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N. 60
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Direttore Responsabile don Francesco Ricossa
Autorizz. Tribunale di Ivrea n. 116 del 24-2-84 In copertina: papa San Pio X. Cent’anni fa nel
Stampa: - Ages Torino.
Questo numero della rivista
1907 pubblicava l’enciclica “Pascendi” che condan-
è stato chiuso in redazione il 7/02/2007 nava il modernismo.

✍ Sommario
Editoriale pag. 2
Il cardinal Rampolla era Massone? pag. 5
“Con il Papa e per il Papa”: vita di don Albertario pag. 37
Avviso sulla pratica della cremazione pag. 51
L’elemosina della Messa pag. 53
L’Osservatore Romano pag. 55
“Pontefici come questo e Wojtyla andrebbero bene anche a noi luterani” pag. 58
RECENSIONI pag. 60
Messalino Festivo pag. 60
I Crociati di Pio IX pag. 60
O Regina o Santa pag. 61
Vita dell’Istituto pag. 62

Nel 1907 non finiva, ma iniziava la


Editoriale guerra contro il modernismo, guer-
Un secolo di battaglie antimoderniste ra per la fede e contro l’errore. Le
istanze dei modernisti non sono

D
a molto tempo ormai Sodalitium si state accolte dalla Chiesa. Esse,
fa aspettare, anche se nel frattempo
avete ricevuto il Buon Consiglio, tuttavia, sono state in buona parte
con il calendario per l’anno 2007; ma non si accolte nella Chiesa dal Vaticano II
tratta solo di una brutta notizia, in quanto e da coloro che ne custodiscono
uno dei motivi del ritardo (ormai cronico)
della nostra pubblicazione sta nel fatto che
gelosamente l’eredità!
aumenta il lavoro dei nostri sacerdoti i qua-
li – non dimentichiamolo mai – sono solo nuovo Sillabo, di 65 proposizioni condan-
giornalisti improvvisati, mentre alla cura nate (entrambi i documenti possono essere
delle anime devono consacrare la maggior richiesti al nostro Centro librario).
parte del loro tempo. Amici sinceri – e altri meno – acclama-
Speriamo che il lettore ci scuserà rice- rono in San Pio X il debellatore del moder-
vendo questo numero che inaugura il 2007. nismo e si affrettarono a dichiararne la
Per noi, cattolici, e pertanto antimodernisti, morte; non così il Santo Pontefice, che sa-
il nuovo anno è quello del centenario peva come il male fosse profondo, radicato
dell’Enciclica Pascendi dominici gregis, e, soprattutto, ingannatore. I modernisti si
pubblicata da San Pio X l’otto settembre nascondevano, infatti, “nel seno e nel grem-
1907, contro gli errori del modernismo, che bo stesso della Chiesa, tanto più perniciosi
non è solo un’eresia, ma la sintesi di tutte le quanto meno individuati. (…) Uomini come
eresie. L’Enciclica era stata preceduta, il 3 questi Noi li annoveriamo tra i nemici della
luglio, dal decreto della S. e R. Inquisizione Chiesa (…) In verità non si allontana dal ve-
Lamentabili, contenente una lista, come un ro colui che li considera nemici della Chiesa
3

sta della lotta antimodernista! Il ricordo di


quegli anni non fu senza influenza durante
il Vaticano II…
Recentemente, il nipote e biografo di
Giovanni XXIII, Marco Roncalli, ha fatto
proprio questo giudizio di Ernesto Galli
della Loggia: “il principale torto dei moder-
nisti (…) fu quello di essere troppo in antici-
po sui tempi. Doveva passare oltre mezzo
secolo, infatti, perché la larga parte delle lo-
ro richieste venisse raccolta e fatta propria
dalla Chiesa con il Concilio Vaticano II”
Benedetto XVI prega, rivolto verso la Mecca, con i (M. RONCALLI, Giovanni XXIII, Mondado-
musulmani nella moschea blu a Istanbul
ri, 2006, p. 75).
più pericolosi di qualsiasi altro. Infatti co- No, le istanze dei modernisti non sono
storo, non fuori ma all’interno della Chiesa, state accolte dalla Chiesa, come scrive Galli
come abbiamo detto, macchinano i loro della Loggia. Esse, tuttavia, sono state in
progetti per la sua rovina; per questo il peri- buona parte accolte nella Chiesa, come
colo risiede quasi nelle stesse vene e nelle scriverebbe San Pio X, dal Vaticano II e da
stesse viscere della Chiesa con un danno cer- coloro che ne custodiscono gelosamente
tamente più sicuro, poiché essi conoscono l’eredità.
più intimamente la Chiesa” (Enciclica Pa- Nel 1907 non finiva, quindi, ma sola-
scendi). Gli altri eretici – come Lutero - si mente iniziava la guerra contro il moderni-
separarono apertamente dalla Chiesa; i mo- smo, guerra per la fede e contro l’errore,
dernisti invece cercano di rovinarla dal suo guerra nella quale, come in tutte le guerre,
interno. Non è quindi inutile affrontare non mancano le battaglie perse, ma nella
nuovamente il problema di eventuali infil- quale, come in tutte le guerre fatte per il Si-
a trazioni nemiche nella Chiesa: lo facciamo gnore, la vittoria è assicurata: portae inferi
- rievocando il caso (discusso e discutibile, non praevalebunt.
come potrete leggere) del Cardinal Ram- Questa certezza che si fonda sulla parola
e polla, segretario di Stato di Leone XIII e di Dio espelle ogni dubbio, ogni scoraggia-
o candidato all’elezione papale durante il mento, ogni sfiducia. La Chiesa non perirà.
, conclave che elesse invece il futuro Pio X. Questo non significa, però, prendere i propri
La cronaca di questi giorni – col caso delle desideri per realtà, e vedere la situazione at-
e clamorose dimissioni dell’arcivescovo di tuale non com’è ma come vorremmo che es-
I Varsavia Wielgus a causa della sua collabo- sa fosse, sfibrati forse dal perdurare dello
o razione coi servizi segreti comunisti polac- sforzo senza che se ne veda la fine.
chi – dimostra che il problema è sempre at- C’è chi dice che con l’elezione di Bene-
tuale. Sodalitium invita, a proposito di que- detto XVI le cose stanno migliorando nella
sto tema delicato quanto importante, a far Chiesa. Lo stesso è stato detto sotto Paolo
uso di vigilanza, prudenza, amore della ve- VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II…
rità e della Chiesa. Parlare dell’enciclica
12 ottobre 2006: Benedetto XVI con la delegazione
Pascendi vuol dire anche rievocare quei dell’Anti-Defamation League del B’nai B’rith
tempi per meglio capire i nostri tempi. La
lotta antimodernista scemò con la morte di
San Pio X, nel 1914, e molti, nei due campi
contrapposti, ed in quello di chi non voleva
prender partito, ne portarono le ferite. Tra
questi quello che era allora un oscuro sa-
cerdote di provincia, giovane segretario del
Vescovo di Bergamo Radini Tedeschi; il
suo nome era Angelo Giuseppe Roncalli.
Come Giovanni XXIII, uscì certo dall’anti-
ca oscurità! Egli fu sospettato – allora - di
modernismo; certamente non era entusia-
4

Che le cose stiano migliorando noi lo spe- Sinagoga e le udienze al B’nai B’rith conti-
riamo, ma non lo crediamo, perché non lo nuano sotto Benedetto esattamente come
vediamo. sotto Giovanni Paolo; quanto ai discepoli
Nello scorso numero di Sodalitium ab- di Maometto la citazione del Paleologo è
biamo posto l’accento sul tema della colle- stata prima rinnegata e poi espiata alla Mo-
gialità episcopale, convinti che Joseph Rat- schea Blu. Ed Andrea Riccardi della Co-
zinger voglia porre mano, al seguito munità di Sant’Egidio, promotrice delle ri-
dell’“enciclica” Ut unum sint di Giovanni unioni di Assisi (l’ultima si è tenuta sotto
Paolo II, alla dottrina del Primato papale, Benedetto XVI) durante la giornata del
visto come principale ostacolo all’ecumeni- dialogo Ebraico-cristiano del 17 gennaio
smo. I fatti ci danno ragione. In occasione 2007, ha proposto come modello comune il
del “pellegrinaggio” a Costantinopoli, che pensiero del rabbino livornese Elia Bena-
ha attirato l’attenzione di tutti soprattutto mozegh (per Benamozegh Israele è il popo-
per la preghiera more islamico alla Moschea lo sacerdotale dell’umanità, la quale deve
Blu, Benedetto XVI ha ribadito al “patriar- osservare i precetti noachidi per seguire
ca” bizantino la sua intenzione di rivedere la Israele). Si corregge almeno la dottrina sul-
dottrina sul Primato papale; e allora si po- la libertà religiosa? Per nulla, al punto che
trebbero aprire anche le porte di Mosca… continuamente Benedetto XVI fa appello
Anche alcuni protestanti si dichiarano alla dottrina della “sana laicità” che non è
disponibili ad accettare un’unione con la quella di Pannella, certo, ma neppure quel-
Chiesa cattolica a condizione, si badi bene, la di Pio XII; il modello è quello della sepa-
di cambiare il ruolo del Papa (cf l’intervista razione assoluta nell’assoluta libertà che vi-
al “vescovo” luterano Johannesdotter a ge negli Stati Uniti.
p. 59). La “chiesa” ecumenica vaticinata da Attendiamo allora “fiduciosi” il “motu
Johannesdotter, cattolica, ‘ortodossa’ ed proprio” sulla Messa che il prelato dello Sri
‘evangelica’ sotto ‘papa’ Ratzinger, è già Lanka sta preparando su domanda di Be-
quella della comunità di Taizé. Fondata in nedetto XVI; per ora però il medesimo pre-
Borgogna da Max Thurian e Roger Schutz, lato ci ha regalato la comunione nella mano
due pastori protestanti, questa comunità di- anche in Polonia, dove sotto Karol Wojtyla
venne famosa – tra l’altro - per aver contri- non era ancora permessa. Se e quando il
buito alla redazione del nuovo messale di decreto sulla Messa Romana sarà promul-
Paolo VI. Sul finire della loro esistenza, sia gato ne prenderemo atto, sapendo però che
Thurian che Schutz sono diventati ‘cattoli- la battaglia della Messa (per la Messa) fini-
ci’, in una maniera però assolutamente sin- rà solo quando non verrà mai più celebrato
golare. Grande fu lo stupore di tutti, ad il rito di Paolo VI (e questo vale per tutti i
esempio, nel vedere, durante i funerali di Sacramenti).
Giovanni Paolo II, il celebrante (era Rat- Uno sguardo onesto sulla situazione at-
zinger) dare la comunione a fr. Roger di tuale deve pertanto riconoscere che nulla è
Taizé: non è forse calvinista? Dopo la sua sostanzialmente cambiato per quel che ri-
morte è stato rivelato che egli era cattolico, guarda i mali che affliggono la Chiesa: ecu-
senza cessare, però, d’essere protestante: menismo, dialogo interreligioso, libertà re-
capisca chi può! (cf p. 56). La “messa” di ligiosa, liturgia ecc.
Paolo VI, ovvero la “messa” di Taizé, è co- Con incrollabile amore per la Chiesa,
me i suoi co-autori: cattolica ma protestan- senza giudicare nessuno (“a prescindere –
te, protestante ma cattolica, ovvero, in defi- così ancora San Pio X - dalla loro intenzio-
nitiva, né cattolica né protestante. ne e dalla loro coscienza, di cui solo Dio è
Questo per quanto riguarda la costitu- giudice”) chiediamo a Dio di mantenerci
zione stessa della Chiesa ed il primato pa- saldi nella fede e nella carità, di consolarci
pale. Che vento soffia sui problemi cruciali nello scoraggiamento, di scacciare la dispe-
del dialogo interreligioso (con le religioni razione che è tentazione per molti, e di far-
non cristiane) e della libertà religiosa (per ci vedere, se lo vuole, il Trionfo della sua
quel che riguarda i rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Affidiamo quest’intenzione a Ma-
Chiesa)? ria, Mediatrice di tutte le grazie.
Per quel che riguarda i non cristiani
(anticristiani, dovremmo dire), le visite alla
5

Il cardinal Rampolla Negli ambienti detti “tradiziona-


era massone? listi” è opinione comune, consi-
don Francesco Ricossa derata quasi certezza storica
indubitabile, che il cardinal
M ariano Rampolla del Tindaro (1843-
1913) era nunzio pontificio in Spagna
quando Leone XIII lo creò cardinale e lo
Rampolla fosse, in realtà, affilia-
to alla massoneria. Ma è vera-
nominò suo Segretario di Stato (1887); il mente così?
cardinal Rampolla svolse questo delicato
incarico fino alla morte di Leone XIII, av-
venuta nel 1903. Nel conclave apertosi con Rampolla. In un numero passato di Sodali-
la morte del Pontefice, l’Imperatore d’Au- tium ho già avuto modo di rievocare gli av-
stria Francesco Giuseppe pose il suo veto, venimenti che giunsero a influire su svariati
tramite il cardinale arcivescovo di Craco- conclavi del XVI secolo, quando l’eresia
via, Puzyna, all’elezione del Cardinal Ram- valdesiana influenzò più o meno numerosi
polla al Soglio pontificio. Sotto il pontifica- cardinali (tra i più noti, il cardinale Pole ed
to di San Pio X, non più segretario di Stato il cardinale Morone) che per pochi voti non
(lo sostituì il cardinale Merry del Val), vennero eletti al papato. Fu proprio in que-
Rampolla continuò ad esercitare le sue fun- sta circostanza che Papa Paolo IV (che ave-
zioni nelle varie congregazioni romane del- va incarcerato il cardinal Morone per eresia
le quali faceva parte (tra l’altro come segre- e che prevedeva un possibile suo prosciogli-
tario della congregazione del Sant’Uffizio). mento sotto un pontificato successivo, co-
Era considerato un possibile successore di me, in effetti, accadde) promulgò nel 1559
San Pio X, ma morì, meno di un anno pri- la famosa Bolla Cum ex apostolatus (cf So-
ma del Santo Pontefice. Fu eletto invece, dalitium, n. 14) con l’intento di sbarrare la
col nome di Benedetto XV, Mons. Della strada in un futuro conclave al cardinale
Chiesa, che del cardinal Rampolla era stato Morone o ad altri sospetti di eresia. La ca-
allievo e collaboratore prediletto (1). ratteristica interessante dell’eresia di Juan
Negli ambienti detti “tradizionalisti” (2) Valdès, marrano spagnolo, è che essa po-
è opinione comune, considerata quasi cer- stulava la necessità del “nicomedismo”, di
tezza storica indubitabile, che il cardinal restare cioè all’interno della Chiesa nascon-
Rampolla fosse, in realtà, affiliato alla mas- dendo il più possibile le proprie posizioni, e
soneria. In questo articolo mi chiedo se dall’interno operarne la riforma. Il moder-
questa opinione è fondata, e su quali argo- nismo, quattro secoli dopo, adotterà lo stes-
menti e documenti si possa eventualmente so modus operandi.
appoggiare, per poi mostrare quale fu, a Dopo la fondazione della massoneria
mio parere, il vero torto della “scuola” del moderna (Londra, 1717), non mancarono i
cardinal Rampolla, soprattutto durante e prelati, e anche gli alti prelati, che si affilia-
dopo il pontificato di San Pio X. Quest’arti- rono alla sètta, malgrado la condanna e la
colo è in perfetta continuità con quanto So- scomunica fulminata dai Sommi Pontefici
dalitium già scrisse in altre occasioni (es. n. Clemente XII (lett. ap. In eminenti, 1738) e
19/1989 ed. francese, pp. 30-44; n. 49/1999, Benedetto XIV (cost. Providas, 1751).
editoriale), a riprova che la nostra rivista In seguito, la stampa cattolica non ha
segue con coerenza e serietà una linea mai mancato di denunciare ciò che il sacer-
d’equilibrio in una materia tanto importan- dote Emmanuel Barbier chiamerà, col titolo
te quanto delicata come quella delle infil- fortunato di un suo libro lodato dall’episco-
trazioni massoniche nella Chiesa. pato cattolico, le “infiltrazioni massoniche
nella Chiesa”. Mi limito a rammentare alcu-
Infiltrazioni massoniche nella Chiesa ni scritti e fatti documentati, tra i più noti.
Nel 1859, Jacques Cretinau-Joly (1803-
Non è certo irriverente porsi una simile 1875) diede alle stampe, con un Breve di fe-
domanda a proposito di un Principe della licitazione di Pio IX, la sua opera L’Eglise
Chiesa, quale fu, senza dubbio, il cardinal Romaine en face de la Révolution. Il libro è il
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frutto di numerose ricerche archivistiche sol-


lecitate all’autore dagli stessi Sommi Ponte-
fici Gregorio XVI e Pio IX. In esso vengono
tra l’altro pubblicati dei documenti dell’Alta
Vendita nei quali era esposto un progetto di
infiltrazione del clero cattolico da parte del-
la massoneria, per giungere a guadagnare al-
la propria causa persino la Sede di Pietro:
“Noi dobbiamo giungere (…) al trionfo
dell’idea rivoluzionaria per mezzo di un Pa-
pa”. “Quello che noi dobbiamo domandare,
quello che dobbiamo cercare ed aspettare,
come gli Ebrei aspettano il Messia, è un Papa
secondo i nostri bisogni”. Per predicare una
“rivoluzione in tiara e cappa” bisogna getta-
re le “reti nel fondo delle sacrestie, dei semi-
nari e dei conventi”.
Nel 1904, Mons. Enrico Delassus (1836-
1921) pubblicò il volume Le problème de
l’heure présente, col plauso di molti Vescovi
e dello stesso cardinale segretario di Stato
di Papa Pio X, Merry del Val. In questo li-
bro, l’Autore riprendeva il tema del Creti-
nau-Joly (tomo I, capitoli XXII-XXIV) de- Il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro
finendo questo tentativo d’infiltrazione
persino sulla Sede di Pietro “il supremo at- chi temeva che il Papa avrebbe pescato
tentato” alla Chiesa. quei pesci nascosti per metterli in padella,
Nel 1910, il sacerdote Emmanuel Bar- era risposto che quando la pesca avrebbe
bier (1851-1925) pubblicava, con l’incorag- fatto risalire alla superficie “laici importan-
giamento di sei tra arcivescovi e vescovi ti, sacerdoti, monaci, vescovi, forse cardina-
francesi il suo “Infiltrations maçonniques li”, il pescatore, spaventato, avrebbe lascia-
dans l’Eglise”. Sono gli anni dell’eresia mo- to ricadere in mare l’amo e le sue prede.
dernista condannata da San Pio X, ed il La situazione era particolarmente deli-
Barbier riporta tra l’altro dei passaggi in- cata in Francia, dove nel 1905 il governo
quietanti del libro, messo all’indice nel della Terza Repubblica, strettamente con-
1906, di Antonio Fogazzaro, Il Santo. Que- trollato dalla Massoneria, aveva dichiarato
sto Santo dei modernisti, che prende il no- la separazione tra lo stato e la Chiesa e la
me di Benedetto, si propone una rivoluzio- denuncia unilaterale del concordato del
ne generale della Chiesa dal suo interno. 1801. Pochi sanno che il pretesto e l’occa-
“Ecco – così parla Giovanni Selva, un per- sione di tale misura fu dato dalla destituzio-
sonaggio del romanzo – siamo un certo nu- ne (1904) dalla sua sede episcopale di Di-
mero di cattolici, in Italia e fuori, ecclesiasti- gione di Mons. Albert Léon Marie Le
ci e laici, che desideriamo una riforma della Nordez (1844-1922), in quanto sospettato
Chiesa. La desideriamo senza ribellione, di essere affiliato alla massoneria, al punto
operata dall’autorità legittima. Desideriamo che i suoi seminaristi si rifiutavano di rice-
riforme nell’insegnamento religioso, riforme vere dalle sue mani gli Ordini Sacri.
nel culto, riforme nella disciplina del clero, La morte di San Pio X (1914) e la guer-
riforme anche nel supremo governo della ra mondiale operarono un profondo muta-
Chiesa. A questo fine, abbiamo bisogno di mento delle cose, non solo nella società
creare un’opinione che conduca l’autorità temporale, ma anche nella Chiesa. Al decli-
legittima ad agire secondo il nostro punto di no dei cattolici integrali, che tenevano alta
vista, fosse anche solo tra venti, trenta o cin- la bandiera della lotta al modernismo e alla
quant’anni” (ce ne misero 60…). Questa massoneria, fece da contr’altare la rinascita
conventicola, per Fogazzaro, doveva essere di un neo-modernismo, subdolo per defini-
segreta, “una massoneria cattolica” (3). A zione, nel campo biblico, ecumenico, litur-
7

gico e sociale, a partire dagli anni ’20. An- regolarmente ricevuto in Vaticano (anche
che nei confronti della massoneria, iniziò da Benedetto XVI Ratzinger). Nei suoi col-
un lento ma costante progresso d’infiltra- loqui col nunzio Roncalli, il “fratello” Mar-
zione settaria, tramite le discussioni e gli in- saudon aveva chiesto l’abolizione della di-
contri tra esponenti del clero (soprattutto sciplina ecclesiastica contro la cremazione:
gesuiti) e delle Logge; il dialogo porterà, il la domanda fu immediatamente esaudita
25 gennaio 1983, data della ‘promulgazio- da Paolo VI nel 1963. Durante l’assise con-
ne’ del nuovo codice di diritto canonico da ciliare il vescovo di Cuernavaca, in Messi-
parte di Giovanni Paolo II, alla cancellazio- co, Sergio Mendez Arceo, chiese la modifi-
ne della scomunica ai massoni prevista dal ca della disciplina ecclesiastica sulla masso-
canone 2335 del vecchio codice. I saggi con- neria. “…Le dichiarazioni Dignitatis huma-
sacrati al “dialogo” con la massoneria sono nae e Nostra Aetate, approvate dal Concilio
numerosi, sia da parte ‘cattolica’ che da ecumenico Vaticano secondo – scrive Ro-
parte massonica; basti qui citare i notissimi berto Fabiani, anche lui massone – erano
Le grandi concordanze tra Chiesa e Masso- state elaborate da prelati che avevano fre-
neria (Nardini, 1987) e Chiesa e Massone- quentazioni di logge massoniche. Sì, perché
ria. Un DNA comune (Nardini, 1999) del il fatto che nei templi della libera muratoria
sacerdote paolino Rosario Esposito, ove si sedessero dignitari della chiesa cattolica non
troverà materia abbondante e ricca biblio- era affatto leggenda né materia per libellisti
grafia al proposito; non mancarono anche come molti credevano o speravano, ma ri-
delle messe in guardia, fin dai tempi del spondeva a pura verità. E di questi prelati-
Concilio, ad esempio negli scritti di Pierre massoni il più autorevole aveva la statura, la
Virion e Léon de Poncins (4). Mi limito, in dimensione culturale e l’apertura mentale
questa sede, a riassumere cose ben note. Il del cardinale Franziskus König, arcivescovo
dialogo tra alcuni membri del clero cattoli- di Vienna” (5) e figura di primo piano del
co e dignitari della setta massonica iniziò Concilio stesso. Gli anni ‘60 e ‘70 videro
già prima del Concilio Vaticano II. Ricor- svilupparsi, nel clima post-conciliare, nu-
diamo soltanto i casi più noti e importanti: merosissimi incontri tra ecclesiastici e di-
nel 1928 il gesuita padre Gruber aprì il dia- gnitari massonici. Padre Esposito ricorda il
logo con il dignitario massonico Ossian caso di ben undici cardinali: Cushing, Co-
Lang; negli anni ’30 il gesuita francese Ber- oke, Cody, König (del quale si parla di ini-
teloot con la Gran Loggia di Francia (A. ziazione massonica nella Loggia Giustizia e
Lantoine); Padre Berteloot mise in contat- Libertà dell’Oriente di Roma, nell’obbe-
to il Nunzio Angelo Giuseppe Roncalli col dienza di Piazza del Gesù) (6), Etchegaray,
barone Yves Marsaudon al quale Mons. Alfrink, Feltin, Marty, Krol, Brandâo Vide-
Roncalli disse di restare in massoneria; nel la e Lorscheider; molto più numerosi i Ve-
1952, il cardinale Innitzer, arcivescovo di scovi, alcuni dei quali (ad es. Pézéril, Joyce,
Vienna, ricevette Bernard Scheichelbauer, Pursley) parlarono in Loggia, mentre Bran-
Gran maestro della Gran Loggia di Vienna. dâo Videla addirittura in Loggia celebrò la
Il Concilio Vaticano II operò, anche in que- “Messa” e dalla Loggia fu insignito (come
sto campo, una svolta decisa rispetto al pas- pure il card. Arns) di un’alta onorificenza!
sato. Vale la pena di ricordare, innanzi tut- Nel dialogo con la Massoneria si distinse-
to, i rapporti intercorsi tra la Loggia ebrai- ro alcuni sacerdoti che, secondo Esposito,
ca del B’nai B’rith e Giovanni XXIII. Jules avevano facile accesso a Paolo VI, come il
Marx Isaac, membro del B’nai B’rith, ot- gesuita padre Riquet, ed il salesiano don
tenne da Giovanni XXIII un impegno a ri- Miano, del Segretariato per i non credenti,
vedere la posizione cattolica sui rapporti Segretariato diretto appunto dal card. König.
col giudaismo (cf Sodalitium, nn. 40 e 41). Il dialogo sfociò anche in alcune decisio-
Giovanni XXIII affidò al cardinal Bea, ni ufficiali che autorizzavano la doppia ap-
messo a capo del segretariato per l’unione partenenza, alla Chiesa Cattolica, cioè, e al-
dei cristiani (cf Sodalitium, n. 38) le relazio- la Massoneria, seppur solo in alcuni casi
ni con la potente massoneria ebraica; la di- particolari. Il primo documento al proposito
chiarazione conciliare Nostra Aetate (28 ot- è la decisione della Conferenza episcopale
tobre 1965) sarà il frutto (iniziale) di questa scandinavo-baltica dell’ottobre 1966. Nel
collaborazione. Da allora il B’nai B’rith è febbraio 1968 è la stessa congregazione per
8

la dottrina della fede, con a capo il card. Se- dersi che abbia influito sul parziale ripensa-
per, ad effettuare un’inchiesta presso l’epi- mento della congregazione per la dottrina
scopato cattolico in vista di una revisione della fede lo scandalo causato dalle denun-
della disciplina sulla massoneria. Rispondo- cie di numerosi giornali (quale il quindicina-
no 13 conferenze episcopali, tutte sostan- le antimodernista Si si no no, diretto da don
zialmente favorevoli a questa revisione; le Francesco Putti, e poi la famosa lista Peco-
prescrizioni del codice di diritto canonico relli, pubblicata dallo stesso giornalista mas-
sono già d’altronde totalmente disattese, ri- sone, poi assassinato, sul numero del 12 set-
sponde al card. Seper lo stesso card. König, tembre 1978 della sua rivista Osservatore
che prepara la sua risposta collaborando Politico) di affiliazione alla massoneria di
con l’alto dirigente della massoneria au- molti e noti ecclesiastici, come i cardinali
striaca Kurt Baresch (testi e storia in Espo- Baggio, Pellegrino, Marchisano, Poletti e
sito, Chiesa e massoneria. Un DNA comune, Villot (questi ultimi due smentirono), non-
pp. 204-218). Il segretariato per i non cre- ché di mons. Bugnini, autore principale del-
denti, diretto dal cardinal König, intraprese la riforma liturgica, allontanato in seguito a
allora un dialogo ufficiale affidato al segre- ciò dalla Curia romana e mandato in “esi-
tario, il salesiano don Vincenzo Miano, e a lio” nella nunziatura in Iran (7). Ancora di
due esperti come Padre Caprile SJ e Padre più dovette influire lo scandalo della Loggia
Esposito SSP: le “Conversazioni Cattolico- massonica P2 di Licio Gelli. Alla Loggia P2
massoniche di Roma e Ariccia”, tenute coi appartenevano, infatti, importanti esponen-
massoni Gamberini, Ascarelli e Comba, du- ti della finanza “cattolica”, quali i banchieri
rarono dal 1969 al 1977. Nel frattempo, la Calvi e Sindona (entrambi inquisiti dalla
lettera del cardinale Seper, della Congrega- giustizia e morti tragicamente e misteriosa-
zione per la dottrina della fede al cardinal mente), nonché l’intimo amico e collabora-
Krol, presidente della Conferenza episcopa- tore del cardinal Lercaro, Umberto Ortola-
le nordamericana, del 19 luglio 1974, sanci- ni; il tutto aveva coinvolto nelle indagini dei
va l’apertura ed il cambiamento, di fatto, giudici italiani lo stesso Istituto per le opere
della legge della Chiesa, ammettendo la di religione (IOR) vaticano, e il suo presi-
doppia appartenenza alla Chiesa e alla Mas- dente, il vescovo Mons. Marcinkus (8). Le
soneria, anche se solo in determinate circo- vicende della Loggia P2 fecero tornare d’at-
stanze. La lettera liberalizzatrice del cardi- tualità le questioni legate all’affiliazione di
nal Seper ebbe ripercussioni in varie Confe- prelati cattolici alla massoneria: un “proble-
renze episcopali che l’applicarono ai loro ri- ma spinoso”, per usare le parole di padre
spettivi paesi: da quella dell’Inghilterra e Esposito nel cap. X (Il clero massone) della
del Galles (1974), a quella del Brasile sua opera, già segnalata, Le grandi concor-
(1975) e di Santo Domingo (1976). L’appro- danze tra Chiesa e Massoneria. Secondo
do di questo dialogo fu il nuovo Codice di l’Esposito, che cita un’ampia bibliografia,
diritto canonico (25 gennaio 1983), che sarebbero documentate le affiliazioni di al-
“abroga” la scomunica dei massoni commi- cuni cardinali (De Bernis, Delci (9), de Ro-
nata da Clemente XII nel 1738 e rinnovata, han, von Trautmansdorf-Vysberg e Branca-
fino ad allora, da tutti i suoi successori. Lo forte, tutti del XVIII secolo) e di una cin-
scandalo provocato dalla soppressione della quantina tra Vescovi e arcivescovi, quasi
scomunica, e dagli incontri che abbiamo de- tutti risalenti a tempi ormai lontani… il che
scritto precedentemente, provocò però una non esclude appartenenze più vicine a noi,
parziale reazione già a partire dal 1980 (di- ma che il massonologo e massonofilo padre
chiarazione della conferenza episcopale te- Esposito preferisce non rivelare. Alla morte
desca contro la doppia appartenenza) che di Paolo VI, tuttavia, la situazione era tale
sfociò nell’intervento della congregazione che il gran maestro del Grand’Oriente
per la dottrina della fede (card. Ratzinger) d’Italia, Giordano Gamberini (occasional-
del 26 novembre 1983 nella quale si afferma mente anche valdese e “vescovo” gnostico)
che, pur essendo cessata la scomunica, vige scrisse di Paolo VI sulla Rivista Massonica
ancora il divieto dell’affiliazione alla masso- (luglio 1978): “Per noi è la morte di Chi ha
neria, e che i massoni non possono pertanto fatto cadere la condanna di Clemente XII e
accostarsi alla santa comunione. Nel frat- dei suoi successori. Ossia è la prima volta –
tempo cosa era successo? Non è da esclu- nella storia della Massoneria moderna – che
9

muore il capo della più grande religione oc- ta: “oggi è il Vaticano che propugna quella
cidentale non in istato di ostilità coi Massoni. stessa separazione tra Stato e Chiesa…” (cit.
E per la prima volta nella storia i Massoni da Esposito, Chiesa e massoneria…, p. 170).
possono rendere omaggio al tumulo di un E lo stesso Padre Esposito conclude, per
Papa, senza ambiguità né contraddizione”. così dire, scrivendo: “Il 27 ottobre 1986
Per Padre Esposito, che rispose a Gamberi- Giovanni Paolo II invita ad Assisi i capi su-
ni sulla Rivista massonica nel numero di premi di molte religioni. Tutti pregano per
agosto, “Egli” (Paolo VI) “avrebbe gradito” la pace, ognuno resta nella propria religione
l’omaggio del Gran Maestro. “Nessun gesto e prega con le proprie formule. Lo spirito di
esigeva maggior coraggio – scrive ancora il Assisi, che già si era espresso infinite volte,
sacerdote paolino – di quello che doveva anche se in termini meno solenni e pubblici,
stare alla base della riforma – del ribalta- ha poi compiuto molti altri passi. La Masso-
mento – dei rapporti fra Chiesa cattolica e neria è stata istituita esattamente per impo-
Massoneria”. Ribaltamento previsto, pare, stare questo spirito e lo ha codificato fin dal
da lunga data: “Il domenicano P. Felix A. primo giorno della sua esistenza. Fin da al-
Morlion, molto noto come fondatore lora in loggia si radunano uomini di tutte le
dell’Università internazionale ‘Pro Deo’ [at- religioni, i quali proibiscono a se stessi di
tuale LUISS, n.d.a.] e delle attività collatera- parlare di questo argomento. Ad Assisi i ge-
li, (…) mi confidava un giorno di aver parla- rarchi di tutte le religioni pregavano e parla-
to con l’allora Mons. G.B. Montini dei rap- vano non di religione, un tema che li avreb-
porti disastrosi esistenti fra la Chiesa e la be divisi e contrapposti, ma di pace; in log-
Massoneria. Il Montini gli disse: ‘Non passe- gia i fratelli parlano e pregano per la stessa
rà una generazione, e tra le due società la pa- cosa, o per il perfezionamento dell’uomo,
ce sarà fatta’. L’episodio è stato già da me per lo sviluppo globale, per la beneficenza,
accennato, senza fare il nome del Pontefice, la filantropia. È tolleranza, non è indifferen-
in un articolo pubblicato su Vita Pastorale tismo religioso, né sincretismo religioso. Ci
nel mese di dicembre 1974. Ora che il Ponte- saranno dei malpensanti o degli scandaliz-
fice è deceduto, non ci sono motivi per conti- zati, ma almeno si rendano conto di stare
nuare a mantenere il segreto. E la previsione dalla parte di Monsignor Lefèbvre e non del
– starei per dire: la decisione – s’è verificata Concilio o di Papa Wojtyla” (ibidem, pp.
pienamente; l’incontro col Morlion non do- 12-13). Se così è, non c’è neppur bisogno di
vette aver luogo prima del 1948-1950; la let- affiliarsi alla Massoneria, giacché il seguire
tera del S. Uffizio al cardinal Krol porta la il neo-modernismo trasforma un battezzato
data del 19 luglio 1974, perciò i termini di in un fratello “tre puntini”. Non si è certo
una generazione sono pienamente rispettati”. giunti in un attimo a trasformare (in manie-
Quanto detto fin qui ha lo scopo di di- ra più o meno inavvertita) la quasi totalità
mostrare come, malgrado i circa 3.500 do-
Benedetto XV
cumenti pontifici di condanna della Masso-
neria (tanti ne conta Padre Esposito), non
mancarono mai, e non mancano neppur og-
gi, gli sventurati ecclesiastici che, come
Giuda, tradiscono Cristo e la Chiesa affi-
liandosi alla massoneria o comunque favo-
rendo le sue mire. Di più: dopo il Vaticano
II si può arrivare al punto di poter parlare
di una concordanza tra Massoneria e Chie-
sa cattolica, o meglio: tra la Massoneria ed i
modernisti infiltrati nella Chiesa cattolica.
Padre Ferrer Benimeli, ad esempio, citando
la condanna della Massoneria voluta da
Leone XIII, in quanto essa “lavora tenace-
mente per annullare nella società ogni inge-
renza del magistero e dell’autorità della
Chiesa e a questo scopo diffonde e pretende
la separazione tra Stato e Chiesa” commen-
10

del clero e del laicato cattolico in una gran- articolo di un certo Caubet, pubblicato nel
de loggia massonica. Si può quindi lecita- dicembre 1865 sulla rivista Le Monde ma-
mente supporre che numerose siano state çonnique. Lo stesso Monde maçonnique af-
le infiltrazioni della setta massonica tra le ferma, nel 1868, che Pio IX era stato inizia-
fila del clero cattolico; ma questa supposi- to a Filadelfia, negli Stati Uniti, nel 1823.
zione è ancora lungi dall’essere una dimo- Peccato che Mons. Mastai Ferretti non
strazione dell’affiliazione alla setta del car- avesse mai visitato quel paese… Nel 1878
dinal Rampolla, o di qualunque altro eccle- un’altra rivista massonica, La Chaîne
siastico… d’union, presenta addirittura la testimo-
nianza di un ‘teste oculare’, il padrino stesso
Quando una presunta affiliazione massoni- dell’iniziazione di Mastai, che, questa volta,
ca è invece una calunniosa leggenda si sarebbe svolta nel 1811, a Thionville! Nel
1924, una rivista massonica francese e un li-
Non basta, infatti, una voce, uno scritto, bro stampato a Roma riprendono la calun-
un’affermazione, sull’affiliazione massonica nia. Yves Chiron, in uno studio dedicato al-
di un prelato, sacerdote, vescovo, Papa, per- la questione (13), scrive che “oggi nessun
ché questa voce possa dirsi certa, o anche massone sostiene più questa tesi” ed allega
solo probabile e non infondata. La storia ci in testimonianza una lettera del biblioteca-
offre numerosi esempi di calunniose leggen- rio del Grand’Oriente di Francia del 30
de contro dei campioni della causa cattolica, maggio 1995: dieci anni più tardi il Diziona-
falsamente accusati di appartenere alla mas- rio della Gran Loggia risusciterà, invece, la
soneria. Uno dei casi più famosi è certa- diceria. Diceria che, ricordo en passant, col-
mente quello di Papa Benedetto XIV (Pro- pisce anche, non so se con più fondamento,
spero Lambertini), il quale rinnovò la sco- il segretario di Stato di Pio IX, il cardinal
munica di Clemente XII contro la massone- Antonelli (1806-1876), che pur fu “amico
ria e intervenne presso il Re di Napoli, Car- devotissimo di san Giovanni Bosco” e, natu-
lo III, affinché vietasse ed estirpasse la setta ralmente, “intimo” di Pio IX, di cui fu fede-
dal suo Regno. Eppure, gli ipocriti omaggi le servitore per tutto il pontificato, fino alla
di Voltaire, Swedenborg e Walpole al Pon- morte (così l’Enciclopedia Cattolica) (14).
tefice, e le voci sulla Loggia Romana raccol- Neppure la gloriosa figura del Cardinal Ot-
te dal teologo protestante e massone Mün- taviani è stata risparmiata. L’ultimo segreta-
ster, valsero al Papa l’umiliazione di essere rio del Sant’Uffizio, colui che si oppose in
sospettato di essere lui stesso un massone, il Concilio alle novità moderniste, colui che
che lo spinse, tra l’altro, a rinnovare la sco- sottoscrisse il Breve Esame Critico del No-
munica contro i suoi calunniatori. Ma a nul- vus Ordo Missae, sarebbe stato massone, al-
la valse il suo zelo antimassonico contro il meno secondo le insinuazioni, ben poco cre-
pregiudizio, se ancora nel 1911 – come scri- dibili, del venerabile della famosa Loggia
ve Francovich - P. Duchaine avallava la fal- P2 del Grand’Oriente d’Italia, Licio Gelli
sa notizia dell’iniziazione del Lambertini (15). I fatti documentati (e Gelli lo ammette)
(10), e nel 1961 il fr. Lesaint la diffondeva – mostrano piuttosto l’intima amicizia tra il
come riferisce Coston – sulla rivista Pax (11). cardinal Lercaro, esponente di punta del
Dura a morire è anche la leggenda riguar- progressismo conciliare ed artefice della ri-
dante Pio IX. Il grande e santo Pontefice, forma liturgica, col braccio destro di Gelli,
che condannò la massoneria in almeno 28 Umberto Ortolani, ed invece ecco che nep-
importanti documenti, è stato accusato di pure il nome di Ottaviani è risparmiato! Bi-
essere lui stesso massone, e la calunnia dura sogna dar credito alle insinuazioni di un
ancor oggi, poiché il Dictionnaire des massone, giacché il demonio è il padre della
Francs-Maçons européens, pubblicato nel menzogna? In questo Gelli (ancora vivente)
2005, lo annovera tra i “fratelli” della Log- è degno erede della Rivista della Massoneria
gia Eterna Catena dell’Oriente di Palermo italiana, la quale pubblicò, in due puntate, il
fin dal 1839, e trova una conferma di ciò nel 1 agosto 1892 e nel giugno-luglio 1895 degli
fatto che “la sua appartenenza alla massone- elenchi di ecclesiastici massoni. “I due elen-
ria fu rivelata alla tribuna dell’assemblea na- chi non hanno i carismi della severità”, scri-
zionale, a Parigi, dal fr. Charles Floquet” ve Padre Esposito. “Il torto della rivista –
(12). La fonte non citata del dizionario è un continua – (…) è anche quello di non con-
11

trollare fino al raggiungimento della certez- cardinale Rampolla. Da allora, dal 1929, la
za, talune affermazioni che o appaiono ma- versione “Rampolla-massone”, che deve la
nifestamente infondate, o non sono sufficien- sua capillare diffusione ai numerosi scritti e
temente illustrate; in questo senso ricordere- conferenze del Marchese della Franquerie
mo le insostenibili affermazioni di questo pe- negli anni ’70, si è arricchita di nuovi ele-
riodico (1895, 146) a proposito di Clemente menti. La presento così com’è esposta nel
XIV, di S. Antonio Maria Claret o del No- libro L’Eglise eclipsée? (Delacroix, 1997,
cedal” (16). Il grande esperto di massoneria seconda edizione), opera collettiva de Les
(e nemico della setta) Henri Coston, scrisse amis du Christ-Roi. “Alla morte di Leone
dunque, nel 1964, parlando del caso Ram- XIII – si legge ne L’Eglise eclipsée alle pa-
polla, dopo aver esposto i casi simili di Be- gine 72-73 della seconda edizione – la Mas-
nedetto XIV e Pio IX (“L’accusa portata da soneria pensò che era venuto il momento di
degli antimassoni contro Mons. Rampolla installare uno dei suoi sul trono di S. Pietro.
assomiglia a quella portata dai massoni con- Il suo ‘uomo’ era il cardinale Rampolla del
tro Pio IX” p. 172): “conto tenuto di quello Tindaro!
che abbiamo detto e salvo eccezioni che Segretario di Stato di Leone XIII, il car-
ignoriamo – non possiamo naturalmente dinal Rampolla era un alto iniziato che rice-
prendere per oro colato le affermazioni veva, nelle Logge che frequentava, le istru-
dell’autore de ‘Les Fils de la Lumière’ (Ro- zioni luciferine per applicarle nel governo
ger Peyrefitte) – sembra molto improbabile della Chiesa. Fondò in Vaticano una retro-
che dei sacerdoti della Chiesa cattolica roma- loggia che doveva reclutare i più alti dignita-
na siano massoni” (17). Nel 1992 Coston è ri della Santa Sede.
più severo (nel frattempo c’è stato il Conci- Durante le sue vacanze in Svizzera, il
lio): dopo aver ricordato il caso Rampolla e cardinal Rampolla si recava ogni sabato in
il caso Le Nordez, conclude: “se abbiamo una retro-loggia presso l’abbazia di Einsie-
parlato a lungo dei casi Rampolla e Le dlen e ogni quindici giorni nella Loggia di
Nordez è per mostrare fino a che punto è Zurigo, per ricevervi le istruzioni del Potere
difficile dimostrare l’appartenenza massoni- Occulto: disarmare i cattolici di Francia me-
ca di personaggi altolocati. (…) Cionono- diante il loro ‘ralliement’ alla repubblica
stante, non c’è fumo senza fuoco, secondo il massonica; e fondare una retro-loggia all’in-
noto proverbio, per cui, se è difficile dimo- terno della Chiesa, capace di fornire gli alti
strare l’affiliazione di alti prelati a delle so- dignitari della Santa Sede, come i cardinali
cietà segrete, in mancanza di documenti au- Ferrata, Gasparri, Ceretti, Bea ecc.
tentici, si può a giusto titolo considerarli per Questa Loggia di Zurigo faceva parte
lo meno come alleati oggettivi della Masso- dell’O.T.O., l’Ordo templi orientis di cui, in
neria, nella misura in cui il loro comporta- effetti, Rampolla era membro. Era arrivato
mento o la loro politica sono conformi alle ai più alti gradi dei culti luciferini, poiché
intenzioni, agli scopi, al piano delle retro- apparteneva all’Ottavo e Nono grado
logge, che sono invece ben note” (18). Antici- dell’O.T.O., gli unici gradi che autorizzava-
pando la mia conclusione, è difficile andar no ad avvicinarsi al gran maestro generale
oltre il giudizio di Henri Coston, e di pro- nazionale e al capo supremo dell’Ordine,
clamare certo e dimostrato ciò che lui stesso chiamato ‘brother superior’ (fratello supe-
ammise essere ancora, allo stato dei fatti, riore) o O.H.O. (Outer head of the Order).
non dimostrato (19). Non è senza interesse sapere che l’Ordo
templi orientis fu fondato da Aleister Cro-
L’iniziazione massonica del Cardinal wley, considerato il più grande satanista dei
Rampolla: stato attuale di questa tesi. tempi moderni. (…) Monsignor Jouin, fon-
datore e direttore della Revue Internationale
Le prime notizie su di un’eventuale ini- des Societés Secretès (R.I.S.S.), avendo le
ziazione massonica del cardinale segretario prove dell’affiliazione del cardinal Rampol-
di Stato di Leone XIII risalgono – come ve- la, incaricò il suo capo redattore, il marche-
dremo meglio – al 1929, ovvero 15 anni do- se della Franquerie, di mostrarle ai cardinali
po la morte del prelato, e ben 26 anni dopo ed ai vescovi di Francia.
il famoso conclave durante il quale il cardi- Félix Lacointa, direttore del giornale ‘Le
nal Puzyna pose il suo veto all’elezione del bloc anti-révolutionnaire’ (ex-Le Bloc catho-
12

