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MCM (MORGANTI, CAUTILLI, MORGANTI) - RECUPERO DELL'EX CONVENTO DI SAN FRANCESCO - ITALIA Sal vaguardando l'identit del manufatto,

il progetto opera attraverso inter venti in grado di lasciare tracce visibili e discrete nella storia del monumento

Restaurare non significa soltanto riparare i vecchi edifici; consiste nel dare a essi un altro tratto di vita in modo che possano vivere oggi e domani Carlo Scarpa

La leggerezza del nuovo


Testi di Gianni Di Giovanni e Marcello Zordan Foto di Franco Valente e Renato Morganti

LOCALIZZAZIONE: SORA, FROSINONE - ITALIA PROGETTAZIONE E DIREZIONE LAVORI: MCM - MARIO MORGANTI, GIANFRANCO CAUTILLI E RENATO MORGANTI IMPRESA DI COSTRUZIONE: FEDERICO SEZZATINI E VINCENZO LA ROCCA, SORA

COMMITTENTE: COMUNE DI SORA ENTI FINANZIATORI: MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA, REGIONE LAZIO - ASSESSORATO ALLA CULTURA RESPONSABILI AMMINISTRATIVI: MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA - A. ARGENTO, REGIONE LAZIO - L. SAVOJA E S. CONTINO,

COMUNE DI SORA - A. CONTE, SOPRINTENDENZA AI BENI ARCHEOLOGICI - S. GATTI PROGETTO GENERALE: 1983 VARIANTE ESECUTIVA: 1989 REALIZZAZIONE: PRIMO LOTTO: 1984-1992 SECONDO LOTTO: 1994-2001 TERZO LOTTO: 2002

SUPERFICIE COPERTA: 1860 M2 SUPERFICIE TOTALE: 5045 M2 VOLUME: 22.040 M3 COSTO DELL'INTERVENTO: 2,84 MILIONI DI EURO

Vista dallalto con in evidenza l'ex convento di San Francesco

'ex convento di San Francesco a Sora,sorto nella prima met del XIV secolo, stato trasformato nei secoli insieme alla chiesa,parte integrante del complesso fino al XIX secolo.Gli interventi forse pi incisivi sono quelli relativi alla realizzazione del chiostro cinquecentesco e ai lavori di ricostruzione dovuti al terremoto del 1654. A quest'ultima fase,in particolare,andrebbero riferiti il prospetto adiacente alla chiesa di San Francesco e l'assetto generale della fabbrica ancora oggi in parte visibile. Importanti modifiche si hanno,poi,in seguito al terremoto del 1915 e ai relativi lavori di ricostruzione. Nell'antico convento,posto nella parte pi antica della citt di Sora e in disuso ormai da tempo,nella seconda met degli anni Ottanta del secolo scorso, l'Amministrazione comunale e il Ministero di Grazia e Giustizia decidono di inserire gli uffici della Pretura - poi sede distaccata del Tribunale di Cassino - e un museo,ancora oggi in fase di allestimento,in cui raccogliere i reperti archeologici e storici della citt e della media valle del Liri. L'intenzione si trasforma in progetto,frutto della capacit critica dello studio MCM (Morganti, Cautilli, Morganti),a partire da un confronto ragionato con il complesso monumentale.

Agli usi diversi corrisponde un impianto funzionale ben integrato che si sviluppa sui tre livelli dell'antica fabbrica:gli Uffici giudiziari,oltre che una piccola porzione del piano terra,occupano anche il primo e il secondo piano estendendosi nell'ala dell'edificio che prospetta piazza Mayer Ross e,verso l'interno dell'isolato, nell'ala pi interna che affaccia,contemporaneamente, sul chiostro maggiore e su una piccola corte interna. Il museo,invece,presenta uno sviluppo planimetrico pi articolato e occupa non soltanto le restanti parti dell'ex convento, ma si estende anche verso l'angolo nord del comparto urbano interessato dalla presenza del tessuto residenziale minore.Una volta entrati nelle sale espositive,si evince,da subito,l'attenzione rivolta allo studio dell'allestimento indirizzato a integrare spazi architettonici e reperti.Tale strategia, attuata principalmente per rendere chiara al visitatore la percezione delle opere esposte,si materializza mediante l'impiego di elementi piani,di pietra e acciaio,e lastre verticali trasparenti. Ma il progetto proposto va oltre la mera rifunzionalizzazione,seppur ben strutturata,del complesso.L'intervento,infatti,pu essere ricondotto all'interno di quelle operazioni che affidano il carattere del progetto ai temi del dialogo.Con questa logica,finalizzata alla salva[Recupero] 10/07 65

