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CHRISTIAN MINISTRIES NETWORK

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”

ALO
S T . E VANG. EDDIE C
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O CRISTIA
“MINISTER

ATTENTI ALLA
“IPER-GRAZIA”
DOTTRINA DI PERDIZIONE CHE SI STA
DIFFONDENDO ANCHE TRA I SANTI
I
I STUDI DOTTRINAL
COLLANA D

Attenti alle Dottrine di demoni

Introduzione all’universalismo

I pericoli della falsa dottrina

L’ipergrazia spinge a peccare

Inganno diabolico dell’ipergrazia


Evangelista past. Eddie Calo

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”

ATTENTI ALLA
“IPER-GRAZIA”
DOTTRINA DI PERDIZIONE CHE SI STA
DIFFONDENDO ANCHE TRA I SANTI

CHRISTIAN MINISTRIES NETWORK


Titolo originale: “Attenti all’ipergrazia” di Eddie Calo. Pubblicato per
Christian Ministries Network © 2019 London (EN) United Kingdom.

Autore: © 2019 Eddie Calo

Collana Editoriale: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Nota dell’editore: Questo libro è stato pubblicato per essere distribuito


gratuitamente con ogni mezzo ed in qualunque paese senza limitazione
alcuna con lo scopo di diffondere il messaggio di Cristo, gratuitamente a
tutte le genti. Tuttavia la paternità ed i diritti esclusivi dell’opera
appartengono all’autore ed all’editore. Sono vietate le modificazioni dei
testi sotto qualunque forma ed in qualunque contesto. Il libro può essere
ridistribuito solo gratuitamente. La vendita è vietata.
INDICE DEI CONTENUTI

01 INTRODUZIONE A QUESTO LIBRO

02 NON LASCIAMOCI TRASPORTARE DA


VENTI DI DOTTRINA

03 UNA GRAZIA MAI RICONOSCIUTA DA DIO:


L’IPERGRAZIA

CONCLUSIONI FINALI E CONSIDERAZIONI


04
SPIRITUALI
INTRODUZIONE

La grazia di Dio è sovrabbondante,


infatti è scritto: “ma dove il peccato è
abbondato, la grazia è sovrabbondata”
(Romani 5:20). Tutto questo versetto
racchiude in sé la “potenza salvifica”
di Dio, cioè, cosa significa? In parole
semplici, proprio per spiegarlo a
livello base, significa che nessun
“peccato” è tale da “impedire a Dio”
di usare grazia verso coloro che si
pentono! Quindi ad ogni livello di
peccato c’è un livello “adeguato” di
grazia che Dio offre! In parole ancora
più strette: “non v’è alcun peccato che
non possa essere saldato dalla morte
di Gesù, in coloro che si sono pentiti
ed hanno iniziato un cammino nuovo
ed una nuova nascita in Cristo!”
Nonostante la bella notizia, il diavolo
e qualche apostata di buona volontà,
tuttavia, ci hanno messo lo zampino!
Nasce così senza arte, né parte
“l’ipergrazia”, una “dottrina di
demoni”, idonea a portare l’uomo
dritto all’inferno. Esamineremo
questa dottrina insieme e scopriremo
che già molti credenti sono “fuori
strada” e alcuni già sedotti a rimanere
nel peccato. Dio vi benedica.
INTRODUZIONE

01
NON LASCIAMOCI
TRASPORTARE DA VENTI
DI DOTTRINA!

DI COSA PARLO IN QUESTA INTRODUZIONE

1. VENTI DI DOTTRINA

Un credente non è mai trasportato qua e là se il suo


fondamento è stabile e sicuro. Quando siamo sballottati
da una parte all’altra, significa che la nostra fede è
fondata sulla sabbia, non sulla roccia! Siamo come
bambini e cadiamo preda dell’astuzia degli uomini e
della vendetta di Satana, ecco perché riusciamo ad
essere trasportati qua e là da venti di dottrine.

2. LA MENTE NON SIA CORROTTA

Una mente corrotta è incapace a ricevere le “cose di


Cristo”, di conseguenza, un credente deve “essere”
assolutamente sottomesso alla volontà di Dio, se
realmente vuole ricevere un reale aiuto alla sua vita
cristiana. Molto spesso ci sono conversioni senza
“rinnovo della mente” e questo è un problema!

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01. VENTI DI DOTTRINA

Ben sappiamo che uno dei lavori preferiti del diavolo è

quello di “sviare” dalla verità i credenti, convincendoli di

essere “nel giusto”; il problema, quindi, nasce quando un

cristiano abbandona la “via sicura” della fede per essere

“sballottato qua e là” (come la bibbia ci insegna a caratteri

cubitali) da “ogni vento di dottrina!” Iniziamo proprio da

qui, esordiamo con questi versetti biblici per comprendere

meglio il concetto del vento di dottrina: “affinché non

siamo piú bambini sballottati e trasportati da ogni vento

di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia,

mediante gli inganni dell'errore” (Efesini 4:14). Che

cos’è il “vento di dottrina?” Il testo greco di Efesini è

tradotto con: “ἀνέμῳ τῆς διδασκαλίας” (anemō tēs

didaskalias). Nella cultura greca biblica la “didaskalia” è

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il corretto insegnamento di qualcosa, nello specifico di una

dottrina religiosa (in alcuni casi filosofica, ma non in questo

contesto), che abbia come fine uno stile di vita consono a

“concetto ideale” che deve essere espresso e considerato!