lique) testimoniò, da parte sua nel 1929: ‘Nel Jouin dichiarò pure che era stato lui stesso a
corso del nostro ultimo incontro (con Mons. supplicare l’Austria di far uso del suo diritto
Marty, vescovo di Montauban), poiché lo te- di esclusiva per sbarrare la strada al trono di
nevo al corrente delle scoperte fatte recente- Pietro a un massone”. L’anonimo “inter-
mente e poiché il discorso cadde sul cardinal nauta” si è probabilmente ispirato al recen-
Rampolla del Tindaro, mi disse che, nel cor- te libro di Craig Heimbichner, Blood on the
so della visita ad limina che fece a Roma, altar. The Secret History of the World’s
qualche tempo dopo la morte dell’ex- segre- Most Dangerous Secret Society, (Emissary
tario di Stato di Leone XIII, fu chiamato da Publications, 2005). Di questo libro, (che
un cardinale (Merry del Val, segretario di non ho letto), sono state pubblicate delle
Stato di san Pio X)… che gli raccontò con recensioni assolutamente favorevoli nella
numerosi dettagli che alla morte del cardinal stampa “tradizionalista”; ad esempio sulla
Rampolla furono scoperte tra le sue carte le rivista teologica dei domenicani di Avrillé,
prove formali del suo tradimento. Questi do- Le Sel de la terre (n. 56, primavera 2006, pp.
cumenti furono portati a Pio X. Il santo 190-196), ed sul bollettino Sous la bannière
Pontefice ne fu sconvolto, ma volendo pre- (n. 126, agosto 2006, pp. 4-11) in un articolo
servare dal disonore la memoria del prelato firmato Félix Causas ed intitolato Le F.˙.
fellone e con lo scopo di evitare uno scanda- Rampolla del Tindaro. Un cardinal affilié à
lo, disse molto scosso: ‘Disgraziato! Brucia- la Contre-Eglise luciférienne. Entrambe le
te! E le carte furono gettate alle fiamme in riviste sono dichiaratamente “lefebvriane”,
sua presenza’ (Virebeau: Prélats et franc-ma- ma il bollettino informatico Virgo Maria,
çons, Paris 1978, p. 28). pubblicato dall’abbé Marchiset, di tenden-
Al Conclave, il cardinal Rampolla con- za sedevacantista-lefebvriana, ha intera-
centrò su di lui la maggioranza dei voti, ma mente ripreso ed approvato l’articolo di
il cardinale dell’Impero austro-ungarico, Causas (Virgo Maria, 9 ottobre 2006,
Pusyna (sic), intervenne, e dichiarò che il www.virgo-maria.org). Sulla scia di Heim-
suo governo si opponeva all’elezione di bichner, Causas giunge ad affermare che
Rampolla. Il Sacro Collegio elesse così al tutti i Segretari di Stato, da Pio IX ad oggi,
suo posto il cardinale Giuseppe Sarto, che sono stati nominati dalla massoneria, e a
prese il nome di Pio X (nota: le rivelazioni criticare, tra gli altri, gli stessi Pontefici San
relative all’episodio del cardinal Rampolla Pio X, Benedetto XV e Pio XII. Sono state
sono tratte dal documento: ‘Le Bloc Anti-ré- queste affermazioni, gravemente calunnio-
volutionnaire’, n. giugno-luglio 1929: ‘Le se verso la Chiesa e dei legittimi pontefici,
frère Rampolla’). che mi hanno spinto a scrivere questo arti-
I massoni erano quindi quasi riusciti, colo: una cosa è mettere in dubbio la fedel-
all’inizio del XX secolo, ad avere il ‘loro pa- tà di un alto prelato, fosse anche un cardi-
pa’ a capo della Chiesa nella persona del nale; altra cosa accusare la Chiesa stessa,
cardinal Rampolla del Tindaro. come di fatto, oltrepassando ogni limite
Una volta eletto, San Pio X, per avversa- della decenza, fa l’articolo di Sous la Ban-
re l’infiltrazione nemica nel clero, richiese a nière. Vedremo quindi assieme, cari lettori,
ogni sacerdote il giuramento anti-moderni- quali sono gli argomenti a favore della tesi
sta al momento della sua ordinazione”. che sostiene che il Cardinale fu affiliato alla
Fin qui la citazione de L’Eglise eclipsée. massoneria, e quali gli argomenti in contra-
Un anonimo ha aggiunto le seguenti infor- rio, per concludere poi con una severa con-
mazioni in un articolo consacrato a Maria- danna di un certo spirito di diffamazione e
no Rampolla del Tindaro nella “libera enci- denigrazione della Chiesa tutta che serpeg-
clopedia” virtuale, Wikipédia: “Dopo la gia, purtroppo, tra alcuni “tradizionalisti”,
sua morte [di Rampolla] un prelato france- macchiando così il buon nome dei veri di-
se, Mons. Jouin, fondatore della Revue in- fensori della fede cattolica integrale contro
ternationale des sociétés secrétes, rese pub- gli errori del modernismo.
bliche delle carte che provavano, secondo Iniziamo così il nostro “processo”, ri-
lui, l’appartenenza del defunto Rampolla al- cordando di già come, in vita, il cardinal
la massoneria. Anzi, il prelato sarebbe stato Rampolla non fu mai giudicato dai tribuna-
gran maestro dell’Ordo Templi Orientalis li della Chiesa (gli unici competenti, d’al-
(sic) (OTO), una loggia esoterica. Mons. tronde, nei suoi confronti) per questa sua
13

presunta affiliazione massonica; eppure sa- La parola alla difesa. È questo l’argo-
rebbe stato un dovere di chi avesse avuto mento più noto al pubblico in favore
dei sospetti al proposito il denunciarlo dell’affiliazione massonica di Rampolla, ma
all’autorità ecclesiastica (can. 2336§2) per non è né il più antico (Felix Lacointa, mi
violazione del can. 2335, che vieta sotto pe- sembra, non ne fa cenno) né il più fondato.
na di scomunica l’iscrizione alla massone- Anzi, è l’unico che si può dimostrare asso-
ria, e per i chierici, aggiunge la pena della lutamente falso. Incominciamo col far giu-
sospensione e della privazione di ogni be- stizia di alcuni particolari, assolutamente
neficio, ufficio, dignità e pensione ecclesia- erronei, di questa tesi. Dopo la morte di
stica (can. 2336§1). In assenza di un giudi- Leone XIII, avvenuta il 20 luglio 1903, i 62
zio ecclesiastico, e del tutto all’oscuro del cardinali presenti a Roma si riunirono in
giudizio divino, cercheremo con gli argo- conclave il 31 luglio seguente per eleggere
menti dello storico, che sono sempre e solo il suo successore. Dopo sei scrutini, il 4 ago-
i documenti, di avvicinarci alla verità. sto fu eletto il cardinale Giuseppe Sarto,
Patriarca di Venezia, che divenne così il
Primo argomento: il veto di esclusiva grande San Pio X. Al primo scrutinio (1
dell’Imperatore durante il Conclave del agosto), si delinearono immediatamente le
1903 contro il Cardinal Rampolla differenti tendenze del Sacro Collegio. Il
Cardinal Rampolla, sostenuto dal voto una-
La parola all’accusa. “È opportuno ri- nime dei cardinali francesi e spagnoli (in
cordare che il Cardinal Rampolla era prati- sintonia, anche con gli auspici dei rispettivi
camente eletto, ma che l’Imperatore d’Au- governi) ottenne 24 suffragi; il Cardinal
stria, conoscendo senza dubbio l’apparte- Gotti, gradito piuttosto ai governi degli Im-
nenza del Segretario di Stato di Leone XIII peri centrali (Austria e Germania), ne ot-
alle retro-logge, mise il suo veto. Questo ve- tenne 17; i voti dispersi tra altri candidati
to assolutamente provvidenziale impedì a risultarono 21, dei quali 5 per il cardinal
un supposito di Lucifero di salire sul Trono Sarto che poi sarà eletto; il quorum dei due
Pontificio ed ebbe per benefico risultato di terzi dei voti era fissato a 42 voti. Quando,
farvi salire un Santo” (Marchese de la Fran- il mattino del 2 agosto 1903, all’inizio del
querie, Saint Pie X, sauveur de l’Eglise et de terzo scrutinio, il cardinale Puzyna de Kol-
la France, ed. Résiac, 1976, p. 3). “C. Heim- zielsko, principe vescovo di Cracovia, di-
bichner ci precisa che fu Monsignor Jouin chiarò in nome di “Sua Maestà Apostolica
che fece decidere l’Imperatore d’Austria ad l’Imperatore, Re d’Ungheria” l’esclusiva
usare del suo diritto di veto per neutralizza- contro il cardinal Rampolla, quest’ultimo
re Rampolla, quando fu quasi certo che que- aveva ottenuto al secondo scrutinio solo 29
sto massone e satanista dell’O.T.O. stava voti, e si fermò a 30 (senza più andar oltre)
per essere eletto papa. Monsignor Jouin, che dopo l’intervento del porporato polacco:
aveva previsto la piega che avrebbe preso il ben lontano, quindi, dai 42 voti necessari
conclave, persuase allora l’Imperatore Fran- per l’elezione. È quindi storicamente infon-
cesco Giuseppe d’Austria-Ungheria a invo- data la tesi secondo la quale fu il veto
care il ‘diritto di esclusiva’, che risaliva al dell’Austria ad impedire l’elezione di Ram-
XVII secolo, clausola da tempo dimenticata polla: essa non fu resa impossibile dal veto
di un trattato tra Vienna e il Vaticano. Trat- (i cardinali protestarono, anche ufficial-
tato che dava a Francesco Giuseppe il pote- mente (20) contro l’inammissibile interfe-
re di veto sull’elezione di un papa. Fu così - renza di un potere secolare sul conclave),
grazie a Monsignor Jouin, il venerato prela- ma dal fatto che Rampolla, semplicemente,
to ben al corrente delle manovre delle socie- non aveva, fin dall’inizio, i voti necessari
tà segrete - che Rampolla fu messo da par- per l’elezione. Il Veto imperiale, semmai,
te!” (Felix Causas, in Sous la Bannière, cit., aveva rischiato paradossalmente di ottene-
pp. 8-9). “I massoni quindi, all’inizio del re l’effetto contrario! (21). In secondo luogo,
XX secolo, erano quasi riusciti ad avere ‘il è impossibile che Mons. Jouin abbia deciso
loro papa’ a capo della Chiesa nella persona l’Imperatore a far uso (o meglio, abuso) del
del cardinal Rampolla del Tindaro” (Les suo “diritto” di veto contro il Cardinal
Amis du Christ-Roi, L’Eglise eclipsée, De- Rampolla, secondo la versione di Wikipe-
lacroix, 1997, p. 73). dia e di Causas, al seguito di Heimbichner.
14

Non solo, infatti, è inverosimile che l’Impe- nato a Sarajevo dalla setta, e che intratte-
ratore Francesco Giuseppe si sia fatto con- neva con l’Imperatore pessimi rapporti)
vincere ad un passo così grave da un sem- (24). La politica ecclesiastica di Francesco
plice parroco, per giunta di una nazione Giuseppe, infatti, fu positiva tra il 1850 e il
straniera, qual’era Mons. Jouin, ma, soprat- 1855 (data del concordato stretto con la
tutto, perché nel 1903, quando si svolsero i Santa Sede), quando eliminò la legislazione
fatti, Mons. Jouin non si occupava assoluta- giuseppinista dell’Austria; ma, soprattutto
mente di questioni massoniche. Sono pro- dopo la sconfitta del 1866, sotto il governo
prio le Edizioni Saint-Rémy, vicinissime al- del protestante Beust, l’Austria promulgò
le associazioni CSI (Catholici semper idem) tutta una serie di leggi anticattoliche che
e Amici di Cristo Re che hanno avuto il me- sfociarono nella denuncia unilaterale del
rito di ripubblicare la vita di Monsignor concordato, il 30 luglio 1870, in avversione
Jouin (1844-1932) scritta dal canonico Sau- alla proclamazione del dogma dell’infallibi-
vêtre. Fu solo all’età di 65 anni che colui lità pontificia. Fu così che mentre dal mon-
che fondò e diresse fino alla morte la do intero dei volontari accorrevano per la
R.I.S.S. (Revue internationale des Sociétés difesa di Roma e del Papa, il governo au-
Secrètes) iniziò a interessarsi al complotto striaco non mosse un dito in difesa di Pio
massonico, in seguito ad un incontro con IX, e minacciò addirittura uno scisma. Con
l’ex segretario del Grand’Oriente di rue la “Triplice Alleanza”, l’Austria-Ungheria
Cadet, Jean-Baptiste Bidagain (1870-1926) si legava in una alleanza militare con la
(22), colui che – nel contesto dell’affaire des Germania e l’Italia, due potenze che pro-
fiches – fu all’origine della caduta del mini- prio in quegli anni si opponevano vivace-
stero Combes. L’incontro con Bidagain av- mente al Papato, isolando così diplomatica-
venne nel 1909 (23); la R.I.S.S. fu fondata mente la Santa Sede. A proposito della
nel 1912… troppo tardi per interferire nel “giudeo-massoneria” (per utilizzare
Conclave del 1903! l’espressione cara a Mons. Jouin), France-
Quasi altrettanto inverosimile appare, sco Giuseppe avversò strenuamente la poli-
agli occhi dello storico, lo zelo cattolico e tica antigiudaica del borgomastro di Vien-
antimassonico attribuito all’Imperatore na, il cristiano-sociale Karl Lueger, e il go-
Francesco Giuseppe. Questo non solo per- verno austriaco non diede alcun particolare
ché degli illustri suoi predecessori svolsero appoggio al Congresso antimassonico del
un ruolo importante nella massoneria (pen- 1896, che tuttavia si svolgeva in terra allora
siamo a Francesco duca di Lorena e marito imperiale, a Trento (25). Al contrario, nel
dell’Imperatrice Maria Teresa) o in suo fa- breve periodo di tempo che va dal 1896 al
vore (Giuseppe II e Leopoldo II, forse 1898, la Segreteria di Stato (quindi Ram-
massone), ma in quanto lo stesso Francesco polla) emetteva ben 41 documenti contro la
Giuseppe era ben lungi, purtroppo, dall’in- “sètta nefasta” della massoneria! (26).
carnare l’ideale del principe cristiano (le Mons. Jouin non poté quindi parlare a
speranze dei cattolici integrali andavano Francesco Giuseppe del massonismo di
piuttosto al suo erede, l’arciduca Francesco Rampolla, né Francesco Giuseppe aveva
Ferdinando, che non per niente fu assassi- motivo di ostacolare Rampolla per questo
motivo… Ma gli argomenti contro la ver-
sione dell’accusa sono ancora più solidi. Se
il cardinal Puzyna avesse fatto il pur mini-
mo cenno, a tutto il Sacro Collegio o anche
solo a qualche Cardinale, del fatto che
L’Arciduca Rampolla fosse stato massone, come spie-
Francesco garsi l’indignazione di tutti i cardinali per
Ferdinando l’intervento austriaco, visto come un grave
d’Asburgo con la attentato alla libertà della Chiesa? Come
sua famiglia
spiegare il fatto che egli ottenne ancora nu-
merosi voti fino all’ultimo scrutinio? Come
spiegare il fatto che tra gli elettori più con-
vinti di Rampolla ci sia stato un cardinale
che sarà, sotto il pontificato di San Pio X
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uno dei più acerrimi sostenitori della politi- ne per respingere l’intervento di qualsiasi
ca antimodernista del Papa, il Cardinale potere esterno alla sacra Assemblea dei Car-
Vives y Tuto (27)? Come spiegare che il car- dinali convocata per eleggere il Pontefice.
dinal Sarto stesso abbia verosimilmente Questo attestano le Costituzioni ‘In eligen-
sempre votato, a tutti gli scrutini, per il car- dis’ di Pio IV; ‘Aeterni Patris’ di Gregorio
dinal Rampolla (28)? Di più: come spiegarsi XV; ‘Apostolatus officium’ di Clemente XII,
la reazione dello stesso cardinal Sarto, di- e particolarmente ‘In hac sublimi’, ‘Licet per
venuto San Pio X, il quale, tra i primi atti Apostolicas’ e ‘Consultari’ di Pio IX. In ve-
dopo l’elezione, non impose il giuramento rità, come poi l’esperienza avrebbe insegna-
antimodernista (come scrive Causas), che to, le disposizioni fino allora stabilite per
data dal 1910 e nulla ha a che vedere col ca- impedire il politico Veto o l’Esclusiva non
so-Rampolla, ma condannò invece solenne- corrisposero alle speranze e, per le mutate
mente il Veto di esclusiva? Sì, perché pochi circostanze dei tempi, questa intromissione è
mesi dopo il conclave, il 20 gennaio 1904, apparsa nella nostra epoca ancor più desti-
San Pio X promulgò la costituzione aposto- tuita di qualsiasi fondamento di ragione e di
lica Commissum nobis che trascrivo inte- equità. Pertanto, Noi, secondo l’ufficio Apo-
gralmente: stolico affidatoCi, seguendo le orme dei No-
“Il compito di governare tutta la Chiesa, stri Predecessori, dopo matura riflessione,
così come è stato disposto da Dio, Ci am- con certa scienza e con propria decisione
monisce severamente ad adoperarCi con tut- condanniamo radicalmente il politico Veto
te le forze affinché, a seguito di un potere ossia l’Esclusiva (come lo chiamano), anche
estraneo, non venga pregiudicata in qualche sotto forma di semplice desiderio, e pari-
modo quella libertà che Cristo le concesse menti tutti gli interventi e qualsiasi media-
quale patrimonio comune, e che tanti araldi zione, e stabiliamo che non sia lecito a nes-
del Vangelo, tanti santissimi sacerdoti, tanti suno, neppure ai supremi reggitori degli Sta-
illustri Nostri Predecessori difesero con la ti, frapporsi o intromettersi con qualsiasi
parola, con gli scritti, ed anche con spargi- pretesto nella solenne operazione della ele-
mento di sangue. Sollecitati dal loro esem- zione del Romano Pontefice. Pertanto, in
pio e dalla loro autorità, non appena salim- nome della santa obbedienza, sotto la mi-
mo, ancorché inadeguati, a questa Cattedra naccia del giudizio divino e della pena della
di Pietro, ritenemmo fosse primario scopo scomunica latae sententiae riservata speciali
del Nostro ufficio Apostolico far sì che la vi- modo al futuro Pontefice, proibiamo a tutti
ta della Chiesa potesse esprimersi in modo e singoli Cardinali di Santa Romana Chiesa
completamente libero, rimossa qualsiasi in- e a tutti gli altri che partecipano al Conclave,
terferenza esterna, così come la volle il divi- di ricevere l’incarico, sotto qualsiasi prete-
no Fondatore e lo richiede assolutamente la sto, da parte di qualsiasi potere politico, di
sua suprema missione. Ora, se nella vita del- far conoscere il Veto ossia l’Esclusiva, an-
la Chiesa qualche situazione esige al massi- che sotto forma di semplice desiderio, e di
mo grado la libertà, senza dubbio deve esse- rivelare lo stesso Veto, di cui sia venuto a
re considerata quella che si riferisce all’ele- conoscenza per qualsiasi ragione, sia a tutto
zione del Romano Pontefice, in quanto, ‘al- il Collegio dei Cardinali riunito, sia ai singo-
lorché si decide del Capo, non si tratta di li Padri porporati; sia per iscritto sia a voce,
una sola parte, ma di tutto il corpo’ (Grego- sia direttamente e da vicino, sia indiretta-
rio XV, Aeterni Patris). A questa piena li- mente e tramite altri. Vogliamo che questo
bertà nell’elezione del Supremo Pastore si divieto sia esteso a tutte le citate mediazioni,
oppone specialmente quel Veto politico, ma- intercessioni e a tutte le altre modalità attra-
nifestato non una sola volta dai supremi reg- verso le quali i poteri laici di qualsiasi grado
gitori di diverse nazioni, con il quale si tenta ed ordine avranno voluto immischiarsi
di precludere a qualcuno l’accesso al Supre- nell’elezione del Pontefice. Infine esortiamo
mo Pontificato. Se ciò qualche volta è acca- caldamente i Cardinali di santa Romana
duto, tuttavia alla Sede Apostolica non è Chiesa con le stesse parole dei Nostri Prede-
mai risultato gradito. Ché anzi i Romani cessori: in sede di elezione del Pontefice, ‘as-
Pontefici, a ciò che stabilirono a proposito solutamente incuranti delle intercessioni e
dei futuri Conclavi, si sforzarono con una delle altre considerazioni dei Principi laici
convinzione ed un impegno fuori dal comu- (Pio IV, In eligendis; Clemente XII, Aposto-
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latus officium) tenendo unicamente presente


la gloria di Dio ed il bene della Chiesa,
esprimano i propri voti a favore di colui che
più degli altri hanno ritenuto, nel Signore,
idoneo a governare fruttuosamente e van-
taggiosamente la Chiesa universale. Voglia-
mo inoltre che questa Nostra Lettera, unita-
mente ad altre Costituzioni dello stesso ar-
gomento, sia letta alla presenza di tutti nella
prima abituale Congregazione che si tiene
dopo la morte del Pontefice; di nuovo dopo
l’ingresso in Conclave e parimenti, se qual-
cuno sarà eletto all’onore della porpora, do-
po il giuramento di custodire scrupolosa-
mente le norme che sono decretate nella pre-
sente Costituzione. Ciò, nonostante possa
essere contrario chicchessia, ancorché inve-
stito di speciale o specialissima dignità. A
nessuno, dunque, sia lecito violare o con te-
merario ardimento contraddire questa pagi-
na del Nostro divieto, ordine, dichiarazione,
vincolo, volontà, ammonizione, esortazione,
comando. Se poi qualcuno volesse contra-
stare ciò, sappia che incorrerà nello sdegno
di Dio Onnipotente e dei suoi Santi Apostoli
Pietro e Paolo. Dato a Roma, presso san
Pietro, il 20 gennaio dell’anno dell’Incarna-
zione del Signore 1904, anno primo del No- Copertina della Rivista Antimassonica, riguardante il
stro Pontificato” (29). congresso Antimassonico internazionale di Trento 1896
Dopo aver letto un simile documento,
come si può anche solo lontanamente ipo- non se ne tenne conto e fu eletto col nome
tizzare che Francesco Giuseppe ed il cardi- di Paolo IV (1555). Il cardinale Aldobran-
nal Puzyna abbiano agito nell’interesse del- dini per tre volte ricevette l’esclusiva dalla
la Chiesa? E come si può offendere Mons. Spagna, e al quarto conclave divenne Papa
Jouin, al punto di attribuirgli una complici- Clemente VIII (1592). Il Cardinale Pam-
tà con un’aperta violazione dei diritti e del- phili ebbe l’esclusiva dal Re di Francia Lui-
la libertà della Chiesa? gi XIV, e tuttavia divenne Papa Innocenzo
Obiezione dell’accusa. Come spiegare X (1644). Il Cardinal Chigi aveva avuto
allora l’intervento del cardinal Puzyna, ed il l’esclusiva dalla Francia nel conclave del
Veto d’Esclusiva dell’Austria contro il Car- 1665 (altri due cardinali in quel conclave
dinal Rampolla? Un simile grave interven- furono esclusi, uno dalla Spagna e uno dal-
to non si giustifica forse solamente nel caso la Francia), e fu eletto come Papa Alessan-
di una rivelazione così importante come dro VII. In altri casi l’esclusiva impedì ef-
quella dell’affiliazione del Rampolla alla fettivamente l’elezione di un cardinale: il
massoneria? cardinal Paolucci fu escluso dalla Francia, e
Risposta della difesa. Abbiamo già visto venne eletto Innocenzo XIII; il Cardinal
– citando le parole di San Pio X – come il Cavalchini fu escluso dalla Francia, e venne
Veto d’esclusiva fosse un abuso, e non il eletto Clemente XIII; il Cardinal Bellisomi
frutto di un trattato (mai esistito) tra la fu escluso dall’Austria, fu eletto Pio VII; il
Santa Sede e l’Austria. Un abuso corrente, Cardinal Severoli fu escluso dall’Austria, e
però, e tutt’altro che eccezionale, dovuto fu eletto Leone XII; il Cardinal Giustiniani
sempre a motivi politici. Vediamo alcuni fu escluso dalla Spagna, e fu eletto Grego-
esempi nella storia (30). Il Cardinale Gian- rio XVI; il cardinal Gaysruck non fece a
pietro Carafa ricevette ben tre volte l’esclu- tempo a giungere in conclave per portare il
siva da Carlo V, imperatore, ma alla terza veto dell’Austria al cardinal Mastai, che sa-
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rà Pio IX… Come si vede il veto d’esclusiva la] d’aver eccitato troppo lo spirito slavo
era sì un abuso, ma purtroppo ricorrente (…). Altra colpa gli fece di non aver richia-
quasi in ogni conclave, e non certo perché mato subito il nunzio Agliardi dopo parole
l’escluso fosse in odore di massoneria: il ca- che questi avrebbe detto a Budapest (…).
so del cardinal Rampolla non sembra esse- Ma fin da quando l’ambasciatore Revertera
re diverso da quello di tanti altri illustri presso la Santa Sede, per riavvicinare la so-
esclusi prima di lui per motivi prettamente cietà nera [papalina] e la bianca [filo-italia-
politici. na] fece trovare di sorpresa, a pranzo, colla
Il motivo dell’esclusione del Rampolla, mancanza di tatto in lui proverbiale, il Car-
infatti, è chiaramente da ricercarsi nell’indi- dinal Rampolla e l’ambasciatore inglese
rizzo politico che egli, in quanto Segretario presso il Quirinale (34), del che il Cardinale
di Stato di Leone XIII, diede alla diploma- giustamente si dolse, il Revertera alimentò in
zia vaticana. L’attitudine intransigente di Austria uno spirito di ripicca contro di
Leone XIII e del card. Rampolla sulla que- lui…” (35). I documenti diplomatici francesi
stione romana (intransigenza aumentata confermano le parole di Benedetto XV a
proprio con l’avvento di Rampolla alla Se- Crispolti, a proposito dell’appoggio dato
greteria di Stato nel 1887 e il suo dissidio dal Cardinal Rampolla alle aspirazioni indi-
con lo statista – massone – Crispi) oppone- pendentiste degli slavi cattolici (36), croati e
va la Santa Sede al governo italiano, che sloveni. Anche per Adrien Loubier (Bon-
aveva usurpato Roma e lo Stato della Chie- net de Viller), che pure crede fermamente
sa. La Triplice Alleanza stretta nel 1882 tra al massonismo di Rampolla (p. 93), la que-
Germania, Italia e Austria-Ungheria, isola- stione slava è la vera causa del veto austria-
va pertanto il Vaticano, che necessariamen- co contro di lui (37). Insomma, se i motivi
te tendeva ad appoggiare la duplice allean- del Veto contro Rampolla possono essere
za tra Francia e Russia. Da qui, tra l’altro, il stati diversi (e convergenti), essi sembrano
tentativo (fallito) di un accomodamento col tutti d’ordine politico; una presunta affilia-
governo francese (il famoso Ralliement alla zione massonica del Cardinale come moti-
Repubblica del 1890) e i rapporti difficili vo del Veto è invece da escludere, dato
con l’Austria nelle zone d’influenza russa quanto scritto precedentemente.
come la Polonia (a quei tempi spartita tra Ulteriore argomento della difesa. Un
Russia, Austria e Germania) e i Balcani ultimo argomento a conferma: San Pio X
(31). Emile Poulat vede la causa del Veto lasciò al cardinal Rampolla la presidenza
nelle complesse questioni polacche (e po- della Pontificia Commissione Biblica (il
lacco era, difatti, il card. Puzyna): “è oggi cardinale si dimise dall’incarico nel 1908)
ammesso che, durante il conclave in cui fu dopo di che, nel 1908 appunto, fu nominato
eletto Pio X, il veto apposto a Rampolla Segretario del Sant’Uffizio, segretario della
dall’imperatore d’Austria veniva dai vescovi S.C. per i Vescovi, nonché ad altri incarichi
polacchi (cf Mons. Walerian Meysztowicz, di Curia (nel 1910); è impossibile pensare
che gliene fa attestato d’onore, La Pologne che San Pio X abbia potuto nominare a tali
dans la chrétienté, Paris, Nouvelles Editions uffici della Curia romana un prelato cono-
Latines, 1966, pp. 136-139)…”; il nazionali- sciuto come massone.
smo misticheggiante dei polacchi non sop-
portava la politica della Santa Sede verso la Secondo e terzo argomento: le testimonian-
Russia e si appoggiava, contro l’Impero za- ze di un prete e di un Vescovo francesi, rac-
rista, sull’Austria (32). Da alcuni fu afferma- colte da Félix Lacointa
to che in realtà, con il Veto, l’Austria inten-
deva rendere un servizio alla Germania L’accusa. Presentiamo innanzi tutto il
(così pensava il card. Mathieu) o piuttosto teste d’accusa. Si tratta di Felix Lacointa.
all’Italia, che temeva la politica intransigen- Nato a Tolosa nel 1870, Lacointa è stato un
te del vecchio Segretario di Stato (33); ma valoroso giornalista cattolico integrale (38),
Benedetto XV, che di Rampolla era come amico di quel sacerdote Emmanuel Barbier,
un figlio spirituale, ebbe a dire a Filippo direttore de La critique du Libéralisme, il
Crispolti che il veto era invece “tutta farina quale ricevette da San Pio X encomi ed in-
austriaca”: “esplicitamente mi disse [l’Au- coraggiamenti ben meritati. Dal 1902 al
stria] aver fatto colpa al cardinale [Rampol- 1927, Lacointa diresse Le bloc catholique,
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che nel 1927 prese (dovette prendere, ve- La difesa. Le due testimonianze sono, a
dremo perché) il nome di Le bloc antirévo- prima vista, impressionanti. Sono anche de-
lutionnaire. È proprio questo periodico che, cisive? Vedremo in seguito cosa pensare
nel 1929, pubblicò le notizie che costituisco- dell’autorità in materia di Felix Lacointa,
no il secondo e terzo argomento d’accusa che, in fondo, è la sola fonte diretta di que-
contro il cardinal Rampolla. Nel numero di sti due racconti (non sappiamo se, ad esem-
febbraio Lacointa riferisce di un incontro pio, Mons. Marty abbia mai pubblicamente
che ebbe col Vescovo di Montauban, Mons. confermato quanto Lacointa gli attribui-
Marty. In quest’occasione, il prelato france- sce). Si tratta però, appunto, non di testi-
se gli disse: “in occasione della visita ad limi- monianze dirette, ma de relato: vengono ri-
na che fece a Roma, qualche tempo dopo la ferite cose dette da altri, e questo molti an-
morte del’ex Segretario di Stato di Leone ni dopo i fatti (gli articoli sono del 1929, i
XIII, fu chiamato da un cardinale – poiché è fatti risalirebbero al 1907 e a dopo il 1913,
ancora vivo non ne faremo il nome per evi- data della morte di Rampolla). La testimo-
targli delle noie – che gli raccontò con nume- nianza del sacerdote anonimo non ha certo
rosi dettagli che alla morte del cardinal Ram- gran valore, giacché non sappiamo nulla sul
polla si scoprì tra le sue carte la prova for- misterioso libraio in questione. Più serio il
male del suo tradimento. Questi documenti racconto “vaticano” che risalirebbe ad un
schiaccianti furono portati a Pio X: il santo cardinale [anonimo per Lacointa, Merry
Pontefice ne fu terrorizzato ma, per preser- del Val per Franquerie, il quale Merry del
vare dal disonore la memoria del cardinale Val fu consacrato vescovo proprio da Ram-
fellone e per evitare uno scandalo, disse, pro- polla] tramite la testimonianza di un Vesco-
fondamente turbato: ‘Disgraziato! Brucia- vo. Vediamo però, dalle parole stesse di un
te!…’ E le carte furono gettate al fuoco in Papa, come possano facilmente essere de-
sua presenza” (39). Nel numero di giugno-lu- formate delle confidenze fatte in tutti gli
glio della stessa rivista, Lacointa pubblica ambienti, non esclusi quelli vaticani. Du-
una nuova testimonianza, questa volta di un rante la prima guerra mondiale, Benedetto
sacerdote francese del quale non venne XV accettò di farsi intervistare da un gior-
pubblicato il nome. Detto sacerdote scrisse nalista francese, tal Latapie, del quotidiano
a Lacointa per raccontare di una visita che La Liberté. Dall’intervista (che pur era sta-
egli fece nel 1907 all’abbazia di Einsiedeln, ta effettivamente concessa) risultavano del-
assieme ad altri 30 sacerdoti francesi. Da le dichiarazioni del Papa che, specie in un
due mesi il cardinale villeggiava a Einsie- clima di guerra, parvero gravissime, in
deln, ed i sacerdoti chiesero di essere rice- quanto favorevoli alle potenze degli Imperi
vuti. “Ci parlò dell’eroismo sublime dei sa- centrali (Austria e Germania). Lo scandalo
cerdoti francesi vittime della Separazione in Francia e altrove fu enorme. Benedetto
[tra Stato e Chiesa] sembrando dirci che se XV scrisse allora, l’11 luglio 1915, al card.
non fosse stato allontanato dalla Cattedra di Amette, arcivescovo di Parigi (che il 25 giu-
Pietro non saremmo caduti in questa terribi- gno aveva riferito al Sommo Pontefice del-
le situazione dovuta a Pio X. Colpito dalla la “dolorosa emozione” causata in Francia
sua aria da gran signore volli scrivere un li- dall’intervista a La Liberté): “Voi sapete
bretto che raccontasse tutti i dettagli di questa che rifiutiamo ogni autorità al signor Lata-
visita. Chiesi ad un libraio cattolico se avessi pie il quale non ha riprodotto, nel suo arti-
potuto ottenere una breve prefazione colo, né il Nostro pensiero né la Nostra pa-
dall’Eminentissimo per il mio opuscolo. rola, e che ha voluto pubblicarlo senza alcu-
Quale non fu il mio stupore nel sentirmi ri- na revisione o autorizzazione da Nostra
spondere a bruciapelo: ‘Inutile! Non ne vale parte, malgrado la promessa fattane. Del re-
la pena: ogni quindici giorni va alla loggia di sto, non ha potuto sfuggire alla vostra per-
Zurigo!’ Considerai la battuta come un atto spicacia che il Nostro autentico pensiero de-
di rancore del libraio e abbandonai il mio ve essere cercato negli atti pubblici e ufficiali
progetto di un opuscolo. Questa parola m’è della Sede apostolica, e non da racconti o
tornata in mente dopo le voci che corrono su rapporti privati di incontri avuti con Noi; la
vari organi di stampa a proposito del cardi- passione politica o i pregiudizi individuali
nale, e ve la riferisco per quel che vale. F.A., fanno spesso interpretare le parole ascoltate
sacerdote” (40). che, in seguito, passando di bocca in bocca,
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prendono proporzioni fantastiche” (41). Il Benigni sospettò di Agliardi, dunque, non


Marchese Crispolti, intimo amico di Bene- di Rampolla; né, dopo la morte di Rampol-
detto XV e che fu ricevuto in udienza subi- la, fece mai cenno all’episodio raccontato
to dopo il giornalista Latapie, narra come dal Lacointa o a fatti simili… E certamente
le parole del Papa poterono, anche in buo- Mons. Benigni non era tipo da nascondere
na fede, essere deformate, sottolineando al- o bruciare documenti che avrebbero dimo-
cune confidenze fattegli, ed omettendo del- strato l’affiliazione massonica di un prelato
le precisazioni che cambiavano il senso di o anche di un cardinale (tanto più se il car-
quanto detto (42). Le confidenze che dal Va- dinale in questione era venerato come un
ticano raggiunsero il giornalista Lacointa maestro da coloro che decretarono la fine
non direttamente ma indirettamente, non del suo Sodalitium pianum, ovvero Bene-
possono essere state deformate come lo fu- detto XV e il cardinal Gasparri)!
rono le parole che Benedetto XV riferì di-
rettamente al giornalista Latapie? Quarto argomento: la rivista The Equinox
Una conferma di quanto detto viene dal dimostrerebbe come Rampolla facesse parte
documento riservato scritto da Mons. Um- dell’Ordo Templi Orientis (O.T.O.) del ma-
berto Benigni, fondatore del Sodalitium go Aleister Crowley (la “Gran Bestia 666”)
Pianum, l’associazione anti-modernista tan-
te volte benedetta da San Pio X, all’appros- L’accusa. L’accusa è stata pubblicata
simarsi del Conclave dal quale, nel 1914, inizialmente da due riviste antimassoniche:
uscirà eletto proprio Benedetto XV. Mons. La Libre parole (1 luglio 1929) ( 45) e Le
Benigni stese la lista di tutti i cardinali che bloc antirévolutionnaire (giugno-luglio
avrebbero potuto prendere parte al concla- 1929) (non so esattamente quale delle due
ve (la salute di San Pio X declinava quando riviste ha avuto la precedenza sull’altra, an-
la lista fu redatta il 27 agosto 1913) e per che se, come abbiamo visto, Le Bloc aveva
ciascuno diede un giudizio senza peli sulla già iniziato la sua campagna con un primo
lingua, in perfetto stile Benigni. Giunto al articolo nel febbraio 1929). Entrambe le
cardinal Rampolla, che evidentemente non pubblicazioni fanno riferimento ad una ri-
godeva della simpatia del nostro Monsigno- vista, The Equinox, organo ufficiale
re, scrisse: “uomo superiore, spirito pieno di dell’Ordo Templi Orientis, allora pubblica-
illusioni, sognatore, il Jules Verne della poli- ta a Detroit, negli Stati Uniti (46). Il numero
tica ecclesiastica, il Crispi del governo papa- di marzo 1919 (pervenuto nelle mani dei
le, megalomane” (43). Non si tratta certo di redattori delle due riviste antimassoniche
complimenti! Eppure Mons. Benigni consi- francesi solo dieci anni dopo, quindi, nel
derava probabile l’elezione di Rampolla, il 1929), pubblica alla p. 199 “una lista dei
quale invece morì nel dicembre seguente, principali affiliati che l’hanno illustrata più
prima di San Pio X. Non una parola, però, recentemente”. Questa lista, che “fa parte
di un’affiliazione massonica del cardinale… del Manifesto ufficiale dell’O.T.O. firmato
Eppure Mons. Benigni, esperto nemico del- da L. Bathurst, IX, gran segretario genera-
la massoneria, aveva lavorato a lungo in Se- le” include 14 nomi, uno dei quali è quello
greteria di Stato, conosceva i segreti della del “Cardinal Rampolla”. “La nostra accu-
Curia, aveva a sua disposizione, come si sa, sa – conclude Félix Lacointa, direttore del
una struttura di… “spionaggio” dei nemici Bloc antirévolutionnaire – è quindi giustifi-
interni (modernisti, democristiani) ed ester- cata: il Segretario di Stato di Leone XIII ha
ni (giudei, massoni, comunisti) della Chiesa. fatto parte di una delle più alte Logge cono-
Se veramente ci fossero stati non dico cer- sciute”. “Nel contesto della testimonianza
tezze ma anche solo voci di un tradimento, del grande Pio X e di quella dell’umile pelle-
non ne sarebbe stato forse al corrente? Tan- grino di Einsiedeln, il nome scoperto
to più che, nella medesima lista, non teme nell’annuario di The Equinox costituisce
di porre al fianco del nome del Cardinal una prova decisiva: ho il diritto di affermare
Agliardi i fatidici “tre puntini” seguiti da un che il Segretario di Stato di Leone XIII ap-
punto interrogativo, indice di un sospetto di parteneva effettivamente a una delle logge
affiliazione massonica per quel cardinale della Setta” (47). In un articolo successivo di
che effettivamente fu un importante e auto- Le Bloc antirévolutionnaire (anno 1931) in-
revole protettore dei modernisti (44). Mons. titolato Le F.˙. Rampolla (suite) Félix La-
20

Bloc antirévolutionnaire l’abbiano consulta-


to e copiato, come essi stessi affermano;
d’altra parte la rivista The Equinox, come
rivista dell’O.T.O. (e dell’A.A.) è certa-
mente esistita. Anche la R.I.S.S. (n. 5, 1
maggio 1929, partie occultiste, pp. 137-145)
pubblicò integralmente il Manifesto
dell’O.T.O. e la lista degli “adepti”. Per di
più, oggi chiunque può leggere il famoso
“Manifesto” su internet, ad esempio a
quest’indirizzo: http://lib.oto-usa/libri/
liber0052.html; in questo testo, che è consi-
derato il “Liber LII” delle opere di Cro-
wley, viene data la famosa lista di celebri
appartenenti all’O.T.O., nella quale compa-
re effettivamente il nome del Cardinal
Rampolla. Detto ciò, Félix Lacointa, e gli
altri che con lui e dopo di lui hanno dato
pieno credito alle affermazioni di The Equi-
nox, avrebbero dovuto essere un poco più
prudenti, e meglio esercitare il loro spirito
critico. Questo non solo perché non sareb-
be il primo caso nel quale una rivista mas-
sonica, anche se ad uso solo interno [per la
Una copertina di The Equinox, la rivista di Aleister verità The Equinox era in pubblica vendita]
Crowley che pubblicò il nome del cardinal Rampolla attribuisce a delle personalità cattoliche
tra quelli dei membri dell'O.T.O.
un’affiliazione massonica inesistente (ab-
cointa risponde alle prime obiezioni solle- biamo visto i casi dei Papi Benedetto XIV e
vate dai suoi articoli contro il cardinal Pio IX). Questo appunto è già stato solleva-
Rampolla, parla del ruolo nell’O.T.O. di to dallo stesso Henri Coston: “Cosa c’è di
Aleister Crowley “famigerato capo dei mas- vero in questa storia? È indiscutibile che il
soni adoratori di Satana” (p. 38) e precisa documento citato esisteva. Félix Lacointa e i
che la lista di nomi che comprendeva quel- redattori della Libre parole l’avevano avuto
lo del cardinal Rampolla tra gli affiliati per le mani. Si trattava di un piccolo quader-
dell’O.T.O. più illustri, era una lista “dei no [per Lacointa un volume di almeno 199
nomi degli affiliati morti negli ultimi cinque pagine… ed il numero in nostro possesso ne
anni che separano un volume da quello suc- ha più di 400!] stampato, con la firma del
cessivo” (p. 40). I riferimenti precisi e det- Gran Segretario Generale Bathurst. Era
tagliati al volume dell’O.T.O. dati dalle due semplicemente una bufala? (…) [Crowley]
riviste antimassoniche, il carattere riservato aveva incontrato – come si diceva – Rampol-
se non segreto della rivista The Equinox, la la? Avrebbe quindi, in quest’occasione, se-
categorica affermazione del Manifesto dotto il futuro cardinale fino al punto di far-
dell’Ordine del 1917 pubblicato da The gli dimenticare i suoi doveri verso la Chiesa?
Equinox nel 1919, dimostrano che Rampol- Oppure l’aveva iscritto d’ufficio nella lista
la era non solo massone, ma satanista. dei fondatori dell’O.T.O. senza avvisarlo? O
La difesa. Anche se – a mia conoscenza ancora, semplice mitomane, aveva posto nel
– gli attuali sostenitori dell’affiliazione mas- documento il nome di un celebre dignitario
sonica di Rampolla non sono in possesso della Chiesa per convincere altre personalità
del volume di The Equinox (e sarebbe co- religiose o laiche a far parte della sua socie-
munque interessante consultarlo; nel fondo tà? È impossibile dirlo” (48). Ancora una
Giantulli-Vannoni di Verrua Savoia ho per volta Henri Coston, che pure si fa eco di
ora reperito solo il volume I, n. VII, anno una notizia diffusa a suo tempo da un quoti-
VIII, del marzo 1912, allora stampato a diano di cui diventerà il direttore (La Libre
Londra) non si possono avere dubbi sul fat- parole) è lungi dall’avere le certezze del
to che i redattori di La libre parole e Le buon Lacointa. Ma questo dubbio un po’
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generico aumenta ancora se si esamina da principale esponente. In pratica, i membri


