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Marted 19 novembre 2013 www.ilquotidianoweb.it

Idee&Societ

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Un libro del monaco camaldolese Ubaldo Cortoni

La Chiesa e linvenzione del laicato


di ANTONIO CAVALLARO
Claudio Ubaldo Cortoni, monaco bibliotecario del monastero di Camaldoli in Toscana autore del libro Sono Chiesa anchio. Il ruolo dei laici e il rinnovamento

CULTURA

Un omaggio a Gerardo Marotta


Una serie di iniziative della Regione nei licei classici
CATANZARO - La Regione Calabria celebra il Presidente dellIstituto Italiano degli Studi Filosofici Gerardo Marotta con una serie di iniziative nei licei classici. Ci sembrato doveroso evidenziare limportanza della cultura espressa da un grande intellettuale del Sud, che ha posto la filosofia al centro del dibattito culturale e civile in tutta lEuropa ha detto lAssessore Regionale alla Cultura Mario Caligiuri, che ha ricordato come questa iniziativa si collochi nellambito delle strategie politiche della Regione, sia per quanto riguarda il miglioramento della qualit dellistruzione e sia nel lavoro di recupero storico e dellidentit, incentrato nel rapporto con Napoli, lantica capitale del Regno del Sud. Sono tre gli appuntamenti previsti che si svolgeranno nei licei classici di Reggio Calabria, Cosenza e Catanzaro dal 19 al 21 novembre 2013. Nelloccasione verr proiettato nelle scuole il film su Gerardo Marotta dal titolo La seconda natura del regista Marcello Sannino, che parteciper alle iniziative. A rendere omaggio al grande intellettuale napoletano nei vari appuntamenti sar lassessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri.

IL 21 novembre del 1964 il Concilio Vaticano II promulgava la costituzione dogmatica Lumen Gentium, forse il pi importante (insieme alla Sacrosantum Concilium) tra i documenti prodotti dallassise conciliare. Allinterno del documento per la prima volta veniva esplicitato chiaramente il ruolo dei laici allinterno della vita del Popolo di Dio: non pi cristiani minori rispetto ai chierici ma ugualmente chiamati, ognuno nella propria condizione, a cooperare per la costruzione del Regno di Dio. Non c' quindi che un popolo di Dio scelto da lui: un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo (Ef 4,5); comune la dignit dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia di adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; non c' che una sola salvezza, una sola speranza e una carit senza divisioni. Nessuna ineguaglianza quindi in Cristo e nella Chiesa (LG 32). Parole che appaiono quasi rivoluzionarie dopo secoli di separazione durante i quali persino la santit era stata interpretata come esclusivo appannaggio di chierici e religiosi. Eppure linvenzione dei laici come elemento separato dalla Chiesa, subordinato ai chierici non connaturato, come si crede banalmente alla La copertina Chiesa stessa ma piuttosto tardiva, essendo stata introdotto solo in epoca altomedioevale. A raccontare linvenzione dei laici come genus a se stante e, soprattutto, una storia della Chiesa affascinante e ai pi sconosciuta Ubaldo Cortoni, giovane monaco bibliotecario dello storico monastero di Camaldoli in Toscana, in un libro breve ma denso appena lanciato da Rubbettino in libreria e intitolato Sono Chiesa anchio. Il ruolo dei laici e il rinnovamento. Il titolo del libro non pu non richiamare alla mente dei lettori il movimento internazionale, nato in Austria nel 1996 e oggi diffuso in tutto il mondo con il nome Noi siamo Chiesa. Gli obiettivi che il movimento (la cui esistenza stata pi o meno ignorata dai media italiani e da buona parte della gerarchia cattolica) si posto sono diversi. In particolar modo sono stati proposti ai vertici della Chiesa sei punti di riforma che, secondo il movimento, seguono la linea tracciata dal Concilio: dialogo e pluralismo nella Chiesa, ruolo della donna, eucaristia comunitaria ed ammissione ad essa dei divorziati risposati, celibato facoltativo del clero, riammissione dei preti sposati al servizio della comunit, superamento delle discriminazioni verso gli omosessuali, libert di coscienza per quanto riguarda la regolazio-

Un racconto breve ma denso appena lanciato da Rubbettino

ne delle nascite, impegno per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Come si pu ben vedere, salvo alcuni principi etici di interesse universale (come limpegno per la pace) gli altri punti vanno a centrare alcuni dei problemi fondamentali che riguardano proprio il rapporto dei laici con la Gerarchia e il loro ruolo allinterno della Chiesa. Proprio su questo tema, il libro di dom Cortoni si rivela sorprendente. Nella Chiesa degli anni tumultuosi che precedettero e accompagnarono la riforma di Gregorio VII si assiste a una presa di coscienza molto netta da parte dei laici che tentarono non solo di rivendicare la loro partecipazione diretta alla vita della Chiesa mediante linsegnamento e la predicazione del Vangelo ma anche un ritorno alla povert della Chiesa delle origini e alla vita delle prime comunit cristiane. In questi anni si assiste a fenomeni di grande interesse come quello di un gruppo di donne di Metz che predicavano in lingua volgare e ascoltavano le confessioni dei fratelli e delle sorelle, assolvendole dai peccati. O il movimento dei Fratelli del Libero Spirito allinterno del quale la donna svolgeva i medesimi uffici degli uomini e che metteva in dubbio il ruolo e la natura del ministero istituito. Lo stesso francescanesimo per molti versi ascrivibile a questo grande movimento di riforma dal basso della Chiesa. Ricordiamo a tal riguardo come Francesco dAssisi abbia rifiutato lOrdinazione Sacerdotale e come fosse sua consuetudine pregare in volgare e tradurre nella stessa lingua per i suoi frati il Salterio e i passi pi significativi della Bibbia. La risposta della Chiesa gerarchica a questi movimenti fu tuttavia delle pi dure ed ebbe il volto feroce dellinquisizione e della repressione. Gli stessi fraticelli dAssisi furono pi volte sospettati di eresia e la fraternit continu in quegli anni a muoversi al margine di quella che era lortodossia ufficiale. Da quel momento la storia nota. Quella dei laici fin per essere sempre pi una presenza marginale e la loro partecipazione alla vita della Chiesa fu intesa sempre pi in modo passivo. Le celebrazioni vedevano i laici come meri spettatori: la messa si ascoltava (anche se spesso non si capiva) e non vi era altro spazio per la spiritualit dei laici che quello di una piet popolare, spesso condannata dalle gerarchie come distorta e paganeggiante. Il Concilio pose le basi per ricucire uno strappo che i secoli avevano irrimediabilmente allargato e che oggi, la crisi del cattolicesimo in Europa, con i seminari vuoti e le comunit sempre meno giovani, rende sempre pi difficile da sanare.