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N. 69
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Autorizz. Tribunale di Ivrea n. 116 del 24-2-84
Stampa: - Alma Tipografica Villanova M.vì. CN In copertina: Le nozze di Cana (dipinto del pittore
Questo numero della rivista fiammingo Maarten de Vos, 1596, cattedrale di
è stato chiuso in redazione il 29/06/2018 Anversa).

Sommario

Editoriale pag. 2
Le nozze di Cana, il primo miracolo compiuto da Gesù, e la mediazione di Maria pag. 4
Il gen. Hermann Kanzler pag. 20
RECENSIONI
La vergogna della Tradizione pag. 28
“Baron Corvo. Il viaggio sentimentale di Frederick Rolfe” pag. 29
Radio Spada: da dove viene e dove va pag. 51
“Storia Sociale della Chiesa” di Mons. Umberto Benigni: Volume 3 pag. 54
Un astrologo per Radio Spada pag. 56
Non ci credo ma è vero! (II° atto) pag. 60
Uno gnostico a Reggio Emilia (l’aldilà secondo Maurizio Blondet) pag. 65
L’apostolato di don Arnold Trauner pag. 66
Vita dell’Istituto pag. 68

Editoriale “Lo iato tra le affermazioni dei


Papi del XIX secolo e la nuova
visione che inizia con la Pacem
“L
o iato tra le affermazioni dei
Papi del XIX secolo e la nuova in terris è evidente e su di esso
visione che inizia con la Pa-
cem in terris è evidente e su di esso si è
si è molto dibattuto. Esso sta
molto dibattuto. Esso sta anche al cuore anche al cuore dell’opposizione
dell’opposizione di Lefebvre e dei suoi se- di Lefebvre e dei suoi seguaci
guaci contro il Concilio”. Non è la prima
volta che Joseph Ratzinger esprime la
contro il Concilio”.
sua opinione sull’inconciliabilità tra
l’insegnamento della Chiesa (“le affer-
mazioni dei Papi del XIX secolo”) e Foglio l’8 maggio 2018) ed è tratto da
quello moderno (Dignitatis humanæ o – un testo inviato dal “Papa emerito” al-
come qui – Pacem in terris): ne abbiamo l’ex-presidente del Senato, il liberale
già parlato a proposito del suo discorso Marcello Pera, a commento del suo li-
augurale alla Curia Romana del 22 di- bro, pubblicato nel 2015, Diritti umani
cembre 2005, su Sodalitium n. 59, pp. e cristianesimo. La Chiesa alla prova del-
41-43. Lo iato (nel senso figurato di “in- la modernità. Non c’è continuità, dun-
terruzione”, “soluzione di continuità”) que, tra il magistero dei Papi e la nuo-
è quindi “evidente”, cioè immediata- va dottrina sulla libertà religiosa, è evi-
mente e totalmente comprensibile. dente: salta agli occhi, non ha neppure
Il passo di Ratzinger che abbiamo ci- bisogno di dimostrazione; in due righe
tato è datato 29 settembre 2014, ma era Ratzinger getta nel cestino della teolo-
finora inedito (è stato pubblicato dal gia tutti i disperati tentativi di concilia-
3

zione messi in atto da chi ancora al ma- Ratzinger con le “affermazioni dei Papi
gistero e alla sua autorità si sforza di del XIX secolo”. Perché, poi, hanno tut-
credere, come Dom Basile del Barroux, ti (salvo Mons. Fellay, almeno fino ad
padre de Blignières, don Lucien e così ora) accettato il Vaticano II e le sue ri-
via. Ma questo non significa che Ratzin- forme, la libertà religiosa, la collegiali-
ger creda per un attimo che il magiste- tà, l’ecumenismo, il dialogo interreligio-
ro della Chiesa contro la libertà religio- so, la riforma liturgica, il nuovo codice
sa sia ancora da prendere in considera- di diritto canonico (che ammette casi
zione! Difatti non scrive “magistero” nei quali si possono dare sacramenti ai
ma “affermazioni”. Non dice, come noi, non cattolici: cfr. Sodalitium, Il nuovo
“della Chiesa”, ma: “dei Papi del XIX codice di diritto canonico, l’amministra-
secolo”. I Papi del XIX secolo – per zione dei sacramenti e l’ecumenismo, n.
Ratzinger – non insegnano ma afferma- 57, luglio 2004). E allora? A buona ra-
no, e sono confinati, per carità!, dalla gione colui che riconoscono come Vica-
gabbia dello storicismo, nel XIX secolo rio di Cristo risponde loro che egli altro
(guai a uscirne, guai a pretendere di in- non fa che applicare il Concilio. E come
segnare una verità immutabile, e non si può opporre alla morale matrimonia-
solamente una mutevole opinione). le di Amoris lætitia il “magistero” di
Mai come in questi ultimi anni, da Paolo VI e Giovanni Paolo II, con tutta
quando Jorge Mario Bergoglio è stato la loro “santità” canonizzata? Amoris
eletto (solo eletto, si badi bene) al So- lætitia si oppone a Paolo VI e Giovanni
glio Pontificio, si levano le voci di alcu- Paolo II? Ma anche Pacem in terris e Di-
ni membri (materialiter) della “gerar- gnitatis humanæ si oppongono in ma-
chia” che giungono a parlare a volte niera evidente alle affermazioni dei
persino di eresia, o a mettere comunque Papi del XIX secolo, e tutti questi cardi-
in dubbio dei documenti del “magiste- nali, vescovi e teologi resistenti, dubbio-
ro”. Dopo il fronte aperto da Amoris læ- si e correttori non hanno avuto alcun
titia (dov’è in ballo tutta la morale cri- problema nell’accettare la libertà reli-
stiana sul peccato, il matrimonio, l’adul- giosa e dimenticare i Papi del XIX seco-
terio, i sacramenti di penitenza e del- lo. Anche il Novus Ordo Missæ di “San”
l’eucarestia) si è aperto anche quello ri- Paolo VI si oppone in maniera impres-
guardante la comunione agli eretici, sionante, nell’insieme come nel detta-
che ha diviso l’episcopato tedesco. Dei glio, alla teologia cattolica codificata al
cardinali come Burke, Brandmüller, i Concilio di Trento (cardinali Ottaviani
defunti Meisner e Caffarra, i cardinali e Bacci), eppure nessuno di questi car-
Pujats ed Eijk, sostenuti da vescovi dinali e vescovi e teologi considerano il-
come i tre kazaki, Peta, Lenga e Schnei- legittimo il rito “ordinario” riformato
der, gli italiani Vigano e Negri, Mons. proprio da Paolo VI. È la stessa mano
Laun (ausiliare di Salisburgo), un teolo- che ha firmato Amoris lætitia ad aver
go (sempre rigorosamente in pensione) sottoscritto l’autorizzazione ai sacerdoti
come Mons. Livi, per non parlare dei della Fraternità San Pio X (che ne sono
numerosi “correttori filiali” tra i quali, ben lieti) a confessare o benedire le
ma guarda!, pure Mons. Fellay, hanno nozze, e l’autorizzazione per i suoi ve-
parlato di rottura, di incompatibilità scovi a ordinare sacerdoti. E persino i
con la Fede e la Morale, persino di ere- resistenti a Mons. Fellay, in nome di
sia. Queste disordinate reazioni non una più stretta fedeltà a Mons. Lefeb-
danno però, per ora, alcuna speranza. vre (non sia mai che si dialoghi col
Perché, prima di tutto, si dicono per Papa e coi “Romani”), come Mons. Wil-
l’appunto “correzioni filiali”, ricono- liamson e don Nitoglia (o quam mutatus
scendo in J. M. Bergoglio il proprio Pa- es ab illo!) non sembrano aver più gran-
dre e il Vicario di Cristo. Al Vicario di di problemi con la riforma liturgica,
Cristo quindi intendono opporsi, e docu- considerata legittima, valida, onorata
menti del suo Magistero intendono con- da miracoli divini, per cui, per carità,
dannare o mettere da parte come se alla Messa riformata si può anche assi-
non esistessero. Esattamente come fa stere (quel gran liberalone di Mons.
4

Fellay non è ancora arrivato a dire così Chiesa e a tutta la cristianità. Finché
chiaramente delle cose del genere). Po- invece i vari “correttori filiali” conti-
vero “tradizionalismo”, in che stato è ri- nueranno a riconoscere la legittimità di
dotto! (per non parlare dei laici, come è Paolo VI e dei suoi successori, attri-
tristemente evidente nel fenomeno di buendosi così la missione di “corregge-
Radio Spada di cui ancora scriviamo in re” a piacimento quello che per loro
queste pagine). sono il Papa, il magistero, la liturgia o
Noi speriamo sempre che gli occu- la disciplina della Chiesa, contribuiran-
panti delle sedi episcopali abiurino fi- no solamente ad aumentare la confusio-
nalmente tutti gli errori modernisti vei- ne in cui viviamo e la gravità della si-
colati dal Vaticano II e dalle riforme tuazione. Che la Madonna del Buon
che ne sono seguite: allora, e solo allo- Consiglio li illumini, che Cristo Re ci
ra, la loro azione sarà giovevole alla salvi e regni.

Esclusivo
Ritrovata la tomba di Mons. Umberto Benigni
Essa si trova nel cimitero monumentale di Perugia, ed è stata
fotografata da un nostro fedele lettore

A fianco: la tomba Sopra: lo stemma con il motto

Sotto: l’iscrizione sulla lapide


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Esegesi e Mariologia Il miracolo delle nozze di Cana


è il primo compiuto dal Signore,
e avvenne per incitamento di
sua Madre, la SS. Vergine Maria.
Le nozze di Cana, il primo mi-
Per questo esso ricopre un’im-
racolo compiuto da Gesù, e la
portanza particolare ed è pieno
mediazione di Maria
di significati spirituali e mistici
don Ugolino Giugni nascosti.
Il testo del Vangelo

«T
re giorni dopo, ci fu uno spo- blica, manifestando agli uomini la sua
salizio a Cana di Galilea e c’e- divinità, il suo potere assoluto sulla ma-
ra la madre di Gesù. Fu invi- teria, ed è grazie al suo primo miracolo
tato alle nozze anche Gesù con i suoi di- - ci dice il Vangelo - che i suoi discepoli
scepoli. Nel frattempo, venuto a mancare credettero in lui, cioè cominciarono a
il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non credere in lui. Cana è un inizio! Inizia-
hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che no i miracoli, inizia la sua Passione che
cosa è a me e a te, o donna? Non è ancora si terminerà sul Calvario, e tutto que-
giunta la mia ora”. La madre dice ai ser- sto comincia con un intervento di Ma-
vi: “Fate quello che vi dirà”. Vi erano là ria sua Madre, che dice “non hanno più
sei giare di pietra per la purificazione dei vino…”; a causa di queste parole Gesù
giudei, contenenti ciascuna due o tre ba- decide di fare il primo miracolo. Risal-
rili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua ta in modo evidente nel mistero delle
le giare”; e le riempirono fino all’orlo. nozze di Cana il ruolo di Maria come
Disse loro di nuovo: “Ora attingete e por- Corredentrice del genere umano; Ella
tatene al maestro di tavola”. Ed essi glie- con la sua preghiera, spinge il Figlio di
ne portarono. E come ebbe assaggiato Dio ad agire anche se “la sua ora non è
l’acqua diventata vino, il maestro di ta- ancora venuta”: il miracolo avviene
vola, che non sapeva di dove venisse (ma quindi, per l’intercessione della Ma-
lo sapevano i servi che avevano attinto donna. In questo articolo cercheremo
l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tut- di fare una buona esegesi di questo bel
ti servono da principio il vino buono e, passaggio del Vangelo, basandoci come
quando sono un po’ brilli, quello meno sempre sui padri della Chiesa e su au-
buono; tu invece hai conservato fino ad Le nozze di Cana (illustrazione di Gustave Doré)
ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio
ai suoi miracoli in Cana di Galilea, mani-
festò la sua gloria e i suoi discepoli credet-
tero in lui. Dopo questo fatto, discese a
Cafarnao insieme con sua madre, i fratel-
li e i suoi discepoli e si fermarono colà
solo pochi giorni» (Giov. II, 1-12).

Introduzione

Il miracolo delle nozze di Cana è il


primo compiuto dal Signore, e avvenne
per incitamento di sua Madre, la SS.
Vergine Maria. Per questo esso ricopre
un’importanza particolare ed è pieno di
significati spirituali e mistici nascosti.
Gesù a Cana comincia la sua vita pub-
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tori ortodossi, e di vedere in seguito il fezione dei vergini, per approvare tutti
ruolo di Maria come canale delle grazie questi gradi di elezione, si è degnato di
e mediatrice del genere umano. nascere dal seno della Vergine Maria;
S. Tommaso d’Aquino fa notare che appena nato ha ricevuto le benedizioni
qui Cristo mostra il suo dominio «sulla profetiche della vedova Anna, e ha ono-
natura col fatto che egli mutò l’acqua rato nella sua giovinezza, con la sua pre-
in vino come segno sia per confermare i senza piena di un’alta virtù, le nozze alle
discepoli, sia a vantaggio delle turbe, quali è stato invitato” (3). «Le nozze di
perché credessero in lui. In questa peri- Cana furono i nissu’in del cerimoniale
cope vengono precisate tre cose: primo, giudaico. La festa che li accompagnava
vengono ricordate le nozze; secondo, era certamente la più solenne di tutta la
vengono segnalati i presenti “c’era la vita per la gente di basso e medio grado
madre di Gesù”; terzo viene descritto il sociale, e poteva durare anche più gior-
miracolo da lui compiuto “venuto a ni. La sposa usciva dalle mani delle pa-
mancare il vino”» (1). renti e delle amiche tutta agghindata
pomposamente, con una corona in testa,
SPIEGAZIONE DEL VANGELO imbellettata in viso, con gli occhi splen-
denti di collirio, con i capelli e le unghie
La preparazione dipinti, carica di collane, braccialetti e
• Cana di Galilea. A proposito della altri monili per lo più falsi o presi in pre-
località dice l’abate Ricciotti: «La Cana stito. Lo sposo, incoronato anch’esso e
visitata comunemente oggi in Palestina circondato dagli “amici dello sposo”, an-
è Kefr Kenna, che seguendo la strada dava sul far della sera a rilevare la sposa
maestra sta circa a 10 chilometri a dalla casa di lei, per condurla alla pro-
nord-est di Nazareth sul percorso verso pria; la sposa lo attendeva circondata
Tiberiade e Cafarnao, mentre ai tempi dalle sue amiche, munite di lampade ed
di Gesù la distanza fra questa Cana e acclamanti al giunger dello sposo. Dalla
Nazareth era 3 o 4 chilometri più bre- casa della sposa a quella dello sposo si
ve. Ma anticamente esisteva un’altra procedeva in corteo, a cui prendeva par-
Cana ridotta oggi a un campo di ruderi, te tutto il paese, con luminarie, suoni,
Kirbet Qana, a 14 chilometri a nord di canti, danze e grida festose. A casa dello
Nazareth. Si disputa fra gli archeologi sposo si teneva il pranzo, con canti e di-
quale di questi due luoghi sia la Cana scorsi augurali, i quali talvolta non era-
del IV Vangelo; in favore di ambedue i no immuni da allusioni ardite, special-
luoghi esistono ragioni non spregevoli, mente quando il pranzo era inoltrato e
sebbene non decisive, e le stesse rela- la comitiva era tutta più o meno brilla.
zioni scritte degli antichi visitatori sono Si beveva infatti senza parsimonia, si
applicate in favore dell’uno o dell’altro. tracannava cordialmente, essendone
La questione dunque è tuttora incerta, tanto rara l’occasione per gente che tut-
e d’altra parte non è cosa indispensabi- to l’anno faceva vita grama e stentata. E
le risolverla» (2). si bevevano vini speciali, messi in serbo
• Ci fu uno sposalizio. Nostro Signore da gran tempo e custoditi appunto per
viene invitato a questo matrimonio. Dice quella festa; ancora oggi si possono scor-
il venerabile Beda: “la sua venuta alle gere in un oscuro angolo di qualche casa
nozze, racchiude ancora una conferma araba file di misteriose giarre, e il pa-
della nostra fede, e dimostra quanto sia drone di casa dirà con compunzione gra-
condannabile l’errore di Taziano e Mar- ve che non devono toccarsi perché è
cione e di altri detrattori delle nozze. Se vino per nozze. Del resto nelle sacre
ci fosse stata una colpa in un letto nuzia- Scritture ebraiche si leggeva che il vino
le rispettabile e nelle nozze celebrate letifica il cuore dell’uomo, e quella gen-
con la dovuta castità, il Signore non te voleva obbedire alle Scritture almeno
avrebbe voluto in nessun modo assistere nella letizia nuziale» (4).
ad un pranzo nuziale. Ma se la castità co- • “C’era la madre di Gesù”. La parte-
niugale è buona, migliore è la continen- cipazione di Maria a queste nozze è un
za dei vedovi, più elevata ancora la per- elemento fondamentale poiché è a cau-
7

sa della sua presenza che fu invitato dove arriva Maria, o presto o tardi arri-
anche Gesù, che sulla domanda di Lei va anche Gesù. Egli si servirà di questa
fece il primo miracolo. “Come si deter- occasione, preveduta e predisposta ab
minò ella ad andarvi? È difficilmente æterno, per santificare l’umanità nella
ammissibile una intesa previa con sua cellula primitiva, e per far risplen-
Gesù. Ormai da circa due mesi Egli non dere la sua gloria di Figlio di Dio, unita
aveva avuto relazioni con lei, poiché alla gloria di Maria, con uno strepitoso
dopo essere sceso nella valle del Gior- prodigio, il primo di una lunghissima
dano si era ritirato nella solitudine del serie” (6).
deserto. Questa partecipazione di Ma- • “Fu invitato alle nozze anche Gesù
ria alla festa nuziale appare dunque con i suoi discepoli”. Notiamo che quan-
come una personale decisione di lei. do gli sposi videro il figlio di Maria
Anche l’evangelista lo insinua scriven- (che probabilmente già conoscevano e
do, prima di far alcuna parola di Gesù, amavano a causa dell’intimità delle
la semplice frase: “e c’era la madre di due famiglie) subito lo invitarono insie-
Gesù”. (…) Nelle nozze di Cana, rifulse me ai suoi discepoli. Ma, come sempre,
spiccatamente, tra tutte le note della in tutto questo vi è un significato misti-
carità verso il prossimo, l’umiltà e la co più profondo. Dice s. Agostino, sulla
delicatezza, poiché Ella andò presumi- sua presenza a quello sposalizio: “Cosa
bilmente – come l’autorevole e confi- c’è di strano che egli sia andato alle
denziale comportamento che tenne nel- nozze in quella casa, Colui che venne
l’occasione e la stessa espressione “c’e- nel mondo per celebrare le sue nozze?
ra” lasciano supporre – non solo a por- Ha una sposa che ha riacquistato con il
gere il dono della sua presenza, ma an- suo sangue, alla quale ha dato lo Spiri-
che ad aiutare nei lunghi preparativi to Santo come pegno che si è unito nel
del convito. Si trattava dunque d’un in- seno della Vergine Maria. In effetti, il
tervento e d’un aiuto non di stretta ne- Verbo è uno sposo, la sua sposa è la na-
cessità ma di delicatezza – verso paren- tura umana, e l’uno e l’altro formano lo
ti o amici non sappiamo – espressione stesso Figlio di Dio, lo stesso figlio
tipica della sua umile e dolce carità. dell’uomo. Il seno di Maria è il talamo
Grandiosi e inaspettati avvenimenti so- nuziale, da dove esce come lo sposo che
prannaturali si compirono, quasi a pre- esce dalla sua camera nuziale” (7). E
mio di essa. (…) La posizione emergen- san Tommaso: «Cristo volle partecipare
te di Maria, rispetto a Gesù, in quella a quello sposalizio per due motivi. Pri-
famiglia, è poi anche dimostrata dalle mo, per darci un esempio di umiltà: la
relazioni coi servitori. È Maria infatti cosa infatti non era proporzionata alla
che darà l’ordine di obbedire a Gesù in sua dignità; ma “allo stesso modo che si
ciò che loro dicesse, dimostrando con era degnato di prendere la natura di
ciò che, a differenza sua, il Divino Mae- servo” dice il Crisostomo, “così non
stro non godeva quella confidenza che sdegnò di partecipare alle nozze dei
gli potesse permettere di dare senz’al- servi”. Di qui le parole di sant’Agostino
tro dei comandi” ( 5). La dipendenza “si vergogni l’uomo di essere superbo,
obiettiva dell’invito a Gesù dalla pre- mentre Dio si è fatto umile”. Secondo,
senza della madre è chiara anche dalle per respingere l’errore di alcuni i quali
circostanze in sé. Gesù tornato dopo hanno condannato le nozze. (…) In sen-
tante settimane d’assenza, va a cercare so mistico notiamo che la madre di
sua Madre (che era da sola dopo la Gesù, cioè la Santa Vergine interviene
morte di s. Giuseppe) a Cana non aven- alle nozze spirituali delle anime come
dola trovata a Nazareth, e quindi non intermediaria conciliatrice; perché esse
sarebbe andato a quelle nozze se Lei vengono unite a Cristo con la grazie
non si fosse trovata là. Padre Roschini mediante la sua intercessione, confor-
fa acutamente notare che “Gesù e Ma- me all’applicazione che la liturgia fa a
ria, nell’eterno piano divino, sono sem- lei di quel passo dell’Ecclesiastico (24,
pre e indissolubilmente congiunti. 25) “in me ogni speranza di vita e virtù”.
Dov’è l’una vi dev’essere anche l’altro: I discepoli, invece, hanno la funzione di
8

paraninfi, che uniscono a Cristo la sua


Chiesa, della quale funzione così parla
uno di essi (2 Cor. 11, 2): “io vi ho pro-
messi a un unico sposo, per presentarvi Padre Gabriele Roschini,
dei Servi di Maria
come vergine casta a Cristo”» (8).

Il dialogo tra Maria e Gesù

• “Non hanno più vino”.


Qui bisogna considerare due cose: il
fatto che la Madonna sollecita Gesù a dei infatti avevano per sistema di chie-
fare il miracolo e perché lo fa, e poi il dere miracoli”. Ci sono in queste tre pa-
tipo di miracolo che viene richiesto. role “vinum non habent” (10) di Maria
Ricciotti scrive: «Da buona madre di fa- delle caratteristiche meravigliose del
miglia Maria, durante quel pranzo di cuore e della mente di lei, che si svela-
nozze, avrà sorvegliato insieme con le no a chi le medita con attenzione. Biso-
altre donne che tutto procedesse rego- gna notare che Maria doveva rompere
larmente, e le vivande e ogni cosa fosse- la consuetudine, che durava da tanti
ro pronte. Senonché sul finire del pran- anni, del fatto che Gesù non compiva
zo - o perché si erano fatti male i calco- prodigi; era un intervento in una cosa
li, o perché erano sopraggiunti convitati strettamente divina, un anteporsi in
imprevisti - venne a mancare proprio il qualche modo alla volontà del Figlio di
principale, il vino. Le massaie che am- Dio, facendo leva sul fatto che era an-
ministravano ne furono costernate. Era che figlio di Lei, per anticipare un even-
il disonore per la famiglia che ospitava; to su cui vegliava la Provvidenza divina.
i convitati non avrebbero risparmiato Landucci parla di “onnipotenza suppli-
proteste e scherni, e la festa sarebbe fi- ce” della Madonna: “ella non chiedeva
nita bruscamente e ignominiosamente, che ciò che sapeva di potere, se Gesù
come quando a teatro in una scena deci- voleva, ottenere. Ed è fede grande per-
siva viene a mancare la luce. Maria ché si trattava del primo miracolo di
s’avvide subito della mancanza, e previ- Gesù. Si rivede tutto l’ardore e la forza
de la vergogna degli ospitanti; tuttavia di Maria nello svolgimento e nel risulta-
non ne fu costernata come le altre don- to del grande colloquio: ardore onnipo-
ne. Al suo spirito la presenza del suo fi- tente di impetrazione. L’onnipotenza
glio Rabbi diceva tante cose che non di- supplice maternamente trionferà”.
ceva agli altri; soprattutto ella ricolle- “Nessun dubbio sull’intenzione di
gava quella presenza con la previsione Maria di ottenere un miracolo – dice
da lei fatta nella sua solitudine di Naza- Landucci – implicita nella sua richie-
reth. Non era forse giunta l’ora di lui? sta. Quale altro mezzo praticamente
Dominata da questi pensieri Maria, fra così all’improvviso e nella sua povertà,
lo smarrimento generale a mala pena avrebbe avuto Gesù, di riparare alla
dissimulato, dice sommessamente a deficienza segnalatagli? Del resto appa-
Gesù: “Non hanno vino”» (9). S. Tomma- re chiaro dalla sua solenne risposta,
so si domanda perché la Vergine non ch’Egli intese la richiesta così: e se così
aveva sollecitato fino ad allora Cristo a l’intese così era. Considerando pertan-
compiere miracoli; “la ragione sta nel to il miracolo in sé, restiamo a prima vi-
fatto che Cristo si era comportato come sta stupiti e della Madonna che lo ha
tutti gli altri, perciò si era astenuta dal chiesto e di Gesù che l’ha concesso. (…)
chiedere miracoli, perché non le pareva La ragione speciale, ipoteticamente
il tempo opportuno. Ora invece, dopo le proposta da alcuni, che la venuta inat-
dichiarazioni di Giovanni e dopo la con- tesa di Gesù e dei discepoli sia stata la
versione dei primi discepoli, esorta fi- causa di questa deficienza, o i significa-
duciosa Cristo a compiere miracoli, ri- ti simbolici specialmente eucaristici op-
vestendo in questo le vesti della Sinago- portunamente visti dai Padri e dai com-
ga, che pure è la madre di Cristo. I giu- mentatori, non tolgono l’intrinseca nota
9

di scarsa nobiltà dell’oggetto immedia- nulla di duro, di disdicevole o di poco


to del miracolo. (…) Eppure la dolcezza onorifico per Maria pel fatto che da Cri-
del cuore di Maria rifulge ora nuova- sto venne chiamata “donna” e non già
mente, proprio per l’oggetto del richie- “madre”. Per ben sei volte, infatti
sto miracolo. È una domanda che sgor- (Luca, 2, 34; 13, 12; Giovanni, 8, 10; 4,
gava spontaneamente dalle disposizioni 21; 20, 15; 19, 26; Matteo, 15, 28) Gesù,
di carità che avevano spinto la Madon- nel Vangelo, si serve di tale parola, sia
na a recarsi a Cana, le quali miravano per compatire (con la Samaritana e con
appunto a compiere le delicatezze della l’adultera) sia per sanare (come con la
carità stessa, piuttosto che la sostanza donna guarita nella Sinagoga), sia per
di essa: segno questo della sua grandez- lodare (come con la Cananea, piena di
za, poiché quando tali delicatezze son fede), sia per consolare (come con la
vere, la carità è solida e vera. La tene- Maddalena, appena risorto). Orbene, in
rezza dell’amore infatti, non si volge tutti questi casi, mai la parola “donna”
solo a ciò che è strettamente necessa- presenta sia pure l’ombra di disprezzo o
rio, ma cerca di andare incontro agli ul- di durezza. Che anzi anche sul Calvario,
teriori desideri della persona amata: nell’atto stesso di raccomandare la sua
anzi solo da questo si giudica la finezza dilettissima madre a san Giovanni, la
di un cuore” (11). Queste erano le dispo- chiamerà non già “madre” ma “donna”.
sizioni del cuore di Maria che non pote- Quel “donna” equivale al “Madonna”
vano renderla insensibile alle umilianti del nostro trecento. Gli stessi tragici
deficienze di quei poveri sposi. Le stes- greci si servivano dell’appellativo “don-
se caratteristiche del cuore di Maria si na” per far interpellare dai loro eroi le
ritrovano nel cuore divino di Gesù, fon- principesse e le regine. Si tratta quindi
te infinita di misericordia: poiché Egli di un appellativo onorifico. Si può tutta-
acconsente a compiere il miracolo su via domandare: perché mai Gesù duran-
un oggetto, di per sé secondario, rivela te la sua vita pubblica chiamò Maria col
a sua volta le stesse qualità della sua nome di “donna” anziché col nome di
carità cioè la tenerezza e la delicatezza. “madre”? Lo fece, evidentemente, a
Roschini scrive: «“non hanno vino”. È scopo didattico, per insegnare cioè con
un capolavoro di preghiera. Tre parole l’esempio, oltreché con le parole, il di-
soltanto! A che – avrà pensato Maria – stacco da tutto ciò che è umano e che
spendere tante parole quando Colui a può costituire un impedimento nella via
cui si è rivolta la preghiera sa già tut- della virtù e dell’apostolato (Luca, 14,
to? Da quelle tre parole traspare tutta 26; Matteo, 10, 3-5)» (13).
l’anima di Maria. Traspare la sua fede «Gesù pronunziò queste parole in
inconcussa nell’onnipotenza del suo aramaico, e secondo questa lingua esse
cuore; traspare la sua fiducia illimitata vanno interpretate. In primo luogo don-
nell’inesauribile bontà del suo cuore; na era un appellativo di rispetto, circa
traspare tutta l’incantevole semplicità come l’appellativo (ma) donna nel Tre-
e sobrietà nel parlare, poiché si limita cento italiano. Un figlio chiamava ordi-
ad esporre semplicemente a Gesù, sen- nariamente madre la donna che lo ave-
za una parola di più, la necessità degli va generato, ma in circostanze partico-
sposi; traspare soprattutto, la sua mise- lari poteva chiamarla per maggior rive-
ricordiosa carità materna in favore di renza donna. E donna chiamerà nuova-
coloro che si trovano alle prese con l’in- mente Gesù sua madre dall’alto della
digenza e col dolore. Con quelle tre pa- croce (Giov., 19, 26)» (14).
role, Ella chiedeva indirettamente, Ma veniamo a quel famoso “quid
quantunque nel modo più delicato e mihi et tibi…?” (τί ἐμοὶ καὶ σοί) della ri-
discreto, un miracolo» (12). sposta di Gesù il cui valore però, biso-
gna sottolinearlo, molto dipendeva dal-
• E Gesù rispose: “Che cosa è a me e a le circostanze, dal gesto, dal tono di
te, o donna?” voce… cose che dal contesto evangelico
«Tutti gli interpreti cattolici son noi oggi non possiamo sapere. Una tra-
d’accordo nel riconoscere che non v’è duzione a senso corretta dalle lingue
10

semitiche (fu pronunciato in aramaico) si non già a caso, ma in intimo rapporto


potrebbe essere questa: “perché mi fai di causa e di effetto. L’intervento di
questo discorso?”. Gli interpreti cattolici Maria (primo capo) causa l’intervento
che sono generalmente d’accordo per di Cristo (secondo capo); e l’intervento
dare un senso onorifico alla parola di Cristo causa la fede nei discepoli
“donna” si dividono, fa notare Roschi- (terzo capo). Il non aver tenuto conto
ni, quando si tratta di determinare il abbastanza di questo primo criterio, è
senso di questo inciso. stata - così ci sembra - la causa di alcu-
Roschini, per dare un senso corretto ne interpretazioni errate o almeno as-
a questa frase, disquisisce lungamente sai strane, prima fra tutte quella di
citando, dapprima, tutte le varie inter- aver negato alla Vergine l’intenzione di
pretazioni dei Padri e autori che vi ve- chiedere al Figlio un intervento mira-
dono o un rimprovero o un assentimen- coloso, e poi quella di supporre un cer-
to. Trattandosi di un’analisi molto dotta to lasso di tempo fra la sua richiesta
e acuta, mi sento di abbracciarla in toto. (insieme all’ordine da Lei dato ai servi)
«Prima di pronunziarci, crediamo innan- e il miracolo della trasformazione
zitutto indispensabile stabilire alcuni dell’acqua in vino.
criteri da ammettersi da tutti e sui quali 2) Un secondo criterio: i due incisi
deve basarsi una soluzione che si rispet- della risposta di Cristo (cioè “Che cosa
ti. Tali criteri, secondo il nostro modesto (è) a me e a te, o donna”, e “Non è ancora
modo di vedere, sono i seguenti: giunta l’ora mia”) vanno considerati
1) Il rapido racconto giovanneo del come connessi e correlativi, e non già se-
primo miracolo va considerato in bloc- parati. Il secondo inciso infatti (“Non è
co, in tutto il suo insieme, nella intima ancora giunta...”), dà ragione del primo
concatenazione delle parole, delle idee (“Che cosa...”). Debbono perciò armoniz-
e dei fatti, e non già in qualche suo in- zare a vicenda in tutte le interpretazio-
ciso o in qualche suo dettaglio soltanto. ni, come armonizzano tra loro. Vanno
Considerato nel suo insieme, esso ci ap- quindi scartate tutte quelle interpreta-
parisce un tutto organicamente com- zioni che insistono quasi esclusivamente
patto, in una evidente, e non già occa- sull’uno o sull’altro di questi due incisi,
sionale, successione e concatenazione senza preoccuparsi eccessivamente del-
di cause e di effetti. L’Evangelista, fi- la loro perfetta armonizzazione.
glio prediletto di Maria - anche questa 3) Un terzo criterio consiste nel rico-
particolare circostanza va tenuta pre- noscere che la questione che c’interessa
sente - intende raccontare il primo mi- è una questione eminentemente filolo-
racolo con cui Gesù volle manifestare gica, poiché si tratta di una espressione
la sua gloria e che fu causa della fede prettamente semitica. Va quindi inter-
dei suoi primi discepoli. In tale miraco- pretata secondo la lingua e la mentalità
lo vi fu l’intervento di Maria. Tutto il dei semiti, e non già secondo la lingua e
racconto, quindi - come notava già S. la mentalità nostra. Si sa, infatti, che
Tommaso - si riduce a tre capi: “Qual- certe espressioni idiomatiche, certi idio-
che cosa del miracolo spetta alla Ma- tismi non si possono tradurre in altre
dre, qualche cosa a Cristo e qualche lingue. Si richiede perciò – come osser-
cosa ai discepoli... La Madre procura il va giustamente il Ricciotti – “la cono-
miracolo; Cristo lo opera... e i discepoli scenza di lingue semitiche, che invece
ne rendono testimonianza...”. Tutto, sono spesso ignote agli interpreti”.
nella narrazione di S. Giovanni, è mira- 4) Un quarto criterio consiste nel ri-
bilmente collegato, con una singolare conoscere lealmente che il primo tra i
sobrietà di parole e di dettagli, ridotti a due suddetti incisi (vale a dire, le paro-
ciò che è puramente essenziale. Il fatto le: “Che cosa (è) a me e a te, o donna”)
che il miracolo avvenne in seguito al- interpretato semplicemente - secondo il
l’intervento di Maria, quindi, non è un criterio precedente - esprime sempre
sofisma logico (post hoc, ergo propter una certa opposizione.
hoc), ma è una logica ed insieme ontolo- Tale modo di dire (“Che cosa [è] a me
gica concatenazione dei fatti, svolgenti- e a te”) può indicare consenso o opposi-
11

so, senza alcuna opposizione di sorta;


ma la intese come un assenso in seguito
ad una certa opposizione o dissenso,
Mons. Piercarlo causato non già dalla persona richie-
Landucci
dente ma dalla cosa richiesta, pel sem-
plice fatto che non sarebbe stata quella
l’ora di concederla: opposizione e dis-
senso superati subito, però, in vista di
Colei che l’aveva supplicato. Spieghia-
zione a seconda del contesto. Nel caso moci meglio.
nostro par che indichi opposizione, 1) La Vergine SS., innanzitutto, non
come risulta dal secondo inciso della ri- intese affatto le parole di Cristo come
sposta di Cristo (“Non è ancora giunta un rimprovero o un biasimo, almeno
la mia ora”). Con questo inciso infatti reale. Come avrebbe rimproverato o
viene indicato il motivo di quella tal biasimato con le parole Colei che Egli
quale opposizione, di quel certo dissen- stesso onorò subito, in modo così strepi-
so che veniva espresso col primo inciso toso, coi fatti? Inoltre: la riprensione o
“Che cosa [è] a me e a te”. il biasimo suppone la colpa. Ma quale
5) Un quinto criterio - che ci sembra colpa si può trovare nelle parole di Ma-
anch’esso indiscutibile - è questo: la mi- ria, così modeste, così misurate, così
gliore interprete della risposta del Fi- discrete? Esclusa quindi qualsiasi colpa
glio fu indubbiamente la Madre, incom- dalle parole, si potrebbe forse arguirla
parabilmente migliore di qualsiasi al- dall’intenzione, come è stato fatto dal
tro interprete che sia mai sorto o possa Crisostomo? Ma una tale intenzione,
mai sorgere sopra la terra. Nessun in- anziché supporla, bisognerebbe provar-
terprete, infatti, ha avuto e avrà mai la. Il Crisostomo poi - a detta di S. Tom-
l’intelligenza e la penetrazione che maso - nello scrivere quelle cose errò,
ebbe Maria. Inoltre: qualsiasi interpre- “sconfinò” (S.T., P. III, q. 27, a. 4, ad 3).
te per giungere ad afferrare il vero sen- Si deve anche notare che lo stesso Cri-
so delle parole di Cristo, non ha altro sostomo propone in forma dubitativa
mezzo che la parola morta affidata (“forse”) la sua interpretazione: segno
dall’Evangelista alla carta, forse in evidente che non si sentiva davvero
modo eccessivamente sintetico e in- troppo sicuro. Egli stesso, poi, si affret-
completo. Maria SS., al contrario, per ta a dire che Gesù rispettava tanto la
giungere ad afferrare il senso delle pa- Madre sua: ne era una prova anche il
role di Cristo, ebbe qualcosa di vivo: la rimprovero che le aveva rivolto, poiché
voce viva, il gesto vivo, lo sguardo vivo, egli la voleva tutta santa; Egli aveva
il sorriso vivo, la parola viva di Gesù, la voluto così esprimersi per l’istruzione
quale dovette esprimere, in modo più dei presenti, affinché non lo credessero
che sufficientemente chiaro, forse più un figlio ordinario; Egli aveva parlato
abbondante di quello riferito da Gio- in quel modo anche perché il miracolo
vanni, ciò che Egli intendeva dire. non riuscisse sospetto, pensando fosse
Posto dunque che la migliore inter- meglio d’aspettare che gli interessati
prete della risposta di Cristo sia Maria, ne avessero essi stessi sentito il biso-
noi riteniamo che il mezzo più sicuro gno, ecc., ecc. Ciò che più fa al caso no-
per arrivare a comprendere nel suo stro, è soprattutto la conclusione a cui
vero senso una tale risposta sia precisa- arriva il S. Dottore, che cioè Gesù ope-
mente quello di prendere Maria come rò il miracolo di Cana per riguardo alla
guida, di intendere cioè una tale rispo- Madre sua, e cioè da una parte a fine di
sta come Ella la intese. In che modo in- non umiliarla innanzi ai commensali,
tese quella risposta Maria? È presto dall’altra per non deludere la confiden-
detto: la intese non già come un rim- za della sua preghiera. Il vero motivo
provero (sia reale che apparente), non che spinse Maria a rivolgersi a Gesù in
già come un rifiuto (sia pure iniziale); e favore degli sposi fu la sua squisita mi-
neppure la intese come un pieno assen- sericordia. L’ha rilevato egregiamente
12

san Bernardo: “Come la madre, Gesù con maggiore facilità un reale rimpro-
prende parte caritatevole all’imbarazzo vero per la Vergine anziché un ammae-
degli sposi; poiché ella è sposa, è ma- stramento per loro, essendo un tale am-
dre e sa compatire, per esperienza, a maestramento - quello che i suddetti
questi casi imprevisti della vita dome- autori vorrebbero ritrarre dalle parole
stica; e finalmente ella entrava, ella, il di Cristo - troppo superiore alla loro ca-
suo Figliuolo e i discepoli di lui, per pacità intellettuale. Si può inoltre os-
una parte assai notevole fra i convitati servare che, con ogni probabilità, la do-
che erano la causa e l’oggetto di tale manda di Maria e la correlativa rispo-
imbarazzo”. “Come, inoltre, osserva an- sta di Cristo avvennero in segreto, o, a
cora san Bernardo, la Madre di Gesù voce bassa (in un orecchio) onde evita-
non sarebbe ella stata tocca di simpatia re di dar pubblicità ad un fatto così do-
e di compassione? Che poteva mai usci- loroso. Tutta la sollecitudine di Maria e
re dalla sorgente della misericordia se di Gesù, infatti, era ordinata ad impedi-
non misericordia? La mano che ha re il rossore degli sposi e non già a ri-
stretto un frutto per una mezza giorna- mediare al medesimo. Dovette essere,
ta, non ne conserva forse il buon odore quindi un colloquio svoltosi tra Madre
tutto il rimanente della giornata? Come e Figlio, in segreto, senza che gli altri
dunque la misericordia non ha essa do- sentissero. E se così fu - com’è assai
vuto riempire di sua virtù quelle visce- probabile - dove va a finire lo scopo di-
re di Maria, in cui essa ha riposato per dattico della risposta di Cristo? Va
ben nove mesi? Tanto più che ella ne esclusa, quindi, da parte di Cristo,
aveva empita l’anima prima che il seno, qualsiasi idea di rimprovero, sia reale
e uscendo dal seno, non si è ritratta che apparente. Ma andiamo oltre.
dall’anima di lei”. 2) La Vergine SS., inoltre, non intese
Oggi poi una tale interpretazione è affatto la risposta di Cristo come un ri-
da scartarsi senz’altro per la semplice fiuto. In che modo, del resto, l’Onnipo-
ragione che la Vergine SS. - come ha tenza imperante avrebbe potuto dire un
definito il Concilio di Trento - fu immu- “no” all’Onnipotenza “supplicante”? Se
ne da qualsiasi colpa attuale, poiché Maria avesse inteso quelle parole come
questo è il sentimento della Chiesa. un rifiuto, avrebbe continuato, pratica-
Esclusa quindi qualsiasi colpa, con ciò mente, ad insistere col mettere subito
stesso si viene ad escludere la ragione in moto i servi? E Gesù avrebbe premia-
di qualsiasi biasimo o riprensione. to una tale insistenza con un miracolo?
Inoltre: se la Madonna avesse scorto Vi dovette essere, quindi, nelle parole,
nelle parole di Cristo un rimprovero o nel gesto di Cristo qualcosa che non po-
un biasimo, avrebbe forse osato rivol- teva dare affatto l’impressione di un ri-
gersi senz’altro ai servi e comandare fiuto. Va quindi scartata senz’altro la
loro di mettersi agli ordini di Lui? E versione “Che cosa v’è di comune fra me e
Cristo avrebbe forse premiato questa te, o donna?”; come pure quest’altra:
seconda colpa, o, almeno, questa petu- “Perché ti occupi della mia missione?”.
lanza, con un prodigio?... Non si può Cristo non avrebbe mai rivolto a Maria
parlare quindi di un reale rimprovero o tali parole. Si ascolti san Bernardo:
di colpa. Ma nemmeno mi sembra che “Quid mihi et tibi est, mulier?” Ciò che
si possa parlare di un biasimo soltanto vi ha tra Voi e Lei, o Signore? ... Ma non
apparente, ordinato cioè ad ammae- è forse ciò che vi ha tra un figlio e la
stramento degli altri, poiché sarebbe madre sua? ... Voi chiedete che cosa
stato impartito in modo troppo oscuro, avete di comune con Essa! ... Ma non
difficile a comprendersi dagli ascoltato- siete Voi il frutto benedetto del seno
ri di allora, come è stato difficile a com- suo immacolato? Non è forse Essa che
prendersi dagli ascoltatori dei secoli vi concepì senza detrimento del suo pu-
susseguenti, fino ad oggi. Dalle parole dore, e vi mise al mondo restando vergi-
usate da Cristo - se avessero avuto ap- ne? Non è nel suo seno che Voi dimora-
parenza di rimprovero - quei commen- ste nove mesi? forse che non vi nutriste
sali, gente semplice, avrebbero dedotto del latte verginale di Lei? di Lei con la
13

