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La <<Piccola Biblioteca Agostiniana>> (PBA) offre ai lettori o


testi italiani della <<Nuova Biblioteca Agostintana>> (NBA),
in parte gid pubblicatr, corredati da ampie ed esaurienti
introduzioni. Le opere di Agostino sono suddivise in tre
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SantAgostino
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ordini: <<opuscoli>, <<libri>>, <<pagine antologiche>> su argo-
menti di particolare interesse.

<I1 fondamento delle cose che tendono al basso B posto


o
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in basso i ma la Chiesa di Dio, pur posta in basso, tendc
al cielo>>. Cielo in terra e tema in cielo, la Chiesa ripctc
in se stessa i due "movimenti" che fondanola stessit
vicenda divino-umafla di Cristo, l'incarnazione c ltt
CHIESA
do Evo ollo cittd di Dio
risurrezione/ascensione. E proprio nella feconda dialct-
tica tra "basso" e " alto" d posto il mistero della Chicstr a cura di AGOSTINO CLERICI
per Agostino. Passando daIl'ecclesiologta tn chiavc
autobiogrufrca e in chiave polemica, si approda infine Citti hluova
all'ecclesiologia in chiave misteric ai atffaverso il ricorstr
all'antitesi e al linguaggio delle immagini, Agostintr
costruisce la propria riflessione sulla Chiesa, luogtr
umano in cui si rende manifesto Cristo, che a sua volta
rende visibile Dio.

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lsBN 88-31 1-4729-3
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L.23.000 i, € 11,88
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PICCOLA BIBLIOTECA AGOSTINIANA
Collana fondata da
AGOSTINO TRAPE
e diretta da
REMO PICCOLOMINI

29

LA CT{IESA
Sant'Agostino

LA CHIE,SA
daE-va alla citt) di Dio

a cura di AGOSTINO CLERICI

NUOVA BIBLIOTECA AGOSTINIANA


CITTA NUOVA
I testi di sant'Agostino sono tratti dall'Edizione bilingue
della Nuova Biblioteca Agostiniana - Citth Nuova.
INTRODUZIONE

Pnr,uEssa

Tutti conosciamo la legge della grauitA, se non dl-


tro per auer uisto finire a terua il bicchiere che sciuola
uia dalle mani Anche il uescouo Agostino la conosce-
ua, e un giorruo ne parld ai fedeli di lppona, an nun-
ciando anche una clamorosa eccezione: <Il fondamento
delle cose che tendono al basso, i posto in basso; rua la
Chiesa di Dio, pur posta in basso, tende al Cielo. lnfat-
ti coli i posto il nostro fondamento, il Signore ruostro
GesD Cristo che siede alla destra del Padre>t.
Introducendo questa antologia di testi agostiruiarui
In copertina:
sul mistero della Chiesa, mi sembra di poter gid arutici-
Andrea di Bonaiuto (sec. XIV), Cappellone degli Spagnoli
(decorazione della volta - part.). Firenze - S, Maria Novella. pare che per il uescouo di Ippona esso i tutto racchiuso
Grafica di Gyorgy Szokoly ruella feconda dialettica tra <<in basso> e <<in altor>, con
una sorta di grauiti all'incontrario.
O 2000, Citt) Nuova Editrice Prima perd di ffiontare l'ecclesiologia agostinia-
via degii Scipioni 265 - 00192 Roma rud in cbiaue misterica, dobbiarno fare un duplice per-
corso cbe, trattandosi di sarut'Agostino, i quasi obbli-
Con app rot' azict n e e cc le s ia s t i ca
gatorio.
La tealogia agostiniarua, iffitti, i incomprerusibile
ISBN 88-l1t-4129-)
senza un approccio autobiografico: la uita coru le sue
molteplici esperienze i alla base del perusiero, taruto che
Finito di stampare nel mese di gennaio 2000
Agostino, confessando le tappe della sua esistenza, de-
daila tipografia Citti Nuova della P.A.M.O.M.
Largo Cristina di Svezia, 17
00165 Roma - tel.06'5813475/82 t En. in Ps.29,II, 10.
linea un uero e proprio percorso teologico. ll rapporto Agostino stesso che confessa di auer inuocato il battesi-
mo. A cbi lo richiese?
strettissimo e feiondo fra uita e teologia d quasi para-
Ecco il testo cbe dobbiamo considerare significati-
dismatico in lui, e ha auuto conseguenZe importanti
oirb, per la riflessione sul mistero della Chiesa, che i uo: Signore, uedesti, ancora durante la mia fanciul-
<<Tr,t,
lezza, un giorno cbe per uru'occlusione intestinale mi as-
stato oggetto di esperienza uitale da parte di Agostino
o ,o*il"rirre dal iatte materno sirto alla cattedra epi- sali improuuisamente la febbre e fui li li per rnorire, ue-
scopale, passando attrauerso il conqeto ambito eccle-
desti, Dio mio, essendo fin d'allora il mio custode, con
quale slancio di cuore e quanta fede inuocai dalla pieti
siaie in iui si crearono le condizioni fauoreuoli per la
sua conuersione. Gioua allora ffiontare I'ecclesiologia di mia madre e dalla madre di noi tutti, la tua Cbiesa, il
aa pos t in iana in cbiau e autobio grafica. battesimo del tuo Cristo, mio Dio e Signore>>2.
IJn secondo approccio i-irrinurtciabile. Lo suilup- La madre Monica uiene ffiancata alla Cbiesa qui
po della teologia _agostiniana i legato stret.tamente an- intesa nella sua funzione materna: la pietas matrts, di
all'occasionahrt dei suoi scritti. Agostino non i un
'che quella mater cainis meae implorata dal fanciullo Ago-
Densatore da tauolino, ma un polemista che prende car-
stino - che i l'Agostino <<naruato>> di questa pagina
'ta delle Confessioni - lascid un'impronta esistenziale in-
e Denna percbd sollecitato a farlo da questioni e pro-
bleii di aitualiti. Ecco che la sua ecclesiologia si for- delebile nel modo in cui il uesiouo Agostiruo - che d
rna d contatto con le emergenze cbe la Cbiesa del tem- l'Agostino <<ruarrdnte>> - percepi la Chiesa cattolica, nel
po deue colcretamente ffionture sul piano teologico e cui grembo sarebbe stato generato. Dauuero <ad Ago-
'su
quello pastorale lopratlutto: manicheismo, donati- stino la Cbiesa materna si i fatta uisibile per il suo cd-
so concreto nella figura della madre>>).
smo e pdgaruestmo. Da qui lg neces-sitd di redigere un'ec-
clesiologla agostiniana'ancb e in chiaue polemica. Anche l'immagine del grembo rnaterno e del parto
i sintomatica dell'accostamento di cui stiamo parlando.
Agostino ad uru certo punto si sente partorito due uolte
Ecct EsroLoGIA IN cHIAVE AUToBIoGRAFICA da Monica, e confessa che molto piD doloroso deue esse-
re stato per sua madre il parto spirituale rispetto a quel-
La madre Monica e la madre Chiesa
2 Conf I,ll, 17 (cf . infra, p. 85). Pirf avanti, nel libro quin-
C'd un passaggio del primo libro delle Confessio-
to delle Confessione, Agostino ricorda questa richiesta fatta da fan-
nr in cui la Cbiesib Monica compaiono insieme. Ago- ciullo, contrapponendola ad un'altra pericolosa malattra durante
stino ricorda un episodio della sua fan-ciullezza: una oc- il soggiorno romano: <Anche in un pericolo cosi grave non desi-
clusione intestinile fece temere per la sua uita, e cosi derai il tuo battesimo. Ero pii buono da piccolo perch6 allora lo
eqli s'affrettd a chiedere di esseri battezzato. Era allora richiesi insistentemente dalla tenerezza di mia madre (de materna
tZntriiudine differire il battesimo in etd adulta, co-si pietate) come ho gii ricordato e confessator, (Conf. V,9, 16).
I RarzrNcnx, Popolo e cdsa di Dio in sant'Agostino,Jaca
cbe il sacramento cancellasse tutti i peccati dell'adole- J.
scenzd e della giouinezza. Ma, uista la situazione, A Book, Milano L977, p.19.

6
lo carnale: so esprimere adeguatamente quanto il
<<ruon Considerando questo parallelismo agostiniano fra
suo trauaglio nel partorirmi in spiritg fosse maggiore di la propria madre e la Chiesa, non dobbiamo dimentica-
quello coi cui mi aueua partorito nella cdrne>>4. re quelle pagine in cui il uescouo di Ipporua mette la
Ora, nella dottrina agostiniana i costarute lim- madre Chiesa al di sopra della madre umarua. Sigtifica-
magine della Chiesa madre comg Chiesa clte- genera e tiua i una lettera suitta a Leto, un giouane entrato in
parlorisce flgllt. Ai catecurneni il uescouo di lppona in- monastero e poi ritorruato in famiglia, a cui lo teneua-
'segna:
oVoi cominciate ad auere Dio come padre dal no troppo legato le lacrime della madre. Agostiruo, pur
m\rnento in cui siete nati da quella madre che d la esaltando l'amore uistiaruo uerso i genitori, i pereruto-
Chiesa>e . E ricorda ai competentes nel momertto della rio nel ricordare la gerarchia dei ualori: <La Cbiesa tua
redditio symboli: <<Ecco, I'utero della madre Cbiesa, madre - suiue a Leto - i ancbe madre della tua mam-
per partorlrti, per generarti alla luce della frdr, traua- *o. E stutu essa a concepirui da Cristo, esst a partorir-
glia nelle doglie del parto>t. ui col sangue dei martiri, a generarui per la luce eterna;
Il temi della iigenerazione spirituale i bene illu- i stata ed i essa a nutrirui col latte della fede> ro.
strato in un trattato a commento del uangelo dl Gto-
uanni: <(Jna sola i la rigenerazione spirituale, come
una sola i la generazione secondo la carne.. Ory, come La Chiesa di Ambrogio
per la nasciti secondo la carne le uiscere della donna
-possoruo
'la far uenire alla luce una uolta per tutte, cosi per <Cosi uenni a Milano dal uescouo Ambrogio, no-
nasciia spirituale le uiscere della Cbies.a possono far to a tutto il mondo come uno dei migliori... A lui ero
nascere un uoruo con il battesiruo una sola uoltarre. gridato inconsapeuole da Te, per essere da lui guidato
Naturalmente la Cbiesa in questa sua fttnzion.e consdpeuole a Te. Quell'uomo di Dio mi accolse come
rnaterna i a sua uolta accostata a Maria, madre e uergi- un padre e gradi il mio pellegrinaggio proprio come un
rue, ,<che partori da uergine il Sigrtore>! pr-oPrio come la uescouo. Io pure presi subito ad amarlo, dapprima perd
Chiesa oZhe i uergine, ma partorisce deifigli>>e. non certo come ntaestro di ueritd, poicbd non Aueuo
ruessuna sperdnzd di trouarla derutro la tua Cbiesa; ben-
si come persona cbe mi mostraua beneuolenza>> 11.
q
Conf V, 9, 16 (cf. infra, p.85). Vedi anche: Conf.IX,9, Cosi l'Agostino narrante delle Confessiom ricor-
22 (ct. infra, p. 87). da I'incontro con Arubrogio, uescouo della Chiesa di
di laurea in teologia di Ntcola
' Vedi la clissertazione
LaNzt, La Chiesa Madre in sant'Agostino, Pontificia Universit)
Milano. Non bisogna dimenticare cbe Agostino era sta-
to iruuiato a Milano nell'autunruo del 384 dal prefetto
Lateranense, Roma 199), pP. 88-1C7' dell'Urbe Sirunzaco: ui arriuat)a corne professore di re-
6 Serrno )98,1.
7 Serrno 216,7 (cf . infra, p. 88).
8In lo. eu. tr. 12,2.
e Senno 213, I (cf . infra, p. 92); cf . Serrno 72/ A, 8 (cf . infra, ro Ep. 24),8.
pp.92-94). tt Conf.V,13,23.

8
Possiamo utilmente usdre le parole di Arnbrogio
torica con il
compito
-, di pronunciare i discorsi fficiali
-guefotogrffire la Chiesa di
per Milano: <abbellita dal san-
dell'imperatore d4 consoli- Ottenne quell'incarico
di nruti martiri e, cid che piD conta, aruicchita dal
con l'a7uto dei manicbei, e il segreto intento di Sim-
maco era quello di inuiare nella-citti oue risiedeua la iargue di Cristo, mostra il luminoso splendore della
sua-fede e della sua testimoruianza, conseruaft.do nello
corte imperiale un buon retore, ma soprattutto un
stesso tempo dentro di sd sotto un unico riparo, a somi-
non-cattolico dicbiarato. Insommd quell'Agostino, cbe
glianza della melagrana, numerosissimi frutti e abbrac-
Ambrogio accolse con la beneuolenza di un padre, era
ciando la rnolteplice operositi delle uirtD>> B. Agostino,
nei disigni umani una poten.ziale spind.nel fianco del-
<<amAto>> da questa Chiesa, <<comincid ad amarer> d sua
ta Chieia milaruese. M; la Chiesa guidata da Ambro-
uolta proprio quel Dio uero cbe la aruimaua e le donaua
gio trasformd un probabile scontrohel capolauoro del-
pieneiza,- e cbe egli uedeua incarnato nella figura del
la grazla.
suo uescouo.
E oncora diffuso iru parecchi libri o articoli il luo-
Ijincontro con Ambrogio e la sua Chiesa fu, dun-
go comune dell'imicizia ihe aurebbe unito i due Padri
que, importarute per Agostino. Mandd in uisi la sua pre'
Telta Cbiesa. Propriamente parlando, cioi sul piartg
iesa di attingere ad una religione ragioneuole e astratta,
dei rapporti interpersonali, esy fu pressocbd ins.ignifi-
cante. Quale fu illora la reale portatd .di .quell'amorc facendogli intuire che la ragioneuolezza di quella fede
beuuta con il latte materno era rnisteriosamente nasco-
episcofile? Ambrogio non fu imico di Agostino nel
sta in una esperienza di Cbiesa e non solo e rton tanto in
,'rrro'di una appas"sionata direzione spiritl,t-ale; egli lo una scoperti intellettuale. Questo i talmente uero che
am6, in quanto'uescouo cattolico di una Cbiesa uiua e
l'atto piD sigruificatiuo di questa nuoua fase della uitd di
cora'ggioia. Ecco dunque entrare ir1 gioco nellg .uita di
Agostino fu un gesto ecclesiale, un segno amministrato
Agoffiro, e forse pri lo prima uolta, una r-ealtd eccle- dil uescouo Ambrogio durante la celebrazione liturgica
tiil, cbe'reideua'ragionb de'i mille pregiudizi con cui,
sino ad allora, egli iueua guardato alla Cbiesa cattoli- 'nellaimportante dell'anno: il sacrameruto del battesimo
piD
Wglia pasquale. <<Fummo battezzati si dilegud da
ca. Iiamore di iln ,etroub i sempre l'amore di una
e
ruoi l'inquietudine della uita passatA>>t4.
chiesa ruella sua poliedriciti e nella sua ricchezza, di
Agostino i ora uistiano a tutti gli effetti. Mq ruo-
una <<Chiesa pienao 12, come Agostino definisce la co-
'tJn popolo riunito attorno al suo.pa- nostante sia stato fatto il passo decisiuo, c'i ancorA una
muruiti milaiese <<coruuersione, cbe aspetia il neofita. Se a Milano nel
store, non und setta di tilzlati.'tJrua Chiesa cbe sa cbiu-
387 egli i stato battezzato nella fede della madre Mo-
drrti nella propria basilica per difendersi 4gllr^mire dei nica, iolo ad Ipporua d pdrtire dal 391 si cortuertird alla
distruttori'deil'unitd (come nel caso della Settimana
Chiesa cattolica in modo pieno. Per concludere il no-
Santa del 386), ma clte sa anclte aprirsi alla cultura
rueoplatonica e ad essa abbeuerarsi.
1l AMsnocro, Hexaemeron III, 13,56.
v Conf.lX, 6,14.
12 Conf. VIII, 1, 2.
11
10
stro dpproccio biografico i necessario seguire Agostino cristianesimo di Agostino ruon consiste ffitto nella sua
in questa definitiua <<conuersione>>. ordinazione. presbiterale prima. ed episcopqle poi. E
nemme?to m una presa di coscieruza della dimensione
comunitaria della uita uistiana, cbe il moruaco di Taga-
Tra silenzio e servizio ste non solo conosceua ma gii uiueua.
Durante il suo secondo soggiorno rorrudno, Agosti-
Dopo la coruuersione nel giardino di Milano, Ago. no scrisse un libro sz I costumi della Chiesa cattolic4
stino ceica l'ozio cristiano a Cassiciaco nella uiila di in coi fra l'altro si troua uruo dei piD begli inni agosti-
Verecondo. E ,no prima esperienza di condiuisiorue, niani in lode della Chiesatt. Descriuendo la uita di mo-
nello sttrdio, nel dialogo e nella pace agreste. C'i anco- nasteri da lui uisitati a Milano e a Roma, ne pone in ri-
ra urua parte dell'ideale classico, ma gid trasfigurato in salto la dirtensione comunitaria: l'unione fraterrua e la
un'ottica cristiana, oue la pregbiera occupa un suo spa- caritd soruo i cardini dell'esperienza uistiana di cbi sce-
zio priuilegiato accanto alla ricerca filosofica. glie la uita contemplatiua. <E alla cariti soprattutto che
Dopo il battesimo e il rientro in Africa, Agostino si guarda - suiue Agostino -, alla cariti si adatta il uit-
si orieruia uerso una prima esperiertza monastica a Ta- to, alla caritd il linguaggio, alla cariti il t,estire, alla ca-
gaste, slto paese natale: sono tre anni importanti, in cui riti I'aspetto. Ci si riuruisce per tendere insieme ad una
ii ffinano l'introspezione agostiruiana e la sua uocazio- sola cariti; uiolarla i considerato un delitto come ol-
ne d un ideale di preghiera, studio e lauoro. traggiare Dio. Se urud cosa le si oppone, i repressa e tol-
i
A lppona, oue Agostiruo si recato ruel 391 p9r irt- ta di mezzo; se uru'altra la offende, non la si lascia dura-
contrare un amico e per allargare la cerchia della sua re un solo giorruo. Saruno cbe i cosi raccotnandata da
esperienza monastica, lo coglie inaspet-tata l' ordinazio- Cristo e dagli Apostoli cbe, doue essa sola mancbi, tutto
ni sacerdotale: cbiederi al uescouo Valerio di preparar- i uaruiti; doue es.ra sia presente, tutto i pienezza>>t6.
si adeguatamente ruel ,rmoruastero dell'orto> e, nomi- Quirudi, I'Agostino cbe scerude ad lppona.per con-
nato 6eru presto suo successore, continueri la sua esp-e- wncere un amrco atJ entrare nel monastero di Tagaste,
rieruza nel omonastero dei cbierici> dal 395 siruo alla e che inuece si troua a douer entrare nel presbiterio di
morte auuenuta nel 430. Ippona, uiue gii la pieruezza di questa cariti. Doue sta
Come si pud uedere, la conuersiorue iniziata nel la nouiti? In che corusiste la <conuersione>> del 391?
giardiruo di Mflano fece sentire le sue esigenze nel cor- <<Diuenta necessario un nuouo incontro con la
io di diuersi anni, e non tutte subito. Ci fu un'euolu- Chiesa e questa uolta con tutta la serieti della sua for-
zione nella uctcaziorue cristiana di Agostino. E il 391 ma concretA>> 17. Ebbene, questa concretezza iru cui il
segnd per lui una situazione completamente ru?loua, so-
prattutto in riferimento alla sua esperienza cristiana
cotne fatto ecclesiale. 1, Cf.De mor" Eccl. cath.I,)0,62-64 (cf. infra,p.94).
Ho parlato di conuersione alla Chiesa in modo 16 De m.or. Eccl. cath.I,33,7) .

pieruo, e non uorrei essere frainteso. La pienezza del 17J. RATzTNGER, op. cit..5-/.

t2 L3
necessitas caritatis, che aggiunge una tonaliti partico-
sacerdote Agostino gradatamente s'immerge lo costrin-
ge ad un ,ioro approccio con la Suittura e a cortfron' lare alla pienezza della caritd uissuta in una dimerusio-
/arsi con la tradiiiorue teologica africana, ma soprattut' ne ecclesiale: la sua esistenza cristiana da quel momen-
to lo mette a contatto con la Chiesa in un modo meno to deue continuamente trouare l'equilibrio tra silenzio
mistico di quanto fosse accaduto sino a quel momento. e seruizio. E tale ricerca, taluolta affannosa per un
La Cbiesa a poco a poco assume dei uolti concretissimi: amante della uita tranquilla e sicurA, modifica dal di
e non sono
-p'iA
solianto quelli degli amici che condiui- dentro la stessa ecclesiologia agostiniana nella sud
dono la sui stessa uocazione monastica, ma quelli dei componente dottrinale: Agostino non i un filosofo di-
cbe affollano le basiliche (ed anche i teatri...) e si uenuto teologo - per cui c'i stato ancbe cbi ha potuto
fedeli
'riuolgono parlare di <<filosofo mArucAto>> te -, ma un filosofo che
ii rrttoro per chiedere consiglio.e risoluere i la conuersione al uistianesimo ha fatto diuerutare pa-
propii contenziosi. Un lauoro immane, cui Agostino non
'si store della Chiesa cattolica, e che soltanto da pastore e
iottrasse mai, anche se, d'indole corttemplatiua qual
erd, non nascose la fatica di quelle intere mattinate pas- da uomo di Cbiesa fa teologia.
sate nel <secretarium> della basilica a deliberare circa Laffermazione agostiruiana giustamente piD fa-
linfinita casistica ffirtagll dai suoi fedeli e le liti inter- mosa i' quella contenuta nell'opera La crttd di Dio:
rninabili a cui i cittadirui di lppona doueuano essere parti- <<Lamore della ueriti cerca la quiete della contempla-
colarmente auuezzi. zione, l'esigenza dell'amore accetta le occupazioni
Celebrando con la sua comuniti uno dei primi dell'apostolato. Se nessuno ci imporue questo fardello,
anniuersari della sua ordinazione episcopale, sueld loro dobbiamo attendere alla ricerca e all'acquisto della ue-
la lotta interiore fra il douere apostolico e il desiderio ritd; ma se ci i imposto, dobbiamo accettarlo per il do-
di contemplazione, con questa confessione: <<Nessuno uere della caritd. Perd, rueppure iru questo caso bisogna
piil di me dmereb,be uni uita cosi sicura e tranquilla.: abbandonare il gusto della ueritd, perchd non auuenga
'niente
di meglio, niertte di piD dolce cbe scrutare il di- che, sottrattaci questa dolcezza, si resti oppressi da
uiruo tesoro l\ntano dai rumori del mondo; d cosa dolce
quella esigenza>20. La carrtas, insomma, si i definiti-
e buona. Iruuece, predicare, rimprouerare, correggere, uamente incarnata ruella ecclesi4 e non i da escludere
edificare, attendere ai bisogni di ciascuno' i un glan che questa esperienza basilare sia all'origine della dot-
peso, un gran cArico, una giarude fatica. Cbi non rtfuS- trirua del Christus totus, caput et corpus cbe, come ue-
'gni dremo, pud essere corusiderata la chiaue di uolta dell'ec-
da qiesta fatica?Ma mi spauenta ilVangelo!>n.
Li I
carttas di cui parla ie costumi della Chiesa cle s iolo gia a go s tin i an a.
i
cattolica la cantas veritatis ricercata nella pace della
uita contemplatiua, che i gii eminentemente uita di 19 Cf. ad esempio l'interpretazione di Kunr FI-ascH,,4go-

Chiesa. Ora-perd Agostinoii troua a fare i conti con la stino d'lppona. lntroduzione all'opera filosofica, 1l Mulino, Bolo-
.

gna 7983.
20 De ciu. Dei XIX, 19. Vedi anche: Ep. 48, t-2 (cf. infra,

18 p.97); Ep 126,9; Sermo 302,79,17 Sermo 3)9,4.


Sermo )39, 4.

t4 t5
[Jno dei documenti piD belli sull'amore che il ue- questa uita ma di quell'altra, di cui ci dobbiamo pren-
scouo di lppona nutri per la Chiesa nella sua forma piD clere cura in maruiera irucomparabilmertte piD attenta e
concreta i costituito da quella che quasi certamente i sollecita... Temiamo c/te, a-causa del nostro abbando-
I'ultima lettera scritta da Agostino, indirizzata nell'esta- no, si estinguano le pietre uiue, piD cb9, alla nostra prg-
te del 429 ad Onorato, uescouo di Tiabe. Il biografo Pos- sanza, uerugano incendiate le piitre e lq legna degli edi-
sidio ritiene questa epistola talmente importante da ri- fici materiali. Temiamo che, priue dell'alimento spiri-
portarla integralmente nella Yita del uescouo di lppon_q. tuale, siaruo uccise le membra del corpo di Cristo, piD
ll quesito che Onorato aueua posto ad Agostino i, rtella cbe le membra del nostro corpo siano oppresse e tor-
sua drammaticiti, molto semplice: come deue compor- mentate dall' aggressione del nemico>> D .
tarsi un uescouo di fronte all'inuasione e all'assedio del-
la sua citti? Deue fuggire per auer modo di continuare il
suo ministero quando il pericolo sard passato, oppure de- Ecclr,sroI-oclA IN cHIAVE PoLEMICA
ue restare al proprio posto?
La rispostd di Agostino si fonda unicamente sulla (lontro il manicheismo: la Chiesa come auctoritas
Chiesa nella sua forma concreta. <Poichd il nostro mi-
nistero - scriue il uescouo di lppona - i cosi necessario LAgostino narrante delle Confessioni sa serue di
al popolo di Dio cbe esso non deue rimanerne priuo, uru'immagine plastica per descriuere l'Agostino marti-
nel caso cbe una parte anche piccola di esso rimartga c'heo che-trascorre noule anni della sua uita, dal diciaru-
doue siamo noi, a ruoi ruon resta che dire al Signore: rtouesimo al uentottesimo, ocadendo e traendo in ag-
"Sia Dio il nostro protettore e la nostra difesa" 2vzr.
guati, tra inganni subiti e attuati>> 2a: egli D dux in
Onorato incalza: <Se dobbiamo rimanere nelle praeceps, ouuero una guida uerso il precipizio'-Iiinsta-
chiese, non uedo iru cbe cosa gioueremo a noi o al popo- 'bititn
isistenziale - qiindi non soltinto morale e filo-
lo nel uedere gli uomini cadere dauanti ai nostri occbi, sofica - i la nota caratteristica del giouarue Agostin,o.
le donne uiolentate, le chiese incendiate, ruoi stessi ue- Linitamente alla sua tenace insaziabiliti intellettuale e
nir meno sotto i tormenti, quarudo cercnno da noi cid all'onesta uolonti di ricerca, questo percepirsi come
cbe ruon abbiamoozz. La risposta di Agostino ruon si fa una guida che cctnduce se stesso uerso un precipizio
attendere: <<Dio pud prestare ascolto alle preghiere del- sari la molla segreta della conuersione.
la sua famiglia e tener lorutani i mali che noi temiamo; Inutile aggirngtre che il grado di insicurezza che
ma d causa di questi mali, che sono incerti, nort deue Agostiruo tprri*rnti fra i manichei aumenta di giorno
esser certo I'abbandono del nostro ministero, senza il in giorno in quei noue anni. Fiyito piD per simpatia
quale D certa la rouina del popolo ruelle cose nort di ,hiper conuiizione nella setta di Mani, Agostino spe-

zt Ep. 228, 1 (= Possroro, Vita, 30, 5). zl Ep. 228, 5.1 (= Posstoto, Vita, 30, 17 .27).
zz 8p. 228, 5 (= Possmro, Vita, )0, 16). 2a Conf. IV, 1, 1.

T6 t7
rimentd come il razionalismo - ouuero la pretesa di Possiamo affermare allora che il motiuo del pro-
spiegare tutto con un uso sconsiderato delle facolti ra- ,qressiuo distacco--di Agostino dal manicheismo
prima e
','lclla
zionali - domandasse ai suoi adepti ingenui fideismi. Il sua polemica antimaruichea poi, -e la scoperta della
maruicheismo, infatti, promettendo di essere una religio- rtrtricitd iel cristianesimo nella iua forma ecclesiale. Il
ne scientffica, propinaua in realti una messe di imbrogli. ,lualismo metafisico di Mani cede il passo al dualismo
In un dialogo filosofico composto prima del batte- storico-salutfico della Cbiesa, attrauerso la mediazione
simo, La felicit4 Agostino elenca le proprie esperienze culturale dil dualtsmo rueoplatonico: non pii tenebre e
spirituali e scriue a proposito dell'irucontro con i mani- luce, ma peccato e grazia sono i pgli della comprensione
chei: <A lungo, lo confesso, ebbi fisso lo sguardo su stel- ugoitiniina che bi riceuuto il benefico influsso della
le che tramontauano ruell'oceano e cbe m'induceuaru.o cipp i a n e op ld ton lli gi b i I e 28
i ca se n s ib i Ie - in t e .,

nell'errore... Reso piD maturo, mi allontaruai dalla fo- ll superamento della dottrina manichea Auuenne
schia e mi ueai la persuasione cbe ci si douesse ffidare anche sul piano formale. Se riprendiamo il racconto -ago-.
piD a coloro cbe usaruo la ragione che a coloro clte usano stiniano iel dlilogo su La feiicitd ci accorgiamo che al
l'autoriti. M'incontrai allora con indiuidui i quali rite- periodo manicbeo-segui una fase scettica, Plopriq di uno
'che
rueuano cbe la luce sensibile si deue uenerare fra le cose i scoraggiarc mla resta in ricerca: oQuando,. dopo
altamente diuine. Non ero d'accordo, ma supponeuo cbe auerli (i milichei) esaminati attentamente, li abbando-
sotto I'iruuolucro di tante parole occultassero qualcosa di nai soprattutto con la trauersata di questo FflAre, a l4ngo
grande che un giorno mi aurebbero riuelato>>25. gli aciademici tennero il mio timone fra i marosi in lotta
ll coruflitto fra ratio e auctotltas noru riguardd sol- ion tutti i uenti. Alfine giunsi in questa regiorye e qui co-
tanto I'approccio alla Sacra Scrittura, che Agostino con- nobbi la stella polire cui ffidarm;>2e..Dopo le delusioni
sultd con spirito critico e corusiderb <indegna del para- prouocate dall;abuso delli-ratio ecco la scoperta della fi-
'd,es
gorue con la maesti tulliarua>> 26, ffia interessd sicura- come strumento di ricerca ragioneuole che permette
mente anche la perceziorue della Chiesa. Per un razio- di coruoscere.
nalista i dfficile ricoruoscere che l'inuisibile si renda ui- E, se le Scritture diuentano autoreuoli al punto
sibile in una forma concreta. Ord, <<nella Cbiesa Dio ci che i pochi.libri dqi neoplaton.ici letti da Agostino uen-
dd per cibo in forme uisibili l'inuisibile>> in quanto <la gono mesv a confronto con I'auctotttas del testo riue-
forma concreta storica di cid che i cristiano non i altro 7atu )0, anche la Cbiesa comincia ad essere luogo con-
che la Cltiesar>27. creto in cui quella stessa auctoritas storicamente e sal-
uificam ente si manifes ta.
25 De b. uita,1,4.
26 Conf III, 5, 9; cf. anche Sermo 57,5,6: <<Un tempo mi
ingannai, quando la prima volta da giovane volli applicare alle
Sacre Scritture I'acume della discussione prima della ricerca in 28 Cf. J. RarzrNcER, op. cit., pp. 26-29.
spirito di fede>. 29 De b. uita,1, 4.
27J. I{ATZTNGER, op. cit., pp.18.28. )0 cf. ibid.

18 L9
Scrittura e Cbiesa, euidenteme'nte, si sostengono a lrolrulus Dei - annotd che <Agostino non fa und gran-
uicenda, perchd entrambe incarruano I'autoriti di Cristo ,lc tlistinzione fra il Cristo storico, che si fa corto-rcere
nel presente. La Scrittura troua il suo fondamento in ttrctliante miracoli, e la Chiesa che si fa conoscere me-
Cristo stesso, e la Chiesa i il luogo iru cui si compiono le ,litrnte la moltitudine. La Cbiesa significa per il nostro
profezie della Scrittura )t. Ma il rapporto i reciproco, in t('/t/po la stessa cosa cbe Cristo per il suo, cioA la pre-
quanto Agostiruo stesso confessa: <<I'lon aurei mai credu- \('nzd del diuino in forma sensibile>>t5.
to al Varugelo se noru nti ci auesse spinto l'autoritd della Per questo essa doueua apparire finalmente ad
Chiesa cattolica>)2. E comuruque della Scrittura si pud tlgostino come la guida sicura che non conduce al pre-
dare solo una lettura ecclesiale. ,.ipizio. Guida che pud essere riconosciuta degna di ue-
Agostino aDeua sempre auuertito la nostalgia del ,libiliti solo rinuruciando alla pretesa del razionalismo
Cristo beuuto nel latte rnaterno e non trouato nel cibo che i sempre indiuidualista - e aderendo ad una di-
ffirtogli da Cicerone)1; ora riconosce che soltanto ruella ttumica coruoscitiua umanamente irttegrale cbe tiene
Chiesa il Cristo continua ad essere ruaestro e cibo sc-,lido t'onto anche della fede. Cosi possiamo riassumere il
per il nutrimento spirituale: la sud auctoritas ,) uiuerute e ,qmdagno che Agostino ricaud in campo ecclesiologico
op e ran t e n e ll' auctorrtas d e I la Ch i e s a ca t t o lica. ,lal superamento del manicbeismo.
Uno degli argomenti apologetici piD amati da Guadagno cbe egli si ffiettd a mettere a disposi-
Agostino i quello della prodigiosa afferunazione del cri- zione di crLloro cbe ancora annaspauano nelle nebbie di
stiaruesimo e della moltitudo di coloro cbe credono in Mani. Come l'amico Onorato, cui scriue il libro Utiliti
Cristo)4: nonostante sia stata perseguitata e s/a stata rlel credere, inuitarudolo a <<mettersi al sicuro nel
ffidata da un uomo croc'ifisso e ucciso a pescatori e ,qrernbo della Chiesa di Dio cbe ha ottenuto il massimo
pubblicani, persone ignoraruti e inesperte che rimasero )6.
.qrado di autorita>>
perd fedeli alla ueriti sino al martirio, la Chiesa i cre-
sciuta in toita la terra. Questo fatto nctru pud cbe essere
un prodigio diuino.t Joseph Ratzinger - il qunle uede (,ontro i1 donatismo: la Chiesa come caritas
nel concetto di moititudo uru aruticipo della noziorue di
La controuersia doruatista tenne occupato il uesco-
uo di lppona per molti anrui, almeno dal 397 al 477 tt.
rr Cf. De uera relig. 7, 12-13; De util. cred. 7, 19; De f. re- A differeruza della controuersia manichea, la sostanza
rum 7, 10. Vedi: G. Srnauss, Schriftgebrauch, Scltriftauslegung
und Schriftbetaeis bei Augustin,f ;Jbingen 1959, pp.54-55.
32 C. ep tnan. 5, 6; cf . C. Faust.,28,2. Ve<li ia testinronian- 1rJ. RAT'zrNcER. op" cit.,p. )7.
za offerta nelle Confessic,tni clove le Sacre Scritture sono dette )6 De util. cred. 77 , )5 (cf.. infra, p.99).
<<garantite dall'autorit) della Chiesa cattolica>> (Conf VII,7, 1i). 37 Fra i tanti studi dedicati al donatismo, segnaliamo I'otti-
tt Cf. Lonf III, 4, 8; VI,4, 5. rna introduzione di Y. M.-J. CoNc;Rn a: Traitis anti-donatistes,
t+ Cf . De uera relig.,7 , 12; 25, 47 : De util. cred. 7 , 19; De f. Oeuvres de saint Augustin - Bibliothdque Augustinienne (B.A.)
rerum 7 , 1,0. 28, Descl6e de Brouwer, Paris 196), pp.9-IT.

20 2T
stessd della diatriba i ecclesiologica. Si tratta, quindi, Anche il carattere settario della Cbiesa donatista,
di un cdpitolo della uita e dell'opera di Agostino estre- ttltindi, non erd una semplice idea, ma un fatto, una
rnamerute importante per il nostro studio. i','ulti corustatabile, e di cui il uescouo di lppona cercd,
Bisogna subito dire cbe la polemica adversus Do- strumai, I'origine in una distorta idea di cattglicitd.
natum 38 Aueua un carattere intraecclesiale cbe ne au- .\'criue Yues Congor, interpretando Agostino: <E nella
mentaua la densiti teologica: non si trattaua piD di mo- t/ruttura del loro spirito cbe i donatisti non erano cat-
strare con intento apologetico - all'esterruo - che la tolici>>40. E aggiunge: dl Donatismo rappresenta tipi-
Chiesa i la forma uisibile del cristianesimo, ma di dire itruente una struttura di setta... Con una grdnde coe-
- all'interno - doue sta la uera Chiesa e doue risiede la r('nza, iffitti, trasferiua la proprieti della Cattoliciti,
cattoliciti. Spesso nelle ricostruzioni storiche la polemi- ,.ha essi'riuendicaudno per'la loro Chiesa, dall'ordine
ca ingaggiata da Agostino contro i donatisti uiene bana- ,lclla pienezza a qugl{g della.purezza>>4t.
lizzata come una contrapposizione fra un'idea di Cbiesa T nota ,ni dtll, applicazioni piD famose /i tale
cattolica e und di Cbiesa settaria. lnuece, non si trattd (tsserto: qualora un minislro di D1o sia personalmente
ffitto di un coruflitto fra due idee di Cbiesa, ma di un indegno-- lo era, ad esempio, se durante la pe.rsecuzio-
confronto fra due realti di Cbiesa: anche i dortatisti ttc era stato traditor, cioi-aueua consegnato i libri sacri
aueudno l'idea della Catholica ma non ne possedeunno ,tll'autoriti ciuile -, non i piD in grado di trasmettere
la realti, perchd solo la Cbiesa cattolica di cui Agostino la santiti dei sacramenti della Cbiesa. Succedeua cosi
era uescouo poteua dire di essere effettiuamente estesa a che uescoui ordinati da traditores ueniuano cortsiderati
tutto il mondo. Come ha giustamente euideruziato Jo- dacaduti. E ueniua messa in questione l'uniciti del sa-
seph Ratzinge7 <la soluzione del problema rton sta in t'ramento del Battesimo: se era stato amministrato da
un concetto bensi in un fatto... La risposta si attua co' un prete indegruo, doueua considerarsi nullo e andaua
me parola della Suittura uerificata nella realti della r1uindi reiteriio. Irt tal modo entraua nella,pastorale
Cbiesa e diueruuta eloquente solo mediarute questa>>)e. ,lella Cbiesa nordafricapa l'assurda pratica di ribattez-
zare, contro cui in- modo particolare si scaglierd il ue-
scouo di lppona. Due opire di Agostino De bapti- -
18 Donato di Cartagine (270-355) ai tempi di Agostino era smo (470) bOr- unico baptismo (411) - sono dedicate
ritenuto il responsabile dello scisma che da lui appunto prese il a ribadire la tesi che nel sacramento i Cristo cbe bat'
nome. Nel conflitto con Ceciliano, vescovo di Cartagine a lui tezzd, fondandosi sulla distinzione fra potestas e mini-
contrapposto e riconosciuto formalmente da Costantino nel )16, steriurn, presente gii in opere precedenti+2.
egli godette di grande prestigio, ma non riusci ad essere ricono-
sciuto unico vescovo di Cartagine alla morte di Ceciliano nel J46
e fu esiiiato probabilmente in Gallia ove mori nel )55. Su Dona- 40Y. M.-J. CoNGRn, op cit., p. 45.
to e il donatismo vedi le relative voci nel Dizionario Patristico e di 41Y. M.-J. CoNcan, op. cit., p. 48.
Anticbiti Cristiane, Marietti, Casale Monferrato 1981, vol. 1, pp. 42 Per un nutrito elenio di testi, anche in riferimento alla
10t4 -1026; 1 028- 1 010). successiva distinzione, vedi: Y' M.-J. CoNcAn, op. cit.,pp.86-94'
)9J.B(ATZINGER, op. cit.,p. L44. Vedi: In Io. eu. tr.6,6-8 (cf. infra, p. 101)'

22 23
La <<uera> cattoliciti della Catholica si uede nei \l)csso isolate dal loro contesto, usate e abusate irt ogni
fatti: un donatista rierutra nella Chiesa cattolica ruon
se irodo - cbe nella sua formulazione piD comune risale
deue essere ribattezzato, perchd i ualido il Battesimo proprio agli anni della controuersia donatista: <<Ama, e
qq.
impartito dal rninistro donatista. Ma non basta auere fit' quello cbe uuoi (dilige, et quod vis fac)>, Lungi
un uero Battesimo per essere ueramente nella Cbiesa, ,lall'essere un ideale inaccessibile o un pronunciamen-
bisogna auere la grazia propria del sacramento. S'inse- to di anarchia etica, la frase esprime efficacemente il
risce qui quell'altra fruttuosa distiruzione agostiniana lvimato dell'amore e il ruolo direttiuo della carltas rtel-
fra species e virtus: non d sfficiente'habere bapti- lc scelte umane.
smum, i necessario auerlo utiliter et salubrtte\ cioi il La cariti i per Agostiruo l'unico uero prirucipio 1i
sdcramento riceuuto deue operare il suo effetto spiri- ,liscernimento dill'agire umanoa5, e pud esserlo perchd
tuale. Si fonda su questa distinzione in ambito saua- Dio i Caritd e lo Spirito Santo i la presenza nell'uomo
rnentario la terminologia cbe ritroueremo fra poco in ,lclla Caritas che Dio i. Tanto i uero che la uerifica
ambito ecclesiologico fra communio sacramentorum e ,lalla cariti non auuierue sul piano dell'esterioritd delle
societas sanctorum. buone opere - ola cariti ffie cibo all'ffimato-,- ma lo
Con questa esemplificazione circa la ualiditi del lu ancbi la superbia>> a6 - e nemmeruo su queQo della
sacramento del Battesimo aruiuiamo a toccare il puruto ytratica
"tolo religioia - <<se dobbiamo interrogare i fatti, non
nodale di tutta la problematica ecclesiologica, cosi co- trouiamo che ci sono molti anticristi usciti dalle
me si rende euidente nella controuersia donatista. Ab- nostre file, ma altri ce ne sono nascosti e non dncord
biamo detto cbe la questiorue non i piD quella di dimo- partiti da noi>> at -, ma solo nell'interioriti della co-
strare la Chiesa come luogo in cui l'inuisibile iru un cer- rcienza.l/ testimonium conscientiae i il triburuale de-
to senso si uisibilizza, come comuniti clte continua e t'isiuo, a pdtto cbe l'interrogazione della coscienza au-
anzi potenzia la uisibiliti di GesD Cristo $: si tratta di ue?xga dauaruti a Dio e noru sia una semplice irttrospe-
stabilire un criterio di ueriti per quel uisibile storicr.t
che i la Cbiesa, sottraendolo all'ambiguiti del vtderr e aa In b. ep. tr.7,8. Credo di aver dimostrato in un mio
ricorusegruandolo alla realtd dell'esse. La Chiesa uera d studio che tale frase in Agostino non serve affatto a giustificare la
quella cattolica o quella donatista? Possct indiuiduare repressione nei confronti della Chiesa donatista, soprattutto per-
un criterio discriminante che mi faccia decidere per ch6 l'espressione va letta entro la dottrina agostiniana della ca-
l'una o per I'altra? Questo i il problema cbe impegrua rit), cosa che ho cercato di fare alla luce di molteplici testi del ve-
teologicarnerute Agostinct. La sua risposta i chiara: cid scovo di Ippona. Vedi: A. CI-Enrct, Arna e fa' quello che uuoi. Ca-
cbe discrimiru.a esiste, ed i la caritas. riti e ueriti nella predicaziotte di sant'Agostino, Augustinus, Pa-
lermo 1.997, pp,51-88.
Giustamente celebre i un aforisma agostiniaruo - a' che hanno la caritd sono nati da Dio, quelli che
una di quelle frasi del uescouo di lppona che circolano "Quelli
non l'hanno ,ro, sono nati da Dio. E qr.tto il grande criterio di
discernimento>> (ln Io. ep. tr.5,7).
161n 1o. ep. tr.8,9.
$ Cf.J. RarzINc;ER, at In lo. ep. tr. 3,9.
op. cit., p. 157 .

24 25
zione psicologica: solo cosi infatti l'esame della cosciert' ri della quale non c'i saluezza. D'altra parte, la uera san'
za i equiparibile ad una uera e propria trasparertza del- r,r Cbieia di Dio tfug, ad una perfetta uisibilitd nel pre'
in noi+8. tcnte, pur essendo i continuiii con questa Cbiesa uisi-
-
lo Spirito
l,ilc. Solo alla fine dei tempi Cristo u-erud con il ventila-
Ora, questo processo indiuiduale garantisce la ue-
riti della cariti, cioi i il criterio di discernimento non tor a separare il granc dalk Pulaso. Lerrore dei donati-
solo del soggetto ma anche della com1.1ni1d. lgostino rti i proprio quello di rruolere la Chie-sa di questo.tempo
pud cosi riuolgersi ai fedeli riuniti nella basilica chia- ,qii illeb quilt sari la santa Chiesa futura dopo I'ultima
'i,agliaturao>t.
mandoli semplicemerute cantas vestra iry quanlo essi so- E Parmeniano uiene proprio accusato da
no realmenti il rendersi uisibile della Cbiesa di Dio gra- A[osilno di uoler anticipare il ruolo di venttlatot che
zie alla cariti diffusa nei loro cuori dallo Spirito Santo. tpbtteri a Dio alla fine dei tempisz.
' Il ricbiamo al giudizio finale ci porta a in-trodurre
E naturai'e che si ponga, anche ,el toto della co-
munitd come in quello della singola persona, il pro- lu seconda distinzione agostiniana. Essa i di ordine
blema dell'equiuociti della semplice appartenenza este- .rtorico-temporale, e deui essere fatta all'interng della
riore. I'lon basta, cioi, una partecipazione esterna alla ecclesia quae nunc est per segnalare la possibiliti cbe
ecclesia-caritas per farne ueramente parte. Nasce qui, dentro df essa accanto ai giusti si trouino dei peccatori
nel uiuo della cbntrouersia donatista, una duplice di- c cbe euentualmente ui siino dei giusti cbe attualmen-
stinzione che si dimostra assai feconda per l'ecclesio- te uiuono fuori di essa. La distinzibne uiene terminolo-
logia agostiniana. gicamente attuata dal uescouo di Ipporta attrauerso una
Jna prima distinzione di ordine escatologico deue coppia ricorrente di esPressioni:
essere opeiata fra la <Cbiesa com'i ora>' (ecclesia talis - egli parla di communio sacramentorum quan-
nunc eit) e la <<Chiesa come sari>> (ecclesia qualis futu- r)o intende descriuere il piano della partecipazione
ra est) 4e: non si tratta euidentemente di due Chiese ma esterrua ai sauamenti della Chiesa;
di urua sola Cbiesa in due stati differenti, a immagine - parla inuece di soctetas sanctorum quando uuo-
dell'unico soggetto umano che i mortale ma destinato le ilteidere il piano della partecipazione interiore alla
all'immortalitd. Il nesso fra caritas ed ecclesia i cosi for- Chiesa come popolo riunito dallo Spirito Santon-
te nella concretezza della Chiesa cattolica uisibile, che
essa, come abbiamo uisto, pud essere chiamata semPli-ce-
50 Rinviamo alla terua parte di questa inffoduzione l'analisi
mente caritas ed essere laianta Chiesa di Dio, al di fuo-
delle numerose immagini che Agostino usa per sondare il mistero
della Chiesa. Nell'opera contro Parmeniano, B possibile trovare
questa immagine del grano e della pula nell'aia in: C. ep. Parm.
48 Cf. In lo. ep. tr. 5, 6; 5,10; 6, 4; 6, 70; 8,2; 8, 12. Vedi: III, ) , 19.
A. CI-Erucr, Iilnerario uistiano sulle orme di Agostino di lppona, st C. eP. Parm.III,l,17 .

Paoline, Milano 1995, pp.156-165. 52 Cf. C. ,p. Parm.III, l, 18.


Fru i numerosi testi agostiniani, vedi: En.
49 in Ps. 9,12; 5l Per i numerosi testi agostiniani vedi: Y' M.J. CoNcan,
De ciu. Dei XX, 9, 1; IIl, 10, 20. op. cit., pp.98-100.

26 2l
Il piarco delle realti sauamentali e quello della prirucipio di uruiti i lo Spirito Santo, anima del corpo di
realtd spirituale s'intersecano continuanzente ruella Chie- Cristo che i la Chiesa. La carttas, quindi, esprime real-
sa terrena. rnerute il nesso profondo tra l'unus Spiritus e l'unum
Il primo comprerude tutti coloro che esteriormeru- corpus.
te fanno parte della comuruiti iru forza della partecipa- Giustamente i stato notato che il piano della cart-
zione ai sauamenti: sono, ad esempio, i doruatisti (in tas - proprio della Cbiesa come societas sanctorum -
quaruto anche il loro battesimo i ualido), ffia anche i uiene a trasformare radicalmente il morudo concettuale
cattiui cattolici cbe sembrano derutro (intus vrdert) ma di Agostiruo: la dialettica non i piil fra sensus e intellec-
in realti sono fuori (foris esse) >+. Recuperando la di- tus, ouuero fra comprensione attrauerso signa sensibilia
stinzione sul piaruo sacramentale, dobbiamo dire che c intima comprensione della uera realti; ma l'tntellectus
c'i la species rna non c'i la virtus, c'i la forma ma non i come superato dalla caritas, in quanto ,rla saluezza,
c'i il fructus. Bisogna ricordare che per Agostino il pia- che prima era identica alla misura della penetrazione in-
no dei signa d il liuello iruferiore di partecipazione tellettuale, si compie in un amore che cbiaramente i ab-
all'essere: questo uale aruche per la Cbiesa, per cui una bastaruza indipenderute da tale coruoscenza>> 51. La uera
partecipazione ad essa sancita solo attrauerso segni i Cbiesa plasmata dallo Spirito Santo spalanca all'uomo la
assai pouera e rischia di essere apparente. Scriue molto dimerusione del dono, e lo mette ruella condizione di com-
bene a questo proposito losepb Ratzinger: <<Agostino prendere la sua grandezza e la sua umiltd: dl firue piD
pud affermare cbe la Chiesa cattolica i la uera Chiesa profondo dell'uomo ora i di essere nell'amore mediante
dei santi; i peccatori non sono realmente iru essA, infatti l'essere nella Chiesa, poicbd l'amore i Dio>>>8.
la loro qualiti di membro i quella paruenza cbe i pro- Si comprerude, infine, quale sia la risposta di Ago-
pria del mundus sensibiliq d'altra parte egli pud met- stino alla prouocazione donatista di una Chiesa di puri
tere in euidenza cbe ruoru d affare della Cbiesa espellere gii ruella som dimensione terrena: quaggiD l'uruica Cbie-
questi peccatori perchd noru i affare suo deporue il cor- sa possibile i un corpus permixtum5e. Ma esso i gin il
po di carne, bensi i ffire del Signore cbe la resusciteri luogo uisibile della societas sanctorum.
e la trasformeri nella sua uera forma di saggezza>>55.
Della societas sanctorum fanno parte tutti coloro
che banno accolto e accoglieranno la chiamata di Dio56 e Contro il paganesimo: la Chiesa come ciuitas Dei
la cui uruione i interiore pur non restando inuisibile. Il
Se manicheismo e donatismo sono <<auuersari>> be-
ne identificabili, non altrettanto pud dirsi del pagane-
54 Cf . En. in Ps. 55,9; 106, 14; In Io. eu. tr. 45 , 72.
S5I.RATZINGER, op. cit., p. 151.
56 Vedremo nel prossimo paragrafo che la nozione di ciui-
J.RATZINGER, op. cit., pp. 153-154.
57
tas Dei arricchiri la nozione di societas sdnctorltm, ailargandone i
,8J. I{r{TZINGER, op. cit., p. 154.
confini storici sino a farla diventare ecclesia ab Abel (cf. De ciu.
5e C{. De doctr. cbr.III, )1, 44-32, 45 Gf . infra, p. 103).
Dei YVIII,5L,2),

28 29
simo, antagonista indeterminato e sottilmente presente rtrt' ogni altracitti i destinata a morire: <E destinato a
nella societd romana dopo la <suolta costantiniana>>. Lo rt,t,inure il mondo creato da Dio, ma non andrd in ro-
scontro aperto fra Agostino e la mentaliti pagana - ser- rirra nd cid che ha fatto I'uomo nd cid che ha fatto Dio,
peggiante
-troia in un mondo spesso cristiano solo di nome - \t' ilon quando lo uorui Dio>>6t.
motiuo per rifficolarsi dopo il sacco di Roma Sembrano a noi, queste di Agostiruo, parole nor'
dell'agosto 410 ad opera dei Goti di Alarico. tuuli. Non auuertiamo che attrauerso di esse si rompe
-Ijaue,
abbandonato gli dii per abbracciare la nuo' ,1,'finitiuamente il cordone ombelicale che teneua la
ua religiorue di Cristo era forse la causa della caduta (,'biesa troppo strettamente legata alle sorti dell'impero.
della cipitale dell'impero nelle mani dei barbari? Co- ,\'c pensiamo alle parole riuolte da Tertulliano nel 272
si suonaua I'accusa formulata dal paganesimo colto ,rl proconsole Scapula, impegnato a perseguitare i cri-
dell'fLrbe, che perd poteua trouare facile accoglienza ttiani - <Il mondo dureri tanto quanto l'impero>>ez -
anche presso il popolino delle prouince, soprattutto in ttuuertiamo tutta la distanza che separa i due pensatori
quell'Africa del Nord la cui gente era irtcline alle pas- ,tfricani. Ma solo pochi anni prima del sacco di Roma
iioni e passaud con sorprendente naturalezza dai teatri trn altro uescouo, Ambrogio di Milano, era ancora pie-
alle basiliche e da queste tornaua ai riti un po' magici tramente conuinto cbe l'impero romAno fosse l'abitazio-
della religiositd pag'ana. Si trattaua di ffiae ad qtn tem- rrc naturAle della Cbiesa e l'unico luogo dell'euarugeliz-
po una risposta- coha - e Agostino lo fece rtell'arco di zttzione: per lui il mantenimento o l'estensiorue della ro-
oltre quindici anni, dal 410 al 426, con I'opus ma- rnaniti erano |unica garanzia del manteruimento e
gnlrrm intitolato De civitate Dei - ma ancbe di tran- lell' e sten sion e della cattolicitA.
quillizzare subito il popolo cristiano con un'apologetica Con il rouesciamento del mito dell'eterniti di Ro-
ipicciola ed fficace - e in quest'arte del predicare Agg- rrua si crea lo spazio culturale per una nuoud teologia
itino era indiscusso maestro, come dimostrano parecchi clella storia in cui la Chiesa acquista un suo spazio au-
suoi sermoni -: due campi di battaglia, insomma, per tonomo. A pensarci bene, proprio questo i il motiuo
un'unica guerud. tlel modificarsi - nel senso della complessiti - del rap-
Parlando alla gente che affolla le basiliche, il ue- porto fra Stato romano e religione quando sulla scena
scouo di Ippona rincuora i cittadini delf impero, e iru- irrompe il cristiaruesimo: la religione pdgana i interna
sieme ne corregge la prospettiua storico-teologica. Ro- allo Stato, ne i una componente strutturale; la Chiesa
ma i forse stata annientata dal momento che sono ca' cristiana, inuece, i da subito uru corpo estraneo allo Sta'
dute le sue mura? No, perchd Roma non i i suoi pa-
lazzi: Roma i i suoi cittadini. Per cui <<non muore Ro-
ma, se non muoiono i Romani; e non periranno, se lo- 6t
lbid.
deranno Dio> 60. Roma i forse eterna? No, perchd co- 62
Tgnrur-llANo, Ad Scapulam,2.In un'altra opera, scrive:
<<Siamo noi cristiani che facciamo ritardare l'incombente cata-
strofe del mondo, e percid siamo amici di Roma e della sua dure-
6o Sermo 81, 9. vole prosperiti>> (Apologeticuna, )2, l).

)0 3L
to, con und sua organizzazione indipendente dagli in- t/rriche. Se douessimo usare un linguaggio teologico
granaggi dell'impero. I tentatiui dello Stato di influire l,rt'ciso, douremmo parlare di realti escatologiche, non
iulla Chiesa - che, almeno in Occidente, si difenderd rrcl seruso cbe esisteraruTxo solo alla fine della storia, ma
strenuamente da questa irugerenza - riuelano proprio la rrt'l senso cbe riguardano il fine della storia e cbe, sem-
merutaliti pagdna sottesa alla politica religiosa dell'im' rrrtti, solo al termine della storia auranno corufini precisi
pero. ('Precisabili.
Da questo punto di uista, Agostino rappresenta un Se la ctvrtas Dei d la citti della caritas, mentre la
liuello superiore di consapeuolezza della nouiti costi- civitas diaboli i la citti della cupiditas, euidentemente
tuita dalla Chiesa nella sua qualiti di partner religioso t/on possono essere identtficate con le istituzictni della
dell'impero romano. La teologia della storia contenuta (,hiesa e dello Stato: la civitas terrena non i lo Stato, e
nel De civitate Dei t) un'originale lettura del nuouo lt('tnmeno la civitas Dei D sic et simpliciter la Chiesaeq.
equilibrio uenutosi a credre fra Stato e Cbiesa, origina- Il tempo della storia - quello in cui gli uomini ui-
li soprattutto percbd il binomio proposto si troua ad un t,ono, per irutenderci, in urua determinata Chiesa e in un
liuello piD profondo rispetto a quello storico. I'lon ec' ,lt'terrninato Stato - i caratterizzato da una apparente
clesia e civitas, come ci si sarebbe aspettati in cbiaue ttmfusione delle due citti. Scriue il uescouo di lppona
-diuentauanosociologica nel momento in cui i soggetti
puramente ,gii nel priryo libro del De civitate Der: <<Le due cittd
finalmente due, ma civitas coelestts / ct' tnn sono nconoscibili (perp\exae) in questo fluire dei
vitas Det e civitas temena / crvitas diaboli. La prospet-
tiua i, dunque, metastorica, e non deue ingannare l'uso
del termine civitas cbe fa pe?xsare ad una possibile mi- 61Vi a stato un lungo dibattito circa il rapporto fra ecclesia
surazione sociale delle due cittd. I'lon i cosi. La dottri- t' Dei: nell'area protestante ha dominato la tesi della di-
t.itsitas
na delle due citti rappresentA un'acotta trasuizione sul stinzione (doppeiter Kirchenbegrffi, mentre fta i cattolici ha pre-
t,,rlso la tesi delf identiti o almeno della non-coestensiviti. Si trat-
-mo, comuruitario del duali.smo morale tipico
piano dell'uo-
trr di un problema fittizio: d chiaro che Agostino stesso ritiene la
cbe con la sua uolontd pud orierutarsi uerso il bene (,hiesa come il germe della citth di Dio che conduce l'umanit)
e uerso il male. Sono celebri le parole con cui Agostino lutta verso la salvezza. Egli vuole innanzitutto mettere in guardia
radica le due citti dentro le scelte di ciascun uomo; ,lalla eccessiva sicurezza che pud derivare da un'appartenenza
<Due amori diedero origine a due cittd: alla cittd terre- t'steriore alla Chiesa. Inoltre, intende offrire una visione teologica
na l'amor di sd fino al disprezzo perDio, alla cittd cele- (r antropologica in cui il rapporto fra uomo e Dio sia
""egnato dal
ste I'amore a Dio firuo al disprezzo Per sd>> et. lrrimato della grazia e non da una automatica adesione ad una
Si capisce, allora, cbe le due civttates agostiniane comunith storica quale appunto d la Chiesa nella sua dimensione
tcrrena. Si tenga conto che questo problema doveva essere molto
siano da considerarsi come due entiti mistiche e non scntito in un tempo in cui ccnvertirsi al cristianesimo era da con-
siderarsi socialmente conveniente. Vedi: Y. M.-J. CoNG,qn, Czaz-
ltts Dei et Ecclesia chez saint Augustin, in <.Revue des Etudes Au-
$ De ciu. Dei XIV, 28. Vedi anche: De catech. rud. 20, 36 r;urstiniennes>>, 3 (1957),l-11;8. GtL.sott, La Citti di Dio e i suoi
(cf . infra, p. 105). problerui, Vita e Pensiero, Milano 1959.

)2 33
tempi e sono fra di loro commiscbiate (permixtae), fino EcclnsroI-oclA IN cHIAVE MISTERICA 66

a che non siano separate dall'ultimo giudiTio>es.


La mescolanza iruestricabile i uru.o dei prirucipi foru-
Parlare per immagini
damentali della uisione teologica che Agostino ba della
storia, e rappreseruta un criterio di grande pruderuza ua-
La complessiti della uisione agostiniana del mi-
lutatiua nel giudicare il <dentro>> e il <<fuori> in riferi-
stero della Chiesa si coglie meglio - su un uersante
mento alla definitiua appartenenza alla civitas Dei. .li
complementare rispetto all'approccio polemico - attra-
pud essere fisicamente e istituzionalmente dentro la uerso il uelo delle numerose immagini usate dal uesco-
Chiesa ed essere fuori della civitas De1 e uiceuersa. Il uo di Ippona soprattutto nella predicazione.
principio della mescolanza non doueua far sentire i fe-
Come i stato ampiamente dimostrato dagli studi
deli che ffillauano le basiliche troppo sicuri nel giudi-
care certa la loro apparteneruza alla civitas Dei iru forza
di Hugo Rahneret, I'ecclesiologia dei Padri i uoluta-
dell'appartenenza alla Cbiesa, e nemmeno nel giudicare
mente simbolica, ed i attrauerso i simboli che essa ri-
I'esclusione di altri dalla civitas Dei a motiuo della loro frgg, dalla steriliti cbe ha caratterizzato, inuece, per
lungo tempo dopo il periodo patristico il pensiero teo-
dssenza dalla Chiesa.
logico intorno alla Chiesa. Agostino deue essere consi-
Riassumendo il guadagno ecclesiologico cbe ad
derato un maestro ruell'arte di parlare per immagini. E
Agostino deriua dalla polemica corutro il paganesimo,
lo fu ancbe per quaruto concerrue la Cbiesa.
possiamo dire che alla realti istituzionale della com-
Trattandosi di un mistero assai profondo, il lin-
munro sacramentorum e a quella spirituale della so-
guaggio delle immagini risulta essere quello che meglio
cietas sanctorum si aggiunge la realti escatologica del-
sa rendere tutte le sfumature e le tonaliti del grande
la civitas praedestinatorum: la Chiesa come civitas
Dei e in ultima analisi, la realti cbe comprende tutti e ffiesco della Cbiesa. I'laturalmente, solo dalla molte-
solo i giusti che hanno raggiuruto per grazia la feliciti
pliciti delle immagini i possibile ricauare una nozione
eterna. Ouuiamente sono parte della civitas Dei - nel-
che raggiurugd una pii chiara esposiziorue seruza perdere
perd la sua necessaria conzplessiti. Il che equiuale a ri-
la dimensione del <gii e non ancora>> - coloro che qui
coruoscere clte nessurua delle immagini cbe ora andiamo
iru terra amano Dio sino al disprezzo di sd e sono cosi
ad analizzare, presa in se stessl, riesce a descriuere la
incamminati - istituzionalmente derutro o fuori la Chie-
sa pellegrina - uerso il regno di Cristo.

66 Ciuca il significato dell'asserto <da Chiesa B mistero>>, d


assai utile leggere: HpNnr or Lueac, Paradosso e mistero della
Chiesa,Jaca Book, Milano 7979, pp. 13-37.
67 Fondamentale d un'opera che raccoglie il frutto di quasi

trent'anni di ricerca teologica sull'ecclesiologia dei Padri: Huco


RauNrn, Simboli della Chiesa. L'ecclesiologia dei Padri, San'Pao-
65 De ciu. Dei I, )5 . 1o, Milano 1911,79942.

