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Pontificia Università Lateranense

Facoltà di Teologia

Corso 10134

TEOLOGIA L’ E U C A R I S T I A
SACRAMENTARIA
4a P a r t e
Eucaristia

Roberto Nardin

Ad uso degli studenti 2

Gli studenti, oltre a studiare in uno dei manuali consigliati, INDICE


sono tenuti a prendere accurata visione di: L’EUCARISTIA
- Tutti i riferimenti biblici e del magistero indicati negli schemi.
- I Praenotanda ai riti [disponibili in files]. Premesse
- Il CCC e il CIC [disponibili in files].
- L’esortazione apostolica postsinadale di Benedetto XVI - Prospettiva antropologica
Sacramentum caritatis [disponibile in file]. - Terminologia

Si consiglia la lettura di: 1. Il fondamento biblico


• I commentari biblici per le pericopi prese in esame
soprattutto per il NT. 1.1. La radice veterotestamentaria
• Le parole chiave di sacramentaria biblica speciale nel GLNT. 1.1.1. Gli eventi tipologico-eucaristici nell’AT
• I commentari del conc. Vat. II per i passi citati negli schemi. - La Pasqua di liberazione dall’Egitto
- Il sangue e il sacrificio dell‘alleanza
• Un commento all’esortazione apostolica postsinodale
- Il banchetto di comunione
Sacramentum caritatis (es. Scola, Fisichella, Semeraro).
- La dimora di Dio
• I temi fondamentali di sacramentaria nei dizionari teologici.
1.1.2. La berākāh
La bibliografia da portare per l’esame è segnalata a parte.
3 4

1.2. Il Nuovo Testamento 2. L’esperienza e la riflessione patristica


1.2.1. L’istituzione dell’Eucaristia
2.1. L’Eucaristia nel II secolo
- Le quattro redazioni
2.1.1. Didaché
- La Cena di Gesù: un banchetto pasquale ebraico?
2.1.2. Ignazio di Antiochia
1.2.2. L’Eucaristia in Paolo 2.1.3. Giustino
- La comunione con il Signore 2.1.4. Ireneo di Lione
- Il vincolo di unità 2.1.5. Ippolito di Roma
- L’annuncio di Cristo crocifisso
- Il banchetto escatologico 2.1.1. Tematiche
A. Rendere grazie:
1.2.3. L’Eucaristia in Giovanni - Anamnesi
- La Cena di Gesù: lavanda dei piedi - Sacrificio
- L‘Eucaristia: rimanere in Cristo - Benedizione - epiclesi
1.2.4. Tematiche bibliche B. Valenze:
- Cultura biblica di sfondo - Ecclesiologiche
- Mangiare insieme - Cristologiche
- Morte e vita - Antropologiche
5 6

1
2.2. Padri latini 3. Il medioevo
2.2.1. Tertulliano 3.1. L’epoca carolingia: Pascasio Radberto - Ratramno
2.2.2. Cipriano 3.2. L’inizio del II millennio: Lanfranco - Berengario
3.3. Corpus Christi verum / mysticum
2.2.3. Ambrogio
- Segno sacramentale 3.4. I Concili medievali: la trasustanziazione
- Consecratio 3.5. La pietà eucaristica
- Sacrificio 3.6. La Scolastica:
- Cancellare i peccati - Pietro Lombardo; Ugo di S. Vittore
2.2.4. Agostino - Tommaso
- Platonismo agostiniano - Bonaventura
- Dimensione cristologica 3.7. Il tardo Medioevo:
- Dimensione ecclesiologica - Teorie
- Dimensione sacrificale - Limiti
- Negazioni

7 8

4. La Riforma protestante
4.1. Lutero 7. Il concilio Vaticano II
4.2. Zwingli 7.1. Sacrosanctum concilium
4.3. Calvino - Mistero pasquale
- Partecipazione attiva
5. Il concilio di Trento - Unità della Messa
5.1. La presenza reale di Cristo nell’Eucaristia 7.2. Lumen gentium
5.2. La comunione - Eucaristia: culmen et fons
5.3. La Messa come sacrificio
7.3. Unitatis redintegratio
6. Dal concilio di Trento al concilio Vaticano II
5.1. La presenza reale di Cristo nell’Eucaristia 8. La celebrazione del sacramento
5.2. Il carattere sacrificale della celebrazione eucaristica 8.1. Paolo VI, Missale Romanum (1969)
5.3. La frequenza alla comunione eucaristica 8.2. Institutio generalis (Principi e norme per l’uso del MR)
5.4. Il movimento liturgico
5.5. La teologia dei misteri
5.6. Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947)
9 10

9. Magistero postconciliare Indicazioni bibliografiche


9.1. Paolo VI, Enciclica Mysterium fidei (1965)
9.2. Giovanni Paolo II, Encicl. Ecclesia de Eucharistia (2003)
9.3. Benedetto XVI, Esort. Sacramentum caritatis (2007)
9.4. Benedetto XVI, Cost. Ap. Summorum Pontificum (2007)
10. Aspetti
10.1. Ecumenismo
10.2. Aspetti liturgici
11. Tematiche
11.1. La transustanziazione
11.2. L’Eucaristia come sacrificio
11.3. La centralità dell’Eucaristia
11.4. La frequenza della celebrazione eucaristica
11.5. Il culto eucaristico R. Nardin - G. Tangorra (edd.), Sacramentum caritatis. Studi
11.6. L’Eucaristia e l’iniziazione cristiana e commenti sull’esortazione apostolica postsinodale, LUP,
11.7. Pubblicazioni sull’Eucaristia Città del Vaticano 2008, bibliografia pp. 775-804.
11 12

2
Indicazioni bibliografiche

P r e m e s s e:
- Prospettiva fenomenologica
- Terminologia

M. Brouard (ed.), Eucharistia. Enciclopedia dell’Eucaristia,


EDB, Bologna 2004, bibl. 101-102; 131-134; 235-237; 885-907
13 14

Dimensione
antropologica Aspetto
individuale
PROSPETTIVA
Dimensione
Prospettiva biblica
FENOMENOLOGICA fenomenologica (AT)

Dimensione Aspetto
sacrificale conviviale

15 16

Dimensione antropologica

Il mangiare e il bere
L’Eucaristia:
L’Eucaristia nella sua radice antropologica pone in
realtà che si inserisce evidenza il valore del nutrimento nella vita terrena,
nei suoi vari aspetti, annunciando il Vero
nell’ambito più profondo dell’esistenza umana,
nutrimento per la vera Vita.
trasfigurandolo in una tangibilità
che dice, invera e anticipa Aspetto individuale
(= nutrirsi; avere la vita)
la comunione con Dio.
Mangiare e bere
Aspetto conviviale
(= stare insieme; communio)
17 18

3
Dimensione antropologica Dimensione antropologica

Il mangiare e il bere Il mangiare e il bere

L’aspetto conviviale esprime e rafforza la


«Comunque sia, il luogo normale del pasto (e, per
comunione tra i membri di un gruppo.
la maggior parte degli uomini, il luogo reale,
almeno una volta al giorno) è la famiglia o anche
un’altra comunità di vita, la communitas vitae che
comporta e suppone sempre la communitas
victus. Il punto importante è che il nutrirsi sia Il pasto del gruppo
condividere il cibo comune e non prendere si compie nei momenti più importanti
insieme un cibo individuale, anche se occorre che della sua vita o della vita di un suo membro.
la ripartizione sia equa tra tutte le persone» (Nascita, matrimonio, funerale, ricorrenze)
Gh. Lafont, Eucaristia il pasto e la parola, 38
Nella cultura dell’antico Oriente e non solo ...
19 20

Dimensione biblica Dimensione biblica


Il mangiare e il bere (AT) Il mangiare e il bere (AT)

Nell’aspetto conviviale
Nell’aspetto individuale
si esprime la comunione umana
permette di vivere
che si manifesta come:
e di compiere ciò che si deve fare

- Saul senza forze mangia (1Sam 28,20-25) - Ospitalità (Gen 18,1-8)


- Davide mangia pani dell’offerta (1Sam 21,4-7; Mt 12,3-4) - Suggello di un’alleanza (Gen 26,30; 31,4)
non tollerabile la presenza
- Elia camminò per 40 giorni … Oreb (1Re 19,5-8)
di un falso amico o di un traditore (Sal 41,10)

- Mangiare è segno di vita - Perdono (2Re 25,27-30)


- Non mangiare è segno di morte
21 22

Dimensione biblica Dimensione sacrificale


Il mangiare e il bere (AT) Il mangiare e il bere

Nell’aspetto conviviale Il cibarsi implica il morire


si esprime la comunione con la divinità.

- Sacrifici di comunione con il Dio d’Israele


(Lv 7,15; Dt 12,7.18; Sir 35,1; Ez 43,27; 44,3)
Qualcosa cessa di vivere (si dona/sacrifica)

- Pasti sacri: mangiare carni immolate agli idoli perché possa diventare cibo
(1Cor 10,14-30)
che dà la vita
23 24

4
Eucaristia
Si dice in molti nomi
CCC 1328-1332

TERMINOLOGIA «Eucaristia, perché è rendimento di grazie


a Dio. I termini εὐ-χαριστεν (Lc 22,19; 1Cor
11,24) e εὐ-λογεν (Mt 26,26; Mc 14,22)
F. Courth, I sacramenti, 202-204 ricordano le benedizioni ebraiche che –
J. Auer - J. Ratzinger, Il mistero dell’Eucaristia, 195-196 soprattutto durante il pasto – proclamano le
CCC 1328-1332 opere di Dio: la creazione, la redenzione e la
santificazione».
GLNT
CCC 1328 (cf. berākāh)

25 26

Eucaristia
Eucaristia Si dice in molti nomi
Si dice in molti nomi
CCC 1328-1332
CCC 1328-1332
«Frazione del pane, perché questo rito, tipico della cena
ebraica, è stato utilizzato da Gesù quando benediceva e
«Cena del Signore, (cf. 1Cor 11,20) distribuiva il pane come capo della mensa, (cf. Mt 14,19;
perché si tratta della Cena che il Signore 15,36; Mc 8,6.19) soprattutto durante l’ultima Cena (cf Mt
ha consumato con i suoi discepoli la 26,26; 1Cor 11,24). Da questo gesto i discepoli lo
vigilia della sua passione e riconosceranno dopo la sua risurrezione (cf. Lc 24,13-35),
e con tale espressione i primi cristiani designeranno le loro
dell’anticipazione della cena delle nozze assemblee eucaristiche (cf. At 2,42.46; 20,7.11). In tal
dell’Agnello (cf. Ap 19,9) nella modo intendono significare che tutti coloro che mangiano
Gerusalemme celeste». dell’unico pane spezzato, Cristo, entrano in comunione con
lui e formano in lui un solo corpo (cf. 1Cor 10,16-17)».
CCC 1329
CCC 1329 (cf. Didaché 14, 1)
27 28

Eucaristia Eucaristia
Si dice in molti nomi Si dice in molti nomi
CCC 1328-1332 CCC 1328-1332

«Assemblea eucaristica (σύναξις), in «Memoriale della passione e della


quanto l’Eucaristia viene celebrata risurrezione del Signore».
nell’assemblea dei fedeli, espressione
visibile della Chiesa (cf. 1Cor 11,17-34)».
CCC 1330 (cf. shekināh)

CCC 1329

29 30

5
Eucaristia Eucaristia
Si dice in molti nomi Si dice in molti nomi
CCC 1328-1332 CCC 1328-1332
«Santa e divina liturgia, perché tutta la liturgia
«Santo sacrificio, perché attualizza l’unico della Chiesa trova il suo centro e la sua più
sacrificio di Cristo Salvatore e comprende densa espressione nella celebrazione di questo
anche l’offerta della Chiesa; o ancora santo sacramento;
sacrificio della Messa, “sacrificio di lode” (Eb è nello stesso senso che lo si chiama pure
13,15) (cf. Sal 116,13.17), sacrificio celebrazione dei santi misteri.
spirituale (cf. 1Pt 2,5), sacrificio puro (cf Ml Si parla anche del Santissimo Sacramento, in
1,11) e santo, poiché porta a compimento e quanto costituisce il sacramento dei sacramenti.
supera tutti i sacrifici dell’Antica Alleanza». Con questo nome si indicano le specie
CCC 1330 (cf. Eb 10,5.10.14) eucaristiche conservate nel tabernacolo».
CCC 1330 (cf. Fons et culmen: SC 10)
31 32

Eucaristia
Si dice in molti nomi Eucaristia
Si dice in molti nomi
CCC 1328-1332
CCC 1328-1332
«Comunione, perché, mediante questo sacramento,
ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo
Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo «Santa Messa, perché la liturgia, nella
(cf. 1Cor 10,16-17) quale si è compiuto il mistero della
viene inoltre chiamato le cose sante (τὰ ἄγια; salvezza, si conclude con l’invio dei fedeli
sancta) (Didaché 9,5) – è il significato originale (“missio”) affinché compiano la volontà di
dell’espressione “comunione dei santi” di cui parla il Dio nella loro vita quotidiana».
Simbolo degli Apostoli –
pane degli angeli, pane del cielo, farmaco CCC 1330
d’immortalità (Ignazio di Antiochia), viatico...».
CCC 1330
33 34

Eucaristia Eucaristia
Si dice in molti nomi Si dice in molti nomi

Paolo Agostino

Calice del Signore (1Cor 11,27)


Comunione con il sangue di Cristo «Sacramentum altaris».
(e fare la Sua volontà)
Agostino, Sermo 59, 3

«Sacramentum unitatis et caritatis».


Non comunione Agostino, Super Ioannem tract. 26,13
con il “calice di demoni”
(1Cor 10,21)
35 36

6
Eucaristia
Si dice in molti nomi Eucaristia nel NT
Tommaso due riferimenti fondamentali
1. Cena del Signore (1Cor 11,20)
«Sacramentum caritatis».
2. Frazione del pane (At 2,42; 20,7.11)
Tommaso, STh III, q. 73, a. 3, ad 3 [et alia]

«Est autem haec Eucharistia specialiter


sacramentum unitatis et caritatis, ut dicit
Augustinus, Super Ioannem».
1. Riferimento all’evento dell’ultima cena del Signore
Tommaso, Super Primam Ep. ad Corinthios
2. Riferimento alla celebrazione della Chiesa apostolica
R. Ferri, Sacramentum caritatis nel pensiero di Tommaso d’Aquino
in R. Nardin - G. Tangorra (edd.), Sacramentum caritatis, 163-176
37 38

Eucaristia nel NT
Eucaristia nel NT
1. Cena del Signore (1Cor 11,20.23-26) 2. Frazione del pane (At 2,42; 20,7.11; cf. CCC 1329)
Partecipare al mistero pasquale
Riferimento alla cena pasquale ebraica
nella “memoria” di quanto il Kyrios ha detto e fatto:

- «Nella notte in cui fu tradito» (1Cor 11,23): gesuano Antipasto:


- Benedizione del capofamiglia sul 1°calice
- «Il calice … il pane … comunione … con Cristo» - Verdure intinte nella passata di frutta (cf. Mc 14,20)
(1Cor 10,16): cristologico
Pasto principale:
- «Siamo un solo corpo» (1Cor 10,17): ecclesiologico - Benedizione del capofamiglia sul 2°calice
- Benedizione del capofamiglia sul pane non fermentato
- «Ogni volta … annunciate la morte del Signore finché - Il capofamiglia spezza il pane
egli venga» (1Cor 11,26; cf. Ap 19,9): escatologico e ne distribuisce un pezzo ai commensali
39 40

IL FONDAMENTO LA RADIC E
BIBLICO VETEROTESTAMENTARIA

41 42

7
LA RAD IC E
VETEROTESTAMENTARIA GLI EVENTI

TIPOLOGICO - EUCARISTICI
1. Gli eventi tipologico-eucaristici nell’AT

N E L L’ A T
2. La berākāh

43 44

Eventi tipologico-eucaristici dell’AT nel NT


Eventi tipologico-eucaristici dell’AT nel NT

Comprensione storico salvifica che guarda al


passato, lo rende presente e lo annuncia per un typos
ulteriore intervento di Dio nella storia (Messia)
AT
Archetypos
1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù dell’Egitto Prototypos Evento
CRISTO
2. Il sangue e il sacrificio dell’alleanza antitypos

3. Il banchetto di comunione
NT
4. La dimora di Dio
45 46

Eventi tipologico-eucaristici dell’AT Evento tipologico-eucaristico dell’AT


1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto 1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto
a. Passaggio Pasqua
dalla schiavitù senza identità
alla libertà di servire Dio festa di primavera legate alle primizie:
come popolo in cammino - frutti della terra con offerta di pane azzimo (nord)
nella mediazione (Mosè) verso la terra promessa - pastorizia con l’offerta dell’agnello (sud).
b. Il mangiare pane azzimo
Dopo la liberazione dall’Egitto
c. L’immolazione dell’agnello diventa “memoria” del passaggio
d. Essere sotto la nube e attraversare il mare dalla schiavitù alla libertà.
e. La manna dal cielo e la bevanda dalla roccia Evento centrale della storia di salvezza di Israele
f. Un paese dove scorre latte e miele che verrà sempre richiamato dai profeti.
47 48

8
Evento tipologico-eucaristico dell’AT Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT
1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto 1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto

a. Passaggio «Prima della festa di Pasqua, sapendo che era


giunta la sua ora di passare da questo mondo al
- dalla schiavitù senza identità Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo
(insieme di tribù, un non-popolo)
li amò sino alla fine. Mentre cenavano […] depose le
- alla libertà di servire Dio vesti, e preso un asciugatoio, […]» (Gv 13,1-2)
(offrire il sacrificio nel deserto: Es 3,18; 5,1 …)

- come popolo in cammino Pasqua di Cristo:


(il popolo di Dio nella storia, la storia è historia salutis) - passaggio da questo mondo al Padre
- orizzonte agapico-diaconale
- nella mediazione (Mosè) verso la terra promessa - offre se stesso (il suo corpo e il suo sangue)
(pellegrinare non vagabondare) - per la salvezza di tutti (Gv 3,13-15; 12,32) nuovo esodo
49 50

Evento tipologico-eucaristico dell’AT Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT


1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto 1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto
b. Il mangiare pane azzimo b. Il mangiare pane azzimo
«Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta
Pane azzimo (senza lievito): partire in fretta. nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra
Pasqua, è stato immolato. Celebrate dunque la
Es 12,15-19 festa non con il lievito vecchio, né con lievito di
- Far sparire il lievito dalle case malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e
di verità» (1Cor 5,7-8)
- Si mangia pane non lievitato
- Partire in fretta: urgenza della conversione
- Far sparire il lievito: radicalità della conversione
- Si mangia pane non lievitato: esperienza concreta
51 52

Evento tipologico-eucaristico dell’AT Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT


1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto 1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto
c. L’immolazione dell’agnello (in Egitto) c. L’immolazione dell’agnello

Es 12,3-14 Gesù, nell’ultima Cena, quando è il momento di


Il sangue dell’agnello immolato aveva preservato mangiare l’agnello, prende il pane e il vino,
gli ebrei dall’angelo sterminatore (sono salvati) benedice e rivela: Questo è il mio corpo dato per
voi … questo è il mio sangue versato per voi

L’immolazione dell’agnello L’ultima Cena è l’anticipazione dell’evento della


celebrata nella terra promessa morte di Gesù espressa attraverso i simboli del
rende partecipi i frutti della liberazione dall’Egitto: pane dato e del vino versato.
la salvezza La morte di Gesù è l’immolazione del vero agnello
53 54

9
Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT
1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto 1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto

c. L’immolazione dell’agnello d. Essere sotto la nube e attraversare il mare


e. La manna dal cielo e la bevanda dalla roccia

«[…] i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti


Gesù: attraversarono il mare, tutti furono battezzati in
rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare,
- Agnello che toglie il peccato del mondo
(Gv 1,29) tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti
bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano
infatti da una roccia spirituale che li accompagnava,
- Agnello immolato in piedi, riceve adorazione e quella roccia era Cristo.
(Ap 5,6-14) Ma della maggior parte di loro Dio non si
compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto».
1Cor 10,1-5
55 56

Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT


1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto 1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto
typos
Morti 2 e. Manna dal cielo e bevanda dalla roccia
1
Nube e mare AT
Archetypos
Manna
Prototypos
Evento bevanda
(Roccia)
Eucaristia Dio Sangue di Cristo (De myst.)
CRISTO
3 Battesimo (De sacr.)
antitypos
2 Morti
Ermeneutica patristica di 1Cor 10, 3
NT
1 1Cor 10,1-5
Battesimo Eucaristia
Ambrogio (De myst. 48; De sacr. V,3-4)
3 57 58

Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT Evento tipologico-eucaristico dell’AT


1. La Pasqua di liberazione dalla schiavitù di Egitto 2. Il sangue e il sacrificio dell’alleanza
f. Un paese dove scorre latte e miele
- Abramo (gesto ancestrale) nel sangue (Gen 15,9-18)
Es 3,8; Is 7,22
- Al Sinai: Mosé asperge con il sangue
Tipologia nel catecumenato:
l’altare e il popolo (Es 24,8)
Dopo il battesimo e la confermazione
prima di ricevere il corpo e il sangue di Cristo
si mangiava del miele intinto nel latte. - Unica oblazione sacrificale con il Messia (Ml 1,1-11)
Simbolo della terra promessa
ormai raggiunta con l’imminente Eucaristia
59 60

10
Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT
2. Il sangue e il sacrificio dell’alleanza 2. Il sangue e il sacrificio dell’alleanza

Gesù nell’ultima Cena Il sangue della croce


pone un riferimento esplicito all’alleanza è il sangue della nuova ed eterna alleanza
(1Pt 1,18-19; Eb 8,6-13)

Mc 14,24; Mt 26,27 Il sangue di Gesù dà la vita al mondo


Mio sangue dell’alleanza (Gv 6,51-56)

Lc 20,20; 1Cor 11,25 L’Eucaristia: “memoria” dell’alleanza definitiva


Calice, nuova alleanza nel mio sangue
Partecipare all’Eucaristia: dimorare nell’alleanza
61
(Gv 6,56-57) 62

Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT Evento tipologico-eucaristico dell’AT


2. Il sangue e il sacrificio dell’alleanza 3. Banchetto di comunione

L’ultima cena anticipa la morte di Gesù - Ancestrale indica comunione con la divinità
quale oblazione di sacrificio della croce. (1Cor 10,14-30)
La croce di Cristo
ricapitola e porta a compimento - I profeti descrivono l’alleanza messianica
tutti i precedenti sacrifici come un banchetto in cui tutti sono invitati
(Is 25,6; 55,1-3)
- A livello antropologico (Abele)
- A livello religioso (Melchisedech)
- A livello di fede biblica dell’AT (Abramo)
63 64

Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT Evento tipologico-eucaristico dell’AT


3. Banchetto di comunione 4. Dimora di Dio (shekināh)
- In mezzo al suo popolo (Ez 37,27)
- Mostrato dal Gesù storico - In Gerusalemme (Ez 48,35)
- Dio è un Dio-con-noi (Is 7,14)
- Anticipo messianico della presenza dello sposo - Nel tempio (1Re 8,10-13)
(Mc 2,18-22)
- Nella tenda (cielo) Abside
che contiene l’arca dell’alleanza Altare
- Banchetto messianico
(Lc 22,29-30) - Dio vicino ogni volta che lo invochiamo (Dt 4,7)

