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Chiesaviva

MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA


DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa
«LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI»
ANNO XXXIII - N° 354
OTTOBRE 2003

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contiene I. R. Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità

1
CANONIZZAZIONE
ED INFALLIBILITÀ
di Mons. Prof. Romero Gherardini

1
D a qualche tempo se ne
parla di nuovo. Non c’è
dubbio che l’argomento sia
molto interessante. Nulla, però, faceva
pensare, fin a poco fa, che la posizio-
ne definitivamente acquisita con Bene-
mento, ne raccolgo qui, in forma quasi
provocatoria, i punti essenziali. Chis-
sà, mi son detto, che qualcuno non
m’aiuti a capir meglio!
Mi sembra superfluo dichiarare che il
mio ripensamento parte dalla concreta
detto XIV1 sarebbe stata nuovamente situazione d’una “verità” dogmatica-
discussa. A dire il vero, gli ultimi inter- mente non definita, con un conse-
venti hanno proposto ben poco di nuo- guente margine di libertà che alcune
vo; han solo richiamato l’attenzione al “note teologiche” limitano, sì, ma
rapporto tra infallibilità papale e ca- non soffocano del tutto. Ed è sottinte-
nonizzazione. Non nuova è stata la so che la mia “provocazione” resta
posizione dubitativa o addirittura nega- all’interno di codesti limiti.
tiva, non nuova quell’affermativa.
D’ambo le parti si son ripetuti ragiona-
menti del passato ed irrilevante è sta- 1 - LA DOTTRINA COMUNE
to, forse con l’unica eccezione di D.
0ls 2 , il loro contributo per una più Né il Denzinger3, né il CJC del 19834,
profonda conoscenza del problema ed né il Catechismo della Chiesa Cattoli-
una fondazione critica della soluzione ca5 la espongono: segno evidente che
proposta. essa è estranea all’ambito di ciò che la
Poiché anch’io sono stato sfiorato dal Chiesa dichiara e promulga “definito-
“demone” della curiosità e del ripensa- rio modo”. Pertanto, la dottrina co-

1 Cfr. Benedictus XIV, De “Servorum Dei 3 Cfr. Una piccola eccezione è costituita da
beatificatione et de Beatorum canoniza- DS 675, che riguarda la canonizzazione
tione”, 7 voll. Prato 1839-42: I, n. 28, p. d’Ulderico, vescovo d’Augsburg, nel Sino-
336B: «Si non haereticum, temerarium ta- do Lateranense del 31 gennaio 993; in DS
men, scandalum toti Ecclesiae afferentem, 2726-27bis si tratta solo dell’approvazione
in Sanctos iniuriosum, faventem haereticis degli scritti dei candidati all’onore degli al-
negantibus auctoritatem Ecclesiae in Ca- tari.
nonizatione Sanctorum, sapientem haere- 4 Cfr. Un unico accenno nel c. 1403/1:
sim, utpote viam sternentem infidelibus ad errasse... et de fide non esse, Papam esse infallibilem «Causae canonizationis Servorum Dei
irridendum Fideles, assertorem erroneae in Canonizatione Sanctorum...». reguntur peculiari lege pontificia».
propositionis et gravissimis poenis ob- 2 Cfr. Ols D., “Fondamenti teologici del culto dei 5 Cfr. Anche qui un solo accenno al n. 828
noxium dicemus esse qui auderet assere- Santi”, in AA. VV. Dello “Studium Congreg. De Cau- per indicare a che fine la Chiesa canonizza
re, Pontificem in hac aut illa Canonizatione sis Sanct.”, pars thologica, Roma 2002, p. 1-54. alcuni dei suoi figli migliori.

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mune della canonizzazione va ricerca- non solo precettiva, ma anche minatoria:
ta altrove, e precisamente nel magiste- «Sí quis... temerario ausu contrarie
ro ecclesiastico non “ex cathedra”, tentaverit, sciat se... anathematis vin-
nelle stesse Bolle di canonizzazione, culo innodatum»8.
in altri interventi ecclesiastici non dogma-
tici e nel dibattito teologico. Ne parlerò in 1.2 - Non soltanto dall’estensione del cul-
seguito. to a tutta la Chiesa con conseguente
coinvolgimento di tutti i fedeli, ma anche
1.1 - La loro analisi permette di definire dalla dichiarata esemplarità del nuovo ca-
così la canonizzazione: «Un atto me- nonizzato e dall’implicita assicurazione
diante il quale il Sommo Pontefice, che costui è nella gloria dei cieli, la dot-
con giudizio inappellabile e sentenza trina comune ha dedotto l’infallibilità
definitiva, inscrive formalmente e so- del canonizzante.
lennemente un Servo di Dio, prece- Va immediatamente rilevato che i fautori
dentemente beatificato, nell’albo (o ca- della detta infallibilità la inducono con un
none) dei Santi». Tale definizione si ragionamento - direi - per assurdo: «Sa-
completa, ordinariamente, con la precisa- rebbe intollerabile se il Papa, in una
zione che il Papa intende dichiarare con tale dichiarazione che implica tutta la
essa la presenza del canonizzato nel se- Chiesa, non fosse infallibile»9. È dun-
no del Padre, cioè nella gloria eterna, que infallibile perché sarebbe intollerabile
nonché la sua esemplarità per tutta la che non lo fosse! Ovviamente, non man-
Chiesa ed il dovere d’onorarlo ovunque S. Carlo Borromeo. cano ragioni teologiche che ad “intolle-
con il culto dovuto ai Santi. rabile” sostituiscono “non possibile”: la
Va peraltro tenuto presente, al fine di de- promessa dell’assistenza divina al magi-
terminarne più esattamente la natura, stero della Chiesa, quindi la guida dello
che la canonizzazione si specifica in Spirito Santo e la connessione delle ca-
formale ed equipoIlente: è formale, nonizzazioni con le verità di fede e di
quando si siano espletate tutte le proce- Costume, cioè con l’oggetto specifico
dure di norma; equipollente quando un dell’infallibilità papale10. Su tale connes-
Servo di Dio venga dichiarato Santo in sione, tuttavia, c’è più d’un motivo per di-
forza d’una venerazione secolare (“ab scutere.
immemorabili”)6. Tutto ciò apre un ventaglio di riflessioni
Si canonizza, dunque, generalmente e storico-teologiche sulla tesi in esame; in
formalmente parlando, un Beato. L’ele- particolare, sulla vera nozione di magiste-
mento discriminante tra beatificazione e ro ecclesiastico e d’infallibilità papale,
canonizzazione è riconoscibile nel fatto nonché sulle implicazioni ecclesiologiche
che l’una prepara l’altra e questa - dal della distinzione sostanziale tra beatifi-
punto di vista formale - non prescinde da cazione e canonizzazione. Son proprio
quella. Ma mentre la canonizzazione siffatte riflessioni che o mancano, o son
estende il culto del novello Santo a tutta prive di specifica rilevanza, tanto negli
la Chiesa, la beatificazione lo permette Autori favorevoli quanto in quelli contrari.
soltanto in sede locale - una diocesi, una La monotona ripetizione di motivi non
provincia, una nazione, un Ordine religio- sufficientemente ragionati, ma anche di
so o una Congregazione -. Risulta, infatti, quelli collegati con fatti concreti - il Nepo-
dalle formule abitualmente usate7 che, muceno, p. es., e la Goretti, in passato,
canonizzando un Beato, l’intenzione altri nel presente - che parrebbero mette-
del Papa è quella d’estenderne il culto re in discussione, se non addirittura
a livello universale. Inequivoci son al ri- escludere l’infallibilità della canonizzazio-
guardo i verbi di pragmatica: “statuere, S. Caterina da Siena. ne, non darà né al sì, né al no le ali per
decernere, mandare, constituere, vel- volare molto in alto.
le”, dai quali nettamente si distinguono
quelli relativi alle semplici beatíficazioni:
“indulgere, licentiam concedere”. Né 2 - IL MAGISTERO ECCLESIASTICO
si può ignorare che nelle “bolle” di ca-
nonizzazione, a conferma della differen- «È il potere conferito da Cristo alla sua
za formale tra canonizzazione e beatifica- Chiesa, avvalorato dal carisma dell’infalli-
zione, si leggono espressioni di volontà bilità, in virtù del quale la Chiesa docente

6 Cfr. Ortolan T., “Canonization dans l’Egli- 1988, p. 367-422.


se romaine”, in DThC II, Parigi 1932, c. 9 Cfr. Löw G., “Canonizzazione”, in EC III
1636-39. Roma, p. 604; Federico Dell’Addolorata, “In-
7 Cfr. Eccone alcune: «Inter sanctos et elec- fallibilità”, ivi VI, p. 1920-24; Ortolan T., “Ca-
tos ab Ecclesia universali honorari praecipi- nonization”, cit., c. 1640. È l’applicazione,
mus»; «Apostolicae Sedis auctoritate catalogo non so fino a che punto corretta, d’un inecce-
sanctorum scribi mandavimus»; «... anniver- pibile principio generale di S. Tommaso,
sarium ipsius (sancti) sollemniter celebrari Quodl, IX, 16: «Si vero consideretur divina
constituimus»; «statuentes ab Ecclesia uni- providentia quae Ecclesiam suam Spiritu
versali illius memoriam quolibet anno pia de- Sancto dirigit ut non erret,... certum est quod
votione recoli debere». judicium Ecclesiae universalis errare in his
8 Cfr. Al riguardo Ortolan T., “Canonization”, quae ad fidem pertinent, impossibile est».
cit., c. 1634-35; Veraja F., “La beatificazio- 10 Cfr. Frutaz A. P., “Auctoritate Beatorum
ne: storia, problemi, prospettive”, Roma Petri et Pauli - Saggio sulle formule di ca-
1983; Stano G., “Il rito della beatificazione nonizzazione”, in “Antonianum” 42 (1947)
da Alessandro VII ai nostri giorni”, in AA. 1-22. Sulla questione in genere, istruttive so-
VV., “Miscellanea in occasione del IV Cen- no le pagine di Schrenk M., “Die Unfehil-
tenario della Congregazione per le Cause barkeit des Papstes in der Heiligspre-
S. Alfonso Maria de Liquori. chung”, Friburgo (Sviz.) 1965.
dei Santi (1588-1988)”, Città del Vaticano

