Sei sulla pagina 1di 8

NOTA PASTORALE

Riflessioni e indicazioni circa la celebrazione delle Messe

Sommario

Presentazione 1. Introduzione 2. Riflessione teologica-pastorale 3. Orientamenti per la prassi pastorale 3.1. Messe domenicali e festive 3.2. Messe feriali

pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 7-8 pag. 8

Presentazione
Al termine dellanno pastorale 2002-2003, dedicato a la preghiera e la vita spirituale e accogliendo linsegnamento del papa che nella sua ultima lettera enciclica sullEucaristia ricorda come essa si pone al centro della vita ecclesiale (Ecclesia de Eucharistia, 3), presento alla diocesi questa Nota pastorale sulla celebrazione delle Messe. A questo atto sono indotto dalla consapevolezza che tra i compiti del vescovo rientra come primario quello di assicurare che la vita liturgica risplenda per la verit e quindi per la qualit della celebrazione della S. Messa, nelle varie comunit della diocesi. La Ss. Eucaristia, infatti, il cuore pulsante della Chiesa, della sua vita di grazia e di santit, e del suo dinamismo missionario di evangelizzazione. In rapporto alla verit-qualit delle celebrazioni eucaristiche si pongono anche alcuni problemi pratici, tra i quali quello del numero delle Messe. Ho ritenuto di coinvolgere nella riflessione a riguardo di questo problema, il Consiglio Pastorale Diocesano, che vi ha dedicato due sedute. Contemporaneamente sono stati raccolti alcuni dati, distinti per foranie, che hanno permesso di avere un quadro sul numero e gli orari delle messe domenicali e festive. Come pure sono stati ascoltati i sacerdoti che hanno espresso osservazioni e offerto suggerimenti in merito, attraverso i Vicari foranei. Si potuto cos stendere questa Nota. Essa si propone di sollecitare i sacerdoti e i membri dei Consigli Pastorali Parrocchiali affinch nellambito delle Unit Pastorali, allinterno della Forania, trovino insieme le soluzioni pastoralmente pi ragionevoli sul numero e lorario delle Ss. Messe, rispettando le esigenze vere delle comunit e la disponibilit reali dei sacerdoti. Occorrer essere concordi in questopera delicata, avendo cura di difendere il grande mistero dellEucaristia da tutto ci che sa di trasandato, improvvisato e sbrigativo, come pure dal persistere di abitudini e tradizioni che esigono di essere ripensate e riformulate. Confido che i richiami dottrinali e le indicazioni pastorali contenuti nella Nota siano portati a conoscenza e tradotti nellesperienza celebrativa di tutte le comunit cristiane della diocesi. Si tratta di accogliere questi orientamenti con docile e fedele adesione, nella convinzione che, come afferma il papa, la liturgia non mai propriet privata di qualcuno, n del celebrante, n della comunit nella quale si celebrano i Misteri (Ecclesia de Eucharistia, 52). Pordenone, 8 settembre 2003 + Ovidio Poletto, vescovo

1. Introduzione
1.1 Da tempo assistiamo ad un fenomeno contraddittorio nella vita delle comunit cristiane: mentre da una parte diminuiscono sia il numero dei sacerdoti sia la frequenza alla Messa festiva e feriale, dallaltra si conserva o si infittisce il numero delle celebrazioni eucaristiche di domenica e durante la settimana. 1.2 Ci sono oggi nuove possibilit: la Messa vespertina e lanticipazione della Messa festiva alla sera del giorno precedente, la prassi delle Messe di gruppo, la celebrazione in luoghi diversi dal luogo sacro, la maggior variet di formulari e di letture bibliche. Tutto questo ha portato ad una certa proliferazione di celebrazioni eucaristiche che non concorre ad un illuminato senso dellEucaristia n valorizza le diverse forme e le tante proposte di preghiera comunitaria e di meditazione della Parola di Dio. 1.3 Molti pastori oggi avvertono un certo disagio per questo stato di cose, che ripetono situazioni gi vissute dalla Chiesa. La storia della Chiesa, infatti, manifesta che non sempre il grande numero di Messe ha coinciso con un profondo e credente senso eucaristico e con una maggiore santit della comunit cristiana. Spesso si verificato il contrario perch ne sono nati superficialit, mancanza di fede e abusi. 1.4 Di qui lesigenza di metter mano a un riordino in questo settore fondamentale della vita delle nostre comunit cristiane. Del resto, su questo problema sono pi volte intervenute autorevoli direttive della Santa Sede e dei Vescovi. Occorre riprenderle e applicarle con intelligenza pastorale.