(Dt 12,5) Nome Presenza/essenza

65 66

11
Evento tipologico-eucaristico dell’AT nel NT Eventi tipologico-eucaristici dell’AT nel NT
typos
4. Dimora di Dio (shekināh)

Cristo nuova e definitiva presenza di Dio:


AT
- Incarnazione (Gv 1,14) Archetypos
Evento
Prototypos CRISTO
Per giungere alla: antitypos
- Gerusalemme celeste (Ap 21,3)
NT

L’Eucaristia si pone come intermedio

67 68

Eventi tipologico-eucaristici dell’AT nel NT


2
Is 43,18-21
1 Liberaz. Egitto Sacrificio
«Non ricordate più le cose passate,
4 Dimora di Dio AT
non pensate più alle cose antiche.
Manna
Evento 3 Ecco io faccio una cosa nuova:
CRISTO
1 - Passaggio al Padre Proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Salvezza Chiesa - Unico sacrificio
(1Cor 10,6) 2 - Pane della vita Aprirò anche nel deserto una strada,
Offrire la vita - Dimora di Dio piena
NT (Rm 12,1) immetterò fiumi nella steppa.
Mangiare pane = avere vita
3 (Gv 6,58) […]
4
Il popolo che io ho plasmato per me
Noi siamo il tempio del Dio vivente
Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro celebrerà le mie lodi»
(2Cor 6,16)
69 70

Is 43,22-23

«Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;


Anzi ti sei stancato di me, o Israele.
Non mi hai portato neppure un agnello
per olocausto, LA BERĀKĀH
Non mi hai onorato con i tuoi sacrifici.
[…]
mi hai stancato con le tue iniquità.
Io, io cancello i tuoi misfatti,
per riguardo a me non ricordo più i tuoi peccati»

71 72

12
La berākāh Berākāh

Non semplice ringraziamento Atto di rendimento di grazie


come risposta ai benefici operati da Dio
Comprende:
in favore del suo popolo
Lode, narrazione, ricordo, dossologia.
Celebrazione che rimanda e ripresenta Non semplice gesto rituale (formale ed estrinseco)
le meraviglie compite da Dio nella storia. Non semplice “gratitudine” (affettiva e soggettiva)

Stupore
Berākāh
Comprendere l’Eucaristia (primi atteggiamenti) Confessione
nell’orizzonte della storia della salvezza 73 74

Berākāh Berākāh

1. Stupore e ammirazione per le opere di Dio (alleluja) 2. Confessione di fede

- Canto di lode - Proclamazione di Dio come unico liberatore (Esodo)


- Contemplare le opere di Dio - Proclamazione di Dio come unico Signore (nel deserto)
- Contemplare lo splendore di Dio - Proclamazione di Dio come unico Dio (2°Esodo)

Sal 111; 113; 116-118; 135-138; 145-150 Sal 30; 46-47; 66; 68

75 76

Berākāh
Opere di Dio

Stupore
Berākāh
(primi atteggiamenti) Confessione
Opere Berākāh
di Dio

Riconoscimento dell’infedeltà all’alleanza

- Domanda di perdono Sal 106-107


- Abbandono fiducioso in Dio 77 78

13
Opere di Dio:
La berākāh ha radici extra cultuali
- Creazione (il novum) (Sal 104)
- Redenzione (nella storia) (Sal 103; 144) Benedizione del servitore di Abramo (Gen 24,27)
Benedizione di Jetro (Es 18,10)
Berākāh
- Discendente
Sal 75,2; 115,12-15
Entra nella liturgia del tempio (Sal 106)
- Ascendente

79 80

Berākāh, tre componenti:


Memoriale:
1. Benedizione (iniziale, breve)
2. Memoriale (anamnesi) della opere di Dio
- Ricordo delle opere di Dio (passato-memoria)
3. Benedizione finale (dossologia)
- reso contemporaneo (presente-celebrazione)
- prepara e anticipa l’incontro (futuro-profezia)
1; 3 inclusione
2 Più sviluppato

81 82

«E poiché le opere divine vanno dalla creazione alla


nascita d’Israele fino ai tempi messianici, il Berākāh
rendimento di grazie abbraccia in un solo sguardo
tutta la storia, diventando memoria collettiva di ciò - Benedizione introduttiva
che di grande JHWH ha compiuto per la - Memoriale (anamnesi) delle opere di Dio
realizzazione del suo disegno eterno di salvezza.
Proprio per questa sua ampiezza, la berākāh biblica - Benedizione dossologica
non è in genere una produzione estemporanea di
individui isolati, ma l’espressione della fede del
popolo ed è pronunciata dall’assemblea. Un
esempio significativo, in tal senso, ci è fornito dalla
preghiera di benedizione del libro di Neemia, Fondamentale è la comunità:
capitolo 9» il soggetto è Israele
C. Rocchetta, I sacramenti della fede, II, 120-121 Neemia 9
83 84

14
Opera di Dio (AT) per eccellenza e sintetica: Esodo
- liberazione dall’Egitto Paolo/Lc in generale
εὐχαριστέω
- passaggio del mar Rosso Mt/Mc per il calice

(Dt 6,2-22; 26,5-8; Gs 24,3-7)


Berākāh LXX

εὐλογέω Mt/Mc per il pane

Festa di Pasqua (Es 12,14.25-27; Dt 16,1-3)

Pane
Calice
85 86

Il NUOVO TESTAMENTO
1. L’istituzione dell’Eucaristia
1.1. Le quattro redazioni
1.2. La Cena di Gesù: un banchetto pasquale ebraico?
2. L’Eucaristia in Paolo
2.1. La comunione con il Signore
2.2. Il vincolo di unità
IL NUOVO TESTA MENTO 2.3. L’annuncio di Cristo crocifisso
2.4. Il banchetto escatologico
3. L’Eucaristia in Giovanni
3.1. La Cena di Gesù: lavanda dei piedi
3.2. L’Eucaristia: rimanere in Cristo
4. Tematiche bibliche
4.1. Cultura biblica di sfondo
4.2. Mangiare insieme
4.3. Morte e vita
87 88

A Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia B
L’ISTITUZIONE
ISTITUZIONE DELL’EUCARISTIA
DELL EUCARISTIA
Dato storico:
Triplice dimensione
La cena di Gesù
- Il tempo di Gesù
come “memoria anticipata” e “profezia in atto”
L’ultima cena di Gesù con gli apostoli prima di morire
dell’evento pasquale

- Il tempo della Chiesa


Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20
Cristallizzazione liturgica palestinese e antiochena
Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26

- Il tempo degli scritti


P.-R. Tragan, La cena del Signore negli scritti sinottici e paolini,
Tradizione comune, concorde e con peculiarità proprie in L’Eucaristia nella Bibbia, 82-127
89
(Dizionario di spiritualità biblico-patristica 19) 90

15
Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia C Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia D
Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20 Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20
Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26 Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26

Concordanze delle 4 redazioni Concordanze delle 4 redazioni


- Cena di Gesù con gli apostoli in contesto pasquale
- Legame tra ultima cena e mistero della Pasqua di
- Due riti (giudaismo): Gesù, quale servo che dona la vita in riscatto di
1. Benedizione e distribuzione del pane molti (Is 53,12)
2. Offerta del calice ai commensali
- Legame tra ultima cena e il banchetto escatologico
- Gesù pone una duplice relazione tra
1. Suo corpo e pane “dato per” - Eco della valenza liturgica già vissuta dalla Chiesa
2. Suo sangue e vino “versato per”
91 92

Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia E Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia F
Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20 Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20
Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26 Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26

Divergenze delle 4 redazioni


Divergenze delle 4 redazioni
Lc - 1Cor
Mt - Mc le due benedizioni sono unite da sembrare una
Maggiore distinzione tra la benedizione sul pane
(prima della cena) e quella sul vino (dopo la cena)

Mt - Mc risentono della prassi liturgica della Chiesa


Lc - 1Cor rispettano maggiormente l’ordine giudaico
93 94

Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia G Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia H
Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20 Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20
Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26 Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26

Divergenze delle 4 redazioni Divergenze delle 4 redazioni


Lc - 1Cor Mt - Mc
Ordine di Gesù «fate questo in memoria di me» Non c’è l’Ordine di Gesù
«fate questo in memoria di me»

Lc - 1Cor rispettano maggiormente la convinzione


giudaica, sulla necessità di ripetere in forma Mt - Mc risentono della prassi liturgica della Chiesa
celebrativa l’evento fondamentale e costitutivo
95 96

16
Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia I Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia L
Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20 Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20
Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26
Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26

Divergenze delle 4 redazioni

Lc - 1Cor Tradizione palestinese Tradizione antiochena


«la nuova alleanza nel mio sangue» (prima del 40) (prima del 45)

Mt - Mc Pietro Paolo
«il mio sangue dell’alleanza» Gerusalemme Antiochia
Ambito semitico Ambito ellenistico
97 98

Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia

Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20 Mt 26,20-21.26-29 Lc 22,14-20


Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26 Mc 14,17-18.22-25 1Cor 11,23-26
Novità sostanziali a livello gesuano
Gesù benedicendo il pane Due modalità complementari
porta come motivo non solo fare memoria della di descrizione dell’ultima cena
pasqua di liberazione dall’Egitto, ma la Pasqua
della sua morte, espresso nella corrispondenza: - Necessità di contestualizzare le pericopi
Pane spezzato corpo donato - Necessità di cogliere la vicenda di Gesù in una
prospettiva globale che tiene conto del passato
Gesù benedicendo il vino e del futuro
pone il passaggio dall’antica alla nuova alleanza
nel “mio sangue”
99 100

Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia

La prospettiva delle due tradizioni, - Prioritaria è la paradosi di Mc 14,22-25 a causa di


diversi semitismi e del logion testamentario sul
palestinese e antiochena, fortemente separate, “frutto della vite” (R. Pesch).
- Prioritaria è la tradizione di 1Cor 11,23-25 a causa
non è accolta da tutti gli esegeti
della sequenza della cena che prevede la frazione
del pane (v. 24), la consumazione del pasto (v.
25a) e le parole sul calice (I.H. Marshall).
- Prioritaria è la tradizione di Lc 22,15-20 a motivo del
contesto pasquale della cena (H. Schürmann).
Molteplici posizioni negli ultimi decenni: - Nessuna tradizione è prioritaria ma per ogni termine il
J. Jeremias, Le parole dell’ultima cena (or. 1935, 19674) peso della bilancia cade sull’una o sull’altra
paradosi (G. Barbaglio).
R. Pesch (1978); G. Friedrich (1982); X. Léon Dufour (1983);
H. Schürmann (1987); I.H. Marshall (1999)
A. Pitta, Quale impatto comunitario della paradosi di 1Cor 11,17-34?
in R. Nardin - G. Tangorra (edd.), Sacramentum caritatis, 81-94
101 102

17
Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia Istituzione dell
dell’Eucaristia
Eucaristia

«Rispetto al dibattito sulle diverse paradosi


dell’istituzione eucaristica ci sembra di poter Tradizione presinottica Tradizione prepaolina
sostenere l’ipotesi che prevede a livello pre-paolino
e pre-sinottico la compresenza di due tradizioni
autonome a causa della redazione lucana che
attesta di conoscere quella paolina e quella Mc 14,22-25 1Cor 11,23-25
marciana [...].
I dati di continuità di Lc 22,15-20 rispetto a 1Cor
11,23-25 e a Mc 14,22-25 si spiegano soltanto con
la dipendenza dalle due tradizioni confluite nella
redazione paolina e in quella marciana [Mt 26,20-21.26-29] Lc 22,15-20
dell’istituzione e non con il percorso inverso»
A. Pitta, Quale impatto comunitario della paradosi di 1Cor 11,17-34?
in R. Nardin - G. Tangorra (edd.), Sacramentum caritatis, 81-94, 83
103 104

Gesù istituisce l’Eucaristia Gesù istituisce l’Eucaristia


all’interno della cena pasquale ebraica? all’interno della cena pasquale ebraica?

«Dove vuoi che andiamo a preparare Gesù muore poco prima della notte di Pasqua
perché tu possa mangiare la Pasqua?» (Gv 18,28; 19, 14.31.42)
(Mc 14,12; Mt 26,17; cf. Lc 22,8)

per i Sinottici la cena del Signore per Gv la cena del Signore


è nel contesto di un banchetto pasquale. è avvenuta il giorno prima di Pasqua
quindi non in un contesto di un banchetto pasquale.

105 106

13 Nisan 14 Nisan 15 Nisan Storicità della cronologia sinottica

J. Jeremias, Le parole dell’Ultima Cena, Paideia,


Brescia 1973 (or. ted. 1935, 19674),
AT Immolazione agnelli
al Tempio

Consumazione La cronologia giovannea dettata da una


dell’agnello. motivazione teologica: presentare Gesù come il
Sinottici Morte di Gesù
Ultima cena vero agnello pasquale (cf. Gv 1,29; 19,36).
(pasquale)

Ultima cena
Gv Morte di Gesù Influsso esegetico, teologico, liturgico, pastorale
(non pasquale)
enorme
107 108

18
Storicità della cronologia giovannea Storicità della cronologia giovannea
G. Ogg, The Chronology of the Last Supper, Scoperta dei rotoli di Qumran
in D.E. Nineham et al. (edd.), Historicity and Chronology in
the New Testament, SCM Press, London 1965, 75-96.

Morte storica di Gesù in concomitanza


dell’immolazione degli agnelli al tempio.
Nei racconti della cena del Signore è assente ogni
riferimento agli elementi tipici della cena pasquale Ultima Cena secondo il calendario di Qumran,
ebraica: gli azzimi, l’agnello e le erbe amare quindi almeno un giorno prima della Pasqua ebraica

L’Ultima Cena non fu pasquale


Apre il dibattito
109 110

A
«Si è molto discusso fino a qualche tempo fa, ad esempio, L’Eucaristia in Paolo
sulla cronologia della passione di Gesù e sulla data
dell’ultima Cena. Qualunque sia l’interesse di queste 1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34
discussioni io mi domando se esse non abbiano lasciato
troppo da parte ciò che sembra in realtà l’intenzione Tema poco presente (a differenza del battesimo)
convergente dei vangeli sinottici e di san Giovanni. Poiché
non concordano sull’ultimo pasto di Gesù vuol dire che il Tratta dell’Eucaristia
problema di sapere se quest’ultimo pasto di Gesù è stato
effettivamente e letteralmente un pasto pasquale giudeo non
“costretto” dalla situazione di Corinto:
gli interessa. Ciò che vogliono dire, invece, e che dicono lecito mangiare la carne offerta agli idoli?
molto bene, ognuno a suo modo, è che la morte di Gesù
celebrata nell’Eucaristia della Chiesa è la vera Pasqua. È
a partire da qui realtà che occorre comprendere l’uso del
vocabolario pasquale della redenzione»
G. Lafont, Dio, il tempo e l’essere, Piemme, 1992, 152-153 Gli idoli non esistono, però:
non si può entrare in comunione con essi
111 112

B C
L’Eucaristia in Paolo L’Eucaristia in Paolo
1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34 1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34

1. Eucaristia: la comunione con il Signore


1. La comunione con il Signore (1Cor 10,14-16)
(1Cor 10,14-16)
2. Il vincolo di unità (1Cor 10,17)
Il calice che benediciamo
3. L’annuncio di Cristo crocifisso (1Cor 11,26)
comunione con il sangue di Cristo
4. Il banchetto escatologico (1Cor 11,26) Il pane che spezziamo
comunione con il corpo di Cristo

113 114

19
L’Eucaristia in Paolo D L’Eucaristia in Paolo E
1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34 1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34

Il calice che benediciamo 2. Eucaristia: il vincolo di unità


comunione con il sangue di Cristo (1Cor 10,17)
Il pane che spezziamo
comunione con il corpo di Cristo Comunità/Chiesa: non è una semplice unione
A di persone, che sanziona la propria
unità/identità attraverso la celebrazione
dell’eucaristia, ma:
Il corpo di Cristo
è presente attraverso la figura del pane B Corpo di Cristo unificato dall’Eucaristia
(1Cor 10,17)
La comunione con il Signore
è realizzata nella “mensa” offerta dal Signore
115 116

L’Eucaristia in Paolo E L’Eucaristia in Paolo F


1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34 1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34
2. Eucaristia: il vincolo di unità 2. Eucaristia: il vincolo di unità
(1Cor 10,17) (1Cor 10,17)

A Eucaristia funzionale alla comunità/Chiesa Corpo di Cristo


B Eucaristia fondativa della comunità/Chiesa

Chiesa Eucaristia
A εθος

B ηθος
117 118

L’Eucaristia in Paolo G L’Eucaristia in Paolo H


1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34 1Cor 10,1-5.14-22; 11,17-34

3. Eucaristia: l’annuncio di Cristo crocifisso 4. Eucaristia: il banchetto escatologico


(1Cor 11,26) (1Cor 11,26)

L’Eucaristia non è semplice ripetizione Eucaristia come prefigurazione e speranza


del banchetto pasquale (ultima cena), ma: per il futuro.
annuncio (del testimone dell’oggettività) Nell’Eucaristia si ha “già” la comunione con Cristo
della presenza del Signore nell’oggi della storia. ma al tempo stesso si tratta del “non ancora”
di una comunione piena e definitiva.

119 120

20
L’Eucaristia in Giovanni L’Eucaristia in Giovanni
Gv 2,1-10; 6; 13; 15,1-7; 19,31-37 Gv 13
Descrizione dell’ultima cena
con la lavanda dei piedi, senza Eucaristia
2,1-10 Acqua - vino - Maria A
La lavanda presente nel banchetto pasquale ebraico
6 Rimanere in Cristo: pane B
Varianti di Gesù rispetto al banchetto ebraico:
X 13 Ultima cena - Lavanda dei piedi C - Il soggetto: non è il più giovane che lava (Giovanni)
15,1-7 Rimanere in Cristo: vite B’ ma chi presiede il banchetto (Gesù).
Primi sono ultimi, autorità come servizio
19,31-37 Acqua - sangue - Maria A’
- L’oggetto: non vengono lavate le mani
ma i piedi.
Non semplice gesto rituale-cultuale (purificazione)
Inclusione
ma servizio concreto
121 122

L’Eucaristia in Giovanni L’Eucaristia in Giovanni


Gv 13 Gv 13
Descrizione dell’ultima cena Descrizione dell’ultima cena
con la lavanda dei piedi, senza Eucaristia con la lavanda dei piedi, senza Eucaristia

La lavanda dei piedi (schiavo) Amore


incondizionato
è il senso dell’Eucaristia
- L’Eucaristia è già descritta dai sinottici
«Vi ho dato l’esempio - L’Eucaristia è già celebrata nella Comunità
perché, come ho fatto io,
facciate anche voi» Gv 13,15 - Tutto Gv è eucaristico-pasquale

Cristo offre la vita Cristo passa/ritorna al Padre


Memoria dell’Eucaristia nella diakonia 123 124

L’Eucaristia in Giovanni L’Eucaristia in Giovanni


Gv 6, 26-59 [66] Gv 6, 26-59 [66]

Cercare Gesù Cristologico Inizio è il v. 31:


non perché visto dei segni Teologico «Diede loro da mangiare pane dal cielo»
ma saziati del pane (v. 26) Antropologico vv. 26-59 = esegesi del v. 31

Credere in colui che egli ha mandato v. 29 Es 16,1; Sal 77,23-24; 104,40

Manna come nutrimento dato da Dio:


Antropologico Teologico - Durante l’esodo
Cristologico - Nel tempo messianico
125 126

21
L’Eucaristia in Giovanni L’Eucaristia in Giovanni
Gv 6, 26-59 [66] Gv 6, 26-59 [66]

A vv. 26-51 mangiare = credere in Gesù


- Necessità della fede (vv. 26-51)
B vv. 51-59 mangiare = carne e sangue di Gesù
- Comunione nel mistero cristologico (vv. 53s; 57; 58a)
A Prospettiva simbolica (fede)
- Dimorare con Cristo (v. 56)
B Prospettiva reale (sacramento)
- Necessità del mangiare la sua carne bere il suo
Accolta dal mondo protestante sangue, si oppone al docetismo
A
B Non accolta dal mondo protestante (Bultmann) - Comunicazione della vita (v. 53)

Aggiunta redazionale
127 128

Cultura biblica di sfondo A


- Pane e vino (doni):
Frutto della terra (promessa) e del lavoro dell’uomo
- Benedizione (comunione con Dio, suo dono):
Cultura biblica di sfondo Atto in cui passa la vita divina

Tematiche - Mangiare insieme (comunione tra i fratelli):


Mangiare insieme Comunione con i commensali
bibliche
Morte e vita Gesù pone esplicitamente una relazione
tra lui e i doni (pane e vino)
nella benedizione e comunione

I doni indicano e realizzano


129 la relazione comunionale con lui 130

Cultura biblica di sfondo B Cultura biblica di sfondo C

Il soggetto del memoriale è Dio: Memoriale:


- AT ha liberato dalla schiavitù dell’Egitto
- NT ha risuscitato Gesù 1. Ricordo delle opere di Dio: passato-memoria
2. Reso contemporaneo: presente-celebrazione
Corpo:
3. Prepara e anticipa: futuro-profezia
- Totalità della persona (che si dona)
(valenza cristologica) AT:
- Mantiene in unità le membra (1Cor 12) 1. Ricordo delle opere di Dio: esodo
(valenza ecclesiologica) 2. Reso contemporaneo: celebrazione pasquale
- Per molti (Mc/Mt): 3. Prepara e anticipa: tempi messianici
Totalità degli uomini
131 132

22
Cultura biblica di sfondo D Cultura biblica di sfondo E

Ultima cena:
Ultima cena (protestanti):
1. Ricordo delle opere di Dio: esodo / le opere di Gesù
Semplice allegoria della morte prossima
2. Reso contemporaneo: pane donato, vino versato
morte in croce
3. Prepara e anticipa: Rappresentazione simbolica
venuta escatologica

Eucaristia:
1. Ricordo delle opere di Dio: ultima cena/pasqua Christi I doni non sarebbero segni “realistici”
2. Reso contemporaneo: pane donato, vino versato della morte di Gesù

3. Prepara e anticipa: la venuta escatologica Solo predizione della morte imminente


133 134

Cultura biblica di sfondo F Cultura biblica di sfondo G

Ultima cena: Ultima cena:


Non semplice allegoria della morte prossima. Non semplice allegoria della morte prossima.

