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1.

IL DIRITTO TRA IGNORANZA, FRAINTENDIMENTI, INCOMPRENSIONI

 Marchio immateriale del diritto

 Dimensione misteriosa e sgradevole

 Un fitto tessuto di incomprensioni

 Potere, comando, comando autoritario, evocando immediatamente l’immagine


sgradevolissima del giudice e del funzionario della polizia, con l’ulteriore
possibilità di sanzioni e di coercizioni

 Una realtà

- Ostile

- Estranea

- Distante da sé e della sua vita

 Risultato doppiamente negativo

 Separazione fra diritto e società

- Cittadino più povero perché gli sfugge di mano uno strumento


prezioso del vivere civile

- Diritto sostanzialmente esiliato dalla coscienza comune

2. LE RAGIONI STORICHE DI FRAINTENDIMENTI E INCOMPRENSIONI

 Risultato negativo

 Conseguenza di scelte dominanti e determinanti nello scenario della storia


giuridica dell’Europa continentale durante gli ultimi duecento anni.

 Un vincolo strettissimo e completamente nuovo fra:

- Il potere politico

divenuto sempre più- nel corso dell’età moderna- uno Stato, cioè una
entità totalizzante tendente a controllare ogni manifestazione del
sociale.

Lo Stato è soltanto una cristallizzazione della società, lo Stato è


sempre un apparato di potere, una organizzazione autoritaria, una
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fucina di comandi, e il diritto ne è sempre rimasto ovviamente
contrassegnato.

- Il diritto

La legge, cioè l’espressione di volontà del potere sovrano, è


assiomaticamente identificata nella espressione della volontà
generale, rendendola in tal modo l’unico strumento produttivo del
diritto.

Identificata nella legge, la volontà generale, ne conseguiva


l’identificazione del diritto nella legge e ne conseguiva la sua completa
statalizzazione

 Il processo di involuzioni del diritto moderno

 La legge è un comando, un comando autorevole e autoritario, un comando


generale, un comando indiscutibile, con una sua vocazione essenziale ad essere
silenziosamente ubbidito; da qui, la sua propensione a consolidarsi in un testo,
a rinserrarsi in un testo cartaceo dove chiunque possa leggerlo per poi
ubbidirgli.

 Il diritto è stato sottoposto a una operazione profondamente riduttiva, gli si è


sostanzialmente fatta violenza, spostando forzosamente la sua posizione nella
società, con il risultato negativo di deformare la sua immagine nella coscienza
collettiva.

3. L’AVVIO DI UN RECUPERO: UMANITÀ E SOCIALITÀ DEL DIRITTO

 In una natura fenomenica priva di uomini non c’è spazio per il diritto.

 Il diritto è nato con l’uomo e per l’uomo, scindibilmente collegato alla vicenda
umana nello spazio e nel tempo.

 Il diritto è infatti dimensione intersoggettiva, è relazione fra più soggetti (pochi


o molti), si contrassegna per una sua essenziale socialità.

 Il diritto ha bisogno dell’incontro fra soggetti umani, dell’incontro che trasforma


in sociale l’esperienza del singolo soggetto.

4. SULLA GENESI DEL DIRITTO NELLA INDISTINZIONE DEL “SOCIALE”

 Dunque c’è l’incontro fra più uomini, può essere diritto.

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 Il sociale è la nicchia imprescindibile del diritto, ma non ogni manifestazione
sociale è di per sé giuridica.

 Sociologia- ossia nella scienza che studia la società come realtà globale e che
assume a proprio oggetto ogni fatto sociale.

 Comunità giuridica- giuridica perché produttrice di diritto

 Nell’esempio or ora offerto della fila i fattori diversificanti sono due:

- Il fatto dell’organizzazione- o, per meglio dire, della auto-


organizzazione

- Il fatto dell’osservanza spontanea delle regole organizzative.

5. UN PRIMO RECUPERO: IL DIRITTO ESPRIME LA SOCIETÀ E NON LO STATO

 Il diritto non è necessariamente collegato ad una entità socialmente e


politicamente autorevole, non ha per referente quel formidabile apparato di
potere che è lo Stato moderno.

 Il referente necessario del diritto è soltanto la società come realtà complessa,


articolatissima, con la possibilità che ciascuna delle sue articolazioni produca
diritto.

6. UN RECUPERO RILEVANTE: IL DIRITTO COME “ORDINAMENTO” DEL


“SOCIALE”

 Il diritto organizza il sociale, mette ordine nella rissa incomposta che ribbole in
seno alla società, è innanzi tutto ordinamento.

 Mettere ordine, infatti, significa fare i conti con i caratteri della realtà ordinanda.

 Ordinare significa sempre rispettare la complessità sociale.

 Organizzazione è innanzi tutto coesistenza di soggetti diversi che, pur serbando


i caratteri delle proprie diversità, sono coordinati a uno scopo comune.

7. E COME “OSSERVANZA”: IL DIRITTO COME ORDINAMENTO “OSSERVATO”

 Il diritto non è soltanto ordinamento ma ordinamento osservato.


