Sei sulla pagina 1di 4

M. Casertano G.

Nuzzo
|
Storia e testi della letteratura greca
|
2011 G. B. Palumbo Editore
P A R T E I I I Let della polis
C A P I T OL O 3 Eschilo
PAGINA 1
ONLINE 13
Prometeo, benefattore degli uomini
Eschilo, Prometeo incatenato, 436-506
G U I D A A L L A L E T T U R A
A
differenza di Zeus, il quale non compare mai in scena, ma reso minaccioso e
incombente proprio dalla sua assenza, Prometeo costantemente presente dal-
linizio alla fine dellazione drammatica, perch inchiodato da Kratos e Bia ad una roc-
cia del Caucaso. Ci che ha indotto il Titano a una cos decisa opposizione verso il re
dellOlimpo (di cui, peraltro, egli aveva favorito in modo determinante lascesa al tro-
no) stato il suo innato amore per gli uomini condannati, nel nuovo ordine olimpi-
co, ad essere sterminati e a precipitare nel nulla dellAde. Questo amore egli ora espia
con una pena durissima, da lui accettata con inflessibile coerenza nei confronti del suo
colpevole gesto, compiuto (il Titano lo sottolinea con enfasi al v. 500) in piena con-
sapevolezza, a rimarcare la propria libert dazione verso un despota, qualunque sia
il prezzo da pagare per essa.
Il passo qui proposto un dialogo che il Titano ha con il coro di Oceanine; le Nin-
fe, da poco sopraggiunte presso la roccia dove Prometeo sconta il supplizio, sincera-
mente addolorate per la sua sorte gli hanno chiesto il motivo della crudele punizio-
ne. Il dialogo si risolve in realt in due brevi monologhi, nei quali il Titano che gi,
con compiaciuto orgoglio, aveva narrato il furto del fuoco espone ora il gran nume-
ro di benefici che ha elargito ai mortali quando essi, nei primi tempi della loro infeli-
ce esistenza, pur vedendo non vedevano, / pur udendo non udivano: simili a larve
di sogni / passavano nel tempo una loro esistenza confusa (vv. 448-450). Il Titano
ha perci donato agli uomini lintelligenza e le varie tr voi, insegnando loro i mestie-
ri, i numeri, le lettere, la medicina, larte divinatoria, la metallurgia: in una parola, tut-
ti gli elementi della civilt. Il tema, estrapolato dal contesto mitico, acquista per una
propria valenza politica in quanto lidea di progresso era fra i temi del dibattito cul-
turale che si andava sviluppando in quel periodo ad Atene, e vedeva il progressivo emer-
gere di una tesi laica nella quale la conoscenza delle technai rivestiva un ruolo pri-
mario.
HPOMHOETE
Mp toi iop ooxritr po ou0ooio
oiyov r ouvvoio or ooatooi xro,
oev routov eor aouorourvov.
Koitoi 0roioi toi vroi toutoi yro
440 ti oo p ye aovtre oieiorv
A outo oiye xoi yo riouioioiv ov
uiv ryoii tov otoi or apoto
oxouoo0, e oo vpaiou ovto to aiv
rvvou r0pxo xoi rvev rapoou.
T6
PROMETEO
Non pensate che io taccia per arroganza o disdegno:
che mi rodo il cuore
al vedermi cos calpestato.
440 Eppure chi altro, se non io, assicur
gli onori a queste nuove deit?
Ma ne taccio, perch le mie parole sarebbero rivolte
a chi ne gi al corrente. Udite piuttosto le miserie
dei mortali, e quali bambini erano, avanti
che li rendessi saggi con luso della ragione.
M. Casertano G. Nuzzo
|
Storia e testi della letteratura greca
|
2011 G. B. Palumbo Editore
P A R T E I I I Let della polis
C A P I T OL O 3 Eschilo
Prometeo, benefattore degli uomini
ONLINE 13 T6
PAGINA 2
Are or, riv outiv ov0eaoi rev,
o ev oroex ruvoiov rpyourvo
oi aeto rv raovtr rraov otpv,
xuovtr oux pxouov, o ovriotev
oiyxioi ooioi tov oxov iov
450 ruov rixp aovto, xoutr aiv0uri
ooou aooriou poov, ou uouyiov
xoteur o rvoiov eot opouoi
upxr ovtev rv uoi ovpioi.
`Hv o ouorv outoi outr rioto trxo
out ov0reoou po outr xoaiou
0rou roiov, o otr yvep to aov
raoooov, rotr op oiv ovtoo rye
ootev rorio to tr ouoxitou ouori.
Koi pv oi0ov, roov ooiootev,
460 rpuov outoi, yootev tr ouv0rori,
vppv oaovtev, ouoopto ryovpv.
Koruo aeto rv uyoioi xveooo
ruyoioi oouruovto oeooiv 0 oae
0vptoi ryiotev oiooooi o0potev
yrvoiv0, u oo t pyoyov ipviou
iaaou, oyoo tp uaraoutou iop.
Ooooooaoyxto o outi oo ovt rou
ivoatr pur voutiev opoto.
Toiouto povpot rruev too
E parler non perch abbia a lamentarmi degli uomini,
ma per dimostrarvi la generosit dei miei doni.
Essi, prima, pur vedendo non vedevano,
pur udendo non udivano: simili a larve di sogni
passavano nel tempo una loro esistenza confusa,
450 senza conoscere dimore di mattoni esposte al sole,
senza lavorare il legno; ma sotto la terra
abitavano, come formiche che il vento disperde
via, in antri profondi non rallegrati dal sole.
