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cessivi, per cui il testo della preghiera va visto ali

-
l' intero complesso della celebrazione." a luce de(. Il dono
dello Spirito Santo
S. Il nella celebrazione
saNI
/s1i1u10 /n1ern . Don Bosco,
Via Cabo lo 27, Torino . ·
liturgica
" In quest'opera di restaurazione sono stati seguiti dei criter· d"1 .
si è voluto seguire dei percorsi uniformi che avrebbero inquadra:O ~~rsi: non ACHILLE M . TRIACCA . SDB
te e reso monotono il tutto; resta però inspiegabile come, nella ~ig_i~arnen.
dell e seconde edizioni non siano state fatte certe integrazioni O c mini~iforma
si rendevano necessarie per omologare i testi. orrezioni che

La «liturgia», sia nella sua parte più evidente qual è la


«celebrazione», sia in quanto «mistero» e « vita», non può
prescindere dalla presenza attiva dello Spirito Santo. Per trat-
tarne adeguatamente occorre competenza di cui non mi sen-
IL SACRO E IL SENSO to ancora fornito. Di conseguenza per ora mi fermo a consi-
Lineamenti di filosofia della religione derare solo alcuni aspetti legati al fatto che il dono dello Spi-
rito vivifica la celebrazione. Essa per essere autentica deve
Armido Rizzi - pp. 256 - L. 25.000
essere la « teca dello Spirito Santo». Naturalmente, per man-
Questo volume, che sviluppa una filosofia della religione come erme- tenere l'esposizione in limiti plausibili, mi riferisco predomi-
neutica delle religioni, è nato dalla scuola, e alla scuola vorrebbe tor- nantemenu:: (per non dire esclusivamente) alla celebrazione
nare. Le convinzioni, maturate e formulate dall'autc, e nell'ambito del- dei sacramnit i e faccio seguire solo tre « fotogrammi » tra i
l'insegnamento, sono andate successivamente integr,:ndosi e arricchen-
tanti che rr,.:o':"i,erebbero d'essere ricordati . Al concreto ven-
dosi, e hanno trovato esposizioni parziali in sedi divu se: convegni, ar-
ticoli, voci di dizionari teologici. gono ranu ncntari alcuni« fulcri basilari » per una lettura pneu-
matologica d,:l !a celebrazione. Essi servono anche come in-
Contenuto - La trattazione è guidata da due intuizion i che vengono svol-
te soprattutto nella sezione teoretica: la reciprocità esclusiva tra sacro
troduzione ai <, dinamismi pneumatologico-liturgici » presenti
e campo religioso, così che ogni discorso filosofico sul sacro può farsi ed emergent i da lla celebrazione. Per loro mezzo si compren-
s?ltanto come ermeneutica dell'esperienza religiosa, come discorso_in- dono - se così si può dire - « i vari ruoli » dello Spirito San-
diretto; e la connessione, entro il campo religioso, tra istanza cosmica to nei «dinamismi» della celebrazione da Lui vivificati .
e istanza etica, le due figure del Senso; dove il primato dell'istanza 1• ~!
ca permette, ed esso solo, il delinearsi del Senso stesso come altenta.
1. « Fulcri basilari» per una lettura pneumatologica
L'aut~re · Armi~o- Ri~zi, laureato in filosofia e teologia, ha insegnato
filosofia delle religioni, teologia sistematica ed ermeneutica filosofica. della celebrazione
Da una de_ci_na d'anni è animatore del Centro Sant'Apof/inare (Fieso-
le), dove risiede con la famiglia e con ospiti extracomunitari. Ogni autentica celebrazione è sempre accompagnata da ca-
ratteristiche speciali. Se queste si incrociano con la presenza
EDITRICE ELLE DI Cl - 10096 LEUMANN (TORINO) --- e l'azione dello Spirito Santo allora la celebrazione si staglia
125-1 42

