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UNGARETTI

Giuseppe Ungaretti nel 1888 ad Alessandria d'Egitto daI suoi genitori italiani. si erano trasferiti
per lavoro. Resta orfano del padre che muore in un incidente di lavoro (1890). La madre fa di
tutto per mandare avanti la famiglia e garantire al figlio una discreta educazione. Frequenta
l'Ecole Suisse Jacot, ed è lì scopre la passione per la letteratura. frequenta un ritrovo per
anarchici e socialisti. Si avvcina alla poesia contemporanea grzie a delle riviste. Nel 1915, poco
dopo aver pubblicato le sue prime poesie, si arruola volontario in fanteria per lo scoppio della
Grande Guerra: comincia quella straordinaria e drammatica esperienza al fronte, circondato,
asfissiato dalla morte. Combatte sul Carso e sul fronte francese.

In trincea Ungaretti scrive «lettere piene d’amore». Sono poesie fulminanti, rapide, concise. In
questa raccolta Ungaretti rompe con tutte le regole tradizionali della forma poetica e trionfa,
invece, una tensione espressionistica che nasce dall’urgenza biografica; quindi, si esalta la parola
in se stessa come in una sorta di «religione della parola». Infatti, verso e parola molto spesso
coincidono perché il poeta aveva bisogno di dire molto con poche parole: «Le poesie dell'Allegria
sono scritte per dire con la massima precisione possibile (non si arriva mai ad esprimersi con
precisione), ma, insomma, per dire con la massima approssimazione quello che sentivo: dire così
in pochissime parole... Non c'era tempo»

A guerra finita, scrive e pubblica le raccolte Allegria e Sentimento del tempo. Dai viagggi, i lutti la
lontananza creano la base per un’altra raccolta : Il dolore. Muore nel 1970

ALLEGRIA,

L'allegria è un'opera abbastanza varia a livello tematico. Riunisce, infatti, al suo interno versi
legati all'esperienza diretta della Prima Guerra Mondiale a poesie che ricordano alcuni momenti
della vita privata dell'autore. Il titolo dell'opera esprime la gioia che l'animo umano prova
nell'attimo in cui si rende conto di aver scongiurato la morte, drammaticamente contrapposto al
dolore per essere uno dei pochi sopravvissuti al "naufragio"un proposito di poetica molto
importante per Ungaretti: la ricerca, anche attraverso il dolore, del nucleo originario e assoluto
dell’identità umana, attraverso cui riscoprire e ricostruire una fratellanza al di là della sofferenza.

L'elemento comune a tutti i componimenti è soprattutto quello autobiografico: Ungaretti stesso


definiva L'allegria un diario. Prova ne è la scansione in capitoli dell’opera Protagonista principale
e indiscussa è sempre la parola, considerata dal poeta un veicolo fondamentale nella riscoperta
dell'io. Per riconoscerle autonomia e libertà, Ungaretti sceglie di comporre sempre liriche molto
brevi e “scarne”, inframmezzate da pause che tendono a focalizzare l'attenzione sul singolo
vocabolo, per sottolinearne l'impatto semantico e la forza comunicativa; il superfluo viene
costantemente accantonato. La preferenza per la “parola nuda” 1 spiega così l’abolizione radicale
della punteggiatura e il ricorso insistito allo spazio bianco sulla pagina, che isola i versi e spezza le
misure strofiche classiche.

SAN,
San Martino del Carso è un breve componimento di Giuseppe Ungaretti scritto nel 1916 e quindi
probabilmente mentre l’autore si trovava al fronte in una delle numerose trincee.Il poeta
racconta, riuscendo quasi a raffigurare in contemporanea un quadro, il paesaggio devastato di
San Martino del Carso dopo che l’esercito è passato.

Ora non sono rimasti che alcuni pezzi di muro ed allo stesso tempo i compagni di guerra non ci
sono più; seppure ciò nel cuore di Ungaretti ci sono ancora tutti.Lo stile poetico utilizzato nella
lirica è molto semplice ed essenziale ed è teso a fare capire lo stato d'animo del poeta. Il dolore
di Ungaretti è vivo in particolare modo attraverso queste parole: "Ma nel cuore nessuna croce
manca... è il mio cuore il paese più straziato".La spaventosa realtà della guerra e della morte è
espressa mediante un'analogia, le macerie del paese di San Martino diventano il simbolo del
cuore del poeta e del suo dolore

Questa poesia presenta al lettore l’immagine di un paese distrutto dalla guerra; viene descritto
un paesaggio di macerie e di rovine, che viene quasi umanizzato con l’uso di sostantivi come
‘brandello’ in relazione a ‘muro’, quando normalmente questo termine si riferisce alla carne o
alla stoffa.

Dopo aver descritto nella prima strofa il paesaggio, nella seconda Ungaretti si sofferma col
pensiero sui molti compagni caduti; se del paese era rimasto qualche brandello di muro, do loro
al poeta non resta nulla.

Ad impedire che essi vengano del tutto dimenticati restano tante croci, che trasformano il cuore
del poeta in una sorta di cimitero.