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1. ingresso 2. atrio 3. sala udienze 4. sala per esposizioni temporanee TRIBUNALE: 5. ingresso tribunale 6. sala udienze 7. sala consiglio 8. chiostro 9. cortile 10. ingresso 11. museo 12. bookshop MUSEO: 13. proiezioni 14. foresteria 15. esposizione permanente

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Pianta piano terreno. Scala 1:600 (Studio MCM)

Sezione AA. Scala 1:600 (Studio MCM)

Vista del chiostro

guardia dell'identit storica del manufatto,il recupero dell'ex convento si muove verso l'impiego di strumenti che, diversi da quelli del passato, consentono di adeguare i livelli prestazionali dell'organismo edilizio all'attuale piano esigenziale e, nel contempo, sono in grado di lasciare tracce visibili e discrete nella storia del monumento. Nell'ambito di tali assunti,il riuso del complesso,rispettoso dei valori da salvaguardare riconosciuti nel manufatto antico,opera attraverso interventi di reintegrazione orientati in parte alla ricostruzione dei setti murari in elevato e in parte all'inserimento di nuovi elementi, la cui identit tecnica e formale mette in risalto la modernit in essi contenuta.Cos il mattone lasciato faccia a vista risolve una serie di setti murari,realizzati al primo piano sulle tracce di quelli antichi demoliti; l'acciaio, combinato con il legno,viene rielaborato in una serie di originali variazioni al fine di configurare le capriate Polonceau
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adottate per il sistema resistente delle coperture. L'acciaio,dunque,dialoga con il legno attraverso un insieme di relazioni costruttive e formali, assolutamente nuove per l'edificio, nell'intento di evidenziare la presenza degli elementi resistenti che,lasciati a vista,valorizzano lo spazio interno.Ma anche l'architettura delle scale di acciaio coerente con quest'impostazione e ne esalta le specificit fondate sulla reversibilit dell'intervento, puntualmente evidenziata con soluzioni di dettaglio che tendono a minimizzare le necessarie interferenze tecniche con i muri in elevato. Questi,sinteticamente,gli elementi del progetto cui MCM affida la soluzione del tema proposto. Un tema il cui svolgimento,cos come declinato anche in altre esperienze, affida alla tecnica della sospensione diretta la soluzione del connettivo principale cos da rafforzare l'identit del nuovo elemento architettonico.

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MUSEO: 1. esposizione permanente 2. archivio storico 3. chiostro 4. biblioteca 5. archivio fotografico 6. deposito 7.attesa 8. direzione 9. cortile 4 TRIBUNALE: 10. atrio 11. messi 12. disimpegno 13. segreteria 14. magistrato 15. cancelliere capo 16. cancelleria 17. archivio 18. avvocati 19. biblioteca giuridica 20. ufficiale giudiziario 21. segreteria ufficiale giudiziario

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Pianta piano primo. Scala 1:600 (Studio MCM)

Sezione BB. Scala 1:600 (Studio MCM)

Un intervento che, caratterizzato da un linguaggio comune, mette in risalto l'unitariet del progetto. Il disegno delle parti di acciaio d forza alle idee progettuali messe in campo,il cui dispiegamento,nel riprendere temi proposti in altre esperienze di recupero - innanzitutto il castello Caetani di Trevi nel Lazio - si amplia verso suggestioni nuove, attivate dalla specificit del tema trattato. Un confronto con l'antico sicuramente attivo che non rinuncia a misurarsi con la preesistenza facendo uso degli strumenti propri del progetto contemporaneo e avendo ben presente quanto prodotto nel dialogo con l'antico da quel filone di ricerca, tutto italiano, che vede al primo posto la figura di Carlo Scarpa.

Vista dinsieme del complesso

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Nuova vita al laterizio


La prassi di caratterizzare l'intervento prevalentemente attraverso il confronto tra antichi e nuovi elementi risulta uno degli assunti preminenti del progetto di recupero dell'ex convento di San Francesco a Sora. Nell'ambito di questi temi, gli interventi di reintegrazione indirizzati alla ricostruzione di muri in elevato sono ricondotti all'interno di quei modi di costruire che contemplano la ricerca di un equilibrio tra sistema spaziale e sistema figurativo del monumento senza negare, al tempo stesso, l'evidenza del progetto. In particolare, al mattone faccia vista affidato il compito di dare concre-

tezza fisica ad alcuni setti murari realizzati al primo piano nel rispetto della morfologia strutturale preesistente e con l'intento di far riacquistare al tipo edilizio, attraverso una nuova tecnicit, la sua natura. Il muro di laterizi si pone all'interno del sistema dei percorsi come un nuovo elemento; tale inserimento viene messo in risalto prevalentemente dall'impiego del mattone, che consente di conferire al setto ricostruito, quel carattere di materialit in grado di contrapporsi alle linee pure delle pareti preesistenti rifinite, invece, tutte da intonaco. La ricerca del contrasto avviene anche attraverso il modo di combinare i

