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MANUALE DI STORIA DELLA CHIESA:

La chiesa è il gruppo dei discepoli di Gesù, ha una sua FIGURA, ovvero un insieme di convinzioni,
celebrazioni, prassi: data dai rapporti con il mondo e con se stessa, è la consapevolezza di se’, il
suo modo di rappresentarsi: in continua mutazione per le sollecitazioni esterne, alle quali non tutti
i membri sino sottoposti, questo porta a tensioni.

FASI STORICHE:
FASE PRE-COSTANTINIANA: Da minoritaria a religione dell’Impero:

- Cap. 1: 0-150: distaccamento dal mondo giudaico e approccio al mondo


- Cap.2: 150-200: apologia: difesa dalle critiche, legittimazione nel mondo ellenistico-
romano.
- Cap.3: 200-313: aumento numerico e cambiamento strutture: membri con livello culturale
alto, nuove domande, viene definita la liturgia, inoltre: persecuzioni.

FASE POST COSTANTINIANA: 4^-6^ sec:

- Cap 4: 313-400: Sec d’oro: Editti imperiali, legislazione sempre più favorevole alla chiesa
- Cap 5: 313-400: Concili, trasformazioni interne = Nicea 325 e Costantinopoli 381.

CAPITOLO 1
PREMESSE:

La religione cristiana si diffonde, è caratterizzata dalla rottura del nesso religione-nazione. II


cristianesimo supera i confini dell’impero già alla fine del secondo secolo: Mesopotamia, India;
terzo secolo: Danubio, ma l’habitat dominante in questa prima fase è l’Impero Romano.

1^ SEC: ORIGINI (Includendo anche l’evento originante) o INIZI. Ci sono due approcci al
cristianesimo delle origini: PLURALITA’ (E’ caratterizzato da diverse espressioni) e QUANDO
(delimitazioni non facili). Le fonti sono letterarie (Storia Ecclesiastica di Eusebio: scrive nel 3^-
4^sec, vangeli, intellettuali critici come Celso e Porfirio) e documentarie: tutto ciò che non è
scritto.

Il Cristianesimo delle origini è un arcipelago di comunità cristiane disseminate nel mondo


Mediterraneo, ciò è testimoniato da Paolo (fariseo, ma Tarso è una città di cultura greca in
Turchia) e da Atti degli Apostoli di Luca, prima storia delle origini cristiane e primo documento in
cui compare l’identificazione ‘’cristiani’’. Questo pluralismo è dovuto alle diverse correnti del
mondo giudaico di Gesù, e alle domande che scaturiscono tra i discepoli

CONTESTO GIUDAICO: Fonte importante è Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio, (ebreo romano
del 1^ sec.) Esistono 3 diverse posizioni all’interno del giudaismo all’epoca di Gesù: farisei,
sadducei ed esseni. Inoltre la diaspora (iniziata con la cattività babilonese nell’8^ sec. a.C.) Ha
portato ad una contaminazione dell’ebraismo con la filosofia greca. Le due guerre giudaiche: 70 e
135 d.C. terminate con la distruzione del Tempio di Gerusalemme riportano al giudaismo
tradizionale, basato sulla legge, rabbinico.

CONTESTO GENTILE: I discepoli di Gesù non sono solo ebrei: Paolo, già nel 50-60 porta alla
costituzione di comunità cristiane gentili, per cui ci furono credenti in Gesù che non si intesero mai
in termine di variazione o separazione dal giudaismo

CONTESTO ELLENISTICO-ROMANO: La Palestina fa parte dell’Impero dal 63 a.C. : Roma è


l’ecumene entro cui si muove tutto, inoltre l’unità linguistica della zona Mediterranea (greco) e la
rete stradale e marittima, rendevano agevole la comunicazione. All’epoca delle prime comunità
cristiane il mondo romano si basava ancora su un politeismo su base etnica, caratterizzato dalla
gerarchizzazione; ma dall’altro lato anche dal culto imperiale e dai culti misterici di importazione
orientale. Si praticavano aruspicina, astrologia e magia religiosa popolare. Esiste sia l’ancoramento
alla tradizione, che la ricerca di novità per rispondere al bisogno di salvezza personale in un mondo
sempre più distaccato dalla propria appartenenza entico culturale. Inoltre vi è una differenza tra
cultura greca, che analizza la religione dal punto di vista razionale e romana, che la analizza dal
punto di vista di salute pubblica. Varrone ritiene che la teologia si divida in Mitologia (fornire una
risposta concreta al popolo, immagini, superare i timori); Leggi (fissare un culto che assicuri il
favore degli dei); Filosofia (per pochi: indagare la natura ultima della divinità), questa disgiunzione
rendeva difficilmente capibile il cristianesimo che invece era un tutt’uno tra fede e culto.

GLI INIZI DELLA CHIESA:

L’origine delle prime comunità cristiane si identifica nelle esperienze pasquali, ovvero
nell’identificazione di Gesù non solo come messia ebraico (re umano), ma come figlio di Dio, e
nell’effusione da parte sua del dono dello spirito santo. Luca in Atti identifica Gerusalemme come
base per la prima comunità cristiana, nello stesso tempo discepoli di Gesù si riuniscono anche in
Galilea e in Siria, in quanto in Atti viene detto che Paolo (prima della conversione) ha il compito di
ispezionare le sinagoghe per arrestare uomini e donne cristiani. Le prime comunità si basano su 2
riti:

- Battesimo: rito di adesione alla signoria di Gesù


- Cena del signore, condivisione del pane: questa è la prassi dell’agape, amore fraterno.

Come rapportarsi con le istituzioni giudaiche (tempio, circoncisione, torah)? Esistono discepoli più
tradizionalisti e altro più ellenisti, ma secondo Luca questo indica proprio l’universalità del
messaggio cristiano.

