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IL FOGLIO

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quotidiano

Sped. in Abb. Postale - DL 353/2003 Conv. L.46/2004 Art. 1, c. 1, DBC MILANO

ANNO XIX NUMERO 27

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

SABATO 1 FEBBRAIO 2014 - 2,00

Esca strategy

Non solo Italicum. Cos nasce la sfida (e la pesca) parallela tra Renzi e Grillo
Le botte sulla legge elettorale, i sondaggi, lo scouting, la partita delle Europee e le due tentazioni del segretario del Pd

La porno-politica ora tocca alla sinistra


Dallagor al lupanare, la nemesi grillina si abbatte sulla sinistra puritana, quella del corpo delle donne che insolentiva le malafemmine olgettine e diceva: Mara, stringi i denti. Una surrealt tra Guy Debord e Nino Manfredi

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

PAPA GUSTAVO
Lenciclica di Zagrebelsky sulla cultura pare un tomo di scolastica. Dov finito il moderno giacubbino?

Fine della neutralit

LA PATENTE
IL CARD. MARADIAGA e le nuove HOMINTERN.
famiglie che non piacciono a Mller (editoriale a pagina tre) Gli amori di un grande scrittore e di un giovane artista sensuale (Collard, inserto I)

Cos cresce il ruolo discreto di Israele nel sud della Siria


Ora i militari israeliani temono i 30 mila uomini dei gruppi di al Qaida e fanno accordi con i ribelli sul Golan

ultimo grido di dolore della virt fu quello di una buttana: Adesso anche le mogli fanno i pompini!. Era il 20 febbraio 1958 e in forza della legge Merlin veDI

PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Tra Napolitano e leuro


Roma. La richiesta di impeachment, lo scontro con i parlamentari, le minacce in sala stampa, lostruzionismo sulla legge, i sondaggi che non vanno, la riforma in arrivo, i programmi sovrapposti, le candidature future e un percorso che promette di essere semplicemente parallelo. In questo momento Matteo Renzi e Beppe Grillo bisogna immaginarseli cos: seduti uno accanto allaltro di fronte a un lago pieno zeppo di pesci e con una canna da pesca in mano e due esche nel proprio borsello. Il lago che si ritrovano davanti corrisponde a un bacino formato da elettori molto affamati. Elettori che in questi anni si sono nutriti di bocconi infarciti di antipolitica e che i due, da qui alla prossima apertura della stagione di pesca, dovranno nuovamente provare a far avvicinare alla propria esca. La stagione, ovviamente, MATTEO RENZI coincide con una data particolare che cade tra 113 giorni, quando verranno celebrate le elezioni europee, e quella data spiega bene il senso della battaglia combattuta in queste ore da quelli che saranno i protagonisti della campagna e della pesca europea: il segretario del Pd e il comico genovese. Il primo atto della battaglia tra Renzi e Grillo si sta giocando intorno alla legge elettorale che ieri ha superato lesame delle pregiudiziali di costituzionalit, e il cui voto segreto ha registrato la presenza a Montecitorio di una trentina di franchi tiratori, robetta e per i grillini la ghigliottina applicata tre giorni fa da Laura Boldrini alla Camera stata un pretesto per lanciare un messaggio chiaro: questa riforma un Troiaium peggio del Porcellum, Renzi come Berlusconi, il Pd come Forza Italia, Forza Italia come il Pd, e quindi bisogna far saltare tutto. Renzi, forse a ragione, sostiene che lattivismo grillino sia legato alla paura dei Cinque stelle di ritrovarsi di fronte a un clamoroso successo del segretario e che mai come in questo momento i democratici hanno la possibilit di spaccare i grillini e di conquistare i loro elettori sfruttando unesca che Grillo (ieri a Roma con i suoi parlamentari) non ancora riuscito a utilizzare in Parlamento: approvare le riforme. Finora, lesca utilizzata da Renzi per sottrarre pesci allelettorato a cinque stelle ha coinciso con una volont del sindaco: strappare a Grillo i temi migliori (taglio ai costi della politica, abolizione del finanziamento pubblico, diminuzione dei parlamentari, restituzione dei rimborsi elettorali), non regalare al comico alcune praterie elettorali (critica alle larghe intese, critica alla presidenza della Repubblica) e dimostrare che Renzi pi affidabile di Grillo perch, accanto ai vaffa, accanto ai no, suggerisce anche qualche s. La strategia funzio(Cerasa segue a pagina quattro) na? Vediamo.

nivano chiusi i casini nel territorio italiano. Fu Indro Montanelli a raccogliere dalla viva voce di Wanda quello sconforto. Le prostitute erano rassegnate alla concorrenza delle ragazze da marito, ormai addestrate e disinibite, pronte alla bisogna e risulta perci fuori tempo perfino tenera la denuncia di Michela Marzano appena ieri, su Repubblica: Noi, insultate a Montecitorio. Basta con la violenza nei confronti delle donne. Tutto nel dettaglio, Marzano (che anche deputato) filosofa, insegna agli allievi cosa sia lo hate speech (lincitamento allodio) e, nel riferire quanto successo in una giornata di insulti, costretta a digitare per intero una frase. Ed precisamente quella che a proposito di pompino un grillino ha rivolto a lei e ad altre sue colleghe del Pd, una delle quali, lassai spiritosa Giuditta Pini, ha ben saputo ribaltare: Ho preso oltre settemila preferenze, mi fa ancora male la mandibola. Cos si legge in una cronaca live di Mattia Feltri sulla Stampa e tutto, a questo punto, nel dettaglio. I confini semantici tra lupanare e agor parlamentare in tema di hate speech, giusto per gradire si sono sovrapposti ma la faccenda vecchia. Gli stessi insulti sessisti venivano riservati ai giovani dirigenti del Partito radicale, considerato come lunica setta laica in cui vigeva lo ius primae noctis; la stagione leghista, allinsegna del celodurismo, al grido di bonassa!, inseguiva la formidabile bellezza di Margherita Boniver, dirigente del Psi, e se oggi le ragazze da marito belle e in gamba come Alessandra Moretti, democratiche per di pi prendono il posto delle olgettine nel teatro delle ingiurie un fatto su cui dobbiamo fare i conti perch questa del dar delle pompinare la stessa furia sessista di appena laltroieri, arroventata oggi su altre grazie, altrettanto graziose. Non ieri, ma laltroieri. Quando appunto Mara Carfagna, ministro della Repubblica, sottoposta allaggressione in ragione del suo essere sexy, musa dellimmaginario berlusconiano qual , veniva invitata a stringere i denti. Tutti, sognando levirazione del Cav.-Priapo, ridevano alle battute di Sabina Guzzanti. E tutti su quel dettaglio esercitavano la propria dose di voyeurismo gustandosi la sfilata delle Bunga-girl lungo i corridoi del tribunale di Milano, leccandosi i baffi davanti alla tiv, fino allinimmaginabile: nientemeno che lorgia lesbo in zona tavernetta. Cos nel racconto di Michelle Bonev, ospite di Servizio pubblico, con Michele Santoro pa-

drone di casa compreso nel ruolo di colui che, mettendo le mutande al porco, redime la bottana socialdemocratica. E qui lo hate speech cade a fagiolo, altro che, perch la mistica del corpo delle donne vale per luna sia essa Nicole Minetti come per le altre. Urge per chi si spara il botox sul labbro quanto per chi mette il cerchietto tra i capelli, altrimenti tutta questa odiosa minettizzazione della Marzano per vox grillina nellovvia solidariet, rischia di non trovare alcun contravveleno perch il quando? di se non ora, quando? gi bello che passato. Tutto il venire meno di educazione e rispetto denunciato da Marzano venuto meno quando lideologicamente corretto stabiliva la scala valoriale A) e B) laddove serie A erano le ragazze per bene dellItalia eticamente adulta (quella del Palasharp, col minorenne di Libert e Giustizia sul palco) mentre serie B di Buttane erano le ragazze perdute del berlusconismo. La femmina, dunque sempre per vox grillina diventata malafemmina non solo per un incontrollato contrappasso ma per via di uninvisibile smania moralista con cui la sinistra ha svenduto la propria ragione sociale, libertaria perfino, femminista infine. Ma intanto c questo sessismo e, con questo, il dettaglio. Con tutto quel che ne consegue in gioco di eventi. A dare la solidariet alla Marzano, alla Moretti e al faccino pulito di Maria Elena Boschi saranno le olgettine. E a questo punto sar vera quella che viene spacciata per leggenda. A dettare il copione ai grillini, a Beppe Grillo stesso, a Gianroberto Casaleggio, non possono essere che Carlo Freccero e Antonio Ricci. Una situazione cos situazionista, pronta alla bisogna, neppure Guy Debord avrebbe potuto architettarla. Daltronde, si sa, Karl Marx non riusc a immaginare mai la rivoluzione proletaria a Mosca. Vuol dire che se Bauhaus sar, sar fatta a Montecitorio. Per dirla con Augusto Del Noce, in tema di tab e sesso, doveva essere la chiesa a crollare non certo la sinistra che ancora qualche giorno fa, sulle tracce della stanza 114 di un albergo, cercava di raggranellare crediti elettorali perlustrando le lenzuola di un politico di provincia, in Abruzzo. Doveva essere la destra a stampigliare pecette nere su tette e culi, non certo la sinistra che sembra essersela cercata come Nino Manfredi in Vedo nudo quando, matto tutto di sesso matto, pazzo di frenesia con quel po di occhiali coi vetri a raggi X, perfetti per guardare le donne e vederle in sottana, a furia di fare giro, giro, giro intorno a se stesso, si ritrovava a fotografare un solo culo, il proprio, e far trottola di se stesso. Con tanto di grido di dolore: Peggio che con una moglie. Costretto a fare sesso con se stesso.

o letto la nuova enciclica di Gustavo Zagrebelsky, Fondata sulla cultura, e ne sono uscito riconfortato. Il professore mi aveva fatto stare in pensiero, ultimamente.
DI

GUIDO VITIELLO

Tra Orwell e Ceausescu

La filosofa contro il gender, nuovo catechismo francese


Anche il Monde contro le buffonate di unideologia fanatica e irreale
La filosofa e storica delle idee politiche Chantal Delsol intervenuta ieri, sul Monde, sulla questione dei programmi scolastici francesi ispirati alla teoria del gender. Ecco alcuni stralci del suo articolo:

na faccenda di catechismo a scuola sta facendo rumore nei media. Sembra che un certo numero di famiglie voglia mettere in questione catechismo e relativi dogTRA VIRGOLETTE - CHANTAL DELSOL

Colpa dei maschi, per anche noi


Dopodomani, quando la serenit sar tornata, e il buonumore avr di nuovo un passaporto, e non esisteranno pi i nemici, e gli sdraiati si alzeranno, e ciascheduno avr un lavoro proprio, ma soddisfacente, e non ci sar pi destra n sinistra, e si vivr tra i gladioli, e le stagioni si concentreranno in primavera, e ci soccorreremo lun laltro, e non esisteranno pi i Rolex, e i nipoti di Travaglio si fidanzeranno con le nipoti di Mubarak, e i cuochi faranno felicemente i cuochi, e i giornalisti saranno scomparsi, e i giudicanti saranno davvero pappa e ciccia con gli inquirenti, e tutto sar uno, e uno sar tutto, allora dopodomani, quando lultimo grillino rimasto sar cos sereno da rimproverare lultima politica rimasta di aver fatto carriera senza saper fare neanche un pompino, lei gli risponder: ma come ti permetti?
Questo numero stato chiuso in redazione alle 21

Tra autocritica e assoluzione. Ravera, Marzano, Addis e Dominijanni


Roma. E il day after del caso De Rosa, dal nome del parlamentare grillino che ha apostrofato le deputate pd con la frase siete qui perch siete brave solo a fare i pompini. Le interessate lhanno denunciato, la procura ha aperto un fascicolo, la filosofa e deputata pd Michela Marzano ha raccontato la vicenda su Repubblica, la deputata pd Alessandra Moretti ha descritto il tutto, senza censure, a Otto e mezzo, e De Rosa ieri se n uscito con una frase che parsa incredibile alle insultate: in Parlamento si entra cos. Ho detto quello che pensano tutti gli italiani. In Parlamento si entra cos: dove abbiamo sentito questa frase, prima? Viene solo da atavico maschilismo o anche da altro? Per esempio anche dalleco di passate campagne di stampa, di piazza e di tribunale in cui alcune donne (parlamentari e ministre di centrodestra, olgettine, Ruby), prese come simbolo di vita dissoluta dellex premier B., venivano insultate per insultare lui, s, ma senza troppo pensare alloffesa fatta alla donna? E oggi che il grillino De Rosa dice quello che gli striscioni in piazza (e Sabina Guzzanti, nel 2008) dicevano allex ministro Mara Carfagna, il dibattito si riapre. La scrittrice Lidia Ravera, nel 2011 tra le promotrici del manifesto di Senonoraquando e dellomonima manifestazione, mette subito un paletto: linsulto di De Rosa, dice al Foglio, effetto della convinzione radicata, e per alcuni addirittura inconscia, secondo la quale le donne sono funzione del desiderio maschile. Ma non si pu collegare il fatto che le donne vengano continuamente insultate al fatto che qualcuna possa aver detto che ci sono carriere favorite dagli appetiti maschili. (Rizzini segue a pagina quattro)

mi, vale a dire il discorso sul gender Il cosiddetto discorso sul gender assomiglia talmente a una religione che non ci si pu impedire di utilizzare, per descriverne le avventure, un vocabolario religioso. Ha a che fare con lideologia, di cui mostra il fanatismo e lirrealt. I suoi difensori sono apostoli sovreccitati, mai stanchi, linsulto sempre alle labbra. I testi governativi che riguardano la scuola precisano che i figli appartengono allo stato. I testi che riguardano il genere, della stessa risma, vorrebbero precipitarci in una societ surreale, tra George Orwell e Nicolae Ceausescu, dove nulla ha il suo posto, perch sono il potere e i guardiani dellortodossia regnante a decidere dellordine del mondo. Tutto questo cos inverosimile, cos ridicolo e cos grottesco, che senza dubbio se ne occuperanno gli umoristi I nostri governanti non devono immaginare che ridurranno facilmente le famiglie francesi a credere che ragazzi e ragazze sono diversi solo dove lo decida il ministero, perch nella semplice realt le cose non funzionano cos. E le famiglie possono anche non essere versate nella metafisica delle sfere, ma non significa che siano idiote, e quando si tratta dei loro figli sono determinate a rifiutare che si facciano loro bere simili buffonate. La differenza sessuale genera gerarchie, discriminazioni e ineguaglianze, e a farne le spese sono sempre le femmine. E storia. Bisogna dunque sopprimere le differenze per sopprimere le discriminazioni? () Quando invece di ragazzi e ragazze non avremo che un sesso indeterminato, un Tomboy (film su una bambina di dieci anni che si finge maschio con i coetanei, ndr) mostrato come modello universale in tutte le scuole della Rpublique, allora non ci saranno pi discriminazioni, ma nemmeno differenze. Lindeterminazione non affatto lideale da perseguire per impedire le ingiuste diseguaglianze, che si combattono meglio valorizzando le differenze e la loro complementariet Di che cosa il nome questa ideologia che avanza come destino ineludibile o come lo spirito di Hegel? Essa risponde allideale di emancipazione che abita la cultura europea fin dalle origini, e le cui manifestazioni concrete punteggiano la nostra storia e la plasmano. Lunica cultura in cui si possono trovare opere come Lasservimento delle donne di Stuart Mill o Una stanza tutta per s di Virginia Woolf, con tutte le misure politico-sociali che questo comporta. Eppure, triste vedere questa bella storia di emancipazione impantanarsi nellestremismo e nel fanatismo. Come proteggersi dallestremismo in cui cadono discorsi come quello del gender? Tenendo conto non solo dellinvidiabile emancipazione, ma anche del radicamento necessario che ci ncora alla condizione umana, alla storia, alle esigenze naturali elementari. Sopprimere qualsiasi radice: quello che avevano tentato i soviet, al punto che Trotsky diceva: ora viviamo in un bivacco. Una societ umana non pu fare di un bivacco la sua dimora.

Mi ero imbattuto nella sua postfazione a un libro di Sandra Bonsanti, unintemerata contro il culto del denaro cos fiammeggiante che pareva un libello di Lutero, e temevo che dopo averla conclusa Zagrebelsky avesse scagliato pure lui un calamaio contro Satana. Ma alcuni segnali erano perfino pi inquietanti. Il nesso potere-denaro era paragonato alluroboro, il mitico serpente che si nutre di se stesso, con la bocca incollata alla coda o allano, ma gi che non si capisce bene se la bocca del denaro ad attaccarsi allano del potere o viceversa, non sapresti dire, in questo caso, qual lorifizio che d e quale quello che riceve. Ecco, mi sono detto, il professore a un bivio: una via porta a Julius Evola, laltra al pitone di Ilona Staller. Meno male che Fondata sulla cultura ha rimesso le cose a posto, e Zagrebelsky tornato alla sua prosa consueta, che quella di un neotomista di provincia in abiti laicali. Non per nulla lenciclica data in Torino, Einaudi, il 28 gennaio: san Tommaso dAquino. Il riferimento scritturale la Costituzione, capitolo 33, versetto 1 (perch degradarli ad articoli e commi?): Larte e la scienza sono libere. Zagrebelsky invita a meditare sul verbo allindicativo, e in questo spalleggiato da una tradizione esegetica che risale almeno ai commenti allEgo sum qui sum di Esodo 3, 14. I Padri costituenti hanno voluto definire lessenza eterna dellarte, la sua quiddit, che quella di una creazione libera dai vincoli della politica e delleconomia. Noi moderni potremmo penare un poco nellapplicare una tale definizione allarte nellepoca del cinematografo e del grammofono, ma Zagrebelsky ci toglie dimpaccio precisando, con filosofema da rettore di seminario, che essa non arte nella componente priva di libert, esecutiva del volere del committente. Anche Carosello, anche le rclame commerciali hanno un aspetto creativo, ma non sono esse stesse espressione della libert della cultura; sono invece funzione delleconomia. Ed importante distinguere gli ambiti, perch la societ bene ordinata si fonda su una trinit consacrata dalla tradizione: leconomia, che suscita bassi appetiti e rivalit; la politica, che genera lotte per il potere; e in cima a tutto la cultura come religione secolare, che compone le discordie e impedisce alla societ di scompaginarsi. Guai quando la santa tripartizione messa a soqquadro, quando la harmonia mundi turbata da una commistione tra i diversi ordini, giacch (e qui gli accenti sono quasi pitagorici) ci che giusto in una sfera, pu diventare corruzione delle altre sfere. Il chierico, o diciamo pure lintellettuale contemplativo che non si mescola alle sfere inferiori, vive tempi difficili. La cultura si fatta specialistica, e questo ci rende ciechi di fronte a ci che pi conta, il bene comune (il bonum commune della Summa). Inoltre la comunicazione, che vive dellistante e che si esprime in rete, prevale oggi sulla formazione, che vive della durata e ha la sua dimora nei libri. Bisogna collegare gli istanti in un senso che crea comunanza, ed questa la funzione costituzionale della cultura, che d sostanza spirituale e garanzia alla vita sociale, la sperandarum substantia rerum del Dottore Angelico. Al chierico data per in premio la gioia delle idee, perch la mente tende alle idee e in esse trova il suo compimento (la frase scritta in italiano, ma si capisce lontano un miglio che stata pensata in latino). Esse, le idee, trasformano il senso (facolt passiva) in pensiero (facolt attiva), variazione sulla dottrina dellintelletto agente e dellintelletto possibile. Il lettore di Arte e scolastica di Maritain o di La societ di massa e la sua cultura di Gilson respirer aria di casa, sebbene non delle pi pure. Ma il libro del rettore del seminario Libert e giustizia si raccomanda soprattutto ai posteri, che si stupiranno di come un piccolo scolastico potesse, nellItalia del Ventunesimo secolo, guadagnarsi la fama di philosophe laicista e giacobino.

Un briefing a porte chiuse


Roma. Israele si tiene da parte con discrezione sulla questione della guerra siriana. Non ha chiesto di partecipare alla Conferenza di pace di Ginevra 2 appena finita senza alcun risultato, come previsto per timore che la sua presenza avrebbe polarizzato i negoziati, anche se naturalmente ha tutto linteresse a capire come andr a finire. Si limita a compiere bombardamenti aerei di routine in Siria per bloccare il trasferimento di armi sofisticate dallesercito del presidente Bashar el Assad ai depositi del gruppo libanese Hezbollah, ma con molta discrezione. Lultimo raid forse avvenuto domenica scorsa, ma non nemmeno comparso nei notiziari. Questa pretesa di neutralit sta finendo anche a terra, sempre con discrezione. Israele sta stringenB. NETANYAHU do contatti con i gruppi ribelli che combattono il governo di Assad sulle alture del Golan, lungo il confine sud della Siria, e che sono distanti dalle due grandi fazioni pro al Qaida, Jabhat al Nusra e lo Stato islamico. Lanalista Ehud Yaari scrive sul sito del think tank americano Washington Institute che quello che cominciato come un passo puramente umanitario prestare soccorso medico demergenza ai siriani nei villaggi appena al di l dei reticolati s trasformato in un meccanismo di collaborazione ben rodato che fa passare aiuti ingenti, dal carburante al cibo ai vestiti alle stufe ai medicinali attraverso una delle frontiere pi militarizzate del mondo. Grazie a un accordo tra ribelli e israeliani, 600 siriani feriti sono stati finora curati negli ospedali israeliani, incluso uno militare da campo allestito sul Golan. Il che indica una collaborazione a pie(Raineri segue a pagina quattro) no regime.

La Nsa di Obama
La nomina di un tecnico della cyberguerra cinese d lobamiana illusione di una riforma in corso
New York. LAmmiraglio Mike Rogers non ha alcuna esperienza nel campo della gestione dei dati sensibili o nei conflitti fra sorveglianza e diritto alla privacy esacerbati dallo stillicidio di rivelazioni della talpa Edward Snowden e dei suoi complici nei giornali, come li ha chiamati il direttore dellIntelligence americana, James Clapper. Proprio per questo Barack Obama lo ha scelto per dirigere la National Security Agency. Per occupare lo scranno pi rovente della catena di comando militare servono competenze da insider e bassissimo profilo pubblico, specialmente se il presidente ha scelto di disattendere, in buona sostanza, i consigli della commissione straordinaria da lui convocata per riformare lagenzia. Suggerivano di separare lanima civile e dintelligence dellagenzia dal Cyber Command, il lato strettamente militare che si occupa di cyberguerra, decrittazione, fase difensiva offensiva della guerra cibernetica globale. Rogers unautorit in questo secondo e meno controverso settore, mentre non c traccia di un suo coinvolgimento nei programmi che hanno suscitato le ire dagli attivisti per i diritti civili e fatto imbestialire quelli che il professor Cass Sunstein chiama i libertari paranoici, paladini del sospetto che vedono una cospirazione dietro qualunque manovra del governo. Il segretario della Difesa, Chuck Hagel, ha lasciato intendere che Rogers sar luomo chiamato a compiere una qualche riforma della Nsa: Son sicuro che Rogers ha la saggezza necessaria per trovare un equilibrio fra le esigenze di sicurezza, privacy e libert della nostra ra (Ferraresi segue a pagina quattro) digitale.

Stati Uniti contro paesi emergenti, volano stracci tra banchieri centrali. Perch lEuropa fa la free rider (per ora)
Roma. I paesi emergenti sono stati la stampella sulla quale il mondo occidentale ha potuto contare subito dopo lo scoppio della crisi finanziaria, nel 2008. Liberarsi di quella stampella come se nulla fosse, abbandonarla soltanto perch adesso si riesce a camminare sulle proprie gambe, non dignitoso. Raghuram Rajan, da settembre scorso governatore della Banca centrale indiana, stato tranchant nella sua intervista di due giorni fa a Bloomberg India, rilanciata ieri sulla prima pagina del Financial Times: La cooperazione monetaria internazionale a pezzi, ha detto riferendosi alla scelta della Federal reserve statunitense di confermare la graduale stretta della propria politica monetaria (il cosiddetto tapering), scelta che ha dato il via a un repentino deflusso di capitali dai mercati emergenti. I paesi industrializzati devono fare la loro parte, non possono lavarsene le mani e dire a quelli emergenti: Faremo quanto necessario, mentre a voi spetta laggiustamento, ha continuato Rajan, in passato professore allUniversit di Chicago e capoeconomista del Fondo monetario internazionale. I rischi di uno scarso coordinamento delle politiche economiche, effettivamente, gi si vedono: i capitali che negli scorsi anni erano affluiti nei paesi emergenti alla ricerca di rendimenti pi elevati (rispetto a quelli garantiti dai titoli di stato americani, per esempio, schiacchiati dal tasso dinteresse a zero e dagli acquisti di asset della Fed), si stanno ritraendo bruscamente. Nella settimana che ha preceduto lultima riunione della Fed, quella di mercoled scorso in cui Ben Bernanke ha confermato la riduzione di altri 10 miliardi degli acquisti mensili di asset (ora a 65 miliardi di dollari), i fondi impegnati nelle sole Borse dei paesi emergenti hanno ritirato 6,3 miliardi di dollari. Una fuga cos rapida non si vedeva dal 2011. Daltronde la Fed, per statuto, deve tener conto solo di quanto accade nei confini statunitensi, dove nella seconda met del 2013 il pil cresciuto del 3,7 per cento e lo stimolo monetario dunque meno necessario. Rajan ha ragione all80 per cento dice al Foglio Andrea Goldstein, economista dellOcse che segue i paesi emergenti La crisi sarebbe stata pi profonda, anche in occidente, se la Cina per esempio non avesse attuato una politica fiscale molto espansiva tra 2008 e 2009, cercando di fondare la sua ripresa sulla domanda interna e non pi solo sulle esportazioni. Anche Brasile, Russia e India hanno optato per politiche espansive. Politiche non sempre ben congegnate, che spesso hanno aumentato le inefficienze della stessa spesa pubblica continua Goldstein e ci spiega il 20 per cento di torto che ha Rajan. Gli emergenti non hanno utilizzato i tempi delle vacche grasse per riformare i loro sistemi economici. Daltronde il banchiere centrale indiano, che per frenare linflazione e la fuoriuscita di capitali ha appena alzato il tasso di riferimento all8 per cento, solleva un problema politico: LAmministrazione Obama, dopo il G20 di Londra del 2009, in cui il coordinamento internazionale fu massimo, ha perso molto del suo afflato multilateralista dice Domenico Lombardi, del think tank canadese Centre for International Governance Innovation Dalla Fed, con il cambio alla guida tra Bernanke e Yellen, ci si attendeva una maggiore empatia retorica col resto del mondo. Invece, allultimo meeting della Fed, non c stato nemmeno un riferimento ai possibili contraccolpi esterni delle scelte di politica monetaria. Non tutti gli emergenti, poi, sono uguali. Alcuni come la Turchia, lArgentina o il Sudafrica ci mettono del loro, a suon di instabilit politica e virate populistiche, a convincere gli investitori a cambiare aria. Cos, mentre lalluvione di denaro made in Usa accenna a diminuire, i capitali in cerca di rendimenti migliori e pi sicuri riscoprono perfino lEurozona. Secondo il Financial Times, era dal 1996 che non si vedeva da parte degli investitori statunitensi una corsa ad acquistare azioni europee come quella vista tra fine 2013 e inizio 2014. Ma sono soprattutto i titoli di stato dei paesi periferici, Italia inclusa, a tornare attraenti dice lanalista di una primaria banca anglosassone Il rischio di disgregazione dellEurozona non c pi. Inoltre, a gennaio linflazione ancora in calo (0,7 per cento secondo la stima di Eurostat, dallo 0,8 di dicembre, ndr), perci ci si attende una politica pi accomodante della Banca centrale europea per sventare il rischio deflazione. LEuropa, nello scontro tra Fed e paesi emergenti, agisce dunque come un free rider. Assiste cio allo scontro senza pagare il biglietto, beneficiando dei risultati. Ieri il ministro dellEconomia Saccomanni di fatto lo ha ammesso, definendo larea euro come unisola di tranquillit, in questi momenti. Dopodich, dice lanalista Mario Seminerio, una crisi prolungata nei paesi emergenti si pu ritorcere contro di noi. Se gli emergenti iniziassero a importare meno e a esportare di pi, produzione e investimenti in Europa subirebbero un arresto. Lennesimo impulso deflazionistico per un continente la cui flebile ripresa si finora fondata proprio sullexport. E sarebbe la vendetta degli emergenti, abbandonati dalla Fed come una stampella inutile. Twitter @marcovaleriolp

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IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

Lettere rubate
Ring Lardner scrisse il racconto preferito dal giovane Holden, e leggendolo si capisce perch
Il mio scrittore preferito mio fratello D. B., e subito dopo viene Ring Lardner. Mio fratello per il mio compleanno mi ha regalato un libro di Ring Lardner, subito prima che io andassi
DA

Analisi particolareggiata e maliziosa di quel che fa lamico amerikano


A
l contrario dei solidi imperialisti britannici dantan con propri uomini nelle aree strategiche del mondo, lapproccio degli Stati Uniti alle varie questioni nazionali tipico di una potenza che si pensa anticolonialistica: naturalmente da leader globale vuole guidare gli alleati ma pi con amici che agenti. Con risultati brillantissimi cos il post Seconda guerra mondiale quando i binari politici sono definiti. Con pasticci nelle fasi pi complesse: cos per certi versi sud America o Vietnam negli anni Sessanta. Oggi con tante turbolenze si alternano a scelte fortunate (Tunisia o Messico) non poche mal calibrate: Libia, Egitto, Siria, Turchia. A questo scenario si guarda qui da noi cercando di capire dove si indirizzi il sistema di relazioni con lItalia di una grande nazione amica in una fase cos delicata. Una delle preoccupazioni di questo sistema per i legami energetici tra Roma e Mosca: una costante dai tempi di Enrico Mattei. Unaltra quella per unegemonia tedesca sul continente articolata su una linea di austerit denunciata come pericolosa da Washington. Unaltra ancora nasce dai pericoli che gli sbandamenti di una delle grandi economie del mondo possono provocare su equilibri globali non solidissimi. C poi la costante spinta ad aprire i mercati nazionali (non sempre con adeguata reciprocit) e a seguire con attenzione la nostra industria non priva di grandi qualit e uno dei risparmi privati pi consistenti al mondo. Se queste, oltre al naturale ruolo che giochiamo nel Mediterraneo e quindi sul nord Africa e il medio oriente, sono le preoccupazioni di fondo di una Washington che pur avendo una solida visione globale a prescindere dalle specifiche amministrazioni politiche, naturalmente assai articolata (con conflitti anche infragovernativi), quali sono i migliori amici italiani con cui si pu interloquire? Senza dubbio c Matteo Renzi un osservatore fa notare che quando un nostro politico parla di vendere lEni ha sempre una sponda oltreatlantico che con il suo vento di rinnovamento piace agli ambienti politici e non solo democratici (magari anche per qualche ideina sulle Generali tanto curate dal sindaco fiorentino). Si addirittura consolidato lo storico rapporto con la Fiat che reggeva via Jp Morgan anche durante il fascismo. Anche in questo caso con gli ambienti democratici ma non solo: si consideri la mezza idea (sostenuta anche da Sergio Marchionne) di vendere Rcs a Rupert Murdoch. Saldo il legame non privo di risvolti business di Carlo De Benedetti con George Soros, influente sul clan obamiano. C chi ha notato, poi, le affettuosit tra Villa Taverna e Beppe Grillo e ha malignato sul fatto che lasciando interpretare la protesta negli inizi anni Novanta a un Umberto Bossi filotedesco si fece poi vincere Berlusconi. Altri notano come il Vaticano da Joseph Ratzinger a Jorge Mario Bergoglio, al di l delle specifiche posizioni discusse da parte di settori cattolici statunitensi, divenuto comunque meno europeo. Da registrare lappannarsi di tradizionali interlocutori come Enrico Letta, Emma Bonino, lo stesso Mario Monti e in parte il pur indispensabile Giorgio Napolitano, segnati da un ammuffito europeismo che li paralizza. Lunica vera stella resta il magico Mario Draghi. Tramontati i best friend di destra: quelli di ieri, da Gianfranco Fini a Franco Frattini, quelli di oggi Angelino Alfano e Gaetano Quagliariello. Tutti abatini. A destra vale la pena di considerare qualche chance di Roberto Maroni, ottimo interlocutore dellFbi (e dei suoi amici italiani) quandera al Viminale e di Daniele Capezzone, un quadro naturalmente amico degli americani come tutti quelli di formazione pannelliana ma rivelatosi pi solido dellevanescente Bonino. E Silvio Berlusconi? Come si comprende leggendo le porcheriole di Wikileaks non ha avuto grandi sponde nellAmministrazione Obama che per esprimendo una visione globale sempre pronta a cambiare linea di fronte a suoi input strategici. Il Cairo docet. Lodovico Festa

Vite parallele
John smont il mito nucleare della fusione a freddo, Ach danz per lanciare la Dolce vita
John R. Huizenga Nacque il 21 aprile 1921 a Fulton, nellIllinois. Il padre era agricoltore. La scuola che John frequent fino al liceo non aveva che unaula per tutte le classi. Studiava per il dottorato in Chimica fisica allUniversit dellIllinois, quando nel 1944 un gruppo di arruolatori del progetto Manhattan lo convinse dellimportanza di lavorare a un appassionante segreto militare. A Oak Ridge, nel Tennessee, si occup della produzione delluranio arricchito per le bombe che avrebbero costretto il Giappone alla resa e messo fine alla Seconda guerra mondiale. Torn alluniversit per completare il dottorato. AllArgonne national laboratory conobbe Enrico Fermi che, al corrente del suo contributo al progetto Manhattan, lo coinvolse nello studio delle particelle subatomiche. Nel 1952 fu fatta esplodere in un atollo dellOceano Pacifico la prima bomba allidrogeno. Dai residui dellesplosione John Huizenga e i suoi colleghi dellArgonne scoprirono che si erano formati due nuovi elementi sconosciuti in natura. Furono battezzati einstenio e fermio, ma la loro scoperta fu tenuta segreta, a causa della elevatissima radioattivit. Dopo che, a distanza di un anno luno dallaltro, Fermi e Albert Einstein morirono, lesistenza degli elementi che portavano il loro nome fu rivelata. Ufficialmente al corrente del suo ruolo nella scoperta, gli ambienti scientifici poterono finalmente tributare a Huizenga gli onori appropriati. Nel 1966, dopo avere ricevuto il Lawrence Award, fu incluso nella prima missione scientifica americana mai mandata in Unione sovietica. Il suo testo sulla fissione nucleare divenne il manuale fondamentale in tutte le facolt di Fisica nucleare. Era ormai membro dellAccademia nazionale delle scienze quando nel 1979 fu invitato a tenere una serie di conferenze in Cina. Il leader della Repubblica popolare, Den Xiaoping, fu talmente impressionato dalla personalit di Huizenga da mandare suo figlio a studiare con lui allUniversit di Rochester. Nel 1989 gli fu affidato il compito di verificare il metodo di produzione della fusione a freddo, che due chimici dellUniversit dello Utah sostenevano di avere ottenuto in un catino dacqua. Due anni dopo pubblic un libro intitolato La fusione a freddo, il fiasco del secolo, e non manc mai di ricordare che la fusione a freddo era un sogno senza fondamento. Nel 2009 raccont la sua carriera e i suoi studi in un libro di memorie intitolato Cinquantanni di ricerche nelle scienze nucleari. E morto domenica 26 gennaio. Ach Nana Kiash Nanah nacque nel 1940. Nacque a Beirut. Fu addestrata nel raqs sharqi, la danza orientale pi nota come danza del ventre, inventata e diffusa tra le due guerre nei territori dellex impero ottomano. Nella piccola parte di una danzatrice del ventre era comparsa nella Chtelaine du Liban (1956), film di spionaggio in cui il giovane Omar Sharif era impegnato nella ricerca delluranio nel deserto. Rote di nuovo il ventre a ritmo di musica in una commedia inglese sulla storia di un portiere che diventa il padrone dellalbergo in cui lavora. A renderla famosa non fu per un film, ma un locale notturno. Le fotografie la mostrano mentre balla a seno nudo in mezzo a un gruppo di giovani signori in cravatta e di signorine in abito nero. Il locale era il Rugantino a Roma, la festa era privata. In quei giorni si girava La dolce vita. Il Rugantino fu un antipasto mediatico. Tra gli imbucati cera Tazio Secchiaroli, il paparazzo della Dolce vita. Ach si esib in un un mezzo spogliarello, Tazio la fotograf. Il capo della polizia, presente, non ebbe da ridire: la festa era privata. Le foto finirono sui giornali, fu montato uno scandalo. Qualcuno insinu che fosse una montatura per preparare il successo della Dolce vita. Ach comparve ancora in piccole parti in qualche film. E morta mercoled 29 gennaio.

