto l’impegno politico dopo aver condot- to indagini delicate come quella sulla trattativa Stato-Mafia, si difende: «Non torne- rei mai a fare il Pm a Palermo ma la prima questione che affronterò in Parlamento sarà regolamentare meglio il rientro dei magistrati in ruolo dopo aver fatto politica».

rientro dei magistrati in ruolo dopo aver fatto politica». “Mai parlato di patrimoniale, e in Europa
rientro dei magistrati in ruolo dopo aver fatto politica». “Mai parlato di patrimoniale, e in Europa

“Mai parlato di patrimoniale, e in Europa manterremo gli impegni presi”

chezza». Quindi a differenza di Vendola i ricchi restino in Italia, dice. Ma paghino le tasse e inve- stano i loro profitti nelle imprese per dare lavoro. Sul futuro, in caso di vittoria, Bersani garantisce il rispetto «de- gli impegni in sede europea», con

l’obiettivo però di allentare le po- litiche di austerità dell’Unione. Le sue parole confermano la pro- messa di non vendere favole. «Non faccio sognare? Prima fac- ciamoifatti»,èlasuarispostaachi lo accusa di una mancanza di vi- sione ottimistica. Non si nascon-

denemmenoquandovieneinter-

rogato su una possibile correzio- ne dei conti appena installato al governo. Una manovra bis? «Non la ritengo affatto inevitabile, ma certamente verrà messa alla pro- va dei dati l’equilibrio dei conti». Ad esempio bisognerà verificare quanto è sostenibile il meccani- smodegliammortizzatorisociali. Contro Monti c’è anche la rea- zione ad alcuni appunti verso la sinistra. L’accusa di conservato- rismorivoltaallaCgileaVendola. «Facciounpòfaticaapensareche

Il caso

VALENTINA CONTE

ROMA — Esentare chi oggi pa- ga fino a 500 euro di Imu sulle prime case. E picchiare duro, recuperando le risorse neces- sarie, sulle abitazioni di lusso, quelle con un valore catastale sopra il milione e mezzo di eu- ro. Questa la proposta di Pier Luigi Bersani, segretario Pd. Ma lo scambio è possibile? A quale costo? E quanti ne bene- ficerebbero? Spulciando i dati del Rap- porto immobiliare 2012, cura- to dal ministero dell’Econo- mia, è possibile rispondere su- bito all’ultima domanda: 5,9 milioni di famiglie (su un tota- le di 14,4 milioni) potrebbero festeggiare. Niente più impo- sta, dunque, per il 41% dei pro- prietari di prime case. Il carico dello sconto targato Pd rica- drebbe, però, su appena 167 mila fortunati possessori di magioni da favola: apparta-

Ecco gli effetti della riforma dell’Imu studiata dal Pd: le famiglie “liberate” dall’imposta sarebbero 5,9 milioni

Esentati il 41%dei proprietari di casa la “compensazione” da ville e castelli

di casa la “compensazione” da ville e castelli 6 mln ZERO IMU Circa sei milioni di

6 mln

ZERO IMU

Circa sei milioni di famiglie, il 41% dei proprietari di prime case, sarebbero e- sentati dall’imposta, se Bersani attuasse la proposta elettorale

dall’imposta, se Bersani attuasse la proposta elettorale 167 mila LE CASE DI LUSSO Gli immobili con

167 mila

LE CASE DI LUSSO

Gli immobili con un imponibile Imu sopra il milione e mezzo di euro sono appena 167 mila, ovvero lo 0,5% dello stock immobiliare italiano (33,4 milioni)

menti in zone di pregio, ville,

castelli. In pratica, solo lo scar- no 0,5% dell’intero patrimo- nio immobiliare italiano, pari a 33,4 milioni di unità. Un nu- mero esiguo, certo. E senz’al- tro sottostimato, perché riferi- bile a uno stock accatastato con criteri ormai superati, re-

lativiaunafotografiadel“mat-

tone” italiano scattata alla fine degli anni Settanta, inizi Ot- tanta, l’ultima volta che si è ri- messo mano al Catasto, ap-

Il valore dello scambio è stimato in 2,5 miliardi dagli esperti dei democratici

punto.Echeconsentediabita-

re in appartamenti in teoria “economici”, ma in pratica con affacci sui migliori scorci delle città. Lo 0,5% include

dunque tutte le abitazioni con un imponibile Imu (la rendita catastale rivalutata del 60%,

comeprevedonolenuovenor-

me introdotte dal Salva-Italia

di

Monti) superiore al milione

e

mezzo. Ossia, un valore di

mercato - assicura Bersani - «dialmenotremilionidieuro». Uno scambio - zero Imu per quasi 6 milioni di proprietari e più tasse per i “milionari” - che dovrebbe valere all’incirca 1,9 miliardi, ma che il Pd pesa in

un più consistente 2,5 miliar- di. Meno comunque dei 3,8 miliardi che invece Berlusconi vuole cancellare, ovvero l’in- tera Imu sulla prima casa. Nel- la proposta di Bersani l’impo- sta si annullerebbe per tutte le case di tipo economico, popo- lare e ultrapopolare, anche nelle grandi città (categorie

A3,A4,A5).E peruna parte del- le “civili” (A2). Il punto dolen- te, però, per un’Imu più equa, come raccomanda anche la Commissione europea, e pro- gressiva (cioè rapportata al reddito) è proprio la riforma del Catasto. «Chiederemo al nuovo Parlamento di aggior-

narelerenditecatastali,maso-

prattutto di prevedere aliquo- te o detrazioni differenziate e, dunque, non generiche e lega- te al nucleo familiare, ma piut- tosto al reddito Isee», propone tra gli altri Guglielmo Loy, se- gretario confederale Uil.

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laRepubbl

ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

@ PER SAPERNE DI PIÙ www.partitodemocratico.it www.agenziaentrate.gov.it

7

A PORTA A PORTA

Il segretario pd e candidato premier del centrosinistra Pierluigi Bersani ieri in tv a “Porta a Porta”

FOTO: ANSA

Bersani ieri in tv a “Porta a Porta” FOTO: ANSA L’appello 49 associazioni “InParlamento il 50%di
Bersani ieri in tv a “Porta a Porta” FOTO: ANSA L’appello 49 associazioni “InParlamento il 50%di

L’appello

ieri in tv a “Porta a Porta” FOTO: ANSA L’appello 49 associazioni “InParlamento il 50%di donne”

49 associazioni

“InParlamento il 50%di donne”

ROMA — I partiti si im-

pegnino per presenza paritaria delle donne nel prossimo Parlamento e nelle nuove assemblee

regionali.Èl’appelloco-

mune di 49 associazio-

ni femminili, che chie-

dono la presentazione

di liste alternate per ge-

nere con un numero di candidature femminili pari al 50%, dividendo a metà anche il numero

dei capilista e inseren- do candidate donne nel 50% dei collegi ritenuti conquistabili.

candidate donne nel 50% dei collegi ritenuti conquistabili. Il retroscena (segue dalla prima pagina) GOFFREDO DE
candidate donne nel 50% dei collegi ritenuti conquistabili. Il retroscena (segue dalla prima pagina) GOFFREDO DE

Il retroscena

(segue dalla prima pagina)

GOFFREDO DE MARCHIS

E IL nome di Massimo D’Alema continua a es- sere sussurrato da mol-

ti. Come possibile ministro degli Esteri, carica già rico- perta nell’ultimo governo Prodi. Ma anche come mini- stro dell’Interno dopo l’espe-

rienza di presidente del Co- pasir, il comitato dei servizi, ieri magnificata durante Otto

e mezzo: «Un lavoro che mi è

piaciuto». D’Alema non è tipo da tira-

re per la giacca il segretario tanto più alla vigilia diuna dif- ficile campagna elettorale. Ma ha qualche carta da gioca- re e si prepara a mostrarla. L’8

e 9 febbraio, a due settimane

dal voto, la fondazione da lui presieduta, la Feps, porterà a Torino i primi ministri pro- gressisti di molti Paesi euro-

pei: il francese Ayrault, il bel- ga Di Rupo, il candidato can- cellerie tedesco Peer Stein- brück e tanti altri. È la secon- da tappa del “manifesto pro- gressista per l’Europa” che Bersani firmò con Hollande prima delle elezioni francesi. Sarà una manifestazione in

gradodiconfermarel’asseso-

lido e largo di un fronte di si-

nistra europeo che non guar- da a Mario Monti come unico salvatore della patria. D’Ale- ma farà in quel week end il gran cerimoniere dimostran-

Il leader Pd aveva

chiesto al sindaco

di

fare il ministro

In

squadra Errani,

Barca, Grasso

do a tutti che la sua rete inter- nazionale è vasta e autorevo- le. Sul nome dell’ex premier, che come Veltroni si è volon-

tariamenteritiratodallacorsa

per il Parlamento, com’è na-

turale in questa fase, Bersani

si limita a commentare: «Non

ho pregiudizi di alcun tipo. Su nessuno». Lasciando aperta la porta a ogni soluzione. Soltanto con Matteo Renzi, nel pranzo romano della scorsa settimana, Bersani si è sbottonato sul tema governo. Chiedendo in maniera espli- cita al sindaco di Firenze la di- sponibilità a diventare mini- stro. Il primo cittadino ha ri- sposto come sempre: «Resto nella mia città, non chiedo poltrone». Ma quello stesso giorno si è fatto il nome di un ministro renziano sicuro, in caso di successo: Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci. Renzi lo ha indicato come la personalità, fra i suoi sosteni- tori, più adatta e preparata a ricoprire un incarico gover- nativo. La poltrona lasciata li-

bera da Delrio a Reggio po- trebbe andare a un dirigente

che ha un rapporto forte con il segretario: Pierluigi Casta- gnetti.Sidà per certo l’arrivo a Palazzo Chigi di Vasco Errani, vero dominus delle candida- ture nel centro-nord. È un luogo che da presidente della conferenza Stato-Regioni co- nosce come le sue tasche: il salto a sottosegretario alla

D’AlemainpoleperEsterioInterni ancheil renzianoDelrioal governo

Ilsegretarioavverte:sevinciamodovremostupireancora

governo Ilsegretarioavverte:sevinciamodovremostupireancora presidenza verrebbe natura- le. Ma una buona parte del

presidenza verrebbe natura- le.

Ma una buona parte del gruppo dirigente bersaniano

spera che il leader faccia “gi- rare la ruota” anche al gover- no. Promuovendo la classe dei 40enni. Andrea Orlando, indicato anche come possibi- le capogruppo alla Camera,

ha fatto un lavoro sulla giusti- zia girando in lungo e in largo

i distretti. Può andare a Via

Arenula dove in pole position

sembra esserci oggi Piero

Grasso.LapoPistelligodedel-

la fiducia piena del segretario

e in caso di rivoluzione può

davvero ambire alla Farnesi- na. Enrico Letta ha già fatto il

SPOSTAMENTO A SINISTRA

Per il quotidiano britannico Financial Times, il Partito democratico è stato colpito da critiche interne per lo “spostamento a sinistra” delle liste dei candidati, cosa che renderà più difficile un’alleanza post-elettorale con i centristi

ministro, per lui però, dopo anni di paziente tessitura, si

profila un salto all’Economia. Francesco Boccia è tra ipiù vi- cini a Bersani, ha sbrogliato matasse complicate ne colle- gamento Palazzo Chigi-Par-

lamento e viene indicato co- me sicuro punto di forza della squadra. Ma la presenza fem-

minile, che secondo Bersani rientra nella voce “rinnova- mento”, sarà imponente, co- me quella che arriverà in Par- lamento. E la “chiamata” di esterni alla vita di partito verrà usata in modo rilevante, a partire da Fabrizio Barca, il ministro della Coesione sti- matissimo da Bersani. «L’al- bum di famiglia», come dice il segretario del Pd riferendosi agli ultimi governi di centro- sinistra,cambieràcomunque molto, vedremo tante foto nuove. Con la variabile, che a Largo del Nazareno non sot- tovalutano, del risultato elet- torale e dell’alleanza futura con Monti.