vicino il testo dell’O.T.O. così come fu pub- dell’Ordine si consacravano alla magia ses-
blicato da Lacointa. Esso, infatti, presenta suale. All’O.T.O. corrispondeva anche una
insuperabili incoerenze che rendono inat- struttura “religiosa” fondata dalle stesse
tendibile la fonte. persone, la “Chiesa gnostica cattolica”, nel
Lacointa, infatti, scrive che quella lista cui seno era ed è celebrata una “messa”
di 14 nomi, inclusa nel Manifesto oscena nella quale si trova un “Canone”
dell’O.T.O. del 1917 pubblicato da The con un elenco di personaggi particolarmen-
Equinox nel 1919, contiene i nomi di illustri te “venerabili”, elenco che ha una stretta
personalità appartenenti all’O.T.O. e morte attinenza alla lista dei 14 nomi riportata da
negli ultimi cinque anni. Questi dati (ap- Lacointa; ci ritorneremo. Nella lista delle
partenenza all’O.T.O.; morte negli ultimi opere di Crowley, la “messa gnostica” è de-
cinque anni) sono assolutamente impossibi- signata come il “Liber XV”, e si trova
li per un buon numero delle 14 personalità anch’essa su internet (in barba al segreto
citate. La fonte, ovvero The Equinox, è iniziatico!) all’indirizzo: www.hermetic.com
quindi, salvo meliore judicio, del tutto inat- /sabazius/gmnotes.html
tendibile. Affinché i 14 personaggi della lista fos-
Prima di dimostrarlo, diamo la lista dei sero tutti effettivamente membri
nomi così come la riporta Lacointa, citato dell’O.T.O., è necessario che fossero anco-
da Sous la bannière (p. 7): ra viventi nel 1904, o almeno nel 1895. Ora,
questo è assolutamente impossibile per
Goethe Fréderic Nietzsche Goethe, che era in effetti massone, ma che
Sir Richard Payne Hargrave Jennings morì nel 1832; per Nietzsche, feroce anticri-
Knigt Karl Kellner stiano, ma che impazzì nel 1889 (e morì nel
Sir Richard F. Burton Eliphas Levi 1900); per Sir Richard Payne Knight, che
Forlong Dux Franz Hartmann morì nel 1824; per Sir Richard F. Burton,
Il re Luigi di Baviera Cardinal Rampolla celebre esploratore, morto nel 1890; per
Richard Wagner Papus (Dr. Encaus- Hargrave Jennigs, morto anch’egli nel
L. Von Fischer se). 1890, occultista; per Richard Wagner, il ce-
lebre musicista, deceduto nel 1883; per il
Tutti questi personaggi sarebbero stati mago occultista Eliphas Levi, pseudonimo
membri dell’O.T.O. e morti, secondo La- dell’ex abbé Alphonse-Louis Constant, de-
cointa, nei cinque anni precedenti il 1917 o ceduto nel 1875; per il folle Re Luigi II di
1919 (quindi tra il 1912/14 e il 1917/19). Per Baviera, il protettore di Wagner, che si sui-
verificare l’esattezza di questi dati sarà suf- cidò nel 1886. Erano invece membri
ficiente allora controllare le date di morte dell’O.T.O., tra i nomi della lista, Carl Kell-
delle 14 personalità in questione, nonché la ner († 1905), che come abbiamo visto ne fu
data di fondazione dell’O.T.O. l’ideatore o il pioniere; Franz Hartmann
Iniziamo da quest’ultimo punto. È evi- (1838-1912); Papus (il dott. Gérard Encaus-
dente che nessuno può essere stato mem- se) (1865-1916). Forlong Dux (ovvero Ja-
bro dell’O.T.O. se è morto prima della fon- mes George Roche Forlong), essendo mor-
dazione di questa setta occultista. Ora, è to nel 1904, avrebbe potuto, in teoria, far
ammesso dalle fonti stesse dell’O.T.O. (49), parte dell’O.T.O., come Rampolla (decedu-
che l’Ordine fu fondato, sulla carta, dall’in- to nel 1913); di von Fischer i membri stessi
dustriale austriaco Carl Kellner (1850- dell’O.T.O. attuale non conoscono con cer-
1905) nel 1896, ma che in realtà l’Ordine tezza l’identità. Certo, il fatto che Rampol-
massonico-templare fu presentato come ta- la sia inserito in questa lista di membri
le solo nel 1904 ed iniziò a funzionare effet- dell’O.T.O. non può provare nulla, giacché
tivamente solo tra il dicembre 1905 e il gen- almeno 8 membri della lista non potevano
naio del 1906 per opera del massone e teo- farne parte! Ma qual è allora, se c’è, il sen-
sofo tedesco Theodor Reuss (1855-1923). so di questa lista? Non certo quello di affi-
Edward ‘Aleister’ Crowley (1875-1947), la liati dell’O.T.O. (abbiamo visto che ciò è
“Gran Bestia 666” entrò a farne parte solo impossibile per molti di essi) e neppure di
verso il 1911-1912, e pur non essendone sta- affiliati morti nei cinque anni precedenti la
to il fondatore ne divenne ben presto il pubblicazione della lista (tra i veri membri
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dell’O.T.O. dovremmo depennare Kellner Michael Maier, Jakob Boehme, Francis Ba-
morto nel 1905, e Forlong, deceduto nel con, Andrea [il fondatore dei Rosacroce],
1904). Il testo del Manifesto dell’O.T.O., Robertus de Fluctibus [Robert Fludd],
che Lacointa (e quindi Sous la bannière) ha Chau, Saturno, Dioniso, Amfortas, Ippolito
riprodotto solo parzialmente, ci dà un ini- [si tratta di Sant’Ippolito!], Merlino [il Ma-
zio di spiegazione. Dopo aver preteso che go della saga della tavola rotonda], Artù
l’O.T.O. include ben 18 società iniziatiche [Re Artù!], Titurel, Percivale [Parsifal],
(tra le quali i Cavalieri di Malta e quelli del Mosheh [Mosè], Odisseo [Ulisse], Moham-
Santo Sepolcro) (punto n. 1 del Manifesto), med [Maometto], Hermes, Pan, Dante
Crowley presenta (punto n. 2 del Manife- [Alighieri], Carolus Magnus [Carlomagno],
sto) una doppia lista di membri, a suo dire, William di Schyren, Frederick of Hohen-
dell’O.T.O.: una prima, di quanti – nel pas- staufen [il Barbarossa], Roger Bacon, Jaco-
sato più remoto – costituirono le assemblee bus Burgundus Molensis [Jacques de Mo-
dell’O.T.O. (“In more remote times, the lay, l’ultimo gran maestro dei Templari],
constituent originating assemblies of the Ko Hsuen, Osiride, Melchizedek, Khem,
O.T.O. included such men as: e segue una Menthu [dei egiziani!], Johannes Dee, Sir
lista di 54 nomi) e poi un’altra, quella che Edward Kelly, Thos, Vaughan, Elias Ash-
già conosciamo e composta di 14 nomi, in- mole, Comte de Chazal, Sigismund Bac-
cluso Rampolla, di coloro che hanno illu- strom, Molinos [il famoso eretico autore
strato “recently” l’associazione esoterica. del quietismo]. È evidente che tutti questi
Abbiamo già visto come otto di questi per- personaggi del passato non hanno mai fatto
sonaggi non possano essere considerati parte dell’O.T.O., tanto più che molti di es-
membri dell’O.T.O., per una semplice ra- si, come le divinità pagane romane, greche,
gione anagrafica. Il problema è però risolto egiziane o orientali, non sono nemmeno
se, massonicamente, si considera che mai esistite. Si potrebbe buttarla sul ridere
l’O.T.O. non è nato nel 1906, ma nella not- e dire che Rampolla è massone come Mosé
te dei tempi. È quello che vuol far credere e Carlomagno, o il Mago Merlino! Si capi-
Crowley, giacché i “fondatori dell’OTO” (i sce perché Lacointa nel suo articolo del
54 della prima lista), sono i seguenti perso- 1929, si guarda bene dal riprodurre questa
naggi: Fohi, Laotze, Siddartha [il Budda], prima lista, che getta il ridicolo anche sulla
Krishna, Tahuti, Ankh-f-khonsu, Herakles seconda, che invece pubblica a causa del
[Ercole], Orpheus, Vergilius [il poeta Virgi- nome di Rampolla. Nell’articolo successivo
lio], Catullo, Marziale, Apollonio di Tiana del Bloc antirévolutionnaire (quello del
[un pitagorico], Simon Mago, Mani, Basili- 1931) nel quale Lacointa risponde alle pri-
de, Valentino, Bardesanes, King Wu, Chri- me obiezioni, non può invece evitare di
stian Rosenkreutz [il mitico ‘antenato’ dei parlare almeno un po’ di questa prima lista
Rosacroce], Ulrich von Hutten, Paracelso, stravagante di personaggi, mitici o reali,
che vanno dalla preistoria fino al XVII se-
Aleister Crowley: massone, tossicomane, stregone... colo. Lacointa, a suo tempo, replicò così:
“bisogna ignorare tutto delle pratiche e delle
abitudini massoniche per non sapere che si
tratta di nomi di guerra [pseudonimi] (…)
sotto i quali si celavano i nomi di certi adep-
ti. ‘Quest’abitudine – mi scrive un eminente
e venerabile corrispondente – non fa che dar
maggior peso alla rivelazione dei nomi degli
affiliati morti negli ultimi cinque anni che
separano un volume da quello che gli succe-
de’ È in questa categoria che è comparso il
nome del cardinal Rampolla” (p. 40). La ri-
sposta di Lacointa (e anche in parte della
R.I.S.S., l.c., p. 139, nota 4) non è soddisfa-
cente. Infatti, il vero fondatore dell’O.T.O.
figura nella seconda lista (è Kellner); 8
membri su 14 di detta lista sono morti pri-
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ma della fondazione dell’O.T.O.: se i nomi Santo (S. Ippolito), nonché un Papa (Ales-
della prima lista sono pseudonimi, perché sandro VI), per ovvi motivi. C’è il Gran
non anche quelli della seconda? Infine, il Maestro dei Templari (l’O.T.O. pretende di
senso di queste due liste ci è spiegato dal essere un Ordine Templare). Ci sono occul-
Canone della Messa gnostica, opera di Cro- tisti di ogni genere, ma Crowley è anche
wley (Liber XV: Ecclesiæ Gnosticaæ Ca- poeta ed artista, per cui inserisce ad esem-
tholicæ Canon Missæ). Si tratta di una lista pio Paul Gauguin. Addirittura, tra i “Santi”
di 70 nomi – che si trova interamente su in- c’è lui stesso per due volte: una come Cro-
ternet e in parte in varie pubblicazioni (50) – wley, e una come To Mega Thêrion (La
e che corrisponde quasi esattamente alle Grande Bestia): una volta sola non gli ba-
due liste del Manifesto del 1919: un detta- stava. Anzi, in fondo è presente più volte
glio colpisce subito: il nome del cardinal giacché egli credeva d’essere la reincarna-
Rampolla è scomparso. A parte il nome di zione di Ankh-f-Konsu (uno della lista)
Rampolla, tutti gli altri 13 nomi della lista prete tebano ai tempi della XXVI dinastia,
pubblicata da Lacointa si ritrovano nel “ca- di Ko-Hsuan, discepolo di Lao-Tze, di
none della messa gnostica” (51), assieme pe- Maometto, di Alessandro VI, di Eliphas
rò ai tantissimi nomi della prima lista, dalla Levi e di chissà quanti altri (53). Senza dub-
quale pochi sono stati depennati, e pochi bio, almeno per un momento, la figura del
altri aggiunti (le due liste del Manifesto cardinal Rampolla dovette affascinare Cro-
contano 68 nomi; il Canone circa 70). Ora, wley (e questo è un argomento per l’accu-
il canone della “messa gnostica” non pre- sa) poiché lo inserì nel Manifesto, per poi
senta questi (circa) 70 personaggi come af- depennarlo immediatamente col Canone
filiati dell’O.T.O. (come nel Manifesto) ma della “messa”. Non possiamo sapere però,
come “santi” della Chiesa Gnostica Cattoli- perché lo incluse e perché lo escluse; senza
ca. Un esame di questo canone (e quindi dubbio non possiamo certo fare affidamen-
anche delle liste del Manifesto) ci fa capire to ad una lista partorita dalla mente malata
il motivo della inserzione di personaggi così di Crowley, lista che definire fantasiosa o
diversi da parte di Crowley… Si tratta di mitologica è dir poco! Sarà anche la conclu-
persone (mitiche, o che sono esistite real- sione alla quale giunse la R.I.S.S., come ve-
mente) che hanno influenzato o impressio- dremo tra poco…
nato lo stesso Crowley: “il celebre viaggia-
tore inglese Sir Richard Francis Burton, da Quinto argomento: il dossier di Mons.
cui era rimasto affascinato da ragazzo e da Jouin citato dal Marchese della Franquerie
cui deriverà vari giudizi storici” (Introvi-
gne), oppure Rabelais, dal quale prese L’accusa. Ecco la testimonianza di An-
l’idea dell’abbazia di Thelema, Eliphas Le- dré Le Sage, che firmava i suoi libri come
vi, del quale Crowley credeva essere la Marchese de la Franquerie (1901-1992):
reincarnazione, essendo nato egli nell’anno “Monsignor Jouin aveva avuto in mano l’af-
della morte dell’altro (52). Crowley inserisce filiazione del Cardinal Rampolla e un intero
così i nomi delle divinità, degli scrittori e dossier su di lui. Incaricò il Redattore Capo
dei filosofi pagani, orientali e occidentali, della ‘Revue Internationale des Sociétés Se-
specie se lascivi; dei rappresentanti crètes’ – che aveva fondato e dirigeva – di
dell’ideale ghibellino imperiale medioevale mostrare questo dossier ai vescovi francesi
(Carlo Magno, Barbarossa, Dante); di quel- suscettibili di capire la gravità della cosa.
li (letterari), del ciclo cavalleresco del L’Arcivescovo di Tours, Monsignor Albert
Graal (Artù, Merlino, Parsifal). Il suo ami- Nègre, precisò al suo visitatore alcuni punti
co Reuss è un cantante dell’opera che ha importanti concernenti un altro tradimento,
conosciuto Wagner? Ecco iscritti tra i Santi quello del Cardinal Antonelli, Segretario di
(e nell’O.T.O.) Wagner stesso, e il suo pro- Stato di Pio IX, durante la guerra col Pie-
tettore Luigi di Baviera. Ci sono i Rosacro- monte. Il Vescovo di Montauban, Monsi-
ce, dal mitico Rosenkreutz al vero Andrea, gnor Marty (…) confermò il tradimento del
e i tanti alchimisti, rosacroce e massoni in- Cardinal Rampolla [vedi il terzo argomen-
glesi del Seicento. Non mancano gli antichi to, riferito da Lacointa, da noi già esamina-
autentici gnostici (Simon Mago, Basilide, to, n.d.a.]” (54). La testimonianza del Mar-
Valentino, Mani, Bardesanes) e pure un chese della Franquerie (testimonianza di-
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retta, poiché era lui il capo redattore della guarda sempre dall’accennare alla tardiva
R.I.S.S. a partire dal 1929), collaboratore di testimonianza di de la Franquerie che, co-
Mons. Jouin, dimostra che anche il prelato me abbiamo visto, è in contrasto con quan-
francese, esperto e documentato nemico to scrive la stessa R.I.S.S. sulla questione!
della massoneria, era convinto della realtà La prudenza di Coston non è infondata…
dell’affiliazione massonica del Cardinal Infatti, penso sia lecito avere qualche
Rampolla, basando questa sua convinzione dubbio sull’attendibilità del nostro autore.
su di un intiero dossier. Al Marchese della Franquerie va la stima e
La difesa. Cosa c’è di certo e indiscuti- il rispetto che dobbiamo a chi ci ha prece-
bile a questo proposito? Gli elementi se- duto nella lotta contro la massoneria ed il
guenti: modernismo: il suo curriculum ci assicura
Il marchese della Franquerie risulta ef- che egli fece parte di questa onorabile
fettivamente capo redattore della R.I.S.S. “vecchia guardia”. Ebbi io stesso l’occasio-
(nel 1929) e collaboratore di Mons. Jouin ne di conoscerlo nell’ormai lontano 1975, e
(anche se allora non risultava essere Mar- non è mia intenzione denigrarlo o mettere
chese). in dubbio la sua buona fede. Nella sua lun-
Tuttavia, né Mons. Jouin né la sua rivi- ga attività di scrittore e uomo d’azione, ha
sta (la R.I.S.S.) hanno mai scritto una sola ricevuto le felicitazioni di Cardinali, Vesco-
riga sulla presunta affiliazione massonica vi e teologi, non esclusi Padre Garrigou La-
del Cardinale. O meglio, l’hanno smentita. grange, Mons. Lefebvre e Padre Guérard
Infatti, nel pubblicare la famosa lista des Lauriers. Ciò non toglie che, a volte, si
dell’O.T.O. (il 1 maggio 1929, p. 139, nota possa mettere in dubbio la sua piena atten-
5) A. Tarannes scrive, sostituendo il nome dibilità. Quando si tratta – come nel nostro
del cardinale con le iniziali C…R…: “sop- caso - di una testimonianza de relato, è ine-
primiamo qui il nome di un alto personag- vitabile valutare l’affidabilità del testimone
gio ecclesiastico, giacché l’allegazione del e il suo senso critico nel vaglio delle fonti.
tutto gratuita di settari senza scrupoli, non Ora è proprio questo, spesso, il punto de-
può costituire un’accusa contro chic- bole del nostro autore. De la Franquerie,
chessia”. ad esempio, è noto per aver sostenuto in di-
Il marchese della Franquerie non ha verse sue opere l’ascendenza davidica dei
mai pubblicato il dossier in questione, né Re di Francia e l’imminente venuta di un
ha mai diffuso, a proposito del caso Ram- Gran Monarca e di un Papa Santo della
polla, altre informazioni che quelle già di- medesima stirpe regale, discendenti en-
vulgate da Félix Lacointa, tranne, ne parle- trambi di Luigi XVII, il quale non sarebbe
remo, quelle relative alla fondazione, da morto al Tempio, ma sarebbe sopravvissu-
parte del Cardinale, di una retro-loggia in to. La teoria secondo la quale i Re di Fran-
Vaticano. cia discendono dalla Casa di Davide non è
Se ne può concludere, con verosimi- passata inosservata al cardinal Lustiger (il
glianza, che nessun altro dato sia stato diffu- quale cita il nostro Marchese) (56) e ha nu-
so dal Franquerie sul caso Rampolla perché trito le malsane fantasie di un Dan Brown,
il famoso dossier non doveva contenere al- ma non ha, evidentemente, il minimo appi-
tre informazioni di quelle diffuse da Lacoin- glio storico. In appoggio di queste sue due
ta e già prese in esame, il che sembra con- tesi (ascendenza davidica, Gran Monarca)
fermato dalla data nella quale Mons. Jouin il Franquerie cita una serie di apparizioni
avrebbe costituito il famoso dossier (“verso private mai approvate dalla Chiesa (e mol-
il 1930”, dice il Marchese in un’altra confe- te apocrife), e non esita ad avallare “l’auto-
renza, ovverosia subito dopo la pubblicazio- rità” di Nostradamus, mago e marrano (sia
ne degli articoli di Lacointa) (55). Altrimenti, da parte paterna che materna), di Ferdi-
de la Franquerie non avrebbe mancato, nel- nand Crombette (1880-1970), di Gaston
le numerose conferenze che diede per lun- Bardet (57), negli scritti dei quali è chiara
ghi anni sulla questione, di apportare altri l’influenza del cabalismo. L’ammirazione
argomenti all’accusa. del Marchese per Nostradamus mi lascia
Henri Coston, grande esperto anche lui credere che egli sia stato indirettamente in-
di questioni massoniche, e che non ha mai fluenzato, in questa materia, da un bizzarro
mancato di parlare del caso Rampolla, si personaggio, il canonico Rigaux, parroco
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d’Argœuves, che ospitò la veggente di La veva essere miglior veggente di Nostrada-


Salette, ma che fu anche sospeso a divinis mus, poiché almeno una profezia l’indovi-
nel 1911 ( 58), di cui parla a lungo un ex nò, quando annunciò ad un turbato e incu-
membro del Sodalitium pianum, l’abbé riosito Mons. Roncalli che sarebbe diventa-
Boulin, in un libro curioso e postumo inti- to Papa, e che nome avrebbe preso sulla
tolato Autour de la Tiare ( 59 ). Quanto Cattedra di Pietro! (62). Altra passione del
all’opera ed il pensiero di Crombette devo- Marchese è il commento all’Apocalisse del
no averlo veramente impressionato, se il venerabile Bartolomeo Holzauser (1613-
marchese accettò di essere Presidente Ono- 1658), passione che ha trasmesso a tanti
rario del CESHE (Cercle Scientifique et Hi- suoi estimatori d’oggi. Tutto ciò sarebbe le-
storique), l’associazione che diffonde il pen- cito e legittimo, se non fosse che il Marche-
siero di Crombette. Non mancano gli studi se considera ogni parola scritta dall’Hol-
critici su Crombette, che oltre ad essere un zauser come direttamente rivelata da Dio
personaggio un po’ originale, influenzato (63), il che è impossibile, non fosse altro per
dalla gnosi e dalla cabala, giunse fino al il fatto che, secondo l’esegeta tedesco,
punto di negare numerose verità di fede l’Anticristo avrebbe dovuto nascere nel
(60). Anche Gaston Bardet fu personaggio 1855 ed essere ucciso nel 1911: nessuno se
bizzarro, tanto da essere considerato da ne è accorto! (64) Ma quel che è peggio, e
molti uno gnostico cabalista, benché, a suo che rasenta l’eresia, è l’applicazione che de
dire, “cattolico”. Per lo meno, Etienne la Franquerie fa delle più importanti profe-
Couvert scrisse su Lecture et Tradition (61) zie messianiche (e che si riferiscono esclusi-
rispondendo alla vedova di Bardet che di- vamente a Nostro Signore Gesù Cristo), al
fendeva la memoria dello sposo, che i libri “Gran Monarca”. La promessa fatta a Da-
di Bardet “sono impregnati di quella gnosi vide di un regno eterno, ad esempio, non si
che denuncio nelle mie opere” e che il suo realizzerebbe tanto nel Regno messianico
insegnamento “è evidentemente contrario di Cristo, ma piuttosto nel regno eterno
alla fede cristiana, anche se egli ha pensato e della casa Reale di Francia, che discende-
scritto il contrario…”. Tuttavia, Bardet do- rebbe da Davide.
Ora mi chiedo: se il valore della testi-
Copertina de la RISS (Partie occultiste: la serie rosa)
monianza dipende dall’affidabilità del testi-
mone, è lecito dubitare della testimonianza
di un autore che dimostra di non vagliare
sufficientemente le sue fonti, e di avere
un’eccessiva passione per il bizzarro, l’inso-
lito, persino – a volte - l’esoterico.

Sesto e ultimo argomento: la politica del


cardinal Rampolla del Tindaro, e della sua
“scuola”

L’accusa. La Terza Repubblica, in Fran-


cia, è stata notoriamente, secondo la felice
espressione di Henri Coston, la “Repubbli-
ca del Grand’Oriente”. Il Cardinal Rampol-
la, con la politica del “ralliement” dei catto-
lici al governo repubblicano, ha oggettiva-
mente lavorato in favore del Grand’Orien-
te e della Massoneria. Lo stesso Félix La-
cointa scrisse nel suo articolo del giugno-lu-
glio 1929: “ ‘Siamo stati ingannati’, disse, sul
letto di morte, Leone XIII al suo Segretario
di Stato, e l’illustre pontefice è spirato senza
immaginare che il principale agente di que-
sto abominevole inganno, l’uomo che aveva
introdotto presso di lui gli emissari incaricati
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di suggerirgli e di fargli continuare la vergo- “bisogna sapere che, a partire da Pio IX,
gnosa e nefasta politica di cui oggi racco- praticamente tutti i segretari di Stato sono
gliamo i frutti orribilmente amari, era il suo affiliati alla Loggia in virtù di un’esigenza
collaboratore quotidiano, l’uomo che gode- della Contro-Chiesa” (p. 10, nota 8).
va della sua piena fiducia. Noi che eravamo La difesa, questa volta non più del car-
ossessionati da tanti anni dal pensiero che dinal Rampolla, ma della Chiesa Cattolica.
frutti di quel genere dovevano essere il risul- Devo dire che sono proprio queste ultime
tato di una gaffe satanica, ne abbiamo ades- parole di Félix Causas che mi hanno deciso
so la certezza. (…) Ci sono monumenti che a scrivere quest’articolo, perché un vero
bisogna smontare, e che la generazione che cattolico che ama la Chiesa non può sop-
viene smonterà. Tra questi, quello del cardi- portare così gravi calunnie proferite non
nal Rampolla. Una consolazione della mia contro i modernisti, non contro gli illegitti-
modesta ma dura carriera di scrittore cattoli- mi occupanti della Sede di Pietro dopo il
co sarà quella di aver contribuito a rovescia- Vaticano II, ma contro la Chiesa stessa ed i
re quello dell’astuto maestro il cui tradimen- suoi legittimi rappresentanti. La Chiesa cat-
to, ancor oggi, fa soffrire i figli migliori della tolica infatti, almeno dalla nomina del car-
Chiesa. Ho messo a nudo la fonte avvelena- dinale Antonelli a Segretario di Stato di
ta di tanti errori e fellonie di cui il ‘Rallie- Pio IX (e magari anche prima, già sotto Pio
ment’ è il primo, e di cui l’ultimo, crimine VII, come sostiene l’équipe di Sous la Ban-
innominabile, è la collusione dei democrati- nière ) (67) sarebbe stata sotto l’influenza
ci cristiani (?) coi comunisti. Ora i cattolici della Massoneria e di Satana stesso; lo stes-
francesi sono stati messi in guardia. Sanno so cardinale Merry del Val, Servo di Dio e
che la scuola del cardinal Rampolla, alla segretario di Stato di San Pio X, per alcuni
quale i cardinali Gasparri e Lépicier preten- non sfugge alle accuse di essere un “aposto-
dono rimetterli, ben lungi dall’essere quella lo di Satana” (68). Queste accuse coinvolgo-
di San Tommaso, è quella di Giuda…” (65). no inevitabilmente i Sommi Pontefici stessi,
La scuola del Cardinal Rampolla è il frutto ovvero Pio IX, Leone XIII, San Pio X, Be-
del suo lavoro massonico in Vaticano, co- nedetto XV, Pio XI, e Pio XII.
me testimonia il Marchese della Franque- Iniziamo però dal principio, e cioè dalle
rie: “Il Cardinale passava le sue vacanze in accuse di Lacointa e de la Franquerie. Le
Svizzera, all’Abbazia di Einsiedeln. Nelle parole di Félix Lacointa, e anche del mar-
vicinanze dell’Abbazia si trovava una retro- chese della Franquerie, possono spiegare
loggia dove, ogni sabato, si recava per pren- l’origine dell’accusa fatta non solo a Ram-
dere le direttive del Potere Occulto e appli- polla, ma ad altri Cardinali, come Ferrata,
carle al Governo della Chiesa. Tra queste, Gasparri, Cerretti. I nomi non sono casuali.
due erano importanti per la Francia: conclu- Le “prove” contro Rampolla che abbiamo
dere il ‘Ralliement’ dei Cattolici alla repub- esaminato finora hanno dato loro solo una
blica; ma per assicurare il regno luciferino certezza di quello che già, nel loro cuore,
nel seno stesso della Chiesa, fondare in Vati- era un grave sospetto. Dovuto a cosa? Lo
cano una retro-loggia segreta destinata a dicono esplicitamente: ai due “errori” della
preparare degli alti dignitari della Santa Se- politica vaticana: il “ralliement” dei cattoli-
de per mettere in esecuzione questo piano ci alla terza repubblica, voluto da Leone
infernale. È così che il Potere Occulto sape- XIII con l’enciclica Au milieu des sollicitu-
va di poter contare su uomini come i Cardi- des (1892), e la condanna dell’Action Fran-
nali Rampolla, Ferrata, Gasparri, Ceretti, çaise, decisa sotto Pio XI con la messa
Bea, Liénart ecc., per non parlare che dei all’Indice delle opere di Maurras e del quo-
defunti” (66). Felix Causas, in Sous la ban- tidiano L’Action Française nel 1926. La re-
nière, citando Heimbichner, fa altri nomi sponsabilità dei Papi (Leone XIII, Pio XI),
legati alla scuola di Rampolla: Giacomo è allora scaricata sui loro più vicini collabo-
Della Chiesa (Benedetto XV), Roncalli ratori. Il Cardinal Rampolla del Tindaro,
(Giovanni XXIII), Montini (Paolo VI), e Segretario di Stato di Leone XIII, e quindi
Pio XII: “Con Craig Heimbichner esaminia- corresponsabile della politica del Rallie-
mo un punto tristissimo. Il molto stimato ment. Il Segretario di Stato di Benedetto
Eugenio Pacelli (Pio XII) non subì anche XV, cardinal Ferrata, che fu però Nunzio in
lui l’influenza dell’O.T.O.?…” (p. 9). Anzi: Francia all’epoca del Ralliement, e quindi
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anche lui corresponsabile. Il Segretario di cato leonino. Ci si accorgerà allora che


Stato di Benedetto XV e di Pio XI, Gaspar- quello di Leone XIII fu in assoluto il ponti-
ri, che era all’Institut Catholique di Parigi ficato più avverso alla Massoneria, nell’in-
dal 1880 al 1888, ma che soprattutto era Se- segnamento e nelle iniziative, e che molti
gretario di Stato all’epoca della condanna dei documenti anti-massonici di quell’epo-
di Maurras. Ed il Nunzio a Parigi nel mede- ca portano la firma proprio del segretario
simo periodo, anche lui corresponsabile di Stato Rampolla. Anche l’attitudine del
della condanna di Maurras, Bonaventura Cardinale verso il governo italiano, non
Cerretti. Lacointa e Franquerie, infatti, era- meno massonico di quello francese, fu sem-
no certo scrittori cattolici, ma anche mo- pre assolutamente intransigente, molto di
narchici che si schierarono con l’Action più di quella conciliatrice di san Pio X, ad
Française (69), e non a caso gli articoli con- esempio. Tanto è vero che la stampa catto-
tro Rampolla appaiono nel 1929, nel pieno lica intransigente italiana, ed i suoi espo-
della crisi tra la Santa Sede ed il movimen- nenti, come i Monsignori Scotton de La Ri-
to maurassiano: la condanna dell’A.F. è vi- scossa, ebbero sempre pieno appoggio
sta come un secondo Ralliement alla repub- nell’Opera dei Congressi e in tutte le loro
blica, che ripete l’errore del primo, ai tempi attività, in primis il giornale intransigente
di Leone XIII (cf LOUBIER, op. cit., pp. 129 La Riscossa, dalla Segreteria di Stato di
ss). Non è compito di questo articolo parla- Monsignor Rampolla (71); come pure furo-
re del Ralliement e della condanna di no legati a Leone XIII tutti gli intransigenti
Maurras, avvenimenti che hanno ferito tan- italiani come, ad esempio, Mons. Benigni.
te anime dell’élite del cattolicesimo france- Costoro divennero, in seguito, gli alfieri
se… Mi limito a dire che come cattolico so- della lotta al modernismo: il cattolicesimo
no fedele al magistero della Chiesa, con san integrale e antimodernista in Italia fu in
Tommaso reputo la monarchia la migliore, piena continuità col pontificato leonino (a
ma non l’unica forma di governo, ed infine differenza di quello francese, come si può
che la sottomissione al governo costituito capire dalla messa all’indice, sotto San Pio
(salvo i casi di legittima insurrezione) è X, di due libri dell’abbé Barbier critici di
presente nella pratica e nell’insegnamento Leone XIII, malgrado l’appoggio che San
della Chiesa dagli albori del Cristianesimo Pio X dava a questo sacerdote esemplare).
e poi lungo i secoli, ben prima di Leone Non a caso, quindi, le voci sul massonismo
XIII e del suo Segretario di Stato (70). È di Rampolla nascono in Francia, e non tra
compito di quest’articolo, lasciata da parte gli ecclesiastici (abbiamo visto che la
la questione del Ralliement che è fuori og- R.I.S.S. di Mons. Jouin negò ogni valore al-
getto, vagliare i pro e i contro della teoria la lista dell’O.T.O. per quel che riguarda il
“Rampolla massone”. Ora, se l’accusa con-
Uno dei documenti tratti dagli archivi massonici: è un
sidera che la politica rampolliana, e quella opuscolo del 1924 che sostiene l’appartenenza
dei prelati della sua linea, getta un sospetto di Pio IX alla Massoneria
di vicinanza alla massoneria
(non v’è dubbio, lo ripeto, che
la Terza Repubblica fosse la
Repubblica del Grand’Oriente),
la difesa può dire altresì che
questo “pregiudizio” politico
sfavorevole ha potuto essere il
motivo per il quale Rampolla e
soci sono stati accusati di sicuro
massonismo, in base a pochi ed
incerti argomenti. Dato e non
concesso che la politica francese
di Rampolla sia un elemento
d’accusa, bisognerebbe ancora
esaminare tutta la politica eccle-
siastica del segretario di Stato di
Leone XIII, e di tutto il pontifi-
28

nome di Rampolla), ma tra i laici cattolici o zioni con la “Disquisitio circa quasdam
nazionalisti (come nel caso della Libre Pa- obiectiones modum agendi Servi Dei respi-
role), per ovvi motivi più legati alle passioni cientes in modernismi debellatione…” che il
politiche. Ma questo è un argomento con- Padre (poi cardinale) Antonelli o.f.m., per la
tro la tesi dell’affiliazione massonica di S. Congregazione dei Riti redasse nel 1950.
Rampolla, che, se fosse stata vera, avrebbe Papa Pio XII (che conobbe personalmente e
lasciato qualche indizio non solo in Francia da vicino tutti i protagonisti di questa vicen-
ma anche e soprattutto a Roma, per esem- da, Pio X, Gasparri, Benigni ecc.) (75) dichia-
pio - come visto - sulla penna di un Monsi- rò, il 3 giugno 1951, che Pio X era Beato, e il
gnor Benigni. Questo tanto più che la linea 29 maggio 1954 che doveva essere contato
di Rampolla, intransigente sotto Leone nel numero dei Santi. Non era questa, abbia-
XIII, non fu favorevole allo zelo antimo- mo visto, l’opinione di tutti, anche nella
dernista di san Pio X, come vedremo in se- Chiesa e nella Curia Romana, al momento
guito: il Sodalitium Pianum – che non sti- della morte di Pio X, e anche prima, se il
mava Rampolla – avrebbe avuto motivi an- Santo Pontefice ripeteva amaramente: de
cora più gravi per accusare Benedetto XV gentibus non est vir mecum.
ed il cardinal Gasparri: non lo fece. Quanto Ho già citato la testimonianza di Filippo
al cardinal Gasparri, qualche voce di mas- Crispolti, amico di Benedetto XV. Dopo la
sonismo è corsa (72), ben più scarsa che per condanna del modernismo con l’enciclica
Rampolla; certo le sue memorie presentano Pascendi, il marchese Crispolti, appartenen-
numerosi attacchi alla massoneria, e la te quindi “alla scuola Rampolla”, venne ri-
R.I.S.S. di Monsignor Jouin poté sempre cevuto in udienza da Pio X e con lui si ralle-
fregiarsi del pieno sostegno di Benedetto grò “dell’effetto salutare che l’Enciclica
XV (73) e del cardinal Gasparri nella lotta avrebbe avuto e già mostrava di avere”.
contro la “giudeo-massoneria” (74); se fosse “Egli mestamente mi chiese: ‘Lei lo crede?’
stato massone non si sarebbe fatto scrupolo E siccome io soggiunsi che il mio non era un
di far morire la stampa antimassonica, dato complimento ma una persuasione ragionata,
che fece morire il Sodalitium pianum e la egli mostrò curiosità di queste ragioni e io
stampa cattolica integrale. gliele esposi”. Esse però non furono convin-
centi: “Il Papa ascoltò: le mie parole non gli
Il vero torto della “scuola del card. parvero mal ragionate. Ma invece di conve-
Rampolla” nire com’io per suo conforto desideravo, che
un tal ragionamento (…) sarebbe stato effi-
L’accusa. Ma allora voi siete strenui so- cace sugli animi dei modernisti o dei propen-
stenitori del cardinal Rampolla e della sua si al modernismo, egli continuò a scuotere il
“scuola”! capo. Era ancora un uomo che ha compiuto
Risposta. Niente affatto. È lecito, allo un atto solenne, perché davanti a Dio n’ave-
storico, col dovuto rispetto, con obbiettività, va obbligo, ma quanto agli effetti rimase pes-
con riferimento alle fonti documentarie, for- simista. E sì – conclude il Crispolti – che per
marsi un’opinione sulle vicende storiche del- riconoscere come il colpo da lui dato al mo-
la Chiesa e dei suoi ministri. Abbiamo già dernismo fosse stato veramente mortale, po-
visto qual fosse, nel 1913, l’opinione non chi anni bastarono!” (76). Crispolti pensava
certo lusinghiera di Mons. Benigni sul cardi- che i fatti avevano dato ragione al suo otti-
nale Rampolla del Tindaro. Sappiamo che a mismo, e smentito quel Papa che “vide sem-
sua volta, il cardinal Gasparri aveva una pes- pre in nero le condizioni della Chiesa che gli
sima opinione di Mons. Benigni e del Soda- toccava di reggere”. Egli era convinto che il
litium pianum, al punto che il Segretario di modernismo fosse vinto, e che il danno ve-
Stato di Benedetto XV e Pio XI testimoniò nisse semmai dagli antimodernisti, gli “ze-
contro la canonizzazione di San Pio X per- lanti”, i quali, secondo una parola dettagli
ché Papa Sarto aveva favorito e sostenuto dal cardinal Maffi, si sarebbero fatti un pre-
questo sodalizio e, in genere, le posizioni testo della Pascendi “per le solite loro vio-
cattoliche integrali. La Chiesa ha giudicato lenze ed accuse” (77). Alla morte di San Pio
diversamente dal cardinal Gasparri, ed ha X il Conclave esitò appunto tra il nome del
canonizzato il Papa che condannò il moder- Cardinal Maffi, Vescovo di Pisa, e quello
nismo, rispondendo a queste e simili obie- del Cardinal Della Chiesa, Vescovo di Bo-
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logna, entrambi critici del pontificato del lo- aveva loro affidato, e vessati dal loro vesco-
ro predecessore, ed ostili a quegli “zelanti” vo, estimatore di Fogazzaro, morendone di
che si accanivano a condannare… un uomo dolore (81), mentre al contrario tanti che
morto (il modernismo). Nulla mutò nel ma- erano stati sospetti di modernismo venivano
gistero della Chiesa, che continuò a condan- riabilitati: tra di essi, un certo Angelo Giu-
nare l’errore modernista, e a propagare la seppe Roncalli, segretario del Vescovo di
Santa Fede. Cambiò, però, l’orientamento Bergamo, Mons. Radini Tedeschi… (82), e
del pontificato. segreto ammiratore dell’americanismo con-
“Tra i modernisti e gli antimodernisti esi- dannato da Leone XIII (83).
steva un ‘terzo partito’ impersonato fino al Bastano, questi elementi, per far pensa-
1913 dal cardinale Mariano Rampolla del re ad una affiliazione massonica, e perfino
Tindaro (…). Rampolla, nel 1901, aveva luciferina, di Rampolla e dei membri della
scelto come suoi collaboratori diretti mons. sua “scuola”? A mio parere assolutamente
Giacomo Della Chiesa e mons. Pietro Ga- no, e lo stesso Henri Coston è ben lungi
sparri. (…) Pio X, dopo aver nominato se- dall’avere quelle certezze che contraddi-
gretario di Stato il cardinale Merry del Val, stinguono autori meno seri e intellettual-
aveva allontanato dalla segreteria di Stato mente meno onesti. Non massoni, pertanto,
entrambi i protetti del Cardinal Rampolla [i fino a prova del contrario, ma incapaci di
quali, comunque, furono entrambi elevati riconoscere nel pontificato di San Pio X e
alla porpora da San Pio X: Gasparri nel nella lotta senza quartiere contro l’eresia
1907, e Della Chiesa – a sorpresa – nel 1914, modernista la grande battaglia del nostro
n.d.a.]. (…) Pio X morì il 3 agosto 1914: ap- tempo. Credettero, troppo facilmente, che
pena tre mesi dopo il conferimento della l’eresia fosse vinta. Credettero che vi fosse-
porpora, il 3 settembre 1914, Mons. Della ro state esagerazioni e zelo amaro nel com-
Chiesa venne eletto, a sorpresa, al Soglio batterlo. Così, al termine del pontificato di
pontificio: ‘i retroscena del Conclave, ormai Benedetto XV “l’aspro dibattito che aveva
noti abbastanza nei circoli romani – scrive contrapposto il modernismo all’antimoder-
Buonaiuti a Houtin il 17 settembre 1914 – nismo andò estinguendosi. Si aprì una sta-
mostrano indubbiamente che l’elezione del gione di apparente tregua in cui il moderni-
Cardinal Della Chiesa ha voluto rappresen- smo parve inabissarsi e l’antimodernismo
tare l’indicazione di un governo ecclesiastico dissolversi” ( 79). I fatti, però, non hanno
che fosse l’antitesi perfetta del regime di Pio smentito il “pessimismo” di San Pio X ma
X’. Quattro mesi dopo la morte di Pio X, le loro previsioni, veramente troppo ottimi-
mons. Eudoxe Mignot (1842-1918), arcive- stiche. Il modernismo, che per sua natura
scovo di Albi, fece pervenire al cardinale non vuol lasciare la Chiesa ma cambiarla
Ferrata, primo Segretario di Stato del neoe- dal di dentro (84), dal seno e dalle viscere
letto Benedetto XV, un Memoriale in cui si stesse della Chiesa, per usare l’espressione
attaccava duramente il movimento di reazio- di San Pio X, non era morto. Tutt’altro.
ne antimodernista promosso da san Pio X e Come l’animale ferito e in pericolo, aveva
invitava la santa Sede a una politica di ‘ri- fatto il morto, ma in realtà, eliminati i rin-
conciliazione’ con i modernisti. Il 13 ottobre ghiosi “cani da guardia” della fede, che ma-
1914, nominando, dopo il cardinale Ferrata, gari a volte avevano abbaiato alla persona
il cardinale Pietro Gasparri suo Segretario di sbagliata, ma che sempre avevano difeso la
Stato, Benedetto XV manifestò la sua decisa Chiesa, era pronto a rialzare la testa. Cano-
volontà di mutare l’orientamento del pontifi- nizzando San Pio X, Papa Pacelli dimostrò
cato piano, tornando alla linea di governo invece che era vano quell’ottimismo,
‘rampolliana’ abbandonata da San Pio X. quell’irenismo, e che coloro che sotto San
Benedetto XV, in accordo con il cardinale Pio X e con San Pio X avevano alzato la
Gasparri, smantellò il Sodalitium pianum bandiera di un cattolicesimo integro da
(78) e tese la mano, senza successo, a Buo- ogni compromesso avevano avuto ragione.
naiuti” (79). Il caso del Sodalitium pianum di L’enciclica Humani generis del 12 agosto
Mons. Benigni non fu l’unico: Mons. Volpi 1950 condannava infatti la “Nouvelle Théo-
fu privato della diocesi (80), i fratelli Monsi- logie”, il neo-modernismo che serpeggiava
gnori Scotton furono privati di quel periodi- oltralpe dei vari Congar, Chenu, de Lubac,
co, La Riscossa, che Leone XIII e Pio X Danielou… mentre un cardinale arcivesco-
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vo di Parigi Suhard, invece, denunciava an- lica. Il periodico Lo Specchio partecipò in prima linea
cora il pericolo “integrista”: lo scontro alla campagna contro il Novus Ordo Missae.
3) Antonio Fogazzaro (1842-1911), nipote del sa-
d’inizio secolo non era ancora veramente cerdote liberale e rosminiano Giuseppe (1813-1901),
concluso. Venne il Vaticano II. Il Vaticano fu esponente del Modernismo, ed ebbe a biografo
II altro non è che una battaglia, persa, di TOMMASO GALLARATI-SCOTTI (La vita di Antonio Fo-
questa secolare guerra dell’ortodossia cat- gazzaro, Baldini & Castoldi, Milano, 1920; il libro è
all’Indice). Fogazzaro non appartenne mai – per quel
tolica contro l’eresia dei tempi nostri, il mo- che se ne sa - alla massoneria, malgrado la stretta ami-
dernismo; e in questo caso, senza dubbio, la cizia col “fratello” Arrigo Boito. Non mancarono in
massoneria svolse il suo ruolo. La storia, si lui però gli interessi esoterici e occultisti, come quello
dice, è maestra di vita; mai maestra, però, per lo spiritismo di Andrzej Towianski (1778-1853) e
fu più inascoltata. San Pio X operò chirur- dello scrittore marrano polacco, Adam Mickiewicz
(1798-1855), che appartenne effettivamente alla mas-
gicamente il tumore mortale, ma in seguito, soneria, ed ha influenzato anche il pensiero e l’opera
pensando a una pronta e definitiva guari- di Giovanni Paolo II (cf F. RICOSSA, Karol, Adam, Ja-
gione, s’interruppero delle cure considerate cob, in Sodalitium, n. 49, aprile 1999, pp. 30-41; su Fo-
troppo dure e amare. Lo sfacelo attuale gazzaro: p. 33 e nota 13, p. 40). Dopo la messa all’Indi-
ce del romanzo Il Santo (1906) fece una sottomissione
che, a cent’anni dall’enciclica Pascendi, de- reticente e puramente esterna ed apparente (cf GAL-
vasta la Chiesa è sotto gli occhi di tutti, e LARATI-SCOTTI, pp. 447 ss) e furono numerosi i prelati
già l’avrebbe portata alla morte, se ciò non che gli manifestarono simpatia e sostegno, tra i quali
fosse impossibile per promessa divina. Non ben quattro Cardinali: Svampa, Agliardi, Capecelatro
ripetiamo l’errore dei nostri padri, non ral- e Mathieu (ibidem, pp. 450-453). Col cambio di ponti-
ficato (1914) il Vescovo di Vicenza (la diocesi dello
lentiamo la lotta antimodernista, rendiamo- scrittore) Mons. Rodolfi, che aveva tessuto le lodi di
ci conto che l’eresia è il lupo rapace davanti Fogazzaro defunto, poté perseguitare liberamente i
al quale il pastore non deve fuggire, ma fratelli Monsignori Scotton, del periodico La Riscossa,
piuttosto esporre la vita. Oggi, dopo un se- fedeli alla linea di San Pio X (cf GIOVANNI AZZOLIN,
Gli Scotton. Prediche, battaglie, imboscate, La Serenis-
colo di lotte, sappiamo, più di ieri, che San sima, Vicenza, 1998).
Pio X aveva ragione. 4) P. VIRION, Mystère d’iniquité. Mysterium iniqui-
tatis, Ed. Saint Michel, Saint-Cenéré, 1967 (terza edi-
Note zione) [Virion collaborò a lungo con la R.I.S.S. di
Mons. Jouin]; L. DE PONCINS, Le problème juif devant
1) Giacomo Della Chiesa, fu segretario personale le Concile (il testo, presentato ai Padri Conciliari, è
di Mons. Rampolla del Tindaro a Madrid. Divenuto stato poi incluso nell’opera collettiva Infiltrations en-
Papa Benedetto XV, teneva il ritratto del cardinal nemies dans l’Eglise, Documents et témoignages, La
Rampolla sulla scrivania (cf FILIPPO CRISPOLTI, Pio librairie française, 1970, pp. 69-84).
IX, Leone XIII, Pio X, Benedetto XV (Ricordi perso- 5) ROBERTO FABIANI, I massoni in Italia, I libri de
nali), Trevese Treccani Tumminelli, Milano-Roma, l’Espresso, Roma, 1978, p. 78. Fabiani, ora deceduto,
1932, p. 153). Scrivendo al marchese Crispolti in occa- era egli stesso massone, ma avverso alla Loggia P2. La
sione della morte del Cardinal Rampolla, Mons. Della sua testimonianza è tanto più interessante in quanto
Chiesa si espresse così a proposito del porporato: “Da egli spesso non avvalora le voci su prelati massoni in
Roma dove sono venuto a pagare l’ultimo tributo di af- Vaticano; definisce ad esempio “montagna di panzane
fetto al mio venerato Padre e Maestro, scrivo a Lei per montata su documenti platealmente falsi” (p. 89) la se-
ringraziarLa delle affettuose condoglianze inviatemi a rie di articoli pubblicati da don Putti su Si si no no su
Bologna. Ella ha interpretato bene l’animo mio: forse cardinali massoni, di cui alla nota 7, senza dir parola di
nessuno ha avuto col compianto Cardinale una sì lunga Mino Pecorelli, che pure, pochi mesi prima, aveva pub-
dimestichezza come l’ho avuta io, nessuno è stato da lui blicato su OP la sua lista della “Loggia Vaticana”.
prediletto come lo sono stato io. Immagini di qui l’ama- 6) Cf ROBERTO FABIANI, I Massoni in Italia, cit.,
rezza dell’animo mio. Sono però contento di essere ve- pp. 78 e 130; ALDO A. MOLA, Storia della Massoneria
nuto a deporre un caldo bacio sulle fredde mani di italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani, 1992, p.
Lui!” (lettera di Mons. Della Chiesa, arcivescovo di 744; C.A. AGNOLI, La Massoneria alla conquista della
Bologna, al Marchese Crispolti, del 18 dicembre 1913, Chiesa, E.I.L.E.S., Roma, 1996, pp. 31-32. Il cardinal
ibidem, pp. 153-154. Sui rapporti tra i due, vedi tutte le König patrocinò la rassegna ecumenista Kairòs, vero
pp. 148-165). cenacolo guénoniano, del quale ci dà interessanti infor-
2) Non fu sempre così. In occasione del cinquan- mazioni S. Panunzio in un articolo in memoria di don
tenario della morte del Cardinal Rampolla, ad esem- Divo Barsotti (in Metapolitica, nn. 2-3, maggio-agosto
pio, Fabrizio Sarazani pubblicò sul periodico Lo Spec- 2006, p. 41; cf P. TORQUEMADA, Costruiremo ancora
chio un articolo commemorativo favorevole al Cardi- cattedrali, in Sodalitium, n. 50, p. 21). Sempre König,
nale siciliano e alla memoria di Leone XIII (Fabrizio come vedremo, rispose ad un’inchiesta della S.C. per la
Sarazani, La scuola del Cardinal Rampolla, in Lo dottrina della Fede, in favore della Massoneria, dopo
Specchio, 31 marzo 1963). Sarazani era un esponente aver preso informazioni dal dignitario massonico Ba-
di quella parte della nobiltà romana fedele alla Chiesa resch, assieme al quale, nel 1970, König lavorò alla Di-
che, in occasione del Concilio e della riforma liturgica, chiarazione comune di Lichtenau (cf Ferrer Benimeli-
si schierò apertamente in favore della tradizione catto- Caprile, Massoneria e Chiesa Cattolica, San Paolo,
31

1979, pp. 191-194; AGNOLI, op. cit., p. 32). König fu il 10) Cf C. FRANCOVICH, op. cit., pp. 114-131.
“grande elettore” di Giovanni Paolo II. 11) H. COSTON, La République du Grand Orient,
7) La rivista antimodernista Sì sì no no, diretta dal op. cit., p. 175.
sacerdote Francesco Putti, pubblicò una lunga serie di 12) M. GAUDART DE SOULAGES, H. LAMANT, Dic-
articoli sulla massoneria e i suoi tentativi d’infiltrazione tionnaire des Francs-Maçons européens, Dualpha, Pa-
nella Chiesa a partire dal n. 5 del maggio 1975, e fino al ris, 2005, p.755. Gli autori sono massoni ed il Gran
1977. Nel n. 6 di giugno 1976 furono accusati il card. Maestro della Gran Loggia Nazionale di Francia, Jean
Baggio e Mons. Bugnini; nel n. 7-8 (luglio-agosto 1976), Murat 33, ha scritto la prefazione al dizionario.
il card. Pellegrino e mons. Marchisano; nel n. 9, settem- 13) Y. CHIRON, Pie IX et la Franc-Maçonnerie,
bre 1976, il cardinal Poletti. Intanto, la stampa naziona- Editions B.C.M., Niherne. Ho tratto da questo opu-
le aveva diffuso, durante l’estate, una lista di 114 prelati scolo le informazioni su Pio IX e la massoneria. Molti
massoni. Don Putti, nel numero di settembre, a p. 2, altri dettagli sulle accuse fatte a Pio IX e Benedetto
scrive a proposito di questa lista pubblicata il 10 agosto XIV in H. COSTON, La République du Grand-Orient,
da Panorama: “si potrebbe pensare che l’articolo si pro- La librairie française, 1964/1976, pp. 172-176.
ponga di allargare ancor più lo scandalo degli ecclesia- 14) Lo accusano FELIX LACOINTA in Le bloc anti-
stici realmente massoni, ma da un esame appena un po’ révolutionnaire, anno 1931, p. 38 (senza timore di esse-
più attento, è evidente che il suo principale scopo è quel- re smentito, scrive Lacointa); MARQUIS DE LA FRAN-
lo di difendere, nascondendoli nella massa (114!) i veri QUERIE, L’infaillibilité Pontificale, DPF, 2 ed. 1973, p.
massoni. (…) Inoltre, da un attento esame dei 114 nomi- 76 (attribuisce l’informazione al Vescovo di Tours).
nativi che risultano nell’ elenco pubblicato risulta eviden- 15) S. NERI, Parola di Venerabile, op. cit.; Gelli
te che è uno scaltro, ma non intelligente, atto di strategia parla del cardinal Ottaviani alle pp. 72 e 106. Gelli non
massonica. Infatti, i nomi dei veri massoni, dei quali già dice che il Cardinale fosse massone (non lo dice di
eravamo a conoscenza, sono stati mescolati con quelli di nessuno di cui la cosa non sia già di pubblico dominio)
molte persone che sarebbe assurdo credere massoni. La ma lo lascia intendere, e così almeno lo ha inteso
massoneria, accortasi che si era in possesso di un elenco Francesco Specchia nel recensire l’intervista con Gelli
autentico, vi ha scaltramente inserito molti altri nomi (fi- sul quotidiano Libero (29 ottobre 2006, p. 28). Il setti-
no a 114!) allo scopo di suscitare il disorientamento e, di manale de La Stampa, Specchio, ha pubblicato la foto-
riflesso, la non credibilità di qualsiasi notizia data, o da grafia di Gelli con Andreotti e il Card. Ottaviani in oc-
dare, anche sugli ecclesiastici realmente massoni: per i casione dell’inaugurazione dello stabilimento Perma-
lettori ingenui e irriflessivi ed a favore dei massoni inte- flex di Frosinone. La disponibilità eventuale del cardi-
ressati, è stato così sollevato un gran polverone. (…)”. Il nale verso Gelli si potrebbe spiegare benissimo senza
12 settembre 1978 la rivista OP (Osservatorio Politico) ipotizzare alcuna inverosimile iniziazione massonica:
di Mino Pecorelli pubblicava un articolo (La gran log- la comune amicizia e conoscenza con Giulio Andreotti
gia vaticana) con la lista di 122 ecclesiastici massoni è più che sufficiente per motivare una presunta fiducia
(Pecorelli era la fonte anche della lista del 1976, anche certamente mal riposta.
se tra le due liste vi sono alcune divergenze, con aggiun- 16) R. ESPOSITO SSP, Le grandi concordanze tra
te e soppressione di nomi). Padre Esposito scrive: “per Chiesa e massoneria, Nardini, Firenze, 1987, pp. 358-
quanto ci risulta, solo su pochissimi nomi è possibile 360. Candido Nocedal (1821-1885) è citato come mas-
avanzare dubbi d’appartenenza” (R. ESPOSITO, Le gran- sone anche dal Dictionnaire… di Gaudart e Lamant.
di concordanze tra Chiesa e Massoneria, Nardini, Firen- 17) H. COSTON, La République du Grand Orient,
ze, 1987, p. 358, nota 2). Al contrario, il magistrato C.A. op. cit., p. 176.
Agnoli (La Massoneria alla conquista della Chiesa, op. 18) G. VIREBEAU (pseudonimo di H. Coston), Pré-
cit.) espone degli argomenti per dimostrare che le due lats et Francs-Maçons, Publications Henri Coston, riedi-
liste sono nel complesso (ma non per tutti i nomi) affi- zione 1992, p. 34. Di Rampolla si parla alle pagine 22-
dabili anche se non esaustive; stranamente, non men- 29; di Le Nordez alle pagg. 29-34. Già nel 1970 Vire-
ziona gli articoli di don Putti, e la sua opinione al ri- beau-Coston considerava Rampolla “fortemente sospet-
guardo. Pecorelli, membro della loggia massonica P2, fu to” di massoneria (DELAMARE, DE PONCINS, BORDIOT,
assassinato il 20 marzo 1979. Mons. Bugnini, pur smen- DE COUESSIN, VIREBEAU, Infiltrations ennemies dans
tendo ogni affiliazione alla massoneria, ammette che la l’Eglise, Librerie française, Paris, 1970, pp. 16-17), rin-
sua caduta in disgrazia fu dovuta a questa accusa (A. viando il lettore a La République du Grand Orient. Mai,
BUGNINI, La riforma liturgica (1948-1975), CLV-Edi- però, Coston da per certa e dimostrata l’affiliazione di
zioni liturgiche-Roma, 1983, p. 13 e 279). Rampolla. Quanto a mons. Le Nordez il caso è più gra-
8) All’abbondante pubblicistica sulla Loggia Pro- ve, in quanto il vescovo di Digione fu costretto a dare le
paganda 2 (P2) si è aggiunto recentemente il libro-in- dimissioni da San Pio X. Una lettera della Segreteria di
tervista di Sandro Neri a Licio Gelli, Parola di Venera- Stato (card. Merry del Val) a Mons. Le Nordez precisa-
bile (Aliberti, Reggio Emilia, 2006). Sui rapporti tra va però che “il Santo Padre, avendo a cuore la salva-
Licio Gelli, il Venerabile, appunto, della Loggia, e guardia della buona fama del suo carattere episcopale e
Paolo VI, cf pp. 71, 105-106, 224; su Umberto Ortola- mettere fine alle accuse che potrebbero trovare un eco
ni, pp. 199-200, 210. nella stampa o altrove, mi incarica di dichiarare in suo
9) L’appartenenza del cardinal Delci (o d’Elci) al- nome e nel modo più esplicito che la Santa Sede non ha
la massoneria è legata alle informazioni sull’esistenza formulato né pronunciato un giudizio contro la Vostra
di una Loggia romana della quale il cardinale sarebbe Eccellenza, e che conseguentemente Vostra Eccellenza
stato Venerabile, e due altri porporati, Domenico Pas- lascia il suo posto perché lo giudica necessario in presen-
sionei e Stefano Borgia, affiliati. Sulla questione, ancor za dei pubblici avvenimenti di questi ultimi tempi” (cf Y.
oggi dubbia, si veda CARLO FRANCOVICH, Storia della CHIRON, Saint Pie X…, op. cit., p. 198, nota 29). Non
massoneria in Italia dalle origini alla Rivoluzione Fran- condannato, dunque… ma neppure assolto, Mons. Le
cese, La Nuova Italia, Firenze, 1974/1989, pp. 120-123. Nordez non fu sottoposto a processo canonico.
32