ANNALENA

a Pencey. Cerano queste storie pazze e divertenti, e cera quella storia di quel poliziotto addetto al traffico che si innamora di una ragazza carina che corre sempre troppo in macchina. Solo che il poliziotto sposato, cos non pu sposarla n niente. Alla fine la ragazza muore, proprio perch corre troppo in macchina. Quella storia mi ha praticamente ucciso. J. D. Salinger, Il giovane Holden Holden Caulfield, il protagonista del romanzo di Salinger, aveva sedici anni: forse per questo non prest troppa attenzione a certi dettagli magnifici del racconto di Ring Lardner, scrittore americano che veniva paragonato a Francis Scott Fitzgerald, di cui era molto amico, a William Faulkner, a Ernest Hemingway, ma che si accontent di scrivere racconti, commedie, musical e non si gett mai su un grande romanzo. Il racconto citato da Holden Ci sono sorrisi, per via del sorriso indimenticabile della ragazza che corre troppo in macchina senza patente e viene fermata dal poliziotto gentile, e gli cambia la vita. Il tempo passa troppo lentamente, mentre il poliziotto aspetta che la ragazza passi di nuovo a quellangolo di strada, accosti, gli sorrida ancora e gli offra un passaggio a casa. In questo racconto, appena ripubblicato da Passigli in una raccolta di Ring Lardner intitolata appunto Ci sono sorrisi c il momento meraviglioso dellinizio di una storia damore, quando ancora non successo nulla, e non si sa se succeder, ma si mettono in gioco le parole pi belle, in equilibrio perfetto tra sfacciataggine e pudore. Lei gli chiede allimprovviso, guidando troppo veloce la Cadillac verde sulle strade bagnate di pioggia, se lui sposato. Lui rannicchiato al posto del passeggero, piegato in due sotto la capote abbassata di quella macchina troppo piccola per la sua mole, e risponde: No. Quasi non la conosce e gi le ha mentito. Quasi non la conosce e gi non pensa ad altro che a quel sorriso attraverso il finestrino e a tutte le cose spiritose che lei racconta, e al tempo che li separer fino al prossimo incontro. Non ha deciso nulla, non sa che cosa dir alla moglie, non sa che gli succede. Il giovane Holden dice che poi la ragazza muore, perch corre troppo forte in macchina. E facendo attenzione soltanto alla storia di Holden quello sembrava un racconto abbastanza triste ma in fondo banale, chiss perch aveva impressionato tanto J. D. Salinger. Bisogna leggere lintero racconto (e anche tutti gli altri, soprattutto Una cena) per capire meglio la malinconia di Holden, e la grandezza di Lardner: la ragazza muore pochi minuti dopo avere accompagnato il poliziotto a casa (non proprio a casa, perch lui non poteva farsi vedere dalla moglie che lo aspettava), muore dopo che lui lha guardata e ha soffocato le parole che volevano uscirgli di bocca. Muore e lui lo scopre la mattina dopo, dando unocchiata al giornale prima di colazione: si era svegliato presto forse per leccitazione, per il pensiero continuo di lei e di quel sorriso, del disastro che poteva succedere, della bugia che le aveva detto. Miss Edith Dole, ventidue anni, rimasta uccisa sul colpo quando lauto che conduceva slittata e ha urtato un tram allincrocio tra Fordham Road e Webster Avenue, nel Bronx, poco dopo le quattro e mezzo del pomeriggio. La ragazza laveva aspettato alle quattro a quellangolo di strada per dargli un passaggio a casa, avevano scherzato e si erano dati appuntamento per un altro luned: Il prossimo luned faccio il turno serale, aveva detto lui, gi infelice. Allora facciamo il luned successivo. E tra un sacco di tempo. Il tempo passer. Succede sempre cos. Adesso era come se la ragazza dal sorriso incantevole non fosse mai esistita. Ma era anche come se il poliziotto gentile non fosse mai esistito: era diventato un altro uomo. Il tempo era gi finito per tutti, e nessuno seppe mai il perch.

In difesa della corsa solitaria di Lotito (disastro-Hernanes compreso)


M
io figlio, che frequenta la Nord, racconta che c un sommerso nel turbolento tifo della Lazio, che dai giornali resta fuori. E lintolleranza che compatta il tifo biancoceleste nei confronti del presidente Lotito, oggetto della gran parte dei loro cori di dileggio, quando non, addirittura, di prese di posizioni fisiche, tipo starsene zitti mezza partita, o non entrare, o girare le spalle al campo. Dopo tonnellate di impopolarit, milioni di vattene, qualche inconcludente armistizio, il rapporto tra lazionista di maggioranza della prima squadra della Capitale e i sostenitori, s stabilizzato su uninsofferenza reciproca. Lui va avanti, malgrado. Loro mugugnano e sincacchiano, ma sono prigionieri dellimpotenza che attanaglia chi non pu comprarsi la squadra del cuore. La stagione venuta su cos: dopo il gustoso guizzo della Coppa Italia soffiata alla Roma e unestate di goduria, il nuovo campionato ha riportato i laziali coi piedi per terra. Il salto di qualit non cera, complice una direzione sportiva capace di frequenti cantonate. Del resto Sabatini, il miglior cacciatore di talenti, prima lavorava per Lotito, poi anche quella relazione finita in vacca e con Tare i guizzi sono rari, anche se qualche ragazzino in gamba ogni tanto lo intercetta, tant che la Primavera della Lazio campione dItalia ed lunico vero patrimonio biancoceleste. Insomma un torneo anonimo, con un mister fiacco e i laziali convinti che lunico successo di Petkovic fosse stato dovuto, pi che altro, al suo stellone, non a effettiva sagacia tattica. Il ritorno dellumile Reja non era stato certo uno di quei cambiamenti che eccitano lambiente, ma qualcosa sintravedeva, seppure laria di Lazietta ormai si respirava ogni giorno. Poi, il disastro-Hernanes. Il profeta da tempo puntava i piedi, convinto che in biancoceleste il soffitto ormai fosse troppo basso per lui. A scadenza di contratto laddio era garantito. Lotito, a questo punto, non ha resistito a sfilarsi i panni del patriota e a indossare quelli abituali del rustico affarista, che poi la base della sua personalit, dirottata verso la stravaganza solo da quando ha assaporato il gusto della celebrit. Per cui, di fronte alle offerte del boccheggiante Thohir, ha imbastito la trattativa col solito piglio: se vendo io, stai certo che lo pagherai caro. Per i laziali stato il ritorno dellincubo di autodistruttivit che di questa squadra il pendant. Per i detrattori da bar stata loccasione per darci dentro, assediare Formello e poi direttamente casa-Lotito. Ladagio il solito: laffare non sha da fare, anche quando tutti sanno benissimo che si far, anzi s gi fatto. Perch Hernanes stufo, i soldi che Lotito prende oggi, domani svaporerebbero e la realpolitik per lui una fede. Alla fine ha giocato dastuzia e di fronte al montare delle proteste, ha preteso dal Profeta, dopo le lacrime, la confessione che sua la volont di lasciare casa-Lazio. Una letterina strappalacrime su Facebook, a cui in migliaia si sono affrettati a rispondere i tifosi, divisi tra perdonisti (vai, sarai sempre nei nostri cuori), implacabili (pure tu sei come Lui) e persistenti (tha costretto Lotito a scrivere). Il presidente intanto incassa, in contanti, niente dubitabili campioncini in cambio, e la stagione finir alla meno peggio. A luglio annuncer un improvvisato fenomeno sudamericano per carezzare lego bastonato dei sostenitori e il solleone far il resto. Tanto a lui non lo amano, n ora, n mai. La sua una corsa solitaria, ostinata, perfino filosofica. Perch il conto in banca ce lha robusto, in tv ormai lo trattano da macchietta, e se insiste devesserci una motivazione ulteriore. Qualcosa di mistico e ruspante al tempo stesso. Una percepita predestinazione. Qualcosa tipo Il Titano chiamato Lotito, che suona pure bene, un po titolo duna tragedia greca. No: di una commedia. Stefano Pistolini

Il #SottoMarino castigato da Giove pluvio e affondato dallironia di Roma


G
i malamente galleggiante con la bici pedalare nellacqua non si pu: al pi, un pedal dopo il nubifragio di ieri il sindaco Marino rischia laffogamento (politico). Anni fa ebbe grande successo il bel libro di Peter Hoeg, Il senso di Smilla per la neve non altrettanto ne hanno dimostrato, di senso (e di buonsenso) n per la neve n per la pioggia n per il solleone, nel corso degli ultimi decenni, i primi cittadini della capitale. Ugo Vetere, solido funzionario comunista n-ex-n-post, fu praticamente messo al tappeto da una memorabile nevicata nel 1985. Gianni Alemanno, solida destra ex-and-post, fu alluvionato e insieme imbiancato. Pochi mesi, e Ignazio Marino, cardiochirurgo e societ civile tutto insieme, uno che a redimere sembrava venuto, piuttosto che ad amministrare, si trova a patire l dove i suoi predecessori di destra, di sinistra, di societ cos&cos gi patirono: tra voragini che si aprono, gente che sale sui tetti, metropolitane che grondano acqua, laghi al posto di piazze, osso sacro a contatto col marciapiede. Ieri Roma mostrava spettacolo da guerra. Persino lallarme ripeteva ai non indigeni: Non entrate a Roma!, manco linvocazione di Clemente VII ai crucchi lanzichenecchi vade retro! La gente sincazzava, smadonnava, si adattava, sinzuppava, deragliava e si meravigliava. Ma per unanime riconoscimento, tanto degli asciutti quanto dei grondanti, tanto sui giornali antipatizzanti (il Messaggero) come sui giornali simpatizzanti (la Repubblica), dagli appiedati non meno che dagli automuniti (seppur impantanati), prima che su Giove pluvio tutti preferivano esercitarsi sul Sindaco pedalante. Sia perch la carica lonere comporta, sia perch lavvenuta pedonalizzazione del Colosseo non ha facilitato pare n lo scorrere delle acque e chiss quello delle bighe, e infine il nome che, con felicissima intuizione, i suoi critici (e persino i suoi elettori), hanno saputo volgere in svelto capolavoro mediatico: Impazza lhashtag #SottoMarino (il quotidiano che Marino non sopporta); #SottoMarino, Roma twitta il maltempo: sul sindaco il nubifragio della satira (il quotidiano che Marino piuttosto supporta) e si affiancano variazioni genere #Marino stura il tombino. La spontaneit viene elogiata, il genio popolare espressamente richiamato. Perci: Occhio, mercoled scioperano i traghetti. Oppure: Grande sindaco, vai di Hydrobike!. Dunque: Oggi brache pari o dispari?. C chi ritrae il primo cittadino in gondola, chi nel poster del film, al posto di Antonio Albanese, Marino dacqua dolce, chi giura di averlo avvistato in pedal. Lui serioso e in effetti da essere seri c dice cose genere: Tutti gli sforzi da fare saranno fatti, ma davvero? Oppure: Non si pu correggere in un weekend una cosa che per volont umana stata realizzata in 40 anni. Anche: Non mi sono dedicato a Facebook ma alle persone in carne e ossa (e artrite si presume galoppante). Ma qualche informazione sulla sua attivit, nel giorno che lo ha visto un po Marino e un po No, il sindaco lha concessa al popolo in attesa e in ammollo. A un certo punto ha twittato: Vado alla Protezione civile. Fenomenale la risposta: Che dicono? Piove?. Er popolo boja e cambia gabbana / stasera tonora, domani te sbrana, cantavano le guardie della Tosca. Eppure, appena pochi mesi fa, a trionfo e a festeggiamento e a democratica sudata, si sarebbe detto che la bici di Marino quasi quasi pedalava pure sulle acque Stefano Di Michele

Il dispiacere del giovane renziano (e non solo il suo) per il ciao ciao di Fiat
R
emember Fiat? Mercoled 29 gennaio 2014 nasce la FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e sulle agenzie di stampa
WIE ES GESCHEHEN IST

Il piccolo principe
di Pierluigi Diaco

Se esistesse il reato di vilipendio al buon gusto e alla sobriet, sarebbe meraviglioso utilizzarlo ai danni del M5s, gi colpevole di quella insopportabile superiorit morale che in Italia ha gi prodotto un danno irreparabile: la societ civile in Parlamento.

compare (ore 15 e 58) lacuto commento di Filippo Taddei, responsabile economico della segreteria del Pd: E unimpresa che non pi italiana. A noi dispiace. Ha capito tutto, il Taddei. La rivoluzione di Sergio Marchionne il fatto della settimana, corre sugli schermi e le rotative di tutto il mondo, ma che volete farci, dispiace. Ha salvato una Fiat decotta, ma dispiace e guai a gioire perch Susanna Camusso gioved 30 gennaio (ore 12 e 53) dice che Fiat ha deciso di ridurre il suo contributo fiscale al paese ed Enrico Letta spiega che ci che conta ora sono i posti di lavoro, il numero delle macchine vendute. Giusto. Per chi governa e chi dice di difendere il lavoro pi che prodigarsi in consigli al manager della Fiat mancano gli schizzi sui prototipi da mandare in produzione, ma arriveranno

dovrebbe darsi una mossa su costo del lavoro, contratti, relazioni industriali, bolletta energetica, insomma pensare alla politica industriale. Eppure qualche giorno prima, luned 27 gennaio, la cronaca offriva una picconata di riflessione, legna da ardere nel camino delle idee, qualche segnale sul da farsi sul ponte del Titanic. Agenzia Agi, ore 20 e 05: Tagli di salari, premi e permessi; sei ore lavorative, stop agli scatti di anzianit e al pagamento delle festivit, riduzione delle pause. La retribuzione dovrebbe scendere da un massimo attuale di circa 1.400 euro a cifre comprese fra i 700 e i 900 euro circa. E la scossa elettrica preparata dagli svedesi di Electrolux. Prendere o lasciare. Ecco, di fronte alla polonizzazione del salario un governo si interroga, e chi ha dato a Marchionne letichetta di nemico del popolo forse si fa un esame di coscienza. Niente. Si vola basso e occhio al fuoco amico. Il presidente del Friuli, Debora Serracchiani, gi il 22 gennaio metteva le mani avanti chiedendo la defenestrazione di Flavio Zanonato, nel Pd sarrabbiano in parecfratello di Scarantino. Che cosa succedeva a Pianosa, e come si persuadevano i detenuti a parlare e a dire che cosa lo sapevo bene, e lo sa da tempo chiunque non abbia voluto voltare dallaltra parte testa e orecchie. I colloqui telefonici fra Mancino e DAmbrosio mostravano come DAmbrosio fosse una persona onesta, allarmata e scandalizzata da intrighi di cui gli sfuggiva e cercava lorigine ultima, e come Mancino fosse incastrato e spaventato, e comunque inadeguato, a quegli intrighi. Il direttore di Panorama, Mulas, teneva soprattutto a far dire da Scarantino quanta parte avessero avuto, non solo nellabboccare alla falsa pista, ma nel coltivarla e puntellarla, i pubblici accusatori e i giudici che se ne erano a turno occupati, e c riuscito abbondantemente, bench fosse superfluo. Marco Travaglio si superato. Cera una magistrata, Ilda Boccassini, che se ne and in Sicilia nel momento pi drammatico, in onore a Giovanni Falcone (forse, ma lo sa solo lei, anche della verit), e sent subito come fossero false lautoaccusa e le accuse altrui di Scarantino, ne avvert i colleghi competenti, lo disse in faccia allo stesso Scarantino (e lo stesso Scarantino avrebbe tentato poi di dirlo al mondo intero, salvo essere riportato alla dieta di sputi piscio e merda di Pianosa), e non ha smesso di dirlo per ventanni. Ora lha ripetuto, precisando che una montatura cos fragile e iperbolica non pu spiegarsi solo con la

chi e parte la contraerea: La richiesta di dimissioni avanzata strumentale e, probabilmente, ha finalit altre rispetto alloggetto del contendere. Peraltro, poich le competenze sulle politiche industriali sono in capo alle regioni, appare evidente che la governatrice scarica altrove i propri ritardi e inefficienze (nota dei deputati veneti del Pd, ore 19 e 49). Seguono polemiche, vertici, promesse di soldi a pioggia. Il ministro dello Sviluppo economico marted 28 gennaio rassicura: C una via duscita. Che naturalmente non per la sua persona, ma un piano per tenere aperti gli stabilimenti. Politica industriale? Non pervenuta. Qualche considerazione sulla per niente strategica produzione del bianco in un paese che invece avrebbe bisogno di alta tecnologia come il pane? Sparite dai radar. Il sonar gioved 30 gennaio capta un rumore. Ai microfoni di Mix24 c Raffaele Bonanni che avanza unidea: Bisogna fare come in Fiat (ore 9). Apriti cielo, proposta eversiva del segretario della Cisl, mentre Enrico Letta fa uscire lelmetto dalla trinfellonia del poliziotto (morto) Arnaldo La Barbera e di due suoi scagnozzi. Marco Travaglio ha chiamato tutto questo beghe fra magistrati. Ha chiamato beghe fra magistrati la divergenza ostinata fra una magistrata che aveva denunciato da subito una enorme montatura, e altri innumerevoli magistrati che quella montatura hanno almeno avallato spedendo allergastolo e a una tortura penitenziaria cittadini estranei a quel crimine, e fornendo agli italiani una versione falsa e grottesca dellassassinio di Paolo Borsellino. Ieri, sulla meticolosa cronaca del Fatto, le beghe fra magistrati erano diventate diatribe fra magistrati, e Marco Travaglio teme che le diatribe fra magistrate (sic!) possano far perdere di vista il punto nodale della questione. Quanto a Napolitano, altro che impeachment, ha sentenziato Travaglio: impiccarlo a testa in gi? Non induger sul mio disprezzo per Travaglio. Laltro giorno avevo scritto qui che il 41 bis, ufficialmente destinato a impedire che dal carcere i mafiosi continuassero a tramare e ordinare crimini fine necessario, e ottenibile diventa, con lesibizione delle strette successive, una misura vendicativa senza rapporto con quel fine: constatazione fatta propria da una quantit di giuristi severi in Italia e fuori. Lavevo scritto di fronte allo spettacolo inconcepibile delle intercettazioni in cui Riina auspica e ordina, se qualcuno lo aiuti a divulgare le sue paro-

cea, solleva il dito e dichiara: Non alzeremo bandiera bianca. In attesa del blitzkrieg sulle lavatrici, venerd 31 gennaio escono i risultati di bilancio di Electrolux: Ha chiuso il quarto trimestre con una perdita di circa 112 milioni di euro, nettamente superiore a quella prevista dagli analisti. Il mercato europeo down. Centrifugato. Intanto la macchinina della politica va, eccome se va. Settimana da guerrieri. Ah, la resistenza di Beppe Grillo. Mercoled 29 gennaio si comincia con una rissa da saloon al Senato. Si prosegue con limpeachment pentastellato contro Napolitano (lavori in corso). Magnifico. Ma il vero nemico dov? Che fa Marchionne? Quotato a New York, incorporato in Olanda, fiscalizzato a Londra. Corre in Maserati, marchio italiano che nel 2013 ha segnato un pi 120 per cento di vendite e nel 2014 punta a piazzare sul mercato mondiale cinquantamila vetture contro le 15.400 del 2013. Fa notizia su Bloomberg. Per, perbacco, qui in Italia proprio una cosa che dispiace. Mario Sechi le, di uccidere il procuratore Di Matteo e altri suoi colleghi, la cui protezione dovrebbe stare in cima a ogni altra preoccupazione. Le parole di Riina sono state divulgate al di l di ogni sua speranza. Travaglio ha cos riassunto la mia posizione: Sofri versa una lacrimuccia anche per i poveri mafiosi in isolamento, vittime dello spirito vendicativo di chi vorrebbe ripristinare un serio 41 bis dopo le voragini aperte in ventanni di trattative stato mafia. Travaglio mi descrive soavemente come un complice della mafia. Dopotutto, feci assassinare Mauro Rostagno, no? Sulla tortura si possono avere, come si dice, opinioni opposte: bandirla come disumana, per torturati e torturatori, o accettarla come necessaria (se non vagheggiarla come piacevole). A Servizio Pubblico, Travaglio aveva davanti una prova vivente degli effetti di quella distorsione del 41 bis e di ogni galera mutata in tortura: uno sciagurato costretto a denunciare se stesso e gli altri, a suon di botte lusinghe e denari, e a offrire la soluzione dellassassinio di Falcone e Borsellino sulla quale Travaglio e tanti con lui hanno giurato finch non arrivato a obiettare un certo Spatuzza. Era arrivato da un bel po, quel certo Spatuzza. Alluscita hanno arrestato Scarantino, per una violenza sessuale. Reato orrendo. Non invidio per gli uomini che hanno eseguito larresto, se qualcuno li avesse informati dei precedenti.

BORDIN LINE
di Massimo Bordin

PICCOLA POSTA
di Adriano Sofri

PREGHIERA
di Camillo Langone

Cosa rester dopo la mostra di Vermeer? E la domanda che si fanno a Bologna mentre fioccano le prenotazioni per ammirare la ragazza con lorecchino di perla. Tre cose buone: 1) il fatturato aggiuntivo per alberghi e ristoranti; 2) la conferma che nel cuore dei popoli la pittura ancora la forma darte suprema, altro che concettualismi e installazioni; 3) limpressione che la fama del capolavoro di Vermeer possa superare quella del capolavoro di Leonardo, fatto che avrebbe del miracoloso in un tempo di crescente indifferenziazione sessuale (la ragazza sicuramente una ragazza mentre la Gioconda chiss se una donna o un uomo o una via di mezzo). Ma, purtroppo, anche una cosa cattiva: 1) la certezza che in Italia solo la pittura dei morti attira, mentre quella dei vivi (cos tanti e cos bravi come non se ne vedevano da mezzo secolo, fra laltro) non suscita interesse alcuno. Io mi preoccuperei se, dimprovviso, mi venissero a piacere solo le ragazze di quattro secoli fa.

Questa Piccola posta lunga, e per una volta ha un titolo. Si intitola Beghe fra magistrati. Oppure, se preferite, Diatribe fra magistrate. Ho guardato infatti la puntata di Servizio Pubblico perch ho un grande interesse per linfamia dellassassinio di Paolo Borsellino e della costruzione dei suoi falsi colpevoli. Prima di ogni altra considerazione su quella piazza Fontana della mafia, mi colpisce, mi sembra descrivere a meraviglia il nostro mondo, lindifferenza appena qua e l dissimulata per il fatto che undici persone innocenti furono condannate definitivamente, sette allergastolo, e ci hanno trascorso poco meno di ventanni, per una cospirazione cialtronesca di uomini dello stato. Non gliene frega niente, alla civilt di questo paese. Tuttal pi, dopo aver giurato in verba di polizie e magistrature, escogitano riconoscimenti allabilit dei registi della montatura. Oppure, i pi spudorati, ricordano la pista anarchica proclamata un momento dopo la strage di piazza Fontana e un momento dopo la defenestrazione di Pinelli, del quale fino a poco fa decretavano che comunque avesse le mani in pasta. La trasmissione offriva una quantit di notizie e testimonianze preziose, ai miei occhi. Mi sono sembrati eccellenti servizi e interviste di Dina Lauricella soprattutto il dialogo in piedi col

Almeno, questa la tua interpretazione. Le parole di Michele Santoro, nellultima puntata di Servizio Pubblico, seguite a un pistolotto di Travaglio su come le telefonate fra Mancino e DAmbrosio mostrassero che a Roma sapevano tutto e stavano cercando di coprirlo, non possono essere prese per un dissenso ma forse per qualcosa di pi del consueto gioco delle parti. Gli interessi delle due star della trasmissione non coincidono. Travaglio conduce una campagna mediatica di supporto ai pm e ha bisogno di una loro vittoria processuale. A Santoro come vada a finire il processo in fondo indifferente, gli basta mettere in scena, con tecnica consumata, leterno copione del potere corrotto. C un pubblico che lo apprezza a prescindere e non va tanto per il sottile. Se poi qualche dettaglio non torna, il potere sempre corrotto rimane. Basta muoversi per grandi linee senza immedesimarsi troppo se si sente qualche scricchiolio. Cos, se il processo dovesse vedere laccusa annaspare, poco male. Si sposta Ruotolo dalla Guadagna alla terra dei fuochi, da Scarantino si passa a Schiavone e lo spettacolo continua. Per Travaglio diverso, il risultato della procura essenziale. E sul fronte mediatico, che al momento decisivo perch in aula non succede nulla di sostanziale, la vera novit non la puntata di Servizio Pubblico ma quella di Striscia la notizia con il fuori onda di Martelli che esprime giudizi poco lusinghieri sullacume investigativo e la buona fede del pm Di Matteo. Il processo finir in nulla, detto da uno dei principali testi daccusa, non fa presagire trionfi per la procura.

ANNO XIX NUMERO 27 - PAG 3

IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

EDITORIALI
La patente
Il card. Maradiaga e le nuove famiglie che non piacciono a Mller

Due correnti e un (quasi) funerale, quello dei Tory di Cameron


LULTIMA AUTO TRAPPOLA IN CUI IL PARTITO CADUTO LIMMIGRAZIONE. MA SULLEUROPA CI SI GIOCA UN FUTURO INCERTO
Londra. La sconfitta che il Partito conservatore ha subto alla Camera dei Comuni gioved sera non stata solo umiliante per il premier David Cameron, ma
DI

unovviet dire che il modello cristiano di famiglia non pi quello determinante, spiega in una nuova intervista (stavolta alla Frankfurter Allgemeine Zeitung) il cardinale honduregno Oscar Rodrguez Maradiaga, capo degli otto porporati chiamati dal Papa a rifondare la curia romana. E bene che tutti, nella chiesa, si rendano conto al pi presto che venuto il tempo di attribuire patenti anche ad altri modelli di famiglia, ha detto il porporato. E i nuovi modelli altro non sarebbero che le unioni civili, quelle che comprendono figli nati da matrimoni diversi, genitori single, coppie gay. Insomma, le famiglie patchwork di cui parla anche il cardinale Schnborn. Daltronde, trentaquattro anni dopo lesortazione apostolica Familiaris Consortio firmata dal prossimo santo Giovanni Paolo II, la realt completamente cambiata. S, vero che certe cose non possono essere modificate perch si basano sulle volont del fondatore della chiesa, chiarisce larcivescovo di Tegucigalpa, ma altre sono opera delluomo e possono, anzi, devono cambiare. Come? Basta ascoltare Francesco e i suoi richiami alla misericordia, ad esempio: Questa la nuova prospettiva da seguire per rispondere alle esigenze dellumanit. E poi, sarebbe utile essere meno rigidi nel rapportarsi e nel giudicare le nuove situazioni che hanno a che fare con matrimonio e famiglia; bisogna capire che non tutto giusto o sbagliato, suggeriva Maradiaga al teologo e prefetto dellex SantUffizio, Gerhard Ludwig Mller uomo con un punto di vista comunque molto rispettabile, dice ora il cardinale honduregno alla Faz , conversando con il quotidiano Klner Stadt-Anzeiger. Certo, la flessibilit pu anche andar bene, ma sia chiaro che oggi la fede si difende meglio promuovendo la dottrina, ha detto invece ieri Mller davanti a Papa Francesco in occasione della plenaria della congregazione per la Dottrina della fede, aggiungendo che la sana dottrina non una teoria astratta di alcuni esperti, ma la parola di Dio posta sulla bocca della chiesa, che su-

scita la fede, senza la quale impossibile piacere a Dio. Non tempo, dunque, di concedere patenti, tantomeno se queste vanno a intaccare il valore sacramentale del matrimonio: Alla crescente mancanza di comprensione circa la santit del matrimonio la chiesa non pu rispondere con un adeguamento pragmatico a ci che appare inevitabile, ma solo con la fiducia piena nello spirito di Dio, ha aggiunto Mller. Anche perch, una volta messo in discussione il concetto di famiglia e matrimonio, anche tutto il resto, dallaborto alle unioni civili, fino al gender, diventa trattabile. Lo sanno bene i vescovi spagnoli, che a conclusione della riunione del consiglio permanente di gennaio hanno ribadito che sui princpi non negoziabili non si tratta. Dal presidente uscente e arcivescovo di Madrid, il cardinale Antonio Maria Rouco Varela, veterano di marce e manifestazioni in difesa della vita, arrivato un appoggio totale e pubblico alla legge a protezione del concepito e della donna incinta scritta dal ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardn: E un passo avanti positivo rispetto allattuale legislazione, che considera laborto come un diritto. Di aprirsi alle nuove prospettive teorizzate da Maradiaga non ne vuol sentir parlare neanche larcivescovo di Bruxelles, Andr-Joseph Lonard, che ha deciso di rompere gli indugi e scendere in strada per protestare contro la legge che introduce leutanasia sui bambini. Una giornata di digiuno e preghiera, veglie in tutte le cattedrali e piccole chiese del paese, raccoglimento e orazioni. Dobbiamo avere il coraggio di dire che non troppo tardi, ma che il momento ora! Dobbiamo scuotere la nostra coscienza, giunto il momento di agire, recita il grido di battaglia di Lonard. Una mobilitazione fatta di marce e presidi che nel secolarizzato Belgio, dove di cattolico sono rimasti ormai quasi solo gli edifici di culto ridotti a museo, non si vedeva da decenni. Almeno da quando inizi a essere dispensata qualche patente di troppo.

WILLIAM WARD

anche talmente complessa e circonvoluta da confondere gli elettori britannici, poco abituati alle manovre politiche arcane tipiche dei paesi mediterranei. Dopo avere indicato ai suoi ministri di opporsi a un emendamento alla legge sullimmigrazione proposto da un esponente della destra del suo stesso partito per restringere i diritti degli immigrati (Downing Street inizialmente laveva definita illegale secondo i dettami delle leggi europee, anche per garantirsi la fedelt dei Lib-Dem del vicepremier Nick Clegg), Cameron ha fatto retromarcia temendo una grossa ribellione. Ha ordinato ai suoi di astenersi e ha dichiarato di essere in profonda sintonia con i tories ribelli che hanno addirittura proposto di privare del passaporto britannico i criminali di origine straniera naturalizzati inglesi. Lintenzione insomma era quella di far passare lemendamento anti immigrati grazie ai voti dei ribelli, pur mantenendo una posizione di formale astensione. Ma al momento del voto finale, i Lib-Dem si sono alleati coi laburisti, garantendo una vittoria allopposizione (241 contro, 97 pro) che ha provocato fratture vistose non solo nella riottosa coalizione con i Lib-Dem, ma soprattutto tra i tory. Confusi? Lo erano tutti gli inglesi, persino i commentatori pi stagionati. Sono mesi che i tories sembrano incappare in una serie di trappole da loro stessi costruite, e la maggiore parte finiscono in fiasco. E normale che allinterno di un partito coesistano diverse anime, a volte piuttosto ostili luna verso laltra, ma essenziale che la leadership sappia mantenere una parvenza di equilibrio o almeno

un senso della meta comune. Ma, come ha notato qualche giorno fa il Financial Times in un pezzo di approfondimento dal titolo Torn in Two (strappato in due), il principale partito della coalizione di governo sembra fare di tutto pur di complicarsi la vita con una serie di strategie ambiziose e spericolate che vorrebbero riconquistare il consenso degli elettori, ma che finiscono per disorientarli. Da buon giornale della City, il Ft si concentra so-

prattutto sulla questione dellEuropa e sugli scenari che si stanno creando in materia tra i conservatori nel sempre pi vano tentativo di presentare, e poi mantenere, una linea coerente, comprensibile e attualizzabile a favore degli interessi del paese e del partito. Da neo premier, Cameron aveva ottenuto mandato dal Parlamento di indire un referendum In/out sulla appartenenza del Regno Unito allUnione europea nel

2017 (quindi due anni dopo le prossime elezioni, che si terranno nel maggio 2015), che allepoca serviva come strumento per calmierare le divisioni interne al partito. Cameron laveva spuntata convincendo sia lala euroscettica hard (fuori e subito) sia lala euroscettica soft (se Bruxelles non ci fa molte concessioni, allora fuori ma con giudizio) di stare dalla loro parte, ma gli anni al potere gli hanno consigliato una maggiore apertura verso gli interlocutori continentali. Non che Cameron sia ossessionato dalla questione europea, concede giustamente il Ft, ma buona parte del suo partito lo . E almeno il 70 per cento degli elettori lo sono. E perfino non pochi esponenti del Partito laburista. Ma come dare un colpo alla botte (soddisfare lindignazione per la delusione della volont popolare) e un colpo al cerchio (Bruxelles, Berlino, Parigi)? Downing Street non sembra avere la risposta. A guardare con sempre maggiore allarme alle incertezze del premier sono la City e la business community, insofferenti verso i lacci e lacciuoli che provengono da Bruxelles, ma pi ancora preoccupate per la mancata chiarezza del percorso. Gli inglesi, soprattutto le istituzioni e le aziende, non sono abituati a navigare a vista. Secondo i calcoli degli strateghi elettorali di Downing Street, probabile che leconomia continui a migliorare nei prossimi 12-15 mesi, garantendo la rielezione allattuale compagine di governo, anche se con pochi punti di vantaggio sui laburisti (i cui piani per il risanamento economico non convincono, come non piacciono le loro mancate scuse per i risultati disastrosi del loro ultimo governo). E probabile che Cameron sar di nuovo obbligato a una coalizione a denti stretti con i Lib-Dem di Nick Clegg, i quali del resto rischiano di essere molto ridimensionati per la loro (ancora pi clamorosa) pessima performance.

Questo probabile scenario darebbe al riconfermato premier due anni per contrattare con Bruxelles, Berlino e Parigi la permanenza dellInghilterra in Europa secondo condizioni pi eque. Ma se Cameron non ci riesce, c il rischio che il partito si spacchi di nuovo, e il suo sostituto sar un concorrente ostile, molto pi euroscettico: Cameron ormai molto pi eurofilo del partito che dirige. Questa potrebbe essere la fine del Partito conservatore come lo conosciamo, nota lugubre il Financial Times. La concorrenza dellUkip Il vero rischio per i tories non sono i laburisti, ma i loro concorrenti a destra, lo United Kingdom Independence Party (Ukip), sotto labile e furbetta direzione del loro leader Nigel Farage, che quasi tutti indicano come il vincitore delle prossime elezioni europee a maggio, che potrebbe vedere i tories ridotti al terzo posto dopo il Labour. Dopo aver cercato di ridicolizzarlo ed emarginarlo in tutti i modi, Cameron (che una volta defin lUkip una armata Brancaleone di pazzi, bizzarri, inadatti) adesso cerca di rubacchiare le idee di questo partito di protesta anti Europa, anti immigrazione e anti politically correct che spesso sembra incarnare tutte le frustrazioni degli elettori conservatori impauriti della modernit nelle sue varie forme e che ritengono Cameron e i suoi consiglieri una banda di snob metropolitani e metrosexual. La scommessa di Farage che una fetta consistente dei tories di provincia adesso abbandoner il partito per sempre, rendendo lUkip la vera terza forza del paese (navigano nei sondaggi intorno al 12-15 per cento, 4-5 punti sopra i Lib-Dem), cos proponendosi come il pi valido partner della prossima coalizione. Un incubo per i conservatori sociali come il premier, e la definitiva fine del partito Tory.

Lalleanza islamico-cristiana alla Manif pour tous di domani


Parigi. Anche per i musulmani di Francia i problemi di genere iniziano il 28 febbraio dello scorso anno. Quando la commissione degli Affari culturali e delleducazione dellAssemblea nazionale adotta lemendamento alla legge Peillon presentato dalla deputata socialista Julie Sommaruga. Obiettivo: Assicurare le condizioni per uneducazione alluguaglianza di genere nelle scuole francesi, a partire dalla materna. Il presidente della commissione le concede la parola, e lei rivendica: bisogna decostruire gli stereotipi sessuali, al fine di sostituire a categorie come il sesso e le differenze sessuali, che afferiscono alla biologia, il concetto di genere, che al contrario mostra che le differenze tra uomini e donne non si fondano sulla natura, bens sono storicamente costruite e socialmente riprodotte. Non si trattava di difendere luguaglianza fra uomini e donne, ma di asserire che non esiste alcuna differenza biologica: les garons e les filles sono esattamente gli stessi, la natura una questione di scelta e chi pensa il contrario un reazionario. Lemendamento, adottato a marzo in prima lettura dallAssemblea nazionale, stato in seguito respinto al Senato, per le barricate innalzate da un gruppo di senatori Ump, sostenuti dallOsservatorio della teoria del genere (fondato nel febbraio scorso dallUnion nationale inter-universitaire, Uni, organizzazione universitaria di destra), che hanno portato alla sostituzione della formula presente nel testo iniziale, educazione alluguaglianza di genere, con quella di educazione alluguaglianza tra uomini e donne. Nonostante la giovane et, in seguito al successo ottenuto con il ritiro dellemendamento Sommaruga e grazie alle molteplici iniziative contro la rieducazione al gender a scuola, lOsservatorio lanciato dallUni sta assumendo un ruolo sempre pi forte nel dibattito politico-sociale francese. Per la gauche divine (copyright Finkielkraut), sono i nemici delluguaglianza tra uomini e donne, ma intanto contano pi di 500.000 simpatizzanti, 1.500 corrispondenti negli edifici scolastici e numerose adesioni provenienti da associazioni e collettivi di matrice diversa. Tra questi spicca il collettivo dei Musulmans pour lenfance, creato a Dcines, nei pressi di Lione, da un gruppo di cittadini francesi di religione islamica, per protestare contro il Mariage pour tous e difendere i diritti dei bambini, far sentire il loro dissenso contro le adozioni da parte delle coppie omosessuali consentite dalla legge Taubira, e contro linsegnamento della teoria del genere nelle scuole previsto implicitamente dalla nuova legge sulla parit uomodonna approvata marted dallAssemblea nazionale. Sfileranno anche loro, per la prima volta, nella Manif pour tous prevista per domani pomeriggio a Lione. Sono i musulmani che domenica scorsa si sono riversati in massa nelle strade di Parigi, in occasione della manifestazione antigovernativa Jour de Colre, e che oggi, come ha dichiarato Farida Belghoul, animatrice del movimento di boicottaggio dellAbcd delluguaglianza, si stanno alleando con i cattolici per combattere le derive del matrimonio omosessuale e della teoria del genere. E lalleanza delle religioni contro lideologia dei nuovi laici di Francia che vogliono rieducare le masse, contro i Vincent Peillon (ministro dellEducazione nazionale) e le Najat VallaudBelkacem (ministro dei Diritti delle donne) che ora lamentano la strumentalizzazione dellestrema destra negazionista ai danni della loro rivoluzione politico-pedagogica nellcole de la Rpublique. Gioved, Ahmet Ogras, vicepresidente del Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm), ha dichiarato che Peillon avrebbe quanto meno potuto avere la gentilezza di consultarli. Liniziativa di boicottaggio di Belghoul ha riscontrato un successo inatteso, costringendo Peillon a chiedere ai dirigenti scolastici di convocare i genitori insofferenti, per chiarirsi. Domani, alla Manif pour tous, la comunit musulmana si far sentire.

