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I lavoratori della Colacem di San Francesco scrivono a Renzi: 'Venga

dove i cementifici chiudono' | Sieve notizie 8 NOVEMBRE 2014


Colacem, la chiusura definitiva. Per l'ultima volta suona la storica
sirena (VIDEO) | Sieve notizie 27 FEBBRAIO 2014
Colacem di San Francesco, accordo per cassa integrazione
straordinaria. La Provincia al lavoro | Sieve notizie 26 NOVEMBRE
2013
OPERAI DI PONTASSIEVE SCRIVONO A RENZI: VENGA DOVE I
CEMENTIFICI CHIUDONO

I dipendenti di uno stabilimento del gruppo Colacem che ha sede nel Comune in cui vive la famiglia del
premier gli chiedono di occuparsi delle fabbriche in difficolt invece che presenziare solo a
inaugurazioni. Come quella delle nuove linee produttive del gruppo Italcementi, dove andato luned

Renzi fa visita alla Italcementi, ma dovrebbe venire a vedere come si


sta dove i cementifici chiudono. E questo il succo di una lettera
inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi dai membri
dellassemblea dei lavoratori di uno stabilimento diPontassieve (dove
vive la famiglia del premier) ora di propriet della Colacem ma in
passato in mano proprio al gruppo bergamasco. Un messaggio che
arriva a pochi giorni dalla visita di Renzi alle linee produttive del
gruppo della famiglia Pesenti, subito dopo il vertice degli industriali
bresciani nella sede della Palazzoli.
Gli operai dello stabilimento toscano in fase di chiusura chiedono che
Renzi stia pi vicino ai lavoratori che rischiano il posto, invece
di presenziare agli incontri degli industriali: Caro presidente Renzi
inizia la lettera -, abbiamo letto che Lei andato allinaugurazione di
nuovi impianti Italcementi (azienda che mercoled stata oggetto di
unispezione da parte della Consob e della Guardia di Finanza, ndr) e
abbiamo pensato che dovrebbe venire anche dove i cementifici
chiudono; successo nel suo Comune, lo sa, a Pontassieve. Venga a
dirci come possiamo far ripartire il lavoro. Noi, dopo aver passato
mediamente 30 anni della nostra vita in quello storico cementificio,
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circa due anni fa siamo stati ceduti al Gruppo Colacem. Subito dopo lo
stabilimento stato fermato e ora in fase di chiusura definitiva.
I lavoratori ricordano al premier che con il Jobs Act la cassa
integrazione straordinaria alla quale chiedono di ricorrere verrebbe
cancellata. Questo li ha spinti a scrivere direttamente al presidente del
Consiglio: Lavvio di moderni impianti in alcuni cementifici
continuano avviene contemporaneamente a una drammatica
ristrutturazione del settore, con migliaia di posti di lavoro persi o a
rischio. Una ristrutturazione che noi e molti altri abbiamo subito senza
un luogo dove poter discutere della crisi in atto e delle politiche
industriali per farvi fronte. E s che questa richiesta labbiamo fatta
durante questi anni. Ora utilizziamo gli ammortizzatori sociali perch
non troviamo lavoro, e temiamo che questa situazione possa durare
ancora degli anni.
Gli operai, per, precisano che non stanno chiedendo al presidente del
Consiglio di non inaugurare nuovi impianti, ma che il suo primo
pensiero dovrebbe andare anche e soprattutto dove gli impianti
chiudono, per prendere impegni su come far ripartire leconomia di
aree sempre pi deindustrializzate e senza lavoro come quella
del Valdarno, dove lei vive e che conosce benissimo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/05/operai-pontassievescrivono-renzi-venga-dove-i-cementifici-chiudono/1194402/

Italcementi ottiene un finanzamento BERS per il


revamping degli impianti kazaki

Shymkentcement (Gruppo Italcementi) ha firmato un accordo


con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS)
per un finanziamento di circa 20 milioni di euro destinati al
revamping della cementeria di Shymkent nel sud del
Kazakhstan.