In parole povere, “una dottrina” è un modello di vita da

rispettare, sia in tema di regole di vita, sia in tema di

modello di fede applicato! Satana spinge verso i “venti di

dottrina”, per intendere che offre al credente “varie strade”

per raggiungere obiettivi di fede in modo sbagliato! Paolo

non usa mezzi termini: “non siamo piú bambini sballottati

e trasportati da ogni vento di dottrina”, questo implica che

il credente deve essere “un uomo stabile” e non un bambino

capriccioso! Significativamente, Paolo ci lascia

comprendere che “molti di questi venti dottrinali” sono

frutto della “malizia dell’uomo” (in lingua greca li

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chiamano “giocatori di dati”) il cui scopo è “ingannare”

per ottenerne, ad esempio, “astuti vantaggi!”

L’unico modo per non essere trasportati qua e là dai “venti

di dottrina” è restare ancorati saldamente alla “sana

dottrina.” La bibbia ci fa un’esortazione: “Ma tu parla di

cose che siano conformi alla sana dottrina”(Tito 2:1).

La nostra “conformità” è l’evangelo della grazia che

abbiamo ricevuto e che gli apostoli hanno consolidato come

“fondamento.” Un credente quindi ha un obbligo:

“conoscere la dottrina cristiana ed evitare di farsi sballottare

ovunque.” Non è una scelta di campo, ma è un obiettivo

prioritario per vivere secondo la “volontà di Dio” ed in

ubbidienza alla sua Parola. L’autore della Lettera agli Ebrei

richiama la stessa condizione: “Non lasciatevi trasportare

qua e là da varie e strane dottrine, perché è bene che il

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cuore sia reso saldo dalla grazia e non da cibi, da cui

non ebbero alcun giovamento quelli che ne fecero uso.”

(Ebrei 13:9). Da quello che appuriamo, la bibbia ci

sollecita ancora una volta a rimanere “saldi” nella grazia

che abbiamo conosciuto, e non nelle sue forme esteriori,

evitando le “strane dottrine”, che come già affermato per

il principio biblico citato in Efesini, ci sballotterebbero da

una parte all’altra della fede; senza iniziare un vero

cammino, e qualora questo sia già iniziato, senza possibilità

di portarlo a termine! Rendiamo stabile il nostro cuore!

Questo è l’imperativo, proteggere il nostro cuore dalla

menzogna dottrinale. Paolo esortava: “Fratelli, non siate

bambini di senno, ma siate bambini in malizia e uomini

compiuti in senno” (1 Corinzi 14:20). Siamo forse

bambini in quanto a senno? No di certo! Siamo in grado di

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riconoscere perfettamente la verità che abbiamo ricevuto

e che proclamiamo a gran voce! Dobbiamo continuare a

farlo. Ecco perché ho voluto scrivere questo libro,

dotandolo anche di una nuova veste grafica, più precisa,

migliorata, nell’intento di ubbidire al Signore, facendo ciò

che è gradito ai suoi occhi: essere “preciso” come Egli è!

02. LA NOSTRA MENTE NON SIA

CORROTTA

Che cos’è una “mente corrotta”? (biblicamente parlando)

La Parola di Dio ci insegna : “Ma io temo che, come il

serpente sedusse Eva con la sua astuzia, cosí talora le

vostre menti non siano corrotte e sviate dalla semplicità

che si deve avere riguardo a Cristo.” (2 Corinzi 11:3).

In che modo possiamo collocare questo versetto nella

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nostra vita e applicarlo alle leggi spirituali che regolano il

nostro rapporto con il Signore? La parola greca “φθαρῇ”

(phtharē) significa letteralmente “spreco, perimento,

vizio, corruzione”; in buona sostanza, una condizione tale

ci renderebbe di ricevere la Parola di Dio con semplicità!

La corruzione spirituale impedisce il corretto

funzionamento, in noi, della Parola di Dio. In tale contesto,

resteremmo confusi e non avremmo la possibilità di

superare gli ostacoli spirituali a cui potremmo essere

sottoposti! Tuttavia, i cristiani che fanno la volontà di Dio

non si corrompono spiritualmente e la loro mente è rivolta

al Signore, a differenza di chi si lascia andare e segue le

opere del diavolo: “Voi siete dal diavolo, che è vostro

padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu

omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella

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verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso,

parla del suo perché è bugiardo e padre della

menzogna.” (Giovanni 8:44). Un credente, ogni tanto,

dovrebbe porsi la domanda: “Sto facendo la volontà di

Dio? E’ Dio mio Padre?” La sincerità spirituale è molto

apprezzata dal Signore! Proteggiamo la nostra mente con

la sottomissione, con la lettura della Parola, con la

preghiera, con la comunione fraterna, facciamolo con

qualunque cosa, ma rendiamo pratica questa “protezione.”

Molti scrittori cristiani asseriscono che la nostra mente è

un campo di battaglia ed hanno perfettamente ragione. La

prima battaglia contro il diavolo è sempre nella nostra

mente e nei nostri pensieri. Se non siamo in grado di avere

un controllo globale nella mente non riusciremo di sicuro

né ad averlo sulla carne e né sulle emozioni naturali.

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CAPITOLO 02

02
UNA GRAZIA MAI
RICONOSCIUTA DA
DIO, L’IPER-GRAZIA

DI COSA PARLO IN QUESTO CAPITOLO

1. CHE TIPO DI GRAZIA?

Lineamenti generali dell’ipergrazia, ipotesi dottrinali


e contesto in cui l’ipergrazia è andata maturandosi nel
tempo!