Parigi, un problema di genere


Non solo i socialisti, anche lUmp spiazzato dalla rivolta delle famiglie

Parigi hanno qualche problema. Non ce lha solo il presidente Hollande con la sua banda di ministri giacobini, alacremente e ottusamente impegnata nella rifondazione dellumanit a partire dalla teoria del gender insegnata nelle scuole elementari sotto specie di lotta agli stereotipi. Ad avere qualche problema anche il principale partito di opposizione, lUmp. Che dopo aver votato anche nelle sue parti pi discutibili (a parte qualche astenuto) la nuova legge sulluguaglianza uomo-donna voluta dalla ministra Najat Vallaud-Belkacem, scopre a sua volta una Francia che si organizza e si ribella ai diktat orwelliani del governo. Una Francia fatta di famiglie che non accettano lo strapotere dello stato sui figli e sulla loro educazione, e che fa a meno anche dellUmp. Lintera classe politica

francese appare spiazzata dallopposizione popolare incarnata dal boicottaggio dei programmi scolastici basati sulla teoria del gender, partito da Strasburgo con un passaparola fatto di sms e dilagato nel paese. La Francia, evidentemente, non fatta solo di bourgeois-bohme di stanza a Parigi, come forse pensa il ministro dellEducazione Vincent Peillon. Ma quellequivoco riguarda anche il segretario dellUmp, Jean-Franois Cop, che negli ultimi giorni ha battuto ogni record di incoerenza: ha condannato i genitori che un giorno a settimana non mandano i figli a scuola per protesta contro la Charte de la lacit e lAbcd de lgalit, poi ha smentito la condanna. Domenica, a Parigi, c il corteo della Manif pour tous. Unaltra occasione mancata per i politici di Francia.

Sarkozy pensa al ritorno e a schiacciare i rivali dentro lUmp


Bruxelles. Nicolas Sarkozy li schiaccerebbe tutti. Lex primo ministro francese, Alain Jupp, non ha dubbi su chi vincerebbe le primarie dellUmp, se lex presidente decidesse di abbandonare gli agi del prepensionamento politico per tornare come salvatore della destra moderata e della Francia. Nonostante i record di impopolarit accumulati da Franois Hollande nei 21 mesi trascorsi allEliseo, lUmp non in grado di capitalizzare lo scontento. Nei sondaggi in vista delle elezioni europee, la destra moderata costretta a rincorrere gli estremisti del Front national di Marine Le Pen. Orfano di Sarkozy, lUmp sta vivendo una crisi esistenziale da cui tra scontri di aspiranti capetti e mancanza di un progetto politico non sembra in grado di rimettersi. La scorsa settimana, i quadri dellUmp hanno deciso che il partito selezioner il candidato alle presidenziali del 2017 attraverso primarie aperte, malgrado la chiara opposizione di Sarkozy. Abbiamo degli statuti, saranno applicati, ha risposto il presidente dellUmp, JeanFranois Cop, alla critiche dei sarkozisti. Non vedo come una grande famiglia politica moderna come lUmp possa andare contro levoluzione democratica delle primarie, ha detto al Figaro lex premier Franois Fillon. Jupp spera in una evoluzione di Sarkozy sulle primarie, anche perch li schiaccerebbe tutti. A partire da Cop e Fillon che, dopo una lunga guerra fratricida per la guida del partito che ha portato lUmp sullorlo dellimplosione, si ritrovano uniti nel putsch anti Sarkozy. Sin dai tempi del Rassemblement du peuple franais (RPF) fondato dal generale De Gaulle, i partiti della destra gollista sono stati emanazione del leader carismatico di turno. Lo stesso Ump creatura di Chirac venne concepito come Unione per la maggioranza del presidente, prima di essere ribattezzato Unione per un movimento popolare. Arrivato al vertice del partito nel 2004, Sarkozy lo trasform in una macchina presidenziale personale e nello strumento da cui governare la destra dallEliseo. Ma, dalla sconfitta del 2012, lUmp senza un capo, un ruolo, un progetto, ha scritto il Monde. Manca un campione. C uno scontro tra realisti e radicali. Subisce la minaccia del Front national. Insomma la riconquista secondo il Monde lontana. I segnali di un ritorno di Sarkozy si stanno moltiplicando. Ma, pi che salvare il partito, nella pi pura tradizione gollista, lex presidente intende presentarsi come il salvatore della Francia. Tutte le promesse di Hollande come linversione della curva della disoccupazione entro fine 2013 gli si rivoltano contro. Il Patto di responsabilit per rilanciare la competitivit delle imprese fatica a decollare. Nemmeno la politica estera d troppe soddisfazioni: ieri, in un vertice con David Cameron che doveva essere dedicato alla distumi. Loro per lei saranno sempre una massa di ignoranti arretrati scansafatiche. Di questo gioco al massacro sar la figlia a farne le spese. Sempre respinta, mai accettata, sovente redarguita, finir nelladolescenza in un terribile collegio gestito da suore arroganti e ignoranti e subito dopo nelle mani del primo maschio predatore, pagando duramente le conseguenze di un matrimonio senzamore imposto dal padre. La capacit di dare una svolta alla propria vita, di rimetterla in piedi dopo questo pauroso sbandamento, frutto di una forza di volont che forse lunico vero dono della madre alla figlia. La durezza che ha sempre caratterizzato la condotta della madre verso la figlia mai perdonare, sempre rimproverare divenuta in lei capacit di sopravvivere a inaudite difficolt. Il lieto fine non pare abitare questa storia. Per nessuna delle due donne. Restano avversarie anche quando linesorabile trascorrere del tempo spegne la contesa. Tutto, dunque, nasce dalla menzogna. Nello svolgersi del racconto di unesistenza conta solo la propria personale visione degli eventi che sempre parziale ma capace di prendere vita nella specialissima esistenza della letteratura. Certo che seppure questa madre romanzata e perfino inventata dalla sua autrice, il dolore che traspare dalla voce narrante di questa figlia cosi palpabile e vivo da sembrare autentico. E privo di risarcimento. fesa, la notizia stata il non di Hollande alla richiesta britannica di modificare i trattati europei. Con una Francia in piena crisi economica, Sarkozy evidentemente si candider, ha detto il 22 gennaio Bernadette Chirac, pi vicina allex presidente che al marito. Lincognita la data. Alcuni consigliano il pi tardi possibile: dopo le elezioni regionali del marzo 2015. Altri spingono per maggio 2014: appena dopo il possibile trionfo di Marine Le Pen alle europee. Dipender dal contesto politico, risponde Sarkozy in privato. Gioved, una visita in Charente-Maritime per decorare con la Legione donore lex deputato Jean-Louis Lonard si trasformata in un bagno di folla quasi da campagna elettorale. Per la prima volta, Sarkozy si lasciato andare a una frase che lascia spazio a pochi dubbi: Non mi mai piaciuta la contemplazione passiva. Diciamo che sono capace di adottarla e di fare uno sforzo, ma fino a un certo punto.

Amanda e lincomprensibile giustizia


Il processo Kercher e i dubbi degli altri sul nostro sistema giudiziario

manda Knox ha comprensibilmente detto non torner mai pi in Italia. Raffaele Sollecito (un po meno comprensibilmente), si fatto sequestrare il passaporto dalle parti del confine. E mancanza di rispetto per le sentenze dire che a tutti e due non mancano i motivi per voler stare lontani dalla giustizia italiana? Il secondo verdetto dAppello di Firenze, che ha ribaltato in condanna (28 e 25 anni) la precedente assoluzione in Appello bocciata dalla Cassazione per il delitto di Meredith Kercher, pu lasciare il pubblico dubbioso come davanti al plastico di Vespa. Ma in un processo che ha coinvolto tre culture giuridiche diverse, con quelle statunitense e britannica spettatrici interessate e perplesse dei malfunzionamenti investigativi, procedurali e mediatici del nostro paese, c di pi del dubbio sul verdetto. Non a caso i commenti sui social media stra-

nieri sono di questo tenore: Enervating this Knox case. I swing between dislike of her and distrust of the Italian legal system. Sei anni di indagini confuse, carcerazioni preventive, una sentenza di colpevolezza smontata da un Appello smontato in Cassazione e ora ribaltato in attesa del nuovo verdetto di Cassazione. Tutta questa incertezza, lungaggine, insondabilit dei criteri valutativi offende gli attori (vittime e presunti carnefici) quanto i cittadini che chiedono una giustizia vera. E per gli stranieri semplicemente pura follia. Come resta incomprensibile lappellabilit delle assoluzioni di primo grado: in un sistema giuridico razionale sarebbe impossibile, perch contrasta col principio del legittimo dubbio e con quello della doppia procedura per lo stesso reato. Comunque sia andata quella notte a Perugia, ingiustizia fatta.

on esistono libri autobiografici. Ci sono solo libri partoriti dalla menzogna. E non c niente da fare. Tutto ruota intorno a questo benedetto-maledetto rapporto tra madre e figlia. Cruciale per il destino della creatura, che pare dipendere completamente dagli umori materni. La vita della figlia, come eco e conseguenza del mancato amore materno. Le scelte della figlia come grido di dolore allabbandono subto. Non si sottrae a questo paradigma lintreccio narrato da Silvana La Spina in questo suo ultimo romanzo. Con prosa scarna, ripulita da qualunque inutile dettaglio, La Spina dipinge il ritratto icastico di una madre infelice che in tutti i modi riversa sulla figlia il risentimento che nutre verso se stessa. Rovesciare sulla figlia il suo umor nero, metterla a parte del suo irrimediabile errore avere sposato un uomo del sud per abbandonare il nord dove la felicit sembrava cos a portata di mano fonte di sadica soddisfazione. La bambina spettatrice e vittima sacrificale dello spreco che la madre fa della propria vita. Ostaggio del peggiore stato danimo: il rimpianto per ci che poteva essere e non stato con il suo crudele corollario, lincapacit di apprezzare ci che si e quel che si possiede. La continentale una madre troppo bella rispetto alle altre anonime madri dimesse malvestite o semplicemente non belle. Fa quello che nessuna delle altre fa. Fuma troppo e profu-

IL FOGLIO

quotidiano

LIBRI
Silvana La Spina LA CONTINENTALE Mondadori, 216 pp., 16 euro ma troppo. Parla troppo e, soprattutto, si lamenta. Sempre. Di ci che ha perduto: il lavoro, gli amici, i corteggiatori danarosi, per seguire quellufficiale, conosciuto durante la guerra, pure menomato. A El Alamein, infatti, una granata gli aveva strappato la mano destra. Colpevole, quelluomo, di averla portata in quella terra straniera e lontana da tutto ci che a lei piaceva e la rendeva felice. La bambina si ritrova da subito colpevole per aver costretto la madre a restare prigioniera di quel luogo che odia. Tutto quel sud, nel racconto, laltro e pi forte nemico della madre. Non cambia la mentalit dei suoi abitanti, non evolvono i loro costumi, questa terra avvampata dal sole sembra pavoneggiarsi nel suo fatalismo facendosi beffe dei desideri di quella donna straniera. Una lotta di pregiudizi in cui ognuno d il meglio. Lei rester agli occhi degli altri la continentale, troppo esuberante e forse di facili e troppo diversi co-

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ANNO XIX NUMERO 27 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

Tra Beppe e Matteo


Il sindaco chiede ai suoi di fare scouting. Due nomi per le Europee. I pro e i contro del governo Renzi
(segue dalla prima pagina)

La Masturbation pour Tous contro la Manif pour Tous


Al direttore - Pare che a Sochi ad accendere la fiamma olimpica sar lamante di Putin. Ma lui, siccome un uomo serio e allantica, non arriver con lo scooter e i croissant. Maurizio Crippa Al direttore - Si pu essere indulgenti o fermi sostenitori del principio di realt a proposito del previsto premio di maggioranza nellambito della riforma della legge elettorale. Si deve tener conto, poi, del bilanciamento a mio avviso, per, solo in parte soddisfacente del programmato doppio turno. Restano, comunque, dubbi sul modo in cui si tentato di raggiungere un equilibrio tra rappresentanza e governabilit, un equilibrio che, invece, sarebbe cruciale anche per la politica economica. E tuttavia questo sembra il massimo oggi raggiungibile, salve modifiche nelliter parlamentare. Ma, a questo punto, una cosa sarebbe doveroso fare ora: una radicale revisione storica con la totale riabilitazione della legge elettorale del 1953, colpita dalla damnatio memoriae e universalmente nota, anche in testi di Diritto costituzionale, come legge truffa. A confronto con il premio di maggioranza della normativa ora in esame, quello della legge test ricordata un esempio di assoluto rigore. Il marchio della truffa condiviso da molti, negli anni successivi, me compreso andrebbe, allora, solennemente cassato, con relativa autocritica per quel che pu valere (anche perch non penso alla soluzione opposta, quella cio di estendere il marchio alla legge attualmente in discussione). Non sarebbe sufficiente il rimedio che solitamente viene offerto in queste circostanze, spesso con un fine assolutorio e di sottrazione al confronto: storicizziamo. Anche per evitare ci la storia magistra vitae ed sempre storia del presente. Con i pi cordiali saluti. Angelo De Mattia Una legge elettorale importante quella che si accoppia con una riforma della Costituzione e organizza un sistema autentico di governabilit e di democrazia rappresentativa ma decisionale. Costituzione americana, V Rpublique francese, metodo Westminster, legge spagnola: tutte cose nate da rivoluzioni, intrecciate a mutamenti rivoluzionari. Nella italiana pace dei sensi politici , e nella Repubblica parlamentare nata dallultimo impulso di rottura conosciuto, lantifascismo o postfascismo, questa qua il massimo della legge possibile. Al direttore - Se fossimo in unepoca normale dovremmo ridere leggendo quel che sta avvenendo in Francia a proposito delleducazione sessuale in quelle scuole. Purtroppo non c nulla di cui ridere. Lo tsunami sta arrivando anche in Italia: anzi, gi arrivato, con quello sciagurato documento Fornero, strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sullorientamento sessuale e sullidentit di genere. Le scuole italiane si stanno riempiendo di maestri a senso unico che lavano il cervello dei pupi e degli insegnanti fuori di ogni buon senso. Tutto nellindifferenza pi assoluta, essendo tutti concentrati su altri problemi, anchessi importanti ma senza dubbio meno devastanti. Giuseppe Zola Al direttore - Con il fantasioso, ma di scarso buon gusto, slogan Basta rosari nelle nostre ovaie i movimenti abortisti di Francia e Spagna promuovono le loro manifestazioni a favore dellinterruzione di gravidanza usando un rosario a forma di utero che racchiude la scritta: Il diritto a decidere dei nostri corpi non questione di fede ma di democrazia. Le manifestazioni si terranno a Madrid e a Parigi oggi 1 febbraio. Una prima gi stata fatta a Bruxelles il 29 gennaio. Le manifestazioni per far progredire il diritto allaborto si terranno proprio un giorno prima della grande mobilitazione europea della Manif pour tous contro la famigliafobia. A Parigi, Lione, Bruxelles, Bucarest, Madrid, Varsavia e Roma si terranno manifestazioni a favore della famiglia e della vita e contro il tentativo di approvazione al Parlamento europeo della bozza sulluguaglianza fondata sullorientamento sessuale e lidentit di genere, pi nota come rapporto Lunacek. Sostenere che la legge sullaborto serve per far mantenere alla donna la sovranit sul suo corpo il solito stanco vecchio slogan che chiude ogni discussione ma che non ha pi la presa di un tempo. Gabriele Soliani

Fronte del Golan


Israele protegge a sud alcuni ribelli dagli aerei di Assad e si aspetta collaborazione contro al Qaida
(segue dalla prima pagina)

I sondaggi che ogni luned mattina il segretario del Pd riceve sulla sua scrivania a Palazzo Vecchio dicono che la strategia funziona e che il sindaco, per il momento, riuscito a smuovere verso lalto lasticella del consenso democratico (ultimo sondaggio +0,3) e a far abbassare verso il basso lasticella del consenso grillino (ultimo sondaggio -0,7). Tutte le rilevazioni demoscopiche ricevute negli ultimi due anni da Renzi dimostrano per che esiste una fetta consistente dellelettorato potenziale renziano che corrisponde a quello grillino ed per questo che da qui alle europee il segretario del Pd ha chiesto a tutti i suoi deputati e a tutti i suoi senatori di rispettare un principio preciso: Quando andate in televisione dovete offrire ponti doro ai grillini e dovete ripetere, sempre, che i deputati sono migliori di Grillo e Casaleggio. Vedrete che qualcosa si muover. Sondaggi a parte qualcosa (anche se poco) in effetti si muove sia al Senato sia alla Camera, e nel Pd suggeriscono di tenere sotto osservazione alcuni parlamentari grillini che ultimamente si sono avvicinati ai deputati renziani (Sebastiano Barbanti, Alfonso Bonafede, Alessio Villarosa). Ma la vera intenzione di Renzi, che poi anche la sua vera scommessa, di riuscire a gareggiare con Grillo anche in vista della pesca europea. E anche se la dura battaglia parlamentare ingaggiata dai grillini sulla legge elettorale avr leffetto di compattare la maggioranza costruita intorno allItalicum e di blindare la riforma, Renzi sa anche che non sar facile mantenere a lungo il ruolo di uomo di lotta e uomo di governo specie poi se il sindaco dovesse essere in qualche modo coinvolto con qualche suo uomo nel prossimo governo ed per questo che ha chiesto alla sua squadra di mettere in campo un programma per evitare che alle prossime europee i pesci possano essere attratti dalle sirene grilline. Problema: come fare concorrenza a un movimento che incanta e ammalia gli elettori utilizzando armi potenti come il referendum sulleuro e limpeachment per Napolitano? Dal punto di vista programmatico, nella segreteria convocata il 13 febbraio il sindaco spiegher in che modo il Pd ha intenzione di chiedere allEuropa un allentamento dei vincoli del tre per cento. Per il resto nonostante gran parte del Pd chieda a Renzi di candidarsi in tutte le cinque circoscrizioni il 25 maggio, il segretario del Pd sta invece studiando una squadra diversa che verr comunicata in via preliminare il prossimo 18 febbraio a Bruxelles, quando Renzi incontrer i leader socialisti europei per comunicare formalmente lingresso del Pd nel Pse e quando, almeno queste sono le intenzioni del sindaco, comunicher i primi nomi dei capolista. I nomi da seguire per ora sono due: Michele Emiliano per la circoscrizione sud (che conferma al Foglio la sua possibile candidatura) e Paolo De Castro per la circoscrizione del nordest. Il secondo nome, pur non essendo esattamente coincidente con una scarica di adrenalina politica, un nome utile a individuare un obiettivo del Pd nel prossimo Parlamento europeo. Con ogni probabilit, allItalia dovrebbe toccare un commissario di peso come quello allAgricoltura (che con un fondo da 52 miliardi di euro allanno dispone del 49 per cento del totale budget europeo) e per quel ruolo Renzi avrebbe individuato il super prodiano De Castro (che proprio con Prodi fu ministro delle Politiche agricole nel 2006). Europa e candidature a parte, per Renzi, forse, la partita pi complicata non riguarder la legge elettorale (il percorso avviato, i tempi sono veloci, la minoranza del Pd tiene, con il Cav. laccordo di ferro) ma riguarder il suo rapporto con il governo. Entro met febbraio il segretario intende avere lok della Camera ed entro inizio aprile lok da parte del Senato. I tempi rapidi sono dettati dallidea che bisogna portare presto a casa il risultato ma anche da una tentazione che il sindaco non ha del tutto abbandonato, e che sarebbe poi il modo migliore per disinnescare le armi dei grillini, e pescare con pi facilit nel grande lago: far coincidere le elezioni europee con quelle politiche. Si dovesse chiudere questa finestra, si aprirebbe per una partita del tutto diversa. Renzi potrebbe continuare abilmente a vestire i panni del leader un po di lotta e un po di governo, e potrebbe semplicemente intestarsi i possibili successi sulle riforme costituzionali. Nel Pd per, anche nel fronte cuperliano, sta maturando lidea che se questo governo non dovesse riuscire ad andare avanti con lo sprint necessario per fare le riforme la soluzione giusta sarebbe quella di offrire a Renzi la guida del governo. E anche nel partito di Alfano c chi comincia a pensare che il reshuffling tra Renzi e Letta possa essere necessario per tenere in piedi il governo. Il segretario, a chi gli pone la questione, risponde con un sorriso e utilizza sempre le stesse parole: Mai e poi mai. Il mai e poi mai per nel vocabolario del sindaco raramente unaffermazione definitiva, pensate a tutti i mai e poi mai mi candider segretario del Pd. E nellentourage di Renzi c chi scommette che Matteo prima o poi potrebbe farsi ingolosire. E qualcuno fa un ragionamento di questo tipo: Pi si andr avanti con il tempo pi sar chiaro per Renzi che il consenso del governo, a guida Pd, coincider con il consenso del leader del Pd. E vedrete che se il governo dovesse andare male e non fosse possibile votare un pensierino a sostituire Letta Matteo lo far. E chiss allora se solo un caso che nelle ultime due settimane Renzi, giocando con le esche nel suo borsello, abbia detto per ben due volte che in fondo questo governo potrebbe durare anche fino al 2018. Chiss. Claudio Cerasa Twitter @ClaudioCerasa

Alta Societ
Weekend a Quistello. AllAmbasciata di Romano Tamani i tortelli di zucca sono i migliori del mondo.

Da Milano a Brescia, cos scricchiola il salottino buono di Bazoli


Roma. Nel silenzio catacombale della finanza cattolica scricchiola la creatura del longevo banchiere Giovanni Bazoli, la Mittel. Mittel la sua cassaforte finanziaria con ramificate partecipazioni: nelleditoria (Rizzoli-Corriere della Sera), nelle banche (Intesa Sanpaolo, dove Bazoli presidente del consiglio di sorveglianza, e Ubi dove ci sono figlia e genero), nella moda (Moncler) e nella farmaceutica (Sorin). In Mittel, Bazoli ha fatto confluire personalit di spicco dellimprenditoria bresciana negli anni Ottanta. Ma anche lamico Romain Zaleski. Il finanziere franco-polacco, trapiantato in Val Camonica, il primo azionista singolo di Mittel (con 15 per cento) attraverso la Carlo Tassara, veicolo finanziario in piena fase di ristrutturazione e indebitato con Intesa e Unicredit. Bazoli non ha cariche in Mittel (si dimesso dalla presidenza nellaprile 2012 per il divieto ai doppi incarichi) ma la societ viene considerata dalla stampa il suo personale salotto buono. Qui infatti lottuagenario banchiere non ha avuto comprimari, come invece accade in Intesa dove condivide il potere con il presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. N ha dovuto assecondare i grandi progetti altrui come accadde con la creazione del Nuovo Banco Ambrosiano che Bazoli fu chiamato a dirigere dallo scomparso Beniamino Andreatta, allora ministro del Tesoro in quota Democrazia cristiana e suo amico fraterno. Ora Mittel lacerata da una fronda interna tra bazoliani di stretta fiducia che non condividono pi le stesse strategie gestionali e peraltro si accusano lun laltro rivangando errori passati. Marted scorso la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione di Mittel ha rassegnato dimissioni irrevocabili per via di una frattura insanabile con il consigliere delegato Arnaldo Borghesi, scelto da Bazoli per guidare la holding. Non era mai successo che si arrivasse a una contrapposizione talmente aspra da fare decadere lintero board (da rinnovare a inizio marzo). Ufficialmente i motivi del dissidio non sono noti. Si sa che la Consob sta indagando da qualche settimana per movimenti anomali sul titolo della quotata Mittel, in perdita per 38 milioni. Ieri mattina Borghesi stato ascoltato dallAutorit che vigila sulla Borsa. Secondo indiscrezioni, invece, alla base ci sarebbero sia divergenze strategiche covate da mesi sia dissapori personali tra i sei (su undici) consiglieri dimissionari e Borghesi. Borghesi, manager transitato a inizio carriera per la Cir di Carlo De Benedetti, a fianco dellex ad di Intesa Corrado Passera, nella riunione precedente a quella esplosiva aveva presentato una dettagliata relazione evidenziando incongruenze e anomalie attribuite alle gestioni passate, scriveva Mf/Milano Finanza. Da quella duratura di Guido De Vivo (ora a Seat) passando a quella di gioniero e non farlo sognare pi, per lasciarlo bianco di gelo e di spavento. Il chiodaio cattivo aveva un braciere il cui fondo restava sempre senza fondo perch per ogni volta che ne rovistava i carboni, senza mai pestare il pedale del mantice, anzi, montando come un panettone obbrobrioso, ne generava spuma i cui canditi non erano zuccheri ma nuovi chiodi, tutti bianchi di vampa e spavento. Il fabbro chiodaio cattivo, alla fine, parl. E disse una parola impastata di chiodi. E indic il cuore. Fatto prigioniero. Giovanni Gorno Tempini (capo di Cassa depositi e prestiti) fino a quella del direttore generale Mario Spongano. Sul fronte opposto, hanno fatto notare a Borghesi che la sua societ di consulenza (la Borghesi Advisory, nata dallo scorporo della boutique finanziaria Borghesi Colombo & Associati, fondata con Paolo Andrea Colombo di Enel) stata incorporata nei mesi scorsi dalla holding bazoliana per 7 milioni di euro fra contanti e azioni Mittel. La cifra ha lasciato perplessi alcuni soci e il mercato. Sullo sfondo resta luscita di consiglieri vicinissimi a Bazoli. Fra loro Gianbattista Montini, esponente della storica famiglia bresciana di conio catto-liberale alleata dei Bazoli fin da inizio secolo, e Giuseppe Pasini, imprenditore della siderurgia di Edolo. Si sfalda anche il fronte trentino rappresentato da Massimo Tononi e Giorgio Franceschini, membri dellIstituto Atesino di Sviluppo, una societ dinvestimenti. Laspirazione bazoliana a mettere sempre daccordo il diavolo e lacqua santa, tratto caratteristico di vecchia scuola democristiana, pare ormai ridimensionata, se non dissolta. La spaccatura in Mittel, ancora da decifrare nei dettagli, porta con s altre linee di frattura che si aprono nellalta societ bresciana che si era amalgamata, finora con armonia, nel calderone della holding bazoliana. Alberto Brambilla

IL RIEMPITIVO
di Pietrangelo Buttafuoco
Ho sognato un fabbro chiodaio. Un fabbro chiodaio cattivo. Aveva chiodi gi pronti ma nel venderli li arroventava ancora per farli bianchi di vampa e spavento. Andavano da lui, a prendere chiodi, i carnefici. E lui glieli vendeva un tanto a denaro e li dava volentieri sapendone luso: scavare la carnuzza dolce e innocente oppure farne ganci con cui chiudere il cuore il cuore di chi sogna, pur pri-

LItalia che insegue con astio Marchionne sa solo creare disoccupazione


L
a disoccupazione supera il 12 per cento. Ora in lievissimo calo, ma si riduce il tasso di occupazione perch aumentano gli scoraggiati. Per Massimo Mucchetti, senatore del Pd e presidente della commissione Industria del Senato, e Attilio Befera, direttore generale dellAgenzia delle entrate, in relazione allo spostamento della sede fiscale di FiatChrysler a Londra non si preoccupano del modo di evitare che ci comporti una perdita di occupazione in attivit economiche qualificate e di valore aggiunto per lItalia. A loro basta che Fiat, andandosene, con i centri direzionali e di ricerca, ossia con i lavoratori del terziario avanzato, paghi la Exit tax, cio limposta sulle plusvalenze fittizie che si generano trasferendo la sede in uno stato con imposta pi bassa (prevista dallarticolo 166 del Testo unico delle imposte sui redditi e dai relativi decreti ministeriali). Una norma, a mio parere, palesemente incostituzionale perch contraria agli articoli 53 (capacit contributiva) e 3 (eguaglianza di trattamento fiscale) in quanto va a tassare una plusvalenza, inesistente, non essendoci alcun realizzo n per vendita n per variazione contabile, dei beni trasferiti. La Exit tax mira a punire chi sposta la sede allestero per ostacolare la concorrenza fiscale. E in questo caso si tratta di uno stato dellUnione europea nella quale vige il libero movimento di capitali. Dunque una norma protezionistica, e nella specie contraria anche al Trattato di Lisbona. Ma che non raggiunge lo scopo voluto di mantenere in Italia i capitali, anzi ottiene quello opposto. Infatti larticolo 166 riduce la convenienza per le imprese estere a installare la sede in Italia, perch poi, per spostarla, potrebbero subire una Exit tax. Larticolo 166, per attenuare il rischio, stabilisce che la Exit tax non dovuta se la sede fiscale trasferita in uno stato ove la societ ha gi una stabile organizzazione. Ma il rattoppo peggio del buco. Infatti, la societ che vuole porre la residenza fiscale in un luogo fuori dallItalia, potr prima spostarvi un po di addetti delle attivit direzionali creandovi, cos, una organizzazione stabile. La Exit tax cos pu incitare Fiat a spostare al pi presto da Torino la sua struttura direzionale. Invece che impugnare lo strumento fiscale come un cilicio, occorre domandarcentro, dipendente di qualche ufficio. Alta, ma nemmeno tanto, capelli neri. Bellissima. Tanti hanno deciso di andare ad abitare a 500 km di distanza per non vederla pi. In effetti quando la vedevi tanti dallimpazzimento amoroso finivano per non lavorare pi e lasciare la fidanzata. Senza speranza di fidanzarsi con la donna pi bella di Codogno e del mondo. si che cosa si pu fare per agevolare la presenza o il ritorno in Italia delle imprese che spostano allestero la sede fiscale e il cervello direzionale e farne venire altre. La Exit tax pu essere sospesa e la sua portata pu essere interpretata in vari modi (la norma contiene un riferimento allazienda che viene trasferita, che non definita). Fiat potrebbe esserne esonerata se non far uscire parti importanti del comparto direzionale, in quanto componenti dellazienda. Inoltre si potrebbero esonerare dallIrap i centri direzionali e di ricerca. Ma soprattutto lIrap sui costi del lavoro va trasformata in addizionale allimposta sulle societ, ridotta di altrettanto con un programma triennale. Si tratta di 18 miliardi di euro, ossia 6 miliardi allanno. In questo modo si evita la distorsione contro le attivit ad alta intensit di lavoro, senza far perdere alle regioni il gettito in questione. E il diritto penale fiscale, va rivisto: le manette agli evasori sono uno strumento barbarico, se si concepisce limposta come prezzo dei servizi pubblici, in un rapporto di parit fra fisco e contribuente. Francesco Forte

Lanalista Yaari nota che lapproccio assomiglia alla Barriera buona stabilita al confine con il Libano durante la guerra civile a met degli anni Settanta. Le milizie siriane locali ora antigovernative sono considerate potenzialmente utili a diventare un fronte contro lavanzata dei qaidisti verso Israele, su un settore molto ampio che corre dalle alture del Golan alla citt di Daraa dove la rivolta scoppi nel marzo 2011 fino alla periferia di Damasco. A differenza che in altre parti della Siria, i gruppi pi radicali non hanno fatto (per ora) presa nella guerra che si combatte a sud. Per esempio, le milizie sul confine meridionale sono spesso guidate dai civili locali pi anziani, invece che da comandanti militari. Molte di loro sono pronte a considerare Israele come un alleato temporaneo, e rassicurate anche dal fatto che i jet e gli elicotteri di Assad non fanno missioni di bombardamento cos vicino al confine, per non far scattare le difese israeliane, danno battaglia alle brigate assadiste con basi nella zona (la 61 e la 90). La settimana scorsa Associated Press ha partecipato a un interessante briefing a porte chiuse dellintelligence israeliana, in cui stato detto che Israele potrebbe abbandonare la sua posizione di neutralit nella guerra siriana, perch la minaccia dei gruppi sunniti radicali anti Assad sta diventando troppo forte: Jabhat al Nusra e lo Stato islamico dispongono di circa trentamila uomini, un numero molto pi alto di quanto creduto finora (due anni fa la stima non superava i duemila uomini ed un dato che dovrebbe far riflettere chi sostiene che laiuto internazionale contro Assad favorirebbe al Qaida: il non-aiuto non funziona). Lintelligence e i militari israeliani stanno discutendo se agire con pi forza contro i jihadisti e intanto fra questi in voga mettere online dichiarazioni di sostegno al capo del jihad in medio oriente, Abu Bakr al Baghdadi, su fogli fotografati in scorci caratteristici di Gerusalemme come a dire: Siamo gi qui. Mentre il fronte nord vede da un mese una violenta guerra-dentro-la-guerra tra lo Stato islamico e altri gruppi soprattutto quelli riuniti nel Fronte islamico il fronte sud quello che ancora di pi somiglia alla situazione originale del 2011: ribelli siriani contro truppe assadiste. Accanto a Israele, la Giordania smentisce lesistenza pi volte annunciata di centri di comando dove consiglieri militari occidentali e sauditi aiutano la rivoluzione, ma spesso si parla della possibile creazione di una zona cuscinetto oltreconfine allinterno della Siria. Se lanalisi corretta, Israele ne sta gi preparando una per conto suo per bloccare il rischio jihad alle porte. Daniele Raineri Twitter @DanieleRaineri

La Nsa di Obama
Il presidente promuove anche il mastino di Snowden. Delusione fra i libertari paranoici
(segue dalla prima pagina)

INNAMORATO FISSO
di Maurizio Milani

Gioco cartaceo ispirato a Facebook O meglio: noi lo facevamo al bar nel 1995. Donna pi bella di Codogno: il barista teneva un registro, i clienti del bar votavano. Di solito vinceva unimpiegata che si vede spesso in

Adesso vi tocca mangiare la minestra che avete preparato voi. Fa schifo, vero?
(segue dalla prima pagina)

Peraltro io non incolpo le donne, dice Ravera, ma i meccanismi di promozione sociale vigenti in questo paese, basati su ogni sorta di opportunismo, sessuale e non, che riguarda entrambi i sessi. Invito le donne a rispedire al mittente, in un coro trasversale, la subcultura in base alla quale veniamo promosse o bocciate in virt della nostra disponibilit a giocare il ruolo delloggetto. Ma c chi, come la giornalista Paola Tavella, punzecchia su Facebook le donne di Senonoraquando, alludendo a un precedente deficit di sensibilit su casi analoghi: Ehi ragazze, ma vi ricordate gli insulti a Carfagna, Santanch eccetera? Ora vi tocca mangiare la minestra che avete preparato. Fa schifo vero?. Si ritorna l: allidea che il clima di riprovazione collettiva e ossessivit morbosa sullo stile di vita Bunga-Bunga, unito allurgenza di liberarsi anche politicamente del Caimano, possa, in alcuni casi, aver dato una

sorta di lasciapassare alloffesa sessista collegata a una presunta superiorit morale (tipo gli striscioni Fuori le zoccole dallo stato). E che il chiacchiericcio morboso, unito alla divisione antropologica tra donne perbene e donne permale, possa aver nutrito lindignazione un tanto al chilo (internettiana e non) che poi si sfoga anche a livello di sessismo. Ma Elisabetta Addis, che nel 2011 era nel comitato promotore di Senonoraquando, respinge alla radice lidea: Noi non abbiamo mai criticato altre donne. Abbiamo criticato lex presidente del Consiglio. Noi non ce la prendiamo mai con le donne, qualsiasi mestiere facciano, ma con i puttanieri. Il fatto che alcune donne non abbiano difeso la Carfagna come avrebbe meritato non significa che la minestra labbiano preparata le donne. La minestra misogina alberga negli uomini di destra e anche un po in quelli di sinistra. Faccio notare che la maggior parte di quelli che facevano gossip sulle ex mini-

stre del Pdl erano maschi. E lidea che le donne siano divise in perbene e permale il riflesso del complesso angelo-puttana, complesso che hanno i maschi. Michela Marzano, interpellata come deputata e testimone oculare sul caso De Rosa (di cui ha scritto ieri su Repubblica) e come filosofa del corpo delle donne, dice che la preoccupazione antisessista, per quanto la riguarda, sempre stata trasversale: da quando sono in Parlamento ho sempre reagito, assieme a colleghe di diversi partiti, a insulti o violenze rivolte a qualunque donna, per esempio quando i Cinque stelle hanno detto a Mara Carfagna, persona seria e che lavora, torna a fare la velina. Forse per vero che in passato c stata leggerezza nel modo di affrontare un problema profondo, che parla di una mentalit che non si riesce a scardinare. Si pensava che questi insulti riguardassero solo alcune donne, mentre riguardano tutte le donne. C chi, come la filosofa Vittoria Ot-

tonelli, ha scritto un libro sul tema (nel 2011): Libert delle donne. Contro il femminismo moralista. Un saggio in cui le manifestazioni di Senonoraquando e i documentari tipo Il corpo delle donne di Lorella Zanardo venivano presi a esempio di un certo automatismo nel dividere il mondo in donne che si sacrificano (mamme, lavoratrici e studentesse) e in donne che preferiscono prendere la via pi breve. Per Ida Dominijanni, filosofa e firma del Manifesto, il problema limmaginario sessuale e politico maschile. Dopodich vero che due o tre anni fa si appiccicato esclusivamente addosso alle olgettine e alle donne politiche berlusconiane un pregiudizio che viene da una mentalit che riguarda anche il questore della Camera Dambruoso, il quale tra qualche giorno parteciper a un convegno contro il femminicidio dopo aver dato colpi di karat in Parlamento alla deputata Lupo. Marianna Rizzini

Roma. Di urne e schede elettorali, i vescovi italiani non ne vogliono sentir parlare. A chiusura del consiglio permanente della Cei, il neo segretario ad interim, mons. Nunzio Galantino, ha infatti ufficializzato quanto si mormorava da alcuni giorni: Le conferenze regionali ribadiscono limportanza che sia salvaguardato il peculiare rapporto tra la chiesa che in Italia e il Santo Padre. In questa luce si legge nel comunicato presentato alla stampa si ritiene che la nomina del presiden-

La Cei rinuncia alla sua legge elettorale


te della Cei debba continuare a essere riservata al Papa. Lunica novit che la decisione pontificia dovrebbe basarsi su un elenco di nomi, frutto di una consultazione di tutto lepiscopato. Niente terna, per, semmai si pu prevedere che la rosa sar costituita da quindici nomi. Forse addirittura venti. Modalit analoga anche per la nomina del segretario generale, che dovr essere un vescovo. Smentita, dunque, lipotesi che un domani specie dopo il trasferimento a Latina di mons. Mariano Crociata il ruolo di numero due della Cei potesse essere ricoperto da un sacerdote, come avviene nel resto del mondo. La revisione dello Statuto procede, ma senza quella rivoluzione che qualche mese fa sembrava ormai imminente. I vescovi anche quelli che per un ventennio ave-

vano mostrato insofferenza per il regno ruiniano accusato di eccessivo protagonismo e di aver imposto una linea non da tutti condivisa , hanno scelto cos di rinunciare alla possibilit di eleggersi i propri vertici. Una decisione, spiegano dalla Cei, che appare come un buon punto di equilibrio che tutela rispettivamente la libert del Santo Padre, il rapporto particolare del presidente con il segretario generale e le istanze di partecipazione del Consiglio permanente.