Nella dinamica della rivelazione cristologica Nella vita di Gesù i momenti forti di rivelazione sono
il rivelarsi con parabole indica il Regno del Padre espressi da realtà concrete:
- Risurrezione di Lazzaro (verificabile) segno che
nell’ultima cena Gesù rivela se stesso come colui che
Gesù dà la vita (tempi messianici)
compie in pienezza la volontà del Padre, donando la
propria vita (croce) - Guarigione dello storpio (verificabile) segno che
Gesù può perdonare i peccati
- Morte in croce (verificabile) segno che Gesù può
Momento decisivo della vita di Gesù: compimento dare da mangiare il suo corpo e da bere il suo
135
sangue 136

Mangiare insieme A Mangiare insieme B

Dimensione biologica Pasto giudaico nelle feste:


(= nutrirsi) Ha un carattere liturgico, simile alla cena pasquale:
Mangiare e bere - Il capofamiglia alza la focaccia di pane, benedice Dio,
rende grazie, la distribuisce
Dimensione conviviale
(= stare insieme) - Si aveva il pasto vero e proprio
- Il capofamiglia alza il calice del vino, benedice il vino, ne
beve un po’ e lo distribuisce
- Ospitalità (Gen 18,1-8)
- Alle due benedizioni: iniziale sul pane e finale sul vino tutti
- Suggello di un’alleanza (Gen 26,30; 31,4) i commensali rispondono “Amen”

- Perdono (2Re 25,27-30)


137 138

23
Mangiare insieme C Mangiare insieme C

Pasto giudaico nelle feste: Non è possibile mangiare con i peccatori, i


Non un semplice mangiare insieme, pagani ... con gli esclusi dall’alleanza con
ma una comunione profonda Dio, significava partecipare con loro
orizzontale e verticale all’esclusione dell’alleanza.
Davanti al peccatore l’unico modo per
salvare Israele era la sua eliminazione
Comunione Comunione dalla comunità.
con i commensali con Dio
Gesù stravolge questa concezione:
Non eliminare il peccatore ma il peccato

Partecipare della stessa benedizione di Dio 139 140

Mangiare insieme D Mangiare insieme E

Pasto giudaico nelle feste:


Pasto giudaico nelle feste:
Gesù banchetta con i peccatori!
Gesù banchetta con i peccatori!
I profeti descrivono l’alleanza messianica
come un banchetto
Comunione Comunione in cui tutti sono invitati
con i commensali con Dio (Is 25,6; 55,1-3)

Remissione dei peccati (Mt 26,28)

Pregustazione delle banchetto


Partecipare della stessa benedizione di Dio messianico-escatologico (Mc 14,25; Mt 26,29)
141 142

Mangiare insieme F Mangiare insieme G


Non si possiede il Risorto (Emmaus),
ma il pane spezzato è segno (simbolo)
Gesù mangia con i discepoli dopo la risurrezione di presenza/assenza del Risorto.
Lc 24,13-35; 24,36-43; Gv 21,9-14 Non semplice dato fenomenico (espressivo):
- necessità della Parola accolta nella fede
- e dello “spezzare il pane”

La Comunità ecclesiale ha consapevolezza


- Convincerli della risurrezione (meno importante) di essere il nuovo popolo di Dio
riunito attorno al Risorto “mangiando” (At 10,40-43)
- Il Risorto, Signore, continua ad essere presente
nel segno pasquale del pasto (più importante) l’Eucaristia diviene
espressione del fondamento della Chiesa
143
(1Cor 10,14-17; 11,17-26; At 2,42.46; 20,7-12) 144

24
Morte e vita A Morte e vita B
(croce - risurrezione - venuta escatologica) (croce - risurrezione - venuta escatologica)

Inizio (morte) Inizio (morte)


Il contesto dell’istituzione dell’Eucaristia
- Contesto della passione (sinottici)
non può essere separato
- «Nella notte in cui fu tradito» (1Cor 11,23) dalla morte imminente di Gesù

Conclusione (escatologia) Conclusione (escatologia)

- Versetto escatologico (Mt 26,29; Mc 14,25; Lc 22,18) La celebrazione dell’Eucaristia


«Non berrò … finché … lo berrò nuovo nel regno» annuncia il banchetto escatologico
- «Finché egli venga» (1Cor 11,26) suppone la glorificazione/risurrezione
145
di Gesù, Signore 146

Morte e vita C Morte e vita D


(croce - risurrezione - venuta escatologica) (croce - risurrezione - venuta escatologica)

Inizio: Gesù muore in croce Croce - risurrezione - venuta escatologica

Conclusione: Gesù ritorna glorioso Risurrezione

Venuta
Croce
escatologica

Presente: Gesù risorto


147 148

Morte e vita E Morte e vita F


(croce - risurrezione - venuta escatologica) (croce - risurrezione - venuta escatologica)

Croce: compimento della volontà del Padre Discepoli:


facendo memoria,
in obbedienza al comando del Signore
Morire per
di quanto Gesù ha vissuto in sé
Risurrezione/glorificazione entrano nel dinamismo
di risurrezione

Morte di Cristo come éschaton di salvezza perché il Risorto è presente

Gv 19,30 per dare la vita senza fine


149 150

25
L’Eucaristia NT

«Consumare questi segni dell’alleanza significa


avere la vita (Giovanni).
Paolo approfondisce l’idea sinottica dell’eucaristia
come funzione costitutiva ed unificante della L’ O R I Z Z O N T E P A T R I S T I C O
stessa comunità. I discepoli celebrano e
consumano il santo banchetto come permanente
memoria, ricordando la morte di Gesù, D E L L’ E U C A R I S T I A
proclamando la sua presenza (Paolo) e
attendendo, in speranza, il suo ritorno (sinottici,
Paolo»

F. Courth, I sacramenti, 226

151 152

Primi tre secoli Eucaristia (II secolo)


Si formano
Indica l’azione liturgica e i doni

- Il Canone della Scrittura ispirata


- Didachè 9-10; 14-15 (web)
- Il Simbolo apostolico Sensibilità occidentale - Ignazio di Antiochia (+117): Efeso, Filadelfia, Smirne
- Giustino (+165): Apologia I (web); Dialogo con Trifone
- La preghiera eucaristica Sensibilità orientale - Ireneo (+202): Adversus haereses IV
- Ippolito (+235?): Traditio apostolica (web)

153 154

Eucaristia (II secolo)


Eucaristia (II secolo)
Rendere grazie - 1. Anamnesi

«1. Riguardo all’eucaristia, così rendete grazie:


1. Anamnesi 2. dapprima per il calice: Noi ti rendiamo grazie, Padre
nostro, per la santa vite di David tuo servo, che ci hai
Rendere grazie rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli.
3. Poi per il pane spezzato: Ti rendiamo grazie, Padre
eucaristico: 2. Sacrificio
nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per
tre aspetti mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli.
4. Nel modo in cui questo pane spezzato era sparso qua e
3. Benedizione là sopra i colli e raccolto divenne una sola cosa, così si
raccolga la tua Chiesa nel tuo regno dai confini della terra;
perché tua è la gloria e la potenza, per Gesù Cristo nei
secoli».
Didachè 9,1-4
155 156

26
Eucaristia (II secolo) Eucaristia (II secolo)
Rendere grazie - 1. Anamnesi
Rendere grazie - 1. Anamnesi
«1. Dopo che vi sarete saziati, così rendete grazie: 2. Ti
rendiamo grazie, Padre santo, per il tuo santo nome che hai
fatto abitare nei nostri cuori, e per la conoscenza, la fede e 1. Anamnesi (lode riconoscente): Didachè
l’immortalità che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A
te gloria nei secoli. 3. Tu, Signore onnipotente, hai creato ogni - per la redenzione (storia della salvezza)
cosa a gloria del tuo nome; hai dato agli uomini cibo e - per la salvezza in Cristo
bevanda a loro conforto, affinché ti rendano grazie; ma a noi
hai donato un cibo e una bevanda spirituali e la vita eterna - per il dono di Cristo presente
per mezzo del tuo servo. 4. Soprattutto ti rendiamo grazie
perché sei potente. A te gloria nei secoli. 5. Ricordati, Signore, - per il cibo e la bevanda per la vita eterna
della tua chiesa, di preservarla da ogni male e di renderla
perfetta nel tuo amore; santificata, raccoglila dai quattro venti - per la creazione
nel tuo regno che per lei preparasti. Perché tua è la potenza e - tensione verso l’unità della Chiesa
la gloria nei secoli. 6. Venga la grazia e passi questo mondo».
Didachè 10,1-5
157 158

Eucaristia (II secolo)


Rendere grazie - 2. Sacrificio Eucaristia (II secolo)
Rendere grazie - 3. Benedizione
Dopo aver confessato i peccati
Didachè
affinché il vostro sacrificio sia puro (14,1)

Preghiera (Apologia I,13,1) Rendere grazie sui doni, pane e vino


Giustino Sacrificio come nome Ippolito
Doni, pane e vino (Dialogo Trifone) (Traditio apostolica 4)
Consacrare i doni, pane e vino

Rendere grazie al Signore


Ireneo Sacrificio come azione
(Adversus haereses
IV,18,6)
Consacrare i doni, pane e vino
159 160

Eucaristia (II secolo) Eucaristia (II secolo)


Ippolito Ippolito
«Il vescovo, con tutto il collegio dei sacerdoti,
pronuncerà questa azione di grazie […] Ti «Allora, sottostando ad una sofferenza liberamente
rendiamo grazie, o Dio, per mezzo del tuo Figlio accettata, per distruggere la morte, calpestare
diletto, Gesù Cristo, che nella pienezza dei tempi l’inferno, illuminare i giusti, confermare il testamento
ci hai inviato come salvatore, redentore e portatore e manifestare la sua risurrezione, egli prese del
della tua volontà. […] si è manifestato come tuo pane, rese grazie e disse: “Prendete, mangiate,
figlio, nato dallo Spirito Santo e dalla Vergine. Ha questo è il mio corpo che sarà spezzato per voi.
fatto la tua volontà e per acquistarti un popolo Così pure per il calice, disse: “Questo è il mio
santo, ha steso le mani, mentre soffriva, onde sangue che è sparso per voi. Quando fate ciò,
liberare dalla sofferenza coloro che hanno creduto fatelo in memoria di me”».
in te”».
Traditio apostolica, 4
Traditio apostolica, 4
161 162

27
Ippolito
Ippolito
«Ricordandoci dunque della sua morte e della
sua risurrezione, ti offriamo il pane e il calice,
rendendoti grazie, perché ci hai giudicati degni di
stare davanti a te e di servirti. Ti chiediamo di 1. Anámnesis
inviare il tuo Spirito sull’offerta della santa
Chiesa, di raccogliere nell’unità coloro che si Rendere grazie
comunicano, di colmarli dello Spirito Santo, per eucaristico: 2. Prosphorà
rinforzare la loro fede nella verità. Così vogliamo tre aspetti (offerta cultuale)
lodarti e glorificarti per mezzo del tuo Figlio, Gesù
Cristo. Per lui ti siano resi gloria ed onore, Padre e 3. Epiclesis
Figlio con lo Spirito Santo nella santa Chiesa ora e
nei secoli dei secoli. Amen».
Traditio apostolica, 4
163 164

Rendere
Eucaristia (II secolo) Convito Eucologia Cristologia
grazie

1. Anamnesi Anamnesi Anamnesi Anamnesi Anamnesi

Rendere grazie
eucaristico: 2. Sacrificio
tre aspetti Comunione Offerta Corpo e sangue
Sacrificio
con Cristo (prosphorà) di Cristo
3. Benedizione
Risurrezione
Benedizione Martyria Epiclesi del credente

165 166

Eucaristia (II secolo) Ignazio di Antiochia

- Eucaristia causa e segno dell’unità


Ignazio di Antiochia

Causa l’unità della Chiesa (Filadelfia) «Preoccupati di attendere a una sola


(dimensione ecclesiologica)
eucaristia. Una è la carne di nostro Signore
L’Eucaristia È la carne di Cristo (Smirne, Roma) Gesù Cristo e uno il calice nell’unità nel
(dimensione cristologica) suo sangue, uno è l’altare come uno solo è
il vescovo con il presbiterio e i diaconi, miei
Medicina per vivere in Cristo (Efeso) conservi».
e antidodo per non morire Filad. IV
(dimensione antropologica)

167 168

28
Eucaristia (II secolo) Ignazio di Antiochia

Ignazio (alla Chiesa di Filadelfia)


- Eucaristia causa dell’unità
L’Eucaristia causa l’unità della Chiesa

Rendimento di grazie Unità della Chiesa «Procurate di radunarvi più frequentemente


per la divina Eucaristia e per lodare il
Signore. Perché quando vi adunate con
- una sola eucaristia frequenza, le forze di Satana restano
- una sola carne di Cristo annientate e la rovina che egli porta si dissipa
- un solo calice nella concordia della vostra fede».
- un solo altare
Efes. 13,1
- un solo vescovo

169 170

Ignazio di Antiochia Eucaristia (II secolo)

- Eucaristia è la carne e il sangue di Cristo Ignazio (alle Chiese di Smirne, Roma)

«Voglio il pane di Dio, Eucaristia = carne di Cristo


quel pane che è la carne di Gesù Cristo,
figlio di David,
- Pane di Dio = carne di Cristo, della stirpe di Davide
voglio per bevanda il suo sangue,
- Bevanda = il sangue di Cristo
che è amore incorruttibile».
Rm. 7,3

171 172

Ignazio di Antiochia
Eucaristia (II secolo)
- Eucaristia farmaco d’immortalità
«Ciascuno di voi in particolare e tutti insieme,
sorretti dalla grazia, animati da una stessa fede, e Ignazio (alla Chiesa di Efeso)
concordi in Gesù Cristo, della stirpe di Davide
secondo la carne, figlio dell’uomo e figlio di Dio, Eucaristia =
mantenetevi indissolubilmente uniti
nell’obbedienza ai vescovi e al collegio dei - Medicina per vivere sempre in Cristo Gesù
presbiteri, spezzando un unico pane, che è - Antidoto per non morire
farmaco d’immortalità, antidoto che preserva
dalla morte e assicura per sempre la vita in - È necessaria la comunione nella Chiesa
Gesù Cristo»
(Efes. 20, 2)

173 174

29
Eucaristia (II secolo) Eucaristia (II secolo)

Ignazio
Giustino (Apologia I)
L’Eucaristia non è una cosa,
ma un processo di
- Rapporto con il battesimo e la vita
identificazione con Cristo
- Analogia con l’incarnazione
F. Courth, I sacramenti, 231
- Celebrazione eucaristica

Si tratta di un processo
che avviene nella communio della Chiesa

175 176

Giustino (rapporto con il battesimo e la vita)


Eucaristia (II secolo)
«dopo aver così lavato chi è divenuto credente e
ha aderito, lo conduciamo presso quelli che
chiamiamo fratelli, dove essi si trovano radunati, per Giustino (Apologia I)
pregare insieme fervidamente, […], affinché, appresa Analogia con l’incarnazione
la verità, meritiamo di essere nei fatti buoni cittadini
e fedeli custodi dei precetti, e di conseguire la
salvezza eterna» (I Apologia, 65,1)
Cristo = Verbo di Dio ha preso la carne e il sangue
«Questo cibo è chiamato da noi Eucaristia, e a
nessuno è lecito parteciparne, se non a chi crede che Alimento consacrato = preghiera fatta al Verbo che
i nostri insegnamenti sono veri, si è purificato con il diviene corpo e sangue del Verbo incarnato
lavacro per la remissione dei peccati e la
rigenerazione, e vive così come Cristo ha
insegnato» (I Apologia, 66,1) 178

Eucaristia (II secolo)


Giustino (analogia con l’incarnazione)
Giustino (Apologia I)
Analogia con l’incarnazione «Infatti noi li prendiamo non come pane comune e
bevanda comune; ma come Gesù Cristo, il
nostro Salvatore incarnatosi, per la parola di
1. Eucaristia = carne e sangue del Verbo fatto Uomo Dio, prese carne e sangue per la nostra
salvezza, così abbiamo appreso che anche
quel nutrimento, consacrato con la preghiera che
2. Parallelo all’incarnazione
contiene la parola di Lui stesso e di cui si nutrono
il nostro sangue e la nostra carne per
trasformazione, è carne e sangue di quel Gesù
Preghiera eucaristica in nuce incarnato»
L’Epiclesi al Verbo
I Apologia, 66,2
Pneumatologia in nuce 179

30
Eucaristia (II secolo) Eucaristia (II secolo)

Giustino (celebrazione) Ireneo (Adversus haereses)

«Nel primo giorno chiamato “del sole”, si fa una Rendere grazie al Signore
riunione in uno stesso luogo di tutti quelli che Eucaristia
abitano sparsi per le città o le campagne, e (sacrificio)
vengono lette le memorie degli apostoli o gli scritti Consacrare i doni
dei profeti, finché il tempo lo consente. Quando il
lettore ha terminato, colui che è preposto alla «Noi non gli offriamo questo sacrificio
comunità, mediante un discorso, ammonisce ed per i suoi (di Dio) bisogni, ma
esorta all’imitazione di queste belle cose». - per ringraziarlo della sua potenza Creazione
- e per consacrare le offerte» Redenzione
I Apologia, 67,3-4
181 182

Eucaristia (II secolo) Eucaristia (II secolo)

Ireneo (Adversus haereses) Dualismo, gnosi Ireneo (Adversus haereses) Dualismo, gnosi

Rendere grazie Bontà della creazione


terreno Bontà della creazione
Unità di carne e spirito Eucaristia
Azione del Verbo
celeste
terreno (trasformante)
(due elementi)
Pane dalla terra Eucaristia
celeste
Antropologia: il nostro corpo
è nel raggio della salvezza
perché nutrito dal corpo di Cristo
183 184

Scuola alessandrina Scuola antiochena (+ cappadoci)

Attenzione allo “spirito” (Platone) Attenzione alla “materia” (Aristotele)

Il Verbo rivela la Verità Il Verbo si rivela nella storia

Comunione = “conoscenza” della Verità Comunione = partecipazione


alla ri-presentazione nella storia
del mistero di Cristo
Nuovo ēthos (cuore biblico)

Svalutazione della “materia” Lo spirito attualizza la storia salvifica


185 186

31
Padri latini Padri latini
Tertulliano
Attenzione ai doni offerti (ambito pragmatico)
Carattere sacrificale dell’Eucaristia

1. Attenzione alla “fisicità”


Legame con la croce
2. Sottolineatura giuridica Tertulliano

3. Rilevanza della presenza di Cristo Come se Cristo morisse di nuovo


nelle offerte

- Tertulliano (+220), Adversus Marcionem Eucaristia: sacrificium crucis in forma sacramentale


- Cipriano (+258), Epistula 63; 70
187 188

Padri latini Padri latini


Cipriano
Azione che rende presente l’oblazione di Cristo
L’Eucaristia non solo ricorda la Pasqua di Cristo
nella comunità.
ma la rende presente
quando la comunità ne fa memoria.
La comunità rivive quella azione
partecipandovi in prima persona
venendo trasformata in essa. Comunione della Chiesa
frutto e presupposto
dell’Eucaristia
189 190

Padri latini Ambrogio

(Medioevo latino) Segno sacramentale:


- Ambrogio (+397) Dottrina eucaristica
corpo e sangue di Cristo, presente
oggettività
De mysteriis cristica
Consecratio:
- Agostino (+430) (Medioevo latino) Teologia parola di Cristo, ripetuta
(Trinità, antropologia)

De sacramentis Sacrificio
(Medioevo latino)
- Gregorio M. (+604) Spiritualità
Cancellare i peccati

191 192

32
Ambrogio
Ambrogio
Segno sacramentale:
corpo e sangue di Cristo, presente

De mysteriis
Corpo e sangue di Cristo sono presenti
«Vera utique caro Christi, quae crucifixa est, quae
sepulta est: vere ergo carnis illius sacramentum - oggettivamente: nel segno sacramentale
est» - non soggettivamente: nella fede di chi partecipa
«È la vera carne di Cristo, che venne crocifissa e
sepolta. È, quindi, veramente il sacramento di
quella carne».

193 194

Ambrogio Ambrogio
Consecratio: Consecratio:
parola di Cristo, ripetuta parola di Cristo, ripetuta

Dato biblico (De mysteriis):


- parola di Elia: fa scendere il fuoco
La consecratio non è causata: - parola di Cristo: ottiene la consacrazione
- dall’epiclesi al Verbo Dato liturgico (De sacramentis):
- dall’epiclesi allo Spirito Santo - parola del vescovo: prega, loda
- parola di Cristo: ottiene la consacrazione

La consecratio è causata dalla parola di Cristo ripetuta Dato cosmologico (De sacramentis):
- parola del Signore: crea dal nulla
- parola di Cristo: trasforma la creazione
195 196

Ambrogio Ambrogio
Consecratio:
parola di Cristo, ripetuta
sacrificio Ricordo della morte di Gesù
Cambiamento causato dalla parola di Cristo:
Eucaristia
- Non cambiamento di significato (nuova funzione)
cancellare
Assumere il sacramento
Necessità i peccati
- Trasformazione reale (nuova realtà) della fede

- Non percepibile all’esterno

197 198

33
Agostino
Agostino

Platonismo agostiniano
Ambrogio Identità (del sacramento)
Prospettiva liturgica: realismo
Dimensione cristologica
Ecclesiale Eucaristia
Agostino Soggetti Dimensione ecclesiologica
Antropologico
Prospettiva ecclesiologica: simbolismo Dimensione sacrificale

199 200

Agostino
Agostino
Leggere Agostino nel suo contesto
Realista (cattolici)
(ermeneutica) (Aristotele) e nell’orizzonte dei destinatari
Agostino
Simbolica (protestanti)
(Platone) Recupero di Agostino “recente”

Non leggere Agostino con una ermeneutica


posteriore e pre-definita.
Costituirebbe un apriori ideologico
che applicherebbe ad Agostino Concilio Vaticano II
problematiche successive
201 202

Agostino Agostino

Realista: catechesi Pastore


I due aspetti (simbolo e realtà)
oggi sono visti come complementari Agostino 1

non vi è contrapposizione tra immagine e realtà Simbolico: trattati Teologo

Agostino 2 Realista e simbolico nella stessa opera


Eucaristia: simbolo reale

203 204

34
Agostino Agostino

Realista
«Nessuno mangia di quella carne Annuncio dell’Eucaristia
Realista:
senza prima essersi prostrato in adorazione» come corpo e sangue di Cristo

«È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla;


le parole che vi ho detto sono Spirito e vita» (Gv 6,63) Segno che indica un’altra realtà:
Simbolico:
pneumatica
Simbolico
«Ciò che vi ho detto dovete intenderlo in modo
spirituale»
Agostino, En. in Ps. 98,9
205 206

Platonismo agostiniano Platonismo agostiniano


Il signum contiene
(secundum quaedam modum) la res
La copia senza esaurirla
(signum, segno esteriore, immagine, figura)
perché al tempo stesso rimanda
non è una semplice ombra ad essa (res ipsa)
trascendendo il signum
senza valore rispetto alla realtà (res),
ma la forma in cui l’originale
«Aliud videtur, aliud intelligitur»
si rende storicamente presente.

signum res
207 208

Celeste Terrestre
«Aliud videtur, aliud intelligitur»
Platonismo Aristotele
Realtà
agostiniano
signum res
Motivo cristologico: Eucaristia Corpo e sangue Realtà Immagine
comunione con Cristo Platone
di Cristo Prototipo Figura
Res importante
(ontologico) Copia

Motivo Ricevono Ricevono


ecclesiologico: gli indegni Realtà Immagine
Non in comunione
i buoni Prototipo Platonismo-agostiniano Figura
con Cristo. (ontologico) Copia
Signum poco Polemica antidonatista:
importante non ricevono Cristo Res Signum
209 210

35
Agostino (cristologico) Agostino (ecclesiologico)

Sacramentum tantum Segno esteriore 1 Sacramentum tantum Segno esteriore 1

Res tantum Effetto del sacramento 2 Res tantum Effetto del sacramento 2

1. Mangiare la carne (realismo) 1. Mangiare la carne (realismo)


2. Dimorare in Cristo che dimora in me (simbolismo) 2. Membra del Corpo di Cristo, la Chiesa (simbolismo)
211 212

«Il tuo nutrimento sia la vita, la tua bevanda sia la «Una giustizia che essi presumevano dalle loro
vita; avrai la vita e la vita sussiste nella sua forze, illudendosi di poterla compiere
integrità. Allora avverrà questo, cioè, che corpo e appoggiandosi sulla propria virtù. Ora, nessuno
sangue di Cristo saranno la vita per ognuno, può adempiere la legge, senza l’aiuto della
se ciò che si riceve visibilmente nel grazia, che è il pane che discende dal cielo.
Sacramento si mangi spiritualmente, si beva Compie la legge - dice in maniera concisa
spiritualmente nella realtà propria significata. l’Apostolo, - soltanto chi ama (Rm 13, 10): chi
Abbiamo ascoltato il Signore stesso che dice: “È ama non il denaro, ma chi ama Dio; chi ama non
lo Spirito che dà la vita; la carne, invece, non la terra o il cielo, ma colui che ha fatto il cielo e la
serve a nulla. Le parole che vi ho detto sono terra. Donde attinge, l’uomo, questo amore?».
spirito e vita” (Gv 6, 54-65)».
Agostino, In Jo tr. 26,1 (comm. Gv 6,41-59)
Agostino, Sermo 131 (comm. Gv 6,54-66)
213 214

«“E tutti bevvero la medesima bevanda spirituale”.