quale, fanciullo di 12 anni, discendeste


da Gerusalemme per viverle sottomes-
so? … E allora, Signore perché l’afflig-
gete Voi, adesso dicendole: Che vi ha
egli mai di comune fra me e te? Ma mol-
to, e sotto ogni aspetto!... Soltanto, ben
vedo, che non gli è con un fare sdegna-
to, né per confondere la tenera timidez-
za della Vergine vostra Madre che Voi
Le dite: Che vi ha mai tra me e te, o
donna?, poiché ecco che, vedendo avvi-
cinarsi quei servi, a ciò indottivi dalla
Madre Vostra, Voi non mettete tempo
in mezzo, e fate ciò ch’Essa ebbe sugge-
rito”. In breve: chiedersi che cosa v’ha
di comune fra Gesù e Maria, sarebbe
stato come chiedersi che cosa v’ha di co-
mune fra un figlio e sua madre, fra il Le nozze di Cana (dipinto di Bernardino Luini)
nuovo Adamo e la novella Eva, fra il
Redentore e la Corredentrice, indissolu- Redentore anche la Corredentrice. Non
bilmente uniti in tutta l’opera, ossia, si tratta quindi dell’ora, del momento
nella missione della salvezza del mon- della missione pubblica (che era di già
do, comune ad entrambi. Sarebbero sta- incominciata col battesimo di Cristo)
te tali domande meno false allora di ma dell’ora e del momento del primo
quel che lo siano ora?... miracolo, ora che, in grazia di Maria,
3) Scartate quindi tutte le interpre- venne anticipata.
tazioni che suppongono un rimprovero Per farci comprendere ciò, Cristo
o un biasimo, sia reale che apparente, o pronunziò quelle parole che han colore
un reale rifiuto, almeno iniziale, la scel- di opposizione. Da ciò che abbiamo det-
ta s’impone tra quelle che suppongono to ognuno può facilmente comprendere
una certa opposizione e quelle che del che cosa pensiamo della sentenza che
tutto la escludono. Noi - lo diciamo su- pretende di eliminare dalla risposta di
bito - siamo per quelle interpretazioni Cristo qualsiasi specie di opposizione
che suppongono una certa opposizione. col mettere un punto interrogativo (an-
Tale opposizione, infatti, la esige per se ziché un punto fermo) dopo le parole di
stessa - come abbiamo già provato - l’e- Gesù: “Non è ancor giunta l’ora mia”.
spressione idiomatica: “Che cosa (è) a Sembra ovvio, infatti, che tale senso
me e a te, o donna?”, qualunque sia o non possa dirsi affatto ovvio. È e deve
possa essere il motivo particolare o la dirsi ovvio quel senso che è inteso istin-
natura di essa. Nel caso nostro, quindi, tivamente sempre e da tutti. Orbene,
il contesto esige che tale espressione un tale senso (interrogativo) non fu in-
venga resa: Perché mi fai questo discor- teso né sempre né da tutti, anzi, si può
so? L’opposizione o il dissenso, in tal dire, quasi mai e da nessuno. Il fatto
caso, sarebbe sorto non già per ragione stesso che tutti i copisti han riportato
della persona della Madre che chiede- sempre nel testo il punto fermo anziché
va il prodigio, ma per ragione dell’ora il punto interrogativo; e più ancora, il
in cui lo chiedeva: non sarebbe stata fatto stesso che tutti i Padri (eccettuato
quella – in un banchetto di nozze – l’ora il Nisseno) e tutti gli interpreti di oggi
solenne eternamente stabilita dal Pa- (eccettuati pochissimi) hanno interpre-
dre per dare inizio ai miracoli ed alla tato le parole di Cristo in senso affer-
sua glorificazione, se non si fosse inter- mativo e non già in senso interrogativo,
posta la preghiera e la mediazione di è segno evidente che questo senso posi-
Maria: preghiera e mediazione volute e tivo era il senso ovvio inteso come per
disposte da Dio per glorificare, insieme istinto sempre da tutti. Cresce poi l’im-
col Figlio, anche la Madre, insieme al probabilità del senso interrogativo se si
14

riflette al fatto che l’inciso che imme- vito a compiere un miracolo, e la mira
diatamente lo precede (“Che cosa (è) a dell’invito era nettamente designata
me e a te”) ha sempre - come abbiamo dalle circostanze esterne, ma soprattut-
già provato - un senso comune di una to dai pensieri interni e dal volto mater-
certa opposizione: opposizione giustifi- no di colei che invitava. Gesù, che si
cata, naturalmente, dal fatto che l’ora rende ben conto di tutto, rifiuta, come
non era, o meglio, non sarebbe ancora già nel Tempio aveva rifiutato di subor-
arrivata, se non si fosse interposta Ma- dinare la sua presenza nella casa del
ria con la sua preghiera. Anche se la Padre celeste a quella nella sua fami-
suddetta frase idiomatica vien tradotta glia terrena: ancora non è giunta l’ora
- come vorrebbero i fautori del punto di dimostrare con miracoli l’autorità
interrogativo - per “lascia fare a me!”, della propria missione, poiché il precur-
essa non esclude una certa opposizione, sore Giovanni sta ancora svolgendo la
benché ridotta ai minimi termini, poi- sua. Tuttavia il dialogo fra Maria e
ché verrebbe più o meno a dire: “Non Gesù non è finito; anzi le sue più impor-
tocca a te pensare a provvedere”. Infine, tanti parole non furono mai pronunziate
il famoso punto interrogativo, se elimi- da labbro, ma solo trasmesse da sguar-
na qualsiasi specie di opposizione dalle do a sguardo. Come già nel Tempio
parole di Cristo nei riguardi di Maria, Gesù dopo il rifiuto aveva obbedito la-
viene anche ad eliminare qualsiasi rea- sciando subito la casa del Padre celeste,
le e causale influsso di Maria nel primo così dopo questo nuovo rifiuto accede
miracolo di Cristo. Tutto l’influsso di senz’altro all’invito di Maria. La madre,
Maria si ridurrebbe ad un influsso ve- nel dialogo muto seguito al dialogo par-
ramente occasionale, mentre fu un in- lato viene assicurata che il figlio accon-
flusso veramente causale, poiché quel sente; perciò senza perder tempo si vol-
primo miracolo fu operato da Cristo ge agli inservienti e dice loro: Fate tutto
soltanto in vista ed in considerazione ciò che vi dirà!» (14).
dell’intervento di Maria che glielo chie-
deva, onde glorificare non solo se stes- • “Fate tutto ciò che egli vi dirà!”
so ma anche la Madre. Scrive san Tommaso: “La madre,
Tutte le altre sentenze escludenti però, pur di fronte alla ripulsa, non du-
qualsiasi opposizione non han bisogno, bita della misericordia del Figlio; e di
crediamo, di una particolare confuta- conseguenza dà questa disposizione ai
zione. Esse si confutano - così ci sembra servitori, e in tale consiglio consiste ap-
- da se stesse, poiché, essendo tanto punto la perfezione di ogni giustizia. In-
lontane dal testo, non possono essere fatti la giustizia perfetta sta nell’obbe-
neppure vicine alla verità. In seguito dire a Cristo in tutto” (16).
dunque alla risposta di Gesù, Maria si Pier Carlo Landucci dopo aver par-
rivolse ai servi e disse loro: “Fate tutto lato di onnipotenza supplice di Maria
ciò che egli vi dirà!” (15). sottolinea l’insistenza trionfale in que-
Anche l’abate Ricciotti va nello stes- sta occasione. «Cosa significa infatti
so senso di padre Roschini: «Più tipica questo comando che ella dà, in appa-
è l’altra espressione che cosa (è) a me e a rente contraddizione con il diniego di
te...? è certamente traduzione della fra- Gesù? Innanzi tutto si deve escludere
se fondamentale ebraica mahlz wal che esso implichi una affermazione cer-
(ak) che ricorre più volte nella Bibbia. ta dell’attuazione del miracolo (…). Ba-
(…) Era insomma una frase ellittica con sta considerare infatti la generalità del-
la quale si ricercava la recondita ragio- l’espressione “quanto vi dirà”. Essa se-
ne per cui tra due persone avveniva un condo il linguaggio comune, oltre la-
discorso, un fatto, e simili. Con questa sciare, per sé, indeterminata la natura
risposta Gesù declinava l’invito fattogli dei possibili ordini, lascia anche inde-
da Maria, e ne adduceva come ragione terminato se di fatto gli ordini verran-
il fatto che ancora non era giunta l’ora no o meno, limitandosi a richiamare i
sua. Dunque in quelle tre sole parole di servi all’obbedienza “per ogni evenien-
Maria non hanno vino era nascosto l’in- za”: è una espressione cioè che sottin-
15

tende una ovvia riserva a riguardo di invitati. L’acqua era già stata attinta in
quegli ipotetici ordini: “se ve li darà”. quantità, quindi il Vangelo precisa che
L’ammissione di tal eventualità da par- Gesù le fece dapprima riempiere e poi
te di Maria, implica tuttavia che Ella portare in tavola. S. Giovanni Crisosto-
aveva compreso che non si trattava di mo fa notare che le giare servivano per
un volere divino assoluto e che sperava le purificazioni e non per il vino, affin-
di cambiarlo (per usare la solita espres- ché non si credesse che fosse rimasto
sione antropomorfica, che, non deve es- un fondo di vino che mescolato desse
sere fraintesa) secondo il suo desiderio, all’acqua un sapore di vino. L’acqua
tanto fiduciosamente, da preparare i per le purificazioni era pulitissima per
servi a eseguire gli ordini corrispon- togliere ogni dubbio sul miracolo. Era
denti. E abbiamo così senz’altro, in evidente così che solo la potenza di Dio
quel persistente fiducioso desiderio, l’aveva potuta trasformare in vino.
l’elemento interno della “ulteriore im- In senso mistico le sei giare stanno
petrazione” che andavamo cercando. a significare - dice san Tommaso - le
Ma nelle parole dette ai servi, in quan- sei epoche dell’Antico Testamento du-
to udite anche da Gesù, v’era pure evi- rante i quali gli uomini furono prepa-
dentemente l’adeguata, per quanto im- rati ad accogliere le divine Scritture.
plicita, manifestazione del desiderio La precisazione “2 o 3 metrete”, secon-
stesso ossia il suo elemento esterno e do s. Agostino accennerebbe alla Trini-
quindi la piena realtà della insistente tà delle Persone divine: tre perché ta-
supplica. Il che è facile chiarire con un lora le persone vengono presentate
esempio: se un povero a cui si abbia ne- esplicitamente nella Scrittura, talora
gato la impetrata elemosina, per tutta invece ne vengono esplicitate due sol-
risposta stende la mano, preparandosi tanto: il Padre e il Figlio poiché in essi
a riceverla, tal gesto non potrà essere è implicita anche la persona dello Spi-
interpretato che come una fiduciosa in- rito Santo che è come il nesso fra i due.
sistenza. Così dovettero essere inter- “Oppure si può dire che quelle misure
pretate da Gesù le parole di Maria ai erano due, perché due erano le condi-
servi, con le quali, nonostante il primo zioni (religiose) degli uomini giudei e
diniego avuto, ella li preparava a rice- gentili, presso i quali doveva espander-
vere gli ordini miracolosi da lui. Non si la Chiesa. Ma esse erano tre in corri-
occorre dunque supporre altri discorsi: spondenza con i tre figli di Noè, dai
quelle stesse parole di Maria sono la quali si è propagato il genere umano
chiara espressione della sua insistenza dopo il diluvio”. Sempre san Tommaso
che modificò, per così dire, il cuore del spiega che la ragione per la quale que-
Padre e corrispondentemente il cuore sto miracolo non venne fatto dal nulla,
di Gesù. Per dar loro il carattere anche bensì da una materia preesistente è
esterno di rinnovata supplica si può dovuta al fatto che produrre qualcosa
supporre che siano state pronunciate in dal nulla di suo è cosa più grande e più
modo da essere intese da Gesù stesso: mirabile che produrre da materia pree-
ciò tuttavia non è necessario, perché sistente; ma per molti la cosa non è al-
egli leggeva nel cuore» (17). trettanto evidente e credibile. Perciò,
volendo rendere credibile quel che fa-
Il Miracolo ceva, Cristo fece il vino dall’acqua per
accondiscendere alla capacità degli uo-
• “Vi erano là sei giare di pietra per la mini. C’è anche una spiegazione di or-
purificazione dei giudei, contenenti cia- dine mistico: Cristo non volle produrre
scuna due o tre barili”. il vino dal nulla ma dall’acqua, per mo-
Queste giare di pietra contenevano strare che egli non insegnava una dot-
circa 3 misure giudaiche (39 litri) quin- trina del tutto nuova, condannando
di tutte insieme facevano 600 litri circa l’antica; ma voleva perfezionare l’anti-
di acqua che doveva servire per le puri- ca; come si legge “non sono venuto per
ficazioni e abluzioni tipiche dei giudei abolire la Legge, ma per portarla a com-
necessarie per quel banchetto con tanti pimento” (Matt. 5, 17).
16

La constatazione del Miracolo

• Disse loro di nuovo: “Ora attingete e


portatene al maestro di tavola”. Ed essi
gliene portarono. E come ebbe assaggiato
l’acqua diventata vino, il maestro di ta- L’abate Giuseppe
Ricciotti, dei Cano-
vola, che non sapeva di dove venisse (ma nici Lateranensi
lo sapevano i servi che avevano attinto
l’acqua)...
«Tutto si era svolto in pochi minuti,
anche prima che il direttore di mensa come tutto questo avveniva non senza la
notasse lo smarrimento delle donne e cooperazione di Maria sua madre, indivi-
s’avvedesse che non c’era più vino; la sibile corredentrice con lui a Cana come
discretezza di Maria aveva impedito an- a Betlemme, sul Calvario e in Cielo. Com-
che il dilagar dello scandalo familiare. menta san Massimo di Torino: “I discepo-
Quando il direttore di mensa si vide da- li credettero non certo in ciò che vedeva-
vanti una nuova specie di vino, e l’ebbe no accadere, ma in ciò che il senso corpo-
assaggiata com’era suo ufficio, rimase reo non poteva vedere. Credettero non
strabiliato, tanto che dimenticò anche il che Gesù fosse il figlio della Vergine,
sussiego della sua carica e parlò con la cosa che già sapevano, ma che egli era
schiettezza del buon popolano. Avvicina- l’Unigenito dell’Altissimo, poiché era di-
tosi allo sposo gli dice: Ogni uomo passa mostrato dalle sue opere. Perciò anche
prima il vino buono, e quando sono brilli noi, fratelli, crediamo che sia Figlio di
quello peggiore; tu (invece) hai serbato il Dio colui che confessiamo essere figlio
vino buono fin qui! (Giov. 2, 10). Le paro- dell’uomo. Crediamo che Egli sia parteci-
le del direttore di mensa non alludono a pe della nostra natura, sia uguale alla so-
qualche uso corrente, che non ci è atte- stanza paterna, dal momento che prese
stato da nessun documento antico; vo- parte alle nozze come uomo, ma mutò
gliono esser piuttosto un complimento l’acqua in vino come Dio. Il Signore no-
spiritoso, che fa notare quanto fosse ina- stro, a misura di questa fede, ci concede-
spettata sul finire del pranzo quell’am- rà di gustare del sobrio vino della sua
brosia e in quella quantità. Ma, a quelle grazia”; e san Cirillo di Gerusalemme:
parole, lo sposo probabilmente guardò “Troviamo credibile che a Cana di Gali-
ben bene in faccia il direttore di mensa, lea abbia trasformato l’acqua in vino – il
domandandosi se proprio lui non fosse il vino è come il sangue – e avremo difficol-
più brillo di tutti: egli, lo sposo, non si tà a credere che abbia mutato il vino in
era mai sognato di riserbare per la fine Sangue? Se allora invitato a nozze operò
del pranzo quella sorpresa del vino mi- un così strepitoso miracolo, non confesse-
gliore. Alcune poche interrogazioni ri- remo a maggior ragione che egli abbia
volte agli inservienti e alle donne indi- voluto dare ai figli del suo talamo nuziale
rizzarono le ricerche su Maria e poi su (cfr. Mt. 9, 15) di godere del suo corpo e
Gesù, e tutto fu spiegato. Così con que- del suo sangue?” (19).
sto primo miracolo, dice Giovanni, • “Tutti servono da principio il vino
Gesù manifestò la sua gloria e i suoi disce- buono e, quando sono un po’ brilli, quello
poli credettero in lui. Ciò non meraviglia, meno buono; tu invece hai conservato
se si pensa all’entusiasmo che già aveva- fino ad ora il vino buono”.
no per Gesù i suoi pochi discepoli. Ma San Tommaso fa notare citando il
quale sarà stata l’impressione prodotta Crisostomo che “tutti i miracoli di Cri-
sui commensali dal miracolo? Dissipati i sto furono perfettissimi: la suocera di
fumi del convito e dimenticato il sapore Pietro per es. fu perfettamente guarita
di quel misterioso vino, avranno essi ri- al punto che subito si alzò e si mise a
pensato al significato morale dell’avve- servire. Così il paralitico che si alzò
nimento?» (18). prese il suo lettuccio e andò a casa sua.
Notiamo, quindi, come la fede in Cri- Ciò si rileva anche in questo miracolo;
sto iniziava la conquista del mondo, e poiché dall’acqua Gesù produsse non
17

un vino qualunque, ma il migliore pos- non ritrova la pienezza del suo potere
sibile” (20) come fa capire l’osservazio- operante che tramite la mediazione
ne del capo banchetto. della Santa Vergine alla quale ha inspi-
rato la preghiera che d’altronde esaudi-
La Corredenzione di Maria nelle nozze di sce. Noi ritroviamo nell’atto di Gesù
Cana concedente il miracolo e quindi che co-
mincia la Redenzione, un’economia
Sulla questione del ruolo che la Ma- esattamente simile a quella concernen-
donna svolge nell’opera della Reden- te il mistero dell’Incarnazione: l’opera-
zione del genere umano e conseguente- zione di Maria s’integra nel seno dell’o-
mente del suo titolo di Corredentrice, perazione divina alla quale essa è tutta
Mons. Guérard des Lauriers ha scritto subordinata. Maria non è assolutamen-
delle bellissime pagine nelle quali egli te una causa autonoma. L’operazione
s’ispira al miracolo di Cana per conclu- generatrice non può essere anteceden-
dere con la dottrina della Corredenzio- te all’operazione assuntiva del Verbo.
ne. “Quindi il primo titolo col quale Maria non agisce e non produce che
Maria è Regina, è perché è la Madre di sotto la mozione presente, concomitan-
Dio, Madre di Dio che è il Signore e te di Dio; allo stesso modo a Cana, l’au-
Madre di Gesù Cristo che è Re dei Re, dacia della sua preghiera si spiega sol-
quindi è la Regina. Secondo titolo, la tanto perché la S. Vergine sa il disegno
Redenzione; e allora abbiamo l’idea di della Saggezza di Dio e ch’Ella si trova
Corredenzione. Gesù è Re per conqui- mossa interiormente dal volere stesso
sta, Maria che è assimilata a Lui e che di Gesù. Ma quest’atto della S. Vergine
è sua socia lo sarà anch’essa con Lui, pur dipendente e pur subordinato in un
analogicamente a Lui” (21). Qui Padre senso è anche un atto che occupa il suo
Guérard esamina il mistero di Cana. posto ben preciso e necessario nell’eco-
Ecco quanto egli scrive: «La Santa Ver- nomia divina. Se Maria non avesse par-
gine al momento del miracolo di Cana torito l’umanità che il Verbo doveva as-
invita Gesù a porre l’atto che inizierà sumere non ci sarebbe stata l’Incarna-
in qualche modo la Redenzione poiché zione; senza la preghiera di Maria a
questo primo miracolo comporta il con- Cana non si può dire che la Redenzione
fronto di Gesù con i suoi nemici. Ed è non si sarebbe compiuta, ma essa sa-
giusto in quest’ottica che Maria cono- rebbe stata differita; di modo che l’in-
sce, in questa ispirazione che le viene tervento di Maria ha sì, in un certo
dalla Saggezza stessa di Dio, che la San- modo, una autonomia relativamente al-
ta Vergine inviti Nostro Signore a veni- l’ordine esteriore dell’esecuzione ma
re in aiuto agli ospiti imbarazzati; sotto ha un’autonomia subordinata all’ispira-
questo modesto servizio di carità fra- zione interna che vien dalla profondità
terna, c’è un disegno più grande: quello divina. E così la Santa Vergine è costi-
della Redenzione. È per questo che tra tuita corredentrice in questo modo: il
l’ora di Cana, l’ora dell’agonia e l’ora Le nozze di Cana (dipinto di Paolo Veronese)
della Croce c’è una corrispondenza pro-
fonda, in fondo si tratta della stessa
ora. È per questo che Gesù dice a Cana,
che l’ora non è ancora venuta e tuttavia
essa comincia a venire poiché, con la
preghiera di Maria, compie il miracolo
che lo incammina verso l’ora decisiva
della Redenzione. La S. Vergine agisce
a Cana per una ispirazione dello Spirito
e questa ispirazione Ella la deve evi-
dentemente alla mozione stessa di
Gesù. Gesù, nella parte superiore, sa
ciò che deve fare, ma sembra delibera-
re nel suo volere inferiore, in modo che
18

suo volere redentivo s’integra nel vole-


re redentore di Gesù stesso; non c’è un
Redentore e una redentrice uno di
fronte all’altro ma una co-Redentrice
integrata all’essere stesso del Redento-
re come Redentore. È la stessa econo- La vera immagine
mia dell’Incarnazione» (22). della Mater Boni
Mons. Pier Carlo Landucci dà un’in- Consilii di
terpretazione molto vicina a quella di Genazzano
Mons. M.L. Guérard des Lauriers: «Non
si pensi però che la necessità della insi-
stenza venga a svalutare la potenza im-
petratrice della Divina Madre. Essa in-
vece non fa che dimostrare la difficoltà
della richiesta e la grandezza della vit-
toria riportata. D’altra parte la suppli- videnza per il ritorno di Gesù a Naza-
ca della Vergine non poteva non rive- reth e alla vita nascosta. Alla volontà di
stirsi della nota caratteristica dell’im- Maria corrispose, dunque, in qualche
petrazione che, secondo la parola di modo, sia il proseguimento della vita
Gesù, è proprio l’insistenza. Chiedete e nascosta di Gesù, sia lo sbocciare defi-
vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate nitivo della sua vita pubblica. Allora
e vi sarà aperto (Mt. 7, 7). Se ci doman- Ella lo trattenne: ora Ella lo sospinge,
diamo cosa spinse, in definitiva, in or- strumento in entrambi i casi del divino
dine alle conseguenze, a far la doman- volere» (23).
da, è facile rispondere, con una parola.
L’amore, per Iddio e le anime nostre. E Le nozze di Cana e la Madre del Buon
furono un amore e una preghiera così Consiglio
forti da anticipare i tempi di Dio, ossia
l’opera della nostra Redenzione, che Vi è un legame tra l’episodio evange-
doveva essere compiuta con la vita lico delle nozze di Cana e la devozione
pubblica e la morte del Signore: come alla Madre del Buon Consiglio. La Ma-
un giorno furono capaci di sollecitare donna Santissima a Cana, dopo il collo-
l’Incarnazione che della Redenzione quio con il suo divin Figlio, dice ai servi-
era il radicale inizio. Si deve rilevare tori – come abbiamo visto – queste paro-
anche una significativa somiglianza tra le: “fate tutto quello che vi dirà”. Si tratta
questo episodio e il ritorno di Gesù con indubbiamente di un consiglio, o meglio
i suoi a Nazareth, dopo la fuga al tem- ancora del buon consiglio per eccellen-
pio. In entrambi i casi Maria SS. inter- za, e notiamo che è una delle poche frasi
viene: allora per trattenere Gesù e ora da Lei pronunciate nel Vangelo.
per sospingerlo all’opera. Tra i due casi Nella devozione alla Madonna del
però c’è la caratteristica differenza Buon Consiglio con le parole “fili ac-
che, mentre qui Maria viene a modifi- quiesce consiliis ejus” che significano fi-
care e anticipare i divini decreti, 18 glio ascolta i consigli di lei, si ricorda che
anni prima non siamo autorizzati a pen- il figlio devoto di Maria deve ascoltare i
sare che il Divino Bambinello non aves- consigli di lei. Quindi vediamo che la
se già, indipendentemente dal richiamo Madonna ci dice “fate tutto quello che vi
dei genitori, prestabilito il ritorno: anzi dirà” e che noi, in quanto suoi figli, dob-
ciò è presumibile. Tuttavia c’è in en- biamo ascoltare i suoi consigli; se la
trambi gli episodi una significativa cor- perfezione consiste nel fare la volontà
rispondenza tra la volontà e il contegno di Dio, Maria proprio a questo ci spinge
di Gesù e la presenza e la volontà di cioè a fare sempre quello che suo Figlio
Maria: poiché anche nel caso dello ci dice, compiendo così la volontà di Dio
smarrimento, la presenza e il richiamo che ci è manifestata dai comandamenti
di Lei ci appare per lo meno quale oc- di Dio, dalle parole del Verbo divino
casione preordinata dalla Divina Prov- nel Vangelo, dalla dottrina della Santa
19

Chiesa e dalla voce di coloro che hanno comunica quindi alle anime dei suoi figli.
autorità su di noi, come il nostro diret- Inoltre la liturgia applica alla Madre del
tore spirituale al quale dobbiamo obbe- Buon Consiglio anche le parole “mio è il
dienza. A Cana il consiglio di Maria ot- consiglio e l’equità, mia la prudenza, mia la
tenne il miracolo, così sarà nella nostra fortezza” (Proverbi 8, 14): in lei infatti ri-
vita: se ascolteremo il suo consiglio fate siede più che in ogni altra creatura la SS.
tutto quello che vi dirà, ecco che miraco- Trinità, in lei risiedette anche l’umanità
li di grazie si compiranno anche per noi. del Figlio di Dio, e poiché questa unione è
Maria questo consiglio lo metteva in sempre così profonda che secondo s. Luigi
pratica lei stessa nella sua vita, basti Grignion di Montfort, là dove è la Madre
pensare alla risposta che ella dà all’ar- vi è anche il Figlio, non si può andare a
cangelo san Gabriele nell’Annunciazio- Gesù se non tramite Maria; Maria è la via
ne “Ecco l’ancella del Signore, che mi sia che conduce a Gesù, la strada che ci porta
fatto secondo la tua parola”. Ma tutta la al supremo Consiglio, è il consiglio da se-
sua vita fu una continua accettazione e guire per pervenire alla Sapienza. Infatti
conformità alla Divina Volontà nelle anche a Cana vediamo che “c’era la madre
prove e tribolazioni e soprattutto nel su- di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù”.
premo momento della Passione, e dopo
aver praticato queste parole dandoci Conclusione
l’esempio, la Madonna ci consiglia di
fare altrettanto. Questa è la via che più Sono soltanto sei le volte in cui la
perfettamente ci condurrà alla santità e Madonna parla nel Vangelo: due volte
questo è il Consiglio più perfetto e all’angelo nell’Annunciazione (Lc. 1, 34,
quindi l’unico che Maria SS. ci dà; ella è 38), una volta alla Visitazione quando ri-
quindi chiaramente la Madre del Buon sponde a Elisabetta che la esalta, can-
Consiglio, al consiglio della quale ogni tando il Magnificat (Lc. 1, 46-55), una
figlio fedele e devoto deve conformarsi. volta quando ritrova Gesù dodicenne
Secondo la volontà di papa Leone XIII, nel Tempio (Lc. 2, 48), e le due volte
grande devoto della Madonna del Buon alle nozze di Cana, rivolgendosi prima a
Consiglio, che fece scrivere queste pa- Gesù (Giov. 2, 3) e poi ai servi (2, 5),
role figlio ascolta i consigli di lei sul dor- come abbiamo lungamente commentato
so dello scapolare sotto lo stemma pon- in questo articolo. Tutte le parole di Ma-
tificio, esse si possono applicare alla ria sono brevi, scarne ma incisive, mai
Chiesa che è docile al consiglio di Maria oziose ma profondamente meditate ed
e, quindi, a imitazione di lei, ogni fede- uscite dal profondo del suo Cuore Imma-
le deve essere docile al consiglio e alla colato e materno. Le sue parole, come
dottrina della Chiesa. abbiamo visto, sono sempre piene di si-
L’attitudine stessa dell’immagine della gnificati e ci possono elevare alla con-
Madre del Buon Consiglio, che si venera templazione dei misteri divini, impene-
nel suo santuario di Genazzano, con il dol- trabili a noi poveri e miseri peccatori
ce sguardo rivolto verso il Divin Figlio ma Colei che “conservava tutte queste
sembra ripeterci queste parole: fate tutto cose nel suo cuore” (Lc. 2, 51) ce li può
quello che vi dirà. Il consiglio è quello di svelare un po’ se sapremo leggere e me-
avere lo sguardo fisso su Gesù, nell’attesa ditare con attenzione le sue parole…
che un segno ci indichi la sua volontà.
Il Messia venturo viene chiamato nella Note
Scrittura “Magni consilii angelus” (Isaia 9,
6), la liturgia nel tempo di Natale e nell’of- 1) TOMMASO D’AQUINO, Commento al Vangelo di
s. Giovanni I-VI, Città Nuova Roma 1990, p. 212.
ficio della M.B.C. usa questa espressione; 2) G IUSEPPE R ICCIOTTI , Vita di Gesù Cristo,
Maria essendo la Madre di Dio è anche la Oscar Mondadori 1974, vol. I § 281.
Madre dell’eterna Saggezza ed ella parteci- 3) CORNELIO A LAPIDE, Commentaria in Scriptu-
pa in qualche modo questa Saggezza agli ram Sacram, tomus decimus sextus in ss. Lucam
et Joannem, col. 328.
uomini tramite il suo consiglio. Lei che è 4) G. RICCIOTTI, op. cit.
la sposa dello Spirito Santo possiede que- 5) PIERCARLO LANDUCCI, Maria SS. Nel Vangelo,
sto dono di Consiglio al grado più alto e lo Edizioni Paoline Roma 1953, pp. 225-27.
20

6) GABRIELE ROSCHINI, Vita di Maria, Edizioni 16) TOMMASO D’AQUINO, op. cit. p. 220.
per l’Unione italiana ciechi, Roma 1960, p. 205. 17) P. LANDUCCI, op. cit. pp. 240-41.
7) S. AGOSTINO, Tract. 8 in Joannem. Vedi COR- 18) G. RICCIOTTI, op. cit. § 284.
NELIO A LAPIDE, op. cit. 19) S. MASSIMO DI TORINO, Discorsi 23, s. CIRILLO DI
8) TOMMASO D’AQUINO, op. cit. pp. 214-15. GERUSALEMME, Le Catechesi 22, 2, in La Bibbia com-
9) G. RICCIOTTI, op. cit. mentata dai Padri, Nuovo Testamento 4/1 p. 156.
10) Si può notare l’analogia, nel modo delicato 20) TOMMASO D’AQUINO, op. cit. p. 224.
e semplice, della parole di Maria “vinum non ha- 21) Su tutta questa questione si può leggere
bent” con quelle con cui Marta chiede la guarigio- l’articolo qui citato: Maria antitesi di Satana: lo
ne del fratello: “colui che tu ami è malato” (Giov. sviluppo omogeneo del dogma mariano ai tempi di
11, 3), esse sono ancora il riflesso di quelle di Pio XII negli scritti di Padre Guérard des Lauriers,
trent’anni prima all’angelo: “come avverrà que- in Sodalitium n. 68, pp. 4-21. Esso riprende la re-
sto?”; parole semplici ma sempre eloquenti quan- lazione tenuta da don Francesco Ricossa in occa-
to parsimoniose. sione del 14° Convegno di Studi Albertariani a
11) P. LANDUCCI, op. cit. pp. 229-30. Milano del 14 novembre 2015.
12) G. ROSCHINI, op. cit. p. 206. 22) M. L. GUÉRARD DES LAURIERS O.P. Marie-
13) G. ROSCHINI, op. cit. pp. 207-208. Reine, pro manuscripto, pp. 10-11.
14) G. RICCIOTTI, op. cit. § 281. 23) P. LANDUCCI, op. cit. pp. 243-44.
15) G. ROSCHINI, op. cit. pp. 208-215.

Il gen. Hermann Kanzler


Il gen. Hermann Kanzler, Mini-
stro delle Armi e Comandante
N el 130° anniversario della morte del
gen. Kanzler, Ministro delle Armi e Co-
mandante supremo delle Forze Pontificie al-
supremo delle Forze Pontificie
all’epoca di Pio IX, fu fedele ser-
l’epoca di Pio IX, Sodalitium ricorda la figu-
ra del fedele servitore della causa papale con
vitore della causa papale.
una scheda biografica tratta dal volume
“Le carte Kanzler-Vannutelli dell’Archivio carriera militare pontificia cominciò
Vaticano. Inventario”, a cura di Vanessa dal primo gradino, in termini militari
Polselli (Archivio Segreto Vaticano 2013). “dal basso”. Di stanza a Bologna ebbe
modo di frequentare gli ambienti della
Hermann Kanzler (cenni biografici) città ed il 12 marzo 1847 sposò Letizia
Pepoli, appartenente alla nobile fami-
Karl Leopold Hermann Kanzler nac- glia bolognese che avrebbe dato perso-
que il 28 marzo 1822 a Weingarten nel naggi illustri alla causa italiana e con
Gran Ducato di Baden (Germania) da la quale Kanzler avrebbe mantenuto
Markus Kanzler e Magdalena Krehmer. per tutta la vita rapporti molto amiche-
Frequentò la scuola militare del voli e familiari. Lo stesso giorno venne
Gran Ducato di Baden uscendone con il nominato sottotenente. Il matrimonio
grado di sottotenente; prestò quindi non ebbe lunga durata, dopo due anni
servizio per tre anni nei ranghi del Kanzler rimase vedovo e senza figli.
quarto reggimento di fanteria dell’ar- Nel 1848 prese parte con il suo reg-
mata del Granduca, congedandosi con gimento alla campagna militare nel
merito ed onore il 23 gennaio 1844, pro- Lombardo-Veneto combattendo contro
babilmente per motivi di coscienza. l’esercito austriaco. Partecipò alla bat-
Lasciato il quarto reggimento, partì taglia di Vicenza presso Monte Berico
per l’Inghilterra ove rimase fino al 3 (24 maggio) sotto il comando del gene-
aprile 1844, quando decise di recarsi in rale Giovanni Durando, distinguendosi
Italia per entrare a far parte dell’Eser- con merito e dando prova di abilità mi-
cito pontificio. Era il 1° settembre 1845 litari, ma anche di coraggio e di deter-
quando Kanzler, già tenente, entrò al minazione nel corso delle delicate fasi
servizio della Santa Sede in qualità di di combattimento. Tali meriti gli valse-
cadetto presso il primo reggimento ro la decorazione dell’Ordine di San
estero di guarnigione a Bologna. La sua Gregorio Magno (14 ottobre 1848).
21

1851 (e responsabile dell’intero Mini-


stero delle Armi dal 1° dicembre 1854).
Kanzler, promosso maggiore il 1° mar-
zo 1854 e tenente colonnello il 21 giugno
1855, venne assegnato di guarnigione a
Roma ove il 1° maggio 1859 ottenne il
grado di colonnello. A Roma, frequen-
tando i salotti della città nei quali, grazie
alla sua istruzione ed educazione, riceve-
va sempre una buona accoglienza, co-
nobbe la futura moglie Laura Vannutel-
li, donna brillante, intelligente e colta,
appartenente ad una famiglia romana di
grande prestigio (...) Hermann aveva 38
anni, Laura 24: il matrimonio venne cele-
brato da Mons. Vitelleschi il 2 maggio
1860 presso Palazzo Ruspoli.
Nel frattempo gli equilibri politici in
Europa e nella penisola stavano perden-
do ogni giorno in stabilità e prevedibili-
tà. Alla morte di Filippo Farina, avvenu-
ta il 9 luglio 1857, e dopo un interim nel-
le mani del card. Giacomo Antonelli, Se-
gretario di Stato, Pio IX, che aveva già
avviato una riorganizzazione dello Stato
Il generale Hermann Kanzler
Pontificio che prevedeva anche una ri-
strutturazione dell’esercito cui affidare
Quello stesso anno Kanzler si recò a la difesa dei confini sempre più minac-
Roma, ma arrivato in città fu costretto ciati, pose all’inizio del 1860 la direzione
a proseguire la strada fino a Gaeta del ministero delle Armi nelle mani di
dove il pontefice si era rifugiato in se- Mons. Saverio (Frédéric-François-Xa-
guito ai fatti di Roma ed alla nascita vier) de Merode (18 aprile) ed il coman-
della Repubblica Romana. Nominato do supremo dell’Esercito pontificio in
tenente (17 aprile 1849) e poi capitano quelle del generale Louis-Christophe-
dello Stato Maggiore Generale (25 giu- Léon-Juchault de La Moricière (11 apri-
gno 1849) fu destinato ad aiutante di le). Due uomini brillanti e capaci, en-
campo presso il comando della Terza trambi di formazione militare, nelle cui
Divisione Militare, nella persona del mani il piccolo esercito cominciò ad ac-
generale Carlo Zucchi. Il 26 luglio 1850 quisire sempre più una sua propria fisio-
un ordine del giorno del pro ministro nomia. Il tempo tuttavia non era suffi-
delle Armi lo destinò a «fare servizio di ciente ad una profonda riorganizzazione
ufficiale d’ordinanza» presso il genera- dell’esercito che fosse soprattutto effica-
le Guglielmo (Wilhelm) de Kalbermat- ce alla prova del campo di battaglia.
ten, chiamato quello stesso anno da Pio Lo Stato Pontificio era minacciato ai
IX a riorganizzare i due reggimenti di confini delle Marche e dell’Umbria e l’e-
fanteria estera della Santa Sede. Tra il sercito dovette intervenire con imme-
1850 ed il 1854 Kanzler fu ai suoi ordini diatezza, sebbene la sua ristrutturazione
operando tra Pesaro e Ravenna. non fosse affatto completa. In data 1°
Sono questi gli anni in cui si avviava, maggio 1860 il generale de La Moricière
lentamente ma progettualmente, una ri- inviò un dispaccio telegrafico a Kanzler
organizzazione dell’esercito pontificio con l’ordine di partire senza indugio per
volta ad una difesa dello Stato - quanto Osimo; la partenza venne differita di
meno nell’ambito dei suoi confini - sotto una settimana (7 maggio) grazie all’in-
il generale Filippo Farina, nominato tervento di Mons. de Merode per per-
pro ministro delle Armi nell’agosto mettere la celebrazione delle nozze tra
22

Kanzler e Laura. Tale intromissione settembre). A Kanzler venne affidato il


sembrò non essere gradita al generale in comando delle batterie esterne della
capo che avrebbe mantenuto per qual- fortezza. La città, dopo dieci giorni di
che mese un atteggiamento di riserva assedio, alzò bandiera bianca: era il 28
verso il colonnello tedesco. Ad ogni settembre 1860. Come appartenente al-
modo, per l’intero giugno Kanzler con la l’esercito indigeno, Kanzler fu preso
sua colonna tenne guarnigione presso prigioniero e condotto a Genova ove
Perugia. La moglie Laura, partita con venne rimesso in libertà - come prassi -
lui, gli era sempre vicina. Tale atteggia- dietro promessa di non prendere le
mento sarebbe stato caratteristica co- armi contro l’esercito regio per la dura-
stante nel rapporto tra i due. A luglio ta di un anno. Alla fine di ottobre rien-
Kanzler condusse, attraverso una fatico- trò a Roma.
sa marcia, la sua truppa a Pesaro; ad Giunto a Roma, venne nominato co-
agosto, a seguito di una serie di marce mandante dei depositi di fanteria. Nel-
improvvise, giunse a Loreto. le sue note sugli ufficiali indirizzate al
Il generale de La Moricière inviava pro ministro delle Armi in data 19 otto-
un ordine dopo l’altro - per tenere bre 1860 il generale de La Moricière
pronte le truppe ad una difesa diffusa scrisse a proposito del generale Kanz-
sul territorio in caso di attacco da parte ler: “È il solo dei quattro ufficiali gene-
dei garibaldini o al contrario ad un con- rali dell’Armata che possa essere util-
centramento in caso di attacco da parte mente conservato; secondo me, sa il suo
delle truppe italiane - mentre tentava mestiere, comprende le mosse delle
invano di avere informazioni chiare cir- truppe, sa riconoscere bene sopra una
ca il possibile comportamento delle carta, conosce le manovre e l’ammini-
truppe italiane e di quelle francesi. I strazione delle truppe; si è mostrato
dispacci che gli giungevano dal Segre- molto più fermo che gli altri nelle cir-
tario di Stato e dal pro ministro delle costanze difficili che hanno preceduto
Armi non gli permettevano tuttavia, a la capitolazione d’Ancona. Bisogna evi-
causa della loro poca chiarezza - volon- tare che si faccia seguire dalla consorte
taria o involontaria che fosse - sulle in- in tempo di guerra”.
tenzioni dei due eserciti, di organizzare Nel gennaio 1861 Hermann ottenne
pienamente una manovra militare. la cittadinanza romana. Negli anni suc-
Quando dunque l’11 settembre 1860 cessivi svolse il suo lavoro con precisio-
giunse al card. Antonelli l’ultimatum di ne ed accuratezza, recandosi più volte
Cavour, de La Moricière convogliò tut- presso i distaccamenti di Civitavecchia
te le truppe verso la piazza di Ancona, per verificarne lo stato. Il 7 maggio del
dotata di strutture sufficienti per una 1864, dopo la morte prematura del pri-
moderata difesa. Molte delle colonne mo figlio avvenuta nel giugno del 1863
vennero tagliate fuori dall’Esercito pie- a soli pochi mesi dalla nascita, nacque
montese che chiuse quasi tutti i varchi Rodolfo Kanzler, destinato a rimanere
verso la città. Il colonnello Giovanni unico figlio della coppia.
Battista Zappi venne fatto prigioniero a Dopo la campagna delle Marche,
Pesaro; il generale Georges Pimodan Mons. de Merode, appoggiato e soste-
perse la vita nel corso della battaglia di nuto dal generale de La Moricière con-
Castelfidardo nel tentativo di superare tinuò il lavoro di riorganizzazione
la linea italiana comandata dal genera- dell’Esercito pontificio, secondo una
le Enrico Cialdini. Kanzler, con la sua sua politica di riforme, di rinnovamen-
colonna, dopo un combattimento dura- to e di autonomia che si configurava,
to più di cinque ore per consentire al infine, come resistenza a qualsiasi tem-
suo distaccamento di attraversare il poreggiamento, dipendenza o interfe-
fronte nemico, giunse ad Ancona a not- renza francese. Un modo di agire, quel-
te inoltrata. Fu in questa occasione che lo di de Merode, pragmatico, dinamico,
il generale de La Moricière, già in città, diretto. In questo senso i rapporti tra il
rivide la sua opinione sul colonnello e pro ministro ed il Segretario di Stato
ne chiese la promozione a generale (22 non trovavano alcun terreno di dialogo.
23