34 35
Cbiesa, senza auere bisogno di essere integrata dalla lt sctttratta ad Adamo cbe dormiua, cosi la Chiesa nac-
luce c/se prouierue dalle altre immagini. Iiecclesiologia ,1uc dal costatct di Cristo che dormiua sulla uoceTo.
agctstiruiana, da questo uersante, i dunque la risultarute - Sar4 la donna libera contrapposta a.lla schiaua
di una uera e propria collaborazione di dati offerti da rlgar, i la figura di cbi nasce dalla Chiesa cattolica in
icorue cliuerse. Proprio come il ualore artistico di un pit- t'r;ntrapposizione a chi nasce dall'eresiail; noru solo, el-
tore i la risultante dei dati contenuti non in un quadro la i pure .figura della Chiesa perchd <molti soruo i figli
soltanto, rua in urua pluraliti di apere esposte l'una ui- ,li colei cbe ha cortcepito nella ueccbiaia per l'azione
cina all'altra. Jella grazia, piD numerosi dei figli di colei cbe in eti
ancar giouane era andata sposa attrauerso il uincolo
Figure bibliche lella legge>tz.
La nostra analisi ruoru pud considerarsi esattstiua, -Rebecca, la donna clse portaua in sd Giacobbe
in quaruto le immagini usate da Agostino per dcscriue- cd Esail, i due gemelli cbe startano in discordia fra di lo
re la Chiesa sono dauuero tante e il loro Ltso uera77/en- i
ro prima dncora di nascere: cosi della Cbiesa, che <rfiru-
te capillare e costante ruella predicazione. Corninccre- chd d nel tempo del parto, contiene ruel suo seno i buoni
mo coru uru breue cenno a quelle figure bibliche in cui i
e i cattiui>>; essa tnadre di tutti gli uontirui, per cui si
il uescouo di lppona uede prefigurata la Chiesa: si trat- pud dire cbe <rnacquero tutti e due da una stessa ruad,re,
ta di persone, cose, auuenimenti letti profeticamante rua uno meriti l'amore, l'altro la riprouazione>>ir. Ne
come <tipo>> della realti uera e propria. Un saggio tli i
consegue cbe <Giacobbe l'immagine della Cbiesa, co-
lettura di questo genere i offerto nel diciottesirruo li- me EsaD lo i dell'antica sinagoga>ta.
bro del De civitate Dei, laddoue Agostino prcscnta - LapostoloPretro diuenta figura della Cbiesa in
ciascun profeta come annunciatore del mistero tli Lri- un episodio raccontato nel decimo capitolo del libro
sto e della Chiesa68. C'A un discorso - pronunciato fra degli Atti: nell'estasi aunta a Giffi gli uiene detto di
il 410 e il 420 - in cui la presentazione dell'Antirc Te- ttccidere e mangiare la carne di anirnali immorudi, figu-
stamento cotne promissio figurata del Nuouo diuenta i
ra del compito della Cbiesa cbe quello di incorporare
I'occasione per una rassegna di typoi biblici che prefi- a sti tutte le genti (il cui simbolo so71o i quattro lati del-
gurano Cristo e la Chiesa6e. la touaglia calata dauanti a Pietro) t>. Pietro d figura
Ecco qualche esempio, riferito ad alcuni parso-
naggi biblici. 70 Cf. En. in Ps. 40,70; 126,7-8 (cf. irufra, p. IAI); 138,2;
- Eua figura della Cbiesa e per questo chiarrtata ln Io. tr. 15, 8; I20,2.
eL'.
Madre dei Viueruti: corue ella fu formata con una costo- 71Cf .In Io. eu. tr. 11,7.
12 En. in Ps. 712,8.
7) En. in Ps. 126,8.
71En. in Ps.78, 10. Vedi: Sermo 4,935 (cf. infra, p. 110).
68 Cf. De ciu. Dei XVilI , 27 -44 . 75 Cf . En. in Ps. 30,II, s. 2, 5; 103, s.3,2.; Sermo 149, 6,7 -
69 Cf . Sermo 4,9-26. 7,8 (cf. infra,p.I)6).

36 )7
della Cbiesa ancbe nell'episodio in cui Gesil lo inuita a tgli si staua dirigerudo iru casa di un capo della sinago-
camminare sulle acque (if.Itttt 14, 22-33); egli si ffidd .qa cui era morta la figlia Quanto basta per costruire
al Sigruore e proud turbame-nto, come la Chiesa che trn'antitesi simbolica tra il popolo giudaico, per cui era
<tiene sotto i piedi la testa dei superbi, ma porta in sd ('spressamente uenuto il Cristo, e la Cbiesa formata dai
la debolezza E, Ancora, Pietro rappresenta
umana>>76. pagani, cui Cristo non si mostrd in persona ma attra-
la Cbiesa, in quanto, nonostante il triplice rinn-ega' ucrso i suoi discepolis2. <<No{ infatti - dice Agostino -,
mento, non gli-uiene tolta la grazia del Signore e il suo non lo abbiamo conosciuto nella cArne, e tuttauia ci i
perdono, cui si aggiunge il sigillo del martirio: Cristo .rtato corucesso di mangiare la sua carne e di essere mem-
'che
prega percbd-nella-proua non uenga meno la fgde bra del suo corpo. Perchd? Perchd ci ha mandato i suoi
di PTeno A figuro della proauidenza con cui Dio guida e tliscepoli. Anzi, poichd dire cosi i poco, ci ba mandato
sorregge la- Cbiesatt. ContraPPosto a Pietro, typos del- re stesso; e mandandoci le sue membra, fece anche noi
la Cilesa, c'i Giuda, figura del popolo giudaico che ba sue membra>>$.
rifiutato CristoTs. - Anche la donna cananea di cui ci parla il Varuge-
Maria Maddalena nel suo dialogo con il Risor- lo (cf. Mt 75, 21-25) i figura della Chiesa proueniente
to i figura della Cbiesa <cbe credette in Cristo, dopo dai pagani e non dal popolo eletto per cui Cristo erd ue-
ch, igL, se ne fu tornato al Padrerr'e g,.qrr!|i, di colo- nuto. Agostino pone in risalto soprattutto la sua umilti
ro chi lo hanno toccato con le mani della fede attrauer' e la perseuerdruza nella preghiera, uirtit necessarie per
so un incorutro spirituale. essere innestati nell'uliuo della Chiesasc.
- Lo stesio simbolismo serue ad Agostiruo per A parziale completamento di questa tipologia bi-
presentare ancbe /'emorrotssa come figura dgllg Chiesa blica della Chiesa, ricordiamo, sempre d titolo esernpltfi-
-(cf.
Mt 9, 20-22) 80. Toccare la Chiesa uuol dire acco- catiuo, alcune interpretazioni agostiniane riferite noru
siaruisi con fede: orA, inuece, succede come ruell'episo- piD a personaggi ma a iruteri episodi o parabole, oppure d
dio dell'emorroissa, e cioi essa <<uiene toccata dalla fe- particolari di essi. I'{oru possiamo dimenticare la lettura
de di pochi e oppressa dalla ftllo di molti indiuidui>8t. della parubola delle dieci vergini (cf Mt 25, 1-73), cbe
Ma i{uescouo'di lppona carica l'episodio euangelico di Agostiruo dice rtferirsi a tutta quanta la Chiesass. Oppu-
un ulteriore signifiiato: la donna cbe sffiiua di pudite re la stupenda descriziorue della Cbiesa nel particolare
di sangue toccd il lembo del mantello di GesD ntentre della locanda della parubola del buon samaritano (cf.
Lc 70, 29-37): <La locaruda rffigura la Cbiesa. Locanda
al presente, percbd durante la uita siamo di passaggio,'
76En. inPs.9),22.
17 Cf . En. in Ps. 118, s. I) ,3 .
78Cf. En. in Ps. 108, 18.
7e Sermo 24), 2, 2, Cf . Sermo 244, 3; 245, 4; 141, 4; In Io. 82 Cf. Sermo 62, 3, 5.5, 8; 6)/ A, 2; 6)/8, 2;77, 5, 8.
ea. tr. 721,). $ In lo. eu. tr. )1,11.
84 Cf. SermoTT
80 Cf. Sermo 245,3. ,1,1.6,9-8, L2.
8, Cf. Sermo 9),2,2.
81 Sermo 62,3,5.

)8 )9
diuenteri la dimora, da cui non andremo mai uia quan- ,,r,,ndo, sari compiuta la risuruezione dei morti; in
do, guariti, sAremo arriuati al regno dei cieli. Frattanto, ,lrrclla pescd fu rffigurata la Chiesa nel tempo presen-
lasciamoci curare uolerutieri nella locanda>> 86. tt', in questa, inuece, i raffigurata la Cbiesa quale sari
La guaigione del paralitico alla piscina di Bet- ,tllt fine dei tempi>go. Ijepisodio uierue interpretato da
zaetd (cf. Gv 5, 1-15) i un racconto in cui Agostino ,l.qostino in tutti i suoi simboli - compreso quello nu-
legge la redenzione di Cristo operata come superamen- rtrcrico dei <<centociruquantatrd grossi pesci> (cf. Gv 21,
to della legge giudaica: l'acqua della piscina rappresen- I I) che Pietro trae dalla rete, letto coTne il dinamismo
ta proprio il popolo della promessa cbe resta circondato ,1,'l numero 77 a sua uolta formato dal 10 (la Legge) e
dai cinque libri della Legge, <ma quei libri erano desti- ,ltl 7 (lo Spirito)tr -, ed ba un rrudgnifico suggello nel
ruati a riuelare l'infermiti, non a guarire gli infermi>81. lttrticolare del pasto corusurnato dai sette discepoli con
Percbd auuenisse la guarigione era ruecessario che I'ac- ( )t'si sulla riua del mnre (cf. Gv 21, 9-13), cbe uiene
qua fosse agitata, e <<l'agitarsi dell'acqua i la passione t'osi iruterpretato: <Il pesce aruostito i il Cristo sauifica-
del Signore in mezzo a quel popolo>88: per cui <<scende- to; egli i anche il pane disceso dal cielo; a lui uiene in-
re nell'acqua agitata significa, duruque, credere umil- ('orpordta la Cbiesa per partecipare della sua eterna
merute nella passione del Signore>>8e. Tuttauia, l'acqua ltcatitudine>>e2.
ruon poteua guarire che un solo malato. Cbe significato Inoltre, questo stesso episodio pob essere letto in
dare a questo particolare? Forse che Dio i parsimonioso itmtinuiti con altri narrati nel uangelo secondo Gio-
nel donare la saluezza? Niente affatto. Agostino ui uede t,unrui, come fa Marie Comeau, cogliendo con uno
un simbolo dell'uniti della Chiesa, fondata sull'unico rpuardo sintetico le figure della Chiesa nel quarto uan-
Mediatore, GesD Cristo, e fuori della quale la saluezza i ,qt'lo: <Alle nozze di Cana, la Cbiesa si sostituisce alla
irnpossibile. riruagoga; la moltiplicazione dei pani raffigura l'esten-
La pesca miracolosa nel lago di Tiberiade dopo rione daruata attrauerso la Cbiesa alla legge diuina, fi-
la risurreziorue (Gv 21, 1-14) uierue accostata a quella no a quel mornento chiusa nel Pentateuco; la Chiesa
compiuta da Gest) all'inizio della predicazione: <Quel- ltroueniente dai Gentili i annunciata dalla samaritarua
la retata di pesci - commenta Agostino - rappresenta- c tla Maria Maddaleno.; l'uniti della Cbiesa i simboli-
ua i buoni e i cattiui di cui ora la Cbiesa i formala,' t'arnente espressa dall'unico tnalato gu.arito a Betzaetd
questa inuece rappresenta soltaruto i buoni che forme- t'osi come dalla tunica senza cuciture di Cristo; infine,
ranno definitiuamente la Chiesa, quando, alla fine del

e0ln Io. eu. tr. I22,7. Cf. Sermo 248,7-3 (cf. infra, p. 138);
86 Sermo I31,6. 241), L; 250, 2; 251, I, L-3, ); 252, 1-7 ; 252/ A, I-4.
87 In Io. eu. tr. 17,2. Cf. Sermo I24,3;125,);En. in PsJ0, er In lo. eu. tr. 122, 8. C{. ,Serruo 248, 4-5 (cf . infra, p" 138);
s. 1, 19; 83, 10; 102,75. 249, 3 ; 250, ) ; 25 1, 6, 5 -8, 7 ; 252, 8; 252/ A, 5 -6; 27 0, 7 ; En. in P s.
88 Sermo 124, ) . Cf . Serrno 725 , ) . 19, 9; De diu. quaest. 57 .
89 lru Io. eu. tr. lJ , ). 92In Io. eu. tr. 121,2.

40 4T
la pesca miracolosa presagisce il trionfo fjnale della rrl,rl>rum) il torcbioro (torcular), la forruace per fonde-
Chiesa liberata da ogni scisma e diuisiorue. E dunque la rt'l'rtro (fornax aurificis), il bisturi del medico (ferra-
Cltiesa, sempre la Chiesa, presentatd come l'uruica spo- ilt('lltum) 97.

sd, come il corpo mistico di Cristo, cbe appare al cerutro


del pensiero di Agostino>20t. Arca di NoB - colomba
Dopo I'analisi di alcuni typoi biblici, recuperia- <Dio ordind a I'loi di costruire I'arca con la quale
mo ord la ricchezza di altre immagini - alcune delle i
tl)rggire alla rouina del diluuio... Essa senza dubbio al'
quali hanno anch'esse un fondamento biblico - che It'grria della citti di Dio esule nel tempo, cioi della Chie-
Agostino usd per descriuere la Cbiesa. \d cbe ottierue la saluezza mediante il legruo sul quale fu
ttppeso il Mediatore di Dio e degli uomini, l'uomo Cristo
Aia- grano epaglia ( )csi>> e8. Llarcadi Nod diuenta, cosi, il simbolo della
<Vi insegniamo, fratelli, cbe I'aia i la Cbiesa di (.'hiesa cbe abbraccia in se stessa buoni e cattiui sino al
questo tempo: in essa c'i la paglia e c'i il grano. Nessu- rrxtmento della loro separazione alla fine dei ternpi.
no pretenda di gettar fuori tutta la paglia, prima che Con sensibiliti insieme cristologica ed ecclesiolo-
giunga il tempo della uagliatura; nessuno, prima del gica uiene interpretato da Agostino il particolare della
tempo della uagliatura, abbandorui I'aia, per non uoler ltorta aperta sulla fiancata dell'arca (tf Gn 6, 16):
tollerare i peccatori, perchd non auuenga cbe, trouando- <l]apertura da un lato i la ferita con cui fu trafitto il
sifuori dell'aia, sia beccato dagli uccelli prima di entra- costato del Crocifisso: per essa entrano quelli cbe uen'
re nel granais>>ea. gono a Lui perchd da li sgorgdno i sacramenti con cui
Questa immagine s'incontra taluolta, nella predi- sono iniziati i uedenti>eg.
cazione agostiniana, ffiancata alla parabola del buon Ancora, Agostino interpreta cosi il fatto cbe I'ar-
grano e della zizzania, ed i impiegata soprattutto ruella ca sia stata fatta con legno cbe non poteua marcire:
polemica con i donatistie>. Uru discorso a parte merite-
rebbe il blocco delle immagini improntate a tecniche
di separazione, che Agostino usa aruche per indicare il
96 Per l'uso dell'immagine del torchio in stretta connessio-

ne con quella dell'aia, cf. En. in Ps.8, 1. Vedi anche: En. in Ps.
giudizio diuino alla fine dei tempi: il uentilabro (ven- 80, 1ss.; 83, 1ss.
97 Si consulti a questo proposito: SuzRNNr PoQup, Le lan-
-la
gage symbolique dans prdiicaiion d'Augustiru d'Hipporr, Etu'
des Augustiniennes, Paris 1984 , pp. 15l-192.
e8 De ciu. Dei )(lI,26, l. Cf . Cath.
fr. 5,9; En. in Ps. 28, 10
9l Marup Coun,tu, Saint Augustin exdgite du quatriime 56, 3; 86, 3; 10J, s. 3, 2; I47 , 5; Sermo 264, 5 (cf . infra, p. 144);
Euangile, Beauchesne, Paris 1930, pp. 155-156. ))5/8, 1;367,22,2L. Sul tema dell'arca di Nod come nave della
e4 En. in Ps. 25,II,5
Gf . infra, p. 14)). Cf. En. in Ps. )4, s. salvezza, si consulti: Huco RAuNpn, op. cit., pp. 865-938 (per
2, 10; In Io. eu. tr. 6, 8.12.24; 10,9. quanto concerne Agostino, vedi alle pp. 867.905.918.920-921).
95 Cf . 99 De ciu. Dei)(.'l,26,1. Cf.In Io. eu. tr. I20,2.
ad es.: Sermo 47 ,17;88, 19, 21-22.

42 43
<<Soruo i santi, i fedeli cbe appurterugono a Cristo. Co- Campo - terra
me, infatti, i fedeli sono chiamati pietre uiue del tem-
pio, cosi uengono detti legruo cbe noru marcisce coloro <La terua di Dio i il campo di Dio, e il campo di
che perseuerano ruella fede>rcto.
l)io i la Chiesa di Dio>ros. livxTnagirue ritctrna spesso
tt'tzztl particolari suiluppi ruella predicaziorue agostiniarua.
C' i, infine, ?lru'ultima interpretazion.e allegorica
cbe si ricollega al racconto dell'arca di l{oe, ma clte l\trluralmente, <<noru soltanto il campo i la Chiesa, ma
Agostino ricbiama quando, commentando il battesimo l'trgricoltore i Dict>t06. E la terra di questo campo di Dio
di GesD, si troua a fare i conti coru il simbolo della co- ,'l.tc i la Chiesa i <terua senz'Acqua, terua assetata>> che
lomba, sotto la cui forma si rende presente lo Spirito lttr sete del Dio uiuente (cf. Sal 41, 3) rot. frq54 troua il
f onclamento della sua stabiliti in Cristo ed i, a sua uol-
Santo. Corutrapponendola al coruo - che i il primo uo-
latile che Noi inuid dall'arca e cbe non ui fece ritorno - /tr, <<predestinata ad essere la colonna e il sostegno della
lts,yisfiss t08.
la colontba i simbolo di semplicitillt' 9556 <geme per
arnore>> 702, e raffigura cosi perfettamente i gemiti irue-
sprimibili dello Spirito Santo (rl R* 8, 26) D'altra Casa - tenda
parte essa i pure il simbolo dell'uniti ed i quindi figu- <Dio, cbe ha una sublime e segreta dimora, ba
ra della Cbiesa t$ 56pyaftutto nella sua furuziorue ma- trncbe iru terra la sua teruda. La sua teruda in terra la i
terna. Spiega Agostino.' .<l{o} marudit la colomba fuori (.hiesa, ma arucord pellegrina. Nondirneru.o qui che i
dell'arca cbe galleggiaua sopra le acque del diluuio, ,lobbiarruo cercare; perchd nella tenda si troua la uia,
nelle qtrali ueniua come battezzata senza essere som- .qrazie alla quale si giunge alla dirnora>>t}e.
mersa. Mandata dunque fuori, la colomba ritornd por- La coppia tenda - casa serue ad Agostino ancora
tando uru ramo d'oliuo, cbe non aueDa soltanto foglie una uolta per indicare la diuersa condizione della Cbie-
ma aruche il frutto. Cosi i da augurarsi che i nostri fra- sa nel ternpo preserute e nell'eterniti; <Viene chiamata
telli, che uerugono battezzati fuori della Chiesa, no?x cusa quella in cui serupre permarremo; in questa pere-
siano senza frutto. La colomba ruoru permetteri cbe re- grinazione i detta casa, mA piD propriamente si cbiama
stino .fuori, ma li riporteri ruell'arca. Il frutto perd i tenda; tenda di pellegrini ed itt certo qual modo di sol-
tutto nella cariti, senza la quale l'uomo i nierute, qua- clati che cctmbattono contro il nemico... Dunque, qui
lunque altra cosa possegga>> 104. c'i la tenda, ld la casa. Ma arucbe qttesta tenda, auolte,

105 E??. in Ps. 108, 18. Cf. En. in Ps. )6, s. 1,2; Seruno 47,
18.25.
roo In Io. eu. tr. 6, 7L). to6 $gynxs 4,26.
101 cf. In Io. eD. tr. 5, 71. to7 En. in Ps. 70), s. 1, 17.
r02 In lo. eu. tr.6,2. to8 Ibid Cf. anche Sermo I0I, 7 (dove la Chiesa d detta
t$ Cf.ln Io. eu. tr. 6,6. <<terra santa>).
to4 In Io. tr. l, ). l}c) En. in
eu. Ps.4l,g.

44 45
per abuso di arualogia, i detta casa, e la casa taluolta, Questo stesso tema ritorna nei sermoni pronunciati
alla stessa maniera, i detta tenda; in senso proprio, in occasione della dedicazione di un nuouo edificio sauo.
perd, quella i la casa, questa 16 ysnitssrto. ln quelle occasioni la cbiesa fatta di pietre, con tutto il la-
t,rro cbe ba comportato la sua edificazione, diueruta una
Casa-tempio-popolo ,qrande immagirue della Chiesa fatta di pietre uiue. <<Que-
rta i la casa doue eleuiamo le nostre preghiere - spiega
Agostino ricbiamaud spesso la necessiti di supera- Agostiruo iru uruo di questi discorsi -, ffia casa di Dio sia-
re sia la concezione pagana che quella ueterotestameruta- trto noi stessi. Se casa di Dio siamo noi stessi, ueniamo
ria del tempio, inteso come edificio, per attingere alla ctltficati in questa uita per essere poi dedicati alla fine del
nouiti cristiana in cui il uero tempio i Cristo stesso ttt, /ampo. La costruzione comporta fatica, la dedicazione i
cbe i pure la pietra angolare e il fondamento del nuouo rrtotiuo di esultanza>> rt6.
edificio spirituals ttz. Parleremo di questo piD auanti, Naturalmente, il tempo della costruzione del tem-
percbd questo ragionamento ci coruduce dentro il grande pio uiene simbolicamente letto come il tempo dell'eser-
mistero della Chiesa come corpo di Cristo. cizio della cariti, uista come principio di coesione inter-
Gii qui, perd, i importarute segnalare I'uso, da na della Cbiesa; <<Se questi legni e queste pietre mancas-
parte di Agostino, dell'immagine della casa per indicare se.ro di reciproca corunessione... se in un certo modo non
non tanto l'edificio in cui i fedeli si ritrouano - cbe nel .v amassero, nessuno uoruebbe trouarsi qui dentro... Cosi
tempo presente d comunque necessario tD - quanto le uolerudo Cristo Sigruore erutrare ed abitare in noi, quasi a
pietre uiue che sono i fedeli stessi: la Cbiesa come tem- costruire, diceua: Vi do un comandameruto nuouo, cbe ui
pio di Dio i un modo di considerare la Chiesa come amiate gli uni gli altri>rrt.
popolo di Dio tt4.
Ecco un testo sign'ificatiuo: <Il tempio i la casa Citt) - monte
doue radunarui per le uostre preghiere, per celebrare i
diairui misteri, pbr eleuare inni e ktdi a Dio... Volete co- La Chiesa uiene rauuisata nell'euangelica <citti
struirla? Siate uoi stessi la casa di Dio e la casa i co- collocata sopra un morute>> (Mt 5, 14) tt8' g55s i Geru-
tTruiss;21t5. salemme lre, la uera Sion contrapposta alla Sion dei
Giudeirzo, ed i gouernata dalla legge della cariti cbe i
pi6 syss56t2t.
tt0 En. in Ps. 26, II, 6. Cf . En. in P s. 25, I, 8; 25, II, 12; 29,
I, 1; 30, II, s. 3, 8; 42,4; 7)1, I).
111 Cf. En. in Ps.95,2. tt6 Serlno ))6, l. Cf . Sermo 137 ,2; 116,7 ,7 .

tt2 Cf . En. in Ps . 29 ,II, 9. 10 (cf.. infra, p . 147); 80, 20.21 . tt7 lbid. Cf . En. in Ps. l)1,13.
tB Cf. En. in Ps. 80, 4. 118 Cf. Sermo )7,2; En. in Ps. 41,2;57,9; In Io. eu. tr. L,
114 Su questo argomento si possono utilmente leggere le l3;2,2.
1le Cf. En. in Ps. 78, 4; 128, l0; 1)7, 27.
pagine ad esso dedicate in: J. RaTzINGER, op. cit., pp. 47 -54.177 -
t2o Cf . En. irc Ps.75, J; 101, s.2,4.
194.247 -263 329335.
1t5 $sy?7x6 l0l / A,9. r2t Cf. En. in Ps.98.4.

46 47
Il monte su cui si troua la citti i esso stesso un'im- .rjt'a. Ridotto ai minimi termini il filo del discorso i
magine della Cbiesa rzz 6l)s Agostino ricaua dalla inter- (
l/ teStO:
pretazione che Daniele fa del sogno di Nabucodoruo,sor La Pasqua D la festa del mistero fortdamerttale
(cf.Dn 2): la pietra che si staccd dal monte, non per ma- ,!t'lla Chiesa: ion perd come semplice commemorazio'
no di Ltomo, e andd a distruggere i piedi della statua i rtc della morte e risurrezione di Cristo, bensi come
quella pietra angolare che i uenuta nel mondo per opera IttrrteciPazione personale al passaggio dalla morte alla
della Wrgine Maria, e che i talmente cresciuta da diuen- 1tr1g 127
.

tare un monte in grado di spezzare tutti i regni della ter- Tale passaggio nella sua perfezione si compiri,
-
ra e riempire tutta la faccia della terua tzt. Questa i la l)('rd, soltanio alliline dei tempi nella Chiesa che sard
Chiesa nata dal Cristo e diffusa su tutta la terua. ,lc.finitiuamente uscita dal suo stato peregrinante. Gii
Agostino si serue di questa immagine ancbe in rra misteriosamente nei singoli cristiani il passaggio
chiaue polemica nei confronti dei Giudei e dei donati- ,lalla morte alla uita s'attua nel progressiuo disfacimen-
sti. I primi, rifiutando Cristo, inciamparono nella pie- to dell'uomo esteriore cbe lascia il posto al sorgere del-
tra che si era staccata dalla loro stessa montagna ma la luce dell'uoms inlsvisvst28.
clte ancora non era cresciuta, mentre i donatisti negano - Ecco che allora il mistero pasquale della uita
la Chiesa cattolica ein diffusa in tutto il mondo: <<I cristruna d percepibile nel mysterium lunae irt cui si ri-
Giudei, ciecbi, ruon uidero l'umile pietra; ma quale ce- l'lette il mistero di Cristo e della Cbiesa: <Una cosa i
citd ruon uedere la montagna!>>nq. cbiara, che cioi la luna cresce ai nostri occbi solo allon-
tanandosi dal sctle e cala solo atuicinandoglisi dall'al'
Luna lra parte>>
' r2e.

- Agostino legge il mistero e iruterpreta l'immagi'


La lettura del mistero della Chiesa come myste- ne lunariprima di tutto ad urt liuello interiore e.pe.rso-
riurn lunae tzs fia il suo forudamento nella teologia lu- nale, uedindo nel sole il simbolo di Cristo e nella luna
nare presente in Origene e giunta in Occidente grazie
il simbolo di Adamo: l'anima dell'uomo, allora, compie
ad Ambrogio. ll uescouo di lppona ne traccia le linee
il passaggio quarudo si stacca dalle cose terrene - cui si
basilari nella seconda lettera a Gennaro 125, documento
cra auuiiinaia allorutanandosi dal <Sole di giustizia>> - e
di ruoteuole interesse per la prassi e la dogmatica litur- comincia a tornare all'immutabile sapienza, <percbd
ruuoia sempre di piD a questa uita e la sua uita sia na-
scosta con Cristo in Dio>>Bo.
r22 Cf. En. in Ps.2,5;77,)2.
12) Cf . En. in Ps. 42, 4; 44,33 47 ,2;98, 14; Sermo 45, 5-6
infra, p. 154); ln lo. eu. tr. 1.,8.
(cf .
121 ln Io. eu. tr. 4, 4. t27 Cf . Ep. 55, I,2.
t25 Cftca l'uso di questa immagine da parte di Agostino, si 128 Cf . Ep. 55, ),5.

veda: Huco RauNEn, op. cit., pp.216-227 . t2e Ep. 55,4,7 .

126 C[. Ep 55, 1,2 -6,11 (cf. infra, p. l5c)). 130 Ep. 55,5,8.

48 49
* Solo in seguito Agostino opera una lettura ec- ,lt'rt) in un eterno plenilunio, esistendo come Chiesa
clesiologica del mysterium lunae, ioruuinto com'i cbe il , l,t' regnA per sempre insiem, o (vi5ssB5.
dramma della rederuzione si suolga nella Chiesa, cbe,
<trouandosi ancora nella condizione mortale propria Madre
degli uomini fatti di carne, i indicata nella Sacia Scrit-
tura col ruome di luna d causa della muteuolezza della Abbiamo gid trattato il tema della Chiesa madre,
natura Ltmana>> l-lt. Ld Cbiesa, quindi, i insieme oscura Itrt'sentando I' eiclesiologia agostiniana in chiaue auto-
e. spl^erydente fino al giorno in cui si spegneri la luna l,iografica. Qri aggiungiamo solo qualche nota circa
(cf. Sal 71, l',,io dell'immagtni della maternitd per presentare la
l), cioi fing al giorno iru cii iaggiungeri la (,'hiesa. Essa ricorre in modo particolare rtei sermoni
pienezza della pace nella Gerusalemlne celilte.
. La teologia lunare di Agostino uiene completata l,ronunciati a I'latale e in riferimento alla maternitd
in altri testi di commento ai Salmi. Ecco una siitesi di t,crginale di Maria, cbe i figura della Chiesa se ' 416
questo originale percorso agostiniano, secondo l'iruter- (,h/esa, come Maria, rimani per sempre integra e fe-
pretazione di Hugo Rahner: ,.rmda pur rimanendo incoruotta. Quanto Maria meritd
- La luna i il simbolo della Cbiesa nel suo essere ,li conieruare nel corpo, la Cbiesa lo conserua nel cuo-
per meti oscura e per meti luminosa, e nel suo riceuere rc; la dffirenza i che Maria partori un solo figlio, la
la luce ddl sole82. (.hiesa ne partorisce molti, da riunire perd in uniti tra'
mite quell'unico figlio di Marid>>131.
- Sole e luna, Cristo e Chiesa, sono misteriosa- [Jn altro coitesto in cui compare l'immagine i
mente otn ttttt'otruo, e la morte corporale di Cristo si
compie misticamerute nel corpo della CbiesaDs. quello della iniziazione cristiana legata alla Quaresima e
- il tramonto del sole - il Cristo crocifisso - uie- alla Pasqua. Spiegando il Simbolo ai cornpetentes (colo-
ne a coincidere con il sorgere della luna - la Chiesa - ro che cbiediuaruo di riceuere il Battesinto e insieme
ruel cielo: iru essa si perpelua il dolore mortale di Cri- compiudno il cammino di prepara{oye), Agostino intro-
sto. Ma il sole che i tramontato ruon si i spento, e duci I'articolo di fede che riguarda la Cbiesa presentan-
nemmeno la luna si spegneri piil quarudo sari di nuo- dola come una meretrice, che il Signore rese uergine a
uo presso 1/ t6/srt+. t motiuo della fede. <Tu forse mi potresti dire: Ma se essa
- Essa - la Chiesa - sari come assorbita nella lu- d i uergine, come mai partorisce dei figli? E se figli non
ce eterrua del sole - Dio -, noru esistendo piD nella sua ne pirtorisce, come mai noi abbiamo dato i rtostri nomi
muteuolezza mortdle; ma, nello stesso tempo, risplen- pri notrrre dalle sue uiscere? E -io ti rispondo: Essa i
-uergirue
perd partorisce. Assomiglia a Maria che partori
il Signore... e uergirue rimase tuttauia. Cosi artche la
131 Ep. 55, 6, 10.
t)2 Cf . En. in Ps. 10, )-4 (cf . infra, p. 169).
t33 Cf . En. in Ps. I20, 12 (cf . infra, p. 173).
135 Cf .En. in ps. I l,10.
D6 Cf . Sermo 188, J, 4; 191, 2, ) -), 4 (cf . infra, p. 17 6); 795, 2.
1)4 Cf . En. iru Ps. lO3, s.3, 19.27.2i.26. t)7 9syru6195,2.

50 5T
Chiesa partorisce ed i uergine... E se partorisce membra t/tot'€ di ognuno per mezzo della frdr, e ci fa compren-
di Cristo, essa i sornigliantissima d Mdria>>1r8. ,ltrc cbe il cuore che dimentica la fede i scortuolto co-
Agostino giunge sino ad un'intmagine ardita lad- ///( u?xa barca nella tempesta di questo secolo; si i tur-
doue, riferendosi all' esperienza materna dell' allattameru- l,rttct come se Cristo dormisse; md suegliatosi Cristo, so-
i
to, dice: <Chi conscio d,i auer auuto una nascita, si at- 1,ra ggiun ge la tranqTlil/;1;2, t+2.

taccbi con auicliti alle poppe materne e subito uesceri. [Jru-altro episodio euangelico che ffie ad Agosti-
i
La Chiesa una madre ed i suoi Testamenti cbe forma- rro la possibiliti di seruirsi dell'irnmagine della barca
no le Scritture sono le poppe Da qui si attinga il latte 1,,'r descriuere la Chiesa i quello di GesD che, carnmi-
dei misteri che sono auttennti nel tempo per la nostra rrundo sulle acque, raggiuruge i suoi discepoli sulla bar-
saluezza gfgvntss
1')9. ('(t agitata dalle onde del mare (cf. Mt 14, 22-33;Mc 6,
t5-52; Gv 6, 16-21). Oltre a segnalare che la tempesta
Nave - barca - legno (della croce) ti scaterua quando GesD i assente dalla barca, Agostino
t'sortA a considerarla si soggetta ai pericoli del mare, rna
<La Chiesa, affaticandosi come una ndue iru mez- irtsostituibile per la sua trauersata: <In realti, la barca
zo a grdrudi ondate e ternpeste, sueglia il Sigruore cbe cbe trasporta i discepoli, cioi la Cbiesa, anche se i agi-
sembra dormire, ffincbd dia ordini ai uenti e torrui la /ata e scossd dalle tempeste delle auuersiti, i tuttauia
sereruiti>> r+0. I spi5odio euangelico della tempesta seda- tct?xpre una barca. Essa sola portq i dilcepoli e accoglie
ta (cf. Mt & 23-27; Mc 4, 35-41; Lc 8, 22-25) i occa- (.riito. E uero, essa corre pericolo nel mare, ma senza
siorue per presentare la Chiesa come urua naue che at- ,li essa uruo ua in perdiziorue. Rimani percid ben saldo
trauersa il mare di questo secolo e cbe troua in Cristo nella barca e pregd Dio>>t41.
colui cbe prouuidenzialnterute seda la tempesta che ne Ma Agostiio non. s'accontenta di una semPlice al-
minaccia la nauigaziorue. Aruche in questo caso, came lc'goria ecclisiologica della barca in rruezzo al mare. Egli
gii abbiamo uisto per l'immagirue della loma, l'iruter- rt,iluppa I'immagirue in un senso piertamente cristologi-
pretazione agostiniana giunge alla <<naue della Cbiesa> ,,r,, cerrando cosi di descriuere il mistero che lega il sa-
passando attrauerso la ,<naue dell'arcima)>, € alla lettura crificict della croce alla Chiesa: la naue della Chiesa i il
antropologica - la ,.nat,e del cttorer> - s'ffianca quella legno della uoce, ed i soltanto a bordo di quel minu-
ecclesiologica - la ,rnaue di Pietro;s 111 -' <Cristo i nel tiolo legno che pud essere compiuta la trauersasar++. l/
lruare i grande, la naue i piccola: eppure bisogna uiag-
t)8 $sv/n6 2]J, 8 (cf.
1;228,2.
139Ln Io. ep. tr.3,7. 112 En. in Ps. 45.5. Cf . En. in Ps.34, s. 1, 3; Sentto 63,I.
t4o E?t. t4) $sv7ilo75,),1.Cf.Eru. inPs.92,7;In Io. eu. tr.25,5.
in Ps. 6,29.
141 Per seguire l'intero sviluppo delf immagine, si consulti- 1'11 [l 1s516 pii
bello, a questo proposito, e: ln Io. eu. tr. 2,
no le pagine ad essa dedicate in: Huc;o RIHNER, op. cit., pp. 397 - 2-). Per quanto riguarda 1o sviluppo dell'allegoria gii nel com-
966 (concernenti Agostino, in particolare pp. 554.599-6A0.608. rnento dei due episodi evangelici sopra citati, si veda: En. in Ps.
668). l0l, s. 4,4;Sermo75,2.2-6,7 (cf. infra, p. 178).

52 53
giare sicuri percbd l'imbarcazione i fatta con il legno ta la terra>> r+c. filsvst)e, commentartdo i racconti delle
-della
arriueri il riposo - dice
croce. <Oasserd la fatica e apparizioni del Risorto, Agostino preseyta i! perfetto
Agostino in una sua omelia su Marta e Maria, figure conruubio nuziale fra Colui cbe i discepoli uedono ma -
della uita presente e della uita futura -; ma si arriueri noi non uediamo piD - e Colei cbe inuece noi ora uedia-
al riposo inicamente attrauerso la fatica. Passeri la na- mo diffusa fra tuite le genti ma che i discepoli allora
-
ue e arriueri nella patria; ma alla patria non si arriueri ,o, iidruano ancord - i:0. Il uescouo di lppona polemiz'
se ru.on per mezzg della naue. Noi infatti siamo irt naui- za ancbe con i donatisti, i quali pretendeuano che Cristo
gauone se corustlderiamo le onde e le temp-este di que- auesse preso in sposa non la Chiesa nella sua estensione
ito mondo. Ma io sono sicuro che non andremo a fon- su tutta la terra,'ma solo quella piccola porzione di Chie'
do perchd siamo trasportati dal legno delk uoce>>145. sa cbe si ricoruosceua nella pars Donslit5t.
La'stessa consapeuolezza uierue espressa altroue, dicen- In tale contesto, il fra Cri-
iema del matrimonio
do che <il pilota della naue i Cristo, nel legno della sto e la sua Cbiesa sfocia in quell'altro, anch'esso di de-
sua croce>> 146. riuazione paolirua, della Cbiesa come corpo di Cristo,
cbe in A[ostino troua dmpid espressione sotto forma
Sposa del misteio del Christus totus, caput et corpus, di cui
ci occuperemo ampiamente piD auanti.
E so, Paolo a suggerire ad Agostino che la Chiesa
D la sposa di Cristo (cf Ef 5, 23-32). Un mistero, que-
Veste - tunica
src, fid prefigurato nell'Antico Testamento nella sposa
del Cantico dei Canticil4t. La lettura allegorica della trasftgurazione di GesD
Cristo, nuouo Adamo, <lascid il padre e la madre e ffie ad Agostino I'occasione di presentAre un'dltra im-
si uni alla sposa percbd i due formassero una sola carne magine della Cbiesa: <<GesD in persona diuenne splery-
(cf. Gn 2, 24; Ef 5, 31). Lascid il Padre pergbd quaggiD deite come il sole (rf Mt 77, 2-j;Lc 9, 29 30), per indi-
non si mostrd uguale al Padre, ma spoglid se stesso care cosi simbolicamerute di essere lui la luce che illumi-
prendendo
'la la aatira di seruo @ Fl 2, 7). Lascid arucbe na ogrui uomo che uiene in questo mondo (cf. Gv 7, 9)."
Sinagoga, sua madre, dalla quale nacque nella carne. I suoi uestiti sono la sua Cbiesa. Se i uestiti non fossero
Si uni illi propria sposa, cioi alla sua Cbies4ss148. tenuti ben stretti da colui cbe l'indossa, cadrefifisvsrrrsz.
Il mitrimonio fra Cristo e la Cbiesa i in piena re- Collegando l'immagirue della ueste con un celebre testo
gola: <<Lo sposo si estende su tutti i cieli, la sposa su tut- paolino (cf F-f 5, 27), Agostino parla della Chiesa come

t45 $svme 104,7.


116 En. in Ps. I03, s. 4,5. t49 Sermo 47 , 19.
t47 Cf .
En. in Ps. 44, ).26; Sermo 90, 6; 96,7 , 9; 147 / A, 2- 1r0 Cf. Sermo 116, j-6 (cf . infra, p. 181); 2290,5.
); I95,2; In Io. eu. tr. 65, 73. 151 Cf. Sermo 1g),7 ,ll.
148 Sermo gl,6,J .
t'2 Sermo78,2. Cf. En. in Ps. 50,12.

54 55
di una ueste che GesD presenta senza maccbia e seruza l-5). <Sei dunque tu, o Chiesa - esclama Agostino -, la
rugatfi. Il simbolismo s'aruicchisce ulteriormente, con- uigna ed i Dio il tuo agricoltore>>157.
siderato cbe l'orlo di quei uestiti, l'orlo di quel marutel- In altri testi il uescouo di lppona specifica ulterior-
lo (cf. Lc & 44) toccato dai pagani, li conduce alla sal- mcrute I'immagine secondo il famoso brano giouanneo in
uezza154. cui GesD dice: <<Io so?to la uite, uoi i tralci> (Gv 15, 5), e
Assai ricca i pure I'immagine della Cbiesa ricaua- introduce i suoi ascoltatori nel mistero dell'unione di
ta dalla scena euangelica della diuisione in quattro par- Cristo-capo con la Chiesa-corpo: <Il Signore dice cbe lui i
ti delle uesti di Cristo, mentre sulla sua turuica, che era la uite e i suoi discepoli i tralci, in quaruto egli, l'uomo
tessuta tutta d'un pezzo e senza cuciture, i soldati tira- Cristo GesD, mediatore fra Dio e gli uomini, d capo della
rono a sorte (cf. Gv 19, 23-24). La spiegazione del ue- Cbiesa e noi membra di lui. La uite e i tralci, in/atti, so-
scouo di lppona i questa; <La ueste del Sigruore GesD no della medesima nAtora; percid, essendo egli Dio, della
Cristo, diuisa in quattro parti, rffigura la sua Cbiesa cui ruatura noi non siAmo, si fece uomo ffirucbd iru lui
dffisa in tutto il morudo... Quanto alla turuica tirata a l'umana natura diuentasse la uite, di cui noi uomini po-
sorte, essarffigura I'uniti di tutte le parti, saldate in- tessimo essere i tralci>>158.
sieme dal uincolo della ,ayiyL;s155.
Attento poi alla cdttoliciil e all'uruitd della Chie-
Naturalmente Agostino attrauerso questa imma- i
sa, Agostinct la descriue come quella uite cbe stata
gine pud ripetere il suo pressante inuito all'unitd del- piantata iru un campo ben preciso - Gerusalemme -,
la Cathohca in polemica particolarmente con i dona-
tisti: <<Corusidera bene questa tunica, che rueppure i ma che ora ha raggiuruto tutte le nazioni: <Abbiamo
persecutori di Cristo osarono diuidere... I persecutori conosciuto il carnpo doue fu piantata la uite; quando
questa ormai i cresciuta, non riconosciamo piD il cam-
non han uoluto stracciare la tunica, i cristiani diuido-
po, auerudolo essa tutto ricoperto>>15e.
no la Chiesa>, t\o.
Naturalmente la ricca allegoria euangelica uierue
Ca Agostino saccbeggiata in tutti i particolari: i rami ta-
Vite - vigna
gliati perchd infruttuosi sono gli eyetici, in modo parti-
Di cbiara deriuazione biblica i pure l'immagine colare i doruatisti; i rami cbe, iruuece, banno satbito la
della Chiesa-uigna (cf. Is 5, 1-7; Mt 21, 33-43; Gv 15, salutare potdtura sono la Chiesa cattolica che, <suilup-
pandosi, si i estesa per tutto il mondo; gli eretici al
contrario sotxo ranzi inutili e quindi sono stati recisi
15) Cf. En. in ps. 44, 22; 132,9; 747 ,2).
15,1 Cf. ,Sermo J8, 2 (ci. infra, p. 186); En. in Ps. 44, 22.
Una spiegazione allcgorica assai ardita dell'orlo della veste si tro-
va in: En. in Ps. 132,9. 157 En. in Ps. l0), s. 1, 11.
t55 In lo. eu. tr. 118,4 kf. infra, p. 187). Cf. En. in Ps.2I, li8In Io. eu. tr.80,1; cf. il commento a Gu 15,1-5 tn In
II, 19; In 1o. eu. tr. 13,73. Io. eu. tr.80-81.
1',6 In Io. eu. tr. 1), l). Cf . En. in Ps. 145, 76. 159 In lo. ep. tr. 2,2.

56 57
dalle forbici dell'agricoltore. La uite i stata potata, non una serie di arutitesi, o, se si preferisce, di coppie dialet'
tagliata alle radici, merutre i rami seccbi, tagliati, sono ticbe>rc2. pvspv'is cosi procede Agostino. E lo abbiamo
rimasti sul luogo della potatura. Comunque, questa uite gii segnalatoleggendo-la sua ecclesiologia in cbiaue po-
cbe seguita d crescere in ogni direzione conosce i rami lemica. Prouiamo ora a riassumere queste coppie dialet-
che le soruo rimasti attaccati e uede attorno a sd quelli ticbe, prima di tentare di indiuiduare d quale sintesi es-
che sono stati recisi da lei>>t60. se intendano portare:
Non meno importante i un ulteriore tassello che il - (Jna'prima coppia i quella fra ecclesiadetto talis
uescouo di lpporua deduce da una pagina paolina in cui nunc est ed ecclesia qualis futura est. Abbiamo
l'Apostolo profetizza il ritorno alla fede dell'antico Israe- cbe si tratta di una distiruzione di ordine escatologico,
le come oliuo cbe uiene reirunestato sull'oliuastro (cf.Rm indubbiamente feconda percbd sottrae la Chiesa di Dio
77, 76-2q. Sourapponerudo questa immagine con quella alla pura uisibiliti ru.el presente, pur mantenendola in
della uite, Agostiruo rue ricaua un inuito all'umilti per co- continuitd con la comunitd uisibile.
loro che soruo dentro la Cbiesa e un inno alla potenza - tJna seconda coppid i quella fra communio sa-
i
misericordiosa di Dio che in grado di riportare dentro cramentorum e societas sanctorum. .li tratta in questo
la casa coloro che ne erano fuorusciti. <Oertanto, nessl,t- caso di una distinzione di ordine storico che Agostino
i
no sia superbo percbd inserito nella uite; nessuno che opera all'interruo della ecclesia quae-nunc est, conside-
sia fuori di essa disperi: se ti iruorgoglisci ruella uite, fa' at- rata come corpus permixtum. Nella Cbiesa terrena,
tenzione perchd tu non ue?tga reciso; se si trouano fuori cioi, s'intersecano iontinuamente il piano di una par-
della uite non disperino, abbiaruo il coraggio di reinserir- tecipazione ad essa in forza dei sacramenti e.quello di
si. Non dipende da loro il reinserirsi. Afferma iffitti una intorporazione perfetta ad essa in forzq de/o Spiri-
l'Apostolo: "Dio ha la potenza di inserirli di nuouo" (rf. to. Ancbi questa seionda distinzione i indubbiamente
Rm 17, 23)>>t61. feconda, percbd sottrae la comunione ecclesiale alla pu-
ra parueruza esteriore garantita dai-slgla sensibilia rz'-
,oiducrrdola entro la dimensione del dono.
Antitesi feconde - (Jna terza coppia i quella fra ctvitas Deiconnes-
ed ec-
clesia. Si tratta di una distiruzione strettamertte
<Il mistero della Chiesa, come ogni mistero, non sa alle precedenti, che cerca di legare l'ordine escatolo-
pud essere afferuato con una uisione diretta e semplice, gico a quello storico. La sua feconditd consiste nel sot-
'trorrc
ma soltanto attrauerso la sua rifraziorue cbe si compie ia Chiesa al uiterio dell'appartenenza istituzio-
nelle nostre irutelligeruze. Esso riueste l'aspetto di uru nale e temporale per riconsegnarla ad una dimensione
paradosso che ruon pud essere espresso cbe a mezzo di ueramente- ultraterrena e irtfrastorica. Ad esempio, Ago-

t6o Sermo 46,18 (cf . infra, p. 189). 162 [{Epp1 ot Lunac, Paradosso e mistero della Cbiesa,Jaca
t6t Sermo 162/A,9. Book, Milano 1979, p.24.

58 59
(,',hiesa i rruilitante, che sw questa terra essa uiue in mez-
stinct pud parlare di ecclesia ab Abel 16r, spostarudo
quindi prima di Cristo la possibilitd di uru'appartenen- io ai combattimenti, in urua lotta senza tregua, condotta
za reale - misteriosd e ?ton istituzionale - alla Cbiesa. ,'r,ru le armi della luce, contro un male che sempre rina-
La civttas Dei i cosi, in ultirua arualisi, I'uruiti in Dio tcc, e cbe, d'altra parte, anche qui in terua, essa i gin il
di tutti coloro che uiuono secondo Dio. Viuono signifi- ltrrto della pace, la dimora doue risiede il Dio cbe, come
ca anche uissero e uiuranns 164. Naturalmente questa ,lice san Berruardo, tranquillus tranquillat omnia. Que-
comunione, che Agostino cbiarna anche Ecclesia prae- sti due dspetti sono ueri nel medesimo tempo, nella lo-
destinata rcs, i iru corutiruuitd con la ecclesia intesa nella ro realtd e nella loro duraslss166.
sua dimerusione terrena e transitoria. Si potrebbe dire La sintesi deue dunque contenere dncora und
cbe l'uso del termine ecclesia esprime meglio il riferi- coppia di termirui che desuiuono unt sorta di dinami-
mento all'ordine della Redenziorue, sia in ihiaue istitu- c'a insieme circolare e progressiua: la Chiesa i <cielo in
zionale che in chiaue spirituale; mentre la nozione di tcrrd, e terua in cielo>. A secoruda del punto prospetti-
civitas Det richiama l'ordine della Creazione (ancbe c'o da cui la guardiamo, esst i corunotata maggiormen-
gli angeli, infatti, sono stati attori della scelta discrimi- te ora dalla componerute celeste orA da quella teruestre.
nante fra bene e male che soggiace alla tipica distinzio- Ma resta comunque <<cielo iru terua e terra in cielo>,
ne agostiniana crvrtas Dei - civitas diaboli) raggiunto ancbe in quell'ultimo ed eterno stadio escatologico in
perd dai benefici della Redenzione, perchd se Abele fa cui ad essere trasfigurata dal Dio-Amore i comunque
misteriosamente parte della Chiesa i solo grazie al sa- I'umaniti che ha dttrauersato pellegrina la terua per
crificio di Cristo. giungere al cickt.
Cercarudo ora di operare una sirutesi, bisogna rile- Un testo considerato giustamente significatiuo a
uare c/te essa non pud permettersi di annullare nessuno questct proposito d quello del Manuale sulla fede, spe-
dei due poli di cui le antitesi agostiniane sono composte, ranza e carit) (scritto presumibilmente nel 421): <<Lor-
pena lo smaruire proprio il mistero della Chiesa cbe esse dine corretto di questa corufessione reclamaua cbe alla
uogliono paradossalmerute illustrare. Suiue il de Lubac Trinitd fosse congiunta la Cbiesa, come all'abitarute la
nello stesso testo citato all'inizio: <Sari impossibile sce- sua casa, a Dio il suo tempio, al forudatore la sua citti.
gliere tra uru.a concezione cosi detta storica della Chiesa e La Chiesa deu'essere intesa nella sua totalitd, non solo
una conceztone cosi detta escatologica. Ci i necessario nella parte che i pellegrina sulla terua... nxa anche in
dire corutemporaneamente: da una parte, che la nostra qttella che i eternamente in comunione ruei cieli con cbi
l'ha fondata, rud ha mai sperimentato il male di urua sua
caduta. Essa pe.rsiste beata fra i santi Angeli e rec.q il soc-
corso ruecessarrc alla parte di sd che i ancora pellegrina,
t$ Cf . De ciu. Dei XVIII ,51,2 (cf . infra, p. 191).
164 [ tempi si trovano chiaramente in: De catecb. rud.
11g
XX,36 (cf. infra, p. tO:). Cf. anche: Sermo )41,9, 11; En. in Ps.
90, s.2, L.
t65 Cf . De ciu. DeiXX,7,4.
166 f{p5ru ot Lunac, op. cit.,30.

60 6L
poichd entrambe saranno urtite in una comunitd eternA, tonsiderati come il fondamento cristologico del mistero
'mentre
ora lo sono nel uincolo della cariti, essendo stata ,lclla Chiesa.
tutta istituita per adorare l'unico Dio... Iffitti il -tenapio
di Dio, ciod ii tutta intera la somma Triniti, d la santa Il mistero dell'Inca rnazione
Cbiesa, cbe i uniuersale in cielo e sulla terua (sancta ec- <<La nostra regione i la terra; la regione degli an'
clesia,'llscilicet universa in coelo et in terra)>srct. cielo. E il Sigruore nostro i uenuto a questa re'
,qc'li, il
Lamira, js rcs, uolendo sistematizzare l'eccle-
.gione dall'altra regione; alla regione della morte dalla
siologia agostiniana alla luce di questo testo, ^enuclea rt:gione della uita; alla regione del trauaglio dalla regio-
quatlro piani che parzialyeryle si intersecano fra di lo- ttc della feliciti>w.16/ cielo alla terra: questo <<moui-
io, la Chiesa angelica, la Chiesa terrena in cammino tnento>> uiene pii uolle presentato da Agostino sotto
uerso la patria, li stato tra la morte e la risurrezione, la ,liuerse sfaccettature. E il mistero del Natale, del Verbo
Cbiesa gloriosa. cbe si i fatto cdrrue e ha posto la sua tenda in mezzo
C/ sembra, perd, che la profonda uniti del miste- ttgli uomini (cf. Gv 1, 14).
ro della Cbiesa possa essere meglio esp-ressa proprig La distanza tra il cielo e la terra uiene annullata
con il dinamismo topra enunciato: <il cielo in terra e la coru una scelta di diuina umilti che deue far riflettere:
terra in cielo>. La Chiesa ripete irt se stessa i due <<mo-
oOsseruA, uomo, che cosa i diuerutato Dio per te: sappi
uimenti>> cbe fondano la stessa uicenda diuirto-umana uccogliere I'insegruamento di tanta urnilti anche in urt
di Cristo, l'irucarnazione e la risurrezione/ascensione. ,,raeitro clte ancora non parla... Tu cbe eri uomo hai
Per Agostino i impensabile una qualunque-ecclesiolo- uoluto diuentare Dio e cosi sei morto; lui che era Dio
gia dilgiunta dalla cristologia. Ecioci, guildi, giunti al t;olle diuentare uomo per ritrouare colui che era morto.
Zenyo-della dottrina agostiniana sulla Cbiesa, intesa La superbia urnana ti ha tanto schiacciato cbe poteua
come mistero del Chtistus totus. .rolleuarti soltaruto l'umilti ilv;ns> tto.
Ma Agostiruo, pur insisterudo sull'annullamertto
tlella distania fra Dio e l'uomo, tiene a sottolirueare cbe
<<Christus totus, caput et corpus>> Cristo i il Mediatore, nd Dio lontano ma nemmeno
semplice uomo: <Cristo i il Mediatore in quanto i nel
Il legame strettissimo fra Cristo e Chiesa pud esse- meizo. Che significato ba "nel mezzo"? Nd in alto, nd
re subito iolto dedicando qualche riga al mistero dell'ln- in basso. Iru che modo rud in alto nd in basso? Nd in al-
carruazione e a quello della Risurreziorue/Ascensione, to, percbd i carne; nd in basso, perchd ruon i peccatore.
I'londimeruo, in quanto Dio, sempre in alto. E non ueru-
167 Encbir. 15,56 kf . infra, p.192).
tes gvptnll LaltrnaNoe, Etudrt sur l'Eccldsiologie de saint
Augustin, Ottawa 1969, pp.9-20. Si $atta di una pregentazione
t69 $svrn6 229/8,7.
sinietica dei contenuti dell'opera dello stesso autofe: L'Eglise cele-
ste selon saint Augustin,Etudes augustiniennes, Pais 196).
170 Sermo 1gg, 2, 2 (cf . infra, p. I94); cf . Sermo )4I/ A,2.

62 6)
ne infatti da noi in modo da abbandonare il Padre. Si
t, della Trasfigurazione: <Pietro non capiua quando sul
rttrrtte desideiaua uiuere con Cristo. Ora inuece egli
alloitand da noi e noru ci abbarudond, tornerd da noi e
r/r'r-so ti dice: "Discendi ad affaticarti sulla teruA, d ser-
noru abbandoneri il Padre>> tt1.
t,irc sulla terra, ad essere disprezzato, ad essere crocifis-
La mediazione uiene colta coriae <<ammirabile rr,.rulla terra". E distrto la uita per essere uccisa, A di-
scambio> fra Dio e l'uomo in GesD cristo: <<Dice il si-
gnore nos'tro GesD Cristo: "Io non dueuo di che morire.
\t:o il pane per sentire la fame, i discesa la uia percbd
'Tu, t,'tttissi la stiruchezza nel cAmmino, i discesa la sorgen-
uo*o, non dueui ortde attingere la u1ta. lo k? preso
qr'oi:oro da te per poter rnorire per Tu prertdi da me tt'per auer sete, e tu rifiuti di sffiivg22s1i3.
le.
bnde poter uiubre insieme con me. Facciamo uno scdm-
I1 mistero della Risurrezione/Ascensione
bio, io prendo da te la morte, tu prerudi d.a me la uita.
Io, supiemamente a,lto in cielo, ho preso tJa te sulla ter- Cid che Cristo assume con l'incarnaziorte e redime
ra la bassezza terrestre... Verbo, mi feci cdrne per pote-r ttm il
sacrificio della croce - mouimento cielo/terra -
ioilrr. . Tu prendi da me lo Spirrto uiuificante, onde ricne trasfigurato nella risurueziorte e portato alla destra
tu pts556uiuire con me. lnfine io toro morto in,quella ,lcl Padre nbll'ascensione - ruouimento terra/cielo -.
prit, cbe aueuo preso da te. E tu uiui di cid che hai pre- Agostino gioca proprio su questi due termini: Cri-
so da 77xg" 2s 172. rro ruoi bo *ai latciato il cielo irtcarrtandosi, e, quindi,
mistero dell'Incarruazione si collega cosi alla cro-
Il wlendo al cielo, non lascia la terra, ma la abita in un mo-
ce, luogo in cui I'umiltd della nascita di Cristo assume i Jo totalmente nuouo: slta dimora i il cuore del credente,
contorili della sofferenza innocente e della morte iniqrya, cltiarruato a stare in alto (frequenti sono i commenti ago-
ii iro,t, di Criiio uiene letta corne I'euento centrale del' stiniani all'espressione liturgica Sursum ,o1rt+), ma so-
la uicenda del Dio fatto uomo: i il Cielo uenuto in terra a prattutto il corpo della Chiesa, che D ged sursum in forza
redirnerla perchd fott, ancb'essa diuentare Cielo. La cro- ,Jell'uruione misteriosa al suo Capo.
i, i i"Trtsa nella'taruA, le braccia sono allargate in cielo: Soruo significatiue le seguenti parole del -uescouo
fra cielo e terra si realizza la pace. Lti lpporua, pronuruciate in un discorso nella festa
Luomct cbe uoglia issere discepolo cli GesD A tlellAscensiorue: il Signore nostro GesD Cristo i
cbiamato a partecipoi, o questo abbassamento del Ver' "Oggi lui anche il nostro cuore... Co-
osceso al cielo: salga con
bo, in quan'to la uia della Croce percorsa da Cristo i un nte irufatti egli i aiceso al cielo ma ruon si i allontartato
,iiipi, da seguire per potgryittp incorporati anche
)li tio esito di storia. Anche I'uomo i inuitato a "di-
sce:n,dere", e Ag6stino illustra bene tale legame,fra Cri- t]) Sen?\o18,6.
sto e il discepilo in un'omelia a commento del raccon- r71 Cf. Mtcrielu PEt,l-gc;nrNt), ,rsursum corr, rcelle opere di
,\ant'Agostino, tn .<Recherches Augustiniennes>>, III, 1965, pp.
tl t Selmo 12I, 179-202. il testo dell'articolo E reperibile anche nella raccolta;
5 .
rt2 Sermo I kf infra, p' 198); lt>., Ricerche Patristiche, Bottega d'Erasmo, Torino 1982, vol. I,
)15/8,5; cf. Serruo 218/C,
pp.261-288.
ll3 /8,2 (cf . infra, p. 199).
65
64
da noi, cosi anche noi siamo gii lassD con lui, benchd t'l cum illo unus essent) coloro che per mezzo di lui sali-
ancora non si sia realizzato ruel nostro corpo quanto ci t'rtttlto in cielo> t77 .
i stato promesso. Egli i gii stato esaltato soprd i cieli; Il linguaggio i quello tipico della dottrirua agosti-
tuttauia sulla terca sffie ogni pena a cui noi, srte mem- rrittna del Chrtstus totus, caput et corpus che ora an-
bra, siamo soggetti... Cristo, pur essendo nei cieli, i an- ,littmo ad illustrare.
che con noi; e noi, pur stando qui iru teruA, siamo anche
con lui; noi, aruclte se noru possiamo farlo per la diui- I1 Cristo totale
niti come lui, tuttauia lo possiamo con l'amore, perd in Giungendo a quella che pud essere considerata la
lui>> t75.
,l imensione piD profonda dell' ecclesiologia agostiniana,
In un altro sermone Agostino immagina il dialo- ll suo centro dogmatico, ci accorgiamo subito quanto
go fra GesD e i suoi discepoli, che non uoleuano stac- tia mescbina la considerazione della Cbiesa come sem-
carsi da lui con il corpo: <<In altre parole, Cristo ba det-
plice istituzione esteriore. Una certa sociologia che as-
to cosi ai suoi discepoli: "Voi non uolete che io me ne tocia l'organismo ecclesiale sic et simpliciter alle isti-
uada, i meglio per uoi perd che noru uediate piD questo tttziorui umane i totalmente estranea al pensiero di
mio corpo e cominciate a pensarmi nella mia natura di-
Agostino: la Cbiesa i certamente un luogo umano, iru
uina. Mi sottraggo a uoi esteriormente, ma interior- cui perd si rende manifesto Cristo, cbe a sua uolta ren-
mente ui riempio della mia presenza'>>116.
tle uisibile Dio stesso. Con cid abbiamo enunciato chia-
Il percorso teologico proposto da Agostino prende ramerute le tre realti cbe contraddistinguono l'immagi-
auuio da una pericope giouannea: <<I\essuno i mai dsceso
ne cattolica del mondo: Dio, Cristo, la Cbiesa. Come
al cielo tranne Colui ch'i disceso dal cielo, cioi il Figlio
sottolinea H. U. uoru Balthasar, <queste tre realtd non
dell'uomo che sta in cielo> (Gv 3, 1). La possibilitd di
rtanno I'una a fianco dell'altra seruza mutue relaziorui;
ascendere al cielo, per i cristiani - che non sono discesi
al contrario, formaruo un solo tutto, un'Uniti insepara-
dal cielo come il Figlio di Dio - d legata alla loro incor-
bile. Dio ruon si scopre e non i per noi accessibile se
porazione a Cristo. <Si, o fratelli - si legge nell'omelia a
non nel Cristo, e il Cristo stesso ruon lo i se ruon nella
commento del Varugelo di Giouanni -, Dio ba uoluto es-
Chiesa>. Queste tre realtd segnano le tappe dell'itine-
sere figlio dell'uomo, ed ha uoluto che gli uomini siano
rario di ascesa dell'anima a Dio solo perchd sono la for-
figli di Dio. Egli d disceso per noi e noi ascendi.amo per ma stessa della discesa di Dio: il Mediatore Gesil Cri-
mezzo di lui... Ma se ruessuno, fuorchd Cristo, i disceso
sto, fatto carne come <<testA>> dell'umaniti nel suo <<cor-
dal cielo, e nessllno, fuorchd lui, ui ascende, che speran-
po>, la Chiesa. Voru Balthasar pu6, allora, dire che <i
gli altri? Questa: che il Signore i disceso preci-
za c'd per
per questo cbe l'esistenza religiosa (come relazione con
samente perchd in lui e con lui siano una persona (tn i7o

175 $svrn6 263/A,l (cf. infra, p. 201). Cf. Sermo 265/C,1. u7 In Io. eu. tr. 12,8-9 (cf. infra, p.204). Cf. Sermo 91,6,
t76 Sermo 264,4. 7 -7 ,8;144,4,5 kf . infra, p.207).