Neppure conoscevano i segni costanti che presagiscono
linverno e il tripudio dei fiori a primavera
e quello dei frutti in estate; ma agivano in tutto
senza discernimento. Finch io additai loro il sorgere
e il cadere degli astri, tanto ardui a stabilire;
quindi per loro ritrovai la scienza dei numeri,
460 base di ogni dottrina, e laccoppiamento delle lettere,
che serba il ricordo di tutto ed padre alle Muse.
Io per primo piegai al giogo le fiere selvagge,
affinch, schiave di cinti e di basti,
sostituissero luomo nei lavori pi penosi,
e sospinsi sotto il timone dei cocchi i cavalli
docili al freno, ornamento di splendidi fasti;
nessun altro, fuor chio, invent i veicoli dei marinai,
che ali di lino
1
fan scivolare sui mari.
Tali strumenti escogitai per i mortali, 1. Cio le vele.
M. Casertano G. Nuzzo
|
Storia e testi della letteratura greca
|
2011 G. B. Palumbo Editore
P A R T E I I I Let della polis
C A P I T OL O 3 Eschilo
Prometeo, benefattore degli uomini
ONLINE 13 T6
PAGINA 3
470 otoioiv, outo oux re ooio, ote
tp vuv aoouop apovp oaooye.
XOPOE OKEANIAON
Hraov0o oixr ap oaooori rvev
aovo, xoxo o ioto e ti r vooov
aroev o0uri xoi oroutov oux rri
ruriv oaoioi ooxoi iooio.
HPO. To oiao ou xuouoo 0ouoop arov,
oio trvo tr xoi aoou rpoopv.
To rv ryiotov, ri ti r vooov arooi,
oux pv orp ouorv, outr eoiov,
480 ou iotov, ouor aiotov, oo ooxev
rio xotroxrovto, aiv y rye oioiv
rorio xoori paiev oxrootev,
oi to oaooo rouvovtoi vooou.
Toaou tr aoou ovtixp rotoiioo,
xoxivo aeto r ovriotev o p
uao yrvro0oi, xpoovo tr ouoxitou
ryveio outoi rvooiou tr ouoou.
Ioevuev tr atpoiv oievev oxr0e
oieio, oitivr tr orioi uoiv
490 ruevuou tr, xoi oioitov pvtivo
rouo rxootoi, xoi ao opou tivr
r0oi tr xoi otryp0o xoi ouvroioi
oaoyvev tr riotpto, xoi oiov tivo
470 ed ora quel medesimo io non dispone dalcuna trovata
con cui sciogliersi dalla presente infelicit.
CORIFEA
Infelicit ignominiosa davvero patisci: il tuo senno
fuorviato si smarrisce; come un medico dappoco
caduto in malattia, ti lasci prostrare e non riesci
a ritrovare farmachi per guarire te stesso.
PRO. Maggiore ancora sar il tuo stupore quando udirai
le arti e gli espedienti che ho escogitato.
E questo il pi grande: se alcuno cadeva ammalato,
non disponeva affatto di rimedi
480 n in cibo o in unguenti o in bevande,
ma si dissecchiva per mancanze di cure; finch io
insegnai loro misture di medicine efficaci
che sgombrano ogni affezione.
Determinai le leggi dellarte divinatoria,
per primo distinsi quali tra i sogni
dovessero realizzarsi, e li feci attenti alle voci
indistinte e agli incontri fatti per via;
spiegai i significati precisi dei voli dei rapaci,
quali per lor natura sono fausti e quali avversi,
2
490 e le abitudini di ciascheduno, e i rancori
che divampano tra loro, e i convegni, e gli amori;
e come sia importante la levigatezza delle interiora,
2. Prometeo ha quindi insegna-
to agli uomini a interpretare quei
segnali apparentemente privi di
significato perch ritenuti ca-
suali, ma che in realt costitui-
scono un preciso avvertimento
del cielo.
M. Casertano G. Nuzzo
|
Storia e testi della letteratura greca
|
2011 G. B. Palumbo Editore
P A R T E I I I Let della polis
C A P I T OL O 3 Eschilo
Prometeo, benefattore degli uomini
ONLINE 13 T6
PAGINA 4
rouo ov rip ooiooiv ao poovpv
op, oou tr aoixipv ruoiov
xviop tr xeo ouyxouato xoi oxov
oouv aueoo ouotrxotov ri trvpv
eoeoo 0vptou, xoi oyeao opoto
reoteoo, aoo0rv ovt raoyro.
500 Toiouto rv op tout rvr0r or 0ovo
xrxurv ov0eaoioiv erpoto,
oxov, oiopov, oyuov uoov tr, ti
porirv ov aooi0rv rruriv rou
Ouori, oo oioo, p otpv uooi 0rev.
Bori or u0e aovto oupopv o0r,
aoooi trvoi otoioiv rx Hop0re.
e quale colore rende accetta ai numi la bile,
e le varie posizioni propizie del fegato.
Bruciai gli arti avvolti di grasso e lombi diritti
per avviare i mortali verso la scienza
degli astrusi presagi, e resi evidenti i significati
del guizzare delle fiamme, fin allora avvolti di tenebra.
500 Questa tutta lopera mia. E le ricchezze
che la terra cela agli uomini nel suo seno,
il rame e il ferro, largento e loro,
chi oserebbe dichiarare daverle portate alla luce prima di me?
Nessuno, io credo, che non intenda ciarlare a vuoto.
In breve, insomma, sappi:
tutte le arti agli uomini provengono da Prometeo.
3
(trad. di C. Carena)
4
3. Prometeo godeva di partico-
lare culto in Atene; egli era pa-
trono di numerose categorie di
artigiani, quali vasai e fabbri, che
lo ritenevano inventore delle lo-
ro arti.
4. In Eschilo. Le tragedie, Tori-
no 1956.