...
124 · LXXXII (1995) RIVISTA LITURGICA
Il
.. ua genuinità. Alcune caratteristiche ct· . . •w subentra ad ogni livello e amalgama le diverse tappe
e p,u ne11 a s . . ( SC) 2 . 1 cu
sempr
. d. nella acr S osanctum Conc1hum = , circa la Ch·ie.1 Spin b . ( f ·1
del dinamismo cele rauvo. c s?tto i paragrafo 3).
s, ,ce .. che va mutato, valgono per la celebrazio _ È giunto il momento in cm dalle problematiche pneu-
mutato c10 . . . d . , ne
sa, . divina v1S1b1le e otata con tonahta ed el tologiche si deve pervenire alle tematiche e da queste ap-
che e umana e , l l b . e-
menti. )OV!Sl
. . -b·l· I I,
ecc. Queste rendono •a ce e . razione autent·1- rn:dare alla vitalità pneumatologica della celebrazione.
., risultano intimamente intrecciate ed anche. pr _ È opportuno opporsi alla dicotomia di chi ipotizzando
ca quanto pm ., . In-
1
terscam b1.abi'Ji · Di fatto quanto p1u vita . mente nella celebra- diverse pneumatologie non riesce a comprendere che esiste
.
z10ne s1. fa esperienza della presenza. .invocata . dello Spirito, una sola Chiesa, come un solo Battesimo e cioè una sola li-
'ù la celebrazione rapporta sia i 1mistero celebrato al-
tan t o p1 . lf d l . ·1 . turgia di Cristo-Chiesa vivificata da uno e un solo Santo Spi-
la vita del fedele sia la vita de e e e invera i mistero, a be- rito. L'accento è da porsi sull'unicità della liturgia cristiana
ne di tutta Ja Chiesa e del mondo. Per questo mi sembra ne- proprio in ragione del dono dello Spirito Santo. Al caso li-
cessario sgomberare il terreno da una serie di dati che costi- mite si potrà studiare la pneumatologia liturgica che si diffe-
tuiscono come il rovescio di una medaglia ( = pars destruens) renzia in ragione della stessa effusione di doni dello Spirito.
e che permettono di vedere la vera effigie della medaglia Dunque diversi aspetti pneumatologici, ma una ricchezza sola
( = pars aedificans). rapportata allo stesso Spirito Santo.
1.1. Fulcri basilari « al negativo» In una parola : non si tratta di soffermarsi qui sulle opi-
nioni che fran~mnan o ma sulla realtà della liturgia. lvi per
Quanto si vuole rammentare qui serve per togliere - se
Spiritum dall ::i cc<lluvie di anomalie si è portati a passare ad
ancora è necessario - equivoci di diverso sp essore. Vengo-
una serie di unc. :nalie cioè da «anormalità» di comprensio-
no solo elencati. Ciascuno comprenderà le m o tivazioni di que-
ne alla« norm:.:d 11, del costitutivo della liturgia. Per questo
sta scelta .
è ovvio lasciare: a m onte lo stare a completare l'elenco dei
- È arrivato il tempo di smettere di a ff,~rmare che le li-
fulcri al negativo, p er passare a fornire:
turgie dell'Occidente posseggono pochissimi a ccenni allo Spi-
rito Santo. Questo è un comune modo erroneo di dire che
1.2. Fulcri basilari « al positivo»
dopo quanto è stato indagato sul linguaggio liturgico, non
si può più sostenere. Basti compulsare le linee metodologi- Questi vengono elencati da due precedenti studi da me con-
che e i contenuti messi in risalto nella «voce» Spirito Santo dotti sempre sul dono dello Spirito Santo nella liturgia« mi-
n_el N~ovo Dizionario di Liturgia oramai alla sua sesta edi- stero - azione - vita» e nella celebrazione liturgica.
ZIOne ,tal_iana e tradotto in spagnolo, portoghese e francese Il primo studio (da cui i fulcri numerati con cifre arabi-
per c~nvmcersi, caso mai, del contrario. che), dal titolo « Presenza e azione dello Spirito Santo nel-
-. E_ o~a anche che si superi l'increscioso dato di fatto che l'assemblea liturgica», è apparso in: « Ephemerides Liturgi
spec,ahsti di div • . . . •• · · a- cae» 99 (1985) 349-382. Il secondo (da cui i fulcri numerati
. . .
st oraI1st1 erso genere (bibhstl teologi spmtuahstl, P
ht · ·) • ' ' h con numerazione romana), dal titolo « Pneumatologia, epi-
e' ' urgiSti ignorino vicendevolmente le conquiste c e
iascun ramo dell 0 ·b·1 Al o- cletologia, o paracleto logia». Contributo alla comprensione
sitivo· e' or . sci i e progressivamente raggiunge. P.
· ama, aug b'l · 1-
neare O c,·r I u~a 1 e che si giunga ad una sintesi 0 1 ~ella presenza ed azione dello Spirito Santo da alcune visua-
co are (pen · van· li della teologia liturgica ha visto la luce in: « Salesianum »
taggiare la litur . ~oret1ca), ma progrediente, per av 48 (1986) 67-107.

.
st
gia « mi ero - azione - vita» dove il dono de110 ,
126
IL DONO DELLO SPIRITO NELLA CELEBRAZIONE 127
Ebbene senza stare a ripetere tutta l'argomentazione, mi
. Ili. Principio delle_ dime~sioni agiasmica e cultuale pro-
sembra opportuno accentuare: . ·e ad ogni celebrazione, m forza dello Spirito .
l. Lo Spirito Santo costitui~ce ed ~ntesse l'assemblea li- pn IV . Principio di correlazione tra «mistero-azione-vita» e
.
turg1ca, a sua volta segno
. .dell Ecclesia. . toria della salvezza.
5
2_ L' assemblea liturgica m quanto con:ipagmata dallo Spi. V. Principio di unitarietà dei tre livelli presenti in ogni ce-
•to Santo si riscopre «celebrante» e nmanda all'Ecc!esia lebrazione sacramentaria.
~opolo sa~erdotale, regale, profetico'. martiriale. VI. Principio della continuità di crescita per mezzo della
3. L'assemblea liturgica «congregatlo» pentecostale, dallo celebrazione.
Spirito Santo è costituita «memoriale» ~elle assemblee cul- vn. Principio dell'interazione dinamica tra assemblea e
tuali storico-salvifiche. Esse a loro volta si «coagulano» nella Spirito Santo.
loro valenza salvifica nell'Ecclesia. VIII. Principio della differenziazione delle funzioni del-
4. L'assemblea liturgica, visibilizzazione del Cristo in forza l'assemblea in ragione della teleologia dello Spirito.
dello Spirito e concretizzazione dell'invisibile presenza dello IX. Principio dell'assemblea liturgica polarizzatrice del-
Spirito in forza di Cristo. l'azione invocata dello Spirito Santo.
5. La partecipazione dell'assemblea: sinergia tra i fedeli X. Principio riel dinamismo sacramentario proteso all'Eu-
e lo Spirito Santo. caristia « aeternit as Spiritus Sancti ».
6. L'assemblea strutturata in ministeri diffèrenziati è epi- XI. Principio dd!e epiclesi della liturgia del quotidiano .
fania dei diversi carismi dello Spirito Santo . XII. P riw. ip:.:, dell'esistenziale liturgico.
7. L'assemblea liturgica, presa in se stess 2. e nelle azioni XIII. Prm,· ./.•'; dell'attivismo partecipativo liturgico.
che espleta, è una perenne interazione con le r;.petute epiclesi Ad ogni k ,.:o : ç resta palese che i principi ricordati ai nu-
dello Spirito. meri 7 == VH ; S "'' VJ. ll ; 9 == IX si corrispondono anche se le di-
8. l dinamismi dello Spirito Santo nell'assemblea liturgi- mostrazioni nei loci citati si completano a vicenda. Ed è an-
ca si concretizzano nel costituirla « Chiesa in miniatura». che vero che sia quelli elencati dal n. 1 al n. 11, sia quelli
9. L'assemblea liturgica« polarizzatrice» dell'azione del- dal n. I al n . XIII sono solo principi che attendono d' essere
lo Spirito Santo. ancora completati. Io stesso sono alla continua ricerca di dati
10. L'assemblea liturgica: una comunità pneumatofora. da cui far emergere le costanti che amo chiamare « princi-
11. L'assemblea liturgica: « Ecclesia » dossologica per una pi», in quanto sono verificabili in continuità nel tessuto ec-
vita cultuale. clesiale.
Il ~ontributo che ha dimostrato questi principi, diede m0 : Ebbene è proprio da quanto ho precedentemente trattato
do ~1 poter arrivare ad un ulteriore elenco di principi primi che posso con conoscenza di causa asserire quanto segue, ri-
per 1~tess~re u~ discorso pneumatologico attorno alla cele- facendomi a categorie biblico-liturgiche quali: anamnesis 0
~r~~one liturgica che è la più alta manifestazione di ogni at- memoriale; methexis o partecipazione, e a categorie _p_neu-
hv1ta della . . Chie
. sa st essa. S1• tratta dei. seguenti:
. matologiche quali: epiclesi ovvero presenza dello Spmto a
I. Prmcip10 biblico-liturgico. seguito di una preghiera invocativa; paraclesi ovvero « pr~-
II . .Principio dell'z'nterscam b zabzlzta
' .. , tra « presenza-az10
· ne» s~nza attiva» e« azione presente» dell'altro paracleto, 10 Sp~-
d1. Cnsto e «p . nto; anaclesi o ritorno a seguito di una ri-chiamata dello Spi-