19) Eppure il giovane Coston collaborava con La altro segno di adesione’ (1896, IV, 237)” (ROSARIO F.
libre parole diretta da Ploncard d’Assac che, nel 1929, ESPOSITO, Chiesa e massoneria, un DNA comune, Nar-
diffuse la notizia di una possibile affiliazione di Ram- dini, Firenze, 1999, pp. 64-65).
polla all’O.T.O. 26) R. ESPOSITO, Chiesa e massoneria, un DNA
20) Il Camerlengo, cardinal Oreglia di Santo Ste- comune, Nardini, Firenze, 1999, p. 88; repertorio dei
fano, dichiarò a proposito del veto: “Questa comunica- documenti: pp. 75-88. Il Fondo “Giantulli-Vannoni” di
zione non può essere accolta dal Conclave, né a titolo Verrua Savoia include una collezione della Rivista An-
ufficiale, né a titolo ufficioso, e non se ne terrà alcun timassonica che era pubblicata a Roma a cura
conto” (CHRISTIAN-PHILIPPE CHANUT, L’élection de dell’Unione Antimassonica. Nel 1896, la rivista pubbli-
Saint Pie X, Sicre, Paris, 2003, p. 207). cò, come supplemento, un Bollettino Ufficiale del I°
21) Soprattutto il Camerlengo e cardinale decano, Congresso Antimassonico Internazionale. Ecco quanto
Oreglia di Santo Stefano, che sarà ostile a San Pio X scrisse il cardinal Rampolla in risposta al Principe Ve-
come lo fu a Leone XIII, e voleva a tutti i costi evitare scovo di Trento, che presiedeva i lavori del Congresso,
l’elezione di Rampolla (nel quale vedeva il continua- allo conclusione dello stesso: “Illustrissimo e Reveren-
tore di Leone XIII) “temette assai che l’esclusiva faces- dissimo Signore, La parola e la benedizione del Santo
se crollare le previsioni ottimiste dei suoi alleati e alte- Padre accompagnarono i Cattolici congressisti raccolti
rasse il Conclave. Secondo lui, l’elezione del Cardinal a Trento, allo scopo lodevole di opporsi, conforme ai
Rampolla del Tindaro che fino al quel momento gli era pontificii insegnamenti, alla crescente audacia delle sèt-
parsa molto delicata se non improbabile, rischiava di te massoniche. Era pertanto viva brama di Sua Santità
diventare possibile se avesse avuto il sopravvento che l’opera del Congresso sortisse esito fortunato. Ora
quell’indignazione di cui vedeva i segni” tra i cardinali dunque che la Signoria Vostra Illustrissima e Reveren-
(CHANUT, p. 209). dissima che, in cotesta sua sede accolse e presiedè l’adu-
22) Affiliato alla massoneria nel 1892, nel 1904 Bi- nanza, informa autorevolmente del fausto coronamen-
degain cedette al deputato nazionalista Guyot de Vil- to dei comuni voti, l’augusto Pontefice non può non
leneuve i dossier con la schedatura (le“fiches”daranno compiacersene ed esprimere il desiderio e la fiducia che
il nome all’“affare”) che il Grand’Oriente, per conto dal Congresso testé compiuto abbia origine una pru-
del governo, faceva degli ufficiali francesi, al fine di dente e costante attività, per cui, risparmiando gli erran-
bloccare la carriera di quelli cattolici. Lo scandalo che ti, si sforzino i cattolici d’impedire l’ulteriore predomi-
ne seguì portò alle dimissioni del ministro della Guer- nio degli errori massonici. Lieto di esprimere personal-
ra, il generale André e, nel 1905, dello stesso capo del mente alla S.V. la Pontificia soddisfazione per lo zelo
governo, il massone Emile Combes (cf HENRY CO- adoperato alla prospera riuscita del Congresso medesi-
STON, La République du Grand-Orient, La Librerie mo e partecipandole l’Apostolica Benedizione, Le con-
Française, (1964) 1976, 1982, pp. 67-85). fermo i sensi della ben distinta mia stima e mi ripeto,
23) C HANOINE S AUVETRE , Un bon serviteur de devotissimo per servirla Mariano Card. Rampolla”
l’Eglise: Mgr Jouin, Paris, Casterman, 1936, riedizione: (Dicembre 1896, p. 16).
Vie de Mgr Jouin Saint-Rémy, Cadillac, s.d., p. 167.
Molti cattolici integrali, tra i quali gli stessi Mons. Beni-
gni e soprattutto don Boulin, del Sodalitium pianum,
collaborarono alla rivista di Mons. Jouin condividendo-
ne la battaglia contro la giudeo-massoneria (era questa
l’espressione coniata da Mons. Jouin stesso). Tuttavia il
Sodalitium pianum e Mons. Benigni non segnalarono
mai la R.I.S.S. tra le riviste amiche, giacché non condi-
videvano la posizione della rivista sulla questione del
satanismo nelle Logge, e soprattutto le relazioni di ami-
cizia di Mons. Jouin con alcuni modernisti, quali Mons.
Lacroix, Houtin, Hébert (cf E. POULAT, Intégrisme et
catholicisme intégral, Casterman, 1969, p. 282).
24) “La politica di [Mons.] Benigni – ricorda Pou-
lat – aveva riposto tutte le sue speranze nell’arciduca
ereditario Francesco Ferdinando e in sua moglie Sofia,
ed il loro assassinio a Sarajevo rappresentò un lutto per
i cattolici integrali (Corr. Cath., 4 luglio 1914) (…) ‘Fi- Il primo congresso internazionale antimassonico di
glio mio, siete la nostra principale speranza in Europa’, Trento del 1896. Un esempio dell'impegno
gli aveva detto San Pio X…” (E. P OULAT , antimassonico del pontificato di Leone XIII
Intégrisme…, op. cit., p. 528). Su Francesco Ferdinan- 27) José Calasanz Vivès y Tuto, (1854-1913) cap-
do ed i suoi rapporti con Francesco Giuseppe, cf CAR- puccino spagnolo, creato cardinale da Leone XIII nel
LO SFORZA, Costruttori e distruttori, Donatello De Lui- 1899. Fedele a Leone XIII, fu anche “’uno dei consi-
gi, Roma, 1945 (cap. III: L’Arciduca Francesco Ferdi- glieri più ascoltati’ di Pio X e di Merry del Val
nando, l’uomo che avrebbe potuto salvare l’Impero (anch’egli spagnolo): uno dei tre cardinali, con
asburgico, pp. 45-57); ed. francese: Les batisseurs de quest’ultimo e De Lai, che aveva la fiducia del Papa e
l’Europe, 1945. che questi consultava per i casi difficili, come testimo-
25) “Il governo imperiale di Vienna, come scrive la niarono al Processo di canonizzazione i cardinali Sili e
‘Civiltà Cattolica’, ‘accordò bensì la facoltà di convoca- Gasparri (Positio super virtutibus, pp. 276 e 456)” (E.
zione del Congresso, ma non mandò alcun rappresen- Poulat, Intégrisme et catholicisme intégral, Casterman,
tante ufficiale, ed eccetto la tutela dell’ordine pubblico Paris, 1969, p. 587). Il Cardinal Vives era vicinissimo
per mezzo delle guardie di pubblica sicurezza, non diè non solo a San Pio X, ma anche, naturalmente, al So-
33

dalitium pianum di Mons. Benigni, il quale, dovendo russo non ottenne l’autorizzazione della Santa Sede e il
difendere il Sodalitium dalle accuse che portarono al pericolo al quale avrebbe esposto la Chiesa in Polonia
suo scioglimento, citò proprio il defunto cardinal Vi- fu scongiurato” (p. 139).
ves y Tuto tra i prelati che erano al corrente dell’esi- 33) È l’opinione di CHRISTIAN-PHILIPPE CHANUT
stenza del sodalizio, che ne erano garanti e che si ser- in L’élection de Saint Pie X, (op. cit., p. 207) che l’attri-
vivano della sua azione (cf Risposta ufficiale di Mons. buisce ai cardinali più al corrente delle cose.
Benigni al card. Sbarretti, del 16 novembre 1921, in 34) La Santa Sede non riconosceva il governo ita-
POULAT, cit., pp. 578-586). Sulla posizione di Vives y liano e l’occupazione di Roma (incluso il palazzo pa-
Tuto al conclave del 1903 in favore del card. Rampolla pale, divenuto reale, del Quirinale) per cui era sconve-
cf CH.-PH. CHANUT, L’élection de Saint Pie X, op. cit., niente il contatto tra il Rampolla e un ambasciatore
pp. 109, 128, 210, 227): il cardinal Vives fu il “migliore presso uno stato non riconosciuto dalla Chiesa.
agente elettorale” di Rampolla, la sua “dedizione al 35) FILIPPO CRISPOLTI, Pio IX, Leone XIII, Pio X,
cardinale era totale” e sull’esempio di Vives i cardinali Benedetto XV. (Ricordi personali), Treves-Treccani-
spagnoli votarono per Rampolla fino all’ultimo scruti- Tumminelli, Milano-Roma, 1932-X, pp. 154-155.
nio. Un tale atteggiamento da parte di un porporato 36) Cf YVES CHIRON, Saint Pie X, réformateur de
che sarà capofila della lotta antimodernista sarebbe in- l’Eglise, publications du Courrier de Rome, Versailles,
spiegabile nel caso del minimo sospetto, da parte sua, 1999, p. 141.
di una collusione di Rampolla con la massoneria. 37) A. LOUBIER, Démocratie cléricale, Ed. Sainte
28) Cf la tavola dei sei scrutini pubblicata da Cha- Jeanne d’Arc, Vailly-sur-Sauldre, 1992, pp. 102-103.
nut (op. cit., pp. 252-255). 38) La sua rivista non appare nell’elenco delle “ri-
29) Traduzione di UGO BELLOCCHI, Tutte le enci- viste amiche” del Sodalitium Pianum (cf E. POULAT,
cliche e i principali documenti pontifici emanati dal Intégrisme…, op. cit., p. 69) ma ad essa collaborò con
1740, Libreria Editrice vaticana, vol. VII, pp. 71-73. lo pseudonimo di Roger Duguet (ivi, p. 76) – come an-
30) Cf GAETANO MORONI, Dizionario di erudizio- che alla R.I.S.S. come Pierre Colmet – l’abbé Paul
ne storico-ecclesiastica,, Tipografia Emiliana, Venezia, Boulin (1875-1933), amico di Mons. Benigni e mem-
1843, vol. XXII, voce: Esclusiva; C ARD . W ISEMAN , bro del Sodalitium.
Souvenir sur les quatres dernières Papes, Bruxelles, 39) L’episodio narrato da Lacointa è riferito da H.
1858, pp. 388-389; Enciclopedia cattolica, voci Pio VII, Coston, La République du Grand Orient, op. cit., p. 171;
Pio IX. da G. VIREBEAU, Prélat et Franc-Maçons, op. cit., p. 24;
31) È questa la ragione del Veto secondo l’Enci- dal Marquis de la Franquerie, L’infaillibilité pontificale,
clopedia Cattolica (voce Rampolla): “Aggravò i perico- Diffusion de la pensée française, Chiré-en-Montreuil, II
li della situazione l’isolamento politico della Santa Sede ed. 1973, p. 76 (riassume il fatto, fa il nome del cardina-
di fronte all’Italia, alleata con l’Austria-Ungheria e con le, che sarebbe Merry del Val, e lascia intendere che
la Germania, ciò che mosse il Rampolla, appoggiato dal mons. Marty abbia raccontato l’accaduto direttamente
Pontefice, a normalizzare i rapporti con la Francia re- a lui e non a Lacointa); da F. CAUSAS, in Sous la banniè-
pubblicana ed in particolare ad inserire le forze cattoli- re, n. 126, agosto 2006, p. 5-6. Causas critica apertamen-
che nella vita politica della nazione, dalla quale erano te San Pio X perché avrebbe distrutto le prove del mi-
rimaste avulse dal 1870, a causa della loro pregiudiziale sfatto: “Non è forse triste che San Pio X abbia ordinato
monarchica. Questo ralliement, dettato dalla necessità di di bruciare queste prove schiaccianti per salvare dal dis-
salvaguardare la S. Sede contro l’anticlericalismo italia- onore (?) la memoria del cardinale fellone! Lo scandalo
no, e tendente forse anche a modificare a proprio favore dei deboli di spalle larghe? Così dunque i peggiori nemi-
l’indifferenza asburgica verso il papato, fu interpretato ci della Chiesa e i loro complici ecclesiastici avrebbero
invece dalle sfere governative viennesi come una presa ogni garanzia per compiere il loro abominevole lavoro
di posizione contro le potenze della Triplice Alleanza. E di termiti, minare la Chiesa da capo a piedi, e noi do-
fu appunto il timore di un papa ‘francese’ a determinare vremmo – dopo la loro morte e soprattutto quando dis-
Francesco Giuseppe a far porre dal card. Puzyna, ve- poniamo di prove del loro tradimento – preservare la lo-
scovo di Cracovia, il veto all’elezione al pontificato di ro memoria dallo scandalo e dal disonore di esporre sul-
Rampolla nel Conclave dell’agosto 1903”. la piazza pubblica le loro più vili malefatte? Che tristo
32) E. POULAT, Catholicisme, démocratie et socia- comportamento! Dunque, il Nemico può avanzare tran-
lisme. Le mouvement catholique et Mgr Benigni de la quillamente senza che alcuna sentinella osi gridare all’al-
naissance du socialisme à la victoire du fascisme, Ca- larme? Quanto a noi preferiamo, con Santa Caterina da
sterman, Paris, 1977, p. 415. Secondo Meysztowicz, il Siena, gridare la verità con ogni accento e su tutti i tetti
governo zarista voleva “russificare” le diocesi polac- con ‘centomila lingue’, che questo piaccia o no” (ivi, p.
che loro sottomesse, anche nella liturgia, ed aveva ot- 10, nota 10). Le parole di F. Causas sono inammissibili
tenuto il favore della Segreteria di Stato. Fu allora che per ogni cattolico, in quanto non solo viene criticato
i vescovi polacchi delle provincia annesse alla Russia senza rispetto un Papa, ma un Santo. Si rende conto
chiesero al card. Puzyna di intervenire. Egli ottenne – l’autore di queste righe che il suo giudizio è un’implicita
tramite il Conte Goluchowski, ministro degli esteri del negazione della santità di Pio X? (a prescindere del fat-
governo austro-ungarico – un’istruzione di Francesco to che San Pio X abbia realmente dato ordine di brucia-
Giuseppe che lo incaricava di porre il veto al cardinal re quei documenti, se mai sono esistiti, oppure no).
Rampolla. “Il gesto del cardinal Puzyna, i cui motivi 40) Cf Sous la bannière, n. 126, pp. 7-8. Vedremo
erano a tutti sconosciuti, e che fu attribuito a semplice come il Marchese della Franquerie riprenderà la testi-
docilità verso Francesco Giuseppe, fu molto mal visto monianza dell’anonimo sacerdote francese a suo mo-
dagli altri cardinali. (…) Il cardinal Puzyna non poteva do…
obiettare alcunché per difendersi. Si chiuse nel mutismo 41) Ho trovato il testo della lettera al cardinal
anche quando, di ritorno a Cracovia, fu rimproverato Amette in La Semaine Religieuse du Diocèse de Gre-
dal suo clero che non capiva il suo gesto. Ma il rituale noble (n. 49, 22 luglio 1915, pp. 690-691).
34

42) Cf F. CRISPOLTI, op. cit., pp. 156-158. L’autore 53) J. SYMONDS, op. cit. p. 22.
intendeva sottolineare la differenza di carattere tra 54) MARQUIS DE LA FRANQUERIE, L’infaillibilité
l’“abbottonatissimo” cardinal Rampolla, e il più impru- Pontificale. Le Syllabus, la condemnation du moderni-
dente discepolo card. Della Chiesa-Benedetto XV… smo et la crise actuelle de l’Eglise. Conférences, Diffu-
43) Cf E. POULAT, Intégrisme et catholicisme inté- sion de la Pensée Française, Chiré-en-Montreuil, 1973
gral, op. cit. p. 330. (seconda edizione), p. 76.
44) Cf L. BEDESCHI, L’antimodernismo in Italia. 55) M ARQUIS DE LA F RANQUERIE , Maurras.
Accusatori, polemisti, fanatici, San Paolo, 2000, pp. 33, Grand défenseur des vérités éternelles, nel 20° anniver-
69, 100-102, 123, 173, 184. L’autore, come indica il sot- sario della morte, supplemento al n. 7 del Bulletin de
totitolo, è modernista dichiarato (o meglio, era, poiché l’Occident Chrétien, p. 3.
è morto recentemente). 56) Juifs et chretiens, demain, Allocuzione del car-
45) Quotidiano fondato nel 1892 da Édouard dinal Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo di Parigi, in oc-
Drumont (1844-1917), scrittore nazionalista e antise- casione del conferimento del Premio Nostra Aetate che
mita francese, fortunato autore de La France juive gli è stato conferito, congiuntamente al Gran Rabbino
(1886). Nel 1910 Drumont vende il giornale ad Henri Sirat, dal Centro per la Comprensione tra Ebrei e Cri-
Bazire (1873-1919), ex presidente dell’ACJF (Action stiani (CCJU) dell’Università del Sacro Cuore, a Fair-
catholique de la jeunesse française), e Joseph Denais field, Connecticut (USA), il 20 ottobre 1998, nota 5.
(1877-1960), i quali lo rivendono all’Action Française 57) MARQUIS DE LA FRANQUERIE, Le Saint Pape
nel 1924. Durante il periodo di Basire, La libre parole et le Grand Monarque d’après les propheties, Ed. de
si oppone ai cattolici integrali, che consideravano La Chiré, 1980, pp. 17, 30, 14 nota 3. Il tema del “Gran
Libre parole organo “democratico liberale” (e per loro Monarca” ha sempre avuto una vasta eco in ambienti
e per noi non era un complimento). Nel 1924 il quoti- eterodossi; in Italia è famoso il caso di David Lazza-
diano scompare, ed è ripreso più tardi da Jacques retti (1834-1878), il “profeta” del Monte Amiata.
Ploncard d’Assac (nazionalista cattolico, che conobbe 58) In Le Saint-Siége et le “Secret de La Salette”
Mons. Benigni) nel 1928-1929, quando viene pubblica- (Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia, 2004), il
to l’articolo su Rampolla. Ne era direttore politico il lettore troverà i testi della condanna del parroco – tra
dott. Jules Molle (1868-1931), deputato antisemita di cui una lettera del cardinal Merry del Val e una di San
Oran (Algeria) per il Parti National Populaire di Do- Pio X (pp. 12-14) e una loro presentazione (p. 36).
riot. Dopo una nuova breve cessazione delle pubblica- 59) ROGER DUGUET (Paul Boulin), Autour de la
zioni, nel 1930 ne divenne direttore Henri Coston, fino Tiare, F. Sorlot, Paris, s.d. (testo del 1931). L’abbé
alla scomparsa del giornale nel 1939 (cf E. Poulat, In- Boulin, che conobbe Rigaux nel 1914, pubblica e com-
tégrisme et catholicisme intégral, Casterman, Paris, pp. menta un documento che era in possesso del Parroco
237-239; H. COSTON, Dictionnaire de la politique fran- d’Argoeuves di profezie sui Papi. L’abbé Rigaux – era
çaise, (1967-1982), vol. I, p. 638, 709; H. Coston, La devoto al Segreto di La Salette, a Nostradamus, alla
République du Grand Orient, op. cit., pp. 171-172). causa dei Naundorff e alla teoria del ‘Gran Monarca e
46) Ecco i riferimenti esatti dati da Lacointa: “The del Santo Papa’ (pp. 39-46 ad es.). L’abbé Boulin spie-
Equinox, an XV, vol. III, n. 1, March 1919 E.V., The ga come invece quelle “profezie” siano nate in am-
Universal Publishing Company, 57 Grand River Ave- biente “spirituale” (francescani eretici gioachimiti) e
nue, Detroit, Michigan. Price: 666 cent (!)” (cit. in Sous ghibellino (famiglia Colonna), un po’ come la pseudo-
la bannière, n. 126, luglio-agosto 2006, p. 6). profezia di San Francesco di cui in Sodalitium, n. 49,
47) FELIX LACOINTA, Le Frère .˙. Rampolla, in Le aprile 1999, pp. 65-67.
Bloc antirévolutionnaire, giugno-luglio 1929, articolo 60) Sulle eresie di F. Crombette cf Fr. PIERRE-
riprodotto quasi integralmente da Felix Causas in MARIE O.P., D. VIAIN, G. SALET, Crombette et le crom-
Sous la Bannière, n. 126, luglio-agosto 2006. Le frasi bettisme, Editions scientifiques Saint-Edme. Di Crom-
citate sono alle pagine 6-8 di Sous la bannière. bette ho letto personalmente Lettera al mio Vescovo,
48) H. COSTON, La République du Grand Orient, uno scritto del 21 giugno 1962, diffuso dal CESHE.
op. cit., p. 172. L’errore di fondo consiste nella negazione dell’autori-
49) “It is probabile that for many years the O.T.O. tà del magistero della Chiesa. Altri errori importanti:
existed only in its founder’s imagination, for nothing la negazione della transustanziazione e la preesistenza
seems to have been heard of it between 1895, the date of dell’anima umana di Cristo.
its supposed establishment, and 1904, when it began to 61) Lecture et Tradition, n. 179, gennaio 1992, pp.
be mentioned by name in a periodical called the Ori- 21-24.
flamme” (The Secret Rituals of the O.T.O., Edited and 62) Sodalitium, n. 32, p. 30.
Introduced by FRANCIS KING, C.W. Daniel Company, 63) “Nessun profeta ha descritto con maggior esat-
London, 1973, p. 22). Cf anche M. INTROVIGNE, Il cap- tezza o più dettagli la nostra epoca di un venerabile,
pello del mago, Sugarco, 1990, p. 267 ss; M. Introvigne, morto nel 1658, Bartolomeo Holzhauser. Nella sua ‘In-
Il ritorno dello gnosticismo, Sugarco, 1993, p. 162. terpretazione dell’Apocalisse’, scritta sotto ispirazione
50) M. INTROVIGNE, Il ritorno dello gnosticismo, op. divina…”; “ma torniamo all’’Interpretazione dell’Apo-
cit., pp. 163-164; cf Il cappello del mago, op. cit., p. 251. calisse’, ispirata da Dio al Venerabile Holzhauser”
51) Undici di essi nel canone della messa di Cro- (MARQUIS DE LA FRANQUERIE, Le Saint Pape et le
wley, gli altri due sono aggiunti nel canone della messa Grand Monarque d’après les prophéties, Ed. de Chiré,
di Reuss. Solo Rampolla è depennato. 1980, pp. 5 e 12).
52) J. SYMONDS, La grande bestia. Vita e magia di 64) A. ROMEO, in Enciclopedia Cattolica, 1948,
Aleister Crowley. Prefazione di Julius Evola, Mediter- Città del Vaticano, voce Anticristo, vol. I, col. 1439.
ranee, 1972, Roma, pp. 24 ss. Sconsigliamo vivamente 65) Cf Sous la bannière, n. 126, p. 8.
la lettura di tutto quello che concerne l’O.T.O. e 66) Cf L’infaillibilité pontificale…, p. 76, ripreso
Crowley. da Sous la bannière, p. 5.
35

67) Cf A. LOUBIER, Démocratie clericale, op. cit., maestri dell’A.F., quali Renan, Taine, Comte ecc. non
che giunge al punto di accusare Pio VII di scisma per erano certo cattolici, come pure il suo capo indiscusso,
aver sottoscritto il Concordato: “Ne seguì, come si sa, Maurras). Sul piano pratico, la rottura non ci fu (an-
lo scisma della Petite Eglise. Ma chi parla di scisma? che se ci mancò poco), ma neppure la collaborazione
La firma di questo concordato non era forse scismatica (cf E. POULAT, Intégrisme et catholicisme intégral, op.
sotto molti punti di vista? Non realizzava nella pratica cit., pp. 15, 78, 239, 265, 281, 399, 471). Sul nazionali-
l’installazione della Chiesa di Talleyrand e del suo per- smo, il programma del Sodalitium pianum enunciava
sonale, cosa che la Convenzione non era riuscita a fare al punto 11: “Noi siamo pienamente (…) contro il na-
a causa dell’opposizione dei popoli cattolici? Non era zionalismo pagano che fa riscontro al sindacalismo
la costituzione civile del clero, tale quale Pio VI l’aveva areligioso (quello considerando le nazioni, come que-
condannata perché giudicata scismatica?” (p. 29). Con- sto le classi, quali collettività di cui ciascuna può e deve
tro quest’impostazione, cf J. MORIN, E. VICART, Le fare amoralmente i propri interessi al di fuori e contro
Pape Pie VII précurseur de Vatican II?, presso l’auto- quelli degli altri, secondo la legge brutale di cui abbia-
re, Saint-Malo (vedi la recensione su Sodalitium, n. 49, mo parlato); e, nello stesso tempo, contro l’antimilitari-
pp. 72-73). smo e il pacifismo utopista, sfruttati dalle Sètte allo sco-
68) L’accusa si trova ad esempio nel libro che po d’indebolire e addormentare la società sotto l’incu-
scrisse nel 1916/17 il Marchese de la Vauzelle: Le Se- bo giudeo-massonico; per il patriottismo cristiano di
cret de la Salette devant l’Episcopat français, e che cui la storia della Chiesa cattolica ci ha dato sempre
l’editore Delacroix ha ristampato nel 2002. Non è un splendidi esempi” (Disquisitio, cit., p. 265). Se, di fatto,
caso che si tratti dello stesso editore che pubblicò alcuni cattolici integrali sostennero poi anche l’Action
L’Eglise eclipsée, opera di cui abbiamo già parlato, e Française, e viceversa alcuni nazionalisti difesero il So-
che ha rilanciato in pubblico l’accusa contro il Cardi- dalitium pianum, ciò non toglie che le due cause non
nal Rampolla. Il povero Marchese, in applicazione del erano certo le medesime.
decreto del S. Uffizio del 21 dicembre 1915 sul “segre- 70) Nessuno ignora che il Cristianesimo nascente
to di La Salette”, fu privato dei sacramenti dal suo or- insegnava (già nel Nuovo Testamento) la fedeltà dei
dinario, il Vescovo di Frejus, con decreto del 13 gen- battezzati agli Imperatori, pur essendo costoro pagani
naio 1916, confermato, contro un ricorso del Marche- e persecutori, fermo restando il dovere di non tener
se, con decreto del S. Uffizio del 21 agosto 1916. I do- conto delle “leggi” contrarie al diritto naturale e divi-
cumenti in questione, pubblicati dallo stesso marchese no. Dopo il trionfo del Cristianesimo, la Chiesa non
nel suo libro, saranno aggiunti in una prossima edizio- ha mancato di insegnare il diritto del Papa a deporre i
ne del volumetto da noi pubblicato: La Santa Sede e il Sovrani che mancavano al loro dovere, e quindi la fa-
segreto di La Salette. Il libro del Marchese de la Vau- coltà di sciogliere i sudditi dall’obbligo dell’obbedien-
zelle è diffuso anche dalla DPF… za. Poiché una tale decisione era sovente però imprati-
69) André Le Sage de la Franquerie, collaborato- cabile, la Santa Sede ha spesso imposto ai cattolici la
re del Bloc, di Lacointa, fu anche segretario dei Comi- tolleranza di regimi non cattolici e finanche persecuto-
tés royalistes e delle sezioni dell’Action Française. Ho ri, come nel caso dell’Irlanda e della Polonia, oppresse
già citato una sua conferenza in onore di Maurras, dall’Inghilterra protestante e dalla Russia scismatica
ove, tra l’altro, disse: “uno degli onori della mia vita (ad es. Gregorio XVI, enc Cum primum del 9 giugno
sarà quello di aver conosciuto, frequentato spesso e 1832; enc. Mirari vos del 15 agosto 1832; ep. Litteras li-
amato il Maestro” (p. 2). Nella stessa conferenza, non bentissime del 6 aprile 1839; mentre in circostanze di-
mancano le critiche personali a Pio XI e ai cardinali verse fu pure diverso il linguaggio di Pio IX sulla Polo-
Gasparri e Cerretti (pp. 30-31). Felix Lacointa, “mo- nia e la Russia nel 1864). Il caso della Francia, pertan-
narchico e cattolico fervente”, “dopo la condanna to, non fu certo il primo o l’unico, e la politica di Leo-
dell’Action Française da parte del Vaticano (1927), tra- ne XIII e del cardinal Rampolla verso il governo fran-
sformò la sua pubblicazione [le Bloc catholique] in cese, pur rivelatasi di fatto un insuccesso, non era in
Bloc antirévolutionnaire” (H. COSTON, Dictionnaire de contrasto con una lunga tradizione diplomatica e an-
la politique française, vol. III, p. 392 e vol. IV, p. 396). che dottrinale. Sul diritto d’insurrezione o l’obbligo di
I modernisti hanno sempre identificato le posizioni dei sottomissione al governo costituito, cf San Tommaso,
cattolici integrali (come il Sodalitium pianum di Mons. Summa Theologica, II-II, q. 42, a. 2, corpus e ad 3.
Benigni) e quelle del nazionalismo integrale di Maur- 71) Cf AZZOLIN, op. cit., p. 83, 184-186, 245-246,
ras e dell’Action Française, fin dal libro di Nicolas 359-360.
Fontaine (pseudonimo di Louis Canet) Saint Siège, 72) Cf G. VANNONI, Massoneria, Fascismo e Chie-
“Action Française” et “Catholique intégraux”, (Paris, sa cattolica, Laterza, 1979, pp. 167-171. L’A., in chiave
Gamber, 1928); confusione mantenuta da Padre CON- anti-conciliarista, presenta gli argomenti pro e contro,
GAR o.p. in Vrai et fausse réforme de l’Eglise Cerf, Pa- con personale favore al massonismo di Gasparri.
ris, 1950 (pp. 604-622, appendice III: Mentalité “de 73) “Avete sostenuto con costanza e con coraggio i
droite” et Intégrisme en France) e poi più esplicitamen- diritti della Chiesa cattolica – non senza pericolo per la
te in La crise dans l’Eglise et Mgr Lefebvre, Parigi, vostra vita – contro le sètte nemiche della religione…”,
1976, tr. It. La crisi nella Chiesa e Mons. Lefebvre, così scriveva Benedetto XV, un tempo il più stretto
Brescia, 1976. In realtà, se comune era la stima di San collaboratore di Rampolla, a Mons. Jouin, nel Breve
Pio X e del suo pontificato (cf Ch. MAURRAS, Le Bien- Praestantes animi laudes del 23 marzo 1918.
heureux Pie X, Sauveur de la France, Plon, 1953), e co- 74) “Monsignore, il Sommo Pontefice si è degnato
muni erano molti nemici e avversari (protestantesimo, di gradire con paterna benevolenza l’omaggio del vo-
liberalismo, giudaismo, democrazia cristiana, masso- stro nuovo studio sulla ‘Guerre Maçonnique’. A ragio-
neria), il Cattolicesimo integrale di un Mons. Benigni ne, in questo lavoro, avete avuto cura di mettere in luce
ed il Nazionalismo integrale di Ch. Maurras non pote- con documenti e ragionamenti irrefutabili, la dottrina
vano che escludersi a vicenda sul piano speculativo (i che conduce fatalmente, come lo si vede oggi, alla nega-
36

zione stessa di Dio, all’ateismo sociale, al ‘laicismo’, cumenti, l’affare vien preso in mano dai gesuiti di Etu-
forma attuale di questa empietà che, per il maggior des, che avevano avversato la politica religiosa di San
danno dei popoli, pretende bandire dalle società ogni Pio X: sono coinvolti i Padri de Grandmaison, du Pas-
traccia di religione e ogni intervento della Chiesa. Avete sage, Roland-Gosselin, Desbuquois, Danset, Dumont,
avuto particolarmente cura di far risultare, malgrado le Gadenne, d’Herbigny… (il che spiega, anche se non
menzogne che a volta ingannano i cattolici stessi, giustifica, la campagna anti-gesuita di Mons. Benigni e
l’identità della Massoneria con se stessa, sempre e don Boulin negli anni ’20). Nell’aprile 1921, Mourret
ovunque, come pure la continuità del piano delle sette, compone un memoriale anonimo sul Sodalitium che fu
il cui disegno è certo la rovina della Chiesa cattolica. inviato a Roma, tra l’altro ai Cardinali Gasparri (se-
Sua Santità è lieta quindi di felicitarsi e a incoraggiarvi greteria di Stato) e Cerretti (affari ecclesiatici straordi-
nei vostri lavori, la cui influenza può essere così fecon- nari) con lo scopo di ottenere la soppressione del So-
da nel mettere in guardia i fedeli e nell’aiutarli a lottare dalitium Pianum (praticamente inattivo dal 1914). Il
efficacemente contro ciò che tende a distruggere l’ordi- 10 novembre 1921 il card. Sbarretti, della S.C. del
ne sociale al pari della religione. (…)” (P. Card. Ga- Concilio (la Congregazione che aveva trattato gli affa-
sparri a Mons. Jouin, 20 giugno 1919). Non si tratta ri del Sodalitium sotto San Pio X) interpella Mons.
certo di parole di circostanza. Benigni per la prima volta; il 25 novembre il Cardinale
75) Eugenio Pacelli (Pio XII) fu allievo di Mons. chiede a nome di Benedetto XV di sciogliere il Sodali-
Umberto Benigni alle lezioni di diplomazia che egli te- tium; il 1 dicembre Mons. Benigni annuncia lo sciogli-
neva all’Accademia dei Nobili Ecclesiastici. Quando mento del Sodalizio per l’8 dicembre 1921. Ufficial-
Mons. Benigni dovette dare le dimissioni dal Segreta- mente (ed è questo che conta) il S.P. non fu oggetto di
riato agli Affari Ecclesiastici Straordinari “per non ce- alcuna condanna, e lo scioglimento fu richiesto solo
dere ad una insurrezione di Vescovi esteri contro di lui, date “le mutate condizioni”; in realtà, si disapprovava,
pochi, tanti da contare sulle dita, restarono a lui attac- ma non lo si poteva dire, quanto aveva deciso al pro-
cati”. Tra questi “monsignor Eugenio Pacelli” il suo posito san Pio X. Il processo di canonizzazione di Pa-
successore, il quale, “allora e dopo, e mentre tutti tira- pa Sarto darà ragione a quest’ultimo. Dopo la fine del
vano sassi sul caduto per la difesa di una idea che del S.P. nacque la “leggenda nera” dello stesso in seguito
resto è tutt’altro che spenta, è stato, insieme ad un altro a una campagna di stampa durata dal 1922 al 1928 e
eminentissimo porporato (che nella sua modestia na- mossa da ambienti governativi francesi e ambienti ec-
sconde sentimenti altissimi di pietà e di fede) colui che clesiatici liberali, in occasione della condanna dell’Ac-
non solo ricordò, quando ne ebbe occasione, il suo an- tion Française di Maurras. Questa campagna sfociò nel
tico Sostituto e professore, ma ebbe rispettosa conside- famoso volume Saint-Siège, ‘Action Française’ et ‘Ca-
razione per le sue dottrine”. Così scrisse un’amico sin- tholiques intégraux’ (1928), a firma Nicolas Fontaine.
cero di Mons. Benigni, il giornalista Guido Aureli Si trattava di uno pseudonimo (N. Fontaine era un an-
(1869-1955), nipote del cardinal Galimberti, che di tico giansenista) dietro il quale si celava Louis Canet
Rampolla era avversario, su La Vita italiana (fascicolo (1883-1958), alto funzionario governativo, esecutore
CCCXII, marzo 1939, p. 279). E in effetti, la canoniz- testamentario di Loisy e amico di Laberthonnière, il
zazione di San Pio X e l’elogio di Mons. Benigni nella quale metteva nello stesso sacco il cattolicesimo inte-
Disquisitio sono il più bel regalo che Pio XII avrebbe grale di Mons. Benigni e il nazionalismo integrale
potuto fare al suo vecchio maestro. dell’Action Française, in piena bufera dopo la condan-
76) F. CRISPOLTI, op. cit., pp. 130-132. na di Roma. Bisognerà attendere il 1950, con la pub-
77) Ibidem, p. 128. blicazione della Disquisitio vaticana su Pio X e Mons.
78) Sulle vicende romanzesche che portarono allo Benigni, per vedere trionfare la verità con la piena ri-
scioglimento del Sodalitium pianum, cf E. Poulat, Inté- abilitazione di Mons. Benigni. Nel frattempo però in
grisme…, passim. La prima denuncia a Roma, dopo la Francia l’integrismo era diventato definitivamente uno
morte di San Pio X, venne dall’arcivescovo d’Albi, spauracchio, denunciato nientemeno che da una lette-
Mons. Mignot (1842-1918), protettore dello scomuni- ra pastorale dell’arcivescovo di Parigi, il Cardinal Su-
cato Loisy. Ma il complotto che condusse allo sciogli- hard (Essor ou déclin de l’Eglise, Lettera pastorale per
mento iniziò in Germania, presso i sostenitori della il 1947). Meno di un ventennio dopo, e le acque torbi-
“scuola di Colonia” che difendeva l’interconfessionali- de del “Reno” (la teologia modernista che sotto trac-
smo dei sindacati cristiani, contro le direttive di San cia dominava già in Francia, Germania, Belgio, Au-
Pio X. È in questi ambienti che si riuscì ad ottenne dal stria, Olanda, Svizzera) si gettavano nel Tevere roma-
direttore politico dell’amministrazione militare tede- no col Vaticano II, col quale il modernismo ha vinto
sca in Belgio, Van der Lancken-Wakenitz, un ordine una battaglia importante di una guerra già – divina-
di perquisizione contro un membro fiammingo del So- mente - persa. Le porte dell’inferno non prevarranno!
dalitium, l’avv. Joncks, di Gand (18 maggio 1915) con 79) R. DE MATTEI, Modernismo e antimoderni-
la conseguente confisca dei documenti riservati del So- smo nell’epoca di Pio X in M. BUSI, R. DE MATTEI, A.
dalitium. Alle autorità germaniche, Mons. Benigni era LANZA, F. PELOSO, Don Orione negli anni del moder-
stato falsamente presentato come implicato in atti di nismo, Jaca Book, Milano, 2002, pp. 68-71.
spionaggio a favore della Russia, della Serbia e della 80) Cf ANGELO TAFI, Il servo di Dio Mons. Gio-
Francia! La prima fase vide coinvolti elementi moder- vanni Volpi (1860-1931), Arezzo, 1981. Mons. Volpi fu
nizzanti tedeschi, belgi e olandesi; il padre camilliano direttore spirituale di S. Gemma Galgani e della B.
Höner († 1920) resta in possesso dei documenti. La se- Elena Guerra.
conda fase ha inizio nel 1921, quando lo storico sulpi- 81) GIOVANNI AZZOLIN, Gli Scotton. Prediche bat-
ziano Fernand Mourret (1954-1938), amico del moder- taglie imboscate, La Serenissima, Vicenza, 1998.
nista Blondel, che sarà tenuto al corrente di tutta la 82) Su tutta la questione, si veda anche F. RICOS-
manovra, si reca dal sacerdote olandese Geurts, erede SA, Il Papa del Concilio; Terza puntata: da Bergamo a
del fondo Höner. Di ritorno a Parigi con copia dei do- Roma (1914-1925) in Sodalitium, n. 24.
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83) Cf LUCIA BUTTURINI, Tradizione e rinnova- il culto, secondo i tempi: essa renderà quella più sempli-
mento nelle riflessioni del giovane Roncalli, in: ce, più liberale, e questo più spirituale; e per quella via
AA.VV., Un cristiano sul trono di Pietro, Servitium essa diventerà un protestantesimo ortodosso, graduale,
editrice, Gorle (Bergamo), 2003, pp. 13-26. Proprio non violento, aggressivo, rivoluzionario, insubordina-
l’americanismo spiega il particolare modernismo di to; un protestantesimo che non distruggerà la continuità
Roncalli, pragmatico, ottimista, desideroso di “aggior- apostolica del ministero ecclesiastico né l’essenza stessa
namento”. del culto’” (M. BUSI, R. DE MATTEI, A. LANZA, F. PE-
84) “Il Modernismo si proponeva (…) di trasfor- LOSO , Don Orione negli anni del modernismo, Jaca
mare il cattolicesimo dall’interno, lasciando intatto, nei Book, Milano, 2002, p. 50). La citazione di Buonaiuti,
limiti del possibile, l’involucro esteriore della Chiesa: ‘Il l’ultimo scomunicato “vitando”, è tratta da: E. Buo-
culto esteriore,- continua Buonaiuti – durerà sempre naiuti, Il modernismo cattolico, Guanda, Modena,
come la Gerarchia, ma la Chiesa, in quanto maestra dei 1943, p. 130; cf anche Sodalitium, n. 55 (dicembre
sacramenti e dei suoi ordini, modificherà la gerarchia e 2002), pp. 54-55.