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è costituita unica depositaria ed autentica dall’autoritativa sinergia dei vescovi che,
interprete della Rivelazione divina, da in comunione col Papa, son essi pure
proporre autoritativamente agli uomini co- «subiectum. supremae ac plenae pote-
me oggetto di fede per la vita eterna»11. statis in universam Ecclesiam» (LG 22b),
Non mi si chieda la dimostrazione teolo- che autenticamente rappresentano e per
gica dell’assunto; non è questa la sede la quale collegialmente operano. La pie-
per farlo. nezza del potere magisteriale, infatti, ol-
È peraltro ben noto ad ogni cultore di teo- tre che nel Papa, risiede nel “corpus
logia che tale magistero riposa su non episcoporum” in comunione con Lui.
equivoche asserzioni neo-testamentarie Pertanto, la solennità dell’atto magisteria-
(Mt. 16,16-20; 28,18), dalle quali risulta le s’attua personalmente nel Papa e col-
che Cristo ne fece lo strumento vivo per legialmente nel Concilio ecumenico; in
la diffusione e la tutela del suo messag- ambedue i casi è la risposta della Chiesa
gio, concentrandolo soprattutto in Pietro a circostanze d’eccezione.
(Mt. 16,18-20; Lc. 22,32; Gv 21,15-18). In Il carattere straordinario, oppure ordina-
lui previde, ovviamente, la catena ininter- rio, del magistero ecclesiastico, dipende
rotta dei legittimi successori, caratteriz- dalle modalità con cui s’esprime, nonché
zando, in tal modo, il magistero stesso dalle circostanze nelle quali e per la quali
con le note dell’universalità, della perpe- s’esprime; non dalla sua efficacia ed
tuità e dell’infallibilità (Mt. 16,18-20; estensione. Si dà un magistero ordinario
18,18.20). del Papa ed uno dei vescovi, sia singolar-
La Tradizione della Chiesa, esplicitamen- S. Benedetto Giuseppe Labre. mente sia collegialmente considerati, in
te o no, ha sempre considerato in Pietro quanto successori degli Apostoli e testi-
e nei suoi legittimi successori, nonché nel moni qualificati della fede. Mentre il magi-
collegio degli Apostoli e nei vescovi che stero straordinario s’estrinseca mediante
loro subentrano nel governo della Chiesa le forme del Concilio ecumenico e della
in comunione col Papa e mai contro, o “locutio ex cathedra”, quello ordinario è
senza, o al di sopra del Papa, i titolari di il magistero di gran lunga più frequente
tale magistero. Esso, pertanto, si pone attraverso modalità d’intervento né conci-
davanti alla coscienza del singolo e della liari né cattedratiche. L’esercita il Papa
Chiesa tutta come la “regula fidei proxi- mediante una gamma d’interventi privi di
ma”. Anzi, il Vaticano I, seguito in ciò dal forma solenne e straordinaria, in risposta
Vaticano II, parve identificare primato e ad importanti ma non straordinarie circo-
magistero, anche se formalmente l’uno stanze; l’esercitano i vescovi, in comunio-
attiene più all’ambito dei rapporti interec- ne di fede e d’insegnamento col Papa,
clesiastici e l’altro all’ambito della fede: nelle Conferenze Episcopali, nelle singo-
«Ipso autem Apostolico primatu, quem le diocesi, con l’insegnamento scritto ed
Romanus Pontifex tamquam Petri orale, con i Sinodi diocesani, con la com-
principis Apostolorum successor in posizione e l’approvazione dei catechi-
universam Ecclesiam obtinet, supre- smi, con lo svolgimento d’una oculata vita
mam quoque magisterii potestatem liturgica. Ma, nel caso dei vescovi, nessu-
comprehendi, haec Sancta Sedes no di essi può nutrire pretese d’infallibi-
semper tenuit, perpetuus Ecclesiae lità. La loro infallibilità è soltanto collegia-
usus comprobat, ipsaque, oecumenica le, nel contesto, p. es., d’un Concilio ecu-
Concilia, ea imprimis in quibus Oriens menico.
cum Occidente in fidei caritatisque Si è soliti parlare anche d’un magistero
unionem conveniebat, declarave- autentico, riconoscibile in interventi papali
runt»12. La logica interna alla fede, ben o vescovili di cui si voglia certificare o l’in-
salda sulla roccia della Rivelazione divi- S. Francesco di Paola. dubbia appartenenza e la legittimità, o la
na, può quindi guardare al magistero ec- validità dottrinale e disciplinare. La LG
clesiastico come al perenne ed infallibile del Vaticano II ne parla tre volte: in 25/a,
carisma della verità cristiana. a proposito dei vescovi, che vengono de-
finiti «doctores authentici seu auctori-
2.1 - Il magistero non si esprime univoca- tate Christi praediti»; ancora in 25/a,
mente; non è un caso che si parli - non con riferimento al Papa, per raccomanda-
sempre, purtroppo, in modo corretto - di re «religiosum voluntatis et intellectus ob-
magistero solenne, straordinario, ordi- sequium singolari ratione praestandum...
nario ed autentico. Romani Pontificis authentico magisterio,
La solennità del magistero riguarda la etiam cum non ex cathedra loquitur»; ed
sua forma ed il massimo della solennità è in 51/a, per affermare «authenticum
raggiunto dal Concilio ecumenico. Anche Sanctorum cultum non tam in actuum ex-
il Papa può solennemente riprovare un teriorum multiplicitate quam potius in in-
errore e proclamare una dottrina o una tensitate amoris nostri actuosi consiste-
canonizzazione; ma benché non si dia re». Donde si deduce che:
Concilio se non convocato, diretto - «per a) autentico è il magistero sicuramente
se vel per alios» - e confermato dal Papa, ecclesiastico in forza di chi lo pronuncia o
la solennità dell’atto papale non raggiun- della verità pronunciata;
ge quella conciliare; questa è data b) tale esso è sempre in ognuna delle

11 Cfr. Parente P. - Piolanti A. - Garofalo S., della “teologia romana”, i due classici: Bain-
“Dizionario di Teologia Dogmatica”, Roma vel J. V., “De Magisterio et Traditione”, Pa-
1943, p. 154. rigi 1905; Billot A., “De Ecclesia Christi”, Ro-
12 Cfr. Conc. Vat. I, Sess. IV, Constit. Dogm. ma 1927. Per il Vaticano II cfr. Soprattutto LG
“Pastor aeternus”, cap. IV, DS 3065. Si ve- 22/b e 25a-c.
dano, al riguardo, insieme con tutti i manuali S. Giuseppe Cafasso.