..
resenza-azione» dello Spirito Santo.
128 JONE 129
IL DONO DELLO SPIRITO NELLA CELE BRAZ

l ·
11111

rito in ·seno alla Trinità, ·secondo i motivi per cui « e, ve


. La nostra correlazione dei dinamismi dello «Spirito San-
i"l
I
to», « e presente» e «agisce». nu. la celebrazione» è mediata dal Cristo. Ora senza stare
to e , d . 11
·cordare quanto e a rapportarsi a a presenza e all'azio-
* * * a ridi Cristo circa i dinamismi di cui qui si vuole dire, invo-
n\do lo Spirito, che è Spirito di equilibrio ( = is6rroponia)
Questi fulcri basilari già
. costituiscono
. un contributo
d ct·i no.
ca ogo l'attenzione su alcuni aspetti utili per cogliere il don~
tevole spessore contenutistico per compren ere la molte r1
~;Ilo Spirito Santo n~lla celebrazione liturgica.
ce implicanza del dono dello Spirito Santo . d nella celebr az10.• Di per sé, quanto si potrebbe leggere presso autori di dif-
ne. Di fatto la « lettura pneumato logica e1la celebrazio
d e11o S pmto ferente estrazione circa le tonalità dei dinamismi pneumato-
rende possi"b"li e la mam"festaz1one
. . . che in sé ène».
visibile. La celebrazione che è l'epifania dello Spirito sarà sein: logici risulta sofferto nella fase della formulazione di studio,
pre più facilmente intesa come deve essere. Per questo si Pm offerto ai lettori come una profferta ancora fasciata di inde-
. as-
terminatezze, specie in rapporto ad una sua sistemazione.
sono cogliere:
Tuttavia al di là delle diverse opinioni, si può convenire
su alcuni asserti da tutti ritenuti validi, quali:
2. Dinamismi pneumatologico-liturgici - Lo Spirito agisce nella celebrazione come dono fatto sia
emergenti dalla celebrazione: epifania dello Spirito Santo alla globalità celebrativa sia ad ogni «segmento» celebrati-
Lo Spirito Santo «riposa» sulla celebrazione come su tutti vo il cui insieme dà come esito la celebrazione stessa.
quelli che vi partecipano. I « fulcri basilari "al positivo"» - Il dono dello Spirito è sempre dono per la trasforma-
citati qui sopra 1.2. servono anche per comprovare quanto zione sia delle realtà del cosmo (per esempio il pane e il vino
è stato or ora asserito, e quanto si vuole qui esporre circa in corpo e sangue di G esù Cristo) sia delle persone che pren-
il fatto che il dono dello Spirito nella celebrazione è tale che dono parte aih, ,:eleb razione.
lo stesso Spirito « viene a irradiarsi» dalla celeb1azione a tutta - La celebr:i.zione costituisce il momento salvifico me-
la vita del fedele e alla vitalità della Chiesa. P er questo ri- diante cui lo Spirito Santo si rende presente per agire nella
chiamo quanto emerge dalla celebrazione considerata nella Chiesa con m odalità uniche alla sua azione. Egli che è divi-
sua genericità e che però è pur sempre comunione dì gloria namente libero di agire ovunque, senza dubbio agisce nella
al Padre, al Figlio, allo Spirito con la Chiesa e per mezzo della celebrazione. Questa ogni volta che essa è in atto, mette in
Chiesa costituita in assemblea celebrante. atto cioè attiva, in un presente salvifico, tutta la storia della
salvezza nella quale lo Spirito Santo è il princeps, il primus,
2.1. Spirito Santo e celebrazione: l'unicus.
mutua correlazione di dinamismi Il suo intervento vi rende presente Cristo stesso.
La riflessione sullo Spirito Santo in relazione alla celebra- Si può comprendere che quanto viene qui ora ricordato
zione passa dalla riflessione sull'Altro referente Egli pure è fatto per cenni che meritano approfondimenti e sviluppi di
Paraclit_o, che è Gesù, Signore. È quanto Ambro~io di Mila- to~alità che comportano il coinvolgimento di non poche di-
~o es~~imev~ con il_ ~rìncipìo « né Cristo può esservi senza scipline teologiche. In ogni caso quanto faccio seguire ora
0 Spmto, ne lo Spmto senza Cristo» (Sullo Spirito Santo Può essere già un incoativo approfondimento.
III, 7,44).

