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24/10/2000 - Introduzione alle Liturgie Occidentali non romane - 1a.

Lezione,
Prof. Gabriel Ramis.
Introduzione: il tema è abbastanza ampio, però, si vuole aprire una strada per ulteriori indicazioni. Lo scopo è quello di
fare un'iniziazione al mondo delle Liturgie Occidentali, con tutte le sue problematiche. L'Oc. è troppo abituato alla
Liturgia Romana (...). C'è un evasione di liturgia romana, ma non si può dimenticare le liturgie celebrate in Oriente. Il
Corso ci aprirà gli occhi a queste liturgie che sono molte e sono di grande ricchezza storica e teologica. Quello che ci
riguada da vicino, è la loro natura teologica e spirituale: esse diventano anche norma di vita per professare la propria fede.
E' importante anche vedere le liturgie nel loro reciproco influsso. Qui si scopre anche una visione teologica: ad es., nella
liturgia gallicana, il venerdì santo non c'è Eucaristia, ma ci sono delle celebrazioni particolari che attualizzano il mistero
di Cristo (la sua passione). Ci troviamo nel sec. VIII. Una Chiesa può avere una tradizione diversa dall'altra (es. la Chiesa
Ambrosiana, rispetto a quella Latina): da ciò deriva la ricchezza della realtà liturgica che esprime e celebra in modi
particolari la Fede nel Signore.
Verranno presentati dei materiali sui quali si darà uno sguardo che ci aprirà al discorso delle problematiche.
Il corso è organizzato in tre parti:
1) la prima parte riguarda i diversi contesti nei quali nasceranno le liturgie. Ci troviamo dinanzi ad una fase redazionale
della liturgia. E' facile domandarsi quale aggancio c'è tra queste liturgie e su quale humus sono sorte. Questo humus sono
le Chiese che celebravano la loro liturgia, senza la quale la Chiesa stessa non poteva sentirsi tale. A cavallo del II-III sec.
nella Chiesa d'Africa, si può guardare allo sviluppo dei sacramentari (es. v. il sacramentario veronese) e della stessa
liturgia;
2) la seconda fase riguarda lo studio delle fonti, dell'Ordo Missae e dell'Ufficio Liturgico;
3) ci sarà una comparazione tra le diverse tradizioni liturgiche.

Ci saranno delle dispense del Professore.


Occorre vedere il corso nel suo insieme e tirare fuori il suo scopo, secondo grandi linee e nell'articolazione dei diversi
argomenti.

Prima Parte.
Non si tratta di questioni propriamente liturgiche. Si tratta della nascita di diverse Liturgie: non mancano le ipotesi di
lavoro che richiamano ai primi tre secoli di vita della Chiesa. Ma quando arriva il cristianesimo e quando si diffonde? E'
importante considerare la vita sacramentale-liturigca che è essenziale pe costruoire una Chiesa che, fedele al comando del
Signore, organizza la propria celebrazione liturgica e sacramentale per attuare il mistero di Cristo. Ciò vale sia per
l'Oriente, sia per l'Occidente. Roma diventerà la Chiesa primaziale che conosce la sua primavera nella Pentecoste (v. At 2,
9-11): ciò comprende sia l'Oriente, sia l'Occidente conosciuto. I primi cristiani saranno i primi germogli delle Chiese che
si spargeranno per diffondere la Parola di Dio. La questione della Pentecoste rimane una questione centrale (v. i Parti, i
Medi, gli Elamiti citati dagli Atti). A Gerusalemme è iniziata la Chiesa con la discesa dello Spirito Santo, dopo gli
avvenimenti di Gesù. Ci troviamo ancora in una Chiesa embrionale che sta iniziando il suo cammino e la missione affidata
a Lei dal Cristo morto e risorto.
La stessa intenzione di Paolo di andare sino in Spagna, ai limiti dell'Impero, costituisce un'importante testimonianza di
una Chiesa che si prepara a diffondersi in tutto l'Orbe. Ciò sottolinea anche il carattere di itineranza della missio
apostolica, che a noi interessa dal punto di vista della formazione e costituzione delle Chiese. Molte Chiese hanno una
avuto una fondazione apostolica perché nel loro inizio hanno avuto la presenza di un apostolo (v. ad es., Alessandria,
Antiochia, Efeso, ecc.).
Si può attribuire a Paolo la fondazione della Chiesa nella penisola Iberica? Se così è, allora, si ha una Chiesa del primo
secolo nella penisola Ispanica. Dato e concesso che ciò sia vero, sempre rimane il dubbio di come si è sviluppata questa
Chiesa. Bisogna attendere il 248 per parlare della passione di S. Frottuoso, morto martire nel Circo Romano. In effetti,
fino al 259, non c'è alcuna documentazione che comprovi o testimoni l'attività di questa Chiesa.
Circa lo stato quaestionis, molti negano l'esistenza della Chiesa Ispanica sin dal primo secolo, ma non tutti sono concordi
con questa ipotesi.
Le testimonianze si dividono in merito al viaggio di Paolo in Spagna... Una ipotesi che rimane valida ancora oggi è che
probabilmente la Chiesa si è spinta ai confini occidentali dell'Impero, anche se il problema dell'esistenza della Chiesa
ispanica rimane non risolto.
La Chiesa in Occidente, a partire dai primi testimoni, pone questa domanda: dopo la venuta di Paolo in Occidente, il
cristianesimo si sarebbe consolidato in Occidente? La testimonianza di S. Giustino, filosofo e martire, dove in una delle
sue opere si ha la descrizione del battesimo, appare importante... (vedi l'apologia di Giustino) perché dà la prova che in
Occidente la liturgia era già ben sviluppata. S. Giustino lo si può considerare un orientale trapiantato in Occidente.
Un'altra testimonianza è quella di Ireneo: è il primo testimone fuori Roma, circa la diffusione del Cristianesimo in
Occidente. La sua testimonianza è quasi contemporanea a quella di Ireneo.
La testimonianza di Tertulliano è molto importante: essa va dalla seconda metà del 200 sino al 300. Essa snoda le origini
della liturgia e delle Chiese in Occidente. Tutto però rimane nel campo delle ipotesi. (v. Adversus Judeos).
Un altro testimone, però, orientale è Origene che parla della Chiesa diffusa in Occidente. Anche lui parla di una Chiesa
già ben strutturata e ben origanizzata, anche dal punto di vista carismatico.