2. GRAZIA A CHILOMETRI ZERO

Un modello di vita cristiana lontano dal pentimento e


dal ravvedimento. Una grazia che non santifica, una
grazia che non partecipa alla volontà di Dio.

3. SEGNI INDICATORI IN SPIRITUALI

Alcuni elementi indispensabili per conoscere il


cammino dottrinale di chiese e di comunità ipergraziste
nel nostro periodo storico

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01. CHE TIPO DI GRAZIA?

Alcuni autori hanno preso in considerazione l’idea di

definire la cosiddetta “Iper-grazia” quale luogo di incontro

tra la carne, la spiritualità auto-indotta ed il legalismo

religioso informale (vedremo in seguito il perché) idoneo

a soddisfare le esigenze della giustizia di Dio. A dirla così

breve, sinceramente, non si capisce nulla, dobbiamo entrare

nelle pieghe di alcune definizioni e nella mente dei tanti

promotori della “dottrina dell’ipergrazia” che fino ad oggi

ha mietuto molte vittime ed ancora continua verso il

peggioramento progressivo! Partiamo subito da una base

certa: “l’Ipergrazia è una grazia riformata”, qualcosa di

nuovo che i credenti di nessuna età, di nessun credo

evangelico, di nessuna denominazione specifica hanno mai

sperimentato; insomma una nuova eresia per le mani.

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Prima di “penetrare” nel vivo di questa ennesima “dottrina

di demoni” (tanto per cambiare), dovremmo fare un giro

largo di valutazione e capire “esattamente” se si tratta di

una vera e propria dottrina o di un modo di vivere cristiano,

estraneo agli orientamenti apostolici. Ogni volta che ho

parlato con questi “super-graziati” ho dedotto che di

“grazia” (quella vera) non ne hanno mai sentito parlare e

che la loro percezione di “vita in Cristo” sia viziata nella

forma ed ahimé anche nella sostanza! Poco si sa e molto si

discute intorno a questa “ipergrazia”, taluni si sono fatti

addirittura “portavoci popolari” ed altri ancora “promotori

nazionali” di tale modello di approccio spirituale. In via

del tutto personale, dico, che nasca pure un “nuovo

movimento”, nessun problema, oggi i movimenti spuntano

come i funghi, il dubbio verrebbe con l’approccio alla

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verità nato in seno al contesto religioso! Le deduzioni più

immediate di questa “strana grazia” le ho percepite nelle

parole di “cantanti-predicatori” che riducevano la grazia

di Dio a qualcosa da prendere e “bere come una pillola”

della felicità. Niente sforzi, niente perseveranza, nessuna

buona opera da compiere, nessun bisogno di santificarsi

ogni giorno. Secondo costui, Dio ha fatto tutto in Cristo,

e va bene fin là! Tutto il resto sono “prassi religiose”;

insomma, molto blando come concetto di vita cristiana;

costoro mi fanno venire in mente questo versetto, come:

“aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegato

la potenza; da costoro allontanati.” (2 Corinzi 11:3).

E’ ovvio che “gli ipergraziati” non sono d’accordo con

questo versetto, anzi a mio parere, aborrono questo

versetto, tuttavia pare la realtà più evidente!

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Una vera vita cristiana richiede la passione per la

santificazione, l’amore per le anime perdute, la ricerca (a

volte spasmodica) della verità scritturale, il rispetto dei

contenuti dell’insegnamento apostolico. In breve, il

credente “è un modello di vita” basato sulla Bibbia, non la

fotocopia bianco e nero di un modo di vivere

cristianamente. Nella Lettera agli Ebrei è scritto:

“Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza

la quale nessuno vedrà il Signore” (Ebrei 12:14); di quale

santificazione stiamo parlando? Ebrei ci avverte che “senza

quella santificazione” nessuno vedrà il Signore. Possiamo

accettare l’idea di una grazia (ipergrazia) senza la santità

richiesta da Dio come standard morale di base per

incontrarlo? Vogliamo veramente credere in una possibile

santificazione di “Serie B” in grado di portarci al cospetto

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di Dio a prescindere da ogni cosa? No amati! Se abbiamo

questo concetto, la nostra vita cristiana, probabilmente è

già finita da un pezzo! Il cattivo insegnamento che circola

tra gli “ipergraziati” è a grandi linee questo: “Siamo

santificati dalla fede e non abbiamo bisogno della ricerca

della santità per essere disciplinati in essa, poiché la

salvezza è un dono a cui Dio stesso non rinuncia ad

elargire a prescindere dalle condizioni e dai mutamenti

della persona!” A costoro io rispondo: “E vissero tutti

condannati (all’inferno) e scontenti!” Davvero credete in

una grazia senza la santità? Bhè, allora siamo nella cecità

più assoluta! Sono in molti quelli che “caduti in crisi”

spirituale, dicono di essere stati risollevati dalla nuova

“dottrina” della pietà! Mi piace pensare a questa definizione

che ho letto su un libro americano: “Un Vangelo

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compromesso, produce un frutto compromesso!” Mai stato