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sue forme: solenne, straordinaria ed ordi- tra infallibilità papale ed infallibilità della
naria; Chiesa. Giusto, perché conforme alla
c) tale può essere anche al di fuori di es- Tradizione e alla conferma che ne ebbe
se, in interventi papali e vescovili meno dal Vaticano I: «Definimus Romanum
specifici, purché collegati con la Rivela- Pontificem... ea infallibilitate pollere, qua
zione divina e la dottrina della fede. divinus Redemptor Ecclesiam suam... in-
structam esse voluit»14. Non son in gioco
due infallibilità che si sommino, o s’elida-
3 - L’INFALLIBILITÀ DEL MAGISTERO no a vicenda; ma un unico e medesimo
carisma, che ha nella Chiesa, nel Papa e
Non mi riferisco direttamente al magiste- nei vescovi collegialmente considerati ed
ro autentico che, per quanto ho sopra in- in comunione col Papa i legittimi titolari.
dicato, può essere, o no, coperto dal cari- Tale carisma s’esprime in forma positiva,
sma dell’infallibilità. Mi chiedo se, perché prima e forse più che negativa. E all’ope-
e a quali condizioni il magistero, o solen- ra quando il magistero, annunciando la
ne, o straordinario, o ordinario, sia infalli- verità cristiana o dirimendo eventuali con-
bile. Stante infatti la già ricordata promes- troversie, resta per esso fedele al «depo-
sa della divina assistenza, l’infallibilità de- situm fidei» (1Tm. 6, 20; 2Tm. 1, 4) o ne
gl’interventi magisteriali, entro i limiti stes- scopre risvolti nuovi e fin a quel momento
si della promessa, è tra le prerogative del inesplorati. Ed è pure all’opera, in modo
magistero stesso. attivo e passivo, nel c.d. «sensus fide-
S. Ignazio di Loyola. lium», per il quale tutt’il popolo di Dio go-
3.1 - La divina assistenza è la premessa de d’una infallibilità non solo di riflesso,
ineludibile d’ogni discorso sull’infallibilità ma anche propositiva, sia per la presen-
della Chiesa e del Papa. È la ragione za in esso della Chiesa docente, sia per
profonda dell’irreformabilità d’ogni auten- la testimonianza cristiana e profetica dei
tico intervento magisteríale «in rebus fi- laici15.
dei et morum». Ragione profonda, quin- L’accenno al «mere negativa» sottolinea
di, anche dell’infallibilità papale: con tale peraltro una funzione dell’infallibilità, la
assistenza, Dio stesso si compromette - quale, ben lungi dall’identificarsi con una
per così dire - con l’asserto papale a ga- prerogativa privata, dovuta ad un’intelli-
ranzia della sua inalterabile verità. Per genza eccezionale o ad una straordinaria
questo, «Romani Pontificis definitiones illuminazione dall’alto, in tanto è in quan-
ex sese, non autem ex consensu Eccle- to dipende dalla già ricordata assistenza
siae, irreformabiles sunt»13. divina, cui si deve sia il momento negati-
Che in ciò il Signore si sia davvero com- vo (preserva dall’errore), sia quello positi-
promesso è testimoniato dalla sua stessa vo (introduce in tutta la verità).
parola: dalla sua preghiera per l’indefetti-
bilità di Pietro e della sua missione di 3.3 - Di codest’infallibilità, nei suoi due
maestro universale (Lc. 22, 32); dall’assi- aspetti negativo e positivo, è indicato tito-
curazione della sua compresenza alla lare anche il Papa fin dai primordi dell’era
Chiesa sin alla fine del mondo (Mt. 28, cristiana. “Indicato” non è lo stesso
20); dall’invio dello Spirito di verità alla che “definito”, anche se, in ultim’analisi,
Chiesa d’ieri d’oggi e di domani, perché conta la cosa, non come la si proponga.
la introduca in tutta la verità (Gv. 16, 13) San Clemente s’introduce autoritativa-
e la salvaguardi da ogni errore. mente in questioni di fede insorte a Co-
Si tratta d’un’assistenza divina che, stan- rinto; Sant’Ignazio è preso d’ammirazio-
do ai passi neo-testamentari di supporto, ne per la Chiesa ch’è a Roma; Sant’Ire-
non può esser definita soltanto «mere ne- S. J. F. Fremyot di Chantal. neo ne ricerca la comunione; San Ci-
gativa». Dispiace che s’insista ancora su priano riconosce in essa la radice
questa limitazione, forse per eludere il dell’unità; Sant’Ambrogio è il primo a
pericolo d’un equivoco tra assistenza del- fondare su Mt. 16, 18 il discernimento
lo Spirito Santo ed illuminazione o rivela- della vera Chiesa e Sant’Agostino non
zione privata. Che l’infallibilità del Papa esita a dichiarare che, nella Chiesa roma-
non debba collegarsi con qualche sua na, «semper apostolicae cathedrae viguit
personale illuminazione dall’alto, né con principatus»16, per la ragione che il Si-
un’altrettanto personale rivelazione, non gnore Gesù «in cathedra unitatis doctri-
c’è dubbio: è anch’essa «ad aedificatio- nam posuit veritatis»17.
nem fidei» (Ef. 4, 29). In effetti, se la fun- Fa parte di codesta testimonianza stori-
zione dello Spirito del Padre e del Figlio è co-tradizionale il fatto che i Papi, dopo
quella di condurre la fede della Chiesa e Clemente Romano, esercitaron sempre,
la stessa coscienza cristiana «al posses- nel corso dei secoli, un potere magiste-
so di tutta la verità», il limitarla alla pura e riale universale ed inappellabile. La gran-
semplice preservazione dall’errore (no- de Scolastica nulla aggiunse, con Tom-
zione «mere negativa») ne è un suo mor- maso, Bonaventura e Scoto, alla dottri-
tificante avvilimento e priva lo stesso ma- na quasi universalmente acquisita dell’in-
gistero d’una sua capacità propositiva. fallibilità papale, se non una maggiore
fondazione teologica. Il Vaticano I, infine,
3.2 - È giusto il precedente abbinamento ne fece un dogma di fede, senza deifica-

13 Cfr. Conc. Vatic. I, Sess. IV, Constit. Dogm. partecipata o relativa: la prima è Dio “qui nec
“Pastor aeternus”, cap. IV, DS 3074. falli nec fallere potest”; la seconda è il carisma
14 Cfr. Ivi. da Dio elargito alla sua Chiesa.
15 Cfr. Volendo si può distinguer ancora tra in- 16 Cfr. Ep. 43, 3/7 PL 33, 163.
fallibilità essenziale o assoluta ed infallibilità S. Jean Beckmans. 17 Cfr. Ep. 105, 5/16 PL 33, 403.

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re con ciò un uomo o annullare in esso le ria di fede e di costumi, ma non senza ri-
prerogative e meno ancora l’essenza del- flessi ed effetti anche disciplinari.
la Chiesa. – «Omnium Christianorum pastoris et
doctoris munere fungens»: la frase
3.4 - A tale riguardo sembra molto oppor- rende esplicito il contenuto di “ex cathe-
tuna l’attenta considerazione delle parole dra”. Fonti bibliche neo-testamentarie
del dogma: «Definimus Romanum pon- e documenti della Tradizione conflui-
tificem, cum ex cathedra loquitur, id scono nella definizione del Vaticano I
est, cum omnium Christianorum pa- per affermare che l’infallibilità del ma-
storis et doctoris munere fungens pro gistero papale insorge soltanto quan-
sua suprema Apostolica auctoritate do il Papa insegna a tutti la Rivelazio-
doctrinam de fide vel moribus ab uni- ne divina e rende a tutti obbligatorio il
versa Ecclesia tenendam definit, per suo insegnamento.
assistentiam divinam ipsi in beato Pe- – «Pro suprema sua Apostolica aucto-
tro promissam, ea infallibilitate polle- ritate»: è la ragione formale del suo inse-
re, qua divinus Redemptor Ecclesiam gnamento infallibile ed universale. Tale
suam in definienda doctrina de fide vel ragione è dovuta alla successione apo-
moribus instructam esse voluit; ideo- stolica del Papa a Pietro, che fu quindi il
que huiusmodi Romani pontificis defi- primo, ma non l’unico, vescovo di Roma
nitiones ex sese, non autem ex con- e Papa in quanto vescovo di Roma. Ad
sensu Ecclesiae, irreformabiles esse». ogni suo successore sulla “cattedra ro-
Parole soppesate con estremo rigore. S. Roberto Bellarmino. mana” compete, dunque, tutto quanto
Non solo non deificano un essere umano, Cristo aveva dato a Pietro, “ratione offi-
ma, nell’atto stesso di riconoscergli un cii, non personae”. È pertanto meno
carisma di cui nessun altro è in posses- corretto dire “infallibilità personale del
so, pongono chiari limiti e rigide con- Papa” invece che “infallibilità papale”.
dizioni all’esercizio di esso. Il Papa, in- Ma, anche nel caso che si voglia insiste-
fatti, «non per il fatto d’esser Papa re, come fa qualcuno, su “infallibilità
(simpliciter ex auctoritate papatus)18, è in personale”, si dovrebbe sempre distin-
assoluto infallibile». È forse venuto il guere nel Papa la “persona publica” da
momento di ripetere con franchezza e quella “privata”, ricordando che la “per-
fermezza quanto già reiteratamente si di- sona publica” vien determinata dal suo
chiarò nel recente e lontano passato cir- ufficio.
ca la necessità di liberare il papato da – «Doctrinam de fide vel moribus»: de-
quella specie di “papolatria”, che non ve trattarsi, cioè, di verità da credere e
concorre certamente ad onorare il Pa- qualificanti l’esistenza cristiana, diretta-
pa e la Chiesa. Non tutte le dichiara- mente o no contenute nella divina Rivela-
zioni papali son infallibili, non tutte es- zione. Un diverso oggetto dell’insegna-
sendo ad un medesimo livello dogmatico. mento papale non può pretendere d’es-
La maggior parte dei discorsi e dei do- ser coperto dal carisma dell’infallibilità, la
cumenti papali, infatti, anche quando quale tanto s’estende quanto la Rivela-
tocca l’ambito dottrinale, contiene in- zione stessa.
segnamenti comuni, orientamenti pa- – «Per assistentiam, divinam»: non
storali, esortazioni e consigli, che for- qualunque intervento del Papa, non un
malmente e contenutisticamente son suo semplice monito, non un suo qua-
ben lungi dalla definizione dogmatica. lunque insegnamento, son garantiti
Né questa c’è se non in presenza delle dall’assistenza dello “Spirito di verità”
condizioni stabilite dal Vaticano I. (Gv. 14, 17; 15, 26), ma quello soltanto
Occorre dunque che il Papa parli: S. Teresa del Bambin Gesù. che, in armonia alle verità rivelate, ma-
– «Ex cathedra»19: l’espressione trae il nifesta ciò che il cristiano deve, in
suo significato dalla funzione esemplare quanto tale, credere ed attuare21.
e moderatrice che, fin dall’inizio, fece del Solo nel pieno ed assoluto rispetto delle
Vescovo di Roma il maestro della Chiesa dette condizioni, il Papa è garantito
universale e di Roma stessa il “locus dall’infallibilità; può dunque ad essa ap-
magisterii”. In uso già dal II sec. come pellarsi quando intende obbligare il cri-
simbolo della funzione magisteriale del stiano nell’ambito della fede e della mora-
vescovo, la cattedra divenne in seguito il le. È anche da aggiungere che, da tutto
simbolo della funzione magisteriale del l’insieme dell’intervento papale e dalle
Papa20. Il parlare “ex cathedra” signifi- parole che l’esprimono, deve risultare,
ca, quindi, parlare con l’autorevolezza e unitamente al rispetto delle indicate con-
la responsabilità di colui che gode di giu- dizioni, la volontà del Papa di definire una
risdizione suprema, ordinaria, immediata verità come direttamente o indirettamente
e piena su tutta la Chiesa e su ognuno rivelata, oppure di dirimere una questione
dei suoi fedeli, pastori compresi, in mate- «de fide vel moribus”, con cui tutta la