66 67
Dio) ba la sua autenticitd nell'esistenza uistiana (come rl,t't:ulazione ai sapienti> rc0. (iv6a i primi due modi di
uita nel Cristo, la Via), e I'esistenza uistiana ba la sua t'\tctn€ del Cristo, Agostino fa riferimento a due uersetti
autenticiti nell'esistenzd, ecclesiale (quando ogni reli- ,1,'l prologo giouanrueo (Gv 7, 1.74), in cui s'afferma che
gione purdmente priuata e persoruale s'inserisce e spari- I' stesso Wrbo cbe era in principio (primo modo) si i
sce nella uita della Chiesa)>vta. ftrtto carne e hapreso la sua dimora in mezzo a noi (se-
Entro la prospettiua di questa uniti profonda pud t'ortdo modo).
essere compresa la dottrina agostiniana del Christus to- Riguardo al terzo modo di essere di Cristo, l'or-
tus, caput et corpus. Dottrina, come abbiamo gii auuto ,'ltcstrazione scritturistica i tutta fondata - e ruoru sol-
modo di segnalare, eminerutemerute ecclesiologica per- Itrrxto in questo testo - su due brani:
chd cbiaramente cristologica e teologica. Senza tale ui-
sione del Tutto i impossibile cogliere il ualore del Cri-
- <I due saranno una sola carne> (Gn 2, 24; cf.
Mt 19, 5-6);
sto Totale.
Ci sembra assai istruttiuo partire nella nostra ana-
- <Questo mistero i grande; lo dico in riferimen-
to a Cristo e alla Chiesa.t> (Ef 5, 32).
lisi da un discorso pronunciato dal uescouo di Ippona a Il uocabolario con ct,ti Agostin,o esprime questa
Cartagine nel 479, un testo della maturiti teologica oue trnitd nel Cristo Totale fra il Capo e il Corpo i abba-
Agostino enuclea i tre modi di capire e nominare il Si- ttanza uariegato:
gruore GesD: Dominus noster Jesus Christus, fratres,
tribus modis intellegitur et nominatuv rtt. f; continua;
- alcune uolte egli usa il nome Christus senza al-
t'un aggettiuo: <I'lon sctltantc,t siarnrs tJiuentati cristiani,
<<Il primo ruodo i in quanto Dio, per quella diuinitd per rna siamo diuentati Cristo stesso (Christus facti su-
cui i uguale e coeterno al Padre prima dell'assunzione mus)>> tst '
della naturn urnana. ll secorudo modo i in quanto, as-
sunta la natura umana, si legge e si intende cbe lo stesso
- altre uolte la .rtessa particella - unum - cbe in-
tlica l'uruione del Figlio con il Padrersz, designa anche
che i Dio ianche Ltomo, e lo stesso che i uorruo i anche l'unione dei cristiani in Cristo: <<ruoi moltitudine, di-
Dio, per qttesta straordinaria caratteristica di superio-
e, uenuti uno in lui cbe i uno (nos multi in illo uno
riti, non resta al liuello degli uomirui, ma i mediatore e unum)>> lsl,'
capo della Chiesa. Il terzo modo i quello, in un certo
senso, del Cristo totale ruella pienezza della Cbiesa, cioi
in quanto Capo e Corpo secondo quell'uomo perfetto in t80lbid.
cui ognuno di noi i membro. Questa corunotazione di t8t ln Io. eu. tr.2l,8 (cf . infra, p.216); cf . En. in Ps. 26,II,
Cristo si predica ai uedenti e si propone come oggetto di 2; 100, ).
t82 Cf.In Io. eu. tr.27 (dove Agostino mette in guardia pro-
prio circa la diversit) che c'd fra il predicare l'uniti del Padre col
Figlio e quella tra noi e il Figlio: <<r,rrole che siamo una cosa sola in
17s $4611'Aucust'iN, Le uisage de I'Eglise (textes choisis et
lui, ma afferma che lui d una cosa sola con il Padre>); 37 ,6.
prdsentds par Hans Urs uon Balthasar), Cerf, Paris 1958, p. 8. r$ En. in Ps. 127 , ) (cf . infra, p. 219); cf . En. in Ps. 122, 2;
t79 $svrns 341,l,l (cf . infra, p. 208).
140,);142,4.

68 69
- altre uolte Ancora l'aggettiuo usato per indicare <Ancbe sulla croce noi c'erauamo>>raa, si legge, ad
l'unione dei fedeli con il loro Capo d unus; <<Un unico t'tt'nlpio, per spiegare le parole drammatiche di GesD
uomo, Cristo (unus Christus) sono i uistiani insieme t'rocifisso: <Dio rnio, Dio mio, perchd mi hai abbandona-
col loro capo che ascese al cielo>>r84; ro?>> (Mt 27, 46). <Oer quale ragione cosi d detto - spie-
- spesso, poi, queste uariazioni lessicali si trouano .t,1r ttlteriormente Agostino commentando il Salmo 21 da
in uno itesso iesto: <Uno i infatti Cristo (unus Chri- t'rri i tratto il uersetto citato da GesD sulla uoce -, s€
stus) e le membra di Cristo in Cristo formano insieme rron percltd ancbe noi iui erauamo, se noru perchd la
con Cristo una uniti (cum Christo unum faciunt)>> tsr. ( ,',hiesa i il corpo di Cristo?)) 18e.
Ma di cbe natura i questa unitd fra il Capo e il Le citazioni si possono moltiplicare, tratte soprat-
Corpo nel Cristo Totale? Abbiamo messo in euidenza ttrtto dal Commento ai Salmi, oue Agostino attribuisce
che'il mistero dell'Incarndzione i la pietra angolare di tftcsSo al corpo della Cbiesa parole pronunciate dal
tale unione: il Figlio di Dio ha assunto una carne uma- ( ,'risto che non si spiegherebbero iru bocca al Verbo diui-
rua. Scriue Agosino: <<Non sono certamente la medesi- ttoreo. E questo ,i *odo di procedere tipico del uescouo
ma cosa il Virbo di Dio e I'uomo; ma il Verbo di Dio si ,li lppona ruella spiegazione del Salterio, ed egli inuita i
i fatto carne, cioi uomo. E cosi il Verbo e I'uomo nort ruoi fedeli a non scandalizzarsi di questo criterio erme-
toro due persone diuerse: l'uno e I'altro sono il Cristo rreutico, fondamentale per una lettura uistiarua (coru Cri-
cbe i uni sola persona (utrumque est Christus una rto) dei Salmi: <<I'lon merauigliamoci: il salmista molte
persona)>
- 186. tose dice facendo parlare la persona del Capo, mentre al-
Possianryo dire cbe ba assuntola carne dell'uomo, lre ne dice doue chi parla soruo le membrq comLtnque
di ogni uomo, dell'umaruiti irutera, sino al punto di co- I'insieme di questa totalitA parla come se costituisse
stitiire una unttas come unus homo2 Agostirto sembra tm'unica persona (tamquam una persona sit). l'ld ti deui
sostenerlo in alcuni brani piuttosto ardititst, da cui tra- rnerauigliare cbe i due abbiano una sola uoce, se uero i
spare urua sorta di <panteismo uistologico>- c'he costituiscono una sola corne (duo in carne una)>sror.
Gii quest'ultima citazione ci aiuta ad interpretare
t84 En. in Ps. 127 , ) Gf . infra, p. 219); cf . ln Io. eu. tr. 12,8;
En. in Ps. 101,I,2;122,1;1.42,3;De ciu. Dei XVII, 4,9; 18,1. 1888n. inPs.34,s.2,5.
185 En. in Ps. 123,I (cf. infra, p.220). Vedi anche: En. in r8e En. in Ps.2L,lI,) (cf. infra, p.221). Vedi anche: En. in
Ps. 26,II, 2 (et omnes in illo et Christi et Christus sumus, quia P s. 2I, I, 7.2.15 ; 21, II, 4.
quodammodo totus Christus cdput et corpus est). 190 Circa questo aspetto, vedi: ANcrlo Conrtcr;LLt, La teo-
t86 In Io. eu. tr. 69,3 . logia del rapporto Cristo-Chiesa nelle <<Enarrationes in Psalmos>, rn
187 [2lg6no per tutti quelli offerti da H.U. von Balthasar S,tNt'acosrlNo, Esposizione sui Salmi, Nuova Biblioteca Agosti-
nella citata antologia: En. in Ps. 67 , 25-26;7 4, 4; 118, s. 19, 2; In niana, XXV, 7967, pp. XV-XL. In queste pagine sono riportate
Io. eu. tr.21,7 -9;47,1-);69,1-3;-72,1; 108, 5, In essi il realismo innumerevoli citazioni agostiniane tratte dal <<Commento ai Sal-
delf incarn azione collettiva d tale che Cristo appare dawero co- mi>>, che possono utilmente completare la scelta che noi qui ab-
me una sola persona che annuncia a se stesso, istruisce se stesso, biamo operato.
agisce in se stesso,va a s6 attraverso di s6, ecc. tet En. in Ps. 742 , 3 (cf . infra, p. 222) .

70 7L
correttaruente questi testi in cui il realismo dell'incarna- t'(tltterute il suo pensiero in merito, quando considera il
zione uiene portato sino alle estreme conse?uenze di /('rzo modo di capire il Signore GesD: <<C'i una terza ma-
un'uniti ,,fisicao e non puramerute <<morale\-frd Cristo e rricrA in cui il Cristo totale pud essere presentato: in quan-
la Chiesa,'quasi che il Corpo del Capo sia effettiua.mente to Cbiesa, come capo e insieme come corpo. Infatti capo e
l'intero grirrc umano assunto dal Wrbo diuino. Ora, se t'{)tpo sono l'unico Cristo; non perchd senza corpo non sia
l'uniti eristo-Cbiesa nel Christus totus non deue essere irttc:ro (non quia sine corpore non est integer) ma per-
intesa come una semplice modaliti liruguistica, giaccbd ,lti si i degnato di essere totalmente con noi (et nobi-
<<i uero cbe costituiscono urua sola carne>4 resta pur sem- scurn integer) colui, che, anche senza di noi, completo i
pre altrettanto uero cbe <questa totaliil parla come se (ct sine nobis semper est integer); ruon solo in quanto i
(tamquam) costituisse un' unica persond>>. Vcrbo, Figlio unigenito uguale al Padre, ma ancbe nella
-Sono
altrettaruto numerosi, iffitti, anche i testi in trm stessA umaruiti cbe assunse (tnipso homine quem su-
cui Agostino lascia intendere che il caput i uru Cristo in- scepit) € con la quale i, insieme, Dio e uo?no>>tel.
rcro, bio e [Jomo, con un suo corpo storico, distit'tto fisi- Ma la questione circa il tipo di unione che si realizza
camente dal cotpus della Chiesare2. Un passo, ad esent- cntro z/ Christus totus fra caput e corpus merita di essere
pio, trattando dil Cristo cbe parla in peysoru.a del-capo, dt- rrlteriormente illuminata e precisata. Proprio in questo
ce che <i egli stesso, il Saluatore, nato da Maria WrgineT, ;lesso discorso cartaginese del 479, Agostino prosegue il
mentre, in"persona del suo corpo, <i la santa Cbiesq ruo approfondimento; <<Resta da stabilire, fratelli, in qual
-d1f-
fusa in tutto il mondoottt. Qv6, daMariaVergirye ilVer- rnodo noi siamo il suo corpo e lui, con noi, l'unico
bo ha preso proprio und sud cafite umana sp.ectfica, che i
"

(,risto>oe . p6l/6 risposta si euince cbe non tutto il genere


quindi distinta dal corpo della Cbiesatel
^ fisicamente pronurtciato
Nel discorso a Cartagine nel479 - cita-
to all'inizio del paVagrafo - Agostino stesso esprime cbia non d fra quelli segnalati dal Ratzinger) ci sembra particolarmen-
te illuminante: <<La sposa d la Chiesa, lo sposo Cristo... E unione
rruziale quella ra il Verbo e la carne: il talamo di questa unione d
rori- . t.T I D,:.- ^--l'^-----^^-^^l^.^
rvz H mertto di Joseph Ratzinger l'aver segnalato questi te- il seno della Vergine. Infatti la carne stessa si d unita al Verbo:
sti, dalla cui analisi cosi conclude: <<Con cid owiamente d abban- lrer cui si dice anche: "Non pii due, ma una sola carne" (Mt 19,
donato gi) ogni puro realisrno dell'incarnazione collettiva> (oP. 6; Ef 5 , )2). La Chiesa d ratta dal genere umano affinch6 il capo
cir., -pp.2ll-212).
' ,lclla Chiesa sia la carne stessa unita al Verbo, e gli altri credenti
le) En. in Ps. )l , 6 (cf.. infra, p. 225). Cf . En. in Ps. 2c),II, siano le membra di quel Capo> (En. iru Ps.44,)).
2;49,5. Aggiungiamo un ulteriore testo che va nella stessa dire- 7L)' Sermo 34I,9, 11 (cf. infra, p.208). Il testo (anch'esso
zione: Signor; Clesri Cristo, uomo perfetto nella sua totalit), d non segnalato dal Ratzinger) mi sembra risolutivo del problema
"Il
capo e .o.po. Riconosciamo il capo in quell'uomo che nacque da circa la natura dell'unione fra Cristo e Chiesa, non nel senso del
Maria Vergine, pati sotto Ponzic: Pilato, fu sepolto, risuscit6, realismo di una incarnazione collettiva (assumptio hominis come
ascese in cielo.ii.d" alla destra del Padre... I1 corpo di questo assumptio bumanitatis). Vedi anche: En. in Ps.55,) (haec compago
capo la Chiesa...r, (En. in Ps. 90, s. 2, l).
- E 191L'immagine tamquam unius hominis facit duos in carne una, spo?rsuru et spon-
sponsale esprime bene il mistero di uniti e ram); Ep. 18J, l), )8-40.
distinzione tra il Gisto (Sposo) e |a Chiesa (Sposa). Un testo (che te6lbid.

72 73
umano indistintamente fa pdrte del cotpus. Certo, abbia- ,tllctntani da uoi; i uero, io abito in mezzo a uoi come
mo gii messo in euidenza l'estensione ab Abel della ec- Vcrbo fatto carne, md non uoglio che continuiate a ri-
clesi-a di Agostino, cbe non pud essere ridotta alla comu- /l/anere attaccati a me in modo sensibile (nolo me car-
nitd attuali e nemmeno alli Cbiesa storica fondata dagli naliter adhuc diligatis)... Se con mentaliti carnale re-
Apostoli. Ma in tale massima estensione egli specifica cbe tlate attaccati alla carne, non sarete mai in grado di ac-
afparterugono al corpo del Christus totus solo i giusti, ,'ogliere lo Spirito>>tee. La fede, come contatto spiritua-
,rqualsiasi giusto faccia suo pqssaggio in questa, ril6v 1e7 .
il lc fra Cristo e uomo, i il uero principio di incorporazio-
Lbggiamollnorr' <<Il corpo di q.uesto capo d la Cbiesa: rtc al Christus totus. I'laturalmente questa trasforma-
noZquella che si troua in questo luogo, ma quella che in i zione i frutto della grazia, ma resta inoperante senza
qrrtio luogo ed in tutto il mondo; nd soltanto-quella cbe l' adesion e libera dell' uorno 2oo.
i
isiste ai nistri tempi, ma quella che esistita dai tempi di Scriue Agostiruo con unA delle sue tipicbe espres-
i
Abele e cbe esisteri fino coloro che nasceranno alla fine rioni di alta sintesi teologica: <<Appena Cristo in,comin-
i
e crederanno in Criito. Perchd la Chiesa tutto il popolo cia ad abitare nell'uomo interiore per mezzo della fede
dei santi che appartengono ad urta stessa citti (totus po- c, inuocAto, comincia a possedere colui cbe corufessa, al-
pulus ru.r.totl* ad unam civitatem pertinenttum); e lora s'inuementa il Cristo totale, capo e corpo, uno so-
-
questa citti i il corpo di Cristo, il cui capo i (vi5xsvre8. lo formato da molti>>201.
l'lon I'uomo- in quanto uomq non tutta l'-umaniti
presente passata e fuiura, quindi, costituisce il corpus, I1 sacramento del corpo di Cristo
'ma
solo coloro che credono in Cristo ed aderiscoruo iru Abbiamo sin qui colto il tipo di unitd che caratte-
"gio della fede
forza al caput della Chiesa. Ques.to PqssaS- rizza z/ Christus totus; uniti
coru Cristo mediarute la fe-
i assai"importanti, in quartto
-dorrrrc permette ad ogni ugry.o di9spli9lta
I'anello che
cle. Come giustamente suiue Joseph Ratzinger: <<Il no-
collegarsi a -questa.
i
stro essere in Cristo reale nella nostra fede>zoz.
catena d'i sah,ezza, al dl la della sua uicinaruza fisica al Ma, allora, che significato banno quelle ardite
Cristo storico. Del resto Agostino stesso sottolinea piD cspressioni di Agostiruo in cui tale uniti appare inuece
uolte la prouuisorieti del eristo carnale in uista di uru
incontro spirituale coru lui.
Posiiamo a questo punto recuper,are- proprio quei
testi a commento dell'ascensione al cielo di Gesil, quan' r99In Io. eu. tr. 94, 4. Cf . anche: In Io. eu. tr. 4, 4; En. in
do il Risorto fa notare la necessiti di essere sottratto ad Ps.85, 19; Sermo 264,4 (cf. infra, p.228).
200 <<Pud accadere che uno entri in chiesa contro la sua vo-
un contattoJisico per riempire di sd con urua-presenza lonti, si accosti all'altare e riceva il Sacramento, ma credere non
interiore: oE brnr'per uoi cbe questa forma di seruo si pud se non vuole (uedere non potest nisi uolens). Se il credere fos-
se un'azione esteriore, potrebbe awenire anche contro la nostra
volonti, ma non d col corpo che si crede>> (In lo. eu. tr.26,2).
1e7 20r En. in Ps.74,4 (cf . infra, p.2)2).
lbid.
t98 En. in Ps. 90, s.2, l. 202
I. I\ATZINGER, op. cit., p. 212.

74 75
in tutto il suo radicalismo? In cbe senso <<anche noi to l'essere separato dal corpo di Cristo. Cbi infatti si sepa-
erauamo sulla croce insien'te al Cristo>? Se non c'era- ro dal corpo di Cristo, non i piil suo membro; se non i
uamo lel senso cbe I'uruaniti tutta costituiua il corpo tuo membro, non pud essere animato dal suo Spirito>zo;.
di Cristo appeso a!.legno, perchd il uescouo di lppona ci Non si di mai una uia indiuiduale a Cristo, la
prouocd con stmili tmmagirti? ll motiuo D teologico' Ohiesa iun segruo - corpus e caro - necessdrio ad en-
Egli uuole caricare di senlo per noi I'irucarnazione e la lrare in contatto coru Cristo - caput e spiritus -. fr-
ridenzione di Cristo, proiberudoci di pensarle alla stre' ,lcli - scriue Agostino - dimostriruo di ionoscere il"lcor-
gua di un meccanism-o a noi esterno cbe passiuarnente po di Cristo, se noru trascurano di essere il corpo di Cri-
"riceuiamo.
Se resta uero che solo il caput ha compiuto sto. Diuentino corpo di Cristo se uogliono uiuere dello
l'opera della redenzione, essa passa nel cotpus non co- ,\ipirito di Cristo... Cbi uuol uiuere, s'auuicirui, creda,
*i ,r'applicazione estrinseca e giuridica dei,su.oi posi- cntri a far parte del corpo, e sard uiuificato>>206.
tiui risuliail, ma come reale partecipazione delle mem- Entrare a far parte del corpo di Cristo sign'ifica,
bra all'attiuitd della testa irt forza della grazia2jt. ln ultima analisi, cibarsi del corpo di Cristo stesso.
Lultirno tassello del mosaico agostinianr, del Chri- ,\cmbra qui che quel contatto sensibile superato per il
stus totus riguarda uru dspetto non cb-rto marginale della (,risto storico il caput uenga amp,iamente recupera-
- -
sua ecclesioiogia. Abbiamo parlato di uniti mediarute la lo per il Cristo totale - il corpus--. E come se si auuer-
fede. ora, il {rocesso della fbde i necessariamente indiui- tisse il bisogruo di un segno s(tcro cbe dia la certezza di
'duale, tttingere realmente quel corpo di Cristo che, esserudo
p/rrhd nessu?to pud essere costretto a credere e la
profitirone di fed,e i sempre.uy lttto personale. Altrettan- parte del Christus totus asceso al cielo e da raggiunge-
'to re ormai solo attrauerso il contatto della frdr, si troua
uero i, perd, che I'uniii del Cristo tgtale non pud esse-
re rapsiuita ad un liuello indiuiduale: i solo mediante ucll'ambito dell'inuisibile e dello spirituale.
l'inseTmento della uita di fede personale ruella dinaruica Ma i pure importante I'aspetto contplementare,
ecclesiale che si attua l'uniti del Chtistus totus. ouuero: l'atto di cibarsi del corpo sacramentale di Cristo
Il legame con lo Spirito di Cristozo+ -quel contatto i uero se si fa parte realmente del corpo ecclesiale di Cri-
spirituale"c/te supera il iontatto puramente carnale - non
D raggiungibite i, no, rtell'uniti dentro il corpo di Cristo
che i la Cbiesa, <I'lierute deue temere un cristiano, quan- 205 I?x Io. eu. tr. 27 , 6 (cf . infra, p. 231). Cf. anche: In Io. eu.
1r. I),17 (<d meglio essere un dito ma unito al corpo, piuttosto
che un occhio strappato dal corpo>r); Seruno 8, 17 (<Chiunque
2$Pil questo vedi l'introduzione di H'U' voru BeLtuasen non aderisce all'unit) di Cristo e abbaia contro I'uniti di Cristo,
all'antologra citata, P. 11. bisogna pensare che non ha lo Spirito Santo>>); 268,2 (<Chiunque
204 Un tema interessante che qui soltanto accenniamo e ha lo Spirito Santo E nella Chiesa, la quale parla tutte le lingue.
quello del ruolo dello Spirito Santo - lo Spirito di cristo - come (,hiunque d fuori di questa Chiesa non ha 1o Spirito Santo>>).
2061?7 Io. eu. tr. 26, 13 (cf. infra, p.2)7) (l'tntera omelia i
anima della Chiesa. Pei Agostino c'd un rapporto circolare fra
avere 1o Spirito di Cristo ed essere nel corpo di Cristo (cf . Sernto fonclamentale per comprendere la centraliti delia fede nella di-
J l, 4,7 -2), )7 ; 267, 4 Lcf . infra, P. 2331). namica di incorporazione al Christus totus).

76 77
sto. Scriue il uescouo di lppona: <<Mangia il.cgrPo di Cri'
IjEucaristia appare cosi come il sacramentum cor-
sto e beue il suo torgrc ib
a nell'uniti del suo corpo, lroris Christi ouuero il segruo che ci immette nel circuito
di reciproca apparteneruza fra Cristo e Cbiesa: mangiando
cioi nella struttura oiganica delle membra cristiane>>2ll.
E irtittorio, cioi, oiangiare il corpo di Cristo.e bere il
il sacramentum c'incorporiamo al corpus Christi e di-
uerutiamo dauuero unus Christus; <<Non soltanto siamo
suo sangue, non solo nZl sarro*into ma nella realtd
(non ,rIru-..rto tenus, sed re vera), ciod rimartere nel tliuerutati uistiani, ma siamo diuentati Cristo ssr.r5s213...
c tutti noi in Lui siamo di Cristo e siamo Cristo>2l1. Il
Cristo ffinchd in lui rimanga il (v'isssvzos.
Non dobbiamo qui iimenticare quanto Agostino ruistero del Cristo Totale troua nellEucaristia la sua
ricorda circa i rischi di esterioriti connessi ai signa2le: ou-
rruassima uisibiliti.
,iiii"i, d la carttas, riuersata dallo Spirito nei cuori, i! Schiava, ftdanzata e sposa
criterio interiore che di significato al segno eucaristico. E
solo la frdr, che uede Crlsrc nel.pane eucaristico: <<Cid Se uogliamo disciogliere il linguaggio dogmatico del
ilri ,iirt:u - prrdiro il uescouo di lppona-ai neofiti, cbe- Christus totus, caput et corpus in una immagine cara ad
banno riceuuio il Battesimo nella iotte di Pasqua - i il Agostiruo, certamente dobbiamo ricorrere all'icona delk
Dane e il calice: ue lo assicurano i uostri stessi occhi. Inue- Chiesa come sposa di Cristo. Essa ricopia fedelruente i
'i, irronio la fede che si deue formqre ln uoi, il pane i il tratti dottrinali - cbe, non dirnentichiamolo, ruascono pro-
di Cristo, il calice i il sangue di Cristo>>2ll.
' Numerosi
corpo prio sul terueno ruuziale di Gn 2, 24 edEf 5, 32 - introdu-
sono i testi agostiniarti in cui compare cendo uitalmerute il uero motore di questa uniti, che i
il legame profondo fra Chieig ed Eucaristiazrt' 1556i l'amore, la carttas. In fondo, cid a cui tende l'Eucaristia
brliS tr,ro'le"esortaiiortl riuolte da Agostino ai neofiti, come sacrarnentum corporis Christt i l'uniti del corpus
in cui ritornano espressioni ardite come questa: <<Se uoi Christi che i la Chiesa, ed essa altro non i che la media-
d,,uique siete il corpo e le membra di Cristo, sulla men' zione - corpus del Mediatore GesD Cristo - della caritas
io irtSigrore i ieposto il -mistero di uoi: riceuete il tliuina, che i Dio stesso. Siamo ritorruati ai tre fuochi
iirtrro ii uoi!... Siite cid che uedete e riceuete cidztz'cbe rJell'irumagine cattolica del mondo: Dio, Cristo, Chiesa.
siete (estote quod videtis et accipite quod estis)>> Diceuamo della plasticiti mistica dell'immagine
nuziale: <<Lo stesso indiuiduo, che i uruo col Padre, i uo-
luto diuentare uno ancbe con noi. Cristo e la Chiesa, ec-
2ot De ciu. Dei xxl,25,2 (cf . infra, p. 240). co i due in urua sola carrue>ztt. 16 sponsaliti della Chie-
208 De ciu. Dei XXI, 25, 4. sa appare realmente come frutto della grazia e non come
209 Vedi sopra 1l paragrafo: <<Contro il donatismo' La
rnerito acquisito. Ecco, allora, un testo sicuramente ardi-
Chiesa come caritas>> bP.2l-29).
2to Sermo 272, 1 (cf.. infra, P.243).
211 Assai importante a h gia citata omelia 26 sul vangelo
21) In Io. eu. tr.21,8.
di Giovanni $n Io. eu. tr.,26).
2t2 Sermo 272, L Cf. Serrno 227 Gf. infra, p.246);228/8;
214 En. in Ps.26,II,2.
215 En. in Ps. 142,).
229 kf infra,P.249).

78 79
to, in cui matrimonio di Cristo con la Cbiesa i letto
il
bibliro*rnte come uicenda di amore di un Dio che pri-. BIBLIOGRAFIA SENZIALE
io iietru dalla scbiauitil colei cbe diuenteri sposa, e poi ES

a sd in
"irl"iii)rnii
to-'fiiinzo una attesa che i gii-scandalosarnente
jrt matrimonio stesi. La lettura di yg-
"t;;L;;;,
alla luce di quanto siamo andati dicendo in
queste patgine, ,i u[olr'una sintesi uiua e ci sprona ad
i""p p rof, n iire'u lt er io-rm en t e i ricch i t e s t i a
-';!iesta go s t i n ia n i.
Moxocnaris
,iio, la Cbiesa, ha consegiito 'na g.rayde
disnitilresso Dio: i diuentata sposa. Pima perd di giun;. CoNcRr. Y. M.J., Traitds anti-donatistes (introduction),
,"rT r rL'iiii- amp ?ess i spirituali do,' nzd appren s ion e di
se
Descl6e de Brouwer, Paris lL)63, pp.9'133
i;;;;;;;;; gidir" ,olit cbe ha amato e ueiso il quale ba LaurneNoE E., L'Eglise cdleste selon saint Augustin, Etu-
sotsp,ikto in"questo lungo pettegri,yaggi.o, soltanto fiday-i des augustiniennes, Paris 19$.
zdta, per quanto gid infioitrttidl g*l
p'gno prezioso che Lueec H. DE, Cattolicismo. Gli aspetti sociali del dogma,
pur nella sua
"t;;;;r';;. iraispoto pu il.quaie
;;t't;;is;i sol\iia Studium, Roma 1964.
I'ld le si'proibiscc di'amare' Questo lo si dice a Conrtcnrt.l A., La teologia del rapporto Cristo-Chiesa nelle
iiit, i ,rrgin'i, fidanzata rua non ancorg sposata' Ed <Enarrationes in Psalmosrr, in Sexr'AGosrINo, Esposi-
"n, ti ii aiii' "I'lon ri lecito fare all'amore; 19 fa
;";;r;;;i, i zione sui Salmi, Nuova Biblioteca Agostiniana, XXV,
;;"";;;;;; ioiri moglie". Sono pargle esatte' poichd si Citti Nuova, Roma 7967, pp. XV-XL.
e dmdrc LRttttnRNop.E., Etndes sur I'Eccldsiologie de saint Augustin,
tratia di un desiderio ffiettato e disordinato,
uno cbe non si sa se diuerrd sposo non i cosa casta...
Editions de 1'Universit6 d'Ottawa, 1969.
non c'i nessuno che gli Rauxpn H., Simboli della Cbiesa. L'ecclesiologia dei Padri,
Quanto, inuece, a cristo, siccom'e San Paolo, Milano 197I.
Tebba irrr*
-iiaiii"ir: preferito, la sua spo.sa lo ami eur: senza tre-
RqrzNcnx J., Popolo e casa di Dio in sant'Agostino, Jaca
lo'ami ancbe primi di unirsi a lui, e sospiri a Book, Milano 1971.
'lui irondo ne i lontarui, nella sua lunga Pqregrinazione
";;;;;;;;. Bonconipo P., L'Egllse de ces temps dans la prddication de
ioti Cristo la sposeri, poicbd lui solo ha dato un saint Augustitt. Etudes augustiniennes, Paris I972.
pesruo ,ori prriioso. Chi infaiti.potrebb.e pretcndere di LnNzt N., La Chiesa nella conuersione di ,\. Agostino, Li-
i\rorto dando il sangue per colii che desilera sposare?. breria Editrice Vaticana, Vaticano 1989.
grado di
ii l-rf*ri utond. morire per essa, non sari piD insposa, Io., La Chiesa Madre in sant'Agostino, Pontificia Universi-
,iorirk. Epli inuece moi tra,quillo per la sua sa' tas Laterunensis, Roma L9%.
prndo che I'aurebbe fatta sua dopo la risurrezisnsss2r6.

AcosrtNo Clr,mct Anrtcot.t

Psrlr,cRtNo M., La Chiesa in S. Agostino: istituzione o mi'


216 Eil. in ps. 122,5 Gf . infra, p.250).

81
80
stero?, in: AA.W., Cbiesa e saluezza (Atti della Setti-
mana Agostiniana Pavese), Pavia 1975, pp. 63-80.
Io., Espiritu e instituci1n en la eclesiologia de San Agustin,
in: Ricercbe patristiche, vol. I, Bottega d'Erasmo, Tori-
no 1982, pp.289314.
LaNzt N., La Cbiesa-comunione in S. Agostino,in: <<Doctor
Communis>>, 46, 199), pp. B2-I49.
Smnne 5., ll Cristo totale: un aspetto dell'ecclesiologia ago-
stiniana, in: <<Unit) e Carismi>>, t/1997 , pp.20-27 .
LA CHIESA

Axrolocm,

BRlruesnR H.U. voN, Le uisage de I'Eglise, Cerf, Paris


1958 (e Ia traduzione francese dell'edizione tedesca
pubblicata a Einsiedeln nel 1955).
Maoruo T.C., La lglesia cat1lica segin San Agustin,Edrto-
rial Revista Agustiniana, Madrid 1994.

Ulteriori indicazioni bibliografiche sono reperibili in:

LRnlmRNonE.,[.Jn siicle et demi d',itudes sur I'ecclesiologie


de Saint Augustine, in: <<Revue des 6tudes augustinien-
nes>>, 8 (1.962), pp. l-I25 .
Tnapr, A., Sant'Agostino. Cbiesa, in: IxsrtturuM Parrusu-
cuM AuGUSTINIANUM, Patrologia. I Padri latini (secoli
IV-V), Marietti, Casale Monferrato I9J8, pp. 42I-423.

82
ECCLESIOLOGIA
IN CHIAVE AUTOBIOGRAF'ICA

Ln ntaoru E rL BATTESTMo

Avevo udito parlare sin da fanciullo della vita


eterna, che ci fu promessa mediante l'umilt) del Si-
gnore Dio nostro, sceso fino alla nosffa superbia; e
gi) ero segnato col segno della sua croce, gii insapo-
rito col suo sale fino dal giorno in cui uscii dal grem-
bo di mia madre, che sperd molto in te. Tu, Signore,
vedesti, ancora durante la mta fanciullezza,, un giorno
che per un'occlusione intestinale mi assali improwi-
samente la febbre e fui li li per morire, vedesti, Dio
mio, essendo fin d'allora il mio custode (cf . Gb 7 ,20;
Gn 28, 15), con quale slancio di cuore e quanta fede
invocai daLla pieth di mia madre e dalla madre di noi
ttrtti, la tua Chiesa, il battesirno del tuo Cristo, mio
Dio e Signore. E gii tutta sconvolta la madre della
mia carne, avendo pir) caro di partorire dal suo cuo-
re, casto nella tua fede, la mta salvezza eterna, si
preoccupava di affrettare la mia tntziazione at sacra-
menti della salvezza, da cui fossi mondato confessan-
do te, Signore Gesi, per la remissione dei peccati,
quando impror,visamente mi ripresi. Cosi la mia pu-
rrficazione fu differtta, qrasi fosse inevitabile che la
vita m'insozzasse ancora (cf. Ap 22,,11), e certamente
col pensiero che dc,po il lavacro del battesimo pii
grande e rischiosa sarebbe stata la mra colpa nelle
sozzure dei peccati. Dunque allora io credevo, come

85
eccettuato soltanto mio pa- l'esaudivi e dov'ero io t'impietosivi di me a tal segno,
mia madre e tutta la casa,
cla farmi ricuperare la salute del corpo, bench6 fossi
a;;. a;"rti ror, ,optrff... perd nel mio cuore fede i dirit-
la in irncora malsano nel cuore sacrilego: anche in un peri-
ti dell,amor. *u,.r'"" prrrrto di togliermi
colo cosi grave, infatti, non desiderai il tuo battesi-
t;;, i;i. ^t
.t . Llti ur,.o'u."on aveva' Ella si adope-
rno. Ero pii buono da piccolo perch6 allora 1o richie-
,iiu-i'{ure te, riio Dio, il mio padre in vece sua' e
di si insistentemente dalla tenerezza di mia madre, co-
i, i;uirrtrrri a prevalere sul marito, cui pure servlva'
perch6 anche in cid ser- me ho gii ricordato e confessato (cf. Conf. I, 11 , 17).
;bb;;; forre migliore di lui,
donna una condi- Cresciuto invece a disdoro di me stesso, nella mia
;;;;;;,-.h. impoli comunqui alla
follia deridevo le prescrrziont della tua medicina. Ep-
zione servile. (eonf.I, 11, 17)
pure non permettesti che io morissi doppiamente in
quello stato. Il cuore di mia madre, colpito da una ta-
le ferita, non si sarebbe mai pir) risanato: perch6 non
Ir rnavnct-lo DI uN PARTo SPIRITUALE
so esprimere adeguatamente i suoi sentimenti verso
di me e quanto il suo travaglio nel partorirmi in spiri-
Qui [a Roma] ecco mi accolse. il flagello delle to fosse maggiore di quello con cui mi aveva partori-
,off..J*.'iiri.h., ih. b.n pr-e-sto m'incammin.avano to nella carne (cf. Gal 4,19). (Conf.V,9,16)
;;;;/*friio kI'. Cit, e) iol fardello di tutte Ie col-
De commesse contro te, contro me e contro il
prossi-
['.;;;G;lr;;;;;;p., .'gruui, ag.giunte'1
JtT:lo
del
MONICA, MADRE DI TUTTI
Deccaro orrgrrui., .ii tutti li'u*o morti in Adamo
T;i.-l-a"i t\,22). i'lon me ne avevi condonata nessu- Finalmente ti guadagnd anche il marito (cf. 1Pt
[ ai'ctit., n6 questi aveva pagato sulla 3, L), negli ultimi giorni ormai della sua vita tempora-
";il;J
;; ;r..; f inimicizia (cf. 8f2,16) che avevo conrat-
le, e dopo la conversione non ebbe a lamentare da
,o .o., te mediante i miei peccati. Einvero, come po-
parte sua gli oltraggi, che prima della conversione eb-
;il;";i;;;;, ..o.1 il fantasma che io allora be a tollerate. Era, poi, la serva dei tuoi servi. Chiun-
mettevo al suo p";tt Q'u"'o mi semb raYa falsa
la
que di loro Ia conosceva, trovava in lei motivo per 1o-
;;;;; J.itu sua carne, ranto era vera quella della mia darti, onorarti e amarti grandemente, awertendo la
carne'
anrma; e quanto era vera la morte della su-a tua presenza nel suo cuore dalla testimontanza dei
ffi;; fri;; i; ;il a.it, mia anima incredula' col
frutti di una condotta santa (cf . Tb L4, ll ; 2 Pt 3 , Il).
;H;;d.t; f.bUr.perdi'ione'
b." presto fui li 1i per andarme-
Dove saiei andato' se Era stata sposa di un solo uomo, aveva ripagato il suo
. ,"arr*.* in debito ai geruitori, aveva governato santamente la sua
"..
il;i;bil;;;;tt'uti"tu questo mondo.' se non al
degni dei miei mi- casa, aveva la testimonianza delle buone opere, aveva
7r;;; kf . Mt 25, 41) e ai tor'menti
allevato i suoi figli (1 Tm 5,9;4, 10) partorendoli
';i;;;;;.;6i, u.iira dei tuoi comandamenti? Mia tante volte (cf . Gal 4, I9), quante li vedeva allonta-
*uJi., pur ignara del mio male, tuttavia pregava' as- narsi da te. Infine, poich6 la tua munificenza, o Si-
sente, p.. ,rr.i .1,r"- ao""nque presente'- dov'era lei
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lumbini ruei giudizi; quanto a malizia siate come bam-
snore. permette ai tuoi servi di parlare, di tutti noi, ltini, rna quanto a giudizi siate uomirui maturi (cf. I
Eh", tii"vuta la grazia del tuo battesimo, vivevamo (,or L4, 20). Siete competeruti; crescete competente-
eia uniti in te ptitm del suo sonno, ebbe cura come rrrente verso l'adolescenza in Cristo; poi giovanilmen-
!" ai i"rri fosl srara la madre e ci servi come se di re correrete verso l'uomo perfetto (cf . Ef 4,13). Ren-
tutti fosse stata la figlia. (Conf. IX,9,22) .lete lieto, come sta scritto, il vostro padre crescendo
irr sapienza e nofl contristate la vostra madre con la
vostra stoltezza (cf . Pru 10, 1 ; 15,20).
LurEno DELLA MADRE CHtEsn
Amate quel che sarete. Sarete tigli di Dio, figli
tli adozione. Cid vi verri dato gratuitamente, gratui-
Tutto cid che con Ie sue scellerate suggestioni, tamente conferito. Ed in questo sarete tanto pii lar-
tutto cid che con i suoi turpi allettamenti [questo ne- gamente e salutarmente ricchi, quanto pir) sarete gra-
*i.o di Diol vi ficcava dentro, ora verri tirato fuori' ti a colui da cui 1'avete ricevuto. Anelate verso di lui,
ora verrh reso pubblico. Ora verrd devastato il suo che conosce quelli che sono suoi. Egli non disde-
i*p; ;u di 1oi con cui vi !3m1n ?:: *:'::lT"lJ gner) di riconoscervi ffa coloro che sono suoi se, in-
giogo con cui vi opprimeva con peso lmmare verra vocando il nome del Signore, vi terrete lontani dall'ini-
ioi? da ,oi . ,r.rri irurruto sulle-sue cervici; perch6 quiti (cf. Z Tm 2, 19). Voi avere i vosrri genitori se-
,iur. liberati basta rbltrnto che voi diate iI consenso condo la carne, o li avete avuti un tempo; essi vi han-
al vostro Redentore. Sperate in lui tutti insieme, o as- no Elenerato per la fattca, per la sofferenz a, pet Ia
semblea della nuova prole, o popolo che stai per na- morte. Ognuno di voi pud dire nei loro rtguardi: Mio
scere, popolo che il Signore ha fatto, aiirtati per esser padre e mia madre mi hanno lasciato (cf. Sal 26, l0).
;;r;i,.'b.rr., per nondella essere abortito c.n pericolo
madre Chiesa, pgr pa{- Orfanezza non del tutto infelice! Riconosci lui come
ii -ott.. Ecco, l'utero padre, o cristiano, lui che, menme quelli ti hanno la-
torirti, per gene rarti a\Ialuce della fed.e, travaglia nel-
per la vostra impa- sciato, ti accoglie gid dal seno della tua madre, lui a
le doglie dEl parto. Badate che,
materne e cosi non re- cui urr uomo di fede dice con fede: Dal seno. della mia
zienzi, non uitiate le viscere
madre tu sei il mio protettore (cf. SalZ1, 11). Per te il
riii" ir,. le porte del vosmo passaggio' O popolo che padre d Dio, madre la Chiesa. Da cluesti sarete gene-
vieni"creato,^loda il tuo Dio; loda, mentre_vieni crea- rati in modo ben diverso da come foste generati da
;;,i;i^ 11 tuo Signore. Lodalo perch6 sei allattato, lo- quelli- A chi d nato da questi non l'aspettafatica, non
dalo p.e..h6 sei ;limentato;e , nutrito come sei, cresci miseria, non pianto, non morte, ma faciliti, feliciti,
m saplen za e tnet). Anche lui accettd questelentezze gioia e vita. Lesser generati da quelli B causa di pian-
J.i fiutro temporale, lui che nulla p9t4t per la bre- to, l'esser generati da questi d causa di gioia. Quelli,
;ira?;1 ;.;pd. ,-'rrli, guadagna p"i la lunghezza del nel gene rarct, ci partoriscono per la pena eterna a
rempo, ma iai giorni _eierni d fuori di ogni limitazio- causa dell'antica colpa; questi, nel rigenerarci, non
," . di ogni tempo. Quindi noru comporta.teui, come fanno pii restare n6 la pena n€ la colpa. E questa la
.u..o-urr?a albZmbino il benevolo nuritore, come
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sta regione, quanti ne sono in questa provincia,
risenerazione di coloro che lo cercano' clte cercano il quanti ne sono oltre il mare, quanti ne sono in tutta
,ilto del Dio di Giacobbe (cf . Sal D, 6). E voi cercate la faccia della terra (perch6 da dove sorge il sole fin
.., quando 1o troverete, raggiung.ere.le altez-
.love tramonta B lodato il nome del Signo rc lcf . Sal
"-itti;
ze sicure. Linnoc enza sari |a vostra infanzia,, il rispet-
zza, la fetmezza sari la vostra l12,3l), questa d la Chiesa cattolica, nostra-madre
a tu vostra fanciulle
vera, vera conluge di tanto Sposo. Onoriamola, per-
udol.t..t za, la fortezza la vostra -gioventi, le. opere ch6 d la dama di un cosi grande Signore. E che po-
buone Ia vostra maturiti, e quando sarete nella vec- trd dire? Oh! grande e singolare degnazione dello
chiaia avrete un esperto . tuggio discernimento. Nel
Sposo! La incontrd meretrice e la rese vergine! Non
;;;;; di queste tappe o passaggi dell'eti non d che tu deve negare di essere stata meretrice, per non disco-
iitrurfot-i, ,,u ti iinnoii puilestando quel^che sei'
noscere la misericordia del suo liberatore. Come
d;i;;"n B che la secondu top.u*iene per-far cade-
non era meretrice, quando fornicava dietro idoli e
re la prima, o che il sorgere della tetza sari il mamon-
demoni? In tutti ci fu la fornicazione del cuore:
to d.ila seconda, o che-Ia quafia nasca perch6 muoia quella della carne in non molti, ma quella del cuore
la terua;la quinta non pori-eri invidia alTaquarta, se in tutti. Egli venne e la rese vergine: rese vergine la
questa i.rt.ia, n6 la r.itu dari sepoltura alla quinta.
sua Chiesa. Essa B vergine a motivo della fede: se
Ar.h. se queste eti non arrivano simultaneamente, guardiamo carnalmente, ha poche vergini consacra-
tuttavia coesistono insieme e concordemente nell'ani-
te, ma nella fede deve avere tutti vergini, donne e
iu pia e giustificata. Ed esse ti condurranno alla set- uomini; in questo deve consistere la castit), 1a pu-
tima, .h."8 quiete e pace perenne. Cosi, liberato per rezza e la santiti. Volete sapere come essa d vergi-
,.i ,.olt., .oir. si legge, dalle tribolazioni di un'et) ne? Ascoltate I'apostolo Paolo, ascoltate l'amico
iortrtti.e di mortr,ifr.u settima i mali non ti tocche- dello sposo, che d geloso per 1o sposo e non per se
iur,o pii (cf. Gb 5, 19). Infatti non potranno pir) stesso. Io ui bo promesso ad un unico sposo, egli di-
turbarii cose che pii non saranno, n6 potranno pir) ce. Lo diceva alla Chiesa. A quale Chiesa? Dovun-
prevalere quando pii non potranno osare. Li sicura
que la sua lettera fosse potuta afftvare. Io ui ho pro-
iari f immbrtaliti,^li immortale la sicurezza' (Sermo messo ad un unico sposo, per presentarui a Cristo co-
216,7 -8)
me una uergiru.e casta. Perd temo, soggiunge, cbe co-
me il serperute sedusse Eua con la sua astuzia, cosi i
Mannr, vERGINE, coME Mama
uostri serutimenti si corrompano dalla castiti nei ri-
guardi di Cristo (cf. Z Cor 11, 2-3). Se temi di cor-
romperti, vuol dire che sei vergine. Temo, gli dice,
[Credo] La santa Chiesa. La santa Chiesa sia- cbe come il serpente sedusse Eua coru la sua astuzia...
rno .,oi. E non dico noi [solo] nel senso di quanti il serpente si uni carnalmente con Eva? E
Forse che
ora stiamo qui, di voi che mi ascoltate. Quanti sia- tuttavia ne spense la verginiti del cuore. Questo te-
mo qui, pet- grazia di Dio fedeli cristiani di questa mo, eglt dice, cbe i uostri sentimenti si coruompano
Chieia,'ossia*di questa citti, quanti ne sono in que-
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tlcl cristo e che sono sorelle di cristo le sante e fedeli
dalla castiti nei riguardi d'i Cristo. La Chiesa dunque ,lonne. Ma in che senso possiamo intendere essere
B ,r.rsirr.. VereinE E, e vergine si conservi: stia ben rnadri di Cristo? Che potiemmo dire dunque? Ose-
io"iri, da chl cerca di se-durla, per non ritrovarsi rcmo forse chiamarci- madri di Cristo? M, cerro,
;;;[i lu .o..o-pe. La Chiesa B vergine' Tu forse osiamo chiamarci madri di Cristo. Ho chiamato in-
*i ooit.sti dire: Mu t. essa E vergine, come mai l'atti voi tutti suoi fratelli e non oserei chiamarvi sua
partorisce dei figli? E se figli non ne partorisce, co-
rnadre? Ma molto meno oso negare cid che affermd il
me mai noi abbiamo dato i nostri nomi per nascere (,risto. Orsi, dunque, carissimi, osservate come la
Jalle sue viscere? E io ti rispondo: Essa B vergin.e (lhiesa cosa quesfa evidente i la sposa di Cristo;
;;;; purtorir... -Arto*rg\t, Z.Maria che partori il - -
partoli da ver- cid che si cornprende pir) difticilmente, ma d vero, d
5G;";;. For.. che sant{Murtulol la madre di Cristo. La vergine Maria ha preceduto la
g1ne, e verglne rimase tuttavia? cosi anche la chiesa
consideri bene-, ['q Chiesa come sua figura. Come mai, vi domando, Ma-
fiutittit..".d E vergine..E seperch6 son membra di ria d madre di Cristo, se non perch6 ha partorito le
ihi.l .*u partorisc."il Ctirto, rnembra di Cristo? Membra di Crisro Jete voi, ai
C;il ;;6[i .h. vengono b.atiezzatr. Voi siete il cor-
(7 Cor 12,2-7), drce quali io parlo: chi vi ha partoriti? Sento la voce del
oo d,i iristo e le sui membra
vostro cuore: da Madre Chiesa>>. Questa madre san-
i'Apotrolo. E, se partorisce membra di Cristo, essa d
t4 onorata, simile a Maria, partorisce ed d vergine.
ro*iglirntissima a Maria. (Sermo 2L3,8) Che partorisca lo dimostro per mezzo vostro: ii.t.
nati da lei; essa partorisce anche Cristo, poich6 voi
siete membra di Cristo. Ho dimostrato .h. partori-
OSMHAO CHIAMARCI MADRI DI CRISTO
sce, ora dimostrerd ch'd vergine; non mi mrni, la te-
stimonianza divina. Vieni davanti al popolo dei fede-
Orbene, carissimi, considerate che cosa siete voi li, o beato Paolo, sii testimone della mia dimo strazio-
stersi, urr.h.'rroi siete membra di Cristo e corpo di ne; grida e di' cid che desidero dire: Vi bo promessi in
Cristo. Ponete attenzione a come siete cid che Cristo matrimonio a un solo sposo, cioi a Cristo,-per presen-
dice: Ecco mia madre e i miei fratell-i .come sarete tarui a lui come und uergine pura (cf. Z Cor'|I,2).
*uJ..di Cristo? E se uruo ascoito , f, lo uolonti del Dov'd questa verginit)? Dov'd che si teme la corru-
podi, mio che sta nei cieli, egli i mio fratello, mia so-
zione? Lo dica colui stesso che l'ha chiamata vergine.
re:lla e mia madre (cf. Mt lI, 49'50)' Probabilmente V1 ho promessi iru matrimonio a un solo sposo, ioi a
.hi ,o.ro i fratelli e chi sono le sorelle 1o capiscg, poi- Cristo, per presentarui a lui come uro rrrgioe pura. Te-
.iiZ a l'.r.diti e percid la misericordia di Cri-
.i", ""i.u
."ti. Dur essendo l'Unico, non ha voluto essere n?o per_o
-- dice - che, allo stesso modo c-be Eua fu se-
dotta dalla malizia del serperute, cosi i uostri peruiieri si
;;l; ffiH uolrto che fossimo eredi del Padre ed
noi
corrompano e uoi p_erdiate la sempliciti e la purezza ri-
eredi insieme con lui. Quell'eredit) in effetti d di tal guardo a Cristo (cf. Z Cor IL,3t.Conservate nel vo-
,r^,rru da non poter essere scarsa per il gran numero stro spirito la verginiti; la verginiti dello spirito
ei ;;;;ii- Comprendo quindi che noi siamo fratelli d

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l'intesrith della fede cattolica. Come Eva fu corrotta lxrce distingue e non separi pii cid che una sola
dalla"parola del serpente, cosi la Chiesa deve essere rrr:rcsti congiunge. Abbracci anche l'amore e la ca-
vergine per dono dell'Onnipotente. Le membra di riri del prossimo cosi che presso di te abbondano i
Cristo partoriscano dunque ion 1o spirito, come Ma- rirnedi contro le varie malattie di cui soffrono le
ria vergine partori Cristo col ventre: cosi sarete ma- ;rnime per i loro peccati.
dri di eristo. Non d una cosa lontana da voi; non E Tu istruisci ed educhi i fanciulli nelf ingenuitd,
al di fuori di voi, non d incompatibile con voi; sletg i giovani nella forza, i vecchi nella serenitll secon-
diventati figli, siate anche madii. Siete diventati figli ,lo quanto richiede non soltanto l'eti fisica di cia-
della madr6 quando siete stati batt ezzatr, allora siete scuno, ma anche quella spirituale. Sottometti le
nati come membra di Cristo; conducete al lavacro rnogli ai loro mariti in una obbedienza casta e fede-
del battesimo quanti porrere affinch6, come siete di- lc, non per soddisfare la libidine, ma per prop agare
ventati fiqli quando siete nati, cosi possiate essere la prole, formando una societd fondata Julla fami-
anche *r-dri di Cristo conducendo alui a nascere. glia. Anteponi i mariti alle mogli, non per prenderti
(Sermo 72/ A,8) .qig9o del sesso pir) debole, ma secondo le leggi
clell'amore sincero (cf. Gn 39, 14; Gdc 19, 25; 2Re
1, 28). Sottometti i figli ai genitori in una sorta di
Loor, ALLA CHrcsa cATToLICA libera serviti e anteponi i genitori ai figli in un do-
rninio che ha del religioso. Unisci i fratelli ai fratelli
Ai cristiani d stata data questa regola di vita, con il legame della religione, pii saldo e pii intimo
,cf. il
che amiamo il Sipnore Dio nostro con tutto cuore, di quello del sangue.. Col. una reciproca iariti con-
con tutta I'animi, con tutto lo spirito Dt 6,5), giungi i consanguinei e gli affini, mantenendo i vin-
ouindi il nostro Drossimo come noi stessi (cf. Mt 19, coli stabiliti o dalla natura o dalla volonti. Insegni
ig; ZZ, 3g): infatti da questi due comandamenti di- ai servi ad essere devoti ai padroni non tanto pei la
pende tutta la [,egge e iProfeti (cf . Mt 22,40)-. Giu- necessit) della loro condizione, quanro per il piace-
stamente tu, Chi6ia cattolica, verissima madre dei re del dovere. Per ossequio a Dib sovrano, Signore
cristiani, raccomandi di onorare con assoluta cariti di tutti, rendi i padroni clementi nei confronii dei
e purezza Dio stesso, i1 cui-possesso costituisce la servi e pii propensi a dare un aiuto che a punire.
viia beat a, senza proporci alluna creatura da ado- Unisci i cittadini ai cittadini, le nazioni alle iazroni
rare e da servire. Escludi da quella incorrotta e in- e tutti gli uomini nel ricordo del1a loro comune ori-
violabile eterniti, alla quale ioltanto l'uomo deve gine, non solo per costituire un'unica societi, ma
sottomettersi e alla q,ralb soltanto 1'anima razionale quasi per dar luogo ad un'unica famiglia. Insegni ai
deve unirsi per non itt... miserabile, tutto cid che re a vegliare sui loro popoli, ammonisci i popoli a
E stato c..uto, che soggiace a cambiamento, che d sottostare ai loro-re. Insegni con cura a chi ipetta
sottoposto al tempo.
-No, confondi quello che l'onore, a chi l'affetto, a chi la riverenza, a chi il ti-
l'et.tnita, quello che la veritd, quello infine che la more, a chi il conforto, a chi l'ammonizione, a chi

94 95
l'esortazione, a chi la disciplina, a chi il rimprove- .|.'lla pena ma non annientata dall'amore della virti.
ro, a chi la punizione, mosirando come non a tutti ( ,iustamente appartengono a.te tanti uomini ospitali,
si deve tuttd, menffe a tutti si deve la cariti e a nes- r1('nerosr, mlserlcordiosi, sapienti, casti, santi, a tal
suno l'ingiustizia. ptrnto ardenti d'amore di Dio da trovare piacevole
E uia volta che questo amore umano avri nutri- ,r.ldiritturala solitudine in una suprema continenza e
to e raffo fzato 1o spirito e questo , _attaccato a}le tue in un incredibile disprezzo di questo mondo. (De
sar) ttaio messo 1n grado di seguire Dio;
ma.t melle,.che trtor. eccl. cath.I,30, 62-64)
una volta la divina maesti avri incominciato a
.u.rif.r,6si quanto ts sufficiente all'uomo finch6 sog-
giorna ,r, q.r.it, terra, allora si desterd un tale ardore GrusTN VIA TRA AZIoNE E CONTE,MPLAZIONE,
fii-.riira . ,i l.u.t) un cosi grande incendio d'amore
Ji"i"o .he, dislutro ogni viiio, purificato e santifica- Quando noi pensiamo alla pace che voi [mona-
to l'uomo, mostrerh abbastanza chiaramente quanto cil godete in Cristo, la gustiamo anche noi nella vo-
,iu"o J.gne di Dio le affermazioni: Io soro un,fuoco stra cariti, bench6 viviamo tn mezzo a varte e dure fa-
che consima e: Soruo uenuto a portare il fuoco,su-lla ter- riche. Noi infatti formiamo un solo corpo sotto un so-
io (rf. Lc 12, +9). Queste due espressioni dell'unico lo Capo, per modo che voi siete attivi in noi e noi sia-
Dio, suggellate nei due Testamenti,-annunciano, con mo in voi conternplativi; poich6 se sffie un membro,
.ori8"rde attes tazione, la santifi cazione dell'ani- sffiono can esso tutte le altre membra; e se un ruem-
""u'
;;;, p;t.h6 si attui finalmente cid-che parimenti nel bro i glorificato, ne godoruo con esso tutte le altre mem-
Nuorro B stato accolto dell'Anti co La morte i stata as- bra (cf. 7 Cor 12, 26). Vi esortiamo dunque, vi pre-
,oiiito nella uittoria. Doue i, o ntorte, il tuo pungiglio- ghiamo e vi scongiuriamo per la profondissima umilti
ne? Doue i, o morte, la tua forza? Gf ' 7 Cor L5, 54- e la eccelsa misericordia di Cristo, di ricordarci nelle
i:). S. gli eretici riuscissero a comprendere questo vostre sante preghiere, che crediamo siano da voi ele-
roitr"a,"in piena umilti e pace perfetta, non adore- vate con maggior vtgtlanza e attenzione, mentre le no-
rebbero'Dio in nessun'altra parte se non presso di te stre vengono strap azzate e offuscate dalla confusione
e nel tuo grembo. Giustamente preEg di te si conser- e dal tumulto degli atti processuali secolari che ri-
vano dappertutto i precetti divini. Giustamente pres- guardano non gi) noi, ma coloro i quali se ci cosrin-
so di te- Ji comprende quanto sia- P1n glave peccare gono afare con loro un migrlio,-ci si comanda di anda-
.L"*.."do la f.eg. che igt orandola' Il pungigllone re con essi per alri due (cf . Mt 5, 4I); siamo assillati
iar- rnorte i il piicato e la forza del peccato i la legge da tante questioni che a stento possiamo respirare.
(.f. I Cor 15, 56), con la quale puo-colpire pir) dura- Siamo perd pienamente convinti che Colui, al cui co-
del pr:ecetto violato. spetto arrivano i gemiti dei prigionieri (cf. Sal78, 11),
-.ni. " dirti.rggerela.orti.rr,
Giustam.rrt. piE so di te si vede q,rrnto siano vane le se sarerlo perseveranti nel ministero in cui si B degna-
opere compiute in ossequio alla legge, quando la con- to collocarci con la promessa del premio, ci liberer)
cupiscena d.umta 1o spirito ed b frenata dal timore da ogni angustia con l'aiuto delle vostre preghiere.