“Con il Papa e per il Papa” Don Davide Albertario, sacerdo-


Vita di Don Davide Albertario, giornalista te lombardo, battagliero giorna-
intransigente. lista lavorò sotto i pontificati di
don Ugolino Giugni
Pio IX e Leone XIII: “ha insegna-
to ai cattolici la coerenza fino al
Prima parte: La formazione e le battaglie sacrificio e, sopra ogni altra co-
dell’Osservatore Cattolico
sa, la fedeltà alla Cattedra di
Pietro anche quando condanna
N el 2002 ricorrevano i cento anni dalla
morte di don Davide Albertario, sacer-
dote lombardo nonché illustre e battagliero
e castiga”
giornalista che lavorò sotto i pontificati di
Pio IX e Leone XIII. In questo articolo ci IX e di Leone XIII durante i quali guidò le
proponiamo di portare a conoscenza dei battaglie dei cattolici intransigenti e animò
lettori la sua vita e la sua opera. Ai suoi anche gli inizi del movimento cattolico ita-
tempi Albertario era un giornalista cono- liano nella difficile situazione di opposizio-
sciutissimo e non aveva bisogno d’alcuna ne tra la Chiesa e lo stato unitario che ne
presentazione, ma oggi, essendo passato un calpestava i diritti.
secolo, il tempo ha fatto un po’ dimenticare
la sua persona ed è quindi necessario e do- Origini: i primi anni, la formazione
veroso ricordare ciò che ha fatto. Di lui
scriveva il suo biografo Giuseppe Pecora Davide Albertario nacque il 16 feb-
“ha insegnato ai cattolici in ore di gravi ten- braio 1846 a Filighera in provincia di Pa-
tazioni, la coerenza fino al sacrificio, la ne- via. Quinto dei quattordici figli di Pietro
cessità della difesa a contrattacco, e, sopra Paolo Albertario e di Marianna Bianchi; la
ogni altra cosa la fedeltà alla Cattedra di sua famiglia, di ceppo contadino e di stile
Pietro anche quando condanna e castiga”. patriarcale (sottolineato dai ricorrenti no-
mi di battesimo biblici usati quali: Mosé,
Periodo storico Davide, Aronne, Giuditta, Giuseppe), era
radicata da circa dieci generazioni alle “ca-
Don Albertario visse in quel travagliato se nuove” di Filighera. Questa terra gene-
periodo che fu la seconda metà dell’800 rosa e pingue che dava loro il sostentamen-
che vide il compiersi della rivoluzione con to aveva una profonda influenza sugli Al-
la realizzazione risorgimentale della “unità bertario: “da essa traevano la calma, la se-
d’Italia” ispirata dalla massoneria, nonché renità e la fermezza; essa ispirava la confi-
gli inizi del Regno d’Italia, il concilio Vati- denza in Dio creatore e conservatore, la
cano I, la presa di Roma (1870) con la per- serietà della vita, l’umiltà e la gioia del la-
dita del potere temporale dei Papi. Alber- voro, l’amore per gli infelici e i poveri, la
tario visse sotto i lunghi pontificati di Pio rassegnazione al dolore, la certezza
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pre nella sua opera giornalistica un disprez-


Don Albertario faceva parte di quella
zo per le caste infrollite, per la nobiltà in-
corrente politico-religiosa che viene
fiacchita, per i pallidi cittadini che non co-
chiamata “intransigente”. Che cosa
noscevano il sole, il vento e le brezze della
rappresentava questa posizione ai suoi
campagna” (2). A nove anni Davide entrò
tempi?
“rubesto e sdegnoso come un cavallo selva-
Etimologicamente si potrebbe defini-
tico” nel collegio pavese e poi in seminario
re intransigente una persona che si
dove imparerà ad obbedire e studiare. In
mantiene irremovibile nelle proprie idee,
seminario si ricordò le parole della madre,
contraria ad ogni compromesso, e che
Intransigentismo e conciliatorismo

donna di grandi sentimenti, che gli aveva


quindi non transige in nessun caso.
detto: “prima di obbligarti alla vita sacer-
Storicamente, nel contesto politico in
dotale, pensa a quello che fai; tu sei libero,
cui visse l’Albertario i cattolici intransi-
sarai sempre il mio caro Davide in ogni
genti erano quelli che dopo il 1860 ed
condizione di vita; consigliati con Dio e con
ancor più con la presa di Roma del
il tuo confessore; quando abbi deciso,
1870 rifiutavano l’abbattimento del po-
quando abbi abbruciato le navi dietro di te,
tere temporale del Papa come conse-
sii fermo nel proposito tuo, fino alla morte;
guenza dell’unificazione italiana, e che
pensa, hai tempo, pensa seriamente”. La
consideravano la conquista della Città
buona madre fu sempre l’angelo consolato-
Eterna come un’ingiuria al Pontefice e
re nelle lotte del suo don Davide, e sul letto
un affronto alla stessa religione Cattoli-
di morte gli raccomandava ancora di non
ca. Questi cattolici restarono fermi in
abbandonare mai la bandiera della Chiesa
tale posizione fino alla caduta del “non
e del Papa con queste parole: “So poche
expedit” sotto S. Pio X che avrebbe
cose, ma qualche cosa conosco; orbene ri-
permesso gradualmente ai cattolici la
tieni che è meglio passare come vittima in-
partecipazione alla vita politica dello
nocente anziché come carnefice fortunato;
stato unitario nelle elezioni amministra-
ritieni che la fede operosa è l’unica gioia e
tive e poi per il parlamento nazionale.
l’unico vantaggio della vita; ritieni che nella
Molti intransigenti sarebbero poi con-
famiglia si hanno sempre i migliori amici;
fluiti nella corrente integrista, che com-
ritieni che l’uomo di carattere non perisce
battè il modernismo, della quale faceva
morendo; ritieni che è buona la tua posizio-
parte anche Papa Sarto.
ne, poiché gli avversari se usano contro di
Ai cattolici “intransigenti” si oppone-
te la menzogna hanno necessariamente una
vano i “conciliatoristi” o liberali che rite-
pessima causa; difendi la religione di tuo
nevano superato il potere temporale dei
padre e mia, onora ed ama la casa; abban-
Papi, erano fautori dell’unità nazionale
donati nelle mani di Dio e del Papa” (3).
e chiedevano una “conciliazione” tra la
Chiesa e lo Stato.
La conversione dal liberalismo giovanile:
Albertario diventa “intransigente”
dell’immortalità. Nello spettacolo quotidia-
no dei loro campi trovavano la conferma di Nel collegio di Pavia il giovane Alberta-
quelle verità religiose che apprendevano rio subì l’influenza dei sacerdoti liberali,
nella chiesa e nella scuola. Chi si allontana, antiromani e giansenisteggianti che quivi
sedotto dai miraggi della città e non torna insegnavano; e fu per questo motivo che i
più, si condanna alla nostalgia; chi vi ritor- famigliari preoccupati dai sentimenti libe-
na rinnovella le forze e le energie a contat- rali che egli già manifestava, decisero di
to con la propria terra” (1). L’amore per la mandarlo fuori diocesi: a Milano. Compiuti
sua terra sarà sempre fortissimo in don Da- quindi gli studi ginnasiali nel 1860 Davide
vide, neanche la passione per il giornalismo entrava nella prima classe del seminario S.
riuscirà a spegnerlo, e nei momenti di sco- Pietro Martire, per poi passare il secondo e
raggiamento e di riposo dalle lotte, ad essa terzo anno nel seminario di Monza.
tornerà sempre con piacere. Sarà proprio nel seminario di Monza
Davide Albertario “si sentiva, con rude che avverrà la sua “conversione” dal libera-
orgoglio, figlio di popolo, rampollo di lismo all’intransigentismo. Fu nel 1864,
schiatta non fiaccata dai vizi e portò sem- quando assieme agli altri chierici Davide
39

cortigianerie dei preti conciliatoristi; che


giustificava il segreto delle logge come
l’aperta violenza della stampa, che affratel-
lava intorno alle leggi anticlericali corifei
della Destra e della Sinistra, estremisti e
conservatori, uomini del partito d’azione e
monarchici: il liberalismo, ecco il gran nemi-
co della Chiesa e del Papa, il subdolo nemi-
co, che nutritosi col sangue della ghigliottina
terroristica della rivoluzione francese, vanta-
vasi fonte di libertà ed era oppressione scan-
dalosa, di eguaglianza ed era vilipendio
dell’umana dignità a profitto di pochi, di fra-
tellanza ed era disconoscimento del diritto
di professare la verità e la fede ».
Proprio in quel 1864 usciva l’enciclica
Quanta Cura con il Sillabo, di Pio IX; l’Al-
bertario farà sua come un comando la pro-
posizione che condannava l’idea che: “il
La madre di don Albertario: Marianna Bianchi Romano Pontefice possa e debba riconci-
liarsi e transigere col progresso, col liberali-
Albertario assistette alla perquisizione e smo e colla moderna società”.
detenzione, ad opera del governo liberale Di colpo diventò “intransigente”, volle
di Torino, di Mons. Caccia Dominioni, vi- esserlo ogni giorno di più e rivolse tutti i
cario episcopale di Milano, (4) a causa della suoi sforzi, il suo ingegno, la sua cultura, i
ferma volontà di quest’ultimo “di obbedire suoi studi per l’attuazione della missione a
al suo superiore, il Papa” e non cedere alle cui si sentiva chiamato. “Fu dunque nei se-
istanze del Re che contro le regole canoni- minari di Milano – scrisse Albertario stes-
che voleva imporre la nomina al Capitolo so, anni dopo – che mi liberai dalle affezio-
metropolitano di alcuni sacerdoti liberali e ni liberalesche contratte a Pavia. E fu nei
quindi graditi al governo. seminari di Milano che nelle buone idee e
« Per il Chierico Albertario fu una rive- nelle buone dottrine venni rassodato da
lazione – come ebbe egli stesso a dire ai professori egregi” » (5). In seguito Davide
suoi amici. - Sul suo animo giovane il passo Albertario fu mandato, dai suoi superiori, a
cadenzato dei carabinieri, che montavano di compiere i suoi studi teologici a Roma
guardia al povero vescovo, reo di non piega- presso l’università Gregoriana dove poteva
re il capo davanti alla violenza e di obbedire apprendere le “dottrine più sicure” e dove
romanamente al Papa lo colpì al cuore. Me- “potrà sentire il cuore del Papa scandire le
ditò sugli avvenimenti e capì che il liberali- ore della gioia e del dolore”. Da Roma tor-
smo imperante associava l’unità all’indipen- nerà confermato nella sua fede e nei suoi
denza della patria, alla distruzione del Pon- propositi, “disposto e armato per la buona
tificato e allo sgretolamento del cattolicesi- battaglia”. Il 7 agosto 1868 aveva consegui-
mo. Sentì che la sua vocazione sacerdotale to la laurea e il dottorato in teologia. Il 16
sarebbe rimasta incompleta, se non avesse febbraio del 1869 don Davide Albertario ri-
insieme giurato di combattere per la causa e cevette l’ordinazione sacerdotale dall’arci-
il trionfo della religione, per il Papa minac- vescovo Mons. Nazari di Calabiana (6) nel
ciato da ogni parte, se non si fosse schierato duomo di Milano.
tra gli audaci che non si adattavano ai fatti
compiuti e che, davanti al triste presente, Don Albertario arriva a L’Osservatore
volevano salvare, anche con il sacrificio Cattolico – Giornalista per vocazione
estremo, le ragioni dell’avvenire.
Il nemico da combattere era un principio Papa Pio IX fu all’origine de l’Osserva-
incarnato dagli uomini del suo tempo; un tore Cattolico quando nell’estate del 1863,
principio rivoluzionario e latitudinario, che vista la difficile situazione della diocesi di
ispirava le mene segrete delle sétte, come le Milano, incoraggiò Mons. Caccia Dominio-
40

ni a procurare la pubblicazione di un gior-


nale cattolico nella metropoli sull’esempio
de l’Armonia di don Giacomo Margotti a
Torino. Il primo numero del giornale uscì il
2 gennaio del 1864. Primi direttori e fonda-
tori de l’Osservatore Cattolico furono
Mons. Giuseppe Marinoni (7) e don Felice
Vittadini, tra i collaboratori don Enrico
Massara e don Giuseppe Sommaruga. Tra
lo stupore degli stessi suoi redattori, di tutti
i suoi detrattori e avversari che lo avevano
bollato come il “giornale del Papa” e che
avevano profetizzato che era “nato morto”,
l’Osservatore progredì rapidamente, crebbe
il formato, aprì la propria tipografia e allar-
gò la cerchia degli abbonati e degli amici.
Sotto il titolo figurava la frase di S. Ambro-
gio: “Ubi Petrus ibi Ecclesia: ubi Ecclesia,
ibi nulla mors sed vita aeterna”; nell’artico-
lo programmatico si diceva che “Cattolici e
Italiani veneriamo in Pio IX il Pastore della Don Davide Albertario, giovane sacerdote
Chiesa, il Successore di Pietro, il Vicario di
Cristo… Anche noi protestiamo con S. Gi- potendo attaccare direttamente le dottrine
rolamo di non conoscere né Paolino né Me- sostenute dal giornale (perché coincideva-
lezio, né alcun Dottore universale, ma solo no con la posizione di Pio IX) lo accusò di
il Romano Pontefice, poiché chi non è con mancanza di carità e violenza e brutalità
lui, non è colla verità”. nei modi. Don Davide arrivò all’Osservato-
Papa Pio IX fu sempre grande sosteni- re Cattolico proprio in quegli anni, subito
tore del giornale in mezzo alle ripetute dopo l’ordinazione sacerdotale, in seguito
tempeste che esso dovrà affrontare. Nel anche al fallimento di un concorso per otte-
1867 di fronte ai timori dei redattori per nere la parrocchia di Belgioioso, in diocesi
l’opposizione del nuovo arcivescovo Nazari di Pavia. In fin di vita nel 1902 l’Albertario
di Calabiana di idee liberali, Pio IX scrive- poteva ancora scrivere a don Ernesto Ver-
va: “Voi mi rappresentate quel clero fedele cesi: “Io amo il giornalismo cattolico; esso è
che da S. Carlo a noi ha sempre aderito alla un inno quotidiano di gloria a Dio, di
Santa Sede; lavorate, proseguite; se altri omaggio alla verità, di elevazioni nobilissi-
non vi ama, io vi amo, ed io vi conforterò; me. Con il giornalismo cattolico si serve al-
voi siete sotto la mia protezione. Chi mai in la religione, alla patria, al Papa, si difendo-
tanto bisogno di soldati che difendano la no la giustizia e l’innocenza che spesso non
Chiesa sacrificherebbe un valoroso come il altrimenti possono difendersi, si sventano
vostro Osservatore”. Questi sentimenti del le malignità dei tristi, si pongono in guardia
Papa vennero periodicamente confermati i buoni, si istruisce, si educa, si illumina, si
dai brevi che Pio IX mandò al giornale. compie l’apostolato cristiano in una forma
Albertario era giornalista “per vocazio- geniale ed efficacissima, si esercitano le fa-
ne” come altri nascono poeti o pittori, vero coltà letterarie nella maniera più utile”. Le
“Atleta del giornalismo cattolico, impugna- battaglie e le angustie di più di 25 anni di
va la penna come una spada, rovesciando giornalismo non avevano fiaccato l’animo
sul nitore della carta una valanga di periodi dell’atleta del giornalismo cattolico.
scaturiti dalla mente come lava vulcanica”,
come diceva don Giuseppe Pecora, suo ni- Le battaglie de L’Osservatore Cattolico
pote e suo biografo. Nel 1870 si aprì il Con-
cilio Vaticano I e incominciarono le pole- • Il liberalismo. Il liberalismo, in quegli
miche tra infallibilisti e antinfallibilisti; di anni, andava a braccetto con l’anticlericali-
questi ultimi faceva parte anche l’arcivesco- smo di stato, che si manifestava con leggi
vo di Milano Nazari di Calabiana, che non vessatorie e assurde nei confronti della
41

Chiesa e dei cattolici fedeli al Papa. Uno dei gessero in pulpito le encicliche pontificie
punti di scontro fu la questione dell’educa- (tra il ’72 e il ’73 furono ventinove i vescovi
zione cattolica dei giovani (da sempre la ri- processati per questo motivo). Il governo
voluzione per far avanzare il suo piano ha permetteva, e incoraggiava lasciandole im-
mirato ad impadronirsi dell’insegnamento, punite, clamorose dimostrazioni e violenze
che le permette di deformare e pervertire i anticlericali, fin sotto il Vaticano (11).
giovani alle sue idee). Albertario fin dal Albertario e i suoi amici inquadravano
1875 (Congresso Cattolico di Venezia) ave- la questione romana nel quadro storico del
va proposto la fondazione di una Università momento e cioè nel gigantesco tentativo di
Cattolica (8) per spronare i cattolici ad otte- apostasia mondiale, nella guerra generale
nere la libertà del loro insegnamento contro per sostituire alla religione di Cristo la “re-
uno stato leviathano centralista e giacobino. ligione della libertà” liberale. Essi conside-
Don Albertario opponeva al liberalismo ravano, a giusto titolo, la legge delle Gua-
settario la difesa della libertà della Chiesa rentigie come un piatto di lenticchie offerto
affermando che il concetto stesso di libertà al Papa affinché rinunciasse ai suoi sacro-
porta i cattolici a “domandare che ci si con- santi diritti. L’Albertario scriveva: “Una
ceda di educare cattolicamente i figlioli. Non nuova frase fu coniata dai liberali e procla-
è fanatismo il nostro nè è pregiudizio: è puro mata in parlamento, cioè Religione senza
amore di libertà. Chi non chiede come noi la Chiesa (cattolica). Questa frase che ha avu-
libertà non è liberale, ma è un tiranno” [Os- to le sue procreazioni in quelle altre di libe-
servatore Cattolico 21/08/1875] (9). ra Chiesa in libero Stato, di separazione del-
“Sulla sua bocca d’«intransigente» ne- la Chiesa dallo Stato, di morale senza dog-
mico del liberalismo, quel grido alla libertà ma, di legge senza Dio, di incompatibilità
non poteva essere interpretato (e infatti del sacerdozio con la politica, questa frase
nessuno l’interpretò) in altro modo che co- ha ora il prestigio e la seduzione della gio-
me una liberazione dell’anima italiana dalla vinezza, ed è quella che sintetizza il concet-
schiavitù irreligiosa che i sacerdoti della to rivoluzionario in cui ci troviamo” (12).
«religione illiberale» (come dice il Croce) L’opera dell’Albertario poteva essere
andavano concretando con leggi e istituzio- riassunta nel celebre motto “Per il Papa e
ni assurde. Così, quando pochi mesi dopo con il Papa”. Questa dirittura di principi e
uscì il Sillabo di Pio IX, l’Albertario non di sentimenti era altamente approvata da
ebbe a soffrire crisi di coscienza, ma si tro- Pio IX, che ringraziava l’Osservatore Catto-
vò allo stesso posto di prima, in armi e in lico per l’Obolo di San Pietro con due Bre-
piena battaglia contro le dottrine condan- vi, il primo del 4 Febbraio 1874, il seguente
nate dal solenne e vituperato documento del 11 Ottobre 1875: “Ma il dono di gran
pontificio” (10). lunga più accetto, pel quale continuamente
• La “questione romana” divideva i cat- vi meritate la nostra gratitudine, lo ricono-
tolici in particolare e la società dell’epoca sciamo nell’impegno, con cui opponete la
in generale. Si parlava allora di Italia “rea- sana dottrina agli errori del giorno e vi ado-
le” e di Italia “legale”. I liberali e concilia- perate a difendere la causa della verità e
toristi credevano preferibile, per la dignità della giustizia, per nulla distolti dalla mal-
e spiritualità del ministero religioso, l’accet- vagità degli empii e dalla difficoltà delle
tazione dei fatti compiuti (Italia “legale”) e circostanze. Per il che ci congratuliamo e ci
l’abbraccio tra Pio IX e Vittorio Emanuele rallegriamo di quanto ci comunicate intor-
II al cospetto del mondo. Sull’altro fronte no al progredire e all’ampliarsi del vostro
gli intransigenti ritenevano indispensabile, giornale, e vi auguriamo che Dio anche in
all’esercizio del ministero papale, la sovra- avvenire col suo favore accompagni i vostri
nità temporale su un territorio che gli assi- sforzi e le vostre fatiche. Proseguite pertan-
curasse l’indipendenza da ogni ingerenza to con alacrità nelle opere intraprese, an-
esterna (Italia “reale”). che se combattendo si opporranno gli odii
In quegli anni si moltiplicarono, da par- dei malvagi, o vi mancheranno i soccorsi di
te del nuovo governo unitario, leggi anti- coloro che in sì gravissima guerra dimo-
cattoliche, ispirate dalla Massoneria, quali stransi soldati degeneri. Noi intanto nel
proibizione di pellegrinaggi e processioni, commendare colla meritata lode il vostro
processi contro sacerdoti e vescovi che leg- zelo, e nel rendervi i dovuti ringraziamenti
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per i prestatici officii, a tutti ed a ciascuno Albertario prese il treno per Roma dove
di voi amorevolmente impartiamo quale at- bussando alle porte giuste ottenne un altro
testato della pontificia dilezione, l’apostoli- breve di Pio IX datato 17 gennaio (1878)
ca benedizione” (13). che elogiava il quotidiano milanese. Ancora
Questo appoggio incondizionato di Pa- una volta L’Osservatore era stato salvato
pa Pio IX permise a L’Osservatore Cattoli- dal Papa e il Nazari non potè più insistere
co di resistere e di continuare la sua opera per lo scioglimento del giornale.
malgrado le proteste, gli attacchi, i rimpro- • I Rosminiani. La questione rosminia-
veri del clero liberale e conciliatorista, tra na agitava gli animi del clero in quella se-
cui molti vescovi come Bonomelli di Cre- conda metà dell’ottocento. A Milano, fin
mona e soprattutto lo stesso arcivescovo di dal 1851, l’arcivescovo Romilli aveva proi-
Milano Nazari di Calabiana. “Quando tali bito l’insegnamento della filosofia del Ro-
brevi giungevano all’Osservatore Cattolico smini in Seminario, licenziando sedici pro-
la redazione era in festa. Gli entusiasmi si fessori tra i quali il celebre abate Stoppani
raddoppiavano, scoppiavano interminabili (che sarà in seguito acerrimo nemico
evviva al Papa. […] L’Albertario […] senti- dell’Albertario, denunciandolo presso un
va nelle parole auguste soprattutto l’incita- tribunale civile). Va detto inoltre che il cle-
mento a nuove battaglie, persuaso d’altra ro più liberale e conciliatorista propendeva
parte che «questa unione al Sommo Ponte- più facilmente per le idee rosminiane in av-
fice, questa pratica esatta della sua dottrina versione al Tomismo.
quale egli ce la spiega» fosse «un mezzo per Il 3 luglio 1854, sotto Pio IX, la congrega-
mantenere l’unità coi nostri confratelli di zione dell’Indice aveva emanato il decreto
giornalismo e con gli altri cattolici»” (14). Dimittantur col quale si imponeva il silenzio
Quando il 9 gennaio 1878 morì Vittorio sia ai fautori che agli avversari della filosofia
Emanuele II “Padre della Patria”, don Al- rosminiana. Questo decreto permise una
bertario firmò un articolo di fuoco su l’Os- ventina d’anni di relativa calma. La polemica
servatore nel quale parlando del defunto so- si riaccese nel 1871 in seguito ad un articolo
vrano scriveva: “proclamò in un pubblico del Margotti su l’Unità Cattolica. L’Alberta-
discorso: A Roma siamo, a Roma restere- rio ricordò dalle colonne de L’Osservatore
mo! Dio ne confermò la parola e Vittorio Cattolico che il decreto Dimittantur non im-
Emanuele è là cadavere sotto le volte di una plicava affatto una positiva approvazione del
stanza pontificia. Un periodo si chiude della sistema, ma soltanto una non condanna e ri-
rivoluzione italiana e un periodo nuovo in- cordava che le precedenti condanne di due
comincia. È morto e sia. Che ha fatto egli opere del Rosmini permettevano di dare un
per la gloria di Dio? Dio giudicherà per la giudizio definitivo sul pensiero politico, reli-
vita futura, noi giudichiamo la terrena. (…) gioso e civile del roveretano; la campagna
Sono domande terribili. Noi le facciamo sul- anti-rosminiana condotta da L’Osservatore
la salma fredda di un Re di Savoia, morto aveva, naturalmente, le simpatie dei tomisti.
nel palazzo apostolico del Quirinale” (15). Le polemiche andarono avanti per diversi
L’arcivescovo Nazari di Calabiana, peraltro anni e portarono infine un duro colpo a
insignito della dignità di senatore del Re- L’Osservatore quando, nel 1876, il cardinale
gno, se la prese a male e convocò i redattori De Luca, responsabile della Sacra Congrega-
del giornale Albertario e Massara intiman- zione dell’Indice, su ispirazione dei rosminia-
do loro di sciolgierlo e intimando lo sfratto ni, richiamò ad un rigoroso silenzio sulle
dalla diocesi dell’Albertario. Bisogna nota- opere del Rosmini e impose al giornale mila-
re che l’arcivescovo non aveva battuto ciglio nese di riconoscere pubblicamente di aver
quando il prevosto di S. Maria della Passio- errato nell’interpretazione del Dimittantur.
ne aveva elogiato smaccatamente dal pulpi- In realtà, come si scoprì in seguito, la lettera
to il defunto sovrano lodando in lui ciò che del De Luca non era un decreto ufficiale del-
il Papa aveva condannato come danno alla la Congregazione bensì un documento priva-
religione. Mons. Nazari aveva inoltre fatto to non destinato alla pubblicazione; ma l’ar-
preparare una protesta sottoscritta da 90 sa- civescovo di Milano Nazari di Calabiana,
cerdoti, liberali e nemici di don Davide, e ostile all’Albertario, fu ben felice di lasciare
pubblicata dallo Spettatore. Tre ore dopo il giornale milanese sotto il peso di un’appa-
l’incontro con l’arcivescovo di Milano don rente, benché ingiusta, condanna.
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I processi contro l’Osservatore e il suo Il processo del 1881.


direttore
Nella canonica di Viadana, una donna,
Numerosi furono gli scontri e le polemi- parente del parroco e addetta ai suoi servizi,
che con avversari ed ecclesiastici che lo porta- portava i segni di avanzata maternità; don
rono a doversi difendere nelle aule di un tri- Albertario che aveva dimorato là per predi-
bunale. Il più delle volte questi processi erano care la quaresima venne accusato di quella
un pretesto con il quale i suoi nemici cercava- colpa. In realtà da un’inchiesta fatta dal ve-
no di screditarlo e di fiaccare la sua fibra. scovo di Cremona Bonomelli, risultò che la
Certamente il carattere irruente, battagliero e donna era un'isterica di facili costumi, già
impetuoso di don Davide era all'origine di madre per tre volte prima di allora e che
molti dei suoi problemi; egli si gettava “bran- don Davide era del tutto estraneo ai fatti.
dendo la penna come una spada” nella pole- Ma la notizia trapelò e gli avversari imbasti-
mica, laddove ciò gli sembrava necessario per rono lo scandalo; i giornali come “lo Spetta-
la difesa della verità, l'onore del Papa e della tore” dicevano che Albertario aveva infran-
Chiesa, senza andare troppo per il sottile a to la disciplina del celibato e si era disonora-
considerare le insegne e la dignità dei suoi to. Egli venne apostrofato come “lo stupra-
avversari. « “Col Papa e per il Papa” era la tore di Filighera”. Il clero liberale e rosmi-
formula e il motto di guerra: dunque addosso niano fece una colletta per istituire un pro-
a tutti quelli che più o meno ambiguamente cesso civile a Milano; don Davide ottenne
cercano di minorare o velare lo splendore da Mons. Bonomelli, che in questa occasio-
della massima autorità, contro quelli che la ne non pospose gli interessi della verità alle
combattono apertamente, come contro gli al- questioni di parte politica, che ci fosse un
tri che per interesse, debolezza o vanagloria si processo ecclesiastico in diocesi di Pavia (la
acconciano ai fatti compiuti, predicano la ras- diocesi in cui era incardinato l’accusato). Fi-
segnazione passiva, il quietismo politico, la ri- nalmente dopo otto mesi di dibattito e d’in-
nuncia a diritti inviolabili. Che importa se so- dicibili sofferenze per don Albertario sia il
no uomini costituiti in dignità o ecclesiastici tribunale ecclesiastico che quello civile lo as-
di alto bordo? Peggio per loro, che non han- solvevano rendendogli il suo onore di sacer-
no il senso delle loro responsabilità, che dan- dote e di galantuomo. Il povero parroco di
no scandalo ai pusilli e agli inferiori, che man- Viadana, coinvolto nella faccenda, quasi im-
cano ai doveri del ministero. Del resto: à la pazzì e purtroppo si tolse la vita. Albertario
guerre comme à la guerre! » (16). si consolò scoprendo che la stessa calunnia
Con un simile programma “integrista in l’aveva subita anche S. Alfonso dei Liguori e
toto” ci si può facilmente immaginare che i l’avrebbe subita lo stesso Pio IX dal famige-
nemici erano numerosi ed ogni occasione rato impostore Leo Taxil.
era buona per procedimenti giudiziari.
Molti infatti furono i processi nei quali fu 1882: Il “processo del caffè” e l’esilio
coinvolto il giornale “L'Osservatore Catto-
lico” che si risolvevano spesso con sequestri Nell'aprile di quell'anno don Davide fu
o multe da pagare per il giornale. In alcuni chiamato in curia da Mons. Maestri, provi-
casi Albertario fu coinvolto direttamente cario di Mons. Nazari di Calabiana, per dis-
nella sua persona. Tre furono i processi più colparsi di un'accusa che aveva dell'incredi-
importanti che ebbe a subire (se si esclude bile: venne denunciato per aver rotto il di-
quello del 1898 che portò alla sua incarce- giuno naturale sorbendo un caffè col latte
razione e morte). Nel 1881 don Albertario prima di celebrare la messa nella chiesa di S.
subisce un processo presso il tribunale ec- Maria Segreta nei giorni 12, 13, 18, 20 aprile
clesiastico di Pavia per una questione di di- (17). Albertario si proclamò subito innocente
gnità sacerdotale; nel 1882 viene accusato e il parroco di S. Maria si fece suo garante,
di non aver osservato il digiuno prima della ma tutto ciò non servì a nulla; “il processo
Messa e subisce un processo presso la curia del caffè doveva essere la tomba dell’Alber-
di Milano; nel 1887 viene citato in tribunale tario” come dicevano i suoi accusatori e per-
per diffamazione dal rosminiano e concilia- sino i giudici. Tanti e tali erano le passioni
torista Abate Stoppani. Vediamo singolar- che si agitavano nei suoi detrattori e l'am-
mente i tre processi. biente della curia milanese gli era profonda-
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mente ostile. La calunnia corse rapidamente gnante di filosofia del seminario di Lodi.
su tutti i giornali d'Italia, tutti gridavano al Don Davide, dal canto suo, faceva appello
sacrilegio e che era ora di finirla con il diret- con tutte le sue forze alla giustizia del Papa,
tore dell’Osservatore. I primi giornali ad ac- scrivendo in un memoriale alla Segreteria di
cusarlo furono l’Araldo di Como e Il Corrie- Stato: “Io domando giustizia, e la domando
re della Sera di Milano. La curia intimò ad al Vicario di Cristo e ai di lui servi fedeli; la
Albertario di confessarsi reo, altrimenti sa- domando perché sono vittima dell’arbitrio e
rebbe stato istituito il processo canonico; a devono cessare le provocazioni contro la
nulla valsero le sue proteste e il processo si mia fede; la domando in nome del mio dirit-
fece: gli stessi accusatori - cosa inaudita - fu- to di cristiano, di sacerdote, di scrittore, il
rono assunti quali testimoni ma furono con- quale ha operato sempre secondo le leggi
vinti di menzogna e calunnia dal difensore della Chiesa Cattolica e i voleri del Suo Ca-
Don Federico Secco-Suardo. Appena termi- po Augusto” (18). In questo memoriale, di
nate le udienze i loro resoconti erano pub- settanta pagine, don Davide tracciava la sto-
blicati sui giornali di tutta la penisola, mal- ria delle battaglie de L’Osservatore e del suo
grado il silenzio imposto dai giudici. Don direttore e, trattandosi di un documento pri-
Albertario si vide costretto a fare appello a vatissimo, non lesinava giudizi, apprezza-
Roma, rivolgendosi alla S. Congregazione menti e denunce. Delle copie messe sotto
del Concilio, che accolse il suo ricorso il 7 lu- chiave da Albertario una gli fu trafugata e
glio. Il processo canonico si protrasse per data “in pasto” ai suoi detrattori i quali alla
lungo tempo e la sentenza definitiva d’asso- fine null’altro volevano se non che egli smet-
luzione arrivò soltanto nel 1885. tesse di scrivere: “l’Albertario deponga la
Inoltre si approfittò del momento diffici- penna e non sarà più molestato” diceva il
le de L’Osservatore per disgregarne la reda- prevosto di S. Tommaso a Milano. Effettiva-
zione: don Barbieri fu sospeso a divinis e co- mente sul “processo del caffè” che ormai si
stretto a rientrare nella sua diocesi di Cre- trascinava da mesi si inserirono tutte le altre
mona, dove mons. Bonomelli gli infliggeva polemiche e questioni che fin dall’inizio del-
altri guai, don Massara fu denunciato a Ro- la sua carriera avevano accompagnato il di-
ma per aver tenuto un discorso ritenuto of- rettore dell’Osservatore e in particolare i
fensivo contro l’Arcivescovo, Bonacina fu contrasti con il clero liberale e conciliatori-
dimesso senza stipendio, dal ruolo di inse- sta soprattutto con il vescovo di Cremona
Bonomelli. Il vescovo di Cremona aveva fat-
Don Albertario al lavoro con i suoi collaboratori, nella to chiudere il giornale intransigente Corriere
redazione de L’Osservatore Cattolico
della Campagna edito nella sua diocesi, e
mirava a fare lo stesso con l’Osservatore
Cattolico, facendosi forte di una missiva del
1881 firmata dal card. Jacobini secondo la
quale il giornale di Albertario doveva essere
messo sotto il suo controllo; Bonomelli ma-
nifestò la sua intenzione al patriarca d’Ales-
sandria Ballerini (19) che risiedeva a Sere-
gno, amico e protettore dell’Albertario. Il 15
febbraio dell’anno successivo don Alberta-
rio si recò a Roma per presentare un nuovo
memoriale al card. Jacobini. Nell’urbe visitò
diversi prelati di curia in attesa dell’udienza
con il cardinale Jacobini che non lo ricevette
ma gli fece giungere un autorevole invito a
recarsi a Napoli per un corso di prediche.
Don Davide comprese che lo si voleva allon-
tanare per qualche tempo dal suo giornale e
dalle polemiche, obbedì e partì per la capita-
le partenopea. Il suo “esilio”, perché di que-
sto si trattò, durò circa sei mesi, si trattenne
presso la chiesa di S. Paolo Maggiore dei
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Teatini predicando esercizi e quaresimali in Don Davide Albertario si sottomise e


molteplici chiese, riscuotendo un notevole fece quanto gli veniva chiesto “sempre ob-
successo tra i cattolici napoletani che lo rice- bediente al Sommo Pontefice nella vita e
vettero con rispetto e onore. A Napoli don negli scritti” e le sue dichiarazioni vennero
Albertario, ricevette la visita di monsignor pubblicate sul suo giornale il 25 giugno
Pietro Balan (20), famoso storico dei papi e (1883). « Don Davide aveva compiuto il più
suo ammiratore, il quale era latore di una grande sacrificio della sua vita. “Pensate un
missiva di Leone XIII che desiderava che il po’ – scriveva il 21 ai suoi cari di Filighera –
giornalista pavese non tornasse all’Osserva- un uomo ancora giovane, nel momento mi-
tore, fino a quando non fosse composta la gliore della vita, dopo tante lotte e vittorie
vertenza con il vescovo di Cremona. e approvazioni di vescovi e Papi, si vede
I due memoriali per il cardinale segreta- abbattuto”. La tentazione, nel suo petto di
rio di stato, stampati in poche copie, per uso giornalista nato, c’era pure di buttarsi
privato, erano purtroppo stati trafugati da dall’altra parte, con gli Stoppani e gli uomi-
qualche malevolo e comunicato ai giornali ni dello Spettatore, di abbandonare la causa
cattolici liberali che lo pubblicarono causan- del Papa che lo colpiva così duramente.
do un grosso danno alla causa di don Alber- “Cari miei, se non mi do a farla finita e sto
tario e del suo giornale. Anche i giornali an- obbediente e ambisco le umiliazioni è solo
ticlericali ripresero questi scritti servendose- per la grazia di Dio la quale anche voi do-
ne per la loro propaganda (21). Altri pubbli- vete invocarmi. Altrimenti chi m’impedi-
carono ancora gli atti del “processo del caf- rebbe di fare un giornale liberale, di mover
fé”. Insomma sull’Osservatore ed il suo di- guerra ai persecutori e di mettere insieme
rettore in esilio si abbatté una vera tempe- un po’ di denari? Ma sarò fedele alla mia
sta che sembrava doverlo schiacciare da un vocazione, alla Chiesa, a Dio, non temete»
momento all’altro. Il vescovo di Cremona (23). Leone XIII, dal canto suo, fu soddisfat-
chiedeva formalmente alla Santa Sede che to della sottomissione di Albertario e non
la questione fra lui e Albertario fosse defe- aveva nulla contro il giornale, anzi disse
rita in giudizio a Roma: le cose sembravano che doveva continuare a vivere e gli con-
proprio mettersi male per il nostro giornali- cesse anche un sussidio in denaro.
sta ed egli paventava la chiusura del suo Il 7 luglio vi fu la prima sentenza della
giornale (come era nelle speranze dei suoi Congregazione del Concilio sul processo
avversari): “agitazione, terribili agonie e del Caffé che accettava il ricorso di Alber-
noie, esilio” erano le parole che annotava tario contro la curia Milanese ed esautora-
più frequentemente nel suo diario in quei va il giudice diocesano Ghislanzoni che era
giorni da Napoli dove continuava la sua un nemico personale dell’imputato. Si trat-
predicazione del mese mariano per volontà tava di una vittoria parziale che lasciava be-
dell’Arcivescovo, che cercava di alleviare il ne sperare per il seguito della vicenda. Ver-
suo esilio trattandolo molto amorevolmen- so la metà d’agosto don Davide venne chia-
te. Il 26 maggio il card. Jacobini scrisse infi- mato a Roma dal card. Parocchi suo amico
ne a don Albertario comunicandogli le con- e protettore. Quivi giunto ebbe udienze da
clusioni della commissione cardinalizia che alcuni cardinali e il 31 agosto fu ricevuto in
gli ingiungeva di ritrattare le accuse e di sot- udienza, con molta cordialità, da Leone
tomettersi. Albertario « doveva non solo ri- XIII che lo assicurò della sua benevolenza
trattare, ma anche riprovare; doveva dichia- verso L’Osservatore Cattolico, ma che pre-
rare ingiuriose le pubblicazioni fatte feriva che egli restasse lontano da Milano
dall’Osservatore nei confronti del Bonomel- fino a conclusione del processo. Don Al-
li; doveva riconoscersi in colpa che la stam- bertario “versò nel cuore del Padre tutta
pa delle due memorie al cardinale Jacobini l’amarezza dell’animo contristato da tanti
“ne abbia facilitato la ristampa e la diffusio- mesi, dichiarò d’accettare l’obbedienza e di
ne”; doveva ammettere che eravi stata una confidare pienamente nella giustizia e nella
“indebita e sovversiva ingerenza nella am- benevolenza della Santa Sede”. Il suo esilio
ministrazione diocesana” di Piacenza e infi- continuò per altri mesi nei pressi della città
ne doveva chiedere umilmente perdono ai eterna dapprima ad Aspra e poi ad Albano
due vescovi» (22). Tutto ciò doveva, inoltre, Laziale. In quel periodo don Albertario co-
essere anche pubblicato sul giornale. nobbe il giovane Mortara, il famoso ebreo
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convertito e diventato sacerdote. Don Da- fiuto dell’exequatur le nomine dei vescovi, il
vide non voleva reintegrare Milano senza governo dimostrava sempre maggiori vellei-
che un atto del Papa venisse a lavarlo tà d’imitare il Kulturkampf germanico. Era
dall’onta dell’esilio che lo faceva apparire quella l’ora più opportuna per sfogare ire di
colpevole. parte contro un giornalista, che il papa stes-
Nel frattempo il processo del caffé era ri- so aveva proclamato “campione della stam-
preso presso la curia milanese e la sentenza pa cattolica” e che da un ventennio si batte-
arrivò l’antivigilia di Natale (1883); don Al- va come un leone in difesa dei diritti del
bertario veniva riconosciuto colpevole di Pontificato?» (24). L’Osservatore e Il Leo-
aver rotto il digiuno prescritto prima della nardo non erano morti: dal suo esilio in ter-
Messa il 20 aprile 1882 e di aver quindi cele- ra natia don Davide mandava articoli e ri-
brato sacrilegamente. Di conseguenza dove- prendeva coraggio; “risorgerò” scriveva nel
va essergli tolta la facoltà di predicare e in- numero pasquale pubblicando un’incisione
segnare catechismo e doveva pagare le spese con il bacio di Giuda… era veramente “du-
del processo. Naturalmente anche questa ro a morire” conclusero i suoi avversari.
sentenza venne pubblicata dalla Perseveran- Questi mesi lo videro impegnato in batta-
za e presentata dalla stampa liberale come glie per le elezioni amministrative e per ar-
una vittoria definitiva del partito clerico-li- ginare la propaganda massonica che si orga-
berale-rosminiano di cui il capo era ormai nizzò a Torino in occasione dell’apertura
l’abate Stoppani. L’Albertario sembrava or- del tunnel ferroviario del Frejus (25). Poco
mai irrimediabilmente perduto e la sua car- prima di Natale gli morì la madre consuma-
riera giornalistica finita, lui stesso si diceva ta dalle fatiche e dal male, ma fiduciosa in
schiacciato da forze superiori; in quello stato Dio (26). Fu quindi un doloroso Natale, tan-
d’animo chiese che gli fosse mutata la resi- to più che a giorni si attendeva la sentenza
denza ottenendo di potersi ritirare tra i suoi della S. Congregazione del Concilio sul suo
nella natia Filighera tra gli affetti puri e sem- processo. La sentenza arrivò, ma era di as-
plici della famiglia: “come Eva sul lembo del soluzione e di revoca di quella emessa dalla
Paradiso perduto, contemplando la felicità curia milanese un anno prima: don Alberta-
fuggita; come Adamo mestissimo sul cada- rio veniva riconosciuto innocente e comple-
vere della prima vittima della crudeltà uma- tamente riabilitato dall’imputazione di sa-
na”. Tornò a casa ai primi del 1884 dove tro- crilegio. Anche l’ennesimo ricorso presenta-
vò ad accoglierlo la buona madre che lo ave- to dalla curia di Milano fu rigettato nella
va consolato nell’esilio con la preghiera e la sentenza definitiva in appello, che arrivò il
parola; ella se lo strinse al seno come un 18 aprile 1885, dopo tre anni di dolorosa
bambino. Il vescovo di Pavia invece gli con- sofferenza per don Albertario; egli dovette
cesse di predicare e insegnare e di reggere ricordarsi di quelle parole - già citate - della
provvisoriamente la cura di Belgioioso. Ma sua buona madre morente: “Se gli avversari
è proprio quando le cose sembrano umana- usano contro di te la menzogna hanno ne-
mente perdute che il Buon Dio interviene cessariamente una pessima causa; difendi la
per mettere tutto a posto. religione di tuo padre e mia, onora ed ama
L’aria era cambiata, a Roma i due ricor- la casa; abbandonati nelle mani di Dio e del
si presentati da don Davide furono accolti e Papa”. Ancora una volta la sua battaglia
in Vaticano si guardava alla situazione mila- non era stata vana.
nese con un altro occhio, la verità si faceva
strada. « I metodi dei clerico-liberali, i quali Il processo Stoppani
si sapevano appoggiati dall’arcivescovo, gli
scalpori del loro trionfo e l’insolenza usata L’abate Antonio Stoppani, scienziato,
da essi contro l’Albertario così facilmente geologo famoso, deve la sua fama alla sua
accusato di modi aspri e ingiuriosi erano tali opera più divulgativa: “Il bel paese” (1875).
da far pensare anche uomini di largo pen- Stoppani era di idee completamente opposte
siero come il cardinale di stato Jacobini. a quelle del nostro giornalista: era un “pa-
D’altra parte la condanna dell’Albertario triota”, un liberale favorevole alla concilia-
giungeva nel momento in cui (…) rinfocola- zione. Cappellano militare al seguito degli
vano le discussioni sulla questione romana, eserciti sardi nella terza guerra d’indipen-
il guardasigilli Zanardelli boicottava col ri- denza, di idee “transigenti”, era inoltre un
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discepolo della filosofia di Rosmini; era an-


che direttore del Museo di Storia naturale di
Milano. Negli anni in cui il Papa Leone XIII
invitava i cattolici con l’enciclica “Æterni Pa-
tris” a coltivare la dottrina di San Tommaso,
Stoppani fondava un periodico intitolato “Il
L’abate Antonio
Rosmini” non curandosi del Dimittantur che Stoppani, liberale,
imponeva il silenzio sulla filosofia del rove- rosminiano e
retano; il suo programma era un cartello di conciliatorista
sfida ai tomisti, agli anti-rosminiani e al papa
stesso (27). Fu dunque lo Stoppani a dare
fuoco alle polveri…
La risposta di Don Albertario, come era permise ai vescovi di Cremona e Piacenza,
prevedibile, non si fece attendere: alla rivi- citati come testi dallo Stoppani, di presen-
sta del celebre abate egli oppose subito la tarsi al processo. “Abilmente condotto da
Rivista Italiana Scientifica Bibliografica, un presidente ostile, il dibattito – messe da
stampata ed edita dall’Osservatore. Già nel parte le scialbe ed innocenti figure dei ge-
primo numero così veniva apostrofato lo renti all’oscuro delle questioni e trascurati
Stoppani: “Egli ha un’umile velleità (…) di anche gli scrittori dei fogli incriminati – si
farsi caposcuola non solo, ma di modificare concentrò quasi esclusivamente sull’Alber-
a suo capriccio la Chiesa cattolica, così che tario e sull’Osservatore Cattolico ed assurse
diventi ancella ossequiosa di quel liberali- ad un impari duello tra liberalismo e in-
smo, che è la negazione della Chiesa catto- transigenza cattolica, del quale fu posta in
lica … Se però l’oltraggio che lo Stoppani luce dal Pubblico ministero tutta la portata
dirige ai cattolici ci conduce ad occuparci di politica” (30). Don Albertario fu mirabil-
lui, non dobbiamo nascondere il rincresci- mente difeso dall’avv. Paganuzzi che mo-
mento che proviamo nel sentirci sfidati e strò come trattandosi di una “questione in-
costretti a respingere la petulanza di un terna” alla Chiesa, del processo si doveva
prete” (28). La polemica si fece subito aspra occupare il foro ecclesiastico e l’averlo por-
su entrambi i giornali con toni coloriti, che tato in un foro civile ne aveva fatto una
a quei tempi non meravigliavano nessuno, questione di politica, di scontro tra partiti
tanto meno i cattolici abituati a quelle avversi. L’altro avvocato dell’Albertario,
schermaglie verbali da anni (29). Castelli, citò molti brani degli scritti dello
Il 27 febbraio 1887 Stoppani presentava Stoppani in cui ricorrevano espressioni non
presso il tribunale civile e penale di Milano meno gravi di quelle imputate ad Alberta-
una querela per ingiurie e diffamazione rio e ai suoi, demolendo così le accuse.
continuate, dal 1884 in poi, nell’Osservatore La sentenza, già scritta poiché voluta
e nella Rivista Italiana e nomitamente con- dalle autorità liberali e massoniche, fu emes-
tro i sacerdoti Albertario, Massara, Rossi, sa l’11 luglio (1887). Era ovviamente di con-
Secco Suardo e Bigatti. Citando frasi d’arti- danna per don Davide ed i suoi collaborato-
coli che, isolate, maggiormente lo avevano ri de L’Osservatore. Furono condannati a
colpito, si costituiva parte civile presso un pagare multe per ingiurie i gerenti del gior-
tribunale laico chiedendo il risarcimento nale (L. 51) e Albertario (L. 200); tutti gli
dei danni e delle spese. La cosa fece scalpo- imputati compresi i sacerdoti furono reputa-
re poiché Stoppani aveva ottenuto non sen- ti responsabili dei danni morali e condannati
za difficoltà il permesso dal vicario di Mila- a pagare in solido L. 10.000 allo Stoppani, e
no di adire al foro civile, poiché a quei tem- altre L. 4000 come parte civile per le spese
pi vi era ancora il foro ecclesiastico ed era di giudizio, a pagare le spese all’erario e infi-
giustamente considerato scandaloso che un ne a far pubblicare la sentenza su L’Osser-
sacerdote si rivolgesse ad un tribunale civi- vatore Cattolico, sul Secolo di Milano e
le. Da Roma si fecero pressioni sull’arcive- l’Opinione di Roma, entro dieci giorni.
scovo e su Stoppani perché ritirasse la que- Fu un colpo molto duro per don Alber-
rela (ma pare che altri prelati consigliassero tario e il suo giornale vista la consistenza
di andare avanti usque ad finem…). Il car- delle grosse multe inflittegli. Si trattava di
dinal Rampolla, segretario di stato, non salvare ancora una volta il giornale, e per
48

fare ciò annunciò sull’Osservatore una sot- Giambattista Paganuzzi, che aveva brillan-
toscrizione pubblica che rapidamente gli temente difeso Albertario al processo, di-
portò molte offerte e simpatia. La questura venne presidente dell’Opera dei Congressi
fece addirittura sequestrare i manifesti con che era la più importante organizzazione
cui il giornalista chiedeva aiuti, fatti stam- d’azione cattolica in Italia.
pare e affiggere da don Davide, e processò, Mons. Giuseppe Sarto (il futuro San Pio
condannandoli, gli affissori. X) diciassette giorni dopo la sentenza contro
Il processo d’appello si chiuse con una l’Osservatore così la commentava scrivendo a
nuova condanna (23 febbraio 1888) che di- un giornalista amico: “nella Marchetta (gior-
minuì di poco l’ammontare delle multe ma naletto locale) di Sabato, fa di mettere distin-
le gravò di altre spese processuali a carico ta una notarella sulla somma raccolta sinora
degli imputati. Il denaro raccolto dalla sot- dal l’Osservatore Cattolico per pagare la mul-
toscrizione non bastava e don Albertario si ta e le spese del processo. Altro che condan-
risolse a sopprimere La Rivista Italiana, Il na! Questa è una prova del favore che gode
Popolo Cattolico, e il Leonardo da Vinci, presso tutti gli ottimi; e nessun altro giornale
fece inoltre dei mutui presso privati per as- potrebbe aspirare a tanto” (32).
sicurare la continuazione del giornale prin-
cipale (L’Osservatore) e lo salvò. Mons. Sarto e Albertario
Oltre al danno la beffa… fu che l’abate
Stoppani destinò 2000 lire del denaro delle Mons. Giuseppe Sarto, il futuro papa S.
multe al costruendo monumento del Ro- Pio X, fu sempre favorevole all’Albertario
smini a Milano. come testimoniano alcune sue lettere. Sarto
Dal processo Stoppani, l’Albertario ed e Albertario appartenevano alla stessa cor-
il suo Osservatore uscivano apparentemen- rente di pensiero cattolico intransigente e si
te sconfitti ma la vittoria morale era per lui. può legittimamente pensare che se don Al-
L’aver fatto ricorso ad un tribunale civile si bertario fosse vissuto più a lungo (morì nel
rivelò una mossa falsa per lo Stoppani e ciò 1902 un anno prima dell’elezione di S. Pio
non gli portò nessun beneficio: i libri da lui X) sarebbe evoluto nel pensiero integrista e
pubblicati in seguito si rivelarono un falli- antimodernista del grande Papa veneto.
mento e furono snobbati dal pubblico. Inol- Alcuni passaggi delle lettere di mons.
tre il 7 marzo 1888 uscì il decreto Post obi- Sarto quando era vescovo di Mantova atte-
tum che condannava le 40 proposizioni ro- stano la stima che egli aveva per don Al-
sminiane; L’Osservatore ne diede per pri- bertario e il suo giornale. Durante la tem-
mo la notizia a Milano, e per Albertario fu pesta del “processo del caffè” e degli attac-
un vantaggioso compenso delle sofferenze chi di mons. Bonomelli, quando don Carlo
e delle amarezze dell’ultimo biennio. Lo Bonacina si recò a Roma in udienza da Pa-
Stoppani che continuava la pubblicazione pa Leone XIII, il quale ebbe parole di en-
della sua rivista, malgrado gli amorevoli av- comio ed accordò la benedizione apostolica
visi di chi lo consigliava di sospenderla, vi- per il giornale, il vescovo di Mantova scri-
de “Il Rosmini” messo all’indice nel giugno veva: “La direzione ne deve andare ben
del 1889 (31). giustamente giuliva, e con essa tutti quelli
Dopo l’iniquo processo Stoppani la sim- che non transigono coi santi principi da es-
patia per Albertario e le sue idee aumenta- sa propugnati” (33).
rono nel popolo cattolico: laici e giovani Nel pieno della burrasca scatenata dal
chierici appena usciti dal seminario erano “processo del caffé” Mons. Sarto sostenne
conquistati dal programma dell’Osservatore don Albertario, scrivendogli lettere per con-
Cattolico, mentre le file del “partito” cleri- solarlo per la mala piega che avevano preso
co- liberale si assottigliavano sempre più, al gli avvenimenti: “Con un promemoria tale
punto che dopo pochi anni resteranno co- nelle mani del Papa è assolutamente certo
me dei dinosauri solo alcuni vecchi capi del che Voi non perirete. Dunque coraggio; e
partito un tempo così battagliero. La chia- avanti con queste misure che usate e saprete
rezza e la coerenza del motto “col Papa e usare di forza, prudenza, avvedutezza, in-
per il Papa” aveva travolto gli avversari e la transigenza e zelo, usque ad finem”. Il vesco-
verità e la coerenza avevano trionfato vo di Mantova scrivendo anche al card. Pecci
sull’errore e sul compromesso. L’avvocato (fratello del Papa Leone XIII) per ottenere
49