Esperienza militare e buon senso sono le caratteristiche che la Casa Bianca cercava per una nomina che non ha bisogno di conferma da parte del Senato (o meglio: il ruolo di capo del Cyber Command richiede una consultazione parlamentare, ma su quel lato le competenze di Rogers sono al di sopra di ogni sospetto) e che impone grande abilit di navigare sul filo delle contraddizioni, sopportando unenorme pressione pubblica. Obama ha istituito commissioni e annunciato riforme, ma nel giorno del grande discorso sullagenzia pi contestata dAmerica, il presidente ha proposto un nuovo corso che molto simIle a quello vecchio. E stato ambiguo sui limiti della sorveglianza a strascico delle conversazioni telefoniche previste dal Patriot Act e ha confermato che non far nulla per mettere fuori legge le intercettazioni backdoor degli americani allestero. Un esercizio di cambiamento annunciato senza cambiamento praticato che un grande classico della dottrina Obama, e che nel caso della Nsa viene incarnato da un militare immensamente rispettato allinterno del Pentagono, perch sul campo, e non davanti a uno schermo, che ha iniziato la sua carriera. Dopo essersi specializzato nella decrittazione informatica negli anni Ottanta entrato nel Joint Staff un 0lite alle dipendenze dirette dei veritici militari al tempo dellinvasione dellIraq, per poi essere promosso alla direzione del Pacific Command, il centro che si occupa di contenimento cinese. E da l che proviene la stragrande maggioranza delle minacce cibernetiche. Inifine passato alla direzione del Fleet Cyber Command, centro nevralgico di tutte le operazioni cibernetiche della marina in rapida espansione. Significativo che la Casa Bianca abbia nominato come vicecomandante Richard Ledgett, luomo incaricato di occuparsi del caso Snowden e che, in virt di uscite pubbliche, stato scambiato per un sostenitore dellamnistia per lex contractor dintelligence ora ospite del governo russo. In realt aveva detto che per un provvedimento del genere servirebbero garanzie che tutti gli altri dati che ha sono al sicuro e la mia idea di al sicuro estremamente ristretta. I vertici scelti da Obama per sostituire, a marzo, il generale Keith Alexander, sono lespressione di unagenzia che ha bisogno di abbassare il suo profilo pubblico, di far vedere che concentrata sui conflitti esterni e non sulla sorveglianza interna mentre continua con il suo business as usual. Mattia Ferraresi Twitter @mattiaferraresi

ANNO XIX NUMERO 27 - PAG I

IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

HOMINTERN
Gli amori epistolari di un grande scrittore e di un giovane artista sensuale, di un vecchio sgobbone bisbetico e di un micino capriccioso. Quando non cerano i gay
di David Collard

arlando di Christopher Isherwood, un commentatore americano poco comprensivo una volta scrisse: Ha detto di essere omosessuale in un modo tipicamente British, che faceva sembrare la cosa una vera conquista. E naturalmente era cos. Nel 1952, lanno in cui Isherwood (che allora aveva quarantotto anni) incontr per la prima volta Don Bachardy (appena diciottenne), lAmerican Psychiatric Association defin lomosessualit come un disturbo sociopatico della personalit, definizione che rimasta nei manuali fino al 1973. Queste due date racchiudono perfettamente il periodo coperto da questa raccolta delle loro lettere damore e ci forniscono uno sfondo attraverso il quale comprenderne il contenuto. La durezza del titolo (The Animals, a cura di Katherine Bucknell, Chatto and Windus) tradisce lintimit della corrispondenza buona parte della quale dedicata allinstancabile elaborazione, in un linguaggio da asilo infantile, di una mitologia privata in cui Isherwood il vecchio sgobbone e bisbetico Dobbin e Bachardy

stuzzicante fatto che Dobbin teneva un Commonplace Book, ancora inedito. Tralasciando le seducenti tenerezze, le lettere mostrano un elogio del gossip di alto livello. Dopo quella che appare come una serata spaventosa a casa di Lord e Lady Harewood con Vanessa Redgrave e lattore italiano Franco Nero, Bachardy scrive: Rimasi sorpreso dal fatto che lei provasse timidezza. Lei mi sembra completamente estraniata dalla lunghezza donda delle altre persone. Penso che viva davvero in un mondo tutto suo, nel quale si muove come la sua idea di unanima libera. E tutto falso, anche la sua relazione con Franco un tacito accordo tra due Ego. E difficile immaginarsi una coppia pi fredda. Penso che siano entrambi dei sostituti prodotti in laboratorio per autentici esseri umani. Qui, come in molti altri casi, Bachardy si dimostra un osservatore acuto, profondo e spesso sarcastico delle persone che gli stanno intorno. E Isherwood il riconoscente destinatario delle sue osservazioni. Luomo pi anziano concede il proprio beneplacito agli exploit sociali e sessuali del compagno pi giovane, dato che la fedelt (non la monogamia) il fonda-

Quando il gatto era fuori. Lintimit epistolare di The Animals: una mitologia privata in un linguaggio da asilo infantile
il capriccioso micino Kitty. Questo non attrarr certamente i lettori avversi allo spirito camp, e appare difficile immaginarsi che anche il pi devoto dei fan abbia il fegato di leggersi per intero tutte le lettere che compongono questo voluminoso libro. Quando Kitty firma una lettera indirizzata a Dobbin con queste parole un cestino pieno di pelliccioso amore e di fusa musicali, la vostra reazione potr essere un brivido o uno sbuffo, o qualcosa di pi empatico. Ma, lasciate da parte le maliziose birichinerie, questo libro in grado di ricompensarci nei modi pi svariati e inaspettati e rappresenta una gradita aggiunta alla nostra conoscenza e comprensione di due uomini estremamente complessi, talentuosi e ambiziosi, che divennero, quasi per caso, dei precursori sociali e culturali. Le lettere furono scritte tra il 1956 e il 1970 e coincidono con le assenze di Bachardy, per i suoi impegni a New York o Londra o per i suoi numerosi viaggi, mentre Isherwood rimaneva a languire a Santa Monica, occupato a curare la casa, a pagare le bollette e a studiare il Vedanta con Swami Prabhavananda, portando a termine nel frattempo un pessimo romanzo (The World in the Evening) e altri due invece bellissimi (Down There on a Visit e A Single Man) e frequentando la gente famosa: Marlon Brando, Lauren Bacall, Nehru, Danny Kaye, gli Stravinsky e Aldous Huxley. Fatta eccezione per la menzione delle celebrit, le lettere di Isherwood sono per lo pi di routine e aggiungono ben poco a quanto gi sappiamo dai suoi quattro volumi di diari e dalle biografie gi pubblicate. Con il passare degli anni, la voce dei due corrispondenti si fonde in una sola, riflesso di uneliminazione dei tratti distintivi notata a quel tempo dai loro amici: mentre Isherwood diventava sempre pi californiano nel modo di parlare e di comportarsi, Bachardy cominciava ad assomigliare in modo sorprendente al suo amante. Non si trattava semplicemente di unimpersonificazione ma di unappropriazione della sua personalit, delle sue opinioni, del suo modo di parlare e di muoversi. Leggendo le lettere talvolta non si riesce pi a capire chi stia scrivendo, ed emerge una figura composita: il dialogo si trasforma in una specie di monologo interno o di narrazione continua; insomma, quasi un documentario. Sono le lettere di Bachardy a rendere interessante la lettura di questo libro, anche grazie alle sue ottime qualit di scrittore. E anche un giovane affascinante e capriccioso, che si sta aprendo la sua strada nel mondo, che sta espandendo i suoi orizzonti e creandosi una carriera di successo come ritrattista. Allinizio della corrispondenza (che inizia dopo tre anni di relazione ed occasionata dalla loro prima separazione nel 1958, quando Don rimase a Londra e Christopher and a trovare sua madre e il suo stranissimo fratello nella loro squallida casa nel Cheshire), Kitty descrive in modo dettagliato e straziante un tentato suicidio compiuto nella casa di una amica chiamata Marguerite Lamkin, in Louisiana. E un brano straordinario, scritto in una prosa che mostra

Avevano trentanni di differenza. Kitty tornava sempre alla sua cuccia. Dobbin non colse mai la sua piena profondit
mento della loro relazione, sia quando erano insieme sia quando non lo erano. Ci sono alti e bassi, alcune importanti storie damore e lunghe separazioni; ma Kitty ritorna sempre alla sua cuccia, e ci che emerge attraverso gli anni una devozione, un affetto e una comprensione sempre maggiori. Mi sembrata una cosa commovente, e in certi casi addirittura esemplare, ma non pu essere stata facile per tutti, soprattutto per alcune delle figure citate nelle note a pi di pagina. Lultimo volume dei diari di Isherwood ci offre la conferma che, quando Bachardy ebbe raggiunto lautonomia creativa come artista, la relazione si consolid e che Isherwood era assolutamente felice la sua stessa soddisfazione spingendolo ad assumere il ruolo di agony aunt, di confidente di problemi di cuore per i suoi amici infelici in amore. Cosa sorprendente, queste lettere non hanno nessun contenuto sessuale, e non hanno neppure un tono particolarmente amoroso, anche se alcuni passaggi sono stati espunti e il lucido e ponderato commento di Katherine Bucknell richiama lattenzione sulle numerose storie damore avvenute su entrambe le sponde dellAtlantico quando il gatto era lontano. Cosa invece meno sorprendente, non c praticamente nessun riferimento alle tumultuose vicende del mondo esterno, fatta eccezione per qualche riga su Martin Luther King, la guerra dei Sei giorni, gli incendi delle foreste californiane, e una manifestazione di protesta davanti allambasciata americana organizzata da Vanessa Redgrave. Questo contribuisce a dare un senso di atemporalit, e sotto questo punto di vista le lettere assomigliano ai diari di Isherwood, anchessi caratterizzati da una netta e serena indifferenza per le vicende attuali. Negli anni Settanta Isherwood e Bachardy divennero gli involontari portabandiera delle relazioni gay, una posizione che non avevano n cercato n gradito. David Hockney dipinse un meraviglioso doppio ritratto della coppia nella loro casa di Santa Monica, che conferma i loro ruoli. Armistead Maupin li defin La Prima Coppia e il coming out di Isherwood ha segnato linizio di un profondo mutamento dellopinione pubblica che ha portato al riconoscimento giuridico, alla tolleranza e allaperta celebrazione di oggi. Isherwood alla fine adott Bachardy come suo erede legale, non per ragioni sentimentali o paternalistiche ma perch, prima che venisse approvato il matrimonio omosessuale, questo era il solo modo che, in caso di necessit, avrebbe permesso a Bachardy di andare a trovare il partner in ospedale. Alla fine fu Bachardy a prendere le decisioni e, come osserva Bucknell nella sua accurata introduzione, a porre astutamente Isherwood nel ruolo di premuroso supplice, una soluzione gradita a entrambi. Bucknell osserva che Isherwood in realt non colse mai la piena profondit del suo giovane amante, e che proprio questa sfuggevolezza stato un elemento essenziale per la loro duratura relazione. David Collard / The Times Literary Supplement / NewsSyndication.com Traduzione di Aldo Piccato

Christopher Isherwood in posa per Don Bachardy nello studio del pittore. La fotografia degli anni Ottanta
una profonda capacit dosservazione, e Dobbin, deliziato, lo comment cos: Mi sono appassionato cos tanto che mi sono quasi dimenticato di sentirmi addolorato. La mitologia di Kitty e Dobbin presenta spesso questo tono distaccato e raggelante, anche perch costantemente espressa in terza persona (Kitty si sente cos solo senza il suo Tesoro). Ma il mito aveva una funzione essenziale, come confessa lo stesso Isherwood in una lettera: La nostra relazione davvero cos strana. Non c da stupirsi se ci causa problemi. Voglio dire, spesso sento che gli Animali sono molto pi giusti e veri di una storiella, uno scherzetto o una carineria. Gli Animali esistono. Sono come i miti di Jung. Esprimono una specie di libert o verit che altrimenti non potremmo possedere. Secondo uninterpretazione freudiana, lidealizzazione delloggetto damore pu comportare sia un rifiuto della sensualit sia un regresso in una statica e atemporale nostalgia; bench la relazione abbia un chiaro contenuto sensuale, la seconda direzione sembra imporsi in misura sempre maggiore: Dobbin e Kitty non hanno un rapporto che si sviluppi, ma rimangono essenzialmente innocenti e immutabili, mentre le loro controparti umane producono una grande quantit di materiale per note a pi di pagina (e queste ultime sono un regalo). Come una specie di spensierato vagabondo Kitty si apre la sua strada attraverso la rubrica del telefono di Isherwood, e le lettere indirizzate a casa diventano sempre pi affascinanti. Fu Isherwood il primo a incoraggiare Bachardy a dipingere, a studiare arte e a prendere sempre ispirazione dalla vita (metodo che continua a impiegare ancora oggi), e fu grazie alle conoscenze di Isherwood che Bachardy ottenne le sue prime commissioni di lavoro. Bachardy si trasfer nel 1961 a Londra per studiare arte alla Slade, abitando nellappartamento di Hampstead di Richard e Sybil Burton, mentre lattore recitava nel Camelot di Broadway. Entriamo cos in un mondo che Auden defin malignosamente lHomintern, una sorta di palcoscenico bohmien da upper-middle-class, occupato da registi teatrali, produttori cinematografici, direttori di museo, attori, artisti, progettisti dinterni e ballerini. In una lettera particolarmente significativa, datata 31 ottobre 1968, Kitty descrive dettagliatamente un incontro con Auden, d a Dobbin notizie sul giovane amante di Auden, Chester Kallman, e menziona di passaggio Leslie Caron, Paul Bowles, Ron Kitaj e Robert Medley. Tennessee Williams e il suo mantenuto Bill Gavin si meritano una noticina che ci rivela lo

Chris Isherwood
Q
uando conosce Bachardy, Christopher Isherwood (Dobbin nella corrispondenza) gi uno scrittore affermato, partecipe delllite letteraria (e mondana) prima in Inghilterra, poi negli Stati Uniti. Ha conosciuto da bambino Wystan H. Auden, di due anni pi giovane di lui, lha ritrovato pi tardi ed diventato il suo mentore, si sono amati, rimarranno amici per tutta la vita. E stato Auden a chiedergli di raggiungerlo a Berlino per qualche settimana, nel 1929, quando si era appena iscritto a Medicina al Kings College. E rimasto nella capitale della Repubblica di Weimar per pi di tre anni, attratto dallo strano clima che vi si respirava, fatto di libert sessuale, di allegria da music hall e di tragedia economica incombente. Qui ha scritto Sally Bowles (ricordate Cabaret e Liza Minnelli con la bombetta nera?) che entrer poi nel magnifico e inquietante Addio a Berlino. A Berlino ha esplorato entusiasticamente la sua omosessualit, com scritto nella biografia ufficiale. E ha conosciuto Heinz Neddermeyer, un giovane che occupa subito un posto speciale nel suo cuore e con il quale condivide gli anni successivi in giro per lEuropa. Nel 1938 parte con Auden per la Cina. Il loro sodalizio letterario non si mai interrotto: hanno scritto insieme tre lavori per il teatro e dalla guerra sino-giapponese ricaveranno Viaggio in una guerra. Tornano in Inghilterra e ripartono quasi subito per gli Stati Uniti, attratti dalle opportunit professionali e dalla maggiore libert sessuale che lAmerica pu offrire. Questa volta per si separano: Auden resta a New York, Isherwood, che vuole scrivere per il cinema, se ne va a Hollywood, dove conosce fra gli altri Aldous Huxley che lo introduce allinduismo. Pensa anche di farsi monaco, per un po, poi rinuncia ma rimane fedele a questo credo e al guru Swami Prabhavananda. E morto di cancro alla prostata nel 1986. Don gli era accanto.

Don Bachardy
E
ancora al college Don Bachardy (Kitty nella corrispondenza), americano di Los Angeles, quando conosce Isherwood. Ha lavorato come garzone in un mercato di Hollywood, ama il cinema, ha gi un talento per il disegno. Grazie agli incoraggiamenti di Isherwood supera le resistenze del padre, operaio frustrato dellindustria aeronautica, e nel 1956 si iscrive alla Chouinard Art School. Negli anni successivi ottiene i primi lavori in riviste e giornali e scopre nel ritratto la sua vena pi autentica. I suoi soggetti: gli amici, le star di Hollywood e naturalmente Isherwood. In tanti mi hanno detto: Ma ti sembro veramente cos?. Non vedono mai come sembrano quando stanno seduti in posa per tre ore, ha detto in unintervista, e ha ricordato Fred Astaire: Spaventoso tanto il suo volto sembrava inanimato. Era quasi sinistro, come Boris Karloff. E rimase molto deluso dal risultato. Don va poi a Londra, alla Slade School of Fine Art, e ottiene le prime personali nella capitale britannica, a New York e in California. Inizia per il periodo pi difficile della relazione con Isherwood, che lo ha raggiunto dopo pochi mesi a Londra. Lo scrittore terribilmente geloso, anche se talvolta incoraggia lui stesso i love affair del suo giovane compagno. Dal punto morto, Isherwood rinasce con il suo capolavoro, Un uomo solo (film di Tom Ford nel 2009), la coppia ha un nuovo rapporto umanamente e professionalmente pi stretto (anche con collaborazioni concrete nei lavori per il cinema). Bachardy ha continuato a ritrarre Isherwood fino alla fine: negli ultimi sei mesi di vita lo scrittore stato il suo unico modello. Quando morto, gli ho fatto undici disegni, e stavo preparando il dodicesimo quando arrivato il medico. Sono stato cos sollevato, perch il corpo a quel punto non sembrava pi il suo. Don Bachardy vive a Santa Monica, California. In maggio compir ottantanni.

Isherwood ritratto da Bachardy nel febbraio 1983

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GLI EVANGELISTI DELLA LAICITA


Frontiere e tormenti dei cattolici in America. Paul Ryan commenta i discorsi di Benedetto XVI
di Mattia Ferraresi

e Benedetto XVI levangelista della libert, il Paul Ryan che lo introduce in questa raccolta di discorsi a tema politico devessere almeno un alfiere della laicit positiva, terreno americano sul quale pu crescere lerba balsamica di una religiosit rilevante nello spazio pubblico, capace di articolare un pensiero originale ma intelligibile al mondo e, se necessario, di opporsi per porsi. In quello stesso terreno ci pu crescere anche la zizzania, naturalmente, ma sulle sponde in cui, in fin dei conti, i Padri fondatori erano figli dei Padri pellegrini e quella che dominava limmaginario dei coloni era la visione della citt sulla collina, non cera traccia della laicit chiodata della Francia giacobina, soltanto un firewall che separava lambito dello stato da quello della chiesa, tracciando il posto delluomo e quello di Dio nel mondo. Lidea era che il velo di separazione fosse semitrasparente, in modo che alla luce divina fosse almeno concesso di rifrangersi nel terreno delle cose umane. Ryan ripercorre quella strada della sana laicit che scolpita nel Primo emendamento della Costituzione, garante di quella separazione fra stato e chiesa che non da intendersi come imposizione delluno per neutralizzare laltra. Il cardinale Camillo Ruini ha insistito spesso sulla natura di una laicit radicalmente opposta a quella francese: Il fondamento della societ americana costituito pertanto dalle chiese libere, per le quali essenziale non essere chiese dello stato ma fondarsi sulla libera unione dei credenti. In

questo senso si pu dire che alla base della societ americana c una separazione tra chiesa e stato determinata, anzi, reclamata dalla religione e rivolta anzitutto a proteggere la religione stessa e il suo spazio vitale, che lo stato deve lasciare libero. Non siamo dunque lontani dagli intenti e dagli obiettivi della distinzione affermata da Papa Gelasio I. Siamo invece lontanissimi da quella separazione fondamentalmente ostile alla religione e tendente a subordinare le chiese allo stato che stata imposta dalla Rivoluzione francese e dai sistemi statali che ad essa hanno fatto seguito. In questo senso, il dialogo fra Ryan e Benedetto XVI non un discettare del passato, ma illumina la presenza della chiesa americana di oggi e di domani nellambito della cosa pubblica. La chiesa della grande battaglia contro la violazione della coscienza inscritta nelle linee guida della riforma sanitaria. La chiesa delle suore del Colorado che portano la questione della libert religiosa fino al tavolo della Corte suprema. La chiesa che scende in piazza nellanniversario della Roe v. Wade, la sentenza che ha legalizzato laborto, per tenere viva una culture war che a livello federale quaestio soluta ma nellambito dellautorit statale ancora vibrante. La chiesa del muscolare cardinale Timothy Dolan, conservatore aperto al mondo, e del cardinale Raymond Burke, che proprio mentre Papa Francesco diceva alla Civilt Cattolica che la pastorale missionaria non ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza spiegava a unassai meno nota rivista cattolica del Minnesota che lagenda omosessuale si sta realiz-

zando con allarmante rapidit, richiamando i fedeli alla lotta contro un inganno che non pu che provenire da Satana. Burke stato poi rimosso dalla Segnatura apostolica e al suo posto stato elevato un altro americano, il cardinale di Washington Donald Wuerl, assai lontano dalla sensibilit tradizionalista dellex arcivescovo di St. Louis. Quella tratteggiata da Ryan con il linguaggio non-clericale di un rappresentante del popolo americano insomma la chiesa che ha costruito la sua presenza sui cardini dei valori non negoziabili. Nel gennaio del 2012 Benedetto XVI aveva detto ai vescovi americani: E fondamentale che lintera comunit cattolica negli Stati Uniti riesca a comprendere le gravi minacce alla testimonianza morale pubblica della chiesa che presenta un secolarismo radicale, che trova sempre pi espressione nelle sfere politiche e culturali. La gravit di tali minacce deve essere compresa con chiarezza a ogni livello della vita ecclesiale. Particolarmente preoccupanti sono certi tentativi fatti per limitare la libert pi apprezzata in America, la libert di religione. Molti di voi hanno sottolineato che sono stati compiuti sforzi concertati per negare il diritto di obiezione di coscienza degli individui e delle istituzioni cattolici per quanto riguarda la cooperazione a pratiche intrinsecamente cattive. Altri mi hanno parlato di una preoccupante tendenza a ridurre la libert di religione a una mera libert di culto, senza garanzie per il rispetto della libert di coscienza. Qui, ancora una volta, vediamo la necessit di un laicato cattolico impegnato, articolato e ben preparato, dotato di un senso critico forte dinanzi alla cultura dominante e del co-

raggio di contrastare un secolarismo riduttivo che vorrebbe delegittimare la partecipazione della chiesa al dibattito pubblico sulle questioni che determineranno la futura societ americana. La delegittimazione della chiesa in America, la sua sostanziale estromissione dal dibattito pubblico era preoccupazione sovrana del Papa, affiancata dalla coscienza di una perniciosa riduzione del fenomeno religioso al puro culto, privatizzazione estrema che giunge alle soglie dellintimismo. Siamo allaltro polo della sensibilit cattolica americana. Quella della separazione assoluta fra stato e chiesa propalata da John Fitzgerald Kennedy, che non era il candidato cattolico alla presidenza ma il candidato democratico che incidentalmente anche cattolico, dunque la qualifica religiosa era da intendersi come spilletta appuntata sul bavero dellio interiore, non come fonte di giudizi pubblicamente rilevanti. E questa anima della chiesa che ha visto nellavanzata potente di un modo di vita ultrasecolarizzato e nella concomitante salita al soglio di Francesco, gesuita maestro del discernimento, loccasione imperdibile per martellare la chiesa militante con la clava docile del chi sono io per giudicare? e con il declassamento dei valori non negoziabili a ossessioni. Siamo molto oltre la soglia della strumentalizzazione delle parole papali, certo, ma il punto che per questa corrente liberal la declamata laicit americana ha preso a configurarsi essenzialmente come assenza. Assenza di vincoli e lacci non negoziabili, oscuramento del velo semitrasparente attraverso cui filtrava la luce, spiritualit da esperire nello spazio intimo.

Nella pletora di copertine encomiastiche che i magazine secolarizzati hanno dedicato a Francesco, emerge per contrasto quella di New Republic, che preventivamente aveva messo in guardia dai malriposti entusiasmi riformatori dei cattolici la Kennedy. Si sosteneva, in poche parole, che da Francesco ci si pu aspettare amorevole comprensione, immersioni nella periferia, bacchettate alla trickle-down economics e magari un repulisti della curia romana, ma per quanto riguarda la dottrina nulla di nulla. Niente preti donne, aperture al matrimonio omosessuale n i ripensamenti sostanziali della famiglia che su queste pagine sono state rubricate sotto il titolo di Concilio Vaticano III. Lautore dellarticolo, Damon Linker, recentemente ha scritto sul settimanale Week un articolo provocatorio suscitato da un dialogo radiofonico con Trisha, unascoltatrice cattolica, tendenza liberal. Questa signora del Kentucky affermava tranquillamente che la dottrina per i cattolici, oggi, non nemmeno una questione. Ai cattolici non interessa la dottrina, irrilevante, un non-problema per i cattolici. Non che Trisha rappresenti il mainstream cattolico americano, ma quellattaccamento sentimentale, suggerito dalla tradizione, a un cattolicesimo svuotato da ogni contenuto dottrinale cos svuotato che non invoca nemmeno unapertura al mondo, perch lidea stessa di dottrina superata pu essere letto come lestrema conseguenza della privatizzazione della fede. La laicit dellassenza non solo non ostile al culto ma lo incoraggia, valorizzandone la spiritualit, a condizione che non sporchi lo spazio vuoto delle scelte pubblicamente rilevanti. americani chiamano capitalismo. Papa Benedetto ha ragione a richiamare lattenzione sui risultati di entrambi i sistemi nelle loro tendenze a focalizzarsi sullincremento della ricchezza come fine in se stesso. Il capitalismo pu incoraggiare una mentalit consumista; il marxismo incoraggia linvidia, aggravata dallimpoverimento tipico delle societ socialiste. Ma i peccati mortali non sono limitati a un solo sistema economico, a una nazione, o a una fase storica. Lavarizia, linvidia e lorgoglio si manifestano non solo a ogni livello socioeconomico, ma anche negli ambienti politici. Lo Stato ha un appetito pericoloso di una quantit sempre maggiore di risorse economiche attraverso la tassa-

di Paul Ryan
Riportiamo stralci della prefazione che il deputato repubblicano Paul Ryan ha scritto alla raccolta di discorsi di Joseph Ratzinger intitolata Il posto di Dio nel mondo. Potere, politica, legge, recentemente pubblicata dalleditore Cantagalli.

on sono un esperto teologo ma vorrei proporre alcuni approfondimenti su come linsegnamento del Santo Padre viene recepito dalla prospettiva di un rappresentante statunitense. Lobbligo dei cattolici laici di impegnarsi in politica come elettori oppure come eletti e funzionari di-

Un dialogo che illumina la presenza della chiesa americana di oggi e di domani nellambito della cosa pubblica
venne una questione urgente durante il Concilio Vaticano II e le osservazioni di Benedetto XVI in questa raccolta riflettono questa preoccupazione. La mole di libri, omelie, discorsi, saggi, e altri documenti scritti da Papa Benedetto, non solo durante il suo pontificato, ma nellarco di decenni come professore, sacerdote e vescovo, senza precedenti. Unitamente alla vasta quantit di testi del suo predecessore, il beato Papa Giovanni Paolo II, richieder molti anni di studio da parte della chiesa per assorbirne il lascito. Ma gi adesso possiamo vedere in Papa Benedetto XVI un evangelista della libert i cui insegnamenti correggono gli equivoci riguardo a questo tema nella cultura odierna. I concetti di diritti umani e libert religiosa furono sviluppati in principio da pensatori che attingevano alle radici cristiane della cultura europea, ma furono incarnati nella pratica legislativa per la prima volta nella Dichiarazione dIndipendenza americana e nella sua Costituzione. Papa Benedetto spiega lIdea americana cos: Al centro di ogni cultura, percepito o no, vi un consenso riguardo alla natura della realt e del bene morale, e quindi sulle condizioni per la prosperit umana. In America tale consenso, cos come

Il Papa riteneva perniciosa la riduzione del fenomeno religioso al puro culto, privatizzazione estrema che giunge allintimismo
zione e il prestito, allo scopo di ottenere consenso elettorale con programmi di spesa crescenti. Questo pu provocare gravi danni al bene pubblico, incoraggiando spesso i poveri a diventare sempre pi dipendenti dai sussidi pubblici. Gli effetti di un indebitamento pubblico eccessivo, risultante da una spesa incontrollata, sono stati una preoccupazione costante per il Papa Benedetto (). La vera domanda posta dal Santo Padre se sia possibile istituire un sistema economico organizzato in maniera tale da ottenere il benessere e la soddisfazione dei bisogni della persona umana tutelandone la dignit (). Il Papa scrive che un autentico sviluppo deve essere integrale, () diretto alla promozione della persona nella sua totalit. Il solo sviluppo economico non sufficiente per la pienezza di vita che ci ha insegnato Cristo. La missione evangelizzatrice non quindi leconomia o lindirizzo politico della chiesa, deve consistere nellaiutare il mondo a dare la priorit alla libert perch si accordi con la struttura di realt che inizia e si conclude nella parola creatrice di Dio. Papa Benedetto diventato maestro e taumaturgo della libert in primo luogo

Il primo dei diritti riconosciuti dai fondatori degli Stati Uniti la libert di religione. La fede, uno dei pilastri del carattere nazionale
racchiuso nei documenti fondanti della nazione, si basava su una visione del mondo modellata non soltanto dalla fede, ma anche dallimpegno verso determinati principi etici derivanti dalla natura e dal Dio della natura. I fondatori degli Stati Uniti ritenevano che tutti gli esseri umani ricevono dal Creatore alcuni diritti che derivano dalla loro natura di persone, non dalla loro condizione di cittadini sotto un sistema di governo. Sostenevano infatti che la missione pi elevata di un sistema di governo di assicurare questi diritti naturali contro la violenza da parte di altri individui e contro la tentazione del governo stesso di negare i diritti di alcuni allinterno della societ civile stessa. Il primo di questi dirit-

Ratzinger, aperto alla verit dovunque si trovi. Una mente non dogmatica e liberale in unaccezione oggi quasi perduta
perch possiede una mente non dogmatica e liberale in unaccezione oggi quasi perduta. Aperto alla verit dovunque si trovi, si confronta con il pensiero non solo dei teologi cattolici, ma anche dei portavoce di altre religioni, dei progressisti laicisti, degli atei, e dei filosofi pagani e antireligiosi del passato e del presente. Trova sempre qualcosa di positivo da cogliere, con gratitudine gentile per il dono e lo pone al servizio delluomo. A nostra volta noi gli dobbiamo il dono della nostra gratitudine. Il pontificato di Benedetto XVI giunto al termine. Il suo magistero sulla libert perdurer fintanto che i cuori si accenderanno alla scintilla della libert umana e desidereranno ardentemente il fuoco dellamore divino.

Larcivescovo di New York Timothy Dolan. Papa Benedetto XVI lo ha creato cardinale allinizio del 2012 (foto LaPresse)
ti la libert di religione. La maggior parte dei fondatori apparteneva a confessioni cristiane e condivideva i principi etici comuni alla cultura cristiana occidentale del Diciottesimo secolo. Stabilirono un ordine costituzionale che si basava sul presupposto che gli uomini e le donne di sani principi sono in grado di autogovernarsi in libert allinterno di ordinamenti stabiliti rettamente. Lautogoverno accolse la fede come uno dei pilastri del carattere nazionale. Il consenso generale riconobbe la connessione intima tra moralit e credo religioso (). Lidea di un governo senza una religione ufficiale fu accettata solo lentamente dalla dottrina cattolica. Mentre in America la libert religiosa incoraggiava la fede in Dio e lo spazio per la religione in politica e nella societ, dopo la Rivoluzione francese in Europa la libert religiosa era generalmente ancorata nellindifferenza o nellostilit alle verit di fede (). Benedetto XVI riconosce che il contrasto tra queste posizioni culturali e politiche riguardo al ruolo della religione nella societ non diminuito. Distingue tra laicismo e sana laicit. Il laicismo un atteggiamento di esclusione della religione dal contesto sociale e di confine della coscienza individuale. Esso richiede che lo stato consideri la religione semplicemente come un sentimento individuale da confinare alla sola sfera individuale (). Nella mia esperienza i cattolici che rivestono incarichi di governo sono tentati di relegare la loro coscienza personale in comparti separati dalle loro prese di posizione pubbliche, come se la coscienza fosse una questione privata senza rilevanza per il bene comune. Ma ogni decisione politica deve essere misurata in base a norme morali oggettive, non in base ai sondaggi (). Bisogna anche ammettere che tra il clero, le religiose e le commissioni episcopali, alberga la tentazione di emettere giudizi affrettati nei confronti di pubblici ufficiali fedeli che cercano con sincerit di promuovere il bene comune secondo modalit diverse da quelle da loro auspicate. Disattendono cos il monito del Santo Padre riguardo al fatto che non competenza della religione proporre soluzioni politiche concrete. Entrambe le parti non riescono a distinguere il numero pi ristretto di questioni che contengono mali intrinseci, dalla grande maggioranza delle questioni che richiedono giudizi prudenziali e riguardo alle quali persone ugualmente in buona fede possono differire ampiamente. Il richiamo di Benedetto al dialogo tra la Chiesa e i pubblici ufficiali, in particolare tra cattolici impegnati in politica e i loro vescovi, fa convergere principi morali e soluzioni pratiche mediante la prudenza politica, e questo il dovere del laicato sia in ruoli di governo che nella societ civile. Tra i principi del magistero di Papa Benedetto vi sono le virt della solidariet e della sussidiariet, che si sostengono reciprocamente (). Una versione politica di questa religione dinamica ci che gli americani chiamano federalismo. La Costituzione americana fu la prima a incarnare questa idea come principio basilare di governo. In tal modo, al governo centrale a Washington stato attribuito un numero limitato di poteri importanti per mantenere gli stati uniti e in sicurezza. Questi poteri includono luso delle forze militari per proteggere la nazione contro attacchi stranieri, e poteri legislativi che sostengono un mercato economico nazionale finalizzato alla promozione della prosperit generale. I governi dei 50 stati, con le loro suddivisioni locali, hanno la maggior parte dei poteri propri di un governo, soprattutto il controllo di polizia per far rispettare le leggi. Questa forma organizzativa, in accordo con la sussidiariet, salvaguarda la libert e lordine delle comunit locali del nostro paese, comprese le chiese, le famiglie, le imprese, i mercati, i sindacati, le scuole e altre istituzioni private che costituiscono la catena di relazioni che forma il vissuto quotidiano del nostro popolo. Il Santo Padre esprime forti critiche sia verso i sistemi marxisti che quelli capitalisti. La sua preoccupazione che entrambi falsifichino la nozione di realt distogliendola dalla realt fondante e decisiva che Dio. Come rappresentante al Congresso ho difeso con costanza ci che gli

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di Giulio Meotti

ei un ebreo?, chiede Heinrich Himmler a un prigioniero durante una visita nel fronte orientale del 1941. S. Entrambi i genitori sono ebrei?. S, continua il ragazzo. Hai antenati che non fossero ebrei?. No. Allora non posso aiutarti. Il giovane viene fucilato sotto gli occhi del gerarca nazista. Questo era Heinrich Himmler. Di Hitler si dice che fosse magnetico. Di Gring che fosse un valoroso pilota. Di Goebbels che fosse un demagogo straordinario. Di Heydrich che fosse un provetto schermidore, un eccellente pilota e un ottimo musicista. Nessuno mai riuscito a trovare niente di speciale in Himmler, non un solo momento di carisma e umanit in tutta la sua esistenza. Fra i grandi capi nazisti il pi efferato e il pi anonimo. Luomo che vanta un curriculum di delitti senza precedenti non mostra segni caratteristici. Basso, flaccido, calvo, grassoccio, occhi acquosi, mento sfuggente, stretta di mano molle, Himmler era uno come tanti, monotono e pedante. Solo che il suo ufficio era il comando delle SS e della polizia nazista, il suo compito realizzare il pi spaventoso massacro della storia. I suoi lineamenti sono talmente banali che nel maggio del 1945 non viene identificato dai sovietici che lo fanno prigioniero e dagli inglesi che lo prendono in custodia. Non si nemmeno camuffato: a Himmler bastato togliersi i pince-nez. Senza quelli, non pi lui. Come in una

anche per il suo rapporto privilegiato e simpatetico con gli animali. Himmler decise anche di bandire la macellazione rituale ebraica che non permette di anestetizzare la bestia. Stigmatizzava la tradizione kasher perch si poneva contro la raffinata sensibilit della societ tedesca e addirittura come una sofferenza inutile. Salutista, Himmler aveva in odio il tabacco, che definiva una masturbazione polmonare. Il Reichsfhrer che incitava i suoi soldati a non avere piet di una colonna di donne e bambini da fucilare, band il fumo non soltanto fra le sue SS, ma anche in molti luoghi di lavoro, negli uffici governativi, negli ospedali e sui treni e autobus delle citt. Nessuno fumava mai in presenza del sovrano dei campi di concentramento. Himmler raccomandava colazioni a base di porri crudi e acqua minerale, e dedic parte della sua attivit al problema delle patate lesse, finanziando persino delle ricerche sul tema. Emerge anche una passione per i bagni nel fieno davena. Himmler aveva messo a punto anche uno speciale menu da sottoporre al popolo tedesco: il caff del mattino era sostituito da latte e poltiglia di cereali; a tavola, al posto di vino o birra, si doveva bere acqua minerale; i pasti erano da calcolare minuziosamente sui computi delle vitamine e delle calorie prescritte dagli eugenisti a lui vicini. Himmler amava i cerbiatti e definiva la caccia un delitto a sangue freddo contro esseri innocenti. E la stessa persona che sponsorizza nei campi di sterminio i medici criminali e