Le guerre giudaiche (66-70 e 132-135) segnano una svolta: dalla distruzione del tempio in poi ha la
meglio il movimento farisaico\rabbinico, basato sull’osservanza della legge e sulla sinagoga.
Secondo Eusebio, allo scoppio delle ostilità i cristiani abbandonano la causa nazionale e migrano in
Transgiordania e Siria: si presuppone quindi che già nel ’60 ci sia stato un dibattito teologico tra
ebrei e cristiani, con l’allontanamento spontaneo dei secondi, eccetto per una comunità che resta
in città. Dopo la seconda guerra giudaica e la distruzione del tempio, ai giudei e ai loro discendenti
(i cristiani), viene vietato l’ingresso a Gerusalemme, ora Aelia Capitolina: da questo momento in
poi i cristiani escono totalmente da Gerusalemme.
Antiochia è il primo luogo dove giudei e gentili creano un’unica comunità: i cristiani (secondo Luca
in Atti: lui usa questo termine). I cristiani qui si differenziano dagli ebrei e si organizzano attorno ad
un vescovo: Il primo è Pietro (origine ebraica) a fine anni 30, succeduto negli anni ’60 da Ignazio
di Antiochia (origine pagana) autore di diverse lettere a Roma e primo ad utilizzare la parola
‘’chiesa cattolica’’ ovvero ‘’universale. Da Antiochia parte la missione di Paolo (50-60) con lui Gesù
esce dall’ambito giudaico: le sue lettere si rivolgono a comunità in Asia minore (Efeso) e in Grecia
(Corinto) totalmente esterne alla tradizione giudaica: Gesù non è solo il messia della Scrittura, ma
è un’offerta alla salvezza. Per Paolo la tradizione giudaica va totalmente riletta.
Verso la fine degli anni 50, Paolo invia una lettera alla comunità cristiana di Roma, qui ci sono
almeno 5 gruppi. Il cristianesimo a Roma è iniziato da gruppi giudaici negli anni 40 che insegnano
ai romani a conservare la legge pur professando Cristo, una distinzione netta tra giudei e cristiani è
certa negli anni 60: quando a Roma scoppia la repressione anticristiana da parte di Nerone. Da
Roma scrive Clemente romano vescovo ai cristiani di Corinto, verso la fine del 1^ sec in cui informa
della morte di Pietro e Paolo sotto Nerone: rapporti tesi con l’Impero.
Paolo predica a Efeso negli anni ’50, pur trovando resistenza nell’ambiente della Sinagoga.
Secondo Eusebio a atti di Giovanni, qui soggiornò l’apostolo Giovanni e scrisse il suo vangelo.
Alcune tracce di eredità giudaica le ritroviamo nel fatto che la Pasqua si festeggiasse il giorno del
plenilunio di primavera, e non la domenica successiva come invece facevano i cristiani. Gli efesini
dicevano che aveva insegnato loro questo l’apostolo Giovanni.

RAPPORTI CON I GIUDEI: Le difficoltà aumentano dopo la distruzione del tempio, infatti era
preoccupazione sentita quella di unificare il giudaismo, da questo punto di vista i cristiani vengono
visti come uno dei gruppi di dissidenti. Durante la seconda guerra giudaica, molti cristiani vengono
uccisi, viene negata la messianicità di Gesù e iniziano ad essere proibiti i contatti con loro.

RAPPORTO CON I ROMANI: Secondo Svetonio, Tacito e Plinio, il Cristianesimo era un culto nuovo
e malefico, basato sulla superstizione e il fanatismo: non vi erano le caratteristiche di antichità ed
etnicità tipiche dei romani, inoltre veniva considerato inaccettabile il loro carattere esclusivo: non
volevano integrarsi con gli dei del Pantheon e non partecipavano alle feste, negavano la
tradizione.

SPAZI:

Le informazioni sulle prime comunità cristiane ci arrivano dai padri apostolici: Clemente romano,
Ignazio di Antiochia, Policarpo, Barnaba, i luoghi sono: Siria, Alessandria, Roma, Asia minore. I
luoghi della parola sono due: SINAGOGA= Era considerata un foro aperto, ad Efeso Apollo prima e
Paolo poi, predicano nella sinagoga di sabato, dove si incontrano anche i gentili. Questo testimonia
il fatto che il cristianesimo era esegesi nuova delle scritture, avveramento delle profezie. Da qui
parte un dibattito: la Scrittura ebraica è fondamento del messaggio cristiano? Non per tutti: per
Ignazio è sì profezia, ma anche svolta (Ignazio proviene da una famiglia pagana). CASA=Qui si
spezza il pane. Paolo predica in una casa presa in affitto, inoltre parla ringraziando persone che
ospitano la comunità in casa. E’ anche per questo che serve la figura del vescovo: ci sono diverse
comunità in diverse case. D’altronde anche per i giudei la celebrazione del sabato e della pasqua
avveniva in casa. Ma esistevano anche SPAZI PUBBLICI, Paolo si espone all’areopago di Atene.
Insomma ci si riuniva dove si poteva: Gli spazi non erano importanti, si riteneva più importante il
‘’templio vivo’’ della comunità. Il cristianesimo è in una posizione di limite: la tradizione giudaica è
forte, ma anche l’opposizione, d’altro canto, pur rifiutando il politeismo, si ricerca un Dio supremo
che conduca ad una vita buona, come predicavano alcune filosofe greche, come il platonismo.
Le informazioni sui riti e le credenze, le troviamo nella Didaché o dottrina dei 12 apostoli, redatta
in Siria tra il 1^ e il 2^ sec. e ritrovata nell’800.

RITI:

Il cristianesimo è una scelta di vita in relazione con Dio, i riti principale sono BATTESIMO: che porta
all’ sviluppo di un’espressione di credo sintetica legata alla trinità ‘’nel nome del…’’ e lo SPEZZARE
DEL PANE: Si rifà alla distribuzione del pane da parte di Gesù, ma soprattutto all’ultima cena e alla
promessa di un nuovo banchetto nel regno di Dio, indica quindi la comunione con il Gesù risorto.
Gli spazi, come detto, non sono ritenuti di per se’ sacri,, mentre invece si pone attenzione ai tempi,
già le prime generazioni parlavano di ‘’primo giorno dopo il sabato’’ come tempo della riunione,
questo è segnato dall’esperienza della resurrezione di Gesù. In seguito nella Didachè questo giorno
venne chiamato ‘’giorno del signore’’ in cui bisogna riunirsi dopo essersi confessati per spezzare il
pane e rendere grazie. Giustino martire (greco pagano; Roma 2^ sec.) chiamerà questo ‘’giorno
del sole’’. La Pasqua inizialmente, probabilmente fino al 135, veniva celebrata lo stesso giorno di
quella ebraica: il 14 di Nisan, solo successivamente alla distruzione del tempio e alla pratica
domenicale viene trasferita alla domenica successiva: questo sarà al centro di dibattiti nel 2^ sec.

GERARCHIZZAZIONE:

Se ne parla già in Paolo e Atti di persone con la responsabilità di annunciare la parola, costoro
vengono ritenuti al servizio (diakonia) di Gesù. Un ruolo importante hanno coloro che offrono la
propria casa, tra cui molte donne.

AUTOCOSCIENZA:

Sul corretto esercizio del ministero ne parla Clemente di Roma, Ignazio e la Didaché, secondo
Ignazio questo nuovo stile di vita si chiamava Agape, amore fraterno, e prevedeva fratellanza,
umiltà, aiuto verso i poveri, questo veniva espresso nell’eucarestia(spezzare del pane). La parola
‘’cristiani’’ origina da romani, precedentemente è il termine ‘’nazareni’’ di origine giudaico (ce lo
dice Eusebio). All’inizio del 2^ sec. compare un altro nome: ‘’terzo genere’’, ovvero la loro non
identificazione ne’ con gentili, ne’ con ebrei; ne’ come popolo, ne’ come élite: il loro messaggio era
universale, la loro chiesa pellegrina, loro sono stranieri residenti: non estranei al mondo, ma oltre
le categorie: il loro dio è Dio di tutti.

CAPITOLO 2
GEOGRAFIA:
L’apologeta Tertulliano, osserva che nella seconda metà del 2^ sec. cristiani e non ormai
coabitano: questa è l’epoca dell’apologetica, questo significa che i romani conoscono il messaggio
cristiano, e i cristiani cercano di renderlo loro accettabile. Alla fine del 2^ sec. i cristiani sono l’1%
della popolazione dell’Impero, ma non sono distribuiti in modo omogeneo: in Palestina la città di
riferimento è Cesarea, altre regioni sono come detto: Asia minore, Antiochia, Grecia (Dionigi di
Corinto), Alessandria d’Egitto (Clemente Alessandrino), La CHIESA di Roma, Gallia (Lione) e
Germania(Treviri). Questo processo di diffusione, va di pari passo con il distanziamento
cronologico: serve la creazione di un’identità che garantisca il culto, ma che permetta anche di
renderlo accessibile e di difendersi dalle accuse (apologia).

