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Chiesa di Santa Maria presso San Satiro

Coordinate: 452745.84N 91115.9E / 45.462733N


9.18775E
La chiesa di Santa Maria presso San Satiro una
chiesa parrocchiale di Milano[1] . La costruzione della
chiesa fu intrapresa alla ne del Quattrocento per vole-
re del duca Gian Galeazzo Sforza e pi tardi proseguita
da Ludovico il Moro come parte di un ambizioso pro-
gramma di rinnovamento delle arti nel ducato, il quale
prevedeva tra le altre cose di chiamare presso la corte mi-
lanese artisti da tutta Italia: l'edicio fu infatti progettato
secondo nuove forme rinascimentali importate nel duca-
to da Donato Bramante. La chiesa, costruita inglobando
il pi antico sacello di San Satiro da cui prese il nome,
celebre per ospitare il cosiddetto nto coro bramante-
sco, capolavoro della pittura prospettica rinascimentale
italiana.

1 Storia

Il nucleo pi antico del complesso fu fondato nel IX se-


colo per volere di Ansperto, vescovo di Milano, come
una piccola chiesa dedicata a san Satiro, san Silvestro e
sant'Ambrogio. L'anno esatto della fondazione risalireb-
be all'876 secondo lo storico medievale Filippo di Castel-
seprio[2] , all'868 secondo quanto riportato da Serviliano
Vista del retro del complesso
Lattuada nella sua Descrizione di Milano[3] , all'869 secon-
do la Historia Patriae dello storico milanese Tristano Cal-
co[4] . La presenza di tale chiesetta citata in documenti
datati 972, 1087 e 1103, in cui viene confermata la giu- della nuova chiesa iniziarono nel 1478 per volere del du-
risdizione dei monaci benedettini di Sant'Ambrogio sul ca Gian Galeazzo Sforza e della madre reggente Bona di
piccolo edicio di culto e sullo xenodochio annesso[5] . Savoia, con il duplice obiettivo di consolidare il culto ma-
riano e di abbellire la citt con un edicio monumenta-
Di natura pi incerta invece la presenza di una chiesa le di pregio[7] : l'ingaggio dell'architetto urbinate Donato
precedente, separata dal sacello, sull'area dell'attuale San- Bramante avvenne solo tra il 1480 e il 1482, mentre
ta Maria presso San Satiro: tale edicio sarebbe confer- attestata al 1483 la prima commissione per la decora-
mato da un documento in cui viene descritta la consacra- zione interna allo scultore di scuola padovana Agostino
zione di una chiesa impartita da Ariberto da Intimiano Fonduli, quando la struttura muraria era gi stata com-
in quell'area nel 1036[2] . Tale chiesa tuttavia non com- pletata. Nel 1486 furono iniziati i lavori per la decora-
pare in un documento datato 1466 dove venivano elen- zione della volta, mentre nello stesso anno venne assunto
cate le chiese cittadine dell'epoca. Risalirebbe al 1242 Giovanni Antonio Amadeo per la realizzazione della fac-
l'avvenimento miracoloso che vide l'immagine della Ver- ciata, che vide completato soltanto lo zoccolo e non fu
gine con Bambino, posta all'esterno del sacello, sangui- mai terminata[8] . Un'ipotesi suggestiva, derivata da alcu-
nare in seguito ad una coltellata infertale da un giovane ni progetti presenti nel codice Ashburnham, suggerisce
squilibrato, tale Massazio da Vigolzone: l'immagine rest la presenza di Leonardo Da Vinci nei cantieri di restauro
esposta su un altare all'esterno del sacello, no a quando del sacello di San Satiro, eseguiti tra il 1492 e il 1499:
circa due secoli pi tardi fu decisa la costruzione di un i progetti leonardeschi non vennero per mai eseguiti a
tempio in cui ospitare l'opera[6] . vantaggio della soluzione del Bramante. I lavori per la
Acquistati i terreni nel 1474, i lavori per la costruzione decorazione esterna della chiesa vennero denitivamente

1
2 2 ARCHITETTURA ESTERNA

conclusi nel 1518[9] .


