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La chimica industriale è quella branca della chimica che si occupa delle

trasformazioni su scala industriale delle materie prime per la


produzione di sostanze chimiche, miscele e materiali di varia natura, dei
processi e degli impianti chimici utilizzati e dei loro impatti economici
sull'industria e sul costo dei prodotti finiti.
.
La chimica industriale pone particolare attenzione agli impianti pilota
(modelli in scala ridotta) e alle operazioni unitarie di laboratorio. Con
questi può impostare modelli predittivi di tutte le variabili in gioco nel
processo chimico e fisico, svolgere il dimensionamento finale e la scelta
di materiali ed attrezzature per quello che sarà l'impianto industriale.
In questo ambito entrano in gioco modelli di trasferimento di massa e di
calore e la realizzazione di sistemi di controllo, che sono trattati
nell'ambito delle discipline dell'ingegneria chimica.

Anche se passando dalla scala di laboratorio alla scala industriale


cambiano le quantità in gioco, le operazioni unitarie sono le stesse,
indipendentemente dalla natura specifica del materiale in lavorazione.
Esempi di tali operazioni unitarie sono:
•macinazione materie prime,
•trasporto di fluidi,
•distillazione di miscele liquide,
•filtrazione,
•sedimentazione,
•cristallizzazione.
La storia dell'industria chimica, in ogni sua fase, dimostra la
complessità dell'interazione fra conoscenza e produzione
materiale.

I risultati ottenuti dal chimico nell'attività sperimentale, o nella


riflessione teorica, richiesero (e richiedono) un'intricata, spesso
imprevedibile, mediazione fra il bancone di laboratorio e la
realtà industriale.
L'industria chimica inizialmente si è appoggiata alle conoscenze
che erano proprie del chimico di laboratorio,

ma la successiva industrializzazione dei processi chimici più


disparati, mossa dalle continue esigenze del mercato, che
richiedevano un quantitativo sempre maggiore di prodotti,

ha fatto sì che la figura del chimico si sia successivamente


affiancata a quella dell'ingegnere, dell'agronomo, del medico,
con un campo di intervento sterminato, che nel corso di due
secoli è giunto a pervadere interamente la civiltà industriale, sia
negli aspetti produttivi, sia in quelli del vivere quotidiano.
industrializzazione dei
processi chimici

INIZIO ORA
Conoscenze del affiancamento di un
chimico di ingegnere, un agronomo,
laboratorio un medico, con un campo di
intervento sterminato
La chimica è per definizione la scienza della trasformazione
delle sostanze.

La flessibilità dell'industria chimica


• pur mantenendo il limite costante della mole degli investimenti
immobilizzata negli impianti,
•è andata crescendo con lo sviluppo stesso delle conoscenze, e
si è pienamente dispiegata durante i conflitti economici e militari
del XX secolo.
La storia del rapporto fra scienza, chimica, e industria,
dimostra che è possibile ottenere i prodotti più disparati a partire
da una certa base di materie prime, e che al tempo stesso è
possibile giungere agli stessi prodotti utilizzando differenti materie
prime;

bisogna quindi operare delle scelte sulla tipologia del processo


industriale da seguire per ottenere un determinato prodotto,
basate su (e non solo)
•fattore economico,
•fattore della sicurezza,
•il fattore ambientale.
materia prima

Poche materie
prime materia prima

materia prima
Inoltre, l'industria chimica può fornire ad altri settori produttivi, o
al consumatore finale, prodotti intrinsecamente "diversi",
capaci però di svolgere lo stesso "ruolo":
•chimico (solventi, detergenti),
•meccanico (leghe, fibre, colle),
•energetico (combustibili),
•estetico (coloranti, cosmetici)
•fisiologico (medicinali).
La crescente pervasività dei prodotti chimici nella civiltà industriale
ha differenziato la produzione in numerosi settori, caratterizzati da
una propria "storia", con stadi di sviluppo e di maturità distanziati
nel tempo.
Si possono tracciare alcune linee distintive nella storia
dell'industria chimica:
1.la grande industria chimica inorganica, nata dalla rivoluzione
industriale;
2.l'industria chimica organica dei prodotti "fini" (fine chemicals),
fiorita fra la metà dell'Ottocento e la metà del Novecento;
3.il rinnovamento delle tecnologie di sintesi, con la ricerca di
condizioni di reazione estreme (nei primi decenni del XX secolo);
4.l'affermarsi dell'industria organica pesante dei nostri giorni;
5.il moderno affermarsi di tecniche sintetiche legate
alle biotecnologie.
Settori dell'industria chimica