LE PERSECUZIONI DELLA 2^ META DEL 2^ SEC:

L’impero ha toccato un vertice che occorre mantenere con il consenso, la conformità che manca:
a fine 2^ sec. Celso scrive un’opera Discorso vero, in cui espone la visione romana sull’assurdità del
cristianesimo: E’ assurdo che Dio si sia fatto carne perché è immutabile, è ingiusto che sia arrivato
ad un certo punto: quelli nati prima?, e la sua venerazione corrompe la monarchia divina, inoltre
contrastano con i principi ellenico-romani del logos (ragione) e nomos (legge). Secondo lui i
cristiani sono mossi da puro spirito di opposizione e a loro manca moderazione. Il loro rifiuto di
partecipazione alle feste solenni e al culto imperiale porta dei sospetti già con

- Nerone (54-68): accusa di incendio


- Domiziano (81-96): accusa di ateismo
- Traiano (98-117): lui è autore del Rescritto di Traiano, Plinio (governatore di Bitinia) gli
chiede che deve fare con i cristiani perché negano il culto imperiale, ma sono troppi e non
può ucciderli tutti. Traiano dice di non ricercarli d’ufficio, ma in caso di denuncia procedere
a processo.

E’ la fine del secondo secolo a vedere i più numerosi martiri: Giustino e Apollonio (senatore
romano) a Roma, Policarpo in asia minore, Perpetua e Felicita a Cartagine, oltre alle repressioni a
Lione. I martiri non sono eroi, sono solo discepoli: la fede non è rinunciabile o occultabile. I romani
non avevano alcun interesse a sterminarli, per questo li sottoponevano ad interrogatorio e molti
rinunciavano. Il martirio però divenne testimonianza singolare dello spirito di Cristo, questo attirò
molti più discepoli.

L’APOLOGIA:

Può essere considerato un ‘’discorso in sostituzione’’ della difesa processuale. Gli apologisti
provengono per lo più dal mondo della cultura ellenistico-romana: le obiezioni di cui si fanno
carico sono le stesse che hanno superato diventando cristiani. Il loro non era solo un discorso che
facevano per difendersi, ma anche per chiarire la fede a loro stessi e renderla più assimilabile a chi
si volesse convertire Il più famoso in ambito romano sono Tertulliano e Giustino.

Il loro discorso si basava sul:

- Riconoscere l’imperatore\l’autorità come giusti


- Ritenere che le proprie verità siano innegabili perché derivanti da Dio

Più che difendersi dalle accuse, puntavano sulla fondatezza del cristianesimo, e sulla
caratteristica romana di cogliere il meglio da ogni cultura. Frutto dell’apologia è la categoria
del logos platonico. Il logos filosofico che regge il cosmo, che è sapienza, che dona pienezza
alla vita è diventato uomo: Gesù, con lui tutto ha senso. Gli apologisti si identificano nel terzo
genere: la loro cittadinanza è sia nei cieli che nella terra.

Nello stesso tempo, quindi, sorgono nuove domande all’interno della chiesa: rapporto con
giudaismo, salvezza, trinomio corpo-anima-spirito, modalità di predicazione…Ecco che nascono
pensieri differenti:

ORIENTAMENTI INTERNI:

MARCIONE: nel 144 arriva a Roma dall’asia minore, dove viene separato dalla chiesa e additato
come primogenito di satana, a Roma da vita ad una comunità ecclesiale prioria. Quello che
sappiamo è grazie alle confutazioni di Tertulliano. Secondo Marcione c’è una distanza
incolmabile tra messaggio ebraico e cristiano: il dio ebraico è un creatore-giudice: crea il
mondo e gli dà degli ordini, quello cristiano è un dio benevolo-fuori dal mondo. Gesù viene
sulla terra per salvarci dalla legge del Dio ebraico. Titolo dello scritto principale di Marcione,
citato da Tertulliano è proprio ANTITESI. Identifica in questo l’antitesi legge-vangelo di cui parla
Paolo. Per cui il Dio cristiano è totalmente STRANIERO rispetto alla terra, per questo l’umanità
somatica di Gesù è solo apparente: DOCETISMO. Questa dottrina porta ad un marcato
ascetismo, ad un’escatologia che riguarda solo l’anima, e che per questo verrà considerata una
‘’salvezza dimezzata’’. Secondo Marcione la crocifissione, permise a Gesù di predicare anche
negli inferi. La corruzione dei primi cristiani, ovvero l’assimilazione con il Cristo ebraico,
sarebbe dovuta al fatto che i primi discepoli fossero giudei, e quindi cercassero compromessi
con la loro cultura, ma tutto ciò è cambiato grazie a PAOLO L’APOSTOLO che chiarì le
differenze. Il Dio difettoso, giudice-creatore ebraico, sarebbe anche responsabile del male del
mondo: questo spiega il male e l’urgenza di salvezza da parte di Gesù. Le idee di Marcione
vengono recepite dalla volontà di separarsi dal giudaismo e con correnti ascetiche orientali.

GNOSTICISMO: Di loro parla alla fine del secondo sec. Ireneo di Lione, descrivendoli come
eretici. Figura di spicco per lui è Valentino che da Alessandria, loro patria, giunse a Roma nel
140, venendo anch’egli rifiutato dalla Chiesa di Roma. Si tratta di un fenomeno di scuola che ha
per oggetto le parole del Signore: vengono lette le Scritture con un’interpretazione ritenuta più
profonda, che da origine a nuovi vangeli, l’obbiettivo è giungere ad una CONOSCENZA
superiore. Per loro (esistono diverse correnti) la salvezza è conoscenza superiore. Questa
conoscenza è data tramite una rivelazione segreta a pochi eletti che hanno un seme divino,
costoro (spirituali) la diffondono. Anche per loro il male è la materia, prodotta da
un’alterazione ed espulsione del mondo divino. Il creatore del nostro mondo è un dio minore
(demiurgo) identificato come Dio delle scritture ebraiche. Non tutti accolgono l’insegnamento
degli spirituali: esistono infatti i non credenti (materiali) e chi crede per sola fede (psichici).
Questa è una chiesa dall’alto che non comporta una morale precisa: IL FANGO NON
CORROMPE L’ORO, sono indifferenti anche nei confronti del martirio e anche loro ritengono
che solo lo spirito rientri nel pleroma divino.