96 97
Vi esortiamo quindi nel Signore, o fratelli, che
pratichiate l'ideale religioso abbracciato e. Perseveria-
ie fino alfa frne (cf. Mlz+, l); L0,22); se la Chiesa ri- ECCLESIOLOGIA IN CHIAVE POLE,MICA
chiederi i vostri servigi, non assumeteli p-er brama di
salire in aito n6 rifiutaieli spinti dal dolce far nulla,_ma
ubbidite con mitezza dr.rote a Dio sottomettendovi
con mansuetudine a Colui che vi dirige, che guida i
miti nella giustizia e ammaestra i docili nelle sue vie
(cf . Sat 24, 9).Non vogliate neppure antepome la vo- LauronrrA DELLA Curssa cATToLrcA
stra pace a1le necessit) della Chiesa; se nessuno tra i
b.roni volesse prestarle l'opera nel-generare.nuovi fi- I costumi, quali che siano, influiscono tanto sul-
gli, nemmeno voi avreste trovato il modo di nascere le menti umane che possiamo con pir) ptontezzabia-
illa vita spirituale. Orbene, come si deve camminare simare e condannare come riprovevole quanto in es-
ffa i. fuocb e l'acqua senza bruciare n6 annegare, cosi si c'd di perverso - cosa che accade quasi sempre
dobbiamo regolaie la nostra condotta tra il vertice per il prevalere di desideri sfrenati - che abbando-
della superbia-e Ia voragine della pigtizia, senza deuia- narlo o cambiarlo. Ritieni forse una decisione di po-
re - coie dice la Scrittura - rtd a destra nti a sinistra co conto per le vicende umane che non solo pochi
(cf . Dt , 1,1; Pru 4,27). Vi sono infatti di quelli che,
17 dottissimi uomini discutano, ma anche tutta una fol-
mentre temono eccessivamente d'essere per cosi dire la incolta di uomini e di donne, appartenenti a tanti
trascinati a destra e d'insuperbirsi, vanno a cadere e diversi popoli, creda e proclami che nulla di terre-
nel1a sinistra affondandovi. Ci sono d'altronde di quel- no, nulla di celeste, infine nulla di cid che si perce-
li che, mentre si allontanano eccessivamente dalla si- pisce con i sensi deve essere adorato al posto di Dio,
nistra per non lasciarsi inghiottire dallo snervante tor- al quale ci si deve accostare con iI solo intelletto? E
pore dell'ozio, dall'altra parte si lasciano corrompere che la continenza arcivr fino al pii povero dei nutri-
i diuorrte dal1'orgoglio . dull, vaniti fino a dileguarsi menti fatto solo di pane e di acqua, che i digiuni si
in fumo e faville. Ahate dunque, carissimi, la vostra prolunghino non per un giorno soltanto ma anche
pace, in modo da reprimere ogni piacere terreno, e ri- per pii giorni di seguito; che la castit) giunga fino
iordatevi che tto, ,, E luogo ore non possa tendere i alla rinuncia del coniuge e della prole, che la pazien-
suoi lacci colui il quale teme che riprendiamo 1o slan- za ftno a non curarsi delle croci e delle fiamme, che
cio verso Dio, e che noi, dopo essere stati suoi schiavi, la liberaliti fino alla distribuzione dei patrimoni ai
giudichiamo il nemico di tutti i buoni: pensiamo inol- poveri, che, infine, il disprezzo di tutto questo mon-
Ire che non ci sari per noi riposo perfett o fino a qudn- do si spinga fino al desiderio della morte? Pochi
do non passeri I'iniquiti e la giustizia non si muteri iru fanno queste cose, meno ancora le fanno bene e con
giudizio (cf . Sal56,2;93, t5). @,p. 48, 1-2) saggezza, ma i popoli le prendono in considerazio-
ne, i popoli le approvano, i popoli le favoriscono, i

98 99
popoli infine le amano: i popoli propria
-non incolpano la E Cnrsro cuE BATTEZZA
Z.Lolrrra del fatto che riescono a farle, non
senza perd elevare la mente a Dio e non senza qual- Giovanni sapeva che Gesi era il Figlio di Dio;
.h" scintilla di virti. Tutto cid fu reahzzato dalla di- sepeva che egli era il Signore e il Cristo; sapeva an-
vina Prowtdenza pet mezzo dei vaticini dei profeti, t'he che egli era colui che dovevabattezzarein acqua
della vita umat, 3i Cristo e della sua dottrina, dei t' Spirito Santo; tutto questo lo sapeva; ma cid che
viaggi degli Apostoli, degli olra-ggi, delle croci, de1 non sapeva, e che apprese per mezzo della colomba,
rrrigrr., ditle morti dei martiri, della condotta enco- i che il Cristo avrebbe riservato a s6 la potesta di
mialile dei santi e, secondo le circostarrze, dei mira- l-tattezzate e non l'avrebbe trasmessa a nessun mini-
coli degni di awenimenti e virti cosi eccelse. Consi- stro. E su questa potest), che il Cristo riservd a s6 e
derandl, dunque, un aiuto di Dio cosi grande, un non trasferi in nessun ministro, sebbene si sia degna-
proqresso ed un esito altrettanto grande, esiteremo a to servirsi di loro per battezzate, B su questa potesta
-.tT.t.i al sicuro nel grembo della sua Chiesa, che, che si fonda l'uniti della Chiesa, che d simboleg grata
dalla sua istituzione come Sede apostolica, atttaver' nella colomba della quale E stato cletto: tJnica i la
so la successione dei vescovi fino al riconoscimento mia colomba, unica i per sua madre (cf . Ct (>,9). In
del genere umano, malgrado le invettive degli.eretici fatti, o miei fratelli, come gii vi ho detto, se il Signo-
- ch"e peralro sono staii con dannatr 1-9. parte dal giu- re avesse ffasferito questa poteste nei suoi nrinistri,
dtzio iel popolo stesso, in parte dall'autotevolezza ci sarebbero tanti battesimi quanti ministri, e non si
dei concili, in parte anche dalla grandiositi dei mi- salverebbe l'unit) del battesimo.
racoli - ha ottenuto il massimo grado di autoriti? Prestate attenzione, fratelli. Fu dopo ii batte-
Rifiutarle questo ruolo preminente di certo d indice simo del Signore nostro Gesr) Cristo, che la colom-
di somma empieti o di una sconsiderata atroganza. ba discese su di lui e fece conoscere a Giovanni
Infatti, se gli animi hanno una via certa alla s1tenza una caratteristica del Signore, secondo ci6 che gli
e alla suluJzza solo quando sono predisposti dalla fe- era stato detto: Colui sul quale uedrai discendere e
de alla ragione, in ihe altro consiste f ingratitudine fermarsi lo Spirito, come colomba, i lui quello che
verso l'opEra e l'aiuto divino se non nel voler resiste- battezza ruello Spirito Santo. Prima che il Signore si
re ad un'autoriti che dispone di tanta energia? E se presentasse per il battesimo, Giovanni sapeva che B
ciascuna disciplina, per quanto di poca importanza lui quello che battezza nello Spirito Santo; ma d
e facile, richiede un insegnante o un maestro per po- dalla colomba che Giovanni apprende che la pote-
ter essere compresa, c'b ,n atteggiam^ento pir) gonfio st) del Signore B cosi personale che non passeri in
di temeraria superbia di quello di rifiutarsi di cono- nessun alro, anche se ad altri dari facolti di bat-
scere i Libri dei divini miJteri dai loro interpreti e di tezzare, Dove abbiamo la prova che Giovanni sape-
ardire di condannarli senza conoscerli? (De util. va gii dapprima che il Signore doveva battezzare
cred. 17 , )5) nello Spirito Santo? E dove abbiamo la prova che
dalla colomba apprese che il battesimo del Signore

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nello Spirito Santo era tale che questa potesti non rrrici -, i buoni che appartengono alla colomba, che
;;;;L# purrrru in nessun altro ubmo? La colomba s()no cittadini della celeste Gerusalemme, i buoni che
Jir..r. *1 Sigrrore quando egli era gi) stato battez- s()no nella Chiesa, dei quali l'Apostolo dice: Il Signo-
iuto. Ora, no"i abbiamo detto che prima che Gesi i
r(' sa chi soruo suoi (cf. Z Tm 2, 19), sono diversi
uerrirre per farsi battezzare da Giovanni nel Gior- (luanto a doni spirituali, e i loro meriti non sono
d;;;; Giovanni 1o conosceva, come^ attesta egli rrguali. Certuni sono pii santi e migliori degli altrr.
,t.rro quando dice: Tu uieni da me a fa.rti ba,ttezza- l)crch6 dunque, se uno viene battezzato, mettiamo,
,ii tonb io cbe deuo essere battezzato da te (cf' Mt ,la un tale che B giusto e santo, e un altro invece da
), l4). Sapeva dunque che era il Signore, sapeva rrno di minor merito davanti a Dio, di una virti me-
.h..iu il irigtio di Dio; che_prova abbramo che sa- no elevata, dt una castiti meno perfetta, insomma di
p.rru anche ihe egli doveva battezzare nello S.pirito vita meno santa; perch6 entrambi ibattezzati ricevo-
banto? prima chebesi scendesse nel fiume, al1orch6 rro la stessa identica cosa se non perch6 i lui quello
molti accorrev ano a Giovanni per farsi. b.attezzare, che battezza? Nlora, come quando battezzano due
egli disse loro: Io batteZzo-in acqua: ma colut cbe urcne santi dotati di meriti diversi, \a grazia d una e identi-
a\oo di me, i piD prande di me, e io non sono degno di ca, e malgrado il diverso grado di santit) dei ministri,
,rioglirrgti'i iegaii dei calzari; i lui cbe ui battezzeri non E superiore in uno e inferiore nell'altro; cosi
n Sipirrii, Sant6. e fu.oco Gf . Mr 3, II). Dunque, Gio- ugualmente una e identica E la grazia donata dal bat-
vannl sapeva crd. che cos-a apprese allora pef .mezzo tesimo amministrato da un indegno, che battezza
a.[..o6*bu, si da non dovei".r..e poi considerato perch6 la Chiesa non sa che d cattivo, o perch6 lo tol-
brgiurdo (allontani Dio da noi un tale sospetto)l ep- lera (i cattivi, infatti, restano ignorati o tollerati; come
;;"; che ci sarebbe stata in Cristo una propriet) tale si tollera la pula in attesa che, alla fine, l'aia venga ri-
i"r cui. malsrado la moltitudine dei ministri, santi o pulita). La grazia data da questo battesimo d una e
;;;;;ti, .fi. avrebbero battezzato, la santit) del identica, e non viene compromessa dall'indegniti de1
tattesimo non era da attribuirsi se non a colui sQp-ra ministro; d sempre uguale perch6 d lui quello che bat-
il o.rul. discese |a colomba, e del quale fu detto: E lui tezza. (In Io. eu. tr.6, 6-8)
irltti che battezza nello Spiriroche Sinto kf ' Gu t, )))'
Eu;a rri pure Pietro, d Ciisto battezza;battezzi
P;;1; a bristo che battezza; ebattezzi anche Giuda, Coxpus PERMIXTUM
B- Cristo
- S. lachebattezza.
santith del battesimo dipendesse dalla di- La prima regola [di Ticonio] riguarda il Sigruore e
u.rriti dei meriti dei minismi, ci sarebbero tanti bat- il suo corpo. Ora, a questo proposito, noi sappiamo che
tesimi quanti possono essere i meriti; e og.luno pen- a volte ci si prescrive di ritenere come unica la persona
serebbe d'avei ricevuto una cosa tanto migliore quan- del capo e del corpo, cioE di Cristo e della Chieia. Non
to-misliore considera il ministro dal quale E stato bat- d stato detto senza motivo infatti ai cristiani: Voi siete
t;;;i".-C[ t,.tsi santi - intendetemi bene, fratelli stirpe di Abramo (cf. Gal3,29), quando unica B la stir-

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pe di Abramo ed essa B Cristo. Quando dunque si pas- rt' (cf. Mt 13,48). Le tende di Cedar infatti sono una
;; iJ.upo al corpo e dal corpo al capo senza.che si lrrrrziofle di Ismaele, che non sari erede insieme alfi-
.i"".ghri-1'unica e. identicu p.ito.a, nbn si debbono llio della donna libera (cf. Gn 21,I0; Gal4,30). Per-
rrurto della porzione dei buoni Dio diri: Condurrd i
avere esltazlonl. E, infatti .rrra la persona che parla.
, icchi per la uia cbe noru conosceuaruo e batteranno
quando dice: Come a uno spos.o mi ha messo in cqpg i!
(cf. t/rude c/te non conasceuano; io renderd ad essi le te-
diadema e come una sposd mi ba adornata di gioielli
rr,'bre luce e le uie tortuose renderd diritte: queste co-
Is 6L 10). Eppure occorre certamente distinguere qua-
i. +U. dr. iot. convenga al capo e quale al corpo, ',' .fard e non li abbarudonerd. Successivamente dice
,lcll'altra porzione che si era mescolata pur essendo
cioe quale a Cristo e quale alla Chiesa'
iu ,..orda regbla riguarda il corpo del Signore tli cattivi Loro al corutrario si sono uoltati indietro (cf.
lr 42, 76-17),, sebbene con queste parole si indichino
nelleii, d.r, sezion"i. Effeltivamente non 1o si sareb- iurcora gli altri. Siccome perd adesso sono in un'en-
be dovuto chiamare cosi, poich6 in realti non d cor-
rita sola, parla di essi come di coloro dei quali stava
p. J"t Sig.ro." quello che non sard eterno con 1ui. Si
iarebbe Eovuto' dire: Il corpo. del Signore,vero e 1,,rrlando antecedentemente. Ma non saranno sempre
qr.[.-, framntisto, oppure: quello vero e quello fitti rrniti. Si tratta infatti di quel servo ricordato nel Van-
gelo che il suo padrone, quando verrh, divider) e
,1;, ; cose del g"ttii.. In iealti bisogna affermare rnetter) la sua parte insieme con quella degli ipocriti
;h; ;.; solo ne"ll'eterniti ma anche a1 pres-ente gli |cf. Mt 24, 5l). (De doctr. chr. 3, )1, 44 - )2, 45)
ioocriti non sono con lui, sebbene sembrino far parte
deflu sua Chiesa. Sotto quesro profilo la presente re-
;;i; p";.va anche esprimersi con la dizione: la Chie-
i, .r"llu sua mesc olinza. Nla questa regola esig-e un La crrra Dr Dro
lettore attento poiche la Scrittura, sebbene parli or-
di person€, sernbra par- Quel popolo, attraverso molteplici e svariati
-ri ua una diversa categoria cui stava parLando prlma' o scgni di eventi futuri - che sarebbe lungo ricordare
lare, quasi, a quegli stessi
da quel, punto in poi compiutamente e che vediamo compiersi ora nella
lfr.'prdi degli siessi (mentre-
(.hiesa fu condotto alla terca promess a (cf . Eb 1I,
purli di altrii, quasi che pe-r la mescolanza e comu- -
t); Cn 12,7; Es 3, 8.17) ove doveva regnare tempo-
;i;;. dei sacramet ti che ii ha nel tempo, sia ,nico il raneamente e materialmente secondo il suo deside-
;;;;; del'una e dell'altra categoria. A questo si rife- rio. Regno terreno che tuttavia rappresentd la figu-
.ir.'e]t a.tr. del Cantico dei Cirutici: Soio scura e bel- ra del regno spirituale. L) fu fondata Gerusalem-
to ,oi, le tende di Cedar, come la pelle di Salomone
rr-re, quella famosissima citti di Dio (cf . Eb 12,22)
(cf . Ct 1, 5). Non dice infatti: Un tgqPo fui scura co-
che, in condizione di serviti, vale a rappresentare
*. t" r."ie di Cedar ma ora sono bella come 1-a pelle quella citti libera chramata celeste Gerusalemme
Ji Sulo-one. Ha detto che d allo stesso tempo l'una e
\cf . Gal 4,26), parola ebraica che significa <<visione
luiru cosa, per l'uniti che nel tempo godono.i pesci di pace>>. Di essa sono cittadini turti gli uomini san-
buoni e i pesci cattivi trovandosi in una medesima re-

r04 10,
tificati, quelli che furono, che sono e che saranno,
come Dure tutti eli spiriti santificati, pure quelli
.1,., pii alto [ei iieli, obbediscono a Dio con ECCLESIOLOGIA IN CHIAVE MISTERICA
".t
oir'a.uoLion e non imitano l'empia superbia del
ii;";il . J.i suoi angeli. Di questa citta d re il Si-
C.sri Cristo, V.tbo di Dio, che governa gli
"""*
ingeli sommi; Verbo che assunse la natura umana
Gf.-C;1, i+i, per governare a.nche g1i uomini che
tutti insieme regneranno con lui nella pacg senza EvA, FTGURA DELLA Crur,sa
f*;. Q..rul. preflg,rrazione- di questo Re, nel regno Il salmo sembra suppome che tu gli chied a: Ma
t.rr.rri del popoio d'Istuele, si distinse grandemen- (cf' .luando ci leveremo? Ora ci si com anda di sedere:
;;^r1 r;D;;i?.i auu, cui stirpe secondo 1a carne
R;1-,1) Jo"."a discend.t. il Re per eccellenza, il .luando awerr) la nosra esaltazione? Quando awen-
ne quella de1 Signore. Mira colui che ti ha preceduto,
nostro Signore Gesi Cristo, th, i t?P'o-
-ogni
cosa
poich6, se ricuserai di guardare a lui, sarebbe vano
Dio bene"detto nei secoli (cf. Rm 9,5)' Nella terra per te il levarti prima della luce. Quando dunque fu
p."-.tt, ,i ,oro c^ompiuti molti awenimenti quale glorificato il Signore? Dopo morto. Anche per te
trefisurazione di Crisio venruro e della Chiesa; av-
dunque ripromettiti la gloificazione dopo la morte.
u.r,iri..rti che tu potrai imparare a conoscere a po- Attendila per il giorno della resumezione dei morti,
.o , po.o nei Libii Sacri. (De catech. rud' 20,)6) perch6 anche lui ascese dopo risorto. Ma dove dormi?
Sulla croce. Quando si addormentd sulla croce fun-
geva da simbolo, anzi adempiva quanto era stato pre-
figurato in Adamo. Mentre Adamo dormiva, gli fu
sottratta una costola e ci si formd Eva (cf. Gn 2,21-
22). Cosi il Signore. Mentre dormiva sulla croce, gli
fu trapassato il fianco dalla lancia e ne scaturirono i
sacramenti con i quali s'd costituitala Chiesa (cf. Gu
19, )4). Anche la Chiesa infatti, sposa del Signore,
trae origine dal suo fianco, come Eva era stata presa
dal fianco [di Adamo]. E come questa fu tratta dal
fianco dell'uomo addormentato, cosi anche la Chiesa
non ebbe altra origine che il fianco di Cristo morto.
I1 tuo Signore, dunque, non risorse se non dopo la
morte; e tu vomesti pretendere una glorificazione pri-
ma che finisca 7a vita presente? Lisciati istruire dal

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..lclla vita presente, saresti uno che pretende levarsi
salmo. Supponendo- che tu gli vada a domandare: Ma
;;il" "iieverd? forse prima che sia stato seduto? ti lrrima della luce, poich6 la tua luce, eristo, non ambi
rrna feliciti terrena. E necessariamente rimamesti ne1-
;ir";;il , Oioiao auri iato il sctnno ai suoi amici.Id- le tenebre. Cambia rotta, segui la luce. Inizia a levarti
Ji;;;;;"f,.ia questo dono ai suoi amici, ma dopo
,ddor-.nrati. Allora si leveranno gli ,lallo stesso posto da cui E risorto lui. Ma prima metti-
che si saranno
u-i.i di lui, cio} di cristo. Tutti infatti risorgeranno, ti seduto, e cosi porai levarti quando auri dato il son-
,rru no. tutii come i suoi amici. La resurrezione dei
no ai suoi amici.
*."i, i" alffe parole,.sar) un.fatto universale, ma co- Suppone che tu insista ancora nella domanda:
(,hi sono quesri amici? Ecco, erediti del Signore lso-
sa dice l'Apostolo? E uero che tuttt rusorge.remo, ma
no) i figli, ricomperusa del frutto del uentre. Dicendo:
non tutti rorr*i trasformati (cf.7 Car 15,51' Gli altri
risorgeranno per il iastigo, noi lt.:g:::T^:-del1a stes-
Irrutto del uentre, significa che paila di figli grd nati.
(,'d una donna nella quale spiritualmente ii aurrerano
sa resurrezlone del Sign6re nostro, p.t seguire iui
che
a il capo, t.-pt. che noi ne siamo le membra' le parole dette ad F,va: Partorirai fra le doglie (cf . Gn
"otrto siamo ,ri *.-bra, siamo anche suoi ami-
S. p.rrurrto
), 16-20). Difatti la Chiesa, sposa di Cristo, genera fi-
.iJ-., attende la stessa resumezione che gii s'B attuata gli e, se li genera,lt partorisce. Tant'd vero che Eva,
nel Sisno re. La luce d sorta prima di noi, noi sorgere- appunto perch6 ne era il simbolo, fu chiamata madre
;; AZ;t; i, lr..' Vano infaiti sarebbe per noi volerci tlei uiuenri. Membro della Chiesa partoriente era co-
i;;;;;titru J.llu luce, ambire ciots le ayezze [della lui che afferntava: Figlioletti miei, che io di nuouo par-
Ii..irL'prima di passare per la mo-rte ',.dul^monlento toriscct finchd Cristo rur-tru sia formato iru uoi (cf . Gal 4,
19). N6 ha partorito o generato senza successo: la
.t. ".*meno Crirto, ,rortru luce, fu glorificatolxem-
nella
stirpe santa si paleseri nella resumezione, e saranno
carne prima di morire. Divenuti, dunque) sue
iiu ., iru l. s.e membra, i suoi prediletti, noi risorge- innumerevoli i giusti che ora vivono sparsi per tutta
;;;'e;o; .hL tot.mo'caduti nel sonnoJ ciod nella la terra. Adesso la Chiesa geme per causa loro, men-
."r"i."rione dei morti. Uno solo infatti d finora risor- tre li partorisce; nella resurrezione dei morti invece
io p.t non pir) morire" Risorse Lazz,ato, Pa P91'mori- apparir) in piena luce la feconditi della Chiesa, e fi-
t. ii""ouo (.f. Gu 11,44); risorse lafiglia dell'arcisi- niranno i] dolore e il gemito. E cosa si dira? Ecco, ere-
nagogo, pa P..r morire.di nuovo lcf ' Mt 9,25), come
diti del Signore [sono] i figli, ricompen.ra del frutto
per monre dr nuovo risorse quel figlio della vedova del uentre. I)el frutto, non <<i1 frutto>. lCi sardf una
ntercede del frutto del uentn:. Quale sar) questa ri-
T;i. i,1,15). Solo Cristo risorse per non morire mai
compensa? Risorgere dai morti. Quale sar) questa i-
Oi". Ar.olia I'Apostolo: Cristo, riso.rto dai morti,
pi?.
;;; ;;;i;- lo iorte non auri piD alcun dominio su cli compensa? Alzarti dopo d'essere stato seduto. Quale
ii, tr,t. Rm' 6,9). Spera per te una resurrezione di que- sar) questa ricompensa? Allietarti dopo aver mangia-
sto senere; e in vista di cid sii cristiano, no1] per con- to il pane del dolore. Di qual ventre son frutto questi
,.n,iit" una feliciti che potresti raggiungere su 9\te!t3 tigli? Della Chiesa. Di lei era simbolo Rebecca, nel
'.rr"r. crisiiano per la felicit) cui ,u,entre litigar,,ano quei due gemelli che rappresen-
il.; S. i"fr,ri volessi
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ma' cipe dei peccatori (cf..Col l, l1)..Ma come i giudei
tavano due popoli (cf. Gn 15,22-2))' Un'untca vengono inseguiti dagli egiziani fino al mare, cosi i
Jt" p"*r"u it gt.*bo due fratelli, c,he' pfma aflcora
cristiani vengono perseguitatr dat peccati fino al bat-
di nascere, stavano-lrr dir.ordia fra loro. con le loro tesimo. Cercate di capire, fratelli, e osservate: i giudei
Ji*otdi. irrt.rrr. urtavano contro 1e pareti del grem- si salvano attraverso il mare e nel mare vengono som-
b;;;;;, . i, -.are, mentre subiva la loro violen- rnersi gli egiziani (cf. Es 14; L5,21); i cristiani vengo-
za. semeva: ma, nel darii alla luce, operd quella-sepa- no liberati nella remissione dei peccati, vengono can-
;;;i;;;-i;'i ;;. gemelli che.incinia aveva tollerati'
cellati i peccati con il battesimo. I giudei escono
C;;i. i;;11i, accaie anche adesso' Finch6 Ie d riser- dall'Egitto e dopo il Mar Rosso vagano nel deserto
;;;'il;;ilt, ii".t'e E nel tempo del p3r1o.1a Chiesa (cf. Es 15ss.); cosi anche i cristiani dopo il battesimo
;;;r#. i"o-;;;" i buoni^e i catlivi' Frutto delil non sono ancora nella teffa promessa ma vivono nel-
".1
ventre oerd .t, Ci*bb., a cui la madre riservd la speran za. Il deserto ts il mondo e colui che d vera-
;;"r-;t., . aa q"ale Dio disse: Ho arnato Giacob-
mente cristiano dopo il battesimo vive nel deserto, se
U, iiirii'bo auutb in odio EsaD kf ' Ml 1,23; Rm 9' ha ben compreso cid che ha ricevuto. Se il battesimo
ri). Nu.quero tutt'e due da una stessa madre' ma
qug.sti non consiste per lui solo in alcuni segni esterni ma se
;;; ;;tiio i;u-ote, 1'altro la riprov azione'.In
produce nel suo cuore effetti spirituali, capir) bene
;;ti-ie; Oi.t e da riscontrarii il fruttouen*e. di lei. Per
(En. che per lui questo mondo B un deserto, capiri che vi-
;;i G d.itol , La rico*pensa del frutto del
ve in pellegrinaggto, che attende la patna. Lattende a
in Ps. 126,1-8) lungo, vive nella speranza (cf. 2 Cor 5, 6). I'Jella spe-
ranza irufatti siamo stati saluati. Ma la speranza che si
p, GtacossE, uede non i speranza. Cid che uno uede, come fa a spe-
Esau
rarlo? Se poi speriamo cid che non uediamo, lo aspet-
tiamo con pazieruza (cf. Rm 8, Z+). Questa pazienza rn
LAnticoTestamentodlapromessafigurata,Il mezzo al deserto d segno di speranza. Se gi) si ritiene
Nuovo Testamento E la promessa intesa in senso spt-
terrestre appartiene all'An- tn patrta, non arriva alla patria. Se gii si ritiene in pa-
;ir;;i.. S. i, C.r*ul.m*e tria,, rtmam) sulla via. Perch6 non rtmanga per via,
tico Testamento, d anche I'immagine della Gerusa-
speri la patrta,la desidert, senza uscire dalla via. Per-
i;;,";;;leste . uppu.riene al Nuovo Testamento' La
ch6 ci sono Ie tentazioni. E come nel deserto vengo-
.ir.on.irione della .urn. appartiene all'Antico Testa- no le tentazioni, cosi vengono anche dopo il battesi-
*."lot t, .ir.ot,iitione def.,ore.]PPartiery'lestamen- Nuo-
'1 mo. Come i nemici dei giudei non furono solo gli egi-
vo Tesiamento (cf . Rm 2,29)' Nell'Antico
ziant che li inseguivano dall'Egitto - erano nemici or-
i" ii i.".lo viene liberato dall'Egitto; nel Nuovoesco- vie-
mai passati, come ciascuno E inseguito dalla sua vita
ne hfieiato dal diavolo. Nel primo i giudei che
passata e dai suoi peccati passati con il loro principe,
;; A[,Egitto sono inseguiti..dai persecutori egr.zia-
viene il diavolo -, ffia ci furono anche nel deserto coloro
;i.;;i firuon ;nel secoido il popolo cristiano
stessi peccatt e dal dlavolo' pnn- che volevano tagliar loro la strada, e i giudei combat-
perseguitato dai suoi
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rerono contro di essi e li vinseto (cf. Es I7,8-16); co- ,'ir\ che vissero quegli awenimenti in senso materiale
si dopo il battesimo, quqn-do il cristiano ha comincia- :I
l)l)artengono all'Antico Testamento.
del suo cuore nella spetanza Osservate il particolare che Isacco era divenuto
-pi"*.rte Ia via non
to a percorrere
cambi strada. Arrivano le vccchio (cf. Gn 27,I). Quali persone rappresentava
aai. di Dio,
L"iur'io"i che suggeriscono alrre cose - i piaceri di lsacco quando volle benedire il figlio maggiore? Era
questo mondo, ui-altro modo di condurre la vita -
gi) divenuto vecchio. Chi B vecchio B antico. Per vec-
per stornare clascuno dalla propria via e allontanarlo chiaia infatti intendo antichitd e per antichiti intendo
a; .it che si era proposto. Se Jrrp.ti questi. desideri, I'Antico Testamento. Poich6 coloro che furono sotto
la nube non comprendevano questo Antico Testamen-
0".* suggestiot i, i i.-ici vengono ico'fitti per 1a to, percid si dice che gli occhi di Isacco si erano inde-
uiu il pop-olo arriva alla Pattia.
" Aicolta l'Apostolo che ci dice come queglj a\rye- boliti. Lindebolimento degli occhi corporali di Isac-
nimenii furono delle figure di noi: I\o, uoglio che co significa l'annebbiamento della mente dei giudei.
iiiiriotr, fratelli - dice 1, che tutti i nostri padri furo- [-a vecchtaia di Isacco significa l'antichit] dell'Antico
'lestamento. Che drnq.re, fratelli? E rrn fatto che Isac-
ii ,o,tto'li nube (cf. I Co,r 10, \ 1 Cor 10, 6) ' Se furo- co vuol benedire proprio il figlio maggiore Esari (cf.
2o sotto la lube, furono nell'oscuritd. Che cosa signi-
fica: furono nelltoscurith? Non capivano in senso spi- Gn 27 , L-4). La madre amava il minore e il padre
rituale quegli awenimenti di cui essi erano i protago- preferiva il maggiore perch6 primogenito (cf. Gn 25,
nisti in i.rrio materiale. E tutti attrauersarono il mare, 28). Uguale giustizia verso ambedue, ma maggiore
iiiti, fryono battezzati in Mosi, e tutti mnrcgiarono lo amore verso i1 primogenito. Isacco vuol benedire il
stesso iibo spirituale (cf. 7 Cor -10, L )) fu]9ro data,
maggiore perch6 l'Antico Testamento avelra fatto le
infatti, la manna nel deserto (.f. Es L6, D-I5), come a promesse al primo popolo eletto. Non parla di pro-
noi ts stata datala dolcezza delle Scritture, Pef resiste- messe se non per i giudei. Sembra che ad essi si fan-
re in questo deserto della vita umana. E i cristiani san- no le promesse, che ad essi sono riservate tutte le
q"ut. manna ricevono. Anche il salmo dice loro: promesse. Sono essi ad essere chiamati dall'Egitto,
"o
Curiit, e uedete come i soaue il Signore (cf . Sal )3,9_). ad essere liberati dai nernici, ad essere condotti atffa-
i iutti - dice l'Apostolo - 7lxangiarono lo.stesso cibo verso il mare, ad essere cibati di manna; essi ricevono
,pirrtrolr. Che .oiu ,rrol dire: li stesso? Che significa il Testamento, ricevono la Legge; ricevono le promes-
lu ,t.rg cosa. E ttttti beuuero la stessa beuanda spiri- se ed infine ricevono la stessa tema promessa. Non
tuale. E osserva come I'Apostolo ha espresso un'uuica dobbiamo meravigliarci perch6 Isacco volle benedire
cosa, tacendo le altre: Biueuano iffitti dq una Pleira il figlio primogenito. Ma sotto la figura del maggiore
spnitrol, che li seguiua; e la pietrd era Cristo' Tutte viene benedetto il figlio minore. La madre infatti d ti-
queste cose pu ton6 nostre figure (cf. I Cor 10,4)' Fu- po della Chiesa. Non circoscrivete la Chiesa, fratelli,
il"; rivelaie ai giudei, -u-.iut o figure di noi, perch6 i quei soli che dopo la venuta e la nascita deI Signore
ad essi furono rirrelate materialmente mentre per noi colnlnclarono ad essere santi; perch6 tutti coloro che
hanno acquistato un significato spirituale. Coloro per- {urono santi appartengono a1la medesima Chiesa. In-

rt2 t13
fatti non d che il padre Abramo non appartiene a noi, lrr Chiesa prefigurata in modo pii eminente e manife-
perch6 visse prima che Cristo nascesse dalla Vergine, sto nel figlio minore doveva venire dai pagani, B det-
inentre noi dbpo, ciod siamo diventati cristiani dogo ro nella Strittura che Giacobbe ha cotto la lenticchia
la passione di Cristo. A q-uesto propo-sito l'Apostolo ..'d Esai l'ha man grata.Infatti i pagam abbandonaro-
diie che siamo fieli di Abramo (cf . Gal 3, 7; Rm 4, no gli idoli che adoravano, i giudei invece vollero ser-
L2) quando imitiamo la fede di Abramo. Allora noi vire gli idoli. Col cuore rivolto verso l'Egitto, veniva-
u..t.hm o a far parte della Chiesa quando 1o imitiamo no guidati nel deserto. Uccisi nel mare e sommersi
ed escluderemo proprio lui dalla Chiesa? Questa Chie- rlai flutti i loro nemici, i giudei desiderarono costruir-
sa B prefi gurata in Rebecca, moglie di Isacco. Questa si un idolo, perch6 non vedevano Mosd [scendere dal
Chieia E frefigurata anche nei santi profeti i quali in- rnontel (cf. Es 32,, L). Non capirono che Dio era pre-
terpretavano ltAntico Testamento, p-erch6 -quel1e pr.o- sente ad essi; fiduciosi solo nella presenza dell'uomo
qualcosa di spirituale.
-.ir. materiali significavanogliunspiritualr c non vedendo Mosd con gli occhi, cominciarono a
Se spirituale, per iid stesso appartengono credere che Dio non fosse presente, menre lui solo
al fi[lio minorb, perch6 il primo figlio B secondola cat- zlveva fatto ogni cosa tramite MosB. Cercarono l'uo-
ne, il minore secondo lo spirito. mo con gli octhi di carne perch6 non avevano gli_oc-
Gia ieri vi avevamo accennato, fratelli, che Esari chi del -.rore, con i quali avrebbero potuto vedere
E detto figlio maggiore perch6 nessuno diventa spiri- Dio in MosB. Perdettero pertanto la loro primogeni-
tuale se piima non d stato carnale. Ma se si persevera tura, perch6, rivolto il cuore verso l'F.gitto, mangiaro-
sempre nella prudenza della carne si rimane sgmpre no la-lenticchia. Applicate a voi il discorso. Parliamo
Esari. Se inveie diventa spirituale, diverr) il figlio mi- del popolo cristiano. Anche nel popolo cristiano ot-
nore (cf. Rrn 8, 6). Ma 1o stesso minore sari poi mag- tengono la primogenitura coloro che si riconoscono
giore perch6 quello E prima per il tempo, questo-per in Giacobba. Coloro invece che vivono secondo la
l-a virti. Avendo Giacobbe cotto la lenticchia, Esar) carne, che credono secondo la carne, che sperano se-
desiderd mangiarla prima di ricevere qugsta benedi- condo la carne, che amano secondo la carne, appar-
zione. Disse Giacobbe ad Esari Dammi la tua primo- tengono all'Antico Testamento, non ancora al Nuo-
-An.ora
genitura e io ti dard la lenticcbia che bo cotto (cf. Gn ,ro. sono nella condizione di Esai, non nella
15,31). Esai vendette al fratello minore la sua pri- benedizione di Giacobbe.
mogenitura. Giacobbe rinunzid- ad un -piacere tem- Cercate di capire. I1 vecchio Isacco, dagli occhi
pot-rt .o, Esai rinuncid ad una dignit) duratura. Per- ormai spenti, voleva benedire il figlio maggiore, Per-
iid coloro che nella Chiesa vanno dietro ai piaceri ch6 l'Antico Testamento era diretto ai giudei. Pro-
terreni, d come se mangiassero 1a lenticchia. Lentic- prio perch6 l'Antico Testamento non veniva da que-
chia che Giacobbe ha cotto, si, ma non ha mangiato. sti capito, si dice che gli occhi di Isacco erano ormai
Gli idoli erano soprattutto adorati in Egitto. La len- spenti. Come ho detto, fratelli, Isacco si rivolge al
ticchia B il cibo degli egtziani. Per lenticchia s'inten- maggiore , ma la benedizione scende sul minore. In-
dono quindi tutti g-li eriori dei pagani. Poich6 tnfattr fatti quella madre, che si riconosce in tutti i santi,

rt4 tt5
lrc ad insegnarci a dire cosi, cioB la Chiesa nei santi
cioB la chiesa, che ha compreso la prof.ezia, essa stes-
.

;;;;;rrsli^ ii'figti"minore e gli dice: lo stessa bo in- lrrofeti ci iniegna come interpretare spiritualmente le
e portami stcsse promesse materiali.
iiri tu,o"padre ibe diceua a tuo fratello: Va'.benedica La benedizione tuttavia non sarebbe potuta ar'
iiit, caiciagione perchti io ne inangi e.ti la
rivare a noi se, gii purificati dai peccati con la nascita
ilo oir*a"prima' che muoia. Ascoltami- dunSue, figlio .lclla rrgenerazibne, non sopportassimo i peccati de-
Gl. Gn 27 ,'6-10; E gli d1e-de il consiglio di andare
e

:ild;;rtl.'J"! .rpte"tti dal vicino gr*g?; la madre li rlli altri con la tollerunza.Lamadre infatti generd am-
,u."UU. cucinati.t-. piaceva u t"to p4t: e.questi li
l,cclue i figli. Cercate di capire, fratelli; ne generd uno
pcloso, l'altro no. I peli significano i peccati, 1a man-
avrebbe mangiati e avrebbe benedetto_il tig.lto mlno-
r'tnza di peli invece la mitezza, cioB l'assenza dei pec-
r., *."rre il"maggiore -era-assente' Giacobbe. perd r'irti. Due figli vengono benedetti, perch6 due generi
.ilU. pr"., . t.piii d: Mi9 fratgllo h,a il pelo folto, io ,li uomini benedice la Chiesa. Come Rebecca ne par-
inueci no,. non mi capiti che mir-t padre mi tasti, c-.capi-
sca cbe io sono Giacobbe e cosi ,irrro inuece della be-
tori due, cosi nel grembo della Chiesa vengono par-
iia/rion, la maledizione. Ma la madre 1o rassicurd: toriti due generi di uomini, I'uno peloso, l'altro no,
,lclla cui differenza abbiamo gii parlato. Ci sono in-
Va:', figlio mio, ascoltami; la tua rualedizione: sia sopra
portd due latti degli uomini che neanche dopo il battesimo vo-
ii irirf . Gn'2j, fi-1g)' Giacobbe- andd epiesentd !,,liono abbandonare i loro peccati ma vogliono rifare
;;;;;rii' qr.sti furono preparati ed egli li al
priarl. n iorrr. aveva previsro, poiche non 1o aveva ri- le stesse cose che facevano prima. Per esempio: se
^il l-rodavano, vogliono di nuovo frodare; se giuravano il
conosciuto attrav.rro la voce, padre 1o palpd e 1o
ilffi ri.t", p"fch6 -1a madre i'"'u circondato le l'also, continuano ancora a spergiurare; se ingannava-
no gli innocenti, vogliono ancora ingannare; se medi-
sue brac.i^ .or le pelli dei capretti. _Isacco^credette
tavano omicidi, continuano a meditarli; se fornicava-
.f,L i"rr. il figlio maggiore e lo berredisse kf . Gn 21 .
no, se si ubriacavano, rifanno le stesse cose. E,cco
l4-2r. il paJre u,r.ua in mente il maggiore mentre I-sari nato peloso. Che cosa fa invece Giacobbe? GIi
b.rlil..ui, *u la benedizione scendeva sul mtnore. dice la madre' ,.Vr', fa' tn modo che tuo padre ti be-
6h"- cosa rigrrifi., i1 fatto che nelle sembianze del
nedica>>. L,e risponde: <.Ho paura, non ci andrd>. Ci
massiore viJre benedetto il minc)re, se non che sotto
sono nella Chiesa degli uonrini che hanno timore di
i;?ffi.-a.i;Antico l-esramento prorres.so al p<rpolc' mescolarsi con i peccatori, quasi per non macchiarsi
;i;i; io-b"."dizione spiritu,ale arrivo al popolo cri-
fratelli. I giudei sentono par- per contatto stanclo insieme ai peccatori e per non
itiano? Fate attenzione,
lo sentiamo anche noi' perire a causa delle eresie e degli scismi.
iut. ai una terra promessa,
Che co-sa si dice del peloso Esai, il quale non si
qllra. i, S.tittu'ra parla di terra. promessa, sembra
fratteneva come doveva nella casa? Perch6 anche di
rivolgersi ai giudgi, mentre a noi e arrlvata la prena
queste cose la Scrittura parla nei confronti dei due
comprenslone della terra promessa; a nqi che dicia-
fiatelli. Egli era cacciatore nei campi, (jiacobbe int'ece
-. j-Oi" : Tu sei ,laSalmiaL4i,6.
spiranza, rnia erediti nella ter-
Ma d stata la ttostra ma- senza inganno si intratteneud nella casa (cf. Gn 25,
ia dei uiuenti Gf

tr6
tti
27). Per questo la madre lo amava,.perch6 aueva la crrti degli altri, cioB le pelli caprine. Che cos'E dun-
r"u J"I..'.o-pu gnia. f, lo stesso Giacobbe che poi .1ue l'inganno?
rura .ftiumato I's.I.l., dopo aver lottato con |'angelo: Riiornd alla sera Esar) e portd ci6 che gli aveva
t;; g.and. mistero, q.r.tto. Dopo essere stato bene- tletto il padre, ma rovd che il fratello aveva ricevuto
dettol fu chiamato Israele e questo perchd eru senza l,r benedtzione al posto suo e non viene benedetto
irnr.ro kf. Gn )2, 28). Fate atteizione, fratelli, e con una seconda benedizione (cf. Gn 27 , )0-41.).
()uei due uomini rappresentavano due popoli. Ijuni-
ori.*rt. in che maniera fosse senza inganno' Q'a!-
e;if Signor. vide Natanaele, conoscendolo per.quel- ca benedizione d il segno dell'unit) della Chiesa. So-
1o .h. &a, disse: Ecco un uero israelita, nel quale nort no due popoli, come 1o d anche Giacobbe. Solo che
c'i ingann'o (cf.Gu l, 47). Nella stessa maniera in cui questi popoli appartenenti a Giacobbe sono in lui
i,' qr'.tro israelita q9n c'd inganno, cosi in Israele raffigurati in modo diverso. Infatti il nostro Signore
non u era mganno. che cosa significa allora quanto si
(]esi Cristo, che era venuto per i giudei e per i genti-
dice nella Sclittura: Wnne tuo fratello con inganno e si li, fu rifiutato dai giudei che facevano riferimento al
iirtii,o la benedizione (cf.Gn 27 ,35)? La Scrittura lo liglio maggiore. Elesse tuttavia alcuni, che facevano
iodu oerch6 s'inmatteneva in casa senza inganno. An- liferimento al figlio minore, i quali avevano comin-
.h" il Sienore di testimonianza che era sefiza inganno ciato a desiderare e a comprendere le promesse del
quando 3i.. di Natan aele: Ecco un uero israelita in cui Signore secondo lo spirito; non ricevendo, secondo
ion c'i inganno. Che cosa significa dunqug guanto la carne, un'altra terra che desideravano, ma deside-
,ri., d.tt or"Vrnn, con inganno-e si portd uia la benedi- rando, secondo lo spirito, quella citti in cui nessuno
nasce secondo la carne, perch6 nessuno vi muore se-
zione?
Cerchiamo pertanto il significato di inganno e condo la carne, come nessuno vi muore secondo 1o
vedremo che .oi, ,utebbe dovuto fare Giacobbe' spirito.
P;;, i pdccati di altri e li porta con pazienza, bench6 Quando coloro che credettero in Cristo comin-
siano di altri. Questo signlfica avere_1e pelli caprine, ciarono a desiderare questa citti, cominciarono ad
ciod porta con pazienzai peccati di_altri, nqn .si attac- appartenere a Giacobbe e nella stessa Giudea si formd
.u ui ,"oi. Cosi tutti quelli che per I'unitd della Chie- if gregge del Signore. E che cosa dice il Signore del
sa sopporrano i peccati {egli altri imitano Giacobbe. sro giegge? Ho altre pecore cbe non sono di questo
poi.fie anche lo stesso Giacobbe d in Cristo, infatti ouilej uado, le ricondurrd e ui sard un solo gregge e un
trir. a della discendenza dr Abramo. Fu detto: Nel- solo pastore (cf. Gu lO, 16). Quali altre pecore ha il
lolio d.iscendenzd saranruo benedette tutte le genti (cf. Signore Gesi Cristo se non dai gentili? Le pecore
Gru 22, 1S). il nostro Signore Gesr) Cristo,-che non provenienti dai gentili si sono congiunte alle pecore
**-it. ,l..rt peccato, portd i peccati degh. altri' E' giudee. Gli apostoli infatti provennero dai giudei. Di
disdegner) di pbrtur. i peccati-d.gl, qlTi.:tl"i i cui [i erano anche i cinquecento fratelli che videro il Si-
o...uJi sono stati rimessi (cf. 7 Pt 2,21-22)? Se quin- gnore dopo Ia resurrezione (cf. t Cor 15,6). Di li era
ii Gir.obbe passa a Cristo come figuta, porta i pec- lo stesso Natanaele del quale il Signore testimonid
L19
118
che non vi era in lui inganno Gu I,47). Di li era-
(cf . tnare i giusti ma i peccatori (cf. Mt 9, l3). Quando il
no i centoventi: mentre essi erano in casa venne a Signore s'intratteneva con i peccatori e mangiava con
oervaderli 1o spirito Santo che il Signore aveva pro- i pubblicani, i giudei quasi fossero agnelli, cioB giusti
ir.rro ai discepoli (cf. At !, 15). Di li erano le mi- - mentre a causa della loro superbia erano ancora
sliuu- di uomini che, come leggiamo negli Atti degli pii caprofli -, rinfacciavano la cosa al Signore come
(osse
Vios;toli.furono battezzati nefnome di Cristo e furo- un crimine, dissero anzi ai suoi discepoli: Per-
no sli stessi che avevano crocifisso il Cristo (cf ' At 2, c'bd il uostro Maestro mangia con i pubblicani e i pecca-
l8):Di li quindi provenivano le pecore e.molte pec.o. rori? (cf. Mt 9, ll). Come si difende il Signore nella
re. Ma rror, le tol". Ne aveva altre il Signore dai sua risposta? Del medico non banno bisogno i sani ma
g."rtti Questi ".urro
due popoli, due perch6 provenienti da i ntalati: non sono uenuto a cbiamare i giusti ma i pec-
[iu.r,u o-rigine, r.t gono anche rapp^r.esentati dall'im- catctri (cf . Mt 9, I2-I3). Chiama perci6 i capri ma non
masit" di"due div&se pareti. La Chiesa dei giudei vuole che perseverino come capri. Questi furono uc-
,..'.r. infatti daila circoncisione, mentre la Chiesa dei cisi da Giacobbe per farne il pasto per il padre suo,
genrili dal prepuzio. Provenienti da diversa origine, cioB per il significato spirituale che in quella benedi-
F,rroro ricongiunte in Cristo. Per questo il Signore b rzione doveva essere inteso, bench6 fosse rafltgwato nel
d"ito pie6a u'rgolu.". Dice infatti il salmo: Prctprio la liglio maggiore. Per qlresto i due capretti furono uccisi
oietra'che i cost-ruttori banno scartato i tliuenuta testa- e mangiati e introdotti i, qt unico corpo. Ugualmente
io dtrngolo lcf . Sal 1I7,22). Dice ancora l'Apostolo: vengono uccisi i peccati nei peccatori e, una volta ucci-
Cristo"GesD i somma pietra angolare Gf. E'f 2,20)' si, trasferiti nell'unico corpo della Chiesa, della quale
Langolo d il punto di congiun?ione di due pareti; e Chiesa era figura Pietro quando a lui veniva detto: Uc-
"pareti c'idi e mangia (cf. At l0,I)). Pertanto il primo nei cam-
due non si uniscono nell'angolo se non pro-
;;;g;;. da due direzioni diverse; Je-venissero dalla pi, i1 secondo in casa, mite; il primo maggiore, il se-
stessa parre non farebbero angolo- I due.popoli sono condo minore; il primo credeva che spettassero a lui
raffieuiati dai due capretti, dai due ovili, dalle due lc benedizioni, il seconclo le riceveva. Spettavano al
dai due ciechi^che sedevano lungo la via (cf. primo, perch6 le promesse secondo la carne erano
"rr"-o
'M,t
20,30), dalle due barche nelle quali fqlolo depo- latte ai giudei; le riceveva il secondo, perch6 doveva-
sti i pesci (cf. Lc 5,7). In molti passi delle Scritture r-ro intendersi in senso spirituale ed essere ricevute
,r.rrgbro raffrgurati i due popoli, ma essi sono uno in dai cristiani. Al secondo non sarebbe venuta la bene-
Giacobbe. clizione se non avesse portato i peccati che lui norl
Perch6 i capri?, dira qualcuno. Sapete che i ca- Iaceva.
pri raffigurano i peccatori; infatti alla sinistra verran- Comprendete pertanto, fratelli, in che senso oc-
no postl t capri, ,11, d.ttta gli agnelli (cf. Mt 25,3))' corra portare i peccati. Ci sono infatti alcuni i quali
Ma^rimar.r.rro alla sinistra i capri che avranno perse- pensano che occorre sopportare i peccati e tacere ai
verato. Se [i convertitil prima non fossero stati capri, l)eccatori. Gia questa simulazione i detestabile. Sop-
non avrebbe detto il Signore: Iloru sono uenuto a chia- porta il peccatore non per amare il peccato in lui, ma

t20 12T
per debellare il peccato per il suo bene. Ama il pec- lriglio maggiore ma benedice iI minore. LAntico Te-
catore, non perCh6 e peccatore, ma pgrch6 d uomo. stamento d rivolto ai giudei attraverso la lettera, e at-
Se ami il malato, cerca di debellarela febbre; perch6 traverso un senso spirituale i cristiani vengono in es-
se perdoni alla febbre, non ami il malato. Di'_pertan- so benedetti. Cercate di comprendere, fratelli, questo
to la veriti al tuo fratello e non tacere. Che altro fac- grande mistero, questo grande sacramento. Isacco dis-
ciamo se non dire a voi la veriti? Non agire con men- se Venne il tuo fratello con inganno (cf. Gn 27, )l),,
zogna; digli con aperta verith cid che d vero ma, fin- parlando di un uomo in cui non era inganno. Senza
ch6 non sl corregge, sopportalo. Uuccidere i capretti dubbio Isacco, siccome aveva 1o spirito profetico, sa-
e il portare le pell1 poterono awenire in tempi diver- peva quel che faceva e anche lui agrva in manierufr-
si; significano perd una cosa che pud ac-cadere in un gltata. Pone tutto sul piano superiore dei sacramen-
unico tempo. Contemporaneamente infatti -il giusto ti. Se non avesse saputo cid che faceva si sarebb e ar-
riprende i peccatori - questo significa uccidere i ca- rabbiato con il figlio che lo aveya ingannato. Venne il
pietti - e tollera misericordiosamente i loro peccati figlio maggiore e gli disse Ecco, padre, marugia; ho fat-
-. In guglto a lui to come mi hai comandato (cf. Gn 27,lr). Gli rispose
- q.resto significa portare le pel1ipeccatori. il padre: Chi sei tu? Rispose: Io sono il tuo figlio mag-
lnvece, ucclse 1 capretti, uccise i Ma porta-
va i peccati degli altri e li portava con pazienza. Me- giore Esai. E cbi 2, riprese , colui dal quale bo mangia-
ritd di essere benedetto, perch6 la cariti tutto tollera to, clte io ho benedetto e che rimarri benedetto? (cf.
(cf. I Cor l),7).La cariti stessa era nella madre e la Gn 27 , 32-33). Sembrava essersi amabbiato. Esari
madre era portatrice del simbolo della stessa cariti. E aspettava dalla sua bocca una qualche maledizione
la madre era anche modello di tutti i santi e portatri- contro il fratello. Mentre Esai aspetta la maledizio-
ce del modello della carit), perch6 santi non sono se ne, il padre conferma la benedrzione data. Amabbiar-
non coloro che abbiano praticato la cariti. Che cosa si! Adirarsi! Ma conosceva il mistero. E la caligine
giova infatti parlare le lingue degli u-omirti e degli an- dei suoi occhi corporei significava la cahgine della
geli se non aiessi la cariti? Sarei un bronzo risuonante mente dei giudei, Mentre gli occhi del suo cuore arri-
o u, cembalo squillante. E se ancbe auessi tutta lo f, vavano all'altezza dei misteri.
de, tanto da nalportare le montagne, md non auessi la E uenrue - riprese il padre - il tuo fratello con in-
cariti, non sarei niente. E se conoscessi tutti i segreti e ganno e si portd uia la beruediziorue (cf. Gn 27,35).
tutte le profezie, e corusegnassi il mio corpo percbd uen- Dicevamo prima che occorre vedere il significato
gd arso, ma non auessi Ia cariti, niente mi giouerebbe dell'espressione con inganruo.Inganno qui non signifi-
(cf. I Cor 13, l3). Come d importante dunque la ca- ca propriamente inganno. Come sarebbe a dire che
rit) che, anche se sola, molto giova, e senza la quale f inganno non d inganno? Per lo stesso motivo per cui
ogni altra cosa non giova a nulla! Dunque la cariti di la pietra non d pieta. Per 1o stesso motivo per cui si
il consiglio e il figlio della carit) obbedisce. dice mare e non d mare, perch6 significa un'altra cosa;
Che consiglio di? Che Giacobbe prenda le pelli cosi si dice tema e non d tema, perch6 significa un'altra
dei capretti e sipresenti al padre. I1 padre chiede del cosa. Cosi si dice pietra e non d pietra, perch6 significa

t22 123
un'altra cosa (cf. 7 Cor 10, 4); cosi si dice monte e non zione originaria, bestemmia, come ugualmente be-
d monte (cf. Dn 2, )5). Cosi il Signore Gesi Cristo E stemmia chi chiama Cristo vitello nell'accezione pro-
detto <deone della tribi di Giuda, (cf. Ap 5,5) e tutta- pria del termine. 11 vitello nella sua accezione d una
via il Signore Gesi Cristo non d un leone. Cosi E detto bestia, figuratamente significa vittima. Nella sua pro-
agnello-icf. Gu L,29) e non d- agnello;,cosi e detto pe- pria accezione la pietra d terra indurita, figuratamen-
.6ru . non B pecora; cosi B detio vitello ed B un'altra te rappresenta la stabilit). Linganno nella sua acce-
cosa. Alla stessa maniera si dice inganno ma non B ve- zione d una frode, figuratamente d la stessa figura.
ramente inganno. Indaghiamo alloia perch6 si parla di Ogni passo o espressione figwata e allegorica se inte-
inganno. Indaghiamo perch6 sono attribuiti tutti quei sa materialmente significa una cosa, se intesa spiri-
rro*i. Perch6 e risto i ihiamato leone? Per la potenza. tualmente ne sottintende un'altra. Isacco indicd quin-
Perch6 B chiamato pietra? Per la stabiliti. Perch6 ts di col nome <<inganno>> questo senso figurato. Che
chiamato agnello? Per f innocenza (cf. Ger Il, .19). cosa significa dun que: Wnne con inganno e si prese la
Perch6 B cliiamato vitello? Perch6 d vittima. Perch6 d tua benedizione \cf. Gn 27, 35)? Poich6 era figurato
chiamato monte? Per la sua grandezza. Perch6 man- cid che faceva, per cid d stato detto: Wnrue con ingan-
na? Per la sua dolcezza. Perch6 quindi si dice ingan- no.Infatti Isacco non avrebbe confermato la benedi-
no? Vediamo che cosa significhi inganno e s-apremo zione ad un uomo ingannatore, al quale invece spet-
perch6 si parla di inganno. Sappiamo infatti.ch.e cos'B tava ufla giusta maledizione. Pertanto non era reale
^e quelf inganno, soprattutto perch6 Giacobbe non menti
ia piema,. tuttavia ii p.aragona alla pietra sia,I'uomo
metto e lnsenslbile sia-l'uomo vigoroso e saldo e dal nel dire: lo sono il tuo figlio maggiore EsaD (cf. Gn
paragone trai motivo di lode per la fermezza e di biasi- 27, I9), perch6 Esai aveva fatto un patto con iI fra-
i te1lo e gli aveva gld venduto la sua primogenitura (cf.
i"o [.. f insensibiliti. Vediamo ne]la pietra laf-etmezza
e aicettiamo Cristo come pietra: La pietra poi era Cri- Gn 25,31-33). Giacobbe disse di aver diritto di rice-
sto (cf. 7 Cor 10,4). Nel leone riconosciamo la fofiezza vere dal padre ci6 che aveva acquistato dal fratello; il
e tuttavia anche il diavolo d stato chiamato leone (cf. I
diritto che Esai aveva perduto era passato all'altro.
Pt 5,8). Quanto all'inganno che cosa dobbiamo sape- L'onore della primogenitura non era stato tolto alla
casa di Isacco, rimaneva li, solo che non era rimasto
re per a.ccettare anchel'inganno come ftgura, alla stes-
presso colui che lo aveva venduto. Presso chi era ri-
sa mantera con cui abbiairo accettato come figure il
mzrsto se non presso il minore? Percid Isacco, sapen-
monte e il leone e l'agnello e la pietra, ecc...? -
Linganno allora che cos'B? I-ling-anno si ha quan- do che tutto cid aweniva nel mistero, conferma la
do si fa ina cosa e se ne simula un'altra. Quando ve- benedizione e dice al figlio: Clte cosa ti posso fare? E
ramente si pensa ad una cosa e se ne fa un'altra, qug- il figlio: Benedici anche me, padre: non hai una sola
sto si chiama inganno. L'-inganno pertanto nel signifi- benedizione (cf . Gn 27 , 37 -38). Isacco invece sapeva
cato proprio d d-a condannare, cosi come la pietra, se di averne una soltanto.
la si ionsidera nel significato proprio. Chi dice che Perch6 una sola? Ci assista lo Spirito perch6 io
possa parlare e voi possiate capire. Consideriamo le
Cristo d stato una pieira intendendola nella sua acce-

124 125
due benedizioni, quella che ricevette Giacobbe e rlgoglioso cbe il Sigruore ba benedetto (cf. Gn 27,27).
()uesto campo d la Chiesa. Dimostriamo che i1 cam-
ouella che ricevette Esai. Isacco rivolto a Giacobbe:
tu sei il mio figlio EsaD? Rispose: Sono proprio io. E po d la Chiesa. Ascolta l'Apostolo che dice ai fedeli:
disse: Offrimi, figlio, della tua cacciagione-e io ne man- ,\'iete coltiuazione di Dio, edificio di Dio (cf. I Cor 3,
perd, e 7a mia onimo ti benedica prima di morire; ma 9) Non soltanto il campo E la Chiesa, ma l'agricoltore
1ai*i un bacio (cf. Gn 27, 4.24--26).Isacco non ba- e Dio. Ascolta lo stesso Signore: Io sono la-uite, uoi i
cid Esai. Da un segno di pace inizid la benedizione tralci e il Padre mio i l'agricoltore (cf. Gu 15,7.5).La-
di Giacobbe. PerchE confeimd la pace con un bacio? vorando in questo campo come operaio e nella spe-
Perch6 anch'egli per la pace poriava i peccati degli ranza di una rnercede eGrna, 1o stesso Apostolo niEn-
altri. E si acco"std-ed egf lo bici6. E senti il-profumo te si arrogq per s6 se non quanto spett a ad un ope-
della sua ueste (cf . Gn2l , zl). Giacobbe indossava la raro. Io - disse - ho piantaio, Apollo ha iruigato, ma
tunica del fratello, cioE aveva la digniti della primo- Dio ha curato la crescita. Percid nd cbi pianta i qualco-
genitura che Esari ,av9va-perduto. In Giacobbe olez- .sa nd cbi irriga, ma chi cura la crescitq cioi Dio (cf . I

Zuuu in bene cid che l'altio aveva malamente perdu- Cor 3, 6-7).Come conservd l'umiltd l'Apostolo per
to. E seruti it profumo della sua ueste e lo benedisse e appartenere a Giacobbe, per appartenere allo stesso
disse: Ecco il profumo del mio figlio, 9orye profumo di campo, ciod alla Chiesa, per non perdere la veste, il
un campo rl[ogiioso che tl Signbre ha benedetto (cf. cyi profumo era come il profumo di un campo rigo-
Gn 27,'Z7)."SJnti il profumo della veste e parld di glioso e per non pass are alTa superbia di Esari, raglo-
profumo di campo. Intendi Cristo lel-mistero profon- nando in manieia carnale e pieno di superba arro-
io e intendi Ia Chi.t, come veste di Cristo. ganza! Il campo dunque emana profumo dalla veste
Capite, fratelli. Un'unica r-ealqq pud essere rap- del figlio. Ma il campo da se stesso non B niente. Per-
oresentaia in molti modi. CioB Ia Chiesa, rappresen- cid aggiunse: Cbe il Signore ba benedetto. Il Sigruore ti
iata da quei due capretti, d signific ata anche da que- dari rugiada del cielo e uberti della terua, e ab\ondan-
sta vestel perch6 un^'unica realti pud essere significa- za di frumento e di uino. E ti seruiranno le genti e sa-
ta in molti modi, dei quali nessuno in senso- proprio rai il padrone di tuo fratello e ti adoreranno i figli di
ma tutti in figura. Lagnello non pud es-sere leone n6 tuo padre. Chi ti malediri sari maledetlo e cbi il bene-
il leone pud tssere agnello. Il nostro Signore Gesr) diri sard benedetto (cf . Gn 27 ,27 -29). Questa B la be-
Cristo invece pot6 .st.te chiamato e leone e agnello: nedizione di Giacobbe. Se non fosse srato benedetto
leone ed agneilo non in senso proprio *, i", figura. anche Esar), non ci sarebbe alcuna questione. Ma vie-
Cosi i capretti non possono essere veste ne la veste ne benedetto anche lui, non della stessa benedizione,
pud esseie i capretti. La Chiesa invece si, per6 non ma neanche di una benedizione totalmente diversa
iapretti o u.tt.^in senso proprio, ma solo in figura. E da quella.
si pud ancora continuare. Ascoltiamo come viene benedetto Esar) e vedre-
Senti it profumo delle sue uesti e disse: Ecco il mo la differenz a ffa i figli spirituali della Chiesa e
profumo del mio figlio come il profumo di un cdmpo quelli carnali; tra quelli Che tollerano i peccati degli

126 121
krro vie, di nient'altro si preoccupano che di vivere
altri e quelli che Portano.i propri; tra quelli che vivo
bene. E coloro che guardano di malocchio chi vive in-
no sempre secondo lo spirito e quellt che sl dtl'ettano
;;i; .rtr.. Rispondendo Isacco disse ad nocentemente commettono gravi peccati meritevoli
I"i
"iri.tii dunque
grr,liCf ba procuiato per me la cacciagiorue e rlel castigo di Dio. E diventa per essi odore che con-
.luce alla morte menme per gli altri d odore che con-
f t o portata? Sia'benedetto' Auuenne dunque che
ii';;r;;;
Esait udi le parole del padre Isacco, esclamd a cluce a17a vrta. Infatti lo stesso Signore prima B dive-
nuto buon odore che conduce alla vita per i credenti,
,',;;"r"ri i aitr,r' Birrdici anche me, padre' E gli disse per i persecutori invece odore cattivo che conduce al-
"iro'iroliriii ii tu6 fratello con irginno e si prese la
la morte. Poich6 infatti molti avevano creduto in lui, i
-i-iiiiot, (cf . Grt 27 , ),-35) nome i Giacobbe
tua benedizione
giudei invidiosi commisero il tanto grave delitto di uc-
E}aD: A-ragione il suo
(rf . Gn ii Giacobbi signific-a infatti sgambetto' cidere l'innocente, il Santo dei santi. Se non l'avessero
, 1el.
fatto, il buon odore di Cristo per essi non si sarebbe
6;;;;i" tg.ttb.*o non d ,ri'oeffgto in quantoE figu- vero trasformato in odore che conduce alla morte. Percid
;;;;r;1o si intende nel senso di.'inganno', voler sop- Esai fu soppiantato nella benedizione del padre.
che non c'era tanta ntaltzia nel fratello, da
oir.r,ut" il proprio fratello, poich6 fu chiamato autore
il pie-
- Rispose Isacco e gli disse: Lho fatto tuo signore
(cf . Gn 27 , 37). Non con altro significato pot6 acco-
[;1i;;;;[";i; quando .ot' lu mano trattenne gliere Esai quanto gli fu detto: E tutti i suoi fratelli lo
il.1.i?;atello che stava nascendo: allora fu chiamato
.seruiraruruo; a te che cosa posso fare, figlio? Rispose
;;rilrf. C, 25, 25). Tuttavia- sgambe.tto .per che coloro
EsaD a suo padre: Benedici ancbe me. Con un nodo alla
che vivono secondo la carne e la vita di coloro vi-
tutti coloro che vivo- gola Isacco. . . (cf. Gn 27 , 37 -38), cioE costretto. Gran-
;;; ,..o'do 1o spirito. Infatti
de realti, profondo sacramento: voglia Dio che lo
;;^;;;;d; l, .r.r,., quando nella Chiesa guardano comprendiamo! Cosmetto benedice, e tuttavia bene-
Ji*rt".ilrio coloro che vivono secondo 1o spirito, su-
peggiori'
,t
dice. E la benedizione B vera ma tuttavia benedice co-
biscono come uno sgambetto e diventano
f, stretto. Che cosa significhi questo, fate attenzione.
Ascolta l',Apostolo che dice la stessa cosa, soprattutto ?
ft

;;.h;i" q'; prtso parlava dello stesso.profumo di


fi
Consideriamo la benedizione data e capiremo che co-
ili;;; ili;;Ho I'ri.o' dicendo: E'cco il profirruo di T
F
sa voglia dire benedire costretto.
Rispose Isacco - [fate attenzione al particolare
iiiirntio io*i ;t
li

profumo di ur1 clmpo.rigoglioso che {


i"n'ii itiiittto (cf ."Gn 27 , 27) ' Drce dunque l'Apo- t chel il padre non bacid Esai - e gli disse: Ecco, dalla
fertiliti della terra uerri la tua benedizione, e dalla ru-
t1l

,,olo, Siamo in ogni luogo il buort odore di Cristo e ag- I


giada del cielo (cf . Gn 27 ,39-40). La stessa cosa disse
;;;;;-r, i o,trrii odoie di uita cbe con'duce alla uita; ri
I

a Giacobbe: Dall'abborudanza della terra e dalla rugia-


cbe conduce alla morte.
\-ri^itiilirrrl* odore Ci morte da del cielo (cf . Gn 27 , 28). Questo d comune sii a
E ,ii i in grado di leuarsi a tali altezze? Gf. 2 Cor 7-_,

Giacobbe che ad Esai. Che cosa 6 proprio di Gia-


Tq-lei,;i.E Ai .o*pt..,dere come, senza nostra col-
oa. oossiu-o .rt.r"'odor. di morte che conduce alla cobbe? Ti seruiranno le genti (cf . Gn 27 ,29). Che co,
sa d proprio di Giacobb e? Ttttti i tuoi fratelli ti serui-
il,il;;li;;-,. GIi spirituali infatti percorrono le

r28 129
rdnno e cbi ti benedird sari benedetto, e chi ti male- t'ondi, cioB i cattivi e i buoni. Ma i cattivi dirigono la
iirAsarA maledetto (cf. Gn 27,29).Ma anche E'sari ha lrioggia benefica verso la radice delle spine; i buoni
qualcosa di proprio, che non-fu detto a Giacobbe: E irrvece uttlizzano 1a pioggia per un frutto buono. Il
ietla spada iirii, il tuo frglello (cf . Gn 2l ,
e seruirai. Signore infatti fa piovere indifferentemenre sulla mes-
+O). Ma per non togliere il libero arbitrio - ne abbra- re e sulle spine; ma sulla messe piove per il granaro,
*o prtlrio anche i&i - aggiunse: Auuerui qryartlo de- srrlle spine per il fuoco; e non di meno unica B la
poriai e scioglierai il giogo dal tuo collo (cf-. Gn 27, lrioggia. Ugualmente la parola di Dio bagna rutti. Cia-
)O) Che cola signifi-a:-Auuerri gu11do deporrai e scuno veda che radice ha; ciascuno veda verso dove
scioglierai il giogo dal tuo collo? E, libero per te, se tlirige la pioggia benefica. Se la dirige per generare
il convErti"rti. Non sarete pii due ma un solo spine, forse per questo si deve accusire 1a pioggia di
";;i
Ciu.oUUe. Tutti coloro infatti che si convertono da l)io? Prima che arivi all,a radice, quella pioggia d
Esau aDDartenqono a Giacobbe. La somiglianza fa .lolce; i dolce la parola di Dio, prima che arrivf in un
l'uniti,ia diffeienz a fala diversiti. Che dunque? Tut- cuore perverso e questo diriga la pioggia di Dio a
ti e due hanno: Dalla rugiada del cielo e dalla fertiliti commettere frodi ,la diriga alf ipocrisia, la diriga alle
della terra.Il solo Giacofibe ha: Ti seruano le genti e i radici delle cattive concupis cenze, alle sue perversit)
tuoi fratettt e i fieli di tuo padre.Il solo Esai invece c depravaziont. Comincia si a generare spine, ma da
hu, Virrai della- t:ua spada. Alcune cose hanno ambe- una pioggia benefica: riceve infatti dalla rugiada del
due in comune, altrele hanno i singoli. cielo. E_ per il fatto che non turti i cattivi iengono
Ci sono dei cattivi nel1a Chiesa che appartengo- esclusi dai sacramenti di Dio, riceve anche dalla ferti-
no ad Esar), perch6 anch'essi figli di Rebecca, figli liti della terra, come sanno quelli che gii hanno volu-
della mudre'ihiesa, nati dal suo grembo, perd pelosi to partecipare ai misteri dei fedeli.
perch6 perseverano nei peccati della carne e tuttavia Se queste cose si riferiscono ad ambedue le ca-
nati dal^suo grembo. Hanno percid anch'essi la bene- tegorie, <<tutte le gentb> non si riferisce se non agli
dizione dalli rugiada del cielo e dalla fertilith della spirituali, perch6 questi appartengono aIla Chiesa che
teffat dalla rugia-da del cielo, tutte le Scritture e tutta si d diffusa in tutto il mondo. State attenri, fratelli, e
la parola di Dio; dalla fertiliti della tetfa, tutti i sa- cercate di capire per quanto potete o per quanto il
crarnenti visibili: un sacramento che si vede infatti Signore ve 1o concede. Ogni uomo spirituale vede
appartien e alla tetra. Tg-tt queste cose le hanno in- che la Chiesa in tutta la faccta della teria d una, vera,
dif%r..rtemente nella Chiesa sia i buoni che i catti- cattolica. E nulla si arroga, e tollera i peccati degli
vi. Infatti essi hanno e partecipano ai sacramenti e uomini, che non pud eliminare dall'aia del Signore
- questo 1o sanno i fedeli - del Pgne. q d.l vino (cf' finch6 non venga quell'ultimo vagliatore, che d infal-
libile, il quale vagli la sua ata e metta il frumento nel
Gi zl, 37), Ericevono dallarugiada del cielo, perch6
su tutti discende dal cielo la parola di Dio. Scende la granato, la pula invece la faccia bruciare (cf . Mt 3,
oarola di Dio e irrisa. Ma osierva chi irriga e che co- 12). Perch6 a lui tocca mettere da pate la pula e se-
sa irriga. Infatti la"parola di Dio Lrrrga i primi e i se- pararla dal frumento e preparare il granaio per il fru-

t30 BL

fi
mento e il fuoco per Ia pula-. Poich6 percio. [luomo ,lrrli proviene, da questi stessi carnali che vivono se-
,piriirAlj^ * i",r. qu€st;, tollera.i peccatori che alla .'ondo la carne. Erano carnali, ma poich6 o cercarono
ii* rurut t o separati. Presso tutte le genti i peccatori e lrr p_ropria vanagloria o perdeffero \i pazienza, trovato-
ouelli che vivono secondo la carne sono mescolatl con rr<r l'occasione e si divisero. Amarono la propria vana-