In genere la chimica industriale è divisa in chimica primaria ed


in chimica secondaria, a seconda del grado di trasformazione
della materia prima.
Chimica primaria
È il settore industriale di base che si occupa della produzione, a
partire da materie prime (petrolio, gas naturale, minerali…) di
composti chimici relativamente semplici (come ad
esempio benzene, fenolo e propilene) usati successivamente
dalla chimica secondaria come punto di partenza per ulteriori
trasformazioni.

chimica
secondaria
La chimica primaria è strettamente legata all'industria
dell'estrazione mineraria (zolfo, pirite) e all'industria del petrolio,
anche se normalmente la petrolchimica, per la sua complessità e
specificità, viene considerata un settore a parte. Caratteristica
dell'industria chimica primaria è quella di operare su grande
scala (grandi quantità di materiali e grandi dimensioni degli
impianti).
Chimica secondaria
La chimica secondaria produce molecole più complesse (come
i coloranti, i fitofarmaci eccetera).

L'economia di scala di questo comparto, con il suo superiore


valore aggiunto, e la maggior sofisticazione degli impianti,
rende più limitate - nelle dimensioni e nelle quantità prodotte - le
relative aziende.
A sua volta la chimica secondaria può essere divisa in chimica
fine e chimica delle specialità
Chimica fine
Produzione di intermedi, materie prime, principi attivi, additivi,
ausiliari, coadiuvanti tecnologici, enzimi e catalizzatori per diverse
industrie manifatturiere, parachimica e chimica di trasformazione
(chimica specialistica: tensioattivi, vernici, dolcificanti, additivi
alimentari, adesivi, farmaci, cosmetici, eccetera).

La chimica fine si differenzia dalla chimica specialistica per il fatto


che i suoi prodotti non vengono immessi direttamente sul
mercato, ma sono utilizzati da altri settori industriali, e che
non sono nella maggiore parte dei casi dei formulati, come lo sono
invece tutti quelli della specialistica
Chimica specialistica

La Chimica specialistica è la chimica che è collocata a valle della


chimica fine e che offre i suoi prodotti al consumatore finale e/o
a molti settori industriali esterni alla chimica, prodotti che sono
costituiti da formulati, ossia da una miscela di ingredienti che in
genere vengono comprati da altre aziende e che vengono utilizzati
con operazioni fisiche di miscelazione e anche con qualche
trattamento chimico
Il processo unitario è una parte del processo industriale dove avviene
un'unitaria reazione di tipo esclusivamente chimico.

Da non confondersi con il termine 

operazione unitaria, che corrisponde a una parte del processo


industriale dove avviene una trasformazione unitaria di tipo
esclusivamente fisico.
Produzione Industriale

 Definizione di Processo Industriale e sua Classificazione

 Metodi di Ottimizzazione della Produzione Industriale


Un sistema di produzione può essere definito come un
insieme di uomini, macchine, attrezzature ed
organizzazione legati da un flusso comune di materiali e
di informazioni finalizzato alla trasformazione di materiale
grezzo in prodotti finiti.

Nell'analisi di un sistema produttivo si identificano quattro


parametri principali di produzione:
•Costo
•Tempo
Tetraedro della Produzione.
•Qualità
•Flessibilità
Sistemi Produttivi
Lo schema di classificazione composita di Brandolese, Brugger,
Garetti, Misul (1985) considera una suddivisione secondo tre assi
cartesiani.
Sistemi Produttivi
Sull'asse del mercato, si classificano secondo le modalità di
vendita:

•su commesse singole o su commesse ripetitive; in questo caso si


dice che si costruiscono prodotti già venduti

•produzione per il magazzino, in base alle previsioni di vendita (si


costruiscono i prodotti, e la vendita avviene in un secondo
momento); in questo caso si dice che si vendono prodotti già
costruiti
Produzione:
Sistemi Produttivi
Sull'asse tecnologico, si classificano secondo le modalità di
realizzazione del prodotto in:
•impianti di processo (ove la produzione riguarda profonde
trasformazioni chimico-fisiche e non è possibile ritornare
facilmente ai componenti iniziali partendo dal prodotto finale)
•impianti di fabbricazione, che a loro volta si suddividono in:
impianti di produzione
impianti di assemblaggio

