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L’EREDITÀ DI LUTERO 500 ANNI DOPO - TDC034


I SACRAMENTI: BATTESIMO, EUCARISTIA, CONFESSIONE

1. IL NUMERO DEI SACRAMENTI E LA DEFINIZIONE DEL SACRAMENTO

1. “Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non sono stati istituti tutti da Gesù
Cristo, nostro Signore, o che sono più o meno di sette, e cioè: il battesimo, la confermazione,
l’eucaristia, la penitenza, l’estrema unzione, l’ordine e il matrimonio, o anche che qualcuno di
questo sette non è veramente e propriamente un sacramento: sia anatema.” (DH 1601)

2. “The Lutheran tradition does not fundamentally reject the application of the concept of
sacrament to the office of the ministry and ordination. … According to Lutheran
understanding and practice, weddings and confirmation are also acts of grace to be celebrated
amidst the prayers of the congregation.”
(Roman Catholic-Lutheran Joint Commission, Ways to Communion, 1980, n. 69)

2. IL BATTESIMO

3. “Per quanto si riferisce al significato, ossia al segno del sacramento, i peccati sono già
morti insieme con l’uomo, ed egli è già risorto, e il sacramento è già avvenuto; ma l’effetto
del sacramento (das werck des sacraments) non è ancora avvenuto, cioè: la morte e la
risurrezione all’ultimo giorno sono ancora da venire.”
(Sermone sul battesimo, WA 2, 729, 19-30 p. 285)

4. Non sacramentum, sed fides sacramenti iustificat (De captivitate baylonica 1520).

5. “Poiché nei sacramenti è Dio stesso che attraverso il prete parla e significa (zeychnet),
non si può arrecare a Dio un disonore più grande nella sua parola e nella sua azione che
dubitare che siano vere e affidarsi liberamente ad esse.”
(“Eyn Sermon von der bereytung zum sterben”, WA 2, 686, 27-30; trad A. Maffeis,
Teologie della Riforma, 92-93)

6. “Avendo Dio promulgato il suo santo evangelo, egli si rapporta a noi in due diversi modi.
Uno è il modo esteriore, l’altro è quello interiore. Esteriormente tratta con noi attraverso la
parola orale dell’evangelo e i segni corporali, come il battesimo e il sacramento. Interiormente
tratta con noi attraverso la Spirito Santo e la fede, assieme agli altri doni. Ma tutto questo in
misura e secondo un ordine tale, che gli elementi esteriori devono e non possono non venire
per primi. E quelli interiori devono venire dopo e attraverso quelli esteriori.”
(WA 18, 136, 9-23; M. Lutero, Contro i profeti celesti sulle immagini e sul sacramento
(1525), A. Gallas a cura di, Claudiana, Torino 1999, 224).

7. Catechismi (1529): durchgottet und durchgeistet.

8. “Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non contengono la grazia che
significano, o che non conferiscono questa grazia a quelli che non frappongono ostacolo,
come se fossero solo dei segni esteriori della grazia e della giustizia già ricevuta mediante la
fede, e semplici note distintivi dell’essere cristiani, per cui gli uomini distinguono i fedeli
dagli infedeli: sia anatema.” (DH 1606)
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“Se qualcuno afferma che con i sacramenti della nuova legge la grazia non viene conferita ex
opera operato, ma che è sufficiente la sola fede nella divina promessa per ottenere la grazia:
sia anatema.” (DH 1608)

3. LA PENITENZA

9. “La dottrina della giustificazione può essere considerata come la proiezione sul piano
soteriologico e antropologico di quanto avviene nel sacramento di penitenza.”
(A. Maffeis, Penitenza e unzione dei malati, Queriniana, Brescia 2012, 222)

10. “La confessione segreta la considero … una cosa assai preziosa a salutare. Tutti i
cristiani dovrebbero essere addolorati se non vi fosse la confessione segreta e devono
ringraziare Dio con tutto il cuore che essa ci è permessa e ci è data.”
(Della confessione, se il papa abbia potere di comandarla 1521); WA 8, 164)

11. “Quella nave del battesimo sarà sempre intatta e invulnerabile.”


(De captivitate baylonica, WA 6 529, 24-27; tr. it 280)

12. “Poiché anche il sacramento della penitenza, … ha il suo fondamento in questo
sacramento del battesimo, poiché i peccati sono perdonati soltanto a coloro che sono
battezzati, cioè a coloro a cui Dio ha promesso di rimettere i peccati; sicché il sacramento
della penitenza rinnova e rammenta il sacramento del battesimo, come se il prete dicesse
nell’assoluzione: Ecco, Dio ti ha perdonato adesso il tuo peccato, come te l’aveva promesso
prima nel battesimo, e me lo comanda ora per l’autorità delle chiavi, e tu sei ricondotto nella
situazione e nell’efficacia del tuo battesimo.”
(Commento alla lettera ai Romani; WA 2, 733, 31-36; tr. It. 290-291)

DH 1701-1702.