Ti ho spedito 150 tulipani, non ne trovi cos in Germania, scriveva alla moglie. Sua la prima riserva naturale dEuropa
gag, Himmler era i suoi occhiali. Dietro non c nulla. Fino a oggi. Vado ad Auschwitz. Baci, il tuo Heini, scrive Himmler alla moglie Margaret. E ancora: Nei prossimi giorni sar a Lublino, Zamosch, Auschwitz, Lemberg e poi nella nuova sede. Sono curioso di vedere se e come funzioner il telefono. Saluti e baci! Il tuo Pappi. Pochi giorni dopo parte per un sopralluogo di due giorni ad Auschwitz per vedere con i suoi occhi che cosa accade a un trasporto di ebrei sottoposti allazione del pesticida Zyklon B. I cadaveri gonfi che si colorano di blu, i forni crematori. Himmler d il via libera alla distruzione su vasta scala del popolo ebraico. Queste sono soltanto due delle straordinarie lettere ritrovate in Israele e pubblicate in questi giorni dal quotidiano tedesco Die Welt. Documenti, corrispondenza e fotografie dellarchitetto dellOlocausto. Leggendo queste lettere, vedendo queste immagini, i giornali hanno sottolineato la normalit del boia del Terzo Reich, il capo delle SS, del programma eutanasia e dellannientamento del popolo ebraico. Le lettere ci rivelano un Himmler attento alle spese personali, che vive senza lussi, a differenza di quasi tutti gli altri gerarchi, specie Gring. Dalle lettere ne esce un Himmler sobrio esecutore di una visione del mondo, come dice lo storico Michael Wildt. Ai suoi occhi lomicidio di massa era un passo necessario per compiere la missione del Terzo Reich. Sar in un centro di esecuzioni per testare nuovi e interessanti metodi di fucilazione, scrive il gerarca alla moglie. Come commenta lo Spiegel, Himmler non aveva nulla di banale, era intelligente, possedeva una energia radiante, e una fantasia capace di attuare lideologia del nazionalsocialismo in azione. Le lettere confermano che Himmler non era un mostro, non aveva nulla di demoniaco, n di sadico, non traeva piacere nella sofferenza altrui (si sent spesso male di fronte alle carneficine). Aveva una missione, invece, e una ideologia ben precisa. Pagana, salutista, eugenetica, ecologista, darwiniana, ultra moderna e iper illuministica. Queste ultime scoperte ci parlano di un uomo che concepiva se stesso, nelle parole di Joachim Fest, non come un assassino, ma come un patrono della scienza. E fu proprio quella moglie, linfermiera Margaret, appassionata di omeopatia e mesmerismo, a introdurlo alla scienza del biologico. Una fotografia li ritrae a raccogliere erbe mediche sul lago di Tegernsee, dove la moglie e la figlia Gudrun lo aspettavano. Era il giugno 1941. Questo materiale incredibile si trova a Tel Aviv, in un caveau di propriet della regista Vanessa Lapa, che ha realizzato un documentario su Himmler la cui proiezione in anteprima in programma

Fra Dachau e Auschwitz cre la pi grande piantagione di erbe medicinali dEuropa. Band anche la vivisezione
gli esperimenti sulle cavie umane. Il capo delle SS era prima di tutto un allevatore di polli. Un destino che condivise con altri genieri della soluzione finale: Rudolf Hss, il comandante di Auschwitz, aveva un negozio di macelleria; Willi Mentz, guardiano a Treblinka, aveva fatto il mungitore di vacche; Kurt Franz, ultimo comandante di Treblinka, era stato macellaio come Karl Frenzel, fuochista prima a Hadamar poi a Sobibor. A Waldtrudering gli Himmler si stabiliscono con il cane, i polli, i conigli e un maiale. Le galline depongono male, scrive Margaret a Himmler. Appena due uova al giorno. La famiglia Himmler, alla fine della guerra, sognava di aprire una grande industria di allevamento di uova biologiche. Lo stratega dello sterminio stravedeva per i tramonti, ma soprattutto per i fiori. E giunse cos a ordinare la produzione di erbe medicinali e miele organico nel campo di concentramento di Dachau, dove il dottor Fahrenkamp diresse una sorta di paradiso verde in mezzo al lager. LIstituto tedesco per la nutrizione e il cibo organizz una rete di coltivazioni allinterno dei campi di concentramento in Polonia e Cecoslovacchia. A Dachau la piantagione era diretta dal botanista austriaco Emmerich Zederbauer, che coordinava un gruppo di medici, farmacisti e tecnici di laboratorio. Ad Auschwitz, invece, Himmler aveva ordinato di coltivare una speciale pianta dellest, la kok-saghyz, che riteneva avesse speciali poteri curativi. Nella rete di venti campi di concentramento, Himmler organizz la pi grande coltivazione europea di erbe medicinali. Himmler paragonava spesso il suo lavoro di selezionatore di gruppi etnici, disabili ed ebrei, a quello di un botanico: Laffrontammo come un vivaista che tenta di riprodurre una vecchia variet che stata adulterata e svilita. Partimmo dai criteri di selezione delle piante e quindi procedemmo, con molta determinazione, a eliminare gli uomini che ritenevamo di non poter utilizzare. Una speciale squadra agli ordini di Himmler lanci una guerra contro la impatiens parviflora, un fiore boschivo giudicato alieno nelle campagne tedesche. Il capo delle SS sognava poi di creare una immensa zona naturale di flora e fauna in Polonia. Aveva persino proibito di usare fiori artificiali ai funerali e fu fiero di fare della Germania il primo paese europeo con delle riserve naturali. Le lettere di Himmler alla moglie sono piene di riferimenti ai fiori, una sua ossessione. In una missiva, Himmler racconta di averle spedito 150 tulipani dallOlanda: Di un colore, di due colori, non ne trovi cos in Germania. I suoi ordini di annientamento di villaggi e popolazioni, il Reichsfhrer li firmava rigorosamente con dei lapis naturali. Di legno, mica di plastica.

Il capo delle SS e stratega dellOlocausto, Heinrich Himmler, assieme alla famiglia in una fotografia resa nota questa settimana in Israele. In basso, mentre raccoglie erbe mediche a Dachau

I FIORI DEL MALE


Salutista, paladino degli animali, guru del biologico, autore di fiabe Ecco Himmler, lassassino pi politicamente corretto della storia
alla prossima Berlinale. Emerge lHimmler pioniere dellalimentazione biologica e della battaglia contro il Gm Food, il cibo geneticamente modificato, da combattere a favore di una agricoltura in accordo con le leggi della vita. Lartificiale ovunque, scriveva bandire la vivisezione con lobiettivo di risvegliare e rafforzare lo spirito di compassione in quanto uno dei pi alti valori morali del popolo tedesco. Un Himmler orgoglioso di definire questo popolo lunico al mondo ad avere unattitudine decente verso gli animali. Il pi zelante assassino di bambini della storia scrisse persino un libro di fiabe, in cui i topi scovati nelle case dei tedeschi non vengono uccisi, ma portati in tribunale per essere processati, trattati con umanit. Su volont di Himmler furono approvate direttive per il trasporto degli animali, furono ospitate a Berlino conferenze internazionali sulla protezione degli animali e promulgata una regolamentazione della macellazione dei pesci e di altri animali a sangue freddo. Una volta Himmler chiese al suo medico, noto cacciatore: Come puoi, tu, dottor

Odiava i coloranti, gli additivi, i conservanti, lo zucchero e il miele raffinato. Un pioniere della lotta al Gm Food
veva Himmler. Ovunque c cibo adulterato, pieno di ingredienti che lo rendono longevo e pi bello. Himmler era un avido lettore di Max Bircher-Benner e Ragnar Berg, i due principali sostenitori del cibo biologico, il primo addirittura inventore del famoso Muesli. Himmler si distinse come uno zelota della lotta agli additivi, ai conservanti, ai coloranti, e viet luso dello zucchero bianco raffinato e del miele artificiale. Grande sostenitore dei rimedi naturali, il capo delle SS fu anche un acerrimo nemico della vivisezione e promosse campagne per la tutela dellambiente e di specie sotto minaccia di estinzione, come la balena. Secondo Himmler, si do-

Scrisse al medico, un cacciatore: Come puoi, dottor Kersten, sparare a delle creature indifese che vagano per la foresta?
Kersten, gioire sparando, da un riparo, a delle creature indifese, che vagano per la foresta, incapaci di proteggere se stesse e prive di ogni sospetto? E un vero delitto. La natura tremendamente bella e ogni animale ha il diritto di vivere. Intanto gli ascari di Himmler inseguivano e abbattevano gli ebrei nelle foreste della Polonia e dellUcraina. Un saggio di due ricercatori americani, Arnold Arluke della Northeastern University di Boston e Boria Sax della Pace University di New York, arrivato addirittura alla conclusione che lOlocausto stato causato dalla paura della contaminazione genetica del popolo tedesco che i nazisti consideravano unico

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SABATO 1 FEBBRAIO 2014

LA CATENA DI SMONTAGGIO
Come la rivoluzione delle macchine pensanti finir per scombussolare il lavoro degli uomini
di Eugenio Cau

ra i primi a preoccuparsi della disoccupazione tecnologica, del processo che avrebbe messo le macchine e gli uomini in concorrenza per lo stesso impiego con conseguente e a un tempo scontata vittoria delle macchine , pare ci sia stata la regina Elisabetta I di Inghilterra. Nel 1589 linventore William Lee si rec a Londra con la sua creazione rivoluzionaria, una primitiva macchina automatica da maglieria. Affitt un intero appartamento per ospitarla e mostrarla alla regina, ma Elisabetta fu tuttaltro che entusiasta. Lei punta alto, Master Lee, disse. Ma pensi cosa potrebbe fare la sua invenzione ai miei poveri sudditi. Di certo li condurrebbe alla rovina privandoli del lavoro e rendendoli dei mendicanti. Lee, umiliato, non riusc mai a diffondere la sua invenzione, infine abbandon lInghilterra e mor a Parigi. Due secoli e una rivoluzione industriale dopo arrivarono i luddisti, i sabotatori di telai meccanici di inizio Ottocento. I luddisti le macchine le distruggevano, prendendo esempio da un leader, Ned Ludd, che nessuno dei suoi seguaci vide mai e le cui origini sono pi nelle favole popolari che nelle cronache. La distruzione dei telai era una vendetta, era un gesto di rabbia contro quei pezzi di legno e ferro che da soli facevano il lavoro di dieci tessitori bene addestrati, e lo facevano meglio. Ma era un gesto di impotenza, e non ci volle molto alla rivolta luddista per spegnersi nellirrilevanza. Da allora le macchine hanno continuato a prendere il posto dei tessito-

ta sono diventati gli occhi e le orecchie delle macchine, lenormit di informazioni che contengono ha consentito di sopperire alle loro carenze sensoriali. Le macchine non riescono a vedere come gli umani, ma la loro capacit di calcolo le rende in grado di analizzare migliaia di fotografie in pochi secondi. Non sono in grado di parlare, ma possono analizzare infiniti pattern linguistici e capire come e quando vanno usati per rispondere alle richieste. Nel centro oncologico di New York, il supercomputer Watson non avr la stessa esperienza diagnostica dei medici, ma porta in memoria 600.000 referti, un milione e mezzo di cartelle cliniche di pazienti, due milioni di articoli di riviste specializzate. Non c nessun medico al mondo in grado di analizzare un referto confrontandolo con milioni di precedenti e cartelle cliniche, e di sviluppare una terapia sulla base di unanalisi tanto ampia. Allo stesso modo nessun insegnante umano sar in grado di scorrere in un momento tutta la carriera scolastica di uno studente per preparare le lezioni, e nessun broker riuscir mai a ricostruire nella sua complessit landamento di un pacchetto di titoli finanziari e a prevedere la migliore strategia da seguire. Alla domanda dellAtlantic su quale met dei lavori umani sar dominato dalle macchine in futuro, la risposta potrebbe essere pi preoccupante del previsto. Brynjolfsson e McAfee rievocano la rivoluzione industriale del XVIII secolo, quando lo stravolgimento portato dalle macchine a vapore gener ricchezza e aumento degli standard di vita solo sul lungo perio-

Nel 1930 Keynes scrisse che in occidente per la fine del secolo gli uomini avrebbero lavorato 15 ore a settimana
ri, poi degli agricoltori, poi degli operai, ma le profezie dei luddisti non si sono mai avverate. Lidea che le macchine ci avrebbero portato via il posto di lavoro e con esso il futuro, per, rimasta un chiodo fisso del pensiero economico, da Ricardo a Marx. Ne parlava con un sentimento misto di ottimismo e preoccupazione John Maynard Keynes, che nel suo saggio Possibilit economiche per i nostri nipoti previde che nel giro di due generazioni ricchezza e benessere sarebbero aumentati esponenzialmente, nonostante le nuove minacce che erano in vista. Tra tutte il fenomeno per cui la scoperta di strumenti economizzatori di manodopera procede con un ritmo pi rapido di quello con cui riusciamo a trovare nuovi impieghi per la manodopera stessa. Grazie allautomazione del lavoro, scrisse Keynes, per la fine del secolo in occidente si sarebbe lavorato non pi di 14-15 ore a settimana. Da allora ogni decennio ha avuto il suo economista, il suo sociologo, il suo futurologo che annunciava lavverarsi delle profezie di Keynes, nella loro forma preoccupante o in quella ottimista. Era cos facile pensarlo negli anni 50 e 60, quando leconomia cresceva da pazzi e il mondo era convinto che entro il nuovo secolo un viaggio nello spazio sarebbe stato semplice come prendere un aereo di linea. I robot avrebbero liberato luomo dallincubo del lavoro e avrebbero spalancato le porte su una vita in cui ciascuno avrebbe potuto seguire le proprie inclinazioni. I robot avrebbero rubato alluomo la sicurezza del lavoro e lo avrebbero costretto a una vita di disoccupazione. I robot avrebbero finito per aiutarci, completarci, sostituirci, ribellarsi perfino. La disillusione tecnologica, il momento in cui loccidente cap che i taxi lunari non sarebbero arrivati tanto presto, che levoluzione delle macchine era arrivata a un plateau, e che il prossimo passo non sarebbe stato nella direzione di nuovi mirabolanti macchinari, ma pi sottile, impalpabile, fatto di bit e di piccoli circuiti, si verific probabilmente dopo la crisi petrolifera del 1973, quando la bolla delle speranze delloccidente si ruppe forse definitivamente. Con il rallentare delle speranze diminuirono le aspettative e le paure, anche perch ormai era diventato chiaro che di lavoro, nonostante le macchine, ce nera pi che in abbondanza. Come ha raccontato lEconomist in un suo speciale questo mese, per la gran parte del Ventesimo secolo gli economisti sono stati convinti e lo sono ancora che gli avanzamenti tecnologici fossero un bene per loccupazione. La meccanizzazione aumenta la produttivit, la produttivit genera guadagni, i guadagni creano domanda per nuovi prodotti quindi nuovi posti di lavoro. Basta guardare alla storia. La meccanizzazione sfrenata dellultimo secolo non ha provocato disoccupazione tecnologica, anzi: riuscita a generare impiego per una popolazione mondiale che rad-

La rivoluzione industriale sconquass il mercato del lavoro. Una nuova rivoluzione delle macchine potrebbe fare altrettanto
do. Alla prima industrializzazione segu nellimmediato una lunga stagione in cui la produttivit cresceva senza generare occupazione e soprattutto senza un aumento dei salari. Il mercato del lavoro era un tumulto, molti vecchi mestieri diventavano inutili, se ne creavano di nuovi ma i lavoratori non erano ancora pronti a farsene carico. Fu il brodo di coltura della rabbia dei luddisti, e ci vollero decenni perch anche loro capissero che le macchine presentavano vantaggi non solo per chi le possedeva. Secondo alcuni, queste dinamiche sarebbero gi riprese. In che altro modo spiegare la crescita senza aumento di occupazione che sta portando loccidente fuori dallultima recessione? La produttivit torna a crescere, ma lo fa senza bisogno di nuove assunzioni: ci sono le macchine adesso a lavorare al posto nostro. Non tutti sono daccordo con chi prevede che il mondo del lavoro sar sconquassato dalle macchine. James Bessen sul Washington Post ha fatto lesempio dellamericano Francis Cabot Lowell, conosciuto come luomo che port la rivoluzione industriale negli Stati Uniti. Nella prima met del XIX secolo Lowell import le macchine per la manifattura tessile in patria e le perfezion, facendo del New England una piccola Silicon Valley. Ma al contrario di quanto era avvenuto in Inghilterra, le innovazioni tecnologiche non distrussero il mercato del lavoro. Il puritano New England cap che per avere operai abbastanza flessibili da sopravvivere al rapido mutamento tecnologico non sarebbe stato sufficiente laddestramento, serviva leducazione. Nel 1842, quando il cantore della Londra fuligginosa, Charles Dickens, and in visita alla grande zona industriale impiantata da Lowell, not alcuni particolari assurdi. Nelle case degli operai le figlie imparavano a suonare il piano, e tuttintorno erano state costruite scuole, ospedali, circoli di lettura, biblioteche. Gli operai sapevano leggere e scrivere, erano abili a imparare in fretta mansioni nuove, i ragazzi non avevano bisogno di stare a bottega per lunghi anni ad apprendere il mestiere. Leducazione aveva reso gli operai immuni dagli sconquassi dellindustria, una serie di politiche accorte aveva fatto il resto. Secondo Claudia Goldin, economista allUniversit di Harvard, la storia dellindustrializzazione pu essere intesa come una gara tra leducazione e la tecnologia. Gli operai di Lowell erano riusciti a vincerla, e gli iperistruiti umani del Ventunesimo secolo sono in buona posizione. La scorsa settimana anche il fondatore di Google, Eric Schmidt, ha usato la metafora della competizione. Parlando al forum di Davos, Schmidt ha descritto le sfide che la rivoluzione delle macchine porr al mercato del lavoro: E una gara tra i computer e gli esseri umani, ha detto uno dei massimi alfieri della cultura digitale. Per questo la fine della frase ha stupito: E gli esseri umani devono vincere.

Nella copertina del numero di aprile 1933, la rivista americana Popular Science immaginava che uomini robotizzati avrebbero potuto fare da operatori cinematografici in condizioni estreme
doppiata negli ultimi quarantanni. Ma ogni decade ha il suo profeta di disoccupazione tecnologica, la nostra non da meno. Questa volta toccato allUniversit di Oxford, alla quale appartengono Carl Benedikt Frey e Michael A. Osborne. In un paper intitolato The future of employment: how susceptible are jobs to computerisation? i due hanno profetizzato, processi gaussiani e stime statistiche alla mano, che nel giro di un decennio o due negli Stati Uniti quasi il 50 per cento dei lavori avr unalta o altissima probabilit di essere automatizzato e svolto dalle macchine. La previsione enfatica, ma ben argomentata, tanto che commentando la ricerca lAtlantic ha scritto, tra il preoccupato e il divertito: Quasi la met dei lavori in America potrebbe essere meccanizzata. La domanda : quale met?. Per tutto il Ventesimo secolo, il processo di industrializzazione stato un procescompiere routine e seguire regole fisse, ma solo gli umani sanno interpretare, diagnosticare, organizzare, vedere il quadro pi grande. E nessuna evoluzione tecnologica stata sufficiente per smentire il paradosso che lo scienziato e futurologo Moravec formul negli anni 80: se le capacit di ragionamento e di calcolo di un computer superano facilmente quelle di un essere umano e Deep Blue pu battere Kasparov, non ci saranno mai abbastanza circuiti per dare alle macchine la capacit di rispondere a una domanda in linguaggio naturale o per compiere una semplice azione motoria come salire le scale. E per questo, invece, che i grafici di Frey e Osborne sono tanto terrorizzanti. Secondo i due studiosi di Oxford, quel 50 per cento di lavori in cui le macchine ci rimpiazzeranno sar pieno di knowledge job, lavori della conoscenza, lavori da colletti bianchi, quelli che fino a pochi anni fa si riteneva che le macchine non sarebbero riuscite a fare perch prive di quella capacit di interpretazione, previsione e abilit sensoriale che solo gli uomini posseggono. Oggi, al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, un centro medico specializzato in oncologia, lultimo supercomputer di Ibm, Watson, usato con successo per la diagnosi nei pazienti e lo sviluppo dei sistemi di cura pi efficaci. In altri ospedali la sorveglianza notturna dei pazienti svolta non da infermieri, ma da computer che tengono sotto costante monitoraggio gli impulsi vitali del paziente e sono collegati alle stanze dellospedale da telecamere a circuito chiuso e i computer, al contrario degli infermieri, non si addormentano. In molti studi legali il lavoro di preparazione delle cause che prima era fatto da stagisti e praticanti, lesasperante consultazione di casi precedenti e sentenze pregresse, svolto in pochi minuti da programmi appositi. Presto dei software in grado, come lapplicazione Siri che gi abita i nostri iPhone, di comprendere il linguaggio naturale e di rispondere di conseguenza sostituiranno gli operatori dei call center. Compagnie come PayPal usano algoritmi insieme a tecnici specializzati per individuare i truffatori che cercano di rubare le carte di credito. I centri di insegnamento online potranno fare affidamento su algoritmi che studiano le esigenze di ogni singolo studente, fanno lezione escogitando le migliori strategie di insegnamento, correggono i compiti in classe. Nel settore finanziario, dove gi oggi la stragrande maggioranza delle operazioni automatizzata, servizi come Future Advisor sono gi in grado di sostituire i broker umani nella funzione pi importante, la decisione sullacquisto o la vendita di un titolo. I lavori creativi non sono esenti, sono gi stati sviluppati dei software che se dotati delle giuste fonti sono capaci di compilare romanzi non disprezzabili. Frey e Osborne sono arrivati a calcolare con precisione quali mestieri hanno la certezza (il 99 per cento delle probabilit) di diventare dominio delle macchine in un futuro prossimo. Tra questi ci sono lavori che non ci stupiremmo di vedere compiuti da un braccio meccanico, come lo spedizioniere nelle navi cargo, e compiti dove le capacit di calcolo dei computer hanno un evidente vantaggio, come quello dei tecnici matematici e statistici. Ma nellelenco ci sono anche lavori in cui fino a oggi lapporto umano era stato considerato imprescindibile, come i preparatori di imposta, i grafici fotografici, gli operatori dei call center, i bibliotecari. Poco sotto ci sono, con elevatissime probabilit di automatizzazione, i tecnici finanziari, i periti assicurativi, gli odontotecnici. E la seconda rivoluzione delle macchine, quella che Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee, ricercatori al Mit di Boston, hanno raccontato in un libro appena uscito negli Stati Uniti, The Second Machine Age. La seconda rivoluzione delle macchine avr sullumanit un impatto pari a quello della prima, la rivoluzione industriale iniziata in Inghilterra nel XVIII secolo. E se la prima rivoluzione industriale ag sulle capacit fisiche degli uomini, la seconda rivoluzione delle macchine si occuper delle capacit intellettuali. I computer e le innovazioni digitali stanno contribuendo alle nostre capacit intellettuali allabilit di usare i nostri cervelli per comprendere e modellare lambiente circostante nella stessa maniera in cui il motore a vapore e i suoi discendenti hanno fatto per le capacit fisiche, scrivono Brynjolfsson e McAfee. La nuova ra delle macchine si basa su un aumento esponenziale della potenza di calcolo e delle capacit sensoriali dei computer, a livelli che negli anni 80 Moravec non era in grado di immaginare. Le macchine non sono pi quei perfetti calcolatori privi di abilit umane che Moravec ipotizzava, non sono pi cervelloni nel corpo di un bambino di un anno. Fino a dieci anni fa in pochi avrebbero scommesso che saremmo riusciti a costruire automobili

Secondo due ricercatori di Oxford in ventanni met dei lavori saranno automatizzati. Ma quale met?, si chiede lAtlantic
so di deskilling, di scomposizione delle skill, delle competenze di alto livello, in azioni semplici che anche il braccio ignaro di una macchina avrebbe potuto compiere. Il deskilling non provocava disoccupazione, anzi. Le enormi catene di montaggio di Henry Ford, studiate affinch potesse lavorarci perfino una scimmia, come disse il fondatore, richiedevano un numero di operai infinitamente maggiore delle vecchie officine meccaniche. Le macchine avevano ancora bisogno di qualcuno che le guidasse. Perch risaputo, nelle operazioni ripetitive e standardizzate che le macchine sono brave. Hanno la forza bruta e la capacit di calcolo, loro, ma non sanno dove dirigerle. Le macchine sanno

Pochi anni fa nessuno pensava che saremmo riusciti a costruire automobili che si guidano da sole. Ora sono a portata di mano
che si guidano da sole, oggi sono uninnovazione a portata di mano. Ma a fare davvero la differenza stato larrivo dei big data. Sono i big data che hanno consentito alle macchine di superare le deficienze sensoriali e interpretative a cui le condannava il paradosso di Moravec. Internet e la digitalizzazione hanno messo a disposizione dellumanit un numero inverosimile di informazioni, tanto grande che stato necessario inventare nuove unit di misura per darne conto. Nel 2013 lintero traffico di internet era arrivato a misurare circa 4 zettabyte, 4 miliardi di terabyte. In confronto, i dati contenuti in tutti i libri scritti nella storia dellumanit, calcolati in byte, arrivano appena a 480 terabyte. I big da-

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IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

di Stefano Di Michele
Care compagne e compagni Fraterni saluti (Alexis Tsipras ad Andrea Camilleri, Paolo Flores dArcais, Barbara Spinelli, ecc. ecc.). Carissime compagne e compagni Con i miei saluti da compagno. (Alexis Tsipras a Nichi Vendola e al congresso di Sel).

desso il compagno greco lultima frontiera. E l che ora i cuori battono, le meglio speranze fremono, lavvenire sincarna. E il Davide ellenico, come con trasporto dice il compagno Nichi Vendola, al Golia cavernicolo del peggio capitalismo. Una volta bisognava inoltrarsi per la foresta del Chiapas, a trarre conforto e utili indicazioni nel rimirare il passamontagna del Subcomandante Insurgente Marcos e laggregata fumante pipa ed era tutto uno scapicollarsi tra San Cristbal de las Casas e La Realidad, Fausto Bertinotti in devoto pellegrinaggio riceveva in dono dallInsurgente stesso una copia del Don Chisciotte (Questo libro un manuale di politica moderna molto utile nella lotta per lumanit e contro il neoliberismo: la dedica), mentre forgiava ritratti che, stilisticamente, dal bertinottismo della Selva Lacandona avrebbe condotto al vendolismo del Peloponneso: Un uomo che non n riformista n rivoluzionario, ma va oltre: gi nel terzo millennio. Adesso, il pi placido Partenone basta e avanza. Non c ormai pi nessuno tra quelli dei frequenti appelli, degli appelli alle cause pi nobili, delle firme per le

menticabile Penelope, sugli schermi televisivi in quegli anni di Irene Papas, furente e bella, la banda degli stupidi che ha fatto tornare il nazismo in Grecia. Uno studente greco di sinistra, Costantino Georgakis, per protesta, si diede fuoco a Genova. Un altro studente greco, di destra, Mikis Mantakas, fu ucciso dagli estremisti di sinistra davanti a una sezione missina. Non si ebbe solo il compagno greco. Alcuni, una minoranza, ebbero pure il camerata greco. Si protestava contro re Costantino, il re di Grecia, accusato di aver offerto una sponda istituzionale ai militari dalla cella facile. Capelloni a Roma protestano contro Costantino, titolava il Resto del Carlino nel 1967. Curiosa, la fobia dei capelloni, dai colonnelli ai redattori: Ankara, Atene / adesso pure a Roma il barbiere viene Ma a contribuire alla definitiva edificazione del mito del compagno greco fu Oriana Fallaci, con la sua storia damore con Alekos Panagulis. Ecco, Panagulis che aveva cercato di far fuori il colonnello Papadopoulos: Io non volevo uccidere un uomo. Io non sono capace di uccidere un uomo. Io volevo uccidere un tiranno fu perfetta incarnazione del compagno greco come ognuno se lo aspettava, temerario e generoso, che trascrive i versi usando il suo sangue: Un fiammifero per penna / sangue gocciolato a terra per inchiostro / linvolto di una garza dimenticata per foglio / Ma cosa scrivo?. Con quellintervista del 73 settembre 1973: proprio quando il dramma del Cile sta per sostituire nel cuore della sinistra italiana quello greco Oriana Fallaci perfeziona per sempre li-

Flores dArcais, Camilleri, Spinelli, Colombo. Non c ormai pi nessuno che non volga lo sguardo verso il mar Egeo
pi elevate occasioni che non volga verso il mar Egeo lo sguardo, a rimirare la novella Itaca che nuove sorti future e nuovi orizzonti alla sinistra meglio intenzionata pare schiudere. E si fanno dappresso, dunque, Paolo Flores dArcais, con Andrea Camilleri e Barbara Spinelli e Furio Colombo, e pure Michele Serra orizzontale e non sdraiato saffretta e spiega: Ho messo la mia firma sotto quellappello per la grande stima che ho di Barbara Spinelli, una delle poche teste politiche che ci sono rimaste. Adesioni. Comitati di sostegno. Oltre la sacrosanta indignazione, cominciamo ad agire. C da mettere in conto, di questo passo, pure una sera in televisione con Fabio Fazio, sicuro. E Alexis Tsipras loggetto di tanto desiderio, il leader di Syriza che ha fatto mangiare la polvere alla pi antica e polverosa sinistra greca. E un tipo con una faccia che pi greca non si potrebbe, uno che sarebbe perfetto nella schiera degli invitati che affollano il fatidico giorno nel Mio grosso grasso matrimonio greco. Greco nello sguardo, nei gesti, nel pelo si potrebbe dire. Greco come la feta, come Zorba, come il sirtaki. In Italia, la figura del compagno greco ha sempre avuto discreta fortuna, seppure mai di clamorose impennate strategicamente sovrastato, in quei primi anni Settanta in cui ogni cosa comincia, tanto dal compagno cileno, in fuga da Pinochet, quanto dal compagno spagnolo, con quel Franco che pareva non dover morire mai: un morto estenuante. Persino cubani/argentini/venezuelani/boliviani avevano maggior seguito. Poi bisogna tener conto che se da un lato cerano i torvi generali e dallaltro il caudillo agonizzante, quei colonnelli greci piazzati in mezzo a gradazione non perfettamente compiuta, a vorrei ma non posso, qualcosa dove si vedevano mischiate insieme tragedia e farsa: ah, la signora del terzo piano, la moglie del colonnello, un principio di gerarca Catenacci pur nel dramma un elemento di irrefrenabile comicit si trascinavano dietro. E infatti se non sono mancati film di denuncia, cos che sensibilit cinefila e sensibilit democratica spingevano alla visione di Costa-Gavras o di Theo Angelopoulos, quello che pi resta nella memoria il Vogliamo i colonnelli di Mario Monicelli, dove una sfilza di fessi medio-alto graduati (dal colonnello Barbacane al tenente, ovviamente di vascello, Branzino) provava a mettere in pratica un colpo di stato col non fondamentale contributo, tra laltro, del colonnello greco (di supposta ma indeterminata esperienza) Andreas Automatikos. Ecco il colonnello, greco nel caso specifico, pi del generale alla caricatura si presta, al sovversivismo un po fascista e un po piccolo borghese, tra camerata e tinello, tra ordine e pastarelle domenicali. Pi caserme, cribbio! Meno capelloni, cribbio! Cos che soprattutto a impazzire politicamente per il colonnellu-

A contribuire alla definitiva edificazione del mito fu Oriana Fallaci, con la sua storia damore con Alekos Panagulis
cona del vero compagno greco: Capivi subito che era uno di quegli uomini che non si pentiva dessere nato: non se nera mai pentito e non se ne sarebbe mai pentito. Capivi subito che era uno di quegli uomini per cui anche morire diventa una maniera di vivere, tanto spendono bene la loro vita. N le sevizie pi atroci, n la condanna a morte, n tre notti trascorse in attesa della fucilazione, n il carcere pi disumano, cinque anni dentro una cella di cemento di un metro e mezzo per tre, lavevano piegato. Scolp cos sentimenti a parte licona del perfetto compagno greco, Oriana Fallaci: di muscoli, di cuore. Con quel saluto finale, nellintervista, che lasciava intravedere (a ragione) ben altri sviluppi. Alekos, cosa significa essere un uomo?. Significa avere coraggio, avere dignit. Significa credere nellumanit. Significa amare senza permettere a un amore di diventare unncora. Significa lottare. E vincere. Guarda, pi o meno quel che dice Kipling in quella poesia intitolata Se. E per te cos un uomo?. Direi che un uomo ci che tu sei, Alekos. Cos. Si capisce che adesso, per fortuna, in Grecia i colonnelli non ci sono e quelli che ci sono in caserma stanno. Giusto lombra inquieta e buia di quellAlba dorata Per quasi tutto usurato, verso lantico Partenone che lo sguardo incerto e pensoso della pi pensosa Italia oggi torna a volgersi. Pericle non c, chi potr ritrovarlo?, ma il compagno Tsipras di mediterraneo coperto ha certo pi mordente del compagno Martin Schulz esageratamente tedesco di Germania, con quella barbetta immediatamente evocativa di qualche pagina dei Buddenbrook: pura noia nordica. E dunque con Tsipras ma non contro Schulz, si dicono i vendoliani dalle festose aggrovigliate missive; con Tsipras senza s e senza ma, i micromeghiani dalle pensose e tacitiane missive. Peggio e pi intrigata la situazione che nella giungla del Chiapas, quando il compagno Marcos era uomo del terzo millennio a terzo millennio mica avviato e perci n rivoluzione n riformismo, sempre terra di mezzo, sempre alto volare, sempre felicit nellossimoro (prima ancora che nella lotta, come leninisticamente veniva insegnato). E in ogni modo da quelle parti cera pure loracolo di Delfi, che non poco, nel rischioso frangente europeo avrebbe potuto sostenere e ora gli di mi concedano fortuna, che mi vada meglio rispetto a quelli che sono entrati qui prima: cos che pure Barbara Spinelli, avendo avuto modo lo Scalfari Eugenio irriverente di incontrare Io, potrebbe vantare un faccia a faccia non meno elevato e impegnativo e proficuo. Comunque, ben tornato compagno greco. La feta sempre quella che . Cos lo yogurt. Louzo figurarsi capace che pure i compagni gli preferiscono lamaro del carabiniere. La sinistra molto cambiata, rispetto ad allora. Per un po scombinata sempre la troverai.