18 Cfr. “S. Conciliorum recentiorum Collec- rigi 1972, c. 1689; cfr. Pure Maccarrone M.,
tio Lacensis”, Friburgo Br. 1870Ss., VIII 248- “La ‘cathedra sancti Petri’ nel Medioevo da
256.399. simbolo a reliquia”, in “Rivista di storia della
19 Cfr. La formula proviene da Melchior Cano Chiesa in Italia” XXXIX (1985) 349-447.
(+1560), ma il riferimento alla “cathedra” è fre- 20 Cfr. Maccarrone M., “Cathedra Petri” und
quente nei Padri ed ovviamente anche in Au- die Entwicklung der Idee des päpstlichen Pri-
tori successivi a Cano: “Auctoritas infallibi- mats vom 2. Bis 4. Jahrhund., in “Saeculum”
lis et summa cathedrae S. Petri” (D’Aguirre, 13 (1962) 278-292.
+1699); “Cathedrae Apostolicae oecumeni- 21 Cfr. Dublanchy E., “Infailibilité”, cit. C.
cae auctoritas” (ignoto, +1689), cfr. Dublan- 1699-1705.
chy E., “Infaillibilité du Pape”, DThC VII Pa- S. Teresa Margherita Redi.

6 “Chiesa Viva” *** Ottobre 2003


Chiesa dovrà poi uniformare il proprio in- poco in comune con l’infallibilità filosofica,
segnamento e coordinare la propria pras- con quella scientifica e con quella giuridi-
si. ca.

3.5 - È qui evidente che si ha a che fare (continua)


non con generiche e plurisignificanti no-
zioni d’infallibilità, bensì con la nozione ri-
gorosamente teologica di essa. E perfino NOTE
all’interno di tale delimitazione, l’infallibi-
lità si capisce solo se si rifugge dall’ambi- 22 Cfr. “Kirchliche Dogmatik” IV/1, p. 770-
guità lessicale, p. es. d’un Karl Barth22 72.
23 Cfr. p. es. Fries H. (a c. Di), “Handbuch
che confonde l’infaffibilità con l’indefettibi-
lità. D’altra parte, il concetto non si chiari- theologischer Grundbegrijffe”, Monaco
1963.
sce, dal punto di vista teologico, ignoran- 24 Cfr. Ivi. I 180.809.854.857; II 270.274.
dolo23, e neanche relegandolo trasversal- 25 Cfr. Ivi. I 718.817.857; II 518.
mente in altri contesti24 o considerandolo 26 Cfr. Rahner I. - Vorgrimler H., “Kleines
sotto aspetti formali incompleti; si pensi al theolog. Wörterbuch”, Friburgo Br. 1961, cit.
negativo “Irrtumlosigkeit”25 certamente Da Löhrer M., “Portatori della Rivelazione”,
non sbagliato, ma impari a testimoniare, in MS 2 Brescia 1973, p. 87.

S. Tommaso Moro.

dell’infallibilità, il significato positivo, il va-


lore di fondo, la grazia, il carisma che,
per volontà di Cristo, arricchisce la Chie-
sa ed il Papa.
Effettivamente il significato positivo è pri-
mario e come tale va sottolineato; esso
per un verso dà la garanzia massima («fi-
de divina vel divino- ecclesiastica”) della
verità, per un altro salvaguarda la verità
stessa da ogni contraffazione o erronea o
ereticale. L’infallibilità vien così ad esser
infinitamente più che assenza d’errore ed
impossibilità di esso; è presenza di verità,
è certezza superiore di essa, intimamen-
te ed inscindibilmente congiunta con l’es-
serci della Chiesa. Un suo errore, in ordi-
ne alle verità da credere o alla morale da
vivere, si risolverebbe contro la Chiesa
stessa, distruggendola26. In breve e per
tali motivi, l’infallibilità teologica ha un
quadro concettuale fortemente condizio-
S. André Avellin. nato dalla Rivelazione ed ha pertanto ben S. Caterina de Ricci.

“Chiesa Viva” *** Ottobre 2003 7


Chiesaviva
MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA
DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa
«LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI»
ANNO XXXIII - N° 355
NOVEMBRE 2003

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2
CANONIZZAZIONE
ED INFALLIBILITÀ
di Mons. Prof. Romero Gherardini

4
- INFALLIBILITÀ E MAGISTERO lata Concezione e a quello dell’As-
ORDINARIO. sunzione; qualcuno 29 annovera tra
queste anche la “Humanae vitae” di
Paolo VI30 sulla salvaguardia della vi-
Prima di chiedersi se la canonizza- ta. Il Dublanchy31, non senza qualche
zione d’un Beato presenti il pieno eccesso di zelo, riconosce il carattere
ed assoluto rispetto delle condizioni dogmatico anche ad alcune encicliche
sopra segnalate, e goda quindi del- di Leone XIII in forza del loro contenu-
l’infallibilità, occorre riprendere il di- to dottrinario: la dottrina relativa al ma-
scorso sul magistero ordinario del trimonio cristiano, nella “Arcanum”
Papa e verificare se esso pure sia o del 10.2.1880; l’origine divina del pote-
no infallibile. Sbaglierebbe chi giudi- re anche civile, nella “Diuturnum” del
casse l’aggettivo “ordinario” come si- 20.6.1881; la sovrana e nativa indipen-
nonimo di “meno importante e meno denza della Chiesa, nella “Immortale
valido”. Il suo significato si desume Dei” del 1.11.1885; l’ispirazione ed
dall’ufficio papale e dal suo riferirsi ad inerranza della Sacra Scrittura, nella
una forma certamente autentica di es- “Providentissimus Deus” del
so, anche se non solenne né straordi- 18.11.1893; il primato del Romano
naria. Pontefice e la natura della Chiesa, del-
Ora, non essendo tenuto a trattare la “Satis cognitum” del 29.6.1896.
sempre “de fide vel moribus”, né sol- Il fatto è che il carisma dell’infallibilità
tanto in momenti e per motivi straordi- può connotare anche il magistero ordi-
nari, e neanche a trattarne sempre nel- nario del Papa, pur non rispondendo a
la forma solenne della “locutio ex tutte le condizioni della definizione cat-
cathedra” - di fatto ciò avviene rara- tedratica. Qualora il Papa volesse dav-
mente! - il Papa ne tratta il più delle vero proclamare una verità come dog-
volte nella forma ordinaria, ricorrendo ma di fede, o determinarne il senso
in particolar modo alla Lettera encicli- esatto e l’appartenenza alla fede catto-
ca, alla Bolla, alla Costituzione e via lica, la “Locutio ex cathedra” sareb-
dicendo. Nella storia più recente della be la forma più idonea allo scopo; in
Chiesa, si conoscono encicliche sicu- tal caso, il Papa è anche tenuto a ma-
ramente cattedratiche, dall’“Ineffabi- nifestare esplicitamente la sua volontà
lis Deus” di Pio IX27 alla “Miserentis- e consapevolezza di parlare come “pa-
simus Deus” di Pio XII28, dedicate ri- store e dottore di tutta la Chiesa” e a
spettivamente al dogma dell’Immaco- dichiarare la sua intenzione “definitoria”.

27 Cfr. Dell’8 dicembre 1854, DS 2800-04. 29Cfr. Lio E., “Humanae vitae e infallibilità”, Città del 30 Cfr. Del 25 luglio 1968, AAS 60 (1968).
28 Cfr. Dell’1 novembre 1950, DS 3900-04. Vaticano 1986. 31 Cfr. “Infallibilité” cit. C. 1705-06.