La cronologia dei lavori della chiesa dopo i primi anni
del Cinquecento meno esaustiva rispetto a quella dei
primi anni, tuttavia nel 1569 il cardinale Carlo Borro-
meo durante una visita pastorale annot la presenza nella
chiesa di quindici cappelle, termine che all'epoca po-
teva indicare anche la semplice presenza di un piccolo
altare decorato con una pala: decorazioni per la maggior
parte andate perdute[10] . Con l'operato del cardinale Bor-
romeo e l'avvento in citt del nuovo ciclo artistico lega-
to alla Controriforma, la chiesa perse gradualmente im-
portanza e considerazione nel patrimonio artistico citta-
dino, tanto che l'edicio non compare in nessuna delle Parte superiore della facciata neorinascimentale
numerose ragurazioni di edici cittadini dei due secoli
successivi[11] .
2.1 Facciata
La facciata della chiesa fu lasciata incompiuta no al XIX
secolo: il progetto iniziale era stato assegnato all'Amadeo,
che aveva realizzato lo zoccolo senza mai completare il
lavoro, si pensa per divergenze di carattere artistico col
Bramante, autore a sua volta di un disegno per la facciata.
Tali resti, raguranti Santi e Storie veterotestamentarie,
furono asportati per permettere l'esecuzione del nuovo
progetto ottocentesco ed incamerati nelle raccolte d'arte
dei musei del Castello Sforzesco[15][8] .
Secondo Luca Beltrami l'antico progetto della faccia-
Resti dei bassorilievi della facciata dall'Amadeo esposti al ta del Bramante sarebbe conservato al Louvre, tuttavia
castello Sforzesco l'attribuzione alla chiesa non unanimemente accettata:
il disegno ragura una facciata suddivisa in tre partiture
verticali scandite da lesene di ordine gigante, con porte e
La chiesa non sub quindi particolari interventi, eccezion nestre sormontati da timpani e oculi inscritti in semicir-
fatta per la rimozione di una serie di statue pericolanti del conferenze. Le partiture laterali sono sormontate da un
Fonduli sul cornicione della cupola, no al XIX secolo, timpano spezzato al centro da un elemento rettangolare
quando fu soggetta a tre restauri con cui vennero aggiunti decorato con un grande oculo inscritto in un semicerchio
l'altare maggiore e l'aresco della lunetta del nto coro. che riprende le decorazione delle nestre pi in basso,
Sempre nel XIX secolo, a opera dell'architetto Giuseppe sormontato a sua volta da un timpano[16] :
Vandoni, furono rifatti l'ingresso della sacrestia, il fonte
battesimale e la facciata[12] . Contemporaneamente al ri- La critica tuttavia concorde nel denire la mancata rea-
facimento della facciata vennero presentate le proposte lizzazione di entrambi i progetti una grande perdita ar-
per il rifacimento dell'angusto spazio antistante alla chie- tistica, specie a fronte dei modesti risultati della facciata
sa. Tra i vari progetti presentati fu scelto ancora una volta neorinascimentale:
quello del Vandoni, che prevedeva l'erezione di una corte La facciata denitiva della chiesa fu quindi realizzata
porticata di forma quadrata; non fu possibile tuttavia tro- nel 1871 da Giuseppe Vandoni che la concep in forme
vare un accordo con i proprietari degli immobili circo- neorinascimentali. Il prospetto a salienti con paramento
stanti per cui l'architetto ripieg verso il semplice amplia- murario in marmo. La sezione centrale leggermente ag-
mento dello spazio in una corte poligonale irregolare[13] . gettante rispetto a quelle laterali ed suddivisa in due fa-
Tra il 1939 e il 1942 l'intero complesso venne sottoposto sce orizzontali, divise in tre partiture verticali scandite da
ad un profondo restauro che ebbe il merito di restituire lesene corinzie, sovrapposte da un cornicione: nell'ordine
l'originale planimetria e struttura muraria interna del sa- inferiore si trova il portale leggermente strombato, men-
cello di San Satiro, del quale i pesanti interventi nel corso tre i corpi laterali presentano due monofore ad arco a tutto
della sua storia avevano stravolto l'antico aspetto[14] . sesto. L'ordine superiore del corpo centrale, che ripren-
de la partizione con lesene corinzie dell'ordine inferiore,
decorato dalle due nicchie laterali e dal rosone. La faccia-
ta coronata da un semplice frontone triangolare. Il pro-
getto mantenne dell'originario bramantesco solo il rosone
2 Architettura esterna e la cornice del portale, presentando al contrario un fronte
pi largo dell'aula, decisamente monumentale e con de-
2.3 Sacello di San Satiro e campanile 3