2. Riflessione teologica-pastorale
Riteniamo opportuno richiamare alcune fra le principali motivazioni che sostengono e alimentano le nostre scelte circa la celebrazione delle Messe. 2.1 LEucaristia esprime e produce lunit della Chiesa. Lunit della Chiesa esige, tra laltro, molta attenzione per non dividere o disperdere la comunit che celebra lEucaristia. Si eviti pertanto la moltiplicazione immotivata o inopportuna delle Messe, che spesso comporta luso non giustificato della binazione o della trinazione e finisce per convocare assemblee frazionate e frettolose in orari troppo ravvicinati. Non si consente cos ai fedeli di condividere consapevolmente gli impegni apostolici di tutta la comunit cristiana. Si educhi dunque al senso della comunit e della missione ecclesiale, si abbia grande attenzione per le celebrazioni del vescovo nella chiesa cattedrale e si privilegi la celebrazione dellassemblea parrocchiale, il cui pastore fa le veci del vescovo (E.C.C., 81; cfr L.G., 11). 2.2 LEucaristia qualifica il giorno del Signore anche come giorno della Chiesa. Come giorno dedicato alla Chiesa, la domenica deve esprimere con evidenza le sue note caratteristiche: lunit, la santit, la cattolicit e lapostolicit (E.C.C., ibidem). importante nutrire il senso della comunit ecclesiale che alimentato ed espresso in modo speciale nella celebrazione comunitaria della domenica... Soprattutto nella domenica e nei giorni festivi le celebrazioni che si fanno in altre chiese e oratori devono essere coordinate con le celebrazioni della chiesa parrocchiale cos da essere di aiuto allazione pastorale. Anzi utile che le piccole comunit di religiosi non chierici e altre dello stesso genere soprattutto se svolgono la loro attivit in parrocchia, partecipino in quei giorni alla Messa nella chiesa parrocchiale... Affinch lunit delle comunit parrocchiali, di domenica e nei giorni festivi, fiorisca nellEucaristia, le Messe per i gruppi particolari, come per esempio le associazioni, si celebrino per quanto possibile, nei giorni feriali. Se non possono essere spostate durante la settimana si abbia cura di conservare lunit della comunit parrocchiale inserendo i gruppi nelle celebrazioni parrocchiali (E.M., nn. 26-27 passim). 2.3 La moltiplicazione delle Messe di domenica non lo strumento corretto per aumentare la partecipazione dei fedeli. Molti, preoccupati di offrire a tutti lopportunit di assolvere al precetto festivo moltiplicano oltre il giusto il numero delle Messe domenicali e, qua e l, anche delle Messe festive del sabato sera o di quelle vespertine della domenica. Al di l delle buone intenzioni, questa prassi risulta di grave pregiudizio per la cura pastorale. Essa infatti, oltre a provocare un eccessivo frazionamento della comunit finisce con lassorbire quasi tutto il tempo e le energie dei sacerdoti, sottraendoli alla cura delle zone meno ricche di clero e allo svolgimento di altre attivit che devono concorrere a rendere pi feconda la celebrazione del giorno del Signore. Pensiamo in particolare al gran numero di Messe concorrenziali, e comunque contemporanee, nei centri storici, e al continuo succedersi di Messe in alcune chiese delle nostre citt (Il g.S., n. 32). Si pu aggiungere che la moltiplicazione del numero delle Messe spesso non avvantaggia la qualit della loro celebrazione (canto, servizio della presidenza, ministero della lettura e dellaltare, omelia, ecc.). 2.4 LEucaristia culmine e fonte della preghiera quotidiana e della attivit apostolica anche per il presbitero, che la presiede. Il presbitero deve sentirsi profondamente coinvolto nella celebrazione eucaristica e la deve animare con il massimo impegno. Questo sarebbe compromesso se il numero delle Messe fosse eccessivo, e a ciascuna di esse intervenissero solo piccoli gruppi di fedeli, in chiese che potrebbero contenerne molti 5