2 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003


Non sempre, però, proclama una verità dogma. Donde la loro qualifica di fatti
“definitorio modo”, cioè “ex cathedra”. dogmatici.
Qualora una verità sia già stata definita; o È peraltro doveroso riconoscere che, in
si tratti di verità dedotta da quelle rivelate, teologia, sui fatti dogmatici non si dà uni-
o sia con quelle rivelate e definite stretta- vocità di giudizi. Si può dire soltanto, che
mente collegata; oppure, qualora il tenore negli Autori appare preminente il riferi-
dell’intervento papale sia, per circostanze mento ad emergenze concrete - la pre-
e contenuto, di carattere ordinario, allora senza, p. es., di Pietro come vescovo di
l’intervento stesso non oltrepassa il limite Roma, la storia d’un Concilio ecumenico,
del “definitive tenendum”. Nell’uno e l’urto delle sue correnti e la dialettica del-
nell’altro caso, per l’insorgenza d’evidenti le sue dottrine - nelle quali sia anche pre-
condizionamenti dogmatici, è però in atto sente, con ogni evidenza, un significato
il carisma dell’infallibilità papale. Nel “de- dogmatico in forza d’una loro connessio-
finitorio modo”, lo è direttamente ed im- ne logica e necessaria con verità conte-
mediatamente per il verificarsi in esso di nute nella Rivelazione e dogmaticamente
tutte le condizioni alle quali è legato; nel definite.
“definitive tenendum”, indirettamente e La questione dei fatti dogmatici esplose
quasi di riflesso. Il dato emergente è, co- quando - era il 31 maggio 1653 - Inno-
munque, la presenza di tale infallibilità. cenzo X condannò cinque proposizio-
Come, infatti, negarla ad un magistero ni estratte dall’Augustinus di Gianse-
che, sia pure in forma ordinaria, ripropo- nio. Distinguendo la dottrina delle cinque
ne le verità contenute nel Credo e nelle S. Pio V. proposizioni dal fatto della loro apparte-
varie professioni di fede, nel giura- nenza all’Augustinus, alcuni nulla eccepi-
mento antimodernistico (della prima e rono sull’infallibilità della condanna, ma
della seconda stesura), nella sacra litur- negarono che la dottrina condannata si
gia ch’è il dogma. pregato, e nella vita sa- trovasse effettivamente nell’opera incrimi-
cramentale della Chiesa? nata. La controversia è nota e perciò non
La domanda, allora, sullo sfondo di quan- c’è ragione d’insistervi: dico solamente
to precede, è se una canonizzazione, che sia il magistero della Chiesa, sia la ri-
formale o equipollente, rientri nel qua- flessione teologica dimostrarono l’infon-
dro dogmatico dell’infallibilità papale e datezza della detta distinzione. In partico-
goda perciò di essa. lare, il grande Bossuet, poi seguito dal
Fenelon, mise in evidenza, ben 24 casi
nei quali il magistero ecclesiastico s’era
5 - IL FATTO DOGMATICO autoritativamente e definitoriamente pro-
nunciato, benché si trattasse di fatti, pri-
Si noti: dico “fatto”, non verità o dottri- ma o più che di dottrine32.
na. Ch’esso venga definito dogmatico, Il successivo sviluppo della riflessione
non comporta di per sé che si tratti d’un teologica collegò i fatti dogmatici con de-
fatto anche soprannaturale. L’Incarnazio- terminate verità di fede definita, grazie al-
ne del Verbo, la sua passione e morte re- la presenza in essi d’un vincolo, o intrin-
dentrice, la sua risurrezione ed ascensio- seco o estrinseco, tra fatti e verità. In-
ne al cielo - solo per portare qualche trinseco si disse il vincolo di quei fatti
esempio - son senza dubbio dei fatti. Ma che s’integrano nel dogma: p. es. il pec-
la loro emergenza sul piano soprannatu- cato originale. Estrinseco, invece, il vin-
rale esclude che possan qualificarsi come colo che solo dall’esterno congiunge fatti
dogmatici nel senso inteso dalla teologia e dogma: p. es. la difesa d’una verità de-
postridentina: son essi stessi veri e pro- finita, la legittimità dell’elezione d’un Pa-
pri dogmi, verità divinamente rivelate e S. Giuseppe Cottolengo. pa, la condanna d’un libro eterodosso o
dalla Chiesa inserite nel suo Credo. d’una dottrina ereticale33. Si tratta sempre
Secondo la teologia postridentina, i fatti di «fatti contingenti... in connessione
dogmatici hanno attinenza alla concre- morale necessaria con il fine primario
tezza delle cose, alla loro realtà fattua- della Chiesa, che è quello di conserva-
le e conoscibilità naturale, pur mante- re e spiegare il deposito rivelato»34.
nendo una loro relazione con il mondo L’attenzione a tali fatti si giustifica, per-
della fede. Per analogia, posson rappor- tanto, non in base ad un interesse pura-
tarsi alle verità naturali, cioè conosciute mente storico per essi, ma al loro coinvol-
con le sole forze della ragione umana, gimento nel dogma. E poiché «tra i fatti
quali l’esistenza di Dio, la spiritualità e dogmatici è universalmente annovera-
l’immortalità dell’anima, la morale na- ta anche la canonizzazione»35 ineccepi-
turale: verità naturali che trovano poi bile deve dirsi dal punto di vista formale
conferma nella Rivelazione cristiana e di- la conseguenza della sua infallibilità. Ma
ventano oggetto anche di conoscenza so- basta il punto di vista formale?
prannaturale. In effetti, anche i c.d. fatti Fu soprattutto Fenelon 36 l’assertore
dogmatici mantengono una connessione dell’infallibità dei giudizi magisteriali sui
del loro ambito naturale con quello so- fatti dogmatici; ma anch’egli ne dette una
prannaturale. Non sono dei fatti qualun- giustificazione per assurdo: se non fosse
que; la loro stessa fattualità attiene a ve- infallibile, il magistero ingannerebbe se
rità rivelate. S’imparentano dunque col stesso e, con sé, la Chiesa tutta.

32 Cfr. Al rigurado Dublanchy E., “Eglise”, in cause di canonizzazione”, Roma 1975, p. 14.
DThC IV. Parigi 1939, spec. c. 2188-2210. 35 Cfr. Ivi.
33 Cfr. De Rosa G., “Fatti dogmatici”, in EC 36 Cfr. “Instruction pastorale”, 10 febbraio
III Roma 1995, p. 1058. 1704, “Oeuvres complètes” III, 579ss; “In-
34 Cfr. Veraja F., “La canonizzazione equi- struction pastorale”, 2 marzo 1705, ivi IV,
Santa Bernadetta Soubirous. 16ss; “Deuxième lettre à l’évèque de
pollente e la questione dei miracoli nelle

“Chiesa Viva” *** Novembre 2003 3


Egli continuava così, nella sostanza, l’in- contingenti: la canonizzazione di questo o
segnamento costante della Chiesa, alme- di quel candidato. Altri, con ragioni d’in-
no da san Bernardo in poi, ed in partico- dubbio peso teologico e per motivi di fon-
lare da san Tommaso d’Aquino, sulle do, l’avevan preceduta. Fra costoro, p.
parole del quale mi soffermerò tra breve. es., si colloca anche F. A. Sullivan39, al
Tale insegnamento insiste ancor oggi sul- quale «non è chiaro perché una cano-
la necessità di riconoscere ai fatti dog- nizzazione debba godere dell’infallibi-
matíci una loro intrinseca o estrinseca in- lità papale» e consenta al «magistero...
fallibilità, affinché la Chiesa possa esser di custodire e spiegare il deposito della
in grado di rispondere con sicurezza alla Rivelazione». Sul piano della verifica sto-
sua missione universale. Un errore in sif- rica e della critica teologica prese posizio-
fatta materia - e riaffiora così il ragiona- ne negativa anche P. De Vooght40 con
mento per assurdo - avrebbe deleterie ri- un poderoso saggio in cui lamentò, tra
percussioni sulla vita cristiana. Altrettante l’altro, «che l’infallibilità della Chiesa e
ne avrebbe l’approvazione o disapprova- del Papa non ha impedito, ha anzi au-
zione d’un ordine religioso, d’una con- torizzato ed incoraggiato per lunghi
gregazione o d’un istituto, qualora il Papa secoli il popolo cristiano a venerare al-
potesse, in cose di tal genere, cadere in cuni Santi, dei quali oggi si sa che non
errore. La vita religiosa, p. es., perdereb- son mai esistiti». In quel medesimo
be la certezza del suo porsi alla coscien- scorcio di tempo, con l’occhio attento ai
za cristiana come strumento di perfezio- fatti concreti, anche A. Delooz41 perven-
ne. S. Bernardino da Siena. ne ad analoghe conclusioni. Il De
La possibilità d’un tale errore, presa di Vooght42 le esprime, però, con perento-
mira da Melchior Cano37, già al suo tem- rietà inaudita: «L’infaillibilité papale il
po era stata decisamente rifiutata. Sia nel faut le proclamer trés haut pour l’hon-
campo delle suddette approvazioni/ripro- neur de l’eglise - est celle d’un homme
vazioni, sia in quello delle canonizzazioni qui, aussi en tant que pape, peut se
- e quindi in relazione ad ogni fatto dog- tromper et s’est fréquemment trom-
matico - si rivendicò al magistero ordina- pé».
rio del Papa, anche in assenza di defini- Più recentemente è intervenuto sull’argo-
zioni formali, quell’infallibilità che gli si ri- mento il già citato D. Ols, domenicano; la
conosce, di solito, nell’esercizio del magi- sua conclusione è abbastanza chiara:
stero straordinario e solenne. Anche nel «Non essendo la canonizzazione... ne-
disciplinare la Chiesa universale, oltre cessaria alla custodia e difesa della fe-
che la Diocesi di Roma, e nell’ammae- de, non sembra che... sia tale da poter
strarla come suo pastore e dottore, il Pa- esser soggetta all’infallibilità»43.
pa gode, infatti, della stessa infallibilità di A favore, invece., in questi ultimi tempi si
cui Cristo dotò la sua Chiesa. Tuttavia, son pronunciati F. Ricossa44 e E. Pia-
perché possa appellarsi a tale infallibi- centini 45 , in linea con la posizione
lità, è necessario che i suoi interventi dell’accennata maggioranza che, nel pe-
sian sempre riconducibili, direttamen- riodo preconciliare e negli anni immedia-
te o no, alla Rivelazione cristiana. tamente successivi al Vaticano II, anno-
Ma una canonizzazione lo è? Ecco il pro- verò nel suo seno E J. Kieda46, E Speda-
blema. lieri47, U. Betti48, oltre ai già citati Frutaz,
Veraja, Lów, e tanti altri ancora: uno
schieramento imponente, a sostegno del-
6 - ELABORAZIONE TEOLOGICA la dottrina più tradizionale. Per essa, nes-
sun dubbio esiste sulla correlazione, al-
La stragrande maggioranza dei teologi ri- Santa Caterina da Bologna. meno indiretta, tra infallibilità della cano-
sponde affermativamente; quelli che pro- nizzazione e Rivelazione cristiana. Non
pendono per una risposta negativa, o an- convince, peraltro, il comune palleggiarsi
che solo dubitativa, son veramente pochi. delle ragioni addotte, né l’assenza d’un
La questione, come ho detto all’inizio, è vero e proprio approfondimento critico o
oggi tornata sul tappeto. d’elaborazioni personali. Ma altrettanto è
da dire anche per gli oppositori.
6.1 - L’agenzia stampa della Fraternità
san Pio X38 ha messo in dubbio l’infallibi- 6.2 - A riprova del nesso tra canonizza-
lità delle canonizzazioni solo per motivi zione e Rivelazione s’è soliti distinguere