Alexis Tsipras, il leader di Syriza che ha fatto mangiare la polvere alla pi antica sinistra greca (foto LaPresse)

IL COMPAGNO GRECO
Cerano una volta gli Inti Illimani. La sinistra cerca un nuovo mito a cui aggrapparsi e lo trova oltremare. Si chiama Tsipras
me allombra del Pireo erano in Italia i giovani fascisti missini, e segnatamente virgulti come Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri hanno felicemente rievocato il loro andarsene per piazze e vie al grido di Ankara, Atene / adesso Roma viene!, e il pi azzeccato (da degna sceneggiatura del film di Monicelli, da macchietta graduata) tra tutti gli slogan: Basta con i bordelli / vogliamo i colonnelli!. Perch ecco, questi colonnelli (in realt nelle giunte militari cerano anche dei generali: ma i colonnelli davano il passo), che restarono al podellEducazione, quello dellInterno ha prescritto che gli studenti debbano frequentare assiduamente le prossime cerimonie religiose della Pasqua. Non tutto: i capelloni saranno banditi dalle scuole, fatto obbligo ai ragazzi di portare i capelli corti e alle ragazze di smettere la minigonna, fatto obbligo tassativo a tutti gli studenti di recarsi a Messa ogni domenica. Gli ispettori e i presidi saranno responsabili dellosservanza di queste disposizioni, che prevedono anche la proibizione per gli studenti di giocare ai biliardini. Si tirava decisamente dietro la pernacchia, il colonnello, quasi quasi prima dellindignazione. La voce narrante di Z - Lorgia del potere forniva un ulteriore elenco che un po si sovrapponeva e un po andava oltre (molto oltre): Contemporaneamente i militari hanno proibito i capelli lunghi, le minigonne, Sofocle, Tolstoj, Mark Twain, Euripide, spezzare i bicchieri alla russa, Aragon, Trotsky, scioperare, la libert sindacale, Lurat, Eschilo, Aristofane, Ionesco, Sartre, i Beatles, Albee, Pinter, dire che Socrate era omosessuale, lordine degli avvocati, imparare il russo, imparare il bulgaro, la libert di stampa, lenciclopedia internazionale, la sociologia, Beckett. Dostoevskij, Cechov, Gorki e tutti i russi, il chi ?, la musica moderna, la musica popolare, la matematica moderna, i movimenti della pace, e la lettera Z che vuol dire vivo in greco antico. Il colonnello Papadopoulos, nei giorni del golpe, tenne una conferenza stampa, con azzeccatissima metafora, non c che dire, della situazione greca: Abbiamo un ammalato, disteso sul tavolo chirurgico e deve essere operato: per questo, naturale, siamo costretti a tenergli ben fermi i piedi e le mani, se no si muove. Giusto un po di destra nostrana, in Italia (bordelli/colonnelli!), apprezzava i militari del Pireo, con qualche intervista al Borghese degli stessi, schietta e simpatica figura di soldato con una brillantissima carriera, e attacchi alla Rai per i suoi servizi, hanno dedicato chilometri di pellicola al tentativo di convincere i telespettatori italiani, che pure vengono continuamente incoraggiati ad adorare le sottane clericali, a detestare i gonnellini dellesercito greco. Fatto sta che ancora ignoto il Cile, ancora in salute Franco, appena defunto il Che in Italia si ebbe tutta una lunga stagione di scoperta e di valorizzazione del compagno greco nelle sue mille sfumature: letterarie e musicali, soprattutto; politiche ma senza grande trasporto (non il pensiero, piuttosto la sorte greca coinvolgeva); alimentari ma con cautela non si registr, per dire, alcun boom del consumo di feta o di yogurt o di ouzo, nemmeno per fraternamente brindare. La musica, appunto, segn quegli anni. E lepica di Mikis Theodorakis, imprigionato e torturato dai colonnelli, oggi un po dimenticato. Persino musicisti pop, per niente impegnati, furono coinvolti. Iva Zanicchi per anni pass per compagna cantante impegnata avendo fatto un intero disco con Theodorakis e andava a milioni di copie un fiume amaro dentro me, / il sangue della mia ferita, / ma ancor di pi amaro il bacio / che sulla bocca tua mi ferisce ancor, e nientemeno Al Bano trionf con ragazzo che sorridi / non avverr mai pi / che resti senza sole / la nostra giovent / il mondo di domani / confini non avr / e una mano bianca / la nera stringer. Ha spiegato in seguito Iva Zanicchi: Comunque di politica non capisco niente: ho cantato quelle canzoni perch mi sembravano adatte alla mia voce. Certo, di fronte a testi che parlano di deportazione e campi di concentramento non ti viene da pensare alla villeggiatura. Ma pi di quarantanni fa quando il compagno greco debutt sulla scena politico-mediatica nostra, prima della recente invoca-

Basta con i bordelli, vogliamo i colonnelli: quando a impazzire politicamente per la Grecia erano virgulti come La Russa e Gasparri
tere dal 1967 al 1974, e che ogni loro comunicato cominciavano con le parole Apofasisomen kai diatasomen abbiamo deciso ed ordiniamo: quasi non ci credessero neanche loro erano tipi insieme da decisioni brigantesche e da provvedimenti spassosi. Eccoli, per esempio, questi provvedimenti, elencati in un articolo di Igor Man sulla Stampa, proprio nei giorni del colpo di stato: Il colonnello Giorgio Papadopoulos, il colonnello Nicola Makarezos, hanno cominciato a svolgere oggi il loro programma di governo. E lo hanno fatto con un provvedimento a dir poco singolare, che non trova riscontro in nessun altro paese del mondo: dintesa col ministro

Lepica di Theodorakis, oggi un po dimenticato. Iva Zanicchi pass per cantante impegnata avendo fatto un disco con lui
zione vendolian-micromeghiana al compagno Tsipras quella musica era davvero nellaria: non solo nelle manifestazioni di piazza, nei cortei antifascisti, nei presidi davanti alle ambasciate; ma in televisione, alla radio, a Canzonissima. E si facevano pubbliche letture dei poeti greci, come Giorgos Seferis questi macigni alzai fin che potei / questi macigni amai fin che potei, o Ghiannis Ritsos arrestato dai colonnelli nella notte del golpe, diversamente si guarda il mare da una finestra / diversamente dietro un filo spinato. E il poco vispo sirtaki quasi come un ritmo antagonista veniva vissuto. E la faccia cos greca di Melina Mercouri. E quella ancora pi greca, omerica persino e fu indi-

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IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

Papa permettendo
di Nicoletta Tiliacos

anto non fu mai bello il Carnevale come lo fu a Firenze, ed a Venezia nei tempi della loro splendida gloria, come lo era in Roma: lo affermava Andrea Busiri Vici, che fu architetto di Pio IX, nelle sue Memorie istoriche archeologiche del popolo romano, datate 1907. Dellunicit di quel carnevale se ne accorsero subito anche i piemontesi. Nel 1870, quando arrivarono a Roma, tra le tante faccende da affrontare per redimere la citt del Papa re dal suo passato oscurantista e rieducarla con le buone o le cattive alla vita moderna, inciamparono subito nella grana del carnevale: festa romana come nessunaltra, radicatissima nella tradizione e, si pu di-

Non mancava mai lincidente, messo in conto con fatalismo. Nella festa popolare era dobbligo lammazzatina
re, nello stesso carattere degli abitanti dellUrbe. A nessun patto Roma ammodernata potra sopportare il Corso contorto e viziato della cosiddetta Ripresa dei brberi come oggi barbaramente avviene, tuonava larchitetto Coriolano Monti in un articolo sul riordino edilizio di Roma pubblicato dallilluminata rivista La Nuova Antologia. La Frusta, giornale fieramente clericale, replicava: Sapete perch si vuole abolire nel carnevale la Corsa dei brberi? Perch in Roma i barbari, dopo il 20 settembre 1870, corrono tutto lanno. Al centro della disputa, cerano soprattutto le corse dei cavalli senza cavaliere i barbri, destrieri arabi appartenenti alle famiglie nobiliari romane che si svolgevano durante le ultime otto sere di carnevale lungo il Corso, da piazza del Popolo a piazzetta San Marco, dove oggi c piazza Venezia, tra due ali di folla gaudente e incitante. E pazienza, se per il piacere e leccitazione di quello spettacolo ci si esponeva anche al rischio di essere travolti dalle bestie imbizzarrite, pungolate sul dorso da palline irte di chiodi e da spugne imbevute di pece incendiata attaccate sotto la coda. Gli animali finivano la loro pazza corsa contro un telone messo a chiudere la strada: era la famosa ripresa dei brberi stigmatizzata da Coriolano Monti, affidata a stallieri che spesso venivano calpestati. Gli incidenti, a volte mortali, erano la regola. Ma, come spiega Sergio Valentini che nel libro I piemontesi a Roma (La Lepre edizioni) ha raccontato i primi trentanni di Roma capitale del Regno dItalia morti e feriti a maggior gloria del carnevale erano presi con fatalismo, a conferma dun antico detto trasteverino secondo cui, in una grande festa popolare, era dobbligo lammazzatina. Quale fosse lo spirito della faccenda lo rende bene un sonetto del gran poeta romano Giuseppe Gioachino Belli. Si intitola La serva der cerusico (1834). A chi cerca il suo padrone, il chirurgo, la serva risponde: A pproposito!... oggi entra carnovale! / Ebb, vvoi lo trovate a or de Corza / Drento da Scesanelli lo spezziale. / Ch oggnanno in quer frufr dde la ripresa / Quarche ddisgrazzia ha daccad ppe fforza, / E ppe ggrazzia de ddio s ssempre in-

ALTRO CHE VENEZIA IL CARNEVALE PIU LIBERTINO ERA ROMANO


Ha follemente divertito la gente dellUrbe fino al 1882. Il brivido della pazza corsa dei cavalli senza cavaliere da piazza del Popolo a piazza Venezia. Gioco e crudelt, confetti e sangue

buzzurri in terra romanesca: i buzzurri che si prendevano per civilizzatori, e la Roma del buon tempo antico che li prendeva per noiosi, liberticidi e, sotto sotto, razzisti. Finch nel 1882, nonostante gli accorgimenti, nella corsa dei barbri si contarono due morti e tredici feriti. Su Cronaca Bizantina, con il nom de plume di Nigerrimus, anche Gabriele DAnnunzio chiese la fine di quella roba medievale. Ma gi nel 1873 lo scrittore americano Henry James, in viaggio a Roma, aveva scritto con rammarico che adesso che lItalia fatta, il carnevale disfatto. E nel 1885, dopo il tentativo di trasformarla in una gara di bighe o in unesibizione di butteri, la corsa fu definitivamente abolita per motivi di salvaguardia della pubblica incolumit. Con i brberi fin archiviato anche il

Su Cronaca Bizantina, con il nom de plume di Nigerrimus, anche DAnnunzio chiese la fine di quella roba medievale
carnevale romano. Perch tutto ci che per un po sopravvisse (le mascherate, le piogge di coriandoli, le rappresentazioni teatrali) non bast a compensare la perdita del carattere unico, giocoso e violento, di un movimento di massa che trasportava con s ritualit ancestrali, dove vita e morte, fine e inizio si mescolavano e si spalleggiavano. Delle origini del carnevale si discute da sempre, se sia cio filiazione diretta dei Saturnali (la festa di met dicembre nella Roma antica, dove si sovvertivano per un tempo definito ruoli e gerarchie e il mondo andava alla rovescia) o anche dei Lupercali (collocati a febbraio e caratterizzati dalluso di maschere). Oggi, uno studioso come Maurizio Bettini, filologo classico allUniversit di Siena, ci dice che a quella filiazione diretta in realt ci crede poco, perch il cristianesimo stato una grande cesura. Credo invece alleternit della funzione di un tempo dellanno in cui, per convenzione, si sospendono le regole e le gerarchie, e in cui lubriacatura si sostituisce alla severit. E allora, baster ricordare che il funerale gentilizio romano consisteva in un corteo nel quale il feretro delluomo illustre era seguito da persone che rappresentavano, mascherate, i suoi antenati. A seguire Augusto cera, per esempio, un uomo che rappresentava Enea, perch quella era la discendenza rivendicata. Ma cera anche una maschera che faceva il verso al morto, che lo canzonava. Sappiamo anche che al funerale di Vespasiano un uomo lo impersonava, imitando in modo buffonesco la leggendaria parsimonia dellimperatore con lazzi e battutacce. E sempre, alla fine del corteo funebre, arrivavano le maschere che rappresentavano satiri e sileni. Eccoli dunque, gi squadernati, gli elementi costitutivi del carnevale a Roma, compreso il dileggio del potente e la rappresentazione del carattere effimero di ogni supremazia. Fu Goethe a scrivere, nel Viaggio in Italia, che il carnevale di Roma non precisamente una festa che si offre al popolo, ma una festa che il popolo offre a se stesso. Lo stato non si preoccupa gran che dei preparativi, n di grandi spese. La serie dei divertimenti si svolge automaticamente; e la polizia non fa che di-

Goethe scrisse che il carnevale di Roma non una festa che si offre al popolo, ma una festa che il popolo offre a se stesso
tesa (tradotto: grazie al cielo qualche disgrazia non manca mai). Il braccio di ferro sul carnevale (se mantenerlo, e a quali condizioni, oppure proibirlo) contrappose buzzurri e papalini almeno per una quindicina danni. I nuovi amministratori allinizio la presero alla larga: chiesero un patentino di idoneit per i cavalli, transennarono il Corso per proteggere la folla e proibirono anche il colpo di mortaio con cui il magistrato della smossa dava inizio alla corsa (ma il magistrato, nel primo carnevale di Roma capitale, riusc a recuperare un vecchio e arrugginito mortaio nascosto sottoterra allArsenale pontificio, e il botto davvio, micidiale, ci fu lo stesso). Si proposero e praticarono aggiustamenti, sospensioni, mezzi ripristini, ripensamenti: Dal dibattito aggiunge Valentini emergeva la difficolt di essere romaneschi in epoca buzzurra e

Fu Papa Paolo II a trasferire i ludi di febbraio sulla via Lata, poi diventata via del Corso, vero cuore della festa carnascialesca
rigerla con mano non troppo pesante. Non si tratta insomma duna di quelle numerose feste ecclesiastiche che a Roma abbagliano gli occhi degli spettatori Qui basta un segnale per avvertire che ognuno pu fare il matto a modo suo e che, fatta eccezione per bastonate e pugnalate, quasi tutto permesso. Il poeta tedesco, non si capisce se pi sedotto o respinto da quello che vide nelle strade della citt durante il carnevale del 1788, ne coglie per lessenziale: il carattere schiettamente popolare, un retrogusto minaccioso, il carattere unico di quella gioia pazza e travolgente alla quale si mescola il senso del pericolo, della sorte sfidata, dellautorit irrisa. Mentre altrove erano principi o autorit statuali e cittadine a organizzare i festeggiamenti carnascialeschi di febbraio, ai quali la plebe semplicemente assisteva, a Roma il popo-

Maschere e carrozze a via del Corso (met XIX sec., attribuito a Stanislao Morelli), Museo di Roma. Da Carnevale romano. Rinascita di una tradizione (Palombi Editori)

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lo il protagonista assoluto. Tutto quel che gli serve lannua autorizzazione papale, che nel corso dei secoli viene meno pochissime volte: per morte di un pontefice, per epidemie, per guerre in atto alle porte della citt o per avvenimenti altrettanto eccezionali. A dettare la legge del carnevale a Roma, le sue modalit e i suoi eccessi, un popolo energico ed eminentemente appassionato, che diffidando profondamente del destino e degli uomini, non di conseguenza affatto leggero nei suoi gusti (lo scrive Stendhal nelle Passeggiate romane). Da ci che vide nel carnevale di Roma, Goethe trae pi di una lezione esistenziale: che i piaceri pi vivi e pi alti, come i cavalli che ci sfilano davanti nella corsa, ci appaiono solo per un istante, ci commuo-

persone presenti non hanno pi che un solo pensiero, che un solo scopo costante, quello di spegnere la candela degli altri e conservare accesa la propria; e uomini, donne, ragazzi, signori e signore, principi e contadini, cittadini e forestieri, gridano e strillano e urlano senso posa il motto di scherno a chi s lasciato spegnere il lume: Senza moccolo! Senza moccolo! Lo spettacolo a questo punto oltrepassa ogni immaginazione. Dickens non scrive che i romani dicevano in realt: Morammazzato chi nun aregge il moccolo!, Muoia ammazzato chi non porta il moccolo!. Dove il morammazzato, in parti uguali beneaugurante e minaccioso, dimostra quel che si diceva allinizio sul carattere del carnevale romano. Dopo che anche lultimo moccolo era

Lautorizzazione papale fu negata pochissime volte: per morte di un Pontefice, epidemie, guerra alle porte della citt
vono e non lasciano poi quasi traccia nellanima; che libert e uguaglianza si possono godere solo nello stordimento della follia e che la pi grande volutt ci attrae al massimo quando si spinge vicinissima al pericolo, e nella sua vicinanza ci fa provare sensazioni dolci e angosciose. Quellandare in massa e in maschera lungo il Corso addobbato a ogni finestra, sotto una pioggia di confetti allanice, di pinoli, di fiori (ma anche di proiettili di gesso e creta, che si spiaccicano sugli abiti, insieme con uova marce e arance) assomiglia per lui ai percorsi della vita terrena, di cui ogni spettatore o partecipante, a viso scoperto o mascherato, da un balcone o da un parapetto, riesce a vedere davanti e accanto a s soltanto uno spazio minimo, dove, in carrozza o a piedi, egli procede soltanto passo passo, pi spinto da altri che di sua iniziativa, dove, trattenuto pi che fermo per propria volont, cerca soltanto di guadagnare un posto che gli pare migliore e pi allegro, per poi ritrovarsi anche l stretto e accerchiato e venire anche da l scacciato.

Gioachino Belli si travest da Ciarlatano durante il carnvale del 1828. Forse l avvenne la sua folgorazione romanesca
stato spento, era tradizione per chi poteva permetterselo, e qui le differenze sociali tornavano a farsi sentire dedicarsi, nelle osterie o nelle case, allultima, pantagruelica mangiata prima della quaresima: Pe mm vvojjo ann a lletto a ppanza piena / e pprima me dara la testa ar muro / che cchiude un carnovale senza scena, scrive Belli in un sonetto datato 23 febbraio 1833. Per quanto lo riguarda, proprio al carnevale del 1828 c chi ha attribuito loccasione che lo avrebbe trasformato da modesto poeta in lingua italiana, frequentatore di una delle tante e pretenziose Arcadie che fiorivano nei suoi anni, nel gigante della poesia romanesca (e della poesia tout-court) che oggi conosciamo. La tesi di Mario dellArco (pseudonimo di Mario Fagiolo, a sua volta poeta romanesco dopo essere stato un importante architetto, morto nel 1996), del quale Castelvecchi ha appena ripubblicato il Ritratto di Gioachino Belli. Scrive Mario dellArco che proprio nel carnevale del 1828, manifestandosi in lui un ultimo rigurgito della giovanile ef-

La partenza dei brberi a piazza del Popolo in un quadro di met Ottocento (Museo di Roma). Da Carnevale romano. Rinascita di una tradizione (Palombi Editori)

Buzzurri vs papalini. I piemontesi, arrivati a Roma da educatori, scoprirono che nessuno voleva rinunciare alla grassa festa di popolo
Viste le premesse, nessun carnevale pot reggere il confronto con quello romano. Almeno da quando, a met del Quattrocento, il veneziano Papa Paolo II, che si era appena fatto costruire la residenza di Palazzo Venezia, decise di trasferire l accanto, sulla via Lata (poi diventata via del Corso), i ludi di febbraio, i palii e le feste che prima si svolgevano in Agone (oggi piazza Navona) e a Testaccio. Il Papa permise, con tanto di bolla, che oltre alle corse di cavalli si tenessero anche altre competizioni carnevalesche gradite alla plebe: il primo luned correvano gli ebrei, il primo marted correvano i bambini cristiani, Maria Cristina Biagi in Carnevale di popolo a Roma (Palombi), la consapevolezza della grandiosa storia passata, il fatto di essere la capitale del cristianesimo, ma soprattutto la presenza del Papa e di un clero numeroso potenziano il momento di libert collettiva. Non deve stupire, allora, che negli anni della Repubblica giacobina a Roma (1798-99) il popolo disertasse i festeggiamenti del carnevale, di nuovo trionfanti e affollatissimi con il ritorno del Papa re. E che non si d carnevale senza quaresima: dove la seconda sentita e osservata, il primo trova senso e acquista vigore, e la quaresima della Roma papalina doveva essere cosa molto seria. Come noto, lo stesso termine carnevale allude, per la maggioranza delle interpretazioni, al fatto che si leva la carne, cio si prepara il tempo del digiuno e dellastinenza con il loro contrario, la smodatezza alimentare e la licenza sessuale. Anche in questo campo, romani e romane dimostravano di saper rispettare la tradizione. Sempre Belli ce lo ricorda nel sonetto La mammana in faccenne (1837), nel quale vediamo una levatrice in affanno, tante sono le partorienti che hanno bisogno del suo aiuto: Semo ar fin de novemmre; e ccarnovale / vvenuto ar principio de frebbaro. / Le donne in zur cal la nona luna / doppo quer zanto tempo, o bbeno mmale / cqua doggni dua ne partorissce una. Che il carnevale romano fosse il palcoscenico ideale per intrecciare amori effimeri e proibiti lo conferma ancora Goethe. Il quale constatava che soprattutto le ragazze e le donne ne approfittano per spassarsela a loro gusto e per tirar fuori unintraprendenza che in qualsiasi altro periodo dellanno sarebbe stata considerata inammissibile, ma che di carnovale faceva parte del grande gioco collettivo. Il giovane Antonio, il protagonista con tratti autobiografici dellImprovvisatore di Hans Christian Andersen (da poco ripubblicato da Elliot con i disegni originali dello scrittore danese), immerso nel carnevale romano del 1833. Sul Corso, dove gi impazza la festa, incontra una sposetta in ghingheri, accompagnata dal suo cicisbeo, e la apostrofa scherzosamente: Signora le dissi questa la maniera di mantenere le vostre promesse? E questo il vostro modo cattolico romano di vivere? Ahim, dov ora Lucrezia, la sposa di Tarquinio Collatino? Durante il carnevale voi e molte altre donne mandate via i vostri onesti mariti, li spedite dai monaci di Trastevere per fare esercizi spirituali, giurate di starvene piamente e tranquillamente in casa mentre vostro marito, in questo tempo di gioia, mortificher la carne pregando e lavorando giorno e notte dentro le mura del chiostro. Appena libere per correte con i vostri amanti per il Corso, al festino!. Anche Massimo dAzeglio, nei suoi ricordi, rievoca unavventura galante propiziata dal carnevale romano e in particolare dallo scalino (oggi scomparso) di palazzo Ruspoli, pi o meno a met del Corso. Era una sorta di marciapiede rialzato di circa settanta centimetri rispetto alla strada, dove le signore potevano prenotare una sedia impagliata per godersi lo spettacolo della corsa dei barbri e le sfilate di carrozze e di maschere. Scrive DAzeglio che chi passeggiava davanti allo scalino si trovava quindi ad avere le spettatrici ad unaltezza infinitamente comoda per far conversazione pi o meno intima e segreta, secondo le disposizioni delle parti. E chiaro che vi era un ostacolo da superare a chi desiderasse avere un colloquio con una signora invisibile il resto dellanno: riconoscerla allo scalino. Il patriota torinese racconta di come seppe che la dama da lui concupita stesse cercando un mantello da uomo per mascherarsi, prima di recarsi al famoso scalino. E tanto si diede da fare che riusc a farle avere il suo, cos la difficolt dincontrarla cadde da s. Questo scalino dunque il terreno neutro su cui sincontrano, simbrogliano o saccomodano i mille interessi della vita amorosa. Torinesi o inglesi, danesi o tedeschi, francesi o russi, il carnevale romano incanta tutti, ma soprattutto tramortisce i protestanti venuti dal freddo e dalle mortificazioni luterane. Il gesuita e letterato Antonio Bresciani (1798-1862) che per quanto lo riguardava arrivava dalle montagne del Tirolo, notava che le migliaia di forestieri calati a Roma dalle regioni tramontane, se ne sollazzano maravigliosamente, e non sanno saziarsi di matteggiare E gli una gioia a vedere que nobili e ricchi giovanotti stranieri scalmanarsi a gittar manciate e mestolate di confetti sulla folla del popolo, e a far lune e soli e stelle sulle schiene, perocch i confetti rompendosi e sfarinandosi fan sulle giubbe sprazzi e cialdoni bianchissimi. Qualche anno dopo il carnevale raccontato da Goethe, e cio nel 1810, alcuni suoi connazionali che vivevano a Roma, capeggiati dal pittore classicista Johann Christian Reinhart, amico di Schiller, decisero perfino di organizzarsi un carnevale su misura nelle cave di tufo di Tor Cervara (a uno di essi partecip anche lo scrittore russo Gogol). Gli autori di Sacro romano Gra (Quodlibet), Niccol Bassetti e Sapo Matteucci, che in quelle cave hanno fatto tappa durante la raccolta di materiale per il loro libro, ricordano che il carnevale dei tedeschi si ripetuto una cinquantina di volte in un centinaio di anni. Si teneva fuori stagione, in un giorno tra aprile e maggio. Il corteo partiva da Porta Maggiore con un piccolo esercito in sella a muli e asini. Ci si travestiva da indiani, cinesi, eroi antichi e guerrieri medievali Appena giunti nelle cave, il presidente entra nella grotta pi scura dove invoca tre volte la Sibilla. Subito dopo i suoi vaticini triviali e sboccati, ha inizio una specie di cerimonia pagana con bevute, grigliate, canti, danze e certami, ognuno col suo bicchiere legato al collo. Il momento pi importante era il tiro al critico. Il vincitore si aggiudicava il prestigioso vaso da notte di Venere, che andava a chi centrava col maggior numero di frecce e lance i fantocci raffiguranti i pi noti critici darte del momento. Nel vero carnevale romano, il momento culminante era invece la cerimonia dei moccoletti, che si teneva il marted grasso, lultimo giorno della festa. Torce, candele, lumini di carta si accendevano alle finestre, ai balconi, in mano a ogni persona che ingrossava la moltitudine sul Corso. Lantica via Lata diventava un fiume di luci. Ne scrisse, stupefatto, il romanziere inglese Charles Dickens: Mentre al calar delle tenebre, festoni e maschere e ogni cosa va a poco a poco sbiadendo e perdendosi in una mezza oscurit che tutto involge in un colore grigio cupo, a un tratto, qua e l, alle finestre, sulle altane, sui balconi, nelle carrozze e tra la folla a piedi, cominciano a risplendere dei lumi; prima radi, poi pi spessi, crescono, sestendono, invadono tutto il Corso Allora tutte le fervescenza, Gioachino si mascher da Ciarlatano, cio da venditore di rimedi astrusi e truffaldini, personaggio buffonesco che a Roma affiancava le popolari maschere di Coviello, Pascariello, Francatrippa, Pulcinella, Arlecchino, Rugantino. Era un gioved grasso, la festa stava entrando nella fase pi matta e frenetica, e per Giuseppe Gioachino Belli che conduceva vita maritale morigerata con una moglie ricca e di sedici anni pi anziana di lui, della quale amministrava i beni quello fu un passo liberatorio. Su una carrozza condotta dal suo cocchiere, Belli-Ciarlatano offre alla folla i suoi rimedi grotteschi,

Ai tempi della Repubblica giacobina, il popolo disert la festa, di nuovo trionfante con il ritorno del Papa re
il mercoled correvano i giovani cristiani, il gioved grasso correvano i vecchi con pi di sessantanni, il secondo luned correvano gli asini, il marted grasso correvano le bufale. Il palio degli ebrei, che comport via via sempre maggiori dileggi e angherie, fu abolito solo nel 1668 da Papa Clemente IX Rospigliosi. Non andava meglio alle prostitute, lunica categoria alla quale era vietato mascherarsi durante il carnevale. Se colte in flagrante, erano pubblicamente prese a frustate sulla solita via Lata. Si narra della prostituta Cecca Buffona, che nonostante lintima amicizia con il cardinale Antonio Barberini, nipote di Urbano VIII, una volta scoperta in maschera durante il carnevale del 1636, fu frustata con gran divertimento della folla. Gioco e crudelt, confetti e sangue: il carnevale romano. Per gli abitanti dellUrbe, nobili o plebei che fossero, scrive

La sera di marted grasso, lultima, cerano i moccoletti. Lintera citt si riversava con fiaccole e candele al Corso
e per farlo distorce scientemente il concetto, storpia il vocabolo. A Mario dellArco (ma anche a noi) piace pensare che quella sia stata la prima scintilla dellenergia che infiammer il futuro poeta romanesco, e infatti i primi sonetti nellidioma popolare arriveranno di l a poco. Se non figli legittimi del carnevale del 1828, certamente dello sguardo beffardo e dellenergia del carnevale romano. A leggere le odierne cronache, si capisce che Roma, morto e sepolto il carnevale, deve accontentarsi di carnevalate. In auge tutto lanno, magari sotto forma di innovative idee sulla viabilit cittadina. Scriveva il poeta Trilussa nel sonetto intitolato Er carnovale de m (1890): Leva er tarappatt, leva la gente / leva le corze la bardoria morta / er carnovale sariduce a gnente! // Dicheno bene assai li mi padroni: / de tutter carnovale de na vorta / che ciarimane m? N par de vejoni.

Ippolito Caffi, I moccoletti al Corso (met XIX secolo), Museo di Roma in Trastevere

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UN TESORO IN FONDO ALLOVVIO


Perch la critica del Novecento non ha incoronato il grande Saba. Tutta colpa delle parole trite
di Matteo Marchesini

a critica letteraria vincente ha eletto a protagonisti del Novecento italiano Gadda, Montale e Calvino. A pensarci bene, si tratta di un Canone della Paura. Ci che le tre corone hanno in comune infatti la coazione a chiudersi in una forma in grado di proteggere a priori dallesperienza quotidiana. Ma proprio per questo, appena lo scintillante abito formale si smaglia non ci simbatte in semplici difetti, bens in una radicale carenza umana e di conseguenza estetica. Dietro il virtuoso barocco di Gadda spuntano la goliardia e il dannunzianesimo. Dietro la maschera metallica di Montale si scopre il volto di un qualunquista in pantofole. Quanto a Calvino, la sua rimozione di caos e dolore lo costringe a ridurre drasticamente le proprie possibilit di rappresentazione: e dove non arriva la geometria delle parabole resta appena un debole illuminismo, versione progressista del liberalismo montaliano. In modi diversi, questi epigoni della modernit cristallizzano un tipico problema delle arti e delle filosofie nate dopo la met dellOttocento. Soffocati dalla massificazione culturale, gli intellettuali moderni hanno sviluppato un vero terrore del banale, che spesso li ha indotti a rifiutare anche tutto ci che comune, e a inventare stili sempre pi aristocratici. Ma se questi stili non vengono mediati con le esperienze che toccano a tutti i membri di una societ, ecco che la volgarit della disprezzata trib vi penetra senza che i dandy se ne accorgano. Quando poi, in tempi post-

ebraismo materno. E pieno poeta, chiosa Debenedetti, quando la materia del suo destino colma () le forme assunte dal suo senso musicale: quando cio lesperienza reale di luoghi ed eventi catalizza una sensualit altrimenti dispersiva, e costretta a darsi lordine estrinseco di gabbie metriche o astrazioni tematiche. Questo spiega perch Saba, allontanato DAnnunzio, non divenga antidannunziano, ma continui a considerare lautore di Alcyone pi poeta di Pascoli e Carducci, e si conceda di parafrasare certi suoi versi sonori. Anche la fluttuante sensibilit sabiana infatti quella di un dilettante di sensazioni un dilettante, sintende, che trae la sua materia da una routine anonima, non da avventure elette come il Vate. Entrambi i poeti sono piccoli borghesi passivi, femminili: ma Saba, anzich celare la sua passivit dietro un attivismo che rende effimero perfino il gesto pi clamoroso, la accetta trasformandola nellalta femminilit che rende poeticamente duraturi i suoi giorni qualunque. Loperazione riesce al meglio in Trieste e una donna, dove citt e crisi coniugale fanno tuttuno. Subito dopo, quasi che il climax esistenziale e poetico abbia prosciugato lautore, la temperatura del Canzoniere si abbassa, e i densi quadri panoramico-psicologici si scindono in bozzetti e schematiche meditazioni. Per continuare a produrre con efficienza artigiana, Saba lascia morire lo scrittore originale e vasto della giovinezza. Ai livelli del 1912 torna solo verso la fine, sintetizzando lantico realismo con la meditazione freudiana e i toni favolistico-spettrali della maturit: e da

Soffocati dalla massificazione culturale, gli intellettuali moderni hanno sviluppato un vero terrore del banale. Rimosso il quotidiano
moderni, il modello aristocratico o avanguardista scaduto nel midcult, alcuni autori hanno riciclato in forme democratiche le eredit moderniste. Ma queste eredit, divenute uneclettica ars retorica, sono servite di nuovo a rimuovere lesistenza quotidiana. Per questo la rarefatta limpidezza di Calvino non meno reticente dei rarefatti o lutulenti esoterismi post simbolisti. A volte, il terrore di riuscire ovvi cela loscura consapevolezza di esserlo davvero: e la fuga nella forma non rivela un superamento dellovviet, bens un trucco escogitato per nasconderla. Cos, not Cases, Gadda sembra fare allultimo momento lo sgambetto alla parola consueta, che sindovina ancora dietro le scelte lessicali astruse; e Montale, spiegando certe sue allusioni, conferma che la loro indecifrabilit dipendeva dalla mera traduzione in codice Morse modernista di un feuilleton amoroso. Una letteratura che d la vertigine della difficolt, ma insieme il gusto di una meccanica decrittazione, parte naturalmente favorita in un contesto dominato da umanisti-tecnocrati. Per la stessa ragione, autori come Moravia o Saba, decisi invece a esaminare frontalmente la nuda e calda vita, faticano a suscitare analisi pregnanti. Prendiamo il caso del triestino: lunico, tra i massimi poeti italiani della sua epoca, ad aver rifiutato i presupposti formali del modernismo. Ci si pu chiedere se esista una vera storia della critica sabiana, al di l delle pigre canonizzazioni basate ancora sui ritratti di Debenedetti: che negli anni Venti, sostenuto dalla pacata intelligenza di Sergio Solmi, scelse come rappresentante delle proprie inquietudini quel versificatore quarantenne ritenuto dai pi un arretrato appena sopra la media. Quanti interpreti sono riusciti a inquadrare Saba nella nostra cultura senza muoversi inerzialmente sulla scia debenedettiana, come ha fatto il pur brillante Lavagetto? Negli anni Sessanta si avuta, vero, la ponderata storicizzazione di Muscetta, che lo paragon a Heine e a Di Giacomo, a Baudelaire e a Machado, senza sottovalutare i debiti contratti con Pascoli e DAnnunzio da un poeta che pure aveva esordito guardando indietro alla linea classicista Petrarca-Parini-Alfieri-Foscolo-Leopardi. In seguito, poi, diversi studiosi hanno chiarito singoli aspetti dellopera sabiana, o ne hanno sintetizzato attendibilmente i caratteri generali. E tuttavia, se si eccettua una recente monografia di Febbraro, difficile indicare lavori dedicati a riesaminare a fondo il fascicolo Saba. Nei rapporti di questo scrittore con la critica sinsinuano ancora gli equivoci che lo indussero a recensirsi sfacciatamente da s. Riserve su Saba ebbero subito i vociani, e poi i letterati legati alla prosa darte e a quellermetismo che per lui era un gioco di parole incrociate. Dopo il 45, i gramsciani tentarono di ridurlo al (neo)realismo; e pi tardi diffidarono del Canzoniere marxisti cri-

Il supremo cantore dellesistenza vulnerabile, per Elsa Morante. I suoi testi, un azzardo senza garanzie a priori (Pasolini)
questa sintesi nasce Vecchio e giovane, capolavoro in cui la chiarezza pi coraggiosa coincide con una modernissima ineffabilit. Ma tra le vette prime e ultime si stendono le grandi steppe della maniera, a lungo preferite da una critica novecentista che ha rischiato di sviare anche lautore. Nel primo Dopoguerra Saba architetta il Canzoniere e si dedica alle melodie neoclassiche, contraddette poi dalla temeraria puerilit narrativa del Piccolo Berto. Liquidata questa raccolta, lansia di confessare tutto si placa, e il vecchio mondo si raref in allegorie aride e diafane. Ma lapparente, pacificata saggezza evoca a volte una violenza ghiaccia, un incubo o desiderio di distruzione totale che emerge tanto pi netto quanto meno dichiarato, e che forse ha offerto qualche spunto ai versi in cui Sereni e Fortini esprimono un odio profondo e reticente. Tuttavia, malgrado la cupa vecchiaia, la lirica sabiana si mantiene in genere cordiale. La sua vocazione resta quella di fare di molte e sparse / cose una sola e bella, di redimere le sofferenze: per Saba anche i versi pi pessimisti, a patto che attingano la grazia, sono leopardianamente consolanti, energetici, civilizzatori. Per la poesia, se d un senso alla vita, non la cura: non una vera madre, una balia, o uno psicanalista. Cresce anzi sulle malattie croniche: e se onesta, deve rinascere sempre nuova dalla nuova ansia del giorno. Come not Pasolini, ogni testo di Saba un azzardo senza garanzie a priori. Cos il mito biografico, che il poeta delinea con la continua revisione del Canzoniere, di continuo appannato dallesistenza. Difficile sopportare questa tensione. Infatti Saba prova pi volte a convincersi che sta per abbandonare la poesia, che sta scrivendo le sue ultime cose: quasi si trattasse davvero di esorcismi, come sugger lempatico Debenedetti, compiuti i quali la linea del destino potrebbe finalmente chiudersi, e disegnare una figura di perfezione pari a quella che gli ermetici inseguono nel frammento. Ma questo il sogno di una morte in vita, cio ancora il sogno di godere narcisisticamente della propria completa realizzazione. Non c pace, in realt, per chi come Saba ha sempre fame di affetti e di esperienze calde, e dunque vive sempre esposto alla delusione, al gelo, allerrore. Paragonandolo a Penna e Palazzeschi, Febbraro nota che a due cugini cos autarchici questa sua fame non pu non sembrare un segno dindigenza psicologica. Saba ha bisogno di riconoscersi negli altri: e quindi non sa trasformare in uno stile impermeabile e perfetto la querula, prolissa, imperfetta arte che questo bisogno esprime. Non n dio n bestia. Gli preclusa la felice alienazione di scrittori che, chiusi nel loro autismo oracolare, sanno tutto senza imparare nulla. Se davvero, come ha detto la Morante, il supremo cantore dellesistenza vulnerabile, lo perch resta vulnerabile lui stesso. E in questa vulnerabilit, anche critica, sta la sua gloria.