e il corpo leggermente arretrato delimitato da due para-


ste di ordine gigante che reggono un'ampia cornice. Nei
corpi laterali viene ripetuta la decorazione dell'ordine mi-
nore centrale, con l'inserimento in ogni corpo di un porta-
le delimitato da semicolonne sormontato da un timpano
triangolare e di tre paraste per delimitare la facciata. Il
disegno della facciata mostra un debito stilistico nei con-
fronti della basilica di Sant'Andrea dell'Alberti a Mantova
per l'utilizzo del fronte di tempio aggettante, mentre la so-
luzione delle paraste agli angoli trova un precedente nel-
la basilica di Santa Maria delle Carceri di Giuliano da
Sangallo[19] .
La cupola si presenta a forma conica con copertura a
tamburo, si pensa ispirata alla chiesa di San Bernardino
di Urbino, dove il Bramante lavor accanto a Francesco
di Giorgio Martini[20] : la decorazione della fascia del
tamburo con tondi inframezzati da lesene di ordine corin-
zio riprende le forme della copertura della cappella Por-
tinari[21] . Il tiburio di forma circolare crea un contrasto
con la copertura poligonale del tempietto di San Satiro a
anco, mitigato tuttavia dall'unitariet della decorazione
a semicolonne perimetrali dei due elementi[22] .

2.3 Sacello di San Satiro e campanile

Portale d'ingresso della facciata posteriore

corazioni ridondanti: la soluzione neorinascimentale su-


scit scarsa approvazione quasi unanime nel mondo della
critica architettonica[18][12] .

2.2 Facciata posteriore e cupola

Sacello di San Satiro dall'esterno

Il sacello e il campanile costituiscono la parte origina-


ria del complesso. L'attuale aspetto dell'antico sacello di
San Satiro, chiamata anche cappella della Piet, si deve ai
rimaneggiamenti quattrocenteschi del Bramante: la strut-
tura esterna composta da una costruzione cilindrica, che
ingloba l'antica struttura, in cui sono ricavate delle nicchie
comprese tra lesene, coronata dal fregio decorato con ton-
di in cotto raguranti Putti. Sovrapposta alla struttura
Retro della chiesa in un'incisione ottocentesca
cilindrica vi una costruzione a croce greca con le pa-
La facciata posteriore, progettata dal Bramante su via Fal-reti traforate da oculi, coronata da un tiburio ottagonale
con lanternino a colonna. La cornice del tiburio presen-
cone, formata da due corpi laterali e uno centrale legger-
mente aggettante, che corrisponde alla sporgenza del nto ta una decorazione in cotto tipica del primo rinascimento
coro interno. Il corpo centrale composto da un avancor- lombardo[23] .
po scandito da paraste che reggono una architrave decora- Il campanile consiste in una torre a pianta quadrata in
ta con specchiature sormontata da un frontone triangolare mattoni a vista, prototipo dell'architettura preromanica
4 3 ARCHITETTURA E DECORAZIONE INTERNA

lombarda, e rappresenta l'unica parte esterna della co-


struzione non rimaneggiata nei secoli: sull'origine della
torre campanaria vi sono due ipotesi che la fanno risa-
lire rispettivamente al IX secolo, quindi coeva al sacel-
lo, o all'XI secolo. Il campanile impostato su quattro
ordini orizzontali scanditi dall'unione dei cinque archet-
ti che poggiano su peducci con le lesene poste agli an-
goli della torre[24] . Nell'ordine inferiore presente una
feritoia per lato, al secondo una nestra ad arco a tut-
to sesto per lato, al terzo due nestre ad arco a tutto se-
sto per lato, mentre l'ultimo ordine, dove sono presenti le
campane, decorato da bifore inframezzate da colonne
in pietra[25][26] .

