Sei sulla pagina 1di 4

Progetti

Claudio Renato Fantone* Paola Ferrini **

Sin dal IV secolo a.C., grazie alle cosiddette Leggi delle Dodici Tavole, un insieme di norme di vario uso,era proibito, per ovvi motivi di igiene,seppellire cadaveri allinterno del pomerium (il territorio entro la cinta muraria urbana). Il divieto riguardava sia lincinerazione che la sepoltura degli adulti con lesclusione per le sacerdotesseVestali e per chi avesse riportato un trionfo. Cos i sepolcri e i mausolei venivano eretti fuori delle mura(1), lungo le strade che collegavano Roma con altre importanti citt della regione e della penisola.Lungo la via Labicana,che conduceva a Labico, cittadina del Lazio, erano sorti monumenti, palazzi, stazioni

maria grazia filetici laura vendittelli

Il progetto e il cantiere del Mausoleo di S. Elena


postali e catacombe.(2) Nel 320 d.C.limperatore Costantino fece erigere sul terreno sovrastante le catacombe cristiane,al terzo miglio della strada, un mausoleo ove venissero custodite le spoglie della madre Elena, poi santificata, o forse di se stesso.Diversi secoli dopo,nel 1638,papa Urbano VIII Barberini, per soddisfare le richieste di culto di questarea suburbana meta di pellegrinaggio, stabil di erigere una piccola chiesa dedicata ai SS.Pietro e Marcellino, utilizzando parte delle rovine. Successivamente, nel 1765, nuovi ampliamenti della chiesa e della canonica, voluti da Clemente XIII, determinarono modifiche sostanziali alla fisionomia del monumento.(3) Il Mausoleo(4) si trova in una importante zona archeologica e ne rappresenta il riferimento visivo principale dal limitrofo tessuto urbano e dalle aree verdi circostanti, recuperate grazie ad una vasta operazione di tutela, che fanno parte del Parco Labicano. un edificio a pianta circolare di imponenti dimensioni - 20 metri di diametro in-

Veduta dal basso del Mausoleo. Nella pagina a fianco: veduta del Mausoleo durante i lavori (fonte: archivio S.A.R.).

Fotografie C. R. Fantone

terno , coperto anticamente da una cupola, in cui si ritrova lapplicazione di morfologie costruttive e pratiche tecniche tipiche di quel linguaggio architettonico nuovo, non classico, adottato in molti edifici della Roma imperiale. In queste costruzioni si affermava la volont di dilatare lo spazio interno mediante lo sfondamento con esedre della massiccia parete perimetrale e prediligendo impianti curvilinei in luogo di quelli rettilinei, propri dellarchitettura classica. Si viene cos a realizzare quella simbiosi fra lesigenza costruttiva il momento dinerzia dei piedritti viene aumentato allargandone la base senza appesantirla e la nuova visione dello spazio reso dinamico dalla ritmica successione di rientranze di diversa sezione. Il Mausoleo di S. Elena composto da uno spesso muro basamentale ed un tamburo superiore arretrato, movimentato dalla presenza di ampi nicchioni semicircolari su cui si aprono finestre ad arco ribassato. Sulla sommit del primo ordine disposto un passaggio anulare di ispezione. Linvolucro laterizio era, allesterno, rivestito da intonaco, come documentato dalle recenti campagne di scavo, e protetto dallo scorrimento delle piogge da grandi cornici in bipedali sorrette da mensole in pietra, oggetto, come si vedr, di un pregevole intervento di ricostituzione.(5) La muratura di laterizi modulata da nicchie, alternativamente, semicircolari, con volte a catino, e rettangolari, con volte a botte, che, come si detto, hanno levidente scopo di alleggerire lo spessore del perimetro murario senza indebolirne la resistenza per sostenere la cupola. Lingresso al Mausoleo era originariamente costituito da un grande atrio rettangolare sul lato ovest che definiva un asse architettonico importante e di percorso nordovest sud-est che si concludeva in una grande nicchia rettangolare dove, probabilmente, era collocato il sarcofago.(6) Lintradosso della cupola era rivestito da tessere variopinte. La grande cupola, alleggerita da pignatte inserite nellopus coementicium e gradonata sullestradosso,(7) necessit gi in origine di un rinforzo,

26

CIL 78

27

PROGETTI

Veduta generale della volta in conglomerato cementizio con le pignatte di alleggerimento inserite nel getto.

realizzato da un nuovo getto di conglomerato,che ne increment la sezione ma non riusc a evitarne il crollo. I recenti lavori di restauro del Mausoleo, iniziati nel 1994-95 e in corso di ultimazione,proseguono idealmente quelli realizzati dallarchitetto Giuseppe Valadier nel 1836 che si limitarono, per motivi di spesa, ad interventi localizzati sulle opere murarie per impedire la caduta di massi sulla piccola chiesa e ad un consolidamento dellestremit est del muro perimetrale mediante la realizzazione di un contrafforte. La concezione ideologica che ha guidato lattuale intervento viene cos descritta dallarchitetto Maria Grazia Filetici:Assumendo nellorganizzazione del cantiere diverse professionalit ed adottando tecniche specialistiche in funzione dei diversi temi affrontati nel corso dei lavori, abbiamo cercato di rendere leggibili i dati archeologici che nello studio del monumento si esplicitavano cercando di esprimerli con la massima sem-