«Ascoltiamo lo stesso Apostolo: L’amore di Dio Era diversa la loro bevanda dalla nostra solo nella
viene riversato nei nostri cuori per mezzo dello specie visibile, ma era identica nella virtù
Spirito Santo che ci è stato donato (Rm 5, 5). Il spirituale da essa significata. In che senso essi
Signore, che avrebbe donato lo Spirito Santo, “bevevano la medesima bevanda?” Bevevano - dice
affermò di essere il pane che discende dal cielo, – “ad una pietra spirituale che li accompagnava”, e
esortandoci a credere in lui. Mangiare il pane quella pietra era Cristo (1Cor 10, 4). […]. “Questo
vivo, infatti, significa credere in lui. Chi crede, è” - dunque – “il pane che discende dal cielo,
mangia; in modo invisibile è saziato, come in affinché chi ne mangia non muoia” (Gv 6, 50). Ma
modo altrettanto invisibile rinasce. Egli rinasce questo si riferisce alla virtù del sacramento, non
di dentro, nel suo intimo diventa un uomo alla sua forma visibile: ciò che conta è che uno
nuovo. Dove viene rinnovellato, lì viene saziato». mangi interiormente, non solo esteriormente:
che mangi col cuore, non che mastichi coi
Agostino, In Jo tr. 26,1 (comm. Gv 6,41-59) denti».
Agostino, In Jo tr. 26,12 (comm. Gv 6,41-59)
215

36
«“Chi mangia la mia carne e beve il mio «Ciò che vedete sopra l’altare di Dio, l’avete
sangue, dimora in me ed io in lui” (Gv 6, 57). visto anche nella notte passata; ma non avete
Mangiare questo cibo e bere questa bevanda, ancora udito che cosa sia, che cosa significhi,
vuol dire dimorare in Cristo e avere Cristo di quale grande realtà nasconda il mistero. Ciò
sempre in noi. Colui invece che non dimora che vedete è il pane e il calice: ve lo
in Cristo, e nel quale Cristo non dimora, né assicurano i vostri stessi occhi. Invece
mangia la sua carne né beve il suo sangue, secondo la fede che si deve formare in voi il
ma mangia e beve a propria condanna […]». pane è il corpo di Cristo, il calice è il
sangue di Cristo».
Agostino, In Jo tr. 26,18 (comm. Gv 6,41-59)
Agostino, Sermo 272 (Omelia ai neofiti)

217 218

«Se vuoi comprendere [il mistero] del corpo di Cristo,


ascolta l’Apostolo che dice ai fedeli: “Voi siete il corpo di
«[…] questo pane come può essere il suo Cristo e sue membra” (1Cor 12,27). Se voi dunque siete il
corpo? E questo calice, o meglio ciò che è corpo e le membra di Cristo, sulla mensa del Signore è
contenuto nel calice, come può essere il deposto il mistero di voi: ricevete il mistero di voi. A ciò che
sangue suo? Queste cose, fratelli, si chiamano siete rispondete: Amen e rispondendo lo sottoscrivete. Ti si
sacramenti proprio perché in esse si vede una dice infatti: Il Corpo di Cristo, e tu rispondi: Amen. Sii
realtà e se ne intende un’altra (Aliud videtur, membro del corpo di Cristo, perché sia veritiero il tuo
aliud intelligitur). Ciò che si vede ha un Amen. Perché dunque [il corpo di Cristo] nel pane? […]
ascoltiamo sempre l’Apostolo il quale, parlando di questo
aspetto materiale, ciò che si intende produce
sacramento, dice: “Pur essendo molti formiamo un solo
un effetto spirituale». pane, un solo corpo” (1Cor 10,17). Cercate di capire ed
esultate. Unità, verità, pietà, carità. “Un solo pane”: chi è
Agostino, Sermo 272 (Omelia ai neofiti)
questo unico pane? “Pur essendo molti, formiamo un solo
corpo”. Ricordate che il pane non è composto da un solo
chicco di grano, ma da molti».
219
Agostino, Sermo 272

«Quando si facevano gli esorcismi su di voi venivate,


per così dire, macinati; quando siete stati battezzati,
siete stati, per così dire, impastati; quando avete
ricevuto il fuoco dello Spirito Santo siete stati, per
così dire, cotti. Siate ciò che vedete e ricevete ciò Leggere
che siete. Questo disse l’Apostolo in riguardo al
pane. E ciò che dobbiamo intendere del calice,
anche se non è stato detto, ce l’ha fatto capire Agostino, Sermo 228 B
abbastanza. Come infatti perché ci sia la forma (disponibile in file)
visibile del pane molti chicchi di grano vengono
impastati fino a formare un’unica cosa - come se
avvenisse quanto la sacra Scrittura dice dei fedeli:
“Avevano un’anima sola e un solo cuore protesi
verso Dio” (At 4, 32) - così è anche per il vino».
Agostino, Sermo 272
222

37
Epoca carolingia (IX sec.)
Pascasio Radberto - Ratramno

EPOCA MEDIEVALE Medioevo Inizio II millennio (XI sec.)


eucaristico Berengario - Lanfranco

Scolastica (XIII sec.)


Tommaso
Bonaventura

223 224

Epoca carolingia (IX sec.)


Epoca carolingia (IX sec.)

Area culturale franco-germanica

Orizzonte metafisico Orizzonte


metafisico

Area culturale
franco-germanica Esiste solo ciò che è presente in re

Orizzonte ermeneutico
L’immagine, la figura, non ha in sé una vera realtà,
come nel platonismo agostiniano

225 226

Epoca carolingia (IX sec.) Epoca carolingia (IX sec.)


(Pascasio Radberto - Ratramno)

Ermeneutica: lettera e/o allegoria Domanda:


presenza di Cristo nell’Eucaristia
- Lettera grammatica: Parola = etimologia
(Aristotele, Antiochia) vera o simbolica?

- Allegoria retorica: Parola = significato nella frase Prospettiva patristica: greca e latina
(Platone, Alessandria)
Simbolico = reale

Trivium: grammatica, retorica, dialettica che rimanda alla realtà piena,


quella celeste
227 228

38
Epoca carolingia (IX sec.) Epoca carolingia (IX sec.)
(Pascasio Radberto - Ratramno) (Pascasio Radberto - Ratramno)

Metafisica Ermeneutica A 1 Tempo


2
Pascasio Radberto Ratramno
Realismo-materiale Lettera
(Alcuino, Amalario di Metz)
Pascasio Radberto 1?
[Lanfranco] Pascasio Radberto
Eucaristia B
Carlo il calvo
2?
Ratramno
Simbolismo-spiritualista Spirito
(Beda, Gv Scoto Eriugena, Floro)
Ratramno AoB?
[Berengario]
(Cf. G. d’Onofrio, Storia della teologia medievale, I, 201-202)
229 230

Epoca carolingia (IX sec.)


Epoca carolingia (IX sec.) (Pascasio Radberto - Ratramno)
(Pascasio Radberto - Ratramno)
Ratramno (+868) (Monaco di Corbie)
Pascasio Radberto (+859) (Abate di Corbie) De corpore et sanguine Domini

De corpore et sanguine Domini Immagine


Realtà Platonismo-agostiniano Figura
Prototipo
= nato da Maria Copia
corpo storico Res Signum
Eucaristia =
di Gesù
= posto sulla croce Mysterium
Ratramno Imago
Veritas
Species
Corpo di Cristo storico/metastorico Eucaristia
Eucaristia = ripete la passione di Gesù (da Maria, crocifisso e risorto)
(Corporaliter) (Spiritualiter)
231 232

Inizio II millennio (XI sec.) Inizio II millennio (XI sec.)


(Lanfranco - Berengario) (Lanfranco - Berengario)

Berengario di Tours (+1088)


Realismo-materiale Lettera
Magister della scuola di Tours
Lanfranco
(ex discepolo di Chartres)
Eucaristia scopre il
De corpore et Sanguine Domini
Simbolismo-spiritualista Spirito
di Ratramno
Berengario
lo attribuisce a Giovanni Scoto Eriugena

S.P. Bonanni, La controversia eucaristica dell’XI secolo


in R. Nardin - G. Tangorra (edd.), Sacramentum caritatis, 145-161 L’ermeneutica simbolica è autorevole (Eriugena)
233 234

39
Inizio II millennio (XI sec.) Inizio II millennio (XI sec.)
(Lanfranco - Berengario) (Lanfranco - Berengario)

Berengario
Berengario
Scrive a Lanfranco
che è in un concilio a Roma (1050). Invitato al sinodo di Vercelli
non si presenta
La lettera di Berengario letta (pubblicamente)
Lanfranco deve esprimersi (pubblicamente)
Sinodo di Roma 1059
(sensualiter)
Il concilio scomunica di Berengario
235 236

Inizio II millennio (XI sec.) Inizio II millennio (XI sec.)


(Lanfranco - Berengario) (Lanfranco - Berengario)

Sinodo di Roma 1059 (DH 690) Realtà Immagine


Prototipo Platonismo-agostiniano Figura
(sensualiter)
(ontologico) Copia
Res Signum
Berengario, Scriptum contra Synodum

Berengario
Veritas Figura
Lanfranco, De corpore et sanguine Domini
Corpo di Cristo storico/metastorico Eucaristia
(da Maria, crocifisso e risorto)

Sinodo di Roma 1079 (DH 700) (Invisibile) (Visibile)


(converti, substantialiter, substantia, veram) Sostanza = accidenti
237
= pane e vino 238

Inizio II millennio (XI sec.) Inizio II millennio (XI sec.)


(Lanfranco - Berengario) (Lanfranco - Berengario)

Berengario
Berengario

- Estremizza Agostino (= gli eretici non ricevono Cristo)


Importanza del soggetto - Importanza del soggetto (sec. XI, Abelardo)
che riceve il sacramento - Platonismo ontologico
il quale non è oggettivamente
in corpo di Cristo Immagine
Realtà Platone
ma lo è per l’uomo spirituale Prototipo Figura
(ontologico)
anima Copia
239 240

40
Inizio II millennio (XI sec.) Transustanziazione
(Lanfranco - Berengario)
Gregorio VII, sinodo di Roma 1079
Lanfranco di Pavia (+1089) «panem et vinum, quae ponitur in altari, per mysterium
sacrae orationis et verba nostri Redemptoris substantialiter
Sostanza converti in veram et propriam ac vivificantem carnem et
Corpo e sangue di Cristo sanguinem Iesu Christi Domini nostri et post consecrationem
Figure esteriori (species) Pane e vino esse verum Christi corpus [...] in veritate substantiae»
(DH 700)

Guitmondo di Aversa (+1095) Concilio Lateranense IV (1215)


«cuius [Iesus Christus] corpus et sanguis in sacramento
Substantialiter transmutata altaris sub specibus panis et vini veraciter continetur,
transsubstantiatis pane in corpus, et vino in sanguinem»
Substantia mutari (DH 802)
241 242

Transustanziazione: aspetti accolti e positivi Transustanziazione: obiezioni del XX secolo

- La presenza di Cristo realtà previa alla fede


- Termine troppo filosofico, quindi:
- Ricucita la frattura tra sacramentum tantum e res sacramenti 1. Piega la fede a una visione razionale

2. Difficoltà di comprensione in una diversa visione concettuale


- Cristo presente nell’Eucaristia in modo sostanziale, quindi:
(scienze naturali, prospettiva meno metafisica)
1. Non ha dimensioni, è immateriale e invisibile
2. Merita l’adorazione

243 244

Immagine
Realtà Platonismo Tommaso Ugo di S. Vittore
Figura
Prototipo agostiniano
(ontologico) Copia 1 Sacramentum tantum Species (segno) Visibile
Res Signum
Signum tantum 2 Res et sacramentum Veritas (realtà) Visibile/
Res tantum invisibile
Sacramentum
Res sacramenti
Sacr.tum tantum
Invisibile Visibile
3 Res sacramenti Virtus (potenza) Invisibile
Prima scolastica
Pietro Lombardo
1 Segno esteriore, specie visibili, sacramento in sé e per sé
(Summa Sententiarum)
Attualizzazione del sacrificio di Cristo A
2 Effetto intermedio: Presenza reale del suo corpo e sangue B
Res tantum Res et signum Signum tantum C
Incontro col Signore
Res sacramenti Res et sacramentum Sacr.tum tantum245 3 Fine del sacramento: Grazia dona
Appartenenza alla Chiesa D

41
Primo millennio Primo millennio

Effetti / Grazia Spirito Santo Corpus Christi Corpus Christi


3
eucaristico ecclesiale
Corpus Christi Corpus Christi B D
eucaristico ecclesiale
B D Secondo millennio

A
Memoria
Secondo millennio
Sacrificio di
2°e 3°momento Corpus Christi Cristo

Accentuazioni Dimensione sacrificale A eucaristico C Incontro


B (individuale)
Dimensione individuale C
col Signore
247 248

Radberto Primo millennio


Ratramno
(nominale) Corpus Christi Mysticum (Eucaristia)
I millennio II millennio

Chiesa Dall’ambito sacramentale


Corpus Christi verum Eucaristia
(unità)
Visibile e invisibile insieme
Chiesa
Corpus Christi mysticum Eucaristia
(unità)
Corpus Christi Verum (Chiesa)
H. de Lubac, Corpus mysticum (1944)
P. Sguazzardo, Corpus Christi tra primo e secondo millennio Fine: unità della Chiesa
in R. Nardin - G. Tangorra (edd.), Sacramentum caritatis, 131-144
249 250

Secondo millennio (Pietro Lombardo)


Primo millennio
Corpus Christi Mysticum (Chiesa)
Res sacramenti Chiesa (unità)
Naturale e sociale
(giuridico)

Corpus Christi Verum (Eucaristia) Secondo millennio

Res sacramenti Presenza reale

Presenza reale
del corpo e sangue di Cristo

251 252

42
Prospettiva ieratica della celebrazione Pietà eucaristica

- Preghiera eucaristica in silenzio Negazione della presenza reale (Berengario)


- Comunione sotto una specie
- Frequenza alla comunione bassissima

- Adorazione eucaristica
- Festa del Corpus Domini (1264)
Concilio Lateranense IV (1215):
comunione almeno una volta all’anno - Sottolineatura dei miracoli eucaristici

253 254

Tommaso
Deviazioni
Summa theologiae III, qq. 73-83
- Vedere l’Ostia senza fare la comunione
- Il sacrificio eucaristico «Primo, del sacramento in se stesso [q. 73]; secondo, della
sua materia [q. 74]; terzo, della sua forma [q. 78]; quarto, dei
non posto in rapporto sacramentale suoi effetti [q. 79]; quinto, di coloro che lo ricevono [q. 80];
al sacrificio di Cristo sulla croce sesto, del suo ministro [q. 82]; settimo, del suo rito [q. 83].
ma svincolato da esso Sul primo tema esamineremo:
1. Se l’Eucaristia sia un sacramento;
2. Se sia un sacramento unico o molteplice;
3. Se sia necessario per la salvezza;
Sacrificio = opera buona da compiere e da offrire a Dio 4. Le sue denominazioni;
5. La sua istituzione;
6. Le sue prefigurazioni»
STh III, q. 73, Pr.
Moltiplicazione delle Messe e degli altari
255 256

Tommaso Tommaso

Summa theologiae III, q. 73, a. 1 resp. Summa theologiae III, q. 73, a. 1 resp

Sacramento:
segno e strumento
della vita spirituale dell’essere umano
«Et ideo, sicut ad vitam spiritualem oportuit esse
Baptismum, qui est spiritualis generatio, et
«Sacramenta Ecclesiae ordinantur ad confirmationem, quae est spirituale augmentum;
subveniendum homini in vita spirituali. Vita autem ita oportuit esse sacramentum Eucharistiae,
spiritualis vitae corporali conformatur, eo quod quod est spirituale alimentum»
corporalia spiritualium similitudinem gerunt»

257 258

43
Tommaso Tommaso

Summa theologiae III, q. 73, a. 1, ad 2um Summa theologiae III, q. 73, a. 1, ad 3um

«Nam in sacramento Eucharistiae id quod


est res et sacramentum, est in ipsa materia;
«Sicut autem
id autem quod est res tantum, est in
se habet virtus spiritus sancti
suscipiente, scilicet gratia quae confertur.
ad aquam Baptismi,
In Baptismo autem utrumque est in
ita se habet corpus Christi verum
suscipiente, et character, qui est res et
ad species panis et vini»
sacramentum; et gratia remissionis
peccatorum, quae est res tantum.
Et eadem ratio est de aliis sacramentis»
259 260

Tommaso Tommaso

Summa theologiae III, q. 73, a. 3, ad 3um


Summa theologiae III, q. 73, a. 3, resp.

«Baptismus est principium spiritualis vitae, et «quod Baptismus est sacramentum mortis et
ianua sacramentorum. Eucharistia vero est quasi passionis Christi prout homo regeneratur in
consummatio spiritualis vitae, et omnium Christo virtute passionis eius. Sed Eucharistia
sacramentorum finis, ut supra dictum est, per est sacramentum passionis Christi prout homo
sanctificationes enim omnium sacramentorum fit perficitur in unione ad Christum passum. Unde,
praeparatio ad suscipiendam vel consecrandam sicut Baptismus dicitur sacramentum fidei, quae
Eucharistiam. Et ideo perceptio Baptismi est est fundamentum spiritualis vitae; ita Eucharistia
necessaria ad inchoandam spiritualem vitam, dicitur sacramentum caritatis, quae est
perceptio autem Eucharistiae est necessaria ad vinculum perfectionis, ut dicitur Coloss. III [Col.
consummandam ipsam» 3, 14»
261 262

Tommaso Tommaso

Summa theologiae III, q. 73, a. 4, resp.


Summa theologiae III, q. 73, a. 4, resp.

Eucaristia Signum commemorativum


Tre significati:
Eucaristia come:
(Passato) Commemorativum passionis (sacrificium) - Memoriale della passione di Gesù
- Sacrificio dell’oblazione di Gesù
Cristo
(Presente) Communionis (communio, synaxis) - Compimento e inclusione dei precedenti sacrifici
Chiesa
dell’AT e dell’umanità
(Futuro) Praefigurativum fruitionis Dei (viaticum) Beatitudine
eterna
263 264

44
Summa theologiae III, q. 73, a. 6 resp. Summa theologiae III, q. 73, a. 6 resp.
«Sed agnus paschalis quantum ad haec tria
«tria considerare possumus, scilicet id quod est
sacramentum tantum, scilicet panis et vinum; et id praefigurabat hoc sacramentum. Quantum enim
quod est res et sacramentum, scilicet corpus Christi ad primum, quia manducabatur cum panibus
verum; et id quod est res tantum, scilicet effectus azymis, [...]. Quantum vero ad secundum, quia
huius sacramenti. Quantum igitur ad id quod est immolabatur ab omni multitudine filiorum Israel
sacramentum tantum potissima figura fuit huius quartadecima luna, quod fuit figura passionis
sacramenti oblatio Melchisedech, qui obtulit panem et Christi, qui propter innocentiam dicitur agnus.
vinum. Quantum autem ad ipsum Christum passum, Quantum vero ad effectum, quia per sanguinem
qui continetur in hoc sacramento, figurae eius fuerunt agni paschalis protecti sunt filii Israel a
omnia sacrificia veteris testamenti; et praecipue devastante Angelo, et educti de Aegyptiaca
sacrificium expiationis, quod erat solemnissimum. servitute. Et quantum ad hoc, ponitur figura huius
Quantum autem ad effectum, fuit praecipua eius sacramenti praecipua agnus paschalis, quia
figura manna».
secundum omnia eam repraesentat».
265 266

Summa theologiae III, q. 74, a. 1, resp. Summa theologiae III, q. 75, a. 1, resp.

Eucaristia simbolo reale del corpo e sangue di Cristo


Pane e vino, materia conveniente
del sacramento
«Respondeo dicendum
quod verum corpus Christi et sanguinem
«Christus hoc sacramentum sub specie esse in hoc sacramento,
panis et vini instituit, sicut patet Matth. non sensu deprehendi potest,
XXVI. Unde panis et vinum sunt materia sed sola fide,
conveniens huius sacramenti». quae auctoritati divinae innititur»

267 268

Summa theologiae III, q. 78, a. 1, resp.