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del Nazareno non sot- tovalutano, del risultato elet- torale e dell’alleanza futura con Monti. © RIPRODUZIONE

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laRepubbl

ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

VERSO LE ELEZIONI

@

PER SAPERNE DI PIÙ www.agcom.it www.repubblica.it/politica

9

11 GENNAIO 2013 VERSO LE ELEZIONI @ PER SAPERNE DI PIÙ www.agcom.it www.repubblica.it/politica ■ 9
DI PIÙ www.agcom.it www.repubblica.it/politica ■ 9 La televisione “Tgsquilibrati, troppospazioal premier”
DI PIÙ www.agcom.it www.repubblica.it/politica ■ 9 La televisione “Tgsquilibrati, troppospazioal premier”
DI PIÙ www.agcom.it www.repubblica.it/politica ■ 9 La televisione “Tgsquilibrati, troppospazioal premier”

La televisione

www.repubblica.it/politica ■ 9 La televisione “Tgsquilibrati, troppospazioal premier” L’Agcomchiede

“Tgsquilibrati, troppospazioal premier”

L’Agcomchiede correzioni. Su Mediaset dilaga il centrodestra, promossi Tg2 e Gr

SILVIO BUZZANCA

ROMA — Tutti bocciati in par

condicio. L’Agcom bacchetta tv

e radio italiane per le prime due settimane di campagna eletto-

rale.Tuttidietrolalavagna,tran-

ne il Tg2 e i Giornali radio della

Rai. Gli altri, chi più chi meno, hanno violato le regole e l’Auto- rità di garanzia sulle telecomu-

nicazionicertifica«l'esistenzadi

diffusi squilibri nella presenza

delleforzepoliticheneitelegior-

nali diffusi da Rai, Mediaset, Te- lecom Italia Media e Sky Italia». Così il consiglio dell’Agcom chiede «una netta inversione di tendenza, anche alla luce della piena operatività dei provvedi- menti attuativi in materia di par condicio» e lancia «un forte ri- chiamo a tutte le emittenti na- zionali affinché provvedano al- l’immediato riequilibrio del- l’informazione politica tra tutti i soggetti politici». L’Autorità accompagna que-

Colombo e Tobagi contro la nomina della Maggioni:

“Nelle scelte pesa ancora la politica”

ste sue considerazioni con un nutrito quadro di tabelle il cui

datopiùrilevantesembraessere

la sovraesposizione di Mario Monti come soggetto politico. Il presidente del Consiglio infatti registra il 21,69 per cento del tempo nei tg della Rai contro il 17,41 per cento del Pdl e il 16,59

del Pd. Ma lo “squilibrio” si regi- stra anche su La7, 38,26 per cen-

to al Professore, e su Sky.

A viale Mazzini, detto della

correttezza del Tg2 di Masi e del Gr di Preziosi, a creare lo squili- brio sono il Tg1 che da al Profes- sore il 23, 12 per cento del tempo

e il Tg3 che gli concede il 25,28

percento.Tantoperfareuncon-

fronto il Tg diretto da Mario Or- feo concede al Pdl il 21,81 per

cento del tempo e al Pd il 17, 35.

In quello diretto da Bianca Ber-

linguer il Pdl ha solo il 3,09 per cento, mentre al Pd va il 16,62 per cento e al Pdl il 16,49.

Lo squilibrio in Rai esiste, ma

Il caso

non assume mai i livelli delle re-

ti Mediaset, nettamente sbilan-

ciate a favore del Cavaliere. I l Pdl, totalizza infatti il 36,79 del

tempo contro il 15,44 del Pd e l’8,65 di Monti. Il record del filo- berlusconismo lo realizza Stu- dio aperto con il 48,7 per cento affidato al Pdl contro il 14,79 del Pd e il 9,78 del premier. Inutile

al Pdl contro il 14,79 del Pd e il 9,78 del premier. Inutile La cu r
al Pdl contro il 14,79 del Pd e il 9,78 del premier. Inutile La cu r

La curiosità

PdldelLazio De Romanis oraècapogruppo

La cu r iosità PdldelLazio De Romanis oraècapogruppo ROMA — Nel pieno dello scandalo Fiorito è

ROMA — Nel pieno dello scandalo Fiorito è diven- tato famoso per aver or- ganizzatonel 2010unafe- sta in maschera con co- stumi degli dei dell’Olim- po e teste di maiali e ca- valli. Ora,

De

Romanis,

consigliere

regionale

delPdlinLa-

zio, è stato nominato

ca-

pogruppo

del partito in

Regionedo-

scis-

dei

“Fratelli d’I-

talia”.GuideràilPdlfinoal-

l’insediamento del nuovo

Consiglio. Ha annunciato di aver rinunciato ai quasi 900 euro al mese dell’in- dennità di capogruppo.

ai quasi 900 euro al mese dell’in- dennità di capogruppo. I TOGA-PARTY Carlo De Romanis e,

I TOGA-PARTY

Carlo De Romanis e, in

alto, le feste

in maschera

TOGA-PARTY Carlo De Romanis e, in alto, le feste in maschera Carlo nuovo po la sione

Carlo

nuovo

po

la

sione

e, in alto, le feste in maschera Carlo nuovo po la sione dire che le altre

dire che le altre formazioni poli-

tichesianomoltopenalizzateda questa scelta “tripolare” da par- te dell’informazione tv. Questi numeri, ovviamente, sono fonte di polemiche e criti- che. Il democratico Roberto Zaccaria, per esempio, fa notare che «manca Ingroia in virtù del fatto, probabilmente, che non è

ancora stata presentata formal- mente la sua lista, mentre è pre- sente Monti, che si avvale del doppio ruolo». Secondo Zacca-

ria «anche dall’analisi, questa volta, dei tempi di parola, su tut- te le emittenti, continua a risul- tare una presenza massiccia del

Pdl(soprattuttoBerlusconi)sul- sano Iorio. Inoltre ieri il cda ha

su richiesta del presidente moli-

Intanto la Rai è alle prese con un “caso Molise”. L’intervento

di un dirigente, infatti, ha bloc-

cato la messa in onda su Rai-

news di un servizio sulle spese nel Molise. Uno stop, che il cdr considera una censura, arrivato

le emittenti Mediaset».

nominato Monica Maggioni

nuovo direttore di Rainews al posto di Corradino Mineo can-

didato in Parlamento dal Pd. Ma

i consiglieri Tobagi e Colombo hanno votato contro perché preferivano una soluzione ad

interim:«Restailsospetto-dico-

no - che la politica continui a contare nelle nomine Rai».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL RICHIAMO L’Agcom richiama i tg per squilibri nella presenza delle forze politiche in tv
IL RICHIAMO
L’Agcom richiama i tg
per squilibri nella presenza
delle forze politiche in tv

FOTO: SINTESI

La mappa degli squilibri

Troppo

Poco

spazio a

spazio a

TG1 IDV, FLI, MONTI LEGA TG3 PD, PDL, MONTI UDC TG5 PD PDL TG4 IDV
TG1
IDV, FLI,
MONTI
LEGA
TG3
PD,
PDL,
MONTI
UDC
TG5
PD
PDL
TG4
IDV
FLI
UDC
TGLA7 PDL, PD, IDV, MONTI FLI, LEGA SKY TG24 IDV, FLI, MONTI LEGA Fonte: Agcom
TGLA7
PDL,
PD, IDV,
MONTI
FLI, LEGA
SKY TG24
IDV, FLI,
MONTI
LEGA
Fonte: Agcom

Le strategie

L’emittente punta ad avere Bersani, Monti e Berlusconi insieme l’8 febbraio

Skyprenotail duellodei leader ma anche la Rai annuncia confronti

ROMA — «Per l’8 febbraio pun- tiamo a fare un confronto a tre,

con Berlusconi, Bersani e Mon- ti. C’è la massima disponibilità». Sarah Varetto, direttore di Sky Tg24, annuncia l’appuntamen- to clou del suo palinsesto eletto- rale. «Con Il voto 2013 vogliamo offrire un’informazione equa e imparziale in campagna eletto- rale». Ma anche in Rai si lavora a

unaopiùtrasmissioniconicon- Ingroia si lamenta: «Su Sky han-

fronti tra i capi delle coalizioni (compresi Antonio Ingroia e un rappresentante dei grillini), da collocare su RaiUno. Il presi- dente Rai Anna Maria Tarantola

e il direttore generale Luigi Gu-

è stata cancellata». La Varetto ri-

to tranne noi. Rivoluzione Civile

no invitato tutti per un confron-

sponde che «tutti gli altri leader sono stati invitati informalmen-

te nel corso degli Speciali di Gianluca Semprini» e anticipa che domani «nella prima punta-

tadiIlsorpasso,FabioVitaleavrà

comeospiteproprioAntonioIn-

bitosi, nel rispetto della par con-

dicio, ne parleranno martedì prossimo in Vigilanza. Da Repubblica Tv, Antonio

groia».SempresuSky,lunedìSil-

vioBerlusconisaràilprimoospi-

te di Ilaria D’Amico, nel nuovo

Lospoglio.Perlagiornalistaque-

ste «sono elezioni diverse, lo ab- biamo capito anche dalla dispo- nibilitàchestiamoincontrando. Siamo pronti a raccogliere que- sta disponibilità e a far mettere veramente in gioco i politici». (le. pa.)

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Interrogazione di due dipietristi che chiamano in causa l’Onu. Il direttore di “Scienze” svela la gaffe. Il deputato Vatinno: io mangio alla faccia vostra

“VigilaresugliUfo”.El’onorevoleinsultachicritica

ALESSIO SGHERZA

ROMA — Il governo italiano de-

vepreoccuparsidell’arrivodegli

alieni e chi critica quest’idea

può essere insultato. O almeno

è di questo che sembra convin-

Nell’atto dei parlamentari spunta l’ipotesi di “accogliere

extraterrestri”

to

un deputato dell’Italia dei va-

lori, Giuseppe Vatinno, che ha presentato insieme a Francesco Barbato un’interrogazione ai

LO SCONTRO

A

destra, Giuseppe Vatinno

ministridellaDifesaedegliEste-

e,

a lato, Marco Cattaneo

ri per chiedere se non sia il caso

che l’Italia si prepari allo sbarco

di forme di vita extraterrestre.

«Pensate - dicono i due - an- che l’Onu ha creato un ufficio apposito». Peccato che sia una bufala. E alle critiche giunte da più parti, comprese quelle del direttore de Le Scienze Marco Cattaneo, Vatinno ha deciso di arroccarsi in difesa, cancellan-

doicommenticheritieneoffen-

sivi e rispondendo in maniera sprezzante: «Siete solo un bran- co di poveracci, fate pena». «Ma lo sa – scrive un utente su

Facebook – che siamo noi a pa-

garle lo stipendio?». Risposta di Vatinno: «Godo molto nel non essere stato eletto (è subentrato

a Leoluca Orlando, ndr) e che lei

eletto (è subentrato a Leoluca Orlando, ndr ) e che lei mi paghi lo stipendio. Sono

mi paghi lo stipendio. Sono al ri- storante a mangiare alla faccia sua». E ancora: «Lei è un cyber- coglionazzo». Oppure, in un’e- scalation, «vatti a vedere tua so- rella, è molto brava».

L’Idvsièdissociatodall’inter-

rogazione,esuTwitterildibatti-

to è infuocato. Certo, ci sono sui

social network anche commen-

infuocato. Certo, ci sono sui social network anche commen- ti positivi. Ma va chiarito che l’Onu

ti positivi. Ma va chiarito che l’Onu non ha alcuna struttura dedicata al “dialogo” con entità aliene. Quella è una forzatura di alcuni giornali. L’Unoosaperòesistedavvero ed è una sezione per “promuo- vere la cooperazione interna- zionale sugli usi pacifici dello spazio”. Non certo per “acco-

BREVIARIO
BREVIARIO

“Sullepiccolecose Berlusconi non mi ascolta ma sulle rivoluzioni sì”

Gianfranco Rotondi ex ministro centrodestra

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rotondi ex ministro centrodestra © RIPRODUZIONE RISERVATA gliere gli extraterrestri”, come

gliere gli extraterrestri”, come

riportanoiduedeputatinellalo-

ro interrogazione, insieme ad

altre presunte prove che il go- verno dovrebbe prendere in considerazione, citando Med- vedev, Reagan e Gorbaciov. Offese a parte, Vatinno cerca

di riprendersi e accusa: «Catta-

neoconfondelostudiodiogget-

ti volanti non identificati con gli

omini verdi che evidentemente affollano la sua mente da quan-

do

è divenuto direttore». Pecca-

to

che l’interrogazione sia agli

atti e riporta, parlando dei mi- steri della cosiddetta “Area 51”:

«Viene da pensare che abbiano

taciutopropriogliaspettipiùin-

triganti, che magari potrebbe davvero riguardare gli alieni».