Scorcio del muro di mattoni

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mattoni (25x12x5,5 cm) che, disposti a tre teste, contribuiscono a definire il linguaggio della parete stessa. Ne viene fuori un'architettura del pieno risolta con archi ritmicamente posti e vani che sfruttano il sistema architravato messo in risalto dal particolare disegno di stipiti e piattabande, diverso a seconda dellimportanza del piano. In corrispondenza delle bucature viene dato risalto alla realizzazione degli stipiti mediante operazioni di sottrazione dell'elemento base; in altri casi, il tema del portale viene reinterpretato operando rotazioni alternate dei conci laterizi tra i ricorsi successivi.

Infine, una modanatura orizzontale sul paramento, realizzata attraverso la disposizione dei mattoni a coltello, individua la quota di imposta di archi realizzati a due teste che ripropongono il ritmo della campata tipo su cui si articolano i connettivi orizzontali. La definizione di questi segni caratterizzanti avviene attraverso lo studio accurato di particolari costruttivi che diventano, all'interno del progetto, strumenti operativi per mettere in risalto come l'intera parete sia il risultato di un complesso processo di ri-composizione dei suoi elementi principali.

Prospetto e sezione verticale del muro di mattoni Scala 1:50 1. falso puntone di legno di castagno a spigoli vivi, 200x200 mm, e tiranti di acciaio, 2x16 mm 2. elementi metallici d'appoggio della capriata di legno costituita da 2 L 60x30x4 mm 3. archi a tutto sesto in mattoni disposti a coltello dello spessore di due teste 4. infisso di profilati metallici a T, 50x50x5 mm; vetro sp. 8/9 mm 5. piattabanda di mattoni disposti a coltello 6. piastra di ancoraggio dei tiranti, 200x200x12 mm 7. muro a tre teste in mattoni sabbiati, 250x120x55 mm

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foto di Studio Arnaboldi

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Scala sistema attivo vs muro sistema passivo


A un organismo edilizio cos carico di contenuti e di valori architettonici i progettisti rispondono ponendo l'accento su elementi caratterizzanti che hanno il compito di raccordare lo spazio originario alle nuove destinazioni d'uso. La reinterpretazione del sistema spaziale trova luogo laddove l'antico offre minore resistenza alla trasformazione. Nel vano contiguo al convento, parzialmente allo stato di rudere, viene collocata una scala metallica che, sospesa, rimarca il suo ruolo di elemento aggiunto.

L'accurato disegno degli elementi costruttivi il risultato di una istanza, pi volte sottolineata dagli autori anche in altri progetti di recupero, che ha lo scopo di salvaguardare identit e valori. Tale linea di condotta si rilegge sia nella scelta dei materiali: l'acciaio che si combina con la pietra; sia nell'applicazione di principi costruttivi: al sistema resistente murario, per sua natura passivo, si contrappongono sistemi attivi che trovano applicazione nella tecnica della sospensione diretta impiegata per questa scala interna costituita da rampe contrapposte e pianerottoli circolari.

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Pianta. Scala 1:50

Dettaglio dellattacco del tirante al muro e al pianerottolo. Sezione e prospetto (nella pagina a fianco) Scala 1:10

Vista dal basso della scala sospesa

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Dal punto di vista costruttivo, la scala metallica composta da quattro tiranti del diametro di 22 mm a cui sono sospese le rampe rettilinee. Essi sono connessi in sommit a mensole corte vincolate ai muri laterali e in basso a traverse di appoggio. All'estremit queste presentano un distanziatore di neoprene che evita il martellamento tra il muro e la scala in fase di sisma.

In acciaio sono anche tutti gli elementi dei parapetti, il corrimano invece di legno sagomato di rovere. I gradini e i pianerottoli sono in pietra calcarea locale dello spessore di 5 cm; essi sono fissati sull'ordito portante rispettivamente a profilati a L binati (due L 50x100x6 mm) posti sulla faccia interna della trave, e a un ordito monodirezionale di piatti metallici (20x50x6 mm) tessuto secondo la direzione principale delle rampe.