Lo Stato del papa del resto era pressato nenza come gli Esteri». Il nome di Kanz-
ai confini dal brigantaggio, dai rivolu- ler, pertanto, già da diversi mesi circola-
zionari garibaldini, dal nuovo Regno va come possibile sostituto di de Merode
d’Italia ed il pro ministro riteneva suo alla guida del dicastero delle Armi.
dovere munire il pontefice di una ade- Dopo la Convenzione di Settembre e
guata protezione. Ad una situazione già la partenza progressiva delle truppe
delicata si aggiunse, nel 1864, la firma francesi da Roma risultava chiaro che il
della Convenzione di Settembre (15 ruolo dell’Esercito pontificio acquistava
settembre) che impegnava l’esercito altro rilievo ed altri erano i compiti cui
francese a lasciare Roma nell’arco dei sarebbe stato chiamato a far fronte: da
due anni successivi, ponendo quindi la una parte mantenere l’ordine interno,
Santa Sede nella necessità di protegge- dall’altra resistere ad attacchi esterni
re autonomamente i propri confini. (sia dell’esercito regio italiano che delle
Alla morte del generale de La Mori- fronde rivoluzionarie) fino all’arrivo del-
cière (11 settembre 1865), Mons. de Me- l’aiuto delle truppe straniere o ad un in-
rode perse il suo alleato e sostenitore tervento comunque estero.
presso il pontefice e Pio IX, nonostante Il conseguimento di tale obiettivo (in-
la grande stima nutrita nei confronti terno ed esterno) comportava lo studio,
del presule che in ogni modo continuerà la discussione e l’attuazione di una serie
a tenere vicino a sé, si convinse che per di riforme nei diversi settori del dicaste-
la Santa Sede fosse più opportuno un ro e delle truppe. Il nuovo piano organi-
pro ministro moderato e meno inviso co elaborato da Kanzler venne discusso
agli ambienti politici ed a quelli france- dal consiglio dei ministri nelle sedute
si in particolare. Il 21 ottobre con un so- del 20 novembre e del 1° dicembre 1865
brio ordine del giorno Mons. de Merode ed approvato dal pontefice nell’udienza
lasciò la carica di pro ministro delle del 16 dicembre dello stesso anno, di-
Armi per motivi «di salute». Il 27 otto- ventando esecutivo il 1° dicembre 1866.
bre, il card. Antonellli comunicò a Tra il marzo e l’aprile dello stesso anno
Kanzler la sua nomina a ministro: venne presentata, discussa ed approvata
Dalla Segreteria di Stato 27 ottobre anche la nuova sistemazione della Gen-
1865 n.38458 darmeria pontificia.
Per motivi di salute essendo stato eso- Dalla sua nomina e fino al 1870, per
nerato dall’officio di Pro Ministro delle cinque anni, gli ordini del giorno ed i
Armi Monsig. Francesco Saverio De Mero- decreti del pro ministro indicarono la
de, la Santità di Nostro Signore si è beni- strategia militare sottesa alla guida
gnamente degnata di nominarvi con la della Armata pontificia: una riorganiz-
stessa qualifica il Sig. Commendatore Er- zazione strutturale (centralizzata) che
manno Kanzler Generale di Brigata. passava attraverso la preparazione, la
Si porge l’annunzio di questa sovrana formazione e l’addestramento di ogni
disposizione al medesimo sig. Generale componente l’Armata stessa; un piano
Kanzler per sua intelligenza e norma.
Giacomo Antonelli. Il gen. Kanzler ad Anzio nel 1862 attorniato da alcuni
suoi ufficiali (il 2° in piedi da sin. è de Charette)
In realtà già nel febbraio dello stesso
anno era stata avanzata a Kanzler la
proposta di occuparsi «della organizza-
zione delle truppe pontificie onde for-
mare una divisione di 12mila uomini»
(23 febbraio 1865). In quella occasione
Kanzler aveva rifiutato di «accettare a
qualsiasi condizione il Ministero» riser-
vandosi tuttavia la possibilità di acco-
gliere una eventuale nomina «come ge-
nerale avendo mano libera e mettendo
gli indigeni a pari condizioni di apparte-
24

di difesa militare capace di difendere circa un eventuale tentativo di sconfi-


adeguatamente lo Stato Pontificio da namento, le truppe pontificie vennero
attacchi interni o esterni. schierate e distribuite sul territorio in
Unica riforma - cui il generale tene- modo tale da arginare quanto più possi-
va particolarmente per ragioni di ordi- bile detti tentativi, in tal senso risulte-
ne difensivo - a non essere portata a ter- rà estremamente rapido ed efficace il
mine per mancanza di tempo fu quella sistema di trasmissione e di comunica-
relativa alla formazione di un corpo di zione telegrafica nonché il sistema di
seconda linea costituito di volontari che cifrazione messo a punto dal dicastero.
avrebbe dovuto sostenere sul territorio Per il pro ministro era chiaro che
bellico la prima linea garantendo così il «Dalla parte di Viterbo l’Acerbi e dalla
consolidamento della difesa. Tale rifor- parte di Frosinone il Nicotera non era-
ma richiedeva infatti tempo non tanto no incaricati che di fare delle diversio-
per l’arruolamento quanto per la orga- ni, ma il maggior numero dei Garibaldi-
nica formazione dei membri del corpo ni si era riunito nella Comarca, coll’in-
stesso. Ma tempo non ce né era. tendimento di attaccare Roma». Gli
Se febbrile fu il lavorio di riorganiz- scontri a fuoco ebbero inizio nel viter-
zazione dell’Armata, altrettanto febbri- bese il 28 settembre e nell’agro romano
li furono i movimenti garibaldini ed ita- (Comarca di Roma) il 4 ottobre. Tra nu-
liani in tutta la penisola. merosi combattimenti con non pochi
Il 1867 si configurò come il primo caduti e feriti e la proclamazione dello
vero e proprio tentativo di pressione stato d’assedio della città di Roma il 25
sullo Stato pontificio volto ad un suo ottobre, si giunse infine alla lunga bat-
capovolgimento. Di ciò erano consape- taglia di Monterotondo (25 ottobre) cui
voli entrambe le parti. All’interno delle prese parte il generale Garibaldi ed
mura romane vennero organizzati alcu- all’altrettanto impegnativo scontro di
ni focolai di rivolta - una bomba alla ca- Mentana cui prese parte il Corpo di
serma Serristori; il concentramento di spedizione francese (3 novembre) che
armi e garibaldini presso il Lanificio pose fine alla campagna militare del
Aiani; lo scontro a Villa Glori - che però 1867. Così ne scrisse il generale nel suo
sembrarono non raccogliere quell’entu- rapporto al pontefice:
siasmo forse atteso e sperato dai rivolu- Il combattimento di Mentana, conside-
zionari. All’esterno dello Stato pontifi- rato come fatto d’armi non ebbe le propor-
cio, si venne organizzando da parte per zioni di una battaglia, nondimeno produs-
lo più garibaldina - ma con il tacito ap- se decisivi risultati. La disfatta di Gari-
poggio della truppa regia che infine baldi poneva il termine alla invasione del-
sconfinò - una vera e propria campagna l’attuale Territorio Pontificio, contro la
militare che sia a sud che a nord tenta- quale si lottava da cinque settimane.
va di varcare i confini dello Stato papa-
le con l’obiettivo di giungere a Roma. Il combattimento di Mentana che
Poiché da diverso tempo giungevano vide la vittoria del piccolo esercito pon-
presso il ministero delle Armi notizie tificio - se pure coadiuvato dall’armata
francese - e la sconfitta di Garibaldi
certamente non creò illusioni né muta-
menti nel pro ministro circa la direzio-
ne futura degli eventi. Tra il 1867 ed il
1870, continuarono i lavori di ristruttu-
razione e stabilizzazione dell’Armata
pontificia e del dicastero delle Armi
Il generale nonché i lavori di fortificazione delle
Kanzler mura e delle zone preposte alla difesa.
a cavallo dopo
la battaglia Continuarono gli arruolamenti ed il
di Mentana piccolo esercito si configurò sempre più
come una compagine realmente inter-
nazionale.
25

Nel frattempo i tentativi di concilia- col. Atanasio de Charette, comandante


zione promossi dal sovrano italiano Vit- degli Zuavi Pontifici e fidato braccio de-
torio Emanuele II nel corso del tempo stro di Kanzler, già dal 1867.
che separa Mentana da Porta Pia non Quanto ai piani ed ai movimenti di
riscossero alcun successo. Kanzler pre- difesa, due dovevano essere le zone
parò l’esercito a difendere il più possi- presidiate e votate alla resistenza vera
bile la Santa Sede secondo alcune linee e propria: Civitavecchia e Roma. I co-
strategiche e tattiche già sviluppate e mandanti delle diverse zone militari
sperimentate nella campagna del 1867 avevano infatti l’ordine di ripiegare su
ovvero rafforzamento della difesa della Roma - le cui mura nel frattempo veni-
città Leonina e del Forte S. Angelo - de- vano munite di cannoni ed affidate ad
stinato ad essere base di tutte le opera- un veloce risanamento da parte del Ge-
zioni - e concentramento progressivo nio Pontificio - non appena avessero in-
delle truppe pontificie a Roma e nella travisto il rischio di essere tagliati fuo-
piazzaforte di Civitavecchia per evitare ri, e quindi isolati, dalle truppe italia-
di esporle ad essere isolatamente so- ne. Tale piano sembrava essere appro-
praffatte e a garanzia di una maggiore vato anche dal cardinale Antonelli che
tutela della capitale. il 20 agosto sottoscriveva quanto dal
La partenza definitiva nel luglio gen. Kanzler e dallo stato maggiore
1870 del Corpo di spedizione francese e pontificio era stato stabilito sull’eve-
gli eventi di politica internazionale che nienza dello sconfinamento delle trup-
coinvolsero Francia e Prussia (con la pe italiane: le truppe pontificie doveva-
sconfitta della prima a Sedan) mostra- no cioè mantenersi, anche dopo che le
rono chiaramente come Roma ed il Go- truppe italiane avessero sconfinato,
verno Pontificio fossero rimasti nelle nelle piazze occupate, e non ritirarsi
sole mani della sua armata e, come che all’avvicinarsi del nemico. Le sole
scrisse Pio IX, «di Dio». guarnigioni delle piazze di Civitavec-
Dal 1 luglio al 20 settembre trascor- chia e di Civita Castellana dovevano
sero più di sessanta giorni. Che cosa fare una qualche resistenza onde con-
fece in questo lasso di tempo il genera- statare la violenza dell’invasione.
le pro ministro? Come organizzò la dife- (…) Il 10 settembre il conte Gustavo
sa nel rispetto degli ordini impartiti dal Ponza di San Martino si recò come emis-
papa e, soprattutto, tali ordini erano sario del re dal pontefice e da questi
certi e definitivi? venne ricevuto: lo scopo era quello di
Il gen. Kanzler, di formazione milita- consegnargli una lettera di Vittorio
re, ben poco sembrava affidarsi al caso, Emanuele II con varie proposte concre-
alla provvidenza o tanto meno alla spe- te ed indurre quindi il papa a permette-
ranza di un qualsiasi intervento estero o re l’ingresso delle truppe italiane nel
almeno non poteva davvero tenerne suo stato in generale e nella città di
conto nel preparare una linea di difesa. Roma in particolare. Pio IX, persuaso
Egli sapeva bene che il numero di forze che gli italiani non sarebbero mai entra-
a sua disposizione non era e non sarebbe ti a Roma con la violenza, rifiutò ferma-
stato sufficiente a sconfiggere il nume- mente. Kanzler, ricevuto dal pontefice
roso Esercito italiano, tuttavia era al- in serata insieme al maggiore Fortunato
trettanto consapevole e convinto della Rivalta dello Stato Maggiore, cominciò
possibilità di una difesa ad oltranza del- quello stesso giorno ad emanare diretti-
la città di Roma, una difesa da svolgersi ve ed ordini del giorno relativi alla mes-
entro la cinta muraria che avrebbe por- sa in difesa della città di Roma quali
tato ad una caduta onorevole dell’Eser- chiusura ed interramento delle porte di
cito da lui guidato e ad una manifesta- ingresso alla città, fortificazione delle
zione chiara agli occhi dell’Europa della mura e disposizione dei cannoni lungo
violenza protratta ai danni del papa. di esse, proclamazione dello stato di as-
Medesima opinione nutrivano i due ge- sedio, richiamo a Roma di molti distac-
nerali al suo fianco, Raffaele de Courten camenti ancora operanti nella provincia
e Giovan Battista Zappi, nonché il ten. e, successivamente, istituzione di un Co-
26

mitato di Difesa e di vari osservatori difesa e della sua durata. Era infatti ne-
nella città di Roma. Tra l’11 ed il 13 set- cessario sapere esattamente quando de-
tembre avvennero i primi reali sconfina- porre le armi perché le condizioni potes-
menti da parte dell’Esercito italiano. I sero essere le migliori possibili in termini
distaccamenti dell’Esercito pontificio di armistizio e di onore. I militari ritene-
che presidiavano le province comincia- vano che obbligare l’esercito italiano a
rono rapidamente il ripiegamento su cannoneggiare la città e combattere fino
Roma, con l’eccezione della colonna de a quando questi fosse riuscito ad aprire
Charette che si volse, in un primo tem- una effettiva breccia nella cinta muraria
po, in direzione di Civitavecchia dove la- potesse ritenersi una dimostrazione con-
sciò una compagnia per coadiuvare la grua di violenza e di usurpazione, ma an-
difesa della città. La roccaforte, secondo che un onorevole scontro bellico. La cit-
gli ordini ricevuti dal pontefice e quindi tà, secondo Kanzler, era perfettamente in
dal generale Kanzler, avrebbe dovuto grado di difendersi ad oltranza. Pio IX ac-
opporre una parziale resistenza all’inva- consentì alle richieste dei suoi generali e
sione italiana («pochi colpi da tirarsi modificò in tal senso la precedente lette-
contro il nemico»), tuttavia a seguito di ra da lui già scritta in data 14 settembre
diversi avvenimenti, si arrese imbelle la con le indicazioni per la difesa di Civita-
notte tra il 15 ed il 16 settembre. vecchia e di Roma. Tale lettera venne
Nei giorni successivi alla resa-presa di pubblicata su La Civiltà Cattolica del 7
Civitavecchia, ovvero tra il 16 ed il 19 gennaio 1871.
settembre, mentre le truppe italiane (…) L’attacco alla città di Roma ebbe
sembravano alternativamente avanzare e inizio alle 5,15 e si protrasse anche oltre
stazionare ci fu uno scambio di lettere fra l’innalzamento della bandiera bianca av-
il generale Raffaele Cadorna (comandan- venuta in più punti tra le 9,35 e le 10,00.
te generale del Corpo d’esercito d’osser- Lo scontro fra i due eserciti fu violento e
vazione dell’Italia Centrale), il generale concitato, nutrito da entrambe le parti
Kanzler ed il pontefice che di fatto non dall’emozione e dall’entusiasmo per la di-
mutò la posizione dei due interlocutori. E fesa del proprio ideale. Secondo le testi-
mentre si faceva sempre più chiaro il luo- monianze, l’ingresso a Roma dell’Eserci-
go presso cui l’Esercito Italiano avrebbe to italiano accompagnato da molta gente
tentato l’ingresso nella città, ovvero la al suo seguito avvenne in modo non del
zona fra Porta Salaria e Porta Pia, Kanz- tutto pacifico e non del tutto rispettosa
ler cercò di ottenere dal pontefice indica- fu la sua condotta in città.
zioni più chiare e più onorevoli circa la Dopo la firma della capitolazione av-
difesa da opporre all’ingresso dell’eserci- venuta quello stesso giorno presso Villa
to nemico. Il 19 settembre pertanto, alla Albani tra le 14,00 e le 17,30, Kanzler, ac-
vigilia di quella che tutti ormai sapevano compagnato dal maggiore Rivalla e dal
essere la data stabilita per l’attacco della conte de Beaumont, si recò in Vaticano
zona indicata, Kanzler, de Courten e Zap- per riferire al pontefice quanto avvenuto.
pi parlarono con Pio IX delle modalità di Il 21 settembre, con la lettura del suo or-
Papa Pio IX benedice le truppe pontificie in piazza
dine del giorno ai capi dei Corpi della di-
s. Pietro il 25 aprile 1870 sciolta Armata pontificia su Piazza San
Pietro, si può dire concluso il suo ministe-
ro. All’età di 48 anni, decidendo di rima-
nere presso il pontefice - risiedette in Va-
ticano con la famiglia fino alla morte di
Pio IX, avvenuta nel 1878 - Kanzler aveva
ormai posto fino alla sua carriera militare
ed in nessuna occasione entrò in conflitto
o in polemica con il governo italiano,
mantenendo sempre un contegno riserva-
to e rispettoso.
Negli anni successivi al 1870 e fino
alla sua morte, benché non esistesse più
27

alcun Ministero delle Armi, egli conti- tura. In questo senso è stato accolto anche
nuò ad avere il titolo di pro ministro ed dai miei antichi subordinati come vedrai
in tale veste si occupò degli ex militari dall’articolo della Fedeltà che ti mando.
del disciolto Esercito pontificio seguen- Poi mi si è fatto riflettere che un titolo ere-
done le richieste e le suppliche e avendo ditario potrà giovare in certe circostanze al
la responsabilità della distribuzione dei mio figlio, cosa non si farebbe di certo per
sussidi elargiti loro dal pontefice. Unica esser utile al figlio? Mi ha fatto piacere ve-
memoria del passato da generale era il dere la mia nomina accolta in modo assai
discorso che al termine di ogni anno egli cordiale e cortese dai parenti ed amici non
rivolgeva al pontefice a nome del disciol- solo, ma dai compagni d’armi e dall’alta
to Esercito pontificio, che in tale occasio- società romana affezionata al Papa. Perfi-
ne cercava di essere presente a Roma al- no i fogli liberali che in altri tempi mi han-
meno nei suoi maggiori rappresentanti no bersagliato di satire e di basse calunnie
(generale de Courten, generale Zappi, hanno avuto il buon gusto di serbare in
ten.-col. de Charette). questa circostanza un dignitoso silenzio.
Alla morte di Pio IX, Kanzler con la La sua vita stava ormai per giungere
sua famiglia si trasferì fuori le mura va- a termine. Il 22 dicembre 1887, no -
ticane in uno stabile sito al numero 3 di nostante le difficoltà procurategli dalla
via San Luigi dei Francesi occupando riapertura della piaga al piede, tenne il
un piccolo appartamento al primo pia- consueto discorso di saluto al pontefice
no. Le condizioni economiche dell’ex a nome del disciolto Esercito pontificio.
pro ministro - avendo egli rifiutato la Tornato a casa, si mise a letto nella spe-
pensione offertagli dallo Stato Italiano ranza di potersi presto alzare. La notte
- non erano del resto tali da permetter- tra il 5 ed il 6 gennaio 1888, senza aver
gli molti lussi. In tale situazione, fu co- mai perso conoscenza e avendo avuto
stretto a chiedere un incremento del- modo di salutare amici e famiglia,
l’assegno di cui beneficiava. morì. Aveva 65 anni.
L’estate, fuggendo il caldo di Roma, L’8 gennaio 1888 ebbe luogo, secon-
era solito trascorrere alcune settimane do la sua volontà, un sobrio funerale
a Borgo a Buggiano (Pistoia) presso la presso la parrocchia di S. Maria Madda-
Villa Bellavista, acquistata e voluta più lena. La funzione venne seguita da pa-
dalla moglie Laura che da lui, o presso renti, amici, ufficiali, prelati e politici.
le Terme di Rapolano, a causa di un Il corpo fu sepolto nella tomba di fami-
disturbo alla pelle e di una fistola che glia presso il cimitero del Verano, ove
in modo ricorrente si apriva sul piede tuttora si trova.
rendendogli difficili gli spostamenti.
Il 1° febbraio 1887 venne nominato Tomba della famiglia Kanzler al cimitero
barone da Leone XIII e questa volta, di- del Verano a Roma
versamente da quanto avvenuto nel
1867, accettò il titolo scrivendone in que-
sti termini al cognato Ugo Pepoli: forse ti
sarai meravigliato che io abbia ora accetta-
to con riconoscenza il titolo di Barone men-
tre dopo Mentana aveva ricusato uno più
elevato. Ma spero che metterai buone le ra-
gioni che ti darò del mio contegno. Un tito-
lo elevato senza i mezzi corrispondenti per
sostenerlo nell’alto quadro è un vero peso.
Il titolo di Barone almeno è più in relazio-
ne colla mia modesta situazione finanzia-
ria. L’inaspettata manifestazione del S. Pa-
dre è una prova dell’approvazione del S.
Padre di quanto operarono le truppe ponti-
ficie sotto il mio comando “in tempi diffici-
lissimi” come si esprime il breve di investi-
28

Recensioni P er presentare su Sodalitium questo


nuovo libro di don Ricossa, ne pubbli-
chiamo l’indice ed alcuni estratti. In par-
ticolare il capitolo 2, riguardante il perso-
naggio di Frederick Rolfe, e il capitolo 13
La vergogna della su Radio Spada.
tradizione

“L
a sua sensibilità letteraria” SOMMARIO
scrive Hanson (in Decadence I. Introduzione
and Catholicism, p. 330, cita- Matteo 18, 15-17
to in Baron Corvo, il viaggio sentimenta- Ambito e limiti di questo mio intervento
le di Frederick Rolfe, p. 125, nota 370) II. “Baron Corvo. il viaggio sentimentale di
“era una mistura di estetismo, pedera- Frederick Rolfe”
stia e cattolicesimo”. È proprio questa Vedere estratto (pag. a fianco)
mistura che ci ripugna. III. Mons. Benson (detto “Bobugo”)
Cattolico integrale?
“Cattolico” occultista

I l mondo cattolico “tradizionalista” (la


‘Tradizione’ del titolo) è piccolo, ma di
vitale importanza per la Chiesa. Quando
“Cattolico” omosessuale?
IV. Bensoniani e Corviniani, gli “effeminati
amanti della Liturgia” (Radio Spada di-
– tra il 2012 ed il 2013 – è nata Radio xit)
Spada (sito e casa editrice), si è data un Shane Leslie
programma ambizioso: il rinnovamento Ronald Firbank: un “Bensonian” con lo
del mondo “tradizionalista” “in uscita” smalto alle unghie (L. Fumagalli, 11 di-
dagli angusti spazi finora occupati. “In cembre 2017 su FB)
uscita” dalle divisioni dottrinali legate a John Stratford Collins detto Jack (1882-
motivi di Fede, certo, proponendo temi 1912) ed Eustace Virgo (1861-1937)
e battaglie capaci di ottenere il consen- V. Bensoniani e Corviniani. Un “culto” cat-
so di tutti, promuovendo ad esempio tolico?
processioni di riparazione contro le sfi- Brocard Sewell (1912-2000): alla sinistra di
late omosessualiste. Ma “in uscita” an- Paolo VI
che negli interessi letterari ed artistici. Dom Sylvester Houédard (1924-1992) un
Le pagine culturali di Radio Spada pre- monaco beat esponente del “wider ecu-
sentano e propongono al lettore e mili- menism”
tante cattolico quel decadentismo al
quale Mario Praz consacrò un libro che
ha segnato un’epoca: La carne, la morte e
il diavolo nella letteratura romantica. Per
aver messo in guardia da questa temera-
ria apertura culturale, l’autore di questo
saggio è stato definito da Radio Spada
“lapidatore incallito dalla pessima mira”.
Giudichi il lettore, da queste pagine, se
la mira era davvero sbagliata, o se inve-
ce abbiamo colto il bersaglio. Bersaglio
che per noi non sono gli uomini (non sia-
mo lapidatori), ma solamente le idee.

• FRANCESCO RICOSSA
La vergogna della tradizione
C.L.S. Verrua Savoia 2018,
176 pagine, €10,00.
29

Aloisius, orsacchiotto di peluche (da articolo, e nonostante le critiche da me


Evelyn Waugh a Harold Acton) pubblicamente sollevate, la biografia
VI. Oscar Wilde e dintorni di Baron Corvo edita da Radio Spada è
Un massone e una ‘satanista’: Sant’Oscar giunta a una seconda edizione (1) ade-
di Oxford e sua moglie guatamente pubblicizzata, e infine or-
Oscar Wilde: tra Paolo Gulisano e Rupert gogliosamente rivendicata dall’attuale
Everett Presidente di Radio Spada, Piergiorgio
Il maestro di Wilde, Walter Horatio Pater Seveso, che considera l’opera come un
(1839-1894) proprio figlio, partorito, secondo lui,
Aubrey Beardsley “dalla seconda generazione di sedevacan-
Robert Ross, “San Roberto di Phillmore” tisti italiani (in questo caso ‘Cassicia-
Marc André Raffalovich (1864-1934) cum’)”. Il Presidente di Radio Spada (si
Lord Alfred Douglas “Bosie” e Olive Elea- quid est) definisce Baron Corvo: “co-
nor Custance (e Marie Stopes) raggioso e tormentato convertito che ha
Lionel Johnson, il cugino, e l’Angelo Oscu- rinunziato a tutto per amore del Papato
ro romano e della Chiesa cattolica, (…)
Gerard Manley Hopkins s.j. scrittore che seppe unire profonda erudi-
VII. Il “reverendo” Montague Summers e zione, passione medioevalistica e uno
Aleister Crowley: il decandentismo puzza spiccato gusto per la costruzione fantasti-
di zolfo ca ed estetizzante del racconto”; descrive
VIII. Un salto in Francia le sue opere come “sempre interessanti,
IX. Dalla letteratura alla pittura. I Preraf- spesso edificanti, talvolta monumentali e
faelliti. Simeon Solomon. Félicien Rops, in gran parte sconosciute al pubblico di
William Blake, Giovanni Gasparro lingua italiana” e dichiara lo scopo del-
X. David Jones e Eric Gill: cosa succedeva la pubblicazione della biografia di Rol-
nelle Gilde distributiste? fe: “Fumagalli di tutte queste opere offre
XI. Anthony Burgess e la giustificazione una ricostruzione che possa stimolare il
della pornografia e della bestemmia nostro pubblico più avveduto alla lettu-
XII. Dal decadentismo al satanismo (“un ra e alla fruizione di quest’autore” (2).
bastardo del cattolicesimo” per Huy- La nostra critica, quindi, è legittima-
smans) mente diretta a Radio Spada stessa, in
XIII. Radio Spada: da dove viene e dove va difesa dell’onore del cattolicesimo inte-
grale e dei difensori autentici della Tesi
APPENDICE. Radio Spada: inizia i lettori di Cassiciacum, abusivamente coinvolta
all’Astrologia e alla Teosofia, e la cosa in qualcosa che nulla, assolutamente
passa inosservata. Perché non sono per nulla, ha a che vedere con essa.
niente tranquillo
Conclusione
Un astrologo per Radio Spada Cattolico integrale?
La casa editrice in questione si
presenta come cattolica e propone ai
suoi lettori la figura di Baron Corvo
II. “BARON CORVO. IL VIAGGIO come quella di un “cattolico integra-
SENTIMENTALE DI FREDERICK le” (3), ovverosia di quei cattolici che
ROLFE” – come Mons. Umberto Benigni, fon-
datore del Sodalitium Pianum – so-

I niziamo il nostro argomentare dal vo-


lume di cui ho appena citato il titolo.
L’autore, Luca Fumagalli, si presenta
stennero l’opera di san Pio X contro il
modernismo. Cronologicamente ci sia-
mo: Baron Corvo muore nel 1913, sul
come uno dei fondatori di Radio Spada, finire del pontificato di san Pio X. In
e fa parte del Consiglio Direttivo del- tutto il libro però, non c’è accenno al-
l’associazione; il volume è edito da Ra- cuno ad un interesse di Frederick Rol-
dio Spada; l’impaginazione è a cura di fe per la questione modernista. Baron
Ilaria Pisa, la moglie di Andrea Giaco- Corvo è del tutto estraneo al movi-
bazzi. Durante la stesura di questo mio mento cattolico integrale.
30

Cattolico intransigente? lici inglesi”, commenta Fumagalli ( 9).


Almeno si potrà classificare Rolfe Corvo non fu quindi cattolico integrale,
tra i cattolici intransigenti, coloro cioè e tanto meno intransigente. Fu almeno
che si opposero alla presa di Roma da cattolico?
parte dello Stato liberale, sostenendo
le ragioni e i diritti del potere tempora- Cattolico?
le del Pontefice? I cattolici integrali Cattolico, Frederick Rolfe lo fu cer-
erano stati tutti cattolici intransigenti tamente, come quasi tutti gli autori
(4). Il libro di Fumagalli ci avverte che presentati dalle pagine culturali di Ra-
Baron Corvo è non solo estraneo a que- dio Spada curate da Luca Fumagalli. È
sta scuola di pensiero, ma contrario. proprio la conversione al cattolicesimo,
Baron Corvo anzi attribuiva (falsamen- avvenuta nel 1886 dall’anglicanesimo,
te) la sua espulsione dal seminario alle che giustifica secondo il suo biografo
mene dei “clericali neri” opposti ai l’interesse apologetico per Baron Cor-
suoi protettori, gli Sforza Cesarini; nel vo. Fumagalli stesso ammette però che
suo libro “Il desiderio e la ricerca del tut- forse la conversione fu dovuta a motivi
to” si presenta quindi come “una vitti- estetizzanti (p. 10), al suo “temperamen-
ma del loro sporco e venale rancore nei to romantico e ritualistico” e al deside-
confronti dei prìncipi protetti e inattacca- rio di diventare sacerdote (p. 44). Per
bili, che si battevano per la bianca croce lo stesso Fumagalli è ipotesi suggestiva
sabauda contro il potere temporale del ma “problematica” quella di considera-
Pontefice Romano” ( 5). Non sodale di re Rolfe uno “scrittore cattolico” (p. 27),
Mons. Benigni, quindi; semmai di mentre alcuni lo considerano “cattolico
Mons. Bonomelli ( 6). Anzi, persino di eterodosso” il cui Papa (Adriano VII) ha
Fra’ Pantaleo (1831-1879), il ‘cappella- delle somiglianze con quello immagina-
no’ spretato di Garibaldi, giacché Rolfe to dal modernista Fogazzaro (p. 184).
scrisse una novella in onore di una Sull’eterodossia di Rolfe torneremo
principessa romana esiliata “per aver parlando del suo interesse per l’occul-
aiutato dei poveri garibaldini” ( 7): la to. È vero che Rolfe non rinnegò mai la
principessa romana che lo proteggeva sua conversione del 1886; è vero anche
(e suggerì il nome d’arte di Baron Cor- che manifestò con parole e accenti orri-
vo) era in realtà inglese come lui, Caro- bili, la sua detestazione per la Chiesa
line Shirley, che aveva sposato il duca (per Citati, “la detestava per il suo insop-
Sforza Cesarini, ed era parente di un portabile fetore”), per i cattolici, per i
amico di Rolfe, conosciuto nel collegio sacerdoti (pp. 27, 48, 65, 83, 93, 104-
seminario di Oscott, Mario Sforza Cesa- 105, 117, 141, 164-165, 215, 251 nota
rini. In un’altra novella, pubblicata nel- 797) e per i religiosi (“le esilaranti vi-
la rivista di Lord Douglas, Rolfe si ispi- cende che riguardano i frati e il clero seco-
rava a un fatto realmente accaduto, che lare - ridotti a caricature sottilmente cru-
coinvolgeva sempre la famiglia Sforza deli di derivazione boccaccesca e chauce-
Cesarini, ostile a un “furibondo Pio IX” riana, hanno a che fare soprattutto con le
(8). Con una certa coerenza, nella sua bassezze dell’animo umano, con l’egoi-
opera più nota, Adriano VII, il Papa del smo, l’arroganza e la dabbenaggine” p.
romanzo (lui stesso) “inaugura un ponti- 117. Esilaranti?). “Rolfe, come molti al-
ficato innovativo: invita la Chiesa alla tri convertiti inglesi o americani, visse
povertà evangelica, rinuncia al potere sempre un rapporto di odio e di amore nei
temporale, pur di avviare una collabora- confronti dell’Italia. Pur amando la sto-
zione con il Re d’Italia…”, dona il patri- ria, l’arte, la cultura della penisola, con-
monio della Chiesa al Sindaco di Roma divideva l’opinione di Isaac Hecker secon-
e invia la Rosa d’oro (omaggio papale do il quale il cattolicesimo necessitava di
alle regine cattoliche) alla defunta Re- meno spirito italiano e di più spirito an-
gina protestante Vittoria (p. 183); glosassone” (p. 216, nota 673). Siccome
“l’impossibilità di una pacifica soluzione Radio Spada è una casa editrice che
della cosiddetta ‘questione romana’ era pretende essere cattolica integrale, sa-
un cruccio che assillava molti laici catto- rebbe stato qui opportuno spiegare ai
31

lettori chi era Isaac Hecker, giacché un avremo modo di tornare: limitiamoci a
vero cattolico integrale, l’abbé Charles notare come TUTTA la produzione let-
Maignen, futuro membro del ‘Sodali- teraria di Baron Corvo (“in ognuno dei
tium Pianum’ scrisse un libro su di lui: suoi libri”) sia inficiata oltre che dalla
‘Le Père Hecker est-il un Saint?’ (1898) in sua fede, anche dalla sua omosessuali-
reazione alla vita di Hecker scritta da tà, e anzi da entrambe in maniera inse-
padre Elliot. Protestante convertito al parabile. Vediamo qualche esempio, in
cattolicesimo, espulso dai Redentoristi, cui vita e letteratura si intrecciano.
fondatore della congregazione dei Pao- Dopo aver ricevuto la tonsura il 31
listi, teologo del cardinal Gibbons al marzo 1888, Rolfe è escluso dal semina-
Concilio Vaticano, padre Hecker fu l’i- rio, a Oscott, nel mese di agosto: Fuma-
spiratore del movimento eterodosso galli ci descrive una serie di persone
che fu poi chiamato Americanismo, che che frequenta allora. Iniziamo con John
fu condannato nel 1899 dalla lettera di Gambril Nicholson, i sui amici Joseph
Papa Leone XIII al card. Gibbons ‘Te- William Gleeson White e Charles
stem benevolentiæ’, dando così ragione Kains-Jackson con l’amante di quest’ul-
alla denuncia dell’abbé Maignen. Da timo, Cecil Castle (p. 55). Sono tutti
buon precursore del Vaticano II e della omosessuali (p. 56). Nicholson è una
dottrina sulla Libertà Religiosa, padre vecchia conoscenza di Rolfe (lo conob-
Hecker, il “Santo” degli Americanisti, be da studente) e ancora nel 1909 sarà
è ora Servo di Dio prossimo alla beatifi- lui a scrivere a Rolfe, che si trova a Ve-
cazione per i modernisti, sulle orme del nezia, per chiedergli di introdurre due
cardinal Newman il quale sosteneva amici “al sottobosco omosessuale della
che Hecker aveva fatto negli Stati Uni- città” (p. 241: è la genesi delle famige-
ti quello che lui aveva compiuto in In- rate ‘Lettere veneziane’). Nicholson non
ghilterra. Ma tutto questo lo leggete su è un semplice omosessuale, ma uno dei
Sodalitium, non certo nei libri editi da più importanti “poeti uraniani” (11) stu-
Radio Spada… diati da Timothy d’Arch Smith nel suo
libro Love in earnest (Londra, 1970). Ma
Cattolico e omosessuale. Cattolico omoses- c’è di più: Nicholson era un membro
suale. Cattolico “perché” omosessuale? dell’Ordine di Cheronea, così come l’al-
tro amico di Rolfe, Charles Kains-Jack-
Se il “cuore gonfio di Fede” di Frede- son (12), che diede una forte impronta
rick Rolfe (come scrive enfaticamente omosessuale al periodico The Artist and
Fumagalli nell’ultima di copertina) ha Journal of Home culture. L’Ordine era
influenzato la sua letteratura, si può una vera e propria Società segreta omo-
pensare che la sua omosessualità non lo sessuale, con riti di iniziazione, parole
abbia fatto? Fumagalli vorrebbe dire di d’ordine e segreti da osservare, che si
no (10), ma è costretto ad ammettere il ispirava nel nome alla omonima batta-
contrario. “A tutt’oggi, però, l’aspetto glia dove, nel 338 a. C., la “Sacra Banda
più pruriginoso e delicato della vita di di Tebe”, composta secondo Plutarco
Corvo è l’omosessualità… Rolfe detestava da 150 coppie di soldati omosessuali, fu
le donne, le loro forme gli provocavano ri- annientata. L’Ordine fu fondato nel
brezzo; negli uomini e nei giovani, perso- 1897 da un amico di Oscar Wilde, Geor-
naggi che non di rado circondano i pro- ge Cecil Ives, e ne fecero parte per l’ap-
tagonisti dei suoi racconti, più che l’ap- punto Nicholson, Kains-Jackson, Oscar
pagamento fisico cercava una soddisfazio- Wilde e Alfred Douglas, Samuel Cot-
ne tutta spirituale, quell’‘amico divino’ tam, Montague Summers, e molti altri.
che è compagno e sodale, capace di una Torniamo a noi: nel 1888 l’ex-seminari-
devozione assoluta” (p. 29). Fumagalli sta (che farà un secondo tentativo nel
cita Scoble: “scrisse apertamente della Collegio Scozzese a Roma) si trova a
propria omosessualità, incorporando in Christchurch in compagnia di questi
ognuno dei suoi libri autobiografici una poco raccomandabili amici. E scrive
casta storia amorosa dai risvolti omoe- The ballade of Boys bathing, “una lirica
rotici” (p. 76, nota 219). Sulla “castità” brillante e innovativa” scrive Fumagalli.
32

“La descrizione di alcuni ragazzi che fan- imitazione del modello arcadico allora in
no il bagno nella baia di St Andrews, ol- voga in Italia grazie ai tedeschi Wilhelm
tre all’esperienza diretta di Rolfe, dovette ‘Guglielmo’ von Pluschow – che aveva il
molto alle conversazioni avute con Kains- suo studio poco distante dal collegio Scoz-
Jackson e Gleeson Withe (anche quest’ul- zese (dove Rolfe era stato in seminario,
timo, sebbene sposato e con figli, era pro- a Roma, n.d.a.) – e Wilhelm von Gloeden
babilmente omosessuale). Durante uno (15). I ragazzi venivano ritratti in ambien-
dei loro incontri, infatti, Kains-Jackson ti pastorali con anfore e costumi ispirati
aveva illustrato agli amici le qualità arti- alla Grecia antica, in una tensione esteti-
stiche di The Bathers, un quadro del pit- ca tra classicismo e raffigurazione gotica
tore Henry Scott Tuke che rappresentava del nudo maschile. (…) Le foto di Rolfe
tre giovani in prossimità del mare” (Ba- svelano una coloritura omoerotica tanto
ron Corvo, pp. 56-57). Ed ecco a voi i nelle pose dei soggetti quanto nei giochi
“tre giovani in prossimità del mare”. di luce e ombra che scolpiscono ed esalta-
Vedendo il quadro [pubblicato nel no le forme fisiche” (pp. 68-70). “Fotogra-
libro], si capisce l’entusiasmo che occa- fie di questo tipo – spiega Fumagalli in
sionò la “lirica brillante e innovativa” nota – costituivano oggetto di collezione e
di Rolfe! “La nudità, ritratta nelle pose di scambio tra i membri più facoltosi del-
dell’arte classica, era tipica delle opere del la comunità omosessuale britannica” (p.
pittore di Falmouth (Tuke) che, con stile 70, nota 208). La realtà di Genzano
impressionista, solleticava le fantasie del- 1890, divenne l’opera letteraria già ci-
l’occulta comunità omosessuale inglese. tata Stories Toto told me (1898, poi am-
Rolfe rimase così colpito dalla descrizione pliato nel 1901 col titolo In His Own
di Klains-Jackson che decise di accompa- Image) (pp. 110-119). Il prete mancato
gnare la poesia con un’illustrazione ana- don Friderico (= Rolfe) viaggia per l’I-
loga di cui si fa riferimento anche in talia con una coorte di ragazzi (Guido,
Adriano VII” (p. 57), il libro che folgorò Ercole, Otone, Ilario, Desiderio, Vitto-
ed estasiò Mons. Benson, per il quale rio) guidati dal sedicenne Toto: “una
Rolfe sarebbe stato un prete di grande splendida creatura – scrive Rolfe – sel-
valore (p. 66, nota 196). Le nuotate di vaggia (discolo) degli Abruzzi. (…) La
Rolfe – sia nella vita reale, sia nella sua sua pelle era scura, con del vero sangue
letteratura (13) – diventano così un pre- sotto, liscia come una pesca, e il suo
testo per avvicinare o immaginare ado- aspetto era nobile come quello di un
lescenti e ragazzi seminudi o nudi: nei dio...” (p. 113). E Fumagalli: “L’Arcadia
racconti Stories Toto told me (1898) (14) rolfiana è un luogo esclusivamente virile,
il giovanetto Toto se ne va “in giro, dove le donne non hanno cittadinanza. I
completamente nudo, felice e libero” (p. componenti della compagnia, descritti
114, nota 345); ma un Toto esisteva an- con compiacimento nei loro attributi fisi-
che nella vita reale di Rolfe, che col ci, rimandano a una nuova sensibilità
pretesto della pittura e della fotografia pagana, incapace di celare un sentore
aveva attirato sette ragazzi di Genzano omofilo…” (p. 112, cfr. p. 161), “i santi e
(dopo la seconda espulsione dal semi- gli angeli a volte sono descritti al pari di
nario, nel 1890). Scrive Fumagalli (che divinità pagane” (p. 114), “i frati e il cle-
purtroppo devo riassumere per brevi- ro secolare” sono “ridotti a caricature
tà): “Il loro capo era il bel giovane Toto sottilmente crudeli di derivazione boccac-
Ephoros. Erano la compagnia preferita cesca e chauseriana” (p. 117). Mi limito
da Rolfe (…) quando nuotava nei fiumi o a citare Fumagalli: il libro andrebbe
nei laghi e quando si addormentava al- letto e citato per intero. Ebbene, non-
l’ombra dei boschi, cullato dal tepore del ostante quanto abbiamo visto, Fuma-
sole. (…) Studiò inoltre le tradizioni po- galli, nonostante tutto, valuta così que-
polari del Lazio figlie di una fede che ai st’opera di Rolfe: “Nelle storie che
suoi occhi pareva ingenua e affascinante, (Toto) racconta al padrone (…) alto e
ancora pregna di elementi paganeggianti. basso convivono all’insegna della purez-
Toto e i suoi amici posarono per Rolfe in za, custodito dalla benevolenza di Dio”;
alcune fotografie che l’inglese scattò a “si tratta dunque di veri e propri racconti
33