Potrebbe. O almeno giustifica

un pranzo fuori in più.

E se l’arrivo degli alieni è un’i-

potesi, i guai per il sodale di Va- tinno, l’ex Idv Francesco Barba- to, sono reali. Il deputato anti- casta ha ricevuto ieri un avviso

di garanzia nell’ambito dell’in-

chiesta sulla cosiddetta P4 e ha annunciato di rinunciare a can-

didarsi alle prossime elezioni.

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laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 10 VERSO LE ELEZIONI
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VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

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VERSO LE ELEZIONI

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Le liste

11 GENNAIO 2013 ■ 10 VERSO LE ELEZIONI Le liste Grilloinfila davanti al Viminale

Grilloinfila davanti al Viminale “Tsunami-tourincentocittà”

Illeader5Stellepresentalospot:lalegislaturanondurerà

ALBERTO CUSTODERO

ROMA — «Perché siamo qua? Per evitare di sentirci dire “il suo simbolo è già stato deposi- tato da democrazia particola- reggiata”». Beppe Grillo show, ieri sera, a sorpresa, davanti al ministero dell’Interno, in piazza Viminale, dove un cen- tinaio di persone è in coda ininterrottamente da lunedì scorso per la presentazione

Show prima della presentazione dei contrassegni “Abbiamo tutti contro”

delle liste che avverrà oggi, a partire dalle 8 del mattino. «Quando ho visto questa fila di persone dietro le transenne — scherza — pensavo stessero presentando l’Ipad 6». Il depo-

— pensavo stessero presentando l’Ipad 6». Il depo- QUARTO POSTO Beppe Grillo in fila al Viminale
QUARTO POSTO Beppe Grillo in fila al Viminale dove oggi, a partire dalle 8, saranno
QUARTO POSTO
Beppe Grillo in fila
al
Viminale dove oggi,
a
partire dalle 8,
saranno presentati
i simboli elettorali: i grillini
sono al quarto posto
A
sinistra, l’annuncio
dello “Tsunami-tour”
sul blog di Grillo

sito dei simboli, chiosa Grillo, che si alterna ora comico, ora politico, «è un mondo straor- dinario». «Il simbolo va stam- pato su carta speciale plastica- ta fatta solo da una cartiera di Stato». «Devi portare delle fir- me, supponi mille. Ne porti 1200 così sei tranquillo. E te le annullano tutte e milledue- cento, fantastico!». È circondato dai fan, Grillo. Su un muretto a mo’ di scriva- nia appoggia il computer col- legato al blog. Esibisce, orgo-

glioso, la pagina dello “tsuna-

mi tour”: trentotto giornate

durante le quali farà comizi in cento città d’Italia, e la cui con- clusione sarà il 22 febbraio a Roma,inPiazzadelPopolo.Un militante, radiologo dottoran-

do che rifiuta di presentarsi

perché «ha paura di strumen- talizzazioni», stupisce i gior-

nalisti sostenendo che «Grillo non è il leader del Movimento 5Stelle, ma lo “strumento pro- mozionale”». Nessuno può parlare ufficialmente: «C’è il

gruppo comunicazione», spiegano. Lo “strumento pro- mozionale” gongola tra i suoi sostenitori. «Due anni fa — ri- corda Grillo — quando parla- vano di noi nei sondaggi, ci classificavano sotto la voce “Altri”». «Oggi — dichiara fiero —noiriempiamounvuotoche potrebbe portare al disordine sociale. C’è il rischio di forma- zioni estremiste come sta suc- cedendo in Grecia e in Francia. Noi colmiamo questo vuoto con persone per bene, norma-

li». «E io — aggiunge — sono sempre a calmare le persone, calmare, calmare». È lui, però che si agita quando confessa il timore che i funzionari del Vi- minale non accettino il suo simbolo: «Potrebbero chie-

dermi, “Scusi, lei cos’è? Movi- mento? Gruppo politico? Non

puòcandidarsi,deveessereas-

sociazione”. Ce l’ho!». «Con l’associazione — prosegue — possono dirmi, “Guardi, l’as- sociazione non va bene, dove- va portare il comitato”.Ce l’ho!

Ho tutto. Tutto doppio. Tutto triplo. È da sei mesi che con

due avvocati mi preparo. Sarà difficile non farci entrare, per- lomeno per la competizione». Una militante lo manda su tutte le furie quando si lascia scappare: «Non vado alle urne

da30anni,l’ultimavoltahovo-

tato Cicciolina». «Noooooo», urla Grillo, che ha intitolato lo spot elettorale del Movimento “Scusateci, ma non abbiamo ciccioline”. «Ora — si sfoga — diranno che i grillini sono gli ex

nasce oggi eni3, la prima soluzione eni con gas, luce e carburanti, finalmente in unico
nasce oggi eni3, la prima soluzione eni con gas, luce e carburanti, finalmente in unico pacchetto!
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laRepubbl

ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

@

PER SAPERNE DI PIÙ www.interno.gov.it www.beppegrillo.it

11

DI PIÙ www.interno.gov.it www.beppegrillo.it ■ 11 elettori di Cicciolina». Nello spot i grillini presentano

elettori di Cicciolina». Nello spot i grillini presentano se stessi, morigerati, antipolitici, intenzionatiaricucirelo strap- po che s’è creato tra cittadini e istituzioni. Distaccati dai get- toni di presenza, dai rimborsi elettorali, dai lucrosi stipendi parlamentari. Ecco alcuni slo- gan: «Gli eletti si sono tagliati gli stipendi». «E hanno rinun- ciato ai privilegi». «Ho firmato la rinuncia a carica di presi- denza pari a 3 mila euro al me- se». «Siamo gli unici ad aver ri-

FOTO:OMNIROMA

“Non schiereremo Ciccioline I nostri candidati percepiranno 2500 euro al mese”

re 10 voti per ogni manifesto abusivo, così chi li attacca ci penserebbe due volte». Si dice d’accordo a «nazionalizzare le banche centrali». Sentenzia che «oggi il concetto di “demo- crazia” non ha più senso, per- ché, come “parlamento” sono parole che avevano un signifi- cato, ora ne hanno un altro». Dice che la prossima legislatu- ra non durerà più di un anno, un anno e mezzo. «Poi si tor- nerà a votare».

aggiungeche«vorrebbetoglie- © RIPRODUZIONE RISERVATA

nunciato ai milioni di rimborsi elettorali». «I nostri candidati al Parlamento percepiranno 2500 euro al mese». In piazza del Viminale Grillo

Il caso

Codenotturneal ministerodell’Internoper arrivaretrai primi

PiratieSacroromanoimpero

bivacchiperdepositareisimboli

ROMA —Primo,“Italianiall’Estero”.Se- condo, “Msi destra nazionale”. Terzo, “Partito pirata”. Quarto, “Movimento 5 Stelle”. Su un foglio a quadretti appeso a un lampione, bagnato dalla pioggia, c’è

l’elenco in ordine di arrivo (iniziato lu- nedì scorso), delle liste in attesa di depo- sitare i simboli. La fila è autoregolamen- tata da una signora settantenne seduta su uno sgabello da

campeggio,MirellaCe-

ce,fondatricedellalista “Sacro romano impero

cattolico”. «Faccio il

“vigile” della coda alle

politichedal1970»,rac-

conta. Rilascia i nume-

ri della coda usando un

blocchetto di ricevute

fiscali. Tra la lista Pirata

e i 5 Stelle ci sono state

scaramucce durante l’attesa. Su votapirata. it,ilportavocediquesto

partito, Marco Manuel Marsili, attacca frontalmente Grillo. «Ciò che sta accadendo in queste ore da- vanti al Viminale — dice, riferendosi ai militanti 5 Stelle — è vergognoso per un movimento che aspira a governare il Paese. Lo stile di questi ‘signori’, come questo del loro capo, consiste solo nel- l’insulto e nella mistificazione dell’av-

versario politico». Se ci sono scintille tra “pirati” e “grillini”, quelli di CasaPound,

invece,ungruppettodiunadecinadimi-

litanti, sono calmissimi. «Aspettiamo tranquilli», taglia corto Simone Di Stefa- no,candidatoallaRegioneLazio.Nando Bonessio assiste allo show di Beppe Gril-

lo tra i suoi militanti scuotendo la testa:

«Sono dei fanatici». È lì per depositare il contrassegno elettorale della Lista In- groia. Nell’elenco appeso sul lampione sembra esserci un momento di confu- sione con le due liste molto simili (forse troppo), ispirate al premier dimissiona- rio. C’è la “Lista Monti civica” al quinto, e la “Lista civica Monti” al sesto. Seguo-

al quinto, e la “Lista civica Monti” al sesto. Seguo- no poi “Fratelli d’Italia” (quella di

no poi “Fratelli d’Italia” (quella di Melo- ni Crosetto e La Russa), “Centro demo- cratico”, “Liberal Democratici”, “Forza Nuova”, “Alba Dorata”, e “Meris”. Per la primavoltadaTangentopoli,edopouna lunghissima querelle giudiziaria con

l’UdcdiCasinieButtiglione,tornailsim-

bolo della Democrazia Cristiana alle po- litiche italiane. «La nostra Dc — rivendi- ca il segretario Gianni Fontana — che fondò De Gasperi a casa Falck nel 1942, e che da allora non fu mai sciolta». È al quattordicesimo posto. (a.cus.)

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quattordicesimo posto. (a.cus.) © RIPRODUZIONE RISERVATA I SIMBOLI Alcuni dei simboli delle liste che da oggi
quattordicesimo posto. (a.cus.) © RIPRODUZIONE RISERVATA I SIMBOLI Alcuni dei simboli delle liste che da oggi
quattordicesimo posto. (a.cus.) © RIPRODUZIONE RISERVATA I SIMBOLI Alcuni dei simboli delle liste che da oggi

I SIMBOLI

Alcuni dei simboli delle liste che da oggi saranno depositati

al

A

la

per l’attesa

Viminale

lato,

coda

I SIMBOLI Alcuni dei simboli delle liste che da oggi saranno depositati al A la per
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 12 LA CRISI FINANZIARIA
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 12 LA CRISI FINANZIARIA
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 12 LA CRISI FINANZIARIA

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VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

12

LA CRISI FINANZIARIA

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laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 12 LA CRISI FINANZIARIA

I mercati

11 GENNAIO 2013 ■ 12 LA CRISI FINANZIARIA I mercati +0,72% 1,3207 $ 0,864% LA BORSA
+0,72% 1,3207 $ 0,864%

+0,72%

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1,3207 $

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0,864%

LA BORSA

LE VALUTE

TITOLI DI STATO

L’indice Ftse Mib è salito a 17.451 punti (+0,72%). Sostanzialmente positivi i mercati europei

Le parole di Mario Draghi hanno apprezzato anche l’euro salito oltre quota 1,32 sul dollaro

Il Tesoro ha venduto 8,5 miliardi di Bot a un anno al tasso di 0,864% il miglior risultato da gennaio 2010

Draghi:“Economiaancoradebole ma ripresa alla fine del 2013” Spread sotto quota 260, asta Bot ok

Bankitalia:infortecaloi prestiti aimpreseefamiglie

ELENA POLIDORI

ROMA — Sembra che ci sia un «contagio positivo», svela Mario Draghi, presidente della Bce. Ma