Shymkentcement (Gruppo Italcementi) ha firmato un accordo con la


Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) per un
finanziamento di circa 20 milioni di euro destinati al revamping della
cementeria di Shymkent nel sud del Kazakhstan. Oltre al
finanziamento, la BERS investir circa 4 milioni di euro in
Shymkentcement per una quota di circa il 21% del capitale.
L'intervento, che rientra nella politica della BERS a favore delle misure
di efficienza energetica nel Paese asiatico, parte dei finanziamenti
destinati ai lavori per dotare la cementeria di una nuova linea a via
secca che sostituir le 4 linee a via umida attualmente in esercizio. La
nuova tecnologia adottata, che rappresenta l'eccellenza industriale del
settore, permetter una maggiore efficienza dell'impianto e una
sensibile riduzione delle emissioni in atmosfera.
I lavori di costruzione sono in fase avanzata e si prevede che il nuovo
impianto, con una capacit produttiva di circa 1,2 milioni di
cemento/anno, potr essere operativo nella prima parte del 2016.
(GD)
http://www.trend-online.com/ansa/fta178684/
Italcementi avvia in Bulgaria un nuovo impianto
Con l'accensione del nuovo forno entrata in funzione la nuova
struttura produttiva della cementeria di Devnya Cement, filiale
bulgara del Gruppo Italcementi, situata nei pressi del porto di Varna
nella parte orientale del Paese.
Con l'accensione del nuovo forno entrata in funzione la nuova
struttura produttiva della cementeria di Devnya Cement, filiale
bulgara del Gruppo Italcementi, situata nei pressi del porto di Varna
nella parte orientale del Paese.
"Con questa operazione, che si affianca a quella di Rezzato in Italia, si
completa il programma strategico di investimenti definiti per il
rafforzamento del Gruppo in Europa - ha sottolineato Carlo Pesenti,
Consigliere Delegato di Italcementi Group Con uno dei maggiori
investimenti effettuati nel Paese negli ultimi 25 anni, abbiamo
contribuito a rendere pi efficiente la nostra struttura sotto l'aspetto
industriale e allineata alle migliori tecniche disponibili di salvaguardia
ambientale. Il nuovo impianto ci permetter di rispondere in modo
adeguato sia alle richieste del mercato interno sia a quelle delle
limitrofe aree dell'Europa Orientale".
Il completamento di questo progetto permetter infatti al Gruppo di
consolidare la propria presenza in Bulgaria, dove opera anche con il
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centro di macinazione di Vulkan a Dimitrovgrad, e di sviluppare la


capacit di export grazie alla vicinanza delle strutture del porto di
Varna West che rappresenta un punto di sbocco verso tutti i Paesi
affacciati sul Mar Nero e nel Mediterraneo Orientale.
I lavori di ammodernamento della cementeria, avviati nell'aprile del
2012, hanno coinvolto oltre un migliaio di persone, con un
investimento complessivo di oltre 160 milioni di euro. Terminata
l'attuale fase di test e di messa a punto di tutti gli impianti, la
cementeria sar pienamente operativa ad inizio 2015.
Il nuovo impianto, tecnologicamente molto avanzato, si basa su una
linea 'a via secca' in grado di produrre circa 4000 tonnellate di clinker
al giorno, per un totale di circa 1,5 milioni di tonnellate di cemento
all'anno, rappresentando uno dei maggiori impianti di questo tipo in
funzione in Europa.
Particolare attenzione stata posta sia alla efficienza energetica
dell'impianto - che potr utilizzare anche combustibili alternativi come
RDF e biomasse - che ai sistemi di mitigazione dell'impatto ambientale
che permettono una significativa riduzione di emissioni di CO2.
L'attenzione del Gruppo alle politiche legate allo Sviluppo Sostenibile,
alla base anche di questo investimento, hanno permesso a Devnya
Cement di ricevere dal Ministero dell'Ambiente il 'Green Business
2013' , oltre ad essere premiata nelle categorie 'Investor of the Year'
e 'Investor in Human Capital'.
Italcementi Group entrato nel mercato bulgaro nel 1998 con
l'acquisizione di Devnya Cement a cui ha fatto seguito nel 1999
l'acquisto di Vulkan Cement. Nel corso del 2013 il gruppo ha registrato
in Bulgaria ricavi per 59 milioni di euro.
http://www.trend-online.com/ansa/fta173291/2.html
ITALCEMENTI, IL MERCATO PREMIA LA RIORGANIZZAZIONE IN
ITALIA
Di Francesca Gerosa
11/06/2012

