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Poesie: Giuseppe

Ungaretti

Sono una Creatura


in questa poesia si parla sempre della guerra, ma di una guerra non descritta che
coinvolge lanimo del poeta. Egli una creatura, un essere vivente che per il dramma
della guerra ha trasformato in materia fredda e disanimata, tanto che la morte diviene
un privilegio, quasi un premio che si conquista dopo avere pagato con le sofferenza
durante la vita. Le prime due strofe costituiscono lavvio alla massima conclusiva
attraverso una lunga similitudine (cos cos) che introduce una serie di aggettivi
di crescente intensit.
Viene presentata in tal modo, progressivamente, la sua espressione culminante nelle
parole totalmente / disanimata. Qui, la disposizione in due versi fa intuire una
condizione definitiva ed inevitabile solo alla fine della lunga similitudine. Dopo una
pausa, si chiarisce laltro termine di paragone: il pianto pietrificato del poeta. E una
pietrificazione che si lega al tema conclusivo della morte, anchesso espresso in versi
distaccati (che letti insieme costituirebbero un novenario ( la-mor-te-si-scon-ta-vi-vendo ). Ma che proprio dalla loro frantumazione ricavano lespressivit tragica.

Veglia
PARAFRASI
Unintera (sottolinea la pena e lorrore per quella lunga vicinanza forzata) notte
sdraiato (buttato: quasi come un corpo inerme, perch costretto a rimanere immobile
in quella posizione per evitare spari che potrebbero uccidere anche lui) accanto al
cadavere di un compagno massacrato (questa parola occupa un intero verso a
rafforzare latrocit di quella morte) con la bocca contratta in una orrenda smorfia di
dolore (digrignata: la deformazione dei tratti del compagno morto in una maschera
dorrore; questa immagine priva la scena di ogni eroismo), rivolta verso la luna piena
(volta al plenilunio limmagine della luna trasmette pace, serenit, in netto contrasto
con limmagine di morte e violenza della scena), con le sue mani contratte e
congestionate (congestione: laccumulamento rapido del sangue rende gonfie e livide
le mani del morto - metonimia) che penetrano (penetrata - metafora) fin nel profondo
dei miei pensieri (nel mio silenzio) ho scritto lettere piene damore (la
contrapposizione tra vita e morte totale: alla morte il poeta oppone la vita della
scrittura per recuperare i lontani legami affettivi e come reazione alla disperazione).
Non sono mai stato tanto attaccato alla vita (vi dello stupore da parte del poeta per
questa istintiva reazione che lo porta a sentirsi tanto legato alla vita. La stupita
constatazione messa in rilievo dalla pausa che stacca gli ultimi tre versi dal resto
della poesia e dalla rima al mezzo stato/attaccato).
Commento
Con questa lirica Ungaretti parla di una sua allucinante esperienza di guerra. I versi
descrivono una notte passata dal poeta al fronte accanto al corpo di un compagno
ucciso, con il viso sfigurato dal dolore, le mani irrigidite dalla morte. La reazione del
poeta un istinto vitale irrefrenabile ed una ribellione disperata al destino di morte ed
egli, pur avendo di fianco il compagno massacrato, durante la lunga notte in trincea,
scrive lettere piene damore e dichiara un prorompente sentimento di attaccamento
alla vita: non solo alla propria vita personale, ma a quella che un bene comune, un
diritto fondamentale di tutti gli uomini.
La contrapposizione vita/morte costituisce il fulcro della lirica e sullo sfondo permane
la denuncia dellassurdit delle guerre, di ogni guerra.
Fa parte della raccolta Allegria, sezione Il Porto Sepolto.

