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la morte nei componimenti poetici e musicali

la morte,è uno dei temi più riscontrati nella poesia,moderna ed antica,poiche ce


rtamente,la morte,è l'unico
attimo,che accomuna tutti gli uomini,ed ogni autore,le dà un valore personale,po
sitivo,o negativo.
la morte,nella poesia,può assumere,diversi appelativi,anche se è giusto dire,che
il termine
più appropriato, è quello di eufemismi,ovvero dei termini che servono ad addolci
re,qualche vocabolo,
a volte troppo duro,ne potreb essere un esempio,prendendo in considerazione,Sama
rcanda del maestro
Roberto vecchioni,nei cui versi,troviamo la sotira,di un uomo,che alla fine dell
a guerra,durante una festa
incontra per caso,una nera signora,questa nera signora, è una stilizzazione dell
a morte,una persona vestita di nero
proprio per simboleggiare,il lutto;in quest'opera,riprendendo un pò il discorso
di prima,possiamo notare che:
in realtà,questo brano,ha un significato in più,poiche l'uomo anche scappando da
lla nera signora,la ri-incontrerà
a Samarcanda,una città della turchia,dalla quale prende il nome la canzone,in qu
esto caso,la canzone,ci fà capire,che a volte
potremmo imbatterci nel nostro destino,tramite la strada presa per evitarlo.
una cosa che notiamo in quest'opera,come in tante altre,è che delle specifiche c
ategorie di persone,vengono prese come protagoniste dei brani,
in questo caso è capitato un soldato,ma non è l'unico brano,in cui è stato possi
bile incontrarlo,poicheanche un altro noto autore
vissuto durante la prima guerra mondiale,scrive molte liriche,nella quale i prot
agonisti saranno per l'appunto dei soldati,l'autore,della quale sto parlando
è ungaretti,perche proprio dei soldati?,perche forse i soldati,sono coloro,che r
ischiano di più la loro vita,sono coloro
che pregano più di tutti per la fine di una guerra,perche sono loro che la vivon
o,sono loro che soffrono
vedendo città distrutte,persone morte,compagni di armi per quest'ultimo tipo di
perdita casca a fagiuolo,
la lirica san martino del Carso,nella quale il poetà,descrive ciò che vede,ovver
o i risulati della guerra,passando per un città in cui vi erano i suoi corrispon
denti
e alla fine dell'opera,con una metafora,straordinaria,riesce a destare sgomento
nell lettore,dicendo,che anche se dei paesi nn è rimasto nulla,e tutto è andato
distrutto,
in realtà è il suo cuore,il paese più distrutto.
Ungaretti,fù uno dei massimi esponenti della poesia sul tema della morte,poiche,
probabilmente fù molto influenzato dalla guerra,
egli scrisse una nota raccolta di brani,l'allegria dei naufragi,la quale lascia
intendere pienamente,la sua condizione di disorientamento verso la guerra,che gl
i sembrava co'tanto
errata,nel titolo di questa raccolta è possibileindividuare un ossimoro,ovvero u
na figura retorica,che coinsiste,nel porre vicino 2 sostantivi di senso opposto,
ma perche ciò?,probabilmente,perchè,ungaretti,pensa all istinto di sopravvivenza
dell uomo,il quale,anche dopo un naufragio,
è capace di ri iniziare,e questa forza di volontà è la sua allegria,questo è un
pò il tono,che accompagna tutta la raccolta,
di Ungaretti.
la morte,può anche essere intesa,come un momento,per denudare la propria anima,e
raccontare, la verità su dise,che forse da vivi,
è rimasta sempre troppo coperta,forse l'uomo ,ne aprofitta di questo momento,per
essere sincero,forse per andarsene sereno,sapendo che ogni commento sia positiv
o,che negativo
non avrà riflessioni,sulla sua vita,che oramai,è finita,collegato a questo pensi
ero,vi è una raccolta,di poesie,le quali sono in realtà epitaffi,i quali raccont
ano,la vita
del morto,la raccolto di cui sto parlando,è: l'antologia di spoon river, di Edga
rd Lee Masters,il quale con i suoi 244 epitaffi,ci narra la storia di bene 248 p
ersonaggi,
appartententi ad ogni tipo di ambiente,classe, ed etnia.