MONTANISMO: Di loro parla Eusebio di Cesarea. Montano era un ex sacerdote di Cibele della
Frigia, qui inizia la sua predicazione alla fine del secondo secolo, di lui però parlano anche
Tertulliano e la comunità di Leone. Montano si definisce un profeta dotato di esperienze
estatiche e chiamato ad annunciare l’imminente parusia (venuta di Cristo) in Frigia attraverso
la discesa di una Gerusalemme celeste. I cristiani dovevano quindi riunirsi in frigia e vivere in
astinenza, addirittura cercando il martirio. Temi sono quindi: Profezia, escatologia e rigorismo.
Montano si riteneva un profeta, attraverso cui prendeva la parola lo spirito santo: LA
RIVELAZIOE E’ ANCORA APERTA, MA E’ L’ULTIMA. Prendono spunto dall’Apocalisse di
Giovanni. Altre profetesse, insieme a Montano 2 donne: Prisca e Massimilla. Importante è il
fatto che si riunirono diverse chiese sulla questione montanista: questo indica la
consapevolezza che la concordia è esigenza del vangelo.

Un esempio di questa volontà di unificazione è il vescovo Dionigi di Corinto Che scrisse


diverse lettere ‘’cattoliche’’ alla fine del 2^ sec (ne parla Eusebio)riguardo l’ortodossia e l’unità
(contestò Marcione). Agli ateniesi scrisse per il martirio del vescovo Publio: il vescovo era
importante per l’ancoramento alla fede; col vescovo Pinito di Cnosso discusse sulla castità: per
Dionigi non poteva essere imposizione, mentre per lui era necessaria per un vero cristiano,
oltre a ciò apparve il tema di come comportarsi con chi si fosse pentito dei propri errori; ai
Romani rivolge parole di lode per la loro sollecitudine verso fratelli di altre chiese. Inoltre
rivolge parole ad una donna, Crisofora, dotata di una grande fede: le donne nella comunità
cristiana erano particolarmente considerate.

QUESTIONI:

Fine 2^ sec: riferimenti normativi = Scritture (ebraiche e apostoli); prassi liturgica (battesimo,
eucarestia e professione di fede); organizzazione ministeriale (vescono).

COME COMPORTARSI CON IL MONDO? Gli apologeti sono chiamati ad accreditarli come
cittadini affidabili. Le pratiche di povertà e castità arrivano in parte da contaminazioni culturali:
esseni, montanisti, in parte dal fatto che un nuovo mondo è vicino. I cristiani erano doppi
cittadini, l’agape assicurava una certa lealtà, anche se ovviamente non comportava il culto
imperiale o degli dei pagani. Digiuno, povertà e castità sono sia conseguenza della speranza
escatologica, sia autonomia nel caso delle donne.

COME IDENTIFICARCI? Il Battesimo era il segno distintivo di ingresso al cristianesimo, mentre


l’Eucarestia era il riconoscersi cristiani ogni ‘’giorno del sole’’ in cui oltre all’Eucarestia,
bisognava riunirsi, ascoltare letture e l’ammonimento di chi presiede l’assemblea e pregare per
rendere grazie (dopo aver invocato il perdono). Per diventare cristiani serviva quindi un’etica:
l’agape, e un credo: la fede in Dio unico, Gesù e Spirito Santo: da qui venne una questione di
monoteismo-fede cristologica, e dell’opposizione divino-umano.
QUANDO FESTEGGIAMO LA PASQUA? La questione della pasqua quartodecimana esplode alla
fine del secondo secolo: le chiese d’asia continuano a festeggiare il 14 di Nisan, giorno della
pasqua ebraica, intendendo il loro festeggiamento come un ricordo dell’ultima cena, che in
realtà avvenne il giovedì prima; mentre in resto del mondo la festeggia la domenica dopo il 14
di Nisan: giorno della resurrezione. Il concetto va oltre il giorno: Cristo subisce o ‘’mangia’’ la
Pasqua? Ireneo, nato in asia e quindi quartodecimano di origine, ma approdato a Lione, e
quindi passato alla prassi domenicale dice che vanno bene entrambi i giorni e che è conferma
della ricchezza della fede.

I MAESTRI: Il vangelo penetra negli strati colti della società: si forma una classe di maestri, di
cultura colta greco-latina, che viaggiano per diffondere il vangelo:
-Giustino martire è di origine greca, ha una formazione filosofica greca e si trasferisce a Roma a
fine secondo secolo: qui insegnerà presso casa sua, come dice nell’interrogatorio.
-Clemente Alessandrino ha origini ateniesi e anche lui una formazione filosofica greca, incontra
il cristianesimo nella scuola teologica di Alessandria, da un apologeta sempre greco.
Questo ci spiega la fusione con la filosofia greca, il ‘’parlare greco ‘’ ovvero utilizzare termini
propri di questa filosofia (il logos).

CAPITOLO 3
LA GRANDE CHIESA DEL SECOLO LUNGO:

Secolo lungo: 200-313: Da persecuzioni a svolta costantiniana.


Grande chiesa: Origene di Alessandria (famiglia cristiana, ma origine greca) a metà del 3^ sec. la
chiama così nella sua confutazione al discorso di Celso: ci sono cristiani in molte città dell’impero,
pur essendo una minoranza sono aumentati di numero, e si definisce l’organizzazione: vescovo
con presbiteri e diaconi, inoltre liturgia.

PERSECUZIONI:

L’impero è in crisi: decrescita, lotte di successione, parti e goti ai confini, frammentazione: come
comportarsi con i cristiani? Diverse opinioni:

1. I SEVERI (139-235) = Bene!


 Settimio Severo: mica troppo: 204=giochi e celebrazioni secolari e vittoria sui parti: i
cristiani non partecipano= accuse, alcuni martiri come Felicita e Perpetua a Cartagine.
 Caracalla: cittadinanza a tutti i liberi, quindi anche tutti i cristiani devono partecipare agli
eventi pubblici, con la loro assenza è più facile identificarli
 Alessandro Severo: totale simpatia, la madre addirittura frequenta Origene
2. TRENTENNIO DIFFICILE (235-268) = Male!
 Massimino il Trace: uccide Alessandro: totalmente opposto= diversi martiri
 Decio: 248 = 1000 anni di Roma, la partecipazione prevede un documento: il libellus,
questo serve per identificare i cristiani, ma molti lo falsificano . Di questo fatto ne parla
Cipriano vescovo di Cartagine. Molti trovano il martirio, tra cui Origene. (poi anche lui con
Valeriano)
 Valeriano il cattivone: primo a fare una persecuzione su scala generale: 257 = i
vescovi\presbiteri dovevano fare un sacrificio, o esilio, + beni confiscati e no libertà di
riunione. 258= gli esiliati vengono condannati a morte!
 Gallieno: Guerre fuori, basta litigare con i cristiani: li lascio fare = luoghi di culto propri, i
vescovi assumono anche ruoli pubblici:
262-303: PICCOLA PACE DELLA CHIESA
3. DIOCLEZIANO(293- 306) = MALE!
Tetrarchia: nuove capitali = Milano e Nicomeda, Roma è capitale culturale. Torna il
concetto di pax deorum, inoltre augusti e cesari sono sotto la protezione di Giove ed
Ercole. Confini minacciati e frammentazione = 303-304: GRNDE PERSECUZIONE, Spinta
soprattutto dall’aristocrazia. Porfino, pochi anni prima aveva scritto 15 libri ‘’Contro i
cristiani’’ riprendendo le teorie di Celso: fede irrazionale, incarnazione di Dio, abbandono
dei costumi dei padri: il problema non è Gesù che era anche sapiente, ma i loro seguaci che
si ribellano all’imperatore in nome di una cittadinanza celeste. Inoltre molti guerrieri
cristiani si rifiutano di combattere per l’agape. Serve conformità che fare? 303-4= stessi
provvedimenti di Valeriano, e obbligo di sacrifici agli dei a tutti gli abitanti! Ma nel 305 si
dimette.
4. COSTANTINO(306-313) = BENISSIMOOOOO!!!
La sua ascesa inizia nel 306 come cesare, diventerà imperatore d’occidente nel 313, ma già
nel 311 l’augusto di Nicomeda Galerio emana un editto di diritto di esistenza: hanno
provato a ucciderli, ma nulla…bisogna accettarli! In ogni caso le esecuzioni erano per lo più
per membri in vista, e comunque venivano ritenute ingiuste anche dai pagani.