San Martino del Carso


PARAFRASI
Delle case di San Martino (queste: quelle del paesino di San Martino del Carso) non
rimane che qualche pezzo di muro (brandello di muro: metafora che riconduce
allimmagine di corpi mutilati, straziati, ridotti a brandelli).
Delle tante persone (di tanti tanti compagni di trincea) che mi erano amiche (mi
corrispondevano: con i quali vi era affinit di sentimenti perch uniti e solidali
nellesperienza della vita di trincea) non rimasto di pi (dei brandelli).
Ma nel cuore non manca nessun ricordo doloroso (croce il cuore del poeta un
cimitero nel quale c il ricordo di ognuno dei compagni morti).
Il paese pi straziato (limmagine finale del cuore straziato richiama quella iniziale del
brandello di muro, racchiudendo il componimento in un cerchio di dolore) rimane il mio
cuore (cuore = paese analogia. Il senso che le case possono essere ricostruite
mentre i compagni morti non possono tornare in vita).

Non gridate pi
PARAFRASI
Finitela di uccidere (una seconda volta) i morti , non gridate pi, non gridate, se volete
ancora ascoltare il loro messaggio di pace, se sperate di non morire e di salvare i
valori della civilt umana.(I morti) hanno una voce debole; essi non fanno pi rumore
di unerba crescente , sulla quale c silenzio se no passa luomo.
una poesia ispirata al poeta dalla Guerra fredda che sent il dovere di far sentire il
grido doloroso per gli odi e le cattiverie che abitavano nellanimo degli uomini
scampati al conflitto crudele.Non gridate pi la poesia con cui il poeta, con poche di
parole esort gli uomini a porre fine ai contrasti inutili e a raccogliersi in religioso
silenzio, per ascoltare il messaggio di pace che proveniva dalle tombe in cui giacevano
i morti invano per colpa della guerra. Non ascoltare la debole voce dei morti era come
ucciderli unaltra volta, per non capire il loro sacrificio inutile.
Sembra una corrispondenza damorosi sensi , come quella di Foscolo nei Sepolcri, tra i
vivi e i morti.
Ma mentre quella del Foscolo era una esortazione energica che mirava a scatenare
negli uomini lideale patriottico; quella di Ungaretti, calma , intesa a far ragionare
gli uomini sugli effetti negativi dellodio e delle inutili guerre tra gli uomini.

Soldati
Parafrasi
I soldati sono come le foglie in autunno.
Commento
Anche se la poesia breve, Ungaretti riesce ad esprimere la condizione di soldato. Egli
paragona infatti il soldato ad una foglia d'albero in autunno: basta un colpo di vento
per far morire la foglia, cos come basta un colpo di fucile a far cadere il soldato.

Mattina
Commento
Si tratta di una delle poesie pi famose e semplici di Ungaretti, fu scritta nel 1917 ed
sorprendente poich con due sole parole, il poeta riesce ad esprimere un concetto di
dimensioni non misurabili.
La poesia si presenta formata da una strofa di due versi liberi; da notare che
lELISIONE fonde in ununica pronuncia il soggetto con il verbo e lallitterazione del
fonema M che contribuisce ad amplificare lidea dellimmensit.
Il titolo molto importante poich il poeta, durante la guerra, una mattina, viene come
abbracciato da una luce molto forte e dunque anche da un calore molto intenso
proveniente dallalto, e che illumina lo spazio circostante, ma che soprattutto lo fa
risplendere interiormente, riuscendo cos quasi a percepire la vastit immensa
dellinfinito.
un momento in cui il finito e linfinito si uniscono quasi in un unico elemento: non
esiste pi niente intorno, solo una grande luce che gli origina un momento di
intuizione nel quale egli si mette in contatto con lassoluto, eliminando ci che lo
circonda e riflettendo soltanto sullavvenimento.
Ungaretti dunque con questa poesia vuole quasi comunicare che luomo, pur in
situazioni macabre, pur di fronte alle enormi distruzioni ed agli enormi dolori che
provoca la guerra, pur avendo scoperto la sua fragilit e la sua precariet nella vita
che gli stata data, in grado di cogliere con una grandezza smisurata tutta
limmensit del suo mondo al quale si sente di appartenere.