Non va confuso un impianto di fabbricazione con un


impianto di processo: ad esempio la produzione
della carta è fatta in un impianto di processo, mentre la
produzione di pezzi tramite tornitura è fatta in impianti
di fabbricazione.
Sistemi Produttivi

Sull'asse gestionale, si classificano secondo le modalità di


realizzazione del volume da produrre:
produzioni unitarie
a lotti
continue

Ovviamente alcuni incroci non sono fattibili (ad


esempio un impianto continuo difficilmente potrà
produrre per ordini singoli come l’imbottigliamento
delle acque).
Sistemi Produttivi

Altre classificazioni possibili riguardano la natura delle


trasformazioni, la categoria dei prodotti, le dimensioni, il
rapporto energia/lavoro manuale, completezza del ciclo produttivo
(ovvero se nell'impianto si parte da materie prime o da altri
semilavorati).
I sistemi di produzione possono essere divisi in base al tipo
di processo di produzione industriale utilizzato. Avremo impianti
di fabbricazione e impianti di montaggio, a seconda che producano
i pezzi tramite lavorazioni chimiche, meccaniche, fisiche etc., o se
si limiti all'assemblaggio di componenti già pronti.
Sistemi Produttivi
Le tipologie di processo produttivo che possono essere realizzate
sono le seguenti:
flow-shop, dove i semilavorati passano da una stazione di
produzione all'altra attraverso una sequenza standard e
predeterminata, indipendente dal lotto di produzione. È il caso
tipico delle catene di montaggio, ove le macchine sono disposte
secondo le fasi di lavorazione del prodotto;
Job-shop, in cui la sequenza delle operazioni che dovranno essere
svolte è definita a priori, ma può radicalmente cambiare da lotto
a lotto (ad esempio il caso di una officina di riparazione);
per celle (Group technology), in cui la produzione di prodotti di
una stessa famiglia avviene in un'area definita dell'impianto dove
sono presenti tutte e sole le macchine necessarie;
Sistemi Produttivi
Invece dal punto di vista del layout, gli impianti possono dividersi
in:
•a postazioni fisse, in cui è il prodotto da costruire a rimanere
fermo. (costruzioni di ingegneria civile, quali dighe ed edifici);

•per reparti, in cui le macchine tecnologicamente simili


vengono localizzate in aree contigue dell'impianto;

•per linee, in cui la disposizione dei macchinari segue fedelmente


la sequenza operativa delle fasi di lavorazione;

•ad isole, in cui le unità produttive vengono raggruppate in


maniera tale che ogni gruppo sia in grado di processare prodotti il
cui ciclo di lavoro è similare.
Sistemi Produttivi
Sebbene le classificazioni suddette possano sembrare in
corrispondenza biunivoca
come il
prodotto deve
primo elenco essere
trasformato
dagli impianti

la collocazione dei
macchinari al fine di
secondo elenco
minimizzare alcuni costi
imputabili al layout.

È intuitivo tuttavia che alcuni accoppiamenti layout-processo


siano generalmente economicamente più convenienti.
Job Shop

 Un pezzo o un lotto viene lavorato da Reparti di


lavorazione spostandosi (tramite un sistema di
trasporto o pallet) in accordo ad un preciso ciclo
tecnologico (routing).
 Ciacun Reparto aggrega macchine omogenee per tipo
di lavorazione. Dunque esso offre una determinata
“capacità tecnologica”
 Il Job Shop è un sistema produttivo che mette a
disposizione “capacità tecnologiche”
 la capacità produttiva dell’impianto si realizza
quando viene specificato il routing
Manufacturing Systems
(Fabbricazioni di tipo Job Shop)

Lotto i A1 A2 A3 A4
1 3 4 2

Lotto i 1
Mj1 Mj2
3

Mj4 Mj3
4 2

Reparto Aj
Fabbricazioni per Linee di Prodotto

 La fabbricazione per linea di prodotto è una sistema


produttivo costituito da un insieme di macchine
progettate per realizzare rigidamente una sequenza
fissata di lavorazioni.
 Tutti i pezzi o lotti subiscono la stessa sequenza di
processamento
 La fabbricazione per linea di prodotto è un sistema
produttivo che mette a disposizione una “capacità
produttiva”
 La capacità tecnologica è incorporata nell’impianto e
mirata alla produzione di un solo prodotto.
Manufacturing Systems
(Fabbricazioni per Line di Prodotto)