3 Architettura e decorazione inter-


na

Vista del transetto

3.1 Transetto

La testata del transetto sinistro decorata nella lunetta


da una raggiera di cinque oculi disposti attorno alla -
nestra semicircolare posta al centro dell'arco a tutto se-
Cupola e decorazione sto: per tale tale struttura decorativa il Bramante si ispir
all'architettura della cappella dei Pazzi del Brunelleschi.
Una struttura simile si pu ritrovare nel timpano curvo di
La chiesa presenta una singolare pianta a croce commissa Santa Maria dei Miracoli di Venezia, di pochi anni suc-
o a tau, ovvero una pianta a croce a cui mancante il brac- cessiva alla chiesa bramantesca[32] . Lo spartito decorati-
cio superiore, che non fu possibile realizzare per mancan- vo a raggiera di occhi ad orologio fu ripreso dallo stes-
za di spazio: tale problema fu ovviato con la realizza- so Bramante nel ninfeo di Genazzano e nella crociera di
zione del celebre nto coro di Donato Bramante. L'aula Santa Maria delle Grazie, e pi tardi dal Palladio nella
divisa in tre navate, con la centrale pi larga rispetto a decorazione del portale di Villa Pojana[33] . La testata del
quelle laterali, mentre il transetto diviso in due navate, transetto destro decorata da un altare ottocentesco di
di cui quella verso via Falcone pi larga: in entrambi i casi Felice Pizzagalli in cui racchiusa la statua di San Luigi
le navate maggiori presentano una copertura a botte deco- Gonzaga che soccorre un appestato, realizzazione sempre
rata con lacunari e rosoni dipinti modellata sull'esempio ottocentesca dello scultore Antonio Carminati[34] .
della Basilica di Sant'Andrea dell'Alberti[8][28] . Le navate Lo spazio della crociera dominato dalla cupola emi-
laterali, sgombre da cappelle, presentano invece una volta sferica, decorata con lacunari dipinti in oro e azzurro,
a vela e sono decorate nelle parete laterali con lunette e che culmina in una piccola lanterna. Alla base della cu-
nti oculi arescati[29] . pola, sulla fascia, sono presenti decorazioni in cotto di
L'aula scandita da tre campate che poggiano su pilastri Agostino Fonduli, mentre i pennacchi sono decorati con
a croce con capitello corinzio[30] . La pianta della chiesa quattro tondi arescati con gli Evangelisti della scuola di
completata dal sacello di San Satiro, posto in maniera Vincenzo Foppa[35] . Anche in questo caso la decorazione
non allineata rispetto al transetto sinistro, e la sacrestia e la divisione degli spazi mostrano un notevole inusso
bramantesca, posta a lato della navata di destra[31] . delle forme della cappella dei Pazzi del Brunelleschi[36] .
3.3 Sagrestia bramantesca 5

Nel transetto destro, a anco dell'altare maggiore, vi bracci del transetto di 9,7 metri ispirata ai precedenti stu-
l'altare di San Teodoro, decorato con marmi policromi[37] di dell'Incisione Prevedari[23][40][41] , diventando il punto
e dalla pala d'altare ragurante l'Estasi di San Filippo di forza dell'edicio[42] :
Neri di Giuseppe Peroni[38] . Il nto coro presenta uno spartito decorativo con volta
Tra le opere presenti anticamente nel transetto della a botte a cassettoni composta da tre arcate in manie-
chiesa si possono ricordare[34] : ra identica all'aula e termina nell'illusione prospettica in
una controfacciata nelle cui parti laterali sono presen-
Santa Barbara, pala d'altare di Giovanni Anto- ti due nicchie coronate da conchiglie, mentre nella lu-
nio Boltrao, conservata alla Gemldegalerie di netta arescato l'episodio miracoloso secondo cui il
Berlino; quadro della Madonna col Putto avrebbe sanguinato a
seguito della coltellata di un giovane. Tale immagine
areschi del Bergognone, staccati dalla parete ed
custodita nell'altare maggiore, a cui il nto coro fa da
assegnati alla Pinacoteca di Brera nel 1868;
contorno[15] . Le pareti sono decorate con nicchie proba-
Sant'Isidoro di Federico Bianchi, citato nelle antiche bilmente riprese dalla decorazione del vecchio duomo di
descrizioni della chiesa e probabilmente disperso. Urbino[31] .
La soluzione, considerata antesignana di tutti gli esempi
All'inizio del XVII secolo risultavano inne presenti nella
di trompe-l'il successivi, costituisce in realt un esem-
chiesa 26 lapidi sepolcrali, tutte eliminate dalla chiesa in
pio di stiacciato trasferito dalla scultura all'architettura.
seguito all'ingresso delle truppe francesi nel 1797[39] .
Nella sua perfetta costruzione prospettica, l'opera mo-
stra l'inusso delle ricerche di Piero della Francesca,
3.2 Il nto coro Donatello e Masaccio nel campo della rappresentazio-
ne illusionistica, mentre l'esecuzione potrebbe essere sta-
ta mutuata dai tabernacoli marmorei di Michele di Gio-
vanni da Fiesole[12][43] . Il debito stilistico nel disegno
prospettico appare molto chiaro dalle similitudini con la
Trinit di Masaccio, ma soprattutto con la Pala di Bre-
ra di Piero della Francesca[44] . L'illusione prospettica del
nto coro bramantesco, ampiamente citata e descritta nei
trattati d'arte dell'epoca, fu successivamente ripresa dal
Borromini nella realizzazione della Galleria prospettica di
palazzo Spada[45] .