Le persecuzioni creano altre questioni: come comportarsi con chi tradisce la causa? Questo sarà
alla base della scissione donatista. Pionio di Smirne martire da una sua visione: Sbagliare è umano,
se ci si pente si deve essere reintegrati, lui interrogato dice che il martirio è coerenza, non è ricerca
della morte\disprezzo per il mondo. Il martirio è testimonianza, amore per la verità, la stessa
esperienza di martirio viene percepita spesso come estasi. Felicita: ‘’un altro soffrirà al posto mio’’.

CONTROVERSIE INTERNE

250: RIAMMISSIONE DEI LAPSI (CADUTI).

Che fare con chi ha ceduto sotto Decio?

 LASSISTI (Fortunato di Cartagine, vescovo dopo Cipriano): La perseveranza è grazia del


signore, noi dovremmo convertire i caduti, intercedere per loro, fare i pastori
 RIGORISTI (Novaziano di Roma): Devono stare in penitenza tutta la vita, la misericordia è di
Dio. Cipriano di Cartagine è d’accordo con lui: sinodo nel 251 = serve la penitenza per loro,
al massimo la riconciliazione in sede di morte, ma se si tratta di vescovi e presbiteri devono
tornare allo stato laicale, e se si tratta di laici non potranno mai essere sacerdoti! Chiesa=
vergine pura sposa di Cristo.
Queste dispute continueranno dopo le persecuzioni di Diocleziano e a Cartagine daranno
vita al donatismo.

250: BATTESIMO IN COMUNITA’ SCISMATICHE.

E chi è stato battezzato da indegni?

 Dionigi di Alessandria: Ad Alessandria non si ribattezza, ma capisco chi lo fa (molto attivo in


queste questioni, soprattutto nella piccola pace. Ceca conciliazione, cosa fare per la
riammissione? Dipende. Controversia dei due Dionigi: questo ritiene che Gesù sia Logos:
vedi sotto…è alessandrino. Si narra che convertì un gruppo di millenaristi).
 Stefano di Roma: Il Battesimo è uno, e basta che sia dato nel nome di Cristo
 Cipriano di Cartagine: Chi viene battezzato dall’unica chiesa, non viene ribattezzato perché
il primo non conta: tra chiesa e battesimo non possono essere separati.

Nel 3^ sec. l’obbiettivo non è più difendersi, ma definirsi all’interno: esporre i contenuti, la
coerenza, le domande che la cultura pone, ma anche regolare la dottrina e la vita in ogni
ambito (pure il sigillo), il tutto in relazione con la cultura di appartenenza. Ci sono 3 aree,
ognuna con caratteri propri e con proprie risposte all’unità di Dio, umanità\divinità di Gesù e
escatologia:

1. Asiatica: ( Asia minore: Influsso giudaico, Pasqua quartodecimana)


- DIO E’ UNO
- GESU’ E’ UMANO (o incarnazione o profeta di Dio, questa tesi la sosteneva Paolo di
Samosata: deposto nel 264 nel sinodo di Antiochia ma perché viveva nel lusso: vescovo-
funzionario imperiale).
- LA SALVEZZA E’ ANCHE DELLA CARNE.
La storia è campo della libertà dell’uomo + Millenarismo (giudaico) sette millenni, il 6^
giorno Dio creò l’uomo, infatti a metà sesto millennio si incarna in Cristo: il settimo
millennio verrà sulla terra e creerà il suo regno di 1000 anni.
2. Latina : (Comprende anche Cartagine)
- MONOTEISMO TRINITARIO;
-DOPPIA SOSTNZA DI GESU’
- ANCHE CARNE.
Attenzione all’unità della chiesa, vicinanza con quella asiatica.
3. Alessandrina : (platonismo dualistico materia\spirito)
-S.SANTO E GESU’ SONO SUBORDINATI\CREATI DA DIO
- GESU’ E’ LOGOS (pensiero, rivelazione, parola: opposta a visione asiatica)
-ANIMA SOPRA SPIRITO (criticano l’idea millenarista asiatica: troppo materialisti!)
La Chiesa è innanzitutto interiore. Queste idee si diffondono grazie a Clemente
Alessandrino.

ORGANIZZAZIONE
- ACCESSO: Tertulliano: ‘’Cristiani non si nasce, si diventa’’ con il battesimo: Chi si avvicina
deve essere accompagnato in un percorso di 3 anni, diventa CATECUMENO-uditore e non
può praticare lavori come gladiatore, magistrato con diritto di vita e morte, militare. Sul
catecumenato parlano molto Tertulliano e Origene. Alla fine dei 3 anni c’è una verifica e
poi il battesimo: professione di fede, rinuncia a satana e unzione di esorcismo, acqua,
crisma: altra unzione. Dell’unzione delle donne si occupavano diaconesse. Dopo il
battesimo c’è la celebrazione eucaristica: a Cartagine e altre zone diventa quotidiana.
- MINISTERI: Gerarchizzazione e sacerdotalizzazione. Tertulliano li sfotte: ‘’i discepoli si
chiamavano vescovi?’’ Ci sono 3 classi, tutti insieme sono il CLERO:
- Vescovo: titolare della chiesa
-Presbiteri: collegio degli anziani
-Diaconi: servitori\aiutanti, anche donne
Il candidato deve essere scelto e avere il consenso anche delle chiese vicine. Origene: I
SACERDOTI (Vescovi e presbiteri) devono servire, non dominare. Ma divisione netta: altare,
divisione uomini e donne e altre zone per catecumeni e penitenti, inoltre aumenta la prassi
sinodale ereditata dalle assemblee romane, sia tra vescovo e presbiteri di una chiesa, che
tra vescovi di diverse chiese
- ECONOMIA: Edifici e aree cimiteriali nel 3^ sec. inoltre si fanno casse comuni per i poveri,
questo operato è molto promosso. Già con la confisca dei beni sotto Valeriano si capisce
che il patrimonio della chiesa non è trascurabile. Nei loro luoghi si sviluppa anche l’arte
cristiana con sua simbologia: non ha funzione estetica o illustrativa, ma ermeneutica:
fornisce una sua interpretazione delle scritture, è manifesto di fede.

CAPITOLO 4
LA SVOLTA COSTANTINIANA:

Diocleziano (augusto d’oriente) e Massimiano (occidente) si dimettono nel 305: Ora Galerio
(oriente) e Costanzo Cloro (occidente).