13. “La remissione della colpa non si fonda sulla contrizione del peccatore, né sull’ufficio o la
potestà del sacerdote. Si fonda piuttosto sulla fede nella parola di Cristo che dice: tutto quello
che scioglierai etc. E’ vero infatti che non il sacramento della fede, ma la fede del sacramento
(dunque non perché si fa, ma perché si crede) giustifica.”
(Pro veritate inquirenda et timoris conscientiis consolandis 1518, tesi 8-10; WA 1, 630).

DH 1704.

14. “Se qualcuno afferma che l’assoluzione sacramentale del sacerdote non è un atto
giudiziale, ma un semplice ministero consistente nell’annunciare e nel dichiarare al penitente
che sono stato rimessi i peccati…” (DH 1709).

15. “La potestà delle chiavi opera per la parola e il comando di Dio un’opera certa e
infallibile.” (Pro veritate inquirenda et timoris conscientiis consolandis; WA 1, 631)

16. “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li
rimetterete, resteranno non rimessi” (Gv 20,22-23).
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17. “Se qualcuno negherà che la confessione sacramentale sia stata istituita, o sia necessaria
alla salvezza di diritto divino; o dirà che il modo di confessarsi segretamente al solo sacerdote
… è estranea all’istituzione e al comando di Cristo e non è che una invenzione umana: sia
anatema.” (DH 1706)

4. L’EUCARISTIA

18. “[Il sacramento dell’altare] è il vero corpo e il vero sangue del Signore nostro Gesù Cristo
in e sotto il pane e il vino, secondo le parole di Cristo […]. E allo stesso modo in cui diciamo
che nel battesimo non si tratta semplicemente di acqua, lo diciamo anche qui: il sacramento è
pane e vino, ma non solo pane e vino come si usano alla tavola, ma pane e vino attaccati a e
avvolti nella Parola di Dio. E’ la Parola, dico, che fa questo sacramento e lo distingue,
affinché non sia puramente pane e vino, ma sia corpo e sangue e si nomini così. [Abbiamo la
certezza che quando Dio lo dice] allora è veramente il corpo e sangue di Cristo come è detto.”
(Grande catechismo, V, § 4).

19. “Nel sacramento dell’eucaristia è contenuto veramente, realmente e sostanzialmente,


sotto l’apparenza di quelle cose sensibili, il nostro Signore Gesù́ Cristo, vero Dio e vero
uomo.” (DS 1636 Trento, sessione XIII)

20. “Con la consacrazione del pane e del vino si opera la trasformazione di tutta la sostanza
del pane nella sostanza del corpo di Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella
sostanza del suo sangue.” (DH 1642)

21. “Si opera la trasformazione di tutta la sostanza… Questa trasformazione, quindi, in


modo adatto e proprio è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione.” (DS 1642)

22. Commissione Congiunta Cattolica Romana – Evangelica Luterana, L’eucaristia, 1978, 16


e 51.

DH 1644-1645.

23. “Cattolici e luterani riconoscono insieme che la presenza eucaristica del Signore Gesù
Cristo è destinata alla comunione ricevuta con fede, e che al tempo stesso essa non è limitata
solo al momento in cui la si riceve.” (L’eucaristia, n.52)

24. “Questo sacrificio non può essere né continuato né ripetuto né sostituito né completato;
ma può e deve diventare operante in modo sempre nuovo in mezzo alla comunità.”
(L’eucaristia, n.56)

25. “Così, uniti a nostro Signore che si offre al Padre e in comunione con la chiesa universale
del cielo e della terra … offriamo noi stessi come sacrificio vivente e santo.” (Groupe des
Dombes, L’unità passa attraverso l’eucaristia, Il Regno-Documenti, 9, 1972, p. 259)

DH 1653.

26. “Cattolici e luterani sono concordi nella convinzione che il pane e il vino fanno parte della
pienezza di forma dell’eucaristia.” (L’eucaristia, n.64)
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27. “Quantunque crediamo che le comunità ecclesiali separate d’occidente, specialmente per
la mancanza del sacramento dell'ordine, non hanno conservata la genuina ed integra sostanza
del mistero eucaristico, tuttavia, mentre nella santa Cena fanno memoria della morte e della
resurrezione del Signore, professano che nella comunione di Cristo è significata la vita e
aspettano la sua venuta gloriosa.” (UR, 22)