in cui vive, ha finito però di confortarmi raf-


fermandomi nella certezza della perfetta sua
guarigione. Pel noto argomento scrivo oggi
stesso al Santo Padre, e procurerò non poco
di fare in guisa che la mia lettera sia sicura-
mente depositata al suo tavolino, così che
Egli stesso la debba leggere, ma adoprerò i
migliori argomenti perché la sua e la mia
preghiera sieno esaudite. Speriamo che arrivi
in buon punto e che possa darle fra breve
una consolante risposta. Intanto stia di buon
animo e curi nel miglior modo la sua salute
persuaso che, se anche i medici pronosticano
che dovrà in seguito riguardarsi dalla predi-
cazione, passata la burrasca, potrà attendere
non solo al giornale, ma a qualunque mini-
stero che le sarà richiesto. E augurandole
tranquillità d’animo e prospera continuazio-
ne nella convalescenza con un bacio cordia-
lissimo me le raffermo con stima ed affetto.
Dev.mo obbl.mo aff.mo serv. † Gius. Card.
Mons. Giuseppe Sarto vescovo di Mantova Sarto Patriarca » (36).
Queste lettere attestano dunque una co-
la riabilitazione de L’Osservatore e del suo munanza di pensiero e di cuori tra il grande
direttore, faceva notare: “il gravissimo dolo- e Santo Papa Pio X e l’atleta del giornalismo
re e avvilimento, nel quale tutti i veri cattoli- cattolico don Davide Albertario entrambi
ci pontifici, laici, preti e vescovi sarebber ca- appartenenti alla corrente prima “intransi-
duti, se mai L’Osservatore cessasse, che, a gente” e poi “integrista” del movimento cat-
sentirlo leggere soltanto, era cosa che cavava tolico. Si può legittimamente pensare che se
lacrime: davvero!” (34). Albertario fosse vissuto più a lungo, viste le
Nel 1894 quando don Albertario festeg- sue posizioni dottrinali in favore del tomi-
giò il giubileo di venticinque anni di giorna- smo e avverse alla filosofia rosminiana, egli
lismo, Mons. Sarto, divenuto cardinale e avrebbe condiviso la condanna del moderni-
Patriarca di Venezia gli scriveva: “che nel smo fatta da San Pio X con la Pascendi del
campo sul quale ha valorosamente combat- 1907, e difeso a spada tratta con tutte le sue
tuto possa celebrare anche le nozze d’oro, forze la battaglia che il Santo Papa condusse
raddoppiando il numero delle splendide contro questa eresia tramite il Sodalitium
vittorie finora conseguite, ma scevre, colla Pianum di mons. Benigni.
benedizione del cielo, da quelle spine e da
quei sacrifici, che lo amareggiarono nei Note
giorni più belli della sua vita” (35).
Nel 1902, pochi mesi prima della morte 1) GIUSEPPE PECORA, In prigione in nome di Gesù
di Albertario, il cardinale Sarto scrive anco- Cristo. Vita di don Davide Albertario, campione del
giornalismo cattolico. Centro Librario Sodalitium –
ra una affettuosissima lettera a don Davide, Centro Studi Davide Albertario, Verrua Savoia 2002,
convalescente e che deve allontanarsi dal pag. 55.
suo giornale a causa della malattia; la ripor- 2) GIUSEPPE PECORA, op. cit. pag. 56-57.
to qui per intero: « Rev.mo e carissimo don 3) GIUSEPPE PECORA, op. cit. pag. 58.
4) In quel periodo l’Arcidiocesi di Milano si trovava
Davide, il suo biglietto ricevuto ieri scritto in una situazione assai difficile: dal 1859 quando era
tutto di suo pugno mi ha veramente consola- morto l’Arcivescovo Bartolomeo dei conti Romilli di
to, perché mi assicura che ella è in piena con- Bergamo si erano creati dei forti attriti per la sua succes-
valescenza e tra non molto sarà perfettamen- sione tra il governo di Torino e la Santa Sede. A questa
te ristabilito, come desidero di tutto cuore. situazione contingente della città di Milano si deve l’ori-
gine dell’Osservatore Cattolico, il giornale a cui Alberta-
Che se la preannunciata lettera raccomanda- rio legherà il suo nome negli anni successivi. L’arcive-
ta giunta oggi mi ha contristato pensando al- scovo Romilli era morto infatti il 7 maggio del 1859 in
le economiche sue condizioni e alle strettezze corrispondenza dello scoppio della guerra (II guerra
50

d’Indipendenza). Su proposta dell’Imperatore d’Austria oggi di fare un processo per un fatto del genere, ma è
Francesco Giuseppe, secondo il concordato vigente, fra necessario ricordare la regola della legge del digiuno
la battaglia di Magenta del 4 giugno (1859) e la pace di eucaristico che doveva essere assoluto (non era per-
Villafranca dell’8 luglio, Pio IX aveva preconizzato alla messa neanche l’acqua naturale) dalla mezzanotte pri-
sede milanese Mons. Paolo Angelo Ballerini, già vicario ma della S. Comunione. Questa antica disciplina, di
generale del defunto arcivescovo, conosciuto come mol- origine apostolica, della Chiesa fu poi attenuata dopo
to devoto alla S. Sede. Il nuovo governo piemontese ri- la guerra da papa Pio XII quando egli permise la mes-
fiutò di riconoscere la nomina del Ballerini con la scusa sa vespertina (al pomeriggio) e si vide costretto a ri-
che la proposta imperiale non aveva valore in quanto gli durre a sole tre ore il tempo del digiuno prima della S.
austriaci non erano più padroni di Milano. Ballerini fu Comunione, raccomandando però che, chi poteva,
consacrato in segreto presso la certosa di Pavia da continuasse a osservare la disciplina antica. Tutto ciò
Mons. Caccia Dominioni gia vicario capitolare della dio- ci deve animare ad un profondo rispetto nel ricevere
cesi e ausiliare del Romilli. Ballerini, la cui consacrazio- la S. Eucaristia con le migliori disposizione anche del
ne restò segreta, fu oggetto di una violentissima campa- corpo, poiché essa deve essere il primo “alimento” ad
gna di stampa e fu anche minacciato di morte, si ritirò a entrare nel nostro corpo secondo le parole di Gesù
Cantù aiutando il parroco nel ministero delle confessio- “cercate prima il regno dei cieli e tutto il resto vi sarà
ni, dopo aver nominato suo vicario episcopale Mons. dato in sovrappiù”.
Caccia Dominioni che governò la diocesi in sua vece, 18) Citato da: GIUSEPPE PECORA, op. cit., pag. 158.
per lunghi anni obbedendo al Ballerini al quale il gover- 19) Per quanto riguarda la persona di Ballerini e le
no rifiutava sempre l’exequatur. Contro Caccia Domi- vicende che lo riguardano vedi la nota n. 6, poco sopra.
nioni e Ballerini si scatenerà la stampa cattolico liberale 20) Pietro Balan è autore della “Storia della Chie-
e conciliatorista filo-governativa. sa Cattolica” dal 1846 fino a Leone XIII, che continua-
5) GIUSEPPE PECORA, op. cit. pagg. 48-50. va quella più celebre dell’abate Rohrbacher, (Marietti
6) La difficile situazione della diocesi di Milano Torino 1904).
(vedi nota 4) si era risolta nel 1867 quando Pio IX ven- 21) La Società Anticlericale Cremonese lo pubbli-
ne a compromesso con il governo (che si era già trasfe- cò con il titolo: “Guerra al coltello fra il prete Alberta-
rito a Firenze): Mons. Ballerini rinunciò all’arcivescova- rio e il vescovo Bonomelli” aggiungendo come com-
do di Milano e fu promosso Patriarca latino di Alessan- mento che per loro “entrambi questi caporioni della
dria e mons. Luigi dei conti Nazari di Calabiana fu tras- reazione pretina hanno identico valore morale”.
lato dalla sede vescovile di Casale Monferrato a quella 22) G. PECORA, op. cit., pag. 181.
di Milano. Precedentemente nel ‘66 era morto il vicario 23) G. PECORA, op. cit., pag. 183.
Caccia Dominioni e il Ballerini aveva dovuto manife- 24) G. PECORA, op. cit., pag. 197.
stare pubblicamente la sua qualità di vescovo di Milano 25) Papa Leone XIII aveva appena condannato la
rendendo nullo (almeno per un po’…) il tentativo del Massoneria con la magnifica enciclica Humanum genus.
governo di porre sulla cattedra di S. Ambrogio un per- 26) La madre morì dicendogli quelle belle parole:
sonaggio dell’area liberale e conciliatorista. “So poche cose, ma qualche cosa conosco…” già citate
7) Giuseppe Marinoni, dopo aver lasciato nel all’inizio di quest’articolo nel paragrafo dedicato alle
1872 l’Osservatore Cattolico nelle mani di don Alber- origini.
tario, fu poi fondatore della congregazione del PIME 27) Stoppani pubblicò in prima pagina ed in ogni
(Pontificio Istituto Missioni Estere) fascicolo, come un’insegna, alcuni brani della lettera di
8) L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Mila- Gregorio XVI, In sublimi e del breve in cui lo stesso
no deve certamente annoverare tra i suoi ispiratori e papa lodava la pietà del Rosmini, un brano del Dimit-
quasi fondatori a giusto titolo don Davide Albertario tatur, e inoltre – cosa inaudita – la famosa ritrattazione
che a più riprese ne caldeggiò e appoggiò la nascita. È Massara-Albertario del 30 giugno 1876 (vedi il para-
sconcertante pensare che oggi in questo ateneo non grafo sui rosminiani a pag. 42). In pratica il “silenzio”
c’è una sola aula a lui dedicata (mentre personaggi co- imposto sulla questione rosminiana doveva essere os-
me il card Ferrari, Frassati, hanno la loro aula). Ma si servato, secondo il celebre abate, soltanto dagli altri, i
sa che l’Albertario fu sempre un personaggio scomodo suoi avversari cioè gli albertariani…
in vita e post mortem e pietra d’inciampo per liberali e 28) G. PECORA, op. cit., pagg. 225-226.
modernisti… 29) Già nel 1884 c’era stato un processo per ingiu-
9) G. PECORA, op. cit., pag. 71. ria e diffamazione a Crema passato alla storia come
10) GIUSEPPE PECORA, op. cit., pag. 73. “processo dei rosminiani” che aveva coinvolto Stoppa-
11) Sull’anticlericalismo del movimento risorgi- ni e Albertario ed era finito con la condanna della re-
mentale si possono consultare i seguenti autori: ANGE- dazione dell’Osservatore a pagare 1500 lire di danni
LA PELLICCIARI, Risorgimento da riscrivere, Ares Mila- morali e la pubblicazione della sentenza sul giornale.
no 1998; Risorgimento anticattolico, Piemme Casale 30) G. PECORA, op. cit., pagg. 230-231. Il momen-
Monferrato 2004; La verità sugli uomini e sulle cose to politico in cui si svolse questo processo non era dei
del Regno d’Italia, a cura di ELENA BIANCHINI BRA- più favorevoli per i rapporti tra la Santa Sede e il go-
GLIA, edizioni Terra e identità Modena 2005. verno italiano. A capo del governo sedeva il massone
12) GIUSEPPE PECORA, op. cit., pag. 79. Francesco Crispi e molte furono le leggi anticattoliche
13) Breve papale del 4 Febbraio 1874 citato in emanate in quegli anni. Fu tolto l’obbligo dell’istruzio-
GIUSEPPE PECORA, op. cit., pag. 83. ne religiosa nelle scuole elementari, vennero “regola-
14) GIUSEPPE PECORA, op. cit., pag. 84. ti” i beni delle confraternite e delle opere pie, e furo-
15) GIUSEPPE PECORA, op. cit., pag. 104-105. no fatte leggi contro i presunti abusi del clero e le “in-
16) GIUSEPPE PECORA, op. cit., pag. 142. temperanze” della stampa cattolica. A Roma in Cam-
17) Ai giorni nostri fa quasi sorridere l’accusa po dei Fiori (laddove l’eretico era stato bruciato) si
mossa contro don Albertario, e nessuno penserebbe erigeva nel 1889 una statua a Giordano Bruno in spre-
51

gio alla Chiesa. Insomma l’anticlericalismo massonico


di stato era dilagante. Inutile dire che tutte le udienze Per saperne di più
del processo Stoppani erano date in pasto ai giornali
liberali e da essi pubblicati, secondo la consuetudine Bibliografia essenziale:
già adottata e consolidata nelle precedenti polemiche. • GIUSEPPE PECORA, In prigio-
31) Dopo la messa all’indice del primo giornale lo ne in nome di Gesù Cristo. Vita di
Stoppani continuò pubblicando Il nuovo Rosmini nel don Davide Albertario, campione
quale faceva paragoni tra Galileo e il suo caro filoso- del giornalismo cattolico. Centro
fo… ma si vide condannare e mettere all’indice anche Librario Sodalitium – Centro Stu-
questa pubblicazione nel febbraio 1890. Tutto ciò sta-
di Davide Albertario, Verrua
va infine a dimostrare che la ragione (e il Papa) erano
dalla parte dell’Albertario. Savoia 2002, € 16,50.
32) G. PECORA, op. cit., pagg. 240. • SAC. DAVIDE ALBERTARIO,
33) Citato da G. PECORA, op. cit., pag. 163. Un Anno di Carcere - 2557. Ufficio dell’Osserva-
34) Ibidem, pag. 175. tore Cattolico di Milano 1900; riedito in stampa
35) Ibidem, pag. 289. anastatica dal comune Filighera 2002 (qualche
36) Ibidem, pagg. 367-368. copia ancora disponibile presso il C.L.S.).

Morale

Avviso sulla pratica della La Chiesa considera la pratica


cremazione della cremazione dei cadaveri
don Francesco Ricossa una pratica barbara, che ripu-
gna non solo alla pietà cristia-
I n questi ultimi anni si sta diffondendo
sempre più la pratica massonica della
cremazione, che consiste nella violenta di-
na, ma anche alla pietà naturale
verso i corpi dei defunti.
struzione del cadavere umano per mezzo
del fuoco o di grande calore.
Ci sembra quindi non solo opportuno, Dieci motivi (tra i tanti) per opporsi alla
ma anche improrogabile, ricordare ai nostri cremazione
lettori la disciplina della Chiesa cattolica
codificata nel codice di diritto canonico La Chiesa considera la pratica della
promulgato da Benedetto XV nel 1917 e cremazione dei cadaveri “una pratica bar-
che, stante la vacanza formale della Sede bara, che ripugna non solo alla pietà cristia-
Apostolica, è tuttora in vigore. na, ma anche alla pietà naturale verso i cor-
La legge della Chiesa vieta espressa- pi dei defunti e che la Chiesa, fin dai suoi
mente le seguenti azioni: primordi, ha costantemente proscritto”
a) Cremare una salma. (Istruzione della Sacra Congregazione del
b) Formalmente cooperare alla cremazione. Sant’Uffizio, 19 giugno 1926).
c) Dare ordine che il proprio corpo o quel- Cercherò di elencare alcuni motivi per i
lo di un altro sia cremato. quali non è opportuno procedere alla cre-
d) Far parte di una società, i membri della mazione dei cadaveri.
quale si impegnano a far cremare il cor- 1) Perché Nostro Signore Gesù Cristo stes-
po proprio e quello delle persone di cui so ha voluto essere sepolto (Gv
possono disporre. XIX,40), secondo tutta la tradizione
e) Dare l’assoluzione sacramentale ad una dell’antico testamento.
persona che ha ordinato che il suo corpo 2) Perché l’incinerimento sembra voler si-
sia cremato e che non vuole revocare ta- gnificare che i corpi sono per sempre ri-
le ordine; dare a questa stessa persona, soluti e dispersi, mentre il rito contrario
dopo la morte, la sepoltura ecclesiastica. dell’inumazione accompagna l’idea del-
(canoni 1203; 1240 §1 n. 5; 2339). la morte equiparata a sonno (Gv XI,
L’Istituto ‘Mater Boni Consilii’ si attie- 11-39) ed esprime con più aderenza la
ne a questa legislazione. fede cristiana nella finale risurrezione.
52

3) Perché l’inumazione esprime il simbolo


cristiano e biblico del corpo considerato
come una semente che dà luogo a una
nuova vita:“se il grano di frumento, ca-
Malachia de
duto in terra, non muore, resta solo; ma Cristoforis, promotore
se muore, produce molto frutto” (Gv della cremazione dei
XII, 24; vedi anche 1 Cor XV, 36-44). cadaveri a Milano
4) Perché tutta la liturgia della Chiesa ono-
ra il corpo del defunto, che è stato tem-
pio dello Spirito Santo, ed è destinato a
risorgere dalla morte, mentre la crema- La più antica società per la cremazione
zione lo distrugge violentemente nel in Italia è quella di Milano, e risale al 1876.
fuoco, simbolo del fuoco eterno… In breve, si diffondono varie società per la
5) Perché la Chiesa ha sempre praticato il cremazione, specie nel nord del paese: a
culto delle reliquie dei Santi, mentre ha Pavia nel 1881, Torino, Livorno, Firenze e
riservato la pena del fuoco ai corpi degli Venezia nel 1882, a Bologna nel 1889, a
eretici impenitenti. Genova nel 1897 ecc. La legge sanitaria che
6) Perché già i primi cristiani l’avevano in l’autorizza è del 1888 (governo Crispi, mas-
orrore come lo testimonia il pagano Mi- sone), mentre in Francia una legge simile
nucio Felice: i cristiani, scrive, execran- risale all’anno precedente.
tur rogos, et damnunt ignium sepulturas. Ed ecco alcuni nomi. A Milano, promo-
7) Perché ovunque si è diffuso il Vangelo, è tori della cremazione dei cadaveri sono
scomparsa la cremazione. (per il sito internet della So.crem) Malachia
8) Perché la cremazione è stata reintrodot- de Cristoforis, Gaetano Pini, Giuseppe
ta dai nemici della Chiesa, prima con la Mussi, Agostino Bertani… e la stessa socie-
rivoluzione francese e poi nel XIX seco- tà si fregia di una lettera di Giuseppe Gari-
lo, per negare la resurrezione dei corpi e baldi, con la quale “l’Eroe dei due mondi”
per combattere la Chiesa. si dice iscritto alla società per la cremazio-
9) Perché è la setta massonica che ha pro- ne. Tutti esponenti di spicco del mondo po-
mosso e promuove le società per la cre- litico di allora. Ma non solo…
mazione. Giuseppe Mussi, infatti, fu Presidente
10) Perché è la medesima setta che ha chie- Serenissimo della Gran Loggia del Rito
sto e ottenuto (sotto Paolo VI) la modi- Simbolico Italiano (RSI) dal 1885 al 1886:
fica della legge ecclesiastica contro la gli successe appunto Gaetano Pini. Mala-
cremazione, ennesimo cedimento dei chia De Cristoforis fu nel Consiglio
neo-modernisti ai nemici della Chiesa. dell’Ordine del Grand’Oriente; Agostino
Bertani, della Loggia Propaganda del
La massoneria e le società per la cremazione G.O.I. Quanto a Garibaldi, nessuno ignora
ch’egli fu Gran Maestro del Grand’Oriente
Chi, ancor oggi, desidera essere crema- d’Italia. Ambrogio Viviani nella sua Storia
to dopo la morte, si rivolgerà alla più vicina della Massoneria lombarda (Bastogi, 1992,
società per la cremazione (So.crem). Nei p. 118), scrive: “Una delle attività massoni-
vari siti internet di queste associazioni, an- che di questo periodo si esplica nel campo
che quando si ricorda la loro storia, non si della cremazione (…). A Milano nel 1876 si
accenna mai alla massoneria. Vengono fatti costituisce la ‘Società di cremazione’ per ini-
però i nomi dei “padri fondatori” delle va- ziativa di Malachia de Cristoforis, Gaetano
rie società per la cremazione. Vediamo chi Pini, Giuseppe Polli, Giovanni Sacchi, Giu-
erano… seppe Pozzi; negli anni successivi sorgono le
Dopo il tentativo di introdurre la cre- Società di cremazione di Cremona e Brescia
mazione durante la rivoluzione francese (1883), Varese (1884), Mantova (1888), Ber-
(con un progetto di legge al Consiglio dei gamo e Monza (1886). Il Tempio cremato-
Cinquecento l’11 novembre 1797), bisogna rio di Milano, dovuto all’opera dei Fratelli,
aspettare la seconda metà del XIX secolo venne inaugurato nel 1884”
per vedere la nascita, e proprio in Italia, di Passiamo a Livorno. La Società per la
un attivo movimento cremazionista. cremazione era come un “doppio” della Sere-
53

nissima Gran Loggia del Rito Simbolico Ita- Chiesa non proibisce più la cremazione’! Il colpo era
liano: ai vertici delle due associazioni Carlo preparato da tempo: ne dà testimonianza una lettera
del vescovo Bruno B. Heim, collaboratore a suo tempo
Meyer e Federico Wasmuth, entrambi presi- del nunzio Angelo Giuseppe Roncalli (futuro Giovanni
denti della Serenissima Gran Loggia del RSI, XXIII) alla nunziatura di Parigi, il quale scrive che il
ed Alceste Cristofanini, del RSI, nonché barone Marsaudon, amico di Mons. Roncalli, “venne (a
Gran Maestro onorario del Grand’Oriente. trovarlo) per proporre la soppressione del divieto della
cremazione; a suo dire ciò non aveva più nulla a che ve-
Torino non è da meno. La locale dere con l’ideologia massonica” (in Controrivoluzione,
So.crem cita i nomi del dott. Jacob Mole- n. 67-68/2000, p. 28). Ah, peccato che Marsaudon fosse
schott, ma omette di dire che egli era un fra- Ministro di Stato del Supremo Consiglio di Francia del
tello muratore, come pure gli altri pionieri e Rito Scozzese Antico e Accettato…
correligionari israeliti, Cesare Goldmann (1)
e Luigi D’Ancona. I primi tre presidenti
della Socrem subalpina sono tutti e tre emi- L’elemosina della Messa
nenti massoni: così Ariodante Fabretti, car-
bonaro, membro della Giovane Italia ma don Ugo Carandino
anche del Supremo Consiglio del 33° di Ri-
to Scozzese; Tommaso Villa (che fu presi-
dente della Camera e Senatore del Regno)
e Luigi Pagliani. E potremmo continuare…
L’ Enciclopedia Cattolica (EC) alla voce
“elemosina” spiega che “…una parti-
colare specie di elemosina è quella che viene
Tutti questi nomi si ritrovano nei volumi di corrisposta per la celebrazione o l’applica-
storia della Massoneria, ad esempio in quel- zione di Messe. Essa viene anche designata
lo di A.A. Mola (ed. Bompiani, 1976). in linguaggio tecnico con il termine di sti-
Oggi, per rassicurare i cattolici, le socie- pendium (…). Tale terminologia, si riattac-
tà per la cremazione citano Paolo VI (2), ca all’uso latino di denominare stipendium
ma in realtà l’atmosfera è ancora quella dei ciò che si dava ad ogni soldato per il mante-
tempi che furono, quando con i riti crema- nimento, donde poi la qualifica di stipendio
zionisti (e ora le “sale del commiato” nel a tutto ciò che i ministri dell’altare avessero
“tempio crematorio”) si volle creare una per il mantenimento…”.
“morte laica” da sostituire alle cerimonie Il redattore dell’EC cita l’insegnamento
del cattolicesimo. Exit-Italia, l’associazione dell’Apostolo san Paolo, il quale scrive: “Non
per l’eutanasia, è lieta di sbandierare la sua sapete che coloro che celebrano il culto trag-
ottima collaborazione con la U.A.A.R. gono il vitto dal culto, e coloro che attendono
(Unione Atei Agnostici Razionalisti) e la all'altare hanno parte dell'altare? Così anche il
So.crem (Società per la cremazione). Oggi, Signore ha disposto che quelli che annunziano
come ieri, nulla è veramente cambiato. il vangelo vivano del vangelo”. (I Cor, 9, 13-
14). Questo serve, continua l’EC, a “porre in
Note luce l’elemento giustificativo della prestazione
1) Dovrebbe trattarsi del medesimo Cesare Gold- di cui si tratta. Elemento che si identifica nello
mann, anch’egli massone israelita, che finanziò Il Po- scopo di procurare al celebrante un mezzo di
polo d’Italia e mise a disposizione dei neonati Fasci di
combattimento il Salone dell’Alleanza industriale e sostentamento”. Infatti l’insegnamento paoli-
commerciale di Milano, sito in Piazza San Sepolcro no (“Coloro che attendono all’altare hanno
n. 9, per la storica adunata del 23 marzo 1919. parte dell’altare”) precisa il motivo per cui il
2 ) Naturalmente, i cremazionisti citano (per con- sacerdote percepisce un’elemosina (lo stipen-
vincere i cattolici) le parole con le quali vien detto che
la cremazione non è cattiva in sé, e non è più proibita in
dium) legata all’intenzione particolare per la
ogni caso. Omettono invece le altre parole del testo do- quale la Messa viene celebrata.
ve viene ancora ricordato che “la Chiesa si è sempre stu- L’origine di questa pratica è antichissi-
diata di inculcare la inumazione dei cadaveri, sia circon- ma. Il card. Schuster, nel suo monumentale
dando tale atto con riti destinati a metterne in risalto il si- Liber Sacramentorum, parla della consue-
gnificato simbolico e religioso, sia comminando pene ca-
noniche contro coloro che agissero contro una sì salutare tudine, diffusa nelle prime comunità di cri-
prassi (…). Deve essere usata ogni cura perché sia fedel- stiani, di offrire al celebrante dei doni in
mente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri natura necessari, oltre che per il santo sa-
dei fedeli; perciò gli ordinari con opportune istruzioni ed crificio, anche per l’aiuto ai poveri e per il
ammonimenti cureranno che il popolo cristiano rifugga
dalla cremazione dei cadaveri (…)”. Parole al vento, e
mantenimento del clero.
lo si poteva e doveva prevedere! Tutto quello che è ri- “Nei secoli posteriori – spiega l’insigne
masto del decreto del 1963, è, come si dice, che ‘la liturgista - questa disciplina primitiva fu so-
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stituita dall’uso di offrire al celebrante delle pratica profondamente radicata tra i fedeli.
offerte in danaro, la cosiddetta elemosina Oggi rischia di perdersi soprattutto tra le
per la messa. Sarà bene che i fedeli com- nuove generazioni di cattolici, alle quali
prendano tutta l’importanza che deve avere spesso viene a mancare la trasmissione diret-
questa loro contribuzione personale a soste- ta di usi e costumi cristiani. Infatti, la con-
nere le spese di culto, che la concepiscano, versione permette di abbracciare le princi-
non già come un rito di devozione funebre pali verità della Fede, ma è necessario acqui-
in caso di morte di qualcuno dei loro cari, sire una serie di elementi secondari (come
ma come una parte dei loro doveri di cristia- l’elemosina delle Messe) che la scristianizza-
ni, e come una conseguenza del precetto im- zione generale non ha permesso di conosce-
posto già da Dio agli Israeliti di concorrere re e quindi di praticare precedentemente.
colle loro offerte alle spese cultuali del Tem- Evidentemente la pratica dell’elemosina
pio, ed al mantenimento dei ministri del san- della Messa non si deve confondere con la
tuario” (CARD. A. L. SCHUSTER, osb, Liber simonia, cioè la vendita di cose sacre. A ta-
Sacramentorum, vol. IV, Casa Editrice Ma- le proposito l’EC è chiara: l’elemosina è un
rietti, Torino-Roma 1930, pagg. 117-118). mezzo di sostentamento al clero “restando
La prassi dell’elemosina data al sacerdo- escluso ogni concetto di pagamento di prez-
te affinché la celebrazione della Messa sia zo e tanto meno di controvalore pecuniario
legata a un determinato scopo, risale al II del sacrificio celebrato o applicato”.
secolo e si diffuse in tutta la Chiesa nel- Il fedele deve inoltre sapere la differen-
l’epoca medioevale. Il Diritto Canonico za che passa tra le diverse forme di elemo-
tratta della materia e regola l’accettazione, sina. Mentre le elemosine raccolte attraver-
l’amministrazione e l’utilizzo delle elemosi- so la questua rappresentano un aiuto che
ne relative alle intenzioni per la Messa. va alla parrocchia o alla congregazione (nel
L’intenzione particolare richiesta al ce- nostro caso all’Istituto a cui apparteniamo),
lebrante può essere relativa: al suffragio di le elemosine legate alla richiesta di celebra-
uno o più defunti; al bisogno spirituale o zione della Messa rappresentano l’unico so-
temporale di un vivente (la conversione, la stentamento personale del sacerdote.
guarigione, il buon esito di un esame, una Non sempre i fedeli percepiscono chia-
grazia particolare, ecc.); alle intenzioni ge- ramente le gravose esigenze materiali lega-
nerali della Chiesa, come la perseveranza te all’esistenza e al mantenimento di
dei consacrati, le vocazioni, la conversione un’opera sacerdotale. Il card. Schuster, nel-
degli infedeli, ecc. Si possono inoltre far ce- le sue considerazioni sull’elemosina, tratta-
lebrare delle Messe in onore delle Tre Per- va anche questo aspetto e si rivolgeva diret-
sone della SS. Trinità, della Santa Vergine, tamente al senso di responsabilità dei figli
degli Angeli e dei Santi. della Chiesa: “Quest’obbligo oggi diviene
L’intenzione inoltre può riguardare la più doveroso e grave, dacchè i governi libe-
celebrazione di una sola Messa oppure la rali hanno confiscato quasi tutte le rendite
celebrazione consecutiva di più Messe: un ecclesiastiche, riducendo la Chiesa non dirò
triduo (tre Messe), una novena (nove Mes- già semplicemente a mantenersi, ma a soste-
se) oppure un ciclo di Messe gregoriane nere ancora tutte le sue numerosissime istitu-
(trenta Messe per l’anima di un defunto). zioni di beneficenze, di propaganda ecc. col-
È vietato celebrare una Messa cumulan- le sole elemosine dei suoi figli”.
do più intenzioni ricevute da donatori di- L’elemosina della Messa permette così
versi, mentre un unico donatore può richie- di praticare la carità e la giustizia nei con-
dere, come abbiamo già accennato, un’uni- fronti del celebrante (sostentamento del
ca intenzione applicabile a più defunti o vi- clero) e di colui per il quale la Messa viene
venti. offerta (ad es. il suffragio dei defunti).
Sarebbe auspicabile far celebrare delle È quindi auspicabile che questa anti-
Messe in suffragio dei propri defunti almeno chissima consuetudine ritorni ad essere
nell’anniversario della morte. Lodevolmente praticata dal popolo cristiano.
alcuni fedeli richiedono l’applicazione
dell’intenzione della Messa per le anime del “Non ti accorgi che hai perso quello che
Purgatorio più abbandonate. Fino a pochi non hai dato?” (S. Agostino).
decenni fa, la richiesta delle Messe era una
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ginariamente era sferico, perché completo in


L'OSSERVATORE ROMANO se stesso e autosufficiente. Ma, come puni-
zione per la sua superbia, venne da Zeus di-
mezzato, così che ora sempre anela all’altra
Deus caritas est sua metà ed è in cammino verso di essa per
trovare la sua completezza. Nel racconto bi-

L a prima (e per ora unica) enciclica di


Benedetto XVI ripropone la dottrina di
Giovanni Paolo II sulla “teologia del cor-
blico non si parla di punizione; l’idea però
che l’uomo sia in qualche modo incompleto,
costituzionalmente in cammino per trovare
po”. In questa breve rubrica, segnaliamo nell’altro la parte integrante per la sua inte-
solo alcuni aspetti degni d’attenzione… rezza, l’idea cioè che egli solo nella comu-
Il Cantico dei Cantici “Secondo l’inter- nione con l’altro sesso possa divenire ‘com-
pretazione oggi prevalente, le poesie conte- pleto’, è senz’altro presente” (n. 11).
nute in questo libro sono originariamente Il “Dio erotico”: così il Foglio ha titola-
canti d’amore, forse previsti per una festa di to la pubblicazione dell’enciclica ratzinge-
nozze israelitica, nella quale si doveva esal- riana. “Egli ama, e questo suo amore può
tare l’amore coniugale” (n. 6). L’esegeta essere qualificato senz’altro come eros, che
Ricciotti scriveva nell’Enciclopedia Cattoli- tuttavia è anche e totalmente agape” (n. 9)
ca: “Sembra che già sul finire del sec. I d. C. (egli usa “eros come termine per significare
alcuni Giudei interpretassero o almeno im- l’amore ‘mondano’ e agape come espressio-
piegassero il C. in tal senso (…). Presso i ne per l’amore fondato sulla fede e da esso
cristiani il primo rappresentante [dell’inter- plasmato. (…) In realtà eros e agape – amo-
pretazione naturalistica] ne è Teodoro di re ascendente e amore discendente – non si
Mopsuestia (m. nel 428) (…) ma la sua opi- lasciano mai separare completamente l’uno
nione, forse condivisa da qualche altro, fu dall’altro” n. 7).
condannata nel 553 dal V Concilio Ecume-
nico, né per molti secoli ricomparve più fra i Il “Dio silenzioso”. Nel discorso ad
cristiani. Il protestantesimo la riportò alla Auschwitz (28 maggio 2006), Ratzinger ha
luce, giacché essa fu vagamente espressa dal ripreso un tema caro alla moderna teologia
Casteillon (Châteillon) amico e seguace di giudaica, quello del silenzio di Dio. Pio XII
Calvino: ma appunto per questa sua opinio- non è il solo ad aver taciuto! “In un luogo
ne, Calvino bandì il Casteillon da Ginevra come questo vengono meno le parole, in
(1554). Dopo qualche altro dubbioso tenta- fondo può restare soltanto uno sbigottito si-
tivo, Herder (1778) difese integralmente l’in- lenzio – un silenzio che è un interiore grido
terpretazione naturalistica, considerando il verso Dio: Perché Signore, hai taciuto? Per-
C. come una raccolta di canti erotici staccati: ché hai potuto tollerare tutto questo?”.
dopo di lui tale interpretazione acquistò
sempre più terreno fra i protestanti. (…) Og- Giuda Apostolo. Benedetto XVI, prose-
gi l’interpretazione naturalistica è ancora guendo la “catechesi del mercoledì”, ha par-
predominante fra studiosi razionalisti o pro- lato degli apostoli, non escluso il traditore
testanti, ed ha pure rappresentanti fra stu- (18/10/2006). Perché tradì? Si chiede Ratzin-
diosi israeliti”. Era il 1949, e non si preve- ger. “La questione è oggetto di varie ipotesi.
deva che simili affermazioni si potessero Alcuni ricorrono al fattore della sua cupidi-
trovare in un’“enciclica” e passassero inos- gia di danaro; altri sostengono una spiegazio-
servate tra i cattolici. ne di ordine messianico: Giuda sarebbe stato
L’androgino primitivo non è solo un mi- deluso nel vedere che Gesù non inseriva nel
to pagano, ma anche rabbinico: Dio avreb- suo programma la liberazione politico-mili-
be creato non un uomo, ma un androgino tare del suo Paese”. In realtà, che Giuda ab-
(uomo-donna). Lo ha ripreso a suo tempo bia tradito per avarizia e perché era ladro
Giovanni Paolo II (Sodalitium, nn. 38 p. 56; non è un’ipotesi: lo afferma il Vangelo (Gv
39 p. 36; n. 40 p. 34). Oggi, Benedetto XVI: 12, 6…) mentre dell’altra “ipotesi” non si fa
“È possibile vedere sullo sfondo di questo cenno nella Scrittura. Invece la colpa è del
racconto [della Genesi, 2, 23] concezioni diavolo: In realtà, i testi evangelici insistono
quali appaiono, per esempio, anche nel mito su di un altro aspetto: Giovanni dice espres-
riferito da Platone, secondo cui l’uomo ori- samente che ‘il diavolo aveva messo in cuore
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a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradir- Frère Roger. Se Giuda può non essere
lo’…”. Anzi, magari è pure “colpa” di Dio: in inferno, figuriamoci se Frère Roger
Del resto, quando pensiamo al ruolo negati- Schutz, il fondatore della comunità ecume-
vo svolto da Giuda, dobbiamo inserirlo nella nica di Taizé, non è in Paradiso: “In questo
superiore conduzione degli eventi da parte di momento di tristezza – così Benedetto XVI
Dio. Il suo tradimento ha condotto alla morte il 17 agosto 2005 dopo la morte di Schutz -
di Gesù, il quale trasformò questo tremendo possiamo solo affidare alla bontà del Signo-
supplizio in spazio di amore salvifico e in re l’anima di questo suo fedele servitore e
consegna di sé al Padre (…)”. “In consegna sappiamo che dalla tristezza, come abbia-
di sé”: attenzione, adesso assisterete al più mo sentito ora, rinascerà la gioia; che è,
bel gioco di prestigio: “il Verbo [maiuscolo] nelle mani della bontà eterna e dell’amore
‘tradire’ è la versione di una parola greca che eterno, arrivato alla gioia eterna. E lui ci
significa ‘consegnare’”. Capite? Giuda ha ammonisce di essere fedeli lavoratori nella
tradito (consegnato)? Anche Gesù si è con- vigna del Signore, sempre, anche in situa-
segnato (=tradito). E pure Dio ha consegna- zioni tristi, sicuri che il Signore ci accompa-
to (=tradito) il Figlio: “Talvolta il suo sogget- gna e ci dà la sua gioia”. Dopo un anno, lo
to è addirittura Dio in persona: è stato lui addita ad esempio di ecumenismo:
[minuscolo] che per amore ‘consegnò’ Gesù Il problema è che Frère Roger non si è
per tutti noi (cfr Rm 8, 32). Nel suo misterio- “convertito al cattolicesimo” come è stato
so progetto salvifico, Dio assume il gesto ine- detto, ma sarebbe stato in “piena comunio-
scusabile di Giuda come occasione del dono ne con la Chiesa cattolica” senza cessare di
totale del Figlio per la redenzione del mon- essere protestante. Qui di seguito la posi-
do”. Inescusabile. Dunque Giuda si è dan- zione ufficiale di Taizé: «La comunità di
nato? Per Ratzinger non è affatto chiaro: Taizé chiarisce il percorso di frère Roger.
Gesù ha scelto Giuda come apostolo. Lo ha La comunità di Taizé comunica:
chiamato “amico”. Non è un mistero? “Il In un articolo riguardante frère Roger,
mistero della scelta rimane, tanto più che Ge- il giornale Le Monde del 6 settembre 2006
sù pronuncia un giudizio molto severo su di ha dato credito e voce alle affermazioni di
lui: ‘Guai a colui dal quale il Figlio dell’Uo- un piccolo foglio d’informazione, legato ad
mo viene tradito!’ (Mt 26, 24). Ancora di più una corrente tradizionalista, che deforma il
si infittisce il mistero circa la sua sorte eter- reale cammino di frère Roger e ne danneg-
na…” Come? Non ha detto “Guai” a Giu- gia la memoria.
da? “sapendo che Giuda si pentì (…) Benché Un testo del Pontificio Consiglio per
egli si sia poi allontanato per andare a impic- L’Unità dei cristiani, di Roma, è citato per
carsi (cfr Mt 27, 5) non spetta a noi misurare sostenere la tesi di una “conversione” di frè-
il suo gesto, sostituendoci a Dio infinitamente re Roger, mentre in realtà non dice niente di
misericordioso e giusto”! Ratzinger vede un tutto ciò. In merito poi al vescovo emerito di
fitto mistero dove Dio invece ha gettato Autun, mons. Séguy, lo stesso ha già chiarito
chiarissima luce; Gesù infatti non ha solo le sue parole. Rifiutando il termine “conver-
pronunciato “un giudizio molto severo” col sione”, ha dichiarato all’AFP: “Non ho det-
suo “Guai”. La frase che Ratzinger inter- to che Frère Roger avrebbe abiurato il pro-
rompe nella sua citazione troncata, prosegue testantesimo, bensì che ha manifestato di
infatti così: “sarebbe stato meglio per aderire pienamente alla fede cattolica”.
quest’uomo se non fosse mai nato”! Queste D’origine protestante, frère Roger ha
parole hanno un senso solo per chi è eterna- percorso un cammino senza precedenti do-
mente dannato in inferno, giacché per chi si
salva vale sempre la pena di nascere. Ma an-
che in questo Benedetto è il successore di
Giovanni Paolo. Simili discorsi proprio men-
tre i nemici della Chiesa diffondevano l’apo-
In occasione dei funerali di
crifo “Vangelo di Giuda” durante la Setti- K. Wojtyla, frère Roger,
mana Santa, invitano a riflettere su chi pos- fondatore di Taizé riceve
sano essere questi moderni avvocati della la comunione dal cardinal
causa del Traditore. Avvocati di una causa Ratzinger
persa.
57

po la Riforma: entrare progressivamente in Frère Roger era entrato in un cammino


una piena comunione con la fede della Chie- post-confessionale o, detto in altra manie-
sa cattolica senza alcuna “conversione” che ra, di superamento di questi divari confes-
implicasse una rottura con le sue origini. Nel sionali. Ciò può sembrarci insolito, ciò sem-
1972, l’allora vescovo di Autun, mons. Le bra andare al di là di quanto possiamo im-
Bourgeois, diede a frère Roger la comunio- maginare, ma questo era il suo percorso.
ne per la prima volta, semplicemente, senza Anche se non lo si condivide, il minimo
chiedergli un’altra professione di fede se che si può fare è rispettarlo.
non il Credo recitato durante l’Eucaristia e Pasteur Gill Daudé, Responsabile del
comune a tutti i cristiani. Diversi testimoni servizio delle relazioni ecumeniche della
presenti lo potrebbero riferire. Federazione protestante di Francia”.
Parlare rispetto a ciò di “conversione”, Del tutto simili le dichiarazioni di
significa non capire l’originalità di ciò che Mons. Daucourt, Vescovo di Nanterre (“Il
frère Roger ha ricercato. cammino ecumenico”di Frère Roger).
Questo percorso di frère Roger non ha Se per Ratzinger Frère Roger è un mo-
mai avuto nulla di nascosto. Nel 1980, du- dello, possiamo allora vedere nella sua
rante uno degli incontri europei dei giovani “originale” via ecumenica la nascita di una
a Roma, in presenza del Papa Giovanni nuova Chiesa né cattolica né protestante,
Paolo II nella basilica di San Pietro, lo ha ma ecumenista. Non è quella, però, fondata
pubblicamente espresso con queste parole: da N.S. Gesù Cristo.
“Ho trovato la mia vera identità di cristia-
no riconciliando in me stesso la fede delle La legge noachide spiegata ai cardinali,
mie origini con il mistero della fede cattoli- ai massoni, agli ecumenisti. Sodalitium
ca, senza rompere la comunione con nes- (n. 54) ha già riferito del discorso tenuto il
suno”. 17 gennaio 2002 dal Rabbino-Capo di Ro-
Il cammino di frère Roger non è stato ma, Riccardo Di Segni, ai “cardinali”, per
compreso da tutti ma è stato accolto da spiegare loro la rabbinica legge di Noè, che
molti, dal Papa Giovanni Paolo II, da ve- sarebbe la legge che deve reggere anche noi
scovi e teologi cattolici che sono venuti a cristiani (se solo abbandonassimo l’idola-
celebrare l’eucaristia a Taizé, ed anche da tria, ovvero la credenza nella divinità di Cri-
responsabili delle Chiese protestanti ed or- sto). Il medesimo Rabbino ha lungamente
todosse, con i quali frère Roger ha pazien- spiegato la stessa dottrina al Grand’Oriente
temente costruito una relazione di fiducia d’Italia (Erasmo Notizie. N. 11 del 15 giu-
nel corso degli anni. gno 2003 Ebraismo e Massoneria. Il Rabbi-
Coloro che vogliono ad ogni costo che no Di Segni ospite del Grand’Oriente). L’in-
le confessioni cristiane trovino ciascuna la contro tra il rabbino, che si è dichiarato fi-
propria identità contrapponendosi fra di lo- glio di un massone, ha tenuto la sua prolu-
ro, non possono certamente cogliere il cam- sione su “Il patto Noachita” al
mino di frère Roger. Era un uomo di comu- Grand’Oriente di Roma (testo completo su
nione e forse è proprio questo che per certe www.cattolicesimo.com). I Massoni devono
persone è difficile da capire. infatti – come dichiarano le seconde Costi-
6 settembre 2006”». tuzioni di Anderson (1738) – “osservare la
Interessante anche la dichiarazione del- legge morale come vero noachide”. Per non
la “Federazione protestante di Francia”: essere ingiusto con alcuno, il rabbino capo
“Faremmo meglio, per essere evangeli- Di Segni si è recato anche dai “cugini” della
ci, a provare ad entrare in un tale percorso Gran Loggia d’Italia il 27 ottobre 2006.
di guarigione dalle nostre esclusività con- Diffusore della dottrina noachica è stato
fessionali. Il nostro orizzonte cristiano e le recentemente Andrea Riccardi, fondatore
nostre mentalità limitate sono tali che ci ri- della Comunità di Sant’Egidio, che l’ha
mane difficile pensare ad una riconciliazio- esposta, secondo il pensiero del rabbino
ne fra le due cose: se uno è cattolico non Elia Benamozegh (Israele e l’umanita, stu-
può essere protestante; se uno è protestan- dio sul problema della religione universale,
te non è più cattolico. Questa è la realtà 1914). “Il libro – scrive Riccardi – intendeva
istituzionale e formale delle nostre Chiese. provocare in cristianesimo e islam un tiqqun,
Ed è anche il loro peccato. un processo di risanamento a partire
58

giudaica. Ecco alcuni passaggi del discorso


di Ratzinger (Osservatore Romano, 13 otto-
bre 2006, p. 5):

