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Le architetture dipinte di Filippino Lippi: La Cappella

Carafa a S. Maria sopra Minerva in Roma

Questo studio, che vede la luce nel V centenario della morte di Filippino Lippi (1457-1504), nasce
dalla volont di proporre una lettura insolita degli affreschi della Cappella Carafa (1489-93). La
cultura artistica fiorentina alla quale Filippino si formato durante l'apprendistato nella bottega del
Botticelli, la partecipazione al dibattito sorto intorno alla funzione della prospettiva - strumento
primario attraverso il quale l'artista eleva l'arte a scienza - e il ruolo dell'architettura intesa come
concretizzazione dello spazio pittorico e manifestazione della munificenza dello Stato come del
singolo cittadino, costituiscono un riferimento costante nell'organizzazione strutturale, spaziale e
decorativa degli affreschi di Filippino a S. Maria sopra Minerva. In quest'opera il fittizio si mescola
all'architettura reale, la quale posta alla base della simulazione dello spazio effimero, mentre la
dissimulazione della struttura portante attuata attraverso l'effetto pittorico della decorazione.
L'architettura dipinta della cappella si manifesta nella variet delle forme in essa impiegate e nella
variet dei materiali che in essa sono raccolti; interpretata dall'artista come una lastra da
impreziosire con intagli e colori e che gioca con l'apparato scultoreo ad essa applicato. Queste sono
le condizioni dalle quali parte la qualificazione della Cappella realizzata dal Lippi per la munificenza
del cardinale Oliviero Carafa, cos descritta da Vasari: una cappella nella quale dipinse storie della
vita di S. Tommaso d'Aquino et alcune poesie molto belle, che tutte furono da lui, il quale ebbe in
questo sempre propizia la natura, ingegnosamente trovate. Attraverso la ricerca dei modelli
architettonici, dei riferimenti alla trattatistica e, pi in generale, al clima culturale, si cercato di
restituire un senso alle invenzioni bizzarre di Filippino.

Maria Vitiello Santorelli dopo la laurea in Architettura presso l'Universit degli Studi La Sapienza di
Roma, ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Restauro dei Monumenti e il Dottorato di
ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici nella stessa Universit, dove attualmente svolge
attivit didattica e di ricerca. E' autrice di saggi e recensioni su riviste specializzate. Recentemente
ha pubblicato: L'antica facciata di S. Maria del Fiore (1998); Autorit et acoutumance. La
rivalutazione delle culture locali nella teoria di Claude Perrault (2000); I beni culturali ecclesiastici

(2000); Sintassi architettonica longhiana. Martino e Onorio, continuit e discontinuit (2002); per la
Gangemi Editore Il museo di Arte Sacra della Diocesi di Trivento (2003).

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