Umberto Saba in un ritratto di Carlo Levi (il dipinto conservato presso la Galleria nazionale darte moderna e contemporanea, a Roma)
tici, neoavanguardisti, orfici La prima ragione di queste incomprensioni sta appunto nel fatto che Saba, con gran scandalo del Novecento, non teme lovvio. Intuisce che il pericolo moderno non la banalit del senso comune ma la banalit culturalistica, ideologica. In una nota dichiarazione di poetica, esalta la poesia onesta che nasce dal rifiuto dinseguire il Nuovo a ogni costo. Chi la scrive porta alla luce unicamente ci che trova in se stesso, anche se appare vecchio: la vera originalit una grazia che riceve solo attraverso questo scavo sincero, e quasi suo malgrado. Come per De Sanctis, per Saba la forma consiste tutta nella capacit di rendere trasparente la cosa da dire. Ma a contrariare i critici non solo la disinvoltura con cui le sue liriche ignorano le novit simboliste; anche lirriducibilit della sua chiarezza (cos doveva chiamarsi il Canzoniere) a quella ironica dei crepuscolari, considerata spesso lunica alternativa legittima al modernismo spinto. Gozzano, il rappresentante pi coerente di una tale alternativa, non fa altro che riproporre, in unepoca incline a mescolare borghesemente ceti, stili e culture, il tratto pi tipico della letteratura italiana: ossia la separazione di aulico e prosaico, che ora, anzich fissarsi in opere diverse, si riproduce tra i lessici diversi che cozzano in una medesima opera, come avverr poi in Gadda. Saba invece non si protegge dietro un Tu non fai versi. Tagli le camicie / per tuo padre. Hai fatta la seconda / classe, than detto che la terra tonda, / ma tu non credi E non mediti Nietzsche. Qui la frattura tra i contesti di senso (tra intellettuale e vita comune) ingigantita fino alla famosa rima camicie-Nietzsche. Ecco invece come Saba racconta la sua Citt vecchia: Qui tra la gente che viene che va / dallosteria alla casa o al lupanare,/dove son merci ed uomini il detrito / di un gran porto di mare, / io ritrovo, passando, linfinito / nellumilt. In questi versi laccostamento tra il lupanare e lumilt, le rime tra detrito e infinito e pi oltre quelle tra friggitore, amore e Signore, non implicano nessuna ironica sottolineatura della distanza. Ovviamente, anche un tale atteggiamento di coltivata ingenuit rischia di cristallizzarsi in retorica. Capita, ad esempio, nelle suite degli anni Venti, dove il poeta, che insegue a freddo una nietzscheana leggerezza, trasforma le figure e i canti dei quadri precedenti, freschi di colore e attraversati da un quotidiano brusio di fondo, in eteree silhouette e in voci ideali, livellando aulico e prosaico in una maniera levigata, astratta; e capita anche nel romanzo Ernesto, dove il vagheggiamento di uninnocenza greca sfocia in una naturalezza graziosa ma artefatta. In ogni caso, per esprimere con una prosaicit cantata, senza lalibi dellironia, le situazioni pi comuni ma anche pi torbide della vita, alcune precauzioni bisogna pur prenderle. Cos, Saba tenta un compromesso tra lurgenza interiore di dire cose percepite come imbarazzanti o sinistre, e una patina letteraria che dovrebbe renderle pubblicamente accettabili. Per questo la patina preparata con le materie pi convenzionali, coi calchi ingenui di quelle forme petrarchesco-leopardiane che al poeta adolescente, cresciuto in una Trieste un po dialettale e un po mitteleuropea ma poco italiana, sembravano ancora la bandiera della nostra intera poesia lirica. In Saba la tradizione un filo a cui tenersi per non cadere. In una delle sue penetranti e dispotiche Scorciatoie, scrive che il teatro di Alfieri esige attori bambini: cio attori al cui modo solenne di giocare si adatti lenfasi brusca delle battute; ma anche attori che riducano queste battute a melodramma. Ecco: col lirismo classicista, Saba fa lo stesso. Ne svuota le forme, e le riempie adattandole con dolcezza o violenza alle sue ansie piccolo-borghesi: cos assecondando, del resto, quella tendenza a trasformare il canzoniere in romanzo della vita quotidiana, che secondo Debenedetti fu inaugurata proprio da Alfieri. Il tessuto tradizionalista che sostiene il romanzo-melodramma sabiano ne corregge la prosaicit rasoterra con forme chiuse o semichiuse, inversioni sintattiche, endecasillabi rotondi messi a guardia di quelli parlati, ripetizioni che imprimono ai versi il lento moto ondoso di unoratoria soave La stessa ricerca di tipicit condivisibili stimola anche labuso dei termini maestosamente ovvi che i contemporanei non pronunciano senza mille distinguo. Amai trite parole che non uno / osava. Mincant la rima fiore / amore, / la pi antica difficile del mondo. // Amai la verit che giace al fondo, dice il poeta nellorgogliosa saggezza freudiana dei sessantanni. Il fondo intimo, magari patologico, emerge e si sublima nelle trite parole. E dato che sono trite, usarle richiede pi coraggio di quanto ne richieda leccentrica espressivit modernista: il coraggio quasi unico di un piccoloborghese che non si vergogna della sua realt mediocre. Ma se resta estraneo alle poetiche moderne e decadenti, Saba per legato alla cultura di cui quelle poetiche si nutrono: ne condivide lantistoricismo, il vitalismo (vita parola-chiave del Canzoniere), e la fascinazione per il primitivo. Emblematica la sua identificazione delluomo con animali sacri. Si pensi alla domestica, atroce poesia sul Maiale (da confrontare con La differenza di Gozzano), e a quella sulla Capra, il cui belato riassume il dolore eterno e uguale di tutte le creature. O si leggano le liriche dove garzoni e sportivi, fanciulli e soldati, avvolti in una soffusa luce omoerotica, sono paragonati un po a di e un po a bestie, con toni poi ereditati da Penna. Ma come mostra la biblica A mia moglie, il Saba lettore di Nietzsche e Weininger assimila agli animali soprattutto le donne, creature sante e insieme selvagge o luttuose, non perch romanticamente sospese tra langelico e il mostruoso, bens perch espressione primaria della vita. Una vita di cui, scritto nei tardi apologhi sugli uccelli, appunto gli animali dicono il fondo. E dicono soprattutto, le bestie sabiane, quanto grottesca la seriosit degli uomini ipnotizzati dalla Storia: quella, ad esempio, del giovane comunista che, tutto preso com da Togliatti, trova stupidino il canarino per cui sentusiasma infantilmente il poeta in un testo delizioso. Nel secondo Dopoguerra, pur avvicinandosi al Pci, Saba resta insomma un antistoricista: cerca sempre le cause prime nellinconscio, nella natura, in un nietzscheano tempo ciclico. Ma la situazione esistenziale tipicamente moderna su cui si basa la sua opera soprattutto quella schematizzata nel Borgo. E la situazione delluomo che oscilla tra sogni di panica fusione con la Realt e fiero individualismo, tra immersione nella folla e solitudine, tra il bisogno di essere come tutti e quello di ricavarsi un paradossale cantuccio dal quale godere / lalta gioia ottenuta / di non esser pi io. Cos diviso, il poeta trova la massima serenit in condizioni di libert vigilata: in luoghi riparati ma aperti sul mondo (la libreria antiquaria), e in momenti in cui il reale simpone senza offendere. Non a caso, Saba scrive buone poesie sulla leva militare e sulla vita risorta tra le rovine belliche; ma il confronto diretto con la guerra gli secca la vena. E non a caso ama la sfumata ora preserale in cui si respira lodore della cena, in cui la vita calda ma non troppo, e le attivit umane hanno gi una parvenza dimmobilit. In questora cara a Foscolo che Saba loda, al contrario di Gadda - lo slancio panico e la malinconia del solitario tendono a comporsi in un accordo. Allora il poeta esprime bene quello che Mengaldo chiama il suo vitalismo erotico. Sicuro della sua inviolabilit, si confonde lieto col popolo di cinema e rioni, di teatri e caff, o vaga tra lerta e il por-

Lermetismo come gioco di parole incrociate. E stato lunico tra i grandi della sua epoca ad aver rifiutato il modernismo
understatement da epigono. A costo di riuscire goffo, affronta parole e situazioni come fosse il primo uomo al mondo a sperimentarle; e mischiando termini distanti per peso o provenienza, li mette sullo stesso piano con spudorato candore. A qualunque cosa o figura (alta o bassa, nuova o vecchia, spirituale o materiale), Saba attribuisce la stessa divina dignit della Realt totale che vi si specchia: la stacca dalla cronaca, la eleva ad archetipo. Evita lespressionismo, e il crepuscolarismo, perch vuole uniformare aulico e prosaico in uno stile di nobile naturalezza leopardiana, capace di non escludere dalla sua pietas niente di ci che umano. Per chiarire il confronto, citiamo il Gozzano di Signorina Felicita:

Rendere trasparente la cosa da dire. A costo di riuscire goffo, usa le parole come fosse il primo uomo al mondo a sperimentarle
to abbracciando tutto con uno sguardo avido ma assai pi rilassato di quello dei flneur moderni, si chiamino Baudelaire o Sbarbaro. Questo equilibrio ha proprio a che fare col senso della vista, che consente di unire partecipazione e distacco, di godere unampia porzione di mondo senza esserne travolti. Gi agli esordi, il poeta sa che la sua forza tutta nel guardare e ascoltare: nellazzurra pupilla, e in un orecchio disponibile a lasciarsi cullare dal vario concerto della vita collettiva. Il Saba migliore, forte di questa ricettivit, insieme verista e introspettivo: fonde la musica del sentimento con la pittura di oggetti concreti, la leggerezza aerea attribuita al padre col panciuto, terrestre

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IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

di Fabiana Giacomotti

a storia del costume in Rai strettamente connessa allevoluzione della moda, che segue con programmi di informazione economica e di cronaca fin dal 1957, spesso firmati dallattuale presidente onorario della Camera della Moda, Beppe Modenese. Nel panorama del broadcasting occidentale, lo stile creato dalla Rai rappresenta uneccezione culturale: si tratta di una specificit in parte voluta, in parte prodotta spontaneamente grazie al continuo scambio con professionisti del cinema e della moda nelle principali forme di spettacolo televisivo: sceneggiato, variet, show, perfino quella particolare declinazione artistico-pubblicitaria che stato Carosello. Premi Oscar come Danilo Donati, Piero Gherardi, Piero Tosi; stilisti come Giorgio Armani, Fernanda Gattinoni, Mila Schn, Valentino; maestri del variet internazionale come Jos Luis Vias, Corrado Colabucci, Luca Sabatelli. Le sedi Rai di Torino, Milano, Roma e Napoli hanno tutte una propria sartoria e un archivio che conserva centinaia di migliaia di capi, molti dei quali entrati nellimmaginario e nella memoria collettiva.

Stelle e stilisti Dalla fine degli anni Sessanta, spetta alle signore del piccolo schermo, prime fra tutte Patty Pravo e Ornella Vanoni, entrambe educate in un ambiente colto e sofisticato, scoprire nuovi stilisti e indossarne le creazioni. Anticipare le tendenze, anzi, diventa quasi una gara fra primedonne: Patty

e acconciandosi e truccandosi da sole, com evidente dalle fotografie storiche conservate nella Fototeca Rai e come ricorda spesso con ironia Iva Zanicchi, che arriv al festival con la maglietta di lana e le medagliette votive appuntate alla spallina. Le sorelle Fontana sono le uniche sarte a intuire il potenziale pubblicitario della manifestazione. Caricano ogni anno lintera collezione su un camion e partono dal centro di Roma alla volta della Riviera dei Fiori per allestirvi una piccola showroom a uso delle cantanti, con tanto di sarta a disposizione (). La seconda fase del festival quella, oscura, degli anni della contestazione e del terrorismo: sul palco, accanto al conduttore maschile come Carlo Giuffr, Corrado o Mike Bongiorno, si alternano volti della moda e del cinema, vedi Elsa Martinelli, ma la vittoria per canzoni, e coppie, che raccontano storie ben poco glamorous: Chi non lavora non fa lamore (Adriano Celentano e Claudia Mori, 1970) oppure Che sar (Jos Feliciano e i Ricchi e Poveri, 1971): gli interpreti sono vestiti come nella vita di tutti i giorni, con pantaloni a zampa delefante, maglioncini in misto lana a collo alto e gilet jacquard, stivali col tacco basso e squadrato, gonne ampie folk, capelli senza forma. Il primo vero cambio di registro dettato da Anna Oxa in completo maschile, cravatta fermata dalla spilla da balia, capelli corti fermati da gel e trucco dark sfumato di nero sulle tempie nel 1978: i punk furoreggiano a Londra da pi di cinque anni, ma per il palcoscenico di Sanremo sono una scoperta. La affianca Rino Gaetano che canta Gianna in

Dalla fine degli anni 60 spetta alle signore del piccolo schermo, in testa Patty Pravo e Ornella Vanoni, scoprire i nuovi stilisti
Pravo, distante, algida, bionda e sottile, lesempio pi vicino allo stile hippy-chic che lItalia televisiva abbia mai prodotto, alterna nelle sue apparizioni televisive le creazioni di Valentino, di Yves Saint Laurent e gli abitini di velluto con cui la veste il costumista Corrado Colabucci a stracci di mercatino e vintage, inaugurando uno stile inimitabile dalla maggior parte delle spettatrici, che per le tributano unammirazione sconfinata per le sue scelte talvolta estreme, sempre sorprendenti. La Vanoni, rossa e altera, legata allambiente intellettuale milanese, e in particolare al regista Giorgio Strehler, segue invece tutta la parabola dello stile televisivo dalla fine degli anni Cinquanta a oggi, ma soprattutto grazie a Walter Albini e poi a Gianni Versace che il suo stile si fissa nella memoria di tutti: lei la prima, con Mina, a volere le stampe fresche e leggere di quel ragazzo controcorrente che ama gli anni Venti e per il quale Anna Piaggi conia il termine di stilista; ed sempre lei la prima a indossare gli abiti di Versace in maglia di metallo che, ama raccontare, allepoca non erano certo tecnologicamente avanzati come adesso. And sotto le luci dei riflettori e ne fugg urlando: surriscaldandosi, la maglia di metallo le aveva provocato unustione di secondo grado. Il diavolo di Prada. Versione Martinelli Tutto uguale, ventanni prima: Milano invece di New York, ma lo schema identico. Elsa Martinelli leditrice sprezzante che sbatte la preziosa pelliccia sul tavolo della centralinista perch gliela appenda con cura; Paola Pitagora la direttrice materna che fa da cuscinetto fra il pessimo carattere delleditore e la redazione; Lino Capolicchio un art director seducente e pasticcione. Un po di sesso per elettrizzare, molti bei vestiti secondo la moda degli Ottanta: grandi spalle imbottite, cappelli dalla tesa rigida. Sullo sfondo, le vere sfilate di Laura Biagiotti, Gianfranco Ferr, Mila Schn e Valentino. Potrebbe essere Il diavolo veste Prada, anno di uscita 2006, regia di David Frankel; invece Atelier, serial in cinque puntate prodotto da Rai 2, anno di trasmissione 1986, diretto da Vito Molinari. Sceneggiatura risibile ma lo anche quella dello scintillante prodotto Usa, che infatti si regge sulle espressioni facciali di Meryl Streep ed Emily Blunt , recitazione fiacca a cui non bastano i colpi di scena per evitare, come appunto accaduto, di finire nel dimenticatoio. Peccato, perch lo styling azzeccatissimo. Il dottor Arbore e le donne Nella storia della televisione italiana esiste unepoca pre e una post Ragazze Coccod, quelle fanciullone dalle forme veraci vestite da infermierine sexy e col sederino a forma di gallina che nel 1987 fecero irruzione sgambettando seminude su Rai 2 e cambiando per sempre non solo il

Il look e la canzone memorabile nel 1983 appartengono per la prima volta a un uomo: Vasco Rossi. Il fetish di Loredana Bert
una declinazione fintamente buffonesca, in realt molto modaiola secondo i canoni attuali, e ci sono voluti quarantanni, del frac: t-shirt, marsina, decorazioni. Non labito, lo styling che irrompe davvero sul palcoscenico, e che fisser i primi canoni nel 1981. Il look di Alice, che vince con la sua voce di contralto e il brano Per Elisa, diventa infatti una divisa per le adolescenti di tutta Italia: pantaloni sbuffanti, giacca corta a sacchetto, sciarpa di garza stampata avvolta come le cravatte di lord Brummel attorno al collo, stivaletti flosci in camoscio e capelli lunghi, leggermente spettinati. Nel 1983, il look e la canzone memorabile, nonostante il penultimo posto in classifica, appartengono per la prima volta a un uomo, Vasco Rossi: porta sul palco un paio di sneakers argentate, parla di vita esagerata e di serate al Roxy Bar, furente per la semi-esclusione lascia la scena a met dellesibizione mentre la sua voce continua a cantare in playback e si fissa nella memoria di due generazioni. Nel 1984, il momento iconico di Patty Pravo che scende lo scalone del festival abbigliata come una geisha fantascientifica, in tunica di lurex dalle maniche a pipistrello nello stesso mood della collezione di Gianni Versace, muovendo un enorme ventaglio. Nel 1986, Loredana Bert inscena una finta gravidanza in abito di pelle nera fetish e provoca uno scandalo che si propaga in tutta Europa, mentre la sorella Mia Martini vince nel 1989 il premio della critica in look bianco e nero di Giorgio Armani con la canzone damore forse pi bella degli ultimi cinquantanni, Almeno tu nelluniverso, scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio. La moda italiana che si afferma nel mondo diventa elemento di attrazione e di affermazione anche per i cantanti, che nelle loro attivit di promozione affiancano al proprio nome quello dello stilista scelto per loccasione. La moda non spaventa pi, e nemmeno imbarazza politicamente: negli anni del benessere, la terza fase del rapporto fra il paese e Sanremo e fra Sanremo e lo stile, la firma si sfoggia anzi con orgoglio, mentre gli stilisti diventano a loro volta star ricercate e temute. A met degli anni Novanta si suggella il patto stabile fra la moda e il palcoscenico dellAriston. I brani sono tratti da La tv alla moda. Stile e star nella storia della Rai, edito da Eri Rai e Silvana Editoriale, scritto da Fabiana Giacomotti, curatrice della sezione costumi della mostra 19242014. La Rai racconta lItalia, aperta al Complesso del Vittoriano e dal 29 aprile al 15 giugno alla Triennale di Milano e a cura di Costanza Esclapon, direttore comunicazione e relazioni esterne della Rai, Alessandro Nicosia, presidente di Comunicare Organizzando e Barbara Scaramucci, direttore di Rai Teche.

Poche sarte allinizio intuirono il potenziale pubblicitario del Festival di Sanremo. Le sorelle Fontana furono le prime

COSI VESTIVA LA TV
Da Mina alla Carr, dalle gemelle Kessler a Rita Pavone, storia dei sarti e delle sartorie che hanno creato i costumi della Rai
costume televisivo, ma limmagine stessa della donna in televisione. La trasmissione era Indietro tutta!, premiata anche allestero e tuttora citata come esempio di raffinato metalinguaggio televisivo. Il suo condottiero, in senso lato ed effettivo, perch abbigliato pi o meno come lammiraglio Villeneuve nella battaglia di Trafalgar, mantella e feluca comprese, era Renzo Arbore. Le Coccod dovevano far ridere, cos come tutti gli altri elementi della trasmissione, parodiare la programmazione per la televisione di non eccedere nella qualit dei tessuti e dei dettagli sartoriali. Lo spettatore doveva potersi avvicinare alleleganza, ma non essere messo a disagio dallo sfarzo. Ettore Bernabei 2. Le gambe di Alice ed Ellen Kessler, occultate dalle calze, erano gambe statuarie, che certo non tutte potevano avere e che apparivano in scena in qualit di forme ideali. Il marito poteva ammirarle, intuirle, e poi tornare in tutta serenit a quelle della moglie. Rimaneggiamenti Se gli abiti sono in generale materia viva, oggetti mutevoli che portano limpronta di chi li ha indossati, i costumi per lo spettacolo sono materia in evoluzione per loro stessa natura. Lo sono al cinema come in televisione e pochissimi tra essi, di solito quelli realizzati per grandi personaggi, divi e star, e che per una combinazione di circostanze favorevoli si trasformano nei cosiddetti capi iconici, diventano pezzi intoccabili, sfuggendo a un destino che ne prevede la trasformazione attraverso interventi talvolta traumatici di taglio, ritintura, applicazione di nuovi decori. Lassunzione nellOlimpo dellintoccabilit privilegio di pochi, cos come poche sono le star eterne. La maggior parte di questi look rientra infatti in quel genere che Napoleone I avrebbe definito, pur con grande rispetto visto che per i suoi soldati disegnava anche le divise impennacchiandole il pi possibile al fine di rendere larruolamento eccitante e la prospettiva della morte remota , come carne da cannone. Sono gli abiti di repertorio e la loro aspettativa di vita dipende, e non sembri un controsenso, dalla loro riuscita: pi sono belli, meglio sono realizzati, pi subiranno abusi di ogni tipo, un po come la povera Cungonde del Candido di Voltaire. Crpe Carr I costumi, espressione della creativit, vivono le stesse vicende umane di chi li ha creati, ne ricordano gli umori e spesso anche gli amori. Tutti gli abiti della Carr, per esempio, hanno lorlo profilato di piombini per cadere alla perfezione, e sono realizzati quasi sempre in un particolare crpe pesante, ma lucido come una charmeuse, che il costumista Corrado Colabucci acquistava presso il famoso negozio di tessuti di Roma, Valli, e che tuttoggi viene definito crpe Carr. Icone Dei capi realizzati nelle sartorie Rai, alcuni sono entrati nella storia del costume italiano: il completo pantalone bianco della sigla di Canzonissima del 1970 che scopriva lombelico di Raffaella Carr, creazione di Enrico Rufini, i costumi di Mina e della Carr in Studio Uno o Milleluci; e ancora la tuta a volute multicolori di Heather Parisi per la sigla della prima edizione di Fantastico, disegnata nel 1979 da Franco Laurenti, subito scomparsa, e poi riprodotta da Corrado Colabucci nel 1982 nellatelier di Gabriele Mayer per uno spettacolo estivo itinerante della showgirl. Venne realizzata in pochissimo tempo, con grande uso, o per meglio dire uso totale, di lycra multicolore e lurex, ma colp limmaginario degli italiani per due motivi: il taglio asimmetrico, che scopriva interamente una gamba e un braccio della ballerina, e luso eclettico delle tinte. Belen Rodriguez ne ha voluta una simile pochi mesi fa. Le sorelle Fontana a Sanremo Levoluzione dello stile sul palcoscenico di Sanremo, si potrebbe dividere in quat-

Le Ragazze Coccod, parodia della programmazione delle reti locali di quegli anni. In molti per le presero sul serio
delle reti locali di quegli anni, ultracafona e pianificata sulle esigenze dello sponsor, adottando per un registro semantico pi leggero, meno impegnativo di quello spietato del Ginger e Fred di Federico Fellini. Era una televisione colta per educare divertendo; la televisione pubblica che metteva alla berlina i pericoli della rincorsa allaudience sul crinale della volgarit, culturale ancor prima che di immagine. Risero solo quelli colti davvero. Tutti gli altri, ed erano tanti, presero le Coccod sul serio. Le gambe delle Kessler Ettore Bernabei 1. Sono stato io a chiedere ai costumisti e ai sarti che lavoravano

Levoluzione dello stile sul palco di Sanremo. Vestiti come nella vita di tutti i giorni negli anni 70. Anna Oxa in completo maschile
tro fasi: la prima, che va dal debutto fino al 1968-1970. La seconda, dai Settanta grosso modo fino al 1981; la terza, fino alla met degli anni Novanta, e infine la fase attuale. Tutte e quattro rappresentano specularmente lo sviluppo della societ italiana. Il debutto autogestito dai partecipanti: chi pu permetterselo, chi gi famoso, come per esempio Jula De Palma, linterprete-scandalo di Tua (1959), indossa abiti di alta sartoria milanese, lasciando ai commentatori bacchettoni dellepoca lunica soddisfazione di paragonare il capo splendido con cui interpreta un testo cos esplicitamente sensuale a una camicia da notte. Le altre si arrangiano come possono, spesso facendosi cucire labito in casa

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IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

di Tiziana Della Rocca

o non ce lho con le donne, ma se avete un minuto di tempo vi dico che sono inopportune, prepotenti, incoscienti, maligne, invidiose, esose. S, dico esose che vi amareggiano quei quattro giorni che vi restano da campare. Son fatte cos: se non vi complicano la vita non sono contente. Tot lui che parla cos nel film Tot e le donne misogino o ne indossa solo la maschera? Finzione o realt? Le donne bene che stiano in silenzio, che non diano voce della loro presenza, che non esprimano la loro personalit? Sono malefemmene? Per ricordare una sua celebre canzone nata, pare, dallamore rifiutatogli da Silvana Pampanini. In verit Tot am selvaggiamente le donne, in un modo che possiamo definire misoginia amorosa, ove lodio alimenta lamore e viceversa, sicch ne scaturisce una relazione conflittuale, forse troppo, al punto che a volte sconfina nella distruzione. La reciproca folle gelosia che color la storia di Tot con la bellissima Liliana Castagnola volse alfine in tragedia con il suicidio della soubrette: giochi pericolosi, spesso sul filo del rasoio. Eppure, nonostante tutte le peripezie del suo cursus di grande amante, che Tot davvero amasse le donne, e le donne con fervore ricambiassero, rivelato dal modo con cui le conquistava. Dal palcoscenico del variet individuava la sua preferita, e la sua straripante comicit era tutta a lei dedicata, con ottimi esiti. Insomma, Tot faceva ridere le donne, recitava per loro, il che molto, moltissimo, dava quel nutrimento

mente una donna che odia le donne, tanto per rompere la monotonia che vuole luomo come bruto contraltare della femminile grazia. La storia della sua vita peraltro assai contorta, di sicuro fu la terza di tre figli nati nella selvaggia Irpinia di quei tempi, da un allevatore di bestiame, malaticcia da bambina soffriva di epilessia, il resto leggenda o arbitrio, compresi i tentativi giovanili di suicidio, che in realt si svolsero quando lei gi stava in carcere, a Reggio Emilia. Spos un impiegato, sottraendosi al desiderio della madre, che per questo la maled, provocandole uno choc. Maledizione che la madre rinnover in punto di morte, segnando la figlia per sempre. Lodio verso la madre si proietter nella scelta delle vittime di Leonarda. Intanto, a Correggio, ruba e truffa, oltre che concedersi a questo e a quello. Viene arrestata, tredici gravidanze si risolvono in tre aborti e dieci neonati morti in culla. Una strega le propizia tre figli, che Leonarda difender con le unghie e coi denti. Quando il maggiore, il prediletto, viene chiamato alle armi, la madre, sconvolta, decide di garantire la sua vita con sacrifici umani. Non tollerava la perdita di un altro figlio. A Correggio una fascista stimata anche come chiromante. Siamo in tempo di guerra, tre donne scompaiono dopo essere state depredate dei loro beni. Viene sospettato il parroco, si parla di una associazione a delinquere, impossibile che una fragile donna possa avere fatto ci. Invece s, come viene scoperto e come lei confessa: delle povere donne faceva saponette e del sangue, mischiato a latte, cioccolata. Leonarda era afflitta da manie di grandezza e si cre-

Il terrore riversato da Otto Weininger nel delirante pamphlet Sesso e carattere, che incendi la giovent dellepoca
che pi le donne desiderano e che meno trovano, imbattendosi per lo pi in uomini tetri e protervi, magari prodighi in tante cose ma avari di s, come se aprirsi a una donna, esporsi ai suoi occhi, potesse diventare un pericolo mortale, un consegnarsi alla supremazia femminile. Era il terrore che Otto Weininger rivers nel delirante infuocato pamphlet Sesso e carattere, libro che incendi la giovent dellepoca. Scrisse: La donna la materia che assume passivamente ogni forma La donna lespressione del peccato delluomo, rappresenta quella parte materiale delluomo di cui luomo se vuole salvare la sua unit deve evitare. Cos tuonava Weininger, salvo poi rivolgere contro se stesso le sue dichiarazioni, sparandosi un colpo di pistola allet di 23 anni. Freud si rifiut di pubblicare il suo libro, Hitler disse che era lunico ebreo decente, un vero peccato che si fosse suicidato. Si pu essere uomini nel fisico e non esserlo nellanimo. Un uomo, povero di virilit interiore, svilupper un senso dinferiorit nei riguardi della donna che compenser ostentando disprezzo, freddezza e comportamenti brutali nei suoi confronti. Dinanzi alla forza di una donna, e ognuna a suo modo ne dotata non a caso la carta dei tarocchi, la forza, rappresentata da una donna che senza fatica tiene aperte le fauci di un leone infuriato luomo si sentir irrevocabilmente, perduto, subordinato. Per reazione al disagio esibir un senso di superiorit che maschera la sua angoscia: se le donne da un lato sono poca cosa per lui, servono a questo o a quello, se ne pu fare addirittura a meno, in casi estremi persino ucciderle, dallaltro sono demoni dotati di poteri magici terrifici, in grado di disporre della vita altrui, le antiche dee dotate di un potere distruttore e generatore. Lilith, la prima moglie di Adamo, nata da quella creatura duplice da cui Dio ricav luomo e la donna, presa da una magica ebbrezza di libert si ribell al marito quando lui tent di sottometterla e lo lasci. Adamo pianse, si disper, Dio impietosito cre per lui la pi docile Eva, ma di notte Lilith tornava nei suoi sogni per abbagliarlo sotto forma di demone bellissimo. La quasi totalit delle volte per non c lapplauso alla donna vittoriosa sulla maschile tracotanza, ma il dolore per una ragazza uccisa dal fidanzato a colpi di coltello. Lo sapevo che sarebbe finita cos, dice ora un parente, ed impossibile negargli la nostra solidariet. Anche se risulta difficile trattenere un moto di rabbia: ma come, lo sapeva e non intervenuto? Si doveva fare di pi, non solo lui, ma anche la ragazza, non assecondare il fato, ma contrapporglisi, mutarlo, quel funesto fato che presiede il lavoro delle Moire che la vita bruscamente interrompono. Feroce la spinta al delitto che laggressore sente crescere dentro di s quando la donna si sottrae alla sua presa. La donna sa di essere finita in una trappola mortale, sa che lui

Landru veniva dal disastro della Prima guerra mondiale, la pluriomicida Leonarda Cianciulli dal macello della Seconda
deva, addirittura, lei storta e malaticcia, la dea Teti, la pi bella tra le ninfe, destinata a generare un semi dio. Leonarda diede da mangiare la cioccolata umana ai figli, affinch divenissero immortali. Uccideva a colpi dascia, poi sezionava e gettava nella soda. La terza vittima fu la pi illustre, Virginia Cacioppo, un soprano di qualche fama. Fin nel pentolone, come le altre due: quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i dolci furono migliori: quella donna era veramente dolce. Avidit di denaro o tributo di sangue? Al processo gli avvocati e i pm duellano a lungo. Alla fine le concedono una seminfermit, riducono la pena. Entra in manicomio criminale e l muore nel 1970. Nessuno ne reclam il corpo. Una suora disse che cucinava dolci buonissimi, che per nessun detenuto chiese di assaggiare. Per la Cianciulli furono scomodate tutte le figure della psicopatologia: paranoia, schizofrenia, sdoppiamento, perversione tutte insieme allennesima potenza. Alla fine si opt per una psicosi isterica, per via del suo maniacale attaccamento al figlio. Leonarda era una seduttrice; prima si applic con gli uomini poi con le sue vittime femminili, sfoggiando qualit di maga e imbonitrice. In questo ricopiava Landru, anche lui un accanito fascinatore. Ma c unaltra questione, assai pi importante, che li imparenta nel crimine. Landru veniva dal disastro della Prima guerra mondiale, Cianciulli dal macello della Seconda. Nel film di Chaplin Landru-Verdoux si scaglia contro il capitalismo guerrafondaio, causa di ben pi morti di quelli da lui procurati, la Cianciulli non si scaglia contro nessuno ma certo lessere vissuta in un regime fascista alleato coi nazisti non deve avere alleviato la sua demenza, che difatti si esplic nei momenti pi foschi della guerra quando il crimine era ampiamente giustificato. Avere inoltre perso tredici figli, troppi anche di quei tempi in cui la mortalit infantile era a livelli africani, fu terrificante; nessuno la sostenne nel suo desiderio di diventare madre. Cianciulli odiava le donne che aveva ucciso? Certo al punto da poterne fare, alloccorrenza, qualsiasi cosa, tuttavia si tratt di un odio del tutto speciale, un disprezzo particolare. Anche la Cianciulli voleva i loro soldi, al pari di Landru, ma quel che pi spicca nel suo operare luso che fa del cadavere. Landru si accontentava di bruciarlo, lei ne fa qualcosa di utile, lo ricicla, unestrema beffa. Ne fa un ottimo pasto, di una donna niente va buttato. Se Verdoux voleva che le donne morissero innamorate di lui, felici, Cianciulli fa in modo che niente di loro sia sprecato, secondo gli spietati canoni delleconomia bellica e della borsa nera. Odiava la madre, odiava le donne, ma pur nella pazzia pi esasperata riconosceva loro un potere salvifico.

Charlie Chaplin in Monsieur Verdoux (1947), film che trasse dalla storia vera di Henri Dsir Landru, ghigliottinato nel 1922 per aver strangolato una decina di donne

IL CORPO DELLE DONNE


Tutte le violenze che accompagnano la misoginia. Quali angosce nascoste spingono il maschio ad avere paura dellaltro sesso
non desister; si sente sola, terribilmente sola. Ma non riesce a vincere linnata riluttanza ad agire, in modo estremo, contro qualcuno con cui un tempo si avuta una relazione. E si rassegna. Vi sono donne che scelgono il loro uomo fatale o non si sottraggono al suo corteggiamento, qualcosa di forte fin da subito le attrae, donne che sentono la natura criminale delluomo e la solleticano, la stuzzicano fino a rifiutarla a un certo momento spaventate, un momento che risulta spesso tardivo: luomo si sente irrimediabilmente offeso e crede di riparare la sua immagine aggredendo la damore e infine dissolverli, era stata distrutta, alla stessa stregua di altri idoli. E la filosofia di Ipazia? Tutta farina del demonio per lalacre Cirillo, fantasma di eresiarca intoccabile, raffigurato con il volto allungato, la barba nera e irsuta e il copricapo appuntito pieno di croci; custode di unortodossia di cui, peraltro, non riesce nemmeno a cogliere bene i termini: ogni ortodossia si rivela sempre estremamente sfuggente e assai storta. E per conferirle dirittura che si bastona a destra e a manca. Cirillo non sent la forza di Ipazia, non venne in contatto con la sua sapienza, non entr in rapporto con lei, prefer bagnare le sue mani nel suo sangue. Ma un uomo che non sia fecondato da una donna che sia avanti a lui, che resti nel suo buio, anche in presenza di una luce cos accecante, in qualche modo, prima o poi, la uccide. Nei secoli, tuttavia, ci sono stati anche misogini meno brutali, misogini galantuomini, dai modi amorevoli. Nel 1922 fu ghigliottinato Henri Dsir Landru, condannato per avere strangolato una decina di donne e bruciato il loro cadavere. Anni dopo Chaplin ne trasse un celebre film, Monsieur Verdoux, in cui la figura di Landru assumeva una luce molto strana, pi inquietante. Le donne si ribellarono, sembrava che il genio del cinema avesse riversato in quel suo personaggio tutta la misoginia che certi ambienti gli attribuivano, per via, in particolare, della sua attenzione alle ragazzine che ben presto abbandonava al loro destino, non senza incorrere in disavventure giudiziarie. Tra laltro Monsieur Verdoux, che al processo si permetter di tenere un fervido discorsetto sovversivo contro i suoi accusatori, si considerava un assassino dilettante, di contro ai massacri in massa perpetrati dai generali. Monsieur Verdoux si considerava il figlio ribelle della catastrofica Prima guerra mondiale e della voracit capitalista, immune da una vera colpa. Strangolava s le sue donne ma prima, con riti pi o meno abborracciati, aveva il buon gusto di chiederle in moglie o almeno di fidanzarsi, davanti a una raffinatissima cena. Non basta, il caro uomo aveva un cruccio: non tollerava lidea di essere considerato dalle sue amate un mostro, uno che con ferocia tira loro il collo. Non voleva che esse morissero con questultima immagine di lui negli occhi e nel cuore, non voleva che morissero infelici. Era per una dolce morte paradisiaca. Faceva in modo di ucciderle nel sonno o improvvisamente, quando scherzavano serene, mentre lanciava loro un bacio, mentre strizzava locchio o donava loro un fiore. Che uomo meraviglioso, in fondo; questo Verdoux voleva che fosse pensato e detto, non solo dalle vittime ma anche dalle signore presenti nellaula del tribunale, signore magari disgustate dal mnage borghese, con quei noiosi mariti avvocati e affaristi. Erano baci e petali di rosa le parole che Verdoux lanciava al suo pubblico, prima di sparire per sempre, ma non dai loro cuori. E un caso clamoroso di un serial killer ossessionato dalla propria immagine. Uccidere s, le donne, come no, cosa di meglio, ma se le si uccide per togliersele di torno, dopo averle derubate, guai a farle soffrire, o spaventarle o farle arrabbiare, non lo meritano. Quello di Verdoux quindi un delitto perfetto, cremava le sue vittime nel camino non solo per non lasciare prove concrete, ma nemmeno nellinconscio, pretendeva di spazzolare via ogni rimorso, di modo che di quel denaro raccattato potesse trarre buon partito e piacere. Il Verdoux di Chaplin, che mirabilmente lo interpreta, ci dice che c lassassino che accoltella la donna e non pensa alle conseguenze del suo gesto, e c chi cerca di salvarsi la reputazione mentendo; ma il criminale pi sottile, quello impunibile dalle leggi, il misogino perfetto, colui che le donne le adula, le chiama sante e regine, ma in realt non nutre per loro alcuna vera passione, solo un modo per te-

Il delitto nel gran teatro di Alessandria dEgitto allinizio del V secolo: la nobile filosofa Ipazia e il feroce vescovo Cirillo
donna, o peggio ancora. A volte il delitto esige un grande teatro, un pubblico vasto quanto facinoroso, uno scenario di macerie incandescenti, quale era Alessandria dEgitto allinizio del V secolo. Ed esige due protagonisti: la nobile filosofa Ipazia e il feroce astuto vescovo Cirillo. Un giorno che la filosofa stava rientrando da una delle sue passeggiate fu assalita, su ordine di Cirillo, da un gruppo di monaci scellerati; la spogliarono, la colpirono con cocci aguzzi, la fecero a pezzi e diedero i suoi resti alle fiamme. Finalmente la pagana teurga, la strega degenerata che dedicava tutto il suo tempo ad attirare nella sua orbita abissale gli uomini di Alessandria, per renderli dementi e pazzi

Il misogino perfetto: quello che le donne le adula, le chiama sante e regine, ma in realt non nutre per loro alcuna vera passione
nere in esercizio la propria compulsione. Insomma, stiamo parlando dei misogini pi subdoli, quelli che si credono, si fingono, si propongono, come uomini che amano le donne. Attenzione, per, la misoginia non riservata ai soli uomini. Le confessioni di unanima amareggiata della pluriomicida Leonarda Cianciulli, di ben seicento pagine, ci raccontano come una spietata assassina possa chiedere comprensione al mondo. Sempre che, come stato pi volte sospettato, quel librone non sia opera di avvocati e scrivani compiacenti, anche perch, la Cianciulli, aveva fatto la terza elementare. Chi era la Cianciulli, chi tuttora per la psichiatria criminale? Essenzial-

ANNO XIX NUMERO 27 - PAG XI

IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

SPETTATORI PER UNA SETTIMANA

NUOVO CINEMA MANCUSO


DALLAS BUYERS CLUB di Jean-Marc Valle, con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Griffin Dunne

scelti da Mariarosa Mancuso


ricani troppi tagli? pochi tagli? troppi paesaggi? pochi paesaggi? perch nessuno si alza mai dal tavolo, visto che non siamo pi un palcoscenico e le porte si possono aprire? e andare al dunque. Io bevo, mia moglie prende le pillole, spiega il patriarca Sam Shepard, dopo aver citato T. S. Eliot: La vita lunga. Entra la moglie Meryl Streep, godendosi una scena che ogni attrice le invidierebbe: capelli radi, corpo malaticcio che scompare sotto i vestiti, un malumore epico e battute laceranti. Gi pronto per lei un altro Oscar, non ci fosse qui Julia Roberts pronta a strapparglielo (ma lhanno candidata solo come non protagonista). La lotta tra la madre moribonda cos sembra, ma aspettate a vederla quando si infila la parrucca e ritrova le sue malefiche energie e la figlia con un marito che la sta lasciando. Una pronta ad affondare il pugnale, ostentando un attimo dopo la sua estrema fragilit. Laltra che ha pensieri omicidi, e intanto calcola quanto le manca a diventare come lodiata genitrice. Portata a casa la prima scena, Meryl Streep fa la perfida con soddisfazione (anche un po troppa, cosa che di solito non le succede). Il meccanismo delle rivelazioni funziona, ma la parte british del cast, Ewan McGregor e Benedict Cumberbatch.

orse il vero Ron Woodroof non era esattamente come il film lo dipinge. Avanza lipotesi Forrest Wickman in un articolo su Slate, dopo aver interrogato amici, medici, conoscenti, infermiere, lex moglie. Non era anti gay, garantiscono tutti, e neppure eterosessuale senza cedimenti. Va detto per dovere di cronaca, e per attribuire alla fantasia dello sceneggiatore Craig Borten (nel 1992 lo intervist per una ventina di ore complessive, e ha avuto accesso ai suoi diari) lidea che la malattia possa rendere migliori e pi tolleranti. La mossa funziona bene, in effetti: struttura il copione e aggiunge spessore al personaggio. Correda la storia dellelettricista texano colpito dallAids, che lotta per la propria sopravvivenza contro la Food and Drug Administration e le multinazionali farmaceutiche, con sovrappi di correttezza politica (molto apprezzata, se leggiamo le recensioni che badano al messaggio). Nasce per esigenze di copione anche il personaggio di Rayon: un magnifico Jared Leto in vestitini a fiori e calze quasi sempre

smagliate che aiuta Woodroof a smerciare farmaci di contrabbando. LAZT era in fase di sperimentazione, aveva pesanti effetti collaterali, e cera il rischio di finire nel gruppo di controllo, curato con placebo. Meglio arrangiarsi da soli. Dallas Buyers Club il titolo fa riferimento allassociazione fondata da Woodroof, una quota fissa garantiva ai soci le medicine tutto in mano agli attori. Oltre a Jared Leto, candidato agli Oscar come attore non protagonista, c Matthew McConaughey. Da quando ha deciso di sfoderare il suo talento (prima offuscato da una serie di commedie romantiche e di film memorabili solo per lesibizione dei pettorali) non sembra avere rivali. Acchiappa i ruoli migliori, dimagrisce se necessario fino a scavarsi la faccia sotto il cappello texano: il suo Ron Woodroof si impone fin dalle prime scene, quando ancora non gli hanno diagnosticato la malattia. Camicia a scacchi e stivaloni, si veste da prete per non destare sospetti quando passa il confine tra Messico e Stati Uniti carico di medicine non approvate. Con il poliziotto che lo ferma, alterna sarcasmo e ricerca di compassione: splendido esempio di quel che riesce a fare un ottimo attore con un dialogo che rifugge dalle didascalie. Candidato a sei Oscar, il film perde un po di ritmo e di interesse nelle parti che pi indulgono al documentario.