;;;tti .ti. uiuo"o secondo lo spirito e servono ad essi. sloria, le diedero spago, si gonfiarono di iupbrba amo-
ioloro che vivono secondo lo spirito invece non ser- sanza, non seppero tollerare, cioB non ebbero la ca-
vono, anzi traggono vantaggio dalla presenza det pn- riti. Fu scritto infatti: La cariti tutto tollera, tutto sop-
;i-i h"rti in"JJe cadono rempr. pir) in basso. Fate at- poyta. Non i inuidiosa, ruon si gonfia, non agisce mile
tenzidne, fratelii miei; parlerd per quanto posso e non (cf. 1 Cor r),7.4). percid, qualunque altra ooiu urr"rr._
temerd. Non tacerd, sono costretto a.parlare' E se an- ro avuto, poich6 non avevano cid per cui E vantaggio-
per-
che alcuni si arrabbieranno contro dt me, me 1o so cid che si ha, si divisero. E tuttele eresie, divisioni e
;;; Perch6 ho timore, come ho det- scismi che vennero fatti, vennero fatti da quei carnali.
"g"rlr."te.
;;;;i;;. Si;;" comprensivi con [gu9s.tol
timore' Cri- C) infatti vissero secondo la carne e si costiuirono im-
Noi invece non
-dei loro fantasmi ed emarono e furono ripresi
ha avuto timore" ces- rnagini
,to di nessuno
;i;; Ji t.-.t. C.itto perch6 non ci accada, che' dalTa Chiesa cattolica e convinti di errore furono cac-
*.rr,." noi ricusiamo di iontristare questi tali, lui in- ciati fuori di sua autoritd; oppure, arrivando a liti e di-
u... ci risparmi. Degnatevi di asioltare e di capi- saccordi tra di loro, si divisefo. Chi erano quelli che si
"""
;;;il. bene q.ru,.to uo[lio dirvi' Ambedu-e, Giacob- divisero se non_coloro ai quali f-a riferimento quella
t. ;JErun, rii."ettero Ta benedtzione dalla rugjada han-
spada di cui fu detto: Viuraf della tua spada (cf. Gn 27 ,
Ij;t1. ;Juliabbondanza della terra. Ambedue noi sap-
40)? Non che la spada non possa essere presa in senso
no ricevuto quanto abbiamo cfetto sopra,,che buono. Infatti alla stessa rnaniera in cui furono dette le
;i;;e cheioi sapete. Ma che le genti.lo servissero, cose precedenti,-ciod come la pietra si pud intendere e
Ih.';;^;;l. Cirl"bb., poich6 t6ro i carnali nella come segno di fermezza a caisa di Cristo e colxe se-
Chi.ru, per tutta l'estensione della terra, a servire gli gno di biasimo a causa dello stolto; come leone B stato
;i;i,";f L .f,.."odo? Perch6 dal1a loroinfatti presenza g1
gli uo.-
chiamato Cristo per un verso e leone d stato chiamato
;i;ffii *uggrno profitto. Per questo il diavolo per un altro verso; cosi la spada a volte s'in-
mini carnali sono chiamati servi. -b se questl tanno clo tende in senso buono a volte in senso cattivo. Ma nel
.rr. o".n non vogliono, tuttavia la cattiva compagnia caso nostro non senza ragione la frase non E stata detta
ili ;'r;;i jiouu igli spirituali perch6 da questatempo loro a Giacobbe, ma ad Esar): vi d significato qualche mi-
compagntaiaggono vantaggio e nello stesso stero che conduce al male. ComE anche la stessa ser-
venqono
'-^^' premiati perche It sopportano' viti non B scevra di mistero, ciod la frase: Seruirai tuo
Crplr.u b."i la vostra Santit) cid che vogliamo fratello (cf . Gru 27 ,40); anche questo infatti B stato det-
dire. Ad Esari non sono state date le gelti, perch6 tutti to in un grande mistero.
i.rr"ai.li. r""o nella Chiesa o rorro divisi o sono fa- Percid, fratelli, sono coloro che si separano ad
.,ti^U, aiuiriorr.. Ecco: la setta di Donato da li d nata, avere la spada della divisione e nella loro spada muoio-

B2 13)
no e nella loro spada vivono. Ma perch6 il Signore Perch6 Isacco benedi oltraggiato? Per neces-
,*r"rru detto con verit d: Chi di spada ferisce di spada siti, perch6 costretto, il padre disse ad Esai: Ecco: la
rnoriri (cf. Mt 26,52), osservate, fratelli miei, come tua dimora sari dalla fertiliti della terra e dalla rugia-
quelli che si separarono dall',uniti, invano si sono se- tla del cielo. E percid non credere che abbia un buon
iirutr. Sapete infatti quante setre sono derivate dalla significato la frase: Della tua spada uiurai e seruirai il
I.rru di Donato . .r.do che sappia bene la vostra tuo fratello (cf. Gn 27, )9-40\. Ma per non farti di-
Santiti che chi di spada ferisce, di 9pa-d-a peris-ce. Fu sper-are, poich6 puoi correggerti, aggiunse: Sari quaru-
a.ir" ad Esai, Viuiai della tua spadi (cf ' Gn 21 ,40)' do deporrai e scioglierai il g:iogo da[ tuo collo (ci. Gn
27 ,40). Ecco: riceveri dalla fertiliti della terra e dal-
cosi anche quelli che non uscirono dalla chiesa so-
,o .o-. s. flsr.ro fuori. Coloro infatti che ricerca- la rugiada del cielo. Ma, oltraggiato,Isacco gliela sca-
gha la benedizione, non glielf di. Non succede ora
rro lu loro van agloria nella Chiesa sono del tutto si-
Chiesa perseguoqo sgfo i loro ugualmente nella Chiesa per i cattivi cristiani i quali
-iti , quelli chJ neflaAnch'essi^ sono pula. Manca il vogliono scompigliarc la Chiesa, che vengano tolle-
interessi materiali.
,..rto, percid non sono spazTatrvta dall'aia'-Questo rati per necessith di pace, che vengano accolti, che
i;;.;ed dire in breve: maircu la tentazione, altrimen- abbiano i sacramenti comuni? E a volte si sa che so-
;t;;i;;.bt..o via dall'aia. Appenala Chiesa prende no cattivi e che forse non possono essere convinti di
oualche prowedimeltto .ori- di essi, come facil- errore. Non si riesce a convincerli per punirli, degra-
il;;; tiillorrunano! Come facilmente si raccolgo- darli, cacciarli, scomunicarli. Se poi qualcuno persi
f"o.i della Chiesa, pur non volendo abbandonare ste, a volte si arriva a77e fratture nella Chiesa. Si co-
"o
le loro alte digniti! come son disposti a morire per slringe il capo della Chiesa a dire quasi: <<Ecco: hai
la loro caftca!"come vogliono tenere sotto di s6 i fe- dalla fertilit) della tema e dalla rugiada del cielo; usa
deli oiutrosro che lasciarli ull"rniti di cristo! come dei sacramenti; stai mangiando La-tua condanna,, stai
uogliot o farsi un proprio gregge, che ."",l h.u"no ac- bevendo la tua condann a: Chi infatti marugia e beue
quistato col proprio sangue e che qutndt drsptezza- indegnamente, mangia e beue la propria condaruna (cf.
io o.i.h6 non lihanno a-cquistato (if. At 2p,28)! A 1 Cory 11,29). Sai che sei accettato perch6 c'd neces-
.h. ,.*. discutere pii a lungo? Guardateli in tutta sit) di pace nella Chiesa, tu nel cuoie non hai se non
la Chiesa, guardate quei tali, sia coloro che sono ri- disordini e divisioni. Percid vivrai della tua spada;
;;,i J..rtio, sia coloro i quali, trovata una buona non vivrai di cid che ricevi dalla rugiada del cielo e
dalla fertilit) della terra. Non t'inteiessa questo e il
t..rriore, volarono via dall'ata e vorrebbero portare
via con s6 anche il grano. Ma il glano yero e.sostan- Signore non ti d soave (cf . Sal33,9); se t'interessasse
,ioro ,"ilera la pull e rimane t.ll'uiu fino alla fiqg' e il Signore ti fosse soave, imiteresti l'umilti del Si-
f*;; q"r"d" ntn sia venuto I ultimo vag.liator e: alla gnore, non la superbia del diavolo>>. Quantunque
stessa manlera di Giacobbe che con pelli di capra percid riceva il mistero dell'umilt) del Signore dalla
,.ii.ra i p.c.uti altrui e meritd di ricevEre la benedi- rugiada del cielo e dalla fertilit) della terra, tuttavia
zione paterna. non depone la superbia del diavolo colui contro il qua-

B4 B5
le non poui prendere prowedimenti e che si com- ,lovevano
.aspirare a condividere il .Vangelo se non
oiace d.i disoidini e deile divisioni. Bench6 tu abbia .lvcssero ncevuto la circoncisione, che era stata affi-
ia possibiliti di questa comunione dalla rugiada del r lrrta ai loro padri.

cieio e dalla fertiliti della terra, tuttavia vivi della tua . Di conseguenza quel <<recipiente>> fece sparire
soada e. o ti compiace rar o sarai atterrito dai tumulti t;rle esitazione; e per questo, dopo quella visione, fu
. dull. divisioni.^ Cambia dunque e scuoti il giogo :rvvertito dallo Spirito Santo di scendere e di andare
dal tuo collo. (Sermo 4,935) t on euelli che erano stati mandati da Cornelio, e
s'incammin6. Cornelio infatti e quanti si trovavano
-numero
..'on lui erano ritenuti quasi nel di quegli
Pmrno, FIGURA DELLA Cgtnsa ;rnimali che erano stati mostrati nel recipiente; tut-
trrvia Dio li aveva gii purificati: da cid d vero che ne
In molti passi del1e Scritture d chiaro che Pie- rrveva accettate le elemosine. Quindi si doveva ucci-
tro rappresenti la Chiesa; soprattutto in quel passo .lcrli e mangiarli, vale a dire, in loro si dovev a far
dove 3 ituto detto: A te dard le cbiaui del regno dei rrrorire la vtta passata, durante Ia quale non cono-
cieli. Tutto cid cbe aurai legato sulla terra, sard legato scevano _Cristo, perch6 passassero nel corpo di lui,
ancbe in cielo; e tutto cid ihe aurai sciolto sulla terra, come nella vita nuova della comuniti della Chiesa.
sari sciolto ancbe in cielo (cf. Mt 16, l9). Forse che (iiacche anche
_Piemo stesso, giunto da loro, riepi-
Pietro ricevette queste chiavi e Paolo non |e ricevet- log_o che cosa gli era stato rivelato in quella visione.
te? Le ricevette Pietro e non le ricevettero Giovanni Affermd infatti: Voi sapete che non i lecitct per un
e Giacomo, e gli altri Apostoli? Oppure non sono Giudeo unirsi o incontrarsi con persone di alira raz-
queste le chiavi della Chiesa dove ogni gio.rno sono za; ma Dio mi ha mostrato che ruon si deue dire profa-
rimessi i peccati? Ma poich6 come segno Pietro rap- t'to o immondo nesslln Ltoruo. Senza dubbio Dio"lo
presentaiula Chiesa, q"el che fu datb a lui solo, fu riveld allora, al suono di quella voce: Cid che Dio ha
iuto alla Chiesa. Percid Pietro rappresentava La purificato non cbiamarlo piD immondo (cf . At 10,28;
Chiesa; la Chiesa ts il corpo di Cristo. Ricuperi dun- 11, 9). E in seguito, tornando dai fradli in Genrsa-
que i popoli gii purificai ai 9ua1i sono stati rimessi i lemme, poich6 alcuni erano in agitazione per il fattcr
peccati; percid. era stato inviato a lui Cornelio, un che si trasmettesse il Vangelo ar-pagani, tiattenendo
pagano, e quel paganr che-lo accompagnavano. Le la loro eccttazione, rievocd anche -la visione stessa
i.r. .l.-osine u.t.Itrt. da Dio 1o avevano in tal mo- kf. At 11); non sarebbe stato necessario ripresen-
do purificato; rimaneva che egli venisse incorporato, tarla se ne fosse stata condivisa la comprensione.
qrrl. cibo puro, alla Chiesa, cloB al co-rpo del Signo- (Sermo L49, 6,7 - 7 ,8)
ie. Ma Pieiro esitava a rasmettere il Vangelo ai pa-
sani: infatti i circoncisi che erano passati alla fede
Impedivano gli Apostoli nel trasmettere la fede cri-
stiana ai non"circoncisi, e sostenevano che quelli non

136 t37
trto la rete.E la gettarono come aveva ordinato colui
LP, oun PESCHE, MIRACoLoSE
che d onnipotente. E cosa sarebbe potuto accadere
se non cid che lui voleva? Ma con quell'awenimento
Anche oggi B stato letto un brano preso dall'evan-
g.lirtu Giouurr?"i, dove si n-a.rrano awenimenti accaduti - come dicevo sopra - il Signore si degnd prefigurare
qualcosa che ci sarebbe stato utile conoscere. Furono
3.p. t, ..r"ri.rione del. Signore. La vostra Carit) ha gettate le reti, il Signore perd non aveva ancoru af-
ur.'tlturo insieme con no1 come il Signore- Gesu. Cristo lrontato la passione n6 era risorto. Furono gettate le
;i;;"d ui dir..poli presso il mare-di Tiberiade dove reti e presero tanti pesci da riempire le due barche, e
ii il p.i.., sebbene fossero stati gi) fatti
a pescare
".ra lc reti si rompevano per la quantita di pesci raccolti
pescatori ii
uomini Drrante tutta la notte non aveva- (cf . Lc 5, 1-6). Allora disse loro: Venite, ui fard pesca-
no Dreso nlente, ma dopo che ebbero visto il Signore e
tori di uomini (cf. Mt 4,19; Lc 5,11). Ricevettero da
.t il; ;"*rt do gettaiono le reti presero gu^e| sran lui le reti della parola di Dio e le gettarono nel mon-
numero (cf. Gu 21,11) che avete ascoltato. ll Stgnore
do, come in un mare profondo, e raccolsero tutto
u"r.bbe impartito un comando di tal sorta se non quel numero di cristiani che con stupore vediamo.
"on
uiu,,"5.,roluto includere un significatola cui cono-
;;;;;;r.bil. stata di nostra ,tilita' Cosa mainoninfattr Quelle due barche, poi, rappresentavano due popoli:
poteva interessare a Gesi Cristo iI pescare o pe- iGiudei e i pagani, la sinagoga e la Chiesa, i circoncisi
c gli incirconcisi. Di quelle due barche, descritte con
Ifr';;;;i? M, q.r.lla pesca aveva una portata simbo- l'immagine delle due pareti che provengono da dire-
ild, ;;i. nifl"itirmo insie-e.a quelle due volte che 'zioni opposte, pietra angolare d Cristo (cf. Ef 2, II-
i^Ari.r.li si misero a pescare dietro comando del Si-
22). Ma cosa abbiamo ascoltato? La quantita compri-
il;;;'';iolt, prlma della passione e un'altra.dopo
rreva le barche. Cosi anche adesso: la Chiesa subisce
io ..rrr.. zione kf . t, 5, L-tti Gu 21, l'Lt)' Nelle due pressione dai cristiani che vivono male. E non basta
p"r.fr. d raffiguratal'rntera Chiesa: la Chiesa come E che facciano pressione; squarciano anche le reti. In
ud.rro . .o,,? sari dopo la resurrezione dei morti. realti, se non fossero state squarciate le reti, vorrebbe
Ad;;* accoglie ,r, .t oititudine impossibi-le a,enume- dire che non sono stati mai causati degli scismi.
rarsi, comprendente e i buoni e i cattivi; dopo Ia resur-
Passiamo oru dall.a pesca del tempo presente, in
rezione comprenderi solo i buoni in un numero ben
cui triboliamo, e veniamo a quella che desideriamo
preciso.
con ardore e alla quale aspiriamo sorretti dalla fede.
Richiamate quindi alla mente la prima pesca da
Iicco, il Signore mori ma poi risuscitd e apparve ai
cui ci si fa scorger-e Ia Chiesa com'B in questo.tempo. discepoli in riva al mare (cf , Gu 2L, L-6). Anche quel-
il SG";; Ges,i, quando pel la prima volta chiamd i la volta comandd di gettare le reti, ma non in manie-
air;p;li , t.g"irto, 1i t.orr'd intenti a pescare' E' quella
tutta Ia notte, non avevano ra imprecisata. Statemi attenti! In occasione della pri-
uolta, p.rr ,rr.--rdo lavorato
rna pesca non aveva loro detto: Gettate le reti a de-
;ffi l[i.. Lo videro e si sentirono dire: Gettate le
stra o a sinistra. Se infatti avesse detto: A sinisra, vi
\eti. Gh risposero Signore, in tutta questa notte non sarebbero stati simboleg giatr solo i cattivi; se: A de-
abiiamo prito niente-*o, ,rco, sulla tua parola gettia-
t39
t38
stra, solo i buoni. Sicch6 non disse n6 a destra ne a si- ,'lrc saranno centoquarantaquatffomila, considerando
nistra, perch6 dovevano essere presi nella rete i buo- r'oloro che non si contaminarono con donne ma ri-
ni mesiolati con i cattivi. Eccoci invece adesso dopo nrlrsero vergini. Quanto poi agli altri popoli, dice che
la resurrezione. Quale sari allora la chiesa, ascoltate- verranno, vestiti di candide vesti, tante migliaia di
1o con discernimento, godetene e appropriatevene rromini che nessuno porebbe contare (cf. Ap 7 , 4-9;
con la speranza. Dice: Cettute le reti i destra (cf. Gu 11, )-4).
2I, 6). E otu che vengano presi quelli della.destra: !, Questo numero dunque deve contenere un si-
non c'd pir) da temere alcrn cattivo. Voi infatti sapete t
rlnificato e io sono in obbligo, nella solennit) in cui
che egli separeri le pecore dai capri e che coliocheri ogni anno vi tengo questo discorso, di rammentarvi
le peclre ullu t,ru destra e i capri alla sinistra, e sapete i cid che tutti gli anni vi siete abituati ad ascoltare. I
j
ur.oru che a quanti staranno-a|la sinistra dir): Anda- centocinquantar6 pesci sono un numero che indica
te al fuoco eterno, menle a coloro che si troveranno a le miriadi di santi e di credenti. Perch6 mai il Signore
destia dir): Prendete possesso del regno (.cf-. Mt 25, si d degnato di indicare con questo numero le tante
413q.Ecco perch6 dice: Gettate le riti a destra.F-le rnigliaia di coloro che entreranno nel Regno dei cieli?
gettarono e presero del pesce: ne presgro u.n numero Ascoltate bene. Voi sapete che al popolo di Dio fu
6en determinato, poich6 lassi non ci sari nessuno data per mezzo di MosB una legge e che di questa
che non rientri in-quel numero (cf' Sal )9, 6)' Nel legge - cosi ci si ricorda - punto capitale B il decalo-
tempo presente quanta gente c'B che, P.ur non rien- go, cioB i dieci comandamenti delli legge. Di questi
-si
t.undo in quel ,rtt .to, accostano a7l'altarc, sem- comandamenti, il primo B quello di adorare un solo
brano appartenere al popolo di Dio, mentre non so- Dio; il secondo: I'lon usurpare il nome del Signore tuo
n., scritii^nel libro della-vita! Li invece il numero d Dio per usi uani; il terzo d quello di rispettare il saba-
deterrninato. E fra questi pesci cercate d'essere anche to (cf. Es 20,,1-8): un precetto che i cristiani osserva-
voi, non ascoltando solamente e lodando ma com- no secondo lo spirito, mentre i Giudei lo rasgredi-
prendendo bene e condttcendo una vita buona. Ven- scono anche secondo la lettera. Questi tre comanda-
go.o dunque gettate le-reti e vengono presi dei pesci menti hanno per oggetto Dio, gli altri sette iLguarda-
[rossi. Chipotrebbe infatti essere piccolo-lassu quan- no l'uomo. Per questo si pot6 parlare di due coman-
io si sari uguali agli angeli di Dio (cf. Mt 22,30)? damenti basilari, che sono: Amerai il Signore tuo Dio
Vengono presi dei pesci grossi e il loro numero E cen- con tutto il tuo cztore, con tutta la tua anima e con tut-
tociiquantatr6 (cf.- Gu ir, r1). Mi obietter)- q,alcu- ta la tua mente, e amerai il prossimo tuo come te stes-
no: I santi saranno dawero in tal numero? Dio ci so. In questi due comandamenti si riassumono per in-
guard.i dall'immaginare che, anche da questa. Chiesa, tero la legge e i profeti (cf . Mt 22, 37 -40). Eisendo
1 santl ammessi aluel Regno siano cosi pochi. I1 loro quindi due tali comandamenti, di quelli elencati nel
numero sari, certo, ben circoscritto, ma del solo po- decalogo tre dovranno riferirsi all'amore di Dio e set-
polo di Israele saranno milioni. San Giovanni, par- te all'amore del prossimo. Quali sono i sette che si ri-
ia.rdo nell'Apocalisse del solo popolo d'Israele, dice feriscono all'uomo? Onora tuo padre e tua ntadre, non

t40 T4L
commettere adulterio, noru uccidere, non rubare, non Ir cRaruo E LA PAGLTA
dire falsa testimonianzt, non desiderare la moglie del
tuo prossimo, non desiderare la roba del tuo prossimo Ma osserviamo con un po' pin di attenzione il
(cf . Es 20, L2'17) . s,rlmo, perch6 quando uno avanza nella Chiesa, d ne-
Quanto a questi precetti, nessuno pud adem- t'cssario che nella Chiesa sopporti i malvagi. Ma non li
pierli con le sole prop_ie forze, ffia dev'essere arrtta- conosce chi B come loro; sebbene molti malvagi mor-
io dalla grazia di Dio. Orbene, se nessuno riesce ad rnorino contro i malvagi, allo stesso modo per cui d
adempieie la legge con le proprie forze ma solo se 1riil facile che un sano sopporti due ammalatt, piutto-
Dio I'aiuta col suo Spirito, gii vi sowiene come 1o sro che due ammalati si sopportino tta loro. Per que-
Spirito Santo d espresso nel simbolo del numero sto vi insegniamo, fratelli che l'aia b la Chiesa di que-
sette, come dice il santo Profeta. Luomo sari riem- sto tempo; spesso lo abbiamo detto e spesso lo dicia-
pito dallo Spirito di Dio: Spirito di sapienza e d'tn- rr-ro: in essa c'B la paglia e c'B il grano. Nessuno pre-
ielletto, di consiglio e di fortezza, dr scienza e di tcnda di gettar fuori tutta la pagha, prima che giunga
pieth e del timore di Dio (cf. Is II,23). Queste set- il tempo della vagliatura; nessuno, prima del tempo
te attivit) a motivo del numero sette ci inducono a della vagliatura, abbandoni I'aia, per non voler toile-
pensare allo Spirito Santo, il quale, scendendo, per rare i peccatori, perch6 [non awenga che], trovandosi
tosi dire, verso di noi, comincia con la sapienza e fi- fuori delT'ara, sia beccato dagli uccelli prima di entra-
nisce col timore; noi al contrario nel nostro ascen- re nel granaro. State attenti, fratelli, per qual motivo
dere cominciamo dal dmore e diventiamo perfetti diciamo questo. Quando i chicchi di grano comincia-
nella sapienza. Difatti inizio della sapieruza i il timore no ad essere trebbiati, stando in mezzo alla paglia ffa
del Signore (cf . Sir I, 16). Pertanto, se occorre 1o Spi- di loro non si toccano: E percid quasi come se non si
rito per adempiere la legge, si uniscano il sette e il conoscessero, perch6 la paglta sta ffa di loro. E chiun-
dieci in modo da ottenere il numero diciassette. Eb- que scruta da lontano l'ara, crede vi sia soltanto pa-
bene, se ti metterai a sommare tutti i numeri da uno glia; se non guarda con estrema attenzione, se non
fino a diciassette, otterrai centocinquantatr6. Non tocca con mano, se non soffia con la bocca, ciod se
occorre che facciamo adesso il computo; contateli a non separala paglia dal grano soffiando, difficilmente
casa vostra e questo conto fatelo prendendo l'uno, il arflva a discernere i chicchi di grano. Orbene, a volte
due, i1 tre, il quattro e cosi siamo a dieci. E come il anche gli stessi chicchi di grano si trovano quasi sepa-
dieci sono l'uno con I'aggiunta di due, di tre e di ratt gh uni dagli altri e senza toccarsi tra loro, in modo
quattro, cosi prova ad aggiungere gli altri numeri fi- tale che ciascuno, nell'avanzare, crede di essere solo.
no a diciassette. Troverai in questa maniera il sacro Questo pensiero, fratelli, tentd F-lia, uomo cosi note-
numero dei fedeli e dei santi che saranno in cielo co1 vole (cf. 1 Re 19, 10); e disse a Dio, come ricorda 1o
Signore. (Sermo 248) stesso Apostolo Hanno ucciso i tuoi profeti, hanno ro-
uesciato i tuoi altari, ed io sono rimasto solo, e ricerca-
no la mia uita. Ma cosa gli dice il responso divino? Ho

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lasciato per me settemila uomini, cbe ruon banruo piega- Altre volte ne abbiamo parlato, esaminando il signi-
to il ginocchio dauaruti a Baal (cf. Rm lI,3 4). Non gli ficato del numero dieci moltiplicato quattro. Lo ri-
disse: Ci sono altri due o me uomini simili a te. Non cordo a quelli tra voi che l'hanno gii inteso. I1 nu-
crederti solo, gli disse. Ce ne sono altri, e sono sette- mero dieci simboleggia l'intera sapienza. Questa sa-
mila, e tu ti credi solo! Brevemente percid cosi vi pienza d stata diffusa nelle quattro parti del mondo,
esortiamo, come dissi all'tntzio.Intenda con me la vo- su tutta \a tena; anche i tempi si dividono in quatmo
stra fraterna Santitd, e risieda nei nostri cuori la mise- fasi diverse. L'anno infatti ha quattro stagioni e il
ricordia di Dio, affinch6 [quanto diciamo] sia da voi rnondo ha i quatto punti cardinali. Dieci moltiplica-
compreso tanto da dare frutti e da essere operante in to quattro fa quaranta. Per questo il Signore digiuld
voi. Ascoltate in breve: Chiunque d ancora malvagio quaranta giorni (cf. Mt 4,2): per insegnarci che i fe-
non pensi che nessuno sia buono; e chi d buono, non cleli debbono astenersi da ogni seduzione per tutto il
ritenga che solo lui d buono. Avete compresoT Ecco, tempo che vivono in questo mondo. Quaranta giorni
lo ripeto, state attenti a quanto dico: Chiunque d mal- digiund Elia (cf. 1 Re 19, 8), che rappresenta tuttala
vagio, se interro gala sua coscienza ed essa gli manife- profezia, significando che anche presso i profeti si
sta ch'egli B tale, non pensi che nessuno E buono; e insegna cosi. Quaranta giorni digiund MosB (cf. Es
chiunque d buono, non ritenga di essere il solo. Non )4,28), che rappresenta la legge, significando che
tema quindi iI buono [di essere] mischiato con i mal- anche nella legge si insegna cosi. Per quaranta anni il
yag1 poich6 verr) il tempo in cui da essi sard separa- popolo di Israele E stato condotto attraverso il de-
to. Per questo oggi abbiamo cantato: I'lon perdere con ierto (cf. I'lm 32, I3). Per quatanta giorni durante il
gli empi la mia anima, e con gli uomini sanguinari la diluvio l'arca di Nod galleggid ; l'arca b simbolo della
mia uita. Che vuol dte non perdere con gli e?npi? Non Chiesa che d cosmuita con legni immarcescibili; i le-
perderci insieme con loro. Perch6 ha pawa di essere gni immarcescibili sono le anime dei santi e dei giu-
perduto insieme con loro? Vedo infatti che si dice a iti. Racchiude tuttavia animali mondi e animali im-
Dio: poich6 ora tolleri che stiamo insieme, non volerci mondi, perch6 finch6 si vive in questo mondo e fin-
perdere insieme a quelli cui tolleri che siamo uniti. ch6 la Chiesa vive la fase di pwlficazione attraverso
(En. in Ps. 25,II, ,) il battesimo - come [l'umanit] si purificava) atffa-
verso il diluvio - non pud non racchiudere in s6
buoni e cattivi; per questo anche l'arca di Nod rac-
UARCA, FIGURA DELLA Cumsa chiudeva animali mondi e immondi. Ma quando
NoE usci dall'arca, offri a Dio un sacrificio di soli
Se Cristo si E intrattenuto con i suoi discepoli animali mondi (cf. Gn 6-8). Da cid dobbiamo com-
per quaranta giorni, non lo ha fatto senza un motivo. prendere che in questa arca [che E la Chiesa] convi-
Sarebbero stati forse sufficienti venti giorni, forse vono animali mondi e animali immondi, ma che do-
trenta; sono stati quaranta i giorni, perch6 tale nu- po il diluvio di questo mondo Dio non accoglieri se
mero rientra nell'economia di tutto il mondo attuale. non coloro che saranno diventati mondi. Percid, fra-

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T
telli, computate come quaranta giorni tutto il tempo le abbiamo gii accolte nella fede; conserviamole: sono
di questa vita terrena. Finch6 siamo qui in tera, tut- necessarie per la nostra debolezza. Pensate all'amore
to questo tempo B I'arca in mezzo al diluvio. Finch6 gallina [a cui Cristo si E paragonatol, che pro-
della -la
dei cristiani vengono batt ezzati e vengono mondati tegge nostra debolezza (cf . Mt 2), 37). Pensate di
attrave_rso l'acqua, si vede 7'arca galleggiate tra i flut- esiere il giumento di quell'uomo compassionevole che
ti, quella stessa che si muoveva-sopia le acque per passava per la via, sul quale egli caricd l'infelice che
quaranta giorni. Il Signore, rimanendo con i diJce era stato ferito (cf . Lc 10,3034). Lo caricb. Dove? Sul
poli per quaranta giorni, si d degnato di indicarci suo giumento. Giumento del Signore fu il suo corpo.
che in que-sto tgmpo [della vita terrenal per tutti d Quando dunque sari passato questo mondo, che cosa
necessaria la fede nelf incarnaztone di Crisio. Questa ti verrd dettoT Poich6 hai creduto secondo veriti nel
fede d necessaria a coloro che sono deboli. Se esi- corpo di Cristo , ora godi della maesti e della diviniti
stesse occhio che potesse vedere che in principio era il di eristo. Cristo debole fu necessario per l'uomo de-
Verbo (cf. Gu 1, 1), che potesse vederio, pot.rse in- bole; Cristo forte sar) necessario quando l'uomo di-
tuirlo, potesse comprenderlo, potesse goderlo, non ventera forte. (Sermo 264,,5)
c'era bisogno che il Verbo si facesse carne e abitasse
Ln mezzo a noi. Ma poich6 per la polvere dei peccati
l'occhio interiore si era accecato e non poteva com- LR ornrcAZIoNE DELLA cASA
prenderlo e goderlo, non c'era pii possibilita di cono-
scere il Verbo. Questi perd si E degnato di diventare Forse questa voce non d del Signore nosmo Ge-
uomo per essere inviato a purificare (l'occhio) col sr) Cristo, ma dell'uomo stesso, della universa Chiesa
quale poi poter vedere quello che ora non si pud ve- del popolo cristiano; perch6 ogni uomo in_Cristo d
dere. In questa vita Ia diitribuzione del .o.po di Cri- un solo uomo, e l'uniti dei Cristiani E un solo uomo.
sto d necessaria per i fedeli, perch6 con esso possono Forse l'uomo stesso, cioB la stessa uniti dei cristiani
tendere al Signore; ma quando si sar) perveiruti alla dice: ti esalterd, Signore, perchd mi hai protetto, nd hai
visione del Verbo di cui parlavamo, non sar) pii ne- permesso cbe si rallegrassero sul mio conto i miei ne-
cessaria la distribuzione del suo corpo. Percid^la per- mici.In qual modo queste parole sono vere riguardo
manenza di Cristo nel suo corpo per quaranta giorni a costoro? Non sono stati catturati g1i Apostoli, non
dopo 1a risurrezione era necessaria per dimostraie che sono stati forse feriti, flagellati, uccisi, crocifissi, bru-
la fede nell'incarnazione di Cristo d necessaria finch6 ciati vivi, non sono stati forse gettati alle belve coloro
- come la Scrittura ci insegna - per la durata della vi- la cui memoria noi celebriamo? E quando tutte que-
ta presentel'arca [della Chiesa] fluttua tnmezzo al di- ste cose facevano g1i uomini contro di loro, non si al-
luvio. Ecco quanto vi dico, fratelli: credete che Gesrj lietavano forse sul loro conto? In qual modo dunque
Cristo d nato dalla vergine Mana e che, crocifisso, d pud dire i1 popolo cristiano ti esalteryi, Sigryore, per-
poi risorto. Non sari necessario porre delle domande Vha mi bai protetto, nei bai permesso che si allietassero
su tali veriti dopo che sari passaia questa vita, perch6 sul mio conto i miei nemici?
146 r47
Comprenderemo questo se considereremo drp- si vuole il male la colpa e dell'uomo che 1o vuole. In-
prima il titolo del salmo. Esso dice: per la.fine, salmo fatti l'uomo non uccide senz'altro chi vuole.
di Dauid, carutico della dedicazione iella casa.In que- Percid il Signore stesso, giudice dei vivi e dei
sto titolo sta tutta la speranza el'tntero mistero della morti, sta dinanzi a un giudice uomo, offrendoci un
questione che vogliamo qui risolvere. Pii tardi sari ideale di umilti e di pazienza non sconfitto, ma dan-
consacrata Ia casa, che ora si costruisce. Ora si fab- do al combattente l'esempio di come si combatte: al
brica la casa, cioB la Chiesa, dopo sari consa$ata. giudice, che minaccia, gonfio di superbia, e che dice:
Nella dedicazione si manifesteri la gloria del popolo non sai cbe io bo il potere di rilasciarti e di ucciderti,
cristiano che ora d celata. Incrudeliscano ora i nemi- strappa la maschera del superbo, e, quasi a restituir-
ci, ci umilino, facciano pure non cid che vogliono, gli l'espiruzione onde sgonfiarsi, rispondei non aure-
ma cid che dall'alto d loro permesso: infatti, non rut- sti potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto
to cid che dai nemici abbiamo subito E da attribuire a (cf. Gu 19, 10-11). E Giobbe (eppure il diavolo ucci-
tali nemici, ma anche al Signore nostro Dio. I1 Me- se i suoi figli, e gli tolse ogni sua ricch ezza),, che cosa
diatore 1o ha dimostrato in se stesso quando dall'alto ha detto? Il Signore ba dato, il Signore ba tolto; come
permette agli uomini di nuocerci, non dando dall'al- al Signore i piaciuto cosi i auuennto, sia benedetto il
to la volonti di farci del male ma solo il potere. Ogni nome del Signore (cf. Gb I,2l). Non trionfi il nemico
malvagio ha infatti gii in s6 la volont) di fare del ma- per averlo fatto: io so, dice Giobbe, da chi tutto que-
le; ma non ha in suo potere la possibilit) di farlo. In ito d stato permesso; al diavolo sia atmibuita la vo-
quanto vuole il male, E gi) colpevole; ma che possa lonti di far male, e al mio Signore la potesti di met-
-della
farlo d permesso per un'occulta disposizione termi all.a prova. A lui, divenuto .t"!tr. una piaga nel
Pror,rridenza dt Dio, verso alcuni per castigo, verso corpo, si awicina la moglie che gli E rimasta, ma co-
altri per metterli alla prova, verso altri per il premio. me Eva aiutante del diavolo, non come consolamice
Per punire, come quando agli oll6Qul,or, cioE agli del marito; lo tenta e, tra molti rimproveri, gli dice:
stranieri fu permesso di fare schiavo il popolo di Riuolgiti pure a Dio e muori (cf . Gb 2,9). E l'Adamo
Israele, perch6 esso aveva peccato contro Olo (cf. nel letame E pii prudente di Adamo in paradiso; in-
Gdc 10,,7; L3, 1; etc,). Per mettere alla prova fu per- fatti Adamo nel paradiso acconsenti alla moglie, tan-
messo ad esempio al diavolo contro Giobbe (cf. Gb to da esserne scacciato; mentre Adamo nel letame re-
1, I2); fu messo alla prova Giobbe e il diavolo fu spinge 1a moglie per essere accolto in paradiso. Dun-
confuso. E per i1 premio fu permesso ai persecutori que l'Adamo ne1 letame che interiormente partorisce
di tormentare i martiri; i martiri furono uccisi e i per- imrnortaliti mentre esteriormeute gronda di vermi,
secutori quasi credettero di avere vinto: apparente- che cosa dice alla moglie? Hai parlato come una don-
mente riportarono un falso trionfo, rna nel segreto i na stolta. Se abbiamo riceunto i beni dalle marui del Si-
martiri ebbero una vera corona. Dunque, riguardo a gnare, no?? sopporterento i mali? (cf. Gb 2, 10). Di
colui cui il male E permesso, d opera di una segreta nuovo ha considerato come mano del Signore su di
disposizione della Prowidenza dt Dio; ma in quanto lui il fatto che il diavolo lo abbia percosso; perch6
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non guardava colui che percuote ma Colui che lo compiri la dedicazione della casa che ora d cosmuita
permette. E 1o stesso diavolo ha chiamato mano di in mezzo alle tribolazioni; allora con ragione diri quel
Dio quella medesima potesti che voleva gli fosse da- lropolo: ti esalter\, Signore, perchd mi hai protetto, nti
ta. Infatti, accusando l'uomo giusto cui il Signore hai permesso che si rallegrassero sul mio coruto i miei ne-
rendeva testimontanza, egli dice a Dio: forse c/se sen- rniii. Allora sari verace questa voce riguardo al popolo
za uantaggio Giobbe teme il Signore? Non hai forse di Dio, popolo che ora d angustiato, B tormentato con
circondato come di urua siepe lui e la sua casa e tutti i tante tentazioni, tanti scandali, tante persecuzioni, tan-
suoi aueri da ognf parte? Hai benedgtto.,le opere delle ta oppressione. Questi tormenti dell'animo non li sen-
sue mani, e i suoi beni sono cresciuti sulla terrd,. gli hai te n.iia Chiesa chi non ayanza, perch6 crede che vi sia
dato tante ricchezze, per questo egli ti teme; ma allun- la pace: ma cominci a crescere e allora vedri in qu-ali
ga la tua maruo e colpisci tutte le sue cose e uedrai se angustie si trova, perch6 appena d cresciuta l'erba e ha
non benedice il tuo uolto (cf. Gb 1,9-11). Che cosa daio frutto, ecco che appare anche la zizzanra (cf. Mt
vuol dke allunga la tua maruo, quando invece d lui 73,26);e chi aumenta la conoscenza aumenta il dolore
che vuole allungare la sua? Siccome egli non pud al- (cf. Qo 1, 18). Cresca, e vedrh dove si trova: appaia il '
lungare la sua mano, chiama mano di Dio il-potere frutto e si vedr) la zizzanra. Verace d la voce dell'Apo-
stesso che riceve da Dio. stolo, e dal principio alla fine non potri estinguersi:
E allora, fratelli, perch6 i nemici hanno tanto ma anche tutti coloro che uogliono piamente uiuere in
operato contro i Cristiani e hanno esultato, e si sono Cristo - dice - subiscono persecuziorui. E gli stessi uomi-
allietati sulle loro sciagure? Ma quando sar) manifesta- ni maluagi e i seduttori progrediscono in peggio, errando
to che non si sono affatto allietati? Quando essi saran- essi stessi e inducendo altri in errore (cf . Z Tm ), 12-13)
no confusi, e i Cristiani esulteranno all'awento del Si- E donde derivano le parole del salmo sperd ruel Signo-
gnore Dio nostro, allorch6 egli verrd avendo in sua re, comportati da uomo, e si rffirzi il tuo cuore e spqra
mano le ricompense, la dannazione per gli empi, il Re- nel Signore (cf. Sal 26, 14)? Poco era dire una volta
gno per i giusti: la compagnia del diavolo per gli iniqui spera nel Sigtore, per questo l'ha ripetuto; per evitare
e la comp agnia di Cristo per i fedeli. Quindo dunque che si speri forse due o tre o quattro giorni e resti poi
si manifesteri tutto questo, quando i giusti si ergeran- l'oppressione e la sofferenza: pff questo ha aggiunto
no con grande sicurezza (cito dalle Scritture; si ricordi coiportati da Ltomo, ed ha aggiunto anche e si rafforzi
il passo del libro della Sapienza: allora staranno i giusti il tio cuore. E, poich6 cosi sar) dalf inizio alla fine, ri-
con grande sicurezza in faccia a coloro che li oppressero; pete alla fine l'affermazione che aveva fatto in princi-
e questi diranno tra sd, perutendosi e genterudo per l'op- pio' e spera nel Signore.Passano queste cose che tt an-
pressione dello spirito: che ci ha giouato la supeibia, cosa gustiano, e verri eolui in cui tu speri e detergeri il tuo
ci ba portato il uantarci delle ricchezze? Tutte queste co- sudore; asciugher) le lacrime e Pii.non piangerai. Ma
se sono passate come ombra. E che diranno dei giusti? ora gemlamo rn mezzo alle tribolazioni, come dice
Iru qual modo sono dnnouerati tra i figli di Dio b tra i Gio6be: I'lon i forse tutta una proua la uita umana sulla
santi i la loro sorte? fcf. Sap 5, 1.3.8.9.51), allora si terra? (cf. Gb7, L).

150 t5t
Tuttavia, fratelli, prima che venga il siorno della lui la cui opera sari rimasta, riceueri la mercede e
dedicazione della .*u, vediamo che"gia E stato con- niente perderi; perch6 roverd ci6 che ha amato. Che
sacrato il nostro capo; gi) d stata fattilaconsacrazio- ha f.atto a costoro il fuoco della tribolazione? Li ha
ne della casa nella-rru testa, come dedicazione del provati. Colui la cui opera sard rimasta riceueri la
fondamento. I1 capo d in alto, le fondam.rt, ,ono i, mercede; se l'opera di qualcuno sari bruciata, ne sof-
basso,-e-forse ci siamo espressi male nel dire ctre c;- friri danno; ma egli perd sari saluo, cosi appunto per
sto d il fondamenro: Eglit pi-umosto il culmine, per_ mezzo del fuoco (cf. I Cor 3, 12-15). Tuttavia una co-
ch6 d asceso al cielo e s-iede ull, d.rtra del paJre.^Ma sa d non essere danneggiati dal fuoco, ed un'altra es-
ritengo di non avere sbagliato; dice infatti l'Apostolo: sere salvati per mezza del fuoco. Per che cosa dun-
4erchd.?tessuno pud porre un altro fondamenio auin que? A causa del fondamento. Non si allontani dun-
fuorl di quello cpe i iroto posro, , ,h, Geii Cristo; se
i que dal cuore il fondamento. Non porre il fonda-
qualcuno edificberi sopri questo fondamento oro, ar- mento sopra l'erba, ciod non anteporre l'erba al fon-
gento, pietre, preziose... (cf. I Cor j, 11_12). Coloro damento cosi che nel tuo cuore l'erba abbta il primo
che vivono bene, che onorano e lodano Dio, che so_ posto e Cristo il secondo; ma, se non E possibile che
no pazienti nelle tribolazioni, che desideran. ra pa- l'erba non vi sia, almeno il primo posto l'abbia Cristo
ttia,-costruiscono oro, argento, pietre preziose; ;.i; e il secondo l'erba.
ro che invece amano ancor,a i beni def secolo e sono I1 fondamento d dunque Cristo. Come ho gii
impegnati. negli affari rerreni, soggetti a certi vincoli e detto, il nostro Capo d consacrato, ed esso stesso i il
affetti della carne, alle loro .ur.,-u11. loro mogli, alle fondamento. Ma il fondamento suole essere in basso,
loro propriet), e tuttavia sono cristiani, i" ;o?; ;h; ed il capo in alto. Intenda la Santit) vostra quanto sto
tl loro cuore non si allontana da cristo e niente ante- per dire; forse nel nome di Cristo pomd spiegarvelo. I
pongono-a Cristo, come nel costruire niente si pone pesi sono di due tipi. Peso ts infatti un certo impulso
plima delle fbndamenta, ebbene costoro certamenre di qualunque cosa che si sforua di raggiungere il suo
e.dificano I-.gIq, erba, stoppia; ma che .or, ,ggiunge posto: questo B il peso. Prendi in mano una pietra, ne
I'Apostolo? ll fuoro.prrrrii quale sia I'opera ii'riorrr- senti il peso; essa preme sulla tua mano, cercando il
n_o, ciod il fuoco della tribolazione e defl a tentazione. suo posto. E vuoi vedere cosa cerca? Togli Ia mano,
Questo fuoco ha gi) messo qui alla prova molti n1a1.- essa cade ateffa, in terra giace; E giunta dove voleva,
tiri, ma alla fine prover) tutto il genere umano. Si so- ha trovato il suo posto. Dunque quel peso era un mo-
no trovati martiri che possedevano questi beni teme- vimento quasi spontaneo, non animato, non sensibi-
ni: quanti ricchi e quanti senatori -hanno patito il le. Vi sono altre cose che cercano il loro posto salen-
martirio! Edificavano certo,_alcuni di loro, legno, er_ do in a1to. Infatti, se metti dell'acqua sopra l'olio, es-
ba e_stoppia, negli affetti della carne e delie c'ure'del sa per il suo peso tende ad andare in basso. Cerca il
secolo: ma tuttavia, poich6 cristo era il fondamento sllo posto. cerca di essere nell'ordine; perch6 l'acqua
su cui costruivano, l'erba d bruciata ed essi sono ri- sopra l'olio d contro i'ordine. Finch6 dunque non
masti saldi sul fondamenro. cosi dice l'Aposrolo: co- giunge a ristabilire l'ordine, finch6 non avri raggiun-
152 153
to il .suo.po.qto, il suo moto B inquieto. Al conmario, corpo. La Chiesa E il monte. E cos'd la Chiesa? Il
metti dell'olio sotto l'acqua; fa i caso, p.r-.r.-pio, corpo di Cristo (cf. t Cor 12,27; Ef I,22-23). Ag-
che un vaso d'olio. cada in acqua, gi.rrgr'uffo"aoa.t
mare e si spezzi;_ ebbene l'olio ,o, ,oplporta di resta_
re sotto. Come
.7'acqua, versata srll,oli,c, per il p.ro
cerca in basso il suo posto, cosi l,olio,'.if,rro sotto
T giungile il capo, e diventa un sol uomo. Il capo e il
corpo, un uomo solo (cf. Ef 4,4). Chi B il capo? Co-
lui che nacque dalla Vergine Maria, prese la carne
rnortale sefiza peccato, fu malrattato dai giudei, fla-
I'acqua, pel il pelg ..r.u ii suo posto i" ,iio. Se d gellato, vilipeso, crocifisso colui che fu messo a morte
dunque cosi, fratelli, dove tende ii fuoco, e dove ten_ per i nostri delitti e risorse per la nostra giusti/'icazione
de l'acqua? Il fuoco si leva in alto, .;;;A; il suo (cf . Rm 4, 25). Lui d il capo della Chiesa, lui B il pane
posto; e cerca il suo posto l'acqua sospinta dal suo proveniente da quella terra. E suo corpo chi d? La
peso. La pietra tende al basso, e cosi ii legno, l. .o_
sua sposa, cioE la Chiesa. Saranno iffitti, i due, un sol
Ionne, la terua con cui si edificano queste case; per_ corpo. Questo sacramento i grande: lo dico in riferi-
ch6 apparrengono a quel genere di cose th. Jd ro.o
mento a Cristo e alla Cbiesa (cf . Ef 5 , 3L-32). Lo stes-
peso so-no sospinte in basso. E chiaro dunque che so [diceval il Signore nel Vangelo parlando del mari-
hanno il loro fondamento in basso, perch6 p.i il loro to e della moglie. Pertanto, non saranno piD due corpi
peso sono spinte verso il basso; e sehon c'd chi le so-
ma uno solo (cf. Mt 19,6). Volle dunque che fossero
strene^tutto precipita, perch6 tutto tende verso la ter-
un sol uomo Cristo-Dio e la Chiesa. Da una parte il
ra. Il fondamento, dunque, delle cose che tendono al
capo, dall'altra le membra. Non volle risuscitare in-
basso,.d posro in basso:-mala Chiesa dibil;
;ur po_
sta in basso, tende al cielo. Infatti cori B p"t,l il i"
sieme con Ie membra ma prima delle membra, per
dare una speranza alle membra. I1 capo volle morire
stro fondamento, il Signore nosto Gesr)'c.irto .h. per risorgere per primo e per primo andare in cielo,
siede alla destra del Padre. orbene, re r, yrrriita uo-
affinch6 nel capo avessero speranza anche le mem-
stra ha compreso che gi) d stato consacrato il nostro
bra,, attendendo fiduciose che in loro si sarebbe rea-
fondamento,_ascoltiamo brevemente il salmo, scor-
rendolo rapidamente. (En. in ps. 29,IL,5-10)
-' lizzato cid che le aveva precedute nel capo. Che biso-
gno c'era infattt che morisse Cristo, Verbo di Dio,
per opera del quale furono create tutte le cose e del
quale d detto: In prirucipio era il Verbo e il Verbo era
Ir ntoNrE cHE HA RIEMpITo LA TERRA presso Dio e il Wrbo era Dio, e: Tutte le cose furono
Abbiamo ascoltato cosa sia iI pane di quella ter- fatte ad opera di lui (cf. Gu 1., I-3)? Eppure, eccolo
crocifisso, schernito, trafitto dalla lancta e sepolto,
ra; ascoltiamo cosa sia anche il monte (cf. Ii i1 f). anche se tutte le cose furono fatte ad opera di lui (cf.
,
Dice: Abiteranruo sul mio santo monte.In un ,liro pu,
ibid.). Ma poich6 si degnd essere capo della Chiesa,
so scritturale troviamo - credo che monte d lo stes-
-
so cristo. colui che d pane d anche monte: pane per-
la Chiesa, nei riguardi di se stessa avrebbe disperato
di risorgere se non avesse visto risorgere il capo. Ri-
ch6 nutre la Chi.rr, iro.rte perche lu Chi5rr-e ,ro sorse dungue il capo, e questa resumezione la si vide.
154
155
Prima di tutti la videro le donne, che l'annunziarono riti! Potrebbe darsi che alcune parole di quel testo
agli uomini. Furono le donne a veder risorsere il Si- abbiano bisogno di spiegazione; e queste vogliamo
gnore, e agli-apostolj, che ne sarebbero starfgli evan- clilucidarvi in-nome di Cristo per rendervele manife-
gelizzatori, iI Vangelo fu predicato dalle dorire, Cri- ste. Osservate se [la visione] pud esser deffa d'altri
sto fu loro annunziato da donne (cf. Mt 28, 1-8). all'infuori di Cristo. Diceva Daniele: Io uidi ed ecco
Vangelo in latino equivale a <<buona novella>>. Coloro Llna pietra staccarsi dal monte senza irtteruento di ma-
che conoscono il greco sanno cosa significhi <<vange- ni ldi uomol (cf. Dn 2, 34.45). Non diceva: Quella
lox significa <<buona novello. E che- cosa possiairo pieta era senza mani, ma: Quella pietra fu staccata
definire come buona novella pii del fatto ih. il rro- dal mont e senza intervento di uomo. A staccare dal
suo Salvatore d risorto? E gli apostoli cosa avrebbero monte [quellal pietra non intervennero mani di uo-
predicato di pin importanre di quelle cose che furo- mo. La vostra Cariti sa bene che le pietre non vengo-
no loro annunziate dalle donne? Ma perch6 fu la no staccate dal monte seflza che v'intervengano le
donna ad annunziarc il Vangelo? Perc^h6 cosi, me- mani dell'uomo; quella pietra invece fu staccata dal
diante la donna, fu riparatalimorte (cf. ibid.). in ef- monte seflza intervento di mani, e venne e stritold
fetti, la donna che annunzid la vita consold la donna tutti i regni della terra. Non so se davanti ai vosui oc-
che aveva annunziatola morte, colei che era morta e chi si piesenta altra figura che non sia Cristo, de-l
aveva somminisuato la morte. Dalla donna fu sedot- quale fu detto: Lo adoreranno tutti i re della terra (cf.
to Adamo e cadde nella morte; dalla donna fu an- Sal71, 11) Egli stritold tutti i regni della terra. Un re
nunziato Cristo, risorto per non pii morire. Cosi an- superbo non tollera dinan zi a s€ alcun altro re; ora
che noi risorgeremo e saremo monte santo di Dio. In invece tutti i re hanno per re Cristo. Egli dunque ha
questo monte abrta il devoto di Dio. I miei deuoti stritolato tutti i regni della tefra, per regnare lui. E
possederanno la terra e abiteranno sul mio santo mon- cosa dice [a Scrittura] ? Quella pietra crebbe e diuen-
te (cf. Is 57, 1J), ciod non si allontaneranno dalla ne uru morute grande, tanto da coprire tutta la faccia
Chiesa. Lavoriamo ora nella Chiesa; verri siorno in della terra (cf . Dn 2,35). Penso che ormai riconoscia-
cui erediteremo la Chiesa. Lassi infatti, qirando la te il Cristo. E della terra vi siete sentiti dire: I miei de'
nostra gioia eterna sari un fatto compiuto, non sare- uoti possederanno la terra (cf. Is 57 , 13); e del monte:
mo se non possessori, n6 pii faticheremo. E aiiteranno sul mio santo monte. Auendo dunque ta-
Ma andiamo altrove a trovar notizie pii chiare li promesse, purifichiamoci, carissimi, da ogni contami-
nei riguardi di questo monte, poich6 finora la cosa nizione del corpo e dello spirito (cf . Z Cor 7, 1). Mu
apparc-piuttosto oscura. Uno pbrebbe dire: Dove si forse voi volete sapere cosa sia quello staccarsi dal
rova che la Chiesa d un monte) Chi dice che Cristo d monte senza intervento di mani: d infatti un'espres-
un monte o che d un monte il corpo di Cristo? Lo di- sione piuttosto oscura inserita in quel testo. Pud dar-
ce in una maniera quanto mai esplicita Daniele: nes- si che-qualcuno l'abbia indovinato prima che io rntzi
suno ne dubita. Daniele ebbe una visione, la quale ha a parlaine. Costoro sappiano tollerare i ritardi neces-
forse bisogno di chi l'esponga? La scruti la voitr a Ca- sari per andare incontro aglt altri, i quali non sapreb-

156 157
bero farsi alcun'idea dell,a cosa senza averne ascoltato ( ,risto, cosi vi abbiamo la Chiesa. Amiamo la Chiesal
da noi. Cosa significa <<senza manil>? Senza interven- ()uesto monte crescendo ha riempito la terra intera.
to di uomo. Ora, fratelli, voglia la vostra Caritd nota- il palese quindi che in questo monte non risiedono
re il fatto che quella pretra si staccd da1 monte e di- .olbro cheappartengono alle fazioni e non posseggo-
venne a sua volta monte. Staccatasi dal monte, creb- rro con noi la terra intera (cf . Dn 2, )5). Ricordateve-
be e divenne monte. E che monte divenne? Non co- lo, fratelli! Ogni [sacra] pagina ci arma e riempie
me quello dal quale si era staccato; difatti del monte contro le calunnie della gente che tutti i giorni ci toc-
da cui si era staccato non d detto: Crebbe e riempi la ca sopportare. Se avesse detto: Quel monte crescen-
terra intera (cf. Dn 2,35). Due dunque sono i monti: do riempi l'intera Africa, forse che essi non avrebbe-
il primo E la sinagoga, l'altro la Chiesa; il primo il po- ro detto che si ffattava della setta di Donato? Cre-
polo giudaico, il secondo il popolo cristiano. Ma per- scendo frend le loro lingue; e tanto crebbe da ottura-
ch6 il popolo cristiano diventasse un monte grande e re la bocca di quei chiacchieroni. Fin dove infatti d
riempisse tutta la terra, una pietra si staccd dall'altro arrivato col suo-crescere? Si E esteso per tutta Ia ter-
monte, nel senso che Cristo venne di tra i giudei. ra. In effetti, il monte dal quale si era staccato non
Perch6 allora senza mani? Perch6 senza intervento di aveva riempito crescendo tutta \a terca. Sebbene in-
uomo. Difatti Cristo nacque da una Vergine e fu con- fatti i giudei avessero riempito tutta la terra, dopo
cepito senza coito maritale. che sono stati sconfitti hanno perso anche la loro ter-
Adesso ci E manifesto chi sia il monte. Non im- ra e, se sono stati dispersi per tutta la terca, cid B sta-
maginiamoci monti come il Giddaua o come gli altri, to in pena delle loro colpe, non per la grandezza del
noti sotto altri nomi. Succede infatti talvolta che la loro sviluppo. Quanto invece al Signore Gest) Cristo,
gente prenda [la Scrittura] in senso carnale e cosi, pietra angolare (cf. Ef 2,20), ha assoggett-ato.a s6 i re-
per esempio, leggono il verso: Lo esaudiri dal cielo gni degli uomini, ha annientato i regni dei demoni e
suo santo (cf. Sal L9,7).Lo intendono a volte del [.r ...r.ere ha umiliato tutti i re. E cresciuto e ha
monte - e fin qui va bene - e dicono che vi si parli di iiempito in tutta la sua estensione la superficie della
Cristo. Corrono allora a pregare sul monte credendo teffa. Oso dire: Cresce ancora; e ancora ci sono spazi
che li Dio li esaudisca. Nutrono sentimenti carnali e,, che riempre. (Sermo 45,5-7)
vedendo che spesso le nubi coprono le falde dei
monti, salgono iui monti per essere pir) vicini a Dio.
Vuoi che la tua preghiera raggiunga Dio? Umiliati. LA CUTE,SA E IL MYSTERIUM LUNAE
D'altro canto, queste nostre parole: Se vuoi raggiun-
gere Dio umiliati, non devi prenderle in senso carna- Tu mi domandi <<perch6 mai l'anniversario in
le e, per pregare Dio, calartt nelle caverne. Non cer- cui si celebra la passione del Signore non ricome lo
care n6 monti n6 caverne! Abbi in cuore l'umilti e stesso giorno dell-'anno, come [succede perJ il giorno
Dio ti dari Ia sublimiti: verr) da te e sari con te nella in cui si dice che sia nato>> e poi soggiungi: <E se ci6
tua stanzetta. Or dunque, come abbiamo per monte awiene per causa del sabato e della luna, che c'entra

158 r59
r
mai in cid l'osservanza del sabato e della luna?>>. Sup- 13,I). Nella passione e risurrezione del Signore vien
pi dunque anzitutto che il giorno della Nativiti del messo dunque in risalto il passaggio dalla presente vi-
Signore non si celebra con un rito sacramentale, ma
I

I
ta mortale a quella immoriale, ossia il passaggio dalla
si rievoca solo il ricordo della sua nascita e perci6 morte allavtta.
non occorreva altro che indicare con una solenniti Presentemente noi compiamo questo passaggio
religiosa il giorno dell'anno in cui ricorre l'anniversa- per mezzo della fede, che ci ottiene il perdono dei pec-
rio dell'awenimento stesso. Si ha invece un rito sa- lati e.la speranza della vita eterna, se amiamo,Dio e il
cramentale in una celebrazione quando non solo si prosslmo, ln quanto la fede operd irt uirtil della caritd
commemora un awenimento ma 1o si fa pure in mo- icf. Gal5, 6) e il giusto uiue mediarute la fede (cf. Ab 2,
do che si capisca il significato di cid che deve riceversi 4.Mauedere cid-che si spera, ruon i sperare: cid cbe in-
santamente. Noi quindi celebriamo la Pasqua in mo- latti si uede, percbd sperailo? Se inuece speriamo cid che
"ruon
do che non solo rievochiamo il ricordo d'un fatto av- uediamo, lo aspettiamo con paziente attesa (cf. Rm
venuto, cioB la morte e la risurrezione di Cristo, ma lo 8, 24). In conformiti a questa fede, speranza e cariti,
facciamo senza tralasciare nessuno degli altri elementi con cui abbiamo cominciato a vivere nella grazia, gld
che attestano il rapporto ch'essi hanno co1 Cristo, os- siamo morti insieme con Cristo e col battesimo siamo
sia il significato dei riti sacri celebrati. In realti, come sepolti con lui nella morte Gf . Z Tna 2, L2; Rm 9, 4),
dice l'Apostolo: Cristo mori d c(tust dei nostri peccati e .&r. dice l'Apostolo: Poichd il nostro llomo ueccbio fu
risorse per la nostra giustificazione (cf. Rm 4, 25) e crocifisso con iui (cf.. Rm 6, 6); e siamo risorti con lui,
pertanto nella passione e risurrezione del Signore B poichd
'cieli ci risuscitd insierne con h41, e ci fec-e se.dere nei
insito il significato spirituale del passaggio dalla morte insieme con lui (cf. Ef 2,6). Ecco perch6l'Aposto-
alla vtta. La stessa parola Pascba non d greca, come si lo ci esorta: Pensate alle cose di lassD non alle cose ter-
crede comunemente, ma ebraica, come affermano rene (cf . Col ) , t.2) .Ma poi soggiunge dicendo : Poichd
quelli che conoscono le due lingue; insomma il termi- uoi siete morti e la uostra uita i nascosta con Cristo in
ne non deriva da <<passione>>, ossia ..sofferenzar>, per il. Dio. Quando Cristo, uostra uita, compariri, allora uoi
fatto che in greco <<patire>> si dice fio,.lxlw, ma dal f"at- appariiete con lui uestiti di gloria (cf . Col 3, 3); con cid
to che si passa, come ho detto , dalla morte alla vita, .'it di., chiaramente che vuol farci capire come ades-
com'e indicato dalla parola ebraica: in questa lingua so il nostro passaggio dalla morte aTlavrta (che awiene
infatti <<passaggio>> si dtce Pascht, come affermano i in virti delta fede)li compie mediante la speran'za del'
dotti. A cos'altro volle accennare 1o stesso Signore col la futura risurrezione e della gloria finale, quando cioE
dire: Chi crede in me, passeri dalla morte alla uita (cf. questo elemento corruttibile,-ossia que,!t9 .cgrqo_ in cui
Gu 5,,24)? Si comprende allora che il medesimo evan- ora gemlamo, si riuestird dell'irnmortaliti (cf. I C9r 15,
gelista volle esprimere cid specialmente quando. par- 53).-Noi infatti abbiamo fin d'ora le primizie dello Spi-
lando del Signore che si apprestava a celebrare laPa- rito rn virti della fede, ma gemiamo ancora nel nostro
squa coi discepoli, dice: Auendo Gesil uisto ch'era giun- intinto, dspettando l'adoziorte, la redenzione del nostro
ta I'ora di passare da questo mondo al padre etc. (cf. Gu corpo, polZha solo iru speranzo siarrto gii stati saluati (cf.