130

. IL DONO DELLO SPIRITO NELLA CELEBRAZIONE 131


---·
. . pneumatologico basilare: lo Spirito S
.. ltrettanto si palesa e si rende visibile per concretizz "'
2 2 Un dmam,sm 0 anto le ' .a ascrivere ne ll' assembiea Ia « EccIesia· Dei», inscritta nel-
are
. : . della comunità che celebra e c1rc . d . "b ·t d I
origine . , anità e descritta e escnv1 1e a la presenza del Crist
omunità che celebra sia composta di f d 1urn . . d Il S . . . o
Il fatto che la C .d e e- . forza dello Spmto e e o pmto m forza di Cristo.
. . . nMitutto si debba consi erare come ogni m Ill È così magg1or~en
· t e comprens1·b·1
h fa SI che mna.u... . ' em. i un ulteriore duplice
' h de parte alla celebrazione e « accomunato
bro c e pren · . . . , ag. dinamismo quale viene accennato qm sotto: 2.3. e 2.4.
inato con Cnsto » m ragione dello Sp· .
gregato, com Pag . , into
uesto dato non esaurisce pero la portata che esist Z.3. La continuità di un dinamismo dello Spirito
Santo · Q ma e comumta · · celeb rane. t n·i f atto la <<e e nella celebrazione quale « locus » di epiclesi
tra Sacr O Pneu . .
unionalità» che costituisce 11 fondamento della comunit' Ad onor del vero devo qui ricordare che non si tratta _
:e celebra è simultaneame~te un dono dello Spirito e un su~ di per sé - di fare una specie di sincretismo di modalità di
carisma cioè un dono mamfesta~o :sternamente e realizzato intendere l'assemblea liturgica. Bensì porre l'attenzione che
per finalità specifiche. Esiste qm~di nella_co~unità che cele- perché è convoc~ta _dall? Spirito, l'assemble lo invoca con
bra una «pariteticità» e una « differenziaz1one ». la preghiera dell ep1cles1.
La pariteticità crea comunionalità di interni. La differen- Può così l'assemblea partecipante evocare nella e con la
ziazione sottolinea differenze di ruoli (si pensi: sacerdozio mi- realtà del «memoriale» gli eventi della salvezza. Essi in for-
nisteriale interagente con il sacerdozio battesimale-confir- za dello Spirito provocano nei partecipanti la volontà di por-
matorio), di ministeri, di« munera », di doveri proprio in ra- tare nella vita le realtà che si celebrano. Dunque non è que-
gione dello Spirito Santo che unisce e differenzia, amalgama stione di pervenire s.d una visuale concordata tra i diversi stu-
diosi della celeb n w.:_,:r;.e; visuale che potrebbe risultare tanto
ed evidenzia, orizzontalizza e verticalizza.
Effettivamente a proposito di quest'ultim o aspetto si po-
concordata, qumi.t, ., sarebbe poco accordata con la verità.
Piuttosto per v " ;, ,)rendere il dono dello Spirito nella ce-
trebbero sintetizzare due movimenti verticali •·;on i quali è si-
lebrazione è c p r,. •··.'Jno sottolineare che la celebrazione ri-
gnificata una sfumatura del dinamismo di e:.:.·, si sta dicendo,
sulta il locus de!k nolt eplici epiclesi dello Spirito. Egli invo-
pari cioè ad un primo movimento verticale m a dall'alto al
cato esplicitamer.te co n l' epiclesi consacratoria nell'Eucari-
basso: ossia dallo Spirito Santo, che si dona . a ll'obbedienza stia, e con l'epiclesi sempre trasformante negli altri sacramenti,
alla sua mozione, alla comunione assemblea re, frutto dello agisce in continuità. Di fatto colui che presiede e che espleta
stesso Spirito. Un secondo movimento, anch' esso verticale, il ministero della presidenza è il polarizzatore o catalizzatore
ma dal basso verso l'alto, ossia: da/l'esecuzione delle persua- dell' azione dello Spirito Santo a beneficio dei partecipanti,
~ive insinuazioni dello Spirito a/l'esperienza di comunità tra e_non solamente di quelli. Così il diacono, agendo sotto l'e-
1m~mbri dell'assemblea, alla comunione di intenti con il me- gida dello Spirito Santo, è« teca dello Spirito» e il ministero
desimo Spirito. della diaconia è tutto costellato dalle immissioni dello Spiri-
Lo Spirito Santo si cela tra la ritualità della celebrazion~ to, per mantenersi nella gratuità del dono. I lettori sono i « me-
~a non fa la ritualità bensì l'anima la fa trascendere. Egh gafoni dello Spirito Santo», dovendo proclamare lo Scritto
mtesse la celebrazione; ne è l'ordito 'e la trama. È lo Spirito eh~ è sacro in ragione dell'azione dello stesso Spirito. Il sal-
che ~zzera le sordità esteriori e le rende « sonore, parlanti »; mista «l'arpa dello Spirito» che con il suo ministero, a sua
togliendo ogni loro opac1ta
. , le rende «trasparenti». . v?lta, provoca la risposta del canto dei partecipanti « arpeg-
C .. . giandoli», ecc.
ome nella celebrazione lo Spirito è nascosto ed inv1s1b1-

132 IL DONO DELLO SPIRITO NELLA CELEBRAZIONE 133

• 11111
JIII"""