nota 41, pp. 68-69, 78, 157 che citeremo


appresso, sui bagni notturni descritti
nel Don Renato, p. 159). L’ideale a cui
si rifà sono gli “amori efebici” dell’an-
tica Grecia (16) cantati ad esempio dal
poeta ellenico del I secolo a. C. Melea-
gro di Gadara, da lui tradotto assieme
al suo mancato “amico divino”, l’omo-
sessuale Sholto Douglas (pp. 161-163)
(17). Ma Rolfe non era cattolico? Egli
univa in maniera malsana e sacrilega il
“turpe” vizio greco (Tacito) con tema-
tiche sacre. Nel 1891, a Christchurch,
dove prese il nome di Baron Corvo (pp.
Cecil Castle, amante di Kains-Jackson, ritratto da 75-76) troviamo di nuovo Rolfe in com-
Baron Corvo
pagnia di Gleeson-Withe e Kains-Jack-
morali il cui valore educativo non sfug- son, con l’amante di quest’ultimo, Ce-
ge…”; “il dolce sguardo dell’autore che cil Castle. Il fotografo Rolfe si aggirava
(…) non manca di ribadire l’infinita mi- per il paese fotografando… “i giovani”
sericordia divina” o, citando il biografo con “una speciale predilezione per Cecil
di Benson, padre Martindale, il libro “è Castle, che volentieri si prestava a posare
il prodotto spontaneo di una fede assolu- come modello grazie anche al benestare
tamente vitale” (pp. 114-117). Scusate- del cugino (Kains-Jackson, n.d.a.) per
mi, ma sinceramente non capisco. nulla geloso” (p. 78). Dalle fotografie
Rolfe scrittore, Rolfe pittore, Rolfe dell’amante di Kains-Jackson, che era
fotografo. Ma in tutte queste attività membro, ricordiamolo, dell’ordine
artistiche: Rolfe alla ricerca di ragazzi- omosessuale di Cheronea, Rolfe ricava-
ni. Lo fa dandosi una giustificazione va il modello per i dipinti raffiguranti
dottrinale, di principio, eterodossa, San Giorgio e San Michele (18), destina-
come in questo passo della sua opera ti alla chiesa del villaggio (pp. 78-79);
Cronache di Casa Borgia, citato da Fu- ma Fumagalli non ci vede nulla di
magalli proprio a proposito delle foto sconveniente: “le foto scattate all’aman-
omoerotiche di Genzano: “Se la perpe- te di Kains-Jackson, estranee a qualun-
tuazione della bellezza (…) non è pecca- que fine commerciale, rispondevano a
to, la persona dotata di bellezza naturale uno scopo più nobile: sarebbero servite
fa cosa non vergognosa ma onorevole nel come modello per le figure sullo sfondo
permettere che essa sia preservata con la dell’arazzo dedicato a San Michele che
pittura e la scultura. La perfetta bellezza Rolfe stava dipingendo per la locale cap-
non cerca di nascondersi, ma ammette pella cattolica” (p. 78).
semplicemente il mondo a partecipare Nel 1892, in Scozia, fu nominato
alla sua gioia, senza vanità né rossori, precettore dei nipoti di don Ogilvie-
senza scrupoli di rango o di dignità” (p. Forbes: scattava foto ai suoi pupilli
69, nota 207). Le fotografie che “costi- Malcom e Cuthbert, nonché ai vicini di
tuivano oggetto di collezione e di scam- casa, i fratelli Burnett, “vestiti e messi
bio tra i membri più facoltosi della co- in posa come santi”: ma non in modo in-
munità omosessuale britannica” rien- nocente, visto che la zia cacciò Rolfe e
trano in questa categoria del bello non gli proibì ulteriori contatti coi ragazzi
vergognoso ma onorevole che dà gioia (p. 87). Nel 1895, lasciato Nicholson
a chi l’osserva? È l’idea dell’arte per (sappiamo già chi è: un altro iniziato al-
l’arte di Wilde, sono i concetti espressi l’Ordine omosessuale di Cheronea) Rol-
a Malta, come vedremo, da Burgess per fe si reca a Holywell, presso il santua-
giustificare la pornografia. È un ritor- rio di santa Winifred, una Lourdes del
no al paganesimo, quello antico e quel- Galles. Lì, guarda caso, si lega col chie-
lo rinascimentale, quello che teorizza- richetto dodicenne Leo Schwarz; Rolfe,
no Rolfe e gli esteti come lui (p. 21 commenta Fumagalli, “dimostrò ancora
34

magnificamente elaborato a completa-


mento del rituale della Chiesa” (p. 180,
nota 563: Fumagalli cita – senza smenti-
re – un altro autore). Il Papa di Rolfe
dice di sé: “non pongo nessun freno alla
vista, all’udito, al gusto, al tatto, all’olfat-
to; se non per quanto mi dilettano le mie
naturali simpatie e antipatie. Li coltivo,
li raffino e li acuisco, ma non li mortifico
mai. Di rado mi sacrifico. E, se lo faccio,
mi colgo a trarre elementi di godimento
estetico dal mio sacrificio” (pp. 181-182).
Estetismo integrale, sensualismo inte-
Rolfe e Schwarz grale, non certo cattolicesimo integrale
al santuario di (per il quale non basta immaginarsi di
Holywell essere un Papa Borgia redivivo). Come
Rolfe, Adriano VII è tabagista, e l’im-
magine del Papa che fuma passerà da
Baron Corvo a Sorrentino, per la serie
tanto amata da Radio Spada, The Young
Pope (20). Anche in Adriano VII vanno as-
una volta di essere naturalmente incline sieme “sacro e profano” (p. 183), “mera-
al rapporto con i fanciulli, capace di viglia e disgusto” (p. 187).
un’affabilità che gli era aliena quando L’altra grande opera di Baron Cor-
l’interlocutore apparteneva alla schiera vo che lo ha reso famoso è “Il desiderio e
degli adulti” (p. 98). la ricerca del tutto”. Il titolo è tratto dal
Ed ecco una fotografia, a mio pare- Simposio di Platone, ove sta scritto: Il
re rivelatrice, di Rolfe e Schwarz al desiderio e la ricerca del tutto è detto
santuario di Holywell pubblicata da Fu- Amore (21). Per chi non conoscesse l’ope-
magalli sulla sua pagina FB. ra, riporto la breve presentazione
Continuiamo a scorrere le pagine dell’ultima edizione italiana (Castel-
della biografia edita da Radio Spada. vecchi): “Nicholas Crabbe è uno scrittore
Adriano VII (pp. 173-187), pubblicato inglese che soggiorna a Venezia. Insoffe-
nel 1904, è senza dubbio una delle ope- rente e smanioso, decide di cambiare aria
re principali di Baron Corvo, anch’essa e intraprende un viaggio in barca verso
autobiografica: Adriano VII è Baron sud. Tra le macerie di un villaggio cala-
Corvo, che si immagina elevato al Seg- brese devastato dal terremoto salva una
gio di Pietro, dopo essere stato respinto ragazza sedicenne, Ermenegilda. Soave e
dal seminario. Ed il Papa immaginario asessuata, l’adolescente è una figura am-
nel quale si identifica Baron Corvo è bigua che Crabbe accoglie sotto la sua
Alessandro VI, il secondo Papa della ca- protezione. Tuttavia, tornato a Venezia
sata dei Borgia, tant’è vero che nel ro- con l’androgina compagna, lo scrittore è
manzo Adriano VII è detto “il terzo Bor- riassalito dalla paranoia che sempre gli fa
gia” (p. 177, nota 551); un altro inglese “scambiare un volonteroso amico per un
contemporaneo si identificava con Ales- nemico in agguato”. Autobiografia non
sandro VI, Aleister Crowley, al punto dichiarata di un autore geniale quanto
che reputava di esserne una reincarna- tormentato, “Il desiderio e la ricerca del
zione, e di inserirne pertanto il nome tutto” è la disperata confessione di un
nel canone della “messa gnostica” da uomo che non sapeva amare e non riusci-
lui ideata (19). Ora, a giudizio del suo va ad essere amato, una “rêverie” erotica
ammiratore (di Rolfe, ovviamente) in cui manie di persecuzione ed egocentri-
Luca Fumagalli, anche nell’Adriano VII smo, afflati religiosi ed esoterici, si alter-
“perdurano elementi caratteristici della nano sullo sfondo languido e pittoresco
letteratura decadente come il tema la- della laguna veneziana. Il titolo rimanda
tente della perversione sessuale e lo stile al tema platonico della metà perduta, del-
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l’amore ideale che rende completo l’essere. nezia (gennaio 1908, p. 206), a “scattare
Scritto verso il 1909, il romanzo è rima- fotografie”. Sappiamo già che tipo di fo-
sto inedito fino alla morte di Rolfe a cau- tografie avrebbero scattato i due ingle-
sa della malcelata allusione a una rela- si, e Fumagalli ce lo dice: “non passò
zione omosessuale ed è stato pubblicato molto tempo prima che decidesse di noleg-
postumo solo nel 1934”. giare un ‘pupparin’, un’imbarcazione leg-
(Copertina dell’ultima edizione ita- gera, un tipo di ‘sandolo’ più piccola della
liana de Il deside- gondola. Come rematori, scelse due ragaz-
rio e la ricerca del zi, Carlo Caenazzo ed Ermenegildo ‘Zildo’
tutto di F. Rolfe, Vianello (in nota: Dawkins “aveva giura-
Baron Corvo. È to che Baicolo [Zildo], era la copia esatta
stata riprodotta dell’Agias di Delfi di Lisippo e voleva fo-
sulla pagina FB tografare il suo corpo sotto il sole, sullo
di Fumagalli, e sfondo di un muro imbiancato” F. Rolfe,
anche da Radio Un ossario della laguna nord, in Lettere
Spada, nell’audio veneziane. Tre racconti su Venezia. … Il
della conferenza professore e Corvo non furono i primi in-
tenuta da L. Fu- glesi a invaghirsi dei bei gondolieri vene-
magalli, intervi- ziani. Addington Symonds e Horatio
stato da PG. Se- Brown avevano già dimostrato una simi-
veso, nell’auletta le predilezione…). (…) Lui e il professore,
della CAP, Uni- anch’egli esperto fotografo, in almeno
versità Cattolica di Milano, il un’occasione, ritrassero i corpi nudi di
13/12/2016). Carlo e Zildo, disposti a imitazione di cer-
Anche in quest’opera maggiore, te sculture greche” (p. 217) (23). I lettori
dunque, vita reale e finzione letteraria più attenti avranno già riconosciuto in
s’intrecciano più che mai. L’ambienta- questo Zildo Vianello, minorenne gon-
zione è a Venezia, e a Venezia Rolfe doliere, lo Zildo/Zilda del romanzo, una
giunse nel 1908, e morì il 25 ottobre Zilda cioè che si traveste da Zildo, ri-
1913. Lì darà il meglio di sé, per così uscendoci perfettamente giacché nella
dire, con “lo sfogo delle inclinazioni re- vita reale era per l’appunto Zildo. Nel
presse, che si manifestarono con grande libro, ammette Fumagalli, “è latente so-
virulenza al contatto con l’ambiente eso- prattutto il tema dell’omosessualità dello
tico veneziano”; Rolfe, “nella più genui- scrittore: Ermenegilda – ispirata dall’o-
na tradizione decadente, si fece tingere i monimo ‘Zildo’ Vianello – ha un aspetto
capelli di rosso fiamma (si ricordino quel- androgino e il suo soprannome, così come
li di Baudelaire tinti di verde); la sua i vestiti che indossa (ovvero un nome
gondola, riccamente addobbata, suscita- maschile, Zildo, e delle vesti maschili,
va, nell’ultimo periodo della sua vita, i n.d.a), le sono imposte da Crabbe per ce-
commenti di tutta Venezia. Rolfe, che pri- larne la femminilità.
ma era così schivo, timoroso dello scanda- Anche se il protagonista dichiara che
lo, si offriva ora sfacciatamente alle criti- il suo scopo è quello di proteggersi dalle
che” (pp. 214-215, nota 669, cita Maren- malelingue, è abbastanza evidente l’esca-
go Vaglio) (22). Ma come giunse, Rolfe, motage adottato da Corvo per sfuggire
a Venezia? Vi giunse assieme a Richard alla censura” (p. 249): far credere a una
MacGillivray Dawkins (1871-1955), “ar- storia d’amore tra un uomo e una donna
cheologo di fama internazionale, tra i più (seppur travestita da uomo) mentre in-
importanti studiosi dell’antica Grecia” vece nella realtà si tratta della storia
ma anche un omosessuale che, quando d’amore di un uomo (Baron Corvo) per
conobbe Baron Corvo il 7 settembre un ragazzo diciassettenne (il gondoliere
1907, presso i Pirie-Gordon, si accorse Zildo Vianello): platonicamente, “due
ben presto “dell’anormalità sentimenta- metà di un tutto” (p. 248), una seconda
le che lo legava all’amico”, come scrive metà che “fisicamente, certo, deve trat-
Fumagalli (pp. 204-205). I due decisero tarsi di un ragazzo diciassettenne, perché
allora di fare un viaggio assieme a Ve- questo è il tipo fisico di Crabbe; ma un ra-
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gazzo, purtroppo (…) né la Chiesa né lo che chiunque abbia letto quelle testi-
Stato ti consentono di sposarlo. Di conse- monianze autobiografiche sa essere di
guenza Zildo, il ragazzo, viene decretata gran lunga al di là di questo limite (24).
Zilda, la fanciulla” (Auden, citato da Fu- Si tratta di una ventina di lettere (ora
magalli, nota 799, p. 252). Zildo è “un raccolte in volume sotto il titolo di Let-
Toto veneziano” (p. 252). “Questa volta tere veneziane) che Rolfe scrisse tra il
l’amico divino ha gli occhi di Ermenegil- 1909 e il 1910 (verso la fine della sua
da, quella metà che, secondo il mito plato- vita, quindi, quando era convertito da
nico descritto nel Simposio, può dare com- un pezzo al cattolicesimo).
pimento all’esistenza di un uomo. Il ma- Gli antefatti che diedero origine
trimonio finale, poco credibile nel descri- alla corrispondenza, ci sono narrati da
vere il coronamento della relazione etero- Fumagalli. Nell’estate del 1909 il “suo
sessuale, lascia comunque illeso il roman- vecchio pupillo”, John Gambril Nichol-
zo nella sua bellezza” (p. 253). Nonostan- son, scrisse a Baron Corvo che si trova-
te tutto ciò, per Fumagalli, il romanzo va a Venezia (abbiamo già visto di chi
“non è certamente un manifesto di propa- si tratta e ricordo che faceva parte del-
ganda omosessuale”: il “rapporto tra i la società segreta omosessuale detta
due” è “puro e angelico”. Ma Frederick Ordine di Cheronea). Nicholson racco-
Rolfe e Zildo Vianello (e gli altri ragaz- mandava a Rolfe due “conoscenti di
zi veneziani che lo frequentavano) non mezza età” che sarebbero venuti presto
erano proprio degli angeli. Il libro di a Venezia; compito di Rolfe era quello
Fumagalli cerca di farcelo credere: sì, di “introdurli al sottobosco omosessuale
Rolfe era omosessuale, ma non è dimo- della città” (p. 241), che quindi – Ni-
strato che fosse “sessualmente attivo” cholson doveva saperlo bene – doveva
(p. 39, e nota 100). A conferma di que- essere ben noto a Rolfe. I “due turisti”
sta ipotesi (la vita casta di Baron Corvo) (oggi parleremmo di “turismo sessua-
sta, per Fumagalli, il “voto di castità le” a scopo di pedofilia) si chiamavano
ventennale” che Rolfe fece, con la spe- Charles Masson Fox e Cockerton, pro-
ranza di poter un giorno essere ordinato babilmente James Stewart Cockerton
sacerdote, dopo essere stato allontanato (1862-1919): Cockerton era figlio di un
per la seconda volta dal seminario, que- ricchissimo uomo d’affari inglese (p.
sta volta a Roma, nel 1890 (p. 64). Mi 241); Fox (1866-1935) è un facoltoso
vien da pensare che avesse fatto un quacchero originario della Cornovaglia,
voto di celibato piuttosto che di castità, famoso come scacchista ma ahimè an-
giacché subito dopo detto voto lo trovia- che come pederasta, tanto che venne
mo in compagnia del giovane Toto e dei coinvolto in un processo (per aver cor-
suoi amici ritratti in pose “omoerotiche” rotto un minorenne) da lui intentato
(come dice il suo stesso biografo) mal- contro la madre di un sedicenne che lo
grado il voto di castità (la cui violazione ricattava, processo che distrusse la sua
comporta, ricordiamolo, il sacrilegio). reputazione (1912-13). Oltre che di Ni-
Poiché comunque non è morale né op- cholson, Fox era amico anche del pitto-
portuno, come scrive giustamente Fu- re Tuke, di cui abbiamo già parlato in
magalli, spiare dal buco della serratura, occasione del soggiorno di Rolfe a
non dovremmo o potremmo dire di più Christchurch, per cui si vede che quello
della vita privata di Rolfe (in mancanza dei pederasti inglesi era un piccolo
di un processo per sodomia come nel mondo in cui tutti si conoscevano. Rol-
caso di Oscar Wilde o di Simeon Solo- fe presentò dunque ai due connazionali
mon). Non potremmo o non dovremmo, gli adolescenti che lui stesso frequenta-
a meno che l’autore stesso non ci spa- va. È squallido dirlo, ma si tratta né più
lanchi la porta che cela la sua intimità, né meno di prostituzione, e Baron Cor-
e non ci descriva nei minimi dettagli la vo ne era il prosseneta: lo scrive in ter-
sua attività omosessuale con i giovani mini più edulcorati lo stesso Fumagalli:
vogatori o i gondolieri della laguna, con “in quegli anni di dilagante povertà ac-
termini che Fumagalli definisce essere compagnare ricchi signori stranieri dietro
“al limite della pornografia” (p. 341) ma compenso costituiva per tanti giovani ita-
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liani un’attraente integrazione economi- scrive minuziosamente le qualità fisi-


ca al lavoro duro e malpagato” (p. 241). che (cfr. Pollaud-Dulian; anche qui
Non c’è motivo di pensare che Fox e il ometto la citazione per decenza). Tanto
suo amico non fossero stati accontenta- dovrebbe bastare per disgustare per
ti da Rolfe, “accompagnando” i giovani sempre ogni persona non dico cristiana
gondolieri (rigorosamente minorenni). ma semplicemente normale e onesta.
Ma a Rolfe non bastava. Scrisse quindi Ma il libro edito da Radio Spada cerca
a Fox, ritornato in Inghilterra dal suo di diminuire le responsabilità del suo
viaggio “turistico” le suddette lettere, eroe “cattolico integrale” (poveri catto-
scongiurandolo di distruggerle come lui lici integrali!). Si pone allora la que-
avrebbe distrutto le sue risposte (Rolfe stione di sapere se davvero è accaduto
lo fece, Fox no, ed è per questo che quello che racconta Rolfe. Si badi
sono state pubblicate, solo negli anni bene: nessuno mette in discussione che
’70, le ‘Lettere veneziane’). Rolfe parla Rolfe abbia introdotto i suoi due amici
allora a Fox degli amori omosessuali “turisti sessuali” negli ambienti omo-
dei suoi giovani amici: “Fausto, Piero, sessuali di Venezia, nessuno discute
Zildo, Giuspette e Giorgio ‘il greco’ det- nemmeno (le lettere lo dimostrano) che
to anche Zorzi” (p. 241, nota 767); alcu- Rolfe abbia proposto a Fox di fornirgli
ni sono stati meglio identificati: Zildo nuovamente i giovani veneziani, a pa-
Vianello, il protagonista del romanzo di gamento (pagamento dei giovani, e pa-
Rolfe; l’amico già citato di Zildo, Carlo gamento del mediatore, ovvero Rolfe).
Caenazzo; Piero Venerando; Amadeo Rolfe – per far soldi – propone persino
Amadei (che rivelò a Rolfe i dettagli a Fox di scrivere libri pornografici da
dello scandalo Moltke-Eulenburg detto vendere a Parigi o Anversa, o di man-
della ‘tavola rotonda’ ovvero di una dargli in Inghilterra due ragazzi vene-
casa chiusa per omosessuali sita prima ziani (ma deve decidersi in fretta, altri-
a Venezia e poi a Padova, dove si pro- menti diventano grandi). Tutta la dis-
stituivano appunto i minorenni, tra i cussione è di sapere se veramente Rol-
quali quelli del giro di Rolfe), e Giorgio fe ha fatto quel che ha fatto con Piero,
Cesana, lo Zorzi il greco di cui sopra (in o Zildo o i ragazzi che offriva agli altri.
realtà un ebreo greco-corfiriota) (25), al- La risposta sembra evidente: lo affer-
l’epoca quattordicenne, che vinse ai ma lui stesso, e per giunta in una lette-
giochi olimpici di Atene del 1906 quale ra che chiede di bruciare, e che quindi
timoniere per la squadra della Reale non doveva essere pubblicata. La cosa
Società Canottieri Bucintoro, società di è così evidente che il primo biografo di
cui Rolfe era socio ordinario, frequen- Baron Corvo, che è all’origine del ‘cul-
tandola assiduamente e trovandovi ri-
fugio nel suo vagabondare (pp. 220,
222, 226-227, 253: anche Zildo Vianello
era della Bucintoro). In due lettere del
28 novembre 1909 e del 20-27 gennaio
1910, Rolfe parla a Fox degli amori tra
Zildo e Piero, e dei loro litigi, per cui
Rolfe ‘aggancia’ Piero portandolo in
trattoria (coi soldi di Fox). Il 27 gen-
naio, a Burano, Piero si vende a Rolfe,
che racconta tutti i dettagli del rappor-
to, avvenuto a Burano, al solito Fox (la
descrizione, come detto, è irriferibile in Copertina delle
“Lettere venezia-
questa sede) (26). Rolfe propone a Piero ne” di Rolfe
di andare a vivere assieme, a spese di
Fox naturalmente, a condizione di ven-
dersi anche all’amico inglese. Sempre
in cambio dell’appartamento, Rolfe
propone a Fox un tredicenne, di cui de-
38

to’ del personaggio, non esita a credere colo di Giovanni Dall’Orto, che ne contie-
a Baron Corvo stesso, e scrive di lui: ne un ampio stralcio, al seguente non rac-
“Non solo si dichiarava apertamente uno comandabile indirizzo: [http://www.gio-
dei patroni di quei bassifondi dell’omoses- vannidallorto.com/saggistoria/rolfe/rol-
sualità che esistono in tutte le città, ma fe.html (29)]. La lettura di queste pagine è
era anche diventato un incallito corrutto- sufficiente per chiudere il dibattito, e ca-
re di giovanetti e un seduttore di innocen- pire che denunciare detti articoli non
ti”. Così A. J. Symons nel suo Alla ricer- vuol dire essere un fariseo e lapidatore
ca di Baron Corvo; ma, secondo Fuma- incallito, tanto meno con una pessima
galli, Symons potrebbe aver esagerato mira (30). Almeno la mira, purtroppo, è
per rendere più appetibile il suo libro o giustissima, e Farisei sono coloro che fan-
per dimostrarsi imparziale nei confron- no finta di non vedere e di non sapere.
ti di Rolfe (p. 242, nota 770). “Le argo- Ma immaginiamo anche per un attimo
mentazioni di Symons, che parla di cor- che Rolfe “Baron Corvo” non abbia scrit-
ruzione dell’innocenza, di disonesti merci- to le lettere che ha scritto, non abbia det-
moni, e di depravazione, crollano, almeno to di aver fatto quello che ha fatto, e che
in parte, alla prova dei fatti” “non esisto- non ci resti di lui che la teoria dell’amore
no altre prove, se non le stesse epistole fir- platonico efebico puramente ideale, sen-
mate da Rolfe, che quanto descritto sia za alcuna conseguenza carnale. Sarebbe
realmente avvenuto” (p. 242); insomma, dunque accettabile questo ritorno al pa-
non potremmo credere neppure a Ba- ganesimo? Questo teorizzare l’amore
ron Corvo in persona (come se l’ammis- omosessuale pederastico sulla falsa riga
sione del colpevole non fosse la prova degli antichi greci? Di cercare l’amico di-
regina). “Si è portati a immaginare, vi- vino, l’altro sé stesso, in un adolescente
ste le vivaci e lunghe descrizioni, che tut- dello stesso sesso? La risposta per un cri-
to si riduca a un parto della fantasia del- stiano è una sola, inequivocabile, defini-
lo scrittore, interessato solamente al de- tiva: NO. E un cristiano che scoprisse in
naro di un ricco benefattore” (p. 243) sé tali inclinazioni, non dovrebbe alimen-
tanto più che gli scritti di Rolfe sono tarle col pretesto dell’arte, della lettera-
“comunque generalmente casti” (!) e lo tura, della filosofia, dello sport, della fo-
stesso Rolfe aveva fatto il famoso voto tografia, della pittura e ancor più della
di castità con l’intenzione, alla sua sca- religione, ma dovrebbe mortificare e cro-
denza proprio nel 1910, di rinnovarlo cifiggere tali inclinazioni. Le pagini cul-
per altri 20 anni (p. 243, e nota 772), turali di Radio Spada vanno purtroppo
malgrado le letture licenziose che gli nel senso diametralmente opposto a
erano abituali (p. 243, nota 772) ( 27). quello che ho appena proposto.
Dobbiamo pensare che Radio Spada, e
Baron Corvo, abbiano uno strano con- CONCLUSIONE: “La sua sensibilità
cetto della castità. letteraria” scrive Hanson (in Decadence
Luca Fumagalli, nella sua biografia and Catholicism, p. 330, citato da Fuma-
di Baron Corvo, ha omesso le citazioni galli, p. 125, nota 370) “era una mistura
imbarazzanti e decisamente scandalose di estetismo, pederastia e cattolicesimo”. È
delle Lettere veneziane (28), limitandosi a proprio questa mistura che ci ripugna.
qualificarle come “vivaci e lunghe” (p.
243). Come detto, anch’io ho deciso di Anglocattolicesimo e omosessualità
fare altrettanto, anche se la semplice let-
tura di qualche estratto di questi scritti Cattolico “perché” omosessuale, ab-
sarebbe ampiamente sufficiente per ca- biamo scritto. Questo non significa certo
pire quanto cerco di spiegare al lettore di che i cattolici siano omosessuali o che in
questo mio articolo; ma un minimo di pu- alcun modo la fede o la morale cattolica
dore mi vieta di trascrivere le lettere in mostrino alcuna debolezza o compiacen-
questione. Chi vuole farne conoscenza za per il vizio contro natura: tutt’altro.
per portare un giudizio informato può Quello che intendo dire è che la tanto
leggere il libro (i riferimenti sono citati decantata Fede cattolica dei personaggi
in nota) oppure consultare ‘in rete’ l’arti- dell’arte e della letteratura presentati
39

dalle pagine culturali di Radio Spada è leremo in questo articolo; molti di essi
non casualmente unita alla tendenza sono stati presentati ai lettori da Radio
omosessuale (dimostrata o almeno so- Spada. Hanno tutti in comune la cultura
spettata) degli artisti in questione, al anglosassone, l’amore dell’arte, la con-
punto che sia lecito porsi delle domande versione al cattolicesimo e, quasi tutti,
sul perché tanti autori (del cosiddetto l’omosessualità ( 32). È solamente un
decadentismo, o estetismo, o dandysmo) caso? No, non è un caso, sembra dire
abbiano unito la simpatia per il cattoli- David H. Hilliard, della Flinders Univer-
cesimo con le tendenze omosessuali. Nel sity di Adelaide (Australia), in un suo
romanzo di Evelyn Waugh tanto amato articolo su Anglocattolicesimo e Omoses-
da Fumagalli, Ritorno a Brideshead, uno sualità (33) che Luca Fumagalli ben cono-
dei personaggi esclama: “Guardati dagli sce, giacché lo cita nel suo saggio su Ba-
anglocattolici, sono tutti sodomiti dal dis- ron Corvo e nella bibliografia (p. 302).
gustoso accento”. Per Fumagalli (p. 30) si Cercherò di presentare al lettore un ri-
tratta di “un trito luogo comune”. Per assunto di questo articolo, nel quale tro-
quel che riguarda il “disgustoso accen- veremo personaggi che abbiamo già in-
to” non saprei dire; per quel che riguar- contrato o incontreremo successivamen-
da l’anglocattolicesimo non bisogna cer- te, ma anche altri di cui non avremo a
to generalizzare (in questo caso si trat- occuparci ulteriormente. Il tema del le-
terebbe certo di un trito – e calunnioso game tra anglocattolicesimo e omoses-
– luogo comune) ma neppure evitare di sualità – non lo ignora Hilliard e non lo
chiedersi da dove nasca questo “luogo ignora Fumagalli – faceva parte dell’ar-
comune”. Per anglocattolicesimo si in- senale polemico anticattolico dei prote-
tende – di per sé – una tendenza della stanti inglesi, tra i quali l’“arrabbiato”
comunione anglicana, sia a livello teolo- Charles Kingsley, al quale Fumagalli ha
gico (Movimento di Oxford, Trattariani) dedicato una conferenza pubblicata su
sia a livello pratico e liturgico (Rituali- Radio Spada il 5 agosto 2017 (34). La pra-
smo) che cerca di conciliare anglicanesi- tica del celibato in alcuni esponenti an-
mo e cattolicesimo, o cerca di dimostra- cora anglicani dell’anglocattolicesimo, e
re che l’anglicanesimo è il vero cattoli- la rinascita di ordini religiosi maschili
cesimo tradizionale, o una delle sue di vita comune, insospettivano il reve-
espressioni. Il movimento ecumenico rendo protestante per il quale questo ri-
deve molto agli anglocattolici (Lord Ha- fiuto del matrimonio era chiaro indizio
lifax, Colloqui di Malines). Tra gli espo- di tendenze non solo cattoliche ma an-
nenti del Movimento di Oxford alcuni che omosessuali (anche se il termine
rimasero protestanti (Pusey) altri si con- non era di moda a quei tempi). Ovvia-
vertirono al cattolicesimo (Newman). Se mente, il fatto in sé è significativo sola-
l’aspetto teologico dell’anglocattolicesi- mente dei pregiudizi protestanti; ma an-
mo interessa lo studio dell’ecumenismo, che ai nostri giorni, nel movimento “tra-
e in parte anche le radici del moderni- dizionalista” ad esempio, vediamo come
smo (31), l’aspetto pastorale (liturgia, a fianco di eroici difensori della Fede,
vita religiosa, medievalismo) ha maggio- della liturgia e della Tradizione, vi siano
re attinenza col nostro tema. Nello spie- altri (specie nei movimenti Ecclesia Dei
gare egli stesso l’attrattiva che la Chie- e Summorum Pontificum) che, attirati
sa Cattolica esercitava sugli artisti in- non tanto dalla dottrina quanto dall’e-
glesi a cavallo tra il XIX e il XX secolo stetismo, sono stati coinvolti in accuse e
(tra cui latino e liturgia, una Chiesa-mu- gravi sospetti o persino a volte in episo-
seo in decadenza) Fumagalli dà, a mo’ di poco corretti riguardanti la morale
di esempio, oltre a Baron Corvo, una li- sessuale e l’omosessualità. Per tornare
sta di convertiti: “tra gli intellettuali di- all’anglocattolicesimo, e a David Hil-
ventati cattolici spiccano per notorietà liard, l’articolo prende le mosse dalla fi-
Oscar Wilde, Aubrey Beardsley, Robbie gura del Cardinal Newman e di alcuni
Ross, John Gray, Ernest Dowson, Lionel suoi collaboratori come Richard Hurrel
Johnson, Henry Harland e Alfred Douglas” Froude († 1836) e F.W. Faber. I sospetti
(p. 125, nota 371). Di alcuni di essi par- dei protestanti contro il cardinal New-
40

man sono ormai noti anche al grande Caldey Island, nel Galles, di cui è abate
pubblico, dopo la sua “beatificazione”, nel 1906. Messa in latino, riti fastosi, e
in particolare a causa dell’intima amici- letture in ricreazione delle “Stories Toto
zia con l’inseparabile Ambrose St John: Told me” di Baron Corvo, con bagni in
dopo la morte del suo amico, Newman mare nudi nei mesi estivi. Anche Fuma-
prese l’abitudine di dormire nel suo let- galli conosce e cita l’episodio, ripren-
to, e chiese di poter essere sepolto con dendo il libro di Goldhill sui Benson:
lui nella stessa tomba. “Benjamin Alfred (sic) Carlyle ‘fondò nel
Se a questo riguardo si può parlare 1906 (una congregazione anglicana) a
solo di ambiguità, o di tendenze subli- Caldey Island, vicino alla costa meridio-
mate, non si può dire la stessa cosa, per nale del Galles. (…) Una pratica che
Hilliard, in certi casi di comunità reli- Carlyle introdusse per i suoi monaci, poco
giose (anglicane) che diedero luogo a in linea con la regola di san Benedetto,
scandali. Il nostro autore cita il caso di era quella di fare il bagno nudi, in grup-
alcune comunità religiose anglicane, po, mentre lui, autonominatosi abate,
come ad esempio la Society of St Augu- leggeva racconti estratti da ‘Stories Toto
stin del vescovo missionario anglicano told me’ di Rolfe”. Il commento di Fuma-
Edward Twelles, o quello del “monaste- galli? “anche nell’affollata galassia dei
ro benedettino” anglicano dell’“eccen- non cattolici vi era chi apprezzò i raccon-
trico e stravagante” Padre Ignatius di ti di Corvo” (Baron Corvo, p. 118, nota
Gesù (al secolo Joseph Leycester Lyne, 356). Ai rolfiani o corviniani bagni in
1837-1908) colpito da due scandali: il tenuta adamitica, bisogna aggiungere
primo nel 1864, causato da una lettera nella bizzarra spiritualità di questo
amorosa di un certo fra’ Agostino a un “benedettino” la pratica poco ortodos-
tipografo, e il secondo nel 1868 quando sa e troppo entusiasta del bacio liturgi-
un certo Fra Stanislao (James Barret co. Nel marzo 1913 lui e 22 suoi monaci
Hugues) scappò con un ragazzo. Il ri- sono accolti nella Chiesa cattolica da
fondatore del “monachesimo” in Inghil- Dom Marmion. In seguito Aelredo
terra finì poi miseramente nel giro del- Carlyle lasciò la vita religiosa, intrat-
le ‘piccole chiese’ (Villatte). Un’altra tenne un’intima amicizia con Peter An-
comunità monastica esaminata è quella son (1889-1976), anche lui spiritista e
dell’Ordine di sant’Agostino (1867) del- scrittore, convertito al cattolicesimo e
l’eccentrico George Nugée (1819-1892) monaco nel monastero di Carlyle (ne
che fonda nel 1878 un priorato a Wal- sarà il biografo). Viene considerato
worth, a Sud di Londra, frequentato poeta uranista Digby Mackworth Dol-
abitualmente dall’esteta e storico del ben, con il suo intimo amico Gerard
Rinascimento Walter Pater (su cui ri- Manley Hopkins (futuro gesuita, di cui
torneremo). Suo intimo amico è Ri- riparleremo) nel clima di Eton e Ox-
chard Charles Jackson (1851-1923), fra- ford. Nell’Alta Chiesa (anglicana) Hil-
tello laico del monastero (in seguito an- liard cita il caso di Henry Scott Holland
che lui coinvolto nelle ‘piccole chiese’), e di Ronald Knox, in ambito universita-
che gli scrive un poema piuttosto ambi- rio, nei rapporti tra insegnante ed allie-
guo. Jackson non nascondeva il fatto vi, e quello di George Douglas Tinling
che il protagonista del romanzo di Pa- con Robert Gray Scurfield; George
ter, Mario l’Epicureo, si ispirava a lui. Campbell Ommanney, vicario, che chie-
Altra bizzarra fondazione monastica è de anche lui di essere sepolto col vec-
l’Anglican Congregation of Primitive Ob- chio parroco, come esempi dello stesso
servance of the Holy Rule of St. Benedict problema nei rapporti tra parroco e vi-
fondata nel 1896 da Benjamin (Aelre- cario in una parrocchia anglicana. Hil-
do) Carlyle (1874-1955). Il nome mona- liard parla poi delle riviste letterarie e
stico evoca quello di S. Aelredo di Ri- artistiche a sensibilità omosessuale
evaulx, abate cistercense medioevale come The Artist (dove scrive Rolfe), The
(† 1167), molto amato dagli omosessua- Spirit Lamp di Lord Alfred Douglas,
li per aver cantato ‘l’amicizia spiritua- The Camaleon di John Francis Bloxam
le’ (35). Carlyle fonda un monastero in (1873-1928). La vicenda umana di John
41

Francis Bloxam è particolarmente inte- ed arriviamo a… Mons. Benson che, an-


ressante per il nostro soggetto. Bloxam cora anglicano, respinge il matrimonio
è un oxfordiano che riceve gli ordini sa- come inconcepibile; e come spiegare la
cri nella ‘chiesa’ anglicana: è di sensibi- sua appassionata amicizia con Rolfe,
lità ritualista e anglocattolica, cele- (pp. 15 ss)? I due si scrivono non solo
brando la “messa” in latino: la sua par- ogni settimana, ma ogni giorno. Molti
rocchia è frequentata da Lord Halifax, uraniani che hanno scritto dell’amore
un pioniere dell’ecumenismo, e da suo maschile sono clergymen anglicani
figlio Lord Irwin, Viceré dell’India. Blo- come Edwin Emmanuel Bradford, Sa-
xam è a pieno titolo un esponente del muel E. Cottam, George Gabriel Scott
decadentismo inglese (è citato da Ellis Gillet, Edward Cracroft Lefroy, Ed-
Hanson nel suo Decadence and Catholi- mund St Gascoigne Mackie. Cottam e
cism, Harvard University Press, 1997). Bradford furono membri segreti del-
Come Baron Corvo, e tutti quanti, me- l’Ordine di Cheronea, fondato sulla
scola nella sua opera letteraria liturgia fine del 1890, un ordine di omosessuali.
e pederastia. Nell’unico numero della Tra loro Montague Summers (ne parle-
sua rivista The Camaleon pubblica in- rò in seguito) membro della British So-
fatti una novella che farà scandalo: The ciety for the Studies of Sex Psychology,
Priest and the Acolyte, il Sacerdote e il il cui biografo è il padre carmelitano
chierichetto. Il chierichetto in questio- Brocard Sewell. Sempre tra anglocatto-
ne è un ragazzo di 14 anni, amante del lici, poi divenuti in parte cattolici, Hil-
sacerdote anglicano. Il tragico amore liard cita la Society of SS. Peter and Paul
sfocia in un suicidio “liturgico”: i due fondata nel 1910 da Maurice Child e
moriranno abbracciati dopo aver bevu- Ronald Knox (figlio del “vescovo” di
to il veleno al calice della “messa”. Manchester, amico di Evelyn Waugh,
Nello stesso numero uno (e unico) Blo- Ronald Knox si convertì al cattolicesi-
xam pubblicò Two Loves del celebre mo). È Maurice Child ad avere fama di
amante di Oscar Wilde, Lord Douglas omosessuale e “sibarita”. E la lista con-
(il testo fu presentato al processo con- tinua con Tom Driberg, Lord Bradwell,
tro Wilde), e su The Artist Bloxam pub- deputato, anglocattolico, e omosessua-
blica un’altra novella dello stesso gene- le, per passare poi alla letteratura,
re, A Summer Hour. Hilliard cita poi il dove non può mancare l’immancabile
caso di André Raffalovich, un ebreo au- citazione di Brideshead. Tutti gli anglo-
tore di Uranisme et Unisexualité (la cattolici erano omosessuali? Certamen-
principale opera di Raffalovich sull’o- te no (semmai erano tutti ecumenisti).
mosessualità pubblicata nel 1896, anno Molti però lo erano, e questo punto di
della sua conversione al cattolicesimo, vista può chiarire il perché di un’accop-
nella quale spiega che l’unisessualità o piata in linea di principio antitetica –
omosessualità è una normale manife- cattolicesimo e omosessualità – che in
stazione della sessualità umana da vi- Rolfe è come il marchio di fabbrica.
vere in castità sostenuta dall’amicizia).
Parleremo in seguito di Raffalovich. “Cattolico” occultista?
Hilliard cita poi Rolfe (Baron Corvo),
Lord Douglas, Lionel Johnson, John Hugo Pratt, creatore del personag-
Gray, diventato parroco a Edimburgo, gio dei fumetti Corto Maltese, fu inizia-
amante prima di Wilde poi intimo ami- to alla Loggia Hermes all’Oriente di
co di Raffalovich. Avendo parlato di Venezia e all’Obbedienza della Gran
Lord Douglas e John Gray, come non Loggia d’Italia di Palazzo Vitelleschi, il
parlare anche di Oscar Wilde, anche lui 19 novembre 1976. In un’avventura di
convertito al cattolicesimo seppur in Corto Maltese, intitolata Favola di Ve-
articulo mortis. Hilliard ricorda che du- nezia, il protagonista si ritrova in una
rante il celebre processo per sodomia riunione di una Loggia massonica di
Wilde fu aiutato da un ‘prete’ anglocat- Venezia, città nella quale era stato atti-
tolico, socialista ed esteta, Stewart rato da una lettera del suo amico Baron
Headlam. La lista di Hilliard continua, Corvo alla ricerca della ‘Clavicola di
42

