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Al Presidente

del Consiglio regionale


Dott. Giuseppe Di Pangrazio
SEDE

Risoluzione urgente
(Riconversione cementificio Scafa)
Il Consiglio regionale
Premesso che
le organizzazioni sindacali hanno espresso viva preoccupazione per le situazioni di evidente crisi di alcune
realt industriali della media Val Pescara che potrebbero condurre alla perdita di centinaia di posti di lavoro;
queste situazioni si aggiungono ad altre di grande emergenza, e non solo dal punto di vista occupazionale,
come il sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino, considerato il pi inquinato d'Europa;
nelle ultime settimane tornata prepotentemente alla ribalta la possibilit di chiusura del cementificio di
Scafa, in seguito alla ristrutturazione prevista dai vertici del gruppo Italcementi, che porterebbe a un forte
ridimensionamento dei cementifici in attivit;

considerato che
la Sama-Italcementi e il cementificio di Scafa rappresentano un pezzo di storia della Val Pescara e, per pi di
due secoli, stato un punto di riferimento occupazionale e di sviluppo dei territori interessati;
la stessa societ ha avuto e ha tuttora concessioni minerarie che interessano una grande parte del territorio
della Val Pescara, anche se ultimamente la societ ne ha richiesto, e ottenuto, la riduzione da 5.006 ettari a
1.100 ettari, dai 6.781 ettari originari, attraverso le quali ha potuto sfruttare le risorse naturali occorrenti
alle proprie attivit;

rilevato che
la societ Italcementi gi una quindicina di anni fa aveva espresso la volont di una chiusura dell'attivit del
cementificio di Scafa e una sua possibile riconversione;
successivamente, anche in seguito all'autorizzazione a bruciare rifiuti speciali (pneumatici e farine animali, in
particolare), il cementificio era stato oggetto di ristrutturazione ed adeguamento anche se la produzione di
cemento e il livello occupazionale non avevano subito incrementi;
constatato che
nel 2009 l'Italcementi ha presentato richiesta di autorizzazione per bruciare rifiuti (CDR), oltre a quelli per i
quali era gi stata autorizzata;
in sede di verifica di assoggettabilit a VIA (14 ottobre 2010), il Comitato CCR-VIA ha ritenuto che il
progetto dovesse essere rinviato a procedura VIA "in considerazione del complesso rapporto dell'attuale
impiantistica con il tessuto urbano circostante nel quale esso si colloca";

da allora la societ Italcementi non ha presentato ulteriori richieste o integrazioni al progetto originario, cosa
che gi da allora presupponeva un certo disinteresse della societ nei confronti del cementificio di Scafa;
nel frattempo i livelli occupazionali sono scesi di molto e i 67 operai oggi in attivit sono soggetti a cassa
integrazione a rotazione mentre alle ditte esterne non sono stati rinnovati i contratti;

preso atto che


nei terreni interessati dalle concessioni minerarie ci sono emergenze di natura storica, come le antiche
miniere di asfalto, alcune in buono stato di conservazione, tra l'altro oggi completamente abbandonate;
sempre all'interno del territorio interessato dalle concessioni minerarie ci sono luoghi di grande interesse
archeologico e naturalistico;
la societ Italcementi proprietaria di terreni e abitazioni che potrebbero essere sfruttati da un punto di vista
turistico e agrituristico;

ritenuto, pertanto, che


si potrebbe operare al fine di una riconversione dell'attivit di produzione di cemento in attivit finalizzate al
turismo e alla valorizzazione ambientale, anche allo scopo di garantire agli operai del cementifico una
ricollocazione nel mercato del lavoro, oltre che a dare un nuovo tipo di sviluppo ecocompatibile ai
territori interessati, dopo un massiccio sfruttamento delle risorse naturali durato pi di due secoli;
impegna la Giunta Regionale
ad intervenire presso il Governo nazionale al fine di tutelare gli interessi dei lavoratori e per la salvaguardia
degli attuali livelli occupazionali;
- alla convocazione di un Tavolo Istituzionale con le organizzazioni sindacali, i Comuni interessati (Scafa,
Lettomanoppello, Manoppello, San Valentino in A.C., Roccamorice, Abbateggio, Turrivalignani), gli
Assessorati di competenza e la Societ Italcementi, che si occupi della predisposizione di un progetto e di
un programma operativo, nell'ambito della Programmazione 2014-2020 e, altres, nelle more della
Risoluzione "Piano Europeo di Sviluppo" approvata dal Consiglio Regionale il 18 settembre 2012, al fine
di una riconversione produttiva che favorisca lo sviluppo economico del territorio interessato attraverso
attivit di tutela, valorizzazione e promozione ambientale che ne garantisca la crescita occupazionale,
sociale e culturale;
- a rilanciare con forza, presso il Governo nazionale, la vertenza del "SIN (Sito di interesse nazionale)" di
Bussi sul Tirino, sia al fine di una bonifica complessiva dei terreni inquinati, sia al fine del rilancio
economico ed occupazionale.

Il Consigliere regionale
Leandro Bracco

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