così d’accordo con una definizione di questo tipo. La nuova

ondata di “ipergraziati” in sostanza “scarica” alcuni

insegnamenti solo a beneficio di altri. Questo scenario porta

irrimediabilmente in una “camera apostata” dove il

“credente” sceglie cosa “credere”. L’insegnamento

apostolico non può essere frammentato, bisogna prenderlo

tutto nella sua interezza. Confessione dei propri peccati,

pentimento, ravvedimento sono passaggi fondamentali

della vita cristiana, sono irrinunciabili per il credente ed

insuperabili per Dio stesso! Nessuno può andare oltre il

“disegno del ravvedimento” messo in atto dallo Spirito

Santo, affinché l’uomo sia convinto di peccato, di giudizio

e di giustizia! Il cattivo insegnamento secondo cui la

confessione dei peccati non sia necessaria, in quanto è stato

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sufficiente il sacrificio di Gesù, distoglie dal chiedere a Dio

il necessario perdono! Iniziamo davvero male! A questo si

aggiunge un altro particolare: essendo ormai tutto “pagato”

in termini di salvezza, la confessione non servirà mai più,

quindi la si esclude dalla propria vita spirituale. Uno dei

cardini dell’insegnamento di questa “diabolica dottrina” è

l’affermare che quando Dio ci guarda vede solo un popolo

santo e giusto, a prescindere da tutto il resto! Sapete mi

viene in mente l’inganno del “fuoco che non brucia” con

cui Satana attira i ragazzi nelle moderne teorie religiose.

L’ipergrazia svincola parzialmente il credente dagli

insegnamenti di Gesù, arrivando a sostenere che i credenti

stessi non sono “responsabili” dei loro peccati a motivi

della loro natura e che chiunque non approvi questo

standard sia qualificato come “legalista” e “farisaico.”

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Gli “ipergraziati” pervertono il senso della “grazia!”

Dottrinalmente, essendo vicini al concetto di

“antinomianismo” (di cui parlerò più avanti). Il peggio

degli ipergrazisti viene fuori nel “giudicare”;

improvvisamente, quando contesti anche una sola virgola

del loro “credo”, diventi “ipso facto” un legalista, un

guardiano della legge, un oppositore della grazia e perfino

un “figlio dei farisei”, deduco che queste espressioni siano

frutto di grande carnalità, altro che Spirito! Ogni volta che

mi sono opposto alla “fatiscente e spettrale” dottrina della

ipergrazia, per me ci sono state solo offese, ad iniziare da

“fariseo”, per finire ad “oppositore della grazia di Dio”;

questo è lo scenario con cui è necessario misurarsi. Costoro

dimenticano un aspetto importante: “essi sono stereotipati”,

parlano, si conducono, professano e offendono tutti allo

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stesso modo! Fateci caso! Sembrano fatti con lo stampino

dalla stessa “macchina infernale!” Tuttavia noi credenti,

(quelli che siamo nella verità intendo), per quanto possiamo

dovremmo aiutarli ad uscire da questo “misero” sistema di

attuare la grazia di Dio. Se poi non ci ascoltano, allora ne

paghino pure le conseguenze, con la giustizia di Dio. Caro

fratello e cara sorella, posso garantirti una cosa, quando

vivi nella grazia (quella vera) di Dio, Satana è sempre vigile

ad inviarti i suoi emissari, pronto a preparare trappole sulla

tua vita affinché tu sia a rischio di caduta costante! Questa

preoccupazione ci spinge alla preghiera, alla santificazione,

al bisogno di stare vicini a Dio sottomettendoci a Lui e

rifuggendo il peccato! Statisticamente è stato appurato che

tra i predicatori (e promotori) dell’ipergrazia c’è un alto

tasso di “matrimoni bis” e di “separazioni”, il frutto amaro

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prodotto da altri “frutti amari” resi disponibili nella

piantagione dell’ipergrazia. Sapete qual è la novità, che

questa ipergrazia è una bella dottrina per colui che vuole

vivere da “cristiano nominale”, nulla di serio, niente di

santificante! Ma allora di che grazia stiamo parlando?

2.0 GRAZIA A CHILOMETRO ZERO

Perché usare questa definizione? Primo perché la sento

cucita addosso a chi pratica l’ipergrazia, secondo perché

la grazia è un upgrade continuo del cammino cristiano. Non

possiamo pretendere di aver ricevuto “grazia” e da quel

momento in poi comportarci “spiritualmente” peggio di

quando non eravamo consapevoli della grazia di Dio. E poi

voglio aprire subito uno scenario: “la grazia abbondante”

non è l’ipergrazia, l’ho già affermato, ma qui addirittura lo

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sottoscrivo con “energia”; ripeto, attenti a coloro che

“confondono volontariamente” la grazia abbondante con

l’ipergrazia! Partiamo da questa affermazione biblica:

“poiché io non mi sono tratto indietro dall'annunziarvi

tutto il consiglio di Dio.” (Atti 20:27). Si cita il Consiglio

di Dio, cominciamo a parlar chiaro, chi predica l’ipergrazia

non annunzia tutto il “consiglio di Dio”, ma solo una parte,

quella necessaria a poter spingersi nel campo minato del

peccato, soddisfacendo le proprie miserabili voglie carnali;

farò degli esempi a seguire, naturalmente. Le pratiche

introdotte dai promotori dell’ipergrazia, progressivamente

sostituiscono le leggi morali immutabili di Dio, non solo

il rapporto personale. Abbiamo visto come la confessione

dei peccati venga “relegata” nell’angolino perché “inutile”,

stesso dicasi circa il perdono reciproco tra fratelli!