Salomone’, un talismano magico che pertina di ‘Adriano VII’ – dove fanno


presenta misteriose incisioni. Il 13 feb- nuovamente bella mostra di sé il Cancro
braio 2016 scrivevo al proposito a Luca e la Luna – e quella di ‘The Book of Sa-
Fumagalli: cred Magic’ di MacGregor Mathers, un
“L’attrattiva è tale che (quasi) tutto volume di magia e teosofia” (p. 193,
quello che riguarda Rolfe, lei lo fa cono- nota 605). L’Autore avrebbe potuto in-
scere ai suoi lettori ed estimatori, anche vece utilmente indagare sui legami –
le strisce di Hugo Pratt su Corto Maltese, di cui parleremo – tra certi ambienti
in un racconto che parla sì di Baron Cor- letterari inglesi e le sette occultiste
vo, legandolo però all’esoterismo così caro come la Golden Dawn (Alba Dorata)
a questo autore massone di stretta osser- che ebbe a capo proprio Mathers, co-
vanza (tutto il racconto è strettamente gnato del filosofo Henri Bergson, e pri-
massonico: https://it.wikipedia. ma amico e poi nemico dello stregone
org/wiki/Favola_di_Venezia)”. diabolico Aleister Crowley, ambienti
Nella sua biografia su Baron Corvo, di cui abbiamo parlato a lungo scri-
l’Autore cita Pratt e l’ambientazione vendo di Ezra Pound ( 37). Lo stesso
massonica del racconto con un solo pseudonimo di Baron Corvo potrebbe
commento: “Pratt era un cultore dell’o- derivare da simbologie alchemiche,
pera di Rolfe” (p. 24 e nota 53), e già ci scrive Fumagalli a p. 75. E Baron Cor-
possiamo chiedere come mai un masso- vo si dilettava – come pure il suo ami-
ne possa essere stato un cultore dell’o- co Benson di cui parleremo – di spiriti-
pera di un “cattolico integrale” (come smo (pp. 85-86, 113, 116, 230-231), al
Radio Spada ci vuol far credere che fos- punto che si è parlato, per Baron Cor-
se Baron Corvo) (36). vo, di “una duplice fede: quella per il
Fumagalli, avvocato del diavolo, cristianesimo e quella per lo spiritismo”
scrive più volte dell’estraneità di Rol- (p. 116). I tentativi di difenderlo sono
fe alla Massoneria. Se C. Cruise (2004) un po’ ridicoli: Rolfe “aborriva lo spiri-
ritiene che l’Ordine della Santissima tismo” (p. 86) ma l’amico William Tho-
Sofia, fondato dai suoi amici Harry mas Stead riuscì a convincerlo a “par-
Luke e Charles Pirie-Gordon, al quale tecipare a una seduta magica di evoca-
subito Baron Corvo aderì, avesse un zione” (p. 86) e “lo introdusse nel mon-
carattere massonico o iniziatico, Fu- do dello spiritismo” (siamo nel 1892).
magalli ritiene la cosa impossibile, Ancora più ridicola la difesa d’ufficio
giacché Rolfe scrisse, ne Il desiderio e di p. 116: “se è pur vero, come si vedrà
la ricerca del tutto: “Io, cattolico, non più avanti, che l’occulto e la magia ebbe-
assisterò ad alcuna funzione che non sia ro una parte nella vita di Rolfe, esse fu-
celebrata da cattolici e considero questa rono tutt’al più un passatempo per fuga-
inframmettenza di framassoni e di pa- re la noia, di gran lunga meno impor-
stori con sgomento non disgiunto da dis- tanti rispetto alla religione cattolica a
gusto” (p. 200, nota 629; è paradossale cui Rolfe si approcciò sempre con la mas-
che il suo ultimo benefattore che ac- sima serietà”. Quale sia la “serietà”
quisirà i diritti d’autore sulle opere di del cattolicesimo di una persona che
Rolfe sarà proprio un pastore e masso- indulge alla magia e all’occulto ( 38),
ne!). Non altrettanto può dire però giudichi il lettore. Lo stesso Fumagal-
dell’estraneità del suo eroe all’esoteri- li, trattando dell’amicizia tra Baron
smo, che è coessenziale alla Massone- Corvo e Mons. Benson, ce li descrive
ria. Baron Corvo crede fermamente al- passare il loro tempo “tra esperimenti
l’astrologia (pp. 34, 193, 205, 208, 233): di magia bianca, gare natatorie e il
il Granchio (costellazione del Cancro) fumo delle immancabili sigarette” (p.
e la Luna divennero i suoi simboli eso- 195, e nota 614). Non diversamente
terici e ispirarono il nome dei suoi nelle sue opere letterarie. Nel Don Re-
personaggi (Crabbe): “Colin Cruise si nato (1909) (39), il personaggio in cui si
spinge troppo oltre – secondo Fumagalli identifica Rolfe è dom Gherardo Pi-
– quando tenta di dimostrare l’esistenza narj, sacerdote (come lui aspirava ad
di analogie iconico-simboliche tra la co- essere) che si diletta con “esperimenti
43

di magia bianca” (p. 156). “In Don Re- Omar dava una forma poetica al nuovo
nato” – scrive Fumagalli – “la realtà ri- materialismo che era seguito alle teorie di
nascimentale” è “caratterizzata dai ri- Darwin’ (…) l’impudente scetticismo e l’e-
flessi pagani, in cui convivono preghiera, picureismo sono i veri protagonisti” (p.
magia e assurde superstizioni”: “il culto 135). “Ogni proibizione è sbeffeggiata, ogni
della bellezza fisica (…) ricompare … imposizione è abbattuta dall’edonismo di
nell’ammirazione incondizionata della un uomo soddisfatto della propria ignoran-
bellezza, della forza, della leggiadria di za, che brinda a una realtà di cui non è in
don Renato e dei paggi del palazzo. Una grado di cogliere il senso” (p. 136). Eppure
scena in cui paganesimo e cristianesimo “anche se Omar nei suoi versi si autorap-
sono più chiaramente commisti è quella presentava come un eretico, un decadente
che descrive la spedizione al lago di avant la lettre, la serietà dei suoi studi e la
Nemi, il bagno notturno, la ricerca delle profondità dottrinale, hanno fatto sorgere
erbe magiche, la danza intorno al falò il sospetto a diversi studiosi che le Rubai-
come ‘furiosi coribanti’ (40), il disperdersi yat nascondino (sic) in realtà, dietro un
nei boschi (…) l’attesa dell’alba per ri- linguaggio allegorico, insegnamenti religio-
tuffarsi nell’acqua, la corsa attraverso la si esoterici” (nota 409). Anche questo la-
campagna per assistere alla messa” (41) voro letterario di Baron Corvo è certo
(la messa finale non rende certo cri- dovuto al suo cuore “gonfio di Fede”,
stiana la pratica, amata da Rolfe nella senza dubbio. Se Baron Corvo finì col li-
vita reale, dei bagni nudi coi minoren- tigare con l’ebreo Scott (che divenne
ni di turno). quindi oggetto dei suoi strali come tutti
Il “cattolico integrale” Rolfe non gli ex-amici) non accadde così, alla fine
esitò poi a pubblicare un romanzo (the della sua vita, con un pastore protestan-
Weird of the Wanderer, 1912) (42) presso te massone rosacroce, al quale affiderà i
l’editore William Rider, direttore diritti sulle sue opere. Si tratta del ‘reve-
dell’Occult Review (p. 231). Sarete lieti rendo’ Justus Stephen Serjeant (1857-
di apprendere che Baldassarre, uno dei 1942) che era “massone, di stretta osser-
Re Magi, è nella fantasia di Baron Cor- vanza rosacrociana” “ed è probabile che” a
vo… sé stesso, cioè Nicolas Crabbe, che Venezia “i due parlarono anche di magia
“grazie allo studio delle arti magiche” ha ed esoterismo” (p. 257). Non era il primo
viaggiato indietro nel tempo, prima ecclesiastico protestante con il quale si
nell’antico Egitto, poi incarnandosi in legava con un vincolo di amicizia: sem-
Odisseo (Ulisse), infine divenuto una pre a Venezia contava tra i suoi benefat-
divinità dell’Olimpo (pp. 231-235): il li- tori i coniugi Ragg, ovverosia il cappella-
bro non piace a Fumagalli, secondo il no anglicano di Venezia e la consorte
quale però conserva un “ideale cristia- (anch’essi dileggiati poi da Corvo nei
no”. Un altro romanzo del Nostro è de- suoi scritti). Il ‘canonico’ Ragg lo intro-
finito “burla esoterica” (p. 235). dusse in casa dello storico Horatio
Fumagalli ci descrive un Baron Cor- Brown, amico e biografo di John Adding-
vo - in quanto cattolico - ostile a ebrei, ton Symonds, legato pure a Tuke, Glee-
massoni e protestanti (per la verità era son White, Kains-Jackson e Nicholson
ostile al mondo intero), ma le cose stan- (p. 225). Un bel giro di omosessuali: “il
no proprio così? Abbiamo già visto che professore (Dawkins) e Corvo non furono i
era ebreo il suo giovane amante, Giorgio primi inglesi a invaghirsi dei bei gondolieri
Cesana. È un ebreo Temple Scott (1864- veneziani. Addington Symonds e Horatio
1939: il vero nome di Scott era Isaac Brown avevano già dimostrato una simile
Henry Solomon Isaacs) (p. 135) che ri- predilezione (cfr. Reade, Sexual Heretics,
chiede a Baron Corvo la traduzione in pp. 22, 45)” (p. 217, nota 675) (43). Con il
prosa delle Rubaiyat, “componimenti poe- rev. massone Serjeant andò meglio che
tici persiani attribuiti a Omar Khayyam, con il canonico Ragg, in quanto fino al-
matematico e astronomo del XII secolo”. l’ultimo godette dei diritti all’opera let-
“Le Rubaiyat ‘rispondevano perfettamente teraria di Rolfe, anche se per la verità fu
a una generazione in rivolta contro i dog- il massone inglese a foraggiare lo scritto-
mi della religione; e il pensiero pagano di re, piuttosto che il contrario.
44

“Il canto del Corvo”. Viaggio sentimentale Una triste morte


verso il diabolico
Frederick Rolfe morì nella notte
Il prologo del libro di Fumagalli del 25 ottobre 1913, in una camera d’al-
s’intitola: “il canto del corvo”. Le ultime bergo di Venezia, di un infarto cardia-
righe ne svelano il significato (inquie- co. Lo scoprì il mattino un ultimo ami-
tante): “Kafka annotava che ‘nessuno co, tale Thomas Pennefather Wade-
canta più puramente di coloro che abita- Brown, che morirà suicida nel 1918 (p.
no nel più profondo dell’Inferno; quello 261). Morì di infarto cardiaco, mentre
che prendiamo per il canto degli angeli è si stava sciogliendo i lacci delle scarpe
il loro canto’. È lo stesso canto degli sfor- (p. 262). Il console inglese, Gerald
tunati e dei vinti: il canto di Baron Cor- Campbell, dopo aver riconosciuto la
vo” (p. 31). Spero di sbagliarmi, ma salma nell’obitorio, cercò nella camera
scorgo in questa frase e nella riflessio- del defunto tracce di un possibile ere-
ne che la conclude, una eco della poe- de; trovò invece, “inorridito”, “lettere,
sia di Milton. William Blake (1757- disegni e agende che sarebbero bastati a
1827), grande ammiratore di Milton e provocare cento scandali (…) biglietti ri-
illustratore del poema epico, disse di cattatori e fotografie che svelavano le in-
lui che “era un vero poeta, e stava dalla naturali inclinazioni dello scrittore”. Il
parte del diavolo senza saperlo”. console “tentò di disfarsi del materiale
Descrivendo sé stesso nel Desiderio scabroso gettandolo direttamente nel Ca-
e la ricerca del tutto, e facendo allusione nal Grande, ma gli fu impedito dalla pre-
all’Adriano VII, Rolfe scrive: “Odiò gli senza di due ufficiali di polizia. In un se-
dei che lo rendevano incapace di fare di condo momento riuscì comunque a di-
più. Se quegli esseri divini avessero avuto struggere gran parte dei documenti. Rac-
la saggezza di fare di lui un autocrate su- conti come quello di Campbel alimentaro-
premo come il papa di Roma e di assicu- no intorno a Rolfe pettegolezzi e maldi-
rargli le ricchezze inesauribili di un Rock- cenze: Llewlyn Powys scrisse che Baron
feller, lui era l’uomo capace di mostrare Corvo era morto mentre si trovava a letto
al mondo come si rimedia ai disastri”. con un ragazzo, e Mons. Benson (…) cele-
Ecco, leggendo queste parole ci chie- brò una messa da requiem credendo che
diamo se, a volte, come il ‘padre’ di tut- l’amico si fosse suicidato”. L’ipotesi del
ti i decadenti, Baudelaire, Rolfe odiò suicidio non è forse così campata in
Dio. Il satanico non è estraneo dalla aria se il cultore di Baron Corvo, Shane
prosa di Rolfe (p. 253, nota 802: satani- Leslie, ancora nel 1924, scrisse che Cor-
co e non satanico): un libro minore di vo si era suicidato (pp. 265-266 e nota
Rolfe, Hubert’s Arthur (44) presenta un 844). E notiamo che fu Leslie ad occu-
Medioevo descritto “con malsano com- parsi di trasferire le spoglie di Rolfe in
piacimento ‘nei tormenti e nei massacri’, un loculo, dove ancora si trovano, pro-
dove l’osceno si mescola al santo e al dia- prio nel 1924.
bolico…” (p. 238). Malsano, osceno, san- Comunque, anche ammettendo la
to e diabolico: non avremmo potuto dir morte naturale, c’è da tremare per la
di meglio! È proprio la mescolanza salvezza di quest’anima, pensando alle
“malsana” della fede cattolica (il “san- lettere che scrisse ancora sul finire del-
to”) con una omosessualità, anzi pede- la sua vita (e quello che descrivono), al
rastia, non combattuta (l’“osceno”) che fatto che Rolfe sia morto senza sacra-
porta facilmente al “diabolico”, cioè a menti, improvvisamente, e che in came-
una religiosità rovesciata e sacrilega, ra sua si siano trovate ancora oscenità
che si manifesta anche nell’interesse tali da far inorridire il console e spin-
per l’occulto di Rolfe, e ancor più di al- gerlo a distruggere quei documenti. La
tri esponenti del decandentismo. E su biografia radiospadista di Baron Corvo,
questo punto, ritorneremo. invece, non ha dubbi: Frederick Rolfe è
in Paradiso: “La sua anima tormentata
aveva finalmente trovato quel riposo a
lungo agognato. Forse fu in quel momen-
45

to che incontrò per la prima volta lo è solo una delle numerose prove che si potrebbero
sguardo benevolo di Cristo, l’unico, vero addurre a tal proposito”. Evidentemente, ci deve
essere un equivoco sul significato del termine
‘amico divino’ che non lo aveva mai tra- “cattolico integrale”.
dito (45). Al pari di Gustav von Aschen- 4) Su questa scuola di pensiero si veda ad
bach”, personaggio di Morte a Venezia esempio il numero speciale di Sodalitium n. 61,
di Thomas Mann, “non c’è da dubitare luglio 2007, oppure ascoltare nel nostro canale le
conferenze tenute da don Ricossa alla Seconda
che anche Baron Corvo, infine, ‘volle al- Giornata della Regalità Sociale di Cristo: Il movi-
zarsi e seguirlo’”. “La vita termina nella mento cattolico: dal Papa Re alla Balena bianca
morte, e il Paradiso ha inizio” (pp. 262 e (Modena, 6 ottobre 2007): I Cattolici contro lo Sta-
264). Ce lo auguriamo, e che Dio abbia to massonico: l’Opera dei Congressi (1870-1904); I
misericordia della sua anima; ma siamo Cattolici contro il Modernismo: il Sodalitium Pia-
num di Mons. Umberto Benigni; I Cattolici contro
ben lontani dalle certezze di Luca Fu- la Regalità di Cristo: il democratismo cristiano.
magalli. Fu una triste morte e, secondo 5) L. FUMAGALLI, Baron Corvo… (op. cit., p. 64,
tutte le apparenze, una mala morte. nota 186).
6) Vescovo cattolico-liberale. San Pio X fece
mettere all’Indice un suo scritto auspicante la ri-
P.S.: su Lord Bradwell. nuncia al potere temporale della Chiesa. Simpa-
Thomas Driberg, Lord Bradwell tizzò per i modernisti.
(1905-1978) merita qualche cenno in 7) FUMAGALLI, Baron Corvo…, p. 67, nota 198.
più, non fosse altro per le sue eccezio- 8) Ibidem, p. 228, nota 720. Sia Caroline Shir-
nali contraddizioni. Anglocattolico, sen- ley sia il marito, Lorenzo Sforza Cesarini, erano
figli illegittimi (il nome originale del Duca Sforza
sibile al rito e alla liturgia, è anche otti- Cesarini era Montani, faceva il pittore, e non ave-
mo amico del Mago Aleister Crowley. va nelle vene una sola goccia di sangue della fa-
Omosessuale notorio, sposa Ena Mary miglia romana). I due si sposarono sia con rito
Binfield Lyttelton, una ebrea non prati- cattolico, sia con rito anglicano. Date tali premes-
se, non stupisce che abbiano sostenuto il cd. Ri-
cante, dopo averla fatta battezzare. sorgimento, e che i figli della coppia, Francesco e
Spia inglese, pare sia stato anche spia Bosio, seguendo l’esempio dei genitori, complot-
sovietica: il nobile Lord era per di più tassero anch’essi contro il governo pontificio, na-
membro del Partito Comunista Britan- scondendo armi per i rivoltosi e subendo quindi
nico. Anche lui frequentò Evelyn l’esilio e la confisca dei beni, per poi essere al
contrario coperti di onori dal governo italiano,
Waugh e Harold Acton, insomma il dopo la presa di Porta Pia.
‘giro’ di “Ritorno a Brideshead”. 9) Ibidem, p. 176 e nota 547. Corvo idolatrava
Vittorio Emanuele III anche perché, essendo lui
stesso ‘giacobita’ (sostenitore dei diritti degli Stuart
Note al trono inglese) vedeva nel sovrano sabaudo il le-
gittimo erede del trono inglese. Fumagalli ne igno-
1) Non sappiamo quante copie della prima edi- ra il motivo, mentre è noto che alla morte dell’ulti-
zione siano state effettivamente vendute. Se po- mo pretendente Stuart, Enrico IX cardinale di
che, la “seconda edizione” è dovuta al fatto che York, i diritti passarono a Casa Savoia (al ramo pri-
la prima ha avuto una bassissima tiratura. Se tan- mogenito, però: non a quello dei Carignano).
te, lo scandalo è notevolmente aggravato. 10) “Un conto è l’autore, con i suoi vizi e limi-
2) PIERGIORGIO SEVESO, Le stelle in una pozzan- ti, un conto è l’opera” (lettera a don Ricossa, 11
ghera: Luca Fumagalli biografo di Frederick Rolfe, febbraio 2016); “Sostenere l’identità tra l’autore
in Radio Spada, 18 settembre 2017. e l’opera oltre a essere profondamente errato (la
3) È il titolo stesso della conferenza tenuta da linguistica e la critica letteraria degli ultimi 30
Luca Fumagalli, intervistato da Piergiorgio Seve- anni avrebbero molto da dire a questo proposito)
so, il 16 marzo 2017 e pubblicata su Radio Spada è anche iniquo” (lettera a don Ricossa, 14 feb-
il 20 marzo successivo : Frederick Rolfe, cattolico braio 2016); “opera e autore non” sono “mai so-
integrale. Luca Fumagalli ha poi ribadito la quali- vrapponibili” (pagina FB di Luca Fumagalli, 7 lu-
fica di “cattolico integrale” per Baron Corvo nel- glio 2017).
la risposta alla mia omelia di Modena e Ferrara 11) “I poeti pederastici (the pederastics poets) in-
del 28 maggio 2017: Decadentismo e Cattolicesimo: cludono John Gambril Nicholson, Edward Cracroft
le malizie di un lapidatore incallito dalla pessima Lefroy, Frederick Rolfe (“Baron Corvo”), Aleister
mira (Radio Spada, 30 maggio 2017) “Su Baron Crowley, Edwin Bradford, Edmund John, e molti al-
Corvo mi limito in questa sede a ribadire, come ho tri” citazione dalla Encyclopedia of Homosexuality,
già avuto modo di fare nel saggio a lui dedicato e in 1990, a cura di Wayne R. Dynes, vol. 2, p. 1008.
alcuni brevi interventi pubblicati su YouTube, che Tali poeti sono detti anche “Uraniani”: “La defini-
in numerosi brani della sua brillante letteratura è zione di Uranian poetry (poesia Uraniana) deriva
testimoniata una fede cattolica integrale. Saltua- dalla teoria dell’amore “celeste” (in greco: ουράνιος),
riamente essa convive con trovate meno condivisibi- di natura omosessuale, così come viene esposta da
li, ma è comunque presente. Il suo saggio sui Borgia Platone nel Simposio. Ma nel nome c’è anche un ri-
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chiamo al fatto che questa teoria aveva dato origine servì da modello a Rolfe (p. 78). Come detto, ap-
al termine “uranismo”, assai usato prima dell’inizio partenne all’ordine di Cheronea.
del XX secolo come eufemismo per indicare l’omoses- 13) Al punto che il tema letterario dei “giova-
sualità in quanto tale. Le opere della cerchia dei ni nuotatori” diverrà un ‘marchio’ rolfiano: “echi
poeti uraniani sono caratterizzate da un richiamo rolfiani – scrive Fumagalli – ritornano anche in
idealizzato alla storia dell’antica Grecia e, in diversi due passaggi di ‘Roma senza Papa’ di Guido Morsel-
casi, dall’infatuazione sentimentale per gli adole- li quando viene descritta la casta predilezione del re-
scenti (piuttosto che per gli uomini adulti); dal pun- verendo Bonnet per i giovani nuotatori, possibil-
to di vista stilistico si ha un uso conservatore delle mente bruni…” (p. 187, nota 587).
forme di versificazione tradizionali. Esponenti prin- 14) Dopo la biografia su Baron Corvo, Fumagal-
cipali della cerchia furono William Johnson, Lord li ritorna sul libro in un articolo per Radio Spada,
Alfred Douglas, John Gambril Nicholson, Edwin “Toto e i suoi racconti: il ‘quinto Vangelo’ di Baron
Emmanuel Bradford, John Addington Symonds, Ed- Corvo” dell’11 febbraio 2018 (Madonna di Lour-
mund John, Fabian S. Woodley, e molti altri autori des!). Se errare è umano, perseverare è diabolico.
che scrissero sotto pseudonimo come “Philebus” and 15) Wilhelm von Pluschow (1852-1930) e Wil-
“A. Newman”. Non tutti condivisero comunque la helm von Gloeden (1856-1931) erano cugini. Von
preferenza per gli adolescenti. L’estremamente ec- Pluschow era fotografo di nudi di giovani italiani:
centrico romanziere Frederick Rolfe (autonominato- nel 1907 fu condannato per prossenetismo omo-
si “Baron Corvo”) costituì una presenza unificatrice sessuale e corruzione di minorenni (aveva messo
nella loro cerchia, sia in patria che all’estero (Vene- in contatto alcuni clienti con i suoi modelli) e
zia). (…) Lo storico Niel McKenna ha comunque so- passò otto mesi in prigione; nel 1910 fu espulso
stenuto che la poesia uraniana ha avuto un ruolo dall’Italia. Il suo amante e allievo, Vincenzo Gal-
centrale nella subcultura omosessuale delle classi so- di, fu anch’esso processato nel 1907. Anche von
ciali alte nel periodo tardo-vittoriano, osservando Gloeden lavorò in Italia come fotografo di nudi
che la poesia fu il principale veicolo attraverso cui maschili: per chi vuol rendersi conto di cosa si
scrittori come Oscar Wilde, George Ives o Rennell tratti, veda su internet le foto scattate dai due
Rodd scelsero di sfidare i pregiudizi della loro epoca. notori omosessuali (se ne ha lo stomaco: io non
Associati marginalmente a questa cerchia furono posso pubblicarle perché c’è un limite a tutto). In
anche scrittori assai più famosi come Edward Car- nota (p. 69, nota 206) Fumagalli cita altre fonti
penter o Marc André Raffalovich, come pure l’oscu- d’ispirazione: Simeon Solomon, di cui parleremo,
ro ma visionario poeta-stampatore Ralph Chubb, William Blake, Richmond, Frederic Leighton e
autore di superbi volumi litografici che celebravano Walter Crane.
l’adolescente come un essere ideale. Il tentativo dei 16) La pederastia, che i Romani chiamavano
poeti uraniani di far rinascere l’ideale erotopedago- “vizio greco” contemplava un rapporto tra un
gico della pederastia greca non ebbe comunque suc- “erastès” (un amante di età adulta) e un “eròme-
cesso, e i poeti gay successivi si rivolsero di preferen- nos” (un amato adolescente, di non meno di 12
za all’ispirazione per l’uomo adulto, secondo il mo- anni). La pederastia – socialmente accettata nel
dello stabilito da poeti come Walt Whitman e A. E. mondo pagano seppur con qualche eccezione – fu
Housman. L’unico studio monografico dei poeti ura- combattuta dal cristianesimo.
niani è Love in earnest, di Timothy d’Arch Smith, 17) Douglas, precettore privato e laureato a
sebbene critici letterari come Richard Dellamora e Oxford, si interessò a Baron Corvo in quanto rima-
Linda Dowling abbiano di recente contribuito a fare se “affascinato” dal libro In His Own Image, la ri-
maggiore luce su questo gruppo” (Wikipedia, Poeti elaborazione delle Storie di Toto, di cui aveva col-
Uraniani). to perfettamente “il latente contenuto omofilo” in
12) Charles Kains-Jackson (1857-1933), avvoca- quanto “lui stesso ammetteva di essere omosessuale”
to di Londra, curava gli interessi sia di Geeson (p. 161). I due tradussero quindi Meleagro i cui
Withe, sia di Rolfe (p. 82). “Non era una figura in- componimenti, scrive Fumagalli sono “quasi tutti
significante nel panorama letterario decadente” (p. a tema erotico, quelli più licenziosi descrivono amori
77). Amico del pittore Henry Scott Tuke, di Henry efebici la cui sensualità è però attenuata dall’ironia
Oliver Walker, di Lord Douglas, e John Adding- e dallo scherzo” (p. 163, nota 501). L’amore-odio di
ton Symonds. Conosce Rolfe a Christchurch nel Rolfe per Sholto Douglas, mancato “amico divi-
1889, tramite Nicholson e Gleeson Withe. Dal no”, è narrato nel romanzo di Rolfe “Nicolas Crab-
1888 era editore dell’Artist and Journal of Home be, or The one and the many”, pubblicato postumo,
Culture. Suoi lavori erano apparsi in numerosi pe- dove l’amico si nasconde sotto il personaggio di
riodi dell’epoca, e per qualche tempo aveva colla- Robert Fulgensius Kemp (cfr. L. Fumagalli, Baron
borato con Alfred Douglas ai fogli The Spirit Lamp Corvo e la solitudine del granchio: un’introduzione a
e The Camaleon (uscì un solo numero). In The Ar- Nicholas Crabbe, in Radio Spada, 7 febbraio 2018).
tist riuscì a infilare tra le pagine materiali che ri- L’articolo radiospadista si conclude come al solito
flettevano i suoi orientamenti omosessuali, i quali nel patetico: la storia di Crabbe sarebbe “il canto
divennero pubblicamente noti nel 1894 a causa del cigno di uno scrittore incompreso giunto ormai
della pubblicazione dell’articolo The New Cavalry, all’autunno della vita”.
per cui fu allontanato dalla direzione del mensile 18) Anche nell’agiografia, Baron Corvo predili-
(la nuova cavalleria, al contrario dell’antica, do- geva Santi fanciulli, oppure San Sebastiano, il cui
veva promuovere la pederastia e l’amicizia ma- martirio è occasione di pensieri malsani da parte
schile erotica). Nel 1891 pubblicò in The Artist le di taluni (cfr. pp. 41, 52-53, 77). “Ma è a partire
due liriche omoereotiche di Rolfe su San Seba- dalla seconda metà del XIX secolo che la figura di Se-
stiano (p. 77). Cecil Temple, suo cugino e amante, bastiano comincia sempre più ad imporsi nella lette-
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ratura gay, divenendo ben presto uno dei principali uso di parole arcaiche di patina mediovaleggiante
temi LGBT nella letteratura, oltre che modello esi- o falso rinascimentale (pp. 51-52), l’abitudine di
stenziale: scrittori ed autori omosessuali come Wal- farsi accompagnare in gondola da quattro vogatori
ter Pater, Oscar Wilde (negli ultimi anni di vita as- e due imbarcazioni decorate di pelle di leopardo e
sunse lo pseudonimo di “Sebastian Melmoth”), John colorate in modo stravagante (p. 259)…
Addington Symonds, Marcel Proust, Frederick Rolfe 23) Tra i due – Rolfe e Dawkins – scoppiò una
e John Gray sembrano adottare il carattere del mar- lite proprio a causa dei gondolieri, e i due si se-
tire, che si trasforma sotto la loro penna in rappre- pararono: Dawkins, come gli altri, finì nei roman-
sentazione del “paria sociale” che essi rappresentano zi di Rolfe dileggiato sotto altro nome (Fumagal-
con la loro stessa esistenza. La pubblicazione di “Two li, Baron Corvo…, pp. 218-219).
Sonnets, for a Picture of Saint Sebastian the Martyr 24) ROLFE F., Lettere veneziane. Tre racconti su
by Guido Reni” nel 1891 da parte di Rolfe ed im- Venezia, a cura di P. Orlandelli, Venezia, Filippi
prontati ad un esplicito omoerotismo ha scatenato editore, 2012. Il 22 marzo 2018, sulla sua pagina
uno scandalo nella società dell’era vittoriana” (Wi- FB, il “Co-fondatore e collaboratore di Radio Spa-
kipedia, voce: San Sebastiano nelle arti). da” annuncia gioioso agli amici (Paolo Orlandelli
19) “Non è affatto sorprendente che Crowley, i e Vinci Lagioia): “Finalmente sono riuscito a com-
cui sogni erano popolati da re e papi, considerasse prarmi a poco prezzo la prestigiosa edizione Cecil
papa Alessandro VI Borgia come una delle sue incar- Wolf (1987) delle ‘Venice Letters’ di Corvo!”.
nazioni. Questo prelato intelligentissimo ma aman- 25) Ampie notizie su Giorgio Cesana, Zorzi il
te dei piaceri, che fu accusato di aver commesso de- Greco, nella recensione del solito Giovanni
litti e incesti, era proprio il tipo di pontefice che gli Dall’Orto (Alla ricerca del “Zorzi” del Baron Corvo,
sarebbe piaciuto essere. Una delle sue cose più care che si può leggere al seguente indirizzo:
era una moneta d’oro coniata da Alessandro VI: su http://www.giovannidallorto.com/LO/storia/scoble/s
una faccia era riportato il suo stemma, sull’altra la plendid.html) al “saggio storico con tematiche lgbt”
scena evangelica della pesca miracolosa. Crowley di Robert Scoble: The splendid Olympian (edito
usava questa moneta come ‘disco’ (o talismano) nel- dall’autore, 2011, alias da Callum James). Gio-
le sue operazioni magiche per procurarsi l’oro” vanni Dall’Orto lamenta che «Una volta di più con
(JOHN SYMONDS, Aleister Crowley. La Bestia 666, questo opuscolo noi italiani ci facciamo “bagnare il
edizioni Mediterranee, 2006, pp. 15-16; prima edi- naso” dagli stranieri, nella ricerca storica gay di
zione italiana, 1972: La grande bestia, Vita e magia casa nostra». Lo straniero in questione è l’austra-
di Aleister Crowley, ed. Mediterranee, prefazione liano Robert Scoble, al quale Luca Fumagalli ha
di Julius Evola). Sul canone della “messa gnosti- inviato il suo libro su Baron Corvo come annun-
ca”, cfr. ad esempio il mio articolo Il Cardinale cia trionfante la pagina FB di Radio Spada il 4 di-
Rampolla era massone? in Sodalitium n. 60, feb- cembre: «UN BARON CORVO IN VOLO VERSO
braio 2007, in specie p. 23 e note a p. 34. John L’AUSTRALIA. Una copia di “Frederick Rolfe. Il
Symonds (1914-2016), biografo di Crowley e Ma- viaggio sentimentale di Baron Corvo” - saggio bio-
dame Blavatski, era figlio di un noto architetto e grafico del nostro Luca Fumagalli dedicato all’ec-
di una ebrea lituana, Lily Sapzells; si sposò con centrico scrittore cattolico inglese - è in viaggio per
una certa Renata Israel. l’Australia. Destinazione: la residenza di Robert Sco-
20) Vedi gli articoli di Radio Spada: Torna ble, attualmente il più importante studioso di Rolfe
Lenny Belardo, in arte Pio XIII (30 ottobre al mondo (Scoble, tra l’altro, ha subito coinvolto
2016); Il Triregno di Pio XIII (6 novembre Fumagalli in alcune ricerche).
2016); Provaci ancora Lenny (13 novembre Questo fatto, per quanto in sé piccolo, non solo
2016, con fotografia di Jude Law che si accende testimonia l’interesse che Radio Spada sta suscitan-
una sigaretta); “The Young Pope”: impressioni do a livello internazionale, ma è soprattutto la pro-
a caldo su Pio XIII (23 ottobre 2016, foto di va che la passione, la serietà e l’impegno possono ga-
Jude Law che fuma beato); The Young Pope: fi- rantire al cosiddetto “tradizionalismo” credibilità e
nale di stagione per Pio XIII (20 novembre rispetto anche nel più vasto mondo (con possibilità
2016); vedi anche l’eccentrico articolo in favore concrete di un apostolato efficace)» (il Presidente
del fumo firmato Simone Petrus Basileus I.G. (Si- di RS, Seveso, commenta: “Complimenti all’amico
mone Gambini): Hæc salvant homines: vinum et Luca Fumagalli: Altius, citius, fortius”). Robert
tesseræ (22 giugno 2017, con solita foto di Jude Scoble ha indagato sul giovane Cesana (1892 † 17
fumante) dove siamo edotti con nostra edificazio- aprile 1967), «un giovane veneziano appartenente
ne sul magistero pontificio a riguardo del fumare alla comunità ebraica d’origine greco-corfiriota, che
e sputacchiare nelle chiese e basiliche dell’Urbe Rolfe conobbe nel 1909, diciassettenne, alla società
e dell’Orbe. Canottieri Bucintoro. Rolfe ne era socio, e Giorgio
21) I dialoghi del Simposio o Convivio hanno serviva ai tavoli del bar che la società gestiva nel ca-
per oggetto l’Amore, Eros, nel concetto platonico, sotto a fianco dei Giardini Reali, oggi occupato
ed espongono l’idea dell’Amore Celeste (Afrodite dall’Ente del Turismo. In questa occasione, almeno
Urania), dell’Androgino, dell’amore efebico, che a dar retta alle celebri Venice letters, il ragazzo
non poteva non attirare uno come Rolfe. avrebbe fatto capire esplicitamente che “ci stava”, e
22) Oltre ai capelli tinti rosso fiamma (p. 214, infatti da questo momento riappare più volte nelle
nota 669, e p. 259), Rolfe si segnalava per altre ‘ec- lettere stesse come “Zorzi” (dialettale veneziano per
centricità’: i numerosi anelli che portava alle dita “Giorgio”) o “il giovane ebreo corfiriota”. (…) Gior-
(p. 124), la mania di farsi credere un sacerdote (p. gio Cesana ha meritato un posto negli annali della
47, 97) o un nobile (p. 75, 100), il vezzo di scrivere storia in modo completamente non dipendente da
con calligrafie artificiose, inchiostri colorati, di far Rolfe, qualificandosi come il più giovane (14 anni
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compiuti da pochi giorni) vincitore olimpico di me- imbarazzate e moralistiche in tutte le culture…”.
daglia d’oro nella storia italiana e, fino al 1960, ad- Massarenti e, prima di lui Beccadelli, se la prendo-
dirittura al mondo. Nel 1906 era stato infatti stato no con i moralisti; quanto a me preferisco seguire
scelto come timoniere per un equipaggio olimpico un certo San Bernardino da Siena, che bruciava
veneziano che s’era poi qualificato al primo posto in sul rogo l’opera che leggeva e diffondeva, invece,
una gara di canottaggio. Grazie a questo evento Sco- Baron Corvo. A ognuno, i suoi Santi Patroni.
ble riesce a mettere assieme una quantità sorpren- 28) “Con un tripudio di dettagli scabrosi, al limi-
dente di dati, e persino di fotografie, grazie agli ar- te della pornografia, Rolfe racconta a Fox le liaisons
chivi della Canottieri Bucintoro, che esiste ancora omosessuali intrattenute con alcuni giovani della
(seppure in diversa sede). (…) Si sposò quaranta- laguna, pagine e pagine ‘pepatissime sulle notti tra-
treenne nel 1935 e in qualche modo sopravvisse alla scorse in un alberghetto a Burano’ con i suoi aman-
Shoah: il suo certificato di morte è datato infatti al ti, arrendevoli e docili. Sono contento che vi piaccia-
17 aprile 1967». L’attento lettore si sarà accorto no le mie descrizioni, e ditemi, vi fanno realmente
che alcuni dati marginali differiscono da quanto vedere, sentire, e vi danno veramente piacere?” (FU-
riferito da Fumagalli; non differisce però l’inte- MAGALLI, Baron Corvo…, p. 241).
resse per i personaggi in questione. 29) GIOVANNI DALL’ORTO, “Marchette in gondo-
26) Si tratta di Piero Venerando, che in tarda la”. Il turismo omosessuale d’inizio novecento nelle
età verrà intervistato da Cecil Woolf, figlio di lettere di Frederick Rolfe (1860-1913). Altri stralci
Virginia, curatore delle Lettere veneziane; cfr. di lettere, tradotte in francese, si trovano, sem-
Alessandro Marzo Magno, Frederick Rolfe, memo- pre in rete, all’indirizzo http://www.
ria dei gondolieri di Baron Corvo. Letteratura gay excentriques.com/corvo/venise3.html in un articolo
veneziana: http://www.linkiesta.it/it/article/ a cura di Emmanuel Pollaud-Dulian.
2013/11/23/frederick-rolfe-memoria-dei-gondolieri- 30) Se non ho reso pubblico il testo di alcune
di-baron-corvo/17933/ Lettere veneziane, l’ho però segnalato privatamen-
27) Rolfe leggeva e discuteva con gli amici gli te, prima a Luca Fumagalli stesso, sperando di
scritti di “Beccadelli, Jean Lombard, Eliogabalo, dissuaderlo dallo scrivere nuovi articoli su Baron
Whitman e i carmi licenziosi di Della Casa, Castiglio- Corvo su Radio Spada, e poi, dopo le reazioni alla
ne, Bembo e Poliziano”, indizio di una “particolare mia Omelia di Modena e Ferrara sulla ‘processio-
sensibilità sentimentale” (sic) (p. 243, nota 772). ne di riparazione contro il gay pride’ organizzata
Antonio Beccadelli (1394-1471) era un umanista dal Comitato Beata Scopelli (ovvero da Radio
italiano, autore del libro erotico Hermaphroditus Spada), ad alcuni esponenti del “tradizionalismo”
(1425); Jean Lombard, decadentista francese italiano che avevano pubblicamente preso le di-
(1854-1891), scrisse di androginia e paganesimo: fese di Radio Spada attaccando la mia Omelia.
sua opera principale è L’Agonie (1888) dedicata al- Essi mi hanno risposto dimostrando che ignorava-
l’Imperatore Eliogabalo. Walt Whitman (1819- no questi scritti e ne provavano disgusto, ma nes-
1892), noto poeta americano, amico di Wilde (il suno si è sentito in dovere di correggere l’impru-
quale confermò a Cecil Ives l’omosessualità del dente presa di posizione contro l’Istituto e a favo-
Whitman). Castiglione, Della Casa, Bembo e Poli- re di Radio Spada, sulla questione da me solleva-
ziano son fin troppo noti perché se ne parli. Dopo ta dell’immoralità di questi scritti.
aver scritto questa nota, e grazie ad essa, ho avuto 31) I modernisti pretendevano a torto di segui-
modo di leggere con interesse un articolo di Ar- re il pensiero del cardinal Newman. Sulla que-
mando Massarenti (un laicista) sulla Domenica de stione, e sulla risposta di san Pio X a questa pre-
Il Sole 24 Ore, intitolato Con l’Ermafrodito del Pa- tesa infondata, ma non del tutto infondata, si
normita l’Umanesimo riscoprì l’erotismo (n. 243, do- veda Sodalitium n. 66, aprile 2013, pp. 24-26.
menica 10 settembre 1917, p. 21). L’Ermafrodito è 32) Di alcuni di essi dirò in seguito. Di altri
un florilegio di poesie latine dedicato a Cosimo due, per chi non li conoscesse, darò alcune noti-
dei Medici, “dai contenuti erotici molto spinti che zie sul tema:
fanno riferimento a ogni genere di sessualità, etero e Ernest Dowson (1867-1900), amico e frequenta-
omo, praticata dai personaggi protagonisti di questi tore di Oscar Wilde (fino al punto di firmarsi col
versi pieni di ironia e sfacciataggine: aneddoti di (…) nome di Dorian) e membro del Rhymers Club
pederasti e uomini sempre in cerca di ragazzi (…). La dove conobbe Yeats e Lionel Johnson. Nel 1899, a
cultura del Rinascimento italiano, si sa, si proietterà 22 anni, si mise in testa di fidanzarsi con una ra-
in una realtà idealizzata di fattura platonica, ma gazzina di 11 anni e mezzo, alla quale propose un
non dimenticherà di raccontare anche in una manie- amore “platonico” (il critico preraffaellita John
ra realistica l’uomo: l’amore spirituale di cui Pausa- Ruskin sposò e visse altrettanto platonicamente
nia tesse le lodi nel ‘Simposio’ di Platone, ha un corri- senza mai consumare il matrimonio con la moglie
spettivo carnale ed è questo che interessa al nostro Effie Gray, che aveva conosciuto quando lei ave-
poeta palermitano. In molti apprezzarono l’esperi- va 12 anni – che poi comprensibilmente lo abban-
mento, ma ci furono anche i detrattori, come il frate donò per andare a vivere con J. E. Millais, mentre
francescano Bernardino da Siena che mise al rogo l’o- Ruskin corteggiò una bambina di 9 anni, cfr. il li-
pera, e fu così che Beccadelli fu costretto a scrivere bro di SUZANNE FAGENCE COOPER, Effie Gray. Storia
pubbliche pagine apologetiche. Si difende afferman- di uno scandalo, Neri Pozza editore, 2012). Alcoliz-
do che la sua è un’opera puramente letteraria, che zato e tossicomane, morì giovanissimo dopo esser-
la sua vita non può essere giudicata dalle finzioni si convertito anch’egli al cattolicesimo.
contenute nelle sue pagine… (…) La letteratura ero- Henry Harland è il “divo amico desideratissi-
tica rappresenta un aspetto essenziale del vivere uma- mo” a cui Corvo pensò in un primo tempo di dedi-
no, il sesso, che ha però sempre ingenerato reazioni care le storie di Toto (p. 111). Fumagalli lo pre-
49

senta ai suoi lettori – sulla sua pagina FB – il 9 un linguaggio erotico. La Chiesa può ammetterlo?
settembre 2017: “Henry Harland (1861-1905), nato Secondo Baget Bozzo “sì”. “Ribadendo e sottolinean-
in una benestante famiglia americana, iniziò la car- do il presupposto della castità”, due persone dello
riera nel mondo della letteratura pubblicando con lo stesso sesso possono “scambiarsi affettuosità e usare
pseudonimo di Sidney Luska alcuni romanzi dedica- una terminologia prettamente erotica”. E la Chiesa,
ti al mondo ebraico di New York. Trasferitosi a Lon- aggiunge Baget Bozzo con l’espressione di chi diceva
dra con la moglie nel 1889, si convertì al cattolicesi- la sua, serenamente, senza asprezze e senza desiderio
mo e affiancò Aubrey Beardsley nella direzione del di polemizzare, dovrebbe permetterlo. “Sono anche
«The Yellow Book». Tra i romanzi della maturità, dell’idea che non vi siano risvolti peccaminosi in un
lontani per temi e ambientazione da quelli degli casto rapporto di coppia nel quale due uomini, che
esordi, il più riuscito è “The Cardinal’s Snuff-Box” provano amore l’uno per l’altro, tengono atteggia-
(1900), che raggiunse la prodigiosa cifra di centomi- menti e usano un linguaggio generalmente conside-
la copie vendute. Harland, pur non essendo un talen- rati della sfera femminile. Lo stesso vale per le don-
to dal punto di vista artistico, era comunque un pro- ne: non potrei condannare due donne che tendono
satore raffinato, capace di dosare i florilegi lessicali e ad assumere comportamenti più virili”, aggiunge
di cospargerli della giusta porzione di sentimentali- Baget Bozzo. E si rifà a Aelredo”. Il resto dell’arti-
smo (uno stile che ai lettori dell’epoca piacque molto colo, altrettanto significativo, è reperibile in
e che gli garantì quella notorietà che oggi è svanita). rete: http://web.tiscalinet.it/rassegnales/giugno-
Nell’immagine: la mia copia di “The Cardinal’s 2000/foglioc10giugno2000.htm
Snuff-Box” (Penguin Books, 1946)”. Redattore del- Mi sembra che don Baget Bozzo – e quelli che
lo Yellow Book e amico di Arthur Symons, Aubrey ragionano come lui – si inganni nel pensare che
Beardsley e Baron Corvo, Harland, convertito al la castità consista solo negli atti esterni (evitando
cattolicesimo (1897) versione estetismo decaden- pertanto atti contro la purezza e, nel caso, contro
te, non aveva delle belle frequentazioni. natura) ma anche negli atti interni e negli affetti,
33) DAVID H. HILLIARD, UnEnglish and UnMan- per cui non è lecito accettare, incoraggiare e col-
ly: Anglo-Catholicism and Homosexuality pubblica- tivare una amicizia omosessuale.
to in Victorian Studies, vol. 25, n. 2, inverno 1982; Sul tema dell’amicizia spirituale si vedano tra
l’articolo si trova anche in rete. l’altro gli articoli di Simone Gambini su Radio
34) Kingsley e Ipazia: all’origine di un mito anti- Spada: Ama et fac quod vis: in memoria di Gregory,
cattolico, conferenza tenuta da Luca Fumagalli, in- del 25 luglio 2013; Qui invenit amicum, … marzo
trodotto da Piergiorgio Seveso, nell’auletta della 2015; Boni sitis si potestis in Regno Christi, 8 luglio
C.A.P. dell’Università Cattolica di Milano, il 2 ago- 2017; Dodici consigli per vivere cristianamente l’a-
sto 2017 e pubblicata su Radio Spada il successivo 5 micizia, 6 marzo 2018.
agosto. Il succo della tesi difensiva radiospadista è 36) Questa parte del mio articolo era già scritta
che l’accostamento anglocattolicesimo-omosessua- quando – nella pagina FB di Luca Fumagalli, il 3
lità sarebbe (solo) una nera calunnia di protestanti ottobre 2017 – il co-fondatore di Radio Spada scri-
come Kingsley, anche se poi, quando non si devono ve: Hugo Pratt – che cita Frederick Rolfe nella bellis-
difendere le proprie posizioni dalle critiche, detto sima storia a fumetti “Favola di Venezia”, con prota-
accostamento appare abbastanza chiaro. gonista Corto Maltese – era un cultore dell’opera
35) Naturalmente, l’interpretazione data agli dell’inglese: «Ha scritto un bel libro su Venezia, e con
scritti di San Aelredo è abusiva. Ciò non toglie il Baron Corvo volevo evocare questo mondo incredi-
che questa interpretazione (abusiva) esista, ed è bile, alla ricerca di tutto o niente». Un lettore, Gla
esemplarmente esposta in una famosa intervista Saccovilla, commenta: “Ho letto sul sito www.gran-
concessa da don Gianni Baget Bozzo al Foglio del deoriente.it che Hugo Pratt era massone...”. Al che
10 giugno 2000 intitolata Un prete libero che vive Fumagalli imperturbabile risponde: “Sì, è cosa ri-
l’amicizia in maniera molto forte dove l’ex-pupillo saputa”. Infatti, è cosa risaputa. È meno risaputo,
del cardinal Siri non nasconde la sua (“casta”) invece, ed è sorprendente, che un cattolico come
omosessualità: “Don Gianni Baget Bozzo ha scritto Fumagalli elogi un massone notorio che ha scritto
al Foglio una lettera a proposito dell’omoerotismo una “bellissima storia a fumetti” di ambientazione
casto. Ora ne parliamo con lui. Sono sentimenti che massonica, perché era cultore di Baron Corvo.
ha provato personalmente? “Certamente. E più di 37) Ezra Pound e la Teosofia, di don Francesco
una volta. Io vivo l’amicizia in maniera molto forte, Ricossa, in Sodalitium n. 67, dicembre 2015. Col-
anche in quei termini. Del resto credo che l’omoses- laborarono alla rivista The New Age – incubatrice
sualità possa essere un fatto cristiano”, dice don delle idee sul socialismo delle Gilde e il Credito
Gianni, e lo dice con grande naturalezza, concluden- Sociale – o fecero parte di quel mondo, Ezra
do un ragionamento il cui succo è: la condizione Pound, il suo amico Yeats (anche lui occultista
omosessuale non preclude il raggiungimento della del giro di Crowley) e lo stesso Chesterton.
santità. Aveva accennato alla questione con la lette- 38) O che pretende di mangiar carne il vener-
ra in cui citava le pagine sull’amicizia spirituale dì (p. 95) o che accetta la propria omosessualità
dell’abate Aelredo di Rievaulx (1110-1167), oppure “con molta serenità” in quanto, spiega Fumagalli,
le lettere di Sant’Anselmo d’Aosta (1033-1109), pri- “cresciuto in un universo prettamente maschile,
ma priore e abate del Bec, poi arcivescovo di Canter- considerava l’attrazione per persone dello stesso ses-
bury. Anche ora le legge, le commenta, osserva e so come qualcosa di fisiologico” (p. 39).
spiega. Spiega che per la Chiesa uno dei problemi 39) A questo romanzo Fumagalli ha dedicato
più ingombranti, più delicati e in fondo più affasci- anche un articolo su Radio Spada: “Don Renato”:
nanti, riguarda la possibilità che un’amicizia fra il Rinascimento di Baron Corvo tra cristianesimo,
due uomini - o fra due donne - possa comprendere superstizioni e decadenza (4 febbraio 2018) dove
50