«èprestopercantarvittoria».Edi-

fatti:l’economiarestainrecessio-

ne; è attesa «una graduale ripre- sa» a fine anno e solo se i governi

continueranno il risanamento «in modo equilibrato», con «la giusta combinazione tra tagli alla spesa e tasse» Perciò, per il mo- mentoeconilconsensounanime

dell’intero board, il costo del de- naro resta fermo al minimo stori- co (0,75%) per il sesto mese di fila e, soprattutto, l’Eurotower non pensa a nessuna «exit strategy» dallemisurestraordinariecontro la crisi prese nei mesi scorsi. Proprio quest’ultimo accenno piace ai mercati, li rassicura. Così la Borsa di Milano guadagna lo 0,72% e il sempre temutissimo spread scende di ben 20 punti in un solo giorno, fin sotto quota 260, il minimo da luglio 2011. I

rendimentideidecennalifinisco-

no al 4,16%, come non si vedeva

dall’autunnodel2010.Vabenone

anche l’asta dei Bot: 8,5 miliardi collocati ad un tasso praticamen- te dimezzato, appena 0,864% il minimo da gennaio 2010; do- manda doppia rispetto all’offer- ta.L’economiarealeperòlangue:

miglioramenti qui ancora non si vedono. Crollano i prestiti alle

La Banca centrale lascia per il sesto mese il costo del denaro al minimo storico, lo 0,75%

imprese. Secondo la Banca d’Ita-

lia -3,4% a novembre, il dato peg-

gioredal2009.Incaloancheipre-

stiti alle famiglie (-0,3). Draghi continua a vedere «ri- schi al ribasso» per l’economia. Riconosce che «sull’attività eco- nomica continuano a pesare le persistenti incertezze e le corre-

zioni di bilancio in atto nei settori finanziari e non finanziari». Dal suo osservatorio tuttavia mentre nota una certa «stabilizzazione» degli indicatori congiunturali, sebbene su livelli bassi, e un «mi- glioramento» nella fiducia dei mercati;mentresegnalaappunto quel «contagio positivo» che da fa contraltare alla contaminazione negativa del recente passato, av-

verte:lastradaversolapienausci-

ta dalla crisi resta lunga e com- plessa. Perciò, «non possiamo compiacerci» e dunque «non possiamo rilassarci». Altri cinque anni di vacche magre come pro-

LA NOVITÀ Il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha presentato ieri a Francoforte
LA NOVITÀ
Il presidente della Banca Centrale Europea
Mario Draghi ha presentato ieri a
Francoforte la nuova banconota da cinque
euro, che inaugura la serie “Europa”
nostica il Cancelliere tedesco An-
gela Merkel, allora? «Non posso
fare previsioni nel lungo termi-
ne», è la risposta secca.
Di sicuro, nell’attuale, incerto
contesto il rischio principale è
che «i governi Ue non agiscano».
ti da 5 euro. Plaude alla supervi-
sione unica bancaria affidata alla
Bce, indispensabile per rafforza-
IN CIRCOLAZIONE
DA MAGGIO
re il sistema e procedere all’inte-
grazioneUe.Dicechepercontra-
stare il dramma della disoccupa-
zione i paesi devono «riguada-
E’ «cruciale» che continuino a ri-
sanareicontieliminandoideficit
gnare la propria competitività».
Assicurachelecondizionidelcre-
e
gli squilibri strutturali «in modo
bilanciato». Troppa austerity, si
sa, rischia di fare più male che be-
ne. Ci vuole intelligenza, anche
nel rigore.
dito quest’anno «miglioreran-
no». Al momento però non si al-
La nuova
banconota da
cinque euro sarà
in circolazione
dal maggio di
quest’anno.
In alto, la
firma del pre-
sidente Draghi
lentala«stretta»perfamiglieeim-
prese in Italia mentre i tassi per i
mutui restano fra i più alti nella
ripari. La prossima settimana si
dovrebbe svolgere al ministero
dello Sviluppo una riunione con i
rappresentanti del mondo ban-
cario proprio per “sbloccare” la
situazione delle famiglie. «Il pro-
blemaccio», spiega il ministro
CorradoPasserainuntwitter«èla
raccolta bancaria a medio termi-
ne. Tante le cause». Quindi «lavo-
riamo a soluzioni per mutui alle
famiglie». Alla frenata dei prestiti
si accompagna un forte recupero
della raccolta.
Draghipresentainuovibigliet-
Ue. Il governo cerca di correre ai
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La polemica

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

NEW YORK — Un tempo si sa- rebbe gridato all’ingerenza ame- ricana. Certo sono diventati inu- suali le “interferenze” palesi di Washington nelle scelte di un go- verno alleato. Ma forse a Barack Obama si può perdonare questo ed altro, visto che l’intervento “a gamba tesa” è a buon fine. Il Di- partimento di Stato Usa ha man- dato a Londra il suo dirigente di

più alto grado per gli affari euro- pei, il sottosegretario Philip Gor-

don,permettereinguardiailpre-

mier britannico David Cameron:

il Regno Unito non esca dall’U-

nione europea. Di più, l’espo- nente dell’Amministrazione Obama ha fatto intendere molto chiaramente che l’idea stessa d’indire un nuovo referendum popolare per rinegoziare le mo- dalità di appartenenza all’Unio- ne, viene vista a Washington co-

Washington in pressing sul governo inglese: rischiereste l’isolamento e un danno alle relazioni con noi

CasaBianca:Londranonlascil’Unione

alle relazioni con noi CasaBianca:Londranonlascil’Unione me un errore gravido di conse- guenze negative. Per indorare

me un errore gravido di conse- guenze negative. Per indorare la pillola, Gordon ha reso gli omag- gidiritoallarelazionespecialetra Washington e Londra. E’ proprio

in nome di quella solida alleanza, che gli americani sono preoccu- pati: un’uscita della Gran Breta- gna (o quantomeno una sua ap- partenenza più diluita) ridurreb- be anche l’influenza degli Stati

Unitisugliaffarieuropei.«Abbia-

mo una crescente relazione con l’Unioneeuropeainquantotale–

una crescente relazione con l’Unioneeuropeainquantotale– ha dichiarato il sottosegretario Gordon ai giornalisti

ha dichiarato il sottosegretario Gordon ai giornalisti inglesi – e vogliamo che ci sia una voce for- te della Gran Bretagna in Europa. Questo è nell’interesse degli Sta- ti Uniti. Noi vediamo con favore una Unione europea aperta ver- so il resto del mondo, e con la Gran Bretagna dentro». Lusinghiero nei toni, il diplo- matico ha comunque consegna- to un vero e proprio altolà a Ca- meron da parte di Obama. E pro- prio alla vigilia di un importante

L’inviato di Obama Philip Gordon: è nostro interesse che il Regno Unito resti nella Ue

per giocare un ruolo positivo nel- la crisi dell’eurozona: dai periodi in cui telefonava con grande fre- quenza ai leader più importanti (Angela Merkel, lo stesso Came- ron, Nicolas Sarkosy e poi François Hollande, Mario Mon- ti), fino alla decisione di inviare come «invitato esterno» il suo se-

Il

premier britannico Cameron

gretarioalTesoroTimGeithnerai

e

il presidente Usa Obama

vertici più critici durante le conv-

ricordatochealtrevolteireferen-

discorso del premier sulla rela-

lusioni di sfiducia dell’eurozona. L’ultimo “regalo” di Obama al-

zionetraLondrael’Unioneeuro-

l’Unioneconsisteinquestogesto

pea. Obama conferma così il suo “europeismo”. Il leader america- no viene spesso definito come «il primo presidente del Pacifico», sia per ragioni biografiche (l’in- fanzia trascorsa tra le Hawaii e

forte, che unisce l’influenza di Washington ai tanti gridi d’allar- me già venuti dal continente sui rischi del referendum britanni- co. Il sottosegretario Gordon ha

l’Indonesia) sia per la sua visione

dum indetti sull’appartenenza

strategica sul futuro del pianeta e

all’Unione europea «hanno avu-

tocomeconseguenzaunripiega-

mento delle nazioni su se stesse». (f.ramp.)

li durante il suo primo mandato © RIPRODUZIONE RISERVATA

l’areadell’Asia-Pacifico.Tuttavia Obama ha speso energie notevo-

sugliinteressivitalidegliUsanel-

laRepubbl

ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

@

PER SAPERNE DI PIÙ www.ecb.int www.bancaditalia.it

13

SAPERNE DI PIÙ www.ecb.int www.bancaditalia.it ■ 13 Il caso Juncker porta Marx nel Parlamento Ue
SAPERNE DI PIÙ www.ecb.int www.bancaditalia.it ■ 13 Il caso Juncker porta Marx nel Parlamento Ue

Il caso

Juncker porta Marx nel Parlamento Ue “SalariominimointuttaEurolandia”

Marx nel Parlamento Ue “SalariominimointuttaEurolandia” sta la solidarietà. Anche se i ricchi sono meno numerosi,

sta la solidarietà. Anche se i ricchi sono meno numerosi, devono contribuire:

ANDREA BONANNI

BRUXELLES — È uno Juncker “di sini- stra” quello che ieri, intervenendo al Par- lamento europeo, si è accomiatato dalla

poltrona di presidente dell’Eurogruppo che lascerà tra poco. Per sette anni il pri- mo ministro lussemburghese ha guidato

le riunioni dei ministri economici della

ni che Juncker cita Marx e propone addi-

zonaeuroattraversoletempestedellacri- rittura il salario minimo garantito in tutta

si finanziaria senza mai perdere il gusto

dell’ironia.Orapasseràconogniprobabi-

litàlamanoalministrodellefinanzeolan-

deseJeroenDijsselbloem,esaràancheun avvicendamento politico perché Dijssel- bloem è laburista, mentre Juncker milita del Partito popolare. Ma ieri il suo discorso non ha certo se-

guito gli schemi tipici della filosofia con- servatrice arrivando perfino a citare Karl Marx. I governi europei, ha avvertito con unaapertaautocritica,devono«smettere

di sottovalutare l’enorme tragedia della

disoccupazione,checistaschiacciando». L’Europa deve riconquistare la sua di- mensione sociale, e promuovere stru- menti di tutela, «in particolare il salario minimo garantito in ciascun paese del- l’Eurozona, altrimenti perderemmo cre- dibilità e approvazione della classe ope- raia, per dirla con Marx». Ed è necessaria una maggiore giustizia sociale: «Vorrei che in Europa si facessero sopportare le conseguenze della crisi ai più forti. È que-

noi».Infineilpremierlussemburgheseha

non amiamo quelli che non sono come

ta della Grecia dall’euro: «Siamo diventa- ti arroganti, non conosciamo la storia e

«Siamo diventa- ti arroganti, non conosciamo la storia e RISCOPRIRE KARL MARX Il presidente uscente dell’Euro-
«Siamo diventa- ti arroganti, non conosciamo la storia e RISCOPRIRE KARL MARX Il presidente uscente dell’Euro-

RISCOPRIRE

KARL MARX

Il presidente

uscente

dell’Euro-

non accetto che i miliardari non paghi- no». Parole che, planate su un’Italia in pie- na campagna elettorale, hanno suscitato reazioni entusiastiche a sinistra e rabbio- se a destra. « Non dite ai moderati nostra-

Europa. Evidentemente è un pericoloso estremista», ha ironizzato Nichi Vendola. Mentreil berlusconianoRenatoBrunetta si indigna e denuncia le «lacrime di coc- codrillodi miopi eurocrati del Nord, egoi- sti e stupidi, che hanno sbagliato tutto in questa crisi». Juncker si è anche detto favorevole ad un bilancio separato per i diciassette Pae- si della zona euro. Ed ha polemizzato con gli anglosassoni che scommettevano su

uncrollodell’Unionemonetariaeconiri- gruppo

veglianza bancaria, affidato alla Bce, sarà

diretto da una donna: la candidata più quotata è la francese Danielle Nouy, ora segretaria generale dell’Autorità di con- trollo prudenziale alla Banca di Francia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

goristidelNordchepredicevanoun’usci- Juncker ha

invitato

l’Europa

a riscoprire

Karl Marx

preannunciatocheilsistemaunicodisor-

a riscoprire Karl Marx preannunciatocheilsistemaunicodisor- Il retroscena (segue dalla prima pagina) DAL NOSTRO
a riscoprire Karl Marx preannunciatocheilsistemaunicodisor- Il retroscena (segue dalla prima pagina) DAL NOSTRO