ln una parola: la div~rsit~ minist~rial~ pro~~a daU~ stesso


. celebrazion_e, sia fuori di essa) si può meritatamente chiama-
umco Spm
. . ·to • La distnbuz1one . su01 dom m
. dei . , relazione
. .
sia re paracles1. . ' .
. ·ti
· dei singoli ministen, sia a 11e necessita di tutti m
a1 compi , . •• , e- La «presenza attiva» e l «azione presente » dell'altro Pa-
. t ente si può studiare come l ep1c1es1 m atto, quasi un• clito, lo Spirito, può _essere quindi considerata come con-
nta am d ll . . e-
piclesi gestuale, perché ac~ompagn~ta a e aziom celebrative. ra uenza dell'epiclesi. E il frutto dell'epiclesi. Però con i di-
l ministeri che si esercitano all_ mte~no ~ell~ _cele_brazione segmismi· d1· quest ' u 1tima,
. anc h e que lii d e1la paracles1· sono ca-
sono finalizzati (come del resto gh altn) all edificazione e al- n:lizzati all'anaclesi ( = anakaleo: chiamo indietro).
la comunione dei fedeli tra loro_e ~on le ~ersone divine. Con- n L'anaclesi della Parola di Dio (cf ls 55,10-11) ha una sua
segue la ne~essità c~e nessun ~1mstero s1 _s~vrapp,onga ad al- realizzazione piena con l'Ascensione di Cristo: Parola di Dio,
tri , ma tutti armonicamente siano a servizio dell evento sal- fatta carne. Dopo d'aver patito, d ' essere morto e risorto , sale
vifico celebrato. Lo Spirito Santo è la sorgente dell'armoniz- alla destra del Padre. L'anaclesi dell'altro Paraclito, il Figlio,
zazione dei ministeri ed è l' equilibrio tra la proclamazione corre parallela all'epiclesi pentecostale dello Spirito. Di fat-
della Parola di Dio e l'opportuno spazio di silenzio medita- to il Figlio è sempre vivo al cospetto del Padre a intercedere
tivo, tra il canto e la recitazione , tra l'ascolto delle preghiere lo Spirito. Egli è presente e agente nel cosmo, in modo eccel-
presidenziali e il loro mettersi in preghiera della comunità che lente nella Ecclesia e in modo epifanico nella celebrazione.
con la sua risposta sottoscrive l'intervento dell'epiclesi con- Leggo che è venuto . Non leggo nello scritto sacro che abbia
tinuativa dello Spirito. già fatto ritorno . Dunque ora è l'era della paraclesi. Quan-
Con altre parole: l'armonico intervento dei vari ministeri do si attuerà l' anadesi dello Spirito, ci saranno terre nuove
relativi alla parola, ai riti, alla preghiera, deve simultanea- e cieli nuovi .
mente essere una concretizzazione dell'agire dello Spirito San- Solo che la por;,ata salvifica di questo evento « finale-
to e una corrispondenza resa dagli stessi partecipanti allo Spi- teologico-escat ,lk1 ;• :co » è già presente nella Ecclesia che lo
rito «attivo-agente» in loro. celebra nella <dit'.!tgia della vita» e lo vitalizza nella « cele-
Di per sé è lo Spirito Santo il compimen to, il completa- brazione liturgi e..;)_, . l vi l'intreccio tra « epiclesi e paraclesi »
mento, la pienezza della celebrazione. Egli ch i ud e il « circo- sfocia nella m ozio anacletica, tanto che l'Ecclesia che cele-
lo della celebrazione» che proviene dal Padre e a Lui ritor- bra è il focus pneum atoforo per eccellenza, perché è dove lo
na, «in-per-con» Cristo, in virtù di Lui: il Sant o Pneuma. Pneuma può raggiungere lo scopo per cui è venuto .
Si può di fatto asserire che: Di fatto come lo Spirito in Cristo ha attuato la divinizza-
zione dell'umanità (=unione ipostatica) ed è stato il princi-
2.4. La celebrazione è intreccio di epiclesi pneumatologiche
pio attivo dell'incarnazione del Verbo, così è il principio at-
in vista delle paraclesi operative finalizzate alle anaclesi vitali
tivo dell'inabitazione della Trinità nelle persone umane
Come è stato accennato sopra alla fine di l .2. con il ter- (=umanizzazione della Trinità) con le epiclesi perennizzate
~ine epiclesi si intende non solo e tanto la preghiera invoca- nelle paraclesi. ·
tiva della presenza dello Spirito Santo ma anche la sua pre- Alla prima fase (in via), deve sopravvenire la seconda (in
~enza a s~guit~ della preghiera stessa. Egli, che è - secondo P,atria) dove lo Spirito attuerà in eterno la trinitizzazion~ d~l-
11 ~etto di Gesu - Paraclito, è agente nella celebrazione per- l umanità ( == l' indiarsi di Dante Alighieri); questa realta vie-
c~e po~tula _d al fedele la corrispondenza al suo dono. L'a- ne realizzata in forma prolettica ovvero anticipata nella ce-
ZIOne sinergica tra Io Spirito (==ipse prior) e i fedeli (sia nella lebrazione con la sua dimensione escatologica.
134 135

...
IL DONO DELLO SPIRITO NELLA CELEBRAZIONE
arlerò più diffusamente in altra s
. otio spiritalis che sospinge il fedele alla celebrazione.
-,