Meuax”, IV, 338; “Lettre sur l’infaillibilité de 42 Cfr. “Les dimensions”, cit. p. 156.
l’Eglise touchant les faits dogmatiques”, V, 43 Cfr. Ols D., “Fondamenti teologici”, cit. In
108ss: in Dublanchy E., “Eglise”, cit., c. “Studium Congreg. de Causis Sanctorum”
2190-91. (Pars thologica ad usum Auditorum), Roma
37 Cfr. “De locis theologicis” V, 5 in “Opera 2002, p. 35.
omnia”, Venezia 1759, p. 140. 44 Cfr. “L’infallibilità del Papa e la Canoniz-
38 Cfr. DICI 50, 22 marzo 2002. zazione dei Santi”, in “Sodalitium” XVIII/54
39 Cfr. “Il magistero della Chiesa cattolica”, (2002) 4-5.
Assisi 1986, p. 155-56. 45 Cfr. “Infallibile anche nelle cause di ca-
40 Cfr. “Les dimensions réelles de l’infailli- nonizzazione?”, Roma, 1994.
bilité papale”, in Castelli E. (A c. Di), “L’In- 46 Cfr. “Infallibility of the Pope in his de-
faillibilité, son aspect philosophique et crees of Canonization” in “The Jurist” 6
théologique” (Atti del Convegno del Centro (1946) spec. p. 405-15.
Intern. Di Studi umanistici e dell’Istituto di Stu- 47 Cfr. “De infallibilitate Ecclesiae in Sanc-
di filosofici, Roma 5-12 febbraio 1970), Parigi torum canonizationis causa”, in “Antonia-
1970, spec. p. 145.49. num” 22 (1947) 1-22.
41 Cfr. “Sociologie et canonization”, Liegi 48 Cfr. “Il magistero infallibile del Romano
1969. S. Francesco di Sales. Pontefice”, in “Divinitas” 5 (1961) 581-606.

4 “Chiesa Viva” *** Novembre 2003


tra oggetto primario ed oggetto secon- – la presenza d’una conclusione teologi-
dario dell’infallibilità. Nell’impossibilità, ca tratta da due premesse, l’una di fe-
resa evidente dalla cosa in sé, d’include- de e l’altra di ragione;
re la canonizzazione tra gli oggetti primari – la natura della canonizzazione come
dell’infalIibilità - non si tratta, infatti, d’un fatto dogmatico;
contenuto diretto ed esplicito della Rivela- – il culto e la comunione dei Santi come
zione - la s’include in quello secondario nesso dogmatico della canonizzazio-
delle c. d. “verità connesse” e basta ne e della sacra Rivelazione.
una “conclusione teologica”49 per legit-
timare la detta inclusione. In tal modo an- 6.3 - Non mi pare che ragioni siffatte deb-
che la canonizzazione vien a trovarsi co- bano rifiutarsi in blocco ed aprioristica-
perta dal carisma dell’infallibilità papale - mente; ne avverto anch’io, sia pur minimo
alla stregua dei fatti dogmatici e della ed equivoco, un certo valore. Ma avverto
stessa legislazione ecclesiastica - perché anche il peso di quelle contrarie e par-
“connessa” con la Rivelazione da due ticolarmente di quelle derivanti da casi
verità di fede: il culto e la comunione di Santi inesistenti o di Santi non affat-
dei Santi. AlIacciata così alla Rivelazio- to santi. Inutile e poco onesto mi sembra
ne, assume di conseguenza un valore il nascondersi dietro il paravento dei ne-
universale, del quale il Papa stesso si fa mici dichiarati della Chiesa, dalla cui de-
eco durant il rito: canonizzando un Bea- nigrazione e da quella soltanto dipende-
to, ne propone l’esemplarità a tutta la rebbe l’inesistenza storica di questo o di
Chiesa e ne autorizza, se non proprio Santa Maria Goretti. quel Santo o la sua indegnità morale. Ca-
impera ovunque la venerazione. si del genere esistono e la Chiesa, mae-
Una tale universalità, che coestende la stra di verità, non ha nulla da temere nel
canonizzazione a tutta la Chiesa in di- riconoscerli e sconfessarli. Il più recente
mensione spazio-temporale, è uno degli esempio, a conferma di ciò, s’ebbe
elementi sui quali ordinariamente si fa le- con la soppressione postconciliare
va per sostenere e difendere l’infallibilità d’alcune feste di Santi, sui quali la ri-
della canonizzazione. Il Papa, si dice, cerca storica non era stata in grado di
non può sbagliare in ciò che riguarda la far luce. Devo perciò arguirne che non
Chiesa d’oggi e di domani, qui e dovun- tutte le suddette ragioni presentino un
que: non può condurla sull’orlo del bara- identico inoppugnabile valore. Anzi, an-
tro e nemmeno nutrirla di veleno. Se dun- che quelle di maggior peso offrono il fian-
que compie un gesto riguardante la Chie- co a qualche discussione.
sa intera, scatta con esso ed in esso il Ben venga, allora, questa discussione.
carisma della sua “personale” infallibi- Non solo a vantaggio della “subiecta ma-
lità. Peraltro, insieme con l’universalità teria”, ma anche per cautelarsi contro la
militerebbero a favore anche altre ragioni, monotonia delle non convinte ed ancor
così elencate dal Piacentini50: meno convincenti ripetizioni.
– un’esigenza implicita nel disposto tri- (continua)
dentino di venerare i Santi;
– una conseguenza delle formule in uso
e il tenore definitorio di esse;
– la necessità di modelli universalmente
validi da imitare, venerare, invocare; 49 Cfr. Al riguardo “Conclusione teologica”
– il diretto appello del Papa alla sua in- in EC III, Roma 1950, c. 184ss.
fallibilità; 50 Cfr. “Infallibile”, cit. P. 39-47.

S. Luigi Gonzaga.

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Chiesaviva
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Santo Natale 2003!


CANONIZZAZIONE
ED INFALLIBILITÀ
di Mons. Prof. Romero Gherardini

3
7 - OBIEZIONI E RISERVE serlo, dovrebbe coincidere con ciò che
il Vaticano I chiama una “locutio ex
Il titolo di questo paragrafo non allude cathedra” e non eludere nessuna del-
ad una posizione antinfallibilista, per le sue condizioni. È però evidente che
usare un termine di schieramento fre- la canonizzazione non definisce
quente nella diatriba sull’infallibilità pa- nessuna verità rivelata; e quanto alla
pale prima e dopo il Vaticano I. Si rife- sua “connessione morale e neces-
risce soltanto ad un aspetto di tale di- saria” con alcune di tali verità, in forza
scussione - quello relativo all’infallibi- della quale - e quindi “mediate” - la
lità delle canonizzazioni - e non per di- canonizzazione diventerebbe almeno
re di no, tout-court, a tale infallibilità, implicitamente “de fide” mi chiedo se
ma per rilevare, secondo il mio perso- le ragioni desunte da san Tommaso
nale giudizio, la discutibilità delle ra- sian rettamente interpretate e suasive.
gioni che la suffragano. So bene di Dice l’Angelico - e tutti monotonamen-
pormi insieme con una minoranza27 e te ripetono -: «Quia honor quem
non ignoro il gravissimo giudizio del ri- Sanctís exhibemus, quaedam profes-
conosciuto Maestro in materia28 contro sio fidei est, qua Sanctorum gloriam
chi osasse opporsi a questo tipo - me- credimus, pie credendum est quod nec
glio sarebbe dire: oggetto - d’infallibi- etiam in hiis iudicium ecclesiae errare
lità. Costui non sfuggirebbe alla nota di possit». Poco sopra aveva dichiarato:
“temerario e scandaloso”, ingiurioso «Si consideretur divina providentia
dei Santi e favorevole agli eretici; Dio quae Ecclesiam suam Spiritu Sancto
me ne scampi e liberi! Penso, tuttavia, dirigit ut non erret, ... certum est quod
che i già accennati margini di libertà mi iudicium Ecclesiae universalis errare in
consentano di dire perché le ragioni hiis quae ad fidem pertinent, impossi-
dalle quali si traggono così drastiche bile est... In aliis vero sententiis, quae
conseguenze, non mi sembrano co- ad particularia facta (il grassetto è
genti. mio) pertinent, ut cum agitur de pos-
sessionibus vel de criminibus vel de
– Inizio dalla natura della canonizza- huiusmodi, possibile est iudicium ec-
zione: tutti son concordi nel giudicar- clesiae errare propter falsos testes»29.
la “non immediate de fide”. Per es- L’accortezza di san Tommaso - e lo fa

27 Cfr. A favore dell’infallibilità papale nel pro- cis”, V, 5, 5, 3; Suárez R., “Defensio fidei tione”, cit., I, 44, 4 e II, 229, 2.
clamare i Santi sta la maggior parte dei grandi adv. Anglic. Sect. Errores” in “Opera om- 28 Cfr. Benedetto XIV, Ivi I, 45, 28. Cfr Ols D.,
teologi, soprattutto S. Tommaso, Quotl. IX, nia”, Parigi 1856-78, XII p. 163 e XXIV p. 165: “Fondamenti teologici”, cit. p. 49.
VIII, 16; Melchior Cano, “De locis theologi- Benedetto XIV, “De Servorum Dei beatifica- 29 Cfr. S. Tommaso, Quotl. IX, 16 c.