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Pochi sono consapevoli del fatto che chi predica questa

dottrina diabolica, esclude interi capitoli della bibbia, come

ad esempio le Lettere di Giovanni, che secondo i promotori

dell’ipergrazia tali contenuti siano per i “non credenti” e

non per chi ha già conosciuto Cristo! Credetemi fratelli

faccio grande fatica a scrivere senza adirarmi nello spirito

(seguendo pacificamente nel Signore la scrittura che

insegna: “adiratevi, ma non peccate!”). Diventa veramente

difficile sostenere un dialogo pacifico con i promotori

dell’ipergrazia. Un altro terribile aspetto della dottrina

ipergrazista è l’insensibilità allo Spirito Santo. Secondo i

grandi predicatori di questa “scelleratezza dottrinale” vi è

la pretesa di affermare che lo Spirito Santo non condanna

e non appesantisce sul credente il peso del peccato. Dico,

ma ci rendiamo conto? Tutti noi che amiamo il Signore,

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quando siamo in errore sentiamo bene il peso del peccato,

avvertiamo forte la necessità di portare ai piedi della croce

il nostro modo peccaminoso di vivere. Sentiamo, come

cristiani, l’esigenza di confessarci, di abbandonare il

peccato, anche se ne siamo spesso molto coinvolti; ma una

cosa è chiara, intimamente ci sforziamo di stare lontani dal

peccato! Dov’è, altrimenti, la differenza tra chi è cristiano

e chi non lo è? Come non si avverte l’esigenza di

abbandonare il peccato e ricorrere alla confessione a Dio?

La confessione dei peccati a Dio è una priorità cristiana!

Qualunque giustificazione tu possa pensare di trovare è

anti-biblica! Il peccato va sempre confessato ed

abbandonato, non “dimenticato”, ma, ripeto noiosamente,

confessato e abbandonato (posto che tu voglia peccare a

tutti i costi). Nonostante tutto, il peggio deve venire!

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Ho accennato in precedenza all’antinomismo (o

antinomianismo), la dottrina eretica secondo la quale gli

ipergraziati sostengono di essere liberi di non osservare

precetti etici, indicazioni e principi morali di una

determinata fede, nel caso specifico il “cristianesimo

apostolico”; vorrei partire da qui: cristianesimo apostolico!

Paolo, se oggi fosse vivo, avrebbe dedicato agli ipergraziati

questo versetto: “Che diremo dunque? Rimarremo nel

peccato, affinché abbondi la grazia Niente affatto! Noi

che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in

esso?” (Romani 6:1-2). Paolo, senza mezzi termini, pone

la dottrina antinomista (conosciuta come ipergrazia) nel

“cattivo girone” delle dottrine apostate! Sembra quasi voler

dire: “Che facciamo? Per fare sovrabbondare la grazia,

vogliamo abbondare anche nel peccato?” Gloria a Dio per

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la sua meravigliosa Parola, essa è davvero una lampada sul

nostro sentiero! L’antinomianismo, come precitato, startup

spirituale dell’ipergrazia, colloca la santificazione al di

fuori “degli obblighi” morali assunti verso il Signore! La

bibbia ci insegna che la santificazione è un elemento

indispensabile alla salvezza, unito ad essa in modo

indissolubile. Senza la santità non vedremo Dio… è scritto

a caratteri cubitali! Ti pongo la domanda: “puoi stare alla

santa presenza di Dio, senza essere santo?” Ricordiamo

Mosè nell’Antico Testamento: “Allora il Signore gli disse:

Togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai

è terra santa.” (Atti 7:33). Notiamo quanta enfasi viene

sottolineata alla “santità di Dio”, lo stesso terreno

calpestato da Mosè diventa santo a motivo della presenza

di Dio. Ci servono ancora prove a sostegno?

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03. SEGNI ED INDICATORI SPIRITUALI

Per meglio aprire il “vaso teologico” della dottrina

ipergrazista, mi accingerò a fare un piccolo elenco

commentato, tipico delle chiese e dei predicatori che

aderiscono alla dottrina o meglio ne sono “portatori sani”,

(in quanto di questa dottrina o ne sei portatore sano o non

vi appartieni, secondo il mio punto di vista) per poi

trasmettere ad altri lo stesso “batterio spirituale!”

3.1 - Chi predica l’ipegrazia non parla mai contro il

peccato in quanto tale, ma ne parla in forma surrogata

Nel contesto degli ipergrazisti noterai che la parola

“peccato” è sempre e solo associata al “contesto” del

perdono dei peccati “in Cristo”, ma mai prendendo una

posizione contro il peccato come “ostacolo alla salvezza.”

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Per tale motivo usano sempre lo stesso linguaggio

composto da parole come “fariseo”, “legalista” e

compagnia bella per intendere chi va contro quest’idea!

3.2 - I capofila ed i pastori del “sistema ipergrazia” non

assumono mai una posizione verso la giustizia.

Per timore di offendere nuove persone, i predicatori ed i

portatori sani di ipergrazia non affrontano mai argomenti

come aborto, divorzio, e altri temi che posso creare forti

oscillazioni sociali e religiose. Per tale motivo preferiscono

astenersi dall’avviare discussioni tematiche in proposito.

L’astensione da certi argomenti comporta il “coprirli” e di

conseguenza è quanto di peggio che un cristiano possa fare.

Noi credenti siamo chiamati a dare un giudizio delle cose

di questa vita, anche su temi e questioni spirituali.