riassume quanto già scritto al proposito nel libro mettere, si decide a rispondergli che no, lui non è
su Baron Corvo. mai stato nulla del genere...
40) Sacerdoti di Cibele, i Coribanti “onoravano Curiosamente, Symonds muore lo stesso gior-
la loro divinità con danze sfrenate e orgiastiche, du- no in cui appare il suo ultimo libro intitolato
rante le quali spesso si autoinfliggevano delle ferite”. Walt Whitman, il 19 aprile del 1893, a Roma,
41) L’ultimo testo è di Marengo Vaglio, citato dove è sepolto nel cimitero acattolico di Roma, a
da Fumagalli, nota 483, p. 157. pochi passi dalla tomba di Shelley. La sua tomba
42) Radio Spada ha ripreso il tema in un artico- è oggetto di commemorazione da parte dei militan-
lo del 15 febbraio 2018 intitolato: “The Weird of ti del movimento gay di Roma (Wikipedia).
the Wanderer: Baron Corvo a spasso nel tempo”. Fi- Henry Scott Tuke (1858-1929) è probabilmen-
nanziatore dell’opera fu il reverendo (e massone) te conosciuto maggiormente per i suoi dipinti di
Justus Stephen Serjeant; editore William Rider, giovani uomini e ragazzi nudi, che gli hanno me-
“specializzato in alchimia, filosofia e spirituali- ritato lo status di pioniere della cultura omoses-
smo”, editore di Bram Stoker, l’autore di Dracula, suale e dell’arte queer. (…) Nel corso degli anni
e di Edouard Schuré, autore de “La sacerdotessa Ottanta dell’Ottocento Tuke incontra … Oscar
di Iside”. Gli autori di The Weird - Rolfe e Pirie- Wilde, e altri importanti autori e scrittori, come
Gordon - presero lo pseudonimo di Prospero e Ca- John Addington Symonds. Buona parte di essi
libano. Ciononostante, secondo Radio Spada, il ro- sono omosessuali, allora solitamente identificati
manzo termina con un “esempio di raffinato strug- come fautori dell’uranismo… Tuke ha dipinto al-
gimento. Rolfe, in uno dei suoi momenti migliori, cuni studi di pittura a olio di giovani maschi nudi
crea una perfetta corrispondenza tra realizzazione per la prima volta durante un breve viaggio in
personale e ideale cristiano”. Italia nel 1881, quand’era poco più che ventenne,
43) John Addington Symonds, “il primo espo- ma il tema non è diventato fondamentale per il
nente inglese di storia culturale” e tra i più gran- proprio lavoro artistico se non dopo il 1885, quan-
di intellettuali dell’Ottocento è uno dei nordici do s’è trasferito a Falmouth, un porto abitato per
innamorato dell’Italia. Soprattutto, dei suoi abi- lo più da pescatori in una zona appartata della
tanti, al punto da portarsi in Svizzera, ove si tra- Cornovaglia, all’epoca assai remota e rustica; qui
sferisce ad un certo punto della sua vita, perfino il clima era abbastanza mite, tanto da favorire il
un gondoliere veneziano, Angelo Fusato. Ciono- piacere di fare il bagno nudi.
nostante, si sposa ed ha quattro figlie. Il suo ca- Si è stabilito a Swanpool e qui, dopo aver com-
polavoro è Il Rinascimento in Italia (dalle Storie prato una barca da pesca per 40 sterline, l’ha fat-
del Rinascimento, in sette volumi) ma scrive mol- ta convertire in uno studio galleggiante ed abita-
to, anche, sulla Grecia classica, ed è una delle po- zione temporanea. Qui ha potuto indulgere alla
che voci a farsi sentire in difesa della traduzione sua passione di ritrarre ragazzi in privato, focaliz-
dall’arabo delle Mille e una notte di Richard Bur- zando l’attenzione sempre più su scene ed am-
ton, quando tutta l’Inghilterra protesta inorridita bienti marittimi, che mostrano ragazzi e giovani
per le “sconcezze di cui è pieno il libro”. Nel uomini durante la balneazione, mentre si diletta-
1877 perde la cattedra di poesia a Oxford perché no nella pesca o durante le ore di ozio al sole sul-
troppo apertamente “intimo” con gli studenti. le spiagge del primo pomeriggio estivo. (…) Dopo
Lascia allora l’Inghilterra e si rifugia in Italia. la sua morte, la reputazione di Tuke scomparve,
Per un certo periodo collabora con Havelock El- ed egli venne ampiamente dimenticato fino agli
lis ai suoi studi sulla sessualità, firmando assieme anni ‘70, quando è stato riscoperto dalla prima
a lui il primo volume dedicato alla “inversione generazione di artisti e collezionisti apertamente
sessuale“; pubblica privatamente, inoltre, due li- gay. Da allora in poi è diventato una specie di fi-
bretti sull’omosessualità, A problem in Greek gura di culto nei circoli della cultura gay, con la
ethics (1883, in dieci copie), e più tardi A problem pubblicazione di lussuose edizioni dei suoi lavori
in modern ethics (1891, in 50 copie), per esporre e gli alti prezzi raggiunti dalle sue opere nelle
le sue idee. Una delle storie cliniche di omoses- vendite all’asta (Wikipedia). Si notino le affinità
suali comprese nel libro di Ellis (il caso XVIII) è con Rolfe che infatti si rifaceva ai quadri di Tuke
la sua storia personale. Dopo la morte, tuttavia, (FUMAGALLI, pp. 56-57).
gli eredi chiesero che il suo nome fosse tolto Horatio Brown (1854-1926), fu uno storico bri-
dall’opera, cosicché le edizioni successive, ivi in- tannico. Nel 1864, al Clifton College, si legò stret-
clusa la traduzione italiana, sarebbero apparse tamente con John Addington Symonds, di cui ab-
tutte col solo nome di Ellis. biamo parlato in questa nota. Nel 1879 si trasferi-
Symonds scrive anche un’autobiografia assai sce in Italia, prima a Firenze e poi a Venezia,
esplicita sui suoi amori omosessuali, che pertanto dove lo raggiunge l’amico Symonds, col quale
viene pubblicata solo nel 1984, mentre il suo epi- condivideva, tra l’altro, l’ammirazione per Sarpi,
stolario, apparso nel 1967 in tre volumi quasi en- e del quale sarà il biografo. Anche Brown amava
ciclopedici è una sorta di summa homosexualis i gondolieri, al punto di andare a vivere con uno
dell’epoca, visto che l’ex-studente di Oxford, nel di essi, tal Antonio Salin. A Venezia conobbe Ba-
corso della sua vita ha corrisposto con quasi tutte ron Corvo, e anche l’archeologo Giacomo Boni,
le personalità uraniste dell’epoca. Per vent’anni che “sviluppò un forte interesse per l’antica religio-
scrive anche a Walt Whitman chiedendogli se è ne romana e per una sua eventuale riattuazione e
un “invertito”, ed il poeta americano, ricevuta adozione da parte dello Stato, e tentò di influenzare
l’ultima lettera in punto di morte, circondato dai in tal senso Francesco Crispi e Sidney Sonnino, ma
familiari e dai notabili di un Paese che vede nel- soprattutto Benito Mussolini col quale simpatizzò
la sodomia il peggior peccato che si possa com- perché credeva che il fascismo potesse far rinascere
51

l’antica Roma. Tra i tentativi fatti per restaurare la


religione romana vi furono veri e propri riti pagani
XIII. Radio Spada:
da lui eseguiti: si ricordano la commemorazione del da dove viene e dove va
Lacus Curtius nel 1903 con l’amico Horatio Brown,
la purificazione del tempio di Giove Vincitore nel
1916, la costruzione dell’ara graminea sul Palatino
nel 1917. Boni approntò anche un programma di ce-
lebrazioni per il primo anniversario della marcia su
C ome il paziente lettore avrà notato,
in quest’analisi delle pagine cultu-
rali di Radio Spada, mi sono interessato
Roma, che prevedeva una serie di cerimonie pagane: all’associazione, blog e casa editrice,
Cereris Mundus, Ludus Troiae, Opus Coronarium,
Ludi Palatini e Lupercalia. Le stesse ricerche ar- più che alle persone, se non in quanto
cheologiche di Boni furono influenzate dai suoi rap- esse sono partecipi di questa associa-
porti con l’ambiente esoterico del tempo (frequentò zione. Come conclusione all’esame del-
il salotto di Emmelina De Renzis, madre di Giovan- le pagine culturali di Radio Spada, pos-
ni Antonio Colonna di Cesarò, e fu in corrisponden-
za con Leone Caetani) e da esperienze personali al li-
simo dire: Radio Spada è quello che non
mite del paranormale (sogni come quello che gli ri- sembra, e non è quello che sembra. Ma
velò la scoperta del Lapis niger la notte prima, visio- da dove viene quest’ambiguità, che
ni, voci misteriose). Nel 1923 Boni collaborò con molti non riescono a cogliere? E perché
Ignis alla tragedia Rumon, disegnando i caratteri Sodalitium ritiene così importante met-
romani arcaici per il cartellone e per il testo stesso”
(Wikipedia; notizie dettagliate sull’esoterismo tere nuovamente in guardia i suoi letto-
pagano di Boni, dei circoli teosofici di Colonna di ri da Radio Spada?
Cesarò e Caetani, nonché sulla rivista Ignis in Aiuterà a capirlo il ricordare le ori-
Esoterismo e Fascismo, a cura di Gianfranco de gini di questo strano movimento. Que-
Turris, edizioni Mediterranee, 2006). Tornando al-
l’amico di Boni, il nostro Horatio Brown, fu ovvia-
ste origini sono state più volte rivendi-
mente omosessuale (pubblicò alcune poesie omoero- cate da Radio Spada; ultimamente, lo
tiche in “Drift” 1900). Morì a Belluno e le sue spo- ha fatto Ilaria Pisa (moglie di Andrea
glie furono cremate nell’isola di San Michele, a Ve- Giacobazzi) intervistata da Cristiano
nezia: con espressioni decisamente volgari il sito Lugli sul sito Riscossa Cristiana (BUONI
queerblog scrive: alla sua “morte i soliti familiari
idioti bruciarono tutte le carte sulle quali riuscirono SITI & BUONE LETTURE – Radio Spa-
a mettere le mani per nascondere il fatto che gli pia- da: le ragioni per resistere, pubblicata il
cessero i marinai, i soldati e i tramvieri”. Amen. 5 aprile 2018 e ripresa lo stesso giorno
44) Anche a questo libro, Fumagalli ha dedica- su Radio Spada col titolo: 25 aprile 2018:
to un articolo: “Hubert’s Arthur: l’ideale cristiano
nel medioevo immaginario di Baron Corvo in Radio
Radio Spada in un’intervista di Cristiano
Spada, 22 gennaio 2018. Il romanzo fu scritto da Lugli). Ilaria Pisa (“che cura la parte edi-
Rolfe assieme all’amico Pirie-Gordon; i due si toriale e fa parte della redazione”, ma
chiamavano con gli appellativi di Prospero e Ca- che precedentemente era Tesoriera
libano, il mago e il mostro di quella che è forse la della casa editrice, e ancor oggi è colla-
commedia più esoterica di Shakespeare, La Tem-
pesta. boratrice della Tesoreria) ricorda:
45) Senza dubbio, Cristo è il nostro vero ami- “Come blog, Radio Spada nasce nel giu-
co, che non delude mai. Tuttavia, sapendo cosa gno 2012 e arriva in un secondo momen-
intendesse Rolfe per “amico divino”, trovo del to, a ottobre 2013, ad assumere la confi-
tutto fuori luogo, se non peggio, pensare che il Si-
gnore possa essere stato l’amico divino che cerca-
gurazione attuale di casa editrice in for-
va Rolfe. ma di associazione culturale. Il primo
germoglio spunta in seno ad una piccola
comunità di amicizia e di militanza cul-
turale “cattolica integrale”, creatasi tra
alcuni studenti ed ex studenti dell’Uni-
versità Cattolica del Sacro Cuore di Mi-
lano”. Integriamo questi dati, partendo
dal fatto che Radio Spada nasce da
un’amicizia, e nasce nell’Università
Cattolica di Milano. L’amicizia è quella
tra tre studenti e ex-studenti di quel-
l’Università: Piergiorgio Seveso, attua-
le presidente di Radio Spada, Luca Fu-
magalli, suo inseparabile amico e mem-
bro del Consiglio Direttivo, e Andrea
52

Giacobazzi, al quale bisogna aggiunge- tano il nostro Istituto e lo conoscono da


re quella che è diventata sua moglie, anni (la manovra, riuscita all’inizio, è
per l’appunto Ilaria Pisa, attualmente quasi del tutto fallita in seguito al no-
coordinatrice dei progetti editoriali stro intervento), Giacobazzi aveva sen-
(RS, 11 luglio 2017). E innanzitutto, za dubbio le capacità manageriali e le
Piergiorgio Seveso. La sua scheda per disponibilità economiche che mancava-
le edizioni Radio Spada ci informa che è no totalmente a Seveso e Fumagalli. A
nato il 2 maggio 1972 e che “conduce Giacobazzi si aggiunge la futura moglie
una vita tranquilla e ritirata sotto gli Ilaria Pisa. Accogliendo la sua collabo-
amati chiostri dell’Università Cattolica razione, il sito “Campari e de Maistre”
del Sacro Cuore dove vive, opera e stu- la presentava goliardicamente così: “Di
dia”. “Vive, opera e studia”, ma non si origini genovesi ed ebraiche, che spiegano
laurea, e questo non certo per incapaci- il caratteraccio, ma non la prodigalità.
tà ma per scelta deliberata, preferendo Dottoranda di Diritto Penale all’Universi-
la vita dello studente fuori corso, che tà di Pavia”. Avvocato del Foro di Ge-
gli assicura molto tempo libero da met- nova, docente di diritto penale alla
tere a disposizione dei suoi ideali poli- Scuola Forense Mauro De André, Ilaria
tici e religiosi. Grazie a una sua ormai Pisa frequentava la FUCI, l’Unione
passata attività indipendentista pada- Giuristi Cattolici e i Movimenti Pro
na, Seveso ha ottenuto dall’Università Vita. Ma come stringere una collabora-
un locale (la famosa “auletta”) che è zione tra Seveso e Fumagalli da un
formalmente sede della CAP (Comuni- lato, e Giacobazzi e Pisa dall’altro, dato
tà Antagonista Padana) dove di fatto ri- l’inconciliabilità non tanto delle idee
siede. Ancor oggi si dichiara sostenito- politiche (Giacobazzi proveniva da Al-
re della Tesi di Cassiciacum, ed ecco il leanza Nazionale e da Terra e Tradizio-
motivo per cui Radio Spada interessa ne) quanto di quelle religiose? Seveso e
tanto la nostra rivista, che di detta Tesi Fumagalli sostenevano infatti la Tesi di
è l’alfiere in Italia. In tanti anni Seveso Cassiciacum, Giacobazzi e Pisa al massi-
ha stretto amicizia con molti studenti mo i gruppi ‘Summorum Pontificum’
della Cattolica, ma chi lo ha seguito, (don Marino Neri in particolare) e solo
nella CAP, poi nella difesa della Tesi di in seguito anche la Fraternità San Pio
Cassiciacum, e infine nella fondazione X (don Mauro Tranquillo). L’idea fon-
di Radio Spada, è l’amico Luca Fuma- dante è proprio qui: l’amicizia come
galli, nato nel 1985, brillantemente lau- collante tra le persone al di là delle di-
reato e insegnante di scuola media su- vergenze dottrinali, e il “metodo ecu-
periore. Con ciò abbiamo due dei tre (o menico” tra tradizionalisti, per cui
quattro) fondatori di Radio Spada, ma ognuno è libero di mantenere le pro-
non abbiamo ancora Radio Spada. Per- prie opinioni religiose a condizione di
ché nasca Radio Spada ci vuole l’appor- riconoscere la legittimità di quelle al-
to decisivo di Andrea Giacobazzi, nato trui.
nel 1985 a Reggio Emilia, che ha conse- Questa nuova impostazione dottri-
guito la laurea triennale alla Cattolica nale ed esistenziale ha mutato comple-
nel 2007, e quella specialistica nel tamente la prospettiva dei co-fondatori
2010; nel 2012 diventa Amministratore sedevacantisti di Radio Spada. Ora, il
unico della Intermarket Diamond Busin- mondo cui appartenevano appare loro
nes di Lubiana e altresì amministratore così: “nani, ballerine e mattoidi che, nei
unico della IDB Intermediazioni srl, bei tempi passati, avrebbero trovato una
che si occupa del settore rivendite dei casa accogliente (e adeguatissima) tra le
diamanti su base di mandati conferiti bianche pareti imbottite di un manico-
dai clienti (dal sito della Intermarket mio, oggi sono tra noi. Peggio: SIAMO
Diamond Businnes IDB). Se Piergiorgio NOI. (…) Se infatti la Provvidenza e la
Seveso può apportare al progetto Radio Grazia divina ci hanno fortunosamente
Spada (che non è una Radio, ricordia- chiamati al porto felice del cattolicesimo
molo) la sua piena disponibilità, e il integrale, non dimentichiamo che questo
contributo di tanti giovani che frequan- porto non coincide, umanamente parlan-
53

do, con delle gloriose e poetiche nuove ca- dell’inclusione con un esclusivismo in-
tacombe, intrise di fede e di sangue, ma quisitoriale da Bar Sport è però assai più
spesso con dei decorosi, angusti e pittore- vicino al peccato mortale. Qualcuno po-
schi sottoscala” (Radio Spada, 13 otto- trebbe avere la percezione (Quod Deus
bre 2017, I sottoscala dell’esistenza). Un prohibeat) di un revival dell’eresia cata-
“mondo marginale, angusto, a tratti ra” (Radio Spada, 21 ottobre 2017, Cata-
persino fetido”. “Delle periferie dell’esi- combe e osterie).
stenza i “sedevacantisti” abitano più che “Vivere senza il Papa, vivere pratica-
altro le catacombe (che già nell’articolo mente senza vescovi cattolici, senza una
della scorsa settimana codificavamo in vera Chiesa docente, vivere in una gene-
“scantinati”) e faticano a essere una pre- rale eclissi del cattolicesimo romano (di
senza originale all’interno dell’attuale di- cui rimangono amplissime vestigia e
battito ecclesiologico. (…) Negli ultimi qualche baluardo) e averne consapevolez-
anni, che potremmo definire di “avvita- za espone primariamente a due fonda-
mento”, è come se si avvertisse costante- mentali rischi: abitudine e aberrazione.
mente sul collo il fiato di nemici – spesso Sulla seconda gli avversari del sedevacan-
amplificati, talvolta immaginari – inten- tismo hanno speso (non senza malevolen-
ti a progettare complotti fantasmagorici za) da sempre molti argomenti “pastora-
volti a distruggere questo piccolo Eden in li” e ad auditores: sostanzialmente la no-
plexiglass del cattolicesimo integrale. Di stra posizione esporrebbe alla follia, all’e-
conseguenza ci si chiude a riccio, e, come stremismo, ad un ateismo e nichilismo
la scimmietta emoticon, non si vuole né pratico di fondo che ci trasformerebbe in
vedere, né sentire, né parlare. Si precipita mascheroni caricaturali, in urlanti mo-
così, attraverso un inavvertito trasbordo nadi sociopatiche che entrano nell’agone
ideologico della noia, in un’autoreferen- rovesciando tavoli, scagliando anatemi,
zialità maledetta che – come si sta avve- minacciando tutto e tutti di eterna dan-
rando – produce frutti marci e, ancora nazione. Il rischio è reale e in qualche cir-
peggio, un’umanità rancida. Quando si costanza (e speriamo apprezzerete la fran-
guarda solo al proprio ombelico su volu- chezza) qualcuno vi incappa. In questi
minosa pancia, praticando una curiosa casi i soggetti sembrano ricorrere a solu-
forma di mistica onfalica, la realtà, pia- zioni sempre più ultimative, a posizioni
no piano, inizia a dissolversi, sostituita sempre più cervellotiche e lunari, minori-
dal nulla o dalla fantasia. tarie o spregiudicate, nel chiuso del pro-
Cantare a squarciagola inni religiosi prio scrittoio virtuale o concretamente
in qualche osteria di campagna è solo impolverato (visto che la sede è vacante,
un rito di autoconsolazione che, ricor- si ha poco tempo per passare lo straccio):
dando “La grande bellezza”, dovrebbe in ultima analisi, i sedevacantisti aber-
servire ad alimentare un mito: quello di ranti diventano spesso creature crudeli e
“esserci”. In verità, si rischia di ridurre il ripiegate su loro stesse, ciniche e amorali
mondo alle quattro pareti della propria (quale che sia la loro vita di pietà). Av-
stanza, alle manie di un complesso nar- volti nella certezza teologica (peraltro
cisistico. bene fondata) di avere ragione, s’inco-
«Pochi ma buoni», o, meno prosai- mincia a vedere negli altri, in TUTTI gli
camente, si dirà che «la Verità fa pau- altri (foss’anche il vicino di pianerottolo
ra ai più», che «se Dio è con noi siamo o l’ignaro compagno di sventura nelle file
la maggioranza» (e altre espressioni in posta) mostri e complici di quell’artico-
analoghe). Tutto verissimo, ma ci si di- lato complotto che ci ha portato al
mentica che nelle catacombe vengono ground zero del cattolicesimo che vivia-
confinati e si rifugiano tanto i Santi mo oggi” (Radio Spada, 30 ottobre 2017,
quanto i rifiuti. Fermo restando che oggi Aberrazione e solitudine).
è praticamente inevitabile, è inutile e Questo è il bel ritratto che Seveso e
dannoso costringersi a credere che così si Fumagalli fanno del mondo “sedeva-
stia ricreando la societas christiana. Se cantista” in cui hanno vissuto per tanti
quest’ultimo è un peccato veniale, com- anni, fino a quando hanno avuto l’idea
battere l’imperante e dannosa logica di fondare Radio Spada con gli amici
54

che erano fuori da questo mondo (un li- iniziare i lettori alle delizie estetizzanti
bro, Ai piedi del Trono vuoto, dovrebbe della cultura decadente. Una ventata
raccogliere questi mirabolanti articoli di novità scuote finalmente un mondo
contro-apologetici). Ma ecco che – con fetido, dove si parlava solo di san Tom-
Radio Spada – il “sedevacantista” può maso, e apre le menti alle pagine di Ba-
finalmente uscire dalle osterie, dai sot- ron Corvo.
toscala e dai manicomi, pagando il caro Radio Spada è stata fondata nel
prezzo di essere condannato e incom- 2012; solo il nostro Istituto ha messo in
preso da chi in questo fetido mondo si guardia da un pericolo che rischia di
ostina a restare (ossia, il nostro Istitu- disonorare tutto il ‘mondo tradizionali-
to): “Allo stesso modo, chi ha il corag- sta’. Resteremo i soli a gridare nel de-
gio o semplicemente la volontà di salire serto della complicità?
gli scalini delle catacombe e saggiare i
colori e gli odori della superficie terre-
stre, pur infettata dal neomodernismo
e dal neopaganesimo, non sarà per que- “Storia Sociale della Chiesa”
sto un appestato da evitare a ogni co- di Mons. Umberto Benigni
sto, un dead man walking dell’Oblatio Volume 3
Munda. Forse, pur con tutti i suoi limi-
ti, si tratta piuttosto di un uomo che ha
capito che il predicare nel buio (oltre
che far sovente addormentare) genera
I l Centro librario Sodalitium, sotto la
cura attenta di don Ugolino Giugni,
ha intrapreso nel maggio del 2016 l’ar-
ombre (e talvolta mostri). Solo così, fer- dua impresa di dare nuovamente alle
mando la spirale di un avvilente avvita- stampe questa Storia sociale della Chiesa
mento, sarà possibile fare del “sedeva- di Mons. Benigni. L’interesse dei lettori
cantismo” una presenza originale, un non è scemato col tempo, e ci ha per-
pugno di vinti ma non domi, una lanter- messo di mantenere i nostri propositi:
na accesa (e non uno zampirone) nella dopo la pubblicazione del primo volu-
gran notte della Sede vacante, in grado me nel 2016, sono seguiti i due tomi del
di far sentire al mondo tutto il peso di secondo volume nel 2017, per giungere,
un giudizio integralmente cattolico sui con la presente pubblicazione, mante-
fatti e sulla realtà” (Radio Spada, Cata- nendo il nostro piano di lavoro, al terzo
combe e osterie). volume dell’opera per l’inizio del 2018.
Gli articoli che ho commentato, le Il legame indissolubile tra un’opera
pagine culturali che Radio Spada ormai e il suo autore, rende se non necessario
da anni presenta, fanno parte di questo almeno utile aggiungere qualche infor-
“salire gli scalini delle catacombe” per mazione sulla vita di Mons. Benigni nel
“saggiare i colori e gli odori della su- periodo in cui diede alle stampe il pre-
perficie terrestre”. Il corso intensivo di sente volume, ovverosia corrente l’an-
cultura omosessuale, teosofica, astrolo- no 1922. Erano passati sette anni dalla
gica ed esoterica che ha preso il posto pubblicazione del tomo precedente
delle antiche diatribe tra tradizionali- (era il 1915) e molti avvenimenti decisi-
sti, sarebbe la “lanterna accesa” di vi avevano segnato la storia dell’umani-
questo nuovo “sedevacantismo” che tà, della Chiesa e del nostro autore. Pri-
non si vergogna di dialogare amichevol- ma di tutto, la Grande guerra, le cui
mente con chi autorizza l’assistenza conseguenze durano fino ad oggi, con i
alla nuova Messa che (non sia mai) non suoi problemi irrisolti. Poi, nella Chie-
può essere detta la ‘messa di Lutero’ sa, il pontificato di Benedetto XV – du-
(anche Mons. Lefebvre era ancora un rato dal 1914 al 1922 – che segnò una
po’ nelle catacombe, poiché non aveva svolta nella politica ecclesiastica ab-
letto Mons. Gherardini). Finalmente i bandonando di fatto la lotta antimoder-
“sedevacantisti” sono usciti dalle fogne nista del suo predecessore san Pio X.
“dell’esclusivismo inquisitoriale da Bar La guerra aveva d’altronde sospeso
Sport”, e possono ritrovarsi amichevol- le attività del Sodalitium Pianum, pri-
mente con tutti, nonché liberamente vato del suo alto protettore, san Pio X;
55

riattivato nel 1915 con l’approvazione no (23 dicembre). Mons. Benigni, stu-
del cardinal De Lai, ma rimasto forzata- dioso di storia ecclesiastica e, nel con-
mente inoperoso, fu sciolto nel 1921 tempo, uomo d’azione, troverà nel tra-
dopo la campagna diffamatoria iniziata vagliato passato bizantino-barbarico
durante la guerra grazie a un colpo di della crisi dell’Impero romano, dalla
mano dei modernisti e democratico-cri- sua caduta alla sua rinascita, le lezioni
stiani tedeschi, proseguita poi in Fran- per agire nel nuovo scenario che la
cia e in Italia dalla Compagnia di Gesù, Provvidenza preparava per la società
e giunta al successo grazie all’appoggio civile e quella ecclesiastica, sempre al
del Segretario di Stato, il Cardinal Ga- servizio, ovviamente, della Regalità di
sparri. Mons. Benigni è occupato in Cristo e dell’Impero della Chiesa.
quegli anni, pertanto, oltre all’insegna-
mento alla Pontificia Accademia dei don Francesco Ricossa
Nobili Ecclesiastici, nella difesa della
memoria del Sodalitium, battagliando • Storia Sociale della Chiesa. Vol. 3
contro padre Rosa, della Civiltà Cattoli- La Crisi della società antica. Dalla caduta
ca, coadiuvato in questo compito dal alla rinascita dell’Impero Romano.
confratello francese del Sodalitium, C.L.S. 2018
l’abbé Boulin, dalle pagine della RISS - 750 pagine
(Revue internationale des Sociétés Secrè- € 25,00
tes) e con la pubblicazione degli studi
storici sui Gesuiti a firma “I. de Récal-
de”. In Italia, Mons. Benigni coadiuva
Don Paolo de Töth su Fede e Ragione
(che iniziò le pubblicazioni nel 1920),
con la pagina politica Note internaziona-
li. Nel comunismo bolscevico che aveva
preso il potere in Russia nel 1917,
Mons. Benigni vide l’opera del bimille-
nario giudaismo anticristiano (all’uopo
fondò nel 1920 il Bollettino antisemita,
di cui fu diffusore tra l’altro un perso-
naggio insospettabile come Emilio Cec-
chi, segno dell’influenza intellettuale
di Mons. Benigni in ogni genere di am- Ristampato
biente, anche quelli più lontani), e pub- I Tesori Spirituali
blicò gli opuscoli Israele e il mondo I tesori spirituali: Le fonti della grazia
(1921) e I documenti della conquista
ebraica del mondo (1922). C.L.S. 2018
Messo ai margini del mondo eccle- - 250 pagine
siastico, collaborò non solo alla stampa € 14,00
cattolica integrale, come Fede e Ragio- Attorno alla S. Messa
ne, ma anche in maniera occasionale a stanno disposti in ordine
quella laica, come la Nuova Antologia e di dignità e di efficacia i
sette Sacramenti, e in
La Ronda. Dopo l’anno terribile dello
gran numero i sacramen-
scioglimento del Sodalitium Pianum, il tali. Questo libro ne spie-
1922 è quello della lenta ma sicura rior- ga i riti e il valore spiri-
ganizzazione dell’opera “discreta” di tuale.
Mons. Benigni. Il 1922 si concluse con
due avvenimenti importanti per il pe-
riodo successivo dell’attività controri- Disponibili e ordinabili su:
voluzionaria del Benigni: la marcia su sito: www.sodalitiumshop.it
Roma del 28 ottobre e la pubblicazione email: centrolibrario@sodalitium.it
della prima enciclica – programmatica Tel. 0161.839.335
– del nuovo Pontefice Pio XI: Ubi arca-
56

Un astrologo per
Una questione controversa
Radio Spada.
l’astrologia? Non per i cattolici.
Radio Spada inizia i lettori all’astrologia e La Bolla di Papa Sisto V Cœli et
alla teosofia, e la cosa passa inosservata. terræ Creator ne contiene la
Perchè non sono per niente tranquillo
solenne condanna.
don Francesco Ricossa
ni come puramente disciplinari). Di-

I l 26 giugno 2017 avevo scritto un bre-


ve articolo (Un astrologo per Radio
Spada) riguardante un autore di questa
chiara il proprio ossequio a queste de-
cisioni della Chiesa; dopo di che sostie-
ne “che vi possono essere analisi oppo-
casa editrice, Alessandro Guzzi, e la ste e divergenti” a quelle della Chiesa.
sua opera Trasformazione del Male, edi- Per concludere quindi che la questione
ta appunto da Radio Spada. Il mio arti- è “controversa”. E pertanto, invece di
colo non fu poi pubblicato da Sodali- presentare ai lettori di Radio Spada,
tium per ragioni di opportunità. Mi che so, una traduzione della Bolla di
vedo ora costretto a cambiare parere, e Papa Sisto V Cœli et terræ Creator (5
metterlo a conoscenza dei nostri lettori, gennaio 1586) di solenne condanna del-
in seguito alla pubblicazione da parte l’Astrologia, ecco che pubblica un sag-
di Radio Spada di un lungo studio di gio di 26 pagine dell’autore di Radio
Alessandro Guzzi intitolato Astrologia: Spada, Alessandro Guzzi, nel quale si
il ‘disturbo bipolare’ dei cattolici. Il sag- difende l’astrologia e non solo, anche la
gio astrologico di Guzzi, ci avverte teosofia.
un’introduzione radiospadista scritta Esaminiamo pertanto brevemente lo
da Piergiorgio Seveso e pubblicata da scritto di Alessandro Guzzi, che l’autore
‘Jeanne d’Arc’ (ovvero Ilaria Pisa Gia- include – risum teneatis – tra i suoi
cobazzi) il 7 aprile 2018, è datato no- “SCRITTI MISTICI”. Fin dalla prima
vembre-dicembre 2017, e “va ad inte- battuta, dichiara l’oggetto del suo studio:
grare alcuni punti del suo bellissimo “i difficili rapporti tra Chiesa cattolica
saggio Trasformazione del Male (edizioni ed astrologia” (p. 1). Siccome l’autore è
Radio Spada 2017)”. L’introduzione del- un “tradizionalista” (frequenta il Priora-
l’attuale “Presidente di Radio Spada” to di Albano della Fraternità San Pio X
(si quid est) porta come titolo roboante: ed è stimato da don Mauro Tranquillo)
ESCLUSIVO: Astrologia, una questione egli rifiuta, a ragione, il “magistero” con-
controversa (https://www.radiospada. ciliare, e conseguentemente anche il
org/wp-content/uploads/ 2018/04/Astrolo- nuovo “Catechismo della Chiesa Cattolica”
gia_Disturbo_Bipolare.compressed.pdf). (pp. 1-2). Si sente pertanto autorizzato a
Una questione controversa, l’astrolo- condannare come errato quanto detto
gia? Non per i cattolici, e Radio Spada dal Catechismo al n. 2116: “Tutte le forme
lo sa, giacché scrive: “E pur nel pieno os- di divinazione sono da respingere: ricorso a
sequio alle decisioni disciplinari prese dal- Satana o ai demoni, evocazione dei morti o
la Chiesa, autoritatevolmente intesa, in altre pratiche che a torto si ritiene che
materia, non abbiamo voluto privarne i “svelino” l’avvenire [Cfr. Dt 18, 10; Ger 29,
nostri lettori (della lettura del saggio di 8]. La consultazione degli oroscopi, l’astro-
Guzzi, cioè, “stimolo vivo e interessan- logia, la chiromanzia, l’interpretazione dei
te sul piano più alto dell’analisi storica presagi e delle sorti, i fenomeni di veggen-
e del dibattito su questo controverso za, il ricorso ai medium occultano una vo-
tema di storia della Chiesa”) “consape- lontà di dominio sul tempo, sulla storia ed
voli che vi possano essere analisi opposte e infine sugli uomini ed insieme un desiderio
divergenti sul medesimo tema”. Seveso di rendersi propizie le potenze nascoste.
non ignora quindi che la Chiesa si è Sono in contraddizione con l’onore e il ri-
pronunciata sull’astrologia (solo ingan- spetto, congiunto a timore amante, che
na i lettori presentando queste decisio- dobbiamo a Dio solo”. In questo numero,
57

e nel successivo n. 2117, l’autore ricono- Guzzi non è capace di presentare un


sce: il vero volto molto intollerante e poco solo documento (disciplinare o dottri-
inclusivo della chiesa post-conciliare, in nale) di questi Papi in favore dell’astro-
un’opera repressiva che contrasta con logia: se favore vi fu, si trattò di debo-
quanto leggevamo nella Dichiarazione con- lezza del tutto personale del Papa in
ciliare Nostra Ætate, che avrebbe dovuto quanto persona privata, e non certo del
siglare un nuovo atteggiamento della chie- Papa in quanto governava e insegnava
sa nei confronti dei non-Cristiani: «La la Chiesa. Si può senz’altro deplorare il
Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è clima rinascimentale che tanto danno
vero e santo in queste religioni [indui- fece alla Chiesa (clima che invece è
smo, buddismo ecc]. Essa considera con tanto in auge dalle parti di Radio Spa-
sincero rispetto quei modi di agire e di da) senza ammettere errori dottrinali
vivere, quei precetti e quelle dottrine che non ci furono. A Guzzi invece non
che, quantunque in molti punti differi- sembra piacere il Concilio di Trento ed
scano da quanto essa stessa crede e pro- il clima che ne seguì: «Una conseguenza
pone, tuttavia non raramente riflettono tra le più dure e severe del Concilio di
un raggio di quella verità che illumina Trento fu la Bolla di Papa Sisto V (1521-
tutti gli uomini». 1590): Cœli et Terræ Creator del 1586. Il
Liquidata quindi la “chiesa concilia- Papa, dopo aver dichiarato che: “[Dio] ri-
re” anche quando essa insegna ancora la serbò a sé solo la scienza delle cose c’han-
Verità, Guzzi può permettersi di intro- no a venire e la cognizione delle future”».
durre il lettore all’astrologia (pp. 5 ss), Nel successivo passaggio dichiara la
praticata da un supposto, inesistente condanna assoluta di qualunque siste-
“Astrologo cristiano”. Ma come preten- ma previsionale: «Per antivedere i futuri
dersi astrologo cristiano se la Chiesa avvenimenti e futuri casi eccettuando
condanna l’astrologia? A partire da pag. quelli che da le cause naturali necessaria-
8 Guzzi prepara i suoi sofismi, avallati da mente o per il più sogliono nascere, quali
Seveso e Radio Spada: la questione è con- non appartengono alla divinazione non si
troversa, i “rapporti sono contraddittori, hanno alcune arti o scienze; ma solo falla-
ambivalenti, di odio-amore”: vi furono ci e vane, per astutia d’uomini scelerati
tempi nei quali la Chiesa “apprezzò e ap- et fraudi de Demoni introdotte.»
provò l’astrologia” e tempi “in cui la Per Sisto V il rischio è che questi
contrastò e la combattè” (p. 8). Per un astrologi e matematici: «...temeraria-
lefebvriano non è un grosso problema mente presumono di antivedere, giudica-
credere in una Chiesa che si contraddi- re ed affermare dello stato di ciascun
ce! Per Guzzi la Chiesa è “divenuta più uomo, condizione, corso di vita, onori, ric-
dura, più intransigente ma anche più ti- chezze, prole, salute, morte, viaggi, com-
rannica quando ha attraversato i suoi battimenti, inimicizie, carceri, occisioni,
momenti peggiori” come durante la rea- vari pericoli, ed altri casi ed eventi pro-
zione alla riforma protestante, col Conci- speri ed avversi, non senza gran pericolo
lio di Trento, e adesso col Vaticano II (p. d’errore ed infedeltà».
8). Preso atto che il Concilio di Trento e
la Chiesa sono stati tirannici, vediamo
quando invece la Chiesa non lo fu. Ed ar-
riviamo al Rinascimento e ai suoi Ponte-
fici, tanto cari infatti anche a Baron Cor-
vo, a Piergiorgio Seveso e a don Tran-
quillo. Le autorità citate da Guzzi in fa-
vore dell’astrologia sono Papa Sisto IV,
Papa Giulio II, Papa Leone X, Papa
Adriano VI (‘maestro’ di Erasmo da Rot-
Papa Sisto V
terdam) e Papa Paolo III (pp. 8 e 9).
Dato e non concesso che questi papi
abbiano effettivamente dato un qual-
che credito all’astrologia, constato che
58

Sisto forse tralascia di dire che gran la diabolica Società Teosofica di Mada-
parte dei suoi predecessori, che a diffe- me Blavatski e Annie Besant!
renza sua avevano avuto fede nella Tornando alla questione della Chie-
scienza degli astri, ad essa si rivolgeva- sa, Guzzi conclude: “A conclusione di que-
no proprio per le ragioni che egli depre- sto studio, del tutto insufficiente rispetto
ca, ed infatti sarebbe stato fuori luogo, ad una materia tanto vasta, vorrei citare
nel caso di questa bolla come di prassi la Costituzione di Urbano VIII (1568-1644)
dei Pontefici, invocare a sostegno delle Inscrutabilis Judiciorum Dei Altitudo pro-
tesi esposte, il parere concorde dei pre- mulgata il 1 aprile 1631. Il documento si
decessori... può considerare la prosecuzione, ma anche
Ma Sisto V va ancora oltre, ed arri- un ulteriore irrigidimento rispetto alla se-
va ad affermare che: «...né l’uomo è sta- verità intransigente della Cœli et Terræ
to fatto [da Dio] a servigio delle stelle, ma Creator di Sisto V, infatti in esso sono pre-
le stelle a servigio dell’uomo. E se si dices- viste pene severissime per chi esercitasse la
se che la stella fosse destino fatale per professione di astrologo, vaticinatore, aru-
l’uomo, si direbbe ancora che l’uomo sog- spice ecc, dalla scomunica ipso facto, alla
giace a’ suoi ministerii.» degradazione dalle cariche pubbliche, alla
Guzzi commenta: “Qui Sisto sbaglia perdita di tutti i beni, fino alla pena di
del tutto…” (p. 11). A questo punto è ve- morte nel caso in cui le previsioni riguar-
nuta l’ora di introdurre il lettore dassero lo Stato, il Papa o i suoi consangui-
all’“Astrologia esoterica” di Alan Leo, il nei fino al terzo grado (…).
“famoso astrologo inglese della fine del In effetti Urbano non mette in discus-
XIX secolo: quello che fu sostanzialmente sione il fatto che gli astrologi siano credi-
affermato dalla cosiddetta Astrologia Eso- bili e non afferma che la loro scienza sia
terica, che intrisa di dottrine orientali, solo raggiro: anzi quelli che dicono il
ebbe un ruolo fondamentale soprattutto vero, sono ancor più da evitare in quanto
in Inghilterra dalla fine dell’800” che è in in combutta coi demoni. Tutto è da con-
fondo – per Guzzi – equivalente a quello dannare.
che ancor meglio hanno sostenuto san Viene fatta salva invece, come per Si-
Tommaso o l’astrologo ‘cristiano’, il ve- sto V, quella che viene definita astrologia
scovo Luca Gaurico (p. 11), il cui Tracta- Naturale o Astronomia, quella scienza
tus Astrologicus fu messo all’Indice dei moderna cioè che, paradossi delle cose, si
Libri proibiti da Paolo IV. Guzzi però si sarebbe dimostrata nel tempo nemica
guarda bene dal dire che Alan Leo, il molto più pericolosa e radicale della fede
suo astrologo preferito era membro del- di quanto l’astrologia non fosse mai sta-
ta, essendo riuscita a spezzare l’unione in-
La vita e il lavoro di Alan Leo teosofo astrologo teriore dell’uomo con la creazione” (p.
massone con una prefazione di Annie Besant 12). Guzzi pensa però di dimostrare che
la questione è dibattuta poiché lo stes-
so Urbano VIII avrebbe, in privato, pra-
ticato l’astrologia e la magia, con l’aiu-
to del famoso frate Tommaso Campa-
nella (pp. 12-13) (più volte processato e
incarcerato dal S. Uffizio e, aggiungo
io, buon amico dei Rosa-Croce). Questi
fatti autorizzano Guzzi a parlare di un
“andamento contraddittorio e zigzagan-
te della Chiesa nei confronti della
scienza degli astri” (p. 13) mentre in
realtà la Chiesa, nei suoi documenti uf-
ficiali, al seguito della Scrittura e dei
Padri della Chiesa (si legga ad esempio
sant’Agostino contro i Priscillanisti) è
sempre CONTRO l’astrologia, e l’atteg-
giamento contrario si può attribuire so-
59

Chiesa e al suo Magistero. Ancor meno


comprendo come la pubblicazione di
Radio Spada non abbia suscitato scan-
dalo e reazioni proporzionate, ma sia
passata inosservata. Nessuno ha gli oc-
chi per vedere? Tutti complici? Sodali-
tium no.