Il retroscena

(segue dalla prima pagina)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI

NEW YORK

U NA tesi che invece ha auto- revolisostenitorisuquesta sponda dell’Atlantico: da

Barack Obama al Nobel Paul Krugman. Senza ripudiarla trop-

po esplicitamente, l’austerity vie- ne liquidata con uno stillicidio di

dichiarazioni.Messeinsieme,an-

ticipano la fine di un’èra. Il presi- dente della Commissione Ue, Jo-

Barroso si difende:

“E’ un mito che l’Unione europea imponga politiche dure, non è vero”

sé Manuel Barroso, ora finge che i feroci salassi al Welfare non ab- biano mai avuto un imprimatur da Bruxelles: «E’ un mito che l’U- nioneeuropeaimpongapolitiche dure, non è vero». Più drastico e anche autocritico, il presidente uscente dell’Eurogruppo, il lus- semburghese Claude Juncker:

«L’Europa sta sottovalutando la tragedia della disoccupazione,

superal’11%enoncelopossiamo

permettere.Dobbiamorealizzare politiche più attive per il mercato dellavoro».AllaBceMarioDraghi ammette che ancora «non si ve- dono segnali di miglioramento dell’economia reale» (l’unica che contapericittadini:investimenti, lavoro, reddito). Draghi rifiuta di pronunciarsi sulla sconcertante previsione di Angela Merkel, che in un’intervista del 2012 parlò di altricinqueannidicrisi.Rischiadi essere la classica profezia che si

L’Europa prova la ricetta americana “Bastaausterity,èl’oradellosviluppo”

Così l’aumentodel deficit Usahacreatolavoro. Eanchel’Fmi fameaculpa

autoavvera: sia per l’influenza che ha la cancelliera tedesca sul

clima di fiducia generale, sia per- ché da Berlino viene la ricetta che ha prolungato finora l’austerity. «Gli Stati Uniti ci interpellano — aggiunge ancora Juncker che in passatoeraspessoallineatoconla

Germania—enoiabbiamorispo-

ste di cortissimo respiro».

GliStatiUnitinonsolol’Ammi-

nistrazione Obama. C’è anche un’istituzione multinazionale con sede a Washington, il Fondo monetario, che ha fatto una cla- morosa autocritica. In un impor- tante studio che porta la firma del suo direttore generale, Olivier Blanchard, il Fmi ammette di avere sbaglia- to sistematicamente le sue previsioni durante questa crisi. E sempre in una direzione sola:

ha sottovalutato la pesantezza della re- cessione. Come si spiega questo per- severare nell’erro- re, a senso unico? Secondo l’auto- diagnosi del Fmi,

sono stati «sotto-stimati gli effetti moltiplicatori dell’austerity co- me freno alla crescita». Questi ef- fetti sono tanto più pesanti se «l’austerity non è uno shock una tantum», bensì una terapia pro- tratta su più anni. E’ esattamente la tesi keynesiana di Obama, Krugman, Joseph Stiglitz e tanti altriquiinAmerica:«Non

tagli».IsalassialWelfareeaiservi-

zi sociali riducono il potere d’ac- quistoeiconsumi;lamancanzadi domanda deprime gli investi- menti e le assunzioni; il saldo fi- nale è il calo del Pil che “aritmeti- camente” fa salire proprio quel

pesorelativodeldeficitedeldebi- da dei paesi vicini come Germa-

siinteramentelegatoalladoman-

un paese così piccolo che l’anda- mento della sua economia è qua-

taallacrescita.E’ilcasodelBelgio,

dua un solo caso nella storia in cui l’austerity sia stata accompagna-

natodallaGoldmanSachs,indivi-

to che si vorrebbe ridurre.

nia,Francia,Olanda.Esclusaque-

sta minuscola eccezione, auste- rityecrescitanoncoincidonomai nei fatti. La controprova la forni-

Unaltrostudiochecir-

si esce dalla crisi cola qui a New a colpi di York,sfor-
si esce dalla crisi
cola qui a New
a colpi di
York,sfor-

sce propriol’economia degli Stati Uniti. L’Amministrazione Oba- ma ha la fortuna di non sottostare all’“ordo-liberismo” della Merkel, né ai parametri di Maa- stricht o altre versioni aggior- nate di “fiscal compact”. Washington ha chiuso il 2012 con un deficit fede- rale superiore all’8% del Pil, un livello che nella Ue vecchia ma- niera farebbe invo- care commissaria- menti esterni. E’ anche grazie al mo- tore keynesiano della spesa pubbli- cachel’Americaha una crescita che

della spesa pubbli- cachel’Americaha una crescita che sfiora il 3% annuo, genera costan- temente oltre 150.000

sfiora il 3% annuo, genera costan- temente oltre 150.000 nuove as- sunzioni al mese da due anni a

questa parte, e ha ridotto la disoc- cupazione dal 10% al 7,8%. Tutte quelle economie mondiali che

hannoscongiuratolacrisioneso-

no uscite infretta —vedi le poten- ze emergenti dei Brics — hanno fatto ricorso a qualche variante della ricetta keynesiana. L’Europa ci sta arrivando in ri-

tardo, sulla scorta di un ravvedi-

mento.E’ancoraJunckerilpiùco-

lorito, che rispolvera addirittura

lorito, che rispolvera addirittura L’ESPRESSO In edicola: tra Hillary Clinton e la Casa

L’ESPRESSO

In edicola: tra Hillary Clinton e la Casa Bianca solo la malattia

l’autore del Manifesto comuni- sta: «Occorre ritrovare la dimen- sione sociale dell’Unione econo- mico-monetaria, con misure co- me il salario minimo in tutti i pae- si della zona euro, altrimenti per dirla con Marx perderemmo cre- dibilità verso la classe operaia». Molto dipende ancora dalla Ger- mania, e dall’esito delle sue ele- zioni. Il tedesco Martin Schulz, socialdemocratico che presiede l’Europarlamento, dà un’idea dell’orientamento nel suo partito quando ricorda di aver sostenuto l’azione di Mario Monti «sul prin- cipio di ricostruzione della fidu- cia», ma precisa che questo soste- gno non si applica «ai dettagli del- le misure». Le grandi manovre so- no in atto, per prendere le distan- ze da una politica che non ha dato i risultati promessi.

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laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 14 LA LOTTA A COSA NOSTRA
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 14 LA LOTTA A COSA NOSTRA
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 14 LA LOTTA A COSA NOSTRA

laRepubbl

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VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

14

LA LOTTA A COSA NOSTRA

laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 14 LA LOTTA A COSA NOSTRA
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 14 LA LOTTA A COSA NOSTRA
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 14 LA LOTTA A COSA NOSTRA

Trattativaconlamafia,processoalloStato “AgiudizioMancino, Dell’Utri eMannino”

Larequisitoria: lestragi cessaronodopolerispostedatedaBerlusconi aCosanostra

lestragi cessaronodopolerispostedatedaBerlusconi aCosanostra SALVO PALAZZOLO PALERMO — «La trattativa fra
lestragi cessaronodopolerispostedatedaBerlusconi aCosanostra SALVO PALAZZOLO PALERMO — «La trattativa fra

SALVO PALAZZOLO

PALERMO — «La trattativa fra

Statoemafiainiziatanel1992eb-

be il suo culmine nel 1994», rico- struisce il pubblico ministero Ni- no Di Matteo: «Le stragi cessaro- no con le risposte di Dell’Utri e Berlusconi alle richieste avanza- te da Cosa nostra tramite il boss Vittorio Mangano». Eccolo, l’ul- timo capitolo dell’atto d’accusa della Procura di Palermo all’u- dienza preliminare per la tratta- tiva. Dopo due giorni di requisi- toria, il pm Di Matteo chiede che venga celebrato un processo per gli uomini dello Stato e per quelli della mafia che avrebbero dialo- gato fra le bombe del ‘92-’93. Un- dici persone in tutto. I primi del- la lista sono gli ex ministri Calo- geroManninoeNicolaMancino:

il primo accusato di aver avviato la trattativa dei carabinieri per- ché temeva di essere ucciso, il se- condo imputato di aver mentito ai magistrati per proteggere i ca- rabinieri.

Nell’atto d’accusa della Pro- cura, c’è anche il senatore Pdl Marcello Dell’Utri, accusato di essere stato l’ultimo ambascia- tore di Cosa nostra quando Silvio

Berlusconi divenne presidente del Consiglio, nel ‘94. La lista de- gli uomini dello Stato per cui la Procurachiedeilrinvioagiudizio si completa con gli ex vertici del

Rosdeicarabinieri,igeneraliMa-

rio Mori e Antonio Subranni, il

colonnello Giuseppe De Donno. Nellostessoprocesso,fondato

sull’accusadi«attentatoauncor-

Ingroia: connivenza con i cadaveri ancora caldi, io e i miei colleghi spiati da un’agenzia

po politico», i pm di Palermo vo-

gliono i capi mafiosi: Totò Riina, lo stratega delle stragi; Antonino

Cinà,ilmedicocheavrebbereca-

pitatoilpapelloconlerichiestedi Riina a Vito Ciancimino, l’ex sin- daco in contatto con i carabinie- ri; Leoluca Bagarella, il capoma-

fia che il pentito Giovanni Brusca (anche lui imputato) accusa di avermandatoManganoaComo,

perparlareconDell’Utri.Nellali-

staavrebbedovutoessercianche l’altro capo di Cosa nostra, Ber- nardo Provenzano, ma nei giorni scorsi la sua posizione è stata stralciata perché è in coma. Nella

richiesta di rinvio a giudizio figu- ra invece Massimo Ciancimino, che da superteste è finito accusa- to di calunnia per alcune dichia- razioni sull’ex capo della polizia De Gennaro. Il figlio di Vito Cian- cimino risponde anche di con- corso esterno in associazione mafiosa. Subito dopo la richiesta della Procura, il primo colpo di scena. Mannino chiede al gup Piergior- gio Morosini di essere processa- to subito, col rito abbreviato. E dunque, anche la sua posizione verrà trattata a parte, probabil- mente già nei prossimi giorni.

Nell’auladellatrattativasifan-

no sentire anche gli imputati di

mafia.Bagarellachiededifaredi-

chiarazioni al termine della re- quisitoria. Dice: «Non ho mai fat- to richieste a un politico, né ho

Le tappe

avuto promesse da un politico». Parole contro il suo grande accu-

inaula: «Dell’Utri è statogià stato assolto per le accuse dopo il ‘92». Comunqueandràafinire,ègià un processo senza precedenti

mo politico irrisolto nei rapporti tra lo Stato e la mafia», dice a Re- pubblica Tv Antonio Ingroia, che per quattro anni ha coordinato l’inchiesta sulla trattativa. «Il rapporto non è mai stato di guer- ra senza tregua, ma di conniven- za,questaèlapiùterribileperché c’erano ancora i cadaveri caldi degliuominidelloStato».Ingroia denuncia: «Credo che io e i miei ex colleghi siamo stati spiati da un’agenzia nei mesi in cui inda- gavamo sulla trattativa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