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3.3 - I libri dell’Antico Testasmento sono quasi

totalmente ignorati.

La prima cosa che ho notato, avendo ascoltando molti di

questi predicatori dell’ipergrazia, dai “cantanti nostrani”

ai predicatori d’elite statunitensi è che tutto l’Antico

Testamento è visto come un “tipo” ed “un’ombra” per

illustrare sermoni e “predicazioni assistite”, ma mai come

“tema di predica!” Antico e Nuovo Testamento sono

interconnessi e non “autonomi”, nessuno dei due libri può

escludere “a prescindere” l’altro, sarebbe sacrilego!

3.4 - Anche se vivono una vita immorale, gli ipergrazisti

possono essere “ministri” ed insegnare la via.

Una mancata posizione “netta e marcata” contro il peccato,

come è ovvio, non porta mai a buone conseguenze.

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Molti ipergrazisti vivono una condizione di peccato, spesso

decisa anche volontariamente, come ad esempio il

“divorzio” per vivere con un’altra persona. A tale proposito

io conosco almeno 4 di persone che hanno agito in questo

modo e tutte ragionano alla stesa maniera: “il divorzio è

un peccato come un altro”; oppure “per questo divorzio il

Signore Gesù ha pagato” e frasi del del genere! Non è

accettabile. Dio è contro i divorzi e non a favore! Inoltre

per ciò che concerne l’immoralità, qualche predicatore ha

asserito: “ogni tanto un po’ di vino è utile, ci fa dimenticare

qualcosa di brutto!” E’ forse naturale per un cristiano

“asserire certe cose?” Il cristiano è chiamato a restare

sempre lucido: “Non ubriacatevi! Il vino porta alla

dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito” (Efesini 5:18).

Un ammonimento biblico abbastanza chiaro!

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3.5 - Conduttori e pastori ipergrazisti parlano sempre

contro le chiese istituzionali

La buona totalità dei pastori “ipergrazisti” denunciano

sempre le “comunità standard” (a loro dire), ossia, quelle

organizzazioni che sono conservatrici della Parola di Dio,

“bollandole” come “istituti religiosi”, “chiese del

fallimento” e altri termini in sintonia con la loro

sconsiderata dottrina. Tutto viene “condito” dall’aspetto

culturale e rinnovato della civiltà attuale, le loro frasi

migliori sono: “non siamo più a tempi di Paolo e Pietro!”

Questo deve farci molto “riflettere” sulla loro idea cristiana.

3.6 - La predicazione positiva è quella che conta

Chi frequenta le comunità ipergraziste può sentire solo

belle prediche su: prosperità, ricchezza, salute, riposo,

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successo nella vita spirituale senza sforzi, successo nella

vita naturale come “dono” di Dio, inutilità delle opere, ed

altri temi, che in parte potrebbero (se vogliamo) anche

essere corretti se predicati in modo conforme e associati al

pensiero di Dio, che preliminarmente su tutto è la santità!

Il punto di vista rimane sempre “predicare tutto il Consiglio

di Dio” (come è scritto in Atti, già citato).

3.7 - Peccare perché imperfetti!

Lo “slogan ipergrazista” per eccellenza autorizza il

peccato! Per quale motivo? Perché si è imperfetti! Io

invece dico: “Perché devo peccare, se invece posso

astenermi dal farlo? Leggiamo le scritture: “Chiunque è

nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché

il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel

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peccare perché è nato da Dio.” (1 Giovanni 3:9). Capite

perché gli ipergrazisti non amano molto le Lettere di

Giovanni? Perchè l’apostolo, con il peccato, va subito al

sodo, dice ciò che è pratico, immediato. Prende una

posizione, cosa che gli ipergrazisti non fanno e non

vogliono fare!

3.8 - Conclusioni sulla dottrina ipergrazista

Ci sarebbero tante altre cose da scrivere e da esaminare

passo per passo, ma come al solito lo scopo dei miei libri

è informare per rimandare alla bibbia. Tutto va sempre

visto alla luce delle Scritture. Potrei scrivere mille pagine

di libri, ma non avrei lo stesso effetto di un versetto biblico

spiegato dal Signore. Vorrei concludere questa carrellata

soltanto dicendo che l’ipergrazia è la porta spalancata alla

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dottrina dell’universalismo (per alcune chiese già divenuta

una realtà purtroppo, al punto tale che universalismo ed

ipergrazia, ormai, in alcune comunità vanno a braccetto!)

Quando mi rivolgo ai promotori dell’ipergrazia, e

considerate che in mezzo a noi già c’è una vera propria

epidemia, faccio sempre loro la stessa domanda: “E se il

giusto è salvato a stento, dove finiranno l’empio e il

peccatore?” (1 Pietro 4:18). Sapete quali sono le risposte?

Le più disperate del mondo! Alcune addirittura arrivano a

rasentare l’anti-biblicità! Nel momento in cui non c’è più

possibilità di andare avanti, ecco che diventi “fariseo”,

“legalista”, “prendi la bibbia alla lettera”, “tu predichi il

Vecchio Testamento”, insomma, c’è uno scenario di fuga

già pronto per “evadere” la risposta oppure tacciarla di

“legalismo farisaico”… benvenuta ipegrazia!