Summa theologiae III, q. 75, a. 1, ad 1um
«hoc sacramentum ab aliis sacramentis differt in duobus.
Primo [...] hoc sacramentum perficitur in consecratione
«haeretici [...], male verba Augustini materiae, alia vero sacramenta perficiuntur in usu materiae
intelligentes. Cum enim Augustinus dicit, non consecratae. Secundo, quia in aliis sacramentis consecratio
hoc corpus quod videtis manducaturi estis, non materiae consistit solum in quadam benedictione, ex qua
intendit excludere veritatem corporis Christi, sed materia consecrata accipit instrumentaliter quandam
quod non erat manducandum in hac specie in spiritualem virtutem, [...]. Sed in hoc sacramento consecratio
qua ab eis videbatur. Per hoc autem quod materiae consistit in quadam miraculosa conversione
substantiae [...]. Unde minister in hoc sacramento perficiendo
subdit, sacramentum vobis aliquod non habet alium actum nisi prolationem verborum. [...] ideo
commendavi, spiritualiter intellectum vivificabit forma huius sacramenti differt a formis aliorum sacramentorum
vos, non intendit quod corpus Christi sit in hoc in duobus. Primo [...] formae aliorum sacramentorum important
sacramento solum secundum mysticam usum materiae, puta baptizationem vel consignationem, sed
significationem, sed spiritualiter dici, idest, forma huius sacramenti importat solam consecrationem
materiae, [...] transubstantiatione [...]; puta cum dicitur, hoc est
invisibiliter et per virtutem spiritus»
corpus meum, vel, hic est calix sanguinis mei»
269

45
Summa theologiae III, qq. 79-81 Bonaventura, Breviloquium, VI, 9
«[…] dopo la consacrazione sacerdotale che ha
- Sacramento della grazia luogo pronunciando la forma orale istituita dal
- Uso di questo sacramento Signore; cioè sopra il pane: Questo è il mio
corpo; sopra il vino: Questo è il mio sangue. Con
- Ha per oggetto Cristo Signore le quali parole, pronunciate dal sacerdote con
l’intenzione di compiere [il sacramento], sono
transustanziati (transsubstantiatur) entrambi gli
elementi secondo la sostanza nel corpo e nel
Summa theologiae III, q. 82 sangue di Gesù Cristo, rimanendo le specie
sensibili, in entrambe le quali è contenuto
Ministro di questo sacramento
totalmente non in modo circoscritto, ma
sacramentalmente tutto Cristo»
271 272

Bonaventura, Breviloquium, VI, 9


Bonaventura, Breviloquium, VI, 9
«Poiché il nostro nutrimento […] si rivolge ad
ognuno dei fedeli per la conservazione della
« il Verbo incarnato […] non solo istituì il devozione a Dio, dell’amore al prossimo e del
sacramento che ci genera alla grazia (gratiae diletto interiore; e poiché la devozione a Dio si
generaret), come il battesimo, e ci facesse esercita con l’offerta del sacrificio (per sacrificii
crescere e ci fortificasse (augmentaret et oblationem), l’amore al prossimo con la comunione
roboraret) una volta generati, come la ad un unico sacramento (per unius sacramenti
confermazione, ma anche che ci nutrisse communionem) e il diletto interiore con il ristoro del
(enutriret) una volta generati e cresciuti, come il viatico; ne consegue che […] diede questo
sacramento dell’eucaristia; motivo per cui questi tre sacramento dell’eucaristia come sacrificio di offerta
sacramenti sono dati a tutti coloro che accedono (sacrificium oblationis), come sacramento di
alla fede» comunione (sacramentum communionis) e come
viatico di ristoro (viaticum refectionis)»
273 274

Bonaventura, Breviloquium, VI, 9


Bonaventura
«Da ultimo, poiché la nostra capacità di ricevere
efficacemente Cristo non risiede nella carne, bensì
- Sacrificio Cristo presente, realmente nello Spirito; non nel ventre, bensì nella mente; e la
mente non attinge Cristo se non per mezzo della
- Sacramento Amore fraterno, unità della Chiesa
conoscenza e dell’amore, per mezzo della fede e
- Viatico Ristoro spirituale della carità, in modo tale che la fede illumina per la
riflessione, e la carità infiamma per la devozione
(caritas inflammat ad devotionem) […] bisogna che
Bonaventura, Breviloquium, VI, 9 mangi spiritualmente, sicché con la riflessione di
fede mastichi, con la devozione d’amore riceva;
sicché per mezzo di queste cose, non egli trasformi
Cristo in sé, ma piuttosto sia egli stesso trasportato
nel di lui mistico corpo (in eius mysticum corpus»
275 276

46
Cosa mangerebbe un topo Cosa mangerebbe un topo
se per disavventura rodesse un’ostia consacrata? se per disavventura rodesse un’ostia consacrata?

Tommaso Bonaventura

Il topo mangia il vero corpo di Cristo, Il topo non mangia il vero corpo di Cristo,
perché gli accidenti del pane, finché restano incorrotti, perché Cristo è nelle specie
sono segno della sostanza del corpo di Cristo, per un uso unicamente umano,
e dove si trovano gli accidenti, lì si trova, questa è volontà istitutiva del memoriale conviviale;
tramite gli stessi accidenti, poiché la manducazione da parte del topo
la sostanza del Corpo di Cristo. è al di fuori di questa volontà istitutiva di Cristo,
non si può sostenere che il topo mangi il corpo di Cristo.

IV lib. Sent., d. 9, a. 2, q. 3; STh III, q. 80, a. 3, ad 3 IV lib. Sent., d. 13, a. 2, q. 1-2


277 278

Tardo medioevo: teorie


Tommaso Oggettività del corpo di Cristo

- Trasformazione (pane e vino si dissolvono: gocce-oceano)


- Legata alla parola di Cristo
- Legata agli accidenti - Consustanziazione (pane e vino restano) Riforma
- Indipendentemente dalla fede
- Annichilazione (pane e vino scompaiono)
- Transustanziazione (pane e vino come accidenti)
Bonaventura Oggettività del corpo di Cristo Tommaso
Diretta conc. Trento
Transustanziazione
- Legata alla volontà di Cristo Adduzione Gv Duns Scoto
- Uso umano
279 280

Tardo medioevo: teorie Tardo medioevo: limiti


Presenza reale: transustanziazione
Rielaborate le teorie dell’alto medioevo - Orizzonte teologico povero: solo transustanziazione
Tommaso Scarsa la dimensione biblica e storico-salvifica
Diretta conc. Trento
Transustanziazione
- Scarso coinvolgimento dei fedeli
Adduzione Gv Duns Scoto
Attenzione esclusiva al presbitero
Directa: dalla sostanza del pane al corpo di Cristo
alla sostanza del vino al sangue di Cristo
- Frantumazione rapporto
Adductio: il corpo del Risorto riceve un nuovo esse hic Cristo (evento) - Eucaristia (memoriale)
Attenzione al sacrificio a se stante, opere buone (meriti)
che sostituisce l’essere-qui
della sostanza del pane e vino.
281 282

47
Tardo medioevo: negazioni Tardo medioevo: negazioni

John Wyclif (+1384) Johannes Hus (+1415)


- Nega l’adorazione eucaristica I laici possono comunicarsi al calice
- Nega l’Eucaristia come sacrificio
- Nega la transustanziazione?
- Nega la validità della celebrazione per un sacerdote indegno
Concilio di Costanza (1415) DH 1199

Il corpo e il sangue di Cristo sono contenuti


Concilio di Costanza (1415) DH 1151-1155 nella sua integralità sia sotto la specie del pane
che sotto la specie del vino
283 284

Riforma protestante

Tria sola:
- Sola Scriptura
Presupposti - Sola fide
LA RIFORMA
- Sola gratia
PROTESTANTE
- Sacrificio
Rifiuto
- Presenza reale
I laici non assumano dal calice
286

Lutero (+1546) Lutero (+1546)


Prima fase: 1517-1520 Prima fase: 1517-1520
Accoglie la presenza reale Zwingli
Accoglie la presenza reale Zwingli
Fondata su ubiquità
Fondata su Bibbia

Cristo glorificato Come può un corpo


- Istituzione dell’Eucaristia partecipa dell’onnipotenza di Dio terreno (umanità di Cristo)
(Mt 26,26; Mc 14,22; Lc 22,19; 1Cor 11,23) essere presente anche
alla destra del Padre e
- Esortazione paolina: accostarsi indegnamente nelle molte celebrazioni?
Presenza di Cristo
(1Cor 11,27)
nell’Eucaristia
Principio ermeneutico notato da Lutero: (non dall’Eucaristia
divisione tra i riformatori nell’esegesi che nega la presenza reale se non nella misura in cui vuole Cristo)
287 288

48
Lutero Lutero

«Nessuno consegue la grazia Lutero Ex opere operato


perché riceve l’assoluzione, il battesimo, la comunione (x Lutero
[…] = efficacia senza la fede)

ciò che giustifica non è il sacramento L’uomo non può limitarsi a togliere il peccato mortale
ma la fede nel sacramento» ma occorre la fede
senza la quale l’Eucaristia non ha alcun effetto.
Lezione sulla lettera agli Ebrei (1517)

La fede è l’elemento che costituisce i sacramenti


289 290

Lutero Lutero

Fede = accoglienza della grazia senza vantare meriti Cristo:


- Unico sacerdote
Giustificazione solo per fede
- Unico sacrificio (croce)

1. Giustificazione non si ha dal sacramento Lettera ai Ebrei


2. È erroneo dire che
la fede non sarebbe necessaria,
basterebbe togliere l’ostacolo alla grazia
(peccato mortale)
291 292

Lutero Lutero
(La cattività babilonese della Chiesa 1520)
Lutero Transustanziazione
Eucaristia non è:
- un’opera buona da offrire a Dio (l’uomo riceve) Consustanziazione
- un sacrificio (propiziatorio o soddisfatorio)
Sostanza Sostanza
Eucaristia è:
Compresenza di pane - vino e carne - sangue di Cristo
- un dono di Dio per l’uomo, non il contrario (sacrificio)
- presenza corporale di Cristo pro nobis

Analogia con l’unione ipostatica:


- Presuppone la fede dell’uomo La natura umana non è trasformata in quella divina
- Ottiene riconciliazione con Dio col perdono dei peccati
293 294

49
Lutero Lutero
Volontà costitutiva di Cristo in ordine all’Eucaristia
Eucaristia, Actio liturgica è:
Actio liturgica - Ricordo della santa cena
- Memoria della passione

Unio sacramentalis
Consustanziazione Eucaristia, Actio liturgica non è:
Usus consumazione
- Rinnovo della santa cena
- Rendere presente l’unico sacrificio di Cristo

L’adorazione eucaristica = idolatria


295 296

Zwingli (+1531) Zwingli (+1531)

Platonismo
Sacramenti = esprimono la fede, dono dello Spirito

Una realtà materiale Eucaristia =


manifesta, indica, significa ricordo, ringraziamento
la vera realtà, quella spirituale per la redenzione già operata da Cristo
una volta per tutte
Teologia
Consacrazione eucaristica:
Vengono “trasformati” i fedeli
Redenzione di Cristo: il pane e il vino indicano questa “trasformazione”
unica e completa

297 298

Zwingli (+1531) Calvino (+1564)

«La cena è un dono di Dio


Respinge la transustanziazione (Chiesa cattolica) che deve essere preso e ricevuto
con azioni di grazie.
Respinge l’ubiquità (Lutero)
Al contrario si finge che il sacrificio della messa
sia un tributo offerto a Dio
che lo riceve da noi come soddisfazione»
Perché contro l’umanità di Cristo

che è alla destra del Padre G. Calvino, Instituzioni, IV,18,7

299 300

50
Calvino (+1564)

“Presenza reale”

Lutero Comunione con il


corpo di Cristo Il CONCILIO DI TRENTO
Intermedio tra
Zwingli Presenza
simbolica
di Cristo,
non nel pane

Cristo non discende dal cielo


ma ci eleva mediante lo Spirito Salvaguarda
l’umanità di Cristo
301

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


A
- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia
B Com. utraque specie DH 1635-1661
- XXI sessione (1562) Decr. + can.
Parvulorum
C
- XXII sessione (1562) Decr. + can. De Missae sacrificio Proemio DH 1635
8 capitoli DH 1636-1650
Fatto 11 canoni DH 1651-1661
A - La presenza reale di Cristo nell’Eucaristia
Modo
B - La comunione

C - La Messa come sacrificio

303 304

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia

Cap. 1 Presenza reale nell’Eucaristia (DH 1636)


Can. 1 (DH 1651)
«Dopo la consacrazione del pane e del vino, il
«è contenuto
nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo,
- veramente (vere),
è contenuto
- realmente (realiter)
- veramente (vere),
- e sostanzialmente (substantialiter)
- realmente (realiter)
Il corpo e il sangue di nostro Signore Gesù Cristo,
- e sostanzialmente (substantialiter)
con l’anima e la divinità, quindi Cristo tutto intero»
sotto l’apparenza della cose sensibili»

Can. 1
Simbolo (signum), figura (figura) potenza (virtus)
305 306

51
Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)
- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia
Cap. 1 Presenza reale nell’Eucaristia (DH 1636) Cap. 1 Presenza reale nell’Eucaristia (DH 1636)

«Non vi è contraddizione tra il fatto che il Signore «Non vi è contraddizione tra il fatto:
risieda nei cieli alla destra del Padre e il fatto che, ut ipse Salvator noster semper ad dexteram Patris
tuttavia, presente sacramentalmente in molti in coelis assideat
luoghi, sia presso di noi nella sua sostanza, con iuxta modum existendi naturalem,
quel modo di esistere, che, difficile da esprimere a
parole, tuttavia possiamo comprendere con la e il fatto:
nostra mente illuminata dalla fede, come possibile et ut multis nihilominus alis locis
a Dio e che anzi dobbiamo credere sacramentaliter praesens sua substantia
fermissimamente» nobis adsit»
Zwingli Zwingli
307 308

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia
Cap. 2 La ragione dell’istituzione (DH 1638) Cap. 2 La ragione dell’istituzione (DH 1638)
«Volle inoltre, che fosse
«Il Signore [...] istituì questo sacramento nel quale ha - pegno della nostra gloria futura
effuso le ricchezze del suo divino amore verso gli uomini - simbolo di quell’unico corpo, di cui egli è capo
[...] - e a cui volle che fossimo congiunti come membra
- ricordo dei suoi prodigi
dal vincolo strettissimo […]»
- onorare la sua memoria
- annunziare la sua morte finché egli venga
volle anche che fosse ricevuto come L’Eucaristia non è istituita principalmente
- cibo spirituale delle anime per la remissione dei peccati ( Lutero)
- antidoto con cui essere liberati dalle colpe di ogni giorno
- e preservati dai peccati mortali» Can. 5
309 310

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia

Cap. 3 Eccellenza dell’Eucaristia (DH 1639) Can. 4 (DH 1654)


Nell’Eucaristia
Sacramenti (altri): la presenza del corpo e sangue del Signore non è solo
santificano quando sono ricevuti (utitur) - durante l’uso (tantum in usu)
- mentre lo si riceve (dum sumitur)
Eucaristia: - né prima né dopo (non autem ante vel post)
prima dell’uso (ante usum) (anathema sit)
è presente l’autore della santità
Riforma protestante
Can. 4
311 312

52
Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)
- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia
Cap. 3 Eccellenza dell’Eucaristia (DH 1640)
Cap. 3 Eccellenza dell’Eucaristia (DH 1641)
Per le parole:
- Il corpo è sotto la specie del pane
- Il sangue sotto la specie del vino Sotto una specie
Per naturale unione e concomitanza:
e contenuto tanto quanto sotto entrambe
- Il corpo è anche sotto la specie del vino
- Il sangue e anche sotto la specie del pane
- L’anima sotto l’una e l’altra specie
- La divinità nell’unione ipostatica all’umanità
(corpo, sangue e anima)
313 314

Concilio di Trento (1545-1563) Cap. 4 Conversione / transustanziazione (DH 1642)


- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia «I due termini decisivi nel citato decreto dottrinale,
ma anche nel can. 2, sono quelli di conversio e
Cap. 4 Conversione / transustanziazione (DH 1642) qualificata come mirabilis e singularis, e di
transsubastantiatio. Il concilio preferisce l’idea-guida
con la consacrazione del pane e del vino di conversio a quella di transsubstantiatio, perché
si opera la conversione (conversionem) non s’intenda poi la presenza reale come una
di tutta la sostanza del pane/vino incarnazione, o la s’inquadri nel modello della unione
nella sostanza del corpo/sangue di Cristo ipostatica. È un modo di procedere che trova
«Questa conversione, riscontro anche nella patristica. Ricorrendo al
in modo conveniente e appropriato termine conversio i padri consiliari vogliono
è chiamata dalla Chiesa cattolica sottolineare l’‘una volta per tutte’ dell’incarnazione,
transustanziazione» della croce, dell’esaltazione di Gesù»

Can. 2 F. Courth, I sacramenti, 265


315

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia
Cap. 4 La transustanziazione (DH 1642)
Cap. 5 I culto che di deve all’Eucaristia (DH 1643)
Si afferma il fatto della transustanziazione
come presenza reale «onorare questo sacramento
con il culto di latria,
non si dogmatizza la modalità
dovuto al vero Dio»
ossia il concetto filosofico di transustanziazione
Can. 6
Culto di adorazione cap. 5
Presenza Conservare le specie cap. 6
reale Preparazione adeguata cap. 7 Riforma protestante
Uso consono cap. 8
318

53
Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)
- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia

Cap. 6 Conservare l’Eucaristia (DH 1645) Cap. 7 Preparazione necessaria (DH 1646-1647)

Conservare l’Eucaristia nel tabernacolo «[…] nessuno


è prassi antica, fin dal concilio di Nicea. consapevole di essere in peccato mortale,
Viene portata agli infermi. per quanto possa ritenersi contrito,
si accosti alla santa eucaristia
Can. 7 senza avere premesso la confessione sacramentale»

Riforma protestante
319 320

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


- XIII sessione (1551) Decr. + can. De Eucharistia - XXI sessione (1562) Decr. + can.

Cap. 8 Uso di questo sacramento (DH 1648-1649) De communione sub utraque specie et parvulorum

Tre modi: DH 1725-1734


- Solo sacramentalmente Peccatori

- Solo spiritualmente Desiderio Proemio DH 1725


- Sacramentalmente 4 capitoli DH 1726-1730
Con preparazione
e spiritualmente
4 canoni DH 1731-1734

Can. 8
321 322

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


- XXI sessione (1562) Decr. + can. - XXI sessione (1562) Decr. + can.
De communione sub utraque specie et parvulorum De communione sub utraque specie et parvulorum

Cap. 1 Laici e chierici non celebranti Cap. 1 Laici e chierici non celebranti
non sono obbligati per disposizione divina non sono obbligati per disposizione divina
a comunicarsi sotto le due specie a comunicarsi sotto le due specie
(DH 1726-1727) (DH 1726-1727)

Nonostante l’istituzione del Signore nelle due specie


Fondamento biblico giovanneo:
«Non vuole significare che tutti i fedeli, per precetto
- Serie di citazioni
del Signore, siano obbligati a ricevere entrambe»
- Confermano l’enunciato iniziale
Cann. 1.2.3
323 324

54
Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)
- XXI sessione (1562) Decr. + can. - XXI sessione (1562) Decr. + can.
De communione sub utraque specie et parvulorum
De communione sub utraque specie et parvulorum
Cap. 2 Il potere della Chiesa
nell’amministrazione
Can. 3 «sotto la sola specie del pane del sacramento dell’Eucaristia (DH 1728)
si riceve Cristo […] tutto e integro» La Chiesa ha sempre avuto il potere di:
(DH 1733) stabilire/modificare l’amministrazione dei sacramenti
Criteri di cui tener conto:
- fatta salva la sostanza dei sacramenti
Falso che l’intenzione di Cristo fosse quella di - elementi utili per chi li riceve
obbligare alla comunione sotto le due specie: - venerazione dei sacramenti
“mangiatene e bevetene tutti” - diversità di circostanze, tempi e luoghi
325 326

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


- XXI sessione (1562) Decr. + can. - XXI sessione (1562) Decr. + can.
De communione sub utraque specie et parvulorum De communione sub utraque specie et parvulorum
Cap. 2 Il potere della Chiesa
nell’amministrazione Cap. 3 Sotto una sola specie (pane o vino consacr.)
del sacramento dell’Eucaristia (DH 1728) si riceve
Cristo tutto e integro e vero sacramento
Eucaristia
(DH 1729)
- antichità: due specie
- col tempo una specie «per quanto riguarda il frutto,
- Chiesa approva la consuetudine: una specie nessuna grazia necessaria alla salvezza
- gravi motivi [necessità delle due specie] è negata a quelli che ricevono una sola specie»
- La Chiesa decide come e quanto cambiare

Can. 2 Can. 3
327 328

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
XXII sessione (1562) Decr. + can.
Cap. 1 L’istituzione del sacrificio della messa
De ss. Missae sacrificio
(DH 1739-1742)
DH 1738-1760 Antica alleanza:
Insufficienza del sacerdozio levitico
Proemio DH 1738
Dottrina e canoni
A 9 capitoli DH 1739-1750
sul sacrificio della Messa
9 canoni DH 1751-1759 Necessità di un altro sacerdote
«Il Signore nostro Gesù Cristo, che potesse
B Decretum super petitione DH 1760 condurre ad ogni perfezione tutti quelli che
dovevano essere santificati (cf. Eb 10,14)»

329 330

55
Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)
XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Cap. 1 L’istituzione del sacrificio della messa Cap. 1 L’istituzione del sacrificio della messa
(DH 1739-1742) (DH 1739-1742)

«Il Signore […] «prolungandone la memoria fino alla fine del mondo
anche se si sarebbe immolato a Dio Padre e applicando la sua efficacia salvifica
una sola volta morendo sull’altare della croce […] alla remissione dei peccati quotidiani […]
poiché il suo sacerdozio offrì a Dio padre il suo corpo e il suo sangue
non doveva estinguersi con la morte (cf. Eb 7,24), sotto le specie del pane e del vino,
nell’ultima cena e sotto gli stessi simboli lo diede,
per lasciare alla chiesa, sua amata sposa, perché lo prendessero, gli Apostoli (che in quel
un sacrificio visibile (come esige la natura umana) momento costituiva sacerdoti della nuova alleanza)
con cui venisse reso presente quello cruento e comandò ad essi
che avrebbe offerto una volta per tutte sulla croce» e ai loro successori nel sacerdozio che l’offrissero»
331 332

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Cap. 1 L’istituzione del sacrificio della messa Cap. 1 L’istituzione del sacrificio della messa
(DH 1739-1742) (DH 1739-1742)
«[…] offerta pura
«Celebrata la Pasqua antica, che non può essere contaminata
che […] Israele immolava come ricordo (in memoriam) dall’indegnità o dalla malizia di chi la offre […]
dell’uscita dall’Egitto (Es 12), Malachia (Mal 1,11) e Paolo (1Cor 10,21)
istituì la nuova Pasqua, e cioè se stesso, Ma mensa dell’altare […]
che doveva essere immolato dalla chiesa è quella che al tempo della natura e dalla legge
per mezzo dei suoi sacerdoti sotto segni visibili, (Gen 4,4,; 8,20; 12,8; 22,1-19)
in memoria del suo passaggio era raffigurata da diversi tipi di sacrifici:
da questo mondo al Padre quando raccoglie [...] tutti i beni significati da quei sacrifici
ci ha redento con l’effusione del suo sangue» come perfezionamento e compimento di quelli»
333 334

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Cap. 2 Il sacrificio visibile come mezzo di propiziazione Cap. 2 Il sacrificio visibile come mezzo di propiziazione
per vivi e defunti (DH 1743) per vivi e defunti (DH 1743)

«[…] poiché questo divino sacrificio, questo sacrificio è veramente propiziatorio (Can. 3)
che si compie alla messa, e per mezzo di esso ci accostiamo a Dio
è contenuto e immolato - contriti e pentiti, possiamo ricevere misericordia
in modo incruento lo stesso Cristo,
Necessità del sacramento della penitenza (DH 1677)
che si offerse una sola volta
in modo cruento sull’altare della croce» - trovare grazia
- essere aiutati (auxilio) al momento propizio»

335 336

56
Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)
XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Cap. 2 Il sacrificio visibile come mezzo di propiziazione Cap. 2 Il sacrificio visibile come mezzo di propiziazione
per vivi e defunti (DH 1743) per vivi e defunti (DH 1743)
«Placato, infatti, da questa offerta,
il Signore, concedendo la grazia «I frutti di quella oblazione (cioè di quella cruenta)
e il dono della penitenza, vengono ricevuti in abbondanza
perdona i peccati e le colpe, anche le più gravi. per mezzo di questa, incruenta. […]
Si tratta di una sola e identica vittima Essa viene offerta non solo per i peccati, le pene, […]
lo stesso Gesù la offre per il ministero dei sacerdoti, ma anche per coloro che sono morti in Cristo
egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: e non sono ancora purificati»
diverso è solo il modo di offrirsi»

337 338

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Can. 1 (DH 1751) Can. 2 (DH 1752)

Istituzione del sacerdozio:


Ciò che si offre:
- con le parole “Fate questo in memoria di me”
- Nella Messa ciò che si offre (offerri)
è un vero sacrificio - perché offrano (offerent) il suo corpo e il suo sangue

- Essere offerto (offerri) non significa solo che Cristo


è dato in cibo (ad manducandum dari) per noi

339 340

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Can. 3 (DH 1753) Can. 4 (DH 1754)
Sacrificio della Messa:
Sacrificio della Messa:
- non solo lode e ringraziamento
- non solo commemorazione del sacrificio della croce non si attenta al sacrificio di Cristo sulla croce

ma

- sacrificio propiziatorio (auxilio)


- che giova (prodesse) non solo a chi lo riceve
- è offerto per: i vivi, i morti, i peccati, le soddisfazioni ...
341 342

57
Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)
XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Decretum super petitione (DH 1760)
Riforma:
Comunione sotto le due specie: affidata al Papa la Messa come sacrificio?