1. tirante metallico di sospensione 22 mm 2. parapetto a ringhiera costituito da: - tondi metallici 16 mm - piatti di intelaiatura 60x80 mm - corrimano di legno di rovere sagomato 60x25 mm 3. scala sospesa: - trave a cosciale costituita da due piatti di acciaio 250x15 mm - appoggio pedate costituito da due profili a L 50x100x6 mm - ordito monodirezionale di sostegno pianerottoli conformato da piatti metallici 20x50x6 mm - pedate e pianerottoli di pietra bianca locale, sp. 50 mm 4. muratura a ricorsi regolari di conci di pietra non squadrati 5. cordolo di calcestruzzo armato con 4 14 e staffe 8 ogni 200 mm 6. barre metalliche 16 mm di stabilizzazione cordolo in corrispondenza dei nodi di sostegno dei tiranti di sospensione 7. contro-piastra di ripartizione 8. mensola di acciaio per la correlazione dei tiranti di sospensione vincolata alla contro piastra mediante 3+3 spinotti 14 mm 9. tirante metallico di sospensione 22 mm 10. piatto di regolarizzazione appoggio distanziatore, sp. 4 mm 11. distanziatore di neoprene 12. travi principali realizzate con due piatti 250x15 mm e carastrelli di irrigidimento con il nodo di connessione trave-tirante

Prospetto. Scala 1:50

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Elementi di acciaio binati per la capriata


L'acciaio risolve pi elementi tecnici. Combinato con il legno, istituisce un nuovo sistema di relazioni costruttive e formali tra le parti resistenti delle coperture lignee. Lasciate a vista all'intradosso e riprogettate ispirandosi a modelli ottocenteschi, le parti resistenti presentano elementi singolari anche nel rapporto che intercorre tra la nuova copertura e la geometria delle falde. La necessit di lasciare inalterata la configurazione del tetto, ha

imposto la rivisitazione delle anomalie presenti nella orditura originaria. La proposta di un sistema resistente principale organizzato intorno all'uso di capriate Polonceau ha fatto s che tutte le parti resistenti potessero essere lasciate a vista coerentemente con lassetto distributivo dellultimo livello, strutturato attraverso l'uso di partizioni trasparenti inserite in continuit con le regole costruttive dell'antica fabbrica, che vede diminuire le masse murarie all'aumentare del numero dei piani.

Sezione verticale della copertura. Scala 1:50

Le capriate Polonceau in acciaio e legno, vista durante i lavori

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Il disegno delle capriate risulta dalla combinazione di puntoni di legno e tiranti di acciaio. Dal punto di vista costruttivo la parte resistente della copertura composta da puntoni di legno di castagno (200x200mm) e di acciaio (tubi cavi del diametro di 38 mm) e da tiranti metallici (tondini pieni del diametro di 16 mm). Arcarecci e tavolato di ripartizione sono sempre di legno su cui posto un pannello isolante. Il manto di coper-

tura costituito da coppi reimpiegati, posti su uno strato di ventilazione di cartone catramato ondulato. In particolare, la scelta di binare tutti gli elementi metallici, che visibilmente contengono tracce delle soluzioni scarpiane a Castelvecchio, ha consentito di ridurre le sezioni degli elementi resistenti e arricchire l'intradosso delle coperture con una fitta trama di elementi metallici.

Nodo di connessione dei tiranti di acciaio della copertura

Dettaglio del nodo di connessione dei tiranti di acciaio. Scala 1:10 1. stratificazione copertura: - coppi di recupero sovrapposti - cartone catramato ondulato sottocoppo - pannello termoisolante di polistirene, sp. 30 mm - foglio di politilene - impalcato di tavole di legno di castagno maschiettate, sp. 25 mm - gattello di correlazione arcareccio-puntone, L 60x60x6 mm - arcarecci di legno di castagno 15x15 cm - puntone di legno di castagno 20x20 cm 2. puntone di acciaio a sezione chiusa, 38 mm 3. tiranti di acciaio, 16 mm 4. manicotto filettato, 16 mm 5. elemento di connessione arcareccio puntone costituito da una piastra metallica, sp. 6 mm, conformata a U e da 3 perni di tenuta filettati 12 mm 6. nodo di unione tiranti a 3 vie di lamiera metallica sp. 6 mm 7.elemento di connessione tirante-puntone costituito da tubo cavo metallico 20 mm

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