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La vita sociale ci ha portati ad assumere determinate forme di comportamento e di

interazione, determinando così la nascita di posizioni sociali che sono rimaste


costanti nel tempo.

Tutto ciò prende il nome di irrigidimento della vita sociale, chiamato anche
processo di istituzionalizzazione, cioè la società non è un flusso caotico di
libere interazioni tra individui ma una struttura organizzata in cui le interazioni
personali devono rispettare determinate regole di comportamento che a volte
possono essere espliciti e formali, mentre altre volte implicite e informali.

La gerarchia delle posizioni nelle organizzazioni ,non è basata sul valore e sul
prestigio, ma sul potere.
Una posizione è gerarchicamente superiore all'altra quando chi la occupa ha
l'autorità di far fare determinate cose a chi occupa la posizione sottoposta.

Ovviamente questa distinzione di ruoli e posizioni comporta necessariamente una


distribuzione differenziata del potere all'interno dell'organizzazione sociale.

Quando si parla di potere bisogna fare una distinzione:

A. potere che riguarda la sfera politica e quindi in questo caso: lo Stato;

B. ma si parla anche di potere a livello sociale ovvero esercitato da un singolo


individuo per fini personali.

A. in questo primo caso si parla di potere istituzionale (legittimo) = autorità; ed è


un tipo di potere impersonale, per cui punta a migliorare una determinata
condizione sociale.

E’ una forma di potere viene esercitata in nome di un’autorità e che quindi


dipende dalla posizione o dal ruolo che una determinata persona è determinata a
svolgere.

Talcott Pearson sostiene che il potere non è solo uno strumento di vessazione,
ma rappresenta anche la condizione per poter fare qualcosa a vantaggio del
vivere associato, e quindi anche a favore di chi si trova in una situazione di
svantaggio.
Il potere, che ha una funzione sana per la società in quanto è uno strumento per
mobilitare delle risorse in vista di un obiettivo da raggiungere.

Una società per evitare qualsiasi tipo di conflitto tra i cittadini, tende a formalizzare
le norme sociali che ritiene più importanti e a renderle vincolanti per tutti i suoi
membri.

Normi che diventano delle leggi.

Una norma si formalizza non quando viene messa per iscritto, ma nel momento in
cui il suo contenuto viene reso esplicito.

Quella che noi chiamiamo legge, è una norma sociale che è stata formalmente
codificata e ciò la rende univoca, sicura, uguale per tutti.
Dove ci sono norme scritte, vi sono anche delle istituzioni oppure organizzazioni
sociali che ne hanno curato la stesura.

In questo caso l'organizzazione sociale è lo Stato, che è il titolare legittimo del


diritto di fare le leggi e anche l'unico soggetto sociale capace, una volta
promulgata una legge, di farla rispettare.

Per secoli ha dominato in Europa il modello dello Stato assolutista, in cui il potere
era accentrato nella figura del monarca, e solo i membri della corte e della società
aristocratica potevano cercare di influenzare, grazie alla loro posizione, il governo e
le scelte legislative.

Oggi in tutte le società occidentali vige un regime di tipo sostanzialmente


democratico. Il termine democrazia significa letteralmente “governo del
popolo”.

In linea di principio si dice democratico un regime politico in cui la formulazione


delle leggi e il governo dello Stato appartengono al popolo, cioè all'insieme di
tutti i membri della società.

La democrazie tra gli strumenti quello che permette meglio di regolare


pacificamente il conflitto tra i soggetti sociali e di arginare un eventuale effetto
distruttivo dell'ordine sociale.

Tutto ciò che è stato detto precedentemente è il contrario di ciò che accade in un
tipo di governo totalitario.

Tali espressioni di potere politico hanno caratterizzato l'Europa del 900 e


ricordiamo: il nazismo in Germania, lo stalinismo in unione sovietica e il fascismo
italiano. Uno degli strumenti su cui poggia il totalitarismo è l'ideologia, termine
con il quale si designa ogni credenza utilizzata per controllare, i comportamenti
collettivi. I regimi totalitari veicolano sempre un'ideologia ufficiale, un pensiero
che non ammette opposizioni, imponendo ai cittadini un comportamento
piuttosto che un altro attraverso l'uso della forza.

Altre due caratteristiche della totalitarismo è il controllo dell'informazione ma


anche l'obiettivo di distruggere il nemico assoluto, cioè un soggetto interno o
esterno alla nazione, indicato come pericoloso dal capo.

B. Potere di tipo informale (di fatto) e di tipo personale e può far leva:

• sulla violenza, che non è funzionale alla vita sociale come ad esempio il
rapinatore;

• oppure può far leva sulla personalità, carisma ed è funzionale soprattutto per la
gestione individuale della vita quotidiana come ad esempio il gruppo di amici.

MAx Weber definisce il potere di un certo soggetto nella società come la


possibilità che i suoi comandi trovino obbedienza da parte di altre persone.
Ma individua anche un'altra forma di potere, più indefinita ma più diffusa cioè la
probabilità che un certo soggetto ha di imporre la propria volontà all'interno di
una relazione sociale.
Sostiene quindi che esiste una manifestazione più generalizzata e informale del
potere, che consiste nella capacità di ottenere qualcosa contro la volontà
degli altri, senza necessariamente ricorrere a dei comandi espliciti.