Pio IV indulto “del calice” ad alcune diocesi tedesche (1564)


Annullare o disprezzare la morte di Cristo in croce

Non viene accolto dai fedeli


perché simbolo di distinzione confessionale
Annullare o disprezzare la sua unica valenza salvifica

Gregorio XIII sospende l’indulto di Pio IV (1584)


343 344

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Risposta Cattolica: Risposta Cattolica:
Unità inseparabile Unità inseparabile
tra sacrificio della croce e celebrazione della Messa tra sacrificio della croce e celebrazione della Messa

unico offerente Cap. 2


Identità DH 1743 «Il sacrificio della messa non consiste in altro che
unica offerta
nell’oblatio oblationis Christi,
Diversità
un’offerta sacrificale dell’offerta unica di Cristo»
cruento: croce
Cap. 2
Modo
DH 1743
dell’offerta C. Rocchetta, Il sacramento dell’eucarista, 259
incruento: eucaristia
345 346

Concilio di Trento (1545-1563) Concilio di Trento (1545-1563)


XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Risposta Cattolica: Risposta Cattolica:
Unità inseparabile Unità inseparabile
tra sacrificio della croce e celebrazione della Messa tra sacrificio della croce e celebrazione della Messa
repraesentatio
Categorie usate La Messa:
memoria - non svaluta
dal concilio di Trento
applicatio - non moltiplica
- non ripete
rende presente l’oblazione di Cristo - non completa
Messa ne prolunga la memoria nella celebrazione
l’unico sacrificio, quello della croce
ne applica l’efficacia salvifica fino all’eschaton
347 348

58
Concilio di Trento (1545-1563)
XXII sessione (1562) De ss. Missae sacrificio
Risposta Cattolica: Si consiglia di leggere,
Unità inseparabile per una visione d’insieme del Concilio di Trento,
tra sacrificio della croce e celebrazione della Messa
i restanti capitoli della sessione XXII
Ultima cena: anticipazione dell’offerta della croce
e i canoni relativi.
Messa: rende presente l’unico evento
- Ultima cena
- Croce cf. DH 1744-1759
senza ripeterlo,
ma attualizzandolo in forma sacramentale
secondo le categ.: repraesentatio, memoria, applicatio
349

Epoca post-tridentina

Presenza reale A
DAL CONCILIO DI TRENTO Temi principali
Sacrificio B
AL CONCILIO VATICANO II
- A e B sono elaborate a se stanti
- Si sottolinea l’unità (garantita da Cristo) tra:
ultima cena - croce - eucaristia

352

Epoca post-tridentina Epoca post-tridentina


Mensa (convito) Presenza reale: transustanziazione
Rielaborate le teorie dell’alto medioevo
Temi poco trattati
Tommaso
Diretta conc. Trento
Sacerdozio dei fedeli Transustanziazione
Adduzione Gv Duns Scoto
Presenza reale Poco coinvolgimento
dei fedeli nella celebrazione Directa: dalla sostanza del pane al corpo di Cristo
alla sostanza del vino al sangue di Cristo

Adductio: il corpo del Risorto riceve un nuovo esse hic


che sostituisce l’essere-qui
Grande sviluppo del culto eucaristico fuori dalla Messa della sostanza del pane e vino.
353 354

59
Epoca post-tridentina Epoca post-tridentina

Presenza reale: transustanziazione Carattere sacrificale della celebrazione eucaristica

A Productio: Tomisti Dalla fenomenologia religiosa e dall’AT


Rielaborate
le teorie dell’alto medioevo Gabriel Vàsques
B Adductio: Gesuiti
A Tomisti: Suarez, Franzelin
Sacrificio = distruzione totale della vittima
Eucaristia: productio del corpo già esistente di Cristo,
non moltiplicazione, ma nuova forma di presenza Difficoltà
B Gesuiti: Bellarmino, Vàsques
Eucaristia: adductio del corpo glorificato di Cristo, Si può applicare al Gesù storico sulla croce
non cambiamento di luogo, ma nuovo esserci ma non all’eucaristia (o separazione corpo/sangue)
355 356

Epoca post-tridentina Epoca post-tridentina

Carattere sacrificale della celebrazione eucaristica Carattere sacrificale della celebrazione eucaristica
Sacrificio = distruzione totale della vittima Sacrificio = distruzione totale della vittima

Suarez: distruzione della sostanza del pane e del vino


nella transustanziazione Con questa impostazione del sacrificio
non si giunge a particolari risultati
Franzelin: distruzione apparente di Cristo
negli accidenti di pane e vino
Dal XIX sec. anziché focalizzare l’attenzione
Bellarmino: distruzione dell’eucaristia sul “sacrificio” dalla fenomenologia religiosa e dall’AT
nella masticazione
si precisa il significato unico dell’oblazione di Cristo

357 358

XIX – XX secolo XIX – XX secolo


Carattere sacrificale della celebrazione eucaristica
Carattere sacrificale della celebrazione eucaristica Sacrificio di Cristo =
offerta personale, interiore, vissuta da Gesù sulla croce
Sacrificio di Cristo =
offerta personale, interiore, vissuta da Gesù sulla croce Messa: rende presente l’unico evento
concilio
Trento - Ultima cena “Scuola francese”
(M. de la Taille)
- Croce
Sacrificio eucaristico = “Scuola inglese”
+
Attualizzazione sacramentale Risurrezione (A. Vonier)
del sacrificio di Cristo
in cui Cristo stesso è l’attualizzatore Messa:
Cristo glorificato già in Suarez
non sacrificio naturale
359
ma sacramentale

60
Frequenza alla comunione eucaristica Frequenza alla comunione eucaristica

Giansenismo Giansenismo: Pascal


solo chi si sente “perfetto” Rifiuto della
può accedere alla comunione comunione

Frequenza alla comunione

Drastica diminuzione della frequenza


Pio X

361 362

Frequenza alla comunione eucaristica Frequenza alla comunione eucaristica

Pio X: Decreto Sacra Tridentina Synodus (1905) Pio X: Decreto Sacra Tridentina Synodus (1905)
DH 3375-3383 DH 3375-3383

Contesto storico: 1. Scopo dell’eucaristia (DH 3375)


- Forti dispute in Belgio sulla “comunione frequente”
Pio X 2. Situazione storica (DH 3376-3378)
- Opinione: necessità di assenza di peccato veniale
3. Disposizioni (DH 3379-3383)

363 364

Frequenza alla comunione eucaristica Frequenza alla comunione eucaristica

Pio X: Decreto Sacra Tridentina Synodus (1905) Pio X: Decreto Sacra Tridentina Synodus (1905)
DH 3375
2. Situazione storica (DH 3376-3378)
1. Scopo dell’eucaristia (quotidiana):
santificazione dei fedeli (tutti, omnes) Raffreddata la pietà a causa del giansenismo

Congiunti a Dio per l’eucaristia: Non accostarsi all’eucaristia, se non molto raramente
- Reprimere ciò che allontana da Dio
- Purificare dai peccati veniali Esclusione dell’eucaristia a gruppi di persone:
- tipo di lavoro (commercianti)
- Impedire i peccati mortali
- coniugati
Non è una ricompensa per buona condotta 365 366

61
Frequenza alla comunione eucaristica Tendenza polemica protestante

Pio X: Decreto Sacra Tridentina Synodus (1905)

3. Disposizioni (DH 3379-3383)

- Comunione quotidiana per tutti i fedeli Accentuazione del sacerdozio ministeriale


purché in stato di grazia
Poco risalto del sacerdozio battesimale
- Il peccato veniale non è un impedimento

Poco risalto dell’assemblea

367 368

Pio X
Modernismo:
Decreto Lamentabili (DH 3401-3466)
riprende le tematiche protestanti
Enciclica Pascendi (DH 3475-3500)

Contestazione di:
Ribadisce la dottrina eucaristica
in un orizzonte tomista
- Carattere sacrificale dell’eucaristia
- La presenza reale
- Il culto eucaristico fuori della messa

369 370

Movimento liturgico Movimento liturgico

Muove da istanze pastorali Ricerca esegetica, storico-patristica e storico-liturgica


Sacramenti (eucaristia) non solo come
mezzi oggettivi di comunicazione di grazia
ma l’inserimento Rilettura dei sacramenti (eucaristia)
nell’agire personale e salvifico di Cristo in chiave storico-salvifica

Eucaristia:
Ripresenta, memoriale, attuazione del mistero pasquale
da partecipare e vivere nella fede
371 372

62
La teologia dei misteri (O. Casel)
La teologia dei misteri (O. Casel)

La salvezza operata da Cristo è un evento (mistero) «Per O. Casel il “mistero”


non è una verità
inacessibile all’intelligenza umana,
ma l’azione salvifica di Dio,
che si è compiuta in Gesù Cristo, nella storia,
Si comunica la salvezza Nel tempo (kairos) e che si ripropone ogni volta
sul piano dell’attuazione liturgico-sacramentale»
attraverso l’azione cultuale Oggi (hodie)
A. Garcia Ibanez, L’Eucaristia dono e mistero, 345, n. 78

373 374

La teologia dei misteri (O. Casel)


Il sacramento non tanto “produce” grazia
applicando al soggetto gli effetti/frutti della redenzione «Sotto l’influsso delle nuove idee riguardo alla
ottenuta dalla morte in croce di Cristo. storia della salvezza (teologia dei misteri) come
furono sviluppate soprattutto da A. Vonier
Soggetto passivo, estrinseco rispetto a Cristo (+1938) e O. Casel (+1948), si poté superare a
poco a poco la disgraziata separazione tra
Ma il sacramento rende presente convito e sacrificio, che dominava la teologia
il mistero di Cristo (persona e agire) cattolica del tempo dal Tridentino»
che costituisce una relazione con il soggetto
il quale partecipa all’agire di Cristo
grazie alla celebrazione sacramentale J. Auer - J. Ratzinger, Il mistero dell’Eucaristia, 210

Soggetto attivo, relazionale rispetto a Cristo


375 376

Mediator Dei Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947)


Pio XII, Enciclica (1947)
DH 3840-3855
Tre temi principali

1. Natura del sacrificio eucaristico (nn. 53-65)


- Sulla scia del concilio di Trento

- Accoglie le istanze primarie del movimento liturgico 2. Partecipazione dei fedeli (nn. 66-93)

- Prepara il concilio Vaticano II 3. Comunione eucaristica (nn. 94-106)

- Adorazione eucaristica (nn. 107-115)

377 378

63
Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947) Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947)
DH 3840 DH 3841

Liturgia =
Presenze di Cristo
Culto che il Redentore rende al Padre
- Nel sacrificio dell’altare come capo della Chiesa
- Nella persona del ministro
Culto che la società dei fedeli rende al suo Capo
- Nelle specie eucaristiche e, per mezzo di lui, al Padre
- Nei sacramenti
in breve
- Nelle lodi e nelle suppliche rivolte a Dio
Culto integrale del corpo mistico di Gesù Cristo,
cioè del capo e delle membra
379 380

Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947) Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947)

Esterno Aspetto sociale


Cerimoniale Oggettiva Azione di Cristo
Culto Efficacia
Decorativo nei segni
che la Chiesa delle azioni
rende a Dio (DH 3843) liturgiche
(DH 3842) in ordine
Interno Aspetto spirituale alla grazia
Disposizione
+ importante (DH 3844-3846) Soggettiva dell’anima

Non è accolta la teologia dei misteri di O. Casel,


in cui la liturgia è presenza salvifica della Pasqua nei simboli
381 382

Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947) Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947)
1. Natura del sacrificio eucaristico
Azione di Cristo - Riprende il conc. di Trento
Oggettiva
nei segni
2. Partecipazione dei fedeli
Spiritualità - Importanza dell’anima (soggettivo)
(DH 3844-3846) - Auspicato il parallelismo partecipativo (cf. n. 90)
Disposizione
Soggettiva 3. Comunione eucaristica
dell’anima
- Sottolinea l’integrità del sacrificio
con la sola comunione del sacerdote
«È vero che i sacramenti e il sacrificio dell’altare hanno
un’intrinseca virtù in quanto sono azioni di Cristo stesso
- Adorazione eucaristica Non necessaria
[…] ma per avere la debita efficacia esigono le buone
la comunione dei fedeli
disposizioni dell’anima» (DH 3845)
383 384

64
Pio XII, Enciclica Mediator Dei (1947)

Positiva la prospettiva unitaria


del rapporto spiritualità oggettiva e soggettiva.

Negativa la sottolineatura della soggettiva.


IL CONCILIO VATICANO II
Partecipazione dell’anima (devozione)
Gli studenti leggano attentamente
tutti i testi del Vaticano II che sono segnalati.
- Rito non coincidente, ma parallelo, con la devozione
Li collochino all’interno del contesto
- Assistere la Messa con comunione solo spirituale prossimo e remoto per una corretta ermeneutica.
- Adorazione eucaristica svincolata dalla celebrazione
385

Concilio Vaticano II (1962-1965)


Sacrosanctum concilium (1963)
Sacrosanctum concilium
Dal rapporto
liturgia - ministro ordinato (“gerarchicamente”)
Concilio Vaticano II
Al rapporto
liturgia - popolo di Dio (“totalità”)
Lumen gentium (SC 14; 26)

Maggiore partecipazione dei fedeli all’azione liturgica


387 388

Sacrosanctum concilium (1963) Sacrosanctum concilium (1963)

La liturgia emerge come ambito in cui la Chiesa Confronto con Mediator Dei
si manifesta quale sacramento
Riproposte le varie presenze di Cristo, ma esplicitando
- Liturgia come esercizio del sacerdozio di Cristo (SC 7)
- Prospettiva storico-salvifica (SC 5)
Mezzo efficace dell’intima unione con Cristo
a cui sono chiamati tutti gli uomini (cf. SC 2)

389 390

65
Sacrosanctum concilium (1963)
«Il Concilio Vaticano II ha messo in rilievo in
Confronto con Mediator Dei quasi tutti i decreti l’estrema importanza
dell’eucaristia per la Chiesa come popolo di Dio
e per i fedeli. Anche l’istanza della teologia dei
Ripresentata la partecipazione dei fedeli alla liturgia:
misteri di O. Casel, che sembrava ancora essere
- Non solo la “disposizione dell’anima”, ma tutto l’uomo stata in certo modo rinnegata dall’enciclica
Mediator Dei del 1947, è stata ampiamente accolta
- Non solo il singolo fedele, ma anche la comunità
nel linguaggio e nell’intenzione del Concilio».
- Non solo il sacerdote, ma anche l’assemblea
- Non solo la comunione spirituale, ma sacramentale J. Auer - J. Ratzinger, Il mistero dell’Eucaristia, 211
- Non ascolto soprattutto il mio cuore, ma la Parola

391 392

La liturgia mediante la quale, specialmente nel divino


Sacrosanctum concilium (1963)
sacrificio dell’eucaristia, “si attua l’opera della nostra
redenzione”, contribuisce in sommo grado a che i fedeli
esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di
Proemio. La liturgia nel mistero della Chiesa
Cristo e la genuina natura della vera Chiesa. Questa […] nello
I. Principi per la riforma e la promozione della liturgia stesso tempo umana e divina, visibile ma dotata di realtà
invisibili, fervente nell’azione e dedita alla contemplazione,
II. Il mistero eucaristico presente nel mondo e tuttavia pellegrina; tutto questo in modo
III. Gli altri sacramenti e sacramentali tale, però, che ciò che in essa è umano sia ordinato e
subordinato al divino, il visibile all’invisibile, l’azione alla
IV. L’ufficio divino contemplazione, la realtà presente alla città futura, verso la
quale siamo incamminati. In tal modo la liturgia, mentre ogni
V. L’anno liturgico giorno edifica quelli che sono nella Chiesa per farne un
VI. La musica sacra tempio santo nel Signore, un’abitazione di Dio nello Spirito,
fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo , nello
VII. L’arte sacra e la sacra suppellettile stesso tempo e in modo mirabile fortifica le loro energie
perché possano predicare il Cristo» SC 2
393

Sacrosanctum concilium (1963)


Cap. I «Quest’opera della redenzione umana e della
Principi per la riforma perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio
e la promozione della liturgia nelle mirabili gesta divine operate nel popolo
1. Natura della liturgia e sua importanza (n. 5-13) dell’Antico Testamento, è stata compiuta da
2. Promuovere formazione e partecipazione (n. 14) Cristo Signore principalmente per mezzo del
3. Riforma della liturgia mistero pasquale della sua beata passione,
a. Norme generali (n. 21-24) risurrezione da morte e gloriosa ascensione,
b. Norme che derivano dalla natura gerarchica e comunitaria mistero col quale “morendo ha distrutto la nostra
(n. 26; 27; 30) morte e risorgendo ha restaurato la vita”. Infatti dal
c. Norme che derivano dalla natura didattica e pastorale costato di Cristo dormiente sulla croce è
(n. 33-36)
scaturito il mirabile sacramento di tutta la
d. Norme per l’adattamento all’indole e tradizione dei popoli
(n. 37-38) Chiesa»
4. Vita liturgica diocesi e parrocchia (n. 41-42) SC 5
5. Incremento della pastorale liturgica (n. 43) 395 396

66
«Pertanto, come il Cristo fu inviato dal Padre, così
anch’egli ha inviato gli apostoli, ripieni di Spirito
Santo. Essi, predicando il Vangelo a tutti gli uomini, «per il compimento di quest’opera così
non dovevano limitarsi ad annunciare che il grande, con la quale viene resa a Dio una
Figlio di Dio con la sua morte e risurrezione ci ha gloria perfetta e gli uomini vengono santificati,
liberati dal potere di Satana e dalla morte e ci ha Cristo associa sempre a sé la Chiesa, sua
trasferiti nel regno del Padre, bensì dovevano sposa amatissima, la quale l’invoca come suo
anche attuare l’opera di salvezza che Signore e per mezzo di lui rende il culto
annunziavano, mediante il sacrificio e i all’eterno Padre»
SC 7
sacramenti attorno ai quali gravita tutta la vita
liturgica»
SC 6

397 398

«la liturgia è considerata come «la liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della
Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la
l’esercizio della funzione sacerdotale
sua energia. Il lavoro apostolico, infatti, è ordinato a che tutti,
di Gesù Cristo. diventati figli di Dio mediante la fede e il battesimo, si
In essa, la santificazione dell’uomo è riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano
significata per mezzo di segni sensibili e parte al sacrificio e alla mensa del Signore. A sua volta, la
realizzata in modo proprio a ciascuno di essi; liturgia spinge i fedeli, nutriti dei “sacramenti pasquali”, a
in essa il culto pubblico integrale è esercitato vivere “in perfetta unione”; prega affinché “esprimano nella
vita quanto hanno ricevuto mediante la fede”; la
dal corpo mistico di Gesù Cristo, cioè
rinnovazione poi dell’alleanza di Dio con gli uomini
dal capo e dalle sue membra. nell’eucaristia introduce i fedeli nella pressante carità di
Perciò ogni celebrazione liturgica, Cristo e li infiamma con essa. Dalla liturgia e
in quanto opera di Cristo sacerdote particolarmente dall’eucaristia, deriva in noi, come da
e del suo corpo, che è la Chiesa, sorgente, la grazia, e si ottiene con la massima efficacia
è azione sacra per eccellenza» quella santificazione degli uomini nel Cristo e quella
SC 7 glorificazione di Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte
le altre attività della Chiesa» SC 10
399

«Il vescovo deve essere considerato come il


«Ad ottenere però questa piena efficacia, è grande sacerdote del suo gregge: da lui deriva e
necessario che i fedeli si accostino alla sacra dipende in certo modo la vita dei suoi fedeli in
liturgia con retta disposizione d’animo, Cristo. Perciò tutti devono dare la più grande
armonizzino la loro mente con le parole che importanza alla vita liturgica della diocesi che si
pronunziano e cooperino con la grazia divina svolge intorno al vescovo, principalmente nella
per non riceverla invano. Perciò i pastori di chiesa cattedrale, convinti che c’è una speciale
anime devono vigilare attentamente che manifestazione della Chiesa nella
nell’azione liturgica non solo siano osservate le partecipazione piena e attiva di tutto il popolo
leggi che rendono possibile una celebrazione santo di Dio alle medesime celebrazioni
valida e lecita, ma che i fedeli vi prendano parte liturgiche, soprattutto alla medesima eucaristia,
in modo consapevole, attivo e fruttuoso» alla medesima preghiera, al medesimo altare cui
presiede il vescovo circondato dai suoi
SC 11
sacerdoti e ministri» SC 41
401 402

67
Sacrosanctum concilium (1963)
«Poiché nella sua Chiesa il vescovo non può
presiedere personalmente sempre e ovunque l’intero
suo gregge, deve costituire necessariamente dei gruppi Cap. II – Il Mistero eucaristico
di fedeli, tra cui hanno un posto preminente le
47: La messa e il mistero pasquale
parrocchie organizzate localmente e poste sotto la
48-49: Partecipazione attiva dei fedeli
guida di un pastore che fa le veci del vescovo: esse
infatti rappresentano in certo modo la Chiesa visibile 50: La Riforma dell’Ordo missae
stabilita su tutta la terra. Per questo motivo la vita 51: Una maggior ricchezza biblica
liturgica della parrocchia e il suo legame con il vescovo 52: L’omelia
devono essere coltivati nell’animo e nell’azione dei 53: La preghiera dei fedeli
fedeli e del clero; e bisogna fare in modo che il senso 54: La lingua volgare
della comunità parrocchiale fiorisca soprattutto nella 55: La comunione sub utraque
celebrazione comunitaria della messa domenicale» 56: L’unità della messa
SC 42 57: La concelebrazione
403 404

La salvezza operata da Cristo è un evento (mistero)