Ed ecco a voi l’articolo che avevo prepara-


to nel giugno 2017.

UN ASTROLOGO PER RADIO SPADA


(articolo del 26 giugno 2017)

La nostra segnalazione sull’esoteri-


smo di Maurizio Blondet (Uno gnostico a
Reggio nell’Emilia) ha irritato non poco
gli ambienti di Radio Spada. Ma se,
Alan Leo come si dice, peccare è umano, perse-
verare è diabolico.
lamente alla vita privata come persone Recentemente, la casa editrice Ra-
private di alcuni prelati o persino Papi. dio Spada ha pubblicato nella collana
Invece, per Guzzi i peccati personali di ‘La spada dell’Arcangelo’, il libro di
alcuni Papi diventano “tradizione della Alessandro Guzzi, ‘Trasformazione del
Chiesa” mentre il Magistero della Chie- Male’: potete leggerne la presentazione
sa, vincolante per il cattolico, può esse- che ne fa la stessa casa editrice qui:
re tranquillamente (è il caso di dirlo) http://www.edizioniradiospada.com/com
rigettato: “Per quanto riguarda le “bolle” ponent/virtuemart/ecommerce/trasfor-
o i “catechismi” ostili, repressivi, censori, mazione-del-male-detail.html?Itemid=0
si tratta di prese di posizione alternanti A una prima lettura, come non con-
in contrasto con secoli di Tradizione della dividere, e come non sostenere un libro
Chiesa, e sono dunque di facciata, mo- che si vuole contro ‘la massoneria, il
mentanee, motivate da ragioni politiche, Nuovo Ordine Mondiale, gli Illumina-
o personali, o di convenienza d’altra na- ti’? (sempre che questi ultimi esistano
tura, che andrebbero considerate con di- ancora). Fatto sta che una recensione
stacco, e che non enunciano nulla di spiri- favorevole a un’opera precedente di
tuale, nulla che riguardi Dio e ciò che gli Alessandro Guzzi, ‘Il Regno dell’Anticri-
uomini dovrebbero credere o fare per re- sto e altri scritti’, apparve già su Radio
stare nel dominio del bene” (p. 14). Le Spada il 20 agosto 2014, attirando la
pagine seguenti (pp. 15-25) contengono mia attenzione. Dopo aver elogiato e
fotografie e scritti fuori tema contro i raccomandato il libro affascinante, il
modernisti, “i froci e le lesbiche”, per recensore si permetteva però una criti-
concludere a p. 26 con una poesia di ca per una ‘lieve mancanza’:
Georg Trakl (1887-1914), incestuoso Se si può presentare una critica al li-
(con la sorella), tossicomane, alcolista, bro di Guzzi, è quella inerente una lieve
morto per overdose di cocaina, nume mancanza di chiarezza sul concetto di
tutelare di Alessandro Guzzi. tradizione, che non spaventa gli “addetti
ai lavori”, che sanno come muoversi agil-
Conclusione mente fra le pagine di questo affascinante
libro, ma che potrebbe destare qualche
Se non lo avessi letto coi miei occhi, dubbio nei neofiti. Georg Trakl e René
non avrei mai creduto che in un sito Guénon, ad esempio, hanno afferrato ap-
cattolico fosse possibile una così sfac- pieno il concetto di “tradizione”, lo hanno
ciata difesa dell’astrologia e persino di dissezionato in tutte le sue componenti
un teosofo, con correlative ingiurie alla metafisiche, esoteriche, simboliche, mito-
60

logiche, ma ciò è sufficiente ad arruolarli per l’appunto Georg Trakl, al quale è


nel combattimento contro la dissoluzione dedicato parte del libro pubblicato da
e contro l’Anticristo? Tutt’altro. In fondo Radio Spada, poeta incestuoso e cocai-
anche l’Anticristo è tradizionale. La let- nomane, morto suicida e, a detta di Ra-
tura di quest’affascinante opera dunque, dio Spada stessa nel 2014, esoterista. La
può e deve essere completata da una luci- ‘lieve mancanza di chiarezza’ nel 2014
da e serena riflessione su come l’amore era ancora oggetto di critica *; nel 2017
per i simboli, i gesti, l’immaginario caro invece si dà alle stampe.
alla Tradizione non è altro che la forma Ma forse c’è l’imprimatur di don
più immediatamente percepibile dell’a- Mauro Tranquillo…
more per la disciplina, l’ordine, l’armonia
che Dio ha infuso alla materia, al creato e * P.S.: l’anonimo recensore del 2014
alla nostra anima: “Tutto hai creato con ha poi lasciato Radio Spada e mi auto-
misura, numero e peso”. Che è poi il mi- rizza a scrivere che si rammarica di
glior antidoto per l’Anticristo. aver recensito il libro in questione e di
Sarò un ‘neofito’ e non un ‘addetto averlo presentato, assieme a don Mau-
ai lavori’, ma uno che arruola Guénon e ro Tranquillo, a Roma. Che altri possa-
Trakl mi puzzava d’inferno. Per cui an- no seguire, in questo, il suo esempio.
dai a visitare la pagina internet di Ales-
sandro Guzzi, non solo scrittore, ma an- Pur mantenendo le critiche documentate che la
che e soprattutto pittore (non molto ca- rivista Sodalitium ha più volte rivolto a don En-
nio Innocenti, consigliamo la lettura dell’opera
sto) che potete trovare a questi indiriz- La gnosi spuria (vol. 1 dalle origini all’800. Terza
zi per quel che riguarda la sua biogra- edizione, Fratenitas Aurigarum, Roma 2009). In
fia: www.alessandroguzzi.com particolare i capitoli IV, V, VI spiegano come
#12F9E0A e i personaggi verso i quali durante il Rinascimento l’astrologia e la magia
abbiano potuto infiltrare elementi gnostici so-
si sente intellettualmente debitore: prattutto nella Firenze medicea e anche nei più
www.alessandroguzzi.com#12F9EF2. alti ambienti ecclesiastici.
Dalla biografia apprendiamo – tra
l’altro – quanto segue:
“Per molti anni Alessandro Guzzi si è Attualità nella Chiesa
occupato di astrologia, intesa come un
raffinato sistema di interpretazione della
realtà. Negli anni 90 ha pubblicato due li-
bri a Milano, il primo sui temi di Ritorno NON CI CREDO... MA È
Solare ed il secondo sull’Oroscopo di Con- VERO! (II° atto)
cepimento (Trutina Hermetis). Un terzo
suo volume: “L’Equivalente Lunare” è don Piero Fraschetti
edito in formato elettronico. Nel Maggio
2004 la storica Casa Editrice Federico Ca-
pone di Torino ha pubblicato il suo ulti-
mo volume I Ritorni Solari in Astrologia.
N ello scorso numero avevamo segna-
lato e commentato alcuni fatti ‘ec-
clesiali’, cercando di dimostrarne la
Alessandro Guzzi ha inoltre curato loro incoerenza ed assurdità, ispirati
le prime traduzioni italiane di tre capo-
dal titolo (da noi parafrasato) di una
lavori del grande Alan Leo, l’astrologo
commedia di Peppino de Filippo. Poi-
ed occultista inglese della fine dell’800,
vicino agli ambienti teosofici ed amico ché l’opera teatrale è composta da tre
di Annie Besant”. atti, potevamo forse fermarci al primo
Tra i personaggi a cui si ispira no- atto? Sono forse mancati da allora altri
tiamo – tra i pittori – (passione condivi- casi simili ai suddetti in quanto ad as-
sa con Luca Fumagalli) i preraffaelliti surdità, contraddizioni, sconcerto? No,
(Dante Gabriel Rossetti, e John Wil- purtroppo no, anzi ‘chi più ne ha, più
liam Waterhouse); l’occultista Alan ne metta’ come cita l’adagio! Non scri-
Leo, l’antroposofo Rudolf Steiner, l’a- viamo queste righe con superficialità
strologo Dane Rudhyar, al secolo Da- né con scherno verso chicchessia, bensì
niel Chennevière, Carl Gustav Jung e, con rammarico e tristezza, poiché solo
61

be peccato contro la Verità, e rinuncia-


Questa crisi proviene dal fatto re alla libertà. In tempo di “crisi” e par-
che è l’autorità stessa a non es- ticolarmente nella crisi attuale, è la Ve-
rità che rende liberi. La libertà “di fa-
sere più regolata dalla Verità... vore” può ingannare la fame di coloro
che cenano con “il padre della menzo-
gna” (Giov. VIII, 44); ma non può asso-
lutamente soddisfare tutti coloro che
‘la verità vi farà liberi’ (Giov. VIII, 32) e “Dio ha chiamato dalle tenebre per con-
non certo il compromesso con l’errore e durli alla Sua impareggiabile Luce” (1 Pt.
con il male, come ribadiva Pio XII (di II, 9), e che, sotto pena “di essere gettati
cui quest’anno ricorre il 60°anniversa- fuori, debbono rimanere in Colui” (Giov.
rio della morte): “ciò che non risponde XV, 6) “che è la Verità” (Giov. XIV, 6).
alla verità e alla norma morale, non ha Non c’è altra libertà vera da quella di
oggettivamente alcun diritto né all’esi- “conoscere la Verità” (Giov. VIII, 3), non
stenza, né alla propaganda, né all’azio- c’è altra libertà che quella di far brilla-
ne” (cfr. Discorso ‘Ci riesce’ del 6-12- re in tutto il suo fulgore la luce, facendo
1953, al V Congresso Nazionale della trionfare la Verità» (1).
Unione Giuristi cattolici italiani). Passando a qual-
Al riguardo ci sembra interessante e che riferimento spe-
assai utile riproporre un passaggio di cifico circa il nostro
un articolo di teologia intitolato “Liber- argomento, ricordia-
tà e Verità”, col quale padre Guérard mo che leggendo il
des Lauriers (abbiamo celebrato il 27 Bollettino Salesiano
febbraio scorso il 30° anniversario del- del maggio di
la morte), si esprimeva con una mae- quest’anno (2) e, ar-
strale profondità di analisi e di pensie- rivati alla rubrica
ro circa la situazione (ancora e sempre CHE COSA PENSA-
di più attuale) nella Chiesa: NO I GIOVANI, ci ac-
«In questo tempo di “crisi”, e come corgiamo che viene affrontato l’argo-
in tutti i tempi, essere libero vuol dire mento ‘Legge di fine vita’ (3) e viene
essere lo strumento attraverso il quale successivamente data la parola ad alcu-
Dio realizza il suo disegno, vuol dire es- ni giovani cristiani che frequentano da
sersi conformati a questo disegno e per- anni l’oratorio salesiano di don Bosco e
tanto essere regolati dalla Verità: esse- ne vengono selezionati alcuni, ci imma-
re liberi, in pratica, vuol dunque dire giniamo non certo i peggiori, per pub-
sottomettersi a tutto ciò che Dio mani- blicarli sullo storico mensile della fami-
festa essere la Sua volontà. In tempo di glia salesiana:
“crisi”, come sempre e dovunque, ma in Eleonora (19 anni) afferma: «Da cre-
maniera tutt’affatto particolare quando dente vedo la vita come il dono più im-
questa crisi proviene dal fatto che è menso e prezioso che il Signore abbia
l’autorità stessa a non essere più rego- potuto farci. In Italia è ormai possibile,
lata dalla Verità, esser liberi significa tramite le DAT (Disposizioni Anticipate
non chiedere come un favore ciò che è di Trattamento), esprimere le proprie
soltanto un sacro diritto, diritto del preferenze e il proprio consenso o rifiu-
quale il principio necessitante è la Ve- to su trattamenti sanitari in previsione
rità stessa. Sarebbe infatti soltanto una di un’eventuale futura incapacità di au-
adulazione alle Autorità, riconoscerle todeterminarsi... Ma è proprio il mio
indirettamente che essa ha il diritto di amore per la vita che davanti a temati-
forgiare leggi false, contrarie alla Veri- che come quelle dell’eutanasia, della
tà; in ultima analisi si tratterebbe di ri- “dolce morte”, del bio-testamento, mi
conoscere, come fatto legittimo, che la spinge a riflettere... Le parole che ac-
Verità non è l’unica regolatrice della li- compagnano quel gesto spesso sono le
bertà, ma può essere sostituita da una stesse: “questa non è vita”. Lo ribadisco,
qualunque costrizione: e questo sareb- io amo la vita; ma che vita è quella che
62

rio liberare la felicità di un malato,


schiava di un corpo infermo che non gli
appartiene».
Purtroppo queste considerazioni al-
tro non fanno che manifestare il di -
sastro e la gravità delle conseguenze
terrificanti del modernismo, che di fat-
to da più di 50 anni continua a spargere
i propri errori e rinuncia, avendo alla
Cartelli di propaganda per la legge di fine vita sua base l’agnosticismo, a insegnare e a
trasmettere, fra le svariate omissioni,
continua solo grazie a delle macchine? la morale cattolica della Chiesa, limi-
Che vita è quella che ti costringe a let- tandosi a riproporre il sentimento come
to? Quella che ti toglie la possibilità di base comune a tutti gli uomini di ogni
uscire all’aria aperta, andare al lavoro, lingua, popolo, nazione e religione. Ci
abbracciare i tuoi figli o i tuoi genitori, domandiamo se questi giovani salesiani
ballare, fare sport, mangiare il tuo piat- abbiano minimamente idea di cosa cre-
to preferito? Che vita è quella condan- desse e insegnasse don Bosco, cosa si-
nata dall’attesa della scoperta di una gnificasse ‘la morte ma non peccati’ di
nuova terapia, una cura sperimentale un dodicenne di nome Domenico Savio,
che possa farti stare meglio? Che vita è che accettò la morte con le sue soffe-
quella che ti regala poche gioie e troppe renze ad imitazione di un certo Gesù di
sofferenze? Riuscirei ad amarla anche Nazareth che venne non per fare la sua
così? In questi casi è così difficile riusci- volontà ma quella del Padre (cfr. Giov.
re a vedere la vita come un dono, è così VI, 38), ‘facendosi obbediente fino alla
difficile capire quale sia il nostro fine, il di- morte e alla morte di croce’ (Fil. II, 8).
segno di Dio per noi. Non so che cosa pen- ‘Gesù Cristo è lo stesso: ieri, oggi e sem-
serei, come mi sentirei, cosa farei in una pre’ (Ebr. XIII, 8) e ciò che ha rivelato e
situazione del genere, o che cosa vorrei insegnato è Eterno come Egli, che è
che facessero i miei famigliari...». Dio, è Eterno. Ovviamente; aggiunge-
Roberta (20 anni) chiaramente espri- remmo. Ma ahimè attualmente non è
me: «È giusto che ogni individuo, nel li- più così ovvio. Infatti uno degli aspetti
mite delle proprie facoltà cognitive, più tremendi di questi decenni trascor-
possa decidere sul proprio avvenire... per- si non è soltanto tutto quello che è sta-
sino papa Francesco, emblematica figu- to detto, fatto, diffuso e reiterato di
ra religiosa, apre così il dibattito circa non cattolico, ma anche tutto ciò che
la legge di fine vita. Risulta, dunque, non è stato detto, fatto, diffuso e reite-
impossibile rimanere inerti davanti a rato di cattolico; per questo regna il
tale questione, in bilico tra l’individua- Kaos (ma lo Spirito Santo fin dalla
lità e la spiritualità etica. Fino a che Creazione trasforma il kàos in kòsmos)
punto siamo realmente liberi di sceglie- e come è potuto avvenire, e ancora oggi
re? Si è realmente in grado di scegliere continuare ad accadere tutto questo
in una simile condizione? In prima per- dramma, se Cristo Gesù governa, inse-
sona sono assolutamente favorevole al gna e santifica la sua Chiesa quotidia-
trattamento, poiché lo stesso si discosta namente per mezzo del suo Vicario?
molto da una forma di accanimento te- In diversi si sono posti questa do-
rapeutico lesivo per la dignità della manda in questi ultimi decenni e a
persona. È giusto che ogni individuo, tutt’oggi rimane per molti (soprattutto
nel limite delle proprie facoltà cogniti- fra i cosiddetti tradizionalisti) il quesi-
ve, possa decidere sul proprio avvenire. to dei quesiti e purtroppo le risposte
Non è sbagliato sostenere che l’uomo più diffuse al riguardo sono quelle che
non abbia il controllo della propria vita vorrebbero salvare ‘capra e cavoli’, ri-
e non possa decidere quando sia arriva- ducendo sovente ad un ‘lasciateci fare
to per lui il momento di lasciare il mon- come prima’ (il loro leitmotiv) e igno-
do terreno, piuttosto credo sia necessa- rando (volutamente?) tutto il resto, pe-
63

raltro non tenendo conto che ‘prima’ i stenere e diffondere l’idea che l’opera
buoni cattolici (come vorrebbero essere della Chiesa non sia garantita da Cristo
i suddetti) obbedivano al Romano Pon- e le legittime autorità di essa possano in
tefice e si sottomettevano al giudizio modo abituale (ormai da quasi sessan-
delle legittime autorità della Chiesa. tanni!) e reale (con atti ufficiali di magi-
Sono ormai passati tre decenni, stero, esercitando nei diversi ambiti del-
quando il 2 luglio 1988 venne promul- la Chiesa il loro Ministero Petrino) siste-
gata la “Lettera Apostolica in Forma di maticamente sbagliare, ingannare, inse-
Motu proprio Ecclesia Dei” ( 5) con la gnare errori e condannare verità, con-
quale Giovanni Paolo II condannava durre le anime verso la dannazione inve-
“l’Arcivescovo Marcel Lefebvre, che ha ce che alla salvezza? Abbiamo personal-
vanificato tutti gli sforzi da anni com- mente sentito obiettare da alcuni lefeb-
piuti per assicurare la piena comunione vristi che se (oggi) Francesco non è (in
con la Chiesa alla Fraternità Sacerdota- atto) Papa, allora la Chiesa è finita; è
le di San Pio X” e per la sua “disobbe- vero invece l’esatto contrario: se Bergo-
dienza al Romano Pontefice in materia glio è la legittima suprema autorità
gravissima e di capitale importanza per (Papa) della Chiesa, allora la Stessa non
l’unità della Chiesa, quale è l’ordinazio- sussiste più. Gesù Cristo N. S. avrebbe
ne dei vescovi mediante la quale si at- quindi voluto Pietro a capo della Sua
tua sacramentalmente la successione Chiesa, assicurandogli anche la Sua assi-
apostolica. Perciò, tale disobbedienza - stenza, per distruggerla, corromperla,
che porta con sé un rifiuto pratico del affondarla...!
Primato romano - costituisce un atto Inoltre ogni cattolico ha il dovere di
scismatico. Compiendo tale atto, no - aderire, fra i pronunciamenti della
nostante il formale monitum inviato Chiesa, anche al seguente insegnamen-
loro dal Cardinale Prefetto della Con- to del Magistero infallibile e irreforma-
gregazione per i Vescovi lo scorso 17 bile, che riguarda appunto fra le varie
giugno, Mons. Lefebvre ed i sacerdoti legittime autorità della Chiesa, quella
Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mal- Suprema del Vicario di Cristo: «Questa
lerais, Richard Williamson e Alfonso de autorità infatti, benché conferita ad un
Galarreta, sono incorsi nella grave uomo ed esercitata da un uomo, non è
pena della scomunica prevista dalla di- umana, ma piuttosto divina, attribuita
sciplina ecclesiastica” (6). per bocca di Dio a Pietro, e resa intan-
Da quel giorno ne è passata di acqua gibile per lui e per i suoi successori in
sotto i ponti, eppure niente sarebbe fon- colui che egli, la pietra, aveva confessa-
damentalmente cambiato per molti de- to, quando il Signore disse allo stesso
gli appartenenti alla suddetta FSSPX, o Pietro: “Qualunque cosa tu legherai
transfughi, o più o meno fuoriusciti, o ecc.” Perciò chiunque si oppone a que-
resistenti (7), o comunque influenzati dal sto potere istituito da Dio, si oppone al-
lefebvrismo: convinzione che col e dal l’ordine di Dio, a meno che non preten-
Concilio Vaticano II la Chiesa, di cui il da come i manichei che ci sono due
Capo invisibile è Cristo, insegni, tramite princìpi, il che noi giudichiamo falso ed
il Suo Vicario visibile, dottrine false e eretico, perché - come dice Mosè - non
dannose, contenute anche nella Sacra nei princìpi, ma nel principio Dio creò
Scrittura (!) e quindi anche la Divina Ri- il cielo e la terra. Di conseguenza noi
velazione custodita ed interpretata in- dichiariamo, stabiliamo, definiamo ed
fallibilmente dal Magistero della Chiesa affermiamo che è assolutamente neces-
ad oggi sarebbe all’atto pratico priva di sario alla salvezza di ogni creatura
alcun valore, opinabile e facoltativa (!). umana che essa sia sottomessa al Ro-
Tutto ciò pur riconoscendo la legittimità mano Pontefice» (8).
di coloro che si sono avvicendati sulla Concludiamo (‘dulcis in fundo’) con
Cattedra di san Pietro (almeno da Paolo un altro pronunciamento del Magistero,
VI) e che hanno promulgato Magistero, questa volta del Papa san Pio X, a cui
leggi, disciplina, liturgia, canonizzazio- certamente si ispira profondamente la
ni…! Come si può, ancora nel 2018, so- Fraternià Sacerdotale fondata da Mons.
64

Lefebvre (a tal punto da contemplare il quali se sono dotte non sono sante, per-
di lui nome nella sua denominazione), ché chi è santo non può dissentire dal
che tutti i tradizionalisti reputano un Papa» (9).
grandissimo e santo Papa e a Lui guar- Speriamo vivamente che questo en-
dano con ammirazione e devozione, vo- nesimo contributo possa aiutare qual-
lendo quindi ben volentieri ascoltare ed cuno a considerare in modo serio e con-
obbedire con gioia e prontezza alla Sua forme con la fede la situazione attuale
voce, mediante la quale è Cristo stesso nella Chiesa e magari chiarire, e me-
che parla (come del resto è avvenuto e glio conoscere, le cause e la soluzione
sempre avverrà attraverso la voce di adatta per mantenere ancora oggi la
ogni suo legittimo vicario): «E come si fede integra e cattolica, senza la quale
deve amarlo il Papa? ‘Non verbo neque è impossibile piacere a Dio (Ebr. XI, 6);
lingua, sed opere et veritate’. Quando si senza alcuna pretesa ci sembra che il
ama una persona si cerca di uniformarsi nostro Istituto, grazie alla preziosissima
in tutto ai suoi pensieri, di eseguirne i opera del compianto padre Guérard
voleri, di interpretarne i desideri. E se des Lauriers, possa anche consigliare e
Nostro Signor Gesù Cristo diceva di sè: proporre proprio questo.
‘si quis diligit me, sermonem meum serva-
bit’, così per dimostrare il nostro amore Note
al Papa è necessario ubbidirgli.
Perciò quando si ama il Papa, non si 1) Vedi articolo in Sodalitium n. 43, pp. 33-36.
fanno discussioni intorno a quello che 2) http://biesseonline.sdb.org/editoriale.
aspx?a=2018&m=5&doc=9715
Egli dispone od esige, o fin dove debba 3) Segnaliamo sul tema un intervento di don
giungere l’obbedienza, ed in quali cose Ricossa: http://www.centrostudifederici.org/ome-
si debba obbedire; quando si ama il lia-sul-testamento-biologico
Papa, non si dice che non ha parlato ab- 4) http://w2.vatican.va/content/johnpaulii/it
/motu_proprio/documents/hf_jp-ii_motu-pro-
bastanza chiaro, quasi che Egli fosse prio_02071988_ecclesia-dei.html
obbligato di ripetere all’orecchio d’o- 5) http://w2.vatican.va/content/johnpaulii/it
gnuno quella volontà chiaramente /motu_proprio/documents/hf_jpii_motuproprio_0
espressa tante volte non solo a voce, 2071988_ecclesia-dei.html
ma con lettere ed altri pubblici docu- 6) Ibidem.
7) «In realtà, i quattro vescovi consacrati da
menti; non si mettono in dubbio i suoi Mons. Lefebvre sono meno lontani tra loro di
ordini, adducendo il facile pretesto di quanto non sembri: giungono sì a conclusioni op-
chi non vuole ubbidire, che non è il poste, ma partendo dai medesimi principi. Tutti e
Papa che comanda, ma quelli che lo cir- quattro, infatti, hanno, almeno di fatto, come pri-
mo, ultimo e supremo riferimento l’autorità di
condano; non si limita il campo in cui Mons. Lefebvre – di cui si proclamano eredi –
Egli possa e debba esercitare la sua au- piuttosto che quella della Chiesa. Tutti e quattro
torità; non si antepone alla autorità del si dicono in comunione con Joseph Ratzinger –
Papa quella di altre persone per quan- Benedetto XVI. Tutti e quattro considerano, al-
to dotte che dissentano dal Papa, le meno di fatto, che la Chiesa e il suo Capo visibi-
le, il Papa, sono fallibili e, negli ultimi 50 anni
Propaganda dell’associazione radicale (se non addirittura costantemente, da san Pietro
“Luca Coscioni” in poi, come sostiene Roberto De Mattei nel suo
saggio Apologia della Tradizione), sono caduti in
errore. Le loro divergenze sono attribuibili al fat-
to che essi mettono in rilievo l’uno o l’altro aspet-
to della dottrina e prassi di Mons. Lefebvre: l’esi-
stenza di errori nel Vaticano secondo, da un lato;
la legittimità dei “Papi” che hanno diffuso e con-
fermato questi errori dall’altro (con la conse-
guenza, comune ad entrambi, che la Chiesa e il
Papa sarebbero – a volte sì, a volte no – fonte di
errore)» tratto da: http://www.sodalitium.biz/op-
portuneimportune_pdf/oi25.pdf
8) Cfr. Enciclica ‘Unam sanctam’: https://la.wi-
kisource.org/wiki/Unam_sanctam
9) Discorso del Santo Padre Pio X ai Sacerdoti
dell’Unione Apostolica, 18 novembre 1912.
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pienza se non tramite formule per l’ap-


Comunicati di Sodalitium punto piatte e sommarie, mentre lo gno-
stico sa bene che la vera dottrina cristia-
na, che la Chiesa possiede ma ignora, è
Uno gnostico a Reggio Emilia un patrimonio ‘comune di tutte le dottrine
tradizionali’: quelle pagane, quella ebrai-
(l’aldilà secondo Maurizio ca, quella islamica: varie versioni essoteri-
Blondet) che di una comune e primitiva conoscen-
za, o gnosi, esoterica, alla luce della quale
dobbiamo interpretare anche il Vangelo, i
I l 15 aprile 2017, solo dieci giorni prima di
recarsi a Reggio Emilia come conferen-
ziere alla giornata ‘radiospadista’ del 25
Padri della Chiesa e persino santa Teresa
e san Tommaso, ma non il IV Concilio di
aprile, Maurizio Blondet ha pubblicato la Costantinopoli, VIII Ecumenico, ricono-
presente recensione a un libro di Gianluca sciuto come tale dalla Chiesa ma non da
Marletta sull’aldilà, edito da Irfan edizioni, Blondet.
una casa editrice che si ispira dichiarata- Il fatto è che per Blondet ‘il patrimonio
mente all’esoterismo islamico sciita. Si comune di tutte le dottrine tradizionali’ in-
tratta di una recensione encomiastica, segna sull’uomo e sul suo destino ultimo
con la quale Blondet fa proprio il pensiero che è composto di corpo, il quale torna
di Marletta a proposito dell’aldilà. alla terra (niente risurrezione della carne),
Blondet si dice cattolico, ed è il motivo di anima, che vagola attorno ai sepolcri o
per cui ci occupiamo di lui (che peraltro al massimo finisce nel ‘seno di Abramo’
non ci è mai stato ostile) ed è considerato per ebrei e arabi, nello sheol biblico,
cattolico tradizionalista dalla Fraternità nell’Orco pagano, per poi esaurirsi, e infi-
San Pio X e da Radio Spada, che lo invita- ne di spirito che sarebbe in noi una scintil-
no regolarmente ai propri convegni di for- la divina, prigioniera nell’uomo che ritor-
mazione, avallando così questa sua quali- nerebbe a riunirsi a ‘Dio’ identificandosi
fica. Che la dottrina di Blondet non sia con lui. Sono queste le dottrine dell’antica
cattolica lo abbiamo invece ripetutamente eresia gnostica, camuffata da tradizione
denunciato, pur restando, anche a questo primitiva, che distruggono totalmente la
proposito, ‘voce che grida nel deserto’. Rivelazione cristiana, soppiantandola con
Blondet si è detto più volte ostile a un ‘cristianesimo esoterico’ che può in-
René Guénon, anche se c’era da dubitare gannare solo gli ignari, ai quali basta la
di queste sue affermazioni; ed infatti dopo conclusione sul ‘Cuore di Maria che trion-
Gurdjieff, anche Guénon (massone, gno- ferà’ per rassicurarsi. D’altronde, se Baron
stico e apostata), ma autore di riferimento Corvo è un cattolico integrale, Blondet
del libro di Marletta, diventa un ‘riferimen- non sarà forse un cattolico tradizionale? E
to obbligato’ anche per Blondet. se anche non lo fosse, riempie pur sem-
Per Blondet, bontà sua, la Chiesa Cat- pre le sale dei convegni radiospadisti e le-
tolica è ‘tuttora depositaria’ (non certo febvriani.
esclusiva) dell’integralità delle conoscen- P.S.: Marletta attinge a piene mani alla
ze, ma lo è ‘a sua insaputa’: ci volevano tradizione cabalistica citando Gershom
Marletta e Blondet e Guénon per farci co- Scholem; tanto basti a gettare un po’ di
nosce la dottrina cattolica che la Chiesa luce sul presunto antigiudaismo di Blondet.
ignora, o che presenta (anche prima del
Concilio) con un insegnamento ‘piatto e
sommario’: ‘morte, giudizio, inferno e
paradiso’, i Novissimi del catechismo, Maurizio Blondet
sono insegnamento buono per i fedeli es-
soterici, che non conoscono la vera sa-
66

II non sono Papi. A quell’epoca don


Vita dell’Istituto Trauner era ancora allo stadio dell’opi-
nionismo sulla questione del Papa. L’in-
contro con il gruppo ungherese fu per
lui una motivazione decisiva per sonda-
L’apostolato di don Arnold Trauner, mem- re la complessità del problema, nell’in-
bro dell’Istituto Mater Boni Consilii teresse di tutte le persone toccate dalla
questione. Il sacerdote “lefebvrista non-
don Arnold Trauner FSSPX” si congedò e quindi toccò a don
Trauner di assumersi la carica pastorale

D al 26 aprile 2017, festa della Ma-


donna del Buon Consilio, il reve-
rendo don Arnold Trauner, austriaco, è
di questo gruppo di una ventina di ani-
me. Una buona metà di queste persone
si è allontanata dal gruppo avendo preso
membro del nostro Istituto. Ma come e a mal partito le spiegazioni dottrinali di
dove si svolge il suo apostolato? Mons. Donald Sanborn in occasione del-
la sua prima visita nel 2014.
• Austria Per sei mesi le cose continuavano a
Don Trauner dal 2013 abita in Au- ristagnare: nove anime di cui quattro
stria, ad Altenburg. Questo paesino nel bambini in tenera età. L’avvenire sem-
nord-est del paese è abbastanza cono- brava poco favorevole. Ma come accade
sciuto nella regione grazie ad un mona- nella vita cristiana in generale, anche lì
stero benedettino fondato nel 1144. Il la pazienza produsse un’opera perfetta
reverendo si è sistemato lì dopo aver (cfr. Giac. 1, 4). Soltanto quattro anni
lasciato la Fraternità S. Pio X, ad appe- più tardi, questo gruppo si è accresciuto
na venti chilometri dal luogo dove è di una quarantina di persone. La Messa
nato. Vi si trova la famiglia di suo fra- è attualmente celebrata nel centro di
tello che attualmente è formata da Budapest, circa ogni tre settimane, il
quindici anime, padre, madre e il loro venerdì, sabato e domenica. Ormai ci
tredici figli: una piccola parrocchia, si vuole una cappella più grande perché i
potrebbe dire! Qualche persona che fedeli sono sempre più numerosi e an-
cerca la verità o che l’ha trovata, viene che perché i prezzi per l’affitto in città
ad Altenburg tutte le domeniche, o salgono in modo esponenziale. Ci si sta
quasi, e spesso anche durante la setti- organizzando per lo spostamento di que-
mana, per la Messa che è celebrata nel- sta cappella nella periferia della città.
la piccola cappella privata di don Trau- Essa potrà contenere il doppio degli ef-
ner. Proprio quando don Trauner aveva fettivi attuali. Inoltre il gruppo ha fon-
pensato di aver superato la soglia della dato una casa editrice di libri che ha già
terza età e di condurre ormai una vita ristampato alcune decine di titoli. È un
tranquilla, senza grandi prospettive di lavoro difficile che va avanti lentamen-
apostolato, la Divina Provvidenza deci- te, ma permette un raggio d’azione mol-
se diversamente. to più importante in questo paese isola-
to a causa della lingua. Il sacerdote,
• Ungheria d’altra parte, comunica con questo
Solo qualche mese dopo il suo ritorno gruppo non in ungherese e neppure in
nel paese in cui era nato – dopo quasi tedesco ma… in inglese! A quasi cin-
undici anni trascorsi in paesi stranieri – quant’anni è difficile imparare una nuo-
un gruppetto di cattolici ungheresi si è va lingua, soprattutto l’ungherese che
rivolto a lui. Il sacerdote che officiava la non ha niente in comune con le altre
cappella della Fraternità S. Pio X a Bu- lingue europee. In Ungheria oggi si in-
dapest si era appena separato da detta segna più l’inglese che il tedesco.
Fraternità. Tuttavia egli restava sulla Oltre alle confessioni e alla S. Messa,
posizione dottrinale “lefebvrista”, men- il gruppo ungherese si è rivelato molto
tre questo gruppo aveva già deciso di ri- fervente nell’apprendimento della vita
conoscere l’evidenza che gli occupanti la cristiana. Bisogna dire che sono venuti
Sede Apostolica a partire dal Vaticano dal Novus Ordo alla Messa tradizionale.
67

glese, fa anche un po’ di apostolato in


paesi che non avrebbe mai immaginato.
In Inghilterra, Mons. Sanborn per pa-
recchi anni ha cercato di stabilire una
Messa regolare nella capitale Londra.
Dal 2015 don Trauner ha dato la sua
disponibilità per lavorare in Inghilter-
ra. Mons. Sanborn, dopo aver ottenuto
anche l’appoggio di don Nathanael
Steenbergen, ha quindi fissato una Mes-
sa mensile a Londra, essendosi impe-
gnate le due parti a fare il viaggio quat-
tro volte l’anno. Le prime due visite di
Mons. Stuyver amministra le cresime e celebra don Trauner, in febbraio e marzo, han-
la s. Messa a Budapest in Ungheria no radunato meno di venti persone. Ci
si poteva domandare se ne valesse la
pena… ma anche qui la perseveranza
Il Novus Ordo conserva fino ad oggi una paga. Oggi, circa quaranta persone in
apparenza conservatrice sotto molti media assistono alla s. Messa. Due bat-
aspetti, soprattutto nelle campagne. tesimi, parecchie cresime e prime co-
Per questo i fedeli si rendono conto, munioni sono state amministrate in
ogni giorno di più, di quanto ignorano questo periodo. Poiché Londra è, si sa,
la dottrina e i costumi veramente catto- un luogo d’incontro e di passaggio su
lici. Col tempo alcuni fedeli dei paesi scala mondiale, molte persone dei paesi
vicini si sono avvicinati a questo centro vicini vengono talvolta ad assistere alla
di Messa; ogni tanto, viene infatti un Messa; dall’Irlanda, dalla Francia o dal-
piccolo gruppo di persone dalla Slovac- la Norvegia… a volte si contano perso-
chia, e qualche volta anche dalla Croa- ne di una decina di nazionalità diverse!
zia e dalla Polonia. Per aiutare don Rafal Trytek (Craco-
Non nascondiamo ai lettori che al via, Polonia), don Trauner si reca qual-
prete non mancherà il lavoro in un che volta in Norvegia e in Svezia dove
prossimo futuro, perché la metà del qualche anima di buona volontà recla-
gruppo è composta da giovani di cui la ma i sacramenti.
più anziana ha adesso sedici anni... e Il lettore si sarà reso conto di come
quattro neonati sono attesi nel corso di dappertutto la messe è grande, ma po-
quest’anno! chi sono gli operai. Pregate dunque che
Mons. Sanborn è venuto due volte a il Padrone invii più operai nella sua
dare le cresime e a tenere delle confe- messe!
renze. Recentemente Mons. Stuyver ha
fatto il viaggio per amministrare la cre-
sima a quattordici persone, soprattutto Vestizione del seminarista Coradello nel 2017
giovani e bambini, e quasi altrettante
cresime sotto condizione a degli adulti
provenienti dal Novus Ordo.
Parecchi battesimi sono stati ammi-
nistrati negli ultimi tre anni, e anche la
prima comunione è stata data ad un
buon numero di bambini. C’è stato an-
che un matrimonio.