3.3 Sagrestia bramantesca

Vista laterale del nto coro in cui appare pi chiara la


costruzione prospettica
Decorazione della sagrestia bramantesca
Uno dei principali ostacoli alla realizzazione di un im-
pianto monumentale era la mancanza di spazio per la rea- Nella navata destra si trova l'ingresso per la sagrestia bra-
lizzazione del coro, dal momento che lo spazio alle spalle mantesca della chiesa: dalle forme decisamente pi slan-
del transetto era occupato dalla contrada del Falcone. Il ciate rispetto a quelle del resto della chiesa, presenta una
problema fu brillantemente risolto dal Bramante median- pianta ottagonale derivata dai battisteri paleocristiani ed
te la realizzazione di rilievi e modanature in cotto succes- impostata su due ordini orizzontali[22] . L'ordine inferio-
sivamente dipinti a formare una fuga prospettica che si- re prevede nicchie piatte e concave alternate inframezza-
mulasse in 97 centimetri di profondit uno spazio pari ai te da lesene angolari decorate che terminano sul fregio
6 3 ARCHITETTURA E DECORAZIONE INTERNA

in cui sono inserite le ricche decorazione di Putti e Te- Il sacello di San Satiro, chiamato anche cappella di Piet
ste in terracotta di Agostino Fonduli. L'ordine superiore dopo gli interventi rinascimentali, presenta una struttura
prevede un ambulacro composto da bifore separate dal- con pianta a cella tricora sovrapposta ad un quadrato con
la prosecuzione delle lesene dell'ordine inferiore di cui colonne perimetrali: elementi che assieme ai frammen-
riprendono i motivi decorativi[35] . L'ambiente chiuso ti di areschi di epoca carolingia costituiscono il nucleo
da una cupola a otto spicchi in ciascuno dei quali pre- originario della costruzione[47] . Alcune delle colonne pe-
sente un oculo. L'architettura risulta cos nel complesso rimetrali, in pietra e ornate con capitelli corinzi, sareb-
essere un'elegante fusione tra il disegno dalle linee geo- bero stati prelevate da edici della citt di epoca tardo-
metriche pulite e chiare della scuola rinascimentale to- romana ed inserite nel sacello, mentre altre sono in cotto
scana e i ricchi spartiti decorativi lombardi: noto in- e risalgono agli interventi bramanteschi, cos come le co-
fatti che la decorazione plastica di Agostino Fonduli fu lonne alternamente in marmo rosso di Verona e marmo
mitigata dall'intervento del Bramante[23][20] : l'inuenza cipollino su cui poggiano gli archi rampanti posti a anco
dell'architetto urbinate emerge nelle decorazioni in terra- delle volte angolari e il lanternino posto in sommit della
cotta di Scene mitologiche, simili per stile alla decorazio- struttura[48] .
ne nel cortile di palazzo della Gherardesca di Giuliano da
Sulla derivazione della caratteristica pianta esistono mol-
Sangallo, con il quale Bramante condivise la formazione te ipotesi: dall'oratorio carolingio di Germigny-des-Prs,
sui modelli del Brunelleschi[22] . a inussi bizantini o addirittura armeni; tuttavia l'ipotesi
La struttura ottagonale della sagrestia bramantesca scan- pi accreditata che il modello della pianta del sacello
dita da lesene angolari con nicchie e bifore venne diret- fosse una delle cappelle della milanese basilica di San Lo-
tamente ripresa in un altro capolavoro del rinascimento renzo. Schemi a pianta centrale tuttavia non erano rari per
lombardo, il santuario dell'Incoronata di Lodi eseguito da l'epoca in area lombarda e tra gli esempi pi celebri di ar-
Giovanni Battaggio, allievo del Bramante che lo aanc chitettura derivata da San Satiro si pu citare il battistero
nei cantieri di Santa Maria presso San Satiro. L'impianto di Galliano a Cant[49] .
ottagonale ad ordini orizzontali sovrapposti venne ripro- Tra le decorazioni coeve alla costruzione bramantesca
posto nella cappella Trivulzio della basilica di San Na- si ha la Piet, un gruppo di statue in terracotta dipinta,
zaro in Brolo ad opera di Bartolomeo Suardi, detto il di Agostino Fonduli. Il gruppo consta di quattordici -
Bramantino per la sua aderenza ai modelli dell'artista gure eseguite con la tecnica del panneggio bagnato[50] .
urbinate[46] . La scena si focalizza sul Cristo morente tra le braccia di
Maria, forse ripreso dallo scomparso tramezzo aresca-
to della chiesa di San Giacomo della Cerreta a Pavia di
3.4 Sacello di San Satiro Vincenzo Foppa, schema non comune nell'Italia setten-
trionale dell'epoca tuttavia giusticato da un ripreso in-
teresse verso il culto mariano di quegli anni per cui era
stato costruito il nuovo santuario. Lo schema complessivo
dell'opera fu ripreso pochi anni pi tardi nell'aresco del-
le Deposizione di Martino Spanzotti per la chiesa di San
Bernardino di Ivrea e nel Compianto nella chiesa di Santa
Maria delle Grazie a Varallo di Gaudenzio Ferrari[51] .