«Il nostro Salvatore nell’ultima cena, la notte in
(ousia phisis)
cui fu tradito, istituì il sacrificio eucaristico del
suo corpo e del suo sangue, onde perpetuare nei
secoli fino al suo ritorno il sacrificio della croce, e
per affidare così alla sua diletta sposa, la Chiesa,
il memoriale della sua morte e della sua
resurrezione: sacramento di amore, segno di
unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel Si comunica la salvezza Nel tempo (kairos)
quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolma di
(La storia storia della salvezza)
grazia e ci è dato il pegno della gloria futura»
SC 47

405 406

«[…] i fedeli cristiani […] con una comprensione La salvezza operata da Cristo è un evento (mistero)
piena dei riti e delle preghiere (per ritus et preces (ousia phisis)
id bene intelligentes, sacram actionem conscie,
pie et actuose participent), partecipino all’azione
sacra consapevolmente, piamente e attivamente,
siano istruiti nella parola di Dio, si nutrano alla
Si comunica la salvezza Nel tempo (kairos)
mensa del corpo del Signore, rendano grazie a Dio
offrendo la vittima immacolata non soltanto per le (La storia storia della salvezza)
mani del sacerdote, ma insieme con lui, imparino a
offrire se stessi, e di giorno in giorno, per mezzo di
Cristo mediatore, siano perfezionati nell’unità con
Dio e tra di loro, di modo che Dio sia finalmente Attraverso l’azione cultuale Oggi (hodie)
tutto in tutti» SC 48 (Il culto actio sacra, actio Dei)
407 408

68
Per ritus et preces
Dio
L’importanza del rito,
non inteso come ritualismo rubricale,
che tende a ridurre all’essenziale valido; Cristo
l’importanza delle preghiere Evento (mistero nella storia)
non intese come formule “magiche”,
che tendono a ridurre all’essenziale valido
ma quale azione liturgica, per ritus et preces
(actio sacra, actio Dei, opus Dei)
Culto = actio sacra (mistero cultuale)
che coinvolge tutto l’uomo
(conscie, pie, actuose)
quale risposta all’azione di Dio
409 410

L’actio sacra
coinvolge tutto l’uomo Movimento liturgico

Pio X Tra le sollecitudini (1903)


Mente concordi
Conscie Intellectus
con le parole (SC 11)
Partecipazione attiva dei fedeli

Pie Affectus Devotio (MD 90)


Pio XI Miserentissimus Redemptor (1928)
actuose

Partecipazione attiva dei fedeli


perché popolo sacerdotale
411 412

Il Concilio Vaticano II
Pio XII Mediator Dei (1947)
Lumen gentium

«Cristo Signore […] ha fatto del nuovo popolo


“un regno di sacerdoti […] (Ap 1,6)
I fedeli partecipano del sacerdozio di Cristo I battezzati, infatti, vengono consacrati mediante
- Partecipano all’offerta del culto eucaristico la rigenerazione dello Spirito Santo, per essere
un’abitazione spirituale e un sacerdozio santo, e
- Offrono se stessi per poter offrire in sacrificio spirituale tutte le
attività umane del cristiano, e annunciare i
prodigi di colui che dalle tenebre li ha chiamati
alla sua luce ammirabile»
LG 10
413 414

69
Il Concilio Vaticano II Dimensione sacerdotale

Cristo è il sacerdote che ha offerto se stesso (Eb)

Dimensione sacerdotale I fedeli partecipano del sacerdozio di Cristo

Sacerdozio battesimale Dimensione profetica - Offrono se stessi


LG 9-13; cf. 31
- Partecipano al culto divino

Dimensione regale LG 11; 34

Non divisione tra vita e culto


415 416

Dimensione profetica Dimensione regale

Cristo è la profezia, la Parola di Dio (Gv) Cristo è Re dell’umanità, del cosmo e della storia
I fedeli partecipano della profezia di Cristo I fedeli partecipano della regalità di Cristo

- Offrono se stessi - Offrono se stessi


- Testimonianza, annuncio - Risorti, proprie attività

LG 12; 35 LG 12; 36

Non divisione tra vita e missione Non divisione tra vita e realtà terrene
417 418

«I fedeli, incorporati nella Chiesa col battesimo «Partecipando (participantes) al sacrificio


[…] rigenerati per essere figli di Dio sono tenuti eucaristico, fonte e apice (fons et culmen) di
a professare pubblicamente la fede [...]. tutta la vita cristiana,
Con la confermazione vengono vincolati più offrono a Dio
perfettamente alla Chiesa sono arricchiti di una
speciale forza dallo Spirito Santo e in questo la vittima divina e se stessi con essa;
modo sono più strettamente obbligati a così tutti,
diffondere e a difendere con la parola e con
l’opera la fede come veri testimoni di Cristo. sia con l’oblazione che con la santa comunione,
compiono la propria parte nell’azione liturgica»
Partecipando al sacrificio eucaristico, fons et
culmen […]» LG 11

LG 11
419 420

70
«Affinché poi il sacrificio della messa raggiunga la
sua piena efficacia pastorale anche nella forma
Battesimo e confermazione sono orientati all’eucaristia rituale, il sacro Concilio, in vista delle messe
celebrate con partecipazione di popolo,
specialmente la domenica e i giorni di precetto,
stabilisce quanto segue:» (SC 49)

Vittima divina - Riforma dell’Ordo Missae


All’eucaristia si partecipa offrendo - Maggiore ricchezza biblica
Se stessi - Omelia
- Preghiera dei fedeli
- Lingua nazionale
- Comunione sotto le due specie
- Unità della Messa
- Concelebrazione
421

Concilio Vaticano II (1962-1965) Unitatis redintegratio (1964)


Lumen gentium, 11 (1964) «Il battesimo costituisce il vincolo
sacramentale dell’unità, che vige tra tutti quelli
- Eucaristia fons et culmen della vita cristiana che per mezzo di esso sono stati rigenerati.
(cf. slides 1a parte) Tuttavia il battesimo di per sé è soltanto l’inizio e
l’esordio, poiché esso tende interamente
- Tutti i battezzati partecipando al sacrificio
all’acquisto della pienezza della vita in Cristo.
eucaristico offrono a Dio la vittima e se stessi
Pertanto il battesimo è ordinato all’integrale
con essa (cf. LG 11)
professione di fede, all’integrale incorporazione
- La mensa eucaristica esprime al massimo nell’istituzione della salvezza, come lo stesso
grado la comunione del popolo di Dio: Cristo ha voluto e, infine, all’integrale inserzione
sacramento dell’unità (cf. LG 26) nella comunione eucaristica»
UR 22
423 424

Gli studenti sono tenuti a leggere


CELEBRAZIONE (disponibili nella pagina web)

DEL SACRAMENTO
Paolo VI, Missale Romanum.

Principi e norme per l’uso del Messale Romano

426

71
Paolo VI, Misterium fidei
(cf. Tematiche. Transustanziazione)
M AGISTERO
Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia
(cf. file nella pagina web)

428

Benedetto XVI PRIMA PARTE


EUCARISTIA, MISTERO DA CREDERE
Sacramentum caritatis La fede eucaristica della Chiesa [6]
Eucaristia fonte e culmine della vita Santissima Trinità ed Eucaristia
e della missione della Chiesa (2007) Il pane disceso dal cielo [7]
Dono gratuito della Santissima Trinità [8]
Eucaristia: Gesù vero Agnello immolato
1. Mistero da credere La nuova ed eterna alleanza nel sangue dell’Agnello [9]
2. Mistero da celebrare L’istituzione dell’Eucaristia [10]
3. Mistero da vivere Figura transit in veritatem [11]
Lo Spirito Santo e l’Eucaristia
Gesù e lo Spirito Santo [12]
Introduzione [1] Spirito Santo e Celebrazione eucaristica [13]
Il cibo della verità [2]
Eucaristia e Chiesa
Lo sviluppo del rito eucaristico [3]
Il Sinodo dei Vescovi e l’Anno dell’Eucaristia [4] Eucaristia principio causale della Chiesa [14]
Scopo della presente Esortazione [5] Eucaristia e comunione ecclesiale [15]
429 430

IV. Eucaristia e sacramento dell’Ordine


Eucaristia e Sacramenti In persona Christi capitis [23]
Sacramentalità della Chiesa [16] Eucaristia e celibato sacerdotale [24]
Scarsità di clero e pastorale vocazionale [25]
I. Eucaristia e iniziazione cristiana Gratitudine e speranza [26]
Eucaristia, pienezza dell’iniziazione cristiana [17] V. Eucaristia e Matrimonio
L’ordine dei Sacramenti dell’iniziazione [18] Eucaristia, sacramento sponsale [27]
Iniziazione, comunità ecclesiale e famiglia [19] Eucaristia e unicità del matrimonio [28]
Eucaristia e indissolubilità del matrimonio [29]
II. Eucaristia e sacramento della Riconciliazione
Eucaristia ed Escatologia
Loro nesso intrinseco [20]
Eucaristia: dono all’uomo in cammino [30]
Alcune attenzioni pastorali [21]
Il banchetto escatologico [31]
III. Eucaristia e Unzione degli infermi [22] Preghiera per i defunti [32]
L’Eucaristia e la Vergine Maria [33]

431 432

72
SECONDA PARTE
EUCARISTIA, MISTERO DA CELEBRARE La struttura della celebrazione eucaristica [43]
Lex orandi e lex credendi [34] Unità intrinseca dell’azione liturgica [44]
Bellezza e liturgia [35] La liturgia della Parola [45]
La Celebrazione eucaristica opera del « Christus totus » L’omelia [46]
Christus totus in capite et in corpore [36] Presentazione dei doni [47]
Eucaristia e Cristo risorto [37] La preghiera eucaristica [48]
Ars celebrandi [38] Scambio della pace [49]
Il Vescovo, liturgo per eccellenza [39] Distribuzione e ricezione dell’Eucaristia [50]
Il rispetto dei libri liturgici e della ricchezza dei segni [40] Il congedo: « Ite, missa est » [51]
Arte al servizio della celebrazione [41]
Il canto liturgico [42]

433 434

Actuosa participatio [52] La celebrazione interiormente partecipata


Autentica partecipazione [53] Catechesi mistagogica [64]
Partecipazione e ministero sacerdotale [53] La riverenza verso l’Eucaristia [65]
Celebrazione eucaristica e inculturazione [54] Adorazione e pietà eucaristica
Condizioni personali per una « actuosa participatio [55] »
Il rapporto intrinseco tra celebrazione e adorazione [66]
Partecipazione dei cristiani non cattolici [56]
La pratica dell’adorazione eucaristica [67]
Partecipazione attraverso i mezzi di comunicazione [57]
Forme di devozione eucaristica [68]
«Actuosa participatio» degli infermi [58] Il luogo del tabernacolo nella chiesa [69]
L’attenzione per i carcerati [59]
I migranti e la partecipazione all’Eucaristia [60]
Le grandi concelebrazioni [61]
La lingua latina [62]
Celebrazioni eucaristiche in piccoli gruppi [63]

435 436

TERZA PARTE
EUCARISTIA, MISTERO DA VIVERE Eucaristia, mistero da annunciare
Forma eucaristica della vita cristiana Eucaristia e missione [84]
Il culto spirituale – logiké latreía (Rm 12,1) [70] Eucaristia e testimonianza [85]
Efficacia onnicomprensiva del culto eucaristico [71] Cristo Gesù, unico Salvatore [86]
Iuxta dominicam viventes – Vivere secondo la Domenica [72] Libertà di culto [87]
Vivere il precetto festivo [73] Eucaristia, mistero da offrire al mondo
Il senso del riposo e del lavoro [74] Eucaristia, pane spezzato per la vita del mondo [88]
Assemblee domenicali in assenza di sacerdote [75] Le implicazioni sociali del Mistero eucaristico [89]
Una forma eucaristica dell’esistenza cristiana, Il cibo della verità e l’indigenza dell’uomo [90]
l’appartenenza ecclesiale [76] La dottrina sociale della Chiesa [91]
Spiritualità e cultura eucaristica [77] Santificazione del mondo e salvaguardia del creato [92]
Eucaristia ed evangelizzazione delle culture [78] Utilità di un Compendio eucaristico [93]
Eucaristia e fedeli laici [79]
Eucaristia e spiritualità sacerdotale [80] Conclusione [94]
Eucaristia e vita consacrata [81]
Eucaristia e trasformazione morale [82]
Coerenza eucaristica [83] 437 438

73
Gli studenti sono tenuti a leggere attentamente
l’esortazione apostolica postsinodale
Sacramentum caritatis (disponibile in file)
Sarà oggetto di esame
Gli studenti sono tenuti a leggere
la lettera accompagnatoria
Si consiglia la lettura di: il Motu proprio Summorum pontificum
A. Scola, L’Esortazione apostolica postsinodale (disponibile in file)
Sacramentum caritatis. Un atto di recepito dell’insegnamento
conciliare, in Rassegna di teologia 48/2 (2007) 165-180
Oppure, dello stesso autore, la presentazione
dell’Esortazione disponibile in file.

439 440

ASPETTI
ECUMENISMO
- Ecumenismo
- Aspetti liturgici

441 442

Convergenze ecumeniche Documenti ecumenici


(cf. F. Courth, I sacramenti, 283-286)
L’Eucaristia [EO 1/589-653]
Ambito cattolico Documento Commissione cattolico-luterana (1978)
- Partecipazione dell’intera comunità celebrante
(senza svincolare il presbitero, isolandolo)

- Unità tra sacrificio della croce e sacrificio della messa Partecipazione al sacrificio di Cristo
(senza svincolare la messa, isolandola: effetti automatici) mediante la memoria riattualizzante

Ambito luterano Battesimo, eucaristia, ministero


- Partecipazione dell’intera comunità celebrante [EO 1/3032-3181 [cf. file su pagina web]
(senza svincolare il fedele, isolandolo) su Eucaristia EO 1/3071-3110]

- Unità tra sacrificio della croce e sacrificio della messa (Documento di Lima)
(senza svincolare la messa, isolandola: effetti impossibili) Consiglio Mondiale delle Chiese (1982)
443 444

74
Eucaristia ed ecumenismo Eucaristia ed ecumenismo

Questione del presbitero La comunione


- Necessario: Chiesa cattolica
- Preferibile, ma non necessario: Riforma Riforma: fondamentale il rapporto con Cristo

La comunione Rapporto diretto del singolo con Cristo,


non importanti le mediazioni, che sono umane
La comunione eucaristica
deve esprimere la comunione ecclesiale

- Non concelebrazione con sacerdoti non in comunione Possibile la comunione anche senza unità ecclesiale
- Non partecipazione alla comunione eucaristica
445 446

Eucaristia ed ecumenismo Eucaristia ed ecumenismo

La comunione Chiesa cattolica:


fondamentale il rapporto con Cristo,
Chiesa cattolica: ma esso si attua concretamente nella storia
fondamentale il rapporto con Cristo, [non è solo spirituale]
ma esso si attua concretamente nella storia e con le mediazioni volute e stabilite da Cristo
e con le mediazioni volute e stabilite da Cristo. [apostoli…]

Un segno o gesto storico (esterno) Un segno storico (esterno)


deve corrispondere alla realtà oggettiva che significa [fare la comunione]
e al valore che ha per il soggetto che lo esprime. deve corrispondere alla realtà oggettiva che significa
[comunione con Cristo appartenendo all’unità della Chiesa]
e al valore che ha per il soggetto che lo esprime
[bisogna pensare e credere quello che si esprime all’esterno]
447 448

Eucaristia ed ecumenismo Eucaristia ed ecumenismo

Riscoperta dell’indole escatologica della Chiesa Eucaristia


segno e causa dell’unità della Chiesa

Accento Accento
- Dimensione pellegrinante cattolico protestante
- Sguardo “teo-retico” non solo storico (passato)
- Attenzione all’esperienza storica personale
- Unità della Chiesa (futuro) come dono di Dio

449 450

75
La dimensione spirituale-personale: soggettiva (A. Grillo)

La prima dimensione che vorrei considerare è legata alla


esperienza che il soggetto ecclesiale ha della eucaristia. Il tempo
del soggetto - tempo tutto suo, tempo da usare bene, da dedicare,
da sacrificare - si plasma in una adesione tendenzialmente
estensibile ad libitum rispetto alla eucaristia (adorata o celebrata,
partecipata sacramentalmente o spiritualmente). È chiaro, tuttavia, che
ASPETTI LITURGICI qui la totalizzazione del tempo (la tensione alla adorazione perpetua o
alla celebrazione ripetuta e continua) deriva sostanzialmente da un
evidente fenomeno di assimilazione del tempo eucaristico al tempo
soggettivo. La pretesa di una sintonia della celebrazione al tempo
soggettivo (cosa mai del tutto priva di fondamento, s’intende, ma
estremamemente pericolosa se assolutizzata) porta ad una inevitabile
deriva che la comprende anzitutto come esercizio, ascesi, compito. È
tempo «investito» e «quantitativamente calcolabile», dal quale si
pretende - sotto sotto - una resa. Esso è piuttosto tempo del «labora» o
dello «stude» che non tempo dell’«ora».

452

La dimensione giuridico-disciplinare: oggettiva (A. Grillo) La dimensione liturgico-sacramentale: intersoggettiva (A. Grillo)

Una delle ultime parole che abbiamo usato nel punto precedente Tuttavia, accanto a questi due versanti - pur così diversi tra loro
- quella di compito - ci introduce anche alla seconda grande e però anche così simili nelle conseguenze - esiste anche una
esperienza della eucaristia, che potremmo chiamare giuridico- importantissima dimensione liturgico sacramentale della eucaristia.
disciplinare. Qui l’eucaristia è presa di mira e considerata come Essa affonda la sua verità nella irriducibilità della eucaristia allo
istituzione, come istituto giuridico, come struttura ecclesiale, che spazio-tempo comune. Vi è dimensione celebrativa della eucaristia in
impegna oggettivamente il singolo e che si pone (o meglio si impone) quanto venga assunta la sua simbolicità rituale come una diversa
con un tempo oggettivo, omogeneo, quasi inesorabile, rispetto alla esperienza dello spazio e del tempo. Questa è dovuto
temporalità del soggetto. Posta la oggettività della forma, della essenzialmente alla fuoriuscita della esperienza credente da una
materia, del ministro competente, ogni condizione temporale e logica della contrapposizione tra soggetto e oggetto, tra tempo
spaziale, ogni carattere contingente dell’azione risulta risucchiato in soggettivo-libero e tempo oggettivo-imposto, dando figura ad una
una atemporalità insignificante. Se nel primo modello che abbiamo dimensione dell’intersoggettivo che non può mai essere ricondotta ad
considerato, la temporalità soggettiva finiva con il risucchiare ogni un tempo come «continuum omogeneo». La rottura di questo
tempo del sacramento, ora in questo secondo caso è il tempo continuum è la caratteristica di questa prospettiva di esperienza della
oggettivo del rito a ridurre ad «adiaphoron» il tempo del soggetto. In eucaristia. Il suo «sempre» non è mai riducibile a «ripetizione
questa visione il tempo o è imposto oppure è irrilevante, ma quotidiana», bensì comporta una chiara assunzione dello statuto
comunque sottoposto anche in questo caso ad una «contabilità», ad simbolico-rituale, come modalità elementare dell’esperienza di Dio e
una «resa». dell’uomo.
453 454

TEMATICHE

- La transustanziazione
- L’Eucaristia come sacrificio La transustanziazione
- La centralità dell’Eucaristia
- La frequenza della celebrazione eucaristica
- Il culto eucaristico
- L’Eucaristia e l’iniziazione cristiana

455 456

76
Pio XII, Enciclica, Humani generis (1950) Critiche alla transustanziazione
(anni 55-70)
Difesa della Transustanziazione (DH 3891)
La critica alla transustanziazione in ambito cattolico (Nouvelle Inizio ambito olandese, poi altre aree:
Théologie) deriva dal nuovo concetto di “sostanza” elaborato
dalle scienze fisiche, per le quali sostanza = insieme di atomi J. de Baciocchi (1955)
B. Welte (1960)
Transustanziazione = antiquato concetto di sostanza J. Powers
P. Schoonemberg, s.j.
«Presenza reale nell’eucaristia = simbolismo»
E. Schillebeeckx, o.p.