di pi; o se, per lo stesso motivo, i sacerdoti fossero tanto oppressi dal lavoro, da riuscire a svolgere il loro ministero solo con grande difficolt (E.M., n. 26). 2.5 La preghiera comunitaria, nei giorni feriali e anche di domenica, non deve ridursi esclusivamente alla celebrazione eucaristica. Sono da valorizzare anche altre forme di preghiera, quali la Liturgia delle Ore, le celebrazioni della Parola di Dio e altri tradizionali esercizi di piet (cfr. S.C., nn. 13. 35). 2.6 Le indicazioni appena richiamate non sempre sono entrate nella mentalit dei fedeli. In certi casi la partecipazione alla Messa considerata come lutenza di un servizio religioso dovuto, per soddisfare a un dovere legale o a un atto di piet verso i propri morti, senza il coinvolgimento personale della fede e della vita. Occorre favorire la maturazione dei singoli e delle comunit con celebrazioni eucaristiche accuratamente preparate, degnamente celebrate, attivamente partecipate con ricchezza e diversit di ministeri. 2.7 Non corretto ritenere che la celebrazione eucaristica sia pi importante e fruttuosa se viene fatta in gruppi ristretti, affini per et e per sensibilit religiosa. Questo contribuisce a svalutare le celebrazioni parrocchiali, che sono il luogo privilegiato dove la comunit si manifesta come Chiesa e dove, esprimendo le ricchezze di fede genuina e popolare, attua espressioni autentiche di accoglienza e di cattolica carit.

3. Orientamenti per la prassi pastorale


Si affidano allapplicazione dei pastori e delle comunit alcuni criteri che intendono orientare, e alla fine stabilire, una prassi pastorale condivisa. inteso che quanto si riferisce a norme pi generali della Chiesa va osservato con fedelt e con intelligente comprensione della disciplina. Altri aspetti costituiscono autorevoli direttive. Altri infine sono espressamente rimessi al discernimento dei parroci e dei Consigli Pastorali Parrocchiali. 3.1 Messe domenicali e festive (comprese quelle vespertine della vigilia) 3.1.1 La celebrazione di queste Messe deve prevedere una aderenza al programma rituale, una trasparenza del rito, una piena significanza dei simboli, una regia celebrativa, una buona animazione nella creativit e nelladattamento e una distribuzione di compiti e ministeri (lettori, ministranti, animatori del canto...) secondo i suggerimenti dei documenti magisteriali. Inoltre occorre un sufficiente intervallo che consenta un minimo di preparazione dellambiente e lorganizzazione seria e serena dei ministeri. Perci tali celebrazioni non possono susseguirsi con un ritmo troppo serrato, ma dovranno esser distanziate in modo che dallinizio di una Messa allinizio di unaltra ci sia lo spazio di almeno unora e mezza. Questa direttiva sar attuata in ogni chiesa, anche in quelle rette da religiosi e nei santuari. In questi ultimi, ove la frequenza di pellegrinaggi fosse numerosa, si dovr provvedere con la partecipazione comune di pi gruppi alla medesima concelebrazione dellEucaristia. 3.1.2 Nei primi secoli in ogni comunit si celebrava ununica Eucaristia domenicale, per esprimere lunit della Chiesa presente in quel luogo. Con il passare del tempo, per venire incontro alle esigenze dei fedeli, si diffusa la celebrazione di pi Messe nel giorno del Signore, anche se non sempre con il frutto sperato. Rimane comunque fondamentale il richiamo allunit da perseguire in vari modi: a) Per le parrocchie inferiori ai mille abitanti normalmente non si prevedano pi di due Messe. Nelle altre parrocchie si potranno celebrare pi Messe, tenuto conto del numero dei fedeli e degli spazi disponibili, senza superare di regola le cinque Messe (compresa la Messa vespertina della vigilia). b) Si eviti comunque di fissare la celebrazione della Messa in orari e luoghi dove, per lunga esperienza, il numero dei partecipanti troppo esiguo, a meno che la distanza dalla chiesa parrocchiale sia tale da suggerire diversamente; c) In chiese diverse dalla parrocchiale, se si celebra lEucaristia, si avr cura di comunicare ai fedeli le iniziative della parrocchia. 3.1.3 opportuno che normalmente non vengano celebrate altre Messe, fuori degli orari stabiliti, in occasione di feste civili, di raduni di gruppi o di altre straordinarie circostanze. La celebrazione dei matrimoni di domenica e nei giorni festivi presenta diverse difficolt pastorali, a meno che non avvenga durante la Messa dorario. 3.1.4 La scarsa disponibilit di sacerdoti gi un motivo per escludere celebrazioni eucaristiche particolari richieste da Associazioni, Movimenti, Gruppi di preghiera, Cammini di fede (...). La ragione fondamentale evidenziare lunit della comunit locale espressa dallEucaristia, per cui tali Messe siano di regola trasferite in altri giorni della settimana. 3.1.5 Durante il periodo estivo, ad eccezione delle localit turistiche, opportuno ridurre il numero delle Messe, soprattutto di quelle che sono meno frequentate, concordando lorario con le parrocchie vicine. 7