• E il resto del mondo…


Poiché i sacerdoti “non una cum Ber-
goglio” sono rari nell’Europa del centro
e dell’est, e poiché don Trauner parla
tre lingue: il tedesco, il francese e l’in-
68

Ordinazione al suddiaconato e prima tonsura del 26 aprile 2018

Vita dell’Istituto dal 15/5/17 al 24/06/18 si conserva la memoria delle devasta-


zioni e dell’arresto dell’eretico Dolcino
La casa di Verrua e l’Istituto (inutile dire che noi parteggiamo per la

I l 26 settembre, dopo gli esercizi sa-


cerdotali hanno avuto inizio le lezioni
dell’anno 2017-2018, con 2 nuovi semi-
Santa Inquisizione…). L’8 maggio i sa-
cerdoti e i seminaristi si sono recati in
visita alla chiesa di san Pietro Martire
naristi e un postulante religioso. A Ver- di Morano sul Po, guidati da Mattia
rua siamo in 21 (7 preti, 5 seminaristi, 2 Rossi, il Sindaco di Morano, la Pro Loco,
frati, 5 suore, e una familiare). In feb- lo storico Gian Carlo Vanni.
braio dall’Argentina è arrivato per • Entrate nell’Istituto. Ecco le nuove
completare i suoi studi, il seminarista entrate nell’Istituto: il seminarista Ni-
Nicolas Benegas che aveva cominciato colas Benegas (15/05/17 a Rosario Ar-
le lezioni con don Sergio. gentina); la signorina Marina Inglese
Il 28 gennaio 2018, mentre si recava- (23/06/17 a Verrua); il seminarista Pier-
no a Torino per la Messa cantata, quat- giorgio Coradello (20/10/17 a Verrua); il
tro religiose di Cristo Re della casa san postulante frate Audric Lefebvre, poi
Giuseppe di Moncestino hanno avuto un fra’ Paolo Tommaso (8/06/18 a Verrua).
grave incidente automobilistico all’al- Il 26 aprile 2018 si è tenuto il capitolo
tezza di Verrua Savoia. Due di loro han- generale dell’Istituto, con la presenza
no riportato le ferite più gravi, per cui di tutti i capitolanti.
sono state ricoverate e operate all’ospe- • Ordini e voti. A Verrua il seminari-
dale di Chivasso e al CTO di Torino. Le sta Piergiorgio Coradello ha rivestito
religiose inferme sono state molto edifi- l’abito talare il 24/06/17 e ha ricevuto la
canti nel portare con pazienza tante sof- tonsura il 26/04/18. Il seminarista Ber-
ferenze, e le religiose dell’Istituto non si nard Langlet ha ricevuto il Suddiacona-
sono risparmiate nell’aiutare le conso- to il 26/04/18 da Mons. Stuyver. Mons.
relle di Moncestino e Serre-Nerpol Stuyver si è recato negli USA in Florida
nell’assistenza alle malate. In una paro- il 22/02/18 per la consacrazione episco-
la: la Carità ha trionfato nel sacrificio. pale di Mons. Joseph Selway conferita
Segnaliamo le visite alla casa madre da Mons. Sanborn; i vescovi Stuyver e
dei confratelli: don Trauner insieme a Dolan erano co-consacratori. Il nuovo
dei fedeli ungheresi (8-10/03/18); padre vescovo Joseph Selway è nato nel 1978
Raffalli (8-9/01/18); Mons. Sanborn e a Walnut Creek, in California. Nel 1996
Mons. Selway con alcuni seminaristi in ha cominciato i suoi studi nel Seminario
occasione dell’ordinazione di don Du- dell’Istituto Mater Boni Consilii a Ver-
tertre (23-28/05/18). rua Savoia, e ha completato la sua for-
L’11/04/18 alcuni membri della co- mazione presso il Seminario della SS.
munità di Verrua si sono recati in gita Trinità, nel Michigan sotto la direzione
a Trivero, sulle montagne biellesi, dove del Mons. Donald Sanborn. È stato ordi-
69

Sopra: Consacrazione episcopale di Mons. Selway negli USA


I 4 vescovi Stuyver, Selway, Sanborn e Dolan
Sotto: ordinazione sacerdotale di don Damien Dutertre il 26/05/18 a Verrua
Alcuni dei sacerdoti presenti alla cerimonia insieme a due vescovi

nato sacerdote da Mons. Robert McKen- dric Lefebvre ora fra Paolo Tommaso,
na l’8 dicembre 2001, nella festa del- hanno ricevuto la veste talare.
l’Immacolata Concezione di Maria. Nel Il 28/04/18 a Verrua, suor Gemma
2003 don Selway è stato trasferito a Margherita ha pronunciato i voti perpe-
Brooksville, sotto la direzione di Mons. tui e la signorina Marina Inglese ha
Donald Sanborn per insegnare alla preso l’abito religioso con il nome suor
Queen of All Saints Academy School e as- Maddalena Maria.
sistere le suore di St. Thomas Aquinas.
Attualmente è il vice-rettore del Most Apostolato nelle varie nazioni
Holy Trinity Seminary, e insegna nella • Argentina
Queen of All Saints Academy a Brooksvil- A Rosario, il Centro studi e biblioteca
le in Florida. Il 26/05/18, sempre a Ver- Hugo Wast ha organizzato alcune confe-
rua, si è svolta l’ordinazione sacerdotale renze su vari argomenti come il metodo
di don Damien Dutertre del Most Holy di pregare il rosario e la meditazione, o
Trinity Seminary in Florida, da parte di sull’infallibilità Pontificia. Si tengono
Mons. Donald Sanborn, alla presenza anche regolarmente un corso di forma-
anche di Mons. Joseph Selway. Il zione cattolica sulla filosofia e la teolo-
9/06/18 i seminaristi Vincent Gastin, gia e anche dei corsi di catechismo per
Louis-Marie Chuilon e il postulante Au- gli adulti e per i bambini.
70

• Italia
Casa San Pio X - La casa romagnola,
dove risiede don Carandino, con l’aiuto
dei confratelli di Verrua si occupa
dell’apostolato negli oratori di Roma,
Rimini, Pescara, Potenza e Bari. Un po’
ovunque si registra l’aumento dei fede-
li, in particolare a Roma e Pescara: in
queste città, in alcuni sabati del mese,
si riesce ad assicurare qualche istruzio-
ne religiosa durante l’anno e la Via Cru-
cis in Quaresima. All’oratorio di Rimini
Vestizione e voti delle nostre suore il 28/04/18 alcuni cantori assicurano i canti alle
funzioni, come ad esempio nel Triduo
Sacro. A Potenza e a Bari, con l’apertu-
ra dei luoghi di culto, la celebrazione
delle Messe è più regolare.
A Milano a partire dal mese di otto-
bre sono stati celebrati i primi nove ve-
nerdì del mese, con la s. Messa e la be-
nedizione eucaristica seguita da un
buon numero di fedeli. Il 7 dicembre,
per la festa di s. Ambrogio come ogni
anno, don Ugolino ha celebrato in rito
ambrosiano antico. Continua il catechi-
smo dei bambini che ha visto 2 bimbe
fare la 1° comunione nel 2017 e un
bambino nel 2018. Si nota un aumento
di fedeli alla Messa domenicale.
In Veneto, oltre alla Messa ad Abano
Terme (2° domenica del mese), per ve-
nire incontro alle esigenze dei fedeli
veronesi “non una cum” che da diversi
mesi si sono trovati senza Messa, don
Ugolino ha cominciato a celebrare una
Messa nella zona di Soave - San Bonifa-
cio, con cadenza mensile, la 4° domeni-
ca del mese. Buona e incoraggiante l’af-
fluenza dei fedeli. La prima celebrazio-
ne è stata il 25/02. Siamo alla ricerca di
Vestizione di un religioso e 2 seminaristi il 9/06/18
71

Il campo Beata Imelda, per le bambine con le Suore dell’Istituto 2017

un luogo stabile dove riunirci, e mal- dalla casa di Dendermonde il Santo Sa-
grado le “persecuzioni” si aprono pro- crificio della Messa è celebrato regolar-
spettive interessanti. mente in Belgio (Tournai, Bioul), Ger-
In Emilia segnaliamo il Rosario alla mania (Lierfeld), nei Paesi Bassi (Lepel-
Madonna di San Luca a Bologna straat e Zwartemeer) e a Londra. In
28/10/2017, e la Via Crucis all’Osservan- queste località si celebra soltanto la
za a Bologna il 24/03/2018. Messa, raramente ci sono altre attività.
• Francia È ancora viva la speranza di poter ac-
Don Michel si è recato in Corsica (6- quistare una cappella nella regione di
9/03/18) per visitare e dare i sacramenti Tournai-Lille. A Dendermonde, don
ad alcune famiglie di fedeli. A Parigi, il Steenbergen organizza ogni mese una
numero crescente dei fedeli ci ha co- riunione nell’ambito della Crociata Eu-
stretti a prevedere, per quanto sarà pos- caristica e un corso di catechismo per
sibile una domenica al mese, la presen- adulti. A Dendermonde (e altrove) alcu-
za di un secondo sacerdote per permet- ni fedeli hanno espresso il desiderio di
tere un numero decisamente più alto di vivere come terziari francescani. Ci
confessioni. Questo prete aggiunto si sono state delle riunioni e parecchi
reca poi a Raveau per celebrare la Mes- adulti hanno ricevuto l’abito e fanno il
sa a fine giornata. A Le Mans, il sacer- noviziato, ed è stata acquistata una sta-
dote che serve abitualmente Parigi vi si tua di san Francesco. Non dimentichia-
reca due volte al mese (o molto eccezio- mo che nella falegnameria le macchine
nalmente nella Mayenne). La Messa dal di fra Christ, fedele collaboratore di
2015 era celebrata una volta al mese, Monsignore fin dai primi anni, lavorano
ma questa cadenza è diventata bimensi- più che mai a pieno ritmo.
le da circa un anno. Nella Sarthe, il 30
aprile 2018 abbiamo benedetto la fab- Attività estive, campi e Crociata Eucaristica
brica Meat-Doria France. A Raveau, la • Campo Beata Imelda 2017. Le iscri-
Messa che era assicurata una volta al zioni al campo Beata Imelda crescono di
mese è diventata bimensile dal gennaio anno in anno e per poter accogliere tutte
2018. le ragazzine, a partire dall’estate 2017 le
• Belgio, Paesi Bassi e Germania suore organizzano due campi estivi, a
Nel 2018, l’Istituto festeggia i ven- giugno e a luglio; la passeggiata nelle
t’anni di presenza a Dendermonde. La Gorge di san Gervasio a Clavière, con il
casa fu acquistata infatti nel 1998. Un ponte tibetano più lungo del mondo, ha
sentito ringraziamento ai fedeli che ci impressionato tutti, grandi e piccini. Gli
hanno manifestato la loro fiducia in tut- anziani della Casa di riposo vicina sono
ti questi anni sia riguardo al ministero stati rallegrati anche quest’anno dalle
sacerdotale, sia con le offerte. Partendo danze provenzali e dai canti delle nostre
72

bambine. Il primo turno del campo di Conferenze


quest’anno si è già concluso con una pro- Il 26 novembre 2017 a Parigi si è te-
cessione in onore del Sacro Cuore e con nuta la conferenza annuale di don Ricos-
la visita ai luoghi santificati dalla presen- sa: “La setta Massonica: 1717-2017, 300
za di san Domenico Savio e don Bosco. anni di massoneria moderna”, che è un
• Colonia estiva s. Luigi Gonzaga. La appuntamento ormai abituale e sempre
colonia di Raveau, giunta alla ventiset- gradito. Le tre parti della conferenza
tesima edizione (10-24/07/17), ha riunito hanno presentato le origini della setta,
38 bambini, inquadrati dai sacerdoti, la risposta della Chiesa e sottolineato
seminaristi, religiosi e giovani monitori. poi le ramificazioni tra la massoneria, il
I ragazzi hanno diviso il tempo tra ope- modernismo e anche certe frange del
re di pietà, giochi e catechismo, hanno tradizionalismo. Il 2 dicembre 2017 si è
visitato l’abbazia di Saint-Benoît-sur- tenuta una conferenza a Bologna, orga-
Loire, dove sono conservate reliquie in- nizzata da “Virtute e Canoscenza”: “Di
signi del Santo fondatore dell’ordine. quella Roma onde Cristo è romano. Roma
Non è mancata la tradizionale caccia al e i pagani nelle Sacre Scritture”, relatore
tesoro in foresta, e il teatro durante la don Ricossa [https://www.youtube.
veglia finale. Il vincitore della colonia è com/watch?v=Y6omUx9FAuk&t=1666s].
stato un ragazzino italiano. Il campeg- Il 19/01/18 don Ugolino Giugni ha tenuto
gio estivo con le Suore di Cristo Re si è una conferenza a Fornace (TN), organiz-
svolto nel 2017 dal 10 al 28 luglio in Val zata dalla locale “Scuola di Filososfia”
di Susa, con visite di posti incantevoli e sul tema: “s. Pio V: il Papa della s. Messa e
gran gioia delle ragazzine, che si ripro- di Lepanto”; introduzione del sindaco
mettono di ritrovarsi l’anno prossimo. Mauro Stenico. Il 20/1/2018 alla Libreria
• Dal 30/07 all’11/08 ha avuto luogo il Universita di Sora (FR) don Ugo Caran-
campo in montagna per i ragazzi dai 14 ai dino ha parlato su: “La riforma liturgica:
21 anni, presso il parco Nazionale des dalla messa di Padre Pio alla messa di Lu-
Ecrins nelle Hautes-Alpes a 1300 metri. tero?”. Il 26/1/2018 a Francavilla al Mare
C’erano una ventina di ragazzi dai quat- (PE), presentazione dei primi volumi
tro lati della Francia, e qualcuno dall’Ita- della ristampa della Storia Sociale della
lia, inquadrati dai sacerdoti, dai seminari- Chiesa di Mons. Umberto Benigni, con
sti, religiosi e animatori dell’Istituto, sot- interventi di Marco Solfanelli (Amicizia
to la direzione di don Cazalas. Nel pro- Cristiana) e don Carandino. A Lille il
gramma delle belle gite in montagna con 7/04/18, don Steenbergen ha tenuto una
panorami magnifici, avvistamenti di ani- conferenza sulla Tesi di Cassiciacum.
mali selvaggi, giochi, fervorini e visite, il
tutto in un ambiente di amicizia cristiana. • Centro Studi Federici
La messa è stata celebrata nella magnifi- Giornata per la Regalità Sociale di
ca chiesetta del villaggio vicino Prapic. Cristo - Sabato 14/10/2017 si è svolta a

Foto di gruppo della colonia di Raveau e del campo in montagna per i ragazzi
73

Modena la XII giornata per la regalità


di Cristo, col seminario di studi che ave- Centro Studi Federici - Albertario - Margotti
va come tema il tricentenario della fon-
dazione della massoneria moderna. Nel-
la prima lezione don Ricossa ha parlato
delle origini della setta, mentre nella
seconda ha commentato l’enciclica di
Leone XIII Humanum genus e alcune
pagine del Saggio sulla Massoneria Ame-
ricana di Arthur Preuss. Infine, nella
terza lezione, ha tratteggiato i rapporti
tra massoneria e modernismo e anche
tra i settari e il “tradizionalismo cattoli-
co”. La platea è stata particolarmente
numerosa, col record di presenze rispet-
to alle edizioni precedenti. Le lezioni
possono essere ascoltate sul canale You-
Tube di Sodalitium: http://www.centro-
studifederici.org/video-della-giornata-
la-regalita-sociale-cristo/

• Centro Studi Davide Albertario e


Giacomo Margotti
A Milano il 18/11/2017, nella splendi-
da e rinnovata sala dell’Hotel Andreola,
si è svolto il XVI Convegno di studi Al-
bertariani, che ha avuto come tema:
“San Carlo Borromeo contro Lutero. Il
vero riformatore cattolico”. Relatore è
stato sempre don Francesco Ricossa,
che ha articolato la giornata con 2 rela-
zioni. La 1°: “San Carlo. Il Vescovo della
controriforma cattolica contro l’eresia pro-
testante”; e la 2°: “La controriforma catto-
lica del Borromeo e la dottrina della giusti-
ficazione luterana di Bergoglio: un con-
fronto a 500 anni dalla Riforma”. Gli in-
terventi sono serviti a fare chiarezza su
come si comporta un cattolico che sia
vero riformatore e a smascherare l’im-
postura luterana, che trova tanti emuli e
ammiratori ai giorni nostri nei moderni- • Giornata per la Regalità Sociale 2017 a Modena
sti come J.M. Bergoglio. Presente come • 16° Convegno Albertariano 2017 a Milano
sempre la tavola della buona stampa. Le • Conferenza sulla s. Sindone a Torino
conferenze si possono ascoltare su inter-
net: [https://www.gloria.tv/video/
AbyXP6irX8jU4FqqsSMN4Bmaa]. Istituto e la stampa e altri mezzi di-
Il 9/02/18 a Torino, presso l’Educato- comunicazione
rio della Provvidenza, il Centro Studi • Stampa. Il 25/9/2017 il portale
Giacomo Margotti ha organizzato una www.riminiduepuntozero.it ha intervi-
conferenza su “La Sacra Sindone di Tori- stato don Carandino: “Bergoglio? Occu-
no. Tra scienza e fede”. Relatore è stato il pa il trono papale senza averne l’autorità.
Prof. Marco Ginatta, autore del libro La La Chiesa devastata dal modernismo”.
Sindone a Torino [edizione Ontogensi.it], Segnaliamo un’intervista della rivista
con introduzione di don Ugolino Giugni. francese Rivarol a don Ricossa (n. 3305,
74

15 novembre 2017; Comunicato 96/17 “Catechismo sul Modernismo” [www.


del Centro Studi Federici). sursumcorda.cloud].
• Radio Spada. 28 maggio 2017: a Mo-
dena e Ferrara omelia di don Ricossa Esercizi spirituali
nella quale il celebrante spiegava i mo- • In Italia. Da giugno 2017 sono stati
tivi per i quali l’Istituto Mater Boni 3 i turni dati a Verrua in agosto e in
Consilii, in occasione della processione gennaio, per un totale di 56 esercitanti
di riparazione contro il Gay Pride di (predicatori: don Ricossa, don Carandi-
Reggio Emilia organizzato dal Comitato no, don Giugni). Dal 18-23/09/17 ci sono
B. Giovanna Scopelli (Radio Spada), stati gli esercizi per i sacerdoti, semina-
sconsigliava ai fedeli di aderire: risti e religiosi (17 partecipanti).
(https://www.youtube.com/watch?v=bA • In Francia, i turni sono stati 7 a
Nk7eQ0GUM&list=PLPV8HFQ0V0si0Tl Serre-Nerpol e Raveau per un totale di
yU8HGgOuo5L7eTnIvI&index=2). Ra- 110 esercitanti. Dal 5-13 settembre don
dio Spada non ha mancato di reagire a Ricossa ha dato gli esercizi alle suore
quest’omelia con un articolo di Piergior- della Maison Saint-Joseph di Serre-Ner-
gio Seveso (Radio Spada, cinque anni di pol, con religiose di Cristo Re, dell’O-
battaglie, in Radio Spada, 15 giugno pera dell’Etoile (padre Raffalli) e del-
2017), uno di Luca Fumagalli (Decaden- l’Istituto. Le giornate di ritiro per la
tismo e Cattolicesimo: le malizie di un la- perseveranza si sono svolte: a Serre-
pidatore incallito dalla pessima mira, in Nerpol il 4 marzo 2018 ed a Raveau il
Radio Spada, 30 maggio 2017), uno di primo novembre di ogni anno, come or-
Gabriele Colosimo (Processione 3 giugno. mai è di tradizione.
Il pagellone, in Radio Spada, 4 giugno
2017) e uno di Cristiano Lugli (Risposta Pellegrinaggi
ad una omelia critica di don Francesco Ri- • Italia. Il 19 agosto 2017, come ogni
cossa, in Inter multiplices Una vox). anno, si è svolto il pellegrinaggio tosco-
Sempre a proposito di Radio Spada emiliano al Santuario di Bocca di Rio.
segnagliamo l’articolo Uno gnostico a Dal 4-7/09/17 una ventina di pellegrini,
Reggio Emilia (l’aldilà secondo Maurizio accompagnati da don Ugolino si sono re-
Blondet) pubblicato sul sito di Sodali- cati in pellegrinaggio a Praga, dove han-
tium e ripreso dal Centro Studi Giusep- no potuto visitare questa splendida città
pe Federici (comunicato n. 58/17 del e venerare il famoso Bambino Gesù nel-
12/06/17), e l’articolo Un astrologo per Ra- la chiesa dei Carmelitani. Particolar-
dio Spada, ripreso anch’esso dal Federici mente toccante è stata la celebrazione
(comunicato 38/18 del 19/04/18) ed en- della Messa sulla tomba di s. Venceslao.
trambi pubblicati nuovamente in questo Un sentito grazie a Silvie Coradello, la
stesso numero della nostra rivista. nostra guida e fedele, che ha saputo sag-
• Il sito internet. Durante quest’ulti- giamente organizzare tutto e condurci
mo anno il sito internet di Sodalitium, nella visita della sua città. Il 21/10/17
oltre alle versioni italiana, francese, per il mese del Rosario l’Istituto ha or-
spagnola, inglese e olandese si è arric- ganizzato il consueto pellegrinaggio re-
chito della versione in lingua tedesca gionale tra Piemonte e Lombardia, che
(https://www.sodalitium.biz/de/), curata quest’anno sotto la guida di don Ugolino
da don Trauner. Giugni, ci ha condotto ad Arona (NO),
• Centro Librario Sodalitium. La no- città natale di S. Carlo Borromeo, con la
stra casa editrice ha curato nel 2018 l’e- visita della famosa statua del San Carlo-
dizione del terzo volume della “Storia ne e della graziosa città lacustre.
Sociale della Chiesa” di Mons. Umberto Oratorio san Gregorio VII di Roma: il
Benigni, e le ristampe, con una nuova 17/6/17 alla Basilica di santa Croce in
copertina dei “Tesori spirituali. Le fonti Gerusalemme e alle principali chiese di
della grazia” e de “Il mio libro di pre- Trastevere; il 4/3/18 alla Scala Santa; Il
ghiere”. Segnaliamo inoltre la ristampa, 16/6/18 alle chiese dell’Aventino: santa
da parte dell’Associazione Sursum Cor- Prisca, santa Sabina, sant’Alessio,
da, dell’ottimo libro di padre Lemius sant’Anselmo. È stato possibile, all’in-
75

PELLEGRINAGGI:

• Osimo-Loreto 2018 • Praga: s. Messa nella basilica


di s. Venceslao • Arona San Carlone
terno del convento domenicano di san- statua della Madonna nella processione
ta Sabina, di accedere alla cella di san finale.
Pio V e di sostare in preghiera. Orato- • Belgio. Il 25/08/17 c’è stato il pelle-
rio del Preziosissimo Sangue di Pesca- grinaggio ad Amettes, luogo di nascita
ra: il 9/9/2017 al Volto Santo di Manop- di san Benoît-Joseph Labre. Il 10/09/17
pello (PE), XIV edizione; il 24/2/18 alla altro pellegrinaggio a Nostra Signora di
Scala Santa di Campli (TE). Gaverland, dove Alessandro Farnese
Pellegrinaggio da Osimo a Loreto – pregò prima di una battaglia contro i
Senza dimenticare quello del 2017, che protestanti.
si è svolto nel miglior dei modi, ci soffer- • Francia. Terra Santa 13-22/11/2017:
miamo sulla XV edizione del pellegri- per questo terzo pellegrinaggio in Ter-
naggio, che si è svolta pochi mesi fa. L’e- ra Santa organizzato dall’IMBC (secon-
dizione 2018 del pellegrinaggio (12-13 do per i pellegrini francesi), un gruppo
maggio) ha registrato il maggior numero di quaranta fedeli ha percorso la Pale-
di persone che in tutti questi anni hanno stina durante dieci giorni. Questa for-
partecipato a entrambe le due giornate. mula di dieci giorni permette di ag-
Il numero di famiglie con bambini, i tan- giungere ai luoghi più emblematici al-
ti giovani e i volti nuovi sono stati per tri temi, come l’epopea dei Crociati
tutti una prova evidente del momento (san Giovanni d’Acri) o del Carmelo
favorevole che sta attraversando il no- (Monte Carmelo) perché anche lì ci fu
stro piccolo Istituto, malgrado le tante un’epopea! Pellegrinaggio alla Santa
avversità che colpiscono la Chiesa e la Tunica d’Argenteuil il 17/03/18.
società. Un altro elemento che si è impo- Pellegrinaggio alle Carmelitane di
sto all’attenzione di tutti è l’affiatamen- Compiègne: abbiamo avuto la grazia di
to esistente tra sacerdoti e fedeli, frutto visitare in un breve intervallo di tempo
della fiducia e stima reciproca. Partiti i due luoghi significativi della loro sto-
con la benedizione impartita a Osimo da ria: il 12/05/18 maggio il cimitero di Pic-
don Francesco con una reliquia di san pus dove i loro corpi furono gettati
Giuseppe da Copertino e arrivati alla dopo l’esecuzione, e il 21/05/18 a Com-
Santa Casa per inginocchiarsi ai piedi piègne stessa percorrendo i diversi luo-
della S. Vergine Lauretana, i pellegrini ghi dove risiedettero le carmelitane
per due giorni hanno elevato al Cielo le (dopo la loro dispersione dal convento).
preghiere e le lodi sacre, emendato le L’8/05/18, il pellegrinaggio a Notre-
anime con la confessione e fortificate Dame de l’Osier, quest’anno si è conclu-
con la S. comunione, testimoniato pub- so con la visita della Basilica. Tema del
blicamente la Fede in Cristo Re. Alla vi- pellegrinaggio, le parole della Madon-
sta della Croce astile che apriva il pelle- na a Port-Combet: «“Ti proteggerò da-
grinaggio molti passanti e automobilisti vanti a Dio”. La vera devozione alla
si sono segnati, così pure davanti alla Madonna per la nostra salvezza».
76

Il 20/05/18, per la Pentecoste, circa 24/12 a Parigi, Pierre-Emmanuel K/ Bidi


novanta fedeli si sono trovati davanti al Anno 2018
santuario di Nostra Signora delle Gra- 07/01 a Rovereto, Agata Manara
zie nel Var per assistere alla S. Messa 18/02 a Rovereto, Pietro Cesare Prandi
celebrata all’aperto prima di recarsi, 31/03 a Serre-Nerpol (durante la Vigilia
nel pomeriggio, insieme ai reverendi pasquale), Valérie Allegrini (con rito
Cazalas e Andriantsarafara, nel luogo degli adulti) e sua figlia Dolorès (Lola)
dell’apparizione di San Giuseppe. La e Marie-Salomé (Salima) Azzaoui (con
cittadina di Cotignac è unica al mondo rito degli adulti)
31/03 a Dendermonde, Hanne De Grave
perché in questa terra benedetta sono
02/04 a Dendermonde, Antoine Dupont
apparsi, a distanza di un secolo, prima
02/04 a Modena, Cloe Maria Bertaglia
la Santa Vergine e poi San Giuseppe. 04/04 a Ellezelles, Katrijn Van Overbeke
Ogni anno i fedeli della Provenza sono 08/04 a Raveau, Romain Langlet
lieti di ritrovarsi per questo pellegri- 15/04 a Rosario (Argentina), León Legui-
naggio che attira anche qualche fedele zamón Núñez
dalla Maison Saint-Joseph di Serre-Ner- 21/04 a Antwerpen, Verena Moreau
pol e persino da Parigi. Una bella gior- 30/04 a Dendermonde, Ilya Sergeyssels
nata di preghiere e di grazie! 04/05 a Gualdo Tadino (PG), Manuel Tom-
Svizzera. Segnaliamo il pellegrinag- maso Ceccanti (con rito degli adulti)
gio a Saint Nicolas de Flüe con i fedeli 05/05 a Wanlin, Célestine Dumortier
svizzeri che si è svolto il 30/09/17. 05/05 a Dendermonde, Kasper De Ridder
18/05 a Santarcangelo (RN), Giuseppe Fe-
AMMINISTRAZIONE DEI SACRAMENTI lice Antonio D’Arco
• Battesimi Anno 2017 19/05 a Parigi, Jean Badri Choulak (con
16/04 nella Sarthe, Aurore d’Osten-Sacken rito degli adulti)
01/05 a Raveau, Nolann-Gérard Bebon et 20/05 a Potenza, Leo Vittorio Messina
Paul Carré 20/05 a Torino, Rebecca Lucano
25/05 a Dendermonde, Giuseppe Filotto e 24/05 a Parigi, Christophe e Céline Au-
Lucie Riley tret (con rito degli adulti)
27/05 a Saint-Honoré, Égide Cazalas 03/06 a Rovereto, Cesare Tito Armanini
03/06 a Parigi, Cécile Moulaï (con rito de- 24/06 a Rimini, Nicole Malvisi
gli adulti)
11/06 a Vigonovo (VE), Anita Risato • Matrimoni Anno 2017
18/06 a Potenza, Osvaldo Zippo 27/05 a San Bonifacio (VR), Mattia Gir-
02/07 a Modena, Vita Pacenza landa e Martina Costantini
15/07 a Verrua, Matilde Raimondi 27/05 a Verrua, Mattia Rossi e Katya Fal-
22/07 a Verrua, Klara Lesbros con.
30/07 a Serre-Nerpol, Irène Allemann 02/06 a S. Silvestro (PE), Yuri Sablone e
18/08 a Serre-Nerpol, Cyrianne Estellon Maria Cristina Solfanelli
19/08 a Annœullin, Marie-Anne Blan- 05/06 a Luynes, Christophe Bertolino e
chard Sophie Ripert
02/09 a Serre-Nerpol, Constance Bonnel 17/06 a Verrua, Yannich Lesbros e Jaros-
14/09 a Moncalieri, Sofia Lorenzi lava Pantoflicova
15/09 a Rueil, Keziah-Louis-Marie Poli- 24/06 a San Giovanni Marignano (RN),
Madeleine Riccardo D’Arco e Luana Tura
16/09 a Parigi, Anaëlle ed Erwan Autret 29/07 a Castelgomberto (VI) Alessandro,
16/09 a Rovereto, Athena Cappelletti Tasinato e Anna Santagiuliana
27/09 a Moncalieri, Edoardo Lorenzi 09/09 in Campania, Massimo Molinari e
07/10 vicino a Orléans, Cyriaque Blan- Marianna Caruso
quet de Rouville 07/10 a Jette, Axel Lesueur e Marie-Co-
15/10 a Serre-Nerpol, Étienne Vezin lombe Brabant
01/11 a Rovereto, Ginevra Ferigolli 30/12 in Portogallo, Benoît Herrouin et
12/11 a Parigi, Kaïs-Calixte e Christophe Viviane Pereira
Telga Anno 2018
21/11 a Frasnes-lez-Anvaing, Aurore Salmon 10/02 in Friuli, Hervé de Gantès e Diana
09/12 vicino a Nantes, Ivan Le Gal Ferroli
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01/04 a Serre-Nerpol, Salima Azzaoui e • Anniversari


Éric Garcia Il 24 luglio 2017 don Sergio Casas-Silva
21/04 a Modena, Fabio Bolognini e Isabel- ha festeggiato i suoi 30 anni di ministero.
la Selleri Il 10/09/17 a Modugno, s. Messa per Pino
05/05 a Verrua, Umberto Portaluri e Sara Tosca. Il 28/10/17 e il 5/05/18 don Giugni
Marchisio ha celebrato la Messa al cimitero di Ber-
05/05 a Gualdo Tadino (PG), Manuel Cec- gamo per i caduti della RSI. Il 5/11/17 è
canti ed Elisa Fratini stato celebrato a Roma il 150° anniversa-
02/06 a Verrua, Stefano Andreozzi e Ra- rio della vittoria dell’Esercito pontificio
quel Garcia de Alba nella campagna militare dell’Agro Roma-
no, terminata con la battaglia a Mentana
• Anniversari di matrimonio del 3 novembre 1867. Al mattino don Pie-
20/06/17 alla Selva di Fasano (BR), i 15 ro Fraschetti ha celebrato la S. Messa
anni di Francesco e Mimma Schiavone all’oratorio san Gregorio VII. Nel pome-
24/09/17 a Rimini, i 40 anni di Luigi e Ga- riggio, malgrado il nubifragio che si è ab-
briella De Capua di Forlì battuto su Roma, al cimitero del Verano
si è reso omaggio alla cappella dove è se-
• Cresime polto il gen. Kanzler con la famiglia, pre-
Mons. Stuyver ha amministrato le cre- gando per le loro anime, e al monumento
sime nei seguenti luoghi: voluto da Pio IX proprio per ricordare i
15/10/17 a Parigi (23 cresimandi) caduti pontifici delle battaglie del 1867.
04/02/18 a Budapest (27 cresimandi) Il 23/06/18 alla Maison Saint-Joseph di
28/04/18 a Verrua Savoia (18 cresimandi) Serre-Nerpol S. Messa nell’anniversario
29/04/18 a Serre-Nerpol (39 cresimandi) della morte del rev. Georges Vinson, fon-
Circa una diecina anche le cresime am- datore delle Suore di Cristo Re.
ministrate da Monsignore a Dendermon-
de nel corso dell’ultimo anno. Defunti Anno 2017
Il 15/05 a Torino, Franca Petrazzini
• Prime comunioni Anno 2017 ved. Miletto; si confessava da don Ricos-
11/06 a Milano, Isabella Coloru e Isabella sa. Il 30/05 Maria Anna Beltramino ved.
Fazio Meritano (madre di Dario Meritano); ave-
25/06 a Serre-Nerpol, Léa Bojarski, Luce va ricevuto i sacramenti da don Piero. Il
Chiocanini, Marie-Élisabeth Cazalas 9/06 Rosalba Chiossone; funerali officiati
25/06 ad Annecy, Clotilde, Marion e Thi- da don Ugo nella chiesa di Paderno (FC).
baut Larfaillou; Lilli Marie Saugneaut Il 10/06 è mancato Gabriel Grelin, uno dei
02/07 a Parigi, Privat Vigand, Lina Fede- fondatori della cappella di Chambéry, ove
rici e Elsa K/Bidi da diversi anni si celebra la S. Messa non
08/07 vicino a Orléans, Grégoire Blanquet una cum, ed i sacerdoti dell’Istituto più
de Rouville volte vi hanno officiato. Con gran genero-
22/07 a Verrua, Klara Lesbros sità si è occupato della cappella, che a lui
10/09 a Potenza, Asia Carretta deve molto. Il 30/07 Rosa Candida Celli,
17/12 a Serre-Nerpol, Valentin Bousige di Villa Verucchio (RN), Messa di trigesi-
Anno 2018 ma all’oratorio di Rimini. L’11/08 Georges
20/01 a Roma, Margherita Pulitelli Wiotte, morto vicino a Creil, munito dei
31/01 a Corciano (PG), Antimo Mazzasette sacramenti, i funerali sono stati celebrati
01/04 a Serre-Nerpol, Valérie Allegrini, il 17/08. Il 2/10 Fausto Proli di Forlì, Mes-
Dolorès Allegrini, Marie-Salomé Garcia sa di settima all’oratorio riminese. Il 14/08
(Azzaoui) a Montevarchi, Gaetano Rennella (sacra-
08/04 a Serre-Nerpol, Lauren Bousige menti il 24 luglio dal nipote don Ricossa);
22/04 a Modena, Lorenzo Bonardi accolse in casa per anni a Levanella i no-
28/04 nei Paesi Bassi, Michael Maria Ro- stri sacerdoti. Funerali il 16 agosto a Ca-
mano Pulitelli stelnovo ne’ Monti. Il 28/08/17, Olga
01/05 a Verrua, Nathanel Pizzocchi Esther Silva, madre di don Sergio Casas-
10/06 a Rovereto, Ascanio Giuliana e Ga- Silva. Era nata nel 1941 a Arrecifes. È sta-
briella Fattor ta collaboratrice costante delle opere del-
17/06 a Milano, Francesco Chiarello la Fondazione San Gaetano e dell’Orato-
24/06 a Torino, Maddalena Chasseur rio della Casa San José. Dopo una malat-
78

tia respiratoria nelle ultime anni e cardia-


ca negli ultimi tre mesi, è mancata aven-
do ricevuti per tre volte i sacramenti. Il
suo funerale è stato celebrato da suo fi- Olga Esther Silva,
glio sacerdote. Il 16/12 a Milano il funera- madre di don Sergio
le di Ione Donelli di anni 95.

Anno 2018
Il 13/01 è mancato ad Acqui Terme
(AL), munito dei sacramenti ricevuti il
giorno prima da don Giugni, Jacques Mo-
rin. Con lui l’Istituto aveva un debito par- le a Serre-Nerpol di Marie-Thérèse Li-
ticolare di riconoscenza poiché è grazie a mouzin, madre di suor Marie-Madeleine,
lui ed a sua moglie, che misero a disposi- che durante la sua vita, insieme al marito,
zione la loro casa in viale Tunisia a Mila- ha aiutato dei sacerdoti non una cum nel
no, che si cominciò a celebrare la s. Messa loro ministero, e in particolare, il reveren-
nella città ambrosiana il 23/11/1997. Dopo do Saffré. Il 9/04 Rosario e benedizione
circa un anno in casa Morin, prendemmo del corpo della defunta Argentina Dionigi
in affitto il locale di via Vivarini, che po- a Formigine. Il 5/04: decesso di Henri de
temmo allestire anche grazie al loro aiuto. la Fonchais, dopo lunga malattia. Il 17/05
Originario della Normandia, l’ing. Morin Arnaldo Bertolini, classe 1932, segretario
era una persona colta ed affabile, ci segui- dell’Ass. Naz. Familiari Caduti e Dispersi
va regolarmente nelle nostre diverse atti- della Rsi, funerali il 24/05 all’oratorio di
vità; finché la salute glielo ha permesso, a Rimini, tumulazione nel cimitero di Ales-
Milano o a Parigi, era sempre presente sandria. Il 1/06 a Berck-sur-Mer, il dottor
alla Messa domenicale. Don Giugni ha ce- Serge Olender, dopo una lunga malattia e
lebrato il funerale il 18/01 a Verrua con dopo aver ricevuto piamente l’11/05 gli ul-
l’inumazione a Venaria Reale. Il 17/01 timi sacramenti.
Marie-Françoise Mahé, madre di suor Ma- Raccomandiamo infine alle vostre pre-
rie-Gabrielle, all’età di 82 anni. Il 05/03 a ghiere le anime di alcuni sacerdoti defun-
Asnières è mancata Colette Jeancolas; ti: Mons. Hesson, deceduto il 27 agosto
aveva ricevuto i sacramenti il 24/12 e il 2017. Il 22 ottobre 2017 si è spento all’età
viatico il 14/02. Il 9/02 il decesso del dott. 92 anni don Josef von Zieglauer. Nato l’11
Roberto Armenia al Policlinico di Mode- maggio 1925 a Bolzano e ordinato sacerdo-
na, dopo aver ricevuto i sacramenti da te il 29 giugno 1952 a Bressanone, è cono-
don Ricossa (su interessamento di Pa - sciuto soprattutto per aver conservato,
squale Esposito). Il 14/02 a Saint-Etienne, dopo la riforma di Paolo VI, la Messa del-
Antoine Malécot, che aveva ricevuto i sa- la sua ordinazione, prima nella parrocchia
cramenti da don Murro. Il 3/03 Franco di Selva dei Molini e poi, dal 1983, in
Cellamare, 51 anni, a Martina Franca quella di Spinga, in Val Pusteria. Don
(TA), dove don Ugo ha celebrato una mes- Jean Siegel, parroco di Thal-Drulingen
sa di Requiem il 21/03. Il 31/03 a Torino (Alsazia), deceduto il 20 marzo 2018: tutti
Pietro Bichiri di 91 anni, che aveva rice- quanti celebravano la Santa Messa “non
vuto i sacramenti da don Murro, l’ultima una cum”. Ricordiamo anche alcuni stu-
volta il 28 marzo. I funerali sono stati ce- diosi cha abbiamo conosciuto. Il 15 otto-
lebrati a Torino il 5 aprile. Il 3/04, funera- bre 2017 è mancato all’ospedale di Cré-
teil, in Francia, Serge Thion: aveva 75
anni. I sui scritti marxisti e anticoloniali-
sti gli valsero ampi consensi nella società
francese, fino a far parte del CNRS (Cen-
L’ingegnere tre National de la Recherche Scientifi-
Jacques Morin
que). La sua presa di posizione in favore
del revisionismo storico, fin dal 1979 (al
proposito fondò il primo sito revisionista
francofono, denominato Aaargh), gli valse
il più duro ostracismo. Serge Thion è stato
più volte nostro ospite, e si recava ogni
79

anno alle conferenze tenute da don Ricos- cattolici tradizionalisti. Tuttavia, don Ri-
sa a Parigi, manifestando verso di lui una cossa ebbe modo di rivederlo in occasione
vera e profonda amicizia. Il 2 dicembre di una conferenza a Firenze nel novembre
2017 è poi mancato lo storico Gianni Van- del 2005, e in quell’occasione ebbe la sor-
noni, la cui opera principale (ma non uni- presa di ricevere in dono dal Vannoni l’in-
ca) è Massoneria, fascismo e Chiesa Cattoli- tero archivio e biblioteca che oggi custo-
ca, pubblicata da Laterza nel 1980. Don diamo a Verrua come “Fondo Giantulli-
Ricossa fu suo ospite a Firenze nel set- Vannoni”. Ci spiace di aver avuto tardi la
tembre del 1975, dopo aver fatto assieme notizia della sua morte, avvenuta all’età
gli Esercizi Spirituali a Fiesole con padre di 69 anni: era nato a Rosignano Maritti-
Barrielle, durante la nostra comune mili- mo il 25 dicembre del 1949.
tanza in Alleanza Cattolica. In quel perio- È morto nella notte, il giovedì 22 marzo
do Vannoni si interessò particolarmente 2018 a Rivoli, all’età di 93 anni, il profes-
al cattolicesimo integrale, e alle figure di sore Eugenio Corsini, già professore di
don Paolo de Töth, direttore di Fede e ra- Letteratura Cristiana Antica e poi di Let-
gione, e di Mons. Umberto Benigni, fonda- teratura greca all’Università di Torino. Ci
tore del Sodalitium Pianum. Il più grande onorò della sua amicizia in seguito all’ar-
esperto italiano di Massoneria, il padre ticolo che Sodalitium dedicò alla sua ese-
gesuita Florido Giantulli, affidò a Vanno- gesi dell’Apocalisse (n. 49, aprile 1999).
ni il suo archivio “massonico” (il libro Prima di intraprendere gli studi universi-
succitato deve molto a questa fonte archi- tari, il Professor Corsini aveva frequenta-
vistica). Più tardi Vannoni lasciò non solo to il seminario diocesano, conservando
Alleanza Cattolica, ma anche gli ambienti tutta la vita la fede della sua giovinezza.

AVVISO AI NOSTRI LETTORI


A causa del cattivo funzionamento delle poste, in questi ultimi anni abbiamo riscontrato un
aumento delle copie della rivista tornate indietro o non consegnate. Vi preghiamo di confer-
marci la correttezza del vostro indirizzo postale e di segnalarci altri indirizzi di persone even-
tualmente interessate a Sodalitium, telefonando o scrivendo in redazione
e-mail. info@sodalitium.it - tel. 0161.839335

Prossimi Convegni
• XIII GIORNATA PER LA REGALITÀ • XVII CONVEGNO DI STUDI ALBERTARIANI
SOCIALE DI CRISTO
col seminario di studi: TUTTI SANTI... DA “SAN” GIOVANNI XXIII A
“NON SERVIAM: IL ’68 CONTRO IL PRINCIPIO “SAN” PAOLO VI, OVVERO LA CANONIZZA-
DELL’AUTORITÀ” ZIONE DEL CONCILIO VATICANO II
1° lez.: “LE BASI DEL NUOVO DIRITTO DI FAMIGLIA: 1º intervento: LA CANONIZZAZIONE DEI SANTI SE-
CONTRO L’AUTORITÀ DEL PADRE”. CONDO LA DOTTRINA TRADIZIONALE DELLA CHIESA
2° lez.: “‘HUMANÆ VITÆ’ E CONTRACCEZIONE: LA DE- 2º intervento: “IL FUMO DI SATANA NELLA CHIESA”:
SISTENZA DELL’AUTORITÀ”. LA “CANONIZZAZIONE” DI G.B. MONTINI E LA
3° lez.: “IL VATICANO II ANTICIPAZIONE DEL ’68: LA SITUAZIONE ATTUALE DELLA CHIESA
QUESTIONE DELL’AUTORITÀ NELLA CHIESA”

relatore don Francesco Ricossa relatore don Francesco Ricossa


Modena, Sabato 20 ottobre 2018, ore 10,30 Milano, Sabato 17 novembre 2018, ore 15,00
presso il “Ristorante Vinicio” presso Andreola Central Hotel
Via Emilia Est n. 1526, fraz. Fossalta in via Domenico Scarlatti 24

Per informazioni: Per informazioni:


Centro Studi ‘Giuseppe Federici’ Centro Studi Davide Albertario
www.centrostudifederici.org www.davidealbertario.it
e-mail: romagnapontificia@gmail.com e-mail: info@davidealbertario.it
80

SS. MESSE
RESIDENZE DELL’ISTITUTO Milano: Oratorio S. Ambrogio, via della Torre 38.
ITALIA - Verrua Savoia (TO): CASA MADRE - Tutte le domeniche e festivi alle ore 11. Per
Istituto Mater Boni Consilii, Chiesa SS. Pietro informazioni: Tel. 0161.839335.
e Paolo, Loc. Carbignano, 36. Nei giorni feriali Modena: Oratorio S. Pio V, via Savona 75. Tutte
S. Messa alle ore 7,30; tutte le domeniche S. le domeniche alle ore 11, salvo la 3ª domenica
Messa alle ore 18. Benedizione eucaristica tutti del mese alle ore 9. Per informazioni: Tel.
i venerdì alle ore 21. Tel.: 0161.839335; e-mail: 0161.839335.
info@sodalitium.it sito: www.sodalitium.it Pescara: Oratorio del Preziosissimo Sangue, via
San Martino dei Mulini (RN): CASA S. PIO X - Ofanto 24. La 2ª alle 18,30; la 4ª del mese alle
Don Ugo Carandino, via Sarzana 86, CAP ore 11. Per informazioni: Tel. 0541.758961.
47822. Tel.: 0541.758.961; e-mail: info.casa- Potenza: Oratorio San Lorenzo, Via Angilla Vec-
piox@gmail.com sito: www.casasanpiox.it chia 126, la 3ª domenica del mese alle ore 19,30.
ARGENTINA - Rosario: CASA SAN JOSÈ – Don Per informazioni: Tel. 0541.758961.
Sergio Casas Silva, Iguazú 649 bis, C. P. 2000 - Rimini: Oratorio San Gregorio Magno, via Molini
Rosario (Santa Fe). Tutte le domeniche S. Mes- 8. La 1ª e 2ª del mese alle ore 11, la 3ª e 4ª del
sa alle ore 10. E-mail: casasanjose@sodalitium.it mese alle ore 18,30. Per informazioni: Tel.
BELGIO - Dendermonde: Mons. Geert Stuyver, 0541.758961.
Kapel O.L.V. van Goede Raad, Koning Albert- Roma: Oratorio S. Gregorio VII, via Pietro della Val-
straat 146, 9200 Sint-Gillis, Dendermonde. S. le 13/B. La 1ª, 3ª e 5ª domenica del mese, ore 11.
Messa tutte le domeniche alle ore 10. Tel. e Per informazioni: Tel. 0161.839335.
Fax: (+32) (0) 52/380778. Rovereto (TN): la 1ª, 3ª e 5ª domenica del mese
FRANCIA - Raveau: 350 route de Mouchy, alle ore 18. Per informazioni: Tel. 0161.839335.
58400 Raveau. Per informazioni: Tel.: (+33) Torino: Oratorio del S. Cuore, via Thesauro 3/D.
03.86.70.11.14; e-mail: raveau@sodalitium.it Tutte le domeniche e festivi S. Messa cantata
alle ore 9; S. Messa letta alle ore 11,15; il 1° ve-
ALTRE SS. MESSE IN ITALIA nerdì del mese alle ore 18,15. Per informazioni:
Abano Terme (PD): la 2ª del mese alle ore 18. Tel. 0161.839335.
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Bari: Cappella S. Michele, c.so Vittorio Em. 109, domenica del mese. Per informazioni: Tel.
Carbonara. La 1ª domenica del mese alle ore 0161.839335.
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rea. Tutte le domeniche alle ore 17,30, salvo la Confessioni 30 minuti prima dell’inizio delle S. Mes-
3ª domenica del mese alle ore 11,30. Per infor- se. Dei cambiamenti occasionali negli orari delle
mazioni: Tel. 0161.839335. Messe, specie nel periodo estivo, possono interve-
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