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BRAMANTE

Il Bramante nasce in provincia di Urbino a Fermignano, Dell'infanzia del Bramante e della


sua prima formazione purtroppo si sa pochissimo.
Gli inizi sono sicuramente ambientati a Urbino, dove si forma sotto la guida di Piero della
Francesca.
l Ducato di Urbino è una piazza molto viva e molto colta.
È considerata, infatti, uno dei centri più prestigiosi dell'Umanesimo in Italia e Bramante ha
l'occasione di conoscere tantissimi artisti dell'epoca, come il Perugino, il Pinturicchio e
Giovanni Santi.
Non si sa molto della sua produzione artistica, in questa fase della vita, ma gli viene
comunque attribuito il progetto della chiesa di San Bernardino degli Zoccolanti, e una
Flagellazione sita nell'Oratorio dei Disciplinati di San Francesco a Perugia.
L'opera più importante di questo momento è considerata l'Incisione Prevedari, del 1481: si
tratta d'incisione firmata da Bernardo Prevedari su disegno del Bramante.
Per quanto riguarda gli affreschi non è rimasto molto, ma alla Pinacoteca si possono ancora
ammirare alcune parti di Eraclito e Democrito e di Uomini d'arme, eseguiti tra il 1486 e il
1487 per la casa del poeta Gaspare Visconti.
Significativa, nel 1482, è l'amicizia con un genio, Leonardo da Vinci, con cui collabora ai
cantieri del Castello Sforzesco e nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.
A Milano si trasferisce in pianta stabile nel 1490 e svolge la sua attività di architetto quasi in
esclusiva per il cardinale Ascanio Sforza e Ludovico il Moro, che gli commissiona lavori di
grande prestigio.
Il lavoro prevede la realizzazione due chiostri ed una canonica.
Successivamente arriva un nuovo incarico, molto importante, ovvero la tribuna di Santa
Maria delle Grazie, inoltre imposta la Sagrestia Vecchia e il chiostro minore.
Bramante muore a Roma l'11 aprile 1514.
SANTA MARIA DELLE GRAZIE
Partecipò alla ricostruzione della tribuna di Santa Maria delle Grazie a Milano: nonostante
l'entità del suo apporto non sia provata con certezza, pare sicuro che il grande architetto
fornì alcuni disegni e suggerì l'impostazione generale della struttura e della decorazione.
Alla testa delle navate della chiesa a impianto basilicale Bramante fece innestare un corpo di
fabbrica a base cubica, absidato sui due lati settentrionale e meridionale e prolungato sul
terzo lato con il profondo presbiterio anch'esso absidato.
La varietà stilistica del rivestimento esterno, che alterna soluzioni costruttive e decorative
lombarde e ancora di derivazione romanica (largo uso del cotto, tetti poggianti direttamente
sul perimetro murario) con elementi attinti alla tradizione classica e già reinterpretati in
chiave rinascimentale (ordini sovrapposti, loggette, trabeazioni, moduli quadrangolari)
giustifica in parte le incertezze circa la paternità bramantesca del progetto finale.
TEMPIETTO DI SAN PIETRO IN MONTORIO
È un edificio a pianta circolare, costruito nel luogo dove si ritiene sia avvenuto il martirio di
San Pietro, sceglie infatti la forma dei martiri romani.
Ha un’ispirazione greco-romana, con sedici colonne che reggono un fregio in cui si alternano
metope e triglifi.
Sopra c’è un altro cilindro, con un loggiato e delle nicchie sia circolari che quadrate, l’altezza
del cilindro è uguale al diametro del centro formato dalla scalinata ed usa il marmo bianco,
perché tipico del periodo romano.
Nello stesso periodo gli è affidata la ricostruzione della basilica di S. Pietro, ma del suo
intervento siamo certi del fatto che ha iniziato la ristrutturazione, ma poi ha convinto il Papa
di abbattere la chiesa e ricostruirla.
Dalla progettazione si pensa che la parte mancante sia simmetrica a quella rappresentata,
quindi la base dovrebbe formare un quadrato con all’interno una grande croce, ma non si è
certi che sia così.
Infine il progetto fu affidato a Michelangelo che riprese l’idea di Bramante, ma
modificandola, come se si incrociassero due quadrati.
Si è certi che con Bramante non sono andati molto avanti i lavori, poiché secondo gli scritti
alla sua morte erano stati costruiti solamente i pilastri angolari, che dovevano sostenere la
cupola, ma poi Michelangelo li ritenne troppo leggeri, quindi li fece abbattere.
Bramante ha lavorato anche per il belvedere dei musei vaticani.

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