plicit in un quadro globale di lettura. Non pi quindi un ammasso di materiali antichi astratti gli uni dagli altri,ma il cantiere qui il lessico dei materiali, che dal pi piccolo al pi grande convergono per ricontestualizzare il frammento architettonico (). Questo programma ideale ha costituito il motivo trainante ed unificante del cantiere. Uno dei problemi affrontati nel restauro stato luso delle malte di integrazione rispetto al contesto murario in cui si operato.Le malte della cortina in laterizio e quelle dintegrazione degli squarci nellintradosso della volta sono state diversificate nella granulometria e colorazione rispetto alle antiche ma assumendo come riferimento le caratteristiche dimensionali e cromatiche esistenti.Durante il restauro della cupola le pignatte aperte sono state integrate con un riempimento di argilla espansa intonacato su rete acrilica e dipinto in tono dombra. Sulla parete nord caratterizzata da profonde lesioni,dove il monitoraggio con apparecchiature di misura ha accer-

tato lassenza di eventuali movimenti relativi delle masse, stata svolta la bonifica delle fenditure e il riempimento dei vuoti con malta e scapoli di tufo apparecchiati a mano, mentre sul piano orizzontale di copertura uno spessore in cocciopesto, eseguito in sottosquadro, protegge le lesioni sottostanti. Nella parte terminale occidentale,a seguito dello studio statico del prof. Carlo Baggio, che ha evidenziato un complesso quadro fessurativo e linsufficienza strutturale della murature oramai isolate,si deciso di realizzare un nuovo rinforzo murario. Sono stati scelti laterizi di produzione artigianale per armonizzarsi alla composizione cromatica del manufatto edilizio.Il contrafforte spiega larchitetto Filetici stato concepito costruttivamente come una sezione della parete antica dove le tessiture murarie corrispondono ai piani archeologici.Landamento della ricostruzione, parallelo alla rottura della parete, stato realizzato con particolare attenzione allo scorrimento delle acque ed alla pro-

28

CIL 78

La presenza di lesioni nel corpo di fabbrica antico.

Ricostruzione del profilo architettonico della cornice a protezione dei resti antichi.

tezione del materiale antico conservato; alla tecnica del sottosquadro stata delegata la discreta denuncia dellintervento. Il problema della protezione del Mausoleo dalle acque meteoriche, risolto dagli antichi costruttori con una cornice di raffinata lavorazione, stato affrontato con cura sia in fase progettuale che esecutiva. Dallanalisi e dal rilievo archeologico di brani della cornice preesistente, situati a coronamento della parte basamentale, si giunti al progetto di integrazione per ricostituire con bipedali di laterizio di restauro lantico aggetto in modo da proteggere i mattoni sottostanti. I bipedali, completati da un gocciolatoio intagliato con grande perizia artigianale allestremo dello sporto, sono stati messi in opera integrandoli con barre in acciaio inossidabile,inserite negli interstizi di malta fra i suddetti elementi in laterizio, al fine di svincolare le mensole in pietra dal carico della nuova cornice e dello strato superiore impermeabile, eseguito con un battuto di cocciopesto.

Note 1. Le tombe, quali ad esempio quella degli Scipioni, che attualmente sembrano trovarsi entro la cinta muraria urbana, risultano tali solo perch edificate prima che nuove mura venissero realizzate a causa della estensione urbana. 2. Le catacombe non furono uninvenzione dei cristiani, in quanto erano da sempre il luogo comune di sepoltura delle persone meno abbienti. Erano tuttavia luoghi di culto e di memoria dei defunti dove, con lavvento del Cristianesimo, alle effigi, ai ritratti e alle raffigurazioni delle divinit pagane si sostituirono le immagini sacre cristiane. Nelle catacombe di quella localit vennero sepolti, in una cripta absidata in forma di piccola basilica, il prete Marcellino e lesorcista Pietro,uccisi nel 303 d.C.durante lultima persecuzione contro i cristiani, voluta dallimperatore Diocleziano. 3. La chiesa seicentesca venne chiusa al culto allorch nel 1922 fu edificata una nuova grande chiesa intitolata ai due martiri. 4. Il monumento stato oggetto di importanti restauri, attualmente in corso a cura della Soprintendenza Archeologica di Roma. 5. Gli studi strutturali diretti dalla Soprintendenza Archeologica di Roma sono stati eseguiti dal prof. Carlo Baggio dellUniversit degli Studi di Roma Tre. 6. Il pregiato sarcofago in porfido rosso scolpito custodito attualmente nei Musei Vaticani.

7.Dalla presenza di queste anfore di argilla deriva il nome popolare di Torpignattara dato alle rovine del manufatto.
Scheda tecnica

Propriet: Vicariato Soprintendente: Adriano La Regina D.L. e coord. prog.: Maria Grazia Filetici D.S. e coord. indagini archeologiche: Laura Vendittelli Direttore tecnico restauri di superficie: Elio Paparatti Assistente al cantiere: Luigi Greco Consulente prog. arch.: Roberto Secchi Consulente ind. strutt.: Carlo Baggio Ass. scavo arch.: Cristina Gagliardo Doc. grafica: Studio Groma, Paola Brunori Restauri: EdilRestauri, Consorzio Roma, Carla Mancini Restauro edile: ISARM App. di precisione: Gianni Tei

Si ringrazia larch. Maria Grazia Filetici per la documentazione e le informazioni gentilmente fornite. * Professore a contratto della Facolt di Architettura dellUniversit degli Studi di Roma Tre. ** CNR ITABC (Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali).

29

PROGETTI