Il rabbino Elia « Cari amici,


Benamozegh Sono lieto di accogliere in Vaticano la
delegazione della Anti-Defamation Lea-
gue. In numerose occasioni avete fatto vi-
sita al mio predecessore Papa Giovanni
Paolo II e io continuo con gioia a incontra-
re i gruppi che rappresentano il popolo
ebraico. (…)
La Dichiarazione del Concilio Vaticano
dall’universalismo e dall’umanesimo ebrai- II Nostra Aetate ci ricorda che le radici
co. Non fu un successo (…) Ma oggi, dopo ebraiche del cristianesimo ci obbligano a
tanto fallire, si ritorna a questo punto, all’ap- superare i conflitti del passato e a creare
puntamento con l’ebraismo. La proposta di nuovi vincoli di amicizia e di collaborazio-
Benamozegh ritorna attuale. (…) Dopo le ne (…). I quaranta anni trascorsi dalla Di-
guerre religiose di Cinquecento e Seicento chiarazione hanno prodotto molti risultati
nacque la dottrina della tolleranza. (…) Og- positivi e sono stati anche testimoni di al-
gi (…) non basta far ricorso all’idea di tolle- cuni primi passi, forse ancora troppo esi-
ranza. (…) Jonathan Sachs, rabbino capo tanti, verso un dialogo più aperto sui temi
del Commonwelth, in ‘La dignità della diffe- religiosi. È proprio a tale livello di scambio
renza’ trova il fulcro di questa grande idea e dialogo sinceri che troveremo la base e
nel rinverdire e ripensare il patto di Noè con la motivazione per un rapporto solido e fe-
tutto il genere umano. (…) Benamozegh, un condo.
secolo prima, proponeva qualcosa di simile” Che L’Eterno, nostro Padre nei Cieli,
(La Stampa, 17 gennaio 2007, p. 36: Non benedica ogni sforzo volto a eliminare dal
possiamo non dirci ebrei). Ma qual è la reli- mondo qualsiasi errato uso della religione
gione dell’Umanità propugnata da Bena- quale pretesto per l’odio e per la violenza.
mozegh e che ci raccomanda Riccardi? “La Che Egli benedica tutti voi, le vostre fami-
religione universale non consiste in una pura glie e le vostre comunità ».
e semplice conversione dei Gentili al mosai-
smo, ma nel dovuto riconoscimento da parte
dell’umanità della verità della dottrina di
Israele” sacerdote dell’umanità. L’avan- ubblichiamo un interessante articolo uscito
guardia di questa religione è la massoneria;
ancora Benamozegh: “i dogmi della masso-
P su Il Corriere della Sera del 10/09/2006, in
occasione del viaggio in Germania di Benedetto
neria sono quelli della cabala” (tutte le cita- XVI. In esso il “vescovo” luterano Johannesdot-
zioni sono tratte dal libro di Benamozegh, ter esprime il suo apprezzamento per Giovanni
cit. in Sodalitium, n. 34 pp 18-34, C. NITO- Paolo II e Benedetto XVI auspicando la parte-
GLIA, I rapporti tra il giudaismo e la masso- cipazione al Conclave anche per i protestanti.
neria). La comunità di Sant’Egidio – che ha
organizzato l’incontro interreligioso di Assi-
si e quelli seguenti – vuole dunque che l’in-
“Pontefici come questo e
tera umanità entri nei piani del rabbino Be- Wojtyla andrebbero bene
namozegh. Buono a sapersi. anche a noi luterani”
Benedetto XVI riceve i Bene Berith.
Sempre in tema di massoneria e giudaismo,
concludiamo con l’udienza accordata da
«M onaco di Baviera – “Io ho un so-
gno. Che venga un giorno in cui
noi tutti luterani e cattolici, anglicani e or-
Benedetto XVI, il 12 ottobre 2006, ai rap- todossi eleggiamo insieme il Papa.” Il so-
presentanti “Antidefamation League” gno ecumenico, espresso con parole che
(ADL), appartenente al B’nai B’rith (Figli non sono mai state ascoltate dalla bocca di
dell’Alleanza) associazione massonica e un seguace di Martin Lutero, è del vescovo
59

protestante tedesco Juergen Johannesdot- to una volta che nella cristianità mondiale,
ter, esperto di questioni ecumeniche per la potrebbe esserci un’istanza dirigente”.
conferenza episcopale evangelica di Ger- Come luterano riesce ad immaginarsela
mania (Ekd) e co-presidente della commis- davvero? “Naturalmente noi luterani pen-
sione bilaterale luterana-anglicana. siamo in prima battuta piuttosto ad un si-
Benedetto XVI celebrerà dopodomani nodo, ma sono certo che questo problema
a Ratisbona un rito ecumenico e il ricono- lo dovremo riesaminare sempre di nuovo.
scimento del vescovo luterano rivela quan- Giovanni Paolo II ci ha fatto capire che
te aspettative si sono concentrate sul suo un’istanza del genere conta molto per rap-
pontificato. Johannesdotter, vescovo di presentare le posizioni cristiane del mondo
Schaumburg-Lippe, ha incontrato papa di oggi. Sarebbe anche la personificazione
Ratzinguer dieci giorni fa e all’uscita della memoria delle parole pronunciate da
dell’udienza gli è venuto spontaneo espri- Gesù Cristo: Ut unum sint. Noi sappiamo
mere il suo “sogno”, che ha voluto raccon- che questa unità è costituita da Cristo, è lui
tare al convegno interreligioso di Sant’Egi- che la garantisce. Ma al tempo stesso per
dio ad Assisi. “Papi come Giovanni Paolo gli uomini d’oggi è anche importante vede-
II e Benedetto XVI - ci conferma - non re la raffigurazione di questa unità”.
avrei difficoltà ad eleggerli”. Lei sottolinea, tuttavia, che il ruolo pa-
Vescovo Johannesdotter, vuol dire che pale andrebbe modificato.
per i luterani il Papato non è più un tabù? “Sono convinto che non può esserci una
“Sicuramente un papato modificato. Pe- persona sola che spiega per gli altri e agli
rò per me, e anche per altri vescovi lutera- atri che cosa è unità. Dev’essere un’istanza
ni, è concepibile una nuova struttura del in cui noi tutti ci sentiamo a casa. Perciò il
ministero papale come portavoce della Cri- ministero papale dovrà modificarsi, ma
stianità Mondiale”. questo lo ha già riconosciuto Giovanni Pao-
Tutto sembra partire dal pontificato di lo II e lo riconosce anche Benedetto XVI”.
Giovanni Paolo II. È così? Lei ha detto che avrebbe dato il suo vo-
“Pur essendo consapevoli di ciò che ci to anche al papabile Ratzinger.
separava, abbiamo colto la sua profonda “Il rispetto che circonda Giovanni Paolo
religiosità e umanità e molti cristiani lutera- II, lo nutriamo anche per Benedetto XVI.
ni hanno sentito e accettato Giovanni Pao- Quando è uscito il libro del professore Rat-
lo II come un Padre della Fede. Capivamo zinger sull’introduzione al Cristianesimo un
che era mosso dalla nostalgia per l’unità, noto teologo evangelico, Helmut Tielecke,
ma non un’unità che esige una specie di ri- ha dichiarato: Dovete leggere quest’opera.
torno all’ovile, bensì un’unità rafforzata at- A parte qualche pagina su Maria, è del tutto
traverso Cristo e come luterani noi siamo un libro evangelico. Le posizioni di Ratzin-
molto cristocentrici e questo ci unisce an- ger come papa, cardinale e professore sono
che con Benedetto XVI”. molto stimolanti e incoraggianti per il dia-
Significa che anche per i protestanti logo ecumenico e rappresentano per noi
l’idea stessa del ruolo papale come ministe- una sfida positiva”.
ro dell’unità diventa importante nell’epoca Guardando al futuro, lei è ottimista?
contemporanea? “Un po’ ottimista”.
“Con tutta la varietà che ci caratterizza (m.pol.)»
non mi sento di parlare a nome del prote-
stantesimo. Però proprio l’esempio di Gio- Il “vescovo” luterano Johannesdotter
vanni Paolo II ci ha fatto avvertire che que-
sta speciale funzione papale dischiude mol-
te possibilità, che non riscontriamo di per
sé nella molteplicità delle singole Chiese.
Certamente nella concezione evangelica
l’ufficio papale dovrebbe accompagnarsi al
riconoscimento di un maggiore pluralismo.
In ogni caso il vescovo luterano di Baviera,
Friedrich, che è a capo della conferenza dei
vescovi evangelici di Germania, ha già det-
60

valido ausilio per i fedeli che vogliono assi-


Recensioni e segnalazioni stere devotamente alla S. Messa secondo il
rito che fu codificato e reso immutabile da
Papa S. Pio V con la celebre bolla “Quo
primum tempore”, in una edizione econo-
Messalino Festivo mica e per questo accessibile a tutti.
Ci auguriamo che questo “Messalino

I l Messalino Festivo è un opera della qua-


le si sentiva la necessità da molto tempo.
I fedeli, e non solo essi, ce ne chiedevano
Festivo” aiuti i cattolici a prendere coscien-
za della bellezza del Rito romano antico,
tramite la comprensione delle orazioni che
incessantemente la pubblicazione. Eccoli lo compongono, e la partecipazione ferven-
accontentati con questa ristampa anastati- te al “Tesoro della S. Messa” che è il rinno-
ca! Questo Messalino Festivo, contiene tut- vamento incruento del Sacrifico di Cristo.
te le Messe del ciclo temporale, domenicali
e festive in cui vi è l’obbligo di assistere alla • MONS. ANTONIO MISTRORIGO
santa Messa. Contiene anche le principali Messalino Festivo
feste di precetto del ciclo santorale. È un Pagg. 456 formato tascabile 10 x 15
€ 17,00; Centro Librario Sodalitium

I Crociati di Pio IX
Due importanti novità dal C.L. Sodalitium

Messalino
A ntonmaria Bonetti nasce a Bologna nel
1849; nel 1868 lascia gli studi universi-
tari e si arruola negli Zuavi Pontifici; nel
Festivo 1870 è promosso caporale dei Cacciatori in-
Pagg. 456 digeni. La mattina del 20 settembre parteci-
formato pa alla difesa di Porta S. Pancrazio di Ro-
tascabile ma, dove viene ferito. Tradotto prigioniero
nella cittadella di Alessandria, rifiuta di en-
€ 17,00 trare nel Regio Esercito con la promozione
a sergente, anche se poco dopo sarà chia-
mato di leva. Dopo il congedo inizia un’in-
tensa attività giornalistica, che lo vedrà an-
NO che redattore dell’Osservatore Romano e
VIT direttore della Rivista Antimassonica.
À La sua penna incisiva e graffiante ci ha
lasciato diverse opere storiche relative alle
campagne militari dell’esercito papalino
(nel periodo compreso tra dal 1860 e il
1870) e alla successiva “Questione Roma-
ANTONMARIA
na”. Il Centro Librario Sodalitium ha deci-
BONETTI
so di presentare ai lettori la prima di queste
Il opere, Il Volontario di Pio IX, data alle
volontario stampe nel 1871, scritta quindi pochi mesi
di Pio IX. dopo la Breccia di Porta Pia.
Si tratta di un bel libro autobiografico,
€ 10,00 di piacevole lettura, che si inserisce nel filo-
ne diaristico ottocentesco. Infatti, sono nu-
merosi i diari dei reduci delle milizie gari-
baldine e dell’Esercito sardo-italiano dati
alle stampe durante il Regno d’Italia e nei
primi decenni della storia repubblicana.
61

Nelle pagine dei vincitori non è raro imbat- re, dalle pagine del libro, le emozioni e so-
tersi in sentimenti di delusione e di amarez- prattutto la determinazione di chi non esitò
za per alcuni aspetti delle vicende belliche a sacrificare la propria giovinezza al grido
e soprattutto relativi alla gestione politica di “Viva il Papa-Re!”.
della nuova Italia; è la frustrazione di chi,
don Ugo Carandino
animato da onestà intellettuale, è testimo-
ne della discrepanza tra la vulgata risorgi-
mentalista e la realtà dei fatti. • ANTONMARIA BONETTI
L’entusiasmo, paradossalmente, lo tro- IL VOLONTARIO DI PIO IX.
viamo nelle pagine di un vinto. In effetti il Racconto storico di un volontario di Pio
Bonetti - seppur con l’evidente amarezza IX dal 1867 al 1870
per l’esito degli eventi e il dolore per la con- Pagg. 130 circa, € 10,00;
dizione in cui si trovava il Sommo Pontefice Centro Librario Sodalitium
- descrive con ardore la sua avventura uma-
na e quella dei suoi commilitoni giunti a
Roma, a volte in modo rocambolesco, da
tutto l’orbe cattolico per impugnare le armi O Regina o Santa
a difesa dei diritti della Sede Apostolica.
L’Autore, in modo quasi guascone – e
inevitabilmente condizionato dallo stile re-
torico dell’epoca – presenta al lettore i pro-
D a dolce, bellissima principessa estense
votata al monastero a regina di una
delle grandi potenze europee... Maria Bea-
tagonisti della “Nona Crociata”, i volontari trice costretta a soli 14 anni a sposare l’at-
di Pio IX che seppero dare alla Chiesa e al tempato erede al trono d’Inghilterra. Si tro-
mondo una prova di autentico eroismo e di vo a vivere in un paese dove i cattolici sub-
non comune fedeltà. Il Bonetti scrive pro- ivano violenze e persecuzioni. Eppure amò
prio per rendere giustizia alla causa di qua- l'Inghilterra e amò Giacomo Stuart di un
si 15.000 giovani infiammati dall’amore per amore vero, puro, disinteressato. Cattolica
la Cattedra di Pietro ed etichettati dai vin- in un paese protestante, perse la corona a
citori come vili mercenari. causa della sua fede, conobbe la miseria e
Ne Il Volontario di Pio IX, e ancor più l'umiliazione ma, quando i suoi fedeli la
diffusamente nelle opere seguenti, l’Autore supplicavano di convertirsi, anche solo for-
indica nella Massoneria la causa principale malmente, per risalire al trono e porre fine
dell’attacco alla Chiesa e del seppellimento a tutte le avversità, caparbiamente rispon-
dell’organizzazione cattolica della società, deva che assai sciocco sarebbe stato chi
eventi che la storia dei vincitori ci ha conse- avesse accettato di barattare il Paradiso per
gnato con il nome di risorgimento nazionale. una corona, l'eterna felicità per una gloria
Le giovani generazioni cattoliche della terrena, l'infinito con il finito...
fine dell’800 e dei primissimi decenni del
‘900 si entusiasmavano leggendo le gesta • ELENA BIANCHINI BRAGLIA
degli eroi papalini, come i comandanti de O Regina o Santa. L’unica italiana sul
Pimodan e de la Moriciére o il Corpo degli trono d’Inghilterra: Maria Beatrice
Zuavi. Sono nomi ormai dimenticati e so- d’Este spodestata per la fede.
stituiti troppo spesso da personaggi che, Pagg. 272 - € 15,00; Edizioni Terra e
seppur cattolici in virtù del battesimo, non Identità (via Prampolini 69, 41100
hanno certo combattuto per la causa della Modena, tel.: 059212334)
Chiesa e che il venti settembre si sarebbero
schierati tra gli aggressori e poi usurpatori
della Roma dei Papi e dei Martiri.
La versione de Il Volontario di Pio IX ABBIAMO RICEVUTO IN
dato alle stampe dal Centro Librario Soda- REDAZIONE E SEGNALIAMO:
litium si riferisce alla seconda edizione,
stampata a Lucca nel 1890; per facilitare la • ALBERTO ROSSELLI
lettura si è provveduto a sostituire in italia- L’OLOCAUSTO ARMENO. Breve
no corrente le espressioni ottocentesche. storia di un massacro dimenticato.
Non resta che augurare al lettore di coglie- Pagg. 80 - € 7,50; Edizioni Solfanelli
62

• ALBERTO COSTANZO • PIER CARLO LANDUCCI


MANDATO D’ARRESTO EUROPEO. LA VERA CARITÀ VERSO IL
Pagg. 95 - € 8,00; Edizioni Solfanelli POPOLO EBREO. Collana: Mater et
• DOMINICUS Magistra. Pagg. 48 - € 4,00
LA SANTA MESSA E IL CALVA- Edizioni Solfanelli e Amicizia Cristiana:
RIO. Confronto fra la liturgia antica e 66100 Chieti - Via A. Aceto n. 18 (C. P. 34)
quella attuale. Pagg. 64 - € 5,00; Amicizia Tel. 0871 63210 - 0871 561806
Cristiana Fax 0871 404798 - Cell. 335 6499393

Vita dell’Istituto

C
ari lettori, lo scorso numero di Soda- triste abbandono di don Curzio Nitoglia
litium (febbraio 2006) vi aveva ac- (co-fondatore del nostro Istituto il 18 di-
compagnato nella vita dell’Istituto fi- cembre 1985), il quale, durante l’omelia del-
no alla fine del 2005; questa è pertanto la la Messa dell’Immacolata (Roma, 8 dicem-
cronaca di un anno intero (e anche un po’ bre 2006) ha annunciato ai fedeli presenti di
di più!), fino al 31 gennaio 2007. L’anno ap- lasciare l’Istituto per recarsi presso le Suore
pena passato ha visto proseguire i festeggia- di Velletri, ove si trova anche la redazione
menti del ventennale dell’Istituto, ed è stato della rivista “Si si no no”. Don Nitoglia cele-
allietato dalla bellissima giornata del 26 bra la Messa, dal gennaio 2007, nella cap-
aprile 2006, festa della Madonna del Buon pella della Fraternità San Pio X, a Roma,
Consiglio, nostra Patrona. In quella data, pur non facendo parte di questa società e
nella chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, non condividendone alcune posizioni. Ci
a Verrua, dopo la Messa solenne della Ma- rattristiamo di questa scelta, che ci sembra
ter Boni Consilii cantata da don Murro, contraddittoria in se stessa e con più di
Suor Elisabetta di Gesù pronunciava i suoi vent’anni di apostolato di don Nitoglia. Ri-
primi voti di povertà, castità ed obbedienza, cordiamo con affetto il nostro confratello,
tra la commozione di tutti i presenti, parti- che ha spartito con noi tanti anni di vita sa-
colarmente dei suoi genitori e familiari. Ma cerdotale. Ricordiamo particolarmente la
non è finita; perché lo stesso giorno, don sua collaborazione a Sodalitium, fin dal
Sergio Casas Silva, sacerdote argentino, 1984; il suo impegno come professore di fi-
pronunciava la sua “professione d’intenzio- losofia e di teologia ascetica e mistica in se-
ni”, diventando così il venticinquesimo minario; il suo fecondo apostolato, partico-
membro dell’Istituto (nono sacerdote); nel larmente a Maranello, Firenze, Torino e
mese di maggio don Sergio si è recato in Roma. La Divina Provvidenza sembra però
pellegrinaggio a Roma e a Genazzano, nel non abbandonarci, perché praticamente nel-
santuario della Madonna del Buon Consi- lo stesso momento in cui ci lasciava don Ni-
glio. Purtroppo, la fine dell’anno ha visto il toglia, ci è stata offerta la collaborazione di
Benedizione dell’edicola della Madonna, a Verrua don Thomas Le Gal, fratello maggiore di
Savoia in presenza del sindaco; l’edicola è stata don Jocelyn, e ordinato sacerdote da Mons.
restaurata dall’associazione “Amici degli oratori”. Sanborn, negli Stati Uniti, il Sabato Santo
del 2006. L’arrivo di don Thomas Le Gal
permette all’Istituto di mantenere la sua
presenza a Roma, senza abbandonare le
anime che ci avevano dato – e ci hanno rin-
novato – la loro piena fiducia.
Dalla casa di Verrua. Dopo un primo ri-
torno in Argentina, ricordiamo un secondo
periodo di fecondo apostolato di don Sergio
Casas Silva a Verrua, dal 21 marzo al 18 lu-
glio 2006. Durante la settimana santa, don
Jocelyn Le Gal si è recato negli Stati Uniti
per l’ordinazione sacerdotale di suo fratello
63

to con i volontari) [in realtà il merito va a


don Casas Silva, per l’iniziativa, e a don Ca-
zalas per i contatti n.d.r.] e diversi cittadini
di Verrua. Dopo la benedizione è stato of-
ferto un piccolo rinfresco. L’edicola è stata
restaurata grazie all’opera di alcuni volonta-
ri francesi dell’associazione ‘Amici degli
Oratori’ che si occupa da diversi anni pro-
prio del mantenimento e restauri dei piloni
e delle edicole che si trovano sul territorio e
che ci ricordano la fede e le tradizioni popo-
lari. Dice il signor Jean-Marie Rouvier, de-
legato dipartimentale per il Nizzardo di
26 aprile 2006: professione religiosa della prima religio-
sa dell’Istituto M.B.C. a Verrua Savoia questa associazione: ‘Negli ultimi dieci anni
la nostra associazione ha restaurato diverse
Thomas, dalle mani di Mons. Sanborn, ed è centinaia di edicole in Francia, Svizzera e
stato sostituito per le cerimonie pasquali da Polonia (…)’ L’edicola di Verrua è la prima
don Ercoli, che è poi tornato negli Stati restaurata in Italia. Il Sindaco, ringraziando
Uniti. Dal 10 gennaio, anche don Thomas gli autori dell’opera, ha segnalato le diverse
Le Gal ha stabilito a Verrua la sua residen- cappelle presenti sulle colline verruesi au-
za e ci aiuta nel ministero sacerdotale. Tra i spicando prossimi restauri”. Ogni giorno,
(lieti) ritorni, ricordiamo la visita di Padre poi, un sacerdote dell’Istituto si reca dalle
Joseph Mercier m.b., ordinato sacerdote Suore di Cristo Re a Moncestino (Alessan-
proprio a Verrua, e che si trova adesso a dria) per celebrare la Santa Messa; il 10 no-
Favernay, in Franca Contea. Durante il suo vembre è stata cantata la Messa per ricorda-
soggiorno ha (quasi) completato il riordino re il terzo anniversario dell’arrivo delle Suo-
della biblioteca, mettendo a frutto le sue re, le quali a loro volta, con le novizie e le
competenze di monaco benedettino. A pro- postulanti sono sempre pronte ad aiutare la
posito: la Biblioteca è stata intitolata a nostra casa per il canto liturgico, la prepara-
Mons. Umberto Benigni, mentre l’emerote- zione agli esercizi e ogni altra occasione
ca è dedicata a don Paolo de Thöt, due sa- straordinaria. Grazie anche a loro!
cerdoti che saranno sempre ricordati per la Seminario San Pietro Martire. L’estate si
fede integrale e devono essere accomunati annunciava ricca di vocazioni; l’autunno, in-
nella gratitudine di tutti i cattolici a San Pio vece, ha registrato solo due generose entrate
X per aver combattuto la buona battaglia in seminario, il 15 settembre: un candidato
contro l’eresia modernista. Ringraziamo an- dal Messico (laureato in giurisprudenza) ed
che quei tanti amici che passano a volte al- uno dall’Olanda (già seminarista della Fra-
cune ore, a volte giorni o una intera setti- ternità S. Pio X, in Germania). Purtroppo,
mana, chi ad aiutare per la rivista, chi in cu- per la prima volta in vent’anni da che esiste
cina, chi a dar man forte in giardino o nei il nostro seminario, il candidato messicano
lavori della casa, chi a riparare i paramenti non ha ottenuto il permesso di soggiorno e
sacerdotali, stirare, rammendare: Dio vi ri- ha dovuto tornare in patria a dicembre. Pro-
meriti per l’umile, nascosto, indispensabile segue adesso gli studi negli Stati Uniti, nel
lavoro. Tra questi benemeriti, gli “Amici seminario della SS. Trinità (Florida) retto da
degli Oratori”. Riportiamo da L’Informato-
re di Verrua- La voce della Fortezza (dicem-
bre 2006, p. 11): “Sabato 7 ottobre, in occa-
sione della festa del Santo Rosario, è stata
benedetta un’edicola dedicata alla Madon- Viaggio in
na “Regina pacis” che si trova in località Tirolo: sul-
Pietra di Carbignano. Erano presenti il sin- la tomba
di Andreas
daco Ginevro, la famiglia proprietaria del Hofer
sito, signora Alemanno, Don Ricossa,
dell’Istituto Mater Boni Consilii (che si è
impegnato per il restauro e ha preso contat-
Diretto da don Jocelyn Le Gal (alla sua pri-
ma direzione da sacerdote) e con l’assistenza
di don Carandino e don Giugni, coadiuvati
dai seminaristi e dai giovani monitori, una
trentina di bambini (un vero record di pre-
senze) hanno passato quindici giorni di va-
canza dal 10 al 24 luglio, tra giochi in foresta,
dottrina, canti, teatro, ed escursioni. L’ap-
puntamento con il “gioco di pista” nella fore-
sta che è sempre molto apprezzato dai bam-
bini che si sentono adulti… e dagli adulti…
Argentina, casa san José: i lavori per la nuova cappella che ridiventano bambini è riportato all’anno
con l’altare provvisorio venturo! Abbiamo invece visitato la cattedra-
le gotica di Bourges e il museo delle miniere
Mons. Sanborn, il quale ha accettato tra i di carbone de La Machine. Il campo delle ra-
suoi studenti il nostro candidato, il quale re- gazze delle suore del Cristo Re si è svolto
sta però a disposizione dell’Istituto. quest'anno sulle Alpi italiane, nei pressi di
Le Suore dell’Istituto Mater Boni Con- Bardonecchia, con l'assistenza spirituale di
silii. Come già detto, il 26 aprile Suor Elisa- don Murro. Il campo si tovava in un luogo
betta di Gesù ha pronunciato i suoi primi particolarmente suggestivo, situato in una ra-
voti nell’Istituto. Il 17 settembre, un’altra dura circondata da boschi. Quante volte sono
ragazza, originaria di Torino, ha iniziato il stati visti camosci, marmotte, stanbecchi, vol-
suo postulato a Verrua. Il 26 settembre pi! Il campo è iniziato l'11 luglio: passeggiate,
Suor Elisabetta ha lasciato parte della cuci- giochi, canti, con la Messa e il catechismo
na alle cure della Signora Adriana, per se- hanno fatto scorrere rapidamente le giorna-
guire, con don Murro, la nuova postulante. te, tanto che il 29 luglio, giorno di chiusura,
Oltre alla vita del noviziato, e all’aiuto del per molti sembrava ancora poco il periodo
sacerdozio, Suor Elisabetta, e la postulante, trascorso insieme. Tra le escursioni, da ricor-
si occupano dei bambini e particolarmente dare quella del Frejus (sopra il tunnel), le Tre
delle bambine e ragazze di Torino e della Croci, la splendida Vallefredda piena di stel-
zona di Verrua. Ricordiamo l’aiuto dato le alpine ed alla fine, svolta solo dalle più
nel preparare alle prime comunioni con dei grandi e provette, l'ascensione al Monte Ta-
piccoli ritiri (così il 4 giugno e il 2-4 novem- bor, ove si trova una cappella situata a oltre
bre), le riunioni della Crociata Eucaristica, 3.000 metri di altezza. Bis repetita placet: ap-
con preghiere, giochi, passeggiate, prepara- puntamento a luglio 2007. Viaggio in Tirolo.
zione al Corpus Domini o al Natale (15 giu- dal 31 luglio al 5 agosto Don Giugni e Don
gno, 4-5 novembre, 8-10 dicembre) le gite a Le Gal hanno organizzato un viaggio (in au-
Torino (dicembre, gennaio), un piccolo tomobile) in Tirolo, tra Italia ed Austria, per
soggiorno estivo a Verrua (dal 18 al 23 lu- i giovani tra i 15 e i 25 anni. Il viaggio aveva
glio) con visite a Verolengo e all’abbazia
della Novalesa, e tanti giochi e gite. Colonia S. Luigi Gonzaga 2006 a Raveau: i bambini
L’Istituto “virtuale”. Il mondo di “In- hanno visitato le miniere di carbone di La Machine
ternet” non ignora il nostro lavoro, tutt’al-
tro; numerose ad esempio le traduzioni
(anche in polacco) degli articoli di Sodali-
tium. Ripetiamo anche questa volta che il
nostro Istituto non ha altro sito che quello
di Sodalitium e della Casa San Pio X. Non
abbiamo “forum” o “ML”, né in maniera
ufficiale, né in maniera ufficiosa.
Attività estive. Nel mese di luglio presso il
castello di Raveau (che Mons. Guérard de
Lauriers ha lasciato all’Istituto), si è svolto
come sempre il campo della Crociata Eucari-
stica sotto la protezione di S. Luigi Gonzaga.
65

come tema la persona di Andreas Hofer,


eroe cattolico, e le insorgenze anti-napoleo-
don Sergio
niche, ed ha portato i ragazzi (pochi ma buo- Casas Silva
ni…!) a visitare il paese natale di Hofer, S. mentre benedice
Leonardo in val Passiria e la città di Insbruck una palestra
capitale storica del Tirolo. Insbruck fu libera-
ta più volte dall’occupazione dei rivoluziona-
ri franco-bavaresi dagli insorti tirolesi coman- rio tutti i giorni celebra la Santa Messa, e
dati da Hofer con le battaglie sul Berg-Isel; cura, con Andres Cocimano, gli interessi
ne abbiamo visitato le chiese (tutte splendi- dell’Istituto a Cordoba. Durante la settima-
damente tenute e conservate!) e i musei. Ra- na, insegna filosofia, scienze sociali, storia e
gazzi e sacerdoti sono rimasti impressionati e diritto alla Scuola Juan Domingo Perón di
conquistati dall’impronta profondamente Rosario, da dei corsi di inglese per i ragazzi
cattolica che ancora si respira in quelle terre, (metodo Ogden), e si occupa anche di tene-
se confrontata allo spirito anticristiano che re alcune trasmissioni radiofoniche (delle
aleggia invece sempre più nei nostri paesi. Lo quali si tratta nell’apposita rubrica). Con 22
stupendo paesaggio delle vallate tirolesi, la ragazzi e ragazze della scuola Perón ha or-
gentile affabilità e ospitalità e la custodia del- ganizzato una visita al Museo Histórico Ju-
le tradizioni (abbiamo apprezzato molto an- lio Marc di Rosario e si è recato due volte
che quelle gastronomiche...) ci hanno vera- (ottobre e novembre) con Padre Claudio
mente incantato e lasciato il desiderio di ri- Formica presso la scuola S. José di Rufino
tornare. Durante il viaggio abbiamo visitato (Santa Fé). Piccoli, simpatici, avvenimenti:
Rinh luogo natale del beato Andrea (bambi- la benedizione di una palestra di boxe (don
no ucciso dagli ebrei per compiere il sacrifico Sergio, tutti lo sanno, è uno appassionato
rituale nel 1459), la splendida abbazia di No- sportivo) e la visita all’ospedale infantile
vacella con la sua secolare biblioteca, e la della zona nord della città, portando 500 re-
parrocchia di Spinga (luogo di una nota bat- gali ai piccoli malati (gennaio 2007). Molto
taglia di insorgenti contro le truppe francesi) impegnativi sono i lavori per allestire la
retta fino a qualche anno fa da don Zieglauer nuova residenza. Dopo tanti anni don Ca-
che vi celebrava la Messa antica. Un solo sas Silva lascia infatti la casa e l’oratorio di
rimpianto: dover tornare a casa, ma l’appun- via Gorriti 1836, ed ha aperto la nuova Ca-
tamento è per l’estate prossima per visitare sa San José del nostro Istituto. Già a luglio
magari la Spagna di S. Ignazio e di Isabella la c’è stata una prima inaugurazione e benedi-
Cattolica (chi fosse interessato può già met- zione della Casa, ma i mesi successivi sono
tersi in contatto con noi senza aspettare: stati impiegati in lunghi e costosi lavori: tet-
info@sodalitium.it). to, gas, elettricità, acqua, infissi (agosto),
Argentina. Don Casas Silva è tornato in allestimento della nuova cappella (settem-
patria, a Rosario, il 19 luglio, ma questa bre), della sala di catechismo e della cucina
volta come membro dell’Istituto. A Rosa- (ottobre), tetto del garage (gennaio)…
Una giornata indimenticabile, infine, è
quella dell’8 dicembre 2006 a Molinari
Don Sergio con alcuni bambini dell’ospedale infantile
(Cordoba), quando don Sergio ha parteci-
pato all’ordinazione sacerdotale (dalle ma-
ni di Mons. Dolan) di don Federico Palma.
Segnaliamo infine che in Argentina non
mancano numerosi sacerdoti amici dell’Isti-
tuto, che ringraziamo vivamente e coi quali
speriamo poter collaborare.
Belgio. A luglio, la casa ha ospitato gli
esercitanti per un ritiro ignaziano di tre
giorni dato da Mons. Stuyver.Il 3 settembre,
festa di San Pio X, sono riprese le lezioni
nella piccola scuola fondata, già quattro an-
ni fa, da Mons. Stuyver a Sint-Gillis, Den-
dermonde. IL 29 ottobre, i fedeli hanno or-
66

ganizzato una giornata di festa in occasione ne. Ringraziamo chi si è prodigato per acco-
del decimo anniversario della consacrazione gliere i nostri sacerdoti, chi mette a disposi-
sacerdotale di Mons. Stuyver (che cade il 3 zione la sala per la S. Messa, chi aiuta nel
novembre). Tra i regali, una bella statua di canto liturgico, nonché i mezzi d’informazio-
S. Michele che figura adesso nella cappella. ne che hanno pubblicizzato questa iniziativa,
La casa poi è sempre più accogliente e bella come J. Bourbon su Rivarol e don Grossin su
grazie a don Crist van Overbeke che ha ri- La tour de David e sul suo sito internet.
fatto porte, finestre e ornato l’entrata con A Lione, fervono i lavori per preparare
un bel frontone con l’immagine della Ma- degnamente un nuovo luogo di culto. A
donna del Buon Consiglio. Grasse segnaliamo la benedizione dell’edi-
Francia. Dall’aprile del 2005 a Parigi non cola dedicata a N.D. des Victoires da parte
vi era più una Messa che non fosse in comu- di don Cazalas, invitato dal proprietario,
nione con Benedetto XVI. Alcuni fedeli co- Robert Courant, dall’associazione Les
raggiosamente hanno affrontato viaggi di cin- Amis des Oratoires presieduta da Jean-Ma-
que o sei ore, per rimanere fedeli all’oblatio rie Rouvier. Erano presenti anche i musici-
munda. In seguito, verso la fine del medesi- sti dell’Académie du Jasmis e i “tambouri-
mo anno, questi fedeli ci hanno chiesto se naires” del conservatorio di Grasse (artico-
avevamo la possibilità di recarci a Parigi. Così lo su Nice-Matin, ed. di Grasse, 6/4/2006).
il 29 gennaio per la prima volta don Murro ha A giugno, don Le Gal, su richiesta di don
celebrato la Santa Messa a Parigi. Era la festa Guépin, si è recato nella sua città natale di
di S. Francesco di Sales, Vescovo di Ginevra, Nantes, dove ha celebrato le messe dome-
il quale, impedito dai calvinisti di prendere nicali in città, e poi nella cappella di N.D.
possesso della sua diocesi, dovette risiedere des Dons (fatta restaurare da don Guépin)
ad Annecy. Egli evangelizzò i paesi compresi e in quella di La Baule, dove don Le Gal
tra Annecy e Ginevra, riconducendo al catto- assistette per la prima volta alla Messa “di
licesimo settantamila protestanti. Fu proprio San Pio V”, 18 anni fa.
Annecy, la prima città d’oltralpi ove il nostro Incominciamo adesso il consueto Giro
Istituto ha iniziato a celebrare la Messa nel d’Italia, iniziando da Roma. La presenza
lontano 1987. Dopo un anno, possiamo fare stabile di don Nitoglia aveva finalmente ot-
un primo bilancio. Don Le Gal celebra la S. tenuto un aumento dei partecipanti alla
Messa a Parigi due domeniche al mese per Messa festiva nell’oratorio San Gregorio
una sessantina di fedeli. Ha potuto organizza- VII. La decisione di don Curzio di lasciare
re delle piccole conferenze presso un fedele, l’Istituto non ha compromesso però la no-
e poi una conferenza pubblica – la prima di stra presenza nella capitale del Cattolicesi-
una serie futura – per presentare l’Istituto. Il mo. Domenica 7 gennaio 2007 don Nitoglia
contatto coi fedeli è facilitato dal pranzo in celebrava l’ultima sua Messa nell’oratorio;
comune dopo la messa, che ha contribuito a la domenica successiva don Ricossa si reca-
rompere la solitudine del mondo per un mo- va a Roma, per celebrare la S. Messa e
mento di convivialità cristiana. Don Le Gal spiegare brevemente ai fedeli le ragioni per
ha già assicurato anche l’amministrazione dei le quali l’Istituto manteneva la sua presen-
sacramenti: battesimo, viatico, estrema unzio- za. Esse non sono diverse da quelle che ci
1 ottobre 2006: Cresime amministrate da Mons. Stuyver
spinsero, 17 anni fa, ad accogliere la richie-
a Milano presso l’oratorio S. Ambrogio sta d’aiuto di alcuni cattolici romani. La do-
menica seguente è stato don Murro a cele-
brare nell’oratorio, e ormai si può dire che
il momento difficile è stato superato. Per
ragioni geografiche passiamo all’apostolato
della Casa San Pio X di Rimini, dalla quale
l’Istituto irraggia in Veneto, Romagna,
Marche, Abruzzi, Puglia e Basilicata.
Nell’estate del 2001, infatti, l’apertura
nel riminese della Casa San Pio X, residen-
za di don Carandino, ha permesso di svol-
gere l’apostolato in Romagna e in Abruzzo.
Successivamente, nell’autunno del 2003,
67

Granatissimo). Il dott. Patrignani ha inviato


don Ugo anche il 7 ottobre per benedire la
targa di una nuova via di Pesaro dedicata al
“Grande Torino - Caduti di Superga”, alla
presenza dell’Assessore allo Sport Maria
Pia Gennari, del campione del Torino Pao-
lo Pulici e di Antonio Ballarin.
Da un don Ugo all’altro… Seguiamo
dunque don Giugni nel suo lavoro in Lom-
bardia e nel Trentino. Don Giugni si reca
ormai regolarmente a Varese a celebrare la
Pellegrinaggio a S. Giuseppe di Cotignac santa Messa per i fedeli di quella zona. Do-
organizzato da don Cazalas
po essere stati ospitati in una chiesa della
con l’inaugurazione dell’abitazione di Chie- provincia (i nostri ringraziamenti al parroco)
ti Scalo, si è potuto sviluppare il ministero ora la celebrazione si svolge in città con fre-
anche in Basilicata e Puglia. A Rimini e a quenza mensile presso l’Hotel Ungheria (via
Chieti Scalo l’apostolato è regolare, più sal- Borri 98); per informazioni potete consulta-
tuario a Potenza e a Modugno, anche se le re il sito di Sodalitium. Non dimentichiamo
visite dei nostri sacerdoti sono sempre più però mai, accanto alle nuove località dove si
frequenti, sia quelle regolari di don Caran- estende il nostro apostolato, anche quelle
dino, sia quelle occasionali di don Murro e dove iniziò umilmente più di vent’anni fa: in
persino di don Le Gal che quest’estate ha Lombardia l’Istituto ha preso le sue mosse
visitato con un fratello San Giovanni Ro- da Valmadrera (Lecco), dove si riscontra un
tondo, Napoli e Potenza, accompagnando aumento di partecipanti alle messe festive.
poi due esercitanti di Potenza a Verrua. Di Domenica 1 ottobre 2006 è stata una giorna-
fatto, quest’anno siamo stati presenti in Pu- ta speciale all’oratorio S. Ambrogio di Mila-
glia e Basilicata ogni mese. no: c’è stata infatti la visita episcopale di
Da segnalare l’apertura di un sito inte- Mons. Stuyver che ha celebrato la S. Messa
ramente consacrato alle attività dell’orato- e amministrato le S. Cresime a molti fedeli
rio abruzzese: www.oratoriodichieti.it. Le giunti dalla Lombardia, dal Trentino e dalla
principali attività in queste diverse regioni Liguria. L’oratorio era veramente gremito e
si trovano nelle varie rubriche (ad esempio, troppo piccolo per l’occasione. Dopo la ceri-
quella delle conferenze e quella dei pelle- monia la giornata è continuata in un vicino
grinaggi); qui ci limitiamo ad alcune notizie ristorante per un pranzo conviviale in pre-
particolari… Domenica 25 giugno, ad senza del Vescovo, che ha poi preso l’aereo
esempio, nella chiesa-sacrario di Paderno per il Belgio nel pomeriggio. Un sincero rin-
(FC) don Carandino ha celebrato una Mes- graziamento a Sua Eccellenza per la bella
sa per i defunti dell’Ass. Nazionale Fami- giornata di fede e di grazia che ci ha portato.
glie Caduti e Dispersi Rsi di Arnaldo Ber- Il 7 dicembre all’oratorio, festa di S. Ambro-
tolini (foto e articoli sui numeri de L’Ulti- gio, la S. Messa è stata celebrata in rito am-
ma Crociata n. 8, ottobre 2006 e n. 10, di- brosiano come da tradizione da diversi anni.
cembre 2006). Don Ugolino, dal mese d’ottobre, ha comin-
Il 24 marzo, nella sala congressi dell’ho- ciato a fare il catechismo ai bambini che si
tel Cruiser di Pesaro, su invito del dott. Ma- preparano alla prima comunione. Durante
rio Patrignani, don Ugo ha celebrato una S. l’avvento ambrosiano sono state benedette
Messa per i defunti del Torino, in occasione le case dei fedeli. Ed eccoci al Trentino.
di un raduno nazionale della tifoseria della L’apostolato in questa regione procede mol-
squadra torinese. Tra gli oltre 250 presenti to bene, grazie all’incremento delle celebra-
da segnalare la presenza di Urbano Cairo, zioni mensili ed al lavoro dei nostri sacerdo-
Presidente del Torino F.C.; di Antonio Bal- ti. La chiesa di Rovereto è sempre piena di
larin, figlio di Aldo, morto a Superga; dei fedeli che assistono alla S. Messa. Don Ugo-
già campioni d’Italia Eraldo Pecci e Gigi lino inoltre il lunedì assicura la dottrina ai
Danova (articoli nelle edizioni locali de il bambini e agli adulti e, ultimamente, anche a
Resto del Carlino, Il Messaggero, Corriere due coppie che si preparano al matrimonio.
Adriatico e sui giornali sportivi Tuttosport e Della S. Messa in Trentino celebrata a Ro-
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IV edizione del pellegrinaggio Osimo – Loreto


Istituto Mater Boni Consilii
Sabato 19 maggio e Domenica 20 maggio 2007

Si prega di leggere attentamente il programma

Sabato 19 maggio 2007


- Ore 14,00 appuntamento a Osimo, al parcheggio del piazzale del San Carlo (in
via Montefanese, davanti alla chiesa San Carlo; dal centro storico: direzione Ma-
cerata); sistemazione dei bagagli e inquadramento dei pellegrini. Si raccomanda la
massima puntualità.
- Ore 15,00 partenza a piedi; a Osimo venerazione del corpo di San Giuseppe da
Copertino; sosta al santuario della B. V. Addolorata di Campocavallo; arrivo a
Castelfidardo, distribuzione dei bagagli, sistemazione nelle camere, cena e per-
nottamento.

Domenica 20 maggio 2007


- Ore 7,45 S. Messa.
- Ore 9,00 colazione; sistemazione dei bagagli.
- Ore 9,45 partenza; sosta al sacrario delle Crocette a Castelfidardo; arrivo a
Loreto e pranzo al sacco.
- Ore 14,30 preghiera nella Santa Casa di Loreto.
- Ore 15,30 partenza del pullman per riportare i pellegrini a Osimo.
- Ore 16,00 arrivo a Osimo e fine del pellegrinaggio.

• Come raggiungere Osimo


Per chi viaggia sull’autostrada A 14: uscire al casello di Ancona Sud-Osimo.
Per chi viaggia in treno: scendere alla stazione ferroviaria di Osimo. In questo caso comuni-
care l’orario d’arrivo all’organizzazione, che provvederà a venire prendere i pellegrini alla sta-
zione. Per il viaggio di ritorno si consiglia di prendere il treno alla stazione di Loreto.

• Modalità del pellegrinaggio


I pellegrini percorrono a piedi l’intero itinerario del pellegrinaggio (22 km), lasciando il sabato
pomeriggio le automobili al parcheggio del San Carlo a Osimo. La domenica pomeriggio da
Loreto un pullman ricondurrà i pellegrini alle automobili.
Prima dell’inizio del pellegrinaggio i bagagli personali saranno caricati su un furgone che li
trasporterà direttamente a Castelfidardo, nel luogo del pernottamento. Durante il percorso i
pellegrini in difficoltà potranno usufruire del servizio di alcuni pulmini.
Lungo il cammino i sacerdoti assicurano l’assistenza spirituale (recita del S. Rosario, canti,
meditazioni, confessioni). Si raccomanda di non usare i telefonini durante la marcia.

• I pasti
Cena di sabato sera: presso un servizio di ristorazione.
Colazione di domenica mattina: presso l’albergo dove dormono i pellegrini.
Pranzo di domenica: pranzo al sacco alle porte di Loreto. Ogni pellegrino deve arrivare al
pellegrinaggio con il necessario (cibo, bevande, posate, ecc.), l’organizzazione fornisce del
pane fresco e dell’acqua.
Si consigliano inoltre bevande e alimenti energetici per la marcia e per le pause.

• Attrezzatura e abbigliamento
I pellegrini devono portare:
un bagaglio con gli effetti personali per pernottamento: si consiglia di mettere un’etichetta
con proprio nome sui bagagli per facilitare lo smistamento;
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IV edizione del pellegrinaggio Osimo – Loreto


un bagaglio con il cibo e bevande per il pranzo al sacco della domenica.
Si consiglia di portare una borraccia e uno zainetto per la marcia, contenente il necessario
in caso di pioggia, gli effetti personali, gli energetici, ecc.
Si consigliano delle scarpe comode e un copricapo per proteggersi dal sole.
Si invitano gli uomini ad evitare l’uso delle bermuda; si suggerisce alle signore e alle signori-
ne l’uso delle gonne sotto le ginocchia e un velo o copricapo per le preghiere nelle chiese e
per l’assistenza alla Santa Messa.

• Pernottamento
I pellegrini pernottano in una struttura alberghiera a Castelfidardo. Sono disponibili camere
da due o tre posti, divise per le donne e per gli uomini. I partecipanti devono quindi adattarsi
a dormine con altri pellegrini. Ovviamente i nuclei familiari utilizzano la stessa camera. I posti-
letto sono limitati, quindi “chi primo arriva, bene alloggia”.
Per i giovani è possibile una sistemazione in sacco a pelo in locali adiacenti all’albergo (gli in-
teressati devono portarsi il sacco a pelo).
Per mantenere lo spirito del pellegrinaggio e non disturbare gli altri partecipanti, i pellegrini
sono invitati a rientrare nelle camere entro la mezzanotte.

• Quota di partecipazione
- Per gli adulti: 60 euro (la quota comprende: contributo spese organizzative, camera d’al-
bergo, cena del sabato sera, colazione di domenica mattina, sala per il pranzo al sacco di
domenica).
- Per i giovani che dormono in sacco a pelo: 35 euro (che comprende: contributo alle spe-
se organizzative, cena del sabato sera, colazione di domenica mattina sala per il pranzo al
sacco di domenica).
- Per i bambini sino ai 14 anni: 45 euro.

Chi avesse delle difficoltà economiche (studenti, famiglie numerose, ecc.) non rinunci al pel-
legrinaggio: l’organizzazione potrà facilitare l’iscrizione.
Chi fosse impossibilitato a partecipare può inviare un’offerta per contribuire alle spese orga-
nizzative e per favorire l’iscrizione delle persone più bisognose.

Versare le quote d’iscrizione e i contributi al conto corrente postale n. 51 17 99 27, intestato


a: Ass. Mater Boni Consilii Onlus - Casa San Pio X specificando: Per il pellegrinaggio a
Loreto (si prega di inviare per posta o per fax la copia del versamento).

Le iscrizioni si devono effettuare unicamente


alla Casa San Pio X entro sabato 12 maggio 2007.