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notare anche il p. Ols30 - è tale da indurlo Questi due punti, ad ogni modo, do-
a distinguere tra certezza e certezza: vrebbero esser verificati alla luce dei
quella dogmatica, che si esprime limiti e delle condizioni cui ogni pro-
nell’ambito della fede e quella non diret- nunciamento dogmatico soggiace.
tamente dogmatica, che si esprime in
ambiti non direttamente collegati con la – Un secondo rilievo riguarda la salvezza
fede. L’una esclude perentoriamente la eterna del canonizzato. Premetto che
possibilità dell’errore («certum est quod se l’infallibilità della canonizzazione non è
impossibile est»), l’altra l’ammette rigorosamente “de fide”, non lo sono
(«possibile est»). E motivo di tale ammis- nemmeno la “declaratio” e la “prae-
sione è non solo la fallibilità umana, ma sumptio” dello stato di “comprehensor”
anche l’umana malizia («propter falsos nei riguardi d’un canonizzato. Il problema,
testes»; ed aveva già affermato: «iudi- dunque, sta tutto in quel “rigorosamente
cium eorum qui praesunt Ecclesiae errare di fede”. Se tale fosse, la canonizzazio-
in quibuslibet, si personae eorum tantum ne s’innesterebbe sull’insieme (il “Simbo-
respiciantur, possibile est»). Nonostante lo”) delle verità da credere. Poiché l’evi-
che l’Angelico includa anche la canoniz- denza esclude un tale innesto, s’insiste
zazione nel quadro delle cose alle quali sul “non immediate de fide”, cioè su
s’estende la promessa della divina assi- una fede di riflesso, indiretta, implicita. Se
stenza, e per tale ragione ne riconosca non che, nel suo complesso, la Rivela-
l’infallibilità, è doveroso rilevare che per zione divina non offre un solo aggan-
lui la canonizzazione non fa parte de Santa Caterina di Genva. cio della canonizzazione a nessuna
«hiis quae ad fidem pertinent» e che, delle sue verità; e non si vede allora co-
pertanto, considerata al di fuori della me fondare sulla canonizzazione la dedu-
divina assistenza, cioè nel giudizio zione diretta e necessaria d’una conclu-
«eorum qui praesunt Ecclesiae», po- sione teologica che la colleghi alla fede,
trebbe anche andar soggetta all’errore. sia pure “non immediate”. L’unico ag-
Non a caso ho sottolineato le parole gancio potrebbe cogliersi nei testi (Mt. 16,
«particularia facta»: per dire, cioè, che 18-19 e 18, 18) che promettono l’avallo
perfino il c. d. fatto dogmatico cui si è so- divino all’operato del Papa e della Chie-
liti assimilare la canonizzazione, in ciò sa. Ne deriverebbe non il “de fide divi-
che riguarda la sua singolare concretezza na”, bensì il “de fide ecclesiastica”,
e contingenza potrebb’esser giudicato er- fondato su una deduzione magisteriale
roneamente, con grave pregiudizio per la ed applicazione d’una promessa divina
sua connessione con il dogma. Se l’An- all’esercizio del magistero. La certezza
gelico salva la canonizzazione dall’errore, dell’avallo divino è, qui, fuori d’ogni di-
non è perché non si ricordi che «qui scussione; essa ha dalla sua la realtà
praesunt Ecclesiae errare possunt»; o della divina promessa e la continuata «te-
perché non tenga conto del fatto che la stimonianza della Chiesa e del suo Capo
canonizzazione è estranea alla Rivelazio- visibile, cui Dio promise l’infallibilità»31.
ne, convinto com’è che non si dà inse- Ma Dio la promise ad un ben delimita-
gnamento infallibile della Chiesa se non in to esercizio del potere magisteriale,
materia di verità rivelate e di cose neces- come risulta da una buona esegesi dei
sarie alla salvezza eterna. Egli si limita a testi sopra indicati e dallo stesso Decreto
dire che l’infallibilità papale nel cano- del Vaticano I. Tale delimitazione esclu-
nizzare qualcuno è oggetto di «pia cre- de che canonizzazione e definizione
denza - pie creditur», in quanto la cano- dogmatica s’equivalgano. Ed esclude
nizzazione stessa «quaedam professio pure che l’oggetto immediato della ca-
fidei est... ad gloriam Sanctorum». S. Francesco Xavier. nonizzazione comprenda la gloria eter-
Nulla da eccepire a proposito del nesso na del canonizzato in un’unica e mede-
tomasiano tra canonizzazione e profes- sima espressione “de fide”32.
sione di fede a glorificazione dei Santi.
Ma non è certamente un nesso del gene- – Il ruolo decisivo della volontà papale nel
re a trasformare una sentenza papale beatificare e nel canonizzare qualcuno è
sulla qualità non comune, anzi eroica, ben noto; delimita la beatificazione alle
d’una testimonianza cristiana, in una ve- Chiese particolari o a porzioni ben defini-
rità divinamente, se pur implicitamente ed te del popolo di Dio, e conferisce alla ca-
indirettamente, rivelata. Mancando allo- nonizzazione un valore universale, di-
ra l’oggetto rivelato, sarebbe poco ri- chiarandola valida se non anche obbliga-
spettoso del dogma e delle sue esi- toria per tutta la Chiesa. È un ruolo che
genze l’assimilare la canonizzazione al nessun cattolico contesta: lo riconosce in-
detto oggetto, solo: fatti saldamente legato alla “potestas
a) perché il Papa “non può errare” senza clavium”. Non per questo, tuttavia, ne di-
che ciò comporti gravissime conseguen- scende il carisma dell’infallibilità. Questo,
ze per tutta la Chiesa; come s’è visto, vien sempre legittimato
b) e perché egli osserva, anche canoniz- con il ragionamento per assurdo: altri-
zando, l’intenzionalità universale che gui- menti la Chiesa insegnerebbe l’errore;
da ogni sua “locutio ex cathedra”. altrimenti la Chiesa non sarebbe “Mater

30Cfr. Cit. p. 45. cedimento logico “per assurdo”. Comunque,


31Cfr. Ortolan T., “Canonisation”, cit. c. 1641. “de fide” sarebbe solo la dichiarazione formale
32 Cfr. Le affermazioni contrarie alla dottrina del Papa che canonizza, non la gloria eterna
comune, al seguito dei Bellarmino R., “De del canonizzato; sarebbe veramente difficile,
sanctorum beatitudine”, II col. 699 (1,7); Be- infatti, dedurre da una verità rivelata, o sempli-
nedetto XIV, “De Servorum Dei”, cit., I 39,5 cemente subordinata ad essa, l’accennata
(11,170), riposano tutte sul già segnalato pro- S. Giovanni della Croce. gloria eterna.