Ma ~i, tutto questo pconseguire le finalità del contrib ede, me ~ima» è così suscettibile di una definizione: è il tempo
tanto p1u che ora pe~vogliare l'attenzione più direttam~to, Il </<lP metanoia sempre in atto nell'autentico fedele, cioè è il
sono necessidtatloda c~ dello Spirito e sulle caratteristiche ~hte de a . . . .
. do delle insp,ratwnes gra 11ae sa1utans. Lo Spirito con
sull'aspetto e on . e peno · ·
il dono assume nella celebrazione. ue presenze 1llumma 1·1 f ed e1e, Io f orti·f·1ca, lo induce, Jo
1
c:~-duce alla celebrazione quale focus ubif[oret lo stesso Spi-
• dello Spirito nei dinamismi della celebrazion rito. . ..
3. I «ruo I1» e Non per nulla la celebrazwne (=durante) e 11 tempo delle
La celebrazione dei sacramenti, se a~egua~amente spiega. ef/usiones Spiritus pari cio~ ~I quando ~i- realizzano le epi-
ta e capita dal fedele, polarizza la sua _vita. D1 fatto « quanto lesi che trasformano, sant1f1cano, glonf1cano. Si tratta di
precede» la celebrazione deve vedere Il sogg~tto che vi pren- ~aper cogliere che la ce~ebrazione _in forza d~llo Spirito rea-
d à parte orientato al« momento celebrativo». Da questo lizza le effusiones graflae salutans pro glona.
ei;nto si s~olge e deriva tutta la vita del fedele stesso, in un Ad ogni celebrazione succede un «dopo» che deve costi-
modo irripetibile e univoco dopo la celebrazione dei sacra- tuire sempre di più il tempo della vita nuova e della novità
menti che secondo la teologia perenne comportano il «ca- di vita per raffo rzare, radicare, espletare il culto spirituale
rattere». In ogni caso quanto segue la celebrazione postula appunto nella « lit urgia della vita». Questo periodo può es-
nel fedele una presa di coscienza sempre più approfondita sere definito come quello della continuatio gratiae salutaris
e di impegno adeguatamente operativo circa le realtà cele- sempre co n la fin a lità della gloria.
brative. Ebbene da quanto qui è accennato derivano ruoli ti- L'unitari ~tL c:he lo Spirito Santo opera tra i tre« tempi»
pici che la presenza e azione dello Spirito espleta a favore quali «il pr i,.1 :c: •· il durante - il dopo» raccorda l'evento di
dell'autenticità della celebrazione. salvezza iP ,·:. e;,me del fedele stesso che sotto l'egida dello
Spirito p rni: • ~;va mente raggiunge la temperies spiritalis ov-
3.1. Il dono dello Spirito è dono di unitaFietà: in che modo
vero l'aet,~·:-, .,,,;,ntalis mediante cui la presenza dello Spirito
L'azione sacra per eccellenza, cioè la cele brazione liturgi- è intensifi cata perché alla sua azione gratuita corrisponde la
ca, non esaurisce la realtà «liturgia» che è più ampia del mo- risposta operativa del fedele.
mento celebrativo. Ora, per quanto il «mistero» in sé consi-
derato e la« vita» esistano prima e dopo la celebrazione, tut· 3.2. Il don o dello Spirito è dono di pienezza: sempre?
tavia stanno in relazione inscindibile con l'azione sacra· Si sa che in ogni celebrazione di sacramento lo Spirito si
celebrativa (cf se 10). Questa è evento ordinato, oltre che dona ex parte sui in modo « pieno - completo - esaustivo».
all~ santificazione delle persone, anche all'edificazione della La coartazione del dono infinitamente incommensurabile
Chiesa e alla pienezza del culto del Padre in Cristo in forza avviene ex parte subiecti. Ebbene uno dei dinamismi pneu-
dello Spirito (cf se 5). ' ' matologici presenti nella celebrazione è cristallizzabile nel « do-
In ques~i dinamismi il dono dello Spirito è riconducibile ~o di pienezza». Di fatto nell'azione liturgica si fa « memo-
al ruolo d1 « sutura t ore-compagmatore
• · » e del .
» del « pnma riale» del «mistero» e la vita del fede le è « compresenzializ-
« d opo » celeb f
, . . , ra ivo « verso - con - e dalla» celebrazione. •
z~ta » mediante la modalità della «partecipazione». Anzi la
L urutaneta che è · . . . . • santo
fa comp d raggmng1blle m merito allo Spmto VJta è Presente nella celebrazione in modo che gli effetti del-

..
ren ere che Eg1·1 ne 1 «prima» celebrativo agisce· co·

.
la cel eb razione
· s1· estendano alla vita.
· Ebbene a d ogm. « seg-
136
IL DONO DELLO SPIRITO NELLA CELEBRAZIONE 137
,... ...
mento » de1. di'namismi accennati la presenza
.. ed azione
,. de o
. •to sono presenti come dono spec1f1co perche il « lllern
11 «sc!erosi spirituale». È Lui. .ched ne dilata le capacità spiri-
Spm . . . . . ..,o. tuali per renderlo sempre pm a eguato « comprehensor » di
. I non si può mai ndurre a semp1ice memona ps1c0Jo .
nae » . ·r· g1. Lui che si dona.
ca o intellettiva ma realtà sto_nco sa1v1 ic~. Lo Spirito è la
emoria » degli eventi di Cnsto nella Chiesa e nel monct
«m d
li «memoriale-dono» è un ono pneumato
I .
og1co che fa SJ,
o. 3.3_ Il dono dello Spirito è dono di fruttuosità: in quale misura
. .
che il dinamismo di ogni celeb razione sia sempre nella su All'interrogativo si può dare subito la risposta che pro-
pienezza di attuazione, ~i a~tualità, di perpet~~zione, di el viene anche da quanto è stato sopra riferito (specie 3.2.) e
Jicacia. Così la « partec1p~z1one » v;de_ I? _Spinto .Sa~to co- cioè che la misura di cui qui si vorrebbe dire è incommensu-
me il primario « attore-!ac1tore » dell att1v1ta partecipativa esi- rabile.
gita dalla celebrazione. La risposta è alla domanda formulata per attirare l'atten-
Anzi sia la partecipazione alla celebrazione liturgica zione sul fatto che il dono dello Spirito, nei dinamismi della
(=durante) sia la partecipazione alla « liturgia della vita» celebrazione, è preminente. Esso serve per comprendere l'au-
(=prima-dopo) vedono il dono dello Spirito quale orienta- tenticità della celebrazione stessa. Il termine «autenticità»
tore attivo della vita del fedele alla celebrazione e quale ani- in relazione alla celebrazione, nelle fonti liturgiche antiche
matore costante della vita del fedele che« si alimenta» dalla occidentali non ro mRne, era reso con l'aggettivo «legitima »
celebrazione, specialmente dell'Eucaristia. cioè« iuxta legem 1,. Qui però sono interessati tre livelli della
Sempre dunque lo Spirito struttura l' agire e l'essere cri- celebrazione: vali,f,", liceità, fruttuosità. Essi sono da inten-
stiano sulla liturgia, semplificandoli da strutt me inutili e am- dere non solo ne;. 1.n . J o della teologia« classica» bensì come
plificandoli a ritmo del sentire cum Ecc/esia, n.- il' esse in Chri- doni dello Spn :,.n
sto in diretto rapporto con la progressiva coni'ormazione in Di fatto b , ;s);;J , a è da rapportarsi al sentire cum Eccle-
Christum. sia, ali' agere p;-c Ecclesia e al vivere in Ecclesia. Tutto que-
Il dono della pienezza è sempre in fieri da parte dei parte- sto è frutto del doa0 dello Spirito che amalgama la volontà
cipanti, in quanto essi possono disattendere i dinamismi del dei celebranti alla volontà della Chiesa, questa ha potere sulle
dono dello Spirito. Mentre da Sua parte è sempre in actu exer- celebrazioni sacramentarie (eccetto quello di «inventare» altri
cito «pieno-completo». Un dono da parte dello Spirito al- sacramenti) in ragione dello Spirito. Il suo dono è inteso alla
l'accettazione da parte del fedele è presente di nuovo come liceità e più ancora al dono fruttuoso dello Spirito qual è la
dono spirituale perché il fedele accetti e accetti pienamente. fruttuosità della celebrazione; quest'ultimo dono è raggiun-
Nella «tensione» che viene a crearsi tra l'indefinito « incal- to quando il fedele partecipa alla celebrazione in piena sin-
zare » dello Spirito e la limitatezza recettiva del fedele, si in- tonia con tutte le movenze dello Spirito stesso.
serisce un fatto importante che serve a sottolineare che ogni Si può così affermare che senza lo Spirito nessun dinami-
cel~br_azi?ne sacramentaria (si pensi in modo peculiare all'Eu- smo della celebrazione perviene alla sua finalità perché solo
canstrn) e -~~ivocamente nuova, irripetibile, fruttuosamente con il sacro Pneuma ogni tipo di celebrazione sacramentaria
pr~g_na._C,o m ragione dell'esistenziale liturgico che è tempo consegue quanto significa. Così ogni sviluppo organico di ap-
pnvi~egiat? dello Spirito per portare ogni fedele all'età ma- profondimento dei riti e delle preghiere, dei loro significati
tura m. Cnsto (cf E'r4
" , 13) • E- lo Spirito
. che crea m • ogni· uo-. e dei loro contenuti è rapportato proprio all'accoglien_za del-
mo d1 buona volont'a Ia rottura con qualsivoglia • forma d1 lo Spirito con il suo dono molteplice. Verrà consegmto che