3.1.6 3.1.7

3.1.8

3.1.9

Nelle chiese non parrocchiali di comunit religiose di norma non si celebrino pi di due Messe con partecipazione di fedeli; analoga indicazione viene data per gli ospedali e case di riposo. Nei centri urbani con pi parrocchie si consideri la necessit di promuovere unazione pastorale comune in diversi settori. Anche nella celebrazione della Messa domenicale, anzich sostenere un fitto orario di celebrazioni nelle stesse ore in chiese vicine, si studi una distribuzione di Messe a partire dalla sera della vigilia e si forniscano ai fedeli informazioni riguardanti iniziative di interesse interparrocchiale. In Pordenone dovr aversi particolare attenzione per il Duomo-Concattedrale al quale converge lintera comunit diocesana in alcune celebrazioni presiedute dal vescovo. La Messa vespertina (dopo le ore 16) del sabato e della vigilia delle feste destinata a favorire la partecipazione di coloro che, per diversi motivi, sono impossibilitati a parteciparvi nel giorno successivo. Essa venga programmata l dove pastoralmente necessario. Si procuri di coordinare in ogni caso lorario con le parrocchie vicine. Alle chiese parrocchiali, e soltanto ad esse, data facolt di binazione o trinazione per la celebrazione eucaristica domenicale e festiva. Tale facolt espressamente legata alle Messe di orario in queste chiese. Il calendario delle celebrazioni deve tenerne conto per non superare tale limite. Solo in casi eccezionali e su richiesta allOrdinario del luogo, un sacerdote potr celebrare una quarta Messa. Di fronte a situazioni di emergenza, qualora sia impossibile provvedere a sostituzioni, si ricorra ad altre celebrazioni suggerite dalla disciplina canonica, avendo cura di avvertire i fedeli.

3.2

Messe nei giorni feriali. 3.2.1 3.2.2 Nei giorni feriali, di norma non consentito al sacerdote di ripetere la celebrazione dellEucaristia. I casi in cui concessa la binazione sono richiamati nel fascicolo Indicazioni generali allegato al Calendario liturgico. La conservazione della Messa dorario anche se riguarda intenzioni di Messe gi pubblicate, nel caso di altra Messa celebrata nello stesso giorno per un matrimonio, un funerale o altri motivi pastorali, non di per s un motivo sufficiente per ripetere la celebrazione dellEucaristia: occorre la presenza di un gruppo sufficiente di persone, in caso diverso si sostituisca la celebrazione della Messa con unaltra celebrazione di preghiera. Di ci siano tempestivamente avvertiti i fedeli interessati, confermando limpegno che la Messa con lintenzione prevista sar celebrata successivamente o altrove (cfr. C.I.C. cann. 945-958). E si tenga inoltre presente la valorizzazione, anche quotidiana, di altre preghiere liturgiche (Lodi, Vespri) o di esercizi di piet.

_____________________
Sigle dei documenti citati C.I.C. : Codice di Diritto Canonico E.C.C. : C.E.I., Eucaristia, Comunione e Comunit E.M. : Istruzione Eucharisticum Mysterium Il g.S. : C.E.I., Il giorno del Signore L.G. : Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica Lumen Gentium S.C. : Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica Sacrosanctum Concilium 8