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Basilica di San Francesco ad Assisi

Caratteristiche stilistiche: La particolare forma della Basilica, composta da due edifici sovrapposti,
dovuta alla sua collocazione su un terreno in fortissima pendenza: sul colle Subasio (dove Francesco
avrebbe voluto essere sepolto). Essa offriva la possibilit di un duplice utilizzo: come chiesa destinata ad
ospitare le reliquie del Santo e come chiesa ad aula di accoglienza per i pellegrini.
esterno: connotato, sui lati della Chiesa superiore, da possenti contrafforti cilindrici. Due contrafforti
incorniciano anche limponente visione dellabside, in calcare bianco e maro rosa del Subasio, che rivela
allesterno la doppia struttura della chiesa, con profilo convesso alla base e poligonale nella parte
superiore. La facciata (a vela) molto semplice e ricorda le chiese romaniche della regione umbra. Unici
elementi decorativi sono il grande rosone e il portale ad arco acuto binato. Il campanile venne costruito
solo dopo che la Chiesa superiore fu ultimata.
Chiesa inferiore: ha una pianta a tau (T) con abside semicircolare orientata ad Occidente e corto transetto
voltato a botte. La navata di quattro campate con volte a crociera molto ribassate che, insieme alla scarsa
illuminazione naturale dellinterno, contribuisce a creare latmosfera di una grande cripta. Venne eliminato
il pontile, una struttura in marmo con decorazioni a mosaico, che separava la navata dal presbiterio.
Chiesa superiore: ad aula unica con quattro campate, transetto ed abside poligonale, sostenute da
costoloni che terminano a terra in sottili pilastri a fascio. La forte luminosit dellambiente, per la presenza
di grandi bifore nella navata e nellabside. Di quadrifore alle testate del transetto e del rosone in facciata, si
intensifica suggestivamente nel percorso che porta allaltare maggiore. Laccentuata verticalit
dellimpianto, levidenza delle nervature e la struttura a scheletro, le decorazioni dei capitelli a crochet, il
camminamento posto sotto le finestre della navata, limportanza conferita dalle vetrate, sono tutte
soluzioni tipiche del Gotico. La chiesa, tuttavia, mantiene dimensioni contenute, semplicit di linee e larghe
superfici murarie atte ad accogliere la decorazione ad affresco.

Per quanto riguarda la decorazione ad affresco essa dovette iniziare nella basilica inferiore con le scene nel
transetto (non esistevano ancora le cappelle laterali) ad opera del Maestro di San Francesco. Segu
probabilmente Cimabue che dipinse la Maest nel transetto destro della basilica inferiore a cui buona
riuscita spinse i committenti ad affidargli la decorazione del coro e del transetto della basilica superiore.
All'inizio degli anni novanta si iniziarono a dipingere le vele e i registri superiori della navata, con
maestranze romane (Jacopo Torriti) e toscane. Tra gli artisti impegnati in queste Storie dell'Antico e del
Nuovo Testamento spicc presto un maestro innovatore, il cosiddetto Maestro di Isacco, tradizionalmente
identificato col giovane Giotto o forse Pietro Cavallini. Lo stesso maestro si vide poi affidato il ciclo pi
importante, quello delle 28 Storie di san Francesco: anche in questo caso tradizionale il riferimento a
Giotto, molto probabilmente autore effettivo del ciclo. Vvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv
Le Storie di san Francesco sono un ciclo pittorico dipinto ad affresco nella parte inferiore dell'unica navata
della basilica superiore di Assisi. L'importanza del Ciclo francescano sta nelle soluzioni formali
rivoluzionarie. L'impaginazione delle scene si differenzia nettamente dalle cornici geometriche pensate da
Cimabue e dagli altri pittori duecenteschi: per essi la superficie era essenzialmente bidimensionale, ed era
trattata quindi come la pagina miniata con motivi di corredo puramente decorativi. Per Giotto invece lo
spazio pittorico doveva ricreare un volume tridimensionale e giustific l'interruzione tra le scene tramite
una serie di colonne che simulano un loggiato, sviluppando un'idea gi usata, ad esempio nei mosaici della
cupola del battistero di Firenze. Con un sapiente dosaggio del chiaroscuro si rende l'evidenza plastica delle
figure, mentre l'uso di architetture scorciate che svolgono il ruolo di quinte prospettiche creano degli spazi
praticabili in cui i personaggi si muovono con naturalezza e coerenza. La composizione libera dagli
schematismi e simmetrie della pittura precedente, anche se accanto a scenari naturali ed architettonici
realistici troviamo ancora delle rappresentazioni dal gusto arcaico e non tutti gli scorci sono resi con la
stessa sicurezza.