160 t6t
/
r

Rm 8,23).Dato che siamo in questa spetanza, il corpo I1 rinnovamento della nostra vita B pertanto il
d bensi morto per cdusa del peccato, mA lo spirito i uiuo passaggio dalla morte alla vtta, che s'inizia in virtri
per causa della giustizia. Ma fa' attenzione a quel che della fede, affinch6 nella spetanza siamo contenti e
segue: Ora, se lo Spirito di Colui che risuscitd Cristo dai nella sofferenza siamo pazientr, bench6 il nostro uo-
morti abita iru uoi, Colui che risuscitd Cristo dai morti mo esteriore si vada disfacendo mentre quello inte-
uiuificberi pure i uostri corpi mortali per mezzo del suo riore si rinnova di giorno in giorno (cf. Z Cor 4,16).
Spirito abitante in uoi (cf. Rm 8, 10s.). Pertanto la Proprio in vista della nuova vita e dell'uomo nuovo
Chiesa intera, che si rova nel pellegrinaggio della na- di cui ci si com anda di rivestirci (cf. Col 3, 9s.) spo-
tura soggetta a)l,a morte, aspetta che si compia alla fine gliandoci di quello vecchio, purificandoci dal vecchio
del mondo cid che ci d stato mostrato in antecedenza fermento per essere una pasta nuova, essendo gii sta-
awerato nel corpo di nostro Signore Gesi Cristo ch'd to immolato Cristo, nosira Pasqua (cf. I Cor 5, J),
il primogenito dei redivivi (cf. Col 1,18), poich6 anche proprio in vista di questo rinnovamento della vita d
il suo corpo, di cui d capo egli stesso, non B altro che la ituto stabilito per questa celebr azione il primo mese
Chiesa. dell'anno, che percid si chiama il mese dei rtuoui rac-
Alcuni, pertanto, considerando l'espressione che colti (cf. Es 23,-15). Inoltre, poich6 nel volgere dei se-
ricorre nell'Apostolo, che cioB noi siamo morti con coli d adesso apparsa la terua epoca, la risurrezione
Cristo (cf . Rm 6, 8; Col2,20; 2 Tm 2, lL) e siamo risu- del Signore 6 awenuta dopo tre giorni. -La prima
scitati con lui, e non comprendendo in qual senso 1o .po.ul.rfatti B quella anteriore allaT,egge, la seconda
dica, hanno pensato che la risurrezione sia gii awenu- quella della Legge, la terza quella della Grazia, in cui
ta e non occorra pir) sperarla alla tine dei tempr. Tra si rivela il piano misterioso di Dio prima nascosto
costoro - dice egli - ui sono Imeneo e Fileto, i quali nell'oscurit[ delle profezie. Cid e dunque indicato
hanno deuiato dalla ueriti, dicendo cbe la risurrezione i pure dal numero dei giorni d'ogni-fase lunare.poich6
gii auueruotta, e souuertono la fede di alcurui (2 Tm 2, nelle Scritture il numero sette suol essere simbolo di
17). Costoro sono confutati e biasimati dall'Apostolo, una certa perfezione e percid 1a Pasqua si celebra la
il quale tuttavia dice che siamo risorti con Cristo. Ma terza settiirana della luna, ciod nel giorno che cade
in qual modo tale evento s'd compiuto in noi, se non, tra I quattordici e il ventuno del mese.
come dice egli stesso, in virtri della fede, della speran- Vi B racchiuso pure un almo mistero; se ti sari
za e deil,a cadtd, secondo 1e primizie dello Spirito? Ma oscuro per il fatto d-'essere meno istruito in siffatte
poich6 la speranza dt cid che si vede non E speranza e cose, non t'addolorare e non credere ch'io sia miglio-
percid speriamo cid che non vediamo, aspettiamo per re di te per il fatto d'averle apprese durante gli studi
mezzo della pazienza (cf. Rm 8,23.24); nmane ancora de1la mia fanc:ntllezza. Poich6 cbi uuol uantarsi, si
che si compia la redenzione del nostro corpo, aspet- uanti di questo, d'auer cioO senno e coruoscere cbe io so-
tando la quale noi gemiamo intimamente. Ecco perch6 no il Signore (cf. Ger 9, 2)). Alcuni appassionati di
Paolo dice pure Siate contenti nella speranza, pazienti tali cose fecero molte ricerche sui numeri e sui movi-
nella sofferenza (cf . Rm 12, L2). menti delle stelle. E quelli di essi che fecero indagini

r62 L6)
pir) acute arguirono che 1e fasi della luna crescente e marsi una concezione dell'uniuerso e del suo Signore,
della luna caiante provengono dal giro della sl-ra sfera non lo trouarono piD facilmente (cf. Sap B, 9),. come
e non gi) da1 fatto che ad essa si aggiunga qualche so- avrebbero potuto se avessero pregato con sentimenti
stanza quando cresce e la perda quando cala, come di religione. Essi comunque dalle stesse estremit) del-
credono nella loro abenazione i Manichei: costoro le falci lunari, opposte al sole sia nella fase crescente
dicono ch'essa viene riempita, come una nave, da che in quella calante, dedussero che la luna d illumi-
una porzione fuggitiva di Dio, ch'essi con cuore e lin- nata dal sole e, quanto piil si allontana da esso, tanto
guaggio sacrilego non si p-eritano di crederg e procla- pii riceve i suoi raggt nella parte che si mosta alla
har"e-unita ai Principi delle tenebre e macchiata delle ierra, mentre al contrario quanto pii gli si awicina
loro sozzure. Affermano dunque che quella parte di dopo la prima metA del mese, a pattlre dall'altra meta
Dio, purificatasi con enormi sforzi dall'immondrzia dell'orbit a, tanto pin B illuminata nella parte superio-
fuggendo da tutto il mondo e da tutte le fogne, si ri- re, e non pud ricevere r ruggi nella parte rivolta alla
congi.rnge con Dio, che piange fintanto che non tor- terra e peicid sembra calare. Se perd si suppone la
ni; li luna perd si riempirebbe solo per la durata di luna dotata di luce propria, 1'avrebbe solo da una
mezzo mese, mentre meti del mese si riverserebbe parte della meta delli sua sfera e mostrerebbe quella
nel sole come in un'alffa nave. Tuttavia fra queste parte alla terra un po' alla volta allontanandosi dal
esecrande bestemmie non poterono mai immagtnate sole fino a mostrarla intera, mosrerebbe ciod per co-
per qual motivo mai, sia quando comincia che quan- si dire un accrescimento senza opporre alla propria
io ..su di risplendere, appata come una falce lumi-
-decrescere massa nulla che le facesse difetto, ma con l'esporre
nosa, o perch6 cominci a a partire da77a quel che aveva in effetto; poi di nuovo nascondendo
meta dei mese e non giunga piena fino alla fine del un po' alla volta quanto prima appariva, sembrereb-
mese per versare quel che ha di superfluo. be calare. Ma qualunque cosa si pensi di queste ipo-
Al .ontrario, coloro che studiano questi feno- tesi, una cosa E chiaru a chiunque esamini attenta-
meni mediante precisi calcoli matematici, riuscirono mente il fenomeno, che ciob la luna cresce ai nosffi
non solo a spiefare la causa delle eclissi di sole e di occhi solo allontanandosi dal sole e cala solo awici-
luna, ma prie a predire molto tempo p-rima- il mo- nandoglisi dall' alt ra pafie.
mento in cui sarebbero avvenute, e perfino fissarne Fa' ora attenzione a cid che si legge nei Prover-
in antece denza, nelle loro opere scritte, il ripetersi a bi: ll saggio perseuera saldo come il sole, lo stolto inue-
determinati intervalli di tempo in base a calcoli preci- ce cambia come la luna (cf. Sir27,I2). E chi E il sag-
si. Coloro che leggono con intelltgenza quegli scritti, gio che persevera se non il sole di giustizia di cui B
predicono allo siesso modo i medesimi fenomeni,- i 3.rto, E'sorto per me il sole di giustiiia (cf . Mt ),20)?
quali avvengono proprio- nel modo e nel tempo. da Nel giorno del giudizio gli empi, battendosi il petto
eisi predetto.
^di Quegli studiosi non sono bensi merite- per il fafio che questo sole non B spuntato per loro,
-diranno'
voli perdono iecondo l'espressione della Sacra l'{on i brillata per noi la luce della giustizia e
Scrittura in quant o, se giunsero a sapere tartto da for- il sole non i spuntato per ruoi (cf . Sap 5, 6). Non si
164 t65
tratta di questo sole visibile agli occhi corporei, che vranno esclamare: Sono costoro quelli cbe noi conside-
buoni e sui caJtlv! comq pure fa rammo un tempo come oggetto di scberno e come tipi
I

Dio fa ,oig.t. sui


piovere suigiusti e sugf ingiusti (cf. Mt 5, 45).Si rat- da coprire d'obbrobri. Siamo noi i pazzi che stimauamo
ia di una di quelle similitudini tratte, come sempre, pazzia la loro uita (cf. Sap 5,3s.). Ecco perch6 1o Spi-
dalle cose visibili e adatte a significare le cose invisi- rito Santo, per mostrarci con una similitudine i mi-
bili. Chi E dunque lo stolto che cambia come la luna, steri invisibili attraverso le cose visibili, e attraverso
se non Adamo, nel quale tuffi hanno peccato? Poich6 le cose corporee i misteri spirituali, volle che il pas-
l'anima dell'uomo ,llontrnandosi dal sole della giu- saggio da una vita all'altra, cioB la Pasqua, fosse cele-
strzia, cioB dalla interiore contemplazione dell'immu- braia [nel periodo che va] dalla quattordicesima alla
tabile veriti, rivolge tutte le sue potenze spirituali al- ventunesima luna; dalla quattordicesima, affinch6 si
le cose terrene, pEr cui vieppiu gli si ottenebrano 1e prendesse la similitudine de1la luna per indicare la
facoltd interne e superiori. Appena perd comincia a terua epoca gi) ricordata non solo per il fatto che di li
tornare alf immutabile saptenza, quanto pii le si awi- comincia la terua settimana, ma per 1o stesso fatto di
cina con sentimenti religi,osi, tantb pii si sciupa l'uo- rivolgersi dalle cose esteriori a quelle interiori; fino
mo esterno, ma f interno si rinnova di giorno in gior- alla ventunesima invece a causa dello stesso numero
no e tutta |a luce delf ingegno, prima rivolta alle cose corrispondente al triplo di sette, numero, questo, con
inferiori, si rivolge ora alle superiori e si stacca pei cui spesso B indic ata la totalit) delle cose, numero
cosi dire dalle cose terrene, perch6 muoia semPre di simboleggiante pure la stessa Chiesa per il f.atto ch'es-
piu a questa vita e la sua vita sia nascosta con Cristo so rappresenta la totaliti dei fedeli.
in Dio (cf . Col3,3). Ecco perch6 l'apostolo Giovanni nell'Apocalisse
I-luomo dunque fa un cambiamento tanto peg- scrive alle sette Chiese (cf. Ap 1, 4). La Chiesa perd,
giore quanto pii si spinge verso le cose esteriori e re- movandosi ancora nella condizione mortale propria
Ioinse'dalla sua vita le iealti interiori (cf. Sir 10, 9): degli uomini fatti di carne, d indicata nella Sacra Scrit-
"tale tura col nome di luna a causa della mutevolezza della
una condizione pare migliore alla terca, -ossia a
coloro che gustano toltanto li cose terrene (cf . Fil 2, natura umana. Ecco pure il perch6 di quell'espressio-
9), dal motiento che il peccatore viene lodato per le ne: Haruno preparato le loro saette nella faretra per saet-
biume del suo cuore e .hi compie il male viene bene- tare quelli cbe sono di cuore retto, quando la luna i
detto (cf. Sal9,24; I0, )). Luomo, al contrario, cam- oscura (cf. Sal 10,)).Infatti prima che awenga quanto
bia in meglio quando a pogo a poco distoglie la sua dice l'Apostolo: Quando compariri Cristo, uostra uita,
attenzione-e la iua gloria dalle cose terrene, che si ve- allora uoi pure comparirete con lui nella gloria (cf. Col
dono in questa vital e le indirizza alle cose superiori e ), 4), la Chiesa duiante il suo pellegrinaggio sembra
interne; qr.ttu condizione sembra meno buona alla oscura, perch6 geme a causa di molte iniquiti: e allo-
terra, *rL a quelli che hanno il gusto delle cose ter- ra sono da temere le insidie degl'ipocriti seduttori,
rene. Ecco perch6 gli empi, nel loro inutile penti- che volle indicati nel termine <<saette>>. Ecco perch6
mento finale, tra gli 71tri nr]m.roti loro rimpianti do- in un altro passo, a proposito dei fedelissimi bandito-

166 167
I ri veriti, generati in ogni luogo de-llq Chiesa, e
della
detto che essa J.o*. la luni testiione fedele nel cie-
lo (cf. Sal 88,38). Cantando, il Salmista del regno di
no adorare gli asti del cielo per il fatto che talora
questi sono presi nella Sacra Scrittura come simboli e
figure dei misterl djvrnl perch6 ogni creatura pud es-
Dio: Spunteri - dice - nei giorrti d! lui la giustizia con sere presa a simbolo. Per lo stesso motivo non dob-
I biarrro neppure incorrere nel giudizio di condanna
abbondanza di pace fino aTanto che non ui sia piD la
luna (cf. SalTl',7), cioE l'abbondanza della pace cre- pronunciato dail,a bocca dell'Apostolo nei riguardi di
sceri tino a quando essa non distrugge-ri interamente alcuni, i quali adorarono e servirono la creatua a
cid ch'ts mutivole nella condizione della nostra mor- preferenza de1 Creatore ch'd benedetto per tutti i se-
talitd. Allora sarh distrutta l'ultima nemica, ossia la coli (cf. Rm l, 25).Come infatti non adoriamo le be-
morte, e sari distrutto interamente tutto cid che deri- stie, sebbene Cristo sia chiamato agnello (cf. Gu l,
va dalla debolezza della carne e ci oppone resistenza 29) e vitello (cf . Ez 43 , 19), e neppure le fiere perch6
e ci impedisce di giungerc alla perfetta pacg,quando egli E stato chiamato iI leone della tribri di Giuda (cf.
ciod questo corpo corruttibile si rivestiri dell'incor- Ap 5,5) e neppure le pietre perch6 pietra era i1 Cri-
ruftibilite e queito corpo mortale si rivestiri delf im- stb (cf. 7 Cor lO,4; Mt 21,42) e neppure il monte
mortalit) (cf. I Cor 15, 26.53sJ. Ecco perch6 le mu- Sion perch6 in esso d raffiguratala Chiesa (1 Pt 3,4),
ra della cittd chiamata Gerico, la quale in ebraico si cosi non adoriamo neppure il sole o la luna, sebbene
dice che significa luna, caddero doPg che.attorno ad da queste creature della volta celeste come da molte
esse fu potlutu per sette volte 1'arci dell'Alleanza (cf . altre creature terrestri si prendano figure simboliche
Gs 6, fe .ZOl. Cos'altro infatti f.a ora l'annuncio del per rappresentare e far comprendere realti sacre e
regno di Dio simboleggiato dall'arca portata intorno mistiche. (Ep.55,1,2 - 6, 11)
a (]erico, se non distruggere, mediante i sette doni
dello Spirito Santo e il ioncofso del libero arbitrio,
tutti i baluardi della vita mortale, cioB qualsiasi spe- Ricordo di avere promesso di esporre in questo
ranza di questa vita che si oppon e alla speranza della salmo come la luna rappresenti convenientemente la
vita futuia? Ecco perch6 le mura caddero mentre Chiesa. Due sono le ipotesi probabili sulla luna: ma
l'arca girava loro attorno, senza essere perc-o-sse da credo sia impossibile o difficilissimo per l'uomo sa-
.retrr, .o1po violento, ma spontaneamente. Vi sono pere quale di queste sia la vera. Infatti, quando ci si
inoltre altri passi della Sacra Scrittura che nella luna chiede donde essa trag gala luce, alcuni dicono che la
ci fanno uedire simboleg giata la Chiesa, la quale ne1- possiede di per s6, ma che una meta soltanto del suo
la condizione mortale dJtt, presente vita compie il globo risplende, mentre l'alffa resta oscura; rna, nel
suo pellegrinaggio tra le pene e le fatiche, lontana muoversi nella sua orbita la medesima parte che splen-
dalla ..l.it" GEiurale-m" di cui sono cittadini i san- de a poco a poco si volge verso la terca in modo da
ti Anseli, poter essere veduta da noi, e percid appare dapprirna
bh ttolti perd, che non vogliono cambiarsi in come se avesse dei corni. Se, per esempio. fai una
meglio, non devono per questo pensare che si debba- palla per meta bianca e meta scura, e hai davanti agli

t68 r69
t
t
,l

occhi la parte scura, non vedrai niente di bianco; ma quando comincia a non vederlo pii, se si volge ad
se comlncerat a gtrareverso i tuoi occhi la parte bian-
oriente, vedri sorgere la luna. A partire da questo
ca) e Ia girerai a poco a poco, d-apprima vedrai dei
momento, quando essa corlincia ad awicinarsi al so-
corni bianchi; poigradatamente [essa] cresce, fino a le dall'alffa parto rivolge verso di noi quella parte
tuoi occhi e che non B illuminata, finch6 non riappaiono i corni
-pir) landida E dinanzi ai
che tutta la paite
ed infine non si vede pir) nulla, perch6 allora la parte
non si vede niente dell'alua -parte scura. E se illuminata B volta in alto verso il cielo, mente verso
continui ancora a f"at gitare la palla a poco a poco,
cornincia ad apparire ljoscurit) e a diminuire il can- la tera B volta la parte che il sole non pud illuminare.
dore, finch6 riappaiono di nuovo i corni e infine tutta Orbene, anche secondo questa opinione, nella luna si
la parte bianca i.o*pure dagli occhi e di nuovo si intende la Chiesa, perch6 non ha luce propria ma E
prrb ,r.dere solo la parte scura. Dicono che questo illuminata dall'Unigenito Figlio di Dio, il quale d alle-
,..ud. quando la luie della luna sembra crescere si- goricamente chiamato Sole in molti passi delle Sacre
no alla quindicesima luna, e poi di nuovo diminuire Scritture. Alcuni eretici, non conoscendo, oppure non
fino alla'tredicesima e ritornare ai corni, fino a che essendo in grado di distinguere [questo Sole], tenta-
non appare.pii nessuna luce nella luna. Secondo no di distogliere i sentimenti dei semplici verso que-
questa opmlone, la luna allegoricamente simboleggia sto sole corporeo e visibile, che B luce comune alla
U Cf,i.tu, poiclr6 la Chiesa iisplende ne11a sua parte carne degli uomini e alle mosche, e riescono cosi a
spirituale, -.t tt" E oscura nella sua parte carnale; e sowertire alcuni, i quali, non potendo contemplare
talvolta la parte spirituale si manifesta agli uomini con la mente la luce interiore della verita, non si ac-
nelle buone opere; in altri momenti rimane nascosta contentano della semplice fede caffolica che costitui-
nella coscienzi ed E conosciuta solo da Dio, mentre sce l'unica salvezza p$ i piccoli, e con il cui unico
si manifesta agli uomini soltanto nel corpo- Cosi ac- latte si pud giungere con vigore sicuro alla robustez-
cade quando lreghiamo col cuore e sembra.quasi za del cibo pii solido. Quale che sia la vera di queste
che non facciamo"nulla, menme ci B ordinato di non due opinioni, giustamente si scorge, in senso allegori-
tenere i cuori sulla terra, ma di elevarli verso il Signo- co, la Chiesa nel1a luna. Se poi non piacesse esercita-
re. Altri poi dicono che la luna non ha luce. propria, re l'animo in queste oscurit), piene pin di affanni che
ma d illuminata dal sole; perd, quando B insieme con di frutti, oppure non ce ne fosse il tempo, owero
il sole, volge verso di noi la patte non illumtnata, e l'animo stesso non ne fosse capace, d sufficiente guar-
oercio non"vediamo in essa aliuna luce; quando inve- dare la luna con occhi semplici e non cercare le cause
l. co-irrcia ad allontanarsi dal sole, si illumina anche oscure, ma rendersi cont o alla maniera di tutti del
in quella parte che volge v.er19 Ia tetra, e necessaria- suo accrescersi, del suo completarsi e del suo decre-
mente comrncia dar corni, finch6 non giunge alla scere. La luna, proprio nel suo venir meno per rinno-
quindicesima luna [che sta] di contro al sole. Allora, varsi, mostra inche alla stessa moltitudine incolta
infatti, quando il sole tramonta, 1a luna nasce, in mo- f immagine della Chiesa, nella quale si crede al\a n-
do che'chiunque, avendo visto ramontare il so1e, surrezione dei morti.

L7L
t70
Dobbiamo poi indagare che cosa si intenda in ti
i
retti di cuore merutre oscura la luna. Oppure, se ad
questo salmo coi luna osiura, nella qu3le i peccatori la
i
essi sembra ancora oscura la luna, in quanto vogliono
ri toro preparati per saettare i retti di cuore. Non mettere in dubbio quale sia la Chiesa cattolica e ten-
tano di incolparla per i peccati degli uomini carnalt
l

soltanto in L., modo, infatti, la luna pud esser detta


oscura: pud esser detta oscura quando- E al termine che essa contiene in gran numero, che interessa tutto
del suo iorto mensile, e quando il suo fulgore B otte- questo a colui che dice con verit): nel Signore
nebrato dalle nubi, e qrando, PUr piena, si eclissa. I1 con.fido? Con queste parole ciascuno mostra di essere
voler saettare, quando d oscura la luna, i retti di cuo- buon grano, e sosterri con pazienza la pula sino al
re, pud invero.iiferirsi ai persecutori dei martiri; non tempo della vagliatura. (En. in Ps. 10,3-4)
Doteva esser vtsta la luna nella sua chiariti, ossia la
bhi.ru, sia per la sua fase iniziale, in quanto non ave-
va brillato iulla terra in tutta la sua luce e non aveva [Dice il salmo:7 Ti protegga il Signore sopra la
ancora fugato le tenebre delle superstizioni dei Gen- mano della tua destra. Ve l'ho detto e, suppoflgo,
tili; sia t.l ,i.oprirsi la terra come di nebbia per 1e voi ne siete convinti. Se infatti non foste convinti e
lingue di coloro che bestemmiavano e diffamavano il convinti proprio in base alle Scritture, non mi avre-
no*. cristiano; sia per le uccisioni degli stessi marti- ste indicato acclamando il vostro assenso. Se dun-
ri, e un cosi copioso spargimento di sangue, c-ome se que avete compreso, vedete, fratelli, come prose-
in tale venir meno e oscuramento, per cui la luna gue; vedete il motivo per cui il Signore ha da inter-
sembrava mostrare insanguinatala sua faccia, i debo- venire anche sopra la mano della destra: perch6 in
li siano stati col terrore stornati dal nome cristiano. E altre parole debba proteggere la stessa fede per la
profittando di tale terrore, i peccatori scagliavano le quale abbiamo ricevuto il potere di essere figli di
ioro putole ingannatrici e sacrileghe per sowertire Dio e di essere collocati alla sua destra. Per quale
anche i retti di cuore. Ci si pud infine riferire agli motivo i1 Signore ci deve proteggere? A motivo de-
stessi peccatori che la Chiesa contiene, P..t*6 alTora, gli scandali. Ma da che parte si levano gli scandali?
colta i'occasione di quest'oscurarsi della luna, essi Noi dobbiamo temerli su due fronti, come due sono
hannc, commesso molte di quelle aziont che ora ci so- anche i precetti dai quali dipendono totalmente la
no rinfacciate come obbrobriose dagli eretici, quan- Legge e i Profeti (cf. Mt 22,40): ciots l'amore di Dio
do si dice che tali delitti sono stati compiuti dai loro e l'amore del prossimo. Si ama la Chiesa perch6 si
fondatori. Ma in qualsiasi modo si sia svolto q-uel che ama 1l prossimo; Dio lo si ama per amore di Dio
E accaduto nel perlodo della luna oscura, Perch6 deb- stesso. Quando dunque simbolicamente si parla di
bo turbarmi per eventi sconosciuti, ora che il nome sole, si intende Dio, e quando si parla di luna si in-
cattolico B diffuso e celebrato in tutto il mondo? I'lel tende simbolicamente la Chiesa. Ora se uno, caden-
Signore - infatti - corufido; e non ascolto coloro che do in errore, non credesse conforme a verit) nei ri-
diiono alla mia antmat migra ai monti come il passero. guardi di Dio (non credesse, ad esempio, che il Pa-
Perchd, ecco, i peccatori banno teso I'arco per saettare i dre, il Figlio e lo Spirito Santo sono d'una stessa so-

r12 fl)
r stanza), costui sarebbe ingannato dall'astuzia degli ,I
intoccabile, non viene bruciato dal sole. Non mi ri-
eretici, specialmente ariair. Cosi chi credesse che ferisco a questo sole che insieme con noi vedono
nel Figlio e nello Spirito Santo ci sia qualcosa in anche le mosche e gli animali, ma a quel sole del
meno ih. non nel Padre, avrebbe subito uno scan- quale alla fine diranno gli empi: Cbe cosa ci ha gio-
dalo a proposito di Dio. Ebbene, costoro sono bru- uato la superbia? e quale uantaggio ci ba arrecato la
ciati dal tol.. Ecco, invece, un altro persuaso che la iattaruza delle riccbezze? Tutto A passato come
Chiesa la si trovi solamente in una qualche setta, ombra. E dopo questo diranno ancota Errammo
uno che non riconosce com'essa d sparsa per tutta duruque dalla uia della ueriti, e la luce della giustizia
la terca. Egli presta fede a quei tali che ripetono: ruon rifulse per noi e il sole per noi non si leud (cf.
Eccolo quill Cristo, eccolo ln Gf . Mt 24,21) (come Sap 5, 8.6). Se si trattasse del sole materiale, non
avete ,rdito dal Vangelo che vi d stato letto), mentre sorge forse per tutti gli empi, secondo la disposi-
si sa che lui, dando un prezzo cosi grande, ha re- zione di colui de1 quale fu detto che fa sorgere il
dento tutto il mondo. Ebbene, costui subisce uno suo sole sopra i buoni e sopra i cattiui (cf . Mt 5, 45)?
scandalo nei riguardi del prossimo ed b bruciato Ne segue che Dio ha fatto un altro sole, diverso da
dalla luna. Chi; insomma ,-erra nei confronti della questo che sorge sui buoni e sui cattivi e che vedo-
sostanza della veriti viene bruciato dal sole e di no i buoni e cattivi. E, quest'altro, un sole non
giorno, in quanto erra proprio-circa la,sapienza dt creato ma generato, un sole per opera del quale
Iui sta.scritio: Il giorno paisa al giorno la parola (cf. tutte le cose sono state create, un sole dove ha sede
Sal L8, )). A queito riguardo afferma anche l'Apo- la percezione della veriti immutabile. Di questo so-
stolo: Adattando le cose spirituali agli uomini spiri-- le diranno g1i empi: E il sole per noi non si leud (cf.
tuali (cf. I Cor 2, L3). Ecco cos'B: Il giorno passa al Sap 5, 6). Chi non erra nei riguardi della Sapienza
giorno la parola; B: Noi parliamo di sapienza tra i in se stessa non viene bruciato dal sole; come chi
f,erfetti (cf. I Cor2,6). Cos'd invece: E la notte alla non erra riguardo alla Chiesa e alla carne di Cristo
notte trasmette la notizia (cf. I Cor 2, 1l)? Ai pic- e a tutte le cose accadute nel tempo per la nosffa sa-
coli si predica l'abbassamento di Cristo: la sua in- lute, non viene bruciato dalla luna. Se perd non
,zr:nurione e la sua crocifissione. Questo B il latte s'awera nell'uomo quanto dice il salmo, e cioE: 1/
che basta ai piccoli. In tal modo questi piccoli non Signore i il tuo riparo soprd la mano della tua destra,
vengono abbandonad durante la notte, perch6 an- egli, anche se gii ha creduto in Cristo, cadr) in er-
che-durante la notte risplende la luna, ciod attra- rore, o nel primo campo o nel secondo. Da cid si
verso la carne di Cristo-si predica loro la Chiesa, spiega l'aggiunta che segue le parole: Il Sigruore i il
della quale la carne di CriJto E 1a testa. Ora, chi tuo riparo sopra la mano della tua destra. Si immagi-
non si-lascia scan dalizzarc in queste cose, cioB nei na una difficolt) da parte del credente, questa ciod:
riguardi della Chiesa e della carne di Cristo, non <<Ecco, io ormai posseggo la mano della mia destra;
viEne bruciato dalla luna. Chi poi non si lascia ho scelto la fede in Cristo; ho ricevuto il potere
scandalizzare nei riguardi della veriti immutabile e d'essere annoverato tra i figli di Dio. Che bisogno

174 fl5
U
c'B che Dio mifaccia ancora da copertura restando gini anche nel corpo, celebrate oggi con- solenniti e
sopra di me? CioB: perch6 deve starmi ancora soPra lg Iioiu il parto della Vergine. E nato infatti da una
*iro della ruia deitra?>>. Continua: Di giorno il sole Sont u .olri che non ha a-vuto bisogno di essere gene-
non ti bruceri, nd la luna di notte. Per questo d a1 di rato in lei da un uomo. Egli, che a voi ha fatto dono
sopra della mano della tua destra colui che ti copre: della verginiti che avreste amato, non tolse alla ma-
affjnch6 il sole non ti bruci di giorno n6. la luna di dre cid c*he anche voi ota amate. Egli, che risana in
notte. Comprendete, fratelli, che tutto questo B owia- voi ci6 che avete ereditato da Eva, non pud rovinare
mente .,n parlare figurato. In realti, se pensiamo al cid che voi avete amato in Maria.
sole visibile, e vero che esso brucia durante il giorno, Seguite le orme di colei che nel concep-ire non
ma forse clre brucia anche la luna quando splende di si uni a ,omo e nel partorire rimase vergine-,Imitate-
notte? Cosa sari quindi questo bruciare? Lo scanda- la in quanto .. uu.t. la possibilit). Non nella fecon-
1o. Ascolta le purol" dell'Apostolo: Chi A infermo cbe dit), perch6 questo i impossibile sefiza compromet-
anch'io non lo sia? cbi i scirtdalizzato senza che io ne tere'la verginiii. Lei sola pot6 avere ambedue le cose,
bruci? kf. Z Cor I1,29). (En. in Ps. L20,12) delle quaf voi ne avete icelta una; se voleste averle
,mb.d,r., perdereste quella che avete scelto. Lei sola
pot6 avere^ambedue le cose, lei che generd l'Onnipo-
LA CHMSA MADRE E VERGINE i..rt., in virti del quale pot6 averle ambedue. Solo in
ouesto unico modo era conveniente che l'unico Fi-
Ne1 grembo verginale della madre l'unigenito giio di Dio diventasse figlio dell'uomo. Tuttarria per il
Figlio di Dio. si E degnato di unire a s6la natura uma- latto che Cristo B stato partorito soltanto dalla Vgrgi-
na, per conglungere a se, ca-po rmmacolato,la Chiesa ne, non per questo norb niente pe-r voi; infatti, b.!-
immacolutu.Yapostolo Paolo chiama ia Chiesa vergi- ch6 non'aveti potuto partorirlo nella carne come fi-
ne non p"..+6 ionsidera in essa soltanto coloro che glio, 1o avete trbvato nLl .trot. come sposo: e un tale
sono vergml anche nel corpo, ma pgtcl16 desidera Iporo che, mentre in quanto redentore ricolma la vo-
che tutti ,bbiurro il cuore incorrotto. Vi ho fidanzati stra felicit), non dovete temere che vi tolga il bene
della verginit). Egli infatti che non ha tolto la vergi-
- dice - ad un solo sposo, per presentarui a Cristo co-
nit) alla madre neanche quando questa lo partori fisi-
me urua uergirue casta'(cf . Z Cor II,2).I a Chiesa, imi-
tando la Madre del suo Signore, anche 1) dove non camente, molto pir) 1a conserrreri in voi nell'amplesso
ha potuto esserlo nel corpo, d tuttavia insieme madre spirituale. N6 dbvete ritenervi sterili per il fatto che
e rrergine nello spirito. eristo- 4rrrgg.", che .ha reso ,i-rrr.t. vergini. Infatti una virtuosa- integrit) del
vergiie la sua Chiesa liberandola dalla fornicazione corpo d assaiutile per la feconditd del cuore. Com-
dei?emoni, nascendo, non ha tolto in alcun modo la portatevi come .ot iigliu l'Apostolo: siccome non do-
verginiti a sua madre. Voi, vergini consacrate, t:,ate vete preoccuparvi delle cose del mondo e di come
dalla incorrotta verginith della Chiesa, che non cu- poter placere ai mariti, datevi pensiero {el^le.cose di
'Dio,
randovi delle flozze temene avete scelto di essere ver- .b.rr. possiate piacere in tutto a lui (cf. I Cor 7 ,
177
176
r
32-34). Perch6 possiate avere non un grembo fecon- mind l'esitazione dello spirito dal loro cuore, quan-
do di nascite, ma un cuore fecondo diiirti. Ora, ar- do gii a causa del dubbio correvano nello spirito un
rivato al termine, mi rivolgo a tutti voi che siete pre- pericolo maggiore che nel corpo a causa della tem-
senti, parlo a tutti, vorrei sollecitare con queste paro- pesta.
le tutti voi, che siete la vergine casta che l'Apostolo Attraverso tutte le azioni da lui compiute, il Si-
ha ftdanzato a Crisro (cf . Z Cor lI, 2).Quanto ammi- gnore ci ammonisce dunque su come dobbiamo virre-
rate nel corpo di Maria abbiatelo nell'intimo della re quaggii. In questo mondo tutti infatti sono pelle-
vostra antma. Chi crede nel cuore per compiere la grini, sebbene non tutti desiderino tornare nella pa-
gtustizia concepisce Cristo; chi 1o confessa con la tfia. Ma proprio a causa di questo viaggio noi incon-
bocca per la salvezza partorisce Cristo (cf. Rm LO, triamo le sofferenze do'urrte a sconvolgimenti e a tem-
12). Cosi nel vostro cuore sovrabbondi la fecondit) e peste; d quindi necessario che siamo almeno nella bar-
permangala verginitd,. (Sermo L91,2, ) - 3, 4) ca. Poich6 se nella barca comiamo pericoli, fuori della
barca andiamo incontro a una morte sicura. In realti,
per quante forze abbra nei muscoli delle braccia chi
La IEUpESTA E LA BARCA nuota nel mare, talota, sopraffatto $al mare grosso,
viene inghiottito dalle onde e affoga. E necessario quin-
Il brano del Vangelo, che abbiamo udito or ora, di che siamo nella barca, cioB siamo portati sul legno
ammonisce ciascuno di noi a considerare e conoscere per essere in grado di attraversare questo Inare. Orbe-
dove siamo e dove dobbiamo dirigerci e affretrarci. ne, questo legno, dal quale viene portata la nostra de-
Poich6 ha un significato non trascurabile la barca che bolezza, B la croce del Signore con la quale veniamo se-
uaghettava i discepoli di Cristo e a causa del vento gnati e veniamo preservati dall'annegare nelle tempeste
contrario correva pericolo rn mezzo alle onde. Inoltre di questo mondo. Siamo soggetti alle tempeste, ma c'E
non senza un motivo il Signore, Iascrata andare la fol- Dio che pud venire in nosro aiuto.
la, sali sul monte a pregare da solo; di poi andando Quanto poi al fatto che, lasciata andare la folla,
verso i suoi discepoli camminando sul lago li trovd il Signore sali da solo sul monte a prcgare, quel mon-
ch'erano in pericolo, e li riconfortd salendo sulla bar- te significa l'aho dei cieli. Poich6 il Signore dopo la
ca e calmd 1a tempesta (cf. Mt 14,22-25). Ma perch6 risumezione, lasciata la folla, ascese da solo in cielo
meravigliarsi che possa ricondurre ogni cosa alla cal- (cf. At 1,9; Mc L6, 19; Lc 24,51), e l\ intercede per
ma colui che ha creato ogni cosa? Tuttavta, dopo es- noi, come dice l'Apostolo (cf. Rm 8,34). C'd, pertan-
ser salito sulla barca, i discepoli ch'erano trasportati to un significato misterioso in quest'azione del Signo-
da essa, dissero: Tu sei dauuero il Figlio di Dio! (cf. re il quale, lasciatala folla, sale sul monte per essere
Mt 14,33).Ma prima di questa apparizione costatata solo in preghiera. In effetti egli E ancora oggi il solo
chiaramente, s'eiano turbati vedendolo camminare sul- primo nato dei risorti (cf. Col l, 18) il quale dopo la
le acque del lago, poich6 avevano detto: E u, fanta- risurrezione del corpo si trova alla destra del Padre
sma.t (cf . Mt 14,26). Egli per6, salito sulla barca, e1i- quale sommo sacerdote e awocato delle nostre pre-

178 179
ghiere. I1_capo della Chiesa d nell'alto dei cieli, per- uostra collera e non date un'occasione al diauolo (cf..
ch6 tutte le alre membra lo seguan o alTa fine. Se d.rn- Ef 4, z6-27); cid poi non va inteso del nostro sole che
que intercede per noi, prega da solo, per cosi dire sembra occupare il primo posto ma i corpi celesti vi-
sulla cima di un monte, al di sopra di tutte le creatu- sibili e che pud essere visto ugualmente sia da noi
re pir) alte. che dalle bestie, ma della luce contemplata solo dal
Frattanto labarca che trasporta i discepoli, cioE cuore puro dei fedeli, come E detto: Era la luce uera
1a Chiesa, d agitata e scossa dalle tempesre-delle av- che illumina ogni uomo cbe uierue in questo mondo (cf.
versit), e non cessa il vento contrario, ciod il diavolo Gu 7, 9). In effetti questa luce del sole visibile illumi-
che le si oppone e si sforza d'impedirle di giungere na anche gli animali pin piccoli e miooscopici. La Iu-
alla tanquilliD del porto. Ma pii potente B colui che ce vera B percid la giustizia e la sapienza,luce che lo
intercede per noi. Poich6 in mezzo a queste nostre spirito non riesce piil a vedere quando E soggiogato
tempeste, che ci travagliano, egli ci d) fiducia venen- dal turbamento della collera come sotto una coltre di
do verso di noi e confortandoci; quando siamo turba- nebbia; d allora che il sole tramonta per cosi dire so-
ti badiamo soltanto di non uscire dallabarca e getrar- pra \a collera d'una persona. Ugualmente in questa
ci in mare. In realti anche se la barca d sbattuta B tut- barca, quando non c'E Cristo, ognuno d turbato dalle
tavta sempre una barca. Essa sola porta i discepoli e proprie tempeste, ciod da propri peccati e dalle pro-
accoglie Cristo. E vero, essa corre pericolo nel mare, prie passioni. La Legge per esempio ti dice: I'lon dire
ma senza di essa uno va in perdizione. Rimani percid falsa testimoruianza (cf. Es 20, 16; Dt 5,20). Se tu sai
ben saldo nella barca e prega Dio. Quando non ap- che la testimonianza B vera, hai la luce nello spirito,
prodano ad alcun risultato tutti gli accorgimenti e s-o- se invece, vinto dalla cupidigia d'un turpe guadagno,
no insufficienti le manovre de1 pilota e le sresse vele avrat stabilito di dire una falsa testimontanza., comin-
spiegate possono apportare pii pericolo che utiliti; cerai gi) ad essere turbato per l'assenza dt Cristo; sa-
quando non si pud pii fare affidamento su ogni spe- rai sballottato dai cavalloni della tua aviditi, comerai
cie d'aiuti e di forze del1'uomo, ai passeggeri non re- pericolo per la tempesta delle tue passioni e sarai sul
sta altro che intensificare le preghiere e implorare punto di affondare per l'assenza di Cristo.
l'aiuto di Dio. Colui il quale dd ai navtganti la possi- Quanto B da temersi che la barca diriga il suo
biliti di arrivare al porto, abbandoner) forse la pro- corso altrove e si volga a guardare indietro! Cid av-
pria Chiesa senza condurla allatranquilliti? viene quando uno, traviato daTla passione, abbando-
Ordunque, fratelli, i pii violenti sconvolgimenti nala speranza del premio celeste e si volge ai beni vi-
awengono in questa barca solo quando in essa non sibili e passeggeri. In realt) chi d sconvolto dalle ten-
c'd il Signore. Chi perd si trova nella Chiesa E forse tazioni delle passioni e tuttavia appunta il suo sguar-
separato dal Signore? Quand'd che ne B separato? do sulle realti interiori dell'anima non arrtva al pun-
Quando si lascia vincere da qualche passione. Nello to di perdere la speranza, mentre implora il perdono
stesso senso s'intende cid ch'd detto simbolicamente dei propri peccati e tende tutti i suoi sforzi a supera-
in un passo della Scrittura Il sole ruon tratnonti sulla re e atttaversare iI mare sconvolto dalla furia accantta

180 181
f il

dei venti. Chi al contrario si distoglie dal suo buon celle del mare; dopo la sua risumezione il suo nome
proposito dicendo in cuor suo: <<Dio non mi vede comincid ad essere onorato anche in questo mondo
poich6 non sta a pensare a me n6 si cura se io pec- in cui era stato dtsprezzato, accusato, ucciso; in tal
lorr, volge la prua, si lascia trasportare dalla burrasca modo egli, che a causa della passione della carne era
e viene spinto verso il luogo donde era par_tito. Poi- arrtvato fino al fondo del mare ed era stato sommerso
ch6 molti sono i pensieri nella coscienza dell'uomo e dalTa tempesta, con l'onore del suo nome calpestava il
la barca in cui non si trova Cristo viene agttata dat collo dei iuperbi come la spuma delle onde. E in tal
marosi di questo mondo e da molte tempeste. modo che adesso vediamo il Signore camminare per
Ora poi la quafia <<vigilia> della notte vuol dire cosi dire sul mare, e vediamo sotto i suoi piedi tuttala
la fine defla notta poich6 una <vigiliu risulta di tre rabbia di questo mondo. (Sermo7r, L,l - 6,7)
ore. Simboleggia dunque che appunto alla fine del
mondo verrh in aiuto il Signore e sari visto cammina-
re sul1e acque. Sebbene infatti questa barca sia sbat- La sposa <<PRoMESSA>>
tura dai tuibini delle tentazioni, vede tuttavia il Si-
gnore glorioso camminare sopra tutti i rigonfiamenti Se per caso ci sono degli eretici che ancora con-
del maie, ciod al di sopra di tutte le supreme digniti servano nel cuore l'errata convinzione che Cristo si
di questo mondo. In antecedenzainfatti, con le paro- mostrd agli occhi dei discepoli, ma non era il vero cor-
le riguardanttla sua passione, quando nella sua carne po di Cristo, la depongano ormai e si lascino convin-
ci dava l'esempio dell'umi1td., era stato predetto che cere dal Vangelo. Noi li biasimiamo di restare in tale
le procelle del mare persero la loro forua conro di errore: li condanneri lo stesso Cristo, se persisteranno
lui; procelle dalle quali egli si lascid sopraffare volon- ad avere una simile convinzione. Chi sei tu che non
tariamente per noi, affinch6 si adempisse la seguente credi che iI corpo deposto nel sepolcro abbia potuto
profezia: Sino aruiuato al forudo del mare e la tempesta risorgere? Sei forse manicheo, che non credi nemme-
mi ha sommerso (cf. Sal 68,l). Poich6 non respinse i no c[e sia stato crocifisso, da1 momento che non credi
falsi testimoni n6 le grida del popolo infuriato: Venga neppure alla sua nascita, affermi ch'egli ci mostrd ogni
crocifissol (cf. Mt 27 , 23; Mc L5 , 13; Lc 2) , 20; Gu 19 , coia falsa? Egli ha mostrato il falso, e tu dici la veriti?
15). I cuori rabbiosi e i clamori dei furibondi non li Le tue affermazioni sarebbero vere, mentre iI suo cor-
represse con la sua potenza ma 1i sopportd_con la sua po sarebbe stato una falsa apparcnza? Ecco, tu pensi
pizienza. Lo trattarono come vollero, poich6 fu ubbi- ch'egli mostrd agii occhi dei discepoli cid che non era;
diente sino alla morte, alla morte sulla croce (cf. Fil2, penJi che fosse uno spirito e non un corpo. Ma ascolta
8). Poi perd risuscitd dai morti e cosi pot6 pregare da lui: egli ti vuol bene per non condannarti. Ascolta
solo pei i suoi discepoli ch'erano nella Chiesa come quello che dice lui; ecco, 1o dice a te, infelice, parla a
in uni barca ed erano portati dalla fede nella sua cro- te: Perchd sei turbato e dubbi sorgono nel tuct cuore?
ce come da un legno e correvano pericolo a causa Osseruate - dice - le mie mani e i miei piedi. Toccatemi
delle prove di questo mondo come a causa delle pro- e osseruatemi: uruo spirito non ba ruti ossa nti carne, come

t82 r83
.U

inuece uedete cbe ho zb. Cosi affermava la Veriti e in- Poi disse loro. Che cosa? Cosi dctueua accadere.
gannava? Era un corpo, era carne; si presentava aglt Cosi infatti sta scritto e cosi doueua accadere. Che co-
occhi col corpo ch'era stato sepolto. Sparisca il dub- sa? Che Cristo patisse e risorgesse il terzo giorno (cf .
bio, per far posto a un degno canto di lode. Lc 24,46). Videro cid, videro Cristo patire, 1o videro
Mostrd dunque se stesso ai discepoli. Che vuol pendere sulla croce, 1o videro presente e vivente do-
dire <<se stesso>>? Vuol dire: <Il capo della propria po la risurrezione. E allora, che cosa non vedevano?
Chieso>. La Chiesa, destinata ad essere diffusa per tut- Non vedevano il suo corpo, ciod la Chiesa. Vedevano
to il mondo, da lui era preveduta, dai discepoli invece lui ma non vedevano lei. Vedevano 1o sposo, la sposa
ancora non era veduta. Mostrava il capo, ma promette- invece era ancora nascosta.Faccta la promessa relati-
va il corpo. Che cosa infatti soggiunse in seguito? Pro- va a essa. Cosi sta suitto e cosi era necessario che Cri-
prio questo ui diceuo quand'ero ancora con uoi (cf. Lc 24, sto patisse md risorgesse al terzo giorno dai morti. Cid
44). Che vuol dire: quand'ero ancora coru uot? Non era d detto dello sposo.
forse con essi, quando parlava con loro? Che vuol dire: Che cosa d detto della sposa? i'Jel suo nome uen-
quando ero Ancora con uoi? Vuol dire: <<Con voi da gdno predicati a tutti i popoli la conuersiorue e il perdo-
mortale, come ora non sono pii. Ero con voi quando ruo dei peccati, cominciando da Gerusalemme (Lc 24,
dovevo morire>>. Che vuol due con uoi? Come uno de- 47). E cco che cosa i discepoli non vedevano ancora;
stinato a morire con voi che siete destinati a morire. ancora non vedevano la Chiesa diffusa tra tutti i po-
Adesso non sono pii con voi, poich6 mai pir) per l'av- poli a cominciare da Gerusalemme. Vedevano il capo
venire dovrd morire con quelli che sono destinati a mo- e riguardo al suo corpo credevano al capo. Credeva-
rire, Ecco dunque che cosa vi dicevo. Che cosa? no a cid che non vedevano in base a cid che vedeva-
Che si doueua compiere tutto cid ch'era stato no. Simili ad essi siamo anche noi: vediamo una realti
scritto di nte nella Legge, nei Profeti e nei Salmi (cf . ch'essi non vedevano ma non vediamo quello che ve-
Lc 24,44).Vi dicevo che doveva compiersi tutto. Al- devano essi. Che cos'E cid che vediamo noi e ch'essi
lora apri ad essi l'intelligenza (cf. Lc 24,45). Vieni invece non vedevano? La Chiesa diffusa tra tutti i po-
dunque, Signore, fa' delle chiavi, apri [la nosma men- poli. Che cos'd cid che noi non vediamo e ch'essi in-
teJ per farct capire. Ecco, tu dici tutto, ma non sei vece vedevano? 11 Cristo vivente nel suo corpo. A11o
creduto. Sei ritenuto un fantasma, vieni toccato, vieni stesso modo ch'essi vedevano lui e credevano al cor-
urtato, e ancora sono esitanti nella fede quelli che ti po, cosi noi vediamo il corpo e crediamo al. capo. Ci
toccano. Richiami alla loro mente le Scritture, ma es- aiutino a vicenda le realti viste da noi e quelle viste
si non capiscono ancora. I cuori sono chiusi, ma tu da loro. Essi furono aiutati dal fatto d'aver visto Cri-
apri ed entra. Fece cosi: .4. essi apri allora I'intelligen- sto risorto per credere alla futura diffusione della
za. Apri,, Signore, e apri il cuore a chi dubita di Cri- Chiesa; noi, dal f'atto di vedere la Chiesa gih diffusa,
sto. Apri f intelligenza a chi crede che Cristo fosse un siamo aLutatt a credere che Cristo E risorto. Si B awe-
fantasma. Allora apri la loro mente all'intelligeruza del- rato cid ch'essi credevano; ugualmente si a\a/era an-
le Scrittr.ne (cf . ibid.). che cid che noi crediarno; si e awerato cid ch'essi

184 185
credevano del capo; si awera anche ci6 che noi cre- I
(cf . Mt 17 ,2-3; Lc 9,29-30), per indicare cosi simboli-
diamo del corpo. Sia a essi che a noi E stato fafto co- camente di essere lui la luce che illumina ogni uomo
noscere il CriJto totale, ma nd da essi n6 da noi d sta- che viene in questo mondo (cf. Gu I,9).Cid ch'B per
to visto il Cristo totale. Essi videro i1 capo e credette- I
gli occhi del corpo iI sole che vediamo, lo d lui per gli
ro all'esistenza del corpo; noi invece abbiamo visto il occhi del cuore; ci6 ch'B il sole per i corpi, lo d lui per i
corpo, e abbiamo cre-duto all'esistenza del capo. A cuori. I suoi vestiti sono la sua Chiesa. Se i vestiti non
nessuno tuttavla manca il cristo; in tutti E completo, fossero tenuti ben stretti da colui che li indossa, ca-
ma gli resta ancora di completare il suo corpo. Cre- drebbero. Di questi vestiti un orlo, per cosi dire estre-
dettEro essi, per mezzo di tssi credettero molti abi- mo era Paolo. Lo dice lui stesso: Io iffitti sono il piD
tanti di Geruialemme: credette la Giudea, credette la piccolo degli Apostoli (cf. I Cor 15,9); e in un altro
Samaria. Vengano a unirsi al corpo le altre membra, passo: Io sono l'ultimo degli Apostoli (cf. I Cor 15,8).
si unisca l'edficio al fondamento- Nessuno infatti, dr- Orbene, in un vestito 1'orlo d la parte estrema e pir)
ce l'Apostolo, pud porre il fondamento, se non au^ell9 piccola. Ecco perch6 quella donna che soffriva di per-
sid oosto, ch'i-il Ciisto GesD (cf. I Cor 3, 11). Infuri- dite di sangue guari toccando 1'orlo del mantello del
io p,rt. i giudei, sfoghino pure la loro gelosia; yeng.l Signore (cf . Lc 8, 44); cosi la Chiesa proveniente dai
lapidato SIefano, conservi gli abiti di coloro che gli pagani fu salvata dalla predicazione di Paolo. Che c'B
scagliavano le pieme Saulo,- che diventer) poi l'apo- di strano se mediante il vestito bianchissimo viene sim-
stolo Paolo. Venga pure ucciso Stefano, venga turba- boleggiata la Chiesa, dal momento che sentite dire dal
ta la Chiesa di GErusalemme (cf. AtJ ,57ss.); si allon- profeta Isaia: Anche se i uostri peccati fossero come scar-
tani di li la legna accesa, vadano nel mondo per in- latto, li fard diuentare bianchi come neue (cf. /s 1, 18)?
cendiarlo tutto. I discepoli nella Chiesa di Gerusa- Che valore avrebbero MosB ed Elia, cioB la Legge e i
lemme erano infatti, pei cosi dire, legna infiammata Profeti, se non parlassero col Signore? Se non testimo-
dallo Spirito Santo, dal momento che avevano niassero a favore del Signore, chi leggerebbe la Legge e
uru'anirrin sola e un cuore solo protesi uerso Dio (cf . At i Profeti? Vedete quanto sinteticamente afferma cid
4,32). Dopo lalapidazione di Stefano quella Chiesa l'Apostolo Per mezzo della Legge si ha solo la conoscen-
pati la p..i..rrrione: Ia \egna fu dispersa e il mondo za del peccato. Ora inuece, irudipendentemente dalla Leg-
fu incendrato. (Sermo 1L6,4,4 - 6,6) ge, si i maruifestata la giustizia di Dio (cf. Rm 3,20), ec-
co il sole; testimoniata dalla Legge e dai Profeti (cf. Rm
3,21), ecco lo splendore. (Sermo78,2)
Il vpsrtto DI CRISTo TRASFIGURATo

I1 Signore in persona si fece splendente come il LA TUNICA SENZA CUCITURE


sole, i suoi abiti divennero bianchissimi come la neve e
parlavano con lui MosE ed Elia- Si, proprio Gesi in Qualcuno si domanderi che cosa significhi la
persona, proprio lui divenne splendente come il sole divisione delle vesti in quattro parti e il sorteggio del-

186 187
la tunica. La veste del Signore Gesi Cristo, divisa in possiamo ben dire che nessuno d privo di questa
quattro parti, raffrgura la sua Chiesa disribuita in uniti, se appartiene a1 tutto. p du qr"ttu totaliii, in-
quattro parti, ciod diffusa in tutto il mondo, che ap- drcata dal termine greco, che la Chiesa prende il no-
punto consta di quattro parti e che gradualmente e me di <<cattolica>>.La sorte poi che cosa sta a indicare
concordemente realtzza la sua presenza ne1le singole se non la grazia di Dio? Cosi, in uno la grazia pervie-
parti. E per questo motivo che, altrove, il SignorJ di- ne a tutti, in quanto la sorte esprime il favore di tutti,
ce che invieri i suoi angeli per raccogliere gli eletti dato che b nell'uniti che la grazia perviene a tutti. E
dai quattro venti (cf. Mt 24, 31), ciod dalle quattro quando si tira a sorte non si tiene conto dei meriti
parti del mondo: oriente, occidente, aquilone e mez- delle singole persone, ma ci si affida all'occulto giudi-
zogiorno. Quanto alla tunicatrrata a sorte, essa signi- zio drDio. (In Io. eu. tr. L18,4)
fica l'unita di tutte le parti, saldate insieme dal vinco-
lo della cariti. E della cariti, infatti, che l'Apostolo
dice: Voglio mostrarui una uia arucor piil eccellente (cf. La vTTT, E,STESA SU TUTTA LA TERRA
7 Cor L2,)1); e altrove dice: e possiate conoscere l'amo-
re di Cristo cbe sorpassa ogni conoscenza (cf . Ef 3, 19); [Le mie pecore] si sono sparse per ogni monte e
e ancora: Al di sopra di tutte le cose riuestiteui della colle e su tutta la faccia della terra (cf. trz 34, 6). Che
cariti la quale i il uincolo della perfezione (cf . Col 3, significa: Si sono sparse su tutta la faccia della terra?
14). Se dunque la caritd B Ia via pir) eccellente,.se essa Vanno in cerca di tutte le cose terrene, amano cid che
sorpassa ogni conoscenza, ed E al di sopra di tutti i qui sulla terra presenta dello splendore e vi si attac-
precetti, giustamente la veste che la rafftgura si dice cano. Ricusano di morire al fine di condume una vita
che E tessuta dall'alto. Essa E senza cucitura, cosi che nascosta in Cristo. Dice: Su tutta la faccia della terra
non si pu6 dividere; e tende all'uniti, perch6 racco- perch6 amano le cose terrene e perch6 di pecore cosi
glie tutti in uno. Cosi quando il Signore interrogd gli sbandate ce ne sono per tutta la tena (cf . Col 3 , )).
Apostoli, che erano dodici, ciod tre volte quattro, Non che gli eretici siano tutti in ogni parte della ter-
Pietro rispose a nome di tutti: Tu sei il Cristo Figlio ra, rna di eretici ce ne sono dovunque in tutta la ter-
del Dio uiuente; e gli fu detto: A te dard le cbiaui del ra. Gli uni qui, gli altri li, ma non c'd luogo che ne
regno de.i cieli (cf. Mt L6, I6.-L9), come se soltanto lui sia esente, al segno che gli stessi eretici non si cono-
avesse ricevuto la potesti di legare e di sciogliere. Ma scono fra loro. Una setta in Africa, un'altta in Orien-
siccome Pietro aveva parlato a nome di tutti, anche te, un'altta ancora in Egitto o in Mesopotamia, tanto
la potesti che ricevette, la ricevette unitamente a tut- per far degli esempi. In luoghi diversi diverse eresie,
ti, come rappresentante dell'unit) stessa. Ricevette la ma generate tutte dalla stessa madre: la superbia, co-
potesta uno per tutti, perch6 l'uniti E in tutti. Cosi me unica d anche la nostra madre, la Chiesa cattolica,
anche qui l'evangelista, dopo aver detto che la tunica che ha generato tutti i cristiani fedeli sparsi in tutto il
era tessuta dall'alto in basso, agglunge: per irutero. Se mondo. N6 c'B da stupirsi che l'orgoglio produca di-
per intero 1o riferiamo a cid che la tunica significa, sgregazione, menffe l'amore produce unit). Orbene,

188 189
questa madre che B la Chiesa cattolica, e il. pastore Eccrcsu AB ABEL
ch" la regge, in ogni luogo ricerca gli smarriti, raffor-
za i debo"li", .,r., i malati, fascia glt spezzati, eretici di- Non si deve pensare che in qualche tempo pos-
stinti gli uni dagli altrr, al- segno che non si conosco- sa non verificarsi quel che ha detto 10 stesso Aposto-
no fra- loro. ta Chiesa al conmario li conosce tutti 7o Coloro cbe uogliono uiuere piamente ruel Cristo su-
poich6 B a contatto con tutti. Vi fo degli esempi..T-'a biscoruo la persecuzione (cf . Z Tm ), 12).Infatti quan-
ietta di Donato B in Africa, menue gli eunomiani in do sembra che vi sia ranquilliti da parte di quelli
Africa non ci sono. Ebbene, qui nell'Afnca insieme che sono al di fuori e si ha veramente e apporta mol-
con la setta di Donato c'B Ia Chiesa cattolica. GIi eu- to conforto, soprattutto ai deboli, tuttavia non man-
nomiani sono in oriente, dove non c'E 1o scisma do- cano, anzi ve ne sono molti all'interno che tormenta-
natista. Ebbene, in oriente insieme con gli eunomiani no, col comportamento depravato, il sentimento di
c'E la Chiesa cattolica. Questa Chiesa rnfattr E come coloro che vivono religiosamente, poich6 per colpa
una vite: sviluppandosi si B estesa per tutto il mondo loro viene oltraggiato il nome cristiano e cattolico (cf.
(cf. Gu 15,l2); gli eretici al contrario sono rami inu- Rm 2,24; Is 52, 5; Ez 36,20.23) E se questo nome i
tili e quindi, appugtg perch6 infruttuosi, .sono stati molto caro a quelli che vogliono vivere religiosamen-
forbili deII
datle torblcl
recisi dalle
rec1s1 icoltore. La vite
dell'asrico
agrlcoltore. stata Po-
vrte e srata te nel Cristo, essi si dolgono molto del fatto che per
tata, non tagliata alle radici, m-entre i rami secchi, ta- colpa dei cattivi cristiani lo si ami di meno di quanto
glratt, sono rimasti sul luogo della potatura. Comun- desidera la coscienza dei devoti. Anche gli eretici,
poich6 si pensa che abbiano di cristiano il nome, i sa-
[.r., q.r.sta vite che.segu{1a a crescere in ogni dire-e cramenti, 1a Scrittura e la professione, causano un
zrone conosce t rami che le sono rimasti attaccatr
vede attorno a s6 quelli che sono stati recisi da lei (cf. grande dolore nel cuore dei devoti perch6 molti, che
Gu 15, 4); n6 mai omette di richiamare i dispersi, vorrebbero essere cristiani, sono costretti a esitare a
poich6 proprio riguardo ar ramt staccati [dalla vite] causa del loro dissenso e anche per colpa loro molti
iic. I'Aporiolo cie Dio i potente da poterueli riattac- maldicenti movano materia d'insultare il nome cri-
care (cf.-Rm IL,23). Si parli dunque di pecore sban- stiano, perch6 anche essi in qualche modo sono con-
date da1 gregge o di rami troncati dalla v!te. resta siderati cristiani. A causa'di questi e simili costumi
sempre ve"ro 1"h. ,o, B diminuito il potere di Dio di depravati ed emori degli uomini subiscono persecu-
richiamare le pecore [all'ovile] e di reinnestare [alla zione coloro che vogliono vivere religiosamente in
vitel i tralci r.iiti' poich6 il supremo pa-store e il vero Cristo, anche se non v'E chi affligge e tormenta il loro
aqricoltore ts lui (cf . Gu 15, I). Si sono disperse su tut- corpo. Subiscono infatti questa persecuzione non nel
ti la faccia della te*a e non c'era nessuno cbe le ricer- corpo ma nel cuore. Da qui quel grido: Quando ero
casse e le ricbiamasse (cf ,8234,6). I'lort c'era nessuno oppresso da tanti dolori nel mio cuore. Non ha detto
(intendi: Ln mezzo a quei pastori cattivi) . Non c'era <<nel mio corpo>>. Ma si sa che le promesse divine so-

nessuno (intendi: nessrn uomo) cbe le ricercasse.(Ser- no immutabili e che d vero cid che dice l'Apostolo: 1/
mo 46, 18) Signore conosce i suoi (cf. Z Tm 2, 19), perch6 non

190 L9t
pud andare perduto alcuno di quelli 9be da ympre ba dell'Unigenito. Lordine corretto di questa confessio-
Zonosciuto e-predestinato a esser conformi all'immagi- ne reclam ava pertanto che alla Triniti fosse congiun-
ne del Figlioiuo (cf.Rm 8,29).Percid nel Salmo cita- ta la Chiesa, come all'abitante la sua casa, a Dio il suo
to si ha d-i seguito: Il tuo conforto mi ha consolato (cf . tempio, al fondatore la sua citth. E la Chiesa dev'es-
Sal 93, 19).Anche il dolore che si verifica nel cuore r.r.^itrt.ta nella sua totaliti, non solo nella parte che
dei devoti, perseguitati dal comportamento dei cri- B pellegrina sulla terra e loda il nome del Signore dal
stiani malvagi o falsi, giova a coloro che lo-sopporta- roigerJ del sole al suo tramonto (cf . Sal lLZ, )-), can-
no, poich6 froviene dalla carit] con cui desiderano tu.rlo un canto nuovo (cf . Ap 5, 9) dopo la schiavitr)
che i malvagi non vadano perduti e che non imPedi- antica., ma anche quella che E eternamente in comu-
scano la salvezza degh altii.Inoltre grande conforto nione nei cieli corrchi l'ha fondata, n6, ha mai speri-
deriva anche dalle loro conversioni che inondano mentato il male di una sua caduta. Essa persiste bea-
l'anima dei devoti di tanta grora, pan al dolore che li tafra i santi Anseli e reca il soccorso necessario alla
tormentava per la loro perdizione. Ma in questo parte di s6 9he. e" ancora pellegrina, poich6 entrambe
tempo, in questi giorni malvagi, non solo dal perio- saranno unlte ln una comuniti eterna, mentre ora 1o
do della piesenra corporale del Cristo e dei suoi sono nel vincolo della carrtd, essendo stata tutta isti-
Apostoli, ma dallo stesso Abele, il primo giust-o ucci- tuita per adorare l'unico Dio. Percid n6 la Chiesa tut-
ro dul fratello scellerato, e di seguito fino alla fine ta int^era, n6 una sua parte vuole essere adoruta al po-
del tempo la Chiesa si evolve pellegri\a frale perse- sto di Dio, n6 essere Dio per chiunque apparten ga al
cuzioni del mondo e le consolaziont di Dio. (De ciu. tempio di Dio, costituito di quegli dei creati dal Dio
Dei 18,5I,2) incriato (cf . Sal 81, 6; Gu 10,34-35). Per questo, se
1o Spirito Santo fosse creatura, anzichd creatore, sa-
rebbe senz'altro creatura razionale (d questa tnfatttla
IN crp,lo E IN TERRA creatura somma); in base al principio di fede, percid,
non sarebbe anteposto ala ehiesa, appartenendo an-
Dopo aver parlato di Gesi Cristo, unico Figlio ch'egli ad essa in- quella sua parte che d nei cieli, n6
di Dio, Signore nostro, restando nei limiti di questa urrr.Lb. un tempio, essendo un tempio egli stesso.
confessione, aggiungiamo di credere, come sai, anche Invece un tempio lo ha e l'Apostolo ne parlq,|'ion sa-
-Santoche i uostii corpi sono tempio it't uoi 4rtk
nello Spirito Santo, in modo che risulti-compiuta la pete Spirito
Triniti che d Dio. Viene quindi ricordata la santa cbe auete da Dio? (cf. 1 Cor 6,, L9). E altrove:
Chiesa; essa ci offre la possibilitn di comprendere che Non sapete cbe i uostri corpi sono membra di Cristo?
la creatu ra razionale, appartenente alla Gerusalemme (cf. I Cor 6, 15). Come dunque pud non essere Dio,
libera Gf. Gal 4,26), doveva essere collocata in su- se ha un tempio, o essere infiriore a Cristo, se ha le
bordine, dopo la menzione del Creatore, cioe di sue membra Lome tempio? N6 il suo tempio d altro
quella somma Triniti. Infatti tutto- quel che ts stato rispetto al tempio di Di,o, dal momento che l'Apos-to-
detto di Cristo uomo riguarda l'unit) personale 1o ii identifica:-Non sapete che siete tempio di Dio? E