Italcementi razionalizza le attivit in


Italia e a Piazza Affari guadagna
oggi il 3,57% raggiungendo quota
4,12 euro. La societ ha annunciato
venerd scorso a mercato chiuso
che ceder a Colacem, quarto
produttore italiano per capacit
installata, una piccola cementeria
ubicata in Toscana (impianto di
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Pontassieve).
Inoltre, chiuder entro il terzo trimestre 2012 due cementerie di
media dimensione che potrebbero essere trasformate in centri di
macinazione del clinker. Infine,Italcementi ha anticipato che
annuncer un'altra operazione sempre in Italia (swap di asset?) entro
la fine dell'anno.
"Il piano volto a razionalizzare la struttura industriale, consentendo
a Italcementi di affrontare in modo pi efficiente l'attuale situazione
economica e contemporaneamente mettere in atto una nuova
produzione e un nuovo sistema di distribuzione in grado di assorbire la
futura domanda attesa non appena il mercato italiano recuperer
terreno", commentano stamani gli analisti di Banca Akros (hold e
target
price
a
5,90
euro
confermati
sul
titolo).
In aggiunta, "Italcementi potrebbe introdurre altre misure volte a
incrementare l'efficienza della sua produzione per adattarla alle nuove
condizioni del mercato", precisano gli analisti della banca. "Anche se
l'azienda non ha rivelato il prezzo di vendita dell'impianto di
Pontassieve crediamo che questa mossa sia positiva sia
per Italcementi, che sar ridurr i costi fissi, sia per l'intera industria
italiana
perch
diminuisce
la
capacit
di
cemento".
Sono, insomma, i primi segnali di razionalizzazione del mercato
italiano che vanno nella direzione di adeguare la capacit installata al
nuovo scenario sui consumi, scesi dal picco di 45/46 milioni di
tonnellate annue a circa 30 milioni. La notizia quindi molto positiva,
in particolare se verr seguita da operazioni simili da parte di altri
operatori di mercato.
http://finanza.tgcom24.mediaset.it/news/dettaglio_news.asp?id=201206111129426270&chkAgenzie=TMFI
&sez=news&testo=italcementi&titolo=Italcementi,%20il%20mercato%20premia%20la%20riorganizzazione
%20in%20Italia

MAMMA ITALCEMENTI CHIUDE ... PER FAR RIAPRIRE AD UNA CONSORELLA!

Con un certo fastidio riportiamo un articolo uscito oggi su


MilanoFinanza. Fastidio ... non certo per il suo contenuto, ma per
quello che lascia comprendere. Nel leggerlo si comprende come ormai
i veri interlocutori di quello che qui chiamano il "colosso del cemento"
sono in realt i mercati azionistici internazionali, ai quali noto il
"piano di riorganizzazione" italiano dell'azienda, pi che ai suoi
dirigenti e operai ... ed ancor pi della nostra folkloristica politica.
I mercati ... sanno quello che non stato scritto nelle lettere di
chiusura inviata a Vibo ed a Porto Empedocle. Il colmo che se lo sa il
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mercato lo sanno tutti ... e invece no: i nostri parlamentari, consiglieri


regionali e comunali, sindaci e presidenti brancolano nel buio; "sar
difficile far ripensare l'azienda, visto che prima di chiudere non ci
hanno fatto sapere niente!". In realt i nostri politici (o i loro
consulenti) semplicemente non leggono, altrimenti avrebbero saputo
quanto gli analisti di banca scrivono da qualche giorno, con
informazioni precise rispetto al futuro dei due stabilimenti: Italcementi
li "chiuder entro il terzo trimestre 2012(... per) essere
trasformati in centri di macinazione del clinker."
Dunque a settembre chiuder la mamma Italcementi ... e, per fortuna
dei lavoratori, aprir una azienda-figlia consociata, per produrre solo
clinker.
Di questa "notizia" non c' traccia nei giornali locali o nelle
dichiarazioni di qualche politico. Tutti all'oscuro? Non lo sappiamo,
certo non ci sar da sorprendersi se nei prossimi giorni, leggeremo
che la riapertura della fabbrica con una azienda consociata, e che
seppur maciner solo clinker... stata possibile grazie ai "tavoli di
concertazione" con le istituzioni locali, che son addivenuti alla
soluzione grazie al politico tizio, caio e sempronio. Sarebbe grave ... e
fastidioso, scoprire che localmente si inviano comunicati che lasciano
intendere tutto e niente, mentre nel mercato finanziario gli analisti
bancari conoscono tutti particolari del percorso di rilancio dell'azienda
e dei suoi prodotti.
E cos, mentre altrove al Nord ci si aggrega per far fruttare le azioni,
al Sud si lascia lacerare nei conflitti intere comunit, magari in attesa
dei modi, dei tempi o degli uomini giusti a cui far dare una notizia,
quella della riattivazione dei mulini, che varr un bel p consenso.
Non spieghiamo altrimenti la disparit di trattamento informativo.
Tentando dunque di "disarmare" questa strategia ed evitare
l'esacerbarsi del conflitto anche nella nostra comunit, vi riproponiamo
l'articolo per intero.
Lo facciamo anche per distrarvi educatamente dalla sceneggiata
quotidiana di quanti sbandierano - come un vecchio disco incantato che la colpa della chiusura non dei mercati ma dei soliti quattro
frustrati ambientalisti, che rendono ormai all'azienda impossibile
produrre cemento in questo contesto come sempre ... da decenni in
attesa di ottenere la VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale), la AIA
(Autorizzazione Integrata Ambientale) o altre bazzecole di carta come
queste, che come si sa ... da queste parti sono solo pratiche
burocratiche fastidiose e costose.
http://comuneportosantavenere.blogspot.it/2012/06/mamma-italcementi-chiude-perfar.html