- Cloro muore: Contesa tra Costantino figlio di Cloro e Massenzio figlio di Massimiano: entrambi si
mostrano benevoli e miti nei confronti dei cristiani per il consenso (Eusebio lo dice di Massenzio)
- Galerio: 311= DICHIARO DECADUTE LEGGI ANTICRISTIANE. Poi muore anche lui.

- 312: Battaglia di PONTE MILVIO tra Costantino e Massenzio: vince COSTANTINO


-312: Licinio succede a Galerio.

313= EDITTO DI MILANO: In Accordo, Costantino e Licinio decidono di RESTITUIRE I BENI


CONFISCATI AI CRISTIANI. Inizia l’escalation filocristiana di Costantino: 318= Vescovi risolvono le
controversie; 321= domenica giorno di riposo; esenzione clero da oneri fiscali; proibizione
aruspicina privata; sottratte rendite ai templi…e soprattutto: consiglieri cristiani, tra cui Eusebio.
324=Imperatore unico, ma muore nel 337.

TRA COSTANTINO E TEODOSIO:


Dopo Costantino c’è un po’ di casino tra i suoi eredi, ne esce Costanzo II che vieta i sacrifici
pagani e convoca numerosi sinodi: è filoariano, nel frattempo…

- GIULIANO L’APOSTATA: E’ cugino di Costanzo II e viene acclamato in Gallia: Costanzo


muove contro di lui, ma muore: 360 = unico imperatore. Nonostante avesse avuto
un’infanzia cristiana, non li può vedere: crede nel culto solare e in Mitra e approfondisce la
filosofia greca. Vuole un ritorno al paganesimo: estromette i cristiani dall’insegnamento,
incrementa i culti tradizionali e fa rientrare gli esiliati dai sinodi, soprattutto per la
questione ariana. Mette in atto servizi provvidenziali\solidali proprio per dimostrare che
non fossero prerogativa cristiana. Ma muore in battaglia nel 363.
- VALENTINIANO: Militare illirico: è un periodo critico, a oriente c’è il fratello Valente
Entrambi muoiono a fine anni ’70 = Graziano e Valentiniano II (figli o di Valentiniano,
Valentiniano II è piccolo: al suo posto governa la madre ariana Giustina) e Teodosio
(nominato da Graziano) niceno convinto, 382= Graziano muore, 390= Teodosio imperatore
unico.

LA SVOLTA TEODOSIANA:

380 = EDITTO DI TESSALONICA: Il cristianesimo di Pietro è religione di stato: una sola divinità e
triplice maestà della trinità, gli altri (gli ariani) sono eretici!

Negli anni ’70 emerge la figura del vescovo di Milano Ambrogio, ex governatore di Emilia e Liguria.
E’ al centro di diverse polemiche imperiali:

- L’ALTARE DELLA VITTORIA: I senatori ci giuravano dai tempi di Augusto: lasciare o no?
Costantino lo leva, Giuliano lo rimette, Graziano lo leva: Ambrogio: ‘’No! E’ pagano!’’
- BASILICHE CONTESE: Si contende delle basiliche milanesi con Giustina che le chiede per il
culto ariano, ma Ambrogio dice di no.
- STRAGE DI TESSALONICA 390: Lì c’erano insofferenze tra goti insediati dall’imperatore e
autoctoni: ai giochi il comandante goto Buterico blocca la squadra della città: lo uccidono, e
per risposta Teodosio fa una strage, Ambrogio non lo fa entrare in luoghi sacri per 8 mesi,
fino a Natale.

SINODI IMPERIALI:

Tra Costantino a Teodosio ne vengono fatti diversi, l’obbiettivo è sempre mantenere


uniformità. L’imperatore metteva a disposizione il Cursus Pubblicus, ovvero un sistema di trasporti
basato su poste, a questi sinodi partecipava l’imperatore:

- SINODO DI ARLES 314: DONATISMO. Dopo le persecuzioni di Diocleziano ci furono delle


questioni su come trattare i ‘’traditori’’. Nel 311 a Cartagine viene eletto vescovo Ceciliano,
su di lui impone le mani anche Felice: un traditore che aveva consegnato i libri sacri a
Diocleziano perché venissero bruciati, quindi: E’ VALIDA O NO LA NOMINA DI CECILIANO?
Alcuni vescovi, tra cui Donato dicono di NO e si appellano all’imperatore.
SINODO DI ROMA 313: Approvata la posizione di Ceciliano, gli altri fanno ricorso=
SINODO DI ARLES 314: Stessa cosa= Costantino attacca e distrugge 3 basiliche donatiste,
per poi nel 321 promulgare un editto con cui concedeva loro delle basiliche.
- CONCILIO DI NICEA 325: Ad Alessandria da 5 anni predica un prete libico, Ario, che dice che
il FIGLIO\LOGOS E’ SUBORDINATO AL PADRE: I vescovi vicini si lamentano e fanno appello a
Costantino CONCILIO DI NICEA (Vicino a Nicomedia) Di questo ci parla molto Eusebio, pur
sovradimensionando il protagonismo di Costantino. Questo è il primo CONCILIO
ECUMENICO, anche se non è proprio vero. Qui vengono discusse anche altre questioni: si
stabilisce che la pasqua sia unica per tutti, che i vescovi devono risiedere nella sede
assegnata, e si ritengono perdonate le colpe dei vari vescovi, inoltre si narra che qui
Costantino fece elargizioni ai vescovi.

CONTESTI CULTURALI:

CONTESTO ELLENISTICO-ROMANO:
EDIFICI: Nel 4^ sec. sorgono diversi luoghi di culto, anche prima c’erano, ma ora aumento in
numero e splendore: BASILICHE: Erano luoghi di riunione dai tempi repubblicani, sotto Costantino
viene costruita quella in Laterano che ospiterà il primo sinodo donatista. L’altare era il luogo dove
sedeva l’imperatore. A fine sec. se ne contano 8 a Roma, più diverse CHIESE: Sulle vie d’accesso
alla città. Sarà sempre Costantino a diffondere il simbolo della croce, utilizzata anche come trofeo
in contesto culturale: segno di croce=protezione. I luoghi sacri ricevono l’istituto dell’Asilo: non
possono avvenire al proprio interno violenze, questo deriva dai santuari pagani, allo stesso modo
di domenica non potevano essere messe in atto azioni proibite: giochi del circo, atti violenti. Per
quanto riguarda la schiavitù era criticata, ma tollerata.
CLASSICISMO: Come comportarsi con la filosofia classica? Ipazia era una donna alessandrina di
formazione neoplatonica, che insegnava (anche agli uomini) filosofia, matematica e astronomia a
fine 4^ sec. In un rigurgito antipagano, spinto dal vescovo Teofilo, un gruppo di cristiani la fa a
pezzi, tra l’altro in quaresima: questo fatto indigna molti vescovi, addirittura Sinesio di Cirene
vanta di essere stato suo alunno. La cultura classica era tipica dell’educazione medio-alta,
emergeva sempre di più l’imbarazzo per alcuni vescovi di aver avuto questo tipo di formazione, ma
alla fine prevalse l’ottica apologista di studiarla in modo critico, addirittura Agostino(4^-5^) citerà
Varrone.
FAMIGLIA: 1. I matrimoni tra\con schiavi sono legittimi? Idee contrastanti, per i romani no: il
matrimonio era un passaggio di proprietà della donna: dal padre al suocero. 2. Il consenso: per i
romani si parlava del consenso tra i due padri, mentre la chiesa si opponeva ai matrimoni
combinati, soprattutto laddove donne cristiane fossero obbligate a sposare uomini pagani, in ogni
caso emerge da questa visione una certa promozione della libertà di scelta. 3. Il divorzio: Nel
diritto romano esisteva la possibilità di ripudio e divorzio, ma nel tardo impero questa idea viene
meno: in Oriente il matrimonio doveva essere unico in tutta la vita, in Occidente veniva concesso
di risposarsi solo per morte del partner. 4. Affetto\fedeltà reciproci. Girolamo critica il diritto
romano che lasciava ampia libertà agli uomini di abusare, avere rapporti extraconiugali e con gli
schiavi: Se una regola vale per le donne, deve valere anche per gli uomini. Sia romani che cristiani
parlavano di affetto e mutua assistenza nel matrimonio, ma il ruolo di subordinazione della donna
era chiaro: Paolo: ‘’uomo=cristo, donna=chiesa’’ 5. La patria potestas nel diritto romano era il
diritto di vita e morte del padre su moglie, figli e consorti, i cristiani tendevano a difendere i piccoli
e ad opporsi all’esposizione delle figlie femmine, senza tuttavia voler sconvolgere il diritto.