Popcorn
Come facevamo prima di internet, prima di Vimeo, prima dei tanti sconosciuti che grazie al computer soddisfano le loro e le nostre voglie di parodia confezionando video superprofessionali? Lesercizio descrivete il tipico film da Sundance, con la sua sfilata di luoghi comuni da cinema indipendente era puntualmente svolto ogni gennaio al ritorno dal festival. A volte prima di andare al festival di Park City, Utah, riportando alla memoria le peggiori sofferenze patite lanno precedente. Mumblecore, vale a dire discorsi smozzicati e lunghissimi, in genere tra un lui e una lei in procinto di fidanzarsi oppure di lasciarsi. Storie minime e grandi miserie. Documentari politici o fissazioni da nerd. Era questo il catalogo, fatto di film a basso costo in cerca di gloria, e soprattutto di un distributore che li facesse uscire dal ghetto. Qualche volta capitava, pi spesso venivano lasciati al loro triste destino: dietro un titolo come Un gelido inverno di Debra Granik, che vinse al Sundance il premio della giuria e lanci la carriera di Jennifer Lawrence, decine e decine di pellicole aspettano ancora unoccasione. Purtroppo per loro, e per altri che verranno, spazzata via da un trailer intitolato Not Another Sundance Movie: tre minuti per fare scempio della categoria. Fotogramma verde, cos si aprono i trailer approvati dalla Motion Picture of America, che garantisce il contenuto adatto agli spettatori minorenni. Qui c scritto contenuti adatti a registi invidiosi e amareggiati. I finti autori sono uno studente con uno zio ricco e un attore che vuole fare il regista. Le immagini mostrano muri scrostati, un vecchio divano abbandonato in una discarica, un topo morto, furgoncini con la ruggine. La storia garantita vera, molto peggiore della tua vita che gi ti pare uno schifo (la versione indie del vado al cinema cos mi distraggo un pochino!). Con pi incesti di Precious, il film che lanci unaltra fortunata star del Sundance: Lee Daniels, il regista di The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca. Mi ha fatto sentire colpevole lentusiastico giudizio critico. Provvede alla colonna sonora un geniale Clapping Orphans Choir: orfani che battono a tempo le manine. Per pura malignit, abbiamo confrontato lo pseudo-trailer con il resoconto trovato su Salon del Sundance Film Festival secondo Andrew OHehir. Ecco il bottino dei film veri da non mancare, pericolosamente coincidenti con lo sfott. Rich Hill, dei cugini Tracy Droz Tragos e Andrew Droz Palermo: tre adolescenti poveri e solitari nel desolato paesaggio del Missouri. The Overnighters di Jesse Moss, documentario su una cittadina petrolifera del nord Dakota e i suoi lavoratori forestieri. We Come As Friends dellaustriaco Hubert Sauper, che con poetica sensibilit racconta il Sud Sudan. Dinosaur 13 che racconta la disputa tra il paleontologo Peter Larson, il governo degli Stati Uniti e lFbi attorno al pi completo scheletro di Tyrannosaurus Rex esistente al mondo spicca per attrattiva e originalit.

I SEGRETI DI OSAGE COUNTY di John Wells, con Meryl Streep, Julia Roberts, Sam Shepard, Chris Cooper, Margo Martindale

un miracolo che la badante, subito informata dei fatti, resista fino alla fine. E che riesca anche a spuntare una scena tutta per s, sgomitando tra i componenti della disastrata famiglia Weston. Se sono ancora tutti vivi, si capisce subito, perch si vedono solo in rare occasioni. Lo scambio di insulti attorno al tavolo da pranzo, in una casa che ha visto tempi meno polverosi, raggiunge vertici di malevolenza rari anche in un cinema dove spesso si regolano i conti attorno al tacchino dal Ringraziamento. Tracy Letts sa come organizzare (e invelenire, soprattutto) un dramma collocato tra Tennessee Williams e Edward Albee, Chi ha paura di Virginia Woolf? (la scrittrice non centra, serviva solo un nome che facesse rima con bad wolf, il lupo cattivo delle favole). Conosciamo il commediografo perch tra gli altri suoi testi c Killer Joe, trasferito sullo schermo da William Friedkin con Matthew McConaughey (e unoscena coscia di pollo fritto). Non avendo visto I segreti di Osage County a teatro possiamo saltare la fase del confronto, che appassiona i critici ame-

RIPESCAGGI

LAST VEGAS di Jon Turteltaub, con Michael Douglas, Morgan Freeman, Robert De Niro, Mary Steenburgen

TUTTA COLPA DI FREUD di Paolo Genovese, con Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Marco Giallini, Claudia Gerini

TUTTO SUA MADRE di Guillaume Gallienne, con Guillaume Gallienne, Diane Kruger, Franoise Fabian

THE WOLF OF WALL STREET di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Matthew McConaughey

mpazza il genere commedia-con-vecchietti. Qui, un addio al celibato a Las Vegas, giusto per fare il verso a Una notte da leoni. Son quattro vecchi amici, a Brooklyn si facevano chiamare i Flatbush Four. Li trascina nellavventura Michael Douglas: nel gioco delle parti, quello che non si rassegna. Sta per impalmare una ragazza, chiesta in moglie mentre pronunciava lorazione al funerale di un amico. Fatta conoscenza con leterno giovanotto tinto e abbronzato, arriva Robert De Niro vedovo inconsolabile: pantofole, vestaglia, cereali a tutti i pasti, umore nero e una gran voglia di litigare. Morgan Freeman reduce da un piccolo infarto, prigioniero del figlio che gli concede solo riposo, medicine e tv. Kevin Kline nascosto dietro la barba, per farlo sembrare un pensionato si ritirato con la moglie in Florida: la consorte gli d licenza di tradimento, e fornisce il Viagra. Tra vecchie ruggini (De Niro non perdona a Douglas di non essere andato al funerale della moglie) e nuove occasioni di litigio (la cantante da night Mary Steenburgen, troppo bella e brava per un ex avvocato su cui la crisi ha picchiato duro) il mestiere prevale sulla fantasia. Paiono divertirsi gli attori, che non avevano lavorato mai insieme prima dora.

l titolo serve per infliggere la barba da padre della psicoanalisi a Marco Giallini, fornito di tre figlie che non vedono lora di sdraiarsi sul lettino dello studio e raccontare i propri guai amorosi. Una fa la libraia e si incapriccia del ladro che ruba in negozio: entra Vinicio Marchioni con aria timidissima perch non sente n parla, solo linguaggio dei gesti. Il suo personaggio sta a Tutta colpa di Freud come Raoul Bova senza braccia stava a Indovina chi viene a Natale?: Fausto Brizzi e Paolo Genovese mirano agli incassi, come sacrosanto, eppure sentono il bisogno di smarcarsi dai cinepanettoni. Anche di suggerire, perlopi allungando le scene e sacrificando il ritmo, due ore sono davvero troppe: Ve la vendo per commedia, ma tra le righe parlo di diversit e dellarte di accettarsi. Tutta colpa di Freud, manco a dirlo, non volgare, giammai: smussa ogni spigolo, cercando di piacere a tutte le categorie, e fa ridere soprattutto nelle lezioni di sesso etero alla ragazza non pi lesbica (la novizia Anna Foglietta). Claudia Gerini la signora con il cagnolino che lo psicoanalista incontra al bar: non avendo uno psicoanalista di riferimento lo racconta alle figlie che lo prendono in giro.

uillaume Gallienne incantevole, merita tutti i premi ricevuti e tutti i biglietti che ha fatto staccare ai botteghini francesi. Quando si rifugia nella sua cameretta, con un asciugamano in testa e il piumone legato attorno alla vita sta imitando uno dei suoi idoli, la principessa Sissi capiamo quanto bravo. E quanto il film, tratto da uno spettacolo teatrale lungamente portato in tourne, sia studiato e rodato nei minimi particolari, alternando parti da cabaret a scene realistiche. Ormai i conti sono saldati, il giovanotto timido e incerto sulla sua identit fa lattore alla Comdie Franaise, pu permettersi di scherzare. Anche recitando due ruoli in commedia: il proprio e quello della madre, distratta e fumatrice, molto presa da s e dalle sue letture, brusca e scorbutica quando gli ospiti in salotto non si sbrigano a decidere cosa bere. Les garons et Guillaume, table, era il grido mammesco per richiamare i figli. Guillaume tira le sue conclusioni, ricavandone che la madre non ha mai pensato a lui come a un maschio, al pari dei fratelli che si picchiavano e facevano sport. La rieducazione passa attraverso un collegio inglese e una serie di approcci amorosi fallimentari. Capita, quando ci si ostina a prendere sul serio quel che gli altri pensano di noi.

bbiamo visto film di gangster, abbiamo visto film di mafiosi, abbiamo visto film su biscazzieri, su serial killer, su terroristi, perfino su padri pedofili. Questo non fa di noi persone moralmente riprovevoli. Come non sono moralmente superiori gli spettatori che hanno applaudito Il capitale umano di Paolo Virz. Amiamo il cinema, e The Wolf of Wall Street risponde ai requisiti. Non annoia, ha un regista come Martin Scorsese tornato in gran forma, capace di sovraccaricare ogni scena con idee brillanti. Ha un grande coprotagonista come Jonah Hill. Ha un grande sceneggiatore come Terence Winter, ex dei Soprano e di Boardwalk Empire: a lui il merito di aver trasformato le memorie di Jordan Belfort, interessanti per il contenuto ma scritte senza particolare sapienza narrativa in una sceneggiatura da Grande Romanzo Americano dei nostri tempi. Leonardo DiCaprio non sta fermo un attimo, ha unenergia che buca lo schermo, vuole fare i soldi e soprattutto spenderli, oltraggioso nel suo uso di cocaina e quaalude, nellelicottero piazzato sullo yacht che era stato di Coco Chanel, nelle orge spettacolari. E un film per adulti, mica possiamo passare il tempo a vedere casti supereroi che nel tentativo di salvare il mondo lo riducono a un cumulo di macerie.

NEBRASKA di Alexander Payne, con Bruce Dern, June Squibb, Bob Odenkirk, Will Forte, Stacy Keach

LO SGUARDO DI SATANA - CARRIE di Kimberly Peirce, con Chloe Moretz, Julianne Moore, Portia Doubleday

CERA UNA VOLTA A NEW YORK di James Gray, con Marion Cotillard, Joaquin Phoenix, Jeremy Renner, Angela Sarafyan

THE COUNSELOR - IL PROCURATORE di Ridley Scott, con Michael Fassbender, Javier Bardem, Cameron Diaz, Brad Pitt

THE BUTLER - UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA di Lee Daniels, con Forest Whitaker, Oprah Winfrey, Terrence Howard

AMERICAN HUSTLE - LAPPARENZA INGANNA di David O. Russell, con Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence

u Entertainment Weekly Bruce Dern racconta gli aneddoti di una lunga carriera. La volta che Alfred Hitchcock lo scrittur per Complotto di famiglia. La volta che in I cowboys ammazz John Wayne sparandogli alle spalle, e lattore gli disse: LAmerica ti odier per questo. Risposta di Bruce Dern: A Berkeley mi considerano un eroe. La volta che fu candidato allOscar come non protagonista per Tornando a casa di Hal Ashby. Agli Oscar 2014 candidato come protagonista per questo film. Una bella ripartenza dopo una carriera di secondi o terzi ruoli recitati con linventiva che fece coniare a Jack Nicholson il termine Dernsies: i piccoli gesti rubascena improvvisati sul set. In Nebraska non ne ha bisogno, il film tutto del suo vecchietto deciso a riscuotere il milione di dollari che crede di aver vinto. I Dernsies toccano al figlio Will Forte, che lo carica in macchina e lo accompagna dal Montana al Nebraska (assecondarlo meno faticoso che contrariarlo) e alla moglie June Squibb, linguacciuta e furiosa. Fanno tappa al paese natio, covo di gente fuori di testa che coltiva rancori decennali. Il regista di Sideways, A proposito di Schmidt, Paradiso amaro azzecca una perfetta tragicommedia, impreziosita da uno splendido bianco e nero.

on sono mai riuscito a farmi diventare simpatica Carrie. Fu cos che Stephen King gett la prima stesura nel cestino: salv il manoscritto la moglie Tabitha. Nel 1976 Carrie sbarc al cinema, grazie a Brian De Palma, con Sissy Spacek nel ruolo della ragazza presa in giro dalle amiche nel bagno della scuola. Crede di essere malata la madre non lha informata di nulla mentre viene bombardata di assorbenti. Del remake non si sentiva il bisogno, difficile riprodurre lo choc provato dagli spettatori di allora, quando dalla tomba con la croce e la scritta Carrie White brucia allinferno esce una mano insanguinata che afferra Sue Snell, la compagna di scuola che partecipa allumiliazione di Carrie, poi si pente convincendo il fidanzatino ad accompagnare la poveretta alla festa della scuola. Vinceranno il premio per la pi bella coppia, che esporr Carrie al bagno nel sangue di maiale. La regista di Boys Dont Cry il bellissimo film che fece vincere un Oscar a Hilary Swank travestita da ragazzo ha meno cedimenti voyeuristici rispetto a Brian De Palma. Insiste sul cattivo uso dei cellulari, sul filmino del bullismo messo in rete, sulle colpe della mamma bigotta Julianne Moore, che usa la Bibbia per picchiare la figlia ribelle.

l melodramma sfugge di mano a James Gray, pi a suo agio con le tragedie gangsteristiche (Little Odessa, The Yards, I padroni della notte). Tutto eccessivamente carico e ridondante, ben oltre quel che il genere richiede. La fotografia di Darius Khondji, che punta sui toni seppia e riproduce le immagini degli immigrati a Ellis Island (The Immigrant era il titolo originale, il riferimento a Sergio Leone del tutto fantasioso). La recitazione di EwaMarion Cotillard gli americani se ne sono perdutamente innamorati dopo averla vista nella parte di Edith Piaf sempre con gli occhi spalancati sullorrore che le tocca, dopo essere fuggita dalla Polonia con la sorella Magda. Ella soffre, per la tubercolotica respinta alla frontiera, per la zia polacca di Brooklyn che non le d una mano, per lincontro con un uomo che sembra aiutarla e invece vuole sfruttarla. Gli anni 20 a New York sono raccontati con sfarzo di costumi, ricostruzioni depoca, colonna sonora operistica e Enrico Caruso come guest star. Jeremy Renner il mago Orlando, cugino del magnaccia e sua controparte gentile (dalla simpatia uscir un male peggiore). Lunico motivo per vedere Cera una volta a New York si chiama Joaquin Phoenix, ancor pi ammirevole in un film sopra le righe.

lla sua prima sceneggiatura per il cinema, Cormac McCarthy dimentica la trama e colleziona monologhi sullavidit, la cedevolezza morale, la violenza estrema, le decisioni irreversibili. Lei crede di trovarsi a un bivio e di poter scegliere, ma la scelta stata fatta molto tempo fa. Se lo sente dire lavvocato Michael Fassbender: credeva di deviare per un po in un territorio selvaggio e redditizio; si ritrova in una trappola infernale. Laccoppiata con il regista Ridley Scott sulla carta sembrava promettente, il risultato pi curioso che riuscito. I dialoghi pi cinici se li aggiudica Brad Pitt in completo bianco, stivali e cappello texano. Javier Bardem subisce il trattamento Non un paese per vecchi: pettinatura ridicola e abbronzatura color cuoio. Cameron Diaz va in giro con due ghepardi e si diverte a osservarli mentre azzannano i leprotti nel deserto. Scena facile per introdurre la femmina crudele e predatrice. The Counselor per Andrew OHehir di Salon il pi brutto film nella storia del cinema, per Scott Foundas di Variety un capolavoro pi ragionevolmente un patchwork di scene belle e scene ridicole. Ridley Scott se la spassa con le sparatorie e le decapitazioni, mentre si appisola nei dialoghi.

ugene Allen lavor come maggiordomo alla Casa Bianca per 34 anni, sotto otto presidenti. Nel film si chiama Cecil Gaines, padre di due figli avuti da Oprah Winfrey: uno volontario in Vietnam laltro nelle Black Panthers. La scelta dellattrice e la storia americana soppesata con il bilancino svelano subito la vocazione didascalica di Lee Daniels. Precious era il suo primo film, tratto da un romanzo di Sapphire: una ragazzina ingravidata dal padre e salvata dalla scuola, anzi da uninsegnante dolcissima, democratica e lesbica. Allorigine, un articolo uscito a ridosso dellelezione di Barack Obama, A Butler Well Served by This Election. La storia interessante, Forest Whitaker coscienzioso al lavoro e sofferente in famiglia, il regista ha una passione per i quadri storici, oltre che per la servit consultata in delicate materie di governo. La sfilata degli attori-presidenti lussuosa: Robin Williams, Alan Rickman, James Marsden, Liev Schreiber, John Cusack. Angela Davis rutta a tavola, Johnson seduto sul cesso beve succo di prugna, la piccola Caroline Kennedy chiede con la voce dellinnocenza: Perch la gente sale sui Freedom Bus?. (Uno stato appena bruciato dagli incappucciati del Ku Klux Klan con i passeggeri dentro).

ecnicamente si chiama casting against type. In Come dincanto eri una principessa bionda e gorgheggiante catapultata a New York dalla regina cattiva? Sarai unex spogliarellista che si spaccia per una lady britannica, a dispetto di un guardaroba che contiene solo abiti scollati fino allombelico. Sei famoso perch dimagrisci a comando? Ti far mettere su pancia per recitare un truffatore che incanta con la parlantina, nonostante il riporto tenuto insieme con tanta lacca che il buco nellozono ancora ne risente. Hai fatto lo sminatore in un film sulla guerra in Iraq? Per te c un bel ciuffettone alla Elvis, e tremende giacche da sindaco italo-americano. Sei lidolo delle ragazzine per aver trionfato in un massacro televisivo allultimo sangue? Eccoti una parte da casalinga disperata, cotonata, perniciosa nelle sue entrate fuori tempo. Amy Adams, Christian Bale, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence sono fantastici. Assieme a Bradley Cooper, agente dellFbi convinto che per smascherare i politici corrotti servano truffatori veri. Accadde davvero, i dettagli sono in Il re della truffa di Robert Greene (Sperling & Kupfer). Sceneggiata con astuzia, diretta da un regista scatenato: puro divertimento.

ANNO XIX NUMERO 27 - PAG XII

IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 1 FEBBRAIO 2014

RESISTENZA DEGITTO
La furia dei fondamentalisti islamici ha colpito anche musei e biblioteche. Ma il Cairo, come Timbuct, ha i suoi angeli dei manoscritti. Memori della lezione di Napoleone
di Cinzia Leone

Egitto divora se stesso, i suoi figli e la sua memoria. Il Cairo in fiamme, decine i morti, centinaia i feriti, e il Museo islamico semidistrutto da unautobomba. Centinaia i manoscritti perduti per sempre. Ma un altro Egitto unaltra Africa e un altro medio oriente difende, restaura e ricostruisce il proprio passato glorioso travolto dalla furia fondamentalista. Una cultura sopravvissuta ai secoli, al deserto e alle divisioni geografiche, non pu rischiare di sparire. Oggi deve la propria sopravvivenza a dei resistenti culturali che con lastuzia e la tenacia mettono in salvo una cultura globale. Troppo globale per il jihad. Il Pas lancia lallarme: Il clima di instabilit politica e sociale porta il patrimonio dellantico Egitto in una situazione di allarme rosso. La mancanza di denaro e di poliziotti impedisce che venga protetto. Stesso destino per lInstitute of Egypt, fondato da Napoleone nel 1798. Affacciato sullemiciclo di piazza Tahrir, il 17 dicembre del 2011 preso dassalto dai rivoltosi e incendiato. Il tetto divorato dalle fiamme, linterno devastato. In gran parte distrutti i suoi 192 mila libri e documenti, alcuni di inestimabile valore. Nel terremoto politico, e tra mille difficolt, ledificio stato restaurato e ha riaperto a febbraio 2013, ma i disordini seguiti alla deposizione di Morsi consigliano la chiusura. Oggi lInstitute of Egypt, blindato e inagibile, circondato da vie ostruite da blocchi di cemento alti 6 metri. La riapertura a data da destinarsi. Distrutto dai fuochi di piazza Tahrir, salvato sotto il governo Morsi e tenuto in sospeso per motivi di sicurezza dai militari di al Sisi, lInstitute of Egypt diventa il termometro delle rivolte egiziane, in grado di

e una tolleranza alimentata da curiosit onnivore e saperi perduti. Prima del Rinascimento fiorentino e prima dei viaggi di Cristoforo Colombo, nella globalizzata Timbuct era raccolta la conoscenza dellislam tra la fine del mondo classico e linizio della modernit. Un Islam pacifico, tollerante e poliglotta conservato a Timbuct, snodo della cultura scritta africana dove si dice ancora che loro arriva dal sud, il sale dal nord e la conoscenza divina proviene da qui. Timbuct detta leretica. Ma la conoscenza troppo eretica per luniverso claustrofobico degli jihadisti. Quando i qaidisti sono allorizzonte si organizzano gli angeli di Timbuct pronti a rischiare la vita pur di salvare una pagina miniata. I manoscritti pi delicati e fragili vengono nascosti nelle case private. Quelli trasportabili sotto i carichi di frutta e verdura nelle chiatte lungo il Niger vengono portati fuori citt, grazie anche allappoggio di una rete internazionale di soccorso, di cui hanno fatto parte le fondazioni olandesi Principe Claus e Doen, i ministeri degli Esteri dellAia e di Berlino, lamericana fondazione Ford, listituto di studi islamici Juma al Majid di Dubai. A gennaio gli uomini di Ansar Eddine fanno a pezzi le statue di Alfarouk, langelo protettore della citt, distruggono molti dei mausolei di sabbia e legno che ornavano la citt in ricordo dei suoi 333 santi, i religiosi e studiosi musulmani dellislam pi tollerante che scelsero Timbuct. E durante la ritirata dalla citt, devastano e incendiano la biblioteca dellAhmed Baba Institute che dal 2009 aveva avviato un progetto di digitalizzazione dei manoscritti. I fondamentalisti considerano i documenti fuorvianti. Nel nome dellislamismo pi bigotto i santi sufi di Timbuct sono idoli e venerarli blasfemo. In cenere duemila volumi, molti di quelli andati per-

LInstitute of Egypt, affacciato su piazza Tahrir, incendiato nel 2011. E stato ricostruito, ora per chiuso di nuovo
segnalare di volta in volta laccettazione o il rifiuto della modernit della quale stato il simbolo sin dalla sua fondazione. A invadere lEgitto nellagosto del 1798 sono due armate. Una di 35.000 soldati con spingarde e cannoni, laltra di 165 savants con libri e pennelli. Matematici, astronomi, naturalisti, ingegneri, architetti, pittori e letterati con una regola dingaggio: redigere la Description de lEgypt. Delle due armate sar la seconda a lasciare tracce indelebili. LEgitto da 270 anni una provincia dellimpero ottomano, e dal 1517 non ricorda un invasore. Quando un crso di 29 anni a capo di un esercito di miscredenti sbarca ad Alessandria e si insedia al Cairo, dal notabile mamelucco allultimo giannizzero rimangono sbigottiti e accolgono spirito rivoluzionario e certezze illuministe con diffidenza. Per Bonaparte non solo unoperazione militare ma unesportazione della modernit ispirata dalla geniale intuizione di Leibniz che nel 1671, per convincere il Re Sole ad abbandonare il proposito di invadere lOlanda, in una justa dissertatio lo invita ad allestire una spedizione in Egitto e a scavare il canale di Suez per scavalcare lInghilterra. Maest, se ha intenzione e vuole conquistare anche loriente, sarebbe meglio collegare con una linea dacqua il Mediterraneo con loceano Indiano, una strada aperta per le sue conquiste degne di Alessandro Magno. Preveggente. Un secolo e una rivoluzione dopo, Bonaparte, consapevole che un monumento alla scienza avrebbe rincorso leternit ben pi di qualsiasi conquista militare, fa propria lindicazione di Leibniz. Se per Erodoto lEgitto un dono del Nilo, per Napoleone usabile solo per lesile striscia della valle del fiume e il delta. Ma il dono si pu estendere: Cosa potrebbe essere fatto di questo paese in cinquantanni di buon governo? Un migliaio di chiuse per lirrigazione potrebbero distribuire gli effetti benefici della piena del Nilo in gran parte del territorio. I miliardi di metri cubi dacqua che vengono perduti ogni anno nel mare potrebbero essere canalizzati fino alle parti estreme del deserto, verso tutte le oasi e anche pi a ovest. Cos riporta il discorso di Napoleone il volume Il Cairo, una metropoli in transizione di Paolo La Greca (Officina Edizioni). Come Lebniz voleva dirottare il Re Sole sullEgitto per distoglierlo dallOlanda, cos Napoleone sbarca ad Alessandria per non sbarcare a Dover. Nelson lo sconfigge ad Abukir nellagosto

Pronti a rischiare la vita pur di salvare una pagina miniata. Testi preziosi nascosti nelle case private o trasportati sotto carichi di frutta
duti erano stati donati dalle 35 famiglie perch diventassero patrimonio comune di studio e conoscenza. Ma 285 mila manoscritti contenuti in 2.400 casse, sono ormai al sicuro a Bamako, la capitale del Mali. Altri in salvo nelle intercapedini dei muri delle case o sotterrati nel deserto al sicuro A salvare il salvabile molti gli eroi. Il direttore dellAhmed Baba Institute, Abdoulaye Ciss che per non suscitare sospetti nasconde i libri giorno dopo giorno. Lultimo calligrafo di Timbuct, il 33enne Boubacar Sidiki a cui Ansar Eddine aveva chiuso la scuola di calligrafia. Costretto alla fuga riempie una cassa con testi di geografia, teologia, astronomia, commentari del Corano e riesce a portarli in salvo. Gli angeli di Tibuct lavorano nellombra, rischiando grosso. Se lAfrica sotto scacco, anche lIraq ha dovuto resistere agli attacchi iconoclasti di bande armate devastatrici. Quando Baghdad cade, nellaprile del 2003, vandali incendiano il museo e la sala di lettura della biblioteca, con i trattati filosofici di Averro, i manuali della civilt sumera, i trattati matematici di Omar Khayyam, le edizioni antiche delle Mille e una notte, e le mappe della Terra e del Cielo. Ma i dipendenti del museo riescono a mettere in salvo nelle loro case i reperti trasportabili. A Kabul il direttore del Museo nazionale ha nascosto il possibile in un bunker a serratura multipla con sette chiavi diverse che ha distribuito a persone di sua fiducia. Le precauzioni non sono mai abbastanza. Dopo la scoperta di documenti che nel loro fanatismo ritengono offensivi per lislam, il 4 gennaio di questanno, in Libano, degli sconosciuti danno fuoco alla biblioteca Saeh a Tripoli, distruggendo due terzi dei circa 80.000 libri e manoscritti conservati. Il proprietario della biblioteca, il prete ortodosso Ibrahim Surouj, in un incontro con i leader islamici a Tripoli spiega che non ha nulla a che fare con quelle immagini del profeta, ma la biblioteca gi stata distrutta. Nel 642 dopo Cristo, anche la biblioteca di Alessandria fu bruciata per motivi ideologici. Quando Amr ibn al As, il generale che aveva conquistato lEgitto, domand al califfo Omar cosa fare della biblioteca che conteneva centinaia di migliaia di manoscritti greci e romani, ebbe come risposta: In quei libri o ci sono cose gi presenti nel Corano, o ci sono cose che del Corano non fanno parte: se sono presenti nel Corano sono inutili, se non sono presenti allora sono dannose e vanno distrutte.

Napoleone nella valle di Giza davanti a una mummia, in un dipinto di Maurice Orange (1867-1916) conservato al museo Thomas-Henry di Cherbourg
del 1798. Napoleone lascia lEgitto al suo generale Klber pieno di rimpianti: Il periodo trascorso in Egitto fu il pi bello della mia vita perch fu il pi ideale. Nel 1800 Klebr, che aveva dato spazio a greci, ebrei, siriani, cristiani e armeni, insidiando la convivenza pacifica tra musulmani e francesi, viene ucciso al Cairo da un siriano musulmano. Lequilibrio rotto e non baster la conversione allislamismo del suo successore Menou a ricucire la ferita. La dominazione francese dura solo tre anni ma il lavoro dei savants napoleonici molto di pi. Se lEgitto affascina limpero romano e obelischi, piramidi e culti esoterici trasformano Roma nella citt pi egiziana del mondo, con Bonaparte che nasce lorientalismo di cui la Description de lEgypte il motore. Legittomania invade lEuropa: Seduce Mozart sono stati fatti a pezzi e le sale sono state incendiate. Furti comparabili al saccheggio del museo di Baghdad: il pi grave incidente della storia museale egiziana. E opera dei sostenitori di Morsi, denuncia Emad Adly, larcheologo dellIstituto francese di archeologia orientale del Cairo. Un altro Egitto al lavoro per salvare il salvabile. Mentre una squadra di ingegneri riparava il tetto andato in fumo dellInstitute of Egypt, decine di volontari, studenti universitari, storici e archeologi con laiuto dellIstituto francese di archeologia orientale, tra cumuli di carta bruciata, ha cercato di recuperare, restaurare e archiviare quello che rimasto dei 192 mila tra libri e documenti. Ma il 70 per cento perduto, compresi i preziosi volumi della Description de lEgypte, lopera enciclopedica dellesercito di savants che Napoleone aveva voluto a fianco delle sue truppe. 26 volumi di testo e 11 volumi di tavole e disegni e un volume di mappe con la prima carta dettagliata dellEgitto e la prima carta zenitale in scala del Cairo. Dietro i portoni serrati dellInstitute of Egypt oggi la Description de lEgypte sostituita da immagini digitali e da una copia donata dallemiro Sheikh Sultan al Qasimi. E dopo pi di due anni, nonostante sia stato amorosamente restaurato, lInstitute of Egypt ancora inagibile. Gli assalti ai musei da parte dei fondamentalisti islamici non sono solo in Egitto. Tutto il nord Africa a rischio. I musei di Timbuct, ora ricostruiti, sono stati vittime delliconoclastia delle bande armate di al Qaida nel 2012. Un patrimonio di 285 mila libri, in parte inesplorato e con manoscritti risalenti al Quattordicesimo secolo, trattati religiosi e filosofici, volumi di ma-

Bonaparte, il primo sionista


I
l progetto di Napoleone una colonizzazione illuminata, la creazione di uno stato borghese moderno e lesportazione della democrazia. Abbandonato lEgitto, deve rinunciare a Damasco e a Gerusalemme, ma scrive un proclama sul problema dellemancipazione dei popoli che non pronuncer mai, decisamente proto-sionista. Ecco il testo tratto dal libro di Jacques Attali Les Juifs, le Monde et lArgent (Argo), e segnalato dal sito www.informazionecorretta.com. Napoleone Bonaparte, comandante in capo delle armate della Repubblica francese, in Africa e in Asia. Agli Ebrei, eredi legittimi della Palestina, solo popolo, che le conquiste e le tirannidi, patite per migliaia di anni, hanno privato della terra dei propri antenati, ma non del loro nome e della loro identit di nazione! In piedi, per la vostra felicit, o esiliati! Questa guerra, senza esempi nella storia, stata fatta a sola difesa di una nazione le cui terre dorigine erano per i suoi nemici preda offerta da smembrare. Ora questa nazione si vendica di duemila anni di vergogna La Provvidenza mi ha mandato, capo di unarmata giovane, sotto la guida della giustizia e in compagnia della vittoria. Gerusalemme il mio quartier generale; fra pochi giorni sar a Damasco, la cui prossimit la citt di Davide non dovr pi temere. Eredi legittimi della Palestina! La Grande Nazione (la Francia), che non baratta uomini e paesi come coloro che hanno venduto tutti i vostri antenati (Joel I Cronache 5,4-6), non vi chiama alla conquista del vostro patrimonio. No, vi chiede di divenire padroni di quello che lei ha conquistato. E, sotto la sua protezione e con il suo aiuto, vi chiede di essere i signori di questa terra e proteggerla dai nemici, che non mancheranno. Alzatevi! Dimostrate che la forza dei vostri oppressori non ha potuto distruggere il coraggio di chi discende da eroi che avrebbero fatto lonore di Sparta e Roma (Macc. 12,15). Mostrate che duemila anni di schiavit non hanno soffocato questo coraggio. Affrettatevi! E il momento, e forse non torner se non tra mille anni, di reclamare la restituzione dei vostri diritti civili, di occupare il vostro posto in mezzo agli altri popoli, nel mondo. Avete il diritto a esistere politicamente, perch siete una nazione fra le altre nazioni.

Dietro al generale nel 1798 due armate: una di 35.000 soldati con spingarde e cannoni, laltra di 165 savants con libri e pennelli
nel Flauto magico e il Cairo diventa una tappa del Grand Tour popolandosi di viaggiatori, spesso en travesti, a caccia di emozioni forti. Quello dellInstitute of Egypt non stato lunico scempio del patrimonio storico e culturale del paese durante i disordini del 2011. Bombe molotov, vetrine infrante e due mummie distrutte al Museo egizio del Cairo, oggi guardato a vista da decine di autoblindo e carri armati. Mummie ridotte in cenere, pezzi trafugati e sale incendiate anche al Museo Malawi di antichit Minya, a 250 km a sud del Cairo. Mille i pezzi trafugati, mentre gli oggetti voluminosi che non potevano essere trasportati

Hanno cercato di restaurare e archiviare quello che rimasto dei 192 mila libri e documenti. Il 70 per cento andato distrutto
tematica, di astronomia, di musica, di poesia travolti dalla furia jihadista. Scritti su pergamena o su carta a Timbuct, la porta del Sahara o portati da pellegrini provenienti dallAfrica, dal medio oriente e persino dallEuropa, scampati ai roghi della Cordova degli imam e dei re cristianissimi, raramente catalogati, i volumi e le pergamene erano conservati nei musei e nelle case delle 35 principali famiglie della citt che da sempre li custodivano come il nocciolo della propria identit. Timbuct lultimo tesoro sopravvissuto dellislam medievale dellepoca doro, quello che dominava il mondo dellest e dellovest con larte, la scienza