La Piet di Agostino Fonduli

L'esecuzione fu tra i primi lavori dello scultore padova-


no a Milano, come testimoniato dallo stile caricaturale e
ruvido inuenzato solo in minima parte dal classicismo
Interno del sacello milanese dell'epoca, come invece si nota nelle decorazio-
7

ni della sagrestia bramantesca[52] . Al contrario, il grup- [9] Fiorio, p. 354.


po della Piet testimonia ancora l'aderenza a modelli del
[10] Fiorio, p. 357.
rinascimento padovano, come testimoniato dalle gure di
San Giovanni e di due Angeli ripresi da un'incisione del [11] Buratti Mazzotta, p. 11.
Seppellimento di Cristo di Andrea Mantegna, cos come
la similitudine tra il realismo Cristo morto e quello del [12] Fiorio, p. 358.
Cristo del gruppo scultoreo. Non mancano inne debi- [13] Buratti Mazzotta, p. 16.
ti stilistici nei confronti di Donatello nella realizzazione
della Maddalena, forse modellata sulla Maddalena pe- [14] Fiorio, p. 353.
nitente per il battistero di San Giovanni di Firenze: sti- [15] Passoni, p. 58.
le probabilmente appreso dal padre, fonditore di bronzo,
che collabor con Donatello nei cantieri della basilica di [16] Spagnesi, p. 157.
Sant'Antonio di Padova. Nel suo complesso lo stile reali-
[17] riportato in Spagnesi, p. 162.
stico e la caratterizzazione degli stato d'animo dei perso-
naggi furono precursori degli studi pi approfonditi che [18] Buratti Mazzotta, p. 123.
avrebbero caratterizzato lo stile di Leonardo negli anni
[19] Frommel, p. 126.
successivi[53] .
Nel sacello sono inne presenti dei frammenti di are- [20] Brandi, p. 164.
schi databili tra il IX e il XIII secolo riscoperti durante [21] Buratti Mazzotta, p. 117.
un intervento di restauro della cappella tra il 1939 e il
1940[54] . La decorazione a fresco, che ricopriva in origi- [22] Frommel, p. 127.
ne tutte le superci del sacello ad eccezione delle colonne, [23] Mezzanotte, p. 84.
mostra una spiccata inuenza di modelli bizantini: tra i
frammenti superstiti si possono osservare principalmente [24] Buratti Mazzotta, p. 57.
Santi e due rappresentazioni della Croce[55]
[25] Mezzanotte, p. 85.

[26] Buratti Mazzotta, p. 58.


4 Parrocchia [27] Vasari, p. 566

[28] De Vecchi, p. 295.