...
138
IL DONO DELLO SPIRITO NELLA CELEBRAZIONE 139
lii
. loria in Dio in un presente salvifico attuante e antici-
. 1 brato sarà sempre di più creduto, profess 010, g il fine della d osso1og1a
. st essa.
quanto e ce e ato,
pante
Lo Spirito è dono _ 1_ e~e d"mone,
d. b . d"1 eu Iogia,
· di eucaristia
vissuto - . 't e celebrazione sono costitutivamente•
o·1.fatto Spini odinamica tanto da poter pervenire allain Pro· ui il futuro salvifico e reso presente nella celebrazione
per
che cè sempre il culmme . d". 1_un pr?ces~~ d'1 ren d'1mento di lode
gr ess1va. osrnos
d n' urgenza che lo stu d'10 d e 11 a ce1ebrazionecorn.
rens1one e ire come con d'1tw . szne
• qua non che: Per. e di culto alle Persone d1vme. Si_ ant1c1pa la_dossologia trini-
P
P
venga a recebrazione d d . .
postula a parte e1 partecipanti 1, taria escatologica nella celebrazione che_fa 11 memoriale del-
_ 1a ce le C" f , ac. le lodi trinitarie delle assemblee celebrative del passato. Nel-
. del dono e del Donatore. 10 a s1 che se la e 1
cettaz1one . . d 1. . e e- l' hic et nunc si realizza quanto è rapportato al dono dello
. può essere circoscritta m e 1m1tate coordinate s
braz1one . d. . , Pa- Spirito che innanzitutto è l'originalità del dono.
ziali e temporali, la liturgia 1 cm essa e parte va oltre tali
Tale originalità è da rapportarsi sia allo Spirito Santo, sia
coordinate; . . . . all'effetto della sua presenza nella celebrazione in atto e nel-
_ la celebrazione autentica (alias: « leg1tlma ») sta a dir
la quale vi confluisce il «prima» celebrativo e da cui parte
fruttificazione della simbiosi pneumatologica ad essa conna~
l'energia spirituale per il «dopo» celebrativo. Così l'origi-
turata. Qui si innesta l'utilità dell'approfondimento: del rap.
nalità della celebrazione sempre nuova, unica, irripetibile ri-
porto tra \e origini della celebrazione ( = eziologia) e le fina-
trova la sua origine nel dono primigenio dello Spirito. Di fatto
lità ultime (=teleologia); delle relazioni di sviluppo della dot-
trina dell'interscambio « Spirito Santo e celebrazione »· l'originali t à e la verità della celebrazione consiste nell'essere
dell' «efficientismo silenzioso» dello Spirito nella celebrazion; focus gratzf'icato dalla gratia, impulsato dalle motiones spi-
rita/es percht: \;,o, ,.:;Jebrazione è azione pneumato-sintonizzata,
specie nelle persone che vi partecipano ; ·
- la celebrazione diventa amplifica z.i-:m e della simpatia e fruttificai; i,' , ~, .:tilt o in spirito e verità progressivamente
operativa del fedele con lo Spirito perché ;"•ri ma ancora la ce- doxologk o.
lebrazione è sinergia empatica con lo S):-, • lt o che si dona in Per q ue.~i o ~, r;;i de finizione descrittiva di celebrazione po-
modo che « nello Spirito» si possa cele b I are. trebbe esser•: n cerc;ata negli elementi gravitanti attorno al fatto
che ogni celebr~zio ne autentica è il locus dell'epiclesi dello
3.4. li dono dello Spirito è dono di originalità: davvero? Spirito invocato e anamneticamente presente e agente, e quin-
Lo Spirito è donato nella celebrazion e in modo peculiare di partecipativamente effuso ai presenti in ragione anche de-
perché egli che è unico lo è anche perché è primigenio sem· gli altri.
pre ogni volta che si dona. Su questa a ffermazione sono
da ricercarsi sia la «capacità» della celebrazione di «spriz· * * *
zare di S_p!rito Santo» perché essa è sorgente dell'esperienz~ Il dono dello Spirito Santo nella celebrazione liturgica, gra-
dello Spmto che anima la Chiesa. A sua volta l'Ecclesia puo zie alla fede in Cristo Gesù come cambia lo statuto ontologi-
essere
. sempr e d'1 pm"' 11
· segno elevato sui popoli come f0rza co dei fedeli che vengono fatti figli di Dio ed eredi (cf Rm
vitale
. per att· 1·
irar 1 a Cristo e Cristo al Padre sempre in· ra· 8 , 14-17; Gal 4,4-7) così è principio del nuovo comportamen-
g1one dello Spirito Santo , to ~tico del credente.
Il dono dello s · · , · to è il E lo Spirito che sta all'origine della vita dell ' uomo nuovo
vivificatore della pmto e_ dono di originalità in quan sto·