Specie consacr. = segni efficaci della presenza di Cristo


e della sua unione con i fedeli
457 458

Critiche alla transustanziazione Critiche alla transustanziazione


(anni 55-70)
Comprendere la presenza reale

- Desiderio di superare il legame tra non da categorie ontologico-spaziali


teologia e metafisica sostanzialista ma da categorie personali:
- Rilettura esistenziale dei dogmi Comunicazione di un significato (funzionale)
- Riscoperta del pensiero simbolico

Definire l’essere delle cose dal loro “per noi”


ossia, dal loro fine o significato
Introduzione in teologia di categorie
della filosofia personalista e della fenomenologia
Presenza intersoggettiva
459 460

Critiche alla transustanziazione Critiche alla transustanziazione

La presenza reale è compresa in un orizzonte


Si rileva che non solo puramente intellettuale-razionalista

trattandosi di simboli
con la consacrazione Non un significato estrinseco
ma naturale alla persona
si ha un cambiamento di
significato, funzione e fine
non tanto di essenza Coinvolgimento della totalità dell’uomo
non solo del suo intelletto

461 462

77
Critiche alla transustanziazione Critiche alla transustanziazione

Ancora preoccupazione di fraintendere La transustanziazione


è vista come trasformazione a livello:
la transustanziazione
con la trasformazione della sostanza - dinamico (non statico-spaziale)
chimico-fisica del pane - di significato (non ontologico)
- funzionale (per noi e per la nostra salvezza)
La transustanziazione è vista come - per un fine (per noi e per la nostra salvezza)

trasformazione a livello di segno: - relazionale (coinvolge la persona, non estrinseca)


- personale (esistenziale, non solo intellettuale)
transignificazione e transifinalizzazione

463 464

Critiche alla transustanziazione Mysterium fidei


La transustanziazione: due forme di trasformazione Paolo VI, Enciclica (1965)
Soggettiva: DH 4410-4413

il singolo e la comunità, attraverso la celebrazione, L’enciclica interviene e risponde alle istanze


conferiscono un nuovo significato (funzionale e per del dibattito sulla transustanziazione
un fine) all’eucaristia a cui il singolo e la comunità
aderiscono
1. Alcuni errori circa l’eucaristia
Oggettiva: 2. La presenza sostanziale di Cristo nell’eucaristia
La realtà stessa subisce un cambiamento (strutturale,
3. La presenza di Cristo dopo la consacrazione
interno) indipendentemente dal significato, dalla
funzione, dal fine e dall’adesione stabilite dal
soggetto e dalla comunità.
465 466

Mysterium fidei Paolo VI, Enciclica Mysterium fidei (1965)


Paolo VI, Enciclica (1965) DH 4411

DH 4410-4413 1. Alcuni errori circa l’eucaristia


• Insistere sulla ragione di segno sacramentale come
Rapporto inscindibile tra se il simbolismo, che tutti ammettono nell’eucaristia,
presenza reale e transustanziazione esprimesse esaurientemente il modo della presenza
di Cristo.
• Discutere sul mistero della transustanziazione
Transignificazione e tranfinalizzazione senza fare cenno alla conversione di tutta la
sono insufficienti: sostanza del pane nel corpo […] di Cristo, limitandosi
devono essere completati con la transustanziazione a parlare di transignificazione e tranfinalizzazione
• Dopo la celebrazione cessa la presenza di Cristo
467 468

78
Paolo VI, Enciclica Mysterium fidei (1965) Paolo VI, Enciclica Mysterium fidei (1965)
DH 4412 DH 4413
2. La presenza sostanziale di Cristo nell’eucaristia 3. La presenza di Cristo dopo la consacrazione
«Tale presenza si dice “reale” non per esclusione,
«Avvenuta la transustanziazione, le specie del pane e
quasi che le altre non siano “reali”, ma per
del vino senza dubbio acquistano un nuovo fine, non
antonomasia perché è anche corporale e sostanziale,
essendo più l’usuale pane […], ma il segno di una
e in forza di essa Cristo, Uomo-Dio, tutto intero si fa
cosa sacra e il segno di un alimento spirituale […]
presente [conc. di Trento, DH 1641].
acquistano nuovo significato e nuovo fine in quanto
Malamente qualcuno spiegherebbe questa forma di
contengono una nuova realtà, che giustamente
presenza immaginando il corpo di Cristo glorioso
chiamiamo ontologica. […] sotto le specie non c’è più
onnipresente; oppure riducendola ai limiti di un
quel che c’era prima […] e ciò non soltanto in base al
simbolismo, come se fosse niente altro che un segno
giudizio della fede della chiesa, ma per realtà
della spirituale presenza di Cristo e della sua intima
oggettiva»
congiunzione con i fedeli [Pio XII, Humani generis]».
469 470

Osservazioni sulla transustanziazione

- Necessità della precedenza


ontologica su quella funzionale
rischio di vanificare la prima per la seconda
L’Eucaristia come sacrificio
- Importanza della dimensione personale-relazionale
nell’eucaristia si incontra Qualcuno non qualcosa

- Importanza della visione unitaria tra


esse in (ontologico) e esse pro nobis (fine)

471 472

Questioni soteriologiche
Questioni soteriologiche

Il sangue di Cristo diventa il sangue della nuova


La salvezza è indissolubilmente legata al dono alleanza (Lc 22,20; 1Cor 11,25), per cui gli uomini
totale con il quale Cristo ha offerto se stesso in sono giustificati (Rm 5,9). Attraverso il sangue si
tutta la sua esistenza, ma che ha il suo punto realizza l’unità tra Giudei e pagani (Ef 2,13), tra
uomini e potenze celesti (Col 1,20).
culminante nella morte in croce (Rm 3,25), in
Al sangue di Cristo gli uomini partecipano bevendo
cui l’offerta di se stesso «è avvenuta una volta al calice eucaristico (Mt 26,28-29; 1Cor 10,16-17;
per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti» 1Cor 11,25.28).
(Eb 9,28) perché è mediante il suo sangue che
Fondamentale il legame con l’AT in ordine alla
noi siamo redenti (Ef 1, 7). comprensione della redenzione cristiana (Rm 9,1-
5).
473 474

79
Questioni soteriologiche Questioni soteriologiche

Alla dimensione oggettiva della redenzione, in cui


Nel NT, in particolare in Paolo, si ha una
si sottolinea il dono di Dio, deve corrispondere la
molteplicità di termini attraverso i quali si descrive
risposta dell’uomo affinché la salvezza sia vissuta
la redenzione: ‘riconciliare’ (2Cor 5,18s),
nella vita (Rm 14,19; 1Cor 9,24-27; Fil 1,27; 1Tm
‘pacificare’ (Col 1,20), ‘riscattare’ (Gal 4,5),
6,12). In questo modo, alla venuta escatologica di
‘rimettere’ (Tt 2,14), ‘liberare’ (Rm 6,18), ‘espiare’
Cristo, potranno giungere alla pienezza della
(Eb 2,17), ‘salvare’ (Rm 5,9) soprattutto
redenzione coloro che vivono in e per Cristo,
‘giustificare’ (Rm 5,1), e anche ‘ricreare’ (2Cor
ossia «che lo aspettano per la loro salvezza» (Eb
5,17).
9,28).
475 476

Questioni soteriologiche Questioni soteriologiche

Occorre correggere l’interpretazione giuridica Sebbene in Is 53,5 vi sia punizione del servo per
della redenzione secondo la quale una i peccati altrui, in Cristo la situazione è diversa.
sostituzione di tipo penale avrebbe dato
soddisfazione a Dio per gli oltraggi ricevuti, come 1Cor 15,3: (cf. Gal 1,4; 1Cor 6,20)
se Dio avesse voluto castigare in Gesù tutti i «è morto per (ὑπέρ) i nostri peccati»
peccatori.

477 478

Questioni soteriologiche Questioni soteriologiche

In favore di In favore di
A causa di A causa di
In rapporto a In rapporto a
ὑπέρ ὑπέρ

Al posto di Al posto di

G. Pulcinelli, La morte di Gesù come espiazione.


La concezione paolina, San Paolo, Cinisello Balsamo 2007
479 480

80
Questioni soteriologiche Questioni soteriologiche

La morte di Cristo come atto di amore:

- Di Gesù: «Egli mi ha amato e ha dato se stesso per Su ὑπέρ


me» (Gal 2,20; Gv 13,1)
- «Morire per»
- Di Dio: «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?»
(Rm 8,31) - Formule di donazione
La prospettiva è in continuità con l’AT:
excursus
«Il Signore si è legato a voi, e proprio voi ha scelto
[…] perché vi ama» (Dt 7,7)
«Con amore e compassione vi ha riscattati» (Is 63,9) G. Pulcinelli, La morte di Gesù come espiazione.
La concezione paolina, San Paolo, Cinisello Balsamo 2007
481 482

Questioni soteriologiche
Questioni soteriologiche
ὑπέρ
- «Morire per» (non AT tranne Is 53 e 2 Mac) - Formule di donazione
es. Rm 4,25: «venne consegnato per i nostri peccati»
es. 1Cor 15,3 «Cristo morì per i nostri peccati»
Sottolineano della morte di Gesù non tanto l’atto
Il NT (soprattutto Paolo) preferisce descrivere il senso eroico, quanto la portata salvifica dell’autoconsegna o
della morte di Cristo con la formula «morire per» della consegna da parte di Dio.
anziché inserirsi nella prospettiva dell’AT e leggerla in
senso cultuale. In questo modo si evidenzia la
differenza qualitativa tra la morte di Gesù in croce e i - Rito di espiazione (dall’analisi del vocabolario)
sacrifici espiatori compiuti sul monte Sion. Non un dio irato che vuole punire, ma il dono della
riconciliazione nel perdono dei peccati.
Distanza dal mondo greco-romano, in cui è presente la
formula «morire per» in cui indica l’accento al soggetto.
483 484

Questioni soteriologiche

L’eucaristia celebra
Nei testi eucaristici si sottolinea il sacrificio
personale di Cristo: la donazione che Gesù fa di se stesso al Padre

Questo è il mio corpo che è dato per voi. per la nostra salvezza

Questo è il mio sangue che è versato per voi.

La morte di Gesù è spiegata alla luce di Is 53

L’eucaristia può essere vista come sacrificio

Morte espiatrice del servo sofferente.


485 486

81
Sacrificare
Non dare a Dio qualcosa di nostro:
L’unico sacrificio è quello di Gesù sulla croce.
Dio riceve (irato da placare, dispotico da convincere)
Il soggetto dà (per avere qualcosa in cambio: perdono, premio)
Amore alla logica

Ma

L’eucaristia è sacrificio relativo


Rispondere all’amore di Dio:
Dio ci prende (amore nella gratuità). che attualizza sacramentalmente l’unico sacrificio.
Il soggetto viene preso (offre in dono)
Logica dell’amore
487 488

Eucaristia come sacrificio Eucaristia come sacrificio

Riluttanza iniziale
di Cristo
- Timore di accogliere le prospettive Eucaristia
giudaiche e pagane Contestato dalla Riforma,
sacrificio
della Chiesa ribadito dal conc. di Trento
(DH 1751-1759)
- Dal III secolo la prospettiva del sacrificio da applicare
confermato
all’eucaristia è abbondantemente presente
Conc. Vaticano II
Si tratta dell’eucaristia come celebrazione/memoria
della morte in croce di Cristo, unico sacrificio

489 490

Eucaristia come sacrificio Eucaristia come sacrificio


Eucaristia sacrificio della Chiesa
Concilio Vaticano II
A Sacrificio che si attua, compiendosi, LG 10
Eucaristia sacrificio della Chiesa nella celebrazione della Chiesa.
Possibilità reale offerta alla Chiesa
«Il sacerdote ministeriale […] compie il sacrificio B di entrare in “sintonia” con il sacrificio di Cristo, LG 11
eucaristico nella persona di Cristo e lo offre a Dio a partecipando al sacrificio che Cristo fa di se stesso.
nome di tutto il popolo» (LG 10)
A La Chiesa offre il sacrificio di Cristo (sacramento)
«I fedeli […] partecipando al sacrificio offrono a
B La Chiesa si offre dal/nel sacrificio di Cristo (sacrificio)
Dio la vittima divina e se stessi con essa. Cibandosi
del corpo di Cristo nella santa assemblea mostrano
Verum
[segno] l’unità del popolo di Dio» (LG 11) Corpus Christi si offre
Mysticum
491 492

82
Eucaristia come sacrificio
Eucaristia sacrificio della Chiesa

La centralità dell’Eucaristia
Partecipazione esistenziale

Benedetto XVI, Sacramentum caritatis

493 494

Centralità dell’Eucaristia
Motivazioni cristologiche
cristologiche Tommaso
«negli altri sacramenti Cristo è presente con la
sua grazia, nell’Eucaristia è presente in persona
Centralità come salvatore»
dell’Eucaristia antropologiche Tommaso
(Motivazioni) STh, III, q. 65, a 3

ecclesiologiche conc. Vat. II «nell’Eucaristia non solo contiene la


santificazione ma è presente l’autore della
santificazione»

Conc. Trento: DH 1639


495 496

Centralità dell’Eucaristia Centralità dell’Eucaristia


Motivazioni antropologiche Motivazioni ecclesiologiche
l’Eucaristia è l’alimento del credente
«Est autem haec Eucharistia specialiter sacramentum
(analogia con la vita fisica) unitatis et caritatis, ut dicit Augustinus, Super Ioannem».
«Et ideo, sicut ad vitam spiritualem oportuit esse Tommaso, Super Primam Ep. ad Corinthios
Baptismum, qui est spiritualis generatio, et
confirmationem, quae est spirituale augmentum; ita
oportuit esse sacramentum Eucharistiae, quod est
spirituale alimentum» Eucaristia: fons et culmen
Tommaso, STh III, q. 73, a. 1, resp.
della vita e della missione della Chiesa
(Conc. Vat. II)
«Sacramentum caritatis».
Tommaso, STh III, q. 73, a. 3, ad 3 [et alia] (Cf. Slides della prima parte)
497 498

83
Frequenza della celebrazione eucaristica

- Inizialmente solo la domenica

La frequenza
- Dal IV sec. anche il sabato (tranne a Roma e Alessandria)
della celebrazione eucaristica

R. Taft, La frequenza dell’eucaristia nella storia, - Nel IV sec. a Gerusalemme anche mercoledì e venerdì (Egeria)
in Concilium 2 (1982) 33-53

La Maison-Dieu 242 (2005)

G. Boselli, Ritmo e frequenza della celebrazione


eucaristica, in Vita Pastorale 93/10 (2005) 28-31
499 500

Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica

Quotidiana (Demonstratio Evangelii)

Eusebio di Cesarea «In alcuni luoghi non si lascia passare


(Palestina)
nessun giorno senza offrire [il sacrificio],
Solo domenica (Comm. Salmi) in altri si offre solo il sabato e la
domenica e in altri solo la domenica»
Damaso (366-384) Solo domenica (sembra)

Roma Silicio (384-399) Quotidiana Agostino, Lettera 54 (a Gennaro)

Innocenzo I (401-417) Solo domenica (sembra)

501 502

Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica

«Mi domandi se il sabato si deve digiunare e se è bene


ricevere l’Eucaristia ogni giorno, come pare facciano la
«L’osservanza di tutte le altre pratiche Chiesa di Roma e le Spagne. [...] Ma credo che
che si possono ricordare simili a queste brevemente debba informarti che le tradizioni
è lasciata alla libertà di ciascuno; non ecclesiastiche, soprattutto quelle che non costituiscono un
vi è disciplina migliore cui un cristiano ostacolo per la fede, devono essere osservate così come
serio e prudente possa attenersi se non ce le hanno tramandate i padri, né la loro consuetudine
quella di agire nel modo in cui vedrà dev’essere cambiata con altre. [...]. Volesse il cielo,
inoltre, che potessimo ricevere sempre l’Eucaristia,
agire la Chiesa in cui si trova» non per nostra condanna e con un rimorso di coscienza e
poter ascoltare le parole del Salmista, che dice: gustate e
Agostino, Lettera 54 (a Gennaro) vedete quanto è buono il Signore [...]»

Girolamo, Lettera 71 (398)


503 504

84
Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica

Quotidiana (comunione eucaristica) Gregorio M. Quotidiana (celebrazione eucaristica)


(Dialoghi)
Regula Magistri
(VI sec.)

Solo domenica (celebrazione eucaristica)

Celebrazione eucaristica quotidiana a Roma


Quotidiana (comunione eucaristica)

Regula Benedicti Dall’epoca carolingia


(VI sec.)

Solo domenica (celebrazione eucaristica) Celebrazione eucaristica quotidiana in tutto l’Occidente


(monastico)
505 506

Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica

Dal XVIII secolo Prassi ecumenica


Celebrazione eucaristica quotidiana in tutto l’Occidente
(nelle parrocchie)
Chiese ortodosse
- Parrocchie: solo la domenica
Dal XX-XXI secolo
- Monasteri: anche altri giorni, in alcuni monasteri quotidiana
Difficoltà per la celebrazione eucaristica quotidiana:
mancanza di sacerdoti (in alcune zone)

Comunità della Riforma


- Solo la domenica (luterani)
- Solo la domenica, e non tutte le domeniche (calvinisti)
507 508

Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica

Risposte
«L’analisi della frequenza della celebrazione
eucaristica permette, dunque, di confermare che Frequenza eucaristica solo domenicale
l’unità della fede, espressa attraverso la con qualche eccezione dei giorni feriali?
pluralità delle prassi liturgiche, rappresenta un (motivazione ecumenica e carenza di sacerdoti)
elemento originario e costitutivo del cristianesimo.
Unità della fede e pluralità di prassi liturgiche Prassi liturgiche originarie (prima il IV sec.) diverse,
appare così un principio guida e un criterio lasciano libertà di scelta?
ispiratore al quale attenersi per rimanere fedeli (motivazione storica)
alla grande tradizione della Chiesa».
Prassi liturgiche originali (prima del IV sec.) solo
G. Boselli, Ritmo e frequenza della celebrazione domenicali, obbligano all’eucaristia solo domenicale?
(motivazione storica)
509 510

85
Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica

Risposte «1. Se la liturgia è l’assimilazione in forma


simbolica dell’esperienza elementare dell’essere in
Cristo, come si può giustificare che il culmen et
1. Sotto il profilo liturgico fons dell’essere in Cristo abbia una frequenza
settimanale, quando l’esperienza elementare si
2. Sotto il profilo teologico offre più propriamente nella quotidianità? In altri
termini. Se a livello antropologico l’esperienza
elementare si compie nella quotidianità, come
concepire che proprio la liturgia, che per definizione
si situa nell’esperienza elementare, abbia il proprio
culmen et fons al di là dell’esperienza elementare
stessa?»
R. Nardin, La riforma liturgica alla luce del monachesimo
511 512

Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica


«Una possibile risposta si potrebbe individuare nella
valenza escatologica dell’Eucaristia e quindi la sua
indisponibilità a un orizzonte riconducibile alla
Benedetto XVI, Sacramentum caritatis
semplice esperienza elementare. Resterebbe allora
la domanda: è corretto pensare a una dimensione «In realtà, l’attiva partecipazione auspicata dal
escatologica cristiana lontana dall’esperienza
Concilio deve essere compresa in termini più
elementare dell’uomo che ha nella ferialità il suo
sostanziali, a partire da una più grande
naturale svolgersi? Inoltre, come evidenziare il nesso
fondamentale tra Eucaristia e vita quotidiana – uno
consapevolezza del mistero che viene celebrato e
dei frutti del Concilio, forse non ancora portati a del suo rapporto con l’esistenza quotidiana» (52)
compimento – se nell’orizzonte della quotidianità «I fedeli cristiani hanno bisogno di una più
manca l’‘esperienza’ eucaristica?» profonda comprensione delle relazioni tra
R. Nardin, La riforma liturgica alla luce del monachesimo l’Eucaristia e la vita quotidiana» (77)
513 514

Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica


«2. Il fondamento teologico che sostiene la
Benedetto XVI, Sacramentum caritatis celebrazione eucaristica a sola frequenza
settimanale è dato, in primis, dalla prassi liturgica
della Chiesa delle origini – anche se non si
«in quanto coinvolge la realtà umana del presenta uniforme – nella sottolineatura
credente nella sua concretezza quotidiana, dell’escatologica presenza del Risorto nel ‘giorno
l’Eucaristia rende possibile, giorno dopo giorno, la del Signore’. Pur rilevando l’importanza di tale
progressiva trasfigurazione dell’uomo chiamato fondamento, proporre un’esclusiva frequenza
per grazia ad essere ad immagine del Figlio di ebdomadaria alla celebrazione dell’Eucaristia
Dio» (71) sembra identificare il ritorno alle origini, auspicato
dal Concilio, con il semplice ‘ricopiare’ la prassi
antica».
R. Nardin, La riforma liturgica alla luce del monachesimo
515 516

86
Frequenza della celebrazione eucaristica Frequenza della celebrazione eucaristica

«In realtà, l’elaborazione dell’intellectus fidei – e «lasciare aperta la risposta nella determinazione della
frequenza della celebrazione eucaristica e invitano a
quindi la stessa vita liturgica della Chiesa ad esso
una ‘modalità plurale”, se così si può dire, in cui, fermo
intrinsecamente legata, stante il principio lex orandi
restando che il Dies Domini, Dies Christi, Dies
lex credendi – vede la modalità con la quale Ecclesiae e Dies hominis è la domenica, da un lato, la
accogliere l’auditus fidei non riducibile a semplice celebrazione dell’Eucaristia quotidiana ne mette in
riproposizione ‘oggettiva’ e ‘letterale’ del passato. In rilievo l’intimo rapporto con l’esperienza elementare e
altri termini, la Tradizione è viva lungo la storia della quindi con il vissuto concreto dell’uomo, d’altro lato, la
Chiesa e pur fondandosi nel momento delle origini frequenza ebdomadaria sottolinea l’assoluto e
si arricchisce continuamente. È per questa intrinseco legame della celebrazione eucaristica al
dinamicità dell’intellectus fidei che la fede può mistero pasquale e invita a una costante tensione
entrare in dialogo con le culture di tutti i tempi e di escatologica, non riducibile alla quotidianità (ma forse
tutti i luoghi» troppo lontana da essa)»
R. Nardin, La riforma liturgica alla luce del monachesimo R. Nardin, La riforma liturgica alla luce del monachesimo
517 518

«Scopo primario e originario della conservazione


della Eucaristia fuori della Messa è
l’amministrazione del Viatico; scopi secondari
sono la distribuzione della comunione e
l’adorazione di nostro Signore Gesù Cristo,
presente nel sacramento. La conservazione delle
Il culto eucaristico sacre specie per gli infermi portò infatti alla
lodevole abitudine di adorare questo celeste
alimento riposto e custodito nelle chiese: un culto di
adorazione che poggia su valida e salda base,
soprattutto perché la fede nella presenza reale del
Signore porta naturalmente alla manifestazione
esterna e pubblica di questa stessa fede»
Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico, 5
519

L’adorazione eucaristica

«Le motivazioni teologiche che nel corso della


storia hanno favorito nella chiesa latina,
l’adorazione dell’eucaristia al di fuori della Messa
sono le seguenti: 1. L’irrobustimento della fede
nella presenza reale; 2. La venerazione e L’Eucaristia e l’iniziazione cristiana
l’adorazione delle sacre specie durante la Messa;
3. L’esigenza, tipicamente medievale, di
contemplare, con riverenza e rispetto, il Santissimo
Sacramento»

F. Courth, I sacramenti, 292

521 522

87
- Momento patristico (mistagogia) Concilio Vaticano II riprende:

- Tommaso: sacramenti ordinati all’Eucaristia A - L’organicità dei sacramenti (LG 11; PO 5)

- Concilio di Trento:
Eucaristia (sorgente), sacramenti (fiumi) B - La centralità dell’Eucaristia (fons et culmen)

- Da Trento al Vaticano II: C - L’iniziazione cristiana (SC 64)

1. Perdita visione organica dei sacramenti centrati sull’Eucaristia


2. Perdita visione organica dell’iniziazione cristiana Assemblea liturgica
A
Orizzonte ecclesiologico B Eucaristia/Chiesa

C Chiesa locale
523 524

Gli studenti sono tenuti a studiare

la parte sistematica proposta dal manuale consigliato Pubblicazioni


(pp. 273-326)
sull’Eucaristia

525 526

Trattato Trattato
1a parte: storica – positiva – analitica – induttiva 2a parte: organica

Articolazione delle varie parti:


unitaria e coerente
non giustapposta e frammentata
Non metafisica

Non ipotetica

Non sintetica
Non deduttiva
Trovare un principio unitario (di sintesi)

527 528

88
Trattato Trattato

Principi di sintesi
Lex orandi, lex credendi, lex vivendi
Eucaristia sacramento del sacrificio di Cristo

celebrazione antropologia cristologia


Solo la preghiera eucaristica (Giraudo)
ecclesiologia cristologia trinitaria
Fondazione nell’AT = al NT (Giraudo)
Sacramentum, sacramentum et res, res sacramenti
Solo I millennio (Giraudo, Boselli)

Lex credendi, lex orandi, lex vivendi Attenzione al rito (Mazza)

Lex orandi, lex credendi, lex vivendi Dialogo con la filosofia (ontologia) (Power)
529 530

Trattato
R. Jaouen (1995)

Simbolo: definito in rapporto all’uomo (Chauvet)


Vita

Pane e vino Comunione fraterna


cultura, relazione Comunione con Dio

Cameroun
Rifiuto dell’ontologia

Miglio (riso)
Il sacramento perde consistenza (Lafont)
531 532

R. Jaouen (1995) R. Jaouen (1995)

Eucaristia: Istituzione di Gesù storico


Vita
pane e vino
Miglio (riso) Comunione fraterna legato a cultura particolare

Comunione con Dio

Cameroun
Eucaristia: Gesù risorto (Signore)
miglio, riso …
Miglio (riso) Eucaristia
Svincolato da cultura particolare
533 534

89
La prospettiva di Jaouen non è accettabile Unità - identità cristologica
perché occorre tener presente due principi:

1. Unità - identità cristologica

2. Unità del mistero pasquale Il Signore risorto è Gesù di Nazaret

Il risorto non è un mito (ma parte dalla storia)

535 536

Unità del mistero pasquale

Eucaristia Non solo morte di Cristo

Eucaristia Non solo risurrezione di Cristo

537

90