La chiesa di Santa Maria presso San Satiro titolare del-
la parrocchia di San Satiro, l'unica in Italia dedicata al [29] Buratti Mazzotta, p. 126.
santo. La fonte pi antica attestante l'esistenza della par-
rocchia risale al 1209 e riguarda la concessione d'uso di [30]
una propriet della chiesa: tuttavia probabile che la par- [31] Borsi, p. 21.
rocchia sia molto pi antica[1] . Tra il XVIII e il XIX se-
colo la parrocchia ampli la propria giurisdizione grazie [32] Brandi, p. 158.
alla riorganizzazione dell'assetto ecclesiastico giuseppino [33] Brandi, p. 278.
e napoleonico, incorporando le parrocchie di San Gio-
vanni in Laterano, Santa Maria alla Rosa, San Mattia alla [34] Fiorio, p. 359.
Moneta, Santa Maria Beltrade e San Sepolcro. La chiesa
[35] Passoni, p. 60.
possiede il titolo di basilica prepositurale[56] .
[36] Brandi, p. 165.

[37] Buratti Mazzotta, p. 99.


5 Note
[38] Buratti Mazzotta, p. 155.
[1] Buratti Mazzotta, p. 173. [39] Buratti Mazzotta, p. 178.
[2] Mezzanotte, p. 82. [40] Borsi, p. 18.
[3] Latuada, p. 244. [41] Buratti Mazzotta, p. 107.
[4] Rotta, p. 52. [42] Camerota, p. 143.
[5] Rotta, p. 53. [43] Borsi, p. 19.
[6] Fiorio, p. 356. [44] Buratti Mazzotta, p. 108.

[7] Passoni, p. 57. [45] Brandi, p. 337.

[8] Mezzanotte, p. 83. [46] Spagnesi, p. 132.


8 8 ALTRI PROGETTI

[47] Buratti Mazzotta, p. 40. Maria Teresa Fiorio, Le chiese di Milano, Milano,
Electa, 2006, ISBN 88-370-3763-5.
[48] Rocchi, p. 87.
Christoph Luitpold Frommel, Architettura del Ri-
[49] Buratti Mazzotta, p. 47.
nascimento italiano, Milano, Skira, 2009, ISBN
[50] Bandera Bistoletti, p. 81. 978-88-572-2453-4.
[51] Bandera Bistoletti, p. 72. Paolo Mezzanotte, Giacomo Bascap, Mila-
[52] Bandera Bistoletti, p. 71.
no nell'arte e nella storia, a cura di Gian-
ni Mezzanotte, Milano, Bestetti, 1968, SBN
[53] Bandera Bistoletti, p. 75. IT\ICCU\SBL\0090392.
[54] Buratti Mazzotta, p. 65 Maria Cristina Passoni, Jacopo Stoppa, Il tardogo-
[55] Buratti Mazzotta, pp. 66-68.
tico e il Rinascimento, Milano, Nodo libri, 2000,
ISBN 88-7185-077-7.
[56] Buratti Mazzotta, p. 175.
Giuseppe Rocchi, La diusione dei modi rinasci-
mentali a Milano: esemplicazioni, in Arte Lom-
barda, 3-4, 86-87, Milano, Il Vaglio Cultura Arte,
6 Bibliograa 1988, ISSN 0004-3443.

6.1 Fonti antiche Gianfranco Spagnesi, Progetto e architetture del lin-


guaggio classico, Milano, Jaka Books, 1999, ISBN
Serviliano Latuada, Descrizione di Milano ornata 88-16-40488-4.
con molti disegni in rame delle fabbriche pi co-
spicue che si trovano in questa metropoli, vol. 2,
Milano, Tipograa Giuseppe Cairoli, 1752. 7 Voci correlate
Paolo Rotta, Passeggiate storiche, ossia Le chiese di
Milano dalla loro origine no al presente, Milano, Chiese di Milano
Tipograa del Riformatorio Patronato, 1891, SBN Rinascimento lombardo
IT\ICCU\MIL\0438962.
Donato Bramante
Giorgio Vasari, Vite de' pi eccellenti pittori,
scultori ed architettori, vol. 2, Firenze, Giunti, 1568. Trompe-l'il

6.2 Fonti moderne 8 Altri progetti


Sandrina Bandera Bistoletti, La Piet" di Agosti-
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9

9 Fonti per testo e immagini; autori; licenze


9.1 Testo
Chiesa di Santa Maria presso San Satiro Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_presso_San_Satiro?oldid=
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10 9 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

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Santa_Maria_presso_San_Satiro_%28Milan%29_-_Baptistry_02.JPG Licenza: CC BY-SA 4.0 Contributori: Opera propria Artista
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9.3 Licenza dell'opera


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