inda- gavamo sulla trattativa». © RIPRODUZIONE RISERVATA Marzo 1992 satore:èilpentitoBrusca,cheper la prima volta
inda- gavamo sulla trattativa». © RIPRODUZIONE RISERVATA Marzo 1992 satore:èilpentitoBrusca,cheper la prima volta
Marzo 1992 satore:èilpentitoBrusca,cheper la prima volta nel ‘96 ha messo in un verbale la parola
Marzo 1992
satore:èilpentitoBrusca,cheper
la prima volta nel ‘96 ha messo in
un
verbale la parola «trattativa».
quellocheadessochiedonoipm.
I PRIMI APPROCCI
È stato ancora Brusca a ribadire
«IlgeneraleMorinonhaagitoco-
Secondo i pm la
di
recente: «Mangano, che io e
trattativa fra mafia e
Stato sarebbe iniziata
nel marzo ’92 dopo
Bagarella avevamo mandato da
Dell’Utri, tornò soddisfatto. Ci
fece sapere che nell’arco di 8 an-
sì perché colluso — dice Di Mat-
teo — ha ubbidito a indirizzi po-
litici ben precisi». E fra i politici
sotto accusa c’è anche l’ex mini-
il
delitto Lima quando
ni
sarebbero stati emessi provve-
l’ex ministro Mannino
temeva di essere
ucciso dai boss e
avvertì i carabinieri
dimenti sui pentiti e su altre que-
stioni che ci interessavano». Ma i
legali del senatore, Giuseppe Di
Peri e Pietro Federico, ribattono
stro Giovanni Conso, la cui posi-
zione è stralciata: «Sul carcere
duro ha reso dichiarazioni false»,
dice il pubblico ministero.
«Sonoconvintochec’èungru-
LA STRAGE DI CAPACI
23 maggio 1992: l’auto
di Falcone e quella della
scorta dopo la bomba
Giugno 1992
Le reazioni
DOPO FALCONE
Qualche tempo dopo
la
strage di Capaci
Totò Riina avrebbe
consegnato ai
carabinieri del Ros,
tramite l’ex sindaco
Ciancimino, un papello
con le sue richieste
per fermare le stragi
PALERMO — Ai due cellulari di
Nicola Mancino risponde ormai
Mancino
Maisaputoniente
Gennaio 1993
solo la moglie. «I telefonini li la-
sciasempreacasa»,rispondecor-
di
una trattativa
LA NUOVA FASE
tese la signora: «Può provare a
Il
15 gennaio Riina
viene arrestato e la
trattativa fra mafia
sentirlo tramite i suoi collabora-
tori, sta andando a Palermo per
partecipare al processo». Ma l’ex
framafiaeStato
Maifrenatosul
carcere duro ai boss
e
Stato sarebbe
ministro dell’Interno accusato di
stata portata avanti
dall’altro boss
corleonese, Bernardo
Provenzano, con altri
referenti politici
avermentitoaimagistratifasape-
re
tramite i suoi collaboratori che
Dell’Utri
sulla trattativa non intende rila-
sciare alcuna intervista, «almeno
La meglio parola
èquellachenon
finoaquandoil casosaràaperto».
Econtinuaanonrisponderealte-
si
dice. Oggi
lefono. Chissà, forse, anche que-
Gennaio 1994
sto è un effetto dell’inchiesta che
lo
vede imputato a Palermo: nei
preferisco
occuparmi di altro
L’ACCORDO RAGGIUNTO
La Procura ritiene che
il culmine della
trattativa sarebbe
arrivato con le risposte
di Marcello Dell’Utri
alle richieste dei boss
arrivate tramite l’ex
fattore di Arcore
Vittorio Mangano
mesi più caldi dell’indagine, fra il
novembre 2011 e il maggio del-
l’anno scorso, sono finite 9.295
Mannino
telefonatediMancinonelleinter-
cettazioni della Dia disposte dai
pubblici ministeri. Dice ancora la
moglie: «Un uomo come Nicola,
che ha sempre servito le istituzio-
ni, non meritava questo tratta-
mento».
Parlerò,certo
cheparlerò.Fra
qualchegiorno
Ma prima lo farò
davanti al giudice

IMPUTATI

Accanto, l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino. Al centro, Marcello Dell’Utri. A destra, Calogero Mannino

Il caso

MortoilpentitoCalderone

primoasvelareisegretideiclan

PALERMO — A dare la notizia della sua morte è

stato il capo della polizia Antonio Manganelli che per Antonino Calderone, boss della vecchia guar- dia di Cosa nostra catanese e collaboratore di giu- stizia da 25 anni, era diventato a tutti gli effetti un uomo della sua famiglia. Era il 16 aprile 1987, quan- do in una stanza del carcere di Marsiglia, questo mafioso che non sopportava di ave-

re più sulla coscienza il peso di tanti delitti, si rivolse all’allora giovane fun- zionario della Criminalpol e gli disse:

«Dottore, lei è sposato?». «No», gli ri- spose stupito Manganelli. «E allora da questo momento le affido mia mo- glie e i miei tre figli, li consideri la sua famiglia». La moglie di Antonino Cal- derone era lì presente, insieme a Gio-

vanniFalconeeadaltriduemagistrati palermitani, Gioacchino Natoli e Giusto Sciacchi- tano, accorsi nel carcere francese per ricevere le confidenze di quello che, dopo Buscetta e Contor- no, è stato senza ombra di dubbio il più importan- te collaboratore di giustizia della storia della mafia. Se n’è andato ieri mattina a 77 anni nella località se- greta, oltreoceano, dove era tornato a vivere da an- ni con la moglie e i figli sotto un’altra identità. (a.z.)

con la moglie e i figli sotto un’altra identità. (a.z.) Antonino Calderone © RIPRODUZIONE RISERVATA Lo

Antonino

Calderone

figli sotto un’altra identità. (a.z.) Antonino Calderone © RIPRODUZIONE RISERVATA Lo sfogo della moglie di Mancino:
figli sotto un’altra identità. (a.z.) Antonino Calderone © RIPRODUZIONE RISERVATA Lo sfogo della moglie di Mancino:

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lo sfogo della moglie di Mancino: “Un servitore delle istituzioni come lui non meritava questo trattamento”

“Sonofavole”. “Diròtuttoinaula” ipoliticiimputatitrarabbiaesilenzi

«Oggi preferisco occuparmi di al- tro». Inutile insistere. Senatore, ha saputo della ri-

chiestadirinvioagiudizioformu-

lata dalla Procura di Palermo? «Favole», risponde.

A differenza dei magistrati di

Palermo, il presidente della com- missione antimafia Pisanu non la cita se non di passaggio. Ha letto la relazione? «Non l’ho letta, non

mi interessa».

Il senatore Dell’Utri non ha

davvero voglia di commentare l’attod’accusadeipmdiPalermo:

«Stofacendodimeglio»,sussurra. Lui ha scelto di non essere nean- che in aula durante l’intervento della Procura. C’era invece Man-

nino al processo, con i suoi legali, Carlo Federico Grosso, Nino Ca-

lecaeGraziaVolo.Dopoaversen-

tito le accuse dei pm, Mannino ri- tienedipoterdimostraresubitola suainnocenza.«Parleròdavantiil mio giudice», ribadisce.

(s.p.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mancino ha comunque rotto il silenzio qualche giorno fa, pro- prio al processo trattativa, con una lunga autodifesa: «Non ho mai saputo niente di un dialogo

fra mafia e Stato», così ha detto al giudice Piergiorgio Morosini, so- stenendo di essere vittima di un «teorema». Si è presentato in aula con un lungo testo scritto e ha te- nuto a specificare sul tema del

carcereduro:«Maiavutoperples-

sitàsul41bispericapimafia».Poi,

ha concluso sottolineando di

«non aver mai fatto pressioni sul consigliere del Quirinale Loris D’Ambrosio». L’altro ex ministro imputato, Calogero Mannino, declina an-

che lui la richiesta di intervista sullatrattativa. Econtonogentile spiega: «Parlerò, certo che par- lerò. Fra qualche giorno. Ma pri- ma davanti al giudice». Taglia corto, invece, il senatore Marcello Dell’Utri: «La meglio

parolaèquellachenonsidice»,ri-

sponde al telefono. E ribadisce:

laRepubbl

ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

@ PER SAPERNE DI PIÙ www.camera.it/_bicamerali/antimafia/home.htm www.giustizia.it

15

www.giustizia.it ■ 15 (segue dalla prima pagina) ATTILIO BOLZONI F INO a quando
www.giustizia.it ■ 15 (segue dalla prima pagina) ATTILIO BOLZONI F INO a quando

(segue dalla prima pagina)

ATTILIO BOLZONI

F INO a quando è stato trascina- to dentro l’indagine sul patto Stato-mafia e indagato dopo

una confessione choc di Agnese Borsellino: «Paolo mi ha detto che Subranni era punciutu». Una mac- chia nell’altra vita: è sospettato di

averedepistatoleindaginisull’ucci-

sione di Peppino Impastato. L’ave- va incastrato come un «terrorista» morto sul lavoro.

IL PIÙ INFURIATO Exministrodell’Agricolturaedex ministro della Marina Mercantile,

Calogero Mannino, «Lillo» per gli amici, nei primi anni ‘80 — insieme

I personaggi

per gli amici, nei primi anni ‘80 — insieme I personaggi Boss,ministri,carabinieri ilromanzocriminale

Boss,ministri,carabinieri

ilromanzocriminale

dellastagionedeltritolo

Da Mori a Riina, gli undici protagonisti del grande intrigo

zioni strampalate ha messo paura a certi uomini politici facendo torna- re loro la memoria.

IL PIÙ FREGATO Capo di un’associazione segreta che ha portato alla rovina, Totò Rii- na siè fatto mettere nelsacco da chi aveva interesse a uccidere Giovan- ni Falcone e Paolo Borsellino. Alla fine ha pagato solo lui. È sepolto vi- vo da vent’anni. Non parla per un malinteso senso dell’onore. Si sen- te corleonese al cento per cento. È la sua condanna.

IL PIÙ ODIATO

BruscaGiovanni,assassinoaCa-

paci, assassino del piccolo Giusep-

pe Di Matteo, assassino per una vi-

ta.Ognivoltachequalcunovorreb-

a Leoluca Orlando e a Sergio Matta- rella — ha rappresentato il volto nuovo della
a
Leoluca Orlando e a Sergio Matta-
rella — ha rappresentato il volto
nuovo della Dc siciliana che voleva
liberarsi dalla mafia. Nei primi anni
‘90 è stato inghiottito nelle investi-
gazioni sulle complicità Un lungo
processo e poi l’assoluzione finale.
È
ripiombato nelle inchieste quan-
be far applicare la legge e ricono-
scere anche a lui i benefici previsti
per i collaboratori, in Italia si scate-
na il putiferio. Tutti lo vogliono
dentro. Ha confessato un po’ di co-
se ma non tutto. Sulla trattativa
avrebbe tante cose da dire. Ma po-
co politicamente corrette.
do i pm siciliani hanno scoperto
che lui, per paura, avrebbe dato
mandato ai carabinieri di trattare
con i boss per salvarsi la pelle.
IL PIÙ NASCOSTO
Colonnello ma conosciuto da
tuttisemprecome«capitano».Giu-
IL PIÙ FEROCE
Leoluca Bagarella, un assassino.
È
diventato uno «importante» den-
tro Cosa Nostra solo per suo cogna-
to: Totò Riina.
seppe De Donno, braccio destro e
braccio sinistro di Mario Mori, per
ilsuocomandantesigetterebbenel
vuoto. Ufficialmente non è più nei
ranghi dei reparti speciali dei cara-
binieri e dei servizi. Ufficialmente.
IL PIÙ PROTETTO
L’uomo che ha inventato dal nul-
la quello che per vent’anni è stato il
IL PIÙ SFIGATO
È stato il medico curante di Totò
Riina e di Bernardo Provenzano.
Nella trama si muovono
feroci sicari e alti ufficiali,
depistatori di professione
Provengono da mondi in
apparenza incompatibili e
hanno avuto ruoli diversi:
e collaboratori di giustizia
a corrente alternata
così la storia li ha fatti
finire alla sbarra insieme

protagonista della vita politica ita- liana, Silvio Berlusconi. Ancora oggi Marcello Dell’Utri gode dell’amici- zia del Cavaliere. Un legame antico. Dall’Università a Milano 2. Passan-

do per i prestanome di Vito Ciancimi- no, dai Teresi e dei Bontate che «sali-

vano»aMilanoperincontrareunallo-

ra sconosciuto impresario edile, da Totò Riina e dai Graviano fino ai pro- cessi per concorso esterno e ai guai che ha portato a Berlusconi. Senatore

della Repubblica, la sua rielezione nel

nuovoParlamentoperluiècomel’ac-

qua per i pesci. Gli garantirebbe l’im- punità.