Italcementi cede la cementeria di Pontassieve ALLA


COLACEM ... Ufficio Stampa della Provincia di Vibo
Valentia: Vertenza Italcementi, il presidente De Nisi
propon...
Italcementi ha raggiunto un accordo per la cessione della
cementeria di Pontassieve (acquisito dal Gruppo Colacem) e
che porteranno entro il terzo trimestre dellanno alla chiusura
di due impianti produttivi a ciclo completo. La dismissione di
Pontassieve si perfezioner entro la fine di giugno. Ai
provvedimenti gi decisi si potranno aggiungere, entro lanno,
altre operazioni atte a un ulteriore efficientamento della
struttura produttiva, con lobbiettivo di adeguare il dispositivo
industriale alle mutate condizioni del mercato. ...
Preoccupazione per la vendita della cementeria di San Francesco di
Pelago
Lo storico stabilimento Italcementi di San Francesco stato acquistato
dalla Colacem SpA. Lo ha reso pubblico il Sindaco di Pelago in un
comunicato stampa in cui non nasconde la sua preoccupazione per il
futuro dei 52 dipendenti.
Il cementificio venne costruito, allincirca nel sito attuale, nel 1910
dalla Societ Calce e Cementi di Monsavano e gi allinizio degli anni
Trenta, con massicci investimenti in nuove tecnologie, divenne una
delle aziende di punta del territorio della Valdisieve. Nel 1942 venne
acquistato da Italcementi, insieme alla cava di marna di Monsavano,
con la quale lo stabilimento era collegato da una teleferica, dismessa
solo nei primi anni sessanta. Ora, dopo settanta anni di gestione, il
gruppo Italcementi di Bergamo ha deciso di terminare il suo impegno
in Toscana e vendere lo stabilimento al gruppo Colacem di Gubbio che
gi possiede limpianto di Rassina, in Casentino. Gli accordi prevedono
fra laltro che alla Italcementi rimanga la cava a monte dello
stabilimento, con il direttore e quattro dipendenti, mentre alla
Colacem andrebbe lintero stabilimento, con i suoi 46.000 metri
quadrati di superficie e 52 dipendenti (erano 64 solo cinque anni fa,
quando fu anche stimato un indotto di almeno 150 lavoratori).
Il 14 giugno la nuova propriet ha incontrato i sindacati, a Firenze,
nella sede di Confindustria. Nonostante le rassicurazioni sul
mantenimento dei livelli occupazionali, la preoccupazione rimane alta,
anche in considerazione del fatto che lintegrazione fra i due impianti
di San Francesco e Rassina potrebbe preludere a interventi di
razionalizzazione che potrebbero determinare un impatto negativo per
limpianto di San Francesco.
Roberto Del Buffa

Leggi tutto: http://www.soldionline.it/notizie/azioniitalia/italcementi-cede-la-cementeria-di-pontassieve?cp=1

http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/2012/06/ufficio-stampa-dellaprovincia-di-vibo.html
Italcementi di San Francesco venduta a Colacem,
preoccupazione per il futuro dei 52 dipendenti | Sieve
notizie 7 GIUGNO 2012

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE SEDE
DELLO STABILIMENTO ITALCEMENTI
http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/