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 L’osservanza fisiologica, quella che fa di qualsiasi ordinamento un ordinamento
giuridico, si fonda su una precisa consapevolezza del valore che lo sorregge.

 L’ordine giuridico autentico attinge allo strato dei valori di una comunità per
trarne quella forza vitale che nasce unicamente da una convinzione sentita, per
trarne quella solidità che non ha bisogno della coazione poliziesca per
mantenervi stabile.

 Il valore è un principio o un comportamento che la coscienza collettiva ritiene di


sottolineare isolandolo e selezionandolo dal fascio indistinto dei tanti principi e
comportamenti come modello.

 Lo strato dei valori storici è quello delle radici d’una società, è il frutto di
sedimentazioni lunghe.

 Il diritto è forse il modo più significativo che ha una comunità di vivere la sua
storie.

8. ANCORA SULLA OSSERVANZA NEL DIRITTO: IL DIRITTO, REGOLA


IMPERATIVA?

 Obbedire, infatti, significa sempre inchinarsi passivamente a una ingiunzione


autoritaria.

 All’atto dell’obbedienza corrisponde sempre un atto di comando.

 Il diritto non è un universo di comandi.

 Se il diritto è ordinamento osservato, è avvio che ne derivino delle regole.

 La regola si origina nell’osservanza e l’osservanza si origina nel valore connesso


all’ordinamento attuato.

 Il diritto nasce prima della regola, il diritto è già nella società auto- ordinantesi.

 Il diritto diventa regola imperativa quando si inserisce in un apparato di potere,


per esempio nello Stato.

9. LA QUALITÀ DELL’OSSERVANZA NEL DIRITTO È UNA COMPARAZIONE


PREZIOSA: DIRITTO E LINGUAGGIO

 Diritto e linguaggio hanno una piattaforma comune: un solo uomo vivente su


una pianeta remoto non ha bisogno, finche resta in solitudine, né dell’uno né
dell’altro.
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 Sono strumenti che ordinano la dimensione sociale del soggetto:

- Il linguaggio permettendo una efficiente comunicazione

- Il diritto permettendo una pacifica convivenza

 È ordinamento del sociale che si disciplini la mia convivenza col vicino o i miei
accordi con altri uomini di affari.

 I membri della fila, non osservano per obbedienza ma perché convinti del valore
insito nella proposta organizzativa, e si auto- ordinano.

 Nell’osservanza linguistica e giuridica il singolo si inserisce in una sorta di


cooperazione collettiva in cui il gesto della sottomissione si colora di
spontaneità ma anche si oggettivizza.

 Nell’ordine giuridico le sanzioni sono talvolta energiche e perentorie, arrivando


a comminare la nullità di un atto o penalizzando una persona.

 La cosiddetta “sanzione”, definibile come la misura messa in atto per assicurare


l’osservanza o, il che è lo stesso, per castigare l’inosservanza, è soltanto un
espediente estraneo alla struttura del diritto, alla sua dimensione fisiologica.

 Lo Stato è un ordinamento autoritario, dove il diritto si deforma in comando e


dove l’evento terribile della sanzione è una sorta di appendice normale del
comando, tanto normale da farla ritenere la sua parte integrante.

 Coazione- forza fisica messa in atto da un ordinamento autoritario e munito di


effettività per la repressione della inosservanza (un esempio: la privazione della
libertà di un soggetto con il costringi mento in un carcere).

10. DIRITTO E LINGUAGGIO COME COMPLESSI “ISTITUZIONALI”

 Diritto e linguaggio- complessi istituzionali

 Diritto privato- organizzazione giuridica della vita quotidiana dei privati cittadini
nella sua dimensione privata.

 Compravendita- una serie di atti per trasferire un bene dal patrimonio di un


soggetto a quello di un altro contro il pagamento di un prezzo.

 Compravendita nasce dalla convinzione della efficacia e quindi della opportunità


di osservare determinati gesti e comportamenti.

11. IL DIRITTO COME “ORDINAMENTO GIURIDICO” E LA SUA VOCAZIONE


PLURALISTICA
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 Lo Stato, chiuso nella sua insularità, dialoga solo con l’esterno e soltanto con
altre entità statuali similari; al suo interno si limita semplicemente a dettare le
condizioni in base alle quali una regola lascia il limbo confuso delle regole
meramente sociali e diventa giuridica.

 Lo Stato, anche la più perfezionata macchina statuale, non è in grado di


soffocare una dinamica che è legata alle radici più profonde della società e che
è diventata costume.

 La comunità internazionale è un grande ordinamento giuridico a proiezione


universale, facente capo a organizzazioni internazionali che enunciano principi e
producono norme.

 Nel vasto grembo della società, se l’immane apparato statale sembra essere
con le sue leggi il solo produttore del diritto, ci sono comunità che si auto
ordinano in nome di precisi valori, che hanno regole, financo Codici, financo
corti giudiziarie con pronuncie osservattissime.

 Dunque, oggi più di ieri, un universo giuridico percorso da tensioni pluralistiche


e frammentato in una crescente pluralità di ordinamenti giuridici, ciascuno dei
quali pretende la propria originari età e quindi anche la propria autonomia.