192 193
per provarlo, ha aggiunto: E che lo Spiritg Sartto abita beati dal cuore puro, perch6 costoro vedranno Dio
7n ioi? Gf . 1 Coi 3, 16). Dio quindi abtta nel suo (cf. Mt 5, 8). Non c'd da meravigliarsi, ripeto, se non
tempio, non solo 1o Spirito Santo, ma-p-ure il Padre e possiamo trovare parole adeguate per cantare degna-
il Figlio, iI quale, anche a proposito del proprio cor- *.t t. quell'unico Verbo, nell quale siamo stati chia-
po, i; virti iel quale d diventato il capo della Chiesa mati alliesistenza (cf. Gu l, J); se non sappiamo che
ih. a rn mezzo agli uomini, per ottenere egli stesso il cosa dire di lui. E la nostra mente infatti che sta pen-
primato su tutte-le cose (cf. Col 1, 18), ha detto Di- sando queste parole e Ie esprime, ma a sua volta essa
itruggete questo tempio e in tre gigrry to frfd risorgere stessa e ,trt, fo.*rt, per mezzo di quel Verbo. I-luo-
kf.Zu 2, I9).Infatli il tempio di Dio, ciod di tutta mo non forma le parole allo stesso modo in cui egli
intera la somma Triniti, B la santa Chiesa, che B uni- stesso B stato formato per mezzo del Velbo;--perch6
versale in cielo e sulla teffa. neanche il Padre ha generato l'unico Verbo allo stes-
Quanto alla Chiesa che B in cielo,Poi, non pos- so modo in cui per mezzo del Verbo ha creato tutte
siamo affetmate se non che li nessuno d cattivo e le cose. Dio infatti ha generato Dio: ma sia il gene-
che inoltre nessuno ne d caduto o cadri, da quando rante che il generato sono un unico Dio. Dio invece
Dio non risparmid gli angeli peccatori,- come scrive ha creato il mondo: il mondo passa e Dio rimane. E
l'apostolo Piemo, mi l, pricipitd negli abissi tenebrosi come le realti che sono state create non si sono crea-
deil'inferno, serbandoli per il giudizio di purtiziorte te da sole, cosi da nessuno B stato creato colui per
(cf . z Pt 2, 4). @,ncbir. 15,56-57) mezzo del quale tutte le cose poterono essere create.
Non c'E da-meravigliarsi dunque se l'uomo, una ma
le tante creature, non pud desirivere adeguatamente
h- ursrr,no DELL INCARNAZIoNE il Verbo, pet mezzo del quale tutte le cose sono state
create.
Non c'B da meravigliarsi se qualunque pensiero Rivolgiamo pertanto un poco la nostra attenzio-
umano, qualunque discorso diventa insufficiente qua- ne su questo: ,. ,iu-o capaci ii dit. qualc-osa di ade-
lora tentassimo-di lodare il Figlio di Dio in maniera suato . di .ottueniente nbn sul fatto che ln principio
adeguata al suo essere presso il Padre, uguale- e coe- Zra il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio
t.rrrl a lui, nel quale sono state create tutte le cose (cf. Gu 1, 1), ma sul fatto-che ilVerbo si i fatto carne;
esistenti nei cieli e sulla terra, le visibili e que1le invi- se possiamo dire quglcosa riguardo al fatto che abitd
sibili, Verbo di Dio e Dio stesso, vita e luce degli uo- m mezzo a nu (cf. Gu l, l4); se almeno si potri dire
mini (cf. Gu 1, )-4). In che modo sari capace la no- qualcosa sulla sua natura umana, nella quale volle
sra lingua di lodare degnamente colui che neanche rendersi visibile. Proprio per questo infatti celebria-
la nosra mente B ancora in grado di vedere? F'ppure mo solennemente q.r.tto giort o, nel quale egli si E
nella nostra mente egli stesso ha messo un occhio con degnato di nascere da ,rna vergine. Questa sua nasci-
il quale poter essere veduto, purch6 da parte nosma tuYhufattain qualche maniera raccontarc da uomini.
si elimini l'iniquiti, si risani I'infermiti e si diventi Ma cbi narreri la sua nascita (cf. /s 53, 8) in quella

194
t95
eterniti, nella quale in quanto Dio d nato da Dio? Li re Dio e cosi sei morto; lui che era Dio volle diventa-
non c'B'un giorno specifico che-possa essere solenne- re uomo per rimovare colui che era morto kf . Gn 3).
mente cele[rato. N6 e giorno che passi per ritornare La superbia uman a tiha tanto schiacciato che poteva
dopo un ciclo annuale; ma rimane senza tramonto sollevarti soltanto l'umilt) divina.
oeich6 ha avuto inizio senza alba. Quell'unico Verbo Celebriamo percid con gioia il giorno in cui
ii Dio, quella vita, quella luce degli uomini d il gior- Maria partori il Salvatore, una sposa il creatore delle
no eterno; mentre questo giorno-nel quale egli si B nozze, una vergine il principe delle vergini. Sposa di
unito alla carne r*uiru, divenuto come uno sposo clte un uomo ma madre senza la partecipazione dello
esce dalla stanza nuziale Gf . Sal18, 6) ora B oggi, do- sposo; vergine prima delle nozze, vergine nelle ttozze;
mani sari ieri. Il giorno odierno ricorda l'Eterno nato vergine quando d incinta, vergine quando allatta. I1
dalla Vergine, poich6 l'Eterno n?tg dalla Vergine con- Figlio onnipotente nel nascere non tolse alla sua san-
sacrd iI g"iorno odierno. Quali lodi potremo dunque ta"madre la verginith, che s'era scelta per nasc"r.. E
cantare ,'ll'r-o.. di Dio, quali gtazie potremo rende- un bene la feconditi ne1 marimonio, d per6 un bene
re? Ci ha amato tanto che per noi d nato nel tempo migliore f integrith nella vita cons acrata. I1 Cristo uo-
lui, per mezzo del quale d stato creato il tempo; 9el mo, che in quanto Dio poteva dare tutti e due i beni
*orrido fu pir) piccolo di eti di molti suoi servi, lui - era infatti uomo e Dio insieme - mai avrebbe dona-
che E eternamente anteriore al mondo stesso; e di- to alla madre il bene che gli sposi desiderano - la fe-
ventato uomo, lui che ha fatto l'uomo; E stato forma- condit) - togliendole perd quel bene migliore - f in-
to da ,rru -udre che lui ha creato; B stato sorretto da tegriti - per avere il quale le vergini preferiscono
mani che lui ha formato; ha succhiato da un seno che non diventare madri. La vergine santa Chiesa celebra
lui ha riempito; il Verbo sertza il quale d muta l'uma- pertanto oggi il parto della Vergine. Ad essa si riferi-
na eloqu.iru ha vagito nel]a mangiatoia, come bam- ice l'Apostolo quando dice: Vi ho fidaruzati ad un solo
bino clie no., sa ancora parlare. sposo, per preserutarui a Cristo corue u??d uergine casta
Osserva, uomo, chi cosa E diventato per te Dio: (cf, Z Cor lL,2).Come mai uergine casta riferito a
sappi accogliere f insegnamento di tanta umilti, an- tanta gente di ambo i sessi, riferito non solo ai giova-
.h. i" ,r., ,iu.rtro che"ancora non patla. Tu una vol- ni consacrati e alle vergini ma anche agli sposatr, pa-
ta, nel paradiso terrestre, fosti cosi loqqace da impor- dri e madri? Come mai uergine casta se non per f in-
re'il no-'me ad ogni essere vivente (cf.-Gn 2, 19-20); tl tegriti della fede, della spectanza e della caritiT Cri-
tuo Creatore invece per te giaceva bambino in una sto, che avrebbe ricostituito la verginiti ne1 cuore del-
mangiatoia e non chiamava-per nome neanche sua la Chiesa, prima l'ha conservata nel corpo di Maria.
madie. Tu in un vastissimo giardino ricco di alberi da Nelle nozze umane la donna E consegnata allo sposo
frutta ti sei perduto perch6 non hai voluto obbedire; e perde la sua verginit); la Chiesa invece non potreb-
lui per obbidienr, 3 u.ruto come creatura mortale be essere vergine se lo sposo a cui viene consegnata
in un angustissimo riparo, perch6 morendo ritrovasse non fosse tiglio di una vergine. (Sermo L88)
te che ..f -otto. Tu ihe eri ,romo hai voluto diventa-

t96 r97
r
I

t
AH,ttdtnaeILE scAMBIo
che riguardala natura nostra, quella per cui noi siamo
uomini, egli b morto non del suo, ma del nostro, per-
ch6 la sua natura, per la quale egli d Dio, non pud as-
I La passione {e-! Signore e Salvatore nostro Gesr)
solutamente moriri; se si guarda invece alla sua crea-
I Crirto l'fid.rcia della [loria e dottrina -di pazienza. tura, che d opera sua in quanto i Dio, egli E morto an-
Cir;-;.; irf;t" ";n si rlprometteranno -d{Q.s razia dt che de1 tro,^p.r.h6 la carne nella quale d morto B lui
I d; i;;;ti i.i fedeli, q,rundo per essi il Figlio unige-di che l'ha creata. (Sermo 2I8/C,I)
Il ai bio, .o.i.r"o'.ol Pud.., .ro, si B contentato
I "iil
nascere uomo Ju[',romo, ma ha voluto addirittura
;;*. {atle mani degli .uopini, che lui stesso aveva
Ha pnp,so LA NosrRA... ERBA
.t.atii E gta. .otu qrr.l che il Signore ci promette
;;;i frtr"ro; -u -"lio pii grandE g qqtl che cele-
(Quando.Cristo B mor- Se in questa vita ci spaventer) salutarmente il
[rir-. iott. gid fatto pei noi. erano brano del santo Vangelo ch'B stato letto, nessuno ci
;; ;;.;si [cf] -Chi Rm 5, 61, dorr'erano, 9 che cosa
spaventerh dopo quelta vita-; poich6 il frutto del ti-
potta'dubitare che egli donerd ar santi
;i";pfl *or. i la correzione; non ho detto infatti solo: se
la sua vita, se ui-"*i ha gia fatto dono persino della
c'incuter) terrore la Sacra Scrittura, ma se c'incuter)
,"u -"".i p...fraiu a.U6t ezzaumana stenta a crede- un terrore salutare; in realti molti sanno sentire ter-
; J; s[ uomini vivranno dawero un giorno con rore ma non sanno cambiar vita. Ora, che c'd di pir)
O.] E irolto pir) incredibile que!.che S gie awenuto, sterile d'un timore infruttuoso? In realt) da quanta
ih. Oio d morio per gli uomini. Chi e infatti Cristoera se
pauta fu preso e comincid a tremare il cuore di noi
;;;-.;i"i ,h" ,ri prficipio era il Wrbo, e il.Wrbo
prrrro Dio, e il Wrbo ira Dio kf' Gu.1, 1)?. Questo iutti all'udir. .o*e quel ricco superbo, che aveva di-
in mezzo sprczzato il povero che giaceva presso la po-rta del
V;i; di Dio si fece cdrne e uenne ad abitare suo palazzo, nelf inferno era tormentato-fino al punto
ii", tr^. Gu l, iq. Nella propria nar.,ra egli non ave-
noi una che a nulla poterono giovargli neppure le preghiere e
7u ii.h. -ori.e per noi, ie t'on prtndeva da
le suppliche e gli fu risposto, non crudelmente ma
carne mortale. Cosi l'immortale E- potuto monre' cosl
la vita ai mortali, rendendoh parte- giustamente, ch-e non glisi poteva recare aiuto! Poi-
ha voluto donare
.tpi ai t. tr.tto, aopo .h. lui si era fatto partecipe di Ih6, ullorquando la misericbrdia di Dio 1o avrebbe
lui di aiutato se-si fosse convertito, trascurd f impuniti e
hil.-N;i Ji.,otr.o non avevamo di che vivere'noi un meritd i tormenti. Mentre era superbo, era stato ri-
suo non aveva di che morire; fece allora con
quello con cui mori sparmiato e godeva nell'ostentazione delle sue ric-
*i.uuit. commercio di scambio: ihrrrc no., f..tsando ai tormenti futuri,-poich6 a
era nostro, q,r.i[o per cui vivremo sar] suo' Per dire
poter- causa della superbia n6 credeva a essi n6 li temeva.
1, u.tira, urr.h. Ia &rne che assunse- da. noi.per
a lui il Alla fine trttrrriu andd a finire nei tormenti. Ma che
; ;ffi., iuu.r, data l''u, essendo creatore;
vuol dire: <<alla fine>>? Quanta era infatti la durata de1
mentre la vtta., p.t 1, quale vivremo in lui e con lui'
In conclusione, per quel suo prestigio e della sua superbia? Quant'B la duata
iliil;'i;'p;;-Ja'noi.
199
198
r d'un fiore d'erba, come avete sentito poc'anzila cita-
zione della profezia ricordata mentre si leggeva la let-
in cui la sua erba era fiorente avesse capito la parcla
del Signore, che rirnane in eterno e, dopb aver ibbat-
tera dell'ap-ostolo Pietro: Ogni carne i come l'erba e tuto e appiattito tutti i gonfiori della superbia, si fosse
la gloria dill'uomo i come un fiorq d'9rba; l'erba si sec- sottomesso a Dio e, anche se non avesse voluto gettar
cab il ftore dppassisce, ma la parola del Signore rimane via le ficchezze, ne avesse data una parte ai poveii gia-
L
in eterno (cf. I Pt 1,24), centi a terra, gli sarebbe stato offerto il refri[erio dopo
Dunque, anche se questa nostra carne indossasse il tempo di quest'erba; non inutilmente avrebbe chie-
abiti di porpora e di bisso, che cos'altro sarebbe se sto misericordia, lui che, quando poteva, non usd mi-
non carne e sangue, ed erba che si secca? Per quanto sericordi a. (Sermo 113 /8, l-2)
dunque gli uomini conferiscano prestigio e onore a
q.resia carne, B un fiore, di certo, ma d sempre un fiore
d'erba; poich6 quando l'erba appassisce, non pud con- Ir nrrsrr,no DELilAscENSToNE
servarsi un fiore dell'erba ) rna, come appassisce l'erba,
cosi cade a terca il fiore. Noi dunque abbiamo una co- Oggi il Signore nostro Gesr) Cristo E asceso al
sa a cui attenerci per non cadere, poich6 la parola di cielo: salga con lui anche il nosmo cuore. Ascoltiamo
Dio rimane in eterruo. Ci ha forse drsprczzati il Verbo le parole dell'Apostolo: Se siete risuscitati con Cristo,
di Dio, o fratelli? Ha forse dtsprczzato questa nostra cercate le cose del cielo, dou'i Cristo, assiso alla destra
fragiliti e caduciti umana? Ha detto forse: <<E carne,- B di Dio: qspirate alle cose di lassD e noru a quelle della
erba; l'erba appassisca e il fiore cada, non gli si rechi terra (cf . Col3, I-2). Come infattr egli d asieso al cie-
soccorso>>? Aizi, al contrario, prese per s6la nostra er- lo ma non si d allontanato da noi, cosi anche noi sia-
ba, per farcidiventare oro. Poich6 il Verbo di Dio, che mo gii lassi con lui, bench6 ancora non si sia realiz-
rimane in eterno, non ha disdegnato d'essere per un zato nel nosffo corpo quanto ci d stato promesso.
certo tempo erba, non perch6 subisse un cambiamen- Egli E stato gii esaltato sopra i cieli; tuttavia sulla ter-
to 1o stesso Verbo, ma per dare un cambiamento mi- ra soffre ogni pena a cui noi, sue membra, siamo sog-
gliore all'erba. Il Verbo infattr si fece cdrne e uisse in getti. Di cid ha dato la prova quando gridd dall'alto:
mezzo a noi (cf . Gu l, 14); il Signore inoltre pati per Saulo, Saulo, perchd mi perseguiti? (cf. At 9,4); ebbi
noi e fu sepolto, ma risuscitd e ascese a1 cielo ed B assi- fame e mi auete dato da mangiare (cf . Mt 25, 35). Per-
so alla destra del Padre, non pii erba, ma oro incor- ch6 anche noi, qui in terra, non ci adoperiamo a far si
rotto e incorruttibile. Ci B dunque promesso il cambia- che, per mezzo della fede, della spetanza e della ca-
mento, carissimi fratelli; finch6 tuttavia non amivere- rit) che ci uniscono a lui, gi) riposiamo con lui nei
mo a quel cambiamento, passeri quest'erba, cioi pas- cieli? Cristo, pur essendo nei cieli, B anche con noi; e
seri col mondo ogni onore della carne, tutta questa noi, pur-stando qui in terra, siamo anche con lui. Egli
fragtJitd invecchia . Era passata I'erba di quel famigera- lo pud fare per la diviniti, la potenza e l'amore cLe
to iicco, ed era passato anche il fiore di quell'erba ma ha; noi, anche se non possiamo farlo per la divinit)
se nel tempo in cui era verde la sua erba, e nel tempo come lui, tuttavia 1o possiamo con l'amore, perd in

200 2A7
r lui. Egli non abbandond il cielo quando ne discese
Der venlre a not ne si B allontan ato da noi quando sali
sto (cf. 7 Cor 12, t2). Non ha detto: Cosi Cristo, ma:
cosi anche Cristo. Cristo dunque d formato da varie
membra, pur essendo un corpo solo. Discese dunque
ii n,rouo al cielo. Che egli fosse in cielo mentre era
dal cielo per misericordia e vi ascese lui solo; noi sia-
anche qui sulla terra 1o afferma lui stesso: Nessuno - mo ascesi in lui per grazia. Per questo soltanto- Cristo
! disse -b orrrro ii-irrli se non chi d disceso dal cielo, il
i
Fislio dell'uomo cbe in cielo (cf. Gu 3, 13). Non dis- d disceso e soltanto Cristo B asceso; non nel senso
r.itl Figlio dell'uomo che sar) in cielo, m* Il Figlio che la digniti del capo si diluisca nel go-rpo, ma che
dell'uomo che i in cielo.
l'unit) del corpo non viene separata da1 capo. Non
Che Cristo rimanga con noi anche quando B in dice: ,<alle discendenze ldr Abramol >> come se si trat-
tasse di molte, ma come di una sola: <<e alla tua discen-
cielo, ce lo ha promesso prim-a di salirvi, -di9e1r{o: Ec-
denza> cbe d Cristo (cf . Gal )., 16). Chiama Cristo di-
co, io sono coi uoi sino illa fine dei secoli (cf . Mt 28,
scendenza di Abramo; e tuttavia lo stesso Apostolo
2O). I nostri nomi sono lassr), perch6 egli ha detto:
.

disse: Voi siete discendenza di Abramo (cf . Gal ),29).


Rallegrateui perchd i uostri nomi sono scritti in cielo
Se dunque [si parla] non delle discendenze [di Abra-
Gf. I:c tO, Zd); anche se ancora con i nostri corpi.e.le
nostre faiich. pestiamo la tena e siamo pestati dalla mo] come se sitrattasse di molte, ma come di una so-
terra. Ci radun^eri di qui integralmente colui che po9-
la; se questa discendenza dr Abramo d Cristo;-se an-
siede Ie primizie del nbstro spirito (cf. Rm 8,23). Ma
che noi siamo discendenza di Abramo: quando Cri-
quando,^dopo la risurrezione del nostfo corpo, avre- sto ascende in cielo, noi non veniamo separati da lui.
mo comitt.irto a vivere nella gloria di Cristo, il no- Colui che b disceso dal cielo non ci rifiuta il cielo, ma
stro corpo non dimoreri pin in mezzo a queste realt)
in un certo qual senso grida: Siate mie membra se vo-
mortali t 6 tg queste si riverserd il nostro affetto' Non lete salire in cielo. Nel frafiempo dunque taff.oruia'
dobbiamo p..tu.e che per noi sia preclusa la perfetta
moci in questa fede, bramiamo questo con ogni desi-
dimora .el.st. degli angeli, per il fatto che Cristo ha derio. Pensiamo , ora qui in terra, che siamo gii con-
detto: Nessuno i isceso ol ,rilo se ruon chi i disceso dal tati in cielo. Allora deporremo la carne mortale, ora
cielo, it Figlio dell'uomo cbe i in cielo Gf. Gu 3,13).
deponiamo la vecchiezza del cuore. Facilmente il
Dicendo c"osi sembra che solo a se stesso affribuisca .oipo sari elevato nell'alto dei cieli se il peso dei pec-
questa possibiliti, e che nessuno di noi la possa ave- cati non opprime lo spirito.
r.. Uu lra parlato cosi a motivo dell'unit] [che c'E tra Alcuni sono tuibati da una questione mossa da
noi e luil,-perch6 egli B nostro c-apo e loi sue mem- eretici che falsano la veriti: in che modo il Signore
bra. Cerioi r.tt.rro" t. non lui [aicender] in cielol, sarebbe disceso senza corpo, se B asceso con il cor-
perch6 anche noi siamo lui, nel sens.g 9!e egli d Figlio
po? Cid contrasterebbe con le- parole da lui stesso
dell'.romo per noi e noi siamo figli di Dio per lui' Co-
pror.rt.iate: Nes suno i asceso al cielo se non colui cbe
b ditrrto dal cielo (cf. Gu 3,I3). Un corpo - dicono
si dice infaiti l'Apostolo: Contell corpo.i uno solo ed
essi - che non B disceso dal cielo come pot6 ascende-
ha molte membri, ma tutte le sue membra, pur essen-
do molte, non soruo che un corpo solo, cosi anche Cri-
re al cielo? Come se Cristo avesse detto: Niente B
203
202
asceso al ciel0 se non ciir che B disceso dal cie10. In- qui con la carne, era in cielo con la diviniti; o meglio,
vece ha detto: I'lessuno i asceso se ruon colui che i di- con la diviniti era dappertutto. Egli B nato dalla ma-
sceso. Ha riferito l'ascendere e il discendere.alla per- dre, senza allontanarsi dai Padre. Sappiamo che in
;;;;, ;;;;i;odo Ji essere della persona. E.disieso Cristo vi sono due nascite, una divina, l'altta umana;
sefizail rivestimento del corpo, d asceso con il rivesti- una per mezzo della quale siamo stati creati, l'altta
mento del corpo . I'lessuno tuttavia d asceso se ruon co- per mezzo della quale veniamo redenti. Ambedue
lui che i disceio. Infatti Cristo ci ha unito a lui come mirabili: la prima senza madre, la seconda senza pa-
sue membra in maniera tale perd che anche se noi dre. Ma poich6 aveva preso il corpo da Adamo, dato
siamo congiunti a lui egli rimane sempre identico a se che Maria proviene da Adamo, e questo medesimo
stesso; quanto pii dunque il gorpo che egli ha assun- corpo avrebbe risuscitato, ecco la rcaltd, temena alla
to dulluV..gin. pud in lui ienza costituire un'al- quale si riferiva, quando disse: Distruggete questo
^,rro,essere
tra persot ui S. dopo esserne disceso, B salito su tempio, e in tre giorni io lo risusciterD (cf. Gu 2, 19).
un monte o su un muro o m qualunque luogo pir) Si riferiva invece a cose celesti, quando disse: Nessu-
elevato, dice forse che non vi B-salito da solo per il no pud uedere il regno di Dio, se non rinasce dall'ac-
fatto che quando scendeva era svestito mentfe nel sa- qua e dallo Spirito (cf . Gu 3 ,, 5). Si, o fratelli, Dio ha
lire i vestilo? O perch6, mentre E disceso disarmato, voluto essere figlio de11'uomo, ed ha voluto che gli
vi sale armato? Cbme percid in questo caso si pud di- uomini siano figli di Dio. Egli B disceso per noi e noi
re: I'lessuno i ascero ,i no, colui che i disceso, bench6 ascendiamo per mezzo di lui. Solo infatti discende e
sia asceso con qualcosa di diverso rispetto a quando ascende, colui che ha detto: Nessuno ascende iru ciela,
era discero; .ori nessuno d asceso in cielo se non Cri- se non colui cbe dal cielo discende. Non ascenderanno
sto, perch6 nessuno E disceso dal cielo se non Cristo: dunque in cielo coloro che egli fa figli di Dio? Certo
bench6 sia disceso senza un corpo e sia asceso con un che ascenderanno; ci E stato promesso in modo so-
corpo. Anche noi saliremo in cielo, non per capaciti lenne: Saranno co?ne gli angeli di Dio in cielo (cf. Mt
nostra ma perch6 saremo uniti a lui. Due sono in una 22,30). In che senso, alloru, nessuno ascende al cielo
cdrle sola;'i un grande mistero, questo, in Cristo e nel' se non chi ne d disceso? Infatti uno solo d disceso, e
la Cbiesa (cf . Ef 5, 3l'32). Pei questo anch'egli ha uno solo d asceso. E gli altri? Che cosa pensare, se
detto: Non saranno pic) due ma uia carrue sola (cf . Mt non che saranno membra di lui, cosi che sari uno so-
19, 6). (Sermo 263 / A, I'3) lo ad ascendere in cielo? Per questo il Signore dice:
Nessuno ascende in cielo, se non colui cbe dal cielo di-
scende, il Figlio dell'uomo che i in cielo (cf. Fi|3,20).
UNo sor-o E DISCESo, uNo sot-o E ASCESo Ti meraviglia perch6 era qui e anche in cielo? Fece
altrettanto per i suoi discepoli. Ascolta l'apostolo
Nessuno i salito in cielo, fuorchd colui che dal Paolo che dice: La ruostra patria i in cielo, Se un uo-
cielo discese, it Fietio dell'uorno cbe i in cielo (cf. Gu mo com'era l'apostolo Paolo camminava in terra col
3,I)). Egli drrnqJ. era qui ed era anche in cielo: era corpo mentre spiritualmente abitavatn cielo, non era

204 205
?
possibile al Dio del cielo e della teffa, essere contem- UN soro Cnrsro
in cielo e in terra?
'poraneamente
S. dunque nessuno, fuorch6 Cristo, d disceso dal t Se Cristo da solo va al Padre, che giova a noi?
In che modo il mondo viene convinto quanto a tale
cielo, . ,.tt,-r]ro, fuorch6 lui, vi ascende, the speranza
giustizia dallo Spirito Santo? Eppure se non andasse
c'E per gli altri? Questa: che.il Signore B disceso precJ-
,u-!nt."perch6 in lui e con lui siano una persona sola solo al Padre non direbbe in altro passo: I'lessuno i
salito al cielo se non colui che i disceso dal cielo,, il Fi-
coloro .h. p"t mezzo di lui saliranno in cielo. Non i
come si glio dell'uomo che i in cielo (cf. Gu 3,13). Ma anche
detto - ott.iru l'Apostol
-*a' o - :<<e ai discendenti>>,
trattasse di molti, ,,, alla tua discendenza>>' come a l'apostolo Paolo afferma: La nostra cittadinanza i nei
uno solo, cioi Cristo.E ai fedeli dice: Voi siete di Cri-
cieli (cf. Fi|3,,20). Ma com'E questo? Perch6 dice pa-
,io; , se siete di Cristo, siete dunque la discerudenza di rimenti: Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di
lassD, doue Cristo si troua alla destra di Dio; perusate
Abromo (cf. Gat 3, 16.29). Quest'uno di cui parla
itp"rtoto, siamo tutti noi. Pei questo i Salmi a volte alle cose di lassil, non a quelle deila terua. Voi siete
.r-i*orro la voce di molti, a indicare che I'uno ts for- morti irufatti, e la uostra uita i ruascostt coru Cristo in
E uno che canta, a tndtcare che i Dio (cf . Col 3 , I-3). In che modo allora egli solo? Da
-ut" da molti; a volte uno. Ecco perch6 nella piscina solo, magai per il fatto che Cristo, comprendendo
molti convergono in
probatica ,r.tiiuu guarito uno solo, e chiunque. altro vi tutte le sue membra, d uno, cosi come d uno il capo
con il suo corpo? Ma qual d il corpo di lui, se non la
iir..nd.sse dopo", non veniva guarito (cf. .pu-7, 4)'
Chiesa? Proprio come afferma il medesimo Dottore:
Quell,unico uomo sta a indicare l'uniti della chiesa. Ora uoi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuruo
drai a coloro che disp rezzaflo l'unit) e tendono a per la sua parte Gf. t Cor 12,27). Pertanto, poich6
.i.urri delle fazionit.u gli uomini! Ascoltino colui che noi siamo caduti ed egli, per noi, E disceso, che vuol
voleva fare di tutti gli uomini una cosa sola, in uno so-
1o, in ordine ad,rn"rnico fine. Ascoltino le sue parole:
dire: Nessuno i salito, se non colui che i disceso, se
non che nessuno B asceso, a meno che non sia diven-
Non diuideteui, io bo piantato, Apo/o ba innffiato, mq
blo ho fatto crescere.'Qutndi yd colui -che-Pianta A qyl- tato <<i1 solo> insieme a lui, e connesso, quale lnem-
cb, ,oio, nd colui che annaffia, ma cbi fa ue;c?re,-Dio
bro, al corpo di lui che d disceso? Dice cosi anche ai
discepoli: Perchd seruzd di me non potete far nulla (cf .
tif. I Cor 3,6-7). Quelli diievano: lo sono di Paolo, io Gu 15, 5). In un modo infatti B una cosa sola con il
d'Apollo, io di Cefo.I-Apostolo rispondeva: Ma Cristo
Padre, in altro modo d una cosa sola con noi. E .rru
i forse diuiso? (cf. I Cor I, 12-13).
Rimanete uniti in lui solo, siate una cosa sola, an-
cosa sola con il Padre perch6 unica E la natura del
Padre e del Figlio; d una cosa sola con il Padre per-
zi ]trna persona sola. Nes suno ascende al cielo, se non ch6., pur esserudo di natura diuirua, ruon considerd un'ap-
itri che dal cielo i disceso. Ecco - dicevano a Paolo - propriazione indebita l'essere uguale a Dio. Ma si d
,r"i essere ruoi. E lui: Noq voglio che siate di
"ogliamoche siate di colui al quale anche Paolo ap- fatto uno solo con noi, perch6 spogli| se stesso ASSt-
Paolo,"ma
mendo la corudizione di seruo (cf. Ftl2,6-7); si d fatto
partiene insieme con voi. (ln Io. eu. tr. 12,8-9)
207
206
uno solo con noi secondo la discendenza di Abramo, sa, cioE in quanto capo e corpo secondo quell'uomo
nel quale saranno benedette tutte Ie nazioni. Dopo perfetto (cf. Ef 4,11) in cui ognuno di noi E membro.
urr.. ii.ondotto l'attenzione su questo, l'Apostolo pre- Questa connotazione di Cristo si predica ai credenti e
cisa: [La Scrittura] non dice: E ai tuoi discendenti, co- si propone come oggetto di speculazione ai sapienti.
me se si trattasse di molti, ma: E alla tua discertdenza, Non possiamo, in tanto breve tempo, passare in rasse-
come d uruo solo, cbe i Cristo. E poich6
-per anche noi ab- I
gna n6 spiegare tutte le documentazioni scritturali che
biamo parte a ci6 che B. Cristo, effetto della no- avallano questa triplice connotazione di Cristo, tutta-
stra comune lncorporazlone e coesione a -quel 9?Po, via non possiamo lasciare queste af{ermazioni senza
Cristo i uno solo;^e perch6 anche a noi dice: Allora prova. Data, almeno in parte, qualche testimontanza,
siete discendenza di Abramo, eredi secortdo la promes- sari poi affare vostro cercare e movare nelle Scritture
sa (cf.Gal ), L6.29).Infatti, se una sola B la discen- le altre che qui, per la risrettezza del tempo, non pos-
denza di Abramo, e quell'unica discendenza dr Abra- siamo ricordare.
mo non s'intende identificata altrimenti che in Cri- Per quanto si attiene alla prima maniera di pre-
sto, e poich6 anche noi siamo questa discendenza dr sentare il Signor nostro Gesi Cristo Salvatore, unico
Abramo, consegue che questa to:ahti, cioB capo e Figlio di Dio, ad opera del quale furono fatte tutte le
corpo, d il solo Cristo. (Sermo L44,4,,5) cose, vi si ricollega quel famoso, splendido passo del
Vangelo secondo Giovannl ln principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Egli era
I rnr, MoDI DI ESSERE DEL VERBo in principio presso Dio. Tutte le cose per mezzo di lui
furono fatte, e senza di lui nulla fu fatto. Cid cbe d sta-
il Signore nostro Gesi Cristo, 9 tatelli, per to fatto in lui era la uita; e la uita era la luce degli uo-
quanto noi abbiamo potuto scorgere 1e1le Pagine san- mini; e la luce splende nelle tenebre e le tenebre ruon
tb, (. cioE) quando B annunziato nella Legge e nei Pro- l'banno accolta (cf. Gu I, l-5). Mirabili e stupende
feti o nelle Lett.r. degli Apostoli o quando-si mosma parole, queste, che vanno accolte ancor prima di es-
oer la fede nei fatti storici ihe conosciamo dal Vange- sere penetrate a fondo. Quando vi si pone davanti
io, lo si vede e cosi lo si proclamain tre modi. 11 primo una pietanza laccade] che l'uno ne prenda una parte
modo d in quanto Dio, per quella- diviniti per cui d e l'alffo un'altra; a tutti lo stesso cibo, non ad ognuno
uguale . .o.i.tro al Padre, prima delI'assunzione del- interamente tutto il cibo. Cosi ora un certo cibo e
linattraulnana. Il secondo modo d in quanto, assunta una certa bevand a di parole sono posti davanti alle
la natura umana, si legge e si intende che 1o stesso che vostre orecchie e tutto il discorso giunge a tutti. For-
E Dio d anche r;omo, . 1o stesso che d uomo E anche se, quando parlo io, succede che uno si prenda una
Dio, e, per questa sffaordinana caratteristica di lupe- sillaba e l'altro un'altra, l'uno una parola e l'altro
rioritn, ttot t-.ttu al livello degli uomini, ma d-mediato- un'altra? Se fosse cosi, dovrei dire tante parole quan-
re e capo della Chiesa. II teizo modo B quello, in un ti sono gli uomini che vedo, perch6 a ognuno giunga
certo s6rrro, del Cristo totale nella prenezza della Chie- almeno una parola. Ma io, di parole, facilmente ne

208 209
?
',i.i
rrj

dico di pin di quanti sono g1i uomini qui adunati, ep- -r


Ma ecco ora un altro aspetto, un alro modo di
pure tuite nel lbro insieme giungono a tutti. La pat.o- presentare Cristo, un almo [aspettol che la Scrittura
i, dell'rromo dunque non ti diuid. in sillabe perche fa palese. Cid che ho detto finora riguarda Cristo pri-
tutti la possano ,di..; e si [dovrebbe forse] dividere ma delf incarnazione. Ora ascolta quello che procla-
in parti il Verbo di Dio p-erch6.sia.in ogni luogo? mala Scrittura: Il Verbo si i fatto carne ed ba dimora-
[Possiamo forse presumere] fratelli, di parugonare in to fra noi (cf. Gu l, l4). Se tacesse sull'umanit) del
qualche modo queste nostre parole che suonano e Verbo inutilmente ci parlerebbe della sua divinit) co-
p'urrrrro a quel Verbo perenne senza mutamento? Io lui che ha scritto: Iru prirucipio era il Wrbo e il Verbo
'rt.rro, p.t.h. ora ne ho parlato, ho era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era iru principio
forsg fatto un ta-
i. pu.ugone? Ho voluto io-rrrqrre farvi pensare che presso Dio. Tutte le cose per mezzo di lui furoruo fatte e
qrrl[o Zh. nio mostra nelle cos" muteriali vi pud es- senza di lui nulla fu fatto (cf . Gu 1,1-3). Perch6 io ve-
sere utile per credere que119 che ancora non sapete I
da un giorno quella diviniti, B venuto qui a vivere
scorgere.r"[. parole spiiitrlali. Ma passiamo ad esem- i
ri
con me; per darmi la purificazione necessaria a quel-
pi pin validi: le parole infatti risuonano e passano' la contemplazione, B venuto a soccorrere la mia de-
Enirando nel campo dei concetti, provate a pensare bolezza. Si E fatto uomo prendendo dalla natura uma-
alla giustizia. Supporto che uno si irovi in Occidente na la stessa natura umana. A chi giaceva ferito sulla
. p.?rti alla giust nia,. egli.vi pensa nella sua totaliti, via venne in aiuto col <<giumento>> della carne (cf. Lc
proprlo come uno chJsi trova in Oriente' I-luno e 10, 30-37), per formare e far crescere la nostra fede
i,ultio la vedono completa. Vedere infatti la grustrzia debole con il sacramento della sua incarnazione; per
come principio a cui ittenersi nell'azione d condizio- rendere limpido il nostro intelletto a vedere quella
ne per agffe con giusttzia. come uno la vede interior- divinitd che incarnandosi non ha mai perduto. Ha in-
*.irt., Josi in cJnformit) agisce all'esterno' Ma co- cominciato infatti ad essere uomo ma non ha mai
me farebbe a vederla se essa non fosse presente cessato di essere Dio. Dunque questo ci d insegnato
nell'interno? Per il fatto che egli si trova in un deter- riguardo al Signore nostro Gesi Cristo in quanto
minato luogo, si potr) dire che li egli 9on possa esse- mediatore, in quanto capo della Chiesa, perch6 egli d
re parrecip"e del pensiero di un altio [che si trova in Dio-Uomo e Uomo-Dio, cosi come dice Giovanni: //
,-irrogo diu.ttol? Quando tu, posto. qui.[material- Verbo si i fatto carne ed ba dimorato fra noi.
mentel vedi col p.rrri"ro cid che un altro in un altro I-luno e l'alro di questi aspetti di Cristo li trova-
lontanissimo luogo ugualmente vede col pensiero,- e te in quel notissimo capitolo dell'apostolo Paolo [do-
tutto ti appare t Ellu t"ru .o-pletezza e cosi a lui, eb- vel dice [di 1ui che]: Sussisterudo in forma di Dio non
bene, poi.he le realt) spirituali e divine sono ovun- reputd una usurpaziorue I'essere uguale a Dio (cf . Fil
q* loro com plete)ra, puoi credere allora che il 2, 6). Il che equivale a dire: In principio era il Verbo e
t"rb"".i1,
d totalmente nel Padre ed d totalmente nell'in- il Verbo era presso Dio e il Wrbo era Dio (cf. Gu l,
carnazione. Questo devi credere del verbo di Dio, 1). Come potrebbe l'Apostolo dire: Non considerd
che d Dio presso Dio. un'usurpazione essere uguale a Dio, se a Dio non fosse

2t0 2t1
,il

uguale? Se poi il Padre B Dio ed- egli non d Dio, come perch6 si d degnato di essere totalmente con noi colui
sirebbe uguale? In corrispon deiza -a quanto dice che, anche senza di noi, d completo; non solo in
quanto d Verbo, Figlio unigenito uguale al Padre, ma
[Giovannii che il Verbo eia Dio, abbiamo in Paolo
questo passo: I'{on giudicd un'y:yfpqziory essere ugua- anche nella sua stessa umaniti che assunse e con la
le a Dii, e come I'uno diceva: ll Verbo si i fatto carne e quale d, insieme, Dio e uomo. Resta da stabilire, fra-
ha dimorato tra ruoi (cf. Gu 1,, L4),l'almo, parullela- telli, in qual modo noi siamo il suo corpo e lui, con
mente: Spoglid se stesso, assumendo la condizione di noi, l'unico Cristo. Dove troviamo che i'unico Cristo
seruo (ci. f"it 2,7). Fate attenzione. Disse che spoglii E capo e corpo, vale a dire corpo col suo capo? In
se stesso, assumendo la condiziorue di seruo proprio Isaia la sposa con il suo sposo parlano come se fosse-
perch6 ri A futto uomo, perch6 il Verbo si i fatto carne ro una persona sola, a1 singolat.. E uno solo che par-
-, la, e state attenti a cosa dice: Come a uno sposo mi
ho dimorato tra noi. E che cosa B questo <<si spo-
slio>? Non perse la diviniti, ma si rivesti dell'uma- cinse il diadema. Mi adornd di gioielli come una sposa
(cf. Is 61, 10). Come sposo e sposa. La stessa persona
ilita, -otttrt do agli uomini cid che non aveva prima
di farsi uomo. Apparendo in questo aspetto si spo- d chiamata sposo in quanto capo, B chiamata sposa in
glid: tenendo nasiosto l'alto grado della sua maest) e quanto corpo. Sembrano due e invece sono uno. A1-
irettendo in vista la carne, vestito della sua umaniti. rimenti in che modo saremmo membra di Cristo?
Egli E Mediatore e Capo- della Chiesa. per iI fatto che LApostolo si esprime molto chiaramente: Voi siete il
si"ts annientato uttr-.trdo la forma diiervo. Non di gorpo di C.risto e sue membra (cf . l. Cor 12,27). Tutti
ce: <<Assumendo la forma di Dio>. Parlandosi della rnsleme slamo membra e corpo di Cristo: non solo
forma di Dio [Paolo] non usa il verbo <<assumere>>, noi che ci troviamo qui in questo luogo, ma tutti su
ma dice: Pur sussistendo irt forma di Dio non giudicd tutta la terra. E non solo noi che viviamo in questo
un'usurpaziorte l' essere ugua-le a Dio. F' invece, .quando tempo, ma che dire? dal giusto Abele sino alla fine
'a del mondo, fino a quando ci sari generuzione umana.
siunse oarlare del1a condizione del servo, dice: '4's-
"ru*Zndo-la
forma di seruo. Per questo E Mediatore e Qualsiasi giusto faccra il suo passaggio in questa vita,
Capo della Chiesa e per lui ci riconciliamo con Dio, tutta l'umanitd presente e non solo di questo luogo, e
per'il mistero dell'umilt), d-ella p-assione, della risurre- tutta l'umanit) futura, tutti formano l'unico corpo di
,ion , dell'ascensione e del giudizio futuro per cui si Cristo e ciascuno ne d membro. Se dunque tutti ne
Dotranno udire 1e due ben note realti future sebbene formano il corpo e i singoli sono le membra, d lui il
bio abbi a parlato una volta sola (cf. Sal6l,12). Quan- capo di questo corpo Egli i - dice l'Apostolo - il ca-
do si potr*t no udire? Quando renderi a ciascuno se- po del corpo, cioi della Chiesa, il primogeruito, colui
condo- le sue opere (cf . Mt L6,27). cbe tiene il primato su tutte le cose (cf. Col 1, 18). E
C'd una't erza mafiiera in cui il Cristo totale pud poich6 di lui dice ancora che i capo di ogni principato
essere presentato: in quanto Chiesa, come capo e in- e di ogni potestd (cf. Col 2, l0), B chiaro che questa
sieme io*. corpo. Iniatti capo e corpo sono l'unico Chiesa, ora pellegrina, si salda a quella Chiesa celeste
Cristo; non perch6 senza corpo non sia intero, ma dove abbiamo gli angeli come concittadim, ar quali

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tr
I
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noi saremo pari dopo la risurrezione dei corpi: una quando quel predicatore di Cristo dovette subire da-
uguaglian za-che ci arrogheremmo con impudenza se gli altri le persecuzioni che egli ad altri aveva inflitto,
h"VJrita stessa non ce l'avesse assicurato: Saranno diceva: Per completare nel mio corpo cid che manca al-
usuali agli angeli di Dio kf. I c 20, )6); e ci sar) una le sofferenze di Cristo (cf. Col I,24), mostrando cosi
rolu ChiEsa, la citti del grande Re. che la sua sofferenza apparteneva alle sofferenze di
Concludendo, dunque, Cristo nelle Scritture d Cristo. [Queste parolel non vanno intese come riferi-
Dresentato talvolta in modo da far capire che d il Ver- te al capo che, ormai in cielo, non patisce nul1a, ma al
ft, ,rn,rule al Padre, talvolta che B-il Mediatote: Il corpo, cioE alla Chiesa, corpo che coi suo capo B l'uni-
Veibo" si i fatto carne, per abitare tra noi (cf. Gu l, co Cristo.
l4); o.o-. quando si dice che quell'Unigenito, per Mostratevi dunque corpo degno di tale capo,
mezzo del quale sono state fatte tutte |e cose,-zon re- sposa degna di tale sposo. Quel capo non pud avere
putd ,na uirrpazione la sua uguaglianza con,.Dio, ma se non un corpo degno di lui, n6 un tal marito una
'spoplid
se steiso, assumendo la condizione di seruo... sposa che non sia degna di lui. Per farsela comparire -
facZndosi obbeiiente fino alla morte, e alla morte di
'croce
dice san Paolo - dauaruti, la sua Cbiesa tutta gloriosa,
kf . Fil2,6-8). Talvolta infine Cristo E presenta- senza maccbia nri ruga o alcunchd di simile (cf . Ef 5,
to in modo da far capire che d insieme capo e c-orpo: ZZ). Questa B la sposa di Cristo, senza macchia n6 ru-
lo dice chiaramente lb stesso Apostolo quando [com- ga. Non vuoi avere macchia? Fa' come B scritto: la-
mental cid che d detto del maiito e della moglie nel uateui, purificateui, togliete le cattiuerie dai uostri cuo-
libro della Genesi: I due diuenteranno una sola carne ri (cf .Is 1, 6). Non vuoi avere ruga? Prostenditi in
(cf. Gn 2,24). Seguiamolo mentre commenta perch6 croce. Non basta infatti soltanto purificarsi, bisogna
non sembri che aizatdtamo congetture nostrc. Saran- prostendersi in croce per essere seflza macchia e.sen-
no - dice - i due una carne sola. E aggiunge Questo za ruga. Mediante la purificazione si portano via i
mistero i grande. E, per non lasciar credere che ci si peccati, mediante il prostendersi in croce si realizza tl
riferisca all'unione dei due sessi secondo natura, ag- desiderio della vita eterna per cui Cristo si d lasciato
girrrg.' Io parlo in rapporto a Cristo e alla Chiesa (cf' crocifiggere. Ascolta ci6 che dice 1o stesso Paolo, una
hf >:ll-32). Va sempie rife{to a Cristo e alTa Chiesa volta purificato: Ci ha fatto salui ruon per merito di
.id .h. B detto nel passo: I due formeranno urua carpe opere giuste compiute da noi, ma in forza della sua mi-
sola, pertanto non iro piil due ?na un7 carne sola (cf' sericordia, mediante il lauacro della rigenerazione (cf.
Mt 19, 5-6). Lo stesso rapporto che- c'E ra sposo e Tt 3,5). Ascolta ancora lui disteso sulla croce: Di-
sposa,'c'i tra capo e-corpo: perch6 il capo della mo- mentico del passato e proteso uerso il futuro, corro uer-
gti. a iI marito. Sia che -di.1 Lrgo e corpo, sia che di- so la mita per conseguire il premio a cwi Dio nzi ba
ca sposo e.spgs-a, intendetelo riferito ad uno solo' Per cbiamato in Cristo GesD (cf . Fll3,13-I4). (Sermo )4L,,
queste raglonl Io stesso-Ap^ostolo, qu.a1do. era ancora 1,1-3,4;9,11-11,13)
Saulo, si senti dire: Saulo, Saulo, perchd mi perseguiti!
kf. At 9,4). Perch6 il corpo d attaccato al capo' E
2t4 215
F

Sramo DTvENTATI Crusro srESSo r1o1? L9 possiamo provare con quella voce che si udi
dal cielo: Saulo, S?ulo, perchd mi perseguiti? (cf . At 9,
Il Figlio di Dio E disceso fino a noi, e colui che 4). Non d forse lui chi verri corne gi"udice ,1l fin.
prima parlava come Dio ha cominciato a parlare co- iql qor].do e, collocando i giusti alla"sra d.ri* ; gli
me uomo. Ed e proprio uomo colui che E Dio, perch6 iniqui alla sua sinistra, dir)I venite, benedetti dri Fo-
Dio si B fatto uomo. Si b fatto cid che non era, conti- d1e mio, prendete possesso del reg,'o: perchd ho auuto
nuando ad essere cid che era. Si B unito l'uomo a Dio, fame e mi auete dato da mangiarri E uil, dor, and,n: Si
cosi da essere uomo colui che era Dio; non perd nel g.no!e, quando ti abbiamo ieduto ffimato?, rispon_
senso che diventato uomo non fosse pii Dio. Ascol- der): uglta che l'auete fatto it pA picmli del
tiamo dunque, anche come fratello, colui che ascolta- "Ognr. lo auete
mlei fratelli, fatto a me (cf. Mt 2;,34s;). i
vamo come Creatore: come Creatore perch6 d il Ver- adesso siamo noi che ci rivolgi u*o u colui cire Lra d.t
bo che era in principio, come fratello perch6 d nato to queste cose, e gli chiediamo: O Signore, quando
da Marta Vergine; come Creatore che esisteva prima mai tu dovrai imparare, tu che in_segni Sgni.orul Ejti
di Abramo, prima di Adamo, prima della terra, prima "nortfi
subito, ci
.risponde conforme alla fede: Ofii
del cielo, prima di tutte 1e cose corporali e spirituali; volta che iI piu piccolo dei miei fratelli impara, anch:io
come fratello perch6 viene dal seme di Abramo, dalla imparo.
tribi di Giuda, da una vergine d'Israele. Sapendo Rallegriamoci, dPnque, e rendiam o grazie a Dio:
dunque che colui che ci parla d Dio ed B uomo, di- non soltanto siamo diventati cristiani, ria siamo di-
stinguiamo le parole di Dio e le parole dell'uomo; tal- ventati cristo stesso. capite, fratelli?, vi rendete con-
volta, infatti, ci dice cose che si riferiscono alla sua to della grazia che Dio ha profuso su di noi? Stupite,
maesti, talaltra cose che si riferiscono al suo stato di gioite: siamo diventati criito! se cristo d il capo e
umilt). Egli E l'Altissimo, e si B fatto umile per innal- noi le membra, l'uomo totale E lui e noi. E qr.rto
zare not che siamo umili. Che cosa ha detto dunque? che,dice l'Apostolo: Cosi non saremo piil'd* boibi"i,
ll Padre mr mostreri opere maggiori di queste, ffiruchd sballottati e portati qua e li da ogni uento di dottrina.
ne siate merauigliati (cf. Gu 5,20). Quindi d a noi che Prima aveva detto: Firuchd peruiniamo tutti all'uniti
le mostreri, queste opere maggiori, non a lui. E per- della frd, e della piena conoscenza del Figlio ii Dio, o
ch6 il Padre le mostrer) a noi che egli dice: ffincbd formare l'uoruo mAtrtro, al liuello di statTtra ih, ottro
ne siate merauigliati. Ha spiegato che cosa voleva dire la pieruezza del Cristo (cf. Ef 4, 14.13). pienezza di
con la frase: ll Padre mt mostrerd... Perch6 non ha cristo sono dunque il capo-e le membra. cosa vuol
detto: il Padre mostreri a voi, ma ha detto: mostreri direil capo e le.mtmbra? cristo e la chiesa. Ai.ogu.-
al Figlio? Perch6 noi pure siamo membra del Figlio; e ci.tale prerogativa s.arebbe da parte nostra foile orgo-
come membra impariamo: e anche lui, in qualche glio, se cristo medesimo no'' si fosse degnato filci
modo, impara attraverso le srte membra. In che senso questa promessa tramite lo stesso Apostolo: voi siete
si pud dire che impara in noi? Nello stesso modo che i(.c9A9 /i Clsto e, ciascuno per la sra parte, membra
soffre in noi. Come possiamo provare che soffre in di lui (cf . t Cor 12,21).

2r6 217
Quando dunque il Padre insegna qua.lcosa alle Not nnolrITUDINE, uNo IN LUI
membra di Cristo, d a Cristo che insegna. E meravi-
glioso e perfino incredibile, ma d cosi: a Cristo viene .
Su, dunque! Scuotlaqo, scuotiamo ['involucro],
mostrato cid che Cristo sapeva, e per mezzo di Cristo se ci piace essere figli degli sbattuti. Facciamone
stesso. Cosa meravigliosa e grande! Ma d la Scrittura uscire il contenuto. Colui che riceve tali benedizioni
che 1o dice. Oseremo smentire la parola di Dio, o d un uomo ben determinato e, se non si d membra di
non cercheremo piuttosto di penemarne i1 senso e quest'uomo, non ci si puo illudere di temere il Si-
rendere grazie all'autore di tanto dono? Che cosa vo- gnore. Si tratta di una moltitudine di uomini e insie-
glio dire affermando che viene insegnato a Cristo per me di un uomo solo, poich6, pur essendo molti i cri-
mezzo di Cristo? Che viene insegnato alle membra stiani, uno solo d il Cristo. Un unico uomo, Cristo,
pet mezzo del capo. Ecco, puoi vederlo in te stesso: sono i cristiani insieme col loro capo che ascese al
mettiamo che vuoi affercare qualcosa con gli occhi cielo. Non lui un individuo singolo e noi una molti-
chiusi; la mano non sa dove dirigersi, eppure la mano tudine, ma noi, moltitudine, divenuti uno in lui che
d un tuo membro, perch6 non d separata dal tuo cor- d uno. Cristo dunque, capo e corpo, E un solo uomo.
po. Apri g1i occhi, e la mano vedri dove dirigersi, il E qual d il corpo di Crisio? La sua Chiesa. Lo affer-
membro potr) seguire la direzione indicatagli dalTa T? l'Apgstolo: Noi siamo membra del suo corpo (cf.
testa. Ora se questo si verifica in te: che il tuo corpo Ef 5 , _30), e- ancora: Voi siete corpo di Cristo e [s,re]
guida il tuo corpo, e per mezzo del tuo corpo viene membra (cf. 1 Cor l), 27).Cerchiamo quindi di
mostrato qualcosa al tuo corpo, perch6 ti meravigli se comprend.ere la voce di quest'uomo, incoipor ati al
dico che viene mostrato al Cristo per mezzo di Cri- quale anche noi formiamo un unico .ro*b. Nella
sto? Il capo mostra perch6 le membra vedano; il ca- realti di questo corpo scopriamo i veri beni di Geru-
po insegna e le membra imparano; tuttavta tl capo e salemme . Al termine [del ialmo] si dice infatti: E ue-
le membra sono un sol uomo. Egli non ha voluto se- da i beni di Gerusalemme (cf . Sal I27 , L). Se guarde-
pararsi da noi, ma si d degnato amalgamarsi a noi fi- rai con occhio terreno ai beni qui elencati, cioB ab-
no a fondersi con noi. Era molto lontano da noi. Ci bondanza di figli e nipoti, prolificiti e feconditi del-
pud essere, infatti, una distanza maggiore di quella la sposa, non son questi i beni della Gerusalemme
che esiste tta Ia creatura e il Creatore, tra Dio e l'uo- celeste. Son beni della terra dei mortali, mentre quel-
mo, ra la giustizia e l'iniquith, tra l'eterniti e la crea- la d la terra dei viventi. Non considerare come b.rr.
tura mortale? Ecco come era lontano il Verbo, che supremo l'avere dei figli che, se non prima di te, cer-
era in principio Dio presso Dio, per mezzo del quale to dopo di te dovranno morire. Vuoi avere dei figli
sono state fatte tutte Ie cose. In che modo, dunque, si che mai avranno a morire ma potranno vivere per
d awicinato al punto da essere cid che noi siamo, e sempre insieme con te? Rimani stabilmente nel cbr-
da essere noi in luJ? Il Verbo si i fatto carrue e abitd fra p9 di colui dgl quale E detto: Voi siete corpo di Cristo
noi (cf . Gu l, 14). (Iru Io. eu. tr. 21,7 -9) e [sue] membra. (En. in Ps. I27 ,3)

2r8 219
il
Ulvus CaRrsrus AxcnE suLLA cRocE NoI c,EMVAMo!