in collegamento con l'antologia di spoon river,vi è anche il noto cantautore:Fab
rizio de andrè,il quale creò un intero album
basato sui brani che più lo avevano colpito,ma oltre a questo,il grande maestro
De andrè,scrisse componimenti,collegati ad altri pensieri sempre relativi,alla m
orte,ma
con finalità diverse,ne è un esempio,"La ballata della amore cieco",nel quale,l'
autore,narra la storia di un povero uomo,che si uccide per amore,ma che alla fin
e
muore con felicità,perche lui è morto innamorato,con la certezza,che alla donna
cui voleva dare il suo amore nn era rimasto nulla,
se nn il sangue secco delle sue vene,il quale se le era tagliata come una sorta
di pegno d'amore,quindi possiamo notare,come la morte assume permette di ottener
e
anche delle soddisfazioni,un altro esmpio potrebbe essere,nell iliade,lo scontro
tra achille ed ettore,come ben sappiamo,achille,era invulnerabile
apparte il tallone,ma ciò nn era conosciuto,quindi ettore,và in battaglia,in mod
o che lui venga ricordato,per il suo coraggio,e per
il suo spirito di combattimento anche sapendo con certezza di morire.
un altro valore,che assume la morte,è senz'altro quello di liberazione,ne è un e
sempio, Satura una raccolta che riprende una precedente
pubblicazione di poesie di Montale del 1962 che conteneva 5 poesie pubblicate pe
r le nozze Fagioli-Crespi. Satura raccoglie,
ordina e sistema le poesie scritte tra il 1962 e il 1970.
I nome delle sezioni sono indicativi dei temi e degli argomenti trattati nelle p
oesie. Xenia è termine latino che Montale
riprende dal poeta latino Marziale e significa doni votivi inviati a qualcuno che
si era avuto ospite , e qui le poesie
sono doni mandati dal poeta alla donna che era stata ospite della sua vita. Satura
è termine latino ed indicata
il piatto ricolmo di vari frutti offerti agli Dèi (Satura Lanx) . Ma satura era anche
un genere letterario
formato di vari argomenti di tono sarcastico o satirico. Satura sottolinea inoltre
la natura aperta della raccolta,
il suo carattere di miscuglio di temi, stili, linguaggi diversi, la sua natura i
nsieme satirica, aggressiva, funebre e conviviale.
quella che ci interessa,è:"avevamo studiato per l'aldilà",la quarta lirica di xe
nia I,la quale,si può riassumere con le seguenti parole,
i vivi nn sanno di esere tali,ma vivono come ombre,cercando di dialogare,coi pro
pi cari defunti,ma senza successo,
Avevamo studiato per l aldilà
Un fischio, un segno di riconoscimento.
Mi provo a modularlo nella speranza
Che tutti siamo già morti.
Ritroviamo la liberazione nella morte, anche con il brano di Jorge Luis Borges i
l quale tratta il tema del Minotauro, nel racconto La casa di Asterione. Lo scritt
ore argentino afferma di aver preso spunto da una tela di George Frederic Watts
del 1896, intitolata appunto Il Minotauro.
Il brano narra, il punto di vista del Minotauro, il quale vorrebbe avere, una vi
ta diversa, ma capisce che essendo lui diverso, ciò non può accadere. Narrando,
i suoi usi quotidiani, la figura del Minotauro, riesce addirittura ad incutere c
ompassione,nei confronti di quel povero essere,odiato da tutti,per le sue forme
mostruose,il brano terminerà,con la speranza espressa dal Minotauro,nell arrivo d
el suo redentore,ovvero Teseo,dicendo,che non opporrà resistenza,e l ultima frase,
ovvero: "Lo crederesti, Arianna? "disse Teseo. "Il Minotauro non s'è quasi difes
o.", desta a parer mio notevole sgomento.
Nella morte invece altri artisti, trovano la parità, o ce la esprimono (nella ma
ggior parte dei casi) attraverso storie, è un esempio: il dialogo nell Ade tra Ach
ille e Antioco, nelle quali, quest ultimo, redarguisce il primo, poiché non è feli
ce di essere, quello che è stato in vita poiché saprà solo alla fine, se anche s
ei stato un re o un combattente senza pari, sei sempre come tutte le altre anime
. Questo discorso, è presente anche una lirica partenopea, in altre parole à live
lla di Totò, in cui, ritroviamo questa dimostrazione di parità, poiché una sera,
Totò si ritroverà rinchiuso, nel cimitero di Napoli, ove potrà assistere al dial
ogo tra due fantasmi, un conte e uno spazzino, tra i due vi è un diverbio, poich
é il conte si lamenta dell ubicazione della tomba del netturbino, ma quest ultimo gl
i farà capire che in vita valgono le cariche, i soldi e ogni tipo di bene terrie
ro;
Ma a differenza da morti,si è tutti uguali.