A SUD DELL’IMPERO:

Il cristianesimo si diffonde anche in:


Armenia: Tiridate 3^ la dichiara religione ufficiale nel 301! L’Armenia era cliente di Roma e contesa
con l’impero persiano, aveva contatti con i cristiani in Cappadocia, alcuni scritti armeni fanno
risalire l’evangelizzazione agli apostoli Bartolomeo e Taddeo. Il re venne convertito d Gregorio
armeno, da quel momento fu instaurata una dinastia episcopale(sottoposta al re), la religione
divenne ulteriore motivo di contrasto con i persiani.
Etiopia: a metà 4^ sec. due siriani convertono la regina, in ogni caso l’Etiopia conosceva già la
cultura giudaica, sarà controllata dalla chiesa di Alessandria
Persia: la religione ufficiale era zorastrianesimo, ma ci convivevano buddisti, giudei e cristiani:
prigionieri o rifugiati. Sotto Costantino, quando il nemico storico iniziò a indentificarsi con una
nuovo religione, iniziarono anche persecuzioni nei confronti dei cristiani, se Costantino riuscì a
trattenerle, dopo la sua morte aumentarono, fino ad una fusione sotto il nome di manicheismo
delle diverse religioni.

A NORD DELL’IMPERO:

Wulfila traduce il NT in gotico nel 4^ sec: è originario della Cappadocia, conosce latino e greco e
studia a Costantinopoli: va a evangelizzare i goti che lo fanno prigioniero, essendo amico di
Costanzo è ariano. Alunno di Wulfila sarà Aussenzio, che si contenderà basiliche con Ambrogio. In
realtà i Goti, stanziati sul confine danubiano, erano già entrati in contatto con il cristianesimo, ma
fu Wulfila ‘’vescovo dei goti NELLA terra dei goti’’ a convertirli: in seguito però ci saranno diversi re
che condanneranno a morte i cristiani. Altri goti erano già nell’esercito, e quindi erano già entrati
in contatto con il cristianesimo. La contesa delle basiliche milanesi era più tra goti e romani che tra
ariani e cristiani, Ambrogio infatti li sfotteva perché avevano case e chiese ‘’sui carri’’, erano di
tradizione nomade, ma volevano comunque avere delle loro basiliche. Ok, i goti sono cristiani, ma
sono pur sempre barbari: un po’ di pregiudizi...
Ormai l’impero è fottuto: 378=Battaglia di Adrianopoli. I goti, spinti a loro volta dagli unni
premono sul Danubio, Valente promette a loro delle terre in Tracia, l’imperatore cede, e promette
loro anche del grano, invece non arriva (funzionari corrotti?) e scoppiano sommosse = Battaglia
nell’attuale Bulgaria, Valente muore! In realtà presenze barbare c’erano già, sia nell’esercito come
federati, che in Padania come coloni, ma ora interi popoli nell’impero, e sono fortissimi!
410=Sacco di Roma da parte dei visigoti di Alarico, ex generale di Stilicone, reggente di Onorio.
Alla morte di Teodosio nel 395 l’impero è ormai diviso per sempre tra i due figli: Onorio (con
Stilicone) ad occidente, e Arcadio ad oriente.
CAPITOLO 5
CONCILI ECUMENICI

ARIANESIMO:

Ario è un presbitero libico che predica ad Alessandria: città fortemente ellenizzata per lui Il
figlio\logos è intermedio tra Do e le creature: NON è allo stesso livello di Dio! Dio è ingenerato,
mentre il Figlio sì: quindi è di livello inferiore. Infatti MC 13,23: ‘’Quanto a quel giorno e all’ora,
nessuno lo sa, né gli angeli, né il Figlio, ma solo il Padre’’. Quindi non sono nemmeno della stessa
sostanza. Queste idee entrano subito in contrasto con il vescovo di Alessandria, Alessandro già nel
320= SINODO PROVINCIALE DI ALESSANDRIA. ( Il Logos è nella filosofia greca dai tempi di Eraclito
(5^a.c.) per lui era la legge che guida tutto, la ragione per cui ogni cosa segue la sua natura; questo
viene poi ripreso dagli storici, mentre per Platone è la spiegazione, ma anche il nome con cui
chiamiamo le cose.) Alessandro non è d’accordo, ha una prospettiva SOTERIOLOGICA: Il figlio è
della stessa sostanza del padre che è venuto ad abitare tra noi: con il battesimo partecipiamo a
questa comunione tra padre e figlio, non esiste la gerarchia. Nicea=Vince il non arianesimo, ma
Wulfila ormai ha diffuso l’arianesimo.
CONCILIO DI NICEA 325, Costantino: Ario viene condannato e viene stabilito un nuovo credo: il
figlio è generato, non creato dal padre, ed è della STESSA SOSTANZA (OUSIA) Questo secondo
punto provoca delle contrarietà anche tra i non ariani, in particolare orientali: implica il
monarchianesimo e contrasta con il monoteismo trinitario, alcuni accettano che sia la stessa
sostanza, ma almeno pretendono che si specifichi che si tratti di 3 diverse PERSONE (IPOSTASI),
questo soprattutto per gli alessandrini: questo provocò una divisione tra occidente e oriente:
accusato di arianesimo. Concilio di Roma 341: 3 Ipostasi nell’unica armonia. Concilio di Sofia 343:
No: una sola Ipotasi: Irrigidimento= Oriente (Sostanze diverse), Occidente (Stessa persona).
Costanzo cercherà compromessi tra Oriente e Occidente, alla fine una posizione di compromesso
sarà la formula ‘’Simile sostanza’’. Sinodo di Alessandria 362: Va bene tutto, ma non ariani e
monarchiani. Quindi c’è:

-Ariani: diverse sostanze (Anomei) e persone

-Niceani: Stessa sostanza (Ousiani)