CASA SAN PIO X


Via Sarzana n. 86 - 47828 San Martino dei Mulini (RN)
Tel. e Fax: 0541.75.89.61
E-mail: casa.sanpiox@sodalitium.it

Pellegrinaggio a Loreto 2006


70

vereto da don Giugni si è parlato in una serie conferenze: eccone l’elenco: il 10 febbraio
d’articoli (come sempre piuttosto faziosi…) 2006, alla Sala degli Archi, “Aborto chimi-
occasionati dalla promessa del “motu pro- co: la vita si può eliminare con una pillola?
prio” di Benedetto XVI che avrebbe dovuto Considerazioni sulla pillola abortiva RU-
liberalizzare la Messa di S. Pio V [tutti ne 486?”, relatore l’avv. Massimo Micaletti. Il
parlano ma nessuno lo vede…!], e pubblicati 22 marzo 2006, all’hotel Touring, “Talari
sui giornali locali: “La messa roveretana in tinte di sangue. Il martirio di Rolando Rivi e
latino esce dall’ombra” (Il Trentino dei sacerdoti vittime del comunismo in Italia
18/10/06); “In S. Maria si parla spesso latino” (1944-1947)”, relatore Marco Pirina con la
e “Sulla messa in latino il presule frena” (Il presentazione del col. Enzo Felicione, pre-
Trentino 20/10/06). I primi articoli hanno sidente dell’Unuci di Rimini. Il 4 novem-
causato un dibattito sul latino che è andato bre, alla Sala degli Archi, in collaborazione
avanti per qualche settimana: “Basta schitar- con il Quartiere 1 del Comune di Rimini,
rate durante le funzioni sacre” (Il Trentino “Pio IX: un Papa forcaiolo? Una leggenda
22/10/06); “Il gregoriano non è uno stile elita- nera smentita dalla storia”, relatore dott.
rio” (Il Trentino 31/10/06). Fulvio Izzo (con un articolo su La Voce di
Con l’autostrada Modena-Brennero… si Romagna il 5.11.2006: “Pio IX batte Karl
arriva in poco tempo in Emilia, e da li in Marx 50 a 30. Due convegni in contempora-
Toscana, le due regioni dove fatica don Ri- nea alla Sala degli Archi, ma il Papa raduna
cossa. Aumentano i partecipanti alla Messa più pubblico”). Il 2 dicembre, sempre alla
di Maranello, è stata solennizzata anche Sala degli Archi, presentazione del libro
quest’anno la festa dell’Immacolata con Cristina Campo o l’ambiguità della Tradi-
una Messa col canto polifonico a Ferrara, e zione, con intervento di don Ricossa l’Au-
in Toscana don Ricossa si è recato a volte tore (articolo su La Voce di Romagna del
anche a Sansepolcro. 3.12.2006: “Ieri l’incontro su Cristina Cam-
Il nostro giro termina idealmente in Pie- po fautrice della liturgia tradizionale”).
monte, ove si trova la Casa Madre. Ricor- Il 20 settembre, anniversario dell’occu-
diamo alcuni avvenimenti, come la proces- pazione di Roma, per i caduti papalini il
sione delle Palme per le strade di Torino (il CSGF ha deposto una corona d’alloro alla
9 aprile); la cerimonia al Cimitero Monu- chiesa del cimitero monumentale di Rimini
mentale di Torino, il 29 aprile, quando su ed è stata celebrata una S. Messa al nostro
domanda dell’Associazione Famiglie Cadu- oratorio (il 19.9.2006 trafiletto su La Voce
ti e Dispersi della Repubblica Sociale Ita- di Romagna e articolo sul Corriere di Rimi-
liana, don Giuseppe Murro ne ha ricordato ni con un titolo forviante, “Il sangue per
la memoria ed ha benedetto le loro tombe; l’Italia”). Il 6 gennaio 2007 il CSGF ha fe-
la benedizione della concessionaria delle steggiato il suo decennale: infatti, seppur
motociclette Harley Davidson a Nichelino costituitosi a Rimini nell’estate del 2001, è
(don Ricossa, il 22 novembre). Domenica l’erede legittimo del Circolo Culturale Giu-
1° luglio don Murro ha celebrato la Santa seppe Federici, fondato sempre a Rimini il
Messa nella fortezza di Fenestrelle (tra To- 6 gennaio 1997.
rino e Pinerolo) in commemorazione dei Conferenze e attività organizzate dal
soldati del Regno delle Due Sicilie. Dopo Centro Studi Davide Albertario a Milano.
la caduta del Regno nel 1860, migliaia di Il 3 febbraio 2006, si è svolta la conferenza
soldati furono deportati in varie prigioni o dal titolo: “Le donne e il Risorgimento. Il
fortezze del Piemonte, tra cui Fenestrelle, ruolo delle donne nell’opposizione all’unità
ove quasi tutti vi trovarono la morte. La d’Italia”, relatrice è stata la giovane ricerca-
giornata, incorniciata dalla presenza di sol- trice modenese, Elena Bianchini Braglia,
dati e armi d’epoca, è stata organizzata autrice di diversi libri che ricostruiscono la
dall’Associazione Due Sicilie. vita di alcune regine del passato che si tro-
Conferenze. Numerose, come sempre, le varono a vivere nel vortice della tormenta
conferenze tenute o organizzate dai nostri risorgimentale. Durante la conferenza è
sacerdoti. Seguiamo quest’anno di attività… stato presentato l’ultimo libro dell’autrice:
Conferenze e attività organizzate dal O regina o santa. L’unica italiana sul trono
Centro Studi Giuseppe Federici (Rimini). d’Inghilterra: Maria Beatrice d’Este spode-
A Rimini il CSGF ha proseguito il ciclo di stata per la fede. [CD Audio cod. 017]. Gio-
71

sioni all’essere umano al principio della sua


vita; considerazioni sulla bioetica”. Due so-
no stati i relatori invitati a parlare: l’avvo-
cato Massimo Micaletti, del Centro Bioeti-
ca Cattolico di Pescara-Penne e del Movi-
mento per la vita, e il dottor Alessandro
Pertosa. [CD Audio cod. 018]. Venerdì 12
maggio si è svolta la conferenza dal titolo:
Il ruolo delle donne nel Risorgimento nelle
Pellegrinaggio Osimo Loreto 2006: memorie di due Regine: Adelgonda di Ba-
arrivo sulla piazza della basilica viera e Maria Beatrice Vittoria di Savoia,
vedì 8 giugno il Centro Studi ha invitato duchesse di Modena. La conferenza era or-
don Ugo Carandino, a parlare sul tema: ganizzata congiuntamente dal Centro studi
“L’esodo dei cristiani dalla Terra Santa: un Giacomo Margotti e dall’associazione Im-
dramma dimenticato”. [CD Audio cod. magine per il Piemonte, e si è svolto nei lo-
019]. Il 13 ottobre, dopo la pausa estiva, il cali della sede di quest’ultima associazione
CSDA ha invitato l’avv. Massimo Micaletti poiché l’iniziativa era inserita nei Venerdì
del Centro Bioetica Cattolico di Pescara- Culturali dell’Associazione. Relatrice è sta-
Penne a tenere una conferenza sul tema: ta la dottoressa Elena Bianchini Braglia
“L’embrione: una creatura o un prodotto? giornalista e storica, studiosa della dinastia
Pillola del giorno dopo (RU 486), feconda- estense, che era già stata ospite dell’Alber-
zione artificiale. Aggressioni al più debole tario a Milano in febbraio. La conferenza è
dei deboli; considerazioni sulla bioetica”. stata ben condotta e vivacizzata come
L’ultimo sabato di novembre, il 25, come è un’intervista dalle domande di Vittorio G.
ormai tradizione, il Centro Studi ha orga- Cardinali, giornalista e presidente dell’as-
nizzato il consueto Convegno di Studi Al- sociazione Immagine per il Piemonte. Alla
bertariani, giunto quest’anno alla sua V° fine dell’incontro la dott.ssa Bianchini Bra-
edizione. Anche quest’anno la manifesta- glia ha dovuto firmare numerose copie dei
zione aveva ottenuto il patrocinio della Re- suoi libri presentati durante la conferenza
gione Lombardia, Culture, Identità, Auto- [Su questo argomento CD audio: cod. 017].
nomie della Lombardia. Il tema della gior- Conferenza organizzata dall’Associazio-
nata, che si è svolta presso l’Hotel Mithos, ne Mater Boni Consilii. Una sola ma certa-
era ispirato a S. Agostino: “Le due città: mente importante, la conferenza organizza-
Chiesa e massoneria nel loro conflitto se- ta da don Le Gal a Parigi il 12 ottobre 2006.
colare”. I relatori sono stati: Don France- Don Ricossa ha parlato su La crisi dell’au-
sco Ricossa (La città di Dio: la Chiesa e il torità nella Chiesa, dal Vaticano II a Bene-
Regno Sociale di Cristo); il Prof. Gianan- detto XVI. Più di cento persone hanno po-
drea de Antonellis (La città del diavolo: la tuto comprendere meglio come la questio-
rivoluzione moderna e l’influenza massoni- ne dell’autorità sia al centro dell’azione dei
ca nel risorgimento italiano); Don Ugolino cattolici che vogliono conservare la fede.
Giugni (Don Albertario: un soldato di Cri- La conferenza è stata un’occasione per pre-
sto contro la massoneria). Un foltissimo sentare ai parigini il nostro Istituto (è stata
pubblico ha partecipato al convegno ani- allestita una mostra fotografica), le nostre
mando con domande la tavola rotonda fi- pubblicazioni e la Messa celebrata in rue
nale, e prendendo d’assedio il banchetto Blue da don LeGal (cf articolo su Rivarol,
dei libri controrivoluzionari allestito dal 17/11/2006, p. 3). Un CD con la registrazio-
centro Studi all’uscita della sala. [Doppio ne della conferenza (in francese) è a vostra
CD Audio cod. 020]. disposizione.
Conferenze del Centro Studi Giacomo Altre conferenze, alle quali hanno parte-
Margotti a Torino. Il 18 marzo il Centro cipato sacerdoti dell’Istituto. Don Ugo Ca-
Studi Giacomo Margotti ha organizzato randino ha tenuto le seguenti conferenze: il
una conferenza sulla bioetica. Il titolo 18 febbraio 2006 alla libreria Feltrinelli di
dell’incontro è stato: “L’embrione: qualco- Pescara: “L’esodo dei Cristiani dalla Terra
sa o qualcuno? Pillola del giorno dopo Santa: un dramma dimenticato” (Amicizia
(RU486), fecondazione artificiale. Aggres- Cristiana). Il 14 marzo 2006 al Bar Dolly di
72

Potenza: “I Cristiani in Terra Santa: un Margherita di Rovigo il 16 dicembre 2006. Il


dramma dimenticato” (Il Sentiero). Nella se- convegno è stato organizzato da Fabio Ba-
de del Centro Tradizione e Comunità a Mo- roni (Segr. Prov. di Destra per Rovigo) e
dugno (BA): “La Passione di Cristo” moderato da Paolo Caratossidis (coord.
(15.3.2006), “I miracoli eucaristici” Naz. Forza Nuova). Una lusinghiera relazio-
(17.10.2006) e “San Pio X, il Papa che con- ne del convegno e dell’intervento di don Ri-
dannò il Modernismo” (15.11.2006), tutte cossa è stata pubblicata il giorno successivo
organizzate da Controvento Modugno. Il 17 su Il Gazzettino (ed. di Rovigo).
marzo 2006 al Palazzo ADSU a Pescara: Infine, per chiudere in bellezza, parlia-
“Questione irlandese e identità nazionale”, mo della prima “Giornata della Regalità so-
con Christian Salutari e Achille Travaglino ciale di Cristo” che si è svolta a Fossalta
(Associazione culturale AriaNuova). Il 30 (Modena). Molti inneggiano a Cristo Re,
maggio 2006 al Circolo culturale librario ma pochi ne conoscono la dottrina. Per per-
“2+2=4” ad Ancona: “Dalla Cristianità al mettere una formazione seria dell’argomen-
Nuovo Ordine Mondiale”; la stessa confe- to, la nostra rivista e il Centro studi Federici
renza è stata ripetuta a fine giugno a Fano e hanno ideato un seminario di studio dal te-
il 25.10.2006 a Civitanova Marche nelle ri- ma: “La dottrina di Cristo Re: dalla Cristia-
spettive sedi di Forza Nuova. Il 3.9.2006, nità medioevale allo Stato moderno”. Don
sempre nella sede di FN a Fano: “Invito alla Ricossa ha tenuto tre lezioni (davvero magi-
lettura del testo: Fregati dalla scuola”. In strali!): Regalità sociale di Cristo: la dottrina,
Abruzzo con Marco Solfanelli (Amicizia La Cristianità medioevale: l’intronizzazione
Cristiana) il 21 ottobre alla libreria Internet e Lo Stato moderno: l’apostasia. La Fede si
Caffè a Montesilvano (PE): “Sette segrete e incarna nelle opere: perciò la formazione
la Chiesa” (Edizioni Tabula Fati); alla libre- dottrinale è stata affiancata da un’esposizio-
ria De Luca di Chieti per la presentazione ne di libri e altro materiale a cura di dodici
dei libri: La Santa Messa e il Calvario associazioni e case editrici che sono in sinto-
(18.11.2006) e La vera carità verso il popolo nia con la nostra posizione dottrinale o che
ebraico (20.1.2007). Il 20 dicembre al Palaz- comunque sono degli amici sinceri. L’orga-
zo del Podestà di Rimini: “Un aiuto per il Li- nizzazione non ha trascurato l’aspetto con-
bano. Il dramma delle comunità cristiane nel- viviale (caffè di benvenuto e colazione di la-
la terra dei Cedri” (Associazione di volonta- voro) e artistico, con la recita di alcuni brani
riato Porta d’Oriente, in collaborazione con della rievocazione della battaglia di Lepan-
Equamente e col contributo di Volontarimi- to da parte del Gruppo Scenico-Teatrale
ni, della Regione Emilia-Romagna, della Elisabetta Stefanini di Padova. Ne è scaturi-
Provincia e del Comune di Rimini, del Co- ta un’intensa - e ci auguriamo fruttuosa per
mune di Riccione). Don Ricossa è stato uno la Fede degli ottanta partecipanti - Giornata
dei relatori, col dott. Paolo Avezzù (capo- della Regalità sociale di Cristo che sarà ripe-
gruppo Forza Italia al consiglio comunale di tuta nel prossimo mese di ottobre.
Rovigo) e col dott. Roberto Fiore (segreta- L’Istituto e la stampa. Il libro di Pucci
rio nazionale di Forza Nuova) del convegno Cipriani L’altra Toscana. Diario di un con-
Visto da Destra: Chiesa, Islam e Massoneria. servatore (ed. Controrivoluzione, 2005) me-
Conflitti secolari tenutosi all’Hotel Regina rita di entrare a far parte della storia dei
movimenti cattolici e “tradizionalisti” in
Ritiro a Serre-Nerpol il 5 marzo Italia; l’autore cita anche Sodalitium e
l’Istituto, anche se spesso non ne condivide
le posizioni. Sul quotidiano La Voce di Ro-
magna l’8 dicembre è stato pubblicato un
articolo sul nostro oratorio riminese
(“Chiese: c’è chi chiude e chi apre”). Lectu-
res Françaises (n. 586, Février 2006) ha an-
nunciato il pellegrinaggio che si è tenuto a
N. Dame de l'Osier l'8 maggio seguente.
Infine, la Lettre aux amis et bienfaiteurs del
Monastero di Favernay non manca mai di
parlare, con vera amicizia, del nostro Istitu-
73

to. Errata corrige: nel n° 58 di Sodalitium a


pag. 61 citando il libro “Tra Roma e Lefeb-
vre” (Studium 2003), avevamo errato circa
il nome dell’autore; li diamo qui corretti: si
tratta di NICLA BUONASORTE, cambia dun-

I° giornata per la regalità sociale di Cristo a Modena


que il genere. Ce ne scusiamo con l’autrice.
Sodalitium e la stampa. Lecture Françai-
ses, che aveva già parlato del nostro Istituto
nell’ultimo numero di dicembre 2005 (n.
584, p. 39) è tornata sul tema nel primo nu-
mero di gennaio (n. 585, p. 36) riportando
una recensione della rivista Sodalitium pub-
blicata sulla rivista belga Altaïr (n. 126). Se-
gnaliamo che nella Bibliografia essenziale
dell’ultimo libro di Giovannino Guareschi
“Baffo racconta” (BUR 2006) compare cita-
to anche l’articolo di don Ugolino Giugni
“don Camillo Guareschi e il Concilio…” ap-
parso in Sodalitium n. 54 del 2002.
Il Centro Librario Sodalitium ha curato,
a marzo, la seconda edizione italiana
dell’opera di don Ricossa Cristina Campo.
L’ambiguità della Tradizione e di Padre
Guérard des Lauriers Risposta a ‘Lettera a
una religiosa’. Nel mese di aprile è poi uscita
la prima edizione francese. Segnaliamo le
recensioni di Marino Pagano su Alfa&Ome-
ga (n. 5, settembre/ottobre 2005, pp. 119-
120) e di Yves Chiron su Présent (Deux li-
vres en un, aprile 2006). Il libro è stato anche
presentato dall’autore al Convegno tradizio-
nalista di Civitella del Tronto, l’11 marzo
2006. Due sono le nuove pubblicazioni del
C.L.S. in uscita nel 2007 (come potete legge- Modena, ottobre 2006: Il pubblico,
re nelle recensioni librarie): Il Messalino fe- il relatore: don Francesco Ricossa e
la rievocazione della battaglia di Lepanto
stivo, che molti ci richiedevano da anni è fi-
nalmente pronto e l’autobiografia: Il Volon-
tario di Pio IX in cui l’autore narra gli avve- Continua l’edizione dell’Apostolato del-
nimenti del 1870 per la difesa di Roma da lui la Preghiera (in francese) da parte di don
vissuti in prima persona. Cazalas e la Crociata Eucaristica edita ora
Trasmissioni radiofoniche. Don Caran- anche in italiano (se siete interessati richie-
dino cura uno spazio settimanale su Radio detele in redazione).
Padania Libera (ogni domenica alle ore 14). Esercizi spirituali. Dal 20 al 25 febbraio
Sulla stessa Radio Silvia Sanzini ha intervi- don Cazalas e don Murro hanno predicato
stato don Ugo il 6 maggio (con Marco Piri- un turno di Esercizi Spirituali a Serre Ner-
na su Rolando Rivi), il 10 giugno (i cattolici pol a dieci persone. Dal 17 al 22 aprile a
e la politica), il 1° luglio (l’ecumenismo), il Serre Nerpol don Murro insieme a Mère
20 gennaio 2007 (carità e buonismo). A Ro- Marie Monique ha predicato il ritiro in pre-
sario (Argentina) don Casas Silva ha parla- parazione ai voti delle novizie, alle quali si
to durante varie trasmissioni radiofoniche: sono aggiunte quattro signore. Dal 3 all’8
contro l’aborto; contro la separazione tra luglio, a Serre Nerpol, don Ricossa e don
Chiesa e Stato (in FM Manantial 93.7), in Murro hanno dato gli esercizi a 11 uomini e
difesa dalla vita fin dal concepimento, e par- otto donne. Gli esercizi estivi a Raveau so-
tecipando alla trasmissione Buenos dias nos no stati predicati da don Cazalas e don
dé Dios (AM Libertad 1100 Mghz). Murro: dal 31 luglio al 5 agosto a 6 donne;
74

dal 7 al 12 agosto a 11 uomini, quest’ultimo molti giovani - provenienti da quasi tutta la


conclusosi con il battesimo di un adulto che Penisola, dal Piemonte alla Puglia, dal Tren-
aveva seguito il ritiro di 5 giorni. Torniamo tino alla Basilicata, si sono ritrovate sabato
a Serre Nerpol, dove dal 16 al 21 agosto gli 20 maggio a Osimo; vi era anche un piccolo
Esercizi sono stati dati da don Giugni e don ma fervente gruppo di pellegrini francesi.
Cazalas a 10 uomini. A Verrua, due turni di Lasciate le automobili, i pellegrini sono par-
esercizi dati da don Carandino e don Ricos- titi a piedi per affrontare i 22 chilometri del
sa: dal 21 al 26 agosto a 15 donne e dal 28 percorso, con le soste alla tomba di San Giu-
agosto al 2 settembre a 19 uomini. Dal 6 al seppe da Copertino a Osimo e all’immagine
14 settembre don Ricossa ha dato come di della S. Vergine Addolorata a Campocaval-
consueto i Santi Esercizi alle Suore di Cri- lo. In serata Castelfidardo attendeva i pelle-
sto Re (a Serre Nerpol); erano presenti an- grini per la cena e il meritato riposo. L’ospi-
che tre religiose di Montauban. Dal 25 al 30 talità della cittadina marchigiana è sempre
settembre, Mons. Stuyver ha dato gli Eser- cordialissima: il sindaco è venuto a salutare
cizi ai sacerdoti dell’Istituto, ai quali si è personalmente la nostra comitiva e la Prote-
unito don James Bird, dalla Germania (a zione Civile ha messo a disposizione dei
luglio, come detto, li aveva dati in Belgio). mezzi per facilitare alcuni spostamenti. Do-
Dal 26 al 31 dicembre don Murro e don Ca- menica 21 maggio di buonora i pellegrinaggi
zalas hanno predicato un altro turno a Ser- hanno assistito alla Messa celebrata da don
re Nerpol ove hanno partecipato 5 persone: Sergio; dopo la colazione e la rituale foto di
tra di essi, una signora ha ricevuto il batte- gruppo, hanno ripreso la marcia. Al sacrario
simo insieme con il figlioletto. della battaglia alle Crocette, tra Castelfidar-
Ritiri: Domenica 5 marzo a Serre-Ner- do e Loreto, due giovanissime pellegrine
pol vi è stata una giornata di ritiro per la hanno deposto una corona in onore dei cro-
perseveranza predicata da don Cazalas e ciati di Pio IX. L’ultima salita al colle di Lo-
don Murro. Nonostante la neve, più di qua- reto è stata accompagnata dal solito solleo-
ranta persone hanno potuto parteciparvi. ne, prima del pranzo al sacco consumato alle
Sabato 28 ottobre, festa della Madonna porte della città mariana. Si è svolta poi la
delle Vittorie, patrona della Cappella di processione finale sino alla Basilica: qui i
Cannes, don Cazalas ha organizzato una pellegrini hanno deposto ai piedi della
giornata di ritiro per i fedeli, svoltasi nella S.Vergine, nella Santa Casa, le diverse in-
cappella del convento della Visitazionedi tenzioni di preghiera. Terminate le preghie-
Grasse. È stata la prima volta che abbiamo re i partecipanti sono ritornati in pullman a
potuto organizzarla a Cannes e speriamo di Osimo per riprendere i veicoli privati. Alla
poterla ripetere. Il 30 e 31 ottobre si è svol- partenza il saluto generale è stato: arriveder-
to a Verrua un ritiro per i membri del Roc- ci al prossimo anno!
ker’s Klan, ai quali si sono uniti alcuni ex- Altri pellegrinaggi. La Casa San Pio X
esercitanti desiderosi di mantenere il fervo- ha organizzato alcuni pellegrinaggi: con i
re: in tutto 18 persone; hanno predicato fedeli di Rimini il 26 marzo a Corinaldo
don Ricossa e don Giugni. Il 1° novembre a (PU), alla casa natale di santa Maria Goret-
Raveau un ritiro è stato predicato da don ti. Con i fedeli lucani il 7 luglio a Salerno,
Murro, che ha riunito persone provenienti sulla tomba di San Matteo e di San Grego-
non solo dalle vicinanze, ma anche da rio VII. Con i fedeli abruzzesi il 17 giugno a
Tours, Lione, Parigi. Da questi ritiri - svol- Roma, alla Basilica di san Paolo fuori le
tisi con l’indispensabile aiuto delle suore di Pellegrini al S. Monte di Varese
Cristo Re, che sono venute a Raveau par-
tendo da Vinay e a Cannes da Moncestino -
tutti i partecipanti sono ritornati a casa
contenti, con l’animo ripieno di gioia spiri-
tuale: e chi aveva fatto gli Esercizi Spiritua-
li, ne ha ritrovato lo spirito e l’entusiasmo.
Pellegrinaggio nazionale Osimo-Loreto.
Il pellegrinaggio annuale a Loreto è diventa-
to uno dei punti fermi dell’apostolato del
nostro Istituto. Oltre cento persone - tra cui
75

Mura e alla chiesa di san Paolo delle Tre tu non ti convertirai, diventerai un tizzone
Fontane; il 16 agosto in provincia del- d’inferno’’ don Murro la sera precedente
l’Aquila sulle tracce di San Giovanni da ha illustrato il dogma dell’Inferno, così co-
Capistrano e di Papa San Celestino V; infi- me la Rivelazione e la Chiesa hanno inse-
ne il 16 settembre si è svolta la 3ª edizione gnato. Dopo la Messa cantata ed una breve
del pellegrinaggio a piedi (10 km) dall’Ab- colazione, i fedeli si sono avviati seguiti dal-
bazia di S. Maria Arabona al santuario del la pioggia, che, dopo una tregua durante la
Volto Santo a Manoppello (PE). pausa del pic-nic, è divenuta torrenziale al
I fedeli emiliani sono rimasti fedeli, per pomeriggio. Nessuno delle cento e più per-
l’appunto, al doppio appuntamento col San- sone presenti si è scoraggiato, tutti hanno
tuario della Madonna di San Luca per il perseverato fino alla cappella di N. Dame
mese di Maggio (il 13) e quello del Rosario de Bon Rencontre e al Belvedère, sicuri
(il 21 ottobre), recitando le tre corone del che la Madonna compenserà al centuplo il
Rosario. Si sono aggiunti anche degli amici sacrificio fatto in suo amore. Tutti pronti
romagnoli e abruzzesi, che hanno apprezza- per ricominciare il 7 e 8 maggio 2007.
to la cucina dell’eremo di Tizzano. L’11 giu- Il 25 maggio, festa dell’Ascensione, i fe-
gno bolognesi e padovani si sono incontrati deli di Cannes si sono riuniti per il pellegri-
(e in buona parte conosciuti) in un pellegri- naggio annuale al santuario di St-Joseph-du-
naggio a Sant’Antonio di Padova, diretto da Bessillon a Cotignac, nel dipartimento del
don Ricossa. Sempre con don Ricossa, gli Var. Erano più di una cinquantina di pelle-
amici bolognesi e ferraresi si sono dati ap- grini, di cui una ventina di bambini, riuniti
puntamento al Santuario mariano di Bocca per pregare S. Giuseppe, che è sempre gene-
di Rio (Appennino tosco-emiliano) anche roso nel concedere grazie verso tutti coloro
quest’anno, il 18 agosto. Guidati da don Ca- che l’invocano con fiducia. I pellegrini sono
randino e don Ricossa numerosi fedeli emi- giunti da diversi dipartimenti, perfino
liani (da Parma, Reggio, Modena e Ferrara) dall’Isère! Se Dio vuole, prossimo appunta-
e romagnoli (da Rimini, Cesena, Forlì), più mento a Cotignac in onore di S. Giuseppe a
un milanese, si sono ritrovati il 4 febbraio fine maggio.
alla Pieve di San Valentino di Castellarano Anniversari. Il 9 settembre, a Cannes,
(Reggio Emilia). Gentilmente accolti dal l’Istituto ha organizzato una giornata per
parroco, hanno recitato il santo rosario da- ricordare don Gustave Delmasure a dieci
vanti alla tomba del giovane seminarista anni dalla sua scomparsa (11/09/1996). Don
Rolando Rivi, “prelevato” dai partigiani co- Cazalas ha cantato la messa da Requiem e
munisti nell’aprile del 1945 e da loro ucciso, don Giugni ha predicato. Dopo la Messa i
dopo tre giorni di sevizie, per la sua fedeltà sacerdoti ed i fedeli hanno preso un simpa-
all’abito talare e alla fede. Il giovane Rolan- tico pic-nic insieme in un parco pubblico
do aveva appena 14 anni. L’incontro è stato della città, ed in seguito si sono recati sulla
organizzato dal portale cattolicesimo.com. tomba di don Delmasure a Théoule sur
Sabato 7 ottobre una trentina di fedeli Mer, città dove egli era stato parroco per
lombardi (dalle provincie di Milano, Como, lunghi anni. L’Istituto ricorda poi ogni an-
Lecco, Bergamo e Varese) guidati da don no con una Santa Messa di suffragio Mons.
Giugni si sono ritrovati ai piedi del S. Mon- Guérard des Lauriers e Mons. Benigni (il
te di Varese per salire attraverso le cappel- 27 febbraio), Padre Vinson (il 1 luglio),
le dei 15 misteri, recitando il Santo Rosario Virginia Bonelli (il 31 gennaio). Una Messa
alla Basilica dell’Assunta. Il pellegrinaggio in suffragio del nostro insigne benefattore,
è sempre una bella occasione per ritrovarsi il Notaio Senni Buratti, è stata celebrata a
insieme e per pregare la Madonna per i bi- Maranello il 2 settembre, riunendo tutti i
sogni spirituali e temporali. La giornata si è familiari nella preghiera. Più lieti gli anni-
poi conclusa al meglio in un ristorante cit- versari d’ordinazione sacerdotale di Mons.
tadino per una cena in compagnia. Stuyver (10 anni il 3 novembre), di consa-
Passiamo alla Francia. L’8 maggio, co- crazione episcopale di Mons. Mc Kenna
me di consueto, si è svolto il pellegrinaggio (20° il 22 agosto) ed il 25° di nozze dei co-
a N. Dame de l’Osier, con partenza dalla niugi Nella e Rodolfo Mazzocca, solenniz-
Maison St Joseph. Prendendo spunto dalle zati a Chieti il 10 dicembre 2006 con una
parole della Madonna a Port Combet: “Se Messa celebrata da don Carandino.
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Battesimi Don Murro ha celebrato i se- Sigloy, in Francia, Mons. Stuyver ha battez-
guenti battesimi: il 9 gennaio Sacha Waize- zato Sebastien Van Overbeke.
negger, figlio di Alexandre e Carol; ad An- Prime Comunioni. “Lasciate che i piccoli
necy Marguerite-Marie figlia di Yves e Vé- vengano a me”. A Serre Nerpol, don Cazalas
ronique Larfaillou il 12 febbraio ed il 26 ha dato la prima comunione a Marie-Emma-
dello stesso mese, Thibaut, figlio di Marc e nuelle Miche la domenica 19 febbraio, e a
Marianne Larfaillou; il 30 aprile nella Cap- Jean Chiocanini il 18 giugno. Il 28 maggio a
pella di Chambery, messa gentilmente a Dendermonde, nella cappella di Mons. Stuy-
disposizione da don Paladino, Hugo Radi- ver, Jeanne Paris et Marie-Colombe Bra-
ce, figlio di Jérôme e Caroline Corrieri; a bant, dopo un piccolo ritiro, hanno fatto la
Raveau, il 30 luglio Baptiste Moracchini, fi- loro “comunione solenne” e rinnovato le
glio di Fréderic e Isabelle Vasseur e il 5 promesse battesimali. Domenica 18 giugno,
agosto, alla chiusura degli esercizi spirituali solennità del Corpus Domini, alla Maison St
di Raveau, Vincent Nosib. Joseph, vi sono state le comunioni solenni
Alla Maison St Joseph, alla fine degli per i ragazzi preparati da un ritiro spirituale.
Esercizi, il 30 dicembre, don Cazalas ha Il 4 novembre, a Verrua, Elsa Ricossa ha ri-
battezzato Mme Chantal Touéé ed il figlio cevuto la prima comunione dalle mani dello
Melvyn Joseph, ed il 7 gennaio seguente ha zio, don Francesco. L’8 dicembre, l’Immaco-
battezzato Thomas Perrotto, figlio di David lata è stata festeggiata degnamente alla Mai-
e Isabelle. Il 19 marzo 2006 don Carandino son St Joseph con la consueta processione, e
all’oratorio di Chieti Scalo ha battezzato il soprattutto con la prima comunione di Jo-
piccolo AdrianMaria Meola. Il 14 agosto seph Carpenne, che ha ricevuto da don Ca-
nel castello di Sanfré don Ugolino Giugni zalas per la prima volta Gesù nel suo cuore.
ha battezzato Benedetta Sobrero, figlia di Cresime. Sabato 1° aprile Mons. Stuyver
Francesco ed Emilia. Il 16 settembre, a To- ha conferito il sacramento della Cresima alla
rino presso l’Oratorio del S. Cuore, don Maison Saint Joseph di Serre Nerpol. L’in-
Giugni ha battezzato Claretta Emma Ma- domani, domenica della Passione, i fedeli di
nara, figlia di Antonio ed Eleonora. Infine Cannes hanno avuto la gioia di accogliere
il 1 gennaio 2007 in una chiesa di Trento Monsignore. In quest’occasione don Cazalas
don Ugolino ha amministrato il sacramento ha avuto a disposizione (come l’anno prece-
del battesimo a Pietro Angelo Giuliana, fi- dente, al Corpus Domini) una cappella au
glio di Emilio e di Mara. Don Ricossa ha Mas du Calme. Cyrille e Florian Darius,
battezzato Greta Cirelli il 25 marzo a Sab- Vincent e Olivier Gastin, Thibaut et Tho-
bioncello S. Pietro (Ferrara) e la propria ni- mas Van Gorp sono diventati soldati di Cri-
pote, Angelica Ricossa, a Torino, il 4 gen- sto. Al pomeriggio, grazie allo spirito apo-
naio 2007. Il 14 giugno, nella Parrocchia stolico della compianta signora Rainford,
San Pio V di New York, don Casas Silva ha due fedeli novantenni hanno potuto ricevere
amministrato il sacramento del battesimo a la Cresima nella loro abitazione. Tutti i fe-
Elena Basualdo. Don Jocelyn Le Gal ha già deli hanno espresso gratitudine per Mons.
amministrato due battesimi a Parigi: il 3 Stuyver che per loro ha affrontato un viag-
giugno di un piccolo Louis ed il 18 novem- gio così lungo. Il 19 aprile, Mons. Stuyver ha
bre di Hortense Collot figlia di Antoine- amministrato le Sante Cresime a Favernay
Marie e Agnés. Infine, il 27 gennaio 2007, a (Franca Contea) ai fedeli della comunità be-
nedettina di Padre Verrier, coadiuvato da
Suggestiva immagine della cerimonia del Sabato Santo Padre Mercier. Il 28 maggio sono stati cresi-
durante Settimana santa mati nella cappella di Mons. Stuyver a Den-
dermonde, Jacinta Daelemans, Darinka et
Nikola Stankovski, Constantijn Steenber-
gen, Louis-Marie Chuilon, Carlos de Bock.
Il 1 ottobre Monsignore si è recato a Milano
dove ha confermato 19 persone, come rac-
contiamo parlando della Lombardia. Infine,
sempre a Dendermonde, sono stati cresima-
ti in momenti diversi Yvette de Kort, resi-
dente a Roma e Vincent Prithiviraj Nosib.
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Matrimoni. Il 2 luglio 2006, nella chie- che ha lasciato alla famiglia. Don Giugni è sta-
setta gentilizia della Tenuta Pandolfa a Fiu- to spesso ospite in casa sua di ritorno dai viag-
mana (FC), don Carandino ha benedetto le gi d’apostolato in Costa Azzurra. Al marito
nozze di Silvia Berni e Andrea Proli. Il 16 Marco, nostro caro amico, ed al figliolo Giaco-
settembre a Torino presso l’Oratorio del S. mo vanno le nostre condoglianze e le nostre
Cuore, don Giugni ha benedetto le nozze di preghiere. Il 28 gennaio 2006 è morta ad
Antonio Manara e Eleonora Macario. Il 2 Arezzo Alda Paoletti Dal Piaz. Nata ed edu-
dicembre 2006, nella cappella Notre Dame cata in una famiglia numerosa e profonda-
des Victoires di Cannes, don Murro ha ce- mente cristiana, aderì ancor giovanissima alla
lebrato il matrimonio di Régis Micheo con R.S.I. come ausiliaria. Ricordava spesso il suo
Eva Agosti. Il 20 gennaio 2007, nella cap- cappellano militare, don Leandro Sangiorgio,
pella della Madonna del Buon Consiglio a ucciso alla fine della guerra. Quando don Ri-
Dendermonde, Mons. Stuyver ha benedet- cossa iniziò la celebrazione della Santa Messa
to le nozze di una giovane coppia; uno degli in provincia di Arezzo, a Loro Ciuffenna, fu
sposi ha ricevuto in quest’occasione anche tra le prime e le più decise – con il marito Stel-
la prima comunione e la Cresima. vio Dal Piaz – a aderire all’iniziativa, assisten-
Defunti L’8 gennaio 2006, a Ferrara, è do con regolarità e devozione alle funzioni, e
morta Alma Margherita Galletti vedova così fino al Natale del 2005. Poco dopo, infatti,
Ghelfi. Fino a che ha abitato a fianco della no- è arrivata la malattia che l’ha portata alla mor-
stra chiesetta di San Luigi, ha sempre frequen- te, durante la quale ha ricevuto i santi sacra-
tato da noi la Santa Messa. Il 9 gennaio, è menti da don Carandino. Domenica 5 feb-
mancato a Cannes il signor André Prieux, braio 2006, don Ricossa ha celebrato una mes-
professore universitario. Già fedele assiduo di sa in suo suffragio a Loro Ciuffenna, alla pre-
don Delmasure a Théoule, lo ha poi seguito senza della famiglia e di numerosissimi amici.
anche presso la cappella di N.D. des Victoires, Cornelia Antonia Maria Peeters, vedova di
continuando con l’Istituto. Era una persona Daniël Steenbergen e nonna di un nostro se-
amichevole, caritatevole e molto umile, non- minarista è deceduta il 2 marzo 2006 dopo
ostante la sua vasta cultura. Assistito dalla aver ricevuto i santi sacramenti. Le esequie si
moglie e dall’amico Joseph Kirstein, è decedu- sono svolte il 6 marzo. Nel marzo 2006 è mor-
to poco dopo che don Cazalas gli aveva porta- to il dott. Rudholf Gerstner, vedovo della
to i sacramenti. Don Cazalas ne ha celebrato dott. Elisabeth Gerstner; entrambi erano stati
le esequie il 12 gennaio. Il 13 gennaio è man- nostri ospiti a Verrua. L’Istituto presenta ai fi-
cata Dominique Regat, ad Annecy, a cui don gli, colpiti in pochi mesi dalla perdita di en-
Murro aveva amministrato i Sacramenti. Il 24 trambi i genitori, le più sentite condoglianze.
gennaio 2006 a Genova, consumata da una Mercoledì 7 giugno è deceduta la signora
lunga malattia, accettata con spirito profonda- Gengler. Don Cazalas, che le aveva ammini-
mente cristiano ed offerta per il bene della strato tutti i Sacramenti quattro giorni prima,
Chiesa e delle anime è mancata Maria Faraldi. ne ha celebrato i funerali il 10 giugno alla Mai-
Si trattava di una bell’anima che amava vera- son St Joseph. È stata sepolta vicina al marito
mente Gesù, come possono testimoniare colo- deceduto un anno prima, nel cimitero del loro
ro che l’hanno conosciuta e i diari spirituali paese, Grand-Serre. Fedeli della Maison St
Joseph da vent’anni, da quando avevano co-
A Verrua per la festa della Madonna del Buon Consi-
glio (da sinistra): don Jocelyn Le Gal, don Thomas
nosciuto il P. Vinson, coraggiosamente faceva-
Cazalas, don Ugolino Giugni, don Sergio Casas-Silva, no due ore di viaggio per avere la vera Messa,
don Francesco Ricossa, don Giuseppe Murro, don Ugo nonostante la loro età. Per la fedeltà al rito di
Carandino e don Thomas Le Gal S. Pio V furono abbandonati e disprezzati da
diversi conoscenti. Il 9 giugno è deceduto
Charles Bousiges, che fu tra i primi a rendersi
conto del problema posto dalla nuova messa.
Non solo si limitò a cercare la Messa di S. Pio
V, senza lesinare viaggi, ma cercò anche di or-
ganizzare una sede stabile nella Drôme, finché
la venuta del P. Vinson a Serre Nerpol costituì
la soluzione all’annoso problema. Gli ultimi
anni, a causa di una malattia, si muoveva con
79

difficoltà, e sovente abbiamo portato i Sacra- Carandino, infine, ricorda particolarmente


menti a casa. I funerali sono stati celebrati il Mons. Angelo Mencucci, che si è spento il 12
12 giugno à Bourg le Péage da don Murro. Il luglio 2006 all’Opera Pia Mastai Ferretti di Se-
22 maggio 2006 è deceduta a Cannes Marie- nigallia. Nato il 1 ottobre del 1914 a Corinal-
Madeleine Rainford, da sempre fedele di don do, ordinato sacerdote il 12 marzo 1938, dal
Delmasure (che ne aveva celebrato le nozze 1954 canonico del Capitolo della Cattedrale di
nel 1946), donna di carattere generoso, infer- Senigallia e dal 1966 parroco della stessa Cat-
miera e catechista l’aveva aiutato a istruire i tedrale, per molti anni è stato direttore del
bambini quando egli era ancora vicario presso Museo Pio IX, presso il Palazzo Mastai. Uo-
la parrocchia del Suquet a Cannes durante la mo di profonda cultura, figura sacerdotale dia-
guerra. Sposata con il capitano Richard Rain- mantina, estimatore del rito tridentino della
ford l’aveva seguito in Algeria durante la Messa, con la sua dedizione e preparazione ha
guerra in quel paese vivendo avventurosa- contribuito notevolmente allo studio e alla di-
mente ai limiti del deserto Sahariano. Dopo la vulgazione della vita di Pio IX. Ricordiamo le
morte di don Delmasure, aveva continuato a anime di questi defunti, e di tutti coloro “qui
seguire fedelmente la santa Messa celebrata nos praecesserunt in signo fidei” alle preghiere
presso la Cappella N.D. des Victoires dai sa- dei nostri lettori e alla misericordia di Dio.
cerdoti dell’Istituto. La sua casa era sempre
aperta e la sua tavola sempre imbandita, per i
sacerdoti dell’Istituto che si recavano a cele-
brare due volte al mese nella cittadina riviera-
sca; ella era sempre disponibile ad aiutare ULTIMA ORA: Fraternita San Pio X, Messa
l’apostolato degli stessi sacerdoti o di chiun- in volgare e faccia al popolo?
que ne avesse bisogno. È stata una vera colon-
na per la tradizione, e noi tutti ne sentiremo
profondamente la mancanza. Don Cazalas le
ha amministrato gli ultimi sacramenti durante
I n previsione del “motu proprio” in favore
della Messa detta di San Pio V, la Frater-
nità San Pio X ha preparato un DVD con il
la sua malattia. Al marito Richard e a tutta la quale si intende insegnare ai parroci la ce-
sua famiglia vanno le più sincere condoglianze lebrazione di questo rito. In una lettera ai
di tutto l’Istituto. Il 2 settembre è mancata nel- parroci francesi scritta da don P. de La
la sua casa di Sansepolcro, Virginia Baschetti Rocque, della Fraternità San Pio X, diret-
ved. Sarti. Di famiglia profondamente cristia- tore de ‘Lettre à nos frères prêtres’, il reve-
na, aveva ricevuto con grande fede gli ultimi rendo scrive testualmente: “Bisogna sapere
sacramenti da don Ricossa, che ne ha celebra- in effeti che, se questo DVD propone di
to le esequie nella cappella del cimitero il 4 imparare (la celebrazione) in lingua latina,
settembre. Ricordiamo ancora: la famiglia Pa- la Messa tridentina può anche essere cele-
gani, di Cortona, in lutto per la perdita del fi- brata in lingua volgare: nel 1965 un'edizio-
glio (21 marzo), consolata dal fatto che fosse ne del messale romano proponeva pertanto
un buon cristiano; Tarcisio Torti († 19 mag- una traduzione francese. Allo stesso modo,
gio), di Mezzana Bigli, che fu sempre nostro l'edizione del 1962 prevede, in certi casi, la
amico; Marcello Bignami († 19 luglio), di Bo- messa faccia al popolo. Se Benedetto XVI
logna, che ci aiutò in consiglio provinciale per liberalizzasse questo rito, sembra quindi
trovare un luogo di culto; il col. Oscar Bertone possibile introdurlo progressivamente nelle
(† 21 luglio), di Torino; il signor Ferlin, morto parrocchie senza stravolgere bruscamente
tragicamente ad agosto, ex-esercitante; l’avv. le abitudini dei vostri parrocchiani”.
Teofilo D’Antonio, uno dei primissimi difen- Anche la FSSPX pratica dunque l'ecu-
sori della Messa a Roma, e uno dei primi a menismo, raccomandando la celebrazione
chiamare l’Istituto nella Città eterna, uomo di messe in volgare, faccia al popolo, e cele-
umile, colto, caritatevole e fervente, al quale brate da ministri che in buona parte - aven-
don Curzio portava regolarmente i sacramenti do ricevuto il sacramento dell'ordine col
(† 6 ottobre); Raffaele Di Deco († 17 novem- nuovo rito montiniano - sono dubbiosa-
bre a Venezia), morto ancor giovane, che ci fu mente sacerdoti. E perché, se la FSSPX
vicino a Orio e Nichelino, all’inizio della no- consiglia questo rito agli altri, non potrebbe
stra avventura, ed ancora frequentava a volte un domani essere celebrato dagli eredi stes-
la S. Messa o le conferenze dell’Istituto. Don si di Mons. Lefebvre?
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0161.839334; e-mail: info@sodalitium.it Potenza: per informazioni: Tel. 0541.758961.
San Martino dei Mulini (RN): CASA S. PIO X - Roma: Oratorio S. Gregorio VII, via Pietro della
Don Ugo Carandino, Oratorio Maria Ausilia- Valle 13/B. La 1ª, 3ª e 5ª domenica del mese,
trice, via Sarzana 86, CAP 47828. Nei giorni fe- ore ore 11. Per informazioni: Tel. 0161.839335.
riali S. Messa saltuariamente alle ore 7. Tel.: Rimini: Oratorio San Gregorio Magno, via Molini
0541.758.961; Fax: 0541.757.231; e-mail: 8. Tutte le domeniche e festivi alle ore 11, sal-
casa.sanpiox@sodalitium.it vo la 3ª domenica del mese alle ore 18,30. Per
ARGENTINA - Rosario: CASA SAN JOSE – Don informazioni: Tel. 0541.758961.
Sergio Casas Silva, Iguazú 649 bis, C. P. 2000 - Rovereto (TN): la 1ª, 3ª e 5ª domenica del mese
Rosario (Santa Fe). Tutte le domeniche S. alle ore 18. Per informazioni: Tel. 0161.839335.
Messa alle ore 10. Ore 11 catechismo. E-mail: Torino: Oratorio del S. Cuore, via Thesauro 3/D.
casasanjose@sodalitium.it Tutte le domeniche e festivi S. Messa cantata
BELGIO - Dendermonde: Mons. Geert Stuyver, alle ore 9; S. Messa letta alle ore 11,15; il 1° ve-
Kapel O.L.V. van Goede Raad, Koning Albert- nerdì del mese alle ore 18,15. Per informazioni:
straat 146, 9200 Sint-Gillis, Dendermonde. S. Tel. 0161.839335.
Messa tutte le domeniche alle ore 9,30. Tel. e Valmadrera (LC): Via Concordia, 21. La 2ª e la 4ª
Fax: (+32) (0) 52/380778. domenica del mese. Per informazioni: Tel.
FRANCIA - Raveau: Castello di Mouchy, 58400 0341.58.04.86.
Raveau. Per informazioni: Tel.: (+33) Varese (provincia): per informazioni: Tel.
03.86.70.11.14; e-mail: raveau@sodalitium.it 0161.839335.
FRANCIA
ALTRE SS. MESSE - ITALIA Annecy: 11, avenue de la Mavéria. S. Messa la 2ª e la 4ª
Chieti Scalo: Oratorio del Preziosissimo Sangue, via domenica del mese, ore 10. Tel.: (+33) 09.53.16.39.01.
Colonnetta 148. La 2ª e la 3ª domenica del mese Cannes: Chapelle N.D. des Victoires, 4, rue Fellegara. S.
Messa la 2ª e 4ª dom. del mese, ore 18.
alle ore 18,30. Per informazioni: Tel. 0541.758961.
Lione: (2ème) 17, cours Suchet. S. Messa la 2ª e la 4ª do-
Ferrara: Chiesa S. Luigi, via Pacchenia 47, Alba-
menica del mese, ore 17. Tel.: (+33) 04.77.33.11.24.
rea. Tutte le domeniche alle ore 17,30, salvo la Lilla: S. Messa la 1ª e la 2ª domenica del mese alle ore
3ª domenica del mese alle ore 11,30. Per infor- 17. Per informazioni: Mons. Geert Stuyver in Belgio.
mazioni: Tel. 0161.839335. Parigi: 17 rue Blue, 75009. S. Messa la 1ª e 3ª domenica
Loro Ciuffenna (AR): Fattoria del Colombaio, del mese alle ore 10.30. Per informazioni: Tel.
str. dei 7 ponti. La 1ª domenica del mese alle 0161.839335.
ore 17,30. Per informazioni: Tel. 0161.839335. Confessioni 30 minuti prima dell’inizio delle S. Mes-
Maranello (MO): Villa Senni, strada per Foglia- se. Dei cambiamenti occasionali negli orari delle
no. Tutte le domeniche alle ore 11, salvo la 3ª Messe, specie nel perido estivo, possono intervenire;
domenica del mese alle ore 9. Per informazio- se frequentate saltuariamente i nostri oratori vi con-
ni: Tel. 0161.839335. sigliamo di telefonare.

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