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CAPITOLO 03

03
CONCLUSIONI FINALI E
CONSIDERAZIONI
SPIRITUALI

DI COSA PARLO IN QUESTO CAPITOLO

1.0 UNA GRAZIA “SGRAZIATA” !

A che ci serve una grazia che non è conforme a quella


che viene da Dio? Il rischio è vivere una grazia che non
compie nulla nel credente. Dio ha convalidato la grazia
e non l’ipergrazia, che rimane una grazia “sgraziata”

2. LA DOTTRINA DELL’ARROGANZA

Molto spesso non ci si rende conto di essere arroganti


dal punto di vista spirituale! La cosa peggiore è proprio
il non accorgersene, sintomo noto di una degenerazione
della fede e della spiritualità.

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SEGNALI ED INDICATORI TIPICI DELLA
DOTTRINA DELL’IPERGRAZIA!

Prima di andare avanti con il capitolo finale ho raccolto alcune


dichiarazioni “tipiche” provenienti dalle file dell’ipergrazia! Tali
affermazioni fanno parte del “carrello della spesa” dei promotori
dell’ipergrazia, e hanno lo scopo di sostenere le loro “teorie di
fede”, allontanatevi da chi pratica queste affermazioni!

1. Non devi più confessare i tuoi peccati a Dio perché 1 Giovanni 1:


9 non è scritto ai cristiani.

2. L'idea che lo Spirito Santo venga a condannarti per il peccato è una


grottesca falsa rappresentazione del pentimento e che era pagana.

3. Preghiere per il perdono e pregare per la salvezza dei propri cari


sono una perdita di tempo perché Dio ha già salvato il mondo. Il
perdono non è qualcosa che Dio fa; è qualcosa che ha già fatto.

4. Una vita di pentimento non è davvero necessaria perché sei stato


perdonato quando hai creduto in Cristo.

5. Quando la Chiesa ti dice di morire ogni giorno a te stesso e prendere


la tua croce è legalismo.

6. Non puoi far impazzire Dio; Egli non è mai scontento di te,
qualunque cosa tu faccia.

7. Gesù non è morto per mortificare il tuo comportamento, quindi non


essere troppo coscienzioso nei confronti del peccato.

8. Non devi temere Dio, poiché Dio è completamente contento di te


per ciò che Gesù ha fatto sulla croce.

9. Oggi sei completamente santificato; non sei e non puoi diventare


più santificato o santo come sei oggi.

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1.0 UNA GRAZIA “SGRAZIATA” !

Se proviamo a dare un’occhiata allo specchietto con la nota

precedente a questa pagina, c’è veramente da rabbrividire!

La dottrina della “ipergrazia”, in alcuni casi diventa

“sgraziata”, in altri casi porta in “disgrazia” dinnanzi a Dio,

perché? Perchè si tratta di un’abominevole “dottrina di

demoni”, come tante in giro nel mondo, tutto qua! Niente

di nuovo sotto il sole! Nessuna novità! Una dottrina

malsana e diabolica che si è introdotta tra i figli di Dio!

Tuttavia, chi ha lo Spirito di Dio non cede e non cade sotto

i colpi di queste false illusioni religione prodotte

dall’ipergrazia! Conosco molti fratelli e sorelle e nei giorni

scorsi mi sono reso conto che perfino i fratelli che hanno

chiese a 100 metri da casa mia sono “occasionalmente”

ipergrazisti, avendo a che fare con promotori

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dell’ipergrazia ed invitandoli nelle loro comunità. A noi

servono predicatori che “sgridino i credenti” a stare lontani

dal peccato e non a giocare con la “grazia” e fantasticare

su un mondo cristiano che non ha bisogno di pentimento!

Chi predica l’ipergrazia andrebbe ripreso ed ammonito,

anche pubblicamente, se ne è il caso, come faceva la chiesa

primitiva. Ma oggi c’è la “chiesa dei balocchi”, clown,

marionette, spettacoli all’aperto… una chiesa proprio

idonea per questi promotori dell’ipergrazia! Una chiesa

senza spiritualità, dove non c’è rimprovero, dove ormai la

disciplina è solo “un cattivo modo” di trattare i credenti!

Pensate che sia questa la chiesa di Cristo? Quanto siete

fuori strada! Tanto, ma tanto fuori strada!

L’ipergrazia è una “dottrina di demoni” perché va oltre

la dottrina apostolica e quindi non viene né dal Padre e né

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dal figlio, infatti insegna ciò che non è lecito, escludendo

che interi capitoli della bibbia non siano destinati ai

credenti. Grave, gravissimo! Potete ascoltare queste

nefandezze direttamente sui tanti video che ci sono su

Youtube, anche di predicatori italiani abbastanza noti. Io

personalmente ho preso le distanze da questa dottrina dopo

dieci secondi dall’averla ascoltata! Non mi sono posto

nemmeno la domanda se vi fosse qualcosa di giusto, poiché

mi è bastato vedere il “buco dottrinale” enorme, la “viziata

e viziosa voragine diabolica” dell’inconsistenza per

comprendere che si tratta di una diabolica dottrina! Forse

una delle più subdole e delle peggiori, poiché come un vero

e proprio virus, è capace di mutare atteggiamento da

credente a credente attaccando le “difese spirituali”

distruggendole dal di dentro. State lontani da questa

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dottrina! Ve lo ripeto fratelli e cari nella grazia, state

lontanissimi! Ma tanto so che il mio avvertimento rimarrà

inascoltato! Sapete perché? Molti credenti vanno “dietro

le persone” e non “in linea” con la fede! Sentiamo cosa ci

dice il Signore in proposito alla confessione dei peccati:

“Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le

confessa e le abbandona otterrà misericordia” (Proverbi

28:13). Esattamente il contrario di quello che insegna

l’ipergrazia, ti diranno: “si tratta del Vecchio Testamento,

ormai con Gesù, non serve più a nulla!” Terribile! Totale

mancanza di rispetto per la Parola di Dio che invece non

scade mai e non può essere “annullata!”