-Ipostasiani: Stessa sostanza, diverse persone

-Monarchiani : Stessa sostanza, stesse persone

-Omeusiani: Simile sostanza

CONCILIO DI COSTANTINOPOLI 381, Teodosio: Ok, ma lo SPIRITO? Per anomei e omeusiani c’era
un orine gerarchico per cui lo spirito era all’ultimo posto: PNEUMATOMACHI: A tal proposito si
batterà molto prima di Costantinopoli Basilio di Cesarea, omeusiano che spiega l’importanza dello
spirito come fornitore di doni: la sua azione è verso di noi. Al concilio si decise che: I 3 sono della
stessa sostanza: ma mentre il Figlio è generato dal Padre, lo S.S. ‘’procede’’ dal padre (e non dal
figlio: questa teoria sarò detta filioque, noi nel credo ce l’abbiamo: alla base dello scisma 1054), Si
tratta di un’unica divinità e sostanza, in 3 persone. Si stabilisce anche una superiorità dei vescovi di
Roma e Costantinopoli. Cosa che sarà anche discussa a CONCILIO DI CALCEDIONIA 451

DONATISMO

Persecuzioni Diocleziano 303\4. Notizie = ‘’Scisma dei donatisti’’ Ottato di Milevi, Numidia e
‘’Contro la chiesa dei traditores’’ Parmeniano di Cartagine. Cosa succede? Dopo Diocleziano,
Massenzio pone fine alle persecuzioni: al seggio cartaginese viene eletto Ceciliano, già sospettato
di essere sceso a compromessi con i romani e in più di aver preso controllo di alcuni beni della
chiesa. Alla sua elezione non c’è il vescovo di Numidia, e c’è Felice di Aptungi, un vescovo accusato
di essere traditore per aver consegnato i libri sacri: Sinodo locale di Numidia 308: Viene eletto
Donato vescovo di Cartagine: Due fazioni divise: chi sostiene Ceciliano (tra cui anche l’imperatore
Costantino) e chi Donato. Sinodo di Roma 313: Ceciliano vince, i donatisti si oppongono= Sinodo
di Arles 314: confermata la decisione precedente e in più non serve ribattezzare: I membri del
clero traditores decadono, ma le loro ordinazioni restano valide! Anche questo desta
insoddisfazioni 316 Severissima Lex di Costantino: Basta donatisti, distrugge 3 loro basiliche e 2
vescovi. In realtà il conflitto è anche etnico: I numidi ritenevano traditori coloro che erano scesi a
patti con l’impero per essersi contaminati della cultura latina. Questa polemica riprende quella del
3^ sec tra Cipriano di Cartagine e Stefano di Roma nei confronti de RI-BATTESIMO: Chi era
appartenuto ad una comunità scismatica andava ribattezzato? Secondo Cipriano sì (vedi sopra).
CONCILIO DI CARTAGINE 411: Agostino di Ippona, vescovo in Numidia dal 391 , troverò un
compromesso: solo Dio può essere giudice, inoltre lo S.S. c’è solo nella chiesa unita: in pratica
confuta il donatismo.

SVILUPPI DEL 4^ SEC:

CATECUMENATO:

Si dilatano i tempi di iscrizione pre preparazione, tanto che si arriva ad essere battezzati solo in
punto di morte (battesimo clinico), mentre si accorcia da 3 anni a 40 gg il periodo di preparazione
al battesimo, che si fa a pasqua (da qui quaresima) e che ricorda in giorni di Gesù nel deserto.
Dopo la celebrazione pasquale c’è un periodo in cui vengono spiegati i riti: OMELIE MISTAGOGICHE
(di iniziazione), una fonte importante è il CICLO CATECUMENALE GEROSOLMITIANO (di
Gerusalemme, metà 4^sec.), qui troviamo:

- Protocatechesi: invito ad iscriversi il vescovo fa il portinaio ‘’venghino siori al catechismo!’’


- Omelie prebattesimali: prediche\insegnamenti, ovviamente il tutto grazie allo S.S.:
catechisti e catecumeni sono ENECHOUMENOI, ovvero popolo dell’ascolto.
- Battesimo: in occidente a Pasqua, ma altrove a Pentecoste o Epifania: si fa il rito (vedi
sopra) e l’eucarestia)
- Omelie mistagogiche: si fanno nella settimana successiva al battesimo, in cui il neofita si
veste di bianco e gli vengono spiegati i riti.

MONACHESIMO:
Nei primi secoli vengono utilizzati i termini: vergine\anziani\anacoreti\coloro che vegliano su se
stessi, per indicare persone che facevano scelte diverse: raccogliersi in luoghi disabitati in
solitudine o in comunione per dedicarsi ad una vita di preghiera e ascesi, in realtà esistevano già
prima del cristianesimo, e in ogni caso per la cultura romana non erano ben visti: Teodosio nutriva
dei sospetti nei loro confronti e Valente emanò una legge per evitare questo. Nel 4^ sec. però
assume importanza:

ORIENTE:

- Vita di Antonio, risulta una lettera di Atanasio ( vescovo niceno di Alessandria, avrà dei
contrasti con la chiesa locale, ma sempre difeso dall’occidente) alle chiese occidentali: il
monachesimo era infatti un fenomeno tipicamente egiziano all’inizio. Antonio proveniva da
una famiglia cristiana povera del 3^ sec e progressivamente si separa dal suo villaggio
finendo nel deserto: viveva del suo lavoro, faceva la carità e pregava, in seguito ebbe molti
discepoli che con lui vivevano in celle vicine (monachesimo ANACORETICO: più o meno
vicine). Probabilmente la vita di Antonio non è scritta da Atanasio, ma viene attribuita a lui
a causa del suo intento di legittimare il proprio episcopato niceno monastico e allo stesso
tempo invitarli a non separarsi dalla chiesa locale.
- Vita di Pacomio: sempre Egitto 3^ sec. Pacomio era stato costretto ad arruolarsi
nell’esercito, nel 312 viene accolto da una comunità cristiana, e colpito dalla loro
misericordia decide di unirsi a loro dando inizio con i suoi compagni ad una vita comune
(monachesimo CENOBATICO) all’insegna dell’amore fraterno.
- Basilio di Cesarea: dal suo epistolario emergono importanti esperienze monastiche, anche
se non utilizza mai questo termine, tra cui la fondazione di un gruppo di ‘’fratelli’’ fuori
Cesarea, con ‘’regole’’ che in realtà sono testi di domande e risposte.

OCCIDENTE:

Erano presenti comunità di diaconi, l’occidente è caratterizzato da una clericalizzazione della vita
monastica, ma esistono anche comunità cenobatiche di uomini e donne che vivono insieme,
spesso anche in coppia. Informazioni ci possono arrivare da:

- San Gerolamo, esegeta illirico di metà 4^ sec: da vita ad una comunità monastica a
Betlemme: nelle sue lettere parla di diverse comunità monastiche nelle isole adriatiche e a
Roma: qui sorge la comunità ascetica dell’Aventino in cui vivono insieme uomini e donne:
la fondatrice è probabilmente Marcella con cui Gerolamo entra in contatto.
- Marino di Tours: vescovo e capo di una dimora monastica in Francia.