.
ria della salv d~ssolog1a celebrativa. Per suo mezzo la_ di e che intesse la comunione tra i fedeli. Egli smuove l'animo
ezza e contemplata nella gloria a Dio, gloria
IL DONO DELLO SPIRITO NELLA CELEBRAZIONE 141
140
I"""'" ,..
. . d esserGli docile, docibile, disponibile d"/
del cnsuano a . ' t ata.
. re più alla sua az10ne. . « di' es6ptrou
btle semp I Spirito Santo è l'alfa della vita spirituale d
Mentre o • e1fe en ainigmati »
. h l'omega della sua pienezza. -
dele e anc e ·1
.
mstena
'. f tto come Egli assicura lo svi uppo delle diverse< .
D1 a
. 11·ta· » presenti nella cele b raz10ne,
· d' •
. a pienezza
,
<ll11
ct,· eff_-1- IIN Dalla iconografia
del Dio di Abramo e d'Isacco

cac1a . a1. segni ( =ritus et. preces)


. con cm essa e articolat a. In alla iconologia
do la vita del cnst1ano che del Dio di Gesù Cristo
ta Ie mo . . tende. alla .celebrazion e 1-.
1tam venta un'esist 1
,
.
1urg1ca e che da essa proflmsce nsu
. . . enza CRISPINO VALENZIANO

amma . ta dallo Spirito Santo e vissuta . . m Cnsto, con cr·1sto


Cristo in ragione dello Spmto suo dono. '
perEffettivamente l'esistenza del fedele è tutta pneumato- Quella donna sapiente che è Ildegarde di Bingen, in una visione chia-
amalgamata per cui resiste al male ed aderisce al bene; ese- rificata come le è solito dalla miniatura (Sci vias 2,2) ha descritto ciò
gue il bene e tende al meglio; si mu?ve nel ~eglio ed è prote- che ha visto « per specchio in enigma » (] Cor 13, 12) cioè riflettendo
so alla perfezione. Tutta la sua esistenza diventa progressi- quel che è saputo non faccia a faccia - ésoptron è da eisl ordo, « ri/mi-
vamente un inno di lode al Padre, in Cristo, per virtù dello ro »; ainigma è da ainissomai, « dico per oscurità » - e ha narrato
(tav. I) :
Spirito Santo. L'anaclesi liturgico-esistenziale è opera dello
Spirito Santo tanto che il fedele, ritmando la sua vita con « Vidi una luce chi ari ssim a e in essa un ' immagine d' uomo color di zaf-
firo che br il lava tu tta di un fuoco rifulgente e soaviss imo . E questa chiara
le celebrazioni, ottiene ripetutamente il dono dello Spirito ed luce penet rava tutto questo rifulgente fuoco , e questo rifulgente fuoco pe-
è: netrava tutta questa chia ra luce, e quella chiara luce e quel rifulgente fuo-
- orante perché parla al Padre in Cristo, con il « sospiro co penet ra'. am, 1ur ta q uell ' immagine d ' uomo , cosi che esse erano una sola
luce in una s,))a ;·otenza. E udii questa luce vivente che mi diceva: li senso
implorante» dello Spirito; dei misteri -:\ i. GiG isi cogli e) scrutando e intelligendo con discernimento la
- teologo perché parla « di - su» Dio , .- ; ll)Sso e sospinto pienezza sn•z,., •,,J rgente, perfettissima nella sua potenza che ha dato origi-
dal sacro Pneuma; ne a tutti i w :•,,; ,; ; (ogn i) potenza . Infatti se chi ha potere non fosse poten-
- profeta perché parla al posto di Dio, u .,,1 la potenza del- te che s,w~bb~ :l , uo o perare? Certamente nulla. Perciò si vede nella sua
opera per fen;,, (nell 'uomo da lui fatto) quale architetto egli è. Dunque, lu -
lo Spirito; ce chi arissim a-: n~ non ha origine ed è perfettissima noi diciamo il Padre;
- evangelizzatore-missionario perché parla in favore del in essa il Figlio mediante l'immagine d ' uomo color di zaffiro mostra, Dio
Regno di Dio con lo Spirito primo protagonista della missione; dal Padre, la sua generazione prima del tempo e la sua incarnazione nel
tempo , Uomo dall a Vergine ; il brillare soavissimo di fuoco rifulgente, non
. - mistico perché parla in Dio amalgamato in Lui progres- maculato da alc una aridità mortale e tenebrosa, mostra lo Spirito Santo
si_vamente dalla celebrazione degli eventi di salvezza: celebra- dal quale fu concepito secondo la carne l' unigenito di Dio. Se quella chia-
zi~n~ _che teca dello Spirito, sua epifania, suo dono e d_a ra luce compenetra tutto quel rifulgente fuoco e quel rifulgente fuoco com-
c~i si irradia lo Spirito in un modo unico, univoco, irripeti- penetra tutta quella chiara luce e quella chiara luce e rifulgente fuoco com-
penetrano quell'immagine d' uomo , una sola luce in una sola potenza, .. .
bI!e e sempre rinnovato, inedito. è perché il Padre non è senza il Figlio, il Figlio non è senza il Padre, il
A. M. T. Padre e il Figlio non sono senza Io Spirito Santo, lo Spirito Santo non è
Un iversità Pontificia Salesiana, senza il Padre e il Figlio; .. . però il Padre è declarato per il Figlio, il Figlio
Roma. per l'origine delle creature, lo Spirito Santo per la incarnazione del Figlio ...
Chi vede con occhi vigili e ode con orecchie attente dia il bacio del suo
abbraccio alle parole misteriose che io vivente dico ».

142

...
LXXXII (1995) RIVISTA LITURGICA 143-172

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