IL PIÙ MISTERIOSO Mario Mori, ex comandante del

Ros dei carabinieri ed ex capo dei ser- vizi segreti interni negli anni di Berlu- sconi premier. Amatissimo dai suoi uomini, una straordinaria capacità investigativa acquisita nella lotta al terrorismo con il generale Carlo Al- berto dalla Chiesa, uno sbirro all’an- tica con la passione della tecnologia. Ha trasformato il Ros — quando n’è diventato capo dopo Subranni — in

unrepartod’eccellenza.Masenzase-

guire le deleghe della procura di Pa- lermo. A cominciare dalla perquisi- zione del covo di Totò Riina. Dopo vent’anni — grazie ai suoi silenzi — non sappiamo cosa veramente è ac- caduto là dentro. Se un giorno il ge- nerale Mori dovesse parlare, cadreb- be mezza Italia. Probabilmente non

dovesse parlare, cadreb- be mezza Italia. Probabilmente non lo farà mai. Non dirà mai chi gli
dovesse parlare, cadreb- be mezza Italia. Probabilmente non lo farà mai. Non dirà mai chi gli

lo farà mai. Non dirà mai chi gli ha da- to — nonostante le conclusioni della commissione parlamentare antima- fia — il mandato politico per trattare con Vito Ciancimino. Fedele nei se- coli.

IL PIÙ SFUGGENTE E forse anche il più ricco. Quello

che in Sicilia chiamano Massimuc-

cio,MassimoCiancimino,ultimofi-

glio di don Vito, l’uomo che ha fatto

brutta Palermo quando negli anni ‘60 era assessore ai Lavori pubblici. Ha detto e non detto, mezza verità e mezze falsità, ha menato per il naso anche i procuratori con i suoi spro- loqui fino a quando ha pronunciato avventatamente il nome dell’ex ca- po della polizia Gianni de Gennaro — accostandolo al misterioso «si- gnor Franco» con il quale avrebbe trattato in un lontanissimo passato suo padre — e l’hanno zittito per sempre. Massimuccio si barcame- na sperando sempre che qualcuno non troviilmalloppo difamiglia.Ha un solo merito: con le sue dichiara-

Una iattura. Così Antonino Cinà si è ritrovato — secondo il piccolo e strampalato Ciancimino — a vei- colare il famigerato papello (le ri- chieste di Cosa Nostra per fermare le stragi) dal capo dei capi di Cor- leone al resto del mondo.

IL PIÙ INTERCETTATO Ex ministro degli Interni fra il 1992 e il 1993, Nicola Mancino è la personalità — è stato presidente del Senato e vicepresidente del Csm — che per sei mesi ha cercato conforto nelle stanze del Quirina- le per sfuggire ai pm palermitani che volevano incastrarlo. Gli è an- data male.

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laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 16 LA STRAGE DI PARIGI
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 16 LA STRAGE DI PARIGI
laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 16 LA STRAGE DI PARIGI

laRepubbl

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VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

16

LA STRAGE DI PARIGI

laRepubbl ica VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 ■ 16 LA STRAGE DI PARIGI
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Intrigo curdo nel cuore di Parigi giustiziatetremilitantidelPkk

Trale vittime unaleader storica. Lapolizia: unregolamentodi conti

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GIAMPIERO MARTINOTTI

PARIGI — Sono state giustiziate senza pietà, freddamente, nel pieno centro della capitale: tre donne militanti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) sono state trovate morte nella sede di un centro di attivisti cur-

di. Un triplice assassinio "orribi- le", ha detto François Hollande, precisando che conosceva, co-

mealtripoliticifrancesi,unadel-

levittime.Probabilmente,sirife-

riva a Fidan Dogan, 32, rappre- sentante in Francia del Congres- so nazionale del Kurdistan. In- sieme a lei c'erano una giovane attivista, Leyla Soylemez, e so-

prattuttoSakineCansiz,unadel- del Pkk. Al centro Fidan Dogan, a destra Leyla Soylemez

le fondatrici del Pkk, a lungo im- prigionata nelle carceri turche e considerata una "leggenda" dai militanti indipendentisti. Tra le ipotesi c'è quella di un regolamento dei conti all'inter- no del Pkk, ma gli inquirenti non escludono altre piste, come quella dell'estrema destra turca. Sono stati gli amici delle tre don- ne a trovare i corpi nella notte tra mercoledì e giovedì, verso l'una

corpi nella notte tra mercoledì e giovedì, verso l'una UCCISE Sakine Cansiz, a sinistra, era fra

UCCISE

Sakine Cansiz, a sinistra, era fra i membri fondatori

del mattino. Preoccupati per non avere notizie da qualche ora, si sono recati al Centro per l'informazione sul Kurdistan e già nelle scale hanno visto mac- chie di sangue. Hanno sfondato la porta e nell'ingresso hanno trovatoitrecadaveri.Duedonne sono state uccise con un colpo alla nuca, la terza è stata colpita al ventre e in fronte.

Sul luogo la polizia ha ritro- vato molti bossoli e una valigia, che non si sa a chi appartenesse. E non si sa nemmeno quante persone abbiano commesso il crimine, avvenuto probabil- mente nel tardo pomeriggio di mercoledì,quandoledonnenon hanno più risposto al telefono. Non appena si è diffusa la noti- zia, alcune centinaia di curdi

Le spy-story

OPERAZIONE CILE

OPERAZIONE CILE

Fu un’autobomba a uccidere il cileno Letelier, ex ministro

 

di Allende, a Washington nel 1976

L’OMBRELLO BULGARO

L’OMBRELLO BULGARO

Il dissidente bulgaro Markov viene ucciso a Londra nel 1978 con un ombrello avvelenato

LA BOMBA IN CAMERA

LA BOMBA IN CAMERA

Nel 1981 una bomba nella sua stanza d’albergo a Roma uccide il dirigente Olp Majid Abu Sharar

trovato un'intesa per mettere fi-

ne al conflitto, costato finora la vita a più di 45 mila persone dal

1984.

Secondo il vicepresidente del partito islamista al governo ad Ankara, la vicenda potrebbe essere legata ai dissidi interni al Pkk: il triplice omicidio, insom- ma, potrebbe essere opera di elementi contrari al dialogo. Ma

hanno manifestato davanti al centro, accusando il governo di Ankara. Ma i contorni della vi- cenda restano oscuri. Il pensie- ro, tuttavia, corre a quel che sta accadendo in Turchia, dove una trattativa è in corso tra il capo del controspionaggio e il numero uno del Pkk, Abdullah Ocalan, incarcerato dal 1999. Secondo la stampa turca, i due avrebbero

dal 1999. Secondo la stampa turca, i due avrebbero gli esperti dicono che lo stesso ragionamento

gli esperti dicono che lo stesso ragionamento potrebbe valere per elementi vicini al potere tur- co e contrari alle discussioni. Tutte le ipotesi, insomma, sono sul tavolo, anche se quella di un regolamento di conti interno

sembra privilegiata: l'assassino ogli assassini nonhannoforzato la porta del Centro, il che signifi- ca che avevano le chiavi o che le vittime hanno aperto senza ti- morilaporta.Qualcheagenziadi stampa sostiene che la Cansiz non era più in perfetta sintonia con i vertici del Pkk, notizia che va comunque presa con molta cautela. Il ministro dell'Interno, Manuel Valls, ha cercato di cal- mare l'ira della comunità curda, assicurando che sarà fatta piena luce sui fatti. L'inchiesta è stata

affidataallasezioneanti-terrori-

smo della procura parigina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

sui fatti. L'inchiesta è stata affidataallasezioneanti-terrori- smo della procura parigina. © RIPRODUZIONE RISERVATA

laRepubbl

ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

@

PER SAPERNE DI PIÙ www.liberation.fr www.hurriyet.com.tr/english

17

www.liberation.fr www.hurriyet.com.tr/english ■ 17 FOTO:REUTER S Il Pkk Il Partito dei Lavoratori del

FOTO:REUTERS

Il Pkk Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) rivendica un’autonomia delle aree curde dal
Il Pkk
Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk)
rivendica un’autonomia delle aree curde
dal potere centrale di Ankara
L’attuale capo di fatto è Murat Karayilan,
mentre Abdullah Ocalan,
che lo fondò nel 1978, è in carcere dal 1999
ARMENIA
AZERBAIJAN
Erzurum
Sivas
TURCHIA
Tabriz
Diyarbakir
Van
IRAN
Il partito è considerato un’organizzazione
terroristica da Turchia, Stati Uniti,
Unione Europea e Iran
Mahabad
Mosul
Kirkuk
SIRIA
IRAQ
200 km
Europea e Iran Mahabad Mosul Kirkuk SIRIA IRAQ 200 km In Turchia i curdi s ono

In Turchia i curdi sono il 18% della popolazione, pari a circa 15 milioni di persone

% della popolazione, pari a circa 15 milioni di per s one inferiore al 20% La

inferiore al 20%

La popolazione curda vive anche in Siria, Iran, Iraq, Armenia e si stima sia in tutto fra i 25 e i 30 milioni di persone

Presenza dei Curdi

20-59% 60-100%
20-59%
60-100%

Lo scenario

MARCO ANSALDO

UNA provocazione, come com-

menta il premier turco Recep TayyipErdogan. Unregolamento

di conti interno, come ipotizzano

i militari di Ankara. Un crimine di

Stato, come gridano i militanti

curdi. Oppure un messaggio pre- ciso, volto a far saltare il negozia-

to appena sorto fra il governo di

Ankara e i guerriglieri del Pkk, co- me anticipano alcuni osservato- ri? Qualunque possa essere la conclusionedelleindagini aPari- gi, la feroce esecuzione notturna

di

tre attiviste curde segna il pun-

to

di non ritorno di una trattativa

fra esecutivo e ribelli appena ab-

bozzata, e probabilmente desti-

nataanondecollaremaisenonin

tempilunghi.Forsebensuperiori

a quelli che il conflitto sordo nel

Sudest dell’Anatolia possa sop-

portare. Nella zona orientale del-

laTurchia,infatti,èinattodaqua-

si 30 anni una guerra di bassa in-

tensità, capace di mietere quoti- dianamente un pugno di morti

tantofraisoldatiquantofraiguer-

riglieri,deltuttoirrisolta.Unmas-

sacro che si svolge nel più com- pleto silenzio, e nella totale indif- ferenza del mondo. Per cercare di superare questo stallo sanguinosissimo (più di 40mila i morti finora), le autorità

Per il premier, si tratta di una provocazione. I militanti parlano di “crimine di Stato”

di Ankara e i vertici del Partito dei

lavoratori del Kurdistan, la for- mazione di stampo marxista-le- ninista fondata da Abdullah Oca- lan, si erano accordati lo scorso anno in modo del tutto informa-

le.Sulmodellodelpassato,quan-

do anche alcuni influenti e fidati giornalisti erano stati chiamati a partecipare. Un negoziato infine scoperto dalla stampa turca, e di fronte alla quale Erdogan non ha potuto altro che ammettere l’esi- stenza.Ilsuofedelissimocapodei servizi segreti Hakan Fidan aveva intavolato trattative segrete con Ocalan, dal 1999 confinato nell’i- sola-prigione di Imrali, sul Mare

di Marmara, dopo la fuga dal suo

Dai falchi di Ankaraodellaguerriglia uncolpoallatrattativaconOcalan

L’esecuzioneinFranciaspegneleambizioni di pacedi Erdogan

detto Apo, vive da 14 anni il suo

esiliocomedetenutosolitariocir-

condatodamilitarienavidaguer-

ra.EiservizisegretidiAnkaraave-

vano inviato i loro emissari sui montiKandil,nelNordIraq,dove l’aviazione turca ha per qualche

tempo lasciato in pace le basi do- ve ha trovato rifugio il Pkk, guida- to dal vice di Apo, Murat Karayi- lan, “Serpente nero”. Una Tur- chia severamente impegnata sul fronte degli aiuti ai profughi pro- venienti dalla Siria — dove la Na- to sarebbe intenzionata a entrare

a febbraio — necessita di trovare

respiro almeno in una delle sue frontiere bollenti.