4 “Chiesa Viva” *** Dicembre 2003


et magistra”; altrimenti i fedeli ne sa- struite a spese della storia. Nessuno è
rebbero ingannati. autorizzato, nemmeno il Papa né la
A me sembra, però, che il carisma dell’in- Chiesa, a porre come santo nella
fallibilità legato al ragionamento per as- realtà della storia, chi da santo in essa
surdo perda molto del suo valore e resti non visse e tanto meno chi non visse
difficilmente comprensibile. Non spiega, affatto perché mai nato. La domanda
infatti, come e perché esso scatti in critica è allora ineludibile: anche la cano-
caso di canonizzazione e non di beati- nizzazione di Santi discutibili o addirit-
ficazione. Nessuno, sia ben chiaro, in- tura inesistenti, o anche la sola tolle-
tende limitare la libertà del Papa più di ranza del loro culto ufficiale, avvenne
quanto esigano i sacri testi ed il dogma; e all’insegna dell’infallibilità?
nessuno, perciò, è in grado d’impedire al Strettamente collegata al carisma dell’in-
Papa e alla libertà del suo potere prima- fallibilità, e forse anche più della stessa
ziale d’estendere l’efficacia d’un suo atto canonizzazione, può esser considerata la
o alla Chiesa universale, o ad una Chie- proclamazione d’un nuovo Dottore della
sa particolare. Ma né questa libertà, né Chiesa. Non molto tempo fa ce ne fu una
l’estensione del suo esercizio implicano o che, in precedenza, era stata nettamente
esigono come necessaria la copertura rifiutata da un altro Papa. È vero che il
dell’infallibilità. Anzi, ad escludere proprio no era stato consegnato non già ad un
codesta copertura è una ragione eccle- atto formale, ma ad una decisione infor-
siologica. La Chiesa, infatti, non è una Santa Teresa di Gesù.
male. Era però una decisione autentica e
somma di chiese particolari: «Eccle- collegabile, in forza del suo oggetto, con
siam suam Iesus Christus non talem il magistero ordinario. Ed ecco ancora
finxit formavitque, quae communitates una volta la domanda critica: chi dei due
plures complecteretur genere similes, Papi fu infallibile, quello del no o quel-
sed distinctas neque iis vinculis alligatas, lo del si?
quae Ecclesiam individuam atque unicam Stando così le cose, interrogativi, per-
efficerent, eo plane modo quo ‘Credo plessità e riserve si coagulano, rendendo
unam... Ecclesiam’ in Simbolo fidei profi- molto difficile il congiungimento dell’infal-
temur»33. Questa essendo la natura della libilità con la canonizzazione. Difficile,
Chiesa, giustamente LG 26/a ne trae la perché le ragioni del si, al vaglio della cri-
seguente conclusione: «Haec Christi Ec- tica, perdono non poco del loro valore.
clesia vere adest in omnibus legitimis fi-
delium congregationíbus localibus». Ciò – L’approvazione tridentina del culto
significa che anche la più sperduta co- dei Santi è storicamente innegabile, oltre
munità cristiana, purché legittima, è che teologicamente ineccepibile e dog-
Chiesa: in essa è la Chiesa cattolica. maticamente indiscutibile. Che tale ap-
Dunque, ogni decisione ecclesiastica «in provazione riveli la potestas sanctificandi
rebus fidei et morum» rivolta ad «una le- si può pure concedere. Che però il Con-
gittima aggregazione particolare di fede- cilio di Trento consideri infallibile tale po-
li», la riguarda in quanto Chiesa perché è testas è quanto meno da dimostrare. Tra
la Chiesa. Ed ha, almeno implicitamente, il potere di proclamare nuovi Santi e l’in-
un’estensione universale, oltre che parti- fallibilità della proclamazione c’è una tale
colare. Dalla Chiesa universale, infatti, diversità dei rispetti formali, per cui l’una
quella particolare trae la sua legittimazio- cosa non è, né esige l’altra. E chi soste-
ne come Chiesa. Pertanto, questa com- nesse il contrario, si comporterebbe in
pattezza unitaria della Chiesa fa sì che modo teologicamente e logicamente non
ogni decisione magisteriale in linea uni- corretto.
versale tocchi le singole Chiese; e vice- Santa Gemma Galgani.
versa, quanto venga ad esse rivolto non – Quanto alla comunione dei Santi,
sia estraneo alla Chiesa universale. chiunque ne conosca l’esatta nozione
Che senso ha allora l’aver distinto la ca- teologica, non può che astenersi dal far-
nonizzazione - infallibile perché univer- ne un fondamento dell’infallibilità papale
sale - dalla beatificazione - non infallibile a garanzia della canonizzazione: oltretut-
perché locale? - Se l’una è supportata to i “Santi” della formula non allude, né
dal carisma dell’infallibilità, perché non esclusivamente né principalmente, ai ca-
dovrebb’esserlo l’altra? E se la beatifica- nonizzati.
zione non lo è, perché lo è o dovrebbe
esserlo la canonizzazione? – Che le formule in uso e soprattutto
l’appello d’alcuni Papi alla loro infallibilità
– Nella storia della Chiesa, anche recen- nell’atto stesso del canonizzare, nonché
te, ci furon Santi discutibili, che presta- il ricorso delle “bolle” di canonizzazione
rono, cioè, e prestano il fianco a rilievi ad espressioni tipiche del linguaggio “de-
non proprio positivi. Altri, come ho già finitorio”, depongano per la “praesumptio
rilevato, non sono neanche esistiti. infallibilitatis”, sembra a prima vista un in-
Non è mia intenzione di scendere ai par- dubbio dato di fatto. Ma proprio questo
ticolari, sottoponendo gli uni e gli altri ad dato di fatto, alla luce degli interrogativi e
un’indagine “super virtutibus” e ad una delle riserve che vengo esponendo, con-
verifica storica: non scrivo per far polemi- ferisce alla domanda critica una più forte
ca. D’altra parte, chi l’ha fatta ha avuto ri- incidenza ed un risalto maggiore: come e
sposte poco convincenti, specie ‘se co- perché ciò è stato possibile? Come e

33 Cfr. Leone XIII, Encicl. “Satis cognitum”, futuri essent, arctissimis vinculis sociati tene-
29 giugno 1896, DS 3303; cf DS 3305: «At rentur ita prorsus, ut unam gentem, unum re-
vero qui unicam condidit, is idem condidit gnum, corpus unum efficerent».
unam: videlicet eiusmodi, ut quotquot in ipsa S. Giovanni di Dio.

“Chiesa Viva” *** Dicembre 2003 5


perché lo è tutt’oggi? Su quali basi cristiana in ordine al nesso tra infallibilità
d’indiscutibile validità teologica? papale e canonizzazione.
E augurabile - mi sembra, per la serietà
– Che oggi così come ieri, e domani pure, della teologia cattolica - che su codesto
l’uomo abbia un bisogno vitale di modelli medesimo nesso si rinnovi non la polemi-
da imitare, è evidente. Ma da qui a quali- ca sterile, né tanto meno la pedissequa
ficare infallibile la proposta del singolo ripetizione delle ragioni a favore o contro,
modello, c’è l’abisso della gratuità. ma una più profonda e più originale di-
scussione. Potrebbe essere già un pas-
– Che la canonizzazione venga equipara- so avanti, p. es., la costatazione che il
ta ad un fatto dogmatico, è vero. Ma “non immediate de fide” trova confer-
proprio in quanto fatto dogmatico pone al- ma nell’atto stesso della canonizzazio-
cuni interrogativi sul suo nesso con la Ri- ne, che non impone di “credere” al
velazione cristiana e con verità dalla nuovo Santo, ma dichiara che costui è
Chiesa definite come rivelate. È infatti da tale, cioè Santo. E anche al di fuori del
dimostrare se, in concreto, un fatto dog- nesso suddetto, non sarebbe cosa da po-
matico si ricolleghi al dogma grazie ad un co se si stabilisse che il significato di
suo nesso intrinseco o estrinseco. Il nes- “Santo”, inteso dalle Bolle di canonizza-
so c’è per definizione e non si nega; quin- zione, è quello di “meritevole di culto”,
di, almeno indirettamente ed implicita- e non di “beato comprensore”: un campo
mente, un fatto dogmatico potrebbe esse- questo che sarà meglio lasciare al libero
re, in qualche modo, non estraneo al cari- S. Giovanni Bosco. ed insindacabile giudizio di Dio. Altrettan-
sma dell’infallibilità. Non consta invece to importante sarebbe il non trincerarsi
perché la canonizzazione debba esser dietro la distinzione tra canonizzazione
assimilata ad un fatto dogmatico. Che formale ed equipollente: per l’una e per
ciò venga detto e ripetuto non è una ra- l’altra in discussione è l’infallibilità di chi
gione; gli antichi non a caso avvertono: canonizza, non il modo con cui cano-
«quod gratis asseritur, gratis nega- nizza. Infine, parrebbe anche opportuno
tur». che si desse un’interpretazione autenti-
Gratuito e perciò rifiutabile è dunque il se- ca delle censure con cui le Bolle ac-
guente ragionamento: ogni canonizza- compagnano spesso le singole cano-
zione è infallibile perché è un fatto nizzazioni: non sono una scomunica,
dogmatico in quanto «propone autori- non essendo conseguenti ad una defini-
tativamente a tutta la Chiesa un mo- zione dogmatica; sono allora una sempli-
dello di santità da imitare, da venerare ce censura morale o giuridica circa il
e da invocare»34. Sembra chiaro che qui comportamento dei fedeli dinanzi ai sin-
non si ragiona, s’afferma. Quasi che l’in- goli nuovi canonizzati?
fallibilità proprio qui e di per sé “liquido Come si vede, la strada per l’approfondi-
pateat”. mento critico è ampia ed aperta. L’essen-
ziale è il non rimanere dietro l’angolo.
8 - CONCLUSIONE (fine)

È superfluo ripetere che il presente


scritto non è né una formale negazio-
ne dell’infallibilità papale nella “su- 34 Cfr. Frutaz A. P., “La Santità”, cit. p. 119.
S. Agostino

biecta materia”, né il sintomo d’una


mia adesione a ventate contestatarie.
So, per grazia di Dio e per la mia lunga
docenza accademica sulla cattedra d’ec-
clesiologia, che la Chiesa è sempre Ma-
dre e Maestra e che, anche come tale, è
l’unica ancora di salvezza. Non ho certez-
ze ch’ella stessa non mi comunichi e non
mi garantisca; né ho perplessità, dubbi e
riserve in ordine alla salvezza eterna
ch’ella non sia in grado di tacitare e di ri-
solvere. Il presente scritto, pertanto, si
pone fiducioso e riverente dinanzi ad es-
sa col significato del «dubbio metodi-
co”: non è fine a se stesso, non nascon-
de surrettiziamente e pavidamente la ma-
no che lancia il sasso nel vespaio, non la-
scia affiorare tra le nebbie del discorso in-
diretto ciò che non osa dichiarare aperta-
mente. È il dubbio che, non opponen-
dosi all’asserto magisteriale, vuol es-
ser semplicemente un mezzo per rag-
giungere un più alto grado di certezza.
E tutto, all’interno di quel margine di li-
bertà che l’assenza della nota teologica
S. Tommaso d’Aquino. “immediate de fide” apre alla coscienza S. Pio X.

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