L’ultima strofa presenta un’analogia tra il ‘paese’ e il ‘cuore’ del poeta, che viene definito come ‘il
paese più straziato’.In sé, la poesia descrive una sorta di “morte della vita”: l’organo vitale per
eccellenza, il cuore, viene paragonato ad un cimitero, luogo di morte.

VEGKIA,

“Veglia” rientra nella serie di poesie di Giuseppe Ungaretti scritte ispirandosi alla sua tragica
esperienza come soldato nella Prima guerra mondiale al fronteLa poesia fa parte della raccolta
“L’allegria” .In “Veglia”, componimento breve, è concentrata in pochi versi l’intensità dell’allegria
che l’essere umano prova nel momento in cui riesce a vincere la morte, uno dei sentimenti che
ispira la poetica di Ungaretti.Intanto Ungaretti è lì, accanto al corpo, che veglia il compagno e
vede da vicino la morte: violenta, mostruosa, brutale, permanente. Proprio in quel momento
emergono sentimenti positivi nel poeta, in contrasto con la morte che vede lì, palese; la bellezza
della vita spinge Ungaretti a cantarne le gioie scrivendole.Sul finale lo slancio positivo di
Ungaretti che, proprio perché davanti ai suoi occhi vede chiaramente la morte e lo strazio che ne
deriva, ama la vita più che mai.. La pausa che divide la prima dalla seconda strofa serve ad
enfatizzare il sentimento potente di attaccamento alla vita provato dal poeta.

Mattino
Mattina è uno dei testi più famosi di Ungaretti.

L’obiettivo è di comunicare l’incomunicabile, la luce dà pienezza sublime, capace di riportare il


poeta in uno stato di grazia.

Il titolo è importante: la mattina è il momento della rinascita e della riapertura al fluire della
vita;Ma è l’immagine della notte, di come la vedeva Ungaretti dalle trincee, a farci capire quanto
sia forte l’emozione del sole che sorge.

soldati

Questa poesia è formata da un'unica similitudine, soldati/foglie; Ungaretti spiega come il


sentimento d'allegria, in questo caso, scaturisca nell'attimo in cui l'uomo realizza di essere
scampato alla morte.Al termine “soldati” è però facilmente sostituibile quello di uomini, e alla
guerra è applicabile la più ampia nozione di vita. Così ci rendiamo conto come non siano solo i
militari al fronte a vivere una condizione precaria e incerta, ma come sia la natura stessa
dell'essere umano a dover fare i conti con la propria finitudine. . Il parallelismo tra uomo e foglie,
immagine molto riuscita, non è una scelta letteraria innovativa operata da Ungaretti, ma
possiamo ritrovarla in testi poetici anche molto antichi, ad esempio nell'Iliade.

SENTIMENTO TEMPO

PIUSentimento del tempo è, insieme a L'allegria, una tra le più conosciute raccolte di poesie di
Giuseppe Ungaretti. Dal punto di vista poetico e stilistico, il Sentimento del tempo inaugura una
nuova fase della poesia ungarettiana rispetto al verso libero e alla “parola nuda” Come per
L’Allegria, anche il Sentimento del tempo è suddiviso in capitoli. Il tema principale è quello della
percezione dello scorrere del tempo tra passato e presente e del rapporto tra la finitezza
dell’uomo e il senso dell’assoluto, con malinconiche rifelssiono sulla condizione del genere
umano. A ciò si aggiunge, a livello biografico, la riscoperta della fede .un’importante evoluzione
stilistica della poesia ungarettiana, che va nella direzione della ripresa della lezione dei classici
della tradizione lirica e del recupero dei versi e delle misure metriche più convenzionali. Lo stile
si avvicina a quelle che saranno le caratteristiche di base dell’Ermetismo***

DOLORE

Il dolore è una raccolta di liriche di Giuseppe Ungaretti composte tra il 1937 e il 1946 ed è
suddivisa in sei sezioni: la prima, Tutto ho perduto, contiene due poesie dedicate alla morte del
fratello ; nella seconda e nella terza, intitolate Giorno per giorno e Il tempo è muto, figurano le
poesie scritte in memoria del figlio Antonietto; la quarta , Incontro a un pino , contiene una sola
composizione sulla guerra; nella quinta e nella sesta, rispettivamente Roma occupata e I ricordo ,
si trovano invece i componimenti scaturiti dalla tragica esperienza del secondo conflitto
mondiale, visto come un terrificante sconvolgimento apocalittico. Le varie parti sono collegate
da un unico tema, quello del dolore; la vicenda autobiografica e quella collettiva si fondono nella
sola contemplazione dell'universale destino di sofferenza degli uomini, riscattato da un
messaggio di solidarietà umana che invita alla concordia.

non gridate più

Nella prima strofa, infatti, Ungaretti invita i vivi a cessare la violenza delle parole, una violenza
che arriva a profanare le tombe. Gridando - gli uomini - non fanno altro che soffocare la voce
debole dei morti, ????