Èinquestoscenariochesiinse-

riscel’agguatopariginoaicurdi.Il

tripliceomicidioinognicasosidi-

CON IL FONDATORE Sakine Cansiz in una foto del 1995 insieme al fondatore del Pkk
CON IL FONDATORE
Sakine Cansiz in una foto
del 1995 insieme
al fondatore del Pkk
Abdullah Ocalan
del 1995 insieme al fondatore del Pkk Abdullah Ocalan L’intervista FOTO:AFP Le tappe IL NEGOZIATO rige

L’intervista

FOTO:AFP

fondatore del Pkk Abdullah Ocalan L’intervista FOTO:AFP Le tappe IL NEGOZIATO rige contro il dialogo fra

Le tappe

del Pkk Abdullah Ocalan L’intervista FOTO:AFP Le tappe IL NEGOZIATO rige contro il dialogo fra Turchia

IL NEGOZIATO

rige contro il dialogo fra Turchia e

Lanno

Pkk.Damoltiannil’organizzazio-

scorso

il capo dei

ne un tempo separatista agisce in difficoltà. La leadership di Ocalan

servizi segreti

è

in discussione. E il Pkk appare

di

Ankara

oggi un movimento frastagliato,

ha iniziato

conpropagginiinseriteinEuropa

trattative

ma capaci di arrivare fin sulle

segrete

montagne dell’Iran. La formazio-

con Ocalan

nenonsembrapoidispostaadac-

La formazio- con Ocalan nenonsembrapoidispostaadac- LE PROPOSTE S ul tavolo c ’ è la promessa di

LE PROPOSTE

Sul tavolo

cè la

promessa

di diritti

per i curdi in cambio della fine di 30 anni di guerra

per i curdi in cambio della fine di 30 anni di guerra cettare in toto le

cettare in toto le condizioni di Apo. Alcune frange non sono fa- vorevoli ad abbandonare la lotta armata, anche per i forti interessi economici e i traffici di droga fra l’Europa e la zona a cavallo dell’I-

In gioco anche gli interessi economici legati ai traffici nelle zone segnate dal conflitto

raq. Mentre, sull’altro fronte, pu-

LO SCAMBIO

Il 3 gennaio due deputati

re gli influenti generali turchi ap- paiono divisi. I fautori della pace ad ogni costo si trovano scavalca-

curdi vanno

ti

da chi non transige sulla lotta al

da Ocalan

terrorismo,nésuun’ipotesidine-

mentre

goziato, e tanto meno su un’inte-

uomini dei

sa che porti al disimpegno milita-

servizi

re (e quindi economico e di pote-

visitano

re) dalla zona di guerra.

le basi del

Pkk in Iraq

re) dalla zona di guerra. le basi del P kk in Iraq Erdogan, ultimamente inte- ressato
re) dalla zona di guerra. le basi del P kk in Iraq Erdogan, ultimamente inte- ressato

Erdogan, ultimamente inte- ressato alla conquista della presi- denza della Repubblica tenta, sulle orme del suo predecessore Turgut Ozal (poi morto in circo- stanze tuttora non chiare), una mossa che, risolvendo la questio- ne curda, potrebbe proiettarlo verso la Storia. Ma è oggi evidente che in Turchia, nelle ali estreme, c’è chi punta a far abortire qual- siasi tipo di trattativa. Già i curdi chiamano i loro fratelli a manife- stazioni di dissenso. È il minimo che possa accadere. Nel Sudest dell’Anatolia, però, è allarme ros- so. C’è infatti chi teme che il mas- sacro di Parigi si trasferisca nel Kurdistan turco, con attacchi e confronti sanguinosi. Se non di- rettamente in quello delle città turche, e addirittura oltre.

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Il legale di “Apo”: “Sono i Lupi grigi i più contrari al dialogo”

accaniti contro il processo di pace sono i Lupi grigi: si può ipotizzare anche una convergenza tra frange conservatrici dei servizi e militanti nazionalisti». Che ne sarà del processo di pace ora? «Sono ottimista, non credo che si fer- merà. La Turchia deve risolvere un pro-

blemacheriguardaventimilionidiperso-

ne: deve farlo se tiene al ruolo di media- zione fra Medio Oriente ed Europa». (g. cad.)

“santuario” in Siria e la rocambo- lesca cattura in Kenya al termine

ROMA — Il legale di Abdullah Ocalan, Ar-

sti giorni la cella di Ocalan nel carcere di

di

due mesi di soggiorno a Roma

turo Salerni, non crede a faide nel Pkk.

Imrali è diventata un punto di riferimen-

che sconvolsero i rapporti fra Ita-

Avvocato, le sembra convincente l’i-

to, come quella di Mandela nell’ultima fa-

lia

e

Turchia.

dea di un dissidio “interno” fra curdi?

se della detenzione. Ocalan ha affidato al

E

proprio in questi ultimi gior-

«No, non mi risultano nel modo più as-

«No, non mi risultano nel modo più as- popolo curdo sono in una fase di apertura

popolo curdo sono in una fase di apertura

deldialogo,direidipre-negoziato.Inque-

presidente del partito curdo l’appello per

ni, nonostante le difficoltà e le

soluto elementi di rivalità che possano

i detenuti in sciopero della fame, che han-

proposte sul tavolo (la fine della

condurre all’omicidio».

no interrotto il digiuno. È naturale che ci

guerracontrol’acquisizionedidi-

E allora quali possono essere le ragioni

sia chi cerca di interrompere il processo

ritti) il negoziato aveva subito un’accelerazione. Due deputati del partito curdo erano stati la-

del delitto? «Lo stato turco e i rappresentanti del

appena avviato». Dove cercherebbe i responsabili? «Nella società turca militari e servizi se-

sciati partire il 3 gennaio per “l’i-

gretisonopresentiinmodorilevante.Ipiù

soladiMontecristo”doveOcalan,

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FOTO: EPA/NIKOLSKY

laRepubbl ica

VENERDÌ 11 GENNAIO 2013

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PER SAPERNE DI PIÙ www.themoscowtimes.com www.whitehouse.gov

19

DI PIÙ www.themoscowtimes.com www.whitehouse.gov ■ 19 Il giallodi Maksim, l’orfanocheimbarazzaPutin

Il giallodi Maksim, l’orfanocheimbarazzaPutin

Scriveunasupplicaal presidentecontrolaleggeanti-adozioni Usa, leautoritàlofannosparire

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NICOLA LOMBARDOZZI

MOSCA — Che fine ha fatto Maksim, senzafamiglia di 14 anni, gravemente handicap- pato da una sindrome geneti- ca? Da quando ha scritto una

letteradisupplicaalPresiden-

te Putin è letteralmente spari-

to. Nascosto ai giornalisti, iso- lato dagli amici che frequen- tava ogni giorno su Twitter e sul Vkontakte (il Facebook russo). Il fatto è che la notizia della lettera inviata da Mak- sim direttamente al Cremlino

ha

messo in crisi l’intero staff

di

Putin, il governatore della

Seguiva una foto dell’ultima

visita dei suoi futuri genitori e

unamappasatellitaredellalo-

ro città, Woodstock in Virgi- nia. La pratica burocratica per

città, Woodstock in Virgi- nia. La pratica burocratica per l’adozione di Maksim è in cor- so

l’adozione di Maksim è in cor- so ufficialmente da meno di un anno. La nuova legge stroncherebbe la sua speran- za come quella di altri dodici- mila bambini, quasi tutti ma-

lati,inattesadifuggireinAme-

rica. Nel tentativo di mettere una pezza alla giornata di cla- more, il Cremlino ha precisa- to che le pratiche in corso po- trebbero probabilmente es-

sere ultimate prima che scatti il divieto assoluto. E poi, in se- rata,ilgran finale.Un riccode- putato della città di Chelja- binsk si è offerto di acquisire il patrocinio di Maksim e ha an-

patriotticamente:

«Ci occuperemo di lui e lo cu- reremo. Anche in Russia ci so- nobravimedici».Lavolontàdi Maksim? Nessuno la conosce.

nunciato

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessuno la conosce. nunciato © RIPRODUZIONE RISERVATA LE INAUGURAZIONI NAVALI Ieri Putin ha partecipato al varo
LE INAUGURAZIONI NAVALI Ieri Putin ha partecipato al varo del sottomarino nucleare Yuri Dolgoruky, a
LE INAUGURAZIONI NAVALI
Ieri Putin ha partecipato al varo
del sottomarino nucleare Yuri
Dolgoruky, a sinistra, e al battesimo
della rompighiaccio Vitus Bering

Occasione da non perdere

Da sette anni sono in contatto con una coppia americana. Mi vogliono bene.

Mi

offrono cure che qui non ho. Per

me

sono già genitori. La prego, non

mi faccia perdere questa occasione

LA FAMIGLIA

Maksim sulla sua pagina di Vkontacte con i futuri genitori americani

regione di Cheljabinsk e il di- rettore dell’orfanotrofio sugli Urali dall’inquietante nome “Internat 13” dove Maksim è ospitato dalla nascita, subito dopo l’abbandono da parte dei suoi genitori. Nel suo messaggio Maksim toccava un tasto dolente per il governo russo. Chiedeva di essere esentato dalla nuova legge che vieta l’adozione di bambini russi da parte di cit- tadini americani. Una legge che l’opposizione definisce «da mascalzoni» e che è scat- tata come «ritorsione simme- trica» contro la decisione di Washington di mettere al bando tutti i personaggi russi legati alla misteriosa morte in carcere di un giovane avvoca-

to anticorruzione.

Senza parlare di politica, Maksim ha comunque cen- trato il cuore del problema:

«Da sette anni sono in contat-

to con una coppia americana

che è venuta spesso a trovar- mi. Mi vogliono bene. Mi of-

frono una casa e cure specifi- che che qui non ho. Per me so-

no già i miei genitori. La prego

Presidente non mi faccia per- dere questa occasione». Roba esplosiva alla vigilia di una grande manifestazione di piazza che, a giudicare dalle adesioni, potrebbe segnare il rilancio di una forte opposi- zione popolare al governo

russo. E il potere ha reagito se- condo il vecchio schema un po’ rozzo degli ultimi anni. Dal portavoce del Presidente, a scendere fino al preside del- l’istituto, è stato un crescendo

di smentite sempre più indi-

gnate: «Mai ricevuto lettere», «Una bieca provocazione», «Un’invenzione di certi gior- nalisti in malafede». IntantoMaksim èscompar-

so dal web. Una giornalista lo-

cale sostiene che gli abbiano

tolto il computer e che lo ab-

bianorinchiusoinunasortadi

isolamento. Sulla pagina abi- tualmente usata da Maksim è uscito un solo messaggio con un insolito linguaggio da adulto che diceva: «Non fate-

midomandesullaletteraaPu-

tin. Il preside ha già risolto ogni cosa». Sono ancora visibili però i messaggi precedenti. Quello

di Natale, per esempio, quan-

do Maksim scriveva: «Spero proprio che questo sia l’ulti- mo Natale passato qui dentro. La prossima volta sarò qui».

La polemica

Piùcontrollisuirussicheviaggiano così il Cremlino rispolvera Stalin

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MOSCA — Quando c’è da con- trollare spostamenti e intenzioni dei cittadini russi non c’è miglior maestro del vecchio compagno Stalin. Lui sì che sapeva tenere sotto osservazione ogni singolo movimento della sua popolazio- ne. Succede così che Vladimir Pu- tin, nel tentativo di meglio vigilare sulla immigrazione clandestina, ha confezionato e varato una leg-

ge che evoca i metodi dell’Unione

SovieticadeglianniTrenta.Ehari-

portato in vita in un sol colpo l’an- tico fantasma della propiska che intere generazioni di russi ricor- dano come un simbolo dell’op- pressione del regime sovietico. Propiska, che si potrebbe tra- durre come iscrizione, era una scritta sul passaporto interno di ogni cittadino sovietico che defi- nivailsuoindirizzodiresidenza.E dal quale non si poteva allontana-

reanchesoloper pochi giorni. Pu-

resecisispostavaperandareatro-

vare un familiare, o per motivi di lavoroodi salute, bisognavaavere una specifica autorizzazione a tempo. Non avere la propiska in regola comportava di fatto la per- dita di ogni diritto civile: impossi- bile trovare lavoro, votare, acce- dere agli aiuti sociali, ai tribunali. Si trattava di una politica, co- minciata dagli Zar e perfezionata dal governo dell’Urss, che tende-

dagli Zar e perfezionata dal governo dell’Urss, che tende- La scheda LA “PROPISKA ” Letteralmente vuol
La scheda

La scheda

La scheda LA “PROPISKA ” Letteralmente vuol dire   “iscrizione” dell’indirizzo di residenza sul proprio
LA “PROPISKA ”

LA “PROPISKA