Molti predicatori dell’ipergrazia ormai arrivano a sostenere

l’idea che la confessione sia addirittura in “disuso” e

pericolosa perché mina ed attenta all’integrità spirituale

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che ci relaziona con Dio! Ci rendiamo conto di cosa si

afferma? Che confessarsi è addirittura contro-producente

in quanto paventa l’idea che “confessandosi” non si è certi

della grazia naturale di Dio. Leggiamo la bibbia e diciamo

a questi perversi predicatori che non esiste un solo versetto

nelle Sacre Scritture in cui si viene dichiarati “perdonati”

a prescindere per i peccati futuri. Sentiamo le parole del

“Padre Nostro” insegnato da Gesù: “E perdonaci i nostri

debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori.”

(Matteo 6:12). La confessione, il perdono dei peccati, la

riconciliazione a Dio mediante il sangue di Gesù fa parte

del nostro quotidiano. Ogni giorno dovremmo confessare

a Dio i nostri peccati ed abbandonarli, ed ogni giorno ove

fosse possibile “confessare i falli” gli uni gli altri

perdonandoci a vicenda! Questo è l’evangelo della grazia.

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2. LA DOTTRINA DELL’ARROGANZA

Tutto ciò che si oppone alla Parola di Dio è diabolico. In

questo caso, la dottrina dell’ipergrazia ci mostra anche una

sorta di “arroganza spirituale” che aggiunge danno su

danno alla vita spirituale del credente. Pensare di non avere

la necessità di confessarsi, credere di poter essere disonesti

con la santità (peccando sapendo di farlo), essere disonesti

con l’opera (affermando che essa non è necessaria a nulla)

significa “letteralmente” porsi in uno stato di arroganza

spirituale con il Signore. Ogni giorno pecchiamo, ogni

santo giorno abbiamo bisogno di essere lavati e purificati

dal sangue di Gesù, perché il cristiano è chiamato a

camminare nella luce: “ma se camminiamo nella luce,

come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con

gli altri, e il sangue di Gesú Cristo, suo Figlio, ci purifica

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da ogni peccato.” (1 Giovanni 1:7). Cosa ci insegna la

bibbia? Camminare nella luce, avere comunione, lasciarci

purificare dai peccati mediante il sangue di Cristo. Eppure,

gli ipergrazisti dicono: “questa è superstizione, noi siamo

già stati lavati 2000 anni fa!” Bene, falso ed ipocrita, io ti

dico: “tu hai (ed io ho) bisogno di essere lavato ogni giorno

con il sangue di Gesù”, è un modello di vita spirituale, è

una condotta, una necessità, non un rito propiziatorio. La

cosa scandalosa è che costoro scrivono “libri” e

“propongono tesi” sui social, girovagando qua e là, tenendo

conferenze a cui centinaia di cristiani vi partecipano… e

poi? Il nulla! Molti di quei credenti che hanno partecipato

alle conferenze di questi promotori sono venuti da me a

chiedere consulenza, a chiedere supporto per ritornare sui

loro passi, a causa di una fede ormai mal gestita!

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Allora voglio concludere dicendo semplicemente che noi

abbiamo “tutta la verità” a portata di mano, è lì nella Parola

di Dio, restiamo ancorati ad essa, restiamo ancorati alla

dottrina che abbiamo ricevuto e che riceviamo ogni giorno

dal Signore mediante i suoi ministri, quelli veri. fratelli e

sorelle, coloro che tagliano rettamente la Parola! Non è

vero che non ci sono più predicatori, ce ne sono tanti che

ogni giorno dedicano il loro tempo a Dio, alcuni anche ore

ed ore nella sottomissione allo Spirito Santo e nel servizio.

Non lasciamoci ingannare da quanti organizzano

conferenze e tributi, non è nel numero delle conferenze che

Dio opera, anzi come abbiamo visto spesso in queste

conferenze si “predica la menzogna!” Torniamo con zelo

al Signore, riapriamo le bibbia e facciamola vivere in noi,

confrontiamoci e lasciamo allo Spirito l’ultima parola!

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Universalismo, antonomismo,
ipergrazia, insomma sono
tanti i modi per indicare una
delle “peggiori dottrine di
demoni” del nostro secolo.
Stiamo parlando di una
dottrina praticata da migliaia
di credenti, anche in Italia,
purtroppo, portata avanti da
“ministeri del nulla” e da
“facitori della menzogna”, che
inducono il popolo di Dio a
sentirsi “già santi” senza
santificazione, “già perdonati”
senza perdono, alludendo alla
possibilità, secondo alcuni di
loro, anche di peccare!
Questo è diabolico, in questo
mio libro, gratuito, potrete
trovare tutti gli spunti di
questa malsana e diabolica
dottrina dell’ipergrazia, che
sta mietendo “vittime
spirituali” grazie al lavoro dei
“falsi insegnanti” che ormai
in questo tempo della fede la
fanno da padroni!
Invito a leggere e confrontare
questo libro con le scritture,
in modo che sia lo Spirito a
parlare e non una persona!