Lotto i
M1 M2 M3 M4
L'acronimo WIP, che sta per Work In Process (ossia, tradotto
dall'inglese, materiale in corso di lavorazione), è un termine tecnico
usato per indicare il numero di pezzi (o di lotti) che vengono lavorati
contemporaneamente all'interno di un sistema produttivo.
Si tratta del materiale in uscita da una fase del processo di
lavorazione in attesa di essere trattato da quella successiva.
Rappresenta un costo per l'azienda legato a
immobilizzo di capitale,
spazio occupato
movimentazione dei materiali.
Questo parametro può essere utilizzato come indicatore per valutare
le prestazioni del sistema: a parità di lotti prodotti, si preferisce la
soluzione che corrisponde al più basso livello di WIP; l'azienda in
questo modo può ridurre i costi dovuti all'immobilizzazione
delle giacenze di materie prime e di semilavorati.
Confronto tra le Soluzioni Estreme della
Fabbricazione
Job Shop Vantaggi Svantaggi
Alta Flessibilità Elevati Tempi di Produzione
Elevata Elasticità (e.g.Guasti) Elevato Work In Process
Scarsa Obsolescenza Scarso Sfruttamento delle Risorse
Rapido Avvio di Nuove Produzioni Scarsa Prevedibilità dei Tempi di Consegna
  Difficoltà della Gestione (vedi lucido seguente)

Linea di Produzione Vantaggi Svantaggi


Ridotti Tempi di Produzione Notevole Rigidità
Ridotto WIP Investimenti Elevati
Elevato Sfruttamento delle Risorse Rischi di Obsolescenza
Buona Prevedibilità dei Tempi di Consegna Vulnerabilità ai Guasti

  Elevato Tempo di Avvio di Nuove Produzioni

  Difficoltà della Progettazione (vedi lucido seguente)


Difficoltà della Gestione della Produzione del
Job Shop

M11 M12 M21 M22 M31


Lotto 1

Lotto 2

M14 M13 M24 M23 M33 M32

Lotto 2 Lotto 1
Difficoltà della Gestione della Produzione del
Job Shop
 Problemi Principali:
 Scelta tra più Risorse (Macchine) disponibili per la
  lavorazione dei Lotti
 Loading: Scelta dei lotti da inoltrare nell’impianto e scelta
della sequenze di inoltro dei lotti nell’impianto
 Dispatching/Sequencing: Scelta della sequenza di
Lavorazione dei Lotti sulle Singole Macchine
 Minimizzazione di diversi parametri prestazionali quali il
tempo di trasferimento e i tempi di Set-Up delle Macchine
 Soluzioni:
 Esperienza Umana
 Soluzioni Algoritmiche (informatizzazione) per
l’Ottimizzazione della Produttività
Difficoltà della Progettazione della Linea di
Fabbricazione
Lotto i
M1 M2 M3 M4

T1 T2 T3 T4

 Tempo di Lavorazione = T1+T2+T3+T4


 
 Problemi Principali nella Progettazione:
 Bilanciamento del Carico di Lavoro
 Elevata Disponibilità delle Risorse (Meccanismi di
Tolleranza ai Guasti)
 Analisi dei rischi di mercato ai quali si va incontro
dotandosi di una certa capacità produttiva per uno
specifico prodotto.
Gestione della Produzione Industriale
Tre Fasi in Successione:
• Progettazione e Realizzazione del Sistema Produttivo
• Messa a Punto dei cicli di lavorazione, delle attrezzature, delle
procedure di collaudo e di controllo della qualità, etc.
• Programmazione della produzione: formulazione e gestione
dei piani di produzione, ovvero utilizzo delle risorse del
sistema produttivo predisposte nelle fasi precedenti per la
realizzazione dei prodotti desiderati.
La Programmazione della Produzione si articola in tre periodi:
Programmazione di Lungo Periodo
Programmazione Aggregata
Programmazione di Breve Periodo 
Esempi di Risultati Forniti
dalla Programmazione di Breve Periodo

M1 2 1 3

M2 3 2 1

M3 3 1 2

Routing Tecnologico:
Lotto 1= (M1, M3, M2)
Lotto 2= (M1, M2, M3)
Lotto 3= (M2, M3, M1)
Tempi di Produzione:
Lotto 1 = (M1(2), M3(1), M2(2))
Lotto 2 = (M1(2), M2(1), M3(2))
Lotto 3 = (M2(1), M3(3), M1(3))
Unità 8 controllo dei processi chimici
industriali