Sapete bene, fratelli carissimi, che i Cantici dei Dlg,Dio mio, guardami, perch| mi hai abband.o-
gradini sono i cantici della nostra ascesa e che questa nato? Abbiamo gi) udito q.r.rto primo ,,rllu
ascesa non si fa con i piedi del corpo ma con gli-affet- croce, quando_il Signore ha dettb: Eli, ".*.*"
Eli, ciod Dio
ti del cuore. Son cose che vi abbiamo inculcate molto yio,,Dio mio, I-aya sabactani, ossia: pe'rcb6'*i Iro, oi
spesso, n6 d il caso di ripetere sempre gli stessi con- bandoruato? (cf.
Ut 27,46). Levu"g6ti.," tu irrdotto
cetti, ma occorre lasciare spazio per parlare di cid quesre parole, ed ha riferito che eldi ur.ri Jetto
in
che non E stato mai detto. Ebbene, anche il salmo ebrarco: Dio mio, Dio mio, perchd mi hai abbandorua-
che vi siete sentiti cantare reca nelf intestazione: Can- to? che cosa vo-leva dire il'Signor.l I"friti Dio ,,o.,
tico dei gradini. Tale d il suo titolo. Cantatelo dunque lo aveva abbandglaro, .rr.rd"o .gii ,t.rro olo; p.r_
ascendendo, e, se talora chi canta sembra essere un ch6 il. Figlio di Dio d Dio, .o-."il V;;L; ai Oio a
solo individuo mentre alme volte sembrano molti, d Dio. Ascolta dall inrzio quell,evangelista, .h. p.of..i_
perch6, pur essendo molti, noi siamo uno. Uno infat- va cid che aveva bevuro dal seno iel Signore'(rf . G,
ti d Cristo, e Ie membra di Cristo in Cristo formano !2, ?3),e vediamo se Dio d Cristo: Iru pTincipio era il
insieme con Cristo una uniti. I1 capo di tutte queste Vr-bo, e il Verbo era presso Dio, e Dio era'il Verbo.
membra E in cielo, e il corpo, sebbene stia tribolando Orbene, quesro stesso Verbo .h. .i, Dio; ,i a
in terra, non B avulso dal suo capo; anzi, questo capo
fitti
carne e ha abitato tra noi (cf. Gu I, 1). Ed .rr.ndfri il
vigila sul corpo e prowede al suo bene. Se non se ne Verbo di Dio fauo carne, pendeva'arUr.r"..,-L di.._
interessasse, non avrebbe detto a quell'accanito per- va: Dio ryio, Dio.mio, gu:aldami; perchd mi hii abban_
secutore che era Saulo, non ancora cambiato in Pao- donato? Per quale rrgi6rr. cosi d a.ri., ,; ;;; p.r.he
lo Saulo Saulo perchd mi perseguiti? (cf . At 9, 4).Son, anche nor lvl eravamo, se non perch6 Ia chiesa d il
queste, cose che conoscete benissimo e che avete fa- corpo di Cristo (c[. Ef L, 23)? Ferch 6 haiiit", Dro
miliari. Sia perd lecito ricordarle un istante, senza te- ntio, Dio,fio, guardanti,.perchri mi hai abbaido,nato?,
dio per coloro che ne conservano la memoria, affin- se non allo scopo di stimolare la nostra attenzione
e
ch6 mediante la loro pazienza tornino in mente an- qrr.g: questo
-salmo B scritto riguardo a me? Lontano
che a chi se n'era dimenticato. Si tratta infatti di ve- d.oUo mia saluezz!, parole
k /Z; miei irtiii. il q;;
rit) salutari che occorre ripetere spesso. Canti pure delitti, se di lui B detio: Colui ,i, nii-ii-'rJ**rrro
uno solo, dunque, owero cantino in molti. Anche er{rlo,^ry(_iryganno i stato trouato sulla sua bocca (cf.
quando son moltl a cantare B un uomo solo, poich6 i 7 Pt 2,22)l In qual modo dunque dice iei miii aint
molti formano l'uniti, e Cristo - come abbiamo detto /2, se.non pgrghj prega per i nostri d.li;i . h; iurto
- E un solo uomo e tutti i cristiani ne sono le mem- suoi i nostri delitti, per rendere nostra lr'r.r, giusti-
bra. (En. in Ps. 12), L) zia? (En. in Ps. 2I,II,3)

220 221
I UNn soLA vocE
tl
che non si leva per gli empi, mentre questo sole
[Dio] lo fa sorgere sui buoni e sui cattivi (cf . Mt 5,
+:). Quanto a quella donna, era rivestita di sole e
Mi permetto di richiamare ancor a uin? f"l': l'
Vostra attenziOne, non per msegnarvl CoSe a Vol SCo- portava in grembo un figlio maschio e stava sul pun-
ma soltanto p.t ricordarvi quanto sapete. 11 to di partorire. Lo stesso e identico personaggio era
".r.i"t.Signore e Salvatore Gesi-C1i1o d il capo del dunque colui che aveva fondato Sion e che nasceva
""rrto
r"o .o.p8, a il mediatore unico fra Dio e l'uomo (cf' in Sion, e quella donna era Ia citti di Dio, protetta
1 Tm i, ,, lui, l'uomo Gesi, nato {a}la Vergine e, dalla luce di colui del quale corporalmente era la ma-
oer cosi dire. nella solitudine, come abbiamo sentito dre. Si comprende in tal modo anche p-erch6 la luna
iutt'Ap"calisse kf . Ap 12,5--6). Se parla di,soljtudine si trovasse sotto i suoi piedi: era perch6 lei, con la sua
a, u q.iu"to mi sembra, da riferirsi al fatto che lui solo virti, calcava la condizione mortale d'una carne che
d'nato cosi. Cosi lo genero la sua Madre, e sua mis- cresce e decresce. Riguardo poi al nosmo Signore Ge-
rion. tutebbe stata g6rr.tt ute il popolo-con scettro di si Cristo, egli d capo e corpo e, dopo esserii degnato
ferro. Sua madr. p6i ts la citti dl Dio dell'Antico Te- di morire per noi, volle anche prestarci la voce per
rir-..rto, della quale in un salmo E detto: Cose-glq- parlare. Ci rese sue membra e, quando parla, talora
riose sono state iette di te, citti di Dio (cf. Sal 86, ))' parla identificandosi con queste membra, mentre al-
Q.r.rru cittd inrzia con Abele, come |a citti del male tre_volt-e parla a nome proprio, parla da nostro capo.
titzia con Caino (cf. Gn 4,8.17). Molti secoli conta Egli infatti ha da dire delle cose in cui noi non c'En-
ouindi ouesta citti di Dio, cui tocca sopportare di triamo, mentre noi senza di lui non pouemmo dire
della terra mentre lei spera assolutamente nulla. Dice l'Apostolo: Affinchd io com-
-rrtirrrro le vicissitudini
con altri nomi B chiamata Gerusa- pleti nella mia carne quanto mancd ai patimeruti di Cri-
le cose del cielo.
lemme e Sion. Veramente, di un certo individuo nato sto (cf . Col l, 24).Dice: Affinchd io completi quanto
rr.[u citti di Sion pur essendo lui stesso il fondatore mancd ai patimenti,, non miei ma di Cristo, nella
'parla carne, non di Cristo ma mia. Dice: Cristo continua a
J.tt, stessa Sion, un salmo che dice: Madre
Sion, diri l'uomo. Quale uomo? E si ! fgtto uomo in subire patimenti, non certo nella sua carne con la
essa e lui, I'Altissimo, I'ba fondata (rf. Sal 86,5)' In quale d asceso al cielo, ma nella mia carne che ancora
poche parole, egli stesso si B fatto uomo in Sion, anzi soffre sulla terra. Dice: Cristo subisce parimenri nella
'ro.no umile; .p"p.rt., lui stesso, in quanto Ntissimo, mia carne, poich6 non sono piD io che uiuo ma i Cri-
fondd quella citii nella quale poi si sarebbe fatto uo- sto cbe uiue in me (cf. Gal 2,20). In effetti, se non
era coperta di.solt (tf' fosse vero che Cristo continua a soffrire nella perso-
-o. n.io perch6 quella do.rru na delle sue membra, cioB dei suoi fedeli, non si
Ao 12. 1), cioB dil sole stesso della giustizia che d
ig"oirio Jag[ empi, qrrli.alla fine diranno: Abbia- spiegherebbe come mai Saulo potesse qui in terra
! perseguitare Cristo che ormai sedeva in cielo. Ma c'd
ili aiiqur"r*orrito lo irio drtlo ueriti, e la luce della
giustizii noru i brillata per noi e il sole non d sorto per di pin. Trattando espressamente questo problema,
'noi (cf . Sap 5, 6). Esisie dunque un sole di giustizia fi'Apostolo] dice: D,ifatti come il corpo, pur essendo

222 223
il
r uno, ba rnolte membra e tutte le membra del corpo,
pur
-ancheessendo molte, costituiscono uru corpo solo, cosi i
mo. Per questo d grande quel sacramento: I due sa-
raruno una sola carne (cf . Gn 2, 24). Lo afferma l'Apo-
I Cristo (cf. I Cor 12,12). Non dice: Cosi B Cri- stolo: Questo sacramento i grande; io lo dico nei ri-
sto e il [suo] corpo, ma: Un sol corpo con molte mem- guardi di Cristo e della Chiesa (cf. Ef 5, )2). Cristo e
bra; cosi i anche Cristo. Cristo dunque d la totalit); e la Chiesa, ecco i due in una sola carne. Riferisci <i
siccome Cristo i la totaliti, per questo il capo dal cie- due>> alla distanza orrgtnata della maesta [divina]: so-
1o poteva dire: Saulo, Saulo, perchd mi perseguiti? (cf. no due; sicuramente due. Non siamo infatti noi il
Af 9,4). Ritenete questa verith, fissatevela tenace- Verbo, non siamo in principio Dio presso Dio, non
mente nella memoria, come si conviene a figli cre- siamo colui ad opera del quale furono create tutte le
sciuti alla scuola della Chiesa e ben istruiti nella fede cose (cf. Gu l, lss.). Si arriva perd all'elemento <<car-
cattolica. Sap.piate riconoscere ,Cristo, jaPo e corpo, ne>>: li siamo Cristo e noi e lui. Non meravigliamoci
e, sempre nei riguardi del medesimo Cristo, ricono- quindi all'ascolto dei salmi: il salmista molte cose di-
scetelo Verbo unigenito di Dio, uguale al Padre. Cosi ce facendo parlare la persona del capo, mentre altre
facendo, vi renderete conto delf immensa gtazia che ne dice dove chi parla sono le membra; comunque
vi eleva sino a Dio, se d vero che 1o stesso individuo, l'insieme di questa totaliti parla come se costituisse
che d uno col Padre, E voluto diventare uno anche un'unica persona. N6 ti devi meravigliare che i due
con noi. In che senso d uno col Padre? Io e il Padre abbiano una sola voce, se d vero che costituiscono
siaruo una cosd sola (cf. Gu 10,30). E in che senso d una sola carne. (En. in Ps. L42,))
uno con noi? Eccotelo! Non dice [la ScritturaT: E nei
discendenti, quasi fossero molti, ma lparlaf come se si
trattasse di uno solo: E nel tuo discenderute, che i Cri' Lr, panolE DEL coRpo, LE pARoLE DEL cApo
sto (cf. Gal 3, 16). Ma qualcuno potrebbe obiettare:
Se discendente di Abramo E Cristo, forse che lo sia- I'{on c'd pace per le rnie ossa diruanzi ai miei pec-
mo anche noi? Tenete in mente intanto che la discen- cati. Sr suole chiedere di chi sia questa voce; ed alcu-
denza di Abramo d Cristo, per cui, se risulterh che ni ritengono che si tratti della voce di Cristo, dato
anche noi siamo discen denza di Abramo, si dovrd che nel salmo si dicono certe cose che si riferiscono
concludere che anche noi siamo Cristo. Come l'unico alla Passione di Cristo; ad esse giungeremo tra breve
corpo ba molte membra, cosi ancbe Cristo (cf . Gal 3, e vedremo che si riferiscono proprio alla Passione di
27), e ancora: Quanti siete stati battezzati in Cristo Cristo. Ma come avrebbe potuto dire, colui che non
siete stati riuestiti di Cristo (cf. Gal 3,29).In realt), aveva nessun peccato (cf. I Pt 2,22),le parole: l{on
discendenza di Abramo d Cristo, n6 si pud contrad- c'd pace per le mie ossa al cospetto dei miei peccati?
dire alle parole dell'Apostolo che sono quanto mai Noi non possiamo intendere queste parole, se non ri-
esplicite: E nella tua discendenza, che i Cristo. Osser- conoscendo che si tratta del Cristo pieno e totale,
vate che cosa [il medesimo Apostolo] drca a noi: .le cioB capo e corpo. Quando il Cristo parla, talora par-
uoi appartenete a Cristo, siete la discendenza di Abra- la solo in persona del capo, che B egli stesso, il Salva-

224 225
tore, nato da Maria Vergine; tal altra in persona del capo di Cristo. Perch6 parla come se fosse uno solo?
suo corpo, ch'e B la santa Chiesa diffusa in tutto il Perch6 saranno dice, due in und carne sola. E qretto
mondo. Anche noi siamo nel suo corpo, se la nostra uru grande mistero aggiunge l'Apostolo, e ict lo dico ri-
fede in lui d sincera, la nostra speranza sicura e la no- guardo al Cristo e alla Chiesa (cf. Ef 5,3L32). Onde
stra cariti ardente; siamo nel suo corpo, e siamo le ancora egli stesso, allorchd parla nel Vangelo rispon-
sue membra, e siamo percid noi a parlare qui, come dendo a coloro che gli ponevano la questione sul ri-
dice l'Apostolo: Perchd noi siamo le membra del suo pudio della sposa, dice: I'lon auete letto cbe Dio al
corpo (cf . Ef 5, 30); concetto questo che l'Apostolo principio li fece mascbio e femmiruA, e l'uomo abbaru-
ripete in molti passi. Se dicessimo infatti che queste doruerd il padre e la madre e si uruiri alla sua sposa e
non sono parole di Cristo, neppure sarebbero parole saranno due in una carne sola? Dunque non piD due
di Cristo queste alme: Dio mio, Dio mio, percbd mi ma una sola carne (cf. Mt 19,4-6). Se egli stesso ha
hai abbandoruato? (c{. Mt 27, 46). Eppure anche in detto non piD due ma urua sola carne,-che c'd di strano
quel salmo leggi: Dio mio, Dio mio, perchd mi hai ab- se cr sono una sola carne, una sola lingua e le stesse
bandonato? lontano dalla mia saluezza le parole delle parole, in quanto di una sola carne, del capo e del
mie colpe (cf . Sal2l,2); cosi come qui leggi: al cospet- corpo? Ascoltiamo dunque il Cristo in quanto d uno,
to dei miei peccati,li trovi: le parole delle mie colpe. ma tuttavia ascoltiamo il capo come capo, e il corpo
Dato che certamente Cristo d senza peccato e senza come corpo. Non si dividono le persone, ma si di-
colpa, dobbiamo contestare che le sue [ultime] paro- stingue la digniti; poich6 il capo salva, menue il cor-
le siano quelle stesse del salmo? Sarebbe molto in- po a salvato. Manifesti il capo la misericordia, pianga
comprensibile e contraddittorio che quel salmo non il corpo la sua miseria. Al capo spetta purifiCare, al
si applicasse a Cristo, dato che in esso troviamo tanti corpo confessare i peccati; una sola tuttavia B la voce,
aperti riferimenti alla sua Passione, quasi come se la quando non sta scritto quando B il corpo che parla, e
si leggesse nel Vangelo. Leggiamo infatti in esso le quando il capo; ma noi, nell'ascoltare la voce, operia-
parole: Si sono diuisi i miei abiti e sulla mia ueste ban- mo la distinzione, mentre egli parla come se-fosse
no gettato la sorte (cf. Sal2l,19). E perch6 i1 Signore uno solo. Perch6 non dovrebbe dire: miei peccati, co-
stesso, dall'alto della croce, ha pronunziato con 1a lui che ha detto: Ho auuto fame, e non mi auete dato
sua bocca il primo verso di questo salmo, ed ha det- da mangiare; ho auuto sete e non mi auete dato da be-
to Dio mio, Dio mio, perchd mi hai abbandonato? (cf. re; fui pellegrino, e non mi auete accolto; fui malato e
Mt 27, 46). Che cosa ha voluto farcr intendere, se prigioniero e non mi auete fatto uisita? Sicuramente il
non che quel salmo tutto intero si riferiva a lui, in Signore non fu mai in carcere. Perch6 non direbbe
quanto egli stesso ne pronunziaval'tntzio? Non v'd questo, colui il quale, allorch6 gli vien deffo: Quando
quindi dubbio che le parole che seguono, laddove ti abbiamo uisto affamato ed assetato, o iru carcere e
egli dice: Le parole dei miei peccati sono voce di Cri- non ti abbiamo assistito? risponde, parlando a nome
sto. E donde derivano alTora i peccati, se non dal cor- del suo corpo: Quando noru lo auete fatto ad uruo di
po, che B la Chiesa? Chi parla dunque E il corpo ed il questi miei piccoli i a me che non lo auete fatto (cf . Mt

226 227
25, 42-45)? Perch6 non dovrebbe dire: al cospetto dei vado al Padre, possiate pensarmi uguale al Padre.
miei peccati colui che disse a Saulo: Saulo, Saulo, per- Per questo infatti i piD grande di me: finch6 mi ve-
cbd mi perseguiti? (c[. At 9, +). Eppure egli in cielo dete nel corpo, i1 Padre B pii grande di me. Vedete
non soffriva pir) alcuna persecuzione. Ma allo stesso se avete affercato il discorso: i discepoli non sapeva-
modo in cui 1) il capo parlava per il corpo, cosi anche no pensarlo se non uomo. Lo ripeto con parole un
qui il capo dice le parole del corpo, mentre udite an- po' pii chiare per quei nostri fratelli che hanno pir)
cora la voce del capo. Ebbene, anche quando udite le difficolti a capire. Coloro invece che hanno gii ca-
parole del corpo, non separatene il capo; n6 quando pito sopportino lalentezza degh altri e imitino il Si-
udite le parole del capo separate il corpo; perch6 non gnore il qomle, pltr possedendo la ruatura diuina...,
sono pii due, ma una sola carne. (En. in Ps. 37 ,6) annientd se stesso..., facendosi obbediente fino alla
morte (cf. Ftl 2,6.7.8). Se amaste me...: che cosa si-
gnifica? Se amaste me, ui rallegrereste cbe io uado al
CoNrarro sPrRrruALE Padre (cf. Gu 14,28). Se amaste me che cosa signifi-
ca se non: Non amate me? Che cosa amate allora? Il
Fate attenzione a quanto dice Giovanni: Se mi corpo che vedete. Non volete infatti che vi venga sot-
amaste, ui rallegrereste che io uado al Padre, percbd il tratto allo sguardo. .le inuece amaste ?n€. . .; cht d: me?
Padre i piil grande di me (cf . Gu L4,28).In che sen- In principio era il Wrbo e il Verbo era presso Dio e il
so allora Cristo d uguale al Padre, come dice l'Apo- Verbo era Dio (cf. Gu 1,1): son parole dello stesso
stolo? Il Signore stesso ha detto Io e il Padre siamo Giovanni. .le dunque a??ldste me, cioB colui per mezzo
una cosa sola (cf. Gu 10,,30). E in un alro passo: del quale sono state fatte tutte le cose (cf. Gu 7,3), ui
Cbi ba uisto me ha uisto ancbe il Padre (cf. Gu 14, rallegrereste che io uado al Padre. Perch6? Percbd il Pa-
9). Come mai allora nel passo sopra riportato si di- dre i piD grande di me. Cosi come mi vedete sulla ter-
ce: perchd il Padre i piil grarude di me? Queste paro- ra, i. Padre d pir) grande di me. Mi allontant dai vosmi
le, fratelli - per quanto il Signore ci ispira d'inten- occhi; sia tolto ai vostri sguardi questo corpo mortale
dere -, Cristo le ha pronunciate in un certo senso che d statc assunto per la vostra mortaliti; cominciate
per rimproverare i discepoli e per confortarli. Ave- a non vedere pii questa veste mortale che ho preso
vano infatti fissato lo sguardo sul1a sua umanit) e per umilt): tuttavia sia elevata n cielo, affinch6 sappia-
non riuscivano a pensarlo come Dio. Sarebbero riu- te in che cosa dovete sperare. Non lascid infatti sulla
sciti a pensarlo come Dio solo quando la sua uma- terra la veste mortale di cui volle essere qui rivestito.
niti fosse stata sottratta a loro e ai loro sguardi. Tol- Se l'avesse lasciata qui, nessuno avrebbe pir) sperato
ta la familiariti che si era instaurata tramite il suo nella risumezione della carne. Ora perd l'ha portatatn
corpo, avrebbero imparato, almeno una volta assen- cielo e cid nonostante vi d chi dubita del7a risurrezione
te il corpo, a pensare alla sua divinit). Percid ha della carne! Ma se Dio I'ha voluta dimostrare in se
detto loro: Se mi AmAste, ui rallegrereste che io uado stesso, la negher) all'uomo? Dio infatti ha assunto
al Padre (cf. Gu 14, 28). Perch6? Perch6. quando l'umaniti per compassione, per quanto riguarda l'uo-
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mo invece essa faparte della sua natura.E tuttavia Dio carcere ed esternamente si vede solo un abito spre-
si d mostrato nella veste mortale (dopo Ia sua risurre- gevole [che egli indossa] per manifestare il suo sen-
zione) confermando cosi i discepoli nella fgdg, e poi so umanitario. Ma internamente gli rimane tutta la
l'ha innal zata rn cielo. Sottratta ,f loto sguardo la visio- digniti senatoria.che,tanto pin rifulge in Xuanto il
ne del suo corpo, i discepoli non lo videro pir) in motivo per rivestirsi di un abito cosi umile fu la sua
quanto uomo. S. ..u rimaito qualcosa nei loro cuori grande misericordia. Cosi ha fatto anche il Signore,
ih. ptoueniva da desiderio puramente umano, si tra- pur. rimanendo Di-o, rimanendo Verbo, rimanendo
mutd in tristezza. St riunirono tuttavia in uno stesso sapienza, rimanendo potenza divina, rimanendo nel
luogo e cominciarono a pregare. Ed egli avrebbe invia- governo dei cieli, rimanendo nella cura della terra,
to.irrrrti dieci siorni da quello che stiamo oggi cele- rimanendo gioia piena degli angeli, ovunque tutto,
b.utrdo, lo Spirilo Santo, aftinche lo Spirito Santo li tutto nel mondo, tutto nei Patriarchi tutto nei Pro-
riempisse di amore spirituale, liberandoli dai desideri feti, tutto in tutti i santi, tutto nel grembo della Ver-
puramente umani. In questo modo faceva loro com- gine, per rivestirsi della natura umana, per congiun-
tr.td.t. il Cristo come Verbo di Dio, Dio presso Dio, gerla a s6 come sposa, per fidan zare a s6 la Chiesa
'pr,
del quale tutto d stato fatto (cf. Gu l,!-)), quale vergine casta, e procedere come sposo dal suo
i.lo.,^rrro
avrebberobotuto essere riempiti di tale modo di talamo (cf . Sal 18, 6; 2 Cor Il, 2). Cristo d quindi
comprendere le .ot. se non si fosse allontanato da 1o- inferiore al Padre perch6 d uomo, ma uguale al Pa-
ro l'imore puramente umano. Per questo.dtsse Se mi dre perch6 e Dio. Togliete di mezzo a voi dunque i
Amdste, ui iallegrereste cbq io uado al- Pqdre, percbd il desideri puramente umani. In altre parole, Cristo ha
Padre i piil graid, di me. E pin grande.di *-.. in quan- detto cosi ai suoi discepoli: <Voi non volete che io
to uomo, d iguale in quanto Dio; uguale nella natura, me ne vada - come ciascuno di noi non vorrebbe la-
pii grande cJnsiderando la compassione che ha avuto sciar andare il proprio amico e gli dice: "Rimani an-
il filgti" (e che I'ha portato-a farsi uomo). Dio lo ha cora un po' con noi, quando ti vediamo il nostro
,milIato ponendolo non soltanto al di sotto di s6 ma cuore si risolleva" -; E meglio perd per voi che non
anche a1 di sotto degli angeli, come dice la Scrittura vediate pii questo mio corpo e comincrate a pensar-
(cf. Sat 8, 6). Non d inferiore al Padre, anche sg vi sem- mi nella mia natura divina. Mi sottraggo a voi este-
bra che il Figlio, assumendo un coIP-o, si sia allontana- riormente, ma interiormente vi riempio della mia
to dall'uguulgliun u con il Padre, dil quale mai s'b al- presenza>>. Forse Cristo entra in un cuore nella sua
lontanatS; t iu ,tt,rmendo un corpo - ha assunto infat- natura umana e con il suo corpo? In quanto Dio
d l'umaniti - non B mutato. Chi indossa una veste non prende possesso del cuore; in quanto uomo pa1la al
si cambia in veste ma internamente rimane lo stesso cuore attraverso lo sguardo e ci insegna dal di fuori.
uomo tutto intero. Poni il caso di un senatore che in- Perd, siccome abrta dentro di noi, ci parla perch6 ci
dossa una veste da schiavo, nelf ipotesi che non possa convertiamo interiormente, viviamo di lui, ci lascia-
entrare in carcere con la toga senatoria per consolare mo form arc da lui, perch6 lui d la forma di tutto,
un tale awinto in ceppi; riceve l'abito proprio del non fabbflcata da alcuno. (Sermo 264, 4)

230 DT
La pEoE INCREMENTA IL Canlsrus rorus mitra, e come una sposa mi ha fatto indossare gli orna-
menti (cf. Is 61, 10). Dice di essere sposo in relazione
Ormai ha confessato e ha invocato; o, meglio, al capo, e sposa in rapporto al corpo; comlrnque, chi
hanno confessato e hanno invocato, anche se con la parla B uno solo. Ascoltiamolo e in 1ui parliamo an-
voce di uno solo d stato detto: Narrerd tutte le tue che noi! Cerchiamo di sentirci sue membra, affinch6
merar-iglie. Confessando si B vuotato del-male; invo- questa voce possa essere anche la nosffa. Dice: I'lar-
"si rerd tutte le tue merauiglie. Cristo si manifesta di per-
cando E riempito di bene; namando fa erompere
fuori cid di cui E ricolmo. Osservate, fratelli, come a sona, e si lascia annunziare anche da coloro che costi-
confessare siano in molti. A te confesseremo o Dio; a tuiscono le sue membra, affinch6 altre siano condotte
te confesseremo, dice, e iruuocberemo il tuo nome' a lui. Vuole che quanti non gli appartenevano gli si
Molti toro i cuori di coloro che confessano; uno solo ar,rzicinino e si uniscano aIle sue membra, attraverso
d i1 cuore di chi crede. Perch6 sono molti i cuori di le quali d annunziato il Vangelo, e che di tutti si fac-
coloro che confessano e uno solo d il cuore di colo- cia un solo corpo sotto un solo capo, in un solo spiri-
ro che credono? Perch6 gli uomini confessano pec- to, con una sola vtta. (Uru. in Ps.74,4)
cati diversi, mentre unica B la fede che li accomuna.
Si, certamente. Appena Cristo incomincta ad abrtare
neIl'uomo interioi. p.. mezzo della fede (cf . Ef ), Lo Spmrro SANTo, ANIMA DELLA CuIesa
17) e, invocato, comincia a possedere colui che con-
fessa, allora si incrementa il Cristo totale, capo e cor- Nessuno dica: Ho ricevuto 1o Spirito Santo, co-
Do. uno solo form ato damolti. Ascoltate nel testo del me mai non parlo nelle diverse lingue? Se volete ave-
iul*o le parole di Cristo. Sembravano quasi non es- re lo Spirito Santo, cercate di comprendere, fratelli.
sere sue li parole: A te confesseremo, o Qio, a te con- I1 nostro spirito per il quale ogni uomo vive si chiama
antma; il nostro spirito per il quale ogni singolo uo-
fesseremo i irrocberemo il tuo norn-e-. Qui .perd co-
mincia ad udirsi la voce del capo. Ma, sia il capo a mo vive si chiama anima; e guardate che cosa fa l'ani-
parlare o siano le membra, B sempre Clisto che parla ma nel corpo. Vivifica tutte le membra, attraverso gli
purlu nella persona del capo, paila nella persona del occhi vede, atffaverso le orecchie ode, attraverso le
.orpo. Che^cosa, infatti, Jta scritto? Saranno due in narici percepisce gli odo ri, attraverso la lingua parla,
uni ,orrc sola. Questo i un grande mistero; ma io lo attraverso le mani agisce, attraverso i piedi cammina;
dico in nrdine aT,risto e alla Cbirta (cf. Gn 2,24; E'f d presente contemporaneamente in tutte le membra
5, 3I.32), dice l'Apostolo. E Cristo stesso nel Vange- per vivificarle; di la vita a tutte, distribuisce i compiti
lo: Ormai ,or, ,orirrro piD dtte md una sola carne (cf' a ciascuna. Locchio non ode, l'orecchio non vede,
Mt 19,6). Difatti, come ben sapete, queste-persone non vede la lingua nd parla l'orecchio o l'occhio, ma
sono si due, ma poi diventano una sola nell'unione tuttavia vive: vive l'orecchio, vive la lingua. I compiti
sponsale ., ptoptio come se fosse una-sola, parla tn sono diversi ma la vita i comune a tutti. Cosi E la
Iiaia quando diie: Come uno sposo mi ha cinto con la Chiesa di Dio: in alcuni santi fa miracoli, in alcuni

232 D)
santi proclama la verit), in altri santi custodisce la ne? In che senso alloru la carne non gioua nullaT Non
verginiti, in alui santi custodisce la castit) coniugale, giova nulla la carne nel senso in cui costoro la intese-
in altri questo e in almi quello: i singoli adempiono ro: essi la intesero nel senso della carne morta, fatta a
ciascuno il proprio compito ma tutti parimenti vivo- pezzi, come si vende al macello, non nel senso della
no. E cid che 1 anima E per il corpo umano, 1o Spiri- iurr. vivificata dallo Spirito. E detto che la carne non
to Santo lo B per il corpo di Cristo che E la Chiesa gioua nulla, come d detto che la scienza gonfia. Dob-
(cf. Col I, 18). Lo Spiiito in tutta la biamo allora odiare la scienza? Niente aff.atto! In che
-I'animaSanto opera senso la scienza gonfia? Quando d sola, senza la ca-
Chiesa cid che opera in tutte le membra di
un unico corpo. Ma ecco cid che voi dovete evitare, riti. Infatti l'Apostolo aggiunge mentre la cariti edi-
ecco da che iosa dovete guardarvi, ecco cid che do- fica (cf.7 Cor 8, 1).A1la scienza unisci la cariti, ela
vete temere. Pud accadere che nel corpo umano, scienza ti sari utile, non da s6 sola, ma a motivo della
anzi dal corpo umano, venga reclso un qualche cariti. Cosi anche in questo caso: la carne non gioua
membro' l'rna mano, un dito, un piede. Forse l'ani- nulla, cioE la carne da sola; se perd, alla carne si uni-
ma segue il membro amputato? Quando questo era sce 1o spirito, allo stesso modo che alla scienza si uni-
attaccito al corpo viveva; amputato, perde la vrta. sce la caitd,,, allora gioveri moltissimo. Se, rnfatti,la
Cosi una persona e cristiana cattolica finch6 vive nel carne non giovasse nulla, il Verbo non si sarebb e fat-
corpo; staccata da esso diventa eretica e lo Spirito to carne, per abitare fra noi. Se tanto ci ha giovato il
nor r.gre il membro amputato. Se dunque volete Cristo mediante la carne, come si pu6 dire che la car-
vivere dello Spirito Santo, conservate la cariti, ama- ne non giova nulla? Ma d 1o Spirito che mediante la
te la veriti, desiderate l'unit) e raggiungerete l'eter- carne ha operato la nostra salvezza. La carne fu come
nitd. Amen. (Sermo 267 , 4) il vaso: considera cid che portava, non cid che era.
Sono stati mandati g1i Apostoli: forse che la loro car-
ne non ci ha giovato? E se ci ha giovato Ia carne degli
Anaans iluNIra Apostoli, poteva non giovarci la carne del Signore?
Come d giunto a noi il suono del1a loro parola, se
Che significano le parole che seguono: n lo Sp, non mediante la voce della carne? E come ha potuto
rito che uiuifica, la carrue non gioua nulla? Egli ci con- essere composta la Scrittura? Tutto cid B opera della
sente di rivolgercr a lui, non per conmaddirlo ma nel carnp, guidata perd, come suo strumento, dallo spiri-
desiderio di apprendere: O Signore, maestro buono, to. E lo Spirito - dunque - che uiuifica, la carne non
come d possibile che la carne noru gioui nulla, quando gioua nulla, ma nel senso che quelli la intesero, non
tu hai dichiarato: Chi non mangia la mia carne e nort nel senso in cui io do da mangiarela mia carne.
beue il mio sangue, ruon auri in sd la uita (cf. Gu 6, Percid dice: Le parole che ui ho detto sono spiri-
54)? Forse che [a vita non serve a nulla? E perch6 a1- to e sono uita (cf . Gu 6,64). Abbiamo gi) detto, o fra-
lora siamo cid che siamo, se non per avere Ia vrta telli, che cosa ci raccomanda il Signore nel darcr a
eterna, che tu prometti di darci mediante la tua car- mangiare la sua carne e a bere il suo sangue: che noi

234 T5
dimoriamo in lui e lui in noi. Ora, noi dimoriamo in DpvI ESSERE NEL CoRPo DI CRISTo
lui, se siamo le sue nlembra; egli dimora in noi, se
siamo il suo tempio. E I'uniti che ci compagina fa- Questo d il parue che discende dal cielo (cf. Gu 6,
cendoci diventare membra di Cristo. Ma che cos'B 5O). Questo pane d stato simboleggiato dall,a manna,
che crea questa unit) se non la carit)? E la carita di ed d simboleggiato dall'altare di Dio. Ambedue sono
Dio donde nasce? Domandalo all'Apostolo. La cariti segni sacramentali: distinti come segni, ma identici
di Dio - egli risponde - i stata riuersata nei nostri per la realt) da essi significata. Ascolta l'Apost olo: Vo-
cuori per mezzo de.llo Spirito Santo che ci i stato dona- glio che sappiate bene, o fratelli, che i rcostri padri furo-
to (cf . Rm 5, 5). E lo Spirito - dunque - che uiuifica: ruo tutti sotto la nube e tutti attrauersarono il mare, e
lo Spirito, infatti, fa vivere le memb ra. Ma lo Spirito cosi tutti ruella nube e nel mare furono battezzati in
non fa vivere se non le membra che trova nel corpo Mosi, e tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale (cf. 1
che esso anima. Lo spirito che E in te, o uomo, lo spi- Cor 10, 1-4). Si, lo stesso cibo spirituale, perch6 mate-
rito che ti fa essere uomo, fa vivere forse un membro rialmente era diverso: per essi era la manna, per noi
che trova separato dal tuo corpo? Dico il tuo spirito un'altra cosa. Spiritualmente quel cibo era identico al
per dire la tua anima: la tua antma fa vivere soltanto nostro. Ma si parla dei nosri padri, non dei loro pa-
le membra che compongono il tuo corpo; se un mem- dri; di quei pad i ai quali noi siamo simili, non- di
bro viene amputato, non B pii vivificato daTla tua quelli ai quali essi erano simili. LApostolo aggiunge:
anima, perch6 non appartiene pii all'uniti del tuo E tutti beuuero la medesima beuanda spirituale. Era di-
corpo. Queste consideraziont devono ispirarci amore versa 1a loro bevanda dilla nostra solo nella specie vi-
per l'uniti e orrore per la separazione. Niente deve sibile, ma era identica nella virtr) spirituale da essa si
temere un cristiano, quanto l'essere separato dal cor- gnificata. In che senso essi beueuano la medesima be-
po di Cristo. Chi infatti si separu dal corpo di Cristo, uanda? Beueuano - dice - ad urua pietra spirituale che
non E pii suo membro; se non d suo membro, non li accompagruaua, e quella pietra era Cristo (cf. 1 Cor
pud essere animato dal suo Spirito. Cbe se qualcuno - 10, 4). Il pane viene donde veniva la bevanda. La pie-
dice l'Apostolo - non possiede _lo Spirito di Cristo, tra prefigurava Cristo; il Cristo vero d Verbo e carne.
non gli appartiene (cf. Rm 8,9). E lo Spirito - dunque E come bewero? La pietra fu percossa due volte con
- cbe uiuifica, la carne non gioua ruulla. Le parole cbe la verga (cf . I\m 20, I1); due volte come due sono i le-
io ui ho dette sono spirito e uita. Che signrfrca sono gni della croce. Questo d - dunque - il pane che di-
spirito e uita? Significa che devono essere intese in scende dal cielo, ffinchd chi ne mangia non muoia (cf.
senso spirituale. Tu le hai intese in senso spirituale? Gu 6,50). Ma questo si riferisce alfa virtr) del sacra-
Allora sono spirito e uita. Le hai intese in senso mate- mento, non alla sua forma visibile: cid che conta d che
riale? Esse sono sempre spirito e uita, ma non 1o sono uno mangi interiormente, non solo esteriormente: che
per te. (In Io eu. tr. 2l ,5-6) mangi col cuore, non che mastichi coi denti.
Io sono il pane uiuo, disceso dal cielo. Vivcl preci-
samente perch6 disceso dal cielo. Anche la manna

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rF

era discesa dal cielo; ma la manna era l'ombra, que- S'awicini, creda, entri afar parte del corpo, e sar) vi-
sto pane d la stessa verit). Se uno mangia di questo pa- vificato. Non disdegni d'appartenere alla compagine
ne uiuri in eterno, e il pane che io dard i la mia carne delle membra, non sia un membro infetro che ii deb-
per la uita del mondo (cf. Gu 6,5I-52). Come riusciri ba amputare, non sia un membro deforme di cui si
la carne (cioB l'uomo fatto di carne) a capire perch6 il debba amossire. Sia bello, sia valido, sia sano, riman-
Signore ha chiamato carne il pane? Egli chiama carne ga unito al corpo, viva di Dio per Iddio; sopporti ora
quel pane che Ia carne non pud comprendere, e la \a fatica in terra per regnare poi in cielo.
carne non 1o pud comprendere anche perch6 esso d Allora i Giudei presero a discutere tra loro, di-
chiamato carne. Per questo rimasero inorriditi, e dis- cendo: Come pud darci costui la sua carrue da marugia-
sero che era troppo, e che non era possibile. E la mia re? (cf. Gu 6,51). Discutevano tra loro perch6 non
carne - dice - pbi la uita del morudo. I fedeli dimosrra- riuscivano ad intendere il pane della concordia, e
no di conoscere il corpo di Cristo, se non trascurano non volevano accettarlo; poiih6 coloro che mangiano
di essere il corpo di Cristo. Diventino corpo di Cristo un tale pane, non litigano ffa loro, appunto perch6
se vogliono vivere dello Spirito di Cristo. Dello Spiri- essendoci un solo parue, noi, pur esserudo molti,- siamo
to di Cristo vive soltanto il corpo di Cristo. Capite, un solo corpo. E, per mezzo di questo pane Dio fa abi-
fratelli miei, cid che dico? Tu sei un uomo, possiedi tare iru una medesirna casa coloro che possiedono un
lo spirito e possiedi il corpo. Chiamo spirito cid che medesimo spirito (cf . Sal 6l ,7).
comunemente si chiama anima, per la quale sei uo- Poich6, litigando tra loro, si domandano come
mo: sei composto infatti di anima e di corpo. E cosi possa il Signore dare in cibo la sua carne, non stanno
possiedi uno spirito invisibile e un corpo visibile. a sentire; ma egli soggiunge ancora: Iru ueriti, iru ue-
Qra dimmi: quale d il principio vitale del tuo essere? riti ui dico: se non marugerete la carrue delFiglio dell'uo-
E il tuo spirito che vive del tuo corpo, o d il tuo cor- mo e non berrete il suo sarugue, noru auretein uoi la ui-
po che vive de1 tuo spirito? Che cosa potri risponde- ta. \oi non sapete come si possa mangiare n6 quale
re chi vive (e chi non pud rispondere, dubito che vi- sia la maniera di mangiare questo pane: tuttaia se
va), che cosa dovri rispondere chi vive? E il mio cor- noru mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non be-
po che vive del mio spirito. Ebbene, vuoi tu vivere u_ete il suo sdngue, ruon aurete in uoi la uita. Egli non
dello Spirito di Cristo? Devi essere nel corpo di Cri- diceva queste cose a dei morti, ma a dei vivi. E affin-
sto. Forse che il mio corpo vive del tuo spirito? No, il ch6 essi, credendo che parlasse di questa vita, non ri-
mio corpo vive del mio spirito, e il tuo del tuo. Il cor- prendessero a litig,are, cosi prosegue, Cbi mangia la
po di Cristo non pud vivere se non dello Spirito di mia carne e beue il mio sangue, ha la uita eterna (cf.
Cristo. E quello che dice l'Apostolo, quando ci parla Gu 6,,54-55). Per contro, non ha questa vita, chi non
di questo pane: Poichd c'i un solo pane, noi, pur es- mangia questo pane e non beve questo sangue. Senza
sendo molti, siamo un solo corpo (cf. I Cor 10, l7). di questo pane possono, si, gli uomini avere la vita
Mistero di amore! Simbolo di unitd! Vncolo di ca- temporale_, ma_ la vtta eterna assolutamente non pos-
riti! Chi vuol vivere, ha dove vivere, ha di che vivere. sono averla. Chi, dunque, non mangia la sua carne e

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non beve il suo sangue, non ha in s6 lavita che inve- mangia non muoia. Io sono il pane uiuo cbe sono di-
ce ha chi mangia La sua carne e beve il suo sangue. sce.eodal cielo; se uno mangeri di questo pane, uiuri in
Nell'uno e nell'altro caso vale l'aggettivo eterno. Non eterno (cf, Gu 6, 50-51). Coloro ai quali si deve ri-
d cosi di questo pane che serve a sostentare la vtta spondere in seguito rifiutano l'assunto del testo a co-
temporale. Chi non man gia di questo pane non vive: loro ai quali stiamo rispondendo. E son coloro che
il che perd non significa che chi ne mangia vivri. Ac- assicurano la liberazione finale non a tutti coloro che
cade, infatti, che molti di quelli che mangiano, chi hanno ricevuto il sacramento del battesimo e del cor-
per vecchraia, chi per malattia, chi per alro motivo, po di Cristo, ma ai soli cattolici, anche se vivono
muoiono. Questo non succede con quel pane e con nelf immoralit). Non soltanto col sacramento, dico-
quella bevanda, che sono il corpo e il sangue del Si- no, ma nella realt) si sono nutriti del corpo di Cristo,
gnore. Chi non ne mangia non hala vita; chi ne man- poich6 sono congiunti al suo corpo, di cui ha detto
gia ha la vtta, e la vita eterna. Con questo cibo e con l'Apostolo: Sebbene in molti, siamo un solo pane e un
questa bevanda vuol farcr intendere l'unione sociale solo corpo (cf. 7 Cor 10, 17). Si deve infatti considera-
del suo corpo e delle sue membra, che 6 la santa re che mangia il corpo di Cristo e beve il suo sangue
Chiesa nei suoi santi predestinati e chiamati, giustifi- chi d nell'uniti del suo corpo, ciod nella struttura or-
cati e glorificati, e nei suoi fedeh. La prima di queste ganica delle membra cristiane, poich6 i fedeli sono
fasi, che d la predestinazione, si B gA rcahzzata; la se- soliti ricevere daLl'altare nella comunione il sacra-
conda e la terza, ciod la chiam ata e la giustifi cazione, mento del suo corpo. Percid gli eretici e gli scismati-
sono in via dt realtzzazione;la quarta, poi, ciod la glo- ci, separati dall'unith del corpo di Cristo, possono ri-
rtficazione, i una spetanza presente, una realt) futura. cevere il sacramento in parola, ma non utile per loro,
11 sacramento di questa realti, cioE dell'unith del cor- anzi nocivo, nel senso che con esso sono giudicati
po e del sangue di Cristo, viene apparecchiato sulla magari pii severamente anzichlliberati, sia pure pir)
mensa del Signore, in alcuni luoghi tutti i giorni, in al- tardi. Non sono infatti in quel vincolo di concordia
tri con qualche giorno d'intervallo, e si riceve dalla che B rappresentato da quel sacramento.
mensa del Signore. Da alcuni viene ricevuto per la vi- Ma d'alma pafie anche quelli, che con criterio in-
ta, da altri per la morte: mala rcaltd,, che questo sacra- terpretano di non dover pensare che si cibi del corpo
mento contiene, procura a tutti quelli che vi parteci- di Cristo chi non E nel corpo di Cristo, accordano sen-
pano Iavrta, matla morte. (In lo. eu. tr. 26, I2-I5) za criteno la liberazione, a un certo punto, dal fuoco
delle pene eterne a coloro i quali dall'uniti di quel
corpo cadono nell'eresia o nella falsa religione dei pa-
NoN SoLo NE,L SACRAME,NTo, MA NELLA REALIA gam. Prima di tutto debbono riflettere come sia inam-
missibile e ffoppo in contrasto con la sana dottina
Giustamente s'impone il problema del senso che molti o quasi tutti coloro che, uscendo dalla Chie-
con cui si devono interpretare queste parole di Gesi: sa cattolica, hanno fondato irriverenti eresie e sono di-
Questo i il pane che discende dal cielo ffincbd cbi ne venuti eresiarchi, abbiano una giustificazione migliore

240 241
r

di quelli che non sono stati mai cattolici, poich6 sono si cibano del corpo di Cristo, giacch6 non devono
incappati nei loro lacci. E assurdo se ottiene che siano neanche essere considerati come membra di Cristo.
liberati dalle pene eterne il fatto che sono statibattez- Per non parlare d'altro, non possono essere contem-
zattnelTa Chiesa cattolica e all'tnizio hanno ricevuto il poraneamente membra di Cristo e membra di una
sacramento del corpo di Cristo nel vero corpo di Cri prostituta (cf. 7 Cor 6, l5), Inoltre Egli dice: Cbi
sto, perch6 il.disertore della fedg, ch-e da disertore si d marugia la mia carne e beue il mio sangue rimane in
reso awersarlo, E peggiore di colui che non ha abiura- me e io in lui (cf. Gu 6,56). Mostra che cosa significa
to una dottrina che non ha mai professato. Poi anche a mangiare il corpo di Cristo e bere il suo sangue, non
loro si oppone l'Apostolo che pronunzia le parole cita- solo nel sacramento ma nella realt), cioi rimanere nel
te e, dopo aver elencato le opere della carne, con la Cristo affinch6 in lui rimanga il Cristo. Ha detto
medesima veridicit) profetizza: Coloro che agiscono co- quelle parole come se dicesse: <<Chi non rimane in
si non auranno parte nel regno di Dio (cf . Gal 5 ,21). me e colui in cui io non rimango non affermi o pensi
Quindi anche quelli di condotta degna di perdi- di mangiare il mio corpo e di bere il mio sangue>>.
zione e di condanna., che perd fino alla fine perseve- Percid non rimangono in Cristo coloro che non sono
rano in una certa comunione con la Chiesa cattolica, sue membra. E non sono membra di Cristo coloro
non devono ritenersi sicuri lusingandosi inten zional- che si rendono clienti di una prostituta, se non desi-
mente con le parole: Cbi perseuereri sino alla fine steranno col pentimento di essere quel male e non
sari saluo (cf . Mt 10, 22). In tal rnodo attraverso la torneranno con la riconctTiazione a questo bene. (De
disonesth della vrta abbandonano la stessa onesti del- ciu. Dei 27,25,2-4)
la vita che d il Cristo, o fornicando o eseguendo sul
proprio corpo le altre impurit) di atti disonesti, che
l'Apostolo non ha voluto neanche nominare, o dila- SmTg CIo CHE VE,DETE E RICE,VETE CIo CHE SIETE!
gando nell'immoralit) della lussuria, o compiendo al-
tre azioni, di cui l'Apostolo ha detto: Coloro che agi- Cid che vedete sopra l'altare di Dio, l'avete visto
scono cosi noru auranno parte nel regno di Dio (cf. Gal anche nella notte passata; ma non avete ancora udito
5,2I). Percid tutti coloro che si comportano cosi po- che cosa sia, che cosa significhi, quale grande realti
tranno andare soltanto alla pena eterna, poich6 non nasconda il mistero. Cid che vedete d il pane e il calice:
potranno essere nel regno di Dio. Se perseverano in ve lo assicurano i vostri stessi occhi. InvEce, secondo la
quelle aziom sino alla fine della vita, certamente non fede che si deve formare in voi, il pane E il corpo di
si pud dire che hanno perseverato in Cristo sino alla Cristo, il calice E il sangue di Cristo. Quanto ho detto
fine, poich6 perseverare in Cristo d perseverare nella in maniera molto succinta forse d anche sufficiente per
sua fede; e la fede, come la delinea l'Apostolo, opera la fede: mala fede richiede l'istruzione. Dice infatii il
mediante la cariti (cf . Gal 5, 6); e la caritd, come egli Profeta: Se non crederete non capirete (cf . ls 7 , 9 LXX).
dice in un altro passo, ruoru opera il male (cf . Rm 13, Potreste infatti dirmi a questo punto: Ci hai detto di
10; 1 Cor 13, 4). Percid non si deve affermare che essi credere, dacci delle spiegazioni perch6 possiamo com-

242 24)
il

prendere. Nell',animo di qualcuno potrebbe infatti for- quando siete stati battezzatt, siete. stati, per.cosi dire,
marsl un raglonamento simile a questo: il Signore no- impastati; quando avete ricevuto il fuoco dello Spirito
stio Gesi irirto sappiamo da dove ha ricevuto il cor- Santo siete stati, per cosi dire, cotti. Siate ci6 che vede-
po: dalla Vergine lVtaria. Bambino,-fu allStlato, si nutri, te e ricevete cid che siete. Questo disse l'Apostolo ri-
irebbe, urrirr[ e visse l'eti giovanilq_ soffri persecuzio- guardo al pane. E cid che dobbiamo intendere del ca-
ni da parte dei Giudei, fu ,pp.to alla croce, fu ucciso lice, anche se non d stato detto, ce I'ha fatto capire ab-
r,rll, .ro.., fu deposto dalla Lroce, fu sepolto, il terzo bastanza. Come infatti perch6 ci sia la forma visibile
siorno risuscitd, nel giorno che volle ascese al cielo; del pane molti chicchi di grano vengono impastati fino
[rtsi portd il suo .ot[o; di lassu YPrt? per gildlcare i a formare un'unica cosa - come se awenisse quanto la
ui"i . i morti; ora B laisD e siede alla deitra del Padre: Sacra Scrittura dice dei fedeli: Aueuano un'anima sola
questo pane come pud essere il suo corpo? E questo e un solo cuore protesi uerso Dio (cf. At 4,32) -, cosi B
.fli.., o meglio cid che E contenuto nel calice, come anche per il vino. Fratelli, pensate a come si fa il vino.
p"O.tt.te il"sangre suo? Queste cose, fratelli, si chia- Molti acini sono attaccatt al grappolo, ma il succo de-
mano sacramentf proprio perch6 in esse si vede una gli acini si fonde in un tutt'uno. Cristo Signore ci ha
realti e se ne int"nde ,.r'uittr. Cid che si vede ha un simboleggiati in questo modo e ha voluto che noi fa-
,rp.,ro materiale, cid che si intende.produc".t? effet- cessirno parte di lui, consacrd sulla sua mensa il sacra-
to"pirit"ale. Se vuoi gompren.dere [iLmistero] del cor- mento della nostra pace e unit). Chi riceve il sacra-
po ii Cristo, ascolta l'Apbstolo che dice ai fedeli Voi mento dell'uniti e non conserva i1 vincolo della pace
'iot, il corpo di Cristo , ir* membra (cf. : Cor l2-,27) ' riceve non un sacramento a sua salvezza ma una prova
Se ,roi drrnque siete il corpo e le membra di Cristo, a suo danno. Rivolti al Signore Dio, Padre onnipoten-
sulla mensa del Signore E deposto il mistero di voi: ri- te, con cuore puro, rendiamogli infinite e sincerissime
;;;. il mistero li voi. A cia che siete rispondete: grazie , per quanto ce lo permette la nostra pochezza.
A*rn e rispondendo 1o sottoscrivete. Ti si dice infatti: Preghiamo con cuore sincero la sua sraordinaria
Il ;;rp, ii iristo, e tu rispondt:.Amen. S1t membro del bont) perch6 si degni di esaudire le nostre preghiere
.o.po di Cristo, perch6 iia veritiero i1 tuo Amen. Per- secondo il suo beneplacito; allontani con la sua poten-
.f,e-a""que [iI .orpo di Cristo] nel pan9l Non voglia- za l, nemico dalle nostre aziont e pensieri; ci accresca
mo oui oottrt. niente di nostro; ascoltiamo sempre la fede, guidi la nostra mente, ci conceda desideri spi-
i;apJrrolo il quale, parlando di questosacramento, di- rituali e ci conduca a71a sua beatitudine. Per Gesi Cri-
,riPu, ,rrrnio m'oiti formiamo^un solo pane-, un solo sto Figlio suo. Amen. (Sermo 272)
ii,po (cf. t Cor IO, t7). Ce_rcate di capire ed esultate.
Unitd, veriti, pieti, cariti. Un sglo pane: chi B questo
'Pur'essendo molti, Sr coNsuMA FoRSE rL coRPo Dr CRISTo?
;"i;;' pur.i /ormiamo .//n solo
iorpo.Ricordute che il pane no.n E composto. da un so-
lo .hi..o di grano, du molti. Quandg si facevano Ricordo la rnia promessa. A voi che siete stati bat-
^ivenivate, per cosi dire, macinati;
gli esorcismi Iu di voi tezzatt avevo promesso un discorso in cui avrei esposto

244 245
il

ilsacramento della mensa del Signore, che ora voi ve- parte le chiacchiere frivole e state attenti alle Scritture.
dete anche e a cui la notte scorsa avete preso parte. Bi- I vostri codici siamo noi. State dunque attenti e fate ca-
sogna che sappiate che cosa avete ricevuto, che cosa ri- so come verri a Pentecoste 1o Spirito Santo. Egli verr)
..i...t., .h. .otu ogni giorno dovrete ricevere. Quel cosi: si manifesta con lingue di fuoco. Infatti ispira
pane che voi vedete Jrll'rltur-., santificato con la parola quella cariti che ci fa ardere del desiderio di Dio, ci fa
di Dio, B il corpo di Cristo. I1 calice, o meglioquel che disprezzare il mondo, fa bruciare le nostre scorie e pu-
il calice contiehe, santificato con le parole di Dio, b rificare iI cuore come l'oro. Dunque viene 1o Spirito
ha Santo, il fuoco dopo l'acqua e voi diventate pane, cioE
sangue -il Cristo Signore
di Cristo. Con questi [segniJ
,,ol,Ito affidarci il suo .otpo . suo sangue che ha corpo di Cristo. In questo modo e simboleggrata
sparso per noi per la remiisione dei Peccati. Se voi li l'uniti. I segni sacramentali, nel loro svolgimento, li co-
,u.t. ricevuti bene voi stessi siete quel che avete rice- noscete. Anzitutto, dopo la preghiera, venite ammoniti
vuto. LApostolo infatti dice: Poicbd c'i un solo pane, di tenere in alto i vostri cuori; questo conviene a delle
,i,, pii iii"a" iohi, siaryq un corpo )2b: E .oii .h. membra di Cristo. Se siete infatti diventati membra di
egli ispone il sacramento della mensa del Signorc. Poi- Cristo, il vostro capo dov'B? Le membra hanno il capo.
,bd t'A un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un Se il capo non andasse avanti, le membra non poteb-
corpo solo (cf. 7' Cor 10, ry).-E in questo.pane.vi viene bero andargli dietro. Il nostro capo dov'E andato? Nel
,r.lo-utdato come voi dobbiate imare l'uniti. Infatti Simbolo che cosa avete recitato? Il terzo giorno risu-
quel pane B forse fatto di un sol chicco di grano? Non scitd dai morti, sali al cielo, siede alla destra del Padre.
.rur, *olti i chicchi di frumento? Ma prima di diventar Dunque il nostro capo d in cielo. Percid quando vien
pane erano separati e sono stati uniti per mezzo dell'ac- detto: ln alto i cuori, voi rispondete: Sono riuolti al Si-
qu dopo ..tlt.stati in qualche modo macinati. Se il gnore. E affinch6 questo avere il cuore in alto verso il
grano non vlene macinato e impastato con l'acqua, non Signore non lo attribuiate alle vostre forze, ai vostri
firende quella forma che noi chiamiamo pal:. Cosi an- meriti, ai vostri sforzi (l'avere il cuore in alto infatti B
ihe voi prima siete stati come macinati con I'umiiazio- un dono di Dio), dopo che il popolo ha risposto: Sono
ne del digiuno e col sacramento dell'esorcismo. Poi c'E in alto, riuolti al Signore, il vescovo o il presbitero che
stato il b"attesimo e siete stati come impastati con l'ac- presiede continua dicendo: Rendiamo grazie al Signore
qua per prendere la forma del pane. Ma ancora non si nostro Dio; appunto per iI fatto che noi teniamo il cuo-
li, il purb se non c'd il fuoco. E che cosa esprime il fuo- re in alto. Rendiamo grazie perch6, se lui non ci avesse
co, ciod l'unzione dell'olio? Infatti l'olio, -che E alimento fatto questo dono, noi avremmo il cuore su1la terra. E
per il fuoco, d il segno sacramentale dello Spirito San- anche voi confermate dicendo che d cosa buona e giusta
^to.
Fateci caso negi, Atti degli Apostoli, quando vengo- rendergli grazie, per averci fatto tenere i cuori in alto
no letti; ora infatii comincia la lettura di questo libro: presso il nosmo capo. Quindi, dopo la santificazione
proprio oggi comincia il libro che s'intitola: Atti degli del sacrificio di Dio, siccome egli ha voluto che anche
Apostoli. eIri,.uol far progressi, qui ha modo di trame noi fossimo coinvolti in questo sacrificio (e questo d
piofitto. Quando vi radunate neiia chiesa, mettete da chiaramente indicato nel momento in cui viene posto

246 247
sull'altare il sacrificio di Dio e noi, ossia il segn-o e la co-
la mediazione della parola, diventa il corpo e il sangue
del Verbo. Infatti il Signore che in principio era il Ver-
;tg;fi;utu, .h. siamo noi, egco,.dopo falia la santifi- bo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio (cf. Gu l,
iuri]r", diciamo l'Orazione del Signore che voi avete 1), per quella sua misericordia a motivo della quale
ricevuto e reso. E dopo si dice: La-pace_siq con uoi, e-i
cristiani si scambirro ,p bacio santo. E il segno della
non trascur6 quel che aveva creato a sua immagine, sr
le labbra deve essere nella fece carne e uerune ad abitare in mezzo a noi (cf. Gu L,
;;;;;q".1 .1i" .tptimono 14), come sapete. Cosi questo Verbo assunse l'uomo,
cosctenza; ossla .t-. le tue labbra si accostano alle
ossia l'anima e la carne dell'uomo, e si fece uomo pur
ilbbr; J;i t.ro fratello, cosi il tuo cuore non sia lontano
dal suo cuore. Grandi misteri dunque, veramente gfnl-
rimanendo Dio. E siccome anche pati per noi, in que-
sto sacramento ci ha affidato il suo corpo e il suo san-
Jii Vot.te sapere come ci sono stati raccomandati? Di-
gue; e anche noi ha rasformato in esso. Noi pure in-
.. t,aplr, oli: Chi t,angia il coryo di Cristo o beue il ca' fatti siamo diventati suo corpo e, per la sua misericor-
l;r;-;;liigrorc indegnZmente sard re-. del c?rP.o e del dia, quel che ricerriamo lo siamo. Ripensate che cos'era
iirgu, drfsignore kl. 7 Cor 11,27). Che vuol dire rice-
una volta nei campi questa sostanza, come la terra la
u.rE irrd.g.rirn.nt.? Ricevere con derisione, ricevere
partori, la pioggia la nutri e la fece diventare spiga; poi
senzaconvlnzlone. Non ti sembri di poco valore.p.?t,il
il;r. .h;i. ".ai. Quel che tu vedi, puiru; ma I'invisibile il lavoro dell'uomo la radund nell'ata, la tebbid, la
ventil6, la ripose [nei granai], poi la tird fuori, la ma-
che viene espresso nel segno, quello non passa, rimane.
cind, l'impastd, la cosse, ed ecco finalmente la fece di-
V.d.t., esso si riceve, si mangia, si consuma' Ma si ventare pane. Ed ora pensate a voi stessi: non eravate e
;;r;r-forse il corpo di Cristo? Si consuma la Chiesa siete stati creati, siete stati radunati nell'aia del Signo-
di cristo? si consr-uro le membra di cristo? Niente
re, siete stati trebbiati col lavoro dei buoi, ossia di co-
affatto. Qui esse vengono mondate, lassi. coronate.
Percid qr.r.llo che viene espresso nel segno rimarr), an-
loro che annunziano il Vangelo. Quando da catecume-
che se quel che lo esprime sembra ch.e passi. Percio ri-
ni eravate rinviati, venivate conservati nei granai. Poi
avete dato i vosffi nomi; avete comihciato ad essere
;;;;6, *u p..rut do a quel che siete, conservando macinati con digiuni ed esorcismi. Quindi siete venuti
Ii"iia rl.1 .,rore, tenendo ii .rnr. sempre fiss.o in alto. all'acqua e siete stati impastati e siete diventati una co-
La vostra speranza non sia sul]a teffa, ma nel cielo; la
il;i;de sia ferma in Dio, accettevole da parte di sa sola. Col sopraggiungere del fuoco dello Spirito
Santo siete stati cotti e siete diventati pane del Signore.
Di.. E cosi quel che ora non vedete e tuttavia credete,
[rrt to ,r.dr.t. e senza fine ne godrete. (Sermo 227) Questo d quello che avete ricevuto. Come dun-
que vedete che esprime unit) tutto quel che d stato
fatto, cosi anche voi siate uno, amandovi, mantenen-
INSrc,NAE NE PRE,NDIAMO, PERCHE INSIE,ME VIVIAMO do l'uniti del1a fede, l'unit) de1la speranza, f indivisi-
bilite dela cariti. Quando questa cosa la ricevono gli
eretici, ricevono una testimonianza contro se stessi,
Quel che vedete su11a mensa del Signore, carissi- perch6 essi vanno cercando la divisione, mentre que-
mi, d pane e vino; ma questo pane e questo vlno, con
249
248
sto pane E segno di uniti. A11o stesso modo anche il la poteruza e la sapienza di Dio. Tutt'e due le cose hai
vino era in tanti acini e ora B una cosa sola; d uno nel- udite: Cristo potenzd e sapienza di Dio. Sentendo men-
la soaviti del calice, ffia prima d stato spremuto ne1 zionare Cristo, solleva i tuoi occhi alle mani del tuo
torchio. E anche voi, dopo quei digiuni, dopo le fati- Signore; sentendo che egli E la potenza di Dio e la sa-
che, dopo l'umiliazione e 1l contrrzione, ormai nel prenza di Dio, solleva i tuoi occhi alle mani della tua
nome di Cristo siete confluiti in un certo senso nel padrona. Poich6 anche tu sei insieme e servo e serva:
calice del Signore. Siete dunque qui sulla mensa, sie- servo in quanto sei popolo, serva in quanto sei Chie-
te qui nel calice. Tutto questo 1o siete insieme con sa. Questa serva perd ha conseguito una grande di-
noi. Insieme infatti ne prendiamo, insieme ne bevia- gnit) presso Dio: E diventata spos.1. Prima per6 di
mo, perch6 insieme viviamo . (Sermo 229, I-2) giungere a quegli amplessi spirituali dove senza ap'
prensione di sorta potri godersi colui che ha amato e
verso il quale ha sospirato in questo lungo pellegri-
ScgtAvA, FIDANZATA, sPosA naggio, E soltanto frdanzata, per quanto gih in posses-
so di quel pegno prezioso che B il sangue dello Sposo
Qual ts il seguito delle parole: Io bo eleuato i per il quale sospira pur nella sua sicurezza. N6 le si
miei occhi a te ch-e abiti nel cielo? Come elevasti al proibisce di amare. Questo 1o si dice a volte a una
cielo i tuoi occhi? Ecco! Come gli occhi dei serui lson vergine, fidanzata ma non ancora sposata. Ed E giu-
fissil alle mani dei loro padroni, come gli occbi dell'an- sto che le si dica: Non ti B lecito farc all'amore; lo fa-
cella alla mano della sui signora, cosi gli occhi nostri al rai quando sarai moglie. Son parole esatte, poich6 si
Signore Iddio nostro, finchd abbia pietQ di _noi. Noi ffatta di un desiderio affrettato e disordinato, e ama-
siamo dunque i servi e la serva; egli d i1 padrone e la re uno che non si sa se diverri sposo non d cosa ca-
padrona. Oppure vogliono signiticare qualcos_a di mi- sta. Pud infatti succedere che un uomo si fidanzi con
sterioso queste parole e queste immagini? Mi -presti una donna e un altro invece la sposi. Quanto, invece,
un po' 3 attennone la vostra Cantd. Nulla di sor- a Cristo siccome non c'B nessuno che gli debba esse-
prendente nel fatto che noi siamo servi e lui padrone, re preferito, la sua sposa lo ami pure senza trepida-
ma d strano che noi siamo la serva e lui la padrona. zione: lo ami anche prima di unirsi a lui, e sospiri a
Tuttavia nemmeno questo deve stupirci: noi infatti lui quando ne d lontana, nella sua lunga peregrinazio-
siamo la sua serva poich6 formiamo la sua Chiesa, lui ne [terrena]. Solo Cristo la sposeri, poich6 lui solo
d la padrona poichZ B la potenza e la sapienza dr Dio. ha dato un pegno cosi prezioso. Chi infatti potrebbe
Ascolta l'Apostolo che dice: Ebbene n.oi artnunziamo pretendere di sposarla dando il sangue per colei che
Cristo crocifisso, scarudalo ai giudei, stoltezza per i gen- desidera sposare? Se infatti vorr) morire per essa,
tili, ma per quelli cbiamati, siano giudei, siano greci, non sari pii in grado di sposarla. Egli invece mori
Cristo potenia di Dio e sapienza di Dio (cf. I Cor l, tranquillo per la sua sposa, sapendo che l'avrebbe
D-24). Per [comprendere come] il popolo sia servo fatta sua dopo la resurrezione. Nell'attesa, perd, noi
tdi Diol e 1a Chiesa sua serva, [nota come] Cristo [d] dobbiamo essere, fratelli, come i servi e come la ser-

250 251
va. Fu detto tnfatti: llon ui chiamerd piD serui ma ami-
ci (cf. Gu 15, l5); e potrebbe qualcuno dubitare che
Ie parole del Sienore riguardino [solo] i [suoi imme- INDICE
diatil discepolil Ascoltate cosa dice l'aposlolo Paolo:
Egli pertanio - dice - non i piil seruo ma figlio; e se i
f,7tio i anche erede dinanzi a'Dio (cf . Gal 4,-7). Lo <1i-
t8"u al popolo, ai fedeli. Quanti dunque nel nome del
Signore siamo stati redenti nel suo s?ngu^e e lavati nel
,rr"o lrrrr.ro, siamo figli, siamo il figlio. Siamo infatti INrnoou ztot'lE ( di Ago s t in o Clerici) pag. 5
molti, ma in lui siarno una sola unith. Perch6. allora Premessa
continuare a parlare come se fossimo servi? E vero Ecclesiologia in chiave autobiogrufrca
certamente che da servi siamo divenuti figli, ma forse Ecclesiologia in chiave polemica
che possiamo vantare tanti meriti nella Chiesa quanti
Ecclesiologia in chiave misterica
.r. uir.u, l'apostolo Paolo? Eppure, cosa dice costui in
una sua epiitola? Paolo serui di GesD Cristo (cf-. Rm L,
BBTTOCRAFIA ESSEN ZTALE 81
1). Se qrri.tdi si detinisce servo colui ad opera del qua-
le ci E itato predicato il Vangelo, con quanta maggior
ragione dobbiamo noi riconoscere la nostra condizio-
ne] affinch6 abbondi in noi la sua gtazia? E stato in-
LA CHIESA
fatti l, Signore a ctearcr in un primo tempo servi, per
poi riscaitarci; e il sangue che egli versd B per i servi Ecct-p,sIoloclA IN cHIAVE AUToBIoGRAFICA 85
prrrro.[del riscatto], mentre per la spos.a i pegno. Ri- Le madri e il battesimo 8'
conosclamo pertanto la nosira condizione: sebbene Il travaglio di un parto spirituale 86
per la grazia-siamo diventati figli,- tuttavia per essere Monica, madre di tutti 87
creature slamo servi. Infatti tutto il creato d al servizio Lutero della madre Chiesa 88
di Dio. In tale atteggiamento diciamo: Come gli occhi
dei serui [son fissi]-alle marui dei loro padroni, come gli Madre vergine, come Maria 90
occbi dell'ancella alla mano della sua signora, cosi gli C)siamo chiamarci madri di Cristo 92
occhi nostri al Signore Iddio nostro, finchd abbia pieti Lode alla Chiesa cattolica 94
di noi. (En. iru Ps. L22,5) Giusta via tta azione e contemplazione 97

EccrEsroLoGIA IN cHIAVE PoLEMICA 99


Lautorit) della Chiesa caftolica 99
E Crirto che battezza 101

253
252
Corpus permixtum pag. I0) fJnus Christus pag.220
La citt) di Dio Anche sulla croce noi c'eravamo! . . . . .

IJna sola voce


Eccr-r,stoI.oclA IN cHIAVE MISTERICA Le parole del corpo, le parole del capo
Eva,, figura della Chiesa Contatto spirituale
Esai e Giacobbe La fede incrementa tl Christus totus
Piemo, figura del1a Chiesa Lo Spirito Santo, antma della Chiesa
Le due pesche miracolose Amare l'uniti
I1 grano e la paglia Devi essere nel corpo di Cristo
Irarca, figura della Chiesa Non solo nel sacramento, ma nella realti
La dedicazione della casa Siate cid che vedete e ricevete cid che siete!
Il monte che ha riemPito la tena Si consuma forse i1 corpo di Cristo? . . .
La Chiesa e il mysterium lunae Insieme ne prendiamo, perch6 insieme vi-
La Chiesa madre e vergine V1amo
La tempesta e labarca Schiava, frdanzata, sposa
La sposa <<promessa>>
Il vestito di Cristo trasfigurato
La tunica senza cuciture
La vite estesa su tutta la terra
Ecclesia ab Abel
In cielo e in terra
11 mistero dell'Inca rnazione
Ammirabile scambio
Ha preso la nostra... erba
Il mistero dell'Ascensione
Uno solo E disceso, uno solo d asceso
Un solo Cristo
I tre modi di essere del Verbo
Siamo diventati Cristo stesso
Noi moltitudine, uno in lui

254 255
PICCOLA BIBLIOTECA AGOSTINIANA
volumi pubblicati

0. Giovanni Paolo II - <AcosrlNo D'IPPONA>>, pp. 192


1. La vsncmlTA coNSACRATA, pp.176
2. La otcNtrA DEL MATRIMoNIo, PP. 160
). Mta naonr, pp. 128
4. La nrcoxcILIAZIoNE cRISTIANA, pp.240
5. LR rrl-osoFlA ANTICA, pp. 160
6. Il Mapsrno, pp. 96
7. I ltoNacr E r, LAVoRo, pp. 152
8. Sul sacpnoozro,pp.)12
9. Clsno E vlrA IN coMUNr.,pP.7I2
10. Ir coltsarrlMENTo cRISTiANo, pp. 104
11. Ln Rscot- t, pp.264
12. Mama <Drcxttas rERru,tE>> , pp. 240
13, Vpnso LA vERITA, pp. 144
14. Coxctscrnn E AMARE, pp.l52
15. It- Dtsconso DEL Stcxorui suLLA MONTAGNA , pp.256
16. La vrna RELIGIoNE, pp. I92
17. La otcxtrA DELLo srATo vEDovILE, pp. 128
18. Pruua cATECHESI PFIR I NoN cRISTIANI, pp. 208
19. Ix cautuNo vERSo LA PATRIA, pp. )92
20. L'AlttctztA, pp. 152
2L La surrezzt, pp. 192
22. La pnrcrilERA, pp. 192
D. SrssualnA E AMoRE, pp. 160
24. Il NaralP, pp. 200
25. I SolrI-oQut, pp. 176
26. La NaruRa DEL BENE, pp. 120
27. La pros cRISTIANA, pp. 160
28. Spinrro E LIBERTA, pp.l44